Non abbiamo la stoffa delle tartarughe, 2025

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Non abbiamo la stoffa delle tartarughe

Non abbiamo la stoffa delle tartarughe

poesie di Giovanna Iorio

immagini di Silvia Stucky

musiche di Pierluigi Puglisi

Il mondo dei fenomeni è un mondo che possiamo indagare e comprendere sempre meglio. Trovarne caratteristiche generali. Ma è un mondo di interdipendenze e di contingenze, non un mondo che valga la pena cercare di derivare da un Assoluto.

Non solo non vi è alcun soggetto autonomo, ontologicamente solido e stabile; non vi è nemmeno alcun ‘assoluto’: dal momento che ogni elemento del reale è un aggregato di cause impermanenti e interdipendenti, nulla è davvero ab-solutus, sciolto e libero da condizionamenti, ma ogni elemento appare e si dissolve in una rete infinita e ininterrotta di relazioni.

Marcello Ghilardi

Pensare il soggetto tra filosofia e buddhismo Zen

Sette brevi poesie sulla fisica

Riscritture protoniche del testo di Carlo Rovelli

“Sette brevi lezioni di fisica”

Seven short poems on physics

Protonic rewritings of Carlo Rovelli’s book

“Seven short lessons in physics”

Giovanna Iorio

Sette visioni di un fiore*

Natura e Tempo, per le poesie di Giovanna Iorio

Seven visions of a flower

Time and Nature, for Giovanna Iorio’s poems

Silvia Stucky

* Brugmansia arborea

Non abbiamo la stoffa delle tartarughe

Non abbiamo la stoffa delle tartarughe

La nostra è una specie

A vita breve

E noi facciamo danni

Però abbiamo sete di vita insaziabile

Di questo mondo strano

Dove lo spazio si sgrana

Il tempo non esiste e le cose possono

Non essere in alcun luogo

Ma il mondo è relazioni

Prima che oggetti

E il cambiamento è ubiquo.

We have no stuff of tortoises

We have no stuff of tortoises

Ours is a short-

Lived species

And we do damage

But have insatiable thirst

For life for this strange world

Where space moulders

Time does not exist and things

Can be nowhere

But the world is connections

Before it is objects

And change is ubiquitous.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 1 Il mondo è relazioni, 4’

“Però abbiamo sete di vita insaziabile

Ma il mondo è relazioni”

Noi ci relazioniamo continuamente, ma il problema è... in che modo?

Nous n’avons pas l’étoffe des tortues

Nous n’avons pas l’étoffe des tortues

La nôtre est une espèce

A vie brève

Et nous causons des dégâts

Mais notre soif de vie est insatiable

Dans ce monde étrange

Où s’égrène l’espace

Le temps n’existe pas et les choses peuvent

N’être en aucun endroit

Mais le monde est fait de relations

Avant les objets

Et le changement est ubiquitaire.

Una questione di calore

La differenza tra passato e futuro

È solo una questione di calore

Quando il calore esiste

Il futuro è diverso dal passato

Un pendolo continua a oscillare

Il calore va dalle cose più calde

Alle cose più fredde

Ma non è impossibile che un corpo caldo

Si scaldi ancora di più

Mettendosi in contatto con un corpo freddo

Boltzmann non fu preso sul serio da nessuno

Come accade spesso.

A matter of heat

The gap between past and future

Is only a matter of heat

When heat exists

Future differs from past

A pendulum goes on swinging

Heat goes from hotter

To colder things

But it is not impossible for a hot body

To warm even further

When put in contact with a cold body

Nobody took Boltzmann seriously

As often occurs.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 2 Passato e futuro, 1’12”

“Un pendolo continua a oscillare”

Il pendolo oscilla con moto perpetuo: il nostro futuro è sostanzialmente la ripresa del passato con piccoli cambiamenti (moto perpetuo?)

Une question de chaleur

La différence entre passé et futur

N’est qu’une question de chaleur

Quand la chaleur existe

Le futur diffère du passé

Un pendule continue d’osciller

La chaleur passe des choses les plus chaudes

Aux choses les plus froides

Mais il n’est pas impossible qu’un corps chaud

Chauffe encore davantage

S’il entre en contact avec un corps froid

Personne n’a pris Boltzmann au sérieux

Comme c’est souvent le cas.

La scintilla del mare

Se non si perde tempo

Non si arriva da nessuna parte

Brillavano all’inizio del secolo

Le prime centrali elettriche nella pianura padana

E Albert Einstein leggeva Kant a Pavia

Il premio del vagare senza meta

Può essere l’assoluta bellezza

La scintilla del mare

L’ordine più semplice e profondo della realtà

L’incurvarsi dello spazio e del tempo.

