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Riflettori su... Anno I - N. 01 Ottobre 2019

MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO DIRETTO DA SILVIA AROSIO

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MUSICAL IMMERSIVI Le novità di AMALFI 839AD e REBELLION

CLAUDIO TROTTA

Il promoter riporta We Will Rock You a teatro

BALLIAMO SUL MONDO Debutto a Milano sulle note di Luciano Ligabue

INTERVISTA ESCLUSIVA

ni a D a d i Elha

LA NUOVA ESMERALDA: DALL'ESORDIO A "THE VOICE" ALLA MAGIA DI "NOTRE DAME DE PARIS"

INTERVISTE●ANTICIPAZIONI●CASTING●PERSONAGGI●TOURNÉE●LIBRI


SOMMARIO

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NOTRE DAME DE PARIS

CLAUDIO TROTTA

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BALLIAMO SUL MONDO

PROGETTI

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MATTEO MACCHIONI

Riflettori su... MAGAZINE DI CULTURA E SPETTACOLO Anno 1 - Numero 1 - Ottobre 2019

• Registrazione al Tribunale di Milano in corso • Direttore Responsabile: Silvia Arosio • Art Director, Grafica & Impaginazione: Daniele Colzani • Hanno collaborato: Christine Grimandi - Accademia Ucraina di Balletto - Alessandra Zanchi Ufficio Stampa - Arthemisia Group - Barley Arts Bologna Jazz Festival - Metropole Nice Cote D'azur - Manzo Piccirillo Ufficio Stampa - Parole & Dintorni - Studio Sottocorno - VerbaVolant • Contatti: silvia.arosio@gmail.com

Edizione Digitale: www.issuu.com/riflettorisu

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Facebook Riflettorisu

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SOMMARIO AMALFI 839 A.D. - REBELLION

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HAIR - IL MUSICAL

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STUDI DE LA VICTORINE

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IL VOLO

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HELL IN THE CAVE POTTED POTTER

ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO 4

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e ancora...

31 - LA LIBRERIA 37 - LA FAMIGLIA ADDAMS 41 - BOLOGNA JAZZ FESTIVAL 44 - JOKER 47 - QUEEN + ADAM LAMBERT 48 - MILANO OFF 50 - ANDAR PER MUSEI


LA VOCE DEL DIRETTORE

Il ruolo della stampa di settore nell’organizzazione teatrale COME ORGANIZZARE LE STAGIONI GRAZIE (ANCHE) AI CONSIGLI DI UN ESPERTO

A

l Forum Festival e Rassegne Fringe e off del panorama nazionale, organizzato nell’ambito del Milano Off Fringe Festival 2019, alla Fabbrica del Vapore, si è toccato un punto che meriterebbe maggiore approfondimento. Se è vero che il modello del Fringe Festival di Avignone, che ha lo scopo, tra le altre cose di essere una vetrina per gli spettacoli proposti, potrebbe essere replicato in Italia, resta il fatto che il nostro panorama nazionale, in fatto di distribuzione e scelta negli spettacoli, è andato deteriorandosi negli anni. Quando vent’anni fa, iniziai questo lavoro, si parlava ancora di lunghe teniture: gli spettacoli, i musical in primis, registravano tour di nove mesi, stavano tre settimane nello stesso teatro e, soprat-

tutto, “si osava”. Le sale “osavano” prendere gli spettacoli, anche quelli meno conosciuti, anche quelli senza un nome altisonante all’interno. E con il termine “Altisonante”, non parlo solo di un Giulio Bosetti o un Gianrico Tedeschi, gente che il teatro lo sapeva fare: parlo di quei nomi che oggi potremmo definire “influencer”, quegli attori ed attrici, magari non capacissimi, ma in grado (davvero?) di attirare persone a teatro. Ormai questa è la best practice di oggi: si scelgono personaggi televisivi o seguitissimi sul web, per essere sicuri di poter vendere i biglietti. Oppure, si sceglie il titolo facile, quello che piace, quello sicuro, quello trito e ritrito, visto e rivisto, rimescolando nel fondo del calderone la stessa zuppa riscaldata, ma che comunque piace sempre. Niente da dire: alcuni spettacoli si rivedono sempre volentieri e non è sempre detto che il nome televisivo automaticamente non sappia recitare in teatro. Ma sono solo questi, ormai, i canoni di decisione per fare circuitare uno spettacolo? Oppure sono quelli dello scambio merce dei distributori: “Ti passo lo spettacolo X, se mi prendi anche lo spettacolo Y”? E’ qui che dovrebbero entrare in gioco i critici teatrali. Mimma Gallina, relatore al Focus di cui sopra, che da sempre si occupa di produzione, distribuzione, gestione nel sistema italiano, autrice, tra l’altro, di testi a tema, ha sottolineato quanto la critica possa

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dare una mano nella scelta degli spettacoli. Se una volta i maggiori quotidiani cartacei, dedicavano una pagina alle recensioni (vi ricordate i film in cui gli attori aspettavano fumando sigarette le prime edizioni del mattino per leggere dei loro spettacoli sui giornali?), oggi non è più così e la critica è per la maggior parte affidata al web, democraticissimo, ma a volte, non competente: perché non basta andare a teatro ed essere appassionati per recensire uno show. A livello comunale e sovracomunale, nelle varie regioni, qualcosa è stato fatto, grazie alla proposta di bandi per scegliere giornalisti esperti che permettano di scegliere dove allocare fondi volti alla realizzazione di spettacoli. A livello privato, sta agli organizzatori e produttori di buona volontà leggere sul web e scegliere quali spettacoli portare nelle proprie sale. Forse, sarebbe da fare un passo in più: inserire nei vari CDA dei teatri, consulenti della stampa di settore, ovviamente super partes, che sappiano consigliare quali spettacoli scegliere a seconda del bacino di utenza, della capienza della sala, delle specifiche tecniche e delle richieste del pubblico. Perché la stampa di settore può davvero dare una grossa mano allo sviluppo del sistema teatrale in Italia e può aiutare non solo il pubblico, ma anche i teatri ad effettuare scelte consapevoli e non dettate da mere esigenze di mercato.

Silvia Arosio


INTERVISTA

Claudio Trotta riporta

We Will

Rock You a teatro

LA MUSICA SALVERÀ IL MONDO? TROTTA CI RACCONTA LA NUOVA VERSIONE DEL MUSICAL CAMPIONE DI INCASSI

D

opo la prima trionfale stagione, che ha visto il ritorno sulle scene italiane di di We Will Rock You, prodotto da Barley Arts, torna in scena il musical che ha già registrato 65.000 spettatori paganti nelle 56 repliche che hanno toccato da nord a sud le principali città italiane. Galileo e Scaramouche, che insieme combatteranno a suon di musica, per il diritto di esprimere se stessi, quest’anno saranno Luca Marconi e Martha Rossi, che ritorna nel ruolo dopo il tour con Peter Pan. Claudio Trotta ci parla della seconda stagione teatrale, per la regia di Michaela Berlini, che inizierà a novembre 2019 e si prolungherà per tutto il 2020.

DUE NUOVI NOMI NELL'EDIZIONE 2019 Claudio, l’anno scorso era il “momento giusto” per riportare questo grande successo sulle nostre scene?

Non ho mai smesso di credere che il progetto We Will Rock You potesse rinascere anche in italia. Quando Jim Beach nel novembre 2017 mi ha parlato della possibilità di

Valentina Ferrari

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presentarlo nuovamente ma senza vincoli di produzione rispetto alla produzione originale come nel 2009 ho subito deciso di riprovarci. Solo in un secondo tempo ho saputo che ci sarebbe stato il film Bohemian Rhapsody il cui successo planetario non era comunque prevedibile nelle sue dimensioni. Il team creativo è quello della scorsa stagione ma nel cast abbiamo due nomi nuovi. Anche se in realtà Martha Rossi è stata la prima scaramouche, scelta da Brian May in persona. Alessandra ferrari è partita per l’estero con Notre Dame de Paris... Avete pensato subito a Martha, che l’anno scor-


di Silvia Arosio

so era impegnata con Peter Pan? Cosa le avete chiesto per questa nuova scaramouche? Ho pensato subito a Martha, per me Scaramouche non poteva che essere lei. La nuova regista Michaela Berlini però giustamente ha voluto guardarsi attorno ma Martha ha convinto subito tutti compresa Michaela. Martha porterà in scena una nuova Scaramouche rispetto a quella che interpretò anni fa. La Scaramouche di oggi è più sensibile e allo stesso tempo arrabbiata perchè il suo occhio sul mondo è molto critico. Stesso discorso per Galileo: Salvo Vinci in una produzione straniera e Luca Marconi nel cast di We Will Rock You. La sua scelta, perché? (Risponde Michaela Berlini): Luca Marconi ha una vocalità pazzesca, molto rock già di suo, che ci ha subito

Valentina Ferrari

CHI È LUCA MARCONI

Classe 1985, cantante, songwriter, musicista, attore e musical performer inizia la sua carriera teatrale e di Musical nel 2011, diventando un membro del cast di Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, esibendosi nel ruolo del poeta Gringoire, girando l’Italia in tour per due anni. Nel 2013 e 2014, continua la sua esperienza con “Notre Dame de Paris” World Tour, questa volta interpretando due ruoli: il poeta Pierre Gringoire ed il Capitano Febo. Nel 2015 prende parte allo show rock-sinfonico Queen at the Opera, nel quale canta tutti i più grandi successi dei Queen, riarrangiati per Orchestra sinfonica ed una rock band. Nel 2016 viene chiamato nuovamente ad interpretare i ruoli di Pierre Gringoire e Phoebus in Notre Dame de Paris. Nel 2017 ottiene il ruolo di San Michele, il protagonista di San Michele l’Angelo dell’Apocalisse – Opera Musical. Nel 2018 è Michele Cassio in Otello – l’ultimo bacio, diretto da Wayne Fowkes.

conquistati. Luca è una scelta di rottura rispetto al passato. E un Galileo fisicamente diverso, alto e atletico che darà vita, con sfumature diverse alla personalità di Galileo. Attorialmente è quel mix di alternanza tra, insicurezza e ingenuità, e determinazione nel trovare il proprio posto nel mondo. Ha da subito dato l'idea che la sua trasformazione in leader dei ribelli sarebbe stata molto credibile, E poi insieme a Martha sono la coppia perfetta. La versione dell’anno scorso è molto più teatrale e meno “concertistica”. Quali teatri toccherete e perché? La nostra versione di We Will Rock You è più recitata. Sono stati ampliati i dialoghi per permettere una maggiore comprensione della storia e dei personaggi a cui abbiamo cucito addosso frustrazio-

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ni, mal di vivere e egocentrismi attuali. Le scene non sono una scusa per passare da una canzone all'altra ma sono forti sottolineature dei pensieri e delle sensazioni dei personaggi. Sono parte fondamentale della storia. Saremo in tour in diversi teatri e su e giù per l'italia, perchè vogliamo che questa storia sia vista ovunque. Qual è la filosofia di Barley nel proporre un musical? Quali differenze rispet-

I PROTAGONISTI SCARAMOUCHE: Martha Rossi GALILEO: Luca Marconi KILLER QUEEN: Valentina Ferrari KHASHOGGI: Paolo Barillari BRIT: Claudio Zanelli OZ: Loredana Fadda POP: Massimiliano Colonna ENEMBLE: Giovanni Abbracciavento, Beatrice Berdini, Paolo Ciferri, Anna Foria, Alessandra Gregori, Martina Pezzoli, Gianluca Pilla e Marco Stella.

LA BAND RICCARDO DI PAOLA: prima tastiera ANTONIO TORELLA: seconda tastiera ROBERTA RASCHELLÀ: chitarra FEDERICA PELLEGRINELLI: chitarra ALESSANDRO CASSANI: basso MARCO PARENTI: batteria


to ai concerti canonici, con grandissimi nomi, per i quali trotta è conosciuto? Quello che ci interessa è innanzitutto fare teatro quindi raccontare storie ed emozioni collettive ed avere da parte di tutto il cast il massimo coinvolgimento attoriale possibile Sono soprattutto le intenzioni che contano per noi e cerchiamo sempre di motivare in questo senso gli staff creativi e gli attori che coinvolgiamo. Della nostra quarantennale esperienza di live credo che cerchiamo di esportare nel teatro la mentalità organizzativa anglosassone e la attenzione maniacale relativamente alla

qualità dell’audio. Non sono favorevole ad impianti luce eccessivi e all’utilizzo piuttosto banale e ripetuto dei video Per scelta artistica We Will Rock You nella nostra versione no replica li ha totalmente aboliti e non crediamo che la qualità e soprattutto l’intensità dello spettacolo ne abbia risentito. Perché We Will Rock You funziona così bene? (Risponde Michaela Berlini): We will rock you ha delle musiche e delle canzoni meravigliose. Credo che funzioni bene perchè queste canzoni senza tempo, fanno da corollario a una storia molto attuale specialmente di questi tempi. Non è facile immaginarsi un futuro roseo e questo è il punto di partenza di We Will Rock Y ou. In un futuro in cui tutto è andato storto e la libertà non esiste i protagonisti della storia invitano a ribellarsi per

arrogarsi il diritto di scegliere e cambiare il proprio futuro. Hanno sogni diversi per se stessi e per il mondo. Quando i giovani prendono coscienza del peso che hanno nella società cominciano a destabilizzare il sistema e cosa c'è di più attuale di questo oggi? E' la storia di oggi, è il racconto di una speranza che poi è sempre quella; di voler cambiare il mondo, di come

QUARANT’ANNI DI CARRIERA E DI VITA ON THE ROAD No pasta no show è l’entusiasmante autobiografia di Claudio Trotta – promoter e produttore di spettacoli dal vivo tra i più importanti e stimati a livello internazionale –, ma è anche l’affresco di un’epoca, di un pezzo di storia italiana illuminato da una prospettiva particolare e affascinante: quella dei concerti, degli spettacoli dal vivo, della musica come partecipazione e progetto culturale. È una galleria di personaggi indimenticabili, tratteggiati con freschezza da chi ha avuto la fortuna di conoscerli da vicino; ed è il racconto di una passione intramontabile, una dichiarazione d’amore nei confronti della musica e della Bellezza.

