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Riflettori su... Anno I - N. 02 Novembre 2019

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO DIRETTO DA SILVIA AROSIO

Seguici sui social Riflettori su...

ARIO AVECONE

Nel suo Murder Ballad l'omicidio è rock!

A CHRISTMAS CAROL

Se lo spirito del Natale incontra Ebenezer Scrooge

SINGIN' IN THE RAIN Il ritorno sul palco del grande Don Lockwood

i n i t t a r F Manuel

“NON SMETTERE DI SOGNARE, SOLO CHI SOGNA PUÒ VOLARE”

INTERVISTE●ANTICIPAZIONI●CASTING●PERSONAGGI●TOURNÉE●LIBRI


SOMMARIO MANUEL FRATTINI

SWEENEY TODD

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SINGIN' IN THE RAIN

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A CHRISTMAS CAROL

MURDER BALLAD

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ANTONELLO RISATI

Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO Anno 1 - Numero 2 - Novembre 2019 • Registrazione al Tribunale di Milano in corso • Direttore Responsabile: Silvia Arosio • Art Director, Grafica & Impaginazione: Daniele Colzani • Hanno collaborato: Ario Avecone - Anna Goffi - Paola Neri - Antonello Risati - Francesca Taverni - Accademia Ucraina di Balletto - Alessandra Zanchi Ufficio Stampa - Bernstein School of Musical Theater - CLP Relazioni Pubbliche - I Falconieri di Sua Maestà - I Re del mambo Parole&Dintorni - Verba Volant • Contatti: silvia.arosio@gmail.com

Edizione Digitale: www.issuu.com/riflettorisu

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SOMMARIO AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

GIANFRANCO JANNUZZO

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SHREK IL MUSICAL JR.

ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO

FULL MONTY

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I FALCONIERI DI SUA MAESTÀ

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CARLO VALLI

I RE DEL MAMBO

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BERNSTEIN SCHOOL OF MUSICAL THEATER e ancora...

31 - STJEPAN HAUSER 37 - LA POSTA DI PAOLA 38 - LA LIBRERIA

52 - I NIPOTI DI BABBO NATALE 53 - MANDORLA MUSIC FESTIVAL 4

58 - LEONARD COHEN 60 - SIMPOSIO LUGANO 61 - FLAMENCO FESTIVAL 62 - ANDAR PER MUSEI


LA VOCE DEL DIRETTORE

La seconda stella a destra sarà sempre quella di Manuel

SOLO CHI SOGNA PUÒ VOLARE: UNA DEDICA ALLA STELLA PIÙ LUMINOSA DEL MUSICAL CHE CONTINUERÀ A BRILLARE NEL FIRMAMENTO DELLO SPETTACOLO

È

stato difficilissimo per me scrivere questo secondo editoriale, come lo è stato scrivere le pagine che seguono, e decidere che foto mettere in copertina. Una stella che danza. Nel caos infinitamente perfetto del cielo, la seconda stella a destra, quella più luminosa, sarà per sempre quella di Manuel Frattini. Quando una persona come Manuel scompare, e per di più a 54 anni, il mondo rimane annichilito. La prima reazione di tutti, credo sia stata l’incredulità: in un mondo di fake news, l’incredulità diventa oggi un’arma di difesa, un negare l’evidente, parandosi dietro la speranza di una notizia falsa, crudele, ma non vera. Poi, arriva il dolore.

Poi la rabbia, poi ancora il dolore. L’accettazione sarà dura per tutti. Di più per la mamma di Emmanuele, a cui va ogni mio pensiero. Poi per i parenti e per gli amici più stretti. In seguito per i fan ed il suo pubblico. Ma sarà dura anche per me, e lo è, visto che ho dovuto far passare del tempo, prima si scrivere queste righe. E considerato anche che, come Manuel sapeva benissimo, sono diventata giornalista di spettacolo “per colpa sua”, dopo aver visto, il 4 aprile 1997, al Teatro Manzoni di Monza, Cantando sotto la Pioggia, con un Manuel Cosmo Brown già brillantissimo, accanto all’étoile Raffaele Paganini (che ringrazio per il pensiero inviatomi privatamente). Ebbene, tornando da teatro, quella sera, guardando il cielo dalla macchina, capii che avrei fatto la giornalista di teatro e non ho mai perso occasione per dirlo a Manuel, che rideva soddisfatto. Per cui, la copertina e l’articolo di apertura di questo nu-

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mero saranno dedicati a Manuel Frattini, arricchito dalle testimonianze di alcuni suoi colleghi di palco. Ma, come sappiamo e come lui avrebbe voluto, the show must go on. Quindi, in questo secondo numero di Riflettori su, troverete anche tante altre cose. Parleremo di Singin' in the rain e leggeremo un’intervista a Giuseppe Verzicco, anticiperemo il Natale (tenete d’occhio per questo il numero di dicembre) con A Christmas Carol, ci emozioneremo con le parole di Francesca Taverni per Sweeney Todd, o ci siederemo alla tavola di Don Silvestro con Aggiungi un posto a tavola. Cercheremo di scoprire il colpevole di Murder Ballad, voleremo alto con I Falconieri di Sua Maestà, apriremo un canale speciale e diretto con la vocal coach Paola Neri. Ma questo numero resterà quello dedicato a Manuel Frattini. Credo siate tutti d’accordo con me. • RS

Silvia Arosio


PERSONAGGI

Manuel

Frattini,

U

no strappo al sipario. Una luce che si spegne. Un camerino vuoto. Una porta artisti che si chiude. Un numero indefinito di cuori che battono all’unisono per un cuore che ha smesso di battere. Un applauso, quello al Teatro della Luna per la camera ardente, la seconda casa di Manuel (o forse la prima?) che ha straziato tutti, un’ultima standing ovation in un luogo “sacro” dove, per citare Proietti, tutto è finto ma niente è falso, e in cui è andata in scena per la prima volta la vita vera, la vita dove la morte è l’unico finale possibile, e dove il dolore era reale, tangibile,

non rappresentato, per tutti gli attori e gli amici presenti in sala. Era giusto tributare un ultimo saluto a Manuel proprio lì, sotto quella luna che ha visto sognare ed amare non solo Pinocchio, ma tutti coloro che voluto bene a Manuel e a tutta la ridda di personaggi a cui ha dato vita. L’ultimo saluto a Manuel Frattini, a Corsico, è stato un evento drammatico che ha unito quello che qualcuno ha voluto definire “un grande cast”: tutti in Chiesa, anche chi non crede ed anche chi

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ha una fede diversa, con un sacerdote che poco conosceva l’artista e lo chiamava Emmanuele, come persona, ed un altro che lo aveva conosciuto e lo chiamava Manuel, come l’artista. La sincerità degli abbracci, degli sguardi, degli occhi abbassati dal peso del dolore sulle palpebre, è davvero tanto rara nel mondo del musical, dove spesso l’apparenza è tutto, l’amicizia non è sem-

© GiòGGiò Marino

il mondo del musical è craz y for you!


di Silvia Arosio

pre sincera, le frecciatine volano. Il cast che ha salutato Manuel, tutto formato da numeri uno, era un cast vero, umano, ed anche se avevamo tutti l’impressione di essere nel Truman Show, per l’assurdità della perdita, la vita cantata da Pinocchio non è mai stata così Vita come in quel momento, quando la morte aveva fatto capolino. Tutti lì per Manuel, giovani e meno giovani, tutti ad omaggiarlo. Un ballerino, un atleta di Dio, come diceva Einstein, che è diventato cantante ed attore. Quella figura che molti definiscono performer, ma che io chiamerei solo “artista”, dove con “arte” voglio definire quella scintilla divina, citata da Papa Giovanni Paolo II, che brillava particolarmente in Frattini e che lo ha reso tanto amato. Un artista sempre generoso, non solo in scena, ma anche fuori dal teatro. Con il pubblico in primis, a cui non lesinava mai un sorriso ed una parola. Con chi ha avuto la fortuna di studiare con lui e a cui Manuel ha trasmesso a piene mani la sua arte, senza mai tema di essere messo in ombra,

senza temere che il discepolo superasse il maestro. Generoso con chi ha lavorato con lui, a cui Manuel a volte cedeva un camerino, e a cui dava tutto lo spazio possibile per emergere, anche a costo di fare un passo indietro, fuori dal cono di luce. Il folletto del musical che, dopo tanti spettacoli dedicati

© Federico Riva

Peter Pan

alle fiabe, ha avuto il privilegio di interpretare un ruolo che voleva, quello maturo di Bernadette, in Priscilla, che ha sdoganato, proprio negli ultimi mesi, la sua figura e ha dimostrato che un attore come lui, avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Ma il destino, poi, ha cambiato idea, e ha tagliato i fili del burattino in un modo che nessuno

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Sindrome da musical

avrebbe voluto: forse perché, nonostante tutto, Peter Pan non doveva invecchiare. E ci chiediamo cosa ne saranno di tutti i suoi progetti, come quello dedicato a Chaplin, che da anni speravamo di vedere realizzato. Chi potrebbe oggi raccogliere l’eredità di Manuel? Nessuno, per ora, temo. Come Manuel ne nascono uno ogni tot, ed anche se ogni artista ha in sé talento e professionalità del tutto unici, Frattini aveva nel corpo e nell’anima, quel carisma, quella empatia, quel qualcosa in più che rendeva le sue capacità solo una parte del suo essere. Quella polvere di fata che permetteva a lui e a noi di volare alto. Ma Frattini non è scomparso, è solo volato all’Isola che non c’è. Mai come ora lo sentiamo presente, forte, luminoso. I social traboccano di sue foto e video, di ricordi sentiti e sinceri, come quelli degli artisti che hanno voluto scrivere qualcosa in queste pagine. Chissà se raccoglieremo la sua eredità. Chissà se saremo davvero capaci di portare un sorriso e qualche gentilezza in più nel piccolo grande mondo del musical. Chissà se la raccolta firme (che ad ora si sta attestando sui 13.000) sfocerà davvero nella dedicazione del Teatro Della Luna. Chissà se

avremo imparato qualcosa da quello che ci ha lasciato. Ma soprattutto... chissà se qualcuno sarà mai come lui. Io non credo. Non nella sua unicità. Una cosa è certa. Noi non lo scorderemo. Resteremo amici noi, comunque sia”. LE TESTIMONIANZE DI CHI LO HA CONOSCIUTO Ci tengo a ringraziare una ad una le persone che mi hanno scritto per inviarmi un ricordo di Manuel: con alcuni, ci conosciamo personalmente da anni ed il dolore è ancora più condiviso. Con altri, ci conosciamo meno o non ci conosciamo affatto ed anche loro va il mio più vivo ringraziamento. Manuel ha unito, Manuel unisce e sono sicura continuerà a farlo. Ciao, Manuel. Grazie per esserci stato e per esserci. Ti vogliamo bene. • Era il 2006 e qui a Taranto dove vivo, lavoravo come fonico per una grossa manifestazione che da più di vent'anni ed ancora oggi, ogni estate accoglie i più importanti nomi della danza internazionale, il TarantoDanza appunto. Inevitabilmente Manuel era fra i docenti ed altrettanto inevitabilmente le sue ore di stage erano strapiene. Io, poco più che ventenne, ebbi il primo contatto con lui quando, con estremo garbo, mi chiese di procurargli una bibita fresca ed al mio porgergliela ricordo bene che gli dissi: "tenga Maestro" e lui mi rispose "tu sei qui per lavorare, come me... puoi darmi del tu"...già da qui si possono capire tante cose...e comunque in pubblico continuai a dargli del Lei, perché ri-

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tenevo fosse più opportuno. Al termine della settimana passata assieme, avevamo instaurato un bellissimo rapporto fatto di scherzi e battute, tant'è che l'ultimo giorno poco prima di salutarci, andai da lui col telefono tra le mani e gli chiesi "Manuel, è possibile una foto?" e lui disse "Certo!"...così gli passai il telefono per fare una foto a me e ad una ragazza che come me era nello staff di quella manifestazione. Ci mise qualche secondo a realizzare e quando capì lo scherzo, quasi perse l'equilibrio per le risate ed alla fine ci scattò la foto...una foto, che dal 6/9/2006, si chiama ancora "Fatta da Manuel". Ci abbracciammo e salutammo e da allora ovunque ci fossimo incrociati non ha mai mancato di fermarsi per un saluto ed una chiacchiera. La carriera di Manuel parla da sé...però forse questo aneddoto può aiutare chi non lo conosceva a capire la caratura della Persona che si nascondeva dietro l'Artista. Una perdita incalcolabile. (Germano) • Nel rendermi sempre più conto che più vado avanti nel Sette spose per sette fratelli


mio fare l’attore meno mia sia chiara una risposta alla domanda: “cosa sia recitare un personaggio”, credo ci sia un modo di recitare che è quello che ti fa sperare più spesso possibile di incontrare sul palco durante uno spettacolo gli occhi di un collega/personaggio e di vedere con alchemica connessione, insieme, sia il personaggio che racconta la storia, sia il collega che complice ti fa sentire che in quell’istante non vorresti essere da nessun’altra parte sulla terra e che recitare su un palcoscenico può diventare la cosa più generosamente “sincera” che ti possa capitare di fare. Questo istante di assoluta felicità è stato incontrare lo sguardo di Manuel/Pinocchio dalla prima prova all’ultima replica (Gipeto) • Chi come il sottoscritto arriva all'età di oltre cinquant'anni a realizzare il sogno del suo primo musical, dopo quasi trenta di professionismo spesi tra teatro di prosa, cinema e televisione, lo deve anche - e forse soprattutto - ad artisti come Manuel Frattini. Che sono riusciti, col loro talento e versatilità, ad imporre anche in Italia una for-

ma di arte, anzi di teatro (nella più pura e nobile accezione del termine), prima considerata inferiore alla tradizione lirica, del melodramma e dell'operetta. Nonostante fosse già stata sdoganata nel mondo dalle grandi produzioni di Broadway, riprese dai grandi film musicali d'epoca, e anche in Europa (penso in particolare al successo francese di Starmania). Manuel, è anche grazie a te che il mio sogno di diventare un performer "di mezza età", da ammiratore e frequentatore del Theater District che ero, è diventato realtà. Un abbraccio ed un applauso, dovunque tu sia. Stefano Saccotelli (George Fezziwig in A Christmas Carol di Melina Pellicano, Compagnia BIT) • Io e Manuel dividemmo il palco nella prima versione di Peter Pan il Musical. Sono stati due anni di tournée molto in-

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tensa. Lunghissima. Facemmo invernale estiva e invernale di nuovo l'anno dopo. Ne abbiamo passate tantissime. Manuel era un compagno di scena generoso e tanto goliardico. Spesso ti faceva scherzi in scena senza che il pubblico se ne accorgesse. Lui riusciva a non ridere ma è finiva per far ridere te inevitabilmente. Mannaggia a lui. Ma una volta riuscii a farlo ridere ed a sorprenderlo io. Eravamo al secondo spettacolo di una doppia replica del sabato, andammo a mangiare tra uno spettacolo e l'altro. Io mangiai un po' troppo. Al secondo spettacolo durante il numero dell'”isola che non c'è”, mentre lui mi cantava la canzone guardandomi con concentrazione e assolutamente nel personaggio, io feci in faccia a lui un ruttino di digestione che solo lui vide. Faticò a trattenersi e fece fatica a proseguire il brano.


Cantando sotto la pioggia

Usciti di scena mi disse ridendo come un matto: "Ma sei pazza, mi hai ruttato in faccia!!!!" Ecco ce l'avevo fatta. Avevo fatto ridere Manuel in scena. Dividere la scena con Manuel ogni sera era un onore ma soprattutto uno spasso!!! (Alice Mistroni) • “Prima o poi ci beccheremo in scena” Prima o poi. Già. Ogni volta c’era stupore, felicità.  Sapere quale percorso avremmo intrapreso, quale progetto avremmo seguito, poi parlarne, stupirsi e ridere. Questo ricordo di te, l’essere sempre positivi. Non abbiamo mai condiviso il palco, se non quell’unica volta durante i premi del teatro musicale dove, guardingo, spiavo da dietro le quinte mentre cantavi La Notte dei Miracoli, un brano sul quale sono cresciuto, sul quale ho pianto pure l’acqua del battesimo, sul quale piango ancora oggi ma che probabilmente non oserò mai più cantare.  Ci sono esperienze, ruoli che ci appartengono, Manuel, e che rendiamo immortali. Quanti ne hai fatti vivere? Noi tutti viviamo per questo, tu hai vissuto di questo e lo hai fatto insegnandoci come farlo nel migliore dei modi. Sei stato generoso e

non hai mai nascosto la bella persona che sei sempre stato. Da lassù sentirai molto parlare di te. Moltissimo. Perché l’esempio che ci lasci è quel vuoto che non si colma. (Flavio Gismondi) • "Ho amato artisticamente Manuelito, come lo chiamo io, fin dai tempi in cui era in TV, ma ancor di più quando ebbi la possibilità di fare per una sola sera, a soli 18 anni, la ragazza gioiello in Cantando sotto la pioggia, con Raffaele Paganini, una straordinaria Chiara Noschese e l'eclettico Manuel Frattini. Per me, fu un grande onore e fu proprio Manuel ad

insegnarmi cosa dovevo fare in quello spettacolo: e fu così che mi innamorai del musical. Io provenivo dalla danza classica, mi ritenevo una stonata di natura e timida nel recitare, ma vedendo Manuel dissi a mia mamma, io voglio fare musical... E così l'anno dopo mi trasferii a Roma, e dopo 8 mesi arrivò l'audizione per Sette spose per sette fratelli con la Compagnia della Rancia. E chi vi trovo nel cast? Lui... Ero così felice! Oltre a condividere il palco con lui ero anche la sua "sartina" personale nei cambi veloci dietro le quinte, ce ne facevamo di ogni, è stato uno dei periodi più belli della mia vita, quello spettacolo era magico, ci ha uniti tutti e Manuel, insieme a Raffaele, era quello che faceva venire giù il teatro. Un successo clamoroso che lo ha consacrato Re del Musical, perché da lì in poi non si è più fermato, crescendo sempre di più. L'ho sempre seguito, anche se non riuscivo a fare altri spettacoli con lui, lo andavo sempre a vedere e a trovare. Il nostro lavoro è fatto di tanti no, o di... “le faremo sapere”, ma quando, all'audizione di Aladdin il musical, mi presentai e passai tutte le selezioni. Poi, c'era la famosa line per Toc Toc

