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Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano del Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

Introducing

Container Handling Lift Trucks: the sunrise of the Hybrid era L’alba dell’era ibrida

#3 Anno 3

The prototype of the CVS HY-LIFT, first ever hybrid vertical mast container handler


Da sempre, un produttore specializzato in gru idrauliche, per sollevamenti sorprendenti

Lifting Tomorrow Ovunque siamo, qualsiasi cosa facciamo dobbiamo sempre salvaguardare i principi della qualità , dell’eccellenza e dell’innovazione. Questi sono i tratti distintivi dello spirito Fassi.

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Editoriale

marcata rispetto a quella del mercato domestico, sebbene quest’ultimo abbia confermato segnali di vivacità anche grazie agli incentivi fiscali introdotti dal nostro Governo e recentemente riconfermati.

Buone prospettive ma non... “eccezionali”

Rileviamo, comunque, una particolare preoccupazione da parte delle imprese italiane specializzate nei settori del sollevamento e dei trasporti eccezionali le quali - a seguito dei tragici crolli di alcuni viadotti e cavalcavia - sono state fortemente penalizzate dalle misure cautelative (talvolta a macchia di leopardo) intraprese da diverse amministrazioni, un fatto che - circoscrivendo il passaggio dei loro veicoli su alcune tratte - limita fortemente la loro operatività colpendo, tra l’altro, anche le aziende loro committenti. L’emergenza di questa situazione è stata confermata dagli incontri che sono stati organizzati ai primi di Maggio a Verona dalla AITE-Associazione Italiana Trasporti Eccezionali e dalla ANNA-Associazione Nazionale Noleggi Autogru, P.L.E. e Trasporti Eccezionali, riunioni durante le quali entrambe le Associazioni hanno deciso di richiedere alle autorità competenti una rapida soluzione che - chiarendo soprattutto i limiti di carico dei veicoli - consenta loro di riprendere al meglio le loro attività. Sia ANNA che AITE hanno infine convenuto di organizzare un convegno dedicato alle problematiche dei trasporti eccezionali in occasione della 6ª edizione del GIS-Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali, che si terrà a Piacenza dal 5 al 7 Ottobre prossimi.

Cari Lettori, La nostra recente partecipazione al Logimat di Stoccarda, all’Apex di Amsterdam, ma anche i commenti ricevuti dagli espositori dello Smopyc di Saragozza, confermano la ripresa di tutti i principali mercati europei, un fatto estremamente positivo per quei Costruttori italiani per i quali l’export costituisce un significativo segmento del loro fatturato.

In attesa quindi degli sviluppi di questa incresciosa situazione ricordo a tutti l’appuntamento di ottobre a Piacenza e vi lascio alle pagine di questo nuovo numero di SOLLEVARE. Buona lettura.

Non vi è dubbio, comunque, che la crescita economica di alcuni Paesi comunitari sia assai più

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Fabio Potestà

Sollevamento, Trasporti Eccezionali, Movimentazione Industriale e Portuale


Rivista partner

Sommario

# 3 - Anno 3 - 2017

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Direttore Responsabile Fabio Potestà

Attualità&Fiere, p.8 Legislazione, p.14 Cover Story CVS Ferrari, p.18

Collaboratori Cristiano Pinotti, Emanuela Pirola, Rachele Donati De Conti, Tea Giusti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane

Movimentazione Industriale

Grafica e impaginazione Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com

CES Italy, p.25 Hyster/CLS, p.26 Combilift/Euroassistance Group, p.30 FTMH, p.34 Verlinde, p.36 Kalmar, p.38 Konecranes MHPS, p.42 Manuport, p.44

Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & COMMUNICATIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088

Attrezzature/ Componenti BKT, p.41 Igus, p.45 Cobo p.46 Moba, p.51 Vertimac, p.71 Innoval, p.80 Sic Up, p.94 TVH, p.96

Fassi, p.72 Jekko, p.76 JMG, p.78 Liebherr, p.82 Niederstätter, p.84 Ormig, p.88

Ple

JCB, p.90 Magni TH p.92

CTE, p.48 JLG, p.52 Haulotte, p.54 Socage, p.57 Multitel Pagliero, p.58 Platform Basket, p.60

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Pre-stampa e stampa Press Grafica - Gravellona Toce Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012

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Goldhofer, p.62 TII Group, p.64

CEM, p.66 Effer, p.68

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Sollevatori Telescopici

Trasporti Eccezionali

Gru e autogru

Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it

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Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Communication Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2017

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News LINDE MH

CMC

Droni

Si fa in 2

La gestione del magazzino attraverso l’uso dei droni. Non è fantascienza, ma la soluzione che Linde Material Handling ha presentato alla fiera LogiMAT di Stoccarda: la combinazione del drone con uno stoccatore automatico consente di fornire alimentazione elettrica e localizzazione costante. Il drone, sviluppato da Linde Material Handling in collaborazione con Balyo, è progettato per semplificare i processi di gestione dei magazzini richiesti per legge, garantendo un prezioso risparmio di tempo e una riduzione significativa di costi per le aziende.

CMC ha deciso di caratterizzare la propria produzione, ideando due linee distinte di piattaforme verso cui indirizzare studi specifici e ottimali. Da un lato la linea delle piattaforme cingolate “CMC Extreme” progettate per accedere agli ambienti più difficili, avendo a disposizione sistemi di propulsione ibridi e tecnologie avanzate. Dall’altro una linea dedicata esclusivamente alle piattaforme autocarrate, la “CMC Road”, macchine sempre più agili, compatte e volte ad assicurare la soddisfazione finale dei clienti per mezzo di sistemi sempre più user-friendly.

SENNEBOGEN

Solo autogrù Le autogrù compatte Sennebogen stanno sempre più sostituendo le tradizionali gru a torre nei cantieri edili dell’azienda Aggerbau che ha sviluppato un metodo costruttivo dinamico e veloce, con una pianificazione meticolosa dei cantieri e della logistica. Oggi l’azienda usa una Sennebogen 613 telescopica da 16 t in grado di eseguire le operazioni prima demandate alla gru a torre e molte di più. Una volta terminato un cantiere, raggiunge il prossimo sulle… sue ruote!


JLG

In un monastero Nella chiesa di San Cugat del Vallès sono in corso dei rilievi per monitorare lo stato della navata principale. L’operazione viene condotta utilizzando una piattaforma cingolata JLG X17J (altezza di lavoro di 16,81 m con portata di 120 kg e 15,12 m con portata di 200 kg) fornita da Vamasa Tecnial che a Barcellona ha una delle sue filiali. Compattezza del design, peso ridotto e motore elettrico ne fanno la macchina perfetta per accedere agevolmente attraverso le porte e per operare in uno spazio così sensibile, ridotto e caratterizzato da elementi architettonici molto particolari.

PICK and CARRY

ERA

ERA per il noleggio KONECRANES

Quota 500 Konecranes sta festeggiando in questi giorni la consegna del 500esimo reach stacker serie Liftace in Brasile: parte di un ordine di tre unità, la macchina n. 500 verrà consegnata alla Brado Logistica S/A, sarà un TFC 45 H, di fatto il reach stacker più diffuso in Brasile, e andrà ad operare presso il terminal intermodale di Rondonopolis.

È disponibile in sette lingue. Stiamo parlando della nuova ricerca a cura dell’ERA (European Rental Association), che ha messo in evidenza i vantaggi del noleggio di attrezzature a supporto della sostenibilità. I risultati – disponibili online in inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, olandese e polacco – evidenziano come le imprese di noleggio stiano migliorando le loro performance perseguendo politiche attente alla sostenibilità che possono fornire anche ai clienti servizi a maggior valore.

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News COFILOC

DEMAG

Per il verde

Convince

Le macchine Cofiloc ad alto contenuto tecnologico e basso impatto ambientale sono ideali per la manutenzione del verde e cura del territorio. Il catalogo “Manutenzione del verde e cura del territorio” Cofiloc raccoglie tutte le macchine e gli accessori Cofiloc in linea con i più elevati standard internazionali sulla riduzione delle emissioni. Inoltre l’esperienza acquisita in questo specifico settore, consente alla società specializzata nel noleggio di offrire alle imprese e ai diversi enti territoriali una consulenza tecnica e un’assistenza mirata.

Vätterbygdens Kran AB ha ampliato la propria flotta con l’acquisto di una nuova autogrù Demag AC 250-5 All Terrain. La nuova autogrù da 250 t di peso operativo vanta un braccio da 70 m con jib da 21 m ed è equipaggiata con il sistema di controllo IC-1 Plus. La nuova Demag si è subito messa al lavoro, sollevando e posizionando un gigantesco trasformatore presso una centrale elettrica. Vätterbygdens Kran AB ha scelto la Demag AC 250-5 All Terrain convinto dalla perfetta combinazione di potenza e capacità di carico e dalle prestazioni elevate per un’autogrù da 5 assi molto compatta.

GENIE

30 in un colpo La svedese Kranpunkten AB, da 25 anni fedele cliente Genie, ha acquistato 30 piattaforme a forbice elettriche: i modelli Genie GS-3246, Genie GS-4047 e Genie GS-4069 DC dotata di pneumatici fuoristrada e stabilizzatori. Con altezze di lavoro comprese tra 11,5 e 14,12 m, capacità di sollevamento tra 318 e 363 kg e capacità di superare pendenze tra il 25 e il 35%, le piattaforme Genie sono equipaggiate con il sistema di diagnostica e risoluzione dei guasti Genie SmartLink.


LIEBHERR

RUTHMANN

La prima

Cresce, e tanto!

La prima pala eolica eretta di Arabia Saudita è stata installata da Gulf Haulage Heavy Lift Company che per eseguire l’installazione ha utilizzato una gru cingolata Liebherr LR 1750. La LR 1750 ha sollevato e posizionato sia la torre da 84 m che la turbina da 83 t e le eliche da 60 m. L’energia prodotta dalla nuova pala eolica andrà ad alimentare un impianto della compagnia petrolifera Saudi Aramco. Per assemblare e installare la pala eolica sono stati necessari solo due giorni, grazie alle prestazioni e alla versatilità della LR 1750 che in effetti è una delle gru cingolate più utilizzate al mondo per l’installazione di pale eoliche.

TEUFELBERGER

Concluso Dopo la firma per l’acquisizione di Redaelli Tecna, produttore italiano di cavi in acciaio, dello scorso gennaio, Teufelberger ha annunciato recentemente di aver ricevuto il via libera dalle autorità in materia di antitrust e concorrenza.Risulta quindi completata l’acquisizione e da oggi Redaelli Tecna entra a pieno titolo nell’universo Teufelberger, rendendo quest’ultimo uno dei tre più grossi player del settore al Mondo.

Dopo un 2016 soddisfacente (chiuso con un fatturato di 143 milioni di euro) Ruthmann ha iniziato il 2017 con un portafoglio ordini voluminoso. Tutte le divisioni, e in particolare Steiger, Versalift e i relativi servizi di assistenza, stanno facendo registrare ordini record. Ma anche Loader, Ecoline e Bluelift sono in crescita. Grazie agli ordini già incamerati in questi primi mesi del 2017 il management di Ruthmann ha fatto sapere che il 2017 si chiuderà in crescita rispetto al già positivo 2016. “Le nostre capacità produttive saranno incrementate” ha dichiarato Rolf Kulawik, managing Director di Ruthmann “per poter offrire ai nostri clienti tempi di consegna in linea con le loro aspettative”. Soddisfatto anche Uwe Strotmann, General Sales Manager di Ruthmann che ha assicurato che “l’azienda continuerà nel processo di implementazione del proprio servizio di assistenza”.

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News

INTRALOGISTICA

Il punto logistico La prossima edizione di INTRALOGISTICA ITALIA non sarà solo una vetrina di respiro internazionale in cui far incontrare domanda e offerta, ma la manifestazione avrà anche l’obiettivo di fotografare l’evoluzione del settore offrendo uno studio approfondito ora mancante e necessario. Per tale ragione INTRALOGISTICA ITALIA ha deciso di co-finanziare il LIBRO BIANCO di Aisem federata ANIMA; una ricerca che terminerà la prossima estate con la stesura definitiva che comprenderà l’analisi – oltre che del settore scaffalature, di cui è già stata presentata un’anteprima dei risultati – anche dei comparti sollevamento e trasporto, carrelli industriali semoventi e gru mobili.

TEREX CRANES

27 per Bigge PERSONAGGI

Complimenti! Paolo Peretti, responsabile del CFRM (Centro Formazione e Ricerca Merlo) è stato insignito del titolo di “Maestro del Lavoro” durante una cerimonia tenutasi a Maggio a Torino.

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La statunitense Bigge Crane and Rigging Co. ha ordinato 27 nuove macchine a Terex Cranes, fra cui 8 autogrù rough terrain, due autogrù su telaio camion, nove gru retrocabina, due autogrù all terrain e sei gru a torre. Bigge Crane and Rigging Co. è una delle più grandi realtà nel settore del noleggio e del sollevamento di tutto il Nord America ed è proprietaria di una delle più grandi flotte a noleggio. Prima ancora di questo massiccio ordine le macchine Terex della flotta di Bigge erano ben più di 500.

HAULOTTE

Per la RAI Per i centri di produzione televisivi di Roma, Torino e Milano, la RAI utilizzerà 15 piattaforme elettriche Haulotte. Dieci piattaforme tipo “push around” Quick Up 8, 9 e 11 e due piattaforme verticali semoventi STAR 8 opereranno presso il Centro Produzione RAI di Roma; due Quick Up 9 sono destinate al Centro Produzione RAI di Torino; mentre una piattaforma semovente articolata HA12IP andrà negli studi televisivi milanesi di via Mecenate. Tutte ad alimentazione elettrica, le macchine verranno utilizzate principalmente per l’allestimento degli studi televisivi.

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SAPIR

Tubi colossali A fine aprile Sapir che ha effettuato un’importante operazione di imbarco presso il proprio terminal. Nello specifico si è trattato delle operazioni di carico di otto tubi, ciascuno di 70 m di lunghezza per 63 t di peso, sulla nave da trasporto Amoenitas. I tubi in questione, tecnicamente conosciuti come reactor legs, sono stati commissionati alla Ram Power che ha provveduto al loro assemblaggio nei piazzali della propria sede a ridosso dell’area portuale di Ravenna. Da qui via terra hanno raggiunto il terminal Sapir dove sono stati imbarcati. Il trasporto via terra dalla Ram Power alla banchina Sapir è stato curato dalla Aliani Project di Fidenza, impresa specializzata in trasporti eccezionali. Difficoltà principale delle operazioni di carico (ma anche di trasporto via terra) è stata legata non tanto al loro peso, quanto alla loro lunghezza: i 70 m hanno richiesto infatti, che per lo spostamento e sollevamento dei reactor legs fossero utilizzate gru dallo sbraccio davvero ampio. Sapir ha optato per due gru Liebherr, una 550 e una 600, di più recente acquisizione, che hanno operato in tandem.

LIEBHERR

Due a Montréal La Montréal Tower che sorge vicino al Montréal Olympic Stadium è il più alto edificio del Canada ed è oggetto in questi mesi di una profonda ristrutturazione. Ai lavori stanno prendendo parte due gru a torre della Liebherr, una 630 EC-H e una 710 HC-L. In particolare le due gru stanno operando insieme sia all’ampliamento degli edifici che ospitano gli uffici, che alla ristrutturazione dell’osservatorio e alla realizzazione del nuovo sistema di illuminazione. Le due gru sono state fornite, insieme al supporto tecnico, dal dealer canadese di Liebherr, Morrow.

LIEBHERR

9.009 milioni Nel 2016 Liebherr ha conseguito un fatturato complessivo di 9.009 milioni di euro, il terzo massimo fatturato della sua storia, pur in una situazione di mercato difficile. In confronto al 2015 si registra un recesso di 228 milioni di euro. I risultati si sono rivelati diversi a seconda delle regioni di vendita. In Europa occidentale il fatturato è incrementato grazie alla crescita della Germania, e agli sviluppi positivi in altri mercati importanti, come Francia o Paesi Bassi. Cesta utilizzata per le operazioni di messa in sicurezza del campanile del Duomo di Camerino da parte dei Vigili del Fuoco. Prodotto donato dalla Butti srl di Cisano Bergamasco. Fonte: Quotidiano Nazionale - Il Resto del Carlino.

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Attualità LEGISLAZIONE

Piattaforme autocarrate: il finanziamento è a metà I BANDI INAIL ISI ESCLUDONO SISTEMATICAMENTE DAL FINANZIAMENTO L’AUTOCARRO. UN’ASSURDITÀ TECNICA E LOGICA

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Dal 2010 a oggi il bando INAIL ISI è finalizzato al miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, attraverso varie misure tra le quali i progetti di investimento, nei quali ricade anche l’acquisto delle piattaforme per il lavoro aereo. Il miglioramento consiste nella sostituzione di un macchina meno sicura con una più sicura, o nella sostituzione di una lavorazione manuale con una automatizzata, che per gli impianti di sollevamento può essere l’uso di una macchina al posto dell’utilizzo di scale o trabattelli. Sin qui nulla da eccepire, anzi. Peccato che, per quello che a nostro avviso è un’errata interpretazione del bando, l’INAIL per quanto concerne le piattaforme autocarrate tenda a finanziare esclusivamente la parte aerea escludendo di fatto l’autocarro. Ma andiamo con ordine. “Dal punto di vista pratico”, ci spiega Andrea Dell’Era, fisico specializzato nel settore dei contributi, “l’INAIL ha

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+ La FAQ 8.3 Di seguito riportiamo la FAQ 8.3 del bando INAIL ISI 2013. Dalla risposta si evince come la piattaforma autocarrata andrebbe finanziata nel suo complesso. Quali mezzi di trasporto possono essere oggetto di finanziamento dell’Avviso Pubblico ISI 2013? I mezzi di trasporto su strada quali camion e camioncini non sono ammessi al finanziamento secondo l’articolo 8 dell’Avviso Pubblico ISI 2013. Nel caso di attrezzature montate su mezzi di trasporto, qualora tali attrezzature siano montate su mezzi di trasporto dai quali non possono essere disgiunte a meno di non operare una nuova configurazione attraverso un nuovo allestimento (piattaforme carrate, gru carrate, ecc…) il mezzo di trasporto è parte integrante della macchina/attrezzatura e pertanto le due parti non sono scorporabili ma finanziabili in toto. Se invece le attrezzature di lavoro sono istallate su mezzi di trasporto (cestelli, bracci gru, ecc…) ma il mezzo di trasporto può essere utilizzato anche senza attrezzatura e/o sostituendo o cambiando l’attrezzatura allora è ammessa a finanziamento la sola attrezzatura e non il mezzo di trasporto.

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Attualità + L’opinione

Abbiamo chiesto a Renzo Pagliero, in qualità di Presidente della sezione piattaforme nell’ambito Anfia, un’opinione su questo tema. Queste le sue parole. “L’attrezzatura piattaforma autocarrata non esiste se non c’è l’autocarro. Detto questo, a livello associativo, questo argomento, cioè l’esclusione della parte autocarro dai finanziamenti INAIL, non è mai stato sollevato. Di certo se ne potrà parlare e, benché sia difficile sperare di ottenere qualche risultato per quest’anno, si potrà cercare di fare un’azione di lobby in vista dei prossimi bandi”.

rifiutato di pagare gli autocarri fino alla celebre FAQ 8.3 del bando ISI 2013, in cui, in sostanza, si ammettevano le piattaforme autocarrate in toto: autocarro+piattaforma. Negli ultimi due bandi invece, ha deciso di finanziare esclusivamente la parte aerea. Il tutto senza una precisa motivazione tecnica e con l’errata citazione del bando stesso”. A questo, aggiungiamo come non ci sia uniformità tra le varie regioni e tra gli stessi addetti di ogni regione e come vengano ammesse al finanziamento, comprese di autocarro, macchine come le botti da spurgo. La disomogeneità eretta a sistema. A nostro avviso, quindi, qualcosa non torna. “La piattaforma autocarrata”, riprende Dell’Era, “svolge una funzione che migliora la sicurezza e questa funzione non è eseguibile senza l’autocarro,

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che non è adibito ad altri usi. L’autocarro e la piattaforma non possono essere separati. Inoltre, il bando afferma che sono finanziabili gli oggetti che ricadono nella definizione di macchina così come definiti dalla Direttiva Macchine, mentre sono esclusi gli autoveicoli non ricandenti nella direttiva macchine. E la piattaforma autocarrata viene marcata CE nel suo insieme e viene sottoposta alle prove della Direttiva Macchine unita a uno specifico autocarro che non può essere cambiato, cioè è una macchina mobile”. Quindi, lo ribadiamo, dovrebbe essere ammessa completamente al

finanziamento. Eppure non avviene. Come spesso capita nel nostro paese, i burocrati, apparentemente senza alcuna logica, mettono i bastoni tra le ruote. Difficile a questo punto potersi difendere. Due le possibili strade: esercitare pressioni politiche attraverso le associazioni di categoria, oppure ricorrere al TAR, un percorso certo più difficile e più costoso. E, conoscendo come vanno le cose in Italia, anche più “pericoloso”. Ciliegina sulla torta ricordiamo come l’impresa che chieda il finanziamento, vinca il bando e poi rinunci (magari proprio perché non si veda la macchina finanziata in toto) non possa partecipare ai bandi per i successivi tre anni.

