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MAX MAX GIUSTI GIUSTI FEDERICA FEDERICA DE DE COLA COLA BARBARA BARBARA ENRICHI ENRICHI ALBERTO ALBERTO FORTIS FORTIS NELLO DANIELE NELLO DANIELE BARBARA BARBARA FORIA FORIA GABRIELLE GABRIELLE H H

GP MAGAZINE

ANNO 12

NUMERO 3

WWW.GPMAGAZINE.IT

Copia omaggio

DENNY MENDEZ


SOM mario DANNY mendez

MIRA 92

OPEN 44

MAX

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BAR refaely

E’ protagonista della comedy “Cugino e Cugino” insieme a Nino Frassica e Giulio Scarpati nel ruolo di Eleonora, una mamma. “Spero di aver soddisfatto il regista Vittorio Sindoni e tutto l’entourage. Mi sono vista bene nei panni di mamma e non vedo l’ora di diventarlo con un uomo giusto”.

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Lo sapevate che… Bar Refaeli, una delle più pagate al mondo, guida la schiera di top mozzafiato che ammiccano sensuali sulle pagine del calendario 2011 di “Sports Illustrated Swimsuit”. 

GIUSTI 70

Conduce per la terza volta la fortunata trasmissione “Affari tuoi”, partita già da qualche settimana. Quest’anno in palio c’è addirittura un milione di euro.

BARBARA enri chi 106

Interpreta la moglie di Giorgio Panariello (Cecco) nel film “Amici miei come tutto ebbe inizio”. Ci parla del suo personaggio, del cast e ci racconta l’atmosfera e alcune curiosità sul set 

GATTI

NONI

34 14 INDIA del nord

Uno dei Paesi asiatici più popolato del mondo dove coesistono spiritualità, ospitalità, diversità culturale, varietà di linguaggi, tradizioni e feste, senso di appartenenza a una comunità, rispetto per gli anziani, nonché valori familiari.

Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison presenta la collezione Primavera-Estate 2011

FEDERICA de cola 74

E’ la protagonista, insieme ad Anna Valle e Alessandra Mastronardi, della fiction di Rai Uno “Atelier Fontana-Le sorelle della moda”.

ALBERTO FORTIS 112


Editoriale

di Alessandro Cerreoni

mamma

MI SI è ristretto

GP MAGAZINE

C

i siamo. Dopo averlo annunciato sul numero scorso, ecco il nuovo GP Magazine. Non so dirvi com’è, perché scrivo questo editoriale al “buio” e senza sapere il risultato concreto di questa trasformazione. Ma lo immagino tra le vostre mani, più maneggevole e sempre più ricco. Più accattivante e più seducente. Anche più bello, spero. Abbiamo ridotto il formato semplicemente per migliorarne la diffusione e l’appeal, per rinnovarci e toglierci quel vestito vecchio e sfruttato. Così ci sentiamo più eleganti e più chic. Dopo 6 anni era giusto compiere questo passo, pensato e ponderato attentamente per rafforzare la nostra presenza tra le decine di migliaia di lettori che ci leggono ogni mese. Dopo aver presentato il nostro nuovo abito, ci teniamo a sottolineare che siamo un magazine in grado di soddisfare le esigenze del pubblico nella sua completezza. Ospitiamo le interviste esclusive ai personaggi dello spettacolo, della tv, del cinema, della cultura e della musica, proponendo un messaggio educativo e pulito, introvabile altrove. Diamo spazio a tutte le curiosità e le tendenze dal mondo. Proponiamo le novità più particolari in fatto di moda, arredamento, benessere e lifestyle. Vi portiamo nei posti più affascinanti della Terra grazie a chi quei luoghi li ha visitati davvero. Abbiamo sposato il concetto di slow food e art&food, presenziando di persona agli eventi più significativi in Italia, dal Salone del Gusto ai Montresor Awards. Tutto questo in 128 pagine. E vi daremo sempre di più. Non vi promettiamo la luna ma vi trasmetteremo tutta la nostra passione senza risparmiarci. In tutto questo non perdiamo di vista quello che accade nel mondo. Sorvoliamo sulle chiacchierate vicende interne per non fare ulteriore pubblicità alla “schifezza” che regna ovunque. Diciamo solo che le celebrazioni per i centocinquantanni dell’Unità d’Italia avrebbero meritato ben altro scenario. Spendiamo poi due parole su quello che accade nel mondo arabo. Le insurrezioni in Egitto, Tunisia, Bahrein e Libia sono un segnale preoccupante. E’ il troppo che opprime ed esplode. E’ la dimostrazione che una ricchezza mal distribuita, o concentrata nelle mani di pochi, porta all’esasperazione della gente. Per chiudere: che ne sarà delle quote di partecipazione libiche in un importante gruppo bancario italiano come Unicredit?

6Gp

www.gpmagazine.it Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 421/2000 - del 6 Ottobre 2000 DIRETTORE EDITORIALE E RESPONSABILE Alessandro Cerreoni a.cerreoni@gpmagazine.it REDAZIONE Via V. Pacifici 20 00019 Tivoli (Roma) Tel. e fax 0774.314093 e-mail: redazione@gpmagazine.it PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Simone Ruiti s.ruiti@gpmagazine.it GRUPPO DI REDAZIONE Francesca De Carlo Fabiola Di Giov Angelo Silvia Giansanti HANNO COLLABORATO Vanessa Barcaccia, Costanza Cambriani, Aldo D’Ambrosio, Cristiano De Masi,Marco De Murtas, Bibi Gismondi, Véronique Haentjens, Donatella Lavizzari, Ettore Luttazi, Camilla Rubin, Si ringraziano: Prof. Fabrizio Trecca, Alessio Piccirillo, Sara Battelli, Mara Fux, Eventi Made in Italy PUBBLICITA’ Info spazi e costi: uff.commerciale@gpmagazine.it Claudio Testi c.testi@gpmagazine.it Gionata A. Mattioli g.mattioli@gpmagazine.it Claudia Della Ratta (resp. wedding) c.dellaratta@gpmagazine.it STAMPA Fotolito Moggio - Strada Galli 5 - Villa Adriana (Roma) info 0774.381922 - 0774.382426 - Fax 0774.509504 fotolitomoggio@fotolitomoggio.it Chiuso in redazione il 01/03/2011 Copie distribuite 20.000 Nessuna parte di “GP Magazine” puo’ essere riprodotta. “GP Magazine” è un mensile a distribuzione gratuita a servizio dei lettori. Salvo accordi scritti le collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito. Il materiale scritto e fotografico non verrà restituito salvo specifica richiesta scritta. I banner pubblicitari degli inserzionisti, da noi realizzati, sono di proprietà della Mediacommunications Srl; qualsiasi utilizzazione, anche parziale, al di fuori di “GP Magazine”, se non autorizzata, sarà perseguita ai termini di legge.


cover story

di Silvia Giansanti

mendez ragazza fortunata”

E’ protagonista della comedy “Cugino e Cugino” insieme a Nino Frassica e Giulio Scarpati nel ruolo di Eleonora, una mamma. “Spero di aver soddisfatto il regista Vittorio Sindoni e tutto l’entourage. Mi sono vista bene nei panni di mamma e non vedo l’ora di diventarlo con un uomo giusto”. A fine marzo Denny Mendez sarà anche Margherita, una donna borghese, nella commedia “Addio al nubilato” presso il Teatro de’ Servi. “Anche questa sarà una bella prova, saremo tutte donne in una commedia romantica-noir”

F

orse è il caso di dire: toglietele tutto ma non il vento e i serpenti che adora fin da piccola. Vitale e determinata, Denny Mendez sa quello che vuole. Mi reco all’appuntamento con Denny in una caotica giornata capitolina, lei è in leggero ritardo causa traffico. Finalmente, dopo un po’, spunta tra gli alberi e le macchine in tripla fila di una via nel quartiere Prati, un’affascinante pantera avvolta in tutta la sua altezza in un cappottino rosa. Subito mi saluta in maniera molto calorosa e la prima impressione che ho di lei è più che positiva. Gradevole e simpatica, mi introduce in un elegante centro benessere della zona. Qui l’accoglienza è ottima, siamo nel Makalù Resort dove Denny è di casa per mantenere la sua bellezza naturale. Ci accomodiamo all’interno di un salottino privato su di un puff gigante e tra fumi, aromi, vapori e due infusi ai frutti, facciamo la nostra bella conversazione. Denny, torni spesso nella tua terra d’origine, la Repubblica Dominicana? “Almeno due volte l’anno, visto che lì c’è metà della mia famiglia. Ho gli zii e i cugini, con loro ho trascorso le feste di Natale”. 8Gp


Hai un pensiero per la confinante popolazione di Haiti, tra l’altro colpita da un violento terremoto un anno fa? “Ci sono stata ultimamente non solo per l’associazione di adozione a distanza, l’attività Onlus, di cui sono testimonial, ma privatamente perché conoscevo la realtà di questa popolazione. Il pensiero è di poter unire le forze, visto che è un popolo disgregato e lì regna molta anarchia, ognuno pensa al proprio orticello. In questo modo non si è forti e compatti. Noto che manca la volontà di progredire, di crescere e purtroppo ci si è messo anche il terremoto. Non so quanto possano essere pronti a rieducarsi, dopo varie dittature”. A proposito di Santo Domingo, in quale parte hai trovato un mare che te lo fa ricordare? “L’Italia non ha nulla a che invidiare a tutta la Repubblica Dominicana e a tutti i Caraibi. Inoltre, il Mediterraneo conserva un fascino particolare legato alla storia e alle civiltà che vi hanno abitato, c’è cultura. In ogni posto, sia al nord che al sud, si respira un pezzo di storia”. Cosa ti ha spinto a sfilare ad inizio carriera? “Mi ha spinto la consapevolezza di avere un certo tipo di fisico che mi Denny Mendez è nata a Santo Domingo il 20 luglio del 1978 da madre dominicana e padre italiano, sotto il segno del Cancro, ma non conosce ancora il suo ascendente. Denny si definisce vitale, gioiosa, permalosa e testarda. Come hobby ha quello di andare a pattinare sul ghiaccio e andare a cavallo. Tifa per l’Inter e per il Napoli e il suo piatto preferito sono gli gnocchi alla fiorentina. Ama gli animali e prima possedeva due bassotti e due rettili, adesso vorrebbe adottare un gatto. Attualmente vive a Roma e le piacerebbe vivere a Cisternino in Puglia. Denny è single. Si è trasferita in Italia all’età di 11 anni, andando ad abitare a Montecatini Terme. Ha iniziato la sua attività sfilando, vincendo nel 1996 il titolo di Miss Italia a Salsomaggiore Terme e arrivando a classificarsi sesta a Miss Universo l’anno seguente. Ha iniziato così ad intraprendere la carriera di modella professionista e successivamente quella di attrice. Nel 2003 ha recitato nel film “Il ronzio delle mosche” e nella fiction “Chiaroscuro” insieme a Nino Manfredi. Fino al 2005 è stata inoltre nel cast della soap “Un posto al Sole”. Ha avuto una parte nel film “Ocean’s Twelve” del 2004 e ha recitato accanto a Veronica Pivetti nella fiction “Provaci ancora prof” del 2007. In questi anni ha partecipato anche al reality “La Talpa”. Denny ha lavorato molto in teatro, prendendo parte a lavori come “L’ultimo Tarzan”, “Veneziana” ,”Boeing Boeing”,“Sesso e Gelosia”, “Una Suora di troppo”, “Ivano”, “Sono tutti luoghi comuni”, “Il povero Pluto” , “Una moglie coi baffi” e “Addio al nubilato”. E’ stata anche la voce di Trillis e adesso è protagonista nella fiction “Cugino e Cugino”.

denny CHI E’ mendez

ha permesso così di tentare questa strada. Ho frequentato un corso di portamento a Milano e da lì è andata, iniziando a sfilare nel campo della moda”. Non hai mai avuto qualche complesso, com’è tipico delle donne? “In adolescenza mi vedevo bassa e mettevo dei supporti dentro le scarpe per sembrare più alta, ma intorno ai 17 anni, è venuta fuori tutta la mia altezza. Da piccola invece, credevo di avere le gambe storte perché me lo dicevano”. Nel passato hai avuto l’occasione di lavorare con Nino Manfredi. Cosa ricordi di lui? “Sono stata onorata, in quanto Nino è stato una colonna del cinema italiano che ha insegnato molto ai giovani attori. Come italodominicana ho carpito la romanità, attraverso questo grande personaggio”. C’è una persona che ti ha portato fortuna per la tua carriera? “Un’insegnante di recitazione, Francesca De Sapio, che stimo molto e che mi ha aiutata nella crescita professionale. Per il resto mi sono costruita da sola”. Com’è il tuo rapporto con il mondo maschile? “Di natura sono molto diffidente nei confronti del mondo maschile, ma allo stesso tempo sono passionale”. Hai sofferto molto in amore oppure nel complesso ti consideri fortunata? “Fortunatissima!”. E’ vero che una bella donna tende ad essere più in-

felice rispetto ad una meno bella, poiché considerata solo per l’aspetto esteriore? (Ride) “No, secondo me non è affatto vero. La felicità non va di pari passo con la bellezza”. Quali sono le Miss Italia che hanno riscosso i tuoi consensi? “A parte me, Anna Valle. Adoro molto Miriam Leone, brava come presentatrice e poi stimo Tania Zamparo”. Trovi belle le donne italiane? “Assolutamente sì!”. Come reagisci di fronte alla critiche? “Da buona latina sono impulsiva e allora mi viene istintivo rispondere subito. Invece con il tempo, ho imparato a contare fino a dieci e adesso sono più tranquilla e riflessiva. Le critiche servono quando sono costruttive, non quando sono distruttive perché sono frutto di frustrazioni delle persone. Ascolto ma difendo sempre il mio punto di vista, decido io quali sono le critiche giuste”. Visto che sei appassionata di moda, ci dai un consiglio per la primavera 2011? “Sono orientata verso tessuti morbidi e colori pastello, basta con le cose stringate. Mi piacciono i veli, adoro la leggerezza dello chiffon. Preferisco tutto ciò che è morbido, avvolgente, delicato e raffinato. Questo mi dà come un senso di stare insieme al vento, elemento della terra che amo molto e di cui non posso fare a meno proprio come gli amici serpenti”. 11Gp


mappamondo

di Veronique Haentjens

INDIA del

Il servizio fotografico è a cura di Véronique Haentjens

NORD

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Uno dei Paesi asiatici più popolato del mondo dove coesistono spiritualità, ospitalità, diversità culturale, varietà di linguaggi, tradizioni e feste, senso di appartenenza a una comunità, rispetto per gli anziani, nonché valori familiari. Il Paese dei sari e dei turbanti dai colori sgargianti e della vita privata vissuta in pubblico sui marciapiedi. E’ anche il Paese delle contraddizioni più evidenti: splendore e squallore, profumo e fetore, conoscenza e ignoranza, umanità e indifferenza, cultura e rozzezza, arroganza e umiltà, tecnologia all’avanguardia e arretratezza dell’età della pietra generosità e avarizia, gioia e disperazione e così via…

RAJASTHAN Un territorio arido e polveroso, impero dei rajput (i clan guerrieri indù) che regnarono su questo Stato fino all’alleanza con gli inglesi. Palazzi sfarzosi, trasformati in alberghi di lusso, dove sognare la vita sontuosa di un tempo. Il Rajasthan è una delle zone più turistiche dell’India e per impregnarsi dei colori, profumi e tradizioni di questo microcosmo ci vorrebbe qualche settimana. - Jaipur, è una città dal colore rosa circondata da una cinta muraria, caotica e brulicante di vita. Il Palazzo dei Venti (Hawa Mahal) rigorosamente rosa, con 953 nicchie, si affaccia sulla strada ed era riservato alle donne della famiglia reale per osservare ciò che succedeva senza essere viste. Mentre il City Palace è da visitare assolutamente.

