Skip to main content

2018 04 IT

Page 1

LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985

GRATIS Numero 4 - 2018

15 AMSTERDAM

Ribadire il concetto

21 OG Kush

45 Dal vertical farming al vertical grow

18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi

RRY SENSI-STAR DELAHAZE PANDORA BELLADONNA WAPPA ALL

CANNABIS LIGHT: VIA LIBERA DAL MINISTERO? Per fare una modifica alla legge non c'era tempo. Ci ha pensato una circolare uscita in fretta e furia dal Ministero per le politiche Alimentari, Agricole e Forestali, pochi giorni prima che il nuovo governo gialloverde giurasse al Quirinale. "La coltivazione della canapa - si legge nella circolare ministeriale - è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2% come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6% l'agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6% l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa".

www.easyjoint.it

Un provvedimento, quello del Ministero, salutato dai più come necessario per chiarire gli eventuali utilizzi legali della canapa e dare una rassicurazione in più ai canapicoltori, ancora attanagliati dai dubbi in merito alla liceità dei loro raccolti. "La coltivazione di canapa in Italia è stata finalmente regolamentata" hanno titolato gaudenti molte testate. Ma l'ultimissimo atto del dicastero che fu in mano a Maurizio Martina - in quelle ore impegnato a tenere assieme i cocci del PD - pare aver deluso diversi operatori del settore cannabico. Ad una più attenta lettura, si può infatti vedere come il ministero abbia semplicemente messo i puntini sulle I, rifinendo un testo che era stato licenzia-

to senza troppa cognizione di causa e aveva lasciato nell'incertezza quanti avevano deciso di investire i loro risparmi in questo settore, considerato, per ovvie ragioni, in enorme crescita. La circolare del ministero specifica infatti quali sono le modalità di produzione consentite, quali le destinazioni d'uso delle piante ed infine, per la primissima volta, menziona nel suo testo le "infiorescenze". Il limite dello 0,2% di THC viene reso dogmatico, si tollera fino allo 0,6%. Per produrre non servono autorizzazioni ma le sementi devono essere tassativamente certificate. Le destinazioni d'uso sono indicate nell'industria, nella ricerca scientifica, nella bonifica di terreni inquinati, nel settore alimentare e in quello florivivaistico. Di vendita al dettaglio per il consumo umano tramite combustione - il vero business di chi ha scommesso sulla light - non si fa alcuna menzione. Tutto come prima? L'ormai ex viceministro Andrea Oliverio ha spiegato così la circolare: “Si tratta di un provvedimento necessario per

chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo, così da attuare una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione. E in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione". La repressione è quindi purtroppo ancora in agenda e per la pianta di cannabis, in questa Italia, forse non è ancora davvero arrivato il momento di festeggiare... Giovanna Dark Ne parliamo più approfonditamente a pagina 15

Sweet Pure CBD®

SWS65

Remo Chemo


3 EDITORIALE

Il primo paese antiproibizionista del G7 oIl Canada è ufficialmente il primo paese del G7 ad aver legalizzato la cannabis a scopo ricreativo, e lo ha fatto proprio in concomitanza con il vertice di Charlevoix in Québec. Lo scorso 7 giugno, in una data che verrà registrata indubbiamente come storica, il Senato canadese si è espresso in larga maggioranza a favore: con 56 voti favorevoli e appena 30 contrari, la depenalizzazione del consumo ricreativo è stata ratificata in tutti e 10 gli stati e nei 3 territori artici. Fermo restando che alcuni emendamenti dovranno essere votati dalla Camera prima che la nuova norma entri in vigore, il via libera dal governo del liberalissimo Justin Trudeau pare cosa scontata - considerato che al Senato la maggioranza guidata dal Partito Liberale poteva contare su numeri più ristretti di vantaggio rispetto all’opposizione conservatrice, mentre alla Camera la maggioranza è più ampia. In Canada, la cannabis terapeutica è infatti legale già dal 2001 e, negli ultimi 3 lustri, l'industria nazionale è fiorita al punto da diventare uno dei principali esportatori di lavorati per il comparto medico - a pagina 53 il nostro Fabrizio Dentini, ci parla proprio del nuovo accordo per l'approvvigionamento nazionale, siglato con la canadese Pedanios/Aurora. La squadra di governo di Trudeau pare aver fatto tesoro dei memorandum internazionali e ha concepito la legalizzazione come gestita attraverso un nuovo regime di regolamentazione severa; il che, secondo i consulenti governativi, renderà più facile tenerla lontano dai giovani, privare il crimine organizzato dei lauti ricavati del mercato nero, ridurre gli sforzi per la polizia e il sistema giudiziario e migliorare infine la salute pubblica. Il Cannabis Act, se da una parte ha aperto la strada alla libera commercializzazione della cannabis a scopo ricreativo, dall'altra promette di avere il pugno di ferro in merito alla tutela dei minori, limitandone l'acquisto dai 18 anni ma vietandone anche il consumo in zone pubbliche frequentate da bambini. In rispetto dello stretto federalismo che caratterizza da sempre la nazione, le province e i territori saranno responsabili del mercato al dettaglio, incluso il modo in cui le infiorescenze saranno vendute, e della regolamentazione del consumo in luoghi pubblici. Non è infatti ancora chiaro quale sarà il modello preponderante: se un modello di business all'americana con dispensari e marketing massiccio, oppure una soluzione consociativa alla spagnola. Una scelta tanto delicata quanto cruciale per le autorità canadesi, che prevedono di venderla a un prezzo abbastanza basso da sradicare le vendite illecite, ma non al punto da attirare nuovi utenti. Il ministro delle finanze, Bill Morneau, ha recentemente dichiarato che l'obiettivo principale del Cannabis Act è: "tenere la cannabis fuori dalle mani dei bambini e dal mercato nero. Ciò significa mantenere bassi costi in modo che possiamo effettivamente sbarazzarci dei criminali nel sistema". È possibile che già dalla fine dell'estate le infiorescenze di cannabis facciano il loro ingresso nel mercato del Canada: le stime dicono succederà entro la fine di agosto o, al massimo, all'inizio di settembre. I canadesi infatti dovranno ancora aspettare fino a 12 settimane, affinché la legge sia ratificata e diffusa per l'applicazione: un'altra promessa elettorale che il bel Trudeu ha mantenuto.

CA L IFORNI A N GOL D Paradise Seeds

Il Canada si pone quindi come primo pioniere dell’antiproibizionismo nel circolo dei 7 grandi. Una svolta che non può non essere considerata storica per la nostra amata pianta e che ci auguriamo possa rappresentare un inizio promettente. Per la nostra Italia ma anche per le altre grandi d'Europa, tutte ancora drammaticamente sintonizzate sull'ormai anacronistica credenza che il THC sia qualcosa da tenere sotto chiave e per cui mettere dietro le sbarre. Giovanna Dark


4

INTERVIEW

BUON COMPLEANNO LEGAL WEED!

Legal Weed è un’impresa che lavora nel campo della cannabis light, il cui progetto nasce lo scorso 4 luglio 2017. A distanza di un anno dunque dalla sua nascita oggi celebriamo il suo compleanno con un’intervista al responsabile Giovanni Rossi. SSIT: Un anno fa il settore della cannabis light non esisteva, quali sono state le vostre principali soddisfazioni dopo un anno di lavoro? Di sicuro fin’ora le nostre più grandi soddisfazioni sono state quelle di essere riusciti a concretizzare un’idea, di aver contribuito ad aprire

le più richieste e quanti negozi rifornite? Attualmente distribuiamo 18 infiorescenze e 2 tipologie di resine. I prodotti più venduti nell’ultimo mese sono Wild Altea, Kelly Brown, Goa Shanti, Maria Salvador, Don Pedro e Blue Jo. Ricordiamo che è un dato puramente indicativo e variabile in

nirli direttamente, ad oggi sono più di 200, ci avvaliamo della collaborazione di diverse aziende di distribuzione che a loro volta consegnano capillarmente su tutto il territorio nazionale. SSIT: Chi sono i clienti che comprano Legal Weed? Cosa cercano secondo voi dalla Cannabis Light?

psicotropo e pensiamo che sia proprio questa la peculiarità ricercata dai nostri clienti, oltre alle rinomate proprietà del CBD. SSIT: In quanto tempo evadete gli ordini a partire dall’acquisto online? Dal ricevuto pagamento, nella normalità delle condizioni di trasporto, consegniamo la nostra merce dalle 24 alle 48 h lavorative. SSIT: Che progetti avete per il futuro prossimo? Stiamo ampliando il nostro listino con prodotti complementari, in quanto crediamo che la canapa possa dare molte soddisfazioni anche in altri ambiti. Inoltre stiamo stringendo forti collaborazioni nazionali e internazionali in vista di un sempre crescente sviluppo del prodotto e una politica aziendale sempre più attenta al cliente. SSIT: Il comparto Cannabis Light rappresenta una sorta di nuovo Rinascimento del settore cannabis, come pensate si possa sviluppare questo settore, pensate si regolamenterà l’uso tecnico a favore del consumo umano?

un mercato ancora vergine e di aver creato un’azienda che consideriamo come una famiglia. Inoltre non c’è soddisfazione maggiore di constatare che da più parti del mondo arrivano feedback positivi riguardo il nostro operato.

quanto le statistiche cambiano di mese in mese. Tutti i nostri articoli sono di alto standard qualitativo per cui non riteniamo ci siano prodotti migliori rispetto ad altri, anche se ovviamente si distinguono per peculiarità e caratteristiche.

SSIT: Quante genetiche distribuite attualmente, quali sono

Darvi il numero esatto dei negozi è difficile per il fatto che oltre a rifor-

Per scelta aziendale abbiamo deciso di non vendere i nostri prodotti ai minori di 18 anni, ma a partire dalla maggior età in su non esiste un cliente ‘’tipo’’ di Legal Weed, fatto che ci confermano anche i dati statistici. Non esiste età o sesso per la Cannabis Light! La caratteristica principale dei nostri prodotti è quella di non avere alcun effetto

Stiamo già vendendo dei passi in avanti sulla regolamentazione. L’ultima circolare è la conferma di una normativa sempre più chiara e nitida che speriamo appunto possa facilitare il nostro lavoro, ma che possa anche aiutare anche i consumatori a orientarsi meglio all’acquisto dei prodotto di Cannabis Light. Come azienda, abbiamo sempre dato e continueremo a dare tutta la nostra disponibilità per qualsiasi tipo di confronto. Ci interfacciamo periodicamente con gli Istituti di analisi e ricerca e siamo sottoposti a controlli periodici, che abbiamo sempre superato positivamente, proprio per seguire un iter di legalità e correttezza in linea con la nostra filosofia aziendale. Tanti auguri Legal Weed!!!

www.legalweed.it


25 % C! TH Up to

Gorilla Glue x GSC

Gorilla Girl®

E · FOT NT

E · FOT NT

IPENDE OD

IPENDE OD

Fioritura Indoor: 9 settimane

SWS74

Raccolta Outdoor: Ɯ+" 0"11"* /"

GLI UNICI SEMI ORIGINALI E GARANTITI DA SWEET SEEDS® SONO QUELLI VENDUTI NELLA LORO CONFEZIONE ORIGINALE. Attenzione: i semi di canapa sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente. L.412 del 1974, art.1; comma 1,lett.B, convenzione unica sugli stepefacenti di New York del 1961 e tabella del decreto ministeriale 27/7/1992. In Italia la coltivazione di Canapa è vietata (artr.28 e 73 del dpr 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art.17 dpr 309/90). In assenza di autorizzazione i semi potranno essere utilizzati esclusivamente per altri fini (zootecnico, collezionistico, etc). I semi vengono venduti con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge. C/ Dr. Nicasio Benlloch nº36-38 · 46015 · Valencia · España +34 963 890 403 / +34 628 593 887 · +34 963 473 730 / +34 963 404 289 Grossista · info@sweetseeds.es

Indica: 40% / Sativa: 60%

3+1s 5+2s

29,90 € 48,90 €

www.sweetseeds.com


6

LETTERE DAI LETTORI / READERS@SOFTSECRETS.NL

Attenzione lettori italiani! Volete vincere semi FEMMINIZZATI di 6:((7 6(('6" 0DQGDWHFL XQD IRWRJUDȴD della vostra stanza di coltura o della vostra miglior pianta di cannabis, dove si veda chiaramente una copia di Soft Secrets. SWEET SEEDS vi manderà una confezione GD VHPL IHPPLQL]]DWL 6H QHOOD IRWRJUDȴD GRYHVVHUR ȴJXUDUH DQFKH OD YRVWUD EHOlissima moglie o ragazza che indossano un micro bikini sexy o dell’intimo molto allettante, riceverete una confezione 2 x GL VHPL IHPPLQL]]DWL /D IRWRJUDȴD GHO mese riceverà una confezione 3 x 3 di semi femminizzati di prima qualità! Il tutto è un omaggio di Soft Secrets Europa e SWEET SEEDS! 0DQGDWH OH YRVWUH IRWRJUDȴH YLD H PDLO D readers@softsecrets.nl o mandatele alla nostra PoBox. Fate attenzione: il materiale verrà gestito con la massima discrezione. Non pubblichiamo foto sfocate e non ci SLDFFLRQR OH IRWRJUDȴH GL SLDQWH LQ IDVH vegetativa. Vogliamo vedere grosse cime e belle donne! Buona fortuna! E-mail: readers@softsecrets.nl

softsecrets.com/readerswives

®


7


8

QUIZ 7) Quale dei sistemi seguenti ha bisogno di una bubbler air stone?

14) Qual è il modo migliore per regolare il pH dei cubetti di lana di roccia in idrocoltura?

A. B. C. D.

A. Immergerli 24 ore in una soluzione con pH regolato B. Regolare semplicemente il pH una volta che le piante stanno crescendo C. Le piante regoleranno naturalmente il pH dei cubetti D. Non c’è bisogno di regolare il pH dei cubetti di lana di roccia

Sistema NFT Sistema a gocciolamento Deep Water Culture Ebb And Flow

8) Come si definisce l’aggiunta di un supporto in legno nei vasi? 1) Quale delle seguenti non è una vera varietà purple? A. B. C. D.

Purple Urkle Purple Punch Purple Mist Purple Polar

A. B. C. D.

Staking LST Super Cropping SCROG

9) Di cosa è ricca la terra diatomacea? 2) Qe si coltiva outdoor, quando si possono coltivare i cloni (in Europa settentrionale)? A. B. C. D.

Da febbraio ad aprile e da agosto a novembre Da aprile a luglio e da settembre a novembre Da gennaio fino alla fine dell’anno Non è possibile coltivare cloni in outdoor in modo naturale

3) Cosa è una Ruderalis? A. B. C. D.