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Cover Story

L’alba dell’era ibrida Container Handling Liftrucks: i macchinari usati per la movimentazione di container nei porti ed interporti da diversi anni a questa parte hanno subito una transizione tecnologica che li ha visti abbandonare progressivamente la propulsione termica a favore di sorgenti di potenza più ecologiche ed efficienti

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In principio erano state le gru di banchina a essere completamente elettrificate, poi in anni più recenti anche le gru a portale di piazzale (RTG e Straddle Carriers) sono state convertite da macchine diesel/ idrauliche a diesel/elettriche e anche a propulsione ibrida. In tutti questi anni, le sole macchine per la movimentazione di container a rimanere ancorate alla propulsione diesel idraulica sono stati i carrelli elevatori e i reach stacker. In una parola i “Liftrucks”. Per queste macCVS FERRARI è chine la continua pressione esercipresente al TO C, tata dai regolatori per la riduzione stand F88 del loro impatto ambientale e dagli utilizzatori per la riduzione del loro costo operativo è stata affrontata dai costruttori principalmente con l’installazione di motorizzazioni in linea con le direttive mondiali per la riduzione delle emissioni in atmosfera. Ma niente di realmente innovativo è stato sin qui tentato. Per la verità negli ultimi tre anni si è assistito anche a qualche tentativo eseguito da costruttori scandinavi di seguire anche strade diverse. In particola-


re si deve registrare la presentazione al mercato di un reach stacker con motore bi-fuel, poi l’introduzione di reach stacker equipaggiati da motori più piccoli di quelli solitamente utilizzati ma assistiti da trasmissioni ad alta efficienza. E infine è stato anche lanciato un reach stacker a propulsione ibrida. Tuttavia il mercato pare aver riservato a queste macchine un accoglienza piuttosto fredda. L’opzione del motore bi-fuel pare essere stata subito abbandonata da chi l’aveva sviluppata a causa della difficoltà di organizzare la fornitura di gas naturale per la grande maggioranza degli utilizzatori. Un problema che in realtà si aggiunge alla minore potenza resa disponibile da questa motorizzazione. La mancanza di potenza e in particolare di coppia pare anche essere l’ostacolo maggiore alla diffusione di macchine con motori più piccoli accoppiati a trasmissioni di vantata maggior efficienza. Infine l’applicazione di tecnologie ibride a recupero di energia al concetto di reach stacker che deve inevitabilmente ricorrere a pompe cilindri idraulici per il sollevamento e l’estensione del braccio telescopico, appare offrire un rapporto molto poco favorevole tra benefici in termini di riduzione di consumi ed emissioni, rispetto all’aumento dei costi che l’applicazione di queste tecnologie comporta. In altre parole, fino ad oggi i grandi costruttori di carrelli per container sembrano non aver ancora trovato il prodotto destinato a far compiere al settore il salto tecnologico che gli utilizzatori si attendono e che faccia ridurre fortemente il costo vita dei mezzi nonché ne aumenti in modo sensibile la compatibilità ambientale. LA NOVITÀ Tuttavia in questi giorni assisteremo alla presentazione

al mercato di un concetto di prodotto completamente nuovo, capace di realizzare drastiche riduzioni dei costi operativi, tali da compensare rapidamente il maggior costo di acquisto di questa macchina. Ma anche di essere in grado di fornire aumentate performance e un impatto ambientale fortemente ridotto. Questa novità assoluta porta il nome commerciale e il marchio registrato di HY-LIFT, è prodotta dall’italiana CVS FERRARI di Piacenza ed è svelata al mercato proprio durante i giorni del TOC 2017. HY-LIFT in sostanza è un carrello elevatore con gruppo di sollevamento verticale (mast) che incorpora in se diverse tecnologie mai applicate prima a carrelli portacontainer e che è il risultato di lunghi anni di progettazione e sviluppo inizialmente portato avanti da un’altra azienda italiana, la BP di Parma., Successivamente tale sviluppo è statocompletato dalle due aziende che si sono recentemente fuse in un’unica entità legale che porta il nome di CVS FERRARI. HY-LIFT sarà presentato al TOC 2017 in versione dedicata alla movimentazione di container vuoti, ma CVS FERRARI sta già lavorando alla versione per container pieni che dovrebbe arrivare sul mercato nel 2019. Il cuore del pacchetto innovative di HY-LIFT è certamente la completa sostituzione del sistema idraulico ad alta pressione e della trasmissione meccanica con azionamenti elettrici alimentati da un piccolo motore diesel e da un gruppo di supercapacitori che recuperano e riciclano l’energia che si genera per l’abbassamento del mast e per la frenata del moto di traslazione. Tuttavia quando si guarda più da vicino questa mac-

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china nella sua struttura organica si comprende subito che il contenuto innovativo di HY-LIFT va molto oltre il suo particolare gruppo di potenza. Il lavoro compiuto da CVS FERRARI pare infatti aver messo mano a molte se non a tutte le fonti principali di costo di gestione di una macchina tradizionale, tale per cui la fortissima riduzione del costo vita che viene pubblicizzato dal costruttore pare poggiare su basi molto solide. IL RISPARMIO CVS FERRARI dichiara che riduzioni pari o superiori al 40% del costo vita della macchina (in esso compreso il costo di acquisto) sono facilmente ottenibili da HY-LIFT. E questo risultato viene descritto come l’esito finale della combinazione di questo nuovo sistema di propulsione e di sollevamento, mai utilizzato prima d’ora su un carrello elevatore, con una rivoluzionaria architettura strutturale della macchina. Architettura che ne ha ridotto il peso di oltre il 25% mentre nel contempo ne ha sensibilmente aumentato la stabilità e la resistenza strutturale. A uno sguardo più attento diventa subito evidente che in HY-LIFT il mast è posizionato dietro il centro delle ruote anteriori, mentre in tutte le macchine convenzionali il gruppo di sollevamento è montato davanti alle ruote anteriori. Questo accor-

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Cover Story

gimento costruttivo trasforma il pesante gruppo di sollevamento da un peso “negativo” per la stabilità della macchina, in peso “positivo” che non richiede di essere controbilanciato da contrappeso aggiunto sul retro e che anzi, al contrario aiuta la stabilità della stessa. Questa è solo una delle soluzioni innovative che hanno portato alla riduzione di oltre un quarto del peso di HY-LIFT rispetto a macchine tradizionali equivalenti. Pesando molto meno, HY-LIFT spende molta meno energia per spostarsi e consuma molto meno i pneumatici. E notoriamente il carburante e i pneumatici sono le più importanti voci di spesa corrente nella gestione dei carrelli per la movimentazione di container.

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La ricerca condotta da CVS FERRARI sulla riduzione dei pesi e il contestuale miglioramento della resistenza strutturale e della stabilità ha coinvolto anche la struttura e il riposizionamento dello spreader e la riprogettazione del mast che in HY-LIFT ha una struttura inversa rispetto a quella delle macchine tradizionali, dal momento che la sezione fissa del mast è quella interna mentre la sezione mobile è quella esterna. Una soluzione che secondo CVS ha ridotto peso e portato un aumento della resistenza torsionale del gruppo di sollevamento. ENERGIA RECUPERATA Spendere meno carburante quando ci si muove è importante ma certamente

non sufficiente per ottenere i risparmi di carburante promessi da HY-LIFT. In realtà la gran parte della riduzione dei consumi vengono dalla formidabile abilità di recuperare e riutilizzare una gran parte dell’energia che viene spesa quando si solleva il mast ed in parte minore anche di quella spesa per la traslazione del carrello. HY-LIFT è una macchina a trazione diesel elettrica che può contare su due fonti di potenza. Un generatore azionato da un piccolo motore diesel ed una “batteria” di supercapacitori. Queste due fonti di potenza alimentano due motori elettrici montati direttamente alle ruote anteriori di trazione e due altri motori elettrici che operano il sollevamento del carico. La funzione di sollevamento è eseguita da due argani a fune montati direttamente sul mast. Un’altra innovazione assoluta di HY-LIFT che il settore non aveva mai visto prima e che oltre a consentire il grande recupero di energia quando il carico si abbassa, è anche la ragione delle velocità di sollevamento notevolmente superiori di cui HY-LIFT è capace. HY-LIFT infatti ha portato la velocità di sollevamento a vuoto a valori prossimi ad 1 m/sec che è una velocità quasi doppia rispetto a quella delle macchine tradizionali che sollevano con cilindri idraulici e catene. È importante notare che sollevando con argani azionati da motori elettrici, HY-LIFT evita la perdita di potenza dovuta alla trasformazione dell’energia da elettrica in idraulica ed anche la perdita di energia recuperabile quando si volesse riconvertire l’energia idraulica dei cilindri in abbassamento in energia elettrica. È qui dove HY-LIFT è riuscita a ottimizzare il rapporto tra i benefici della propulsione ibrida che sono massimizzati ed i relativi costi che sono stati minimizzati con la completa eliminazione del sistema idraulico di potenza. Un ulteriore vantaggio di questo sistema di sollevamento sta nel fatto che HY-LIFT non utilizza catene ma funi di acciaio che oltre ad essere molto più economiche sono anche estremamente più longeve

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delle catene. Ed anche questo è uno dei fattori che riducono sensibilmente il costo di gestione di HY-LIFT rispetto alle macchine tradizionali. L’energia generata quando il mast si abbassa e quando il carrello frena, viene immagazzinata da un banco di supercapacitori alloggiati sul lato sinistro della macchina. I supercapacitori notoriamente sono in grado sia di catturare energia che è liberata in modo intenso e repentino, sia di erogare tale energia in modo altrettanto rapido ed intenso. E questa è la caratteristica che HY-LIFT utilizza per supplementare il suo piccolo generatore ma garantire prestazioni equivalenti o superiori a quelle delle macchine tradizionali. Il generatore diesel di HY-LIFT ha infatti una potenza di soli 90 kW, che è praticamente la metà di quella dei motori di macchine convenzionali per la movimentazione di container vuoti. Un software proprietario sviluppato da CVS FERRARI ottimizza i risparmi ed i recuperi energetici eseguiti dai supercapacitori. MANUTENZIONE (QUASI) ZERO Come già menzionato, con la traslazione e il sollevamento che sono ad azionamento elettrico, HY-LIFT non utilizza alcun impianto elettrico ad alta pressione e come tale la quantità di olio idraulico presente sulla macchina è veramente minima e riservata a funzioni secondarie attivate con circuito a bassa pressione. Queste funzioni sono il brandeggio, lo sterzo e le funzioni spreader. Tutto questo comporta che HY-LIFT richiede l’impiego di soli 100 litri di olio idraulico che dura praticamente per l’intera vita utile della macchina. Questo è un’ altro importantissimo fattore di riduzione dei costi operativi ma anche di riduzione di impatto ambientale in termini di mancata necessità di smaltimento di oli esausti. Pertanto con HY-LIFT i cambi periodici di grandi quantità di olio idraulico e di grandi filtri idraulici non sono più richiesti. Inoltre con la scomparsa della trasmissione meccanica, il cambio dei relativi filtri e oli diventa solo un ricordo di tempi passati,

allo stesso modo del cambio olio differenziale, organo eliminato dal montaggio dei motori elettrici direttamente alle ruote. Infine, la scomparsa del circuito idraulico per i freni ha eliminato anche la necessità di cambiare i filtri del circuito. HY-LIFT infatti opera con freno elettrico prioritario ed i freni a disco in bagno d’olio intervengono solo in via supplementare. Se i risparmi che HY-LIFT promette in termini di manutenzione ordinaria sono molto sostanziosi, quelli possibili in termini di manutenzione straordinaria appaiono persino più rilevanti. Infatti i motori elettrici utilizzati da HY-LIFT sono del tipo “a magneti permanenti” e quindi completamente privi di ogni parte in contatto fisico con altre, una soluzione tecnologica nota per la sua estrema longevità funzionale. Inoltre questi motori non richiedono alcuna manutenzione. Lo stesso dicasi per i supercapacitori, che hanno una vita di progetto pari ad un milione di cicli. Tutto questo significa “manutenzione zero” ma anche nessuna necessità di rimpiazzo per gli organi della macchina che eseguono il sollevamento e la traslazione. Si compari ciò con gli inevitabili e alti costi di ripristino e rimpiazzo di trasmissione, cardano, differenziale e semiassi; ma anche con quello per la manutenzione e per il rimpiazzo di pompe idrauliche, valvole e guarnizioni che devono fronteggiare i titolari di macchine tradizionali lungo la

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vita delle stesse. Oltre al valore materiale che HY-LIFT promette di creare per gli utilizzatori in termini di minori costi operativi, c’è un grande valore immateriale che HY-LIFT annuncia di creare sul fronte dell’impatto ambientale per la classe di macchine cui appartiene. Innanzitutto perché tutto il minor combustibile bruciato dalla macchina è tutto minor inquinamento. Ma anche la fortissima riduzione nella produzione di oli esausti e filtri che devono essere smaltiti con costi ed effetti inquinanti non secondari. Anche le emissioni di rumore sono considerevolmente ridotte da HY-LIFT in conseguenza dell’impiego di un motore notevolmente più piccolo di quello di macchine tradizionali, peraltro regolato dall’esclusivo software di gestione dell’energia sviluppato da CVS FERRARI. In conclusione si può certamente affermare che se il valore che questo nuovo concetto di prodotto dichiara di essere in grado di creare sarà effettivamente creato, quella che stiamo vivendo ora potrebbe essere l’alba di una nuova era tecnologica per questo settore merceologico. Un tempo nuovo in cui potremmo assistere alla rapida sostituzione delle macchine attualmente in uso con una nuova razza di macchinari finalmente capaci di realizzare e coniugare forti aumenti dell’efficienza operativa con un notevole miglioramento della eco-compatibilità delle stesse.

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Cover Story

The sunrise of the hybrid era Container Handling Liftrucks: the equipment used for the handling of containers in water and dry ports has since many years progressively transitioned from being powered with thermic engines into more economical and environmentally friendly power sources

I

Initially were the rail mounted cranes to be completely electrified and then in more recent years even the rubber tired cranes (RTGs and Straddle Carriers) were developed into diesel electric / hybrid versions. Only the Container Handling Liftrucks until recently have kept being powered by diesel hydraulic systems. The continuous pressure coming from the legislators for less environmental impactful machinery and of the users for less expensive to operate equipment, was treated by the manufacturers through the perusal of solutions mostly pivoting on the utilization of conventional technologies. This being the employment of diesel engines complying with the latest enforced emission regulations and improved efficiency transmission and hydraulic systems. Nothing really innovative nor really drastically impactful in terms of operating cost and pollution reduction acceleration. Indeed in the last couple of years the industry has seen the attempt of two leading Scandinavian brands to some

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steps in different directions. In particutechnologies to Reach Stackers that are lar we have recorded the presentation to bound to hydraulic pumps and cylinders the market of a bi-fuel (diesel and LNG) to lift and extend the boom appears to reach stacker, then the introduction on offer a not attractive ratio between the the market of a smaller engine powreduced fuel and emissions and the ered reach stacker equipped with increase of componentry cost. In a new generation transmission CVS FERRARI other words, the main suppliers and also the development of an is exhibiting at in the market seem not to have hybrid diesel-hydraulic-electric TOC, stand F88 found yet the product that will reach stacker. However after create the technology jump that quite some time from the appearthe users are expecting since very ances of these new product propositions long time to sensibly reduce the total cost the market seem to have reserved them of ownership of these machines and to a very cold reception. The bi-fuel engine make them more geener. option seems to have been abandoned even by the developers due to the difTHE NEW ERA ficulty of organizing LNG supply, linked However a completely new product to a non minor reduction of the available concept that is in these days being unpower. The lack of power and in particveiled to the market claims to have been ular of torque seems to be also the obable to combine the materialization of a stacle that is encountering the approach drastic reduction of the operating costs of coupling smaller engines with more that massively outlashes the slightly efficient gearboxes like the Hydrostatichigher equipment initial cost and at the Varialble-Transmission. Finally, the apsame time to increase performances and plication of hybrid and energy recovering friendship with the environment. This

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new product that carries the registered trade mark of HY-LIFT is produced by CVS FERRARI and is going to be officially presented to the market at the TOC event in Amsterdam at the end of June 2017. HY-LIF, which in essence is a vertical mast liftruck, is indeed the result of several years of thorough development initially carried on by BP Handling Technologies, now co-owner of CVS FERRARI and then by the two companies that have now merged their operations into one single legal entity. The HY-IFT that will be presented at the TOC is an empty container handler, but CVS has officially declared to already be working at the development of the laden container handling version that should be hitting the market in 2019. The hardcore of the innovation content of HY-LIFT is certainly the complete replacement of the high pressure hydraulic system and of the mechanical drive cinematic chain, with electrics. Electrics powered by the pairing of a small diesel engine with a pack of supercapacitors that recover the energy that the electric system recycles when the mast is lowered or when the truck breaks. However when looking at the whole machine, it becomes very clear that the innovation content of HY-LIFT goes much beyond the fact that its particular powering. The work done by CVS has been focusing on all the main sources of running costs of the container handling liftrucks and this gives to the results that CVS claims in terms of reduction of the total cost of ownership a very solid base. HOW IT SAVES CVS FERRARI states that reductions of 40% of the life time cost (including purchasing) as compared to the current technology machines are easily achievable by HY-LIFT. This result seems to be the combined output of the hybrid powering and of an exceptionally efficient energy recovering system, coupled with a revolutionary structural architecture that has reduced the dead weight of the truck by over 25% whilst managing to sensibly

improve the stability of the machine and also its structural resistance. At a closer look it immediately becomes evident that the mast of HY-LIFT stands behind the centre of the front wheels, whilst all the conventional container handlers have the mast placed in front of the drive axle wheels. This completely different architecture, transforms the mast from a “negative” weight for the stability of the truck into a “positive” one that does not have to be counterbalanced by weight placed at the back of the machine. This is one of the several major structural innovations introduced by HY-LIFT that have lead to this massive machine curb weight reduction. Weighing much less than the incumbent technology trucks, HY-LIFT spends a lot less energy to move around and consumes a lot less in tires. Fuel and tires are, in this order, by far the most relevant running costs of any container handling trucks. The research to reduce weight and to improve weight distribution, whilst at the same time increasing

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structure resistance carried on by CVS FERRARI, has also involved the re-design and re-positioning of the spreader and the complete reversing of the mast sections. Infact, contrary to all the incumbent machines, in HY-LIFT the mobile element is the outer one and the fixed is the inner one. Again, according to the studies made by CVS, this reduces weight and increases torsional resistance. RECOVERING ENERGY Spending less energy to move around and to lift loads is very important to achieve the unprecedented fuel savings that HY-LIFT promises. As the great bulk of the drastic fuel consumption that HyLift has recorded in international third party certification body witnessed test, is coming from its formidable ability to recover and re-utilize a great portion of the energy that it spends when lifting and – in less part – when driving. HY-LIFT is a Diesel-Electric powered machine that can count on two sources of power.

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Cover Story A small diesel electric generator and a rack of supercapacitors. These power sources are alimenting two electric drive motors that are directly mounted at the front wheels and two other electric motors that are applied to two winches that operate the lifting function. The lifting function performed with rope winches directly mounted on the mast is another never seen before feature in the industry. This novelty, besides the major energy recovery it is able to generate every time the mast lowers down, it is also the reason of the remarkably superior lifting speeds that HY-LIFT is featuring. In fact its lifting speed empty is just shy of 1 m/sec that is nearly double the lifting speeds of conventional machines that adopt the lifting cylinders and chains mechanism. It is important to note that lifting with winches that are powered by electric motors avoids HY-LIFT the power loss of transforming electric energy into hydraulic one. Moreover it also eliminates the power loss of eventually reconverting hydraulic energy into electric power when trying to recover it. This is where HY-LIFT has much improved the ratio between benefits and costs of the hybrid technology applied to liftrucks. By maximizing the power efficiency and simultaneously minimizing the costs with the elimination of high pressure hydraulics, the pay-back time of the equipment has this way become very attractive. A further plus of this approach is that HY-LIFT does not use chains but steel ropes, that are sensibly cheaper and have a much longer service life. This being one of the many maintenance cost reduction drivers that HY-LIFT features. The storage of the power that is generated when the mast is lowered and when the truck brakes is granted by a rack of supercapacitors, that notoriously have the ability of capturing energy that is suddenly generated in high intensity. The capacitors can also discharge high energy in the same sudden fashion they can catch it. That is a characteristic that HY-LIFT uses when there is the need to supplement the energy pro-

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vided by the small on board generator such that HY-LIFT can perform according to the conventional equipment standards or even exceed them. The diesel generator, with its 90 kW has indeed half of the power of the engines that normally power up conventional technology ECH machines. A proprietary CVS FERRARI in house developed software optimizes the saving and the efficient usage of the energy stored in the supercapacitors. (ALMOST) ZERO MAINTENANCE As already mentioned, with drive and lift being completely electric powered, HYLIFT does not require any high-pressure hydraulics. As such, HY-LIFT uses a very little quantity of hydraulic oil that is utilized for the activation of secondary functions and at low pressure, these being mast tilt, steer and spreader functions. To perform these secondary duties HYLIFT only require as much as 100 litres of oil that – being pressure filtered- can basically last for the life of the machine. This important saving (and major pollution reduction) adds up to the many maintenance cost minimizations or elimination that HY-LIFT will be introducing for the sure joy of the users. With HY-LIFT, periodic replacements of large quantities of hydraulic oil and the frequent change of large hydraulic oil filters are no longer required. Moreover, with the disappearance of the transmission, the gearbox oil and filters changes are history. Also gone are the differential oil change as the machine has got no differential but electric motors directly mounted at the wheels and the hydraulic brake filters change. This because HY-LIFT operates with priority electric brake and then with secondary and seldom used hydraulic wet disc brakes at the wheels. When coming to extraordinary maintenance savings are even greater. The permanent magnet motors with which this machine is equipped are totally contactless and as such their design life is machine life time long. Also, they do not require any maintenance

whatsoever. Same for the supercapacitors that have a million cycles design life. This means zero drive and lift system components degradation and hence replacement. This has to be compared to the refurbishing or replacement of major organs like the transmission, the propeller shaft and differential, that conventional machines inevitably have to face during their service life. Similarly, also inevitable for conventional machines is the need to change hydraulic pumps, valves and seals, that are the hard working components of high pressure hydraulic systems that diesel powered and hydraulic actuated machines are equipped with. Besides the material value that HY-LIFT promises to create for the users in terms of operating costs, it also announces to be able to heavily reduce the environmental impact of this class of equipment. At first the very large fuel consumption reduction that HY-LIFT accomplishes carries with itself a directly proportional reduction of gases smokes and particulates emissions this truck produces. But not minimal at all is also the almost complete elimination of the production of exhausted lubricants and filters to be disposed that HY-LIFT accomplishes. Noise emissions are also considerably reduced by HY-LIFT in force of the sensibly smaller engine that is also regulated by the CVS FERRARI exclusive energy management software. As such the engine only revs up when more energy is immediately required to top up the supercapacitors. In conclusion, should all this value creation that this radically new machine concept represented by HYLIFT promises to be able to make happen, then we might probably be watching the sunrise of a new technological era for the container handling liftrucks. A new time in which the existing machinery installed base could be rapidly replaced by a new breed of equipment, finally capable to combine a sizeable efficiency and productivity increase with a sensible improvement of the ecological compatibility of the machinery.

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Movimentazione Industriale il VRS è il primo reach stacker al Mondo ad aver adottato tale tipo di trasmissione, nonostante essa sia diffusa su molte altre tipologie di macchine industriali. Il risultato di questo mix di tecnologie è un reach stacker funzionale, affidabile e con costi di gestione e manutenzione più contenuti rispetto agli standard di mercato. Inoltre, grazie al sistema di collegamento con attacchi spin-off tra i vari moduli che compongono la macchina, la sostituzione di uno di questi (per manutenzione o riparazione) è un’operazione che si esegue in pochi minuti. 11 sono i moduli che compongono il VRS, CES Italy sarà e di questi ben 6 sono sostituibili. A presente al TOC, dimostrazione della bontà del concept modulare non si può che portare a Stand B3 testimonianza le aziende che hanno deciso di acquistare un VRS. Tra queste vi è Wasco Energy, un gruppo attivo a livello internazionale nel settore dell’energia. E, più recentemete, CES Italy sta ultimando una nuova macchina per un costruttore di pale eoliche di Scozia che ne ha acquistate due unità.