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Un enorme complesso con diversi edifici, cortili e giardini dove ammirare costumi reali e armi dell’epoca, manoscritti e dipinti nonché due enormi giare in argento che servivano a trasportare l’acqua del Gange quando il Maharaja si recava in Inghilterra. Non lontano, si trova il Jantar Mantar, un osservatorio astronomico con strumenti enormi costruito da Jai Singh II nel 1728 per calcolare il tempo utilizzando l’ombra proiettata dal sole sulle meridiane. E’ interessante vedere con quale precisione gli strumenti funzionano ancora oggi. Numerosi bazar e mercati offrono un piacevole momento di relax dove trovare gioielli in argento e oro, stoffe, scarpe in pelle di cammello e pietre preziose. Ma attenti alle truffe! Fuori città, il Forte Amber è un vasto palazzo fortificato in cima ad una collina. Il modo più esotico per raggiungerlo è salire a dorso di elefante sebbene non sia il più comodo. Diverse sale e un tempio regalano decorazioni fiabesche con specchi, mosaici, sculture e pietre preziose incastonate. Salendo fino alla terrazza superiore il panorama è impareggiabile e si può scorgere persino una piccola muraglia che scende lungo il fianco roccioso. -Pushkar, nota per il suo lago sacro con centinaia di templi bianchi e per la fiera del bestiame che si svolge tra novembre e dicembre, si trova al margine del deserto. Per vivere l’atmosfera del luogo è consigliabile pernottare in un campo tendato, di solito 16Gp

ben attrezzato ma con dubbia pulizia. Sapersi adattare �� la base di un viaggio in India. Recandosi sul lago, sarà possibile celebrare una puja (preghiera) insieme ad un sacerdote immergendosi nelle acque ed elencando tutti i familiari vivi e defunti, per la nostra e la loro felicità. Espletate le funzioni religiose si potrà girovagare nella cittadina indù e nei vari accampamenti dove cammelli e pecore dipinte per l’occasione aspettano i compratori, in un turbinio di colori e suoni. Una festa vera e propria, molto suggestiva. -Udaipur, definita la Venezia d’Oriente, è una delle città più romantiche. Il Lago Pichola è incantevole e fare un giro in barca fino all’Isola Jagmandir dove sorge uno splendido palazzo è d’obbligo. La vista panoramica è splendida e rasserenante. Sulla terra ferma, il City Palace in stile indù domina il lago ed è uno dei più grandi del Rajasthan (lungo circa 1 km) e meglio conservato. Un complesso di edifici riccamente decorati con strette scalinate e un dedalo di camere arredate sontuosamente, giardini e oggetti raffinati di grande valore. Una residenza che simboleggiava il potere, la fierezza e la ricchezza dei principi. Una parte del Palazzo è stato trasformato in due alberghi di lusso per chi volesse vivere qualche giorno da Maharaja e Maharani. Scendendo verso il piccolo centro formicolante di attività, recarsi nei bazar dai profumi inebrianti e dai vivaci colori.

-Ranakpur merita una sosta per il suo imponente tempio giainista in marmo bianco con 29 sale sorrette da 1444 colonne. Un complesso architettonico molto particolare formato da un tempio centrale con al suo interno altri due templi. Prima di entrare è necessario lasciare all’ingresso scarpe e tutti gli articoli in pelle. -Fare un’ultima sosta al villaggio Eklingji per visitare i templi Lakulisha ed Ekalinga, se possibile di lunedì (il giorno sacro a Shiva) per assistere alla puja solenne (rito di adorazione). UTTAR PRADESH Lo stato famoso per le città di Varanasi e Agra. La prima con il Gange, il fiume sacro e la seconda con il celebre Taj Mahal. -Varanasi, una città impregnata di spiritualità e uno dei luoghi più sacri dell’India, ci troverà sempre impreparati a ciò che vedremo. Luogo di pellegrinaggio, Varanasi è affollata di indù che si recano sulle rive del Gange per immergersi nelle sue acque. Così facendo, si purificano dal karma delle vite precedenti e di quella attuale per prepararsi alla morte e ad una rinascita migliore. Arrivarci è un’impresa. Il risciò deve destreggiarsi tra folla e mucche che intasano le strade. Raggiunti il Dasaswamedh Ghat si incontrano lebbrosi e mendicanti e si viene confrontati ad una dura realtà che smuove le coscienze e spezza il cuore.

Fare un giro in barca sul Gange è un’esperienza intensa e magica. La sera, luci e suoni rendono questo luogo fatato e assistere alla cerimonia di venerazione del fiume alle ore 19 con preghiere, giochi di fuoco e danze è commovente. In poco tempo i ghat (scalinate) si riempiono di pellegrini e si viene contagiati dalla solennità dei rituali svolti dai sacerdoti. Al termine della celebrazione, il Gange viene coperto di lumini ad olio e fiori che galleggiano sull’acqua, rito al quale possiamo partecipare. La mattina (alzandoci alle 4), si torna in barca per osservare il risveglio della città e il flusso costante di persone che entrano nelle acque sacre, vestite o svestire, per fare le abluzioni e pregare. Tenuto conto del forte inquinamento del Gange, è fortemente sconsigliato bagnarsi compreso nei tratti cosi detti balneabili. Sia di sera che di mattina, spingendosi fino al Manikarnika Ghat si può assistere al rito della cremazione. Una cerimonia toccante fuori dalle nostre tradizioni difficile da seguire fino alla fine. Gli intoccabili trasportano su una barella di bambù il cadavere coperto da un lenzuolo funebre per immergerlo nel Gange prima di sistemarlo sulla pira. Ogni pezzo di legno viene pesato per definire il prezzo della cremazione. L’arte sta nel definire la quantità esatta di ciocchi necessaria a ridurre in cenere il cadavere. Si dice che l’uomo più ricco dell’India sia un intoccabile venditore di legna. Un’attività redditizia che funziona giorno e notte. Varanasi è 17Gp


l’esperienza di viaggio più affascinante e che tocca maggiormente le corde della sensibilità. Si lascia la città sacra scossi ma arricchiti e la nostalgia ci accompagnerà a lungo dopo il rientro. -Sarnath è un importante sito buddhista immerso nel verde. E’ lì che Buddha pronunciò la sua prima predica e uno stupa alto 34 metri ne segna il punto esatto. Oltre alle rovine e ai monasteri visitare il Museo Archeologico vicino che custodisce antichi tesori di notevole interesse. -Agra è sinonimo di Taj Mahal. Niente prepara veramente il viaggiatore alla scoperta di questa grandiosa opera. E’ l’incarnazione dell’amore e della grazia, dell’equilibrio e della simmetria. Un’icona architettonica celebrata da tre secoli e mezzo come il più bel edificio del mondo con intarsi di migliaia di pietre semipreziose. Varcato il portale d’ingresso, il Mausoleo di un bianco candido appare in tutto il suo splendore rispecchiandosi nella vasca della fontana antistante. Una vista sublime! Lo fece erigere l’imperatore Shah Jahan in memoria della seconda moglie Mumtaz che morì dando alla luce il quattordicesimo figlio. Costruito sulla riva del fiume Yamuna e all’estremità dei giardini ornamentali, la leggenda narra che Shah Jahan volesse edificare per se stesso un Mausoleo identico in marmo nero sulla sponda opposta del fiume. Per evitare che sperperasse troppo denaro, il terzogenito lo fece rinchiudere nel Forte Rosso. In compenso, quando morì fu 18Gp

sepolto vicino alla sua amata Mumtaz. Visitare il Forte Rosso dopo il Taj Mahal può sembrare privo di magia. Invece, percorrendo le stanze dei vari palazzi aleggia ancora l’idillio vissuto in quel luogo da Shah Jahan e Mumtaz. Il magnifico forte (edificato da Akbar) protetto da doppia cinta muraria con la sua porta d’ingresso strategica (Porta Amar Singh) costruita ad angolo retto per sviare gli attacchi con elefanti è da vedere assolutamente. -Fatehpur Sikri, la città fantasma. Akbar, nonostante le numerose mogli, non aveva eredi. Al ritorno di un pellegrinaggio si fermò a Sikri dal santo sufi Shaikh Salim che le predisse l’arrivo di tre figli maschi. La profezia si avverò e Akbar decise di edificare una nuova città presso la dimora del santo. La chiamò Fatehpur Sikri (Città della Vittoria). Alla sua morte, la città fu abbandonata a causa della siccità. I palazzi sono tuttora ben conservati e la moschea è ancora in funzione. L’India è un Paese affascinante, misterioso e sconcertante, fulcro della ricerca spirituale e di profonde filosofie. Un Paese seducente che si ama o si odia ma che non lascia indifferente. Mark Twain scrisse: “Il paese che tutti desiderano vedere, e avendolo visto una volta, non foss’altro che per un attimo, non darebbero quell’attimo per tutte le bellezze del resto del mondo messe insieme”. Personalmente non mi è mai venuto il famoso mal d’Africa, ma il mal d’India sì.


L

Lo sapevate che

di Cristiano De Masi

BAR REFAELI LA BELLEZZA del Medioriente E’ una rubrica nata con lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori ma che nella vita reale sono persone normalissime con pregi e difetti. Questa volta parleremo di una delle modelle più pagate al mondo, l’israeliana Bar Refaeli

o sapevate che… Bar Refaeli è nata a Hod HaSharon il 4 giugno del 1985 ed è una modella israeliana. Lo sapevate che… Bar Refaeli, una delle più pagate al mondo, guida la schiera di top mozzafiato che ammiccano sensuali sulle pagine del calendario 2011 di “Sports Illustrated Swimsuit”.  Bellezze in bikini fotografate in scenari paradisiaci, per un anno da trascorrere con la testa fra le nuvole. Lo sapevate che… La splendida modella israeliana Bar Refaeli posa in un nudo artistico davvero mozzafiato per la rivista “Esquire“. Completamente nuda, la Refaeli si è conquistata la copertina del popolare magazine in una serie di scatti alquanto insoliti: Bar posa con una serie di scritte posizionate su varie parti del corpo. Un body painting vero e proprio composto da una serie di frasi tratte da un racconto di Stephen King. Lo sapevate che… Bar Refaeli in lingerie è davvero uno spettacolo, è stata ancora lei la modella scelta per la campagna pubblicitaria della collezione lingerie primavera/estate 2010 di Passionata. La modella israeliana posa sexy davanti l’obiettivo di Greg Kadel, davvero bella tra pizzi e trasparenze, da far girare la testa. Lo sapevate che…si può volare in compagnia di Bar Refaeli? Non dovete far altro che prenotare questo volo della Southwest Airlines che, grazie a un accordo con la rivista Sport Illustrated, ha adottato come livrea una gigantografia della modella Bar Refaeli. Anche a bordo del Boeing 737-700 dedicato a questa iniziativa il servizio sarà “in tema” visto che le hostess saranno modelle da copertina. Lo sapevate che… La bellissima modella è la fidanzata di Leonardo Di Caprio e ha da poco acquistato una villa di lusso a Tel Aviv per 2,8 milioni di dollari. La residenza ha una metratura di 370 metri quadrati, ed è posta al settimo piano di una delle sei Torri di Tel Aviv. Lo sapevate che… La differenza di età c’è ma non si fa notare, Leonardo infatti ha compiuto da poco i 35 anni mentre la modella Bar Refaeli ha 24 anni. Ormai Leonardo è completamente preso dall’amore per questa ragazza, che dopo un breve periodo di crisi ha ripreso alla grande.

© Foto gentilmente concesse da Kika Press

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storie e personaggi

1967 Il primo trapianto di cuore 3 dicembre Città del Capo – Trapianto di cuore, operazione d’avanguardia. Per la prima volta nella storia dell’uomo, il cuore di un essere umano deceduto viene asportato e trapiantato in un altro uomo.

Ripercorriamo le tappe del gruppo italiano che ha fatto la storia della musica leggera in Italia

POOH 45 anni

Pooh: Mauro Bertoli lascia Mauro Bertoli lascia il gruppo, che in piena Beatles-mania mette in mostra una forte personalità e la caratteristica più imitata negli anni: la fusione delle voci. Brano: “Vieni fuori”

DI SUCCESSI

Sarà un viaggio a puntate nel quale, anno per anno, accosteremo i momenti salienti della storia dei Pooh ai fatti di cronaca mondiale più rilevanti, mettendo in evidenza il brano simbolo di quell’anno. Partiamo dal 1966 al 1970… 1966 Gli attentati in Alto Adige Il 1 agosto e il 9 settembre avvengono altri attentati terroristici in Alto Adige, dove perdono la vita due finanzieri in un conflitto con i terroristi e tre guardie di frontiera nella loro caserma fatta saltare in aria.

Pooh: la prima formazione Prima formazione ufficiale dei Pooh: Valerio Negrini (batteria), Roby Facchinetti (tastiere), Riccardo Fogli (basso), Mauro Bertoli (chitarra), Mario Goretti (chitarra), Gilberto Fagioli (basso) e Bob Gillot (tastiere). Primo 45 giri: "Vieni fuori" e "L'uomo di ieri". Secondo 45 giri: "Quello che non sai" e "Bikini Beat"; seguito da "Per quelli come noi". Vincono il Festival delle Rose con il brano "Brennero 66", seguito da "Nel buio". Brano: “Brennero 66”

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1969 L’uomo sulla luna 20 luglio – Per la prima volta l’uomo mette piede sulla luna. E’ Armostrong, comandante della missione Apollo 11, a compiere i primi fatidici passi sulla superficie lunare dopo un viaggio e un atterraggio difficoltosi. Un’emozione per il mondo intero.

I Pooh al Cantagiro Il 20 maggio esce il disco “Memorie”. Il gruppo partecipa al Cantagiro con “Mary Ann” nel girone B, quello degli emergenti. Brano: “Mary Ann”

1968 Adulterio delle donne: non è più reato La Corte Costituzionale stabilisce che l’adulterio della donna non è più reato. Concede anche alla donna la separazione dal marito in caso di una sua accertata infedeltà coniugale. Prima era riservata solo all’uomo.

Pooh: la prima volta in Hit Parade I Pooh conoscono per la prima volta l’ebbrezza della Hit Parade con “Piccola Katy” (Lato B di “In silenzio”) che arriva fino in settima posizione. Dodi Battaglia, membro dei Meteors gruppo spalla di Gianni Morandi, sostituisce Mario Goretti che torna a Bologna dove apre un’azienda di amplificatori. In ottobre esce un altro 45 giri, “Buonanotte Penny “ (la prima canzone cantata da Dodi), sul retro “Il tempio dell’amore”. Brano: “Piccola Katy”

1970 Italia-Germania 4-3: la leggenda 17 giugno Città del Messico – La Nazionale di calcio italiana batte la Germania Ovest per 4-3 dopo i tempi supplementari e si qualifica per la finale della Coppa Rimet in quella che verrà definita la “partita del secolo”.

Pooh: successo nel Sol Levante I Pooh effettuano una tournée in Giappone dove vengono ricoperti di elogi entusiastici. Viene concepita “Pensiero”, che sarà incisa solo un anno più tardi. Brano: “Pensiero”

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vivere e abitare

di Fabiola di Giov Angelo

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NON chiamatelo

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SOLO BAGNO

Per qualcuno è la stanza preferita, per altri l’ambiente della casa dove prendersi cura di sé. Il bagno, di cui nessuno potrebbe fare a meno, cambia look per diventare ironico e giocoso

O

gni ambiente domestico ha bisogno di essere rinnovato ogni tanto. Soprattutto quegli spazi in cui siamo soliti trascorrere la maggior parte delle nostre giornate e nei quali rigeneriamo le nostre energie scegliendo di abbandonarci a momenti di relax. Non sempre è necessario un intervento radicale, il più delle volte bastano solo un po’ di fantasia e creatività. Accanto ai colori tenui e chiari, che fanno parte di una concezione tradizionale dell’arredamento bagno, si inseriscono note di colore e allegria, che lo movimentano, rendendolo ironico e divertente. Dagli asciugamani agli specchi da muro, dai mobiletti e carrelli alle scatole portatutto, ai set portasapone. Tutte soluzioni belle e facili da collocare, per creare ambienti diversi che rispondano alle esigenze di quanti sono alla ricerca di nuove soluzioni.

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vivere e abitare

QUANDO l’antiquariato fa tendenza

Provengono dalle collezioni di privati e dalle aste pubbliche, oltre che da mercatini, cantine e soffitte di vecchie abitazioni. Sono tutti pezzi di antiquariato dagli stili più svariati, specchiere Liberty e credenze Ottocento, sedie Luigi Filippo, tappeti caucasici, e porcellane dipinte, oggetti preziosi e sempre più ricercati per arricchire e impreziosire l’arredamento.

