
Non abbiamo la stoffa delle tartarughe

Non abbiamo la stoffa delle tartarughe
poesie di Giovanna Iorio
immagini di Silvia Stucky
musiche di Pierluigi Puglisi
Il mondo dei fenomeni è un mondo che possiamo indagare e comprendere sempre meglio. Trovarne caratteristiche generali. Ma è un mondo di interdipendenze e di contingenze, non un mondo che valga la pena cercare di derivare da un Assoluto.
Carlo Rovelli Helgoland
Non solo non vi è alcun soggetto autonomo, ontologicamente solido e stabile; non vi è nemmeno alcun ‘assoluto’: dal momento che ogni elemento del reale è un aggregato di cause impermanenti e interdipendenti, nulla è davvero ab-solutus, sciolto e libero da condizionamenti, ma ogni elemento appare e si dissolve in una rete infinita e ininterrotta di relazioni.
Marcello Ghilardi
Pensare il soggetto tra filosofia e buddhismo Zen
Sette brevi poesie sulla fisica
Riscritture protoniche del testo di Carlo Rovelli
“Sette brevi lezioni di fisica”
Seven short poems on physics
Protonic rewritings of Carlo Rovelli’s book
“Seven short lessons in physics”
Giovanna Iorio
Sette visioni di un fiore*
Natura e Tempo, per le poesie di Giovanna Iorio
Seven visions of a flower
Time and Nature, for Giovanna Iorio’s poems
Silvia Stucky
* Brugmansia arborea
Non abbiamo la stoffa delle tartarughe
Non abbiamo la stoffa delle tartarughe
La nostra è una specie
A vita breve
E noi facciamo danni
Però abbiamo sete di vita insaziabile
Di questo mondo strano
Dove lo spazio si sgrana
Il tempo non esiste e le cose possono
Non essere in alcun luogo
Ma il mondo è relazioni
Prima che oggetti
E il cambiamento è ubiquo.
We have no stuff of tortoises
We have no stuff of tortoises
Ours is a short-
Lived species
And we do damage
But have insatiable thirst
For life for this strange world
Where space moulders
Time does not exist and things
Can be nowhere
But the world is connections
Before it is objects
And change is ubiquitous.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 1 Il mondo è relazioni, 4’
“Però abbiamo sete di vita insaziabile
Ma il mondo è relazioni”
Noi ci relazioniamo continuamente, ma il problema è... in che modo?
Nous n’avons pas l’étoffe des tortues
Nous n’avons pas l’étoffe des tortues
La nôtre est une espèce
A vie brève
Et nous causons des dégâts
Mais notre soif de vie est insatiable
Dans ce monde étrange
Où s’égrène l’espace
Le temps n’existe pas et les choses peuvent
N’être en aucun endroit
Mais le monde est fait de relations
Avant les objets
Et le changement est ubiquitaire.

Una questione di calore
La differenza tra passato e futuro
È solo una questione di calore
Quando il calore esiste
Il futuro è diverso dal passato
Un pendolo continua a oscillare
Il calore va dalle cose più calde
Alle cose più fredde
Ma non è impossibile che un corpo caldo
Si scaldi ancora di più
Mettendosi in contatto con un corpo freddo
Boltzmann non fu preso sul serio da nessuno
Come accade spesso.
A matter of heat
The gap between past and future
Is only a matter of heat
When heat exists
Future differs from past
A pendulum goes on swinging
Heat goes from hotter
To colder things
But it is not impossible for a hot body
To warm even further
When put in contact with a cold body
Nobody took Boltzmann seriously
As often occurs.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 2 Passato e futuro, 1’12”
“Un pendolo continua a oscillare”
Il pendolo oscilla con moto perpetuo: il nostro futuro è sostanzialmente la ripresa del passato con piccoli cambiamenti (moto perpetuo?)
Une question de chaleur
La différence entre passé et futur
N’est qu’une question de chaleur
Quand la chaleur existe
Le futur diffère du passé
Un pendule continue d’osciller
La chaleur passe des choses les plus chaudes
Aux choses les plus froides
Mais il n’est pas impossible qu’un corps chaud
Chauffe encore davantage
S’il entre en contact avec un corps froid
Personne n’a pris Boltzmann au sérieux
Comme c’est souvent le cas.