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sia fondamentale farlo insieme e di come siano importanti i giovani gli unici, quando non indottrinati e condizionati, privi di interessi economici e liberi di mente, a poterlo fare. Sono convinta che dentro di noi ci sia sempre un giovane fanciullo che sogna la rivoluzione e We Will Rock You funziona bene perchè seguendo la storia dei personaggi, cantando le canzoni dei queen quel bambino dentro di noi ogni sera torna a sentirsi vivo. Cosa manca al genere musical italiano, secondo lei? Beh tante cose in ordine sparso: 1) un numero maggiore di teatri di capienza superiore o intorno ai 2000 posti; 2) più coraggio e intraprendenza nella creazione degli spettacoli; 3) più voglia di studiare, di

imparare e di emulare da parte degli attori e cantanti; 4) una maggiore attenzione alla qualità dell’audio 5) un pubblico più stabile e più curioso. Geniale l’inserimento della battuta di Pop, Massimiliano Colonna riguardo il secondary ticket... Come procede la sua battaglia? Credo che We Will Rock You anticipi e di molto le storture del predominio culturale e quindi economico di poche ma potentissime multinazionali dei consumi e dello spettacolo, fra queste ahimé una delle più rilevanti è il fenomeno del secondary ticketing che muove un giro d’affari di 10 miliardi di dollari all’anno nel mondo. Quando insieme a Michaela e Valentina Ferrari (Diretto-

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re Artistico di We Will Rock You) abbiamo messo mano ad un adattamento e implemementazione del testo originale che ne esaltasse la visione è venuto naturale considerare le speculazioni in atto ormai da almeno 10 anni nel mond del ticketing. La battaglia è internazionale e vede schierati contro questo cancro governi,management di artisti e artisti stessi,promoter e organizzazioni di fan. Ora in Italia è un reato ed è vietato praticare secondary ticketing ma la applicazione della legge come spesso in Italia è lenta e macchinosa. L’obbiettivo finale è l’oscuramento di questi siti e non solo sul territorio italiano. Altri musical, nel futuro di Barley Arts? Non al momento, ma da un paio di anni, Miki, Valentina ed io coltiviamo idee e non escludo queste idee possano portarci lontano. • RS


PROGETTI

a cura della Redazione

Slow Music, il giusto e l e ' tico attraverso la musica

UN’ASSOCIAZIONE CULTURALE CHE COME PRINCIPI HA L’ETICA DEL LAVORO E LA DIFESA DEI DIRITTI DEL CONSUMATORE E DEGLI OPERATORI DEL SETTORE

S

low Music è un progetto culturale: propone la filosofia del giusto e dell’etico, attraverso programmi di educazione e formazione legati alla musica, al fare musica, alla gestione di progetti ed eventi del mondo musicale che abbiano un rapporto corretto coi consumatori. Sostiene il pieno rispetto delle identità culturali locali, punta a valorizzare le culture musicali locali a fronte della crescente omologazione imposta dalle logiche di mercato.

IL DNA Le attività principali dell’associazione sono: promuovere la professionalità degli operatori del settore, nutrirne la passione coinvolgendo i consumatori, incoraggiare la cooperazione all’interno della filiera musicale, denunciare le pratiche scorrette e offrire strumenti concreti per contrastarle. Ognuna di queste attività è l’estensione di 3 valori fondamentali: qualità – rispetto – cooperazione.

SLOW FOOD NON SIGNIFICA MANGIARE LENTAMENTE

“Il termine Slow Food è essenzialmente un invito a riflettere, ad approfondire, proprio ciò che vuol fare Slow Music. Un invito a rallentare per osservare da vicino i processi che ci inducono inconsciamente ad ingozzarci senza senso di cibo, così come di Musica.” (cit. Franco Mussida)

Da sin.: Franco Mussida, Claudio Trotta e Carlo Petrini

LA VISIONE Slow Music nasce per difendere, diffondere e promuovere la diversità della musica in tutti i suoi generi creando collaborazioni e contaminazioni proposte in modo da essere esperienze da gustare e non da consumare, esaltando le identità culturali locali, la musica indipendente e gli artisti originali. L’idea fondante è quella di proporre un’alternativa forte e ispirata alla crescente omologazione imposta dalle moderne logiche di produzione, distribuzione ed economia di scala. LA MISSIONE Slow Music vuole essere un motore di creatività e opportunità, vuole sostenere il talento costituendo una rete di collaborazione lineare, trasparente e unita nel creare ed organizzare esperienze di qualità e bellezza, coinvolgendo isti-

PERCHÈ SOSTENERE SLOW MUSIC Slow Music è un’idea per ritrovare il modo giusto di immaginare il presente e il futuro attraverso passione, rispetto e un diverso significato del valore del tempo. Il progetto ha bisogno di sostenitori qualificati che sappiano tradurre la filosofia dell’associazione e trasformarla in un movimento internazionale.

tuzioni, artisti e appassionati. Gli strumenti a disposizione di Slow Music per il raggiungimento dei suoi obiettivi sono eventi, corsi di formazione professionale, iniziative rivolte al disagio sociale e utilizzo dei media. • RS

Per info: WWW.SLOWMUSIC-NET.EU/ 10


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MUSICAL

Notre

Dame de

Paris torna a

far sognare il pubblico italiano

DIETRO LO SPETTACOLO PIÙ IMPONENTE MAI REALIZZATO IN EUROPA, C'È L’INTUIZIONE DEL VISIONARIO IMPRESARIO DAVID ZARD...

L'intero cast alla conferenza stampa

A

lzi la mano chi, almeno una volta, ha cantato queste strofe: "E questo è il tempo delle cattedrali / La pietra si fa / Statua, musica e poesia / E tutto sale su verso le stelle / Su mura e vetrate/La scrittura è architettura..." Ebbene, se anche voi lo avete fatto, rientrate a pieno titolo nel popolo degli NdP addicted e sarete tra coloro che assisteranno ancora una volta alla magia di questo racconto senza tempo che racchiude un’alchimia unica e irripetibile, dove la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante rende le musiche sublimi, regalando allo spettacolo un carattere europeo. Per questa nuova tournèe Notre Dame de Paris

prenderà nuovamente vita sui palcoscenici wdi Pesaro, Parma, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino, Roma, Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania e Ancona.

ed il suo Fantasma, sempre a Parigi. La scrittura, a partire dalle parole Victor Hugo, fino alle note dello spettacolo – è architettura e credo che tutti abbiamo associato all’in-

DA VICTOR HUGO AI PALCHI DI TUTTO IL MONDO Notre Dame de Paris riapre le porte e no, non stiamo parlando della Cattedrale, devastata dal tragico incendio del 19 aprile 2019. Credo che l’opera popolare scritta da Riccardo Cocciante, ormai 15 anni fa, sia uno dei più fulgidi esempi di arte che si incrocia, architettura e musica che diventano quasi una sineddoche, come forse solo Webber è riuscito a fare con l’Opéra Garnier

I NUMERI DEL RECORD

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Per la tournè del 2016 in Italia: • 1.000.000 di spettatori • 43 tappe • 283 repliche a colpi di sold out, in 31 città Dalla prima rappresentazione: • 17 anni di spettacoli • 47 città • 145 appuntamenti • 1.246 repliche complessive • Tradotto e adattato in 9 lingue diverse • 23 Paesi in tutto il mondo • 5000 spettacoli • 13 milioni di spettatori internazionali


a cura di Silvia Arosio

Giò di Tonno, Quasimodo

cendio il viso di Quasimodo straziato dal dolore tra le fiamme, disperato all’idea di dover abbandonare la sua “casa”. Una parte per il tutto, una allegoria in forma di spettacolo, che finalmente riapre le porte al pubblico, se non a Parigi, nei teatri italiani. Notre Dame de Paris parte da uno script, da un progetto voluto da Riccardo Cocciante. Dalla carta, si sviluppa poi sui tre piani fisici. E’ stato il primo vero spettacolo tridimensionale, che si svolge sulle tre dimensioni, come in una proiezione ortogonale: lo show si può vedere da diversi punti di vista, grazie agli acrobati che, non solo si arrampicano alle pareti, come nel free climbing, ma volteggiano nell’aria, nei pezzi clou. Se “la pietra si fa statua, musica e poesia”, per erudire le masse, come era tipico nel periodo, i personaggi stessi sono architettura. Non lo è forse Frollo, statuario, imponente, fondamenta di una Cattedrale che comincia a scricchiolare, per le infiltrazioni dei liquidi ed inafferrabili clandestini, guidati

dal borderline Clopin o dalla destabilizzante innocenza della sinuosa Esmeralda? E se granitici sono i due personaggi di potere, Febo e Fiordaliso, non possiamo paragonare il poeta Gringoire ed i suoi gesti e versi arabescati, ai merletti infiorettati del gotico fiorito, dove “tutto sale su verso le stelle”, fino all’algida Luna? Un’ascesa incredibile che, soltanto nella stagione 2016, ha superato in Italia 1 milione di spettatori e affollato le 43 tappe, per un totale di 283 repliche a colpi di sold out, in 31 città. Nello stesso anno, Notre Dame de

Vitrtorio Matteucci, Frollo

Paris è diventato un vero e proprio cult, ha fatto impennare le vendite dei biglietti teatrali, capitanando la classifica dei titoli e superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop, tanto da essere insignito del BigliettOne d’Oro TicketOne ai Rockol Awards 2016. Sempre nel 2016, la versione italiana continua a collezionare prestigiosi riconoscimenti e ottiene ben tre Premi agli IMA (Italian Musical Awards): Migliore

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Matteo Setti, Gringoire

Spettacolo Social, Migliori Musiche (Riccardo Cocciante) e Migliore Spettacolo Classico. Dopo l’ultima a Verona nel settembre del 2018, in tanti aspettavano l’annuncio della ripresa dello show ed anche questa volta Vivo Concerti, nella figura di Clemente Zard, ha voluto accontentarli, riprendendo, ne sono sicura la volontà del compianto David, che tanto ha amato questo spettacolo (Produzione di David e Clemente Zard ed Enzo. Lo stesso David Zard, all’ultima in Arena, aveva chiesto al suo pubblico: “Ma non vi siete un po’ stufati”? Evidentemente no, perché NDP è un’alchimia, che fonde le note meravigliose di Cocciante, l’adattamento di Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal sapiente regista Gilles Maheu, e si affianca alle coreografie e ai movimenti di scena ideati da Martino Müller, oltre ai costumi di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz. Senza dimenticare la schiacciante attualità di


Graziano Galatone, Febo

un testo, quello del romanzo, che, come tutti i capolavori può essere riletto in varie chiavi in qualsiasi epoca. In un mio editoriale di qualche tempo fa, paragonavo la riapertura delle porte dello spettacolo ad una sorta di giubileo, che, se ancora non si realizza nella cattedrale, si inaugura in tutte le città d’Italia grazie al ritorno di Notre Dame de Paris, che diventa rito collettivo atteso dai fans di ogni generazione. Tra le righe del testo, della messa in scena, ognuno ritrova una parte di sé. La magia del teatro, dove tutto è hic et nunc, si svolge davanti ai nostri occhi e prende alla gola.

Cocciante ha più volte dichiarato di avere il suo transfer personale in Quasimodo, quasi una proiezione, un ologramma fisico, che lo rappresenta sul palco. C’è tutto, in quest’opera: basta trovarci e ritrovarci. NDP ha saputo, da sempre, legare vecchie e nuove generazioni (“E qualcosa ci ha legato, per la vita e per la morte”). E sotto quella porta, ripasseranno per la maggior parte gli artisti originali, quelli su cui i ruoli ed i costumi sono stati realizzati, con un fine lavoro di sartoria, che li hanno resi quasi maschere da commedia dell’arte. Ma quest’anno, non rivedremo solo in scena QuaTania Tuccinardi, Fiordaliso

Leonardo Di Minno, Clopin

simodo/ Giò Di Tonno, Frollo/ Vittorio Matteucci, Clopin/Leonardo Di Minno, Gringoire/ Matteo Setti, Febo/Graziano Galatone e Fiordaliso/Tania Tuccinardi mescolati ad alcuni artisti che già hanno fatto parte di precedenti edizioni. Vedremo una nuova Esmeralda, Elhaida Dani, che, dopo la vittoria a The Voice, ha già fatto parte del cast in alcune versioni internazionali dell’Opera. Ho pensato quindi di intervistarla per voi, per scoprire chi è questa meravigliosa cantante che ricoprirà l’amatissimo ruolo della zingara “di cui nessuno sa nulla”. • RS

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda il brano Il tempo delle cattedrali

Per info: WWW.NDPITALIA.IT 14


L'intervista a Elahida Dani (Esmeralda)

