RIFLETTORI SU... 29

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►TILT & ALIS Due straordinari show de Le Cirque WTP ► MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO DIRETTO DA SILVIA AROSIO Riflettori su... ►ELEONORA LOMBARDO "Sarò la memoria di Dodi Battaglia sulla scena..." ►FOSCA SCHIAVO Da Curon a Vienna... in punta di piedi Anno IV - N. 29 ►Novembre 2022◄ Follow us Riflettori su... AL TAM ARCIMBOLDI TORNA LA COMPAGNIA DI DANZA PIÙ ICONICA DEL MONDO INTERVISTE●ANTICIPAZIONI●CASTING●PERSONAGGI●CINEMA●MUSICA Parsons Dance
DALL’UCRAINA IL GRUPPO DIRETTO DA ANATOLIY ZALEVSKYY PERLAPRIMAVOLTA CON I MIGLIORI ARTISTI AL MONDO DEL CIRCO CONTEMPORANEO GROSSETO | TEATRO MODERNO | 2-3-4 DIC GENOVA | POLITEAMA GENOVESE | 8-9-10-11 DIC PADOVA | GRAN TEATRO GEOX | 16-17-18 DIC MILANO | TEATRO REPOWER | 23-24-25-26 DIC TRIESTE | POLITEAMA ROSSETTI | 30-31 DIC | 1 GEN FIRENZE | TUSCANY HALL | 5-6-7-8 GEN 2023
MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO Anno IV - Numero 29 - NOVEMBRE 2022 • Supplemento alla testata www.silviaarosio.com (Reg. al Tribunale di Milano n°249 del 21/11/2019) • Direttore Responsabile: Silvia Arosio • Art Director & Redattore: Daniele Colzani • Contatti: riflettorisumagazine@gmail.com • Contributors: Sonia Cammarata - Myriam Dolce - Massimiliano Fusco - Christine Grimandi - Simon Lee - Antonella Lazzaretti - Antonello Risati - Claudia RossiMaurizio Tamellini - Angela Valentino - Luca Varani • Hanno collaborato: Emanuela Cattaneo - Dario Duranti - Agnese Omodei Salè - Maria Chiara SalvanelliCLP1968 - EchoCommunication - Ella Studio - Italy for Movies - Mic International Company srl - TAM Teatro Arcimboldi Milano • Foto di cover: Lois Greenfield Riflettori su... Edizione Digitale: www.issuu.com/riflettorisu Facebook Riflettorisu Instagram Riflettorisu Il magazine Riflettori su... è stampato su prodotti certificati FSC e PEFC 8 ROCKY HORROR SHOW ONCE, UNA VOLTA NELLA VITA ALIS BUBBLES REVOLUTION ELEONORA LOMBARDO LES TROPHÉES DE LA COMÉDIE MUSICALE TILT! PARSONS DANCE 14 20 24 28 30 38 42 3 SOMMARIO
4 Le rubriche dei "Contributors" 72 - IL DANZATORE 74 - DIDATTICA 76 - LA TRUCCATRICE 78 - LA COSTUMISTA 80 - IL FOTOGRAFO 82 - LO SCENOGRAFO 84 - PAROLE D'ARTISTA TUTTO CHIEDE SALVEZZA IL VAJONT DI TUTTI OBIETTIVO TEATRO FOSCA SCHIAVO AUB MINA E GLI NFT Issuu riflettori su Facebook Riflettorisu Instagram Riflettorisu Riflettori su... La nostra squadra è pronta E tu sei dei nostri? GIANMARIOCAVALLARO MaestrodiCoroe Direttored’Orchestra SONIACAMMARATA Costume designer per lo spettacolo CLAUDIAROSSI& ANTONELLALAZZARETTI DocentiFormatrici ANGELAVALENTINO Make Up Artist in New York City SILVIA AROSIO Direttore Responsabile DANIELE COLZANI Art Director & Redattore MAURIZIOTAMELLINI DirettoreArtisticoFestival dei2MariSestriLevanteCHRISTINEGRIMANDI Production Organization & Casting Director MYRIAMDOLCE Giornalista di Danza & SpettacoloLUCAVARANI Giornalista Musicale & Blogger di Sonar ANTONELLORISATI Scenografo & Production DesignerMASSIMILIANOFUSCO Wedding & Ballet Photographer 86 68 64 62 58 TEATRO FILARMONICO DI VERONA BALLETTO DI MILANO MUSEO BENIAMINO GIGLI 52 60 48 44
5 70 - BROADWAY MUSEUM 88 - STASERA AL MUSEO 90 - ELECTROFESTIVAL 116 - LA LIBRERIA 118 - EMOZIONI A DOMICILIO e ancora... ANDY WARHOL MAX ERNST RISE UP! ARTE & DESIGN IN ALTO ADIGE SALSO LUDIX SIDERA AUREA Buona lettura e arrivederci con il numero di Dicembre! 94 104 108 98 106 112

L’autunno, una diversa socialità

Stiamo entrando nel periodo più buio dell’anno: le giornate, complice il ritorno dell’o ra solare, sono sempre più corte, nelle case, ahimé, accendiamo le luci, il gene rale inverno arriverà anche quest’anno così particolare e non solo dal punto di vista del meteo.

La natura insegna: le fo glie in autunno assurgono ad una maestosa e fatal bel lezza, per lasciarsi cadere e donarsi alla terra che le ac coglie e le trasforma.

Gli alberi non muoiono, aspettano e si rigenerano. Gli animali che vanno in

letargo si preparano per la nuova primavera.

Perché, vedete, imparare dai cicli naturali dovrebbe essere insito nell’uomo, che però, inserito sempre di più in un ambiente tossico ed artificiale, sta perdendo di vista quello che realmente è: una creazione della natu ra, una parte di essa, quella stessa che sta assurdamente distruggendo, come un Ar lecchino che per la fame di vora se stesso.

Il viaggio nell’oscurità è inevitabile per tutto e tutti: come raccontato nel mio ar ticolo dedicato a Tutto chie de salvezza” la rinascita da

sempre parte da una morte e non c’è fioritura senza anni chilimento.

Le feste di Halloween a cui i nostri bambini hanno partecipato, l’audience par ticipation della festa lugubre e gioiosa del Rocky Horror, il fiato sospeso delle acro bazie dei performer di circo contemporaneo di TILT ed Alis, tutto il teatro, nell’ac cezione di “rito” come lo abbiamo spesso descritto, sono tutti dei momenti di passaggio, come in una fa vola di streghe e draghi, per poter poi rivedere la luce.

Se questo periodo stori co non aiuta e il buio fuori

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L’INVERNO È MORTO; LA PRIMAVERA È PAZZA; L’ESTATE È ALLEGRA E L’AUTUNNO È SAGGIO! (MEHMET MURAT ILDAN)
LA VOCE DEL DIRETTORE

dalla finestra ci incupisce, ritroviamo quelle piccole cose che ci rendono vivi.

“Tutte le cose sulla terra fanno rotta verso casa, durante il caro vecchio ottobre; i marinai verso il mare, i viaggiatori verso mura e recinti, i cacciatori verso i campi, le cavità la lunga voce dei cani, l’inna morato verso l’amore che aveva abbandonato”.

Possono bastare picco li gesti come un plaid sulle gambe, una poltrona mor bida, una candela accesa, un buon libro, un gatto o un cane ed una tisana calda?

Può bastare la medita zione e l’accoccolarsi su se stessi, per ritrovarci ed ac crescere la nostra consape volezza?

È sufficiente l’ascolto del la nostra musica preferita, magari dalle cuffie dello smartphone? Sicuramente aiutano, ma da soli rischie rebbero di trasformarci tutti in tanti “hikikomori”, ter mine giapponese di gran moda, che indica chi decide

di ritirarsi dalla vita socia le per lunghi, lunghissimi periodi, l’esatto contrario del FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, di cui dice di soffrire Vit toria dei Måneskin, l’ansia di essere sem pre connessi a quello che succede fuori.

Dall’altra parte del la terra il sole che qui si cela dietro l’orizzonte, là emerge dalla notte. Così l’autunno ha un suo corri spondente in una lontana primavera.

Come sempre, cum grano salis. Una passeggiata nella natura e l’incontro con le altre persone sono la medi cina naturale al nostro be nessere, che va associata al caldo della casa, al rientro nel nido, alla tana, al calore del focolare.

La dimensione sociale, così osteggiata e demoniz zata in questi ultimi anni, va ritrovata, nel rispetto delle fragilità, per accompagnarci nelle lunghe ombre dell’in verno che ci attende.

E se le piattaforme tv ci propongono film e serie a volte davvero ben fatti, non tralasciamo di uscire e di partecipare a quei riti collet tivi ed arricchenti che sono il teatro, la danza, i concerti, le mostre e che vanno vis sute il più possibile in pri ma persona, perché siamo animali sociali e nessuno si salva da solo.

Le stagioni teatrali sono ripartite e le persone stanno tornando ad affollare i tea tri: c’è voglia e bisogno di questo tipo di cultura e se alcuni teatri chiudono, af fossati dai debiti e dal covid, dimostriamo con i fatti che il teatro, se le proposte sono buone, può ancora essere un business.

Diamo una scossa alle am ministrazioni locali e non, partiamo dal basso, come le radici nutrite dalle foglie.

Il modo migliore per evi tare le chiusure delle sale teatrali è frequentarle e ren derle vive.Un bosco senza animali muore. Il mare senza pesci muore. Un uomo senza l’umanità muore. I teatri senza spetta tori chiudono.►RS

Silvia Arosio

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di Silvia Arosio

Lo spettaco lo TILT realtà e sarà una fantastica sorpresa, sperienza vera, indimen ticabile e unica: è lo show rivelazione applaudito al debutto, in sole 5 setti mane nel 2019, da tre 20.000 spettatori ogni età e promosso a pieni voti dalla critica. Un cast nale di oltre 25 sti dal Nouveau Cir que e dal Soleil.

Numeri aerei e a terra che incantano e tengono con il fiato sospeso: l’eccellen za delle arti circensi contemporanee con musica, danza e tea tro. Uno spettacolo di oltre 90 minuti senza interruzioni usare animali.

Liberamente ispi rato al film capola voro Ready Player One di Steven Spiel berg, TILT il mondo virtuale e offre al pubblico una meravigliosa interpretazione dei valori del mondo reale:

Vivere vere emozioni ammirando esi bizioni soliste e corali, che tendo no oltre i limiti delle possibilità

SPETTACOLI / 1 TILT, il
show
8 NON È NECESSARIO CHIUDERE GLI OCCHI PER IMMAGINARE DI VIVERE UN’AVVENTURA INCREDIBILE
nuovo
dove tutto è reale

umane e che esaltano Amici zia, Alleanza, Verità, Amore. Credere in sé stessi e nel le proprie capacità, perché, citando il film: “Per quanto dolorosa a volte sia, la realtà rimane l’unico posto in cui mangiare un pasto decente”. Essere ciò che siamo vera mente, perché alla fine conta solo la realtà.

Tenete gli occhi aperti e preparatevi ad assistere ad uno show emozionante, elet

trizzante e romantico.

Le Cirque World’s Top Performers riparte dall’Italia con questo attesissimo family show e annunciato come la grande novità dell’anno. TILT si presenta in versione teatrale, per accompagnare gli spettatori durante tutto il periodo delle Feste di Natale, del Nuovo Anno e fino all’E pifania. Per sei settimane, dal 2 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023, andrà in sce

© Sargentini
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di Daniele Colzani

DALLA REALTA’ VIRTUALE ALLE EMOZIONI VERE

Rifugiandosi in un mondo dove tutto quello che accade non è reale, si perde il senso di ciò che è vero e tangibile. E alla fine, per quanto possa sembra re fantastico e perfetto, questo mondo virtuale implode e va in TILT. Il capolavoro di Steven Spielberg Ready Player One, tra i primi cinque film campioni d’incasso firmati dal celebre regista, ha offerto lo spunto per ideare e realizzare questo show internazionale che, come è nel la tradizione di Le Cirque WTP, vede protagonisti artisti che rap presentano l’eccellenza a livello mondiale.

In TILT vengono introdot ti nuovi elementi come la nar rativa, interpretata attraverso il movimento, il linguaggio del corpo. C’è musica naturalmente e anche danza. Uno spettaco lo elettrizzante e romantico al tempo stesso, dove tutto ciò che accade sul palco è reale, vero, emozionante.

UNA STAR MONDIALE ALLA DIREZIONE ARTISTICA

Gianpiero Garelli, fonda tore e guida del progetto Le Cirque WTP, coadiu vato da Onofrio Colucci, General Artistic Direc tor, hanno scelto Ana toliy Zalevskyy nel ruolo di Direttore Ar tistico di TILT. Accla mato in tutto il mondo è un artista di spicco e di caratura mondiale del Nouveau Cirque e del Cirque du Soleil. Ha vinto i premi internazionali più am biti, tra cui il Clown d’Oro al Festival Internazionale del Cir co di Monte-Carlo. Il suo Paese d’origine lo ha insignito del più alto riconoscimento istituzio nale: Artista Onorario dell’U craina.

Fa parte di coloro che dopo aver ricevuto tanto, sentono il dovere di restituire. Così, im piegando le proprie risorse, ha fondato prima un centro di for mazione destinato ai giovani per l’educazione e l’insegna mento delle arti circensi e poi ha creato il collettivo Rizoma. È proprio all’interno di Rizoma che Anatoliy Zalevskyy ha se

IL SITO

lezionato gli artisti che comple tano il super cast di TILT, di cui fanno parte star mondiali del Nouveau Cirque e del Cirque du Soleil.

Ecco le sue parole durante la conferenza stampa online del 4 ottobre scorso: "Ciao a tutti, e scusatemi se non parlo italia no. Sono contento di poter in viare il mio messaggio, perché significa che torneremo a fare spettacolo. E TILT è un grande spettacolo!

Per questo, vorrei dire “Gra zie a tutti voi” che ci aiutate a raccontare al pubblico quello che stiamo preparando.

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na a Grosseto (Teatro Moder no), Genova (Teatro Politeama Genovese), Padova (Gran Tea tro Geox), Milano (Teatro Re power), Trieste (Teatro Il Ros setti) e Firenze (Tuscany Hall). Inquadra il QRcode per il sito ufficiale de Le Cirque WTP Aurelie

Sono grato a Le Cirque per avermi proposto la direzione artistica. Mi sono esibito sui palcoscenici del mondo, ma questa esperienza è speciale, mi ha permesso di crescere e gli applausi del pubblico ita liano nel 2019 per il debutto di TILT sono stati una grande soddisfazione.

Stiamo lavorando con il mas simo impegno. Ci sono talento, passione, cuore, emozioni vere, perché voglio che TILT sia uno spettacolo che arrivi al pub blico e lo sorprenda. Per fare un grande spettacolo chiedo ai miei artisti non solo di dare il massimo, ma anche di spin gersi oltre e di non dimenticare mai che è la gente a decretare o meno il nostro successo.

Vado anche in scena con il mio numero e quindi sento una doppia responsabilità per ché devo garantire sempre il massimo risultato. Ma c’è una doppia soddisfazione: abbiamo artisti formidabili e TILT ha dimostrato di essere un grande show. Il successo te lo devi con quistare e ogni volta si ricomin cia. Ora stiamo per tornare e dimostreremo che lo spettacolo sarà ancora più emozionante, perché è cresciuto e continua a farlo. Arriveremo presto in Ita lia con tutto il cast. Grazie a le Cirque e grazie a tutti voi. Sarà un onore esibirci per il pubbli co italiano".

LE CIRQUE WORLD’S TOP PERFORMERS: LA PIU’ GRANDE COMPAGNIA D’EUROPA

Partita da zero con lo spetta colo ALIS nel 2016, con inve stimenti privati e senza alcu na sovvenzione pubblica, Le Cirque World’s Top Perfor mers ha raddoppiato nel 2019 producendo il secondo spettac lo TILT e nel 2021 ha ideato e debuttato con La Belle Vie, un progetto nato per tour estivi.

Le Cirque WTP vanta oltre 75 artisti “Top Performers” di tut

to il mondo. Oggi è la più gran de compagnia in Europa ed è una storia tutta italiana che por ta la firma di Gianpiero e Ales sandro Garelli. Gianpiero è il fondatore di Le Cirque WTP, grande appassionato di Circo Contemporaneo, oltre che im prenditore dalla lunga esperien za internazionale. Al suo fianco il figlio Alessandro, cofondato re e alla guida del Dipartimento Strategia, Marketing e Comuni cazione di Le Cirque WTP.

ALCUNI TOP PERFORMERS DI TILT 2022-2023

• ANATOLIY ZALEVSKYY - White Act: Diret

tore Artistico di TILT, artista di spicco e di caratura mondiale del Nouveau Cirque e del Cir que du Soleil è anche protago nista in scena con il numero che lo ha reso celebre e che lo ha eletto definitivamente a stel la mondiale. Il suo romantico White Act è tra i momenti più suggestivi ed emozionanti.

Ciò che riesce a fare con il corpo è sorprendente, tutti i movimenti sono in armonia e perfetti. È una magnifica di mostrazione di forza, energia ed equilibrio, una performance scandita da una colonna sonora evocativa, che fa sognare prima e fa stare bene poi.

• RICCARDO

FORTE

Master of Ceremony: è lui che accompagna il pubblico tra realtà virtuale e mondo reale. Un viaggio emozionante ed im prevedibile, durante il quale si rivela anche come musicista e chitarrista di talento.

Riccardo Forte è cresciuto a La Bottega Teatrale diretta da Vittorio Gassman e van ta esperienze di primo piano in teatro, al cinema e in televisione. Da Otello con Gassman e Dr.

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© Gaia Capone
IL TOUR DI TILT! • Dal 2 al 4 Dicembre | GROSSETO @ Teatro Moderno • Dall'8 all'11 Dicembre | GENOVA @Teato Politeama Genovese • Dal 16 al 18 Dicembre | PADOVA @Gran Teatro Geox • Dal 23 al 26 Dicembre | MILANO @Teatro Repower • Dal 30 Dicembre all'1 Gennaio | TRIESTE @Teatro Il Rossetti • Dal 5 all'8 Gennaio | FIRENZE @Tuscany Hall
Anatoliy Zalevskyy

Faustus di Marlowe nel ruolo di Lucifero, a numerose fiction e film per RAI e Mediaset, ol tre alla grande popolarità in TV per 13 anni con La Melevisione e al cinema con Berni e il Fara one della Walt Disney, in cui è protagonista nel ruolo del diret tore del museo egizio.

Nel 2019 la puntata pilo ta della serie L’uomo nuovo, che lo vede protagonista, ha ricevuto l’Award Best Se ries 2019 all’Oniros Film Fe stival.

• SKATING JASTERSAcrobatic Skating: sono una coppia eccezionale sui pattini a rotelle. Susan Sterza, verone se e figlia d’arte, gira il mondo con papà Giacomo e mamma Elena Busnelli.

L’attrazione per la pista cir cense è folgorante, si diploma come aerealista all’Accademia d’Arte Circense e inizia ad esibirsi in Svizzera, Francia e Italia, fino all’incontro con l’a crobata volante brasiliano Di merson Baeta.

Insieme creano il nuovo nu mero sui pattini a rotelle che incanterà milioni di spettato ri e che viene premiato con la Medaglia d’Oro al Festival del Circo di Enschede in Olanda. Con il Cirque du Soleil sono nello show Totem dal 2015 per

un tour di 3 anni in Canada, Australia, Singapore, Giappo ne, Europa.

• VITALII YARCHUKJuggler: ha ideato un numero incredibile di giocoleria, che unisce forza e abilità. Il livel lo di difficoltà nell’esecuzione è più elevato, perché utilizza esclusivamente i palloni da basket, più pesanti e grandi da maneggiare.

Quanti ne usa? Uno, due, tre, quattro, cinque… Ma soprat tutto: come li usa! Un artista formidabile, perfezionatosi presso l’Accademia della Arti Circensi diretta da Anatoliy Zalevskyy.

• AURELIE DAUPHINAerialist/Aerial Silks: specia

lista nei tessuti aerei è anche trapezista, cantante, ballerina e coreografa. Vanta prestigiose collaborazioni con il Cirque du Soleil (Ovo e Corteo) e 45 De gres Company. Si è esibita in Europa, Indonesia, Giappone, Stati Uniti. Ha frequentato l’E cole Nationale Supèrieure de Danse (Marsiglia), l’Académie Internationale de la Danse (Pa rigi).

Ha vinto la medaglia di Bronzo al Festival Les feux de la Rampe ed è stata finalista a Tu Si Que Vales in Spagna. Nel 2020 ha fondato la compagnia e ideato lo show T’es rien sans la Terre - Non sei nulla senza la Terra, dedicato alla preser vazione dell’ambiente.

• RIZOMA - Acrobatic Team: un gruppo di artisti ta lentuosi ed affiatati capaci di tutto, sia nella performance singola che corale, sia nel ge sto atletico portato fino al limi te, che nell’interpretazione co reografica. È un collettivo che conferma come le arti circensi contemporanee siano omni comprensive.

E ogni disciplina è rappre sentata: acrobazia, equilibri smo, giocoleria, comedy, hand to hand, handstands, straps, cyr wheel, chinese pole, aerial hoop… Il collettivo Rizoma è una delle particolarità che ren dono unico TILT. ►RS

© Gaia
Skating Jasters
Capone
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© Sargentini Duo Straps

22 gennaio/ 23 dicembre 2023

TEATRO FILARMONICO

22, 25, 27, 29 gennaio

Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart

12, 15, 17, 19 febbraio Aida di Giuseppe Verdi

26, 29, 31 marzo/ 2 aprile Werther di Jules Massenet

22, 25, 27, 29 ottobre Amleto di Franco Faccio

19, 22, 24, 26 novembre Il Parlatore eterno di Amilcare Ponchielli Il Tabarro di Giacomo Puccini

17, 20, 22, 23 dicembre Un Ballo in maschera di Giuseppe Verdi

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Ulisse Trabacchin

In caso di necessità la Fondazione Arena di Verona si riserva il diritto di modificare il presente programma.

arena.it
© Heads Collective
L’altro volto dell’Arena Stagione Lirica 2023
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ALIS, lo show a base di avventura, viaggio e sogno...

I MIGLIORI ARTISTI AL MONDO DEL CIRCO CONTEMPORANEO IN UNO SPETTACOLO PIÙ EMOZIONANTE E SPETTACOLARE CHE MAI

Prevendite già aper te e tanta voglia di tornare ad esibir si davanti al pubblico. ALIS aprirà la tournée a Co negliano (Zoppas Arena) e proseguirà a Bassano (Pa lauBroker), Lucca (PalaTa gliate), Rimini (Stadium Ri mini), Modena (PalaPanini), Bari(TeatroTeam), Catania (Teatro Metropolitan) e Ro ma(Palazzo dello Sport).

A poco più di un mese dal debutto anche il pubbli co sembra impaziente e per soddisfare le richieste sono state aperte nuove date per aggiungere le prime 4 repli che (vedi box il tour di ALIS) A confermare il successo di questa produzione interna zionale è anche il crescente interesse all’estero. Come fu nel 2019 per il tour in Svizze ra, nel 2022 ALIS farà tappa a Bruxelles al Cirque Royal, il tempio dello spettacolo in Belgio.

È un grande, atteso ritorno per Le Cirque WTP e, proba bilmente, mai come nei tour precedenti, lo spettacolo ALIS assume un significato specia le, che va oltre il piacere di proporre al pubblico qualcosa di unico. Applaudito da oltre 200.000 spettatori entusiasti, ma dopo un lungo periodo di stop forzato e un’esperienza che ha cambiato tutti e tutto, oggi ALIS e Le Cirque WTP desiderano ritrovare il pub blico e tornare in scena, pro mettendo che: “L’avventura, il viaggio e il sogno ricomin

ceranno e questa volta sarà ancora più emozionante, me raviglioso, spettacolare”.

Un collettivo di caratura mondiale, formato da 25 arti sti selezionati tra i migliori del circo contemporaneo, molti dei quali vantano partecipa zioni in alcune delle produ zioni di maggior successo del Cirque du Soleil. Sono le star acclamate sui palcoscenici di tutto il mondo, pluripremiate con i riconoscimenti più am biti e prestigiosi per le perfor mance che le hanno rese fa mose, ma che presenteranno anche numeri inediti creati ap positamente per ALIS. Equili bristi, acrobati, clown, cantan ti e musicisti, sul palco con 14 numeri eccezionali e che in ogni disciplina tendono ai limiti delle possibilità umane. Oltre 90 minuti di show senza interruzioni e senza mai usare animali.

ALIS è lo spettacolo che prende per mano lo spettatore e lo rende partecipe attraverso un filo conduttore che attinge anche dalla letteratura fanta stica dell’‘800 e dal capolavo ro di Lewis Carroll. Non c’è un inizio e una fine, ma un’e sperienza densa di emozioni e performance indimenticabili perché, come afferma Onofrio Colucci, Direttore Artistico e Maestro di Cerimonia: “ALIS è un viaggio alla scoperta di ciò che non t’aspetti, per imparare di nuovo a meravi gliarsi”.

ONOFRIO COLUCCI, DIRETTORE ARTISTICO DI ALIS Abbiamo raggiunto Onofrio Colucci, Direttore Artistico e maestro di Cerimonia di ALIS.

Cosa significa essere Di rettore Artistico di uno spettacolo come ALIS? Non

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SPETTACOLI / 2

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale de

, quindi con i migliori artisti del mondo del circo con tempo raneo (prove nienti dal Cir que du soleil o da altre ker messe impor tante come il Festival del Cir co di Montecarlo...)

Sono tanti compiti da far combaciare e coordi nare: ciò comporta uno sforzo notevolissimo e il tutto è fina lizzato a portare in scena (con pochissimo tempo a disposi zione per mettere insieme il tutto) questi straordinari artisti e il loro bagaglio di talento. Come ti rapporti con i tuoi artisti? Ti poni "alla pari" o c'è la giusta "distanza" tra la

figura del Direttore Arti

In qualità di Direttore Ar tistico non credo ci siano li velli, distanze, pari o non pari: sicuramente mi sono trovato in passato ad affrontare delle "quantità industriali" di ego perchè, questi artisti di fama

Katrina Asfardi di Daniele Colzani IL SITO
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IL TOUR DI ALIS

• Dall'11 al 13 Novembre

| CONEGLIANO @Zoppas Arena

• Dal 18 al 20 Novembre

| BASSANO @Palaubroker

• Dal 25 al 27 Novembre | LUCCA

@Palatagliate

• Dal 2 al 4 Dicembre | RIMINI

@Stadium Rimini

• Dal 9 all'11 Dicembre

| MODENA @Palapanini

• Dal 16 al 18 Dicembre

| BARI @Teatroteam

• Dal 23 al 26 Dicembre

| CATANIA @Teatro Metropolitan

• Dal 29 Dicembre all'1 gennaio

| BRUXELLES @Theatre Cirque Royal

• Dal 4 all'8 Gennaio 2023

| ROMA @Palazzo dello Sport

internazionale - che hanno rag giunto obiettivi invidiabilissimi e incredibili per la stragrande maggioranza degli artisti del cir co contemporaneo - arrivano con il loro bagaglio di talento, espe rienza, centinaia di ore di allena mento e migliaia di soettacoli alle spalle nei teatri di tutto il mondo. Questo significa che a volte bi sogna avere tanta pazienza e di plomazia per trovare e cercare il "modo" più efficace per avere il miglior risultato possibile.

Spesso, come dicevo prima, il tempo è un fattore che sicu ramente "rema contro" quindi io personalmente ho un ruolo di grande partecipazione, di affetto e di grande dedizione nei con fronti di questo progetto: ci tengo moltissimo alla sua riuscita per chè ho a cuore il risultato finale e ho sempre in mente quello che l'utente finale, cioè il pubblico, si aspetta e vuole vedere sul palco scenico.

Sono costretto (ma sono anche riuscito) in un modo o nell'altro ad assurmere questo ruolo, spes so difficile e a volte antipatico di dover fare delle scelte, di prende re delle decisioni in maniera uni voca perchè, diciamoci la verità, nel circo (ma come anche nel teatro e nel mondo dello spetta colo in generale), le democrazia può funzionare fino ad un certo

punto: ci deve poi esser qualcuno che si prende la reposnsabilità di dire "questi sì, questo no, questo si fa in questa maniera e in un quell'altra"...

Devo confessare che il "mio" più grande soddisfazione, l'atte nione più alta possibile la metto nel porre l'artista nelle migliori condizioni per esprimere il mas simo di sè stesso e per avere la felicità e la soddisfazione di par tecipare al nostro progetto: un artista contento di quello che sta facendo è sicuramente un artista che comunica molto meglio e ciò vuol dire che il pubblico è molto più felice.

Come nascono i numeri di ALIS? Come vengono scelte le basi musicali che fanno da sot tofondo alle esibizioni?

Uno dei criteri più importanti è quello della notorietà dell'arti sta, che va di pari passo con la "potenza" della sua performan ce, anche se negli anni abbiamo cercato di ritagliare uno spazio di nicchia, una piccola porzione dello spettacolo anche per le gio vani promesse del circo contem poraneo.

Abbiamo puntato su performer già affermati ma anche giovani talenti che rappresentano scom messe (nella maggior parte dei

casi vinte) perchè questi giovani artisti sono diventati dei grandi protagonisti della scena del circo contemporaneo internazionale

Negli anni passati avendo af finato le mie personalissime tecniche di messa in scena, e il dover fare i conti con il tempo che definire risicato è un eufemi smo, mi sono permesso di creare dei numeri nuovi prendendo de gli artisti che non avevamo mai lavorato insieme e cercando di "fondere" in un unico numero le rispettivi abilità in una certa di sciplina.

Per quanto riguarda le basi mu sicali Alis ricordo che lo spetta colo fa un riferimento (a se molto vago) alle atmosfere fiabesche e sognanti di Alice nel paese me raviglie, quindi le basi musica li tendono sempre ad avere un impronta comunicativa molto forte: questo non significa che siano tutti pezzi "poetici" o "liri ci" ma a volte di rende necessaria una sferzata vigorosa di energia, come nel caso del gran finale di Alis dove proponiamo al pubbli co un numero strabiliante con 6 trampolisti sullo sfondo della musica rock degli AC/DC.

Negli anni ho lavorato a stretto contatto con i nostri due musici sti Rose Winebrenner e Guilhem

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Onofrio Colucci

Desq e abbiamo aggiunto un po' alla volta, un piccolo gioiello con delle composizioni originale create appositamente per lo spet tacolo. Ora più della metà delle musiche che si ascoltano durante Alis sono composizioni originali per lo spettacolo.