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l contrario di quanto si possa pensare sono soprattutto i giovani a optare per l’antiquariato, scegliendo di arricchire e vivacizzare l’arredamento della propria casa con alcuni pezzi, passati di generazione in generazione, testimonianza di arte e buon gusto, da unire ad oggetti di design dal gusto contemporaneo. La scelta ricade soprattutto su mobili piccoli, come ribaltine e cassettoni, tavoli e tavolini magari accostati a sedie di design moderno, ma anche ad oggetti di arredamento più tradizionali e classici come dipinti, statue, sculture e vasi orientali. Molto apprezzati sono anche i tappeti, soprattutto per il bagno, che a volte viene arredato quasi come un salotto. La richiesta più consistente è soprattutto per quegli oggetti che appartengono ai periodi che vanno dall’armonia del ‘700 fino ad arrivare al novecento, al futurismo e agli anni ’50, periodo quest’ultimo, i cui pezzi sono particolarmente ricercati. In generale, il volume d'affari dell’antiquariato è aumentato negli ultimi tempi e di sicuro regge il confronto con l'arte contemporanea, a testimonianza del fatto che l’attenzione per questo mondo è cresciuta. Considerando poi il fatto che per antiquariato si intende tutto ciò che ha almeno 50 anni, il campo d’azione diventa inevitabilmente più vasto. In questo clima di crescente attenzione è fondamentale il lavoro dell’antiquario che oltre ad avere una conoscenza vasta e articolata, deve spesso avere anche la specializzazione per un’epoca o un settore, in modo tale da conoscere bene ciascun pezzo e acquistare senza sbagliare. E’ bene poi che l’antiquario, oltre ad avvalersi dell’opera di esperti del settore, possieda nozioni di tecnica del restauro e che sia dotato del giusto spirito imprenditoriale per svolgere al meglio il proprio lavoro. Piccolo Mondo Antico Via Elio Adriano 7/9/11 Villa Adriana (Roma) Info fax 0774.382695 mondoantico2007@alice.it

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moda

di Cristiano De Masi

GATTINONI

LA FINE dell’

ATTESA

Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison presenta la collezione Primavera-Estate 2011

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reazione violata, natura in fuga, umanità alla ricerca di nuove certezze, soprattutto di uno stile di vita che ci guidi con mano alla scoperta di un nuovo misticismo. Guillermo Mariotto, direttore creativo della maison Gattinoni, lancia con la prossima collezione Primavera-Estate 2011 il suo grido d’allarme stemperato da una fede profonda nell’uomo. “Soprattutto nei giovani - spiega Mariotto - nella loro ansia di mutamento e rinnovamento. Una tensione emotiva che li spinge a perseguire verità e bellezza. Forza rigenerante e contagiosa, la loro, purificatrice”. Mariotto ha scelto di presentare la sua sfilata come un docu-film in 3D. “In fondo anche la moda è bellezza, poesia - precisa ancora - Una tela illustrata, uno schizzo effimero, fuggevole che sa dar vita, a volte, ad un’opera d’arte. Noi in fondo - aggiunge non siamo altro che testimoni di un vissuto, come Caravaggio con i suoi quadri, anche noi dipingiamo la vita in un abito”. Ricco, ricchissimo, opulento come sono le nuove città del futuro: Shanghai, Rio de Janeiro, con la spiaggia di Copacabana, Dubai, alle quali Mariotto dedica abiti metropolitan chic. Vetri, specchi. La luce, il fasto, il lusso. Architetture metropolitane ricamate sui tessuti, abiti “tagliati” ai lati da micro panier. L’Oriente, la tradizione, una dedica voluta, ricercata. Tutto sui toni del grigio, del fumé. Lo smog, i cieli pallidi, le nebbie. Territori violati, contaminati, profanati. Ma la terra risorge. Sfilano sulla passerella del Santo Spirito in Sassia i tubini avvolti da scialli-gilet. Boccioli che si schiudono alla

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vita, misteriosi coleotteri. Rosa, albicocca sfumato nel melone, verde malva. Metamorfosi, esercizi di stile con stampe digital su organze e chiffon. Si svelano le braccia per la prossima Primavera-Estate, anche nei tailleur. I pantaloni sono in duchesse o in jersey di seta. Abiti avvolgenti, scivolano sul corpo dispiegando architetture. Leggere, leggerissime, sofisticate nei plissé, nei tagli sbiechi, orizzontali, nelle trasparenze, nella magia delle volute. Grandeur e pesanteur per far riaffiorare la lievità dell’abito. Quasi un ossimoro linguistico e simbolico. Come le borse gioiello che Gianni De Benedittis, designer del brand futuroRemoto, ha firmato per la collezione. Clutch e pochette in oro, in argento rifiniti con scultorei manici zoomorfi, con rami di corallo rosa pregiato accanto al new energy ring, un originalissimo anello in oro giallo, con un piccolo pannello solare circondato di rubini, in grado di alimentare una piccola lampadina di servizio. La nuova collezione della maison Gattinoni gioca sui chiaro-scuri, sul buio e la notte, su nature profanate e aneliti libertari. Un film in bianco e nero. Un thriller. Abiti testimoni, abiti protagonisti. Guillermo Mariotto riscrive sui tessuti la nostra storia. Li contamina con le gocce di china, ridisegna un labirinto di rettangoli e geometrie luminescenti come specchi frantumati, oceani in dissoluzione. Simboli della distruzione dell’eco-sistema, di terremoti mai dimenticati, di tsunami e disordini dell’anima. Eppure anche il nero ha una sua bellezza e opulenza. Pipistrelli, falene, animali notturni, le nostre passioni più segrete. Rotondità intriganti nella collezione Primavera-Estate 2011. “La circolarità è anticrisi - spiega - La forma curva rappresenta la pienezza, l’armonia. E’ dolcezza, femminilità. Desiderio profondo e inarrestabile. Soprattutto luce”. Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Gattinoni per le foto


moda

di Cristiano De Masi

GATTINONI veste l’unità

D’ITALIA La maison Gattinoni celebra i centocinquant’anni dell’unità d’Italia con l’abito che inneggia al tricolore

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nsia di mutamento e rinnovamento. Donne forti e coraggiose. Colte ed eleganti. Forza rigenerante e contagiosa, purificatrice. Testimoni di un vissuto, dipingono la loro vita anche in un abito. Sono le protagoniste della collezione Gattinoni Haute Couture primavera-estate 2011 di Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison. Nell’anno della celebrazione dei Centocinquanta anni dell’Unità d’Italia la maison Gattinoni rende omaggio al Bel Paese. Ecco Francesca Testasecca, Miss Italia 2010, con la corona turrita, simbolo e volto dell’Unità d’Italia, interprete dell’abito di Guillermo Mariotto, che inneggia al Tricolore, ai fasti risorgimentali, a querelle mai sopite sui valori unitari. Interrogativi ai quali nessuno, ancora, è riuscito a dare risposte. La donna più bella d’Italia annuncia la fine dell’attesa con un gesto che inneggia al raccoglimento, un monito: l’Italia si desti. Come in un docu-film in 3D, sulla passerella del Santo Spirito in Sassia, sfilano abiti testimoni, abiti protagonisti, che riscrivono su preziosi tessuti la sublime arte della couture. Sete duchesse, chiffon, georgette, contaminate da gocce di china.  Architetture metropolitane ricamate su abiti tagliati ai lati da micro panier. Perfezione contemporary chic. Come l’originalissimo new energy ring, che Gianni De Benedittis, designer del brand futuroRemoto, ha creato per la collezione Gattinoni. Un anello in oro giallo, con un piccolo pannello solare circondato di rubini, in grado di alimentare una piccola lampadina. Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Gattinoni per la foto

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moda

Tony Ward

di Federica Trotta Mureau - Accademia del lusso

ILsiPRESENTE fa strada

NUOVA ALLURE

per alta ROMA

Rami Al Ali

Un’apertura in grande stile per AltaRoma, la manifestazione capitolina dedicata alla kermesse modaiola, dove le tendenze delle collezioni primavera-estate prendono vita

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e sfilate di AltaRoma debuttano con Fausto Sarli Haute Couture spring-summer 2011, la prima dopo la scomparsa dell’amatissimo stilista. Una collezione fatta di forme aerodinamiche, organza, plissé e fiumi di cristalli, tagli netti, colori quali il bianco, il blu, il viola, il verde marino e il rosso corallo. Un allure che circonda queste forme di arte che si muovono nello spazio. Maria Carla Boscono, la top model legatissima allo stilista fin dagli esordi, inaugura e conclude il pittoresco défilé con due abiti bianchi da sposa. Nino Lettieri ha messo in scena una collezione dominata dal nero, rosa acceso e bianco. Leggiadria e accuratezza nelle tinte e nei tessuti, chiffon, georgette, satin e shantung. A condurre l’entrata in passerella una modella accompagnata da un barboncino bianco, l’interpretazione di una donna moderna che ama sentirsi a suo agio in una società che si rinnova costantemente. Fasce verticali ed orizzontali si disperdono nello charm di questa collezione con garbo e grazia. Infine la sposa di Nino Lettieri è principesca in un abito di pizzo chantilly arricchito da micro paillettes che donano luce e morbidezza in movimento. Rami Al Ali, noto stilista di origini siriane, presenta una donna attraverso un insieme di influenze occidentali, nei suoi abiti sempre presenti applicazioni di strass come fossero gocce cadenti dal cielo. Nella collezione di Giada Curti dominano i colori del deserto, beige, sabbia, tortora e grigio, i tessuti utilizzati sono pregiati e lavorati nei minimi dettagli. Le sue creazioni mettono in risalto la forte femminilità che c’è in ogni donna che indossa i suoi capi. L’ispirazione principale dello stilista italolibanese Tony Ward è la struttura architettonica della città, formata da geometrie precise. Gli abiti ornati da perle, ricami, fiori, fiocchi e pizzi costituiscono un tributo alla delicatezza femminile. Non solo stilisti di fama internazionale sulle passerelle, ma anche giovani emergenti come gli studenti dell’Accademia di Moda e Costume di Roma, che hanno presentato il final

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work. I primi classificati sono stati Ludovico Milano e Gabriele Litta , accolti da un grande consenso da parte degli ospiti. Capi metamorfici realizzati con lane e tessuti gessati mixati a lattice e silicone. In tema di giovani artisti proprio Silvia Venturini Fendi, Presidente di Alta Roma, quest’anno ha voluto legare la moda ad un’altra disciplina quella dell’editoria, riconfermando “Fashion on Paper”, il primo festival internazionale legato all’editoria indipendente di moda. Questa terza edizione si è tenuta al Tempio di Adriano, un meeting informale nonché una vetrina innovativa per stylists, designers e direttori creativi della nuova generazione. Quello che si è visto in questa edizione di Alta Roma può essere riconosciuto come l’inizio di un nuovo percorso della kermesse romana o perlomeno della risonanza che può avere a livello internazionale. Foto: Giulia Zompatori - Accademia del Lusso Fashion Editor: Barbara Molinario

Sarli


moda

di Cosanza Cambriani

ACCESSORI le tendenze di primavera

Guida ai must have. Con l’arrivo della bella stagione la voglia di cambiamento è in agguato soprattutto quando si parla di vestiti ed accessori. Le nuove tendenze per la primavera estate parlano chiaro: l’accessorio fa la differenza. Le proposte di Alessia Agosta Design

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cco qualche suggerimento dal panorama della moda su quello che sarà IN e quello che sarà OUT nella stagione primaverile. Bracciali collane orecchini, saranno loro i veri protagonisti nei prossimi mesi; preziosi o meno, non potranno assolutamente mancare nel look delle fashion victim. Giocare con i materiali e mescolarli tra loro, ricercare il particolare ed esibirlo con contrasti di forme e colori, questi i dicktat che si prospettano, una sorta di “guarda, impara e metti in pratica!”. Per essere alla moda non rinunciate ad un paio di orecchini “invadenti”. Stonejewels, apprezzato marchio di gioielli con lavorazione artigianale di pietre e metalli, ne propone per una vasta gamma eleganti e raffinati, come tutte le loro creazioni, unici e sempre attuali. I cerchi di metallo intersecati gli uni negli altri illuminano il viso e si adattano facilmente a tutte le occasioni. Di grande effetto anche i pendenti in metallo colorato, divertenti ed inusuali nel loro genere. Per chi invece si sente di osare di più consigliamo l’accessorio in plexiglass. La Alessia Agosta Design (nelle immagini), nella sua nuova collezione, ha pensato proprio a tutto. Gli immancabili ciondoli con le lettere, riproposti anche nelle varianti colorate, si accostano egregiamente agli anelli ed ai bracciali dall’effetto cromato satinato e trasparente. La personalizzazione del gioiello, tratto distintivo della designer, rende queste creazioni uniche ed irripetibili. Mescolare i materiali e divertirsi ad inventare modi stili ed accoppiamenti inusuali. Questa tendenza piace perché suggerisce senza imporre, lasciando spazio al nostro modo di vedere e di usare la moda.


moda

di Fabiola Di Giov Angelo

L’ESPLOSIONE dei colori fluo

Dopo il grigiore invernale i colori sgargianti accendono il look, danno grinta e mettono di buon umore. Dagli accessori ai capi d’abbigliamento si osa senza paura

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on l’arrivo del sole e della bella stagione non c’è da stupirsi che si accendano i colori. Il look è più sbarazzino, ma anche più grintoso, inusuale e anticonvenzionale e il colore diventa protagonista, osa i toni accesi, acidi e fluorescenti. Il fluo cattura i colori e in un divertente revival anni '80, fatto di stampe pop e tinte eccentriche, si riversa su abiti, scarpe e accessori glamour. Colori sgargianti, puri e decisi che preannunciano collezioni anticonformiste e sorprendenti, destinate ad influenzare il trend dell’intera stagione. Contrasti forti che vanno dalle maxi bag pink, ai mini dress yellow, ai sandali multicolor. Un tripudio di colori vivaci, che ricordano quelli di un giardino tropicale, e di colori più classici che assecondano però la scelta di una stagione che punta sull’eccentricità. Colori vitaminici che, pur senza l’abbronzatura, illuminano il volto e regalano un incarnato perfetto e levigato. E allora via libera al colore dai verdi lime o pistacchio, ai gialli, ai bluette e ai rosa shocking di grande effetto, che possono essere abbinati tra loro per un look che vuole osare. Dalle borse colorate con tonalità allegre e frizzanti, modelli bon ton e chic in azzurro, giallo, arancio e rosa a borse con la tracolla in effervescenti colori fluo e stampe allegrissime. Occhiali mini o maxi, unisex o sportivi, retrò anni Cinquanta o con le lenti trasparenti da vera diva, che puntano sulla scelta del colore, forte e deciso e su montature dall’effetto trasparente in contrasto con toni fluo e le sfumature dégradé delle lenti colorate. Scarpe sempre più fashion contagiate dalle tinte fluo, con fiocchi, fibbie e tacchi esagerati. E, infine, abiti e capi d’abbigliamento dalle tonalità frizzanti ed energiche, con ampie pennellate, stampe luccicanti e fodere dalle tinte accese per una moda forte che si ispira a Warhol e alla Pop Art e che fa del colore eccentrico e stravagante qualcosa di pop e non più kitsch.

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moda

di Cristiano De Masi

GABRIELLE H

La modella americana CHE SOGNA DOLCE E GABBANA

“L’Italia è la patria della moda mondiale e sogno di lavorare a Roma o a Milano”. Gabrielle ha le idee chiare sul suo futuro e sogna di diventare una top model famosa

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abrielle H,  21 anni, vive a Tampa in Florida. L’ha fotografata per noi Simon Divine, il fotografo italiano più amato dalle celebrities. Conosciamola meglio attraverso questa intervista, nella quale ci parla del futuro, dei suoi sogni e della sua famiglia. Sei una modella giovane ma di grande talento. Qual è il tuo sogno per il futuro? “Il mio sogno, oltre ad affermarmi in Italia come top model, magari per Dolce e Gabbana, sarebbe quello un giorno di aprire un mio salone di bellezza”. Come ti mantieni in forma? “Mangiando sano, soprattutto tante verdure anche se qui negli Stati Uniti è veramente dura perché è la patria degli hamburger. Poi almeno due volte alla settimana vado in palestra”. Il tuo sogno è lavorare in Italia, perché? “Perché l’Italia è la patria della moda mondiale e solamente lavorando a Milano o Roma è possibile diventare una top famosa”. Raccontaci una tua giornata tipo. “La mia giornata tipo parte dal presupposto di lavorare duro per ottenere il massimo dal mio lavoro. Poi amo tantissimo frequentare i miei amici perché, come sapete, avere delle persone che ci permettono di avere stabilità oggi, è diventato raro soprattutto nel mondo della moda”. Qual è il tuo uomo ideale? “Deve essere forte, molto sensibile e un fanatico dello sport… Amo gli uomini con la tartaruga”.