• Elhaida, sei arrivata in Italia 6 anni fa per The Voice. Da lì, con Riccardo Cocciante hai iniziato a girare il mondo come Esmeralda. Quale è stata la tua storia prima di The Voice? Ho iniziato a studiare musica a 6 anni, seguendo la passione di mia madre, alla Scuola di Musica di Scutari. Studiavo pianoforte ma il mio sogno era cantare: era una passione che tenevo solo per me. Cantavo per ore e ore sola nella mia camera, avevo vergogna, alla Scuola volevano che io suonassi il piano e il canto è rimasto per anni un mio rifugio segreto. Ma piano piano mia madre ha intuito quanto questa passione fosse vitale per me. Anche lei da piccola cantava da sola, davanti a uno specchio, e forse per questo capiva bene la mia paura e un giorno mi disse: “non voglio nient’altro dalla vita, solo vederti su un grande palcoscenico a cantare, perché tu puoi farlo...” Così mia madre mi ha insegnato a sognare e da quel momento è iniziato tutto, ho avuto per la prima volta il coraggio di guardare dentro di me e capire che non volevo altro dalla mia vita. A 18 anni per assecondare questa passione la mia famiglia si trasferì a Tirana, dove iniziai a studiare Musicologia all’Università. Scutari era una città troppo piccola e non avrei potuto avere grandi opportunità. I miei lasciarono la loro vita per il mio canto e tutti ricominciammo da zero nella capitale. Ma da li pian piano le cose cominciarono a girare: tutto iniziò con la vittoria di Star Academy Albania nel 2011 e da quel momento partecipai a molti festival in tutto l’Est Europa, vincendo in Montenegro, Romania, Albania, Bulgaria. Nel 2012 vinsi la più importante competizione canora in Albania – diciamo il Sanremo albanese – e pochi mesi dopo provai l’avventura di venire in Italia per i provini di The Voice. Ma avevo poco denaro, non conoscevo la lingua, fu difficile addirittura entrare in Italia (rimasi per 12 ore all’aeroporto di Roma bloccata in dogana..), i miei non avevano la possibilità economica di accompagnarmi. Fu l’inizio di una grande avventura. • Conoscevi già lo spettacolo, prima di entrare nel cast? Ed il romanzo di Hugo? In Albania la cultura e la musica italiana sono sempre stati dei riferimenti assoluti, sia dal punto di vista culturale sia sociale, in tempi molto duri per noi erano il simbolo di una libertà che noi non avevamo. Cocciante poi è un mito in Albania; tutte le sue canzoni sono conosciutissime. Della sua opera si parlava molto, si cercavano informazioni sulle televisioni prima e poi sul web, anche se nessuno di noi ovviamente aveva potuto vederla dal vivo. Proprio per questo non vi nascondo che uno dei miei sogni è riuscire a portare Notre Dame in Albania e in tutto il mondo balcanico. Il romanzo lo ho letto si, prima in italiano e poi in francese, ma, confesso, solo poco prima di entrare nel cast. • In quali paesi hai già interpretato Esmeralda? C’erano italiani nei cast? In tanti paesi, si proprio tanti... Francia, Belgio, Turchia, Russia, Cina, Taiwan, Libano, Canada… Si certo, non dimentichiamo che Quasimodo in giro per il mondo, nel cast francese, è interpretato da Angelo Del Vecchio! Un vero grande protagonista della versione internazionale. E poi ci sono tanti bravissimi ballerini italiani. • La versione italiana di Notre Dame de Paris è una delle più amate. Come ti ha accolto il cast? Benissimo, sono stati tutti accoglienti, protettivi, disponibili e sul palco si è creato subito un feeling fantastico. E’ un team che gira a meraviglia e questo affiatamento ha facilitato molto anche il mio inserimento. Giò poi lo conoscevo da tempo: abbiamo già collaborato su altri fronti e lo considero un vero amico. • Quanto è diverso il Cocciante coach e il Cocciante autore di NDP? Come ti ha aiutato ad interpretare Esmeralda? Cocciante è Cocciante, sempre in qualsiasi situazione; lui non cambia mai, non cambia il suo stile, i suoi principi...è un perfezionista, pretende sempre il massimo, sa sempre cosa vuole da te e ti accompagna, sprona, guida finché tu non lo tiri fuori. Indifferentemente se è ti trovi su un palco o in uno studio televisivo, se devi interpretare una sua canzone o esprimerti in Esmeralda... lui custodisce uno stile, il suo stile e non si allontana mai da questo. E’ per me una guida insostituibile. • Cosa c’è di Esmeralda in te? C’è tanto, tantissimo, c’è un’identificazione profonda con questo personaggio...arrivare da giovanissima in un paese straniero, da sola, lottare per essere accettata e riconosciuta, sapere di essere debole ma dovere essere forte, essere poco più che un’adolescente ma doversi comportare da donna; anche la mia è una storia di diversità, di impegno per l’integrazione, di debolezza e forza...anche se per fortuna nella mia storia ho trovato un paese fantastico come l’Italia che mi ha accolta e adottata. Ma purtroppo non tutti, oggi, sono così fortunati. • Come sta reagendo il pubblico in Italia? E quali differenze trovi con i pubblici in giro per il mondo? Non potevo immaginare quanto fosse fantastico il pubblico italiano, quanto fosse appassionato, partecipe, presente durante tutto lo spettacolo...quante emozione e trasporto ti trasmetta, come ti trascini con sé per tutte le 3 ore... Sul palco sono emozioni che si sentono, si sentono tantissimo. Non c’è paragone davvero, in nessuno dei luoghi dove ho cantato, e sono tanti, esiste una simile passione per quest’opera. Qui è travolgente, la respiri e sul palco ne sei avvolto. La gente canta, applaude, ti verrebbe voglia di invitarli sul palco a cantare con te… cantanti, ballerini e pubblico sono una cosa sola..credo sia una cosa unica al mondo e mi sento molto fortunata di esserne parte. • Perché amiamo cosi tanto Esmeralda? Perché rappresenta tante facce diverse delle donne, incarna tante loro debolezze ma svela alla fine un coraggio e una determinazione impressionanti...Esmeralda è debole ma allo stesso tempo forte e decisa, è poco più che una bambina ma è costretta a diventare troppo presto donna, è straniera ma vuole essere una di noi, è atea e pagana, ma sente senza capirlo il richiamo della fede (ricordiamo che invoca una Maria pagana), è coraggiosa ma impaurita.Esmeralda è bisognosa di affetto come una figlia, è complice e vicina come una sorella, è forte come un’eroina, affascinante come un’amante, e pronta a morire per i suoi principi come una martire...ognuno di noi può trovare un’Esmeralda in cui identificarsi, l’Esmeralda che è oppure l’Esmeralda che vorrebbe essere.

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DEBUTTI

Che ne dite se

Balliamo

sul mondo?

© Luca Vantusso - LKV Team

CON IL MUSICAL SCRITTO E DIRETTO DA CHIARA NOSCHESE E I BRANI DI LIGABUE, MILANO È ROCK!

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rodotto e organizzato da Live On Stage, fino al 27 ottobre andrà in scena al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano il musical Balliamo sul mondo, con testo originale e regia di Chiara Noschese e i più grandi successi di Luciano Ligabue. I 13 protagonisti, lungo 2 atti e 20 canzoni storiche del Liga, si raccontano (e cantano) nell’arco di un decennio da un Capodanno all’altro, da quello alla soglia della maturità a quello dell’età adulta 10 anni dopo. Le vite dei 13 protagonisti s’intrecciano, scandite dai più grandi successi di Luciano Ligabue, da Certe Notti a Non è

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di Silvia Arosio

IL CAPODANNO AL BAR MARIO... L’alba del secondo millennio, raccontata da un gruppo di giovani di provincia. Capodanno 1990: una comitiva di amici si riunisce, come ogni giorno, al Bar Mario per festeggiare l’arrivo del primo anno da maggiorenni. Progetti, speranze, amori, passioni ma anche incertezze, paure e vecchi rancori, s’incrociano sullo sfondo della grande festa. La promessa di ritrovarsi 10 anni dopo nello stesso giorno è l’unico modo per rendere meno tragica e dolorosa la consapevolezza che niente dopo quella notte resterà uguale. È il momento di diventare adulti… Il decennio che segue cambierà la vita di ognuno, riservando a ciascuno di loro percorsi e realtà inaspettate. Malgrado tutto, la promessa viene mantenuta. Capodanno 2000: sarà difficile per il gruppo rimettere insieme i pezzi, eppure, ritrovarsi e ricostruire insieme, diventa inaspettatamente l’unica salvezza per tutti… “Perché dopotutto, nella vita, non è obbligatorio essere eroi.”

Le parole di Ligabue

Sono contentissimo – afferma Ligabue -. Chiara Noschese, che lo ha scritto e lo ha diretto, ed i ragazzi del cast sono stati veramente bravissimi, mi sono emozionato a più riprese e spero vi piaccia tanto quanto è piaciuto a me. E a me è piaciuto molto...

Chiara Noschese: “Questo è lo spettacolo del mio cuore. Il progetto è partito più di due anni fa, da un progetto di Matteo Forte e Roberto Razzini, e, quando dopo aver scritto il pro-

I PROTAGONISTI Bob Messini - MARIO Beatrice Baldaccini - STELLA Mario Acampa - FAUSTO Marianna Dalle Nogare - NICOLETTA Brian Boccuni - ANTONIO Ilaria De Rosa - CARMEN Michele De Paola - MATTEO Mariacarmen Iafigliola - VALENTINA Luigi Fiorenti - MICHELE Brunella Platania - BRUNA Yuri Pascale Langer - NICCOLÒ Miriam Somma - MYRIAM Matteo Sala - GIANNI

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tempo per noi, da Tra palco e realtà a Urlando contro il cielo e tante altre... tra cui ovviamente Balliamo sul mondo, la storica hit del Liga che dà il titolo al musical.

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IL VIDEO

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10 domande a Chiara Noschese

getto, siamo andato da Luciano (nda Ligabue) ero davvero molto intimorita dalla sua forte personalità: a lui, la mia storia è piaciuta. Ho conosciuto un uomo umile, generoso, molto rispettoso, che mi ha aiutato nella realizzazione del progetto: l’affetto ed il sostegno che ci ha dato, oltre al contributo sul dialogo dello show, ci ha rincuorato fin dall’inizio. Ci abbiamo messo il cuore e il musical sarà un altro modo per riascoltare le canzoni di Luciano”. • Rs

I BRANI MUSICALI - Primo atto HO MESSO VIA UNA VITA DA MEDIANO LIBERA NOS A MALO NON È TEMPO PER NOI PICCOLA STELLA SENZA CIELO CERTE DONNE BRILLANO CERTE NOTTI VOGLIO VOLERE BALLIAMO SUL MONDO - Secondo Atto TU CHE CONOSCI IL CIELO IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA SI VIENE E SI VA POLVERE DI STELLE L’AMORE CONTA IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE NIENTE PAURA TU SEI LEI TRA PALCO E REALTÀ URLANDO CONTRO IL CIELO

• 1 - Chiara, uno spettacolo tutto tuo, scritto e diretto da te. Come mai hai deciso di fare un musical con le canzoni di Ligabue? Prima di tutto perché sono una grande fan da sempre. Credo che Luciano sia un poeta e che la sua musica arrivi dritta al cuore per cui è stato un sogno per me poter realizzare questo musical. • 2 - Ligabue ha accolto subito il progetto con entusiasmo ed in conferenza hai dichiarato di aver trovato nel rocker una splendida persona: che tipo è? Oltre ad essere un grande artista, è un uomo umile, gentile, disponibile. Un grande professionista. • 3 - In che modo ha collaborato allo spettacolo? È intervenuto con alcuni consigli, in particolare sui dialoghi. Io avevo buttato giù un testo molto “pulito”, invece lui ha voluto sporcarlo un po’ con modi di dire e slang più giovani e adatti al tipo di personaggi. Anche se è più grande di me è molto più giovane di me. • 4 - Hai tenuto i provini alcuni anni fa ed hai trovato un cast di ottimi attori/cantanti: i personaggi sono stati costruiti su di loro? Ho fatto davvero centinaia di provini per questo musical e ho sempre cercato attori che fossero anche cantanti e ballerini (spesso per il musical si cercano solo attori/cantanti). Ho scelto un cast giovane e ho costruito i personaggi su di loro. È nato un gruppo molto affiatato. • 5 - Cosa hai voluto portare a galla della personalità di ciascuno di loro? Da una parte ho preso spunto dalle loro personalità, dall’altra invece ho voluto metterli alla prova con personaggi distanti dalla loro personalità come il personaggio di Miriam, completamente diverso dall’attrice che la interpreta, ma che è stata bravissima a calarsi nella parte. • 6 - Con quale criterio avete scelto i 20 brani inseriti nello show? Abbiamo scelto le canzoni che meglio si inserivano nella storia che avevo in mente ma tantissime sono rimaste fuori, si potrebbe fare una parte 2 con tutto il materiale che c’è nella discografia di Luciano. • 7 - Che tipo di adolescenti e giovani adulti vedremo in scena? Vedremo gli adolescenti degli anni 90, liberi da smartphone e distrazioni tecnologiche. Quegli adolescenti che ancora si godono la compagnia e il piacere di stare insieme nel bar di sempre. • 8 - Gli adolescenti di oggi in cosa si riconosceranno? Le tematiche trattate sono tante, dall’adolescente bullizzata per il suo peso al ragazzo con situazioni difficili a casa (violenze domestiche) per cui oltre al ridere e alla leggerezza ci sono tematiche fanno riflettere e in cui molti giovani di oggi possono ritrovarsi. • 9 - Conoscendoti da qualche anno, credo ti sia davvero un’artista certosina nel confezionare gli spettacoli: come autrice, in che modo ti sei mossa? Intanto, grazie. Come autrice in questo caso mi sono lasciata guidare molto dalle canzoni di Luciano. I suoi testi sono talmente perfetti che mi hanno praticamente scritto la storia. • 10 - I brani di Ligabue sono davvero trasversali: quale pubblico pensate potrà amare particolarmente lo spettacolo? Penso che sia uno spettacolo intergenerazionale che può piacere ai ragazzi e agli adulti. Tutti ci si possono ritrovare.

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PROGETTI

Christine Grimandi: stiamo

lavorando per il concerto del Piccolo Principe in Italia

NICHOLAS LLOYD WEBBER, SIMON LEE, JAMES D. REID E LUIGI PRETOLANI CI SPIEGANO COME...

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hristine Grimandi è un'artista completa, nota soprattutto come interprete di musical, all’estero e in Italia, ma oggi ha un progetto davvero ambizioso. Sta lavorando in Italia con grandi nomi del musical internazionale, nomi del calibro di Simon Lee, Nicholas Lloyd Webber e James D. Reid coinvolgendo anche Luigi Pretolani di Romagna Musica - Entroterre Festival, per confezionare delle masterclass per giovani direttori d’orchestra e cantanti, che culminerà con un tour di concerti de Il Piccolo Principe scritto da Nicholas Lloyd Webber e James Reid. In questa serie di interviste, parliamo del progetto. SIMON LEE Simon Lee è direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore, orchestratore, pianista e supervisore musicale. Tanti titoli che diventano un solo impegno lavorativo e “normalmente uso la loro combinazione, o tutte le discipline insieme”. Una carriera sorprendente, ma principalmente Lee è conosciuto per essere stato supervisore musicale di Webber per tanti anni. Quali generi hai toccato nella tua esperienza? La mia carriera mia ha fatto incrociare differenti generi musicali dal genere pop/rock

Simon Lee

(artisti come Bjork e Primal Scream) alla musica classica (Carreras, Sarah Chang), ma primariamente mi sono occupato del Musical. E in questo settore, sono probabilmente riconosciuto per essere stato il supervisore musicale di Andrew Lloyd Webber per oltre vent’anni. All’inizio della mia carriera, ho lavorato in tutta Europa come direttore musicale in tanti show, includo anche la produzione di Cats e Starlight Express in Germania – ed è stato in questa produzione di

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Cats che ho incontrato Christine nel 1991! In quel periodo avevo poco più di vent’anni, ed ero molto giovane per ricoprire il ruolo di direttore d’orchestra, e, per beneficio dell’intuizione, questi lavori sono stati il mio training dove potevo permettermi di sbagliare, imparare e ritornare a Londra con più esperienza e sicurezza. Rientrato a Londra, tutto ha cominciato a muoversi velocemente, e, nel 1996 ero Direttore musicale del primo Revival di Jesus Christ Superstar. E’ stato


di Christine Grimandi

in quel momento che ho incontrato Andrew, e in pochi mesi sono diventato il suo Supervisore musicale e, il mio primo lavoro in questo senso è stata la realizzazione del Film di Cats nel 1997. È in quell’occasione che ho incontrato Nick per la prima volta. Quale spettacolo le ha dato maggiore soddisfazione? Qualsiasi spettacolo a cui sto lavorando. Non sono normalmente un sentimentale o nostalgico riguardo il lavoro che ho fatto, preferisco guardare davanti a me! Qual è secondo te, la situazione di Musical a Londra e negli USA? C’e sempre qualcuno contento di profetizzare la morte di uno show a Londra o a New York, ma, per quanto mi riguarda, il Musical non è mai stato come lo è attualmente in auge, che mi porta a dire quanto segue. Perché hai deciso di venire in Italia? Voi avete talento e entusiasmo e non potrei chiedere null’altro, anche se probabil-

Luigi Pretolani

mente siete ancora alla ricerca delle fondamenta per produrre autonomamente show a livello mondiale. Crede che in Italia ci siano buone scuole e talenti adatti per arrivare a proporre Musical come all’estero? Come talenti, penso di avere già risposto prima. Il principale supporto alla domanda porta a, dove c’è il desiderio, l’intuizione aumenta e trova la richiesta. Queste istituzioni/scuole debbono essere giudicate giudicando gli artisti che arrivano sul mercato del lavoro. Cosa manca a livello produttivo, oltre ovviamente al budget? Sono un musicista, quindi non posso dire ciò che manca, quali forme di collaborazioni artistiche ci siano in Italia. Parimenti, non sono un uomo senza opinione! All’interno della mia personale esperienza, posso dire che mancano le infrastrutture a supporto del musical – direttori musicali/direttori d’orchestra/ prove/pianisti per le audizioni, senza menzionare l’apporto ausiliare nel mondo lavorativo. Credo di avere già espresso che non manca il talento in Italia, ma al momento, sembra indirizzato unicamente ad un training classico. Parlando con tanti musicisti italiani, c’è sicuramente un interesse nel genere, ma non c’è una chiara idea su come arrivarci. Sicuramente in questo posso aiutare! Personalmente ho studiato e sono cresciuto con la musica classica e il vostro paese ha un’eredità culturale classica ben più importante del mio! Quali saranno le mosse in Italia con Christine Grimandi?