Prima di ogni spettacolo sei sempre emozionato? Hai un gesto scaramantico o un rito pre-show?

Prima di ogni spettacolo sono estremamente emozionato, sono in fibrillazione anche perchè il grande lavoro di preparazione di quello che si vede in scena, ormai è diventato il 95% del mio lavoro e dico sempre che "vado in sce na per riposarmi un po'".Non è esattamente così: vado in scena per riposarmi dal punto di vista emotivo, nel senso che quando entro sul palco mi trovo davanti al pubblico mi sento nel mio am biente naturale e questo mette in moto tutta una seria di dinamiche e meccanismi a livello emotivo dentro di me Rituali? Gesti scaramantici? Sì come credo tutti almeno gli arti sti di un certo livello: ma non ve lo dico altrimento che gesto sca ramantico sarebbe? Però posso raccontarvi un rituale: mi trucco, sulla base di un ticchettìo di un metronomo: in realtà utilizzo un timer da cucina che con il suo tic-tac-tic-tac dà allo stesso modo l'idea del tempo che passa prima di entrare in scena e soprattutto mi mette in contatto con il ritmo interiore.

Il grandissimo segreto del suc cesso del nostro lavoro è una questione di timing, di tempo e quindi che cosa può esserci di meglio che diventare tutt'uno con il tempo che passa e quindi avere il tempo giiusto per la battuta, per la presa al volo... per fare la cosa giusto al momento giusto.

C'è un'altra cosa che faccio contemporaneamente al trucco: ascolto ogni tanto della musica n una sequenza assolutamente casuale e spesso decido che l'ul

timo brano che stavo ascoltando proprio prima di entrare in scena (sia esso un pezzo di classico, di blues o di rock) sarà il mood con il mood del mio ingresso in scena. La bellezza dello spettaco lo dal vivo è che non sai sa mai quello che succederà, nè dove nè quando...

Quale è il segreto di uno show come ALIS che riesce a ipnotizzare migliaia di spettatori?

Non so se si possa parlare di un vero e proprio segreto. ma se lo si può dire è il lavoro, il tanto lavoro che facciamo giorno dopo giorno per mesi di preparazione di ogni nuova tournée, ma anche soprattutto quello che si percepi sce nello "svuotare" la scena da tutto ciò che è superfluo e met tere al centro della scena l'artista con tutte le sue ore di lavoro, di allenamento, di traumi fisici, di cadute, di lividi e quant'altro.

A me piace sempre citare una frase che diceva "Il circo è uno spettacolo del pubblico, fatto dal popolo per il popolo" dove ci sono persone apparente ugua li a noi che stiamo guardandolo spettacolo, che fanno delle cose assolutamente stradinarie ed è questo il valore narrativo del cir co contemporaneo: anche quello di poter non solo passare un paio d'ore con un intrattenimento fine

a sè stesso ma quasi io credo che il circo abbia la capacità di ispi rare la gente e di far sembrare possibile quello che pensavamo fosse impossibile. In alcuni casi anche farlo sembrare smplice an che quando semplice non è.

Il grande successo di Alis sta nella ricerca della qualità: solo numeri di grande qualità eseguiti solo da artisti di caratura eleva tissima che vengono "racchiusi" all'interno di un contenitore tutto sommato molto semplice nella sua struttura, abbastanza parco nella sua impostazione come quello che gha deciso di dare Le Cirque WTP per questo spetta colo.

ALCUNI TOP PERFORMERS DI ALIS 2022-2023

• ONOFRIO COLUCCI - Maestro di Cerimonia e Direttore Artistico: dotato di una solida esperienza e riconosciuto a livello mondiale ha una carriera eccezionale e già agli esordi vie ne definito “enfant prodige” del circo contemporaneo. Si è esi bito in 60 Paesi con oltre 4.000 repliche ed è stato protagonista delle più importanti produzioni del Cirque du Soleil, come O a Las Vegas, Zaia a Macao, Zed a Tokyo. Ha diretto spettacoli in ternazionali ed è suo il ruolo principale nel celebre spetta

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Yves Decoste & Valentyna Sidenko

colo Slava’s Snowshow, che il grande Slava Polunin gli ha affi dato personalmente, eleggendolo a suo erede.

• YVES DECOSTE & VA LENTYNA SIDENKO - Hand To Hand: due stelle mondiali in scena per ALIS con il nome di Duo Viceversa. Yves Deco ste fa parte sin dall’inizio della compagnia Le Cirque WTP, che ha scelto dopo essersi esibito in grandi produzioni del Cirque du Soleil, tra le quali La Magie Con tinue, Mystere, Quidam e Zed Artista canadese celebrato in tut to il mondo è stato premiato con il Clown d’Argento al Festival Internazionale del Circo di Mon te Carlo: “Provo gioia all’idea di un ritorno sulle scene in Italia e attraverso la nostra performance spero di trasmettere al pubblico un’emozione, una visione della vita, la serenità. Credo che oggi cerchiamo tutti di immaginare il futuro con ottimismo”.

Valentyna Sidenko è un’artista sublime, anche lei protagonista con il Cirque du Soleil in Zaia, Zed, Quidam, Joya. Talentuosa artista ucraina, a 6 anni ha inizia to ad allenarsi alla Circus Scho ol e a 14 anni ha frequentato il Cirque College di Kiev, prima di iniziare ad esibirsi con successo in tutto il mondo.

• JONATHAN MORIN -

Crossed Wheel: una star, un artista di immenso talento con all’attivo oltre 1.000 partecipa zioni negli show del Cirque du Soleil. La sua perenne ri cerca dell’insolito e dell’in novazione lo ha ispirato per inventare un nuovo at trezzo, The Crossed Whe el, che contraddistingue le sue performances e che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo. Nel 2018 è stato premiato con il Clown di Bronzo al Festival Internazio nale del Circo di Monte-Carlo. È un artista ed una atleta mera viglioso, applaudito e ammirato ovunque. Collabora sin dall’ini zio con Le Cirque WTP ed è tra i protagonisti di ALIS.

• PIPPO CROTTI - Comedy: artista, comico e attore irre sistibile in scena, al cinema e in televisione. Il Cirque du Soleil lo chiama per il tour mondiale di Totem con oltre 1500 repliche. In Italia interpreta serie di successo, film e show per le più importanti reti TV: RAI, Mediaset e SKY. Pippo entra nei World’s Top Per formers di Le Cirque nel 2018. Presenta un numero esilarante, ma anche disperato e che con tagia puntualmente gli spetta tori, perché inseguito da impre visti incontrollabili dal primo all’ultimo istante.

• KA- TRINA ASFARDI - Contorsionista: è una delle migliori artiste multidisciplinari del mondo ed è fra le novità della prossima edizione di ALIS. Il suo numero mette in mostra tutte le sue ec cezionali doti di contorsionista. Nata in Lettonia si dedica con passione alla danza e alla ginna stica dall’età di 12 anni e rappre senta il suo Paese a competizio ni internazionali. Prende parte a produzioni internazionali, tra cui Heart del Cirque du Soleil, si esibisce in tutta Europa, Libano e Macao, partecipa a Italia’s Got Talent & The Swiss Got Talent (2015). Katrina fa anche parte di Heart Ibiza Team, un progetto del fondatore del Cirque du So leil, Guy Laliberte, con Ferran & Albert Adria.

• ADRENALINE TROUPE - Trampowall: già dal nome si capisce l’intensità e la spettaco larità che è capace di esprimere questo collettivo ucraino di ar tisti formidabili e incontenibili. Sono i maggiori interpreti di una disciplina acrobatica che non ammette errori. La perfetta com binazione tra sport e arte circen se ai limiti delle capacità umane. Un numero di pura energia con un susseguirsi di evoluzioni acrobatiche e atletiche da toglie re il fiato e che immancabilmente coinvolge e scatena l’entusiasmo del pubblico. ►RS

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Adrenaline Troupe Pippo Crotti
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Parsons Dance: la danza moderna nella sua massima espressione

DAL 24 AL 27 NOVEMBRE 2022 TORNA, SUL PALCOSCENICO DEL TAM TEATRO ARCIMBOLDI DI MILANO, LA COMPAGNIA DI DANZA CONTEMPORANEA PIÙ ICONICA E AMATA DAL PUBBLICO

Al TAM Teatro Arcimbol di torna Parsons Dance, la compagnia americana di danza contemporanea amata dal pubblico per la sua danza atletica e vitale che trasmette gioia di vivere. Parsons Dance incarna alla perfezione la forza dirompente di una danza carica di energia e positività, acrobatica e comunicativa al tempo stesso.

Difficile non lasciarsi traspor tare dai ritmi vibranti e dalle co reografie avvolgenti e briose dei suoi ballerini.

LA COMPAGNIA

Fondata nel 1985 dal Diretto re Artistico David Parsons e dal Lighting Designer Howell Bink ley, Parsons Dance è stata in tour in tutti e cinque i continenti, in 30 paesi e in più di 400 città, e si è esibita nei più importanti teatri e festival fra cui The Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, Sydney Opera House, Maison de la Danse di Lione, Teatro La Fenice di Ve

nezia e Teatro Municipal di Rio de Janeiro.

La missione della Parsons Dance è presentare al pubblico di tutto il mondo delle coreogra fie che siano stimolanti e piene di vita e, attraverso programmi educativi e di sensibilizzazione, sostenere la danza come forma d’arte. Oltre al lavoro coreogra fico e alle performances, Par sons Dance, di fatto, s’impegna a offrire, mediante un percorso di formazione, esperienze arric chenti che coinvolgono persone di tutte le età: dibattiti dopo lo spettacolo, presentazioni, pro ve e classi aperte, e una serie di workshops estivi su danza e coreografia sia a ballerini se mi-professionisti che a studenti di scuole pubbliche all’interno delle scuole stesse.

Motivo di grande sod disfazione è soprattutto un'iniziativa che Parsons Dance ha lanciato nel 2016: gli Autism Friendly Programs, ovvero dei se minari e degli spettacoli che hanno un occhio di riguardo per chi è affetto da disturbi dello spettro autistico e minimizzano le sollecitazioni sensoriali.

Tutte queste attività didattiche hanno origine dalla visione del Direttore Artistico, David Par sons, che per più di trent'anni ha unito le sue doti coreografiche e il proprio talento per formare ballerini altamente qualificati con una vera e propria passione per la danza come forma d’ar te e meraviglioso strumento di espressione.

"L'arte è un potente strumento

espressivo e di comunicazione. Il mio obiettivo è fornire a più persone l'opportunità di vivere le meraviglie della danza”. Da vid Parsons

Definito dal New York Maga zine "uno dei più grandi prota gonisti della danza moderna”, nel corso della sua carriera David Parsons ha rice vuto molti encomi, tra cui tre borse

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IL SITO / 1 Inquadra il QRcode per il sito ufficiale della Compagnia
SPETTACOLI

di studio per la coreografia dal Fondo Nazionale per le Arti, l’A merican Choreography Award, il Dance Magazine Award, una borsa di studio dalla Fondazione Howard Gilman, il Dance Ma sters of America Annual Award e il Capezio A.C.E. Award. Ha collaborato trasversalmente con

artisti di spicco in diverse disci pline, tra i quali Billy Taylor, John Mackey, Kenji Bunch, Ste phen Schwartz, Milton Nasci mento, Allen Toussaint, William Ivey Long, Donna Karan, Annie Leibovitz, Ellsworth Kelly, e Alex Katz.

LO SPETTACOLO E LE SUE NOVITÀ

Parsons Dance, con i suoi quasi quarant’anni di spettacoli e i suoi ballerini solari, che tra smettono gioia di vivere, e dalle più incredibili doti e tecniche ar tistiche, dopo due anni di fermo forzato torna a grande richiesta in Italia con un nuovo tour. La compagnia interpreta al meglio l’avvincente visione artistica di David Parsons e inclu de nel proprio reper torio di coreografie originali, esaltate dal gioco di luci del lighting designer Howell Binkley - vincitore di un Tony Award per lo spettacolo di Broadway Ha milton -, due nuove core

© Servizio fotografico Lois Greenfield (3)

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di Daniele Colzani

ografie di Parsons che faranno il loro debutto proprio in questo tour italiano: The Road lance of Power

The Road è la storia di un viaggio, dimostrato visiva mente dai ballerini che, per la maggior parte del pezzo, si muovono da un lato all’altro del palco creando un flusso continuo di movimento. David Parsons ha creato questa coreografia sulle note di Peace Train di Trouble e di altre canzoni iconiche del grande arti sta nominato a un Grammy Award e ufficialmente entrato nella Rock and Roll Hall of Fame, Yusuf/ Cat Stevens. "Yusuf è un artista singolare" - dice David Parsons nel descrivere perché ha sele zionato alcuni suoi pezzi come sfondo musicale per The Road - “La sua musica ci conduce in viaggi emozionali con cui tutti noi possiamo relazionarci”.

Balance of Power è un asso lo che David Parsons ha creato nel 2020 in collaborazione con il compositore/percussionista italiano, Giancarlo De Trizio, per l’acclamata ballerina del

la compagnia, Zoey Anderson. Durante lo sviluppo creativo e il processo coreografico, De Trizio è stato in studio tut to il tempo, concessione assai rara per un musicista, e questo rende Balance of Power anco ra più intrigante perché mette in luce l'equilibrio di potere tra musicista, ballerino e core ografo. “Ciascun movimento che Zoey Anderson faceva era perfettamente accordato a uno specifico suono di batteria: un

DAVID PARSONS

ottimo modo per evidenziare i movimenti di un solo ballerino in rapporto ai ritmi martellanti delle percussioni”.

Ispirato al Boléro di Maurice Ravel, anche il ritmo di Balan ce of Power inizia lentamente e in sordina fino a crescere e sfociare in un ritmo frenetico e a tutto volume, in una cacofonia di suono e movimento. Balance, l’equilibrio, ovvero la resisten za e il controllo del ballerino

• Ha lavorato su molti e diversi progetti, come la Millenium Celebration a Times Square, il film Fool’s Fire di Julie Taymor, l’Aida all’Arena di Verona, AEROS con la Federazione Rumena di Ginnastica, e sulla produzione italiana di Hair. Ha coreografato e diretto Maria de Buenos Aires per la Gotham Chamber Opera e Remember Me, una collaborazione con l’East Village Opera Company

• Come regista e coreografo ha collaborato con molti differenti artisti come John Corrigliano; Earth, Wind and Fire; Morton Gould; Donna Karan; Alex Katz; William Ivy Long; Santo Loquasto; Dave Matthews; Milton Nascimento; Robert Rauschenberg; Steely Dan; Dr. Billy Taylor.

• David Parsons detiene un dottorato onorario ed è stato il primo a ricevere la borsa di studio Howard Gilman per completare il suo MFA alla Jacksonville Univer sity. Ha vinto il Dance Magazine Award nel 2000, l’American Choreography Award nel 2001 e il Dance Masters of America Award nel 2011.

Janiero.

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che coordina e accorda i propri • David Parsons ha avuto una straordinaria carriera come direttore, coreografo, performer, insegnante e produttore. Nato a Chicago e cresciuto a Kansas City, nei primi anni della sua carriera si è esibito con The Paul Taylor Dance Company, New York City Ballet, Berlin Opera e The White Oak Dance Project, fondato da Mikhail Baryshnikov e Mark Morris. • Ha creato per la Parsons Dance più di 80 lavori. Gli sono stati commissionate coreografie dall’American Ballet Theatre, il New York City Ballet, Alvin Ailey American Dance Theater, Batsheva Dance Company, Spoleto Festival e Het Muziektheater ad Amsterdam, solo per citarne alcune. I suoi lavori sono stati eseguiti, tra gli altri, da Paris Opera Ballet, National Ballet of Canada, Joffrey Ballet, Hubbard Street Dance Chicago, Ballet do Theatro Municipal do Rio de

I BALLERINI

movimenti a ciascuno dei suoni percussivi, è certamente chiave in questo pezzo, al punto che sorge spontaneo domandarsi se sia il ballerino che istiga la musica o viceversa.

Quattro stori che coreo grafie del repertorio di Parsons, amate da sempre dal pubblico italia no, completano lo spettacolo:

• creata nel 1990 sul la musica appositamente composta da Milton Nasci mento - grande compositore brasiliano - per David Parsons: una coreografia luminosa, vi vace, in cui significativa è l'in fluenza del jazz e della danza africana, e i cui duetti alludono a una storia di gioia e di riverenza;

• Parsons ha creato per Alvin Ai ley American Dance Theater

nel 2004, eseguita per la prima volta da Parsons Dance nel 2008 e descritta dal New York Times come “una danza di gruppo ele gante, divertente e sexy”;

• The Envelope, ideata nel 1984 sulle rinomate musiche di Gioachino Rossini, che mette in scena la stravagante storia di una lettera che ritorna in conti

di Robert Fripp, che richiede da parte del ballerino una resistenza atletica pazzesca in una frazione di secondo: grazie, infatti, a un gioco di luci stroboscopiche, l'illusione che il ballerino possa contrastare la forza di gravità e librarsi a mezz'aria, ha reso que sto pezzo, nel corso degli anni, tra le coreografie senza dubbio più acclamate di David Parsons.

La Parsons Dance, non sol tanto vanta un vasto e vario re pertorio di oltre una settantina di coreografie create da David Parsons, ma invita affermati coreografi, come Trey McIn tyre e Robert Battle, a monta re alcune loro coreografie per la compagnia; inoltre, tramite un progetto ideato da David Parsons denominato Genera tion Now Fellowship, la Com pagnia commissiona balletti anche a giovani coreografi americani che durante il loro

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Zoey Anderson Croix Diienno Rachel Harris Megan Leigh Garcia Téa Pérez Christian Paris Blue Nick Fearon Luke Romanzi Erin Hollamon

Se, come ab biamo detto diverse vol te, il teatro è un rito, alcuni spet tacoli lo sono un po’ di più di altri e il celebre Richard O’Briens Rocky Horror Show ne è un esempio. La trasposizione cinematografica, The Rocky Horror Picture Show, del 1975, aveva già trasformato l’opera di Richard O’Brien in un cult, ed in alcune sale, come il Cinema Mexico di Milano, ad intervalli regola ri la pellicola viene ripropo sta, con due attori in carne ed ossa che mimano le sce ne del film.

Ma, ça va sans dire, è in teatro che si compie il vero rito che gira per il mondo da circa mezzo secolo e se gli anni passano, anche questa nuova versione inglese del lo show non smette di am maliare e stupire.

È sicuramente il musical più trasgressivo e audace che sia mai stato concepito, anche se oggi, soprattutto sui media la trasgressività è ben altro, come la spet tacolarizzazione del dolo

spillo, cameriere sexy, signore di ogni età con giac che di paiellettes, perché lo spettacolo ha “cresciuto” almeno due generazioni ed ha creato fans club e com munity in tutto il mondo. Ed

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16 GIUGNO 1973: UN FENOMENO STAVA PER NASCERE. ERA LA PRIMA DI UNA SERIE DI ANTEPRIME DEL NUOVO MUSICAL, DESCRITTO COME “UNA MOSTRUOSA RAGNATELA DI MUTANTI FOLLI, DOCILI TRAVESTITI
MOSTRI MUSCOLOSI …”.
RECENSIONI
LONDRA, ROYAL COURT THEATRE UPSTAIRS,
E
Don’t dream it, be it!

mentale dello show -, ogni sera si trasforma in un gran de non-stop party fatto di quei successi senza tempo da cui ognuno, almeno una volta, si è lasciato trascina re come Sweet Transvesti te, Damn it Janet” e Time Warp.

Partecipare attivamente

IL TOUR DI RHS • Dall'11 al 23 Ottobre | Milano @Teatro Arcimboldi • Dal 25 al 30 Ottobre | TRIESTE @Politeama Rossetti • Dall'1 al 6 Novembre | ROMA @Teatro Olimpico
di Silvia Arosio
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ma è consigliato: per godere appieno del “rito” di questo spettacolo, occorre farsi tra sportare, seguire il cast sul palco ed il pubblico in platea. È necessario “spogliarsi” da tutto - pregiudizi in primis - e lasciarsi andare: in una parola divertirsi. Perché non si parla solo di fluidità di genere, si parla di essere se stessi e di farlo con amore. Questa edizione, poi, ha il cast originale inglese, approva to dall’autore stesso. Stefano Guerriero è il Narrator che, come da tradizione, è sempre della nazionalità di dove lo spettacolo è in scena: Stefano ha appena debuttato ed ha in contrato il regista ad un work shop su Shakespeare: la scelta di “narrare” in inglese non ha penalizzato la comprensione, forte anche di contestualizza zione sull’attualità politica e locale, tramite qualche battu ta nella nostra lingua, che ha

scatenato ilarità ed applausi a scena aperta.

Stephen Webb (Frank’n’Fur ther) è alla sua prima esperien za in questo mondo e ha detto ai giornalisti di essersi inizial mente molto intimorito dal ruolo. Ma la prima volta che si

è messo i tacchi, ha capito di essere pronto. Quando in scena per la prima volta si è tolto il camice, ha capito che era dav vero una grande festa, per uno spettacolo che ogni volta vede un pubblico diverso. Anche se non è altissimo come in altre versioni, l’attore ha calamitato su di sé l’attenzione del pub blico, con il suo carisma ed il suo appeal.

Riff Raff (Kristian Laver combe) si diverte e fa divertire ed il resto della “servitù”, Ma genta - Suzie McAdam e Co lumbia - Darcy Finden, vanta no una grande voce la prima ed una grande presenza da carat terista e danzatrice la seconda.

E se Rocky (Ben Westhead), non eccessivamente muscolo so, ma sicuramente di bell’a spetto, e di carattere ingenuo, è la “creatura” di frankestenia na memoria, non capiamo più cosa e chi possa essere il vero mostro.

Christopher Luscombe è il regista di questo spettacolo ed ha un background molto forte, che inizia dal ruolo d›attore, passando dal regista anche di opera e di prosa, come addi rittura per spettacoli di Shake speare. Ha diretto il Rocky per ben 16 anni in tutto il mondo:

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la pulizia nelle coreografie, solo apparentemente semplici, la regia divertente e le voci di livello altissimo, rappresenta no solo una parte della riusci ta dello show. Le scenografie, contornate da una pellicola che taglia in alto il palco a due terzi in altezza, svelando nella par te superiore una meravigliosa orchestra dal vivo - un vero piacere per le orecchie - , è valorizzata da luci da concerto rock, che spesso scendono in platea, per un insieme di altis sima qualità che etichetta que sto spettacolo come un grande show.

Longoni ha così commentato l’arrivo agli Arcimboldi dello spettacolo: “Siamo molto felici di cominciare la nostra stagio ne di spettacoli internazionali con l’edizione inglese, molto bella, del Rocky Horror Show, un “vizio” che continuiamo a coltivare: sono molti e mol ti anni che portiamo in Italia le edizioni originali di questo spettacolo, in cui c’è un’atmo sfera e una partecipazione che va oltre lo spettacolo in sé.

È un rito che ti fa partecipa re - che oggi ha un’accezione

diversa -, il manifesto di un’epoca con degli aspetti so ciali importanti e nel frattem po divertirsi come dei matti.

Abbiamo un grande successo di vendita, perché que sto spettacolo è il simbolo di qualcosa e ne sia mo molto felici.

Ringraziamo la vo lontà forte di continuare a voler fare il proprio lavoro agli artisti inglesi, nonostante la Brexit”. (G.Longoni)

Il Rocky è diventato oggetto di studi psicologici e sociolo gici, libri, tesi di laurea, tratta ti. E così ogni sera il Rocky si trasforma, per l’entusiasmo e la collaborazione del pubblico che rende ogni rappresentazio ne uno spettacolo sempre nuo vo e diverso”.

Perché perdere questo cult? L’inglese non è una scusa: chi non lo parla, si divertirà lo

stesso e chi lo mastica, potrà e godrà delle piccole sfuma ture di un cast stellare, british nell’anima.

DON’T DREAM IT, BE IT!

Una chicca: la produzione dello show propone a chiun que lo desideri un manuale in titolato the VIRGINS GUIDE che è possibile visualizzare a questo indirizzo: https://www. rockyhorror.co.uk/virginsgui de ►RS

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Un meraviglioso inno alla vita, all’amore, alla musica

Una volta nella vita (Once) è molto più di una storia d’amore tra un Ragazzo e una Ragazza: è il racconto di vite vissu te in un vortice continuo, tra sogni, speranze e vita reale, è un’emozionante storia di coraggio e perse veranza attraverso il linguaggio universale della musica.

Tratto dall’o monimo film irlandese del 2006 scritto e diretto da John Carney, vincito re del Premio Oscar per la Miglior Can zone con Slowly, venta uno spetta colo musicale nel 2011 con il libretto di Enda Walsh, otte nendo fin da subito un grande successo - anche grazie alla straor dinaria colonna sonora scritta da Glen Hansard e Mar kéta Ir glová – e vincendo 8 Tony Award, 2 Olivier

ONCE

DEBUTTI 28

Award e un Grammy Award.

In scena al Teatro San Ba bila di Milano, in prima na zionale dall’11 novembre al 4 dicembre 2022, un ec cezionale gruppo di 11 artisti che suonano una moltitudine di strumenti, oltre a cantare, recitare e danzare.

L’elemento che rende uni co Una volta nella vita costi tuisce anche la sua sfida più grande: far suonare l’intera partitura dei brani per mano degli stessi artisti. Una volta

Una volta nella vita è un rac conto indimenticabile sull’in seguire i propri sogni, sul rifiuto di vivere nella paura e sul potere che la musica ha di connetterci tutti. È uno spet tacolo “dolorosamente bello e gioiosamente edificante”, sull’amare incondizionata mente, senza aspettarsi nul la in cambio. I movimenti coreografici sono firmati da Gillian Bruce, coreografa dal curriculum ricchissimo in Italia e all’estero. Il direttore musicale Antonio Torella ha raccolto con professionalità e passione la sfida più gran de dello spettacolo: guida re attraverso una partitura complessa ma coinvolgente, coadiuvato dal disegno foni co di Enrico Porcelli, tutti gli interpreti che in scena suo nano anche una molteplicità di strumenti musicali (sono oltre 20).

Il disegno luci è affidato a Valerio Tiberi, mentre le sce ne sono disegnate da Stefano Antozzi con le videoproie zioni curate da Digital Skenè, con Epson partner tecnico; i costumi sono di Silvia Cer polini e Fabio Cicolani. Un estratto dello spettacolo è stato presentato nel settembre 2019 in forma privata come

risultato di un laboratorio, con un allestimento studiato appositamente per lo spazio dell’Auditorium delle Libere Stelle della Scuola Civica di Musica “Antonia Pozzi” di Corsico (MI). Il workshop ha permesso di valorizzare i singoli talenti e la forza del gruppo sin dalla fase creativa.

Fermato dall’emergenza sanitaria, nel maggio 2022 lo spettacolo è andato in scena, come anteprime na zionali, al Teatro Vaccaj di Tolentino, confermando tut to il cast del workshop che dopo la prima nazionale a Milano, toccherà per que sta stagione Trieste, Pesaro, Udine e Seregno. ►RS

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di Silvia Arosio
IL TRAILER
Inquadra il QRcode per il promo ufficiale di Una volta nella vita
Servizio fotografico © Giulia Marangoni

I Trofei della Commedia Musicale

SCOPRIAMO LA VERSIONE FRANCESE DEI TONY AWARDS CON IL PRESIDENTE PATRICK NIEDO

Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, per il pubblico, artisti e addet ti ai lavori, sta riprendendo la preparazione della prossima ce rimonia. Ogni anno si arricchis cono i Trofei della Commedia

IL SITO

Musicale. Il 2023 sarà una pietra miliare poiché sarà il loro 5 ° an niversario. Tutto il team è già al lavoro per offrire una cerimonia indimenticabile.

Primo passo, la costituzione della nuova sede dell’associa zione. Essendo i progetti nume rosi, l’associazione ha tre vice presidenze, oltre alla segreteria, alla tesoreria e ai vari poli di lavoro. Patrick Niedo è il presi dente. Il 2023 sarà il 5° anniver sario dei Trophées de la Comé die Musicale.

Patrick, di cosa si tratta?

I Trophées de la Comédie Mu sicale sono un’associazione sen za scopo di lucro ai sensi della legge del 1901 che ha lavorato sin dalla sua creazione nel 2017 per promuovere la commedia musicale in Francia. Si organizza inoltre una grande cerimonia di

premiazione ogni primavera in primavera. Siamo i Tony Awar ds francesi! Quando e perché è nato questo progetto?

I Trophées de la Comédie Mu sicale sono nati nel 2017 grazie all’incontro di amanti del genere, tutti volontari e già impegnati at traverso altre organizzazioni per sviluppare e promuovere la com media musicale in Francia. Era vamo tutti impegnati a creare un evento unificante per celebrare la commedia musicale nel nostro paese, così come coloro che dan no vita a quest’arte.

I Trophées de la Comédie Musicale sono amministra ti dall’omonima associazione senza scopo di lucro ai sensi della legge del 1901. Giornalisti, blogger e professionisti delle arti dello spettacolo sono

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© Stéphane Parphot

all’iniziativa di questo proget to e lavorano tutti per promuovere il musical attraverso una delle sei entità fondatrici. Chi sono queste realtà e come le avete scelte?

Broadway in Paris è un canale YouTube e una pagina Facebook che si concentra su musical di tutti i tipi. Kryzensha, una com pagnia che si esprime tanto at traverso la produzione e le crea zioni originali, quanto attraverso vari progetti audiovisivi.

Dal 2009, Musical Avenue è uno dei principali siti web di ri

ferimento dedicati alle notizie del teatro musicale (notizie, recensioni, interviste e dos sier) il team lavora per sensibilizzare e infor mare il pubblico franco fono finalmente appas sionato di questo genere in forte espansione. Mu sidrama, una struttura trasversale specializzata nel teatro musicale. Regard en Coulisse, fon dato nel 1999, è il primo web magazine dedicato al teatro mu sicale e alla commedia musicale. Sito di riferimento, animato da venti volontari a Parigi. e io Patrick Niedo, docente e stori co della commedia musicale. Queste diverse entità si conos cevano già. Motivati dallo stesso obiettivo di dare al musical le sue credenziali in Francia, hanno iniziato le discussioni per creare un evento che celebrasse il ge nere. Nasce così l’associazione dei Trophées de la Comédie Mu sicale.

Puoi darci i titoli di alcuni musical che hanno vinto negli anni passati?