CES

La seconda volta al TOC

POCO PIÙ DI UN ANNO FA CES PARTECIPAVA PER LA PRIMA VOLTA AL TOC. QUEST’ANNO RINNOVA L’APPUNTAMENTO

I

“Il riscontro per CES è stato estremamente positivo, confermato dall’affluenza dei visitatori al nostro stand che chiedevano spiegazioni e informazioni sulla tecnologia della macchina, sul sistema di variabilità del passo e, in particolare, sull’innovativo sistema di trazione nonché sugli accorgimenti tecnici adottati per garantire una rapidità di manutenzione pressoché unica nel settore”: così dichiarava Giovanni Bolcato, direttore di CES Italy, un anno fa, al termine della prima partecipazione al TOC. Parole che trovano riscontro quest’anno: infatti CES ha deciso di partecipare nuovamente alla manifestazione, forte del successo ottenuto. L’azienda nasce nel 2015 proponendo un concetto di reach stacker innovativo. Il VRS racchiude in un’unica macchina diverse peculiarità tecniche, a partire

dai box laterali per arrivare alla riduzione di consumi e rumorosità, nonostante sia mosso da un Cummins QSL 9 TR3D Tier 4 da ben 242 kW per una coppia massima di 1.424 Nm a 1.500 rpm. Prestazioni che permettono al reach stacker di performare secondo un diagramma di carico…variabile. Si, perché se la prima peculiarità di questa macchina risiede nel fatto di essere modulare, la seconda sta nel fatto che, a seconda del passo e della tipologia di spreader montato, offre prestazioni di sollevamento e sbraccio variabili. Il passo del VRS è infatti allungabile idraulicamente tra 6.500 e 8.500 mm in step di 50 cm, permettendo così di disporre di una macchina sempre perfettamente stabilizzata rispetto al sollevamento da effettuare. Altra chicca da non dimenticare è la trasmissione idrostatica:

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+

I moduli del VRS

1. Braccio di sollevamento telescopico 2. Assali 3. Contrappeso 4. Telaio 5. Stabilizzatori anteriori (sostituzione veloce) 6. Box Serbatoio, elettronica, scala (sostituzione veloce) 7. Box Energia (sostituzione veloce) 8. Cambio (sostituzione veloce) 9. Cabina (sostituzione veloce) 10. Modulo Hardware-Software 11. Spreader

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Movimentazione Industriale

CLS HYSTER

Arrivano i Big Trucks LA GAMMA HYSTER DI GRANDE PORTATA, DISTRIBUITA IN ITALIA DA CLS, È PENSATA PER ALLEGGERIRE IL LAVORO DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI PIÙ PESANTI E NELLE CONDIZIONI PIÙ GRAVOSE

S

Sotto la denominazione “Big Trucks”, Hyster propone una diversificata gamma di carrelli elevatori e macchine per la movimentazione di container con una capacità dalle 8 alle 48 tonnellate, frutto di oltre 50 anni di esperienza. I carrelli

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sono offerti in numerose combinazioni di portata, potenza del motore, interasse, montanti, attrezzature e dotazioni opzionali per scegliere la soluzione ottimale in un vasto spettro di esigenze applicative. E se non bastasse, i carrelli possono esse-

re realizzati “su misura” in base alle specifiche necessità. Il tutto combinando alta produttività, velocità di movimentazione, affidabilità, ridotti costi di manutenzione, risparmio di carburante e comfort di guida. Di seguito una rapida carrellata

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Hyster è presente al TO C, stand F74 sull’intera gamma. Partiamo dai reach stacker che, disponibili nelle versioni per la movimentazione di container (CH) o intermodali (IH), sono ideali per le applicazioni di accatastamento di container ad alta densità fino alla 6a altezza (8’6”) in 3 file. Queste macchine sono progettate per sfruttare al massimo lo spazio disponibile nei terminal, grazie alle loro doti di manovrabilità, velocità di movimentazione e capacità di accatastamento. Per la movimentazione dei container vuoti la gamma Hyster si differenzia in relazione alle applicazioni di stoccaggio ad alta densità (fino all’8a altezza) o bassa densità (3/4a altezza). Per quest’ultima esigenza abbiamo i modelli H6XM12EC3 e H7XM-12EC4; mentre per le necessità dalla 5a alla 8a altezza intervengono gli H18-23XM-12EC, caratterizzati da un gruppo di trasmissione

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Movimentazione Industriale ad alte prestazioni con sistemi di protezione del motore e della trasmissione e con freni in bagno d’olio di serie. Per i container pieni ecco invece i carrelli H28-32XM-16CH e H40-52XM-16CH pensati per la movimentazione e l’accatastamento di container in prima fila alla 3a, 4a e 5a altezza. Decisamente ampia la disponibilità di macchine a forche che parte dal modello H8-16XM-6 (da 8-16 t) e arriva fino al top di gamma H36-48XM(S)-12 da 36-48 t. Particolarmente interessanti appaiono i modelli H16-18XM e H25-32XMS-9. Il primo trova ideale applicazione nella movimentazione di materiale in bobine, lastre di pietra, calcestruzzo, acciaio e alluminio; mentre il secondo a questi utilizzi aggiunge anche la movimenta-

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+ A proposito di CLS CLS SpA (www.cls.it), società del gruppo italiano Tesa, è un’azienda di servizi dedicata alla vendita, al noleggio, e all’assistenza di carrelli elevatori, macchine e attrezzature per ogni settore della logistica italiana. CLS è dealer esclusivo in Italia della gamma di carrelli elevatori Hyster, prodotti dal gruppo Hyster-Yale Materials Handling Group, tra i primi leader mondiali del settore. Un organico di oltre 300 persone, la Direzione Generale a Carugate (Mi), 11 filiali, 9 centri operativi, 180 officine mobili, oltre 5500 mezzi a noleggio, 150 modelli da 1 a 56 tonnellate, fanno di CLS una Solution Company al servizio della piccola e grande impresa italiana, per soluzioni e servizi nelle scelte di movimentazione dei materiali e della logistica. zione del legname e dei prodotti forestali in genere e l’utilizzo nelle operazioni di stivaggio. Entrambi i modelli si segnalano per una notevole compattezza che ne consente l’utilizzo anche in spazi particolarmente limitati. In occasione della mostra TOC Europe,

in programma ad Amsterdam, saranno svelate le ultime innovazioni della gamma Big Truck. In particolare sarà presentato il nuovo progetto per elettrificare i porta-container pieni Hyster e per sviluppare nuovi modelli ibridi, non solo a motore.

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giugno 2017

AERIAL PLATFORMS & SPARE PARTS

V20973 - Haulotte Optimum 8 - 2007

V19807 - JLG 2030ES - 2008

V22321 - Genie GS2646 - 2001

V22252 - Haulotte Compact 12 - 2006

V20406 - Iteco IT12151 - 2007

Electric - 7,76 Mtr. - 449 Ore

Electric - 8,1 Mtr. - 326 Ore

Electric - 9,92 Mtr. - 1779 Ore

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V22319 - Skyjack SJ6826 - 2007

V22324 - JLG 260MRT - 2006

V21763 - Haulotte H12SX - 2005

V19900 - JLG 3394RT - 2006

V20884 - Skyjack SJ9241 - 2009

Diesel 4x4 - 9,9 Mtr. - 1607 Ore

Diesel 4x4 - 9,92 Mtr. - 2749 Ore

Diesel 4x4 - 12 Mtr. - 2358 Ore

Diesel 4x4 - 12,06 Mtr. - 2507 Ore

Diesel 4x4 - 14,5 Mtr. - 1506 Ore

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V21922 - Niftylift HR10E - 2001

V22050 - JLG E300AJP - 2004

V22259 - Iteco IT92S - 2008

V21962 - Niftylift HR12E - 2002

V22030 - Upright AB38N - 2006

Electric - 10 Mtr. - / Ore

Electric - 11,14 Mtr. - 1741 Ore

Electric - 11,2 Mtr. - 468 Ore

Electric - 12,2 Mtr. - / Ore

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V21194 - Haulotte HA12PX - 2007

V18747 - JLG 450AJ - 2007

V21120 - Haulotte HA16SPX - 2007

V22356 - Genie Z60-34RT - 2006

V21909 - Haulotte HA20PX - 2006

Diesel 4x4 - 12,62 Mtr. - 1509 Ore

Diesel 4x4 - 15,72 Mtr. - 3044 Ore

Diesel 4x4 - 16 Mtr. - 4245 Ore

Diesel 4x4 - 20,3 Mtr. - 5086 Ore

Diesel 4x4 - 20,65 Mtr. - 3265 Ore

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V21802 - Haulotte H16TPX - 2005

V19637 - JLG 460SJ - 2007

V22448 - Genie S85 - 2004

V19924 - JLG 1200SJP - 2007

V21839 - Haulotte H43TPX - 2007

Diesel 4x4 - 15,44 Mtr. - 2912 Ore

Diesel 4x4 - 16,02 Mtr. - 3359 Ore

Diesel 4x4 - 27,9 Mtr. - 3733 Ore

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COMBILIFT – EURO ASSISTANCE GROUP

Nuovi (e più ampi) orizzonti P INVESTIMENTO MILIONARIO PER COMBILIFT FINALIZZATO A DUPLICARE LA PRODUZIONE E DIMEZZARE I TEMPI DI CONSEGNA

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Parlare di Combilift in Italia significa parlare di Euro Assistance Group srl, importatore unico del marchio irlandese (cui si aggiunge anche il brand Aisle-Master) per l’intero territorio nazionale. Attraverso la sede centrale di Reggio Emilia e le quattro filiali di Treviso, Milano, Torino e Salerno, il team altamente specializzato di EA Group è in grado di offrire una consulenza logistica avanzata, capace di risolvere qualsiasi problema logistico e, altro elemento fondamentale, di garantire un servizio post-vendita di assistenza e di manutenzione efficiente e decisamente rapido. Una società che si fonda sulla collaborazione con una realtà dal respiro internazionale come Combilift, costruttore dalle spalle grandi e solide, coraggioso e in continua espansione. È di questi ultimi mesi la realizzazione da parte di Combilift di un nuovo sito produttivo, edificato sempre a Monaghan, ma in posizione più strategica rispetto al precedente stabilimento. I numeri sono impressionanti. La nuova struttura si sviluppa su una superficie di 40 ettari dei quali 46.000 m2 coperti e che includono

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Combilift è presente al TO C, stand B92

lo stabilimento di produzione, un nuovo edificio dedicato esclusivamente alla Ricerca e Sviluppo, oltre agli uffici amministrativi. Al suo interno andranno a operare circa 200 nuovi dipendenti, nella maggior parte tecnici specializzati.


Movimentazione Industriale

Impressionante la crescita dell’azienda. Fondata nel 1998 a Clontibret, il suo rapido successo ha imposto un primo spostamento a Monaghan già nel 2006. Un ampliamento che, dopo soli dieci anni, ha richiesto un’ulteriore crescita con la costruzione di questa nuova unità produttiva che, nel suo complesso, a livello dimensionale è più del doppio dei due precedenti stabilimenti messi insieme. Una volta completato e pienamente in funzione, lo stabilimento Combilift - che ha comportato un investimento di oltre 40 milioni di euro - sarà la più grande unità produttiva irlandese in una singola struttura. A livello strategico si tratta della risposta alla continua crescita aziendale e rispecchia l’obiettivo di duplicare

la produzione (dimezzando i tempi di consegna al cliente) entro i prossimi 5 anni. Per capire di cosa stiamo parlando affidiamoci ad alcuni dati. Il nuovo stabilimento Combilift vede quattro linee di produzione lunghe circa 100 metri ciascuna e un’area dedicata esclusivamente alla realizzazione dello Straddle Carrier: alcune aree dedicate a questa linea raggiungano i 22 m di altezza per motivi di produzione, test e assemblaggio. Da non dimenticare anche le tre linee mobili di verniciatura, il centro di taglio al plasma, le presse piegatrici CNC, le sabbiatrici automatiche, le 60 postazioni di saldatura, i 93 carriponte e gru mobili. Decisamente ampia l’area di stoccaggio a 15 corsie dedicata ai componenti e ai ricambi che, ovviamente, vedono un notevole utilizzo dei mezzi Aisle-Master. La produzione del Combilift Straddle Carrier è già stata spostata nel nuovo impianto, mentre quella di tutti gli altri modelli verrà trasferita entro la fine del 2017.

+ Innovazione continua Dalla sua nascita Combilift ha sviluppato una vastissima gamma di prodotti speciali, con il lancio di quasi un prodotto nuovo ogni anno. Tutti gli elevatori Combilift sono sviluppati nell’ottica dell’ottimizzazione e del guadagno di spazio di magazzino, della movimentazione in sicurezza e della produttività; sono personalizzati singolarmente e vengono utilizzati nei più diversi settori applicativi: legno, acciaio, alluminio, PVC, logistica conto terzi, eccetera. La gamma, che parte dagli stoccatori uomo a terra da 1 t, comprende elevatori laterali multidirezionali, frontali compatti multidirezionali per interno ed esterno, elevatori Aisle-Master per corsie strette e lo Straddle Carrier per carichi oversize e portate fino a 80 t.

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Movimentazione Industriale FTMH

Al TOC con FTMH

TANTE LE NOVITÀ CHE L’AZIENDA DI BRESCELLO PRESENTERÀ ALLA MANIFESTAZIONE CHE QUEST’ANNO VA IN SCENA ALL’EXHIBITION CENTER DI AMSTERDAM FTMH sarà pre sente al TOC, Stand E1 2

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Un nuovo reach stacker, le nuove macchine da vuoti e un’intera gamma di carrelli frontali a forche. Al TOC ne vedremo davvero delle belle da parte di FTMH, Fantuzzi Team Material Handling, giovane realtà che sta scalando le vette del mercato, convincendo clienti e operatori con molteplici fattori: dall’efficienza delle

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proprie macchine a un ben fornito stock di ricambi, fino a un servizio clienti completo, supportato da una manualistica semplice e precisa, che favorisce i tecnici FTMH nell’aiutare i clienti nel risolvere le problematiche. Soluzione che, grazie alla profonda conoscenza del prodotto da parte dei tecnici,

spesso avviene con una semplice telefonata, evitando costi e fermi macchina. Oltre ad una rete di assistenza sui luoghi di utilizzo delle macchine, i tecnici FTMH sono pronti a intervenire rapidamente in ogni parte del mondo e, grazie alle loro capacità professionali, sono molto richiesti dai clienti, in quanto i loro interventi

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totalmente elettrico, alimentato da batterie ad alta tensione da 350 V per garantire un minimo di 8 ore di autonomia, e il completamento della gamma dei carrelli frontali a forche con portate che vanno dai 25 ai 52 t. A breve ci sarà un’altra importante manifestazione fieristica rappresentata dal TOC Europe, ad Amsterdam dal 27 al 29 giugno (stand E12) durante cui FTMH confermerà la propria dinamicità e creatività nel proporre nuove soluzioni nella movimentazione di carichi pesanti. Infine dal 5 al 7 ottobre FTMH sarà presente anche al tanto atteso GIS a Piacenza dove esporrà una nuova macchina frontale nell’area esterna! sono rapidi e definitivi. I tecnici FTMH hanno tutti una provata esperienza (dai 10 ai 40 anni) nella produzione e riparazione di macchine operatrici di grandi dimensioni quali i reach stackers e i carrelli elevatori frontali. Oltre ad avere in passato ricoperto incarichi di responsabilità, si sono aggiornati e preparati sulle nuove tecnologie e sono oggi pronti a rispondere alle nuove sfide di mercato. Tutta questa professionalità ed esperienza viene trasferita nei processi produttivi delle macchine FTMH e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A maggio FTMH ha partecipato al Transport Logistic a Monaco, una manifestazione nella quale ha registrato un importante numero di visitatori, sia italiani che stranieri, che hanno apprezzato la completezza della gamma di produzione così come di tutta la serie di attrezzature dedicate ai reach stackers da utilizzare nella movimentazione di carichi pesanti quali bramme, coils, lamiere, tubi per oleodotti e gasdotti e altre ancora. Molte persone hanno visitato lo stand FTMH e hanno particolarmente apprezzato la semplicità e l’efficienza delle macchine made in Italy, con poca elettronica, componentistica interamente europea e grande professionalità nel proporre nuove e personalizzate soluzioni per la movimentazione e la logistica. Tra le novità presentate da FTMH possiamo elencare il nuovo carrello frontale da 25 t

+ Ha detto Ci piace ricordare attraverso le parole di Ottavio Artoni, socio fondatore di FTMH, il solido approccio del mercato scelto da questa azienda: “Le nostre macchine sono assemblate a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, partendo da progetti completamente originali e utilizzando componenti che vengono realizzati da una filiera di fornitori nazionali o europei: un prodotto che potremmo definire 100% italo-europeo, realizzato da un’azienda 100% italiana. Le macchine FTMH sono progettate per garantire un’affidabilità ai massimi livelli. Per questo abbiamo basato i nostri progetti su un concetto fondamentale: la componentistica utilizzata è standard ed europea. In questo modo possiamo garantire una qualità ai vertici del mercato, nonché un servizio di assistenza e una velocità nella consegna dei ricambi che permette ai nostri clienti di minimizzare i costi di manutenzione e di fermi macchina”.

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Movimentazione Industriale VERLINDE

Eurobloc VT3

È IL PARANCO A CAVO VERLINDE VOLTO AD AUMENTARE LA CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO DI UNO STABILIMENTO DI STAMPAGGIO A INIEZIONE

motore di sollevamento a due velocità (4 e 0,7 m/min), con sensori bimetallici, e due velocità trasversali da 20 e 5 m/ min. La progettazione, in cui sono confluiti 13 brevetti, comprende un freno a disco a corrente continua esente da manutenzione, un interruttore di finecorsa a quattro posizioni (superiore, inferiore, decelerazione in posizione superiore e protezione contro l’inversione di fase), limitatore di carico e radiocomando a impugnatura manuale. “La vecchia gru che è stata sostituita”, ha commentato Richard Holley, Operations Manager di Avalon Plastics, “non veniva più utilizzata, ma l’arrivo della nuova macchina ha fatto sì che potessimo riutilizzare completamente la struttura del portale esistente. Siamo estremamente soddisfatti non solo della nuova gru e del nuovo paranco, ma anche dei servizi di progettazione, consegna e installazione di Pelloby”.

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Regno Unito. Dal 2003 Avalon Plastics Ltd, specializzata nel settore dello stampaggio a iniezione, ha conosciuto una costante espansione e oggi dispone di due stabilimenti a Ystrad Mynach e a Glastonbury. L’espansione ha portato con sé nuove necessità di sollevamento che si sono incontrate con la capacità progettuale di Verlinde e Pelloby e che hanno portato allo sviluppo di una gru a portale monotrave equipaggiata con un paranco Verlinde Eurobloc VT3. La gru - progettata, realizzata e installata da Pelloby, distributore di Verlinde per il Regno Unito - prevede un paranco elettrico a cavo a ingombro ridotto, di 12,5 tonnellate di portata e un’altezza di sollevamento di 9 m. È dotato di un

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+ La progettazione Fra le problematiche che i tecnici Pelloby hanno dovuto affrontare c’era la necessità di rinforzare la struttura del portale dello stabilimento di Avalon Plastics affinché supportasse la nuova gru e garantisse la stabilità della struttura. Pelloby è riuscita ad apportare i cambiamenti interferendo in misura minima sull’attività lavorativa, mediante la saldatura di una piastra di rinforzo sul lato inferiore del portale. La campata della nuova gru è di 17 m con un’altezza di sollevamento di 5,4 m.

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Movimentazione Industriale Kalmar sarà presente al TOC, Stand E62

KALMAR

Il futuro del cargo handling K KALMAR HA PRESENTATO PORT 2060, LA PROPRIA PREVISIONE DI COME POTRÀ ESSERE SOSTENIBILE IL SETTORE DEL CARGO HANDLING

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Kalmar ha recentemente presentato Port 2060, la propria previsione di come potrà essere sostenibile il settore del cargo handling nel futuro. In realtà si tratta di un aggiornamento di una previsione già proposta nel 2011, che mira a dimostrare come possa diventare sostenibile il settore. L’aggiornamento di Port 2060 nasce necessariamente dalla presa di coscienza che i cosiddetti “big data” sono (e lo sa-

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+ 11 straddle carriers per Amburgo

Recentemente Kalmar ha reso noto di aver firmato un contratto con HHLA’s Burchardkai container terminal per la fornitura di 11 straddle carrier elettrici. L’ordine segue quello già fatto nel 2016 per 9 macchine dello stesso tipo, dimostrando la stretta collaborazione che si è creata tra le due realtà. Le nuove unità verranno consegnate entro il primo quadrimestre 2017. Fondata nel

1968, HHLA’s Burchardkai container terminal è la più grande realtà operante nel porto di Amburgo per quanto riguarda la movimentazione container. In media ogni anno HHLA’s Burchardkai container terminal gestisce 3 milioni di TEU. Storicamente HHLA’s Burchardkai container terminal è stata la prima azienda ad adottare gli straddle carriers in abbinata a un concetto unico di gru automatizzata composta in realtà da tre gru che lavorano in abbinata. “Sono anni che le macchine Kalmar ci permettono di eseguire puntualmente le nostre operazioni” ha dichiarato Jens Hansen, Managing Director di Container Terminal Burchardkai. “Delle macchine Kalmar apprezziamo in particolar modo l’affidabilità sul lungo periodo e le prestazioni, ma anche l’affidabilità del servizio di assistenza che ci permette di operare sempre con le macchine alla massima efficienza”.

ranno sempre più) una parte integrante e fondamentale di qualunque attività umana, rendendola più efficiente, sicura e sostenibile. Le persone vivranno in città connesse, parte di un ecosistema globale dove saranno le domande da parte dei consumatori a guidare la logistica e il cargo handling. “Crediamo che nel 2060 i servizi saranno sempre più personalizzati ed efficienti. I prodotti preferiti potranno essere ordinati direttamente al produttore/costruttore, le merci saranno mosse rapidamente in ogni parte del mondo, trasportate da container intelligenti che ne conosceranno contenuti e destinazio-

ne. Tutta la filiera sarà automatizzata ed estremamente efficiente” ha dichiarato Frank Kho, Vice President, Market Intelligence, Strategy e Development di Kalmar e membro del “Port 2060 Think Tank”. Secondo le previsioni di Kalmar in futuro i terminal logistici saranno ecosistemi logistici completi, punti di incontro tra la domanda e l’offerta. Tutto sarà automatizzato e mosso da fonti di energia rinnovabile, senza emissioni inquinanti e la manutenzione preventiva ridurrà a zero i fermi improvvisi, garantendo che tutto il sistema funzioni all’unisono. I cosiddetti “big data” saranno utilizzati

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Movimentazione Industriale

Per saperne di più su Port 2060 di Kalmar visita il sito www. kalmarglobal.com/ a beneficio di tutta la società mentre news--insights l’intelligenza artificiale unita all’esperienza umana e alla conoscenza aiuterà a risolvere i problemi più complessi. Le persone già oggi sono più connesse che mai, e già oggi le nuove tecnologie hanno contribuito a creare forme di collaborazione prima impensabili che hanno generato anche innovazione e hanno avuto impatti positivi sulla vita di milioni di persone.

+ Kalmar va ad Anversa Kalmar ha ricevuto da MSC PSA European Terminal (MPET) un nuovo ordine per nove straddle carrier elettrici. La consegna è prevista per il terzo trimestre 2017. MPET è una joint venture tra il Gruppo TIL e PSA, il secondo più grande operatore di container in tutto il mondo. Situato nel porto di Anversa, in Belgio, MPET gestisce più di 12.000 container al giorno ed è attualmente in fase di espansione. I nuovi straddle carrier elettrici di Kalmar fanno parte del progetto di espansione: le nove nuove macchine si uniranno ad altrettante unità simili consegnati nel 2016. Inoltre, MPET dispone di 21 gru Kalmar ship-to-shore, di cui sei sono

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stati potenziate da Kalmar nel 2013. Dirk Oellibrandt, General Manager di MPET, ha dichiarato: “Apprezziamo il rapporto che abbiamo con Kalmar, i loro eccellenti servizi di manutenzione e assistenza e la disponibilità di ricambi, ma anche l’affidabilità e l’alta qualità delle macchine. Ci affidiamo alle attrezzature Kalmar per eseguire tutte le operazioni, dal trasporto allo stoccaggio, alle operazioni di carico su camion. Queste nuove macchine avranno un ruolo importantissimo nel sostenere il nostro progetto di espansione delle nostre capacità di movimentazione”. “Siamo felici di continuare a collaborare con MPET” ha dichiarato Tero Kokko, Senior

Vice President, Automazione e Progetti Kalmar. “Per aumentare la loro capacità nel porto di Anversa i nostri straddle carrier elettrici sono affidabili e permettono contemporaneamente l’efficienza delle operazioni e risparmio nei consumi. Inoltre offrono bassa rumorosità, un’ampia cabina ergonomica e l’interfaccia utente intuitiva”.

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Attrezzature & Componenti BKT

Il massimo per i porti E GLI INTERPORTI. NON A CASO LA FAMIGLIA DI PNEUMATICI OFFERTI DA BKT SI CHIAMA… PORTMAX

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La famiglia di pneus Portmax è una delle punte di diamante di BKT per le macchine ch eoperano in porti e interporti. Un segmento che è destinato a diventare cruciale nella gestione delle nuove grandi città dove si concentrerà la maggior parte della popolazione mondiale da qui ai prossimi cinquant’anni. I Portmax sono una famiglia di pneumatici che si è recentemente ampliata con l’arrivo del nuovo Portmax PT 93 che ha fatto il proprio debutto nella misura 280/75 R 22.5 ad Automechanika Dubai ed è stato specificamente sviluppato per trattori portuali, perfetto proprio per le operazioni all’interno di porti e interporti. Il battistrada, progettato con una speciale mescola antistatica, offre una particolare resistenza all’usura anche nelle situazioni più esigenti, così da limitare al minimo la frequenza di sostituzione e il relativo fermo macchina. Eccellente stabilità, comfort di guida e prolungata durabilità sono le caratteristiche tecniche che rendono Portmax PT 93 un’ottima soluzione per il trasporto intermodale. Al PT 93 si affiancano poi i modelli storici della gamma BKT, os-

sia il Portmax PM 90 e PM 93. Il primo è uno pneumatico radiale All Steel con cinture in acciaio multistrato, progettato per reach stacker che svolgono operazioni portuali di movimentazione dei container. Forza, resistenza e durabilità sono le sue caratteristiche principali con cui assicura la stabilità indispensabile nela queste attività di movimentazione. La struttura All Steel, con cinture in acciaio, conferisce poi una maggior robustezza alla carcassa e una migliore distribuzione dei carichi sulla superficie di appoggio. Per questo

specifico pneumatico, BKT ha messo a punto una mescola speciale del battistrada che ne allunga il ciclo di vita, grazie alla capacità di resistere a impatti, tagli e usure. La bassa resistenza al rotolamento di Portmax PM 90 contribuisce a ridurre significativamente il consumo di carburante, con conseguente risparmio economico. Portmax PM 90 è disponibile nella misura 18.00 R 25, mentre il Portmax PM 93 è attualmente disponibile nell’unica misura 16.00 R 25. Anch’esso è uno pneumatico radiale All Steel, con robuste cinture in acciaio multistrato, forte e resistente. È pensato per le gru a cavaliere impegnate nelle operazioni portuali e nella movimentazione dei container. Assicura grande stabilità, durabilità e risparmio di carburante, grazie ad affidabilità, resistenza e alta capacità di carico. Il battistrada è realizzato con una mescola speciale ideata per durare a lungo, così da limitare al minimo la frequenza di sostituzione e il relativo fermo macchina. La struttura radiale All Steel, oltre a conferire una maggiore forza e manovrabilità allo pneumatico, assicura una combinazione fondamentale tra la capacità di trasportare i carichi più elevati e il mantenimento della massima stabilità. Infine la sua ridotta resistenza al rotolamento riduce lo slittamento dello pneumatico, risparmiando sul carburante e sui costi operativi.

