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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano del Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

LAVORANO OVUNQUE

#5 Anno 3

I veicoli HD9 e HHD9 di Astra offrono prestazioni e robustezza elevati, in grado di affrontare qualunque trasporto eccezionale off-road


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Editoriale

spazio importante nel panorama fieristico non solo nazionale, ma soprattutto internazionale. Oggi il GIS-Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali rappresenta un punto di incontro biennale che i Costruttori auspicavano, un’occasione di incontro con gli operatori sia italiani che esteri che hanno visitato la fiera numerosi, ritenendola un ottimo momento per entrare in contatto con le Aziende e capire cosa offrono i Costruttori nazionali.

Di bene (e speriamo) … in meglio!!

Nel ringraziarVi, quindi, per la fedeltà e il sostegno accordatoci, non vi è dubbio che al buon esito di entrambe le suddette iniziative ha contribuito anche la ripresa del mercato italiano che – sebbene “aiutata” dagli incentivi fiscali – ha risvegliato un certo ottimismo anche da parte degli operatori più scettici. Confortati da questa situazione, non ci resta che augurarci che il trend positivo possa proseguire in maniera anche più vigorosa con il nuovo anno, confidando che le prossime elezioni non riportino il nostro Paese in una delicata situazione di instabilità. L’approssimarsi delle festività natalizie ci impone, comunque, un certo ottimismo, offrendomi anche la possibilità di anticipare a Voi tutti i migliori auguri di un Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo.

Cari Lettori, l’anno che sta per chiudersi ci ha dato molte soddisfazioni, sia in quanto editori di SOLLEVARE (e del relativo portale www.sollevare.it), che come organizzatori della fiera GIS - Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali la cui 6ª edizione è stata la più grande del 2017, anche a livello europeo, dedicata alle macchine e alle attrezzature per il sollevamento, la movimentazione industriale e portuale, la logistica meccanizzata e i trasporti pesanti.

Fabio Potestà

Si può dire che anche il mercato italiano ha finalmente una manifestazione importante, completamente dedicata, che ha saputo ritagliarsi uno

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Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


Rivista partner

Sommario

# 5 - Anno 3 - 2017

Direttore Responsabile Fabio Potestà

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Collaboratori Cristiano Pinotti, Emanuela Pirola, Rachele Donati De Conti, Tea Giusti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane Grafica e impaginazione Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it

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Direzione e redazione MEDIAPOINT & COMMUNICATIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088

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Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it Pre-stampa e stampa Press Grafica - Gravellona Toce

72 Attualità&Fiere, p.8 Speciale Serate GIS, p.20 Speciale Convegni GIS, p.26 Cover Story Astra, p.28

Movimentazione Industriale

Trasporti Eccezionali

CLP, p.52 CLS, p.54 CVS Ferrari, p.56 Konecranes, p.59 Manitou, p.62

Cometto, p.82 Fagioli, p.84 Faymonville, p.88 Goldhofer, p.90

Gru e Autogru

Ple

Böcker, p.34 Grove, p.36 Jekko, p.40 JMG, p.44 Liebherr, p.46 Valla, p.50

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CTE, p.64 Genie, p.66 Hinowa, p.70 Magni, p.72 Palazzani p.74 Palfinger Platforms Italy, p.76 Platform Basket p.78 Socage, p.81

Attrezzature/ Componenti Innoval, p.94 REM Device, p.96

Associazioni IPAF, p.92

Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Communication Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2017

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INDOOR

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News GRU CINGOLATE

Ritorno alle origini

Massimo Donda fa il suo ritorno nel mondo del sollevamento, in cui per anni aveva occupato il ruolo di Sales, Marketing&Communication Manager per Liebherr Italia, chiamato in causa questa volta dalla Tadano-Faun di Lauf an der Pegnitz. Donda assume il ruolo di Direttore Commerciale e Marketing dell’organizzazione nazionale Tadano Italia-Tecno Trades di San Giorgio di Mantova che si occupa in esclusiva della commercializzazione e assistenza tecnica sul territorio nazionale dei macchinari prodotti dal costruttore tedesco-giapponese. “Oltre Da destra, Marco Rondella, Massimo Donda e che un ritorno alle origini in senso professionale” ha Gianni Filipaz di Tadano Italia-Tecno Trades dichiarato Massimo Donda “si tratta in qualche modo anche di un ritorno alle origini di un prodotto più semplice e robusto, privo di eccessivi orpelli elettronici e più facilmente gestibile, come necessariamente deve essere una macchina destinata al cantiere e al lavoro in condizioni spesso estreme. Per anni, forse per un decennio, Tadano Faun non ha potuto godere di un’organizzazione strutturata e continuativa di vendita e assistenza sul nostro territorio nazionale e questo ha penalizzato fortemente le vendite che si sono ridotte a poche unità laddove nel mondo il Marchio occupa posizioni di prestigio con una quota di mercato che si aggira intorno al 25% del totale. Adesso con la presenza dell’organizzazione di vendita e assistenza della Tecno Trades, da oltre sessant’anni radicata sul territorio italiano, e grazie all’esperienza della famiglia Rodella nella gestione degli interventi tecnici su macchinari di ogni tipo posso tranquillamente affermare che Tadano ha definitivamente trovato casa in Italia”.

NOLEGGIO

Nacanco cresce

Nacanco ha aperto la nuova sede di Zola Predosa (BO). Nel nuovo impianto sono state trasferite le attività svolte in precedenza dalla struttura di Sala Bolognese, con la finalità di offrire un’ampia gamma di servizi ai clienti, che spaziano dal noleggio a freddo o con operatore all’assistenza tecnica, dai corsi di sicurezza alla consulenza commerciale e al customer service. L’impianto di Zola Predosa sorge su un’area di 4.200 m2, con un capannone-officina e un piazzale esterno di 2.300 m2, adibiti al servizio di assistenza tecnica per la manutenzione delle piattaforme, nonché alla consegna e al ritiro dei mezzi a noleggio.

Gru&Aurogrù

Liebherr per Steil Steil Kranarbeiten ha preso in consegna la sua nuova autogrù Liebherr LTM 1500-8.1. Mobilità eccezionale, un braccio telescopico di 84 m e miglioramenti continui apportati al rinomato modello di autogrù sono stati i motivi principali alla base della decisione di acquisto. Per il suo primo impiego, la nuova autogrù Liebherr da 500 t ha lavorato in coppia con un’altra LTM 1500-8.1 di Steil per completare un sollevamento in tandem di una turbina a gas da 185 t in Lussemburgo.

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AL

lavoro L’Advisory Panel di Intralogistica Italia 2018 avrà un ruolo determinante: l’attività di networking è infatti finalizzata a sviluppare, in vista dell’evento, contenuti in linea con gli obiettivi del settore. Inoltre, punta a capitalizzare il know-how di partner istituzionali, aziende e potenziali buyer al fine di generare un prodotto che risponda a tutte le diverse esigenze di un mercato composito, dando voce a istanze che in alcuni casi possono essere complementari e in altri competitive tra loro. Oltre che dai delegati di Hannover Fairs International GMBH e AISEM, l’Advisory Panel è formato da società importanti quali AUTOMHA, BENNET, CANDY, CCIMOLA, CROWN LIFT TRUCKS, DEMATIC, GRUPPO FCA, INCAS, INTERROLL, IPER LA GRANDE I, KARDEX ITALIA, LINDE MATERIAL HANDLING SPA, MODULA, SCHENKER ITALIANA, SSI SCHAEFER, e SWISSLOG ITALIA.

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CARRELLI ELEVATORI

L’Essential di Kalmar Kalmar ha lanciato una nuova gamma di macchine progettate per offrire ai clienti della regione Asia-Pacifico (APAC) un’offerta di apparecchiature affidabili e di alta qualità, caratteristiche per cui Kalmar è famosa. Basata sulla comprovata piattaforma di generazione G di Kalmar, la gamma Essential include reachstacker, movimentatori per container vuoti e carrelli elevatori. Inoltre, Kalmar presenta un nuovo trattore terminale TL2 per i clienti APAC. La gamma è stata presentata durante la Kalmar Sales and Dealer Conference a Hong Kong di novembre. La gamma Essential di reachstacker (DRU450-570) comprende quattro modelli, con capacità di sollevamento da 45 a 57 tonnellate. Queste macchine possono essere consegnate con spreader o gancio, rendendole così idonee sia per la movimentazione di container che per applicazioni industriali come la movimentazione di bobine di acciaio. È possibile scegliere fra tre efficienti combinazioni di trasmissione e motori conformi agli standard EU3 / Tier 3 o Tier 4 / EU 4F. La gamma di movimentatori portacontainer vuoti di Kalmar Essential (DCU80-100) offre una scelta di tre diverse capacità di sollevamento (8, 9 e 10 tonnellate) e quattro diverse altezze del montante ciascuna con differenti capacità di impilamento. Proprio come con i reachstacker Essential, i clienti possono scegliere tra tre combinazioni di trasmissione e motori conformi agli standard di emissioni. Tutti i reachstacker e i movimentatori portacontainer della gamma Essential sono equipaggiati con un impianto idraulico load sensing, che misura il carico e applica la giusta quantità di energia per spostarlo in modo efficiente. La gamma Essential di carrelli elevatori (DCG100-180T) comprende 12 modelli, con capacità che vanno da 10 a 18 tonnellate, che possono essere personalizzati con una varietà di opzioni di potenza, mast, cabina e sistemi di sicurezza. Possono essere utilizzati in una vasta gamma di applicazioni tra cui la movimentazione di container, acciaio e legno.


News AZIENDE

CARRELLI ELEVATORI

Family Audit per CTE

OM story

CTE ha ottenuto la certificazione Family Audit, in costante sviluppo nei prossimi anni, e che a partire da subito prevede una serie di azioni dirette al benessere del dipendente, dentro e fuori l’azienda. Il Family Audit è una certificazione istituita dalla Provincia Autonoma di Trento – Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili – che ha come obiettivo la conciliazione tra famiglia e lavoro dei dipendenti. Family Audit è uno strumento manageriale che promuove un cambiamento culturale e organizzativo nelle aziende.

Era il 1917 quando a Brescia le Officine Meccaniche diedero vita a OM, uno dei marchi che hanno segnato la storia dell’industria Italiana e non solo. Una storia di successo che prosegue anche ai giorni nostri. Un percorso che si snoda all’interno della rinnovata sede di OM Still e che attraverso immagini storiche, macchinari d’epoca, documenti e targhe originali, ripercorre un secolo di storia e di successi. Inaugurato a settembre, il Museo entra ora a far parte di Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa nata nel 2001 e supportata attivamente da Assolombarda e Confindustria.

PIATTAFORME AEREE

Due Palazzani nel Mondo Due macchine Palazzani – nello specifico un Ragno XTJ 32 e un Ragno XTJ 43 – impegnate in Italia e in Gran Bretagna per due interventi in due ambiti completamente differenti. Il Ragno Palazzani XTJ 32/C ha permesso agli studenti del Politecnico di Milano di raggiungere facilmente ogni lato del Colosso di San Carlo Borromeo situato ad Arona (NO). Lo studio permetterà di ricavare nuove informazioni sulla statua di fine Seicento e darà un aiuto al processo di restauro. Cambiamo decisamente genere di intervento con il Ragno Palazzani XTJ 43 utilizzato per l’esclusivo spazio residenziale e commerciale nato nel centro di Londra e composto da uffici in classe A, 142 appartamenti, caffè, negozi e ristoranti. Per la manutenzione di questa zona commerciale e residenziale è stato scelto un XTJ 43 in versione cingolata che può raggiungere i 43 m di altezza. Questa macchina, molto versatile, combina dimensioni ridotte a una grande facilità di spostamento e piazzamento.

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News

GRU&AUTOGRÙ

Cranab passa a Fassi Continua la crescita di Fassi che ha acquisito il 100% delle quote del gruppo Cranab, costituito dalle controllate Cranab, Vimek e Bracke Forest. Dopo esserne entrato in comproprietà nel 2013, da allora ha incrementato progressivamente la sua partecipazione nell’azienda e ora, con l’acquisizione delle quote di Hans Eliasson, è diventato l’unico titolare del Gruppo. “Il nostro obiettivo è favorire la crescita del produttore di gru Cranab, ampliandone la gamma prodotto con l’introduzione delle nuove gru per autocarro destinate al settore forestale e del riciclo legato ai servizi ambientali. Il costante sviluppo di modelli di gru fuori strada per macchinari per la silvicoltura consoliderà ulteriormente il già forte posizionamento di Cranab sul mercato”. Giovanni Fassi, CEO del Gruppo Fassi e Presidente del Gruppo Cranab. “Con Fassi, Cranab sarà sotto la stabile guida di una società che vanta la leadership del settore e un’ampia conoscenza del mercato delle gru. La sinergia si rivelerà fondamentale principalmente perché l’offerta di Cranab completa quella già in essere di Fassi, mentre quest’ultima dispone di un’ampia rete di concessionari che sarà dedicata alla distribuzione dei nostri prodotti a livello globale”. Anders Strömgren, CEO del Gruppo Cranab.

GRU&AUTOGRÙ

Cavanna Traslochi sceglie le macchine CEM Una nuova vendita per CEM nel milanese. Cavanna Traslochi acquista la scala per traslochi Paus 31 metri. L’autoscala Paus 31 mt permette facilmente di raggiungere i 31 metri di altezza e rappresenta il mezzo indispensabile per operare nel settore dei traslochi. Anche il doppio cilindro di sollevamento con la cesta a scorrimento e rotazione 360° favoriscono l’utilizzo del mezzo per ogni tipo di trasloco. Componenti innovativi che hanno favorito la’acquisto della Paus 31 mt da parte della storica ditta per traslochi Cavanna.


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News LOGISTICA

LOGISTICA

CLS per Spinelli

Per TPT

CLS, società di spicco per quanto concerne la vendita, il noleggio e l’assistenza di carrelli elevatori, macchine e attrezzature per la logistica, è stata scelta dal Gruppo Spinelli, che presso la sede di Genova utilizza molteplici macchinari innovativi e si avvale dell’efficace service CLS. Con oltre 1.000.000 di teu movimentati il Gruppo Spinelli è oggi il più grande player d’Italia per deposito, stoccaggio, ispezione e riparazione di container vuoti. Dal 2001 gestisce il Genoa Port Terminal su 150.000 mq di superficie. CLS supporta tre business unit del Gruppo.

Kalmar ha recentemente consegnato 23 straddle carriers a Transnet Port Terminals (TPT) con sede a Durban, in Sud Africa. Transnet ha ordinato queste macchine diesel-elettriche a novembre 2016 per la flotta di TPT Durban Pier 2, una compagnia che gestisce un volume di 2,6 milioni di TEU all’anno. Negli ultimi 15 anni, Kalmar ha consegnato a TPT oltre 150 straddle carriers. Il plus di questo ultimo ordine è che le macchine sono state costruite in partnership con Transnet Engineering, una divisione di Transnet che impiega oltre 12.000 persone in sei sedi e più di 130 depositi in Sud Africa.

GRU&AUTOGRÙ

Davies Cranes sceglie Grove L’azienda di noleggio autogrù britannica Davies Crane Hire ha rafforzato la propria flotta con l’aggiunta di due autogrù tuttoterreno Grove a braccio lungo. La società, con sede a Carmarthen, nel Galles meridionale, ha ricevuto una GMK6300L da 300 t e una GMK4100L-1 da 100 t. La macchina da 100 tonnellate si trova nel deposito principale della società a Carmarthen, mentre l’unità da 300 t opera da Port Talbot, ma entrambe le autogrù viaggiano estensivamente per offrire copertura dell’intera regione del Galles del Sud e oltre. Le autogrù tuttoterreno GMK a braccio lungo di Grove sono tra le autogrù mobili più famose oggi sul mercato e Malcolm Davies, amministratore delegato di Davies Crane Hire, ha spiegato che le sceglie perché sono un vantaggio interessante per la sua azienda. La GMK6300L ha un braccio principale da 80 m che può essere esteso fino a 117 m utilizzando il jib da 37 m. Dispone anche un jib heavyduty con una capacità di sollevamento extra in altezza di 38 t.

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News

GRU A TORRE

Terex per Loga Loga, lo specialista francese del noleggio di gru a torre, sta ampliando la propria flotta con l’aggiunta di sette nuove gru a torre flat Terex CTT 132-6. Loga ha selezionato la più recente gru a torre flat della linea di prodotti Terex grazie alla sua impressionante tabella di carico e alla sua portata operativa. La CTT 132-6 offre una gamma di applicazioni più ampia rispetto ai modelli della concorrenza, rendendola adatta al noleggio. Prima di inoltrare l’ordine, il team di Loga ha avuto la possibilità di vedere come Terex fabbrica le gru a torre nello stabilimento Terex di Fontanafredda, in Italia. Le nuove gru a torre flat Terex CTT 132-6 vantano una capacità di sollevamento massima di 6 t.

Gru&Autogrù

Le nuove Fassi

Carrelli elevatori

Per San Pietro

La nuova gru Fassi F395A xedynamic insieme al modello F395RA xe-dynamic, ampliano la gamma media di Fassi Gru completandola al top dell’offerta. Queste nuove gru sono proposte con rotazione su cremagliera (F395A) oppure su ralla (F395RA).

Il Vaticano ha scelto un sollevatore elettrico RX 50-13 di OM Still per la movimentazione degli allestimenti all’interno di San Pietro. Con una portata di 1.300 kg, il carrello si aggiunge alla flotta OM Still già da tempo utilizzata per sistemare piazza San Pietro.

SCARRABILI

Tutto elettrico

Hiab ha presentato il primo concept di allestimento scarrabile elettrico in collaborazione con il produttore olandese di veicoli elettrici EMOSS. Questa soluzione elettrica completamente integrata si adatta alle capacità di movimentazione del carico di un camion scarrabile diesel. Insieme allo scarrabile, Hiab ha presentato anche la gru Hiab con un ePTO, oltre al carrello elevatore montato su camion MOFFETT E-Series, che è il primo carrello elevatore al mondo alimentato con batterie al litio completamente privo di emissioni.

Gru&Autogrù

Liebherr all’opera Il cementificio HeidelbergCement AG a Schelklingen, nel BadenWürttemberg, ha investito in un nuovo forno rotativo di 68 metri di lunghezza. La sfida principale del progetto di installazione del nuovo forno era quella di sollevare i cinque componenti del forno rotante fino ad un’altezza di 11 metri in uno spazio estremamente ristretto. L’operazione è stata portata a termine con una gru cingolata Liebherr LR 1350/1 dello specialista belga di trasporti eccezionali Sarens. Sarens ha configurato la LR 1350/1 con un braccio principale da 42 metri.

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NEW Kiloutou E’ di stamattina la notizia che le tre banche BNP Paribas, Natixis e Société Générale hanno concesso un finanziamento preliminare di circa 750 – 800 milioni di euro per permettere alle società di investimento HLDE e HLDI di completare l’acquisizione di una quota di maggioranza della società di noleggio di macchinari industriali e per l’edilizia Kiloutou, con sede in Francia. Il primo annuncio di acquisizione delle quote di maggioranza da parte delle società di investimento HLDE e HLDI (che le rileverebbero da PAI Partners e Sagard) era stato dato il 20 novembre 2017. Il completamento della transazione è soggetto all’approvazione del comitato aziendale e all’approvazione delle autorità antitrust. In Kiloutou lavorano circa 4.300 persone distribuite in diversi paesi europei, tra cui Francia, Polonia, Spagna, Italia e Germania.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


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News LOGISTICA

Kalmar vende a ANL Kalmar, in collaborazione con NTP Forklifts Australia, ha concluso un ordine con ANL (la terza più grande azienda di spedizioni di container al mondo) per sei movimentatori di container vuoti. La consegna delle macchine è prevista per il primo trimestre 2018. La nuova flotta ANL è stata inoltre equipaggiata con un pacchetto di optional appositamente studiato per migliorare il comfort e la sicurezza del guidatore. Le caratteristiche del pacchetto includono i limitatori di velocità automatici applicati durante la movimentazione dei container e un’eccellente visibilità a 360 ° attraverso le telecamere montate sulle forche e sul montante, oltre alle telecamere posteriori e al sistema di allarme acustico.

Gru&Autogrù

In Spagna

Gru&Autogrù

CARRELLI ELEVATORI

Jekko va in Svezia

Per Rimini Fiera

Jekko ha nominato un nuovo dealer in Svezia. Il costruttore italiano di minicrane e altre soluzioni di sollevamento ha appena iniziato una collaborazione con la società svedese Hüllert Maskin con l’obiettivo finale di creare Svenska Jekko.

L’operatore European Bulk Handling Installation che opera nel porto di Gijón, ha messo in servizio una gru portuale Model 8 di Konecranes Gottwald. La gru sarà utilizzata per la movimentazione del minerale di ferro e lo scarico del carbone.

Nuova prestigiosa fornitura per il marchio Baoli, che con due carrelli elettrici, un KBE 25 e un KBE 35, entra tra gli sterminati spazi dei padiglioni di Rimini Fiera. Forniti dal concessionario RGM di Rimini, i KBE saranno utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione degli allestimenti all’interno dei vari padiglioni. Per rispondere al meglio alle specifiche esigenze della Fiera, i mezzi sono stati adattati con diverse personalizzazioni tra cui un sistema di posizionamento forche e un montante realizzato su misura per il KBE 25, tale da permettergli il passaggio tra i vari padiglioni e arrivare all’altezza di sollevamento richiesta.

