ANNO XV - N. 9 SETTEMBRE 2007 - MENSILE DI TURISMO E CULTURA - Via Nazionale, 204 - 00184 Roma, Tel. 06/4871721 - Fax 06/4871618 - Aut. Trib. Roma 469/92 - 31/7/92 - Tariffa R.O.C.-Poste Italiane S.p.A.- Sped. in Abb.Postale - D.L. 353/2003 (conv. In.L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma - prezzo a copia € 3,25 - filiale di Roma
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Editoriale
Un’estate di fuoco Soliloqui di fine stagione…
INCOMING
Come ci ha ridotti il mito della concorrenza
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on fatevi ingannare dal titolo. Sinceramente non avrei voglia di parlare di un fenomeno che, puntualmente ad ogni estate, si ripete in maniera drammatica diventando anche una costante del nostro vivere estivo. Ogni anno tutto si ripete tragicamente in maniera vergognosa. Ogni anno siamo costretti ad assistere allo spettacolo di uno Stato impotente che non riesce a porre fine ad uno scempio regolarmente premeditato e attuato. E’ una rovina nazionale che non riguarda soltanto coloro i quali abitano nelle vicinanze dei boschi o dei terreni ai quali viene dato fuoco in maniera criminale. Il danno, infatti, è molto più esteso e interessa tutti noi che siamo privati di ‘polmoni verdi’ che ci aiutano a purificare quest’aria malsana che respiriamo tutti i giorni nelle nostre insalubri città e pro-
L’ Forse, tutto sommato, non vi è da essere molto fieri delle trasformazioni che hanno caratterizzato negli ultimi anni il mondo degli utenti, ossia di tutti noi, per portare avanti il mito della concorrenza.
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Dal palco viene lanciata la seguente domanda: Se voi tutti poteste scegliere, o vi fosse comunque data la possibilità di scegliere, tra un vivere, lavorare, operare in un mondo ove voi e i vostri figli potete contare su un lavoro stabile, ra-
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Low cost in carrozza, low cost in carlinga
REPORTAGE Madrid
REPORTAGE Malesia
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La magra estate degli Italiani Outgoing: T. O. poco soddisfatti dell’estate 2007
L’
estate è praticamente finita ed ecco un altro giro di vite alle vacanze delle famiglie italiane. Inutile frugare nelle tasche degli italiani: troppi rincari, aumenti, tasse; i soldi sono finiti e le vacanze saltano. Crisi annunciata: all’inizio dell’estate un’indagine di Federalberghi aveva previsto che il 51% degli italiani sarebbero rimasti a casa, con una diminu-
Soddisfacenti le stime dell’Enit allarme lanciato da Federalberghi ad inizio estate sulla crisi della stagione estiva in Italia non sembra per ora sostenuto dalle previsioni dell’Enit, Agenzia Nazionale per il Turismo, che per quanto riguarda il turismo internazionale parla
unque, immaginiamo di trovarci in una grande sala di fronte ad una vasta platea di pubblico formato sia da giovani in procinto di affacciarsi sul mondo del lavoro, sia dai loro genitori prossimi a lasciare l’attività lavorativa. Una platea di persone quindi composta da chi ha già provato l’esperienza lavorativa, e da chi si accinge ad entrarvi.
Liliana Comandè
Turismo straniero in crescita
zione dei vacanzieri del 4,7%. Numeri che fanno rabbrividire in un’estate calda e rovente solo dal punto di vista climatico. Se gli italiani piangono, gli operatori del settore turistico non ridono di certo. Come purtroppo già si sta costatando, le previsioni di giugno sono state confermate a fine stagione, con la conseguenza che il giro d’affari per le imprese turistiche si contrarrà del 15%. E il governo che fa? Quale sarà la ciambella di salvataggio? Quanto pesante deve essere il malcontento che serpeggia tra i mancati vacanzieri, e quanto rumore deve fare il crollo dell’impresa turistica prima che il governo si decida ad intervenire? Non basta acconAntonella Pino d’Astore
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Umberto Paolucci
Antonio Bordoni
Oriana Schembari
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Blue Panorama
si propone come vettore di riferimento da Malpensa
Segue da pag. 1 vince. Sono anni che tutto è una ennesima ripetizione degli eventi degli anni precedenti con un copione che è sempre noiosamente lo stesso. Sembra quasi che i media rispolverino ogni estate i loro vecchi comunicati – e forse è proprio così. Ogni giorno ascoltiamo con molta stanchezza e rassegnazione le solite notizie. Quali? Ma diamine, pensiamoci un momento, cos’è che accade in estate? Ma fa caldo, lo sappiamo tutti! Forse gli unici a non saperlo sono i nostri giornalisti, che su un fatto così naturale ci campano per 2 mesi. Che terrorismo e che allarme esagerato ogni volta che arriva l’estate! “Tenete a casa i vecchi e i bambini nelle ore più calde della giornata”, è questo l’interessante consiglio che ci viene dato in maniera costante come se noi italiani fossimo dei deficienti o degli incoscienti. Ma non basta. Dove lo mettiamo, infatti, il tormentone del “traffico con code chilometriche e con la gente esasperata, assetata e abbandonata dentro le macchine infuocate? Anche questa cosa è un notiziona da sparare in prima pagina. Però, a pensarci bene siamo proprio fortunati. Abbiamo anche chi pensa alla nostra salute e si preoccupa di farci viaggiare in maniera serena e in tutta sicurezza. Ogni volta ci viene consigliato di effettuare partenze intelligenti (intelligenti quasi come le bombe che...). Il bello è che a forza di partenze intelligenti ci si ritrova – chissà perché poi - tutti insieme nelle stesse ore sulle stesse strade o autostrade a sbraitare per il gran traffico (anche lui sempre molto intelligente). L’altra costante della nostra estate è la piaga degli incendi ‘quasi sempre dolosi’ (ci vorrebbe un Archimede Pitagorico con delle lenti enormi per far accendere un fuoco per autocombustione!); sono gli ennesimi ed efferati delitti estivi con le solite domande sceme dei giornalisti alle famiglie delle vittime e degli accusati: “come ci si sente ad essere l’unico indagato”? Chissà come ci si sente, forse ci si dovrebbe divertire da matti! Ma le consuetudini non finiscono qui. Vogliamo dimenticarci del solito uragano caraibico, che tiene banco per una settimana con titoli catastrofici – giusto il tempo per mettere paura ai turisti e far cancellare loro un bel po’ di prenotazioni per viaggi in quelle destinazioni? Il bello è che, all’improvviso, l’uragano svanisce nel nulla e non viene più data neanche una pur piccolissima notiziola sulla sua fine…. Poof, sparito come un coniglio nel cilindro di un mago! Ma si sa, chiodo scaccia chiodo, e allora cosa c’è di meglio se non buttarsi su altre tragedie che avvengono negli altri paesi esteri, soprattutto se più gravi di quelle nostrane?
Editoriale
Un’estate di fuoco
Liliana Comandè
E poi, scusate, ma noi siamo un popolo di buoni, di generosi, e dobbiamo sempre dimostrarlo. Noi – che non abbiamo neppure aerei Canadair sufficienti per i nostri incendi regionali, e ne abbiamo avuti a bizzeffe - ne abbiamo mandato uno in Grecia (sì, proprio uno) come rinforzo per aiutare a spegnere il vasto incendio propagatosi in maniera così delittuosa. Noi, nel frattempo, abbiamo spento i nostri incendi con i ‘secchi’ pieni d’acqua. Non so se ci avete fatto caso, ma quest’anno, a mio avviso, il massimo del dilettantismo e della disinformazione è stato raggiunto da un giornalista della Rai, proprio nei giorni del vasto incendio in Grecia. Infatti, nel corso di un’intervista ad una nostra connazionale, presente nella zona degli incendi per aver preso in affitto una casa, il sagace professionista aveva chiesto alla turista se conosceva il numero degli italiani presenti nella zona. La signora, dimostrandosi all’altezza dell’ intervistatore, aveva risposto senza esitazioni:’penso un centinaio’ . Caspita che intelligenza, ma questo numero chissà da quale indagine sicura o censimento estivo l’aveva tirato fuori. Complimenti a tutti e due! Ma quest’estate qualche notizia nuova, in realtà, c’è stata e riguarda l’evasione fiscale di qualche noto e strapagato campione delle 2 e 4 ruote. Mi viene spontaneo, ancora una volta, congratularmi anche con loro. Perché mi complimento? Ma la risposta è semplice. Se uno di questi personaggi – a fronte di un debito di 12 milioni di Euro (e pensate quanti ne ha incassati per accumulare cotanta cifra di tasse!), ne ha pagati ‘solo’ 3, ha fatto proprio Bingo e in più ha avallato il fatto che in questo nostro paese è meglio fare i furbi e non pagare tutte le tasse. Se il fisco ti ‘becca’, in-
LETTERE AL DIRETTORE
Un quesito per la IATA - Bsp/Italia, che potrebbe interessare molti agenti di viaggio Gentile direttore, ....Ora che la generalità dei biglietti non viene più stampata in ATB e gli audit ci arrivano direttamente su n/s carta dalla stampante di itinerary, la IATA non potrebbe considerare quanto in appresso? 1) La ns cassaforte, murata ed ancorata del peso di oltre 2 q.li è allo stato enormemente capiente per il contenimento dei biglietti, ridotti al lumicino. Ritenete alla luce di tutto ciò che sia ancora necessario per noi sostenere la spesa di una ulteriore cassetta di sicurezza bancaria? 2) A fronte del nuovo metodo di emissione dei biglietti, ritenete ancora necessario, che noi ci dobbiamo pur sempre sobbarcare all’onere dell’invio settimanale dei tagliandi contabili, allo stato del tutto superflui?
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fatti, è sicuro che, mostrandoti accondiscendente, trovi un accordo e finisci per pagare molto ma molto di meno di quello che avresti dovuto versare allo Stato. Tante grazie per l’insegnamento veramente educativo! Chissà se accade la stessa cosa ai contribuenti normali, quelli che hanno paura di sottrarre anche 10 euro dalla dichiarazione dei redditi… Ma proseguiamo con le notizie estive, dove la politica non ha mai mancato di essere presente nella nostra vita. Anche qui niente di nuovo sotto il solleone. Il solito ‘aprono bocca e je danno fiato’- come recita un detto romano – con la mancata opportunità, per esponenti di ogni schieramento, di tenere ogni tanto la bocca chiusa, come fanno i negozi a Ferragosto. Bla, Bla, Bla…e intanto le nostre strade sono sempre più sporche, sempre più piene di buche; i mezzi pubblici sempre più mal funzionanti; i prezzi sempre più cari sia per gli stranieri che per gli italiani stessi. La sanità che è tutta una barzelletta con gli ospedali che continuano a non far funzionare le sale operatorie il sabato e la domenica (e sì, per carità, il fine settimana è sacro per alcune categorie, peccato, però, che i malati non sempre lo sappiano e vorrebbero ricevere le cure o essere operati anche nel fine settimana anziché vagare come zombi per le corsie!). Sanità, sanità…con i medici di famiglia che non lavorano nella mezza giornata che precede il giorno festivo e indirizzano i pazienti a rivolgersi alla guardia medica che – guarda caso - non ti risponde o che risulta sempre occupata. E che dire, poi, della gente sempre più maleducata che non ha rispetto né dell’ora del silenzio né delle regole del convivere civile – non a caso siamo il popolo europeo che ha più cause fra condomini (e qualche volta ci scappa anche il morto!). Per non parlare inoltre della maleducazione di certa nostra gioventù, i cui valori morali sono finiti sotto le suole delle scarpe, e che se li incontri in branco ti mettono anche paura (ed è per questo che spadroneggiano e se ne infischiano di chi sta loro intorno. A volte, ti fanno sembrare di vivere in uno di quei film dove il futuro è rappresentato da un mondo spaventoso, con i delinquenti che spadroneggiano ovunque. Che dire, infine, se non che le solite notizie sul ritardo del volo charter, sulle valigie che vengono consegnate in ritardo o che si perdono, e le consuete segnalazioni alle associazioni dei consumatori di truffe o pseudo-truffe ai danni dei turisti, sono praticamente delle inezie se paragonate alle vere, consuete, angherie che subiamo ogni giorno e che, queste sì, ci rendono la vita ‘rovinata’. La vacanza è tutta un’altra cosa… Liliana Comandè
SOMMARIO COME CI HA RIDOTTI IL MITO DELLA CONCORRENZA
pag.
1,4
TURISMO STRANIERO IN CRESCITA
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1,5
LA MAGRA ESTATE DEGLI ITALIANI
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1,6
LETTERE AL DIRETTORE
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2
ETHIOPIAN AIRLINES
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5
CONDOR VIAGGI,EDEN VIAGGI,EUROTRAVEL
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SETTEMARI,VERATOUR
”
6
RELIANCE,I GRANDI VIAGGI
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7
CLUB PARADISO,VARIG
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LOW COST IN CARROZZA…,ETHIAD AIRWAYS
”
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EMIRATES,DISTAL & ITR,AEROFLOT
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CONVIASA,MERIDIANA
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AZEMAR,RELIANCE,I VIAGGI DI ATLANTIDE
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REPORTAGE:MADRID
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REPORTAGE:MALESIA
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FINLANDIA
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PENNSYLVANIA,BLUE PANORAMA
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COSTA CROCIERE,MSC CROCIERE
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www.travellinginterline.it redazione@travellinginterline.it
Editore e Direttore Responsabile
Liliana Comandè l.comande@travellinginterline.it
hanno collaborato: Antonio Bordoni, Cecilia Emiliozzi, Eva Forte, Pino Magnani, Antonella Pino d’Astore, Oriana Schembari, Angelo Sessa Corrispondenti regionali: Lombardia: Eleonora Boggio, Giuseppe Curti, Roberta Folatti, Alberto Lentini, L. Francesca Rebonato Campania: Katiuscia Laneri Emilia Romagna: Biancamaria Rossi, Paolo Ferrari Liguria: Virgilio Zanolla Puglia: Domenico Matarrese Toscana: Valerio S. Provvedi Triveneto: Davide Pavanello Responsabile Relazioni Esterne Marco Comandè
Grati per una V/s puntuale e motivata risposta, distintamente salutiamo: Ulderico Genovesi, titolare di Anicia Viaggi Welcome Travel Team - Palestrina (Rm)
Gentile Sig. Genovesi, Le sue osservazioni/domande sono di carattere tecnico e inerenti a procedure operative di stretta pertinenza del BSP/Italia. Anche se le nostre opinioni in merito non possono certo cambiare la situazione, alla luce dei cambiamenti in atto nel mondo della biglietteria aerea, sicuramente dovranno essere riviste le norme che regolano i rapporti tra Iata e ADV ed è auspicabile che questo avvenga in tempi ragionevoli. Comunque, poiché è un problema che riguarda moltissime agenzie, giriamo le sue domande proprio alla Iata che ringraziamo fin da ora per gli eventuali chiarimenti.
