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Siamo Fuori di

Fiera

Siamo al Melià Milano, 11 e 12 febbraio 2018 Venite al nuovo Travel Open Village Evolution di Travel: Fuori di Fiera, nuovo, diverso, sorprendente, riservato agli agenti di viaggio per fare business con 50 marchi tra tour operator e altri fornitori. Vi aspettiamo!

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12 Febbraio 2018 Anno IV N°1 allegato a Travel Quotidiano n. 8 del 12 febbraio 2018 Prezzo per copia Euro 0,10

Travel Open Day, prossime date: 20 Febbraio 2018 - Roma 21 Febbraio 2018 - Napoli 22 Febbraio 2018 - Caserta

Cogliere la ripresa: la sfida del 2018 La ripresa c’è, che il diavolo non ci senta, le agenzie dicono che il clienti. La sfida ora è cavalcare l’onda senza perderne lo slancio. 2017 non lascia dubbi: crociere in testa, un early booking mai visto, Ma per farcela, avvertono concordi le agenzie, servirebbe una filiera e dopo tanto insistere il prezzo dinamico è entrato nella testa dei davvero compatta e solidale. pagine 2 e 3

In viaggio. Abu Dhabi pagine 4 e 5

Lo psicodramma della fee pagina 9

SposaDay, la fiera leggera pagina 14

Selfie. Guy Luongo, Ixpira pagina 6

Expedia, la fedeltà è denaro pagine 10 e 11

Il marketing di Ballotta pagina 16

Rivoluzione Privacy pagina 8

Eduardo Emolo: solo low cost pagina 12

Fuori Scaffale pagina 18


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inchiesta

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

Cogliere la ripresa: la sfida del 2018

La ripresa c’è, che il diavolo non ci senta, le agenzie dicono che il 2017 non lascia dubbi: crociere in testa, un early booking mai visto, e dopo tanto insistere il prezzo dinamico è finalmente entrato nella testa dei clienti. La sfida ora è cavalcare l’onda senza perderne lo «È tornata la fiducia, qui da noi finalmente anche un po’ di Mar Rosso. E stavolta davvero ci facciamo il sito». Valerio Salvatore Minerba, Chalca Viaggi, Aradeo, Lecce (nella foto con Rino Arcuti)

«Per noi niente di nuovo nel 2017, perché «Più viaggi che soggiorni, tornano la montagna e il pullman, restano tante preoccupazioni». Wilma Pennino Verdeazzurro, Savona

Buono il 2017 di Verdazzurro, l’agenzia di Wilma Pennino a Savona. «Molto più «Prenotazioni con anticipo mai visto, cociere in testa. E per la prima volta lavoriamo in vuoto-pieno». Stefano Marsili, Atollo Viaggi, Roma (nella foto con Fabrizio Marzano)

«Si vede davvero una ripresa, innegabile, crociere in testa» dice Stefano Marsili, titolare di Atollo insieme a Fabrizio Marzano. «Si vende tutto, molto anche «Da noi è tornato il Mar Rosso. Ma io sogno che i tour operator scelgano una politica più corretta, e mi piacciono molto certi piccoli marchi di qualità». Ivana Jelinic Igei Viaggi, Panicale, Perugia

«A un anno dal terremoto la gente ha reagito quasi con rabbia, ha ritrovato la voglia di vivere e anche di viaggiare» racconta Ivana Jelinic, Igei Viaggi di Panicale, Perugia, dove

slancio. Può farcela solo una filiera compatta: le agenzie vorrebbero operatori più flessibili e che non puntino direttamente sul cliente. In molti guardano a certi piccoli marchi, veloci e versatili, specialisti. E son pronti a far da sé, perché ora al cliente non si può più dire di no.

sono anni che continuiamo a crescere». Valerio Salvatore Minerba, titolare di Chalca Viaggi ad Aradeo, Lecce, è uno dei top seller di crociere in Puglia, e di viaggi di nozze. Ma qualcosa in realtà è cambiato: «Il fatturato è cresciuto del 25%. C’è stato un vero ritorno in agenzia, è finita la paura di spendere, abbiamo venduto anche po’ di Mar Rosso, speriamo tornino le rotazioni

da Bari. Per gli sposi tantissimo Giappone, Polinesia, Caraibi e Messico, tutto con i grandi marchi. Obiettivi per il 2018? «Stessi numeri del 2017. E poi stavolta davvero, un sito web dobbiamo proprio farcelo. Abbiamo sempre rinunciato perché bastavano passaparola e whatsup, ma il sito bisogna anche gestirlo bene, e non si deve togliere tempo ai clienti».

movimento rispetto al 2016, e sempre più viaggiatori che vacanzieri, più itinerari che soggiorni. Peccato l’Italia, poco posto e cara. E poi due grandi ritorni: montagna alla grande: Trentino, Piemonte e Val D’Aosta in pacchetti completi. E la vacanza in pullman, formula dal grande passato in alternativa al treno perfino per il mare al Sud. Stabili le crociere».

Per il 2018? «Ci vuole un’alternativa al Mar Rosso, su tutte l’Albania che sta evolvendo in qualità e comincia a far presa». Preoccupazioni? «Non se ne può più: fondo di garanzia, direttiva pacchetti, la pubblicità in tv che promette cambio nome a piacimento e la nuova privacy. Se il Mibact non si muove siamo nei guai».

RCCL, pure se sono risaliti i prezzi, perché è tornata la fiducia». Nuove mete? «L’Oman di Veratour, peccato senza più il diretto Alitalia da Roma, mare bellissimo, quasi un’alternativa all’Egitto». Altre novità? «La moda del low cost è in calo. E un anticipo mai visto, a Roma una rivoluzione. Prenotiamo a giugno per gennaio. La gente ha capito che così trova il prezzo, poi non trova più niente. Siamo stati bravi a spiegarlo, e i fornitori

hanno capito che chi svende non guarda al futuro. E noi italiani sempre in ritardo perdevamo i posti». Progetti per il 2018?: «Sempre più crociere, prepariamo eventi a tema, per la prima abbiamo preso posti in vuoto-pieno su agosto. E ancora più internet: si vende tutto quel che ti fa guadagnare e porta clienti in agenzia. Anche se per vocazione siamo intermediari. E comunichiamo sui social, che ci portano clienti da tutta Italia».

«finalmente la terra ha semsso di tremare di continuo». Quindi: «Grande ritorno del Mar Rosso, anche grazie a Domina che ci ha creduto e investito. Una scommessa vinta. Bene comunque tutti i brand sul Mar Rosso, con qualche volo supplementare per le feste». E ancora: «Forse sta finendo l’ossessione compulsiva per last minute e fai da te online. La gente ha capito che il web non è un benefattore ignoto, contiene il buono e il cattivo come tutto quanto, ma un professionista è un’altra cosa». Desideri per il 2018? «È un anno di

sfide, sull’incoming c’è grande spazio di manovra, e c’è da recuperare il turismo scolastico, poi la Direttiva sui pacchetti da recepire entro il 21 di febbraio. Vedremo con il nuovo governo. Ma più di tutto vorrei una politica commerciale più corretta da molti tour operator che puntano dritti sul cliente, e a noi commissionano ormai il 50% del valore delle pratiche. Pochissimi big fanno il mercato, ma ci sono anche molti piccoli che lavorano bene e ci fanno guadagnare il giusto. Mi piacerebbe lavorare sempre così».


inchiesta

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

«Le criptovalute cambieranno tutto un’altra volta, i governi si opporanno finché non saranno pronti a gestirle. Noi ci prepariamo a incassarle».

Maurizio Nardi, Samovar Viaggi, Pisa

«Il cambiamento accelera ancora. Dobbiamo reinventarci o finiremo come i fotografi che non sono passati dal rullino al digitale». Guarda molto avanti Maurizio Nardi, titolare di Samovar Viaggi. «Ma la nuova rivoluzione è adesso. Noi ci prepariamo per accettare criptovaluta. Sembra inarrestabile com’è stato il web, si sta preparando Amazon. Io voglio essere tra i primi, con buona pace di quelli che ora ridono». Specialista di incentive e business travel, Nardi ha il punto di vista della piccola impresa: «Governi e finanza sono in ritardo – aggiunge – quando saranno pronti cavalcheranno il fenomeno senza più opporsi. Le criptovalute sono almeno 250, altre ne stanno arrivano e la Blockchain è il protocollo che consente di utilizzarle in transazioni certificate. Non si può ridurre tutto a una bolla speculativa». Cosa cambierà in agenzia? «I rapporti umani conteranno sempre di più, ma per farlo capire al cliente dobbiamo rimetterci a studiare. La formazione è fondamentale, perché non c’è crisi senza opportunità, e ora ce ne sono tante, non possiamo perdere tempo». E il 2017 com’è stato? «La notizia ottima è che è ripartito l’incentive, le aziende tornano a investire sulle persone. Appunto».