Logistica

TII per gli aerei TII Group torna alle operazioni aeroportuali con il KAMAG E-CateringWiesel che facilita il carico e lo scarico di tutti i tipi di velivoli civili. Mosso da un motore elettrico, silenzioso e con coppia elevata, il KAMAG E-CateringWiesel è la nuova generazione di veicoli sostenibile e affidabile che si distingue per a affidabilità, emissioni completamente assenti e pratico design. La cabina del conducente dispone di due sedili ergonomici, di una altezza di ingresso ridotta ed è stata ottimizzata per offrire una visibilità completa.

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9 moduli Il progetto Clean Up Product Upgrade della raffineria Andeavor di Anacortes nei pressi di Seattle permetterà alla Società, che gestisce una decina di impianti tra USA e Messico, di diversificare la produzione e di soddisfare le nuove normative in materia di composizione del combustible per rispettare i limiti di emissioni dei motori a benzina. Nell’ambito di questi aggiornamenti, Andeavor ha commissionato moduli di espansione per la propria unità di hydrotreating della nafta e una nuova unità di isomerizzazione. Nove dei moduli destinati alla raffineria sono sbarcati al porto di Anacortes il 30 settembre 2017 e Mammoet è stata incaricata del trasporto al sito di installazione presso la raffineria. Il trasporto di ogni modulo è avvenuto di notte perché le strade da percorrere dovevano essere chiuse. I moduli sono stati spostati uno per uno.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


°Sol l ev ament i&T r as por t i E c c ez i onal i °Pr oget t az i one&Ser v i z i T ec ni c i °Cos t r uz i one&Manut enz i oneI mpi ant i Mec c ani c i eOl eodi nami c i

Gr adi t oOl eodi nami c aS. r . l .

Z o nai nd us t r i a l eI I I s t r a d a 9301 2Ge l a( CL ) I t a l i a T e l . +390933833301F a x+390933832 4 5 2 i nf o @g r a d i t o o l e o d i na mi c a . i t


Attualità

GIS 2017 - LE SERATE DI GALA ITALPLATFORM/ITALA/ILTA

Appuntamenti immancabili I A CORONAMENTO DEL GIS 2017 LE TRE CENE DI GALA CHE SONO ORMAI DIVENUTE MOMENTI DI INCONTRO FONDAMENTALI PER GLI OPERATORI DEI DIVERSI SETTORI

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Il GIS 2017 è stato in primis esposizione. Ma non solo: oltre ai convegni (cui abbiamo dedicato un apposito articolo a pagina 26) il GIS è stato anche il motore delle tre frequentatissime Serate di gala organizzate nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, coronate dalla premiazione della prima edizione di ITALPLATFORM – Italian Access Plat-

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


Aziende di Noleggio, Associazioni, Centri di Formazione e professionisti del settore. Durante la cena sono stati assegnati i premi delle diverse categorie. Ecco i vincitori: Azienda di Noleggio Piattaforme Aeree dell’Anno: Mollo Noleggio. Una menzione è andata invece a Venpa, per la completezza della relazione e la documentazione presentata e in particolare per il progetto di riqualifica urbana ideato da Venpa&Dado, denominato

form Awards, e dagli ormai tradizionali ITALA – Italian Terminal and Logistic Awards , e ILTA – Italian Lifting & Transportation Awards. Chapeau e riconoscimenti ai molti operatori che quest’anno si sono particolarmente distinti per investimenti, innovazione e professionalità. ITALPLATFORM Oltre ad essere stata l’evento inaugurale del GIS, la serata dedicata alle eccellenze nelle piattaforme aeree celebrava la sua prima edizione. Sponsorizzata da Genie, JLG e Hinowa, ha visto l’adesione di oltre cento persone tra cui numerosi rappresentanti di spicco di Costruttori,

#FULLCOLOR – I love my site. Piattaforme Semoventi oltre 6 m: Genie con la nuova Genie Z-60/37FE. Una menzione è andata invece a Almac per la nuova BIBI 1090-BL EVO le cui caratteristiche autolivellanti le consentono di muoversi e livellare su fondi sterrati, sconnessi o semplicemente non in piano. Piattaforme Autocarrate fino a 20 m: CTE con il modello CTE ZED 15.2. Una menzione è andata invece a Officine CO.ME.T. per la piattaforma Solar su vei-


Attualità coli con PTT da 3.5 t. Questa particolare piattaforma di lavoro autocarrata rappresenta una ricerca di nuove opportunità di mercato e nuove applicazioni quali i lavori in galleria, la pulizia dei pannelli solari ecc. Piattaforme Autocarrate oltre 20 m: Socage con le piattaforme aeree serie eXtreme. Ponteggi Autosollevanti e Montacarichi da Cantiere: vincitori ex aequo Safi ed Electroelsa. Sollevatori telescopici:  Magni con il sollevatore telescopico RTH 6.46 SH. Innovazione sia in Ambito Operativo che per la Sicurezza degli Operatori: vincitori ex aequo Almac con il sistema di livellamento del sottocarro ProActive Levelling della Bibi 1090-BL e CTE con il sistema di stabilizzazione S3 Smart Stability System.

+ AGV Expo Nel 2019 è previsto un ampliamento dello spazio espositivo esterno e interno del GIS, con l’aggiunta del Padiglione 3, che ospiterà tra l’altro la prima edizione della AGV Expo dedicata agli Automated Guided Vehicles, un comparto in fortissima espansione che merita uno spazio ad hoc e che farà confluire al GIS un target di visitatori proveniente dalle industrie dell’automotive, del bianco, della componentistica meccanica e del comparto agroalimentare che sono notoriamente grandi utilizzatrici dei quella tipologia di attrezzature. Un’iniziativa unica, anche a livello europeo, destinata quindi ad essere di forte richiamo internazionale. NELLE CATEGORIE SPECIALI HANNO INVECE VINTO: Centro di Formazione Operatori dell’Anno: CFRM, Centro Formazione e Ricerca Merlo. Premio speciale alla carriera Costruttori di P.L.E.: Renato Valentini. Premio Speciale Imprenditore dell’Anno: Silvano Bencini.

Premio Speciale Giuria degli Italplatform 2017: Gerhard Hillebrand ITALA Terminata l’intensa, prima giornata fieristica del GIS – Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali – la Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza è stata ancora una

Il taglio del nastro inaugurale di GIS 2017

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Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


I vincitori di ITALA 2017 volta il coreografico teatro della premiazione degli ITALA, Italian Terminal and Logistics Awards. All’organizzazione della serata hanno contribuito alcune delle numerose associazioni partner del GIS, tra le quali Assoterminal, Assologistica, Assoporti, Confetra e UIR. Non è stato certo un compito semplice per la giuria attribuire i premi tra le innumerevoli candidature pervenute,  come hanno sottolineato sia l’organizzatore dell’evento, Fabio Potestà, che Angelo Scorza, direttore di

Ship2Shore, che insieme hanno animato la serata chiamando sul palco i vincitori delle singole categorie. Numerose erano infatti le aziende potenzialmente meritevoli, segno evidente della vitalità di un settore che anno dopo anno investe e crede nel valore dell’innovazione tecnologica. Ma ecco i vincitori degli ITALA 2017: Premio operatore globale: EKOL. Premio operatore intermodale: Hupac. Premio operatore logistico: Gefco. Premio terminal operator: Salerno Con-

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tainer Terminal. Premio autorità di sistema portuale: Mare Adriatico Orientale (Trieste). Premio fornitore servizi Italia: DSP Lugano. Premio innovazione: CVS. Categoria Green Award: Autamarocchi. Premio speciale alla carriera – Categoria Terminal Operator: Giuliano Alberghini. Premio speciale alla carriera – Categoria Macchine e Attrezzature: Ottavio Artoni.

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Attualità

I vincitori di ILTA 2017 ILTA Gran finale a Piacenza, il 6 ottobre: a chiusura di una manifestazione che ha poi battuto tutti i record in fatto di numeri, si è tenuta l’ultima delle tre cene di Gala previste, quella dedicata agli ILTA, gli ormai tradizionali Italian Lifting & Transportation Awards. La Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni era gremita di operatori del settore – oltre 300 – riuniti per applaudire i vincitori, con soddisfazione di Fabio Potestà, che ha colto l’occasione per sottolineare il successo del GIS che, giunto alla sua sesta edizione, rappresenta il coronamento di un suo sogno: riunire sotto uno stesso

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+ Il GIS 2017 La sesta edizione della manifestazione piacentina dedicata ai settori del sollevamento e dei trasporti eccezionali è stata un vero successo, condiviso con i 307 espositori e con i moltissimi visitatori qualificati che si sono avvicendati ininterrottamente per le tre giornate della manifestazione e che hanno raggiunto

l’obiettivo prefissato dei 10.000 ingressi. Alla luce dell’enorme successo della manifestazione e del crescente interesse che ha suscitato anche tra le aziende non espositrici, la prossima edizione del GIS – che si terrà dal 3 al 5 ottobre 2019 – riserverà alcune importanti novità, a partire da una maggiore capienza degli spazi espositivi e da una più

spiccata internazionalità. Ovunque, anche all’estero, è infatti stata riconosciuta l’unicità del format della mostra piacentina che in un solo evento racchiude trasversalmente l’intera offerta di macchine e attrezzature per il sollevamento, la movimentazione industriale e portuale, la logistica meccanizzata e i trasporti pesanti.

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Ed ecco, ancora una volta, alternarsi sul podio i vincitori delle varie categorie previste dagli ILTA, i premi dedicati agli operatori del settore che quest’anno si sono particolarmente distinti nelle loro attività: Sollevamento dell’anno con gru da autocarro: Capoferri. Sollevamento dell’anno con gru telescopiche: Autovictor. Sollevamento dell’anno con gru tralicciate: Fratelli Paradiso. Sollevamento con gru a braccio tralicciato con carro cingolato: Gradito Oleodinamica. Trasporto eccezionale con rimorchio/ semirimorchio a massa complessiva fino a 120 t: La Molisana. Trasporto eccezionale con rimorchio/ semirimorchio a massa complessiva oltre 120 t: Marraffa.

SPMT Trasporto con modulare semovente: ex aequo Calabrese e Mammoet. Trasporto e sollevamento con l’utilizzo di tecniche combinate: Fagioli. Premio Innovazione di prodotto: ex aequo Boat Lift e SVI. Innovazione in ambito operativo: Fagioli. Innovazione per la sicurezza degli operatori: FAS. PREMI SPECIALI ALLA CARRIERA Imprese di sollevamento: Paolo Santoro. Imprese di trasporti eccezionali: Paolo Cremonini. Costrutture/Distributore di mezzi di sollevamento: Diego Borgna. Costruttore/Distributore di mezzi/Veicoli per trasporti eccezionali: Roberto Pellegrino. Premio speciale alla carriera “Carlo Lenzi”: Graziano Penni.

We shape the future of intermodal transport

“tetto” i settori del sollevamento, della movimentazione industriale e portuale, della logistica meccanizzata e dei trasporti pesanti, tutti accomunati dalla versatilità e dall’uso trasversale delle macchine. Un plauso particolare è stato rivolto nel corso della serata a Sandra Forzoni, Segretario Nazionale A.I.T.E. e a Daniela Dal Col, presidente ANNA, per il loro impegno e il confronto costruttivo avviato con Governo e Istituzioni per risolvere la spinosa situazione dei trasporti eccezionali in Italia, tema ampiamente dibattuto nel convegno organizzato al GIS con il coinvolgimento, tra l’altro, del senatore Riccardo Nencini.

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Attualità GIS 2017 - I CONVEGNI

Importanti confronti

IL GIS 2017 È STATO IL PALCOSCENICO IDEALE DOVE SI SONO TENUTI DIVERSI CONVEGNI CHE HANNO AFFRONTATO TEMATICHE SCOTTANTI DEL SOLLEVAMENTO E DEL TRASPORTO

L

La peculiarità del GIS 2017, che a detta degli operatori è ormai il primario appuntamento italiano del settore, è stata non solo l’elevato numero di espositori e l’alta affluenza di visitatori, ma anche la ricca offerta di convegni, per lo più organizzati dalle associazioni di categoria, che hanno contribuito ad affollare le sale e a suscitare il massimo plauso grazie alla profondità dei temi trattati, allo spessore degli interventi e alla eccezionale

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presenza del mondo istituzionale e politico, che hanno generato un confronto trasparente e costruttivo per il futuro. È il caso del convegno organizzato da A.I.T.E. – Associazione Italiana Trasporti Eccezionali – sullo spinoso tema delle difficoltà che devono affrontare gli operatori dell’autotrasporto eccezionale, a distanza di un anno dal crollo del ponte di Annone: il settore è infatti paralizzato e privo di linee direttive univoche. Ne è emerso

un quadro preoccupante, condiviso anche dal Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini. Da questo contesto si è levata la richiesta di aiuto da parte di Sandra Forzoni, segretaria nazionale di A.I.T.E., che ha denunciato le complessità burocratiche e ha auspicato la creazione di uno sportello unico regionale. Altrettanto interessanti e apprezzati il convegno organizzato da Ship2Shore sul tema dei porti, della logistica e degli interporti, a un anno dalla riforma dei sistemi portuali logistici integrati (che ha visto, tra l’altro l’intervento di Ivano Russo, Dirigente del Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) e quello sulla sicurezza delle gru mobili, realizzato da ANNA – Associazione Nazionale Noleggi Autogrù, P.L.E. e Trasporti Eccezionali – nel quale sono stati approfonditi i temi legati alle normative e soprattutto alla necessità di investire in sicurezza, integrando percorsi formativi condivisi,

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Vincitore nella categoria “Innovazione sia in Ambito Operativo che per la Sicurezza degli Operatori” di Italplatform 2017 con il sistema di stabilizzazione Pro-Active Levelling

con la testimonianza diretta dell’Ing. Carlo Costa, direttore generale di Autostrada del Brennero Spa. Sul fronte della sicureza U.N.I.O.N. Unione Italiana Organismi Notificati e Abilitati - ha organizzato il convegno “I profili di sicurezza dell’attrezzatura di lavoro” ha fatto conoscere in anteprima gli aggiornamenti in ordine alla normativa tecnica (novità in fatto di regole da seguire ex novo, di altre sostituite e/o revisionate, di altre ancora in fase di elaborazione/studio/analisi al fine di essere proposte nel mercato di tali apparecchiature in relazione al loro controllo periodico da parte degli enti pubblici - ASL - così come di quelli privati, autorizzati

dal MLPS allo svolgimento di quanto il DM 11.4.11, art. 71 prevede) ai fini del controllo della sicurezza di degli apparecchi di sollevamento. Le complessive tematiche che il programma del Convegno prevedeva di sviluppare sono state affidate ai docenti (corsi di formazione e refresher organizzati da UN.I.O.N.) e Consulenti dell’Associazione tra cui Abdul Ghani Ahmad – presidente della Commissione DM. 11.4.11. del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Roberto Cianott, Presidente della Commissioni Uni Apparecchi di Sollevamento; Mario Alvino, già funzionario del MLPS e co-legislatore del DM 11.4.11.

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Non solo in cava I veicoli HD9 di Iveco Astra saranno forse nati per le cave, ma oggi trovano applicazione in svariati settori tra cui Oil&Gas, minerario, grandi opere e, più in generale, quello dei trasporti eccezionali

A

Ammettiamolo per un secondo. Quando si parla di Iveco Astra, generalmente il pensiero corre a veicoli per la cava e le miniere. I classici dumper, ma anche mezzi in grado di muoversi sia on che off road. Qualunque sia il mezzo che la mente richiama, una caratteristica è certa: la robustezza. I veicoli Iveco Astra godono infatti di un chiaro riconoscimento del mercato per quanto riguarda le loro caratteristiche in materia di resistenza ai lavori più gravosi. Ma quello che non viene subito in mente è che, nonostante sia chiaro che si tratti di veicoli per affrontare mission gravose, tali mission possano essere considerate e tutti gli effetti dei trasporti eccezionali. Prendiamo le cave di granito o di marmo. Ecco, per esempio, il bianco di Carrara è un marmo che pesa 2.680 kg per unità di volume, ossia al metro cubo: quindi un blocco di 1x1x1 m di dimensioni pesa più di 2,5 t. Ora, se facciamo mente locale a quali siano le dimensioni medie dei blocchi che vengono staccati in bancata,

di almeno 4 m di lunghezza per 2 m di larghezza e altrettanta altezza, ecco che abbiamo raggiunto, facile facile, le 43 tonnellate! A questo si aggiungono altri fattori: uno stesso veicolo può trasportare contemporaneamente due blocchi di dimensioni diverse, per esempio. E generalmente dopo essere stati staccati dal fronte cava, i pesanti blocchi vengono fissati sul pianale dei veicoli e trasportati a valle su strade il più delle volte strette e impervie, con pendenze che possono raggiungere anche il 30%, sottoponendo l’intero veicolo a sollecitazioni enormi. Insomma c’è veramente il classico mix di fattori che possono far rientrare, a ragion veduta, questi trasporti nella categoria dei trasporti eccezionali. Da qui si spiega la presenza di Iveco Astra all’ultima edizione di GIS 2017, manifestazione dedicata appunto anche ai trasporti eccezionali, dove ha fatto bella mostra di se il nuovo modello 8x8 della gamma HD9 in versione Euro VI, proprio il veicolo più rappresentativo

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per il settore della movimentazione dei blocchi di marmo data la configurazione e l’allestimento presentati: si trattava infatti di un mezzo con motorizzazione da 500 CV omologato in versione eccezionale con massa totale a terra di 48 tonnellate e allestito con un pianale fis-

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so per la movimentazione dei blocchi di marmo e con un sistema di sollevamento dell’asse posteriore che, alzando l’ultimo asse, permette di scaricare tutto il peso sull’asse che resta a terra e consente di superare agevolmente percorsi stretti e pendenze notevoli su terreni scoscesi.

Un vero gigante delle cave, insomma, che grazie al proprio motore Cursor 13 è in grado di mettere in campo fino a 2.300 Nm di coppia a un regime compreso tra i 970 e i 1.525 rpm. Un intervallo che sta a indicare chiaramente l’elasticità di questo propulsore,

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sono ideali solo per i trasporti eccezionali in cave di marmo. In generale sono sempre stati riconosciuti tra i protagonisti dell’industria estrattiva, settore per il quale affidabilità ed efficienza sono imprescindibili. Ma non è l’unico ambito applicativo dove tali caratteristiche vengono richieste: anche l’Oil&Gas, il settore minerario, quello delle Grandi Opere (e ovviamente i trasporti eccezionali) sono ambiti dove i veicoli Iveco Astra godono di un’ottima reputazione, fin dal 1946, anno di fondazione di Astra che da Cagliari già nel 1951 si sposta a Piacenza dove ha tuttora la propria sede centrale. Una delle gamme più riuscite dei progettisti di Iveco Astra è sicuramente quella dei veicoli HD9, pensati per applicazioni gravose dove robustezza e facilità di manutenzione la fanno da padrone. Oltre al robusto telaio in acciaio ad alta resistenza (530 Mpa), composto da due longheroni piani e paralleli tra loro (320x90x10 mm), anche la catena cinematica degli HD9 di Iveco Astra è stata studiata per le missioni fuoristrada più impegnative e gravose: il moto-

re Iveco Cursor 13 Euro VI da 500 CV di cui abbiamo parlato poc’anzi è accoppiato al potentissimo freno motore Super Engine Brake che consente un miglioramento della potenza frenante pari al 30% (463 kW@1.900 rpm) rispetto alla versione Euro V. Questo è possibile grazie a una innovativa valvola a farfalla sullo scarico, che migliora la gestione termica del sistema di posttrattamento. A livello di cambi, invece, Iveco Astra propone due scelte: o un cambio meccanico a 16 marce o un cambio automatizzato. Il primo è il perfetto alleato per fronteggiare le mission più estreme. Grazie al sistema pneumatico di cambiata il conducente può selezionare la marcia ottimale velocemente e senza sforzo. Il peso contenuto del cambio permette una maggiore capacità di carico, così come il rallentatore idraulico integrato (opzionale) migliora la decelerazione, preserva le masse frenanti e aumenta la sicurezza di guida. Il cambio automatizzato, invece, con la sua ottimale spaziatura dei rapporti, è la scelta perfetta quando si richiedono costi di

fondamentale nel muoversi tra gli angusti passaggi delle cave di Carrara e affrontare pendenze importanti con carichi elevati. NON SOLO MARMO Ovviamente i veicoli Iveco Astra non

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esercizio ridotti ed elevato comfort di guida. La centralina elettronica assicura sempre la corretta interazione tra motore, frizione e cambio, preservando l’intera catena cinematica, estendendo la vita dei componenti e riducendo il consumo di carburante. Inoltre il rallentatore idraulico integrato (opzionale) è disponibile per assistere il conducente nelle più difficili missioni fuoristrada. Un trio che consente agli HD9 di affrontare in scioltezza, per esempio, le pendenze a pieno carico e comunque ogni tipo di mission. I veicoli possono essere poi personalizzati e adattati nello specifico a ogni applicazione grazie all’ampia gamma di accessori e configurazioni disponibili. Meritano poi una menzione i tiranti

+

dello sterzo di grandi dimensioni che aumentano la mobilità e il comfort di guida su terreni difficili o in condizioni di massimo carico, e l’esclusiva soluzione “power-ring” del tandem posteriore, progettata secondo i migliori standard di sicurezza per una portata limite di 40 tonnellate, che aumenta la robustezza e la rigidità dell’intera struttura del telaio. UN ESEMPIO PRATICO A dimostrazione che i veicoli Iveco Astra sono ideali anche in altri ambiti che non sia quello della semplice cava, recentemente il Costruttore piacentino ha realizzato alcuni mezzi destinati al trasporto eccezionale off-road in mercati extra europei: si trattava di veicoli sia HD9 che HHD9 (la versione rinforzata

dell’HD con il tandem posteriore largo) in configurazioni autotelaio 6x6, 8x4 e 8x6 anche con cabina lunga. Questi veicoli si caratterizzavano, oltre che per le note caratteristiche di robustezza del telaio, della spalla carrello e della catena cinematica specificatamente Iveco Astra, anche per accorgimenti e customizzazioni quali cambi completamente automatici o manuali con convertitore di coppia, sistemi di raffreddamento aggiuntivi per climi particolarmente caldi, motoassale e tandem posteriori in versione rinforzata, traverse anteriori e posteriori rinforzate per le versioni “push&pull” che in alcuni casi arrivavano a dei pesi combinati superiori alle 200 tonnellate a seconda delle configurazioni.

