ANNO XVII - N. 4 APRILE 2009 - MENSILE DI TURISMO E CULTURA - Via Nazionale, 204 - 00184 Roma, Tel. 06/4871721 - Fax 06/4871618 - Aut. Trib. Roma 469/92 - 31/7/92 - Tariffa R.O.C.-Poste Italiane S.p.A.- Sped. in Abb.Postale - D.L. 353/2003 (conv. In.L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma - prezzo a copia € 3,25 - filiale di Roma
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EDITORIALE
Le grosse incertezze del sistema turistico italiano
Allerta aeroporti: il gioco vale la candela?
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artedì 31 marzo, presso la Sala Stampa di Palazzo di Montecitorio, l’Osservatorio Parlamentare per il Turismo ha presentato la proposta di legge costituzionale con l’obiettivo di riportare la materia del “turismo” in una visione di politiche nazionali. La riforma del titolo V della
I L’incoming Ormai non si può più parlare di previsioni dei flussi turistici internazionali verso l’Italia, ma soltanto di dati certi che evidenziano il grosso calo degli arrivi nel nostro paese. E se fino a un paio d’anni fa, Roma non era stata toccata da questo dato negativo, purtroppo, anche la capitale ha dovuto riscontrare un minore interesse per le sue bellezze da parte degli stranieri. Nessun paese è messo bene economicamente, persino la Germania - che costituiva un mercato molto importante per noi – ha un’economia indebolita e incerta e ciò si riflette anche negli arrivi in Italia. In questo scenario – privo per il momento di aspettative di una prossima ripresa – il nostro settore incoming riscontra una notevole diminuzione di Liliana Comandè
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Speciale Villaggi
Iniziano a trapelare dubbi sull’opportunità di ritenere normale l’alto stato di allerta costantemente attuato negli scali
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Roberto Corbella
aereo non è mai stato un mezzo di trasporto confortevole. I ristretti spazi dei sedili e della cabina, gli ingorghi di traffico per giungere negli aeroporti, i tempi sempre più lunghi di accettazione e di controllo sicurezza, i ritardi cronici causati sia da fattori meteo come da obiettivi sovraffollamenti, la possibilità concreta di non vedere giungere il proprio ba-
gaglio, hanno fatto del trasporto aereo uno dei mezzi decisamente meno comodi. E non crediamo sia affatto un caso che laddove il treno ha offerto velocità e qualità, la preferenza dei passeggeri è progressivamente andata a questa alternativa. La situazione gene-
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On line
Etihad Airways
Lazio: Alta Tuscia
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in continuo sviluppo
Cina “effetto Olimpico” L’Ente del Turismo Cinese punta anche a far conoscere zone meno note ai turisti italiani
L’
Una regia nazionale per le politiche del Turismo
stato molto evidente anche nelle città Amministrazione del Turismo ospiti secondarie, tra cui Qingdao, di Pechino aveva previsto che Tianjin e Shenyang e il turismo naXiong Shanhua nelle aree circostanti la zionale, così come il Città Proibita. È stato settore ricettivo intermesso in evidenza il fornazionale, sarebbe fiote potenziale attrattivo rito dopo le Olimpiadei tour di città, in camdi. Il boom turistico pagna, nella natura delpost-Olimpiadi è le aree orientali e occigiunto prima del predentali del paese. Quali visto. Le sedi olimpiinnovazioni e quali inche e il fascino del paterventi di restyling sotrimonio storico di no stati necessari per Pechino rendono la fronteggiare questo rincapitale una città denovato interesse per la Cina? Qual è il gna di essere visitata, ancor più a serapporto con il flusso turistico italiaguito di tutta una serie di miglioramenti e lavori di rinnovo che sono stati realizzati nella fase preparatoria alAntonella Pino d’Astore l’Olimpiadi. L’effetto post-olimpico è Continua a pag. 8
Antonio Bordoni
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Segue da pag. 1 turisti. L’estate è vicina e ci si prepara a raccogliere i frutti di un lavoro basato anche sull’ampia offerta balneare italiana, ma, per ora i segnali non sono affatto incoraggianti né per ciò che riguarda il mercato estero né quello interno. Non va dimenticato che l’Italia deve confrontarsi con altre destinazioni, soprattutto balneari, molto più competitive delle nostre. E questo è un handicap che il Bel Paese paga a causa delle tariffe più alte e spesso non bilanciate per il rapporto qualità-prezzo. La stessa Pasqua e tutti i Ponti primaverili, che erano un traino e un banco di prova per la stagione estiva, si sono dimostrati deludenti.
EDITORIALE
Le grosse incertezze del sistema turistico italiano
I Il congressuale Il settore dei congressi costituisce una voce molto importante per il turismo incoming. Abbiamo tante società che si occupano solo di questo campo. Polifunzionalità, efficienza, tecnologia e professionalità sono le caratteristiche salienti dell’offerta convegnistica, e tutto questo – a mio avviso – lo possiamo offrire con sicurezza. Il problema è che spesso non abbiamo strutture in grado di accogliere un numero elevato di persone e non abbiamo infrastrutture degne di questo nome. Anche questo settore, che ha conosciuto periodi di grande lavoro, registra una diminuzione di eventi.
I L’outgoing Anche per questo importante settore, è il caso di parlare apertamente di reale disagio da parte degli operatori e degli ADV. La situazione economica ci rimanda quotidianamente un futuro incerto che continua a raffreddare la propensione per le vacanze all’estero degli italiani. Le partenze fanno registrare non una crescita zero – che equivarrebbe ad una stabilità di movimenti in uscita - ma una vera e propria contrazione che rende difficile la sopravvi-
Liliana Comandè venza di tante piccole e grandi aziende nostrane. Non ho mai creduto ai trionfalismi di certi operatori che sbandierano aumenti di passeggeri trasportati e a numeri di fatturati elevati o aumentati – da un anno all’altro - in maniera esagerata, soprattutto quando la situazione generale è negativa. La realtà è che molti voli charter sono stati annullati, riducendo l’offerta, e nonostante ciò, i posti acquistati sono risultati ancora troppi perché non c’era abbastanza mercato. La stessa cosa è accaduta a Pasqua quando alcuni T.O. – noti per la programmazione di voli speciali per la Festività – per la prima volta hanno effettuato la loro programmazione solo con voli di linea, pochi ma sicuri.
I Conclusioni Per l’incoming, dato che i turisti stanno cambiando, c’è bisogno che l’Italia
Etihad Airways: una compagnia in continuo sviluppo
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tihad Airways la compagnia aerea nazionale degli Emirati Arabi Uniti con base nella capitale Abu Dhabi, ha da poco inaugurato una nuova rotta da Abu Dhabi con destinazione Melbourne. Grazie a questo recente operativo, raggiungere l’Australia anche dal nostro paese sarà ancora più semplice e veloce. Il nuovo volo, operato dall’Airbus A340-600 in grado di trasportare 286 passeggeri, 12 in prima classe, 32 in business e 244 in economy; decolla tutti i giorni da Abu Dhabi alle 22.35 e atterra a Melbourne alle 19.15 del giorno successivo. “Abbiamo sviluppato significativamente i nostri collegamenti verso l’Australia in soli due anni, attraverso il lancio di nuove rotte e l’aumento della nostra presenza su questo mercato in forte crescita” dichiara James Hogan, Chief Executive di Etihad Airways. “I nostri voli su Sydney e Brisbane sono diventati incredibilmente popolari e l’Australia è una destinazione chiave per i viaggiatori sia leisure che business”. Il primo aeromobile della Compagnia Aerea degli Emirati Arabi Uniti ad atterrare nella seconda città più grande del continente Australiano è stato l’Airbus A340-600 firmato Formula 1, con
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tanto di logo ufficiale della F1 e la bandiera a scacchi sull’alettone, per celebrare il Grand Prix all’Albert Park di Melbourne. “Come cittadino di Melbourne sono personalmente fiero dell’investimento fatto da Etihad nella comunità di Melbourne", aggiunge James Hogan. “Durante le scorse settimane, abbiamo visto l’Etihad Stadium, in grado di accogliere 50 mila visitatori, ospitare i maggiori eventi sportivi della città e il team della Ferrari Formula1 sponsorizzato da Etihad competere al Gran Premio di Melbourne”. Con questo collegamento giornaliero, che coincide anche con la terza destinazione in Australia, dopo Sydney e Brisbane, su cui opera Etihad, sale a 51 il numero totale delle destinazioni servite dalla compagnia di bandiera di
esca dalla logica della “rendita di posizione”, reagendo con una politica intelligente, creativa e di comunicazione. C’è la necessità di individuare quali siano le attrattive del nostro paese per poi favorirne la conoscenza e, quindi, la fruizione. Beni culturali sì, ma non solo. C’è la possibilità – e l’opportunità di diversificare le nostre offerte turistiche basate sui grandi mutamenti avvenuti in questi ultimi anni. C’è stata una grande evoluzione comportamentale con l’avvento di nuove esigenze. Cultura ma anche benessere; attività sportive ma anche mostre ed eventi; natura ma anche divertimento, oppure tutte le cose combinate insieme. I turisti sono sempre più alla ricerca di una vacanza all’insegna di tanti fattori che possono diversificare il loro soggiorno rendendolo completo. Tutto questo, chiaramente, se vogliamo un turismo di massa, a prezzi contenuti, altrimenti tutte queste componenti le possono trovare nei Paesi nostri principali competitori, che non sono pochi. Mari, monti, laghi, cultura, sport, relax, benessere, enogastronomia, è ormai un dato di fatto che ci si debba orientare su una pluralità di esigenze da soddisfare. Chiaramente, le nostre offerte non si possono vendere da sole e, quindi, c’è sempre bisogno dell’aiuto delle istituzioni e degli enti, impegnati a vario titolo nel turismo. Per l’outgoing, invece, la vedo più nera. Fino a quando non ci sarà una schiarita sul futuro delle aziende e sull’occupazione, la gente starà attenta a non spendere i soldi che possono servire a tamponare cose più importanti e di prima necessità rispetto ai viaggi. A proposito, a dar retta a quelle aziende che vendono solo on-line i voli + gli hotel, a Pasqua c’è stato un aumento delle prenotazioni rispetto al 2008. Voi che siete tutti i giorni dentro le agenzie, potete crederci? Liliana Comandè
Abu Dhabi. Sono, invece, 22 gli operativi settimanali che decollano da Abu Dhabi con destinazione Australia: 12 voli per Sydney, 3 per Brisbane e 7 per Melbourne. Altra buona notizia sul fronte Australia è stato l’annuncio di ‘codeshare’ con Qantas, che vedrà Etihad posizionare il proprio codice ‘EY’ su alcuni dei voli domestici operati da Qantas in Australia e anche sul collegamento su Auckland in Nuova Zelanda. Altra news importante è l’aumento dei voli da Milano Malpensa ad Abu Dhabi. Da fine marzo, infatti la compagnia aerea vola dal capoluogo lombardo ogni lunedì, martedì, venerdì, sabato e domenica, con un incremento di ben due unità in più rispetto al passato. Alberto Lentini
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EDITORIALE
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ALLERTA AEROPORTI
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UNA REGIA NAZIONALE
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CINA “EFFETTO OLIMPICO”
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ETIHAD AIRWAYS
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SPECIALE VILLAGGI
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OTA VIAGGI
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FUTURA VACANZE,
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MALAYSIA AIRLINES
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TUTTO IL LAZIO È PAESE
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TRASPORTO AEREO
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INTERLINERS IN UZBEKISTAN
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LAZIO: ALTA TUSCIA
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www.travellinginterline.it redazione@travellinginterline.it
Editore e Direttore Responsabile
Liliana Comandè l.comande@travellinginterline.it
hanno collaborato: Antonio Bordoni, Cecilia Emiliozzi, Pino Magnani, Antonella Pino d’Astore, Oriana Schembari, Angelo Sessa Corrispondenti regionali: Lombardia: Eleonora Boggio, Giuseppe Curti, Alberto Lentini, L. Francesca Rebonato Liguria: Virgilio Zanolla Puglia: Domenico Matarrese Triveneto: Davide Pavanello Responsabile Relazioni Esterne Marco Comandè m.comande@travellinginterline.it
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SPECIALE
Villaggi I Villaggi Turistici: Di Antonella Pino d’Astore
alchimia di comunità felici
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ome si delinea l’offerta dei villaggi turistici? Nel ciclo di vita del prodotto, siamo ancora in fase di sviluppo o siamo ormai alla maturità? Quali innovazioni hanno apportato all’offerta gli operatori del sistema affinché il prodotto non perda smalto, ma prosegua nella sua fase di crescita? I villaggi turistici rappresentano oggi il 30% dell’offerta dei T.O. italiani e hanno visto aumentare la loro quota di mercato in modo costante negli anni. Riscuotono l’apprezzamento di una fascia sempre più grande di pubblico grazie anche all’evoluzione che il prodotto ha avuto negli ultimi anni. Oggi le strutture sono più curate e i servizi sempre più ricchi e diversi; animazione presente ma discreta, facilità di socializzazione e “all inclusive”, possibilità di fare escursioni e ottime localizzazioni. Ma il successo del Villaggio Turistico è dovuto soprattutto alla segmentazione sui bisogni dei diversi target di clientela. Dietro un clima disteso e privo di problemi che regna nel Villaggio c’è un’organizzazione funzionante, intelligente, attenta, pronta ad accogliere una comunità che possa esercitare il proprio diritto alla pigrizia. L’uomo stanco e ossessionato dalla vita cittadina, dal cemento, dal lavoro, chiede prima di tutto giornate d’ozio e la distensione più completa. Poi la domanda e l’offerta diventano sempre più variegate: attività sportive e ricreative, escursioni alla scoperta e conoscenza del territorio che ospita il villaggio, benessere, miniclub. Essendo costituito da un’ampia gamma di servizi e disponendo di comfort come appartamenti e alloggi in strutture prefabbricate come bungalow, cottage e residence in muratura, il Villaggio permette un’offerta diversificata dal punto di vista delle spese variabili, come quelle per lo svago, gli acquisti e gli spostamenti. È un pun-
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to di forza importante considerando il momento in cui versa la propensione alla spesa e l’economia in generale, perché pur accogliendo una domanda di massa, si tende a lasciare ai consumatori la possibilità di scelta tra le opzioni offerte. Questa è una panoramica della vasta programmazione di alcuni dei più rappresentativi T.O. italiani specializzati in villaggistica.
