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Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO DIRETTO DA SILVIA AROSIO

Anno II - N. 09 Luglio/Agosto 2020 Seguici sui social Riflettori su...

FALCONG

Il suo grande cuore per l'Abruzzo e l'amore per la falconeria

ENNIO MORRICONE

a c i s u m a dell a ì g a m La

MUSEO LAVAZZA

Viaggio alla scoperta del mondo del caffè

HA COMPOSTO LE COLONNE SONORE IMMORTALI CHE HANNO ACCOMPAGNATO LA NOSTRA VITA

INTERVISTE●ANTICIPAZIONI●CASTING●PERSONAGGI●TOURNÉE●LIBRI


Guarda in faccia la tua vera Natura.

emozionati, impara, divertiti! 42 ettari di Collina Morenica, oltre 1.500 animali di 250 specie selvatiche provenienti da tutto il mondo, una serra tropicale, uno zoo safari e un percorso dedicato ai giganti del passato. Un grande Parco, vivo ed emozionante, dove conoscere il passato e il presente della Natura e capire come possiamo proteggerla per portarla con noi nel futuro.

B u s s o l e n g o Ve r o n a w w w. p a r c o n a t u ra v i va . i t


SOMMARIO

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ENNIO MORRICONE

FALCONG

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LE CIRQUE WTP

FOREST BATHING

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CAMMINI STORICI

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ARCIMBOLDI E L'ARTE

Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO Anno 2 - Numero 9 - Luglio / Agosto 2020 • Supplemento alla testata www.silviaarosio.com (Reg. al Tribunale di Milano n°249 del 21/11/2019) • Direttore Responsabile: Silvia Arosio • Art Director, Grafica & Impaginazione: Daniele Colzani • Contatti: silvia.arosio@gmail.com • Hanno collaborato: Emanuela Cattaneo - Roberto Marino - Antonello Risati - Serena Del Giudice - 88 Studio / Ufficio Stampa e Pr - Ella Studio - Maria Chiara Salvanelli Press Office & Communication - MCS ADV - Parole & Dintorni - Show Bees - Cinecittà World S.p.A. - GO Monte Carlo - Lavazza Eventi srl - Parco Natura Viva Bussolengo - Ufficio stampa Ostia Antica Festival - Federica Rinaudo

Edizione Digitale: www.issuu.com/riflettorisu

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LA NOTTE DI SAN LORENZO

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Il magazine Riflettori su... è stampato su prodotti certificati FSC e PEFC

LE CIRQUE DU SOLEIL 3


SOMMARIO CINECITTÀ WORLD

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LEOLANDIA

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FLOREGIUM A PARMA

VIA DELLE ABBAZIE

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MARCHE IN MOTO

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MUSEO LAVAZZA

LONDON BUS A BOBBIO

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PARCO NATURA VIVA

INTERVISTA A ENRICO CALTAGIRONE 20 - SPETTACOLI 1/2

60 - SCUOLE

94 - FESTIVAL

40 - SCENOGRAFO

72 - NATURA

96 - LIBRI

42 - SMART BUGS

82 - HOSPITALITY & GOURMET

98 - EVENTI

54 - MANIFESTAZIONI

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Buona lettura!


LA VOCE DEL DIRETTORE

È proprio vero che "i sogni son desideri di felicità"

AMMETTIAMOLO, DI QUESTI TEMPI CI SENTIAMO UN PO' TUTTI COME CENERENTOLA, E ALLORA COME LEI CANTIAMO: " TU SOGNA E SPERA FERMAMENTE, DIMENTICA IL PRESENTE E IL SOGNO REALTA’ DIVERRA’"

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iamo fatti di desideri, perché siamo esseri mancanti. Manchiamo sempre di qualcosa: pensateci, di cosa vi sentite privi adesso? Di soldi? Di salute? Di amore? O, semplicemente, di un abbraccio, in questa lenta ripresa, fatta di discese ardite e di risalite? D’altronde, il verbo desiderare, ha un’etimologia molto chiara: deriva da sidus, costellazione, stella, con il prefisso privativo de. Nel linguaggio augurale o dei marinai, constatare l'assenza di un astro significava delusione, rimpianto, al contrario di considerare, constatare la sua presenza e per estensione "considerare, esaminare attentamente". I Magi seguirono la Stella, Don Chisciotte la sua unreachable star. Peter Pan indicava

la sua seconda stella a destra. I marinai le seguono da sempre. Tutti noi, abbiamo la nostra personale stella polare. “I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.”, diceva Jim Morrison. La notte di San Lorenzo, così vicina ormai, tutti noi alziamo almeno per un attimo lo sguardo al cielo: da piccola, mi chiedevo come mai, con tutte le stelle che cadevano il 10 agosto, il firmamento restava luminoso. Sarà perché i sogni sono sempre là. E così, lasciateci sognare. Come fondatrice e direttrice di questa testata che state leggendo, e, prima ancora, come amante del teatro, tra i tremila desideri che ho (sì, nonostante in cinquant’anni abbia visto cadere diverse stelle, ancora de-sidero ardentemente), sogno un ritorno alla prossima stagione teatrale in tutta sicurezza ed in grande spolvero (inteso sia come outfit creativo ed artistico, sia in senso letterale di pulizia, a questo punto). Sogno luci della ribalta che si accendono. Sogno un teatro pieno, con la gente che sorride, dietro le mascherine, e, perché no, un domani, senza le mascherine. Sogno persone in fila alle biglietterie, o che chiacchierano in un foyer, davanti ad un caffè o a un drink. Sogno uno spettacolo coinvolgente, emozionante, un brivido che scende in platea, un solo cuore tra attori e pubblico. Sogno le maestranze che festeggiamo con il cast la chiu-

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sura del primo sipario, un datore luci che spegne l’ultima lampadina per riaccenderla la sera dopo, un regista che va a cena con la sua compagnia, brindando ai suoi attori. Sogno conferenze, interviste dal vivo, backstage, curtain call, recensioni. Desidero, tra gli altri miei “milioni” di desideri, che lo spettacolo dal vivo riparta in tutta sicurezza. Perché le stelle non solo stanno a guardare. Non solo si lasciano cadere il 10 agosto per aiutarci a sognare. Le stelle sono anche sul palco e sono stufe di stare a guardare o cadere, vogliono tornare a splendere più che mai, e diffondere la loro luce, l’arte, il talento, la passione, per noi, che, dal buio della platea, le de-sideriamo e sogniamo con esse. Perché tutti noi diventiamo stelle, unite dallo stesso splendore del Teatro, della Danza, della musica dal vivo. Se la notte di San Lorenzo avrete la fortuna di essere sotto un cielo stellato, magari su una spiaggia, in montagna, al lago, o, perché no, a vedere uno spettacolo all’aperto; se, come noi, amate il teatro; se siete un artista, se siete uno spettatore…. Alzate per un attimo gli occhi al cielo, e de-siderate, perché “È giunto il tempo di riaccendere le stelle.” (G.Apollinaire). • RS

Silvia Arosio


ANIMALI & CO.

Un grande cuore per l A ' bruzzo e l a ' more per la falconeria

GIOVANNI GRANATI CI RACCONTA IL SUO RAPPORTO SIMBIOTICO CON I RAPACI, DEL LORO MONDO E DELLA IMPORTANZA DELLA LORO SALVAGUARDIA

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hi segue il mio giornale, sa che amo inserire spesso articoli riguardanti il mondo degli animali, ancora di più se l’argomento è in qualche modo legato all’arte. Giovanni Granati, in arte Falcong, è falconiere ed artista poliedrico. Si occupa di addestramento ed educazione di varie specie animali (rapaci, cavalli, lupi cecoslovacchi, furetti ecc) ed è ideatore di un innovativo programma di allenamento “flyboost” che vede l’unione di storia, cultura e tradizione alle moderne tecnologie (droni, monoala, gps), con cui conduce importanti progetti a livello internazionale per la salvaguardia e la reintroduzione dei rapaci. Conduttore della rubrica “wild man” in onda su canale 5 nel programma L’arca di Noè, scrive per la rivista nazionale del suddetto programma. Ad oggi impegnato in ricerche e sperimentazioni che lo vedono spesso in giro per il mondo alla ricerca delle più innovative tecniche di educazione ed insegnamento animale finalizzate allo studio dell’etologia e al rapporto con l’uomo.

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di Silvia Arosio

Sostenitore ed amante del suo territorio, l’Abruzzo, contribuisce alla salvaguardia e alla valorizzazione di questa splendida terra. Giovanni è tra l’altro vicepresidente di GAIA-L’Altritalia Ambiente con delega alla fauna selvatica, ed è stato ospite del festival internazionale del cinema che si è tenuto tra il 16 e il 26 gennaio in California, nel corso del quale è stato presentato il film documentario, Overland, che lo vede tra i protagonisti. Giovanni, partiamo da qui. Il film della durata di un’ora e quaranta minuti è opera dei registi Elisabeth Heviland e Revere La Noue, originari del North Carolina. È stato girato in 4 continenti, negli Usa, in Sud Africa, in Mongolia e in Italia (nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga). Dopo l’anteprima mondiale al Santa Barbara Film Festival a febbraio, a marzo ha vinto l’Award del Living with Wildlife, all’International Wild Life Festival, in Texas. Cosa vuol dire per te aver portato questo film all’estero? Per me significa aver portato in giro per il mondo

parte della mia storia, della mia cultura e della mia tradizione. L’Italia ha una grande storia medievale e rinascimentale, focalizzata sulla falconeria e anzi possiamo dire che essa ancora una volta nel campo delle arti ha svolto un ruolo fondamentale. Pensate che tutt’ora chi inizia a praticare la falconeria, ma anche gli stessi ornitologi mondiali, hanno come prima lettura il famoso trattato di falconeria dell’imperatore Federico II

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di Svevia il De arte venandi cum Avibus. E pensate che nel film alcune scene sono state girate proprio nei Musei Vaticani, dove è custodito parte del trattato di Federico… Quando abbiamo girato questa scena, ho avuto la possibilità di tenere tra le mie mani il libro dei libri della falconeria, consegnato da Manfredi figlio di Federico subito dopo la morte del padre. Qual è la tua sede operativa? Come hai vissuto il lockdown, tu che hai la fortuna di vivere in un luogo naturale e selvaggio? La mia sede operativa si trova a Civitella del Tronto e sì, sono molto fortunato a vivere con gli animali. Non ho sentito praticamente il colpo del lockdown, perché quando hai la responsabilità di trattare i rapaci ogni giorno, quando li devi pulire, accudire, gestire…. il tuo tempo rispetta il loro tempo... e quindi la mente viaggia con loro che sono


praticamente esseri intoccabili su ogni punto di vista. Uno dei tuoi impegni più importanti è lo studio dei rapaci in cattività, per la riabilitazione e per aiutare poi gli animali selvatici. Di cosa si tratta? Negli ultimi 3 anni ho viaggiato molto… ho avuto la possibilità di collaborare con vari centri, tra i più importanti (dal Peregrine Fund al Nwra, National Wildlife Reabilitation Association). Collaboro con vari etologi e veterinari per lo studio della muscolatura e la riabilitazione, attraverso le moderne tecnologie. Penso che tramite gps e altri mezzi che stanno pian piano sviluppandosi sempre di più in falconeria, tramite lo studio degli animali in cattività, si possano creare delle giuste metodiche di allenamento che potranno poi essere applicate

sugli animali da riabilitare, offrendogli successivamente maggiori chanches di sopravvivenza una volta liberati Il Bird Control è molto utilizzato all’estero, come nella stazione di Londra. Di cosa si tratta e come si sta implementando in Italia? Il bird control, che rappresenta il mio primo utilizzo di approccio nella falconeria moderna, è un sistema ad impatto ambientale 0 che sta trovando fortunatamente sempre più utilizzo in questa epoca. In pratica, i rapaci addestrati in falconeria possono essere utilizzati per allontanare le specie infestanti nei territori urbani,

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aziende, aeroporti ecc. Gazze, piccioni, gabbiani, corvi ecc sono naturalmente spaventati se si fanno fare degli agguati e quindi delle finte predazioni ai rapaci. IL fine è quello di allontanarli e non di ucciderli C’è un grande ritorno di interesse della falconeria: tu stai cercando di unire la naturalità e la tecnologia. Di che progetto si tratta? Attualmente sto facendo degli studi sui droni. In pratica sostituisco l’inseguimento ad una preda a quello di un drone. In questo modo posso creare ogni volta diversi scenari e allenamenti per il rapace trattato. Capite bene quindi che in questo modo lo sviluppo della muscolatura è logico e quindi la riabilitazione dell’animale trattato sarà perfetta e studiata sotto ogni minimo particolare Sei di origine romana, ma abruzzese di adozione. So che hai portato in Abruzzo Presidenti kazaki, sceicchi arabi, troupe televisive americane: oltre ai documentari, cosa stai facendo per aiutare l’Abruzzo? Il mio lavoro di rilancio del territorio abruzzese nasce da un profondo amore che nutro per questa terra, una terra fantastica ricca di storia cultura, arte culinaria, vino, mare e


montagna. il turismo ecostotenibile può essere un ottimo motore trainante per l’economia locale e quindi preservare la deurbanizzazione dei luoghi più remoti di questo eccezionale territorio. Il mio lavoro è incentrato, quindi, nel far conoscere la mia terra a tutto il mondo, utilizzando ogni tipo di massmedia possibile. Attualmente sto lavorando per un nuovo programma televisivo in onda su TV6 principale rete televisiva abruzzese So che sei anche musicista. Quanto, secondo te, la musica può aiutare l’uomo e gli animali? Dico sempre che la musica è un altro sistema per descrivere la realtà, la natura e tutti i sentimenti. Ogni uomo dovrebbe imparare a suonare almeno uno strumento per poter dare sfogo alla propria dimensione musicale. Ho attraversato molti periodi bui nella mia vita come d’altronde ognuno su questa terra. La musica però mi ha sempre assistito e protetto e lo continuerà a fare fino alla fine dei miei giorni. Ti vediamo spesso in foto con animali selvatici: sembra davvero che viviate in simbiosi… Qual è il tuo rapporto con loro?

Il mio rapporto con loro non può spiegarsi con poche righe scritte…. è un rapporto completo. Quando siamo insieme riesco a sentire i loro pensieri e loro riescono a capire perfettamente le mie sensazioni. Insieme si crea un legame unico che poi scaturisce nello studio totale della natura e di tutte le sue leggi. Hai pubblicato due libri (I nostri amici animali, Raccolta favole per bambini) ed un cd musicale (Le note del vento).

Come avvicinare i più piccoli al mondo degli animali? Tramite l’educazione ambientale e la conoscenza degli animali. Penso che poterli vedere dal vivo, poterli osservare nei loro comportamenti, ascoltare i loro versi, guardarli negli occhi, possa essere un ottimo modo per sensibilizzare le giovani generazioni alla cura e al rispetto dei selvatici. Perché tutto quello che non si conosce spaventa e l’unico modo per non avere paura e avere un legame. Ecco perché in Abruzzo organizziamo presso la fortezza di Civitella del Tronto le passeggiate wild e a Battaglia di Campli il festival delle aquile. Due tipologie di approccio agli animali veramente uniche dove i presenti possono interagire con gli stessi. Un sogno nel cassetto? Il mio sogno nel cassetto è quello di poter creare qualcosa che possa tutelare il mondo e le specie selvatiche….fortunatamente ci sto riuscendo anche se l’obiettivo richiede un grande sforzo. • RS

WWW.FALCONG.IT 9


PERSONAGGI

C ' e ra una volta

Ennio Morricone

“FORSE SAREMO MUSICA. MI PIACEREBBE CHE CI TRASFORMASSIMO TUTTI IN DEI SUONI. NON ERA CIÒ CHE SOSTENEVA L’AUTORE DA LEI CITATO ALL’INIZIO?”. MARIUS SCHNEIDER? “LUI. IN FONDO, SE IN ORIGINE ERAVAMO DEI SUONI, MI PARE BELLO PENSARE CHE TORNEREMO AD ESSERLO”. (ENNIO MORRICONE)

N

el corso degli anni, mi sono sempre chiesta cosa faccia un capolavoro di qualcosa creato dall’uomo, un manufatto, uno spettacolo, un film, un libro, una musica. Sono passata attraverso diverse fasi. La prima, è stata quella limitata ai sensi, se una cosa ci piace o non ci piace. Troppo soggettivo ed oltretutto, a me piace il cioccolato e non credo sia un capolavoro (beh, per i Maya magari lo era). Ho pensato ad un qualcosa che piacesse a molti – difficile proprio a tutti- , ma si sa, grazie anche ai cosiddetti influencer, oggi

sono diverse le cose che piacciono a molti, o che ce le fanno piacere, ed io sono sempre stata un po’ dalla parte dei perdenti, dei meno noti, degli indiani (citazione assolutamente voluta).

Ennio Morricone con Sergio Leone

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Allora, forse, parliamo di qualcosa che emoziona? Anche qui, molto soggettivo: ci sono alcuni artisti che emozionano bande di ragazzini


di Silvia Arosio

ma che non totalmente evitati da altri… e non fatemi fare nomi, grazie. No, l’arte va al di là dei sensi, che sono, per definizione, tanto, troppo, soggettivi. Si dice che la realtà stessa derivi dai nostri sensi. Ma non divaghiamo troppo. “L’uso del termine capolavoro (o capodopera) – ci dice la Treccani - è documentato per la prima volta in Italia nel sec. 18° nel significato di migliore opera di un artista. Esso deriva dalla locuzione francese molto più antica chef d’oeuvre, adottata nel Medioevo nel contesto di regolamenti relativi a corporazioni professionali: completata la propria formazione nella bottega di un maestro, l’apprendista - a volte dopo un periodo di lavoro come artigiano a giornata itinerante - aveva l’obbligo di realizzare un capolavoro (chef d’oeuvre) per dimostrare la sua competenza e d i -

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venire quindi membro della corporazione”. Rende l’idea di qualcosa che sta in cima, che è unico, la punta della piramide, l’Uno plotiniano stesso di un oggetto: ecco, forse l’idea universale dell’oggetto perfetto. Probabilmente, il capolavoro è qualcosa che va al di là dei sensi, ma che fa vedere che dietro c’è altro, qualcosa di inintelleggibile, di intangibile, di metafisico. Incomprensibile forse anche per l’artista stesso. La musica del Maestro Ennio Morricone era così. Credo sia uno dei pochi autori che possa essere definito un “classico” dei nostri anni, alla stregua di un Bach o Wagner, mi perdonino i classicisti. Ho scoperto la musica di Morricone come tanti, nei film western. “Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno.” (Ennio Morricone) Centinaia e ceninaia sono i film che hanno “parlato” at-

Con la moglie Maria Travia per la consegna della stella sulla Walk of Fame

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traverso la sua musica, pellicole che spesso si giocavano sui dialoghi scarsi, sugli sguardi in primo piano, sui campi lunghi, dal piccolo al grande: in molti film che ha musicato, non solo western, comunque, erano le note a parlare, i film prendevano un doppiaggio nuovo, che mescolava il grido del coyote, al canto femminile, al mascolino fishiettare o all’armonica a bocca, fino alla musica concertistica, suonata, vera. Il segreto del successo della musica di Morricone, però, non è solo legata ai film: per questo, i suoi concerti funzionavano sempre. Negli scorsi numeri della rivista, ho parlato a lungo degli effetti della musica sull’organismo umano (ma non solo). Ora, facciamo un giochino, insieme. Prendete brani come C’era una volta il west, solo per citarne uno. O Mission, o magari Giù la testa, ad esem-

pio: cancellate dalla vostra testa il film: certo, non è facile, ma pensate che la pellicola nella vostra testa si sia rovinata e lo schermo resti nero: si sente solo la musica. Ora, osservate il cielo e le nuvole: se siete più fortunati, un lago, il mare, un tramonto, le cime degli alberi, le montagne. E provate ad ascoltare uno di questi brani: non sem-

Sul palco degli Oscar con Clint Eastwood

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brano una colonna sonora perfetta, scritta apposta per voi, ora? Non danno quel tocco particolare, come in un vostro personale film mentale? Non vi viene voglia di superare piccolezze, amori finiti, amori iniziati, per elevarvi sopra a tutto e sentirvi parte di un tutto? Ecco, questa è l’universalità delle musiche di Ennio Morricone. Se è vero che la musica è linguaggio universale, qui andiamo oltre. La musica di Morricone è ampia, maestosa, fatta di bassi cupi e di voci angeliche, di ritorno a casa e voglia di infinito, di malinconia, di speranza, di voli pindarici. Questa è musica “classica”: ed ora, giù la testa per la scomparsa di un grande. Ma rialziamola subito e guardiamo il cielo, ascoltando le note immortali di Ennio Morricone. • RS