m.comande@travellinginterline.it
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Come ci ha ridotti il mito della concorrenza Segue da pag. 1 gionevolmente sicuro, quale è stato ad esempio quello dei genitori qui presenti fino a qualche anno addietro, ma nel quale un biglietto aereo costasse “caro” causa scarsa concorrenza; o in alternativa voi poteste scegliere per un lavoro instabile, precario il quale però vi desse la possibilità, nel momento in cui dovete fare un viaggio in aereo, di pagare soltanto una tariffa di pochi euro, ebbene, per quale dei due mondi optereste? Poiché questo articolo viene proposto nell’ambito di una testata diretta al mondo dei viaggi e turismo, abbiamo esplicitato la domanda con l’esempio del biglietto aereo; se esso fosse stato indirizzato ad una testata che si occupava di telecomunicazioni avremmo potuto proporre, al posto della tariffa aerea scontata, la tariffa telefonica scontata; il concetto comunque rimane immutato e crediamo sia alquanto chiaro: a cosa ci ha portato il mito della concorrenza, e soprattutto a quale prezzo esso è stato ottenuto? Chiariamo eventuali obiezioni. Nessuno vuole mettere il carro di traverso sulla strada del progresso tecnologico; nessuno intende prendersela con il PC e su cosa esso abbia innovato in termini di modalità di vendita, nel nostro caso, del prodotto viaggi & turismo, ma come chiunque può ben comprendere, le vendite via Internet se possono spiegare il cambiamento nel riuscire a concludere dalla nostra abitazione una operazione per la quale prima ci recavamo a un esercizio commerciale, ben poco hanno a che vedere con il fatto che il prodotto acquistato viene messo in vendita a prezzi tali da mandare a casa il 90 per cento dei dipendenti dell’industria che lo produce e costringendo i concorrenti a doversi adeguare alla corsa al ribasso. E questa considerazione, sarà bene precisarlo, non vale solo per il fenomeno low cost aereo, ma si può esportare ad ogni settore ove è subentrato il clima della competitività.I due concetti tuttavia, quello dell’inarrestabilità dell’evoluzione tecnologica da una parte e delle tariffe ultrascontate dall’altra, differiscono notevolmente, ma forse è propria una loro erronea correlazione a generare un equivoco di massa sul quale vale la pena soffermarsi. E’ vero, l’Alitalia dei tempi monopolistici faceva pagare la tariffa Roma-Milano, e non certo solo questa, a un prezzo troppo elevato, e in quegli anni aveva come solo concorrente il treno. Ma l’Alitalia di quegli anni dava un lavoro “sicuro” a 22.000 dipendenti, fornendo stabilità e certezza del domani a tutte le loro famiglie, coniuge e figli compresi. Il prezzo troppo alto del biglietto aereo che gravava sull’utente, aveva una sua contropartita nei posti di lavoro con carattere stabile e salari che permettevano di “vivere” e non di “sopravvivere”. Val la pena anche sottolineare che in quegli anni “d’oro” per l’aviazione civile, i bilanci Alitalia non erano affatto disastrati come oggi. Ma indubbiamente, se ci limitassimo a dire che tutto sommato era meglio un biglietto costoso, in cambio della sicurezza economica fornita alle famiglie dei dipendenti Alitalia, diremmo una grande ere-
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sia e meriteremmo di venir tacciati di disonestà intellettuale. Allora spostiamoci sul versante dell’utente, e ricordiamo come esso a fronte di un biglietto “caro”, poteva contare sulla riprotezione ad altre compagnie in caso di disruption, sull’assistenza alberghiera se il ritardo si prolungava eccessivamente, disponeva di pasti e bevande a bordo gratis, poteva inoltre contare - nelle principali città servite - di una rete agenziale che forniva assistenza “diretta” e personale su ogni possibile aspetto del volo, poteva ottenere il rimborso del biglietto senza la trattenuta di esose penali…e ci fermiamo qui per amor di spazio. Quindi, come si vede, la tariffa “cara” non recava vantaggi ai soli dipendenti della compagnia, ma si traduceva in una assistenza di qualità nei confronti del passeggero che la acquistava. A giugno di quest’anno l’Enac ha emesso un verbale di contestazione, con relativa sanzione, nei confronti di un vettore low cost il quale, a fronte di un volo schedulato alle ore 20.45 e partito alle 12,00 del giorno successivo, aveva fornito ai passeggeri solo un buono per consumazione al bar. Tutto ciò porta alla conclusione che forse, tutto sommato, non vi è da essere molto fieri delle trasformazioni che hanno caratterizzato negli ultimi anni il mondo degli utenti, ossia di tutti noi, per portare avanti il mito della concorrenza. Anche il settore telefonico era svolto da un unico operatore, anche qui si è intervenuti per permettere l’accesso a più attori. Ebbene, è di questi giorni la storia della tassa sulla ricarica, o dei tempi biblici che occorrono per poter avere collegamenti anche con nuovi operatori, o la scoperta che i concorrenti che dovevano salvare l’utente dal monopolista sono quelli che ti fanno pagare cifre elevate per conoscere un numero di telefono (i servizi di informazione telefonica una svolta svolti dal numero “12”). E tutto ciò mentre, anche in questo caso, migliaia di posti “sicuri” non esistono più. L’entrata di più attori in un determinato comparto significa un drastico taglio delle tariffe al quale, come abbiamo esposto, non necessariamente corrisponde un aumento di qualità, ma che tuttavia produce come inevitabile conseguenza l’impossibilità di assicurare contratti di lavoro a tempo indeterminato con salari che permettano ai dipendenti di sbarcare il lunario, e quest’ultimo punto, va sottolineato, malgrado la concorrenza abbia realmente stracciato prezzi e tariffe di alcuni servizi e prodotti. Ma, come traspare chiaro dai nostri esempi, ad un abbassarsi delle tariffe di vendita non può non corrispondere un abbassamento della qualità o comunque dei servizi offerti. Vi è anche chi, di fronte a queste considerazioni, risponde avvertendo come scopo primario del mezzo aereo era quello di portare il passeggero da una località all’altra, e tutto il resto era superfluo. E’ un discorso accettabile ma nell’ambito di limiti ben precisi, ossia fino al momento in cui tutto procede nella norma. Ma le differenze con relativi disagi, sorgono poi in caso di ritardi o altri imprevisti meteorologici, che purtroppo sono sempre in
agguato dietro l’angolo. Un altro fenomeno merita di venir ricordato. L’istituzione di numerose rotte low cost non corrisponde ad una esigenza di traffico trascurata dai vettori tradizionali, ma semplicemente alla soddisfazione degli appetiti degli aeroporti i quali, pur di vedere aumentare il numero passeggeri e aeromobili che su di loro transitano, come è noto, sono disposti a fare generose concessioni agli operatori no frills. A tal proposito rimandiamo il lettore al nostro articolo (1) circa le “insoddisfazioni” delle comunità locali per gli scali secondari che operano nel loro territorio. E allora, rinnoviamo la domanda alla platea: se ve ne fosse data la possibilità, quale delle due opzioni scegliereste? Se ora diamo uno sguardo alla forza lavoro delle compagnie low cost e prescindendo dalla qualità del rapporto di lavoro, volendo con ciò intendere tipo di contratto e salario, ci soffermiamo solo alle cifre riguardanti la forza lavoro che queste compagnie hanno creato, vi è da rimanere sbalorditi e sconcertati, dipende da quale punto di osservazione il problema viene affrontato.
Dati ELFAA(*) anno 2006 Impiegati delle 11 compagnie low cost rappresentate: 14.000 Passeggeri trasportati: 106.000.000 Media passeggeri per ogni impiegato: 7.500 (*) vettori aderenti ELFAA: EasyJet - Flybe - Hapag Lloyd Express - Myair.com - Norwegian - Ryanair - Sky Europe - Sterling - Sverigeflyg - Transavia.com - Wizzair
Le undici maggiori compagnie low cost europee (aderenti all’Elfaa – European Low Fares Airline Association) con una forza complessiva di 14.000 dipendenti hanno dichiarato 106 milioni di passeggeri trasportati nell’anno 2006. Una media di 7.500 passeggeri a dipendente. Andando sul versante delle compagnie tradizionali, la American Airlines, la prima compagnia aerea al mondo per numero passeggeri trasportati (Iata), nell’anno 2005 con una forza lavoro di 73.495 dipendenti ha portato 98.038.000 passeggeri; la Lufthansa prima compagnia aerea europea nella stessa graduatoria, ha trasportato 48.958.000 con 92.303 dipendenti: una media di 133 passeggeri/dipendente per la prima, 530 per la seconda. La disparità dei valori in campo è sotto gli occhi di tutti, né ad alleviare l’amara pillola è il particolare che nel caso Elfaa sono 11 le compagnie coinvolte, mentre nel caso di LH / AA stiamo parlando di singoli vettori. Infatti se analizziamo singolarmente i due maggiori vettori low cost, Ryanair e EasyJet avremo i seguenti dati:
RYANAIR 3.453 dipendenti (31/3/2006) pax anno 2006 40.500.000 pax per dipendente 11.729
EASYJET 4.859 dipendenti (30/9/2006) pax anno 2006 33.700.000 pax per dipendente 6.936
Quindi, anche comparando singolarmente una low cost con una compagnia tradizionale, la forbice dei valori non è assolutamente comparabile, stante il divario dei valori. Al di la comunque delle mirabolanti cifre dichiarate da low cost e aeroporti, alcuni fatti – oltre quelli già espressi sulla occupazione - sono evidenti. Quando in un negozio si svolgono vendite a saldo, la gente finisce per comprare anche quello di cui non abbisogna realmente, così quando le low cost aprono collegamenti tra città secondarie (dal punto di vista della geografia aeroportuale) il traffico finisce per auto-generarsi in virtù dei prezzi allettanti a cui vengono offerti i posti a bordo, e non perché effettivamente fra le city pairs in questione si ravveda la necessità di quel collegamento. E’ di questi giorni la notizia, ma non è certo un caso isolato, che un nostro gestore del sud intende lanciare una gara per rafforzare il traffico low cost. Ebbene, questo è l’ambiente in cui le low cost prosperano e si sviluppano: “le società di gestione sono galline dalle uova d’oro per enti locali e camere di commercio. Tutti vogliono lo scalo sotto casa e allontanano gli investitori che non mancherebbero se ci fosse un piano di lungo periodo…” (Monthly Logistic, marzo 2006, intervista a Vito Riggio, presidente dell’Enac”.) E quella della proliferazione degli aeroporti, senza un coordinamento centrale, si sta rivelando davvero una politica insensata. In uno scenario globale in cui si cerca di limitare l’uso delle emissioni nocive, in un ambiente in cui aumenta la insofferenza delle comunità locali verso l’inquinamento acustico, è assurdo che nessuno si ponga il dilemma se non sia il caso di considerare, al posto di collegamenti diretti fra un aeroporto “periferico” con Shannon, Dublino, Parigi, Londra o New York, che il traffico sugli aeroporti secondari venga invece limitato solo ed esclusivamente a traffici locali verso hub, dai quali il passeggero possa poi imbarcarsi sul volo per la sua destinazione finale. E’ un dato di fatto incontestabile: fino a oggi le low cost hanno provocato l’insorgere di una miriade di interessi locali, onde soddisfare i quali si è finito per minare l’interesse collettivo nazionale. Se a tali considerazioni aggiungiamo, nel caso delle low cost, i tempi di percorrenza sull’aeroporto solitamente più distante, e il denaro (e tempo) che si spende per il servizio di superficie città -aeroporto, non poco dell’attractive appeal delle low cost viene a perdere lo smalto. Rimane inoltre sempre aperto, in quanto mai definitivamente chiarito, l’aspetto dei rimborsi in caso di biglietto non utilizzato; su questo specifico argomento vi sono alcune compagnie low cost che oltre a non rimborsare alcunché della tariffa aerea, negano al mancato passeggero il rimborso delle tasse che gravano sul biglietto. Anche questo è un punto che i passeggeri e le associazioni consumatori farebbero bene a ponderare. Non vi è dubbio: stiamo andando verso un mondo sregolato, autodistruttivo, che crea business su bisogni assai discutibili, e tutto in nome di sua maestà la concorrenza. Antonio Bordoni
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Turismo straniero in crescita di crescita sostenuta con il raggiungimento di percentuali alquanto soddisfacenti in alcune regioni, in particolare per determinate aree di provenienza. I dati Istat per il 2006 attestano la crescita sulla scena internazionale del 9,4% degli arrivi e un 7,1% per le presenze. Per il 2007 i dati che arrivano dall’Ufficio Italiano Cambi, confermate dalle rappresentanze dell’Agenzia all’esteper la vacanza breve nelle città d’arte. ro, che hanno condotto indagini sui flusAnche per Svizzera e Austria si regisi da parte dei vari Paesi, evidenziano stra un incremento d’arrivi, favoriti dalnel periodo gennaio-giula crescita dei voli low gno 2007 un incremento cost. I primi privilegiadel 5,5% degli arrivi e di no il Nord, con montauna diminuzione della gna e laghi, ma anche alspesa degli ospiti cune destinazioni del dell’1,5%. Da queste priMezzogiorno e del Cenme previsioni, sembra tro. Anche per gli auche in questo momento striaci mare e città d’argli estimatori più appaste sono le mete privilesionati del Bel Paese siagiate, e la previsione è no i russi , la cui presendel più 7% delle vendiza fino alla fine di agosto te. Un incremento del avrebbe raggiunto quasi 4,5% sono, invece, le stiil 38% in più rispetto alme dei turisti belgi che Eugenio Magnani lo scorso anno. I russi scelgono di venire nelle amano le bellezze artiregioni del Nord e Censtiche e naturalistiche italiane, ma semtro Italia anche in macchina, oppure scelgono il turismo balneare, per la pribrano altrettanto attirati dalla ricchezza ma volta, anche in Calabria e Puglia. enogastronomia e dalle tradizioni culNelle città d’arte salgono moltissimo le turali. La maggior parte si riversa sulle preferenze verso Venezia e Napoli. Ancoste, in Sicilia, Sardegna, Toscana, Lache dall’Olanda dati molto simili, anzio e Costa Veneta, il restante nelle città che se per la scarsità dei collegamenti d’arte. Si stima che a fine anno la prediretti, il sud è praticamente assente senza russa in Italia possa raggiungere dalle scelte. Le destinazioni classiche la cifra di un milione. Il nostro mercato del prodotto mare, Costiera Amalfitadi riferimento, cioè i tedeschi che semna, Sicilia e Sardegna sono le mete del bravano negli ultimi anni aver abbanRegno Unito, per il quale crescono donato la penisola, sono ritornati in nuperò anche Costa Romagnola, Riviera meri considerevoli, soprattutto sulle noLigure, Puglia e Calabria. I soggiorni stre spiagge, ma anche ai laghi e in mare in abbinamento alle città d’arte montagna. Il rinnovo delle strutture in registrano un forte incremento, così cogrado di offrire un prodotto All Inclume i soggiorni sui laghi. Per il turismo sive fa la differenza, soprattutto in Veneto e in Lombardia che vedono una di provenienza francese si stima un aumento del 5%, anche qui per il segcrescita, mentre scema un po’ l’interesse verso il Sud, dove il rapporto quamento balneare e culturale, spesso associati fra loro. lità-prezzo non è dei migliori. Grazie a un’abbondanza di collegamenti aerei Risultati positivi, pur tra le diversità dei dati dei diversi operatori, si attenlow cost, che servono ben 22 destinazioni, i tedeschi scelgono l’Italia anche dono dal mercato danese e svedese, sempre attratto dall’offerta mare e cultura, mentre crescono i viaggi semi o auto-organizzati. Anche qui si stima un aumento del 5/6%. La Polonia rimane stabile, anche se viene osservata una crescita del periodo di soggiorno. Per il mercato d’oltreoceano, dagli Usa si registra una buona crescita del 10%, per le mete classiche come le grandi città d’arte, ma anche - è questa la novità – verso i piccoli borghi caratteristici, meno affollati, dove si possono gustare le bellezze naturalistiche ed eno-
gastronomiche. Si conferma il trend positivo da parte del Canada che dovrebbe toccare punte del 12%, grazie all’introduzione di nuovi voli. Stesse considerazioni per il mercato australiano che continua a confermare l’alta preferenza verso l’Italia delle passate stagioni verso le mete classiche, grandi città e costiera amalfitana, le Cinque Terre e i laghi. Mentre i flussi dal Giappone si mantengono stabili rispetto allo scorso anno, con le solite mete preferite che sono anche qui le città d’arte, mentre il segmento balneare non riscuote per questo mercato grande interesse. Fortissime le richieste dal Brasile, che nel periodo maggio-giugno hanno raggiunto quasi il 40% in più. L’aumento dei voli diretti previsto in autunno fa ben sperare per un ulteriore rafforzamento di quest’area. “Questo nuovo ciclo di espansione della clientela estera - ha affermato il Presidente dell’ENIT Umberto Paolucci – ci conforta sul lavoro che stiamo facendo ed io veramente mi auguro che il turismo italiano veda nell’ENIT-Agenzia l’interlocutore privilegiato, il suo punto di riferimento fondamentale per accrescere le sue fortune”. “Siamo ottimisti sul fatto che da settembre
fino a dicembre sarà molto elevata l’affluenza degli stranieri nelle nostre città d’arte e ciò potrà concorrere a realizzare un bilancio 2007 di buona tenuta. Puntiamo sullo straordinario cartellone di eventi, che si può considerare unico al mondo poiché oltre ad offrire in ognuno dei nostri centri di turismo un programma intenso di cultura ed evasione, consente agli ospiti stranieri di appagare ogni tipo di stimolo, per la varietà delle manifestazioni, permettendo una proficua utilizzazione del tempo libero e di straordinaria soddisfazione emozionale” ha dichiarato invece il Direttore Generale, Eugenio Magnani. Se i dati saranno confermati, le cifre del turismo straniero saranno più che soddisfacenti. Effettivamente, come rilevato da Magnani, l’offerta culturale diventa per l’Italia l’elemento caratterizzante fortissimo che attrae tutti, italiani e stranieri, e che soprattutto ha il vantaggio di poter essere presente capillarmente in tutta la penisola, con uno sforzo organizzativo al quale anche i piccoli centri e il Sud possono far fronte autonomamente senza grandi difficoltà. Oriana Schembari
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Con Ethiopian Airlines voli giornalieri su Zanzibar Dal 28 Ottobre, con il nuovo orario invernale, Ethiopian inaugura una frequenza giornaliera da Addis Abeba a Zanzibar, in coincidenza sei giorni a settimana con i voli da Fiumicino ad Addis Abeba.