Una varietà ibrida di indica e sativa Non ne ho mai sentito parlare È una landrace È un’autofiorente

4) A che temperatura dovrebbe essere l’area di essiccatura? A. B. C. D.

15 gradi centigradi 24 gradi centigradi -10 gradi centigradi Al di sopra dei 30 gradi centigradi

A. B. C. D.

Potassio Silice Zinco Calcio

10) Quando si può coltivare in outdoor in condizioni di privazione di luce? A. B. C. D.

Da aprile all’inizio di agosto Da settembre a dicembre Da gennaio ad aprile Cosa è la privazione di luce?

11) Come viene chiamata l’aggiunta di dry sift nella carta forno e la pressione dello stesso con il calore? A. B. C. D.

Olio Rosin Produzione di hashish marocchino Kiff Non ne ho mai sentito parlare

5) Qual è il modo più sicuro per eliminare il butano quando si produce BHO?

12) Il metodo di coltivazione deep tissue A. Lasciare il tutto nel frigorifero per eliminarlo alle culture cosa prevede? basse temperature B. Riscaldarlo con una fiamma ossidrica e bruciarlo completamente C. Utilizzare un dispositivo per il sottovuoto almeno 48 ore D. Non c’è bisogno di eliminare il BHO. Fumatelo!

6) Quale dei seguenti serve a trattenere l’umidità nel substrato? A. B. C. D.

Torba Vermiculite Palline di argilla Sabbia

A. B. C. D.

Germinazione dei semi in uno strato di tessuto Utilizzo di una piastra di Petri e di un ormone La coltivazione in deep water culture Il prelievo di cloni e l’utilizzo di ormone della crescita

13) Quanto ci vuole perché un substrato organico tamponi i nutrienti? A. B. C. D.

24 ore 1 ora Fino a 2 settimane 72 ore

15) Quando si coltiva la cannabis, cosa significa fenotipo? A. Una determinata caratteristica diversa dalle altre piante B. Significa che è la pianta più grande della stanza di fioritura C. È un tipo di varietà come la Phenotype Kush D. Significa che viene prodotto un nuovo seme

16) L’acido umico di che colore è? A. B. C. D.

Chiaro Nero Giallo Verde chiaro

17) Dove si trovano in natura le citochinine? A. B. C. D.

Melassa nera Batteri benefici Alghe Guano di pipistrello

18) Durante l’ultima settimana di fioritura cosa bisognerebbe somministrare? A. B. C. D.

Quanto più NPK possibile per ingrossare le cime Solo acqua e risciacquare i Sali rimanenti Abbondante Fosforo Abbondante Potassio

19) Cosa significa fumare dab? A. B. C. D.

Fumare olio in una sigaretta per svapare È olandese e significa fumare un purino Unire hashish e cime allo stesso tempo Fumare estratti su un hot rig

20) Che cosa definisce il termine fresco congelato?

A. Quando si congelano le parti potate con il butano B. Quando si congelano parti vegetali prima di essiccarle C. Quando si aggiunge ghiaccio in lavatrice D. Non ho mai sentito parlare di fresco congelato

Controllate le risposte a pagina 70!


FLASH PRODOTTI / AGENDA

Attivatore di cescita Bio Y Buena ATTIVATORE DI CRESCITA, è un concime organico ammesso in agricoltura biologica studiato per il primo periodo di crescita, fase in cui è richiesto un elevato apporto di materia organica ed un tenore di azoto commisurato ad un apparato radicale molto giovane e delicato. Il prodotto interamente realizzato con materie prime di elevata purezza (borlande agroalimentari), possiede un’elevata quantità di aminoacidi, steroli oltre che un’elevata quantità di carbonio e di sostanze che stimolano la naturale produzione di ormoni della crescita.. Il prodotto è studiato per indurre una crescita veloce ed equilibrata delle piante, sostenere un massiccio aumento del volume radicale.

11

Stimolatore dell’apparato radicale È un formulato a base di estratti vegetali che stimola la crescita dell’apparato radicale inducendo l’emissione di nuove radici. Svolge un’azione mirata ad incrementare le attività metaboliche della pianta che portano ad una generale equilibrio biochimico responsabile di una crescita vegetativa armonica e veloce. Il prodotto garantisce: ȩ 8QD JHQHUDOH ULGX]LRQH GHJOL VWUHVV ȩ ,QGXFH OȢHPLVVLRQH GL QXRYH UDGLFL ȩ 6RVWLHQH OD SLDQWD QHOOD IDVH GL ILRULWXUD ȩ 3URWHJJH GD DWWDFFKL SDUDVVLWDUL DWWUDYHUVR OD VWLPROD]LRQH GHOOH difese endogene (fitoalessine). ȩ $SSRUWD DPLQRDFLGL XWLOL DOOD SURGX]LRQH GL RUPRQL TXDOL DFLGR indolacetico, vitamine e frazioni di acidi nucleici come l’adenina. ȩ 6RVWLHQH OD SURGX]LRQH GL JLEHUHOOLQH H FLWRFKLQLQH Di rapido assorbimento, il prodotto, si rende disponibile in circa 3/6 ore dalla somministrazione.

Disponibile in flaconi da 500ml

Disponibile in flaconi da 250ml

www.noveral.it

www.noveral.it

WE ARE MARY JANE: WOMEN OF CANNABIS Dall’8 giugno al 23 settembre 2018

Questa estate, l'Hash Marihuana & Hemp Museum di Amsterdam presenterà We are Mary Jane: Women of Cannabis, una mostra che esplora il ruolo delle donne nel mondo della cannabis. Lo scorso giugno, la deputata olandese Vera Bergkamp (D66) ha inaugurato la mostra. La Bergkamp è stata la forza trainante del nuovo "Weedlaw" olandese, un'iniziativa rivoluzionaria per legalizzare appieno la produzione, la vendita e il consumo di cannabis. Dalla preistoria ai giorni nostri, il Museo rende omaggio al contributo spesso trascurato delle donne nella storia della pianta più versatile al mondo. Negli ultimi anni, l'industria legale della cannabis negli Stati Uniti è diventata un'impresa multimiliardaria. Le stime indicano che le vendite di marijuana raggiungeranno le decine di miliardi nel 2021. Oggi, le donne ricoprono una quota maggiore di posizioni dirigenziali nel settore della cannabis rispetto a tutti gli altri settori statunitensi messi insieme. Questo aumenterà man mano che l'industria cresce e si sviluppa, il che porta a chiedersi: agli albori della legalizzazione della cannabis in diverse parti del mondo, le donne guideranno l'industria della cannabis verso una nuova era? Da tempo, il settore della cannabis è dominato dagli uomini e i suoi prodotti sono rivolti principalmente a un pubblico maschile. Ora, svariate donne di diversa estrazione stanno colmando il divario di genere e plasmando questo campo relativamente nuovo. Il business si sta costruendo un'immagine nuova di zecca. La cannabis offre una vasta gamma di campi da esplorare: dal ricreazionale al medico, dalla sostenibilità ecologica alla salute umana e al benessere, dal legal al finanziario e al marketing.

Tributo alle donne pioniere

Questa mostra presenta prodotti di marijuana per uso medico per le donne di Whoopi e Maya,

una società co-fondata da Whoopi Goldberg, pipe disegnate ad arte da Stonedware e abiti a base di canapa resistenti del marchio di moda olandese Studio Jux. In passato, una grandissima parte della coltivazione e della lavorazione delle colture di canapa era nelle mani di numerose donne, come raffigurato in un acquerello del

famoso artista Piet Mondriaan. Gli antichi cinesi venerarono una dea della canapa chiamata Ma Gu (vergine della canapa). Nei tempi moderni, Mila Jansen ha creato un precursore dei coffee shop ad Amsterdam, mentre negli Stati Uniti Mary Rathbun, nota come "Brownie Mary", ha spianato la strada alla cannabis per uso

medico fornendo ai pazienti affetti da HIV i suoi magici brownie. In collaborazione con la fotografa Maria Cavali, il museo presenta "1042 - We Are Mary Jane": una serie di fotografie di donne che fanno uso di cannabis in segno di ode alla diversità della cultura della cannabis di Amsterdam. “We are Mary Jane” mette in risalto le donne straordinarie che hanno plasmato il moderno mondo della cannabis e dimostra quanto le donne stiano portando avanti il settore di oggi. Indirizzo: Hash Marihuana & Hemp Museum, Oudezijds Achterburgwal 130, 1012 DV, Amsterdam, Paesi Bassi.


BANCHE DI SEMI

13

ICE KUSH

UN’OTTIMA COMBINAZIONE

Straordinario ibrido che unisce i caratteri perfetti dell’Indica, l’elevatissima velocità di fioritura e le enormi cime piene di resina, ai vantaggi della varietà Sativa, con una crescita lussureggiante e rese abbondanti. Un’altra caratteristica distintiva è l’aroma speciale e squisito con accenti fruttati. TricomaTeam (tricomateam@gmail.com) Questa varietà femminizzata di Advanced Seeds è stata prodotta incrociando una Kush e una Sativa sudafricana. Le piante hanno dimensioni medie e mantengono tutti i caratteri della varietà originaria, con ampie foglie tipiche della Sativa, un periodo di fioritura molto rapido e una resa piuttosto alta di erba di elevata qualità. Anche le cime sono di buone dimensioni, dense e resinose, il che è tipico delle piante di Indica. Queste piante sono facili da coltivare e non pongono grossi problemi o richiedono particolari trattamenti durante il loro ciclo di vita. Sono anche adatte a qualsiasi stile di coltivazione o substrato, non richiedono una grossa quantità di fertilizzanti e sono particolarmente resistenti a muffe e insetti .

che si procede con la degustazione. Il THC è del 16% e il suo effetto è molto piacevole e morbido. La sensazione gradevole e rilassante non è potente, ecco perché la si può degustare in qualsiasi momento della giornata.

Germinazione e crescita

La Ice Kush sembra una buona pianta dalla forma dei semi. Abbiamo fatto germinare 10 semi di questo campione fra panni umidi, quindi li abbiamo piantati dopo due giorni in un substrato terroso sottile (con le radichette verso il basso) e li abbiamo esposti alla luce, a una distanza prudente dalle fonti al sodio. Il giorno seguente, le prime foglie hanno cominciato

QUELLO CHE CI HA IMPRESSIONATI È STATO IL SAPORE RINFRESCANTE E DELICATO DI BACCA Indoor, questa varietà cresce fino a raggiungere circa 90-120 cm di altezza e, sotto le lampade, ha una resa che arriva facilmente a 400-450 g/m2 in sole 8 settimane. Outdoor, è fra le prime varietà a essere raccolte alla fine di settembre. Se coltivata adeguatamente, può infatti raggiungere un’altezza di 2-3 metri, con una resa che supera i 500 grammi per pianta. L’aroma dolce e fruttato con accenti agrumati e di hashish è notevole e sarà gradevolissima al palato man mano

a fare la loro comparsa e farsi strada verso la luce. Le piante sono state lasciate per 10 giorni in vasi di poco meno di un litro di capacità, riempiti con terreno piuttosto leggero e le abbiamo poi travasate in vasi gradi, da sette e da undici litri. Durante le prime 2 settimane di crescita, abbiamo aggiunto gradatamente un potenziatore della crescita all’acqua d’irrigazione, per favorire la formazione di

Vista generale una buona massa radicolare, perché, dato il seguente raccolto, dovevamo attendere abbastanza tempo affinché le piante si sviluppassero. Dopo il primo travaso, abbiamo aggiunto anche un fertilizzante specifico per rafforzarle e aiutarle a portare a termine la fase finale. Abbiamo anche somministrato una quantità moderata di nutrienti. Sulla base delle esperienze precedenti, abbiamo notato che questa varietà non ha bisogno di grosse quantità di nutrienti. La crescita non è ‘esplosiva’, ma piuttosto costante e fluida. La ramificazione laterale e il gambo centrale sono entrambi di dimensioni importanti e la distanza internodale è piuttosto breve. In circa un mese, i nostri campioni si sono sviluppati formando una struttura e dei rami degni di nota, perciò abbiamo deciso di spostarle nella stanza di coltura, dove abbiamo creato le migliori condizioni possibili per sfruttare al massimo il periodo di fioritura.

Fioritura

Dopo l’inizio della fase di fioritura, come di consueto, abbiamo aggiunto fertilizzante ricco di azoto all’acqua d’irrigazione, facendo poi un lavaggio radicolare. abbiamo poi cominciato a somministrare uno stimolante della fioritura, che uniamo sempre a un potente biostimolante, oltre ad altri integratori come Bactobloom. Con 12 ore di luce e 12 ore di buio, le piante hanno avuto una breve accelerazione della crescita durante i giorni seguenti e si sono formati infine gli ultimi germogli. Quando la crescita è rallentata, sono comparsi i pistilli, che si sono sviluppati rapidamente in cime enormi. Con il passare dei giorni, i fiori sono diventati più grandi e più densi con una copertura sempre più appiccicosa di resina. L’inconfondibile fragranza si sentiva già toccandola delicatamente. Le foglie puntavano costantemente verso la luce. Attorno alla sesta settimana di fioritura, abbiamo tolto il fertilizzante e gli stimolanti dall’acqua d’irrigazione, abbiamo fatto un lavaggio radicolare finale e abbiamo somministrato solo acqua alle piante. Abbiamo utilizzato un microscopio per verificare che i tricomi fossero sufficientemente maturi perché i campioni venissero raccolti, il che è avvenuto il 55° giorno di fioritura. Tutte le piante avevano un ottimo aspetto e un piacevolissimo odore .

Raccolto

Tutti e dieci i campioni sono stati raccolti lo stesso giorno. Il basso rapporto foglie-cime ha richiesto pochissima potatura e cura, per cui abbiamo investito solo alcune ore. Le piante sono risultate molto omogenee in quanto a resa, effetto e gusto. Con le talee prelevate da ciascuna di esse, abbiamo selezionato una madre con caratteristiche ancora più straordinarie.

Degustazione

Un’altra spettacolare cima centrale

Coltiviamo semi da oltre dieci anni ormai. Finora, tutte le varietà che abbiamo coltivato hanno ripagato degnamente i nostri sforzi. Parte del nome assegnato era ‘Ice’ o ‘Kush’, soprattutto per l’aroma e l’effetto. Nella Ice Kush, quello che ci ha impressionati è stato il sapore rinfrescante e delicato di bacca con accenti di limone e hashish. Per l’effetto equilibrato, questa prelibatezza può essere gustata in ogni momento della giornata, senza temere un effetto troppo potente.