RIPARTENZE / 1

Le Cirque World s' Top

Performer dopo il lockdown

LA COMPAGNIA INTERNAZIONALE DI CIRCO CONTEMPORANEO STA SCALDANDO I MOTORI CON TANTE IDEE E NOVITÀ

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ianpiero Garelli è il fondatore di Le Cirque World’s Top Performers: nel 2015, iniziarono i primi contatti per creare una compagnia che avrebbe riunito, per la prima volta, solo i migliori artisti di tutto il mondo di circo contemporaneo, anche coloro che hanno fatto la storia del cugino più grande e già famoso Cirque du Soleil. Gianpiero, in realtà ci siamo già incontrati qualche anno fa al Teatro della Luna. Cosa è cambiato da allora? Abbiamo continuato a lavorare per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati, diventare la compagnia più importante d’Europa di circo contemporaneo. Abbiamo creato e debuttato lo scorso autunno con il secondo show Tilt e ora ci apprestiamo a un altro grande passo la creazione della “Europen Accademy” e del nostro Headquarter. Ci ricorda come e perché è nato questo Cirque? Da oltre 35 anni mi occupo di meeting e convention e più volte mi venne richiesto di avere il Cirque du Soleil come Show per la serata di gala, più volte abbiamo cercato un punto d’incontro con i canadesi ma senza mai addivenire a una soluzione logica e da qui la mia proposta di creare una compagnia ad hoc. Ci venne data l'opportunità di scegliere alcuni personaggi di esperienza per creare il gruppo di lavoro: in meno di un anno

debuttammo a Lucca per un importante evento internazionale ed il successo fu tale che a fine show il Sindaco Tambellini ci disse “Dovete portare questo spettacolo qui per i nostri concittadini “ e cosi iniziò anche la parte tournée. Cos’e il Circo oggi? Il circo oggi, come due secoli fa, è una cosa sola “Meravi-

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gliare”. Un tempo lo si faceva mostrando uomini a due teste, oppure La pistola più veloce del West come Buffalo Bill e facendo vedere animali esotici. Oggi è Arte pura, un mix di super atleti, musiche, scenografie, luci, il tutto con coreografie curate in ogni dettaglio. Anche in Francia stanno decidendo di togliere gli ani-


di Silvia Arosio

mali da queste strutture. Lei cosa ne pensa? Penso che il circo tradizionale, ad eccezione di rari casi, non abbia saputo evolversi, gli animali sono come Bufalo Bill, rappresentano il passato. In cinque anni sono diventate oltre 80 le figure importanti ad essere entrate in Le Cirque World’s Top Performers e non solo grandi artisti, a iniziare da Ugo Nespolo che ha firmato le scenografie, direttori artistici come Onofrio Colucci e Anatoliy Zalevskyy, e poi light designer, compositori e staff tecnico di esperienza internazionale, oltre al prezioso lavoro della Direzione Strategia, Marketing e Comunicazione diretta dal figlio Alessandro. Quanto è grande la vostra vocazione internazionale? (Risposta di Alessandro Garelli) Già la natura stessa dello spettacolo, non avendo la barriera della lingua, è adatta ad un pubblico trasversale di tutto il mondo. L’unica cosa che richiediamo al nostro pubblico è la capacità di sognare e lasciarsi trasportare. Per di più, la compagnia è

composta da artisti provenienti da tutto il mondo che automaticamente porta un approccio all’arte circense molto diverso. Per questo la natura più profonda di LE Gianpiero CIRQUE è interGarelli nazionale a tutti gli effetti. Quali luoghi avete già toccato? (Risponde Gianpiero Garelli) In 9 tour, Alis ha toccato 20 citta del centro nord Italia e 7 citta tra Francia, Svizzera e Germania. Tilt ha debuttato in 7 città del nord Italia lo scorso autunno/inverno, in totale Con Le Cirque World’s Top oltre 200.000 spettatori con ol- Performers, Gianpiero Garelli tre metà di sold out. non ha dato vita ad un’imitazioCome avete vissuto il lock- ne, bensì ad una compagnia a down? sé, ha voluto che fossero ideati Fermi, immobili fisicamen- spettacoli assolutamente origite ma con la testa che pensa, nali e unici, nella concezione e studia, progetta soluzioni per nella messa in scena. riprenderci la nostra quotidiaMolto spesso raccontano nità, ma qui il problema è che una storia, come quella di Alinon dipende da noi! I nostri ce. E’ vero? Governanti devo fare in fretta e La storia, i personaggi sono darci aiuti concreti per ripartire solo un pretesto per creare l’ata settembre, altrimenti il settore mosfera e il “fil rouge”, noi spettacolo muore. non vogliamo raccontare nulla,

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Alessandro Garelli

desideriamo mettere il nostro pubblico nella condizione di emozionarsi di crearsi la propria storia, guardando lo show. Alis, ispirato al fantastico mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie e Tilt, ispirato a Ready Player One, l’ultimo film di Steven Spielberg, sono formule vincenti che hanno come punto focale di mettere ogni singolo artista con le sue performance incredibili, al centro della scena e dell’attenzione dello spettatore. Come sono stati accolti

questi spettacoli? (Risponde Alessandro Garelli) Con stupore e incredulità. In un mondo in cui oramai siamo abituati a vedere di tutto tramite internet, la nostra vera sfida era ed è quella di convincere il pubblico ad entrare in sala. Solo dopo si capisce che tutti possono venire a vedere i nostri spettacoli. Alis è un Gran Galà nel quale si esibiscono i migliori artisti dal Cirque du Soleil e del Circo Contemporaneo internazionale, in una scenografia fiabesca minimal nel quale emerge esclusivamente la performances in tutta la sua arte. Tilt è invece uno show che potremmo definire “rock”, molto più veloce con diversi artisti in scena, sempre senza rinunciare all’eccellenza dell’arte circense. Auspicando nel via libera ufficiale del Governo, anche gli addetti ai lavori concordano che dopo il successo degli spettacoli in Italia e all’estero del 2019, il doppio tour con Alis e Tilt che riprenderà a novembre.

Come garantirete la sicurezza di pubblico, cast e staff? (Risponde Gianpiero Garelli) Noi ci preoccuperemo come sempre della sicurezza in tutti i sensi dei nostri artisti e dello staff e del pubblico. Sarà il governo a darci le linee guida che i nostri partners, proprietari dei teatri e arene attueranno. Infine, il progetto annunciato ad inizio 2020 sta andando avanti: la realizzazione in Italia di un grande teatro e di un’accademia internazionale di altissimo livello per gli artisti di tutto il mondo, oltre al nuovo quartier generale di Le Cirque World’s Top Performers. E’un progetto innovativo e ambizioso, che lascia aperta la porta anche ad investitori importanti e per questo è stato dato mandato alla Società Cross Border di Milano. A che punto siete? Molto avanti, il progetto è stato definito: dove nascerà è ancora in discussione, viste le proposte che ci sono state fatte da diversi Comuni. Quello che però e determinante è che ci facciano ripartire al 100% con le tournée altrimenti è difficile pensare a investimenti importanti. • RS

WWW.LECIRQUETOPPERFORMERS.COM 16


GROSSETO, TEATRO MODERNO | 20-21-22 NOVEMBRE TORINO, TEATRO ALFIERI | 27-28-29 NOVEMBRE MILANO, TEATRO REPOWER | 2-3-4-5-6 DICEMBRE GENOVA, POLITEAMA GENOVESE | 11-12-13 DICEMBRE PADOVA, GRAN TEATRO GEOX | 18-19-20 DICEMBRE VARESE, TEATRO OPENJOBSMETIS | 25-26-27 DICEMBRE TRIESTE, TEATRO ROSSETTI | 31 DICEMBRE E 1-2-3 GENNAIO FIRENZE, TEATRO TUSCANY HALL | 6-7-8-9-10 GENNAIO FERRARA, TEATRO COMUNALE | 15-16-17 GENNAIO

bassano del grappa - palabassano, dal 27 al 29 novembre RIMINI - RDS ARENA, dal 4 al 6 dicembre lucca - p.le don baroni, dal 10 al 13 dicembre catania - teatro metropolitan, dal 17 al 20 dicembre roma - palasport, dal 26 al 31 dicembre e 1-2 gennaio bari - teatroteam, dal 5 al 10 gennaio 17 ravenna - pala de andrÈ, dal 15 al 17 gennaio


RIPARTENZE / 2

Gli Arcimboldi ripartono

con

Monet e la Street

Art

LA SALA E IL FOYER DEL PRESTIGIOSO TEATRO MILANESE SI TRASFORMANO IN UNA GALLERIA D'ARTE

I

l Teatro degli Arcimboldi riapre i propri spazi e lo fa, eccezionalmente per questa estate, ospitando due mostre d’arte che saranno in programma da sabato 1 agosto al 13 dicembre 2020: sul palco Claude Monet – The Immersive Experience, una mostra multimediale che accompagnerà il visitatore nei colori e nei capolavori del maestro impressionista francese, mentre nel foyer sarà allestita UNKNOWN - Street Art Exhibition, che presenterà le opere dei più importanti artisti di strada fra i quali Banksy, Blu, Phase 2, Robert del Naja, Serena Maisto.

CLAUDE MONET THE IMMERSIVE EXPERIENCE Un’“esperienza” sublimata a un livello visuale mai provato prima, che ha già conquistato oltre 85.000 visitatori a Bruxelles e 100.000 a Madrid e che ora potrà offrire al pubblico milanese il piacere di scoprire un nuovo modo di osservare il mondo e la natura: l’immersione totale nel cuore pulsante dell’arte di Claude Monet. La mostra multimediale è un omaggio al principale fondatore, oltre che più coerente e prolifico esponente del movimento impressionista. Monet è stato il pittore che ha contribu-

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ito a cambiare la storia dell’arte attraverso un nuovo approccio verso l’esterno, cogliendo e rendendo eterno quel momento irripetibile di vita che passa veloce, quell’attimo che viene fissato per sempre nella sua interezza e nella sua bellezza. La mostra interagisce con l’osservatore, lo prende per mano e lo invita ad entrare dentro ai capolavori di uno dei pittori più amati di tutti i tempi. ll visitatore cammina all’interno dei quadri, grazie ad un innovativo sistema di proiezione 3D mapping. L’area espositiva sarà rivoluzionata con il montaggio di grandi schermi


a cura della Redazione

e, grazie a proiettori video di altissima definizione, le immagine saranno tanto nitide da sembrare reali: le raffigurazioni dei quadri più conosciuti di Monet prenderanno vita coinvolgendo e abbracciando il pubblico. Le pareti, i soffitti, il pavimento, ogni superficie diventerà arte... Nel percorso video, della durata di circa un’ora, sarà possibile gustare l’arte da diversi punti di vista: in piedi, seduti o addirittura sdraiati a terra, diventando parte integrante del quadro. L’osservatore diventerà protagonista dell’opera, ampliando i propri sensi verso onde di colori e suoni. Una magia di sfumature e di immagini a ritmo di una colonna sonora che accompagnerà il visitatore, esaltando ancora di più l’emotività del viaggio. Un viaggio nel mondo di Monet che diventa ancor più concreto nella ricostruzione dello studio dell’artista e nel giardino di Giverny con il ponte sopra le celeberrime ninfee,

dove tutti i visitatori potranno scattarsi un’incredibile foto come se facessero parte della famosa tela. Non mancherà l’area didattica e interattiva, dove grandi e piccini potranno cimentarsi con lo stile e i colori di Monet. I disegni potranno poi essere portati a casa o lasciati in loco, come una sorta di mostra nella mostra. Il percorso si conclude con l’area facoltativa (costo di 2 euro, in loco) della Virtual Reality Experience, grande novità. Adulti e bambini, grazie al supporto di visori ad altissima definizione, potranno vivere un’esperienza del tutto realistica nell’arte di Monet, immergendosi negli scenari che hanno ispirato i suoi quadri. Per info: www.expomonet.it UNKNOWN STREET ART EXHIBITION Il foyer del Teatro degli Arcimboldi si trasforma nella casa dei Graffiti Writers, ospitando le opere dei più importanti esponenti internazionali

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della street art fra i quali: Banksy, Blu, Phase 2, Delta 2, BenEine, 3D, Bordalo II, Kayone, Swoon, Faith 47, Serena Maisto. Fra originali, stacchi, serigrafie e vinili saranno più di cento le opere esposte, in un percorso conoscitivo sia della street art che dei suoi protagonisti. La Street Art, amata o criticata, adorata o demonizzata, ma comunque sempre presente nelle nostre città. La Street Art che oggi è ovunque intorno a noi e viaggia - coloratissima e ammonitrice, poetica o spietatamente tranchant - sui muri delle case, sulle facciate delle fabbriche dismesse, sui treni rottamati e sulle serrande abbassate. La Street Art che ci colpisce con le sue immagini ogni giorno, ormai del tutto sdoganata come vera e propria forma d’arte, alla conquista assoluta dei Musei di Arte Contemporanea, delle Gallerie più prestigiose e delle Collezioni d’Arte private. La Street Art dalle mutevoli forme e


dai tanti artisti, spesso celati dell’anonimato di improbabili e misteriosi pseudonimi. Uno su tutti: Banksy. Nella mostra all’Arcimboldi il percorso nelle opere di Banksy è composto da sei sezioni: • Dismaland: fu un'installazione artistica temporanea, durata trentasei giorni, organizzata da Banksy dal 21 agosto al 27 settembre 2015 presso il Tropicana, un lido marittimo in disuso nella località turistica di Weston-super-Mare nel Somerset, in Inghilterra. • Tenner: le riproduzioni delle banconote di taglio inferiore, dalle dieci sterline a un dollaro ai cinque euro, con le immagini iconiche dell’artista: dalla scimmietta al bacio tra i bobbies inglesi, al soldato armato di mitra, ma con uno smile al posto del viso. • Road signs: dai topi alle scimmie: l’artista si diverte a lasciare il suo tratto sui cartelli stradali. Iconico il cartello di pericolo con lo scimpanzé vestito con un costume pubblicitario su cui, con i caratteri tipici della macchina da scrivere, è impresso il motto Keep it real, • Spray: Banksy re della bomboletta spray, con cui crea prevalentemente su car-

tone ondu- to, una delle serrande dipinte lato o legno. a Bologna negli anni Duemila, Come nella presente in mostra. sua particolaEsposti in totale circa 18 re versione di pezzi dell’artista, tra cui il penPulp Fiction narello su carta Fish ‘n Trips, dove le bana- la stampa Headquarters realizne prendono zata per la celebre mostra Streil posto delle et Art alla londinese Tate e la pistole. prints Rennes che ripropone il • Seri- murales realizzato dall’artista g r a p h i e s : - sulla facciata nord del Teatro stampate e Nazionale di Bretagna. pubblicate Banksy e Blu saranno i carda Pictures dini della mostra, che vedrà on Walls, a però la presenza anche di altri Londra, le se- importanti talenti dell’Arte di rigrafie ripor- Strada: Phase 2, Delta 2, Betano tra i più nEine, 3D, KAYONE, storico popolari soggetti di Banksy, da writer di Milano, Bordalo II, Applause a Golf Sale, fino alla artista portoghese che usa i celeberrima Girl with Balloon, rifiuti per dar vita ad animali, che ha conquistato un successo spesso uccisi proprio dal nopopolare senza eguali. stro inquinamento. • Reproductions: Offset o Non mancherà il tocco femlitografie a colori su carta in minile con l’americana SWOcui l’autore si prende gioco, ON, la sudafricana FAITH 47 con arguzia, di temi come re- e la svizzera Serena Maisto ligione, politica, omofobia… (IMAGO Art Gallery), un’arAltro artista esposto sarà tista poliedrica dall’abilità ecBlu, italiano, quasi certamen- cezionale di pittura sia su tela te di Senigallia, si dice viva in che altri materiali. • RS un camper nella periferia romana. Come Banksy anche Blu cela la sua identità al pubblico, toccando tematiche importanti con stile provocatorio ed irriverente. Poco propenso alla commercializzazione e all’esposizione dei suoi lavori – l’ultima personale autorizzata risale al 2007 e l’ultima sua opera multipla al 2012 – Blu conserva, invece intatto il primato della strada: imponente il suo Uomo Carrarma- WWW.TEATROARCIMBOLDIARTE.IT

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SPETTACOLI

a cura della Redazione

Il musical Oklahoma!

va in scena a

Bologna

© Giulia Marangoni

LA CONCLUSIONE DEL FESTIVAL ESTIVO DEL CAPOLUOGO EMILIANO È CON UN CLASSICO DI RODGERS E HAMMERSTEIN

L'

ottava edizione di A Summer Musical Festival si conclude il 6, 7 e 8 ago-

sto con un classico del musical: Oklahoma! con la regia di Saverio Marconi, la direzione musicale di Shawna Farrell e le coreografie di Gillian Bruce. Oklahoma! è il primo musical della celebre coppia di autori Rodgers & Hammerstein, la storia è ambientata nei primi del novecento nel nascente stato dell’Oklahoma e racconta delle vicende sentimentali tra il cowboy Curly McLain con Laurey Williams, una ragazza che vive in una fattoria. La produzione originale di Broadway debuttò nel 1943. Fu un grande successo e tenne il cartellone per 2.212 recite, fatto mai accaduto fino ad allora, a cui seguì il successo

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della versione cinematografica. Prezzo biglietti (posto unico): intero: 10 € - ridotto: 5 € (under 12) - Orari spettacoli: 6, 7 e 8 agosto ore 21.00 - BSMT Open Air – Via Paolo Nanni Costa 12/6 - Bologna - Prevendite su vivaticket.com • RS


Il meggo della narrativa femminile tutto in un solo catalogo

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SPETTACOLI

a cura della Redazione

" A tu per tu" con Arturo

Brachetti

LO SPETTACOLO IN PROGRAMMA PER L'EDIZIONE 2020 DELL'ESTATE SFORZESCA one man show SOLO che sarà in scena a Milano al Teatro Arcimboldi dal 30 dicembre 2020. L'UOMO DAI MILLE VOLTI Arturo Brachetti è un artista italiano, famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato univocamente the Legend of quick change, il grande Maestro del trasformismo internazionale. Il Guinness Book of Records lo annovera come il più veloce trasformista del mondo. Inoltre è un regista e direttore artistico attento e appassionato, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nella sua carriera figurano il premio Molière (FR) e il Laurence Olivier Award (UK). Nel 2014 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Commendatore con un decreto motu proprio. Tra i suoi libri: Le ombre cinesi (Priuli&Verlucca 2005); Uno, Arturo, centomila. Vita, magie e salti mortali dell'uomo dai mille volti (Rizzoli, 2007); Tanto per cambiare (Baldini&Castoldi 2015). Il suo nuovo one man show SOLO, tra gli spettacoli più applauditi delle ultime stagioni, riprenderà il tour internazionale in autunno. Per info: info@showbees.it - Biglietti:Tel. 02.80.88.80.63 mail: info@mailticket.it - www.mailticket.it • RS

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© Paolo Ranzani

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appuntamento imperdibile all’interno della rassegna Estate Sforzesca, giovedì 20 agosto (ore 21:00), con Arturo racconta Brachetti nel quale l’uomo dai mille volti, che in un battito di ciglia (o forse due) è capace di trasformarsi in mille personaggi, si racconta in una serata speciale fatta di confidenze, ricordi e viaggi fantastici. Fregoli, Parigi e le luci della Tour Eiffel, Ugo Tognazzi, le ombre cinesi, la macchina da cucire della mamma, la donna ignifuga, il Paradis Latin, e le mille fantasie di un ragazzo che voleva diventare regista o papa, prendono vita in un’intervista frizzante al confine tra vita privata e palcoscenico. L’incontro sarà presentato da Stefano Gallarini, regista e conduttore radiofonico e televisivo, da sempre grande appassionato d’illusionismo. Sarà come entrare nel dietro le quinte della vita di Arturo Brachetti, parlando dei suoi debutti, dei viaggi intorno al mondo, della vita quotidiana, delle “mille arti” in cui eccelle e altro ancora. Partendo dal racconto della sua storia e dal solaio in cui tutto è iniziato attraverso la storia del varietà, del teatro, delle arti circensi, l’artista italiano, senza maschere e senza trasformismi, ci farà scoprire perché è la realtà immaginata quella che ci rende più felici… Arturo racconta Brachetti vuole essere un incontro con il pubblico, una chiacchierata informale per scoprire il lato nascosto dell’artista, in attesa del


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A TUTTA NATURA / 1

I luoghi più suggestivi per

praticare il

Forest

Bathing

TANTISSIME LE PROPOSTE PER RISPONDERE AL "RICHIAMO DELLA FORESTA" E AI SUOI BENEFICI SUL NOSTRO ORGANISMO

D

al glamping sospeso sul lago ai meleti in fiore, dalla tenuta del castello alla biodiversità dei boschi alpini. I luoghi più suggestivi in cui praticare il Forest Bathing, la totale immersione nella natura. Le piante sono vive, intelligenti e rigeneranti. Per questo il Forest Bathing, la pratica di immergersi totalmente nella natura, è un’esperienza sempre più ricercata, per ritrovare la connessione con l’ambiente naturale in luoghi in cui boschi e foreste pullulano di vita. Il contatto con gli alberi produce infatti benefici per la mente e il corpo, allevia lo stress e l’ansia, regola il battito cardiaco, migliora l’umore e allontana i cattivi pensieri. Ecco i luoghi più suggestivi in cui fare un “bagno nella foresta” o praticare lo Shinrin-Yoku, come si dice in Giappone, letteralmente tradotto in “trarre giovamento dall’atmosfera dei boschi”.