Piero Pasimeni e Marco De Vincenti, Il tuo Viaggio di Mesagne, hanno vinto il contest #MSCSeasidestiamoarrivando, per il miglior promo-video sulla nuova ammiraglia. E sono stati ospiti della compagnia al varo di Miami. «Il nostro è un piccolo corto semi-professionale – spiega Piero – nel cast anche Federica Rolli e Tiziana Furone, le nostre collaboratrici. Con un messaggio centrato sulla nave e non sull’agenzia, e spunti commerciali sui quali MSC insiste molto. Ci siamo molto divertiti». Che altro vi ha portato il 2017? «Nuove partite da giocare, stando al passo». Per esempio? «È ora di scegliere: intermediari o organizzatori. Di più, generalisti o specialisti». E voi? «Intermediari e basta. Perché il mercato c’è a saperlo cercare. E basta rincorrere chi non ci vuole, perché noi vendiamo consulenza, non prodotto. Chi non vuole far da sé da noi trova la competenza indispensabile e l’assistenza in corso di viaggio. Stiamo seminando per farci pagare prima o poi solo la consulenza». Progetti per il 2018? «Vogliamo lavorare in sinergia tra colleghi sul territorio, puntando su alcuni operatori. Abbiamo in cantiere anche un bel progetto di comunicazione, dedicato ai colleghi e a tutta la filiera, non ai clienti».

«l prezzo dinamico è entrato in testa ai clienti, e fa bene a tutti. E finalmente si vendono bene i periodi di spalla».

Donatella Camatti, Mantunitour & Partytour, Mantova

Ginaluca Galdangelo Vista Mare, Gavirate, Varese

«Seminiamo per farci pagare prima o poi solo la consulenza, perché noi vendiamo quella, non il prodotto».

Piero Pasimeni e Marco De Vincenti Il tuo Viaggio, Mesagne, BR

«Nel 2017 si è vista la ripresa vera, ancora lontani dal 2007 ma avanti del 15-20%, e pare che tenga»: incrocia le dita Donatella Camatti. Altro sul 2017? «È piaciuto il Vietnam di Alipitour, anche se il mare non convince. È tornato il Mar Rosso e con i voli supplementari. Qualche speranza sulla Tunisia. Vanno forte Giappone, Marocco di valore. Il Mozambico riemerge». Problemi? «Pesa quel che non cambia, come il maledetto adeguamento carburante, difficile da controllare. Buone notizie? «Il prezzo dinamico a regime nella testa dei clienti, e il decollo dell’early booking. Abbiamo lavorato tanto per far capire al cliente che così spunta il miglior prezzo sul miglior prodotto, e ci consente di lavorare al meglio. E poi il successo dei periodi di spalla, così le partenze del 2 e 3 gennaio sono rincarate. Dobbiamo puntare a spalmare le partenze su tutto l’anno, e ritrovare credibilità con un pricing serio, che non speculi sulle singole date». E per il 2018? «Sempre più web e social, anche insieme a Gattinoni, il nostro network, e con iniziative speciali ogni mese. Vorremmo spingere l’Italia, il prodotto più bello del mondo, peccato la politica sia sempre così indietro rispetto all’industria».

«È tornata la voglia di viaggiare, tanti clienti mai visti e altri che non si vedevano da tempo». Sorride al telefono Nadia Cadei, Sarnitour di Sarnico, Bergamo. E aggiunge: «Tanto Giappone, grande attesa per la crociera Costa da aprile. Bene tutte le crociere, anche Maldive e Cuba». Novità nei consumi? «Settembre super con il pieno in Sardegna. Un early booking mai visto, lavoriamo su estate e autunno. Abbiamo insistito tanto, alla fine la gente ha capito che deve prenotare subito, risparmiando molto, o poi non troverà niente. La crisi a carissimo prezzo ha risanato un mercato in cronico eccesso di offerta, riportando un po’ di equilibrio». Risultati? «Avanti a due cifre, e zero complaint, tutti contenti di noi». Desideri per il 2018? «Certi grandi marchi di tour operating dovrebbero diventare più flessibili, e costruire qualcosa di più. Spesso ci costringono a far da soli perché al cliente non si può più dire di no, altrimenti lo perdi. Così il 2017 è stato l’anno dei piccoli specialisti, per servire un cliente sempre più esperto e meno disposto a pagare penali». Buoni propositi? «È facile: più fatturato. E diventeremo blogger, con una pagina FB ancora più viva, con più foto, racconti di educational e viaggi privati, che piacciono tanto».

«Forse i tour operator non si aspettavano una ripresa di queste dimensioni. Mancavano i posti» ».

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«Certi grandi marchi del tour operating dovrebbero diventare più flessibili. Spesso ci costringono a far da soli, perchè al cliente non puoi dire di no, o lo perdi». Nadia Cadei, Sarnitour di Sarnico, Bergamo

«Un anno ottimo, il 2017 ha fatto bene a tour operator e agenzie» dice Gianluca Galdangelo, Vista Mare di Gavirate, Varese. «Pare tornata la fiducia, la gente ha speso i risparmi per viaggiare: fatturato avanti a due cifre…in assoluto il migliore dei nostri15 anni. Poi io sono in Welcome, l’arrivo di Adriano Apicella è stato una bella cosa, è uno di noi, ha dato una svolta di umanità al network, anche il nuovo contratto aiuta a cogliere gli obiettivi». Problemi? «I tour operator un po’ spiazzati, forse non si aspettavano una ripresa così forte. Mancava il prodotto, da Alpitour sono stati bravi, sono riusciti a trovarne in Spagna e Grecia». E i clienti? «Grande ritorno in agenzia e tanto earlybooking, lavoriamo sulle crociere 2019, incredibile. Hanno capito che il last minute non c’è più. Anche grazie al prezzo dinamico, che non è facile da vendere. Ma di nuovo: Alpitour ci ha aiutati molto portando l’opzione da 24 ore fino a tre giorni». Destinazioni? «L’Italia riscoperta». Propositi per il 2018? «Crociere e ancora crociere, fortissimi su Costa ma abbiamo tutti i brand. Per la prima volta abbiamo un vuoto-pieno sul Nord Europa, e abbiamo già venduto quasi tutto».


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in viaggio

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

Abu Dhabi:

la metropoli, il mare, il deserto

Un weekend straordinario in viaggio con Abu Dhabi Tourism Authority e Etihad Airways Il volo Etihad Airways da Malpensa – cinque ore di placido sonno nei due metri di letto della Business Class – in pieno inverno atterra ad Abu Dhabi quasi alle otto di sera. Fino al 24 marzo la compagnia lo opera con il nuovo Dreamliner B787-9. Così nel buio l’enormità scintillante del Jumeirah Hotel at Etihad Towers avvolge i suoi ospiti insieme al tepore primaverile dell’aria: tra le altissime vetrate della hall brillano grandi sfere dai colori cangianti e un luminoso albero di Natale, omaggio agli ospiti stranieri. La metropoli irta di grattacieli scintilla anche lei nella notte, vista dalla deluxe king room al 42° piano di una delle cinque sinuose torri, il complesso di hotel, residence e uffici che che è stato anche la scena di Fast & Furious 7.