La tratta verrà operata con Boeing 737-700, con una capacità di 102 posti in economica e 16 in business. Per celebrare l’occasione, Ethiopian propone dal 28 ottobre al 15 dicembre una tariffa di lancio valida due mesi (applicabile comunque anche alle altre due destinazioni in Tanzania – Dar es Salaam e Kilimajaro) a Euro 499 più circa Euro 140 di tasse aeroportuali.
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INCOMING
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La magra estate degli Italiani Segue da pag. 1 tentarsi dei numeri dell’incoming e che confermano tanti turisti nel Bel Paese, mentre tutto il mercato dell’outgoing scricchiola, sotto il peso di nuove tasse che ingessano le medie e piccole aziende del turismo. Ci s’interroga sulla politica dei prezzi del mercato italiano e nel frattempo si diventa sempre meno competitivi; nel bacino del Mediterraneo, ad esempio, il mercato tunisino o egiziano tenta il sorpasso a quello italiano. Sarebbe più razionale se Vettori e T.O. (tutti, non i soliti noti…) si sedessero ad un tavolo e discutessero insieme dei mali del settore e si decidessero delle linee di condotta. Che dire di questa stagione estiva ormai agli sgoccioli? Travelling Interline ha interpellato alcuni dei più rappresentativi Tour Operator italiani, anche se qualcuno ha preferito non esprimersi. È il segno questo che non c’è più spazio per falsi ottimismi che mascherano la crescente preoccupazione che dilaga nel settore? La parola dunque agli operatori del settore turistico, tra riflessioni, analisi, suggerimenti e strategie. Queste le domande di Travelling Interline: I Un’estate altalenante e un po’ difficile da interpretare: come sono andate effettivamente le cose? I Quali le motivazioni che hanno spinto un maggior numero d’italiani ad accorciare o a rinunciare del tutto alle vacanze? I Le varie offerte, piovute a più riprese durante l’estate, sono un sintomo di una politica dei prezzi che non ha tenuto conto del momento di recessione e di scarsa propensione all’acquisto da parte degli italiani? I Quali le strategie per incrementare l’acquisto delle vacanze degli italiani? I Quali provvedimenti si potrebbero chiedere al governo?
I CONDOR VIAGGI CORRADO MUNARIN General manager
OCCORRE UNA SERIA CONCERTAZIONE
dove il corto raggio è risultato il più penalizzato in assoluto. Altra contraddizione. Se la causa principale è riconosciuta in un minore potere d’acquisto della famiglia media italiana, gravata da sempre nuovi aumenti del costo della vita (ne abbiamo ampi esempi anche in questi giorni al rientro dalle grandi ferie italiane), sarebbe facile desumere che la vacanza vicina, quella che costa meno, doveva essere la più gettonata. Così non è stato. Sono andate meglio le destinazioni di lungo raggio e soprattutto nell’alta stagione (i periodi di spalla sono sempre stati difficili). Sento sempre esponenti politici di primo piano affermare che le cose nel turismo vanno bene e che quando decidono di intervenire fanno riferimento esclusivamente al turismo incoming o comunque sul territorio nazionale, considerando il turismo outgoing, di fatto, un turismo di serie B, quasi che il nostro settore non occupi migliaia di dipendenti e non sia composto da migliaia d’aziende, la maggior parte delle quali piccole e/o medio piccole (di fatto, ogni agenzia viaggi è un’azienda nella quale una o più persone investono il proprio denaro, creano occupazione).Certo è che la causa prima è la preoccupazione che si è impadronita della famiglia italiana di non riuscire a far fronte alle tante scadenze e al continuo aumento dei costi dei beni di maggior consumo. Penso che il governo dovrebbe intervenire maggiormente a difesa del potere d’acquisto della famiglia. A questo è necessario aggiungere un eccesso d’offerta presente sul mercato. Il consumatore è confuso da tutto ciò e non si fida più di nessuno. In questo un ruolo importante lo deve rivestire ancora il dettagliante nel consigliare il proprio cliente. I prezzi iniziali, almeno per quanto riguarda la mia Società sono stati più contenuti che in passato proprio tenendo in gran considerazione gli aspetti recessivi che vive l’economia odierna. Occorre una seria concertazione fra vettori e T.O. per creare assieme i presupposti per un’offerta sostenibile. Le quasi 12.000 imprese del settore vivono sull’intermediazione, garantita dal T.O. a costo di sacrifici commerciali enormi, ormai non più sostenibili, e sulle FEE richieste al cliente che vuole il biglietto aereo.
sciuti ma dobbiamo migliorare la qualità della vendita. Confermo che, soprattutto per agosto il pricing non ha tenuto conto di nuove dinamiche di mercato: vacanze diffuse su vari periodi, prezzi che il mercato non sopporta più”.
I EDEN VIAGGI
PREMIARE LE PRENOTAZIONI ANTICIPATE
ANGELO CARTELLI Responsabile Commerciale e Marketing
I EUROTRAVEL CLETO BENIN Direttore Commerciale
IL GOVERNO È DISTRATTO
“L’estate è andata bene per i villaggi club di nostra gestione, registrando + 10%. Tuttavia, su un altro fronte, il calo c’è stato: per il prodotto generico Mare Italia abbiamo registrato –4%. Tutti gli operatori del settore turistico hanno lamentato una carenza di prenotazioni tra il –10% e il – 20%. Ma la diminuzione di prenotazioni non è da imputare alla politica dei prezzi: le vacanze non sono care, è aumentato il costo della vita in generale. Gli altri paesi non hanno i costi che abbiamo noi: Tunisia ed Egitto diventano sempre più competitivi. Bisogna diminuire il carico fiscale e rivedere l’Iva che attualmente gravano esageratamente sul costo del lavoro. Sembra che attualmente il governo si preoccupi di tassare piuttosto che rivedere l’aliquota Iva che fa lievitare il costo del lavoro. Occorre maggiore attenzione al turismo, non distrazioni pericolose che stanno defraudando ogni settore dell’economia italiana”.
I SETTEMARI GUIDO OSTANA Direttore Commerciale
PREZZI SEMPRE PIÙ INSOSTENIBILI PER IL MERCATO
“Confermo: un’estate estremamente difficile da interpretare, con segnali contrastanti. Ad un forte aumento delle prenotazioni con formule d’advance booking (diverse per ogni operatore), ha fatto successivamente riscontro una caduta «verticale» della domanda, assolutamente inaspettata e quindi affrontata male e sostenuta solamente da OFFERTE LAST MINUTE anche nel clou della stagione. Non posso parlare per i colleghi, anche se ci si scambia impressioni e commenti, ma se si ha il coraggio della sincerità bisogna ammettere che è stata un’estate «horribilis»
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“Eden Viaggi ha accumulato ad oggi un incremento del volume di fatturato del 20% circa. In teoria si potrebbe parlare di una stagione interessante, in pratica dovremo fare bene i conti per analizzare le marginalità. È vero: è stata una stagione troppo altalenante, ma ci aspettiamo un buon autunno. Non vogliamo entrare nelle tematiche di carattere nazionale: noi siamo cre-
“Le partenze di marzo sono state più che soddisfacenti mentre abbiamo notato un rallentamento nei mesi successivi, con picchi nei mesi d’aprile poco prevedibili. Sicuramente stiamo attraversando un periodo di recessione quindi gli italiani hanno aspettato le offerte per poter risparmiare.Non sempre però la politica del last minute è riuscita a soddisfare tutti in quanto le disponibilità erano ormai terminate La politica dei prezzi ha tenuto conto dei costi effettivi di programmazione; poi le
offerte sono uscite per quelle date un po’ «meno battute». Continueremo ad incentivare il super risparmio, premiando così tutte le prenotazioni anticipate. Per superare la stagnazione dell’economia la soluzione inevitabilmente è ridurre le tasse sugli stipendi degli italiani”.
I VERATOUR STEFANO POMPILI Direttore Commerciale
PIÙ VALORE ED IMPORTANZA ALL’ADVANCE BOOKING “Per Veratour è stato irrilevante, o comunque non ha influito, l’andamento relativo alla tendenza degli italiani di accorciare le ferie. Per quanto ci riguarda è stata un’estate con un forte incremento di vendita e senza la corsa al last minute tanto che il 70% delle nostre vendite estive è stata effettuato con Prenotazione Anticipata di almeno 30 giorni (ed in molti casi con anticipo di 60 giorni). L’estate di Veratour segna aumenti percentuali a due cifre delle vendite. Le mete che maggiormente hanno contribuito a questo successo sono state per il lungo raggio Messico + 32%. Kenya, grazie all’ampliamento del nostro villaggio Veraclub Cristal Bay, ha registrato un aumento del 140%; Stati Uniti con estensione ai Carabi aumenta del + 25%. Buona performance di Zanzibar; calo di circa 8% della destinazione Cuba. Senza significative oscillazioni le destinazioni di Santo Domingo, Mauritius e Maldive.
Sul fronte del medio e corto raggio la meta più gettonata, grazie anche all’apertura di tre nuovi Veraclub, è stata la Grecia che segna un +76%, seguita dall’Egitto e Mar Rosso con un +28%. Eccezionalmente anche l’Italia ha registrato un felice incremento di circa il 35% nei nostri due villaggi in Sardegna, Veraclub Costa Rei e Veraclub Eos e Veraclub Donna Lucata in Sicilia. Le mete con segno negativo sono state le Canarie -15%, Tunisia -10%. Senza particolari oscillazioni le isole Baleari. L’estate non è stata oggetto d’eventi negativi; segnaliamo solamente il passaggio dell’uragano Dean nei Carabi che fortunatamente questa volta non ha provocato danni. Segnaliamo, inoltre, la non efficiente gestione delle concessioni degli arenili di Costa Rei in Sardegna da parte delle autorità competenti che, purtroppo, ha generato malcontento tra gli ospiti (speriamo che in futuro le autorità competenti sarde imparino a rispettare le esigenze dei turisti). Per finire, giorni di fuoco a Fiumicino per le problematiche legate alla gestione dei bagagli. Molti passeggeri hanno effettuato l’intera vacanza senza valige. In Grecia invece, pur avendo quattro Villaggi, non abbiamo ricevuto nessuna disdetta da parte di clienti e nessun danno a cose e/o persone in seguito agli incendi proprio perché le nostre strutture si trovano tutte nelle isole (Creta, Kos, Alonissos, Rodi) e non nella parte continentale dove si sono sviluppati i roghi. Per Veratour il generalizzato aumento delle vendite è stato accompagnato
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anche da un notevole aumento dei margini, e ciò influirà positivamente sull’esercizio in corso. Stimiamo di chiudere il 31 dicembre 2007 con un aumento del fatturato del 15% che porterà il nostro consolidato a sfiorare i 180 milioni d’euro, in linea con quanto da noi previsto. Per il periodo pre-natalizio, sicuramente faranno da mattatori il lungo raggio ed il Mar Rosso. Per il prossimo anno prevediamo di continuare la politica di pricing fino ad ora effettuata: una corretta attuazione del prezzo ci ha permesso, infatti, una prevendita per la stagione estiva 2007 di circa il 70% dando sempre più valore ed importanza alla politica d’advance booking”.
I I GRANDI VIAGGI MASSIMO ZANON Direttore Commerciale
ANNUS HORRIBILIS “Un anno complesso: sembrava essere partito bene, con ottimi incrementi a febbraio e marzo. Poi si è verificato uno stop ad aprile, maggio e giugno: si è vanificato quanto di buono è stato fatto nei mesi precedenti. Durante l’estate le richieste sono state altalenanti, ed è stato difficile fare il punto della situazione. Con gran fatica abbiamo cercato di far quadrare i conti. Senza dubbio molto ha inciso la crisi di liquidità che ha colpito anche gli altri settori dell’economia italiana. L’eccessiva tassazione non colpisce solo il cliente finale ma anche tutto il settore del turismo. Occorre abbassare le tasse in generale, altrimenti l’economia italiana continuerà a languire in modo davvero preoccupante.
Ad una tassazione più bassa corrispondono prezzi più competitivi. C’è bisogno di recuperare competitività: oggi un albergatore spagnolo o greco ha costi di gestione più bassi rispetto ad un operatore italiano. Forse una soluzione utile potrebbe essere quella suggerita dal Ministro della Cultura e del Turismo, Francesco Rutelli. Il Ministro ha proposto l’inserimento di una set-
timana aggiuntiva rispetto a Natale, che dovrebbe destagionalizzare le vacanze e scaglionare quindi le ferie degli italiani. In questo modo, con il frazionamento delle ferie e la redistribuzione dei prezzi, le stagioni di spalla sarebbero ottimizzate e sarebbero più gratificanti per gli operatori del turismo”.
