RIFLETTORI SU...27

Page 1

►Magazine di cultura e spettacolo diretto da silvia arosio

Riflettori su...

Anno IV - N. 27 ►Settembre 2022◄ Follow us Riflettori su...

►TAM & AUB

Dall'accademia al palco teatrale

►OTTO MIX

L'incanto della sua magica "danza di fuoco"

nei i r a G o z En

►Johannes STÖTTER

Il maestro dell'invisibile e le opere di body-painting

la "voce di lassù" che continuerà a vivere in teatro...

INTERVISTE●ANTICIPAZIONI●CASTING●PERSONAGGI●cinema●musica



8

enzo garinei

SOMMARIO

18

daniel lumera

28

alice by momix TAM & AUB

24

22

roma europa festival

36

stefano masullo oriente occidente festival

Riflettori su...

44

Magazine di cultura e spettacolo Anno IV - Numero 27 - SETTEMBRE 2022 • Supplemento alla testata www.silviaarosio.com (Reg. al Tribunale di Milano n°249 del 21/11/2019)

• Direttore Responsabile: Silvia Arosio • Art Director & Redattore: Daniele Colzani • Contatti: riflettorisumagazine@gmail.com • Contributors: Christine Grimandi - Simon Lee - Massimiliano Fusco - Antonella

otto mix

Lazzaretti - Antonello Risati - Claudia Rossi - Maurizio Tamellini - Angela Valentino - Luca Varani • Hanno collaborato: Emanuele Anceschi - Emanuela Cattaneo - Tania Cefis - Dario Duranti - Contemplazioni - Maria Chiara Salvanelli | Press Office & Communication - Ella Studio - Parole & Dintorni Skill & Music - Studio Esseci - TAM Teatro Arcimboldi Milano - Verba Volant Edizione Digitale: www.issuu.com/riflettorisu

Instagram Riflettorisu

Facebook Riflettorisu

Il magazine Riflettori su... è stampato su prodotti certificati FSC e PEFC

3

50


60

blooming festival

56 64

endorfine rosa shocking

66

museo arte circense

84

museo teatrale carl schmidl

70

stasera al museo marchestorie

88

Johannes Stötter MAG

I nostri "Contributors"

i I nostr tors

... tori su LO Riflet URA E SPETTACO AZINE DI CULT

contribu

IMANDI CHRISTINE GRANIZATION ORG PRODUCTION DIRECTOR AND CASTING

ZIO TAMELLINI

MAURI STICO FESTIVAL DIRETTORE ARTI SESTRI LEVANTE DEI 2 MARI DI

SIMON LEE OR

RVIS MUSIC SUPE D’ORCHESTRA E DIRETTORE

CAVALLARO GIANMARIO DI CORO MAESTRO D’ORCHESTRA E DIRETTORE

FUSCO MASSIMILIANO ET DING & BALL

SSI & CLAUDIA RO ZARETTI ANTONELLA LAZRICI MAT DOCENTI FOR

WED ER PHOTOGRAPH

ENTINO ANGELA VALARTIST MAKE UP

RISATI ANTONELLO PRODUCTION DESIGNER

on line Quotidiano io.com www.silviaaros

74 - il danzatore 76 - didattica 78 - la truccatrice 114 - RADIORAMA

I LUCA VARAN

MUSICALE GIORNALISTAR DI SONAR E BLOGGE

Digital Edition/silviaarosio www.issuu.com

Facebook Riflettorisu

4


90 94

mito 2022

estate nelle pievi

mostra vittorio sgarbi

mostra moda e pubblicità

98 102

112

106

due cuori e una vigna

e ancora...

72 - FRANCO NERO

pussy riot Buona

a e... 110 - emanuele anceschi lettur arrivederci 116 - Sonar dischi

118 - libri

a Ottobre! 5


LA voce del direttore

Settembre: si riparte con una stagione leggendaria!

Il faro che fu Enzo Garinei insegna la strada per partire con una nuova stagione lavorativa e teatrale all’insegna dell’entusiasmo

L

eggendario! Avete mai pensato a quanti “gerundi” utilizziamo nella nostra lingua italiana? “Leggendario” viene da “leggenda”, legenda, femm. sost. di legendus, gerundivo di legĕre ‘leggere’. Non potevo non iniziare questo editoriale, se non citando un aggettivo che Clementina, la giovane parrocchiana di Aggiungi un posto a tavola, usa per apostrofare non solo Don Silvestro, ma anche tutti

gli accadimenti “magici” che accadono sul palco di una delle più amate commedie musicali italiane. Leggendaria è stata la premiata ditta Garinei&Giovannini, i fratelli Pietro ed Enzo, come anche Jaja Fiastri ed Armando Trovajoli. Così come rimarranno da “leggere” le pagine di storia del teatro che Enzo, in copertina di questo numero, in occasione della sua scomparsa, e suo fratello Pietro hanno lasciato a noi,

Il cast della commedia musicale Accendiamo la lampada (1979) di Pietro Garinei e Iaia Fiastri; Enzo Garinei, il terzo da sinistra e in basso, gli attori Gloria Guida, Johnny Dorelli, Paolo Panelli e Bice Valori

6

dall’avanspettacolo, alla tv, al cinema (con anche doppiaggio), alla commedia musicale. Sarà “da leggere” anche il servizio di apertura del magazine, con una raccolta, che, chiarisco, non è esaustiva, di testimonianze di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo che hanno voluto cortesemente darci un ricordo spontaneo del grande Artista, ma anche del grande Uomo che fu Enzo Garinei. Ricordo che conobbi pri-


di Silvia Arosio

ma suo fratello Pietro e poi lui, ma entrambe non amavano farsi chiamare Maestro, termine con cui mi rivolgevo loro, con timore quasi reverenziale agli esordi della mia professione. Sono cresciuta con i musical: dai film di Gene Kelly alla Disney, da Sette Spose a My Fair Lady, mi sono sempre aggirata per casa, cantando e danzando, e forse anche per quello, alla scelta “nuoto” o “danza”, da molto piccola scelsi la classica. All’epoca, poi, passavano in tv tanto Teatro e soprattutto le commedie musicali erano proposte dalla Rai con frequenza e reverenza. Una delle mie preferite su anche Accendiamo la lampada, oggi tra le meno ricordate. Raramente, nel mio editoriale, inserisco fatti così personali, ma quando scompare un personaggio come Enzo Garinei, credo che ognuno di noi, soprattutto chi legge il nostro magazine ed è appassionato di spettacolo dal vivo,

possa avere un ricordo, amorevole ed amato, da poter rivangare. Allora, per tornare ai gerundi, segnatevi sull’”agenda” di quest’anno di andare a teatro e perché no, andate a ricercare quelle vecchie commedie in videocassetta, e fatele vedere ai vostri figli: scoprirete tante cose da amare (amanda) e da inserire tra i vostri ricordi comuni. Perché “leggendo” le testimonianze degli artisti, scopriamo non solo Enzo Garinei attore, ma anche l’Uomo. Dietro ad ogni artista, c’è infatti un essere umano e nessuna “intelligenza” artificiale, che oggi riesce a sfornare poesie, disegni o musica, potrà mai mettere nell’operazione artistica l’anima ed il cuore: il fiato, quello che troviamo dal vivo e che è stato già una volta oggetto del mio editoriale. Rendiamo la nostra agenda del rientro leggendaria e ripartiamo, magari un

7

po' stanchi, spesso un po’ abbattuti da una situazione che nemmeno l’estate, per alcuni nemmeno riposante, è riuscita a risollevare. Diamo “luce” e “gas” alla nostra vita con il teatro, la musica, la danza. Spegniamo i venti di guerra con gli afflati dell’arte. Partiamo da noi, dal piccolo per arrivare al grande. Perchè, per citare qualcosa d'altro, Noi siamo leggenda. ►RS

Silvia Arosio


PERSONAGGI

Enzo Garinei,

l’uomo dietro l’artista...

© Massimiliano Fusco

“Fa sempre piacere venire in un Teatro, perché è ancora il Teatro una delle poche cose rimaste importanti in questo meraviglioso paese che si chiama Italia. Il Teatro… Non dobbiamo dimenticarlo mai. Il Teatro è cultura, il Teatro è educazione, il Teatro è amicizia. Il Teatro è tutto

N

on vorrei dilungarmi nella mia introduzione per questa, voluta, prima che dovuta, cover story. D’altronde, quello che penso sul Maestro Enzo Garinei e sulla sua carriera, è già scritto nell’editoriale di questo numero, e la biografia potete tranquillamente trovarla sul web. Quello che mi preme è dare spazio ad alcuni degli artisti che lo hanno conosciuto, tra cui registi, danzatori, attori, musicisti, cantanti, direttori musicali…“Artisti” è la parola che li

riunisce tutti: persone, uomini e donne, che non solo hanno conosciuto Enzo Garinei in scena e dietro le quinte, ma che ne danno un ritratto umanissimo e personale, perché, come abbiamo detto, dietro l’arte c’è un Uomo. Quello che emerge è davvero la grandissima umanità, oltre alla volontà e alla professionalità, l’amore per il Teatro, ma anche per i teatranti, cosa non così scontata, in un settore dove spesso la competizione e l’invidia la fanno da padroni, e l’a-

8

more per la vita. L’entusiasmo. Il sorriso. La gioia di fare questo mestiere, oggi così bistrattato e, a volte, improvvisato. Lascia a chi lo ha vissuto e alle nuove generazioni, un esempio ed un modello da seguire (non amo il termine “imitare”), oltre a quelle straordinarie opere che lo renderanno presente e vivo per sempre. Grazie a tutti coloro che hanno speso tempo e parole per scrivere su queste pagine e grazie, soprattutto, ad Enzo Garinei e alla sua famiglia di teatranti.


di Silvia Arosio

MARCO SIMEOLI, ATTORE e regista Sin da quando ho iniziato a percorrere le strade misteriose di questo meraviglioso mestiere, amando chi ci aveva preceduto e tracciato le linee guida, ho avuto in Enzo un punto di riferimento continuo tra il cinema ed il teatro. Arrivato a Roma, durante le repliche di Buonasera varietà di fine stagione con Gigi Proietti al Teatro Sistina di Roma, Enzo venne a bussare alla porta del mio camerino. Dopo la morte del fratello Pietro, in quel periodo Enzo tenne la direzione artistica del Teatro e da “vecchio” teatrante accoglieva e salutava sempre tutti della compagnia: venne a farmi i complimenti, bontà sua, specie per una macchietta napoletana che all’interno di quello spettacolo, e poi anche a seguire, era un mio “cavalluccio di battaglia”. Mi disse: “Vuoi fare il provino per Toto?”. Io impazzì di gioia: ero cresciuto con “Aggiungi un posto a tavola” ed il solo pensiero di potervi far parte con un ruolo così divertente mi galvanizzò non poco e subito cominciai a prepararmi.

Il provino ci fu con tutta la squadra al completo da Landi a Dorelli da Trovajoli a Jaia Fiastri da Guidi ad Enzo ovviamente, mancava solo Pietro purtroppo morto da poco. Io al provino feci quella macchietta napoletana e poi, a seguire, il provino su parte recitato e cantato. Andò bene, fui preso e cominciò una delle avventure più entusiasmanti della mia vita professionale; accanto a me nel ruolo di Consolazione Marisa Laurito ed Enzo nel suo ruolo tanto amato del Sindaco Crispino. Erano gli anni 2009/2010 e furono due stagioni piene di successi ovunque. A distanza di dieci anni nella ripresa che ci ha rivisto insieme dal 2018 al 2020, c’è stato un avvicendamento: io nel ruolo del Sindaco ed Enzo in quello della voce di Dio. Non era facile, c’era stato lui ed ancor prima Croccolo e soprattutto Panelli. Ero terrorizzato, impaurito con un peso non indifferente alle spalle. Il lavoro delle prove sotto l’attenta guida di Guidi cominciò a tranquillizzarmi ma fu la benedizione di Enzo a darmi la spinta finaMarco Simeoli in compagnia di Enzo Garinei

le: le sue rassicurazioni, i suoi sorrisi, i suoi occhiolini i suoi assensi e soprattutto i suoi consigli che non sono mai mancati come mai mancano da chi, sereno e felice di quello che ha fatto, dispensa generosità e amore nei confronti dei colleghi, ed in questo posso dirlo, nei confronti degli amici. Grazie Enzo, ti voglio bene. ANTONIO RICCHIUTI, attore Era il 21 dicembre 2002 quando, da ragazzino studente, come per ogni spettacolo teatrale, avevo l’abitudine di andare ad allestire le prove o le prime degli spettacoli, per conoscere o rapportarmi con gli attori, soprattutto quelli che hanno fatto la storia del teatro. Andai ad assistere ad una delle prime di Aggiungi un posto a tavola e alla fine della rappresentazione, bussai alla

9


© Massimiliano Fusco

porta del camerino di Enzo Garinei, attore nel ruolo del Sindaco. Mi ricordo, non appena bussai, queste parole: “Chi è?” ed io:” Sono Antonio Ricchiuti, un ragazzo che fa teatro e che vorrebbe conoscerla”. Lui accogliendomi in camerino, mi sorrise allungandomi la mano e facendomi sentire subito a mio agio. Dopo qualche giorno mentre i miei amici andarono a giocare a Bingo, io volli aspettarlo fuori dall’ingresso artisti, alla fine dello spettacolo. Il Maestro mi riconobbe e con lui subito si instaurò un feeling. Lo accompagnai a casa, ove, mi chiese chi fossi, da dove venisse e cosa facessi. Dopo giorni di incontri e telefonate, mi volle vedere all’opera; in quel tempo ero di scena ne “Le furberie di Scapino”, ove interpretavo in protagonista nella commedia dell’arte. Quel giorno allestimmo lo spettacolo a porte chiuse in un teatro della periferia di Milano, invitando il sindaco, la stampa e organizzando, alla fine, un banchetto. Durante lo spettacolo caddi e, cadendo, mi arrivò sulla schiena della cera calda e Garinei, alzandosi in piedi gridò: “Bisogna interrompere

lo spettacolo”. Il regista, vedendomi proseguire, gli prese il polso e lo rassicurò invitandolo a rimanere tranquillo. Al ristorante il Maestro fu accolto da una miriade di gente che gli chiedeva autografi e foto. Una volta seduti, proclamò le seguenti parole: “Antonio me lo porto a Roma, verrà con me nella mia scuola e nel frattempo farà Aggiungi un posto a tavola”. Da qui ne nacque una collaborazione con la allora Music 2, produttrice degli spettacoli di Garinei e Giovannini del Teatro Sistina di Roma, oltre che un bellissimo rapporto tra allievo e Maestro con Enzo Garinei. Conobbi Andrea e tante persone del mondo dello spettacolo, oltre a far crescere il nostro rapporto di stima e di forte amicizia. Dal classico “Lei” arrivammo a darci del “tu”. Quanti pranzi, quante trasferte, visite, giornate insieme abbiamo trascorso.

Ero ormai stato “adottato”. Telefonate, consigli, spettacoli, grandi possibilità che mi sono state date da Enzo. Grande sostenitore della mia Scuola di Teatro, è venuto ogni anno a parlare con gli allievi, a far loro lezione, ad avvicinarli sempre di più a questo mondo che, oggi, sembra essere surreale. Sono passati 20 anni insomma, potrei raccontarne “di ogni” su di lui e sempre col sorriso e con grande ricordo ma uno e l’ultimo in particolare, lo voglio raccontare. Volevo cambiare l’insegna del Cinema Teatro che gestisco e intitolarlo a Garinei e Giovannini ma per una serie di eventi non è stato possibile, così volgendomi a lui, proposi di intitolarlo “Cinema Teatro Enzo Garinei” e lui: “Ma che sò morto io? Quando sarò morto lo farai”. Una risata tra me e lui che ci portava oltre: dal “divertimento” si passava subito alla “serietà” e con parole che mi colpivano sempre, mi propose di fare una targa ad honorem a Gino Bramieri. E così fu! In 15 giorni organizzammo un evento nazionale, ove giornali, Antonio Ricchiuti e Enzo Garinei

10


Saverio Marconi

televisione e, ovviamente con la Sua presenza e quella della Signora Angela Baldassini, la allora compagna del noto personaggio televisivo, parlarono per mesi dell’evento. Quella sera, tra mille emozioni, riuscì a premiare il mio Maestro, dando Lui, il Premio alla Carriera. Un momento emozionante, pieno di quelli abbracci che solo un grande amico ma che dico un amico, un grande papà, può regalarti! L’ho conosciuto che ero poco più che un ragazzo, insomma, è stato partecipe di molti cambiamenti della mia vita e come un secondo papà mi ha aiutato nella crescita personale e professionale, dandomi consigli, supportandomi e sostenendomi. Ci univa l’amore per il nostro lavoro ed eravamo legati dal rispetto reciproco e da un grande affetto. Quante risate insieme, quanti racconti, quanti segreti. I nostri occhi brillavano ad ogni incontro. Un grande maestro, ma soprattutto un grande Amico, non potevo sentire parole più belle nel nostro ultimo saluto, “Ogni volta che ti vedo è sempre una grande emozione".

Lui resterà sempre quando parleremo della Storia del Teatro, quando nomineremo i grandi della televisione, del Cinema e di chi ha fatto la storia dello spettacolo, continuerà ad esserci attraverso le nuove generazioni che come lui amano questo mondo. Era Orgoglioso di lavorare ancora diceva i Teatri mi vogliono, il pubblico mi vuole, vogliono la mia voce dal vivo, fiero ma senza presunzione. Era un Grande Signore, elegante, di classe, soprattutto nell’ animo, aveva parole buone per tutti, sapeva metter a proprio agio chiunque con la sua simpatia e gentilezza. Quello che mi colpiva era la sua vitalità, la voglia di Vita, sapeva farsi amare. Ha raggiunto tanti amici, colleghi, e ora, chissà che gran spettacolo sta già preparando. Grazie, Enzo. SAVERIO MARCONI, REGISTA e AUTORE Energia, comicità, talento: ecco le doti di Enzo Garinei. Certo, una famiglia molto, molto fortunata, forte, con tanto, tanto talento, sia Enzo, sia Pietro, un uomo grandissimo. Fabrizio Angelini con Enzo Garinei

11

Fabrizio Angelini, coreografo, regista e danzatore Non ricordo esattamente quando ho conosciuto Enzo Garinei. Probabilmente tanto tempo fa. Di sicuro però ci siamo incontrati quando era alla direzione del Teatro Sistina e io ero in scena lì con Gigi Proietti, nello spettacolo “Di nuovo buonasera”. Ricordo in proposito un simpatico aneddoto. In uno sketch dello spettacolo, “Il Cassamortaro”, io interpretavo “en travesti” la moglie di Proietti, ovviamente una romanaccia appariscente. In quel periodo vennero fatte delle audizioni per una nuova edizione di Aggiungi un posto a tavola. Mi presentai a Garinei chiedendo se avrei potuto presentarmi come Toto. Lui mi guardò e mi disse: “Io avevo un’idea diversa, ma non posso attuarla per rispetto di mio fratello e degli altri autori. Dopo averti visto in scena ti avrei proposto volentieri di fare Consolazione”. Era serio. Feci una grande risata e lo ringraziai comunque, immaginandomi con la parrucca rossa e poi i codini… Enzo fu uno dei primi, insie-


© Massimiliano Fusco

sostituii all’ultimo momento Gabriele nel ruolo di Don Silvestro, a causa di una sua improvvisa afonia. Mentre ci preparavamo ci dissero che sarebbe intervenuto a vedere lo spettacolo proprio Enzo Garinei. Una serata doppiamente indimenticabile dunque, al termine della quale, chiamato sul palco a furor di popolo, addirittura si inginocchiò… Prima dello spettacolo Enzo fu invitato a salire sul palco e disse queste parole sul Teatro: “Fa sempre piacere venire in un Teatro, perché è ancora il Teatro

© Massimiliano Fusco

me a Iaia Fiastri, a concedere alla Compagnia dell’Alba i diritti di Aggiungi un posto a tavola quando con Gabriele de Guglielmo decidemmo di tentare la richiesta dei diritti professionali agli autori e agli eredi, diritti che ottenemmo dopo una lunga trattativa, debuttando nel 2013. La stagione successiva avremmo festeggiato il 40° anniversario dello spettacolo all’Auditorium Conciliazione di Roma e decidemmo di proporre ad Enzo di interpretare con noi in quell’occasione il ruolo del Sindaco Crispino, da lui già impersonato in precedenza. Enzo accettò con entusiasmo, e venne a fare le prove e il debutto ad Ortona, sede della Compagnia. Non solo venne giù il Teatro, ma anche per le strade della cittadina la gente lo coprì di affetto e entusiasmo. Io volevo evitargli alcune cose impegnative (tipo arrampicarsi su una scaletta ripidissima per salire al piano superiore di una casa della scena e affacciarsi da una finestra), ma lui testardamente volle fare tutto quello che andava fatto. Fu una grande lezione di professionismo e di tenacia. La stagione successiva capitò che al Teatro Curci di Barletta

12

una delle poche cose rimaste importanti in questo meraviglioso paese che si chiama Italia. Il Teatro… Non dobbiamo dimenticarlo mai. Il Teatro è cultura, il Teatro è educazione, il Teatro è amicizia. Il Teatro è tutto. Io ho cominciato a farlo 66 anni fa, ero giovane, sono arrivato a 90 anni, il 4 maggio di quest’anno compio 90 anni. Se sono arrivato a questa bella età, perché non è un gioco… non siamo i tanti ad arrivare nella condizione in cui sono io: cammino, ragiono, dirigo una scuola, recito quando posso, quando mi chiamano, perché devono trovare i personaggi per un vecchietto… E se sono arrivato a questa età lo devo al Teatro. A 18 anni volevo fare l’attore, c’avevo una passione che mi portava la mia famiglia, i miei antenati, tutti quanti… Oggi a 90 anni lo faccio ancora, cosa posso chiedere di più? Ed è il Teatro che mi ha dato la forza di arrivare a quest’età. Quindi amate il teatro sempre. Amate tutto, tutto… Quello serio, quello comico, quello drammatico… però l’importante è venire a Teatro. E ancora una volta lo dico, perché ci sono persone anziane anche in Teatro, e tanti


simpatia, e non dimenticheremo mai la sua disponibilità, la sua classe e la sua gentilezza. Ciao Enzo! E ancora un grazie!

Christine Grimandi

Christine Grimandi, production organization and casting director Ciao, Maestro. Al telefono mi dicesti di tornare in Italia. Dopo anni all’estero, rientrai in Italia e in camerino, al Sistina, mi sei venuto a fare i complimenti. Oggi penso che non sarei dovuta tornare, ma sono oltremodo convinta che persone come te avrebbero ricevuto più stima e successo all’estero, dove c’è più attenzione per la meritocrazia. Ciao e fai buon viaggio.

giovani. In alto so che ci sono i giovani e mi fa piacere… Ciao ragazzi! Ai nonni e alle nonne, ai papà e alle mamme dico sempre: portate i bambini a Teatro. Portateli, a qualsiasi età, MAURIZIO COLOMBI, certo, non piccolissimi, non in ATTORE, REGISTA e AUTORE carrozzina. Ma dai 10 anni in Al di là della carriera e della su portateli a Teatro. bravura… la cosa forte è che, Scegliete il primo pezzo che malgrado i 90 anni passati e loro vedranno, sceglietelo non li sentiva perché un po’ bene, perché poi magari riman- sordo…mi è sempre sembrato gono shoccati,“se è questo non il “Puffo della felicità”, che si mi diverto”, allora scegliete il godeva ogni cosa incontrasse, pezzo giusto in cui ci sia dentro con una voglia di vivere increil colore, la musica, il ballo, il dibile tale che quasi è un peccacanto e la recitazione, e anche to morire anche a 96 anni. magari qualche attore importante dentro, e vedrete che quei Arianna, bambini saranno il prossimo cantante ed attrice pubblico del Teatro. Quindi Caro Enzo, quanti bei ricordi nonni, nonne, papà e mammà, la tua figura mi evoca, ricorricordatevelo: portate i bambi- di di una ragazzina alle prime ni a Teatro, e grazie a voi, se sono qui!” Successivamente sono rimasto in contatto con Enzo: ci sentivamo in occasione di auguri per i compleanni o le feste, e diverse volte l’ho invitato ai nostri spettacoli. Lui mi diceva sempre “Se fate qualcosa in cui posso Maurizio Colombi essere adatto, io sono ed Enzo Garinei pronto!”. Non si è concretizzata purtroppo un’altra occasione, ma noi ricorderemo sempre Enzo con gratitudine e

13

armi, che grazie a Gino Landi e a tuo fratello, ha avuto l’onore di essere su un palco teatrale il Sistina - per la prima volta, in compagnia tua e di tantissimi altri grandi attori, in Un Mandarino per Teo. Ero veramente, a livello attoriale, alle prime armi e non mi ricordo solo quanti consigli tu mi abbia dato dietro le quinte… quello che mi ricordo è quanto ho imparato guardandoti io, Maurizio Micheli, Arianna Bergamaschi ed Enzo Garinei

dietro le quinte. Le volte che improvvisavi ed io dovevo cercare di resistere senza ridere, ed anche Maurizio Micheli cercava di non ridere con me. Quante volte entravi con i tuoi balletti! Eri davvero un istrione, una figura che dovrebbe essere un faro per tutti quegli artisti che oggi, in una situazione così disastrosa per il teatro, dovrebbero ispirarsi a te, a tutto lo studio, a tutta la determinazione, ma soprattutto la grande energia che tu fino all’ultimo hai avuto, nonostante la tua età. Hai sempre lavorato ogni giorno della tua vita, in scena, fuori scena, come attore, come doppiatore di film… Che dire, a volte mi chiedo perché siamo in questo mondo, ci diamo tanto da fare per poi, alla fine, morire… ma nel caso come il tuo, tutto ac-


quista un senso. Perché persone come voi lasciano un segno ed è un segno che poi serve alle generazioni a venire. Grande onore a te, Enzo, e grazie per tutto quello che mi e ci hai insegnato! Un bacione, Arianna. Dino Scuderi, compositore e direttore musicale Ho conosciuto Enzo Garinei al Sistina nel ’95, durante le repliche della prima edizione di Jesus Christ Superstar di cui ero direttore musicale. Erano i tempi in cui il fratello Pietro si occupava della direzione del teatro. Enzo venne in camerino a congratularsi con me dopo lo spettacolo e mi presentò il figlio, anch’egli attore. Ricordo il suo sorriso e il suo entusiasmo vero, non di circostanza, ma di uomo che viveva il teatro con la genuina meraviglia di un bambino. Molti anni dopo ebbi la possibilità di lavorare con lui all’Oscar del musical (quell’anno si chiamava Music-all party) che facemmo nel 2015 al teatro Brancaccio, in cui si esibì con grande successo in un numero Brunella Platania

di tip tap, assieme al compianto Manuel Frattini. In quell’occasione riparlammo di quell’incontro al Sistina e lui, oltre a ricordare perfettamente ogni particolare, si commosse al ricordo del figlio prematuramente scomparso. Durante le prove se ne stava seduto in platea aspettando pazientemente il proprio turno, senza mai lamentarsi degli inevitabili ritardi di scaletta e delle interminabili attese che, in queste circostanze, sono all’ordine del giorno. E poi la sua calda stretta di mano, il suo sorriso che profumava di periodi d’oro. Periodi a cui appartenne Enzo Garinei. Era quel meraviglioso mondo che, nei piccoli attimi di malinconia che balenava nei suoi occhi, annunciava il proprio progressivo, inevitabile tramonto. Brunella Platania, attrice Il mio primo ricordo legato a Enzo Garinei non ha a che fare con il teatro, ma con mio padre, perché Garinei era la voce di Stanlio e Stanlio e Ollio erano i personaggi preferiti di mio papà. In tv ed in videocassetta, vedevamo le loro comiche insieme quando io ero molto piccola e quindi collego la voce di Enzo Garinei, alla risata fragorosa di mio padre, che ho nelle orecchie e nel cuore da sempre. Un ricordo prima di tutto amoroso. Ricordo,

14

Dino Scudieri

poi, che io stavo facendo la Tosca di Lucio Dalla, quando mio fratello mi venne a vedere - mi sembra a Bologna, nel 2003/04 - ed in un ristorante vide Enzo Garinei. Per amor mio, con la faccia tosta che lo contraddistingue, andò da lui e gli disse: “Dottor Garinei, scusi se mi permetto, ma mia sorella è una performer bravissima e sta facendo la Tosca di Dalla. Perché non la provina?”. In effetti, in quel momento c’erano i provini di Rugantino e lui, da grande signore e con il grandissimo animo che lo caratterizzava, intuì la spontaneità del gesto e gli diede il suo numero di telefono, dicendo di chiamarlo. Così, feci i miei primi provini per Rosetta, conoscendo poi anche Pietro ed il grande Maestro Trovajoli, un provino che mi fece guadagnare la loro stima. Entrai così in quel grande tempio che è il Sistina, ed anche se non feci Rosetta quella volta, fu un’audizione bellissima. In seguito, la consacrazione con Aggiungi un posto a tavola, in cui feci Ortensia, dove ci siamo incontrati, sorrisi e raccontati di quell’episodio di mio fratello. Però purtroppo non ho avuto il piacere di essere sul palco con lui, quando lui salii sul palco con La Compagnia dell’Al-


ba, perché mi ero presa un anno sabbatico, ma il filo rosso d’amore, di stima e di assoluta adorazione nei suoi confronti c’è sempre stato, sua come artista, sia come persona di incredibile umanità… quel sorriso spontaneo, quella risata allegra, degli uomini di teatro di una volta…questi due immensi fratelli, Enzo e Pietro, che hanno fatto la storia della commedia musicale in Italia…. Lo terrò per sempre nel cuore, con il suo viso e la voce di Stanlio, nei miei sogni di bambina.