Assegniamo premi (a seguito di votazioni) a spettacoli di fama mondiale, ma anche a vere pro duzioni francesi. Poiché ci sono quasi venti premi, è rappresen tata l’intera gamma di spettaco li musicali. Attori! Trofeo della commedia musicale nel 2018 (spettacolo francese) HairsprayThe Broadway Musical, Musical Revival Trophy (2018), Chicago Musical Comedy Trophy (2019), The Producers Musical Comedy Trophy (2022), Il Trofeo del Re Leone della Ripresa (2022), Exit - Trophée du Livret (2022) (spet tacolo francese)

I nostri team cercano il più possibile di andare in tutta la Francia per scoprire le creazioni nelle regioni perché non siamo Non solo una cerimonia “parigi na”. C’è talento in tutta la Fran cia e lo cercheremo...

Come si vota?

Prima di tutto, c’è una sele zione di spettacoli idonei per i Trophées de la Comédie Musi cale che è soggetta a precise re gole accessibili a tutti sul nostro sito ufficiale. Siamo trasparenti al riguardo, in modo che il pro

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di Silvia Arosio © Stéphane Parphot © Thomas Amouroux Patrick Niedo

cesso di votazione sia il più rigo roso ed equo possibile.

I Trophées de la Comédie Mu sicale sono premi artistici asse gnati da diversi collegi elettori: il comitato dell’associazione Tro phées de la Comédie Musicale, specialisti in commedia musi cale riconosciuti e regolarmente promossi così come gli artisti nominati durante l’edizione pre cedente. Per l’edizione 2022, ad esempio, sono stati selezionati 68 spettacoli per concorrere ai Mu sical Comedy Awards! Hai parlato di una cerimo nia…

Sì, assolutamente è una ceri monia che pensiamo come un grande spettacolo. Assegnia mo premi intervallati da numeri cantati e ballati, tutti con un filo conduttore.

Quest’anno, per l’edizione 2022, abbiamo assegnato 20 tro fei. Tra questi, 1 Trofeo Pubblico (gli spettatori avevano il diritto di votarlo!), 1 Trofeo d’Onore e 18 Trofei per premiare spettacoli, artisti o membri di team creativi e tecnici. Al di là dei premi, il nostro obiettivo è anche quello di mostrare la portata del talento e la grande diversità di proposte ar tistiche che abbiamo ora in Fran cia musical.

La prima edizione si è svolta al Teatro di Treviso ed è stata tras messa online. Poi abbiamo in vestito il Théâtre des Nouvelles poi il Théâtre Edouard VII e nel

2022 abbiamo avuto la possibi lità di essere accolti nella magni fica cornice del Casino de Paris.

Quali sono le preferenze dei francesi nei musical?

I francesi sono sempre più ap passionati di musical ed eclettici nella loro scelta. Sono più cu riosi, non si fermano alle grandi produzioni e sono più interessati alle creazioni. La diversità dei teatri a Parigi è immensa: dal pic colo teatro di 100 posti a quelli di 1500 o 2000 posti (senza contare lo Zenith, il Palais des Congrès e il Duomo di Parigi ...).

Ciò fornisce una varietà di produzione. Dal “piccolo spetta colo” con tre attori (Exit per es empio) al grande revival di Star mania nel novembre 2022 a La Seine Musicale (da 4000 a 6000 posti).

C’è una buona cultura della commedia musicale in Fran cia?

La cultura della commedia musicale in Francia cresce di anno in anno. Prima di tutto, la formazione degli attori (recita zione, danza, canto) è migliore di prima, anche se, purtroppo, i giovani non iniziano abbastanza presto (soprattutto per la danza). Grazie alle principali società di produzione (in particolare Stage Entertainment / Théâtre Moga dor), il “livello di domanda” del musical è aumentato conside revolmente. I francesi vogliono qualità e, nella stragrande mag

gioranza dei casi, la ottengono. Cosa c’è di nuovo per l’edi zione 2023?

Siamo in procinto di organiz zare la nostra 5a cerimonia. Un compleanno è qualcosa da feste ggiare! Inoltre riserviamo alcune sorprese e ospiti illustri per giu gno 2023. Senza dubbio premie remo le “piccole” e le “grandi” produzioni. Non sappiamo mai in anticipo cosa porteranno i voti... Questa è la magia di un’elezione!

Sarebbe interessante per Francia e Italia scambiarsi i migliori musical... sei d’accor do?

Abbiamo avuto a Parigi, un Jersey Boys in italiano che è stato fantastico. Gli attori italia ni si sono esibiti in Notre-Dame de Paris e Romeo e Giulietta di Gérard Presgurvic ha avuto una grande carriera in Italia con uno straordinario cast italiano. Dob biamo continuare gli scambi! L’Italia ha artisti musicali mera vigliosi e così anche la Francia! Come sostenervi?

La nostra pagina Hello Asso è attiva (per aiutarci finanziaria mente) perché va detto, senza soldi, nessuna cerimonia gran diosa. Quindi stiamo cercando sponsor con tutti i mezzi, per vendere pagine nel nostro pro gramma e per avere contatti con le istituzioni del copyright e le unioni teatrali. È un lavoro lungo ma siamo motivati! ►RS

IL SOSTEGNO

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© Stéphane Parphot

L’altro volto dell’Arena Stagione Sinfonica 2023

TEATRO FILARMONICO

24, 25 febbraio

24 febbraio/ 31 dicembre 2023

28, 29 aprile

Direttore Eckehard Stier Musiche di Mahler

3, 4 marzo

Direttore Enrico Onofri Flauto Pier Filippo Barbano Musiche di Mozart, Haydn

10, 11 marzo

Direttore Manuela Ranno Violoncello Santiago Cañón-Valencia Musiche di R. Strauss, Milhaud, Gulda

7, 8 aprile

Direttore Francesco Ommassini Solisti Marina Monzò, Chiara Tirotta, Dmitry Korchak, Matteo Roma, Giorgi Manoshvili Musiche di Rossini

14, 15 aprile

Direttore Antonio Pirolli Musiche di Beethoven, Mendelssohn

21, 22 aprile

Direttore Jaume Santonja Musiche di R. Strauss

Direttore Nicola Paszkowski Violoncello Massimiliano Martinelli Musiche di Mendelssohn, Schumann, Schubert

5, 6 maggio

Direttore Alessandro Cadario Musiche di J. S. Bach, Stravinsky

12, 13 maggio

Direttore Vitali Alekseenok Pianoforte Costanza Principe Musiche di Rachmaninov, Šostakóvič

19, 20 maggio

Direttore Marco Angius Musiche di Beethoven, Berio

3, 4 novembre

Direttore Sergej Krylov Musiche di Pärt, Bosso, Bartók

1, 2 dicembre

Direttore Valentina Peleggi Solisti Francesca Maionchi, Damiano Salerno Musiche di Purcell, Saint-Saëns, Poulenc, Fauré

31 dicembre Concerto di fine anno (fuori abbonamento)

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona Maestro del Coro Ulisse Trabacchin

arena.it © Heads Collective
In caso di necessità la Fondazione Arena di Verona si riserva il
il presente programma.
diritto di modificare

Les Trophées de la Comédie Musicale

DÉCOUVRIR LA VERSION FRANÇAISE DES TONY AWARDS AVEC LE PRÉSIDENT PATRICK NIEDO

Forts de la réussite des pré cédentes éditions auprès du public, des artistes comme des professionnels, nous repre nons de plus belle la prépara tion de la prochaine cérémonie ! Chaque année Les Trophées de la Comédie Musicale gran dissent.2023 fera date puisqu’il s’agira de leur 5e anniversaire.

Toute l’équipe est d’ores et déjà au travail pour offrir une cérémonie inoubliable. Première étape, la constitution du nouveau bureau de l’association. Les projets étant nombreux, l’asso ciation se dote de trois vice-pré sidences, en plus du secrétariat, de la trésorerie et des différents pôles de travail. Patrick Niedo en est le Président.

Les 2023 sera le 5e anniver

saire des Trophées de la Comé die Musicale.

De quoi s’agit-il ?

Les Trophées de la Comédie Musicale sont une association

LE SITE

loi 1901, à but non-lucratif, qui œuvre depuis sa création en 2017 à la promotion de la comédie musicale en France. Elle orga nise chaque année au printemps une grande cérémonie de remise de prix. Nous sommes les Tony Awards français ! Quand et pourquoi est né ce Project ?

Les Trophées de la Comé die Musicale sont nés en 2017 grâce à la rencontre d’amou reux du genre, tous bénévoles et déjà engagés par l’intermédiaire d’autres organisations pour déve lopper et promouvoir la comédie musicale en France. Nous avions tous à cœur de créer un événe ment fédérateur pour célébrer la comédie musicale dans notre pays, ainsi que ceux qui font

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INTERVIEW
Encadrer le QR code pour le site officiel de l'événement
© Stéphane Parphot

vivre cet art. Les Trophées de la Comédie Musicale sont adminis trés par l’association de loi 1901 à but non-lucratif du même nom. Journalistes, blogueurs et profes sionnels du spectacle vivant sont à l’initiative de ce projet, et tous œuvrent à la promotion de la co médie musicale à travers une des six entités fondatrices.

Qui sont ces entités et comment vous les avez choisies ?

Broadway à Paris est une chaîne YouTube et une page Facebook qui ont pour thème les comédies musicales de tous types. Kryzensha, une compa gnie qui s’exprime tant par la production et les créations origi nales, que par des projets audio visuels variés.

Musical Avenue est depuis 2009 un des principaux sites webs de référence consacrés à l’actualité du théâtre musical (news, critiques, interviews et dossier) l’équipe œuvre à sensi biliser et informer le public fran cophone enfin friand de ce genre en plein essor.

Musidrama, une structure transversale spécialisée dans le théâtre musical.

Regard en Coulisse, fondé en 1999, est le premier web maga zine consacré au théâtre musical et à la comédie musicale. Site de référence, animé par une ving taine de bénévoles à Paris. et moi-même Patrick Niedo, confé rencier et historien de la comédie musicale. Ces différentes entités

se connaissaient déjà entre elles. Motivées par le même objectif de donner ses lettres de noblesse à la comédie musicale en France, elles ont entamé des discussions pour créer un événement qui cé lébrerait le genre. C’est ainsi que l’association des Trophées de la Comédie Musicale est née.

Est-ce que vous pouvez nous donner les titres de quelques comédies musicales qui ont ga gné les années passées ?

Nous attribuons des prix (suite à des votes) à des spectacles connus mondialement, mais aus si à de vraies productions fran çaises. Comme il y a près d’une vingtaine de prix, toute la gamme des spectacles musicaux est re présentée.

Comédiens! Trophée de la co médie musicale en 2018 (spec tacle français), Hairspray - The Broadway Musical, Trophée de la Reprise de Comédie Musi

cale (2018), Chicago - Trophée de la Comédie Musicale (2019), Les Producteurs - Trophée de la Comédie Musicale (2022), Le Roi Lion Trophée de la Reprise (2022), Exit - Trophée du Livret (2022) (spectacle français).

Nos équipes essayent autant que possible de se rendre dans toute la France pour y découvrir les créations en régions car nous ne sommes pas qu’une cérémo nie «parisienne». Il y a des ta lents dans toute la France et nous allons les chercher … Comment les votations sontelles faites ?

En tout premier lieu, il y a une sélection des spectacles éligibles pour les Trophées de la Comé die Musicale qui fait l’objet d’un règlement précis accessible à tous sur notre site officiel. Nous sommes transparents à ce sujet afin que le processus de scrutin soit le plus rigoureux et juste pos sible.

Les Trophées de la Comédie Musicale sont des récompenses artistiques décernées par plu sieurs collèges de votants : le comité de l’association des Tro phées de la Comédie Musicale, des spécialistes de la comédie musicale reconnus et faisant la promotion régulière de celle-ci ainsi que les artistes nommés lors de l’édition précédente. Pour l’édition 2022 par exemple, ce sont 68 spectacles qui ont été sélectionnés pour concourir aux

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de Silvia Arosio Patrick Niedo
© Stéphane
© Thomas Amouroux
Parphot

Trophées de la Comédie Musi cale!

Y a-t-il une cérémonie ?

Oui tout à fait c’est une céré monie que nous pensons comme un grand spectacle. Nous remet tons des prix entrecoupés de nu méros chantés et dansés, le tout avec un fil conducteur.

Cette année, pour l’édition 2022, nous avons décernés 20 Trophées. Parmi eux, 1 Trophée du Public (ce sont les spectateurs qui ont eu le droit de vote pour celui-ci !), 1 Trophée d’Honneur et 18 Trophées pour récompen ser des spectacles, des artistes ou des membres d’équipes créatives et techniques.

Au delà des récompenses, notre objectif est aussi de mon trer l’étendu des talents et la grande diversité de propositions artistiques que nous avons do rénavant en France en comédie musicale. La première édition s’est déroulée au Théâtre Tré vise et était retransmise en ligne. Ensuite nous avons investi le Théâtre des Nouveautés puis le Théâtre Edouard VII et en 2022 nous avons eu la chance d’être accueilli dans le magnifique écrin du Casino de Paris.

Quelles sont les préférences des Français dans les comédies Musicales ?

Les Français sont de plus en plus amateurs de comédies mu sicales et éclectiques dans leur

LE SUPPORT

choix. Ils sont plus curieux, ne s’arrêtent pas qu’aux grosses productions et s’intéressent da vantage aux créations. La di versité des théâtres à Paris est immense: du petit théâtre de 100 places à ceux de 1500 ou 2000 places (sans compter le Zénith, le Palais des Congrès et le Dôme de Paris…). Cela donne une diver sité de production(s). Du «petit spectacle » avec trois comédiens (Exit par exemple) à la grande re prise de Starmania en novembre 2022 à La Seine Musicale (4000 à 6000 places).

Y a-t-il une bonne culture de la comédie musicale en France ?

La culture de la comédie musi cale en France grandit d’années en années. Tout d’abord, la for mation des comédiens (acting, dancing, singing) est meilleure qu’auparavant, même si, mal heureusement, la jeunesse ne s’y prend pas assez tôt (notamment pour la danse).

Grâce à de grandes maisons de production (notamment Stage Entertainment / Théâtre Moga dor), le « niveau d’exigence » de la comédie musicale a considéra blement augmenté. Les Français veulent de la qualité et, dans la très grande majorité des cas, ils l’obtiennent.

Quelles sont les nouveautés pour l’édition 2023 ?

Nous sommes en train de mon ter notre 5e cérémonie. Un anni

versaire, ça se fête! Aussi nous réservons quelques surprises et des invités de marque pour juin 2023. Nous récompenserons en core, sans doute, des «petites» et des «grandes» productions. Nous ne savons jamais à l’avance ce que les votes donneront… C’est cela la magie d’un scrutin !

Ce serait intéressant un échange entre la France et l’Italie des meilleures comédies musicales… N’est-ce pas ?

Nous avons eu à Paris, un Jer sey Boys en italien qui était for midable. Des acteurs italiens se sont produits dans Notre-Dame de Paris et Roméo et Juliettede Gérard Presgurvic a fait une for midable carrière en Italie avec un casting italien extraordinaire. On doit continuer les échanges ! L’Italie a de merveilleux artistes de comédies musicales et la France aussi ! Comme vous apporter de l’aide ?

Notre page Hello Asso est ac tive (pour nous aider financière ment) car il faut bien le dire, le nerf de la guerre c’est l’argent. Sans argent, pas de cérémonie grandiose. Alors nous cher chons des sponsors par tous les moyens, à vendre des pages dans notre programme et à avoir des contacts avec les institutions de droits d’auteurs et de syndicats des théâtres. C’est un long tra vail mais nous sommes moti vés !►RS

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► Photo by Emanuela CattaneoTeatro del Serpente AureoOffida (AP)

Eleonora

Lombardo:

"Sarò la memoria di Dodi sulla scena..."

Partirà merco ledì 9 novem bre, dal teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, la tournée del nuovo spettaco lo teatrale di Dodi Battaglia Nelle mie corde - canzoni & sorrisi diretto da Fausto Briz zi, che torna per la seconda volta alla regia teatrale.

Dodi e le sue chitarre sa ranno i protagonisti di un racconto in musica quella dei 50 anni con i suoi amici per sempre, ma non solo. Un Dodi mai visto che, oltre a suonare, aprirà il suo casset to dei ricordi per condividere la sua parte più intima con il pubblico.

Il testo è stato scritto da Fausto Brizzi e Dodi Batta glia in collaborazione con Eleonora Lombardo, attrice/ cantante che non mancherà di fare incursioni sul palco per divertirsi e cantare insieme al musicista.

Abbiamo voluto dare un taglio diverso al servizio, in

"NEL NUOVO SPETTACOLO TEATRALE DI DODI BATTAGLIA, RIPERCORREREMO LA SUA STORIA ATTRAVERSO LE CHITARRE"
INTERVISTA 38
© Fuggiano

tervistando la co-protagonista, Eleonora Lombardo, in scena insieme a Dodi.

Eleonora, che onore e responsabilità! Come hai incon trato Dodi e come è nata la collaborazione?

La collaborazione è nata gra zie a Varis Casini, che era il ma nager di Manuel Frattini e che conobbi in occasione dello spet tacolo Sindrome da musical. Ero giovanissima, stavo iniziando il percorso professionale, recitan do anche qualche battuta.

Varis mi ha chiamato a luglio per chiedermi se ero libera nella stagione invernale perché aveva un progetto da propormi. Ho fat to un provino e un colloquio e sono passata!

Ora sono qua a raccontarvi di questo progetto di cui non sono solo onorata, ma grata. Sono grata alla vita perché mi sta re galando veramente tanto.

Provieni dal mondo del musical. Qual è il tuo background artistico? Vogliamo ricordare anche qualcuno degli spettacoli a cui hai partecipato?

Sì, vengo dal mondo del musi cal e amo profondamente l’arte in ogni sua sfumatura: dal teatro al musical, al cinema, alla mu sica, quindi questo spettacolo è un’opportunità immensa per me

perché è l’unione di due mondi, quello teatrale e quello della musica live. Questa espe rienza mi sta insegnan do tanto.

Se vogliamo ricordare qual che spettacolo come perfor mer: Mamma mia!, La febbre del sabato sera, Grease. Invece come aiuto regista possiamo ricordare Flashdance, Ballia mo sul mondo, Singin’ in the rain

Come mai sei passata dal musical alla musica?

È stata la vita che ha scelto di chiamarmi in questa nuova av ventura e, in fondo, tra musical e musica c’è solo una “elle” in più!

Cosa hanno rappresentato i Pooh per te, nel corso della tua vita? Perché questi brani hanno ancora tanto successo?

I Pooh sono nel dna della cultura musicale italiana. Per me rappresentano un passaggio importante, mi ricordo che nei lunghi viaggi con papà Mario in macchina, si metteva il cd e si cantavano insieme.

Ricordo di avere cantato Pen

siero più di una volta a squar ciagola. Cantavamo come dei matti, quindi mi riporta a dei momenti molto belli della mia vita. Conoscere Dodi e cantare questi brani mi ha fatto capire la magia che questo gruppo e que sti pezzi hanno.

Appena Dodi mette le mani sulla chitarra e parte la musica, comincia un’alchimia magica, quindi cantare con lui quei brani ti porta in una dimensione nuo va, diversa e ti senti, pur non es sendola, una rockstar.

Com’è lavorare con Dodi?

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di Silvia Arosio Eleonora Lombardo ©
Fuggiano

Che tipo è in scena e fuori?

Lavorare con Dodi Battaglia, oltre a essere un onore, è davve ro una grande fortuna, perché è un grande esempio. È un grande lavoratore, un grande professio nista, un artista di una generosità immensa. È il primo a entrare in teatro e l’ultimo a uscire, non si risparmia mai. È di un’eleganza e una gentilezza straordinaria.

Lavorare con lui è veramente molto bello. Poi ci si diverte, perché a tratti è timido e a tratti è spiritoso, simpatico, quindi è un viaggio bellissimo. Dodi in scena e fuori scena è la stessa persona: è Dodi.

La bellezza di questo spettaco lo è proprio l’autenticità, perché Dodi racconta la sua storia e la cosa magica è che non si recita, semplicemente si racconta la storia di Dodi Battaglia e delle sue chitarre. Anche sul palco ci sono momenti divertenti, perché

ci divertiamo davvero. E questo è molto bello

Dodi è da sempre un grande chitarrista e so che esiste addi rittura una chitarra che porta il suo nome, come ci raccontò in una intervista. Qual è l’evoluzione musicale che porterete in scena?

La chitarra di cui parli è la Fender Dodicaster, ma ce n’è anche un’altra che porta il suo nome ed è una Maton, perché Dodi ha dato le direttive per co struirle. Sicuramente c’è un’e voluzione che portiamo in scena ed è quella di una parte di Dodi che nessuno ha mai conosciuto, perché metterà in scena il suo lato ironico, quello emotivo.

Diciamo che è un’evoluzio ne personale più che musica le… potrei svelarvi un segreto, ma non lo farò, perché dovrete scoprirlo venendo a vederci in teatro.

LA TOURNÉE

• 9 Novembre (prima nazionale)

| MILANO @Teatro Lirico Gaber

• 12 e 13 Novembre

| ROMA @Teatro Ghione

• 25 Novembre | ASSISI @Teatro Lyrick

• 13 Gennaio 2023

| TARANTO @Teatro Orfeo

• 15 Gennaio 2023

| LECCE @Teatro Apollo

• 13 Gennaio 2023

| MONTECATINI @Teatro Verdi

• 3 Febbraio 2023

| VARESE @Teatro di Varese

• 18 Febbraio 2023

| BERGAMO @Teatro Creberg

• 5 Marzo 2023 | ALESSANDRIA @Teatro Alessandrino

Ho letto che si tratta di uno spettacolo intimo, divertente e a tratti irriverente. Perché?

Irriverente perché io sarò la memoria di Dodi Battaglia, sarò una voce che a tratti lo stuzzi cherà interrompendolo, pren dendolo simpaticamente un po’ in giro.

Sei stata spesso aiuto regista. Hai portato qualcosa di questo nello show?

Assolutamente sì, perché nel la parte di allestimento, ho fatto da aiuto regia a Fausto Brizzi. Devo dire che questo spettacolo è l’unione degli ultimi miei 7/8 anni di lavoro. Per cui l’espe rienza sul palco e la parte die tro, si uniscono in un solo spet tacolo. Per questo è uno show speciale, perché è la sintesi di tutte le cose che ho imparato in questi anni.

L’opportunità di fare l’aiu to di un regista di cinema così importante come Fausto Brizzi è stata un’occasione davvero unica. Ancora non sono sicura se sto sognando o se sta acca dendo davvero.

Dodi e Fausto sono due pro fessionisti con la P maiuscola, con una parte umana molto pre sente, quindi lavorare con loro è un dono.

Un lungo tour… Pronta?

Prontissima! Non vedo l’ora! ►RS

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© Iwan116
Dodi Battaglia, Eleonora Lombardo e Fausto Brizzi
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Al Teatro Olimpico arriva la BuBBles Revolution

UN VIAGGIO EMOZIONANTE NEL MAGICO MONDO DELLE BOLLE DI SAPONE DI MARCO ZOPPI E ROLANDA

Da venerdì 25 a domenica 27 novembre ar riva al Teatro Olimpico BuBBles Revolution, l’emo zionante show di Marco Zoppi e Rolanda Sabaliauskaite (gio vane illusionista di nazionalità lituana), considerati tra i mas simi Bubbles Artist interna zionali e insigniti a New York dall’International Magician Society del Merlin Award, l’Oscar della Magia.

Il loro è uno show unico che ha fatto il giro del mondo, visi tando 60 paesi di 4 continenti e registrando oltre 300.000 spet tatori, calcando, tra gli altri, i palcoscenici di New York, Las Vegas, Dubai, Pechino, Mosca, Parigi e Hong Kong. Un successo planetario grazie all’efficacia di uno show tra sversale che incanta, sorpren de e diverte un pubblico di tutte le età e che, senza parole, raggiunge gli spettatori di ogni lingua e cultura. Marco e Ro landa, unanimemente conside rati i massimi Bubbles Artist internazionali, protagonisti di

IL TEASER

80 minuti di magia, incanto, divertimento e poesia ai limiti dell’immaginazione

Inquadra il QRcode per il video ufficiale di Bubbles Revolution

SPETTACOLI

sublime. A metà tra scultori d’arte e giocolieri di creazioni fantastiche i due artisti condu cono il pubblico in un viaggio emozionante nel magico mon do delle bolle di sapone, una dimensione fantastica dove tutto è possibile e non esistono limiti all’immaginazione.

"BuBBles Revolution non è uno spettacolo “di” bolle di sapone, ma è uno spettacolo

tiene e che è tanto semplice quanto complicata da spiega re: lo stupore!”.

In un crescendo di immagini sempre più sorprendenti, Mar co e Rolanda attraverso le loro mani e con il solo ausilio del sapone e di pochi oggetti ma gici, plasmano creazioni mul tiformi e colorate, trasparenti e madreperlate, lucide o candide come il fumo di scena con cui giocano.

Disegnano nell’aria una danza suadente di figure sor prendenti portandoci in un uni verso fantastico. Bolle sempre più grandi che si fondono rive landoci in quanti modi diversi è possibile giocare con queste creazioni oniriche. ►RS

di Daniele Colzani
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IL SITO Inquadra
il
di Bubbles Revolution

Fosca Schiavo, da Curon a Vienna... in punta di piedi

La ventiseienne danzatrice meranese parla cinque lingue e ama l'arte ba rocca. Un mondo, il suo, che come leggerete parte dall'alta Venosta «dove da bambina mungevo le mucche e con mamma ballavo: sempre e ovunque», racconta la ragazza che da qualche anno a Vienna ha intrapreso anche la carriera di docente tanto che durante il lockdown ha insegnato online per una scuola in Egitto.

Fosca, il tuo successo parte da un piccolo paesino, Curon... come hai vissuto l’infanzia in Val Venosta? Ci torni spesso?

Curon Venosta è un picco lissimo paesino dove vivo no persone meravigliose. Ci sono nata e vi ho trascorso i primi anni della mia vita sem plicemente perché i miei ge nitori hanno vissuto lì per un po’. I miei ricordi d’ infanzia più belli (a Curon) sono lega

IL SOCIAL

Inquadra il QRcode per il profilo Instagram di Fosca Schiavo

LA BALLERINA ALTOATESINA RIPERCORRE LA SUA CARRIERA E CI CONFESSA CHE LA DANZA HA ACCOMPAGNATO E INFLUENZATO OGNI SCELTA DELLA SUA VITA
INTERVISTA
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ti allo speciale rapporto con la natura che il luogo mi ha permesso di sviluppare. Ri cordo, per esempio, che la mattina quando mi svegliavo correvo alla finestra del bal cone ad osservare i cervi che nelle prime ore del giorno osavano avvicinarsi alle case.

Vicini, amici e zii che ave vano tanti animali diversi mi portavano dovunque con loro: sia ad accompagnare i vitelli in malga, che a mun gere le mucche – mi chiama vano persino quando stavano per nascere dei vitellini. In seguito, il trasferimento nei pressi di Merano ha inciso significativamente un grande cambiamento nella mia vita, marcando (tra le altre cose) l’inizio della mia carriera da ballerina.

Dopo il trasferimento la presenza di mia nonna è sta ta il motivo principale delle mie visite a Curon, la sua

Come è nata la passione per la danza? Qualche famigliare ti ha tramandato il “fuoco sacro” dell’arte o da piccola sognavi di fare la ballerina?

Nella mia passione per la danza sono stata contagiata da mia mamma. Non ho avu

Avevo 7 anni quando ho cominciato all’Arabesque di Merano con la danza classica (Irmtraud Filippi) e qualche anno dopo mi sono avvicinata alla danza mo derna (Sabine Raffeiner) e contemporanea (Martina Marini). Da allora non ho mai più smesso! La danza ha accompagnato e influenzato ogni scelta della mia vita.

Non mi ricordo benissimo della mia prima esibizione, ero giovane. Mi ricordo però che mi piaceva la sensazione di ballare sul palco. Era una sensazione di libertà.

Onestamente di provini ne ho fatti pochissimi. In vece quasi tutti i progetti a cui ho partecipato sono stati una sorpresa: o insegnanti di danza che mi invitavano, o conoscenti che mi coinvol gevano ecc. Diciamo che ormai conosco proprio tanta gente nel mondo della danza e quindi ho tante porte aper te. Un provino che mi viene in mente è però quello per il Life Ball di Vienna del 2019. È stata un’esperienza bellis sima, ballare davanti al municipio di Vienna con ballerini, at tori, cantanti ed

di Daniele Colzani
@thegoatmultimedia
Servizio fotografico

altre star internazionali di fron te ad un pubblico infinito.

Tappa fondamentale per il suo “lancio” è stata Bolzano Danza... tutto ha inizio lì

Bolzano danza è un trampoli no di lancio per tutte le persone aperte e desiderose di cresce re. Ci sono insegnati di ottimo livello provenienti da tutto il mondo. È un’occasione uni ca poterli conoscere e avere la possibilità di fare lezione con loro. Qui ho conosciuto Anne Marie Porras, direttrice della scuola professionale EpseDan se a Montpellier.

È stata lei ad invitarmi nella sua scuola. Inizialmente, per potermi dedicare anche allo stu dio, trascorrevo solo le ferie a

Montpellier, dove partecipavo ai concorsi e prendevo lezioni private con i vari docenti. Una volta conseguita la maturità ho deciso di trasferirmi in Francia e concludere la formazione da ballerina professionista.

Qui ho avuto modo di studia re e lavorare con vari insegnanti provenienti da tanti settori di versi della danza e di conoscere ballerini fantastici, con i quali tuttora sono rimasta in contatto.

Nonostante la tua giovane età hai già un grande bagaglio di esperienza: Montpellier prima e Vienna poi. Come sei arrivata nella capitale austriaca?

A Vienna ci sono arrivata principalmente per studiare Storia dell’Arte. Grazie a Sha ron Booth, direttrice artistica dei workshop di Bolzano Dan za, sono riuscita a trasferire da Montpellier a Vienna anche la mia passione per la danza. Vienna mi dà la possibilità di unire le mie passioni ed i miei interessi: ho un piede nella dan za e l’altro negli studi universi tari.

Da un lato passo le mie gior nate in biblioteca a studiare e fare ricerche per i miei due stu

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di magistrali: Storia dell’Arte all’università di Vienna (Ma ster of Arts) e Art&Economy all’Universität für Angewandte Kunst (Master of Advanced Studies).