La gamma Iveco Astra HD9

Configurazione

Carico asse frontale (kg)

Carico asse posteriore (kg)

MTT (kg)

Passo (mm)

Motore

6x6 Autotelaio 6x4 Autotelaio

Fino a 9.000 Fino a 9.000

Fino a 32.000 Fino a 32.000

Fino a 40.000 Fino a 40.000

da 3.500 a 4.500 da 3.500 a 3.800

Cursor 13 Cursor 13

8x4 Autotelaio

Fino a 9.000

Fino a 40.000

Fino a 60.000* da 4.250 a 6.000

Cursor 13

8x6 Autotelaio 8x8 Autotelaio

Fino a 9.000 Fino a 9.000

Fino a 40.000 Fino a 32.000

Fino a 60.000* da 4.250 a 5.000 Fino a 50.000 da 4.750 a 5.000

Cursor 13 Cursor 13

Potenze Coppia (CV) (Nm)

450 500 560 500

2.200 2.300 2.500 2.200 2.300 2.500 2.300

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* in funzione della specifica configurazione.

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Intervista

DANIELE TOMMASIN - BÖCKER ITALIA

La qualità paga DURANTE LA SCORSA EDIZIONE DEL GIS ABBIAMO AVUTO MODO DI SCAMBIARE ALCUNE BATTUTE CON DANIELE TOMMASIN, RESPONSABILE COMMERCIALE DI BÖCKER ITALIA

U

Un mercato nazionale in crescita. Questa, in sintesi, l’analisi di Böcker Italia che (giustamente) crede nelle tante potenzialità dei propri prodotti in tutti i settori: dai traslochi, in cui il marchio tedesco è ai vertici da sempre, fino all’edilizia, che sta rincorrendo gli antichi splendori.

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Sollevare: Come valutate la partecipazione all’ultimo GIS di Piacenza? Quali sono stati i più interessanti input ricevuti dal mercato? Daniele Tommasin: L’ultima edizione del GIS ha confermato le nostre, elevate, aspettative. La manifestazione di Piacen-

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za è diventata una realtà importante, il mercato interno ha risposto accorrendo in massa ed anche il feedback ricevuto dai visitatori esteri è stato positivo. La potremmo definire una manifestazione completa: al nostro stand si sono succeduti tanti clienti provenienti dai più diversi settori. Sollevare: Facciamo un bilancio dell’attività di Böcker negli ultimi due anni... Daniele Tommasin: Il 2016 è stato un anno incredibile, che ha registrato un importante incremento del fatturato. La sfida per il 2017 è stata quella di confermare questo risultato, se non addirittura migliorarlo, ed alla luce degli ultimi dati in mio possesso ci stiamo riuscendo. Questo trend è il segnale concreto che il mercato ha definitivamente reagito alle difficoltà degli anni passati e la fiducia delle imprese è sempre più evidente. Inoltre, rispetto all’inizio del 2017, il 2018 avrà un portafoglio ordini di inizio anno sicuramente più elevato, e quindi siamo fiduciosi di incrementare anche nel 2018 il fatturato precedente. A margine vorrei confermare che siamo strutturati anche per offrire la formula del noleggio a lungo termine, soluzione che negli ultimi anni sta riscuotendo un notevole interesse. Sollevare: Com’è posizionata Böcker sul territorio nazionale a livello geografico e di tipologia di prodotto? Daniele Tommasin: Il fattore importante che ha sempre differenziato Böcker dai

suoi competitor è proprio il fatto che siamo sempre stati presenti nella totalità del territorio nazionale, isole comprese. Il nostro campo di azione non è mai stato limitato a 2/3 regioni principali, bensì si è sempre rivolto a tutta l’Italia. E non c’è differenza nemmeno nella tipologia del prodotto: siamo strutturati per il settore edilizia e per i traslochi sull’intero territorio nazionale. In linea con l’andamento economico del Paese, il Nord reagisce meglio agli stimoli commerciali, soprattutto nel settore edile, ma stiamo ricevendo importanti ordinativi anche dal Sud della penisola.

Sollevare: Quali sono stati i prodotti che hanno dato le maggiori soddisfazioni? Daniele Tommasin: Per quanto concerne l’edilizia le gru multifunzione, sia trainate che allestite, stanno avendo il successo previsto. Sono attrezzature molto avanzate dal punto di vista tecnologico e grazie all’utilizzo di materiali di nuova generazione, come le leghe di alluminio, offrono prestazioni veramente eccezionali. Allo stesso tempo le cosiddette “scale”, sia in versione edilizia che in versione traslochi, continuano a mantenerci leader in questo settore e saranno oggetto di un importante upgrade tecnico tra il 2018 e il 2019. Mi preme sottolineare come il cliente Böcker sia molto orientato alle soluzioni flessibili ed originali che possiamo offrire con i nostri prodotti, non trascura il fattore prezzo, come è giusto che sia, ma sicuramente pretende il massimo dal punto di vista tecnologico. Noi siamo in grado di fornire un perfetto mix di questi tre importanti fattori.

+ Il 2018 di Böcker Il prossimo anno porterà interessanti sviluppi tecnici corredati dal consueto supporto da parte del team di Böcker Italia. Queste le parole di Daniele Tommasin: “tra il 2018 e il 2019 gli elevatori per edilizia e per traslochi Böcker saranno oggetto di importanti aggiornamenti tecnici. In primavera saranno certamente presentati nuovi modelli di gru multifunzione e continueremo la nostra politica di presenza diretta sul territorio, in maniera tale da fornire ai nostri clienti la certezza di trovarsi davanti a persone molto preparate sui prodotti oggetto del loro interesse e in grado di offrire la giusta soluzione anche per i cantieri più difficili e complessi”.

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Gru e Autogrù MANITOWOC GROVE

Brindisi in anticipo PER MANITOWOC UN GIS SPUMEGGIANTE CON LE CONSEGNE DI DUE AUTOGRÙ GROVE: UNA GMK5250L E UNA GMK4100L-1

N

Non hanno certo aspettato l’ultimo dell’anno i clienti Manitowoc per festeggiare. Il GIS, oltre a fornire il miglior palcoscenico per l’esposizione delle gru Grove, è stato un importante appuntamento di incontro e ha offerto la scenografia per la cerimonia di consegna di due macchine a clienti del calibro di Musselli e Baldini Group. Durante le tre giornate della fiera, Manitowoc ha esposto alcune tra le proprie autogrù di punta, la Grove GMK4100L-1 e la GMK5150, che offrono nuove confi-

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gurazioni taxi per agevolare la circolazione su strada. La multistrada a quattro assi Grove GMK4100L-1, con portata da 100 t, mette a disposizione un braccio da 60 m e una larghezza ridotta a soli 2,55 m. Si segnala per diagrammi di carico notevoli e per un design compatto che semplifica le operazioni anche nei cantieri più stretti e difficili. La macchina beneficia del nuovo concetto a motore singolo, un’unità Euromot 4/Tier 4 Final, decisamente parca nei consumi soprattutto in modalità Eco. La cinque

assi GMK5150 offre invece una portata da 150 t e un braccio da 51 m, con contrappeso massimo da 45 t. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una gru con motore singolo, che tra le chicche costruttive evidenzia la tecnologia di saldatura ibrida laser volta a ottimizzare la precisione delle saldature, consentendo la realizzazione di bracci meno pesanti e con prestazioni superiori. E per chi volesse ancora di più ecco la versione GMK5150L con braccio da 60 m. Come anticipato, lo stand Manitowoc è

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La consegna della Grove GMK5250L a Ileana e Fabrizio Musselli piattaforme aeree. “Il nostro mercato”, precisa Ileana Musselli, “è piuttosto decontestualizzato rispetto alle grandi città, non presenta realtà industriali che richiedano grandi movimentazioni e per questo il nostro parco macchine è particolarmente concentrato sul medio tonnellaggio”. Ben posizionata lungo le direttrici Milano-Genova e TorinoBologna, Musselli, che si occupa anche della progettazione dei sollevamenti con uno staff dedicato, è ben inserita sul territorio e lavora al 90% sulla provincia di però andato ben oltre la semplice esposizione ed è stato teatro di due importanti consegne. Ai fratelli Ileana e Fabrizio Musselli, responsabili dell’omonima società con sede a Voghera, in provincia di Pavia, è stata consegnata una fiammante GMK5250L che, con una portata di 250 t e un braccio da 70 m, è andata ad aggiungersi ad altre due macchine Grove: una GMK4100L-1 e una GMK6300L. Musselli è una classica società familiare che si è ampliata e sviluppata con il passare delle generazioni e oggi conta circa 30 collaboratori. Fondata dal nonno degli attuali amministratori, vede il proprio core business nel noleggio di autogrù con operatore, senza dimenticare il noleggio a freddo e quello legato alle

+ Una targa per Fimi Durante il GIS, Giuseppe Milazzo e Adriano Filesi, soci e titolari di Fimi spa, hanno ricevuto una targa in occasione del ventesimo anno di collaborazione con Manitowoc Crane Group. “Per me”, commenta Milazzo, “che dal 1972 sono un uomo Grove, è una soddisfazione enorme. Inoltre quest’anno festeggiamo il nostro 35esimo anno di attività e siamo sempre stati Grove; questi 20 anni si riferiscono esclusivamente a Manitowoc, mentre siamo legati a Grove da molto più tempo”. Fimi è concessionario Manitowoc, ma si occupa anche di piattaforme semoventi, piattaforme autocarrate e truck. Con sede a San Benedetto del Tronto (Ap) Fimi, che

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conta un organico di 30 persone, segue l’intero centro-sud (Umbria e Toscana escluse) isole comprese. Il servizio di assistenza tecnica si avvale di varie officine mobili e della collaborazione con molteplici punti service dislocati su tutto il territorio di competenza.


Gru e Autogrù Pavia. Settore trainante per la società di Voghera è l’Oil&Gas, mentre il comparto edile appare ancora in una certa difficoltà. “Stiamo aspettando la nuova macchina”, interviene Fabrizio Musselli, “perché il cantiere in cui andrà a operare è già in vista. Dalla GMK5250L ci aspettiamo parecchio per le sue caratteristiche di compattezza del carro e di lunghezza del braccio associate a buone portate sia nel medio che nel lungo rag-

gio di lavoro. Operando spesso in raffineria abbiamo accessoriato la macchina con il falcone da 37 m per sfruttarla al massimo delle sue possibilità operative. In questo modo potremo beneficiare di una gru compatta ma prestante in termini di altezza”. La scelta è ovviamente frutto di diverse considerazioni. Riprende Ileana Musselli: “apprezziamo molto il marchio, abbiamo un ottimo feedback rispetto alle gru già utilizzate e c’è un

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buon feeling con il personale Grove, anche in termini di assistenza tecnica”. Altra consegna di rilievo è stata quella che ha visto come protagonisti il Gruppo Baldini e la Grove GMK4100L-1. La società romagnola, sul mercato da 50 anni, ha iniziato la propria attività nel soccorso stradale per poi evolversi nel no-

leggio di autogrù a caldo, anche con l’acquisizione di altre società (tra queste la Campedelli) che hanno permesso al gruppo di svilupparsi in molteplici settori. Attualmente Baldini è dislocata sulle sedi di Faenza, Ravenna, Bologna, Forlì e Fano, copre l’intera Emilia Romagna e le regioni limitrofe, senza dimenticare come le gru di maggiori dimensioni abbiano un mercato nazionale e anche internazionale. “Il nostro parco macchine”, sottolinea Barbara Baldini, amministratrice della società, “è composto da una trentina di autogrù, autocarri con gru, mezzi per il soccorso stradale, oltre a camion, semirimorchi, carrelloni e piattaforme aeree. Durante gli anni abbiamo sviluppato anche il settore dell’autodemolizione con tre sedi dedicate e nel complesso il gruppo impiega un centinaio di persone”. In questo contesto rientra il recente acquisto della Grove Lo staff Manitowoc presente a GIS 2017 fotografia scattata da Alessandro Piscitelli di Manitowoc Crane Group

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La cerimonia di consegna della nuova Grove GMK4100L-1 al Gruppo Baldini GMK4100L-1 il cui “acquisto”, precisa Nicola Liverani, responsabile tecnico di Baldini Group, “è motivato da scelte prettamente tecniche. Nel nostro parco è già presente il modello precedente, e questa evoluzione, che beneficia di alcuni accorgimenti migliorativi, ci ha convinti subito. La gru è stata acquistata full optional: con il carro più stretto, che va a rispondere a nostre particolari esigenze, il falcone e la stabilizzazione variabile. Si inserisce in una fascia che per noi era un po’ scoperta e con tutta probabilità la andremo a utilizzare nei centri storici e in tutti i cantieri più stretti”. Attualmente

le macchine di Baldini operano al 60% in ambito industriale mentre il restante 40% è occupato dal settore edile, che ancora risente della mancanza delle grandi opere. “A livello aziendale”, interviene l’amministratrice del gruppo, “abbiamo puntato molto sul servizio prestato e questo approccio ci rende particolarmente

esigenti con noi stessi e con i nostri fornitori. Grove ha capito il nostro modo di lavorare e ci sta dando il supporto che abbiamo chiesto, anche attraverso contratti di manutenzione programmata”. Un rapporto che deve essere assolutamente soddisfacente, dato che, in occasione della fiera, è stato siglato l’ordine per ulteriori due unità: una Grove GMK5150L e una GMK6300L.

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Nessuno racconta un’azienda meglio di chi ogni giorno la fa crescere. Per questo abbiamo lasciato la parola a Diego Tomasella e Mauro Tonon, rispettivamente Presidente e Responsabile marketing nonché Area Manager di Jekko.

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Diego Tomasella - Presidente Prima di tutto tracciamo la storia di Jekko. La linea di prodotti Jekko arriva sul mercato alla fine degli Anni ‘90 dall’attività di progettazione di macchine speciali su commessa e dalla produzione delle prime mini gru di Ormet. Nel 2006 nasce il marchio Jekko e, insieme, viene inaugurato uno stabilimento produttivo dedicato. Sembra una storia molto breve ma a precedere queste date ufficiali c’è la storia di Ormet, azienda fondata nel 1972 da mio padre Sergio e da Pierluigi Tonon per la vendita e installazione di gru per autocarri e attrezzature da carico per il settore ecologico e del legname. Nel 2016 i soci di Ormet hanno deciso di trasformare Jekko in una società indipendente e nell’assetto societario è entrato a far parte anche Giovanni Fassi, titolare dell’omonimo gruppo industriale. La realtà di Jekko oggi. La storia di Jekko com azienda indipendente è breve ma i numeri sono già da fuoriclasse: quest’anno Jekko ha prodotto e commercializzato 300 macchine e chiuderà il suo secondo bilancio con un +50% rispetto al 2016. L’obiettivo è quello di superare le 400 macchine all’anno entro 18-24 mesi. Una crescita oserei dire esponenziale, che si rispecchia anche nelle persone coinvolte in azienda: dalle 20 iniziali oggi Jekko è una squadra di oltre 60 persone. Cosa possiamo aspettarci da Jekko per il 2018 a livello di nuovi prodotti? Come nascono le nuove macchine Jekko? Jekko, e prima ancora Ormet, ha sempre investito in Ricerca&Sviluppo, e continuerà a investirci in futuro. Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma a nostro avviso realizzabili. Nostro primo step sarà il completamento della gamma in termini di modelli che oggi ci vengono richiesti ma non abbiamo. Nel 2018 però puntia-

mo anche al rinnovamento di una fetta del nostro portafoglio prodotti, ossia quelli nati tre o quattro anni fa e che sicuramente possono essere oggetto di un upgrade e di un processo di ingegnerizzazione che li uniformi, per componenti e tecnologie adottate, ai modelli più recenti. Le nuove macchine Jekko nascono su più fronti: da una parte esorto sempre i nostri tecnici e progettisti a non smettere mai di cercare nuove soluzioni. La tecnologia oggi fa passi da gigante in brevissimo tempo e bisogna stare al passo con tale evoluzione. Poi bisogna saper non solo ascoltare il cliente, ma guardare alle sue esigenze dal suo punto di vista più che dal nostro di costruttore. Solo così, solo se riusciamo a metterci nei panni del nostro utilizzatore, siamo in grado di fornire la macchina giusta, con il giusto equilibrio tra tecnologie avanzate e semplicità d’uso. Terzo punto fondamentale per lo sviluppo di nuovi modelli è saper vedere applicazioni delle minigrù e delle pick&carry anche in settori finora completamente trascurati o di nicchia. Le nostre macchine hanno dalla loro molteplici caratteristiche che le rendono versatili e al contempo un investimento che si ripaga in poco tempo perché hanno minori costi di gestione e possono essere utilizzate in operazioni dove vanno a sostituire macchine di grosse dimensio- ni, come le gru su autocarro. Proprio in tale segmento di mercato pensiamo che un domani le minigrù possano erodere importanti quote: con la JF 545 prima e con le JF30 e JF40 abbiamo approcciato proprio il segmento dei gruisti. Il riscontro del mercato europeo e americano a queste prime macchine è confortante e crediamo che sia un percorso che porterà a risultati soddisfacenti in termini di volumi. Qui la

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sinergia con Fassi sarà la carta vincente. Infine vogliamo ampliare la gamma delle attrezzature di complemento delle minigrù per offrire una soluzione integrata al cliente. Il futuro a medio-lungo termine di Jekko. Le nostre stime a tre anni indicano un trend di crescita decisamente buono, ancora a doppia cifre. Solo per il 2018 ci aspettiamo un’ulteriore crescita del 2030% sul 2017. In questo quadro più che roseo l’unico neo è il mercato domestico: guardiamo ancora con rammarico ai risultati modesti del mercato italiano nel quale si nota dell’attività ma sicuramente con u passo più ridotto che all’estero. Quello che risulta interessante in Italia è però la tendenza che stiamo riscontrando all’incremento della taglia delle macchine acquistate, in atto in molti settori e non solo nel nostro, ma per adesso non vi è una spiegazione chiara di questo trend. Ovviamente nel nostro futuro vi è anche l’ingresso in nuovi mercati, come quello asiatico. Far parte dell’universo Fassi è stato anche in questo caso un passo strategico che ci permette di parametrare tutte le decisioni sotto una nuova ottica, che comprende anche sinergie industriali e la possibilità di distribuire i nostri prodotti attraverso la rete Fassi che è capillare in tutto il Mondo.

