Guardea: studi per i 150 anni dell''Unità d''Italia

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(dall’Introduzione degli Autori)

gruppo archeologico guardeese comune di guardea

Guardea Studi per i 150 anni dell’Unitaà d’Italia

Guardea. Studi per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Affrontare un argomento come i 150 anni dell’Unità d’Italia è quanto mai complesso e articolato e, nello stesso tempo, affascinante e coinvolgente per i molteplici spunti di studio e ricerca che offrono gli avvenimenti storici passati, ma relativamente vicini nel tempo, e quelli attuali, documentati ampiamente dagli archivi pubblici e privati e dalle cronache. Chi ci ha preceduto ci ha insegnato con l’esempio di vita e con le parole che una comunità riesce a investire nel futuro e a nutrire la speranza solo se accoglie con amore e consapevolezza le proprie radici. Qualcuno dice che un popolo che non rispetta il proprio passato non possiede le qualità necessarie per affrontare il futuro. E il rispetto del passato nasce solo dalla sua conoscenza. Cercare le proprie radici, conoscerle, amarle, costituisce la base per creare il proprio futuro con consapevolezza e senso di responsabilità. In questo libro, «Guardea. Studi per i 150 anni dell’Unità d’Italia», c’è la ricerca di una piccola parte delle nostre radici, fatte di avvenimenti che hanno caratterizzato la comunità guardeese in particolare nell’ultimo periodo della sua storia: l’istituzione della scuola pubblica; la sanità; alcune iniziative del Dominio Collettivo di Guardea a favore della comunità; l’eroismo di un nostro concittadino nelle guerre d’Africa; la modernizzazione del servizio postale e l’introduzione dell’energia elettrica; l’importanza del pane per Guardea; lo studio di un gioiello architettonico, qual è il Cimitero monumentale, da decenni lasciato nel degrado e nell’abbandono e quello di una grandiosa opera pittorica, l’affresco di Domenico Bruschi nell’abside della chiesa di S. Lucia.

testi di

ANNA PAOLA LUZI CLAUDIA MEDORI ENRICO RAGNI

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gruppo archeologico guardeese comune di guardea

Guardea

Studi per i 150 anni dell’Unità d’Italia

testi di ANNA PAOLA LUZI CLAUDIA MEDORI ENRICO RAGNI

Società

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Editrice Fiorentina

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© 2012 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it blog www.seflog.net/blog facebook account www.facebook.com/sefeditrice twitter account www.twitter.com/sefeditrice isbn 978-88-6032-224-1 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata Le immagini pubblicate nel presente volume, dove non altrimenti indicato, sono di proprietà degli autori

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In ricordo del prof. Girolamo Medori e di padre Rosario F. Esposito SSP che con la loro esperienza, cultura e onestĂ intellettuale hanno contribuito alla crescita del Gruppo Archeologico e della ComunitĂ di Guardea

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Indice

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Presentazione di Gianfranco Costa, sindaco del Comune di Guardea

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Premessa di Andrea Basilici, assessore alla Cultura del Comune di Guardea

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Introduzione di Anna Paola Luzi, Claudia Medori, Enrico Ragni

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1860, la grande epopea (Claudia Medori)

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la pubblica istruzione (Claudia Medori) Introduzione La legge Coppino La situazione a Guardea I maestri La triste storia di Italia Donati

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la sanità e le malattie (Claudia Medori) La salute degli scolari e l’igiene nelle scuole guardea: la città del pane (Claudia Medori) Il monte frumentario Un bene prezioso: il frumento I mulini Guardea: “forni a cielo aperto” La sacralità del pane

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altri importanti progressi (Claudia Medori) L’illuminazione Il servizio postale il dominio collettivo a servizio della comunità (Anna Paola Luzi) Altre iniziative del Dominio Collettivo

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alfredo racanicchi: da una piccola comunità... un eroe (Anna Paola Luzi)

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un grande pittore a guardea: domenico bruschi. un percorso tra arte, devozione e fede, immagine e colore (Enrico Ragni)

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il “camposanto vecchio” ovvero l’antico cimitero monumentale di guardea. il luogo del “riposo eterno” (Enrico Ragni) Da cimitero a Parco della Rimembranza