crociera. Molte coppie e famiglie, che amano questa atmosfera così particolare tra deserto e modernità estrema, il nostro straordinario Jumeirah Hotel con la cantina fornitissima e la cucina gourmet giapponese, libanese, italiana. E poi il mare, il wellness, tante cose da fare che un weekend non basta, ora anche il Louvre Abu Dhabi»: il perché di un viaggio ad AbuDhabi lo spiega bene Alessandra, la giovane beverage manager italiana del Jumeirah at Etihad Towers, una dei 2 milioni e mezzo di stranieri che qui vivono e lavorano – inclusi archistar e grandi firme di ogni campo – insieme a 500mila emiratini che dal loro Paese ricevono un welfare a dir poco materno. Della capitale degli Emirati colpisce davvero l’abbraccio tra deserto e metropoli: lungo le superstrade a quattro corsie orlate di palme scorrono i grandi condomini di lusso alternati ai grattacieli dal design audacissimo, Quel che piace agli italiani Fa ancora più colpo la vista a 360 gradi da The come i 23 piani dell’enorme disco convesso di Al Observation Deck at 300 (metri da terra) al 74° piano Dar Headquarters, o la Capital Gate inclinata del Jumeirah Hotel, sprofondati nelle eleganti poltrone molto più della Torre di Pisa, che di notte si illumina di pelle di fronte al tramonto sul Golfo, sopra la città di azzurro. di isole avvolta dal mare e dal deserto, disseminata di cantieri. «Perché qui si continua a costruire, forse più Petrolio e gratitudine lentamente ma senza sosta – ci ha spiegato in perfetto Ma sullo sfondo c’è il mare, tropicale e sabbioso con italiano Georgette Farruggia, la nostra bravissima i suoi lussuosi resort, solcato al largo dalle petroliere guida maltese – malgrado il crollo del prezzo del che da ormai 50 anni hanno trasformato un antico petrolio», che ora ha spinto gli Emirati a imporre per la popolo nomade in una Nazione ricchissima: si prima volta un 5% di Iva su tutto. Si costruisce anche percepisce ovunque l’incredibile balzo in avanti della a Masdar City, la prima città a emissioni zero poco Storia, una storia straordinaria, e insieme la gratitudine fuori Abu Dhabi, hub internazionale della tecnologia per il Padre della Patria, Sheikh Zayed bin Sultan “pulita” che riscatta il grande produttore di petrolio, e Al Nahyan, che negli anni ’60 decise di condividere lo prepara per quando le rinnovabili l’avranno vinta. la ricchezza del petrolio con il proprio popolo. Lo «Di italiani ne arrivano tanti, oltre quelli delle navi da stesso uomo capace di riunire sette tribù pèer farne

una Nazione, ottenendo nel 1971 l’indipendenza per gli Emirati Arabi Uniti dopo oltre un secolo di dominio britannico. «É un inno di gratitudine - dice Georgette anche “Dalla sabbia alle stelle”, il libro di Mohammed Al Fahim che narra la Storia degli Emirati», e si compra negli hotel tradotto in molte lingue.

La Storia ovunque

La Storia si dipana di fronte agli ospiti un po’ ovunque, e nei musei concepiti con i più avanzati criteri occidentali. Alla Qasr Al Hosn Exhibition nelle interviste in bianco e nero proiettate a tutta parete gli anziani Bedu narrano la vita nomade, la pesca, la caccia, la raccolta delle perle e poi la coltivazione dei datteri, la cura di cavalli e cammelli, le estati sulle montagne, la vita nelle oasi, la ricerca costante dell’acqua. E la tessitura del ‘sadu’, l’antico drappo beduino che l’Unesco ha iscritto nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Testimonia la vita sobria di allora Qasr Al Muwaiji, il piccolo forte – appena restaurato e aperto al pubblico – in cui è nato e cresciuto Sua Altezza lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, attuale presidente degli Emirati, primogenito del Padre della Patria scomparso nel 2004. Le ragazze alla reception, dal sorriso luminoso e il capo velato, offrono agli ospiti mille informazioni e la lucida onnipresente caraffa di caffè caldo, denso e profumato di zafferano, cardamomo e acqua di rose. Se tutto questo non bastasse, per un viaggio nell’Abu Dhabi tra gli anni ’30 e i ’50 sono in mostra al Jahili Fort le splendide fotografie di Wilfred Thesiger, amico di famiglia degli Al Nahyan, che condivise la vita quotidiana delle tribù Bani Yas dal mare fino


in viaggio

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

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alle altissime dune sabbiose del Rub – gli spazi della preghiera, immensi per Al Khaly – il “Quartiere vuoto” – nella accogliere fino a 40mila fedeli. Anche regione di Al Dhafra. la cupola, 32 metri di diametro, e il lampadario principale, 10 metri per 15 L’acqua dalle falaj di altezza, sono i più grandi del mondo. È sempre la Storia che ci viene incontro nella lussureggiante Oasi di Al Di tutto di più Ain – anche questa nel Patrimonio Per chi sia avido di esperienze la lista dell’Unesco – in piena città con offerta da Abu Dhabi è ricchissima: su l’immenso palmeto irrigato da secoli Yas Island, l’isola del divertimento a con il sistema delle falaj, che catturano mezz’ora dal centro, ci sono il Ferrari e imbrigliano l’acqua dai monti e dal sottosuolo. Anche l’oasi ha il suo Museo World Abu Dhabi, lo Yas Marina Nazionale, con tanto di speaker virtuale. Circuit dove si corre il GP di F1 e lo Yas La Storia emerge dai siti della civiltà Waterworld; ma anche l’Arabian Hili, dove gli archeologi indagano la Wildlife Park, lontano da tutto, da vita dei popoli che qui vivevano quando esplorare in safari 4x4 e anche in la terra era ancora verde e fertile, oltre mountain bike tra gazzelle e giraffe; 3000 anni fa. La Storia infine ha dato affascinanti gli spettacoli di falconeria forma all’eleganza marmorea della – c’è anche un Falcon Hospital – candida Moschea Sheikh Zayed, tradizione millennaria del mondo con le sue grandi cupole, le torri del arabo, e l’allevamento dei Saluki, muezzin e le duemila colonne intarsiate l’elegante levriero del deserto. E ancora di coloratissimi fiori, l’enorme tappeto il mercato dei cammelli ad Al Ain, verde istoriato – il più grande del mondo le regate dei dhow, le imbarcazioni

tradizionali: con il comodo ponte coperto di tappeti il dhow serve anche per la Pearl Journey, la minicrociera dall’Anantara Eastern Mangroves Hotel & Spa lungo le rive del Mangrove National Park, per apprendere tutto sull’antica coltura delle perle, importantissima fino agli anni ’30: ogni ospite ne riceve una in dono, appena estratta dall’ostrica. Infinito lo shopping, dal mercato dei datteri alla Yas Mall, il maggior centro commerciale degli Emirati, al Souq at Central Market, riedizione del classico souk progettata dall’archistar inglese Norman Foster. Infine Abu Dhabi ha un festival per ogni cosa, dall’arte al cibo, al teatro, alla falconeria, e un’intensa vita culturale scandita dall’Abu Dhabi Festival, rassegna internazionale di musica, opera, danza – quest’anno dal 19 febbraio a fine marzo – cui Salim bin Kabina e Salim bin Ghabaisha, le partecipa anche il Maestro Pappano guide Bedu del fotografo Wilfred Thesigher con l’Orchestra di Santa Cecilia. attraverso gli Emirati tra gli anni ‘30 e ‘50.

Dall’Emirates Palace al resort nel deserto

Nell’hôtellerie di Abu Dhabi – oltre 160 alberghi – brillano gioielli come il sette stelle Emirates Palace: colossale simbolo della grandezza degli Emirati, sintesi di tradizione araba e tecnologia avanzata, frequente sede di eventi internazionali al top con spiaggia privata di oltre un chilometro e 85 ettari di parco; 394 camere e suite a marchio Kempinski, con lampadari Swarowsky e cappuccini al latte di cammella guarniti da scaglie d’oro 24 carati. E per chi ama la caccia, che altrove negli Emirati è vietata, c’è il Telal Resort di Al Ain, ai margini del deserto: camere e ville cinque stelle nello stile del campo tendato inglese, con tanto di spa. Per vedere albe e tramonti spettacolari, andare a dorso di cammello e a caccia di orici, e molto altro ancora.