The sea’s spark

If time goes unwasted

Nothing gets anywhere

The first Po Valley power stations

Shone at the start of the century

And Albert Einstein read Kant at Pavia

The prize for aimless roving

Can be absolute beauty

The sea’s spark

Reality’s simplest deepest order

Space and time warping.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 3 (Giro)Vagare, 1’

“Il premio del vagare senza meta

Può essere l’assoluta bellezza”

L’armonia vaga libera disegnando un girotondo

L’étincelle de la mer

Si on ne perd pas de temps

On n’arrive nulle part

Elles brillaient au début du siècle

Les premières centrales électriques de la plaine du Pô

Et Albert Einstein lisait Kant à Pavie

La récompense d’une errance sans but

Peut être la beauté absolue

L’étincelle de la mer

L'ordre le plus simple et profond de la réalité

La courbure de l’espace et du temps.

La forma più ragionevole per la Terra

La forma più ragionevole della Terra

È una sfera

E la Galassia è un granello di polvere

L’Universo una piccola palla esplosa

Le cose non possono essere così strane

Dietro deve esserci una spiegazione

Più semplice e ragionevole.

The most reasonable shape for the Earth

The most reasonable shape for Earth

Is a sphere

And the Galaxy is a dust mote

The Universe a small exploded ball

Things cannot be so strange

Behind them must be a simpler

More reasonable explanation.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 4 Risposte, 2’

“La forma più ragionevole della Terra È una sfera”

Ci saranno risposte allo nostre domande?

La forme la plus raisonnable pour la Terre

La forme la plus raisonnable de la Terre

Est la sphère

Et la galaxie est un grain de poussière

L’Univers une petite balle explosée

Les choses ne peuvent être aussi bizarres

Derrière tout cela Il doit y avoir une explication

Plus simple et plus raisonnable.

La luce è discontinua

I pacchetti di energia sono reali

La luce è discontinua

E le cose del mondo si scambiano

Informazioni le une sulle altre

Grandi macchine sono state costruite

Per vedere i protoni disintegrarsi

Ma, ahimè! nessun protone

Si è mai disintegrato sotto i nostri occhi.

Light is erratic

Energy packs are real

Light is erratic

And things in the world exchange

Information about each other

Great machines were built

To watch protons disintegrate

But, alas! no proton

Ever disintegrated before our eyes.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 5 Chiaroscuri, 3’

“La luce è discontinua

E le cose del mondo si scambiano

Informazioni le une sulle altre”

Le sonorità sfumano i piani sonori

La lumière est discontinue

Les packs énergétiques sont réels

La lumière est discontinue

Et les choses du monde s’échangent

Des informations les unes sur les autres

On a construit de grandes machines

Pour voir se désintégrer les protons

Mais, hélas ! aucun proton

Ne s’est jamais désintégré sous nos yeux.

Una manciata di particelle elementari

Una manciata di particelle elementari

Fluttuano in continuazione nello spazio

Fra l’esistere e il non esistere

Si combinano all’infinito

Come le venti lettere di un alfabeto cosmico

Raccontano la storia delle galassie

Dalla luce del sole

Ai sorrisi dei ragazzi alle feste

L’aria calda è aria dove le molecole

Corrono più veloci

Tutto questo è semplice e bello

Ma non finisce qui.

A

fistful of elementary particles

A fistful of elementary particles

Hovering endlessly in space

Between existence and non-existence

Combining ad infinitum

Like the 20 letters of a cosmic alphabet

Recounting the history of galaxies

From light to sun

To children’s smiles at parties

Warm air is air where molecules

Rush faster

All this is simple and beautiful

But does not end here.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 6 L’infinito, 4’10”

“Una manciata di particelle elementari

Fluttuano in continuazione nello spazio

Fra l’esistere e il non esistere”

Brano ‘cosmico’ fatto di continui contatti fra le note separate le une dalle altre

Une poignée de particules élémentaires

Une poignée de particules élémentaires

Fluctuent en continu dans l'espace

Entre l’être et le non-être

Elles se combinent à l’infini

Comme les vingt lettres d’un alphabet cosmique

Racontant l’histoire des galaxies

De la lumière du soleil

Aux sourires des enfants aux anniversaires

L’air chaud est l’air dont les molécules

Courent plus vite

Tout cela est simple et beau

Mais ne s’arrête pas là.