Dall’altro lato passo le sera te ed i fine settimana a ballare: insegno danza contemporanea e classica, coreografo per spet tacoli, concorsi e concerti e an che da ballerina partecipo a vari progetti.

La danza ha molteplici sfaccettature: hai uno stile preferito con il quale ti senti più a tuo agio mentre ti esibisci? A quale balletto sei più legata e quale brano ti piacerebbe interpretare in futuro?

Essendo soprattutto ballerina contemporanea, non devo se guire tipici balletti/ rigide rego le come nella danza classica. La danza contemporanea ha anche moltissime sfaccettature e come ballerina è molto importante es sere flessibile ed essere in gra do di adeguarsi allo stile ed alle aspettative del coreografo.

Poi naturalmente ci sono spessissimo possibilità in cui si è liberi di ballare e coreografa re, e in questi momenti direi che il mio stile tende ad essere mol to energico, ma anche sensuale.

Prima di salire sul palco provi ancora emozioni? Quale è il tuo ultimo pensiero prima dell’esibizione

L’agitazione e la paura di dimenticare passi non pen so che spariscano mai, ma sono delle belle sensazioni. Mi viene da ridere a dire ad alta voce il mio solito ultimo pen siero prima di entrare in scena, ma sono sicura che accomuna ogni ballerina: “credo che mi scappa la pipì”

Che ne pensi delle contaminazioni moderne? Sei favo revole alle frammistioni tra classico e moderna oppure hai una visione più “purista”?

Sono assolutamente favo revole alle contaminazioni.

Senza, l’arte in genere non potrebbe cre scere. Occorre continuamente esplorare ed osare – in ogni setto re dell’ar te. Mi piacciono anche le contami nazioni da altre forme d’arte. Ho partecipato, tra l’altro ad un progetto di nome Confini con il bravissimo artista lombardo, Beppe Corna, in cui danza, arte figurativa, musica e visitatori interagiva no.

Oltre a danzare, insegni anche. Che tipo di approccio utilizzi con i tuoi allievi? Che insegnante sei?

I miei allievi direbbero che sono un’insegnante molto se vera. E devo ammettere che è vero, perché ci tengo molto alla disciplina ed al rispetto. La danza ha contribuito allo svi luppo della persona che sono oggi ed i valori che mi sono stati insegnati tuttora sono im portanti anche al di fuori della danza.

Puntualità, coerenza, ri spetto etc. sono i princi pi che provo a trasmettere. Mi piace dare spazio ad ogni allievo ed incoraggiarlo indivi dualmente, dato che ognuno ha bisogno di consigli, esercizi e approcci diversi.

Sei un punto di riferimento per tanti ragazzi e ragazze che si avvicinano al mondo della danza. Senti il peso di questa responsabilità?

Non lo definirei un peso, più che altro una possibilità di di rigerli per la strada giusta. Di accompagnarli e sostenerli. Ovviamente la danza ha tanti

pericoli, sia fisici che menta li, per questo una delle cose alle quali ci tengo di più è far li diventare forti in entrambi i sensi. I miei allievi sanno che possono rivolgersi a me con ogni problema o pensiero e poi proviamo insieme a trovare so luzioni. Ecco, ritengo che an che la comunicazione tra inse gnante e allievo, ma anche tra allievi sia molto importante e fondamentale.

Sei anche tu dell’idea di Roberto Bolle che la danza deve essere “sdoganata” per raggiungere il maggior nu mero di persone possibile o deve restare un’arte “elitaria” a favore di pochi?

Bolle è un grandissimo arti sta di spiccata intelligenza, per cui trovo le sue affermazioni assolutamente condivisibili. Aggiungerei però che la dan za deve continuare ad essere strumento di crescita culturale. Secondo me arte e cultura de vono essere accessibili a tutti.

Uno degli obiettivi più im portanti deve essere quello di raggiungere sempre più giova ni che abbiano voglia di speri mentare e scoprire il bello, il buon gusto. ►RS

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Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

QUESTO MUSEO CI RICORDA CHE RECANATI NON È FAMOSA SOLO PER LEOPARDI...

Inaugurato nel 2007 in oc casione del 50° anniversa rio della morte del grande tenore recanatese, il Museo dedicato a Beniamino Gi gli è ospitato all'interno del Teatro Persiani di Recanati; visitando il Museo si ha su bito l'impressione di tornare indietro nel tempo in cui Be niamino incantava con la sua voce straordinaria il pubblico di tutto il mondo, regalando interpretazioni canore che sa rebbero entrate di diritto nella storia della lirica e della cul tura popolare.

L'allestimento del Museo, curato dall'architetto Ferrari Gabbris con il prezioso con tributo del nipote di Gigli, Luigi Vincenzoni, è stato reso possibile grazie alla ge nerosa donazione degli eredi, e in particolare della figlia Rina, che hanno messo a di sposizione numerosi costumi di scena, fotografie, lettere, documenti e cimeli apparte nuti al tenore; un luogo non solo per gli intenditori ma per tutti coloro che vogliono co noscere una delle figure più importanti nel panorama del la lirica internazionale.

Beniamino Gigli nasce a Recanati il 20 marzo 1890, in una famiglia molto umile e numerosa. Fin da piccolo Beniamino mostra una gran de attitudine al canto e intona ritornelli, canzonette e arie sacre di Chiesa.

A soli sette anni entra a far parte della Schola Cantorum diretta dal Maestro Quirino

Lazzarini, che si accorge fin da subito delle sue enormi po tenzialità. La sua voce, dolce e melodiosa, si espandeva in modo distinto e sovrastante, tanto da valergli l'appellativo di canarino del campanile, dato che era solito intonare dei motivetti quando il padre lo portava con sé a suonare le campane.

Si aggrega anche alla banda cittadina suonando con mae stria il sassofono tenore, che è possibile ammirare all'interno del Museo. Intanto si sparge va la voce della bravura del giovanissimo Beniamino.

L'occasione di esibirsi uffi cialmente, per la prima volta, si presenta nel 1907 a Mace

rata, in un'operetta dal titolo La fuga di Angelica, che ot tiene un successo clamoroso pro prio grazie alla sua straordinaria interpretazione.

A questo punto Beniamino si trasfe risce a Roma con l'o biettivo di maturare arti sticamente, e inizialmente non ha vita facile e non ha a disposizione molto denaro; pertanto egli si dedica a vari lavoretti saltuari per mante nersi e rendersi indipendente senza dover gravare sulle fi nanze dei genitori e dei fra telli.

48 MUSEI & TEATRO
LE MARCHE NASCONDONO PICCOLI GIOELLI:

L'INIZIO DEL SUCCESSO

La svolta avviene nel 1911, allorchè viene indetto un con corso per ottenere una borsa di studio al Conservatorio di S. Cecilia. Beniamino par tecipa e arriva primo su ben ventisei candidati. Qui il Ma estro Enrico Rosati si rende subito conto del suo talento.

Nel luglio del 1914 è indetto un concorso per giovani can tanti italiani e stranieri presso il Conservatorio di Parma; Beniamino Gigli esce vitto rioso, venendo proclamato La Rivelazione del concorso e la giuria scrive sulla scheda di valutazione questa postilla: «abbiamo finalmente trovato il Tenore!». Proprio questo importante attestato di Vin citore del Concorso è conser vato all'interno del Museo in una teca della sala principale.

A questo punto impresari, agenti, teatri e direttori d'or chestra iniziano pian piano a contendersi Gigli. Il 14 otto bre 1914 è un'altra data me

da e guadagnando la fama di artista completo.

LA FAMA

ARRIVA OLTREOCEANO

Inizia così un tour per i maggiori teatri dell'epoca: il San Carlo di Napoli, il Verdi di Ferrara, il Carlo Felice di Ge nova, il Massimo di Palermo e La Scala di Milano, dove viene chia mato dal Maestro Toscanini. Di alcune interpretazioni di Gigli in questi teatri famosi il Museo conserva numerosi costumi di scena, abiti prezio si realizzati con stoffe, velluti e pizzi pregiati, fatti su misu ra per lui.

La fama di Beniamino si estende con una rapidità ecce zionale, tanto che, nel giro di breve tempo, anche il Diretto re Generale del Metropolitan di New York, Giulio Gatti Casazza, ne viene a cono scenza e decide di scritturarlo

naggio di Romeo in Giulietta e Romeo di C. Gounod il 25 novembre del 1932. Questo sodalizio vedrà Gigli acqui sire una fama e una notorietà non solo a New York, ma anche in altre importanti città degli Stati Uniti.

Nel 1932, seppure a malin cuore, Beniamino abbandona definitivamente la collabora zione con il teatro newyorke se. La sua carriera continua in Italia, in Europa, in America

di Daniele Colzani
IL SITO Inquadra il QRcode per le info utili per visitare il Museo 49
Beniamino Gigli © Servizio fotografico di Emanuela Cattaneo (8)

pretazioni cinematografiche di Gigli.

Beniamino non è un attore professionista e in alcuni casi viene preso di mira dalla criti ca cinematografica ma quello che conta è prima di tutto la sua voce e, proprio per questo mo tivo, i suoi film, dove lui inter preta sempre il ruolo di tenore di fama, ottengono un successo strepitoso e contribuiscono in maniera consistente a diffondere la sua notorietà in tutto il mondo.

IL GIGLI FILANTROPO

Da sempre molto sensibile alla situazione delle persone più

svantaggiate e bisognose, pro prio in ragione delle sue umili origini, egli fu anche un gran filantropo: in museo possiamo vedere un documento che attesta una cospicua donazione fatta da Gigli alla Croce Rossa, oltre a diversi concerti di beneficenza.

Spesso si fermava a cantare nelle piazze al termine dei suoi concerti per dare modo di ascol tare la sua voce anche a chi non poteva permettersi di acquistare il biglietto del teatro e si recava a cantare anche nelle carceri e negli ospedali.

Gigli vanta una carriera di ben quarantuno anni e 928 occasioni

ufficiali in cui si è esibito. È sta to interprete di sessantadue ope re liriche con i migliori artisti e direttori d'orchestra dell'epoca. Ha avuto la fortuna di conoscere alcuni fra i più illustri artefici del melodramma e di collaborare con loro, fra questi ricordiamo: Giordano, Mascagni, Cilea, Puccini, Leoncavallo, Alfano, Zanella e Pizzetti.

All'inizio del 1955, tuttavia, la sua salute inizia a risentire di questo stile di vita frenetico e Beniamino si rende conto della necessità di abbandonare le sce ne. Inizia così una tournée di ad dio in Europa e in America, un ultimo omaggio al suo adorato pubblico che si conclude con il malinconico "addio all'arte" av venuto il 25 Maggio 1955 con un memorabile concerto alla Constitution Hall di Washin gton. Si spegne a Roma il 30 novembre 1957, il 18 dicembre la salma viene deposta nel cimi tero di Recanati nella cappella di famiglia, una tomba a forma di piramide in travertino, opera del fratello Catervo, in onore della sua opera preferita: L'Aida.

QUALCHE CURIOSITÀ...

Molto interessante la grande

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Famiglia Gigli in concerto, Giuseppe Magni

tela a olio che ritrae la Famiglia Gigli in concerto, opera del pit tore Giuseppe Magni, apprezza to ritrattista (1869-1938), nella quale sono raffigurati la figlia Rina seduta al pianoforte con accanto il fratello Enzo, Benia mino Gigli appoggiato sul pia noforte e l'elegante moglie Co stanza seduta sulla poltrona.

Notevoli anche la Proclama tion del Sindaco di New York, Rudolph W. Giuliani, datata 8 Ottobre 1997, redatta in occa sione del 40° Anniversario della morte di Gigli e che istituisce il Gigli Day, e lo spadino di legio nario donato da G. D'Annunzio.

Nelle diverse vetrine si pos sono poi ammirare significativi cimeli come il bastoncino da passeggio e il cilindro apparte nuti a Verdi, un mattone della "Porta Santa" del 1900, l'orolo gio presente nella "tenda rossa" e un lembo della stessa tenda della sfortunata spedizione po lare del 1928, doni dell'Am miraglio Nobile, il diploma di Sceriffo D'Onore della polizia di New York, targhe e meda glie militari commemorative della Prima Guerra Mondiale, foto d'epoca che raffigurano Gigli con vari familiari e grup

pi di amici, lettere autografe di personalità dell'arte, della cul tura e della politica che Gigli ha avuto il privilegio di incontra re: Mascagni, Giordano, Cilea, Pizzetti, Alfano, Matilde Serao, Emma Gramatica, Titta Ruffo, Mafalda di Savoia, Fiorello La Guardia, Gebbels e altri ancora. Non mancano foto che ritrag gono Gigli con personalità po litiche e religiose del suo tem

po fra cui una molto bella con Padre Pio. Ad accompagnare e a rendere ancora più suggestiva e accogliente l'intera visita del Museo, in sottofondo l'incon fondibile voce di Beniamino Gigli che interpreta le liriche più famose e più belle che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, fra le quali Mamma, Non ti scor dar di me, Se vuoi goder la vita, Nessun dorma. ►RS

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Presentata la Stagione Artistica del Teatro Filarmonico di Verona

Sette titoli d’opera, 12 concerti sinfonici, pri me assolute e classici intramontabili, collaborazio ni speciali, grandi interpreti e giovani talenti internazionali, concerti per le famiglie, una programmazione ancora più ricca per giovani, scuole e fa miglie ∙ Fondazione Arena di Verona annuncia per il 2023 al Teatro Filarmonico un ri lancio completo delle proprie attività e delle maestranze artistiche e tecniche in vista dell’atteso Festival numero 100.

Il 2023 è un anno di grandi aspettative: se il precedente biennio ha costretto il pub blico a restare lontani dal teatro o tornarvi preferendo il biglietto all’abbonamento, l’anno prossimo permette una programmazione di ampio re spiro della Stagione Artistica al Teatro Filarmonico, dimo ra invernale della Fondazio ne Arena di Verona. In virtù di un vero ritorno in sala, la Fondazione ha pensato a una stagione lunga e importante con tante formule per sceglie re di rinnovare o riprendere il legame con il teatro e il piace re di uscire e ritrovarsi in sala grazie alla musica.

A fianco delle consuete for mule di abbonamento, quindi, Fondazione Arena ha crea to nuove offerte: Venerdì in Platea con una ricca selezione di opere e concerti (9 titoli in un solo abbonamento) e due mini-carnet (da 3 o 6 appun tamenti a scelta) per chi vuole

ripartire con maggiore calma o fare una prima conoscenza con il Teatro Filarmonico.

LA STAGIONE LIRICA

Dal 22 gennaio al 23 dicembre, presenta 6 appunta menti da non perdere, di cui uno con doppio titolo, che accostano opere conosciute e vere e proprie rarità, alcune in terrotte dalla pandemia e pro poste per la prima volta a Ve

il pubblico in sala.

Quattro sono le recite del titolo inaugurale della Stagio ne, LE NOZZE DI FIGARO, opera comica in quattro atti di Wolfgang Amadeus Mozart, che torna sul palcoscenico del Filarmonico dopo cinque anni in un nuovo allestimento del la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine con re

52 STAGIONI
RICCA PROGRAMMAZIONE LIRICA E SINFONICA IN PROGRAMMA DAL 22 GENNAIO AL 31 DICEMBRE 2023
UNA

e costumi di Ivan Stefanutti e le luci di Claudio Schmidt. Tutte le rappresentazioni (22, 25, 27 e 29 gennaio) saranno dirette dalla bacchetta esperta di Francesco Ommassini.

Vero e proprio omaggio al genio di Franco Zeffirelli è il secondo titolo del cartel lone, Aida di Giuseppe Ver di, in scena dal 12 febbraio

nell’allestimento realizzato nel 2001 da Franco Zeffirelli (per regia e scene) per il Te atro di Busseto in occasione del primo centenario della morte di Verdi, con i costumi di Anna Anni ripresi da Lo rena Marin e le luci di Paolo Mazzon. La prima rappresen tazione andrà in scena proprio nella ricorrenza esatta dei 100 anni dalla nascita del Maestro fiorentino, che più di chiun

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale dell'Arena di verona

que altro ha saputo legare in modo indissolubile la sua arte e il suo genio agli spazi are niani. I quattro appuntamenti (repliche il 15, 17 e 19 febbraio) saranno diretti da Mas similiano Stefanelli, lo stesso maestro che tenne a battesimo questa produzione, che per ammissione dello stesso Zef firelli rimane fra le sue più care di sempre.

Dal 26 marzo al 2 aprile è in scena per quattro rap presentazioni Werther, ca polavoro di Jules Massenet, che mise in musica il testo di Goethe divenuto simbolo del Romanticismo. La tormentata storia d’amore fra il giovane Werther e Charlotte è stata rappresentata una sola vol ta al Teatro Filarmonico nel 1978: il titolo, appassionato e appassionante, fra i capisaldi del repertorio francese di tut ti i tempi, tornerà quindi sul palcoscenico veronese dopo quarantaquattro anni in un al lestimento recente, firmato da Stefano Vizioli (regia), Ema nuele Sinisi (scene), Anna Maria Heinreich (costumi), Imaginraium Creative Studio (visual) e prodotto da Opera Lombardia nei mesi maggior mente segnati dalla pandemia e ora finalmente visibile dal vivo, con un cast d’eccezione capitanato dal tenore Dmitry

© ENNEVI 53 IL SITO
di Daniele Colzani

Korchak e dal mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya insieme a giovani colleghi fra i più talen tuosi.

Produzione attesissima nel 2020 e cancellata a causa della pandemia è il quarto titolo della Stagione Lirica 2023: Amleto, summa artistica del veronese Franco Faccio (1840-1891), compositore e direttore d’orche stra molto ammirato dai massimi musicisti dell’epoca prematura mente scomparso. L’opera, tratta dal più celebre titolo shakespea riano, vantò il libretto di Arrigo Boito e un grande clamore all’e poca del suo debutto ma non fu più ripresa in Italia.

Le quattro recite dal 22 al 29 ottobre costituiscono la prima rappresentazione italiana dell’o pera in epoca contemporanea nel nuovo allestimento di Fondazio ne Arena con la regia di Paolo Valerio, talento veronese, già direttore del Teatro Stabile, con

scene e projection design create da Ezio Antonelli.

Sul podio salirà il ventisetten ne Alessandro Bonato, anch’egli veronese, direttore principa le dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il più giovane con questo ruolo fra tutte le Istitu zioni Concertistico Orchestrali italiane.

Proposto con successo nel 2021 in streaming, il quinto ap puntamento della Stagione Liri ca 2023 (dal 19 al 26 novem bre) porta finalmente il pubblico in presenza per il dittico che ac costa Il Parlatore Eterno, gem ma buffa e inedita di Amilcare Ponchielli, eseguita per la prima volta al Filarmonico proprio nel 2021, all’intenso atto unico Il Tabarro di Giacomo Puccini, entrambe produzioni realizzate dalla Fondazione Arena di Vero na. La regia del Parlatore eterno è dell’areniano Stefano Trespidi, con le scene di Filippo Tonon,

il coordinamento ai costumi di Silvia Bonetti e il disegno luci di Paolo Mazzon.

Il titolo è accostato alla penul tima delle opere pucciniane, con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, le scene di Lei la Fteita, i costumi di Silvia Bo netti e le luci di Paolo Mazzon. Sul podio dell’Orchestra arenia na torna Gianna Fratta, direttrice già applaudita al suo debutto ve ronese nel recente dittico dedica to al teatro del Novecento.

La Stagione Lirica si conclu derà con uno dei titoli più appas sionanti e apprezzati di Verdi, Un ballo in maschera, assente da ben ventun anni dalla program mazione invernale della Fonda zione e proposto dal 17 al 23 dicembre nell’allestimento sto rico del Teatro Regio di Parma in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, nato dal prezioso ri trovamento e restauro delle sce nografie disegnate da Giuseppe Carmignani nel 1913 e riportato in scena per la regia di Marina Bianchi e i costumi di Lorena Marin, con la direzione d’orche stra affidata all’applaudito mae stro Francesco Ivan Ciampa.

LA STAGIONE SINFONICA L'edizione 2023 prenderà il via il 24 febbraio e, in alter nanza alle date di opera, pro seguirà fino al 2 dicembre con 12 appuntamenti che vedranno protagonisti il Coro e l’Orche stra della Fondazione Arena di Verona affiancati da Direttori e solisti di fama internazionale, molti dei quali giovani di talen to al proprio esordio veronese, tra cui Alekseenok, Angius, Cadario, Cañón-Valencia, Kor chak, Krylov, Maionchi, Ma noshvili, Monzò, Ommassini, Onofri, Paszkowski, Peleggi, Pirolli, Principe, Ranno, Roma, Salerno, Santonja, Stier, Tirot ta, senza dimenticare l’apporto in concerto di solisti provenienti dalle prime parti dell’Orchestra areniana.

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© ENNEVI

Si inizierà nel segno di Mahler con la celebre Quinta sinfonia, per esplorare poi concerti, sere nate, ouverture, suite, preludi, balletti di J. S. Bach, Bartók, Be ethoven, F. J. Haydn, Mendels sohn, Milhaud, Mozart, Poulenc, Purcell, Rachmaninov, SaintSaëns, Schubert, Schumann, Šostakovic, Richard Strauss, Stravinsky, spesso in prima ese cuzione assoluta al Teatro Filar monico.

Non mancheranno incursio ni nella contemporaneità, con programmi comprendenti brani di Berio, Bosso, Gulda, Pärt né importanti appuntamenti con la musica sinfonico-vocale che impegneranno il Coro areniano, come nella grande Messa di Glo ria di Rossini o nel Requiem di Fauré.

Tutti i concerti si terranno in doppia data, il venerdì alle ore 20 (turno A di abbonamento) e il sabato alle ore 17 (turno B). Come da tradizione, inoltre, si conferma l’appuntamento del tradizionale Concerto di Fine Anno del 31 dicembre (fuori ab bonamento) per attendere l’arri vo del 2024 in una vera e propria festa in musica

IL PROGETTO ARENA YOUNG

La Stagione Artistica 2023 propone un ricco calendario anche per tutte le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, universi tà, accademie, fra cui anteprime, prove aperte, spettacoli, concerti e incontri dedicati.

Per ogni opera è confermata un’anteprima rivolta esclusiva mente al mondo della scuola; per la lirica e la sinfonica torna no i preludi di Ritorno a teatro, appuntamenti che introducono le trame e gli artisti e guidano all’a scolto. Infine con la rassegna

Il Teatro si racconta, Fon dazione Arena produrrà nuovi spettacoli di teatro musicale de dicati a diverse fasce d’età della scuola, creando familiarità tra il Teatro e il nuovo pubblico.

I FAMILY CONCERTS

Nell’autunno 2022 prendono il via con un doppio appuntamento anche i nuovi Family Concerts, con programmi e orari dedicati alla prima volta in teatro per le famiglie, anche per i più picco li, e saranno proposti con nuovi spettacoli anche nell’autunno 2023. L’autunno di Fondazione Arena di Verona si arricchisce di due appuntamenti speciali, in una mini rassegna completa mente nuova: i Family Concerts, spettacoli pensati per le famiglie.

Diverse generazioni possono scoprire piccoli capolavori di musica e teatro musicale adatti al pubblico di tutte le età, godi bili anche e soprattutto da chi si approccia per la prima volta a questo repertorio.

Anche la breve durata, sempre contenuta entro l’ora, è pensata per una fruizione leggera e ac cattivante. Gli appuntamenti, che si svolgeranno alle 15.30 nella

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I BIGLIETTI
© ENNEVI
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moderna Sala Filarmonica (ex cinema, ingresso da via Roma 3) sono pensati specialmente per consentire a tutte le generazioni di una famiglia di godere insie me dello stesso spettacolo ma sono aperti a tutti.

I prezzi sono pensati per tutti, con la tariffa intera di 10 euro per gli adulti e il biglietto ridotto a 5 euro per tutti i minori under14. Il primo appuntamento è sabato 5 novembre, con un concerto narrato dedicato alle favole in musica: il compositore Ora zio Sciortino dirige la propria

Gattomachia creata per la Scala nel 2017 tanto per gli adulti quanto per i ragazzi. Si tratta di un duello in musi ca tra gatti, buffo, grottesco e mol to umano, tratto dal racconto di Lope de Vega di quattrocento anni fa. Comple tano il program ma i cinque qua dri dal balletto Ma Mère l’Oye (Mamma , altrettanti piccoli capolavori che raccontano in pochi minuti le fiabe più belle della tradizione francese con la magia dei colori orchestrali che solo Maurice Ravel sapeva cre are (La Bella addormentata nel bosco, Pollicino, Laideronnette, La Bella e la bestia, Il Giardino delle fate).

Insieme all’Orchestra di Fon dazione Arena ci saranno il vio lino solista di Piercarlo Sacco e la voce narrante dell’attore Ma rio Acampa.

Sabato 3 dicembre il secon do appuntamento è dedicato ad una piccola gemma del teatro in musica: L’Histoire du soldat (La

Storia del soldato) è un racconto senza tempo che il celebre Igor Stravinsky, russo e cosmopolita, creò con l’amico e scrittore sviz zero Charles- Ferdinand Ramuz nel 1918: una prima pietra per ricostruire il mondo sconvolto dalla Grande Guerra.

Lo spettacolo, una “storia da leggere, recitare e danzare”, è tratto da una fiaba russa di Afa nas’ev felicemente contaminata dal mito occidentale di Faust, per dare origine a una piccola opera da camera interpretata dall’attore Solimano Pontarollo e dal balle rino Ivan Ristallo.

Regista al debutto veronese è Domenico Andriani con le sce ne di Angelo Finamore. Sette professori, prime parti dell’Or chestra areniana, sono diretti da Paolo Spadaro per dare vita alla partitura originale di Stravinsky: Peter Szanto (violino), Riccardo Mazzoni (contrabbasso), Giam piero Sobrino (clarinetto), Paolo Guelfi (fagotto), Massimo Lon ghi (tromba), Giancarlo Roberti (trombone), Alessandro Carobbi (percussioni).

Per informazioni e prenota zioni: Ufficio Formazione scuo la@arenadiverona.it - tel 045 8051933 ►RS

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© FAV
© Davide Patanè Orazio Sciortino

Torniamo a sognare con Lo schiaccianoci di AUB

Lo Schiaccianoci è stato l’ultimo spettacolo del 2019 di AUB Accademia Ucraina di Balletto, prima della chiusura forzata per la pande mia. Dopo il successo di Cop pelia e La Bella Addormenta ta, era giusto quindi tornare a sognare e a festeggiare l’atmo sfera del Natale con lo spetta colo iconico per eccellenza, quello che è di tradizione per tutte le feste di dicembre.

Si rinnova, così, come ormai ogni anno, l’appuntamento degli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto al Tam Te atro Arcimboldi, proprio con il balletto classico del periodo Natalizio. Per il grande suc cesso di vendita, il Teatro ed

Accademia hanno deciso di aprire una nuova data, sabato 3 dicembre alle ore 16.00 (re stano confermati gli spettacoli

IL TRAILER

dello stesso giorno alle 21.00 e di domenica 4 dicembre alle 16.00). Lo Schiaccianoci sarà di nuovo protagonista sul palco del Teatro Arcimboldi con gli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto che lo ripropongono nella versione più tradizionale secondo la tecnica e i principi con i quali vengono formati gli studenti dell’ormai conosciuta accademia meneghina.

Come da tradizione, insieme agli allievi, ci saranno grandi nomi della danza mondiale, come ad esempio Michal Krcmar (pri mo ballerino del Teatro dell'O pera di Helsinki). La magia si rinnova sul palco del teatro più grande di Milano, quindi, il 3 e 4 dicembre 2022. ►RS

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L’ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO PORTA SUL PALCO DEGLI ARCIMBOLDI UN CLASSICO NATALIZIO
SPETTACOLI
Inquadra il QRcode per il promo AUB de Lo Schiaccianoci Pubbliredazionale
59 arena.it In caso di necessità la Fondazione Arena di Verona si riserva il diritto di modificare il presente programma.
Concerts
ore 15.30
Gattomachia di
Sciortino Favola musicale per narratore, violino concertante e archi. Testo liberamente tratto da La Gatomaquia di Lope de Vega
di Maurice Ravel Cinque pezzi infantili
Sciortino Violino Piercarlo Sacco Attore Stefano Guerrieri
DI VERONA
ore 15.30 Sala Filarmonica L’Histoire du Soldat di Igor Stravinsky Storia da leggere, recitare e danzare in due parti di Charles-Ferdinand Ramuz, da un racconto di Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev
Spadaro Regia Domenico Andriani Scene Angelo Finamore Ballerino Ivan Ristallo Voce recitante Solimano Pontarollo Violino Peter Szanto Contrabbasso Riccardo Mazzoni Clarinetto Giampiero Sobrino Fagotto Paolo Guelfi Tromba Massimo Longhi Trombone Giancarlo Roberti Percussioni Alessandro Carobbi
Posto unico numerato Adulti € 10,00 Ragazzi € 5,00
via Roma 3 - Verona
Family
Sabato 5 novembre 2022
Sala Filarmonica La
Orazio
Ma Mère l’Oye
Direttore Orazio
ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA
Sabato 3 dicembre 2022
Direttore Paolo
Biglietti
Sala Filarmonica

Il Balletto di Milano e Notre-Dame de Paris

LA COMPAGNIA PORTA IN SCENA UN BALLETTO IN DUE ATTI DI STÉPHEN DELATTRE LIBERAMENTE ISPIRATO AL ROMANZO DI VICTOR HUGO

Firmato dal coreografo francese Stéphen Delattre, il balletto è ispirato al ce lebre romanzo di Victor Hugo che, nella Parigi del 1482, ha come protagonista Quasimodo, il campanaro gobbo della Catte drale perdutamente innamorato della zingara Esmeralda.

Frollo, arcidiacono della Cat tedrale e anch’egli affascinato dalla bella gitana, dà vita ad una serie di intrecci che mettono in

luce dinamiche tipiche dei rap porti umani, dalla gelosia alla passione, le stesse che rendono ancora attuale il racconto scritto quasi due secoli fa.

SINOSSI

Parigi,

tardo Medioevo

I atto - Claude Frollo, arci diacono di Notre-Dame, trova davanti ai cancelli della catte drale un fagotto con un bambino deforme che prende in cura e al leva con il nome di Quasimodo.

Questi vive nelle torri di No tre-Dame come campanaro, ma vorrebbe partecipare alla vita fuori dai cancelli della cattedra le: così, nel giorno della Festa dei Folli, si intrufola tra la fol la guidata dalla bella zingara Esmeralda che, per il suo aspet to, lo incorona Re dei Folli.