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Gru e Autogrù Mauro Tonon - Responsabile marketing e Area Manager Com’è posizionata Jekko sul territorio nazionale? Il mercato italiano purtroppo rappresenta solo una piccola fetta del fatturato Jekko; il 95% di esso deriva da macchine vendute all’estero. Nonostante ciò possiamo dire che in Italia siamo attualmente i leader, con circa 15 unità/anno vendute. Di queste circa il 90% sono acquistate da aziende del Nord e del Centro Italia; al Sud il mercato oggi è oggettivamente fermo, capita qualche vendita spot ma non si può certo dire che sia un mercato interessante per le minigrù. Lo stesso per le isole. Quali sono i prodotti e i settori di applicazione che danno maggiori soddisfazioni? In Italia i modelli più venduti sono principalmente due: la minigrù SPX424 che ha dalla sua la caratteristica di poter passare attraverso una porta singola, offrendo un’accessibilità agli spazi chiusi e/o stretti davvero eccezionale. Il secondo modello più venduto è la SPX1275, una minigrù già di dimensioni medio-grosse, che viene scelta per operazioni in ambito edile, di manutenzione e movimentazione industriale e così via. I noleggiatori tendono ad avere entrambi i modelli, complementari tra loro, in flotta, mentre il gruista punta generalmente sulla macchina grande. Le minigrù di piccola taglia sono invece preferite dalle aziende medio-piccole come per esempio chi si occupa della posa di vetrate e infissi. Siamo soliti distinguere cinque diversi settori applicativi per le nostre macchine: il primo è la posa di vetrofacciate, con molte aziende nel mercato nordamericano e nordeuropeo in particolare. Vi è poi il settore dell’edilizia dove trovano applicazione minigrù di taglia più grande che entrano in cantiere al posto di sollevatori telescopici o gru a torre ai quali sono preferite per la loro versatilità, maneggevolezza e agilità, oltre che per

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la flessibilità d’uso; vi è poi il settore della manutenzione industriale nel quale lavorano principalmente le pick&carry, perché da una parte offrono l’alimentazione elettrica ideale per gli ambienti chiusi e dall’altra possono traslare con il carico sollevato, quindi sono ideali per lo spostamento di grossi macchinari e parti di impianti. Gli ultimi due settori di applicazione sono quello delle applicazioni outdoor nelle quali comprendiamo le forniture militari e ai settori dell’Oil&Gas e delle centrali energetiche, e quello degli eventi e spettacoli dove il numero delle macchine è contenuto ma è generalmente un canale che offre ampia visibilità. Jekko come affronta il noleggio? Generalmente vendiamo direttamente al cliente finale, ma abbiamo anche due dealer sul territorio: il primo è Fassi Emilia che copre l’area dell’Emilia Romagna e del Centro Italia. Carinato invece distribuisce su tutto il territorio nazionale in esclusiva le nostre pick&carry. Non forniamo il servizio di noleggio per il quale invece ci appoggiamo ad alcuni noleggiatori distribuiti sul Nord e Centro Italia. Il servizio di noleggio può essere sia a caldo che a freddo, dipende dalla politica del noleggiatore. Oggi posso dire che in percentuale vi è un equilibrio 50/50 tra noleggio con o senza operatore. A livello di sviluppo prodotti stiamo comunque puntando molto sul fatto di rendere le nostre minigrù sempre più user friendly e questo potrebbe in futuro far scegliere maggiormente il noleggio a freddo. Come vedete l’andamento del mercato del sollevamento in Italia nel brevemedio termine? Nel breve termine il mercato del sollevamento in Italia continuerà a essere in ripresa, anche se si tratta di una crescita più lenta rispetto ai mercati esteri. Si trat-

ta comunque di numeri a doppia cifra, sostenuti anche dagli incentivi. In ogni caso è giusto sottolineare il fatto che la ripresa è in gran parte fisiologica, ossia si sta finalmente superando la crisi e ciò sarebbe avvenuto anche senza incentivi. Come valutate la vostra partecipazione all’ultimo GIS di Piacenza? Si è trattato di un’esperienza assolutamente positiva. L’afflusso di visitatori è stato più che soddisfacente sia per numero che per qualità. Siamo stati visitati da molti clienti giunti anche dal Sud Italia, e non sono certo mancati i clienti del Nord. In fiera abbiamo venduto tre macchine, incontrato clienti nuovi e raccolto comunque contatti validi. Inoltre alcuni dei nostri dealer esteri hanno visitato la manifestazione insieme a loro clienti. Cosa possiamo aspettarci da Jekko per il 2018 a livello di ingresso in nuovi settori e di strategia di penetrazione dei mercati, sia nazionale che esteri? Ogni giorno può nascere un’opportunità. Attualmente stiamo valutando lo sviluppo di modelli che vadano ad aggredire nuovi mercati dove le esigenze non sono analoghe a quelle dei mercati europei per prestazioni o altre caratteristiche. Il nostro punto forte è indubbiamente la Ricerca&Sviluppo: nuove soluzioni tecnologiche portano a nuove macchine che possono portare a nuovi mercati e nuove applicazioni. In Italia nel 2018 intendiamo investire con maggior forza nel Sud Italia mentre all’estero intendiamo approcciare con maggiore determinazione il Far East e l’Asia. Altro mercato che ci interessa è il Middle East ma ci sono più difficoltà e resta comunque un obiettivo secondario rispetto a quello asiatico.

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Gru e Autogrù JMG

La prima Carry-Deck MC 100RE È LA NUOVA GRU DI JMG CRANES, HA LA TORRETTA GIREVOLE A 360° CONTINUI E ILLIMITATI E TUTTI I MOVIMENTI SONO RADIOCOMANDATI

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L

La società piacentina è sempre un crogiolo di novità e non si è smentita neppure in questo frangente. Reduce dal successo ottenuto al recente GIS, ha chiuso il 2017 con il lancio della sua nuova gru semovente elettrica a batteria MC 100RE, la prima Carry-Deck di JMG Cranes. In estrema sintesi si tratta di un modello a torretta girevole su 360° continui e illimitati, girosagoma, radiocomandata per tutti i suoi movimenti e con stabilizzatori anteriori e posteriori indipendenti di tipo orizzontale e verticale. Prima di addentrarci nelle sue peculiarità tecniche diamo uno sguardo alle prestazioni. Con un peso operativo di 12 t, la nuova MC 100RE assicura una portata massima sugli

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è alimentato da una pompa a ingranaggi silenziata da 20 kW e prevede attuatori controllati tramite un distributore elettroproporzionale comandato dal radiocomando, oltre a filtro e valvole di sicurezza. La pressione di esercizio si assesta sui 22 Mpa. La sicurezza della macchina si fonda su un sistema elettronico limitatore del carico e del momento a norme CE, con display per la visualizzazione del carico sollevato, del carico massimo sollevabile, e che evidenzia percentuale di ribalstabilizzatori di 10 t che, con il braccio in posizione frontale, rimane invariata anche in modalità Pick&Carry e cioè su ruote. La capacita di carico Pick&Carry con il braccio in posizione posteriore raggiunge le 5,5 t, mentre in posizione laterale è di 500 kg. Telaio, torretta girevole e braccio sono realizzati in lamiera d’acciaio di alta qualità piegata e saldata. Il braccio è costituito da tre elementi telescopici di cui uno base e due a sfilamento idraulico proporzionale e offre un angolo d’inclinazione che va da -7° a +74°. Come accennato, la rotazione è idraulica su ralla girevole per 360° continui e illimitati, mentre il sistema di sterzatura è posteriore con ponte sterzante e prevede un angolo di sterzatura di +92°/-92°. La trazione è anteriore tramite due motori elettrici da 8,5 kW (80V AC) e beneficia di due ruote anteriori superelastische 365-65-15” e di due ruote posteriori sempre superelastische ma da 30015”. Il sistema di frenatura è automatico sulle quattro ruote. L’impianto idraulico

+ Per chi vuole di più Come al solito particolarmente ricca la possibilità di impreziosire la macchina con vari optional. Tra questi segnaliamo: il jib a orientamento meccanico (inclinabile manualmente su più posizioni che può essere personalizzato in base alle esigenze) o idraulico (inclinabile idraulicamente e ampiamente personalizzabile, che può essere gestito dalla cabina o dal radiocomando) e il cestello porta persone, i cui movimenti sono controllati via

radiocomando, e che permette alla gru di trasformarsi in una piattaforma di lavoro elevabile. Da non dimenticare la possibilità di accessoriare la gru con l’argano a catena, il carica batteria a bordo e il rabbocco automatico della batteria. Per gli ambienti potenzialmente pericolosi largo alle trasformazioni ATEX. Mentre per chi lavora all’interno e ha la necessità di preservare la pavimentazione la MC 100RE è disponibile anche con le ruote antitraccia.

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tamento, raggio operativo, angolo, sfilo e stato operativo. La gru JMG è gestita con un radiocomando a consolle che permette il controllo simultaneo e proporzionale dei movimenti di trazione e sterzatura della macchina, del telescopaggio, della salita e discesa del braccio e degli eventuali accessori opzionali. L’alimentazione è assicurata da una batteria a piastre corazzate da 80V–920Ah. Un apposito indicatore a LED permette il controllo dello stato di carica e del livello dell’elettrolito. L’autonomia di lavoro si attesta sulle 8 ore.

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Gru e Autogrù

LIEBHERR

Nuove sfide LA LIEBHERR LR 1500 DI GRADITO OLEODINAMICA HA COMPLETATO CON SUCCESSO LO SMANTELLAMENTO DELLA TBM BARBARA DI CALTANISSETTA E STA GIÀ OPERANDO ALLA REALIZZAZIONE DI NUOVE INFRASTRUTTURE

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Ricordate la TBM Barbara di cui abbiamo parlato sul numero 4 di Sollevare? Ebbene i lavori del suo smantellamento si sono conclusi a fine ottobre, rispettando tutti i tempi previsti. Merito da una parte della professionalità dei tecnici di Gradito Oleodinamica, e dall’altra delle straordinarie prestazioni messe in campo dalla LR 1500 di Liebherr. Una gru cingolata con tali caratteristiche sembra nata apposta per lavori di tale portata: spostare TBM. Ma non succede di avere una TBM da spostare ogni mese. Angiolino Gradito però ha saputo prevedere l’andamento dei lavori e delle commesse

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Il riconoscimento

Il cantiere di smantellamento della TBM Barbara di Caltanissetta è stato sicuramente uno dei più grossi sotto il cielo d’Italia nel corso del 2017. Non a caso la Giuria degli ILTA - Italian Lifting and Transportation Awards, ha premiato la Gradito Oleodinamica nella categoria “Sollevamento con gru a braccio tralicciato con carro cingolato” proprio per il sapiente uso della LR 1500 durante tali operazioni.

La parte centrale del carro cingolato con piattaforma girevole della LR1500 pesa 55 t, ma il telaio A rimovibile consente di ridurre il peso a 45 t. La larghezza in assetto da trasporto è di 3 m e la larghezza del carro di 7,6 m è quella delle gru da 400 t.

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Gru e Autogrù La realizzazione dei viadotti di ammodernamento dell’itinerario AgrigentoCaltanisetta SS640 - A 19 prevede il sollevamento di numerosi impalcati

del territorio nel quale opera di solito e in effetti la LR 1500 non è stata ferma un secondo da quando è stata consegnata, nell’agosto di quest’anno. Dopo aver smantellato la TBM Barbara, in queste settimane sta lavorando alacremente al sollevamento di numerosi impalcati dei viadotti previsti dal progetto di ammodernamento e adeguamento dell’itinerario Agrigento-Caltanissetta SS640 - A19. A fine anno ritornerà a Gela, presso la Raffineria di Gela, per svolgere le diverse attività di sollevamento previste per l’installazione del nuovo impianto di Steam Reforming.

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+ La Gradito Oleodinamica Angiolino Gradito ha passato una vita tra i cantieri e i sollevamenti eccezionali. All’inizio l’attività, che apre negli Anni ’90 a Gela, si occupa della revisione di gru, da cui il nome scelto per l’azienda, Gradito Oleodinamica. Poi gli anni passano e Angiolino vede nelle macchine che ripara potenzialità enormi che lo convincono a entrare fin dal 1993 nel settore dei sollevamenti quale attore principale (senza però smettere l’attività meccanica di manutenzione e riparazione che tuttora procede). Il parco mezzi si è andato via via espandendo sia in termini di unità che di portate (25, 60, 120, 200 e 400 t) fino ad arrivare all’attuale situazione di 14 gru, molte delle quali Liebherr, tra le quali spicca non a caso la LR 1500.

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Dicembre 2017

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V22856 - JLG E450AJ - 2005

V22885 - JLG E600JP - 2006

V22305 - Niftylift HR12NDE - 2008

Electric - 10 Mtr. - / Ore

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V22956 - Genie Z45-25JRT - 2005

V22046 - Genie Z60-34RT - 2004

V21900 - Haulotte HA20PX - 2005

V22559 - Genie Z80-60RT - 2006

V24082 - Genie Z135-70RT - 2009

Diesel 4x4 - 16 Mtr. - 4450 Ore

Diesel 4x4 - 20,3 Mtr. - 4051 Ore

Diesel 4x4 - 20,65 Mtr. - 4580 Ore

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V18421 - Genie S45 - 2004

V23011 - JLG 460SJ - 2004

V21134 - Haulotte H23TPX - 2007

V23849 - JLG 860SJ - 2006

Diesel 4x4 - 15,44 Mtr. - 2590 Ore

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ta nelle dimensioni, prevede l’asse posteriore sterzante tramite motore idraulico (idroguida) montato su ralla. Se l’affidabilità della gru è assicurata dall’utilizzo di acciai di ultima generazione e componentistica di elevata qualità, la sicurezza è affidata a un sistema elettronico di

limitazione del carico (LMI), con display per la visualizzazione del carico e della posizione del braccio. La nuova Valla 250E mette a disposizione del mercato un’ampia gamma di accessori che ne ampliamo le possibilità di utilizzo in vari settori. Per chi avesse la necessità di operare sollevamenti importanti in spazi ridottissimi, ecco la nuova Valla 25E passo corto, che si caratterizza per 2.764 mm di lunghezza, 950 mm di larghezza e 2.124 mm di altezza. Il passo corto (1.400 mm) garantisce la massima manovrabilità, del resto agevolata anche dallo sterzo con timone girevole servoassistito con 180° di rotazione, completo di dispositivo di sicurezza contro lo schiacciamento dell’operatore in retromarcia. La struttura portante a tre ruote è realizzata in acciaio con contrappesi interni e la componentistica raccoglie il meglio dei marchi presenti sul mercato. La massima versatilità operativa è garantita da molteplici accessori tra i quali segnaliamo: verricello idraulico, jib manuale, radiocomando parte aerea, ruota antitraccia e rabbocco automatico batteria. Da evidenziare, infine, il sollevatore a catena, offerto in via opzionale, che permette di lavorare anche in spazi verticali particolarmente ristretti.

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Movimentazione Industriale CLP - MOUVERS

Da nord a sud

DALLA SCANDINAVIA ALL’ARABIA SAUDITA, PASSANDO PER L’EUROPA. SONO SPARSI IN TUTTO IL MONDO I CLIENTI DI CLP E MOUVERS. MA SONO TUTTI ACCOMUNATI DA UN FATTORE: LA SODDISFAZIONE DEL LORO RAPPORTO CON IL COSTRUTTORE

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Recentemente il gruppo francese Bovis ha rinnovato la propria fiducia nel sistema Apollo 2.0 di Mouvers. Il Gruppo è un cliente Mouvers da diversi anni e annovera nella sua flotta di attrezzature già 6 macchine, con alimentazione sia a batterie che mediante rete trifase, acquistate in diverse occasioni e distribuite

in alcune delle proprie agenzie sparse per tutta la Francia. Il gruppo francese opera da oltre trent’anni nel settore dei trasporti eccezionali e nella logistica; in particolare, nella movimentazione e trasporto di carichi pesanti, delicati e/o di valore. Proprio per ga-

Da sinistra Luca Giordano di CLP con Amjath Vypukaran Jamal

+ Team Lifting&CLP La Team Lifting è una “piccola” azienda operante in tutta l’Arabia Saudita, che si è specializzata nella progettazione e realizzazione di trasporti eccezionali particolarmente nei settori della power generation, dell’oil&gas e nel petrolchimico, ma anche in ambito industriale e nell’ammodernamento e adeguamento di grandi opere strutturali come i ponti. Tra i clienti di Team Lifting vi sono Saudi Aramco, Saline Conversion Water Corporation (SWCC) e Saudi Electric Company. In azienda lavorano 25 persone e alla guida vi è Abubaker Jamal, direttore generale, e il figlio Amjath Vypukaran Jamal. La filosofia che guida l’azienda

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rantire ai propri clienti la massima efficienza nelle operazioni, il Gruppo Bovis sceglie accuratamente i propri fornitori e le macchine Mouvers hanno conquistato ampiamente i tecnici francesi proprio per la loro affidabilità e robustezza. Da qui la scelta di acquistare altre quattro uni-

traspare chiara dalle stesse parole di Amjath Vypukaran Jamal: “Con il giusto mix di moderne tecnologie, attrezzature all’avanguardia ed esperienza è possibile fornire sempre la soluzione migliore a ogni cliente”. Sarà per questo che in Team Lift sono molto sensibili alla qualità delle proprie attrezzature e l’incontro con CLP è stato foriero di una partnership molto fruttuosa per entrambe le aziende. “In CLP abbiamo trovato un fornitore estremamente competente e professionale” ha dichiarato

Amjath Vypukaran Jamal. “Apprezziamo in particolar modo la loro capacità di personalizzare le attrezzature in base a specifiche esigenze. La TR360 che abbiamo acquistato in occasione del GIS 2017 ne è la prova. Nata dalla collaborazione con un’altra azienda, la scandinava Silvasti, CLP ne ha modificato alcune caratteristiche per adattarla alle nostre esigenze. In futuro continueremo a collaborare con loro perché apprezziamo il fatto che il loro obiettivo sia quello di trovare soluzioni uniche per i loro clienti”.

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Le travi TR360 acquistate da Silvasti e Team Lifting

+ Silvasti&CLP tà. Le prime due saranno consegnate entro la fine di dicembre e rappresentano lo stato dell’arte del System 2.0 di Mouvers. Le due centrali Full Power 48 V a batterie e Full Power 380 V, entrambe dotate di controllo proporzionale della trazione e radiocomando con regolazione potenziometrica della velocità, possono essere abbinate con tutti i carrelli semoventi FST. Nello specifico il Gruppo Bovis ha scelto il piccolo modello FST8 e il carrello FST 15. La doppia possibilità di scelta del carrello fa si che il Gruppo possa formare di volta in volta la macchina ideale per ogni utilizzo. I carrelli semoventi FST hanno tutte le ruote in trazione, montate su cuscinetti a rulli e realizzate con uno speciale polimero che offre una ottima aderenza preservando contemporaneamente l’integrità del pavimento. La nuova fornitura al gruppo Bovis comprende anche i carrelli posteriori Apollo da 15 tonnellate, modello RT15. Anche in questo caso Mouvers propone una soluzione molto funzionale equipaggiando i propri carrelli di gruppi ruota oscillanti, che garantiscono la migliore ripartizione del carico su tutte le ruote e facilitano il superamento di ostacoli e pendenze.

L’azienda a conduzione famigliare Silvasti opera nel settore dei trasporti e sollevamenti eccezionali sin dal 1971 e negli anni ha ampliato il proprio business arrivando ad operare, ai giorni nostri, in tutta la penisola scandinava, nell’Europa continentale nonché in Russia. Attualmente l’azienda conta circa 60 dipendenti e alla guida vi è Ville Silvasti. Il managing director dell’azienda scandinava è molto ottimista circa il futuro: l’azienda è sempre cresciuta negli anni, e Ville crede che il segreto del successo passato sia lo stesso che porterà il successo futuro, ossia fornire ai propri clienti sempre la massima qualità e professionalità. Così da una parte Silvasti fornisce ai propri committenti un pacchetto completo di servizi che comprende l’intera programmazione e pianificazione delle operazioni di trasporto; dall’altro Ville è perfettamente consapevole che le proprie macchine e attrezzature devono essere sempre al

Da sinistra Roberto Pellegrino di CLP con Ville Silvasti e la moglie Hanna

passo con le moderne tecnologie. Per questo sceglie accuratamente i propri fornitori e uno di questi è CLP. “Conosco CLP da alcuni anni e recentemente ho avuto modo di verificare a fondo la loro professionalità. Insieme infatti abbiamo collaborato alla progettazione e realizzazione di una specifica attrezzatura che non esisteva sul mercato. I tecnici CLP hanno ascoltato le mie esigenze ed insieme abbiamo elaborato il progetto. Oggi questa macchina è parte integrante delle attrezzature aziendali che utilizziamo costantemente nelle nostre operazioni” ha dichiarato Ville Silvasti. L’attrezzatura in questione è la TR360, ossia speciali travi di sollevamento ideate per trasportare e muovere carichi di grandi dimensioni in abbinata con i sistemi di skidding di CLP. Queste travi particolari permettono di eseguire lavori di posizionamento in modo semplice e veloce. Nate dall’esigenza specifica di Silvasti, CLP è stata in grado di rendere questa attrezzatura customizzabile per ogni suo singolo cliente: dimensioni, capacità e corsa di sollevamento infatti possono essere realizzate su misura, e disponibili anche in versione allargabile. “Sono molto soddisfatto del rapporto che ho instaurato con CLP e credo che in futuro ci sarà modo di sviluppare ulteriori attrezzature. Il settore del trasporto eccezionale è in costante evoluzione e questo rende necessario non solo restare sempre aggiornati sulle tecnologie ma anche saper trovare i giusti fornitori in grado di supportare tale evoluzione” ha concluso Silvasti.

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Movimentazione Industriale CLS

continua Calabrese, “alla CLS di domani, che sta aprendo a macchinari che esulano dal carrello elevatore attraverso una strategia orizzontale. Del resto i nostri tecnici sono molto preparati in idraulica, elettronica, meccanica, quindi sono in grado di seguire molteplici tipologie di macchinari”. In sostanza con i-TEC si vanno a ridurre i fermi macchina, inoltre questo sistema permette di personalizzare fortemente il piano manutentivo e di trasmettere al tecnico, che sta eseguendo la manutenzione, tutte le singole operazioni da svolgere. In caso

L’innovazione in cattedra

LA PARTECIPAZIONE CLS ALLO SCORSO GIS È STATA ALL’INSEGNA DELLE SOLUZIONI TECNOLOGICAMENTE ALL’AVANGUARDIA

I

Il GIS di CLS è stato una proposta di innovazione declinata in soluzioni tecnologiche e servizi. Nostra guida attraverso i due stand CLS è stato Michele Calabrese, responsabile marketing e prodotto. “CLS”, ha esordito Calabrese, “ha un bagaglio di esperienze notevole e con queste innovazioni stiamo cercando di canalizzare questa esperienza in sistemi che possano creare valore per i

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clienti”. Innovazioni che si concretizzano in soluzioni quali i-TEC, il sistema di gestione dell’assistenza tecnica ideato da CLS, sviluppato internamente e già operativo in tutta Italia. i-TEC rappresenta inoltre la capacità di CLS di offrire ai propri clienti servizi di manutenzione estesi a uno spettro di macchinari che va oltre i tradizionali carrelli elevatori. “È un sistema che guarda avanti”,

di riparazione il tecnico può ordinare il ricambio direttamente dal suo tablet e riceverlo sul proprio furgone la mattina successiva, in tutta Italia (per le isole serve un giorno in più). Va infine sottolineato come questo sistema permetta di lavorare in base all’impiego orario delle macchine, non più a intervalli temporali fissi ma in funzione dell’impegno della macchina stessa. Decisamente interes-

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


Michele Calabrese, responsabile marketing e prodotto CLS.

sante anche il sistema di pesatura Lasstec. Nato come innovazione di prodotto legata alla normativa Solas, Lasstec è un sistema unico, e certificato, che permette di effettuare la pesatura durante la movimentazione dei container, riducendo i tempi operativi in maniera drastica. Grazie a speciali twistlock con sensori a fibra ottica, Lasstec determina in modo estremamente preciso il peso, a prescindere dall’assetto della macchina. In pratica, l’operatore, mentre movimenta, pesa e può inviare la pesata al suo sistema di gestione del terminal o del magazzino in maniera automatica. Sicurezza e produttività trovano la perfetta sintesi in Blaxtair, il sistema anticollisione studiato per evitare, soprattutto, le collisioni tra personale a terra e

veicoli industriali. Già presente da qualche tempo, grazie a un’accresciuta sensibilità verso la sicurezza, sta trovando nuovo impulso. Blaxtair si basa su una videocamera stereoscopica intelligente in grado di distinguere gli oggetti dalle persone e di allertare il conducente attraverso due differenti soglie di allarme.

