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Giuseppe Notaro

L’amante di Jacopo Salviati

e altre storie


Giuseppe Notaro

L’amante di Jacopo Salviati e altre storie

SocietĂ 

Editrice Fiorentina


© 2011 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it blog www.seflog.net/blog facebook account www.facebook.com/sefeditrice twitter account www.twitter.com/sefeditrice isbn 978-88-6032-174-9 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata Immagine di copertina di Gabriele Mossa (per gentile concessione) Copertina a cura di Studio Grafico Norfini (Firenze)


ringraziamenti

L’autore e l’editore sono riconoscenti a Gabriele Mossa che ha voluto immaginare e dipingere, con straordinarie sensibilità e perizia, i volti di talune delle protagoniste dei racconti. Un particolare ringraziamento va a Bruno e Lilia Moretti per i consigli e l’incoraggiamento dati all’autore.

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presentazione

Giuseppe Notaro raccoglie in questo nuovo libro il frutto maturo di una radicata passione, che è quella dell’osservare, con sensibile partecipazione, l’animo umano, di cui sa cogliere i chiaroscuri più tenui all’interno di archi cronologici talvolta ridotti alla minima durata, quale può essere, ad esempio, il tempo che occorre alla madre per farsi leggere l’ultima breve lettera scrittale dal figlio prima di cadere sul fronte di guerra. Potremmo forse dire che tutte le storie vere con cui l’autore è entrato in contatto nella sua attività professionale – e alle quali ha dovuto dare, come artefice di documentazioni, vesti esclusivamente formulariali – hanno costituito un immenso patrimonio cui attingere, per narrare, questa volta liberamente, le sue storie, il tutto con partecipazione e insieme con un velo di disincanto; con solidarietà umana, ma senza sentimentalismi; con un senso del tragico, allietato comunque da un lieve sorriso consolatorio. Ecco, questi sono a nostro avviso i tratti fondamentali del rapporto tra Notaro e i suoi personaggi, fra l’autore e le sue storie (e dunque, in ultima analisi, tra il narratore e il lettore), sulle ali di una penna leggera e scorrevole, che sembra voler nobilmente restituire alla scrittura quell’antica e sempre più compromessa (nell’età dell’immagine superficiale e prepotente) capacità di rappresentare i sentimenti umani. Franek Sznura Presidente dell’Accademia Valdarnese del Poggio

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l’amante di jacopo salviati e altre storie


Storie nello sport


una bicicletta chiamata serafina1

Le biciclette appoggiate alla parete del mulino vecchio, le une addosso alle altre, sono in attesa della punzonatura che precede la gara. Come ogni anno, essa è organizzata in occasione della sagra paesana che si svolge nella stagione della vendemmia. È un tripudio di odori e di sapori, una sorta di celebrazione pagana che ripete di volta in volta il miracolo della natura, con i suoi riti e le sue cadenze che paiono sacre: il mosto cotto di sole che sembra voglia ubriacare l’aria, i buoi ruminanti che trascinano con solenne lentezza i grandi carri colmi di grappoli dal profumo intenso e dolciastro. Intorno la sensazione che l’atmosfera sia percorsa da qualcosa di elettrizzante. Lungo la strada la linea del tram, inaugurata da poco, che conduce in città, con le sue rotaie luccicanti, le quali corrono l’una accanto all’altra, tuttavia destinate a non incontrarsi mai. Pinìn lo strillone, venduti i giornali, va anche lui a scuola. Ma mentre gli altri hanno sul grembiule il gran fiocco annodato alla perfezione, quello suo è liso e stinto, sicuramente portato da generazioni di Pinìn precedenti. La bicicletta con la quale s’è iscritto alla gara lui la chiama Serafina: è un collage variopinto di tante vecchie biciclette che hanno lasciato al tempo e ai rifiuti pezzi della loro storia. Qualcuno per Pinìn ha messo insieme quei pezzi e le ruote paiono in grado di correre veloci. Pinìn promette al “Gattaro”, lo scemo sordomuto del paese:   Racconto vincitore del Premio Panathlon 2007.

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«Oggi, vedrai, io vincerò!» e sorride con la sua larga bocca di fanciullo cresciuto in fretta. Il Gattaro non comprende, ma sorride anche lui. Così ha inizio, fra voci concitate e schiamazzi, la gara ciclistica. Le biciclette nuove sfrecciano veloci. Quella di Pinìn non è da meno. Infatti, a una a una, risucchia quasi tutte quelle che stanno avanti. Ma ecco che comincia a cadere un’acquerugiola fine e intensa. La fila si allunga a dismisura che pare un serpente, un serpente che taglia le curve e sembra voler divorare la strada. Nella discesa la velocità aumenta tra convulse impennate e affannosi sussulti. Poi nel piano il gruppo si raggomitola. La pioggerellina ora scende a vento e spruzza fredda sui volti dei corridori. Lo strillone pigia sui pedali come un forsennato. Eccolo, eccolo… è primo! Può vincere! Sta per vincere! Sta per… D’improvviso Pinìn sbanda. La sua ruota è entrata nel binario del tram. Egli cade in uno schianto. Nel contempo il cielo rovescia un acquazzone che provoca un fuggi fuggi generale. La gente correndo cerca di trovare un riparo, chi nelle case, chi negli anfratti. I contadini nei campi si coprono con pezzi di tela cerata e sacchi di iuta. I buoi torcono il collo oppresso dal giogo per alzare il muso verso il cielo dilatando le froge per annusare l’aria. Il Gattaro, inzuppato, rimane solo lui vicino a Pinìn e a quel che resta della sua bicicletta. Incupito di pioggia e di dolore, copre, come può, col suo corpo quello del ragazzo per proteggerlo dall’acquazzone.

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Non sa il Gattaro che Pinìn è morto. È morto senza soffrire. Così, semplicemente. Senza accorgersi di morire. Come forse non s’era mai accorto di vivere.

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inserto iconografico


Nelle pagine seguenti, sono inseriti i ritratti di alcune delle protagoniste dei racconti, cosĂŹ come le ha immaginate il pittore Gabriele Mossa.


La Principessa, dal racconto Il nulla è l’universo senza di me


indice

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Ringraziamenti

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Presentazione di Franek Sznura

storie nello sport

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Una bicicletta chiamata Serafina

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Il malore di Sua Maestà

storie nella guerra

13

Ricordando il professor Scheineder

18

Il nulla è l’universo senza di me

31

Lettera dal fronte

39

Fuga dall’Est

storie nella storia 55

Caterina Canacci, l’amante di ser Jacopo Salviati

80

Da ladruncola a granduchessa di Toscana: Bianca Cappello

102 La demonstratio di Vincenzo Gonzaga storie nella vita

113

Don Lalo

121

Uno scugnizzo napoletano

136

Chi era Edmea Lari?

146

La moglie di don Mariano


storie nell’ermetismo

159

La chiave della cintura di castità

162

Il poeta

164 Un podere denominato Marzomiglio

175

Il sofà di Mastro Cecé

storie da rataplan

185

191 Pablo

Frate Leo e frate Peo

193 ’Mmaculata


L’amante di Iacopo Salviati e altre storie