PUNTO LEGALE

15

RIBADIRE IL CONCETTO

La circolare sulla cannabis light non dice in realtà nulla di nuovo Negli ultimi giorni dello scorso maggio, la notizia che il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali aveva finalmente regolamentato il mercato della cannabis light era riuscita a galvanizzare gli animi. Una circolare emessa nelle concitate ore della trattativa per formare il nuovo governo gialloverde, avrebbe sdoganato i fiori, rendendo finalmente legale al 100% la coltivazione di cannabis in Italia. Un ultimo regalo della legislatura uscente? A guardare bene parrebbe proprio di no. di Giovanna Dark Un passo avanti, due indietro. Dopo circa un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (legge 242/2016), il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) ha ritenuto opportuno fornire con una circolare alcuni chiarimenti applicativi rispetto al mercato dei derivati della canapa. Ci sono voluti i soliti tempi della politica italiana ma le richieste incessanti degli operatori del settore, uno su tutti il celeberrimo EasyJoint, hanno infine portato le istituzioni ad aggiustare se così si può dire - il tiro. Appare infatti evidente come tale intervento sia stato mosso in primis dall’esigenza di regolamentare il fenomeno della cosiddetta "cannabis light" che, nell’arco di un anno, ha dimostrato di costituire un fenomeno mediatico, culturale e soprattutto economico. Si parla di circa 1000 nuove aziende - agricole e commer-

dall'ormai ex viceministro cattolico Andrea Oliviero, il clamore suscitato dalla notizia pare però, almeno in parte, ingiustificato. Proviamo a leggere insieme la circolare nella sua versione (quasi) integrale - per ovvie ragioni di spazio -, per con-

CERTO PER CHI VENDE IL FIORE NON CI SARANNO PROBLEMI, MA PER CHI LO COMPRA INVECE - A MENO CHE NON INTENDA SEMPLICEMENTE ANNUSARLO - VIGE SEMPRE LA LEGGE 309/90. ciali - sorte intorno a tale produzione con il conseguente indotto in termini occupazionali ed economici, con un balzo dai 400 ettari di terreno coltivati del 2013 ai quasi 4.000 dichiarati per il 2018 ed un indotto stimato in 40 milioni di euro l'anno. La circolare, emanata ufficialmente il 22 maggio, si propone quindi di fornire chiarimenti su due tematiche che, a detta dello stesso MIPAAF, rappresentavano delle "zone grigie" della normativa, ovvero il florovivaismo e le infiorescenze. Un annuncio che ha fatto esultare quanti si sono lanciati nel nuovo settore, sebbene permanessero parecchi dubbi sulla liceità del business - le cronache hanno spesso riportato di intere coltivazioni sequestrate, concedetecelo, "ad minchiam" - e che ha riportato sulle home dei principali quotidiani la liceità della cosiddetta "cannabis light". A guardare bene il testo firmato

fermare se effettivamente abbiamo davanti a noi una svolta giurisprudenziale o se invece si tratta solo di ribadire il concetto. "Le varietà di canapa che la legge n. 242 del 2016 consente di coltivare sono quelle iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 che non rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope (...) Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 242 del 2018, la coltivazione di tali varietà è consentita senza necessità di autorizzazione " Si apre così, la circolare: con la conferma che, già da più di 15 anni, la coltivazione di canapa a basso con-

tenuto di THC è permessa senza che venga richiesta una particolare autorizzazione. La legge italiana lo aveva sancito infatti già il 2 dicembre 1997, sempre con una circolare ministeriale - la 734, consultabile in Gazzetta Ufficiale - riguardante quella che allora veniva chiamata "canapa da tiglio". Un nome non certo appealing, che l'ha fatta probabilmente dimenticare ai più. "Quanto ai possibili usi del prodotto derivante dalla coltivazione, l’articolo 2, comma 2, della legge n. 242 del 2016 specifica che dalla canapa si possono ottenere: a) alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; b) semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; c) materiale destinato alla pratica del sovescio; d) materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; e) materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati; f) coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; g) coltivazioni destinate al florovivaismo"

Entriamo nel dettaglio dell'applicazione e vediamo i casi in cui è possibile fare business con la canapa a basso contenuto di THC. Si parla di alimenti e cosmetici, di impieghi agricoli o industriali, di coltivazioni volte alla ricerca e di un non meglio precisato "floriviavismo". Starebbe proprio qui la grande novità della circolare ministeriale: nell'ammissione che una pianta da fiore può essere fatta fiorire anche indoor. Non si spiega altrimenti la scelta di questo vocabolo che, dizionario alla mano, indica incontrovertibilmente la pura e semplice attività di coltivazione di fiori e piante in vivaio. Certo per chi vende il fiore non ci saranno problemi, ma per chi lo compra invece - a meno che non intenda semplicemente annusarlo - vige sempre la legge 309/90 per cui le infiorescenze di canapa con una percentuale superiore allo 0,2 di THC sono sostanze stupefacenti. Il paradosso per cui si può vendere una sostanza che se posseduta è illegale, pare permanere. Ma andiamo avanti. "Il coltivatore ha l’obbligo di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi nonché le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente, come stabilito all’articolo 3". Si menziona qui per la prima volta il vero ed unico destinatario della circolare ministeriale: il coltivatore. Non l'acquirente, non il distributore. Se davvero si voleva regolamentare il mercato, perché non menzionare anche il consumatore, oltre che il produttore? La zona grigia che si voleva diradare qui pare decisamente permanere. Il tenore di THC delle varietà coltivate non deve superare il limite totale dello 0,2 per cento (...) Ai fini della coltivazione, devono essere rispettati i limiti di THC riportati all’articolo 4, comma 5, della legge n. 242 del 2016, rubricato Controlli e sanzioni. Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di cui alla legge n. 242 del 2016. Si precisa altresì che, in caso venga accertato che il contenuto di THC sia superiore al limite dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa." Arriviamo qui ai limiti di THC imposti per legge, quelli che ora dicotomizzano la cannabis in "light" e "pesante" e che, almeno dal 1997, distinguevano invece tra la canapa che si fuma e il


16 "canapone". Si ribadisce lo 0,2% come massimo stabilito e lo 0,6% come massimo tollerato ma, di nuovo, lo si intende applicato alla produzione e quindi ai coltivatori industriali. Se dunque un privato volesse coltivare in proprio una pianta di cannabis light, incorrerebbe comunque in perquisizione, sequestro, verbale ed analisi, che probabilmente faranno decadere il procedimento. Nel caso in cui però si superi il limite dello 0,6%, la tutela della 242 non è garantita ed è possibile venire incriminati secondo la 309/90, pur trattandosi di semente certificata. Un'altra innegabile limitazione alla coltivazione della pianta di cannabis.

Qui, con la ratio di garantire la tracciabilità fino al seme, viene vietata tout court la possibilità di riproduzione per via agamica (es. per talee) ai fini della loro commercializzazione e, soprattutto, la possibilità di acquistare talee per ottenere prodotti da essa derivati. Sta forse qui la vera forza della circolare del MIPAAF: nel tagliare fuori la concorrenza, soprattutto quella Svizzera, e nel ribadire che l'autocoltivazione è un reato. Si specifica poi finalmente cosa si intende con "florivivaismo" ma, di nuovo, non si va oltre la specifica di uno "scopo ornamentale". Il consumo umano per combustione, il vero utilizzo della tanto pubblicizzata "marijuana light" non viene assolutamente menzionato, lasciando il consumatore reale in balia della stessa ambiguità legislativa vigente prima della circolare, della legge 242/2016 e in generale da quando il referendum del 1993 sulla depenalizzazione è stato disatteso.

"Per quanto riguarda, in particolare, le coltivazioni destinate al florovivaismo, si specifica che: 1. È consentita la riproduzione di piante di canapa esclusivamente da seme certificato. 2. Non è contemplata la riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per successiva commercializzazione di prodotti da essa 3. Secondo quanto disposto dall’articolo 3, della legge n. 242 del 2016, il vivaista deve conservare il cartellino della semente certificata e la relativa documentazione di acquisto, per un periodo non inferiore a 12 mesi, e, in ogni caso, per tutta la durata della permanenza della semente stes-

NON CONTATECI QUALCUNO STA SCASSINANDO LA BANCA!

MAGARI SE LI ACCIUFFO MI DARANNO UNA MEDAGLIA O LE CHIAVI DELLA CITTÀ.

sa presso l’azienda vivaistica di 4. La vendita delle piante a scopo ornamentale è consentita senza autorizzazione. 5. L’attività vivaistica è altresì regolamentata dagli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, in attuazione della Direttiva 2000/29/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione e

FERMA DOVE SEI LADRACCIA FELINA, IL SIGNORE DELL’ERBA DICE “NO”

SONO IL LEOPARDO BIANCO. NON PUOI FERMARE LE MIE AZIONI CRIMINALI

LA TUA REPUTAZIONE TI PRECEDE.

la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti 6. Le importazioni a fini commerciali di piante di canapa da altri paesi non rientrano nell’ambito di applicazione della legge n. 242 del 2016 e, in ogni caso, devono rispettare la normativa dell’Unione europea e nazionale vigente".

VIENI DA MAMMINA!

CAZZO! STA SFRUTTANDO LE MIE DEBOLEZZE

Non possiamo quindi non dare un giudizio negativo su quest'ultimo tentativo di legiferare in Italia in materia di cannabis. Questa circolare, come le altre che l'anno preceduta, non dice in realtà nulla che non sia stato assodato già nel 1997 e soprattutto ribadisce l'assunto secondo cui, la coltivazione della pianta di cannabis - anche la cosiddetta "light" - è cosa da lasciare in mano ad esperti ed operatori del settore, non certo ai privati cittadini. Vogliamo davvero chiamarla una vittoria dell'antiproibizionismo?

LE MIE TETTE SPACCANO TUTTI I RAGAZZI. SOGNI D’ORO “UOMO DELL’ERBA”

PIÙ TARDI

FERMO.

… GAS

SONO UNA PIANTA… CIOÈ, SONO STATO INCASTRATO!


Like us on Facebook @CANNAItaly

www.canna-it.com


18

COLTIVAZIONE ECOLOGICA

ECO SOIL,

TERRA ECOLOGICA D’AUTORE SENZA METALLI PESANTI La gamma Eco Soil presenta un nuovo tipo di terra sul mercato, dove viene certificato al coltivatore che si tratta di un substrato pulito, che non contiene residue di metalli pesanti o altri contaminanti. Questa caratteristica trasforma questa terra in un punto di riferimento per tutti coloro che cercano una coltura ecologica molto pulita, da chi coltiva per piacere a chi coltiva a scopo medico. J. Searcher Ecocert

Quando si parla di sigillo di qualità, è importante esaminare l’organismo che sta dietro a tale certificazione. Alcuni richiedono elevati requisiti di qualità, mentre altri sono azzeccagarbugli che vendono le certificazioni. Il questo caso si parla di Eco Soil che si presenta con la certificazione di Ecocert. Cercando velocemente su Google, si può facilmente verificare che si tratta di un organismo di certificazione riconosciuto. Secondo Wikipedia,

Oltre ad avere il sigillo ecologico Ecocert, il marchio Monkey Soil può certificare ai propri clienti che Eco Soil è un marchio senza residui di metalli pesanti. Bisogna infine sottolineare che tutti i substrati di Monkey Soil sono prodotti usando energia verde, derivante da energia rinnovabile, anch’essa certificata.

Eco Soil è una terra ecologica di qualità certificata, ma riflette la filosofia personale del creatore, Ignasi. Per questo può essere considerata una terra ecologica “d’autore”. Lo conosco sin dai primi tempi in cui era nel settore, quando raggiungeva il pubblico dal piccolo banco della prima Sativa World Sitges.

Eco Soil, terra ecologica “d’autore”

Ha sempre insistito sul fatto che i quattro ingredienti fondamentali di una coltivazione sono genetica, substrato, luce e acqua, ossia la formula per ottenere un raccolto

La maggior parte dei marchi è specializzata in fertilizzanti, in cui ha gran parte del business, mentre la terra è solo un prodotto com-

MONKEY SOIL È UN MARCHIO SPECIALIZZATO SOLO NELLA TERRA, PER CUI CURA IN DETTAGLIO LA PROGETTAZIONE, LA PREPARAZIONE, I TEST E LA DISTRIBUZIONE DI OGNI SUBSTRATO LANCIATO SUL MERCATO certifica il 70% dei prodotti ecologici della Francia e il 30% di quelli a livello mondiale. Parliamo di una certificazione globale di primo livello, con un processo rigoroso d’indagine e controlli.

plementare. Monkey Soil, invece, è un marchio specializzato solo nella terra, per cui cura in dettaglio la progettazione, la preparazione, i test e la distribuzione di ogni substrato lanciato sul mercato.

eccellente e che l’eccesso di fertilizzanti peggiora il raccolto, anziché migliorarlo. Potremmo dire che si tratta dell’idea centrale che sottende il lavoro portato poi avanti con altre aziende, la qualità delle gene-

tiche con Ripper Seeds e la qualità dei substrati con Monkey Soil. Secondo quanto spiega Ignasi, la coltivazione ecologica con fertilizzante a rilascio lento è il suo modo di coltivare da sempre, perché è il modo in cui una buona genetica rivela la sua personalità. ``Mio padre coltivava già e usavamo fertilizzanti organici a rilascio lento, per alimentare il terreno. Sono arrivati poi i fertilizzanti liquidi, li ho provati e mi sono reso conto che incidevano sul sapore. E per questo ho voluto mettere il minimo di fertilizzanti possibile. Quando ho visitato il team di Ripper Seeds, ho visto che anche loro condividono questa filosofia, con cui si vincono un sacco di trofei. Questo ha riconfermato un’idea che avevo già´´. Parlando del modo di coltivare dice: ``Con un buon substrato, aggiunge microvita, un po’ di humus di lombrico e guano di pipistrello e questo è già sufficiente per ottenere raccolti eccellenti. Se si verificano


19 carenze, si può aggiungere un po’ di fertilizzante, ma senza tenersi indietro con le quantità. È una leggenda quella che secondo cui la coltivazione ecologica porta a produrre poco. Una coltivazione ecologica seguita correttamente può rendere bene, senza doverla forzare. Ad ogni modo, Eco Soil è progettata anche per offrire buoni risultati quando si coltiva con liquidi´´.