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fare eventuali accoppiamenti e vedere se il corpo di ballo fosse omogeneo: sappiamo tutti che Manuelito non era una pertica (ahahah….ci scherzava sempre sulla sua altezza) e quando il coreografo F. Angelini disse a Manuel di mettersi vicino a me nella line, io ero senza scarpe perché già sapevo -, Manuel mi guardò dai piedi alla testa e mi disse:"... Sgobba ti vuoi togliere i tacchi?" E io ridendo alzai il pantalone e dissi: "...amore mio purtroppo per me non li ho" E lui:"... ma sei sempre stata così alta?" E io: "... si tesoro, lo so sono troppo alta per questo corpo di ballo..." E scoppiammo a ridere. Beh, nonostante io non fui presa, ero felice lo stesso, perché sapevo che comunque mi stimava e che non era un discorso di bravura l'essere stata scartata... Comunque ho avuto il grande piacere e onore di fare i 3 anni di tournée più belli e formativi che potessi fare, guardarlo dalle quinte era tutto studio per me e io avevo il migliore degli esempi. Quando ci incontravamo prima di un abbraccio fortissimo, ci davamo un bacio sulle labbra veloce toccata e fuga, era il mio modo di dimostrargli quanto gli volevo bene... Poi ci siamo persi di vista per mie scelte personali, ho cambiato città e mi sono allontanata dal musical, questa è una cosa che mi rimprovero, e ora che sono a Milano da un anno mi ero ripromessa di riprendere i rapporti, umani, con coloro che hanno fatto parte della mia vita lavorativa: Manuel sareb-

be stato uno dei primi.Quando gli ho organizzato Sindrome da Musical nel mio paese, ero così fiera di aver potuto dare l'occasione a chi non lo conosceva, di vedere il miglior performer che abbiamo mai avuto in Italia e lui era felicissimo, soprattutto dopo che mia mamma gli fece arrivare in camerino una cesta di ciliegie, per le quali lui impazziva. Non ero certo la sua migliore amica, ma gli volevo un bene dell'anima e mi mancherà tan-

Pinocchio

to non poter godere della sua umiltà, umanità, felicità, bravura quando dovrò scegliere di vedere un musical e non trovare il suo nome in cartellone, mancherà a tutti noi... Vivrà in tutti noi, e se dobbiamo qualcosa a lui, che ci ha donato tanto, non possiamo che intitolare il teatro della Luna a lui... TEATRO FRATTINI, sarebbe bellissimo. Con questa sua inaspettata e al quanto, dolorosa per tutti noi, uscita di scena, mi piace pensare che quanto meno era in un teatro, mentre era attorniato dai suoi più cari amici, ai quali mi strin-

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go forte al loro incolmabile dolore, e durante ciò che amava di più fare, era felice... Con tutto l'affetto del mondo a te, Manuelito, il mio ricordo per onorare la tua scomparsa prematura. (Donatella Sgobba) • Il mio primo lavoro con Manuel risale a ben 28 anni fa, quando fu scelto dalla Compagnia della Rancia nel ruolo di Mike Costa in occasione della ripresa di A Chorus Line nel 1991, spettacolo con il quale avevamo debuttato l’anno precedente. Fu evidente fin dall’audizione il suo talento, e la carica di energia e che apportò al personaggio di Mike restò scolpita, nonché a quello di Richie che alcune volte si trovò a sostituire. Fu quella la prima di una lunga serie di collaborazioni: le nostre strade si sarebbero incrociate molte altre volte, insieme sulla scena o meno, ma doveva passare qualche anno perché Manuel tornò alla televisione, dove già aveva lavorato. Nel 1996 fu scelto per il ruolo di Cosmo Brown in Cantando sotto la pioggia, sempre con La Rancia, come co-protagonista accanto a Raffaele Paganini. Io ero aiuto regista di Saverio Marconi, ma mi trovai ad interpretare per un paio di mesi il ruolo del regista Roscoe Dexter, dunque di nuovo a condividere un tour con lui, nonché a sostituirlo per tre repliche in occasione di un suo infortunio, episodio durante il quale fu davvero molto carino nel sostenermi e consigliarmi. Lo spettacolo lanciò Manuel nel mondo del musical italiano, e la conferma arrivò qualche


anno dopo con il ruolo di Gedeone in Sette spose per sette fratelli, del quale ero coreografo. Un paio di anni dopo Manuel mi chiamò per quello che sarebbe stato il progetto che ci vide maggiormente in contatto. Gian Mesturino, del Teatro Alfieri di Torino, gli aveva commissionato uno spettacolo, e lui propose a me e a Giovani Maria Lori, direttore musicale, di metterlo in scena. Quando iniziammo a parlarne capimmo però che il testo

del quartiere… Oppure quello in cui si trovava a fare una lezione di classico alla sbarra, che lui mal sopportava, e improvvisamente diveniva nella sua testa un numero di tap. Allo stesso modo presero vita gli altri numeri dando origine per Manuel ad una vera e propria maratona, dal momento che non usciva mai di scena e non si risparmiava, non solo nella danza ma anche nel canto e nella recitazione. Ma Manuel non è mai stato

Sindrome da musical

proposto non ci convinceva. Fu allora che, avendo carta bianca, ebbi l’idea di scrivere un testo-pretesto per mettere in scena la sua storia vera, usando brani famosi di musical, che in alcuni casi l’avevano visto protagonista. Nacque così Musical, maestro! Chiesi a Manuel di raccontarmi la sua vita, che conoscevo solo in parte, e passammo intere giornate a dare forma a questo spettacolo, nel quale erano coinvolti anche Loredana Sartori e Fabio Ingrosso, oltre ai danzatori del Teatro Nuovo di Torino. Parlammo di Manuel, degli inizi, del tip-tap con Chuck e Tata, di come gli inizi da ragazzino erano legati alla mamma che lo portava in balera a ballare il liscio, e tutte le amiche della madre volevano ballare con lui... Nacque così un numero delizioso, Le sciure

spaventato dalla fatica, di energia ne ha sempre avuta da vendere e da trasmettere agli altri. Sfruttammo anche le imitazioni che faceva per gioco e divertimento, e così si trovò a cantare Over the Rainbow imitando Mina, Patty Pravo e mi sembra Milva. Tra i tanti ricordi legati a quell’allestimento ce n’è uno in particolare: una sera andammo a cena insieme, da soli. Credo fosse la prima volta, e ricordo perfettamente il locale di Torino. Ci trovammo ad un certo punto a parlare di noi stessi, delle nostre vite, non solo artistiche, delle problematiche nello svolgere un lavoro così coinvolgente emotivamente ed energeticamente. Ci raccontammo di amori impossibili e possibili, delle difficoltà nel gestire le emozioni e i sentimenti,

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insomma fu un momento in cui ci aprimmo l’uno all’altro, cosa che in una decina di anni non era mai avvenuta, forse il momento di vicinanza più alto in tanti anni di conoscenza. Il lavoro fu molto impegnativo ma anche molto divertente. In una replica sostituii Fabio Ingrosso e quindi fui di nuovo a fianco di Manuel. Non fu facile stare al passo con la sua dinamica trasbordante, ma feci il possibile… A quello spettacolo, che ci vide davvero molto vicini sia nell’ideazione che nella realizzazione, seguì La piccola bottega degli orrori, in cui Manuel interpretava il fioraio Seymour e io ero coreografo e regista associato. Manuel durante l’allestimento coreografico era come sempre collaborativo, e così nacque il Numero della pianta: lui ballava tenendo in mano una piantina nella quale aveva il braccio infilato, in modo da darle delle espressioni usando la propria mano, sperticandosi in maniera esilarante in una serie di ritmi, dal tango al valzer alla rumba, sui motivi dello spettacolo opportunamente arrangiati da Giovanni Lori, che in pratica compose il brano seguendo le nostre proposte. Durante il tour il destino volle che condividessi nuovamente il palco con lui, perché sostituii per un periodo Carlo Reali, che interpretava il fioraio Mushnik, e in scena ci ritrovammo a ballare anche un tango insieme durante il brano In società. Arrivò poi Pinocchio che non credo abbia bisogno di presentazioni, sicuramente lo spettacolo al quale ha dato maggiormente se stesso. Una caratteristica di Manuel che tutti sanno, ma che è bene ricordare, è che non si è lamentato mai di un palco scomodo o stretto, non si è mai risparmiato, non ha mai marcato, non ha mai “fatto meno”, nemmeno nelle dop-


pie repliche di Pinocchio, che davvero erano un tour de force fisico ed emotivo, ed è sempre stato un esempio per gli altri, un modello da seguire, un vero capocomico anche solo con il suo modo di essere. Io non credo tra l’altro di averlo mai visto arrabbiato. Seguirono negli anni altri spettacoli, tra i quali oltre alle innumerevoli riprese di Pinocchio, che ci portarono anche all’estero insieme (io ero con lui in Corea, ma purtroppo non a New York a causa di impegni di lavoro qui in Italia), nacquero anche Robin Hood e Aladin che nuovamente ci diedero enormi soddisfazioni. Ricordando, devo dire che ormai ci si conosceva talmente bene che quando lavoravamo ad un brano si andava davvero nella stessa direzione, senza bisogno di doverselo dire. Oggi, ancora incredulo come tutti per quanto accaduto, posso dire che Manuel fa parte costantemente dei nostri pensieri e nei nostri ricordi. E senza paura di sembrare retorico, devo dire che una parte del mio successo artistico è senz’altro legato a lui, al suo talento, alla sua collaborazione, alla sua energia, al suo esempio. Grazie Manuel. Di tutto. (Fabrizio Angelini)

vincevi sempre tu, erano sempre di più di quelle che potevamo immaginarci. Mi ricordo le volte che ti guardavo fare tip tap e dicevo: “Ma tu sei il nuovo Fred Astaire, tu devi fare musical!” ed anch’io sognavo di farlo e le volte che studiavi canto con mia mamma, anche mia mamma ti diceva che uno come te “non ce era in giro”. Solo che era troppo presto, ancora. Erano ancora anni in cui nessuno dei due aveva iniziato a fare musical ed anche se poi abbiamo avuto il piacere di lavorare insieme, chissà perché tu sei sempre Manuelino, il ballerino migliore, l’interprete emozionante e quello con il quale ho sognato di realizzare i sogni che, grazie a Dio, siamo riusciti a realizzare. Purtroppo tu sei andato via troppo presto: avrei voluto vederti nella tua Bernadette e in chissà quanti altri ruoli... Però per tutti noi sei e sarai Priscilla La regina del deserto

• Caro Manuel, con te se ne va una parte molto importante della mia vita. Tu per me rappresenti il sogno, lo studio, i sacrifici, il credere fortemente in qualcosa che, quando eravamo giovani, quando eravamo adolescenti, nessuno neanche sapeva cosa fosse: il musical. Mi ricordo le lezioni di danza fatte insieme, le volte che, insieme ad altri performer e ballerini, andavamo nella sala B della scuola di danza e tu ci sfidavi dicendo: “Secondo te, quanti fouettés riesco a fare oggi?”, finendo con “quante pirouettes?” ed alla fine

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sempre una guida: per l’Italia dei grandi artisti, tu sei una grande guida. Ti voglio bene, Manuel: ti penso spesso, ti sogno spesso e mai andrai via dalla mia vita, visto che ne hai fatto gran parte. (Arianna Bergamaschi) • Io non sono un produttore o un regista, anzi il mio campo è così lontano da queste figure che non saprei neanche come si potrebbe trovare un punto di intersezione, ma ho seguito Manuel Frattini nei suo spettacoli e l'ho apprezzato come maestro nella sua arte. Si è spenta una luce. Una luce bella, e noi di bellezza abbiamo disperato bisogno proprio in questi tempi di grande fermento e velocità. Ecco. Tutto qui. Ripeto, non sono un attore o un artista, ma volevo comunque lasciare il mio piccolo contributo. Ecco. Così. (Luca Ciciriello) • RS


MUSICAL

Singin' in the rain e il

ritorno di

Don Lockwood

© Luca Vantusso - LKV Team

CHIARA NOSCHESE, DOPO BALLIAMO SUL MONDO, FIRMA UN ALTRO GRANDE SUCCESSO

ly l e K e n e G IL MITO RIVIVE

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a cura di Silvia Arosio

Q

uanti di voi, sorpresi da un improvviso temporale o sotto un acquazzone hanno avuto la tentazione di imitare l'indimenticato Gene Kelly e improvvisare qualche passo di danza fischiettando il motivetto che recita così: I'm singin' in the rain, just singin' in the rain, what a glorious feeling and I'm happy again...? Dal 15 novembre e per tutto il periodo natalizio però, nessuno potrà guardarvi come se foste dei matti perchè Milano sarà contagiata dalla Singin’ in the Rain fever"...

GRANDI PROTAGONISTI SUL PALCOSCENICO Il cast sarà formato da professionisti del mondo del musical, già protagonisti in passato di importanti show messi in scena sui palchi più prestigiosi d’Italia: • DON LOCKWOOD: Giuseppe Verzicco, performer affermato nel panorama teatrale italiano, è noto per aver interpretato i ruoli principali in diversi musical di successo tra cui Dirty Dancing - The Classic Story On Stage, La Febbre del Sabato Sera, A Chorus Line.

Gene Kelly e Debbie Reynolds

• KATHY SELDEN: Gea Andreotti, la più giovane tra i protagonisti di questo spettacolo, si è fatta notare per i ruoli interpretati in Billy Elliot, Mamma Mia! e A Chorus Line. • COSMO BROWN: Mauro Simone, performer stimato per i suoi ruoli in musical come Pinocchio, Il Grande Musical, A Chorus Line e Frankestein Junior. È anche regista e autore per il teatro, docente allo IED di Milano e Vicedirettore della sezione Recitazione dell’Accademia BSMT di Bologna. • LINA LAMONT: Martina Lunghi, nota per il suo ruolo nel trio comico “Le Principesse” in onda tra i protagonisti del programma Colorado su Italia 1 nell’edizione 2017, in teatro si è distinta in diversi musical tra cui Footloose, Hairspray, Kinky Boots e A Chorus Line. • R. F. SIMPSON: Massimo Cimaglia, attore di prosa e opere musicali, tra cui Baciami stupido, I Promessi Sposi, Edipo Re, è anche regista e affermato Maestro D’armi, disciplina che insegna in numerosi laboratori in tutta Italia e in accademie tra cui l’Officina Pasolini e l’Inda di Siracusa

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• ROSCOE DEXTER: Roberto Vandelli, la sua carriera spazia dal teatro alla tv, dal cinema alla radio. Tra le altre esperienze, ha recitato accanto a Massimo Ranieri nel Riccardo III con le musiche originali di Ennio Morricone, è Harry in Flashdance, il Musical e collabora da diversi anni con il Teatro Scientifico Teatro Laboratorio di Verona Singin’ in the Rain - Cantando sotto la pioggia il musical, una produzione inedita tutta made in Italy, firmata da Stage Entertainment, nasce per stupire e affascinare il pubblico: oltre all’intreccio amoroso, cambi di scena spettacolari, costumi scintillanti, in perfetto stile anni 20,

LO SAPEVATE CHE...

Nel 2008, l’American Film Institute inserisce Singin’ in the Rain al quinto posto nella classifica dei 100 più grandi film statunitensi di sempre. Si trova, invece, saldamente al comando in quella dei migliori film musicali. Dopo il debutto sui palchi teatrali nel West End londinese nel 1983, Singin’ in the Rain ha ben presto stregato il mondo. Giudicato dalla critica come il miglior musical di tutti i tempi, è stato incoronato simbolo del teatro musicale americano e mondiale.


quando il cinema era muto e la comunicazione era affidata unicamente l’immagine, e un effetto speciale super romantico, la pioggia che cadrà direttamente sul palco. Tutto questo per far vivere al pubblico in sala l’emozione e la magia dei grandi musical live. LA SINOSSI Non è tutto oro ciò che luccica a Hollywood. Don Lockwood è un’acclamata stella del cinema muto e, insieme alla splendida Lina Lamont, forma una delle coppie più ammirate dello show business. Peccato che Lina, in realtà, sia una starlette viziata e insopportabile. L’avvento del sonoro porta un ulteriore grattacapo a Don e al produttore R.F. Simpson: la voce di Lina, infatti, è sgraziata e squillante. Ecco, quindi, arrivare la dolce Kathy Selden, forse meno appariscente, ma decisamente più talentuosa di Lina. In gran segreto, Kathy doppierà la bionda star che nel frattempo, ingelosita dalla storia d’amore tra lei e Don, ne combinerà di tutti i colori pur di mettere i bastoni tra le ruote alla sua antagonista. La resa dei conti arriverà alla prima del film Il Cavaliere della Danza, durante la quale Lina verrà smascherata nella

maniera più esilarante e plateale che ci sia. Considerato uno dei primi esperimenti di cinema nel cinema, Singin’ in the Rainmostra i retroscena di Hollywood e ci insegna che, dietro lustrini e paillettes, si possono nascondere gelosie, invidie e ripicche. Ma che è anche possibile trovare il vero amore e combattere contro tutto e tutti per farlo trionfare. Singin’ in the Rain è considerato l’apice della carriera dell’iconico Gene Kelly, uno dei più grandi performer di musical della storia.