Alla vista di Esmeralda, Qua

simodo se ne innamora. Anche Frollo, che detesta profonda mente il trambusto davanti alla cattedrale, è turbato dalla pre senza di Esmeralda ed è osses sionato dall’idea di possederla.

Una notte, con l’aiuto di Qua

I VIDEO

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60 PRODUZIONI
Stéphen Delattre © Carla Moro e Aurelio Dessi (2)

simodo, l’arcidiacono cerca di avvicinarsi ad Esmeralda e di confessarle il suo amore. I due vengono sorpresi dalle guardie e dal capitano Phoebus, noto donnaiolo, di cui Esmeralda si innamora.

Frollo fugge, ma Quasimodo viene pubblicamente smasche rato e fustigato. Esmeralda ne ha pietà e gli offre dell’acqua. Frollo si vendica del rifiuto di Esmeralda e, nella notte, pugna la il suo rivale Phoebus. II atto - Esmeralda viene sco perta al fianco del capitano ucci so e accusata del suo omicidio. Frollo la accusa anche di stre

NDP CREDITS

• Coreografie, libretto: STÉPHEN DELATTRE

• Musiche: AUTORI VARI

• Costumi: FEDERICO VERATTI

• Videoproiezioni: RENÉ ZENSEN

• Direzione tecnica e fonica: CRISTIANO BUSATTO

• Light designer: SIMONE VALMACCO

• Macchinisti: GIOVANNI VERGNASCO, LUCA PESTA

• Scenografo realizzatore: GIORGIO GALLI

• Consulenza musicale: DAVIDSON JACONELLO

• Direttore di produzione: MARCO PESTA

goneria. Quando sta per essere giustiziata pubblicamente da vanti alla cattedrale, Quasimodo la salva eroicamente e la na sconde all’interno di Notre-Dame.

Tra i due nasce un legame e un’amici zia, ma nemmeno il santuario può pro teggerli: i soldati e i cittadini di Parigi prendono d’assalto la cattedrale e si im possessano della zin gara. Frollo pressa Esmeralda un’ultima volta, ma lei lo rifiuta di nuovo ed egli, per assicurarsi che nessun altro si innamori di lei, la consegna alla forca.

Mentre l’arcidiacono gongo la per l’agonia di Esmeralda, il campanaro si lancia contro il pa dre adottivo e si vendica per la sua morte. Quasimodo prende in braccio il cadavere della zingara e la porta nella tomba per morire e riposare per sempre con lei.

LE DATE

Il Balletto di Milano, nel mese di novembre, sarà in scena con questa nuova produzione dome nica 13 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano per la prima

e

IL CAST

assoluta e martedì 15 al Teatro Politeama Genovese di Geno va. La tournée di Notre Dame de Paris proseguirà con altre 23 date nei teatri italiani fino a Marzo 2023, Per info, date e biglietti, consultate il sito www. ballettodimilano.com ►RS

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di Emanuela Cattaneo ALBERTO VIGGIANO | Claude Frollo GIOIA PIERINI | Esmeralda MATTIA IMPERATORE | Quasimodo ALESSANDRO ORLANDO | Phoebus MARTINA MARINI | Fleur-de-Lys con PALOMA BONNIN, AMANDA HALL, ANNARITA MAESTRI, ALESSIA SASSO, GIUSY VILLARÀ, HIROKI INOKUCHI, EMANUEL IPPOLITO, DAVIDE MERCOLEDISANTO, LUCA NOVELLO, ÉTIENNE POLETTI I ballerini del Balletto di Milano per la stagione 2022 / 23 Alessandro Orlando Principal e Maître de ballet

Il Vajont di tutti, riflessi di speranza

UNA PIÈCE TEATRALE CHE PRESENTA LA REALE RICOSTRUZIONE DEGLI ACCADIMENTI RELATIVI ALLA GRAVISSIMA TRAGEDIA

Il 9 ottobre 1963 una frana immensa crolla dal monte Toc e si riversa nell’invaso artificiale creato nell’omonima valle per opera della SADE, La Società Adriatica di Elettricità, causando, attraverso la fuoriu scita delle acque, 1917 morti, prevalentemente cittadini di Longarone.

Il progetto teatrale Il Vajont di tutti - Riflessi di speran za rende attuale un racconto che, seppur parte della storia d’Italia, intercetta moltissimi elementi di affinità con l’oggi. Spesso dietro queste tragedie vi sono affari e storie di nascondi menti.

In questo, il Vajont è asso lutamente assimilabile ad altri disastri avvenuti in Italia nel corso degli anni. Sarno, Viareg gio, San Giuliano di Puglia, Il Ponte Morandi a Genova, sono

solo alcuni dei punti più bui e dolorosi della nostra storia.

L’idea di questo allesti mento trae l’ispirazione da una parola: la ve rità. Un progetto che sviluppa un teatro di narrazione, sociale e di denuncia, che si pone l’obiettivo di interloquire diretta mente con il pubblico, di dialogare, di condi videre un problema che riguarda tutti noi.

Un dettagliato racconto del contesto storico del secondo dopoguerra, con particolare riferimento agli anni ‘40, ‘50 e ’60 coinvolge da subito lo spettatore e lo rende partecipe di un vero e proprio viaggio nell’umanità italiana del pe riodo, all’interno della civiltà contadina di provincia, nell’I

talia che vuole rialzarsi dopo lo sfacelo delle guerre mondiali.

Ed è l’Italia che inventa, che scopre, che sperimenta, l’Italia delle grandi opere civili che, in meno di vent’anni, ricostruisce sé stessa e riparte dal proprio futuro.

62 INCONTRI RAVVICINATI
Andrea Ortis

Arriva a tanto, arriva addi rittura a progettare la diga del Vajont, costruita tra il 1957 e il 1960, una struttura avveni ristica, imponente, quella che avrebbe dovuto essere la più grande al mondo, nel suo ge nere. Erano gli anni del boom economico, del miracolo ita liano, tutto andava molto bene, gli Italiani erano pervasi da un senso di invincibile ottimismo, il futuro era là, bastava solo rag giungerlo…

Il Vajont di tutti, riflessi di speranza, la memoria di una tragedia collettiva per ripartire, con speranza e condivisione. Lo spettacolo vuole essere soprat tutto una testimonianza della capacità che ogni singolo indi viduo ha di saper reagire, guar dare al futuro. Una risorsa che spinge l’uomo a rialzarsi, ad affrontare anche i momenti più difficili della propria vita. Ed è la natura un prezioso alleato che sa lenire le nostre sofferenze e ci rigenera nei momenti bui del la nostra esistenza.

“Siamo ospiti in questo mera viglioso luogo che è l’ambiente, e l’ambiente da ospiti ci tratta, accogliendoci, offrendoci infi niti doni… l’ossigeno, l’acqua e una meravigliosa natura ric

ca di profumi, colori e sfumatu re. Abbiamo il dovere di avere rispetto del nostro pianeta”, questo l’accorato appello del regista Andrea Ortis.

I PROTAGONISTI

Carlo Semenza e Tina Merlin sono i protagonisti dello spetta colo e furono i protagonisti de gli accadimenti, degli antefatti della tragedia del Vajont.

Carlo Semenza è il progettista della diga, rappresenta il mon do dell’industria, dell’impren ditoria che si deve confrontare con la politica e le Istituzioni, e, inevitabilmente, scendere a compromessi. Ingegnere civile, è stato, ai tempi in cui si svol sero i fatti, uno dei più esperti costruttori di dighe d’Europa. Alpinista, amava profondamen te la montagna.

A questo personaggio di no tevole caratura e a quello che si annuncia un progetto assolu

tamente ambizioso ed estrema mente rischioso, incompatibile con le caratteristiche geologi che del territorio, si contrappo ne la coraggiosa Tina Merlin.

Una donna straordinaria, ex staffetta partigiana, diventa giornalista dell’Unità, espo nendosi in prima persona, con i suoi articoli e le sue denunce, in una strenua battaglia dalla parte dei deboli, una donna libera e di grande giustizia…come tutti gli individui giusti e liberi, ine vitabilmente sola contro i poteri forti. Fanno parte del cast an che i cantanti Elisa Dal Corso, Jacopo Siccardi e Mariacarmen Iafigliola,

LA PRODUZIONE

Lo spettacolo Il Vajont di tut ti, riflessi di speranza è prodotto dalla MIC International Com pany che, dopo il riallestimento de La Divina Commedia Opera Musical lo scorso anno, sce glie ancora una volta il Teatro Vaccaj come residenza di alle stimento e debutto in anteprima regionale per la nuova produ zione, stringendo una collabo razione con Compagnia della Rancia a sostegno delle attività sul territorio e dello sviluppo delle produzioni teatrali. ►RS

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di Silvia Arosio
LA TOURNÉE • Dal 4 al 6 novembre | TOLENTINO @Teatro Vaccaj • 14 e 15 novembre | ROMA @Teatro Parioli • 16 novembre | VELLETRI @Teatro Artemisio Volontè
Michele Renzullo è Carlo Semenza Selene Demaria nei panni di Tina Merlin

Tutto chiede salvezza: il nostro viaggio sulla nave dei pazzi

“QUI DENTRO LA CONDANNA NON È IL TSO, MAGARI FOSSE QUELLO, LA VERA PENA AFFIBBIATA DAL DESTINO STA NELLA REITERAZIONE DEL VISSUTO, COME LE REPLICHE DI UNO SPETTACOLO, UN'ETERNA PRIMA TEATRALE”

Dal dolore si può uscire, e uscire migliori. Anche nel momento più buio può fare capolino la speranza, si può ridere pochi istanti dopo aver pianto e piangere poco dopo aver riso.” (Francesco Bruni)

Quando si guarda una serie tv e poi si corre a leggere il roman zo da cui è tratta, si può restarne delusi o, al contrario, preferire l’uno all’altro, a seconda del proprio sentire. Nel caso di Tut to chiede salvezza, non si sa cosa sia meglio, se il libro di Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega Giovani 2020, o la serie, diretta da Francesco Bruni, che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Daniele Mencarelli, Daniela Gambaro, Francesco Cenni, in programmazione su Netflix e prodotta da Picomedia. Una storia di chiaro stampo autobiografico, quella di Men

carelli, che si muove su un rea lismo che non è di maniera, ma naturale come lo è la vita.

Dramedy è la definizione che è stata data a questa serie, dove, come stile di Bruni, è stata inse rita qualche spennellata di leg gerezza in più, ma che ricalca quella comoedia che è la vita stessa di ognuno di noi, fatta di chiaro e scuro, di momenti di serenità ed altri di dolore, quella così magistralmente dipinta nel le pagine di Mencarelli

“Tutto quello che è stato fat to di eccezionale nel passato, è stato fatto anche grazie a quelle caratteristiche che oggi catalo ghiamo come sintomi e patolo gie…” (Mario)

«Sono più di quarant'anni che frequento posti simili a questo, e noto come il concetto di disturbo

mentale si stia diffondendo, oggi c'è una specie di rincorsa a bat tezzare per disturbo quello che fino a ieri era semplice mente una caratteristica della perso na, se non addirittira una virtù.

La scienza sta invadendo am biti che non le appartenevano, oggi a un ragazzo che s'inter roga sulla vita, sulla morte, su Dio, si risponde con la medici na, si parla immediatamente di depressione, sino a cinquanta, cento anni fa lo si mandava da un prete, o a farsi le ossa lonta no da casa.» (Mario)

Troviamo tutto, in questo testo che solo apparentemente tratta di follia: forse, appunto, solo di vita si tratta, di quel limen sot tile tra quello che si definisce normalità e quello che non è considerato tale, con la voglia di

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INTERVISTA
Inquadra il QRcode per l'intervista a Daniele Mencarelli e Francesco Bruni
L'INTERVISTA

IL CAST

• ANDREA PENNACCHI |

• VINCENZO CREA |

• LORENZO RENZI | Giorgio

• VINCENZO NEMOLATO

| Madonnina

• ALESSANDRO PACIONI |

• FOTINÌ PELUSO | Nina

• RICKY MEMPHIS | Pino

• BIANCA NAPPI | Rossana

• FLAURE BB KABORE |

• FILIPPO NIGRO |

• RAFFAELLA LEBBORONI

| Dott.ssa Cimaroli

• LORENZA INDOVINA | Anna

• MICHELE LA GINESTRA |

• ARIANNA MATTIOLI |

evitare la stigmatizzazione e di non bollare come malattia qual siasi comportamento deviante, che spesso è solo un tratto delle personalità.

Chiariamo: la malattia men tale esiste e ne abbiamo, ahimè, la prova nella più stretta attua lità, aggravata, come indicato dall’OMS dalla depressione in aumento, dovuta alla pandemia e al lockdown. Perché se è vero che nessuno si salva da solo, il TSO, alias il trattamento sanita rio obbligatorio, è solo una fase della cura, quella del cum-teni

mento, dell’emergenza, perché poi ciascuno è chiamato, tramite aiuti anche esterni, a ritrovare il senso smarrito della pro pria strada.

«Non esiste un farma co che ti farà guarire, o che su di te sarà ef ficace a vita. Ti ho già parlato di queste cose me ne sono pentito, tu sei tanto giovane, pure troppo, ma quel lo che puoi trovare dai medici e dalla medicina è nel migliore dei casi un piccolo aiuto, il resto sei tu, il modo in cui vedi le cose, la for za con cui la vita ti arriva, negli anni capirai che non è tutto un male.» (Mario)

Così, la settimana di tratta mento del protagonista Daniele, 7 giorni che ricordano la crea zione del mondo, o almeno, in questo caso, la creazione di se stessi e del proprio mondo, sim boleggiano, in una perfetta ari stotelica unità di tempo, luogo ed azione, come, per riemerge re, sia necessario affrontare un viaggio, quello sulla nave dei pazzi della puntata del mercole dì - giorno di Mercurio, dio de gli scambi e della comunicazio ne - , un viaggio nel dolore, un cammino ctonio, accompagnati dai propri personali psicopom

pi, che affiancano nella discesa personale il protagonista per aiu tarlo a trovare l’uscita.

Un viaggio, da Dante con Vir gilio in poi, che nasce da uno stop forzato, un risveglio kafkia no su un letto o in una selva oscura, popolata da personaggi che fanno paura, perché rispec chiano la parte peggiore di sé, ma che si rivelano poi i migliori alleati per risalire la scivolosa china.

Così, i sei degenti della stanza che si affaccia sul mare, diven tano “famiglia”, nel loro dare e ricevere, e, i sanitari, stanchi ed al limite del bornout, sono figure fondamentali ma non sufficienti, senza l’interazione tra le anime che popolano la corsia.

Persino l’anima prigioniera del corpo, come quella di Ales sandro, diventa nel sonno una mano tesa per Daniele, prigio niero lui stesso della sua men te, delle sue dipendenze e della struttura dove si trova; oppure, la grande figura mitologica di Mario, capace di grandi altezze e di piccole cose, dalla cui boc ca escono delle frasi che sono perle, un uomo che cerca con lo sguardo un uccellino, che diven ta padre e maestro, nonostante, o forse grazie, ai demoni che lo abitano; e se la freschezza e

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di Silvia Arosio FEDERICO CESARI | Daniele Cenni Mario Gianluca Alessandro Alessia Dott. Mancino Angelo Antonella e con la partecipazione di CAROLINA CRESCENTINI | Giorgia

l’allegria di Gianluca si affossa no nel dolore più nero nella sua bipolarità, l’eterna fanciullezza di Giorgione diventa capriccio e violenza, quando gli si vede ne gato l’amore, quello mistico che Madonnina ricerca con fervore, come la sua anima.

E Daniele, nato così sensibile e con il peso delle aspettative della famiglia sulle spalle, cer ca supporto, incarnando il mito dell’eroe che mai trova solu zione ed assoluzione, nel loop incessante delle dipendenze, che su di lui diventano macigni, dipendenze attualizzate nella fi gura di Nina, una “bellissima 3.0 del Parioli”, incentivata da una mamma ad essere apparenza su internet, come nel mito di Nar ciso, in cui i follower diventano specchio di sé, nella bellezza, come nell’abbruttimento.

Se l’OMS ha definito la salute come “uno stato di totale benes sere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”, capiamo bene che la salvezza cosi ricer cata da Daniele e dall’essere umano è qualcosa di olistico, che viene da se stessi e dal proprio benessere, ma anche dal rappor to con gli altri, dove il legame diventa un “Gioco di sguardi” e si fa parola, intesa come ascolto, ma anche poesia e mitopoiesi.

Ma non penate che questa serie o questo romanzo siano pesanti o noiosi, anzi, il contra

rio: ci si emoziona e ci si com muove, ma si ride e si sorride con (e non dei) protagonisti, in cui ritroviamo parti di noi stes si e che ci guidano nel viaggio, con verità e maestria.La regia di Bruni, che oserei dire illu minata, il testo ed il sottotesto, la fotografia che spazia, par tendo nelle prime due puntate dal letto, fino ad allargarsi alle camerate e al mare con il faro sotto le finestre, un cast di gio vani attori strepitosi, affiancato da attori adulti di comprovata qualità, rendono questa serie un prodotto che andrebbe visto da tutti, dai 16 anni un su, magari in compagnia di genitori e non ni, senza vergogna o imbaraz zo, grazie alla delicatezza con cui viene proposto.

Perché nel viaggio della vita

nessuno si salva da solo e se è vero che da vicino nessuno è normale, forse è arrivato il mo mento di guardare a noi e all’al tro da noi, con l’accoglienza e l’empatia, che da soli possono sconfiggere la paura di quello che non conosciamo ma ci ap partiene, fin nelle viscere, fino nell’anima.

“Sono i cinque pazzi con cui ho condiviso la stanza e questa settimana della mia vita. Con loro non ho avuto possibilità di mentire, di recitare la parte del perfetto, mi hanno accolto per quello che sono, per la mia na tura così simile alla loro. Con loro ho parlato di malattia, di Dio e di morte, del tempo e della bellezza, senza dovermi sentire giudicato, analizzato. Come mai avevo fatto prima.

Quei cinque pazzi sono la cosa più simile all’amicizia che ab bia mai incontrato, di più, sono fratelli offerti dalla vita, trovati sulla stessa barca, in mezzo alla medesima tempesta, tra pazzia e qualche altra cosa che un gior no saprò nominare Dal corri doio mi fermo a guardarli. Ec coli, ognuno nel proprio angolo di stanza, indifesi di fronte alla propria condizione, di esposti alle intemperie, di uomini nudi abbracciati alla vita, schiacciati da un male ricevuto in dono. I miei fratelli”. ►RS

Lo scrittore Daniele Mencarelli
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Il regista e sceneggiatore Francesco Bruni
L’INSEGNAMENTO DEL TEATRO È FONDAMENTALE PER COMPRENDERE L’AMORE, IL DOLORE, LA VITA, IL DOLORE E LA BELLEZZA, A PRESCINDERE DA COSA SAREMO DOMANI Con il teatro si impara a vivere la vita... Senza il teatro, cosa possiamo fare doma FOCUS 68

mo, ma sono poche in realtà, in un unico ambiente, le pos sibilità che possiamo sfruttare per riuscire a vivere momenti solamente per noi stessi, sono pochi gli istanti che ci con sentono di elaborare contem poraneamente il nostro e il presente collettivo, sono rari gli spazi liberi e sicuri in cui possiamo favorire dialogo,

varci... E sono indistintamen te tutti momenti insostituibili per la nostra esistenza, come la paura di rimanere in apnea e l’esigenza di ricominciare a respirare, come il brivido che trapassa il tuo corpo e l’ener gia ritrovata, come la nascita di un bambino o l’anziano che ci lascia per salire la scala dell’arcobaleno. Sono questi

Per il popolo greco era im portante educare gli uomini tra l’adolescenza e l’età adul ta, parimenti alla compren sione del sorgere del sole o il calar della luce al tramonto, per la condivisione, la com prensione e il superamento delle paure.

In quella primitiva costru zione semicircolare, chiama ta “orchestra” accadeva qual cosa che meritava attenzione sia che essa fosse un evento sportivo, un momen to di intrattenimento o di silenzio colletti vo, era una festa che doveva la sciare spazio e libertà a sogni e desideri di ogni essere umano.

Cosa vuol dire tea tro in greco? Vuol dire ϑέατρον , che deriva dal verbo ϑεάομαι "guar spet Ma cosa guardo, cosa appren do? Com prendiamo e impariamo l’amore, il do lore, la vita, il dolore e la bel

gli ambienti in cui possia mo lasciarci andare per fare emergere le emozioni che riescano a pervaderci e rinno

l’amore, il rispetto, l’ascolto, sono le emozioni fondamen tali che si incontrano, ci emo zionano, si rinnovano e ci sti molano ad andare avanti.

Non ha im portanza se farai o diventerai un attore perché quello che ap prendi ti aiuterà a diventa re un’infermiera, un operaio, un avvocato, un imprendi tore, una madre e un padre. Questo è l’obiettivo del teatro e l’importanza di continuare a educare. ►RS

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di Christine Grimandi

Il Museo Interattivo di Broadway in New York

LA SUA SEDE "NATURALE" È IN TIMES SQUARE E L'APERTURA È PREVISTA PER IL 15 NOVEMBRE PROSSIMO

Situato in Times Square, al 145 di West 45th Street, nel cuore del Theatre Di strict, il Museum of Broadway nasce da un’idea della produttri ce di Broadway e vincitrice del Tony Award Julie Boardman, e può essere definito come un’e sperienza teatrale coinvolgente e interattiva dedicata al musical, alla commedia e alle loro mae stranze.

Come ha affermato Boardman, “siamo entusiasti di creare un museo in onore della straordina ria storia di Broadway, dei pio nieri che hanno portato avanti questa forma d’arte e di chi cele bra il brillante futuro”.

Il Museum of Broadway ha collaborato con artisti, designer e storici del teatro di fama interna zionale per creare un'esperienza interattiva che mette in luce i mo menti più innovativi della storia di Broadway, quelli che hanno spinto i confini creativi, sfidato le norme sociali e aperto la strada a coloro che li avrebbero seguiti.

Il Museo è stato realizzato da un pool di soggetti privati fra cui Playbill, The Billy Rose Thea tre Division, The Al Hirschfeld Foundation e Concord Theatrics.

LA SALA DELLE MAPPE

La Map Room è dedicata all’o rigine di Broadway e i suoi spo stamenti in vari edifici a Times Square. Scoprite la storia e la mi grazione dei teatri di New York attraverso proiezioni video im mersive, dal distretto finanziario a Union Square e Herald Square fino all'odierna Times Square.

TIMELINE ROOM

Viaggiate attraverso la linea del tempo di Broa dway dalla sua nascita fino ai giorni nostri, dove mettiamo in evidenza i pionieri del teatro, i mo menti di progresso sociale e alcune delle opere e dei musical più ama ti di tutti i tempi. Entrate in alcuni dei musical più importan ti che hanno cambiato il

paesaggio e la traiettoria di Bro adway attraverso installazioni progettate da importanti artisti visivi contemporanei e designer di Broadway.

THE "MAKING OF" A BROADWAY SHOW

Andate dietro il sipario della creazione di uno spettacolo di Broadway con una mostra spe ciale che onora la comunità di professionisti di grande talentosia sul palco che fuori - che ogni sera danno vita alle opere teatrali e ai musical di Broadway.

SPAZIO STUDIO E GIFT SHOP

Uno studio di prova comple tamente attrezzato sarà utilizzato per masterclass educative, tavole rotonde, noleggio di eventi, even ti di lancio, feste private e altro ancora. Il negozio di souvenir è aperto al pubblico e comprenderà articoli degli attuali spettacoli di Broadway, dei nostri artisti, dei nostri partner, delle piccole imprese che producono prodotti di Broadway, articoli a marchio Broadway e una linea esclusiva di articoli del Museum of Broa dway. ►RS

NOVITÀ
di Daniele Colzani
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Issuu riflettori su Facebook Riflettorisu Instagram Riflettorisu Riflettori su... La nostra squadra è pronta E tu sei dei nostri? GIANMARIO CAVALLARO MaestrodiCoroe Direttored’Orchestra SONIA CAMMARATA Costume designer per lo spettacolo CLAUDIA ROSSI & ANTONELLA LAZZARETTI DocentiFormatrici ANGELA VALENTINO Make Up Artist in New York City SILVIA AROSIO Direttore Responsabile DANIELE COLZANI Art Director & Redattore MAURIZIO TAMELLINI DirettoreArtisticoFestival dei2MariSestriLevante CHRISTINE GRIMANDI Production Organization & Casting Director MYRIAM DOLCE Giornalista di Danza & Spettacolo LUCA VARANI Giornalista Musicale & Blogger di Sonar ANTONELLO RISATI Scenografo & Production Designer MASSIMILIANO FUSCO Wedding & Ballet Photographer

Giuliana Penzi, la grande dame de la danse

IL DIRETTORE ARTISTICO DEL "FESTIVAL DEI 2 MARI" E DEL " SAN MARINO DANCE FESTIVAL" SI RACCONTA

Gneralmente nei miei articoli cerco sempre di scovare o di far ri vivere personaggi che hanno dato prova di grande generosi tà verso la danza, persone che hanno sacrificato gran parte della loro esistenza a far cono scere e rendere prestigiosa la nostra arte nel mondo.

Oggi parliamo di Giulia na Penzi, una figura eterea su molti aspetti, ma capar bia e consapevole di avere tra le mani un' Accademia tra le più prestigiose e rinomate

nel mondo. Sotto la Di rezione di uno dei più importanti maestri del '900, Enrico Cecchet ti, Giuliana inizia la sua carriera artistica all'età di 10 anni, che la porterà dopo il diploma alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala, a prendere parte alle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove vin se la Medaglia d'oro.

Molti riconoscimenti furono da Lei vinti nella sua lunga car riera: divenne in seguito Prima ballerina al Teatro dell'Opera

di Roma, e prima di trasferirsi nella capitale, a Milano diresse diverse scuole di danza fonda te da Jia Ruskaja.

Nel 1940, quando Ruskaja, che in russo significa “sono russa”, divenne Direttrice con un decreto legislativo, e dalla Regia Scuola di danza, riser vata a sole donne, fu denomi nata in Accademia Nazionale di Danza, Giuliana la seguì, ri manendo sempre al suo fianco come sua "prima insegnante".

Giuliana fu Direttrice dell'Accademia dal 1969 al 1989 e nei primi anni del suo insediamento ci fu un sistema tico cambiamento sia artisti co-culturale che organizzativo: la danzatrice seppe avvalersi della collaborazione di validi Docenti e di prestigiosi nomi, come per esempio il ma estro croato Zarko Prebil che rimontò per diversi anni per gli allievi, moltissimi balletti di repertorio, dando inoltre una forte impronta di tecnica russa. Chiamò inoltre diversi illustri personaggi di alto livello arti stico per l'arte e la musica, che erano le materie necessarie per

72 IL DANZATORE
Giuliana Penzi, Direttrice A.N.D. di Roma (1969-1989)

la cultura per i giovani danza tori.

La Signora Penzi era una vera innovatrice, una vera star.

Il 1976 era l'anno in cui ebbe inizio il Liceo Sperimentale Coreutico. Qualche mese ad dietro, entrai con una borsa di studio all'Accademia conces sami da Alberto Testa e da altri Docenti.

Ricordo ancora la mia prima audizione con la Signora Penzi, come eravamo soliti chiamarla quando entrava in sala. È stata per me una seconda mamma, seguendomi e proteggendomi nel mio breve percorso acca demico durato quasi due anni.

Per pagarmi i corsi, mi pro curò una serie di incontri come modello all'Accademia del co stume e di moda, a pochi passi da Piazza Navona e qualche mese più tardi entrai nel Grup po Stabile A.N.D.

Erano anni in cui il fervo re della danza era all'apice: Rudolph Nureyev danzava il Marco Spada di Pierre Lacot te al Teatro dell'Opera; Raf faele Paganini era in procinto di diventare primo ballerino; Stefano Teresi e Tuccio Riga no prendevano parte agli spet tacoli dell'Accademia come guest star; Susanna Proia, stel la nascente dell'Accademia ed infine la grande Elisabetta Te rabust. Sono tornato diverse volte in Accademia negli ul

MAURIZIO TAMELLINI

• Inizia i suoi studi accademici nel 1974 a Verona, sua città natale. Entra all'Ac cademia Nazionale di Danza di Roma, nel Gruppo Stabile A.N.D., nel Ballet Classique de Paris, Arena di Verona, Teatro Comunale di Firenze e nel 1980 nel corpo di ballo del Teatro alla Scala per quasi 30 anni.

• Solista del Ballet National de Marseille R.Petit. Direttore Artistico Danza del Balletto di Varese, del Teatro V.Alfieri di Cast./Garfagnana (Lu), Performing. A.A. Moveon di Milano e dal 2020 del Festival dei 2 mari di Sestri Levante (Ge).

• Firma per la danza, i costumi per Workshop con il Teatro alla Scala e una t-shirt per la linea Porselli" Prende parte a diversi programmi televisivi su RAI2 e a numerose altre interviste su varie piattaforme. Maitre de ballet e Presidente di Giuria in prestigiosi Concorsi di danza nazionali e internazionali.

• Nel 2019 pubblica il suo primo libro,Nonsola(mente)danza. Collabora con scuole e Accademie, promuove stage, rassegne, master-class, lezioni private e prepara allievi/e per audizioni e Concorsi.

timi anni, ma quest'anno sono riuscito finalmente a vedere lo spettacolo di fine anno in quel la magnifica location del Tea tro all'aperto. I ricordi si sono fatti sentire e la figura di Giu liana era presente: l'ho ritrova ta mentre scendevo le scale del giardino e in tutti quei luoghi dove da ragazzo trascorrevo qualche momento di pausa tra una lezione e l'altra, facendo mi ricordare i fasti e le gioie di quegli anni dove ho vissuto la "mia danza.".►RS

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di Maurizio Tamellini Maurizio Tamellini e Gloria Brandani Gruppo Stabile A.N.D. 1976 L'Accademia Nazionale di Danza a Roma

Il danzatore, materia viva e creativa

UNO SGUARDO SULL'AZIONE FORMATIVA COME LABORATORIO DI RICERCA SPERIMENTAZIONE E PARTECIPAZIONE DIDATTICA

Nella nostra visione peda gogica del movimento, il corpo è uno strumen to sensibile, capace non solo di comprendere, ma anche di anti cipare ciò che la mente poi ana lizza e traduce in pensiero. Le sue abilità percettive e sensoriali rappresentano una ricchezza, una fonte inesauribile di espe rienze e conoscenza.