Sviluppo di Eco Soil Indoor ed Eco Soil Outdoor

Ignasi aveva da anni l’idea di produrre una terra ecologica e certificata. Ci ha pensato in vari modi, immaginandone la formulazione e selezionandone gli ingredienti, mano a mano che testava varie miscele. Oltre a ottenere un substrato ecologico e senza residui, ha lavorato molto per avere una consistenza corretta. La struttura della terra influisce su fattori importanti, come il drenaggio, oppure la quantità di aria che rimane a disposizione delle radici. Con questo scopo, sono necessari materiali specifici per mantenere il drenaggio ideale. Dopo i primi esperimenti, si rende conto che indoor e outdoor richiedono consistenze diverse, ecco che decide di preparare due formulazioni diverse: Eco Soil Indoor ed Eco Soil Outdoor. A partire da questa idea, prepara tre formulazioni diverse per Eco Soil Indoor e altre tre formulazioni per Eco Soil Outdoor. Dopo i test, decide quelle che sono le ricette finali. Eco Soil Indoor è una terra a base di cocco e torba

spessore di 7-20, il 30% di cocco, micorrize e un pizzico di fertilizzante naturale a rilascio lento. Questo fertilizzante ha un contenuto di 7-4-7, include bacillus ed è una delle migliori qualità disponibili sul mercato. La differenza principale sta nella granulometria, più fine nel caso di Eco Soil Indoor, in cui il cocco è la presenza principale. La torba in blocco dà invece una struttura più spessa a Eco Soil Outdoor.

Eco Soil: substrato ecologico multiuso

Prima di lanciarli sul mercato, sono stati condotti test indoor e outdoor, con diversi stili di coltivazione e clima, da una coltura in zona montagnosa nel nord della penisola, a un’altra in un clima caldo del sud. Lo abbiamo provato poi con clienti vicini e amici, sempre con risultati molto buoni. È una terra che serve a stili diversi di coltivazione. Si può preparare un substrato completo aggiungendo humus, guano, micorrize e microvida, con rizomi e Bacillus. Serve anche a coltivare con fertilizzanti liquidi per l’eccellente drenaggio. Con questo si raggiunge l’obiettivo principale, una terra semplice da utilizzare e che permetta al coltivatore di continuare a utilizzare la coltura abituale, con il valore aggiunto di essere ecologica e priva di metalli pesanti.

8WLOL]]R QHOOD FDQDSD

Oltre alla coltura della cannabis psicoattiva, è un’ottima alternativa per la coltivazione della canapa

È noto negli Stati Uniti lo scandalo provocato dal reportage Hemp Oil Hustlers. Tutto è nato dal fatto che alcuni

LA STRUTTURA DELLA TERRA INFLUISCE SU FATTORI IMPORTANTI, COME IL DRENAGGIO, OPPURE LA QUANTITÀ DI ARIA CHE RIMANE A DISPOSIZIONE DELLE RADICI bionda, che contiene micorrize. È il caso di Eco Soil Outdoor, con circa il 45% di torba bionda, il 25% di torba estratta in blocco con uno

/Ȣ,035(6$ %$5%$5,&$

NELL’ERA ALTO TOKIANA, GLI INVERNI ERANO LUNGHI E RIGIDI, IL FREDDO E LA FAME UCCIDEVANO UOMINI E BESTIE.

SONO AFFAMATO E SOLO!

orientata all’estrazione di CBD. Per questi coltivatori di canapa, oltre ai sacchi, la gamma Eco Soil offre altri formati professionali.

UNISCITI A ME ATTORNO AL FUOCO, HO UN SACCO DI CANNABIS. MI DARESTI DEL CIBO?

IO NON CONDIVIDO E STA ROBA PUZZA.

bambini, dopo aver ricevuto l’olio di vari marchi, anziché migliorare, si ammalavano di più. Le loro analisi hanno mostrato quantità inaccet-

PECCATO… VOLEVO COMPAGNIA!

tabili di metalli pesanti. A quanto pare, acquistavano il CBD in Cina, dove in alcune zone la contaminazione da metalli pesanti nel terreno è notevole. Vale la pena ricordare l’efficacia della canapa per pulire i terreni contaminati, ma i metalli pesanti che elimina dal terreno finiscono in parte nel prodotto finale. Se si vuole fare uso medico o per il benessere, il raccolto deve essere più pulito possibile.

MMM DELIZIOSO .... PERCHÉ HAI UN CONIGLIO QUANDO POTRESTI AVERE IL MAIALE?

LA CONSEGNA DI CIBO IN CAVERNA POTREBBE FUNZIONARE

CHI È QUELLO?

È TUTTO, GENTE.


BANCHE DI SEMI

OG KUSH

21

La Superstar nordamericana

Varietà a predominanza Indica che si distingue per la sua potenza travolgente e il gusto forte e rinfrescante. Questa mitica varietà californiana si è rivelata una delle più famose del Paese e si sta gradualmente conquistando i favori dei buongustai di tutto il mondo. TricomaTeam (tricomateam@gmail.com) Ci sono un paio di teorie sul vero significato di OG. Secondo una teoria, è l'acronimo di "Original Gangsta", utilizzato per una persona che è ha raggiunto una posizione elevata nel panorama della cannabis. Un'altra versione, invece, suggerisce che è l'abbreviazione di "Ocean Grown" (una varietà coltivata lungo l'oceano). Questa teoria è apparentemente la più accettata nella comunità della cannabis. Non c'è dubbio, tuttavia, che sia la pianta più venduta in California, il seme più ricercato sul mercato statunitense e che stia diventando a poco a poco la prima scelta dei coltivatori di cannabis di tutto il mondo. Dinafem Seeds propone ora la sua versione OG Kush ottenuta incrociando una ChemDog con un ibrido di Lemon tailandese e una Kush pakistana per generare una progenie con una proporzione Indica-Sativa 75% a 25%. Le piante sono facili da coltivare, raggiungono dimensioni medie e fioriscono rapidamente. La loro forma è cespugliosa, con molti rami che quindi hanno bisogno di essere sostenuti. Questa varietà idealmente si coltiva indoor sotto potenti fonti di luce e matura dopo soli 55 giorni. Se coltivata all'aperto, può essere raccolta all'inizio di ottobre, anche se in questo caso è necessario un clima temperato o mediterraneo.

I tricomi a prima vista

La produzione è abbondante. Nonostante le piccole dimensioni, le cime sono piene di tricomi, dense e pesanti, il che si traduce in una resa che può superare i 500 g/m2 indoor e un chilogrammo per pianta outdoor. La potenza incredibilmente elevata e il ricco gusto complesso hanno portato queste piante sulla scena delle regine della cannabis. Con una concentrazione di THC che può arrivare fino al 24%, sin dai primi tiri, l'effetto è forte sia sulla mente che sul corpo. L’iniziale e relativamente breve stato di euforia svanisce rapidamente per diventare una profonda sensazione di allegria e rilassamento. Al palato, il gusto straordinario della pianta è persistente, legato a un aroma dolce e molto complesso, con uno speciale retrogusto agrumato e di carburante, in cui si percepiscono anche note di pino e spezie.

GERMINAZIONE E CRESCITA

Abbiamo messo 10 semi di OG Kush all’interno di panni bagnati e sono tutti germinati in meno di 48 ore. Li abbiamo poi piantati in vasi di meno di un litro, con un substrato leggero, dove sono rimasti circa 10 giorni. Successivamente, li abbiamo trapiantati in vasi da 18 litri con un substrato ricco di sostanze nutritive.

Questa varietà diventa alta in poco tempo, con una ricca produzione di rami laterali. Sin dalle prime fasi della coltura, è necessario un sistema di supporto. All'inizio del ciclo di crescita, abbiamo aggiunto un potenziatore radicolare all'acqua di irrigazione unito a un fertilizzante specifico.

Non possiamo dire che queste piante si distinguono per il loro potenziale di crescita. I rami non sono robusti e il fogliame non è rigoglioso. In breve, non sembrano crescere vigorosamente e sono piuttosto deboli e lunghi. Tuttavia, alla fine del ciclo di crescita, il risultato sarà maggiore. In poco più di un mese, li abbiamo spostati nella stanza di fioritura e li abbiamo esposti a un fotoperiodo di 12 ore di luce e 12 ore di buio sotto fonti da 600W. Alla fine, siamo riusciti a raccogliere una grossa quantità di talee, che abbiamo identificato per selezionare una madre.

FIORITURA

Alcuni giorni dopo aver cambiato il fotoperiodo, abbiamo visto la OG Kush raggiungere un ultimo picco di crescita, tanto che abbiamo dovuto legare altri rami alle asticelle di supporto. Abbiamo notato che la distanza internodale non era molta, il che normalmente impedisce lo sviluppo di fiori grandi, nonostante la notevole quantità di germogli lungo gli ampi rami. Le cime sono ovali e piuttosto piccole, ma abbondanti e dense. Tendono a essere ricoperte da un appiccicoso strato di resina bianca. L'odore penetrante rilasciato dalle piante costringerà i coltivatori a utilizzare filtri anti-odore fin dall'inizio della fioritura.

Cime centrali

Per il ciclo di fruttificazione, abbiamo utilizzato un fertilizzante specifico e uno stimolatore in combinazione con Bactobloom nei primi cicli di irrigazione. Due settimane prima del raccolto, abbiamo lavato a fondo le radici e, intorno all'ottava settimana, le cime erano dure come sassi e i tricomi avevano raggiunto il loro livello ottimale di crescita, che abbiamo controllato al microscopio.

RACCOLTO E DEGUSTAZIONE

Il raccolto è relativamente veloce, con innumerevoli cime e fogliame ridotto. Nella maggior parte dei campioni, le cime sembrano piccole biglie rotonde ricoperte di resina. L'elevata concentrazione di tricomi è stata più che apprezzabile. La resa non è affatto inferiore a quella di altre piante per l'elevato numero di cime che cresce su ciascun campione e la sorprendente densità nonostante le piccole dimensioni. Ogni colpo di forbici liberava una fragranza travolgente che si diffondeva per tutta la stanza. Dopo aver essiccato le piante per poco più di due settimane, non abbiamo resistito alla tentazione di provare gli esemplari cresciuti. Avevano tutti un sapore molto simile, forte e fresco. Il loro aroma era piuttosto intenso e gratificante e ci riempiva tiro dopo tiro. L'effetto è stato molto potente, allegro, rilassante e ha provocato un po’ di sonnolenza. In effetti, è ideale per alleviare lo stress, l'ansia, l'emicrania, il dolore e l'appetito. È indiscutibile che la qualità ha raggiunto un livello superiore con questa varietà, che si merita dunque la celebrità che si è guadagnata.


22

CANNABIS CULTURE

CONSIDERAZIONI A MARGINE

CANNABIS E MERCATO: RAPPORTI FALSATI O RIVOLUZIONI CULTURALI?

Da cittadini a consumatori. Cosa succede se un simbolo anti-establishment come la cannabis viene normalizzato all'interno delle dinamiche di mercato? È davvero solo una questione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica? Oppure il rischio è di vedere trasformati i diritti in merce acquistabile? Moltissime domande, poche purtroppo le risposte. di Giovanna Dark Chiunque bazzichi il mondo della cannabis non può non avere la chiara e netta sensazione che il consumo, nel corso degli ultimi 15-20 anni, si sia instradato verso una netta assimilazione alle leggi che regolano il mercato dei prodotti di ampia diffusione. Una parabola magari lenta ma inesorabile verso una normalizzazione del prodotto: non più sostanza proibita ma prodotto di consumo alla stregua di jeans o libri. A guardare il nostro paese poi, l'inversione di rotta è stata di 180 gradi rispetto solo ad un lustro fa, quando la Fini-Giovanardi accostava ancora la cannabis a sostanze ben più pesanti. È innegabile che di cannabis si parli adesso con ben altri toni, che la si dipinga a tinte più positive, che le cronache la associno sempre più ad un'idea di sviluppo. Queste stesse cronache, nel tempo, hanno infatti dimostrato come a nulla siano valsi gli sforzi degli Stati che hanno cercato di terrorizzare il consumatore di cannabis o chi vi si approcciava da neofita. Ci hanno provato perpetrando false teorie scientifiche come la teoria del 16% o quella del passaggio - secondo cui il consumo di cannabis porta inevitabilmente alla dipendenza di droghe ben più pesanti. Ci hanno provato diffondendo paure sociali ed emarginando i consumatori, relegati pubblicamente, quando va bene al ruolo di "fattoni" senza la minima speranza di avere il controllo della propria vita, quando va male a quello di criminali da tenere in custodia cautelare. Gli Stati Uniti, padri putativi dei modelli proibizionisti, prima di capitolare avviando una progressiva legalizzazione, in primis terapeutica e successivamente per scopi ricreativi, hanno creduto che il terrorismo psicologico e una repressione poliziesca e giudiziaria degna di ben altre battaglie, fosse l’unico modo per arginare la diffusione tra la popolazione, soprattutto quella più

giovane. Per oltre 70 anni hanno letteralmente perseguitato determinate categorie sociali - persone di colore, latinos, low incomers e universitari – ma hanno dovuto finalmente ricredersi davanti ai numeri degli studi che li mettevano sempre sul podio dei paesi con il maggior numero di consumatori in termini relativi. Certo ora sono venuti a più miti consigli ma per un lasso di tempo straordinariamente lungo, gli Stati Uniti non avevano fatto i conti con i modelli economici di cui sono da sempre i più fieri ed orgogliosi testimonial. Parliamo di quel capitalismo aggressivo ed amorale che venne (e viene tutt'ora) proposto quale unico argine a forme più o meno occulte di socialismo o di comunismo travestito da statalismo. È stato proprio il capitale a fare infine carta straccia dei gran capisaldi morali di quanti predicano ed auspicano una società senza droghe, ed a maggiore ragione senza cannabis. Ci è riuscito con le sue forme subliminali di promozione di benessere diffuso, grazie all'imposizione di bisogni non certo impellenti e con la diffusione di un individualismo sfrenato, quale modello preferibile all'ancestrale solidarietà che caratterizza (o dovrebbe caratterizzare) la specie umana. Nella nostra Italia, paese che - è risaputo - adora importare i costumi americani (anche se con circa venti anni di ritardo), la possibilità di vedere legalizzata la cannabis "all'americana" deve essere ovviamente parsa troppo ardita e precoce, soprattutto dinanzi ad un elettorato da reparto geriatrico. Eppure la fetta di mercato è decisamente ghiotta e i bilanci pubblicati oltre oceano lo hanno confermato. Cosa fare allora per creare l'italianissima situazione della botte piena e della moglie ubriaca? Essendo noi italiani maestri nell'affrontare un argomento con mille distinguo ed essendo storicamente portati all'ipocrisia istituzionale, si è pensato, con un