The Observation Deck at 300, Jumeirah Hotel at Etihad Towers

L’Emirates Palace Kempinski

Louvre Abu Dhabi

accomunano i popoli e le fedi piuttosto che dividerli. Il percorso realizzato dal direttore scientifico Jean Il nuovo raffinato museo offre all’Umanità un Francois Charnier ritrova nelle opere di ogni epoca, vero e proprio messaggio di pace, ed è un dalla preistoria alla modernità, un linguaggio simbolico altro ottimo motivo per un viaggio ad Abu Dhabi. sorprendentemente simile in tempi e luoghi tra loro Il mare avvolge quasi per intero la candida struttura remoti. Si somigliano ovunque i segni del comando e le su Saadyat Island, che il francese Jean Nouvel ha immagini della maternità, della morte e della fecondità, disegnato come un villaggio arabo, sovrastato dalla della preghiera, gli strumenti per scrivere e la vita bassa cupola grigia intrecciata come fosse l’alto di un equestre. E così via, in un’operazione che come dice lo palmeto, traforato da lame di luce. La visita richiede stesso Charnier “mette riparo alla catastrofe di Babele, almeno un’ora e mezza, e non senza una delle quando all’improvviso gli uomini persero la loro lingua guide autorizzate del museo. Perché la straordinaria comune”. Sarà esposto qui anche il Salvator Mundi partnership tra le istituzioni francesi ed emiratine di Leonardo, acquistato dal governo di Abu Dhabi con questo Louvre ha rintracciato tutti i segni che per la cifra record di 450 milioni di dollari. Crescono gli arrivi. Solo a novembre 2017 sono aumentati del 16% i pernottamenti nei 162 hotel e apart-hotel dell’Emirato, fino a un totale di 4,3 milioni di ospiti nei primi undici mesi dell’anno (più 9%, circa 4,9 milioni a fine 2017) tra Abu Dhabi City, Al Ain e Al Dhafra. Gli italiani sono stati oltre 55mila, più di 7mila solo a novembre – attratti anche dal Gran Premio di F1 e dall’apertura del Louvre Abu Dhabi. La Grande Moschea Sheikh Zayed


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selfie

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

be IXPIRED

Nome: Guy Luongo Azienda: Ixpira Data di nascita: 30 giugno 1960 Sogno nel cassetto: Poter vivere qualche mese all’anno in diverse città del mondo, seguendo le stagioni e adattarsi ai diversi ritmi delle stesse

Cosa farò da grande Diventare grande è un concetto che non mi appartiene, nel senso che sono continuamente alla ricerca di crescita personale e professionale. Il mio pregio La determinazione. Il peggior difetto La determinazione, che non lascia spazio a indugio e ozio. La scelta più importante Quella che farò domani. Da piccolo volevo fare Direi esattamente quello che faccio, perché il modello è stato mio padre, Tony Luongo. Dove non andrei mai Dove ti obbligano ad andare. La meta del cuore Il Giappone, una terra bellissima, un popolo pieno di garbo, grande arte, grande educazione, grandi principi. Cosa apprezzo di più del prossimo L’onestà nei rapporti, la sincerità. Sempre meglio essere sinceri. Magari paghi un prezzo alto all’inizio, ma alla lunga ne ricevi sempre un guadagno. Cosa non sopporto La sporcizia, nel senso più vasta del termine,

fisica e morale.

Guy Luongo

Quel che non rifarei Il militare: un anno da dimenticare, malgrado fosse a Firenze. L’ultimo libro letto Leggo fantascienza da sempre, amo perdermi in mondi fantastici. C’è un vecchio classico che rileggo ogni tanto: “Le guide del tramonto” di Arthur Clarke. Mi diletto anche con libri di carattere storico. Il libro più amato “Il nome della Rosa” di Umberto Eco. Sportivo o sedentario Sportivo: la corsa, l’atletica leggera. Mi piace correre, cerco nella fatica di un duro allenamento la forza psicologica che serve anche per superare i momenti difficili, personali o professionali. Squadra del cuore Un solo grido: ROMA! Se fossi un piatto sarei L’hummus: un piatto semplice, povero, pulito, nutriente, e la migliore sintesi della cultura mediterranea. Ceci, limone, olio extravergine di oliva, sale, pasta semi di sesamo tostati (Tahin), prezzemolo e paprika, l’unico elemento orientaleggiante, e comunque vicino a noi. Se fossi un animale sarei: Il mio cane Gatsby, un piccolo levriero italiano, sintesi di eleganza, potenza esplosiva e dolcezza.

Nel mio iPod: Musica, quale che sia, ma che si sposi con i miei momenti emotivi. Il film del cuore La saga del “Il Signore degli Anelli”, amo tanto anche il libro. Cane o gatto Mi dispiace ma vincono con grande distacco l’empatia e l’espansività del cane. Bionda o bruna: Intelligente? Simpatica? Generosa? Comprensiva? Bionda o bruna viene dopo. Quel che conta di piu Riuscire sempre ad essere apprezzato da chi ti vuole bene. È una continua ricerca, riuscirci non è facile.


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attualità

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

Rivoluzione privacy, tutti in ritardo? Un altro cambiamento promette complicazioni alle agenzie: è il regolamento generale della UE sulla protezione dei dati, revisione sostanziale della vecchia Legge 196 del 2003, anche questa superata dalla realtà del web con tutte le sue implicazioni. La nuova normativa è in vigore dal 4 maggio del 2016, ma diventa pienamente efficace dal prossimo 24 maggio. Cosa significa per le imprese del turismo ce lo spiega in grandi linee Federico Lucarelli, responsabile del servizio legale Fiavet, in vista del convegno che la Federazione sta organizzando per il 27 di febbraio in collaborazione con l’Ufficio del Garante della Privacy. Ne seguiranno altri, perché come ci spiega lo stesso Lucarelli, ancora molti punti della nuova normativa avranno bisogno di spiegazioni e chiarimenti. Il nuovo Regolamento Generale dell’UE sulla Protezione dei Dati diventa pienamente efficace a fine maggio: questo significa che oltre questa data chi non si sia adeguato sarà sanzionabile? «L’entrata in vigore del Regolamento è prevista per il 25 maggio 2018. È usuale nella normativa comunitaria di diretta applicazione negli Stati Membri, come i Regolamenti - tanto più se sono a grande impatto come questo - che venga prevista un’entrata in vigore differita anche di anni, perché gli Stati Membri possano per tempo adeguare i loro comportamenti e gli strumenti applicativi ed esecutivi alla novità legislativa. Il mercato recepisce sempre con lentezza le novità legislative e oggettivamente credo che ci sia un ritardo nel comparto agenziale che in questi ultimi mesi, prima dell’entrata in vigore, dovrà essere certamente recuperato. Sarà una rivoluzione onerosa per le agenzie di viaggio? «La nuova legislazione è certamente innovativa: ad esempio con l’introduzione della figura del Responsabile della protezione dei dati, Data Protection Officer o DPO, incaricato di assicurare una gestione corretta dei dati personali nelle imprese e negli enti. In compenso scompaiono alcuni oneri amministrativi, come l’obbligo di notificare particolari trattamenti oppure di sottoporre a verifica preliminare dell’Autorità i trattamenti considerati “a rischio”.

L’avvocato Federico Lucarelli, responsabile del servizio legale Fiavet

Basterà rivedere tutta o in parte la letteratura contrattuale quanto a raccolta, consenso e informativa sul trattamento dei dati? «Anche sotto questo aspetto ci sono certamente delle novità. Rimane il principio che il consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali dovrà essere, come oggi, preventivo ed inequivocabile anche quando espresso attraverso mezzi elettronici, ad esempio selezionando un’apposita casella in un sito web. Per trattare i dati sensibili il Regolamento prevede che il consenso deve essere anche esplicito, ed è esclusa ogni forma di consenso tacito. Le novità impattano seriamente sulle attività di marketing delle imprese? il diritto all’oblio è una novità? «In realtà il diritto all’oblio era già stato da tempo introdotto dalla giurisprudenza italiana e comunitaria: si ricorderà certamente la sentenza “Google” della Corte UE del maggio 2014, che ha fatto storia in tal senso. Il regolamento coglie l’occasione per formalizzare sotto questo profilo il “diritto vivente”, sensibilizzando anche gli Stati Membri che non abbiano ancora positivamente risposto alle istanze della Corte di Giustizia

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in tal senso. Per quanto concerne le altre novità del regolamento andrà certamente valutato l’impatto sulle imprese del generale principio di accountability che tende a spostare sul titolare del trattamento l’onere di effettuare scelte e valutazioni in precedenza demandate al garante per la protezione dei dati personali. Cosa cambia nel passaggio dei dati del cliente da agenzia a tour operator/fornitore? «Il Regolamento conferma i già rigorosi presupposti richiesti alle imprese per il trasferimento dei dati a terzi, tanto più se extra UE. Ma soprattutto impone l’obbligo di comunicazione dei casi di violazione dei dati personali, il cosiddetto Data Breach, sia nei confronti dell’autorità di controllo che nei confronti del cliente, seppur in limitate e gravi ipotesi. Fiavet sta attrezzando i propri soci? «Data l’importanza dell’argomento Fiavet sta organizzando per il 27 di Febbraio prossimo, in collaborazione con l’Ufficio del Garante della Privacy, un importante evento convegnistico, che sarà il primo di una serie con l’obiettivo di dare una prima importante e autorevole informativa sulla materia. Dicono alcuni che alla fine tutto questo si tradurrà in un taglio dei costi e in una burocrazia più snella e semplice: vero o falso? «Se si coglieranno le opportunità di razionalizzazione del trattamento dei dati, potranno verificarsi delle economie. Non possiamo però negare che questo tema è diventato centrale nella quotidiana operatività delle aziende e quindi necessita di risorse ed adeguati investimenti in tecnologia e professionalità. Le nuove norme si impongono anche alle piattaforme di e-commerce che non hanno sede legale nella UE: vero o falso? «Ni. Sotto il profilo formale certamente il regolamento si applicherà anche a soggetti non aventi la sede, né principale né secondaria, nell’Unione europea, purchè forniscano beni o servizi a soggetti residenti nel territorio UE. Altrettanto certo non sarei, però, per ciò che concerne l’efficace controllo e repressione delle eventuali violazioni da parte dell’autorità Garante, che si troverà sicuramente di fronte ad un difetto di poteri con riguardo agli interventi da effettuare in territorio extra UE, a meno di specifici accordi in tal senso».

Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 294 del 31/12/2014

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attualità

La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

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Lo psicodramma della fee di consulenza Notizie dagli USA, dove la situazione non è più semplice che in Italia

Si pensa che gli Usa siano il mondo felice dove il lavoro degli agenti di viaggi è sempre remunerato da una fee di consulenza, sulla quale si fonda il modello di business di molte imprese. Ma non di tutte. Certe agenzie fatturano decine di dollari l’ora per un consulente esperto, ma molte hanno appena cominciato a farlo, altre ci pensano con molta apprensione: stesso psicodramma, di qua e di la dall’Atlantico. Lo racconta Travel Market Report, in un giro di interviste. Querencia Travel Consulting ha appena aperto, e subito con la fee: «I miei clienti pagano volentieri – dice Trenia Logan – ma di clienti ne vorrei di più». Altri hanno iniziato da poco: «È stata dura – racconta la specialista di tailor made Belkys Lastra Pastor, Distinct Vacations a Fairfield, New Jersey – ma poi è cambiato tutto: niente più ore perse su itinerari per clienti distratti, lavoro solo per chi capisce il valore di quel che faccio». La veterana Diane Bean dal 2017

è Luxury Travel Advisor da Off On Vacation di Bangor, nel Maine. «Qui si lavora con fee – spiega – per me è stato un cambiamento lento e faticoso. Ho sempre la sensazione di perdere del business, ma alla fine è molto meglio così». Funziona benissimo la fee anche per Heather Christopher che appena aperto la sua Heather Christopher Travel Consulting, e ha idee chiare: «So che per raggiungere i ricavi che mi servono devo incassare un volume preciso in fee, ogni anno».

«All’inizio solo con i nuovi clienti»

Qualcuno ha cominciato solo con i nuovi clienti. Come Denise Farmer Smith, Kia Travel di Washington DC: «Molti fanno shopping e chiarisco subito: chi si accontenta non spende nulla, ma se vogliono informazioni complete c’è la fee». Altri invece hanno cominciato proprio dai clienti abituali, come Chuck Flagg, Cruise Planners Franchise di Canton, Georgia: «Già dal 2009, i clienti fedeli sono stati i più facili da convincere, sapevano già quanto sono bravo». Lo stesso per Susan Butler, The Travel Butler di Houston, Texas. «Zero obiezioni, neppure quando ho aumentato le fee. Ora ne applico di due tipi: non rimborsabile per la sola pianificazione di itinerari, e una rimborsabile per chi compra da me e poi decide di non partire più».

Se la concorrenza non lo fa

Per altri,come in Italia, la fee di consulenza rimane un dilemma: «I colleghi qui non ne chiedono sui pacchetti – considera Beverly Falley, titolare di Island Dreams Travel – e per molti clienti il prezzo resta determinante. È difficile rinunciare a un business così poco impegnativo». Perché la concorrenza segnala la strategia ‘no fee’ nella pubblicità: «Così la mia agenzia sembra una pessima scelta» protesta Julie Pflaumer di JP Travel Agency di Jenison, Michigan. Invece insiste con le fee Rene’ Fifik di On Your Way with Rene’ a Streetsboro, Ohio, anche se i colleghi nella sua zona non ne chiedono. «È stata la migliore idea della mia vita: avrò perso clienti, ma ne ho conquistati di più rispettosi, ed è salito il valore della mia pratica media».

«Una parola impronunciabile»

Molti cominciano in questi giorni a chiedere fee. Come Lila Fox Travel Co. a New Orleans. «Sono sul campo da cinque anni, sempre in crescita. Ora chiedo una fee perché so che la mia competenza è un valore. E il tempo non basta mai, devo dedicarlo ai clienti giusti». È meno disinvolta Betsy Bouche, Largay Travel Inc. a Waterbury, Connecticut: «Ho provato a dire un paio di volte la parola ‘fee’ ultimamente, e non riesco a pronunciarla. Ma ce la farò, forse proverò prima a scriverla».


Inchiesta La voce delle agenzie

çLunedì 12 febbraio 2018

«Con noi la fedeltà è denaro» Pedrani: «Avanzano di slancio le adv storiche di TAAP» «Il 2017 è andato molto bene, oltre le nostre migliori aspettative con il fatturato del trade avanti a due cifre». È molto positivo Diego Pedrani, Senior Director Expedia Partner Solutions, all’inizio di un anno in cui Expedia TAAP, il programma – e portale – creato da Expedia in esclusiva per le agenzie di viaggi, capitalizza il successo dell’innovazione costante che la grande agency online mette in campo con forti investimenti sul prodotto, sulla struttura tecnologica e sui processi di lavoro. «La domanda ha dato un segnale di ripresa forte e chiaro, ma i dati ci dicono che a crescere di più sono le agenzie storiche di TAAP: chi inizia a lavorare davvero con noi non ci lascia più, e anzi lo fa sempre di più e meglio. Quanto al prodotto sono andate benissimo le Package Rate lanciate nel 2017. Sono le tariffe tour operator di Expedia TAAP su una vasta selezione di hotel da abbinare al trasporto aereo. Molto vantaggiose per il cliente, sono un moltiplicatore di business, chi le ha usate ha aumentato subito la produzione anche del 20%». Highlights:

Titolone articolo

Condividiamo i margini con le agenzie

Etionsed ora è magnial decollo il nuovo regime di commissioni tatur sincimpodinamiche, introdotto da Expedia TAAP dal rum il iusam, primo di gennaio. «Il senso dell’operazione è quia volores che condividiamo con le agenzie i guadagni dolore, eos doluptas adis che otteniamo dai nostri migliori contratti con gli et occaeroin pratica la commissione su una selezione alberghi, di hotel aumenta per tutti, per i cluster più produttivi anche fino al 13%, a parità di volumi.

«Sembra che il sistema stia conquistando consensi tra le agenzie di Expedia TAAP. Ci sono già molti che lo usano nel modo giusto, puntando sugli hotel più remunerativi, che tra l’altro sono moltissimi nelle città europee, un prodotto molto richiesto che vende bene. Basta semplicemente leggere la nostra informativa, che tutte le nostre agenzie ricevono con frequenza, senza farsi sfuggire nulla». Insieme al regime commissionale dinamico Expedia ha parificato la commissione in base ai tempi di pagamento: il saldo in hotel non è più penalizzato rispetto al booking prepagato. «Un altro fattore che aggiunge flessibilità alla vendita, e veste al meglio i bisogni di ciascun cliente».

Arriva il pagamento differito

Di più, arriva tra breve il pagamento differito: prelievo del saldo su carta di credito non più al momento del booking ma l’ultimo giorno prima che scatti la penale per annullamento. «È una misura riservata alle agenzie, non è accessibile al cliente, al quale la carta decurta in più, Cesare Costanzo, dedicato alla Sicilia. “Uptatur, l’ammontare il giorno stesso del booking. Per occabore«Crescono le vendite, cresce la squadra – dice le agenzie è importante perché abbiamo visto cum veliqui offictio Pedrani – peraltro pur se per grandi volumi che in quasi il 100% dei casi pagano con la noisum et la ducium dio viviamo di margini veramente esigui, propria carta, non quella del cliente.ilistio Quindirepedig il con natur? una strategia che ci impone di calibrare pagamento differito migliora il loro cash flow. È ogni investimento. Ma la Sicilia è un mercato Quiste niminvel ipiuna svolta molto attesa e richiesta dalle agenzie, importante e produttivo, ha assolutamente cilliti te nihiciis istinin grado di semplificare molto la vita». bisogno di un’assistenza dedicata che finora

ctur?

non potevamo garantirle. Costanzo entra nella mo, Sempre più vicini, sul territorio Borepud istibus squadra di Gianluca Curti, che con la sua IGC Buone notizie, e attenzione crescente alle agenzie gestisce il dialogo con le agenzie del programma sul territorio: entra in squadra un commerciale Nome TAAP, tizio e sta facendo un ottimo lavoro».