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Christine Grimandi

Sono grato alla mia amica Christine che mi ha portato qui e mi ha mostrato questa luce sul musical in questo straordinario paese, ed anche a Luigi Pretolani per avere colto e scelto di proseguire in questa direzione! Quindi, con queste persone cercheremo di organizzare una serie di masterclass per giovani direttori d’orchestra e cantanti, che culminerà con un tour di concerti de Il Piccolo Principe scritto da Nicholas Lloyd Webber e James Reid, che avrà così finalmente la sua Premiere europea. Questo spettacolo è così vicino al mio cuore che trovo impossibile esprimere quanto voglio che venga ascoltato in Italia! LUIGI PRETOLANI Diamo la parola anche a Luigi Pretolani Romagna Musica – Entroterre Festival, altro pilastro portante del progetto. Ho incontrato Simon Lee e Christine Grimandi durante una serata di Entroterre Festival a Bertinoro e ci siamo trovati immediatamente sulla stessa lunghezza d’onda. Ma come si fa a non essere in sintonia con una persona di così grande spessore come Simon Lee? Successivamente a Roma ho incontrato Simon, Christine e Nick Webber che hanno ma-


nifestato un grande entusiasmo per l’idea di portare in Italia la professionalità londinese. La mia società, Romagna Musica, che si occupa di produzione e gestione di concerti e spettacoli musicali, vede in questo nuovo progetto un grande stimolo e un’opportunità per arricchire il panorama professionale nel settore produttivo del Musical che stenta ancora a decollare. Insieme all’Assessore Mirco Capuano di Bertinoro e al Performing Arts Centre di Christine Grimandi, stiamo lavorando ad un progetto di formazione professionale per gli artisti italiani, per le principali figure artistiche e tecniche con specifica preparazione nel settore Musical ed anche per sviluppare una rete di distribuzione di produzioni di alto livello in perfetto stile inglese. Sarà una piccola rivoluzione se pensiamo alle produzioni britanniche e oltre oceano che sfruttano una tecnologia molto avanzata. La sfida è impegnativa, il “target” molto alto, ma molto stimolante. Sarà indispensabile avere uno staff tecnico e artistico preparato sia dal punto di vista musicale e stilistico che professionale e tecnico. Questo progetto potrà stimolare gli addetti del settore per acquisire nuove professionalità e sviluppare compe-

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda il teaser del concerto di Abu Dhabi de Il Piccolo Principe

Da sin.: Nick Lloyd Webber e James D. Reid

tenze e aggiornamenti per colmare lacune e “debolezze”. La scintilla si è accesa e ci sono gli ingredienti per collaborazioni straordinarie. NICHOLAS LLOYD WEBBER Nicholas Lloyd Webber non ha solo un cognome importante: è un compositore molto eterogeneo, ma ha scritto anche per il musical. Nicholas, ricordiamo in poche parole la tua carriera. La mia carriera è iniziata quanto ho lasciato la scuola per suonare con una band firmando contratti con una casa discografica come solista compositore di musica elettronica. Successivamente ho iniziato a scrivere musica per corti cinematografici e poi ho iniziato a produrre gli album di artisti fino ad incontrare Jamie per un lavoro per la BBC. Lui mi ha proposto l’idea per l’adattamento de Il Piccolo Principe e abbiamo iniziato così... Credo che tu abbia vissuto i Musical fin da piccolo. Qual è il tuo primo ricordo a riguardo? I miei ricordi riguardo la musica sono difficoltosi anche perché sono veramente tanti! Mi ricordo seduto nelle sale prove con incredibili attori che cantavano meravigliosamente fin da

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piccolo. Subito dopo ho iniziato a trascorrere il mio tempo negli studi di registrazione guardando il lavoro di produzione discografica. Il mio amore per lo studio di registrazione è iniziato in quel periodo. Come è cambiato il mondo del Musical da allora ad oggi? Quando avevo 13 anni ho iniziato ad ascoltare brani differenti – Ricordo che ascoltavo il Quartetto di Archi in Sol minore di Debussy, lo stesso giorno che acquistai l’album Odelay di Beck e la mia vita cambiò… Ho ascoltato differenti generi musicali ed anche oggi il mio lavoro di produttore mi permette di incontrare artisti fantastici da cui traggo quotidianamente un’enorme ispirazione. Cosa significa scrivere Musical oggi? Il Musical ha la straordinaria forza di poter contemporaneamente unire trasformazione e sperimentazione. Il pubblico può essere trasportato in luoghi dove con altri mezzi di comunicazione non potrebbe mai essere proiettato grazie al contatto diretto con gli artisti. Fino a quando c’è una buona idea e una buona storia da raccontare, le opportunità sono enormi sia per i compositori che per tutto lo staff creativo. La loro collaborazione può creare qualcosa di veramente speciale.


Come mai hai deciso di venire in Italia? L’Italia è un paese di grande influenza sulla civilizzazione. Simon Lee, caro amico e collaboratore, ha iniziato a lavorare qui e mi ha suggerito di incontrare alcune persone fantastiche con le quali aveva collaborato, per la realizzazione l’idea di un concerto de Il Piccolo Principe. Sono onorato di poterlo fare. L’Italia ha talento e entusiasmo in abbondanza, doti necessarie per iniziare un progetto di produzione. E non posso pensare a quale posto migliore per iniziare una nuova avventura! Quali saranno le mosse in Italia con Christine Grimandi? Christine è stata la persona che ha pensato di portare Il Piccolo Principe in Italia. Abbiamo parlato riguardo differenti aspetti riguardo il suo coinvolgimento, sia sul lato creativo che sul lato produttivo. Non ci sono dubbi che Christine sia una parte importante dei nostri progetti. Ho anche sentito dire che produce il suo olio di oliva e sono ansioso di provarlo! • RS

COME È INIZIATA LA MAGIA DE IL PICCOLO PRINCIPE

Ecco il racconto dell’inizio dell’adattamento de Il Piccolo Principe da parte di James D. Reid e Nicholas Lloyd Webber. James e Nick hanno composto insieme una serie di brani sulle musiche delle Quattro Stagioni di Vivaldi per la BBC Children’s Channel. Avendo completato l’Inverno hanno iniziato a domandarsi cosa fare in futuro. Differenti libri sono stati considerati e letti, ma uno in particolare era conosciuto da entrambi - The Little Prince di Antoine de Saint-Exupéry’s. Nick lo aveva ricevuto in regalo e James in gioventù era stato il narratore in uno spettacolo per bambini. Ma dove iniziare con una storia così amata, e così enigmatica? Nick e James decisero di trascorrere un weekend insieme per approfondire la storia. Se fossero riusciti a scrivere un brano, giudicandolo abbastanza buono per giustificare il tempo investito avrebbero continuato a lavorare sull’ adattamento del testo. Il venerdì si incontrarono per il weekend di scrittura. Il venerdì volge al termine e nulla era stato scritto. Sabato termina senza aver scritto nulla. Leggevano e rileggevano le avventure del pilota e dei visitatori astrali. Nel momento in cui credevano di aver catturato l’essenza di quello che stavano pensando, le note musicali non trovavano corrispondenza; esperienza comune a tanti lettori della novella di Saint-Exupéry’s. La Domenica volge al termine e ancora non erano riusciti a scrivere nulla nonostante gli sforzi. Quella stessa sera decisero che non sarebbero mai riusciti a catturare l’essenza di quella meravigliosa storia e che quindi avrebbero trascorso la serata godendosi la cena e una bottiglia di vino per dimenticare di averci quantomeno provato. Sazi della cena e del vino decisero di provarci per un’ultima volta. Sfogliando le pagine, arrivarono alla pagina dove il Piccolo Principe ritorna al giardino delle rose e spiega che la rosa è unica, contrariamente al suo aspetto. Leggendo la frase “because it is she...” ripetutamente, un ritmo cominciò ad emergere, e da quel ritmo degli accordi musicali, e da quegli accordi musicali una melodia e delle parole. Sorrisero guardandosi capendo che non avevano solamente trovato un brano ma avevano trovato la giusta motivazione per continuare il lavoro e concepire l’idea della creazione di uno spettacolo, avevano scoperto l’essenza della storia. Da quel momento in poi, è stato un meraviglioso viaggio attraverso il mondo del Piccolo Principe e del Pilota.

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INTERVISTA

Matteo Macchioni: dal banco

di Amici ai palchi d E ' uropa

"OGNI PAESE HA I PROPRI COLORI E BELLEZZE, MA L’AMORE PER L’OPERA E PER LA MUSICA È UN ELEMENTO COSTANTE"

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ortare il bel canto in ogni paese del mondo. Questa, per il giovane tenore Matteo Macchioni è la vocazione di ogni cantante d’opera italiano. Da Amici ai palchi d’opera ci si arriva solo con impegno ed abnegazione: “Mi sono guadagnato ogni singolo ingaggio e spazio, meritandolo”. Matteo Macchioni ci parla di sé e dei suoi progetti futuri. Matteo, cosa ha voluto dire per te portare il canto lirico ad Amici: quali sfide hai dovuto affrontare? Come reagiva il pubblico? Amici è una esperienza passata che mi ha lasciato bei ricordi. Il pubblico di quel programma è stato una delle più belle sorprese per quanto riguarda sostegno ed affetto. Quanto è stato difficile iniziare la carriera dopo il talent televisivo? Hai trovato ostracismo nel mondo della lirica tradizionale? Ho proseguito e perfezionato lo studio del canto, lavoro di affinamento che faccio tutt’oggi per cercare sempre

un miglioramento verso l’eccellenza. Il mondo della lirica tradizionale mi ha trattato come un qualsiasi altro giovane. Mi sono guadagnato ogni singolo ingaggio e spazio, meritandolo. Quali esperienze hai fatto da allora? Ho girato e, tutt’ora, giro il mondo in diversi continenti portando la mia voce di tenore e il mio canto in teatri d’opera, festival e concerti. Ad oggi, solo per quanto riguarda gli ingaggi

operistici, ho cantato in Italia, Germania, Austria, Danimarca, Inghilterra, Messico, Russia. Nel futuro prossimo, ancora estero. In questo mese sarai in Germania con? Parteciperò a Friburgo, come guest, ad una ripresa del Don Giovanni di Mozart, produzione dove ho

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di Silvia Arosio Il tenore di Sassuolo nei panni del Conte di Almaviva ne Il Barbiere di Siviglia

cantato anche in primavera. Ci saranno recite ad ottobre, novembre e gennaio del prossimo anno. A novembre invece sarai Danimarca al Royal Danish Theatre nel ruolo di Ferrando dello spettacolo Così fan tutte di Mozart per 5 appuntamenti. Quali differenze stai notando tra l’Italia e i paesi stranieri per un giovane che voglia fare lirica? Ferrando è un debutto a tutti gli effetti. Sono parecchio eccitato all’idea di interpretare questo nuovo ruolo. Sono convinto che avrò delle belle soddisfazioni. In Danimarca torno dopo averci lavorato anche nel 2018. La vocazione di un cantante d’opera italiano è l’internazionalità. Per parte mia sto facendo un grande lavoro di crescita artistica. Allacciandomi alla seconda parte della domanda, ogni paese ha i suoi colori e le sue bellezze, ma l’amore per l’opera e per la musica è un elemento costante. Che differenze di pubblico stai riscontrando? In qualsiasi paese il pubblico è sempre stato ed è caloroso. All’estero soprattutto noto che l’età anagrafica è più bassa. C’è un pubblico in buona parte giovane, questo è importante. Per l’anno nuovo invece quali saranno i tuoi progetti?

Proporrai qualcosa di tuo? Nell’anno nuovo ci sono diversi impegni ed ingaggi internazionali già in calendario, ne daremo comunicazione, con il mio ufficio stampa, presto. Cosa ti senti di consigliare a chi voglia intraprendere la

Matteo Macchioni in una scena di Cenerentola

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tua carriera oggi? Sono ancora troppo giovane per poter pensare di dare consigli. • RS


MUSICAL

L ' Era dell A ' cquario è tornata

con la stessa forza di 40 anni fa HAIR, IL MUSICAL CHE AL GRIDO DI "PACE, MUSICA E AMORE" FA RIVIVERE UN'EPOCA MAI TRAMONTATA

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UN OMAGGIO ROCK AL PENSIERO HIPPIE Oggi come allora, ovunque ci sia guerra, discriminazione razziale e intolleranza, si può rispondere con un grido di pace, un messaggio universale che attraversa la storia e le generazioni. Hair Il Musical, oggi come cinquant’anni fa, dà voce in modo trasgressivo e provocatorio, ma proprio per questo

© Matteo Gatto

on sembrano passati 40 anni dall’uscita del film (in Italia il 16 maggio 1979) diretto da Miloš Forman, né oltre 50 dal debutto a Broadway. Oggi, più di allora, le parole di Clive Barnes, critico del New York Times, descrivono alla perfezione la carica rivoluzionaria di Hair, il primo musical con “l’autentica voce di oggi, invece di quella dell’altro ieri”. L’Era dell’Acquario sta per tornare, e quest’autunno si respirerà aria di amore e libertà sui palcoscenici italiani. Scatenato, coloratissimo, emozionante, controcorrente, quella di Hair, The Tribal Love Rock Musical, creato nel 1967 da James Rado e Gerome Ragni - autori rispettivamente del libretto e delle liriche - e da Galt MacDermot, autore delle musiche, è una storia senza tempo, capace di riaccendere la nostalgia in coloro che hanno vissuto il ’68 e ricordano il dramma della guerra in Vietnam, ma al tempo stesso di far sentire i più giovani parte della tribù dell’amore, della felicità e della libertà.

ancora più profondamente coinvolgente, a un intero movimento culturale e sociale: una tribù, dai capelli selvaggi, è protagonista sul palcoscenico e si scatena, accompagnata dall’orchestra dal vivo, al ritmo di famosissime canzoni come Aquarius, Hair e I Got Life. Il regista Simone Nardini sottolinea come “oggi, come allora,

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esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. Hair, spettacolo cult fine anni ‘60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario. Il mio tributo vuole rendere omaggio all’opera-rock simbolo del pensiero “hippie”. In que-


© Matteo Gatto

a cura della Redazione

AMBIENTALISMO, LOTTA E IMPEGNO CIVILE Cosa c’è di tanto attuale ancora oggi in questo musical che debuttò nel 1968 a Broadway? La celebre storia di amicizia, amore libero e pacifismo, ancora oggi simbolo della controcultura hippie, porta messaggi di straordinaria attualità: fratellanza, multiculturalità, libertà,

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come desiderio di spogliarsi di tutto (come nella scena di nudo di fine primo atto), ambientalismo, lotta alle differenze sociali e sessuali e impegno civile sono alcuni dei temi che ancora oggi risvegliano la coscienza dei “nostri” giovani.• RS © Matteo Gatto

platee dopo oltre 50 anni dal suo debutto a Broadway”.