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Cosa pensa la tua famiglia del tuo lavoro di  modella? “Devo dire che loro mi hanno sempre supportata nelle mie scelte anche perché sin da piccola sognavo di fare questo mestiere che mi permette di visitare i paesi più belli del mondo. E poi mi permette di vivere una vita da favola come fossi una principessa nel paese dei balocchi”. Se ti proponessero un calendario nuda accetteresti? “Assolutamente sì, perché ho un ottimo rapporto con il mio corpo e penso che non ci sia niente di male a mostrarsi alla mia età. Come dire: la gioventù si vive una volta sola nella vita”. Puoi descrivere per i nostri lettori Tampa, la tua città? “E’ molto divertente, caratterizzata dai parchi più belli del mondo come Disneyworld, Seaworld, Harry Potter e poi  è piena di club dove potete incontrare le ragazze più belle del mondo”. Un saluto a tutti i nostri lettori di GP Magazine? “Vorrei salutarvi tutti sperando che le mie foto vi piacciano ed un ringraziamento particolare per il vostro supporto per la mia carriera”. Credits: NAF STUDIOS 4503 Commerce Drive Suite, 4 Orlando (Florida) 32836 www.nafstudios.com Simon Divine - Owner (Photographer) Krysta Knight Leatherwood Co-Owner (Shoot Director) Designer: "Conde Couture" Troize' Conde' CEO/Designer

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art&fashion

UNDERWATER

Photo. Emanuele Menduni Hair&Mua. Claudio Furini (www.claudiofurini.com) Model. Simona Basti Ufficio Stampa. Daniele Pelliccia (www.myspace.com/mi_concentro) 49Gp


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salute e benessere

CADUTA dei capelli

chiedilo al tuo parrucchiere

Quando la caduta dei capelli deve considerasi eccessiva e preoccupante? In generale, si tende a considerare preoccupante la perdita quando questa supera i 50/100 capelli al giorno

@ Foto Paul Mitchell

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indispensabile sottolineare che il fenomeno rappresenta sempre il sintomo principale di diverse patologie del capello e che, proprio per questo, è indispensabile una valutazione mirata da parte di parrucchieri specialisti. Oltre l’alopecia esistono anche altre cause organiche della caduta anomala dei capelli. Fra di esse quelle genetiche, gli stati psicologici alterati, alcune malattie. “Le alopecia - termine con cui definiamo la caduta dei capelli quando diventa evidente perché ne coinvolge almeno il 50% - si suddividono, secondo la distribuzione topografica, in localizzate (ad esempio l’alopecia areata, l’alopecia androgenetica e quella cicatriziale) e diffuse (come l’alopecia da farmaci o il telogen effluvium ovvero il diradamento diffuso). La più frequente è l’alopecia androgenetica, che colpisce l’80% degli uomini e il 50% delle donne, nelle quali l’incidenza aumenta durante e dopo la menopausa”. CONSIGLI 1 Lavate i capelli massaggiando delicatamente, mantenendo la temperatura dell’acqua tiepida e prediligendo detergenti non aggressivi nella formulazione. 2 Non è vero che tagliare i capelli li rinforza. Potete tranquillamente avere lunghe chiome in perfetta salute, eliminando però le doppie punte. 3 La caduta dei capelli migliora sensibilmente se sebo e forfora sono sotto controllo. Oltre a seguire una dieta corretta ed equilibrata, lavate i capelli con detergenti delicati e non aggressivi. 4 Non abbiate paura di colorare i capelli, ma affidatevi a mani esperte. 5 Evitate le forti decolorazioni. Le tecniche attuali di colorazione salvaguardano il benessere dei capelli e promettono il massimo del glamour, coniugando salute e bellezza. 6 Non cercate di camuffare il problema, ma fatene un punto di forza. 7 I migliori prodotti sono quelli che trovate nel negozio del parrucchiere, e non sugli scaffali del supermercato. Entrate senza paura nel salone del parrucchiere, e chiedete consiglio, spiegate il vostro problema e le vostre esigenze, e fatevi indicare il prodotto più adatto a voi. Cypy’s – Villa Adriana (Roma) Via Friuli, 7 – Tel. 0774.533813 55Gp


salute e benessere

a cura del prof. Fabrizio Trecca

La puoi trovare presso: D&D Wellness Via Mantova 1, Roma tel. 0685305036

E’curare POSSIBILE la vecchiaia?

Quando ero ragazzo, leggevo che gli antichi dicevano “muore giovane chi è caro agli Déi”. Francamente mi sembrava un’espressione troppo forte. Con il passare degli anni ho capito che forse avevano ragione: tutti desiderano divenire vecchi per allontanare la morte, poi quando sono vecchi si lamentano di essere tali

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a vecchiaia è un processo di non ritorno, l’inizio è insidioso. Può cominciare prima o dopo, in qualsiasi momento, a volte addirittura intorno ai quaranta anni. Ci si sente più stanchi del solito e il recupero delle forze è più tardivo. La digestione è più lunga o quanto meno più laboriosa. Si allontanano le braccia per leggere il giornale, ci si sente irritabili, il sonno si accorcia e diventa meno ristoratore. Le prestazioni sessuali sono meno brillanti e divengono più rare. Si cercano motivazioni dentro e fuori. Il lavoro è troppo, il nostro capo è esigente, il compagno o la compagna sono meno attraenti, i figli danno troppi problemi. I più fortunati o i più intelligenti fanno il punto della situazione, altri cercano di sopperire alle carenze aumentando le prestazioni per dimostrare a se stessi che nulla è cambiato, che è un momento di stanchezza, di calo dinamico, di insofferenza, che è tutto transitorio. Il quasi vecchio si concede un bicchierino in più, chi fuma aumenta il numero delle sigarette, a volte si cambia partner. Ci si interessa della pillola per dormire, della pillola per avere tono, della pillola per digerire. Si seguono le diete del giornale o del dietologo alla moda, ci si compra la bicicletta, si

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gioca a tennis e a calcetto per fare fiato. E’ un errore. Si dà così fondo alle energie bruciando le riserve residue. E’ come se ad un certo punto della vita dessimo fondo ai nostri risparmi senza aver fatto un bilancio, senza conoscere l’entità reale delle nostre riserve economiche. In questo momento di debolezza, di incertezza, di disorientamento, di sconforto, di apprensione, come avvoltoi pronti ad approfittare di noi, compaiono oscure minacce: le malattie della terza età, arterosclerosi, malattie cardiovascolari, artrosi, diabete, ipertensione, malattie neurologiche. Ma non basta: anche il nostro aspetto si trasforma. Uomini e donne vengono chiamati “vecchietti” senza tener conto della loro esperienza e saggezza. Si sostiene che un campione dovrebbe ritrarsi all’apice della carriera per non subire l’umiliazione della sconfitta e l’allontanamento dei tifosi. Anche nella vita vi è dunque un declino, ma questa linea discendente può divenire retta se lasciamo il posto ad esperienza, serenità, confronto pacato. Mi rimane però il dubbio “muore giovane chi è caro agli Déi”, era un motto solo per stimolare i guerrieri in battaglia o augurava all’uomo di evitare la tristezza e i mali della vecchiaia? Si ringrazia Creative Ideas


eros

di Fabiola Di Giov Angelo

FACCIAMO sesso! no grazie non mi interessa

Sono più di 10 mila gli iscritti al sito www.asexuality.org, solo in Italia sono 800 i membri registrati. Si tratta di un sito i cui membri si scambiano esperienze ed opinioni sulla loro asessualità, la loro dichiarata mancanza di attrazione sessuale nei confronti di qualunque essere umano

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n un momento in cui non si fa altro che parlare di sesso, in cui il desiderio, l’eros, il gusto del proibito hanno preso il sopravvento su ogni altro aspetto della vita, spunta una notizia che riguarda la dichiarata abitudine di alcuni al non sesso. E’ il New York Times ad avervi puntato gli occhi addosso e a dare visibilità ad una nuova web community, di quelli che il sesso non lo vogliono fare e che a letto vanno solo per dormire. Proprio sul web, in una controversione di tendenza, si raccolgono quelli che condividono la totale mancanza di attrazione sessuale per qualsiasi essere umano. Ma questa assenza di desiderio fisico può corrispondere ad una disfunzione? O invece possiamo immaginare che si tratti semplicemente di una tendenza per cui oggi è bello dire che il sesso non interessa più? E questa mancanza di attrazione fisica porta con sé anche un rifiuto dell’amore? Ne parliamo con il dottor Marco Rossi, sessuologo e psicoterapeuta. “Gli asessuali sono, per loro stessa definizione, persone che non hanno un’attività sessuale, ca-

paci di innamorarsi, individui assolutamente normali, senza patologie né traumi. In realtà – spiega Rossi – sono assolutamente convinto che questa condizione così descritta non esista. Dire che possano esistere gli asessuali corrisponderebbe a dire che tutto quello di cui siamo stati convinti finora sulle pulsioni sessuali è un errore e che esistono al mondo esseri umani che non hanno istinto, cosa impossibile visto che è fondamentale per l’esistenza della vita. Tra l’altro – aggiunge il dottor Rossi – qualche anno fa ho avuto un’esperienza a riguardo. Invitai, attraverso il mio sito, gli asessuali a parlare con me della loro condizione, ricevetti soltanto una risposta, molto aggressiva e arrogante, che mi accusava di essere prevenuto. Questo fatto mi sembra già sufficientemente esplicativo. Ritengo, invece, che possa trattarsi di persone che hanno una patologia così alta da non averne coscienza, o che abbiano avuto traumatismi tali, il cui effetto è tanto nascosto da non averne consapevolezza”. Per saperne di più: www.marcorossi.tv

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antropologia culturale

di Marco De Murtas - www.marcodemurtas.sitiweb.com

INCONSCIO di specie e onde anomale parte seconda

L’essere umano, molto prima di raggiungere il grado di Sapiens sapiens, si distinse da tutte le altre specie per avere un aspetto motivazionale, innegabilmente forte ed apparentemente inspiegabile: la forte spinta a rappresentare per immagini

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erché, nel basso Paleolitico, taluni sacrificarono il loro tempo per opere “d’arte”, come ad esempio alcune splendide pitture nelle grotte? Altri per scolpire alcune statuette di donne prosperose, dette le “Veneri” preistoriche? E perché fecero ciò in contrasto con l’istinto di sopravvivenza volto a tralasciare tutti i comportamenti dispendiosamente inutili? Non c’è che una risposta. Evidentemente la spinta a rappresentare fu un fattore evolutivo di straordinaria importanza. Ma a che livello situare questa pulsione, in contrasto con l’Io pulsionale ma non certamente inconscia nel senso di un “al di sopra” della volontà cosciente? Dall’istinto di specie all’inconscio di specie Approfondendo lo studio sulle funzioni neuro-psichiche riconducibili all’istinto, la mia attenzione venne attratta da una particolare forma di istinto che conosce una cruciale peculiarità. Accanto alla classica descrizione dell’Istinto di Conservazione (che esplica le sue funzioni a livello individuale e che ogni componente della specie eredita a salvaguardia sia della propria personale sopravvivenza che della prole) si può ritrovare la presenza di un Istinto di Specie. Descritto in natura, come elemento adattattivo/evolutivo di alta portata, si caratterizza per schemi

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comportamentali, anche qui geneticamente determinati. Tuttavia, persegue solo finalità proprie della specie, indifferente ai vantaggi del singolo, o, addirittura, in opposizione ad essi. In questa evoluzione dell’istinto di specie si potrebbe intravedere, come risultato, la forte spinta dell’uomo alla rappresentazione artistica. Che fine ha fatto l’istinto di specie nell’uomo? Il linguaggio e la scrittura possedendo grandi capacità di comunicare valori collettivi “coscienti”, potrebbero aver soppresso questa persistenza ed evoluzione dell’Istinto di Specie? La mia tesi centrale sostiene il contrario. Nell’uomo, più che in ogni altra specie, questa funzione originariamente legata all’istinto ebbe l’evoluzione più complessa e sorprendente. La funzione dell’istinto di specie si strutturò allo scopo di uniformare i comportamenti di un gruppo, a dispetto del vantaggio del singolo, per i vantaggi evolutivi connessi. Essendo una funzione a favore del gruppo a prescindere dal singolo, tale funzione dovette rimanere inconscia e di qui il suo nome: l’Inconscio di specie. Una struttura sociale solida deve condividere molti valori collettivi “a priori” e, se in evoluzione, in grado di riformularli secondo quanto sia più efficace per la collettività, soprattutto dal punto di vista economico-sociale.


Quanto sei bella Roma

Sonia

PATRICIA

PALOMINO

ERAZO

“ROMA COME UN

SET CINEMATOGRAFICO”

Prosegue il nostro viaggio tra le bellezze di Roma. Questa volta incontriamo Sonia Patricia in un luogo incantevole situato tra Piazza del Popolo e il Pincio Luogo e Data di nascita? “Sono nata a Puerto Asis Putumayo in Colombia sotto il segno dei Gemelli”. Carattere? “Mi definisco lunatica, birichina, romantica, generosa, chiacchierona… vi basta?”. Segni particolari? “Sono molto coraggiosa, amo sbrigarmi le faccende da sola e sono caparbia, non sto mai ferma”. Studi e professione. “Sono diplomata ragioniera, ho studiato da infermiera per due anni e ho fatto un corso avanzato di lingua inglese. Attualmente lavoro in una azienda di esportazione ittica come segretaria”. Sogni nel cassetto? “Visto che mi piace molto viaggiare vorrei girare il mondo e poter fare l’inviata per una testata giornalistica che parli di

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viaggi”. Parlaci di te. “Sono una persona molto altruista, ecco spiegato gli studi da infermiera, mi piace aiutare chi veramente se lo merita, sopratutto gli indifesi e gli emarginati. Ma per gli animali sono disposta a fare tutto per il loro benessere in quanto sono gli esseri più indifesi e ti danno tantissime emozioni positive in cambio senza tradirti mai e senza chiederti nulla. Più conosco le persone e più amo gli animali”. Il tuo rapporto con Roma? “Ho un ottimo rapporto con la Capitale. La adoro, mi piace moltissimo sia per la storia che la caratterizza che per i numerosi monumenti disseminati in ogni angolo. Sono molto religiosa e siccome ad ogni angolo c’è una chiesa, mi sento protetta”. Cosa ti piace della Capitale? “Praticamente tutto, sembra di vivere su un set cinematografico, monumenti ovunque e di ogni epoca storica, cosa si può voler di più?”. La zona di Roma che ami di più? “Via del Corso, via dei Condotti, Piazza Venezia e piazza della Repubblica. Ma anche Trastevere ha il suo fascino”. Cosa non ti piace di Roma? “Sinceramente non mi piace il poco rispetto che gli automobilisti mostrano nei confronti dei pedoni soprattutto, ma anche nei confronti degli altri automobilisti. Al volante si trasformano in perfetti cafoni, si sentono tutti in formula uno. E inutile dirlo, non amo il traffico”. Se fossi sindaco di Roma cosa faresti? “Sicuramente i problemi di Roma sono tantissimi: le strade dissestate, i parcheggi che non si trovano mai, troppi senza tetto nei pressi delle stazioni. Certamente li metterei come obbiettivi primari da curare”. Il luogo di Roma più romantico? “Su a Monte Mario “lo Zodiaco” e Ponte Milvio. Ma pensandoci bene ogni angolo di Roma è romantico”. Il luogo di Roma dove baceresti l’uomo dei tuoi sogni? “Seduta sul bordo della fontana di piazza della Repubblica”. I locali di Roma che frequenti di più? “I ristoranti nei pressi di Campo de’ Fiori, la trattoria Moderna è la numero uno, poi i locali di Trastevere, le discoteche all’aperto d’estate e i cinema”. I luoghi di Roma preferiti dove fai shopping? “Mi ritrovo sempre in centro, tra via Condotti, via del Corso, via del Babbuino. Anche l’outlet di Castel Romano mi piace molto”. Se fossi un monumento di Roma cosa vorresti essere? “L’Altare della Patria a Piazza Venezia”. Foto di Aldo D’Ambrosio Si ringrazia Perla Beauty - www.perlabeauty.it

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televisione

ILinvisibile CINEMA in tv

Il cinema invisibile approda in tv. Grazie alla partnership tra Cult (Sky, canale 319) e La Biennale di Venezia, cinque lungometraggi presentati alle scorse edizioni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e mai distribuiti in Italia sono stati visti da tutti gli appassionati di cinema a partire dallo scorso 4 febbraio ogni venerdì su Cult