Commissioni dinamiche, istruzioni per l’uso Più 2% la remunerazione sugli hotel con i quali Expedia ha i contratti più vantaggiosi Nome tizio Fino alla fine del 2017 Expedia pagava alle agenzie iscritte al programma TAAP commissioni a partire dal 9% su tutti i booking prepagati, in base al cluster di appartenenza: Standard, Silver, Gold o Platinum, secondo il volume di vendita totale annuale. Con il nuovo modello commissionale si aggiungono altri due livelli, che pagano il 2% in più o in meno rispetto alla commissione del cluster di appartenenza. «Teoricamente a parità di volumi la commissione media per ogni agenzia rimane invariata – spiega Pedrani – invece abbiamo visto che il nuovo modello spinge le agenzie a concentrarsi, dove sia possibile, sugli hotel che pagano il 2% in più, quindi migliora la qualità della vendita. E c’è più trasparenza: dove noi abbiamo più margini guadagnano di più anche le agenzie». Nome tizio

Nella fascia + 2% c’è circa un quarto dell’offerta totale di Expedia, ma in alcune mete gli hotel premianti sono molti di più, ad esempio nelle capitali europee, e in generale l’offerta più remunerativa tende ad essere quella più richiesta dai clienti Expedia, ai quali sono dedicati spesso plus e amenity inclusi nella tariffa.


La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

Cresce la squadra commerciale Si estende la rete sul territorio di Expedia TAAP: la squadra commerciale arriva a un totale di undici persone con l’ingresso di Cesare Costanzo, che si occuperà di consolidare e incentivare la presenza di Expedia TAAP in Sicilia. Professionista molto noto ed apprezzato nel mondo del travelling siciliano, Costanzo si è sempre occupato del rapporto con le agenzie di viaggio per noti marchi del tour operating. «Il mio obiettivo – spiega – è di stabilire un rapporto diretto con le agenzie siciliane, offrendo loro un’assistenza one to one sempre più presente e

affidabile. E sono certo che con gli strumenti di vendita creati per il trade da Expedia TAAP potremo far crescere insieme i volumi di vendita nelle agenzie di tutta la Regione». Attualmente la squadra commerciale di Expedia Taap, capitanata da Gianluca Curti, conta su cinque sales manager che oltre ad occuparsi dell’assistenza dall’ufficio di Milano seguono il territorio del Nord Italia con visite dedicate, e altri cinque solo sul territorio dedicati a Lombardia, Campania, Lazio, Toscana e ora anche Sicilia.

Expedia TAAP al Expedia TAAP partecipa al Travel Open Village Evolution, l’evento di Travel Fuori di Fiera, al Melià Milano l’11 e 12 febbraio. Spiega Gianluca Curti, sales manager TAAP Italy con la sua IGC: «Partecipiamo a quasi tutti i Travel Open Day in giro per l’Italia, che sono eventi sempre molto efficaci e a noi espositori garantiscono un

ottimo equilibrio tra investimento e ritorno. Quindi siamo anche al Melià per questo Fuori di Fiera. Milano è un mercato molto importante, e noi ora abbiamo in pieno decollo il nuovo sistema di commissioni dinamiche. Il momento è perfetto per parlarne, per spiegarne il senso e per impadronirsi del meccanismo, proprio mentre comincia a crescere

il booking per l’estate, e le agenzie possono cogliere la possibilità di guadagnare di più con il nostro prodotto». Per Expedia sarà tutti e due i giorni in Travel Open Village Evolution Monica Capacchione, si alterneranno inoltre Cristina Favero, Michela Migliazza, Andrea Guerra e Marco Medici.

Il pagamento è conveniente Da Expedia l’innovazione investe anche i sistemi di pagamento, che diventano più semplici e convenienti per le agenzie Stesse commissioni sul ‘pay later’ Con l’ingresso del nuovo modello commissionale dinamico non c’è più la penalizzazione per la formula ‘pay later’. Significa che le agenzie incasseranno sempre la commissione del loro cluster sui booking prepagati come su quelli con pagamento in hotel. Il che facilita anche le vendite al business travel, che di solito richiede la fattura in hotel. Il pagamento differito Quasi sempre le agenzie pagano con

la propria carta di credito gli acquisti dei clienti su Expedia TAAP, il che significa che spesso il loro plafond viene intaccato da vendite anche molto anticipate. Questo sta per cambiare. Entro la prossima primavera Expedia introdurrà il pagamento differito. Vuol dire che il prelievo del saldo sulla carta di credito non avviene più al momento del booking ma solo l’ultimo giorno prima che scatti la penale per annullamento. Il che migliora il cash flow dell’agenzia: niente più tagli al plafond di febbraio per prenotazioni su agosto. Ma solo in agosto, quando gli incassi sono generalmente più alti che a febbraio.

Roma superstar nel booking Expedia L’Italia è la destinazione più richiesta in Europa dai clienti delle agenzie Expedia TAAP. Come di consueto la grande piattaforma multinazionale è un osservatorio preciso delle tendenze della domanda globale di vacanze, in grado di utilizzare Big Data con uno storico molto ricco e diffuso. Dunque in questo momento si segnala una forte crescita della regione Europa, trainata dalle città d’arte e da quelle del business.

L’Italia in testa è seguita nell’ordine da Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania. Quanto alle singole città guidano la classifica di vendita Roma, Milano e Londra, spinte in alto da una forte domanda di business travel. Nel segmento leisure c’è da segnalare un energico advanced booking sugli Usa, e domanda molto robusta per Barcellona, Dubai, Thailandia, Canarie e Maldive.


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La voce delle agenzie Lunedì 12 febbraio 2018

Eduardo Emolo: «Perché ho solo clienti giovani» Guadagnare con i viaggiatori low cost, il modello di business di Puerto Svago Vomero

«Se hai meno di 30 anni sei il mio cliente, a 35 sei fuori»: lavora così Eduardo Emolo, con la sua agenzia Puerto Svago al Vomero, uno dei quartieri più belli sulla collina di Napoli. Una volta c’era il CTS. Ora c’è Eduardo che fa partire solo giovani, per una scelta precisa. «Per dieci anni – spiega – ho lavorato in un centro di ricerca statistica a Pozzuoli. Ho iniziato da ragazzino con le interviste telefoniche, alla fine dirigevo tre sale di operatori impegnati in sondaggi e analisi su campioni segmentati per fasce di età. Intanto studiavo ingegneria e il mio professore mi diceva che per guadagnare si possono anche vendere fagioli, ma bisogna sapere chi li comprerà».  

Ma non sono tutti smanettoni fai da te? «Si, vero. Ma da me il ventenne smanettone trova un bel pacchetto pronto a 180 euro, spesso anche meno. Ho un Budapest a 95 euro, Ibiza 18/21 aprile da 125 euro. Tutto giocato sull’anticipo, niente ponti, festività né weekend. Anche per l’estate, a dicembre un easyJet per Corfù 22-29 agosto costa 40 euro, l’hotel 200/250 euro per persona. Il mio cliente parte quando decido io in un arco di tempo che sceglie lui. E compra un prodotto chiavi in mano, con fondo di garanzia, certezza della spesa, assistenza e coperture che solo un’agenzia di viaggi può dare, un plus fortissimo. In più io suggerisco sempre cose sfiziose e originali da fare sul posto, basta studiare».