CHIARA NOSCHESE, LA REGISTA «Affrontare da regista un cult come Singin’ In The Rain, è un’occasione unica, nel mio percorso professionale perché è un musical eccezionale, una meraviglia di intrattenimento: numeri musicali, melodie indimenticabili e gag comiche esilaranti, oltre a una bellissima storia d’amore. Inoltre, è la prima volta che mi capita di dirigere un musical che interpretai come attrice, anni fa; avrò la fortuna di affrontare questo titolo intramontabile, dall’altra prospettiva. “Singin’ In The Rain” ha un potere ineguagliabile, anche oggi: è una macchina drammaturgicamente e musicalmente perfetta. È una storia che strappa una risata e fa sognare, la perfetta “evasione” senza mai un momento di noia, quell’“evasione” unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una storia che ci porta in un mondo lontanissimo dal nostro, che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia.» • RS Il flash mob in Piazza Gae Aulenti a Milano

© Luca Vantusso - LKV Team

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• Giuseppe, non è la prima volta che ti trovi ad affrontare dei veri e propri “miti”. Anche in questo caso, un ruolo importante. Tra l'altro, Chiara Noschese, che qui seguirà la regia, fu già nel cast della versione con Raffaele Paganini e Manuel Frattini. Credo che oggi affrontare le prove non sia facile per voi. Cosa vi racconta Chiara di quella versione? E’ difficilissimo cercare di raccontare un personaggio considerato da tutti un mito perchè alla fine nessuno vuole rielaborare quel mito. Vorrebbero rivederlo in eterno e pensare che sia eterno. Quello che provo a fare io e tutto il cast e cercare di farglielo dimenticare e fargli credere che quello che gli raccontiamo sia altrettanto bello ed emozionante. Chiara era in un cast stellare fatto di miti e talenti unici, quindi è davvero complicato realizzare questo spettacolo. L'aspettativa è altissima da parte di tutti, compresi noi attori, e quello che stiamo creando di fare anche con l'aiuto prezioso di Fabrizio Angelini è il nostro "Singing in the rain"...e spero tanto che possa piacervi. • Mai fare paragoni. Ogni artista crea il personaggio su di sé, secondo le sue corde. Ma puoi dire di avere preso qualcosa da Gene Kelly? E da Raffaele Paganini? Non sono una delle più grandi stelle della danza di Hollywood e non sono un étoile, quindi faccio il possibile con la mia arte ed umiltà per cercare di interpretare questo personaggio così importante, di rubare che posso, anche se i paragoni, come hai detto tu, non vanno mai fatti. • La danza, in questo spettacolo, è preponderante. Come ti stai preparando? Pronto ad affrontare l'acqua sulla scena? Gli spettacoli che ho avuto la fortuna di fare finora hanno sempre avuto qualcosa a che fare con la danza, quindi la preparazione per questo titolo è stata simile agli altri. Lezioni di danza, canto, recitazione, palestra, alimentazione sana, integratori. Per quanto riguarda la pioggia, chissà! Di sicuro non ho mai finito uno spettacolo asciutto, ma qui assieme al sudore ci sarà tanta acqua che pioverà davvero in teatro…non vedo l’ora! • Le coreografie sono di Fabrizio Angelini. Le ha rivisitaGene te rispetto all’originale? Kelly Ovviamente sì, ne vedrete delle belle! Lo stile è lo stesso ma sono sicuro che vi piaceranno un sacco! • In cosa, a parte le coreografie, questo spettacolo potrà dirsi “nuovo”? Cosa invece sarà conservato? Sinceramente mi piacerebbe che fosse il pubblico a notarlo, quindi veniteci a vedere e lo scoprirete! • Perché, secondo te, è giusto riportare in scena un classico come questo? Non so perchè è giusto, so solo che non vedevo l'ora che ci fosse una produzione importante per questo titolo per cui fare il provino. E Stage Entertainment lo è. • Chi sono i tuoi compagni di avventura? Sono delle persone speciali. Sono circondato da tanto talento e tante persone sincere che mi sostengono sempre e mi stanno aiutando a portare a termine tutti gli obiettivi stabiliti. • Giuseppe Verzicco sta portando in scena alcuni dei più famosi ed amati spettacoli di sempre: ma cosa vorresti ancora fare e non hai fatto? Tutto quello che il mio corpo sarà in grado di danzare, cantare e recitare. Mi piacerebbe anche avere la possibilità di danzare ancora davanti a un pubblico con la mia fidanzata, perchè no? Sarò un sognatore ma mi piacerebbe vivere di questo mestiere il più possibile, anche se so che sarà difficile. Se dovessi pensare a un titolo in particolare, mi piacerebbe lavorare in "A qualcuno piace caldo”, "Bulli e Pupe”, "The Producers”... Insomma, avrete capito sono un inguaribile amante dei classici!

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© Luca Vantusso - LKV Team

L'intervista a Giuseppe Verzicco (Don Lockwood)


DEBUTTI

Il diabolico barbiere di

Fleet Street è sul palco

IL MUSICAL PIÙ COINVOLGENTE, LA FAVOLA NERA DI SWEENEY TODD ARRIVA FINALMENTE IN ITALIA

L

LA STORIA Il barbiere Benjamin Barker viene, senza avere alcuna colpa, arrestato, condannato ed obbligato ad una vita di duro lavoro in Australia dal giudice Turpin, che brama la sua bella e virtuosa moglie, Lucy. Ritornato a Londra dopo 15 anni, fuggito dalla colonia penale, Barker adotta il nome di Sweeney Todd, tornando a vivere nel suo vecchio appartamento di Fleet Street, sopra il negozio di Miss Lovett, amorale e dissoluta proprietaria di un negozio di pasticci di carne. In seguito alla scoperta della vera identità dell’uomo, la donna, innamoratasi di lui, gli racconta mentendo, che dopo il suo arresto Turpin abusò di

I PROTAGONISTI Lorenzo Tognocchi: SWEENEY TODD Francesca Taverni: MRS LOVETT Simone Leonardi: GIUDICE TURPIN Luca Giacomelli Ferrarini: ANTHONY Federica Deriggi: JOHANNA Annalisa Cucchiara: MENDICANTE Michelangelo Nari: TOBIAS Domenico Nappi: PIRELLI Vitantonio Boccuzzi: MESSO

© Marco Borrelli

a storia tormentata di Sweeney Todd nasce nel 1842 dalla penna del drammaturgo inglese George Dibdin Pitt, per diventare prima film nel 1936, poi musical e poi ancora film nel 2008 nella versione pluripremiata di Tim Burton con Johnny Depp ed Helena Boham Carter.

sua moglie Lucy che, a causa dell’umiliazione subita, decise di avvelenarsi. Il giudice a quel punto decise di adottare la figlia di Lucy e Todd, Johanna, diventandone il tutore. Apprese queste notizie Todd è accecato dall’odio e decide di riaprire la sua bottega bramando vendetta. Sulla sua strada i personaggi collaterali alla storia: il messo Beadle (fedele aiutante di Turpin), la donna mendicante (che altri non è che Lucy impazzita, ma ancora in vita), Adolfo Pirelli (barbiere rivale lavorativo di Todd), Jonas Fogg (direttore

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del manicomio della città), Tobias Ragg (garzone di bottega di Miss Lovett che finirà in manicomio dopo aver ucciso Todd), Anthony Hope, giovane che aiuta Todd nella sua fuga dal carcere e si innamora di Johanna. LE PAROLE DI MRS. LOVET, VECCHIA FIAMMA DI SWEENEY Francesca Taverni nello spettacolo sarà Mrs Lovet, proprietaria di uno strano negozio di pasticci di carne e vecchia fiamma del diabolico barbiere..... Sentiamo cosa ci ha raccontato dello spettacolo.


Il musical, con le musiche di Stephen Sondheim e tratto dal libro di Hugh Wheeler, è stato portato in scena con incredibile successo nei teatri più famosi di Londra e di Broadway con interpreti d’eccezione quali Angela Lansbury ed Emma Thompson. Sweeney Todd è un’opera che ho sempre amato, molto prima che uscisse il film che tra l’altro ho visto mezza volta senza troppo entusiasmo. Musicalmente è straordinario e adesso che abbiamo debuttato posso confermare: la cosa più difficile che ho cantato in carriera!! Senza parlare di personaggio, storia e lavoro attoriale!! E' una sfida che in questo momento della mia vita mi dà una nuova sferzata di energia e voglia di fare! E fare bene date le straordinarie colleghe che mi hanno preceduto nel mondo!! Claudio Insegno ha creduto in me come in tutti gli altri componenti della compagnia e ha costruito uno spettacolo accurato, d’effetto ed elegante. Costumi e scene straordinari, orchestra dal vivo (valore aggiunto anche data la complessità della partitura..) ed effetti speciali che lo

Francesca Taverni

© Marco Borrelli

a cura della Redazione

rendono un musical splatter in qualche momento! Sono felice di far parte di questa nuova avventura, di affrontare l’ennesimo personaggio forte ma molto diverso da quello che ho fatto fino ad ora.. oddio, anche Diana Goodman era matta ma questa è anche cattiva!! Il debutto a Montecatini è stato molto emozionante e ora aspettiamo tutti voi a teatro: Milano, Roma, Verona, Modena… con la speranza che il prossimo anno Sweeney non smetta di tagliare gole! Lo spettacolo è più vicino ad un'opera che ad un musical, quasi completamente cantato e Sondheim, scrivendo musica e parole, utilizza la musica proprio per enfatizzare la parola e il momento drammaturgico, niente è scritto a caso davvero, una meraviglia! Durante le prove ci siamo resi conto in diretta di come la struttura musicale non lasciasse spazio a interpretazioni diverse da quelle pensate dall’autore, e ci siamo lasciati guidare da Claudio che ha capito e rispettato l’opera. La mia Lovett trae ispirazione dalle versioni teatrali come

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quella della Lupone e di Angela Lansbury, due attrici fantastiche che hanno dato sfumature diverse per carattere e per vocalità ma dalle quali si può rubare molto! Claudio ha puntato molto sulla verità dei personaggi che troppo spesso vengono visti come grotteschi, quasi delle macchiette ma che in verità hanno motivazioni profonde che devono essere esplorate. Per Todd la vendetta è il motore che lo muove durante lo spettacolo, la sua disperazione cieca per la perdita della sua famiglia. Per la Lovett non c’è una motivazione altrettanto “nobile” se vogliamo ma la sua avidità e il desiderio di recuperare una relazione d’amore con Todd la spingono a manipolare un uomo disperato che la asseconda solo per portare in fondo il suo piano. Lei è molto più feroce di lui, non si ferma neanche davanti alla manifestazione d’affetto di Tobias che è pronta ad eliminare solo perché rischia di essere scoperta la sua attività criminale con Todd. Io cercherò di capire questa donna e di omaggiare la sua storia, senza giudizio ma con onestà! • RS


MUSICAL

Se lo spirito del

Natale

incontra Ebenezer Scrooge L’INCANTEVOLE E MAGICO MUSICAL LIBERAMENTE TRATTO DAL ROMANZO DI CHARLES DICKENS

D

opo il successo del musical Il Principe Ranocchio, (in scena per il 4° anno consecutivo e candidato agli Italian Musical Awards come migliori musiche e spettacolo originale), la Compagnia BIT presenta la nuova produzione originale A Christmas Carol - il Musical, prodotto interamente in Italia, in lingua italiana, con le musiche di Stefano Lori e Marco Caselle e le liriche di Marco Caselle LA STORIA Il vecchio Ebenezer Scrooge, dopo la morte del suo socio d’affari Jacob Marley, continua a condurre il suo banco d’affari con cinica avarizia rifuggendo da ogni rapporto umano e affamando il suo sfortunato impiegato Bob Cratchit. Scrooge odia il Natale e nemmeno l’invito a cena di suo nipote riesce a fargli cambiare idea. La notte della vigilia riceve la visita del fantasma del suo defunto socio Jacob Marley che gli annuncia la visita di tre spiriti. Lo spirito dei Natali passati gli mostra gli errori della sua vita passata, lo spirito del Natale presente gli fa vedere la felicità che il Natale genera nella gente, mentre lo spirito dei Natali futuri gli mostra il suo orrendo destino qualora non modificasse la vita che ora conduce. Dopo la visita degli spiriti Scrooge si risveglia la mattina di Natale profondamente cambiato nell’anima. D’ora in poi

non mancherà mai di festeggiare il Natale e non perderà nessuna occasione per fare del bene. NATALE, OCCASIONE DI RIFLESSIONE Ebenezer Scrooge compie una trasformazione, un cambiamento importante la notte della vigilia di Natale. Il Natale può essere un'occasione in cui

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potersi fermare a riflettere, un momento per porsi in maniera propositiva verso il cambiamento. Il Natale diventa un'occasione per un coraggioso atto di trasformazione, che ognuno di noi vorrebbe fare ma che spesso dimentica. Melina Pellicano, regista e autrice del libretto dello spettacolo dichiara che nell'adattamento al musical ha voluto


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essere il più fedele possibile al romanzo perché la scrittura di C. Dickens è già di per sé molto teatrale. “Certo c'è qualche differenza nella vicenda e nei personaggi – dichiara la regista - ma sempre nel rispetto del racconto originale e nello spirito di Dickens. Questo è stato voluto ed è un piccolo modo personale per rendere omaggio allo scrittore.” “Ho scelto di aprire lo spettacolo con il monologo e la canzone del piccolo Tim (il figlio piccolo di Bob Cratchit,

impiegato di Scrooge), per affidare ad un bambino il compito di spiegare "come stanno le cose veramente", per spiegare al pubblico il punto di vista di un bambino che guarda al mondo con occhi limpidi e senza giudizio. Tiny Tim racconta infatti che Scrooge "non è capace di sorridere ed è sempre in collera con chiunque gli rivolga la parola" ma che in realtà "è soltanto solo" e nes-

suno dovrebbe rimanere solo a Natale.” La solitudine di Scrooge e la sua ricchezza economica sono in contrapposizione con la serenità della famiglia e la modesta situazione sociale degli altri personaggi. La ricchezza d'animo e il coraggio di far fronte ad una situazione poco agiata sono la vera ricchezza. E' un concetto vecchio ma assolutamente attuale. • RS

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PRODUZIONI

Con

Murder

Ballad

l 'omicidio è... rock!

AL VIA LA SECONDA STAGIONE DEL MUSICAL FIRMATO DAL TEAM CREATIVO GUIDATO DA ARIO AVECONE

D

opo il grande successo di critica e di pubblico della stagione scorsa torna in Italia ad inizio 2020, Murder Ballad, il rock musical statunitense ideato e scritto da Julia Jordan, con i testi e le musiche di Juliana Nash: uno degli spettacoli più originali degli ultimi vent’anni di produzione Off-Broadway. Un triangolo amoroso, il rock e un omicidio: questi gli ingredienti che compongono la miscela esplosiva di Murder Ballad, rock musical dal sapore metropolitano e underground. 90 minuti di emozioni sull’onda di brani dal sapore Newyorkese, per un viaggio nei labirinti della mente, tra eros e thanatos, destino e libertà, alla ricerca di una risoluzione, forse della verità. In scena un cast eccezionale, diretto da Ario Avecone e Fabrizio Checcacci: Arianna Bergamaschi, lo stesso Ario Avecone, Fabrizio Voghera, Myriam Somma, Martina Cenere, Valentina Naselli e Jacopo Siccardi. La direzione musicale è di Cosimo Zannelli. Il musical approda in Italia grazie al regista, autore e produttore Ario Avecone, ideatore del musical immersivo, che da 7 anni porta in scena Amalfi 839AD e il suo seguito Rebellion presso l’Arsenale della Repubblica di Amalfi, con grande successo di pubblico e critica. Murder Ballad affronterà una tournée nazionale che lo porterà nelle maggiori città italiane

nei mesi di Gennaio e Febbraio del prossimo anno. “Se parliamo di un omicidio, è logico che ci sia un assassino e che qualcuno dovrà morire”. Così inizia Murder Ballad, rock musical firmato da Julian Jordan e Juliana Nash: un thriller passionale cantato in versi, che ruota intorno ad un triangolo

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amoroso e alla ricerca e scoperta di un presunto assassino. Protagonisti della storia sono Sarah, Tom e Michael, le cui vite s’intrecciano sullo sfondo di una New York anni ‘90 dalle grandi possibilità ma anche dove nascono grandi delusioni: Sarah e Tom sono due giovani artisti innamorati in cerca di


di Silvia Arosio

fortuna; Michael è uno studioso di filosofia che sposa Sarah dopo la fine della relazione con Tom. Il caso vuole che Sarah e Tom si incontrino nuovamente dopo anni e vivano una nuova passionale storia. Quarto protagonista della storia è il Narratore, il “master of puppets” invisibile agli altri personaggi, che è affiancato da Destino e Libertà, i suoi bracci “armati”. In scena, Sarah è interpretata dalla cantante e attrice Arianna Bergamaschi, già protagonista dell’opera nella versione statunitense che ha debuttato nel 2016 al Detroit Public Theatre e interprete di numerosi musical, tra cui La Bella e la Bestia, campione d’incassi dal 2009 al 2011; il ruolo di Michael è interpretato da Fabrizio Voghera (Notre Dame de Paris, Giulietta e Romeo, Otello - L’ultimo Bacio); il ruolo di Tom è interpretato dallo stesso Ario Avecone (Amalfi 839AD, Rebellion, MR-Musical Romantico, Musicals of the World); Myriam Somma (Beatrice ne La Divina Commedia, Balliamo sul Mondo) e Martina Cenere (Newsies, West Side Story) si alterneranno nel complesso ruolo del Narratore. Completano il cast, Valentina Naselli (Jesus Christ Superstar, Mamma Mia) nel ruolo di Libertà e alternate per il ruolo di Sarah, e Jacopo Siccardi (Amalfi 839AD, Rebellum, Christmas Carol) nei panni di Destino. Ario Avecone firma l’adattamento teatrale e la regia della

I PROTAGONISTI

Arianna Bergamaschi SARAH Fabrizio Voghera MICHAEL Ario Avecone TOM Myriam Somma, Martina Cenere IL NARRATORE Valentina Naselli LIBERTÀ/ ALTERNATE SARAH Jacopo Siccardi DESTINO

versione italiana, coadiuvato dal supporto di Fabrizio Checcacci. Appunto l’adattamento teatrale in questa nuova e affascinante lettura, scritta dallo stesso Avecone, offre una per-

sonale interpretazione del testo originale: “La storia presenta 4 personaggi, tutti legati fra loro e di cui tre sono legati al Narratore che, come vertice di una strana figura geometrica, ne muove le fila. Lo spettacolo è una sorta di auto-seduta psicanalitica a cui il Narratore si sottopone, un incontro con se stessa e il suo passato. Un incontro magico tra la poesia pirandelliana dei Sei personaggi in cerca d’autore