© Massimiliano Fusco

Giorgio Trabattoni, organizzatore Premio Nazionale Garinei&Giovannini “Evviva!” vorrei iniziare così, con questa esclamazione, il ricordo del caro Amico Enzo Garinei. Era la parola conclusiva di ogni nostro incontro, una parola che gli ricordava il fratello Pietro e che al contempo era il suo saluto alla Vita, quella Vita che lui ha sempre amato, saltando dal teatro alla tv. Io ho tanti ricordi di Enzo, ed ho avuto il piacere e l’onore di stare con lui, persino nel suo ca-

merino, prima o dopo Giorgio i suoi spettacoli. Pro- Trabattoni fessionale e spontaneo, chiacchierando con lui ci si sentiva sempre a proprio agio: anche la prima volta che parlai con lui mi sembrò di parlare con un amico di vecchia data. Non si risparmiava, e chiedeva agli altri di non farlo. Il palco, oltre che essere il suo lavoro, era la sua pas- ca Andretto gli proponemmo di sione, e questo lo si percepiva lavorare ad un Riconoscimento molto bene standogli accanto per ricordare i due maestri della commedia musicale Italiana, prima e dopo lo spettacolo. Nonostante avesse avuto una Pietro Garinei e Sandro Giocarriera titanica ed avesse la- vannini, non esitò un istante a vorato nel cinema italiano, ini- rispondere positivamente. Aveziando da Totò per poi prose- va capito, come del resto tutti guire con tantissimi altri attori, i cari eredi di questa fantastica e continuando con big del Te- coppia, che diffondere e far atro quali come Jonny Dorelli, conoscere ai più giovani la faPaolo Panelli, Bice Valori, Re- mosa ditta G&G, pietra miliare nato Rascel, Gigi Proietti, Ca- della Storia del teatro italiano, lindri, Paolo Ferrari, Marian- era una missione nobile e da gela Melato, Chiara Noschese, portare avanti con entusiasmo. Gianluca Guidi e tantissimi anPrimo di molti a ricevere il cora, era una persona semplice, Riconoscimento Nazionale capace di sorprenderti attraver- Biennale G&G nel 2006. Era so quel ragazzino che si portava di casa a Seregno, città sede del sempre dentro di sé. Riconoscimento G&G, e appeQuando nel 2006 io e Moni- na poteva si fermava e ci veniva a trovare. Grazie all’interessamento della nostra compagnia seregnese teatrale San Giovanni Bosco, al quale lui ci teneva molto, era riuscito ad unire ancora il connubio Garinei e Giovannini e Teatro Sistina (prima che cambiasse proprietà) per regalare al teatro san Rocco di Seregno un importante Gemellaggio. Non ha mai perso una edizione del nostro Riconoscimento a Garinei e Giovannini sino all’ultima edizione prima della pandemia del 2019. Ci eravamo anche sentiti non molto tempo fa per l’organizzazione della nuova nel 2023. Voleva esserci. E ci sarà. Ci siamo incontrati molte volte e tantissi-

15


tutto, ed è proprio questo “tutto”, che mi farà sentire meno sola…noi siamo fatti dei nostri ricordi, quindi niente e nessuno ci abbandona, se non temporaneamente... Arrivederci, Enzo. Marco Iacomelli, Direttore, Scuola del Teatro Musicale S.C.S Ci sono incontri nella vita che avvengono per caso e che diventano punti di riferimento della nostra esperienza. La prima volta che incontrai Enzo Garinei, mi trovato al Teatro Sistina, quello che era e resterà per sempre la casa teatrale sua e di suo fratello. Non ero andato a Roma per conoscerlo, ma quella fortuita occasione mi suggerì di avvicinarmi per presentarmi e chiedere a lui, che allora con rispetto chiamai «maestro», un consiglio su una particolare questione legata alla mia carriera di regista, che a quel tempo non era neppure ancora cominciata. Garinei mi ascoltò con grande attenzione, guardandomi con i suoi occhi attenti ed empatici, e dopo una breve pausa mi chiese di ripetergli il mio nome. A quel punto, mi pregò

© Massimiliano Fusco

me occasioni ci hanno dato la possibilità di creare una bella Amicizia. Ricordo bene che per lui la famiglia era importantissima: era spesso al telefono con la moglie, la cara figlia Isabella e le Chiara sue nipoti, che ricordava Noschese con amore in ogni occasione. La scomparsa prematura del figlio Riccardo l’aveva particolarmente colpito. Ho perso un caro Amico, che aveva sempre l’ultimo saluto per mia moglie Simona e per i miei figli Riccardo ed Eleonora, che in un’ultima sua vi- entrambe Enzo come compasita a Seregno, prese in disparte gno di viaggio. Alleluia brava pronunciandole quello che con- gente e Aggiungi un posto a sidero il testamento che oggi tavola: calcare il palcoscenico Enzo lascia a tutti noi: “Fai con Enzo, oltre ad un immenso e fate tutto per Passione, fate onore è stato anche molto diffiTeatro. Fare Teatro è bello, ti cile, lui sapeva che sono debole appaga. Ci vuole tanto impe- e mi faceva costantemente ridegno, tanto studio ma alla fine re, uno scherzo, uno sguardo e ti gratifica. Ma l’importante è lì partiva il mio inferno, riuscirfare tutto con Passione e non mi a trattenere era un’impresa mollare mai...fate Teatro!! ... quasi impossibile. Enzo amava profondamente EVVIVA!” il suo lavoro, era maestro di Ciao e Grazie Enzo. tempi comici e adorava la tournée, il mestiere in tutte le sue Chiara Noschese, attrice, autrice e regista declinazioni. Io voglio pensare che non lo Le mie prime tanto desiderate scritture con il teatro Si- abbiamo perso, la sua eredità stina e Pietro Garinei avevano per noi è sconfinata: io ricordo

16


colto e misurato, era soprattutto un uomo generoso e altruista. Generosità e altruismo non sono sinonimi: generoso è chi è largo nel donare e condivide con gli altri quello che ha, l’altruista ama il prossimo. Enzo amava sinceramente le persone che incontrava e si spendeva personalmente e gratuitamente per aiutarle nel loro percorso. Negli ultimi mesi, complice la pubblicazione della collana su Garinei e Giovannini di Co-

© Massimiliano Fusco

di seguirlo in platea e mi introdusse a un importante esponente del teatrale italiano con queste parole: «R., ti presento questo valente giovane chiamato Marco Iacomelli, credo valga la pena che tu ci parli». Sono certo che non lo fece perché vide in me qualcosa di particolarmente speciale o fosse rimasto toccato in qualche modo da quello che gli dissi; lo fece perché il maestro Garinei, oltre che essere un attore talentuoso,

Marco Iacomelli

stanza Filaroni, facevamo lunghe chiacchierate telefoniche, e non nascondo che vedere il suo nome illuminare il display del cellulare non ha mai smesso di emozionarmi. Non è per piaggeria o per circostanza ma per sincera convinzione che scrivo che, dentro e fuori questo nostro teatro italiano, Enzo Garinei ci mancherà davvero moltissimo. (N.d.A. Garinei avrebbe dovuto scrivere la prefazione al secondo volume che uscirà nel 2023 (Garinei Giovannini. Le commedie musicali dal 1962 al 1974) ma purtroppo non ha fatto in tempo). ►RS

La STM pubblica il primo volume su Garinei e Giovannini • La Scuola del Teatro Musicale, centro di formazione e produzione per il Musical riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca e sostenuto dal Ministero della Cultura, è orgogliosa di annunciare il volume Garinei e Giovannini. Le commedie musicali dal 1952 al 1962, che si aggiunge alle altre pubblicazioni della collana Manuali e Quaderni del Teatro Musicale: Recitare il musical e Dirigere il musical. • Garinei e Giovannini. Le commedie musicali dal 1952 al 1962 è un progetto che nasce nell’ambito delle attività di Ricerca Scientifica nel settore del Teatro Musicale, affidato a Costanza Filaroni, regista che ha diretto RENT, L’Attimo Fuggente, Le Nozze di Figaro e Next to Normal. • Questo libro è il primo di tre dedicati al lavoro artistico della ditta Garinei e Giovannini, protagonista della Commedia Musicale italiana dagli inizi degli anni 50 fino al primo decennio del 2000. Il volume ha ricevuto il sostegno istituzionale della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MiBACT e, grazie alla preziosa collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, è arricchito da oltre 50 fotografie, per la maggior parte inedite, che documentano le produzioni storiche e i protagonisti del primo decennio della coppia Garinei e Giovannini. • Le prefazioni sono di Maurizio Porro, giornalista, critico cinematografico e critico teatrale italiano, e di Stefanella Giovannini, figlia di Sandro. Garinei e Giovannini. Le commedie musicali dal 1952 al 1962”è già disponibile su AMAZON in formato cartaceo e Kindle. • Inquadrado il qrcode potrete vedere il video-saluto di Enzo Gariei per la presetazioe del libro

17


SPETTACOLI

Alice nella tana del

coniglio " Momix" style

Lo spettacolo spostato a causa della pandemia ha debuttato nel 2019 al Teatro Olimpico di Roma con conseguente trionfale tournée italiana

A

ppuntamento imperdibile per gli amanti della danza e per gli storici appassionati della compagnia statunitense che manca da Milano dal 2015, in occasione dei 35 anni d’esistenza della compagnia, quando portò in scena una raccolta dei suoi momenti più brillanti e memorabili con W Momix Forever. Oggi Momix festeggia i suoi 42 anni sul palco dello storico Teatro Lirico Giorgio Gaber in uno spettacolo che si ispira alla favola di Lewis Caroll: Alice nel paese delle Garden of Live Creatures 4

18


di Silvia Arosio

I BIGLIETTI

Inquadra il QRcode per acquistare i biglietti meraviglie, in scena al Teatro Lirico Giorgio Gaber dal 28 settembre al 16 ottobre 2022. La celebre fiaba è in realtà un incantevole pretesto, un’occasione per coinvolgere ed emozionare lo spettatore con visioni, magie di forme, colori e suoni che investono i nostri sensi, accompagnando ognuno di noi in un mondo fantastico nel quale poter finalmente dare libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione. Di cosa parla Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, Direttore Artistico di MOMIX, la cui opera più recente, ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ha debuttato in Prima Mondiale al Teatro Olimpico di Roma il 20 febbraio 2019. Alice nel Paese delle Meraviglie è nata come una favola raccontata alla bambina di dieci anni Alice e alle sue due sorelle nel corso di un’escursione fluviale da un timido professore di matematica dell’era vittoriana che si faceva chiamare Lewis Carroll. Più tardi, Carroll ha trascritto la storia e l'ha fatta illustrare da John Tenniel. Più di 150 anni dopo, molti dei bambini (e degli adulti) del mondo conoscono Alice e le sue avven-

Down the Rabbit Hole 2

19


Alice & Lewis

ture come se le avessero sognate loro stessi. La “vera Alice” ispirò Lewis Carroll a scrivere la sua fantastica storia di avventure sotterranee per lei quando aveva solo dieci anni. Quella piccola storia, interpretata da Alice stessa come una bambina curiosa in un universo assurdo, è un mondo pieno di fantasia e divertimento. Non c’è da stupirsi quindi che sia l’ispirazione per l ultima creazione MOMIX di Moses Pendleton. Perché anche lui è il creatore di mondi simili a sogni, popolati

spesso da creature strane e stravaganti. Chi è Alice? Il corpo di Alice cresce, si restringe e cresce di nuovo; quelli dei ballerini mutano per mezzo di oggetti , corde e corpi di altri ballerini. Cosa vede? Il Bianconiglio, il Cappellaio matto, lo Stregatto, la Regina di Cuori e il Bruco che consiglia ad Alice di mordere il fungo su cui è seduto, con effetti mutaforma - il mondo di Alice nel paese delle meraviglie continua a lanciare incantesimi. “Non intendo raccontare l’intera storia di Alice”, dice Moses Pendleton, “ma usarla come punto di partenza per dare libero sfogo all’invenzione. Sono curioso di vedere cosa succederà, e sto diventando sempre più curioso quanto più conosco Lewis Carroll, che, come me, era un appassionato fotografo. La storia di Alice è piena di immagini e di logica assurda - prima dell'avvento del surrealismo, esisteva già Alice. “Ask Alice: Chiedilo ad Alice”, cantava Grace Slick in “White

Caterpillar

20

Rabbit” ma diceva anche “feed your head : nutria la tua mente”. How to Change Your Mind, di Michael Pollan, sulle sostanze psichedeliche, è già un bestseller. Pendleton continua: “è quindi comprensibile il perché penso che Alice sia una scelta naturale per MOMIX e un’opportunità per noi di scoprire fin dove arriva la nostra fantasia. Con questo spettacolo voglio raggiungere sentieri ancora inesplorati nella fusione di danza, luci, musica, costumi e proiezioni”. Come con ogni produzione MOMIX, non si sa mai cosa potrà venirne fuori. Il pubblico sarà coinvolto in un viaggio magico, misterioso, divertente, eccentrico e molto altro! Come Alice cade nella tana del coniglio e sperimenta infinite trasformazioni, così farete anche voi! "Vedo Alice come un invito a inventare, a fantasticare, a sovvertire la nostra percezione del mondo, ad aprirsi all’impossibile. Il palcoscenico è il mio narghilè, il mio fungo, la mia tana del coniglio" dice Moses Pendleton ►RS


21


EVENTI

La mente meditante

al

MAXXI di Roma

una performance unica e all’avanguardia che unisce arte, scienza e meditazione e coinvolge anche il pubblico con Daniel Lumera

il sito

Inquadra il QRcode per il sito ufficlale del MAXXI di Roma

© Daniel Richard Passafiume - Courtesy Fondazione MAXXI

U

n progetto di ricerca che diventa una performance artistica. Un’iniziativa che unisce tre linguaggi universali come arte, scienza e meditazione, e getta un ponte tra antiche pratiche millenarie e le più avanzate scoperte delle neuroscienze. È il progetto La Mente Meditante. Art, Science, And An Enlightened Mind, sperimentale e all’avanguardia, al MAXXI a Roma dal 20 al 24 settembre 2022, che nasce dall’inedita cordata tra MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo guidato da Giovanna Melandri; Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con il professor Giacomo Rizzolatti, scopritore dei neuroni specchio, e il suo team di ricercatori; Daniel Lumera, biologo naturalista, autore di best seller e riferimento internazionale nel-

Daniel Lumera al MAXXI di Roma

le scienze del benessere e nella pratica della meditazione. In collaborazione con Henesis Srl e con il sostegno di Solgar Italia Multinutrient S.p.A. il progetto Unico nel panorama europeo, vedrà Daniel Lumera proporre una inconsueta performance, una meditazione di 7 ore al giorno per 5 giorni, di volta in volta con ospiti del mondo dell’arte, della musica, dello spettacolo, della scienza, ma

22

I BIGLIETTI

Inquadra il QRcode per acquistare i biglietti per l'evento


di Silvia Arosio Giacomo Rizzolatti

© Daniel Richard Passafiume - Courtesy Fondazione MAXXI

Giovanna Melandri

anche con il pubblico del museo, ancora una volta protagonista. Grazie alla scienza e alle più avanzate tecnologie di monitoraggio neuronale, l’invisibile diventerà visibile: le attività neurali di un cervello meditante e gli aspetti neurofisiologici su cui la meditazione impatta si sveleranno, visualizzati in tempo reale su un grande schermo sottoforma di colori

(dal blu al rosso, dal freddo al caldo), divenendo essi stessi opera d’arte. Nel contempo, vedere che cosa succede al cervello durante la meditazione contribuisce a studiarne l’efficacia per il benessere fisico e mentale. In meno di un mese hanno registrato il sold out i biglietti messi in vendita dalla metà di luglio scorso. Per questo sono già disponibili nuovi ingressi

23

a fascia oraria per le sessioni di meditazione, ciascuna della durata di 40 minuti, a € 3,00. Per info e biglietti inquadrate il qrcode "I BIGLIETTI" nella pagina a fianco. Al progetto La Mente Meditante hanno collaborato i ricercatori di IN-CNR Pietro Avanzini, Maddalena Fabbri Destro e Giovanni Vecchiato, con Henesis Srl e il suo Chief Technology Officer Luca Ascari. ►RS


ACCADEMIE & C.

T A M e Aub insieme per il "perfezionamento"

L'iconico teatro milanese e la prestigiosa accademia uniti per offrire un innovativo progetto di formazione

T

am Teatro Arcimboldi Milano, in collaborazione con Accademia Ucraina di Balletto, lancia per i giovani ballerini neodiplomati, un programma di transizione dalle Accademie alla professione nelle compagnie teatrali. Il 7 settembre si svolgerà l’audizione sia per i corsi di Perfezionamento TAM e che per l’avviamento al Perfezionamento del Teatro degli Arcimboldi di Milano. Il corso di PERFEZIONAMENTO TAM consiste in un programma di Transizione dalle Accademie alla professione nelle compagnie teatrali. Il progetto col-

il sito / 1

Inquadra il QRcode per il sito di TAM - Teatro Arcimboldi Milano

ma il divario tra formazione e pratica professionale e offre, ai giovani ballerini di talento in possesso di un diploma come ballerino professionista, l’opportunità di prepararsi per una carriera con i teatri o con compagnie di balletto internazionale. L’anno di studio/pratica “+1” punta all’orientamento nel mondo del lavoro in Italia e all’estero. L’avviamento invece consiste in un Percorso di Alta Formazione ad indirizzo

24

Moderno-Contemporaneo finalizzata ad avviare e predisporre il danzatore ad esprimere professionalmente i diversi linguaggi espressivi della danza, ed è orientato alla preparazione ed al consolidamento tecnico che precede l’anno di perfezionamento. Il progetto colma il divario tra formazione e pratica professionale e offre, ai giovani ballerini di talento in possesso di un diploma come ballerino professionista, l’opportunità di


Pubbliredazionale

prepararsi per una carriera con i teatri o con compagnie di balletto internazionale. Oltre al programma di Perfezionamento vero e proprio, vista la grande richiesta ed il numero di adesioni alla prima data di audizioni, è inoltre stato inserito un ulteriore progetto, il Percorso di Alta Formazione ad indirizzo Moderno-Contemporaneo di avviamento al corso di Perfezionamento TAM: l’attività, finalizzata ad avviare e predisporre il danzatore ad esprimere professionalmente i diversi linguaggi espressivi della danza, è volta alla preparazione ed al consolidamento tecnico, all’acquisizione della coscienza del proprio corpo, del suo peso e del rapporto tra esso e lo spazio, alla fluidità ed alla dinamica del movimento attraverso lezioni frontali, laboratori coreografici, masterclass, workshop tenuti da maestri residenti ed ospiti e performance. L’anno di studio/pratica del Perfezionamento TAM vero e

proprio punta all’orientamento nel mondo del lavoro in Italia e all’estero. I danzatori seguiranno un programma giornaliero che comprenderà lezioni di danza classica e repertorio, di danza contemporanea e in più seguiranno Masterclass per approfondire le arti e maestranze interne al Teatro (Nomenclatura teatrale e comportamento di palco, trucco teatrale, arte scenica, introduzione all’insegnamento). I ragazzi, inoltre, avranno l’opportunità di migliorare e di perfezionare il proprio corpo perché saranno

25

accompagnati da un programma di potenziamento muscolare studiato ad hoc per ogni singolo allievo grazie ad istruttori qualificati che lavoreranno in collaborazione con fisioterapisti e i docenti stessi. Gli allievi avranno inoltre la possibilità di lavorare con gli insegnanti per la preparazione dei video necessari per selezioni ed audizioni. L’ammissione al programma avverrà attraverso il superamento di un’audizione, che si terrà il giorno 7 settembre, presso il Tam Teatro Arcimboldi Milano


LE LEZIONI Si terranno alternatamente presso il Teatro degli Arcimboldi e presso una sede distaccata a Cinisello Balsamo (linea Lilla M5 fermata BIGNAMI e poi Metrotranvia 31) in concomitanza con le ore di potenziamento fisico che richiedono l’uso di macchinari ed attrezzi. LE MATERIE TRATTATE • Tecnica classica - Repertorio (2,5/3 ore al giorno): le lezioni saranno tenute da un docente principale e da docenti che si alterneranno in modo da fornire una migliore conoscenza dei vari stili. Il programma punterà al perfezionamento degli elementi appresi nel periodo della formazione, ma soprattutto alla preparazione delle audizioni per l’ammissione alle compagnie di danza con lo studio di variazioni adatte ad

ogni singolo allievo. • Tecnica contemporanea (2,5/3 ore al giorno): gli allievi avranno la possibilità di studiare con diversi docenti italiani ed internazionali per conoscere e provare sul proprio corpo le principali tecniche della danza contemporanea. Lo scopo sarà quello di essere pronti fisicamente e mentalmente ai diversi stili che possono essere chiesti durante un’audizione. • Potenziamento fisico e muscolare (1/1,5 ore al giorno): ogni allievo riceverà una scheda personalizzata studiata ad hoc sulle proprie caratteristiche fisiche e sensoriali. L’allenamento comprenderà una parte di lavoro sulle macchine, una parte a corpo libero ed un allenamento cardiocircolatorio aerobico per migliorare la resistenza durante la prestazione

26

coreutica. • Trucco teatrale: masterclass tenuta da una truccatrice teatrale professionista che insegnerà le tecniche di trucco base e quelle più idonee ai ruoli dei principali balletti del repertorio classico. • Nomenclatura teatrale e comportamento di palco: essere bravi non basta. Bisogna anche conoscere l’ambiente in cui ci si esprime. Perché più lo si conosce, e meglio saprà accoglierci. La lezione tratterà i fondamentali della nomenclatura di palcoscenico, dalle scene ai ruoli che si avvicendano durante uno spettacolo. Verranno analizzate anche le regole base, talvolta ovvie, ma spesso ignorate, di come rapportarsi al palco. • Pratica scenica: durante l’anno gli allievi saranno inseriti in spettacoli e produzioni che si presenteranno mano a mano per accrescere l’esperienza di palco e per agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro. La possibilità di fare lezione all’interno di un teatro permetterà loro di vivere da vicino numerose produzioni teatrali. • Arte Scenica finalizzata alla danza e recitazione: grazie alla collaborazione con docenti specializzati gli studenti apprenderanno le tecniche di

il sito / 2

Inquadra il QRcode per il sito di AUB Accademia Ucraina di Balletto


Giulia D’antoni (insegnante residente) Cristian Quinto (insegnante residente) Matteo Zamperin (insegnante ospite) Michele Merola (Insegnante ospite) Adria Ferrali (Graham – Insegnante ospite) Thomas Johansen (Insegnante ospite). mimica laddove la danza si unisce alla recitazione all’interno dei grandi balletti di repertorio e in generale saranno aiutati nell’espressività e nell’interpretazione in tutti gli stili di danza. • Introduzione all’insegnamento (36 ore annuali): grazie alla collaborazione con il Cibu (Centro Internazionale di Balletto Ucraina), gli studenti avranno la possibilità di frequentare il primo modulo di formazione (4 incontri durante i weekend) per un primo approccio al mondo dell’insegnamento. L’allievo potrà scegliere la formazione per il classico o quella per il moderno. Gli incontri avranno i seguenti temi: • Anatomia: 6 ore • Teoria base dell’insegnamento per i livelli di propedeutica: 12 ore • Musica: 6 ore • Costruzione delle classi: 12 ore

ra di Kiev e insegnante della scuola statale di Kiev (insegnante residente) Ludmill Cakalli - Maitre de ballet (insegnante ospite) Michal Krcmar - Etoile del Teatro dell’Opera di Helsinki (insegnante ospite) Andrei Litvinov - Maitre de Ballet del Teatro accademico di Dnipropetrovsk - Ucraina (insegnante ospite) Cristina Amodio - Maitre de Ballet (insegnante ospite) Daniela Cavalleri - Maitre de Ballet (insegnante ospite) • Docenti sezione contemporaneo Daniela Borghini (insegnante residente) Davide Iacobone (insegnante residente) Federica Esposito (insegnante residente) Paolo Benedetti (insegnante residente)

Preparazione per le audizioni I docenti base del corso saranno disponibili per gli allievi per la preparazione di video di lezioni, variazioni classiche e coreografie da presentare durante le audizioni. i DOCENTI • Docenti sezione classico Irina Skrypnik - Ex prima ballerina del Teatro dell’Ope-

27

Per informazioni: Accademia Ucraina Di Balletto - Via Quadronno, 23 - Milano - Tel. e Fax: 02.58316396 - segreteria@accademiaucraina.it ►RS


FESTIVAl

La grande danza per nuove rotte nei

Mediterranei...