I RELIANCE
WOLFGANG CORDSEN Ceo Reliance
LA VACANZA NON È UN LUSSO MA UNA NECESSITÀ
I CLUB PARADISO ADVENTURE LORETTA LIBERATI Direttore Commerciale
PROVVEDIMENTI PER OGNI SETTORE DEL TURISMO “Per noi la stagione non è finita. Inoltre il Club Paradiso non è un «campione» significativo in quanto, lavorando al 90% con i viaggi di nozze e al 10% con i sub non ha come mese di punta quello di agosto come gli altri T.O. Infatti noi siamo ora in altissima stagione con settembre/ottobre. che sono pieni. Se parliamo d’agosto, ci sono state per la metà delle prenotazioni un «early booking», per l’altra metà, un last minute che ci ha complicato il lavoro. Però più o meno abbiamo raggiunto i risultati dello scorso anno. A noi non risulta che gli italiani abbiano ridotto o rinunciato alle vacanze: chi è partito in agosto per la nostra destinazione principale (Polinesia Francese) ha effettuare almeno 15 giorni tra viaggio e soggiorno. Qualche riduzione di soggiorno si è registrato sugli Stati Uniti. Noi, come operatore, non abbiamo fatto offerte in agosto. L’unica strategia per contrastare la recessione, è abbassare i prezzi dei mesi d’alta stagione, sensibilizzando soprattutto le compagnie aeree, le quali, con le esose tasse aeroportuali, hanno comunque incrementato moltissimo i costi dei viaggi. I provvedimenti andrebbero studiati per ogni settore nel turismo (incoming/outgoing etc.) e credo che addirittura gli interessi di questi due settori siano in contrasto. Affermerei che si potrebbero chiedere genericamente agevolazioni fiscali. Per il resto gioverebbero interventi economici generali che riportino il cliente a partire non solo in bassa stagione”.
“La stagione è andata abbastanza bene, anche se con molte prenotazioni last minute. In estate gli italiani preferiscono il corto e medio raggio quindi per un operatore come Reliance che ha una prevalenza di destinazioni lungo raggio l’estate non è il periodo migliore, eppure le vendite sono andate molto bene. Molto bene il Kenya con L’Angel’s Bay (+44%) e Mauritius con il Calodyne Sur Mer (+38%) dove, con le due strutture in completa gestione Reliance, riusciamo a far fronte alle esigenze della clientela italiana che apprezza la possibilità di trovare un po’ d’Italia all’estero. Anche le Maldive hanno registrato un trend positivo (+5%).Bene anche i Carabi con Jamaica (+36%) e Messico (+11%) che hanno registrato una buona risposta da parte dei nostri clienti. Sicuramente questo è un periodo d’incertezza per gli italiani; la gente pur avendo la possibilità di spendere preferisce non rischiare per paura del futuro. Molti italiani hanno preferito aspettare i last minute per avere dei prezzi scontati, seppur con scelte limitate sulle destinazioni. La rinuncia alle vacanze è semplicemente, almeno per quanto riguarda la nostra tipologia di clientela, un preferire un viaggio lun-
go raggio nei periodi invernali. Sinceramente in fase di definizione dei prezzi per l’estate non pensavamo che ci potesse essere un tale ritardo nelle prenotazioni e una propensione alla prenotazione last minute. Reliance ha sempre fatto offerte last minute ma quest’anno è stato sicuramente più accentuato. Siamo arrivati nei periodi di last minute con molte più disponibilità rispetto agli anni precedenti; in questo modo i margini si sono ridotti notevolmente. La politica di Reliance è quella della “Vacanza bella e possibile”, destinazioni da sogno a prezzi contenuti e proposti con un buon rapporto qualità prezzo. Il panorama turistico deve rispecchiare la nostra realtà, tutti devono poter andare in vacanza. La vacanza non è un lusso ma una necessità. A nostro parere non esistono strategie diverse, se non semplicemente riuscire a soddisfare le esigenze degli italiani: è risaputo che non tutti hanno a disposizione grandi budget da destinare alle vacanze. Il nostro impegno è quello di rendere accessibile destinazioni considerate, fino a qualche anno fa, esclusive e costose. Reliance, avvalendosi di voli charter e proponendo strutture più semplici e con trattamenti di mezza pensione, ha reso accessibili a tanti, destinazioni considerate d’elite come Mauritius. Questa destinazione, infatti, fino a qualche anno fa, era proposta al mercato italiano come destinazione per pochi eletti dove la ricettività era proposta solo in alberghi di lusso. Questa politica commerciale si è rivelata vincente fino a portare Reliance tra i primi operatori italiani per numero di presenze e fatturato prodotto. Oggi Mauritius di Reliance è proposta anche in all inclusive con prezzi contenuti grazie alla gestione diretta del Calodyne sur Mer. Alla luce di quest’esperienza positiva stiamo applicando lo stesso progetto in altre destinazioni quali il Kenya e prossimamente Zanzibar. Antonella Pino D’Astore
Il primo volo giornaliero Roma – San Paolo di Varig La Varig, compagnia aerea brasiliana, inaugura il suo primo volo giornaliero dall’Italia. A partire dal 21 settembre un Boeing 767-300 opererà il collegamento da Roma Fiumicino a San Paolo, con uno scalo a Parigi. Il volo partirà da Roma alle 20.50 ed arriverà nella capitale brasiliana alle 06.50 del giorno dopo, ora locale, e ripartirà alle 23.59 per atterrare in Italia alle 19.15. VRG opera con il marchio Varig e nell’aprile 2007 è stata acquisita dalla compagnia low-cost brasiliana GOL. Attraverso questa acquisizione intende operare sul mercato internazionale, improntando la propria attività al modello di gestione proprio di una compagnia low-cost come GOL. L’introduzione del volo giornaliero, dopo i due inaugurati per Francoforte, persegue proprio tale modello di espansione. L’Italia, infatti, rappresenta per il Brasile un ottimo partner economico, sia per le importazioni che per le esportazio-
ni, e inoltre nel paese dell’America Latina è presente una delle comunità italiane più numerose al mondo, come dichiara Constantino de Oliveira Junior, presidente di GOL Linhas Aéreas Inteligentes (GLAI), la compagnia che controlla Varig: “Varig sta iniziando ad incrementare la propria operatività in Europa, dopo il lancio dei suoi due voli quotidiani per Francoforte. L’Italia è uno dei primi paesi a rientrare in questo processo di allargamento del network, viste le sue consistenti relazioni commerciali con il Brasile e con il resto del Sud America”. In Brasile Varig vola attualmente con 19 aerei, Boeing 737 e 767, a Brasilia, Belo Horizonte, Curitiba, Fortaleza, Fernando de Noronha, Florianopolis, Manaus, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro, Salvador de Bahia e San Paolo, e serve anche quattro destinazioni internazionali in Sud America ed Europa: Buenos Aires , Bogotà, Caracas e, appunto, Francoforte. Oriana Schembari
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Low cost in carrozza, low cost in carlinga
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on poche volte ci siamo posti la domanda, chissà perchè fra tanti settori che vi sono in giro, il fenomeno low cost è nato proprio in casa “compagnie aeree”? Dopotutto quest’ultimo non era altro che uno fra i tanti comparti dell’industria e del commercio: vi era il settore alimentare, quello dell’energia, quello ferroviario o marittimo…la lista, come ben si comprende, è pressoché infinita. Ma perché proprio al settore dell’industria aerea commerciale doveva spettare l’onore (e l’onere !) di questa scelta? Quando lo scorso gennaio abbiamo appreso la notizia che le nostre ferrovie avevano abolito le tariffe low cost sulla tratta Roma-Milano, la domanda, ancora una volta, si è riaffacciata alla mente.Certamente una prima scontata risposta che si può fornire è quella relativa alla deregulation: l’industria compagnie aeree è stata deregolamentata, ovvio quindi che in questo settore si sia sviluppato il fenomeno del principio delle libere tariffe, fra cui appunto quelle stracciate applicate dalle low cost. Ma la spiegazione, lungi dal dissipare i dubbi, contribuiva ad alimentarne ben altri: perché proprio il settore aereo è stato uno dei primi a venir deregolamentato? Non abbiamo sotto mano le cifre reali, ma sicuramente – senza alcun dubbio - sono molto più numerosi gli utenti che in Europa prendono il mezzo ferroviario che non quello aereo. Allora se veramente si puntava a favorire l’utenza europea, era molto più logico liberalizzare quella modalità di trasporto che interessava, e interessa tuttora, un maggior numero di cittadini. Ricordiamo che quando in Europa è stata varata la deregolamentazione dei cieli, il termine low cost era pressoché sconosciuto, quindi si può senz’altro affermare che la deregulation puntava solo ed esclusivamente a mettere in concorrenza fra loro gli operatori già attivi a quel tempo, permettendo così un abbassamento delle tariffe applicate; in altre parole non era scritto da nessuna parte che dalla deregulation doveva nascere il fenomeno dei vettori low cost. Più semplicemente ci si attendeva maggior concorrenza nel settore tariffario, sia fra i vettori tradizionali, sia con l’entrata in scena di nuovi vettori. Invece nell’industria aerea ha preso il
Tariffe low cost economicamente insostenibili per il mezzo ferroviario, ma sostenibili per il mezzo aereo? Cerchiamo di capirne di più.
via la vendita di un servizio che in alcuni casi è stato offerto a Euro, e in taluni altri, anche gratis. Lasciamo al lettore trovare un aggettivo adatto a definire cosa ciò abbia significato per una industria la quale, fino a pochi anni orsono, era vista come difficilmente abbordabile dalla generalità degli utenti, escludendo i viaggi d’affari pagati dalle aziende e i collegamenti turistici assicurati da vettori a domanda (charter). Un cambiamento a dir poco strabiliante e assolutamente inaspettato. Ebbene a gennaio di quest’anno le nostre ferrovie, dopo essersi cimentate nel lancio di una tariffa low cost, la hanno ritirata in quanto “il mantenimento dei servizi low cost su quella linea non è più economicamente sostenibile”. Questa spontanea ammissione di insostenibilità avviene per una azienda che: • non ha concorrenti diretti (almeno con lo stesso mezzo di trasporto); • non paga tasse di arrivo e partenze alle stazioni ove i convogli “atterrano”; • non deve pagare l’assistenza per il controllo movimenti a un ente autonomo esterno. Miliardi di spese non sostenute, quindi risparmiate se comparate invece con quanto debbono spendere le compagnie aeree, le quali nello svolgimento delle loro operazioni si confrontano con: • pluriconcorrenti diretti sulla stessa linea; • diritti aeroportuali in ogni aeroporto ove si arriva e si parte; • spese di assistenza al volo per ogni nazione attraversata; Quindi, malgrado il mezzo ferroviario si trovi ad operare in condizioni estremamente “agiate” e favorevoli, esso non è in grado di abbassare le tariffe,
anzi ha chiesto aumenti. Questa comparazione che abbiamo descritto, illustra eloquentemente per quale motivo era assolutamente impensabile che la monolitica struttura messa su dalle compagnie aeree tradizionali potesse mai giungere ad offrire una riduzione delle tariffe aeree applicate, salvo – come accaduto a qualcuno - di lasciarci le penne, e comunque conferma la consolidata opinione che low cost si nasce e non si può invece divenire grazie a improvvisate trasformazioni. Tornando comunque alla domanda sul perché proprio sul trasporto aereo si è abbattuto il fenomeno in esame, proviamo ad ipotizzare una risposta la quale risiede in un semplice termine: semplificazione. L’industria aerea si avvaleva di modalità di vendita del prodotto arcaiche, fuori tempo e complicate. Prenotazioni fatte con la regola dell’overbooking; complicate regole per costruzioni tariffarie; costosissimi sistemi telematici di prenotazioni; un sistema di vendite agenziali (Bsp per i passeggeri, Cass per le merci) altrettanto dispendiosi; pasti a bordo dati gratis anche in anni in cui le tariffe, per effetto dell’eccesso di capacità dei wide body, erano state già tagliate; e così ancora potremmo continuare a lungo con esempi di sprechi e complicazioni gestionali. Le compagnie low cost hanno evitato tutti questi fardelli, offrendo al passeggero solo il trasporto da uno scalo all’altro; qualsiasi altro servizio, se il passeggero lo vuole, lo deve pagare. Possiamo pertanto affermare che la ragione principale che spiega il successo finanziario delle vere compagnie low
Ethiad Airways: pronti a partire
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ettete insieme un’accattivante location nel quadrilatero della moda meneghino, il direttivo di una compagnia aerea di uno dei paesi più ricchi al mondo, camerieri tenori tra canapè e flute di champagne, intenti a stupire gli ospiti con lirismi canori, poltrone di first dai massaggi lombare e assetti di business sparsi in una sala gremita di giornalisti ed avvenenti hostess. Al Four Season lo scorso 7 Settembre è stata organizzata una serata per siglare un accordo rinnovato al fine di incrementare i rapporti degli Emirati Arabi con l’Italia. Ethiad, dal 2 settembre, opera collegamenti tra Milano ed Abu Dhabi con tre voli alla settimana e l’evento si verifica in un periodo nel quale le opportunità bilaterali di inve-
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stimento non sono mai state così promettenti. James Hogan, Ethiad Airways chief executive, ha dichiarato “mettendo a disposizione ogni settimana più di 1200 posti a sedere da Abu Dhabi verso Milano, Ethiad giocherà un ruolo di primo piano nella crescita dei legami commerciali e culturali tra gli Emirati e l’Italia. Sia i viaggiatori business che quelli leisure saranno in grado di viaggiare con maggiore frequenza e questo incrementerà il volume di affari di entrambi i paesi, soprattutto nel settore turistico”. Secondo i dati attuali, i rapporti commerciali tra gli Emirati e l’Italia ammon-
tano a 3,5 miliardi di euro nel 2006 con un incremento del 28% rispetto al 2005. Il volo Abu-Dhabi Milano Malpensa è attivo tre volte alla settimana: venerdì, domenica e lunedì. La partenza da Milano è prevista alle 12:45 con Abu Dhabi alle 20:55 (ora locale). Il ritorno dagli Emirati è stabilito alle 2:25 (ora locale) con atterraggio a Malpensa alle 7:05 del mattino. Ethiad volerà su Milano con un tre classi A330-200 confi-
cost, è dato dal fatto che questo settore era strutturalmente troppo complicato, con troppi benefici dati a passeggeri i quali fra l’altro, su talune rotte, potevano usufruire di tariffe già deregolamentate, molto tempo prima dell’avvio della deregulation. Le compagnie low cost, che non a caso sono state portate al successo da personaggi i quali non provenivano dal pianeta aviazione, hanno dimostrato che il mezzo di trasporto aereo, se alleviato dalle mille spese inutili che caratterizzavano le operazioni dei vettori tradizionali, poteva offrire tariffe molto contenute, anche perché i flussi di traffico mondiale sono profondamente cambiati dagli anni in cui le compagnie aeree ospitavano a bordo solo VIP, ambasciatori e personaggi famosi. Le low cost, prima ancora di aver rivoluzionato le tariffe, hanno rivoluzionato il sistema di costruzione e vendita del prodotto aereo, rifiutandone i sistemi tradizionali . Il particolare è forse troppo stato trascurato, presi come si era dal fare paragoni solo sui risparmi delle tariffe offerte ai passeggeri. Ora le ferrovie italiane ammettono che non possono praticare sui loro collegamenti tariffe di questo genere, e la cosa non ci sorprende affatto dal momento che una struttura monolitica che già è in rosso con tariffe “normali” non può certo pensare di lanciare tariffe low cost; quest’ultime eventualmente potranno venir applicate dalla futura Southwest della rotaia, ammesso e non concesso che davvero si arrivi a deregolamentare il settore ferroviario passeggeri. Ma su questo fronte le notizie non sono affatto rassicuranti sia nei tempi come nelle modalità applicative. Per il momento si sa che per le tratte della TAV vi sono quattro candidati, mentre per il trasporto locale è ancora tutto in alto mare. Non c’è niente da dire, la lezione è fin troppo chiara: le compagnie aeree hanno avuto troppa fretta e sono state troppo diligenti nell’ubbidire immediatamente a quanto le autorità UE avevano loro imposto, gli altri invece hanno messo in moto le loro lobby, e si sono guardati bene dall’implementare immediatamente quanto di loro competenza. Antonio Bordoni
gurato per il trasporto di 12 passeggeri in First Diamond Class, 26 in Pearl Economy Class e 164 Coral Economy Class, per un totale di 120 passeggeri. Prezzi lancio saranno offerti al fine di varare questa nuova sinergia e il volo verrà proposto a partire dalla tariffa eccezionale di 299 euro. Tre le aree destinate ai passeggeri di assoluto pregio: Diamond, Pearl e Coral. Ciascuna di queste nuove tre classi è stata ideata e disegnata per far sentire gli ospiti Ethiad coccolati da un’alta gamma di servizi impareggiabili. Valori aggiunti che hanno reso la compagnia vincitrice nel 2006 per il terzo anno consecutivo del premio “World’s Leading New Airline” e del premio “word’s leading flatbed seat” alla 13esima edizione dei “world travel awards”. Perv vivere il lusso degli emirati già a 10.000 metri. Eleonora Boggio
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EMIRATES - Presentati i B777-200LR personalizzati per il lungo raggio siness class e 216 coEmirates, la compaRiequipaggiato gnia aerea di Dubai, per il vettore opererà sulla tratta modi posti in Economy. L’aeromobile è dotato ha presentato il nuovo no-stop Dubai - San Paolo del sistema di intratteequipaggiamento dei nimento ice digital widescreen con oltre 10 Boeing 777-200LR già ordinati, portan1.000 canali di film, TV e game on dedo così a 108 il numero degli aerei della sua mand, un’offerta di gran lunga più ampia flotta. Il nuovo aeromobile è il cinquantesidi qualsiasi altra compagnia aerea. Infatmo Boeing 777 della flotta di Emirates. ti, oltre alla possibilità di un’ampia perTra i modelli più tecnicamente avanzasonalizzazione dell’intrattenimenti, il Boeing 777-200 LR farà il to a bordo, ice garantisce anche suo debutto sulla tratta no-stop una perfetta qualità del suono Dubai - San Paolo, operativa e una incredibile nitidezza dal 1° ottobre 2007, il primo dell’immagine grazie allo collegamento no-stop tra schermo personale di 23” in Medio Oriente e l’America Prima Classe, 17” in Business Latina. Questo stesso modele 10.6” in Economy. lo di Boeing opererà anche sulEmirates attualmente opera con la rotta Dubai-Houston, opera108 aeromobili equipaggiati nelle tre tiva dal 3 dicembre 2007. classi, inclusi 11 cargo, verso 93 destinaGrazie al riequipaggiamento creato per zioni in 59 Paesi. Tra le rotte aperte queEmirates, i passeggeri a bordo di questo st’anno: Venezia e Newcastle. ProssimaBoeing 777 godranno di comfort impamente: Toronto, San Paolo, Ahmedabad, reggiabile, con otto lussuose suite private in First Class, 42 poltrone lie-flat in BuHouston.