In questo modo si eliminano gli allarmi inutili, l’operatore lavora con serenità e tutto si trasforma in efficienza, produttività e sicurezza. “Dietro una semplicità francescana”, conclude Calabrese, “c’è una tecnologia molto evoluta applicabile sui carrelli elevatori di qualsiasi marca e di qualsiasi portata”.

+ Le macchine Nello spazio espositivo esterno CLS ha mostrato al pubblico di Piacenza due macchine particolarmente interessanti. In primo luogo un big truck Hyster H18.00XM-9 con montante da 4.900 mm di sollevamento, ideale per la movimentazione portuale e industriale. Facile da trasportare, compatto e potente, questo carrello frontale diesel solleva fino a 18 t a 900 mm di baricentro. Da mettere in evidenza che il trattore industriale diesel MAFI 332 è disegnato per svolgere con affidabilità e continuità le operazioni RoRo o per il traino orizzontale di carichi impegnativi. Il MAFI 332 è perfetto anche per l’utilizzo negli ambienti industriali e siderurgici.

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

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Movimentazione Industriale

CVS FERRARI

Tra Italia e Paesi Bassi

CVS FERRARI HA MESSO A SEGNO DIVERSE IMPORTANTI CONSEGNE CHE CONFERMANO IL SENTIMENTO POSITIVO DEL MERCATO NEI CONFRONTI DELLE SUE MACCHINE

C

Con la consegna di quattro reach stackers a Terminali Italia e due a SGT Mercitalia, CVS Ferrari ha completato in circa 12 mesi la consegna di altrettanti reach stackers F500 equipaggiati con il proprio Top and Bottom Pick Spreader. Terminali

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Italia e SGT Mercitalia sono due operatori intermodali il cui proprietario di maggioranza è il Gruppo Ferrovie delle Stato: la prima ha ordinato dieci unità CVS Ferrari F500.RS5 distribuite in 14 terminal da Nord a Sud, tra cui Verona Quadrante

Europa e Milano Segrate. Le unità F500. RS5 si occuperanno dei cosiddetti servizi logistici di ultimo miglio. SGT Mercitalia gestisce invece un importante punto di scambio di modalità trasporto merci su rotaia a Pomezia, nelle vicinanze di Roma, che è il mercato di riferimento per i clienti di questo operatore intermodale. La società ha scelto due reach stacker modello F500.RS4. Come abbiamo detto poc’anzi, entrambi i reach stacker scelti da questi due operatori intermodali sono equipaggiati con il Top and Bottom Pick Spreader, attrezzatura interamente sviluppata da CVS Ferrari. Questo spreader, completamente costruito in acciaio ad alta resistenza che ottimizza la riduzione della tara con una maggiore resistenza strutturale e durata, presenta una serie di soluzioni ingegneristiche che lo rendono una delle attrezzature intermodali più affidabili e produttivi per qualsiasi tipo di operazione ferroviaria. Entrambi gli operatori hanno anche optato per l’esclusivo sistema di

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+ Il dealer olandese

Nei Paesi Bassi MotracLinde, dealer per i forklift truck CVS Ferrari, è una delle aziende operanti nel segmento delle macchine per la logistica e la movimentazione con la storia più lunga, tra le meglio conosciute e con una presenza capillare sul territorio. Dopo questa prima vendita ha già ottenuto ulteriori ordini che sono in fase di consegna.

monitoraggio remoto (RMS) di CVS Ferrari, che fornisce non solo la telemetria di ogni macchina in tempo reale, ma anche misurazioni e analisi della produttività, nonché report periodici e segnalazione automatica di guasti e allarmi. È interessante notare che entrambi gli operatori hanno scelto di mettere il proprio RMS in comunicazione diretta con il sistema operativo del terminal, così che possa rilevare il carico, registrarne la posizione sul treno e associarla automaticamente al numero di container, e memorizzare tutto automaticamente nel sistema di gestione del terminal. In questo modo sono state eliminate tutta una serie di operazioni di registrazione prima svolte manualmente. Ma i successi e i riconoscimenti della qualità e dell’affidabilità dei prodotti CVS Ferrari arriva anche dai mercati oltralpe. Poco dopo la firma di MotracLinde come distributore unico di CVS Ferrari per i Paesi Bassi, avvenuta in agosto, il primo grande forklift truck del Costruttore di Roveleto entra a far parte della flotta di macchine operatrici di un’azienda che opera presso il porto di Rotterdam. Il cliente che ha scelto MotracLinde e CVS Ferrari come soluzione alle sue esigenze di trasporto interno è Franklin Offshore Europe BV, un produttore e fornitore di

cavi in ​​acciaio per il settore offshore, marittimo e industriale e per i relativi servizi. Hans Coenen, responsabile operativo di Franklin Offshore Europe BV, e Ray Wijn, manager HSEQ, spiegano il perché di questa scelta: “Siamo soddisfatti dell’eccellente servizio e supporto fornito da MotracLinde e abbiamo verificato che il CVS Ferrari FH32 con 32 tonnellate di

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capacità di sollevamento soddisfa tutti i nostri requisiti e risponde a ogni esigenza. Al momento, è ancora possibile lavorare con un carrello elevatore diesel Euro 4, ma con il motore Euro 5 del nostro nuovo forklift truck di CVS Ferrari siamo già pronti per le future restrizioni della legislazione in materia ambientale”. La macchina consegnata a Franklin Offshore Europe BV è stata fornita con i sistemi standard, tra cui la Load Scale, l’indicatore di carico e relativo limitatore, nonché con il limitatore di velocità, il kit di contenimento delle emissioni sonore e il sistema di ingrassaggio centralizzato automatico.

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Movimentazione Industriale KONECRANES

Da un continente all’altro NON SI FERMA LA CORSA ALLA CONQUISTA DEI MERCATI DI TUTTO IL MONDO CHE KONECRANES STA PORTANDO AVANTI CON TENACIA DOPO L’ACQUISIZIONE DELLE DIVISIONI DEL GRUPPO TEREX

I

Iniziamo a raccontarvi delle diverse tappe che hanno allungato l’elenco delle conquiste di Konecranes proprio a partire da una italiana. A settembre 2017, il Terminal Intermodale Venezia S.p.A. (TIV) ha ordinato per il suo terminal di Marghera una gru portuale Konecranes Gottwald Model 6. TIV, una joint venture di Mariner e Marinvest, è fra i leader nella movimentazione intermodale di carichi containerizzati nella regione

adriatica e possiede già quattro gru portuali Konecranes Gottwald. Queste macchine gestiscono principalmente container e lo stesso farà la nuova gru Model 6. Sarà equipaggiata con uno spreader a doppio sollevamento. Roberto Semenzato, General Manager di TIV, ha dichiarato: “La nostra attuale flotta di gru Konecranes Gottwald ha contribuito alla rapida crescita del nostro terminal: queste gru offrono eleva-

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale

te velocità di lavoro, facile accesso ai punti di manutenzione e basso consumo energetico, tutte caratteristiche che ci hanno reso facile optare per la tecnologia Konecranes“. La nuova gru è la seconda gru mobile portuale Konecranes Gottwald Model 6 di TIV nella variante a due funi G HMK 6507 in grado di sollevare fino a 125 tonnellate con uno sbraccio fino a 51 m. L’ordine include un pacchetto personalizzato di parti di

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Movimentazione Industriale ricambio. Giuseppe Di Lisa, Direttore vendite e marketing, Mobile Harbour Cranes, Konecranes Port Solutions, non può che dirsi soddisfatto della crescente domanda di gru portuali Konecranes Gottwald Mobile in Italia: “L’Italia è diventata uno dei nostri più importanti mercati europei: le gru portuali Konecranes Gottwald sono in attività presso i terminal di tutto il Paese“. Dall’Italia al Belgio. Konecranes ha infatti reso noto di aver firmato un grosso contratto per la manutenzione delle macchine della flotta della belga MPET. Il contratto comprende la manutenzione di 150 straddle carriers differenti per modello e anzianità di servizio. Il contratto è stato firmato con l’obiettivo di aumentare sensibilmente i tempi di servizio di queste macchine. MPET è il più grande operatore logistico in Belgio e opera nel porto di Antwerp. Nel 2016 ha registrato un consistente aumento delle proprie attività, superando quota 10 milioni di TEU movimentati. Restiamo ancora in Europa e precisamente in Spagna. Lo scorso ottobre l’operatore europeo per il trasporto di materiali sfusi European Bulk Handling Installation che opera nel porto di Gijón, ha messo in servizio una gru portuale Model 8 di Konecranes Gottwald. La gru, originariamente ordinata nell’ottobre 2016, sarà utilizzata principalmente per la movimentazione di minerale di ferro e lo scarico di carbone. Questa è la prima

gru portuale consegnata da Konecranes in Spagna. La nuova macchina è anche la prima gru portuale Konecranes Gottwald acquistata da EBHI. Aiuterà il terminal a sostenere l’aumento del volume di merci in transito. La nuova gru

Konecranes Gottwald per EBHI, Model 8 in variante a quattro funi, offre una capacità di sollevamento massima di 100 tonnellate e un raggio operativo fino a 50 m. Il portale ha uno scartamento di 22 m e un’altezza libera di 6,125 m.

+ Mare aperto Nel terzo trimestre del 2017, Konecranes ha ricevuto un ordine per due floating cranes Konecranes Modello 8 da parte di Winning Logistics Company Limited. Dalla metà del 2018, le due nuove gru si occuperanno del trasbordo di bauxite al largo della costa della Guinea, in mare aperto. Winning Logistics, membro del Winning International

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Group con sede a Singapore, utilizza le gru Konecranes Gottwald fin dal 2015 quando ha iniziato le sue attività di trasbordo di bauxite. Da allora la sua attività di movimentazione di materiale sfuso off-shore è cresciuta e la società ha ordinato altre due floating cranes Konecranes Gottwald. Le floating cranes Modello 8 di Konecranes Gottwald sono

progettate in conformità con il Lloyd’s Register Code per il sollevamento in ambiente marino. Sono in grado di operare con velocità del vento fino a 24 m/s e altezze d’onda massime di 2,5 m. Le nuove macchine presentano una capacità di sollevamento massima di 100 t, consentendo al cliente di sollevare carichi come macchinari pesanti.

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Movimentazione Industriale MANITOU

La classe non è acqua

P

Pensare a Manitou significa avere in mente i suoi sollevatori telescopici. Ma Manitou è famosa nel mondo anche per i carrelli elevatori che, declinati in una gamma tanto ampia quanto flessibile, in versione diesel, gas ed elettrica trovano applicazione in molteplici ambiti in cui serva semplicità, comfort, affidabilità, efficacia e minimi costi di gestione. Identificati dalla sigla MI, i carrelli termici

prevedono telaio monoblocco, montanti e assali rinforzati. Per i piccoli e medi tonnellaggi la trasmissione è Okamura, mentre le grandi portate si affidano alla Powershift messa a punto per le applicazioni più gravose. Le macchine, che di serie sono dotate di un sistema di filtrazione ad aria composto da un filtro principale e da una cartuccia di sicurezza, sono progettate per resistere a corrosione e vibra-

I CARRELLI MANITOU, PROPOSTI IN UN’INCREDIBILE AMPIEZZA DI GAMMA, SONO IN GRADO DI SODDISFARE OGNI ESIGENZA LOGISTICA DALL’INDUSTRIA ALL’EDILIZIA, DALL’ALIMENTARE ALLA DISTRIBUZIONE zioni, e per le applicazioni più intensive possono essere equipaggiate con un prefiltro ciclonico autopulente. Per i carrelli MI da 1,5 a 3,5 t, Manitou ha selezionato i motori premium Yanmar diesel e Nissan a GPL; gli MI per medie portate prevedono invece motori PSI per le versioni a gas, Cummins per le versioni IIIB e Perkins per le versioni MI-X diesel. Tre le possibilità di montante: Duplex a visibilità totale con alzata libera ridotta; Duplex o Triplex ad alzata libera. Notevole l’attenzione Manitou alla sicurezza e al comfort dell’operatore. Se ogni macchina è stata pensata per offrire la massima visibilità e accessibilità, il comfort è assicurato da un posto di guida, spazioso e confortevole, con sedile sospeso regolabile, piantone dello sterzo inclinabile, dispositivi per la riduzione delle vibrazioni e sistemi di am-

+ La Gamma MI I carrelli termici si sviluppano in 14 modelli che vanno dal piccolo MI 15 da 1.500 kg di capacità al top di gamma rappresentato dal MI 100 da 10.000 kg di portata. I modelli più piccoli raggiungono un’altezza massima di sollevamento di 6.500 mm, mentre la fascia media e pesante si arresta ai 6.000 mm. I due modelli di maggiori dimensioni sono disponibili esclusivamente con propulsione a gasolio; le potenze dei motori diesel vanno da un minimo di 32,8 kW a un massimo di 82 kW.

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+ La Gamma ME La gamma elettrica si compone di 14 modelli. Per gli impegni meno gravosi, quantificabili in 500-800 ore/ anno, Manitou mette a disposizione una macchina a 3 ruote e 24 volt. Salendo di categoria spazio ai quattro modelli a 3 ruote, 48 volt e ai tre modelli a 3 ruote 48 volt, tutti carrelli ideali per un impiego fino a 1.500 ore annue. Per chi volesse ancor di più ecco le sei versioni a 4 ruote e 80 volt che possono affrontare anche le sfide più impegnative. mortizzazione di fine corsa delle forche e di riduzione dei contraccolpi durante il passaggio da uno stadio all’altro del montante. Al pari dei carrelli termici, anche i carrelli elettrici, identificati dalla sigla ME, soddisfano appieno le esigenze del mercato, sono facili da utilizzare e semplici da manutenere. Si tratta di carrelli efficienti equipaggiati con motori asincroni associati alle funzioni di protezione della macchina, grazie a sensori di temperatura e velocità. A disposizione 28 parametri impostabili, dalla velocità di spostamento alla sensibilità dell’impianto frenan-

te, alle prestazioni idrauliche, senza dimenticare un’ampia scelta di batterie per soddisfare ogni esigenza in termini di potenza e durata. Da segnalare anche il freno motore rigenerativo che consente di convertire una parte dell’energia cinetica durante la decelerazione dei motori di trazione. La scelta dei montanti si allinea con quanto esposto per i modelli termici, mentre merita un accen-

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no l’estrema facilità di manutenzione agevolata da un facile accesso ai componenti grazie al cofano laterale. Da evidenziare il Controllo Kollmorgen che semplifica l’acquisizione delle informazioni riducendo i tempi di manutenzione. Inoltre, grazie alla soluzione Easy Manager, disponibile in sei versioni, è possibile seguire le macchine in tempo reale e programmare gli interventi di manutenzione.


Ple CTE

Novità & riconoscimenti NEGLI ULTIMI MESI DEL 2017 CTE HA PRESENTATO MOLTE NOVITÀ CHE LE HANNO VALSO NUMEROSI RICONOSCIMENTI

C

CTE ha partecipato alla scorsa edizione di GIS 2017 in grande stile, esponendo svariati modelli di piattaforma in grado di offrire a colpo d’occhio la vasta proposta del Costruttore trentino a quanti avessero visitato il suo stand. Un vero e proprio quartier generale di piattaforme aeree autocarrate e semoventi, con ovviamente anche numerose novità di prodotto. CTE ha innanzitutto presentato in Italia la nuova piattaforma autocarrata CTE 32.19 MP. Montata su un veicolo da 7,5 t di massa totale a terra, la nuova piattaforma è in grado di raggiungere i 32 m di altezza, i 19 m di sbraccio e offre una portata in cesta di ben 300 kg. Ma prestazioni a parte, la sua caratteristica principale è la conformazione del braccio, che è contemporaneamente sia telescopico che articolato, così da permettere da un lato un’ottima altezza di scavalco degli ostacoli e dall’altra la flessibilità di lavorare come pura telescopica. A rappresentare la gamma articolata

+ Doppio premio! La giuria di Italplatform ha assegnato a CTE ZED 15.2 su pickup il riconoscimento di “Prodotto dell’anno” nella categoria piattaforme autocarrate fino a 20 m e all’innovativo S3Smart Stability System il riconoscimento nelle “Categorie speciali”. Maneggevolezza, versatilità ed elevate prestazioni: queste sono le caratteristiche vincenti di CTE ZED 15.2 su pick-up, la piattaforma autocarrata che ha ricevuto il

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premio come migliore piattaforma aerea nella categoria Piattaforme autocarrate fino a 20 m. L’impegno di CTE nel proporre al mercato prodotti innovativi prestanti, ma con una particolare attenzione alla salvaguardia della sicurezza degli operatori, è valso all’azienda anche il premio di Italplatform per l’Innovazione tecnologica con il sistema S3 Smart Stability System, il sistema di controllo dell’area intelligente.

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+ Ancora più stabili L’H Stab System, il nuovo sistema di stabilizzazione con 4 aree di lavoro predefinite, è ora disponibile anche sul modello CTE ZED 21.3 JH. Il Costruttore di Rovereto ha anche realizzato un video (visualizzabile su YouTube - http://www.ctelift.com/video-cte-zed-21-3-jh/) nel quale è possibile constatare con i propri occhi la versatilità di questo sistema di stabilizzazione su un modello di piattaforma aerea articolata con jib. Il video mette in luce le caratteristiche principali di questo prodotto, evidenziando la compattezza del mezzo, la stabilizzazione con H Stab System, la versatilità del braccio e alcune applicazioni realizzabili con questa piattaforma. di CTE sono state invece chiamati due fiori all’occhiello: la CTE ZED 21.3 JHV allestita su autocarro Euro 6 e dotata di sistema di stabilizzazione S3 Smart Stability System. Quest’ultimo è un sistema intelligente che consente, con stabilizzatori posteriori sempre fissi in sagoma, di posizionare gli stabilizzatori anteriori a propria discrezione: aperti, semi-aperti in qualsiasi posizione, chiusi. Questo sistema si adatta in tempo reale alle con-

dizioni di utilizzo, di carico e geometria della piattaforma in maniera autonoma. Monitorando costantemente la posizione degli stabilizzatori e di ogni singola parte della macchina e tenendo conto del carico in navicella, il sistema S3 Smart Stability permette di raggiungere condizioni di sicurezza in ogni punto della superficie di sviluppo di lavoro, ottenendo sempre la massima prestazione. In sintesi, le aree di lavoro sono infinite e l’operatore

non deve preoccuparsi di verificare la posizione del braccio o degli stabilizzatori poiché il sistema, automaticamente, garantisce massime performance di sicurezza, portata, altezza e sbraccio. Seconda rappresentante della gamma delle piattaforme articolate vi era infine la CTE ZED 20.3 EASY, la piattaforma preferita dai noleggiatori, studiata per offrire semplicità di utilizzo e massime prestazioni.