18 compagnie, 34 eventi in 8 giorni di Festival tra spettacoli e conferenze: Oriente Occidente guarda a quel che era il Mare Nostrum e ne propone una lettura plurale

M

editerraneo significa “in mezzo alle terre”. Precisamente in mezzo a 46 mila chilometri di coste tra quelle dell’Europa meridionale, dell’Asia nord-occidentale e dell’Africa settentrionale, abitate da 450 milioni di persone: una moltitudine di popoli, di usanze, di culture, di mari. Nel corso degli anni, gli

equilibri geostrategici hanno trasformato il Mediterraneo in uno spazio ben più ampio dei suoi confini naturali. Per questo, nel tentativo di raccontarlo, Oriente Occidente prova a dare al “mare nostrum” un nome nuovo, Me-

28

diterranei: un nome plurale, che restituisca la frammentarietà di un luogo di diversità, un punto di incontro e a volte anche di scontro. Al centro della proposta di Oriente Occidente per la sua edizione numero 42 (Rove-


di Daniele Colzani

reto, dal 3 al 10 settembre) c’è l’attualità più stringente di una lettura geopolitica della contemporaneità che affida a quel “Mediterraneo allargato”, come spesso è ultimamente definito, un ruolo da protagonista negli equilibri strategici del mondo. I temi che caratterizzano il

Festival di quest’anno sono appartenenza, identità, comunità e relazioni, affrontati attraverso il linguaggio della danza che fa parte dell’identità di Oriente Occidente e che per sua natura supera confini e barriere linguistiche, al quale si aggiunge quello della musica, che con la danza condivide queste medesime caratteristiche. Il meticciato di Mediterranei è tradotto nella pro-

grammazione attraverso spettacoli che abbracciano provenienze culturali e geografiche differenti, che introducono contaminazioni di stili e discipline artistiche, che rappresentano esiti di sperimentazioni innovative. Sono tre i filoni narrativi che hanno guidato la programmazione: raccontare miti, ascoltare voci, tracciare nuove rotte. La grande danza passa dai miti mediterranei raccontati da Mourad Merzouki, Rafaela Carrasco, Roberto Zappalà, Lia Ro-

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale della manifestazione

Encantado, Coreografa: Lia Rodrigues Compagnia: Lia Rodrigues Companhia De Danças

29

© Sammi Landweer

IL SITO


© Elian Bachini

in relazione l’Odissea con le odissee contemporanee di cui il Mediterraneo è spesso teatro (6 settembre, Auditorium Melotti). Il noto mito femminile di Arianna è invece affidato al flamenco di Oüm, Rafaela CarraCoreografo: Fouad Boussouf sco, “bailaora” e Compagnia: Le Phare coreografa consiCcn Du Havre Normandie derata una istituzione di questo genere che ha saputo attualizzare senza rinnegarne le radici: nella sua drigues e Kuik Swee Boon. Le Ariadna, il flamenco si mette a voci e le musiche del Trio Da- servizio di una storia senza tembaghyan dall’Armenia, di Balla- po (8 settembre, Auditorium ké Sissoko dal Mali, del Canzo- Melotti). niere Grecanico Salentino dalla Definito da Le Figaro come Puglia, si accordano con quelle un “inno alla gioia” e da Libératche accompagnano la danza di ion “un rituale contro la dominaKoen Augustjnen e Rosalba zione razziale e sessuale”, arriva Torres Guerrero di Cie Siamese a Rovereto - per la prima volta e di Fouad Boussouf. in Italia e co-prodotto da Oriente E infine più giovani artisti e Occidente – Encantado, firmato artiste, espressione del contem- da Lia Rodrigues, coreografa poraneo, mostreranno le nuove brasiliana radicale e militante traiettorie dell’arte performati- che in questo pezzo nato duranva, in scena in città e negli spazi te la crisi pandemica, si chiede del Mart. Sono: Cie Colokolo, come fare a “incantare le paure” Luca Brinchi/KarimaDueG/Ire- per ritornare ad avvicinarsi gli ne Russolillo, Carlo Massari, uni agli altri (7 settembre, TeaPablo Girolami, Pietro Marullo, tro Zandonai). Dall’Oriente arriPanzetti/Ticconi, Andrea Paz, va invece grazie a T.H.E Dance Guy Nader/Maria Campos. Company la storia di Pangu, esRACCONTARE MITI Prende il via dal mito mediterraneo per eccellenza, la programmazione di Oriente Occidente Dance Festival che invita a tornare sul palco del Teatro Zandonai, Mourad Merzouki con il suo lavoro Zéphyr, (3 settembre, Teatro Zandonai) nel quale i suoi dieci performer interpretano il corpo a corpo di Ulisse con il vento. Il mito di Ulisse torna anche nel duetto firmato da Roberto Zappalà, Naufragio con spettatore che mette

sere mitologico cinese il cui corpo gigante si rompe per trasformarsi in tutti gli elementi della natura e che diventa per la compagnia di Singapore l’occasione per confrontarsi con il concetto di transculturazione, ovvero il processo di convergenza continua delle culture. Pan, questo il titolo, propone una visione plurale del mondo ed è un lavoro sul riconoscimento delle differenze da ogni punto di vista. Lo sarà anche grazie al contributo di due performer locali: Nana Kofi Osei, rapper di origini ghanesi e Diana Anselmo, presidente dell’associazione Al.Di.Qua Artists, la prima associazione in Europa di artisti e artiste con disabilità (10 settembre, Teatro Zandonai). ASCOLTARE VOCI Dopo diversi anni di assenza, torna la musica a Oriente Occidente, sia in veri e propri concerti, che suonata dal vivo in relazione alla danza, per creare spettacoli di grande impatto. Sono canti tradizionali greci, i miroloi, quelli che vengono intonati per gli addii alle persone care, ad accompagnare la danza di Cie Siamese, guidata da Koen Augustjnen e Rosalba Torres Guerrero, che dopo aver raccolto musicisti da tutta Europa e aver debuttato al Festival di Avignone arrivano a Oriente Occidente (4 settembre, Auditorium

Odi e lamenti di pace dall’armenia - Artista: GEVORG DABAGHYAN

30


Melotti). Il lavoro di Fouad Boussouf, che ancora una volta fonde stili, generi e discipline artistiche, è un inno alla musica e alla poesia che mette in scena un immaginario incontro tra la più famosa cantante egiziana contemporanea Oum Kalthoum e il poeta persiano dell’XI secolo Omar Khayyam, ai quali il coreografo rende un emozionante omaggio grazie a sei danzatori e danzatrici in scena accompagnati dalla musica live (5 settembre, Teatro Zandonai). Il primo invece tra i concerti in programma è A Touma, di Ballaké Sissoko, che all’alba dei suoi 50 anni e con la sua kora arpa liuto tipica dell’Africa Occidentale - celebra la vita, la natura e le relazioni (3 settembre, Giardino Bridi de Probizer). Una vera e propria Notte della Taranta in miniatura, con il concerto del Canzoniere Grecanico Salentino, rappresenterà la festa di chiusura del Festival (10 settembre, Giardino delle Sculture - Mart). Oriente Occidente Dance Festival dedica quest’anno uno speciale progetto all’Armenia.

Proprio da lì arriva infatti il Gevorg Dabaghyan, considerato il TRACCIARE NUOVE ROTTE massimo esperto al mondo di Da sempre attento alle istanduduk, uno strumento tipico, dal 2008 patrimonio Unesco. Da- ze e alle nuove traiettorie della baghyan, accompagnato da altri danza nazionale e internaziodue musicisti, inviterà il pubbli- nale, Oriente Occidente dedica co in un viaggio sonoro che me- un’intera sezione al panorama scola musica popolare a musica più innovativo della scena consacra attraverso la tradizione temporanea. Tracciare nuove armena (9 settembre, Campana rotte ospita diversi tipi di spettacolo, installazioni museali, videdei Caduti). Il concerto del trio rappresen- operformance, spettacoli di strata solo uno dei tasselli del più da: tutto ciò che esce dalle più ampio cartellone dedicato dal Festival all’Armenia che include una mostra dal titolo Le guerre degli altri del fotoreporter Roberto Travan, allestita negli spazi espositivi della Campana dei Caduti e inaugurata il 3 settembre - e rimarrà visitabile fino al 4 ottobre - alla presenEncantado, - Coreografa: Lia Rodrigues za dell’autore in Compagnia: Lia Rodrigues dialogo con Alice Companhia De Danças

31

© Sammi Landweer

Pistolesi. Arricchisce il programma un incontro dedicato al Nagorno Karabakh con Emanuele Giordana, direttore editoriale de L’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo il 9 settembre, a seguito dell’importante appuntamento istituzionale durante il quale l’Armenia aderirà ufficialmente al memorandum di pace di Maria Dolens alla presenza dell’ambasciatrice Tsovinar Hambardzumyan, issando la propria bandiera sul Colle di Miravalle. Altro progetto speciale che unisce narrazione e musica è Inaspettate connessioni, di Alessandro Garofalo una conferenza spettacolo dove la musica live e la voce del noto innovatore metteranno in relazione culture diverse come quelle statunitense e giapponese (5 settembre, Sala conferenze del Mart).

Metamorphosis. Atti Di Metamorfosi Contemporanea Coreografo: Carlo Massari Compagnia: C&C


© Anapalma

Ariadna, Coreografa Rafaela Carrasco Compagnia: Rafaela Carrasco Company

tradizionali traiettorie dell’arte performativa. La sezione è caratterizzata da una programmazione in seconda serata negli spazi del Mart, che si intreccia con performance pomeridiane e adatte anche alle famiglie e che coinvolgono la città come un vero e proprio attore del lavoro stesso e uno spettacolo in teatro. In questa sezione infatti trova spazio la compagnia libanese/ spagnola guidata da Guy Nader e Maria Campos che con Made of space offre al pubblico un’immersione nella danza più pura (9 settembre, Teatro Zandonai). Al Mart, per la prima volta a Oriente Occidente, e in veste di artisti associati, in calendario ci sono Panzetti/Ticconi, una delle più promettenti compagnie della scena europea. Di base tra Berlino e Torino, Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi lavorano muovendosi su un territorio di incontro tra danza, performance e arte visiva. A Rovereto arrivano con

A E R E A e SILVER VEILED due progetti di grande impatto (8 e 9 settembre, Mart). Carlo Massari presenta invece tre lavori: Larva, Blatta e Sapiens, tutti parte del più ampio progetto Metamorphosis. Atti di metamorfosi contemporanea firmato dall’artista associato a Oriente Occidente che contiNaufragio con spettatore Coreografo: Roberto Zappalà Compagnia: Compagnia Zappalà Danza

32

nua a raccontare le molteplici sfaccettature della società contemporanea con un linguaggio essenziale e sarcastico (4, 5 e 6 settembre, Mart). Un’altra “nuova rotta” verrà disegnata dalla coreografa Irene Russolillo che firma il nuovo lavoro If there is no sun insieme ad altri due artisti, Luca Brinchi e Karima DueG, che con lei hanno affrontato il percorso che ha unito Italia e Senegal in un dialogo fatto di gesti e movimenti (3 settembre, Mart). Attraverso la collaborazione con Danza Urbana XL, il network che premia i giovani coreografi più talentuosi torna a Oriente Occidente Pablo Girolami, con la versione site specific di Manbuhsona, il lavoro che unisce la fascinazione del corteggiamento animale alle conseguenze che questo istinto ha sulle relazioni sociali di una comunità (5 settembre, Giardino delle sculture - Mart). Una videoinstallazione e due performance saranno in programma firmate da Pietro Marullo: GAIA EMPATHY #1 JORDAN (dal 3 al 7 settembre, Piazza del Mart), ARANCE avoid shooting blacks (6 settembre, Mart) e HERMANDAD (6 settembre, Mart), uniti dall’elemento poetico dell’acqua. La © Sara Meliti


città è invece protagonista di Proyecto X il lavoro della compagnia cileno-catalana Silere Arts di Andrea Paz, che con cubi gonfiabili giganti attraverserà le strade e le piazze facendole diventare un terreno di gioco, un cortile dove ancora è possibile divertirsi insieme (9 e 10 settembre, centro di Rovereto). Rovereto sarà palco anche della performance urbana di Colokolo, primo collettivo di circo contemporaneo marocchino che riunisce performer di diverse discipline che si sperimentano tra acrobazie aree, giocoleria e hip hop su musiche tradizionali (3 e 4 settembre, Piazza Caduti sul Lavoro). LINGUAGGI Ad arricchire il programma di Oriente Occidente Dance Festival un’ampia proposta di conferenze e incontri che si terranno nella sala conferenze del Mart per la sezione Linguaggi, curata da Anna Benazzoli, Marzia Bona e Caterina Ghobert. Anche per questa edizione prosegue per Linguaggi la collaborazione con Limes, rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. La scelta di titoli e relatori è stata costruita intorno a una visione del Mediterraneo come centro ideale nel quale conflui-

Concerto Meridiana Gruppo: Canzoniere Grecanico Salentino

scono e sul quale gravitano equilibri molto più ampi, il luogo di intersezione e scambio di molteplici universi: culturali, artistici, politici, ambientali, umani. Una pluralità che coesiste, non sempre in maniera pacifica, nel Mediterraneo e attorno ad esso, in quel mezzo-alle-terre che gli conferisce il ruolo di ponte, raccordo, incontro. A rappresentare questa pluralità difficilmente ascrivibile a un modello geometrico, torna utile lo spazio che è fisico e sociale insieme, dando vita a un percorso di approfondimento che parte, senza fermarsi, dai quattro punti cardinali della rosa dei venti, per proseguire oltre ad essi. A rendere tutto questo reale il ciclo pensato dalle tre curatrici, dal titolo I Mediterranei plurali e concentrici che prevede cinque Arance Avoid Shooting Blacks Coreografo: Pietro Marullo

© Sara Meliti

incontri. Il giornalista Giovanni Vale con Egidio Ivetic, professore associato di Storia moderna all’Università di Padova, attraversano la storia della Repubblica di Venezia (3 settembre, ore 11.30). Torna anche Laura Canali, cartografa di Limes con un intervento dal titolo Mar Mediterraneo sud-occidentale (4 settembre, ore 17.30). Christian Elia, Laila Sit Aboha e Silvia Moresi affrontano invece le sponde arabe del Mediterraneo, cercando di decostruirne la narrazione tossica attraverso l’incontro con la cultura del Paesi del Maghreb (6 settembre, ore 17.30). Marcello Anselmo, storico, ricercatore e autore radiofonico, metterà in relazione Napoli e Marsiglia: amate e odiate, sconosciute e iper-raccontate, pare non condividano solo un affaccio sullo stesso mare (10 settembre, ore 11). Chiude il ciclo recuperando il termine Medioceano, Lorenzo Noto, esperto di geopolitica del Mediterraneo nelle fila di Limes, che vede quell’ormai ex “mare nostrum” come il connettore tra due oceani, principale arena della sfida tra Usa e Cina (10 settembre, ore 17.30). ACCESSIBILITà E SOSTENIBILITÀ Nella convinzione del crescente bisogno di consapevolezza su questi temi evidenziato in modo costante dai fatti e dalla centralità degli argomenti nel dibattito pubblico, prosegue con sempre

33


dei banner pubblicitari dell’anno precedente per la realizzazione del merchandising grazie alla partnership con REDO, l’utilizzo esclusivo di energia che proviene da fonti rinnovabili ed è certificata “100% Energia Pulita Dolomiti Energia”, nostro partner esclusivo per sostenibilità. Essere sostenibili per Oriente Occidente significa anche superare barriere architettoniche e culturali per essere un Festival aperto a più pubblici. Per questo tutti gli spazi sono dotati di descrizioni precise e vogliono essere il più accessibili possibile: lo studio e i teatri hanno posti riservati a persone con mobilità ridotta e in carrozzina, accesso in autonomia al foyer di entrata, alla platea e ai bagni, parcheggi riservati nelle immediate vicinanze. Continua inoltre il progetto già attivo da un paio d’anni con ENS di Trento per l’accessibilità a un pubblico di persone sorde grazie all’utilizzo per tutti gli spettacoli nei teatri dei Subpac,

maggior convinzione il percorso di Oriente Occidente sui valori di accessibilità e sostenibilità. Un mondo che ci permetta di esaudire i nostri desideri senza lasciare debiti a chi verrà, in cui le disparità diminuiscono per rendere il benessere di tutti e tutte possibile è ciò che le nuove generazioni chiedono a gran voce e che sempre più, in particolare negli ultimi anni, si è evidenziato come l’unica strada possibile da intraprendere. Per questo da diversi anni Oriente Occidente Dance Festival è promotore di progetti e azioni che, in una visione olistica, intrecciano accessibilità e sostenibilità. Oriente Occidente è infatti consapevole che la realizzazione di un evento provoca l’utilizzo di materie prime, di calore, di luce, che muove le persone oltre che le idee e per questo ha messo in campo una serie di azioni di controllo e abbattimento dell’impatto sull’ambiente: riduzione di materiale promozionale cartaceo e di acqua in contenitori di plastica per i teatri, invito a pubblici e artisti a non utilizzare l’auto per spostarsi ma le biciclette messe a disposizione grazie a una collaborazione con Ruota Libera, realizzazione delle magliette per lo staff in cotone biologico, il riciclo

particolari dispositivi nati per esperienze di realtà virtuale che si indossano come zaini e che vibrano al ritmo della musica, permettendo la percezione sonora attraverso il tatto. Quest’anno inoltre, grazie alla collaborazione con la cooperativa Abilnova, per tutti i concerti in programma saranno disponibili audiointroduzioni, utili strumenti di comunicazione per un pubblico di non vedenti o ipovedenti. Inoltre il sito di Oriente Occidente, completamente rinnovato da qualche mese grazie al lavoro della web agency Cantiere Creativo, leader nel settore della produzione di siti web con alti standard di accessibilità, risponde alle regole fornite da The A11Y Project, movimento nato negli Stati Uniti e ormai diffuso in tutto il mondo che intende invitare a uno sforzo per creare esperienze digitali allo stesso tempo accessibili e belle, rendendo disponibili sia le componenti hardware che software a persone con disabilità. Tutti i progetti legati all’accessibilità di pubblici con disabilità sono sostenuti grazie al progetto che vede Oriente Occidente partner della più grande rete al mondo su questi temi: Europe Beyond Access, finanziato da Creative Europe. ►RS

Made Of Space Coreografi: Guy Nader, Maria Campos Compagnia: Gn | Mc

© Alfred Mauve

© Benoit Peverelli

Concerto A Touma Artista: Ballaké Sissoko

34


I.S.F.O.A HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT

TRASFORMA L’ESPERIENZA PROFESSIONALE IN LAUREA ► ISTITUZIONE PRIVATA ELVETICA DI ISTRUZIONE SUPERIORE

UNIVERSITARIA E DI RICERCA ACCADEMICA DI QUALITÀ INTERNAZIONALE APPARTENENTE UFFICIALMENTE AL SETTORE UNIVERSITARIO SVIZZERO ►

ISFOA,

SVILUPPA PERCORSI ACCADEMICI CHE PORTANO AL CONSEGUIMENTO DI BACHELOR DEGREE (LAUREE TRIENNALI), MASTER DEGREE (LAUREE SPECIALISTICHE), EXECUTIVE MASTER E MASTER OF ADVANCED STUDIES, OLTRE CHE DOTTORATI DI RICERCA - PHD, CORRISPONDENTI AI LIVELLI 6, 7, E 8 DEL SISTEMA EUROPEO E.Q.F. EUROPEAN QUALIFICATION FRAMEWORK

► ISFOA ADOTTA

► LIBERA

E PRIVATA UNIVERSITÀ TELEMATICA DI DIRITTO INTERNAZIONALE ► FONDAZIONE

ED ENTE MORALE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE

IL DISPOSITIVO PROCEDURALE NORMATIVO V.A.E. (VALIDAZIONE DEL SAPERE ACQUISITO CON L’ESPERIENZA) CHE PERMETTE A TUTTI COLORO CHE HANNO ACQUISITO ESPERIENZA PROFESSIONALE DI RICHIEDERE IL RILASCIO DI UN DIPLOMA UNIVERSITARIO

IL PROF. STEFANO MASULLO E FEDERICA PANICUCCI

► ISFOA CONFERISCE LEGALMENTE TITOLI ACCADEMICI IDONEI

AI FINI DEL RICONOSCIMENTO AI SENSI DELLA CONVENZIONE DI LISBONA DEL 1997 DEL CONSIGLIO D’EUROPA RATIFICATA DALLA SVIZZERA IL 1 FEBBRAIO 1999 E DALL’ITALIA CON LA LEGGE N.148 DEL 11 LUGLIO 2002

► GRAPHIC DESIGNER: DANIELE COLZANI

► IL TITOLO HA VALIDITÀ IN ITALIA ANCHE PER EFFETTO

DELL’ACCORDO FIRMATO A BERNA IL 7 DICEMBRE 2000 TRA SVIZZERA E ITALIA: “ACCORDO SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE EQUIVALENZE NEL SETTORE UNIVERSITARIO”

HTTP://UNISFOA.CH - WWW.UNISFOA.EU 35 .CH - UNISFOA-CAMPUS.CH WWW.ISFOA


MANIFESTAZIONI

Un festival per affermare

il potere del dialogo artistico

DALL’8 SETTEMBRE AL 20 NOVEMBRE andrà in scena LA TRENTASETTESIMA EDIZIONE DEL ROMAEUROPA FESTIVAL: 80 SPETTACOLI PER 155 REPLICHE IN 18 DIVERSI SPAZI DELLA CAPITALE

C

redere fermamente che un futuro diverso sia ancora possibile e che lo si possa costruire attraverso il dialogo e il confronto culturale significa testimoniare l’opposizione netta e determinata ad ogni forma di aggressione, di guerra, di atrocità in Europa e ovunque nel mondo e rivendicare la centralità umana, con la sua unicità nel saper creare e immaginare». È con queste parole che il Presidente Guido Fabiani e il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi introducono la trentasettesima edizione del Romaeuropa Festival, in programma nella Capitale dall’8 settembre al 20 novembre. Un “fare festival” che vuol si-

gnificare riaffermare l’energia infrangibile dello spettacolo, la vocazione umanitaria dell’arte, quella trasmissione libera di idee, visioni e passioni che

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito del Roma Europa Festival 36

è risveglio dei valori su cui si fonda il dialogo culturale oggi minacciato dalla violenza. Romaeuropa vive con repulsione ogni aggressione militare e rilancia l’anelito di pace attraverso il potere sconfinato e salvifico dello spettacolo, di cui le artiste e gli artisti sono portavoce. Provengono dai cinque continenti le artiste ed artisti (oltre 400) che animeranno il REF2022 con un programma di musica, teatro, danza, nuovo circo, arti digitale e creazione per l’infanzia articolato in 74 giorni di programmazione con 80 spettacoli e 155 repliche in 18 spazi di Roma. E sarà un invito ad immaginare il futuro l’inaugurazione di questo per-


di Daniele Colzani

corso che l’8 e il 9 settembre, porterà il festival en plein air nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone insieme all’ICK Dans Amsterdam diretto da Emio Greco e Pieter C. Scholten per presentare il loro evento/manifesto We Want It All: un festival condensato in un’unica pièce in cui si mescolano atmosfere rock e pop, virtuosismo e classicità e che, al fianco delle danzatrici e dei danzatori della compagnia, vedrà protagonisti gli interpreti della formazione junior ICK-Next per aprirsi a nuovi tempi, trovare nuove prospettive, vedere nella fine il preludio ad un nuovo inizio. IN DIALOGO CON LA STORIA Ma questo slancio di speranza non può non radicarsi nella conoscenza e nel confronto con alcune delle pietre miliari del nostro Novecento e del nostro patrimonio culturale. Così l’iconica Berliner Ensemble, fondata da Bertolt Brecht, arriva a Roma diretta da Barrie Kosky, tra i massimi registi teatrali e d’opera viventi, per presentare un nuovo allestimento de L’Opera da tre soldi (il celebre “spettacolo con musica” che

debuttò nel 1928) restituendo centralità alle memorabili composizioni di Kurt Weill. L’ensemble ICTUS, tra le più prestigiose formazioni belghe, nella serata conclusiva del festival (in corealizzazione con Musica per Roma), esegue integralmente, insieme a Collegium Vocale Gent e alla voce narrante di Suzanne Vega, il capolavoro di Philip Glass Einstein On The Beach mentre il compositore e regista tedesco Heiner Goebbels si confronta con i testi di uno dei più grandi talenti-outsider dell’arte europea del XX secolo, Henri Michaux. È un dialogo tra danza e musica quello presentato grazie al supporto di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, il progetto attraverso il quale la

37

celebre Maison sostiene artiste, artisti ed istituzioni nella diffusione del patrimonio coreografico: con Drumming la coreografa fiamminga Anne Teresa De Keersmaeker insieme ad ICTUS si confronta con l’omonimo capolavoro di Steve Reich mentre la tedesca Sasha Waltz impegna la sua compagnia nel dialogo con In C di Terry Riley, composto nel 1964 e considerato il primo pezzo di musica minimalista. È ancora Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, in collaborazione con il REF e Villa Medici, a presentare la nuova pièce del coreografo francese Noé Soulier che, in un’opera site-specific itinerante, si confronta con le meravigliose architetture e la storia dell’Accademia di Francia a Roma. Con la Sinfonia Incompiuta di Schubert dialoga la coreografa francese Maud Le Pladec che, insieme al musicista Pete Harden, si propone di ricomporre questo capolavoro in differenti sequenze di variazioni musicali e coreografiche, mentre ai Madrigali Guerrieri et Amorosi di Claudio Montever-


di si rivolge il regista Benjamin Abel Meirhaeghe che, insieme al musicista (Jesse) Doon Kanda – icona dell’avant pop internazionale grazie alle sue collaborazioni con Björk ed Arca – mette in scena il racconto di tutte le lotte per la libertà dell’amore. Di eroi e passioni ci parla anche il coreografo italiano Enzo Cosimi che torna al REF con l’intera Orestea - Trilogia della Vendetta mentre la regista Martina Badiluzzi utilizza il mito di Penelope per proseguire la sua ricerca intorno alle identità femminili ponendosi ancora una volta in una dimensione sospesa tra figure arcaiche e contemporaneità. Se il coreografo spagnolo Marcos Morau con La Veronal, dedica alla forza del teatro e della macchina scenica il suo Opening Night (riferendosi sin dal titolo all’omonimo film di John Cassavetes), la magia della scena è protagonista in Room, la nuova creazione dell’istrionico James Thierrée che si cimenta, per la prima volta, in una creazione di teatro musicale radunando sulla scena un ensemble di tredici musicisti e danzatori con i quali trasfigurare una stanza in un

luogo onirico e una notte in un canto poetico teso alla libertà. Altro incontro quello tra le immagini di William Kentridge e la musica di François Sarhan eseguita dall’ensemble ICTUS in O Sentimental Machine, spettacolo incentrato sul rapporto dell’uomo con il progresso tecnico a partire dall’eredità del costruttivismo e del futurismo mentre è al celebre romanzo 1984 di George Orwell che si ispira Mihkel Kerem per costruire una composizione musicale per il New European

38

Ensemble, accompagnata dalle immagini cinematografiche del regista Gijs Besseling, dalla presenza dell’attore italiano Marco Quaglia e da un’introduzione di Edward Snowden l’informatico, attivista e whistleblower statunitense, ex membro della CIA. UN DIALOGO CON IL PRESENTE Ai capisaldi della nostra storia e della nostra cultura corrispondono altrettanti punti di vista e altrettante identità spesso cancellate dalle narrazioni che tramandano il nostro passato e che le artiste e gli artisti del Romaeuropa Festival 2022 ci invitano ad interrogare per ricostruire, oggi, un più ampio patrimonio culturale e umano: se il coreografo Roduan Mriziga dirige Dorotheé Munyaneza in un assolo in cui si mescolano rituale, danza, architettura, canto, poesia e rap per riscrivere la memoria delle popolazioni del Nord Africa, l’icona della danza Sudafricana Robyn Orlin porta in scena otto giovani interpreti della sua compagnia Moving Into Dance (tra le prime compagnie di danza non razziali a Johannesburg) per


raccontare l’energia, l’inventiva e i colori dei risciò Zulù, la loro creatività come forma di resistenza dietro cui si nasconde la storia dolorosa delle loro condizioni di vita. Dal Brasile il coreografo Bruno Beltrão torna con la sua compagnia Grupo de Rua per rispondere attraverso la scrittura coreografica alle pratiche repressive dell’estrema destra nel suo paese mentre alle estreme polarizzazioni dei nostri giorni e al linguaggio violento che caratterizza alcuni discorsi politici il coreografo Jan Martens reagisce con il suo Any attempt will end in crushed bodies and shattered bones dando vita, insieme al Dance On Ensemble, ad un inno alla ribellione, alla disobbedienza e alla resistenza. Globalizzazione e antiche tradizioni spirituali asiatiche convivono come nuovi modelli di trasmissione e resistenza corporea in Yishun is Burning di Choy Ka Fai che costruisce un assolo trascendente, multimediale e multinazionale facendo propri i linguaggi della scena Vogueing e Queer asiatica mentre il coreografo Jefta Van Dinther insieme alla svedese Cullberg dà vita ad un dittico arcaico-futuristico centrato sulla narrazione del rapporto tra uomo e natura. La compagnia messicana Lagartijas Tiradas al Sol è protagonista di due differenti spettacoli che indagano il concetto di democrazia a partire dal retroterra culturale e storico del proprio paese (Tiburón) e quello di rappresentazione e auto-finzione nel più personale Lázaro. Combina biografia e realtà, ricordi, documenti e finzione anche il regista Rabih Mroué, che in Riding on a Cloud (presentato in corealizzazione con il MAXXI - Museo Nazionale del XXI secolo) dà vita ad una ricostruzione della guerra civile libanese e degli attuali

sviluppi sociali e politici in Libano. Soggettività e documenti sono al centro delle produzioni del regista Valentino Villa che insieme all’attrice Monica Piseddu porta in scena Au Bord della pluripremiata drammaturga francese Claudine Galea per costruire una riflessione sulla violenza dell’immagine a partire dalle foto delle torture e degli abusi subiti dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib - e di Paola Di Mitri che muovendosi in una geografia intima fatta di ricordi, filmini e vecchie fotografie ricostruisce la sua storia famigliare sovrapponendola alle cartografie della città di Taranto. Ci riporta alla storia italiana e in particolare all’Ottobre del 1922 Renato Sarti che, con la consulenza dello storico Mimmo Franzinelli, ricostruisce gli eventi che, nel contesto della grave crisi politica e sociale, resero possibile la Marcia su Roma e le vicende che ne seguirono. Torna al Romaeuropa

39

Festival 2022 anche l’acclamato regista Milo Rau che con Grief and Beauty prosegue il suo percorso di ricerca dedicato al racconto della dimensione privata della vita affrontando il tema dell’addio e del lutto ma anche della memoria e della solidarietà dinanzi ai momenti finali di un’esistenza. In uno spazio intimo, volto all’accoglienza e all’inclusione, ci introducono il regista inglese Alexander Zeldin che con Faith, Hope and Charity (in corealizzazione con Teatro di Roma) torna a costruire un’esperienza teatrale capace di descrivere le fragilità umane puntando al cuore del nostro presente e Caroline Guiela Nguyen che nel suo Fraternité costruisce un racconto fantascientifico intarsiato da frammenti di vite reali che, come fremiti improvvisi, raccontano esistenze al margine, testimonianze di un presente lanciato nello spazio e illuminato dalla luce baluginante della nostra solidarietà.