+ Per i pesanti Container King è un pneumatico appositamente progettato per i veicoli adibiti al sollevamento e alla movimentazione di carichi pesanti. Il disegno del battistrada conferisce infatti la massima stabilità, requisito fondamentale per gestire le delicate operazioni di sollevamento dei carichi più impegnativi, mentre la speciale mescola del battistrada riduce il rischio di possibili crepe, assicurando una maggiore vita utile, con forti vantaggi in termini di utilizzo, efficacia produttiva e riduzione dei costi di esercizio. Container King è disponibile nella misura 18.00 – 25 sia nelle versioni industrial che GCRC (Groove Crack Resistant Compound). Maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://www.bkttires.com/it/pattern/container-king

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Movimentazione Industriale KONECRANES MHPS

Konecranes sarà presente al TOC, stand E32

La frutta è servita IL LEADER TEDESCO DELLA FRUTTA HHLA OPTA PER L’ACQUISTO DI UNA NUOVA KONECRANES GOTTWALD G HMK 4406

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Le gru mobili di Konecranes Gottwald continuano a essere estremamente apprezzate e richieste nel settore della movimentazione di alimenti, in particolare frutta, presso i terminal di tutto il mondo. Alla fine del 2016, la HHLA Frucht- und Kühl-Zentrum, società del gruppo Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA), e l’operatore terminalistico SEA-invest, hanno deciso per l’acquisto e la messa in servizio di una gru a motore diesel Konecranes Gottwald Model 4 presso il terminal di Amburgo. Il lavoro principale della gru presso il terminal multifunzionale di O’Swaldkai ad Amburgo è quello di servire navi oceaniche che trasportano banane. La G HMK 4406 scarica sia i pallet di frutta che i container. Con una capacità massima di sollevamento di 100 t e uno sbraccio massimo di 46 m, la Gottwald è ovviamente in grado di gestire anche cargo heavy e project, rivelandosi estremamente versatile, oltre che prestante e delicata nei movimenti. “Con questa nuova gru portuale mobile possiamo scaricare in modo efficiente il numero crescente di container che vengono ora utilizzati a bordo delle navi destinate al trasporto della frutta” ha di-

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+ Popolare in Corea

chiarato Axel Hoeckrich, amministratore delegato di HHLA Frucht- und KühlZentrum GmbH. “La nuova Gottwald ha sostituito una vecchia gru ship-to-shore, ma la cosa che ci ha più entusiasmati è la possibilità che questa G HMK 4406 offre di scaricare anche i pallet di frutta: la sua versatilità aumenta la nostra capacità di sviluppare nuove attività commerciali. Con questa gru all’avanguardia, stiamo rafforzando il terminal di Amburgo, che è già il sito più importante per la gestione e il commercio delle frutta in Germania”. HHLA si affida a Konecranes per la movimentazione della frutta sin dal 2003. In quegli anni due piccole gru HMK 90 E della Generazione 4 hanno preso servizio proprio ad Amburgo dove sono ancora in funzione. E come loro, anchela nuova gru può essere spostata rapidamente lungo la banchina. “Tutte le gru che acquistiamo offrono anche elevate velocità

Le gru portuali Konecranes Gottwald Quaymate M50 stanno diventando molto popolari tra gli operatori di terminal in Corea. Due di queste macchine diesel sono entrate in servizio nel 2016, una a Ulsan e una a Incheon, e più recentemente un nuovo cliente coreano di Incheon ha ordinato una gru portuale mobile Quaymate M50. Entrata in servizio ad aprile, la gru lavora per la Young Jin Enterprise Co., Ltd. (Young Jin) nelle operazioni di movimentazione di zucchero attraverso un gancio motorizzato. Inoltre la Quaymate M50 caricherà e scaricherà navi cargo per trasporti misti, in arrivo nel porto principale della Corea, Incheon. La Quaymate M50 è una gru portuale a doppia fune con una capacità di sollevamento massima di 50 t e uno sbraccio massimo di 36 m. di lavoro, cosa che si traduce in un’elevata produttività e, soprattutto quando si tratta di pallet di frutta, permettono di mantenere intatta la catena del freddo” ha sottolineato Hans-Juergen Schneider, Regional Sales Manager di Konecranes Port Solutions. La velocità massima di sollevamento della G HMK 4406 è di 90 m/min. I vantaggi operativi e competitivi delle gru Konecranes Gottwald

Mobile Harbour hanno colpito e convinto molti altri operatori di terminal dedicati alla movimentazione di frutta fresca. Di conseguenza, nel mese di ottobre 2016, due macchine aggiuntive hanno iniziato a lavorare in un terminal per la frutta nel Regno Unito. Queste macchine sono gru di modello 2 nella variante a due funi G HMK 2204, destinate prevalentemente allo scarico di pallet di frutta.


Movimentazione Industriale + A largo spettro Manuport è distributore ufficiale per l’Italia di importanti produttori di: • Trattori portuali e per la logistica; • Gru portuali; • Carrelli elevatori da 10 a 52 t; • Reach stacker; • Rimorchi speciali; • AGV.

MANUPORT

Un partner nel porto MANUPORT OFFRE MOLTEPLICI SOLUZIONI “CHIAVI IN MANO” PER IL SETTORE PORTUALE, LOGISTICO E INDUSTRIALE

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Con sede nel porto di Genova, Manuport mette a disposizione diversificate attrezzature per il sollevamento e la movimentazione, supportate da un servizio di assistenza tecnica che garantisce un efficace pronto intervento su tutto il territorio italiano grazie a una rete di centri assistenza selezionati a Genova, La Spezia, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Palermo, Taranto, Brindisi, Bari, Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Bergamo e Milano. La società si avvale di una diversificata gamma di mezzi di sollevamento nuovi e usati, senza dimenticare la flessibilità del noleggio a breve e

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a lungo termine. Manuport è strutturata anche con una speciale divisione dedicata alla riparazione e revisione generale delle gru mobili portuali. Questa offerta comprende la manutenzione ordinaria, la ricerca e soluzione dei guasti, le parti di ricambio OEM, l’aggiornamento del sistema di controllo, l’analisi oli, i calcoli strutturali, la sostituzione e revisione dei cilindri e la revisione delle pompe. Manuport distribuisce in Italia le macchine di parecchi costruttori internazionali e ha un rapporto particolare con l’olandese Terberg Benschop B.V., una delle più grandi realtà per quanto con-

cerne i veicoli industriali utilizzati nelle aree portuali, logistiche, intermodali e nelle acciaierie. Trattori robusti, affidabili, in grado di svolgere lavori ciclici e continuativi. Con una storia di oltre 150 anni, Terberg costruisce macchine in base alle aspettative del cliente; prodotti affidabili, facili da usare, di grande qualità e attenti ai costi. Tra le macchine più interessanti spicca il trattore Terberg RT223 attualmente operativo nel porto di Carrara e utilizzato per caricare e scaricare i container sulle navi dell’armatore Grendi. Una volta accoppiato al sistema di movimentazione a cassette della TTS Liftec, l’RT223 è in grado di scaricare e caricare una nave in sole 2 ore contro le 8 precedentemente necessarie. Presso il Trieste Marine Terminal operano invece i trattori Terberg YT222 4X2. Si tratta di mezzi molto apprezzati dagli autisti per il comfort nella guida e ancora di più apprezzati dai manager dell’azienda per i bassi costi di gestione.

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Attrezzature & Componenti IGUS

Silenziosa e dinamica

LE CATENE PORTACHIAVI SERIE E6.1 DI IGUS ABBINANO UN FUNZIONAMENTO SILENZIOSO AL MINIMO LIVELLO DI USURA POSSIBILE

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se tra i 29 ed i 62 mm, mentre la versione della E6.1 più grande con un’altezza interna di 80 mm sarà disponibile a primavera 2017. Per tutte le dimensioni della E6.1 i traversini nel raggio interno ed esterno possono essere rimossi, consentendo un riempimento rapido in qualunque momento. Anche quando la catena è già installata nella macchina ed è necessario introdurre altri cavi o tubi. Quasi tutti i traversini sono inoltre dotati di tacche che consentono di utilizzare i separatori nella giusta posizione. Per la versione con un’altezza interna

Cercate catene portacavi resistenti all’usura? igus ha pensato a voi, sviluppando le sue nuove catene portacavi serie E6.1. Che oltre al minimo livello di usura possibile, garantiscono un funzionamento estremamente silenzioso. Risultato in parte già ottenuto dalla precedente serie E6, attraverso l’uso di componenti in polimero a molla negli elementi laterali al posto del classico collegamento perno/foro: questi elementi consentono una corsa silenziosa, effetto aumentato anche dalla riduzione dell’effetto poligonale raggiunto grazie al nuovo profilo esterno e al passo corto delle maglie. Ne deriva una movimentazione molto fluida. Spalle laterali più sottili rispetto alla E6 consentono inoltre un risparmio di spazio di circa il 30% a parità di dimensioni interne. Inoltre le catene della serie E6.1 possono essere utilizzate anche per applicazioni con velocità fino a 20 m/s. Sono già disponibili catene con quattro diverse altezze interne compre-

+ Piccolo, leggero e sottile Sono queste le caratteristiche dell’asse lineare miniaturizzato drylin SLN-27 appena presentato dallo specialista in motion plastic igus. In combinazione con i filetti multiprincipio dryspin, oltre a semplici operazioni di handling è possibile anche spostare molto rapidamente sensori con motori passo passo o in CC con costi ridotti.

di 29 millimetri gli utilizzatori possono ordinare la catena anche con traversini apribili a libro. Questi richiedono meno passaggi e consentono tempi di montaggio ulteriormente ridotti. Il vano interno liscio e privo di asperità garantisce una durata d’esercizio elevata dei cavi e dei tubi contenuti.

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Attrezzature & Componenti COBO

Cock Pit By Wire – Full Can

È LA PROPOSTA DI COBO PER UN OPERATOR CONTROL STATION 4.0 ALTERNATIVO AL TRADIZIONALE POSTO GUIDA

Foto 1

Cobo sarà presente al TO C, stand F54 Foto 2

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La cabina e il comfort dell’operatore sono fondamentali per raggiungere la massima produttività. Partendo da questo presupposto, Cobo ha concepito il suo Cock Pit By Wire – Full Can che, costituito da due gruppi plug&play systems, consente ai costruttori di mezzi agricoli e industriali di allestire la cabina concentrando all’interno tutta la parte di comando per raggiungere i controlli di potenza, posti vicino all’attuazione, con un collegamento elettrico molto semplice (solo 4 fili - Foto 1). Nella parte centrale anteriore il gruppo

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SBW system comprende: volante con integrato display VDS da 7” fermo al centro per garantire completa visibilità a prescindere dalla posizione, leve comando laterali inversore e devio Omnia per il controllo di motore, trasmissione, illuminazione e servizi cabina. Ai lati spazio a pedali, freno, acceleratore Cobo, anch’essi tipo by wire e, nella parte centrale posteriore, sedile completo di bracciolo attivo comprendente tutti i comandi ausiliari per il comando sollevatore, pala, braccio, forche, e quant’altro, che dipendono ovviamente dal tipo di

mezzo. Evidenti i benefici per l’operatore. Avere tutta la strumentazione, le spie e i controlli sempre ben visibili e a portata di mano significa meno distrazioni, meno stress, più concentrazione e, quindi, maggiore produttività. Nello stesso display sono presenti anche le schermate per la gestione della pesatura e di tutte le telecamere installate (Foto 2 e 3). Grazie al rapporto di sterzo variabile elettronicamente, il volante diventa automaticamente più o meno progressivo a seconda della velocità e delle condizio-

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+ Sistema Solas Cobo Le norme relative alle verifiche del peso sulle navi porta container, volute nel 2014 dal Maritimee Safety Commitee (MSC) e applicate dal Solas, prevedono la certificazione dei pesi, una procedura che può incrementare, anche notevolmente, i tempi di movimentazione dei container. Da qui l’idea Cobo di usare un sistema certificato per la pesata dinamica e in tempo reale sui reach stacker. Con il Solas Cobo è possibile installare un kit retrofit su qualunque macchina, di produzione o già operativa, in modo da pesare ogni container e stampare (o inviare) il suo peso effettivo. Il sistema non usa celle di carico, ma semplici sensori di pressione, da installare sui cilindri dei bracci, oltre a sensori per la misura di lunghezza e inclinazione braccio. Con il software Cobo è quindi possibile raggiungere in dinamica la precisione richiesta dalle norme R51 (legal for trade), senza perdite di tempo.

ni di lavoro, consente con un semplice switch di mantenere traiettorie perfettamente rettilinee e impedisce il verificarsi di situazioni pericolose, quali sterzate troppo brusche o l’incompatibilità peso trasportato/sollevato e velocità di traslazione (Foto 4). Dal punto di vista del

della drastica riduzione del numero di componenti per ottenere un sistema di sterzo più semplice, senza giochi e vibrazioni ma, al tempo stesso, preciso e modulabile in funzione dell’ambiente di lavoro. Infine una vera chicca. Per comunicare al meglio i plus tecnici e tecnolo-

gici e offrire un utilisse contatto diretto in grado di offrire la reale sensazione di guida, Cobo ha realizzato un simulatore (Cockpit Simulator) per consentire agli operatori di lavorare in modo virtuale con vari tipi di mezzi selezionabili dal menu.

Foto 3 costruttore, la soluzione Cobo si traduce in tempo e complessità di assemblaggio veramente contenuti, riduzione del rame in cabina e semplificazione dei passacavi e delle soluzioni per portare i cablaggi all’esterno, salvaguardando la tenuta e la pressurizzazione della cabina stessa. Il volante è collegato al sistema di sterzo senza piantoni, giunti e tubi e beneficia

Foto 4

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CTE

La piattaforma sul pick-up

È LA NUOVA CTE ZED 15.2 APRIPISTA PER LA PROSSIMA GENERAZIONE DI PIATTAFORME AEREE DEL COSTRUTTORE ITALIANO

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Il mercato chiede macchine veloci, agili, da posizionare ovunque. CTE risponde con la piattaforma aerea a braccio articolato allestita su pick-up ZED 15.2, primo modello di una nuova generazione di macchine caratterizzata da bracci in acciaio Strenx SSAB, ridisegnati per garantire le massime performance in to-

tale sicurezza, sempre fedeli alla filosofia dell’azienda “Work Becomes Easy”. Nello specifico la nuova CTE ZED 15.2 su pick-up raggiunge 14,7 m di altezza di lavoro, 6,3 m di sbraccio e 230 kg di portata (2 operatori e relativa strumentazione), con ingombri ridotti di stabilizzazione (la larghezza massima è di

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2.755 cm) e peso totale di 3 tonnellate. Performance che la pongono ai massimi livelli tra le macchine su pick-up. La piattaforma CTE può essere allestita su pick-up Isuzu DMAX 4x4, oppure su Toyota Hylux 4x4 ed è la perfetta alleata degli operatori che devono attraversare terreni sconnessi o sterrati per arrivare in cantiere. Ovviamente, data la qualità del mezzo, è stata concepita anche per lavorare in pendenza. Con dimensioni ultracompatte in fase di traino e di lavoro è ideale per gli interventi su strade e cantieri con spazi ridotti, dove ogni centimetro fa la differenza. Questa scelta operativa è evidente nella stabilizzazione. Il sistema ad H, con fuoriuscita della trave e dello stabilizzatore in un unico movimento, è perfetto per opera-

+ Prodotto dell’anno La piattaforma autocarrata CTE B-LIFT 17 E ha ricevuto il premio IAPA AWARDS 2017 nella categoria Product of the Year – Vehicle/ trailer-mounted. La giuria ha particolarmente apprezzato l’innovativo sistema elettrico, alimentato a batteria e che consente di lavorare con ampia autonomia, e la compattezza del mezzo che garantisce l’utilizzo in spazi ristretti. A margine ricordiamo come la piattaforma aerea a batteria sia la soluzione ideale per lavorare in spazi interni, oppure dove sia vietato l’inquinamento da motori o acustico. La CTE B-LIFT 17 E raggiunge i 16,6 m di altezza di lavoro, i 11,3 m di sbraccio, i 250 kg di portata massima, con un pacco batterie con più di 500 Ah che garantiscono da 1,5 a 2 ore continuative di lavoro e si ricaricano a motore acceso tramite PTO, oppure elettricamente in un massimo 8 ore. La macchina prevede un braccio in acciaio Strenx SSAB di 2 mm di spessore, un sistema di gestione CAN BUS e un nuovo sistema idraulico. re lungo le strade e in tutti i luoghi più stretti. La rotazione torretta è di 360° continui, mentre quella della navicella di 60°+60°. A tale proposito va segnalato come le dimensioni della navicella siano di 1.400x700x1.100 mm, cioè identiche

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a quelle delle sorelle maggiori della famiglia CTE ZED allestite su autocarro da 3.5 t. I comandi sono elettroidraulici proporzionali da terra e dalla navicella. Come per gli altri modelli della famiglia CTE ZED, anche in questo caso il cilin-

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dro di sfilo, gli impianti elettrici e quelli idraulici sono alloggiati all’interno del braccio, protetti da agenti atmosferici, detriti e al riparo dal rischio di impigliarsi ad altri elementi in fase di lavoro. Il particolare design del braccio conferisce alla piattaforma massima stabilità in altezza e garantisce un’unica area di lavoro caratterizzata da massime prestazioni di sbraccio e altezza per l’intero diagramma. La presenza di una cella di carico tiene sotto controllo costante il peso in navicella. Infine una nota commerciale. Il primo esemplare di CTE ZED 15.2 - con navicella in vetroresina isolata, con portata di 200 kg – è stato consegnato in Spagna. L’antipasto di un ordine di sei unità che sarà evaso nei prossimi mesi.

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Attrezzature & Componenti MOBA

tramite il “Moba Cloud”; la seconda è in connessione “punto-punto” che permette di collegarsi al sistema elettronico di automazione e controllo tramite un personal computer, senza l’ausilio di un cavo di collegamento. Il personal computer del personale addetto, presso il costruttore di macchinari o presso Moba, sarà quindi equipaggiato con un pacchetto software capace di “virtualizzare” una connessione CAN BUS locale e di “dirottare” i dati locali su Internet. Il software è in grado di eseguire una funzione di “ponte diretto”, trasmette tramite internet i messaggi CAN BUS originali senza alcuna manipolazione, oppure di eseguire una funzione “pacchetti” con la trasmissione dei dati originali in modo da ottimizzare il consumo dei dati e delle latenze di connessione possibili in un qualsiasi collegamento a Internet. Quest’ultima funzione è molto utile per l’aggiornamento dei firmware dei dispositivi Moba.

CAN BUS WiFi Gateway DA MOBA UN NUOVO SISTEMA PER FORNIRE SUPPORTO REMOTO AGLI UTILIZZATORI DI GRU E PIATTAFORME AEREE

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Dall’esperienza Moba un nuovo dispositivo, e relativi servizi a supporto, per i costruttori di macchinari finalizzato a velocizzare i servizi di assistenza, ottimizzare i costi di assistenza, calibrare i parametri del sistema per migliorare le performance del macchinario e gestire eventuali aggiornamenti software del sistema di controllo Moba. Applicato ai mezzi di sollevamento, il CAN BUS – WiFi Gateway si compone di un dispositivo hardware, dei relativi software e di un’infrastruttura a supporto. “Il gateway”, ci spiega Diego Dell’Orto, responsabile tecnico di Moba, “dà la possibilità di collegarsi al sistema elettronico di controllo installato sul macchinario per la diagnostica a distanza, le modifiche alle calibrazioni del sistema di controllo Moba per ottimizzare le performance della macchina o per abilitare nuove funzioni, per eventuali aggiornamenti del firmware dei dispositivi Moba installati. Inoltre offre la possibilità di collegamento e programmazione di dispositivi di terze parti tra-

Diego Dell’Orto, responsabile tecnico di Moba mite l’utilizzo di software tools come il noto PEAK CanView”. Equipaggiati i macchinari con il “gateway” questi sono potenzialmente sempre raggiungibili. Due le modalità di funzionamento. La principale prevede la connessione remota

+ Due interfacce Il CAN BUS – WiFi Gateway è un dispositivo elettronico con 2 interfacce: il CAN BUS permette di collegare il dispositivo alla linea di trasmissione dati che collega tra loro i dispositivi applicati al macchinario per l’automazione e il controllo; il WiFi consente il collegamento alla rete Internet tramite qualsiasi rete WiFi fissa o temporanea generata in modalità “Hotspot personale” di uno smartphone, senza la necessità di avere una SIM dati con relativa gestione e costo.

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Ple JLG

I Verticali firmati JLG FOCALIZZIAMO LA NOSTRA ATTENZIONE SUI PIÙ RECENTI MODELLI DI SCISSOR E DELLA SERIE TOUCAN

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Ideali per manovrare all’interno delle aree industriali o commerciali, i sollevatori verticali rappresentano una scelta particolarmente azzeccata, soprattutto quando ci si affida a società, quale JLG, che investono continuamente in questa tipologia di prodotti, arricchendoli di qualità tecniche in grado di fare la differenza. In questa occasione vogliamo accendere i nostri riflettori su due macchine in particolare: il Toucan 12E Plus e lo Scissor 2632ES. Il sollevatore verticale a sfilo JLG Toucan 12E Plus consente di lavorare facilmente e senza interferenze alle linee di montaggio, alle scaffalature, alle tubazioni e ai condotti. Con un’altezza di lavoro di 12,65 m e uno sbraccio di oltre 6 m (ricordiamo come la macchina sia anche dotata di jib articolato 60+60 gradi) presenta una capacità della piattaforma di 200 kg e un’altezza di scavalcamento che

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la tubazione aria da 8 mm sulla piattaforma, le batterie AGM sigillate 48V 255 A/hr al posto delle standard, i fari LED sulla piattaforma di lavoro, i lubrificanti compatibili con alimenti, oltre a spine e prese. Passando al mondo degli scissor ci piace soffermarci sul sollevatore a pantografo elettrico 2632ES. Come accade per l’intera Serie ES, si tratta di una macchina a tutta produttività, semplice, pulita che, nello specifico, offre un’altezza di lavoro di 9,77 m e una capacità della piattaforma di 230 kg. Il tutto racchiuso in una larghezza macchina di soli 81 cm. Ovviamente il funzionamento è silenzioso e non inquinante grazie a due motori elettrici a CC. Con un peso di 2.135 kg è in grado di muoversi in modo agile praticamente ovunque grazie a un raggio di sterzata esterno di 2,06 m e a una massima altezza di traslazione di 7,77 m. La velocità è un parametro essenziale? Ecco che lo scissor del costruttore americano risponde con un tempo di salita e discesa di soli 40 secondi.

si assesta sui 7,12 m. Le sue dimensioni compatte lo rendono un partner ideale per lavorare in tutte le aree di difficile accesso anche in virtù delle ruote in gomma antitraccia, di una potenza elettrica pulita ed efficiente e della capacità di superare pendenze del 25%. La versatilità della macchina beneficia anche della torretta rotante (non continua) di 345° e dell’utilissima rotazione della piattaforma; senza scordare le grandi capacità di manovra in mezzo a ostacoli al suolo come in quota. Tra gli optional disponibili segnaliamo:

+ Il nuovo X13J Plus I nostri lettori ci perdoneranno un’escursione non verticale per presentare il nuovo X13J Plus JLG, il piccolo della famiglia dei compact crawler, che ha fatto il suo debutto all’Apex 2017. Il nuovo modello ha un’altezza di lavoro di 13,3 m e uno sbraccio di 6.60 m, mentre è di 7,08 m l’up-and-over. 230 kg la portata sulla piattaforma. È facile da trasportare e in grado di accedere nelle aree ristrette e in zone sensibili, passando attraverso porte, cancelli e cortili o salendo pendenze del 28,7%. Tra le sue caratteristiche salienti il peso di soli 2.195 kg, gli stabilizzatori con livellamento automatico, il “track drive” che ne accresce la manovrabilità e il jib di 1,68 m. Il nuovo X13J Plus ha un motore a gasolio Honda iGX390 da 8.7 kW ed elettrico da 220V, mentre è disponibile il sistema opzionale con batterie agli ioni di litio da 100Ah / 36V.