La forza di Puerto Svago

Come scegli il prodotto land? «Qui è fondamentale la forza di Puerto Svago, il gruppo con cui sono da tre anni. Ad esempio con i portali contrattualizzati, EasyMarket, Italcamel,Traveltool, tutti B2B con prodotto che al cliente non arriva. E quando serve ho i migliori contratti Smanettoni convertiti all’agenzia Dunque da agente di viaggi Eduardo ha scelto il suo segmento: «Solo anche con i tour operator, capita pure qualche viaggio di nozze lungo raggio. 18/35enni, gente che ancora non ha impegni seri e fa almeno un paio di viag- Benissimo anche certe offerte spot degli operatori da spingere al volo. Poi conta l’esperienza, ai ragazzi lo dico chiaro che un due stelle a Praga o Budapest va gi l’anno. Dopo i 30 diventano più esigenti ma vogliono spendere lo stesso». bene ma a Parigi o Amsterdam e a Londra la fascia low cost non è cosa. Capiscono che ho ragione e mi si affezionano, perché con me hanno prezzi che spesso sono il 20% sotto quel che trovano sul posto, a parità di prodotto. STATI UNITI - CANADA & ALASKA - MESSICO   CROCIERE CARAIBI - ANTIGUA - BAHAMAS

ARUBA - HAWAII - POLINESIA - ISOLE VERGINI AMERICANE - REPUBBLICA DOMINICANA - FIJI

Solo su appuntamento

Ma i margini? «Guadagno il giusto per un professionista dei viaggi, e comunque più di quel che riceverei da qualsiasi tour operator. I ragazzi non viaggiano soli, minimo in coppia e spesso in gruppetti. Uno soddisfatto me ne porta altri tre o quattro, che a loro volta fanno lo stesso. Magari con me spendono 25 euro di più ma sono contenti, viaggiano sicuri e tornano. Il risultato c’è e sta crescendo. Ritmi di lavoro? «Sono solo, a forza di tasse un collaboratore costerebbe troppo, ma per il mio tipo di business va anche bene. Perché per me la bassa stagione è essenziale, l’importante è lavorare molto da ottobre a marzo, non quando lavorano tutti. Dunque solo appuntamenti, due la mattina due il pomeriggio, in alta stagione di più. I ragazzi ti chiedono un tempo giusto e ragionevole, la famiglia che spende 5mila euro va da qualcun altro, in genere. Non vendo neppure treni perché non ho tempo. Certe volte mi chiedo come facciano i colleghi a stare tanto sui nostri gruppi social, scioccati dai pacchetti a 180 euro e poi furiosi per i danni che ha fatto Balkan. Il tempo  a me serve per trovare clienti, inventare prodotto per non dover dire mai di no, a nessuno. 

Solo Facebook, con 21mila follower

Tel 06/5297146 r.a. - Fax 06/45498929 e-mail: reimatours@reimatours.it web-site: www.reimatours.it

Come fai marketing? «Anzitutto a chi fa shopping dico ‘ok vai dal collega’. Oggi da me, domani da un altro, sono clienti che non mi interessano. Per stanare la mia nicchia punto tutto sui social, anzi solo su Facebook, la mia pagina ‘Eduardo Emolo Puerto Svago Vomero’ ha 21mila follower. Niente Instagram o Twitter, non disperdo risorse e ho tutto facilmente sotto controllo. Investo il 10% dei ricavi in pubblicità e mai meno di 150 euro al mese. Ho una convenzione con un parcheggio qui a fianco, la prima ora per i clienti la pago io, sono cose che piacciono. Più importante ancora il recall, capire perché poi non hanno prenotato, o come è andato il viaggio. E li profilo tutti appena entrano, nessuno fa obiezioni e se ne facessero non li servirei. Spesso mi mandano foto dal viaggio, mi ringraziano pubblicamente, io posto tutto sulla mia pagina FB». E quando i tuoi clienti crescono? «Se li ho abituati bene spesso viaggeranno alle stesse condizioni, e poi tutti hanno cugini, nipoti e parenti più giovani, pieni di amici e voglia di partire».


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Ibiza Project, «Vi offriamo la nostra Ibiza» Quando i professionisti del travel decidono di cambiare vita mercializzata con tutti i crismi che merita. «Il nostro grande vantaggio è essere qui – premette Lara Corsinovi – io vivo da 10 anni a Ibiza». Una marcia in più nei confronti della concorrenza, agguerrita neanche a dirlo, di chi propone vacanze a Ibiza e in generale alle Baleari.

L’isola è piccola e complicata

Marco Dadone e Lara Corsinovi

Un sogno condiviso divenuto realtà, grazie all’impegno di entrambi. Nasce con questo incipit la storia di Ibiza Project, dmc italiana basata a Ibiza che muove i suoi primi passi nel 2015, coronando il desiderio di Marco Dadone e Lara Corsinovi. I due fondatori si lasciano alle spalle una decennale esperienza tra le fila di grandi marchi della tourism industry tricolore, come Alpitour e Welcome Travel e partono alla volta di Ibiza, luogo simbolo della vacanza, isola sfaccettata e da sempre desiderata dai turisti italiani ma non sempre com-

«Ibiza è una realtà piccola ma complicata – spiega Marco Dadone – essere sul posto vuol dire poter scegliere a chi affidarsi, valutare i rapporti e i fornitori in maniera diretta». Accommodation, escursioni ma anche servizi di concierge in tutta Ibiza e Formentera. Clienti individuali ma anche tante agenzie che bypassano il tour operating classico e ancora Mice, perché i team building aziendali e le convention non perdono mai terreno a Ibiza. Flessibilità è quindi una delle parole d’ordine di Ibiza Project, unita a un approccio sartoriale, indispensabile. «Le agenzie ma anche i clienti finali non sono costretti a fare tutto con noi – prosegue Dadone –. Offriamo ogni tipo di servizio ed essere qui ci consente di trovare soluzioni e risolvere problemi in maniera molto tempestiva». Il 2018 della dmc si muoverà all’insegna del consolidamento e dell’allargamento della base clienti. «Nelle ultime tre stagioni abbiamo assistito a una crescita costante – spiegano i due fondatori

– quest’anno sarà importante mantenere alta la soddisfazione del cliente. Siamo fieri di dire che non abbiamo mai avuto complaint. E poi vogliamo far crescere il ventaglio della nostra clientela, grazie anche alle tante agenzie italiane che ci indirizzano i loro clienti individuali». Da ultimo non mancherà una capatina sui mercati esteri, con la partecipazione alle fiere di settore internazionali. Stefano Gianuario


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(in)formazione

Sposaday: fidanzati a lezione di luna di miele Al Palacavicchi di Roma Ciampino la fiera ‘leggera’ per le imprese del wedding Piccole fiere prosperano all’ombra delle grandi, che anche nel segmento sposi sono ormai troppo impegnative per molte piccole e medie imprese nella gamma vastissima che spazia dalla sartoria alla bomboniera, dal ristorante al viaggio di nozze. Nasce così Sposaday, la fiera che Fabio Ridolfi, specialista sul campo da quasi vent’anni, ha organizzato al Palacavicchi di Ciampino, poco a Sud di Roma. Ridolfi ci spiega perché ora anche all’industria degli sposi servono eventi ‘leggeri’, anzitutto nei costi: «I matrimoni erano 500mila l’anno nel 2000 e ora sono 200mila. La media degli invitati è scesa da 200 a 100 persone, e un quarto dei matrimoni sono di stranieri che non richiedono alcuna organizzazione. Per non dire della sartoria italiana, sbaragliata dai produttori cinesi che hanno conquistato il 70% del mercato, o del proliferare infinito di piccoli planner. Per cui ora nel wedding 55mila partite Iva dividono una torta di 150mila matrimoni. Non è facile per nessuno, la fiera deve essere davvero accessibile».

Fabio Ridolfi, iosposa.it

Pierlugi Cruciani, H24 Travels, e Silvio Orlacchio, il mondo di Sunrise

Sette agenzie in campo Così il primo Sposa Day a Ciampino ha occupato i 4mila metri quadrati del Palacavicchi con una cinquantina di espositori, incluse sette agenzie di viaggi: Il Mondo di Sunrise, H24 Travels, Al di la dei sogni Viaggi, Time to go, Paradise 77 Viaggi, Pitagora Viaggi, Orientamondo. «Non troppe – spiega Ridolfi – per diversificare correttamente l’offerta». Teatro e passerella hanno richiamato

un folto pubblico di coppie e familiari, con la sfilata degli abiti di Celli Centro Sposi, le esibizioni di cantanti e musicisti, e gli incontri con professionisti noti come Tamara D’Andria, bridal stylist di tendenza, o Lorenzo Vicente, cake designer da weddigncake.tv. Attenti a quei due E naturalmente anche con agenti di viaggi super trendy. Sono andati in scena loro due, che ultimamente si vedono molto spesso insieme: Pierluigi Cruciani, l’energico titolare di H24 Travels, la prima agenzia di viaggi romana ad aprire anche fino a notte fonda; e Silvio Orlacchio, specialista di Usa e incoming con la sua Il Mondo di Sunrise, a Ciampino. Uniti e solidali anche nell’iniziativa WeddingTravelNoStress, la nuova formula di consulenza lanciata da H24Travel, con alcune settimane di promozioni, aperture domenicali e serali in esclusiva per i fidanzati. Alle coppie in platea Cruciani e Orlacchio hanno offerto una sintetica ma efficace lezione di ‘viaggio di nozze perfetto’, conquistando massima attenzione sul tema “volantini promo con prezzi stracciati”. «Non significano nulla – ha spiegato deciso lo specialista Cruciani – perché i prezzi dei servizi ormai sono tutti dinamici, cambiano di continuo in base

Foto di gruppo nello stand di Time To Go

al corso della domanda. E poi perché un viaggio di nozze deve lasciare un sapore meraviglioso, che ci accompagna per la vita, e non si gioca tanto sui prezzi quanto sulla migliore esperienza, quella che abbiamo sognato e ci rende

Alessandra Cattaneo, Al di la dei Sogni Viaggi

felici, al prezzo giusto e con la giusta assistenza. Precisamente quel che si ottiene da un professionista in carne e ossa». Nel frattempo evolve il prodotto, per servire le esigenze e i sogni di nuove fasce della domanda: «Ad esempio tutto il mondo LGBT – ha detto Orlacchio – ma anche le nozze dei viaggiatori disabili, grazie a tour operator specializzati come Go4All, con il quale abbiamo appena stretto accordi».