I nostri bisnonni in comune con le farfalle

Dovremmo essere abbastanza contenti

Ma non lo siamo

La mattina il mondo è uno spazio curvo

Ed è uno spazio piatto la sera

Dove saltano i quanti

“Hai ragione” dice a tutti il rabbino

L’immenso mollusco mobile

Si comprime e contorce

Da qualche parte si nasconda la prova

Di un cambiamento ubiquo

La danza della natura non ha

Un singolo direttore d’orchestra

Né un singolo tempo

Ogni processo segue un tempo proprio –

Il quieto e trasparente lago alpino

Nasconde la danza veloce

Di infinite molecole d’acqua –

Andiamo ad incontrare sulle sponde del lago

I nostri bisnonni in comune con le farfalle.

Our great-grandparents in common with butterflies

We should be happy enough

But are not

At morning the world is a curved space

And is a flat space at evening

Where quanta leap

“You’re right” the rabbi says to all

The huge moving mollusc

Compresses and contorts

Evidence of ubiquitous

Change hides somewhere

Nature’s dance has no

One orchestra conductor

Or one tempo

Every process follows its own tempo –

The fast dance of infinite water

Molecules hidden by the calm

Translucent alpine lake –

At lake’s edge we go to meet

Our great-grandparents in common with butterflies.

Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 7 Il volo, 3’10”

“Andiamo a incontrare sulle sponde del lago

I nostri bisnonni in comune con le farfalle”

Delicatezza, leggerezza, saggezza

Nos aieux commun avec les papillons

On devrait être plutôt contents

Mais nous ne le sommes pas

Le matin, le monde est un espace courbe

Et un espace plat le soir

Où sautillent les quanta

« Vous avez raison », dit à tous le rabbin.

L’immense mollusque mobile

Se comprime et se tord

Cachée quelque part se trouve la preuve

D’un changement ubiquitaire

La danse de la nature n’a pas

Un seul chef d’orchestre

Ni un seul tempo

Chaque processus suit son propre tempo –

Le calme et limpide lac alpin

Cache la danse rapide

D’innombrables molécules d’eau –

Nous allons, sur les rives du lac, à la rencontre

De nos aieux commun avec les papillons.

Alcune delle musiche selezionate posseggono atmosfere rarefatte, traslucide e quindi anche liquide, orientali, vicine alle atmosfere della pratica zen.

Ascoltandole sono indotto alcune volte a fermarmi e a meditare, altre a viaggiare con l’immaginazione, altre ancora a respirare più profondamente di quanto non faccia solitamente… ossia… a guardarmi dentro.

Questa almeno è la sensazione che provo quando le ascolto e le suono.

Le sento molto autentiche, pure, sincere, proprio come è la realtà fenomenica: la Natura.

I lavori di Silvia che conosco mi danno le stesse suggestioni e soprattutto mi relazionano con il tempo in modo naturale.

Le poesie di Giovanna mi fanno riflettere.

L’idea che il tempo sia tiranno è dell’uomo, che vorrebbe attribuire proprio al tempo l’incapacità di completare al meglio la propria vita. Siamo noi che ci diamo questi indiavolati ritmi esistenziali e purtroppo abbiamo alzato troppo il limite perché ci siamo dati un bioritmo non sostenibile che è al di fuori delle nostre capacità di tenuta.

Una riconciliazione con il giusto scorrere del tempo e la giusta convivenza con la natura sono proprio quelle sensazioni che personalmente sto cercando e che queste musiche, il lavoro di Silvia e le poesie di Giovanna, mi stanno aiutando a ritrovare.

Pierluigi Puglisi

“Penso che la nostra specie non durerà a lungo. Non pare avere la stoffa delle tartarughe che hanno continuato ad esistere simili a se stesse per centinaia di milioni di anni, centinaia di volte di più di quanto siamo esistiti noi.

Siamo una specie a vita breve. I nostri cugini si sono già tutti estinti. E noi facciamo danni.

I cambiamenti climatici e ambientali che abbiamo innescato sono stati brutali e difficilmente ci risparmieranno. Per la Terra sarà un piccolo blip irrilevante, ma non credo che noi li passeremo indenni; tanto più dato che l’opinione pubblica e la politica preferiscono ignorare i pericoli che stiamo correndo e mettere la testa sotto la sabbia.”

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, 2014.

Non abbiamo la stoffa delle tartarughe 2021, 2025

opera immaginata da Silvia Stucky

condivisa e realizzata con Giovanna Iorio e Pierluigi Puglisi

prima versione

per il Festival del Tempo, 2021

a cura di Roberta Melasecca

Sermoneta, settembre-ottobre 2021

seconda versione

per il Festival del Tempo, 2025

a cura di Roberta Melasecca

Genova, maggio 2025

Traduzione inglese Julia Pelosi-Thorpe

Traduzione francese Marilyne Bertoncini

I diritti di tutte le opere sono dei rispettivi autori

© Giovanna Iorio, Pierluigi Puglisi, Silvia Stucky

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