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HAULOTTE

Tra ragni e autocarrate UN COCKTAIL DI PRECISIONE, ROBUSTEZZA E VERSATILITÀ OPERATIVA PER LA NUOVA PIATTAFORMA TELESCOPICA DA 28 METRI

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Opere edili, rifiniture, lavori di manutenzione e di ispezione, ristrutturazione di edifici, demolizioni, costruzioni navali, industria estrattiva, manutenzione del verde. Sono solo alcuni dei campi in cui può operare la nuova telescopica Haulotte. Una macchina pensata per l’operatore – in virtù delle sue caratteristiche di comfort, facilità e flessibilità – e per il noleggiatore, perché progettata per

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sostenere gli utilizzi più intensi e per la grande facilità di manutenzione. Per questo progetto Haulotte è partita dalla sicurezza. Per semplificare e garantire le operazioni di carico e scarico sui camion, il costruttore ha sviluppato un innovativo sistema di illuminazione ad altissime prestazioni. L’ACTIV’Lighting System-Safe Load, inaugurato per la prima volta sulla linea HT28, prevede

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Dati tecnici

Modello HT28 RTJ O / HT28RTJ PRO Altezza di lavoro 27,9 m 25,9 m Altezza piano calpestio Sbraccio laterale massimo 23,85 m Lavoro in negativo 3m Portata in cesta 230 kg Dimensione cesta 2,44 x 0,91 m Escursione verticale jib 133° (-66° / +67°) Lunghezza jib 1,83 m Escursione braccio 84,5° (+74,5° / -10°) 360° continua Rotazione torretta Altezza da terra 48 cm Massima inclinazione operativa 4° Velocità di traslazione 0,5 - 5 km/h Pendenza massima superabile 45% Raggio di sterzata esterno 6,55 m (4,35 m HT28RTJ PRO) Motore Kubota Tier 3 da 49,3 kW Kubota Tier 4f da 53 kW Peso totale 17,9 t (18,1 t HT28RTJ PRO) diversi punti luce collocati intorno alla macchina per illuminare perfettamente i comandi e l’intera area del braccio. Da segnalare anche la nuova generazione del sistema Haulotte Activ’Shield Bar

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2.0 che tutela gli utilizzatori da qualsiasi rischio di schiacciamento. La produttività è garantita da uno sbraccio massimo di 24 m, da movimenti perfettamente simultanei e da un’elevata velocità di estensione. Da segnalare anche la doppia capacità di carico offerta in via opzionale: 230-350 kg. Ovviamente sono poi molteplici gli allestimenti pensati per qualsiasi esigenza operativa: kit per vetrai, kit per impiantisti idraulici, pneumatici anti-impronta, prese di forza, kit per ambienti ostili, presa aria compressa sulla piattaforma e via di questo passo. Tante possibili applicazioni che si sposa-

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no all’estrema facilità di spostamento e di utilizzo fuoristrada, la nuova piattaforma Haulotte è equipaggiata con un assale oscillante per i terreni più impervi e con il bloccaggio idraulico del differenziale per distribuire in modo più efficace la potenza alle ruote. Notevole l’altezza da terra (48 cm) e la capacità di superare pendenze fino al 45%. Se la robustezza della macchina è garantita dai più recenti standard costruttivi (trattamento anticorrosione e cofani rinforzati), anche il quadro comandi è protetto da una copertura ad alta resistenza. Nessun problema neppure sul fronte della manutenzione. La gamma HT28 è equipaggiata con il sistema di diagnostica di bordo ACTIV’Screen che fornisce accesso a: dettagli e procedura completa di risoluzione dei guasti; impostazioni della macchina; avvisi di manutenzione e intervalli di manutenzione; persona-

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lizzazione delle impostazioni generali. Inoltre la HT28 è dotata di un connettore telematico universale adattabile a ogni tipologia di sistema. Infine un accenno ai consumi. La gamma HT28 beneficia dell’innovativo sistema STOP Emission System di arresto e riavvio automatico del motore. Inoltre, con emissioni acustiche ridotte fino al 20%, permette di lavorare in aree sensibili quali ospedali, scuole, o edifici per uffici.

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SOCAGE

Antipasto stuzzicante

autocarri da 3,5 t, prevedono una portata di 300 kg e sono montate sul telaio X-FACTOR brevettato in esclusiva da Socage. Questo telaio, con la forma tipica ad X (ME+ME), consente un’installazione universale per qualsiasi autocarro, di avere i piedi verticali, permette di sfruttare più aree di lavoro e di operare anche in sagoma. In particolare ad Amsterdam Socage ha esposto una forSte 20TJ eXtreme, una telescopica con jib con un’altezza massima di lavoro di 19,5 m e uno sbraccio massimo di 13,5 m. Alle eXtreme si affiancano le rispettive versioni standard delle quali ad Amsterdam è stata mostrata in esclusiva la forSte 20D, una doppio articolata con un’altezza massima di 20 m e uno sbraccio di 9 m. La versione standard, installata su camion da 3,5 t, è caratterizzata da profili SPP e da un telaio con stabilizzatori H+H. La portata del cesto standard è di 230 kg (optional 300 kg). Questo l’antipasto, perché la forSte 20D è solo una piccola anticipazione di una linea completa che Socage presenterà al GIS di Piacenza e che farà parte della Serie E.

VERSIONE COMPLETAMENTE RIVOLUZIONATA PER LA SERIE E DI SOCAGE. ASPETTANDO IL GIS...

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Le due fiere più importanti dell’anno, l’APEX e il GIS, scandiscono la proposta di Socage. Anzi, la manifestazione di Amsterdam può essere letta come l’antipasto stuzzicante di un piatto forte, che verrà servito il prossimo ottobre in quel di Piacenza. Durante l’Apex, Socage ha infatti presentato l’innovativa Serie E, in una versione completamente rivoluzionata. La Serie E è composta da piattaforme con comandi elettrici per le quali sono stati impiegati i profili SPP. Questi conferiscono alla macchina notevoli vantaggi in termini di modularità e di riduzione dal 30% al 50% del peso della parte aerea, senza dimenticare i benefici per quanto concerne il consumo di car-

burante dell’autocarro. L’adozione dei profili SPP è stato quindi il primo passo per creare piattaforme aeree patente B sempre più performanti e ultraleggere. All’Apex 2017 Socage ha presentato la serie E distinguendo tra piattaforme aeree standard ed eXtreme. Le macchine eXtreme sono installate su

+ La sfida? Il peso! Con la Serie E e lo slogan “We weight right! And you??” (“Noi siamo in peso. E voi??) Socage si presenta con orgoglio al mercato, mostrando un progetto ambizioso e vincente. Del resto con la versione standard Socage ha dimostrato di saper vincere la sfida sulla leggerezza imposta dall’avvento dei camion Euro 6. Inoltre, considerata la sua semplicità di utilizzo e il prezzo conveniente, si tratta di un prodotto ideale per il mercato dei noleggiatori.

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F Nuovissima! MULTITEL PAGLIERO

Fiocco rosa in casa Multitel Pagliero. È stata infatti da poco presentata la nuova piattaforma della serie MS, la MS 100, che ha fatto il proprio esordio ufficiale in quel di Amsterdam, in occasione di Apex 2017. Con questa nuova macchina il Costruttore di Manta offre una piattaforma pensata appositamente per un’applicazione in particolare, ossia la manutenzione di gallerie/tunnel. Essendo allestita su veicoli Patente B, la macchina chiusa ingombra davvero poco (5.980 mm di lunghezza complessiva su un passo di 3.400 mm per una altezza in ordine di marcia di 2.990 mm), caratteristica ideale per muoversi al meglio negli angusti spazi delle gallerie e dei tunnel. A questa prima caratteristica si abbina poi una prima area di lavoro piuttosto ampia, valida per veicolo non stabilizzato che può procedere in lento movimento (fino a 5 km/h): l’avanzamento è effettuato con un innovativo sistema di trazione idraulico che agisce direttamente sulle ruote dell’autocarro. In effetti, nelle gallerie la manutenzione generalmente si esegue con veicoli che avanzano lentamente per dare modo agli operatori di eseguire le varie manutenzioni senza essere costretti a scendere e salire continuamente dal mezzo. Per i dettagli specifici dell’area di lavoro con veicolo

PRESENTATA AD AMSTERDAM, SI TRATTA DELLA MULTITEL MS 100

+ Cambio in Multitel Pagliero Roberto Marangoni è il nuovo direttore vendite internazionale di Multitel Pagliero. Prende il posto di Jerry Kist, dal 1998 responsabile vendite internazionale di Multitel Pagliero, che ha lasciato l’azienda piemontese dopo

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APEX e Vertikal Days per motivi di salute, anche se continuerà la collaborazione con il Costruttore di Manta. Roberto Marangoni vanta un’esperienza quasi ventennale presso uno dei maggiori leader mondiali del settore del

sollevamento di persone. Renzo e Sandro Pagliero, azionisti e amministratori di Multitel, ringraziano Jerry Kist per il suo contributo al successo della società in ambito internazionale e sono felici di poter contare sulla sua futura

collaborazione, dando nel contempo il benvenuto nei quadri societari a Roberto Marangoni, augurandogli il miglior successo in un momento di forte sviluppo dell’azienda e della sua presenza sul mercato.

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traslabile rimandiamo all’apposito diagramma, ma qui vogliamo ricordare che l’altezza di lavoro massima raggiunta dalla MS 100 in questa configurazione è pari a 6 m (4 m al piano di calpestio) e che è equipaggiata con una navicella in grado di portare due operatori e relativa attrezzatura per un totale di 250 kg; la navicella in questione è di tipo traslabile (50 cm per lato) e offre dimensioni pari a 3,3x1,85x1,1 m. Ovviamente l’area di lavoro con macchina stabilizzata risulta decisamente più ampia (vedi appo-

+ MS100: configurazione con veicolo traslabile

• Braccio in lega di alluminio con sfilo telescopico • Dimensione cesto 3,30x1,85x1,10 m • Traslazione del cesto dx/sx: 0,5 m • Altezza massima 6,00 m • Altezza al piano calpestio 4,00 m • Portata 250 kg (2 persone • Velocità di traslazione: 5,00 km/h • Pendenza max 8% - 5° Il diagramma dell’area di lavoro della MS 100 con veicolo traslabile

+ MS100: configurazione stabilizzata • Braccio in lega di alluminio con sfilo telescopico • Dimensione cesto 3,30x1,85x1,10 m • Traslazione del cesto dx/sx: 0,5 m • Altezza massima 10,00 m • Altezza al piano calpestio 8,00 m • Portata 400 kg (4 persone) Il diagramma dell’area di lavoro della MS 100 con veicolo stabilizzato a 4 punti

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sito diagramma) e cambiano anche le relative altezze di lavoro e al piano di calpestio, pari rispettivamente a 10 e 8 m. Aumenta enormemente anche la portata in cesta, che arriva a 400 kg (4 operatori), mentre dimensioni e possibilità di traslazione restano invariate. Dal punto di vista strutturale, infine, la piattaforma presenta il braccio realizzato in lega di alluminio e con sfilo telescopico. Sempre in alluminio è realizzata anche la comoda scaletta di accesso alla cesta, mentre sul pianale, lateralmente al braccio, è disponibile molto spazio per posizionare eventualmente box portattrezzi, coni e cartelli stradali.

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PLATFORM BASKET

RR 14 EVO 3: su strada e rotaia

DA PLATFORM BASKET LA NUOVA VERSIONE DELL’IBRIDO STRADA/FERROVIA PRESENTATO IN ANTEPRIMA MONDIALE ALLO IAF DI MUNSTER

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In grado di operare su strada e su ferrovia, la RR 14 EVO è un’autentica perla della produzione Platform Basket. Piattaforma aerea da 14 metri di altezza, è perfetta per la manutenzione delle linee

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elettriche e di illuminazione lungo le ferrovie. Al recente IAF la società italiana ha presentato la nuova versione denominata RR 14 EVO 3. Con le medesime dimensioni e ingombri dell’apprezzata

RR 14 EVO 2, la piattaforma è stata implementata con quattro ruote sterzanti che permettono traslazioni a granchio, a sterzata doppia con raggio ridotto e a sterzata singola. La RR 14 EVO 3 è inoltre accessoriata con un display per la diagnostica posizionato sia sui comandi in navicella sia a terra, con innesti rapidi per l’alimentazione di attrezzature e servizi, con un serbatoio gasolio maggiorato

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della sua parte terminale che interviene automaticamente quando il pantografo viene completamente richiuso, senza la necessità di ulteriori operazioni manuali. La società emiliana fornisce di serie un argano manuale per facilitare il montaggio e lo smontaggio del palo sulla macchina e un display per la lettura dell’altezza posizionato in navicella. È inoltre possibile acquistare un display di dimensioni maggiorate per posizionarlo vicino all’antenna, permettendo la let-

La RR 14 EVO 2 al lavoro

di 55 l ed è predisposta per il montaggio dell’assale a scartamento ridotto e del palo di misurazione. Anche la velocità ha visto un miglioramento con la possibilità di raggiungere i 19 km/h su rotaia a circuito chiuso dedicato. Tra gli optional: il sistema di isolamento delle ruote, il multi-scartamento e il palo di misurazione e di messa a terra. Allo IAF 2017 spazio anche per i nuovi accessori, che potranno essere utilizzati su tutte le versioni in produzione della RR 14 EVO. Nello specifico lo staff tecnico Platform Basket ha progettato e realizzato un pantografo dotato di encoder ad alta sensibilità per la misurazione

della distanza tra i cavi elettrici e la testa del binario, con barra graduata per la lettura con scostamento manuale di range +550 mm, senza scordare il sistema di messa a terra. Il trasporto su strada del pantografo prevede ingombri molto ridotti: soli 3 m di altezza complessiva. Il nuovo pantografo di misurazione e messa a terra Platform Basket integra anche un sistema automatico di ricovero

tura anche agli operatori a terra. Ricordiamo come l’antenna a barre induttive consenta la lettura con scostamento laterale e la registrazione dei dati verticali e orizzontali con riferimento alla posizione GPS del mezzo. È possibile montare l’antenna terminale in posizione larga (1.900 mm) o stretta (1.600 mm) e variare la resistenza della molla pneumatica di regolazione da 5 a 50 kg.

+ In Fiera Platform Basket è stata tra le aziende espositrici dello IAF 2017, importante manifestazione dedicata al mondo ferroviario, giunta alla sua ventisettesima edizione, e tenutasi a Munster dal 30 maggio al 1 giugno. Oltre alla nuovissima RR 14 EVO 3, la società emiliana ha esposto anche una RR 14 EVO 2 che, grazie a una rotaia provvisoria allestita nello stand, ha permesso di vedere la macchina in movimento. Durante la manifestazione Platform Basket ha presentato anche il nuovo carrello per il traino di merce con portata di 2.200 kg, dotato di semplici agganci al mezzo principale.

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Trasporti Eccezionali GOLDHOFER

Ampliamento di gamma

STZ-VP (285): IL “BIG BOY” DI GOLDHOFER TRA I SEMIRIMORCHI RIBASSATI. FACILE. POTENTE. FLESSIBILE

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L’ultimo arrivo nella più che collaudata famiglia STZ-VP di Goldhofer è decisamente molto grande. Lo STZ-VP (285) deve il suo nome ai nuovi pneumatici da 285 mm e aspira al titolo di semirimorchio ribassato con la capacità di carico più elevata di casa di Goldhofer. Questo nuovo modello in versione STZ, che presenta la già comprovata tecnologia dell’asse oscillante, è disponibile in configurazioni con tre e dieci assi e una scelta di ponti, colli e pianale. Un carico ammissibile per asse di 16 tonnellate e un profilo di soli 200 mm per il pianale (il più sottile sul mercato) rendono unico questo semirimorchio. Il design dello chassis della serie STZ presenta una combinazione convincente di spazi ideali per il trasporto sia di grosse macchine operatrici che di elementi piccoli ma pesanti. Questo riflette l’esperienza di Goldhofer nel trasporto eccezionale, per il quale ogni millimetro è decisivo! Un’altra caratteristica peculiare è l’utilizzo della tecnologia di assi a pendolo Goldhofer, che si basa su una precisa geometria della sospensione dell’assale per permettere oscillazioni libere delle ruote. Il vantaggio che ne deriva è una distribuzione ottimale del carico a tutti i pneumatici e un perfetto livellamento del carico anche su terreno irregolare. Un angolo di sterzata fino a 65°, infine, consente di ottenere una perfetta manovrabilità. Per mantenere minimi i costi di manu-

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tenzione anche nelle condizioni operative più impegnative, la sospensione dell’asse è disponibile sia con rulli conici che con cuscinetti, per soddisfare i singoli requisiti dei clienti in termini di chilometraggio e intervalli di manutenzione. Con questo nuovo semirimorchio ribassato STZ-VP (285), la famiglia STZ di Goldhofer ha ora una versione in grado di gestire carichi molto più pesanti grazie a pneumatici più grandi, a un carico massimo di 52 tonnellate sul quinto assale e grazie anche a un telaio estremamente robusto con un elevato momento di flessione. Il pianale ribassato consente inoltre una riduzione dell’altezza di carico complessiva. L’utilizzo del collo d’oca con o senza un carrello anteriore e la possibilità di combinare lo STZ-VP (285) con carrelli anteriori della famiglia MPA-K e carrelli posteriori della famiglia THP garantiscono una versatilità elevata. Tra le altre caratteristiche che meritano una menzione vi sono la lunga durata

+ Stingel sceglie (di nuovo) Goldhofer Goldhofer ha recentemente consegnato un secondo semirimorchio ribassato XLE al gruppo Stingel, che ha sede a Schwenningen. Con le sue divisioni commerciali per il trasporto eccezionale e per il riciclaggio dei materiali da costruzione, la società è attiva in tutta la Germania. Il nuovo XLE 8 di Stingel, estensibile per tre metri, dispone di un carrello a tre assi nella parte anteriore e di un carrello a 5 assi sul retro con un carico massimo di 12 t su entrambi. Il peso totale è di 131 t per un carico utile di 85 t. Grazie al ponte estensibile, la combinazione ha una lunghezza massima di 29 metri. Generalmente Stingel abbina questo semirimorchio a un Volvo FH 16 750 a 4 assi e di solito viene impiegato per il trasporto di frantoi e vagli mobili. dei pneumatici di grandi dimensioni da 285 mm e l’utilizzo di componenti di marca e di alta qualità. Inoltre, la rete di servizi globali Goldhofer offre supporto a livello mondiale con ottima disponibilità di ricambi originali. Lunga durata, facilità di manutenzione e versatilità sono le proprietà che rendono il nuovo STZ-VP (285) una soluzione all-in-one per (quasi) ogni operazione di trasporto impegnativa.

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Trasporti Eccezionali TII GROUP

Dal vento al mare

DUE CASE HISTORY D’ECCEZIONE PER I MODULI SPMT DI SCHEUERLE

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Diversi SPMT di Scheuerle hanno recentemente dato un sostanziale contributo alla costruzione, nella città saudita di Dharan, della prima pala del primo parco eolico dell’Arabia Saudita. 36 linee assi SPMT hanno spostato le tre lame del rotore da 58 metri di lunghezza l’una: le prime tre di una lunga serie che seguirà a tempo debito. GHHL ha deciso di utilizzare i moduli SPMT perché la strada verso il sito di installazione passava attraverso una raffineria di petrolio e presentava una serie di passaggi difficili che dovevano essere affrontati con attenzione. Grazie alla vasta gamma di sistemi di controllo elettronici disponibili, gli SPMT del gruppo TII offrono la manovrabilità necessaria per tali percorsi difficili senza bisogno di particolari modifiche o interventi. Entro il 2023, l’Arabia Sau-

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dita mira a produrre 9.500 megawatt di energia eolica e solare. La turbina eolica eretta a Dharan è il primo passo in questa direzione e fornirà ogni anno 250 famiglie con energia elettrica, risparmiando 18.600 barili di petrolio ogni anno. Questo esempio di trasporto è significativo del fatto che per soddisfare i diversi requisiti di trasporto presenti nel settore eolico, TII Group produce solu-

zioni di trasporto speciali come il sistema Scheuerle di trasporto brevettato per le pale delle turbine. Con la sua funzione di sollevamento, abbassamento e ribaltamento, esso assicura una manovrabilità totale anche in angoli stretti, su terreni irregolari o per raggiungere siti di montaggio situati in aree boschive. Scheuerle, Nicolas, Kamag e Tiiger offrono anche attrezzature adeguate per il trasporto di

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esauriti, dei rifiuti radioattivi e dei servizi di smantellamento. Durante le prime operazioni, i vani dei reattori dei sottomarini smantellati sono stati spostati in un impianto di stoccaggio a lungo termine. Grazie alla tecnologia SPMT di Scheuerle nonché al supporto tecnico e formativo ottenuto da TII Group, RosRAO è passata da un sistema di trasporto su rotaia ai moduli SMPT per essere più flessibile, ma mantenendo sempre il massimo grado di sicurezza e affidabilità. rotori e segmenti di torre per pale eoliche, ovviamente. Il portafoglio spazia da adattatori e supporti per i segmenti di torre ai rimorchi telescopici per trasporti semplici ed economici delle lame del rotore fino ai moduli SPMT. Dal Medio Oriente si passa alla Russia per un altro esempio di trasporto eccezionale particolarmente riuscito. Qui la filiale russa di Rosatom, RosRAO, ha utilizzato moduli SPMT di Schuerle per il trasporto di materiali radioattivi in sicurezza. In particolare si è trattato della fornitura di moduli SPMT per un totale di 42 assi che sono stati impiegati durante le operazioni di smantellamento di alcuni sommergibili nucleari. RosRAO ha iniziato la propria attività nel 2009 e si è rapidamente introdotta nel settore della gestione dei combustibili

+ Diventano autonomi? Nel 2002 Ulmer Uzin Utz AG aveva messo in servizio il suo primo camion a guida autonoma. Il veicolo a propulsione diesel assomigliava molto a un camion standard e, con la cabina vuota e le ruote che sterzavano come per magia, ha fatto scalpore. A questo primo veicolo autonomo se ne sono aggiunti altri ma recentemente questi primi veicoli sono stati sostituiti dall’innovativo Kamag E-Wiesel AGV che può caricare e scaricare in modo completamente automatico fino a 30 tonnellate di pallet. Oltre alla nuova tecnologia di controllo senza conducente, i tecnici di Kamag hanno ridisegnato anche molti aspetti di questo veicolo

elettrico. Il veicolo si presenta senza cabina e può essere caricato da entrambi i lati, mentre una sofisticata rete di sensori garantisce un funzionamento sempre sicuro e sotto controllo, con carichi fino a 30 t. Il carico e lo scarico delle merci avviene in maniera automatica grazie ai nuovi sistemi di convogliamento mentre la propulsione elettrica permette un funzionamento più silenzioso e in linea con la filosofia di riduzione dell’impatto

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ambientale di Ulmer Uzin Utz AG. I veicoli elettrici Kamag E-Wiesel AGV fanno la spola tra le linee di produzione e i magazzini di Ulmer Uzin Utz AG, che distano tra loro circa 200 m.

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Gru e Autogrù

I

Il mondo CEM ruota a 360° nel campo del sollevamento, declinato in due filoni principali: il consolidato settore dei traslochi per il quale propone scale a marchio Paus, e il campo più propriamente edile, con le soluzioni rappresentate dagli elevatori e gru multifunzione Amak. Queste due anime della società, e i relativi clienti, si sono incontrati lo scorso 27 maggio nella sede di Settimo Milanese durante l’open day che ha riscosso tanto successo. Nostra guida durante l’evento di CEM,è stato Andrea Ilari, responsabile del settore gru della società milanese. “Con questo evento” ci spiega Ilari, “oltre ai 10 anni di attività, CEM vuole celebrare la sua costante crescita, il consolidamento nel settore delle scale e il rinnovato impegno nel campo edile. CEM è un’azienda che da officina tecnica meccanica si è evoluta, diventando importatrice e allestitrice di scale per traslochi, e che ora sta investendo le proprie risorse per approdare nel campo edile.