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inque titoli, cinque generi diversi, cinque grandi autori del cinema internazionale sono stati introdotti e commentati dal direttore del Festival Marco Müller e sono stati proposti in lingua originale con sottotitoli in italiano. Ad aprire il ciclo è WHITE MATERIAL, il film interpretato da un’intensa Isabelle Huppert in cui l’occhio attento della regista francese Claire Denis racconta l’Africa sfruttata dai bianchi. A seguire con VEGAS: BASED ON A TRUE STORY il regista iraniano Amir Naderi dipinge l’ossessione dell’american dream in un film ambientato nel lato dimenticato della città dello sfarzo e del diletto: Las Vegas. Con SUKIYAKI WESTERN JANGO è stato visto un inedito Quentin Tarantino nelle vesti di uno spietato killer diretto dal regista Takashi Miike che con questa pellicola rende omaggio alla grande tradizione italiana degli spaghetti western. In VINYAN, film del promettente regista belga Fabrice Du Welz, Emmanuelle Béart interpreta una madre disperata alla ricerca del figlio scomparso nell’isola di Phuket, durante lo Tsunami del 2004. Il dramma, la mafia cinese, le storie di amicizie impossibili sono infine protagoniste in PLASTIC CITY di Yu Lik Way, film che racconta la saga di un padre e di suo figlio implicati nella malavita e tra le gangs sinogiapponesi di San Paolo del Brasile. “La partnership tra il Settore Cinema della Biennale e Cult nasce dall’amore per il cinema. E più precisamente dalla volontà di accogliere e diffondere quella parte viva di esso che sa essere avanguardia di massa, creando i presupposti per catturare per queste opere, anche nel nostro paese, nuovi gruppi di spettatori - sottolinea Marco Müller - La Mostra è più forte quando riesce a prolungare la vita di un film oltre le sedi del festival. E quando può garantire la circolazione di un’offerta cinematografica basata sulla qualità, la diversità e l’originalità. Credo che anche Cult, nella sua offerta di cinema, punti proprio su questa ricchezza e pluralità. Insieme ci siamo ritrovati convinti che i titoli scelti sapranno incontrare il gusto di una fetta significativa di pubblico. Confido che questa operazione sia uno dei segnali che contribuiscono a mettere in moto un processo virtuoso nel mercato della distribuzione di film”. 69Gp


televisione

di Francesca De Carlo

MAX

GIUSTI L’UOMO CHE FA

SOGNARE GLI ITALIANI

Conduce per la terza volta la fortunata trasmissione “Affari tuoi”, partita già da qualche settimana. Quest’anno in palio c’è addirittura un milione di euro. Ma l’uomo che fa sognare gli altri ha realizzato un sogno: ha aperto un’accademia di tennis

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opo un anno di pausa è ripartito “Affari tuoi”, il famoso gioco dei pacchi che, in onda ogni sera nell’ “access prime time” di Rai Uno (la fascia che precede la prima serata ndr), fa sognare milioni di italiani mettendo in palio fino ad 1 milione di euro. Il pacco matto, infatti, con cui il concorrente può raddoppiare il vecchio premio da 500 mila euro, è una delle novità di questa ottava edizione condotta per la terza volta consecutiva dal simpaticissimo Max Giusti. Prima dell’avvio del programma, il comico romano, insieme al direttore Mauro Mazza e al Presidente della Endemol Italia, ha incontrato la stampa nella sede della Rai per parlare di questa nuova avventura di cui va fiero e dice con umiltà “è un onore per me entrare nelle case della gente”. E per noi di GP Magazine, a fine conferenza, ha gentilmente risposto ad alcune domande. Sei reduce dal successo di “Attenti a quei due” condotto in coppia con Fabrizio Frizzi. Qual è il segreto della vostra sintonia? “L’educazione. Siamo diversissimi come background, come crescita, come estrazione ma siamo identici nel rispetto e nella stima che abbiamo l’uno dell’altro. E’ stata questa la forza del programma e l’unico modo perché si potesse fare. E sfido a trovare altri due conduttori capaci di mettersi in gioco così senza far volare sedie o tirarsi coltelli”. Sei tornato al timone di “Affari tuoi”, programma a cui ormai sei molto legato. Ti capita mai di sentirti coinvolto dalle storie dei concorrenti? “Sono stato addirittura male per delle storie e in un caso ho fatto anche qualcosa di concreto. Di ‘Affari tuoi’ si può dire tutto tranne che non sia un’esperienza diversa ogni sera. C’è il nostro Paese lì dentro e coesistono realtà completamente diverse tra chi viene dal Nord e chi invece dal Sud”. In questo modo conosci moltissime persone e altrettante storie di vita… “Sì anche se non è vero che tutti i concorrenti sono uguali. C’è quello con cui hai più empatia, quello che ha una storia davvero bella o è davvero carino ed educato, 70Gp

come c’è quello invece sbruffone. Con alcuni hai più feeling con altri meno. Ma quando vedo che c’è uno a cui ‘Affari tuoi’ sta per cambiargli la vita e quel ‘paravento’ del dottore lo frega, non sai quanto mi dispiace”. Eppure sono state molte le polemiche che hanno accompagnato il programma, accusato di non essere vero. “Quando sento dire che è tutto falso mi cadono le braccia. Ti assicuro che non mi presterei mai a fare una cosa finta perché io c’ho una faccia sola. Se scopri che sono un cialtrone domani non mi rivedi più e io di che campo? Il gioco non vale la candela”. Quest’anno hai uno spettatore d’eccezione, tuo figlio Matteo, nato lo scorso novembre. Come sono cambiate le tue priorità? “Non amo quelli che quando hanno un figlio cominciano a dire agli altri che non possono capire cosa significa. Se si ha la fortuna di vivere questa esperienza si comprende che ti stravolge tutto. Ogni parola è superflua”.

Sei un grande imitatore e ti sei cimentato con moltissimi personaggi. Ma ce n’è uno che proprio non ti riesce di fare? “Mi sarebbe piaciuto fare Gianfranco Fini ma le nostre facce sono al contrario, lui ha il viso sottile ed è impossibile per me riprodurre la somiglianza”. Tra molti anni, quando deciderai di ritirarti dalle scene, a cosa ti piacerebbe dedicarti? “Ho aperto una piccola accademia di tennis e mi piace molto dedicarmi a questa cosa. C’è una ragazza russa, una brasiliana, un ragazzo rumeno, una ragazza di Prato, un bel vivaio insomma. Non si guadagna niente e non riprenderò nemmeno quello che ho investito, però è una bella soddisfazione”. Quindi sei un appassionato di tennis? “Ho la passione per lo sport in generale ma per dedicarsi al calcio occorrono molti soldi, nel tennis invece avendo sei campi in gestione puoi fare molto. E poi mi diverto”.

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televisione

di Francesca De Carlo

E’ la protagonista, insieme ad Anna Valle e Alessandra Mastronardi, della fiction di Rai Uno “Atelier Fontana-Le sorelle della moda”.

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RICA

dE COLA sorella

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DELLA MODA

al vivo Federica dimostra meno dei suoi venticinque anni. Minuta, viso acqua e sapone, modi semplici e cordiali, così lontana dall’immagine di tante coetanee che in questo periodo riempiono programmi televisivi e pagine dei giornali. Non solo. Questa giovane ragazza siciliana si è guadagnata, con studio e sacrificio, un posto importante tra le nuove promesse del cinema e della televisione italiana. Una lunga gavetta, fatta di tanto teatro, che oggi le ha regalato un ruolo da protagonista nella fiction tv “Atelier Fontana-Le sorelle della moda” e la partecipazione a molti altri lavori di livello. Un talento il suo già scoperto dal regista Emanuele Crialese che nel 2006 l’ha voluta nel film “Nuovomondo”, vincitore del Leone d’Argento al Festival di Venezia. E’ stata poi la moglie di Pierfrancesco Favino in “Pane e libertà”, la fiction sul sindacalista Giuseppe Di Vittorio firmata da Alberto Negrin. Una carriera in ascesa quella di Federica che le sta riservando importanti soddisfazioni da quando, qualche anno fa, fece la valigia e lasciò la Sicilia per inseguire il suo sogno… Ormai vivi a Roma da qualche anno ma sei nata a Messina. Ti manca il tuo paese? “Il legame con la propria terra è sempre molto forte ma a Roma sto benissimo. Del resto volevo fare l’attrice e la mia città non mi offriva le possibilità di lavoro che cercavo”. Quando hai capito che volevi fare l’attrice? “Da sempre. Pensa che il mio primo spettacolo l’ho fatto a tredici anni”. La tua famiglia come ha accolto questa tua vocazione? “Inizialmente erano un po’ perplessi. Mio padre è ingegnere, mia madre invece una biologa, ho una zia che è la quarta donna più importante nel mondo nel campo della fotochimica ed © Foto di Francesca Sago

A venticinque anni è il primo importante passo verso una carriera di attrice luminosa. Lei che fece il suo primo spettacolo a tredici anni…

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è nella commissione per il Nobel. La mia è stata senza dubbio una scelta controcorrente”. Hai cominciato con il teatro… “Il teatro resta il mio primo amore, ho lavorato con grandi registi e mi piace girare per le tournèe. Ho debuttato come professionista a vent’anni con Romeo e Giulietta”. Poi sono arrivati sia il cinema che la tv dove hai appena recitato, con il ruolo di Giovanna, nella fiction sulla vita delle sorelle Fontana. Come è andata? “E’ stata dura, i tempi delle riprese erano frenetici ma si è trattato di un’esperienza meravigliosa. Mi sono divertita molto e poi adoro recitare in costume”. Ti piace la moda? “Mi piace lo stile retrò combinato con cose moderne. Trovo che gli anni ’50 siano stati i migliori, tacchi alti e bustini, la moda di quel tempo era davvero femminile”. So che ami anche la musica “vecchio stile”… “Amo la musica di un tempo, quella di Battisti, De Andrè, De Gregori. Sono cresciuta con la musica jazz e mio padre mi ha fatto amare la musica classica. Ma la Bossa nova è il genere che mi rispecchia di più. Ho ereditato questa passione da mio nonno”. Come è stato il rapporto con le tue colleghe Anna Valle e Alessandra Mastronardi? “Ci siamo trovate benissimo ed è nato un affetto profondo. Stasera, per esempio, verranno a cena a casa mia”. Cucinerai tu? “Certo! Adoro cucinare e lo faccio a livelli seri, dall’antipasto al dolce. Mi ispiro alla nouvelle cousine”. Cosa ti riesce meglio? “Le torte decorate”. E il menu per questa sera cosa prevede?

Federica De Cola insieme ad Alessandra Mastronardi e Anna Valle in una scena di “Atelier Fontana Le Sorelle della Moda” © Foto di Claudio Iannone

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“Pensavo a degli antipasti ricercati, seguiti da una lasagna con zucca, funghi e tomino, un timballo di riso e arancia, per concludere con una torta di crema e frutti di bosco”. Hai altre passioni oltre la cucina? “Amo ballare il tango. Ho praticato danza dai quattro ai diciotto anni e dal 2005 mi cimento con il tango. E mi è capitato anche di ballarlo per lavoro come in una puntata della fiction ‘Don Matteo’. Mi piacciono anche il nuoto e lo sci”. C’è un personaggio che vorresti interpretare? “Il mio idolo è sempre stato Audrey Hepburn e sarebbe un sogno poter vestire i suoi panni. Però allo stesso tempo ne avrei paura perché ritengo sia un mito intoccabile”. Un regista da cui vorresti essere diretta? “Ferzan Ozpetek”. Quali sono i tuoi prossimi progetti? “Sarò la cameriera Annina nella miniserie per la Rai ‘Violetta’ ispirata alla Traviata al fianco di Vittoria Puccini e Rodrigo Guirao Diaz. Lei è un ex ladra, molto maliziosa, un bel personaggio insomma. Poi mi vedrete anche nella serie tv, sempre per la Rai, “Il segreto dell’acqua” insieme a Riccardo Scamarcio”. Come vedi la tua carriera tra dieci anni? “Questo è un lavoro imprevedibile e non so cosa mi riserverà in futuro. Spero di poter recitare in un bellissimo film al cinema, un lavoro di qualità”. E la vita privata? “Spero per il futuro di poter essere mamma di almeno due figli. Non rinuncerei mai ad avere una famiglia per fare questo lavoro e mi auguro di riuscire a conciliare le due cose”. L’amore è presente in questo momento nella tua vita? “Sì. Sto da un anno e mezzo con un ragazzo. Si chiama Matteo, è toscano e anche lui fa l’attore”.


eventi

1861-2011: l’Italia compie 150 anni. Torino è il simbolo dell’unificazione nazionale, non solo perché è stata la prima Capitale ma anche perché è stato il primo centro di aggregazione culturale.

TORINO lì dove partì l’ITALIA

Basti pensare che è stata anzitutto “città ospitale”, per via dello Statuto Albertino che garantiva libertà di culto e di pensiero, tant’è che nel 1848 divenne l’approdo di tutti gli uomini di pensiero e di azione politica, gettando così le basi per la formazione del primo partito a favore dell’unificazione italiana. Molto prima del 1861…

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’ con questa consapevolezza storica, e con la mente rivolta al futuro, che Torino si appresta ad essere la città-simbolo dei festeggiamenti dell’unità d’Italia, un appuntamento a cui l’intera comunità torinese, dalle istituzioni ai cittadini, dai commercianti agli imprenditori, dagli intellettuali agli artisti, si presenta sulla scia di un forte cambiamento che da dieci anni a questa parte ha trasformato letteralmente il capoluogo sabaudo rendendolo il fulcro di un fermento senza precedenti. Da prima capitale italiana, per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, Torino ha messo a punto un grande appuntamento: Esperienza Italia. Nove mesi di mostre ed eventi per celebrare, ripercorrere il processo di unificazione e di costruzione dell’identità italiana. Non si guarda solo a questi 150 anni trascorsi ma anche ai prossimi, a quello che potrà accadere e a ciò che Torino sarà per l’Italia intera. Perché non potrà mai esserci Italia senza Torino. GLI EVENTI Per l’occasione, il capoluogo piemontese si presenta con un abito nuovo e rinnovato. Musei, palazzi e parchi beneficiano di un nuovo splendore, pronti ad accogliere i nove mesi di eventi, che coinvolgeranno anche l’intera regione, dove si camminerà sulla storia, si respirerà la storia e si sognerà il futuro. Officine Grandi Riparazioni (dal 17 marzo al 20 novembre 2011)

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“FARE GLI ITALIANI” Per raccontare questi 150 anni di storia italiana, la mostra mette in scena i principali elementi che hanno tenuto insieme gli italiani e quelli che hanno generato divisioni. Elementi rappresentati attraverso una pluralità di narrazioni e di linguaggi. E’ una mostra multimediale, con allestimenti creativi e tecnologici, nella quale il visitatore potrà scegliere i propri percorsi ed esplorarli in modo interattivo. Officine Grandi Riparazioni (dal 17 marzo al 20 novembre 2011) “STAZIONE FUTURO” Più che una mostra è un viaggio, che parte nel presente e porta verso l’Italia di domani. Un cammino multimediale verso l’Italia che sarà. Officine Grandi Riparazioni (dal 17 marzo al 20 novembre 2011) “IL FUTURO NELLE MANI” Una mostra ispirata alle Esposizioni Internazionali delle Industrie e del Lavoro che furono organizzate a Torino nel 1911 e del 1961 per il Cinquantenario e il Centenario dell’Unità d’Italia. La Venaria Reale – Scuderie Juvarriane (dal 17 marzo all’11 settembre 2011) “LA BELLA ITALIA” Nella splendida cornice delle Scuderie Juvarriane trovano ospitalità oltre 300 capolavori che tracciano un percorso che va dall’Antichità alla vigilia del 1861 attraverso le capitali pre-unitarie: Torino,

Firenze, Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. La Venaria Reale – Sala delle Arti (Dal 10 luglio all’11 dicembre 2011) “L’ITALIA SI SPECCHIA” Un viaggio nella storia dell’alta moda e dello stile italiano dall’Unità ad oggi: dagli abiti della nobiltà ottocentesca alle creazioni dei grandi stilisti contemporanei. La Venaria Reale – Scuderie Juvarriane (dal 21 ottobre 2011 all’8 gennaio 2012) “LEONARDO: DAL GENIO AL MITO” Una mostra eccezionale che ripercorre la straordinaria figura di uno dei più grandi italiani di tutti i tempi: Leonardo Da Vinci. La Venaria Reale (dal 15 aprile 2011) “I GIARDINI E IL NUOVO POTAGER ROYAL” I Giardini della Reggia, circondati dai boschi del Parco della Mandria e della catena montuosa delle Alpi, sono unici in Italia per la magnificenza delle prospettive e la vastità del panorama naturale. INFO www.piemonteitalia.eu www.turismotorino.org www.italia150.it www.lavenariareale.it

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eventi

MOdENA

montresor awards 2011 PREMI ALL’ALTA

ENOGASTRONOMIA Un folto pubblico ha partecipato alla serata di consegna dei prestigiosi premi dedicati ai protagonisti dell’alta enogastronomia e della stampa specializzata. Tra gli ospiti c’erano: Lorena Bianchetti, Massimiliano Ossini, Gianfranco Vissani, Laura e Silvia Squizzato, Alessandra Canale e la bionda ereditiera di Carlo Conti Benedetta Mazza. Alla serata c’eravamo anche noi di GP Magazine