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e il rock degli anni novanta, il tutto condito da una sana spolverata di Freud e Nietzsche”. Tutto lo spettacolo è scandito dai brani musicali di Juliana Nash, tradotti e adattati in italiano da Ario Avecone, Arianna Bergamaschi, Fabrizio Checcacci, Fabio Fantini e Myriam Somma. L’arrangiamento musicale è rivolto alla melodia e rifugge la rigidità ritmica anglosassone, rendendo l’esperienza unica ed entusiamante. “Immergeremo il pubblico in una storia noir che è un viaggio negli abissi della mente e del cuore: uno spettacolo che al ritmo di rock anni ’90, indaga e scava alla ricerca di una catarsi finale, di una risoluzione, che forse avverrà o forse no”. CHE COS'È UN MURDER BALLAD? Il “ballad” è un genere di narrazione popolare che prende origine da un passato in cui antichi cantori medievali tramandavano, oralmente e spesso in musica, storie e racconti per le strade delle città. Questa tipologia di racconto prese piede, nei secoli successivi, soprattutto nelle Isole Britanniche e nelle


Americhe, trasformandosi più recentemente in un vero e proprio genere musicale. Dal 1950 ad oggi infatti si è soliti parlare di ballad come di una specifica tipologia di canzone, solitamente pop-rock, che abbia una tematica sentimentale o passionale. Una “Murder Ballad” è un racconto in cui la storia d’amore finisce male, con un crimine, un assassinio, un’esecuzione. E’ un thriller passionale cantato in versi, spesso raccontato in prima persona dalla vittima o dal carnefice.

autrici, Julia Jordan e Juliana Nash, quando in giovane età cercavano di sbarcare il lunario lavorando nei club e nei locali della New York di fine anni ottanta. Da sempre appassionata di thriller, la Jordan ebbe così

l’idea di trasmettere quei racconti “metropolitani” di amori nati e finiti, di crimini risolti o meno, in una “murder ballad” lunga quanto uno spettacolo teatrale intero. Contattò così la sua vecchia amica e compagna di avventure Juliana Nash, di cui stimava le doti di autrice rock, chiedendole di affiancarla in questo nuovo progetto. La Nash non aveva mai scritto nulla per il teatro e questo ha reso poi la stesura finale ancor più originale e fuori dagli schemi classici del musical statunitense. Murder Ballad è ancora oggi uno degli spettacoli più originali degli ultimi vent’anni di produzione Off-Broadway, messo in scena in tutto il mondo e ultimamente a Londra, presso l’Art Theatre nel WestEnd, con una produzione e un cast artistico eccezionale tra cui Kerry Ellis e Ramin Karimloo. • Rs Ario Avecone

COME NASCE UN MUSICAL Murder Ballad nasce dalle esperienze di vita e dai racconti che erano soliti ascoltare le

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DIETRO LE QUINTE

Il lavoro dello scenografo,

" l a ' rchitetto dell e ' ffimero"

ANTONELLO RISATI, FAMOSO PRODUCTION DESIGNER RACCONTA IL SUO LAVORO

I

ll mio percorso di scenografo comincia dal teatro nella veste di assistente, percorso obbligato per chi vuole fare questo mestiere. Tutt’ora continuo a cimentarmi in questo spazio fantastico, che per uno scenografo rimane sempre il massimo traguardo e l’artista che alberga in ogni scenografo trova la sua massima espressione nel creare una macchina scenica teatrale che colpisca il pubblico e aiuti gli attori, ballerini e cantanti nel rendere la loro performance ai massimi livelli. La scenografia abbraccia tutte le maestranze all’interno dello spettacolo, creare quindi il giusto equilibrio fra poetica e praticità è una delle sfide più difficili da affrontare quando si progetta una scena. Grazie ad un modellino in sca-

Antonello Risati

la riusciamo ad avere la dimensione reale degli spazi e questo gioca un ruolo fondamentale in ogni riunione con la produzione ed in fase di costruzione della scena in laboratorio. Lavoro

oscuro e non da meno e’ la parte finale quando si comincia a mettere insieme tutti i pezzi del nostro puzzle o meglio della no-

TRA I SUOI LAVORI

• Assistente Scenografo: 2000 teatro Buonanotte Mamma regia L. Salveti; 2001 teatro Otello regia G. Del Monaco; 2002 teatro Tancredi regia M. Gasparon; 2003 teatro Proserpine regia M. Gasparon; 2003 teatro Orfeo regia M. Gasparon; 2015 teatro Una coppia in provetta regia G. Corsi; • Scenografo: 2006 Premiere del film animato The Wild (Disney), 2017 Design Area Kids Family Hotels, 2018 teatro Romeo e Giulietta regia M. Iacopini. 2019 teatro La leggenda di Thor regia A. Ronga

Energie rosse

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di Antonello Risati

Bozzetto digitale Romeo e Giulietta W. Shakespeare - Regia M. Iacopini Teatro Olimpico Roma

stra scenografia per poi arrivare al montaggio finale. Qui tutti i nodi vengono al pettine ma per me resterà sempre la parte più stimolante e gratificante del mio lavoro! Dal punto di vista artistico ho sempre cercato di dare alle scenografie un taglio metafisico e iconico degli elementi, cercando di creare un’atmosfera sospesa e penetrante, anche se alcuni vincoli sia produttivi o legati

alla regia sono un po’ i pilastri a cui lo scenografo deve abilmente appoggiarsi ma cercando di lasciare la sua impronta senza snaturare l’idea che ha buttato giù nel taccuino degli schizzi a me molto caro. Un artista deve cercare di portare dei messaggi importanti verso la società... In un’epoca di discriminazioni e di femminicidi mi sono sentito in dovere di fare una mostra che

Romeo e Giulietta di W. Shakespeare Regia di M. Iacopini Teatro Olimpico, Roma

parlasse di donne e del pericolo a cui vanno incontro se non si difendono dall’orco di turno. Donne: eleganti energie era il titolo della mostra e questa elegante energia deve essere sostenuta e rispettata! Tornando alla scenografia nella prossima rubrica vi parlerò di macchine sceniche così importanti nei musical teatrali e di come si costruisce un bozzetto partendo dal carboncino fino alle ultime tecniche digitali! Alla prossima.. • RS

IL VIDEO

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EVERGREEN

Da Johnny a Gianluca... è sempre un successo

DOPO 45 ANNI, AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA È SEMPRE PIÙ AMATO DAGLI SPETTATORI ITALIANI

A

ggiungi un posto a tavola è la commedia le cui musiche hanno accompagnato l’immaginario di intere generazioni, rappresentata per la prima volta nel 1974 e considerata ormai un classico della storia del teatro italiano, che da oltre 40 anni viene rappresentata in tutto il mondo. La più celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, con le splendide musiche del grande Maestro Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi, torna in scena dal 7 novembre in prima nazionale al Teatro Carlo Felice di Genova. La produzione di Alessandro Longobardi per Viola Produzioni, torna inoltre al Teatro Brancaccio di Roma per il terzo anno consecutivo, dopo avervi debuttato nel 2017 in occasione degli 80 anni dalla sua costruzione e nell’anniversario dei 100 anni dalla nascita del maestro Trovajoli. Era la primavera del ’74

di un’Italia difficile, quella degli anni di piombo, quando Iaia Fiastri, in cerca di ispirazione, si imbatte nel libro di David Eliades e Forrest Webb Dopo di me il diluvio. Un prete che riceve una telefonata da Dio immersa in una storia di fantapolitica… Interessante! L’ispirazione era arrivata, non restava che dirlo a Garinei e Giovannini, il primo subito d’accordo, l’altro inizialmente titubante. Ma… le musiche? Pietro Garinei piombava a casa del Maestro Trovajoli

del tutto intenzionato a partire delle vacanze. "Io questa commedia non la scrivo". Fu così che Pietro cominciò a recitare il motivetto “Aggiungi un posto a tavola / che c’è un amico in più / se sposti un po’ la seggiola / stai comodo anche tu / gli amici a questo servono…”. Lì Trovajoli non potè resistere e scrisse tutta la canzone. Pochi giorni dopo Fiastri, Trovajo-

LA 1a EDIZIONE (1974) • 76 giorni di prove • 270 milioni di lire il costo dell’allestimento

• 327 coincidenze tecniche si

© Marina Alessi R

dovevano combinare perché ogni replica funzionasse • 188 repliche in 6 mesi al teatro sistina la prima stagione • 250 mila spettatori la prima stagione • 1 miliardo e 300 milioni di lire d’incasso la prima stagione • 8 mesi di repliche della tournée • 25 milioni di lire per ogni spostamento da città a città

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a cura della Redazione

I PROTAGONISTI DELL'EDIZIONE 2019 Gianluca Guidi - DON SILVESTRO Marco Simeoli - SINDACO CRISPINO Piero Di Blasio - TOTO Camilla Nigro - CLEMENTINA Francesca Nunzi - ORTENSIA Con la partecipazione straordinaria di Lorenza Mario nel ruolo di CONSOLAZIONE Enzo Garinei - “LA VOCE DI LASSÙ”

li, Garinei e Giovannini erano tutti a lavoro per costruire il capolavoro. DON SILVESTRO E L'ARCA DELLA SALVEZZA La storia narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto e accetterà di sposarlo. Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull'arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco da

sempre perdutamente innamorata di lui. Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui! LA PRIMA EDIZIONE AL SISTINA NEL 1974 La prima edizione di Aggiungi un posto a tavola (musica: Armando Trovajoli; arrangiamen-

I NUMERI IN ITALIA • 726 repliche interpretate da Johnny Dorelli

• 7 edizioni • 183 artisti vi hanno preso parte

• 93 città visitate al termine della stagione 2018-2019

• 1.562 repliche al termine

della stagione 2018-2019

• 2.200.000 la stima degli spettatori nel mondo

• 30 edizioni • 10 traduzioni • 15 milioni di spettatori

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lassù (voce fuori campo, grave, potente e imperiosa che incaricherà Don Silvestro a costruire l'arca.) è stata dapprima quella di Renato Turi (1974, 1977 e come voce registrata nel 2002 e nel 2009), Renato Garrone (1990, per la morte di Turi), Sebastiano Nardone/ Tommaso Di Giorgio (2013) ed Enzo Garinei nel 2017. • RS Da sinistra: Ugo Maria Morosi, Bice Valori Johnny Dorelli, Daniela Goggi e Paolo Panelli

Inquadra il QRcode e guarda il teaser ti: maestro Renato Serio; scene e costumi: Giulio Coltellacci; coreografie: Gino Landi) debuttò al teatro Sistina di Roma l'8 dicembre 1974, dopo settanta giorni di prove. Lo spettacolo fu premiato dal pubblico e rimase in scena al Sistina per ben sei mesi, tutta una stagione, cosa che non era mai avvenuta prima. Il cast della prima edizione era formato da Johnny Dorelli (Don Silvestro), Paolo Panelli (il Sindaco) Bice Valori (Consolazione), Ugo Maria Morosi (Toto), Daniela Goggi (Clementina), Christy: (Ortensia), Carlo Pian-

La coppia Garinei & Giovannini

di Giorgio Trabattoni

Per raccontarvi chi sono stati Pietro Garinei e Sandro Giovannini, prendo spunto dalla presentazione del riconoscimento Garinei e Giovannini 2017 che la Sgb1982 di Seregno organizza ogni due anni. Pietro Garinei e Sandro Giovannini sono stati la coppia di autori, impresari, registi e produttori che ha accompagnato il pubblico italiano dal secondo doDa sinistra: poguerra agli anni ’70. Una coppia che è ancora oggi garanzia di qualità, che ha racconSandro Giovannini tato trent’anni della nostra storia, il costume, i cambiamenti nella società... Con uno sguardo e Pietro Garinei ironico e a volte tagliente sulla nostra Italia e non solo... Nel 1944 fondano insieme un giornale umoristico il Cantachiaro e da questo momento il loro sodalizio artistico non avrà più fine. Garinei e Giovannini hanno anche rivoluzionato il teatro italiano, traghettandolo dalla rivista alla commedia musicale, portandola alla piena maturità. Scoprendo e valorizzando talenti unici come Delia Scala, Renato Rascel, Alberto Sordi, Walter Chiari, Anna Magnani, Carlo Dapporto, Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Bice Valori... L’elenco è interminabile. Ma anche in tv, Garinei e Giovannini furono rivoluzionari: la svezzarono con le prime trasmissioni d’intrattenimento... Fra tutte ricordiamo Il Musichiere e Canzonissima... E intuirono persino il potenziale della gente comune, inventando un programma su misura: Duecento al secondo... Un gioco che ebbe vita breve in televisione, perché sottoponeva i concorrenti a prove di resistenza che li mettevano in ridicolo. Ma torniamo alle tante le commedie musicali che hanno scritto e diretto: ricordiamo Attanasio cavallo vanesio, Giove in doppiopetto, Rinaldo in campo, Ciao Rudy sino all'ultima fatica Vacanze romane nel 2006. Tantissime le commedie che non basterebbe una pagina ad elencarne tutti i titoli, la piu' conosciuta è quella andata in scena l'8 dicembre 1974: Aggiungi un posto a tavola con un sodalizio importante quello di Jaja Fiastri e Armando Trovajoli. Per non dimenticare la storia e le opere di questi due grandi uomini ed autori ogni due anni a Seregno, grazie all'associazione culturale compagnia teatrale Sgb1982, va in scena il Riconoscimento Nazionale Biennale G&G, l'unico ed originale momento che indimenticabili sotto il segno G&G. Giorgio Trabattoni fondatore della sgb1982 e ideatore di questo riconoscimento biennale giunto alla 8° edizione. Il Premio ha un compito speciale: quello di far conoscere alle generazioni future le due figure che hanno reso celebre il nostro paese e la nostra cultura teatrale in tutto il mondo: Garinei e Giovannini.

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© Guglielmo Coluzzi

tadosi (Il cardinale) e Renato Turi( La Voce di Lassù con direttore d'orchestra Angel 'Pocho' Gatti. Nelle 8 edizioni dello spettacolo, il ruolo di Don Silvestro è stato interpretato da tre attori Johnny Dorelli, suo figlio Gianluca Guidi, Giulio Scarpati e Gabriel De Guglielmo, mentra la famossima Voce da

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MUSICA

Stjepan

a cura della Redazione

Hauser, da Smooth

Criminal a Swan Lake...

IL VIOLONCELLISTA CROATO E IL SUO HEADLINE SHOW IN SCENA AGLI ARCIMBOLDI IL 15 MAGGIO 2020

N

ato il 15 giugno 1986 a Pola in Croazia, autentica icona per tutti i violoncellisti del mondo, Stjepan Hauser è uno dei più amati e apprezzati musicisti del panorama strumentale internazionale per la tecnica, il virtuosismo e la passione che trasmette a ogni performance. È diventato una star mondiale assieme al collega e amico Luka Šulic con i 2Cellos, il duo che ha letteralmente rivoluzionato la scena strumentale grazie al loro sapiente mix tra classica e rock. Hauser, che conta oltre 170 milioni di views sul suo canale YouTube, ha pubblicato il suo primo singolo ufficiale: Swan Lake, nel quale replica Il lago dei cigni di Tcajkovskij, uno dei più famosi balletti del diciannovesimo secolo. Influenzato dalla famiglia, prevalentemente composta da musicisti, Stjepan intraprende e consegue studi musicali nei prestigiosi atenei di Londra e Manchester e negli Stati Uniti, collaborando con artisti dal

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Inquadra il QRcode Dianne e guarda Swan Reeves Lake

calibro di Greenhouse e Rostropovich. Forte della preparazione classica, colleziona numerosi premi accademici e, già giovanissimo, si esibisce nelle più grandi orchestre e nei più celebri teatri mondiali come Wigmore Hall di Londra, Royal Albert Hall, Southbank Centre e Concertgebouw di Amsterdam. In due occasioni diverse porta la sua musica a Buckingham Palace e a St. James’s Palace sotto invito del principe Carlo di Galles e, nel 2006, viene scelto dal celebre direttore d’orchestra russo Rostropovic per suonare al Concerto di Gala a Palazzo Vecchio a Firenze. IL DUO 2CELLOS Nel 2011, Hauser fonda con l’amico Luka Šulic, il rivoluzionario duo 2Cellos, che conquista il web e le più prestigiose venue di tutto il mondo grazie a un repertorio che include i più grandi classici del rock e del pop riarrangiati grazie all’armonia dei violoncelli. Nel 2011 pubblicano il primo full-lenght album ‘2Cellos’, anticipato dalla loro personale versione del singolo Smooth Criminal di Michael Jackson che diventa virale in pochi giorni. I 2Cellos pubblicano, successivamente, altri due album crossover ‘In2ition’ (2013) e ‘Celloverse’ (2015), la cui title track rappresenta il pri-

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Stjepan Hauser

mo inedito del duo. È il 2017 quando esce ‘Score’, quarto album in studio inciso con la London Symphony Orchestra con la quale arrangiano le più celebri soundtrack cinematografiche e televisive tra cui Moon Riverdel film Colazione da Tiffany, Now we are free de Il gladiatore e Medley - Game of Thrones della serie televisiva Il trono di spade. A supporto dell’album, nel 2017, parte The Score Tour, tour mondiale che tocca anche le più importanti arene italiane come il Mediolanum Forum di Assago e il Foro Italico di Roma. Nel 2018 pubblicano Let There Be Cello. Sempre nel 2018 Hauser appare in televisione nel talent show Amici di Maria De Filippi nelle vesti di ospite durante la finale della diciassettesima edizione. • RS