NEL PARCO NATURALE FANES – SENNES – BRAIES Piante di pino mugo, abete rosso, larice ed un ricco sottobosco di mirtilli e rododendri disegnano il Parco Naturale Fanes – Sennes – Braies, un’immersione nella natura dolomitica da praticare seguendo punti di vista sempre diverExcelsior si dall’Excelsior Dolomites Life Resort di San Vigilio di Marebbe (BZ). Pascoli alpini punteggiati da specchi d’acqua e ruscelli tra cime altezzose si lasciano esplorare ad un passo dal resort, che come membro dei "Wanderhotels" è tra i migliori hotel alpini per le escursioni, e propone esperienze guidate 7 volte la settimana, per momenti di

Excelsior Dolomites Life Resort di San Vigilio di Marebbe

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di Daniele Colzani

Forest Bathing unici. Il resort non a caso ha vinto l’Active Hotel Award 2019 nella categoria sport di montagna. L’immersione nella natura è continua, anche dall’Excelsior Dolomites Lodge, splendida struttura di design, con 16 camere deluxe e suite da sogno con pareti di vetro, Infinity Pool sul rooftop e Dolomites Sky Spa per adulti. Per info: www.myexcelsior.com ATMOSFERA È SPIRITUALE IN ALTA VAL DI NON Il Forest Bathing è un’esperienza che si può fare dentro e fuori l’Hotel Zum Hirschen di Senale – San Felice (BZ), storico ostello di pellegrinaggio dell’Alta Val di Non, che ha conservato la sua spiritualità nel contatto con la natura. L’albergo, ristrutturato con legni di larice, abete rosso e betulla, porfido e lana cotta, è circondato da boschi in cui esplorare canyon e sentieri, foreste di abeti rossi, laghi alpini come il Lago di Tret, i percorsi nella natura del Monte Luco. Un luogo in cui rallentare, ritrovare l’essenziale, l’equilibrio del corpo e l’armonia dell’anima. Concetti che si esprimono anche nelle ricette del Ristorante CERVO, a base di prodotti biologici locali, tra cui il ta-

Alpenpalace Luxury Hideaway & Spa Retreat a San Giovanni (BZ)

rassaco e il radicchio, e nella sauna finlandese bio con vista sul fienile. Per info: www.zumhirschen.com I PERCORSI DELLA SALUTE DELLA VALLE AURINA Tra le sue 80 maestose vette da 3mila metri della Valle Aurina, Sabrina Innerhofer, la guida escursionistica dell’Alpenpalace Luxury Hideaway & Spa Retreat – 5 stelle a San Giovanni (BZ) - accompagna gli ospiti in un’esperienza di Forest Bathing speciale. Conduce i visitatori lungo i percorsi della salute, che partono da Rio Bianco e si inoltrano nei boschi: prima sul sentiero

Hotel Zum Hirschen di Senale

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delle erbe, per riconoscere il tarassaco, l’achillea, il timo selvatico e le altre varietà, per imparare come utilizzarle in cucina e per trattamenti estetici; poi sul sentiero per l’attività fisica, dove si cammina facendo esercizi di respirazione tra le essenze della natura. Infine, via le scarpe, per sentire a piedi nudi il contatto con la terra e migliorare la circolazione e poi immergersi in acqua in un percorso kneipp naturale. Per info: www.alpenpalace.com. SULLE ACQUE DEL GLAMPING IN CAMPANIA Il bagno nella foresta comincia fin dal mattino, con la colazione sul pontile di legno del lodge sospeso sull’acqua o con rilassanti esercizi di yoga sul prato. Tutto è natura, infatti, ai Laghi Nabi, nella prima Oasi Naturale della Campania, grande area naturalistica nata dalla rigenerazione ambientale di ex cave di sabbia sul Litorale Domizio (CE). Tanti i percorsi per praticare il Forest Bathing come si preferisce, tra passeggiate sulle rive dei laghi, barca a vela, equitazione, canoa o kayak. Gli alberi sono


Laghi Nabi

ovunque. E si può soggiornare nelle originali tende luxury del Nabi Resort Glamping & Spa sull’acqua oppure in albergo, al Plana Resort. Per info: www.laghinabi.it NELLE FORESTE MOLISANE E NEL MELETO BIO IN FIORE L’immersione nella foresta comincia già dalle finestre delle casette in pietra, che si affacciano sul paesaggio tinteggiato di boschi, cime appenniniche e meleti bio, nati dal recupero di terreni in disuso. Ma diversi sono i sentieri che partono da Borgotufi, albergo diffuso di Castel del Giudice (IS), al confine tra Molise e Abruzzo, per praticare forest bathing in libertà in un luogo ricco di biodiversità. Tra questi, il percorso che conduce alle sorgenti di acqua sulfurea o quello che segue il

I meleti biologici di Borgotufi

corso del fiume Sagro fino al centro rafting, Il Castello oppure il di Petroia (PG) sentiero che si inoltra nel bosco, dove nascono funghi e tartufi, o lungo le sponde del fiume Molinaro, un luogo di pace e di energia. Altri percorsi permettono di raggiungere i paesi vicini come Capracotta o gli NEL CASTELLO MILLENARIO abeti bianchi di PescopennaDI PETROIA IN UMBRIA taro. Suggestiva l’immersione Querce e cerri secolari crescotra i fiori profumati del meleto no tra pini e salici all’interno di biologico Melise, i cui frutti un’ampia tenuta che si allarga diventano ingredienti dei piatti per 250 ettari e custodisce anche d’autore del ristorante Il Tartu- antiche piante di olivo, praterie fo. Per info: www.borgotufi.it su cui pascolano le Chianine e sentieri. In mezzo a tanta natura, il Castello di Petroia (PG), dalle origini millenarie, si erge maestoso sulla vecchia strada che congiunge Gubbio a Perugia, invitando a seguire i verdi percorsi ricavati da antichi cammini rurali. Si tratta di oltre 10 km di sentieri che si ricongiungono anche al Sentiero Francescano della Pace e si inoltrano in una foresta di 12 ettari con almeno 6mila piante diverse. Un luogo di totale rigenerazione e di silenzio, per un Forest Bathing originale nella natura e nelle storia. Per info: www.petroia.it • RS

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A TUTTA NATURA / 2

Dalla Via Francigena a quella

Matildica

PARTIAMO ALLA SCOPERTA DEI PIÙ SUGGESTIVI E STORICI CAMMINI DELL'ENTE DESTINAZIONE TURISTICA EMILIA

M

ai come in questo periodo sono grandi la voglia di libertà e il bisogno di riprendere contatto con la natura. Il territorio di Destinazione Turistica Emilia offre da secoli strade e sentieri che solcano immensi prati e boschi, attraversano antichi borghi e castelli, città d'arte e mulattiere, costeggiano laghi e torrenti. Dal maestoso Grande Fiume Po all'Appennino,

gli amanti del trekking e della camminata, possono godere degli splendidi paesaggi che incorniciano un fitto reticolo di itinerari tra i territori di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. LA VIA FRANGICENA Sugli oltre mille chilometri che - tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma – ne costituiscono il tratto italiano, la Via Francigena attraversa anche le

Il Ponte Gobbo a Bobbio (PC)

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province di Piacenza e Parma. Dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994 e inserito nella lista propositiva italiana per la candidatura a Patrimonio UNESCO, il cammino entra in territorio piacentino con il Guado di Sigerico e, dopo un breve tragitto sull’argine del Po e vari rettilinei su strade provinciali, arriva alle porte della città, dove il percorso tocca Piazzale delle


di Daniele Colzani

Crociate e Piazza Cavalli per poi sboccare sulla Via Emilia. Risalendo il torrente Nure e tagliando boschi e campagne che salutano il Castello di Paderna, l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba il cammino giunge al Duomo di Fidenza, simbolo dello sconfinamento nel parmense. Tappa obbligatoria per i pellegrini che si dirigevano a Roma, la cattedrale dedicata a San Donnino è un’occasione per riprendere fiato e lustrarsi lo sguardo, prima di rimettersi in marcia verso Cabriolo e la sua pieve, i resti della rocca di Noceto, Felegara e Fornovo, dove la statua del pellegrino sulla facciata della Chiesa di Santa Maria indica la direzione. Sempre sotto la sigla di Parma, si giunge a Bardone e a Cassio – caratterizzata da una

via lastricata in pietra – per poi insinuarsi a Berceto e lasciare l’Emilia attraverso il Passo della Cisa. Per info: Associazione Europea delle Vie Francigene www.viefrancigene. org LA VIA DEGLI ABATI Detta anche Francigena di montagna, la Via degli Abati, antico itinerario percorso dai sovrani longobardi quale tragitto più breve da Pavia a Lucca e verso Roma, toccava anche l’abbazia di Bobbio, nel cuore dell’Appennino, dove i pellegrini diretti alla Santa Sede e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano,

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grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo. I 190 km complessivi dell’impegnativo tracciato si dividono tra mulattiere, carrarecce e sentieri che


solo in piccoli tratti lasciano il posto a strade asfaltate, attraversando parte del territorio provinciale di Pavia e l'Appennino Tosco-Emiliano nelle province di Piacenza, Parma e Massa Carrara. Su questo percorso dal maggio 2008, viene organizzata “The Abbots Way”, una delle più importanti ultra-maratone nella natura (con solo il 10% circa di tratti asfaltati). Per info: Associazione Via degli Abati - www.viadegliabati.com LA VIA DI LINARI La Via di Linari, lunga 135 km, di cui 110 km in Emilia Romagna, è un antico percorso di passaggio commerciale e di pellegrinaggio verso Roma, alternativo alla Via Francigena su cui si innestava dalla città di Fidenza verso Parma per raggiungere la Toscana attraverso il Passo del Lagastrello, e ricongiungersi con la Via Matildica del Volto Santo. Deve il suo nome alla storia dell’Abbazia di Linari, che sorgeva proprio sul crinale montano tra la Toscana e l’ Emilia-Romagna. Oggi è un percorso di difficoltà moderata che attraversa luoghi dalla grande importanza naturalistica, come Riser-

va MAB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano e di produzione agrolimentare di eccellenza e di grande tradizione. Nel 2019 grazie al posizionamento della segnaletica ufficiale, il tracciato è diventato ancora più “leggibile” già da Torrechiara (PR). Tra le tappe degne di nota, si incontrano la Cappella di Moragnano e le rovine della cappella di Roncarola, preludio al passaggio nella Valle dei Cavalieri; le bastie e le case fortificate e la cappella di Rimagna. Per info: Cammini Emilia Romagna - https://camminiemiliaromagna.it/it/via_di_linari

LA VIA MATILDICA DEL VOLTO SANTO La rete di sentieri lungo antiche direttrici medievali che costituisce il cuore della Via Matildica del Volto Santo è un’occasione per mettere in moto non solo i piedi ma anche l’immaginazione e rivivere l’atmosfera del feudo di Matilde di Canossa, giungendo alla base dei castelli della Gran Contessa, attraversando borghi e calpestando la stessa venerabile terra percorsa dai pellegrini nei loro itinerari religiosi. Da Mantova a Lucca, ovvero dal sangue di Cristo della Chiesa di Sant’Andrea fino al Volto Santo, passando per Reggio Emilia, il cammino è una lenta passeggiata nella vicenda storica di quella che è stata forse l’autentica protagonista femminile del Medioevo ma anche una possibilità per decidere di deviare verso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e la sua Area Mab-Unesco. Lo scenario mutevole passa dalla rupe di Canossa all’Ospitale di San Pellegrino in Alpe, con il suo affaccio sulla Garfagnana. Per info: Via Matildica del Volto Santo - www.viamatildica.it • RS

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A TUTTA NATURA / 3

San Lorenzo: dove la notte è una poesia di stelle

DALL’ASTROVILLAGGIO ALLA SPIDER DECAPOTTABILE, DAL MASSAGGIO OPEN AIR ALL’ASTROLABIO

© Alex Filz

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isteriose, affascinanti, mitologiche, un sogno ad occhi aperti. Le stelle accendono i desideri e trasportano i pensieri in luoghi magici e inaspettati. Una frase di Van Gogh, che con il dipinto della “Notte stellata” ha infervorato l’immaginazione di migliaia di persone, dice “Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare”. Per-

ché l’osservazione delle stelle cadenti è da sempre un’esperienza incantata, che si fa meraviglia dove il buio e la natura risaltano la bellezza del cielo. Ecco i luoghi speciali dove perdersi in una pioggia di stelle. SOGNARE NEGLI SKYVIEW CHALETS Una coperta infinita di stelle incanta gli ospiti degli Skyview Chalets del Toblacher

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See (BZ), non solo tra gli alberi e la rigogliosa natura che li accoglie ad un passo dal Lago di Dobbiaco, ma anche dentro, grazie al tetto che scompare per lasciare spazio alle meraviglie del cielo. In questi avveniristici glass cube ecologici di vetro e legno, perfettamente in armonia con l’ambiente, i sognatori trovano una sauna privata a raggi infrarossi e nella versione deluxe una jacuzzi idromassaggio sul terrazzo panoramico, per


di Daniele Colzani

ammirare costellazioni e stelle cadenti rilassandosi in totale riservatezza. Per info: www.skyview-chalets.com

© Leonardo Passero

IL MASSAGGIO TRA I PROFUMI DI SARDEGNA Scie luminose sembrano disperdersi nel mare, quando scendono dal cielo nella scintillante notte della spiaggia bianca di Su Giudeu, ad un passo dall’Aquadulci di Chia (CA). È uno spettacolo che non ha uguali quello della pioggia di stelle nell’estremità meridionale della Sardegna. Una visione che si fa speciale poi, rilassati nel gazebo di bambù del giardino dell’hotel, tra i profumi di bouganville, palme e olivi, per godere di un massaggio sotto le stelle. La scelta è variegata. L’aromaterapia è un massaggio delicato con oli essenziali della macchia mediterranea che stimolano il sistema nervoso attraverso l’olfatto e la penetrazione cutanea. L'antistress si fa con oli caldi ed essenze profumate che stimolano la circolazione e l’equilibrio nervoso favorendo il benessere psicosomatico. L'eclettico è una combinazione di tecniche occidentali e orientali, che produce una sensazione di armonia fra il corpo, la mente e lo spirito. Quello profondo agisce sul tessuto connettivo attraverso frizioni lente e profonde che favoriscono la vascolarizzazione. Per info: www. aquadulci.com IL LETTO SUL PRATO DELLA TORRE MILLENARIA C’è una torre antichissima, che da oltre mille anni osserva il paesaggio

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verde che disegna la valle del Castello di Petroia (PG). All’interno c’è una camera disposta su 3 piani, con la sensazione di essere sospesi nel tempo. Dalle finestre e dalla terrazza, si aprono i monti dell’Appennino e i boschi secolari, sovrastati da un firmamento scintillante. Ma l’esperienza si fa ancora più magica nei venerdì di luglio e il 10 agosto 2020, quando, in occasione delle Grigliate Astronomiche – eventi che abbinano una cena all’aperto a base di carni locali e l’osservazione del cielo con gli esperti di Astronomitaly – il prato della torre diventa il luogo e il letto su cui sdraiarsi per sognare sotto un tetto di stelle e trascorrere una notte incantata. I livelli di buio al Castello di Petroia sono


massimi. Non c’è inquinamento luminoso a disturbare l’osservazione celeste, come certificato. Per info: www.petroia.it SULLA SPIDER D'EPOCA DECAPPOTTABILE Una caccia alle stelle on the road, alla ricerca della Via Lattea su quattro ruote d’autore, da condividere con una persona speciale. L’emozione di guidare una leggendaria spider decappottabile, cercare un posto buio e panoramico dove le luci delle città spariscono e compaiono quelle del firmamento, abbassare i sedili, e godersi la pioggia fatata nel silenzio e nella poesia della campagna. La notte stellata è un viaggio indimenticabile grazie a Slow Drive, azienda specializzata nel noleggio di auto d’epoca senza conducente con diverse sedi nel nord Italia (Lago di Garda e Lago di Como, Torino, Parma, Padova, Firenze, Savona e 2 sedi a Verona). Si può scegliere di prenotare la vettura leggendaria che si preferisce tra un ampio parco macchine, ricevendo a casa il kit del perfetto pilota, con tanto di mappe, guanti in pelle e

occhialoni vintage. Il consiglio è di noleggiare il gioiello d’epoca per l’intera giornata, in modo da vivere a piacimento un tour tra laghi, borghi, castelli, scegliendo le vie meno tracciate, e poi aspettare la notte, quando comincia lo spettacolo delle stelle cadenti. Per riconoscere le meteore luminose, si può scaricare sullo smartphone un’app che aiuta ad orientarsi fra le mera-

viglie del cielo. Per info: www. slowdrive.it L’ASTROVILLAGGIO DELLA VAL D’EGA Tra le Dolomiti c’è un intero Astrovillaggio per immergersi in un’esperienza straordinaria nell’universo. Si trova in Val d’Ega (BZ) ed è il primo in Europa. Grandi e piccoli, come astronauti, viaggiano nel firmamento entrando nel planetaAquadulci

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rio di San Valentino in Campo. Qui le immagini del cielo e il moto celeste, grazie ad avanzate tecnologie 3D, sono riprodotti con una risoluzione perfetta. I pianeti e le stelle diventano poi ancora più vicini dall’osservatorio astronomico Max Valier di San Valentino in Campo di Sopra, dove c’è una cupola di 6 metri di diametro e un grande telescopio. La magia dell’universo è un mistero

che si può cominciare a svelare già dal mattino nell’osservatorio sociale Peter Anich, in cui ammirare il sole, e percorrendo l’originale Sentiero dei Pianeti. La sensazione è quella di camminare in un sistema solare riflesso in scala 1:1 miliardo, fra prati, boschi e biotopi, con tappe da Marte a Saturno e nella prima casa-razzo sugli alberi dell’Alto Adige. Per sapere ogni cosa del mondo astronomico, c’è anche un’audioguida per smartphone. Si può anche partecipare ad un’escursione al tramonto sul Corno Bianco. Ammirare il sole che scende e le stelle che si accendono dai suoi 2313 metri è uno show che non ha uguali, di fronte al bellissimo massiccio dello Sciliar, il Catinaccio e il Latemar che si tingono di rosso nell'ora dell'Enrosadira. A condurre sulla vetta i viaggiatori è la guida esperta Erich Obkircher. Per info: www.valdega.com L’ASTROLABIO SI FA FOSFORESCENTE La terrazza panoramica e le stradine che circondano Borgotufi, l’albergo diffuso di Castel del Giudice (IS), dove le cime

dell’Alto Molise toccano i paesaggi dell’Abruzzo, al calare della notte diventano un osservatorio astronomico open air. La sensazione è di toccare le stelle con le dita, dopo averle riconosciute grazie al particolare astrolabio che viene consegnato a tutti gli ospiti che vogliono vivere un’immersione nelle meraviglie notturne. È una mappa del cielo ideata da Ermanno D’Andrea, uno dei titolari dell’albergo diffuso, con il desiderio di trasmettere la sua passione per le lunghe osservazioni ai visitatori. Sul bordo del disco girevole, imperniato sul polo nord celeste vicino alla stella polare, sono indicati i giorni e i mesi dell’anno, mentre l’ellisse con i punti cardinali rappresenta la linea dell’orizzonte. Ruotando il disco per far coincidere il giorno e il mese con l’ora di osservazione si individua la porzione del cielo visibile. La mappa è stampata con sovrimpressione serigrafica in fosforescente, così si possono sempre riconoscere al buio le costellazioni. L’incanto poi aumenta con la pioggia di stelle della notte di San Lorenzo. Per info: www.borgotufi.it • RS

© Martin Lugger

Skyview Chalets

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RIPARTENZE / 3

Il Cirque du Soleil

risplenderà più di prima

IL GRUPPO LEADER MONDIALE NELL'INTRATTENIMENTO DAL VIVO È PRONTO PER RITORNARE AD EMOZIONARE IL PUBBLICO

I

n seguito alle ultime notizie sulla celebre compagnia Cirque du Soleil, vogliamo confortare tutto il pubblico postando questa comunicazione di Cirque du Soleil Entertainment Group: "Cari fan e spettatori del Cirque du Soleil, a causa dell’emergenza sanitaria mondiale, i nostri spettacoli sono in pausa e questo ha portato il Cirque du Soleil a vivere un momento difficile, che vuole superare affrontando una necessaria ristrutturazione finanziaria, che gli permetterà di tornare in tournée non appena possibile. Questa è solo una fase di passaggio. Presto i riflettori si accenderanno di nuovo e potremo

tornare a rivedervi e a sentire i vostri emozionanti applausi, in un ambiente che garantirà i più alti standard di sicurezza a tutela degli artisti e di voi spettatori. Per questo motivo, conservate i vostri biglietti per i nostri spettacoli: restano validi per le nuove date dei nostri show. Se avete contattato o avete bisogno di contattare il nostro servizio clienti con una richiesta specifica, vi assicuriamo che il nostro team sta lavorando instancabilmente per rispondervi in modo rapido. Il Cirque du Soleil tornerà più luminoso che mai. Intanto continuate a godervi degli en-