UN DIALOGO CON IL FUTURO L’attenzione del REF alle nuove proposte della scena nazionale si radica in Anni Luce, la sezione a cura di Maura Teofili che scommette sul sostegno alla creatività under30 e alle creazioni della scena teatrale italiana ponendo al cuore del suo operare il progetto Powered By REF: un’opportunità di sostegno, formazione e sviluppo dedicata a giovani artiste ed artisti che operano nel campo della ricerca teatrale e della performance. Tre i nomi selezionati da questa terza edizione che presenteranno il primo esito della loro ricerca nell’ambito del programma del festival: Greta Tommesani con CA.NI.CI.NI. CA, Elena Bastogi con Senza titolo (mâcher ses mots), Matrice Teatro con Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici. Infine, dalla scorsa edizione di Powered By REF, la regista Giulia Odetto presenta il compimento del suo Il mio corpo è come un monte. Torna, ancora nell’ambito di Anni Luce, la nuova edizione di Situazione Drammatica, il format dedicato alla nuova drammaturgia, ideato da Tindaro Granata e presentato da Romaeuropa in rete con i prestigiosi premi nazionali dedicati alla nuova drammaturgia Hystrio, Tondelli e Riccione. Novità assoluta per il 2022 è la definizione di una segnalazione speciale del REF che intende monitorare e selezionare tra i testi presentati ai premi quelli particolarmente attenti a tematiche interculturali assumendo così un ruolo attivo di monitoraggio e osservazione delle nuove proposte drammaturgiche. Le produzioni nate intorno ad alcuni delle più efficaci opere selezionate sono ospitate all’interno del festival al fine

di garantire un ciclo di osservazione che partendo dal testo giunga alla sua concretizzazione scenica. Ne è esempio Ok Boomer di Nicolò Sordo, vincitore del Premio Tondelli nel 2021, che debutterà nella sua forma scenica con la regia di Babilonia Teatri. Completano questo approfondimento sulle nuove scritture per la scena gli incontri e i podcast realizzati grazie alla collaborazione con Rai Radio 3. È fotografia di un movimento che attraversa l’Europa facendone danzare le identità, Dancing Days, la sezione curata da Francesca Manica che raccoglie alcune delle più sorprendenti creazioni della scena coreografica europea (anche grazie alla rete Aerowaves) disegnando network sul territorio nazionale e internazionale. Ne sono protagoniste e protagonisti la danzatrice e coreografa franco-malgascia Soa Ratsifandrihana, la francese Leïla Ka, il tedesco Philippe Kratz, l’olandese Andrea Hannes, il belga Cassiel Gaube e gli italiani Stefania Tansini e Pablo Girolami (in corealizzazione con Teatro Biblioteca Quarticciolo). Continua a rivolgersi ai coreografi e alle coreografe emer-

40

genti DNAppunti Coreografici, il progetto a sostegno delle coreografe e dei coreografi under35 promosso e sostenuto dall’omonima rete e di cui Romaeuropa presenta, all’interno della sua programmazione, la serata finale di premiazione e in prima nazionale il lavoro vincitore della scorsa edizione: Pas de deux di Jari Boldrini e Giulio Petrucci. È dedicato ad artiste ed artisti sotto i 36 anni residenti stabilmente all’estero il concorso-premio Vivo d’Arte, promosso dal Ministero degli


Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e volto alla selezione di opere originali di creazione contemporanea sviluppate nelle discipline del teatro, della danza e della musica che abbiano a cuore il tema della contaminazione e dell’incontro con la cultura del paese di residenza, mentre completa questo sguardo verso la scena del futuro Residenze Digitali, la rete per il sostegno alla creatività digitale, di cui Romaeuropa è partner da quest’anno, che ha selezionato sei differenti progetti per un

percorso volto all’esplorazione delle performing arts in rete e che, nell’ambito della sezione Digitalive del REF, presenterà il percorso nel “metaverso” dell’artista Kamilia Kard. UN DIALOGO TRA GENERAZIONI Nel segno dell’inclusione, del coinvolgimento delle famiglie e dell’apertura ad un pubblico di tutte le età il Romaeuropa Festival 2022 accresce la sua offerta tout le public a partire dal ritorno della Compagnia Finzi Pasca con le atmosfere sognanti di Bianco su Bianco, una fusione di danza, teatro e acrobazie nella quale i due interpreti-attori-acrobati-clown dialogano con un sofisticato e suggestivo universo fatto di luci e di suoni (una tecnologia sviluppata dalla compagnia per la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Sochi del 2014) attraverso il quale raccontare con ironia e delicatezza le difficoltà di una vita, il valore dell’amicizia e dell’amore che l’attraversa. Alle bambine e ai bambini dai sei anni in su sono invece dedicati i weekend di REf Kids & Family, la sezione curata da Stefania Lo Giudice che attra-

41

versa tutta la durata del festival invitando il giovane pubblico ad esplorare i linguaggi della creazione contemporanea. L’olandese Zonzo Company insieme ai musicisti dell’avventuroso trio jazz De Beren Gieren accompagna il giovanissimo pubblico alla scoperta del grande jazzista Thelonious Monk, Consorzio Balsamico racconta in Questi pochi centrimetri di terra una storia di fuga e accoglienza, Dadodans si concentra sulla trasmissione delle emozioni attraverso la musica e il canto, Compagnia Quattrox4 torna con una nuova produzione di circo contemporaneo mentre Factory Compagnia Transadriatica rilegge la storia del pifferaio di Hamelin e l’origine del mistero che la circonda. DIALOGHI IN CONCERTO Se la musica continua a fungere da collante tra le differenti proposte della programmazione del festival, riunendo prospettive d’indagine e pratiche differenti, cospicua è la proposta di concerti del Romaeuropa Festival 2022. Il pluripremiato compositore e produttore Ólafur Arnalds presenta nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (in corealizzazione con Spring Attitude Festival) il suo monumentale album Some Kind of Peace per l’unica data italiana del suo tour europeo, mentre dal Giappone il maestro Ryoji Ikeda prosegue con Music for percussion n.2 (presentato in corealizzazione con Musica per Roma) il suo percorso di analisi e affondo sulle percussioni e sulla purezza del suono da loro prodotto. Ancora in corealizzazione con Musica per Roma è presentato il concerto di Dream House Quartet - la crew costituita dalle pianiste Katia e Ma-


rielle Labéque, Bryce Dessner e David Chalmin che torna per un nuovo live in cui partendo dall’esecuzione di Les enfants terribles di Philip Glass intesse musiche di Meredith Monk, le prime esecuzioni italiane di brani della compositrice islandese Anna Thorvaldsdottir e di David Chalmin oltre alla prima assoluta di una nuova composizione firmata dallo stesso Dessner - e l’omaggio per i cento

anni dalla nascita di Iannis Xenakis proposto dal PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista. Piotr Orzechowski aka Pianohooligan presenta Missa Sine Verbis, un rituale musicale in cui sono riunite e ri-arrangiate le musiche sacre dei più celebri compositori polacchi tra cui H. Górecki e K. Penderecki; Fabrizio Ottaviucci torna a cimentarsi con la quanta parte delle Treatise di Cornelius Cardew mentre approdano per la prima volta al festival Paola Prestini insieme all’ex componente dei Kronos Quartet Jeffrey Zeigler e la compositrice svedese Hanna Hartman (residente all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo) al fianco dell’artista tedesca Dafne Narvaez in una performance che intreccia animazioni dal vivo, oggetti in movimento ed elettronica.

42

L’incontro tra linguaggi è anima anche della sezione Digitalive, a cura di Federica Patti, dedicata all’indagine delle culture digitali, delle sonorità sperimentali ed elettroniche e di quei formati performativi che stanno ridefinendo il concetto stesso di live musicale. Ne sono esempio Distantia di Franz Rosati, il live di Libby Heaney con Nabihah Iqbal in collaborazione con RE:Humanis, la performance Beneath The Neural Waves di Sofia Crespo and Entangled Others Studio, l’augmented reality sculpture di Auriea Harvey oltre al progetto ARNA: l’Archivio dei Rituali del Nuovo Abitare proposto da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico a cui si affiancano le attività dedicate alla realtà virtuale proposte dal VRE – VIRTUAL REALITY EXPERIENCE diretto da Mariangela Matarozzo. Alla sezione LineUp! a cura di Giulia Di Giovanni e Matteo Antonaci il compito di esplorare, con uno sguardo volto alla parità di genere e all’inclusività, le nuove sonorità pop e urban nella musica italiana insieme alle identità e alle narrazioni da essa veicolate.


Contaminati e reinventati i suoni dell’R’n’B, dell’elettronica e del Nu-Jazz sono al centro di questa seconda edizione che vede protagoniste la cantante e performer italo-marocchina LaHasna, classe 1993 e già artista selezionata da MTV New Generation insieme al producer Salam Carther, la cantautrice NAVA, nata a Teheran e stanziatasi da diversi anni a Milano dove, tra pop ed estetica camp, ha dato vita ad uno stile personalissimo caratterizzato dalla contaminazione e dalla mancanza di limiti, la producer e songwriter LNDFK, cresciuta a Napoli e figlia di due diverse culture (madre italiana e padre arabo) che ha illuminato il panorama musicale italiano con il suo album d’esordio Kuni in cui mescola sonorità jazz, neo-soul e R’n’B in un amalgama originale e alieno; la cantautrice e producer di origini metà italiane e metà colombiane Joan Thiele con il suo stile sofisticato e internazionale nel quale interseca eleganti derive R’n’B, pop e arrangiamenti d’altri tempi in un equilibrio perfetto di tradizione e sperimentazione ed Elasi, la cantautrice, compositrice e producer alessandrina

pronta a fare festa con il suo sound dai confini geografici e stilistici fluidi. Completa la sezione Eclissi Talk, uno speciale Waiting for Coming Out Day realizzato in collaborazione con il Gay Center per portare in scena i racconti dell’omonimo podcast ideato da Pietro Turano e prodotto da Cross Production: storie di autodeterminazione e rivincita di persone LGBTQ+ accompagnate da un dibattito in sala alla presenza delle/i protagoniste/i del

43

podcast e da guests dal mondo della scena musicale e culturale italiana. Si strutturano come veri e propri dialoghi anche gli incontri de Le Parole delle Canzoni, il format ideato e presentato da Treccani che pone a confronto musiciste e musicisti con scrittrici e scrittori per dare vita a conversazioni intorno alla pratica della scrittura nell’ambito della scena cantautoriale e pop italiana (tra i protagonisti di questa edizione il cantautore Giovanni Truppi).►RS


focus

Il teatro, una piccola

e media impresa culturale

D

© Emanuela Cattaneo

i cultura si può vivere e prosperare, a confermarlo sono le storie di successo delle Imprese Culturali e Creative. Un settore produttivo che occupa quasi 1,5 milioni di persone in oltre 400.000 imprese, per un valore aggiunto totale che si aggira intorno agli 89,9 miliardi di euro. Ma per capire cosa sia una Impresa Culturale e Creativa (ICC), basta fare riferimento a due testi base. Il primo è il Libro Bianco sulla creatività (2009) secondo cui si definiscono Imprese Culturali tutte quelle iniziative che hanno a che fare con il patrimonio storico e artistico come l’industria dei contenuti, dell'informazione e delle comunicazioni e la cultura materiale come moda e design. La seconda definizione arriva dalla ricerca ERVET

Di cultura si può vivere e prosperare, a confermarlo sono le storie di successo delle Imprese Culturali e Creative. La questione è l'oggetto del nuovo libro dell'economista milanese, prof. Stefano MASULLO del 2012 realizzata in Emilia Romagna, dove si legge che per essere definita Culturale e Creativa, un’Impresa deve condividere tre fattori : • l'utilizzo di saperi culturali (nuovi e tradizionali) e creativi quale input per la produzione; • la produzione di senso e valore estetico, in aggiunta alla funzione del prodotto o servizio; • l'accezione “artigiana” della produzione, volta all'unicità del prodotto finale. Da qui nascono un serie di esperienze imprenditoriali che sfruttano le enormi risorse artistiche, museali, architettoniche e paesaggistiche del Bel Paese. Una realtà che conta 4.158 musei, 282 aree archeologiche, 536 monumenti, 13.888 biblioteche, 871 aree naturali protette, 2.500 siti naturali. In tutti questi casi lo schema è sempre lo stesso: • da un lato l’impresa culturale, molto spesso pubblica, che gestisce

44

un patrimonio esistente; • dall’altro l’impresa creativa che sta sul mercato e utilizza gli input creativi per realizzare prodotti complementari . Insieme formano una filiera che va dalla fondazione che gestisce una villa, alla start-up che si occupa di gamification, passando per una cooperativa teatrale e un'associazione che ha un bene in convenzione dal Comune. Il tutto per attrarre un bacino di circa 115 milioni di visitatori all’anno. il pATRIMONIO CULTURALE ITALIANO L’Italia possiede un patrimonio culturale immenso, disperso in tutto il territorio, diventa quindi strategica e fondamentale la riduzione della sua frammentazione, anche gestionale, e l’eliminazione degli enti culturali inutili: servono investimenti in infrastrutture logistiche, che velocizzino un sistema ora troppo burocratizzato e lento, perciò controproducente e che va nella direzione contraria a quella auspicata. Per sapersi narrare, è indispensabile conoscersi: chi fa cultura e chi la finanzia


di Daniele Colzani

consideri allora strategica la formazione e l’educazione alla cultura nelle scuole e nelle università, per sviluppare senso critico, fornire i codici interpretativi e definire una identità culturale italiana . Accontentarsi della rivalorizzazione del patrimonio storico non è però sufficiente, serve anche coniugare la narrazione dell’Italia al presente e trasformare le istituzioni culturali e le città in ambasciate. Uno dei migliori esempi di impresa culturale e creativa lo racconta il direttore di Federculture Claudio Bocci: «Quando Paolo Giulierini, uno dei famosi venti direttori di museo nominati con la Legge Franceschini, è arrivato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha promosso un piano strategico tra i cui obiettivi primari c’era quello di aumentare il pubblico dei nativi digitali. Per farlo, ha contattato Fabio Viola, istituzione globale tra i gamification designer, ha creato un videogioco, il primo prodotto e distribuito direttamente da un museo». Il titolo, Father and Son, è stato scaricato oltre 400 mila volte contribuendo a far aumentare la quota di giovani visitatori. Non fosse altro che per risolvere l’enigma che veniva proposto ai giocatori attraverso le informazioni che si possono recuperare solo al museo. IL TEATRO UNA PICCOLA MEDIA IMPRESA CULTURALE Questo è il titolo del 24esimo volume di Stefano Masullo pubblicato dalla casa editrice ISFOA University Press e si arricchisce della prefazione di Maurizio Primanni (Founder e CEO

Il Prof. Stefano Masullo

Gruppo Excellence). Mancava un simile libro, non solo a vantaggio del mondo del teatro, ma anche della cultura italiana in genere. Le pagine di Michele Canditone, manager di lungo corso del comparto dello spettacolo, oggi alla conduzione del Teatro Franco Parenti di Milano, sono una sintesi ambiziosa - e riuscita - di cosa ha rappresentato e può rappresentare il teatro ma più in generale l’arte nel nostro Paese - e di come una gestione manageriale potrebbe contribuire significativamente al loro sviluppo. Il libro approccia questo tema in modo olistico, infatti già nella premessa l’autore ci ricorda come l’economia e la cultura possono essere viste in una prospettiva comune: quella dell’individuo (che cosa è l’artista se non l’espressione massima dell’individuo?). Il nostro Paese - che ha

45

avuto la fortuna/merito di ospitare oltre la metà dei beni artistici mondiali -, soffre – lo sappiamo bene - di una sorta di radicato idealismo estetizzante, per cui vale il principio dell’“arte per l’arte”, fine a sé stessa, avulsa dal contesto sociale e persino morale Secondo tale paradigma, l’opera artistica, a partire da quella teatrale, non deva preoccuparsi dei costi. A pensare al “vil denaro”, nel passato c’era il Mecenate di turno, oggi lo Stato. Significativa la citazione dell’autore della vecchia legge Corona del 1967 per cui l’attività artistica (nella fattispecie musicale) veniva considerata di rilevante interesse nazionale. Un’idea che sottendeva finanziamenti illimitati. Va da sé che in una società come l’attuale; dove le persone sono sempre più istruite e la fruizione artistica è alla


base della loro vita, tale concezione è insufficiente. Il teatro è un’impresa e va gestito – con le sue specificità – secondo criteri manageriali, al pari un’impresa del mondo della moda, del design, dell’hi-tech. Certamente, i riferimenti legislativi sono cambiati. Via via negli anni sono stati istituiti il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) ed è stato consentito a tutti gli effetti l’ingresso dei privati nelle imprese artistiche. I media di tutto il mondo hanno dato risalto all’iniziativa del ministro Dario Franceschini, che tramite una gara internazionale ha affidato la conduzione dei principali musei nazionali a dei manager stranieri. Tuttavia, gran parte dei teatri devono ancora fare moltissima strada perché siano gestiti in modo imprenditoriale. Soprattutto, soffrono di una inveterata mancanza di finanziamenti e della pressoché generalizzata incapacità di ideare e condurre con successo politiche di marketing efficaci per assicurare una costante capacità di attraction di spettatori. Di marketing culturale si parla da decenni. Il primo, ricorda l’autore, fu Philip Kotler, che

nel 1967 pose il problema di come le organizzazioni culturali (musei, biblioteche, sale concerti e teatri) devono impostare politiche di marketing (i libri più importanti furono però pubblicati negli anni Ottanta, si pensi alle opere di Mokawa, Mellilo, Diggles e Hirschman). Il teatro, ci ricorda, è un prodotto, e va gestito con il marketing: dal prezzo alla distribuzione alla promozione. La qualità di questo volume è descrivere gli strumenti di marketing in modo dettagliato, ma alla luce della specificità dell’impresa teatrale, che ha aspetti immateriali, dove il tema dell’autonomia artistica e della proprietà intellettuale rivestono un ruolo essenziale. L’importanza del marketing per il teatro è ulteriormente enfatizzata dall’accelerato sviluppo in corso dei canali e dell’economia digitale, con i

46

social che oramai sono diventati uno dei principali canali di promozione di manifestazioni, eventi ed oggetti d’arti e con le prime esperienze già realizzate di partnership con Influencer per accrescere il numero di ingressi a musei e teatri. Introdurre nel teatro logiche di management efficaci presuppone anche capacità di pianificare i costi, tenere con accuratezza l’amministrazione, i contratti e le relazioni con il personale. Si tratta persino di realizzare una accurata programmazione logistica nei casi di spettacoli itineranti, poiché anche con questo si riesce ad ottimizzare il profilo di costi del progetto. Fondamentali poi i due paragrafi dedicati alla lettura dei report economico-finanziari delle aziende dello spettacolo e alla loro posizione finanziaria. Passo dopo passo l’autore ci spiega come il teatro può trovare fondi. Nondimeno, esso nella sua interezza, dalle maestranze agli attori ai manager, deve essere consapevole di tale visione e


Chi è stefano masullo Stefano Masullo, è un importante e prestigioso protagonista del settore finanziario italiano e del giornalismo economico - finanziario, infatti, sotto la sua sapiente guida sono state create, consolidate

informazioni utili per l'acquisto Il volume è in vendita a 19 €: per l'acquisto potete contattare la casa editrice a questi recapiti NABIS EDITRICE Via R. Kennedy, 2/b 71024 Bari nabiseditrice@yahoo.com - Tel. 379-14.85.625 e sviluppate testate editoriali di grande reputazione, è stato fondatore, azionista e direttore responsabile, dal 2000 al 2018, ed assoluto artefice del grande successo ottenuto da parte di Trend On Line, nel periodo 2007 – 2009, con il ruolo di direttore editoriale, ha lanciato nell’empireo italiano imprimendo una svolta fondamentale, la rivista Family Office: Patrimoni di Famiglia edita da Le Fonti ed in seguito, dal 2010, quale fondatore e direttore responsabile, ha creato da zero la più importante realtà multimediale italiana dedicata al Golf - Business - Solidarietà & Lifestyle denominata Golf People Club Magazine, Segretario generale Assoconsulenza Associazione

© Emanuela Cattaneo

della opportunità, per non dire necessità, del cambiamento. A fine libro Canditone spiega anche come il “cigno nero” della pandemia da Covid 19 abbia assestato un colpo terribile all’industria dello spettacolo italiano, con gli eventi culturali e gli ingressi che sono calati di circa il 70% e la spesa da parte del pubblico di oltre l’80%. A tal proposito il testo può rappresentare anche un utile strumento per supportare la ripartenza post pandemia, perché chiarisce come il teatro, attraverso una efficace ed efficiente gestione manageriale, può raggiungere condizioni di sostenibilità economica; facendo così il bene dell’arte, dei lavoratori, degli spettatori e in ultima istanza anche del nostro Paese.

47

Italiana Consulenti di Investimento, Magnifico Rettore ISFOA Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale è il riconosciuto fondatore dell‘attività di consulenza finanziaria indipendente in Italia. Docente universitario, autore di 23 bestsellers aziendali, ha iniziato ad operare con successo nel lontano 1986 dove è attualmente attivo nella complessa gestione del patrimonio familiare.►RS

I CONTENUTI DEL LIBRO • 1 - IL MARKETING CULTURALE 1. Alcune definizioni di marketing culturale 2. L'importanza del marketing per le organizzazioni culturali 3. Il modello di marketing applicato alle imprese culturali e le sue specificità 4. Fisionomia delle imprese culturali • 2 - IL TEATRO COME PMI 1. La mission teatrale 2. La pianificazione strategica dell’impresa teatrale 2.1 Il marketing planning 3. Promuovere, programmare e gestire uno spettacolo 3.1 I fattori critici di successo del marketing per le imprese di performing arts 4. La dimensione economicofinanziaria nelle aziende di spettacolo 5. Il reporting: la lettura dei report economico finanziari delle aziende di spettacolo 6. Il finanziamento dello spettacolo • 3. IL TEATRO NELL'ERA COVID 1. Il costo dell'emergenza secondo la Siae 2. Ripensare il teatro ai tempi del Covid


DIDATTICA

Lo scouting e le carriere degli artisti

L'incontro, organizzato dall'università del sacro cuore di milano, per riflettere sui cambiamenti della figura dell’artista

M

ercoledì 7 settembre alle ore 17.30 il Master in Comunicazione Musicale, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, organizza una open lecture sul tema Lo scouting e le carriere degli artisti. L’appuntamento si svolgerà presso la sede dell’Università Cattolica e in diretta streaming su Webex. Per accedere all’open lecture, sia in presenza che da remoto, è necessario iscriversi (per registrarsi poteere inquadrare il qrcode presente in questa pagina).Le modalità per accedere alla diretta e i dettagli sul luogo dell’appuntamento verranno comunicati successivamente via mail agli iscritti. L’incontro, rivolto agli interessati al settore del music business, agli addetti ai lavori, agli ex-studenti e ai futuri alunni del Master, è pensato per riflettere sui cambiamenti della figura dell’artista, dai suoi esordi attraverso lo scouting per ricercare nuovi talenti,

IL link

Inquadra il QRcode e registrati all'evento

allo sviluppo delle carriere con il supporto di figure professionali come l’A&R e il manager. La lezione sarà tenuta da professionisti nel settore musicale, nonché docenti del Master: Gianrico Cuppari (Tuttomoltobenegrazie management), Dario Giovannini (Carosello Records), Nina Selvini (Astarte Agency) e Riccardo Zanotti (Pinguini Tattici Nucleari) forniranno un’ampia panoramica delle professioni a sostegno delle carriere degli artisti, spiegando le dinamiche relazionali che si instaurano tra le parti in rapporto ai vari settori operativi della filiera musicale (management, comunicazione tradizionale, comunicazione digital, discografia e live). Modererà l’incontro Gianni Sibilla, Direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale. Rivolto a laureati e laureandi di qualsiasi facoltà (e/o titolo equipollente), il Master in Comunicazione Musicale continua a formare a 360° i suoi studenti, portando in cattedra professionisti, docenti universitari, artisti e soprattutto un numero sempre maggiore di ex alunni con la loro testimonianza e con la loro esperienza di operatori

48

del settore musicale. È tuttora il corso più ambito sul music business, con un numero di domande di iscrizione ampiamente superiore rispetto ai posti disponibili. Quest’anno il termine per la presentazione delle domande di ammissione è il 12 ottobre 2022. I candidati verranno valutati in base a tre criteri: voto di laurea, pertinenza del curriculum vitae e colloquio motivazionale. Anche per l’edizione 2022 - 2023, il Master istituirà 6 borse di studio che verranno attribuite per merito ai primi classificati in graduatoria. Maggiori informazioni al seguente link: https://almed.unicatt.it/ almed-comunicazione-musicale-quota-di-iscrizione-e-agevolazioni Il percorso prevede inoltre un periodo di stage, garantito per tutti gli studenti, finalizzato all’inserimento formativo nel mondo del lavoro, sia presso le aziende partner storiche del Master, sia presso nuove realtà, ricercate ogni anno in base all’andamento del mercato musicale. Le percentuali di placement si attestano tra il 66% e il 90% a sei mesi dal termine delle lezioni. ►RS


49


BUSKERS & C.

Otto

Mix e la sua ipnotica

"danza infuocata"

Il perfomer incanta il pubblico con il più "iNdomabile" degli elementi naturali e lo fa con grande maestria... nografiche sia dalla musica utilizzata per accompagnarle che, soprattutto, dall'ipnotico movimento generato dalle fiamme che venivano fatte roteare in ogni direzione. Atmosfera, musica e danza: un perfetto mix di energia e adrenalina che ha incantato tutto il pubblico che gli ha regalato il giusto tributo con innumerevoli applausi. Dopo l'esibizione lo abbiamo incontrato per voi. Nicola, aiutaci a comprendere la tua professione di performer. Come ti definisci? Mi definisco un performer di fuoco amante del medie-

vale/fantasy che non vede l’ora di "incendiare", in modo buono, qualche piazza e il pubblico che assiste alle mie esibizioni. Hai scelto il nome d'arte di Otto Mix: quale è il motivo? Il nome Otto mi è stato affidato da amici sin dalle superiori, all’epoca era il mio numero di maglia e ruolo nella squadra di rugby dell’istituto tecnico agrario di Fabriano, il “Mix” è una cosa che In realtà non fà parte di me, un mio amico dj mi ha sempre chiamato “Mix” anziché “Otto” perché “otto mix” è il nome di un dj afro

© Danilo Simonetti (2)

I

n occasione dell'ultima edizione di Milennarja, rievocazione storica tenutasi nell'incantevole borgo medievale marchigiano di Corinaldo, abbiamo avuto il privilegio di assistere ad un'esibizione che dire adrenalinica è riduttivo. Al culmine della serata, infatti, il perfomer Otto Mix ha incantato il pubblico con il suo spettacolo "di fuoco". Nella semioscurità e tra la curiosità generale, ha posizionato gli "attrezzi del mestiere" e dopo aver "incendiato" le sue torce ha iniziato ad esibirsi in una serie di danze rese ancor più sce-

50


di Daniele Colzani

e dalla mia iscrizione sui social mi sono segnato con questo nome e mi è rimasto incollato addosso, ma per tutti sono semplicemente Otto. Anche se ora potrei seguire le orme dei più grandi Galli della storia come Asterix, Obelix e Ottomix! Perchè, tra i tanti elementi, hai scelto di esibirti con il fuoco? Che significato hanno per te le fiamme? C'è un legame ancestrale con il passato? Non ho scelto il fuoco, lui ha scelto me! Ho ripreso a fare giocoleria poco prima

51


di partire per una vacanza a Valencia dove conobbi un artista di strada che si esibiva in piazza con il fuoco. Finita la performance mi raccontó di come fosse possibile vivere viaggiando, in quel momento mi diedi un obbiettivo, «un mese di tempo e farò la mia prima accesa!»…e da allora devo smettere di bruciare! Per me le fiamme sono nobili colleghe, vanno rispettate, sempre! A cosa ti ispiri quando inizi a "creare" i tuoi numeri? Hanno una "base comune" alla quale di volta in volta aggiungi uno step sempre più complicato oppure ogni volta è tutto diverso?

chi è otto mix

Quando creo una performance, la prima cosa fondamentale per me è la musica. Devo trovare una canzone che riesca a darmi quel tipo di emozione che vorrei trasmettere ed inizio ad immaginarla.

• Mi chiamo Nicola Giacona, in arte "Otto", ho 31 anni e sono originario di Chiaravalle nelle Marche, inizio la mia storia da giocoliere a 14 anni dilettandomi con palline, monociclo e micromagia facendo intrattenimento a feste di compleanno per i più piccoli, così fino ai 19 anni dove, finita l'esperienza scolastica provo come altri miei coetanei ad avvicinarmi al mondo del lavoro abbandonando le arti che tanto apprezzavo. • A 22 anni forse spinto dalla noia della routinne decido di riprendere lo studio delle arti giocolose, l'incontro con le bolas ed il primo amore per il fuoco e strumenti led. • Passano gli anni e dopo numerose collaborazioni che mi hanno portato a girare il Bel Paese con altri artisti e compagnie marchigiane decido che sono pronto per il mio primo viaggio, destinazione Playa del Carmen, Messico, tournèè che mi permetterà di studiare un approccio diverso alla giocoleria con i migliori artisti della flowarts e mi vedrà girare tra le migliore compagnie di spettacolo della Playa. • Al mio ritorno in Italia creo in definitiva il mio spettacolo "Kaos Calmo", spettacolo che è stato raffinato, curato, collaudato ed acclamato in moltissime tra le più grandi piazze, festival medievali e buskers.