INTERVISTA

Shrek è un musical per tutti... parola di Fiona

SUL PALCO DELL TEATRO NUOVO DI MILANO LA NUOVA PRODUZIONE DELLA C.M.S. CHILDREN’S MUSICAL SCHOOL

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opo Annie Jr e Il Mago di Oz, quest’anno la Children’s Musical School di Milano mette in scena il Progetto-Formativo Shrek ihe Musical Jr, che verrà rappresentato al Teatro Nuovo di Milano il 23 Novembre 2019 e l’11 Gennaio 2020. Per la prima volta, Fiorella Nolis ha aperto le porte dei casting anche agli esterni alla C.M.S. e, per non essere influenzata nel giudizio, ha chiamato a scegliere i ragazzi Giulio Pangi, suo compagno di Shrek al Nuovo, nella versione di Claudio Insegno. Fiorella ci ha parlato di questo spettacolo. Fiorella, dopo Annie e Il Mago di Oz, quest’anno metterete in scena Shrek. Cosa ti ha portato a questa scelta? Innanzitutto la voglia di offrire agli spettatori un musical ironico e brillante per trascorrere insieme un pomeriggio in allegria adatto alle famiglie e adatto anche ai più piccoli. Poi la particolare eterogeneità dei personaggi, dai più piccoli ai più grandi, molto adatto per

tutte le fasce d' età dai bambini che possono interpretare Peter Pan, Pinocchio, la piccola Fiona e tanti altri personaggi ai più grandini che possono interpretare Shrek, le guardie, Ciuchino e tutti i personaggi più adulti. Una cosa che ti fa molto onore è che per le audizioni hai scelto un giudice esterno, Giulio Pangi. Cosa avete cercato insieme? Ho scelto Giulio Pangi per l'amicizia che ci lega, perché spesso siamo sulla stessa lunghezza d'onda - ci ha legati molto l'esperienza di Shrek e Jersey Boys - inoltre ha molta esperienza come casting director. Formando noi i ragazzi alla CMS (Children’s Musical School) da quando sono molto giovani, sentivo la necessità di una persona esterna alla scuola per selezionare i ragazzi, qual-

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Fiorella Nolis

cuno che fosse meno coinvolto affettivamente. Insieme abbiamo cercato dei bambini e dei ragazzi che, oltre ad avere una forte predisposizione e un grande talento, avessero tanta voglia di studiare. Spesso i candidati esterni che si presentano alle audizioni hanno poca cognizione del proprio livello di preparazione. Ci è capitato di assegnare borse di studio a ragazzi per interpretare ruoli secondari e di vederle rifiutare perché considerate al di sotto del livello che pensavano di meritare. Di conseguenza per noi la priorità era che tutte le persone scelte avessero una grandissima voglia di studiare, perché in questo lavoro, anche quando si diventa professionisti, si continua a studiare per tutta la vita. Per cui se ragazzi di 14, 15 e 16 anni non hanno cognizione della propria preparazione non si parte con il piede giusto. So che Giulio ha lavorato


di Silvia Arosio

con i candidati il giorno prima… Una cosa molto innovativa! Giulio ha lavorato i due giorni precedenti con i ragazzi gli ha dato tantissimi consigli, li ha guidati nello studio dei personaggi e nelle interpretazione dei brani cantati prendendo confidenza con lui. Abbiamo pensato di offrire questa importante opportunità di conoscere il casting director per far sentire bambini e ragazzi a proprio agio in modo da poter esprimere al massimo le loro potenzialità artistiche. Come si stanno preparando i ragazzi al debutto e come si uniscono con gli esterni? Ai ragazzi esterni è stata assegnata la borsa di studio, quindi sono diventati tutti allievi della CMS Academy. La preparazione avviene durante il weekend, quindi anche i ragazzi che vivono più lontani, come a Bergamo e a Verona, studiano durante il fine settimana. Ci sono giornate interamente dedicate alla formazione delle singole discipline dalla danza classica alla moderna, tip tap, tecnica vocale recitazione. I ragazzi hanno la possibilità di conciliare lo studio, il lavoro o l'università con lo studio del musical. Oltre a questo si preparano alla messa in scena dello spettacolo con le prove insieme a me insieme a Marina Tafuri, Pasquale Girone e Denise Ponzo e a tutti gli insegnanti che fanno parte della CMS. Fiorella, tu hai partecipato alla versione di Claudio Insegno. Un aneddoto o un ricordo? Quando sono andata a vedere il musical Shrek a Londra, vedendo 'I know it's today' delle tre Fione ho desiderato di interpretare la Fiona ragazza. Così quando ci sono state le audizioni di Shrek - io ancora non conoscevo personalmente Claudio - mi sono presentata, come

sempre faccio per le audizioni, in modo mirato e facendomi realizzare appositamente un abitino ad hoc che ricordasse il ruolo che desideravo interpretare. Durante le audizioni sono stata colpita dall'ironia di Claudio che mi ha coinvolta simpaticamente in uno scherzoso scambio di battute conquistandomi letteralmente: ho desiderato fortemente di lavorare con lui cosa che poi è diventata realtà C’è l’idea di fare altre date, oltre alle prime due? Sicuramente, il musical sta conquistando noi insegnanti e il cast, quindi prevediamo altre date. Vi terremo aggiornati. Cosa consigli ai mini aspiranti performer, oltre a studiare?

Lavorando con i giovani da tanti anni, una delle cose che riscontro maggiormente è che c'è tanta voglia di essere protagonisti, avere i riflettori puntati su di sé. Questa dirompente voglia di essere protagonisti, il più delle volte alimentata da un desiderio dei genitori, si scontra con il fatto che la formazione di un performer prevede un percorso formativo nelle tre discipline (canto, danza e recitazione) per le quali la preparazione tecnica è fondamentale, lunga e faticosa. È importante prendere coscienza delle proprie caratteristiche, della propria preparazione in senso positivo ma anche delle proprie carenze. Bisogna capire quali sono i nostri punti di forza ma anche quelli da dover migliorare. Bisogna studiare non con l'obiettivo di diventare protagonisti, ma quello di potersi esprimere attraverso la danza, il canto e la recitazione. Ognuno di noi si porta dietro delle caratteristiche, fisiche, vocali, che non sempre si sposano con il nostro desiderio di interpretare un determinato ruolo, quindi bisogna capire quali sono i ruoli più adatti a noi e puntare a quelli. • RS

SHREKTHEMUSICAL.CMS@GMAIL.COM 33


INTERVISTA

Gianfranco Jannuzzo e

la ricerca della felicità

L'ATTORE E COMMEDIOGRAFO SICILIANO RACCONTA DI COME GLI AFFETTI VENGANO PRIMA DI TUTTO...

E

Che cosa la fa stare bene? Mai vergognarsi di essere alla ricerca della felicità. È una parola grande, importante che affrontiamo con pudore perché quasi ce ne vergogniamo. Invece è giusto essere felici o almeno raggiungere la serenità. Mi interessa che le persone attorno a me, i miei affetti, stiano bene. Sono siciliano, innamoratissimo della mia Sicilia e ho una famiglia molto unita che c’è quando serve. Non è retorica la mia: tra fratelli, nei momenti cruciali, sappiamo di poter contare uno sull’altro. Il lavoro è importante ma gli affetti vengono prima: la famiglia, la moglie, se ce l’hai, i genitori. Prima c’è la vita e poi il lavoro. Tuttavia se il lavoro non va bene la vita diventa complicata. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra gli affetti e la soddisfazione del proprio lavoro che bisogna svolgere con

© Iginio Ceremigna Photography

legante, signorile, colto, galante, di grande empatia. Affettuoso con il suo pubblico che ama e dal quale, giustamente, è riamato. Incontro Gianfranco Iannuzzo nel camerino del teatro Manzoni di Milano dove ha concluso, da pochi giorni, (27 ottobre 2019) le repliche de Il berretto a sonagli. Accanto a lui la moglie Ombretta Cantarelli che, con discrezione, lo segue ovunque. È nato ad Agrigento nel 1954, ma è a Roma che ha iniziato gli studi universitari e frequentato la scuola di Gigi Proietti.

passione, sperando di riuscire a fare un mestiere che piace. Io da questo punto di vista sono un privilegiato perché sono riuscito a fare quello che desideravo. Come riesce a conciliare affetti e lavoro poiché l’attore teatrale di per sé è un mestiere girovago? Le ho detto che sono un privilegiato. Non avrei saputo

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conciliare le due cose se non avessi trovato una donna, mia moglie Ombretta, disposta a girare come una trottola insieme a me. Adesso meno, ma una volta i miei spostamenti erano davvero frenetici. Comunque ovunque io sia, da 20/25 anni, lei mi raggiunge al venerdì. Io faccio il possibile per starle vicino e per fortuna abbiamo casa


di Anna Goffi

Gianfranco Jannuzzo con la moglie Ombretta Cantarelli

In scena con Anna Malvica, Emanuela Muni, Alessandra Ferrara

© Iginio Ceremigna Photography

sia a Roma, sia a Milano, ma è Ombretta la persona brava della famiglia. Lei è sempre affettuoso con il suo pubblico e il pubblico chiaramente ricambia. Io penso il contrario. È il pubblico ad essere affettuoso con me. Sono accolto bene ovunque a Milano come a Torino, in Veneto, in Sicilia, in Campania. Sentirsi amati dal pubblico lo considero un dono divino. Del resto, noi viviamo dell’affetto del pubblico. Non a caso Alessandro Haber, attore eclettico che fa anche tanto cinema, ha dichiarato che vive per quelle 2 ore che lo renderanno soddisfatto di sé, grazie all’incontro in teatro con il pubblico. In quale città si sente particolarmente a proprio agio? Sicuramente a Milano. L’ho affermato più volte e non è una piaggeria o una “captatio benevolentiae” perché siamo nei camerini del teatro Manzoni. Non è che se fossi in un’altra città direi che è quella la città in cui mi trovo bene. NO! Con Milano ho un feeling speciale. Ho residenza a Milano e ho sposato una milanese. Quando sono qui, alla fine dello spettacolo, saluto il pubblico dicendo: ”Voi mi fate sentire a casa”.

Interpreta ruoli drammatici e comici. Recita grandi classici e commedie brillanti. Ma ha scritto anche testi teatrali. Quali sono gli argomenti che affronta in qualità di commediografo? Scrivo le cose che mi stanno a cuore. Al dualismo tra Nord e Sud ho dedicato un intero show, mettendo in luce, ridendo e scherzando soprattutto i valori belli, nostri. Cosa hanno in comune un altoatesino e un napoletano? Niente! Però siamo tutti italiani, ricchi di sfumature diverse. Abbiamo avuto apporti arabi, normanni. Penso alla mia Sicilia che uso sempre come metafora. Disponiamo di una lingua ricchissima che altri popoli non hanno. Mille dialetti che sono una forma di comunicazione immediata. Poi abbiamo in comune l’italiano, una lingua codificata che ha origine da Dante Alighieri. Il bello di noi italiani è che siamo curiosi del mondo e stiamo bene dappertutto. Però allo stesso tempo abbiamo un senso di appartenenza alle nostre origini. Pensiamo che questo

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sia solo un sentimento meridionale. Invece no! Per esempio mia moglie che è milanesissima quando se ne sta a lungo lontana da Milano soffre. La città le manca da morire, come l’aria che respira. Che cosa preferisce fare: recitare i suoi testi o quelli scritti da altri? Inscenare i propri testi è una bellissima soddisfazione, a patto che uno non diventi presuntuoso, ma in realtà preferisco portare in scena i testi altrui. Mi piace essere diretto da qualcuno. Ho bisogno di fidarmi di una voce esterna. Come nasce la sua carriera professionale? Devo tutto a Gigi Proietti, il mio primo maestro, che mi ha insegnato l’ABC del teatro. Poi ha aspettato, bontà sua, l’occasione per potermi dirigere in Liolà di Luigi Pirandello, portando in scena questo lavoro secondo criteri e canoni giusti. Non va trascurato il fatto che ho avuto la fortuna di lavorare con grandi interpreti come Rossella Falck, Valeria Moriconi, Turi Ferro, e di essere diretto da bravi registi come Pietro Garinei con il quale ho lavorato per 17 anni e che è stato il mio mentore. Da tutti ho appreso qualcosa. Sulla mensola del suo camerino, davanti allo specchio


Jannuzzo con Gino Bramieri

mondo, con scarsissime soddisfazioni, specie all’inizio. Devi essere corazzato a subire porte in faccia sbattute a iosa perché non gliene frega niente e a nessuno di te. Ci deve essere una esigenza che parte da dentro, la voglia di comunicare, di narrare storie. L’attore non deve sognare il successo. Il successo deve provenire dall’interno. Devi essere soddisfatto di te. Da piccolo inventavo storielle e le rappresentavo per far star bene le persone accanto a me. Certo c’è del narcisismo e dell’egocentrismo in tutto que-

Sul palco insieme a Emanuela Muni

© Iginio Ceremigna Photography

dove si trucca dentro una cornice d’argento c’è il ritratto del “suo santo protettore”. No, non si tratta di Padre Pio. È la foto di Gino Bramieri che porta sempre con sé in tutti i teatri dove mette piede. Che cosa ha rappresentato per lei questo comico milanese? Con Bramieri ho fatto l’Università dello spettacolo. Ho imparato tante cose, senza rendermi conto che le stavo imparando. Bramieri era un mostro sacro di abilità, sensibilità, attenzione. Era un talento vero, autentico. Lui con me ha instaurato un rapporto da padre a figlio. A teatro era molto apprezzato. Ha fatto ridere intere generazioni, inducendole anche a riflettere. Era seguitissimo, tanto è vero che l’attrice Marisa Merlini diceva: “A Milano magnano pane e Bramieri”. Che cosa suggerirebbe a un giovane che vuole diventare attore? A patto di essere convinto di avere del talento, gli suggerirei di fare sul serio, ma di non prendersi troppo sul serio, di avere dei punti di riferimento. Io ero innamorato di Walter Chiari, che era abilissimo a giocare con le parole perché conosceva bene la lingua italiana. Poi, come dicevo prima, ho avuto tanti maestri. È il lavoro più duro del

sto. È chiaro. C’è la voglia di mettersi in mostra. Se non avesse fatto l’attore che cosa avrebbe voluto fare? Mi sarebbe piaciuto fare il fotografo. È un mestiere che richiede grande sensibilità e bravura per riuscire a catturare in un fotogramma un istante, uno sguardo, una vita, un avvenimento. Se non fosse quello che è, chi altro avrebbe potuto incarnare? (Ci pensa un po’). Posso suggerirle come la vedo io? (Fa cenno di sì con la testa). La vedo bene per eleganza, cultura, e provenienza come Principe di Salina, descritto ne Il Gattopardo da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Mi fa un grande onore. È un complimento straordinario. Noi siciliani abbiamo il culto della bellezza. La bellezza sta nelle parole, nei gesti, negli sguardi. Prendiamo per esempio la Cappella Palatina a Palermo posta dentro al Palazzo dei Normanni, è di una bellezza stratosferica, concreta, antica. Adoro la “mia” Sicilia. Chi la vede se ne innamora. Dicono che Dio toccò un punto della Sicilia e l’Etna, la montagna più alta d’Europa, capitò proprio lì. • RS

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LA POSTA DI PAOLA

a cura della Redazione

Quando la voce è tutto... parola di Paola Neri

LA FAMOSA VOCAL COACH VI SPIEGHERÀ COME AFFRONTARE IL CANTO SENZA PAURA queste pagine a chiunque voglia sapere qualcosa di più sulla sua esperienza lavorativa e umana con tutti i grandi artisti che ha preparato. Paola vi darà consigli su come prepararsi ad un casting o come si canta in un’opera moderna. Vi spiegherà la differenza tra canto lirico e moderno, tra voce pop od impostata, vi consiglierà come cantare con il microfono o senza, e vi svelerà qualche piccolo trucco. Scrivete ora le vostre domande a silvia.arosio@gmail.com e Paola vi risponderà dalle pagine di Riflettori su! • RS

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La vocal coach Paola Neri

© Barbara Gallozzi by Imag&vents

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a casting director delle opere musicali come Notre Dame de Paris, Tosca, Dracula, Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo, vocal coach e cantante di successo degli anni '60 e ' 70 risponderà da


LA LIBRERIA

di Daniele Colzani

LE NOVITÀ DELLE CASE EDITRICI E I NOSTRI CONSIGLI PER SCEGLIERE IL TITOLO GIUSTO PER VOI Mary H. Clark - NON CHIUDERE GLI OCCHI

Rachel Wells IL GATTO CHE AIUTAVA A TROVARE NUOVI AMICI

Dal giorno in cui il suo promesso sposo, il noto filantropo Hunter Raleigh III, è stato ritrovato senza vita, riverso in una pozza di sangue, Katherine «Casey» Carter non ha mai smesso di dichiararsi innocente: dormiva profondamente quando l'hanno ammazzato, non l'ha ucciso lei. Nessuno, però, le ha mai creduto; anzi, per quell'omicidio è stata condannata e ha scontato una pena di quindici anni di detenzione. (Sperling&Kupfer - € 19,90)

Per il gatto Alfie e il suo amico George, Edgar Road è un vero e proprio paradiso. Qui possono schiacciare un pisolino e godersi le coccole delle famiglie del quartiere che fanno a gara per averli con sé. Perché Alfie e George hanno un dono speciale: sanno guardare dentro il cuore delle persone e ripararne gli ingranaggi rotti o inceppati. Per questo si danno subito da fare quando a Edgar Road fanno la loro comparsa dei nuovi vicini. (Garzanti - 300 pg - € 16,90)

Giacinta C. di Gualdana GUIDA CURIOSA AI LUOGHI INSOLITI DI MILANO Milano si racconta attraverso i colori delle linee della metropolitana. Da Molino Dorino a Precotto, da Affori a Rogoredo, da Comasina a San Donato, dallo Stadio di San Siro al Parco Nord: ogni fermata un racconto, una storia, una curiosità. Milano continua a essere una continua fonte di incontri e ci trasporta lungo un percorso avvincente, insolito, sempre appassionante attraverso la Storia e i suoi protagonisti. (NewtonCompton - 288 pg - € 4,99)