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L’

GENIE

Proiezioni di futuro

L’aspirazione di Genie a confermarsi e restare pioniere nel settore delle piattaforme aeree è indiscutibilmente dimostrato dalla sequela di novità che hanno arricchito il panorama del settore negli ultimi mesi e che sono state apprezzate anche dai visitatori di GIS 2017. Nei nuovi prodotti appare evidente la volontà di Genie di proporre macchine

LE NUOVE MACCHINE DI GENIE, CHE MOLTI CLIENTI ITALIANI HANNO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI TOCCARE CON MANO A GIS 2017, SONO DELLE VERE E PROPRIE ANTICIPAZIONI DEI FUTURI TREND DI MERCATO

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+

Genie Z-60/37FE

Altezza di lavoro 20 m Sbraccio orizzontale 11,15 m Altezza di scavalcamento 7,4 m Capacità di sollevamento 227 kg Rotazione verticale del jib da + 70° a - 65°

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+

Genie GS-4069BE

Altezza di lavoro massima Capacità di sollevamento Raggio di sterzata interno Pendenza superabile Peso

14,12 m 363 kg 2,11 m 35% 4.893 kg

con maggiore capacità di sollevamento e fonti di alimentazione alternative, per anticipare al presente le future tendenze del mercato. La piattaforma ibrida Genie Z-60/37FE, la piattaforma a forbice Bi-Energy GS-4069 BE e la piattaforma più grande della gamma Genie Xtra Capacity (XC), la SX-135 XC, sono la dimostrazione reale di tutto questo. Per poter lavorare nei limiti imposti dalle normative locali sempre più rigorose in termini di rispetto dell’ambiente, sempre più imprese sono alla ricerca di piattaforme con emissioni ridotte o pari a zero, bassi livelli di rumore e un inferiore consumo energetico. I nuovi prodotti Genie alimentati da fonti alternative sono stati concepiti per essere all’altezza di queste

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Ple

+

Genie SX-135 XC

Altezza di lavoro massima 43,15 m Capacità di sollevamento 300 kg/454 kg Sbraccio orizzontale 27,43 m Sbraccio sotto il livello in piano 6,00 m Lunghezza JibExtend 5,48 m (ritratto) – 9,14 m (esteso) nuove sfide e offrire macchine con performance elevate, alimentate in maniera più efficiente e, potendo lavorare in un grande numero di applicazioni diverse, sono la soluzione ideale persino in cantieri non serviti da energia elettrica. Tra le piattaforme alimentate da fonti di energia alternative, ricordiamo che Genie propone la piattaforma ibrida a braccio articolato Genie Z-60/37FE e la piattaforma a forbice Bi-Energy GS4069 BE. Con la prima Genie ha introdotto una generazione del tutto nuova di piattaforme ad alimentazione ibrida. Né diesel né elettrica, ma entrambi i sistemi

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Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


gia trattenuta frenando. La piattaforma a forbice ad alimentazione Bi-Energy Genie GS-4069BE, invece, offre due modalità di funzionamento. La modalità elettrica è ideale per applicazioni al chiuso, mentre in modalità Bi-Energy il sistema attiva il generatore a bordo per mantenere cariche le batterie. Inoltre, tutti i modelli Bi-Energy sono dotati di una presa di corrente integrata da 220 V, attraverso cui il generatore alimenta direttamente gli attrezzi degli operatori. Per far fronte alla crescente esigenza di lavorare in sicurezza sollevando carichi sempre più pesanti con la stessa macchi-

riuniti in una sola piattaforma. In modalità ibrida, il generatore a propulsione diesel monitora costantemente lo stato delle batterie, mantenendole cariche per massimizzarne il tempo di funzionamento. Una volta cariche, il generatore si spegne automaticamente per ridurre al minimo il consumo di carburante, ripristinando la modalità elettrica. La piattaforma Genie Z-60/37 FE è inoltre dotata di un sistema di recupero di energia, che invia direttamente alle batterie l’ener-

na, Genie continua ad ampliare la sua gamma di piattaforme Xtra Capacity (XC). La nuova piattaforma a braccio telescopico Genie SX-135 XC offre uno sbraccio, leader nel suo settore, di più di 27 m. La doppia capacità di carico, comune a tutta la gamma Genie XC, consiste in 300 kg in corrispondenza dell’area di massimo sbraccio e in 454 kg in corrispondenza dell’area di massima capacità, ampiamente sufficiente per ospitare a bordo tre operatori con i rela-

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+ Premiata!

La giuria della prima edizione di Italplatform, Italian Access Platform Awards, ha assegnato alla piattaforma Genie Z-60/37FE il premio di Prodotto dell’Anno nella categoria “Piattaforme semoventi oltre i 6 m”. Si tratta del quarto riconoscimento per la piattaforma ibrida di Genie a soli 18 mesi dal suo lancio, a seguito dei prestigiosi premi internazionali ricevuti delle associazioni di noleggio Europea (Prodotto di noleggio dell’anno agli ERA Awards 2017), Australiana (Prodotto di sollevamento dell’anno agli Hire Industry Excellence Award 2016) e Americana (Premio di Bronzo per l’Innovazione del Rental Equipment Register nel 2016). tivi attrezzi e materiali di lavoro. Questo modello offre un’altezza di sollevamento di 43,15 m, con uno sbraccio orizzontale di 3 m in più e il 32% di capacità in più sull’intera area di carico rispetto a modelli simili della stessa categoria. La SX-135 XC presenta inoltre un jib di tipo JibExtend, che si estende da 5,48 m a 9,14 m, e un ingombro al suolo ridotto di 3,94 m x 4,11 m. Offre inoltre la possibilità di lavorare 6 m al di sotto del livello in piano. Non solo macchine, però, nella vasta offerta di Genie. Le piattaforme a braccio Genie Z (articolate) e S (telescopiche) avranno infatti montato di serie anche il nuovo Allarme a Contatto Genie LiftGuard, un dispositivo elettronico di protezione secondaria dell’operatore, esclusivo Genie, disponibile anche per l’equipaggiamento in aftermarket su macchine fabbricate a partire dal 2003.

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Ple HINOWA

Oltre la festa

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I TRENT’ANNI DI HINOWA SONO STATI CELEBRATI CON UNA SERIE DI APPUNTAMENTI CUI HANNO PRESO PARTE I CLIENTI E I DISTRIBUTORI DI TUTTA EUROPA

Trent’anni di innovazione, di tecnologia, di prodotti non sono uno scherzo. Sono un traguardo, e un trampolino di lancio, da festeggiare con tutti gli artefici di questo successo: la famiglia Fracca, i dipendenti, i partner, i distributori e i clienti, tante tessere di un puzzle che hanno portato Hinowa in una dimensione internazionale celebrata attraverso una serie di incontri che si sono svolti tra novembre e dicembre. Noi siamo stati ospiti della società di Nogara nelle giornate del 24 e 25 novembre dedicate all’Italia, fatta eccezione per una delegazione olandese, e che ha visto la partecipazione di quasi 200 persone in rappresentanza di oltre 70 società. I festeggiamenti per il tren-

L’importanza della formazione in Hinowa è stata sottolineata dalla nutrita presenza IPAF

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tennale di Hinowa sono infatti stati diluiti in molteplici eventi nell’arco di due mesi. “In questo modo”, commenta Davide Fracca, export sales manager di Hinowa, “abbiamo potuto ospitare i clienti e i distributori di tutta Europa, dividendoli per area geografica e linguistica, in modo da poter dare loro tutta la nostra attenzione”. La splendida ospitalità veneta, oltre a notevoli picchi gastronomici e musicali, ha messo in mostra la più recente produzione Hinowa e ha dato modo a tutti i partecipanti di apprezzare le ultime novità riguardati gli stabilimenti che hanno visto un incremento dell’area produttiva di 7.000 metri quadrati e un’evoluzione del lay-out delle linee di costruzione delle macchine in linea con la filosofia Lean. Oggi Hinowa si estende su una superficie totale di 90.000 m2 dei quali 30.000

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coperti. A Nogara le macchine vengono inventate, disegnate, ingegnerizzate e assemblate e i fornitori, cui vengono commissionati i componenti, sono tenuti a rispettare i severi standard Hinowa. È stato rivisto anche il magazzino, ora completamente mappato tramite QR-Code e codici a barre. Oggi Hinowa conta circa 150 dipendenti tra uffici e officina, ma in tutto l’indotto occupa circa 400 persone. La voglia di innovare è presente in molteplici particolari, anche nella recente installazione di alcune colonnine di ricarica elettriche a disposizione dei dipendenti, dei clienti e dei fornitori per far fronte a un’esigenza sempre più attuale. “Del resto”, conferma Davide Fracca, “l’elettrificazione è un fenomeno che riscontriamo sempre di più nel nostro mondo delle piattaforme: se un volta le flotte erano esclusivamente diesel, oggi la proporzione gasolio/elettrico è pressoché paritaria”. Giunto alla fine dell’anno, il nostro incontro con Hinowa si è concluso con un bilancio del 2017 che, sono ancora parole di Davide Fracca, “è stato un anno molto buono, con un incremento quantificabile in un +25/30%. Il mercato domestico si è ripreso, con percentuali piuttosto simili a quelle registrate a livello internazio-

+ La nuova Lightlift 33.17 “A livello di piattaforme”, ci ha confidato Davide Fracca, “stiamo preparando il lancio della nuova Lightlift 33.17, una 33 metri di altezza il cui prototipo sarà pronto nel giro di poche settimane, mentre contiamo di procedere con le prime consegne la prossima primavera. Si tratta di una macchina molto performante in cui abbiamo concentrato tanta tecnologia, tante innovazioni e ovviamente sarà disponibile con batteria al litio. I disegni preliminari e le informazioni consegnate ai nostri distributori hanno già dato indicazioni interessanti”. Macchina di punta per il 2018, la nuova piattaforma Hinowa farà il proprio esordio ufficiale al prossimo Intermat di Parigi. nale, e l’introduzione di nuovi modelli ci ha permesso di inseririci in settori in cui non eravamo presenti”. Dichiarazioni che inducono all’ottimismo e si innestano alla perfezione in una storia aziendale che, a partire dal nome, ha sempre cercato qualcosa di innovativo.

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Davide Fracca, export sales manager di Hinowa

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MAGNI TH

Ci sono anche le PLE PONIAMO L’ACCENTO SULLA GAMMA DELLE PIATTAFORME ELETTRICHE A FORBICE DI MAGNI: 9 MODELLI PER ALTEZZE DI LAVORO DA 6 A 16 M

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Trattare nove modelli di piattaforme aeree in poche righe è un’impresa ardua. Quindi, lungi dal voler sviscerare tutte le peculiarità tecniche che vanno a comporre la gamma distribuita da Magni, limitiamoci a evidenziarne le principali caratteristiche, promettendo ai nostri lettori di ritornare sull’argomento in uno dei prossimi numeri. Partiamo dalle più piccole della gamma, cioè i modelli ES0607E, ES0708E ed ES0807E. Si tratta di macchine decisamente contenute nelle dimensioni che, a fronte di una larghezza di soli 70 cm, assicurano portate rispettivamente di 240, 227 e 230 kg, senza dubbio importanti in relazione alle

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proporzioni dei mezzi. Da evidenziare anche le masse delle tre piattaforme più piccole, che si assestano a 880 kg per la ES0607E, a 1.220 kg per la ES0708E e a 1.415 kg nel caso della ES0807E. Tra i modelli più grandi spicca la ES1412E in virtù delle sue prestazioni che evidenziano una portata di 320 kg a fronte di un peso di soli 2.910 kg e di una larghezza contenuta in 1,2 m. Fatta eccezione per la ES0708E, che può lavorare solo all’interno, tutte le piattaforme fino al modello ES1212E consentono di lavorare sia all’interno che all’esterno, all’insegna della più elevata versatilità applicativa. Tutte le piattaforme commercializzate

+ La gamma Magni attualmente offre al mercato una gamma di piattaforme elettriche composta da nove modelli per altezze di lavoro comprese tra i 6 e i 16 m. ES0607E ES0708E ES0807E ES0808E ES1008E ES1012E ES1212E ES1412E ES1612E da Magni TH sono prodotte dal partner Zhejiang Dingli Machinery e sono concepite con alcune accortezze che le rendono più fruibili per il mercato italiano ed europeo. In particolare ogni piattaforma

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è equipaggiata con una serie di parapetti richiudibili, che permettono un più agevole trasporto andando a diminuire l’ingombro della macchina stessa. Inoltre tutti gli scissor sono equipaggiati con batterie Trojian, una nota marca americana, la cui durata, a detta dei tecnici Magni TH, è quasi doppia rispetto ad altri marchi. Le macchine presentano inoltre un sistema di diagnostica integrata: il di-

splay di bordo, in caso di anomalie, segnala un codice di errore che permette di rendere il servizio post-vendita molto più tempestivo. Infatti, i codici di errore possono essere rintracciati sul manuale di uso e manutenzione oppure possono essere comunicati all’operatore dell’assistenza per avere un riscontro su quale sia il problema reale della macchina e su come agire per risolverlo.

+ Il premio Durante la serata ITALPLATFORM - Italian Access Platform Awards, tenutasi a Piacenza, a corredo del GIS, Magni Telescopic Handlers ha vinto il primo premio per la categoria “Sollevatori Telescopici” con il modello RTH 6.46 SH, il telescopico rotativo più alto al mondo. Eugenio Magni, che ha ritirato il riconoscimento, ha commentato: “È molto importante per noi avere un feedback così forte come può essere un premio che mette in risalto l’impegno che mettiamo ogni giorno per sviluppare e progettare prodotti all’avanguardia e degni delle aspettative del cliente. La giuria che ci ha valutati, formata da esperti in diversi settori, è senz’altro un’ulteriore riconferma e ci permette di ritenerci ancora più soddisfatti del risultato conseguito”.

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I Ragni Palazzani li conosciamo bene. Possono operare quasi dappertutto; funzionano con motore termico ed elettricamente: a batterie, o con allacciamento a una normale presa monofase; si spostano agevolmente anche fuori strada e su forti pendenze; si stabilizzano con facilità in spazi ristretti, su terreni irregolari e in forte pendenza, su pavimenti delicati e di portata ridotta. Infine sono anche facili da usare. Macchine difficili da migliorare, quindi. Invece Palazzani

+ A Londra A Londra, per la manutenzione di un’esclusiva zona commerciale e residenziale, è stata scelta una piattaforma Ragno Palazzani XTJ 43 che può raggiungere i 43 m di altezza. Questa macchina, molto versatile, combina dimensioni ridotte (8,5 m di lunghezza e 2,2 m di altezza) a una grande facilità di spostamento e piazzamento. Quest’ultimo è automatico e per ogni stabilizzatore sono disponibili ben 6 posizioni differenti. Il peso contenuto le permette di traslare e piazzarsi su pavimentazioni anche molto delicate senza creare alcun danno.

PALAZZANI

A doppio pantografo DA PALAZZANI UN NUOVO MODELLO DI RAGNO: IL TZ 330/C CHE, GRAZIE ALLA NUOVA CONFORMAZIONE DEL BRACCIO, È IN GRADO DI RAGGIUNGERE OGNI POSIZIONE DI LAVORO.

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ha voluto fare ancora qualcosa in più. Nota sul mercato mondiale per l’ampia proposta di modelli di piattaforme Ragno con braccio telescopico e jib articolato, Palazzani ha lanciato un nuovo modello con braccio a doppio pantografo. Stiamo parlando della nuova piattaforma Ragno articolata TZ 330/C, una grossa novità per l’azienda, che ha voluto soddisfare anche quei specifici casi dove viene richiesto un diagramma di lavoro aereo particolare, raggiungibile solo da un braccio di questo tipo. Il braccio della TZ 330/C, interamente in acciaio ad alta resistenza, è inoltre progettato con un disegno innovativo, che garantisce leggerezza e resistenza strutturale. A livello prestazionale la TZ 330/C raggiunge un’altezza al piano di calpestio di 30 m e presenta uno sbraccio massimo di 16,5 m, con una portata di 250 kg; il peso totale è di 6.500 kg. Come di consueto le dimensioni risultano molto compatte: 6.995 mm di lunghezza e un’altezza di soli 2.166 mm. Il carro è allargabile da 1.100 a 1.400 mm, mentre gli stabilizzatori indipendenti - ognuno con due possibili posizioni di lavoro e una di riposo

- si presentano con un design essenziale e di limitato ingombro. Al momento la nuova piattaforma Palazzani è offerta nella tipica versione standard Bi-energy: il motore diesel per operare in esterno, quello elettrico collegato alla corrente domestica per gli interni. Ma in futuro, ci assicurano dall’azienda, la nuova TZ 330/C sarà disponibile anche nelle motorizzazioni ECO e Ibrida. Per questo

modello Palazzani ha rivisto anche l’impianto idraulico che, grazie a una pompa a portata variabile e a un distributore con tecnologia CAN-BUS, garantisce un aumento del livello di sicurezza e di sensibilità delle manovre. Infine merita un accenno la nuova consolle di comando, raffinata nel design e che assicura un’elevata resistenza alle infiltrazioni di acqua e alle sollecitazioni meccaniche.

+ Per il San Carlone Il San Carlone è una colossale statua di fine Seicento che, ad Arona, in provincia di Novara, celebra San Carlo Borromeo. Per procedere al suo restauro gli studenti del Politecnico di Milano si sono avvalsi di un Ragno Palazzani XTJ 32/C e, insieme alla dottoressa Goidanich alla guida del progetto, hanno effettuato analisi riguardanti i metalli di cui è composta la statua. La XTJ 32, noleggiata da Ovieni & C di Busto Arsizio (Va), unisce la versatilità dei Ragni alla semplicità di manovra dei semoventi tradizionali. La stabilizzazione è rapida grazie alla discesa simultanea e all’articolazione sincronizzata degli stabilizzatori. I trasferimenti sono veloci anche su forti pendenze e la pressione al suolo è molto ridotta.

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“I Prima di tre PALFINGER PLATFORMS ITALY

AL GIS PALFINGER PLATFORMS ITALY HA PRESENTATO LA CAPOSTIPITE DELLA NUOVA LINEA PROFESSIONAL. PIATTAFORME AUTOCARRATE CHE SI DISTINGUONO PER ELEMENTI CARATTERIZZANTI CHE LE RENDONO “VOCATE” A SPECIFICHE APPLICAZIONI

“Il settore sta finalmente vivendo un momento positivo. Le aziende hanno di nuovo fiducia nel futuro e anche le banche stanno ricominciando a mostrare interesse. La finanziabilità delle aziende è tornata accettabile” ha dichiarato Paolo Balugani, Amministratore di Palfinger Platforms Italy proprio il giorno di apertura del GIS di Piacenza. “Questa edizione del GIS apre sotto l’egida di aspettative confortanti. Ci aspettiamo molto da questi tre giorni di fiera e credo sia giusto poter celebrare il nostro settore insieme ai nostri clienti”. Le parole di Balugani sono state premonitrici di quanto si è poi puntualmente avverato. Le giornate del GIS 2017 hanno confermato il trend positivo dei pre-accrediti con un notevole afflusso di persone. Visitatori che si sono ovviamente avvicinati anche alle novità Palfinger Platforms Italy che non erano solo esposte staticamente; alcuni modelli erano anche provabili. Un’occasione per toccare con mano la qualità delle nuove piattaforme PPI tra cui spiccava ovviamente l’anteprima assoluta, la P220A. Capostipite della nuovissima Professional Line, la P220A è la prima di tre diversi modelli (il secondo verrà presentato in occasione di Intermat 2018) che si differenzieranno dalle piattaforme autocarrate standard per tutta una serie di dettagli che le renderanno particolarmente vocate per alcune applicazioni. “Con la P220A abbiamo voluto rispondere puntualmente alle esigenze dei manutentori del verde” ci spiega Balugani. “Non si possono non notare i numerosi elementi caratterizzanti pensati per chi esegue

+ Le Jumbo di Palfinger Al GIS è stato notevole anche l’impatto della P640 Jumbo, una piattaforma patente C con ben 64 m di altezza lavoro e 41 m di sbraccio operativo, il tutto su un autotelaio 4 assi a libera circolazione. Questo modello è equipaggiato con comandi a

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joystick multifunzione e schermo digitale con cui è possibile una precisa, dolce e millimetrica movimentazione che stupisce per la sua linearità e scrive una nuova pagina di stile nel settore delle piattaforme a grandi altezze. “Come Palfinger

Platforms Italy siamo anche dealer in Italia dei prodotti della Casa madre, quali le piattaforme della gamma Jumbo e Top” ha dichiarato Balugani. “Si tratta di macchine di fascia alta, che si distinguono per numerosi plus tecnici e per un livello di

qualità decisamente superiore alla media dell’offerta. L’Italia è sempre stato un mercato importante anche per questa categoria di piattaforme e finalmente anche questo segmento sta manifestando segnali di ripresa”.

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potature, dalla griglia di protezione della cabina a quella dei fari posteriori, dalle particolari coperture del braccio per evitare che frammenti di legno, segatura e foglie vadano a danneggiarne le parti al gancio di traino e relativo carrello omologato per la circolazione stradale, utile all’azienda di manutenzione del verde che sarà così in grado con un unico mezzo di effettuare gli interventi e rimuovere le risulte della potatura”. Dettagli a cui si aggiungono le prestazioni: 22 metri di altezza e ben 13 metri di sbraccio, il tutto comandato idraulicamente e con la solita facile ergonomia PPI che già in passato ha decretato il successo della gamma Smart, recentemente rinnovata e rinvigorita con l’avvento della motorizzazione Euro 6 che ha portato in dote nuovi plus tecnologici. La portata è salita a ben 250 kg, con impronta stabilizzatrice invariata, mentre i comandi sono stati ulteriormente

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addolciti nel loro funzionamento lineare. Nel corso del GIS 2017 e nelle settimane successive la raccolta ordini Italia/Estero di Palfinger Platforms Italy ha raggiunto la ragguardevole quota di 59 pezzi, con una crescita costante tale da far pensare a un positivo primo semestre 2018 sia per risultati che per pianificazione modelli. “Sono convinto che sia in atto una ripresa fisiologica nel nostro settore e i numeri post GIS sono a tal riguardo molto confortanti” conferma Balugani. “Palfinger Platforms Italy chiuderà il 2017 in netta crescita, in linea con quelli che erano sia gli obiettivi che le aspettative. Il 2018 poi sarà l’anno del nostro quinto anniversario di attività e lanceremo molte novità in diversi segmenti. Sarà davvero un anno dove ne vedremo delle belle”. In effet-

ti a Intermat sarà presentato il secondo modello di piattaforma autocarrata della Professional Line e poi entrerà finalmente in produzione la piattaforma cingolata che sta completando le ultime fasi di test della preserie. “Gli incentivi fiscali quali iper e superammortamento hanno sicuramente dato una mano alla ripresa, ma non sono l’unico motivo per cui registriamo finalmente un più davanti all’andamento del mercato. Questo lo si può dedurre anche dai recenti assestamenti tra noleggiatori: il fatto che due grossi gruppi francesi abbiano fatto il proprio ingresso nel mercato italiano è segno che le previsioni sono di crescita” ha concluso Balugani. Allora non ci resta che aspettare fiduciosi il 2018 e stare all’erta per intercettare subito le molte novità di PPI.