Un training costruito sulla sensazione, su un corpo che si relaziona costantemente con tut to lo spazio, interno ed esterno, è un corpo disponibile alla ricerca del movimento, della qualità del gesto e dell’azione, passando attraverso un processo creativo di analisi dei principi che sono alla base della danza. Il corpo,

lo spazio, il movimento, la dinamica e la relazio ne, sono elementi e forze che vanno costantemen te nutrite e stimolate e che possono generare una infinita varietà di percorsi creativi.

Se da una parte la tecnica è il mezzo che rende il corpo del danzatore abile nelle sue esecu zioni e nelle sue capacità di cre are, comunicare, danzare, allo stesso modo il processo creativo permette un approccio cosciente e profondo al movimento, apre la strada verso la consapevolez za e la padronanza della tecni ca stessa. È una visione di una didattica globale, aperta alle novità e soprattutto all’espe rienza come fonte di conoscen

za e preparazione di esperienze future, capace di ritornare alle origini del movimento per gene rare progressione ed evoluzione nella danza e in ogni linguaggio artistico.

Sono infatti sempre più nume rosi i coreografi e i danzatori che si affidano ad un processo cre ativo e ad un training costruito sulle sensazioni e sulla ricerca di un movimento naturale e per sonale. È in quest’ottica che si inserisce l’esperienza della dan za contemporanea israeliana, al giorno d’oggi considerata unica

74 DIDATTICA
Inquadra il QRcode per il sito ufficiale del metodo GAGA
Claudia Rossi Antonella Lazzaretti
IL VIDEO / 1

nella sua ricerca libera da codici preesistenti. L’origine di questo filone che ha conquistato le sce ne mondiali, è nel grande lavoro innovativo di Ohad Naharin per la Batsheeva Dance Company, elaborato attraverso il metodo GAGA.

GAGA è un training liberato rio ed energico che punta a far lavorare ed esprimere il corpo portandolo ad una piena consa pevolezza delle sue possibilità.

Per Naharin, Gaga è un meto do di insegnamento e al contem po il suo linguaggio scenico. Il richiamo alle primissime sillabe

CLAUDIA ROSSI

• Danzatrice, assistente coreografa e coreografa per televisione, teatro e cinema. Laureata presso l’Acca demia Nazionale di Danza di Roma per l’insegnamento delle discipline coreutiche, indirizzo Danza Contem poranea.

• Grande è l’attenzione verso la Pe dagogia della Danza intesa come continua ricerca ed evoluzione del movimento e della sua trasmissione.

• Svolge una intensa attività di inse gnamento con stage e corsi di forma zione professionale e aggiornamen to insegnanti su territorio Nazionale.

emesse da un neonato, ga-ga, definisce la finalità della sua ri cerca volta al piacere più puro e basilare che dà il movimento re lazionato alle emozioni interiori. L’estetica passa in secondo pia no lasciando spazio all’ascolto interiore e all’esplorazione per sonale.

“Ciò che fa le differenze in dividuali non è il genere, ma l’intelligenza, la coordinazio ne, la musicalità, l’esplosività, l’uso della gravità, la fantasia, la delicatezza. E ci tengo che i miei ballerini esprimano tutto questo. Il senso della danza per me è l’essere connesso agli ele menti più importanti di cui la danza è fatta: passione, abilità e potere dell’immaginazione”. Ed è grazie al focus sull’indi

vidualità che Naharin, nel suo processo creativo, attinge ad un variegato ventaglio di emotività dando voce piena alle esperien

ANTONELLA LAZZARETTI

• Danzatrice, insegnante, laureata presso l’Accademia Nazionale di Danza per l’insegnamento delle di scipline Coreutiche, indirizzo danza contemporanea.

• Dal 2017 è docente a contratto nel progetto EducANDo in Danza, Accademia Nazionale di Danza.

• È membro del consiglio direttivo della DES, Associazione Nazionale Danza Educazione Società.

• Svolge un’intensa attività di inse gnamento della danza in differenti contesti educativi e in numerosi corsi di formazione per insegnanti sul terri torio nazionale.

ze di ogni ballerino. Ciò che vie ne ricercato non è una tipologia stereotipata di danzatore, ma l’esatto opposto: individualità forti, capaci di esprimersi in un linguaggio proprio e in grado di restituire, attraverso l’improv visazione, un grande materiale che diventa parte fondante degli spettacoli stessi. Il danzatore è materia viva e creativa, corpo emotivo e anima passionale. Il linguaggio GAGA, nel suo principio di profonda ricerca personale, diventa così univer sale. Gaga People è per tutti, an che per i bambini, testimonianza che è nella semplicità del gesto che si trova la potenza del mo vimento, considerato dallo stes so Naharin “healing, dynamic, ever-changing”.►RS

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di Claudia Rossi e Antonella Lazzaretti
IL VIDEO / 2 Inquadra il QRcode: Ohad Naharin parla del movimento Gaga
Ohad Naharin

Il make up artist : un mestiere a due facce

IN VIAGGIO CON LA MAKE UP ARTIST ANGELA VALENTINO NEL MONDO DEL TRUCCO ARTISTICO

Era esattamente il 1967, quan do il saggista francese Guy Debord pubblicava il libro La società dello spettacolo, anti cipando una tendenza che oggi ha raggiunto quasi il suo paradosso. Se nella società c’è in generale uno spostamento verso gli aspet ti immaginifici, nel cinema, per esattezza nel genere fantasy e hor ror, l’elemento fantastico, o della meraviglia, è diventato uno degli aspetti prevalenti rispetto ad altri linguaggi.

Questi film infatti sono costru iti non tanto sullo sviluppo della vicenda e sul carattere dei perso naggi, quanto proprio sugli effetti speciali. L’elemento fantastico, il genere che più ne contiene, rap presenta un aspetto che tenden zialmente affascina maggiormente

lo spettatore di quanto riesca invece la descri zione realistica degli eventi, perché lascia la narrazione aperta a varie interpretazioni. Non si parla di vita quotidiana né dell’esperienza con creta di ciascuno, ma si rivolge a un futuro, o presente e passato, che ogni volta si modifica in base alle tecniche della rappresentazione.

Fuori dal cinema, tra la gente, c’è il vasto mondo dei travestimen ti, un mondo che nel fenomeno dei COSPLAYER ha la sua manifesta zione più evidente, e nei maschera menti di Halloween, l’espressione recente più “spontanea”.

Ora vi racconto come funziona questo mestiere! Il mondo degli

effetti speciali, secondo la defini zione dell’Enciclopedia Treccani, è "il complesso di tecniche o truc chi utilizzati in ambito scenico per creare un’illusione di realtà". Un modello nuovo rispetto al cinema delle origini, che punta su una di versa dimensioni di tempo e dello spazio. L’era digitale ha introdot to tecniche specifiche in base alle quali la caratterizzazione dei per sonaggi si può sviluppare si attra verso la computer grafica che ma nualmente, appunto col makeup per effetti speciali.

Invecchiare un attore, piuttosto che renderlo somigliante ad un determinato personaggio, richie

76 LA TRUCCATRICE
Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Angela Valentino
IL SITO

dono competenze complesse. È un mestiere insolito, così come fuori dal comune sono i contesti in cui lavora. Richiede manualità, mol tissima, soprattutto per il makeup prostetico, e delle cromie estetiche del viso su cui interviene. Il pro cesso di produzione di un makeup prostetico si sviluppa in tre fasi: dall’idea di partenza si passa alla realizzazione del concept grafico. I materiali sono il silicone, lattice e altri materiali sensibili al contat to e leggeri, per avvantaggiare chi dovrà indossare la protesi o ma schera.

Quindi, si passa a calchi del mo dellato ed infine al collaggio del silicone o della schiuma di latti ce o del lattice, in base al tipo di

ANGELA VALENTINO

• Angela Valentino una giovane Make up artist italiana con una forte inclinazione per le arti del makeup.

• La sua passione è iniziata con le arti dello spettacolo duran te il liceo artistico. Laureata in Scenografia e costume per lo spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e diplomata in Truccatore artistico alla BCM Cosmetics di Milano. Successivamente, ha lavorato per diversi teatri, televisione, ci nema e moda.

• Ha vinto due premi come miglior truccatrice a Los Angeles e a New York. Ora vive da sei anni a New York.

materiale e di resa desiderata che, qualora necessario, verrà eventual mente precolorato. Una volta che il materiale si è asciugato, si pre colora la protesi e se coerente con concept, si posizionano i peli fac ciali. In seguito, si passa all’appli cazione della protesi sul modello: questa fase richiede da una fino a sette ore di lavoro.

Finita l’applicazione e lo stuc caggio di eventuali difetti, si pas sa alla colorazione definitiva. Ed il miracolo della trasformazione prende definitivamente il via!

Ma chi è il Makeup artist? Per capire questo mestiere bisogna amarlo. Io amo la creatività e la manualità che servono per concre tizzarla. Ho scelto di fare la Ma keup artist perché questo lavoro richiede competenze di scultura non meno ricerca scientifica e di osservazione. Il Trucco vive di vita propria nei soggetti su cui è stato applicato. Mi piace questa trasfor mazione continua, che conduce ad esperienze diverse.

La computer grafica è tuttavia uno strumento ed una tecnica particolarmente efficace sul piano degli effetti finali e del la quale in determinate esecu zioni non si può prescindere. L’effetto del lavoro con le mani sulla materia viva è un’e sperienza diversa, più vicina alla reale umanità, con le sue impreci sioni e gli impercettibili difetti.

Per me questo è il lavoro più bel

lo al mondo. Oltre alla tecnica, il mestiere richiede anche un’impor tante capacità di relazione: quella che serve per creare un rapporto con il modello attore e trovare con tatti nel mondo dello spettacolo. Ma soprattutto, serve avere una storia da raccontare.

Per capire questo mestiere però bisogna guardare all’oggetto della creazione in un modo aperto: sia che si tratti di un mostro o di un an gelo, qualcosa che suscita o odio o amore nell’osservazione e che co munque non lo lascia indifferente – il trucco e la maschera nascono dall’elaborazione di idee non meno che da un processo produttivo con competenze importanti.

Dall’idea - un progetto personale - si arriva ad un prodotto scultoreo antropomorfo, che incorpora le leggi dell’anatomia e della tecnica dei materiali. Di quel personaggio si immagina il carattere, di cosa si nutre, a chi deve assomigliare; lo si fa vivere idealisticamente poi lo si crea, concretamente, pensan do con quali materiali realizzarlo per il comfort e la verosimiglianza dell’attore. Programmi come Face off non sono il modo migliore per capire il lavoro del Makeup Artist: queste spettacolarizzazioni fini a sé, pur incuriosendo il pubblico dei profani, semplificando la realtà di un mestiere molto complesso, dai tempi di realizzazione lunghissimi e che richiede esperienza e compe tenze sul campo. ►RS

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di Angela Valentino

Il costumista: lavorando in sartoria…

DALL'IDEAZIONE ALLA REALIZZAZIONE

DEI COSTUMI SCENA

Nella rubrica di questo mese, continueremo il nostro viaggio nel mondo del lavoro del Costume-designer, che dopo il momento progettua le descritto il mese scorso, deve occuparsi della vera e propria re alizzazione del costume.

Questa è la fase in cui si af fronta una nuova prova nell'am bito delle conoscenze sartoriali e sulla capacità di comunicazione con il proprio reparto. E' bene sapere che quello del costumista è un mestiere senza fissa dimora. Si cambia sempre “casa”, cioè si realizza uno spettacolo ogni vol ta in un luogo diverso. In quel piccolo lasso di tempo bisognerà imparare a farsi comprendere o addirittura “accettare” dal pro prio reparto.

Anni fa, ho ricevuto un ingag gio per realizzare i costumi dell'o pera Carmen di Bizet in Brasile, al confine della foresta Amazzo nica. In quella occasione mi sono trovata a dover spiegare il lavoro a sarte che parlavano solo il por toghese. In realtà la vera sfida era

PER IL TEATRO

farsi accettare più che comprendere. Era chiaro che mi vedevano come uno straniero conquistato re che impediva loro di re alizzare i modelli per come erano abituate a fare. Man giare cibo cucinato con le loro mani e bere un caffè fatto con l'acqua della zona...pur di entrare nelle loro grazie...

La Carmen andò in scena con gran successo perché quel rito in cucina mi permise di ottenere la loro benevolenza. Un costumista deve utilizzare anche doti psico logiche e comunicative in quanto il suo momento da “direttore dei lavori “dura solo un breve perio do ma sta mettendo un tassello in più nella sua carriera.

Tornando a parlare di questo lavoro in modo più tecnico, nel secondo step il costumista deve chiarire alla capo sarta il model lo che va realizzato studiando il bozzetto e scegliere il tessuto che vuole utilizzare. Il modello viene poi tagliato dalla capo sarta. Que sta è una figura di enorme impor

tanza. Oggi nelle sartorie teatrali non esiste quasi più la rigida di stinzione tra il sarto tagliatore, de dito al vestito da uomo e la capo sarta per l'abito femminile. Non essendo nell'ambito della moda e soprattutto del prêt-à-porter la re gola, o meglio la prerogativa del teatro, è che tutto si può creare e far indossare.

Per questo motivo ogni costu mista si crede libero di utilizzare qualunque tessuto ritenga adatto al suo bozzetto e sarà proprio la capo sarta, in certi casi, a dover frenare gli ardori creativi del co stumista. Per fare un esempio pratico: in un Don Giovanni di W.A. Mozart ho costretto le mie sarte a cucire per mesi tessuti di

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78 LA COSTUMISTA
La Carmen

tappezzeria molto pesanti. Il mio reparto credo abbia provato gran de intolleranza nei miei confron ti. Nonostante questo sentimento nei miei riguardi che sentivo in ogni sguardo, il risultato finale è stato di grande soddisfazione sia per me che per tutto il team.

È ciò che accade sempre: un risultato eccellente soddisfa il costumista e tutti quelli che con lui collaborano. Dopo che si va in scena le fatiche spariscono e resta l'emozione di veder vivere sotto le luci, in movimento, il lavoro che per mesi è stato sotto le no stre mani, inerme.

Nel mondo dell’opera, ad esempio, l'impianto teatrale è vasto e i personaggi sono davve ro molti. Basti pensare a cori di 80 e più elementi. Per questo la scelta artistica di come mostrarli

la parte della processione con preti, vescovi e chierichetti. Ogni elemento, compreso le scarpe, va pensato e realizzato. Per questo in Italia abbiamo molte sartorie tea

trali che possiedono enormi ma gazzini che conservano la nostra storia teatrale e cinematografica, e organizzano, per questo patri monio, mostre e visite guidate.

Abiti realizzati dai nostri gran di maestri del costume come Do nati, Luzzati, Squarciapino, Calì, si trovano nella sartoria Farani, Tosi, Pescucci, Canonero, Pizzi da Tirelli e tanti altri maestri da Annamode, solo per citare le sto riche sartorie italiane più famose nel mondo.

Immensi magazzini di costumi troppo delicati per vivere anco ra in scena, ma di troppo pregio per andare persi, cosa che invece accade per il lavoro di tanti altri costumisti che, dopo molti anni viene distrutto. Ma questo è il te atro. • RS

abbigliati diventa ancora più im pegnativa. In tantissimi casi oggi, per motivi di budget i costumi del coro vengono noleggiati nelle sartorie teatrali e, soltanto, quelli dei personaggi principali vengo no realizzati in sartoria.

Questo perché realizzarli, ol tre ad avere un costo oneroso, richiede anche un impegno enor me per una sartoria. Immaginate la realizzazione di un intero al lestimento, ad esempio, di una Traviata o Cavalleria Rusticana, opere ottocentesche con abiti, ca micie, cravattini, cappelli, e tutta

CAMMARATA

• Nel 2003, trasferitasi a Roma realizza i costumi per l’opera Candide di L. Bernstein, L’Impresario Teatrale di W.A.Mozart e tutte le opere messe in scena al Teatro Antico di Taormina realizzando per intero i bozzetti da lei disegnati: Medea di L. Cherubini, Tosca di G. Puccini, Aida, Nabucco e Rigoletto di G.Verdi, Norma di V. Bellini, Carmen di G.Bizet, Le Villi, Edga, Madama Butterfly, Turandot e La bohème di G.Puccini, Il Barbiere di Sivi glia di G. Rossini, Don Giovanni di W.A. Mozart, Cavalleria Rusticana di P. Mascagni e Pagliacci di R. Leoncavallo.

• Crea sin dal 2007 una sua sartoria a Roma. Ha lavorato nei teatri di Spagna, Brasile, Francia, Malta, Turchia, Cina.

• Numerose le critiche positive (L’Opera, Corriere della sera, Messaggero, la Sicilia, io Donna..)

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di Sonia Cammarata SONIA • Dopo essersi laureata all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha debut tato nel Pollicino di H. W. Henze al Teatro Massimo di Palermo a soli 23 anni. Inizia dunque un’intensa attività di costumista. Collabora per il cinema. Il Don Giovanni Mostra realizzata dalla sartoria Farani.

Parlando di obiettivi...

UN TUFFO NEL MAGICO MONDO DELLA FOTOGRAFIA DI SCENA...

Oggi mi piacerebbe par larvi di una delle mie due lenti preferite, il 35mm e prossimamente anche dell’altra lente che amo, ovve ro l’85mm ma oggi ci concen treremo sul 35. Cominciamo. Non parleremo di uno specifico brand ma della lunghezza foca le, ovvero il 35mm, usata ormai da moltissimi fotografi anche di una certa fama.

Come sappiamo anche la foto grafia ha un suo linguaggio, una sua grammatica e le varie lun ghezze focali ne sono una parte essenziale, perché è attraverso di esse che si racconta una sto ria ed il modo con cui la si vuole raccontare. La parola fotografia deriva dal greco “scrivere con la luce”, quindi è attraverso di essa, passando per gli occhi del fotografo, che si “scrivono” del le immagini.

Gli ambiti di utilizzo di que sta lente sono variegati, tra quelli che prediligo è il ritratto. Il 35mm ti costringe ad un ap

proccio più intimista con il soggetto, diver samente da altre lenti che ti permettono di tenere una certa “di stanza”.

Un approccio che ri duce la distanza tra te e la persona ritratta, per questo intimo, perché costringe, fo tografo e soggetto, a intersecare le “bolle” personali, mixandole tra di loro. Con una focale come questa molto spesso si è vicino al soggetto, cercando di creare la giusta complicità per la riu scita dello scatto. Questo tipo di interazione è fondamentale per poter far propria l’essenza vera del soggetto ritratto.

Richiede una certa “fiducia” tra il fotografo e la persona per il raggiungimento di un deter minato fine, di un messaggio e quale sia il risultato finale che si vuole ottenere. Il 35mm però non è solo una lente intimista ma una sorta di "factotum" perchè ti permette di distinguere due prin

cipali tipi di comunicazione, da intima a una comunicazione più aperta, di ampio respiro (come può essere quella di paesaggio). Ti permette, non sono una ri trattistica quasi “faccia a faccia” ma ti permette di ambientare il ritratto stesso, inglobando in un determinato contesto che ne di venta la sua scenografia.

Credo che possa essere con siderata una perfetta lente tut tofare, splittando cosi da una comunicazione stretta ad una comunicazione più a largo re spiro, potendo ritrarre le perso ne, mantenendo le giuste distan ze o permettendomi di inserire lo stesso soggetto all’interno di un contesto più ampio. Il 35 mm è anche una lente perfetta per il

IL SOCIAL

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80 IL FOTOGRAFO

reportage, proprio per i motivi appena descritti, per questa sua versatilità, dandoti la possibilità di raccontare delle storie attra verso una serie di immagini che possano entrare nel particolare o rimanere a distanza dalla storia stessa che si vuole raccontare.

Un genere questo che permet te, a colui che si cimenta, di rac contare, attraverso una sua per sonale interpretazione, la realtà, anche se mediata, da una serie di fattori, che possono essere la sensibilità del fotografo o la sua capacità di fermare l’attimo giu sto, che sia in grado di raccon tare, anche con un solo scatto, quel preciso momento.

Questa lunghezza ti permette tutto ciò nel modo più agevole possibile, altre lunghezze focali, come un 24, ti renderebbe trop po lontano da ciò che accade, o

e negli eventi vari, soprattutto se dotato di una buona apertura fo cale che ne permette l’uso anche in situazioni di scarsa luminosi tà, senza la necessità di utilizza re il flash (che il più delle volte, in determinate situazioni, può ri sultare più dannoso che altro per la riuscita dello scatto finale).

Altri ambiti di utilizzo del 35 è anche nella fotografia di pae saggio, anche se in questo caso le lenti migliori risultano esse re dei grandangoli più spinti, dal 24 a scendere, il 35 è cmq in grado di catturare la partico larità di un determinato luogo. Può essere utilizzato anche in architettura, dove anche se ri chiesta l’assenza di distorsioni, il 35, per le sue caratteristiche può tranquillamente essere uti lizzato.

Considero il 35 uno degli obiettivi indispensabili nel corredo di ogni fotografo, i vantaggi che offre questa lun ghezza focale sono importanti in quanto può risultare utile in moltissimi generi fotografici, dal rapporto diretto con un sog getto da ritrarre alla fotografia di paesaggio, riflessiva e molto “distante” dal fotografo. • RS

il 50, dove il rischio è di essere troppo a ridosso, non permetten do una corretta lettura di ciò che accade realmente.

Ciò che aiuta molto il 35mm in questo suo essere è anche la sua possibilità di essere abbastanza simile (anche se per precisione la lente che più ci si avvicina è il 50/58mm) alla visione dell'oc chio umano. Risulta per questo molto versatile, aumentandone, fotograficamente, le varie situa zioni di utilizzo.

Un altro importante uso di questo obiettivo è nei matrimoni

MASSIMILIANO FUSCO

• Mi chiamo Massimiliano, papà di due fantastici bimbi, appassionato di F1, bici e corsa, nella vita mi occupo anche di fotografia. Sempre appassiona di fotografia, nel 2015 ho cercato di trasformare questa passione anche in un lavoro.

• Contrariamente a molti colleghi, non ho una formazione “canonica”, niente scuole di fotografia, workshop o altro. Ho studiato da solo e con tinuo a farlo ed al contempo cerco di sperimentare il più possibile.

• Mi occupo, insieme ad Elisa, l’altra fotografa dello studio, principal mente di fotografia di scena, lavorando per il gruppo Brancaccio dal 2016, e di wedding, due ambiti che sembrano lontani tra loro ma hanno moltissime similitudini.

• Da qualche anno porto avanti un progetto che lega la danza classi ca, di cui sono un grande appassionato, alla mia città, Roma.

Un progetto che è cresciuto tanto nel tempo nonostante le grandi dif ficoltà incontrate nel poter scattare in strada, non sempre pulite, non sempre in ordine, come una capitale europea dovrebbe poter avere.

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di Massimiliano Fusco

Il teatro tempio di Pietravairano

IL PRODUCTION DESIGNER E "ARCHITETTO DELL'EFFIMERO" RACCONTA I "TESORI" TEATRALI

Fu come vedere il tempio col colonnato ancora in piedi e il teatro con le gra dinate colme di spettatori ”. Il tempo di scattare numerose foto a varie altezze ed eccolo già a casa a confrontarle con altre prese in precedenza.

Non c’erano più dubbi: a Pietravairano due prezio se testimonianze della civiltà mediterranea riemergevano d’improvviso". Queste sono le parole di un dirigente scolasti co di nome Nicolino Lombardi, che come si suol dire, riesce a

fare la scoperta che in qualche modo rimarrà epocale e che si può dire capiti una volta sola nella vita di un appassionato di archeologia…

Ma facciamo un po’ di ordine: la scoperta risale al 2001, quindi in un periodo re lativamente recente. Questo fa pensare quanto ancora il terri torio sia pieno di tesori e storie tutte da scoprire e fa riflettere su quanto si possa investire in ricerca, in un paese così poco valorizzato per le sue meraviglie

e la sua storia. Come avvenne la scoperta che fece il prof.Lom bardi? Essendo un appassiona to di ultraleggeri, il professore stava volteggiando sui cieli di Pietravairano, un piccolo borgo appenninico, di tremila persone, nella provincia di Caserta quan do d’un tratto notò la cinta mu raria megalitica che costeggia il versante sud della montagna, in località San Nicola. Si mise così ad osservare dei ruderi che si ri veleranno essere il teatro tempio di epoca tardo repubblicana (II e I sec. a. C.).

ANTONELLO RISATI

• Assistente Scenografo: 2000 teatro Buonanotte Mamma regia L. Salveti; 2001 teatro Otello regia G. Del Monaco; 2002 tea tro Tancredi regia M. Gasparon; 2003 teatro Proserpine regia M. Gasparon; 2003 teatro Orfeo regia M. Gasparon; 2015 teatro Una coppia in provetta regia G. Corsi;

• Scenografo: 2006 Premiere del film animato The Wild (Disney), 2017 Design Area Kids Family Hotels, 2018 teatro Romeo e Giulietta regia M. Iacopini. 2019 teatro La leggenda di Thor regia A. Ronga

2021 Design Wellness Manini Group

2022 Design Themed Area Bosco delle Favole

82 LO SCENOGRAFO

VIDEO

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In un centro così piccolo si trovano due importanti testimo nianze di civiltà vissute più di 2000 anni fa, “probabilmente ideate insieme e fuse in un’unica struttura, razionale e carica di senso religioso e perfettamente inserita nel contesto della natu ra circostante".

Il tempio e il teatro erano de stinati sia al culto che alle atti vità istituzionali. Nel tempio ovviamente si svolgevano i riti religiosi e le cerimonie annesse, e nel teatro si riuniva il senato

per deliberare. L’intera struttu ra era orientata a sud/sud-est, in modo da poter godere ogni gior no della nascita del sole!

Il teatro ha una cavea che può contenere circa 2000 posti a se dere e vede uno sviluppo di circa 800 metri. La cavea fu ricavata sfruttando il pendio come di so lito accade per questo tipo di te atri. La parte dove veniva posta la scenografia chiamata scaena è rinforzato da quattro torrette.

Un ritrovamento fantastico che ci fa capire come la sto ria si mescoli in un passato romano e in questo caso an che un passato del popolo sei sanniti, che erano presenti sul territorio prima dell’arrivo dei romani.

Possiamo dire che l’intera struttura è la mescolanza di questi due popoli e ci riporta a un tempo antico ancora ben presente! Alla prossima! ►RS

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di Antonello Risati IL

Mario Sironi e il concetto di pittura muraria

PER IL PITTORE SARDO NON SI INTENDE SOLTANTO IL PURO INGRANDIMENTO DI QUADRI SU GRANDI SUPERFICI

In questa rubrica, stavol ta ho scelto di proporvi un documento di Mario Sironi che descrive la pittura murale: anni dopo, seguirà un vero e proprio manifesto condiviso anche da altri artisti del suo calibro. Siamo nell’anno 1932.

«Quando si dice “pittura murale” non si intende dun que soltanto il puro ingrandi mento sopra grandi superfici di quadri che siamo abituati a vedere, con gli stessi ef fetti, gli stessi procedimenti tecnici, gli stessi obiettivi pittorici.

Si prospettano invece nuo vi problemi di spazialità, di forma, di espressione, di con tenuto lirico o epico, o dram

matico. Si pensa ad un rinno vamento di ritmi, di equilibri, di uno spirito costruttivo, nel quale ritornino per l'arte quel le significazioni che il trionfo del realismo nordico ottocen tesco aveva distrutto.

È un terreno sul quale pos sono fiorire infiniti germogli che, purtroppo, la pittura mo derna deve invece necessaria mente soffocare. Un fiume nel quale possono confluire tante correnti oggi disperse e inuti lizzate.

Dal futurismo quello di un tempo intendiamo dal cubi smo a noi, il cammino della pittura esce dall'ambito della rappresentazione naturali stica ottocentesca e crea le norme architettoniche del quadro.

Crea e ritrova gli equi libri plastici e pittorici che vivono indipendentemente dal ''vero" della scena osser vata e definita, poiché esiste

84 PAROLE D'ARTISTA
Le arti e le scienze, 1935 Mario Sironi

un "vero" superiore, in tutto simile all'altro, e formato da un accordo di masse, di su perfici, di linee, di colore, che tessono una nuova realtà nella loro trama invisibile e pur fer missima.

È giusto quindi parlare di accordo auspicato tra le arti plastiche. Da questo accordo dovrà scaturire un rinnova

mento delle tre arti. Rinnova mento dell'architettura alla quale la decoratività pittorica porterà un calore profondo, una vitalità affascinante e me ravigliosa, rinnovamento della pittura e scultura rinsanguate da nuovi principii costruttivi volti a rendere espressive e si gnificative le grandi superfici murali, oggi tanto spesso de

turpate da decoratori e mestie ranti. L'ambizione degli artisti è stata finora per il quadro.

Forma ormai ristretta e in sufficiente per le sintesi attua li, visione chiusa nelle anguste pareti delle cornici, accordo monotono e troppo semplice per le complesse orchestrazio ni della vita moderna, o troppo debole e incapace di incatena re l'attenzione degli uomini, in questa epoca di miti grandiosi e di giganteschi rivolgimenti.»

Tralasciando la parte politica che non ci interessa, la gran dezza di Sironi sta nell’espres sività e nella socialità delle sue opere murali che ancora oggi ben presenti sul territorio.

Detto questo un piccolo aneddoto della sua vita: l’ar tista rischiò di essere fucilato per le sue ideologie politiche e fu salvato dal grande scrittore Gianni Rodari che lo riconob be e firmò un lasciapassare che gli salvò la vita...

Alla prossima! ►RS

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di Antonello Risati Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma La carta del lavoro, 1932

Mina, ritorno al futuro: la "Tigre di Cremona" in NFT

DAL NONNO GIACOMO

Back to the future sì, ma suona meglio in italiano questa volta: Ritorno al fu turo (back to analog & NFT) è lo slogan impiegato dal produttore e figlio di Mina, Massimiliano Pani, con il quale ha deciso di pre sentare a Milano una nuovissima piattaforma (pdumusic.com) che fa riferimento alla storica etichet ta PDU, fondata qualche anno fa dal nonno, con tantissimi inediti, chicche da scoprire e incisioni a dir poco non convenzionali, tutte riprese dalle collezioni sia di vi nili che di NFT.