IL VOLUME SOTTO I RIFLETTORI... BALLETTO - L'OPERA ILLUSTRATA DEFINITVA Quest'opera è una celebrazione narrativa e visuale del balletto, e contiene oltre 70 produzioni fra le più celebri al mondo. Drammatica, sensuale, espressiva, la danza comunica a un livello profondo. Quest'opera è una celebrazione narrativa e visuale del balletto, e contiene oltre 70 produzioni fra le più celebri al mondo. Presenta inoltre le biografie e le storie dei ballerini più famosi, i coreografi e, naturalmente, i compositori che hanno incantato il mondo con le loro opere nel corso dei secoli. Il libro include inoltre timeline, approfondimenti, testimonianze dirette, per accompagnare il lettore in un vero e proprio viaggio nel mondo del balletto. Con la consulenza di Viviana Durante. (Gribaudo - 359 pg - € 34,90)

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Con il sostegno di C.L.A.P.Spettacolodalvivo e del MiBACT

Diretta da Caterina CALVINO PRINA

Lo Schiaccianoci Musiche: P.I. Tchaikovsky - Coreografie: E. Scepaciov

20 e 21 dicembre 2019 - ore 20:45 22 e 26 dicembre 2019 - ore 16:00

ECOTEATRO Via Fezzan 11 - 20146 Milano

Info Line: 02 82773651 - www.ecoteatro.it Con il contributo di

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www.toomuchgroup.com

presenta


RITORNI

Con lo striptease sei operai

battono timidezza e difficoltà UN GRANDE ALLESTIMENTO PRODOTTO DALLA PEEPARROW ENTERTAINMENT

L'

effetto sorpresa è assicurato, con qualche ingrediente “hot”, tantissimo divertimento e una colonna sonora travolgente: a vent’anni dalla prima edizione del Musical di Broadway, torna in Italia The Full Monty, la commedia musicale firmata da Massimo Romeo Piparo, con un cast e un’edizione completamente rinnovati chedaranno “corpo” e anima a questo gruppo di dinamici operai rimasti senza lavoro ma non senza idee. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo film inglese campione d’incassi del 1997, è stato scritto da Terrence McNally e musicato da David Yazbeck, per la regia e l’adattamento italiano di Piparo, racconta una bellissima storia di riscatto sociale: al cen-

tro della commedia la vicenda di Giorgio, Aldo, Davide, “Cavallo”, Marcello e Davide, un gruppo di disoccupati che, per sbarcare il lunario, decidono di diventare spogliarellisti pur non avendo alcuna esperienza nel “settore”. Per la prima volta nella storia di questo titolo, la vicenda è stata spostata dalla Sheffield del film e la Buffalo del Musical, all’italiana Torino, che dopo aver attirato con le sue grandi industrie persone da ogni angolo d’Italia nell’età dell’oro dell’occupazione, adesso fa i conti con la crisi economica e la fine di un’epoca. Con una vita e un salario completamente da reinventare, i 6 operai si rimboccheranno le maniche riuscendo con corag-

gio e un pizzico di incoscienza a dare una svolta alle loro vite: nonostante la timidezza, il senso di inadeguatezza e le iniziali difficoltà, non solo lo striptease non avrà più segreti, ma riusciranno a conoscere più a fondo se stessi e a ritrovare i valori dell’amicizia e della solidarietà.

© Gianluca Saragò

Da sinistra: Nicolas Vaporidis, Gianni Fantoni, Luca Ward, Paolo Conticin e Jonis Bascir

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di Silvia Arosio

© Gianluca Saragò

I PROTAGONISTI

LO SHOW E I SUOI PROTAGONISTI A condurre il pubblico nel vivo dell’appassionante storia di The Full Monty un cast di grande talento: le star indiscusse del musical italiano degli ultimi anni, Paolo Conticini e Luca Ward, che con la loro verve hanno entusiasmato le centinaia di migliaia di spettatori di Mamma Mia!, Gianni Fantoni, già protagonista nell’edizione del 2013, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis, quest’ultimo al

IL VIDEO

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suo debutto assoluto nel musical. Con loro, condivideranno il palcoscenico importanti attori della commedia musicale italiana, Sebastiano Vinci, Laura Di Mauro, Elisabetta Tulli e Valentina Gullace, i giovanissimi Tancredi Di Marco e Christian Roberto - cresciuti nella “scuderia” del Sistina e già protagonisti dell’indimenticabile Billy Elliot, e la partecipazione di Paila Pavese, che, oltre ad aver recitato al fianco di attori come Gigi Proietti e Vittorio Gassman, ha prestato la propria voce a celebri personaggi di cartoni animati e film d’animazione, tra tutti Anastasia e Jessica Rabbit. Grazie a una colonna musicale trascinante, con l’orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, il Musical conquisterà il cuore del pubblico perché quella di The Full Monty è una storia divertente e al tempo stesso capace di far riflettere, con tanti riferimenti anche all’attualità dei nostri giorni. Senza contare

Paolo Conticini GIORGIO LUCARIELLO (JERRY) Luca Ward ALDO PARISI (HAROLD) Gianni Fantoni DAVIDE (DAVE) Jonis Bascir CAVALLO (HORSE) Nicolas Vaporidis MARCELLO (MALCOM) Sebastiano Vinci è DANIELE (ETHAN) Laura Di Mauro - VITTORIA (VIKY) Elisabetta Tull - GIÒ (GEORGIE) Valentina Gullace - PATTI MAFFEI (PAM) Tancredi Di Marco/Christian Roberto - GABRIELE (NATHAN) con la partecipazione di Paila Pavese - JEANETTE Ensemble Andrea Bratta - Nicolò Castagna - Nico Colucci - Francesco Consiglio - Nico Di Crescenzo – Ilaria Fioravanti – Roberta Giampino – Lorenzo Gitto Linda Gorini – Luca Paradiso – Emanuela Puleo – Fabrizia Scaccia

che le spettatrici più “golose” non resteranno di certo deluse: basterà attendere il finale dello spettacolo, quando il gruppo dei mitici disoccupati garantirà per i loro occhi, in un seducente e allegro chiaroscuro, il full monty, "il servizio completo"... IN TOUR LUNGO LO STIVALE Un grande allestimento prodotto dalla PeepArrow Entertainment che ha debuttato a Milano al Teatro della Luna on repliche fino al 17 novembre, dopo un’anteprima al Teatro Colosseo di Torino- città in cui lo spettacolo è ambientato. A seguire sarà in tour nei principali teatri italiani fino a marzo 2020: Brescia, Padova, Ancona, Firenze, Trento, Genova, Cremona, Bolzano, Udine, Reggio Emilia, Parma, Varese, Bologna, Roma, in scena per un mese al Teatro Sistina (dal 13 febbraio), Bari, Brindisi, Messina, Catania.• RS

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DOPPIATORI

Carlo Valli, le mille voci di cinema e tv

NON SOLO MRS. DOUBTFIRE E "JENA" PLISSKEN, MA ANCHE REX DI TOY STORY E IL MAESTRO SHIFU DI KUNG-FU PANDA

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a questo secondo numero di Riflettori su, apriamo una nuova rubrica. Andremo ad indagare i segreti del doppiaggio, televisivo e cinematografico, intervistando chi questo mestiere lo fa e può dare consigli a chiunque voglia iniziare. Questo mese, partiamo da Carlo Valli, che ha esordito in teatro a 10 anni ed è diventato poi la voce ufficiale di Robin Williams da Good Morning Vietnam in poi. Valli ha doppiato anche Kurt Russel e Jim Broadbent e insegna doppiaggio. Tra le altre voci, è Rex in Toy Story. Quando ha capito che avrebbe voluto diventare un doppiatore? Io ho sempre voluto fare l’attore, fin da bambino. Ho preso parte a qualche spettacolo teatrale come bambino, e ho fatto parecchia radio, perché a Torino (io sono di Torino) in quel periodo si facevano tanti programmi radiofonici per i ragazzi, con dei ragazzi. E nel 1953 (avevo 10 anni) ho partecipato a una riduzione televisiva di un romanzo, e la TV era ancora in fase sperimentale. Sarebbe diventata ufficiale solo qualche mese dopo. Dopo la maturità classica, nel 1962, sono andato a Roma all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio

D’Amico”, dalla quale sono uscito nel 1965. E da quel momento ho fatto l’attore in teatro da professionista. Dal 1967 sono entrato nel mondo del doppiaggio, e ho sempre alternato i due aspetti del lavoro di attore fino ad oggi. Quale preparazione è richiesta?

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Per fare il doppiatore bisogna essere attori. Si deve dare la voce a degli attori, che il più delle volte sono molto bravi, si deve riuscire a proporre le stesse emozioni, gli stessi sentimenti che l’attore del film fa arrivare allo spettatore, con la nostra voce. È evidente che dietro ci deve essere una preparazione da attore. Come ci si rapporta con gli altri attori in sala di registrazione?


di Silvia Arosio

Beh, a parte la reciproca stima, si cerca di lavorare in armonia. Spesso si scherza fra di noi e col direttore tra un anello e l’altro, per rendere il lavoro – che spesso è molto faticoso, sale buie, quasi sempre sotto il livello stradale, e quando si fanno tre turni in un giorno si torna a casa distrutti – piacevole da fare. I doppiatori sono anche in primis attori? Devono essere in primis attori, per le ragioni che ho detto prima. Spesso vengono da me dei ragazzi per farsi ascoltare, a cui hanno detto: “Hai una bella voce, fa’ il doppiatore”. Non c’è niente di più sbagliato. Certo, se la voce è gradevole, bene. Ma la “bella voce” da sola non serve a niente. Si deve saper recitare. E bene. A quali personaggi ha dato voce? A quali personaggi, non saprei dire. Forse vuole sapere a quali attori? Faccio il doppiaggio dal 1967, e ho doppiato anche una cinquantina di film all’anno, si immagini un po’ lei. Come personaggi posso dirle alcuni personaggi del cinema d’animazione: Rex in Toy Story, Scaracchio in Dragon Trainer, Maestro Scifunella versione televisiva di Kung Fu Panda. Come attori... sono un’infinità. Le dico solo i più noti: Robin Williams, Colm Meaney, Jim Broadbent, Kurt Russell, Richard Dreyfuss, Martin Sheen, Robert Duvall, Richard Jenkins, e decine di altri.

C’è differenza nel doppiare cinema, fiction o pubblicità? No, il lavoro è lo stesso. Nelle fiction ci danno meno tempo, mentre nei film si può lavorare più di fino, e nella pubblicità bisogna spesso esagerare un po’. Tutto qui. Come mai ancora molti doppiatori hanno una cadenza dialettale? Bisognerebbe chiederlo ai direttori che li fanno lavorare. Quando faccio il direttore io, non capita. Ha mai incontrato qualcuno degli attori che ha doppiato? No. Non ho mai incontrato nemmeno Robin Williams che ho doppiato almeno in 40 film, e che venne in Italia in occasione dell’uscita del film: Mrs. Doubtfire. Ma io non lo sapevo, e ho visto la trasmissione di Costanzo (dove lui era ospite) da casa sul mio televisore.

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È utile iscriversi a qualche agenzia? Non ci sono agenzie che curano il doppiaggio, o per lo meno io non ne sono a conoscenza. Quale doppiaggio le ha dato maggiore soddisfazione? Sicuramente Good Morning Viet-Nam, L’attimo Fuggente, Mrs. Doubtfire. Ma quasi tutti quelli che vengono bene danno soddisfazione. Cosa consiglia a chi vuole intraprendere la Sua carriera? Studiare recitazione, esercitare la voce, non scoraggiarsi mai, andare a letto presto quando il giorno dopo si hanno dei turni impegnativi. • RS


SCUOLE E ACCADEMIE

Quando il balletto classico

fa rima con ecosostenibilità LO SCHIACCIANOCI E BIANCANEVE E I 7 NANI ANDRANNO IN SCENA ALL'ECOTEATRO DI MILANO

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a a maggio 2019 la compagnia ufficiale dell’Accademia Ucraina di Balletto ha cambiato la propria denominazione, diventando AUB Compagnia Italiana Di Balletto, per sottolineare la componente italiana dei suoi ballerini che vengono selezionati attraverso audizioni, ma soprattutto scelti tra i diplomati dell’Accademia stessa mentre i diplomandi ed allievi dell’ultimo anno, possono farne parte come aggiunti o stagisti. La compagnia, inoltre, sensibile agli aspetti legati alla

ecosostenibilità, ha trovato in EcoTeatro di Milano un valido alleato per portare avanti insieme questa vocazione: nasce così una collaborazione che porterà in cartellone, nella sala di via Fezzan, primo teatro ecosostenibile in Italia, alcune repliche di Schiaccianoci e di Biancaneve e i Sette Nani, riallestite con la supervisione del teatro adottando criteri per ridurre l’impatto ambientale. Gli spettacoli sono prodotti in co-realizzazione tra A.U.B. Compagnia Italiana di Balletto e

LO SCHIACCIANOCI • 20 e 21 Dicembre ore 21 • 22 e 26 Dicembre ore 16

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Cooperativa Muse Solidali (ente gestore EcoTeatro) e vedono il sostegno di C.L.A.P. Spettacolodalvivo e del MiBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo). LA PAROLA AI PROTAGONISTI Marco Davvero, Direttore di Ecoteatro: “Da tempo i teatri cercano strade per svecchiare le sale e intercettare nuovo pubblico, soprattutto giovani, così da garantire il ricambio generazionale. L’innovazione sostenibile è l’opportunità che può generare il cambiamento e rilanciare in una chiave più moderna e innovativa le sale teatrali. EcoTeatro è la prima sala nazionale che raccoglie il problema della crisi climatico ambientale e adotta criteri gestionali ecosostenibli per abbattere l’impatto dei concerti e degli spettacoli ospitati. La collaborazione con A.U.B. Compagnia italiana di balletto è nata grazie a CLAPS Spettacolodalvivo, il Circuito Lombardo di programmazione teatrale riconosciuto dalla Direzione Spettacolo del Ministero


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della promozione di sviluppo eco sostenibile, e cercare di porre il tema ambientale al centro dell’azione artistica culturale”.

Marco Daverio, Direttore dell'Ecoteatro

dei Beni Culturali con cui collaboriamo che ha inserito due spettacoli dell’AUB Compagnia Italiana di Balletto nel cartellone di EcoTeatro: Schiaccianoci e Biancaneve e i sette nani.  Gli allestimenti hanno già debuttato ottenendo uno strepitoso successo agli Arcimboldi e verranno rivisti e rimontati nella nostra sala con criteri ecosostenibili. È la prima volta che una compagnia di danza professionale adotta criteri eco e la cosa ci fa molto piacere. La partnership di questo sicuro ed ambizioso connubio avrà sicuramente un’evoluzione sempre più stretta con numerosi nuovi programmi. L’attività della Compagnia, legata indissolubilmente all’Accademia Ucraina, fautrice già di molti successi e promotrice di nuove collaborazioni anche con personaggi illustri del mondo della danza, avrà in serbo numerose novità nell’arco della prossima stagione. A partire da un programma realmente innovativo come quello di presentare allestimenti rivisitati di balletti fulcro del repertorio classico, seguendo il concept dell’EcoTeatro sulla falsa riga di un concetto in chiave Ecologica che sicuramente, in molte occasioni, sposeremo al 100%, al fine di dare, primi nel mondo degli spettacoli di Danza, un forte messaggio all’insegna

Caterina Calvino Prina Direttrice Aub Compagnia Italiana di Balletto: “Sono molto soddisfatta di questa nuova collaborazione e del fatto che la nostra compagnia abbia finalmente trovato una collocazione che potrà darle la possibilità di rientrare in un teatro che, grazie alla nuova direzione, sta assumendo una veste completamente nuova. Ed è questo aspetto che mi ha spinta principalmente ad accettare la proposta che vede Aub Compagnia Italiana di Balletto collaborare con EcoTeatro. Un teatro rinnovato non solo nella sua struttura, ma anche nei concetti che ne guidano l’organizzazione e la scelta artistica. Sono stimolata dall’idea di “rivedere” i principali balletti classici in chiave “ecosostenibile”. È una sfida interessantissima e soprattutto innovativa. La tradizione si sposa con una necessità assolutamente attuale ed è un onore per noi portare avanti questo progetto. In questa stagione presenteremo Schiaccianoci e

Caterina Calvino Prina, Direttrice dell'Accademia Ucraina di balletto

Biancaneve e i Sette nani, il primo che è un classico del periodo natalizio ed il secondo un’esclusiva di cui detiene i diritti per l’Italia solo l’Accademia Ucraina di Balletto con le coreografie di Genrich Moiorov, ideatore del balletto. Le versioni di entrambi gli spettacoli saranno quindi di puro repertorio, con costumi e sviluppo scenografico tradizionale. Un’ulteriore occasione per non dimenticare la tradizione di questi balletti che purtroppo ultimamente vengono “fatti e rifatti” in versioni che molto spesso ne stravolgono la bellezza e la purezza”. • RS

BIANCANEVE E I 7 NANI • 4 Gennaio ore 21 • 5 e 6 Gennaio ore 16

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ATTIVITÀ

I Falconieri di Sua

Maestà,

mix di tradizione e passione

AL "REGNO DEI RAPACI" L'ADDESTRAMENTO DEGLI ANIMALI È ALL'INSEGNA DELL'AMORE E DEL RISPETTO

I

Falconieri di sua Maestà nascono nel 2004 dalla passione di Dino e Anna per i rapaci che li porta a costituire dapprima il gruppo di falconeria e successivamente l’allevamento il Regno dei Rapaci poi diventato anche Agriturismo e Fattoria Didattica. Come Falconieri di sua Maestà portano da anni nelle feste e rievocazioni medievali l’antica arte della falconeria, nota da tempo ma codificata da Federico II di Svevia nel XIII secolo nella sua De arte venandi cum avibus (l’arte della caccia con gli uccelli), trattato che è ancora alla base della falconeria moderna. Durante le esibizioni di volo nelle feste di piazza lo staff di falconieri coinvolge il pubblico ad interagire con i rapaci che non sono mai forzati a fare esercizi innaturali, ma solo stimolati a fare ciò che normalmente fanno in natura e tentano

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(di solito riuscendoci) di trasmettere al pubblico il loro amore per questi volatili. NON SOLO RAPACI, MA ANCHE FATTORIA DIDATTICA Il Regno dei Rapaci, nato appunto come centro di riproduzione e vendita, è ora diventato Fattoria didattica e conta un centinaio di rapaci diurni e notturni oltre a volatili di altre specie e diversi altri animali come capre,


© Alessandro Carchidio - Studio DeAngelis

di Silvia Arosio

mufloni, galline, cerbiatti, suricati e diverse tartarughe. Il centro ospita diverse attività, oltre le normali aperture domenicali finché il tempo lo consente, ci sono aperture speciali per scuole e associazioni e diverse altre iniziative. Non ultimo il mini-corso “Falconieri per un giorno”, dedicato a tutti coloro che desiderano acquistare un rapace o solo passare una giornata sicuramente indimenticabile.