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tusiasmanti contenuti su Cirque Connect e unitevi a noi ogni venerdì alle 15:00 ET per i nostri speciali #CirqueConnect. Collegatevi su https://www.cirquedusoleil.com/cirqueconnect. Per ulteriori info: https://www. cirquedusoleil.com". Totem vi aspetta a Roma dal 17 marzo 2021 e a Milano dal 5 maggio 2021! LE DICHIARAZIONI DEL CEO LAMARRE "Negli ultimi 36 anni, il Cirque du Soleil è stata un'organizzazione di grande successo e redditizia. Tuttavia, con zero ricavi dalla chiusura forzata di tutti i nostri spettacoli a causa


di Silvia Arosio

IL CIRQUE DU SOLEIL ENTERTAINMENT GROUP

• Cirque du Soleil Entertainment Group è un leader mondiale

nell'intrattenimento dal vivo. Oltre a produrre spettacoli di arte circense di fama mondiale, l'organizzazione canadese porta il suo approccio creativo a una grande varietà di forme di intrattenimento come produzioni multimediali, esperienze immersive, parchi a tema ed eventi speciali. • Andando oltre le sue varie creazioni, cirque du Soleil Entertainment Group si propone di avere un impatto positivo sulle persone, le comunità e il pianeta con i suoi strumenti più importanti: la creatività e l'arte. • Per ulteriori informazioni sul Cirque du Soleil Entertainment Group, visitare www.CirqueduSoleilEntertainmentGroup.com

di COVID-19, il management ha dovuto agire con decisione per proteggere il futuro dell'azienda", ha dichiarato Daniel Lamarre, Presidente e CEO di Cirque du Soleil Entertainment Group. "Il Contratto di Acquisto e SISP forniscono un percorso per il Cirque a emergere dalla protezione CCAA come azienda più forte. Il solido impegno degli Sponsor – che include fondi aggiuntivi per supportare i nostri dipendenti, appaltatori e partner critici, tutti importanti per il ritorno del Cirque – riflette la nostra reciproca fiducia nel potere e nel potenziale a lungo termine del nostro marchio. Non vedo l'ora di ricostruire le nostre operazioni e riunirmi per creare ancora una volta lo spettacolo magico che è il Cirque du Soleil per i nostri milioni di fan in tutto il mondo." Come parte necessaria della sua ristrutturazione e degli eventuali piani per riavviare le operazioni, il Cirque du Soleil ha annunciato misure critiche relative ai dipendenti, tra cui la cessazione dell'impiego di circa 3.480 a seguito dell'interruzione delle entrate causata dagli arresti ai mediti del governo in risposta alla pandemia COVID-19. Questa cessazione consente ai dipendenti di massimizzare e accelerare la compensazione finanziaria che possono ottenere ricevendo immediatamente il pagamento a

causa di tutti i tempi di vacanza maturati e ottenendo l'accesso al programma federale canadese di protezione dei guadagni salariali e ad altri programmi di assistenza alla disoccupazione. L'offerta degli Sponsor e il relativo piano di riavvio includono una serie di considerazioni per i dipendenti, tra cui la creazione di 15 milioni di dollari in fondi di assistenza per coloro il cui impiego è chiuso e l'intenzione di assumere una maggioranza sostanziale dei dipendenti licenziati, condizioni aziendali che si attueranno appena le operazioni possono riprendere.

Nell'ambito della sollecitazione di proposte nel processo di vendita, la Società ha chiesto ai potenziali offerenti di specificare le loro intenzioni nei confronti dei dipendenti terminati del Cirque, compresi i risarcimenti finanziari per questi dipendenti, il mantenimento delle operazioni in Quebec, e un chiaro percorso di ricostruzione delle operazioni. • RS

WWW.CIRQUEDUSOLEIL.COM 39


LO SCENOGRAFO

L' o rchestra

e il golfo mistico

IL PRODUCTION DESIGNER E "ARCHITETTO DELL'EFFIMERO" RACCONTA IL SUO LAVORO

I

n In questa assurda estate dove ci ritroviamo a pensare quale sarà il futuro del teatro e di tutto il comparto legato all’intrattenimento, si ricomincerà da spettacoli che erano in piedi già prima della pandemia anche per capire come il pubblico risponderà alla chiamata dei teatri. Dal canto mio penso molta voglia, ma lo scopriremo nei prossimi mesi. L’attualità come sempre forgia gli articoli e le rubriche delle riviste e anch’io non sono immune a ciò. In questi giorni ci ha lasciato il grande compositore e maestro d’orchestra Ennio Morricone che con le sue fantastiche melodie ha cambiato il destino di innumerevoli film conquistando meritatamente l’Oscar, dopo quello ad honorem, soltanto in tardissima età come giusto compenso di tutta la sua passione e bravura!

La colonna sonora che diventa il vestito di un’opera teatrale o cinematografia e cambia completamente gli equilibri dell’opera, come nel cortometraggio Mila della regista Cinzia Angelini, dedicato ai danni collaterali nei bambini durante la seconda guerra mondiale. Questo fantastico progetto di cui faccio parte come supervisore agli eventi e’ attualmente in lavorazione, non contiene alcun dialogo ma bensì soltanto musica che accompagna l’animazione per tutta la durata del corto. Quindi la musica a volte riesce a sostituire i dialoghi, così come nella finzione scenica così come nella vita.

Grazie proprio al fantastico tributo che la musica fornisce allo spettacolo, soprattutto in teatro trova uno spazio riservato agli orchestrali e al direttore d’orchestra e si chiama golfo mistico o più semplicemente buca o fossa d’orchestra. Viene introdotto soltanto alla fine del 700 grazie ad un architetto di nome Claude Nicolas Ledoux nel Teatro di Besancon, che

TRA I SUOI LAVORI

• Assistente Scenografo: 2000 teatro Buonanotte Mamma regia L. Salveti; 2001 teatro Otello regia G. Del Monaco; 2002 teatro Tancredi regia M. Gasparon; 2003 teatro Proserpine regia M. Gasparon; 2003 teatro Orfeo regia M. Gasparon; 2015 teatro Una coppia in provetta regia G. Corsi; • Scenografo: 2006 Premiere del film animato The Wild (Disney), 2017 Design Area Kids Family Hotels, 2018 teatro Romeo e Giulietta regia M. Iacopini. 2019 teatro La leggenda di Thor regia A. Ronga

Teatro di Besancon

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di Antonello Risati

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda i suoi lavori

Festspielhaus di Bayreuth

creo proprio in quella zona sotto il palco la posizione perfetta per l’orchestra dove l’acustica era migliore. Tutto ciò si rafforzo con il passare degli anni grazie al compositore, regista teatrale, direttore d'orchestra Richard Wagner con l’architetto Otto Bruckwald al Festspielhaus di Bayreuth che racchiudeva l’or-

chestra in una conchiglia che fungeva da cassa di risonanza e permetteva un’acustica decisamente migliorata e di più ampio respiro. La buca d’orchestra è posta tra il proscenio e la platea, si trova su un livello più basso rispetto alla platea, solo il podio del direttore d’orchestra è posto

più in alto proprio per dirigere e al tempo stesso vedere l’azione scenica. Nei teatri più grandi il golfo mistico può essere anche motorizzato e quindi arrivare a livello del palcoscenico o sprofondare sotto il livello della platea. Il massimo del suo valore lo raggiunge nei teatri lirici, con un’acustica potenziata e quindi l’orchestra diventa parte integrante dell’opera lirica che si sta rappresentando. Lo spettacolo teatrale che si tratti di un musical o di un’opera lirica o di qualsiasi altra forma di spettacolo non può vivere senza melodia che accompagni tutto ciò’. Ognuno di noi ha la sua colonna sonora personale che lo accompagna tutti giorni nel suo cammino, la musica fa parte della nostra vita! Alla prossima... • RS

Registrazione colonna sonora del trailer in studio per il cortometraggio animato Mila

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INIZIATIVE GREEN

Scopri, osserva ed esplora con i kit Smart

Bugs

UN PROGETTO PER IMPARARE A RISPETTARE GLI INSETTI E A SCOPRIRNE TUTTE LE LORO POTENZIALITÀ

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li insetti sono una risorsa, gli insetti sono il futuro. Sono anche spesso coinvolti nella nostra economia, di solito a nostra insaputa. Infatti essi assolvono importantissimi compiti a livello ecologico, per lo più gratuitamente: accelerano i processi di decomposizione; garantiscono l'impollinazione delle colture, predano altri insetti dannosi e sono alla base della catena alimentare di molti animali. Ecco perché Smart Bugs punta agli insetti non tanto come nemici da combattere, ma come risorsa da utilizzare in modo intelligente in ambito zootecnico, ecologico e perfino alimentare. Ecco la nostra intervista al Dott. Pier Paolo Poli, uno dei due fondatori di Smart Bugs assiem al Dott. Emanuele Rigato.

Quando e come è nata l’idea di creare kit per l’ allevamento delle farfalle? L'idea del kit è nata nel 2014. In quel periodo avevamo iniziato ad allevare varie specie di

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farfalle autoctone. Assistere al loro sviluppo ci era sembrata un'attività così straordinaria ed emozionante che sicuramente sarebbe stata apprezzata da molte altre persone. Per poterla condividere efficacemente bisognava però rendere il tutto semplice e chiaro, così abbiamo iniziato a pensare ad un kit. Come si è sviluppato nel tempo? Nel tempo abbiamo continuamente perfezionato il kit iniziale ed abbiamo ampliato la gamma con altri 2 kit per l'allevamento di altre 2 specie di lepidotteri. So che ci sono diverse tipologie di kit: quali? Al momento i kit disponibili sono 3: il MacaKit il kit per l'allevamento della far-


di Silvia Arosio

falla Macaone; il ButterflyKit il kit per l'allevamento della Pieris brassicae; il Bombyx il kit per l'allevamento del baco da seta. Non escludiamo di inventarne altri, il mondo degli insetti è sconfinato e le cose da osservare sono ancora molte. Cosa troviamo nella confezione? Nella confezione è presente tutto il materiale necessario all'allevamento: contenitori per i bruchi e per le pupe, materiale per la preparazione e la conservazione del mangime, mangime liofilizzato ed istruzioni per un corretto uso del kit. Non dimentichiamo però i protagonisti dell'esperienza! All'interno dei kit sono presenti anche i piccoli bruchi che verranno presi in consegna ed accuditi dai loro nuovi allevatori. È semplice fare nascere le farfalle? Utilizzando i kit è piuttosto semplice. Allevarle a ciclo chiuso, con continuità, e durante tutto l'arco dell'anno (quello che facciamo noi in azienda) è però molto complicato. Dove e come possiamo liberare le farfalle? Le farfalle nate dai kitt appartengono a specie già naturalmente presenti nelle nostri territori e possono dunque essere liberate ovunque, troveranno da sole il luogo a loro più adatto. Certo, liberandole nelle ore centrali della giornata, in un prato fiorito o in una zona con molto verde, andiamo a semplificare loro le cose... Che tipo di riscontro ha dagli utenti? Il riscontro è molto positivo nella stragrande maggioranza dei casi. Non è semplice però far capire a tutti che la natura ha i suoi tempi che possono solo essere accettati e rispettati con pazienza. A volte qualcuno vorrebbe che le farfalle fossero tutte perfette e pronte per il volo all'ora "x" del giorno "y" prefis-

sato. Chi non ha pazienza e non I KIT DISPONIBILI sa aspettare i tempi della natura • BOMBYX è il kit che ti permette purtroppo non saprà godere apdi allevare le larve della specie pieno di quest'esperienza. Bombyx mori, più conosciute Le scuole stanno rispondencome bachi da seta. do bene alla Vostra proposta? Durata esperienza: ca. 35 giorni. Sì, gli insegnanti sono i più • BUTTERFLYKIT ti permette di alentusiasti! Con i kit hanno uno levare i bruchi della specie Pieris strumento efficace per insegnare brassicae, scoprendone l’incredibile metamorfosi. le scienze (ma non solo) manteDurata esperienza: 20-25 giorni nendo alto l'interesse ed il gra• MACAKIT è il kit che ti permette do di attenzione. Ai tempi del di allevare i bruchi della specie Covid, il kit mostrato a distanza Papilio machaon il famoso madegli insegnanti durante le video caone lezioni, è servito a riunire idealDurata esperienza: ca. 30 giorni mente i bambini attorno ad un obiettivo comune, reale e concreto. ravigliosi siano questi insetti. So che collaborate anche La speranza è quella che l'utente con aziende e università. Cosa che abbia utilizzato il kit sia infate nella ricerca? cline poi ad adottare comportaSì, capita frequentemente. Di menti adeguati alla salvaguardia solito noi ci occupiamo della di questi insetti. parte di allevamento degli insetPer aiutarli e per aiutare quinti, utilizzando protocolli specifi- di l'ecosistema, basterebbe ad ci con loro concordati. Succes- esempio cercare di ridurre le sivamente nei loro laboratori di quantità di pesticidi utilizzati, ricerca effettuano studi su questi soprattutto in agricoltura, ma aninsetti, spesso per determinare che nell'ambiente domestico (dise le condizioni in cui vengono sinfestazioni contro le zanzare allevati ed alimentati influisco- fatte senza criterio). Bisognerebno sulle loro caratteristiche. be anche dare valore alle superCome si possono ottenere i fici incolte, spesso demonizzate kit? ma estremamente importanti per I kit al momento sono dispo- la sopravvivenza di molte specie nibili esclusivamente nel nostro di insetti. • RS negozio online. Stiamo lavorando però con alcuni negozi sparsi sul territorio nazionale per trovare un sistema valido anche per la distribuzione più tradizionale. C o s a possiamo fare, materialmente, per aiutare l’ecosistema? I nostri kit sono utili per prendere coscienza WWW.SMART-BUGS.COM di quanto delicati e me-

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PARCHI DIVERTIMENTO / 1

A Leolandia

divertimento e allegria per tutti!

IL PARCO A TEMA PIÙ AMATO D’ITALIA TORNA CON TANTE ATTRAZIONI, PERSONAGGI E NUOVE AREE TEMATICHE

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a data tanto attesa da tutti i bambini è finalmente arrivata: sabato 20 giugno ha riaperto i battenti Leolandia, il regno della magia alle porte di Milano! All’insegna del motto “un’esperienza SICURAmente divertente”, il parco più amato d’Italia secondo TripAdvisor torna in grande stile con attrazioni, aree tematiche e tutti i suoi simpaticissimi personaggi, pronto ad offrire indimenticabili momenti all’insegna di allegria, relax e divertimento in totale sicurezza. Tantissime le soprese in serbo per i visitatori di Leolandia, a cominciare dall’attesissima PJ Masks City, una nuova area a tema interamente dedicata ai Superpigiamini, cartone animato campione di ascolti in Italia e all’estero. Basterà varcare la soglia di PJ Masks City per entrare nel vivo della serie TV, visitare i luoghi iconici e rivivere le avventure dei suoi protagonisti. Si potrà ad esempio volare a bordo del Gufaliante intorno al mitico Quartier Generale,

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di Daniele Colzani

per poi sentirsi dei veri supereroi nel Parco Giochi e incontrare dal vivo Gattoboy, Geco e Gufetta nella cornice del Museo. La nuova PJ Masks City si affianca alle altre aree a tema, come la Foresta di Masha e Orso, inaugurata nel 2018: protetta da un enorme tronco che si attraversa come un tunnel, ospita al suo interno la Casa di Masha con il Cortile, il Bosco di Orso pieno di sorprese e un Teatro dove si può assistere ad un divertente spettacolo e scattare una foto ricordo con i protagonisti del cartoon. Presenti all’appello anche Bing e Flop, beniamini dei più piccoli, protagonisti di un mini live-show in esclusiva per Leolandia e di diversi momenti di incontro con i bambini. Con la riapertura, tornano inoltre i personaggi della serie Miraculous – le storie di Ladybug e Chat Noir, il Trenino Thomas, pronto ad offrire un giro del parco a bordo dei suoi scintillanti vagoni blu, e i padroni di casa

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Leo e Mia. E dopo entusiasmanti avventure tra pirati e cowboy, si potranno conoscere i simpatici abitanti della Fattoria degli Animali e scoprire le meraviglie della natura nell’Acquario e nel Rettilario. Infine, relax nel verde della Minitalia, che regala un meraviglioso e sempre attualissimo viaggio alla scoperta dei tesori naturali e architettonici del Belpaese con 160 monumenti in miniatura perfettamente riprodotti. I NUOVI SPETTACOLI IN PROGRAMMA Da sabato 18/7 Leolandia proponeuna serie di show proposti a grande richiesta del pubblico: alcuni sono totalmente nuovi, altri sono riconferme dello scorso anno. Si tratta di spettacoli pensati proprio per i giovani ospiti del parco, che uniscono una trama avvincente e ricca di avventure con tanta musica, canzoni allegre e divertenti e, in alcuni casi, irresistibili passi di baby dance. È prevista anche la partecipazione dei personaggi di Leolandia: i padroni di casa Leo e Mia e le star del mondo dei cartoni animati, come Masha e Orso, e Bing e Flop, protagonisti di una serie di cartoni animati campione di ascolto in Italia e all’estero tra i bambini in età prescolare. Per garantire, come recita il motto del parco, un’“Esperienza SICURAmente Divertente” il pubblico potrà assistere agli spettacoli posizionandosi sulle apposite orme disegnate per terra, che garantiscono il rispetto

delle distanze di sicurezza tra nuclei famigliari. Gli spettacoli si svolgono nei 3 palchi all’aperto del parco: Palco Minitalia, Palco di Cowboy Town e Palco Pirati. Da segnalare anche il Gran Finale, un evento con tutti i personaggi di Leolandia e una grande sorpresa, che chiude in bellezza la giornata degli ospiti al parco. Ecco le new entries: • Leo e la pietra parlante: Leo e le sue amiche esploratrici hanno trovato una pietra magica, che regala sorprendenti e misteriose avventure.

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tantissimi animali che vivono in serenità: questo regno è Kamau. Riusciranno gli abitanti africani a convincere i Pirati a vivere insieme e condividere l’amicizia? • Gioca con Bing! Bing e Flop sono i protagonisti di un esclusivo show: assisti al loro spettacolo, balla e canta con loro e aiuta Bing e sconfiggere la sua tenera timidezza! • Il circo della Foresta: Signori e Signore, grandi e piccini, preparatevi ad assistere ad un nuovo ed esilarante spettacolo in stile circense in compagnia della birichina Masha e del dolce Orso!

• Il bottino di Cowboy Town: Un sacco misterioso è stato rubato dalla banca della contea di Cowboy Town. Gli ospiti del parco si trasformeranno in piccoli Cowboy e piccole Cowgirl e, sulle note di un’allegra baby dance, scopriranno il contenuto del bottino insieme a Leo e agli abitanti di Cowboy Town. • I racconti di Leolandia: Uno spettacolo speciale per rivivere le magiche atmosfere dei più emozionanti spettacoli di Leolandia e cantare le canzoni più belle e coinvolgenti. Restano inoltre confermati

dallo scorso anno: • La leggenda di Cowboy Town (Palco Cowboy Town): Un’intrepida vicenda che coinvolgerà grandi e piccini: l’intreccio di avventure tra il popolo degli indiani d’America e i CowBoy regalano una vera e propria storia senza tempo! Potranno mai gli Indiani e i CowBoy convivere in serenità a Leolandia? • Il regno di Kamau (Palco Pirati): I Pirati della Riva dei Pirati di Leolandia sono approdati su una terra molto lontana, rigogliosa di colorata flora e con

LE PROMOZIONI E LE OFFERTE SPECIALI Nuova stagione è anche sinonimo di nuove offerte speciali a Leolandia, a cominciare dalla promozione “Vieni entro il 31 luglio e torni gratis ad HalLEOween”, che, di fatto, triplica il divertimento: oltre al consueto rientro omaggio entro 60 giorni, tutti coloro che acquisteranno un biglietto per entrare a Leolandia entro luglio otterranno un ulteriore ingresso gratuito valido per l’intero periodo di HalLEOween ad esclusione di sabato 31 ottobre, per un totale di 3 giorni di intenso divertimento… al prezzo di 1! • RS

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PARCHI DIVERTIMENTO / 2

Cinecittà World, dove

rivive il mito di Roma ROMA WORLD È UNO DEI PRIMI NUOVI PROGETTI TURISTICI CHE APRIRÀ IN ITALIA: SEGNO DI UNA CITTÀ E UNA NAZIONE CHE RIPARTE DALLA SUA STORIA!