I Club Med pioniere della formula “tutto compreso” Da più di cinquanta anni Club Med garantisce la sicurezza di un T.O. esperto e organizzato, con più di 80 villaggi situati nei luoghi più belli del mondo, con animatori che rappresentano un centinaio di nazionalità e più di trenta lingue parlate, affermando così la dimensione multiculturale. Un modo unico di vivere la vacanza, con cinque stili diversi di Villaggio: “Vivere il sensazionale”, “Provare un po’ di tutto”, “Scoprire nuove culture”, “Scoprire e vivere lo sport”, “Rigenerarsi”. Inventore del Mini Club, oggi Club
Med offre 46 Villaggi in cui i genitori possono affidare i più piccoli all’assistenza di specifiche strutture a essi dedicate, da quattro mesi fino a 18 anni. Nel Mediterraneo Club Med offre sole, mare e sport con riduzioni fino a 250 euro a persona. Il Villaggio è anche benessere, momento di quiete assoluta, solo per se stessi. Bellezza, distensione, fitness: il meglio di sé Club Med lo offre nei Wellness Centre, nelle saune e negli hammam. Bellezza o serenità? Vitalità o viaggio interiore? Nel Centro Benessere Passione e nel Centro Benessere Evasione, l’ospite è accolto in uno spazio immerso nella natura, dall’arredamento ispirato all’arte di vivere zen. In queste oasi di dolcezza si procede all’iniziazione a trattamenti benefici quali massaggi etnici, innovativi o più tradizionali. Una riconciliazione con il proprio corpo che permette allo spirito di vagabondare liberamente.
I Alpitour: mare, sole e relax tutto italiano Tra le numerose proposte di vacanza in Ita-
lia e all’estero, in strutture ideali per coppie, single e famiglie con bambini, Alpitour World Hotels & Resort offre anche la possibilità di soggiornare in più di uno splendido villaggio turistico situato in Calabria. Gli ospiti di ogni villaggio avranno la possibilità di vivere un soggiorno balneare dotato di ogni comfort, all’insegna del benessere, della buona tavola e del divertimento. Grazie ad uno staff d’istruttori e animatori qualificati, il villaggio turistico offre la possibilità di godere appieno del mare della Calabria e di usufruire di diverse strutture sportive, anche attraverso l’organizzazione di tornei e di corsi collettivi di tennis, calcetto, volley, tiro con l’arco e giochi in spiaggia. Per gli amanti degli sport acquatici, dello snorkelling, del diving o della vela, ma anche per chi vuole dedicarsi al relax più assoluto e ai bagni di sole, la natura della Calabria e i servizi del villaggio turistico proposto da Alpitour World Hotel & Resorts garantiscono una gamma di opzioni completa, in grado di soddisfare ogni esigenza, compresa quella degli ospiti più piccoli. Si deve solo scegliere tra massaggi e trattamenti estetici, cocktail a bordo piscina e serate di ballo e cabaret, ma anche proposte di escursioni alla scoperta della Calabria, dei monti della Sila, dei Bronzi di Riace conservati nel Museo Nazionale di Reggio Calabria, fino alle lontane Isole Eolie.
I Eden Village nel mondo Immergersi nelle acque del Mar Rosso, in un’acqua limpida e in un mondo tutto da scoprire, un mondo sottomarino in cui una meravigliosa parete formata rocce e coralli è popolata da migliaia di crostacei e di pesci. Questa è la cornice in cui si posiziona una delle tante proposte Eden Village Gold e Special, presenti in tutte le mete più attraenti del mondo. Le posizioni privilegiate dei villaggi, gli ambienti accoglienti, il trattamento all inclusive, le attività di animazione, la ristorazione italiana e il miniclub con personale specializzato, sono alcune delle caratteristiche che ga-
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rantiscono un’alta qualità di servizi e la massima comodità che si può chiedere ad una vacanza davvero speciale. Anche la Sicilia è un’isola tutta da scoprire, basta approfittare dell’offerta all inclusive Eden Village, con una qualità di servizio che ha ben pochi paragoni in tutto il mondo. Il pacchetto regala un viaggio tra mare, storia, cultura e arte: dalla Valle dei Templi di Agrigento alle splendide isole Lipari ed Eolie. I percorsi benessere offerti dai villaggi, inoltre, daranno la possibilità di allegerire lo stress abbracciando i sensi con olii profumati e musiche rilassanti. E a proposito di sensi: il gusto sarà appagato sia dai piatti tradizionali della cucina mediterranea, sia dai piatti delle serate tipiche e a tema.
I Settemari è “Le Blond” Per i vacanzieri più giovani, alla ricerca di divertimento assoluto, Settemari ha creato “Le Blond”, una selezione di villaggi a loro dedicati con caratteristiche particolari. Più divertimento: molte attività per conoscere e vivere al massimo tutte le attrazioni del territorio che ospita il villaggio. Più libertà: vivere giorno e notte al massimo, per tutto il periodo della vacanza. Più amicizia: un’esperienza unica e indimenticabile da vivere con i compagni di viaggio e gli animatori. I Villaggi “Le Blond” si trovano a Ibiza, Costa Brava, Palma di Maiorca, Mikonos, Creta, Rodi, Sharm el Sheik, Riccione. Per tutte le età ed esigenze, Settemari Club ha creato una serie di villaggi internazionali che sorgono sulle più belle spiagge d’Egitto, Tunisia, Spagna, e si distinguono per la qualità dei servizi. Ma il luogo di fuga ideale dalla frenesia della vita quotidiana è senza dubbio il SettemariClub Floriana Dream Lagoon a Marsa Alam, emozionante, suggestivo, elegante, distensivo. Il club ricorda un caratteristico Villaggio Nubia-
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SPECIALE VILLAGGI
gli amici momenti magici da non dimenticare. Ancora destinazioni indimenticabili e atmosfere magiche nei Villaggi Paradise alle Maldive e a Mauritius.
I Atmosphera nei Villaggi Veraclub
no con tutti i comfort di un ottimo 4 stelle. La vasta laguna che si estende di fronte all’hotel assume una moltitudine di sfumature colorate che vanno dal turchese splendente all’indaco intenso, offrendo a quest’angolo di paradiso sul Mar Rosso un’atmosfera quasi maldiviana.
I Valtur: film sotto le stelle Nella meravigliosa terra, patria di potenti divinità, culla di artisti e filosofi, sul lato nord della provincia di Argolide, sorge il nuovissimo Village Resort Hydra Beach, nell’area del Peloponneso, tra ricchi ulivi e splendida vegetazione. Per rilassarsi completamente al caldo sole della Grecia e immergersi nelle sue acque limpide, non resta che raggiungere l’attrezzata spiaggia. Il nuovo Village Resort si colloca come fiore all’occhiello del segmento Family, dove l’intera famiglia può godere di servizi e attività altamente qualificati e dedicati esclusivamente a loro. Gli ospiti dello Young Club, i ragazzi dagli 11 ai 13 anni, vivranno giornate intense: scuola di dj, scuola hip hop, notte in campeggio a guardare film sotto le stelle, nutella party, escursioni al luna park e acqua park, gite in barca. Il Village Resort, tanto amato dalle famiglie, si aggiunge ai villaggi di Capo Riz-
zuto, Nicotera e Simeri presenti in Calabria, Ostuni e Pizzomunno in Puglia, Baia di Conte e Village Resort Colonna Beach in Sardegna, Marilleva in Trentino, e all’estero in Turchia e Tunisia. Chi desidera una vacanza in assoluto relax e comfort si rivolge ai Villaggi Classic di Pollina e al Village Resort di Favignana in Sicilia, al Village Resort di Santo Stefano in Sardegna e infine il Villaggio Sinai Grand Resort di Sharm el Sheik. I Villaggi Energy di Agadir in Marocco e di El Kebir in Tunisia sono una certezza per tutti i giovani alla ricerca di una vacanza all’insegna dell’assoluto divertimento e di forti emozioni, dove poter vivere le giornate a ritmo di musica, ballare sulla spiaggia fino a notte inoltrata, condividere con
Soddisfare ogni esigenza e intendere il Villaggio in maniera più suggestiva e personale: ecco i Villaggi Veraclub, esclusivi e splendidamente posizionati, con una struttura architettonica perfettamente inserita nel contesto ambientale. Sono tante le attenzioni dedicate all’ospite: cene a tema con servizio a tavolo, serate a tema, programmi di giochi e sport. Dal Kenya a Zanzibar, da Mauritius al Madagascar, dal Messico alla Sardegna: seducenti caratteristiche che uniscono l’incantevole bellezza dei luoghi a tutta l’esperienza Veratour. Le giornate nei Villaggi Veraclub iniziano sempre con un sorriso: professionisti del coinvolgimento renderanno ogni ospite il vero protagonista della vacanza. In compagnia degli istruttori è possibile cimentarsi in tante discipline sportive come windsurf, beach volley, beach soccer, spinning, tennis, canoa, immersioni. Le dimensioni spesso contenute del villaggio e la clientela esclusivamente italiana permetteranno all’ospite di rilassarsi e di godere una vacanza che sin dal primo giorno si rivelerà unica del suo genere.