Dopodiché prima di portare un nuovo pezzo nello spettacolo già esistente, ho bisogno di provarlo davanti ad altri amici artisti prima del test finale con il pubblico: la creazione di un nuovo pezzo è una cosa che richiede molto tempo per essere fatta, ed una volta pronto ne serve il doppio per perfezionarlo e "sentirlo" mio. Nell'immaginario collettivo il fuoco (purtroppo) è visto solamente come elemento "distruttivo" anche se sarebbe meglio pensare alla sua

52


IL SOCIAL

Inquadra il QRcode per il profilo Facebook di Otto Mix

© Danilo Simonetti (3)

millenaria vocazione purificatrice... Il fuoco è sempre stato un simbolo purificatore, ma questo è solo uno dei suoi molteplici aspetti, quello che mi piace maggiormente ricordare è l’aspetto meno preso in considerazione: la sua capacità assembrativa, di unire le persone ed attrarle nel suo circolo di luce come falene. Le tue esibizioni sono molto emozionanti anche per il tipo di musica utilizzata. Hai un compositore/gruppo musicale preferito che utilizzi oppure scegli tra brani di vari autori? Amo ogni genere musicale, infatti per le performance scelgo tra autori e generi completamente diversi. Nello show possiamo trovare canzoni medievali, epiche, dubstep e di musica classica: l’importante è riuscire a trasmettere l’emozione che suscita anche a costo di uscire un po’ dal “contesto”. Che emozioni deve suscitarti la colonna sonora che utiizzi per le tue performances? Ogni traccia riesce ad ispirarmi ed emozionarmi in maniera diversa, ciò che cerco nella musica è un emozione: rabbia, paura, tristezza, felicità etc, essendo un performer di un arte visiva ho bisogno di

completare le mie performance con qualcosa di altrettanto forte. Ho imparato con il tempo che il fuoco, simbolo di forza e potenza, viene apprezzato maggiormente se usato in maniera dolce e poetica, Raccontaci i tuoi inizi... non deve essere stato facile (e non lo è tuttora) gestire un elemento "indomabile" come il fuoco? Come è andata la prima volta? La prima volta ero davvero agitato ed emozionato al tempo stesso: riuscire a portare con il fuoco quelle poche mosse di giocoleria apprese da autodidatta fu un esperienza adrenalica oltre una grandissima soddisfazione personale e spinta emotiva a continuare. Mi ero dato un obbiettivo e l’avevo raggiunto, anche se, mi rendo conto ora che quel-

53

lo in realtà era il mio punto di partenza, non di arrivo. Hai un artista del passato a cui ti sei ispirato? La tua è una passione che qualche famigliare ti ha tramandato oppure sei un autodidatta? Quando iiziai, lo feci per gioco e per sfida, non conoscevo altri giocolieri, c’era il web e le poche cose che riuscivi a reperire in rete, lì scoprii un artista giovane dal nome Jhonathan Alvarez: mi innamorai delle sue performance e del suo flow e l’ho sempre ammirato tantissimo per la sua capacità di emozionare il pubblico unendo la musica ad una performance di giocoleria. Ogni volta il pubblico reagisce con stupore e meraviglia alle tue esibizioni: provi ancora emozioni prima di ogni numero?


re la possibilità di lavorare e viaggiare è un piccolo sogno che si realizza. Ai bambini, e non solo a loro, si dice sempre «Non scherzare col fuoco». è davvero così? Cosa diresti a chi volesse seguire le tue orme? Ai bambini bisogna dire di non giocare con il fuoco!! Prima di ogni performance lo ricordo sempre per non avere “emulatori” a casa…o scuola! Però per chiunque voglia seguire questa strada, posso solo dir loro, che il fuoco ti accende la vita. ►RS

I VIDEO

Inquadra il QRcode per il canale Youtube di Otto Mix

© Danilo Simonetti (2)

Assolutamente si!!! Prima di ogni spettacolo sono super agitato!!! Ammetto però di aver più paura del pubblico che non del fuoco, la riuscita di una buona performance è data anche dalla carica che il pubblico dona all’artista con gli applausi, ci sono situazioni dove bisogna richiamare applausi, ed altre, come a Millenarja, dove il pubblico ti sommerge d’amore così tanto da riuscire a commuovermi in scena. Ammetto però che tutta l’agitazione del momento vengono

compensati quando alcune tra le persone del pubblico vengono a cercarmi per ringraziarmi delle emozioni che gli ho donato. In quel momento mi sento di aver fatto un buono show, e ti assicuro che io non sono mai soddisfatto di tutto quello che faccio. Hai un "rito" scaramantico prima di ogni numero o un oggetto dal quale non ti separi mai? Devo confessare che non ho un oggetto che tengo sempre con me o un rito propiziatorio nel “pre show”. Come è la vita del busker? Gli applausi compensano gli sforzi, i sacrifici e le ore di allenamento? La vita del busker è una vita ricca di emozioni, di volti sconosciuti che diventano nuovi amici, di posti da scoprire. Gli applausi sentiti compensano sempre tutte le ore di allenamento, i sacrifici fatti per arrivare a questo punto; ave-

54


55


FESTIVAL

Blooming Festival: arti

numeriche e culture digitali Torna il festival dedicato alla promozione delle espressioni artistiche di ricerca nel campo della cultura digitale, della musica e delle arti elettroniche

P

er il sesto anno consecutivo, uno dei borghi più belli d’Italia accoglierà sperimentazioni sensoriali, ambienti immersivi e performance coinvolgenti che contribuiranno a valorizzare il patrimonio storico ed architettonico della città. Venerdì 9 e sabato 10 settembre 2022 la manifestazione ospiterà

artisti e studi creativi internazionali con installazioni, videoproiezioni e performance all’interno di location uniche e rare nel centro storico della città marchigiana di Pergola (PU). Blooming, grazie al format che coniuga location suggestive e contenuti spettacolari, si conferma una piattaforma unica nel panorama italiano degli eventi legati

56

alle arti digitali. Saranno presenti alcuni dei più importanti e riconosciuti artisti internazionali del settore; sarà dato largo spazio all’immagine, con video spettacolari, installazioni e proiezioni interattive, e non mancheranno live performances dal carattere ipnotico. Sabrina Ratté (CAN) presenta Floralia, una magnifica serie di video digitali


di Daniele Colzani

che rielaborano un ecosistema artificiale, un archivio virtuale di specie vegetali estinte. L’opera è stata esposta al Centre Pompidou ed è entrata nelle collezioni del Musée d’Art Contemporain de Montréal. Gli svizzeri Cod.Act presenteranno πTon/2, un’installazione cinetica e sonora che si muove in modo imprevedibile nello spazio, producendo suoni diversi a seconda del ritmo del movimento. Il duo ha all’attivo numerose partecipazioni internazionali, premi e menzioni speciali. Per il secondo anno consecutivo Blooming ottiene il supporto di ProHelvetia – Fondazione Svizzera per la cultura, per favorire la partecipazione di artisti svizzeri alla manifestazione.

Il panorama italiano è rappresentato da artisti e studi creativi da tutto il territorio nazionale, attivi a livello internazionale. Studio Aira!, collettivo romano attivo da decenni nel campo della creatività digitale, ha ideato un intervento site-specific in realtà aumentata per la Chiesa di Santa Maria delle Tinte, fruibile con smartphone. Christian Rizzuti, residente a Barcellona dove insegna Design, presenterà Amnèsia, una suggestiva installazione interattiva con videoproiezioni laser e una componente sonora del sound artist spagnolo Juliàn Alvarez. Roberto Fusco, che vive e lavora a Helsinki, presenterà Ossa, una videoproiezione interattiva che muta e si intensifica in base all’interferenza del pubblico.

57

il sito

Inquadra il QRcode per il sito ufficlale della manifestazione Davide Carbone presenta un’installazione luminosa ambientale, anch’essa interattiva, in una delle suggestive cantine del centro storico. Nesso e Gianclaudio H Moni-


ri saranno i protagonisti di due performance audio/video dal vivo, il primo nella serata di venerdì 9 con uno show di live coding, il secondo nella serata di sabato 10 con il progetto Plaster, realizzato in collaborazione con Franz Rosati. Il foyer del Teatro comunale Angel dal Foco ospiterà una selezione di progetti degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, a cura di Marcello Signorile, tra cui un videogame attivabile con qrcode e videoinstallazioni. Non mancherà l’atteso appuntamento a cura di Alberto Formica - Bad clipping, in cui adulti e ragazzi possono fare esperienze tematiche in realtà virtuale e aumentata.

Samuel Pietri e Riccardo Bazzoni, sound artist e visual designer che collaborano con il collettivo fuse* e l’installazione interattiva Radical Soundscape di Marta Ilacqua, giovane designer basata a Londra. La giuria ha inoltre stabilito di assegnare una menzione speciale al progetto BruiXes-Lab (Giulia Tomasello e Cristina Dezi), per l’originalità e attualità della ricerca affrontata con il loro progetto sXf. WORKSHOP PER TUTTI Nella giornata di sabato 10 settembre si terrà un workshop di live coding con Nesso in due sessioni (11:00 - 13:30 e 15:00 - 18:30), mentre le attività educative dedicate ai più piccoli si svolgeranno nel pomeriggio con il workshop per bambini organizzato dal CoderDojo Fano (FareCentro, Umanesimo Artificiale e MeMo Mediateca Montanari).

i progetti premiati Si è chiusa il 5 agosto scorso la call for projects internazionale #bloomingyou. Numerose le proposte che sono giunte da tutto il mondo per un progetto da presentare durante il festival. La giuria, presieduta da Federica Patti (LaRete art project) vista la qualità delle proposte, ha deciso di selezionare 2 progetti: la video installazione Chrisalis Exuvia di

58

è inoltre previsto un talk pubblico, con Simona Lisi (Cinematica Festival) e Paolo Bragaglia (Acusmatiq), di presentazione del I Corso di perfezionamento Nuove tecnologie per la performance. Corporeità e spazio scenico, promosso da Cinematica Festival e Acusmatiq all’interno dell’Università Politecnica delle Marche - DICEA Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura. il festival Blooming Festival è un progetto di Palazzo Bruschi, associazione di promozione sociale con sede a Pergola, che ha come scopi principali quello di organizzare eventi culturali e favorire gli scambi che sono più che mai necessari tra idee e le opere, artisti, professionisti e pubblico. La direzione artistica del festival è a cura di Quiet Ensemble, studio creativo di punta nel panorama delle arti visive e new media in Italia. Partner: Umanesimo Artificiale (Fano, PU) Il festival si svolge con il sostegno e il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Pergola, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Urbino, di Prohelvetia – Fondazione Svizzera per la cultura. ►RS


59


MUSEI

I tesori del Civico

Museo

Teatrale Carlo Schmidl

La sua duplice anima, di sede espositiva e centro di documentazione, si riflette nei materiali esposti

F

ondato da Carlo Schmidl, nel culto delle memorie di palcoscenico, con la lungimirante donazione della sua raccolta storico-musicale, il Civico Museo Teatrale documenta la vita del teatro e della musica a Trieste dal Settecento ai giorni nostri. Manifesti, locandine, fotografie, stampe, medaglie, dipinti, strumenti musicali, oggettistica, fondi archivistici e manoscritti autografi costituiscono l’ossatura di unteatro della memoria che da quasi un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del suo fondatore. LE SEDI Ospitato dal 1924 al 1991 nel Teatro Comunale “Giu-

seppe Verdi”, dal 1992 nella sistemazione provvisoria di Palazzo Morpurgo in Via Imbriani, il Museo ha trovato definitiva collocazione a Palaz-

il sito

Inquadra il QRcode per sito ufficiale del Museo Teatrale 60

zo Gopcevich, fatto costruire da Spiridione Gopcevich nel 1850, realizzato dall’architetto Giovanni Berlam, acquistato e trasformato in sede museale dal Comune di Trieste. Il traguardo del taglio del nastro, il 16 dicembre 2006, è reso possibile dal generoso atto mecenatesco di Fulvia e Fulvio Costantinides, per onorare la memoria di Giorgio Costantinides. LE COLLEZIONI La duplice anima del Museo (esposizione e centro di documentazione) si riflette nell’articolazione degli spazi all’interno del Palazzo. Il primo piano, con i suoi pavimenti splendidamente intarsiati ed i


di Daniele Colzani

suoi soffitti riccamente decorati, offre un percorso espositivo dedicato alla storia degli edifici teatrali ed ai protagonisti della musica e dello spettacolo a Trieste lungo un arco di oltre due secoli. Una significativa sezione è dedicata alla raccolta di strumenti musicali, europei ed extraeuropei, ed alla fedele ricostruzione del laboratorio del liutaio triestino Francesco Zapelli. L’esposizione di strumenti musicali, con particolare attenzione a quelli meccanici, procede al secondo piano del palazzo, dove trovano collocazione anche gli spazi dedicati alla memoria di Giorgio Strehler (di cui il Museo custodisce l’archivio personale) ed i servizi di documentazione e consultazione: i percorsi di visita e di ricerca si snodano dunque all’interno della ricca rete di testimonianze che costituiscono un patrimonio in continua espansione. Ragguardevole è la collezione di dipinti, prevalentemente ritratti di attori e musicisti, a firma, tra gli altri, di Gino

Parin, Umberto Veruda, Arturo Rietti e Carlo Wostry. Ai dipinti si affiancano stampe riguardanti artisti e luoghi teatrali, nonché il fondo di bozzetti di scena e figurini per opere, operette e spettacoli di prosa nei teatri triestini. Numerosi sono i cimeli: oggetti appartenuti ad artisti, costumi teatrali e gioielli di scena (tra le più significative acquisizioni figurano i costumi appartenuti al grande mezzosoprano triestino Fedora Barbieri), pupazzi, marionette e burattini. Il medagliere è costituito da circa un migliaio di pezzi, con alcuni esemplari risalenti al XVIII secolo. Ad esso si affiancano la fototeca (oltre 50.000 pezzi) ed una raccol-

61

ta di autografi (circa 30.000 pezzi) che spazia da Rossini a Verdi, Boito e Puccini, da Adelaide Ristori a Serge Lifar. LA BIBLIOTECA, GLI ARCHIVI E LA MEDIATECA Di rilevanza internazionale, per entità e dimensioni, sono i fondi librari ed archivistici


del Museo. Costituita da circa 100.000 pezzi e specializzata in musica e spettacolo, la biblioteca custodisce una sezione di libretti d’opera, un ricco fondo musicale ed un’emeroteca. Tra i fondi archivistici (oltre 4.000 cartolari d’archivio), si conservano, tra gli altri, l’Archivio Schmidl, quelli del Te-

atro Stabile del Friuli Venezia Giulia (1954-2000), del Teatro Verdi (1798-2000), del Premio Musicale “Città di Trieste”, della Fondazione Istituto d’Arte Drammatica di Trieste (I.D.A.D.), di Giorgio Strehler, Giulio Viozzi, Dario Daris e John Gualiani. La vita e l’attività di teatri ed artisti sono documentate dal-

la raccolta di manifesti e programmi (circa 90.000 pezzi), dalla banca dati cartacea e da oltre 600 scatole d’archivio di rassegna stampa e documentazione. Nata nel 1985 e costituita da oltre 20.000 pezzi, la mediateca comprende il lascito del farmacista Riccardo Gmeiner (1905-1984) cui la sezione è intitolata, oltre a preesistenti fondi discografici e successive acquisizioni. IL MUSEO VIAGGIA VERSO IL FUTURO Tutela e valorizzazione, curiosità e ricerca, documentazione e collezionismo, riflessione sul passato e proiezione verso il futuro continuano ad essere i cardini di un’istituzione unica nel suo genere, di fama internazionale e di respiro europeo, creata con passione e lungimiranza da Carlo Schmidl e cresciuta negli anni, come annotava lo stesso Schmidl nel 1918, grazie a «gli amatori di cose patrie, che […] hanno voluto con slancio gentile donare generosamente...». ►RS

62


63


INIZIATIVE

Il

Museo

Didattico

dell ’Arte Circense

a fiabilandia, il FAMOSO parco divertimenti di rimini, è stato inaugurato un museo unico nel suo genere...

I

l celebre parco divertimenti di Rimini festeggia i 250 anni del Circo e inaugura il primo museo didattico dell’arte circense. è un progetto in cantiere da tempo e finalmente ha visto sua realizzazione. Attraverso questo percorso il mondo del circo viene esaltato grazie a una collezione di modelli, costumi, oggetti di scena, locandine, documenti, souvenir. Tra trampolieri, giocolieri e clown domenica 24 luglio è stato inaugurato il primo Museo didattico dedicato all’arte circense in Italia. Un vero e proprio omaggio al mondo del circo e la sua storia che prosegue da oltre 250 anni. Il museo è ospitato da Fiabilandia, il parco divertimenti di Rimini, che arricchisce così la sua offerta, e lo fa puntando anche su arte e cultura. «L’arte circense rappresenta un valore enorme per il patrimonio culturale, del nostro Paese e del mondo intero - afferma Fabrizio Grandi, presidente onorario del museo - In mostra una collezione di modelli, costumi, oggetti di scena, locandine, documenti e souvenir».

La storia del circo Quella del circo è una storia molto antica. Ai tempi dei romani, il circo ospitava le corse dei carri e a volte anche le lotte dei gladiatori. Il circo moderno nasce nel XVIII secolo come spettacolo equestre: c’è una data precisa, il 1768, quando Philip Astley per la prima volta

64


di Daniele Colzani

si esibì su una pista circolare a Londra. Nel tempo, lo spettacolo si è aperto agli artisti di discipline più diverse: clown, acrobati, trapezisti, giocolieri e maghi. Il primo a fondere tutti questi elementi insieme fu un impresario americano, Phineas T. Barnum (alla cui vita è stato dedicato il musical biografico The Greatest Showman), che nel 1871 creò negli Stati Uniti «il più grande spettacolo del mondo»: una formula che raccoglieva esibizioni equestri, baracconi da fiera con “strampalati personaggi” e curiosità di ogni specie. La collezione Al circo Barnum è dedicata una delle venti teche dell’esposizione che nasce per volere della famiglia Casartelli, attuale titolare di Fiabilandia, che vanta una tradizione più che secolare all’interno di questo mondo. Su una superficie di oltre 800 metri quadrati l’ampio locale ospita 20 grande bacheche dedi-

Matilde Brandi

cate ciascuna a una dinastia o a un tema. C’è uno spazio destinato al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo, uno alla dinastia Orfei, una ai circhi della famiglia Togni. Le altre teche sono dedicate alla famiglia Casartelli titolare anche del Circo Medrano, a giocolieri straordinari e a illustri personaggi e artisti del passato. Una parte della mostra è dedicata al rapporto tra cinema e circo, con una sezione riservata

65

all’indiscusso maestro del cinema: il riminese Federico Fellini, da sempre affascinato dal circo e in particolare dalla figura del clown, personaggio ricorrente all’interno della sua filmografia. «Tutto questo non avremmo potuto realizzarlo senza la preziosa collaborazione delle famiglie che hanno fatto la storia del Circo italiano e che hanno voluto contribuire donando buona parte di quello che è possibile ammirare all’interno di questa esposizione» dichiara Davio Casartelli, ideatore del progetto. «Il circo ha regalato e continua a regalare sogni a milioni di persone con la straordinaria capacità di far tornare tutti noi un po’ bambini - spiega Matilde Brandi, madrina dell’iniziativa - In questo momento storico, e dopo anni così difficili trovo sia doveroso sostenere idee e attività capaci di donare magia, desideri e spensieratezza. Questa mostra rappresenta esattamente tutto questo». ►RS


festival

Endorfine Rosa Shocking e l u ' niverso femminile

Dal 26 al 30 settembre la 5a edizione del Festival Cinematografico sbarca a Venezia presso la Casa del Cinema – Videoteca Pasinetti

D

ieci film per un viaggio affascinante e profondo nell'universo femminile attraverso la lente dello sport. Dieci pellicole indipendenti, provenienti per la maggior parte da Paesi remoti o ambientati in angoli di mondo insoliti. Dieci gemme che vengono proposte al pubblico come preziosa testimonianza artistica per parlare di tematiche importanti e quantomai attuali come la violenza sulle donne, la forza delle tradizioni culturali, i rapporti nelle società patriarcali, la sessualità, la relazione con l'ambiente. Dalla storia della ragazza indigena canadese che vuole diventare una campionessa di snowboard e soffre per l'inevitabile allontanamento dalla sua tradizione culturale alle peripezie della nazionale femminile

iraniana di calcio a cinque che si aggiudica la finale degli Asian Games in Malesia e deve riuscire a uscire dal Paese nonostante il capitano non abbia il permesso firmato del marito per farlo; dalla storia della due donne che per prime attraversano sugli sci

la Haute Route non-stop da Chamonix a Zermatt allo sguardo intimo su come il surf cambia la vita di una ragazza dello Sri Lanka. Tante piccole e al contempo grandi storie unite dal filo rosso dello sport come forza e sprone Precious Leader Woman

66


di Silvia Arosio

per combattere le convenzioni e scintilla di consapevolezza e crescita. Ogni serata prevede la proiezione di due film, un lungometraggio e un cortometraggio, alle 17.30 con una replica alle 20.00, seguiti da una discussione/confronto nel foyer della Casa del Cinema – Videoteca Pasinetti (Palazzo Mocenigo, S. Croce 1990 – 30135 Venezia; tel. +39 041 2747140). I film verranno introdotti dai registi, se presenti, o da altre personalità del mondo del cinema. Tutti i film sono sottotitolati in lingua italiana e inglese, se queste non sono le lingue originali. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti prenotabili sul sito www.culturavenezia. it/cinema dal mattino per le proiezioni della giornata.

Endorfine Rosa Shocking è una rassegna cinematografica ideata e curata da Laura Aimone. Le prime due edizioni si sono svolte a Treviso, mentre a partire dalla terza l’evento si tiene nel capoluogo veneto con il patrocinio della Città di Venezia e del CONI. Protagoniste assolute dei film proposti sono le donne, in un intrigante giro del mondo attraverso discipline sportive disparate. Uno degli scopi della rassegna è offrire chicche del grande schermo al di fuori dei circuiti di massa. Fugaci incursioni in realtà molto lontane eppure rese così vicine grazie al linguaggio universale dello sport. Oppure immersioni in contesti “dietro l’angolo”, ma altrettanto inaspettati. Al centro

Martha & Niki

We are like waves

67

Cold sweat

di ogni storia non necessariamente atlete affermate, quanto più spesso donne che, attraverso discipline sportive diverse più o meno note, trovano la forza di sfidare le convenzioni, di mettere in discussione la propria esistenza e di guardarsi dentro per riuscire a guardare oltre. Lo sport diventa quindi un pretesto per aprire finestre su realtà più che mai attuali, dalla violenza sulle donne tra le mura domestiche o nello spogliatoio ai cambiamenti climatici, dall’inquinamento al disagio sociale, dalla guerra allo sfruttamento dei bambini, dalla disabilità alle minoranze etniche, solo per citarne alcune. Il tutto offrendo film ad alto contenuto di endorfine, stimolanti ed ottimisti. I TITOLI DELLA RASSEGNA • 26 settembre: sport e tradizione - KANYA, Apoorva Satish, Repubblica Ceca, India (2020), 16min, fiction (nuoto). La storia di un’adolescente cresciuta in mezzo ai valori occidentali e a quelli della cultura tradizionale a cui appartiene. Il suo sogno di diventare una nuotatrice professionista viene messo a dura prova dall’arrivo del primo ciclo. • PRECIOUS LEADER WOMAN, Cassie De Colling, Cana-


da (2021), 48 min, documentario (snowboard). Originaria del remoto villaggio Alert Bay in British Columbia (Canada), Spencer O’Brien ha dedicato la sua vita a diventare una campionessa mondiale di snowboard. Gareggiare a questi livelli, però, stava portando Spencer più lontana dalle sue origini indigene di quanto potesse pensare. • 27 settembre: sport e amicizia - MALEK MEANS ANGEL, Lea Hjort Mathiesen, Danimarca, Tunisia (2014), 28 min, documentario (scherma). Con il sorriso da angelo e la determinazione di un guerriero, l’undicenne Malek si allena assiduamente insieme alla sua migliore amica Yasmin a Tunisi, in vista di un’imminente gara di scherma. Quando arriva il giorno, però, la forza e i sogni di Malek sono messi alla prova. • MARTHA&NIKI, Tora Mårtens, Svezia (2015), 90 min, documentario (hip - pop). Nel 2010 Martha Nabwire e Niki Tsappos partecipano alla più grande gara del mondo di Street Dance a Parigi. è stata la prima volta che due donne sono diventate campionesse di Hip Hop. Il film racconta il loro amore per la danza e le sfide della loro amicizia. • 28 settembre - sport e patriarchie - WE ARE LIKE WAVES, Jordyn Romero, U.S. (2021), 13min, documentario

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Laura Aimone (surf). Uno sguardo intimo su come il surf cambia la vita di Sanu, documentando le battaglie e le conquiste del suo diventare una delle prime surfiste dello Sri Lanka. • COLD SWEAT, Soheil Beiraghi, Iran (2018), 88 min, fiction (calcio a cinque). La nazionale femminile iraniana di calcio a cinque si aggiudica la finale degli Asian Games in Malesia. Il giorno della partenza, però, in aeroporto, il capitano della squadra scopre che suo marito non le ha firmato il permesso per uscire dal paese. • 29 settembre: sport e identità - EDEN, Charlie Bush, UK (2021), 11min, documentario (nuoto nella natura). La storia straordinaria della transgender Eden che, reinterpretando la scienza, riesce a sconfiggere le

regole e, allo stesso tempo, a trovare una nuova passione. • SISTERHOOD, Domiziana De Fulvio, Italia (2020), 53 min, documentario (pallacanestro). Sisterhood racconta la storia di tre squadre di basket femminile che giocano nei campi di strada a Beirut (Campo di Shatila), a Roma e a New York. Le protagoniste - con o senza il velo, nere o bianche, di quindici o quaranta anni - mettono quotidianamente in campo un’accesa e vitale sfida a stereotipi e discriminazioni di genere e sociali, riappropriandosi dello sport. • 30 settembre - sport e perdita - THE TRAVERSE, Ben Tibbetts and Jake Holland, Francia (2021), 34min, documentario (sci). Affrontando alcune delle zone più impegnative del pianeta, le due atlete mondiali Valentine Fabre e Hillary Gerardi provano a diventare le prime donne che attraversano sugli sci la Haute Route non-stop da Chamonix a Zermatt. • NOT ALONE, Heather Mosher, Canada (2021), 43 min, documentario (arrampicata su ghiaccio). In seguito alla morte della sua amica a causa di una slavina durante un’arrampicata su ghiaccio, Sarah Hueniken, atleta professionista e guida alpina, inizia a mettere in discussione tutti gli aspetti della sua vita in montagna. ►RS

CHI è LAURA AIMONE • Laureata in lingue e letterature straniere, ha studiato storia del cinema presso

l’Università di Copenhagen in Danimarca e il Mount Holyoke College negli Stati Uniti. Lavora nel mondo del cinema da 15 anni, collaborando con alcuni dei Festival più importanti a livello internazionale tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, la Berlinale, il Giffoni, il Festival del Cinema di Edimburgo in Scozia, l’Ajyal Film Festival in Qatar e il Film Festival&Awards Macao in Cina. • è specializzata in cinema dei paesi parlanti arabo del Golfo. • Consulente alla programmazione per diversi Festival tra cui il Middle East Now a Firenze. Ha inoltre curato focus dedicati, partecipato a talent labs e ricoperto il ruolo di giurata per Festival internazionali in Italia, Svizzera, Inghilterra, Portogallo, Finlandia, Slovacchia, Armenia, Stati Uniti e Tasmania. • Il Carnevale della vita, cortometraggio con Leo Gullotta da lei scritto e diretto nel 2019, è la sua opera prima. Laura ha scelto di vivere a Venezia, quando non è in viaggio in giro per il mondo.

68


69


iniziative

Stasera al

Museo

nel segno delle donne

Al Museo Bagatti Valsecchi il cartellone Del mese di settembre si arricchisce di tre appuntamenti

D

opo la pausa estiva riprende al Museo Bagatti Valsecchi la programmazione di Stasera al Museo. Nel segno delle donne, il palinsesto di eventi ideato dal Conservatore Antonio D’Amico con l’obiettivo di accogliere il pubblico non solo per ammirare le collezioni permanenti della storica casa museo, ma anche per assistere a concerti dal vivo e rappresentazioni teatrali, facendo rivivere lo spirito della dimora accogliente e vivace pensata a fine Ottocento dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. La rassegna di quest’anno celebra lo spirito femminile e anche gli eventi di settembre rendono omaggio alle donne e alle loro emozioni: ospiti del Salone d’Onore sono due concerti, uno a cura di Accademia Operando, realizzato in col-

laborazione con OttavaNota, l’altro con la direzione artistica di Stelia Doz vede protagonista il Trio Gynaika, dove la musica spazia tra i secoli. Lo spettacolo teatrale, grazie alla collaborazione con il Teatro della Cooperativa, porterà in scena la brillante comicità di Ippolita Baldini, che racconta le contraddizioni di una giovane donna, in cui

non sarà difficile ritrovarsi, in un monologo autobiografico.