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ntiquariato e alta enogastronomia. Modena ha vissuto dieci giorni nei quali, nello spazio fieristico, si sono dati appuntamento gli appassionati del genere e i cultori dell’ottima enogastronomia. Se la serata dell’11 febbraio ha aperto le danze, quella di venerdì 18 febbraio è stata il clou dell’evento con la consegna dei “Montresor Awards 2011” a cura della celebre azienda veronese di “wines & luxury”. Un evento esclusivo firmato Montresor con la perfetta accoglienza di Eventi Made in Italy, che ha contribuito ad impreziosire la serata portando su a Modena volti noti della televisione, tra i quali Massimiliano Ossini, Lorena Bianchetti, Laura e Silvia Squizzato (protagoniste del film di Gianni Di Gregorio “Gianni e le donne, in concorso a Berlino), Alessandra Canale, l’ereditiera Benedetta Mazza e Gianfranco Vissani. E’ stata una bellissima serata iniziata nella hall dell’Hotel Una di Baggiovara (Mo), dove si sono ritrovati gli ospiti della tv, accolti da Federica Fresa e Laura Vitale di Eventi Made in Italy, alcuni colleghi giornalisti e noi di GP Magazine. Il gruppo si è poi trasferito nello spazio fieristico che ha ospitato la venticinquesima edizione della mostra mercato di alto antiquariato “Unica”. Per l’occasione, infatti, in uno dei padiglioni è stato ricavato un elegante spazio ristorante dove gli ospiti hanno potuto gustare uno dei favolosi quattro menù “Art&Food” preparati da quattro celebri chef italiani: Gioacchino Pontrelli del ristorante Lorenzo a Forte dei Marmi, Fabio Drudi chef di Azzurra a Riccione, Marco Bottega dell’Aminta Resort di Genazzano (Roma) e Lucio Pompili del Symposium a Serrungarina (Pesaro Urbino). Subito dopo c’è stata una favolosa sfilata di abiti di Maria Grazia Severi, che ha preceduto la premiazione, il taglio della torta e l’atteso momento della Lounge Montresor, dove gli ospiti hanno degustato i migliori champagne e vini. Tra i premiati dell’edizione 2011 del prestigioso Montresor Awards, i conduttori di “Decanter” (storica trasmissione di Radio 2) Federico Quaranta e Nicola Prudente, Daniele Della Seta di Radio 1 “L’Italia che va”, Anna Scafuri del TG1 per “Terre e Sapori”, il critico gastronomico Luigi Cremona, gli chef Luca Vissani e Marco Bottega e il guru della cucina molecolare Massimo Bottura, che proprio qualche settimana fa a Parigi ha conquistato il titolo di “Miglior Chef del Mondo”. Appuntamento alla prossima edizione. Alessandra Canale

Da sin.: Lorena Bianchetti Silvia e Laura Squizzato, Massimiliano Ossini, Benedetta Mazza e Alessandra Canale

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Lorena Bianchetti con Gianfranco Vissani

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eventi

di Donatella Lavizzari

MILeNA

MILANI

Milena Milani con Lucio Fontana

Fascino, arte  E GENIALITA’

A febbraio è stata inaugurata presso la prestigiosa sede della Casa delle Letterature a Roma una mostra-rassegna dedicata all’artista/scrittrice savonese Milena Milani, frutto della collaborazione tra l'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e l'Assessorato alla Cultura della Città di Savona

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mportante protagonista del dibattito culturale italiano, Milena Milani è “nota come poetessa, scrittrice, saggista, giornalista, autrice teatrale, pittrice e ceramista, critica d’arte, paladina dell’emancipazione femminile, persino come “attrice”, grazie alla sua brevissima ma memorabile comparsata nel film “Lei è favorevole o contrario?” di Alberto Sordi. Ci sono troppe Milena Milani. Si rischia che la raffinata e purissima scrittrice che lei è stata ed è passi in secondo piano. Per questo, la rassegna “Milena Milani da Savona a Roma”, ha voluto porre l’accento sui suoi libri, che sono molti e importanti. È soprattutto nelle sue terse pagine letterarie che Milena Milani si racconta. E racconta gli altri“, ci ricorda l’assessore alla cultura di Savona Ferdinando Molteni, curatore della mostra insieme all’Arch. Roberto Giannotti. I tanti libri di Milena, a partire da quelli più celebri, primo fra tutti “Un ragazzo di nome Giulia”, descrivono al meglio i contorni di questa importante intellettuale italiana che ogni mese pubblica sull'Agenda, il mensile culturale del Comune di Savona, i suoi bellissimi articoli scritti con immutata passione per l'arte e la cultura. Insieme al famoso gallerista Carlo Cardazzo, suo compagno per 20 anni, Milena Milani ha contribuito all’affermazione di molti artisti oggi di fama mondiale. Nel 1948 la Milani firmò, insieme a Lucio Fontana, Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo e Antonino Tullier, il manifesto dello Spazialismo, corrente che mirava alla creazione di opere che andassero oltre la manualità del fare pittorico tradizionale per passare "alla pura immagine aerea, universale, sospesa”. La sua è un’esistenza trascorsa tra varie città, tra cui Parigi, Roma, Venezia, Cortina d’Ampezzo, Milano, Albisola: una vita sempre in movimento tra viaggi, avventure, incontri importanti (Ungaretti e Cardarelli tra i primi), frequentazioni di artisti, attori e registi, tra cui Quasimodo, Olmi, Zavattini, Bacchelli, Piovene, Anna Magnani, Eduardo De Filippo, De Sica, Rossellini, Lattuada, Ingrid Begman e tantissimi altri. Non troverei parole migliori per descrivere questa straordinaria artista di quelle di Roberto Giannotti: “Milena Milani non solo dipinge a colori ma parla a colori: sempre netti, primari, luminosi in quel corsivo che va direttamente al cuore senza filtri e senza necessità di conoscere codici astrusi come in certa parte dell’arte contemporanea. Sulla tela come sulla ceramica, traspaiono vento, sole, mare, sabbia, calore, trasparenza, cielo, profumi che si specchiano in quella sintesi dell’universo che era e in parte è ancora Albisola”.

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curiosità dal mondo

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di Cristiano De Masi @ le immagini sono state gentilmente concesse da KIKA PRESS & MEDIA

1- Kent: Ambam, il gorilla che sta in piedi Un gorilla che cammina in posizione eretta sta attirando l'attenzione di scienziati, biologi e media di tutto il mondo. La nuova star del web e non solo si chiama Ambam ed è un esemplare di gorilla silverback. Al Port Lympne Wild Animal Park in Kent, in Inghilterra, Ambam è ormai diventato l'attrazione principale. "Quasi tutti i gorilla sono in grado di ergersi in posizione eretta, ma quello che stupisce è che, non solo Ambam lo fa per diversi minuti, ma è in grado di percorrere distanze piuttosto lunghe con un'incredibile spontaneità, camminando esattamente come noi umani", ha dichiarato Phil Ridges, custode del Wild Animal. 2- Francoforte: Paris Hilton sponsor di Rich Ice Paris Hilton ha partecipato al party organizzato al Kamehameha Club di Francoforte per inaugurare un nuovo albergo della catena Hilton. Per l'occasione l'ereditiera ha sponsorizzato un nuovo marchio austriaco di Prosecco, "Rich Ice", che ha la particolarità di essere disponibile esclusivamente in lattina. 3- Los Angeles: Spiderman, le acrobazie di Andrew Garfield Andrew Garfield ha dato prova delle sue doti acrobatiche durante le riprese del quarto episodio di Spiderman, il primo senza il protagonista Tobey Maguire e diretto da Marc Webb invece che da Sam Raimi. L'attore, nominato come miglior attore non protagonista ai recenti Golden Globe, ha indossato per la prima volta i panni dell'eroe mascherato creato da Stan Lee. 4- Los Angeles: Scomparsa Maria Schneider,

l’amante di “Ultimo tango a Parigi” E' morta l'attrice francese Maria Schneider, 58 anni, divenuta famosa per il suo ruolo di amante di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci all'inizio degli anni Settanta. Lo si apprende dai suoi familiari in Francia che ne annunciano la scomparsa dopo una lunga malattia. L'attrice sarà inumata nel cimitero di Pere-Lachaise dopo il funerale religioso. La Schneider aveva lavorato anche al fianco di Jack Nicholson in Professione Reporter, con un altro grande regista italiano, Michelangelo Antonioni. 5- Philadelphia: Ritratti sugli elenchi telefonici Alex Queral è uno scultore di Philadelphia, celebre per i suoi ritratti di personaggi famosi fatti con vecchi elenchi telefonici. Tra le celebrità immortalate nelle sue opere anche Barack Obama, Jack Nicholson e Frida Kahlo. Dopo quasi due settimane di lavoro con colla e taglierino, Alex Queral è pronto per presentare le sue creazioni. 6- Taiwan: Berlusconi e le escort diventano un cartone animato TAIWAN - Il caso Ruby, com'era prevedibile, ha scatenato un tormentone che ha valicato ampiamente i confini italiani. A Taiwan Berlusconi e le sue presunte ragazze sono diventati un cartone animato in 3D. Nell'animazione il Presidente invita nella sua residenza le escort, il giudice che indaga su di lui è un mangia fuoco che lo perseguita e al Papa non rimane altro che pregare di fronte a tutta la vicenda, con Berlusconi che se ne infischia allegramente, si barrica in casa e continua a festeggiare.

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mare e dintorni

MIRA 44 OPeN SC verso una nuova concezione

Una nuova interpretazione del vivere la barca Open è stata genialmente progettata da Michele Carnevale, una barca che risolve i problemi degli utenti della nautica di scegliere tra la barca chiusa e quella open

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l sistema innovativo della Mira 44 Open SC prevede la chiusura ed apertura del tetto e soprattutto l’abbassamento del parabrezza fino ad ottenere il concetto di design della barca open; i meccanismi sono azionati da comandi elettroidraulici per cui offrono una grande praticità. Il nuovo 44 piedi di Innovazioni e Progetti offre volumi e confort in equilibrio tra gli spazi interni ed esterni tipici di un grande yacht senza rinunciare al piacere di navigare a stretto contatto della brezza marina, ma con la possibilità di richiudere la barca eliminando il tempo e la fatica di montare la capottina. Uno yacht che piacerà a tutti quelli che non amano navigare in un ambiente chiuso. Razionalità e sobrietà, un tocco di ricercatezza nella scelta degli accessori e nella combinazione dei materiali, per il taglio di un interno esclusivo che offre tre cabine altezza uomo, due ampi bagni, un comodo e funzionale salone con un confortevole divano. La cucina è ampia e funzionale e distaccata dal salottino interno corredata da accessori. La linea esterna ricalca nello spirito lo stile di questa firma, rimarcando il “family feeling” di tutti i suoi modelli. L’impostazione della disposizione degli arredi, nel 92Gp

quadrato esterno, prevede un accogliente ed ampio divano trasformabile in prendisole, mentre la parte completa del parabrezza è in grado di abbassarsi modulando l’ingresso d’aria in navigazione; progettandolo si è pensato a tutti coloro che non vogliono rinunciare al piacere della brezza marina ma cercano la facilità di richiudere la barca, soprattutto quando cambia il tempo. La seduta di guida è confortevole, ampia ed è situata al centro per migliorare ulteriormente la visibilità necessaria alla navigazione e all’ormeggio. Una soluzione atta a non slegare i reparti, migliorando la comunicabilità di bordo. Mira 44 ha comunque un altro obiettivo: non deludere le aspettative della propria clientela e nel contempo appassionare nuove fasce di utenti, per questo motivo vengono riproposte alcune interessanti soluzioni che hanno già ottenuto un ottimo riscontro su altri modelli della flotta; come ad esempio il tender lift, la passerella a scomparsa, ed infine una novità che caratterizzerà il nuovo Mira 44, una innovativa capotte rigida richiudibile elettricamente a scomparsa. L’imbarcazione viene motorizzata da Volvo Penta Mira 44 Open, la nuova realtà è pronta per solcare i mari.

Mira 44 SC scheda tecnica

Progettista: Michele Carnevale Costruttore: Innovazioni Progetti Lunghezza di omologazione: mt. 13,78 Larghezza di omologazione: mt. 4,40 Altezza max. in cabina: mt. 1,95 Motorizzazione max. 2 x D6-370: 2 x 353 KW Peso: Kg. Ca 15.120 Portata persone: 12 Posti letto: 4 (2 cabine) o 6 (3 cabine) Serbatoio carburante: 2x 550 LT. Serbatoio acqua: 1x 285 LT. Materiale di costruzione: VTR Omologazione: CE – categoria B

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INNOVAZIONI PROGETTI Via Bevilacqua, 10 Savignano sul Rubicone (FC) Tel: 0541.946136 info@innovazioniprogetti.com

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gusto

LUPPOLO e FARINA pizza e birra di qualità

E’ un nuovo concetto di pizzeria al taglio, dove si miscelano l’ottima qualità delle materie prime, la passione per la birra e un ambiente particolare ed accogliente. Ha aperto il 29 novembre e in poco tempo ha già riscosso buonissimi consensi

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’ bello scoprire che qualcuno ti dedica una recensione, soprattutto se si tratta di un giudizio positivo. E’ la soddisfazione più grande per chi opera nel settore della ristorazione e che da poco tempo ha dato alla luce una nuova “creatura”. E’ quello che è accaduto a Filippo e Mauro, proprietari di “Luppolo e Farina”, un nuovo concetto di mangiare un’ottima pizza in una pizzeria a taglio, bere una buonissima birra, deliziarsi con gustosi aperitivi, il tutto in un ambiente elegante e con un’atmosfera davvero accogliente. “Tavole Romane”, il portale che offre i consigli dove mangiare bene, ha pubblicato una bella recensione proprio a “Luppolo e Farina”. Un bel successo per un’attività ancora giovane, essendo nata soltanto il 29 novembre scorso. Un’attività che nasce dall’unione di due passioni: Filippo, cultore della birra artigianale, e Mauro, chef dei migliori hotel e specializzato da vent’anni nella lavorazione e produzione di pizza di ottima qualità. E’ proprio da qui che nasce il nome “Luppolo e Farina”. L’OTTIMA QUALITA’ DELLE MATERIE PRIME 100Gp

“Quello su cui puntiamo – spiegano i due proprietari – è la scelta di materie prime di ottima fattura, un buon servizio, un ambiente accogliente, dell’ottima musica, con i prezzi di una pizzeria a taglio. Basti considerare che da noi, per mangiare una pizza con dei fritti e bere una birra artigianale, si spende in media 15 euro. Negli ultimi tempi, inoltre, abbiamo appurato che ci sono sempre più clienti che la sera vengono da noi, prendono diversi tipi di pizza a taglio, bevono una birra, e cenano in compagnia spendendo davvero poco”. IL SERVIZIO: TAVOLA CALDA, APERITIVI E APERIPIZZA A pranzo, dal lunedì al venerdì, oltre alla pizza “Luppolo e Farina” propone la tavola calda a buon prezzo. Mentre tutte le sere, dalle 18 alle 21.30, c’è l’aperitivo con il tagliere dello chef, ricco di salumi e formaggi accompagnati da una marmellata di peperoni fritti ed un altro stuzzichino ogni sera diverso, pizza bianca ed una birra artigianale da 33 cl a 10 euro. Poi c’è l’aperipizza, stesso concetto, solo che il tagliere è composto da un assortimento di pizza al taglio.

IL LOCALE Un’altra particolarità di “Luppolo e Farina” è l’arredamento del locale, che non lo fa sembrare neanche lontanamente tipico di una pizzeria a taglio. “Nel momento della progettazione del locale – affermano Mauro e Filippo – abbiamo pensato ad una parete di mattoncini bianchi da dedicare alle mostre fotografiche. Ogni mese, infatti, espone un fotografo diverso. Inoltre, ogni quindici giorni, con cadenza fissa il lunedì, organizziamo delle serate di degustazioni , con chef e mastro birraio presenti nel locale, che consistono in piatti di tre portate, di cui uno è il dolce e tre tipi di birre ad un costo di 25 euro”.

Via delle Accademie, 65/71 Roma Tel. 06.59601762 www.luppoloefarina.it facebook.com/luppoloefarina Aperto dal lunedì al sabato fino alle 23

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tempo libero

COSMICO la fabbrica del divertimento

Vivere le emozioni di una partita a bowling, di biliardo o tentare la fortuna con le slot machine. Gustare un ricco menù gastronomico, assistere a tutti gli eventi sportivi sui maxischermi…

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i luoghi dedicati al tempo libero ce ne sono tanti. Trovarne uno che raccolga in sé piste di bowling, tavoli da biliardo, slot machine, maxischermi, enogastronomia dolce e salata, non è facile. E’ da questi elementi che è nato il concept Cosmico, una megastruttura situata a due passi dall’uscita di Tivoli dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila. Un luogo che in poco tempo ha richiamato la presenza di tantissime persone e altre ancora le chiamerà in virtù della sempre più crescente voglia di divertimento, unita al desiderio di gustare ottimi piatti o bere semplicemente un cappuccino, un aperitivo o un cocktail. Il posto è di quelli che non si possono non notare, forte di una architettura moderna e con elementi grafici che richiamano l’attenzione su quello che si svolge al suo interno. Un interno che sa offrire un’atmosfera unica grazie alla particolare illuminazione a led e il gioco di colori tipico di un arredamento in stile pop art. Cosmico è un autentico “divertimentificio” a disposizione di tutti, dalla mattina alla sera, senza

limiti di età. E’ facile imbattersi in una partita di bowling dove a gareggiare siano contemporaneamente giovani, adulti e anziani. Certo, sarà difficile emulare il record di Dave Wilson, che nel 2006 giocò per 102 ore di fila a bowling in 408 partite diverse. Ma sarà lo stesso divertente assaporare la voglia di tornare quanto prima a buttare giù i birilli. Oppure a sfidare gli amici a biliardo o a cercare la fortuna con le slot machine di ultima generazione. Il gioco non è l’unico motivo di interesse di Cosmico. La disponibilità di due ampie aree interne, consente di ospitare feste di compleanno o ricorrenze di qualsiasi tipo. E per una serata diversa, tra divertimento e gusto, ci sta bene una pizza che da Cosmico è davvero buona. Così come il ricco menù gastronomico che consente di soddisfare tutti i gusti dei clienti. E’ con il “campionato-spezzatino” non c’è problema, perché i maxischermi installati all’interno della struttura permettono di assistere a tutti gli eventi sportivi a tutte le ore, comprese le partite che si disputano la domenica alle 12.30. Un motivo in più per farci un salto.