La scintilla del mare
Se non si perde tempo
Non si arriva da nessuna parte
Brillavano all’inizio del secolo
Le prime centrali elettriche nella pianura padana
E Albert Einstein leggeva Kant a Pavia
Il premio del vagare senza meta
Può essere l’assoluta bellezza
La scintilla del mare
L’ordine più semplice e profondo della realtà
L’incurvarsi dello spazio e del tempo.
The sea’s spark
If time goes unwasted
Nothing gets anywhere
The first Po Valley power stations
Shone at the start of the century
And Albert Einstein read Kant at Pavia
The prize for aimless roving
Can be absolute beauty
The sea’s spark
Reality’s simplest deepest order
Space and time warping.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 3 (Giro)Vagare, 1’
“Il premio del vagare senza meta
Può essere l’assoluta bellezza”
L’armonia vaga libera disegnando un girotondo
L’étincelle de la mer
Si on ne perd pas de temps
On n’arrive nulle part
Elles brillaient au début du siècle
Les premières centrales électriques de la plaine du Pô
Et Albert Einstein lisait Kant à Pavie
La récompense d’une errance sans but
Peut être la beauté absolue
L’étincelle de la mer
L'ordre le plus simple et profond de la réalité
La courbure de l’espace et du temps.

La forma più ragionevole per la Terra
La forma più ragionevole della Terra
È una sfera
E la Galassia è un granello di polvere
L’Universo una piccola palla esplosa
Le cose non possono essere così strane
Dietro deve esserci una spiegazione
Più semplice e ragionevole.
The most reasonable shape for the Earth
The most reasonable shape for Earth
Is a sphere
And the Galaxy is a dust mote
The Universe a small exploded ball
Things cannot be so strange
Behind them must be a simpler
More reasonable explanation.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 4 Risposte, 2’
“La forma più ragionevole della Terra È una sfera”
Ci saranno risposte allo nostre domande?
La forme la plus raisonnable pour la Terre
La forme la plus raisonnable de la Terre
Est la sphère
Et la galaxie est un grain de poussière
L’Univers une petite balle explosée
Les choses ne peuvent être aussi bizarres
Derrière tout cela Il doit y avoir une explication
Plus simple et plus raisonnable.

La luce è discontinua
I pacchetti di energia sono reali
La luce è discontinua
E le cose del mondo si scambiano
Informazioni le une sulle altre
Grandi macchine sono state costruite
Per vedere i protoni disintegrarsi
Ma, ahimè! nessun protone
Si è mai disintegrato sotto i nostri occhi.
Light is erratic
Energy packs are real
Light is erratic
And things in the world exchange
Information about each other
Great machines were built
To watch protons disintegrate
But, alas! no proton
Ever disintegrated before our eyes.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 5 Chiaroscuri, 3’
“La luce è discontinua
E le cose del mondo si scambiano
Informazioni le une sulle altre”
Le sonorità sfumano i piani sonori
La lumière est discontinue
Les packs énergétiques sont réels
La lumière est discontinue
Et les choses du monde s’échangent
Des informations les unes sur les autres
On a construit de grandes machines
Pour voir se désintégrer les protons
Mais, hélas ! aucun proton
Ne s’est jamais désintégré sous nos yeux.

Una manciata di particelle elementari
Una manciata di particelle elementari
Fluttuano in continuazione nello spazio
Fra l’esistere e il non esistere
Si combinano all’infinito
Come le venti lettere di un alfabeto cosmico
Raccontano la storia delle galassie
Dalla luce del sole
Ai sorrisi dei ragazzi alle feste
L’aria calda è aria dove le molecole
Corrono più veloci
Tutto questo è semplice e bello
Ma non finisce qui.
A
fistful of elementary particles
A fistful of elementary particles
Hovering endlessly in space
Between existence and non-existence
Combining ad infinitum
Like the 20 letters of a cosmic alphabet
Recounting the history of galaxies
From light to sun
To children’s smiles at parties
Warm air is air where molecules
Rush faster
All this is simple and beautiful
But does not end here.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 6 L’infinito, 4’10”
“Una manciata di particelle elementari
Fluttuano in continuazione nello spazio
Fra l’esistere e il non esistere”
Brano ‘cosmico’ fatto di continui contatti fra le note separate le une dalle altre
Une poignée de particules élémentaires
Une poignée de particules élémentaires
Fluctuent en continu dans l'espace
Entre l’être et le non-être
Elles se combinent à l’infini
Comme les vingt lettres d’un alphabet cosmique
Racontant l’histoire des galaxies
De la lumière du soleil
Aux sourires des enfants aux anniversaires
L’air chaud est l’air dont les molécules
Courent plus vite
Tout cela est simple et beau
Mais ne s’arrête pas là.