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l’affrancazione delle terre e la costituzione del dominio collettivo di guardea, ovvero la lunga strada verso la libertà (Claudia Medori) Una riforma legislativa nello Stato Pontificio Con l’Unità d’Italia si aboliscono le servitù La nascita e il difficile esordio del Dominio Collettivo di Guardea L’attuale statuto del Dominio Collettivo di Guardea

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archeologia e cultura materiale tra ottocento e novecento (Enrico Ragni)

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Guardea: sindaci, parroci e andamento demografico

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Bibliografia generale

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Propositi e messaggi del sindaco di Guardea Prof. Giancarlo Costa in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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Presentazione Gianfranco Costa sindaco del Comune di Guardea

Il Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, ha calorosamente invitato il popolo italiano a ritrovarsi, in forma corale, intorno al tricolore nel corso del 2011. Non sono mancate polemiche, purtroppo, ma sicuramente si è riscontrato un fortissimo sentimento di partecipazione, una fierezza di sentirsi italiani, consapevoli di essere nella “casa europea”, da rendere ancora più forte e nella certezza di essere nella “casa comune”, nella quale l’Umanesimo, che caratterizzò e caratterizza il nostro Paese, fa dell’Italia un laboratorio di speranza, necessario, fondamentale, arricchente l’umanità tutta all’inizio di un nuovo millennio. Ricordiamoci che nel 1861 l’attuale Guardea aveva poco più di cento anni di vita, essendo scesi i nostri antenati dal luogo sacro di Guardea antica verso il 1730. Infatti, dall’Ottocento dopo Cristo Guardea, luogo di guardia, si era consolidata in cima al colle: lì, per circa mille anni, sono vissuti i nostri antenati. Lì c’è tanta nostra storia. Nel 1861, perciò, Guardea era una realtà giovane di circa mille abitanti che per diverse generazioni hanno vissuto seguendo principalmente i ritmi del mondo agricolo, turbati dalle guerre, per dare le sue risorse umane, sotto la spinta del boom economico, a realtà regionali e nazionali, in un pendolarismo più o meno lungo, non avvertendosi sul territorio nessun “fenomeno” industriale, mantenendo una dolcezza del paesaggio e dei rapporti umani che, oggi, la pongono, insieme ai Comuni della Teverina, come “piccolo-grande giacimento” culturale ed umano, sempre più “appetibile” per quanti sono stressati dalla città, osando pensare di essere ormai periferia di Roma e paese dell’accoglienza diffusa. Con la pubblicazione di questo volume si chiude, dunque, un anno

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Presentazione

ricco di iniziative: più di cento incontri ai diversi tavoli regionali, decine di articoli sulla stampa a significare il “valore” della Comunità. L’Amministrazione comunale ha dato segno di grande vivacità. Ne siamo convinti e cerchiamo, con i nostri limiti, nel sacrificio, nel silenzio, nella semplicità di un sorriso, di farci piccoli eroi di tutti i giorni, guardando al positivo dell’Italia. All’inizio dell’anno un protagonista del nostro tempo, s.e. Vincenzo Paglia, in visita pastorale, ha intuito quanto sta accadendo, affermando “Guardea guarda lontano”. A guardare lontano ci aiutano, sicuramente, insieme a tante altre realtà associative, quanti operano, da venticinque anni, ormai, all’interno del Gruppo Archeologico Guardeese, un’eccellenza della nostra comunità, che non finisce mai di stupire: la qualità, la scientificità, la cura dei periodici sono di assoluto valore e procurano meraviglia, ammirazione, pensando che il dono viene fatto in una piccola comunità, in modo straordinario. Il Gruppo Archeologico ci ha regalato per l’evento dei 150 anni d’Italia un altro prezioso lavoro su Guardea, rinnovando il forte sentimento d’amore per la propria terra. Anna Paola Luzi, Claudia Medori ed Enrico Ragni ci offrono questa pubblicazione, sollecitando una partecipazione diffusa: le famiglie, i nonni, i saggi, presentino i loro contributi (di fatti, di foto) di Guardea, dal 1861 ad oggi, da conservare “religiosamente” nella nostra nuova biblioteca. Ai tre benemeriti guardeesi va il sentito ringraziamento dell’Amministrazione comunale come alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni che, con grande sensibilità, ha reso possibile la pubblicazione. Sentivamo forte il desiderio di esserci, non in modo retorico, di circostanza celebrativa, ma con la passione, l’intensità culturale di donne ed uomini di un piccolo Comune fra gli 8.000 d’Italia, orgogliosi, consapevoli delle tante difficoltà, ma sicuramente propositori di un cammino di speranza per Guardea e per l’amatissima Italia. Grazie, benemeriti amici, per aver reso concreto il sogno di un anno fa: un documento ufficiale, da Guardea, per solennizzare il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia.