© Matteo Gatto

gli anni si formavano gruppi di ragazzi e ragazze che trascorrevano il tempo senza inibizioni e accompagnavano la protesta contro le sofferenze della guerra con il grido di “Sesso, droga e Rock’n’Roll”. Hair, the tribal love-rock musical, con il suo folto cast, le musiche eseguite dal vivo, le coinvolgenti coreografie, il libretto in italiano ma le canzoni in lingua originale e la trasgressione irriverente dei sui contenuti, coinvolgerà ancora le


PRODUZIONI

La storia della Repubblica

di Amalfi in due epic musical

SPETTACOLI STABILI? È POSSIBILE: ARIO AVECONE LO FA DA 7 ANNI CON DUE RAPPRESENTAZIONI "IMMERSIVE"

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opo una stagione di grandi successi è il momento di tirare le somme per gli spettacoli stabili in Costiera Amalfitana targati Ario Avecone e la sua casa di produzione Workinmusical. Quest'anno in 5 mesi di attività sono stati messi in scena più di 60 rappresentazioni dei due spettacoli capofila, ossia Amalfi 839ad e Rebellion, l'attesissimo seguito che già l'anno scorso ha vissuto un (breve) periodo di anteprima. Con una percentuale di occupazione dei posti disponibili superiore al 95%, i due spettacoli immersivi, in scena da più di 7 anni ormai, si confermano come elementi fondamentali della proposta culturale campana. Ed infatti per la prima volta

quest'anno lo spettacolo è stato proposto gratuitamente, grazie alla partnership della produzione Workinmusical con il Comune di Amalfi, con la Regione Campania e con la Scabec. "Poter offrire gratuitamente ad italiani e stranieri le nostre produzioni è il raggiungimento di un sogno per il sottoscritto. Poter fra l'altro proporre due spettacoli dall'alto livello professionale e spettacolare, ogni anno implementati e migliorati in ogni parte, ha un valore che va oltre il semplice intrattenimento. Grazie ai due spettacoli raccontiamo un periodo storico misterioso e magico come il Medioevo, nel miglior modo possibile, in uno stile moderno che spesso ricorda quello delle

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serie tv, il tutto condito con musiche d'effetto in perfetto stile hollywoodiano. Questo fa si che sia Amalfi 839AD che Rebellion siano davvero dei musical atipici, originali in ogni forma, dalla scrittura all'allestimento. E in questo mondo dove spesso si preferisce copiare piuttosto che creare, è un segnale di grande soddisfazione. Il successo del pubblico e della critica non è causale, perché alla fine mettiamo davvero tanto amore e tanta passione in ogni dettaglio, così da rendere il prodotto a livello delle grandi produzione internazionali. Il nostro pubblico è per lo più anglosassone, pertanto molto attento ed esperto del genere musical. Il loro apprezzamento ci


a cura della Redazione

Tra poco poi sarà il momento di un gradito ritorno: per il 2020 Murder Ballad, dopo il grande successo di critica e pubblico dell'anno scorso, tornerà in una nuova tournée nazionale. "Ci sono tantissimi progetti in cantiere. Abbiamo già tre spettacoli stabili (Amalfi 839AD, Rebellion e That's Amore!) a cui si aggiungeranno altre tre produzioni sempre in Campania. Ma oltre queste, sono davvero contento di poter riproporre uno musical come Murder Ballad a livello nazionale. Toccheremo molte più città e avremo tantissime novità sia dal punto di vista artistico che nell'allestimento".

rende ancor più fieri del lavoro intrapreso. Amalfi 839AD e Rebellion, pur essendo legati nella storia e nell'evoluzione drammaturgica, sono due spettacoli molto diversi, per scelta. Il primo è basato soprattutto su canzoni d'impatto e sull'azione, il secondo più sulla parola, sugli intrighi e su una storia che lascia col fiato sospeso fino all'ultimo minuto. In entrambi la cura delle luci, disegnate da Alessandro Caso e dei costumi creati da Myriam Somma, hanno un'importanza fondamentale

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda Amalfi 839AD

per la riuscita del tutto. E' innegabile poi che un cast con artisti di altissimo livello rende più facile essere credibili e veritieri in quel che si racconta, sia nelle parti di prosa che in quelle musicali". Queste le parole dell'autore Ario Avecone che ha curato la scrittura, la regia e la composizione delle due opere. "In Rebellion ho condiviso la creazione delle canzoni con Susanna Giordano, presente anche nel cast nel ruolo di Isabella, e penso che questo sia stato un grande valore aggiunto nella varietà stilistica dello spettacolo". Quindi una stagione di grandissimi successi che sembra non finire mai. "In tutti i mesi di attività, ma soprattutto adesso dove teoricamente l'afflusso di turisti è minore, i due spettacoli sono sempre pieni, e purtroppo spesso siamo costretti a chiudere gli accessi già dal giorno prima. Per la prossima stagione pensiamo di incrementare il numero di repliche e di allungare il periodo di messa in scena anche ai mesi invernali".

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I PROTAGONISTI ANTONIO Ario Avecone, Antonio Melissa GIOVANNA Myriam Somma, Martina Cenere SICARDO Antonio Speranza CARLO Antonio Melissa, Giovanni Quaranta CARDINALE LUIGI Vincenzo Oddo PIETRO Giovanni Quaranta, Mattia Ruocco LIVIA Nuccia Paolillo OTTAVIA Diletta Acanfora ANGELICA Martina Cenere, Elena Vollaro, Cassandra Pepe ENSEMBLE Andrea Sciortino, Mattia Ruocco, Alessandro D'Auria


LA STORIA DI AMALFI 839AD Questo epic musical narra la storia della nascita della Repubblica Amalfitana. Attraverso le vicissitudini di Antonio e Giovanna, due giovani amalfitani, e del perfido Principe Sicardo, Amalfi fonde il divertimento di un musical moderno e frizzante con la cultura e la storia. In un'ora e mezza d'azione,

amore, musica e guerra, Amalfi 839AD è un vero e proprio viaggio nel tempo. Vi farà rivivere gli intrighi dell'Amalfi medievale, nella splendida cornice dell'Arsenale della Repubblica. Amalfi 839AD è l'unico spettacolo al mondo con coinvolgimento totale del pubblico ed è da sei anni, con più di 400 repliche all’attivo, un grandissimo successo di pubblico e di critica nazionale ed internazionale. REBELLION, RACCONTO DI UN AMORE ETERNO Uno straordinario musical fantasy con una storia ricca di colpi di scena che colloca il pubblico nel vivo dell’azione. Le musiche dell'opera spaziano dal pop-rock alla musica sinfonica. Lo spettacolo si svolge nell'Arsenale della Repubblica, un luo-

go magico dell’anno Mille. La storia è ispirata a fatti realmente accaduti e si svolge negli stessi luoghi che videro lo svolgimento degli eventi raccontati. La storia si svolge nel 1300, in cui grandi famiglie si contendevano il potere. Guglielmo, ultimo dei templari sopravvissuto alla persecuzione delle truppe di Francia, trova riparo presso il suo paese natio portando con se una misteriosa pietra di nome Rebellion, ultimo segno del potere alchemico templare. Dopo anni di anonimato, Guglielmo viene riconosciuto da Ludovico, divenuto inquisitore della Sacra Romana Chiesa e intenzionato a eliminare del tutto i templari. Per risolvere il conflitto tra i casati, la giovane Marinella Rufolo viene promessa in sposa a Filippo, primogenito dei Coppola. L’arrivo del misterioso giovane Riccardo, che conquisterà il cuore di Marinella, cambierà i progetti delle famiglie. Riccardo cercherà di conquistare Marinella tra musiche epiche, emozioni e sorprese. • RS

I PROTAGONISTI MARINELLA: Martina Bianca Cenere RICCARDO: Giovanni Quaranta FRATE GUGLIELMO: Ario Avecone LUDOVICO DA SULMONA: Antonio Melissa ISABELLA: Susanna Giordano LAMIA: Myriam Somma RUGGERO: Vincenzo Oddo LUCREZIA: Diletta Acanfora IGOR: Antonio Speranza FILIPPO: Alessandro D'Auria

Per info: WWW.WORKINGMUSICAL.COM 30


LA LIBRERIA

di Daniele Colzani

LE NOVITÀ DELLE CASE EDITRICI E I NOSTRI CONSIGLI PER SCEGLIERE IL TITOLO GIUSTO PER VOI Ildefonso Falcones IL PITTORE DI ANIME

Christy Lefteri L'APICULTORE DI ALEPPO Le api non avevano segreti per Nuri, negli anni felici della sua vita ad Aleppo: le conosceva, ne sapeva interpretare le danze, i ritmi, l’incredibile miracolo della loro società perfettamente unita. La sua vita, in Siria, era semplice e insieme ricca; lui si occupava delle arnie, sua moglie Afra inventava mille colori per dipingere e il piccolo Sami giocava tranquillo. Ma poi la Siria ha cominciato a cadere a pezzi, e così la famiglia di Nuri (Marsilio - 409 pg - € 19,90)

Nella Barcellona del 1901 Dalmau Sala, figlio di un anarchico giustiziato dalle autorità, è un giovane pittore e ceramista che vive intrappolato tra due mondi: da un lato quello della sua famiglia e di Emma Tàsies, la donna che ama, entrambe attivamente impegnate nella lotta operaia; dall’altro, quello del lavoro nella fabbrica di ceramiche di don Manuel Bello, il suo mentore, ricco borghese dalla incrollabile fede cattolica. (Longanesi - 696 pg - € 22,00)

Sveva Casati Modignani SEGRETI E IPOCRISIE Mentre cerca un po' di pace nella bellissima Villa Sans-souci a Paraggi, che ha ricevuto in eredità dalla nonna materna, Maria Sole ripensa al grande inganno che ha determinato la fine del suo matrimonio poche settimane prima. Si chiede come abbia fatto a non accorgersi che suo marito non era quello che sembrava, pur conoscendolo sin dall'infanzia, e come i genitori di entrambi, che sospettavano da sempre, abbiano potuto tacere... (Sperling - 240 pg - € 15,90)

IL VOLUME SOTTO I RIFLETTORI... Gennaio 1954, la televisione inizia il suo servizio regolare e tre anni più tardi nasce la prima rubrica televisiva pubblicitaria italiana, Carosello, ed è rivoluzione. Il volume racconta la storia della pubblicità italiana nei vent’anni di vita di Carosello e il modo in cui la televisione ha modificato il peso e l’importanza dei diversi media, spodestando quello che, fino ad allora, era stato il protagonista, il manifesto. Le rigide regole che obbligavano a costruire ogni volta uno spettacolo nuovo accanto al breve codino pubblicitario hanno reso Carosello fucina di creatività e palestra professionale unica al mondo per animatori, illustratori, pubblicitari, autori, sceneggiatori, registi, attori e maestranze, che si sono cimentati nella produzione di oltre 30.000 spettacoli, uno diverso dall’altro. (Silvana Editoriale - 312 pg - € 28,00)

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ANNIVERSARI

Il Volo negli States per

i dieci anni di carriera

© Julian Hargreaves

L’8 NOVEMBRE ESCE “10 YEARS - IL BEST OF“ CHE CELEBRA LA CARRIERA DI TRE VOCI UNICHE

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In collaborazione con Parole & Dintorni

a cura della Redazione

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opo il successo del tour estivo nelle più suggestive location d’Italia, dalla Cava del Sole di Matera, al Teatro Antico di Taormina, e prima di partire per il tour in America, Il Volo annuncia un’altra sorpresa per i fan di tutto il mondo: 10 Years, il best of che racchiude la carriera di tre voci uniche che hanno superato i confini nazionali vendendo milioni di dischi e scalando le classifiche worldwide. 10 Years (Sony Music) uscirà l’8 novembre in tutto il mondo in varie versioni, compresa una realizzata ad hoc per il mercato latino e una per quello giapponese, racchiudendo il meglio del repertorio de Il Volo, da ’O Sole mio”a My Way a Grande amore, dal bel canto della tradizione italiana, agli evergreen americani. La tracklist è composta sia da brani registrati in studio, sia da nuove registrazioni live, come lo show a Matera di giugno, che verrà trasmesso dalla rete televisiva nazionale americana PBS e che andrà in onda in prima serata su Canale 5 a fine ottobre.

loro, unisce il classico e il pop. L’evento esclusivo, che si è tenuto il 24 settembre, ha fatto registrare, per l'occasione, l'ennesimo sold out. per l'occasione! Il Volo è statoaccompagnato dall’Orchestra di Verona Filarmonia Veneta e dalla band composta da Pierluigi Mingotti (basso), Andrea Morelli (chitarra), Giampiero Grani (piano), Bruno Farinelli (batteria). Apre il concerto la pianista e compositrice Giuseppina Torre. Ospite il violinista Alessandro Quarta. Il concerto è prodotto da Il Volo Srl e Mt Opera and Blues e organizzato da Friends & Partners. Dal 3 ottobre Il Volo sarà in tour in America Latina, dal Mexico, al Brasile dove farà ben 6 date, e dal 1 febbraio sarà impegnato nel “North American Tour”, visitando ben 12 Stati e tenendo concerti in location del Da sin.: Ignazio Boschetto, Piero Barone, Gianluca Ginoble e Placido Domingo

PRIMA L'ARENA DI VERONA POI IL TOUR NEGLI STATES Comincia il conto alla rovescia per il grande show all’Arena di verona, una delle location più amate dal trio perché, come

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calibro del Radio City Music Hall di New York. 10 ANNI DI SUCCESSI Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto hanno iniziato la loro carriera giovanissimi, nel 2009, e la loro ascesa costante li ha portati a duettare con artisti del calibro di Barbra Streisand e Placido Domingo, a vincere il Festival di Sanremo a soli vent’anni, a riempire l’Arena di Verona e il Radio City Music Hall di New York, a raccogliere standing ovation nei tour in Europa, America e Giappone. Il loro ultimo album Musica, contenente il brano Musica che resta che li ha portati sul podio del Festival di Sanremo, ha confermato ulteriormente il successo mondiale del trio arrivando nella la TOP 10 di iTunes degli album più venduti in ben 14 Paesi, da Malta al Brasile, dalla Finlandia all’Israele. Inoltre è entrato al secondo posto della classifica giornaliera dei dischi più venduti in Giappone (Original Confidence Daily International Music Charts), solo dopo la colonna sonora di Bohemian Rhapsody. • RS