GLI APPUNTAMENTI DI SETTEMBRE Domenica 11 settembre il Museo si riempie di musica grazie all’Accademia Operando, diretta da Francesco Lanzillotta, Bruno Taddia e Christian Schmitz. La serata, in collaborazione con OttavaNota, si intitola Euterpe: incanto e musica e propone un viaggio nell’affascinante e coinvolgente repertorio operistico italiano e alle emozioni che da sempre è capace di trasmettere. Ippolita Tormenti, lacrime, Baldini amori, gesti eroici, sacrifici: questa è la lirica, manifesto della voce di molte donne e campionario senza tempo dell’universo femminile. Il programma presenta un repertorio che abbraccia due secoli di musica, con brani dal Don Pasquale di

70


della Redazione

Francesco Lanzillotta

Turina, Màximo Diego Pujol e Teresa Procaccini, accompagnati dalla voce recitante di Lucia Vasini che quest’anno ha accompagnato con grande coinvolgimento tre serate. Il concerto è organizzato in collaborazione con Serate Musicali e vede la direzione artistica di Stelia Doz. L’ultimo appuntamento di settembre è mercoledì 28, con lo spettacolo teatrale di e con Ippolita Baldini dal titolo Mia mamma è una marchesa, prodotto da Teatro della Cooperativa. l’attrice comica, reduce dai successi di Zelig,

Donizetti, dall’Italiana in Algeri di Rossini, dall’Historie du Soldat di Stravinskij e la Serenata per archi di Dvorak. Mercoledì 21 settembre sarà la volta del Trio Gynaika, composto da Domenica Bellantone all’arpa, Dania Carissimi alla chitarra e Chiara Di Muzio al pianoforte. Un trio tutto al femminile, dove gli strumenti a corda fanno da padroni, in un ensemble unico, aperto a sperimentazioni e contaminazioni artistiche. Omaggio al ‘900 è il tema della serata, che prevede musiche di Nino Rota, Joaquìn

Christian Schmitz

Bruno Taddia

porta in scena un monologo brillante e ironico declinato tutto al femminile con la collaborazione alla regia di Camilla Brison. La protagonista della pièce, Roberta, si trova ad affrontare il logorio del mondo contemporaneo, il disagio esistenziale, le complicazioni della carriera professionale, il desiderio di fuga: tutte tematiche con cui gli spettatori simpatizzano, grazie anche a un’interpretazione dal ritmo incalzante. Ippolita Baldini sarà nuovamente ospite del Museo a novembre, con un’altra avvincente avventura autobiografica. ►RS

il sito

Trio Gynaika

71

Inquadra il QRcode per la prenotazione obbligatoria agli spettacoli


biografie

della Redazione

Franco Nero e

Django:

chiacchiere tra amici

l’icona del cinema italiano e internazionalE in un ideale dialogo con il suo personaggio più celebre

F

ranco Nero è un’icona del cinema italiano e internazionale. Ha lavorato in circa 250 film in più di 30 Paesi, interpretando i ruoli più diversi. Django è il personaggio con cui sicuramente è riconosciuto nel mondo, ma Franco Nero non è solo Django: nei suoi sessant’anni di carriera, il suo volto ha raccontato un’infinità di storie e di psicologie, e in questo libro, in un ideale dialogo con il suo personaggio più celebre, il grande attore ripercorre la propria vita, densa di vicende professionali e private che raccontano gli anni d’oro del cinema e il passaggio dalla fine del Novecento all’inizio del terzo millennio. Film con John Huston, Buñuel, Fassbinder, Chabrol, Zeffirelli, Pupi Avati, Tarantino proprio nel suo omaggio al personaggio di Django, e tanti altri registi internazionali, incontri con i più celebri personaggi di tutto il mondo, come Marlon

Brando e Paul Newman, chiacchierate con Lawrence Olivier e soprattutto la sua relazione con la compagna di una vita, Vanessa Redgrave: è questo il racconto che Franco Nero fa di un’età dorata del cinema nelle sue grandi e piccole storie di set, delle sue vicende private, ma soprattutto della determina-

zione di un uomo che non si è mai risparmiato davanti alle sfide professionali e personali che la vita gli ha messo davanti. Django e gli altri. Molte storie, una vita (Franco Nero e Lorenzo De Luca, Rai Libri, 252 pg., € 20,00) è in vendita nelle librerie e su tutti gli store digitali. ►RS

Chi è franco nero • Attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico. Dall’esordio nel 1963, in sessant’anni di attività, ha recitato in circa 250 film, tra cui ricordiamo: Io la conoscevo bene, Django, Camelot (candidato al Golden Globe 1968 come Miglior Attore Debuttante), Il giorno della civetta (David di Donatello 1968 come Attore Protagonista), Keoma, Tristana, Il delitto Matteotti, Zanna Bianca, Mussolini ultimo atto, Marcia trionfale, Querelle de Brest, Fratelli e sorelle, Django Unchained. • Ha ricevuto premi in tutto il mondo. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, nel 1992, gli ha conferito l’onoreficenza di Commendatore per i suoi meriti artistici. La Brunel University di Londra, nel 2011, lo ha insignito della laurea in lettere honoris causa. • Come regista, con Forever Blues, nel 2006 ha vinto il Globo d’Oro - Premio Speciale della Giuria. Da oltre cinquant’anni lavora per il Villaggio Don Bosco di Tivoli (RM).

Chi è Lorenzo de luca • Sceneggiatore e scrittore italiano. Dall’inizio degli anni Novanta ha lavorato a diversi film italiani e stranieri e a varie serie Tv, ed è autore di diverse pubblicazioni sul cinema.

72


Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO

I nostri

contributors

CHRISTINE GRIMANDI PRODUCTION ORGANIZATION AND CASTING DIRECTOR

SIMON LEE

MAURIZIO TAMELLINI

MUSIC SUPERVISOR E DIRETTORE D’ORCHESTRA

DIRETTORE ARTISTICO FESTIVAL DEI 2 MARI DI SESTRI LEVANTE

GIANMARIO CAVALLARO MAESTRO DI CORO E DIRETTORE D’ORCHESTRA

CLAUDIA ROSSI & ANTONELLA LAZZARETTI

MASSIMILIANO FUSCO WEDDING & BALLET PHOTOGRAPHER

DOCENTI FORMATRICI

ANGELA VALENTINO MAKE UP ARTIST

ANTONELLO RISATI PRODUCTION DESIGNER

Quotidiano on line www.silviaarosio.com

LUCA VARANI GIORNALISTA MUSICALE E BLOGGER DI SONAR

Digital Edition 73 www.issuu.com/silviaarosio

Facebook Riflettorisu


IL DANZATORE

La ricerca della perfezione nei passi di Roland

Petit

Il Direttore Artistico del "Festival dei 2 mari" e del " San Marino Dance Festival" si racconta

S

e ne è andato nel 2011, a ben 87 anni, un personaggio che è considerato a tutt' oggi uno dei più proliferi e innovativi coreografi del balletto moderno. Non aveva mai perso la sua ironia, il suo cercare di rendere la sua danza un linguaggio più consono e leggibile a tutte quelle persone che andavano a teatro per vedere ed ammirare le sue coreografie, che fin dall'inizio della sua carriera di coreografo erano a dir poco audaci per l'epoca (parliamo del

pas de deux della camera da letto in Carmen, del 1949 ). Roland Petit è sempre stato definito un enfant prodige per le sue diverse e controverse coreografie nella Parigi post guerra. Nel 1946 crea Le jeune homme et la mort, un balletto con la drammaturgia di Jean Cocteau, una pièce che ancora adesso viene danzato nei più importanti Teatri del mondo e da prestigiosi étoile del firmamento ballettistico.

Zizi ( Rene'e) Jeanmeire e Roland Petit

74

La cosa che mi colpiva di più di Roland era la sua ricerca di un passo, mai banale, ma ricercato e costruito: andava al di là del vocabolario classico, stravolgeva con delicatezza e furbizia i grandi capolavori classici: basti pensare al suo Lago dei Cigni, Schiaccianoci, l' insuperabile Coppelia, la sua Carmen, che in quei 5 quadri essenziali hanno rivelato la sua abilità e raffinatezza nel saper coreografare la sua immaginazione e di trasportarla sulla scena. Quando Roland mi volle come Solista a Marsiglia, (città di porto che ha dato i natali alla Giovine Italia, da Mazzini a Garibaldi e città natale del grande e insuperabile coreografo Marius Petipa), nel lontano 1985 e la Sua Compagnia del Balletto National de Marseille-Roland Petit che era allora all'apice della sua notorietà, mi raccontava che aveva coreografo quasi 200 balletti, e che Lui se li ricordava tutti. Ho danzato in innumerevoli suoi balletti in quel periodo, da Symphonie Fantastique a


di Maurizio Tamellini

Design for four con la musica di J.Michel Jarre, Le Forains, (il suo vero primo balletto), Proust ou les intermittences du coeur, Notre Dame de Paris. Trovava degli aneddoti e dei simpatici racconti delle sue serate con Zizi (che allora era chiamata già con il suo soprannome), ma in realtà si chiamava Renèe Janmaire. Era una vera enciclopedia di date, di riscontri e di personaggi che hanno dato vita alle sue coreografie come costumisti, scenografi, pittori, poeti e scrittori. In quegli anni la Compagnia aveva la sua sede provvisoria al Musèe de Beaux Arts, in attesa che la sede definitiva della scuola e delle sale per Ie Ballet National de Marseille fosse completata: avevamo una sola sala prova ed era veramente difficile conciliare le prove e gli spettacoli, ma fortunatamente avevamo moltissime tournée in Europa. Nel settembre 1985 creò per la Compagnia Le Chat Bottè , balletto che portammo a Parigi per le feste natalizie al Palais des Sports e poi alla Salle Vallier di Marsiglia. Danzai nella parte dell' Ogre (Orco) insieme a D. Khalfouni, D.Ganio, P.Dupond e P.Schaufuss. Fu per me il vero battesimo nella compagnia. Una creazione che Roland non credeva di poter (o voler) coreografare, era il suo

Pink Floyd Ballet, balletto creato per accontentare sua figlia Valentine che aveva detto a suo padre: «Sai, ho assistito ad un concerto di una giovane band: sarebbe bello se tu riuscissi a coreografare qualche loro brano». Così fu. I Maurizio Tamellini, Pink Floyd Le Chat Bottè, L'Ogre, a c c e t t a r o n o Palais des Sports entusiasti e (Parigi), Dicembre 1985 si offrirono spontaneadalla città di mente di suonare alla prima al sovvenzionato MAURIZIO TAMELLINI Marsiglia con l'appoggio del Palais des Sport di Marsiglia. "Le Chat Botté" L'Ogre, Palais des Sports (Paris) della città che credette Fu un enorme successo di pub1985 Dicembre Sindaco blico e di critica. Per quella nel suo lavoro e che fece una circostanza Roland aveva co- delle migliori e contemporareografato solamente 4 brani, nee Compagnie mondiali della ma col passare degli anni da 4 danza occidentale degli anni '70. passarono addirittura a 13! Quest'anno cadrebbe il cinRoland era veramente innamorato della sua Compagnia, quantenario della nascita, ma era il frutto di tutta la sua vita, nel 1988, dopo 16 anni di attivila sua famiglia a Marsiglia. tà la Compagnia chiuse i battenti Era sempre in sala ballo con e Roland si trasferì in Svizzera. noi, dal mattino alla sera, in- Continuò ancora per una decifaticabile ed attento. Le Ballet na d'anni. Lo ritrovai alla Scala National de Marseille Roland dopo qualche anno, affaticato, Petit nasce nel lontano 1972, forse deluso, chissà..►RS

chi è maurizio tamellini...

• Inizia i suoi studi accademici nel 1974 a Verona, sua città natale. Entra all'Accademia Nazionale di Danza di Roma, nel Gruppo Stabile A.N.D., nel Ballet Classique de Paris, Arena di Verona, Teatro Comunale di Firenze e nel 1980 nel corpo di ballo del Teatro alla Scala per quasi 30 anni. • Solista del Ballet National de Marseille R.Petit. Direttore Artistico Danza del Balletto di Varese, del Teatro V.Alfieri di Cast./Garfagnana (Lu), Performing. A.A. Moveon di Milano e dal 2020 del Festival dei 2 mari di Sestri Levante (Ge). • Firma per la danza, i costumi per Workshop con il Teatro alla Scala e una t-shirt per la linea Porselli" Prende parte a diversi programmi televisivi su RAI2 e a numerose altre interviste su varie piattaforme. Maitre de ballet e Presidente di Giuria in prestigiosi Concorsi di danza nazionali e internazionali. • Nel 2019 pubblica il suo primo libro,Nonsola(mente)danza. Collabora con scuole e Accademie, promuove stage, rassegne, master-class, lezioni private e prepara allievi/e per audizioni e Concorsi.

75


DIDATTICA

Site specific: il corpo

nel luogo, i luoghi nel corpo

uno sguardo sull'azione formativa come laboratorio di ricerca sperimentazione e partecipazione didattica

S

in dagli inizi del 900, la danza ha conosciuto, attraverso le avanguardie storiche, un continuo bisogno di uscire dai luoghi ad essa deputati - i teatri - per lasciarsi contaminare dal contesto quotidiano e ridefinire le funzioni e le convenzioni ad essa connesse. Oggi l’urgenza di sperimentare ha perso le implicazioni di provocazione e manifesto politico, concentrando tuttavia la ricerca sullo spazio (contesto), il corpo (strumento) e la forma spettacolo (modalità di comunicazione). La ricerca di una nuova relazione con lo spettatore è una delle principali questioni che vengono affrontate, così come lo spazio della coreografia diviene campo di sperimentazione per adeguarsi alle nuove e profonde trasformazioni intervenute nella comunicazione e nella

percezione dello spazio e del corpo. In questa prospettiva il Site Specific, inteso come modo di interagire e relazionarsi all’ambiente circostante, diviene un progetto compositivo funzionale allo scambio e al dialogo tra il movimento e il luogo. Forma di un’architettura danzata è il corso di formazione per insegnanti e danzatori che si è svolto presso Progetto Danza Treviso. L’idea è nata da una ricerca sull’analisi della Forma nella sua accezione più complessa di contenitore e contenuto, e sull’esplorazione delle relazioni tra la danza e i concetti più moderni di forma architettonica, intesa come un’opera strutturale che deriva da un processo e che crea una relazione con lo spazio e con il tempo. [...]l’esterno che penetra l’in-

Antonella Lazzaretti

Claudia Rossi

terno; e lo spazio interno, dove si deve vivere, che si proietta all’esterno. Lo spazio esterno viene a far parte naturalmente dello spazio interno dell’edificio. Ogni composizione architettonica diventa, quindi, effettivamente quadridimensionale (F.L. Wright) Questa immagine di compenetrazione tra corpo e spazio è all’origine del progetto, l’idea che la creazione di un Site Specific possa realizzarsi attraverso un flusso di movimento in dialogo costante tra interno ed

il VIDEO

Inquadra il QRcode per le informazioni sul progetto Site specific 76


di Claudia Rossi e Antonella Lazzaretti

esterno, tra luoghi interiori e ambiente. Il percorso si è svolto sia attraverso esperienze pratiche di movimento, che lezioni teoriche tenute da esperti sui temi dell’architettura e della video regia. L’indagine sul corpo e lo spazio è stata un articolarsi di esperienze di improvvisazione individuali e di gruppo, in un’alternanza di relazioni con sé stessi e con l’altro, tra il corpo materia/luogo e lo spazio luogo/materia. Una ricerca del sensibile per percepire le origini del gesto,

chi è CLAUDIA ROSSI

• Danzatrice, assistente coreografa e coreografa per televisione, teatro e cinema. Laureata presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma per l’insegnamento delle discipline coreutiche, indirizzo Danza Contemporanea. • Grande è l’attenzione verso la Pedagogia della Danza intesa come continua ricerca ed evoluzione del movimento e della sua trasmissione. • Svolge una intensa attività di insegnamento con stage e corsi di formazione professionale e aggiornamento insegnanti su territorio Nazionale.

il plasmarsi di forme generate dall’energia con e nello spazio. Un’esperienza di ascolto per cogliere da ogni aspetto della forma architettonica – punti, linee, superfici, volumi, ma anche texture, luce, colori, odori – stimoli creativi del messaggio coreutico che deve essere di quel luogo, per quel luogo, con quel luogo.

BIBLIOGRAFIA

• M. Carosi. a cura di, Movimenti urbani. La danza nei luoghi del quotidiano in Italia, Editoria & spettacolo, Spoleto, 2011 • M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Il Saggiatore, Milano, 1965 • F.L. Wright, Testamento, Libro secondo, Einaudi Editore, Torino, 1963

Le pratiche di improvvisazione sono state pensate per sollecitare nei danzatori la ricerca di un linguaggio personale, la disponibilità del corpo ad assorbire i richiami dell’ambiente e della materia, a modificare i punti di vista, a divenire creatore dello spazio, per comprendere fino in fondo come e quanto esso possa essere canale del messaggio coreutico. Ulteriori strumenti di composizione hanno guidato il gruppo alla realizzazione di un video in Site Specific, lavoro preceduto da una approfondita ricerca sulle funzioni, le origini, la storia di un luogo, la sua progettazione architettonica. Un percorso trasversale che ha coinvolto più aree del sapere perché, come scrive M.Merleau - Ponty, Il corpo proprio è nel

77

mondo come il cuore nell’organismo: mantiene continuamente in vita lo spettacolo visibile, lo anima e lo alimenta internamente, forma con esso un sistema..►RS

chi è ANTONELLA LAZZARETTI

• Danzatrice, insegnante, laureata presso l’Accademia Nazionale di Danza per l’insegnamento delle discipline Coreutiche, indirizzo danza contemporanea. • Dal 2017 è docente a contratto nel progetto EducANDo in Danza, Accademia Nazionale di Danza. • È membro del consiglio direttivo della DES, Associazione Nazionale Danza Educazione Società. • Svolge un’intensa attività di insegnamento della danza in differenti contesti educativi e in numerosi corsi di formazione per insegnanti sul territorio nazionale.


LA TRUCCATRICE

Quando il beauty

"incontra" il cinema

in viaggio con la make up artist angela valentino nel mondo del trucco artistico

I

momenti di beauty sono rituali, quasi mistici, quasi magici: sono pezzettini di tempo in cui mettiamo in pausa i pensieri frenetici della quotidianità, che, belli o brutti che siano, affollano il nostro cervello e lo mettono in moto ad una velocità stressante e nociva per il nostro organismo. In questi momenti rituali e spirituali, con una serie di azioni, miste a unguenti, polveri fragranze, come stregati, fermiamo il tempo reale ed entriamo in una nostra, personalissima, dimensione, in cui è ora di dedicarci a noi stessi, al nostro benessere fisico e mentale. Così, la bellezza emerge,

e noi, ritornati sulla terra, ci sentiamo guariti, ci sentiamo definiti. Casi in cui il beauty è sperimentazione, casi in cui il beauty è espressione, casi in cui il beauty è preliminare, casi in cui il beauty è trasformazione: un’ampia rosa di utilizzi e applicazioni per un concetto vastamente rappresentato nel teatro della celebrazione della bellezza, il cinema. Il trucco, la capigliatura di un personaggio sono parte integrante del suo profilo, e necessaria ad esso, espansio-

78

ne della sua personalità e movente d’azione, tanto quanto il percorso attraverso cui giunge a determinati risultati estetici. Pensiamo alla celeberrima “skincare routine” di Patrick Bateman (Christian Bale) in American Psyco di Mary Harron. Un rituale eloquente, che


di Angela Valentino

basta da solo a descrivere il personaggio, un dettaglio congruente con la sua natura. Nella celebre scena della routine del mattino, il personaggio si presenta, e descrive dettagliatamente ogni singolo passaggio del suo rito di bellezza, nominando i prodotti che usa e svolgendo i vari step quasi come se fosse un video tutorial.

chi è angela valentino • Angela Valentino una giovane

Make up artist italiana con una forte inclinazione per le arti del makeup. • La sua passione è iniziata con le arti dello spettacolo durante il liceo artistico. Laureata in Scenografia e costume per lo spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e diplomata in Truccatore artistico alla BCM Cosmetics di Milano. Successivamente, ha lavorato per diversi teatri, televisione, cinema e moda. • Ha vinto due premi come miglior truccatrice a Los Angeles e a New York. Ora vive da sei anni a New York.

Momento clou della scena della “morning routine” è quello della rimozione della maschera esfoliante, che Bateman effettua con un’accuratezza maniacale. Ancora un rituale di preparazione, preliminare di un atto, (truce), è il momento del trucco per Buffalo Bill ne Il Silenzio degli innocenti. Jame Gumb alias Buffalo Bill (Ted Levine) è un serial killer: rapisce giovani donne per scuoiarle e creare un macabro vestito da donna in una sorta di vendetta contro il sistema, poiché gli è stata negata l’operazione per il cambio di sesso. Una famosa scena del film, tra le più inquietanti ed emblematiche con il personaggio per protagonista, inscena un suo rituale di bellezza: il pri-

79

mo step è l’ombretto marrone sulle sopracciglia, per infoltirle, poi, dopo collane e piercing ai capezzoli, è il momento del rossetto di rosa pesca davanti allo specchio, e la sua vittima, in attesa di giudizio, disperata, cerca di scappare. Ma lui non se ne cura, è ipnotizzato in un incantesimo di vanità, in una danza sensuale davanti alla telecamera, in


un rituale di finzione che, per qualche effimero istante, lo fa sentire e apparire chi e come vorrebbe essere. Il beauty per i giochi di ruolo è quello che appartiene al teatro, al cinema, alla danza, allo spettacolo in generale: il trucco può modificare i tratti somatici, migliorarli, peggiorarli, enfatizzarli, smorzarli, il make up può trasformarti in chi non sei per il lasso di tempo che vuoi. è proprio un gioco di ruolo quello del regista Guido (Marcello Mastroianni) propone alla sua amante, l’ingenua Carla (Sandra Milo) nel capolavoro di Federico Fellini 8 e mezzo. «Ci vuole un trucco più… più da porca», dice Guido a Carla nella camera da letto, ed ecco che prende un pennello e le impiastriccia il volto, dipingendole linee spesse e irregolari sulle sopracciglia sottili. «Fai la faccia da porca!» le suggerisce; «Mi hai presa per una delle tue attrici?» domanda Carla con impertinenza, uscendo dalla stanza con le sue nuove sopracciglia finte, pron-

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Angela Valentino ta e disposta a trasformarsi a suo piacimento. Arthur Fleck fa uso del trucco: costruire una maschera per nascondere se stesso e trasformarsi in un’altra persona, in questo caso nel Joker di Todd Phillips. Esasperando e enfatizzando l’aspetto che quotidianamente è costretto ad assumere, per guadagnarsi da vivere come clown, un disperato e psicotico Arthur (Joaquin Phoenix) sceglie la tinta al posto della parrucca, e il viso chiazzato di bianco al po-

80

sto del cerone steso uniformemente, e così cambia identità. In un rituale davanti alo specchio, lo ammiriamo contorcersi semi-nudo in una danza scoordinata, mentre si inzuppa i capelli di tintura verde e si spennella viso, occhi e lingua di cerone, preparandosi a diventare il cabarettista che ha sempre sognato di essere. E mentre la scritta sullo specchio del suo camerino gli ricorda di fare una faccia felice, Joker, con un sorriso dipinto di rosso, esteso fino al mento, gioca con la sua vita e con quella degli abitanti di Gotham City. è per necessità che i momenti di beauty vengono inseriti nel mondo del cinema: per delineare il personaggio, quasi come se ne avesse bisogno per esprimere ed evolversi a pieno nella storia. è per necessità che i momenti di beauty vengono inseriti anche nelle nostre vite: ne abbiamo bisogno, per esprimerci e per evolverci nelle persone che siamo in ogni tappa del nostro percorso. ►RS


81


Riflettori s Quando lo scatto diventa " spettacolare"!

MAGAZINE DI CULTURA E SP

un tuffo neL MAGICO MONDO DELLA FOTOGRAFIA DI SCENA...

Storie ed emozio

salgono sul palco

vivile con

Sfoglia i numeri del magazine al link WW 82


su...

PETTACOLO

ni

o

n noi! IL SITO

Inquadra il QRcode per il suo sito internet

WW.ISSUU.COM/SILVIAAROSIO 83


INTERVISTA

Johannes Stötter,

maestro dell 'invisibile

Abbiamo incontrato L'artista altoatesino famoso nel mondo per le sue "opere" di bodypainting 84


di Daniele Colzani

J

ohannes Stötter è conosciuto per il suo lavoro innovativo nel campo del body painting e della body art. La sua creazione del 2013 di una rana tropicale con 5 modelle è diventata virale, spingendo la sua carriera in un'altra stratosfera. Fenomeno di fama mondiale, Johannes ha vinto numerosi premi, raggiunto vari traguardi e ricevuto diversi riconoscimenti da parte di importanti organi di stampa. è originario della Val di Vizze (Alto Adige) dove ha sviluppato un profondo legame con la natura da cui trae gran parte della sua ispirazione. Guidato da questa filosofia e motivato dalla vita quotidiana, la sua "curiosità" per le persone di varie culture permette al suo ingegno di fiorire. la scelta del bodypainting Piuttosto che su una tela statica, Johannes trasferisce la sua arte su modelli vivi, il che aumenta ancor di più la connessione tra l'artista, la persona e la forma d'arte, dando vita alle sue opere con ogni pennellata e creando effetti dettagliati con le mani, fonde il visibile e l'invisibile in

85

un tutt'uno. Spesso inserisce la sua "arte" sullo sfondo di paesaggi naturali o di arredi interni, creando così capolavori illusori, ritraendo la bellezza delle forme di vita nella loro stessa esistenza e vulnerabilità. La sua capacità di selezionare le sfumature di colore perfette è precisa come un "contagocce". La sua tecnica distintiva, che sembra non richiede alcuno sforzo, si sposa con la sua personalità particolare, ma motivata e appassionata, trasformando ogni modello pezzo per pezzo. Nato in uno stile di vita che ruota attorno all'intreccio di elementi di creatività, spiritualità e vita alternativa, anche la musica è parte integrante della sua espressione artistica. Con uno spirito elevato e un potente senso creativo, insegna nei workshop di bodypainting ed espone le sue opere in tutto il mondo. La sua capacità di toccare i cuori degli altri e di accendere la positività attraverso la sua arte è di gran lunga uno dei maggiori successi di Johannes. Lo abbiamo intervistato per voi e quello che segue è il risultato della nostra intervista (via mail per motivi di lavoro dell'artista): anche se distanti, Johannes è riuscito ad "ammaliarci" con la sua arte e siamo sicuri che affascinerà anche voi... Buona lettura! Johannes, come definisci la tua arte? Body painting, camouflage... Generalmente mi definisco un bodypainter e la mia arte "bodypainting" o "body art". Siccome sono specializzato sulle illusioni, si può anche definire come bodypainting illusorio.


il sito

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Johannes Stötter Perché hai scelto di dipingere sul corpo umano? Originalmente ho scelto di farlo perché mi sembrava interessante provarlo... e pensavo di provarlo una sola volta. Poi la mia prima esperienza ha fatto subito nascere in me una nuova passione e volevo sperimentare sempre di più. La tua ispirazione è evidentemente la natura che nelle tue "opere"si fonde con

il corpo umano... Nella vita reale succede sempre più di rado: perchè si stiamo allontanando dalle nostre origini? Credo che dobbiamo ricordarci che la natura è un grande organismo e tutti i suoi esseri sono connessi fisicamente e spiritualmente tra di loro. Come esempio simbolico direi che siamo tutti foglie dello stesso albero. Credo che ci siano tanti motivi per cui abbiamo perso questa connessione: la società del consumismo, la paura di essere se stessi e di vivere il proprio sogno, la storia, i media, l'educazione... Secondo me la missione degli artisti è ricordarci e riportarci in questa connessione Come nascono le tue opere "illusorie"? La mia prima opera illusoria, la "rana", è stata una coincidenza: la posizione di una modella in un'altra mia opera mi ricordava la gamba di una rana, così ho provato a creare una rana intera utilizzando più persone.