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Premessa Andrea Basilici assessore alla Cultura del Comune di Guardea

La ricorrenza della Festa della Repubblica ci è subito parsa la giusta occasione per presentare a tutta la collettività un volume ricco di storia locale e interessanti curiosità della Guardea ai tempi dell’Unità d’Italia. Mi piace, anche, pensare che tale sovrapporsi di date storicamente rilevanti – il 1861 e il 2 giugno 1946 – possa valere a sottolineare il forte valore simbolico di momenti, sia pur temporalmente distanti, tuttavia egualmente fondamentali nell’unicum del lento e doloroso processo di costruzione della identità nazionale del nostro Paese. Veniamo, però, ai particolari del progetto di cui andiamo tanto orgogliosi. Nel corso del 2011, mentre eravamo intenti a festeggiare degnamente l’importante ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso incontri, consigli comunali, dibattiti e manifestazioni, alcuni componenti del nostro Gruppo Archeologico rovistavano nelle stanze dell’Archivio Comunale, dell’Archivio Diocesano e dell’Archivio del Dominio Collettivo, per scovare documenti che permettessero di cogliere e ricostruire la struttura della nostra piccola comunità proprio durante il periodo dell’unificazione italiana. È stato, quindi, possibile scoprire come si sono evolute nel tempo le strutture scolastiche presenti sul nostro territorio, con l’interessante rinvenimento di una circolare inviata al Comune di Guardea dal regio vicecommissario del circondario di Terni, datata 4 dicembre 1860, che sollecitava l’apertura di una sezione statale di scuola dell’infanzia: come è noto, dopo ben 150 anni, tale indicazione ha finalmente trovato seguito nel settembre 2011. Un’altra importante istituzione del nostro territorio, il Dominio Collettivo, trova adeguato risalto nelle pagine che sfoglierete: sin dalla sua co-

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Premessa

stituzione, il Dominio ha sempre svolto un ruolo imprescindibile nell’ambito di azioni e iniziative in favore della popolazione e, dal 2011, è tornato a promuovere con forza il suo patrimonio storico e naturalistico, grazie all’istituzione di un concorso che coinvolge tutti gli studenti dei nostri plessi scolastici, che sono in tal modo spronati a riscoprire la storia e le tradizioni del nostro territorio. Merita senz’altro un accenno la vicenda inedita di un nostro giovane compaesano, che troverete narrata all’interno del volume: la sua giovane vita contadina fu sconvolta e troppo presto spezzata dalla cruenza delle imprese coloniali italiane in Africa. Sarà interessante conoscere la storia di questo piccolo eroe, sconosciuto ai più, attraverso i documenti originali, ripercorrendone tutte le tappe fino all’attribuzione della medaglia d’argento al valore militare. La vicenda, sia pure breve e lineare nel suo svolgimento, può rappresentare anche un momento di riflessione: la vita del singolo, travolta e piegata dalla vis della storia, rappresenta un esemplare caso di spirito di sacrificio al servizio degli ideali nazionali, senza impedire un’impietosa condanna degli esiti sanguinosi di un imperialismo miope ed esaltato. Ci tengo a evidenziare che il recupero dei documenti e delle fotografie presenti nel volume è stato possibile anche grazie al riordino dei testi effettuato in occasione della riapertura della nostra biblioteca comunale, avvenuta nel dicembre 2011. Energie diverse si sono, così, combinate in una sintesi feconda, che ha reso quest’anno così significativo per realizzare progetti importanti per la crescita culturale e sociale del nostro paese. Per concludere, la pubblicazione Guardea. Studi per i 150 anni dell’Unità d’Italia rappresenta il raggiungimento di un’altra tappa nel cammino intrapreso dalla nostra comunità, volto alla riscoperta della nostra storia culturale e delle nostre ricchezze monumentali. Tra queste è, di certo, il cimitero monumentale al quale l’arch. Enrico Ragni (presidente Nazionale dei Gruppi Archeologici Italiani) dedica vasta attenzione, sollecitando l’Amministrazione comunale a intervenire per far sì che diventi un “Parco della Memoria”. Raccogliendo ogni prezioso consiglio, vi auguriamo una buona lettura.