certo successo, di sfruttare l'aggiornamento di una legge agricola per introdurre sul mercato la cosiddetta "cannabis light", una cannabis a bassissimo principio attivo. Il fine ufficiale? Stando a quanto pontificato dagli entusiasti della light, è quello di mantenere alta l’attenzione dei cittadini rispetto a quello che, quando e se accadrà, ci sembrerà essere un passaggio epocale: la legalizzazione vera di una sostanza il cui principio attivo, anche quando in percentuali elevate, produce un'alterazione in ogni caso minore di una sbornia. Quindi vai con la cannabis light, venduta più o meno liberamente da una variegata tipologia di attività commerciali ma con un riscontro al dettaglio ottimo. La richiesta, anche grazie all'enorme pubblicità guadagnata da EasyJoint, è alta. Il nuovo e ruggente business della cannabis light ha creato posti di lavoro e conseguenti introiti, il che non è assolutamente un male per un paese che è osservato con occhio angosciato dai mercati di mezzo mondo e di tutta Europa. Il valore dato dai consumatori al prodotto è invece eterogeneo: c'è chi la vede come un sostituto più salutare del tabacco, chi la cerca in quanto non meglio precisata cannabis "ricca di CBD", chi la chiama "paglione" e chi la considera invece alla stessa stregua della "sorella con il THC". Percentuali di THC non superiori allo 0,6% non possono alterare in alcun modo e gli effetti medicali dell'erba legale italiana sono ancora tuti da chiarire. Quindi, a rigor di logica, i motivi per acquistarla sarebbero dovuti venire meno: solitamente ci si fa una canna per rilassarsi o per meditare, o la si usa all'interno di un ciclo di terapie. La cannabis light attualmente in commercio nella penisola non risponde a nessuno degli usi "ordinari" sopracitati: cosa dobbiamo desumere allora? Se vogliamo prendere per buono quanto più volte

affermato dal guru della light Luca Marola, EasyJoint e le varie realtà che sono nate dalla legge 242/2016 sulla canapa industriale hanno semplicemente avviato un'azione di marketing tesa a tenere alta l’attenzione per la sorella maggiore, la cannabis con THC. E c'è una buona dose di verità in ciò perché, in ultimo, il consumo di cannabis oggi risponde in tutto e per tutto alle regole del mercato. Il tabù è caduto definitivamente, la cannabis è assurta all'olimpo del mainstream e ad oggi, anno domini 2018, per buonissima parte dell'opinione pubblica non esiste nessuna differenza tra comprare un barattolo di pelati o uno di Futura75. L'elemento trasgressivo è caduto e non vi è quasi più nessuna considerazione moralistica rispetto all’acquirente, ai suoi gusti, alle sue abitudini. A noi giornalisti cannabici piace pensare, narcisisticamente, che il merito di questo cambiamento socioculturale sia anche nostro ma la ben più dura realtà è che quell’acquirente non è più un cittadino alternativo o un individuo da mettere sotto chiave, ma è diventato un semplice consumatore di oggetti, merce, cibo, viaggi e servizi a cui da poco si è aggiunta anche una sostanza il cui solo nome ed il relativo consumo, fino a solo 4 anni fa, ti connotava in termini stigmatizzanti, etichettandoti come deviante o criminale. Da cittadini a consumatori: il termine cittadino diventa dunque secondario essendo l’appellativo di consumatore molto più qualificante per chi vende un prodotto. Niente di nuovo in realtà, lo abbiamo già visto con i tatuaggi. Si tratta di una variante della tanto deprecata appropriazione culturale, un processo grazie a cui il modello capitalistico è riuscito a trasformare in prodotti appetibili e vincenti, cose che fino agli anni 70 appartenevano a gruppi e culture considerate devianti. Il valore identitario di tatuaggi e cannabis, un tempo, ti relegava ai margini della società e ti etichettava come un perdente o comunque appartenente a sub culture marginali e marginalizzate. Chi può negare che il tatuaggio oggi sia tranquillamente sfoggiato dall'élite e dalle categorie incluse e attive nei processi economici occidentali? Analogo ragionamento lo si può applicare alla cannabis, oggi non ancora sdoganata ma, temporaneamente, sostituita da una merce in qualche modo surrogata. Ancora un po' di tempo ed anche la cannabis, oggi garanzia di condanne penali, diventerà oggetto di consumo portando a termine un percorso per cui il fumatore ludico sarà la figura più lontana dalle affermazioni di giovanardiana memoria. A loro si contrapporranno i vincenti, nella vita e nel lavoro: consumare cannabis sarà considerata una conditio sine qua non per appartenere alla fetta desiderabile della società. In una conferma particolare di quanto previsto in generale dal sociologo Marshall McLuhan, quando affermava che il "medium è il messaggio", la trasformazione della cannabis andrà di pari passo alla trasformazione antropologica delle nostre società: perdente sarà chi non consuma, non acquista, non partecipa al rito collettivo della inclusione sociale tramite acquisto online. La povertà, o il rifiuto di partecipare al rito orgiastico dello shopping, risulteranno gli indicatori di persone ai margini e fondamentalmente escluse dal tessuto sociale. Arrivati a questo punto, è ben poca cosa che sia una pianta considerata fino a pochi anni fa merce da drogati senza alcuna speranza di farsi strada nella vita. L’importante è che si venda: anche se ha perso il suo significato originario sia in termini di ritualità e liturgie nell’uso, sia in termini di ribellione ad un sistema preconfezionato quale componente socio culturale, che ne legittimava in primis la coltivazione e poi il fumarsela. Siamo quindi diventati davvero tutti dei consumatori, dei voraci predatori di merci di cui abbiamo smarrito il fine originario? A tal punto voraci da comprare una sostanza priva delle componenti che da sempre ne giustificavano l’acquisto e il consumo? La tendenza in Italia pare voler propendere verso questa ipotesi.


s

rp

Pu

# 1

Conosci il nostro nuovo sito?

www.dinafem.org

Qu ic k

Nuove varietà 2018

+

ca l

iti

Cr

Qu ic k

D

CB

h

Ku s

ed

na m

Di

us

Pl

a

ill

Go r

Pu

le

rp

ck

Au to

Di

D

CB

M ob y

m ed

na

Di


24

COLTIVA CON JORGE CERVANTES

PRODURRE I SEMI A CASA SECONDA PARTE

QUARTA PARTE: CONSERVAZIONE DEL POLLINE.

Conservate piccole quantità di polline in un foglio di alluminio, sigillato con del silicone per assorbire l'umidità in eccesso in modo che non distrugga il polline. Il polline ha vita breve in natura. Le alte temperature e l'umidità lo distruggono. Il polline può essere conservato nel congelatore per diversi mesi. Conservate il polline in un contenitore a chiusura ermetica con del silicio per assorbire l'umidità nel contenitore. Togliete periodicamente il silicio perché asciughi e rimettetelo poi nel contenitore. Assicuratevi di lasciare il contenitore a temperatura ambiente per diverse ore per evitare la condensa dell'umidità dovuta al cambiamento di temperatura. Togliete delicatamente il polline dalla busta di raccolta e fatelo passare attraverso un colino per eliminare i residui di fiori. Ricordate che i fiori e il fogliame morti attirano l'umidità e contaminano e rovinano il polline. Collocate della carta cerata sotto il colino per raccogliere il polline. Versate il polline in una provetta sterile o in un piccolo contenitore che potrete acquistare in un piccolo negozio locale. Raschiate il polline rimasto nella provetta o nel contenitore con uno strumento sterile. Sigillate il contenitore.

Mettete la provetta in un contenitore ermetico più grande con diversi pacchetti di silicio per assorbire l'umidità. Sigillate il polline con il gel di silice e lasciatelo a temperatura ambiente in modo che il gel di silice estragga l’umidità dal polline prima di metterlo nel congelatore. Al momento dell'impollinazione, estraete il polline dal congelatore e lasciatelo scaldare a temperatura ambiente. Non aprite il contenitore quando fa freddo o l'acqua si condenserà all'interno e ucciderà il polline. Conservate il frigorifero a bassa umidità. Scongelare e ricongelare il polline ne diminuirà l’efficacia.

QUINTA PARTE: IMPOLLINAZIONE DELLE PIANTE FEMMINA.

Le femmine in fioritura fanno crescere molti stigmi pronti e ricettivi fino al momento dell'impollinazione. La migliore impollinazione avviene da 3 a 5 settimane dopo che le femmine mostrano i loro primi fiori. A questo punto la maggior parte degli stigmi recettivi è pronta per l'impollinazione. È così che alcuni stigmi iniziano ad arricciarsi e a scolorire leggermente, a significare l'inizio della senescenza. Gli stigmi ricettivi sono turgidi e il più delle volte sono di colore bianco o biancastro. Gli

I fiori maschio possono essere conservati per alcuni giorni in un bicchier d’acqua, ma hanno la tendenza ad aprirsi prematuramente.

stigmi senescenti e morenti di colore marroncino non sono vitali. Non tutte le impollinazioni riescono. In caso di dubbio, si potrebbe impollinare 2 o 3 volte per assicurarsi la buona riuscita dell’operazione. Una volta impollinata, la maggior parte dell'energia femminile viene investita nella produzione di semi e la formazione di germogli s’interrompe. Impollinate germogli ben formati con stigmi ben strutturati per produrre il numero massimo di semi vitali. Chi coltiva a casa deve impollinare un germoglio pieno di stigmi o un singolo ramo pieno di germogli per produrre più semi del necessario. Humboldtlocal chiama l’impollinazione di un ramo "genitorialità pianificata". I rami non impollinati sono i sinsemilla. Le cime di sinsemilla vengono raccolte a maturazione. I rami seminati continuano a maturare per un'altra settimana o due fino alla maturazione.

Granelli di polline maschio come quello nella foto (ingrandito 4.000 volte) si attaccano allo stigma, sviluppano un tubo attraverso lo stilo e rilasciano 2 gameti – 1 per fecondare l’ovulo e 1 per fecondare l’endosperma.

Un po' di polline sul pollice o sul dito è il modo migliore per impollinare determinare gruppi di stigmi di una cima. La pelle umana è grassa e mantiene bene il polline senza alterarlo. Spennellate leggermente il pollice o il dito con del polline per spargere innumerevoli granelli di polline per fecondare le femmine. State molto attenti con il polline rimasto sul dito. Sciacquate le dita nell'acqua per eliminare il polline o leccate velocemen-

te il polline con la lingua. Etichettate tutto. È facile perdere la cognizione dei nomi. Mettete note o codici di riferimento incrociato sulle piante con note dettagliate riportate su un quaderno. Identificate le piante femmina impollinate utilizzando un colore cromatico mediante piccoli pezzi di filo. Alcuni coltivatori usano i codici a barre per tracciare le piante. Il codice a barre è fissato sull'etichetta della pianta e attaccato alla pianta. Mettete un po' di polline in un sacchetto di plastica. Coprite attentamente con la borsa un ramo femmina pieno di stigmi maturi ricettivi. Legate la parte finale del sacchetto attorno al gambo del ramo per assicurarvi che non fuoriesca il polline. Agitate leggermente il ramo per una completa dispersione del polline su tutti gli stigmi. Lasciate la borsa 2 giorni e notti per garantire un'impollinazione accurata. Spostate le piante bersaglio in un'area "sicura" per evitare l'impollinazione accidentale di altre piante. Fate attenzione a non disperdere il polline quando togliete il sacchetto. Evitate di usare il pennello da artista per impollinare le singole cime. Il polline è molto fine; un pennello tende a trattenere troppo polline ed è difficile da contenere. Il polline può facilmente disperdersi oltre gli stigmi bersaglio. Alcuni coltivatori e produttori di sementi commerciali posizionano diverse piante maschio o cloni della


25

La cannabis è molto promiscua! Michæl mostra una borsa speciale con una finestrella per evitare l'impollinazione. I sacchetti di carta sono buoni in indoor e serra; la plastica impermeabile potrebbe essere necessaria outdoor.

stessa pianta maschio nella stanza di produzione delle sementi con le piante femmina riproduttrici. Le piante maschio rilasciano polline nella stanza ben ventilata, il che consente l'impollinazione completa della coltura. Lavate i vestiti e fatevi la doccia in seguito, per evitare di trasportare il polline verso le piante vicine lontano dalla zona di riproduzione. Nebulizzate le piante femmina con dell’acqua un paio di volte prima di riportarle con la normale popolazione di “sinsemilla”.

Pulite accuratamente la stanza di produzione dei semi dopo ogni raccolto di semi per evitare d’impollinare accidentalmente le colture future.

SESTA PARTE: RACCOLTA DEI SEMI.

I semi sono maturi quando sono per lo più marrone scuro o grigio. Molti semi hanno macchie e chiazze; alcuni sono persino a strisce, come una tigre. Nella maggior parte dei casi, i semi verdi, gialli o bianchi non sono maturi e non sono utilizzabili. I semi di colore più chiaro o che

Una piccola quantità di polline è tutto ciò che è necessario per impollinare selettivamente alcuni stigmi.

Un singolo ramo inferiore di questa grande femmina viene fecondato con polline maschio. I semi vengono lasciati maturare per circa 2 settimane dopo la raccolta delle cime

galleggiano nell'acqua dopo 24 ore sono lenti a germinare e spesso non sono utilizzabili.

midità. Evitate tutti e tre i fattori quando raccogliete e maneggiate i semi.

Quando alcuni germogli seminati sono maturi, togliete i semi dalle brattee prelevando i semi a mano. Questo può essere fatto con i germogli verdi o le cime secche. Una volta asciutte, strofinate le cime tra le dita e le mani su un colino o un vassoio. Un po' di attrito lieve non danneggerà i semi. Tuttavia, sono sensibili al calore, al freddo e all'u-

Una volta impollinate, le piante femmina producono semi che maturano in 6-8 settimane. (Di tanto in tanto, maturano più tardi). Man mano che i semi maturano, diventano più scuri. Alla fine, la brattea che contiene il seme inizia la senescenza e si secca intorno ai bordi per esporre il seme che matura all'interno.

Posizionate un gruppo di femmine in un'area chiusa. Predisponete una singola pianta maschio a pochi metri da un ventilatore oscillante. Accendete il ventilatore per contribuire a disperdere il polline nella stanza per impollinare tutte le piante femmina.