Anna, dal 2004 avete aperto il primo gruppo di falconeria. Da cosa deriva questa grande passione per i falchi? Deriva dall’amore che il mio compagno Dino ha sempre avuto sin dall’adolescenza e che poi è stato capace di trasmettere a me... L’abbiamo fortemente voluto: trasformare tutto questo nella nostra attività quotidiana ci ha permesso di aprire il nostro centro, dove ogni più piccolo dettaglio nella cura ed addestramento degli animali parla di amore e rispetto verso gli animali In che modo addestrate i vostri animali? L’addestramento viene svolto sulla base di una sapiente miscela di diversi ingredienti tra i quali il

IL TRATTATO

Inquadra il QRcode e sfoglia il De arte venandi cum avibus

Federico II di Svevia

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più importante è l’estremo rispetto dei nostri rapaci. A tutti gli effetti ritenuti esseri senzienti, hanno grandi potenzialità di apprendere e di creare un legame simbiotico con il falconiere. Insieme a questo aspetto, la costanza, la grande pazienza ed lavoro quotidiano che si sviluppa e si implementa durante tutta la vita del rapace, sono gli elementi vincenti che portano a grandi risultati. È un lavoro delicato, dove concen-

trazione insieme al giusto mix di fiducia e determinazione ci permettono di mostrare fieri questi risultati anche a chi assiste alle nostre dimostrazioni di volo in libertà. Quanti e che tipi di animali avete? Abbiamo al nostro attivo circa 120 rapaci divisi tra diurni e notturni appartenenti a 30 diverse specie oltre ad altri animali non appartenenti al mondo dei rapaci come cani della prateria, genette, daini

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e vai alla raccolta dei video de i Falconieri di Sua Maestà 48

che invitiamo tutti i lettori a venire a conoscere. Per acquistare oggi un rapace, occorre prepararsi con corsi ed avere spazi adeguati. Cosa significa allevare un animale come questo? A tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo tanto meraviglioso quanto impegnativo mondo, consigliamo in primis di seguire un corso di avvicinamento alla falconeria nel quale si avrà l’opportunità di acquisire competenze e


© Alessandro Carchidio - Studio DeAngelis (3)

conoscenze più specifiche in merito alle varie specie di rapaci, potendo così scegliere più consapevolmente la più adatta alle proprie esigenze. Consigliamo sicuramente di acquistare l’esemplare presso un allevamento qualificato che si renda disponibile con noi, una volta venduto il rapace, a fornirci eventuali preziosi consigli di “manutenzione” e dritte per un approccio corretto all’animale. È bene sapere che non essendo

animali domestici equiparabili a cani o gatti, necessitano attenzioni particolari a livello alimentare, medico veterinario e sotto molti altri aspetti. Da qui l’importanza, ad esempio, di affidarci all’esperienza di una struttura specializzata in animali esotici per la cura del nuovo arrivato. Che tipo di corsi proponete? Qui presso la nostra struttura è possibile proprio per questo seguire dei corsi che noi denominiamo di “avvicinamento alla falconeria” sia per adulti che per bambini. Questi corsi si sviluppano su due fronti: uno teorico che consente di meglio conoscere tutto ciò che è importante sapere su questi rapaci ma soprattutto diamo grande spazio alla pratica dove, sotto la guida dei nostri esperti falconieri, si apprende proprio la tecnica di approccio a questi animali. È possibile corredare questi corsi con ulteriori ore di volo che possono essere acquistate in un secondo tempo proprio per acquisire sempre maggiore confidenza e dimestichezza

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IL TRATTATO

Inquadra il QRcode e scarica il De arte venandi cum avibus (previa registrazione)


un modus vivendi che si padroneggia solo (e qui ci ripetiamo perché è quanto mai importante) sulle basi di una grande passione per questi rapaci. Una grande attitudine personale, la costanza ed il lavoro quotidiano con questi rapaci sono la formula vincente per arrivare a praticare questa grandissima arte divenuta proprio patrimonio dell’Unesco nel 2010. • RS

© Alessandro Carchidio - Studio DeAngelis (3)

con l’attività di falconeria Organizzate giornate particolari con visite per bambini? Abbiamo il piacere di essere stati accreditati oltre che come azienda agricola, anche e soprattutto come fattoria didattica tra le nostre attività principali: accogliamo su prenotazione presso il nostro centro le scolaresche, proponendo loro piacevoli giornate di incontro per conoscere il mondo dei rapaci a mezzo audiovisivi ma soprattutto con l’esperienza dei bambini sul campo. Quanti siete in fattoria? In fattoria in questo momento siamo quattro operatori fissi che si occupano quotidianamente dei bisogni di tutti i nostri animali, rapaci e non, dalla pulizia di gabbie e voliere all’addestramento quotidiano. Altri amici appassionati ci affiancano durante le dimostrazioni al centro e fuori nelle feste di piazza. Cosa proponete per le vostre uscite storiche? Per quanto concerne l’attività di falconeria come patrimonio storico, siamo lieti di prendere parte a manifestazioni esterne al nostro centro nelle quali sono previste ricostruzioni o cortei storici dove il

nostro orgoglio é ricordare proprio il periodo medievale, periodo in cui il grande imperatore Federico II di Svevia con il suo trattato “de arte venandi cum avibus” portò al massimo fulgore la grande arte della falconeria Che tipo di feste proponete in fattoria? A chi sta pensando ad una idea originale per festeggiate il proprio compleanno diamo la possibilità di affittare la nostra aula didattica unendo al divertimento l’opportunità di regalare ai propri invitati l’ingresso al centro per assistere ai nostri voli in libertà Un’esperienza unica che farà sì che i vostri invitati difficilmente dimenticheranno la vostra festa. Come si può diventare falconiere? Non basta un corso e tantomeno possedere un rapace per definirsi un falconiere La falconeria è una attitudine,

Per info: WWW.FALCONIERISUAMAESTA.IT 50


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INIZIATIVE

di Silvia Arosio

Con i Nipoti di

Babbo Natale

puoi regalare sogni e gioia UNO STRUMENTO INNOVATIVO PER CONTRASTARE LA SOLITUDINE DELLE PERSONE ANZIANE

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ermettetemi oggi di puntare i riflettori su un'iniziativa benefica che ho conosciuto lo scorso anno, grazie alla segnalazione di un’amica. Si tratta di realizzare un sogno di un anziano o un'anziana di una casa di riposo. La scorsa edizione, grazie all’attenzione dedicata a Nipoti di Babbo Natale da parte dei media locali e nazionali, in meno di un mese dalla conferenza stampa, hanno aderito 43 RSA di tutta Italia, sono stati realizzati i desideri di 800 anziani, sono stati raccolti oltre 5000 € di donazioni. In un solo mese il sito ha avuto 44.650 utenti, 65.200 visite, 10.192 e-mail; Facebook ha più di 2.200 followers e Instagram 1.600. Il sito www.nipotidibabbonatale.it è che raccoglie i desideri degli ospiti di strutture residenziali. Nella prima edizione italiana i desideri di 800 anziani (messi in rete dalle 43 strutture di appartenenza), sono stati realizzati dai Nipoti di Babbo Natale, vicini e lontani, che hanno scelto di fare un dono speciale per Natale. Si sceglie una casa di riposo, un regalo e lo si porta personalmente all’anziano che ne ha

fatto richiesta. Si va dalla scatola di cioccolatini a un paio di guanti, da una palla con la neve ad un orologio “con i numeri grandi”: tutto quello che può rendere migliore una persona ricoverata. Nipoti di Babbo Natale è uno strumento innovativo di contrasto alla solitudine che rappresenta un’occasione straordinaria per agli anziani di poter esprimere un desiderio, riscoprire la bellezza del sogno, sentire che qualcuno pensa alla loro felicità. L'EMOZIONE DI SENTIRSI SPECIALI PER QUALCUNO Grazie a Nipoti di Babbo Natale, gli anziani vivono l’emozione di sentirsi speciali per qualcuno, “qualcuno che ti ha scelto, ha pensato a te, ha dedicato del tempo e delle risorse per regalarti un momento di felicità”.

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Nipoti di Babbo Natale offre ai donatori la possibilità di vivere la gioia del dono, di sapere che la loro donazione porterà gioia agli anziani e ai nipoti di Babbo Natale in tutta Italia. Scopri come fare su www.nipotidibabbonatale.it • RS

SERENITY S.p.A.

È un’azienda italiana che lavora da decenni a contatto con il mondo degli anziani, contribuendo a migliorare quotidianamente lo stato di benessere fisico e psicologico delle persone e di coloro che se ne prendono cura. Il team Serenity, costituito da più di 250 persone, opera con costanza e determinazione per migliorare i prodotti per la gestione dell’incontinenza e i servizi offerti agli anziani in casa di riposo. Ogni anno che passa, il gruppo sostiene I “Nipoti Di Babbo Natale”, iniziativa ideata e promossa da Un Sorriso in Più Onlus.


FESTIVAL

a cura della Redazione

Milano è pronta per il

Mandorla

Music

LA RASSEGNA È ORGANIZZATA DALLA COMUNITÀ CINESE IN ITALIA

D

omenica 24 novembre ai Magazzini Generali di Milano si svolgerà la seconda edizione del Mandorla Music Festival, la rassegna musicale, organizzata dalla comunità cinese in Italia, che promuove l’incontro della cultura occidentale con quella orientale. La serata, ideata da Sean White (Zhang Changxiao), si inserisce all’interno degli eventi legati alla Milano Music Week. Il Festival è una piattaforma internazionale in cui la cultura orientale e quella

occidentale si incontrano. Questa manifestazione nasce con l’obiettivo di dare agli italiani la possibilità di capire meglio la cultura e la musica del mio Paese, in particolare quella rock e indie-pop. Questa serata sarà un’opportunità per conoscerci meglio. Lo stesso può accadere anche per i settori alimentari, industriali e commerciali». Il Mandorla Music Festival è organizzato dallo scrittore cinese che opera per promuovere lo scambio culturale tra Italia e Cina. L’anno scorso ha pub-

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Festival

Lo scrittore cinese Sean White (Zhang Changxiao)

blicato il best seller “Creuza de Mao”, (con oltre 200.000 copie vendute in Cina), per far conoscere in Cina i più grandi cantautori della storia della musica italiana. • RS


SCUOLE DI DANZA

Bernstein School of

Musical

Theater , fucina di talenti

IN 25 ANNI, LA SCUOLA È DIVENTATA PUNTO DI RIFERIMENTO PER L'INSEGNAMENTO DELLE ARTI PERFORMATIVE

ta specializzazione in Musical Theater: • Danza (dance tecnique) • Canto (singing tecnique) • Recitazione (voice and acting) • Tecniche del Musical Theater (physical performance) • Storia e analisi della performance (research and rehearsal) • Avviamento alla professione del performer (professional development) • Pratica avanzata (advanced practice) • Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Contemporaneamente alle masterclass di alto perfezionamento, sono previste lezioni giornaliere nelle discipline del canto, della danza e della

© Laura Massimiliani

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er il terzo anno, la Bernstein School of Musical Theater di Bologna, diretta da Shawna Farrell, organizza il Corso di Alta Formazione per Performer di Musical Theater. Il corso è totalmente gratuito per soli 20 partecipanti maggiorenni, grazie al finanziamento delle risorse del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia Romagna e si svolgerà da gennaio a maggio 2020 nella sede della BSMT a Bologna con frequenza obbligatoria. Il programma formativo di 700 ore è costruito in collaborazione con la prestigiosa Guildford School of Acting di Londra e si compone di 8 moduli con insegnanti di livello internazionale, scelti per le loro competenze e l’al-

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recitazione a cui si aggiunge l’attività di project work finalizzata alla costruzione di performances, sotto la guida di registi, coreografi, direttori musicali e tecnici. LA SCUOLA La BSMT (Bernstein School of Musical Theater), diretta da Shawna Farrell e con la direzione amministrativa di Giuseppe Lombardo, è diventata in 25 anni un punto di riferimento per l’insegnamento delle arti performative, grazie all’esperienza della Direttrice, di Mauro Simone alla vicedirezione e al corpo docenti formato dai migliori professionisti delle tre discipline del Musical Theater: danza, canto


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e recitazione che hanno accresciuto il valore dell’Accademia, richiamando allievi da tutta Italia. Oltre agli insegnanti residenti, la BSMT collabora con eccellenze del musical

come: Giampiero Ingrassia, Saverio Marconi e molti altri nomi del panorama italiano e internazionale. La nuova sede, inaugurata nel 2017, si sviluppa su una superficie di oltre

LE CARATTERISTICHE DEL CORSO Per accedere al Corso di Alta Formazione è necessario sostenere un’audizione presso la sede della BSMT nei giorni 1 e 2 dicembre 2019. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 novembre: sul sito www.bsmt.it è possibile scaricare il modulo e trovare tutte le informazioni dettagliate sul corso e sui materiali da preparare per l’audizione. • DURATA E PERIODO DI SVOLGIMENTO: 700 ore, di cui 400 ore di aula/ laboratorio e 300 ore di project work. Da gennaio a maggio 2020 • NUMERO DI PARTECIPANTI: 20 • ATTESTATO RILASCIATO: attestato di Frequenza • DESTINATARI E REQUISITI DI ACCESSO: il corso è rivolto a soggetti maggiorenni, non occupati e occupati, in possesso dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione e residenti o domiciliati in Emilia-Romagna. Requisiti preferenziali: titoli di studio e percorsi formativi attinenti all’area disciplinare del corso; esperienze professionali documentate in produzioni di Musical Theater. • PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: il modulo di iscrizione al corso è reperibile sul sito web www.bsmt.it e dovrà essere inviato compilato all’indirizzo formazione@bsmt.it o consegnato a mano presso la sede della BSMT (Via Paolo Nanni Costa 12/6 - 40133 Bologna) entro e non oltre il 20 Novembre 2019, completo di Curriculum Vitae e fotocopia del documento di riconoscimento. • SELEZIONE: la selezione si articola in due prove: 1) Prova pratica: Un monologo da un lavoro teatrale contemporaneo, che evidenzi le capacità attoriali - Due canzoni di stili differenti (la commissione si riserva la possibilità di richiedere un’ulteriore prova di tecnica vocale) - Prova di danza (indicare il proprio livello sulla domanda di ammissione); 2) Colloquio conoscitivo-attitudinale. La selezione si terrà presso la sede della BSMT nei giorni 1 e 2 dicembre 2019. I candidati saranno avvisati a mezzo e-mail su giorno e ora della convocazione. La graduatoria degli ammessi sarà pubblicata online sul sito www. bsmt.it. • SEDE DI SVOLGIMENTO: The Bernstein School of Musical Theater - Center for the Performing Arts: Via Paolo Nanni Costa 12/6 - 40133 Bologna • CONTATTI: Tel. 349 7094510 - formazione@bsmt.it

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2.000 mq con oltre 15 sale attrezzate per lezioni, laboratori, prove spettacolo, una sala teatrale da circa 100 posti, una biblioteca, camerini, sale relax e area ristoro. La BSMT ha come obiettivo la cura a 360° dell’allievo, non solo nella preparazione nelle varie discipline, ma anche nella cura del corpo e della mente. Per questo motivo sono stati introdotti in Accademia dei professionisti che affiancano gli insegnanti residenti nel percorso di crescita culturale e artistica dello studente. Gli allievi hanno a disposizione uno psicologo, un nutrizionista, un fisioterapista e possono avvalersi della consulenza del dottor Fussi, eccellente foniatra che sottopone i ragazzi, in particolare del primo anno, ad un attendo esame per verificare lo stato delle corde vocali. Inoltre la BSMT Productions organizza A Summer Musical Festival, giunto alla ottava edizione, una rassegna annuale di musical in scena tra maggio e luglio nei principali teatri bolognesi, un appuntamento importante sia per i titoli proposti sia per l’alto livello artistico degli spettacoli. • RS

Per info: WWW.BSMT.IT


SCUOLE DI DANZA

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Per i Re del

Mambo

anni di ritmo e... passione

GIACOMO FRASSICA, ALESSANDRA FERRI E PATRIZIA FOGLIAZZA HANNO DIFFUSO LA DANZA CARAIBICA IN ITALIA

I

Re del Mambo compie 25 anni. 25 anni di passione per la danza, nella sede di Vimodrone, che si è sviluppata nel tempo per diventare non solo scuola di mambo e balli latini americani, ma anche sede di prove ed allestimento di spettacoli. L’anima de I Re Del Mambo sono Giacomo Frassica, Alessandra Ferri e Patrizia Fogliazza; loro hanno diffuso il mambo e il latinoamericano in tutta Italia, formando migliaia di ballerini. Grazie alla loro esperienza internazionale, al loro talento, alla loro creatività, ma soprattutto grazie alla loro passione e dedizione, hanno trasmesso l’amore per il ballo a tantissimi allievi e non solo. Molti degli alunni della scuola, sono poi entrati in varie produzioni teatrali, tv e cinematografiche. Ai corsi di ballo, nella scuola, si affiancano preparazione per spettacoli, show, musical, flash mob e tanto altro... Inoltre, le sale di Vimodrone, ormai diventate fiore all’occhiello per la città e punto di incontro per varie produzioni, vista anche la comodità di strade e mezzi pubblici per raggiungere il cuore di Milano, hanno visto l’allestimento e le prove di molti musical

del panorama nazionale, da Mary Poppins a Newsies, da Sanremo Musical fino a Dirty Dancing. MUSICAL, SCUOLA DI DANZA E NON SOLO... Numerosi sono poi i musical, nati dalla creatività dei fondatori della scuola: Mambo Y Salsa - la voglia di ballare (2005), La Foresta del Ritmo (2010), I Re Del Mambo (2003-2005), King of Mambo (2012), fino a Mambo Italiano, andato in scena a novembre 2018 al Teatro San Babila di Milano e che presto riprenderà con nuove date ed allestimento. Per quanto riguarda la scuola vera e propria, I Re del Mambo si avvalgono di una squadra di ottimi insegnanti che trasmetteranno sia la tecnica che la passione per il ballo. Nel-

la scuola si danza, si stringono legami, si creano amicizie, che vanno al di là della semplice lezione, grazie ai momenti di aggregazione ed intrattenimento: molti ballerini continuano a frequentare la scuola dopo anni. Gli alunni, guidati dal team, impareranno a lasciarsi andare al rit-