CEM

Due anime proiettate nel futuro IL 27 MAGGIO SI È SVOLTO L’OPEN DAY CEM CHE HA ATTIRATO MOLTI OPERATORI DEL SETTORE TRASLOCHI ED EDILIZIA La nuova sfida viene affrontata da CEM proponendo l’innovativo prodotto gru/ multifunzione AMAK: si tratta di una tipologia d’attrezzatura all’avanguardia, poco conosciuta sul territorio nazionale, un prodotto in apparenza di difficile comprensione ma che in realtà, una volta conosciuto, potrà essere ben recepito dal mercato di riferimento”.

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La realtà aziendale CEM, ben consolidata in tutta la nazione, coordina la propria rete vendita e l’assistenza tecnica, dislocata su tutto il territorio nazionale, direttamente dalla sede di Settimo Milanese. L’azzeccata assegnazione delle zone territoriali, differenziata per settori, ha consentito ai vari agenti di instaurare un rapporto diretto con l’utente finale

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e la risultante acquisizione delle necessità di quest’ultimo. Oggi gli agenti CEM sono in grado di soddisfare le loro esigenze con macchine performanti e adatte a seconda delle tipologie di lavoro. Radice e solido supporto di questa imponente struttura è la rete di officine multimarca CEM, in grado di assistere qualsiasi tipologia di mezzo di sollevamento, dalle scale per traslochi alle gru multifunzione. Nel settore dei traslochi CEM distribuisce un marchio pioniere che non ha certo bisogno di molte presentazioni: Paus, elevatori trainati e allestiti, prodotti altamente performanti dalle dimensioni compatte e in grado di raggiungere altezze elevate. Mentre “il comparto edile-industriale” riprende Ilari “è un settore che sta mostrando interesse per l’utilizzo delle scale in questi anni e che per il quale CEM sta introducendo il rivoluzionario prodotto AMAK. I lattonieri, le aziende che si occupano di coperture o di smaltimento eternit sono i potenziali clienti che, secondo CEM, presto mostreranno molto interesse alle Amak, prodotto che non esclude il suo impiego anche per chi opera nella ma-

nutenzione degli edifici o per la semplice edilizia. Contrariamente all’immaginario comune non sono i dealer ad avere avuto immediato interesse a questo tipo di prodotto, che invece prediligono percorrere la strada classica e andare sul sicuro, ma le imprese, più ricettive perchè alimen-

tate dall’esigenza di macchine pratiche in grado di risolvere i problemi. L’attenzione di CEM, in questo momento, è incentrata sulla presentazione di Amak soprattutto all’utente finale, cercando di affacciarsi anche all’importante settore del noleggio”.

+ L’Anteprima Il recente open day ha permesso a CEM di sondare il terreno in vista dell’appuntamento di Piacenza, previsto dal 5 al 7 ottobre. “Al prossimo GIS” ha confermato Andrea Ilari al nostro microfono “porteremo tante macchine all’avanguardia, sia nel settore traslochi, sia in quello edile. Per quanto riguarda le gru multifunzione porteremo a Piacenza la nuova Amak 60, una 60 quintali allestita su Iveco Daily e studiata appositamente per il mercato italiano: una patente C compatta che è possibile noleggiare anche a freddo”. Attualmente le tre Amak in possesso dei noleggiatori lombardi hanno riscosso molto interesse, comprendendo le esigenze di un ampio spettro di aziende. Le gru multifunzione non sono classiche gru da portata, ma soluzioni estremamente agili in grado di arrivare ovunque adottando le loro molteplici funzioni,, compresa la piattaforma aerea. A margine, ancora una novità presentata da CEM durante l’open day: l’elevatore scarrabile 24 m allestito su pick-up, che permette di svincolare l’attrezzatura dal veicolo per garantire la massima versatilità operativa. Ideale per l’edilizia o i traslochi, è perfetta per i centri urbani, per la manutenzione all’interno dei condomini, o per i serramentisti.

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Gru e Autogrù

EFFER

cassone, allestita su un MAN TGS 35.500, e una 2055 il cui allestimento era davvero particolare. Abbinata a un cassone ribaltabile?, la 2055 era montata su un controtelaio completamente scarrabile che, a seconda delle necessità del cliente, può essere carrato affinché la gru risulti o in posizione posteriore, o retrocabina. Un allestimento, questo, chiesto espressamente dal cliente, Goitese Trasporti, e realizzato da Centro Gru. Inutile dire che grazie a questo ingegnoso sistema Goitese Trasporti, azienda specializzata nei trasporti e nel sollevamento con sede a Goito, in provincia di Mantova, dispone di un veicolo 2 in 1 che può cambiare la

Due esempi davvero efficaci ALL’OPEN HOUSE DI EFFER IN MOSTRA DUE GRU RETROCABINA DELLA SERIE 1355 E 2055

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Giornata full customer, si potrebbe dire, per l’open house di Effer. Non solo clienti in visita, ma addirittura protagonisti assoluti. Solo due infatti le gru in mostra, scelta intenzionale fatta da Effer per non disperdere troppo l’attenzione. Ed entrambe le gru già installate su camion, due reali allestimenti pienamente operativi e pronti per la consegna. Ovviamente presenti i rappresentanti delle due aziende acquirenti che hanno accettato di buon grado di fare da testimonial di Effer,

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condividendo con i visitatori la propria esperienza, i propri perché della scelta di una gru Effer e le proprie opinioni. Due diverse gru, dicevamo, una 1355 con

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N

+ Con i propri occhi Oltre ai due veicoli in esposizione (tra l’altro la 2055 era protagonista anche di una periodica demo che mostrava sia i possibili movimenti della gru che lo scarramento di tutto l’allestimento) i clienti hanno avuto la possibilità di visitare la linea di produzione di Effer e vedere con i propri occhi dove e come nascono le gru di Minerbio.

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propria configurazione in soli 20 minuti. Ricordiamo che, a differenza della 1355, la 2055 era montata su uno Scania R580. Tornando invece alla 1355, in questo caso l’allestimento era di tipo tradizionale, in configurazione 8+6HD con verricello e piattaforma aerea con CroSStab. Le necessità del cliente, Torre Montaggi, non sono infatti esigenti in termini di molteplici situazioni operative da affrontare quanto, piuttosto, di capacità di sollevamento. Nata nel 2002, ci racconta Ramiz Kryemadhi che insieme ai fratelli Dilaver e Julian porta avanti l’attività, Torre Montaggi, come dice il nome stesso, si occupa del montaggio di capannoni industriali composti da pesanti elementi in calcestruzzo preconfezionato che vanno sollevati e montati fra loro al fine di creare lo scheletro della struttura del capannone prima e la struttura finita poi. Qui serve una gru con un certo sbraccio, potente e

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precisa nei movimenti, tutte qualità che la 1355 possiede, come ci conferma lo stesso Ramiz Kryemadhi. La scelta del telaio MAN invece è stata basata sulla disponibilità del sistema HydroDrive che consente di passare, solo quando serve, a una trazione integrale, cosa davvero utile per aziende come Torre Montaggi che operano in cantiere, quindi spesso su sterrato, ma necessitano anche di un veicolo in grado di viaggiare bene su strada, dove la trazione integrale non solo non serve, ma fa consumare di più e toglie capacità di carico al veicolo che, con trazione integrale, pesa necessariamente di più.

+ La 2055 dell’open house La 2055 protagonista dell’open house di Effer era in configurazione 8+6 con verricello, ed era installata su uno Scania R580 8X2. Questa gru, alimentata da due pompe a portata variabile per un totale di 175 litri al minuto, è equipaggiata di un distributore Hawe proporzionale e compensato a 7 funzioni e doppio scambiatore di calore. La stabilità è affidata a 4 stabilizzatori integrati nel falsotelaio

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della gru dotati di sensore lineare per adattare le performance della gru alla posizione degli stabilizzatori in modo proporzionale, mentre la movimentazione sia della gru che degli stabilizzatori viene controllata tramite un radiocomando Scanreco con display; la sicurezza è affidata al nuovo sistema elettronico Progress 2.0 di Effer. Completano le dotazioni di questa unità 4 fari da lavoro, l’ingrassaggio centralizzato

e il cestello portapersone per lavori in quota. Caratteristica peculiare dell’unità presente all’open house è quella, come abbiamo detto, di poter essere montata sia retrocassone che retrocabina grazie allo speciale controtelaio facilmente scarrabile realizzato dal dealer Effer Centro Gru di Castel d’Argile, in provincia di Bologna sulle specifiche richieste di Giotese Trasporti.

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Attrezzature & Componenti VERTIMAC

Piccoli ed efficaci ANCHE LE COMPONENTI PIÙ PICCOLE FANNO PARTE DELLE MACCHINE E POSSONO INFICIARNE IL BUON FUNZIONAMENTO. VERTIMAC PENSA ANCHE A LORO

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Sullo scorso numero di Sollevare abbiamo dato la notizia dell’ampliamento del magazzino di Vertimac e del conseguente aumento di referenze a disposizione. Logicamente le prime a venir citate in un ampliamento sono le referenze relative a pezzi di ricambio medio-grossi, quali pompe idrauliche, centraline e così via. Ma a voler ben guardare le macchine non hanno bisogno solo di ricambi di questo tipo, anzi. Vi è tutta una serie di parti dette “di consumo” che generano notevoli volumi di acquisto. Si tratta di ricambi come i cardini dei carter o le chiusure degli stessi, o ancora maniglie e così via. Tutte parti sottoposte a un uso intensivo e che, rotte, vanno parimenti sostituite a una pompa o centralina. Non si può certo lavorare in cantiere con un carter legato con lo spago, giusto? Vertimac ha quindi approfittato del nuovo magazzino per rafforzare la propria offerta anche di questi ricambi a frequente ordinazione, puntando su un’offerta che comprenda anche ricambi alternativi, sempre in linea con la filosofia che guida l’azienda alla ricerca della massi-

+ Un mondo di adesivi Vertimac ha ampliato al massimo anche la propria offerta di adesivi che adesso comprende un numero di prodotti davvero elevato, e tra questi un’ampia offerta di kit grazie ai quali è possibile procedere all’aggiornamento di tutti gli adesivi di una stessa macchina. Anche qui non solo adesivi originali degli OEMs ma anche valide alternative collegati comunque ai riferimenti originali dei Costruttori (per esempio le referenze DE-J2902329 o DE-G160866). ma qualità: il prezzo vantaggioso viene determinato dal numero di pezzi che Vertimac è in grado di ordinare annualmente al fornitore. Questo approccio che sfrutta i meccanismi di un’economia di scala e non di un’economia dei prezzi al ribasso, si sposa perfettamente con ogni tipo di ricambio, quindi anche con le nuove referenze quali l’HI0281 (referenza originale 2600281), un cardine per carter di piattaforme JGL, o il PL-1565 (referenza originale 3421565), una chiusura sempre per carter di piattaforme JGL. o ancora la LA-3903 (referenza originale 53903), una manica a T per macchine Genie o la serratura LA-7126 (referenza originale 27126 ) per piattaforme sempre Genie. Un vero e proprio tripudio di ricambi a disposizione

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in tempi brevissimi, sia grazie ai grandi stock di cui dispone Vertimac, sia grazie al sistema di ordinazione on line che ha ormai iniziato a funzionare a pieno regime. In tutta questa generosa offerta non possiamo però non citare anche in nuovi joystick alternativi, referenze JRM-1A01, JRM-2A02 o JBM-2A0, e anche i joystick di marcia JRJL-1A03, che possono prendere il posto di joystick danneggiati su numerosi modelli di piattaforme articolate diesel Manitou. E, infine, i joystick JBJL-2A03 per i movimenti di sollevamento e rotazione sulle piattaforme articolate elettriche JLG.

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Gru e Autogrù FASSI

Gioiello fra gioielli AI SASSI DI MATERA È ALL’OPERA LA NUOVISSIMA GRU FASSI F1650RA DELL’AZIENDA STAGNO

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azienda cerchiamo di ampliare la nostra flotta con macchine innovative e ad alte prestazioni: questo perché una macchina ad alte prestazioni può eseguire qualunque lavoro, dal piccolo sollevamento all’intervento più critico, versatilità che una gru piccola non può garantire. La Fassi F1650RA mi ha convinto proprio perché è in grado di operare in situazioni anche estremamente diverse tra loro, e offre una caratteristica fondamentale per

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I Sassi di Matera. Patrimonio dell’umanità. Abitati fino agli Anni ’70 e poi abbandonati, dal 2000 sono stati riscoperti e stanno vivendo un nuovo periodo d’oro. Un periodo fatto innanzitutto di consolidamenti e ristrutturazioni, opere decisamente complicate da realizzare non solo per i numerosi vincoli artistici e patrimoniali, ma anche per gli spazi, decisamente angusti. I Sassi di Matera sono infatti composti da due parti principali: da un lato le grotte, ormai destinate a essere solo percorso turistico, e la città vera e propria, che si sta di nuovo popolando, composta da costruzioni le cui facciate sembrano “appiccicate” alla montagna, nascondendo i vani interni, per la maggior parte scavati nelle viscere del monte fino a profondità anche di svariate decine di metri. Costruzioni spesso raggiungibili solo tramite strette stradine pedonali, acciottolati graziosi ma decisamente poco pratici se si deve trasportare materiali o macchine. Qui la forza delle braccia è ancora la principale leva dei lavori di manutenzione, ma fortunatamente la tecnologia evolve e oggi permette già di poter usufruire di macchine che possono venire in ampio soccorso in situazioni del genere. Una di

queste, valido esempio non a caso scelta da un’azienda del posto, è la gru Fassi F1650RA, nello specifico allestita su un camion MAN TGS 41.480, acquistata dall’impresa Stagno di Matera, appunto. Parlando con Paolo Stagno, che insieme ai fratelli Leonardo e Roberto e al padre Francesco Saverio, gestisce l’azienda di famiglia, appaiono chiare fin da subito le necessità che lo hanno spinto verso una gru di questo tipo: “Da sempre in

Paolo Stagno, che insieme ai fratelli Leonardo e Roberto e al padre Francesco Saverio, gestisce l’azienda di famiglia

+ Il cliente L’azienda Stagno Francesco Saverio nasce negli Anni ’70 a Matera eseguendo principalmente lavori nel settore del movimento terra e prestando servizio stagionale nei rimboschimenti per esecuzione di fasce tagliafuoco, realizzazione di briglie e così via. Con l’inserimento in azienda dei figli Paolo, Leonardo e Roberto, l’azienda si è ingrandita grazie all’adozione di una politica di diversificazione delle attività. Oggi la Stagno Francesco Saverio è conosciuta in tutto il territorio di Matera, sia come impresa operante nel settore edilizio, sia nel settore ambientale dove esegue la raccolta, il trasporto e il recupero delle

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risulta della demolizione, che trasforma in sabbia, materiale stabilizzante o materiale per drenaggi riutilizzabile. Inoltre l’azienda opera anche nella raccolta e nel trasporto di rifiuti liquidi destinati allo smaltimento, mentre a livello di noleggio offre circa 40 macchine tra veicoli movimento terra (pale gommate e cingolate, apripista, grader, rulli compattatori, dumper e altre mezzi d’opera) e per il sollevamento (veicoli con gru retrocabina, autogru e sollevatori telescopici), disponibili sia con opzione di noleggio a freddo che a caldo. Lo staff è composto complessivamente da sette persone e l’azienda opera prettamente nel territorio della Basilicata e della Puglia.

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Gru e Autogrù

operare qui tra i Sassi, ossia uno sbraccio da 24 m portando in punta un cestello porta persone con tre operatori a bordo. Nella maggior parte degli interventi qui ai Sassi, più che l’altezza è lo sbraccio a determinare se puoi o non puoi aggiudicarti un lavoro. E con la Fassi F1650RA noi adesso potremo ampliare di molto le nostre potenzialità”. Una gru imponente, particolare non solo per le proprie caratteristiche, ma anche per il giusto equilibrio tra meccanica ed elettronica, che le permette di arrivare dove altre gru non

riescono. “Elettronica e meccanica sulla F1650RA sono in equilibrio perfetto” conferma Stagno. “Grazie ai software di controllo e gestione è possibile muovere la gru con precisione millimetrica, anche nelle aree del diagramma di carico più critiche o con una stabilizzazione parziale, cosa che nelle strette vie dei Sassi è all’ordine del giorno. Grazie a tutto ciò possiamo operare in sicurezza, avere sempre sotto controllo la situazione e possiamo ‘osare’ manovre in condizioni estreme di peso e sbraccio elevati che

+ Il concessionario La Di Bello Carrozzeria Industriale nasce nei primi Anni ’80 a Potenza, fondata dal padre degli attuali titolari, Samuele Di Bello, e come attività principale inizia subito quella che ancora oggi è la specialità, ossia l’allestimento di autocarri. Nel 2004 diventano concessionari Fassi e con l’andar degli anni l’attività è cresciuta fino a richiedere maggiori spazi operativi quindi nel 2009 la sede è stata trasferita nell’attuale struttura, nella zona industriale di Tito Scalo, dove si sviluppa su una superficie di circa 1.500 metri quadri coperti tra uffici, officina e zona verniciatura, cui se ne affiancano circa

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6.000 di piazzale. Complessivamente in azienda lavorano 9 persone, tra cui i quattro fratelli titolari: Dario, Luca, Fabio e Marco. Dario si occupa della parte amministrativa mentre i fratelli di quella tecnica. Officine Di Bello nasce fin da subito come allestitore di autocarri e negli ultimi anni si è specializzata nella realizzazione di allestimenti complessi e su misura, richiesti dalla clientela. Questo è proprio il caso dell’autocarro allestito per l’impresa Stagno. La clientela della carrozzeria opera soprattutto nel settore dell’edilizia e dei montaggi, per cui richiede gru con prolunghe idrauliche per eseguire lavori in

I titolari della Di Bello Carrozzeria Industriale, Dario, Luca, Fabio e Marco Di Bello altezza senza mai rinunciare alla sicurezza: un aspetto che caratterizza le gru Fassi insieme alle performance e all’affidabilità. E anche un ottimo servizio di assistenza post vendita fa la differenza.

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Da destra Paolo Stagno, Marco Del Campanile di Fassi Gru e Dario Di Bello di Di Bello Carrozzeria Industriale senza il controllo dell’elettronica non avremmo mai tentato, con la certezza di operare sempre nei limiti strutturali della gru”. Una gru particolare, al top della tecnologia, che fa parte di un allestimento tutt’altro che ordinario. In questo caso, oltre alla bravura dei progettisti Fassi e dell’agente di zona dell’azienda di Albino, Marco Del Campanile, che ha saputo consigliare l’Azienda Stagno sulla gru più adatta alle proprie esigenze, a fare la differenza è stata anche la competenza tecnica della Di Bello Carrozzeria Industriale, che è sia dealer locale di Fassi che carrozzeria in grado di realizzare allestimenti particolari, come quello di questo MAN TGS 41.480 il cui telaio ospita un vero e proprio sistema intercambiabile che consente all’impresa Stagno di avere tre veicoli in uno: sul MAN infatti è possibile allestire, di volta in volta, la gru retrocabina

Fassi F1650RA con cassone, oppure un sistema scarrabile con gancio o, ancora, una vasca da roccia. Combinare elettronica, idraulica e pesi di tre allestimenti così diversi fra loro ha messo alla prova le competenze tecniche della Di Bello ma il risultato è sotto gli occhi di tutti e ineccepibile. “Ho atteso la consegna del mezzo oltre due mesi” ha dichiarato infine Paolo Stagno, “un periodo decisamente breve considerata sia l’importanza della gru, che la complessità di tutto l’allestimento. Il team della Di Bello Carrozzeria Industriale è composto da personale tecnicamente preparatissimo e sono convinto che in caso di necessità di assistenza sapranno rispondere adeguatamente in tempi brevi, supportati per di più dalla possibilità di far interfacciare il servizio assistenza Fassi in remoto con la componentistica della gru, risolvendo già a distanza molti problemi”.

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Gru e Autogrù JEKKO

E se poi fosse cingolata? LA JF545 DI JEKKO: UNA GRU ARTICOLATA SU UN SOTTOCARRO CINGOLATO. UNA NOVITÀ ASSOLUTA

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Spesso la novità si nasconde sotto gli occhi di tutti: ossia una volta vista l’idea, in tanti dicono che era facile pensarci. Ma nel frattempo solo uno, il primo, ci ha pensato veramente. In questo caso è stato Jekko a “vedere” per primo una nuova soluzione, o meglio, una nuova macchina che potrebbe rispondere a svariate esigenze. Si tratta della JF545 e non è niente di meno che una gru articolata montata su un sottocarro cingolato. Un abbinamento mai visto prima che sfrutta i vantaggi delle minigru (compattezza e potenza di sollevamento in primis) contemporaneamente a quelli di una traslazione cingolata (ossia stabilità e grip su tutti i terreni, nonché possibilità di affrontare pendenze interessanti).

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Nasce così la JF545 che sfoggia un’altezza di sollevamento al gancio di ben 31 m con jib e una capacità di sollevamento con gancio di 15.500 kg (con verricello la macchina solleva 6.000 kg). La JF545 è costituita da un braccio principale con 6 estensioni idrauliche alle quali vanno ad aggiungersi altri 6 sfili del jib. I cingoli ne riducono la pressione al suolo a 0,85 kg/cm2 (la gru pesa complessivamente 17.200 kg di cui 3.500 sono di contrappeso) e vi sono 4 stabilizzatori estensibili idraulicamente in grado di creare un’area massima di 6.700 x 6.700 mm estendendo al massimo gli stabilizzatori (3,8 m). Gli stessi possono essere appoggiati anche a distanze intermedie (2, 2,8 e 3 m) e con inclinazione rispetto al corpo macchina

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variabile e continua, cosa che comporta ovviamente un cambio del diagramma di carico. A tal proposito la JF545 è equipaggiata con un software specifico che in base all’area stabilizzata adatta in tempo reale tutti i parametri di funzionamento, dalla pressione dell’impianto idraulico alla portata ammessa. La nostra può essere mossa da un motore termico diesel Kubota V3307-E3B Stage IIIA oppure da un Kubota VV3307 Stage IIIB/Tier 4F da 55,4 kW (74 HP) servito da un serbatoio da 70 l (capienza che garantisce un’ampia autonomia) e affiancato da un motore elettrico trifase da 13 kW (17,4 HP) a 400 V. Passando alla parte aerea, la torretta ruota in continuo a 360° e il braccio può essere inclinato fino a 80°. Allo sbraccio orizzontale massimo del braccio principale (7 elementi sfilabili) la macchina solleva al gancio 2.500 kg che diventano 4.450 kg a 18,5 m di altezza alla massima inclinazione (queste performance si ottengono alla massima estensione idraulica degli stabilizzatori). Con il jib il braccio raggiunge i 31 m di sbraccio orizzontale massimo dove la portata si attesta a 600 kg (sempre a 350 bar). Alla massima altezza e inclinazione la portata è invece di 500 kg. Sempre in tema di analogie con una piattaforma aerea, la JF545 può essere equipaggiata con una navicella portapersone per una portata massima di 200 kg alla massima altezza (30 m al piano di calpestio, quasi 32 m di altezza operativa).

Nei rendering a destra è rappresentata la sequenza di rimozione automatica della zavorra della JF545

+ La MPK50 È piccola? Decisamente, essendo lunga solo 3.012 mm per 1.200 mm di larghezza e un’altezza a riposo di 1.742 mm. Quindi è anche compatta. E lo rimane anche in modalità operativa stabilizzata quando l’estensione della barra stabilizzante anteriore la allunga di soli 368 mm. Ma questi pochi centimetri le permettono di sollevare fino a 5.000 kg. Stiamo parlando della piccola pick&carry MPK50 di Jekko, una lillipuziana gru dal peso di soli 4.450 kg (di cui 1.000 di contrappeso) ad alimentazione elettrica (48 V, 68 Ah per 12 kW), che oltre a sollevare 5 t è in grado di superare pendenze fino al 20% e sfilare il braccio fino a 6,9 m in soli 25 secondi. Il braccio può variare la propria inclinazione tra -10° e +65°. Alla massima altezza e inclinazione la MPK50 solleva 1.250 kg che diventano 800 al massimo sbraccio orizzontale, senza barra stabilizzatrice abbassata. Con quest’ultima in azione la portata su sbraccio orizzontale diventa di 1.100 kg mentre rimane invariata quella alla massima altezza.