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iete pronti a vivere un giorno da antico Romano? Anche in questi tempi difficili Cinecittà World non si è fermata e sta preparando un nuovo parco a tema: si chiamerà Roma World e dal 3 luglio promette di riportare gli ospiti indietro nel tempo, regalando la possibilità di vivere una

giornata, immersi nella natura, come duemila anni fa, in un vero villaggio accampamento delle legioni Romane. Roma World è uno dei primi nuovi progetti turistici che aprirà in Italia al termine dell’emergenza sanitaria: segno di una città e una nazione che riparte dalla sua storia!

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Nel parco l’ospite può ritrovare il vero contatto con la natura: vestire, mangiare e dormire come gli antichi Romani, diventare Gladiatore per un giorno, fare shopping tra le bancarelle dell’antico mercato, stabilire un rapporto speciale con gli animali della fattoria, ammirare il volo dell’aquila e di altri


di Daniele Colzani

spettacolari rapaci, correre sulle Bighe di Ben Hur, immergersi nel bosco e vivere un’esperienza unica… lì dove tutto ebbe inizio! Roma World si estende per 5 ettari di campagna Romana, tra boschetti di sughere e prati incontaminati. Il grande portale dell’accampamento (il Castrum) ci attende all’in-

gresso. Superata la guardiola ci addentriamo nel bosco, tra due file di alberi fino a che di fronte a noi si schiude il villaggio. Al centro l’Arena dei Gladiatori, un ring dove assistere alle sfide o imparare le tecniche di combattimento maneggiando una spada (Gladio) guidati da istruttori

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professionisti. Alla nostra sinistra la Taberna, il ristorante del parco, dove provare l’esperienza di mangiare come gli antichi Romani, tra carni, bevande e piatti d’epoca. Alla destra l’Accampamento dove gli amanti dell’outdoor possono dormire la notte, come in un campeggio di duemila anni fa. Anche lo


shopping ci riporta indietro nel tempo, con il mercato a tema, dove scoprire oggetti e tecniche di una volta. Ci addentriamo nel villaggio, sentiamo i versi degli animali della fattoria didattica che ci aspettano per farci ritrovare il vero contatto con la natura: siamo circondati da capre, pecore e Mucche nane, simpatici maialini, chiassose oche, tacchini, papere, galline, galli, delicati conigli, asinelli e cavallini pony, a disposizione per portare i bambini in giro per il villaggio. Laboratori didattici e sessioni di feeding ci insegneranno come nutrire gli animali e prenderci cura di loro. Sul bordo del villaggio l’Arena dei Rapaci dove sarà possibile ammirare ed interagire con alcuni dei più spettacolari esem-

plari: dal volo dell’aquila agli attacchi dei falchi sulla preda, dall’ipnotico sguardo del gufo alla singolarità del barbagianni. Per gli ospiti sarà possibile provare l’esperienza del wild walk, ovvero portare gli animali a pugno nel bosco, facendoli volare insieme ai falconieri di Roma World. In questo viaggio nel tempo i bambini sono protagonisti: oltre ai giri sui pony,

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del parco e della biodiversità di questo scorcio di campagna Romana. Gli appassionati di Cinema non rimarranno delusi dalla possibilità di visitare lo spettacolare set di Ben Hur, dal film kolossal del 1959, pluripremiato con ben 11 Oscar, alla versione remake del 2016 la Corsa delle Bighe è e rimane una delle scene leggendarie della storia del cinema: ogni 30’ partendo dal villaggio sarà possibile visitare il set e salire sulla biga per provare l’emozione della corsa nella spettacolare Arena. Pronti per tornare indietro nel tempo? Che la Storia abbia inizio! E voi ne sarete i protagonisti! CINECITTÀ WORLD E LE SUE ATTRAZIONI Da Cinecittà, la fabbrica dei sogni, a Cinecittà World: Il Parco del Cinema e della TV di Roma cresce, si espande e ci accompagna alla scoperta di nuovi mondi dove prendono vita esperienze immersive e

ad attenderli la possibilità di cimentarsi con il tiro con l’arco, i percorsi avventura nella piccola foresta, il bosco delle sughere, ed i giochi all’aria aperta di una volta organizzati dagli animatori del villaggio. Per gli amanti della natura la possibilità di visitare gli scorci suggestivi del parco accompagnati da un biologo (Tour Botanico) che li guiderà alla scoperta del boschetto

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nuove forme di intrattenimento. Negli ultimi tre anni Cinecittà World, che riapre il sipario il 25 giugno, ha riprogettato il suo universo: oggi conta più di 40 attrazioni, 7 aree a tema e 6 spettacoli live al giorno. Una crescita record in Italia (+350% in 3 anni) che ha consentito con 400mila presenze, di diventare il 1° parco di Roma per numero di visitatori, e passare da 30° a 5° in Italia. Primo parco di Roma ma anche primo Parco Digital in Italia con 16 attrazioni interattive (Media Based) e oltre il 70% degli acquisti effettuati online sul sito www.cinecittaworld.it Dal 2020 si apre una nuova fase: il Piano di Sviluppo del Resort. In 3 anni Cinecittà World aprirà 2 nuovi parchi, 2 mondi (world) per arricchire l’offerta rivolta a un pubblico

sempre più esigente, che ricerca esperienze da protagonista nel tempo libero e nel divertimento. Tra le novità di Cinecittà World un nuovo layout con 4 attrazioni riposizionate: le Tazze e Saltarello nell’Area Roma, mentre Torre di Controllo e Bici Volanti si spostano a Spaceland. Si rinnova e si allarga l’Horror House, con 3 nuove sale, tra cui Saw e Hannibal Lecter. Il visitatore potrà godersi Volarium, primo e unico Cinema Volante esistente in Italia, premiato come miglior Attrazione

dell’anno agli Oscar dei Parchi Divertimento, i Parksmania Awards, e divertirsi nel nuovissimo Regno del Ghiaccio, Playground con 4 attrazioni sulla neve, terminato a Dicembre e ad ingresso gratuito da quest’anno. “Dopo il rilancio di questi 3 anni”, annuncia Stefano Cigarini, AD di Cinecittà World, ”il Parco è pronto per affrontre il futuro. Le due nuove aperture incrementeranno l’offerta turistica internazionale di Roma”. Attenzione alla natura e agli animali sono alla base dell’idea di Parco di Cinecittà World.

I VIDEO

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Un Parco Eco, rispettoso dell’ambiente, grazie alla piantumazione di oltre 2.000 alberi in 3 anni, al sistema di riciclo interno delle acque, all’utilizzo di piatti e bicchieri organici (in polpa di cellulosa e all’Ecoticket ovvero biglietto che permette di entrare al parco pagando con bottiglie di plastica usate. Un Parco Pet friendly che per primo ha aperto le porte agli animali domestici e che renderà disponibile, in collaborazione con Polivet, un presidio veterinario di primo soccorso per cani e gatti. Confermati i punti forti del Parco attuale come Altair, la montagna russa con 10 inversioni, il coaster indoor Inferno, Aktium, la montagna russa acquatica, l’Immersive tunnel Jurassic War – La battaglia dei Dinosauri, la torre di caduta Indiana Adventure, la realtà virtuale di Assassin’s Creed, il cinema interattivo in 6D In-Cubo, il mega playground per bambini Giocarena, celebrato nella trasmissione Eurogames di Canale 5. • RS

UN PARCO "CONTACLESS" • Cinecittà World ha cercato di trasformare l’emergenza in un’opportunità e in un miglioramento del servizio, cercando il più possibile di ridurre i contatti inutili (Parco “contactless”). Per ogni acquisto si potrà utilizzare il cellulare: sono, infatti, disponibili tutti i prodotti e i servizi online, come biglietti, cibo, parcheggio, navetta, saltacoda (accesso star), feste di compleanno, dispositivi di protezione, accessori vari. In questo modo si eviteranno anche molte interazioni con lo staff, le casse, i lettori bancomat e più in generale con le superfici comuni.

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MANIFESTAZIONI

a cura della Redazione

Orestiadi di Gibellina, lì dove nascono i sogni

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TUTTO PRONTO PER IL VIA DELLA TRENTANOVESIMA EDIZIONE CHE AVRÀ IL PATROCINIO DI "FELLINI100"

n’edizione “straordinaria” che si terrà dal 17 luglio all’8 agosto 2020: “In questa particolare stagione, visto il drammatico periodo che ha stravolto un mondo che si nutre di socialità e condivisione come quello della cultura spiega il direttore artistico Alfio Scuderi - le Orestiadi ritengono indispensabile fare la loro parte confermando il Festival che da 39 anni accompagna l’estate teatrale in Sicilia. Non sarà una

rassegna d’emergenza, ma per l’emergenza, con un programma immaginato per l’occasione, per confermare l’impegno e l’identità culturale portata avanti in questi 39 anni di storia.” Un Festival siciliano: con l’intento anche di supportare la ripresa di un settore in grave difficoltà, le Orestiadi confermano un’attenzione particolare a favore di produzioni e compagnie del territorio siciliano, grazie ad cartellone che prevede il

coinvolgimento di molti artisti della nostra isola e ad alcuni appuntamenti che più direttamente racconteranno la cultura di questa terra; un Festival giovane: grazie alle anteprime del progetto #cittàlaboratorio, anche in questa edizione, le Orestiadi si impegnano nella promozione dei giovani artisti siciliani, oggi più che mai importante nell’ottica di ritornare alla performance dal vivo, dopo mesi di estraniante sospensione; un Festival originale: grazie a diverse produzioni e progetti - come gli omaggi a Leonardo Sciascia e a Federico Fellini – pensati ad hoc per le Orestiadi 2020. In questa edizione il Festival delle Orestiadi di Gibellina racconterà di sogni, di Sicilia e di cinema. L’evento ideato per Gibellina e dedicato a Federico Fellini con il patrocinio Fellini100, è stato inserito tra le manifestazioni ufficiali per il Centenario felliniano e inserito nel calendario ufficiale del Ministero dei Beni Culturali. Lì dove nascono i sogni: è un invito a non smettere di sognare lo slogan della trentanovesima edizione delle Orestiadi di Gibellina, la terza diretta da Alfio Scuderi, realizzata – con grande impegno e nonostante l’emergenza sanitaria - dalla Fondazione Orestiadi con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e del Ministero dei Beni Culturali. • RS

WWW.FONDAZIONEORESTIADI.IT 54


Thomas J. Abercrombie/National Geographic

Per la prima volta in Italia la mostra che celebra il ruolo delle donne nella societĂ con gli scatti dei grandi fotografi di National Geographic.

Santa Maria della Vita | Via Clavature 8/10, Bologna GENUSBONONIAE.IT Organizzata da

Main sponsor

Con il patrocinio di

Sponsor

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Robin Hammond/National Geographic

PROROGATA FINO AL 13 SETTEMBRE 2020


ARTE & DINTORNI

Rebecca Louise Law conquista

il cuore di Parma con i fiori PROROGATA FINO AL 19 DICEMBRE 2020 FLORILEGIUM, LA PRIMA PERSONALE ITALIANA DELL’ARTISTA BRITANNICA

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a finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma - parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri - la prima

personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma. Curata da OTTN Projects

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e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea - progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della


di Daniele Colzani

L'INSTALLAZIONE FATTA DI 200MILA FIORI L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’A-

ando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli - gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma. INIZIATIVE COLLATERALI Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere. È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in www. pharmacopeaparma.it • RS

© Servizio fotografico OTTN Projects

Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines.

chillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi. Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – cre-

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INIZIATIVE

La città di Lucca cambia e si fa in quattro!

DAL 29 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE SI RIALZERÀ IL SIPARIO PER NUOVA EDIZIONE DEL LUCCA COMICS & GAMES

È

di aprile l’ultima comunicazione in cui si affermava che l’edizione 2020 sarebbe stata la più sentita, che i mesi di lockdown sarebbero serviti per accelerare alcune attività che sino a pochi mesi prima erano solo in incubazione. Dopo mesi di analisi, ricerca, ascolto, sviluppo e duro lavoro, Lucca Comics & Games è pronto a rimettersi in gioco e rispondere alle avversità con resilienza e creatività: dal 29 ottobre al 1 novembre si rialzerà il sipario sulla città di Lucca per dare vita a una nuova edizione del festival. Inconsueta, a partire dalla data di inizio - posticipata di un giorno rispetto a quanto an-

nunciato a fine 2019 - e perché prevede quattro eventi in uno (Lucca online, Lucca dal vivo, Lucca diffusa e Lucca on air) , sempre ricca di contenuti, nel rispetto della sicurezza e della salute della Community: autori, espositori, visitatori; ma anche cambiata e diversa da come tutti la conosciamo. IL PROGRAMMA DELL'EDIZIONE 2020 Il programma si articolerà su quattro pilastri: • la città ancora cuore degli eventi. Il luogo fisico non sarà abbandonato, è il simbolo dell’incontro che fa scattare la scintilla della creatività e rende

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magiche le relazioni in un contesto inconfondibile. In ottemperanza a quanto previsto dalle Linee Guida redatte dalla Conferenza delle Regioni afferenti al DPCM dell’11 giugno vi sarà una dimensione fisica diffusa, contenuta e diversa dal solito: un festival culturale e spettacolare in linea con i protocolli degli eventi statici di sala (cinema, teatri e auditorium). Il progetto relativo alla dimensione espositiva sarà necessariamente scalabile e definito nelle prossime settimane in base ai preziosi riscontri dei nostri espositori; prevederà modalità di partecipazione specifiche e restrizioni coerenti con l’attua-


a cura della Redazione

lità del momento, con l’ordinanza regionale e in linea con i protocolli AEFI. Il tutto per garantire la massima sicurezza del pubblico, degli operatori e dei collaboratori. L’accesso a tutte le attività sarà consentito solo tramite biglietto, ivi incluse le attività cosplay che avranno luogo in alcuni dei palazzi storici più belli di Lucca. Per gli operatori saranno forniti aggiornamenti tramite i consueti canali professionali, per il pubblico gli aggiornamenti perverranno attraverso i canali di comunicazione ufficiali del festival. • Il mondo digitale sarà esplorato come mai prima d’ora, per offrire appuntamenti unici anche a chi sarà lontano e con chi sarà lontano: eventi in diretta e on demand, attività su prenotazione con pacchetti premium, anteprime e proiezioni, consigli per gli acquisti, con contenuti sviluppati ad hoc provenienti anche dalla community, che rimane la vera protagonista di tutte le azioni messe in campo. • La Main Media Partnership con RAI e RAI RADIO2 Radio Ufficiale. La TV e la Radio pubbliche italiane scendono in campo per supportare il grande evento pubblico dedicato al fumetto e al gioco in un momento storico in cui il sostegno per la ripartenza delle manifestazioni culturali diventa un vero e proprio impegno di Servizio Pubblico. Fianco a fianco, come i protagonisti delle nostre saghe preferite, nella sfida del millennio. Dopo lunghi mesi di isolamento in cui Rai Radio2 ha risposto con efficacia al crescente bisogno di intrattenimento e informazione, in questa nuova questa fase di ripresa torna a seguire gli eventi più rilevanti del

panorama italiano ripartendo da Lucca Comics & Games. Insieme a loro altri media partner avranno un ruolo di primo piano mettendosi alla prova per sperimentare e intraprendere nuove strade insieme al festival. • E infine… i Campfire! Lucca Comics & Games si trasformerà in un grande festival diffuso sul territorio nazionale grazie al coinvolgimento dei principali negozi specializzati in fumetto, giochi e narrativa fantasy. Questi indispensabili luoghi dove si condividono le passioni diventeranno avamposti distribuiti in tutta Italia per offrire intrattenimento culturale al pubblico più attivo che c’è. 1, 10, 100 Lucca Comics & Games dove gli editori potranno

proporre contenuti speciali e le uscite del momento, in filo diretto con le attività svolte a Lucca e negli altri campfire. Una vera e propria chiamata alle armi, soprattutto a supporto di quei posti dove si coltiva il passatempo umanista, perché “alla fine di tutto questo vogliamo avere ancora #unpostodovetornare” (“Negozi in quarantena”, Infoludiche.org). Chiunque voglia fare parte di questa rete e accendere simbolicamente il falò deve trasmettere la propria manifestazione di interesse compilando il questionario sul sito www.luccacomicsandgames.com/campfire. I primi avamposti saranno annunciati a fine mese, in occasione del prossimo momento di comunicazione previsto. Parte quindi oggi, a 110 giorni dalla data di inizio, il conto alla rovescia che prevede la prosecuzione di un lavoro straordinario, all’altezza delle migliori imprese, e un percorso a tappe che rimanda a fine mese il prossimo appuntamento con le prime anticipazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione, e a settembre le informazioni sull’apertura della biglietteria. • RS

WWW.LUCCACOMICSANDGAMES.COM 59


SCUOLE

a cura della Redazione

La Civica Scuola di

Musica

Claudio Abbado cerca te

LE ISCRIZIONI CHIUDONO IL 13 SETTEMBRE, MENTRE L'ANNO ACCADEMICO PARTIRÀ IL 2 NOVEMBRE 2020

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al 3 giugno scorso, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado ha riaperto le ammissioni per il nuovo anno accademico 2020/2021. Le iscrizioni si chiudono il 13 settembre, tranne che per l'Istituto di Ricerca Musicale (IRMus), il cui termine è previsto per il 25 agosto. Gli esami di ammissione si terranno nel mese di settembre con modalità a distanza, ma non per i corsi di Direzione d'orchestra, dei Civici Cori e del CEM (Centro di Educazione Musicale), i cui

colloqui si svolgeranno invece in presenza. In presenza sono fissate anche le ammissioni di chi, nell'ambito dell'Istituto di Musica Classica, non possiede competenze strumentali (esami attitudinali). Per mancanza di posti disponibili si segnala che non è prevista l'apertura delle iscrizioni ai corsi di strumenti a percussione. L'anno accademico inizia il 2 novembre 2020. Anche in questo caso fa eccezione l'IRMus, che riprende il 5 ottobre 2020. La Civica Scuola di Musica Claudio Ab-

bado, dal 14 dicembre 2018 (decreto direttoriale n. 3316 del 13/12/2018), è autorizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a rilasciare, al pari dei Conservatori, diplomi accademici di secondo livello AFAM, equiparati a percorsi di laurea specialistica. • RS

PER ISCRIVERSI • Per informazioni e iscrizioni potete contattare la segreteria studenti all'indirizzo mail a.dicesare@fondazionemilano.eu

HTTPS://MUSICA.FONDAZIONEMILANO.EU/ 60


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ITINERARI / 1

Marche in moto: tra curve e panorami mozzafiato

UN TOUR CHE TOCCA TUTTE LE PROVINCIE DELLE MARCHE: DA ASCOLI PICENO FINO AD ARRIVARE PESARO-URBINO

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pazi aperti a stretto contatto con la natura, riscoperta del territorio e delle sue infinite bellezze: quest’anno, il mototurismo rappresenta un’occasione davvero unica per trascorrere una vacanza senza stress e in completa sicurezza. Le Marche offrono moltissime possibilità per programmare il proprio viaggio a due ruote attraverso affascinanti itinerari con tante curve, panorami mozzafiato e vari tipi di strade che permettono di attraversare tutta la regione, riscoprendone natura, cultura e tradizioni ancora intatte. Percorsi di viaggio per ogni gusto, adatti al periodo estivo come a quello autunnale. Ve ne proponiamo uno che è un tour che tocca tutte le pro-

vincie delle Marche, partendo da quella più meridionale di Ascoli Piceno fino ad arrivare a quella di Pesaro-Urbino salendo verso nord. Poco più di 300 km da fare in un giorno o due, se si vuole esplorare di

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più il territorio anche scendendo dalla moto. La partenza è a San Benedetto del Tronto, una delle più suggestive località balneari dell’Adriatico grazie al suo lungo litorale sabbioso costellato di palme. La citta-


a cura della Redazione

dina vanta numerose bellezze storiche e artistiche e una nota tradizione culinaria marinara grazie al florido porto peschereccio. Segue Offida, inserita nella classifica dei borghi più belli d’Italia, dove visitare la Piazza del Popolo e i maestosi edifici circostanti come la Chiesa di Santa Maria della Rocca. Poi Ascoli Piceno, ricca di torri, chiese e palazzi; da non perdere Piazza del Popolo, la Chiesa di San Francesco e il Palazzo dei Capitani del Popolo. Si prosegue per Monte Rinaldo, con un caratteristico centro storico medievale, e poi Montalto, ricca di reperti archeologici custoditi nel Museo Archeologico della città. Segue Urbisaglia, antica colonia e municipio romano,

dove visitare il Parco archeologico, con l’anfiteatro del I sec. d.C. e il teatro. Si arriva poi a San Severino Marche, nella valle del Potenza, con le sue chiese gotiche risalenti all’epoca della signoria Smeducci, e una ricca tradizione artistica pittorica di cui i massimi esponenti furono i fratelli Salimbeni e Lorenzo d’Alessandro. Si prosegue per Serra San Quirico, affascinante borgo medievale fortificato che sorge sulle pendici del Monte Murano; e poi Arcevia, dove visitare l’ex convento di San Francesco che racchiude il Museo Archeologico. E ancora Pergola, bellissima cittadina che ha ospitato insediamenti sin dalla preistoria; da visitare la Chiesa dei Re Magi che prende il nome da una tela del Pisano raffigurante proprio l’adorazione dei Re Magi e il museo dei Bronzi Dorati che conserva una testimonianza storica unica e originale. Infine, Fossombrone, nella media valle del Metauro, ricca di storia, luoghi d’arte e di cultura,

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come la Chiesa barocca di San Filippo, risalente al 1600, e il Ponte della Concordia sul fiume Metauro, risalente al 1792, uno dei più lodati d’Italia per la semplicità del suo unico arco a tutto sesto. A 2 Km circa dalla città, da non perdere sono le Marmitte dei Giganti, un piccolo canyon sul fiume Metauro: dall’alto si può godere di una vista mozzafiato sul blu cristallino del fiume, mentre per un piccolo sentiero si raggiunge direttamente il corso d’acqua. Questo e altri itinerari mototuristici nelle Regione Marche possono essere consultati su: www.turismo.marche.it o su www.terrapilotimotori.com • RS


ITINERARI / 2

La " Via delle abbazie" tra

storia, architettura e natura PEDALANDO E PASSEGGIANDO NELLE MARCHE ALLA SCOPERTA DELLAPROVINCIA DI MACERATA

© Ph. Lorenzo Cicconi Massi (2)

Montecosaro, Santa Maria a piè di Chienti

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ltre a spiagge dorate e mare cristallino, colline verdeggianti e vette innevate, la Regione Marche vanta uno straordinario patrimonio culturale, testimoniato dai numerosi siti di interesse storico e artistico sparsi in tutto il territorio. Tra questi, molte sono le manifestazioni di architettura sacra che documentano il grande spirito devozionale che da sempre ha attraversato questo territorio. In particolare, la provincia di Macerata, nella media Valle del Chienti e quella del Fiume Potenza, è costellata di antiche abbazie, di origine per lo più romanica, circondate da una campagna in buona parte ancora incontaminata.