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«Ve lo do io l’evento»: Catia Ballotta e il marketing

È in CartOrange da 16 anni, personal traveller molto attiva anche in programmazione sulle mete: Catia Ballotta, bolognese, agente di viaggio per vocazione, studia soluzioni per raggiungere nuova clientela. «Ho provato molti modi, il passaparola è il più proficuo – spiega – ma non è governabile. Allora mi sono detta che forse, puntando su concetti come sponsor, sinergia, evento, location insolita, partner, si potrebbe dare vita a qualcosa di interessante per i miei clienti, e soprattutto per trovarne di nuovi». Così è nata l’idea di un evento.

Step by step

Primo step, la location. «Abbiamo individuato una grossa carrozzeria – prosegue Ballotta – molto particolare perché ripara bolidi, anche d’epoca, auto di pregio che stanno lì in bella mostra. In un sabato pomeriggio piovoso abbiamo aggiunto un dj set con musica accattivante per creare l’ambiente, lo spazio di lavoro, un po’ di bollicine e spedito circa 500 inviti». Secondo step, sponsor e sinergie. «Per un evento così articolato abbiamo individuato l’Ente del turismo del Perù, nella persona di Alessandro Za-

non di Global Tourist, lo sponsor che ha presentato l’emozionante paese andino per un bel momento di turismo raccontato. Poi abbiamo coinvolto fornitori per il catering: aperitivo leggero con crescentine Gnock & Roll, l’Acetaia Malagoli, un wedding planner e il Centro Fusion Benessere. Ho invitato un po’ di persone, perché portassero amici che non conoscevo, e i miei partner hanno invitato loro clienti. È stato un bello scambio di esperienze, con oltre 150 persone». Ciliegina sulla torta è stata la presenza di Carla Perrotti, la “signora dei deserti” che ne ha attraversati a piedi in ogni continente, e ha parlato della propria esperienza trasmettendo l’amore per questi luoghi magici che danno una dimensione diversa alla vita, con il corredo di un audiovisivo davvero emozionale. «Credo di avere ottenuto quel che volevo – dice Catia – ossia appassionare sempre più le persone al viaggio, tentarle con nuove esperienze, fidelizzare i miei clienti consolidati e offrire ad altri ancora la mia capacità di realizzare i loro sogni di viaggio». Massimo Terracina

Il Canada è servito

Comunicazione pubblicitaria

Venezia e Lamezia Terme, solo intercontinentali non stop con gli Airbus A310 e A330 che nella nuova livrea – per i primi 30 anni della compagnia – si riconoscono benissimo anche in volo, con il con il grande logo sotto la fusoliera.

Torna il fitto calendario di voli diretti Air Transat, il vettore di riferimento per le vacanze in Canada: in alta stagione fino a 17 frequenze la settimana per Montreal e Toronto da Roma,

Connessioni perfette. Quest’anno sarà anche molto più facile volare oltre gli hub di Toronto e Montreal verso Quebec City, Calgary, Vancouver con i B737 di Air Transat e con le nuove through fares. «Le schedule – dice Tiziana Della Serra di Rephouse, il gsa italiano di Air Transat – ora offre

coincidenze perfette ai voli dall’Italia, un mercato sempre più importante». Convenienza su misura. Nuovissime anche le Eco Fares in Economy: «che offrono alle agenzie – sottolinea Della Serra – uno strumento di vendita più flessibile e conveniente, con alcuni vantaggi, modifiche gratuite o con piccola penale». Eco è la tariffa minima, modifiche con penale; Eco Extra, modifiche con penale minore e scelta del posto; Eco Maxi, niente penale per modifica, selezione del posto, priorità in aeroporto, in stiva due pezzi da 23 chili invece di uno.

Voli diretti tutta l’estate: Roma-Montreal dal 31 marzo al 28 ottobre, 5 voli la settimana; Roma-Toronto dal 14 aprile al 28 ottobre, 6 voli settimanali; Venezia-Montreal e Venezia-Toronto dal 5 maggio a fine ottobre: 3 e 2 frequenze settimanali; dal 20 giugno al 3 ottobre il Lamezia Terme-Toronto, settimanale, è l’unico intercontinentale tra Canada e Calabria. Rephouse offre alle agenzie biglietteria e supporto di vendita; ufficio gruppi (airtransat. gruppi@rephouse.it) e biglietteria per le agenzie non Iata. I voli sono prenotabili in tutti i gds.

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fuori scaffale

La novità che mancava, per vendere di più Giver, arriva il charter diretto per il Circolo Polare Artico

Da maggio il non stop Venezia-Seoul: Asiana Airlines per le imprese

Giver lancia il primo charter diretto per il Circolo Polare Artico: da Milano Malpensa al Nord della Norvegia, precisamente a Bodo, in una delle regioni più affascinanti del Grande Nord. È il primo charter del suo genere per arrivare diretti a destinazione in 3 ore e 45 minuti, contro le 7 ore via Oslo. «Per vivere appieno il Grande Nord - dice Andrea Carraro di Giver - bisogna arrivarci in fretta, senza perdere tempo lungo la strada. Tempo che invece si dedica subito a scoprire le isole Lofoten, a godersi il sole di mezzanotte, la Lapponia e tutto il resto. Era ora di farlo». Giver lo abbina a 7 tour, e con un solo volo invece di due scende anche il prezzo: si viaggia più comodi, più veloci e si spende meno. Consigliato con il charter il tour di Capo Nord e le tre Lapponie - norvegese, svedese e finlandese - per incontrare il popolo Sami. E siccome 30 anni di esperienza non sono acqua, tutto è operato direttamente da Giver, non da fornitori terzi: il tour leader italiano è l’angelo custode del viaggiatore.

Primo volo diretto da Venezia per Seoul, capitale della Corea del Sud, legata a molte imprese italiane da relazioni commerciali importanti. Lo inaugura il primo maggio Asiana Airlines, secondo vettore del Paese per dimensioni, con hub a Seoul (oltre che a Gimpo) da dove collega Sud Est Asiatico, Cina, Giappone, Australia. «Il nostro volo – dice il country manager Hur Joosung – offre un’alternativa davvero efficiente alle imprese del Nord Italia, e prende il via con tariffe molto convenienti, che come tutte le nostre promozioni saranno replicate periodicamente». Servizio di ottima qualità orientale, con poltrone reclinabili a 180 gradi nella Business Smartium, e pitch di 89 centimetri in Economy, ristorazione premiata da Skytrax, intrattenimento al top e miglia da cumulare su tutti i vettori Star Alliance. Tre voli la settimana – martedì, mercoledì e venerdì – con il B 777-200 configurato in due classi: 300 posti tra Business Smartium e Economy. Tariffe promo da 358 euro più tasse in Economy. Cina da 263 euro più tasse in classe T, lo stesso per il Giappone. Il volo si affianca al collaudato Roma-Seoul di Asiana, cinque volte la settimana, giornaliero dal 30 aprile.

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UN VOLO DIRETTO E SEI GIÀ LÌ

Fino a ora, per raggiungere il Nord della Norvegia da Milano erano necessarie almeno 7 ore di volo e due scali, da Malpensa verso Oslo e poi Bodø. Oggi invece con i nostri voli speciali parti da Malpensa e arrivi direttamente a Bodø, oltre il Circolo Polare Artico, in sole 3 ore e 45 minuti, senza scali e sdoganamenti macchinosi. Siamo l’unico operatore in Italia a disporre di questa soluzione e ti offriamo 7 nuovi tour con accompagnatore esclusivo in lingua italiana tra le Isole Lofoten, Capo Nord, il Sole di Mezzanotte e il postale dei fiordi norvegesi.

BOOKING Viaggi con accompagnatore tel. 010 5756 300 · grandenord@giverviaggi.com Viaggi in libertà tel. 0105756210 · individuali@giverviaggi.com

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