Questa è la seconda parte di un articolo tratto dal capitolo 25, “Breeding”, della Cannabis Encyclopedia (596 pagine, oltre 2.000 immagini a colori in formato A4) di Jorge Cervantes, disponibile su Amazon. Per maggiori informazioni, visitate il sito web di Jorge, www.marijuanagrowing.com


26

NOTIZIA

IL GUANO È LA RISPOSTA GIUSTA Ci sono molte persone che hanno provato a coltivare con il guano e molti hanno fallito per alcuni semplici motivi. Il guano, in particolare il guano di pipistrello, può effettivamente essere un deterrente per il vostro raccolto e non il grande dono che la maggior parte delle persone sembra pensare che sia. Per la maggior parte delle persone l'errore commesso è stato quello di coltivare nel guano in purezza oppure di utilizzarne troppo con un altro substrato, come terra o torba. Dovrebbe essere usato come additivo piuttosto che come substrato puro. Di Thomas Valentine Il modo migliore per coltivare con il guano è utilizzare una miscela di torba / perlite con del guano gettato come fertilizzante. Questo perché il guano è troppo acido o troppo alcalino per essere usato per coltivare la cannabis nella sua forma pura. A seconda dell'animale da cui proviene, l'odore può essere molto forte. Utilizzate il guano in esterni, altrimenti tutta la tua casa sarà inondata dall'odore. Anche se vengono utilizzate piccole quantità, può esserci un forte odore. Utilizzate una miscela di torba / perlite e aggiungete perlite al muschio di torba seguendo i dosaggi riportati sulla confezione della perlite. È importante bagnare la miscela di torba e perlite prima di aggiungere il guano. Questo perché il guano non si mescolerà bene con un substrato asciutto. Tende a rimanere attaccato e a formare delle palline. Un buon rapporto di guano con torba e perlite è di circa 114 grammi di guano per ogni litro di torba e perlite. Mescolate bene con la torba e la perlite

inumidite. Assicuratevi che sia ben miscelato il tutto e che non ci siano palline di guano nel substrato. Se il guano è umido, funziona meglio allo scopo. Se si usa guano secco, andrebbe inumidito prima di aggiungerlo al substrato di torba e perlite. Alcuni direbbero che ora è il momento di bilanciare il pH del substrato. Anche se può risultare una scelta sensata, non è necessario farlo. Tuttavia, l'acqua che userete dovrebbe avere un pH bilanciato, in un intervallo tra 5,2 e 5,9. Si tratta del range ottimale per la marijuana. Ora che il substrato è stato miscelato, sarà necessario decidere dove posizionare il vaso. Dal momento che il guano bagnato ha un odore orribile, dovrebbe essere messo in esterni. Forse sul terrazzo o in qualche altro posto in cui una grossa pianta verde non desta sospetto. Un altro modo utile per usare il guano è come alimento per il fogliame. Si potrebbe dunque nebulizzare una

miscela estremamente leggera di guano e acqua pura con pH bilanciato direttamente sulle foglie della pianta. L'alimentazione fogliare è un ottimo modo per assicurarsi che le vostre piante ricevano tutti i nutrienti di cui hanno bisogno. Utilizzate circa 30 grammi di guano in 1 - 1,5 litri di acqua. Vale la pena parlare brevemente dei nutrienti presenti nel guano. La maggior parte dei tipi di guano contiene una quantità elevata di fosforo, quindi alla pianta non mancherà tale nutriente. Il guano come fertilizzante è la sostanza nutritiva più completa che si possa trovare. Tuttavia, non è ancora una soluzione completa al 100%. Tenete d'occhio le carenze nutrizionali che di solito compaiono a metà del ciclo di crescita della pianta. Un'altra cosa da tenere sotto controllo sono i parassiti. Gli insetti sembrano apprezzare l'odore del guano, per qualche strano motivo, quindi scegliete

un posto per la pianta che non sia vicino a una porta. In questo modo la casa non sarà inondata di insetti. Dato che gli insetti sono attirati dal guano, alcuni ricorrono a coprire la pianta con una rete per insetti. Questo terrà gli insetti lontani dalla pianta e avrà l'ulteriore vantaggio di camuffare la pianta, rendendo possibile la coltivazione in città sul balcone. Basterà dire ai visitatori che la pianta sotto la rete è una pianta di tè. Non molti hanno visto una pianta di tè nella loro vita, quindi questa bugia bianca funzionerà piuttosto bene.

LO ZIMBABWE DICHIARA CHE RILASCERÀ LICENZE DI COLTIVAZIONE DELLA CANNABIS HARARE (Reuters) – I cittadini dello Zimbabwe possono ora richiedere licenze per coltivare la cannabis per scopo medico e di ricerca, ha dichiarato il governo in una comunicazione legale, il che lo rende il secondo Paese Africano a legalizzare la coltivazione della pianta. L'anno scorso il Lesotho ha annunciato la prima licenza per coltivare la cannabis legalmente nel rispettivo continente. Fino ad ora, la coltivazione, detenzione e utilizzo della cannabis sono state illegali in Zimbabwe, con pene detentive fino a 12 anni. Il Ministro della Sanità David Parirenyatwa ha pubblicato una nuova normativa, vista sabato da Reuters, che consente a privati e aziende di ottenere la licenza per coltivare la marijuana, nota localmente come mbanje. Le licenze quinquennali rinnovabili consentiranno la detenzione, il trasporto e la vendita di cannabis fresca ed essiccata, come anche di olio di cannabis. Nelle richieste dovrebbero figurare dettagli del

luogo di coltivazione, della quantità da produrre e vendere e del periodo di produzione. La richiesta di licenza può essere respinta se un "funzionario di pace, un'autorità competente o le Nazioni Unite" hanno ricevuto informazioni sul fatto che il richiedente sia stato coinvolto nella deviazione da una sostanza controllata o sia stato precursore di un mercato o di un uso illecito", riporta la normativa. “Il Ministro potrebbe rifiutare l'emissione, il rinnovo o la modifica della licenza nel caso in cui potessero costituire un rischio per la salute pubblica, l’incolumità o la sicurezza”.


YOUR PASSION OUR PASSION DUTCH PASSION www.dutch-passion.com


SALONE INTERNAZIONALE DELLA CANAPA 2ª EDIZIONE.

28/30 SETTEMBRE 2018

OFFICINA VENTURA 14

MILANO LAMBRATE

Coltiva la tua passione per il fantastico mondo Grow e scopri le migliori marche di Cannabis Light alla seconda edizione del Salone Internazionale della Canapa. Salta la coda acquistando i tuoi biglietti su www.salonecanapa.it/tickets. Seguici su www.salonecanapa.it e @salonecanapamilano Main sponsor

Premium sponsor

Sponsor

Sponsor alimentare

Sponsor tecnico

Media partner


BANCHE DI SEMI

29

00 CHEESE Amico il topo del formaggio

Eccezionale ibrido di dimensioni medie che ha tutto: la produzione di germogli di qualità è abbondante, la coltivazione è piuttosto semplice, ha un effetto notevole e duraturo e si distingue soprattutto per il forte odore che emana, caratteristico del formaggio. È ideale per la coltivazione sia indoor sia outdoor. TricomaTeam (tricomateam@gmail.com) Le varietà Cheese sono state il frutto di una selezione di Skunk avvenuta nel Regno Unito negli anni Novanta, fra le quali spiccava soprattutto per il suo odore di formaggio. Attualmente, la maggior parte delle banche ha la propria versione di questa odorosa pianta. La banca di semi 00 Seeds propone la sua 00 Cheese in semi femminizzati. Questa genetica ci offre piante molto vigorose che diventano alte, ma soprattutto larghe, con rami solidi e spessi. Sono esemplari molto produttivi e pieni di germogli grandi e densi distribuiti lungo tutti i forti rami. Sono anche molto resistenti ai funghi e ai parassiti e possono essere coltivate perfettamente sotto le lampade come anche in outdoor. Questa versione richiede qualche giorno in più per maturare, rispetto ad altre Cheese sul mercato, ma questo tempo extra di fioritura ricompensa con un raccolto più corposo. Indoor raggiungono circa un metro di altezza con una produzione superiore ai 400 g/m2 in circa 60/70 giorni. All'aperto, si raccolgono a metà ottobre e in buone condizioni possono raggiungere i tre metri di altezza e premiarci della fine dell'estate con quantità superiori al mezzo chilo per pianta. Da evidenziare la grande quantità di germogli prodotti, che in fioritura

Germoglio centrale

diventeranno fiori spettacolari tra i quali si distingue in modo particolare un enorme e resinoso germoglio centrale. Ha una percentuale di THC di circa il 16-18% e produce un effetto molto rilassante, a tratti quasi di sonno e l’effetto è prolungato. Questa varietà si distingue indubbiamente per il forte e penetrante odore di formaggio, che è ciò che l'ha resa così famoso sulla scena della cannabis.

GERMINAZIONE

All’interno di stracci umidi, a poco più di 20°C e al buio, all'inizio dell'autunno abbiamo fatto germinare circa 10 semi di 00 Cheese e in meno di 48 ore erano già spuntati tutti i germogli. Nessuno è venuto meno. Il passaggio successivo è stato quello di piantarli in vasi da poco meno di un litro e metterli direttamente sotto le lampadine. I cotiledoni si sono presto fatti strada in superficie grazie al calore fornito dalle lampadine al sodio da 600 w poste a una distanza iniziale di circa un metro per evitare bruciature, essendo così piccole. Nei giorni successivi, la distanza si riduce fino ad arrivare a circa 50 cm.

FASE VEGETATIVA

La crescita è incredibile. Tutti gli esemplari diventano forti e robusti. Dopo 10 giorni abbiamo travasato le piccole pianticelle nel vaso finale, che questa volta avrà una capacità compresa fra sette e undici litri. Questa

genetica produce un gran numero di rami laterali lunghi e spessi pieni di innumerevoli germogli sani e forti su cui crescono enormi fiori. Le prime due settimane abbiamo aggiunto all'irrigazione un prodotto per le radici e al contempo abbiamo introdotto piccole dosi di un fertilizzante ricco di azoto per garantire una crescita corretta. Dopo quattro settimane circa dalla germinazione abbiamo cambiato il fotoperiodo e l'alimentazione. Le abbiamo trasferite con altre varietà nella stanza di fioritura. Il caratteristico e forte aroma si percepisce già evidente avvicinando il naso alle foglie.

FRUTTIFICAZIONE

Durante l'inizio di questa fase si sono sviluppati gli ultimi germogli e le piante hanno smesso di crescere in pochi giorni. Misuravano tutte circa un metro ed erano abbastanza larghe con rami laterali molto lunghi. Abbiamo concimato in quasi tutte le irrigazioni con dosi moderate di fertilizzante e abbiamo aggiunto anche un biostimolatore specifico per questa fase. Le Cheese hanno bisogno di una quantità notevole di concime e bevono anche molto, dobbiamo quindi fare attenzione affinché non si asciughi il substrato. L'odore prodotto era sempre più evidente e ci siamo quindi resi conto

Germoglio laterale

dell'importanza di avere buoni filtri e ozonizzatori. In poche settimane i germogli si sono allungati e sono diventati densi, molto pelosi con abbondanti pistilli marroni e particolarmente appiccicosi. L'uso di sostegni è fondamentale a causa del peso consistente dei fiori. Alla fine della fioritura hanno un aspetto sublime.

RACCOLTO

Abbiamo raccolto intorno alla nona settimana di fioritura. La quantità e la qualità del raccolto sono state eccellenti, con enormi e strette cime ricoperte di un brillante manto di resina che aderisce a tutto ciò che tocca. A ogni taglio di forbici la fragranza che ci piace così tanto veniva rilasciata nell’ambiente. La cura delle piante raccolte è stata molto veloce grazie alle poche foglie grandi di questa varietà a predominanza Indica.

EFFETTO E SAPORE

Una degustazione fantastica. Il semplice fatto di estrarre una cima dal barattolo è sufficiente per riconoscerne l'odore e catturare l'attenzione di tutti intorno a te. Quando la si tritura, l’erba emana un odore avvolgente che s’impossessa di tutto l’ambiente in cui ci si trova al primo tiro. È un tipo di erba che rilascia un fumo denso e che si riempie a ogni aspirazione. L'effetto è piuttosto forte e duraturo, è molto rilassante e allegro. Ideale da consumare in compagnia alla fine della giornata.


30

GROWING

BREVE GUIDA SULLA COLTIVAZIONE IDROPONICA

COME COLTIVARE CANNABIS FUORI SUOLO ,1752'8=,21(

La parola idroponica deriva dal greco antico hydor che significa acqua e ponos, lavoro. È un metodo di coltivazione fuori suolo che si sviluppa in una soluzione acquosa o per mezzo di un substrato inerte. La coltivazione idroponica comprende varie tecniche e sistemi che descriveremo in seguito.

81 32 ', 6725,$

I giardini pensili di Babilonia sono il primo esempio della storia di un sistema idroponico; in realtà non ci sono testimonianze attendibili sulla vera esistenza di questi giardini il che fa pensare più ad una leggenda, ma alcuni storici come Diodoro il Siculo, gli descrivono come dei giardini costruiti verticalmente in cima e tutto intorno ad una ziggurat, irrigati dalle acque del fiume Eufrate. Un'antica pratica agricola del Mesoamerica è quella della Chinampa, costituita da una zattera ricoperta di terra, utilizzata per estendere la superficie agricola nelle zone di bacini e lagune. Le zattere venivano fissate in acqua attraverso la coltivazione del salice piangente che con le sue radici si ancorava sul fondo delle lagune. Le Chinampa erano circondate da canali che servivano per l'irrigazione e fungevano anche come vie di comunicazione. A Città del Messico è ancora possibile ammirare queste grandi isole di agricoltura tradizionale. Bisogna aspettare gli anni '20 del novecento per sentire parlare per la prima volta di idroponica; infatti fu il dottor William Gericke ad inventare la parola idroponica e ad introdurre questa tecnica di coltivazione nel settore della produzione agricola.

Un altro fattore da tenere sotto controllo è il ph dell'acqua; il migliore range di assorbimento per la cannabis coltivata in idroponica varia tra un valore di 5.5 e 6.1 di ph dell'acqua. Per una crescita forte e sana dell'apparato radicale è importante che la soluzione nutritiva sia ricca di ossigeno; una pompa ossigenatrice è un'ottima soluzione. La quantità di ossigeno disciolto nell'acqua varia rispetto alla temperatura della soluzione nutritiva. La temperatura ideale della soluzione nutritiva per coltivare in idroponica è di 18-21°C, una temperatura inferiore a 16°C è causa di una crescita stentata. Se la temperatura della soluzione nutritiva è superiore ai

di botanicaunderground@gmail.com

DWC o Deep water culture, è una tipologia di impianto idroponico molto semplice, sono dei sistemi passivi cioè senza timer e pompa per l'irrigazione, le radici pendono direttamente nella soluzione nutritiva che arricchita di ossigeno garantisce il sano sviluppo della pianta. TFD o Top feed drip, in questo sistema un temporizzatore controlla la pompa dell'acqua, che ad intervalli programmati provvede ad irrigare le piante attraverso dei gocciolatori installati alla base della pianta; la soluzione nutritiva in eccesso defluisce nuovamente nel serbatoio sottostante per essere riutilizzata.

irrigata in modo da formare uno strato sottile d'acqua. Le canaline devono essere installate leggermente inclinate dall'alto verso il basso per creare il flusso della soluzione nutriente che in seguito viene raccolta in un serbatoio posto ai piedi delle canaline e poi messa nuovamente in circolo. È un sistema molto semplice e produttivo.