LA VIA DELLE ABBAZIE Per chiunque sia alla ricerca di un’esperienza che unisca sport, cultura e tanta natura, La Via delle Abbazie, l’itinerario cicloturistico ricavato lungo strade secondarie lontane dal traffico, che collega l’Abbazia di Santa Maria a Pie’ di Chienti a quella di San Claudio, permette di visitare in sella a una bicicletta questi interessanti siti architettonici. Pedalando con calma e senza fretta lungo il percorso dotato di apposita segnaletica cicloturistica e di dissuasori per scoraggiare il transito veloce delle automobili, si potrà godere appieno delle bellezze paesaggistiche ed architettoniche. Tra colline, antiche fonti e casali tipici delle cam-

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Montecosaro, Santa Maria a piè di Chienti


a cura della Redazione

pagne marchigiane, si potrà sostare, perché no, anche nei borghi limitrofi, non a caso eletti tra i più belli d’Italia. Prima tappa dell’itinerario che prende avvio dalla pista ciclabile di Civitanova Marche, è Montecosaro: piccolo borgo medioevale, le cui prime testimonianze di insediamento risalgono al 936, è un gioiello ricco di storia anche grazie alla sua posizione strategica che ne ha fatto in passato un importante punto difensivo. Da visitare il centro storico, da cui è ancora oggi chiaramente visibile la struttura fortificata. La piazza principale accoglie alcuni degli edifici più caratteristici dell’intero borgo, come la Chiesa Collegiata, sorta nel ‘700 dalle ceneri dell’antica pieve di San Lorenzo, l’antico Teatro delle Logge, e il palazzo dei Priori. Da non perdere anche il parco del Cassero, che si raggiunge pedalando verso la parte più alta del borgo: si tratta di un’ampia area verde sorta sui resti di un’antica rocca fortifi-

Abside di San Claudio al Chienti

cata, da cui è possibile ammirare la vetta del Monte Conero che digrada verso il mare. Il monumento senza dubbio più suggestivo è proprio la Basilica romanica di Santa Maria a piè di Chienti, o Santissima Annunziata, situata nella frazione di Montecosaro Scalo: la chiesa è considerata uno tra gli esempi più belli di architettura romanica, non solo nelle Marche. L'edificio è a tre navate e presenta una singolare abside a due piani; custodisce inoltre frammenti di preziosi affreschi trecenteschi. Proseguendo il percorso si giunge a Montelupone: anch’esso tra i borghi più belli d’Italia, vanta il riconoscimento della Bandiera Arancione per l’offerta turistica di eccellenza e l'accoglienza di qualità. Nel centro storico, che conserva l'originale pavimentazione in pietra e tutt’intorno le mura castellane, sorge il trecentesco Palazzetto del Podestà con la torre civica, l'ottocentesco palazzo Comunale che custodisce il Teatro Storico Nicola Degli Angeli, in stile neoclassico con influenze palladiane, il Palazzo Emiliani, e la Chiesa di S.

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Chiara, edificata tra i secoli XV e XVIII, sede dell’antico convento delle Clarisse. Tappa del percorso “La via delle Abbazie” è l’Abbazia benedettina di S. Firmano, a circa 4 km dal centro: costruita nel IX secolo per volere di una pia signora della famiglia Grimaldi di Montelupone, è in stile romanico a tre navate. All’interno, sotto l’alta scalinata, si trova l’incantevole cripta con le reliquie e la statua del Santo. Sullo spartiacque tra le valli del Chienti e del Cremone, da visitare Corridonia con il suo centro storico ricco di molti esempi di architettura sacra: la chiesa di San Francesco, edificata verso l'anno Mille e acquistata dai Francescani nel 1225, conserva resti architettonici del periodo romanico-gotico e un campanile quattrocentesco; la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, antecedente al XIII secolo e ricostruita nel Settecento da Giuseppe Valadier, presenta forma circolare con linee gotiche; la chiesa-convento di Sant'Agostino, eretta nel 1346, custodisce pregevoli dipinti. Nei pressi dell'abitato sorge l'abbazia di San Claudio


Abbadia di Fiastra

al Chienti, costruita nel VI o VII secolo sulle rovine di una villa romana, dove sono stati trovati reperti attribuibili alla Tomba di Carlo Magno. L'edificio mantiene il suo aspetto originario in maniera quasi intatta, con la sua particolare struttura composta da due chiese sovrapposte. La facciata è incorniciata da due torri cilindriche, con un portale gotico in pietra d'Istria che orna l'ingresso. VERSO I SIBILLINI Conclusa “La via delle Abbazie”, per i più arditi amanti del biking o per chi preferisce in macchina, sarà possibile proseguire raggiungendo altri esempi di architettura sacra, come l’Abbazia di Rambona a Pollenza edificata nel IX secolo per volere dell'imperatrice dei longobardi Ageltrude e una delle poche testimonianze rimaste in Europa dell'architettura carolingia. E poi l’Abbadia di Fiastra, una delle abbazie cistercensi meglio conservate in Italia. Con lo scopo di proteggere l’ambiente circostante, nel 1984 è nata la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra che abbraccia un’area di 1.800 ettari: un territorio ricco di campi coltivati, di vegetazione e di fauna protetta, con due corsi d’acqua e un lago. Un vero

paradiso da percorrere in bici o a piedi con tranquillità per godere appieno della natura circostante. Spingendosi ancora oltre, si potrà raggiungere Valfornace, borgo compreso all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un’immensa area verde ricca di percorsi per mountain biking e trekking per tutti i livelli e gusti. Da visitare la parrocchiale di Santa Maria Assunta, di struttura romanica ma rifatta all’interno in stile neoclassico, che conserva una preziosa cripta recuperata nel 1930. Di grande interesse la Chiesa di San Giusto in San Maroto con la sua particolare struttura a pianta circolare, sormontata da una cupola costruita senza centine di sostegno. Nel vano terreno della torre campanaria, ag-

giunta in seguito, sono visibili degli affreschi della fine del Trecento. Raggiungendo il lago di Fiastra e proseguendo più A Sud, si può facilmente arrivare all’Abbazia di Santa Maria in Rio Sacro, la cui costruzione si fa risalire al 985. All’interno è possibile vedere una statua lignea della Madonna con Bambino risalente al XV secolo; inoltre, scavi effettuati in questi ultimi anni hanno portato alla luce un bellissimo percorso sotterraneo con tre piccole navate che ci riconducono al secolo XI. Infine, raggiungendo il borgo medioevale di Piave Torina, sempre all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, da non perdere è l’Eremo di Sant’Angelo in Prefoglio detto ‘Eremo dei Santi’: in passato abitato da numerosi eremiti laici, nel secolo XVIII fu ridedicato ai “Santi” perché la tradizione voleva il passaggio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ai quali si attribuisce la prima evangelizzazione della zona. L’eremo è famoso perché nel retro della cripta è presente un vano dove è custodita una vaschetta quadrata che raccoglie la “stilla”, “l’acqua santa” che la devozione popolare definisce terapeutica per la cura dei reumatismi. • RS

Santa Maria di Rio Sacro, Acquacanina di Fiastra

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MUSEI "SPECIALI"

Il gusto del caffè al

Museo Lavazza

UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL MUSEO DELLA STORICA CASA TORINESE E DEL SUO MAGICO E IMPORTANTE PROTAGONISTA

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rogettato dallo studio americano Ralph Appelbaum Associates, il Museo Lavazza è un innovativo museo d’impresa, collegato agli uffici da un grande atrio pubblico centrale. Attiguo al museo è l’Archivio Storico Lavazza, che, visitabile su prenotazione, racchiude la memoria aziendale di oltre 120 anni di storia in più di 8.500 documenti, storie e immagini. Il museo è il frutto di un’intuizione e della volontà di Francesca, Antonella e Manuela Lavazza, che insieme hanno coordinato il progetto e il gruppo di lavoro. In particolare, Francesca ha individuato temi ed elementi centrali nel percorso narrativo, Manuela ha contribuito a sviluppare in modo contemporaneo la progettazione

multimediale e interattiva, mentre Antonella ha proposto e seguito lo sviluppo dell’Archivio Storico, frutto di un complesso iter esplorativo e di ricerca iniziato nel 2011. “Il progetto del Museo Lavazza celebra il caffè e, allo stesso tempo, racconta la nostra storia e il nostro spirito di innovazione in un modo nuovo ed emozionale. Il caffè è sempre l’inizio di qualcosa, favorisce la nascita di idee e lo scambio sociale. In questo senso, esistono molte affinità tra la cultura del caffè e quella di un museo: in entrambi i casi, al centro vi è la qualità sociale e condivisa di un’esperienza che incoraggia lo scambio di conoscenze ed esperienze”, spiega Francesca Lavazza. Entrando nel museo Lavazza, il visitatore si immerge in un viaggio sen-

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di Daniele Colzani

LAVAZZA CUP: LA PROTAGONISTA Ad accoglierti nel Museo è la Lavazza Cup, la tazzina di caffè interattiva che ti guiderà in un percorso personalizzato e altamente esperienziale. Ogni visitatore ne riceverà una presso la biglietteria che gli permetterà di attivare le installazioni, approfondire la conoscenza attraverso materiali multimediali, raccogliere informazioni e scattare foto ricordo.

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soriale ed emotivo nella cultura globale del caffè. Un viaggio che si intreccia con il racconto della storia della Famiglia Lavazza anche grazie ai testi elaborati dalla Scuola Holden sotto la direzione artistica di Alessandro Baricco. LE GALLERIE DEL MUSEO Il museo è suddiviso in 5 “gallerie” contraddistinte da aspetto e tema specifici. • Casa Lavazza: in questo spazio, intimo ed evocativo, si ripercorrono le tappe principali che hanno segnato gli oltre 120 anni di storia dell’azienda: dalla prima cambiale firmata da Luigi Lavazza fino al caffè bevuto in orbita a bordo della stazione ISS, grazie alla prima macchina espresso a capsule progettata per lo spazio. • La Fabbrica: realizzata con materiali lineari e semplici, riporta il visitatore al momento della produzione, accompagnandolo alla scoperta delle varie fasi di lavorazione del caffè. • L’Atelier: ricorda uno studio fotografico e presenta con

immagini e istallazioni i 60 anni di collaborazioni creative di Lavazza. È qui che i visitatori più piccoli potranno frequentare laboratori didattici e che gli adulti ritroveranno, tra le altre cose, i mitici Caballero e Carmencita, protagonisti degli indimenticabili Carosello della nostra tivù, oppure la riproduzione della prima macchina automatica per l’espresso, invenzione del torinese Angelo Moriondo. • La Piazza: rappresenta la celebrazione iconica del rito del caffè in un ambiente aperto e conviviale. • Universo: si tratta di uno spazio quasi onirico. A conclusione del percorso, infatti, il visitatore si immerge in una proiezione multimediale a 360 gradi e può così vivere in maniera personalizzata il mondo Lavazza, anche attraverso la degustazione di una ricetta speciale di coffee design firmata dal Training Center Lavazza. Fattore fondamentale di coinvolgimento e di personalizzazione dell’esperienza museale è la tazzina di caffè interattiva, che

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accompagna i visitatori durante l’intero percorso espositivo e offre la possibilità di raccogliere informazioni. Con essa, gli ospiti hanno l’opportunità di scoprire e memorizzare contenuti digitali, anche non immediatamente visibili, per poi poterli riesaminare nell’ultima galleria, l’Universo. Qui è possibile scorrere e rivedere quanto memorizzato, decidere cosa conservare e, infine, condividere l’esperienza digitale con gli amici sui social media. L'EXPERIENCE DELLA DEGUSTAZIONE FINALE Tutta l’esperienza, la sperimentazione e il gusto delle creazioni del Training Center Lavazza, la professionalità dei nostri baristi e la qualità dei nostri prodotti a disposizione del visitatore nello spazio dedicato alla Coffee Experience dove si possono sorprendere i sensi con degustazioni inedite. La Lavazza Coffee Experience è un’esperienza unica non solo per gli amanti del caffè,

ma per tutti coloro che vogliono approfondire le tematiche legate alla storia e alla cultura del caffè. Una vera e propria degustazione di miscele uniche e di qualità, totalmente gratuita perché inclusa nel biglietto di ingresso al Museo. Le aree tematiche in cui il Training Center opera coprono tutti i principali aspetti della cultura del caffè, dalle origini, all’assaggio, fino ai metodi di preparazione professionali, grazie alla conoscenza specifica offerta dal nostro team di esperti. • RS

WWW.LAVAZZA.IT 71


NATURA

Al

di Emanuela Cattaneo

Bioparco di Roma

sono nati due leoni asiatici EVENTO STORICO PERCHÈ È LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE NEL GIARDINO ZOOLOGICO DELLA CAPITALE

© Massimiliano Di Giovanni – archivio Bioparco (2)

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lla presenza della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, e del Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Francesco Petretti, sono stati presentati i due cuccioli di leone nati lo scorso 29 aprile al Bioparco di Roma. La nascita di queste femmine di leone asiatico (Panthera leo persica), uno degli animali a maggior rischio di estinzione del Pianeta, è un evento storico perché è la prima volta che accade all’interno del Giardino zoologico della Capitale. I cuccioli sono in ottima salute e vengono allattati dalla mamma che non li perde mai di vista. Nelle prime settimane mamma e cuccioli, che alla nascita sono ciechi e non autosufficienti, sono rimasti al sicuro nelle aree interne per consentire ai piccoli di ambientarsi. Da qualche settimana stanno gradualmente prendendo confidenza con il recinto esterno. I genitori sono la femmina Sajani, nata nel 2013 nello Zoo di Magdeburg, in Germania, e il giovane maschio Ravi, nato nel 2016 presso lo zoo di Plan-

ckendael, in Belgio. I cuccioli, invece, non hanno ancora un nome; da lunedì prossimi i bambini potranno votare sui canali social Facebook e Instagram del Bioparco i loro nomi preferiti. I più votati saranno attribuiti ai due piccoli. Il leone asiatico è l’autentico Re della foresta, anche se tale nozione non è molto nota, visto che il leone è la specie simbolo delle savane africane. Un tempo popolava un territorio vastissimo dal Mar Mediterraneo all’India;

oggi ne sopravvivono in natura circa 500 esemplari presenti unicamente nella piccola riserva del Gir e nelle aree limitrofe, nell’India nord-occidentale. La popolazione di leoni è minacciata a causa della distruzione dell’habitat, ma soprattutto dal bracconaggio e dai conflitti con le attività antropiche generati dalla vicinanza dell’uomo ai territori di questi felini. Il Bioparco, insieme alla comunità internazionale degli Zoo, partecipa a programmi di conservazione mirati alla sua salvaguardia aderendo al programma europeo EEP (Eaza Ex Situ Programme), coordinato dall’Associazione Europea degli Zoo e Acquari (EAZA). Il Leone asiatico è classificato dalla IUCN (l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) in pericolo. Attualmente nelle strutture zoologiche europee sono presenti circa 150 leoni asiatici. • RS

WWW.BIOPARCO.IT 72


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INTERVISTA

Enrico Caltagirone:

"Così ho conosciuto l e ' trusco" A TU PER TU CON UNO DEI MAGGIORI ESPERTI ITALIANI IN LINGUISTICA E STUDI GLOTTOLOGICI

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nrico Caltagirone, laureato in pedagogia e all’istituto di lingue orientali, si definisce un poeta. Ma non è solo quello. È glottologo riconosciuto a livello internazionale ed ha scoperto che i Siculi parlavano il Sanscrito arcaico. Autore di romanzi, ci racconta quanto siano importanti le radici e come trova l’ispirazione. Chi è Enrico Caltagirone? Come si definisce e quanto sono importanti per lei le sue radici? Penso di essere soprattutto un poeta, dal momento che ho cominciato giovanissimo a scrivere poesie e che ho pubblicato il mio primo libretto a 18 anni. Solo in seguito è nata in me la passione per la linguistica, passione che è diventata dirompente e che ha assorbito tutte

le mie energie. Le radici sono molto importanti, ti trasmettono la prima linfa e i primi insegnamenti di vita, che devo soprattutto a mia madre. Quanto è importante oggi lo studio delle lingue antiche e di quelle che vengono definite “morte”? Lo studio delle lingue antiche è importantissimo. Pensate che cosa sarebbe oggi l’egittologia senza l’apporto di un linguista decifratore come Champollion. E questo esempio vale per il cretese con Ventris, per il gublitico con Smith, per il sumerico, l’aramaico, il sanscrito e potrei continuare. A noi interessano soprattutto le lingue “italiche” come l’etrusco, il siculo, il venetico, ecc. Queste antiche lingue sono vive più che mai, nel senso che ci parlano e ci illu-

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strano un mondo che altrimenti rimarrebbe sconosciuto. Il problema è naturalmente saperle tradurre. Lei è uno dei maggiori esperti italiani in fatto di linguistica e studi glottologici ed ha tradotto diverse iscrizioni in Sicilia…ci spieghi meglio. Avevo frequentato un corso di Filologia Romanza a Parma col prof. Andrea Zanzotto, uno dei grandi poeti italiani. In quella circostanza una mia amica mi ha consigliato un corso di lingua e letteratura sanscrita. E così ho acquistato il Dizionario e la Grammatica di Sanscrito di Arthur Mc Donnel e ho cominciato con lo studio più elementare, imparare cioè la scrittura e la lettura del devanagari e il significato delle glosse più ricorrenti, come il verbo kri, creare,


di Silvia Arosio

fabbricare, dvara, porta, dama, casa, jiv, vivere, ecc. Ebbene, proprio quell’anno ho fatto un viaggio in Sicilia e sono andato a fare una visita ai miei parenti. Uno dei miei cugini mi ha accompagnato a visitare il Museo archeologico di Adrano. E così per la prima volta nella mia vita sono venuto a conoscenza delle iscrizioni sicule. Non ne sapevo assolutamente nulla, non sapevo nemmeno che i Siculi avessero lasciato dei documenti scritti. Per curiosità mi sono accostato ad una iscrizione graffita su una grossa pietra di arenaria. C’erano delle lacune, ma tra le parole che risultavano leggibili ho scoperto akaram (aoristo del verbo kri), dvara, iam, agies, che sono parole che conoscevo e che risultavano perfettamente sanscrite. Mi si è accesa una lampadina. Appena tornato a casa ho riferito tutto all’ing. Giorgio Bertella, Direttore della Casa Editrice Marna e mio editore. Un giorno l’ingegnere mi ha presentato il prof. Renato Turra, uno dei più

grandi orientalisti italiani e Direttore di Accademia Alessandrina. Il prof. Renato Turra mi ha iscritto al corso di laurea di Lingua e Letteratura Sanscrita. Dopo alcuni anni ero in grado di leggere speditamente il sanscrito e di scriverlo. Così è cominciata la mia avventura nella glottologia. Ho tradotto le iscrizioni sicule e pubblicato un libro, La lingua dei Siculi con la Marna. Come è passato all’etrusco? Un giorno l’ing. Giorgio Bertella mi convoca negli uffici della sua Casa Editrice e mi fa: “Il siculo va bene, ma se vuoi essere ricordato, se vuoi raggiungere la fama devi affrontare l’etrusco.” Sinceramente sono rimasto interdetto. So in quanti ci hanno provato, e conosco tutte le statistiche dei presunti decifratori dell’etrusco