AEROFLOT ordina 22 Boeing 787 Dreamliner Aeroflot e Boeing hanno annunciato la firma di un ordine per 22 Boeing 787-8. L’ordine, del valore di 3,6 miliardi di dollari a prezzi di listino, è stato approvato ieri dagli azionisti. Aeroflot ha affermato che i B787 serviranno per il potenziamento della flotta di aerei wide body (a doppio corridoio), nonché per far fronte alla crescita della compagnia e della domanda. “Il 787 corrisponde in modo eccellente a molte delle nostre esigenze grazie alla sua efficienza, caratteristiche operative e comfort per i passeggeri” ha detto Valery Okulov, direttore generale di Aeroflot; “il 787 aprirà nuove opportunità mano a mano che modernizziamo la nostra flotta e ampliamo il nostro network internazionale”. Aeroflot non ha annunciato la selezione del fornitore dei motori per i suoi 787. “Abbiamo lavorato strettamente con Aeroflot per comprendere le sue esigenze” ha spiegato Craig Jones, vice presidente vendite per Russia e Asia centrale di Boeing
Commercial Airplanes; “il 787 rafforzerà la posizione di leadership di Aeroflot. E’ uno strumento per generare utili e per aiutare Aeroflot ad offrire un’esperienza nuova ai suoi clienti”. Boeing prevede una domanda per 3.500 aerei nei prossimi 20 anni per aerei di dimensioni medie come il 787. Il Boeing 787 Dreamliner è il primo aereo civile al mondo ad essere costruito principalmente in materiale composito. I suoi consumi per passeggero saranno del 20 per cento inferiori a quelli di aerei comparabili, con conseguente riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Sarà inoltre in grado di garantire decolli e atterraggi meno rumorosi e offrire ai passeggeri un ambiente interno con una pressione atmosferica e livello di umidità più simile a quella a terra, in confronto agli aerei precedenti. Il 787 Dreamliner è l’aereo passeggeri ad aver ottenuto il maggior successo commerciale nella storia dell’aviazione civile ancor prima di volare, avendo già ricevuto 706 ordini da 48 clienti.
DISTAL è il rappresentante vendite e promozione per l’Italia di VARIG VRG Linhas Aéreas S.A., che opera come VARIG, ha nominato Distal srl suo rappresentante per le vendite e per la promozione per l’Italia. I voli da Roma e San Paolo inizieranno il 21 settembre, e sono già aperti alla vendita, tramite le agenzie di viaggio e Distal. “Roma è una destinazione di importanza strategica per VARIG, e data la profonda conoscenza del mercato italiano e delle esigenze delle compagnie aeree internazionali e dei loro clienti, siamo lieti di annunciare il conferimento dell’incarico a Distal” ha detto Lincoln Amano, Direttore Commerciale di VARIG. «Siamo fiduciosi di poter contribuire fattivamente allo sviluppo del traffico fra l’Italia e il Brasile af-
fiancando una compagnia importante e dinamica come VARIG, in un momento di crescenti rapporti economici e di turismo fra i due paesi e tutto il sud America”, ha invece sottolineato Franco Pecci, presidente di Distal & Itr Group. «Distal & Itr Group è onorata di essere stata scelta da VARIG quale rappresentante di vendita e promozione per l’Italia” ha dichiarato Francesco Veneziano, vicepresidente commerciale di Distal & Itr Group; “Garantiremo al vettore brasiliano servizi a tutto tondo, da un team dedicato per prenotazione e biglietteria, effettuabile anche on line e attraverso call center, all’assistenza aeroportuale e biglietteria nell’aeroporto di Fiumicino”.
CONVIASA vola in Italia
Francesco Veneziano, vice-presidente commerciale di Cim Air, si è detto particolare soddisfatto della recente acquisizione e convinto che nell’immediato futuro la destinazione venezuelana crescerà considerevolmente, grazie ai rapporti commerciali con l’Italia e per la forte presenza di comunità di connazionali nel paese e in tutta l’America meridionale. “Senza dimenticare l’aspetto turistico per le bellezze naturali che il Venezuela offre, dall’Arcipelago di Los Roques all’Amazzonia, alla nota Isla Margaritas. Siamo convinti che la proposta di Conviasa possa rappresentare in tal senso un’importante e nuova opportunità per gli operatori italiani, trattandosi di una nuova capacità della destinazione”, ha aggiunto.
Operativi dal prossimo inverno 4 voli settimanali da Roma a Caracas Previsti nell’inverno 2007-2008 l’apertura di nuovi collegamenti tra Roma Fiumicino e Caracas. La compagnia nazionale venezuelana inaugurerà 4 voli settimanali operati con Airbus A340. Da Caracas sarà poi possibile raggiungere tutte le destinazioni interne del paese e le principali destinazioni dell’America Latina. La compagnia venezuelana sarà rappresentata da ora in poi in Italia da Cim Air. Il vettore affida alla società sia l’assistenza passeggeri e la biglietteria aeroportuale, che il settore cargo e la riscossione delle surchages per eccedenza bagaglio.
MERIDIANA torna a volare fra Milano Linate e Roma Dal 27 ottobre, Meridiana torna a volare sulla linea fra Milano Linate e Roma con due voli giornalieri operati in code share con la compagnia Eurofly. Gli orari prevedono il decollo alle 7,55 e alle 18,10 da Roma Fiumicino, con l’arrivo all’aeroporto di Linate dopo un ora, mentre il volo da Milano parte alle ore 9,45 e alle 20,10. Dopo circa un anno di sospensione di questa linea, sarà possibile scegliere di nuovo Meridiana ed Eurofly, per volare fra i due principali scali nazionali, acquistando questo servizio a tariffe molto competitive. La tariffa lancio di sola andata, prevista per questo collegamento è pari a 45 euro tutto incluso, è acquistabile sul sito internet www.meridiana.com, contattando il call center al numero 89 29 28 o nella propria agenzia di viaggi di fiducia. Inoltre, sul sito del tour
operator del Gruppo Meridiana, www.wokita.com è possibile organizzare tutti gli altri servizi collegati al proprio viaggio, sia di lavoro sia di piacere, scegliendo direttamente on line ad esempio l’hotel, l’auto a noleggio o il transfer. Meridiana, dopo l’annuncio del nuovo volo fra Roma e New York, che dal 16 novembre vedrà l’ingresso della Compagnia sui voli di lungo raggio con una tariffa lancio da 149 euro tutto incluso, con questo ulteriore collegamento consolida la collaborazione commerciale con Eurofly. Meridiana ed Eurofly hanno una flotta composta da 35 aeromobili fra questi 18 MD82, 4 Airbus A319, 8 A320 e 5 A330. Nel 2006 le due Compagnie hanno trasportato complessivamente 5,5 milioni di passeggeri.
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Azemar, in agenzia il primo catalogo annuale in Italia Voli speciali in partenza anche da Bologna
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e proposte di Azemar sono all’insegna del viaggio in luoghi incantevoli e suggestivi, caratterizzati dalla natura incontaminata, dallo scambio culturale e da un’ospitalità votata al benessere e al gusto dei dettagli e del comfort. Tour operator, caratterizzato anche per un turismo di lusso, propone nella sua programmazione annuale Sri Lanka, Maldive, Mauritius, Seychelles, Dubai. Alla fine di settembre presenterà il nuovo catalogo 2007-2008: 300 pagine, con descrizioni dettagliate di ogni struttura e una presentazione grafica molto esauriente e accattivante che, per la prima volta per un operatore italiano, illustreranno un’offerta valida per un intero anno, da dicembre 2007 a dicembre 2008. Abbiamo chiesto a Mariarosaria Campora, Amministratore Delegato Azemar, il perché di questa scelta innovativa. “Siamo i primi in Italia ad aver effettuato un’operazione del genere, grazie a un grosso sforzo organizzativo. Questo prodotto permetterà di poter effettuare vendite anche con un largo anticipo, facilitando la clientela e gli agenti di viaggio che potranno far fronte alle richieste di chi vuole programmare un viaggio previsto per agosto o settembre già a gennaio. Come ulteriore mezzo di lavoro abbiamo realizzato una copia agenzia con una rilegatura in cartone che sarà presente sulla scrivania di tutte le nostre agenzie”. Una politica che tende a favorire la prenotazione anticipata. “Certamente. Abbiamo previsto forti sconti per prenotazioni a 60 giorni dalla data partenza, anche ad agosto. E inoltre abbiamo potenziato ulteriormente il nostro booking, per far fronte alle innumerevoli richieste e seguire in maniera minuziosa ogni singola prenotazione, in modo da non far sentire il cliente un semplice numero di riferimento, ma un gradito ospite. Un centro prenotazioni altamente qualificato, che oltre alla classica programmazione charter, offre un reparto “su misura” che confeziona il pacchetto con voli di linea”.
Quali sono le principali novità previste dal nuovo catalogo? “Abbiamo una serie di nuove proposte molto belle che riguardano diverse destinazioni. Nelle Maldive, dove l’offerta comprende 12 strutture in cui 4 sono in esclusiva sul mercato italiano, quali Bandos, Bathal, Olhuveli e Vialemdho, abbiamo inserito la nuovissima Iru Fushi, una favolosa isola nel remoto atollo di Noonu; si trova nell’estremo nord delle Maldive, dove il turismo di massa non è ancora arrivato e dove abbiamo realizzato un resort di altissimo livello inserito in un contesto naturalistico unico, con spiagge molto ampie assolutamente incantevoli. tutte riconfermate a pieni voti. Mentre a Zanzibar, dove abbiamo tre esclusive per il mercato italiano, la novità per quest’anno è l’inserimento del Beyt al Chay, un piccolo e raffinato boutique hotel nel cuore della capitale Stone Town il, presentato per una clientela più dinamica e curiosa, per chi vuole organizzarsi con indipendenza la propria vacanza. Maggiore spazio daremo ai tour in Tanzania perché hanno riscosso molto interesse, combinati sempre con il soggiorno mare a Zanzibar. All’isola di Mauritius il Preskil Beach Resort, una struttura già molto conosciuta, a partire da dicembre sarà commercializzata in esclusiva da Azemar. Si tratta di un Hotel di categoria 4 stelle, dotato di tutti i confort, vari ristoranti, e attrezzature sportive. Come in tutte le strutture in esclusiva Azemar, ad accogliere i nostri clienti ci sarà un assistente residente a garanzia di un attento e curato servizio. Alle Seychelles è sempre molto richiesto il soggiorno suddiviso tra più isole in modo da avere una visione complessiva di questo fantastico arcipelago, e il nostro qualificatissimo booking è sempre disponibile per confezionare la vacanza in base alle indicazioni del cliente, avendo a disposizione ben 12 strutture con le esclusivissime isole/albergo, Silhouette, Denise e North Island. Siete molto conosciuti per offrire un’ospitalità di lusso, per clienti, per così dire, di prima classe. “È vero, il segmento di clientela top ogni
I Viaggi di Atlantide Porto Santo, un piccolo paradiso d’Europa Benessere e divertimento nell’isola portoghese
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ituata in mezzo all’Atlantico, a soli 40 km da Madeira, la piccola isola di Porto Santo regala paesaggi marini indimenticabili, natura incontaminata e un’atmosfera che ha conservato intatto il suo fascino. L’isola portoghese che ospitò Colombo, prima del suo viaggio alla scoperta del nuovo mondo, rappresenta un piccolo paradiso lontano dai grandi flussi turistici, godibile tutto l’anno per il costante clima mite, con grandi spiagge dalla sabbia dorata, nella parte sud una è lunga ben 9 km, e per le sue acque dai comprovati effetti benefici. Una destinazione che co-
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niuga, quindi, fascino storico, natura e benessere, tanto da essere definita “Caraibi d’Europa”. Il T.O. I Viaggi di Atlantide propone in esclusiva l’ospitalità nel moderno Atlantis Club Hotel Vila Baleira Thalasso Beach & Resort, un quattro stelle che dispone di 224 camere twin di cui 24 comunicanti e 32 junior suite con balcone; una piscina coperta riscaldata e una esterna di acqua salata, diving center, beach volley, oltre che una sala cinema con proiezione di film internazionali. L’hotel è il luogo ideale per trascorrere una vacanza in qualsiasi periodo dell’anno e si propo-
anno ci premia sempre di più; le migliori agenzie d’Italia si rivolgono a noi quando hanno il cliente che vuole il lusso e noi abbiamo selezionato le migliori strutture. E anche nei collegamenti con Male con il vettore Eurofly abbiamo contrattualizzato un ampio numero di Style Class in modo da poter soddisfare la sempre maggiore richiesta di volati in classe comfort”. Anche sul fronte aereo sono stati introdotti dei cambiamenti. “Sì, abbiamo un nuovo scalo di partenza da Bologna che si affiancherà ai collaudati Malpensa e Fiumicino; crediamo molto nello sviluppo di Bologna perché raccoglie un bacino di utenza molto ampio e che negli anni ci ha sempre dato ottimi riscontri. Mentre i collegamenti con Zanzibar saranno settimanali da Malpensa e Verona con voli charter Air Italy. Lo Sri Lanka è stata la vostra destinazione principe. Qual è la situazione dopo il recente disastro? E a Dubai, invece, che si è proposta considerevolmente sulla scena turistica internazionale in questi ultimi anni? “Consideriamo lo Sri Lanka la nostra se-
conda casa, è il posto più bello del mondo ma molto, molto sfortunato! La gente per anni lo ha ricordato per i problemi interni con i Tamil ed ora è legato al tragico ricordo dello Tsunami. Il turismo è pienamente ripartito ma con numeri decisamente al di sotto del passato; nonostante ciò ci stiamo prodigando per sostenere la destinazione. Tutta la programmazione tour e il soggiorno mare al Dickwella Resort è riconfermata. La programmazione per Colombo è ormai da anni consolidata con i voli Eurofly in partenza ogni martedì da Malpensa. Dubai ha molto spazio sul catalogo. È una destinazione sempre più in ascesa e la proporremo come long week-end 4 notti, una proposta per staccare la spina e farsi un viaggio in una località unica al mondo. Per noi è maggioritaria al momento la clientela che ci chiede Dubai o prima o dopo uno dei soggiorni mare nelle nostre favolose mete. La ormai ampissima offerta di voli che collegano quotidianamente l’Italia a Dubai, consente di poter modulare il soggiorno a Dubai in base alle singole richieste del cliente. Oriana Schembari
Per Reliance una nuova struttura in gestione a Mauritius Una Spa e un fitness center completano l’offerta del RelClub Calodyne sur Mer
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ituato nella zona nord dell’isola a circa 20 minuti dalla capitale Port Louis e a 15 minuti dalla rinomata località balneare di Grand Baie, il RelClub Calodyne sur Mer, riclassificato da poco 4 stelle, si affaccia su un’ampia spiaggia lambita dalle acque cristalline dell’Oceano Indiano; i 60 appartamenti sono tutti composti da due o tre camere da letto, aria condizionata, frigobar, scaldavivande, boiler, telefono, TV, terrazza o balcone. L’intimo ristorante a buffet e il bar, situati in posizione panoramica accanto alle due piscine scenografiche, sono ideali per godersi una piacevole pausa in totale riposo senza rinunciare alla cucina tipica italiana a cura dello chef Antonio. Tutti i servizi e le strutture sono organizzati per favorire il godimento della vacanza, fino alla possibilità di raggiungere con una barca, messa a disposizione gratuitamente da Reliance per i clienti, l’isolotto di Angel’s Escapade. All’interno del Calodyne sur Mer è inoltre possibile usufruire del biliardo e del campo da beach volley, oltre alla presenza di un’area per bambini,
ne inoltre come centro congressi, con 4 sale meeting completamente attrezzate per un totale complessivo di 500 persone di capienza. Gli ospiti dell’hotel possono usufruire del centro benessere Baleira Thalasso & Spa, dove la particolare ricchezza delle acque marine consente di effettuare trattamenti terapeutici ed estetici. Inoltre il campo da golf di Porto Santo è una vera meraviglia per i cultori di questo sport che hanno a disposizione un percorso dal paesaggio mozzafiato a picco sull’oceano. Di interesse geologico e faunistico i due isolotti disabitati vicini, le Ilhas Desertas e Selvagens. Molti altri i
dove possono giocare in assoluta tranquillità. Entro fine settembre saranno inaugurati anche la nuova Spa e il nuovo Fitness Center. Tra le altre attività proposte: sci nautico, canoe, diving, pesca d’altura ed escursioni in catamarano e barca con fondo di vetro. Perfetto per chi desidera quiete e comfort, ma anche per tutti coloro che vogliono una vacanza all’insegna dello svago, con appuntamenti diurni e intrattenimenti serali a cura dello staff di animazione firmata Reliance, con spettacoli di danze locali, musica dal vivo e serate danzanti.