I LUOGHI DEL CINEMA

Studi della Victorine,

Hollywood della Costa Azzurra PER FESTEGGIARE I SUOI PRIMI CENT'ANNI, I CELEBRI STUDIOS NIZZARDI APRONO LE PORTE AL PUBBLICO

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el 1919, Serge Sandberg e Louis Nalpas decisero di dotare Nizza di nuovi studi e di mettere gli occhi sulla tenuta di Victorine ad ovest della città. Serge Sandberg fondò la società Ciné-Studio e acquistò la proprietà nel marzo 1919. Lo scopo è quello di importare il modello americano e di unirlo all’arte francese. "Vogliamo costruire degli Studio, che permettano il lavoro di diversi registi insieme, senza problemi". Le aspettative sono alte e la stampa accoglie con entusiasmo "la nuova Los Angeles", la "Hollywood Nizzese", la "Città del Cinema" . È tra l’altro uno cineasta americano, Rex (Rex) Ingram, bambino prodigio della Metro Goldwyn Mayer, che porta uno

secondo slancio per moltiplicare Il numero dei film e per dota Victorine di attrezzature moderne. Rex rilancia l’attività degli studio dopo la crisi del 1923-1924 che vede Victorine cambiare tre volte di mani, mentre altri studi Nizza falliscono e chiudono loro porte, incapaci di adattarsi per alla rivoluzione del cinema sonoro. Nonostante le difficoltà riscontrate da alcuni, nel 1930 sono sei gli studi che costellano Nizza, riproducendo sulla Costa Azzurra lo stesso fenomeno che si era stabilito sulle colline di Los Angeles, a Hollywood. Alla fine della seconda guerra mondiale, a differenza degli studi di Saint Laurent du Var, distrutti dall’aviazione alleata, Victorine è l’unico studio della

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Costa Azzurra ad essere sopravvissuto alla tragedia. UNA FABBRICA DI GRANDI OPERE... E DI INCONTRI Victorine ha fatto quindi parte di quella “Fabbrica” di Nizza, che ha visto il fiorire di una filmografia prodigiosa in un secolo in cui si ritrovano vere pepite che hanno segnato la storia del cinema. Per menzionarne solo uno per decennio, ricordiamo La Montée vers l’Acropole (René Le Somptier, 1920), Shéhérazade (Alexandre Volkoff, 1927), Les Pirates du rail (Christian-Jaque, 1937), Les Enfants du paradis (Marcel Carné, 1945), Le Mystère Picasso (Henri-Georges Clouzot, 1955), Lady L. (Peter Ustinov, 1964), La Nuit américaine (François


di Silvia Arosio

Truffaut, 1972), Le Diamant du Nil (Lewis Teague, 1985), À propos de Nice, la suite ([Collectif], 1994), Les Vacances de Mr.Bean (Steve Bendelack, 2006), Magic in the Moonlight (Woody Allen, 2013). Gli studi si presentano anche come luogo di incontri decisivi: è in essi che Rex Ingram si stabilisce con la moglie Alice Terry, eroina di Mare Nostrum; è anche qui che Grace Kelly incontra il Principe Ranieri, durante le riprese del film La main du Collet di Alfredo Hitchcock. È negli studi Victorine, Infine, che Brigitte Bardot danza davanti alla telecamera di Roger Vadim in E Dio creò la Donna . Richard Burton e e Liz Taylor si conobbero ugualmente durante le riprese di Des Comédiens di Peter Glenville, adattato da un romanzo di Graham Green (poi stabilito ad Antibes nel 1966). Ormai situato nel cuore della metropoli di Nizza, a meno di un chilometro dal secondo aeroporto di Francia, è della Città de Nizza il compito di stimolare la rinascita di Victorine, attraverso nuovi incontri, esattamente un secolo dopo la fondazione degli studi, nel bel mezzo di una rivoluzione digitale.

PORTE APERTE PER FESTEGGIARE I 100 ANNI In occasione del centenario degli studi di Victorine, Christian Estrosi (il sindaco di Nizza) ha voluto organizzare un open day il 28 e 29 settembre!Questo luogo storico, ancora in funzione, ha ospitato più di 600 lungometraggi tra cui un gran numero di capolavori della settima arte. Durante due i giorni, i visitatori hanno potuto scoprire set, laboGrace Kelly e Cary Grant in una scena del capolavoro di Alfred Hitchcock, Caccia al ladro

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ratori di falegnameria, spazi per le riprese all’aperto frequentati da Brigitte Bardot, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, Abel Gance, Alfred Hitchcock, Jacques Tati, Francois Truffaut. L’opportunità è quella di visitare questi spazi mitici e scoprire due mostre monumentali che rendono omaggio ai film Les Enfants du Paradis de Marcel Carné et La Nuit américaine de François Truffaut. Le riprese dei film sono state raccontate attraverso le fotografie di Léo et Yves Mirkine, fotografi di scena, Momenti intimi e curiosi, incontri e pettegolezzi sulla storia degli studi hanno permesso al pubblico di scoprire le testimonianze inedite di attori e critici di cinema. Attraverso un tour guidato del patrimonio culturale, i visitatori hanno anche potuto scoprire le iniziative della città della città e il progetto della nuova Victorine, attraverso un Totem appositamente dedicato che ha chiuso il percorso. Grazie alla partnership con AIEN, 6 concerti gratuiti si sono tenuti al Victorine (Plateau 3) con musica da film, e con appuntamento culminante


Le tappe chiave della loro storia

Brigitte Bardot sul set di E Dio creò la femmina di Roger Vadim

nel concerto omaggio Francis Lai con Natalie Dessay all’Acropoli il sabato sera. Nel Plateau 3, uno spazio di proiezioni sarà stato dedicato alla restituzione delle tante proposte artistiche prodotte da giovani nizzesi in collegamento con associazioni partner della città, così come la proiezione del film La notte Americana. Infine, grazie a una partnership con ESRA, Antoine Raimbault, noto regista, sovrintenderà le riprese di 10 cortometraggi di studenti realizzati negli studi durante questi due giorni sul tema de La notte americana. • RS

• Marzo 1919: Nella ricerca di un posto per la creazione di un nuovo studio, Serge Sandberg e Louis Nalpas esplorano il territorio di Nizza e contrattano con Jules Scherrer, che offre loro la sua proprietà di sette un’ex villa della famiglia Masséna. Nello stesso anno nasce la Fondazione per opera di Gaston Leroux e René Navarre della CinérOmans Society, che produrrà sette film a episodi con sceneggiature pubblicate sulla stampa prima dell’uscita nelle sale cinematografiche sotto forma di opuscoli fotografici settimanali che illustrano le riprese. • 1924: Rex Ingram, sostenuto da Metro Goldwyn Mayer, riprende l’attività dopo la crisi del 1923-24, che vide gli studi cambiare mano tre volte. Il regista americano equipaggia la Victorine con attrezzature moderne. Gli studi ospiteranno fino a sette riprese all’anno con la creazione di set sontuosi per veri blockbuster popolari. • 1926: Riprese di Mare Nostrum di Rex Ingram. I Victorine Studios sviluppano un’abilità speciale per Il film con i battelli che comportano meticolosi e considerevoli lavori di falegnameria (la decorazione interna del ristorante Victorine conserva la memoria). • 1929: Riprese di About Nice di Jean Vigo ,che è, secondo le parole del suo regista “ un punto di vista documentato” di venti minuti e si propone come un’istantanea della città. • 1930: Sonorizzazione degli studi che dicono addio al cinema muto. • 1943: Per tutto l’anno, diversi incendi devastano gli altipiani di Victorine. • 1943 - 1944: Riprese nel bel mezzo della guerra del film Figli del Paradiso di Marcel Carné. Le riprese richiedono la creazione di importanti set all’aperto che ricostruiscono le strade di Parigi o una casbah. • 1951: Riprese di Fanfan La Tuilipe di Christian-Jaque. Dopo la guerra, la Victorine è stata spesso utilizzata dal cinema francese di budget importanti, da La Fanfan la Tulipe con Gérard Philipe a Jeux Interdits (1952) di René Clément passando per Napoléon (1955) di Sacha Guitry. • 1955: Riprese di La Main au collet di Alfred Hitchcock. Inglesi e americani vengono sulla Costa Azzurra. Grace Kelly incontrerà il principe Ranieri a margine delle riprese di The Hand at the Collar. Riprese del film Il mistero di Picasso di Henri-Georges Clouzot. Questo film sperimentale è costruito su un dispositivo tecnico che separa su uno schermo di carta il maestro Pablo Picasso dal regista Clouzot e dà allo spettatore l’illusione di essere al posto del pittore per assistere alla creazione del lavoro... • 1956: Riprese del film E Dio... creò la donna di Roger Vadim. È al Victorine che il mito Brigitte Bardot nasce. • 1960: La città di Nizza acquista gli studi e li affitta a SOVIC. E’ il susseguirsi di diversi affituari. • 1963: Riprese di La Baie des Anges di Jacques Demy. Assistente alla regia Costa-Gavras... • 1970: Un nuovo incendio distrugge tre settori. • 1973: Riprese de La notte d’America di Francois Truffaut: è un altro esperimento trasformato in un capolavoro. Un film nel film nato dalla contemplazione dell'arredamento parigino di La Folle de Chaillot, e che allo stesso tempo si compone di due trame, quella del film e quella del film nel film, alla maniera di Pirandello. Ci troveremo la gru del Testamento di Orfeo, ancora visibile all’ingresso degli studi. • Novembre 2017: La città di Nizza assume la gestione degli studi. • 2018: Costituzione del Comitato Victorine Composto da molte personalità del mondo del cinema e dell’audiovisivo, il Comitato Victorine È diretto da Eric Garandeau - ex presidente del CNC – con la missione di ristrutturare gli studi di Victorine. • 2019 - Il progetto di rinnovamento La posizione della Victorine nel cuore della regione meridionale, ricca di una diversità di paesaggi naturali incomparabili, la sua storia, la vicinanza al secondo aeroporto internazionale di Francia rappresentano le attrazioni che favoriscono la crescita delle attività di riprese in studio. Questo progetto di rinnovamento prevede la messa in rete dei principali studi mediterranei da Martigues a Roma, al fine di soddisfare la crescente domanda delle principali piattaforme di streaming.

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CIAK... SI GIRA

a cura della Redazione

Una notte da brivido con... la Famiglia Addams

PER LA NOTTE DI HALLOWEEN TUTTI AL CINEMA CON GOMEZ, MORTICIA E I LORO TERRIFICANTI PARENTI

L

la vita suburbana". Ciò accade mentre gli Addams si apprestano a ricevere i parenti per un'importante riunione di famiglia. La Famiglia Addams è realizzato con una sofisticata grafica in stop motion animation, che ricorda molto lo spirito e i disegni delle storiche vignette del suo creatore Charles Addams. Diretto da Conrad Vernon e Greg Tiernan (il primo particolarmente noto per la regia di film come Shrek 2 e Madagascar 3 – Ricercati in Europa), La Famiglia Addams uscirà in

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Italia neanche a dirlo il 31 ottobre, giorno di Halloween! Quindi tutti in sala e, se vi sentirete sfiorare il braccio, non sarà il/la vostro/a partner o qualche diavoletto tentatore ma... la mitica Mano!!! • RS

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda il trailer

In collaborazione con Manzo Piccirillo

a dark family più strana ed esilarante del piccolo e del grande schermo sta per tornare al cinema con un film prodotto e distribuito in tutto il mondo dalla major MGM, che in Italia è distribuito da Eagle Pictures. Un inedito cast di doppiatori è pronto a farvi tremare... dal ridere! Tra i protagonisti de La Famiglia Addams troveremo Virginia Raffaele e Pino Insegno nei panni di Morticia e Gomez. Eleonora Gaggero e Luciano Spinelli presteranno la loro voce ai figli Mercoledì e Pugsley. Nel ruolo di Zio Fester, incredibile ma vero, proprio Raoul Bova. Ma la vera novità è Loredana Bertè che per la prima volta presterà la sua inconfondibile voce a un personaggio cinematografico, interpretando niente meno che la Nonna Addams! Nella versione originale spiccano altrettanto famosi colleghi d'Oltreoceano come Charlize Theron (Morticia), Oscar Isaacs (Gomez) Nella pellicola, la famiglia Addams deve affrontare Margaux Needler, una subdola conduttrice di reality televisivi "consumata dal desiderio dell'assoluta perfezione color pastello del-


PROGETTI

L ' Inferno di

Dante Alighieri

nelle grotte di Castellana

IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO AEREO SOTTERRANEO DEL MONDO HA COME TEATRO LA LOCALITÀ PUGLIESE

U

no staff a km 0, tecnologie all’avanguardia, una rete territoriale di collaborazioni tra professionalità del mondo dello spettacolo, dell’artigianato e dei servizi, sono tutti elementi alla base di un progetto, quello di Hell in the Cave - versi danzanti nell’aere fosco, che si conferma ambizioso, proprio come già lo è intraprendere una sfida con una delle più grandi opere della letteratura mondiale di tutti itempi. Spettacolo che ben si sposa con la scenografia delle Grotte

di Castellana, Hell in the Cave è un allestimento multimediale importante, capace di abbracciare, con rispetto totale per le sue caratteristiche, l’intero ambiente naturale come spazio scenico, dove le dinamiche teatrali innovative catturano il pubblico per condurlo in una straordinaria avventura nell’Inferno di Dante. I PROTAGONISTI DELLA GRANDE AVVENTURA La porta dell’Inferno, che conduce “nella città dolente”, è invasa dai versi minacciosi di

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Dante e dalle alte grida (“alti guai”) dei dannati. Due inquietanti demoni, come cerimonieri infernali, accolgono e redarguiscono gli astanti affiancandosi alla figura di Caronte e annunciano la caduta di Lucifero. Nel frattempo Minosse, gigante che sembra nascere dalle concrezioni stesse, con le sue lunghe budella spedisce tutti nell’inferno, con la consapevolezza che ognuno ha determinato da sé il proprio destino. Lucifero si palesa in tutta la sua potenza dirigendo una danza


a cura della Redazione

mento verso il suo Sovrano di cui è stato imputato in vita. Si è macchiato dell’orrida colpa di togliersi la vita, ma rivendica la propria fedeltà alle istituzioni! Ciacco racconta il suo peccato di gola ma accusa molto di più la sua Firenze, Stato pieno di invidia e bassezze di ogni genere, in cui il merito non ha alcun valore e le persone di talento vengono esiliate e aggredite. Francesca da Rimini si libra nell’aria con il suo amante Paolo e il loro amore fedifrago diventa un momento lirico intenso, in cui tutta la potenza dell’amor cortese pervade la caverna, e il dolore di “ricordarsi del tempo felice ne la miseria” annulla quasi il loro veniale peccato, sottolineando quello del marito di lei, il terribile Gianciotto Malatesta, che sconta una pena molto più grave in Caina zona dell’Inferno più profondo, perché assassino di parenti.