Tabula Cortonensis (III-II secolo a.C.; bronzo, 28,5 x 45,8 cm; Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca)

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redatte da Alberto Nocentini, che ammontano a più di duecento. “No, no, non se ne parla, è un compito troppo difficile per me.” Più o meno dissi queste parole, ma l’ingegnere mi consigliò almeno di provarci. E così, durante le vacanze di Natale di quell’anno, il 2000, mi misi a dare un’occhiata alle iscrizioni etrusche raccolte da Massimo Pallottino in Testimonia Linguae Etruscae (TLE). Cominciai con una piccola iscrizione incisa su una lamina di piombo (TLE 402). "thusa thuase lasva thlu thupita aise cetati" Incredibilmente, cercando ogni parola nel dizionario di sanscrito del Monier Williams e avendo ormai una certa dimestichezza con la lingua ho ottenuto il seguente significato: "L’ape, irrequieta danzatrice, i petali profumati con desiderio osserva." La frase era bellissima, addirittura poetica. Comunicai la strabiliante notizia al mio editore che si entusiasmò moltissimo. E così da quel momento ogni traduzione veniva sottoposta al parere del prof. Renato Turra e naturalmente anche a quello dell’ingegnere. Per farla breve, nel 2001 venne pubblicato il mio primo libro sugli Etruschi


Un grido dal Passato. Poi è seguito La lingua degli Etruschi. L’anno scorso abbiamo fatto una rivisitazione del vecchio libro che abbiamo intitolato, Gli Etruschi, un grido dal passato, con piccole integrazioni e perfezionamenti. Quando pensiamo alle iscrizioni e alle lingue da decifrare, torniamo subito con la mente ad Indiana Jones o ai romanzi epici degli ultimi anni: ha mai pensato di scrivere per il cinema o per la narrativa, inserendo queste sue conoscenze? In realtà la mia avventura nella linguistica e la mia collaborazione con la casa Editrice Marna è cominciata con un romanzo giallo-glottologico, Alla ricerca della Grande Madre (Marna 1998), libro che ha avuto diverse edizioni e ristampe. Qualche anno fa con la Casa Editrice Eta Beta ho pubblicato un altro romanzo con trama giallo-glottologica, La fragile luce dell’Eden. Certo, mi rendo conto, se questi libri fossero stati pubblicati da Mondadori avrebbero avuto ben altro impatto. Ma i libri sono sempre a disposizione e possono essere ripubblicati se qualcuno me li chiedesse. Si presterebbero anche ad una riduzione cinematografica, con le dovute accortezze. Comunque Lei è cresciuto

nella poesia: so che Sua mamma invece di leggerle le favole alla sera, le leggeva poesie… Ricorda la sua prima poesia? Mi sono entusiasmato moltissimo per Ungaretti, per Montale e soprattutto per Quasimodo, che sentivo più vicino al mio mondo. Cominciai a risparmiare qualche soldino Poi naturalmente ci sono stati nella mia vita altri grandi amori, Acmatova, Evtushenko, Bonnefoy, Neruda. La mia prima poesia si intitolava 15 agosto ed era il resoconto di una giornata meravigliosa trascorsa in campagna, e poi il ritorno in città con un treno accelerato in mezzo a tantissimi canti. Questa poesia è inserita nel piccolo libro, Al di là della siepe. Come le viene l’ispirazione? L’ispirazione nasce nei modi e nei tempi più imprevisti e impensabili. Si tratta di avere una sensibilità e uno spirito di osservazione molto sviluppati, insieme ad una grande padronanza linguistica. A questo punto un fatto della vita reale,

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una sensazione, un sentimento, assumono una dimensione molto particolare. Si accende un meccanismo che a tratti è incontrollabile, le parole scorrono veloci e senza intoppi. Se non ci sono tutte queste componenti non si tratta di vera poesia, ma di esercitazioni manieristiche. Scrivere delle poesie è senza dubbio un’attività lodevole, ma nella maggioranza dei casi si tratta di tentativi fine a se stessi, senza alcuna valenza poetica. Quali e quanti libri ha pubblicato? Ricorda il suo primo libro? Il primo libro pubblicato in realtà non è stato una vera pubblicazione. Avevo 16-17 anni e frequentavo l’Istituto Lombardo Radice di Catania. Da tempo avevo cominciato a scrivere dei pensieri in un’agenda che mi aveva regalato mia madre. Quell’agenda la portavo sempre con me, era il mio tesoro segreto. Un giorno a scuola la lasciai sul banco durante l’ora di educazione fisica. Al ritorno non ritrovai più la mia preziosa


agenda. Mi disperai parecchio, come se mi avessero tagliato un braccio. Non riuscivo a darmi pace, poi lentamente mi rassegnai. Ma un giorno la mia prof. di lettere, la signora Giaquinta Lombardo Radice, nipote del filosofo a cui era intitolata la Scuola, venne in classe con un pacco. Nel più assoluto silenzio e davanti a tanti visi curiosi di noi studenti, la prof. aprì il pacco e ne estrasse 50 copie di un piccolo libro di poesie che aveva fatto stampare a sue spese dalle Edizioni Paoline di Catania. Il libro si intitolava Al di là della siepe e l’autore ero io. Incredibile! Aveva fatto tutto da sola e nel più assoluto segreto. Cominciò così la mia avventura poetica. A tutt’oggi, se devo proprio contarli, ho pubblicato 23 libri, 8 di saggistica, 2 di

narrativa e 13 di poesia. Ma proprio durante questa estate uscirà il mio prossimo libro, un romanzo per certi versi sorprendente, che ho scritto nei giorni del Coronavirus, Lady of dreams. Oltre ad essere poeta e linguista è anche insegnante: che tipo di docente è? Cosa manca alla Scuola di oggi, di cosa avrebbero bisogno i ragazzi? Sono stato docente per tanti anni, in tutti i tipi di scuola, dalle elementari fino all’Università. Sono sempre stato amico dei ragazzi e ancora oggi moltissimi si ricordano di me. Ho sempre privilegiato il lavoro di gruppo, ho sempre voluto creare dei team di lavoro. Non mi piacciono certi tipi di insegnanti “so tutto io e faccio tutto io”. Ci vuole competenza e umiltà, ci vuole preparazione e collaborazione. Di questo hanno bisogno i ragazzi. Non deve esistere l’insegnante “bottiglia” che versa il suo sapere nell’alunno “bicchiere”. Inoltre il mondo non finisce dentro un’aula, il mondo è pieno di persone, di cose, di risorse incredibili che

Sarcofago degli sposi - urna cineraria - 530-520 a.C. - terracotta policroma - Provenienza: Cerveteri, Necropoli della Banditaccia

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vengono ignorate da molti docenti. Molti insegnanti svolgono il loro lavoro come degli impiegati del catasto. Ma l’insegnamento è una vera missione, non un mestiere. Per questo motivo la nostra Scuola è tra le più arretrate d’Europa, se non del mondo. Sogni nel cassetto? Come si è potuto intuire il mio sogno più grande è poter pubblicare qualche mio libro con una grande Casa Editrice, in modo che ci sia la distribuzione cartacea nelle librerie. Il libro stampato dà una sensazione molto particolare. Oggi purtroppo le mie pubblicazioni sono solo on line e non nelle librerie. Sinceramente non mi sono mai molto interessato a questo aspetto, ora me ne rendo conto. Non so, forse avrei bisogno di un manager che si occupasse di questo. Se penso a certi libri pubblicati da grandi Case Editrici solo perché in quel momento il personaggio in questione assicurava una certa vendita, mi vengono i nervi. Mi piacerebbe che il romanzo di cui ho parlato, ““Lady of dreams dreams” fosse pubblicato da una grande Casa Editrice. • RS


CURIOSITÀ

Next stop:

Bobbio! Tutti

a bordo del London

Bus

SULLE RIVE DEL TREBBIA, IN UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D'ITALIA, UN PROGETTO DI RECUPERO DI UN ORIGINALE DOUBLE DECKER

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urante una vostra visita a Bobbio (inserito nella lista dei Borghi più belli d'Italia) vi capitasse di incrociare l'iconico Lndon Bus a 2 piani, non datevi un pizzicotto! Non state sognando! Il mezzo di trasporto più British Style che c'è è letteralmente "sbarcato" lungo le rive del Trebbia. Noi di Riflettori su... da quelle parti ci bazzichiamo spesso e abbiamo colto l'occasione di andare a trovare Roberto, Silvia e la loro bella famiglia. Ci hanno raccontato la loro avventura. "Niente che valga davvero la pena di essere fatto è facile. Anche noi abbiamo incontrato diversi ostacoli lungo il cammino, ma non rimpiangiamo nulla. Perché? Durante il nostro percorso abbiamo messo alla prova nel mondo reale le nostre competenze. Ora possiamo trarre vantaggio da tutta questa esperienza. Silvia e Bob coppia nella vita ed in questo incredibile progetto di trasformare questo bus londinese nella loro residenza estiva. Ma cominciamo dall'inizio. Dopo essermi cimentato nella costruzione di tre bungalow in legno presso il camping Ponte Barberino a Bobbio in Val Trebbia ho cominciato a farmi

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di Daniele Colzani

coinvolgere da quel turbine di quella che doveva essere la nostra sfida successiva, ovviamente più grande e complicata: realizzare un camper stanziale da costruire su una base meccanica derivata da un veicolo originale destinato alla circolazione su strada. La scelta del mezzo giusto parte dalla ricerca di un autobus in vendita, e la prima opzione cade su un vecchio modello della azienda dei trasporti di Milano, ma presto l'idea viene abbandonata in quanto tali veicoli non sono vendibili a privati. La rete Web, come sempre ormai nella vita di tutti, mi aiuta nella ricerca di una soluzione alternativa,

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facendomi scovare un incredibile e rarissimo (in Italia) bus londinese a due piani, finito chissà come in provincia di Caserta e per di più nelle mani di un privato che ha urgenza di venderlo. Una breve trattativa, e il malridotto bus, fortunatamente non arrugginito dato che è costruito in alluminio, diventa di nostra proprietà. L'emozione raggiunge livelli adrenalinici, ma poi la razionalità ha imposto una riflessione seria su come portare alla destinazione finale un "bestione" alto 4,50 mt e lungo 8. La soluzione è stata quella di smontare le ruote e i freni fino agli assi per non superare l'inderogabile li-


mite di sagoma per circolare su strada, ciò solo dopo aver trovato un trasportatore in grado di movimentare un carico così eccezionale, forse la parte più complicata dell'intero progetto. Nell' autunno del 2018 il bus arriva quindi alla sua location finale ed iniziano i lavori di restauro; una fatica enorme, che vede coinvolta l'intera famiglia (Roberto, la moglie Silvia e l ), più un amico, Claudio "vicino" di campeggio, per un anno, tutti i fine settimana. Dopo aver costruito una tettoia per ripararlo dalle intemperie, partono le operazioni di restauro vero e proprio degli interni del bus. Stabilizzata la base con una gettata di cemento che fa da fondamenta e su cui è stato appoggiato un pavimento in laminato, si parte togliendo tutti i rivestimenti interni vecchi e logori, sostituendoli con altri in poliuretano e legno di abete, moderni e tecnologici. In merito al "layout" - visto che parliamo quasi di un camper, seppur speciale - il piano superiore è stato destinato a zona notte, con due camere (una matrimoniale e una doppia per le ragazze) più un bagno completo; il "piano

terra" invece ospita la grande cucina e un ampio living, oltre al patio esterno che fa da terrazza dove mangiare fuori in prefetto relax e con spazi comodi. I servizi tecnici hanno previsto la costruzione di un impianto di riscaldamento dotato di termoconvettori elettrici, mentre per gli arre-

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di si è ricorsi massicciamente alle proposte di Ikea, che ben si sposano con il progetto. La spesa complessiva finale, compresa la verniciatura esterna, ovviamente in color rosso, data a rullo per donare un effetto vintage, si è fermata poco prima dei 18.000 euro; cui andrebbero aggiunte le innumerevoli ore di lavoro


che non sono state evidentemente conteggiate, perché quando la passione chiama, la manodopera diventa elemento trascurabile rispetto al bellissimo risultato finale che vedete in queste pagine. Il risultato è piaciuto talmente tanto che il camping è stato meta di un piccolo pellegrinaggio di curiosi per

vedere questa opera. Roberto e Silvia non solo ha accettano di buon grado di fare da cicerone al pubblico ma, orgogliosi di quanto realizzato , omaggiamo i visitatori con un biglietto originale del bus dell'epoca in cui era in servizio per le vie di Londra. Ora, con la sua targa e la sua tabella originali (n. 148,

destinazione Notting Hill) in bella mostra, il bus è la "vedette" del campeggio Ponte Barberino, dove potrà essere ammirato da tutti i turisti, camperisti e motociclisti che riempiono le viuzze di Bobbio, uno dei Borghi più belli d'Italia, che da oggi avrà un motivo in più per essere visitato. • RS

WWW.LONDONBUSPONTEBARBERINO.IT 81


HOSPITALITY / 1

Tenuta

Mosè, dove si respira

l 'amore per il territorio

LA STRUTTURA OFFRE AGLI OSPITI UN'ESPERIENZA MULTISENSORIALE DA VIVERE DALL'ALBA AL TRAMONTO

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ncastonata come una gemma preziosa tra ettari di vigneto e piccoli angoli bucolici, a pochi passi dal mare cristallino e dalle spiagge di sabbia dorata di Gallipoli, Tenuta Mosè, con il suo stile inimitabile, offre agli ospiti una vera e propria esperienza multisensoriale che si ripete dall’alba al tramonto. Professionalità, innovazione e contestuale amore per la tradizione sono le parole chiave che contraddistinguono questa antica tenuta, trasformata con gusto, passione e dedizione in un relais di charme impreziosito dagli eleganti giardini all’italiana, dall’aranceto, da un millenario uliveto e dal vasto vigneto. Tenuta Mosè si sviluppa su una superficie di 8 ettari, e comprende anche una giovane azienda agricola che persegue l’ambizioso progetto di recuperare l’antica specie vitivinicola autoctona del Fiano pugliese. Il

vigneto – che si estende su una superficie di 4 ettari - e la distesa di ulivi che lo circondano, producono vino e pregiato olio extravergine biologico per gli ospiti della Tenuta. L’amore che la raffinata proprietaria di Tenuta Mosè nutre per il territorio su cui si svilup-

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pa, è stato il fil rouge che ha caratterizzato l’attenta e rispettosa ristrutturazione e ha permesso di riscoprire i colori e le atmosfere della settecentesca Villa, divenuta un’oasi di relax immersa nei colori e nei profumi della campagna salentina che le fanno da cornice.


a cura della Redazione

Villa Costa, risalente al XVII secolo, dispone i vari locali a destra e a sinistra rispetto ad un ampio androne che immette in un giardino chiuso che è l’interpretazione poetica del tipico giardino all’italiana, in cui l’elemento naturale e quello artistico si combinano armoniosamente per creare sorprendenti scenografie. Nella Villa sono ubicate sei suite, di diverse dimensioni - dai 38 ai 50 mq. -: quattro si trovano al piano terra, e sono caratterizzate da un gusto neoclassico-eclettico, ciascuna con piscina interna privata e affaccio sul rigoglioso giardino, dove antichi colonnati accompagnano alla maestosa piscina esterna e all’antico pensatoio inebriati dai profumi di oltre trenta specie floreali ed altrettante essenze arboree. Ciascuna suite è arricchita da decorazioni uniche, pregiati arredi e grandi camini, ed è dotata delle più evolute tecnologie. Denotano particolare cura per i dettagli e si presentano luminose, spaziose e silenziose per offrire il massimo comfort, in uno stile elegante e raffinato. Al primo piano si trovano le

due penthouse: in stile mediterraneo, dai toni chiari e luminosi, e tessuti che privilegiano le fibre naturali, sono dotate di piscina esterna e solarium con una vista mozzafiato sul verde della campagna salentina. Qualunque sia la suite prescelta, il soggiorno presso Tenuta Mosè sarà il biglietto d’ingresso verso il suo universo fatto di calda accoglienza e cura per i dettagli, in un luogo dal passato magico e senza tempo, dove i colori pennellano il cuore, un immenso giardino armonizza i passi e calorose braccia coccolano l’ospite affinché il suo ricordo possa essere tra i più dolci.

Ecco infatti, protetta dal lussureggiante giardino, la Suite SPA “Le Càriti” dove godere di percorsi benessere all’insegna della purificazione e della rigenerazione. Un team di professionisti è pronto ad accogliere gli ospiti in un’oasi di quiete e relax, riservando a ciascuno trattamenti personalizzati svolti con l’ausilio di apparecchiature e prodotti di altissima qualità. Un vero e proprio viaggio polisensoriale tra profumi, colori e musica per rituali di bellezza che avvolgono i sensi e seducono corpo e mente. Per i piaceri del palato, i prodotti biologici dell’orto-giardino - nel quale condividerne, secondo i rigorosi ritmi della stagionalità, l’esperienza del raccolto e della selezione - sono alla base delle proposte del raffinato e bucolico ristorante panoramico “Il Petrosino”: un viaggio gourmet tra i piatti tipici del territorio opportunamente rivisitati per dar luogo a un mix del tutto particolare tra il tradizionale calore delle case di Puglia e un tocco di contaminazione contemporanea. La notevole carta dei vini annovera, oltre alle bottiglie prodotte in loco, etichette nazionali e internazionali, ed un’accurata scelta di spumanti e champagne. Dopo cena, piacevole conversare in giardino o ritrovarsi alla Club House per godere di un’ottima selezione di distillati e delle note seducenti di un vecchio grammofono. • RS

INFO & CONTATTI • TENUTA MOSÈ • S.P 53 Sannicola-Alezio Km 1,5 - Sannicola (Le) • +39 388 8972159 • www.tenutamose.it

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HOSPITALITY / 2

Masseria Cimino, la pace tra orti e ulivi secolari

META PERFETTA NON SOLO PER GLI AMANTI DEL GREEN, MA ANCHE PER CHI VUOLE GODERSI PICCOLI MOMENTI DI RELAX

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a Masseria Cimino sorge al confine del “San Domenico Golf” nei pressi della cittadina di Savelletri di Fasano, a pochi chilometri da Brindisi. È una Masseria con Torre di avvistamento costruita nel 1800 a pochissimi metri dal mare, all’interno degli scavi

archeologici dell’antica città romana di Egnazia risalente al VI sec. a.C. Proprio gli antichi massi che costituivano le mura che cingevano questo sito furono utilizzati per costruirla tanto che, ancora oggi, sono visibili le antiche incisioni di epoca romana. Circondata da orti ed uliveti secolari, era un centro agricolo di dimensioni piuttosto rilevanti che serviva per la coltivazione dei campi e la lavorazione e conservazione dei prodotti. Una parte dei fabbricati fungeva da abitazione per i lavoratori del “massaro” e un’altra da residenza saltuaria dei proprietari, così come la maggior parte delle masserie di

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Puglia. L’antica masseria è stata completamente ristrutturata nel pieno rispetto dei materiali, delle forme e dei colori originari: durante i lavori sono venuti alla luce importanti reperti archeologici conservati presso il museo archeologico nazionale di Egnazia. Ed è proprio il rispetto per le origini a caratterizzare ancora oggi la Masseria Cimino e a rendere unica e speciale questa struttura in cui anche i più piccoli dettagli sono curati con l’attenzione che solo la consapevolezza dell’importanza delle tradizioni più vere, sa dare. Ecco allora a impreziosire le candide pareti antichi utensili e piante e ortaggi – ulivi, cactus, pomodori…. - tipici della terra pugliese, che diventano esclusivi pezzi di design


a cura della Redazione

per creare un’atmosfera di autentica ricercatezza. Le 15 camere - ubicate nell’antica torre rossa e nei casolari ristrutturati che si affacciano sul sito archeologico di Egnazia - sono arredate in stile mediterraneo; alcune sono rallegrate da originali caminetti in pietra ed altre hanno magnifici balconcini con vista sull’intenso azzurro del mare o sul campo da golf realizzato secondo i più alti standard, dai migliori architetti europei del settore.Fiore all’occhiello della Masseria Cimino è la fantastica cucina guidata da

una donna che ha fatto di una passione il proprio lavoro. Grazia De Felice propone i piatti della migliore tradizione locale con la passione e la cura che solo le donne pugliesi sanno offrire ai propri ospiti. Le prelibatezze si susseguono dal buffet della colazione, ciambella all’arancia, crostate di ricotta e marmellata, trecce alle mandorle - per arrivare alle cene a base di orecchiette con cime di rape, pasta al forno, rollè di coniglio con patate, senza dimenticare i tipici contorni di fave, cicorie, cornaletti (peperoni verdi

piccoli), pomodorini freschi e olive fritte. I dolci sono spesso protagonisti di imperdibili degustazioni. Masseria Cimino è una meta perfetta non solo per gli amanti del green, ma anche per chi vuole godersi piccoli momenti di relax pedalando tra gli ulivi secolari, visitando città ricche di storia o nuotando nella piccola piscina incastonata nella pietra, immersa nel verde lussureggiante che abbraccia la Masseria. E per chi desidera farsi coccolare da fantastici trattamenti e sperimentare numerose attività per alleggerire la mente e riconnettersi con se stessi, nelle immediate vicinanze la Spa e il Centro di Talassoterapia dell’esclusiva Masseria San Domenico. • RS

INFO & CONTATTI • MASSERIA CIMINO Contrada Masciola 72010 Savelletri di Fasano (BR) • + 39 080-48.27.886 • www.masseriacimino.com

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HOSPITALITY / 3

Octavius

Bar, la magìa

dei cocktail tailor-made LA SUGGESTIONE DI UN’ELEGANTE IMBARCAZIONE D’EPOCA PER DRINKS DELLA TRADIZIONE E ALCHIMIE UNICHE

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ilano vista da un oblò, quello di Octavius Bar, l’American bar di THE STAGE Milano, una vera e propria moltitudine di etichette di spirits, luogo iconico per chi intende farsi trasportare in un viaggio alla scoperta dei sapori di cocktail cuciti su misura. Per un’esperienza non solo di gusto ma anche di emozioni. Siamo in un mondo suggestivo e leggendario, tra navi fantasma e fumetti: Octavius - House of spirits and fancy drinks - replicando la suggestione di un’elegante imbarcazione d’epoca, propone drinks della tradizione e alchimie uniche. Octavius rappresenta un indiscusso punto di riferimen-

to cool per l’aperitivo e il dopo cena, luogo capace di rendere ogni momento trascorso al suo interno come una vera e propria esperienza unica e originale, the place to be per il bere bene, tappa imprescindibile dei luoghi della città che vale la pena visitare. Da tutto il mondo tante bottiglie, oltre 1100 referenze tra distillati e liquori da sorseggiare accompagnando le delizie del menu bar - disponibile fino alle 24 - per ricordare storie di uomini e di luoghi, magari attorno al tavolo da biliardo per trascorrere una serata in assoluto relax nella sala privata o dimenticare le tensioni dopo una giornata di lavoro.