punti dell’isola che meritano di essere visitati: tra questi, Portela, subito ad Est di Vila Baleira, Ponta de Calheta, a sud ovest, Fonte de Areia, posta sulla costa settentrionale dell’isola, Pico de Atalaia, Pico del Castelo e Pico del Facho. L’isola presenta dei siti di indubbio valore storico: da ammirare nel suo centro maggiore, la cittadina di Vila Balera, il monumento a Cristoforo Colombo, e la casa dell’esploratore genovese che ospita oggi un Museo Etnografico, oltre che alla Chiesa Matrice del XV secolo e alla fortezza di Sao José del XVII secolo. Oriana Schembari
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MADRID
milagro di movida
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Madrid “borbonica” del Settecento e dell’Ottocento è riassunta nel Palacio Real: storicamente, l’area sulla quale sorge la reggia è la culla dell’insediamento urbano. Qui era la casbah eretta dagli arabi nel IX secolo, qui si trovava sostituito nel Settecento dall’attuale Palazzo Reale - l’Alcázar da dove esercitavano il potere i sovrani della dinastia degli Asburgo, sempre qui si trovano le uniche tracce oggi visibili della cinta muraria eretta dagli arabi. Palacio Real, che al suo interno coniuga lo stile barocco con la tradizione delle residenze reali spagnole, si affaccia sull’ampia e semicircolare piazza d’Oriente, oggi isola pedonale e aperta nell’Ottocento come raccordo tra il palazzo e il resto della città. I suoi giardini sono ornati da venti statue raffiguranti i sovrani di Spagna – al centro, la statua equestre di Filippo IV – ed è occupata da un susseguirsi di caffè nella parte orientale. La successione delle loro terrazas è interrotta dal Teatro Real, fra i migliori templi dell’opera del continente non solo per la qualità delle rappresentazioni ma anche per la formidabile acustica dovuta anche – si narra - a un ruscello che scorre sotto il palco. Attigua al teatro è il Café de Oriente dove aleggiano nell’aria secoli di lirica e si apprezzano specialità gastronomiche che allettarono anche Papa Paolo Giovanni II.
I Così è, e le pare Lo scenario principale della Madrid verace resa popolare dalle zarzuelas – operette – era il quartiere di Lavapiés, retaggio del passato oggi in sceba solo durante le sagre e le celebrazioni in onore della città. In questo spaccato madrileno si svolge El Rastro, un mercatino delle pulci dove ogni domenica e festivi si trova di tutto – pare dal Seicento - mentre la Madrid ottocentesca trionfa in Plaza de Santa Ana, gremita di locali all’aperto e fulcro della vita teatrale della capitale per quanto riguarda la prosa. Sul suo lato orientale prospetta la bianca facciata del Teatro Español, nel cui cartellone figurano lavori di contemporanei spagnoli. Un omaggio alla letteratura del Siglo de oro si ha nel monumento dedicato all’autore teatrale Calderón de la Barca mentre non molto distante si trova – visitabile - la Casa de Lope de Vega e sulla medesima calle, all’angolo con calle León, una targa ricorda la casa dove morì Miguel Cervantes. Il grande autore è sepolto poco lontano, in calle Lope de Vega: curioso il destino che ha accomunato l’autore del Don Chisciot-
te e Lope de Vega, i quali in vita si odiavano e oggi hanno i luoghi di Madrid consacrati nella memoria l’uno nella via dedicata all’altro. La scoperta di questa zona di Madrid non può terminare senza un richiamo alla Calle di Atocha che si snoda lungo l’antica strada che collegava la città alla basilica di Nuestra Señora de Atocha. Al numero 85, si può ammirare quanto resta dell’antica tipografia di Juan de la Cresta, dove vennero stampate le prime copie del romanzo per antonomasia di Cervantes, El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha. A nord di questo concentrato di storia e cultura si snoda la Gran Via, la strada di più recente creazione del centro cittadino nonché principale arteria commerciale madrilena. I quasi due chilometri di questa trafficata via aperta nel 1918 sono tra i più affollati della capitale a qualsiasi ora del giorno e della notte e i suoi edifici svettano impavidi verso lo skyline con facciate che, improntate alla monumentalità, costituiscono un mosaico di stili: accanto al cemento combinato con vetro e strutture metalliche si ritrovano i canoni architettonici dell’edilizia signorile di fine Ottocento, il primo grattacielo madrileno - del 1929 ma in curioso stile neobarocco – e numerose facciate Liberty. E a proposito di questo stile, l’imbocco della Gran Via è caratterizzato dall’edificio Metropolis, palazzo in stile Liberty francese, la cui immagine ha fatto il giro del mondo. Un viale costellato di strutture ricettive, banche, cinema, assicurazioni e magazzini commerciali, il paradiso dello shopping e anche dei musical, con i teatri che aprono la stagione con produzioni nazionali e internazionali e puntualmente registrano un eccellente riscontro di pubblico.
easy jet, le ali d’Europa È la compagnia aerea a basso costo leader in Europa, offre un network di 292 rotte in partenza da 75 aeroporti in 20 paesi e possiede una flotta fra le più moderne al mondo costituita da 131 aeromobili, Airbus A319 e Boeing 737-700. Con oltre 850 voli giornalieri, easyJet trasporta quotidianamente oltre 100.000 passeggeri che dall’estate scorsa possono volare da Londra anche verso tre nuovi mercati fuori dall’Unione Europea, Marocco, Turchia e Croazia. Nell’agosto 2002 easyJet si è fusa con la compagnia low cost Go Fly, azione che ha contribuito alla rapida e consistente espansione registrata negli ultimi anni. In Italia e “nell’anno fiscale” 2007 easyJet opererà una scelta tra 49 collegamenti in partenza da 11 dei principali aeroporti italiani: Roma Ciampino, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Cagliari, Olbia Costa Smeralda, Palermo, Pisa Galileo Galilei, Rimini, Venezia Marco Polo e Torino Caselle. Le tariffe? Dall’Italia partono da 18,99 euro per un volo di sola andata, tasse aeroportuali incluse e senza permanenza minima nel paese di destinazione. Quanto alla franchigia bagaglio, easyJet ha introdotto quella più generosa d’Europa: non esistono limiti di peso sul bagaglio a mano. Non ci si stupisce, quindi, se la compagnia aerea ha riscosso ben 21 tra riconoscimenti, premi e menzioni d’onore.
Luciana Francesca Rebonato
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REPORTAGE
orge a cavallo sulle due Castiglie, Madrid, illanguidita dal Manzanares, piccolo fiume di cui, percorrendo la città, non si avverte quasi mai la presenza. Nel saliscendi topografico della capitale, piuttosto, scorrono fremiti di culture e di correnti artistiche sulle quali risplende la luce degli innumerevoli locali notturni: traghettata nell’ultimo ventennio del secolo scorso da Enrique Terno verso gli anni ruggenti della movida, Madrid è un’icona dell’Europa di Maastricht e del turismo internazionale, contesto nel quale la Spagna si aggiudica la medaglia di bronzo dopo Stati Uniti e Francia. Forte dei quasi cinquanta milioni di arrivi annui, la metropoli si concentra sull’attuazione delle più moderne infrastrutture di trasporto, in primis l’ampliamento dell’aeroporto di Barajas - è qui che atterra il novanta per cento dell’incoming iberico – seguito dai lavori di estensione dell’ AVE, la rete ferci più ricca del Vecchio Continente – roviaria ad alta velocità. campeggiano bacheche con cimeli di Riflettori puntati anche sulla creaziocampioni che hanno fatto la storia del ne di una “città dei musei” vicino al calcio. Museo Nazionale del Prado che, insieI Una e centomila me al Museo Nazionale “Centro de Arte Reina Sofia” e al Museo ThyssenInnumerevoli, le chiavi di lettura di Bornemisza, è stato recentemente ogquesta capitale. Poliedrica, colta, poligetto di restyling e di ampliamenti di glotta e avveniristica, soddisfa qualgrande respiro. siasi desiderio e ne promuove altri. Nel Un tris d’assi nel contesto delle pinacanovaccio di attrattive di cui è intescoteche, un viale dell’arte della destisuta non può mancare il centro storico: nazione che incentra la sua attrattiva per conoscere Madrid, infatti, si dosulle tele del tempo vrebbe sempre partirivolgendo sempre re da Puerta del Sol lo sguardo alle diche, a dispetto del Escorial, rettrici del futuro. nome, è priva di porelisir di Spagna Per questo il Prado, te. I quattro punti Monumentale, austero, alieno da troppo “piccolo” cardinali di questa ostentazioni di sfarzo: è il Real moper rispondere alla piazza conducono ad nasterio de san Lorenzo de El Escodomanda di intenaltrettante culture dirial, il simbolo stesso della Spagna ditori e appassionaverse: a nord le vie Imperiale, 207 metri per 161 di ti delle arti figuraticommerciali, a sud la granito grigio in cui è racchiuso il ve, ha recentemenMadrid più popolasogno di un sovrano, Filippo II. te inaugurato 29.400 re e verace di LavaA una sessantina da Madrid e pometri quadrati adipiés, a ovest la Masto sui primi declivi della Sierra biti a mostre temdrid agiata e a est, de Guadarrama si trova il colosporanee mentre al lungo Calle Arenal e sale complesso del monastero, reMuseo Nazionale Calle Mayor, la culla sidenza reale nonché pantheon di “Centro de Arte della città, con la sceuno dei più grandi sovrani del Reina Sofia” è ora nografica Plaza Paese: un ritorno al XVI secolo raddoppiata l’area Mayor, una rutilante che colpisce per la continua ricerespositiva. Presso il sequenza di ristoranca di una monumentalità che riMuseo Thyssenti e negozi che ancofugge la sontuosità. Sono embleBornemisza, infine, ra mantengono le matici, a tale proposito, gli amdal 2004 un seconvecchie insegne e che bienti in cui l’uomo più potente do edificio apre i sorge sul luogo dove, della terra decise di trascorrere gli in epoca medievale, suoi battenti ai visiultimi anni della sua vita. Annoaveva luogo il mertatori. verato nel patrimonio dell’Unecato cittadino. Il suo E se il Prado nel sco, il monastero si dispiega in un attuale impianto di mondo è soprattutsusseguirsi di sale capitolari e di imponente quadrilato Goya il settecenmusei arricchiti da chiostro, bitero formato da editesco ospedale di blioteca e basilica: in quest’ultifici porticati è dovuSan Carlos, il ricma, contenente ben 44 altari, si to a Filippo II e a Fichissimo museo di trova il Cristo in marmo bianco lippo III che concepiarte moderna e condi Benvenuto Cellini (1562). rono la piazza come temporanea Reina teatro di tutte le maSofia, è essenzialnifestazioni cittadine, mente Guernica di dalle esecuzioni capitali alle rapprePicasso con, a corollario, nientemeno sentazione dei drammi religiosi di Loche Mirò e Dalì. Dalle sale della storia pe de Vega passando per il pathos delnon si devono perdere le strade del le corride. Non molto distante è Plaza presente come le piazze e le fontane del del Conde de Barajas, dove si possono dio Nettuno o della dea Cibeles, queacquistare acquerelli e dipinti a olio st’ultima raffigurante la dea pagana open air, in un’atmosfera che rimanda dell’abbondanza e regolarmente scalaai toni impressionisti. ta dai tifosi del Real Madrid prima che Il triangolo formato da Plaza Mayor, l’ultimo sindaco proibisse questa fordalla basilica di San Francesco e dal Pama di esultanza. La società calcistica lazzo Reale coincide con il centro urpiù titolata d’Europa scandisce il ritmo bano voluto dalla monarchia asburgidello sport insieme ai suoi tifosi nelca: cuore del viejo Madrid, infatti, è il l’Estadio Santiago Bernabeu, costruito nel barrio de los Austrias, cioè degli Asbur1954 e coperto in occasione dei mongo, zona in cui la città conserva le tediali del 1982: dal cancello 3 si accede stimonianze architettoniche dei suoi alla Exposición de Trofeos del Real Madrid, primi due secoli di vita da capitale. La dove – oltre alla sala dei trofei calcisti-
REPORTAGE
A
Kuala Lumpur, capitale della Malaysia e della regione del Selangor, si arriva dopo dodici ore di volo diretto e confortevole operato da Malaysia Airlines da Roma (volo operato dall’Italia quattro volte la settimana martedì, venerdì, sabato e domenica . Anche se le 7 ore di fuso in più si fanno sentire, si ha subito la sensazione di essere arrivati in un posto davvero speciale. E non solo per gli intensi aromi di spezie che pervadono l’aria o per una lingua dal suono antico e divertente, ma soprattutto per quella “aura” di avventura e di mistero che avvolge questo splendido Paese conosciuto nelle nostre giovanili letture.