I Simoniaci sono tra i dannati più odiosi, perché hanno fatto della sacra istituzione della Chiesa (e dello Stato) un luogo pieno di lussuria che venera solo il dio danaro. Dante con uno stratagemma fa confessare a papa Niccolò III l’imminente arrivo del suo più grande nemico, papa Bonifacio VIII. I Simoniaci saranno impegnati in lascivi, quanto orridi e tristi festini. Sopra le loro sciagurate teste si consuma uno dei drammi più atroci dell’Inferno, la lotta del conte Ugolino contro il suo acerrimo nemico, l’arcivescovo Ruggeri. Entrambi sono traditori e il secondo ha fatto morire di fame il primo, insieme a figli e nipoti. È proprio questo dolore che urla Ugolino, la feroce disperazione che vive un padre quando vede morire i propri figli e che viene vinta solo dal “digiuno” che lo uccide (non si

Per info: WWW.HELLINTHECAVE.IT

In collaborazione con Ufficio Stampa Hellinthecave

© Mariagrazia Proietto

© Mariagrazia Proietto

infernale al grido di “Papé Satan Aleppe” che manifesta il suo ruolo di burattinaio degli sventurati sudditi. Il primo dannato riconoscibile è Pier delle Vigne, protonotario di Federico II, che si staglia nella selva dei suicidi con tutta la sua drammatica richiesta di innocenza dall’accusa di tradi-

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© Mariagrazia Proietto

IL VIDEO

Inquadra il QRcode e guarda il teaser

stretti per mano, quasi a voler rivendicare quella fratellanza di cui non sono stati capaci e intonano un canto gregoriano, massima espressione di una fede che non hanno mai saputo interpretare nel profondo, limitandosi alla forma. Ulisse campeggia su tutte le altre fiamme dell’Inferno e si dibatte ancora da eroe tra lingue di fuoco. È anch’egli un traditore, ha ingannato i suoi nemici col cavallo di Troia, ma ci parla della sua sete di conoscenza che ha travalicato i limiti del possibile, come hanno

fatto Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre, perché per poter conoscere il bene e il male bisogna osare. È la figura più eroica di questo Inferno. La sua luce splende quasi come guida in un mondo di mediocri e viene vinto solo da Dio evocato con un meraviglioso anacronismo (com’Altrui piacque). Lucifero riprende la scena intonando un canto che ipnotizza tutti gli abitanti degli inferi, e lascia andare catarticamente il pubblico verso la salvezza seguendo Beatrice nel “chiaro mondo”. • RS

Le grotte di Castellana

Sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica tra i più belli e spettacolari d'Italia, ubicate nel comune di castellana-Grotte, a circa 1,5 Km dall'abitato. Si sviluppano per una lunghezza di 3.348 metri, raggiungono la profondità massima di 122 metri e al loro interno la tenperatura si aggira attorno ai 16,5°C. Situate alle porte della Valle d'Itria, a pochi chilometri da incantevoli borghi come Alberobello, Cisternino e Polignano a Mare, le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud-orientali, sull'altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore, circa 90 - 100 milioni di anni fa. La loro bellezza richiama visitatrori da tutto il mondo (più di 15 milioni dallaloro apertura) che vengono avvolti da uno scenario di una bellezza mozzafiato:stupefacentecaverne dai nomi fantastici, canyon, profondi abissi, fossili, stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme incredibili e dai colori sorprendenti.

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Testo tratto dal sito www.grottecastellana.it

è condivisa la lectio della necrofagia). La scena si dipana su due fronti, la lotta tra i due sotto una coltre di ghiaccio e lo sbranamento di Ruggeri come legge del contrappasso. Brunetto Latini prende vita in una bolla. Il suo desiderio di relazioni umane è contrastato da chi allontana lui come i “diversi” di ogni sorta, facendogli il vuoto intorno e relegandolo in un mondo separato. Ma questo non lo dispensa dal sottolineare con tenerezza l’affetto e la riconoscenza che lo ha legato all’allievo Dante e il bisogno di immortalità che l’arte soddisfa. Gli Ipocriti, finti devoti e uomini di buon cuore, si tengono


FESTIVAL

Al

a cura della Redazione

Bologna Jazz

Festival

tra superstar e rivelazioni

DURANTE I 33 GIORNI È ATTESA TANTA MUSICA DAL VIVO E INASPETTATI INCROCI CON ALTRE FORME ESPRESSIVE

© Jerris Madison

UN RICCHISSIMO E VARIEGATO PROGRAMMA Il programma del festival, oltre alla consueta ricchezza

Dianne Reeves

di musica dal Il chitarrista e vivo, includerà compositore importanti con- statunitense tenuti didattici e Pat Metheny di intersezione tra jazz e altre forme espressive. Sul fronte interdisciplinare, il BJF è riuscito a coinvolgere il grande disegnatore Altan, che ha realizzato una serie di disegni originali per l’immagine del BJF 2019, con il fondamentale apporto di BilBOlbul Festival internazionale di fumetto. Il BJF 2019 sarà multilocalizzato: oltre ai teatri bolognesi che ospiteranno i concerti principali (Teatro EuropAuditorium, Teatro Duse, Unipol Auditorium), il festival sarà di casa in numerosi altri luoghi cittadini (compresi gli ormai storici club: Cantina Bentivoglio e Bravo Caffè) espandendosi anche nei comuni dell’area metropolitana e nelle province di Modena e Ferrara. IL RITORNO DEL GRANDE CHITARRISTA PAT METHENY Un’icona musicale come il chitarrista Pat Metheny tornerà al Bologna Jazz Festival (dopo la sua apparizione del 2011) con un trio che promette di muoversi a ‘stile libero’ nel repertorio del carismatico chitarrista. Musicista dei record (una ventina di

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Grammy Awards, un’incalcolabile serie di premi come ‘migliore della classe’), Metheny, ha saputo costruire e mantenere nel tempo un rapporto unico col pubblico. Lo dimostrerà ancora una volta il 26 novembre al Teatro EuropAuditorium, affiancato da Darek Oleszkiewicz e Jonathan Barber. • RS Fred Hersch

© Vincent Soyez

D

elicatessen jazz: tra leader carismatici e guru musicali, l’edizione 2019 del Bologna Jazz Festival, che si terrà dal 25 ottobre al 26 novembre, sarà un giardino delle delizie, per il grande pubblico e per gli ascoltatori più esigenti. Tra i protagonisti di questa estesa programmazione spicca il nome di Pat Metheny, il chitarrista per eccellenza del jazz crossover. E gli altri non sono certo comprimari: la cantante Dianne Reeves, jazz diva della vocalità afro, il trio all stars Cross Currents (che raccoglie Dave Holland, Zakir Hussain e Chris Potter), il trio del sopraffino pianista Fred Hersch, un’autorità della musica brasiliana come Hermeto Pascoal.


SCUOLE E ACCADEMIE

L

A ' ccademia Ucraina di

L’UNICA ACCADEMIA PROFESSIONALE IN ITALIA CHE OFFRE ALL’INTERNO DI UN’UNICA SEDE LEZIONI DI DANZA, LEZIONI SCOLASTICHE E CONVITTO/ RESIDENZA FEMMINILE E MASCHILE

L

a scuola professionale dell’Accademia Ucraina di Balletto apre la sua sede stabile presso il Teatro delle Erbe di Milano il 23 settembre 2005. Forte di tradizione e prestigio risponde alle esigenze di una formazione professionale di alto livello. Dall’anno scolastico 2006/07 parte la collaborazione con un’Istituzione di prestigio come l’Istituto delle Marcelline, con l’obiettivo di offrire ai propri studenti un ambiente completo per la loro crescita professionale, umana e culturale. Dall’a.a. 2007/2008 l’Istituto diventa l’unica sede dell’Accademia e la rende "l’unica Accademia Professionale in Italia che offre all’interno di un’unica sede lezioni di danza, lezioni scola-

stiche e convitto/residenza (femminile e maschile)" All’interno dell’Istituto Marcelline di Via Quadronno gli/le allievi/e che lo desiderano possono frequentare la Scuola Secondaria di primo grado e il Liceo Linguistico, le cui lezioni si tengono in orario pomeridiano, per consentire agli/alle allievi/e dell’Accademia di conseguire una preparazione culturale adeguata pur essendo impegnati con le lezioni di danza al mattino. E’ indubbio il vantaggio di avere nello stesso edificio la possibilità di frequentare la scuola, le lezioni di danza, nonché di poter usufruire di

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Balletto

Caterina Calvino Prina, Direttrice dell'Accademia Ucraina di balletto

un internato senza doversi sottoporre a stressanti trasferimenti, soprattutto per chi abita lontano da Milano. L’istituto ha previsto orari e logistiche specifiche per le esigenze degli/delle allievi/e ballerini/e, che potranno così avere in un unico complesso la possibilità di dedicarsi alla danza senza trascurare la preparazione scolastica. Direttrice AUB in Italia è Caterina Calvino Prina, mentre il direttore artistico è il maestro Egor Scepaciov, ex primo bal-


Pubbliredazionale

lerino del teatro dell’Opera di Chisinau. L’Accademia Ucraina di balletto si propone come la prima scuola professionale in italia di pura metodica vaganova, avvalendosi di docenti altamente qualificati provenienti dai più importanti teatri dell’ex-unione sovietica ed europei, a garanzia dell’applicazione di un metodo la cui validità è riconosciuta in tutto il mondo. L’Accademia dispone di 6 sale di danza e l’internato mette a disposizioni tra la parte di convitto e di residenza Santa Marcellina 80 posti letto. IL CICLO DI STUDI La scuola professionale dell’Accademia Ucraina di Balletto prevede un ciclo di studi di otto anni a partire dai 10/11 anni. L’ammissione alla scuola è previa audizione e controllo medico per il primo anno. Per l’ammissione agli anni successivi si richiede audizione, curriculum degli studi precedentemente effettuati, certificati medici di idoneità all’attività a livello professionale. L’attività dell’Accademia è prevista su 10 mesi (da settembre a giugno) e come previsto nelle più rigide scuole di forma-

zione dei paesi dell’ex-Unione Sovietica i corsi sono così suddivisi: 1° anno: tecnica classica, sbarra a terra, danze storiche, pratica, punte - 2° anno: tecnica classica, sbarra a terra, danze storiche, pratica, punte - 3° anno: tecnica classica, sbarra a terra, danze storiche, pratica, punte - 4° anno: tecnica classica, punte, repertorio, danza contemporanea - 5° anno: tecnica classica, punte, repertorio, danza di carattere, danza contemporanea - 6° anno: tecnica classica, punte, repertorio, pas-de-deux, danza contemporanea, danza di carattere - 7° anno: tecnica classica, punte, repertorio, pasde-deux, danza contemporanea, danza di carattere - 8° anno: tecnica classica, punte, repertorio, pas-de-deux, danza contemporanea, danza di carattere Ogni corso è seguito da un docente nelle materie principali (tecnica classica, repertorio, punte) con il supporto di altri docenti per le discipline minori (danza di carattere, danza contemporanea ecc.). Dall’anno accademico 20192020 nasce una nuova ed esclusiva collaborazione con il DAF (Dance, Arts and Faculty) di Roma per l’inserimento della danza contemporanea in modo più strutturato e completo in risposta ad un mercato del lavoro che sempre più richiede una formazione a 360 gradi. Durante l’anno l’Accademia invita docenti ed insegnanti di fama

Il Mo Egor Scepaciov Direttore Artistico dell'Accademia

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internazionale provenienti dai più grandi teatri d’Europa e del mondo che per brevi periodi lavorano con gli studenti dei vari anni come insegnanti ospiti dando, con la loro esperienza didattica e professionale, un grande contributo tecnico e formativo. L’attività dell’Accademia Ucraina di Balletto è, inoltre, strettamente collegata all’attività teatrale poiché suo fine ultimo è quello di formare danzatori professionisti. Gli studenti, durante le ore di repertorio e pratica, sono chiamati a lavorare su coreografie (di repertorio e non) che rientrano poi, a discrezione degli insegnanti e della direzione, nel programma di spettacoli e concorsi. L’Accademia in modo particolare si concentra sul lavoro di repertorio e questo ha permesso ad alcuni allievi di fare esperienze lavorative a livello professionale prima del diploma. Ogni anno Andrei Sharaev, direttore della compagnia del Saint-Petersburg Classical Ballet of Andrei Batalov, sceglie alcuni allievi appena diplomati per partecipare alle tournée della compagnia garantendo così agli studenti dell’Accademia le prime esperienze di lavoro. • RS


CIAK... SI GIRA

a cura della Redazione

Da tragedia a commedia:

ecco la vera vita di

UN NUOVO RUOLO DA OSCAR PER L'ATTORE JOAQUIN PHOENIX

Joker

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tatto. Mentre cammina per le strade fuligginose di Gotham City e attraversa le rotaie dei trasporti pubblici pieni di graffiti di una città ostile, brulicante di divisione e insoddisfazione, Arthur indossa due maschere. Una se la dipinge per svolgere il suo lavoro come pagliaccio durante il giorno. L'altra non se la può mai togliere: è la maschera che mostra nell’inutile tentativo di sentirsi parte del mondo che lo circonda, che nasconde l'uomo incompreso che la vita sta ripetutamente abbattendo. Il regista Todd Phillps e Joaquin Phoenix ritirano il Leone d'oro alla 76a edizione del Festival del Cinema di Venezia

Senza un padre, Arthur ha una madre fragile, probabilmente la sua migliore amica, che lo ha soprannominato ‘Felice’, un appellativo che ha scaturito in Arthur un sorriso che nasconde un’angoscia interiore. Ma, da quando è stato vittima di bullismo da parte di adolescenti per le strade, o deriso per i suoi abiti in metropolitana, o semplicemente preso in giro dai suoi compagni pagliacci al lavoro, quest’uomo solitario si è distaccato ancor di più dalla gente che lo circonda. • RS

IL TRAILER

Inquadra il QRcode e guarda The Joker 44

In collaborazione con Studio Sottocorno

iretto, co-scritto e prodotto da Todd Phillips, Joker racconta l’originale visione del regista sul famigerato villain DC, una storia sulle origini pervasa, ma allo stesso tempo al di fuori, dalle mitologie più tradizionali del personaggio. L'esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in maniera indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare un posto nella società fratturata di Gotham. Desiderando che la luce brilli su di lui, si cimenta come comico di cabaret, ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un'esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia, crudeltà e - in definitiva - tradimento, Arthur prenderà una decisione sbagliata dopo l'altra, provocando una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio allegorico. Da sempre solo in mezzo alla folla, Arthur Fleck cerca un con-


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PRODUZIONI

a cura della Redazione

La saga "non autorizzata" di

Harry Potter va in scena

7 VOLUMI, 3738 PAGINE CONDENSATE IN 70 MINUTI: SE NON È MAGIA QUESTA...

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ll’origine c’è lo humor inglese contaminato dalla tradizione italiana, da quel gusto per la comicità che sempre ci accompagna, per trasformare la tipica stand-up comedy londinese in un live show innovativo e perfettamente riuscito per il pubblico italiano. La prova del suo successo sta nel suo ritorno e a grande richiesta di pubblico riappare come per magia nei teatri italiani, Potted Potter: l’unica esperienza potteriana non autorizzata - Una parodia di Dan e Jeff. Un esperimento vittorioso, che vede condensati in 70 minuti di pura comicità i sette libri della saga di Harry Potter. Una nuova occasione, per chi se la fosse persa, per ripercorrere in maniera frizzante, divertente, ma fedele alla realtà i luoghi, i personaggi e le avventure del maghetto più conosciuto al mondo. A portarli in scena, sotto la guida attenta del regista Simone Leonardi, sempre loro: Davide Nebbia e Mario Finulli, giovani e talentuose promesse del panorama italiano con alle spalle esperienze internazionali.