Ple PLATFORM BASKET

Svolta telescopica LA NUOVA SPIDER 30T DI PLATFORM BASKET ANALIZZATA DA CARLOALBERTO MOLESINI, RESPONSABILE COMMERCIALE E DELLO SVILUPPO PRODOTTI; E DA MARCO GALIMBERTI, RESPONSABILE DELL’UFFICIO TECNICO

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Chi è Carloalberto Molesini

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Chi è Marco Galimberti

Molesini ha dedicato buona parte della propria vita lavorativa al settore del sollevamento. Nello specifico, ha svolto l’attività di tecnico per molti anni in F.lli Ferrari Spa (gru per autocarro), dove ha ricoperto diversi ruoli: dal tecnico alla gestione della produzione, per finire nell’area commerciale. Ha assunto un ruolo di breve periodo come direttore di stabilimento in Elefantcar (sponde idrauliche), sino alla proposta di entrare partecipe in Platform Basket, società per la quale si occupa dell’area commerciale, sovraintendendo allo sviluppo dei nuovi prodotti.

Marco Galimberti ha iniziato la propria carriera lavorativa come tecnico d’officina in un’azienda specializzata in apparecchiature elettromeccaniche. In seguito ha proseguito come tecnico progettista presso aziende di vari settori: macchine agricole, impianti di processo del settore alimentare e impianti automatizzati per l’industria della plastica. Da una decina d’anni è responsabile dell’ufficio tecnico di Platform Basket, azienda che gli ha dato l’opportunità di proseguire nel suo cammino di crescita tecnica professionale.

Sollevare: Platform Basket è da sempre legata all’articolato. Com’è nata questa “svolta telescopica”? Carloalberto Molesini: È vero, Platform Basket ha inizialmente privilegiato lo sviluppo di macchine articolate. La svolta nasce dalla volontà di raggiungere la leadership nella costruzione di piattaforme aeree cingolate, proponendo l’intera gamma in tutte le soluzioni. In quest’ottica, non è stato possibile prescindere da una “svolta telescopica”, soprattutto se pensiamo che vi sono nazioni (come l’Italia, la Francia, la Germania..) che hanno una cultura storicamente legata a costruttori di piattaforme telescopiche quando si parla di piattaforme di medie/grandi altezze.

Sollevare: Platform Basket è da sempre legata all’articolato. Com’è nata questa “svolta telescopica”? Marco Galimberti: La “svolta telescopica” nella nostra produzione di piattaforme aeree semoventi cingolate è volta principalmente a rispondere a una pressante richiesta per queste tipologie di macchine che ci stava giungendo da numerosi clienti.

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Sollevare: Cosa vi aspettate dalla Spider 30T? Carloalberto Molesini: Lo Spider 30T rappresenta il primo telescopico in chiave moderna proposto da Platform Basket. Riteniamo di avere accumulato in questi anni un buon background in materia di piattaforme cingolate ed abbiamo quindi voluto introdurre un primo modello ricco di soluzioni che possano “ingolosire” all’acquisto i nostri principali clienti.

Sollevare: Cosa vi aspettate dalla Spider 30T? Marco Galimberti: Come sempre, quando il team progettuale Platform Basket decide di mettersi all’opera su un nuovo progetto cerca di mettere a frutto le esperienze pregresse e di seguire tutte le indicazioni e i suggerimenti pervenuti da coloro che rivendono o che utilizzano le nostre macchine. Siamo sicuri di aver accondisceso a tutte le richieste, proponendo un telescopico unico sul mercato.

Sollevare: Quali sono le peculiarità tecniche della nuova macchina? Carloalberto Molesini: Tecnicamente la piattaforma si propone oggi con soli 890 mm di larghezza ed un invidiabile peso di 4.300 kg. Per rendere la piattaforma ulteriormente compatta, quando richiusa per trasporto su automezzi, un sistema di ripiegamento totale del jib consente di ripiegare la macchina con cestello montato in meno di 6,5 m di lunghezza. La piattaforma così concepita si presenta senza alcun dispositivo esterno al braccio telescopico: ciò la rende anche estremamente sicura rispetto a eventuali urti ed adatta alla potatura. Offriamo inoltre tutta la tecnologia messa a punto in questi anni. Sistema di radiocomando per spostamenti e stabilizzazione, con stabilizzazione automatica; doppia velocità proporzionale in traslazione per offrire precisione in manovra nei posizionamenti difficili e velocità sui terreni scorrevoli; stessa tipologia di comando in cestello con movimenti simultanei e proporzionali, che la rendono agile nel raggiungere le altezze di lavoro; richiusura automatica in sagoma di trasporto; display con diagnostica di bordo che guida anche l’utilizzatore ad un’immediata ricerca del guasto. Platform Basket opera ed ha sempre indirizzato i propri sviluppi a rendere anche le attrezzature di medio/grande altezza semplici all’uso, perfettamente controllate automaticamente e quindi facili da noleggiare senza operatore.

Sollevare: Quali sono le peculiarità tecniche della nuova macchina? Marco Galimberti: Abbiamo progettato una macchina particolarmente competitiva. Il nostro principale obbiettivo era quello di avere dimensioni di ingombro molto contenute, e ci siamo riusciti. Inoltre volevamo che, una volta richiusa, potesse passare attraverso spazi molti ristretti, infatti uno Spider 30T ricoverato ha una larghezza di 0,89 m e un’altezza inferiore ai 2 m. La macchina presenta una particolare soluzione di ricovero Jib, che ne riduce l’ingombro in lunghezza a soli 6,5 m : questa caratteristica ne permette il carico per il trasporto su mezzi di normali dimensioni, senza dover smontare alcun componente della macchina stessa. È possibile stabilizzare in totale sicurezza Spider 30T anche in spazi molto angusti: l’area di stabilizzazione stretta è di soli 3,2 m. In termini di stabilizzazione, la nostra piattaforma ha una caratteristica tecnica che la contraddistingue da tutte le sue concorrenti: la rotazione della torretta è di 360° anche quando si è in stabilizzazione stretta, ciò significa che è possibile operare anche lateralmente. Il sistema di comando e controllo della macchina è realizzato con componentistiche elettroidrauliche di alta fascia e di elevato contenuto tecnologico, che garantiscono una movimentazione proporzionale regolare e sicura,

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Ple dando all’operatore un notevole senso di sicurezza e comfort a bordo navicella. Quest’ultima è di dimensioni maggiori rispetto a quelle standard: ha una lunghezza utile interna di ben 1,7x0,67 m: ciò amplia notevolmente il raggio di azione nei vari campi applicativi. Il carro cingolato della macchina è concepito secondo la nostra solita filosofia, quindi è ben proporzionato e potenziato per garantire una buona trazione in qualsiasi condizione di terreno e un’operatività in totale sicurezza anche su terreni non pianeggianti. Nonostante tutte queste caratteristiche, la macchina rimane con un peso contenuto: la versione più leggera di Spider 30T è di 4.400 kg. Sollevare: Quali saranno i suoi principali campi di applicazione? Carloalberto Molesini: La piattaforma è molto richiesta per la manutenzione di grandi fabbricati, come palazzi, aeroporti, centri commerciali, oltre che, ovviamente, per il classico impiego nel settore del verde per la potatura degli alberi.

Sollevare: Quali saranno i suoi principali campi di applicazione? Marco Galimberti: I principali campi di applicazione di Spider 30T saranno la manutenzione dei grandi fabbricati, ma anche la pulizia di grandi palazzi, centri commerciali e la potatura.

Sollevare: Perché avete deciso di presentarla al mondo durante il GIS 2017? Carloalberto Molesini: Parte delle ragioni dipendono da fattori legati allo sviluppo del modello e alla sua completa realizzazione. In ogni caso, GIS 2017 ha rappresentato per noi costruttori italiani l’unico evento in Italia su cui poter investire per promuovere prodotti a livello nazionale e nel bacino Europeo. Ritengo che questa manifestazione specialistica porterà in futuro una maggiore partecipazione dell’acquirente, sia esso noleggiatore, agente, rivenditore, o cliente finale. Spetta anche a noi costruttori aiutarne lo sviluppo e provare ad incrementarne il bacino di visitatori, così da garantire una maggiore partecipazione anche dei paesi limitrofi soprattutto del Centro e Sud Europa.

Sollevare: Perché avete deciso di presentarla al mondo durante il GIS 2017? Marco Galimberti: Il GIS 2017 è stata una ottima vetrina per il nostro Spider 30T. Eravamo sicuri del successo della manifestazione e per combinazione la nostra nuova macchina era da poco pronta per il lancio sul mercato.

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Ple SOCAGE

Che colpo d’occhio! ALLO SCORSO GIS NOTEVOLE L’IMPATTO VISIVO (E TECNICO) DELLE PIATTAFORME SOCAGE 75TJJ del cliente Oxley, una telescopica con doppio jib, che raggiunge i 75 m di altezza di lavoro e vanta uno sbraccio di 40 m. La ForSte 54 TJJ del cliente Minoege si è segnalata per il Convertible Basket, un cestello espandibile e versatile, allargabile idraulicamente e con parapetto sollevabile per facilitare il carico. 28 m di altezza e 14,5 m di sbraccio sono i numeri salienti della ForSte 28D, piattaforma doppio articolata installata su autocarri a partire da 3,5 t. Da non dimenticare, infine, la ForSte A314 installata su Mahindra e il ragno di casa Socage SPJ315, sempre di Minoege.

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Un mondo in uno stand. È quanto accaduto durante la scorsa edizione del GIS, manifestazione in cui Socage ha conquistato migliaia di sguardi con uno stand ricchissimo che ha messo in mostra le macchine e le soluzioni tecniche della società emiliana. Partiamo da queste ultime. Il GIS ha permesso di scoprire la Serie E composta da piattaforme aeree con comandi elettrici per le quali sono stati impiegati i profili SPP (Socage Project Profile) nati dalla collaborazione tra Socage e Welser Profile GmbH e che permettono più modularità e consentono di alleggerire la parte aerea delle macchine. L’introduzione della Serie E ha ampliato la gamma di prodotti dando la possibilità di scegliere fra piattaforme aeree standard ed eXtreme, un termine

sinonimo di innovazione e di prestazioni. Le piattaforme aeree eXtreme sono installate su autocarri da 3,5 t con portata di 300 kg e utilizzano lo speciale telaio X-FACTOR brevettato in esclusiva da Socage. Ma veniamo alle macchine. Al GIS abbiamo visto in anteprima una ForSte 24DJ eXtreme del cliente Ruini, una doppio articolata con jib, con altezza massima di 24 m, sbraccio di 13 m e 300 kg di portata. Nella versione eXtreme è equipaggiata con telaio a X (ME+ME). Della Serie E, nel suo allestimento standard, ecco la ForSte 20D del cliente A.T.I. Spa: una doppio articolata da 20 m di altezza e 9 m di sbraccio, telaio con stabilizzatori H+H, portata standard di 225 kg (optional 300 kg) e installata su un autocarro da 3,5 t. Largo poi alla ForSte

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+ Oltre le PLE Il Gis 2017 è stata l’occasione non solo per ammirare dal vivo le piattaforme della società emiliana, ma anche per vedere da vicino le autogrù e i rimorchi, ulteriori settori in cui Socage ha deciso di impegnarsi. Se presso lo stand Socage era presente una gru ARM350, nello stand di CTC Trailer erano in mostra i rimorchi RP195, SRT390 e SR14.

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Trasporti Eccezionali

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Dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Faymonville, avvenuta alcuni mesi or sono, le novità in casa Cometto si sono succedute con notevole rapidità, segno che la storica azienda di Cuneo è riuscita a integrarsi perfettamente con la nota dinamicità che contraddistingue il Gruppo Faymonville. Ultimo risultato di tale perfetta integrazione è la nascita e il lancio di un nuovo prodotto che entra a far parte del portafoglio prodotti di Cometto: il veicolo modulare MGSL. Modulari pesanti per i carichi più pesanti: è questo il nuovo concetto che Cometto pone alla base della propria filosofia per la movimentazione pesante. Per questo tipo di lavori con portate da 50 a 5.000 (!) tonnellate, Cometto lancia la nuova famiglia modulare MGSL, veicoli che rendono possibile il trasporto più impegnativo grazie alla possibilità di offrire il più elevato momento flettente

COMETTO

Un modulare nuovo COMETTO LANCIA I SUOI NUOVI MGSL

sul mercato. Con i nuovi veicoli modulari MGSL, infatti, Cometto garantisce ai propri clienti la massima flessibilità. I veicoli MGSL sono progettati per le applicazioni più svariate, dalla circolazione su strada ai trasporti off-road, alle operazioni all’interno di stabilimenti. Grazie a un’area di carico rinforzata, i veicoli MGSL raggiungono possibilità di carico concentrato fino a 50.000 kg in corrispondenza delle ruote e 80.000 kg sopra le travi trasversali, prestazione ideale per far fronte a carichi non solo pesanti, ma anche concentrati. Questo rappresenta il più alto momento flettente disponibile sul mercato. Inoltre ogni linea di asse offre una portata tecnica di 45.000 kg alla velocità di 0,5 km/h. Il concetto user-friendly dei veicoli MGSL

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di Cometto offre anche un enorme vantaggio nello svolgere il lavoro quotidiano. La compensazione dell’asse permette la miglior distribuzione possibile di carico, mentre le sospensioni, dotate di

un angolo di sterzata di 60°, garantiscono un’ottima manovrabilità. Le asperità stradali (sia in senso longitudinale che trasversale) sono facilmente compensate grazie alla corsa lunga dei cilindri (600 mm), e gli assi a pendolo garantiscono un’ottimale contatto a terra e una pressione costante degli pneumatici nelle

+ Il Grifone alla corte di Cometto Il 2017 ha visto la nascita di un rapporto di collaborazione fra Italscania e Cometto, con la consegna dei primi 12 motori Scania DC09 e DC13. Le unità sono tutte emissionate Stage IIIA e Stage IV / Tier 4F. Le soluzioni Scania soddisfano la richiesta di limitare l’ingombro in altezza dei Power Pack Cometto, presenti sia sui semoventi modulari che sui semoventi per cantieri navali e acciaierie, in modo da poter contenere motori con diverse cilindrate.

Inoltre, i motori Scania ottemperano alle sempre più restrittive normative in materia di emissioni. “L’anno scorso, a seguito dell’evoluzione della legislazione sulle emissioni, abbiamo effettuato una ricerca per individuare quale marchio potesse ottemperare a due requisiti fondamentali: il rispetto della normativa e dei vincoli costruttivi” ha dichiarato Fabrizio Lippi, direttore tecnico di Cometto. “I nostri semoventi modulari elettronici, meglio

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nuovo

circostanze più difficili, mantenendo la piattaforma completamente orizzontale. Infine, la sterzatura idraulica consente un ottimo comfort di guida e può essere controllata sia dal collo di cigno che dal timone, mentre i tiranti di sterzo facilmente accessibili garantiscono la possibilità di una rapida e sicura modi-

fica del tipo di sterzatura. Ma Cometto nell’ideare i propri MGLS è andata oltre. I nuovi modulari infatti sono pienamente compatibili con veicoli di caratteristiche simili prodotti da altri costruttori. Inoltre, grazie a un ampio pacchetto di opzioni e accessori, i nuovi modulari possono essere rapidamente adattati a tutti gli specifici requisiti di trasporto. I pianali sono disponibili anche in varie classi di portata e versioni: pianali a tra-

conosciuti con l’acronimo MSPE, devono infatti avere un’altezza che permetta loro di infilarsi sotto una struttura portante per poi sollevarla. Scania è l’unico marchio che ci permette di produrre semoventi modulari e speciali con potenze che vanno dai 200 ai 405 kW con un ingombro verticale dei motori ottimale, garantendoci al contempo il rispetto della normativa in tema di emissioni. Scania è stata in grado di rispondere alla nostra richiesta grazie

al suo concetto di costruzione modulare. Riusciamo in tal modo a produrre un unico telaio, indipendentemente dalla motorizzazione Scania utilizzata e dal suo livello di emissioni, grazie anche al pacchetto di raffreddamento ribassato, comune per l’intera gamma di potenza, realizzato dal partner Italscania, la Arduini Luigi s.n.c.; questo ci ha garantito un notevole risparmio in fase di progettazione e di produzione”.

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vi, a piena larghezza, a trave centrale e distanziatori. Il cliente può scegliere tra una gamma di pianali versatili e standardizzati oppure richiedere una soluzione che soddisfi esattamente le sue necessità. Un utile strumento per ottimizzare l’utilizzo di queste linee di assi MGSL è ovviamente il software COSMO, un programma per calcolare i carichi degli assi e i momenti flettenti.

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Trasporti Eccezionali

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FAGIOLI

Over the Top COME SI TRASFERISCE UNA TOP RAM GUIDE SULLA CIMA DI UNA TORRE DI PERFORAZIONE? FACILE, BASTA LASCIARLO FARE A FAGIOLI

F

Fagioli non smette mai di stupire. I lavori di sollevamento e trasporto eccezionali che esegue sono sempre a dir poco pazzeschi. Quello che più colpisce, inoltre, è l’apparente facilità con cui i tecnici e i progettisti realizzano il tutto. In verità, la semplicità è solo apparenza: dietro le quinte di un cantiere come quello che stiamo per illustrare ci sono sopralluoghi, studi e calcoli che non lasciano spazio a nessun tipo di errore. Le operazioni che vogliamo raccontarvi in queste pagine si sono svolte in Roma-

+ Le dimensioni della Top Ram Guide

Lunghezza: 24 m Larghezza massima: 7 m Altezza massima: 18 m Peso: 182,4 t

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Trasporti Eccezionali

+ Le principali attrezzature utilizzate Le attrezzature utilizzate per le operazioni di sollevamento, slittamento e posizionamento della Top Ram Guide erano le seguenti: • n. 2 storage tower da 27 m; • n. 2 lifting tower da 46 m; • n. 1 sistema di sollevamento composto da due travi longitudinali e due trasversali; • n. 8 strand jacks L-50 per il sistema di sollevamento; • n. 4 strand jacks L-15 per lo slittamento; • n. 8 hydraulic jacks (da 50 t ciascuno con corsa massima di 150 mm); • n. 4 rulli (da 200 t ciascuno) per le operazioni di slittamento. nia dove Fagioli è stato incaricato di eseguire un’impegnativa operazione di sollevamento, slittamento e abbassamento di una Top Ram Guide a Costanza. Gli step principali di tutta l’operazione si possono riassumere in pochi passaggi: sollevamento della Top Ram Guide fino alla cima della torre di perforazione me-

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diante un sistema di storage towers e da qui uno slittamento orizzontale della stessa verso la posizione finale mediante un sistema di jack idraulici, rulli di slittamento e martinetti di sollevamento. Una volta assemblato il sistema di slittamento, Fagioli ha iniziato le operazioni iniziando a sollevare la Top Ram Guide

mediante diversi strand jack L50. Ogni corsa era di circa 400 mm, con un controllo continuo delle eventuali oscillazioni, mentre la capacità di carico è stata gradualmente aumentata con l’affiancamento di martinetti idraulici per incrementi della portata del 20%. Un computer remoto ha controllato costantemente le tolleranze e gli eventuali spostamenti verticali della struttura di sollevamento. Operando in tal modo Fagioli ha portato la Top Ram Guide all’altezza corretta per passare alla successiva fase di slittamento verso la torre di perforazione. In ogni fase di carico gli operatori di Fagioli hanno verificato la verticalità della torre, la deflessione del piano di alzata, la planarità e le deformazioni delle strutture. Per la fase di slittamento, Fagioli ha collegato alla Top Ram Guide 2 strand

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jack L15 principali e due secondari di sicurezza, affiancati da 4 turnbuckles da 5 tonnellate ognuno. L’operazione di slittamento è stata eseguita regolando l’avanzamento secondo necessità per mantenere i binari di slittamento alla stessa altezza. Al termine dell’operazione di slittamento la Top Ram Guide si trovava nella posizione finale per l’accoppiamento con la torre di perforazione. Questa è stata quindi la terza e ultima fase delle operazioni di Fagioli che ha previsto il posizionamento di 8 martinetti idraulici da 50 tonnellate l’uno sotto il telaio principale della Top Ram Guide che ne hanno eseguito il sollevamento per il successivo distacco dalle attrezzature utilizzate per lo slittamento traversale. Una volta rimosse tutte le attrezzature non più necessarie la Top Ram Guide è stata riabbassata sempre mediante i martinetti idraulici fino all’accoppiamento con le parti portanti della torre di perforazione.