I Kuala Lumpur La città di KL (come la chiamano i malesi ma il significato è “città sul fiume fangoso), capitale politica dello Stato e abitata da oltre 1.500.000 persone, è l’immagine miniaturizzata dello sviluppo della tigre asiatica. Quella che ruggiva alla fine degli anni ’90 (ricordate che in qualsiasi capo di abbigliamento venduto in Europa c’era scritto Made in Malaysia ?) e che non ha smesso di farsi avanti, oggi più che mai, con a fianco il drago cinese e l’elefante indiano. E per capire la sua dinamicità e grande capacità commerciale (e probabilmente anche il nostro futuro di continente europeo) non c’è che un modo. Venire qui, nella capitale della “piccola Malesia”. Una città piacevole, inaspettatamente pulita, e soprattutto ospitale e vivacissima. Lo si intuisce subito appena messo il naso fuori il naso dai lussuosi e iperconfortevoli alberghi collocati in enormi e modernissimi grattacieli dove spesso la climatizzazione è davvero sempre al limite della prima glaciazione. Sorrisi, sguardi di una dolcezza inaudita e tanta, tanta voglia di conoscerti, di scambiare idee, di entrare in contatto con il mondo intero. Una sorta di comunicabilità innata che per noi europei, abituati ad un inutile riserbo, può sembrare “una cosa dell’altro mondo” . Ma questo è davvero “l’altro mondo” ! Una comunità numerosa fatta da milioni di persone di razze e religioni diverse che della tolleranza e della voglia di democrazia sembrano aver fatto la loro arma migliore. Un processo che, anche se non ancora definitivamente completato dopo la conquista dell’indipendenza politica dalla dominazione britannica, (31 agosto 1957 il cui 50° anniversario sarà festeggiato proprio quest’anno con grandi eventi www.tourism.gov.my/it ), si è comunque molto ben organizzato economicamente facendo del turismo la seconda industria del Paese dopo quella manifatturiera. Un esempio a livello turistico che, oltre ad essere un mercato dinamico in continua espansione rivolto a metà della popolazione del pianeta (cinesi, indiani, giapponesi !), potrebbe essere di riferimento per l’economia turistica italiana, non fosse altro per le geniali so-
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Il fascino dell’Oriente:
la Malesia vista da vicino luzioni impiegate. Lo Skyline di KL è davvero stupefacente ! Centinaia di enormi grattacieli in vetro dalle architetture futuriste e tradizionali che ricordano le origini della città; decine di lussuosi e affollatissimi shopping center dove le grandi firme del lusso internazionale (moltissime quelle made in italy) e dello sport americano la fanno da padrone; enormi centri commerciali ricolmi di qualsiasi tipo di cineseria esistente al mondo popolati da una umanità divertita e cordialissima; brulicanti arterie autostradali a tre/quattro corsie per ogni senso di marcia che spostano in ogni minuto un traffico immenso e caotico da una parte all’altra della città; una rete di sopraelevate solcate da una coloratissima monorail che ti porta in un baleno da un capo all’altro della città (6 linee rapidissime che si fermano ovunque); affascinati quartieri storici come il Merdeka Square (cuore coloniale della città e simbolo dell’indipendenza); Chinatown e Little India; il Palazzo Sultan Abdul Samad; la Menara Tower con il ristorante girevole (sempre pieno). Ma sono quasi infiniti i luoghi dove fare “esclusivamente e solo shopping” (basta chiedere di farsi accompagnare ad esempio nella Bukit Bintang Plaza) per rendersi conto che non è certo la Malesia che avevamo fantasticato con i racconti di Salgari! E poi ci sono loro. Una sorta di emblema, di simbolo inequivocabile di questa vivacità ed enorme dinamismo economico. Una presenza che domina uomini e cose, e che lascia davvero esterrefatti. Sono le Petronas Towers, le più alte costruzioni fatte dall’uomo (anno di costruzione 2001). Un segno tangibile di potenza e di dominio in acciaio e vetro alto 452 metri (88 piani) nelle quali sono contenuti sale da concerti, uffici, shopping center di lusso, ristoranti cinema multisala, e dalle quali si domina il mondo! E’ questa allora la bandiera dell’economia malese? Forse sì, ma non solo.
Salendo fino al 42° piano delle luccicanti torri (oltre 170 mt. d’altezza) e attraversando lo Skybridge (il ponte che le unisce e reso famoso dalla famosa pellicola Entrapment con Sir Sean Connery e l’attrice americana Catherine Zeta-Jones), il panorama è strepitoso. Ma si riesce, come da nessun altro posto in tutta la città, ad apprezzare l’abilità e l’ingegno urbanistico con cui questa grande città è stata rubata alla jungla. Un sistema ordinato che lascia spazio anche all’uomo (strano in una capitale orientale), e alla sua voglia di divertimento e di cultura. Ecco allora sotto l’ombra delle Towers il Taman Tasik Perdana o Lake Gardens, un enorme polmone verde di 92 ettari composto da diversi parchi (degli uccelli, delle orchidee, dei cervi, degli ibiscus il fiore che rappresenta la Malesia); il piccolo lago artificiale nel mezzo del parco Taman Tasik Titiwangsa, sulle rive del quale si erge la grande ruota panoramica “Eye on Malaysia” (da cui si vede tutta la città). Li vicino lo splendido Teatro Nazionale dal curioso tetto verde a forma di aquilone, sede anche della National Theatre Company e della National Symphony Orchestra che offrono sempre spettacoli di teatro e musiche tradizionali.
I L’oro di Malacca A circa due ore di strada in direzione sud-ovest (circa 150 km.), tra innumerevoli piantagioni di palma da olio che fiancheggiano una modernissima autostrada, si arriva a Malacca (Melaka), una delle principali città della Malaysia che diede il nome anche alla omonima regione. Verso la metà del ‘400 fu uno una dei grandi crocevia del sud-est asiatico per il commercio delle spezie, tanto da divenirne uno dei maggiori porti commerciali d’oriente ed entrare inevitabilmente nelle mire espansionistiche europee. Prima i portoghesi per 130 anni, gli olandesi poi per quasi 200 anni ed infine gli inglesi fino al 1957, resero Malacca un luogo magico dove cinesi, indiani, portoghesi, malesi, fusero le loro culture fino a farne uno strepitoso caleidoscopio d’arte e tradizione po-
polare. E questo straordinario vissuto Malacca lo offre, come una sorta di spontanea rappresentazione teatrale, in due momenti precisi della giornata, il mattino e al tramonto. Gli unici momenti nei quali il caldo e l’umidità qui fortissimi (oltre 33 ° con 90% di umidità), danno una breve tregua e permettono una visita. Il mezzo è il caratteristico “trishow” (una multicolore triciclo con conducente e addobbato con mille fiori di plastica), sul quale è possibile percorrere in maniera forse eccessivamente frenetica la cosiddetta Heritage Trail (letteralmente itinerario storico), ovvero un percorso che tocca i palazzi del potere portoghese (la Fortezza A Famosa), inglese (la splendida Fontana della Regina Vittoria) e olandese (la magnifica Chiesa di Cristo a due passi), attraversando a volte “pericolosamente” il dedalo di stradine dalle architetture basse e orientaleggianti, affollate di una brulicante comunità intenta fare mille mestieri e trasportare mille mercanzie. Ma è quando arriva il tramonto, dopo lunghe ore di sole accecante e cocente, che la città sembra trasformarsi e assumere un’atmosfera antica. Speciale. La luce dorata del tramonto scivola dolcemente sui tetti scuri delle piccole case affacciate lungo l’ansa del fiume che attraversa la città, rendendo al viaggiatore uno spettacolo ineguagliabile e tremendamente intenso. Un’intensità che dura purtroppo solo pochi minuti. Il tempo di un’istantanea e tutto viene inghiottito dalle incessanti e multicolori luci al neon di una città vivacissima. E’ infatti la notte uno dei momenti più coinvolgenti per chi arriva a Malacca. Le stesse brulicanti stradine (tra le quali è quasi impossibile orientarsi da soli) piene zeppe di negozietti e di ristoranti di ogni tipo, che di per sé stesse sono uno spettacolo nello spettacolo. Una fra tutte la sosta il Geographer, uno dei locali più trendy e frequentati della città (ricorda molto alcuni memorabili locali caraibici dove si sono fermati scrittori, politici, filosofi), dove sorseggiare un cocktail o gustare qualche piatto locale a base di pesce o pollo in salsa dolce o piccante. Per non parlare delle innumerevoli bancarelle in Jonker Street, una sorta di immenso mercatino a cielo aperto, dove si vende tutto ciò che uno può cercare, conquistato allegramente, dopo estenuanti trattative “commerciali”. Già perché ai malesi piace mercanteggiare con gli stranieri. Piacere piacevolmente ricambiato che va oltre la semplice trattativa per qualche RM in più o in meno (4,5 RM sono uguali ad 1 Euro). Ecco allora finalmente dare sfogo allo shopping artigianale tanto sognato, fatto di splendide borse in seta finemente ricamate, ciabattine elegantissime dalla suola in tek, simpatiche collanine con pietre dure, antichi mobili vittoriani, argenti e oggetti in peltro finemente cesellati, ogni tipo di scatole e scatolette intarsiate spedibili all’istante in qualunque parte del mondo desideriate. Il tutto avvolto da odori, profumi e rumori intensissimi che vertiginosamente stordiscono al punto di non poterne più fare a meno. Interrotti solo da una improvviso quanto violento acquazzone tropicale che bagna tutto e tutti, dopo il quale tutto ritorna come prima. Sono solo le umide luci dell’alba a rimettere a posto cose e persone, ridan-
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do quel aspetto originale e turistico che la città si appresta ad offrire per l’ennesima volta.
I L’Isola di Penang A poco più di un’ora d’aereo da Kuala Lumpur nel cuore dello Stretto di Malacca (braccio di mare che divide la penisola malese dall’isola di Sumatra), c’è l’isola di Penang, conosciuta come una delle mete balneari più importanti e recentemente collegata alla penisola malese con uno dei ponti stradali più lunghi dell’Asia (13,5 km.). Densamente popolata da una maggioranza cinese (oltre 1.200.000 abitanti), Penang fu un tempo famosa per il commercio delle spezie e per lunghe spiagge sulla Batu Ferringhi. La delusione è tanta quando ci si accorge che, nonostante i lussuosi e accoglienti hotel come il Park Royal Hotel (consigliato in particolare a chi ama i sigari in quanto propone una ricca “carte” di puros e distillati) o il raffinato Shangri-La’s Rasa Sayang (l’unico al mondo ad avere una spa giapponese) entrambi immersi in una vegetazione lussureggiante e a ridosso della spiaggia, sia addirittura impossibile avvicinarsi al mare, tale sono nauseabondi gli effluvi che ne arrivano per il forte inquinamento (gli stessi hotel accessoriati con strepitose piscine, ne sconsigliano l’accesso). Non resta che vedere sotto un sole umido e cocente, la bella capitale Gorge Town ricca di palazzi governativi inglesi oggi passati ad un governatorato cinese (tra tutti lo stupendo Easter and Oriental Hotel) e la straordinaria zona sacra di Larong Burma, nella quale sono collocati molti templi buddisti con statue e edifici finemente decorati in oro zecchino e lacche antiche. Tra tutti il Wat Chaya Mangkalaram dove viene custodito il più grande Buddha Disteso esistente in Asia (35 metri) e meta di numerosissimi visitatori e pellegrini. Un luogo nel quale si accede come in tutti senza scarpe, ma assolutamente da non perdere ! Se poi si vuole provare un’emozione forte (provare per credere), beh, non resta che andare nel quartiere di Air Itam, appena fuori Gorge Town, ed arrampicarsi lungo un infinito tunnel (con
un caldo umido soffocante e senza aria) fatto da centinaia di bancarelle strette l’una all’altra, fino al monumentale e strepitoso tempio di Kek Lok Si. Guardarlo dal fondo della strada sovrastare la collina tra la natura selvaggia che lo circonda, è uno spettacolo che da solo vale il viaggio a Penang ! Al suo interno la Grande Pagoda dei Diecimila Buddha (un gioiello architettonico di grande bellezza dai colori intensi), il grande tempio con il Buddha donato dal Re thailandese Bhumibol e l’immensa statua dorata di Kuan Yin, dea della Misericordia, che con oltre 30 metri d’altezza sovrasta, imponente, l’intero complesso sacro. Oppure visitare il Tropical Fruit Farm, un giardino di 25 ettari immerso nella jungla più bollente del sud-est asiatico, dove crescono (ed è possibile anche assaggiarli) innumerevoli tipi di frutti tropicali mai visti, tra i quali domina il Rambutan (un grosso chicco biancastro e gelatinoso contenuto in un riccio tenero pieno di peduncoli) o il Durian (un’enorme zucca verde spinosa) entrambi dolcissimi e dissetanti.
I Un salto in cucina La cucina malese, come tutta la cucina orientale, è quanto di più lontano possa esserci dai nostri gusti e sapori, e anche abitudine. Qui ci è parso che il concetto di “mangiare” sia più vicino al bisogno fisiologico di “sfamarsi” (bisogno che ricorre più volte nella giornata), che non all’aspetto conviviale che noi, occidentali dai gusti essenziali, attribuiamo ad un momento preciso della giornata per assaporare la cucina o stare assieme agli amici. In Malesia esistono tre tipi di cucine che si ritrovano un po’ ovunque: la cinese, l’indiana e la malay. Quest’ultima, locale, non è altro che l’insieme delle due precedenti. Naturalmente il riso è la base di alimentazione più comune e lo si trova impiegato e aromatizzato in centinaia di modi (incluso nel gelato con il fagioli neri e latte di cocco che è una vera delizia).In un paese a maggioranza mussulmana, la carne di maiale e l’alcool naturalmente sono banditi da qualsiasi tavola (quindi niente vino, birra o al-
colici), ma sono comunque serviti solo ai turisti che li pagano moltissimo. Per il resto l’acqua di rubinetto resa potabile, è la bevanda che alla fine va per la maggiore. I piatti sono quindi a base di pesce, pollo e manzo, presentati e conditi in mille diverse maniere, con un mix di spezie dai sapori fortissimi, che quasi sempre mescolano il sapore dolce del latte di cocco tipico della cucina cinese e tailandese, con quella piccante della tradizione indiana. Tra tutti i piatti di riso, comunque moltissimi, indichiamo il nasi dagang (cotto nel latte di cocco e aromatizzato con tonno al curry), il nasi lemak ( stessa cottura ma con acciughe, calamari e uova) e l’immancabile nasi kerabu (con erbe aromatiche e pesce salato). Quando si parla di carne, non si possono non citare i gustosissimi Otak-otak (marinatura in vari tipi di spezie dolci o piccanti, avvolti in foglie di banano e grigliati), l’itik tim (anatra accompagnata con verdure), il Kurma (la carne al curry di origine indiana), e il famoso pollo tandoori cotto delicatamente in un forno di pietra. Sono davvero moltissimi i piatti da gustare, tutti super speziati al punto che spesso è difficile distinguerli e catalogarli con doverosa precisione. Ma alcuni, oltre ai citati, sono rimasti più degli altri nella “memoria storica” del nostro palato, assaggiati rigorosamente negli innumerevoli ristorantini che si incontrano per la strada. Sicuramente il Air Itam laks , una sorta di gustosissimi spaghetti di riso mescolati ad una salsa di pesce molto densa e piccante, e gli irresistibili Keropok, una sorta di cracker malesi fatti con pesce o gamberi fritti a cui è difficile sottrarsi. Una vera delizia !.