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Luci soffuse, legno, rame e divani in pelle: anche i dettagli contribuiscono a caratterizzare e rendere unico Octavius. L’ampio bancone accoglie i clienti e li circonda in un’atmosfera morbida e ovattata che ricorda la cabina di un’elegante imbarcazione d’epoca. “Un cocktail è un momento. Un’esperienza che si offre al proprio ospite. La tecnica crea l’equilibrio, le sensazioni, l’unicità "del ricordo” questo è il pensiero di Francesco Cione, miglior bartender d’Italia 2015 alla Diageo Reserve World Class, alla regia dell’Octavius Bar dopo una carriera nei migliori ristoranti e hotel high profile di Italia e Svizzera.


a cura della Redazione

Racconta le storie racchiuse nei cocktail e nelle bottiglie che li compongono. Storie raccolte durante una vita trascorsa tra shaker e mixing glass. Per Francesco l’ospitalità è al centro dell’esperienza del bartending contemporaneo: passione ed entusiasmo trasformano anche il cocktail più semplice in un’esperienza straordinaria. Forse è questo il segreto del successo che ha permesso a Octavius di entrare nella Top 10 Europea dei migliori bar di ristorante secondo Tales of The Cocktail, la fondazione americana sulla cultura del bere miscelato. Uno dei concetti che da sempre contraddistingue la filosofia di Cione, è legato al rispetto della tradizione liquoristica Italiana, tra le più solide e notoriamente importanti a livello internazionale. L’idea di aperitivo non viene stravolta e conserva la sua natura di corroborante dal gusto dolce amaro. Partendo ad esempio dal connubio tra bitter e vermouth, la volontà è quella

di valorizzare ed esaltare le caratteristiche di questi capisaldi della storia del convivio. Prodotti tipici come il vermouth, il bitter o il rabarbaro, nel rispetto della loro storia e della loro funzione, vengono così utilizzati per creare sfumature di sapore diverse ed inaspettatamente coerenti con la loro natura.

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Una serata da Octavius vale un Raffinato, servito in una coppa ampia e con un unico blocco di ghiaccio con l’omonimo timbro impresso, o un immancabile Martini in una delle infinite varietà richieste perché, come sosteneva Umberto Eco “...il Martini migliore è quello che ti fai da te...”. • RS


PARCHI NATURALI

Un viaggio nella natura selvaggia e autentica

IL PARCO NATURA VIVA OFFRE L'OPPORTUNITÀ DI AMMIRARE DAL VIVO GLI ANIMALI DEL MONDO

A

due passi dal Lago di Garda, Il Parco Natura Viva è oggi uno dei principali Centri per la Conservazione delle specie animali in pericolo di estinzione e centro di educazione ambientale.che ha saputo evolversi nel tempo per assumere un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità. Il Parco nasce dalla brillante idea dell'architetto Alberto Avesani, il fondatore, che trasformò negli anni '60 parte della propria azienda agricola, esistente dal 1933, in un'area faunistica, raccogliendo animali della fauna locale per allevarli ed eventualmente mostrarli al pubblico. Da questa idea embrionale nacque l'occasione di accogliere temporaneamente

anche gli animali di un circo e da qui il pensiero di creare un parco, aperto al pubblico, per ospitare animali sia esotici che autoctoni. Progettato dal 1965, venne inaugurato il 25 Giugno 1969 un primo settore di circa 10 ettari, l'attuale percorso Faunistico. Nel 1973 si aggiunse un settore dedicato alle specie di mammiferi ed uccelli africani denominato Safari, da visitare a bordo del proprio autoveicolo. Nel 1978 la struttura venne ulteriormente ampliata con nuovi percorsi: l'Aquaterrarium, la Serra Tropicale e l'area Dinosauri, dove i visitatori, per la prima volta in Italia, poterono ammirare modelli a grandezza naturale dei rettili del passato. Dal

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1985 si è avviato un importante progetto di riqualificazione generale che ha coinvolto e coinvolge tutt'ora diversi aspetti fondamentali: zoologico, architettonico e manageriale. Il ruolo dei parchi zoologici è evoluto nel tempo: da semplice esposizione di animali esotici ad un attore fondamentale della loro conservazione. L’utilità e la necessità di un


di Daniele Colzani

moderno giardino zoologico sono state ufficialmente definite dalla Conferenza di Rio del 1992, in cui si è enunciato fortemente il valore della strategia di conservazione ex situ integrata a quella in situ nella protezione e tutela della Biodiversità. LE DUE SEZIONI Durante il percorso, suddiviso per continenti, immersi in un’oasi naturale di 42 ettari, è possibile osservare la grande biodiversità del nostro pianeta. Un qualificato staff di biologi, veterinari e naturalisti si prende cura di questa straordinaria arca di Noè che conta oltre 250 specie e 2000 animali. • Il Parco Safari: è un affascinante percorso che si compie a bordo della propria auto e che conduce il visitatore alla scoperta degli abitanti della savana. Giraffe, leoni, ghepardi e iene sono solo alcuni dei

protagonisti dell’avventura! Durata del percorso 40 minuti • Il Parco Faunistico: un rilassante percorso pedonale inserito in un bosco di querce, in cui trovano casa animali di tutti i cinque continenti, nel quale è possibile visitare anche La Serra Tropicale ed il Rettilario la Fattoria e L’Extinction Park: dalla conquista della terraferma all’arrivo dei primi mastodontici mammiferi, gli ospiti saranno catapultati milioni di anni indietro: all’origine della storia della vita sulla Terra, con riproduzioni a misura reale, in un’ambientazione naturale. Durata consigliata: 4/5 ore. VERSO I SENTIERI D'AFRICA Appena superata la Cassa il primo passo è raggiungere i Sentieri d’Africa, il primo step della visita. Tenete la destra al bivio iniziale, superate i Flamingo Toilette e alcuni accessi ai punti ristoro del Parco, tra cui il ristorante Simba-Self e la frutteria Maromizaha (Food Truck). Vicino ad una caratteristica capannina masai, il portale dei Sentieri d’Africa vi condurrà verso la prima specie. Lungo i Sentieri d’Africa potrete ammirare diversi animali africani, come fosse una sorta di safari pedonale. Visiterete un gigantesco reparto dove vivono assieme ippopotamo, rinoceronte e antilope nyala, e sullo sfondo potreste riuscire a veder passare i ghepardi. Proseguendo incontrerete leone e scimpanzè, fino a raggiungere l’Oasi Gombe, un

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punto ristoro in stile africano vicino al reparto dei suricati e di fronte all'isola degli scimpanzé. La visita prosegue con una leggera salita ai reparti di cercopitechi barbuti, bertucce, antilopi springbok e sitatunga per terminare con la testuggine gigante africana. Successivamente si giunge all’ingresso dell’Area Madagascar, dove puoi ammirare varie specie di lemuri, tra cui lemure catta, lemure del bambù e lemure dal ventre rosso. A metà del percorso Madagascar si effettua una piccola de-


viazione: un salto in Australia, un percorso circolare in cui potrai vedere lo strano pappagallo kea, il casuario, l'emù, i wallaby, i canguri grigi orientali, i cigni neri e altri animali originari dell’Oceania. Si ritorna sul sentiero del Madagascar, dove puoi ammirare fossa, vasa e il reparto dedicato all’indri, il raro lemure che non può essere ospitato negli zoo e che quindi il Parco tutela a distanza tramite

progetti di conservazione e donazioni. Terminato il percorso sarete nuovamente all’Oasi Gombe: per proseguire la visita, infatti, è necessario ripercorrere i Sentieri D’Africa davanti a scimpanzè, leone e ippopotamo. A questo punto, usciti dai Sentieri d’Africa, sarai proprio davanti alla Frutteria Maromizaha - Food Truck - e all’area giochi e picnic Animaliadi e al Ristorante Simba-self .

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ASIA – SUDAMERICA EXTINCTION PARK Entrati in Asia, troverete cammelli, gru della Manciuria e poi il ponte del reparto panda rossi. Dopo aver visto i cavalli di Przewalski, procedete verso la yurta e sulla destra troverai il primo dei tre osservatori dedicati alla tigre siberiana Prendendo la stradina vicino dell'osservatorio di legno, troveretealtri due osservatori per la tigre siberiana (è un animale schivo, porta pazienza e mettiti alla prova, anche passando in diversi orari della giornata, per trovarla!), e i due osservatori dedicati al raro leopardo delle nevi. Subito dopo, una lunga stradina in salita, passa accanto l'antilope cervicapra. In cima alla salita vi aspettano grandi voliere dedicate ai rapaci: avvoltoio gipeto, avvoltoio capovaccaio, cicogna nera. Dopo il ponte di legno troverete sulla destra la voliera del-


la cicogna bianca e sulla sinistra il corridoio con le voliere dell'avvoltoio reale indiano. Appena usciti dal corridoio delle voliere fai una brusca svolta a destra, risali la collina e arriverai all’inizio del sentiero dedicato al Sud America. Qui troverai diverse specie di piccole scimmie sudamericane. Sotto una tettoia c'è l'area con distributori automatici e l’ingresso dell’Extinction Park: qui troverete i modelli in ordine cronologico, dai primi animali emersi sulla terraferma ai primi dinosauri, per arrivare a giganti come lo spinosauro e il tirannosauro. Si prosegue con i grandi mammiferi del passato, e dopo l’indricoterio troverai un sentiero in salita sulla sinistra che conduce a Chelonia, l’area dedicata alla salvaguardia di rare tartarughe e testuggini. Scendendo si arriva alle estinzioni recenti e alla fine del percorso Extinction. Tenete la destra e

scendete la collina, troverete il bradipo, l’ocelot e proseguendo dritto al bivio potrete vedere anche i cani dalla prateria. Alla fine di questo breve sentiero tornate indietro e al bivio gira a destra: arriverete ad un corridoio dove potrai ammirare gli ibis rossi e i piccoli tamarini. Sulla destra si estende il grande reparto dedicato all’orso dagli occhiali. Dopo il reparto orso vi aspetta Amazonas: la grande voliera dei pappagalli. Scende-

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te il sentiero e ammira le diverse specie di ara. Il sentiero fa una curva e scende ancora, verso la serra: ma sulla curva potete trovare l’area Manas Fast Food, con servizi, area giochi e punto ristoro. SERRA TROPICALE RETTILARIO – FATTORIA Alla base della collina si trova la serra tropicale: House of Giants, la Casa dei Giganti. Dedi-


cata al gigantismo e nanismo nel regno animale, House of Giants comprende alcuni modelli di specie giganti estinte in natura, e ospita al suo interno tante specie animali che potrai ammirare dal vero! I pericolosi draghi di Komodo, le rane freccia, i coccodrilli nani che nuotano in mezzo a tanti pesci variopinti, le enormi testuggini giganti delle Seychelles (se non sono in serra, vuol dire che sono andate a fare due passi nel prato antistante!), la lunghissima anaconda verde, decine di coloratissime farfalle giganti, le misteriose formiche tagliafoglia e per finire, dietro all'acquario dei pesci pacu, le veloci e simpatiche lontre giganti!

EUROPA - BOREALIA A questo punto seguite le indicazioni per il sentiero dell’Europa: una via che procede verso sinistra e che vi permette di vedere, nel bellissimo contesto di un bosco di querce, i reparti di lince eurasiatica, lupo, gatto selvatico e muflone. Gli animali dei boschi sono molto bravi a mimetizzarsi: mettetetvi alla prova, e con un po' di pazienza riuscirete a trovarli! Alla fine del sentiero scegli il bivio in salita e tenete la destra: entrerete in Borealia, l’area dedicata agli animali del freddo, dove si trovano gufo delle nevi, renne e l’area picnic sotto gli ulivi. Il sentiero va a destra, inerpicandosi sulla sommità della collina di ulivi. Incontrerai il gufo delle nevi e il gufo siberiano. L'osservatorio dei lupi situato in alto è perfetto se venite in orario di arricchimenti ambientali, poichè spesso i lupi stazionano in quella zona. In cima, c'è un'area picnic con tavoli e panche, e il reparto dell'oca delle nevi. Poi, scendendo la collina incontrerete uno degli

FATTORIA Dopodichè viaspetta la Fattoria: un’area dove si può entrare, e vedere da vicino, caprette e tanti altri animali domestici come porcellini d’india, alpaca, pecore… Se non volete entrare in Fattoria, potetesuperarla attraverso il sentiero in salita sulla destra Attraversata la fattoria in direzione della collina, sulla sinistra, fate una piccola deviazione per vedere il crisocione.

animali emblematici delle zone fredde: la renna. Seguono i due osservatori del reparto dedicato al bisonte europeo, specie particolarmente importante per il Parco perchè da anni si occupa in maniera diretta della sua reintroduzione in natura, e delle voliere con allocco degli Urali, ibis eremita e barbagianni. Scendendo ancora, ammirarete i fenicotteri rosa e poi, volendo, avviateviall’uscita del Faunistico, situata sulla destra. PERCORSO SAFARI Una volta terminata la visita della sezione pedonale, tornate al parcheggio e prendete l’automobile, fate il giro della rotonda iniziale e questa volta tenete il bivio di destra: arriverete alla cassa della sezione auto, il Safari. Mostrate il biglietto fatto in precedenza, ricevete il regolamento e iniziate il tour delle specie: gelada, antilopi, gnu, giraffe, watussi, lemuri, mitterie... dopo la parte iniziale la strada inizia a salire e si incontrano altre antilopi, pecore africane e poi si arriva alla parte dedicata ai carnivori: iena maculata, leone, ghepardo e infine l’uscita. • RS

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FESTIVAL

a cura della Redazione

Ostia Antica Festival,

fra tradizione e innovazione DAL14 LUGLIO LA QUINTA EDIZIONE DELLA RASSEGNA IL MITO E IL SOGNO AL PARCO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA

© Ricardo Arena

T

orna OSTIA ANTICA FESTIVAL - Il Mito e il Sogno, la quinta edizione della rassegna che si svolge al Teatro Romano e presenta ogni anno grandi spettacoli di musica e teatro fra tradizione e innovazione, organizzati dal consorzio di imprese “Antico Teatro Romano” in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica. Come sottolinea Filippo Gambari, direttore del parco archeologico di Ostia Antica, “Il Covid19 non ferma l’edizione 2020 de Il Mito e il Sogno, la rassegna di spettacoli musicali e di prosa che si svolge nel Teatro romano di Ostia antica. Raggiungere il Teatro nelle serate estive è già un privilegio da non perdere, con le luci del tramonto e la brezza marina ad accompagnare la passeggiata tra i suggestivi resti

monumentali di edifici antichissimi. Buon divertimento con la musica di Battisti e De Andrè, con la comicità di Max Giusti e di Paola Minaccioni, con la recitazione coinvolgente di Michela Murgia e di

Stefano Massini che, insieme a tanti altri, si esibiranno a Ostia Antica dal 14 luglio al 19 settembre, grazie alla splendida organizzazione assicurata dal consorzio Antico Teatro Romano” Il teatro in ogni sua forma, dal classico al comico, la rivisitazione della grande musica rock e d’autore della rassegna Anthology, la musica classica: sono questi gli elementi che caratterizzano la quinta edizione del festival che quest’anno si dipana lungo tre mesi di eventi - fino alla fine di settembre - presentando un ricco cartellone composto da prestigiosi nomi della scena nazionale. Per info: info@ostianticateatro.com - Biglietti disponibili su www.ticketone.it • RS

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14, rue meyerbeer - nice +33 986112042 info@antique.immo

direzione italiana

DAL MONOLOCALE ALLA VILLA ! 95


EVENTI

di Emanuela Cattaneo

i

A Roma arrivano

Pet Tour Experience,

AL VIA LE VISITE GUIDATE TEATRALIZZATE AL BESTIARIO STORICO E ARTISTICO DI ROMA. GUIDA D’ECCEZIONE TRILUSSA CON I SUOI “VERSI” DEDICATI AGLI ANIMALI

A

nimali che non mordono, non graffiano, anzi donano. Sono i simboli custoditi tra le fontane, i palazzi, i monumenti della Città Eterna, che rappresentano gatti, orsi, cervi, leoni e non solo, e che dal 9 luglio scorso alle ore 21.30 sono i protagonisti dei Pet Tour Experience, una serie di visite guidate teatralizzate alla scoperta del bestiario storico e artistico di Roma con una guida d’eccezione: il celebre Trilussa, pronto a declamare i suoi versi dedicati agli animali, come hanno fatto numerosi altri illustri poeti nella storia. Passeggiando tra vicoli e strade sarà possibile incontrare le

moltissime bestie, in senso metaforico, eternamente fissate sulla pietra con lo scopo di raccontare una città divisa tra i poteri delle grandi famiglie baronali, impreziosita dalle opere di artisti eccezionali, ricca di storielle cresciute nel suo sottobosco urbano. I tour organizzati da I Viaggi di Adriano insieme a Luca Basile, creatore del format insieme alla sua compagnia, la Fenix1530, invitano i visitatori per l’esperienza Pet a portare cibo per gatti che sarà donato ai volontari di due oasi feline. Ai Pet Tour Experience potranno partecipare anche gli amici a quattrozampe. Prose-

guono poi fino a settembre altre iniziative: dai tour incentrati sui luoghi del cinema a quelli relativi alle scene del crimine o sullo sport nell’antica Roma, senza dimenticare quelli sui fantasmi e le statue parlanti. Ma ci sono anche il virtual tour sulla Roma Imperiale o le coinvolgenti Visite Guidate Teatralizzate, con guida e cast di attori, dedicate a Mastro Titta, Il marchese del Grillo, Bernini e Borromini e tanti altri. Prenotazione obbligatoria, perché i gruppi sono contingentati come previsto dall’ordinanza regionale. Info 334 3006636 oppure on line www.iviaggidiadriano.it . • RS

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RIFLETTORI SU... 9  

Magazine di cultura e spettacolo diretto da Silvia Arosio - Luglio/Agosto 2020

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