Gli “Speciali” di Ota Viaggi 16 strutture in Italia che offrono qualità e convenienza
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a Sciacca in Sicilia a Porto Cesareo in Puglia, da Rossano Calabro in Calabria e dalla Basilicata a Santa Teresa di Gallura in Sardegna, gli “Speciali Ota Viaggi” sono pronti ad accogliere gli ospiti nelle più belle destinazioni di vacanza in Italia, 16 strutture che coniugano qualità e convenienza. Per tutte le prenotazioni sui prodotti con marchio “Speciali Ota Viaggi”, in caso di annullamento fino a 30 giorni dalla data di partenza non è applicata alcuna penale. Da sempre il fiore all’occhiello del T.O. è la Sardegna ed è per questo che sull’isola è previsto un servizio d’assistenza sempre disponibile per informazioni ed aiuti di ogni genere. Marina Resort, Torre Moresca, Calagonone Beach, Calafiorita, Marmorata, Gioca in Birdi, Corte Rosada: al cliente è assicurata una vacanza all’insegna del relax e della tranquillità, la possibilità di affittare barche per divertenti escursioni e per esplorare la meravigliosa costa sarda. Ota Viaggi ha attivato accordi con le compagnie di navigazione Tirrenia, Sardinia Ferries e Moby; tutte le destinazioni possono essere raggiunte anche con voli Air One, Meridiana, Alitalia. Prenotando le strutture alberghiere Speciale Ota Viaggi della Sardegna, il viaggio in nave è gratis con i pacchetti da 7/10/11/14 notti e auto al seguito. Tutta la programmazione Ota Viaggi, oltre ad assicurare vacanze di qualità, offre molte soluzioni convenienti come bambini gratis e sconti per prenotazioni anticipate. In una politica di rilancio del mare del sud Italia, Ota Viaggi sbar-
ca ad Ischia, l’isola del benessere e delle cure termali. Un pullman GT arriva a Napoli e da qui l’imbarco è per Ischia/Casamicciola; sull’isola, con il trasferimento verso l’hotel prescelto, inizia la vacanza che prevede, tra l’altro, cure termali ed escursioni prenotabili tramite assistenza Ota Viaggi. Sono stati predisposti anche voli di linea e trasferimenti da Torino, Milano e Verona, con partenza domenica mattina; i pacchetti dovranno essere acquistati in abbinamento ad un soggiorno hotel di minimo sette notti. Nel cuore mondano di Ischia, tra ampi giardini e oasi verdi, tra cielo e mare, Ota Viaggi ha selezionato strutture come Felix Terme, Cristallo Palace Terme, Zaro, President Terme, Gran Paradiso. Nel menù di Ota Viaggi, oltre al catalogo Montagna estiva, attrae l’accattivante proposta di Villaggio Club Ermioni in Grecia, direttamente sul mare, lungo la costa est del Peloponneso, a nove chilometri da Porto Heli. Per chi preferisce approfittare del dolce clima primaverile, Ota Viaggi organizza visite ed escursioni delle perle di Croazia. Con una quota di 350 euro, partendo da Roma in pullman GT, si raggiunge Rabac, sulla costa orientale dell’Istria: da qui, per cinque giorni, si andrà alla scoperta di tesori come le isole Brioni, Pola, la città medioevale di Labin, Parenzo e Abbazia. Antonella Pino d’Astore
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SPECIALE VILLAGGI
Futura Vacanze Special e Super
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tempo di sfogliare il catalogo per le prossime vacanze estive e Futura Vacanze, puntuale all’appuntamento, presenta “Mare Italia”, 465 pagine con 208 località balneari e 48 strutture proposte. Futura Vacanze è “FV Special” quando offre strutture in rinomate località turistiche con divertimento, relax e comfort, garantite da un ottimo rapporto qualità/prezzo. Nelle più belle località in Sardegna, Calabria e Puglia, le proposte Special sono classificate in “Prestige”, “Family”, “Sprint”, “Zero”e “Easy”. Futura Vacanze consiglia “FV Super”, strutture che si caratterizzano per qualità di servizi, posizione e per il livello qualità/prezzo. È siAngela Saran curamente super il nuovo Nyce Club La Vela Hotel e Residence a sei km da Tropea, sul tratto più bello della costa calabra. Il catalogo delle vacanze più belle si sfoglia anche virtualmente così come propone Futura Vacanze attraverso la navigazione sul suo sito www.futuravacanze.it. I viaggiatori potranno visitare la sezione dedicata alle offerte speciali per trovare le migliori proposte aggiornate e per consultare i “FV Web”, soluzioni di vacanza disponibili solo online. Indipendentemente dalla scelta sul cartaceo o virtuale, i clienti potranno risparmiare fino al 25% senza limita-
zione di data con la formula “Nice Price”. Anche per la stagione estiva 2009 Futura Vacanze propone la”Nave Gratis”per pachetti 2 adulti + 1 auto con destinazione Sardegna e Sicilia: il passaggio nave è completamente gratuito per partenze di martedì per la Sardegna o con una minima partecipazione alle spese per le partenze di sabato. I pacchetti per la Sardegna offrono soluzioni per 7 notti ma anche per 10/11 notti, con partenze di martedì o sabato, in tutte le strutture “FV Special” e in molte “FV Super”. Futura Vacanza non dimentica mai trattamenti speciali per i suoi clienti più giovani: uno o due bambini fino a 12 anni viaggiano sempre gratis. Anche nelle proposte “aereo+transfer” le tariffe sono sicuramente competitive per molte strutture FV Special. Un esempio: per il resort Corte del Salento Club Village in Puglia, si passa dai 190 euro a persona agli 89 euro a testa se si prenota con buon anticipo, mentre i bambini fino a 12 anni pagano una quota volo+transfer che parte da 49 euro. E per la totale serenità dei viaggiatori, FV
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conferma per il 2009 alcuni interessanti vantaggi: con “Tasso Zero” la vacanza si paga in 6 rate senza interessi, con “Futura 100%” si può contare sulla copertura assicurativa totale gratuita, con “Vacanze Serene” è possibile annullare il viaggio fino a 21 giorni prima della partenza senza costi aggiuntivi. Le vacanze FV continuano con le proposte e i relativi cataloghi “Monti”, “Salute & Bellezza”, “Agriturismo”. Interessanti le proposte dello ”star bene” secondo Futura Vacanze: un week-end o una settimana nelle migliori SPA, nelle strutture “benessere light” in campagnia o nei centri minori, dove trascorrere il tempo libero all’insegna del remise en forme. Il T.O. non trascura i rapporti di collaborazione con le AdV: ha infatti introdotto un nuovo regime provvigionale basato sul numero totale delle pratiche confermate dalle AdV con partenza nel periodo 2007/2008. Per questo sono state create quattro categorie commerciali: Basic, Plus, Part-
ner e Top. Spiega Angela Saran, Direttore Generale Futura Vacanze: ”La ripartizione, pur prevedendo anche per le agenzie di viaggio posizionate nella fascia più bassa (Basic) un importante regime commissionale differenziato per struttura ricettiva, risulta particolarmente vantaggiosa per coloro che ci hanno scelto come interlocutore privilegiato. Questa innovazione nasce dalla necessità di una politica commerciale premiante per i migliori venditori, ma permette anche a coloro che hanno da poco scoperto i nostri vantaggi di crescere rapidamente, passando da una categoria all’altra in funzione del numero pratiche prenotate, accedendo così ai regimi commissionali più elevati. Quindi un’agenzia che parte dalla categoria Basic può passare alla categoria Plus, Partner o Top già nel corso di quest’anno commerciale. Continuiamo a mantenere la differenziazione di commissione in base alla struttura venduta e nel confidenziale per le AdV viene riportato per ogni albergo/residence e per ognuna delle 4 categorie commerciali, la percentuale prevista che può arrivare fino al 16%”. Antonella Pino d’Astore
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Segue da pag. 1 no? Quale potere d’attrazione esercita la Città Proibita sull’immaginario del turista italiano? A queste e altre domande ha risposto Mr Xiong Shanhua, Direttore dell’Ufficio Turismo della Cina in Italia. Qual è stato l’andamento degli arrivi turistici italiani nel corso dell’ultima stagione e che posizione occupano nel flusso outgoing complessivo? Quale prospettiva di crescita vi aspettate? “Nel 2007 il totale degli arrivi è stato di 220.000, +10.2% rispetto al 2006. Nel 2008, fino a novembre, il totale degli arrivi è stato di 180.000; con dicembre la cifra sale a 215.00. Riguardo ai dati di dicembre vorrei sottolineare che solitamente per la stagione invernale si registrano circa 25.000 /30.000 arrivi. I dati sopra elencati includono sia i viaggi leisure sia i viaggi business. Se si suddividono i dati del 2007 e del 2008 tra viaggiatori business e leisure si nota che il leisure nel 2008 ha subito una forte contrazione dovuta agli eventi Olimpiadi e Terremoto, avvenuti durante la stagione più importante per i viaggi in Cina, cioè il periodo che va da Maggio ad Agosto. La posizione dell’Italia rispetto al mercato Europeo si attesta alla 4°posizione, dopo UK, Germania e Francia”. Quali sono le formule di soggiorno preferite e quanti giorni sono soliti trascorrere in Cina gli Italiani? “Il pacchetto più venduto dagli operatori è
Cina “effetto Olimpico”
di 7 notti 9 giorni che include le visite delle città di Pechino-Xi’An-Shanghai. Durante l’estate il più venduto è PechinoXi’An-Guilin-Hangzhou-Suzhou-Shanghai, 15gg totali. Gli operatori offrono soluzioni differenti, inclusa la visita di Hong Kong ed estensioni mare”. Quali sono le aree di maggiore interesse e quelle di nuova scoperta? Su quali regioni o temi intendete spingere maggiormente? “L’Ente nazionale del turismo cinese, vuole rafforzare la comunicazione sul pacchetto base, per renderlo sempre più conosciuto e apprezzato. Il nostro obiettivo è di far conoscere zone come Yunnan (sud della Cina), un’area interessantissima da vari punti vista, culturale, storico, paesaggistico e ottimi servizi. Nella zona si concentra la più alta densità di minoranze etniche: 28
Malaysia Airlines implementa la propria posizione nel mercato
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el terribile 2008, che ha visto tante compagnie aeree segnare un profondo rosso sui propri bilanci, Malaysia Airlines è riuscita a chiudere con un utile di circa 50milioni di euro. Un risultato non disprezzabile considerando la difficile congiuntura internazionale. Nel 2009, la compagnia malese cercherà di mantenere le posizioni di mercato in previsione dell’espansione prevista entro il 2010, con trenta nuove destinazioni. Anche se fare programmi in questo momento è difficile ed è più realistico pensare che ogni programma subirà uno slittamento di uno o due anni almeno. Anche così, Malaysia Airlines si è confermata la più vasta flotta del Sud est asiatico: 40.000 passeggeri trasportati ogni giorno e oltre 100 destinazioni, 32 domestiche 86 internazionali. Per l’Italia, la compagnia opera attualmente da Roma a Kuala Lumpur con voli diretti quattro volte a settimana: martedì, venerdì, sabato e domenica. Gli aeromobili correntemente impiegati per l’operativo sono i nuovissimi Boeing 777-200, completamente rinnovati per assicurare il massimo comfort ai passeggeri nelle due classi di servizio (Business ed Economica). La capacità degli aeromobili è di 33 posti in classe Business e 243 in classe Economica e sono tutti equipaggiati con tecnologie di nuova generazione. A partire da fine marzo in vigore l’orario “estivo”, con partenza da Roma alle 13:45 locali e arrivo alle 07:45 locali della mattina dopo a Kuala Lumpur. Dai dati diffusi dall’Ente del Turismo della Malesia sono stati 38.945 gli italiani arrivati nel Paese nel 2008 (+ 23,3% rispetto al 2007). I mesi