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Trasporti Eccezionali

FAYMONVILLE

Super trailers DIGGING&RIGGING SPOSTA I CARICHI PIÙ PESANTI GRAZIE A RIMORCHI FAYMONVILLE

F

Fondata nel 1981, la società Digging&Rigging Inc. a conduzione familiare è oggi classificata tra le società di trasporto e sollevamento più affidabili e professionali del Nord America. Per mantenere sempre alta e viva nel mercato tale notorietà, il segreto è semplice: fare affidamento su fornitori seri e professionali, nonché su macchine robuste e di qualità, in grado di garantire la massima versatilità e le migliori prestazioni. Per rimanere in linea con questi principi, Digging&Rigging ha recentemente acquistato per il proprio

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parco mezzi 13 nuove linee di assi ModulMAX e PowerMAX di Faymonville. Inutile dire che i primi trasporti effettuati hanno passato tutti i test a pieni voti. “L’arrivo dei trailers della gamma ModulMAX e PowerMAX conferisce alla nostra flotta un vantaggio competitivo enorme

nelle operazioni relative al trasporto di carichi fuori misura ed eccezionali” ha dichiarato Jim Gregory, Presidente di Digging&Rigging, Inc. Per uno dei primi trasporti eseguiti con i nuovi rimorchi Faymonville, lo staff ha utilizzato una combinazione a 9 assi con

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curve strette nei pressi della stazione ferroviaria di arrivo. La ridotta altezza del pianale facilita enormemente il passaggio al di sotto delle linee elettriche aeree in ambito urbano, nonché al di sotto di molti cavi dedicati all’illuminazione e all’alimentazione dei semafori” ha spiegato Jim Gregory, evidenziando in tal modo alcuni dei vantaggi del nuovo trailer di Faymonville. Cambiando trasporto, Digging&Rigging ha invece utilizzato un convoglio composto da unità ModulMAX abbinate a un APMC PowerMAX per trasportare un essicatore di 79 tonnellate e con un diametro di 3 m. Il convoglio poggiava su 10 assi ModulMAX G-SL rese semoventi dal power pack PowerMAX. Nel proprio parco mezzi Digging&Rigging vanta anche alcune unità dei rimorchi MegaMAX, apprezzati particolarmente per l’angolo di sterzata massimo di 42° che consente l’accesso a luoghi molto stretti e piccoli.

SPIDER range

pianale ultraribassato, configurazione adatta al trasporto di un generatore di corrente. L’enorme macchinario aveva un peso di oltre 95 t e dimensioni di 7 metri di lunghezza, 3,5 di larghezza e 5 di altezza. La prima fase del trasporto è avvenuta su rotaia: il generatore è stato infatti spedito dal Wisconsin alla Virginia in un vagone ferroviario. Successivamente è stato preso in consegna da Digging&Rigging che lo ha spostato dal vagone ferroviario a un convoglio ModulMAX a 9 assi mediante un tiro effettuato con un’autogrù Liebherr LTM 1250-6.1. Per muovere il convoglio eccezionale stato scelto un trattore stradale Kenworth a 4 assi. In totale, la combinazione convoglio più trattore raggiungeva un peso lordo di 160 tonnellate e una lunghezza complessiva di 35 metri. “I rimorchi ModulMAX hanno reso decisamente facile il lavoro, soprattutto nel passaggio lungo alcune

13.65

15.75

18.90

22.10

NEWS: SPIDER 30T

Made in Italy

+ Il dealer Hale Heavy Haul è il dealer Faymonville per la costa orientale degli Stati Uniti ed è uno dei più grandi rivenditori indipendenti di rimorchi sul mercato, con 12 filiali in tutta la costa est, dal Maine alla Florida. Vende rimorchi e ricambi, fornisce tutti i servizi di assistenza e offre soluzioni di noleggio a breve o lungo termine.

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www.platformbasket.com


Trasporti Eccezionali GOLDHOFER

Senza problemi IL FAKTOR 5 DI GOLDHOFER HA SUPERATO IL SUO PRIMO TEST OPERATIVO IN INDIA A PIENI VOTI

L’

L’azienda di trasporti indiana Lee & Muirhead Pvt Ltd. ha recentemente completato un trasporto eccezionale utilizzando quello che i tecnici di Goldhofer hanno affettuosamente battezzato il loro “lightweight big boy”, per trasportare uno statore di un generatore di potenza del peso di 405 tonnellate lungo una distanza di 500 chilometri. Stiamo ovviamente parlando del Faktor 5 di Goldhofer. L’intero convoglio, che era composto da una combinazione THP / SL a 2 x 18 assi più il Faktor 5, raggiungeva un peso complessivo di 752 tonnellate. Il viaggio, non certo agevole date le precarie condizioni della rete viaria in India, è durato tre mesi. E non è stato per niente

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facile: le restrizioni sulle operazioni di trasporto eccezionale nel subcontinente indiano sono numerose e la rete stradale, sebbene sia una delle più estese al mondo con una lunghezza totale di 3,3 milioni chilometri, è solo per il 50% asfaltata e strade a più corsie sono rare. Per il trasporto di carichi del peso di centinaia di tonnellate, come statori, generatori, trasformatori, turbine e tamburi per cavi, non sono esattamente le condizioni ideali. Tra le molteplici difficoltà affrontate dal team di Lee & Muirhead

vale la pena di citare tutti i numerosi ponti stradali e ferroviari incontrati lungo il tragitto e sotto i quali doveva transitare il convoglio eccezionale. In un’occasione, in particolare, il Faktor 5 è stato completamente ribassato per permettere il passaggio al di sotto di un ponte ferroviario. In tale configurazione il convoglio è riuscito a superare l’ostacolo con una

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+ Versatilità pura Il Faktor 5 è stato ufficialmente presentato nel corso dell’ultima edizione del Bauma, per l’occasione abbinato a moduli PST/SL. Grazie a combinazioni di questo tipo il numero di assi configurabili in un convoglio eccezionale è variabile e adattabile in base alle esigenze della singola situazione. Così si può configurare il veicolo affinché esprima l’ottimale capacità di trasporto e potenza di trazione, preservando al contempo il portafoglio del committente non utilizzando veicoli più potenti (e costosi) del necessario. Con il Faktor 5 si può quindi offrire soluzioni di trasporto tailor made grazie sia alla modularità e versatilità dei moduli PST/SL  e PST/SL-E che del Faktor 5 che possono comporre soluzioni fino a 20 assi.

luce libera tra lo statore e il ponte di soli 4 centimetri. Questo ha costretto il team di Lee & Muirhead a calcolare bene non solo la traiettoria di passaggio, ma anche i tempi: non era infatti possibile transitare al di sotto del ponte mentre vi era un treno di passaggio perché quest’ultimo avrebbe causato una naturale flessione delle strutture del ponte che sarebbero così entrate in contatto con lo statore, danneggiandolo. Per i manager di Lee & Muirhead, azienda fondata nel 1945 e ora una delle principali specializzate in operazioni di trasporto in India, il primo trasporto con il Faktor 5 ha dimostrato chiaramente una cosa: che l’investimento fatto sta dando i suoi frutti. “Grazie al nostro Faktor 5 siamo ora in grado di gestire lavori di trasporto pesante di questo tipo con un’efficienza eccezionale” ha infatti affermato Pankaj Gadhia, CEO di Lee & Muirhead. E questo è importante, in quanto la costruzione di nuove centrali elettriche è fondamentale per il programma di ammodernamento del Paese, con più di trenta progetti power-

gen programmati nei prossimi anni, tutti con statori, generatori o trasformatori che pesano tra le 350 e le 450 tonnellate da trasportare sul posto. Pankaj Gadhia si è dichiarato ottimista riguardo al futuro: “Per tali operazioni, ora disponiamo dell’attrezzatura perfetta: il Faktor 5 di Goldhofer”. Nello specifico la perfetta combinazione di programmazione, coordinamento con le autorità e del team di Lee & Muirhead ha permesso di consegnare lo statore rispettando tutte le norme di sicurezza e di giungere a destinazione due giorni prima della data

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programmata. Infine, è giusto raccontare anche di una curiosità: gli specialisti di Lee & Muirhead hanno rinominato il Faktor 5 di Goldhofer Hanuman, come la Divinità indiana venerata per la sua enorme forza, con la quale, secondo la leggenda, avrebbe spostato una montagna dell’Himalaya. “Con le nostre operazioni di trasporto eccezionale, a volte dobbiamo spostare delle vere montagne” ha scherzato Pankaj Gadhia, CEO di Lee & Muirhead “ed è per questo che Hanuman è il nome perfetto per il nostro Faktor 5”.

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Associazioni IPAF

Bilanci &Programmi L’ANALISI DELL’ANDAMENTO DELLA FORMAZIONE IPAF NEL 2017 E LE PROPOSTE PER IL PROSSIMO ANNO

T

Tempo di bilanci e di programmi per il futuro. “Nonostante la nostra attività sia stata frenetica negli ultimi dodici mesi”, afferma Maurizio Quaranta, Responsabile IPAF in Italia, “purtroppo non abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti: il numero di PAL CARD che il network formativo di IPAF ha registrato nel 2017 si attesta ben

al di sotto degli obiettivi che ci eravamo posti nel dicembre 2016. La principale difficoltà che incontrano i Centri di formazione IPAF è una concorrenza molto agguerrita sui prezzi, a cui mi sento di aggiungere una normativa, per noi molto penalizzante, che unita ad una carente sensibilità ai temi della sicurezza ha permesso la nascita e la crescita di una miriade di enti formativi molto poco professionali, tutti incentrati all’ultimo step della formazione, ovvero la stampa del certificato. Ma noi non molleremo; anzi, complice anche la rinnovata sensibilità proveniente da alcuni media generalisti – come per esempio Striscia La Notizia dello scorso 20 novembre – confidiamo che anche in Italia possa prevalere finalmente una visione della formazione come elemento fondamentale dell’approccio al lavoro”. Il 2017 è stato comunque un anno di incessante attività e, a livello formativo, sarà ricordato in IPAF per l’introduzione di nuovi strumenti didattici da aula e dell’e-learning per la parte teorica. Nati dopo due anni di ricerche, test e ingenti investimenti, i nuovi strumenti didattici hanno portato flessibilità e interattività, mentre è rimasta invariata l’attenzione

alla formazione pratica (solo i partecipanti che superano un esame teorico e un esame pratico ricevono la PAL CARD) e la centralità del Centro di formazione: il vero volto di IPAF sul territorio, l’unico luogo deputato a fornire formazione e delegato a verificarne l’avvenuto apprendimento. Ma veniamo al 2018. Continua Quaranta: “alla nostra consueta attività di lobbying, finalizzata a prenderci cura degli interessi di noleggiatori, distributori e produttori di PLE, si affianca l’organizzazione di seminari, eventi nonché la nostra presenza ad alcune importanti fiere di settore. Nel 2018 abbiamo messo in agenda un evento associativo nel mese di maggio e la partecipazione ad Ambiente Lavoro 2018, la più importante e partecipata rassegna nostrana in tema di sicurezza sul lavoro e formazione, che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 ottobre 2018. Sempre nell’ottica della visibilità e della comunicazione, insieme con il dipartimento Marketing e Comunicazione di IPAF Ltd stiamo predisponendo una App ed una serie di interventi di Social Media che possano nel contempo essere utili per l’operatore ed aiutarci nel mantenere i contatti con gli stessi”.

+ IPAF al GIS “Attraverso le pagine di Sollevare vorrei ringraziare per le 24 bandiere giallonere IPAF e i 24 stickers Member orgogliosamente esposti al GIS dai nostri soci produttori, tornati assoluti protagonisti del

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settore. Ai vostri e nostri amici lettori preannunciamo che alla prossima edizione del GIS, che si terrà dal 3 al 5 ottobre 2019, noi ci saremo perché quello di Piacenza è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile

per IPAF e per tutti gli operatori internazionali della filiera, proprio grazie all’elevata specializzazione dei partecipanti alla manifestazione”. Maurizio Quaranta, Responsabile IPAF in Italia

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Attrezzature & Componenti INNOVAL

Il monitoraggio è remoto LE SOLUZIONI MESSE A PUNTO DA INNOVAL POSSONO ESSERE INSTALLATE SU MOLTEPLICI MACCHINARI E CONSENTONO INNUMEREVOLI (E UTILI) FUNZIONI

M

Monitorare le macchine in modo efficace, specialmente in un’ottica di gestione di flotte, è diventata un’attività essenziale. Per tale motivo è opportuno affidarsi a veri esperti del settore, quali Innoval, che ha installato i suoi sistemi di monitoraggio remoto su un’ampia varietà di mezzi, tra i quali gru mobili portuali, forklift, reach stacker, trattori industriali, semoventi speciali, mezzi ecologici, macchina da cava e da cantiere. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta e a cosa serve il sistema di monitoraggio remoto proposto dalla società genovese, che prevede lo scambio di dati tra l’unità master del sistema di controllo (MMI o DCU-C) installato a bordo di ciascuna macchina e un server remoto. Il sistema proposto da Innoval consente di svolgere molteplici funzioni. Tra queste il monitoraggio remoto dei mezzi, eseguito tramite l’acquisizione e l’invio, da parte del sistema installato a bordo macchina, di un set di dati (ingressi, uscite, allar-

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+ Il cuore del sistema Come accennato, il sistema a bordo macchina prevede un’unità master DCU-C o MMI, completa di modulo GPS e di modem interno ad alta velocità (3G/4G), eventualmente coadiuvata da altre unità slave collegate tramite il CAN-Bus. L’unità master può essere connessa al server remoto tramite rete

GPRS/3G/4G, utilizzando il modem interno; oppure tramite collegamento, per mezzo di un access point Wi-Fi, a una rete wireless esistente che risulti dotata di connessione internet. La comunicazione è gestita da un modulo software proprietario: i dati ricevuti dalle macchine vengono decompressi,

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mi, eventi, tempi di esercizio, eccetera) definito in base alle specifiche necessità di ogni cliente e l’archiviazione degli stessi dati all’interno di un database, per consentirne la consultazione tramite interfaccia web. Il sistema permette inoltre l’identificazione dell’operatore, eseguita via iButton, o badge più lettore NFC (Near Field Communication); la geolocalizzazione del mezzo tramite

decriptati, verificati e archiviati all’interno di un database SQL. Tale modulo può risiedere sulla stessa macchina su cui risiede il database, oppure su una macchina differente, purché raggiungibile tramite un indirizzo IP pubblico. Il database SQL può risiedere, a scelta, su un computer

di proprietà del cliente o su un Cloud Server. I dati archiviati nel database possono essere successivamente consultati, mediante personal computer, tablet o smartphone, attraverso una interfaccia web compatibile con Windows, Android e iOS, sviluppata in base alle specifiche esigenze del cliente.

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modulo GPS integrato; l’eventuale notifica, eseguita attraverso l’invio di e-mail a una specifica lista di indirizzi, in caso di ricevimento di allarmi e/o eventi. Inoltre consente l’invio di specifici comandi dal server alle macchine. Tra questi comandi segnaliamo l’abilitazione/inibizione all’utilizzo del mezzo, la richiesta di invio al server remoto di tutti i dati o di una predeterminata parte di essi, l’esecuzione del reset dei conta-ore utilizzati per la manutenzione programmata del mezzo, la richiesta di invio di un file residente nel sistema a bordo macchina, o l’abilitazione/disabilitazione dei logging del software installato a bordo macchina per agevolare la ricerca guasti e la risoluzione di eventuali malfuzionamenti. Ovviamente il sistema Innoval permette il trasferimento di file dal server alle macchine per l’aggiornamento da remoto della lista degli operatori abilitati all’utilizzo del mezzo, l’invio alla macchina di informazioni utili all’ottimizzazione del lavoro, l’aggiornamento da remoto dei parametri di configurazione del mezzo e l’aggiornamento da remoto del software applicativo. Allo stesso modo è previsto il trasferimento di file dalle macchine al server riguardanti i parametri di configurazione del mezzo, il contenuto della black-box degli allarmi, degli eventi o, se prevista, operativa, e il trasferimento del contenuto dei log file, utili quale ausilio alla ricerca guasti.

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Attrezzature & Componenti REM DEVICE

Rivoluzione Mobile MOBILE È LA RICEVENTE REMDEVICE CHE DIALOGA CON TUTTI I SISTEMI AUTOMOTIVE. COMPATTA, EFFICACE E ULTRARESISTENTE

U

Una piccola grande rivoluzione nel mondo dei radiocomandi industriali di sicurezza. Stiamo parlando di Mobile, la prima unità ricevente wireless in grado di dialogare con pressoché tutti i sistemi di comunicazione solitamente integrati nei macchinari di concezione e caratteristiche automobilistiche. Mobile, by REMdevice, è alimentata in 12-24 Vdc e presenta un’elettronica di derivazione automobilistica in grado di comunicare con ogni macchina che sfrutti una batteria per la ricarica, come camion,

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cingolati, carrelli, barche, piattaforme e via dicendo. Con grado di resistenza IP 65 e dimensioni compatte (174x189x60 mm), Mobile è una piattaforma di controllo open, concepita per soddisfare le esigenze dei più disparati sistemi di comando: on-off, PWM, CANopen, RS, con controllo data feedback. Completano il quadro: antenna integrata; connettore per abilitare l’opzione antenna esterna; full duplex 434-870 Mhz, 418

e 915 Mhz; PL E cat. 4; remote setup; auto reset fuse; cablaggio 48 poli automotive. Ovviamente la ricevente Mobile può essere utilizzata in abbinamento con tutti i trasmettitori prodotti da REMdevice delle serie T, Brick, Pail e Genesis. Ciascuno di essi, a propria volta, presenta dimensioni e comandi utili per ogni tipo di applicazione industriale, marina, forestale, logistica e robotica. La garanzia è di 36 mesi. Ma quali sono i principali vantaggi di Mobile? Uno su tutti: un’unica soluzione

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Per maggiori informazioni visitate il sito www.remdevice.com

+ Praticità e concretezza I radiocomandi progettati e prodotti da REMdevice rappresentano le soluzioni più pratiche, economiche e avanzate in moltissimi campi d’applicazione industriale. Anche grazie alle elevate possibilità di personalizzazione: dalle gru ai carroponti, dai mezzi idraulici e cingolati fino alle automazioni di ogni genere. Le soluzioni REMdevice sono progettate per rispondere alle esigenze reali, preservando i dispositivi dagli attacchi degli agenti esterni e delle condizioni atmosferiche. Assenza di contatti dall’esterno, impiego di tecnopolimeri e gomme speciali assicurano eccezionale tenacia nelle circostanze ambientali più severe. Un tasso di impermeabilità standard IP 65 protegge da acqua, liquidi, oli, acidi e polveri. può prendere il posto con efficacia delle quattro/cinque (o più) cui gli operatori sono abituati per coprire un’intera gamma macchine. Del resto l’introduzione della nuova tecnologia è solo l’ultimo passo di un percorso sulla via dell’evoluzione del radiocomando in termini di robustezza, sicurezza, praticità d’uso, abbattimento dei costi operativi, durata nel tempo e diminuzione delle necessità di

manutenzione. Un percorso il cui primo, fondamentale, passo è stato lo sviluppo dell’esclusivo sistema brevettato di ricarica delle batterie, realizzato con tecnica a trasferimento di energia, che non prevede contatti elettrici né la sostituzione dei pacchi-batterie. Ricordiamo, inoltre come i radiocomandi REMdevice siano progettati con elettronica a tecnologia digitale su schede modulari di facile sostituzione,

così da abbattere drasticamente i tempi e le spese di manutenzione. Componenti elettronici di ultima generazione, altamente miniaturizzati e a ridottissimo consumo (tecnologia nano-watt) garantiscono l’affidabilità, mentre l’elaborazione e i controlli di sicurezza sono affidati a microprocessori in costante comparazione reciproca, così da conferire al radiocomando requisiti di sicurezza superiori a quanto richiesto dalle normative. La trasmissione radio è effettuata con circuiti integrati Single Chip e modulazione FM con codifica Manchester, sistema utilizzato nelle comunicazioni satellitari.


Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano del Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

In questo numero LAVORANO OVUNQUE

Inserzionisti 3 3BMust 27 Almac I Astra 9 Brennero Gru 21 Butti 63 CEM Elevatori 39 Cometto II Crown 77 Ferrari International

#5 Anno 3

25 51 17 15 61 43 11 12 7

5 Gavarini III GIC Anta I GIS 14 Goldhofer 19 Gradito Oleodinamica 10 GSR 47 Haulotte 13 Hinowa

Hupac Industrial Gomme JMG Magni TH MASI Mec-Wolf Merlo MGM Ormig

I veicoli HD9 e HHD9 di Astra offrono prestazioni e robustezza elevati, in grado di affrontare qualunque trasporto eccezionale off-road

65 Palfinger Italia 89 Platform Basket 53 REM Device IV, 97 Socage 58 The Big 5 33 Trasmec 49 Vertimac

Aziende citate B Baoli Bรถcker C CEM CPL CLS Cometto CTE CVS Ferrari F Fagioli Fassi Faymonville Fimi

8 34

8 52 8, 54 82 8, 76 56

84 8 88 8

G Genie GIS 2017 Goldhofer Grove H Hiab Hinowa Hyva

K Kalmar Kiloutou Group Konecranes L Liebherr

8 70 8

I Igus 8 Innoval 94 Intralogistica Italia 8 IPAF 92 J Jekko JMG

98

66 20 90 8, 36

8, 40 44

M Magni TH Mammoet Manitou Manitowoc N Nacanco O OM Still

8 8 8, 59

P Palazzani 8, 74 Palfinger Platforms Italy 76 Platform Basket 78

8, 46

R REM Device

96

S Socage

81

72 8 62 8

8

T Terex TII Group V Valla

8 8

50

8

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ASSOCIAZIONE ITALIANA PRESSURE EQUIPMENT

Comune di Piacenza

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Unione nazionale comuni comunità enti montani

The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

ANNA

Associazione Nazionale Noleggi Autogru. P.L.E. e Trasporti Eccezionli

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