Dopo questa ho cercato di creare altre opere del genere e credo che col tempo il mio occhio e la mia immaginazione si siano sviluppati e mi hanno permesso di avere sempre nuove idee. Solitamente il "processo creativo" inizia con un disegno, per capire come "formare" un animale o un oggetto con uno o più corpi umani. Successivamente provo la posizione con i modelli. Se funziona, creo un disegno più grande e lo dipingo, cioé creo un modello per l'opera finale. Poi creo anche la scenografia e l'ultimo passo è il bodypainting finale con foto e video. Spesso mi succede che devo ripetere il lavoro una o più volte perchè il lavoro si basa su un work in progress. Hai come supporto anche la musica o crei in silenzio? Di solito utilizzo come sottofondo una musica particolare per creare la giusta atmosfera o che mi forniscel'ispirazione più alta per lavorare. Quando lavo-

Wolf

Gaia Mandrill

86


High Heel

Ancient Larch

Wood Block

ro nella natura, per esempio in motagna, riesco a creare anche senza musica, ma con i suoni della natura. Immagino che le tue "modelle" devono avere caratteristiche ben precise: prima di tutte la pazienza... Le modelle devono spesso avere la forma del corpo giusta per la figura che devo creare, ma soprattutto è importante il carattere e l'energia di una per-

i VIDEO

Inquadra il QRcode per vedere l'artista e le sue performance

sona. Mi devo sentire bene con una modella e soprattutto quando ci sono più persone è importante anche che si armonizzino tra di loro. Possiamo affermare che il body-painting non è discriminatorio nei confronti del fisico? Secondo me ogni corpo può essere dipinto, indipendente in che modo e per quale opera: generalmente direi che è più importante l'anima di una persona Quale è la più grande "opera" che hai mai realizzato e quale è stata la più difficile? Per me la "farfalla" è l'opera più bella che ho fatto. Parlando di difficoltà posso dirti il lupo, ma quella veramente più difficile, è una che non ho ancora reso pubblica, quindi non posso ancora dire cos'é... La fascia che porti tra i capelli è il tuo segno distintivo: cosa rappresenta per te? La prima volta che partecipai ai mondiali di bodypainting ero

87

in attesa che il giudice esprimesse i verdetti finali: avevo la sensazione che il mio risultato fosse positivo (ho concluso al 5° posto) e "sentivo" che una nuova porta nella mia vita artistica si stava per aprire. In quel preciso istante ho messo la mano in tasca e ho tirato fuori una fascia (non mi ricordo perché fosse lì). Senza pensarci troppo me la sono messa sulla testa e da quel momento, quando creo il bodypainting è sempre con me. Inoltre evita che i capelli mi vadano sulla faccia mentre dipingo. Sei partito dalla Val di Vizze e ora sei un'artista affermato a livello mondiale: hai mai nostalgia del tuo paese natale? La mia base è sempre il mio paese natale. Viaggio molto, ma sono sempre contento di tornare: l'atmosfera di casa mi aiuta a creare e l'ambiente che mi circonda è fondamentale per la mia ispirazione. ►RS


FESTIVAL

Racconti e tradizioni dai borghi in festa

DAL 2 AL 18 SETTEMBRE 2022 va in scena il Festival promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche

R

accontare le Marche attraverso i suoi borghi, i suoi sapori, la sua vicenda millenaria ma soprattutto le sue storie. Farlo attraverso una “festa”, che duri intere settimane e che coinvolga tutto il territorio marchigiano, dal mare alle montagne; conoscere antichi abitati arroccati, fortezze medievali, città meravigliose e chiese dal fascino misterioso; assaggiare cibi nuovi e rincorrere emozioni inedite, seguendo le trame di una conoscenza che si fa spettacolo e divertimento. Tutto ciò esiste, e si chiama MArCHESTORIE Racconti & tradizioni dai borghi in festa. Gli obiettivi Tra le pieghe secolari del territorio marchigiano si adagiano infatti narrazioni e tradizioni, e poi miti e leggende, arcani, aspetti devozionali e credenze popolari. Vicende, luoghi e personaggi del passato lontano o della storia recente, non

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale di Marchestorie

tutti noti, che aspettano solo di essere presentati a un vasto pubblico. L’intento è quello di “guidare” le persone verso una maggiore conoscenza e consapevolezza del territorio attraverso la grande eredità della tradizione, non ultima quella della tradizione orale, parte del patrimonio culturale regionale, alla riscoperta dell’immaginario collettivo marchigiano. MArCHESTORIE, alla cui partecipazione sono chiamati i Comuni, è così aperta a ogni realtà pubblica e privata, oltre che a tutte quelle realtà associazionistiche e professionali in grado di offrire forme diverse di intrattenimento con le

88

quali valorizzare diversi aspetti della vita e della storia dei Borghi (per l'elenco completo dei Comuni partecipanti inquadrate il qrcode nella pagina a fianco), con visite guidate, mostre, esposizioni, dimostrazioni, ricostruzioni in costume, degustazioni e offerte di prodotti tipici, tanto in ambito enogastronomico che in quello artigianale, assieme all’insostituibile tradizione immateriale del racconto, vero cuore della manifestazione. UN TESTIMONIAL D'ECCEzIONE La novità di questa seconda edizione è che il testimonial


di Daniele Colzani

ufficiale sarà Pino Insegno: attore, conduttore, doppiatore e uomo dalle straordinarie qualità che ricorpirà anche l'incarico di direttore artistico assieme a Paolo Notari. «è l'emozione di una regione che si racconta» secondo lo spot di Pino Insegno per il quale le Marche, nella loro pluralità, esprimono una moltitudine di luoghi meravigliosi e tutti da scoprire. IL FESTIVAL La manifestazione di interesse indetta dalla Regione a partecipare al Festival ha dettato le linee guida del progetto: fil rouge deve essere la forte appartenenza al luogo della storia raccontata o rappresentata, rispecchiandone la tradizione immateriale e la specificità del borgo e del Comune. Il momento clou sarà lo spettacolo in cui il racconto potrà essere documentato attraverso materiali storici o raccolto dalla tradizione orale, o elaborato artisticamente con variazione dei testi, rispettandone la struttura e appartenere al borgo o ai suoi dintorni. MArCHESTORIE si svolgerà dal 2 al 18 settembre nei piccoli centri, quelli del crate-

Pino Insegno con Carla Latini, Assessore alla Cultura della Regione marche

re, della dorsale appenninica e della costa, in un susseguirsi di eventi dal venerdì alla domenica, con una offerta continua tra le 18 e le 24, con almeno una rappresentazione al giorno per un totale di 3 rappresentazioni, a cui si affiancherà l'apertura di chiese e palazzi, negozi e ristoranti, teatri, musei, biblioteche e collezioni. Il festival vede coinvolte anche le scuole con i giovani

chiamati ad approfondire la conoscenza e lo studio delle proprie radici per poi sfidarsi in un gioco a quiz tra i vincitori di ogni borgo. Nei giorni di festa si susseguiranno spettacoli e forme di intrattenimento parallelamente a visite guidate, mostre, esposizioni, rievocazioni in costume, degustazioni di prodotti tipici, enogastronomia, artigianato. Assieme all'insostituibile tradizione immateriale del racconto, vero cuore della manifestazione. ►RS

IL SITO

Inquadra il QRcode per l'elenco completo dei comuni partecipati 89


EVENTI

Risplendono le "Luci" del

Mi To Settembre

Musica

Un cartellone comune tra Torino e Milano che esplora le relazioni tra la musica e la luce attraverso grandi capolavori e creazioni inedite

© Mark Allan

Philarmonia Orchestra

R

icomincia il Festival MITO SettembreMusica, che nella sua sedicesima edizione acquista un valore particolarmente simbolico ben espresso dal tema generale Luci. Dal 5 al 25 settembre 2022, a Torino e a Milano, sono in cartellone 116 concerti per una proposta artistica che in un momento storico fatto di molte “ombre” vuole “portare la luce” attraverso la grande musica, essere inclusiva, accogliere e abbracciare un pubblico di tutte le età. Uno degli obiettivi del Festival è infatti offrire momenti di incontro, confronto e socialità che l'ascolto condiviso dei capolavori del nostro patrimonio culturale - bene comune irrinunciabile - sa far nascere e crescere e che MITO vuole incoraggiare e promuovere.

Nel 2022, inoltre, MITO SettembreMusica è stato riconosciuto dal Parlamento Italiano - su proposta del Ministro Dario Franceschini - “Festival di assoluto prestigio internazionale” e ha dunque ricevuto un

il sito

Inquadra il QRcode per il sito ufficlale della manifestazione 90

importante finanziamento straordinario di un milione di euro. Seguendo il filo conduttore del tema Luci, tutti i programmi dei concerti sono impaginati appositamente per proporre al pubblico una nuova esperienza d'ascolto, indagando le relazioni tra la musica e la luce: si tratta di sinestesie tra suoni e immagini che a volte emergono esplicitamente dalle indicazioni scritte dal compositore in partitura, come chiaro, scuro o luminoso, e altre volte sono il frutto di riflessioni suggerite dall'ascolto della musica. Questa edizione intende, quindi, “illuminare” le grandi pagine della storia della musica attraverso accostamenti inediti, interpretazioni originali e nuove chiavi di lettura, anche con brani in prima esecuzione


di Daniele Colzani

© Simon Pauly

Filippo Gorini

Meta4 Quartet

© Tero Ahonen

gioielli musicali Alcuni dei pilastri su cui si fonda l'edizione 2022 - ovvero internazionalità, capisaldi della musica classica e novità - sono già evidenti nella serata d'apertura del Festival intitolata Luci immaginarie, in programma lunedì 5 settembre all'Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto di Torino e martedì 6 settembre al Teatro alla Scala di Milano. Protagonista una grande compagine rinomata nel mondo come la londinese Philharmonia Orchestra diretta per l'occasione da John Axelrod, che propone capolavori come Peer Gynt di Grieg e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, abbinate alla prima esecuzione italiana di The imagi-

ned forest della giovanissima e pluri-premiata compositrice inglese Grace-Evangeline Mason. O ancora nel concerto conclusivo tutto mozartiano dal titolo Cristalli, sabato 24 settembre al Conservatorio di Torino e domenica 25 settembre al Conservatorio di Milano, dove la Mahler Chamber Orchestra, formazione europea nata nel 1997 sotto l’egida di Claudio Abbado, presenta senza direttore un programma inusuale con Leif Ove Andsnes in veste di solista. un festival nel festival L'edizione 2022 di MITO SettembreMusica introduce altre due importanti novità. La

© Moina Visuals

Mahler Chamber Orchestra

91

prima è la presenza di un festival nel festival con quattordici pianisti italiani che offrono in luoghi decentrati delle due città altrettanti concerti monografici dedicati a grandi compositori, per approfondirne la cifra stilistica, la poetica e la tecnica pianistica. Dal Beethoven di Andrea Lucchesini al Rachmaninov di Alessandro Taverna, dallo Schubert di Filippo Gorini allo Skrjabin di Mariangela Vacatello, passando per lo Chopin di Gloria Campaner, il Liszt di Maurizio Baglini e il Tcajkovskij di Benedetto Lupo, solo per citarne alcuni. L'altra vede - per la prima volta - la nascita di una residenza artistica al Festival. Si tratta del finlandese Meta4


da Boccherini ad Adams, in due diversi appuntamenti.

© Giorgio Sottile

Laura Curino

Quartet, già applaudito nella scorsa edizione, che tiene tre concerti in entrambi i capoluoghi: suona in Absolute Jest di John Adams insieme all'Orchestra Sinfonica di Milano (sul podio Patrick Fournillier), pagina che rimanda a Beethoven e alla sua Nona, in programma grazie alla partecipazione del Coro del Teatro Regio di Torino, dopo aver ripercorso l’intera storia del quartetto d'archi,

il MITO per i più piccoli Tanta è l'attenzione che quest'anno MITO SettembreMusica dedica al pubblico dei più piccoli, ampliando e arricchendo la proposta artistica con novità assolute e grandi interpreti. E lo dimostrano anche i tre melologhi per adulti e bambini che contengono ben due commissioni del Festival 2022 in prima esecuzione assoluta: quella a Carlo Boccadoro, che ha creato Animalia -su testi di Martino Gozzi - per Luci bestiali (il 10 a Torino e l'11 a Milano), e quella a Federico Gon, che ha composto Il piccolo Franz e il pifferaio magico per Monelli (il 24 a Torino e il 25 a Milano). Sul palco del primo concerto Laura Curino come voce recitante e l'Ensemble Cameristico Elio

il programma / 1

Inquadra il QRcode per il cartellone di Milano dell’Orchestra Filarmonica di Torino diretto dallo stesso Boccadoro, e del secondo Elio come voce recitante (al suo ritorno dopo l'edizione dello scorso anno) e l'Orchestra degli allievi dei Conservatori di Torino e Milano diretti da Andreas Gies. Infine, i giovani de LaFil guidati da Marco Seco, con la voce recitante di Licia Maglietta, sono protagonisti dell'appuntamento dal titolo Elefanti, che propone un doppio Babar: quello celebre dell'Histoire de Babar le petit éléphant di Poulenc e quello del compositore François Narboni intitolato Le voyage de Babar, creato sfruttando un testo originale di Brunhoff non utilizzato da Poulenc (17 a Torino e 18 a Milano). ►RS

© Angelica Concari

il programma / 2

Inquadra il QRcode per il cartellone di Torino 92


93


TURISMO & MUSICA

L’estate delle

Pievi

conquista l’autunno

prosegue l’edizione della rassegna di visite e concerti alla scoperta dei gioielli spirituali e artistici del territorio di Parma

© Mauro Davoli

Badia Cavana

C

oordinato dalla Provincia di Parma in collaborazione con i Comuni e con il contributo di Fondazione Cariparma, il progetto Estate delle Pievi 2022 è un complesso mosaico di eventi che unisce la riscoperta di gioielli architettonici unici e spesso normalmente inaccessibili con la musica di ensemble ed esperienze artistiche che concorrono ad accrescere il fascino e lo spirito di visite eccezionali. Dopo aver attraversato il territorio in questo caldissimo agosto, la rassegna completa a settembre e ottobre la mappa culturale che guida il passo e l’orecchio fuori dai contesti urbani per recuperare

una dimensione desiderosa di essere riconquistata e riletta.

brani rinascimentali e irlandesi, previsto per le 18:00.

PIEVE DI MARIANO Già protagonista di una data di agosto, Valmozzola (PR) probabilmente il comune più piccolo della provincia di Parma - torna al centro del programma domenica 4 settembre, con una visita guidata alla Pieve di Mariano, impreziosita dal concerto dell’Ensemble Brando Cortese, composto dalla violinista Sarah Valentina Pelosi, da Andrea Cielo al violoncello, dal liuto di Aurora Manfredi, insieme al cantante chitarrista Rocco Rosignoli ed alle cornamuse di Filippo Allodi, con il concerto Heart Rumors Celtic and more, con

PIEVE DI S. genesio Prevista per lo stesso giorno la visita guidata alla Pieve di San Genesio di San Secondo Parmense (PR) favorisce un’immersione in un contesto isolato da campagna medievale che, nonostante gli innumerevoli interventi di modifica, richiama il tempo dell’edificazione della chiesa, già documentata nel 1084 e oggetto di una ristrutturazione che tra il 1967 e il 1972 ne ha riportato in evidenza le forme duecentesche. A completare l’esperienza, alle 21:00, il concerto lirico della corale Don Arnaldo Furlotti.

94


di Emanuela Cattaneo

PIEVE DI sant'ilario baganza Citata per la prima volta nel 1230, la Pieve di Sant’Ilario Baganza a Felino (PR) sorge forse già nel XII secolo, periodo a cui risalgono i due capitelli scolpiti con figure umane e animali, attualmente collocati nelle paraste delle cappelle laterali. Qui, giovedì 8 settembre alle ore 21:00 viene proposta la musica di Maria Luisa di Borbone, grazie a un suggestivo repertorio in stile ancien régime, eseguito dal soprano Tania Bussi in coppia con l’arpista Lorenzo Montenz, che dalle cantate di Dowland e Purcell si estende fino a Giovanni Francesco Giuliani, Scarlatti e Grétry. PIEVE DI s. cristoforo Sabato 10 settembre la traiettoria si rivolge verso la Pieve di San Cristoforo a Vidalenzo, nel comune di Polesine Zibello (PR). L’appuntamento è alle 18:30, per il concerto inCanto nel meriggio di fine estate dell’ensemble vocale Il Continuo di Cremona in collaborazione con la Corale Emanuele Muzio di Zibello e con la partecipazione del soprano Donata

Pieve di Serravalle

Zaghis e del violinista Flavio Bortolotti. In scaletta, brani di Marenzio, Grossi da Viadana, Fabrianese, Gastoldi, Marcello, Muzio, Frondoni, Corelli e Verdi. PIEVE DI s. michele arcangelo Luogo d’incontro tra Romanico e Barocco, la Pieve di San Michele Arcangelo a Lesignano de’ Bagni (PR) arricchisce do-

menica 11 settembre il già nutrito calendario di appuntamenti della rassegna. Gioiello che presenta anche un portale d’ingresso laterale risalente al XII secolo, una struttura strombata del ‘400 e un rosone chiuso d’epoca medievale, la chiesa conserva un affresco raffigurante San Cristoforo col Bambino, un altorilievo con la Cena di Emmaus e due leoni stilofori in arenaria. Al termine della visita guidata a cura dell’Associazione Melusine, con inizio previsto per le 18:00, il concerto del ciclo Abso/Lute. Romanico parmense, tesori da scoprire con Niccolò Bertoncini al liuto. I posti sono limitati e pertanto è consigliata la prenotazione (33863.10.900 - info@melusine.it) PIEVE DI serravalle Affiancata dall’antichissimo battistero a pianta ottagonale risalente al periodo tra il IX e il X secolo, la Pieve di Serravalle a Varano de’ Melegari (PR) ospita domenica 18 settembre una visita guidata impreziosita dal concerto/spettacolo “Wolfgang Amadeus Mozart: Musica e Lettere”, nell’ambito della rassegna Valcenoarte Off: a partire

Duo Tania Bussi e Lorenzo Montenz

95


Aurora Manfredi

dalle 18:00, la voce narrante e i burattini di Patrizio Dall’Argine conducono i partecipanti nell’universo del genio austriaco, evocato dalle note del Trio Amadei. PIEVE DI sanguinaro Il 25 settembre sarà possibile scoprire la Pieve di Sanguinaro di Noceto (PR), che sorge sulla Via Emilia, le cui origini parrebbero risalire all’XI secolo, costruita per volontà del prete Maginfredo per dare assistenza religiosa ai pellegrini che sostavano nel vicino ospizio. Fu citata per la prima volta nel 1080, e diventò proprietà dei Cavalieri di Malta a partire dal 1230, che la mantennero fino al 1798. L’edificio attuale conserva della chiesa originale la cripta, la base del campanile e l’abside, la cui superficie è decorata da affreschi tardogotici del XV secolo. Alle ore 9.30 ritrovo davanti alla Pieve con gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Noceto in costume medievale e alle ore 10.15 sarà celebrata la Santa Messa, a cui farà seguito il concerto dei ragazzi iscritti alla secondaria di primo grado nella sezione con indirizzo musicale. La visita guidata alla cripta sarà a cura dell’esperto di storia locale Gianluca Ancorati.

PIEVE DI castelguelfo Domenica 2 ottobre, l’itinerario tocca nuovamente la Pieve di Castelguelfo a Fontevivo (PR), per un concerto di musica barocca in occasione della Festa della Madonna del soldato. La visita guidata introduce i partecipanti in un universo di forme romaniche e neogotiche. Eretta probabilmente agli inizi del XIII secolo dai monaci benedettini francesi dell’abbazia di Santa Maria Maddalena di Vézelay e citata già nel 1230, la chiesa è collocata lungo il percorso della via Francigena che conduceva i pellegrini fino a Roma. L’interno, con un soffitto a capriate lignee conserva bellissimi affreschi del ‘400. È gradita la prenotazione (349 - 45.51.781 - amicidicastelguelfo@gmail.com). abbazia di san basilide Sabato 8 ottobre, il ciclo giunge all’Abbazia di San Basilide o Badia Cavana in località San Michele Cavana, nel comune di Lesignano de’ Bagni Nicolò Bertoncini

96

(PR). Alle 17:00, il complesso monumentale romanico, nonché luogo matildico, apre le proprie porte per un tour a cura dell’Associazione Melusine, per poi ospitare il concerto teatralizzato Matilda, Dei gratia si quid est (dedicato a Matilde di Canossa) dell’Ensemble vocale e strumentale Dramsam, con la voce recitante di Massimiliano Filoni. (Posti limitati e prenotazione consigliata: 338 - 63.10.900 - info@melusine.it) In chiusura, domenica 30 ottobre, si torna nella suggestiva Pieve di Sanguinaro a Noceto (PR), per ammirarne la cripta (un autentico gioiello di cui si erano perse le tracce) e i pregevoli affreschi tra cui Cristo nella Mandorla mistica, in un precoce Giudizio Universale, tra dannati e beati. Alle ore 10.15 sarà celebrata la Messa del Santo Patrono della frazione, accompagnata dalla Corale Cantori del Mattino di Noceto. La partecipazione a tutti gli eventi di questo calendario è gratuita e in continuo aggiornamento (www.provincia.parma.it). ►RS


97


MOSTRE

Vittorio Sgarbi

e la ricerca della bellezza

in mostra, ad ascoli piceno, Capolavori che rivelano la storiA di una infinita e appassionante "caccia" amorosa

F

ino al 30 settembre prossimo, nella meravigliosa cornice di Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno, sarà possibile ammirare i capolavori esposti nella mostra La ricerca della Bellezza - La Collezione cavallini Sgarbi. Da Lotto a Morandi. Una collezione d’arte privata è la fondazione di un sistema simbolico, la creazione di una palestra per l’anima, un luogo dove si materializzano scelte intime, meditate e, talvolta, sofferte. Sovente si dimentica che la sua più alta vocazione sia quella di accogliere il pubblico, di offrirsi agli sguardi, di raccontare la propria storia. Questa è la mostra: un emozionante percorso lungo quattro secoli che, dalla seconda metà del Quattrocento, radu-

nerà le principali opere della celebre collezione. All’interno respirerà l’atmosfera intima propria di una collezione privata, frutto dell’appassionata caccia amorosa di Vittorio Sgarbi, svolta in tandem con la

il sito

Inquadra il QRcode per il sito ufficiale della mostra 98

madre Rina Cavallini, la quale ha acquistato le opere in numerose aste in ogni angolo del mondo. Il suo “miglior uomo”, ricordata dal critico con queste parole: «si fece prolungamento del mio pensiero e della mia vita. Io indicavo il nome di un artista, il luogo, la casa d’aste. E lei puntuale prendeva la mira e colpiva». « […] nasce l’idea di una grande collezione che si farà Fondazione, per legare il mio nome e quello di mia madre non a un sogno, o alle carte di uno scrittore e di un critico d’arte, che affida i suoi pensieri e le sue parole a un saggio, a un libro, ma al corpo fisico delle opere, perché sorridano dalle pareti così come fu, e ancora sarà, nella casa di Ro, vicino al fiume che


di Emanuela Cattaneo Guido Cagnacci, Allegoria del tempo (la vita umana)

scorre lento e tranquillo come è stata la vita di mio padre che, ai suoi trent’anni, nel 1951, lo ha visto rabbioso e furente per poi placarsi ed essere contenuto da possenti argini, come è stato poi durante tutta la mia vita. È irruente, continua, ininterrotta, con allarmi, rari nei decenni, quando si alza e minaccia di straripare, la potenza pura e grandiosa che esprime il Po. Lo ha seguito, fino al Delta, l’occhio prodigioso di mia sorella che ha ripercorso, per il cinema, le strade di mio padre e di mio zio, pescatori nelle lunghe domeniche d’estate» afferma Vittorio Sgarbi «Mia madre, complice mio fratello prima, me stessa poi, ha reso la casa di Ro Ferrarese - paese remoto sotto l’argine del Po - il centro di un mondo complesso e variegato, via

vai di una teoria di personalità che ha segnato la cultura italiana e non solo dagli anni settanta sino ai giorni nostri. E questi quarant’anni di collezionismo vorace, rappresentati in queste ottanta opere in mo-

stra, sono l’anima della nostra casa di Ro, anima che varca le mura fisiche della casa, per tornare alla sua vera casa che è il mondo» dice Elisabetta Sgarbi. La mostra - realizzata in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi, la Fondazione Elisabetta Sgarbi e l’Associazione Culturalmente Insieme – è prodotta da Contemplazioni, la quale ne segue la direzione artistica. Approderanno presso le stanze del Palazzo dei Capitani numerose opere, tra dipinti e sculture, dal XV al XIX secolo: una antologia che intende illustrare l’identità di una collezione idealmente senza confini, aperta a molte curiosità coincidenti con temi di studio sperimentati e altri del tutto nuovi. In mostra vediamo esposte le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis, e una straordinaria raccolta di preziosi dipinti, perlopiù su tavola, eseguiti tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento: ai pittori nati o attivi a Ferrara - Boccaccio Boccaccino, Francesco Zaganelli, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo - si affiancano autori

Simone Cantarini detto Pesarese, Allegoria della pittura

99


tura e scultura, da Lorenzo Lotto a Francesco Hayez, con specialisti quali Bartolomeo Passerotti, Nicolas Régnier, Philippe de Champaigne, Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, Enrico Merengo, Ferdinand Voet... Giovan Francesco Barbieri detto Altrettanto avGuercino, Ritratto di un Legale, vincente è il perprobabilmente dottore in legge corso tra dipinti “da Francesco Righetti stanza” di tema sacro, allegorico e mitologico del rari come Liberale da Verona, Sei e del Settecento: una seleJacopo da Valenza, Antonio zione di sorprendente varietà, da Crevalcore, Giovanni Ago- e di alta qualità, che riflette gli stino da Lodi, Johannes Hi- interessi sconfinati e la frenespanus, Bartolomeo di David, sia di ricerca del collezionista, Lambert Sustris. con maestri della scuola veneIl focus sulla “scuola fer- ta (Marcantonio Bassetti, Anrarese” prosegue agli inizi tonio e Bartolomeo Vivarini, del XVII secolo con i dipinti Johann Carl Loth, Sebastiano di Sebastiano Filippi detto il Bastianino, Ippolito Scarsella Pier Francesco detto lo Scarsellino, Giuseppe Mazzucchelli Caletti e Carlo Bononi. detto Morazzone Contestualmente si potranno Maddalena ammirare riconosciuti capolaportata in cielo vori della pittura italiana del dagli angeli Seicento, tra i quali conviene citare almeno la Maddalena scortata dagli angeli di Pier Francesco Mazzucchelli detto Morazzone, l'Allegoria del tempo (La vita umana) di Guido Cagnacci, il San Girolamo di Jusepe Ribera, e il Ritratto di Francesco Righetti di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Quest’ultimo dipinto - “rientrato a casa” nel 2004 dopo essere stato esposto per anni al Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas - si pone al vertice di una straordinaria galleria di ritratti che compendia lo sviluppo del genere dall’inizio del Cinquecento alla fine dell’Ottocento, tra pit-

100

Mazzoni, Giovanni Antonio Fumiani), emiliana (Simone Cantarini, Matteo Loves, Pietro Faccini, Marcantonio Franceschini, Ignaz Stern detto Ignazio Stella), romana (Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, Gian Domenico Cerrini, Angelo Caroselli, Pseudo Caroselli, Giusto Fiammingo, Alessandro Turchi detto l’Orbetto, Antonio Cavallucci), toscana (Giacinto Gimignani, Livio Mehus, Francesco Conti, Leonardo Grazia detto Leonardo da Pistoia, Alessandro Rosi, Pietro Paolini) e marchigiana ( Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, Giovanni Francesco Guerrieri). Chiude il percorso, con un salto temporale che arriva fino al nostro secolo, un pittore del Novecento che per molti versi dialoga con gli antichi: Giorgio Morandi la cui opera racchiude il mondo, sebbene trascorse un’esistenza in una sorta di reclusione domestica. ►RS


101


MOSTRE

La moda in scena alla Villa dei Capolavori

a Mamiano di Traversetolo (Parma), in una splendida location viene illustrata la nascita della moda italiana

Leopoldo Metlicovitz, E. & A. Mele & C. Napoli, Casa primaria di confezioni, 1890-1910

M

oda e pubblicità sono parte dell’immaginario collettivo di un intero Paese, di un sentire, guardare e inventare il mondo. La mostra indaga come l’affermarsi dei grandi magazzini risponda alle richieste di una società nuova che aspira a potersi rappresentare, una società figlia della rivoluzione industriale che trova negli abiti e negli oggetti, i testimoni della propria esistenza e delle proprie diversità. Uno sviluppo, quello dei nuovi centri del consumo, che cambia scala per dimensione e velocità: dalle tradizionali pic-

cole botteghe dove si modellava e cuciva l’abito su misura, nasce il grande magazzino, la clientela entra in edifici lussureggianti che traboccano di merci e può scegliere liberamente trovando, accanto all’abito su misura, il prêt-à-porter e, in base alle disponibilità, compone il suo corredo. Luoghi accoglienti, sfarzosi ma non troppo, dove i prezzi sono sempre esposti, dove le offerte di merci offrono possibilità di acquisto per tutte le tasche, e dove regali piccoli e grandi vengono offerti a profusione, allo scopo di fideliz-

102

zare la clientela. E proprio la fedeltà della clientela è uno dei crucci dei nuovi imprenditori. La competizione tra i grandi magazzini è agguerrita e ogni mezzo, ogni idea, ogni novità è occasione per catturare e fidelizzare la clientela. Il manifesto, in quanto più grande, più evidente, è lo strumento che dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Cinquanta tappezzerà i muri delle città costruendo modelli e quindi mondi e modi di partecipazione e rappresentazione. Da Mele a Miccio a Napoli, dall’Unione Cooperativa a La Rinascente a Mi-


di Emanuela Cattaneo

lano, a Zingone a Roma, ogni magazzino si propone attraverso la pubblicità, così come le aziende di accessori - dai cappelli ai guanti alle calzature La mostra racconta questo particolare mondo nascente della comunicazione presentando circa 100 grandi manifesti, la gran parte restaurati per l’occasione e mai esposti al pubblico dal tempo della loro realizzazione, soffermandosi anche su due casi unici che distinguono l’Italia da qualunque paese al mondo: la comunicazione dei Magazzini Mele di Napoli, la più imponente, capillare, ricca attività di promozione mai realizzata, che inizia nel 1889 e prosegue fino al secondo decennio del XX secolo, e la comunicazione de La Rinascente a Milano, che sceglie Marcello Dudovich come direttore artistico dal 1921 al 1956, mantenendo così una coerenza stilistica unica e irripetibile.