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Selvadurai Sinniah e Cinzia Fabbris
gruppi differenti con diversi usi e costumi. Le città di maggiore interesse sono Dali, Lijiang e Xishuanbanna, zona richiestissima dal pubblico europeo. Per il mercato italiano è molto interessante il tour “La via della Seta”, perché è stata per millenni l’unico contatto tra oriente e occidente (la via della seta partiva da Xi’An e terminava a Roma). L’isola tropicale di Hainan con le splendide spiagge di Sanya e servizi lussuosissimi, meta preferita dai viaggiatori Russi, Inglesi e Americani. Sono molto richieste le crociere su lussuose navi, per visitare posti incantevoli come le Tre Gole”. Che tipi di campagne promozionali sono state elaborate? “Assicuriamo la presenza su Trade magazine e consumers. Abbiamo previsto press tour per giornalisti in alcune località della Cina poco conosciute e a giugno l’invio di troupe televisive nazionali per filmare la Via della Seta. Le iniziative per le AdV prevedono roadshow nelle principali città italiane, in collaborazione con i migliori tour operator sulla destinazione. È stato attivato un corso di formazione online in cooperazione con Chinasia Tour Operator. E ancora viaggi promozionali per agenti di viaggio in Cina, in collaborazione con i maggiori tour operator”. Di che genere di servizi e infrastrutture si è recentemente dotata la Cina, al fine di supportare lo sviluppo turistico? Cos’è cambiato nello scenario
delle compagnie aeree attive sulla destinazione? “In Cina vengono inaugurati nuovi cantieri ogni giorno. Pechino è dotata di nuove linee metropolitane ultimate in occasione dei giochi olimpici. Il treno Maglev, il più veloce al mondo, collega l’aeroporto internazionale di Shanghai Pudong con il centro città, 35 km coperti in sette minuti. È in fase di costruzione il treno super veloce che collegherà Pechino a Shanghai in pochissime ore. Il ponte tra Hong Kong e Macao sarà inaugurato a breve. Il ponte Ninbo, dall’omonima città industriale altamente industrializzata dove hanno sede moltissime industrie italiane, collega Shanghai in trenta minuti. Tutte le compagnie aeree hanno i voli sulla Cina; Air China è l’unica in Italia ad avere un volo diretto Roma-Pechino e Milano Shanghai giornaliero”. Sono stati inaugurati nuovi hotel? Quali sono quelli più originali? “In occasione delle Olimpiadi e non solo, sono stati inaugurati decine di nuovi hotel delle più grandi catene internazionali: Marriot, Hilton Hyatt, Radisson, Swiss. Sono tra i più lussuosi al mondo”. Che cosa è cambiato nel mercato turistico cinese durante questi ultimi anni? “I servizi negli ultimi anni sono migliorati tantissimo. Hotel e infrastrutture d’altissimo livello hanno raggiunto gli standard asiatici. La comunicazione è resa sempre più semplice con scritte e speaker in inglese nelle maggiori città. Ci sono sempre più guide specializzate parlanti in italiano, in ogni zona della Cina. Tengo a precisare un elemento fondamentale per i viaggi in Cina: la sicurezza della destinazione, è in assoluto il paese più sicuro per i viaggiatori stranieri”. Quali sono gli operatori italiani con cui la Cina lavora maggiormente? Se ne sono aggiunti di nuovi? “Molti T.O. ci chiedono di poter iniziare a inserire la Cina nella loro programmazione, ovviamente per la prossima stagione. Al momento i principali operatori sono i soliti”. Antonella Pino d’Astore
Malta, così vicina, così diversa che nel corso dell’anno hanno registrato un aumento record sono stati: luglio (3.058 visitatori, con un incremento del 44,8%), ottobre (3.116 visitatori, +45,5%), ma soprattutto agosto (7.346 visitatori, + 53,4%).Ma Kuala Lumpur è un hub anche per poi continuare il viaggio verso altre destinazioni. Notevole è infatti il network delle destinazioni Malaysia Airlines, che assicura da Kuala Lumpur International Airport (KLIA) dei collegamenti giornalieri verso le maggiori destinazioni di Sudest asiatico, Estremo Oriente (Malesia, Indonesia, Tailandia, Filippine, Myanmar, Vietnam, Cambogia, Cina, Giappone) e Australia/Nuova Zelanda. Il recente accordo con il vettore australiano Virgin Blue, assicura inoltre una capillare presenza in tutte le maggiori mete turistiche del continente “down under”, che possono essere raggiunte da Sydney, Brisbane, Melbourne, Adelaide o Perth in combinazione con le tratte aeree intercontinentali volate con Malaysia Airlines. Anche le tariffe proposte sono interessanti, grazie alla revisione del Fuel Surcharge del 15 Febbraio scorso. Unitamente al nuovo piano, Malaysia Airlines si propone al mercato con un assetto completamente nuovo, con lo scopo di rafforzare e implementare la propria posizione all’interno dello stesso durante il 2009.
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dagiata nel cuore del Mediterraneo, Malta è la destinazione perfetta per chi è in cerca di una meta dove il mare, la cultura, il relax e il contatto con la natura facciano la differenza. Infatti, a renderla cosi esclusiva e ad attrarre sempre più turisti sono proprio le prodigiose bellezze naturali e la sua storia millenaria. Per capire che aria si respira in questo periodo di crisi, lo abbiamo chiesto a Simon Kamsky, Responsabile Pianificazione Strategica e Marketing per il Sud Europa di Malta, che ci ha risposto:”Nonostante la crisi, siamo riusciti a mantenere la nostra situazione e addirittura abbiamo registrato un incremento. Nel 2008, gli arrivi di italiani a Malta sono aumentati perfino del 32 per cento rispetto all’anno precedente. Da gennaio a novembre 2008, sono stati pari a 134.249 e, seppur non siano ancora pervenuti i dati relativi al solo mese di dicembre, ci si aspetta, in base alle stime del NSO (National Statistics Office), che tocchino i 5.000 turisti italiani, come nel dicembre 2007. Stiamo osservando i segni della crisi economica, tuttavia la nostra vicinanza con l’Italia ci permette di stabilizzare le cifre gra-
zie ad altre tipologie di viaggiatori, che in tempi migliori (non di crisi) avrebbero preferito destinazioni a medio o lungo raggio” C’è una strategia in atto per aumentare gli arrivi? “La nostra strategia principale è quella di aumentare la capacità aerea attraverso il corso di tutto il 2009”. Qual è la situazione attuale? “Gennaio 2009 si è chiuso con un aumento del 2 per cento rispetto a gennaio dello scorso anno”. Novità in arrivo? “Certo. Nuovi voli sono già operativi da Bari e Trapani, altri invece arriveranno nel corso dei mesi. L’Air Malta volerà, infatti, da Verona a partire da giugno. Inoltre, aumenteremo le nostre spese in pubblicità, con 2 campagne televisive pianificate proprio per il 2009”. Guardando i numeri il 2009 non sarà certo l’anno del rilancio … “Infatti, visti i risultati ottenuti finora, credo che per noi non si possa parlare di rilancio, ma di mantenimento e, possibilmente, di aumento delle performance sopra citate”. Alberto Lentini
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Allerta aeroporti: il gioco vale la candela? Segue da pag. 1 rale è poi decisamente deteriorata dopo gli avvenimenti del 9/11, quando ogni passeggero che sale a bordo deve mostrare quello che porta in tasca, nel suo bagaglio, nella suola delle scarpe, eccetera, il tutto attraverso estenuanti controlli. I serpentoni che si incontrano ai terminal di Heathrow sono divenuti il simbolo mondiale del disagio dei viaggiatori del mezzo aereo. Tutto ciò, dal momento che in ballo è “la sicurezza” è stato accettato come qualcosa di inevitabile e non discutibile ma di certo una prima conclusione la si può senz’altro fin qui trarre, e cioè che se i terroristi volevano instaurare la politica del terrore e della paura, hanno raggiunto in pieno il loro obiettivo. Attorno al problema è nata una fiorente industria di accessori. Così ad esempio se dovete fare un viaggio in aereo e volete portare con voi liquidi, siano essi cosmetici, medicinali o semplici bevande dovete acquistare gli appositi contenitori previsti dai regolamenti. Recentemente si è appreso di un caso giudiziario avviato da un passeggero il quale si era visto rifiutare l’accesso a bordo delle sue racchette da tennis. Il passeggero insisteva per portarle in cabina dal momento che da nessuna parte all’aeroporto era scritto che le racchette erano considerate oggetti pericolosi e come tali non trasportabili. A fronte delle sue insistenze era stato fatto imbarcare insieme ad esse, ma una volta a bordo gli agenti della sicurezza lo hanno fatto ridiscendere. Il caso finisce alla Corte di Giustizia Europea dove il viaggiatore ottiene una sentenza favorevole in quanto la Commissione UE che aveva emesso il regolamento sugli oggetti vietati a bordo degli aerei, aveva omesso di pubblicare, e quindi ufficializzare, il testo sulla Gazzetta Ufficiale. Morale della favola: il passeggero deve essere reso edotto in anticipo di ciò che lui può o non può portare a bordo. La sicurezza aeroportuale, quel complesso di operazioni che vengono svolte negli scali al momento dell’imbarco, ha subìto nel tempo una evoluzione che si è adattata alla tipologia del crimine stesso. L’evoluzione storica delle cause dell’atto ostile contro l’aeromobile può essere così riassunta: I Bomba a bordo a scopo assicurativo, per incasso polizza; I Bomba a bordo a scopo politico; I Dirottamento del velivolo sempre per finalità politiche; I Atto kamikaze Come si vede l’escalation segue un percorso molto preciso. Nelle prime due modalità l’attentatore evitava di imbarcarsi a bordo del velivolo che prendeva di mira; nella terza tipologia poteva avvenire che il dirottatore venisse ucciso e comunque chi metteva in atto il piano sapeva che si correvano dei rischi, nel quarto ed ultimo tipo di atto ostile, il dirottatore è deciso a immolarsi insieme a tutto il carico umano a bordo del velivolo. Una vera escalation che non poteva non condurre ad una revisione completa delle procedure di sicurezza.