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Gru e Autogrù

JMG CRANES

Riconoscimento internazionale

LA GRU SEMOVENTE ELETTRICA DI JMG CRANES MC 580 È ARRIVATA IN FINALE ALLO SWEDISH STEEL PRIZE 2017

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L’avvenimento non è di quelli che capitano tutti gli anni, anzi. Non capita neanche che un’azienda italiana sia in finale spesso, quindi JMG Cranes può andare ben fiera del risultato raggiunto, ossia vedere la propria MC 580 in finale allo Swedish Steel Prize 2017 di SSAB. Lo Swedish Steel Prize è un premio internazionale che onora la tecnica ingegneristica e innovativa nell’industria siderurgica e nell’uso degli acciai altoresistenziali.

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JMG Cranes è stata una delle quattro finaliste per il premio di quest’anno, che è stato assegnato l’11 maggio durante la tradizionale cerimonia tenutasi a Stoccolma, in Svezia. Abbiamo già parlato sulle pagine di Sollevare della MC 580, la nuova gru semovente dell’azienda di Sarmato (Piacenza), la migliore della sua categoria, con un elevato carico utile e facile da trasportare. Rimandiamo al box dedicato per un breve focus sulle pecu-

liarità tecniche della gru, per focalizzarci qui su quella che è stata l’esperienza di JMG Cranes nel partecipare, niente di meno che come finalista, a un evento internazionale come quello di SSAB che premia di fatto l’eccellenza ingegneristica. Abbiamo voluto raccogliere le impressioni direttamente dalla voce di chi ha rappresentato l’azienda all’evento a Stoccolma, Emilio Berti, Chief Design Director presso JMG Cranes. “Quando abbiamo compreso lo spirito che guida il premio di SSAB” ha dichiarato Berti “abbiano accettato con entusiasmo l’idea di parteciparvi. Certamente essere arrivati in finale per noi è motivo di orgoglio ed

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+ La MC 580 in breve La MC580 è la prima gru pick&carry in grado di sollevare fino a 58 t mantenendo l’alimentazione completamente elettrica a batteria, il braccio con uscita proporzionale e il gruppo posteriore estendibile tramite cilindri idraulici comandati da un distributore. La macchina può inoltre essere equipaggiata con stabilizzatori frontali (optional) che ne incrementano la stabilità già garantita comunque dalla struttura in lamiera d’acciaio piegata e saldata del telaio. Le batterie sono di tipo a piastre corazzate da 96 V per 1.550 Ah, con indicatore di carica e un’autonomia di esercizio di 8 ore e alimentano due motori elettrici, posti sulle ruote anteriori da 16 kW per 96 V AC (classe d’isolamento H). Il braccio è lungo 14 m e offre un angolo di inclinazione da +60° a -3°.

L’impianto idraulico è composto da una pompa a ingranaggi silenziata, da 35 kW, e attuatori controllati tramite distributore elettroproporzionale comandato da joystick; la pressione di esercizio del circuito si attesta a 23 MPa. A livello di sterzo, la macchina è equipaggiata con motore idraulico posteriore controllato da idroguida di tipo idrostatico con valvola prioritaria load sensing e alimentato da elettropompa dedicata da 23 kW. Nonostante la portata di 58 t, la MC580 è molto compatta e leggera: 5,3 m di lunghezza che diventano 6,5 con il gruppo posteriore esteso, 2,35 m di larghezza e un’altezza, con braccio a riposo, di 2,48 m per solo 41.000 kg inclusi i 12.000 di zavorra rimovibile.

estrema soddisfazione. Pur non avendo vinto, essere arrivati in finale tra oltre 100 candidature è il riconoscimento internazionale della bontà delle nostre macchine e dell’idea che è alla loro base”. Che sarebbe? “Nel caso della MC 580 il mercato ha voluto una nuova gru con le stesse dimensioni una macchina da 35 t, ma con una capacità di sollevamento di 58 t e una tara ridotta. Si tratta di una macchina acquistata prevalentemente da chi esegue montaggi e smontaggi industriali, che spesso affronta luoghi stretti, pesi da sollevare elevati e a volte neanche certi. C’è la necessità quindi di unire la potenza all’agilità e alla leggerezza per spostarsi da un luogo all’altro tramite autocarro”: così è nata la MC 580, l’unica gru semovente elettrica al mondo in grado di sollevare 58 t ma che pesa 42 t in condizioni operative e solo 24 durante il trasporto. “Questo alleggerimento è possibile grazie al fatto che gli stabilizzatori, le quattro zavorre da 3.000 kg l’una e l’argano, se presente, sono smotabili, per arrivare a un peso di 27 t che scendono a 24 t se si smonta anche il pacco batterie che sono posizionate sul telaio mobile posteriore e fungono anch’esse da zavorra” ci tiene a precisare Berti. Il design avanzato e compatto della gru si avvale appieno dell’acciaio altoresistenziale per il braccio come pure il telaio posteriore della gru e la cassa stabilizzatori, aree dove in genere viene utilizzato acciaio standard. “Utilizzavamo già lo Strenx 700 in alcuni altri modelli, ma per poter progettare una macchina da 58 t nelle dimensioni di una

da 35 t dovevamo fare un salto progettuale: abbiamo quindi pensato di usare lo Strenx 900 per realizzare il braccio che avesse caratteristiche di leggerezza unita a resistenza e che permettesse quindi di contenere i pesi della gru stessa”. Qual’è stato l’apporto di SSAB nella progettazione della MC 580? “Come accennato, conoscevamo SSAB quale produttore di acciai altoresistenziali così come si conoscono i grossi nomi di fornitori di componenti per il nostro contesto progettuale, quali Bosch Rexroth, Autec e così via. Quello che non sapevamo di SSAB è il vasto universo di servizi che offrono a chi usa i loro acciai, anche se non li acquista direttamente da loro, ma attraverso una carpenteria, come nel nostro caso. Il contatto è avvenuto quando, nella fase di progettazione del braccio della MC 580 ci siamo trovati ad affrontare un problema di saldatura tra due componenti che presentavano spessori differenti: un’operazione di questo tipo è estremamente

delicata e volevamo avere la certezza di passare al nostro fornitore tutte le giuste indicazioni per eseguire al meglio la saldatura in questione. SSAB non solo ci ha aiutato in questo, ma ci ha anche fornito preziosi consigli sul profilo di taglio migliore da adottare e ci ha messo a disposizione il software di determinazione dei parametri di saldatura tramite il quale abbiamo verificato preventivamente la fattibilità della procedura in questione”. Un supporto tecnico a tutto campo, quindi. “Per noi è stata una bella sorpresa scoprire l’universo SSAB. E li vogliamo ringraziare anche per l’opportunità che ci hanno dato di partecipare al loro Swedish Steel Prize”. Emilio Berti

+ Il premio Da quasi 20 anni, lo Swedish Steel Prize organizzato da SSAB con cadenza annuale riconosce e premia le piccole e grandi aziende, nonché le istituzioni e gli individui che hanno sviluppato un metodo o un prodotto che utilizza il pieno potenziale dell’acciaio altoresistenziale. Quest’anno in finale c’era la MC 580 di JMG Cranes, con la seguente motivazione: “JMG Cranes ha sviluppato una gru davvero straordinaria, altamente compatta con un campo di applicazione esteso. Il design snello combinato al sistema di trasmissione elettrica e all’eccellente manovrabilità ne permette l’impiego sia all’interno che all’aperto. Questa potente gru semovente ha una grande capacità di sollevamento. Le alte prestazioni in rapporto al peso si ottengono grazie ad un design ottimizzato che utilizza acciai ultra-altoresistenziali per il braccio della gru. Inoltre, l’efficiente trasporto su strada è facilitato dagli stabilizzatori rimovibili e dai contrappesi.”

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Attrezzature & Componenti INNOVAL

Manutenzione a regola d’arte È QUESTO UNO DEGLI INNUMEREVOLI CAMPI IN CUI INNOVAL PUÒ OFFRIRE UN SUPPORTO TANTO EFFICACE QUANTO RAPIDO

C

Con sede a Genova, Innoval nasce dalla sinergia delle esperienze ultraventennali acquisite dal proprio Staff tecnico operativo nello specifico settore dei sistemi elettronici automotive per mezzi mobili industriali. Supportando il cliente in tutte le fasi, Innoval è in grado di soddisfare sia le problematiche tipiche dell’automazione industriale (affidabilità, sicurezza, rapidità di risposta, semplice interazione uomo macchina…) sia quelle tipiche del mondo automotive (range esteso di temperature di funzionamento, resistenza a forti vibrazioni, compattezza, resistenza ad urti, isolamento da disturbi elettromagnetici e da polveri). Il tutto grazie a una delle colonne portanti della sua struttura: la Ricerca e Sviluppo, che si traduce in un’ampia capacità progettuale e in una altrettanto vasta gamma di prodotti di livello tecnico estremamente avanzato, ma allo stesso tempo competitivi sotto il profilo squisitamente economico. La società è Certificata ISO 9001:2008 e accreditata dal Ministero dei Trasporti per la progettazione e la produzione nell’ambiente automotive. Come

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accennato è davvero vasta la gamma delle soluzioni proposte da Innoval. I sistemi della società ligure, oltre al controllo, sono in grado di soddisfare tutte le diverse esigenze di connessione dei mezzi mobili con il mondo esterno: monitoraggio remoto, tele-assistenza, fleet management, eccetera. Inoltre, grazie al suo know-how tecnico e applicativo, Innoval è in grado di svolgere un’attività di progettazione elettronica customizzata, cioè sviluppata sulle specifiche del cliente, sia per il mondo automotive che per impieghi in diversi ambienti gravosi. Innoval è inoltre specializzata nelle manutenzioni straordinarie per tutta una serie di mezzi mobili che utilizzano elettroniche datate e quindi gravate da evidenti difficoltà di manutenzione e di reperimento dei ricambi originali. Come è risaputo, il rapido evolversi delle tecnologie e della componentistica dei sistemi elettronici fa sì che la loro manutenzione diventi assai problematica con il passare del tempo. In particolare, i sistemi di con-

trollo installati sulle gru mobili portuali trovano difficoltà tecniche ed economiche a essere manutenuti in modo adeguato. In questi casi l’esperienza tecnica Innoval diventa un’autentica ancora di salvezza. Lo staff della società genovese è infatti in grado di fornire manutenzioni straordinarie per le gru portuali Italgru e Reggiane che risolvono, con un solo interlocutore, tutte queste problematiche. La manutenzione straordinaria della gru ha tempi decisamente rapidi e viene svolta in soli 5 giorni lavorativi, comprensivi di adattamento cablaggi, montaggio dell’elettronica, test ed eventuali personalizzazioni. La fornitura è inoltre comprensiva degli schemi elettrici e di un dettagliato manuale tecnico di 268 pagine. Scendendo nei particolari, il Sistema Innoval, pur mantenendo i limiti massimi delle velocità e portate di targa, grazie alle caratteristiche del nuovo HW offre un’ampia parametrizzazione e modularità dei movimenti rendendo la gru più gestibile nelle regolazioni delle manovre.

L’Unità Master del Sistema contiene un modulo GSM/GPRS/LTE che permette il ricevimento/trasmissione di dati e immagini, da o per la gru, per attività di monitoraggio e intervento da remoto. In alternativa queste attività possono essere svolte via internet, tramite un PC collegato all’Unità Master. Concludiamo con un punto fondamentale: le attività operate sulla macchina non vanno a modificare le caratteristiche funzionali (performance) dell’equipaggiamento originario, così come sono descritte nel manuale di uso e manutenzione della gru. Di conseguenza non è prevista una nuova immissione sul mercato ai sensi dell’art. 71 del D.lgs81/2008 comma 5.

+ Stile Automotive I componenti che Innoval utilizza per i suoi Sistemi rispettano le normative tipiche del mondo automotive. Tra queste: • IEC 61508 • PL d (Performance Level) UNI EN 13849 (SIL 3) • AUTOMOTIVE 72/245/CEE modificata da ultimo dalla direttiva 2009/19/CE • Regolamento ECE/ONU 10/04 • Omologazione Automotive Regolamento UNECE n. 10 Il software del Sistema Innoval è perfettamente compatibile con i Sistemi GEA esistenti in quanto ne replica le funzioni e le sicurezze al 100%. Le funzioni di sicurezza sono gestite direttamente dalle Centraline in PL-d con gestione della logica di sicurezza integrata.

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Gru e Autogrù LIEBHERR

Una LTM 1250-5.1 per OMS

L’

L’azienda che si è aggiudicata l’acquisto è la OMS, Officine Meccaniche Settebagni, impresa romana specializzata nel soccorso stradale, nel noleggio a caldo, con un’officina Bosh Car Service, centro revisioni Dekra e carrozzeria. “Così abbiamo completato la nostra flotta che conta già una LTM 1095-5.1 e tre macchine a libera circolazione Idrogru da 150, 100 e 45 t” ha commentato Paolo Di Filippo, titolare insieme a Danilo Di Filippo e Attilio Di Filippo della OMS, durante la cerimonia di inaugurazione che si è tenuta a Roma, in concomitanza con il primo Memorial Giuseppe Parisi, organizzato dalla Scuderia Ferrari Roma Centro. “Le caratteristiche più innovative che rendono la gru Liebherr LTM 1250-5.1 particolarmente performante sono fondamentalmente tre: il VarioBallast, il VarioBase e il motore singolo”, ci ha spiegato subito Piergiorgio Folgori, a capo della concessionaia T.I.S. Le autogru Liebherr promettono, infatti, estrema mobilità su qualsiasi terreno

LA SOCIETÀ T.I.S. S.R.L. DI ROMA, CONCESSIONARIA DELLA LIEBHERR ITALIA S.P.A. DI MONFALCONE (GO), HA CURATO LA CONSEGNA DI UNA LTM 1250-5.1 DA 250 T DI LIEBHERR, FULL OPTIONAL: AL MOMENTO, NELLA SUA CLASSE, È L’AUTOGRÙ A 5 ASSI PIÙ PRESTAZIONALE SUL MERCATO

+ T.I.S. , Tecnologie industriali per il Sollevamento

Concessionaria Liebherr Italia S.p.A., con oltre 15 anni di esperienza nel settore delle autogrù, gru a torre e piattaforme aeree, T.I.S. fa base a Roma e copre tutto il Lazio offrendo, sul nuovo e sull’usato, consulenza tecnica per la vendita, l’istallazione e l’assistenza di autogrù idrauliche Liebherr, gru a torre Liebherr, autogrù a libera circolazione Marchetti, piattaforme di lavoro aereo Isoli e gru retrocabina Effer.

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e alta qualità della tecnica del telaio e dell’azionamento per garantire la massima economicità. Con il VarioBallast, disponibile su alcuni nuovi modelli della serie LTM, è possibile regolare il raggio della zavorra in modo rapido e semplice: il raggio piccolo offre dei vantaggi in spazi di lavoro ristretti, mentre con il raggio ampio l’autogru raggiunge le portate massime. Con VarioBase, invece, è possibile estrarre ogni singolo stabilizzatore in modo indipendente. Il limitatore di carico del comando Liccon 2, ricalcola in ogni singola situazione la lunghezza di estrazione e la pressione di ogni stabilizzatore. Le portate ammesse vengono calcolate singolarmente e in modo preciso in base alla situazione, garantendo costantemente la sicurezza della gru, anche in caso di utilizzo in spazi ristretti. Con estensione massima della base di stabilizzazione, poi, VarioBase garantisce portate più elevate e un range di utilizzo maggiore, i maggiori incrementi si ottengono con utilizzo diretto sopra gli stabilizzatori. Sulla LTM

1250-5.1 viene impiegato anche il nuovo concetto Liebherr di motore singolo, che fa funzionare la torretta con un albero di trasmissione. Il trasferimento del moto verso il riduttore delle pompe avviene con una coppia conica collegata al riduttore nel carro attraverso la ralla di rotazione. Il collegamento ad albero cardanico che permette di mantenere bassi regimi sul motore di guida pur mantenendo una potenza sufficiente nell’esercizio in torretta, garantisce un elevato rendimento. In questo modo è possibile anche ottimizzare il consumo di carburante. Un solo motore riduce i costi di manutenzione e il peso della gru stessa, con un incremento delle portate. A custodire e gestire l’autogrù, che campeggiava all’ingresso di un “parterre” di Ferrari da far girare la testa, il gruista della OMS, Gianpietro. È stato lui a seguire il training da parte di due tecnici specializzati della Liebherr Italia S.p.A., che per una settimana gli hanno spiegato e mostrato tutti i segreti della fuoriserie delle autogrù. A lui, quindi,

abbiamo chiesto, quali fossero gli aspetti che gli erano sembrati più importanti per il suo lavoro. Gianpietro ci ha confermato la praticità e l’importanza del VarioBase per posizionare e stabilizzare la gru in completa sicurezza. “Prima era una mia incombenza, dovevo eseguire le manovre facendo riferimento alla mia esperienza e sempre con grande attenzione, ma il pericolo era dietro l’angolo. Adesso mi sento davvero molto più tranquillo, la macchina fa tutto da sola e mi avvisa per tempo se c’è qualcosa che non va”. Sicurezza amplificata dalle telecamere posizionate nei punti ciechi del mezzo per garantire la visuale completa da bordo cabina. Altra caratteristica citata da Gianpietro il simulatore, che permette di calcolare in anticipo la migliore posizione e le portate disponibili in cantiere. Il sistema VarioBase è integrato nel programma di lavoro Liccon della cabina, e permette di programmare anticipatamente gli impieghi con base di stabilizzazione variabile, simulando i sollevamenti in cantiere.

+ OMS, Officine Meccaniche Settebagni OMS, Officine Meccaniche Settebagni S.r.l. ha sede a Roma e svolge una serie integrata di attività, opera da più di 30 anni nel settore automobilistico e nel settore del noleggio autogrù e trasporti, avvalendosi esclusivamente di mezzi di proprietà e personale specializzato. Fanno parte del core business anche un’officina Bosh Car Service, centro revisioni Dekra e carrozzeria.

L’Azienda svolge un servizio di noleggio autogrù a sostegno del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, in particolare del nucleo S.A.F, che ha operato nelle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila. I mezzi, impegnati su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, con carattere di urgenza e straordinarietà, hanno operato per la messa in sicurezza delle Basiliche di

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San Bernardino e di S.Maria di Collemaggio, delle Chiese di S.Pietro a Coppito (AQ), S.Francesco a S.Demetrio (AQ), S.Benedetto a Rischia (AQ), S.Francesco a Castelvecchio (AQ) e S.Francesco a Loreto Aprutino (PE). Tra gli esempi più significativi delle attività istituzionali della OMS: per Autostrade per l’Italia S.p.A. e Strada dei Parchi S.p.A il montaggio dei portali Tutor sul tratto della A1 Direzione

V tronco Roma e sulla A24/ A25; il sollevamento del guscio d’acciaio di protezione del traffico, utilizzato dalla Cossi S.p.A. per l’allargamento sulla A1 della galleria di Nazzano; Servizio di nolo a caldo di autogrù nell’ambito della tratta T5 della Linea “C” della Metropolitana di Roma, realizzata dal Consorzio E.R.E.A.. Ma anche soccorso stradale (leggero e pesante) e trasporti eccezionali.

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Gru e Autogrù NIEDERSTÄTTER IN GRANDE SPOLVERO IN OCCASIONE DELLA PRIMA EDIZIONE DI PRO2017 NIEDERSTÄTTER

Mercato 4.0

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credit fotografico Stahlbau Pichler/Alex Filz

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Si potrebbe definire una manifestazione di forza, quella di Niederstätter in occasione di Pro 2017. In effetti a un primo sguardo, sembrerebbe così. Ma non ci si deve mai fermare alle apparenze. L’impegno che l’azienda bolzanina ha profuso non solo nella partecipazione, ma addirittura nell’ideazione e organizzazione di questa manifestazione è sintomo di ben altro, ossia di una chiara volontà di veicolare ai propri clienti e potenziali tali, un messaggio importante: Niederstätter non vuole essere un fornitore, bensì un partner strategico. Un ruolo degno, più che di un dealer, di un Costruttore o comunque di un importatore nazionale. Ruolo che Niederstätter è perfettamente in grado di ricoprire, vuoi da un lato per l’esperienza acquisita sul campo, vuoi per l’enorme investimento fatto in questi anni nella creazione di divisioni di business estremamente specializzate e qualificate. Vuoi per la chiara visione del futuro che ha tutta la famiglia Niederstätter, ben riassunta dalle parole di Maria Niederstätter: “In un mondo globalizzato, agli albori dell’industria 4.0, anche il nostro settore cambia e, insieme ad esso, anche noi. Quello che vogliamo è che il nostro cliente percepisca e sia consapevole che in Niederstätter non trova solo un dealer, trova un partner 4.0”. I cantieri moderni non si possono più progettare e gestire come un tempo: servono tecnologie e

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conoscenze, e va cambiato l’approccio complessivo alla scelta delle macchine e a loro modo di impiego. Certo, è giusto ottimizzare gli investimenti questa ottimizzazione non si risolve unicamente nel prezzo di acquisto di una macchina. Non più. “Macchine di qualità costano ovvia-

mente di più” continua Maria Niederstätter, “e per dare il meglio in termini di prestazioni e produttività devono essere utilizzate da persone capaci ed opportunamente formate, e seguite da un’assistenza che non è più solo manutenzione, ma va oltre: è il servizio 4.0 quello che

La famiglia Niederstätter. Da sinistra: Manuel, Maria, Anton, Daniela e Hildegard

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Gru e Autogrù

noi di Niederstätter offriamo. Un servizio che va apprezzato per le molteplici possibilità che offre. Possibilità che puntano a far ottenere ai nostri clienti maggiore produttività, maggiore sicurezza, un livello superiore per ogni aspetto legato alle macchine e ai servizi che proponiamo e seguiamo. Tutti questi fattori, mes-

si insieme, valgono decisamente di più del maggior costo iniziale che le nostre macchine e i nostri servizi richiedono. Quando i clienti arrivano a capire questo, Niederstätter diventa il loro partner 4.0, cui si rivolgono non perché cercano semplicemente una macchina o una gru, ma perché cercano soluzioni”. Nieder-

stätter ha voluto dimostrare che al suo approccio 4.0 ci crede e non solo a parole. Ecco quindi l’idea di Pro 2017. Ed ecco il perché anche dello sviluppo delle varie divisioni, fra cui brilla quella legata

+ La formazione Una macchina al top della tecnologia nelle mani di un operatore inesperto produce la metà. O meno. E quasi sicuramente l’uso scorretto comporterà problemi di sicurezza non indifferenti. Per questo la formazione è un plus che non va visto come un obbligo inutile, ma come un investimento proficuo. Niederstätter propone un programma di formazione davvero completo, perché “in cantiere un addestramento scrupoloso e una formazione puntuale pagano e danno subito risultati”. Formazione a 360 gradi, dicevamo, che va dalla formula “in house” ossia corsi tenuti direttamente sul posto

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(sede o cantiere), a quella “in sede” presso la filiale di Steg in Valle Isarco e/o presso il Safety Park. Nel programma (che potete trovare sempre aggiornato sul sito www.niederstaetter.it/it/formazione) si può scegliere, in base alle proprie esigenze, tra corsi base (per macchine movimento terra, carrelli elevatori e sollevatori telescopici, gru a torre, autogrù, gru retrocabina e piattaforme aeree) ma anche seminari specializzati sul corretto compattamento del terreno, sulla giusta tecnica di taglio e perforazione, nonché un percorso formativo dedicato espressamente ad operatori di gru a torre.

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alle gru a torre di Liebherr, per le quali oggi Niederstätter opera in tutta Italia, puntando ad offrire qualità e nuove tecnologie, applicate sia ai prodotti che ai servizi. Nel magazzino di Steg, in Valle Isarco, e nelle altre cinque filiali del Nord Italia, Niederstätter dispone di circa 200 gru sempre operative per rispondere alle diverse esigenze dei clienti. Ma oltre alle gru Niederstätter offre un servizio di logistica tra i più efficienti oggi sul mercato: grazie alla flotta di mezzi di sollevamento di cui dispone, oggi l’azienda bolzanina è in grado di seguire ogni fase, dal montaggio allo smontaggio, dal carico al trasporto, senza dimenticare la consulenza specialistica. Quest’ultima comprende il supporto alla pianificazione del cantiere, all’esecuzione dei piani di sicurezza e alla redazione dei documenti, fino alla certificazione del ciclo lavorativo, al fine di offrire al cliente un’installazione ottimizzata, economica, praticamente chiavi in mano!