%,2321,$

Spesso le colture idroponiche sono realizzate con l'impiego di fertilizzanti minerali o di sintesi. Le ragioni di questa scelta sono varie, ad esempio, per la maggiore solubilità di questi prodotti rispetto

&2/7,9$5( ,1 ,'52321,&$

In una coltivazione idroponica le piante crescono fuori suolo, senza l'utilizzo della terra che nella maggior parte dei casi è sostituita con materiali inerti o più semplicemente le radici crescono in acqua arricchita di sostanze nutritive. I substrati inerti più diffusi sono la perlite, la vermiculite, l'argilla espansa, il cocco e la lana roccia; questo genere di medium è definito inerte perché non contiene sostanze nutritive inoltre alcuni tra questi substrati sono sterilizzati prima dell'uso perciò privi di agenti patogeni. L'alimentazione della pianta è affidata esclusivamente all'acqua a cui vengono aggiunte tutte le sostanze nutritive vitali per il suo sviluppo. Un sistema di irrigazione a circuito chiuso, con recupero delle acque di scolo, provvede a trasportare l'acqua a tutte le piante che alloggiano nel sistema idroponico. La qualità dell'acqua è molto importante;

Illustrazione di alcuni sistemi idroponici

23°C la quantità di ossigeno disciolto diminuisce a tal punto da provocare asfissia radicale. Tempi e modalità di irrigazione sono una componente essenziale per un sano e vigoroso sviluppo della pianta. Bisogna prestare attenzione a non soffocare le radici con irrigazioni troppo frequenti e abbondanti; d'altra parte un'irrigazione stentata

NELLA COLTIVAZIONE IDROPONICA LE RADICI CRESCONO IN UNA SOLUZIONE ACQUOSA per avere un pieno controllo sull'alimentazione della pianta è necessario utilizzare acqua osmotica, cioè priva di sali minerali. Le sostanze nutritive essenziali verranno aggiunte all'acqua in relazione al fabbisogno della pianta e alla fase di sviluppo in cui si trova. Un misuratore di elettroconducibilità, EC, è molto utile per conoscere la quantità di sali minerali disciolti nell'acqua.

è causa di uno stato di salute non proprio ottimale. La soluzione nutritiva va sostituita ogni 7-10 giorni per adeguare la fertilizzazione alle differenti fasi di crescita della pianta.

6,67(0, ,'52321,&,

Di seguito una breve panoramica dei sistemi idroponici più diffusi sul mercato:

E&F o Ebb and Flow, è un sistema idroponico in cui le piante sono collocate in una vasca che ad intervalli regolari viene riempita con la soluzione nutriente creando una marea. Il substrato e le radici sono sommerse nella soluzione nutriente e quando la pompa di irrigazione smette di pompare, l'acqua contenuta nella vasca defluisce attraverso un sistema di scolo nel serbatoio principale. Una valvola di troppo pieno evita che l'acqua immessa nella vasca straripi fuori. Il sistema di flusso e riflusso della soluzione nutriente assicura un costante apporto di ossigeno per uno sviluppo ottimale della pianta. È molto importante che la zona delle radici non rimanga sommersa per troppo tempo nella soluzione nutriente, inoltre l'intervallo di tempo tra un irrigazione e l'altra dipende dallo stato delle piante e dal substrato impiegato. NFT o Nutrient Film Technique, rappresentano una gamma di impianti idroponici diffusi soprattutto nelle operazioni commerciali; l'NFT è un sistema di canalette, dove alloggiano le piante, in cui la soluzione nutritiva viene continuamente

ai fertilizzanti di origine organica che ostruiscono facilmente i condotti di irrigazione, oppure per la composizione dei fertilizzanti di origine minerale che assicurano la disponibilità immediata delle sostanze nutritive necessarie allo sviluppo della pianta. Il fattore più importante che motiva l'impiego di fertilizzanti a base minerale è l'assenza del medium terra; infatti la terra impiegata come substrato, oltre a svolgere un effetto tampone tra la soluzione nutritiva e la pianta, è ricca di microrganismi che contribuiscono a rendere disponibili per la pianta alcune sostanze organiche che altrimenti non può assimilare. Per coltivare un giardino idroponico biologico è necessario creare le stesse condizioni di vita presenti nella terra ma all'interno della soluzione nutritiva. Innanzitutto è necessario inoculare le piante con dei microrganismi specifici come Trichoderma harzianum, per favorire la decomposizione della materia organica; è indispensabile l'impiego di un biofiltro per creare le condizioni


31 ideali per la loro sopravvivenza in acqua. I substrati come la fibra di cocco rappresentano un ottimo ambiente per la proliferazione dei microrganismi. Alla soluzione nutritiva va aggiunto un fertilizzante di origine organica a base di humus, che sia altamente solubile e comprenda un'ampia gamma di sostanze che riproducono nella soluzione nutritiva la struttura articolata della terra. In un giardino in bioponia è importante che il coltivatore monitori costantemente lo stato di salute delle piante per interpretare il loro fabbisogno nutrizionale. Parametri come EC e ph sono importanti ma influiscono in maniera decisiva sull'assimilazione delle piante come in un normale giardino idroponico.

$(52321,&$

La coltivazione aeroponica è un sistema avanzato di coltivazione fuori suolo. Nei sistemi aeroponici, a differenza di quelli idroponici, la soluzione nutriente viene nebulizzata direttamente sulle radici. Nei sistemi aeroponici le radici crescono sospese nel vuoto, creando un ambiente ricco di ossigeno, ottimale per il sano sviluppo delle radici. Il dispositivo d'irrigazione è un sistema chiuso costituito da capillari collegati a degli ugelli nebulizzatori installati nella zona di crescita delle radici; la soluzione nutritiva viene nebulizzata direttamente sulle radici, successivamente defluisce in un serbatoio di raccolta e quindi immessa di nuovo in circolo. Il vantaggio della coltivazione in aeroponica è rappresentato dalla modalità di fertirrigazione, infatti quando la soluzione nutritiva è nebulizzata in piccole goccioline congiuntamente alla grande quantità di ossigeno presente, le piante

assimilano molto meglio le sostanze nutritive di cui hanno bisogno. La coltivazione in sistemi aeroponici è molto rapida e produttiva ma allo stesso tempo sono dei sistemi delicati che hanno bisogno di una manutenzione continua.

$&48$321,$

La coltivazione in acquaponia è un sistema basato sulla simbiosi tra la coltivazione in idroponica e l'acquacoltura. Nei giardini in acquaponia, l'impianto idroponico è collegato ad una vasca di allevamento per pesci o più semplicemente ad un acquario; l'acqua delle vasche di allevamento è immessa nel circuito di irrigazione del sistema idroponico, le piante filtrano l'acqua dalle sostanze di scarto prodotte dai pesci e ne assimilano le sostanze nutritive. L'acqua, una volta filtrata, defluisce di nuovo nella vasca di acquacoltura. Vediamo nello specifico come funziona la simbiosi tra questi due sistemi: il fattore chiave dell'acquaponia è la nitrificazione per mezzo di batteri nitrificanti dell'ammoniaca in nitrati. L'ammoniaca è rilasciata nell'acqua attraverso l'escrezione dei pesci e dalle branche come sottoprodotto di alcune attività metaboliche, un'alta concentrazione di ammoniaca nell'acqua può compromettere la salute dei pesci e perciò deve essere costantemente filtrata. I batteri del genere Nicrobacter e Nitrosomonas giocano un ruolo fondamentale, convertendo l'ammoniaca prima in nitrito e successivamente in nitrato; queste due forme di azoto sono assimilate facilmente dalle piante, riducendo efficacemente la tossicità dell'acqua per i pesci.

Illustrazione del ciclo dell'acquaponia

I pesci di acqua dolce sono il genere più comune allevato in acquaponia. Coltivare cannabis fuori suolo offre molteplici vantaggi, come ad esempio, il maggiore controllo dei fattori vitali per la pianta, la crescita

esuberante del giardino, il risparmio di risorse idriche, l'impiego mirato dei fertilizzanti o l'assenza di terra e di altri materiali pesanti. Per il coltivatore di cannabis, l'idroponica rappresenta una grande opportunità soprattutto in quei paesi dove il clima è più proibizionista.

Wilma’s Lawn & Garden®

Fai brillare le tue piante!

Il terreno giusto e il corretto nutrimento sono essenziali se vuoi godere a pieno delle tue piante e del tuo giardino. Per questo, consigliamo i nuovi substrati innovativi Cocolite. Questi mezzi di crescita professionali sono approvati dal RHP e sono composti da graniglia GL FRFFR ðEUH GL FRFFR SH]]L GL FRFFR H SHUOLWH 6RQR LO PL[ LGHDOH SHU OD FROWLYD]LRQH GL

IUXWWD ðRUL YHUGXUH H SLDQWH GRPHVWLFKH , &RFROLWHV KDQQR XQâDOWD FDSDFLW¿ SHU OâDULD SHU DVVLFXUDUH XQD JUDQGH IRUQLWXUD GL RVVLJHQR DOOH UDGLFL H OD GLVWULEX]LRQH LGHDOH GHOOâDFTXD SHU PLJOLRUDUH OâDVVRUELPHQWR GHOOâDFTXD QHOOH UDGLFL ,O &RFROLWH Ñ SHUIHWWR SHU OâLQQDτDWXUD PDQXDOH H LO &RFROLWH Ñ SHUIHWWR SHU L PHWRGL DXWRPDWLFL GL FUHVFLWD

B U S I N E S S .W I L M A S L A W N A N D G A R D E N . C O M / I T


CANNABIS OUTSIDE ITALY

33 Hai parlato tanto di Barcellona, è la città più importante a livello cannabico di tutta la Spagna, tu perché hai scelto Valencia? A Valencia non sei a Barcellona. Basti questa come risposta, meno club, meno gente e meno movimento cannabico non significa meno qualità. Non vedo a Barcellona nulla più che un mercato più grosso di Valencia e allora resto dove sono in attesa di poter emigrare veramente dove è legale. Tipo in California.

NON SOLO BARCELONA EMIGRARE IN SPAGNA PER UNA PASSIONE E NON PER LAVORO

In questo articolo voglio riportare l’esperienza di una persona che come molti ha lasciato l’Italia per lavorare con la canapa in un ambiente più legale. Ma anziché la solita intervista al coltivatore italiano emigrato, voglio chiedere al nostro amico di rispondere dando un’idea chiara ai nostri lettori sulla situazione che ha incontrato emigrando. Per inciso, non si tratta dell’ennesimo rifugiato a Barcellona. di CBG Ciao caro, presentati ai nostri lettori per favore, che capiscano un poco chi abbiamo davanti. Mi chiamo Gandhi e sono italiano. Il mio soprannome viene dalla calma con cui anni fa giocavo a calcio nella squadra del mio oratorio. Da pochi anni sono emigrato in Spagna, a Valencia più precisamente. Ho scelto di emigrare per poter esercitare la mia passione senza rischiare la galera. Sono un coltivatore che abbisogna di tanta erba quindi il mio raccolto finisce tutto nei miei polmoni. Non ho un gran spazio di coltivazione, le soddisfazioni sono tantissime ed è un hobby sano. Nel resto della mia vita sono un musicista, compongo colonne sonore di piccoli video pubblicitari online. Come coltivi e cosa? Coltivo solo varietà haze perché mi piace l’effetto mentale. Ho tre lampade da 600 Watt e tutto ciò che raccolgo lo consumo. Faccio tre raccolti all’anno, non sono un professionista ma mi ci impegno. E quando non hai le tue prelibatezze pronte? A Valencia ci sono i cannabis club come a Barcellona, certamente meno che al nord ma ci difendiamo bene. Sei socio di un locale dove puoi stare a consumare erba e dove la puoi anche ottenere

dal raccolto comune. Come socio ti danno tot grammi al giorno al massimo e al passare della soglia bisogna aspettare il raccolto dopo. Non sempre ovviamente mi tocca di aspettare. Devi anche pagare la quota associativa e per entrare ti devono presentare persone che sono già socie. Ho visto dei club a Barcellona con genetiche con alto CBD e anche qua stanno arrivando come le genetiche americane. Chissà quando anche alle nostre coppe ci saranno queste varietà. A quali coppe partecipi? Partecipo a quasi tutte le coppe promosse da un noto forum in lingua spagnola sulla coltivazione della cannabis. Mi piace portare da fumare a tutti, sentire i commenti e provare cosa mi offrono. Non sempre offrono e a volte ti sembra di offrire un po’ troppo, ma non mi manca l’erba e ho piacere a far fumare la mia in giro. L’ultima a cui sono stato è quella di Barcellona dei chiloom. Il Chiloom Hash Clash del primo maggio non aveva la categoria erba e allora non ho partecipato ma ho potuto assaggiare prodotti molto interessanti. Continuo ad avere dei dubbi sul supersoil e sulla qualità che effettivamente si può ottenere. Mi sembrano tutte col medesimo retrogusto, quasi che un coltivatore trova una ricetta e la replica per

tutti gli strain pensando funzioni indipendentemente e precisamente per varietà ben diverse tra loro… Proverò a farlo, ma come consigliavano dieci anni fa i grandi maestri della coltivazione in Italia: pellettati organici e via così.

Grazie per le tue parole, voglio lasciarti concludere perché dalle tue parole sprizza passione, che purtroppo oggigiorno viene confusa col lucro e ciò getta confusione nel nostro mondo. Il lucro non mi è mai interessato, ma capisco chi coltiva per soldi. In effetti basta poco per raccogliere molto. Io non ne ho bisogno perché faccio un altro lavoro. Se fosse legale probabilmente lucrerei sui miei fiori anche io, sempre ammesso che i prezzi non crollino a causa della repentina legalità. Ci pagherei sopra anche le tasse, sinceramente. Ma per ora no, voglio che sia la mia passione a guidarmi nel mondo cannabico. Ed è forse questo il principale motivo per cui frequento molti eventi cannabici ma passo poco tempo con altri coltivatori nelle mie settimane lavorative. So che siamo in pochi a non lucrarci ma so anche che quando sarà legale non basterà lucrarci ma ci vorrà anche passione per emergere tra tutti. Che belle parole, grazie mille per l’intervista e a presto. Buone fioriture a te e a tutti i nostri lettori!


#1

Join the LIFESTYLE

WEBSITE about Cannabis

IS LOOKING FOR

INFLUENCERS We want to get in touch with local influencers in the cannabis industry.