IL PROGETTO

Detto in altri termini, un vero e proprio rilancio, a 55 anni di distanza, della storica etichet ta voluta da Giacomo Mazzini, padre di Mina. Il progetto, come ha dichiarato dal suo principa le esecutore è stato fortemente voluto perché ha l’obiettivo di offrire “solo prodotti di quali tà. Sono felice quando trovo nel telefono mille canzoni, sempre disponibili, ovunque dall’auto alla metro. Ma quella musica ha sempre un rumore di fondo. Se invece ascoltiamo un vinile, un nastro, anche con delle cuf fie da pochi euro, ci si accorge che la differenza è enorme”

Poi, sempre Massimiliano Pani, erede della grande artista, decide di usare un’immagine abbastan za eloquente per spiegarsi: “In un’epoca di fast food, c’è gente che preferisce andare in tratto ria per mangiare le tagliatelle fatte a mano”.

INEDITI, RARITÀ E GRANDI CANZONI DI MINA

Ma passiamo ai fatti: all’inter no del catalogo offerto ci sono vinili da 180 grammi e nastri da un quarto di pollice, e gli NFT, tra i quali, ad esempio anche Fo glia d’oro con due rarità di Mina Almost Blue e Eu sei que vou te amar. Sempre Pani sull’argo mento dice: “Oggi l’NFT può davvero essere considerato il prodotto da collezione definiti vo in ambito digitale. - continua, poi - Per questo abbiamo pensa to da una parte di realizzare vi nili e nastri analogici, con tutte le attenzioni artigianali del caso, e dall’altra di sperimentare con la cripto-arte” Il disco di punta,

con il quale è stato fatto il lan cio del progetto è certamente “Fortissimo”, il disco inedito di re-interpretazioni in chiave jazz di grandi successi di Mina (da ‘Ancora Ancora Ancora’ a ‘Se Telefonando’) firmato da Danilo Rea, Alfredo Golino e Massimo Moriconi. Ma ovviamente, non è un caso isolato. Ci sarebbero an che le “Dilettevoli eccedenze”, chicche e rarità della produzio ne della grande cantante, lati B, out-take e inediti sorprendenti tutti da scoprire.

Oltre a ciò, ci sono in ballo anche dei progetti davvero sui generis, che chiamano in causa direttamente la grande musica mondiale, come nel caso dei lavori annunciati dalla Warner Bros per il mercato tradizionale: per il 18 novembre arriverà an che The Beatles Songbook, l’o maggio di Mina alla storica band di sempre. Una raccolta storica e oculata dei grandi brani della band reinterpretati con la magni fica voce di Mina. ►RS

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&
IL PROGETTO DI MASSIMILIANO PANI PER IL RILANCIO DI PDU, STORICA ETICHETTA VOLUTA
MUSICA
TECH
di
Daniele Colzani
MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO Quanto è grande il tuo gusto per lo spettacolo? Per info e sottoscrizioni abbonamenti: riflettorisumagazine@gmail.com SCEGLI L’ABBONAMENTO “SU MISURA” E RICEVERAI IL MAGAZINE DIRETTAMENTE AL TUO DOMICILIO Facebook Riflettorisu Quotidiano on line www.silviaarosio.com 11 NUMERI M 6 NUMERI S 3 NUMERI Issuu On line Digital Edition Riflettori su...

Il teatro e la musica celebrare la grazia e la forza del femminile

MUSEO BAGATTI VALSECCHI IL CARTELLONE DEL MESE DI NOVEMBRE SI ARRICCHISCE DI TRE APPUNTAMENTI

Cntinuano anche a novem bre gli appuntamenti di Stasera al Museo. Nel segno delle donne, il ricco car tellone a cura del conservatore Antonio D’Amico che anima il Salone d’Onore del Museo Ba gatti Valsecchi per celebrare la grazia e la forza del femminile attraverso la musica e il teatro.

Tre sono gli appuntamenti di novembre:

• Domenica 20 novembre, in collaborazione con l’Associa zione Omaggio al clavicembalo, sarà protagonista L’Arte della Fuga, l’ultima opera di Bach, il suo testamento spirituale, una ri elaborazione in chiave contrap puntistica di un tema musicale in quattro voci.

L’esecuzione è affidata a un quartetto d’archi e clavicembalo, intervallata da intriganti letture di brani tratti da La piccola cro naca di Anna Magdalena Bach, una poesia di T.S. Eliot conte nuta nella raccolta Quartet, e il Magnificat, dal primo libro del Vangelo di Luca.

• Mercoledì 23 novembre, con la produzione del Teatro

della cooperativa, torna al Mu seo Bagatti Valsecchi la meravi gliosa Ippolita Baldini con Una marchesa ad Assisi, uno spet tacolo ironico e brillante che ha come protagonista Roberta.

Al centro della scena, diretta da Camilla Brison, ci sono le difficoltà e i dubbi sulla propria carriera artistica, il rapporto con la madre, la conciliazione delle abitudini di una famiglia nobile con il mondo del lavoro. In questo percorso di ricerca

su sé stessa, Roberta prende la strada di Assisi e si interroga sul ruolo della fede nella vita con temporanea, imbattendosi in fra ti, suore e milanesi imbruttiti in un susseguirsi di incontri arguti e stimolanti. Prima dello spetta colo sarete allietati da un brindisi offerto da Cavit Altemasi, firma prestigiosa del Trentodoc.

• Infine, domenica 27 novem bre, ancora un concerto realizza to in collaborazione con Omag gio al clavicembalo. Il titolo, Now je spring is come, si riferi sce ad un brano musicale di un anonimo autore contenuto in una raccolta di virginalisti inglesi per soprano e virginale.

Questo strumento, tipico delle fanciulle del sedicesimo e dicias settesimo secolo in Inghilterra, fa da apripista all’esecuzione di musiche coeve composte anche da donne.

La delicatezza delle melodie e dei testi narra la storia di un mondo musicale in cui i confini sfumano in un paesaggio tipica mente anglosassone e in senti menti appena accennati, ma non per questo meno intensi. ►RS

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AL
EVENTI
IL SITO Inquadra il QRcode per la prenotazione OBBLIGATORIA agli spettacoli

Tutto pronto per la 4a edizione dell'Electroclassic Festival

A MILANO, DAL 19 AL 27 NOVEMBRE, LA RASSEGNA DOVE L’ELETTRONICA INCONTRA GLI STRUMENTI TRADIZIONALI

Da sabato 19 a domenica 27 novembre a Milano torna Electroclassic Festival, la rassegna musicale in cui l’elettro nica incontra le sonorità degli stru menti tradizionali, ideata e diretta da Floraleda Sacchi, artista pluri premiata e vincitrice di un Latin Grammy, in collaborazione con il musicista e giornalista Piero Chia nura. Anche per la quarta edizione, Electroclassic Festival apre Call for Electroclassic 2022, selezione di nuovi progetti musicali promos sa dal Corso di Sound Design dello IED - Istituto Europeo di Design di Milano.

L’iniziativa offre a musicisti e compositori l’opportunità di presentare al pubblico il proprio progetto musicale di integrazione tra suoni acustici ed elaborazione elettronica, anche in chiave mul tidisciplinare. Una commissio ne, composta dalla Direzione di Electroclassic e dal Coordinamen to del Corso di Sound Design IED Milano, selezionerà da un minimo di 2 a un massimo di 4 progetti ori

ginali. I musicisti selezionati ese guiranno dal vivo il loro progetto all’interno del programma ufficia le di Electroclassic Festival (date delle esibizioni 19 e 20 novembre).

Le candidature per partecipare a Call for Electroclassic 2022, do vranno essere presentate sul sito www.electroclassicfestival.com , compilando il modulo di iscrizione e inviando il materiale richiesto en tro e non oltre il 10 novembre 2022 (inquadrate il qrcode presente nella pagina per essere indirizzati diret tamente al sito).

Saranno otto gli appuntamenti di Electroclassic Festivale vedran no come protagonisti musicisti e ricercatori del suono inteso come fonte di benessere e consapevo lezza di sé. Gli eventi si terranno presso Fabbrica del Vapore e Mare Culturale Urbano, spazi culturali milanesi simbolo della contamina zione e della multidisciplinarietà artistica, e saranno fruibili anche in diretta streaming sui canali uf ficiali del festival. Organizzato da Amadeus Arte e BigBox Media e

promosso da Comune di Milano e Regione Lombardia, Electro classic FestivalL è anche content partner della Milano Music Week 2022.

Electroclassic Festival è realiz zato in collaborazione con Yamaha Music Europe – Branch Italia, il Corso di Sound Design dello IED di Milano, Mare Culturale Urbano, MMT Creative Lab, MondoVisio ne e la testata MusicEdu. ►RS

IL SITO

90 RASSEGNE
di Daniele Colzani
Inquadra il QRcode per inviare le candidature

Riflettori su...

Tutto è pronto per andare in scena... Seguiteci e vivrete grandi emozioni!
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I capolavori di Max Ernst per la prima volta a Milano

SONO

Fdi Max Ernst potran no ammirarne i capo lavori nella mostra a lui dedicata nelle sale di Palazzo Reale di Milano: è la prima retro spettiva in Italia dedicata al pittore, scultore, poeta e teorico dell’arte tedesco, poi natura lizzato america no e fran cese.

La mostra, promossa e prodotta da Comune di Mi lano-Cultura e da Palazzo Rea le con Electa, in collaborazione con Madeinart, è curata da Martina Mazzotta e Jürgen Pech.

Oltre 400 sono le opere tra dipinti, scul ture, disegni, fotografie, gioielli e libri illustrati provenienti da musei, fondazioni e col

MOSTRE / 1 94
OLTRE 400 LE OPERE TRA DIPINTI, SCULTURE, DISEGNI, COLLAGES, GIOIELLI E LIBRI ILLUSTRATI PROVENIENTI DA MUSEI, FONDAZIONI E COLLEZIONI PRIVATE ITALIANE E STRANIERE
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L’angelo del focolare, 1937 Olio su tela, 114 x 146 cm Collezione privata, Svizzera di Daniele Colzani

Max Ernst viene presentato in questo contesto quale umanista in senso neorinascimentale.

Se André Chastel affermava di rinvenire in Ernst una sorta di “reincarnazione di quegli autori renani di diavolerie tipo Bosch”, Marcel Duchamp vi aveva rintracciato “un inven tario completo delle diverse epoche del Surrealismo”

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Al piano nobile di Palaz zo Reale i visitatori potranno immergersi in un avvincente itinerario che ripercorre l’av venturosa parabola creativa dell’artista, segnata dai gran di avvenimenti storici del XX secolo e costellata di amori straordinari, nonché di ami cizie illustri. Il percorso narra le vicende biografiche di Ernst raggruppandole in 4 grandi pe riodi, a loro volta suddivisi in 9 sale tematiche che dischiudono approcci interdisciplinari alla sua arte.

Un’ampia, ideale biblioteca, quella dell’artista, fatta di libri illustrati, manuali per lo stu dio, fotografie, oggetti e docu

menti, si snoda attraverso tutto il percorso della mostra, invi tando i visitatori ad attivarsi in giochi di rimandi e corrispon denze tra le fonti d’ispirazione e le opere stesse.

All’ingresso delle sale espo sitive il pubblico viene subi to invitato a cimentarsi con un capolavoro che compie quest’anno un secolo, Oedipus Rex (1922).

Le prime due sale, intitolate 1. La rivoluzione copernicana; 2. All’interno della visio-

ne, accompagnano la prima parte della biografia di Ernst, Germania: 1891-1921. Vi si narrano gli anni dell’infanzia e della formazione in Germania, fonti di memoria e ispirazione per tutta la vita dell’artista; la Grande Guerra, combattuta in prima persona ed equiparata a un periodo di morte; la ri surrezione, il ritorno alla vita, il matrimonio e la nascita del figlio Jimmy, l’avvento rivolu zionario di Dada e l’invenzio ne del collage, la prima mostra in Francia e il proto-surreali smo. La seconda parte della biografia - Francia, 1922-1940 - accompagna le due sale suc cessive.

Nella numero 3. La casa di Eaubonne, ripropone una ricostruzione, integrata con frammenti originali, della casa affrescata in cui Ernst visse il ménage a trois con Gala e Paul Éluard.

Il ruolo centrale dell’amore, dell’amicizia e dell’erotismo nelle sue scelte e nella sua poetica diventa poi protagoni sta della sala 4. Eros e meta morfosi. Tra le opere presenti nelle prime 4 sale: Crocifisso (1914), Fiat Modes Pereat Ars (1919), I Cormorani (1920), Les Malheurs des Immortels (1922, nell’unica edizione ac quarellata), I frammenti della

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Edipus Rex, 1922 Olio su tela, 93 x 102 cm Collezione privata, Svizzera Pietà o La rivoluzione la notte, 1923 Olio su tela, 116,2 x 88,9 cm Tate, acquisito nel 1981

casa di Eaubonne (1923), Il bacio (1927), Gli uomini non ne sapranno nulla (1927).

La mostra prosegue rac contando gli anni trascorsi da Ernst a Parigi e in Francia, l’affermarsi del Surrealismo, il secondo matrimonio con Ma rie-Berte e poi l’amore con Le onora Carrington, le amicizie profonde, gli scambi e le colla borazioni con tanti protagoni sti delle avanguardie, i viaggi e le sperimentazioni, l’avvento della Seconda Guerra, la pri gionia da “artista degenerato” ricercato dai nazisti.

L’esilio negli Stati Uniti, or ganizzato grazie al supporto del figlio Jimmy e soprattut to di Peggy Guggenheim, che l’artista sposerà per un breve periodo, introduce alla parte della biografia America, 19411952.

L’inserimento nella scena internazionale di New York, il grande amore e poi il matri monio con Dorothea Tanning, il trasferimento a Sedona, in Arizona, nella casa costruita e decorata dagli artisti, introdu cono alle successive sale: 5. I quattro elementi (foreste/ terra, uccelli/aria, mare/acqua, orde/fuoco), 6. Natura e visione, 7. Il piacere di creare forme (Gestaltungslust) - il piacere dell’occhio (Augenlust). Qui emerge in partico lare il ruolo che la natura e il paesaggio ricoprono nell’in venzione di tecniche (frottage, grattage, decalcomania e drip ping), nella creazione di filoni del fantastico e del meraviglio so che investono anche la scul tura e l’oreficeria, riflettendo una costante tensione dialetti ca tra parola e immagine, tra spirito e materia. Tra le opere presenti in queste sezioni, si segnalano Histoire Naturelle (1925), Monumento agli uc celli (1927), La foresta (192728), Uccello-testa (1934-35), Un orecchio prestato (1935),

La città intera (1936-37), Un tessuto di menzogne (1959), La festa a Seillans (1964). Il ritorno in Europa, 19531976, prosegue con la sala numero 8. intitolata Memoria e Meraviglia, che racco glie opere dei diversi decenni e illustra come la storia della cultura, il ritorno dell’antico diventino fonti d’ispirazione e oggetto dell’arte meravigliosa di Ernst: un’arte che intrattiene con il passato e la memoria un rapporto intimo e consapevole.

scienza dialogano nelle opere di Ernst, dischiudendo sguardi inediti sul cosmo e coinvolgen do l’astronomia come l’antro pologia, la fisica come la pa tafisica. Opere, libri e cinema introducono alle straordinarie scritture segrete dell’artista, a quelle crittografie che si spin gono oltre ai linguaggi codifi cati e si rivolgono a coloro che sono capaci di svelare i misteri del cosmo.

Tra le opere esposte: Il mon do dei naives (1965), Il mondo

Gli uomini non ne sapranno nulla, 1923 Olio su tela, 80,3 x 63,8 cm Tate, acquisito nel 1960

Tra le opere presentate: Pietà o La rivoluzione la notte (1923), L’antipapa (ca.1941), L’ange lo del focolare (1937), Sogno e rivoluzione (1945-’46), Pro getto per un monumento a Le onardo da Vinci (1957), Tra le strade di Atene (1960), Höld erlin, Poemi (1961), Il Roman ticismo (1964), Ritratto di un antenato (1974).

Un gran finale, con lo sguar do rivolto alle stelle, è rappre sentato dalla sala 9. intitolata Cosmo e crittografie. Negli anni che precedono lo sbarco dell’uomo sulla Luna, arte e

dei confusi. Rifiuto assoluto di vivere come un tachiste (1965), Maximiliana o l’esercizio ille gale dell’astronomia (1964).

Come in una grande Wun derkammer, e in analogia con l’universo di Max Ernst, la mostra e il volume che l’ac compagna sfidano i visitatori a cimentarsi in affascinanti e intriganti giochi di percezione tra stupore e meraviglia, ove logica e armonia formale si accompagnano a enigmi impe netrabili, ove opere, tecniche e costellazioni di simboli condu cono oltre la pittura. ►RS

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Andy Warhol, la pubblicità della forma

Con oltre trecento ope re divise in sette aree tematiche e tredici se zioni - dagli inizi negli anni Cinquanta come illustratore commerciale sino all’ultimo decennio di attività negli anni Ottanta connotato dal rap porto con il sacro - la spet tacolare mostra Andy Warhol. La pubblicità della forma è promossa e prodotta da Co mune di Milano - Cultura e Navigare, curata da Achille Bonito Oliva con Edoardo Falcioni per Art Motors, Par tner BMW. Aperta fino al 26

marzo 2023 a Milano alla Fabbrica del Vapore, è un viaggio nell’universo artisti co e umano di uno degli ar tisti che hanno maggiormente innovato la storia dell’arte mondiale.

“Warhol - afferma Bonito Oliva - è il Raffaello della so cietà di massa americana che dà superficie ad ogni profon dità dell’immagine rendendo la in tal modo immediatamen te fruibile, pronta al consumo come ogni prodotto che af folla il nostro vivere quoti diano. In tal modo sviluppa

un’inedita clas sicità nella sua trasformazione estetica. Così la pubblicità del la forma crea l’epifania, cioè l’apparizione, dell’immagi ne”.

Responsabi le di Art Mo tors oltre che tra i principali collezionisti e prestatori è Eugenio Falcio ni, tra i massimi esperti di

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MOSTRE / 2

Andy Warhol. Dopo il successo della Mo stra di Roma nel 2018 al Complesso del Vit toriano, oggi Falcioni vuole omaggiare la sua

carte, sete, latte con le famo se ed uniche Polaroid, per ar rivare agli acetati unici che fanno parte della seconda fase del suo lavoro altrettanto importante”.

città adottiva Milano con una esposizione con più di 300 opere, per la maggior opere uniche. Molte pro venienti dall’Estate Andy Warhol, due di Keith Haring e di altre prestigiose collezioni private.

“Dai disegni de gli anni 50 alle icone Liz, Jackie, Marilyn, Mao, Flowers, Mick Jagger ai ritratti ed ai suoi progetti personali come il fashion sono presenti tele,

L'ARTISTA

Andrew Warhol, classe 1928, originario di Pittsbur gh, dopo la laurea nel 1949 si trasferisce a New York, tra sforma il proprio nome di ori gine slovacca in Warhol e nei primi anni ’60 è un giovane pubblicitario di successo, che lavora per riviste come New Yorker, Vogue e Glamour

L’intuizione che lo ren derà celebre e ricco è quella di ripetere una immagine più e più volte, in modo da farla entrare per sempre nella men te del pubblico. Thirty Are

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di Daniele Colzani Andy Warha/'s Velvet Underground featuring Nico, 1970, LP originale autografato. Collezione Privata

Better Than One, la sua prima Monna Lisa ripetuta ben trenta volte, da celebre ed esclusiva opera d’arte, viene trasformata in una opera di tutti e per tutti, trasformando il linguaggio della pubblicità in arte.

In Green Coca-Cola Bottles –scrive Falcioni nel suo testo per il catalogo – comprendiamo im mediatamente che per l’artista è proprio la quantità a prevalere sull’originalità del soggetto raf figurato: è infatti ripetendo la stessa immagine che egli riesce a portare e mettere in scena il pa norama consumistico nel mondo dell’arte: compito dell’artista non è più creare, ma riprodurre”.

Per far questo Warhol adotta una speciale tecnica di serializ zazione, con l’ausilio di un im pianto serigrafico, che facilita la realizzazione delle opere e riduce notevolmente i tempi di produzione. Su grosse tele ripro duce moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori: usando immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali o immagini di impatto come inci denti stradali o sedie elettriche,

riesce a svuotarle del significa to originario. L’arte deve essere “consumata” come qualsiasi al tro prodotto.

La tecnica della serigrafia vie ne usata da Warhol già nel 1962 per realizzare la serie Camp bell’s Soup Cans, composta da trentadue piccole tele di iden tiche dimensioni raffiguranti ciascuna gli iconici barattoli di

zuppa Campbell’s, esposte nello stesso anno alla Ferus Gallery di Los Angeles.

Lo stesso fa con i ritratti del le celebrità dell’epoca: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, El vis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon Brando, Liza Minnelli, Gianni e Marella Agnelli, le regine Elisabetta II del Regno Unito, Margherita II di Danimarca, Beatrice dei Pa esi Bassi, l’imperatrice iraniana Farah Pahlavi, la principessa di Monaco Grace Kelly, la princi pessa del Galles Diana Spencer.

Per queste personalità essere ritratte da Wahrol diventa un imperativo a conferma del pro prio status sociale. Emblematica la Gold Marilyn Monroe, con servata al MoMA di New York: una delle donne più affascinanti della storia moderna americana viene qui rappresentata su uno sfondo oro, esattamente come si trattasse di una tavola del Tre cento raffigurante la Madonna.

La critica all’inizio stronca questi lavori, non comprenden done l’originalità né la volontà di Warhol di comunicare l’idea della ripetizione e dell’abbon danza del prodotto, in linea con la filosofia consumistica dell’e

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Marilyn, 1967, serigrafia su carta, 189/250 Collezione Eugenio Falcioni Drag Queen (Helen / Harry Morales), 1975, serigrafia su carta, Unique, collezione privata

poca. La sua opera viene vista come un oltraggio all’Espres sionismo Astratto, movimento artistico allora dominante negli USA.

Lo stesso celebre gallerista Leo Castelli all’inizio non com prende la genialità innovativa del lavoro di Warhol e cede alla richiesta di Jasper Johns di non ammetterlo nella sua scuderia. In realtà aderendo alla cultura di massa e portandola nel mondo concettuale dell’arte figurativa, Warhol ha esaltato la patria del consumismo e tutto quanto gli Stati Uniti hanno simboleggiato dal dopo guerra sino agli anni ’80.

“Il vero colpo di genio attra verso cui l’artista riuscì a valo rizzare definitivamente gli anni ’60 e le nuove forme di comu nicazione di massa - leggiamo ancora nel testo di Falcioni - fu rono però le Brillo Box: si tratta di sculture identiche alle scatole di pagliette saponate Brillo in vendita nei supermercati. Que ste vennero realizzate da una falegnameria e i bordi vennero serigrafati da Warhol e i suoi assistenti come le etichette ori ginali.

Saranno proprio queste opere a far scaturire in Arthur Danto,

celebre filosofo ammaliato da queste creazioni, la sua conce zione sulla filosofia dell’arte, che ruota attorno ad una doman da fondamentale: “che cos’è l’arte?”. Questo interrogativo lo porterà a ritenere queste sca tole di legno delle vere e proprie opere d’arte, in forza della loro

capacità di evocare e rappresen tare alla perfezione un determi nato contesto storico, in questo caso gli anni ‘60 assieme alle sue innumerevoli novità, di cui il pop artist può essere conside rato senza dubbio il massimo interprete.

L’evento che rese queste ope re tra le più celebri dell’intera storia dell’arte fu la personale dell’artista presso la Stable Gal lery di New York, tenutasi nel 1964: queste sculture furono disposte all’interno dello spa zio espositivo tutte in fila e una sopra all’altra, proprio come se si trattasse di un supermerca to piuttosto che di una galleria d’arte”.

È visitando questa mostra che Leo Castelli si ricrede e com prende l’attualità dell’operazio ne di Warhol, arruolando nella sua scuderia. Da questo momen to la carriera di Warhol ha una vera e propria deflagrazione.

Nasce la celebre The Factory, originariamente al 231 East 47th Street, dove innumerevoli assi

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Untitled (Flowers), 1983-85, serigrafia su seta Collezione privata Souper Dress, 1963, serigrafia su cellulosa, Collezione Privata

stenti creano a ritmo frenetico le sue opere in serie: quadri, film, cover musicali, sculture, copertine di riviste e molto al tro. E dove Warhol accoglie at tori, musicisti, scrittori, tutto il mondo creativo newyorchese, creando i primi film come i The Velvet Uderground & Nico, per cui realizza anche la copertina del celebre LP.

Qui sono realizzati molti altri film che mostrano azioni ripe tute dilatate nel tempo, sorta di quadri proiettati su una parete bianca e gli Screen Test, ritratti filmati di personaggi in visita alla Factory, ripresi, allo scopo di entrare nella loro intimità, con una camera fissa senza muoversi per tre minuti su un fondo nero.

Alcuni di questi film dedicati alla cultura gay newyorkese, di cui Warhol faceva parte, sono stati censurati, distribuiti col passaparola e proiettati trent’an ni dopo la data di realizzazione in occasione di mostre organiz zate in vari musei del mondo.

Nella Factory viene realizza to inoltre il magazine Interview con in copertina, per ciascun numero, il personaggio del

momento. E sono prodotte al tre celebri copertine per Time e Playboy. Molte altre Factory seguiranno in diverse parti del la città, laboratori dei tantissimi progetti ideati senza sosta dal poliedrico artista.

Nel frattempo è nata una nuo va generazione di artisti come Basquiat, Haring, Scharf che considerano Warhol il loro pa dre spirituale: accogliendoli nella sua cerchia Warhol ne as sorbisce dinamismo e creatività. Riesce così a rinnovarsi nuova mente, ideando le ultime speri mentazioni iconiche come il ce leberrimo Dollar Sign, emblema del rampantismo economico di quegli anni, abbandonando l’u so della serigrafia e dedicandosi, reinterpretando in chiave pop al cuni riferimenti artistici del pas sato, alla pittura pura.

LA MOSTRA

L'esposizione milanese vuole documentare questo avvincente percorso: dagli oggetti simboli del consumismo di massa, ai ri tratti dello star system degli anni ’60; dalla serie Ladies & Gentle men degli anni ’70 dedicata alle

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale della mostra

drag queen, i travestiti, simbolo di emarginazione per eccellen za e considerati alla pari di star come Marilyn, sino agli anni ’80 in cui diviene predominan te il rapporto col sacro: cattolico praticante, ne era stato in realtà pervaso per tutta la vita.

Esposte quasi tutte opere uniche come tele, serigrafie su seta, cotone e carta, oltre a dise gni, fotografie, dischi originali, T-shirt, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustra zioni digitali - i primi NFT della storia - , la BMW Art Car dipinta da Warhol con il video in cui la realizzò, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale con proiezioni di film da vedere con gli occhialini tridimensionali.

Andy Warhol muore nel 1987 per una infezione alla ci stifellea. Le sue icone, i suoi personaggi, i suoi soggetti sono riprodotti ovunque, in tutto il mondo, su vestiti, matite, po sters, piatti, zaini. Ha anticipato i social network e la globaliz zazione degli anni Duemila, ha cambiato per sempre la storia dell’arte, è ancora attualissimo e amato da un pubblico trasver sale.

La mostra rappresenta una occasione imperdibile per go dere della sua arte unica, corag giosa, innovativa e traboccante di idee.►RS

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Andy Warhol in drag, 1981, Polaroid, collezione privata

- PHD, CORRISPONDENTI AI LIVELLI 6, 7, E 8 DEL SISTEMA EUROPEO E.Q.F. EUROPEAN QUALIFICATION FRAMEWORK

ISFOA ADOTTA IL DISPOSITIVO PROCEDURALE NORMATIVO V.A.E. (VALIDAZIONE DEL SAPERE ACQUISITO CON L’ESPERIENZA) CHE PERMETTE A TUTTI COLORO CHE HANNO ACQUISITO ESPERIENZA PROFESSIONALE DI RICHIEDERE IL RILASCIO DI UN DIPLOMA UNIVERSITARIO

103 I.S.F.O.A HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT TRASFORMA L’ESPERIENZA PROFESSIONALE IN LAUREA ► ISFOA CONFERISCE LEGALMENTE TITOLI ACCADEMICI IDONEI AI FINI DEL RICONOSCIMENTO AI SENSI DELLA CONVENZIONE DI LISBONA DEL 1997 DEL CONSIGLIO D’EUROPA RATIFICATA DALLA SVIZZERA IL 1 FEBBRAIO 1999 E DALL’ITALIA CON LA LEGGE N.148 DEL 11 LUGLIO 2002 ► IN ITALIA AI FINI DELLA PARTECIPAZIONE A PUBBLICI CONCORSI, ATTRIBUZIONI DI PUNTEGGIO , PROGRESSIONI DI CARRIERA, RISCATTO PERIODI DI STUDIO A FINI PREVIDENZIALI IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO È DISCIPLINATO DALLA LEGGE N. 29 DEL 25 GENNAIO 2006 , DAL D.P.R. N. 382 DEL 11 LUGLIO 1980, DAL D.LGS N.165 DEL 30 MARZO 2001 ► IL TITOLO HA VALIDITÀ IN ITALIA ANCHE PER EFFETTO DELL’ACCORDO FIRMATO A BERNA IL 7 DICEMBRE 2000 TRA SVIZZERA E ITALIA: “ACCORDO SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE EQUIVALENZE NEL SETTORE UNIVERSITARIO” ► LIBERA E PRIVATA UNITELEMATICA DI DIRITTO SVIZZERO ► FONDAZIONE ED ENTE MORALE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE HTTP://UNISFOA.CH - WWW.UNISFOA.EU WWW.ISFOA.CH - UNISFOA-CAMPUS.CH ► ISFOA, SVILUPPA PERCORSI ACCADEMICI CHE PORTANO AL CONSEGUIMENTO DI BACHELOR DEGREE (LAUREE TRIENNALI), MASTER DEGREE (LAUREE SPECIALISTICHE), EXECUTIVE MASTER E MASTER OF ADVANCED STUDIES, OLTRE CHE DOTTORATI DI RICERCA
► GRAPHIC DESIGNER: DANIELE COLZANI CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ ISO 9001 : 2015 IAS QMS F1258 24 MARZO 2021 - AREA PROGETTAZIONE ORGANIZZAZIONE ED EROGAZIONE DI CORSI DI LAUREA IN MODALITÀ TELEMATICA IL PROF. STEFANO
E
MASULLO
FEDERICA PANICUCCI

Sidera Aurea, omaggio agli astri tipici dell’opera giottesca

A PADOVA È TUTTO PRONTO PER IL PIÙ GRANDE PROJECTION MAPPING IMMERSIVO MAI REALIZZATO IN UN SITO UNESCO

Il più grande salone storico pensile al mondo, 82 me tri di lunghezza, 27 di lar ghezza e un’altezza di quasi 40 metri, caratterizzato da un soffitto ligneo a carena di nave rovesciata, diventa una macchina del tempo tra pro iezioni di luci e animazioni in 3D. Il Salone di Palazzo della Ragione di Padova ospita fino al 18 dicembre 2022 lo spettacolo Sidera Aurea, ideato e realizzato da Odd Agency in collabo razione con il Comune di Padova.