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Gru e Autogrù

ORMIG

movimentazioni a livello locale. Poi, negli Anni ‘70, ecco l’ampliamento del parco macchine con l’acquisto di altri veicoli usati: una seconda Ormig da 7,5 t, una Ormig da 14 t tralicciata, una Rigo semovente da 12 t e una Bellotti girevole da 20 t. In questo periodo entra in azienda il figlio diciottenne, Paolo, che va ad affiancare altri due operatori. Il lavoro ora comprende il montaggio dei prefabbricati e vengono acquisite commesse sempre più complesse. Negli Anni ‘80 l’incremento del personale va di pari passo con l’acquisto delle prime macchine nuove: le gru Ormig girevoli da 20 e 40 t. Nei primi Anni ‘90 ecco l’opportunità di lavoro nell’ambito del montaggio dei macchinari grafici, e Santoro acquista un’autogrù semovente Ormig 20/22 tm da 22 t che permette di operare anche in spazi limitati. È di questi anni il primo intervento a Roma per il montaggio delle rotative de La Repubblica, un lavoro che da il là alle operazioni su tutto il territorio nazionale. Da allora l’azienda ha conosciuto una continua crescita anche in ambito internazionale e oggi, al fianco delle autogrù, Santoro vanta un parco macchine che comprende mezzi speciali, carrelli elevatori, piattaforme aeree e veicoli per trasporti normali ed eccezionali. Non solo. Nel 2016 Santoro è divenuto socio di maggioranza di un’officina autorizzata Iveco, diversificando il proprio business e creando sinergie tra le due attività. L’open day del 20 maggio è stata un’occasione preziosa per raccontare questa bella storia d’impresa e ripercorrerne le tappe più significative con i clienti e con chi collabora abitualmente con la realtà piemontese. Durante l’evento Santoro ha messo in mostra le ultime macchine arrivate: l’autogrù semovente Ormig 55/60 iE, macchina indoor ad alimentazione elettrica appositamente studiata per operare negli interni, e la gru montata su camion Ormig 104AC, una 100 t di porta-

Storie (av)vincenti UN OPEN DAY PER RIVIVERE LA STORIA DI SANTORO CHE, ANCHE GRAZIE ALLE GRU ORMIG, OGGI È UNA REALTÀ INTERNAZIONALE

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Quando le partnership si fondano sulla serietà, sull’ascolto delle reciproche esigenze e sulle capacità tecnologiche, i frutti sono sempre di qualità. In questo caso particolare, stiamo parlando della Santoro di Casale Monferrato, azienda nata oltre

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60 anni fa dalla passione di Antonino Santoro per la meccanica, che lo ha portato ad acquistare, da un costruttore di Verona, la sua prima gru: vedi caso una Ormig 75 M usata. Nei primi tempi il lavoro della società era limitato prevalentemente alle

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ta a libera circolazione. “Questi veicoli”, ci spiega Paolo Santoro, “si inseriscono in un parco macchine che è sempre più orientato ai lavori di movimentazione interna e ci permettono di essere punto di riferimento per chi necessita di operare in spazi ridotti al limite del possibile”. Fornitore di fiducia di importanti aziende su tutto il territorio nazionale ed europeo, Santoro, com’è facile intuire, ha un legame particolare con Ormig. Riprende Paolo Santoro: “il rapporto con l’azienda di Ovada, caratterizzato da stima e fiducia, è cresciuto con gli anni grazie alla loro continua ricerca nel realizzare un prodotto tecnologicamente avanzato che ci permette di essere competitivi nel servizio offerto. I veicoli Ormig sono maneggevoli, compatti e sensibili nelle manovre, caratteristiche indispensabili per soddisfare le esigenze dei nostri clienti, operando in sicurezza e ottenendo alte performance”.

Sopra, Paolo Santoro in compagnia della figlia Irene. A sinistra, il team di Santoro con il Direttore Giuseppe De Lucia di Ormig

+ 600: La 55/60 iE Macchina indoor per eccellenza, la 55/60 iE Ormig è un’autogrù elettrica tra le cui caratteristiche spiccano le dimensioni contenute e il minimo raggio di sterzo che, in sostanza, permette alla macchina di girare su se stessa grazie a due unità girevoli posizionate nelle ruote posteriori, mentre il sistema di sospensione idro-pneumatico consente di ottenere una perfetta ripartizione del carico sulle ruote posteriori. Il meccanismo cinematico brevettato da Ormig non è però la sola chicca costruttiva. Con una portata massima di 60 t a 1 m di distanza dallo scudo, la 55/60 iE si caratterizza per un braccio a sezione rettangolare e sfilamento idraulico grazie a due cilindri sincronizzati che consentono lo sfilo simultaneo delle prolunghe. Il brandeggio beneficia di un cilindro a doppio effetto.

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Sollevatori Telescopici JCB

Va in scena il 540-180 HiViz SI AMPLIA LA GAMMA DEI TELESCOPICI JCB CON IL NUOVO 18 M. CON IL PUNTO DI ARTICOLAZIONE DEL BRACCIO RIBASSATO, OFFRE UNA VISIBILITÀ SENZA PARI

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La HiViz è una gamma enorme, scandita in così tante portate e altezze da soddisfare le più diverse esigenze e i più disparati settori applicativi. Una famiglia di movimentatori telescopici che

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si è recentemente arricchita con il nuovo 540-180 HiViz, capace di strizzare l’occhio al mondo del noleggio in virtù di bassi costi di gestione, brevi tempi di ciclo e una visibilità da fare invidia. E

non è finita. Con soli 2,35 m di larghezza e 6,26 m di lunghezza, è possibile trasportare due macchine su un singolo autocarro a caricamento laterale o a pianale ribassato, con conseguente riduzione anche dei costi di traslazione. Le prestazioni parlano di un’altezza di sollevamento di 17,5 m (con un carico di 2.500 kg) e uno sbraccio massimo in avanti di 13,5 m. La portata massima si assesta sui 4.000 kg, mentre il peso della macchina è contenuto in 11.330 kg. Il braccio garantisce movimenti agevoli e precisi con estensioni e ritrazioni più rapide, mentre un sistema idraulico intelligente rigenerativo sul comando a leva singola opzionale sfrutta la forza di gravità per facilitare le operazioni di abbassamento e ritrazione. Va inoltre segnalato come il braccio utilizzi un sistema innovativo per la regolazione

della catena per ridurre la manutenzione e consentire l’utilizzo di una pompa idraulica di minore capacità, senza alcuna perdita di produttività. A livello motoristico ci troviamo di fron-

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te a un’unità diesel JCB EcoMAX Tier 4 Final da 55 kW (74 CV), senza filtro antiparticolato (DPF) o additivo (DEF), con conseguente riduzione dei costi di esercizio. Il cambio è un JCB Powershift a quattro marce con una velocità di traslazione massima di 29 km/h. L’intera trasmissione è stata progettata e costruita da JCB e questa integrazione verticale, insieme all’innovativo uso della potenza attraverso un impianto idraulico intelligente, garantiscono un risparmio di carburante stimato fino al 10%. Il sistema idraulico di controllo con comandi multileva è comune a quello del diffuso modello 540-140 e garantisce un posizionamento preciso del carico e un’elevata controllabilità.

Il servocomando elettrico a leva singola è offerto in via opzionale. La macchina è dotata di un pulsante di rilascio della pressione idraulica all’interno della ca-

bina, per lo sfiato del circuito idraulico e una più agevole sostituzione delle attrezzature. La visibilità è ai massimi livelli e beneficia dei vantaggi offerti da un punto di articolazione del braccio incredibilmente ribassato, con conseguente miglioramento del 20% della visuale sopra il braccio stesso. Il design del motore consente un facile accesso ai punti di ispezione periodica, mentre il bocchettone per il riempimento del serbatoio diesel è incassato nella struttura della cabina per una maggiore protezione e accessibilità. Con il design del braccio a manutenzione minima, nessun filtro anti-particolato e intervalli di manutenzione ogni 500 ore, il 540180 si posizione al top anche per questi aspetti fondamentali. La macchina è inoltre dotata di serie del sistema telematico JCB LiveLink e di immobilizer.

+ Una certezza Autentico cavallo di battaglia della gamma JCB, il movimentatore telescopico 540-140 Hi-Viz a un anno dalla sua presentazione non smette di far parlare di sé. Anche in questo caso il design è scandito dall’incredibilmente bassa articolazione del braccio, mentre le prestazioni vedono una capacità di sollevamento massima di 4.000 kg e un’altezza di sollevamento massima

di 13,47 m su ruote, o di 13,78 m con stabilizzatori abbassati. Decisamente ampia la scelta delle motorizzazioni JCB Ecomax da 55 kW (75CV), 81 kW (108 CV) e 93 kW (125 CV) senza filtri antiparticolato e tutti emissionati Stage IV/Tier 4 Final. La versatilità è assicurata da un’ampia gamma di attrezzature, tra le quali spiccano varie opzioni di piattaforme di lavoro aeree.

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Sollevatori Telescopici MAGNI TH

Sembra un flipper NUOVI MODELLI, LA FORMULA 1, IL GIAPPONE. L’ATTIVITÀ DI MAGNI TH NON CONOSCE SOSTE E PORTA IL MADE IN ITALY IN TUTTO IL MONDO

L’

L’attività di Magni TH è frenetica: in poche settimane ha lanciato sul mercato tre nuovi modelli, ha dato il suo contributo al gran Premio di Spagna e ha concluso le trattative per la distribuzione in Giappone. Seguiamo la pallina del flipper e vediamo di riassumere il tutto. Partiamo dai nuovi modelli RTH 5.21 SH, RTH 5.23 SH e RTH 5.25 SH. Questi sollevatori telescopici rappresentano l’evoluzione dei precedenti Smart S, un upgrade che riguarda in particolar modo la maggiorazione delle portate delle macchine, ottenuta lavorando principalmente su due macro componenti: stabilizzatori e braccio. Per quanto concerne gli stabilizzatori Magni è passato all’utilizzo di moderni materiali altoresistenziali, inoltre è stata maggiorata la sezione al fine di garantire le più elevate prestazioni. Per quanto riguarda il braccio, che già in precedenza era realizzato in materiale altoresistenziale, è stato utilizzato sempre un acciaio ad alto limite

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elastico, ma con maggiori capacità di portanza. Inoltre sono state eseguite alcune aperture in modo da alleggerire la struttura e facilitare la manutenzione ai componenti interni. Tutte queste

migliorie, oltre a offrire una capacità di portata migliore, hanno comportato anche una ridistribuzione dei pesi delle macchine, andando quindi a migliorare i diagrammi di carico. In sintesi, le citate

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ottimizzazioni si sono tradotte in un miglioramento della portata del 30-40%. Ma come dicevamo l’attività di Magni non si ferma al mero prodotto. Grazie alla collaborazione con GAM, dealer Magni TH per Spagna e Portogallo, la società emiliana ha fornito al circuito automobilistico di Catalogna, che si trova nei pressi di Barcellona, tre unità per l’intera stagione che va da marzo a dicembre. Sul circuito - famoso per le innumerevoli gare di rally, Formula 1 e motociclismo - i TH 6.20 (6 t di portata

e 20 m di altezza di sollevamento) vengono utilizzati per sollevare e spostare eventuali mezzi danneggiati. In questi

mesi sono state tante le occasioni in cui i telescopici Magni sono stati protagonisti, ma sicuramente l’evento sportivo più prestigioso è stato il Gran Premio di Formula 1 di Catalogna, che si è svolto lo scorso 14 maggio. In questa occasione Magni TH ha voluto predisporre ulteriori quattro unità di TH 6.20, per garantire la massima presenza in caso di necessità. Il GP, nel quale un telescopico Magni ha rimosso dalla pista la Ferrari di Kimi Raikkonen, oltre a gratificare l’azienda, certamente molto orgogliosa dell’evento, ha dimostrato ancora una volta la versatilità delle macchine del costruttore italiano che, in pochi anni, ha saputo conquistare una meritata notorietà internazionale.

+ In Giappone Maruka Machinery co. Ltd è diventato il distributore esclusivo per Magni TH per l’intero Giappone, un paese caratterizzato da un mercato altamente meccanizzato e moderno, ideale per macchine di alta qualità ed elevate prestazioni. Maruka Machinery, con sedi in Giappone, America e Asia, potrà proporre sul mercato l’intera gamma Magni di telescopici rotativi RTH, dai 18 ai 46 m di altezza di lavoro, e di telescopici fissi heavy duty HTH. Sarà inoltre distributore del nuovo TH 6.20, il primo modello di una gamma di telescopici fissi per edilizia con portata 6 t, che può raggiungere i 20 m di altezza di sollevamento.

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Attrezzature & Componenti

SIC UP

Una fune perfetta È IL RISULTATO CHE SI PUÒ OTTENERE CON UNA GIUSTA MANUTENZIONE. PAROLA DI SIC UP E DI VIPER

S

Sono numerose le componenti di una macchina operatrice la cui importanza sia per la resa che in termini di sicurezza è spesso trascurata per non dire sottovalutata o peggio. Un esempio classico di questa affermazione sono gli pnuematici, dove spesso il controllo anche della semplice pressione di esercizio viene dimenticato o tralasciato. Anche le funi sono spesso un componente sotto gli occhi di tutti ma che viene trascurato. Queste però sono spesso il punto più delicato di un’intera operazione: pensiamo a un sollevamento eccezionale. Autogrù di ultima generazione, superpotente e sicura

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in termini di stabilità grazie ai più moderni software niente può fare se, a un certo punto del sollevamento, le funi che collegano il suo braccio all’oggetto da sollevare cedono. Banale? Si, e quindi purtroppo spesso scontato, sottovalutato, accantonato. Invece le funi vanno sottoposte a operazioni regolari di manutenzione e verifica. Partiamo da un approccio logico: stiamo parlando di funi, quindi di un componente esposto all’aria e agli attacchi di agenti atmosferici e di altra natura con i quali possono entrare in contatto più o meno accidentalmente. Da questa

considerazione si può trarre la logica deduzione che le funi vanno regolarmente pulite e ingrassate (per gli intervalli esatti secondo cui effettuare queste operazioni è utile fare riferimento ai manuali tecnici delle singole macchine). La qualità del prodotto lubrificante è fondamentale, tanto quanto la periodica manutenzione, ovviamente. Ma perché è così importante lubrificare la fune? Beh, in primo luogo per ridurre l’attrito da sfregamento tra i fili che compongono i trefoli che, durante il movimento della fune, sfregando tra loro, si usurano con conseguente perdita

+ L’appuntamento con Viper e Sic UP è al GIS 2017 Sic UP vi dà appuntamento a GIS 2017, il 5-7 ottobre 2017, dove presenterà i propri prodotti e le attività. Immancabile inoltre la conferenza che organizza in collaborazione con AMC instruments, venerdì 7/10 alle ore 14.00 in Sala D riguardante l’ispezione e manutenzione delle funi d’acciaio, dal titolo: L’importanza dei controlli non distruttivi e della lubrificazione funi nei piani di manutenzione. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0173/630261 oppure scrivere a: d.ruoso@sic-up.it

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+ Chi è Sic UP è un’azienda specializzata nelle verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento e nello sviluppo di software per la gestione informatizzata di tutte le attrezzature di sollevamento. Per esempio la piattaforma SIC APP è in grado di produrre in tempo reale la situazione aggiornata del parco macchine, fornendo contemporaneamente tutta la documentazione necessaria, secondo il D.Lgs 81/08 e normative correlate, atta a garantire la conformità o meno delle attrezzature. Questo software è in grado di disbrigare velocemente le varie attività burocratiche necessarie per rispondere alle richieste legislative. Tra gli altri servizi aziendali ricordiamo: • Verifiche ispettive periodiche ( secondo d.lgs 81/08); • Lubrificazione di funi d’acciaio (distributore esclusivo per l’Italia del marchio VIPER wire rope lubricator); • Controlli non distruttivi: controllo magneto induttivo su funi d’acciaio (MIT), magnetoscopio, ultrasuoni (UT) e liquidi penetranti (PT); • Verifiche decennali e ventennali su carriponte, gru a ponte, semoventi e similari, certificando la vita residua dell’intera struttura; • Verifica DPI III° Cat.; • Verifica di scale portatili; • Verifica carrelli elevatori; • Corsi di formazione sul corretto utilizzo delle attrezzature di sollevamento. di sezione metallica ed indebolimento generale della fune. Una seconda ragione è la protezione contro la corrosione: poiché solitamente le funi d’acciaio sono a contatto diretto con l’atmosfera, è molto importante proteggere i fili dalla contaminazione con altre sostanze che possono contribuire a formare o accelerare la corrosione (acqua, salmastro, ecc). La lubrificazione può essere effettuata tramite l’applicazione di oli o grassi. I primi, più penetranti, riescono a raggiungere l’interno della fune lasciando sull’anima un sottile strato di lubrificante, che aiuterà a evitare la corrosione. I grassi, solitamente meno penetranti degli oli, riescono invece a proteggere bene la superficie esterna della fune. Mediante l’innovativo sistema di lubrificazione Viper WRL (The Wire Rope Lubricator) proposto da Sic UP è possibile unire i vantaggi degli oli e dei grassi, e ottenere così una lubrificazione completa

(sia interna che esterna) di ampi tratti di fune, fino a 2.000 m all’ora. Il sistema è composto da accessori pulitori sagomati in abbinamento al lubrificante di ultima generazione Viper. Mediante i primi si procede alla corretta pulizia della fune prima della lubrificazione: il grasso vecchio e la sporcizia depositata nei trefoli vengono rimossi permettendo al nuovo lubrificante di penetrare in profondità. Il lubrificante Viper, dal canto suo, contribuisce a risolvere le problematiche legate all’inquinamento ambientale, problema che invece si presenta con l’uso di altre tipologie di grasso in quanto non ecocompatibili. Inoltre Viper risulta essere l’unico sul mercato in grado di garantire prestazioni performanti anche sui nuovi impianti dove la velocità delle funi è superiore rispetto a quella finora standard. Mantenendo inoltre l’ambiente di lavoro pulito è possibile evitare rischi di scivolamenti contribuendo alla sicurezza.

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Attrezzature & Componenti TVH

La regina della ricambistica

TVH È UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER MOLTEPLICI SETTORI - DAI VEICOLI INDUSTRIALI A QUELLI PORTUALI, DAL MOVIMENTO TERRA ALL’HANDLING - CHE POSSONO CONTARE SU UN ASSORTIMENTO E UN SERVIZIO DI PRIM’ORDINE

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P

Parlare di TVH è quasi imbarazzante. La qualità del servizio e il numero dei ricambi a disposizione del mercato sono talmente elevati da rimanere sconcertati. In questa occasione - lasciando al box l’approfondimento dedicato alle attrezzature portuali - vogliamo focalizzare la nostra attenzione sul dipartimento di elettronica e sui ricambi per i motori e per le trasmissioni. Il dipartimento di elettronica di TVH è probabilmente il più grande e diversificato centro di assistenza in Europa per ricambi elettronici di tutti i tipi di veicoli industriali. Oltre 60 tecnici specializzati lavorano in un laboratorio altamente tecnologico, protetto da scariche elettrostatiche, e assicurano la riparazione di oltre 25.000 ricambi elettronici ogni anno. TVH offre anche una vasta gamma di ricambi elettronici ricondizionati, con la stessa garanzia del nuovo. TVH è inoltre distributore e centro europeo autorizzato per assistenza e riparazione Curtis, distributore PG Drives Technology, partner globale Sevcon sul mercato post-vendita, oltre ad essere centro assistenza globale SME. Spostiamo ora la nostra attenzione sui motori. Oltre ai motori nuovi e revisionati, TVH offre anche la relativa ricambistica. La società mette a disposizione un catalogo specifico per i ricambi motore, suddiviso per differenti tipi di propulsore, inclusi quelli per le piattaforme aeree e le macchine agricole. Ma non è finita. Oltre ai ricambi nuovi, TVH pre-

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TVH è presente al TOC, Stand F76

senta anche un assortimento di ricambi ricondizionati che comprendono testate, motori e alberi motore. In estrema sintesi, e non spaventatevi per l’ampiezza della gamma, TVH offre ricambi per i seguenti marchi: Atec, Caterpillar, Continental, Cummins, Deutz, Fiat, Ford, GM, Hatz, Honda, Isuzu, JCB, Kubota, Lombardini, MAN, Mazda, Mercedes, Mitsubishi, Perkins, Scania, Soylu, Vanguard Forklift, Volkswagen, Volvo, Wisconsin, Xinchai e Yanmar. Passando alle trasmissioni largo a componenti nuove, revisionate o di giro, senza dimenticare le riparazioni del pezzo difettoso. Il gruppo TVH ha in pronta consegna una vasta gamma di trasmissioni revisionate, tutte controllate

e con i componenti soggetti a usura sostituiti. Infatti, prima di consegnare una trasmissione, quest’ultima (che beneficia di una garanzia di 6 mesi) viene testata attentamente su appositi banchi di prova. TVH è in grado di fornire anche numerosi ricambi trasmissione revisionati, quali alloggi trasmissione, tamburi, ingranaggi. Anche in questo caso impressionante l’elenco dei ricambi trattati e adatti per molteplici marchi, tra i quali: Aisin, Allison, Borg Warner, Carraro, Case, Caterpillar, Clark, Dana, Ford, Funk, Graziano, Hurth, Hyster, JCB, Kalmar, Komatsu, Linde, Manitou, Mitsubishi, New Process, Nissan, Okamura, Spicer, TCM, Toyota, Twin Disk, Voith, Yale e ZF. Ovviamente tutti i ricambi beneficiano di consegne rapide (24/48 ore in tutto il mondo). In Italia per alcune tipologie di articoli in pronta consegna, ordinando entro le ore 18.00 tramite MyTotalSource, la piattaforma online TVH, si riceve il giorno seguente.

+ Per il porto Notevole, e in continua crescita, la gamma dei ricambi per le attrezzature portuali, le gru nave/banchina e i trainatori portuali. Lo stock comprende ricambi per carrelli elevatori di grossa portata, reach stacker e movimentatori di container, adatti a: CVS Ferrari, Dan Truck, Fantuzzi, Hyster, Kalmar, Linde, PPM, Sany, Sisu, SMV Konecranes, Svetruck, Taylor, Terex e Valmet; ricambi per spreader Bromma, Elme e Stinis; ricambi per trainatori portuali adatti a: Capacity, CVS Ferrari, Kalmar, MAFI, MOL, Ottawa, Sisu e Terberg.

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In questo numero Inserzionisti II 13 27 I 3 8

BKT Butti CEM Elevatori CVS Ferrari Fassi Ferrari International

33 GIC Anta I GIS 11 Goldhofer 69 GSR 31 Haulotte 5 Hinowa 7 JMG

IV 17 9 10 75 15 43

Kohler Merlo Ormig Palfinger Italia Platform Basket Sic Up Socage

III 29

TOC Vertimac

Aziende citate B BKT

41

C CEM Elevatori CES Italy CLS CMC Cobo Cofiloc Combilift CTE

66 25 26 8 46 8 30 48 18

D Demag

8

E Effer 68 ERA 8 Euroassistance Group 30 F Fassi Gru FTMH

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72 34

G Genie Goldhofer H Haulotte Hyster I Igus INAIL Innoval Intralogistica Italia J JCB Jekko JLG JMG

8 62

8, 54 26

45 14 80 8

90 76 8, 52 78

L Liebherr Linde MH

8, 82 8

M Magni TH Manuport Merlo Moba Multitel Pagliero

92 44 8 51 58

N Niederstätter

84

O Ormig

88

P Platform Basket

60

T Terex Cranes Teufelberger TII Group TVH

8 8 64 96

V Verlinde Vertimac

36 71

Visitate www.sollevare.it, il Portale Italiano del Sollevamento, la Movimentazione Industriale e Portuale e il Trasporto Pesante The Leading Italian Magazine and Website for the Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Markets

Introducing

K Kalmar 38 Konecranes MHPS 8, 42

R Ruthmann S Sapir Sennebogen Sic Up Socage

Container Handling Lift Trucks: the sunrise of the Hybrid era L’alba dell’era ibrida

8

8 8 94 57

#3 Anno 3

The prototype of the CVS HY-LIFT, first ever hybrid vertical mast container handler

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