I Un po’ di storia Nell’immediato dopoguerra, quando
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il mezzo aereo stava diffondendosi quale mezzo di trasporto di massa, vi fu chi ne approfittò per trarne illeciti vantaggi, anche a costo di seminare la morte fra innocenti passeggeri. Erano i tempi in cui, approfittando degli ingenui regolamenti sulla riscossione delle polizze assicurative, si metteva un ordigno all’interno di una valigia, questa veniva messa a bordo senza che il reale proprietario si imbarcasse e il gioco era fatto. Poi vi furono gli attentati di matrice politica.
I Gli attentati di una volta… Erano le 7.13 di domenica mattina 23 giugno 1985 quando l’area smistamento bagagli dell’aeroporto di Narita a Tokyo fu squassata da una lacerante esplosione. Due operai morirono, quattro furono i feriti. In realtà la valigia ove era contenuto l’esplosivo, in quel momento secondo lo schedule della compagnia avrebbe dovuto trovarsi a bordo del volo Air India 301 che collegava la capitale nipponica con Bangkok e quindi l’India. Esattamente a un’ora dall’esplosione di Tokyo, il Boeing 747 dell’Air India in volo da Montreal a Londra precipitava nell’Oceano Atlantico, in prossimità delle coste irlandesi, con il suo carico umano di 329 vite. Anche in questo caso la causa dell’incidente fu un’esplosione a bordo. Se si eccettuano gli eventi del 9/11, quanto accaduto il 23 giugno 1985 si può considerare il piano più sanguinoso attuato nei confronti di una compagnia aerea in quanto rappresentante di una bandiera. In entrambi i casi le indagini ricondussero al gruppo separatista Babbar Khalsa il quale in quel periodo lavorava per la formazione di uno stato autonomo da locarsi nel Punjab, denominato Khalistan. Ma non tutte le esplosioni a bordo sono riconducibili a matrici politiche. All’inizio gli attentati, come precisiamo nel testo, puntavano all’incasso di polizze assicurative. Ed infine si giunse al periodo dei dirottamenti, soprattutto causati dalla crisi palestinese. Una novità assoluta che segnò l’avvio di una nuova fase e di nuove contro-strategie. Il nemico non era più l’individuo isolato che cercava di frodare le compagnie assicurative, o sconosciuti gruppi che volevano far conoscere il loro dramma al mondo; grosso modo fino agli anni ottanta, sarà il caso di ricordarlo, non vi era la marea di vettori che oggi solcano i cieli ma solo un vettore di bandiera per ogni Stato: colpire questo vettore significava mandare un segnale al governo di appartenenza. Nella maggior parte dei casi di dirottamento, gli hijackers o si arrendevano dopo estenuanti trattative o venivano uccisi dalle forze di sicurezza. In ogni caso eravamo ben distanti da ciò che è stato messo in atto il 9/11. Nel periodo immediatamente precedente agli eventi delle Twin Towers il terrore a bordo dei velivoli aveva un solo termine: dirottamento o hijacking; divenne famoso in questo periodo il codice 7500 quello che il pilota doveva digitare sul suo computer di bordo per segnalare agli operatori radar di terra l’esistenza di un dirottamento a bordo (7700 è il codice invece per le emergenze). Fra l’altro “Squawk 7500” è il
titolo di un libro scritto da un pilota, basato su un evento realmente accaduto. Il 9/11 ha segnato uno spartiacque fondamentale nel campo della sicurezza del volo. Prima di quella data infatti tutti i controlli che venivano effettuati partivano dal presupposto che la bomba veniva imbarcata a bordo ma che l’attentatore rimanesse a terra e comunque avesse l’intenzione di scendere vivo dal velivolo dirottato. Tutti ricorderanno la procedura di riconciliazione bagaglio. Ma dopo gli eventi delle Torri Gemelle, l’Organizzazione Mondiale per l’Aviazione Civile (ICAO) impose il controllo del 100% dei bagagli e dei passeggeri che si imbarcavano. L’enorme mole di lavoro, di personale ed equipaggiamento atto a svolgere questo compito ha comportato, e tuttora comporta, esborsi economici notevoli. Il tutto a carico di una industria da sempre afflitta dalla scarsità dei profitti e dal clima di alta concorrenza che si veniva accentuando a causa della deregulation che avrebbe portato al fallimento di nomi insospettabili. L’introduzione delle nuove misure di controllo sono state accompagnate dalla polemica su chi dovesse farsi carico delle spese supplementari: i gestori aeroportuali, i passeggeri, i vettori o i governi? Se oggi si facesse un censimento su come stanno le cose si troverebbe una situazione molto variegata in quanto, al di la delle varie tasse aeroportuali nate per lo scopo e che comunque non coprono interamente le spese, i governi locali sono intervenuti senza una guideline comune chi contribuendo più, chi contribuendo di meno. Ma il problema su cui si inizia a dibattere è quello da noi accennato nel titolo. Da più parti, da più fonti ci si interroga su quanto sia opportuno mantenere così alto il livello di allerta negli aeroporti, focalizzandosi solo e soltanto su un aspetto. “Non sono pochi coloro che criticano questa politica, avvertendo come il focalizzarsi così pesantemente sullo screening dei passeggeri, lascia scoperti gli aeromobili e il trasporto aereo su altri fronti ed altre aree” (Eben Kaplan, “Post 9-11 Aviation Security, settembre 2006). In questo caso l’autore si riferisce ad altri settori del campo aereo lasciati clamorosamente scoperti, quali cargo e terminal. Ma non manca chi specificatamente si interroga sugli aspetti economici: “nessuno sembra tener conto del costo dei ritardi delle partenze provocati dai rallentamenti per la sicurezza negli aeroporti. Nel 2002 l’economista Roger Congleton calcola che ogni 30 minuti in più trascorsi dai passeggeri negli aeroporti costano all’economia 15 miliardi all’anno, quasi il triplo dei ricavi annuali dell’industria aerea degli anni novanta” (Loretta Napoleoni, “Economia canaglia”, 2008 Il saggiatore). I critici dell’attuale sistema non mancano di far notare come per un dipendente aeroportuale sarebbe estremamente facile portare a bordo e piazzare un ordigno esplosivo, o lasciare un arma nascosta in un posto convenuto nella cabina passeggeri. D’altra parte se gli impiegati aeroportuali riescono a trafugare i bagagli in arrivo e partenza, per quale motivo dubitare che qualcuno di questi non si dovrebbe far
corrompere per piazzare a bordo un innocente pacchetto? Sull’argomento sicurezza bisogna essere estremamente chiari: se poniamo su un piatto della bilancia il carico di vite umane che porta un aereo, e sull’altro il costo che si deve sostenere per controllare chi sale a bordo, effettivamente la risposta non può che propendere verso il primo aspetto. Ma il punto in discussione è un altro: siamo sicuri che questo sia l’unico modo, il più efficace per contrastare la minaccia? “Un pilota che vola su tratte intercontinentali mi ha raccontato che schiantarsi con un’autobomba in uno dei terminal dell’aeroporto di Heathrow all’ora di punta…sarebbe molto più facile e più letale che far esplodere un aereo in aria” (come sopra) In uno studio molto dettagliato John Mueller del dipartimento di scienze politiche dell’università dell’Ohio, mette in evidenza come gli Stati in molti casi tendono a contro-reagire in modo esagerato alle minaccie: “another common reaction to terrorism is to become overly-protective and to overspend on defenses. Sometimes victim countries become so fearful and self-protective that significant consequences, particularly economic ones, ensue.” (reaction and overreactions to terrorism, ottobre 2005) E citando espressamente gli eventi del 9/11 Mueller rammenta che se l’impatto economico diretto delle perdite causate è ammontato a circa 10 miliardi di dollari, il costo economico sostenuto nei soli Stati Uniti per mettere in atto e mantenere le misure di sicurezza ha ecceduto di molto quella cifra. Come si vede quindi nel mondo ci si inizia a interrogare sull’opportunità di gravare il trasporto aereo mantenendo controlli rigorosi, limitati però ad uno solo – sarà il caso di ripeterlo- aspetto: il passeggero-kamikaze. Due sono i sistemi che potrebbero sostituire l’attuale dispendioso sistema di controlli. Le cosiddette interviste “alla israeliana”, ricordando l’ottimo “stato di servizio” della compagnia El Al in termini di dirottamenti e sicurezza, o la presenza “discreta” di personale della sicurezza a bordo del volo, precisando che l’una misura non esclude l’altra, come entrambe non escludono la possibilità di continuare a controllare bagagli e passeggeri nella fase di imbarco, ricorrendo a modalità più snelle. L’unico caso di dirottamento riuscito avente come oggetto un velivolo El Al, è quello avvenuto il 23 luglio 1968, quindi quale attenuante si può citare il fatto di essere uno dei primissimi casi, quando un Boeing 707 con 10 membri di equipaggio e 38 passeggeri in volo fra Fiumicino e Tel Aviv venne dirottato su Algieri. Le trattative durarono 40 giorni e alla fine passeggeri ed equipaggio furono rilasciati. Per quanto riguarda specificatamente l’utilizzo di guardie armate a bordo di aerei ricordiamo che in base a quanto previsto dal trattato di Prum (27 maggio 2005, Austria, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Olanda) e il successivo regolamento comunitario n. 300/2008, ogni Paese può decidere in modo autonomo circa l’uso di guardie armate a bordo degli aeromobili registrati nello Stato di appartenenza. Noi, in base alle tasse e charges che abbiamo visto piovere sul settore in esa-
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me nel corso negli anni, avremmo una nostra teoria sul perché le misure continuano a venir adottate con queste modalità. Supponiamo per un momento che la minaccia anziché essere diretta all’aviazione commerciale, la quale come è noto è stata “scaricata” dai governi, avesse preso di mira un mezzo di trasporto interamente controllato e gestito dalla mano pubblica, quale è in molti paesi il settore ferroviario. In tale ipotesi il costo delle misure di sicurezza sarebbe ricaduto interamente sullo Stato, salvo gravare il biglietto ferroviario di una modesta fee che chiaramente non avrebbe affatto coperto i costi. Ebbene in un tale scenario credete davvero che gli Stati avrebbero mantenuto in essere per anni un così dispendioso sistema di sicurezza, con spese a loro completo carico? La risposta –è un nostro personale
parere- è del tutto negativa. Ciò che vogliamo dire è che se oggi negli aeroporti, a quasi 10 anni di distanza dagli attentati del 9/11, ancora sono in vigore misure così gravemente lesive del normale scorrimento delle operazioni aeroportuali è solo perché tutto il gravame economico di esse viene assorbito in stragrande misura da gestori aeroportuali, da compagnie aeree e dai passeggeri. La nostra considerazione si basa sul fatto che l’industria del trasporto aereo commerciale è l’unica al mondo a farsi carico delle più assurde tasse, da quella sulla povertà a quella sul rumore, e pertanto non ci meraviglia affatto che anche la security e tutti i costi che essa comporta abbiano trovato un fertile e duraturo terreno di attuazione. Antonio Bordoni
INTERLINERS IN UZBEKISTAN
Nella foto una parte del gruppo di Interliners che ha partecipato al viaggio organizzato nel mese di marzo dall'Interline International Club in collaborazione con l'Uzbekistan Airlines.