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Introduzione

Affrontare un argomento come i 150 anni dell’Unità d’Italia è quanto mai complesso e articolato e, nello stesso tempo, affascinante e coinvolgente per i molteplici spunti di studio e ricerca che offrono gli avvenimenti storici passati, ma relativamente vicini nel tempo, e quelli attuali, documentati ampiamente dagli archivi pubblici e privati e dalle cronache. Chi ci ha preceduto ci ha insegnato con l’esempio di vita e con le parole che una comunità riesce a investire nel futuro e a nutrire la speranza solo se accoglie con amore e consapevolezza le proprie radici. Qualcuno dice che un popolo che non rispetta il proprio passato non possiede le qualità necessarie per affrontare il futuro. E il rispetto del passato nasce solo dalla sua conoscenza. Cercare le proprie radici, conoscerle, amarle, costituisce la base per creare il proprio futuro con consapevolezza e senso di responsabilità. In questo nostro lavoro c’è la ricerca di una piccola parte delle nostre radici; fatte in particolare di avvenimenti che hanno caratterizzato la nostra comunità in particolare nell’ultimo periodo della sua storia. Inserire inoltre i grandi eventi dell’Unità d’Italia nel contesto locale, non solo incuriosisce, ma stimola alla conoscenza e all’approfondimento di fatti che hanno segnato il passaggio dal regime temporale dei papi al Regno d’Italia, portando di conseguenza cambiamenti, a volte radicali, di vita, di usi, consuetudini e costumi. Con questo lavoro prosegue una collaborazione che si è snodata nel tempo e che ha caratterizzato i rapporti sempre positivi che sono intercorsi tra il Gruppo Archeologico e le varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni. Così quando il sindaco di Guardea prof. Gianfranco Costa ha chiesto

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Introduzione

la disponibilità di questa Associazione per una pubblicazione per ricordare, celebrare e festeggiare il traguardo dei 150 dell’Unità nazionale, ben volentieri abbiamo aderito all’iniziativa, pur consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato. Anzitutto la mole degli argomenti e il tempo limitato che avevamo a disposizione. Perciò abbiamo deciso di focalizzare le nostre ricerche su qualche tema, elaborando monografie su alcuni fatti e personaggi della storia locale, ponendo l’accento sullo spirito di collaborazione che ha legato le varie organizzazioni ed enti socio-culturali presenti nella comunità. Così abbiamo scelto di trattare l’istituzione della scuola pubblica, la sanità, alcune iniziative del Dominio Collettivo di Guardea a favore della comunità, l’eroismo di un nostro concittadino nelle guerre d’Africa e lo studio di un gioiello architettonico, qual è il cimitero monumentale comunale, da decenni lasciato in uno stato di abbandono. Sono stati ripresi e ampliati con notizie inedite il capitolo sulla fondazione del Dominio Collettivo, che è stato il più importante evento per la storia economica e sociale di Guardea dopo l’Unità d’Italia, la modernizzazione del servizio postale e l’introduzione dell’energia elettrica, l’importanza del pane per Guardea. È stato affrontato sotto una nuova ottica lo studio di una grandiosa opera pittorica: il dipinto dell’abside della chiesa di S. Lucia, opera firmata dal famoso pittore perugino Domenico Bruschi operante in questa zona alla fine dell’800 e considerato con il Brugnoli il più importante artista umbro del periodo. Le fonti L’Archivio Storico del Comune di Guardea e quello del Dominio Collettivo sono stati i primi ambiti delle nostre ricerche. C’è da rilevare che mentre l’Archivio del Dominio Collettivo, sebbene sia piccolo perché i primi documenti risalgono alla fine dell’Ottocento è ben tenuto e ordinato, quello del Comune, in fase di ristrutturazione, contiene abbondante materiale documentario che parte dal ’500 e può offrire ai giovani e ai ricercatori argomenti storici da studiare e approfondire tra i più svariati e interessanti. Abbiamo trovato qualche notizia nell’Archivio Storico Diocesano di Amelia nel quale, pochi anni orsono, è confluito l’Archivio Parrocchiale di Guardea che era stato riordinato e ben tenuto dal parroco di allora mons. Aldo Cinti (1916-1995). Purtroppo anche l’Archivio Diocesano non è di fa12