IL SITO

Inquadra il QRcode per il sito della Fondazione Magnani Rocca La mostra nel dettaglio Nei saloni contigui a quelli che ospitano permanentemente opere capitali di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Cézanne, Morandi e molti altri, la Fondazione Magnani-Rocca - la celebre Villa dei Capolavori a Mamiano di Traversetolo, presso Parma - dal 10

settembre all’11 dicembre 2022 viene illustrata la nascita della moda italiana, grazie agli strumenti di comunicazione che l’hanno supportata, dai manifesti alle riviste, ai cataloghi dei grandi magazzini, in un arco cronologico che inizia nell’Ottocento e prosegue fino a metà Novecento. Di grande importanza è il ruolo del cinema nello sviluppo e comunicazione della moda sin dal suo avvento, ricostruito all’interno dell’esposizione e nel catalogo. Costituita da circa 150 opere, la mostra è realizzata grazie alla collaborazione speciale con la Direzione Regionale Musei Veneto - Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, oltre alla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” - Castello Sforzesco - Milano, e al Museo e Real Bosco di Capodimonte. È resa possibile grazie al contributo di Fondazione Cari-

Aleardo Villa, E. & A. Mele & C. Napoli, Guanti, 1898

103


Achille Luciano Mauzan, La Rinascente inaugura i suoi magazzini, 1917

Aldo Mazza, Unione Cooperativa Miccio & C. Napoli, 1912

parma e Crédit Agricole Italia. La moda attraverso la pubblicità si fa sogno collettivo: dalle misteriose dame fin de siècle proposte da Aleardo Villa, Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich nei manifesti dei Magazzini Mele, la cui sontuosa eleganza riflette le ambizioni di una nuova classe borghese in crescente ascesa,

alle sottili, diafane “donne-crisi” degli anni Venti, che vogliono vedersi finalmente liberate dalla schiavitù dei corsetti e delle stecche di balena, fino alla vigorosa, sportiva e dinamica donna moderna, quale tratteggiata dallo stesso Dudovich nelle pubblicità degli anni Trenta per La Rinascente. Agli inizi del Novecento le

104

lotte femminili per la conquista di maggiore indipendenza incidono sulla lunghezza delle gonne, sul taglio dei capelli, sui gesti, sul linguaggio del corpo, come incideranno le limitazioni dettate dalle sanzioni economiche all’Italia, a seguito della sua politica coloniale, alla fine degli anni Trenta, dando origine a nuove regole, nuovi vincoli di “decoro” e all’uso di materiali autarchici. In questo arco di tempo, la moda, le mode, diventano, attraverso i manifesti, figurazione immediata di uno status e lo specchio nel quale si riflettono rapidissimi cambiamenti sociali ed economici, umori, tendenze, capricci, sogni. ►RS


Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO

Emozioni da “collezionare”

Quotidiano on line www.silviaarosio.com

LinkedIn Riflettori su

Digital Edition www.issuu.com/silviaarosio

Facebook Riflettori su

Instagram 105 Per acquisto copie e spazi pubblireazionali riflettori_su RIFLETTORISUMAGAZINE@GMAIL.COM


BENESSERE

Due cuori

e una vigna...

in coppia tra

i filari di vite

I migliori Wine Resort per soggiorni romantici e gourmet circondati daL FASCINO dei vigneti

I

l vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione” scriveva Ovidio già duemila anni fa. Quale miglior luogo di un wine resort allora per concedersi un soggiorno romantico… dalla Sicilia all’Alto Adige esistono luoghi incantevoli, immersi tra i filari di vite, che offrono esperienze autentiche legate alla natura, al buon cibo e a calici da intenditori.

106

Tra le vigne della Val di Noto Il vino è una questione di famiglia al Baglio Occhipinti, raffinata tenuta siciliana, da sempre legata alla produzione del vino, intrisa di storia e del profumo del mosto che si diffonde negli oltre dieci ettari di campagna della Val di Noto. Il Baglio offre 12 camere con vista sui filari di vite e sui monti Iblei; pranzi in vigna; esclusive cooking class di cucina tipica delle nonne, ogni settimana si mangia e si discute con un produttore vitivinicolo, e si può visitare la cantina dell’icona siciliana dei vini naturali Arianna Occhipinti sorella della padrona di casa Fausta - facendo una degustazione di vini del territorio. • Tel. 349-39.44.359 www.bagliocchipinti.com


di Daniele Colzani

Sulle colline del Prosecco Il verde paesaggio delle dolci colline del Prosecco Patrimonio dell’Umanità UNESCO si spalanca davanti agli occhi degli ospiti del Romantik Relais d’Arfanta a Tarzo (TV), romantica casa di campagna che custodisce 7 esclusive suite tutte diverse e arredate con mobili artigianali, tessuti di seta, vasche in marmo e pavimenti in legno, proprio in mezzo ai filari. L’esperienza nel vigneto è continua: rilassati nella piscina all’aperto vista vigna; lungo la strada del Prosecco Superiore D.O.C.G. pedalando in bicicletta; partecipando alle diverse escursioni e degustazioni nelle migliori cantine in cui scoprire i segreti e le origini del Prosecco DOCG. • Tel. 0438-93.38.61 www.romantikhotels.com © Associazione Tursitica di Caldaro - Foto di Helmuth Rier

Sulla Strada del Vino di caldaro Da una storica cantina, nel cuore del centro storico di Caldaro (BZ), sulla Strada del Vino, dove il paesaggio si dipinge di vigneti e frutteti e dello scintillante Lago di

107


Il sentiero del vino conduce ai vitigni attorno al paese. La Bellavita SPA propone trattamenti con i cosmetici vinPellis, realizzati con le varietà di vitigno Schiava, Lagrein e Gewürztraminer, da cui vengono estratte vitamine pregiate come il resveratrolo, l’antiossidante della buccia dell’acino d’uva e altri ingredienti che migliorano l’elasticità della pelle. • Tel. 0471 - 96.34.21 - www. romantikhotels.com

Caldaro immerso fra le montagne, è nato il Romantik B&B Art Hotel Jagdhof. Una casa dallo spirito antico, che si affaccia su un giardino mediterraneo e sul lago. Il cuore dell’hotel è la cantina Torgglkeller - inaugurata nel 1969 - con fiori colorati su sedie di legno, pavimenti in pietra, oggetti vintage origi-

nali, arredi storici che catapultano in un viaggio nel tempo, impreziosito dai sapori intensi della cucina tipica, e dalle antiche ricette di famiglia. A Caldaro si vive la cultura del vino e sono tanti gli eventi ad esso legati, oltre alla possibilità di partecipare a visite guidate tra le cantine e al Museo del vino dell’Alto Adige.

108

Il vigneto nel bosco È l’orgoglio della famiglia Waldner, la Tenuta vinicola Eichenstein del Romantik Hotel Oberwirt di Marlengo (BZ), capolavoro architettonico in legno e pietra perfettamente integrato tra idilliaci vigneti, che si estendono per 4 ettari su un pendio assolato a 550 metri di altitudine circondato dal bosco. I profumi seducenti dei cuvée Gloria Dei e Baccara e quello dolce dei Sauvignon conquistano tutti i sensi, tra visite guidate ed approfondimenti enologici. Una suite di 200 metri quadri con sauna a infra-


rossi e piscina esterna è la perla del soggiorno nella tenuta, le cui ampissime vetrate regalano una vista impareggiabile sui filari e sui boschi. Le varietà di Sauvignon, Chardonnay e Riesling sono coltivate e imbottigliate dal padrone di casa Josef Waldner, che ha ereditato una tradizione radicata nella sua famiglia da generazioni. • Tel. 0473-22.20.20 - www. romantikhotels.com Nel vigneto di 800 anni Due suite esclusive, dove il design incontra la storia, in un’azienda vinicola che da 800 anni è immersa tra le vigne. Le antiche mura del Maso Grottner del Romantik Hotel Turm prestigioso 5 stelle di Fiè allo Sciliar (BZ) del marchio di lusso Pearls by Romantik, raccontano della passione per il vino della famiglia Pramstrahler, la quale con l’aiuto del famoso vignaiolo Markus Prackwieser, produce vini eccellenti, i cui nomi richiamano mitici volatili, come il Pinot bianco Pica, il Gewürztraminer Tetrix, il Sauvignon Bubo e il Pinot nero Corax.

Le viti crescono tra i 450 e i 600 metri in un microclima inconsueto ad un passo dalle Dolomiti, dando origine a vini complessi dalle note vivaci e minerali. L’emozione di soggiornare al Maso Grottner, circondati dallo storico vigneto, passa per ambienti raffinati con pavimenti in quarzite argentea e una vasca da bagno

109

freestanding ricavata in un’antica botte, rifugio perfetto per le coppie alla ricerca di un’esperienza unica. Si cena nel ristorante panoramico (con vista sullo Sciliar) del Romantik Hotel Turm, che vanta anche una suggestiva cantina scavata nella roccia. • Tel. 0471-72.50.14 - www. romantikhotels.com ►RS


LIBRI

della Redazione

Viaggi e riflessioni

di un montanaro reggiano

Nel suo nuovo libro emanuele anceschi analizza le mille facce di un viaggio

C

i sono viaggi che portano a un cambiamento dentro noi stessi, che può essere spirituale, mentale o comportamentale. L’autore e viaggiatore, in questa opera, cerca di comprendere la complessità del mondo, guardando le altre culture con curiosità e umiltà. Egli ripercorre quei viaggi che lo hanno portato a riflettere in maniera differente sulle cose del mondo. Dalle spiagge dell’Australia e della Polinesia a quelle di Miami, dai templi dell’Asia buddista ai locali di Minsk e Mosca, dai Paesi baltici alla natura del Sudafrica e del Nepal. Passeggiate per le vie del centro, litri di birra e vodka, feste e chiacchiere, nuove conoscenze ed esperienze nella natura incontaminata. Solo viaggiando e cercando di abbattere le strutture mentali imposte dalla nostra società di appartenenza, potremo veramente arricchirci, capire

la complessità del mondo e aumentare l’empatia tra i popoli. Alle proprie esperienze di viaggio l’autore collega il pensiero di sociologi, filosofi, scrittori e registi di cui si serve per rendere chiare le proprie riflessioni. Inoltre al termine dei capitoli, inserisce miti antichi per evidenziare il proprio pensiero. Il viaggio è uno degli strumenti più importanti per avere un’idea del mondo personale, non raccontata dai mass media, non filtrata da terzi. Capire da

soli con la propria testa, è forse una delle poche libertà che ancora abbiamo.►RS

Chi è emanuele anceschi • Nasce nel 1982 a Castelnovo Monti, paese dell’appennino reggiano. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in Studi Internazionali ed Europei all’Università di Parma. Svolge nel 2010 un tirocinio sul monitoraggio dei Diritti Umani a Vilnius della durata di quattro mesi. Dopo aver ricoperto posizioni manageriali nel settore privato, attualmente è occupato nel settore della cooperazione sociale. • I numerosi viaggi che compie fin da bambino lo portano a visitare più di una volta tutti e cinque i continenti. Appassionato di storia, filosofia, viaggi, cinema e letteratura, è alla sua seconda opera. • Nel 2021 pubblica il suo primo libro Storia di una festa mobile (Brè edizioni).

110


111


EVENTO

La protesta delle Pussy Riot sul palco degli Arcimboldi momenti di performance si alterneranno a musica dal vivo e teatro. Il racconto di anni di attivismo anti-Putin che oggi assumono un valore ancora maggiore.

A

l TAM Teatro Arcimboldi Milano, domenica 11 settembre 2022, in programma l’unica tappa italiana della performance trasgressiva delle Pussy Riot, il collettivo artistico di protesta femminista nato a Mosca. Riot Days è live music, teatro, video per uno show innovativo sinonimo di fluidità di genere, inclusività, matriarcato, amore, decentramento, anarchia e antiautoritarismo. Nate nel 2011, le Pussy Riot sono note in tutto il mondo per le provocatorie performance non autorizzate di guerriglia punk rock trasformate poi in video musicali diffusi sulla

rete. Nei loro testi parlano di femminismo, dei diritti LGBT e dell’opposizione al presidente russo Vladimir Putin, che considerano un dittatore. L’attività artistica delle Pussy Riot comprende la registrazione e la pubblicazione di diversi video, fra i quali Putin Will Teach You To Love The Motherland, I Can’t Breathe (dalle ultime parole di Eric Garner mentre la polizia di New York lo teneva a terra in una stretta soffocante), Chaika, Organs e Make America Great Again. La preghiera punk di Pussy Riot è stata nominata da The Guardian tra le migliori opere

Il collettivo punk russo delle Pussy Riot

112

d’arte del 21° secolo. Il collettivo ha collaborato con Bansky per la mostra Dismaland, promossa da Marina Abramovic e creato un’esperienza immersiva nella galleria Saatchi di Londra. LO SHOW RIOT DAYS Lo spettacolo nasce nel dicembre 2016 dalla collaborazione fra Maria Alyokhina e il produttore musicale Alexander Cheparukhin ed è un’opera teatrale basata sul libro Riot Days di Alyokhina (pubblicato nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, in Francia, in Giappone, in Brasile, nella Repubblica


di Daniele Colzani

Ceca, in Ungheria). Riot Days è diretto da Yury Muravitsky, uno dei principali registi teatrali russi, ora direttore artistico del leggendario Teatro Taganka a Mosca. Lo show è una combinazione innovativa di musica dal vivo, teatro e video ed è la storia personale di Alyokhina come membro delle Pussy Riot fra azioni nella Piazza Rossa e nella Cattedrale, arresto, tribunale e prigione. Il contenuto dello spettacolo cambia frequentemente con sempre nuovi episodi e nuovi brani musicali e non è indifferente a temi come il perseguimento dei prigionieri politici e l’aggressione russa contro l’Ucraina. Lo show è andato in tournée in tutto il mondo con più di 200 spettacoli nella maggior parte d’Europa, Stati Uniti, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. Il progetto ha ricevuto prestigiosi premi internazionali, tra cui Herald Angel Award e Total Theatre Award del Festival di Edimburgo. La nuova collezione NFT: Proof of Protest Di recente le Pussy Riot hanno lanciato una nuova col-

lezione NFT, chiamata Proof of Protest, per raccogliere donazioni crypto a favore di 7 organizzazioni USA che si impegnano nella lotta per i diritti riproduttivi delle donne. La raccolta di donazioni in crypto vuole sostenere sette organizzazioni statunitensi, impegnate nella lotta alla difesa dei diritti riproduttivi delle donne: Center for Reproductive Rights, Fund Texas Choice, Sister Song, NARAL Pro-Choice America, Fos Feminista, Planned Parenthood e URGE. L’iniziativa di Ukraine DAO Il gruppo russo di Pussy Riot La collezione Proof of protest

non è nuovo nell’utilizzare NFT per sostenere le sue idee politiche. E infatti, oltre alla presente che difende il diritto di riprodursi delle donne, tempo fa avrebbe lanciato insieme a Trippy Labs e PleasrDao l’iniziativa di Ukraine DAO. Si trattava di una raccolta fondi tramite Ethereum NFT per sostenere l’Ucraina, nelle prime fasi dell’attacco russo. Gli NFT di Ukraine DAO raffigurano bandiere dell’Ucraina. A tal proposito, la Tolokonnikova ha voluto specificare che il senso era proprio quello di non promuovere nessun artista o tecniche d’arte specifiche, ma qualcosa di più grande di tutti come la solidarietà. ►RS

IL SOCIAL

Inquadra il QRcode per il canale Youtube delle Pussy Riot 113


RADIORAMA

Apri la tua web radio in pochi, semplici passi

SODDISFA LE TUE VELLEITa' RADIOFONICHE CON LA CREAZIONE DI UNA TUA PERSONALE EMITTENTE ONLINE

S

e la radio è la tua grande passione e ti piacerebbe creare la tua personale stazione radiofonica online... dov'è il problema?!? Intanto rifletti sulle canzoni da proporre ai tuoi ascoltatori, le rubriche da mettere in palinsesto. Al resto ci pensiamo noi, basta che tu prosegua nella lettura di qyesto articolo! La domanda a questo punto sarà: come comportarsi con la gestione in diretta dei contenuti? Come gestire i vari elementi che compongono un programma radio di tutto rispetto? E soprattutto… quanto costano strumenti del genere? Tutto quello che devi fare è armarti di un po’ di pazienza e continuare a leggere. Coraggio! Sei a pochi passi dall’inizio della tua “carriera” radiofonica. Se non intendi sobbarcarti la spesa per un software di registrazione o di un’attrezzatura adatta come un mixer, microfono professionale e altro ancora... la soluzione esiste! Esistono diversi programmi e servizi che ti permetteranno di creare una web radio a costo zero. Una di queste, forse la migliore, si chiama Spreaker, un sito dedicato alla gestione di

podcast digitali. Spreaker Studio offre un servizio aggiuntivo e basato su un semplice programma che ti permetterà in pochi clic di creare e gestire la tua radio personale. Scaricare Spreaker Studio è semplice, lo trovi sotto forma di un’applicazione disponibile per tutti i principali sistemi operati-

MA IO QUELLO LO CONOSCO... • Ogni giovedì alle 21:00 sulla storica emittente lombarda Radio Cantù, ascoltabile sia in FM che online (www.radiocantu.it), in onda c'è anche l'autore di questa rubrica, Luca Varani! Il programma si chiama Cantiamo alla radio, un contenitore fantasioso e divertente condotto da una vecchia volpe dell'etere come Gegio. Due ore di divertimento e di belle proposte, con un occhio di riguardo per i giovani talenti della musica italiana.

114

vi desktop e mobile. Ora che hai tutto quel che serve per utilizzare Spreaker Studio, è arrivato il momento di configurare la tua trasmissione radiofonica. Qui entra in gioco la tua vena da conduttore radio, dove a fare la differenza saranno le canzoni e gli argomenti che proporrai. Se poi intendessi confrontare Spreaker con altri strumenti alternativi, in rete c'è solo l'imbarazzo della scelta. Prova Icecast, un programma dedicato all’hosting di server dedicati al broadcasting di una trasmissione radiofonica, ideale per creare web radio professionali. Richiede però competenze in ambito HTML e CSS. Ulteriori alternative si chiamano Shoutcast o Zeno.FM. Sperimenta e poi... vai in onda! • RS


di Luca Varani

HEAVY ROTATION My Brain

Che bello avere la testa fra le nuvole! QUELLA DEGLI ALAN SPICY, nati sotto una buona stellla

• Apprezzabile su YouTube, il nuovo videoclip delle AB29, “My Brain”, un brano che farà parte del loro nuovo EP “Memorem” (Beng! Dischi), di imminente uscita. Girato nella campagna di Asciano (SI), le AB29 sono immerse in un’atmosfera livida e sottilmente straniante, nella quale le riprese in picchiata del drone rivelano un territorio affascinante ma solitario, completamente vuoto di persone, dove solo i pensieri trovano una loro collocazione precisa.Il suono di questa band tutta al femminile è ammaliante e decisamente convincente. “My Brain” ha raggiunto in poco tempo i 20mila streaming su Spotify, attestandosi in 10° posizione nella TOP50 della Classifica Indie Italia.

C

on il singolo Testa Fra Le Nuvole la band di Poggio Bustone (RI) si ripresenta con un brano grintoso dal sapore Indie Rock, con una nuova veste e un rinnovato sound. Si tratta del primo di una serie di brani che confluiranno nell'EP in uscita nei primi mesi del 2023 per Beng! Dischi. Nel frattempo gli ALAN SPICY hanno suonato in locali e palchi del centro Italia mentre in studio completavano le produzioni. Testa Fra Le Nuvole rappresenta la testimonianza sonora di questo nuovo percorso: un brano forte, carico e potente, un gustoso assaggio di quello che verrà a a breve. La band lo descrivere così: "É un brano spensierato incosciente e irriverente. Avere la testa fra le nuvole spesso ci aiuta a staccare la spina da un mondo ve-

loce e troppo spesso caotico. Anche fissando un volto puoi andare sulle nuvole!" Va sottolineato che il precedente singolo Arcobaleno Nero ha raggiunto i 100.000 streaming su Spotify e ha permesso agli ALAN SPICY di accedere a playlist importanti, ampliando la loro audience. Gli ALAN

SPICY sono: Rocco Moscatiello, Michele Santori e Daniele Stazi, Vengono dal paese natale di Lucio Battisti, una "buona stella" per intraprendere un percorso musicale! Dallo stile diretto e istintivo, approccio che li contraddistingue anche nei numerosi live, seguiti da un'agguerrita fanbase. RS

BIGAZZI, UN "GRANDISSIMO" DELLA CANZONE • Per Edizioni Melagrana, recentemente è uscito il libro Giancarlo Bigazzi – L’artigiano della canzone, scritto con grande competenza dal giornalista e critico musicale Ciro Castaldo, già autore dei volumi Martini Cocktai (dedicato a Mia Martini, che di Bigazzi nel 1992 interpretò la leggendaria Gli uomini non cambiano, firmata con Marco Falagiani e Beppe Dati) e Tante facce nella memoria. Un compendio di aneddoti e di ricordi, dedicato ad una firma straordinaria della canzone di casa nostra

115


SONAR

di Luca Varani

SURFANDO NEL MARE MAGNUM DELLA MUSICA ALLA RICERCA DELL'ONDA PERFETTA Alan Parsons FROM THE NEW WORLD

Deep Purple BOMBAY CALLING

Nel numero di ottobre di RS pubblicheremo l'intervista esclusiva che questo musicista, compositore e produttore ci ha rilasciato! Per ora godiamoci il suo nuovo album, in bilico fra pop e rock, con alcuni ospiti speciali come Joe Bonamassa e Tommy Shaw, cantante degli Styx. (Frontiers)

Un live che è una bomba... e che documenta il primo show (sia in versione audio che video) del chitarrista Steve Morse al posto del dimissionario Ritchie Blackmore! Scaletta al fulmicotone per una delle inossidabili leggende del rock. Che Dio li benedica... (Sony)

Billy Joel LIVE AT YANKEE STADIUM Esce in versione audio rimasterizzata (+ bluray) uno dei concerti più famosi del cantautore americano. Uno show del 1990 che riacquista nuova vitalità con questa bella edizione rimasterizzata. Joel ha venduto in carriera oltre 150 milioni di dischi, un fuoriclasse! (Legacy)

Forse non lo sai che,,,

Quisquilie semiserie e pinzillacchere rock

R

oger Waters spegne 79 candeline: auguroni! Membro fondatore dei Pink Floyd nel 1965, vi è rimasto fino al 1985 quando abbandona la band per intraprende re la carriera solista. Una carriera solista che, a dispetto dei suoi quasi 40 anni non è particolarmente nutrita, è infatti composta da quattro soli titoli. Speriamo che il Nostro ci regali presto qualcosa di nuovo. * È finalmente uscita Dolores, l'attesissima graphic novel dedicata alla vita della leggendaria voce dei The Cranberries. Edita da

Edizioni BD è stata scritta da Micol Arianna Beltramini e Francesca Ciregia ed è disponibile in libreria, fumetteria e negli store online. Una biografia toccante e meravigliosamente illustrata che racconta la vita, le luci e le ombre di Dolores O’Riordan, inconfondibile ed indimenticabile voce dei Cranberries, che ha conquistato i cuori di tutti coloro che abbiano ascoltato le loro canzoni.

Una voce devastante e fragile, scaturita da chissà quale tormento e tenebra. In quest’opera la Beltramini, già autrice della graphic novel Last Goodbye - Tributo a Jeff Buckley (illustrata da Gea Ferraris), racconta con delicatezza e rispetto, i meandri del passato di Dolores, tormentato dagli abusi e dalla costante ricerca di un luogo sicuro, fuori e dentro di sé. • RS

http://sonar-music.blogspot.com 116


Riflettori su...

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO

Quanto è grande il tuo gusto per lo spettacolo? S

3 NUMERI

M

6 NUMERI

L 11 NUMERI

SCEGLI L’ABBONAMENTO “SU MISURA” E RICEVERAI IL MAGAZINE DIRETTAMENTE AL TUO DOMICILIO Issuu On line Digital Edition

Quotidiano on line www.silviaarosio.com

Facebook Riflettorisu

117 Per info e sottoscrizioni abbonamenti: riflettorisumagazine@gmail.com


LIBRI

di Daniele Colzani

la nostra selezionE di titoli che omaggiano tutto ciò che fa spettacolo... ad un prezzo outlet! Te siento. Il linguaggio segreto del tango e l'arte della coppia

Woodstock '69. Rock revolutioN Il concerto che ha cambiato la storia del rock, e di un'intera generazione, non si conclude nelle immagini d'epoca che ci restituiscono la visione dei 500.000 giovani giunti a Bethel da ogni angolo del mondo. Non si esaurisce nella pioggia che accompagnò i tre giorni di musica. In questo libro, curato dal giornalista e critico musicale Ernesto Assante, saranno proprio alcuni dei protagonisti di quei giorni indimenticabili a prendere voce, attraverso interviste esclusive che l'autore ha realizzato nel corso della sua carriera. (White Star - 224 pg. - € 35,00 ora in promo su IBS a € 14,00)

Tutto comincia con uno sguardo. Un ragazzo di nemmeno diciott'anni, in una milonga di Buenos Aires, vede una donna bellissima e misteriosa ballare un tango: la invita, e da quel momento è catturato, corpo e animo, dalla danza più sensuale e appassionata. Ne farà la sua arte, la sua professione, la sua stessa vita. Quel ragazzo è Miguel Ángel Zotto, considerato una leggenda vivente del tango. (De Agostini - 270 pg. - € 18,50 ora in promo su IBS a € 7,60)

This hard land. Sulle strade di Springsteen Bisogna aspettare la notte per sentire la voce di una città che piange, per incontrare un certo tipo di eroi, per vedere demoni e fantasmi circolare liberamente per le strade. Ecco le creature che più attraggono Springsteen. Basta sfogliare i testi delle sue canzoni, uno dopo l'altro, per scoprire una verità inconfutabile: la stragrande maggioranza delle sue canzoni è ambientata di notte. Anzi, interi dischi sono ambientati di notte. Dunque la sua arma nascosta è l'ambiguità, l'ingannevole e onirica opacità della notte, perché solo lì può parlare il linguaggio dei sogni, (Jaca Book - 269 pg. - € 50,00 ora in promo su IBS a € 20,00)

il titolo sotto i nostri riflettori... The circus. 1870-1950. Ediz. inglese, francese e tedesca - Ai tempi d'oro, il circo americano era uno degli spettacoli più imponenti mai visti. Fra il 1800 e metà del Novecento, i circhi itineranti erano capaci di riunire fino a 14.000 spettatori a show, impiegavano circa 1600 persone tra uomini e donne e percorrevano anche 20.000 miglia a stagione viaggiando in lungo e in largo sul vasto territorio americano. Questo libro riporta in vita le glorie e le fatiche del fenomeno circo attraverso alcune delle prime testimonianze fotografiche di esibizioni circensi, nonché locandine, litografie, striscioni e incisioni originali realizzate tra il XVI e il XIX secolo, che documentano le radici internazionali del circo. (Taschen - 544 pg. - € 60,00 ora in promo su IBS a € 24,00) ► RS

118


119


120