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“Tutto il Lazio è paese” Al via una nuova campagna di promozione turistica dedicata ai piccoli centri del Lazio
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erché non considerare di marketing. Sono infatti Claudio Mancini eventi di interesse turimoltissime le iniziative che stico anche tutte quelle i piccoli paesi (in tutta l’Itamanifestazioni, sagre, feste lia, per la verità) mettono in che i piccoli e i piccolissimi atto, magari con pochissimi paesi del Lazio organizzano fondi ma con grandi risultutto l’anno? Questa è stata tati. Potrebbero costituire l’idea che ha spinto l’Assesun tipo di offerta estremasorato al Turismo della Remente interessante sia per gione Lazio ad affidare alil mercato italiano che per Federica Alatri l’Agenzia Regionale di Proquello estero e contribuire mozione Turistica di Roma alla conoscenza di circuiti e del Lazio una campagna turistici poco conosciuti. pubblicitaria che valorizzas“La campagna è cominciata se l’enorme quantità di “apl’anno scorso”- ha sottolipuntamenti” legati alla stoneato Federica Alatri, Preria e alla tradizione nel terrisidente di Atlazio-“con l’otorio laziale. “C’è un vero e biettivo di rendere queste maproprio patrimonio in termini di cultura nifestazioni degli appuntamenti fissi e ridietro alla miriade di manifestazioni che si conoscibili per chi si muove nel Lazio. I svolgono nei centri più o meno famosi delmesi di aprile e maggio sono, in particola nostra regione”-ha detto Claudio lare, ricchissimi di eventi legati alla fede Mancini, Assessore al Turismo-“e c’è e alla tradizione popolare, che ci restituianche un grosso potenziale turistico: spesscono notizie affascinanti sull’identità dei so tante iniziative restano a carattere locaborghi laziali”. La campagna prevede le soltanto perché i piccoli centri hanno rivideo in animazione grafica all’intersorse limitate e non possono investire in no delle stazioni della metropolitana comunicazione. Cercare di sfruttare il loro di Roma, 5.000 manifesti diffusi nei potere attrattivo facendole conoscere anche vari paesi della regione, spazi pubblialle città più grandi ci sembra un modo di citari sulla stampa di settore, la pubsupportare il turismo, oltre che le piccole blicazione bimestrale di folder con un economie”. Effettivamente, quando si calendario di eventi, distribuiti in abparla di sviluppo turistico del territobinamento ad alcuni importanti quorio, magari scomodando grandi contidiani. Il sito www.laziofeste.it è invecetti o avventurandosi in progetti mace aggiornato in tempo reale e fornicroscopici, si potrebbe semplicemente sce anche indirizzi e numeri telefoniguardare quello che già c’è, ed avviare ci utili. Cecilia Emiliozzi semplicemente una buona campagna
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a Tuscia viterbese, situata nella parte nord del Lazio, è un vasto territorio che confina con la Toscana e con l’Umbria e sicuramente le sue bellezze non hanno nulla da invidiare alle due regioni così vicine e, per certi versi, così simili. La Tuscia, però, a differenza degli altri due territori, che sono conosciuti e visitati ogni anno da milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo, ha iniziato da poco tempo a promuovere le sue bellezze (che sono veramente molteplici) e i suoi prodotti enogastronomici (tutti di prima qualità). Una nuova e saggia politica, questa, che si prefigge di favorire l’arrivo di turisti sia europei sia italiani. Turisti che possono diventare un’importante risorsa economica per tutti quei comuni – piccoli e medi – che devono saper sfruttare quanto di importante e unico possiedono nei loro territori. E in questa splendida provincia laziale sono molte le vestigia e le testimonianze di una storia millenaria, che la rendono particolarmente preziosa e incomparabile, ad iniziare dalle necropoli degli antichi etruschi per proseguire con la via Francigena, forse la strada più importante dell’alto medioevo perché era percorsa dai pellegrini che dalla Francia si recavano a Roma a vedere il Papa seguendo il tracciato della strada consolare Cassia. Roma, che assieme alla Terra Santa e a Santiago de Compostela, era meta di un pellegrinaggio religioso, è ancora oggi un traguardo da raggiungere da viandanti che ripercorrono con lo stesso animo questa via piena di significati spirituali, sostando proprio nei luoghi di culto che nella Tuscia sono stati importanti tappe prima del raggiungimento della città eterna. Ma la Tuscia, cosa ancora più apprezzabile da chi ha la possibilità di visitarla, conserva tradizioni radicate saldamente nella sua popolazione che le rievoca attraverso eventi – che si effettuano in vari periodi dell’anno - nei quali si mischiano il sacro con il profano, la superstizione con la religione. I suoi territori, che nel passato sono appartenuti in modo alternato sia allo Stato Pontificio che a nobili casati, quali i Farnese, gli Orsini, i Monaldeschi e i Baglioni, sono ancora oggi un museo a cielo aperto per i numerosi castelli, le chiese romaniche, i palazzi nobiliari, gli eremi e i conventi che dominano dall’alto antichi borghi medievale, ancora perfettamente conservati. Le bellezze delle costruzioni sono praticamente complementari a quelle naturali, paesaggistiche, archeologiche, folcloristiche e gastronomiche. L’Alto Lazio, per chi non lo conosce, è il regno delle antiche - e ancora misteriose - popolazioni etrusche, dei paesaggi costituiti da dolci colline, delle fertili pianure verdi e dei paesi arroccati sulle alture i cui centri urbani sono una continua, piacevole scoperta.
Lazio: Alta Tuscia Un percorso fra le testimonianze degli antichi etruschi, dei pellegrini sulla via francigena, dei castelli e delle chiese medievali, alla ricerca dei buoni sapori di una volta.
occhi, la mente e…i piaceri della buona tavola. I 26 Comuni, tutti compresi nell’Alta Tuscia viterbese, si propongono, quindi, sia di valorizzare l’identità dei luoghi e delle tradizioni richiamando nei territori quei turisti che amano i sapori legati ad un’antica usanza, sia di offrire nuove forme di turismo alternativo – quali trekking, percorsi in bicicletta, a cavallo o vacanze in moto. Una diversificazione oggi più che mai necessaria per conquistare differenti fasce di età ed esigenze specifiche. Si potrebbe definire quasi un turismo che spazia dalla ‘Via del Gusto’ ad una ipotetica ‘Via della Storia e della Cultura’ in un percorso a ritroso nel tempo. Ma i 26 Comuni invitano sì alla scoperta di splendide e mistiche chiese romaniche, di tombe etrusche, di castelli e di borghi dal fascino unico, di vini e di cibi genuini e sicuri, ma anche a visitare alcune riserve naturali protette, come quella di Monte Rufeno, situata nel territorio del comune di Acquapendente. Istituita nel 1983, all’interno della riserva è possibile ammirare alberi diventati quasi rari come l’olmo e l’ontano oppure osservare animali come la volpe, i cinghiali, i daini, le martore, i tassi e le numerose specie di uccelli (gufi, civette, assioli ecc…) che in questi 3.000 ettari di area protetta hanno trovato il giusto habitat. La Riserva, all’avanguardia rispetto ad altre, è dotata di percorsi per disabili e per non vedenti e grazie ai numerosi sentieri si possono effettuare interessanti trekking guidati o piacevoli passeggiate a piedi, in mountain bike o a cavallo..
I Recuperare
I Il buon vino D.O.C. , l’olio D.O.P, le lenticchie.…
La Tuscia si sta finalmente svegliando dal lungo letargo e sta cercando di recuperare il tempo perduto attraverso una politica di marketing mirata che si rivolge a coloro i quali sono alla ricerca di percorsi al di fuori di un turismo standardizzato che possa soddisfare gli
È notorio che il Lazio è una regione dove la vite trova una collocazione ideale grazie ad una clima favorevole e a terreni argillosi e vulcanici particolarmente fertili. La Tuscia, soprattutto nella zona che costeggia il lago di Bolsena (quinto lago italiano e più grande lago vulcani-
il tempo perduto…
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co d’Europa), è una terra ricca di vigneti e di uliveti che producono vini famosi come l’Est Est Est, l’Aleatico e tanti ottimi rossi, oppure di oli pregiati come quelli di Canino, piccolo comune che annovera fra i suoi prodotti tipici anche gli asparagi. Ma ci sono anche i legumi – in primis le lenticchie di Onano di antica tradizione – e i ceci di Valentano, le patate, il grano, i salumi, la porchetta (più speziata di quella di Ariccia) oltre al buon ‘coregone’, saporito pesce di lago. La zona è ricca di tanti prodotti tipici che offrono l’occasione per un turismo all’insegna dell’enogastronomia di alta qualità.
I I Comuni che si muovono… Nel 2002 si è costituita l’Associazione ‘Strada del Vino della Teverina’, un consorzio di cui fanno parte 7 comuni: Celleno, Graffignano, Bomarzo, Lubriano, Bagnoregio, Castiglione in Teverina e Civitella d’Agliano, nato con lo scopo di far conoscere sia i loro prodotti d’eccellenza, ma anche i territori di produzione locale, che possono fare da traino per un turismo accorto e rispettoso delle tradizioni e dell’ambiente. Le amministrazioni dei 26 comuni, grazie alle sovvenzioni della Comunità Europea e della Regione Lazio, hanno intrapreso un percorso contrassegnato dall’unità dando vita al cosiddetto ‘fare sistema’, auspicabile in ogni settore in quanto tante piccole entità possono fare una ‘grossa entità’, più ricca di forza, di risorse e di idee. A tal proposito, il GAL Etruschi, Gruppo di Azione Locale, ha affidato alla società SL&A di Roma l’organizzazione di un tour per giornalisti italiani per far ‘toccare loro con mano’ il prodotto Alta Tuscia. Un interessante press tour ideato per far conoscere le aziende locali, i prodotti tipici, le strutture d’accoglienza, le bellezze locali e la popolazione nella sua quotidianità. Nelle varie conferenze di presentazione dei progetti promossi dai Comuni dell’Alta Tuscia Viterbese, i sindaci e gli assessori hanno tutti evidenziato gli sforzi congiunti e le aspettative di questi propositi, che si possono riassumere con le parole di Paolo Equitani, Sindaco di Bolsena
“Il nostro territorio fino ad ora è stato fuori dai circuiti turistici. Il nostro è un luogo lacuale e delicato e sicuramente non vogliamo un turismo di massa ma un turismo culturalmente interessato a ciò che possiamo offrire: storia, cultura, prodotti tipici e contatto con la natura. Speriamo che il progetto riesca nei suoi intenti. L’esigenza che abbiamo sentito è quella di dare sviluppo ad un prodotto rilevante per l’economia locale. Il progetto ha un significato ben preciso: abbiamo un prodotto di qualità che può far conoscere le caratterizzazioni del territorio. Ci sono Regioni che hanno avuto uno sviluppo prima di noi, la Toscana e l’Umbria, ma anche noi abbiamo strutture di prim’ordine che per qualità e quantità possono soddisfare qualsiasi esigenza. Il nostro è un territorio molto amato dagli abitanti del Nord Europa, con i quali abbiamo un legame affettivo. Tedeschi, olandesi, inglesi, belgi e austriaci frequentano da anni queste località, soprattutto i primi sono molto affezionati al nostro lago. Dobbiamo dire che gli stranieri ci conoscono molto più degli italiani e dobbiamo operare affinché anche questi ultimi frequentino i nostri Comuni. Abbiamo bisogno di presenze ma non di grandi numeri perché vogliamo continuare a proteggere l’ambiente così come la nostra identità, che riteniamo sia un valore aggiunto”. In effetti la ricettività, tranne a Bolsena, che dispone di alberghi anche di categoria 4 stelle, è costituita prevalentemente da agriturismi (e sono circa il 60/70% degli agriturismi presenti nel Lazio) e dai Bed & Breakfast. Strutture che, per ciò che ci è stato dato di provare, soddisfano appieno anche le necessità dei turisti più esigenti. Il progetto c’è, l’entusiasmo pure, auguriamoci che le speranze riposte in questi programmi di ‘riscatto’ turistico-enogastronomico abbiano il giusto riconoscimento da parte di quanti vogliono trascorrere brevi o lunghe vacanze all’insegna di un turismo appagante in ogni senso.