Giacomo Frassica e Alessandra Ferri

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mo della musica sia durante i corsi che nelle iniziative in programma. Particolare attenzione è dedicata al sociale, con il progetto Io ballo da gentleman, indirizzato alle scuole medie e superiori: la scuola, attraverso il ballo, cerca insegnare la gentilezza verso la dama, per combattere anche in questo modo la violenza sulle donne e costruire relazioni sociali positive. L’offerta formativa è adatta a tutti, dai ragazzi agli adul-

GIACOMO FRASSICA

“Mi considerano tra i primi insegnanti e ballerini al mondo di Mambo ma vorrei essere tra i primi ad emozionare e convincere che tutti possono ballare...” L’ho subito capito che amavo questo ballo. Dall’inizio a Portorico e Cuba ballando il Mambo, la Salsa, la Bachata e il Cha cha cha con grandissimi ballerini, a quando ho iniziato a creare figure, movimenti e tecniche di insegnamento ormai usate nelle scuole in Italia e nel mondo, mi sono sempre distinto per la passione, il sorriso e quello che io chiamo “Sabor”. Sono poi arrivate le esperienze televisive e teatrali, quando sono stato coreografo e regista di vari musicals, di Tito Puente in “MamboJazz Dancers” e della ballerina che accompagnò Celentano a Sanremo 2012, al coach al musical Dirty Dancing in Italia nel 2015. “Se non balli il Mambo sulle congas sicuro non stai ballando nel cuore del ritmo”

© Alndrea Hankatattoo Leone

PATRIZIA FOGLIAZZA

ti, ai principianti ai livelli più avanzati, dalle lezioni collettive alle lezioni private. L’anima della compagnia sono loro, Giacomo Frassica (Direttore Artistico, coreografo ed insegnante), Alessandra Ferrari (aiuto-coreografa ed insegnante) e Patrizia Fogliazza (insegnante), tre insegnanti che da oltre vent’anni contribuiscono alla diffusione della danza caraibica in Italia. Attraverso i loro insegnamenti hanno formato miglia-

ia di ballerini. L’esperienza a livello internazionale abbinata al loro talento e creatività hanno permesso di realizzare un metodo capace di attirare tanti giovani talenti. Il tutto sempre accompagnato da grande passione, trasmettendo il desiderio di ballare con il sorriso. “Perché il ballo per me porta il sole, ovunque io sia...” • RS

ALESSANDRA FERRI

“Lasciati andare e interpreta a modo tuo ogni musica, ogni ballo sarà diverso e unico...” Inizio a ballare salsa nel 1985 nella scuola Marlon Giuri e da allora non ho mai più smesso. Da questa passione, mi e’ venuta la voglia di trasmettere agli altri quanto sia meraviglioso ballare e lasciarsi coinvolgere dalla musica e dal ballo di coppia.  Ho studiato e lavorato con grandi Maestri di fama Internazionale, portoricani, cubani, newyorkesi; ballato con le più grandi orchestre del panorama latino e mi contraddistinguo per le mie lezioni di “Portamento e Gestualità femminile”. Molte le apparizioni in tv, sono poi stata ballerina e aiuto coreografa in vari Musical.​“Balla per te e per il ballerino/a con cui stai ballando… Emozioni uniche e tanto divertimento.”

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“Perché il ballo per me porta il sole, ovunque io sia...” La passione per i balli caraibici è nata diversi anni fa dopo una vacanza a Cuba... Così, da anni, insegno con passione, trasmetto l’amore per la salsa, la bachata, il chachacha, questi balli, questi ritmi latini dalla musica sensuale che porta il sole nei cuori d’ognuno anche nelle giornate più uggiose. Patrizia è una ballerina professionista di grande talento, che insegna alla scuola di ballo.

MUSICAL REALIZZATI

• Mambo Italiano (2018) • Mambo Y Salsa - La voglia di ballare (2005)

• La Foresta del Ritmo (2010) • I Re Del Mambo (2003-2005) King of Mambo (2012)

EVENTI ORGANIZZATI • Flash Mob Finale di Champions League / Mediaset (2016)

• ZebraDay Swatch • Rolex Cup Capri (spettacolo) • Dirty Dancing (Flash Mob) • Centri commerciali (Carosello Carugate)


MUSICA

La voce di Leonard Cohen continua ad incantare

l mese di novembre vedrà l'uscita Thanks for the Dance, album postumo di inediti di Leonard Cohen, realizzato grazie all’impegno e alla passione del figlio Adam, con la collaborazione di illustri amici e colleghi che hanno lavorato con Leonard negli anni: non la classica raccolta commemorativa di B sides e di tracce scartate, ma un vero e proprio disco che esce a sorpresa, composto da nuove canzoni, eccitanti e vitali, la reale continuazione del lavoro del Maestro. Sette mesi dopo la morte di suo padre, Adam Cohen si era ritirato nel garage in cortile, vicino alla casa di Leonard, per lavorare di nuovo con il padre e per stare in compagnia della sua voce. Della loro precedente collaborazione in You Want It Darker erano rimasti dei bozzetti musicali, a volte poco più delle semplici tracce vocali. Leonard al tempo aveva chiesto a suo figlio di portare a termine questo lavoro e così è stato. Questo straordinario nuovo album Thanks for the Dance è stato realizzato in vari luoghi. Il grande musicista spagnolo Javier Mas è volato da Barcellona a Los Angeles per catturare lo

spirito di Leonard e imprimerlo di nuovo nella sua storica chitarra. A Berlino, durante un evento musicale chiamato People Festival, Adam ha invitato amici e colleghi a prestare il loro talento: Damien Rice e Leslie Feist hanno cantato, Richard Reed Parry degli Arcade Fire ha suonato il basso, Bryce Dessner dei The National ha suonato la chitarra, il compositore Dustin O’Halloran ha suonato il piano. Hanno partecipato anche il coro berlinese Cantus Domus e l'orchestra Stargaze. A Montreal è intervenuto il celebre produttore Daniel Lanois, che ha arricchito gli arrangiamenti. Il coro Shaar Hashomayim, che ha avuto un ruolo importante nel caratterizzare il sound dell'ultimo album di Leonard Cohen, ha contribuito a una canzone, e Patrick Watson, con il suo inimitabile talento, ha co-prodotto un brano. A Los Angeles, Jennifer Warnes, amica e collaboratrice di vecchia data di Leonard, ha registrato le secondi voci, mentre Beck ha contribuito alla chitarra e all'arpa ebraica. Michael Chaves, che aveva elegantemente registrato e mixato You Want It Darker, ha curato la registrazione e il missaggio. Grazie a tutto questo, è nato Thanks For The Dance, il nuovo album di Leonard Cohen che riesce misteriosamente a ricreare davvero l'essenza del suono dell’artista. «Nel comporre e

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arrangiare la musica affinché si adattasse alle sue parole, abbiamo seguito la sua impronta musicale, tenendolo così con noi» racconta Adam Cohen «Ciò che mi ha davvero commosso è stata la sorpresa di coloro che hanno ascoltato questo album, "Leonard è vivo!" hanno esclamato uno dopo l’altro» Thanks for the Dance è un’inaspettata benedizione, un dono che rappresenta sia la bellezza che la forza. La voce di Leonard Cohen non è stata zittita. E la danza continua.• RS

IL VIDEO

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In collaborazione con Parole & Dintorni

I

IL 22 NOVEMBRE ESCE L’ALBUM POSTUMO DI INEDITI “THANKS FOR THE DANCE”


Diretta da Caterina CALVINO PRINA

www.toomuchgroup.com

presenta

Biancaneve e i 7 nani Musiche: B. Pavlovsky - Coreografie: G. Maiorov

4 gennaio 2020 - ore 20:45 5 e 6 gennaio 2020 - ore 16:00

ECOTEATRO Via Fezzan 11 - 20146 Milano

Info Line: 02 82773651 - www.ecoteatro.it Con il contributo di

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CONVEGNI

a cura della Redazione

Passioni, visioni e progetti di mecenatismo culturale

COME INSTAURARE UNA RELAZIONE POSITIVA CON GLI ARTISTI

È

stato un successo annunciato quello che ha premiato il simposio SINFONIE D’INTENTI. Passioni, visioni e progetti di mecenatismo musicale, che si è tenuto al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, lo scorso 18 ottobre. Fortemente attesa, al punto che i posti riservati ai partecipanti erano andati esauriti in poco tempo, la giornata di studio, diretta per la sua parte scientifica da Elisa Bortoluzzi Dubach, docente universitaria e consulente di relazioni pubbliche, sponsorizzazioni e fondazioni, è stata molto apprezzata dagli oltre 250 iscritti, provenienti dalla Svizzera, dall’Italia e da molte nazioni europee ed extraeuropee come il Venezuela, la Spagna, la Russia, la Romania, la Francia, che ne hanno gradito l’innovativo format, che ha offerto loro la possibilità concreta di entrare in contatto diretto con un mecenate musicale, di raccogliere nuove idee per trovare fondi, e di stabilire un network reale con personalità di solito irraggiungibili. Dalle affermazioni dei partecipanti, raccolte a termine della giornata, è emerso quanto questa sia risultata interessante e istrutElisa Bortoluzzi Dubach

tiva, sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano, grazie alla scelta azzeccata dei relatori, le cui personalità hanno reso sempre viva l’esposizione dei vari temi affrontati e l’esperienza delle loro storie personali. Il simposio si è focalizzato sulle tecniche più efficaci da utilizzare per condurre una relazione di successo con un mecenate musicale, proponendo una nuova riflessione sulle sfide che il sostegno privato, fenomeno in piena espansione, deve affrontare nel mutato contesto contemporaneo. LE TESTIMONIANZE A tal proposito, Mariacristina Cedrini, Senior Advisor & Comitato di Gestione Fondazione Bracco, ha portato all’attenzione dei partecipanti l’esperienza della Fondazione Bracco, storia di mecenatismo di ben quattro generazioni della famiglia Bracco. “Partendo da una filantropia più ad personam o one to one, a una filantropia illuminata del fondatore, sino ad arrivare oggi alla filantropia strategica, che ha questa accezione per la valenza che la capacità di analisi di contesto, per gli obiettivi fissati di medio e lungo termine e intaccando quindi anche l’area di progettualità ma soprattutto quella della misurabilità”. “La giornata del 18 ottobre -ha affermato in fasi di commento, Elisa Bortoluzzi Dubach - ha dimostrato che basta creare l’occasione perché si sviluppi una formidabile energia, nuove idee e intuizioni, progetti e proposte. Il futuro sta nella grande opportunità dei mecenati di fare rete

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Il Direttore del Conservatorio Christoph Brenner

e diventare motori di innovazione”. “È evidente- ha proseguito Elisa Bortoluzzi Dubach - che al di là di soluzioni tecniche e politiche che agiscano per dar slancio a e conservare l’enorme patrimonio a nostra disposizione, abbiamo bisogno di una nuova cultura che favorisca l’incontro fra musicisti e mecenati. Occorre dunque che gli artisti si convincano a mettere in atto una rivoluzione copernicana che sposti il centro di gravità dell’agire nei confronti dei mecenati, facendo perno, paradossalmente, sull’offrire invece che sul chiedere”. Dal canto suo, Christoph Brenner, direttore del Conservatorio della Svizzera italiana, ha dichiarato che “è stata una giornata in cui, grazie alla forza trainante della musica, voci diverse si sono unite in un condiviso slancio carico di futuro, uno straordinario momento di apprendimento, ricerca e networking che ha offerto ai partecipanti la possibilità di orientarsi nel settore ed elaborare una propria lista di potenziali mecenati di riferimento”. “Mi auguro - ha proseguito Christoph Brenner - che, grazie alle indicazioni pratiche che il simposio ha fornito, gli artisti presenti possano ben presto instaurare una relazione positiva con un mecenate per dare corpo ai loro progetti e ai loro sogni”.• RS


FESTIVAL

a cura della Redazione

Abanico, bata de cola e

manton al

Flamenco Festival

PER LA GIORNATA MONDIALE DEL FLAMENCO VA IN SCENA L'ANTEPRIMA AUTUNNALE DELLA MANIFESTAZIONE La bailaora Concha Jareño e il chitarrista Juan Antonio Suarez “Cano”

L

a giornata mondiale del Flamenco - che dal 2010 si celebra il 16 novembre - è l’occasione per l’anteprima autunnale del Milano Flamenco Festival che anticipa la tradizionale rassegna di giugno. Sul palco del Teatro Strehler Teatro d'Europa (la sera del 17 novembre), la ballerina madrilena Concha Jareño e la sua compagnia, con Recital Flamenco, uno spettacolo di raffinata tradizione e ricercatezza musicale. Recital Flamenco, che sarà presente in dicembre nella stagione flamenca del Teatro Real di Madrid, rappresenta e racconta il Flamenco nella sua veste più autorevole, quella della tradizione, della grandiosità, dello splendore, dei colori. Uno spettacolo che utilizza elementi di novità e di evoluzio-

ne, ma senza artifici né provocazioni; oltre alla potenza della danza, grande rilievo assumono gli accessori - abanico (ventaglio) bata de cola (tradizionale abito dalla lunga coda) e manton (scialle con lunghe frange) - utilizzati con maestria e poesia da una delle interpreti più accreditate. Concha Jareño - bailaora di straordinaria tecnica e capacità interpretativa, tanto da essere una delle figure più richieste a livello internazionale - sarà accompagnata da un parterre di musicisti di prestigio, fra cui il grande chitarrista Juan Antonio Suarez “Cano” recentemente insignito del Premio Guitarra con Alma nell’ultima edi-

zione del Festival de Jerez - ci regalerà una vera e propria antologia del flamenco. Milano Flamenco Festival / Autunno è un evento di Punto Flamenco AC con la direzione artistica di Maria Rosaria Mottola, con il sostegno di Ministerio de Cultura y Deporte de España, e la collaborazione di Instituto Cervantes. • RS

Per info: WWW.PUNTOFLAMENCO.IT 61


ANDAR PER MUSEI

di Daniele Colzani

ECCO LE MOSTRE DEL MOMENTO. LE ABBIAMO VISITATE PER VOI... BRANDING DALÍ LA COSTRUZIONE DI UN MITO Salvador Dalí va in scena a Napoli con una mostra inconsueta, ricca di sorprese, dove viene messa in luce l'operazione di branding di se stesso, attuata dal genio catalano durante tutta una vita, in anticipo sulla definizione medesima di brand. È il caso della Tauromachia surrealista, de Il Bestiario di La FonSalvador Dalí taine dalinizzato delle Banderoles en illustrazioni della Divina forme de papillon Commedia, de La suite Catalane, serie di rare mattonelle in terracotta destinate ad una piscina oppure le bottiglie in edizioni limitate per Rosso Antico-Vermouth. Anche la collaborazione nel 1969 con la SNCF, la compagnia ferroviaria francese, per firmare manifesti pubblicitari che rappresentano le principali regioni della Francia, racconta di una capillare e pervasiva presenza di Salvador Dalí sui media. Altra opera singolare è il piccolo dipinto a tempera e collage Banderoles en forme de papillon dedicato a sua moglie Gala, con doppia firma e data. Il fatto che ancora nel 2017 La casa de Papel, acclamato successo della produzione televisiva prima spagnola e poi americana, costruisca la sua trama su un protagonista di nome Salvador e sull'esplicito riferimento a Dalí come volto eroico di una nuova Resistenza, conferma che il brand, l'icona coi baffi all'insù plasmata su se stesso dal grande surrealista, ha superato la prova del tempo e sia ancora un marchio vincente. Per info: www.brandingdali.com (NAPOLI, PALAZZO FONDI, fino al 2 Febbraio 2020)

© David Appleby

PHOTOLUX FESTIVAL All'interno della manifestazione Photolux Festival - Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca (che ruota attorno al tema Mondi | New Worlds, con oltre 20 mostre, diffuse in sei sedi espositive del centro della città toscana), vogliamo segnalare Behind the wall. La mostra di David Appleby raccoglie le foto di scena e il ‘dietro le quinte’ di The Wall, la riduzione cinematografica del famoso album dei Pink Floyd, grazie ai 10.000 negativi bianco e nero originali conservati degli Studios di Pinewood. Per info: www.photoluxfestival.it (LUCCA, dal 16 novembre all’8 dicembre)

CONSIGLIATA DALLA REDAZIONE HOKUSAI, HIROSHIGE, UTAMARO - Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospitano una mostra pone a confronto il fascino delle stampe giapponesi di autori quali Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige e Kitagawa Utamaro con quelle di artisti quali Edouard Manet, Henri Toulouse Lautrec, Pierre Bonnard, Paul Gauguin, Camille Pissarro e altri. L’esposizione presenta 140 opere della Johannesburg Art Gallery, a cui si aggiungono 30 stampe ukiyo-e di proprietà dei Musei Civici di Pavia. Sarà inoltre possibile ammirare la celeberrima Grande Onda di Hokusai. Per info: www.scuderiepavia.it (PAVIA, SCUDERIE CASTELLO VISCONTEO, fino 9 febbraio 2020)

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RIFLETTORI SU... 2  

Magazine di cultura e spettacolo diretto da Silvia Arosio

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