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film del mese

FROZeN terrore sotto zero

Arriva il 25 marzo nelle sale italiane, distribuito da M2 Pictures, “Frozen”, il thriller scritto e diretto da Adam Green che ha letteralmente raggelato il pubblico americano

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na normale gita in montagna si trasforma in un incubo agghiacciante per tre snowboardisti bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa. Quando i responsabili dell’impianto sciistico spengono le luci, il panico avvolge i tre man mano che si rendono conto di essere stati dimenticati lì, sospesi in aria senza alcuna via di fuga. Ben consci del fatto che l’impianto non riaprirà fino al weekend successivo, con i primi sintomi del congelamento e dell’ipotermia, i nostri protagonisti sono costretti a prendere iniziative disperate nel tentativo di abbandonare la montagna prima di morire congelati. Ma si rendono presto conto con terrore che non è solo il gelo che devono temere. Trovandosi a dover combattere ostacoli inaspettati, devono anche chiedersi se la loro volontà di vivere sia abbastanza potente da aiutarli a sfuggire a una delle morti più atroci possibili. Kevin Zegers (“Transamerica”, “L’alba dei morti viventi”), Shawn Ashmore (“X-Men”, “Rovine”) ed Emma Bell (“Dollhouse”, “Supernatural”) sono i protagonisti di questo thriller mozzafiato scritto e diretto da Adam Green (“Hatchet”) e prodotto da Peter Block (“Saw I-VI”, “Crank”, “Rambo”). “ ‘Frozen’ – spiega il regista Adam Green - è un film dell’orrore che non spaventa e turba il pubblico con le tipiche convenzioni della violenza, il sangue e la tortura… ma con un’aura di terrore generale che ti ricorda insistentemente: ‘questo potrebbe accadermi davvero’. Anche chi non ha mai sciato potrà identificarsi con la paura dell’altitudine, con quella di morire congelati, che il film sfrutta per terrorizzare lo spettatore. Questo film non farà ridere, gridare ed esultare un pubblico di appassionati dell’horror come il mio primo lavoro ‘Hatchet’, né sarà un sottile studio sul personaggio come la mia seconda opera ‘Spiral’. Al contrario, ‘Frozen’ descrive una situazione cruda e inquietante: tre giovani nel tentativo disperato di sopravvivere a una situazione reale senza apparente via d’uscita. La mia speranza è che la prossima volta che a qualcuno capiti di trovarsi su una seggiovia che si blocca improvvisamente, pensi al mio film e che il pensiero gli faccia raggelare il sangue nelle vene”. 105Gp


cinema

di Fabiola Di Giov Angelo

barbara

eNRICHI

“amici miei...

COMe TUTTO

eBBe INIZIO”

Interpreta la moglie di Giorgio Panariello (Cecco) nel film di Neri Parenti in uscita nelle sale cinematografiche il 16 marzo. Ci parla del suo personaggio, del cast e ci racconta l’atmosfera e alcune curiosità sul set

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ono durate circa tre mesi le riprese di “Amici miei… come tutto ebbe inizio”, il film sulle avventure della compagnia di “toscanacci” questa volta ambientato nella Firenze di Lorenzo De’ Medici alla fine del ‘400. Il film, che uscirà nelle sale il 16 Marzo, per la regia di Neri Parenti, riporta a distanza di trentacinque anni sullo schermo la cinica goliardia del film “Amici miei” del grande maestro italiano Mario Monicelli. Ma con altri grandi attori come protagonisti. Ne abbiamo parlato con Barbara Enrichi, l’attrice toscana che Neri Parenti ha voluto nel suo cast, fin dall’inizio. La Enrichi attrice e regista, prima attrice italiana ad aver realizzato un'applicazione per iPhone che si può scaricare digitando il suo nome su APP Store, oggi impegnata come docente di recitazione cinematografica ci racconta che emozione è stata far parte di un cast così stellare. In “Amici miei… come tutto ebbe inizio” troviamo un cast soprattutto maschile come era ovvio che fosse. E’ stato faticoso lavorare con “tante primedonne”? “Innanzitutto è stato un onore lavorare con un cast così prestigioso. Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Massimo Ghini e Christian De Sica sono delle star ed inevitabilmente delle primedonne. Il rischio è che ti prendano la scena. Io ho fatto del tutto per fare bene il mio lavoro. Quando si ha la fortuna di lavorare con professionisti di questa portata si lavora al meglio, le battute sono molto vive e si riesce a creare quel feeling e quella sinergia che ti consentono di rendere il personaggio vero e la scena autentica, così lo spettatore ha la sensazione di assistere ad uno spaccato di realtà”.

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E le quote rosa del film? “La storia racconta essenzialmente dell’amicizia di cinque uomini mentre alle donne toccano gli scherzi, a volte anche pesanti, ai quali noi donne non possiamo sottrarci”. Il personaggio che tu interpreti è quello di un’ostessa, Margarita la moglie di Cecco, Giorgio Panariello. Ci descrivi un po’ questo personaggio? “Lei e Cecco sono i proprietari della Locanda Margarita, luogo in cui vengono organizzate tutte le ‘zingarate’ dei cinque amici. Margarita è una donna molto energica e pratica, costretta a mandare avanti la locanda con il solo aiuto di una serva, visto che Cecco è spesso latitante”. Immagino che sia stato molto divertente recitare in un film tutto beffe e “zingarate”? “Sì, è stata un’esperienza meravigliosa. La sceneggiatura è scritta con ritmi comici fantastici, è un film brillante. Il mio è un ruolo comico con sfumature drammatiche che molto ricorda i toni della sceneggiatura da cui è stato tratto il primo film di Mario Monicelli. C’è lo stesso modo burlesco di affrontare la vita e lo stesso senso del tempo che passa. Quando ho letto la sceneggiatura ho colto subito quell’atmosfera dura, cinica e quel senso di morte incombente che c’era nel film diretto da Monicelli”. I numeri sono quelli del kolossal. Quanto sono durate le riprese? “Sono iniziate a fine aprile e sono finite intorno al 10 luglio dell’anno scorso. Sono durate poco più di due mesi, un set molto ricco con scenografie grandiose. Ho girato a Roma, a Santa Severa e a Pistoia, in notturna, la scena del patibolo. Nella piazza del Duomo, illuminata con fiaccole accese, c’erano più di 200 comparse, tutte in costume, è stato molto suggestivo. Per il resto

abbiamo girato a Cinecittà in esterno, in un set completamente ricostruito, con il duomo, la piazza e le botteghe della Firenze dell’epoca”. Il regista Neri Parenti ha dichiarato che girare il sequel di “Amici miei” era un po’ il suo sogno nel cassetto, proprio per il fatto che il film fu diretto dal grande Monicelli e poi da Nanni Loy. Si è percepita questa atmosfera sul set? “Erano tanti anni che Neri Parenti aveva il desiderio di fare questo film e come lui stesso mi ha raccontato aveva sempre pensato a me per questo ruolo. Quando mi chiamò, infatti, non mi fece il provino, ma semplicemente mi chiese di leggere il copione e dirgli cosa ne pensavo. Neri Parenti è un regista che ha le idee molto chiare e sa quello che vuole. E’ molto preparato a livello tecnico, ha un senso innato dell’inquadratura. E’ una persona simpatica e un vero gentiluomo, è stato molto gratificante lavorare con lui. Sul set non abbiamo respirato un’atmosfera pesante, anzi abbiamo percepito la sicurezza del progetto a cui partecipavamo, ed è questo il grande merito di Neri Parenti. Girare il film è stato anche molto duro, ore e ore tra la polvere, con animali di tutti i tipi, ma il ricordo che mi è rimasto è la grande passione di tutti”. Hai amato gli altri ‘Amici miei’? “Da spettatrice ho adorato il lavoro di Monicelli. ‘La grande guerra’, ‘I soliti ignoti’ e ‘Amici miei’ sono capolavori per me indimenticabili”. Che attese ci sono nei confronti di questo film? “Il film ha i numeri del kolossal, è forse dai tempi di ‘Non ci resta che piangere’ che non si produceva un film così ricco, con costumi e scenografie d’epoca e costi molto elevati. Il film è ambientato nella Firenze del 1490 tutta la scenografia è stata completamente ricostruita. Non vedo l’ora di vederlo”.  107Gp


teatro

di Francesca De Carlo

barbara

FORIA

quello che le donne

NON DICONO

Dopo il grande successo ottenuto con “Questo matrimonio non sa d’…affare”, l’esplosiva comica napoletana Barbara Foria torna al Teatro dei Satiri di Roma con un nuovo spettacolo dal titolo “Il piacere è tutto mio!” in scena dall’8 al 27 marzo

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ncora una volta il rapporto tra i due sessi sarà al centro dell’esilarante performance della Foria che si diverte a giocare con il pubblico raccontando quei segreti che nessuna donna avrebbe il coraggio di confessare. Il debutto nel giorno della festa della donna è stata una scelta voluta? “In realtà è capitato per caso ma devo ammettere che quando mi è stato proposto l’8 marzo, mi è piaciuta l’idea che quella sera molte donne scegliessero di venire a teatro invece di andare a vedere uno streap-tease”. Come è nata l’idea dello spettacolo? “Come inviata di ‘Sugo’, il programma di Rai 4, feci un servizio su una donna spagnola, Aurora Moreno, che da Barcellona era arrivata fino a Bergamo per vendere sexy toys a domicilio. Organizzava riunioni ‘modello Tupperware’ con tanto di valigetta. Devo ammettere che trattandosi di un mondo che non mi appartiene, sono uscita impressionata da quel servizio e ho pensato di farne uno spettacolo”. Di cosa parli? “Parlo di tutti i piaceri delle donne tra cui anche lo shopping, il pettegolezzo e l’arredo. Io sono una lau-

reanda che espone la propria tesi e il pubblico è la commissione giudicante”. A proposito di pubblico, quanto è importante il rapporto con gli spettatori? “Senza pubblico non potrei vivere. Lo coinvolgo sempre con molto rispetto e le migliori battute vengono proprio in quel momento. Mi piace improvvisare”. Si divertono di più gli uomini o le donne? “Il pubblico maschile è quello che si diverte di più, è spiazzato ma si sente protagonista. Racconto le donne attraverso quello che fanno gli uomini, mi diverto a parlar male di loro ma dobbiamo ammettere che noi donne siamo delle matte esaurite e, poverini, li facciamo impazzire”. Come mai sei sempre così dissacrante nei confronti del matrimonio? “Non ce l’ho con il matrimonio anche perché vengo da una famiglia napoletana tradizionalista, contraria alla convivenza. Però mi spaventa l’idea del ‘per sempre’”. Qual è il tuo motto? “Ha da passà ‘a nuttata! La vita è imprevedibile, ci sono momenti difficili ma per tirare avanti bisogna pensare che prima o poi passerà. Se ne esce sempre”. 111Gp


musica

di Donatella Lavizzari - donatella@immaginienote.it

Alberto

FORTIS viandante tra

SOgNI e ReALTà

Presente sulla scena musicale dal 1979, è uno dei musicisti italiani più apprezzat negli anni ’80. Ha alle spalle una ricca discografia realizzata in Italia e all’estero. Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del reality show di Simona Ventura “Music Farm”

© Foto di Raimondo Luciani

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lberto, Charlie Parker diceva che la musica è la tua propria esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza: se non la vivi, non verrà mai fuori dal tuo strumento. Sei d’accordo? “Sono totalmente d’accordo nel senso che se la musica viene fatta in maniera autentica e quindi diventa una missione vera e propria ed è logico che poi la fondi con la vita, diventa parte del tuo metabolismo”. La tua è una musica fatta di passione, ma quali sono le tue altre passioni? “Il cinema, l’immagine nelle sue molteplici forme. Sono stato regista di molti miei video e recentemente ho consegnato un mio musical, nato dal progetto dato alla Dreamworks, a Tom Kitt, Premio Pulitzer 2010 per l’opera rock ‘Next to normal’ e vincitore di tre Tony Award”. C'è una canzone verso la quale nutri un affetto particolare? “ ‘Settembre’ perché ha segnato l’inizio di una svolta professionale fondamentale per me: il primo contatto con gli States. Tra le straniere, ‘Strawberry Fields Forever’ perché é stata un’icona sociale e generazionale ed è la canzone di Lennon che più rappresenta il fenomeno Beatles”. In quale misura ti lasci conquistare dalla letteratura, dal teatro, dal cinema, dall’arte nella ricerca di suoni, storie, suggestioni da tradurre nella tua musica? 112Gp

“Molto dalla letteratura e dal teatro e moltissimo dal cinema. Caratterialmente sono legato al ‘visivo’ e all’aspetto dinamico delle forme d’arte”. “Che fine ha fatto Yude?" può essere paragonato ad un percorso fisico ed emotivo attraverso le primavere e gli inverni dell’animo? Sì. Ho voluto che questa biografia non fosse semplicemente un elenco cronologico di dati ed eventi professionali ma fosse un vero e proprio outing. Vengono, infatti, toccati vari aspetti: dal sociale al politico, umano ed artistico. Mettere in forma scritta episodi della tua vita non è semplice. Devi far capire le situazioni, usare un linguaggio che non annoi il lettore… penso che, come opera prima, sia stato raggiunto un buon risultato e per questo devo ringraziare Maurizio Parietti e Rossana Lozzio”. Ci vuoi parlare del “Q Project”? “E’ un progetto nato con lo scopo di musicare alcune delle liriche di Salvatore Quasimodo, figura metafisica, introversa, dalla visceralità e carnalità molto forti. Quando mi hanno interpellato, ho giocato d’azzardo, seguendo la mia natura, ed ho pensato allo slogan ‘Quasimodo nel Bronx’. Alessandro Quasimodo ci ha fornito le registrazioni originali del padre e l’incedere naturale del recitare e declamare le sue stesse poesie mi hanno fatto venire in mente un rap. Grazie alla collaborazione con Franco Frassinetti e Francesco Sicari, il risultato è stato davvero esplosivo. Siamo arrivati ad un tale equilibrio tra le nostre diverse provenienze musicali, progressive e classica la loro e pop, ‘r&’b e soul music la mia, che chi veniva a vedere lo spettacolo rimaneva sorpreso di fronte ad un mix così dinamico”. Mi piace molto il pensiero di Pessoa che afferma che i valori delle cose non si misurano con la durata nel tempo ma nell’intensità con cui avvengono. Per questo ci sono dei momenti indimenticabili, delle cose inspiegabili e delle persone incomparabili. Facendo riferimento a queste tre precisazioni, vuoi condividere con noi alcuni ricordi? “Indimenticabile per me è l’incontro con Alain Trossat, presidente della Polygram (Universal) che, dopo tre anni di porte chiuse in faccia da parte delle altre case discografiche, decise di farmi un contratto di cinque anni con un minimo di 3 album. I brani, ritenuti fino ad allora non idonei per una pubblicazione erano Duomo di Notte, Milano e Vincenzo e la Sedia di Lillà: se non mi fossi imbattuto in uno straniero forse non avrei iniziato la mia carriera. Da ragazzo suonavo la batteria e a 18 anni, dopo due mesi dalla perdita di mia madre, mi avvicinai al pianoforte e all’improvviso cominciai a suonarlo: composi i brani di quello che sarebbe diventato il mio secondo album ‘Tra demonio e santità’. Questo ha dell’inspiegabile… ma io credo nella vita dopo la vita e nell’esistenza di un mondo parallelo trascendente che, in qual-

che modo, ci manda delle indicazioni. Una persona incomparabile è il Dalai Lama. L’ho incontrato due volte. Mi ha colpito lo sguardo di questo ‘spirito antico’ perché ti mette a nudo”. Viaggiare come lezione di diversità, quale paesaggio ha avuto maggiore impatto su di te? “Dal punto di vista naturale, tutto il sud-ovest degli States, in particolare le terre legate alla cultura dei nativi d’America: i posti sacri, il Grand Canyon, la Monument Valley… sono luoghi intrisi di ‘mana’ “. L’America è ancora una terra di grandi opportunità? “E’ indubbiamente una terra dove la meritocrazia ha una percentuale di importanza maggiore rispetto l’Italia. Negli States è più possibile fare breccia, attivare una collaborazione, avere una chance”. Se potessi viaggiare nel tempo dove andresti? “Andrei ad indagare nelle mie vite passate e quindi andrei nella Francia del Settecento e, in epoca più recente, tra i nativi d’America. Poiché la mia famiglia proviene da Israele, tornerei 2011 anni indietro a vedere cosa è accaduto veramente”. Eleanor Roosevelt diceva che il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Sei d’accordo? “Sì, ognuno di noi ha il potere di trasformare piccole cose che poi possono portare ad un risultato inaspettato. In un momento storico di crisi come

il nostro, la trasformazione è fondamentale. Concludo sempre i miei concerti con una dedica a quelle che chiamo ‘straordinarie esistenze’, Gesù, Mahatma Gandhi, Martin Luther King jr., i fratelli Kennedy, i primi ministri Istzak Rabim e Benazir Bhutto, i giudici Falcone e Borsellino, Pier Paolo Pasolini e John Lennon, perché attraverso la testimonianza della loro vita e del loro credo continuano a trasmetterci quanto sia importante credere al nostro piccolo-grande sogno”. 113Gp


musica

Di Silvia Giansanti

Nello

DANIeLe

“GUARDO INDIETRO

PeR ANDARe

AVANTI”

E’ l’album della maturità artistica di chi fa musica con il cuore. “Uguali a ieri” è l’ultima fatica di Nello Daniele, fratello di Pino, che va a toccare varie tematiche di attualità e differenti stati d’animo. Un disco godibilissimo nel quale è protagonista la sua chitarra latina e da cui finora sono stati estratti due singoli “Se t’innamorerai” e “Tra le tue mura”.