I Un esempio di itinerario non completo ma… di assaggio CASTIGLIONE IN TEVERINA Castiglione in Teverina, cittadina della provincia di Viterbo, sorge su una collina che si affaccia sulla valle del Tevere, ai confini tra Lazio ed Umbria. Il suo territorio è stato abitato da Villanoviani ed Etruschi. L’attuale abitato è sorto intorno all’Anno Mille attorno ad una Rocca e nel 1351 vi furono trasferiti gli abitanti della distrutta Paterno. Testimonianze dell'antica presenza etrusca (tra cui molte necropoli e le vie cave) sono presenti nei dintorni del paese (il “comprensorio della Valle dei Calanchi”), proposti per la realizzazione di un Parco Protetto, mentre del periodo medievale sono il borgo e la Rocca Monaldeschi (XII sec.), da cui è possibile ammirare un suggestivo paesaggio di valli, campagne e colline. Oltre alle diverse chiese, degno di interesse è l’antico Crocefisso in legno (XVI secolo), principale elemento di culto per il paese su cui è incentrata, ogni anno, una manifestazione per celebrarne la grandezza. L’economia agricola, basata essenzialmente sui vigneti, è testimoniata dalla grande importanza data alla festa del vino nel periodo estivo e dalla presenza del Museo del Vino.
CIVITA DI BAGNOREGIO La Valle dei Calanchi è caratterizzata da argille sedimentarie accumulatesi
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sul fondo del mare che era presente fino a circa 680.000 anni fa e che prosciugandosi in seguito al sollevamento del suolo, ha lasciato dietro di sé una terra caratterizzata da un’intensa attività vulcanica ed è dominata da Civita di Bagnoregio. La Valle presenta un territorio dalla fisionomia mutevole, in una alternanza di paesaggi dolci ed aspri che arrivano in crinali argillosi esposti all’erosione, e Civita di Bagnoregio, senza dubbio è il borgo più rappresentativo della Valle, esempio di meraviglia unico nel suo genere: unita alla “terra ferma” solo da un lungo e stretto ponte, la "Città che muore", ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude case medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie. Civita è ogni anno meta di numerosi turisti ed è stata diverse volte utilizzata come set cinematografico. All'interno del borgo ci sono varie case medievali, la chiesa di San Donato, il Palazzo Vescovile, un mulino del '500, la casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria.
BOLSENA Bolsena ha un centro storico che si snoda in vicoli e stradine, ed è dominato dal Castello Monaldeschi dal quale è possibile godere di un bel panorama sul Lago e sulla città. La città è conosciuta per la leggenda legata a Santa Cristina - la santa era miracolosamente riemersa dal lago dove il padre l’aveva gettata e per il miracolo dell’ostia sanguinante avvenuto nella chiesa proprio dedicata alla santa ‘la Basilica di Santa Cristina’. Il Castello ospita il Museo Territoriale che conserva importanti reperti etruschi e romani. Il caratteristico quartiere medievale, che costituisce il primo nucleo abitato dell’attuale Bolsena, venne edificato nel VI sec. d.C. a causa delle numerose incursioni dei Longobardi, che costrinsero la popolazione a ripararsi in questa piccola rupe. Bolsena porta inoltre testimonianze del suo passato remoto grazie ai numerosi e significativi resti monumentali. Oltre a numerosi scavi archeologici di origine etrusca, si conserva anche l’imponente cinta muraria Etrusco-romano dell’antica Volsinii, notevole per la sua lunghezza, infatti copre ben 4 km.
MONTEFIASCONE Montefiascone, nel centro dell’Etruria, ha un inconfondibile profilo disegnato dal centro storico da cui si ergono la favolosa cupola di Santa Margherita e la Rocca dei Papi. La Rocca sovrasta l’intero abitato ed è circondata da fortificazione romane e pre-romane, nel corso dei secoli venne più volte ristrutturata e abbellita non solo da Urbano V ma anche dai successivi Papi, che, la scelsero come meta di villeggiatura. A fianco della prestigiosa Rocca dei Papi fu edificata nel 1493 la poderosa chiesa di Santa Margherita famosa per la sua immensa cupola, fra le
più grandi d’Italia. Tra le altre chiese di Montefiascone meritano quella di Sant’Andrea riedificata nel XI secolo e quella progettata da Sangallo il giovane a metà del cinquecento, la chiesa campestre di Santa Maria. Notevole nel centro storico il palazzo Comunale sormontato da un imponente campanile, il pozzo di Urbano V e la casa in cui visse l’abate letterato Giovan Battista Casti intorno al 1750.
CAPODIMONTE E LE ISOLE MARTANA E BISENTINA Capodimonte è dominato dal Castello Farnese, e da questo grazioso paese partono battelli per l’isola Bisentina, fitta di una ricca vegetazione che spazia da fitti boschi di leccio a curatissimi giardini all’italiana, ma anche monumenti come il Palazzo Farnese, la Chiesa di San Giacomo, e le cappelle disposte in vari punti dell’isola. E’ situato su un promontorio nella parte meridionale del lago di Bolsena, dove in età etrusca sorgeva l’antica Bisenzio; deve la sua peculiarità alla sua caratteristica forma peninsulare, Capodimonte, ha una sola entrata, come si usava nel medioevo, in quanto è circondata e abbracciata per tutta l’area rimanente dalle acque dello splendido lago che la ospita formando cosi, una “penisola”.
ciata semplice e lineare sotto opera di Navone, e che, fece incastonare sul portone principale lo stemma di Pio IV e una lapide in cui viene ricordato la deportazione del pontefice da parte dei francesi, ma è al suo interno che la chiesa conserva le sue più belle e suggestive opere anche precedenti alla costruzione della chiesa e che prima erano custodite nell’antica chiesa del lago. Gradoli, città famosa per i suoi vigneti (vi si produce l’aleatico), ma anche per il centro storico medioevale dominato dal Palazzo Farnese eretto nel XIV sec. Il palazzo ospita il Museo del Costume Farnesiano. La cittadina affascina i visitatori per le sue stradine e per le sue costruzioni tipicamente medievali. Altra importantissima testimonianza artistica è la chiesa della Maddalena al cospetto di una fontana a fuso, venne edificata in forme barocche con un suggestivo campanile però dalle forme settecentesche, che al suo sfarzoso interno custodisce una fonte battesimale marmorea di origine rinascimentale e un affresco “staccato” raffigurante la Madonna col Bambino. Caratteristica peculiare di questa suggestiva chiesa risiede in un ambiente adiacente alla navata centrale adibita a piccolo museo d’arte sacra dove è possibile ammirare un ciclo di affreschi di scuola manieristica raffiguranti la Passione del Cristo ed inoltre 15 tavolette del XVI secolo che raffigurano i Misteri del Rosario ed una mostra di paramenti liturgici , suppellettili sacre, ex voto e candelabri.
ACQUAPENDENTE Sito nell’alta Tuscia, ai confini con la Toscana e l'Umbria, il paese ebbe un ruolo determinante nella storia per la sua posizione strategica, essendo at-
traversato dalla via Cassia, (e dal tracciato della via Francigena), che gli permise di progredire notevolmente, ma nello stesso tempo lo rese molto vulnerabile. Nel 964 Oddone I vi costruì un castello che poi passò agli Svevi. Il medioevo fu alquanto acceso e tumultuoso poiché, con la grande donazione di Matilde di Canossa dei suoi possedimenti alla Chiesa, Acquapendente venne assoggettata alla diocesi di Orvieto. La città fu conquistata da Federico I Barbarossa, subendo un lungo periodo di tirannia fin quando il popolo, con l'aiuto delle armate pontificie, non si liberò dal giogo nel 1166. Fu una data memorabile che ancora oggi, nel mese di maggio, viene rievocata con la festa dei Pugnaloni. Sconvolta, nel periodo rinascimentale, dalle guerre tra i Farnese e gli eserciti dei Papi Urbano VIII e Innocenzo X, nell’ottocento Acquapendente conosce una ripresa economica e culturale che si manifesta nel settore edilizio, soprattutto dopo l’annessione al regno d’Italia. La città ospita sia importanti monumenti di origine medievale, tra i quali si possono annoverare la Cripta S. Sepolcro, il Monastero S. Chiara, la Torre Julia De Jacopo e le Chiese di S. Giovanni, S. Francesco, Santa Vittoria e S. Agostino, sia di origine rinascimentale (diversi palazzi e chiese).