I Banghurius Homestay L’impressione è quindi che ovunque in questa parte del mondo le cose, i mercati, le persone, corrano a mille. Consumi, investimenti, mobilità, sono esasperati e portati ad un limite davvero estremo. A scapito, forse, di una fascia sociale intermedia che non è comunque rimasta a guardare. E’ il caso di Banghurius Homestay, un progetto di valorizzazione agro-rurale realizzato nelle vicinanze del mitico circuito di formula 1 e motociclistico di Sepang, a pochi chilometri di distanza dal KLIA (l’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur), dove la comunità di un villaggio dedita all’agricoltura si è stretta attorno ad un progetto che va controcorrente. Invece di offrire modernità e lusso, rintracciabili ovunque nel paese, gli abitanti saldamente ancorati alla più vera tradizione agricola, hanno investito i loro destini nel turismo in campagna e nelle lavorazioni artigianali. Case piccole ma accoglienti immerse in enormi piantagioni di palma da olio dove è possibile toccare ancora con mano la tradizione e la cucina locale, fuori dai consueti itinerari turistici. Un’offerta sicuramente trasversale ed interessante che, nonostante sia ancora prematura e segmentata solo per alcuni mercati orientali, è sostenuta con vigore dal governo malese che ne condivide l’utilità per riuscire a dare benessere anche ad un’economia agricola soffocata dalla cementificazione inarrestabile delle metropoli. Info : Ente del Turismo della Malesia a Milano Tel. 02 796702 www.tourism.gov.my/it o e-mail info@turismomalesia.it Testo e foto di Davide Pavanello
In Finlandia anche in inverno Registrato un + 8,5% di italiani nel primo trimestre 2007
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ono ancora in crescita le presenze degli italiani in Finlandia. Dopo un anno molto positivo (il 2006 aveva chiuso con 163.000 pernottamenti italiani e una crescita del 11,8 % rispetto al 2005), il 2007 sta ampiamente confermando questa tendenza. Le statistiche dei primi tre mesi, infatti, registrano un + 8,5 % di crescita nel periodo gennaio/marzo 2007, rispetto allo stesso periodo del 2006, pari a 27.141 pernottamenti italiani. Il solo mese di marzo ha fatto registrare un aumento del 21,7 %, mentre la crescita di febbraio è stata del 12,7 %. Helsinki e la Lapponia,
con le sue principali stazioni turistiche e di sport invernali, sono le aree che hanno registrato le maggiori percentuali di crescita delle presenze italiane nell’ultimo inverno. «Un’ analisi significativa - ha commentato Ritva Toivonen, direttrice dell’Ente Nazionale Finlandese per il Turismo per il mercato italiano - dalla quale emerge che sempre più italiani hanno scelto per le loro vacanze i mesi migliori nell’inverno finlandese, caratterizzati da neve abbondante e giornate lunghe e soleggiate, dove godere pienamente delle attività all’aria aperta nel ‘mondo infinito della neve’, come definiamo noi il nostro magico periodo invernale».
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Pennsylvania, il sogno americano
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ra tutte le metropoli e le regioni statunitense, forse la Pennsylvania non è tra le più note. Eppure questo stato può essere considerato, molto più di altri, il cuore della storia americana, di cui è testimone e simbolo. È qui, infatti, che venne firmata la Dichiarazione d’Indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1776. Nella città di Philadelphia si trovano numerosi luoghi e oggetti storici legati proprio alla nascita degli Stati Uniti: l’Independence Hall, dove fu firmata il famoso atto che sancì la libertà delle 13 colonie americane e dove venne redatta la Costituzione, la Liberty Bell, la casa di Betsy Ross la sarta che cucì la prima bandiera americana, dove si trova anche il Liberty Bell Pavillon, in cui è custodita la campana che annunciò la sconfitta degli inglesi. Notevoli sono i siti d’interesse culturale, con una forte presenza di musei e gallerie assolutamente da visitare. La Fondazione Barnes raccoglie una collezione di diverse tele di Renoir, Cézanne, Matisse, Picasso e numerose opere di Van Gogh, Degas, Gauguin, Manet, Monet e Seurat; non mancano rari esemplari di artigianato, sculture, lavori in ferro battuto provenienti dall’Africa, dall’Asia e dai nativi americani, e preziosi reperti Egiziani, Greci e Romani: una collezione veramente straordinaria. A questa si affianca il Philadelphia Museum of Art, terzo in tutti gli USA per numero di opere esposte, che presenta collezioni provenienti dalle Americhe, dall’Europa e dall’Asia. Da non dimenticare il Rodin Museum che ospita la maggiore quantità di opere del celebre scultore parigino, fuori dal territorio francese. Ampio spazio è poi dedicato a numerose e pregevoli testimonianze dei maggiori artisti americani contemporanei e non. Anche gli amanti della musica classica e del balletto trovano in Philadelphia notevoli momenti d’interesse: basti citare la Philadelphia Orchestra - in passato diretta da Riccardo Muti - il corpo di ballo Philadanco e il Kimmel Center. Questi luoghi evidenziano la particolare fioritura culturale di cui gode la città, che le dona un’atmosfera vivace e dinamica, rendendola particolar-
mente adatta al divertimento e allo svago. Il Center City, che si sviluppa nei dintorni di Market Street, è sicuramente la zona più moderna e commerciale di Philadelphia, in cui si trovano i migliori ristoranti e alberghi, e ha come edificio principale la City Hall, sede della vita politica e amministrativa della città. Nella zona, ricca di locali e di divertimento, soprattutto nei fine settimana e nei periodi festivi, merita sicuramente una visita la Pennsylvania Accademy of Fine Arts. Anche il resto della Pennsylvania merita un attento tour, a partire dalla graziosa cittadina di Bradford, nell’estremo Nord dello Stato, che ospita la fabbrica/museo/negozio del celebre accendino Zippo. Così come per un altro oggetto cult della nostra epoca, la regione testimonia il proprio ruolo trainante nella storia degli Stati Uniti: a York, cittadina distante circa 100 miglia da Philadelphia, è presente l’unica fabbrica/museo della Harley Davidson, dove è possibile visitare le esposizioni che raccontano la storia dello stabilimento e illustrano il processo di realizzazione ed assem-
blaggio dei pezzi. Inoltre a rendere York una destinazione ideale per le famiglie è il Kid’s Rally, un’area dedicata e progettata su misura per gli ospiti di età fino ai 12 anni. Un altro importante simbolo degli Stati uniti ha qui la sua collocazione. La cittadina di Hershey, a circa due ore di auto da Philadelphia, è sede della più importante fabbrica di cioccolato del paese. La capitale del cioccolato propone un centro d’accoglienza per turisti, che oltre ad avere un’enorme rivendita di prodotti Hershey offre un tour che trasporta i visitatori attraverso le fasi della fabbricazione del cioccolato. Per i più golosi sarà imperdibile la visita a Hershey Park, il parco dei divertimenti a tema dove tutto ricorda il celebre cioccolato. La regione conserva intatte le tracce di un passato non molto lontano e infatti nella contea di Lancaster è presente una delle più numerose comunità Amish degli Stati Uniti. Gli Amish sono una comunità dicontadini e artigiani che vive in campagna secondo regole ispirate alla povertà e alla umiltà e al rispetto della natura. Rifiutano le automobili, l’elettricità e ogni stru-
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Oriana Schembari
Blue Panorama si propone come vettore di riferimento da Malpensa
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con tutti i punti del mondo incluso Cina, Giapiamo disponibili per divenire il vettore di pone, Australia, Sud America e località come San lungo raggio di riferimento per l’attività Francisco, Los Angeles etc, trasportando 300 pasintercontinentale e internazionale da Malpensa». Ha così dichiarato il presidente di Blue seggeri in due classi e con 15 tonnellate di merce. Panorama Airlines, Franco Pecci riferendosi al« Con questi aeromobili - ha spiegato Pecci - Blue lo scalo lombardo ed ai suoi collegamenti alla luPanorama Airlines avrà una flotta di lungo raggio comce degli sviluppi della vicenda Alitalia. «E’ nostra posta da 10 aeromobili, i 4 B787, 4 Boeing 767 e 2 intenzione – ha continuato Franco Pecci - dialogaBoeing 757, che possono permettere di operare da Malre con le istituzioni lombarde per portare avanti quepensa voli intercontinentali per circa 60 rotazioni a setFranco Pecci sto progetto. Blue Panorama Airlines ha posizionatimana». La proposta è stata rivolta alle istituzioto d’altronde il 70 per cento della propria flotta su Malpensa ed ha ni lombarde guardando anche al mercato domestico e alle trasportato nell’ultimo anno un milione e mezzo di passeggeri sul destinazioni europee, in quanto Blue Panorama Airlines ha proprio network». Il presidente di Blue Panorama Airlines ha nella propria flotta aeromobili di medio e corto raggio, Boeing ricorda anche che la compagnia sarà la prima in Italia e la 737-300 e 737-400 (5 in totale) e ha sviluppato un proprio seconda in Europa ad avere in flotta 4 aeromobili di nuova brand low cost, Blu-express.com, che opera anche da Malgenerazione Boeing 787, a partire dal 2009, che possono vopensa su destinazioni nazionali, sull’asse Malpensa-Fiumilare no stop per 17 ore e collegare direttamente Malpensa cino e su altri aeroporti europei.
Costa Serena, l’ammiraglia dei record opo il varo tecnico alla sede Fincantieri di Sestri Ponente, Costa Serena, la nuova ammiraglia della flotta Costa Crociere, è stata battezzata il 19 maggio scorso a Marsiglia. Gemella della Costa Concordia, entrata in attività nel luglio 2006, Costa Serena è con questa la più grande nave passeggeri battente bandiera italiana e, quanto a capacità, la più grande nave passeggeri europea. Lunga 290 metri, larga 35 ed alta 69, ha una stazza di 114.000 tonnellate ed è in grado di ospitare fino a 3.780 passeggeri nelle sue 1.500 cabine, 920 delle quali sono esterne (345 con finestra, 505 con balcone, 70 suites con balcone). Costa Serena dispone inoltre di 5 ristoranti, di 4 piscine (due dotate di copertura semovente di cristallo, una a poppa e una al centro della nave, di cui una con maxi schermo di 18 mq), della più grande area esterna interamente copribile a bordo di una nave (3.500 mq), utile per usufruire delle piscine anche nel corso delle crociere invernali nel Mediterraneo, nonché di un simulato-
mento tecnologico moderno. Per chi è affascinato da questo modello di vita semplice e naturale è possibile trascorrere una giornata tra le fattorie, a passeggio su i tipici buggies tirati dai cavalli. Un mondo diverso, quindi, rispetto a quello che immaginiamo pensando all’America, che d’altronde è, come sappiamo, un coacervo di diversità affascinanti. La Pennsylvania ne è un efficace esempio, con una serie di particolarità che la rendono unica. E allora per chi volesse maggiori informazioni, l’ufficio turistico della Pennsylvania è rappresentato in Italia da Master Consulting, con sede a Roma in Via Aureliana, 53 che può essere contatto tramite l’indirizzo mail info@mastercons.it o attraverso il sito www.flyeastcoast.com
re di auto da Gran Premio, che riproduce la corsa di una vera monoposto da gara. Ancora, è da menzionare l’area benessere Samsara, che coi suoi 2.154 mq è tra le più grandi esistenti su una nave da crociera, ed è collegata direttamente a 99 cabine, di cui 12 suite. Gli interni della nave sono opera dell’architetto statunitense Joseph Farcus, e sono ispirati alla mitologia greca e a quella romana. Ben 5.990 le opere d’arte presenti a bordo, di cui 440 originali: a eseguirle, 34 artisti internazionali. Con l’entrata in servizio di Costa Serena, la flotta Costa raggiunge il numero di 12 navi. Tre nuove unità sono state ordinate alla Fincantieri: una gemella di Costa Concordia e Costa Serena, prevista per la primavera 2009 e in costruzione allo stabilimento di Sestri Ponente; e due navi gemelle (la prima avrà nome Costa Luminosa) da 92.700 tonnellate di stazza, allo stabilimento di Marghera, che dovranno entrare in attività rispettivamente nella primavera 2009 e nel marzo 2010. Virgilio Zanolla
MSC Orchestra, la nuova ammiraglia
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SC Orchestra, la nuova ammiraglia della flotta MSC, è stata inaugurata nel porto di Civitavecchia il 14 maggio scorso dalla madrina Sophia Loren. “Genova e la Liguria si confermano aree di successo per MSC Crociere: la prova l’abbiamo, di anno in anno, nella costante crescita di quest’importante bacino di utenza”, aveva detto per la compagnia Leonardo Massa, direttore commerciale Italia, Spagna e Portogallo; definendo altresì l’approdo genovese “home-port fondamentale per la compagnia e porto di riferimento per le partenze da tutto il Nord Italia 365 giorni all’anno”. Per l’anno in corso, infatti, col posizionamento delle MSC Musica, MSC Sinfonia ed MSC Orchestra, sono previsti nel capoluogo ligure oltre 100 scali, per un movimento passeggeri che supererà le 400.000 unità, e un incremento della presenza della compagnia del 45%. MSC Orchestra è lunga oltre 298 metri, larga 32 ed alta 60 e registra 94.000 tonnellate di stazza; dispone di 1.275 cabine, di cui l’80% esterne e il 65%
con balcone; nei 13 dei suoi 16 ponti di pubblico accesso si trovano 22.000 mq. di aree comuni, con 7 poli spettacolo a tema, una pool area di 3.275 mq dotata di 2 piscine e 2 jacuzzi, e la Beauty & Mind SpA di 1.200 mq. Unica nave del 2007 interamente progettata da architetti e designers italiani, è una sintesi di eleganza, gusto e personalità di spiccata tradizione italiana, con ambienti funzionali e spesso di grande raffinatezza, disegnati dallo studio De Jorio, ispirati agli stili novecenteschi e impreziositi da un gran numero di opere d’arte: pannelli, tele, affreschi, trompe l’oeil, ceramiche artigianali, sculture in marmo e in bronzo patinato, dovuti ad artisti di vari paesi. La cucina è un altro dei suoi punti di forza, proponendo il meglio dell’offerta gastronomica di varie tradizioni, e sempre con piatti di altissima qualità; da provare, per i palati più esigenti, il ristorante à la carte 4 Seasons e lo Shangai Chinese Restaurant. V.Z.
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Ci scusiamo con i nostri lettori se in questo numero di Travelling Interline International non sono state inserite le offerte di viaggio. Le proposte sono consultabili nel sito
www.interlinegroup.it aggiornate quotidianamente, oppure vi invitiamo a rivolgervi alla segreteria dell’Interline International Club. Nel prossimo numero, come sempre, saranno nuovamente pubblicate le offerte riservate ai dipendenti del settore. SERVIZI A TERRA Per prenotare i soli servizi htleri potete farlo direttamente on-line entrando nel nostro sito
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