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introduzione

cile consultazione perché anch’esso è in fase di ristrutturazione, comportando, per noi di Guardea, disagi anche maggiori; per questo auspichiamo il ritorno dell’archivio della nostra Parrocchia nella sua sede naturale. Infine l’Archivio del Gruppo Archeologico si è rivelato prezioso per ciò che riguarda sia le fonti bibliografiche che quelle iconografiche. Ringraziamenti In primo luogo vogliamo ringraziare il sindaco Gianfranco Costa, l’assessore alla Cultura Andrea Basilici e l’Amministrazione comunale tutta per avere voluto, incoraggiato e sostenuto finanziariamente questa opera, dando ancora una volta prova di sensibilità per la cultura in generale e per la storia e le tradizioni locali. Un sentito grazie rivolgiamo a Stefano Muzi e Sabrina Zappetta, rispettivamente presidente e segretaria del Dominio Collettivo, per la completa disponibilità dimostrataci nel corso delle nostre ricerche, permettendoci la consultazione dei documenti ogni volta che lo abbiamo richiesto. Un ringraziamento va al prof. Emilio Lucci, responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Amelia, per aver fornito documenti e notizie; a Paolo Boccalini per aver messo a disposizione foto e altro materiale inedito del suo archivio privato; a Franco Patassini per la gentilezza e la disponibilità usate nei nostri confronti quando si è trattato di fare un servizio fotografico all’interno del cimitero monumentale. Ringraziamo inoltre Erasmo Di Franco, l’ing. Vilma Medori e Daniele Panfili che con pazienza ci hanno dato una mano con il computer. Siamo riconoscenti infine verso tutte le persone che hanno contribuito, con suggerimenti, ricordi, testimonianze, documenti e fotografie alla realizzazione di questo volume che vuole essere un invito ai giovani a proseguire nell’opera di ricerca nella certezza che molto ancora c’è da scoprire circa le nostre radici più o meno remote. Ed è un omaggio ai nostri anziani che con il loro vivere quotidiano, semplice, fatto di gesti antichi e mai dimenticati rappresentano per tutti noi un grande esempio di vita. Gli Autori

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Guardea, scorcio di via Roma, anni Trenta

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1860, la grande epopea Claudia Medori

Il 17 marzo 1861 fu proclamato a Torino il Regno d’Italia anche se al giovane Stato mancavano Roma, il Lazio, Venezia con il Veneto e bisognerà attendere il 20 settembre 1870 perché Roma, presidiata dai francesi, venga conquistata con la breccia di Porta Pia. Antecedentemente l’Umbria faceva parte dello Stato della Chiesa che era tra i più estesi della Penisola. Dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione del 1815, nel 1831 vi fu un tentativo di rivoluzione nelle Romagne, Marche e Umbria presto sedato da papa Gregorio XVI che era il sovrano più reazionario; egli permise che si reclutassero bande controrivoluzionarie e terroristiche di irregolari, chiamati centurioni, addetti alla repressione di ogni indizio di liberalismo. Timoroso di ogni mutamento, giunse a osteggiare l’attività delle banche, delle industrie e dei commerci per evitare che dallo sviluppo economico potessero nascere richieste di libertà da parte di nuclei della borghesia o tensioni sociali. Gregorio XVI fu papa dal 1831 al 1846. Il suo successore fu Pio IX, che regnò dal 1846 al 1878. La reazione nello Stato della Chiesa giunse a eccessi grotteschi, arrivando perfino ad abolire la vaccinazione contro il vaiolo e l’illuminazione stradale1. L’istruzione tornò sotto il controllo clericale e i maestri furono sottoposti a vere e proprie indagini sul loro comportamento nel periodo rivoluzionario. 1

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Giampiero Carocci, Corso di Storia. L’Età contemporanea, iii, Bologna, Zanichelli, 1992, p. 657.

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