TORRE ALFINA Frazione di Acquapendente, si affaccia sulla valle del Paglia e rientra tra i Borghi più Belli d’Italia. Durante il medioevo rappresentava un baluardo invidiabile, infatti con la sua vista controllava i confini di tre regioni: Lazio, Toscana e Umbria. Quando Carlo Magno scese verso Roma, nell'809, arrivò da queste parti e un suo fratello diede
INTORNO AL LAGO DI BOLSENA. Grotte di Castro, sorge su una rupe tufacea dei Monti Volsini, sul lato nord occidentale del lago di Bolsena. Fu fondata nell'Alto Medioevo dagli abitanti scampati alla distruzione della vicina Civita, alla ricerca di un luogo sicuro e difendibile. Sono presenti sul suo territorio necropoli Etrusche del VII secolo a.C. Paese ad economia agricola, ha affiancato alle coltivazioni tradizionali di vite, ulivo e frumento, la patata, che ha reso famoso il territorio. Le origini di Grotte di Castro risalgono al periodo etrusco, ne sono testimonianza le numerose necropoli disseminate nel suo territorio e la moltitudine di reperti che ancora oggi riappaiono alla luce. San Lorenzo Nuovo: questo paese offre uno dei più splendidi paesaggi sulle sponde del lago; inoltre gode di un clima salubre, caratteristica ben nota in tutta la zona. Le prime informazioni pervenuteci su questo suggestivo abitato risalgono al 770 a.C. quando gli Etruschi popolarono questa zona, chiamando l’odierna San Lorenzo, "San Lorenzo alle Grotte" proprio perché circondato da miriadi di grotte. San Lorenzo Nuovo ebbe sempre un importante rilevanza strategica dovuta al passaggio della Cassia ed infatti fu per molti anni un motivo di disputa fra la chiesa e i signorotti locali. A San Lorenzo Nuovo troviamo la Chiesa Collegiata di San Lorenzo Martire: risalente al XVII secolo è caratterizzata al suo esterno da una fac-
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me alla famiglia, presso la chiesa Collegiata di Canino, Luciano Bonaparte fratello di Napoleone, principe di Canino e Musignano. Inoltre Canino fu la residenza della famiglia Farnese, e proprio qui nacque il 28 febbraio del 1468 Alessandro Farnese, in seguito diventato Papa Paolo III.
inizio alla famiglia dei Monaldeschi. Camminando attraverso i vicoli del paese si scoprono angoli caratteristici, e nella piazza principale si erge la pittoresca Chiesa di S. Maria Assunta, e poi, muretti, antiche case costruite con i materiali colorati provenienti dalle colate laviche del vulcano e la forte attrazione verso il castello, dal quale i luoghi appaiano meravigliosi anche grazie agli immensi panorami.
TUSCANIA
ONANO È situato, come gli altri piccoli borghi della zona, su una rupe tufacea, molto vicino al confine con la provincia di Siena. Durante il medioevo subì diverse vicissitudini legate al conflitto tra Guelfi e Ghibellini, ed alla dispute tra signori locali e Stato Pontificio. Dopo il dominio degli Sforza il piccolo borgo passò nuovamente sotto il controllo della Chiesa e successivamente dei Duchi di Onano. Tra i luoghi da visitare ricordiamo la Chiesa di Santa Croce, una costruzione moderna, edificata nel 1956, al cui interno sono custodite opere d'arte riconducibili al Ruffini e a Claudio Ferri. C’è poi il Palazzo Madama, una maestosa ed imponente fortezza costruita nella metà del '300, situata al centro del paese.
PROCENO Immersa nel verde, si trova in una posizione che permette di avvistare il Monte Amiata, il Monte Rufeno, il fiume Paglia e la campagna toscana. Il suo borgo medievale si trova in una zona ricca di reperti etruschi e di monumenti romani, medievali e rinascimentali, a testimonianza delle presenze di antiche civiltà. Secondo la leggenda Proceno fu fondato da Porsenna e, fin da allora, dovette sempre fare i conti con gli invasori: il passaggio della Via Cassia favoriva non solo gli scambi culturali ma anche le prepotenze dei più forti. Per-
la della città è il Castello di Proceno, fortezza medievale del XII sec. sorta su una collina a guardia e protezione dell'antico borgo e delle vallate sottostanti, luoghi di confine e di cruente battaglie, è un raro esempio di fortificazione medievale le cui strutture sono nel suo stato originario. La pianta, di forma pentagonale, include una torre maggiore e due torrette secondarie collegate tra loro da cammini di ronda e da un ponte levatoio. Il complesso include un Fortino collegato al castello da una parte della cinta muraria del borgo. All’interno del Castello c’è la sede dell’Associazione Culturale Ing. Carlo Cecchini (la famiglia Cecchini Bisoni è proprietaria del castello da circa 300 anni), che promuove studi di etruscologia e antichità italiche oltre a eventi musicali e culturali.
VULCI Il parco archeologico di Vulci è natura, archeologia, tradizioni e cultura, ed è stato istituito nell'area occupata nell’antichità dalla grande città etrusca. Le strutture visibili risalgono soprattutto al periodo romano, ma non mancano interessanti testimonianze della fase
etrusca, come la cinta muraria, costruita con blocchi regolari di tufo provvista di almeno cinque porte. ll'interno del Parco sono comprese le grandi necropoli che occupavano l'area a nord della città. Nella Necropoli dell'Osteria, si può visitare la Tomba dei Soffitti Intagliati, monumentale sepolcro del VII secolo a.C. articolato in cinque camere. Nell'ambiente centrale si conserva la raffinata decorazione ad altorilievo che riproduce le travi lignee del soffitto di un'abitazione. Altre tombe interessanti e da non perdere, la Tomba di Francois, fra le più famose della civiltà etrusca e la Cuccumella, imponente tumulo funerario.
CANINO Nell'immediato entroterra rispetto alla costa tirrenica, nella Maremma laziale, a due passi da Vulci e dalla distrutta città di Castro. e dolci colline intorno a Canino si spingono fino a lambire la Selva del Lamone e le sue campagne sono molto frequentemente coltivate a vite e olivo, oltre che famose per la ricchezza di cacciagione e di asparagi. Il celebre olio Canino extra vergine di oliva ha ricevuto la DOP nel 1996. Qui visse e fu sepolto insie-
Tuscania, tra le più belle e suggestive città della Tuscia, è circondata da un paesaggio vario per le infinite prospettive che offre e per la densa e ricchissima tavolozza di colori, che vanno dai caldi violacei e sanguigni delle rocce ai verdi più vari e preziosi della vegetazione. Questo paesaggio è parte viva e spirituale della nobiltà di questa città. Qui fiorì la misteriosa Tusena, antichissimo centro etrusco; qui restano documenti di vita perenne e di arte dal VII secolo a.C. ai nostri tempi. Ipogei a camere vastissime, tumuli e cunicoli, sono sparsi ovunque nella campagna circostante: un importante rinvenimento presso la tomba della Regina, ha portato alla luce numerosi, interessantissimi e bei sarcofagi di fase post-ellenistica della famiglia CURUNAS. A Tuscania ci sono le più importanti chiese romaniche fra le quali spiccano per bellezza la Basilica di S. Pietro e la stupenda S. Maria Maggiore, set di film che avevano bisogno di una location particolarmente bella e suggestiva. Tuscania, dopo la fase etrusca, visse come fiorente municipio romano: lo dimostrano i ruderi dell'acquedotto e delle terme. Ma il volto battagliero e severo della città, si rivela nei suoi monumenti medievali ai quali la patina del tempo ha un poco smorzato la tinta sanguigna del tufo locale. Essi sono una testimonianza originalissima della fede religiosa, dell'arte e della fierezza dei padri. …E l’Alta Tuscia non finisce qui! Liliana Comandè
Una regia nazionale per le politiche del Turismo On. Pierluigi Mantini
Segue da pag. 1 parte seconda della Costituzione, in particolare dell’articolo 117, è stata sottoscritta da 55 deputati rappresentativi di ogni gruppo parlamentare. Tale proposta di legge largamente condivisa, pone l’accento anche su un rinnovato patto tra lo Stato, le regioni, l’associazionismo e le imprese. In occasione della conferenza stampa, sono state evidenziate criticità e concause che hanno determinato, per l’industria italiana del turismo, la perdita di competitività sui mercati globali. Eppure il comparto del turismo concorre oggi al prodotto interno lordo con apporto di oltre il 10%, una percentuale che sale ulteriormente valutando l’economia dell’indotto. Esso infatti coinvolge circa 270.000 imprese, dando lavoro ad oltre 2,3 milioni di persone, il 10% circa dell’occupazione totale. E mentre i nostri diretti competitor europei si sono aperti a nuove forme e a nuovi modelli di specializzazione della fruizione turistica, l’Italia stenta a reagire e a varare misure anticrisi. L’Osservatorio Parlamentare per il Turismo sottolinea che la titolarità delle politiche in materia di promozione e di sostegno del turismo si è frammentata tra le regioni, lasciando allo Stato solo margini limitati e residuali di intervento, conti-
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nuamente esposti al contenzioso costituzionale. “ Proposta impervia e difficile, da inserire in un contesto più ampio” ha esordito l’on.Pierluigi Mantini, Presidente Osservatorio Parlamentare per il Turismo. “ La revisione del titolo V ha l’obiettivo di superare l’attuale empasse istituzionale, che vede le politiche del turismo affidate alla sommatoria, alla sovrapposizione o alla concorrenza delle iniziative adottate da ciascun territorio senza alcun efficace coordinamento nazionale e con evidente dispersione di competenze tra enti, parcellizzazione delle scarse risorse e moltiplicazione dei centri di spesa, che producono disfunsioni e confusioni, impedendo politiche nazionali efficienti”. Si delinea dunque una ricomposizione a livello statale delle funzioni di indirizzo e coordinamento delle politiche nazionali del turismo e soprattutto l’esigenza di concentrare l’impegno nazionale sul miglioramento dell’offerta. Argomento ripreso ed evidenziato dall’on. Gabriella Carlucci, Vice Presidente Vicario Osservatorio Parlamentare per il Turismo: “Questa è stata una nostra battaglia di tanti anni, sin da quando la crisi non era ancora così grave. Abbiamo sempre creduto nel turismo come settore trainante per la nostra economia. Tuttavia dobbiamo ammettere che siamo carenti in alcuni aspetti della comunicazione e della promozione. L’of-
ferta culturale deve andare di pari passo con l’offerta turistica in generale: per questo occorre una politica nazionale, così come una politica di eticketing, un restyling di funzionalità per il portale del turismo. Occorre incentivare la politica del low-cost pensando in modo lungimirante all’offerta per i giovani turisti che vogliono visitare l’Italia. Siamo convinti dunque che questa riforma sia imprescindibile per la promozione unitaria del prodotto turistico italiano sui mercati internazionali”. Coordinamento nazionale è la parola chiave, il riferimento chiaro su quello che deve essere la politica turistica di un paese, una politica che possa evitare lo sperpero, la frammentazione. La trasversalità dell’iniziativa suggerisce anche l’importanza di interloquire con le amministrazioni locali. Claudio Bonetti, presidente Assoturismo, ribadisce: “La traversalità, l’indotto nel turismo sono fondamentali, tanto quanto lo sforzo per razionalizzare le spese. Occorre aprire al più presto un tavolo di concertazione, rinnovare il patto tra istituzioni ed imprese. Nel settore del turismo la situazione è grave se pensiamo che molti albergatori vogliono trasformare le proprie strutture da ricettive a residenziali. Il turismo inoltre è intersettoriale,
c’è tutta una gamma di problematicità che vanno affrontate e gestite a livello nazionale, continuando a valorizzare le competenze regionali”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Roberto Corbella, presidente Astoi, riflette sulla sofferenza del settore turistico: “Nei periodi di crisi le aziende sane ne approfittano per ristrutturare, tagliare le spese. Anche lo Stato deve fare questo: non occorrono più soldi, occorrono soldi spesi bene. Siamo assolutamente d’accordo con la proposta di legge avanzata dall’Osservatorio Parlamentare per il Turismo e c’impegneremo ad attivare la giusta cassa di risonanza. Il consenso a questo provvedimento è trasversale proprio come lo è il turismo: il turista non ha confini, vuole andare ovunque, arricchire la propria esperienza di viaggio. Tuttavia per il turismo abbiamo bisogno di norme semplici ed omogenee, è essenziale un coordinamento centrale. Occorre un forte segnale d’attenzione verso un’industria che altrimenti non si potrà evolvere”. Antonella Pino d’Astore
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