Sidera Aurea è un proget to artistico di valorizzazione di Palazzo della Ragione, uno dei luoghi simbolo della città inserito nel 2021 nella Lista del Patrimonio mon

diale Unesco con I Cicli affrescati del XIV secolo di Padova. L’installazione of fre ai visitatori la sensazio ne di trovarsi in un sistema fisico e astronomico, come

all’interno di una gigantesca macchina del tempo, in un viaggio fra il presente e un magnifico passato.

Sidera Aurea è un per corso storico ed emotivo che traccia la parabola che la sala picta ha vissuto at traverso i secoli, dalla fon dazione dell’edificio fino al terribile incendio che di strusse il ciclo pittorico di Giotto avvenuto nel 1420.

Il Salone di Palazzo della Ragione di Padova diven terà così, per la prima volta, la maestosa tela virtuale di uno spettacolo crossmedia le: luci, effetti visivi, mu siche e colori, attraverso la proiezione di un percorso immaginifico, trasformeran no le cornici e gli affreschi

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ARTE
& TECH
Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Sidera Aurea
IL SITO / 1

in 333 finestre aprendo a una nuova visione.

Pittura, architettura, il confronto tra scienza e reli gione: Sidera Aurea è tutto questo riletto secondo un’i spirazione artistica, diven tando principio e forza che innesca la creatività. Il tito lo richiama infatti agli astri che caratterizzano l’opera giottesca. Grazie alle solle citazioni di Pietro d’Abano, filosofo, medico e astrologo italiano, ma anche profes sore alla Sorbona di Parigi e all'Università di Padova dal 1306, i cicli pittorici di Giotto ritornano spesso agli astri, richiamati e rap presentati nella narrazione

pittorica perché, secondo le dottrine dello stesso d’A bano, dotati di proprietà di influsso sugli esseri umani.

In Sidera Aureal’espe rienza di videomapping im mersivo, della durata di 20 minuti, si sviluppa attorno all’elemento architettonico e pittorico del Salone, in una proiezione su due livelli tra soffitto e superfici affre scate.

Nel pieno rispetto dello straordinario patrimonio artistico della sala il video mapping utilizza proiezioni, colori e suoni conducendo lo spettatore attraverso la danza cadenzata dei mesi e delle stagioni, dei cieli e

fluisce sulla vita terrestre, segnando inevitabilmente i destini di ognuno. ►RS

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di Daniele Colzani
delle costellazioni che
IL SITO / 2 Inquadra il QRcode per il canale Vimeo di Odd Agency © Odd Agency (3)
in

Al via la mostra Rise up RISCATTIAMOCI INSIEME

22 IMMAGINI DI STORIE DI RISCATTO ATTRAVERSO IL LAVORO, IN UN’EMOZIONANTE MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Si intitola Rise up RI

ME, la mostra fotogra fica che fino al 16 novembre sarò visitabile (a ingresso libe ro) presso il Cortile d’Onore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e che vedepro tagoniste le storie di riscatto di donne, che sono state vit time di violenza. Un’inizia tiva Femminile Singolarew, promossa dal brand Saugella in collaborazione con ELLE Active! e Molce Atelier. Saugella, il brand di Mylan - A Viatris Company che da oltre 40 anni sostiene il benes sere intimo delle donne di ogni età, continua il suo impegno di sensibilizzazione contro la

volta lo fa con il prezioso con tributo di Molce Atelier, la sar toria terapeutica che accoglie e valorizza le donne che stanno portando a termine il loro per corso di emancipazione, da vittimedi violenza a donnein dipendenti, libere.

Il lavoro e la solidarietà pos sono essere la via di riscatto e la soluzione per donne vittime di violenza di genere. Superare traumi privati di dipendenza e manipolazione a volte è possi bile proprio grazie all’appren dimento di una professione e al sostegno una rete di contatti solidali. Il titolo stesso richia ma gli ingredienti essenziali dell’esposizione: fotografie che raccontano e coinvolgono, l’invito a rimettersi in gioco, a riscattarsi e infine la fiducia nella solidarietà femminile.

LA MOSTRA

La mostra, rea lizzata a 4 mani, è firmata dalle fotografe Stepha nie Gengotti e Isabella Balena, che attraverso i loro scattihanno saputo cogliere perfettamenteil traumatico pas sato che lega in dissolubilmente, con un filo rosso, le protagoniste dei ritratti l fu turo che hanno scelto. Un per

corso difficile e non sconta to che le ha viste rinascere e riscattarsi, INSIEME. Così come il percorso - quasi tera peutico - che si snoda davanti agli occhi e davanti all’obiet tivo della macchina fotogra ficaper diventare immagine e racconto. Ad aprire la mostra, l’opera Rise up firmata da Laika, street artist, attivista, che attraverso le sue opere si fa portavoce di tante battaglie civili e sociali.

LE ARTISTE

• Isabella Balena: fotore porter indipendente da molti anni, ha lavorato con alcuni dei principali periodici italiani e esteri. Da alcuni anni appro fondiscetematiche legate alla storia contemporanea e alle dinamiche sociali e documen taaree di crisi e di conflitto. Ri tiene che la fotografia trovila sua essenza quando riesce ad essere “voce e sguardo” di una comunità, altrimenti invisibile.

Sue foto sono presenti in collezioni pubbliche (Museo di fotografia Contemporanea, Collezione d’arte della Farne sina,Ministero degli esteri e della cooperazione) e collezio ni private (Collezione Donata Pizzi e altre).Nata a Rimini, lavora a Milano. Ha due figli. isabalena.photoshelter.com

• Stephanie Gengotti: foto grafa Italo/Francese con base a Roma. Si laurea come interpre te in lingua inglese e francese, si diploma in fotogiornalismo alla Scuola Romana di Foto grafia, dove segue anche un

INIZIATIVE
Rise Up, Laika

la fotografia come un mezzo quasi terapeutico, un canale senza filtri per comunicare con il soggetto, in un flusso di condivisione continua per illu minare le zone d’ombra e gli aspetti irrisolti della coscien za del Soggetto e dell’Artista. Spesso la necessità di instaura re un rapporto empatico e di retto, la conduce a vivere nella stessa casa e nella medesima quotidianità dei protagonisti delle sue storie.

Lo scatto fotografico diven ta quindi solo l’ultimo atto, la catarsi, di un lento e lungo per corso di conoscenza. Il suo la voro è stato esposto in festival e gallerie in Italia e all’estero.

Collabora per le più impor tanti testate italiane ed este re quali Internazionale, GEO Magazine, Le Monde Magazine, Stern, DER Spiegel, National Geo graphic, The New York Times, The Sunday Ti mes Magazine, Sekai, The Guardian, Le Mon de, 6 Mois, L’Espesso, Yo Dona, El Mundo, Va nity Fair, IL, Il Repor

tage etc È attualmente rappre sentata da Institute Artist www.stephaniegengotti.com

• Laika: Laika MCMLIV è un’attacchina romana atti va dal 2019. Il suo nome è un omaggio al primo essere vi vente nello spazio. Usa la ma schera per esprimere la propria arte senza filtri, preservando la sua vita privata. Non è im portante sapere chi c’è dietro la maschera: davanti c’è una donna che con ironia interpreta la realtà. Che sia attraverso po ster, adesivi o quadri, Laika af fronta qualsiasi tematica, dal lepiù serie alle più leggere, in chiave ironica e disincantata.

Tra i personaggi oggetto delle opere della Street Artist troviamo Daniele De Rossi, Matteo Salvini, Silvio Berlu sconi, Greta Thunberg e So

nia Hang Zhou, Patrick Zaki e Giulio Regeni, Boris Johnson e Fidel Castro. Le sue opere sono spesso oggetto di pubbli cazione da parte della stampa nazionale ed internazionale. https://laika1954.com

IL PARTNER

• MOLCE Atelier: è una sartoria terapeutica per donne che si trovano in una condi zione di vulnerabilità causata da violenza fisica, psicologica e/o economica. La sartoria te rapeutica ha un duplice obiet tivo: promuovere l’autonomia femminile, anche economica, attraverso l’apprendimento di un mestiere sempre mol to richiesto e che offre op portunità concrete di lavoro; promuovere l’empowerment delle frequentatrici, attraverso il lavoro manuale (in sé curativo e in grado di ac crescere autostima e au toefficacia) e, in paralle lo, attraverso un percorso di ascolto e sostegno psi cologico. Tutti i servizi sono gratuiti per le donne vittime di violenza.

www.molceatelier.it ►RS

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di Daniele Colzani
Foto di Isabella Balena Foto di Stephanie Gengotti

Salso Ludix, vietato non giocare: due giorni di cosplay e giochi da 0 a 99 anni

A SALSOMAGGIORE TERME

A

OSPITI

CONFERMATI

Un grandioso even to dedicato al Gioco in tutte le sue mera vigliose forme: dal 2 al 4 dicembre 2022, Salsomag giore Terme e Tabiano (PR) aprono le porte a Salso Lu dix - Mettiamoci in Gioco, festival firmato dai più ce

intrattenimento, finestre di ecosostenibilità, più di 80 tavoli da gioco e convegni per figure educative, l'even to è adatto da 0 a 99 anni, perché per giocare non ser ve esperienza e non ci sono limiti d'età.

La tre giorni è orga nizzata dall'associazione dall’A.S.D Salso Ludix con il prezioso supporto del Co mune di Salsomaggiore, la collaborazione dell’Istituto professionale Alberghiero Giuseppe Magnaghi e nu merose associazioni locali, tra le quali Orizzonte degli

ANTEPRIMA, CON DELITTO

Il 2 dicembre, anteprima del festival, si inizia subito giocando a un’avvincente alternativa alla solita se rata a tavola: la Cena con delitto al ristorante Antico Caseificio, ai piedi del Ca

Degustando una cena gourmet con quattro por tate vi ritroverete immer si in una storia inedita in costume, firmata da Comelasfoglia Stu dios, in cui sta ai commensali smascherare il colpevole di un’intrica ta narra zione tra giallo e noir ricca di

TURISMO / 1
DAL 2 AL 4 DICEMBRE 2022, E TABIANO (PR), DEBUTTA IL FESTIVAL DEDICATO GIOCHI DI RUOLO E DA TAVOLO: 80 TAVOLI DA GIOCO, SHOOTING FOTOGRAFICI, CONVEGNI E NUMEROSI GLI GIÀ
©
Servizio fotografico di Filippo Nasi Shutterbrothers
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colpi di scena. Prezzo 75 euro per persona. Per pre notare: Tel. +39 0524 88 11 68 WhatsApp: +39 340 4849570 - travel@tabiano castello.com

GIOCHI DA TAVOLO, NOVITÀ E SUPERCLASSICI

Si entra nel vivo del Sal so Ludix sabato 3 dicembre, quando per due giorni Pa lazzo dei Congressi ospita un’enorme area dedicata ai giochi da tavolo, con la di rezione artistica di Marco Biolzi, Daniele Molinari e Flavio Ziglioli. Scatole da aprire, pedine, carte e tessere per iniziare subito la sfida, autori im perdibili come Paolo Mori - che ha firmato tra gli altri il premiatissimo Augustusesperti del panorama GdT, come lo Youtuber Matteo Boca, il TeOoh di Recensio ni Minute e Luca Ciglione di Giochi sul nostro tavolo. Due giornate per giocare su 50 tavoli diversi, con una selezione di case editrici

che porterà novità, prototipi e grandi classici e lo staff di varie associazioni, tra le quali Comelasfoglia Studios e Orizzonte degli Eventi, per consigliare titoli e intro durre all’universo del board game anche i meno esperti.

SEGRETE, MANIERI E GIOCHI DI RUOLO

Ancora a Palazzo Con gressi, sarà allestita una seconda area dedicata ai Giochi di ruolo, in cui inter pretare un personaggio e la sua avventura attraverso la fantasia e la narrazione con divisa con gli altri giocatori.

Tra manieri, segrete e caverne da esplorare su 35 tavoli gestiti da più di 20 associazioni ludiche, faran no da Game Master Andrea Rossi Master of Masters, Andrea Lucca Il Rosso, Matteo Casali ed Helios Pu, per sessioni di gioco mozza fiato aperte a tutti.

L'area Giochi di Ruolo è curata da Silvia Ferrari e Andrea Storti.

di Daniele Colzani
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Un'area particolare è dedica ta al LARP (Live Action Role Playing) una forma di gioco di ruolo dal vivo più vicina all'improvvisazione teatrale. Grazie al gruppo Intempesta Noctis, ci si potrà immergere negli intrighi e nei misteri della Salsomaggiore dell'Ottocento.

IL FAVOLOSO

MONDO COSPLAY

Batman si fa un selfie con Morbius, mentre Darth Vader fa a gara con Jocker: ci saranno i supereroi e i supercattivi del cosplay (mix delle due parole costume e interpretazione) al sontuoso evento fotografico dedicato al cosplay, imperdibi le per la community che ama vestire gli abiti dei personaggi di manga, fumetti, film e saghe fantasy con straordinari costu mi e accessori.

Allo shooting, cui sono dedi cate 50 location di straordinario interesse, partecipano altrettanti cosplayer pluripremiati e sele

zionati da Marco Tramonte, fo tografo ideatore dell’ormai cult “il Volta”, nominato direttore artistico della sezione Cosplay.

Porte aperte a tutti gli appas sionati del genere, che potran no partecipare al festival con le loro interpretazioni, seguire i convegni e giocare ai tavoli.

INCONTRI PER EDUCATORI E FAMIGLIE

Ma il gioco è anche strumen to formativo riconosciuto dal mondo della pedagogia. Per questo, Salso Ludix sarà anche un’occasione di formazione psicopedagogica sull’utilizzo del gioco come strumento di lavoro e apprendimento all’in terno di contesti clinici, peda gogici, educativi.

Oltre 14 relatori esperti di formazione ludica, tra cui Mar tina Migliore del Game Scien ce Research Center, Gabriele Mari di Educatori Ludici, Ma nila Massari del centro I Care DIRFloortime, si alterneranno tra conferenze e approfondi menti pratici ai tavoli da gioco, con la direzione della psicolo ga psicoterapeuta Silvia Ferra ri, per offrire una formazione sia teorica che esperienziale a tutti coloro che si occupano di educazione: insegnanti, psi cologi, e perché no, genitori e nonni.

MOSTRA INFINITE STATUE DI COSMIC GROUP

Il programma completo, in continuo aggiornamento, in clude anche la ricca mostra Infinite Statue organizzata da Cosmic Group.

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La mostra è composta da 15 diorami (ambientazioni) che 15 artisti del settore hanno re alizzato e nasce con l’idea di riprodurre in statue e action figures di altissima qualità e valore artistico le grandi ico ne del fumetto e del grande cinema, sia italiano che inter nazionale, ed è diventata in pochi anni una realtà sempre più importante nel mondo del collezionismo.

Infinite Statue è un marchio Cosmic Group, azienda italia na da 30 anni leader nella di stribuzione di prodotti legati al settore del collezionismo e dei games.

Vuoi rilassarti un po’? Da vide e Simonetta gestori del la Prima Sala Giochi in Italia Dedalo ci porteranno una col lezione di cabinati arcade, flip per e console retrogame.

UN'AREA BIMBI DEDICATO ALL'ECOSOSTENIBILITÀ

L’ente Parchi del Ducato Emilia Occidentale organizza uno spazio dedicato ai bambini più piccoli. Quando La natu ra diventa gioco, invenzione e fantasia è il tema dell'anima zione seguita da professionisti.

Il gioco naturale e l'educa zione al contatto con la natura

permettono di sviluppare nel bambino empatia, creatività, pensiero critico, capacità di linguaggio, curiosità, consen tendo al piccolo di vivere in completa armonia con altre persone. Quindi laboratori gratuiti di pittura con materia

le di riciclo, creazione di uno “Speziario”, riconoscimento degli animali del bosco e del le loro tracce, costruzione di un piccolo “kit scientifico” da portare in natura durante le escursioni per il riconosci mento degli animali del bosco e delle loro tracce. L’evento Salso Ludix è nato da un'idea di Carla Soffritti. ►RS

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IL SITO Inquadra il QRcode per il sito ufficiale della mostra

Una visione d’arte e design sul tetto dell’Alto Adige

Il gusto per l’arte e il sen so dell’ospitalità si spo sano in un contesto am bientale che è già di per sé un capolavoro nella visio ne che ha portato Stephan Pramstrahler – proprietario del Romantik Hotel Turm di Fiè allo Sciliar - a imma ginare il Gatschhof come parte di un progetto da so gno, dove la declinazione contemporanea e lussuo sa del maso si integra con la vocazione espositiva ed esperienziale di Galla ria. Nel cuore incantevole dell’Alpe di Siusi (BZ), l’antica struttura ha forni to la solida base per un’o asi di benessere che ha il

dono della leggerezza, con 4 spaziose suite immerse nel verde in un’atmosfera di privacy assoluta e relax totale.

Se in estate il laghet to balneabile Infinity con idromassaggio offre uno sguardo panoramico su uno scenario unico e in inverno una navetta privata consen te di raggiungere la cabino via che porta al complesso sciistico dell’Alpe di Siusi, a rimanere costante è il sen so esclusivo di rigenerazio ne senza limiti. L’elegan za e il design degli interni contribuiscono a ridefinire l’idea di rifugio, che diven ta sublimazione formale

della ricerca dell’inconsue to, anche grazie a un tocco di superba stravaganza che ha il proprio culmine nell’i nedito ambiente al piano terra, prestigiosa galleria d’arte ma anche avampo sto della sperimentazione enogastronomica, in cui il ristorante è racchiuso in un cubo di vetro che offre una vista privilegiata sui 12 splendidi cavalli arabi che vivono a Gallaria, nei loro eleganti box ma anche libe ri di aggirarsi tra le opere d’arte.

Saune private e angoli di relax, un’area gym all’al tezza delle aspettative più alte e una prima colazione

TURISMO / 2
DI LUSSO, WELLNESS E CULTURA NEL CUORE DELL’ALPE DI SIUSI
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creata da mani magistrali e servita in suite sono carat teristiche basilari – si fa per dire – sulle quali si imper nia l’esperienza del lusso ramificata sulle specifiche esigenze incarnate dalle stanze, tutte diverse per fi niture e dimensioni. Quan do il sole del mattino entra dalla finestra, l’ampia suite CORAX scopre la propria concezione sofisticata, ri velando, raggio dopo rag gio, il camino nella roccia, le morbide linee del divano rotondo e un bagno con va

sca freestanding.Arreda ta con gusto e con sfiziosi elementi di design, PICA invita ad abbandonarsi all’intimità, a rilassarsi, ad arricchirsi di preziosa ener gia, ispirata dalle montagne che si offrono alla vista at traverso la grande vetrata con accesso diretto al lago balneabile.

Gli interni e gli esterni si mescolano in un’affasci nante architettura d’insie me anche in BUBO, dove camera da letto e zona li ving incastonata nella roc

privati.

TETRIX è infine la chic ca in vetta, gioiello su due piani che regala panorami straordinari, in un clima reso ancora più caldo e confortevole dal fuoco che scoppietta nel camino e dalla presenza di un angolo intimo come la romantica loggia, che consente anche la straordinaria esperienza di dormire all’aperto.

Fin qui, i termini di un

di Daniele Colzani
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contemporaneo tempio delle vacanze di lusso votato alla ri cerca della felicità in alta quo ta. È però forse GALLARIA a portare fuori da qualsiasi schema noto l’idea stessa di uno spazio che vuole regalare sensazioni e momenti non in quadrabili in alcuna definizio ne, perché parte di un regno emozionale e percettivo non ancora decifrato.

Fuori è la natura selvaggia delle radure sconfinate, den tro è padiglione high life in cui gusto e arte si fondono tra rocce naturali e opere selezio

nate, mentre il nitrito degli eleganti cavalli arabi è il sugge rimento sonoro del connubio eccezionale tra l’anima indo mabile e l’e steriorità sofi sticata.

Dalla soirée all’anniversario e al matrimonio, qui vanno in sce na eventi destinati a lasciare il segno anche nel palato, grazie alle innovative reinterpre tazioni di una cucina stellata

che sorprende con ingredienti quali genuinità, qualità e gioia per la sperimentazione.

Dipinti, sculture, una Por sche su uno sperone di pie tra, un corvo nell’angolo e un cubo di vetro: è il luogo stes so a fare sì che ciò che non è affine lo diventi, in un vortice di elementi e suggestioni che acquistano un senso nel com plesso, in un tutto modulabile e metamorfico che coniuga moderno e antico, dove trova no posto permanente le opere di Sylvie Blum, Giorgio Buti ni, Irma Hözl, Sabrina Ferrari, Vitaliano Marchetto e Jacopo Mandich. ►RS

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© Jochim Schmeisser (3)
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NON SOLO I TITOLI DELLE PIÙ FAMOSE CASE EDITRICI, MA ANCHE PICCOLE "PERLE" DEGLI EDITORI INDIPENDENTI

Quando un bambino spa risce da una scuola mater na di Södermalm, a Stoc colma, l'agente Mina Dabiri è di nuovo in prima linea. Due anni dopo i dramma tici eventi che li hanno fat ti incontrare, Mina torna a chiedere aiuto a Vincent Walder, finendo per coinvol gere il celebre mentalista in un'indagine che questa vol ta la toccherà molto da vici no. rapimenti che si succe dono sembrano seguire uno schema rigorosamente logi co e allo stesso tempo folle... (Marsilio - 768 pg - € 24,00)

L’agenzia di Cormoran Strike e Robin Ellacott - de tective privati, soci in affari e autoproclamatisi ‘migliori amici’ - non è certo a corto di clienti. Così, quando una gio vane donna dall’aria stravolta si presenta in ufficio, la segre taria la rispedirebbe volentieri indietro, ma l’intuito di Robin le dice di ascoltarla. Mentre stringe la sua costosissima borsa macchiata di inchio stro, Edie Ledwell si presenta come la coautrice di una serie animata di culto che sta per sbarcare su Netflix. (Salani1184 pg - € 24,90)

Che cosa sogni? È questa la domanda che Ingrid si sente fare da sempre dai membri della sua grande famiglia. Non «Come stai?». Che cosa sogni. Perché è nei sogni che si rivela la vita autentica, quella invisibile nel mondo reale. Ed è proprio un sogno a riportare Ingrid in Colom bia, il paese in cui è cresciuta e da cui è dovuta fuggire ne gli anni del terrore, quando i guerriglieri e i narcotraffican ti di Pablo Escobar seminava no paura e morte per le strade di Bogotá. (Piemme - 320 pg - € 18,90)

IL VOLUME SOTTO I NOSTRI RIFLETTORI...

ZEROCALCARE / NO SLEEP TILL SHENGAL - Nella primavera del 2021 Zerocal care si reca in Iraq, per far visita alla comunità ezida di Shengal, minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde, e documentarne le condizioni di vita e la lotta. Il viaggio si rivela difficile perché più volte la delegazione italiana viene respinta ai vari check point controllati dalle diverse forze politiche e militari che si spartiscono il controllo del suolo iracheno. Questo libro a fumetti è la foto grafia di un momento geopolitico preciso, in cui un manipolo di persone si oppone allo strapotere di chi chiama “terrorismo” ogni tentativo di resistenza, mentre gli assetti di potere cambiano lentamente, e il sogno del confederalismo democratico in un pezzetto troppo spesso dimenticato di Mesopotamia rischia di svanire per sempre, nell’indifferenza assordante dell’occidente. (Bao - 208 pg - € 23,00)

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LA LIBRERIA
Camilla Läckberg LA SETTA Ingrid R. Contreras L' UOMO CHE SPOSTAVA LE NUVOLE Robert

IL VOLUME PER GLI AMANTI DEL GIAPPONE

LAURA IMAI MESSINA / L' ISOLA DEI BATTITI DEL CUORE - Nel sud-ovest del Giappone, in una pozza di mare condivisa da due province, Kagawa e Okayama, nuota un'isoletta unica al mondo: Teshima. Sulla punta orientale dell'isola, sorge un minuscolo edificio in cui sono catalogate le pulsazioni del cuore di decine di migliaia di persone, alcune vive altre già ombre, provenienti dai luoghi più dispa rati del pianeta. Si chiama Shinzo-on no Akaibu, l'Archivio dei Battiti del Cuore. Alle porte di Tokyo, in una cittadina lambita dall'oceano e circondata dalle mon tagne, sorge la casa dove Shoichi ha trascorso l'infanzia e dove ha appena fatto ritorno: lui è un noto illustratore, ha quarant'anni e una cicatrice in mezzo al petto. È ossessionato dal proprio cuore che si ausculta ogni sera e dalle memorie confuse che ha del passato. Sua madre, per proteggerlo dai dispiaceri, ne ha manipolato i ricordi d'infanzia: di tutti i suoi piccoli drammi gli ha sempre raccontato una ver sione migliore. Ma se non si ha la certezza di aver sofferto in passato e di avercela fatta, da dove si ricava il coraggio di tentare ancora? È allora che Shoichi si accorge di un misterioso bambino che si aggira intorno alla casa. Questa strana presenza fa nascere in Shoichi molte domande: chi e quel bambino che lo osserva e perché ha scelto la sua casa? (Piemme - 30 pg - € 18,90)

IL MANUALE

Marisa guarda con sgo mento la classifica dei libri più venduti. In cima c’è il romanzo che ha tra le mani. L’ha sfogliato e ha rico nosciuto ogni pagina, ogni riga, ogni vocabolo. Quello è il libro che ha pubblicato vent’anni prima, solo che ora il nome dell’autore in copertina è un altro e lei non sa chi sia. Qualcuno ha co piato il suo romanzo. Marisa non sa che fare perché non può dimostrare che si tratti della stessa storia scritta con le stesse parole. (Garzanti336 pg. - 19,90 euro

Si chiama Eva, ha dieci anni, e con lei ci sono sol tanto una governante e una ragazza finlandese au pair, Maja Salo. Dei genitori nes suna traccia. È proprio Maja a cercare disperatamente l’aiuto di Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, l’addormentatore di bambi ni. Da qualche tempo Eva non è più davvero sola. Con lei c’è un amichetto imma ginario, senza nome e sen za volto. E a causa di questa presenza, forse Eva è in pe ricolo. (Longanesi - 432 pg - € 23,00)

Le autrici propongono un modello basato sugli ele menti fondamentali che aiu tano a gestire situazioni di incertezza e alta complessità: il modello della SINCronia manageriale©. Ideato e per fezionato attraverso un rigo roso lavoro sul campo, tale modello è composto da quat tro approcci - Strutturato, Idealista, Negoziatore, Capo Scout - e comprende un que stionario di autodiagnosi, che può diventare strumento di confronto e crescita per il manager e il suo team. (Gue rini Next - 184 pg - € 20,00)

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di Daniele Colzani Donato Francesca Cedri Simona Mirano Giovanna Prina IL MANAGER SINCRONO

I TITOLI IN DVD E BLU RAY DEDICATI AL MONDO DELLO SPETTACOLO E DEL TEATRO...

Il racconto del più impor tante uomo di spettacolo ita liano attraverso lo sguardo di chi l'ha vissuto fin dagli ini zi .I suoi amici, la famiglia e le testimonianze dei colleghi. Materiali inediti, repertori introvabili e cavalli di batta glia. Gli esordi, i successi, le cadute, il mito.

Senza fine è il titolo del film che fa un ritratto audace di Ornella Vanoni, definita La signora della canzone ita liana e una delle artiste italia ne dalla carriera più longeva.

Non il passato, la vita tra scorsa di Ornella Vanoni, ma la rivelazione - attuale - della sua intimità, esibita attraver so una relazione: il rappor to con la regista. L'energia, il carattere, la musica, i con fronti, il caldo, la fatica. Tut to viene ripreso senza rispar miare niente, nemmeno le discussioni tra Ornella e la regista Elisa Fuksas.

Tre anni di riprese, ricer che, backstage. La sua ultima intervista. Un viaggio emo zionante per scoprire chi era davvero Luigi Proietti. La re gia del film è affidata a Edo ardo Leo

ERA IL TRIO

Uno spettacolo teatrale scritto, diretto e interpre tato interamente da Anna Marchesini, Tullio Solen ghi e Massimo Lopez che ha debuttato in teatro nel 1990. Philip e Juliette sono una coppia che non riesce ad avere figli e per questo decide di adottare un bam bino. I due restano sorpre si quando il bambino che viene affidato loro arriva a casa: ha 45 anni! Si sco prirà poi che il bambino si è innamorato

IL TITOLO SOTTO I NOSTRI RIFLETTORI...

attraverso una lunga intervista di Tornatore al Maestro, testimonianze di artisti e registi - come Bertolucci, Montaldo, Bellocchio, Argento, i Taviani, Verdone, Barry Levinson, Ro land Joffè, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Bruce Springsteen, Nicola Piovani, Hans Zimmer e Pat Metheny - musiche e immagini d’archivio. Un’indagine volta a svelare ciò che di Morricone si conosce poco. Come la sua passione per gli scacchi, che forse ha misteriosi legami con la sua musica. Ma anche l’origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per l’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de Il buono il brutto, il cattivo...►RS

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EMOZIONI A DOMICILIO
di Daniele Colzani di Juliette e ne diventerà poi l'amante. ENNIO - Il ritratto a tutto tondo di Ennio Morricone, il musicista più popolare e proli fico del XX secolo, il più amato dal pubblico internazionale, due volte Premio Oscar®, autore di oltre 500 colonne sonore indimenticabili. Il documentario lo racconta VANONI. SENZA FINE IN PRINCIPIO
per la prima volta assoluta, la più grande compagnia d’europa CON I MIGLIORI ARTISTI al mONDO DEL CIRCO CONTEMPORANEO CHRISTMAS GALA CONEGLIANO - ZOPPAS ARENA - 11-12-13 NOV BASSANO DEL GRAPPA - PALAUBROKER - 18-19-20 NOV LUCCA - PALATAGLIATE - 25-26-27 NOV RIMINI - STADIUM RIMINI - 2-3-4 DIC MODENA - PALAPANINI - 9-10-11 DIC BARI - TEATRO TEAM - 16-17-18 DIC CATANIA - TEATRO METROPOLITAN - 23-24-25 DIC ROMA - PALAZZO DELLO SPORT - 4-5-6-7-8 GEN 2023