N

ello Daniele non solo è il fratello di un guru della musica, Pino, ma è anche un valido cantautore e un ottimo chitarrista che nel passato ha duettato con artisti di fama internazionale. Originario della terra partenopea, è nato il 9 novembre del 1965 sotto il segno dello Scorpione. Ama fare le cose con calma e di qualità, visto che il suo quarto album è stato prodotto in dodici anni. Lo abbiamo raggiunto per parlare di “Uguali a ieri” e Nello si è dimostrato un personaggio di grande preparazione ma allo stesso tempo di grande umiltà, nonostante da sempre in casa ha avuto a che fare con artisti di grande spessore artistico. Nello, quali sono state le soddisfazioni che hai avuto finora con questo lavoro? “Le maggiori soddisfazioni sono state quelle ricevute da parte della critica e da pagine di testate importanti che mi hanno dedicato molto spazio. Ho anche avuto critiche positive da parte di colleghi e la cosa mi fa molto piacere, vuol dire che è un lavoro maturo e raffinato. C’è stata una crescita importante come musicista e come autore,

all’interno sono affrontati temi scottanti come la clandestinità, il razzismo e l’emigrazione”. Nonostante fossi addentrato da diverso tempo nella musica, questo è stato definito l’album della maturità artistica. “E’ stato un album che mi ha dato la possibilità di percorrere altre strade. Musicalmente ho mantenuto le mie radici tradizionali, coniugandole però al moderno”. Cosa significa “Uguali a ieri”? “Il fatto che io sono rimasto sempre lo stesso. Oggi sembra che tutto cambi, invece in realtà intorno a noi girano sempre le stesse cose, riferite alle emozioni di ogni tipo. Sono abituato a guardare indietro per rimanere me stesso per andare avanti”. Il fatto che tu sei arrivato al quarto album in dodici anni, è il frutto di una tua precisa scelta? “Assolutamente sì. Ho scelto di fare pochi album, perché un disco è come un figlio. Preferisco trovare dei progetti seri, più che fare un disco l’anno con etichette piccole. I miei lavori sono stati tutti prodotti da multinazionali importanti. Inoltre la mia è una pura passione per la musica, più che

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un lavoro. Economicamente posso andare avanti anche con altro”. Dove potranno seguirti i tuoi fans? “Ho un sito che è aggiornatissimo in fatto di serate, news e appuntamenti vari. www.nellodaniele.it In questo periodo mi sto esibendo nei club”. Mi sembra di capire che il club è il luogo preferito da te per le esibizioni live. “ I club sono quelli che ti fanno crescere e ti fanno stare più a contatto con la gente. Si provano più emozioni in un club che davanti ad una folla in piazza di diecimila persone. Ho suonato con piacere ed emozione anche nelle chiese sacre”. Parlando di te e delle tue origini, in che modo sei stato rapito dalla musica? “E’ stato tutto automatico, da sempre si è respirata un’aria musicale in casa. Nel passato da ragazzo, ho lavorato anche con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Franco Battiato e altri grandi nomi, rivestendo vari incarichi nell’ambito che mi hanno permesso di accumulare esperienza, sempre con grande umiltà. C’è da dire che la musica mi ha salvato in un certo senso dalla strada, non è facile per un giovane vivere in una città come Napoli. Il

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primo album l’ho fatto a 32 anni”. Come hai vissuto da sempre il fatto che hai un mostro sacro come fratello? “Per me non è mai stato né un peso, né un vantaggio. Sono stato sempre me stesso, lo dimostra il fatto che come affermavo prima, il mio primo album è arrivato tardi. Volevo essere certo che quello che facevo e che proponevo, erano frutto di una vera passione e non di un capriccio da parte di uno che in famiglia aveva un mostro sacro della musica”. Secondo te la tecnologia in che modo ha inciso sulla musica? “Per me la vera musica è data dai quattro strumenti. Rispetto comunque tutte le altre forme, oggi infatti con un computer si può fare un disco anche a casa, ma questo è un altro discorso. La cosa positiva riguardo alla tecnologia, è che essa ha aiutato gli artisti dal punto di vista promozionale”. Da un po’ di tempo so che vivi in Toscana, non senti la mancanza di Napoli? “Sì, vivo in Toscana, ma la mia terra d’origine non l’ho mai lasciata veramente. I miei amici, la mia famiglia, i contatti e il lavoro sono tutti lì. Continuo a respirare l’aria di casa, per me è importante dal punto di vista emotivo”.


musica

JOVANOTTI e CAPAREZZA

ROMA CAPITALE

della musica

L’8 e il 9 luglio lo stadio Olimpico ospita le due tappe di “Ora” il tour 2011 di Lorenzo Cherubini. Il 16 luglio il rapper pugliese Caparezza sarà al “Rock in roma 2011” JOVANOTTI

Il grande cantautore proporrà, oltre ai suoi più grandi successi, i brani del nuovo album “Ora”, pubblicato lo scorso 25 gennaio e salito immediatamente alla posizione numero 1 degli album più venduti su iTunes, contemporaneamente al grande successo di “Tutto l'amore che ho”, primo singolo che ha anticipato l’uscita del disco e che è tormentone del momento! “Ora” è un disco “liberatorio'”, nato “per far star bene le persone”': così Lorenzo Cherubini commenta l’ultimo album (di 15 tracce) tutto all'insegna della dance e dell'elettronica. Un cd nato in un momento difficile per l'artista, che due mesi fa ha perso la madre. “Ora” arriva a quattro anni da “Safari”, che era il disco più “suonato” di Lorenzo, punto di arrivo di un percorso che l’aveva visto avvicinarsi sempre di più alla forma canzone tradizionale, e al modo “tradizionale” di suonarla. Il nuovo disco di Jovanotti è un big bang spazio-temporale in cui tutta la materia viva si apre nel nulla dell’universo e diventa forma, colore, energia. Prevendita presso TICKETONE , GREENTICKET ed altri circuiti autorizzati Info diversamente abili: 06-54220870 - www.the-base.it CAPAREzzA

Viste le tantissime richieste, la The Base annuncia una nuova data estiva per il rapper italiano. L’artista tornerà nella Capitale, il 16 luglio, nella prestigiosa cornice del “Rock in Roma 2011”. Il nuovo lavoro di Caparezza, “Il sogno eretico”, arriva a tre anni dal fortunato disco “Le Dimensioni del Mio Caos” e sarà anticipato da mini-filmati visibili sul sito ufficiale www.caparezza.com. Pensatore libero in musica, artista originale e mai banale, viaggiatore attraverso parole semplici e complesse, Caparezza si muove continuamente alla visionaria ricerca di nuove parole chiave. "Goodbye Malinconia”, il primo singolo estratto da “Il Sogno eretico”, continua ad essere il video più cliccato di Youtube. Prevendita presso TICKETONE , GREENTICKET Info diversamente abili: 06-54220870 - www.the-base.it 119Gp


Michela Andreozzi, Valentina Pace, Alessio Piccirillo, Alessio Fontana

in collaboraz ione con la Foxy John Production www.foxyjohnproduction.com

HURTS di Silvia Giansanti

TOP TEN EUROPA 1 “PRICE TAG” – JESSIE J. FT. B.O.B. 2 “GRENADE” – BRUNO MARS 3 ROLLING IN THE DEEP” – ADELE 4 “TONIGHT” – .IGLESIAS FT. LUDACRIS 5 “WE ARE WHO WE ARE” – KESHA 6 “DIRTY MONEY” – DIDDY FT. SKYLAR GREY 7 “HIGHER” – TAIO CRUZ FT. KYLIE & TRAVIE MC. COY 8 “YEAH X3” – CHRIS BROWN 9 “WHEN WE COLLIDE” – MATT CARDLE 10 “DO IT LIKE A DUDE” – JESSIE J.

TOP TEN U.S.A. 1 ”FUKIN’PERFECT” – PINK 2 “I NEED A DOCTOR” DR. DRE FT. EMINEM & SKYLAR GREY 3 “ROCKETEER”– FAR EAST MOVEMENT FT. RYAN TEDDER 4 “BLACK & YELLOW” – WIZ KHALIFA 5 “HOLD IT AGAINST ME” – BRITNEY SPEARS 6 “HEY BABY (DROP IT TO THE FLOOR) – PITBULL FT. T-PAIN 7 “SHAKE ME DOWN” – CAGE THE ELEPHANT 8 “SING” – MY CHEMICAL ROMANCE 9 “COMING HOME” – DIDDY FT. SKYLAR GREY 10 “LOOK AT ME NOW” C. BROWN FT. LIL WAYNE & B. RHYMES

TOP TEN ITALIA 1 “TUTTO L’AMORE CHE HO” – JOVANOTTI 2 “EH..GIÀ” – VASCO ROSSI 3 “PER FARTI TORNARE” – FRANCESCO RENGA 4 “OGNI TANTO” – GIANNA NANNINI 5 “UN SOFFIO CALDO” – ZUCCHERO 6 “VUOTO A PERDERE” – NOEMI 7 “ISTRICE” – SUBSONICA 8 “ARRIVERÀ” – EMMA E I MODÀ 9 “IO CONFESSO” – LA CRUS 10 “TRANNE TE” – FABRI FIBRA

classifiche JESSIE J. E’ nata nel 1988 e il suo nome di battesimo è Jessica Ellen Cornish. Ha anche collaborato come autrice di testi per Justin Timberlake, Chris Brown, Alicia Keys e Christina Aguilera. DIDDY Riecco on the road l’ex Puff Daddy, che adesso è alle prese con il suo gruppo Dirty Money. La featuring è a cura di questa nuova artista americana che ricorda Kerly. PINK Dopo il singolo “Raise your glass”, ecco che è arrivato questo singolo che snocciola il tema del bullismo, accompagnato da un video crudo. BRITNEY SPEARS E’ al suo settimo album in dieci anni di carriera ed è quello che preferisce di più. Finora è riuscita a vendere più di 70 milioni di dischi in tutto il mondo.

SUBSONICA In arrivo per la band torinese c’è il nuovo album dal titolo “Eden”. La canzone è interamente dedicata alla loro città. LA CRUS Il gruppo rock è formato da Mauro Ermanno Giovanardi, Cesare Malfatti e Alessandro Cremonesi, autore di testi. Il loro primo disco uscì nel 1995.

tenebrosi dall’animo pop Incalza questo duo britannico proveniente da Manchester e composto dal cantante Theo Hutchcraft e Adam Anderson, addetto al sintetizzatore. Figli della nuova wave inglese, il loro è un recente successo del tutto europeo, ma in modo particolare hanno riscosso numerosi consensi in Inghilterra. La loro musica è un chiaro riferimento ai Depeche Mode, ai New Order, agli Human League e agli Ultravox. Il primo successo l’hanno ottenuto con il remix di “Wonderful Life” eseguito da Arthur Baker, entrato in classifica in Danimarca e Austria. Nei primi mesi dello scorso anno, è stato pubblicato il primo singolo di debutto dal titolo “Better Than Love”, ottenendo un buon successo nel Regno Unito, grazie al loro stile decisamente raffinato. Arriva così l’album d’esordio “Happiness”, la cui uscita è europea e all’interno si può trovare anche un duetto con Kylie Minogue. Lentamente si sono fatti conoscere ed apprezzare anche dal pubblico italiano. Qualche mese fa è stato pubblicato il nuovo singolo dal titolo “Stay”, che gira ancora nelle classifiche e nelle playlist radiofoniche. Nel mese di febbraio sono stati anche in Italia per un atteso concerto da parte dei fan nostrani.

news Rihanna toccherà l’Italia con il suo tour e sarà precisamente l’11 dicembre a Torino. Tutto questo per promuovere il suo album “Loud”. I Level 42 sono vivi e vegeti. La celebre band inglese guidata da Mark King saranno nel nostro Paese ad aprile; il 28 a Milano, il 29 a Bologna e il 30 a Roma. Nek compie vent’anni di carriera e per l’occasione, parte con l’European Tour 2011 – The Quartet Experience. Toccherà i teatri italiani e andrà anche nelle città europee. I Blink 182 si esibiranno il 28 giugno a Lucca in occasione del Summer Festival. Dopo questa data la band californiana si esibirà anche a Milano. Damon Albarn e i suoi Blur sono decisi a registrare un nuovo disco. Al momento stanno assemblando materiale di studio e a Damon gusta l’idea di riaccendere il gruppo.


wedding

a cura di Claudia Della Ratta

MATRIMONI ultime notizie dal mondo

C’è chi si sposa per telefono e chi per videoconferenza, come è accaduto ad un militare americano impegnato in Iraq. In America sono sempre di più le aziende di wedding planner specializzate in questo tipo di matrimoni

Sposarsi con una telefonata Si potrebbe definire insolito quel tipo di matrimonio che si contrae per telefono? Interessante il ricorso al Tribunale di Milano di una coppia di coniugi pakistani che si era sposata per telefono e che chiedeva un ricongiungimento familiare. Per questo tipo di matrimonio si è discusso anche in Parlamento. Il Tribunale di Milano, in sostanza, non ha fatto altro che applicare quanto previsto dalla legge 218 del 1995 sul diritto internazionale privato. Questo tipo di matrimonio è da ritenersi valido in Italia se lo prevede la legge del luogo di celebrazione o la legge nazionale di almeno uno dei due coniugi. Matrimonio in videoconferenza Un altro tipo di matrimonio praticato, che si può definire bizzarro, è sposarsi in videoconferenza. Il matrimonio in questo caso si è “celebrato” tra un signore che si trovava in Iraq e una signora che si

trovava in Minnesota. Abraham Rhode e Amanda Hart, questi i nomi dei due coniugi. Avevano deciso di unirsi in matrimonio, ma la missione in Iraq per Abraham è stata prolungata, e Amanda aspettava un bambino, quindi la sposa è stata accompagnata dinnanzi la telecamera in abito bianco presso la caserma della Guardia Nazionale. Nello stesso momento lo sposo in Iraq l’attendeva in uniforme mimetica insieme a un commilitone che faceva da testimone. Sono molti i soldati americani in Iraq che hanno deciso di unirsi in matrimonio tramite videoconferenza, proprio perché la loro permanenza in Iraq è stata prolungata. Per questo motivo le aziende americane si sono specializzate sempre di più a fornire questo tipo di matrimonio, anche con promozioni ed offerte speciali per i militari. Wedding Planner in mimetica.

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MAX MAX GIUSTI GIUSTI FEDERICA FEDERICA DE DE COLA COLA BARBARA BARBARA ENRICHI ENRICHI ALBERTO ALBERTO FORTIS FORTIS NELLO DANIELE NELLO DANIELE BARBARA BARBARA FORIA FORIA GABRIELLE GABRIELLE H H

GP MAGAZINE

ANNO 12

NUMERO 3

WWW.GPMAGAZINE.IT

Copia omaggio

DENNY MENDEZ


Gp Magazine Marzo 2011