Harry Potter, Ron, Hermione, Silente, Voldemort e tutti i personaggi che compongono la saga potteriana, prendono vita attraverso gli attori: due bad boys della comicità, capaci, con ritmo incalzante che non lascia respiro tra una risata e l’altra, di passare da un paradosso a un momento giocoso, da una parodia a una canzone. Uno spettacolo capace di coinvolgere, grazie alla poliedricità degli attori e ai testi mai banali, non solo coloro che già amano la saga potteriana, ma anche chi non si è mai avvicinato alle avventure di Hogwarts. LA STORIA DELLO SHOW In scena dal 2007, nato dal genio creativo di Daniel Clarkson e Jefferson Turner e diretto da Richard Hurst, vincitore del RSC Buzz Goodbody Director Award e candidato ai Guardian Awards, Potted Potter ha calcato i palchi dei più importanti teatri del mondo spingendosi fino a Kuala

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Da sinistra Davide Nebbia e Mario Finulli

Lumpur, alla Cina e Dubai, passando da Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Canada, Messico e Irlanda. Lo spettacolo nasce nella sua prime forma nel 2005 quando viene chiesto a Dan e Jeff di realizzare una performance di strada della durata di 5 minuti capace di riassumere la trama dei primi 5 libri della saga di Harry Potter. L’intento è di intrattenere le folle dei fan accodate fuori dalle librerie in attesa della release del sesto libro della saga. L’anno successivo, sotto la guida del regista Richard Hurst, lo spettacolo parte in tour per il Regno Unito, arrivando anche a Pleasance Edinbourgh, dove i fatti del settimo libro vengono integrati nello show. Il tour termina con un’emozionante spettacolo a Natale ai Trafalgar Studios di Londra. Dopo avere registrato sold out in molti paesi del mondo Potted Potter è ora in scena a Las Vegas. • RS


TOUR MONDIALI

a cura della Redazione

L ’inarrestabile The Rhapsody Tour arriva in Europa

I QUEEN + ADAM LAMBERT ANNUNCIANO LE DATE DEL TOUR 2020 IN REGNO UNITO E NEL NOSTRO CONTINENTE

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opo essersi esibiti in Nord America durante l’estate con 25 grandiosi shows che hanno universalmente suscitato consensi – «è forte, divertente ed indimenticabile» – e suonato in venue sold out avvicinandosi ai 400.000 spettatori totali, i Queen + Adam Lambert hanno finalmente annunciato che porteranno il prossimo anno la nuova esperienza Rhapsody alle audience inglesi ed europee.

L'EVENTO È SUL PALCO DAL 2012 L’annuncio del nuovo tour arriva alla vigilia di uno dei più grandi concerti americani nella gloriosa storia dei Queen che, il 28 settembre scorso, sono stati gli headliner dell’annuale Global Citizen Festival alla Great Lawn al Central Park di New York, suonando di fronte a un’audience stimata di 60.000 spettatori.Il celebre evento viene portato sul palco ogni anno dal 2012 dal Global Poverty Project, che ha come obiettivo quello di porre fine alla povertà più estrema entro il 2030. I Queen + Adam Lambert saranno protagonisti accanto ad artisti del calibro di Pharrell Williams, Alicia Keys, One Republic e Carole King. Il nuovo show Rhapsody, già considerato «un gioiello di progressi tecnologici», sarà inizio al nuovo anno con 17 enormi show nei palazzetti e negli stadi di Corea del Sud, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Lo stravagante spettacolo giungerà poi a primavera

Da sinistra Adam Lambert e Brian May

inoltrata in Regno Unito e in Europa, dal momento che i membri originari dei Queen Brian May e Roger Taylor faranno squadra ancora una volta con Adam Lambert, voce e frontman già da tempo, per esibirsi in sedici show in otto paesi dalla fine di maggio fino agli inizi di luglio. L'unica data italiana prevista dal Rhapsody Tour è prevista per domenica 24 maggio 2020 alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno. LA CONSACRAZIONE AL CINEMA Il tour arriva in un momento in cui i Queen continuano a cavalcare l’onda del biopic vincitore agli Oscar Bohemian Rhapsody, che ha fatto conoscere la loro musica a nuovi pubblici

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con risultati da record. Oltre ad essere diventato il biopic musicale coi maggiori incassi di tutti i tempi, nel Regno Unito è anche il film che ha venduto di più nel 2019. • RS


FESTIVAL

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Milano Off un teatro di

qualità, d a ' ttualità e d i ' nnovazione LA TERZA EDIZIONE DEL MILANO OFF FRINGE FESTIVAL È STATA UN RIPARTIRE DA ZERO.

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La fuga di Alatiel di Akamorà Teatro

© Marco Simontacchi

L'aumento di Compagnia Godot

per arrivare alla nuova edizione del prossimo anno del Festival. “Quest’anno – afferma Renato Lombardo – è dedicato alla celebrazione dei 50 anni dall’allunaggio e a me piace immaginare che nei prossimi 50 anni saranno gli artisti, i sapienti e i filosofi ad andare nello spazio. Il MI OFF è dedicato a tutti gli artisti sognatori, ai visionari “lunatici” che con l’arte della fantasia viaggiano nell’etere, oltrepassando senza barriere (OFF) le realtà e concretizzando le utopie. Artisti fuori dalle mura dei centri di potere (FRINGE), che troppo spesso bloccano le loro ali di pensatori liberi e a cui dovrebbe essere concesso il beneficio dell’incoerenza, che genera rinnovamento vitale e arte. Questo MI OFF porta con sé la speranza di vedere presto un mercato d’arti performative mondiali ove ognuno possa esprimersi con la propria lingua e, aiutato dalla tecnologia,

© Laura Massimiliani

ondata nel 2016 da Renato Lombardo da oltre trent’anni organizzatore di eventi legati al teatro e da Francesca Vitale (già promotori della rassegna PALCO OFF di Catania), l’Associazione Milano Off ha perseguito sin da subito l’obiettivo di creare un festival ispirato al modello di Avignone, gemello di quello francese che raccogliesse la filosofia e gli obiettivi che distinguono i Festival Off: la valorizzazione di un teatro di qualità, d’attualità sociale e d’innovazione dei linguaggi, la creazione di una rete innovativa per la creazione artistica, la rivitalizzazione culturale di quartieri e spazi cittadini. Quest’anno, l’edizione dedicata ai 50 anni dell’allunaggio, sottolineata da una precisa scelta grafica che si ispira alla conquista dello spazio, luogo/non-luogo in cui tutto è possibile, ha visto 81 alzate di sipario, con compagnie del tutto nuove ed artisti che ormai hanno decollato e da ora potranno ragionevolmente dire di essere in orbita,

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possa portare la propria opera ovunque nel globo senza limiti. Il progetto artistico territoriale diffuso, organizzato dall’Associazione Culturale Milano Off, conferma la prestigiosa collaborazione con Avignon Le Off ed entra di diritto nella World Fringe Community. Sono stati istituiti dei premi e per ogni premio sono state assegnate tre nomination, che saranno a breve pubblicate sul sito. Stiamo calcolando i voti della giuria tecnica, quella popolare e quella online, stiamo verificando con le compagnie la loro possibilità di approdare ai premi e alla fine di ottobre daremo i risultati finali”. Valorizzare le compagnie è anche valorizzare Milano e gli spazi teatrali di Milano: “Abbiamo voluto accentrare il festival alla Fabbrica del Vapore di Milano – continua Lombardo – d’accordo con il vicesindaco Anna Scavuzzo, intervenuta nella conferenza stampa di presen-


Pubbliredazionale

formula per ricominciare dal basso, fare sì che le compagnie possano autoprodursi e proporsi ai teatri più piccoli. La vetrina di un festival come il nostro può davvero aiutare l’economia dei teatri, delle compagnie e dei performer ad allargarsi e a proporsi a pubblici nuovi”. Il successo di questa edizione è stato il trampolino per lavorare con le compagnie tutto l’anno e arrivare alla prossima edizione. “Voglio ringraziare in primis le istituzioni che hanno collaborato, il nuovo staff e le comTwisted di Compagnia del Musical

© Rosario Mignemi

tazione, proprio per sottolineare la vocazione al rinnovamento, perché la Fabbrica rappresenta davvero un susseguirsi continuo di stili, di anime, di suoni e di immagini. Per quanto riguarda gli spazi esterni, abbiamo volutamente scelto tre location in tre diverse zone di Milano: dal Teatro della Cooperativa, nella periferia nord di Milano, per rappresentare l’impegno teatrale nelle periferie, ma anche il Teatro Libero nel quartiere Sud della città, per il teatro più contemporaneo e, al centro, Isola Casa Teatro, una sala di sperimentazione più raccolta”. Nella vocazione al rinnovamento, quest’anno, grazie alla direzione artistica di Marco Caselle, il Milano Off si è aperto al musical, proprio con lo scopo di diversificare ed allargare la proposta. “Il musical oggi è una parte dello spettacolo italiano importante: dalla rivista (???) all’influenza del musical off Broadway nell’ultimo ventennio, ha creato un mercato enorme, che ha portato alla creazione di grandi produzioni e grandi teatri. Forse il mercato delle produzioni più importanti oggi è saturo. E’ necessario trovare una

© Alberto Cotti

Il coro di Babele di Barbe à Papa Teatro

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pagnie che hanno partecipato. Organizzativamente, tutto ha funzionato perfettamente: le 81 alzate di sipario sono state tutte puntuali, come anche i focus che abbiamo organizzato nella sede della Fabbrica del Vapore” Anche Francesca Vitale si dichiara soddisfatta: “Sento di dover dire qualcosa di profondamente riconoscente alle meravigliose 19 compagnie che sono state le vere protagoniste di questa settimana. Ho (ri)visto tutti i vostri spettacoli con l’occhio di chi si innamora, ho amato anche le vostre imperfezioni e difetti, mescolati alla forza da veri crociati. Ad Isolacasateatro, nella serata di chiusura, una brava attrice, alla fine del suo spettacolo, prendendo commiato dal Festival non è riuscita a terminare il suo ringraziamento perché si è commossa: anch’io con lei. Se a volte è inevitabile, umano, chiedere a sé stessi “perché lo faccio”, grazie agli occhi lucidi di tutti, i “grazie” e gli abbracci interminabili ho compreso il senso vero di tutto. Questa dolce follia che condividiamo con i nostri sforzi e nel continuo caleidoscopio di delusioni e gioie, indecisioni ed esaltazioni, è giustificata da quei momenti di spazio comune che non è lo spazio intellettuale ma è lo spazio del cuore”. E tutto questo non si ferma qui. Continua fino a fine ottobre la campagna di crowdfunding attivata dall’Associazione Milano Off. Sul sito per aiutare gli artisti, spesso costretti ad autofinanziarsi e ad autoprodursi per far conoscere la propria arte, il Milano OFF Fringe Festival propone un’importante raccolta fondi da destinare a tutte le compagnie che riceveranno le menzioni MI OFF 19, in modo da sostenere, in quota parte rispetto alle spese previste, le loro partecipazioni ai Festival e alle rassegne Partner. Tutte le info sul sito www.milanooff.com • RS


ANDAR PER MUSEI

di Daniele Colzani

ECCO LE MOSTRE DEL MOMENTO. LE ABBIAMO VISITATE PER VOI... Claude Monet Barche sulla spiaggia di Etretat, 1883 Olio su tela, 65x81 cm Fondation Bemberg, Toulouse

Stephen King L'ISTITUTO

Antonio Canova Dancer, 1806 - 1812 Marmo, 179x76x67 cm Photograph © The State Hermitage Museum, 2019

CANOVA - L'ETERNA BELLEZZA

MONET E GLI IMPRESSIONISTI IN NORMANDIA

Grazie ad un progetto condiviso con Vittorio Sgarbi, è arrivato a Palazzo Mazzetti di Asti un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia. Sul palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet - in mostra insieme a molti altri - colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp - rappresentati nelle opere in mostra a Palazzo Mazzetti - diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista. (ASTI, PALAZZO MAZZETTI, fino 16 Febbraio 2020)

Una mostra-evento dedicata al legame di Canova con la città di Roma che, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili. Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: in uno spettacolare gioco di luci e ombre. (ROMA, MUSEO DI ROMA, fino 15 Marzo 2020)

CONSIGLIATA DALLA REDAZIONE

The Golden Couple © Marsel van Oosten

Il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo presenta le 100 immagini premiate alla 54a edizione del concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra. Arrivati da 95 paesi, in competizione 45.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e non, selezionati in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica. Le foto finaliste e vincitrici delle 17 categorie del premio ritraggono animali rari, comportamenti insoliti, composizioni e colori che trafiggono gli occhi da un remoto angolo del deserto, dagli abissi del mare o dall’intricato verde della giungla. (MILANO, FONDAZIONE MATALON, fino 22 Dicembre 2019)

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Claudio Trotta per

Graphic Daniele Chatrian - Rielaborazione grafica della foto di Angela Dessimone

Graphic Daniele Chatrian - Rielaborazione grafica della foto di Angela Dessimone

presenta

Regia di MICHAELA BERLINI

IL FUTURO NON È SCRITTO, IL FUTURO DIPENDE DA TUTTI NOI SENIGALLIA Teatro La Fenice 31 ottobre e 1 novembre NAPOLI Teatro Augusteo 5 novembre BARI Teatro Team 8 novembre GENOVA Teatro Politeama 12 e 13 novembre PARMA Teatro Regio 21 novembre PADOVA Teatro Geox 30 novembre BRESCIA Teatro Morato 14 dicembre SANREMO Teatro Ariston 21 dicembre VARESE Teatro Apollonio 10 gennaio LEGNANO Teatro Galleria 17 gennaio

TORINO Teatro Colosseo 24 e 25 gennaio ROMA Teatro Brancaccio dal 28 gennaio al 2 febbraio FIRENZE Teatro Verdi dal 7 al 9 febbraio COSENZA Teatro Rendano 12 febbraio CATANIA Teatro Metropolitan 14 febbraio ASCOLI PICENO Teatro Ventidio Basso 18 e 19 febbraio MESTRE Teatro Toniolo dal 25 febbraio al 1 marzo VICENZA Teatro Comunale 4 e 5 marzo MILANO Teatro Ciak dal 12 al 15 dal 18 al 22 marzo

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Magazine di cultura e spettacolo diretto da Silvia Arosio

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