I nostri bisnonni in comune con le farfalle
Dovremmo essere abbastanza contenti
Ma non lo siamo
La mattina il mondo è uno spazio curvo
Ed è uno spazio piatto la sera
Dove saltano i quanti
“Hai ragione” dice a tutti il rabbino
L’immenso mollusco mobile
Si comprime e contorce
Da qualche parte si nasconda la prova
Di un cambiamento ubiquo
La danza della natura non ha
Un singolo direttore d’orchestra
Né un singolo tempo
Ogni processo segue un tempo proprio –
Il quieto e trasparente lago alpino
Nasconde la danza veloce
Di infinite molecole d’acqua –
Andiamo ad incontrare sulle sponde del lago
I nostri bisnonni in comune con le farfalle.
Our great-grandparents in common with butterflies
We should be happy enough
But are not
At morning the world is a curved space
And is a flat space at evening
Where quanta leap
“You’re right” the rabbi says to all
The huge moving mollusc
Compresses and contorts
Evidence of ubiquitous
Change hides somewhere
Nature’s dance has no
One orchestra conductor
Or one tempo
Every process follows its own tempo –
The fast dance of infinite water
Molecules hidden by the calm
Translucent alpine lake –
At lake’s edge we go to meet
Our great-grandparents in common with butterflies.
Pierluigi Puglisi, pianoforte: brano 7 Il volo, 3’10”
“Andiamo a incontrare sulle sponde del lago
I nostri bisnonni in comune con le farfalle”
Delicatezza, leggerezza, saggezza
Nos aieux commun avec les papillons
On devrait être plutôt contents
Mais nous ne le sommes pas
Le matin, le monde est un espace courbe
Et un espace plat le soir
Où sautillent les quanta
« Vous avez raison », dit à tous le rabbin.
L’immense mollusque mobile
Se comprime et se tord
Cachée quelque part se trouve la preuve
D’un changement ubiquitaire
La danse de la nature n’a pas
Un seul chef d’orchestre
Ni un seul tempo
Chaque processus suit son propre tempo –
Le calme et limpide lac alpin
Cache la danse rapide
D’innombrables molécules d’eau –
Nous allons, sur les rives du lac, à la rencontre
De nos aieux commun avec les papillons.

Alcune delle musiche selezionate posseggono atmosfere rarefatte, traslucide e quindi anche liquide, orientali, vicine alle atmosfere della pratica zen.
Ascoltandole sono indotto alcune volte a fermarmi e a meditare, altre a viaggiare con l’immaginazione, altre ancora a respirare più profondamente di quanto non faccia solitamente… ossia… a guardarmi dentro.
Questa almeno è la sensazione che provo quando le ascolto e le suono.
Le sento molto autentiche, pure, sincere, proprio come è la realtà fenomenica: la Natura.
I lavori di Silvia che conosco mi danno le stesse suggestioni e soprattutto mi relazionano con il tempo in modo naturale.
Le poesie di Giovanna mi fanno riflettere.
L’idea che il tempo sia tiranno è dell’uomo, che vorrebbe attribuire proprio al tempo l’incapacità di completare al meglio la propria vita. Siamo noi che ci diamo questi indiavolati ritmi esistenziali e purtroppo abbiamo alzato troppo il limite perché ci siamo dati un bioritmo non sostenibile che è al di fuori delle nostre capacità di tenuta.
Una riconciliazione con il giusto scorrere del tempo e la giusta convivenza con la natura sono proprio quelle sensazioni che personalmente sto cercando e che queste musiche, il lavoro di Silvia e le poesie di Giovanna, mi stanno aiutando a ritrovare.
Pierluigi Puglisi
“Penso che la nostra specie non durerà a lungo. Non pare avere la stoffa delle tartarughe che hanno continuato ad esistere simili a se stesse per centinaia di milioni di anni, centinaia di volte di più di quanto siamo esistiti noi.
Siamo una specie a vita breve. I nostri cugini si sono già tutti estinti. E noi facciamo danni.
I cambiamenti climatici e ambientali che abbiamo innescato sono stati brutali e difficilmente ci risparmieranno. Per la Terra sarà un piccolo blip irrilevante, ma non credo che noi li passeremo indenni; tanto più dato che l’opinione pubblica e la politica preferiscono ignorare i pericoli che stiamo correndo e mettere la testa sotto la sabbia.”
Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, 2014.
Non abbiamo la stoffa delle tartarughe 2021, 2025
opera immaginata da Silvia Stucky
condivisa e realizzata con Giovanna Iorio e Pierluigi Puglisi
prima versione
per il Festival del Tempo, 2021
a cura di Roberta Melasecca
Sermoneta, settembre-ottobre 2021
seconda versione
per il Festival del Tempo, 2025
a cura di Roberta Melasecca
Genova, maggio 2025
Traduzione inglese Julia Pelosi-Thorpe
Traduzione francese Marilyne Bertoncini
I diritti di tutte le opere sono dei rispettivi autori
© Giovanna Iorio, Pierluigi Puglisi, Silvia Stucky