Are you interested? Please send an e-mail to; info@softsecrets.nl


COLTIVA CON STONEY TARK

35

L’OIDIO Prevenzione e cura

Adesso che entriamo nei mesi più freddi e più umidi dell’anno, gennaio può essere un momento difficile per coltivare, soprattutto se le cime sono in fioritura. Le condizioni ottimali outdoor possono essere di elevata umidità, il che significa che la stanza di coltura è alimentata da questa aria outdoor. In questi casi, si può formare oidio e provare danni al raccolto, se non viene trattato subito e in modo efficace. Segue una spiegazione migliore di ciò che è l’oidio, come vive e come prevenire che questa spora viva si attacchi alle vostre amate piante. Di Stoney Tark Cosa è l’oidio?

Magari entrate a vedere la vostra coltura indoor oppure uscite a vedere le piante outdoor, quando improvvisamente, da un momento all’altro notate una cosa simile a farina sulle

coltivazione. Bisognerebbe cercare macchie di polvere bianca sulle punte e sotto le foglie. Le macchie non sono uguali e possono variare da un puntino alle punte delle foglie della chioma e venire ricoperte da uno strato di

In una stanza di coltura con temperature diurne di 24 gradi in fioritura e un’umidità del 30% con un buon flusso d’aria, di notte, dopo che tutte le luci, gli estrattori e i ventilatori vengono spenti, si crea nella tenda di coltura l’ambiente ideale senza flusso d’aria e umidità elevata. Molti coltivatori non capiscono che una volta che le luci e i ventilatori vengono spenti di notte, l’aria calda

LA TEMPERATURA OTTIMALE PER LO SVILUPPO DELL’OIDIO È FRA I 20 E I 25 GRADI CENTIGRADI E UN’UMIDITÀ RELATIVA DEL 40% O SUPERIORE È LA CONDIZIONE IDEALE PER LA GERMINAZIONE DELLE SPORE foglie, come se ci fosse stata versata. Quando la togliete con il dito, sembra scomparire e se tornate un’ora dopo, la ritrovate. Purtroppo si tratta di un organismo vivo che è un tipo di muffa che si attacca come ospite indesiderato a foglie, gambi, fiori e frutti. Questa sostanza bianca polverosa che dà alla muffa un nome domestico è una muffa superficiale che copre la superficie del tessuto della pianta. La temperatura ottimale per lo sviluppo dell’oidio è fra i 20 e i 25 gradi centigradi e un’umidità relativa del 40% o superiore è la condizione ideale per la germinazione delle spore. Questa muffa preferisce anche crescere con bassi livelli di luce, motivo per cui in genere compare nelle coltivazioni attorno a novembre e fino a marzo. Se si considera dunque che questa spora può diffondersi nel giro di 72 ore dall’infezione iniziale, individuare i sintomi è assolutamente urgente.

Come si presenta un’infezione da oidio?

La cosa più difficile quando si gestisce l’oidio è individuarlo precocemente, capire da dove è arrivato, per quanto possibile, e applicare strategie che consentano di assicurarsi che la muffa non si sviluppi all’interno della

oidio. Una volta che l’oidio si è attaccato alla pianta, il danno collaterale può ostacolare la crescita della pianta e con altre specie di piante può addirittura far diventare marroni le piante e a soffocare quasi la pianta. Quando l’oidio raggiunge le cime, significa che è l’ultima fase dell’infezione. Sulla base della mia esperienza nella coltivazione outdoor nelle zone montagnose della Spagna del sud, le notti possono essere estremamente fredde e umide, il che significa che tutte le piante, non solo la cannabis, possono essere gravemente attaccate dall’oidio. Man mano che la muffa cresce, la pianta sarà lentamente indebolita dall’infezione, pertanto, è fondamentale sapere come fermarla.

Da dove viene?

Se si può prevenire un problema, si può assolutamente trattarlo al contempo. L’oidio può arrivare alla coltura perché il vento ne trasporta le spore. Le condizioni in cui vivono queste spore sono quasi le stesse, a livello di temperatura, di quelle di una stanza di coltura a 20-24 gradi centigradi, ma poiché la muffa ha fisicamente bisogno di un’umidità del 40% o superiore, è fondamentale tenersi sulla linea sottile del 30% di umidità in fioritura con un flusso d’aria adeguato.

creata dalle luci non ha modo di essere espulsa o fuoriuscire. Di conseguenza, l’aria cambia struttura e le pareti della tenda s’inumidiscono. La muffa può derivare dalle stesse condizioni e qualsiasi coltivatore abbia avuto esperienza con raccolti in questi casi, con pareti umide, sa bene quanto si possa diffondere con facilità la muffa.

Come prevenire un’ulteriore infezione: ȏ ΖO IOXVVR GȇDULD H OD FLUFROD]LRQH GȇDria non favoriscono l’oidio, quindi quando distanziate le piante, fate in modo che l’aria possa circolare liberamente al di sotto e al di sopra del canopo.

d’aria non fa bene alla pianta, come anche il ristagno di nutrienti. ȏ Ζ/ȇRLGLR DWWDFFD LO WHVVXWR PRUELGR della foglia, quindi consiglio personalmente di aggiungere silicato liquido o terra diatomacea al substrato. Questo formerà una sorta di pelle liquida e rafforzerà la foglia che diventerà più resistente alla muffa. ȏ Ζ(YLWDWH GL XVDUH HOHYDWH TXDQWLW¢ GL Azoto quando irrigate verso la fase di fioritura. Questo eviterà che le nuove foglie siano morbide e più esposte agli attacchi. ȏ Ζ1RQ DOLPHQWDWH PDL OH IRJOLH R QHEXlizzate le piante la sera tardi o durante la fase di fioritura. Questo crea solo le condizioni di caldo e umidità di cui hanno bisogno le spore per svilupparsi e l’accumulo di umidità all’interno del canopo non è mai una buona idea. ȏ Ζ8QD YROWD WURYDWD OD IRQWH GHOOȇRLGLR tagliatela con delle forbici sterili e gettate il tessuto infettato in pattumiera. Assicuratevi poi di pulire le forbici con della candeggina o del perossido per essere certi di aver ucciso la spora completamente.

ȏ Ζ QRWR FKH HOHYDWL OLYHOOL GL 8 9 uccidono i virus in condizioni di laboratorio, ecco perché sono una soluzione naturale. In Giappone c’è molta consapevolezza dei benefici delle luci U.V. e le si utilizza persino sulle maniglie delle porte della magȏ Ζ1RQ PHWWHWH PDL WURSSH SLDQWH gior parte degli hotel e dei luoghi se pensate che ci siano possibilipubblici. tà che la temperatura e l’umidità esterna possano creare problemi. ȏ Ζ(VLVWRQR GLYHUVL ULPHGL GRPHVWLFL Controllare un’infezione da oidio per fermare l’oidio. Probabilmente in una grande coltivazione sea of ne avete già sentito parlare in solugreen o scrog a volte può sembrare zioni nutrienti saponacee, a base impossibile. di bicarbonato, limone e succo d’arancia per gli elevati livelli di ȏ Ζ0DQWHQHWH OȇXPLGLW¢ UHODWLYD LQ ILRacidità, o persino a base di latte. Vi ritura al 30%. Fate in modo che consiglio di esplorare questi rimedi quando le luci sono accese ci sia un più che potete, perché la linea è filtro al carbonio o dei ventilatori molto sottile fra l’incoraggiare e lo che tengono l’aria fresca. Il ristagno scoraggiare l’oidio.


SA N F E RN A N DO L E M ON K USH ® (SWS62) Sweet Seeds


edro21.com

I VASI ANTISPIRALIZZAZIONE PIÙ VENDUTI AL MONDO Le linee vasi Ercole, Super Ercole e Miss, offrono un’ampia scelta per la coltivazione della Cannabis, tutti i modelli sono progettati con il sistema di antispiralizzazione che permette la produzione di un denso sistema radicale ed impedisce la crescita a spirale delle radici, permettendo anche la potatura aerea delle stesse e riducendo notevolmente il tempo di accrescimento. Inoltre, grazie alle loro particolari strutture ed ai fori sui lati, le radici hanno una grande ossigenazione nonchè un notevole drenaggio, e il risultato è una pianta sana, robusta e “buona”. Collezione

Collezione

Collezione

Collezione

ERCOLE

SUPER ERCOLE

ERCOLE CASSETTA

VASO MISS

Per conoscere il Punto Vendita più vicino a te, contattaci a

info@pasquiniebini.it

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei vasi, scarica il catalogo dal nostro sito:

www.pasquiniebini.com


MEDICAL CANNABIS

39

FARMACISTI IN PRIMA LINEA di Fabrizio Dentini

La Farmacia S. Carlo in provincia di Ferrara è una delle strutture private italiane, all’interno della quale si è voluto credere nelle potenzialità mediche della cannabis, un investimento economico, ma anche culturale, la scommessa nel diventare fornitori di un medicamento sulla bocca di tutti, ma per il quale latita purtroppo ancora, un contesto informato composto da professionisti della salute pronti a divulgare, in scienza e coscienza, le proprie

Quali genetiche avete attualmente a disposizione e quanto è durata la scandalosa carenza di farmaco?

Come valutate l’assenza di un protocollo omogeneo per titolare la cannabis?

In questo momento c’è disponibilità di tutte le inforescenze salvo BEDIOL e FM2, il primo dovrebbe arrivare nel giro di 2/3 settimane mentre per quella di produzione italiana, l’ultimo buono evaso è arrivato a fine aprile. L’FM2 mancava da 5 mesi in farmacia. Ne avevamo chiesti 800

Se ci fosse una metodica condivisibile da tutti verrebbero meno molti problemi relativi alla variabilità dell’effetto terapeutico, una variabilità che molti pazienti hanno provato sulla propria pelle. Ad esempio quando noi eravamo senza cannabis i pazienti che si sono recati da altri farmacisti che preparavano il medicamento con metodologie differenti dal nostro hanno avuto effetti terapeutici differenti. Quindi come si può migliorare questa criticità? Il punto è la relazione fra medico e farmacista perché se il medico nella prescrizione ci comunica di seguire una certa metodologia di preparazione (Romano Hazekamp, Sifap, Citti Cannazza o Calvi Panseri) noi eseguiamo esattamente ciò che il medico richiede. Il problema è dato dal fatto che molti medici non sanno quello che prescrivono e, a dire il vero, credo che i medici che lo sappiano si contino sulle dita di due mani, in tutto il paese. In più lo Stato impone la titolazione di due molecole il THC e il CBD in totale e non ci chiede di conoscere la loro forma acida e la forma basica e questo comporta la possibilità di avere due

conoscenze per il benessere della popolazione. Durante una calda mattinata di metà maggio, i farmacisti Paolo e Matteo rispondono con cortesia alle mie interrogazioni. Ecco quanto discusso: Quando e come avete cominciato e quanti clienti VHJXLWH" 3HU TXDOL SDWRORJLH" Abbiamo cominciato timidamente appena la legge lo ha reso possibile e sono perlomeno 3 anni e mezzo. Al momento seguiamo circa 200 clienti al mese e di essi la maggioranza utilizza la cannabis contro il dolore, sia esso neuropatico,

grammi, ma ne sono arrivati solo 300. Da ottobre 2017 ad oggi sono stati evasi due ordini da 300 grammi ciascuno di FM2. La mancanza assoluta di inforescenze è durata da ottobre 2017 sino a fine gennaio 2018 poi con il contagoccie sono cominciate a riapparire le genetiche olandesi, ma sempre con l’evasione di buoni parziali rispetto a quello che chiedevamo: all’inizio evadevano ordini per meno della metà di quanto richiesto. Ci sono stati 3 mesi interi con gente in lista di attesa e fra questi c’erano anche malati terminali. Alla fine di gennaio abbiamo richiamato

LA MANCANZA ASSOLUTA DI INFORESCENZE È DURATA DA OTTOBRE 2017 SINO A FINE GENNAIO 2018 POI CON IL CONTAGOCCIE SONO COMINCIATE A RIAPPARIRE LE GENETICHE OLANDESI fibromialgico o oncologico. Poi ci sono pazienti epilettici o chi lo usa contro la spasticità. Abbiamo anche pazienti che lo utilizzano in chiave anti tumorale con il Rick Simpson Oil.

pazienti che erano in lista a partire da ottobre. Io mi chiedo immaginate se dovesse mancare la tachipirina in una farmacia, cosa succederebbe?

Ricevete più frequentemente prescrizioni per infiorescenze o per le estrazioni?

Ma il progetto dei militari nasceva proprio per procurare ai pazienti una cannabis a basso costo e sempre reperibile, cosa non funziona?

Le estrazioni rappresentano circa l’80% delle prescrizioni, gli estratti infatti hanno un’efficacia nelle patologie croniche e con una posologia corretta non causano gli effetti psicotropi che al contrario insorgono con la vaporizzazione. Con le estrazioni l’effetto psicotropo diventa più gestibile dal paziente.

Non lo so, non so come e cosa stiano producendo a Firenze, sembra che a metà maggio abbiano annunciato l’immissione in commercio della seconda varietà made in Italy, diciamo quella analoga del BEDROCAN, ma non sappiamo ancora molto a riguardo.

medicamenti con la medesima titolazione eppure con effetti farmacologici differenti. Abbiamo a che fare con un fitocomplesso di 600 molecole, quindi non è interessante conoscere esclusivamente l’equilibrio fra THC e CBD. Queste analisi insomma lasciano il tempo che trovano non servono a nulla nel comprendere l’efficacia dell’estrazione, né la conseguente bontà nell’effetto clinico. Le analisi dovrebbero essere più specifiche e per questo una gascromatografia IR risulterebbe più appropriata della metodologia attualmente richiesta a livello ministeriale ossia la gascromatografia gasmassa che individua solamente THC e CBD. E per quel che riguarda la forma di distribuzione (infiorescenze integre o macinate)? Di tutte le genetiche che trattiamo quella prodotta in Italia, insieme a due genetiche della PEDANIOS, sono le uniche macinate, poi, ad esclusione del BEDROCAN, tutte le altre genetiche olandesi vengono granulate perché più gestibili dai pazienti. C’è da dire che la macinazione degrada il materiale vegetale e rompendo i terpeni espone l’inforescenza all’ossidazione, d’altra parte i militari lo hanno fatto per standarizzare e rientrare nel corretto range di titolazione del THC e del CBD.


40

INDOOR

INDOOR THINKING Due pensieri di un cultore

I fiori coltivati sotto le lampade sono diversi dai prodotti dell’orto. Chiunque avrà notato l’omogeneità tipica di un raccolto indoor e la qualità decisamente migliore rispetto ai prodotti coltivati outdoor. Chiarisco la mia precedente affermazione spiegando ai nostri lettori cosa considero come migliore. Per me è migliore quell’erba che sa della sua genetica, se è una Z.O.Z. deve sapere di Z.O.Z. senza nulla in più (o in meno). Non è facile per nulla e outdoor ancora meno perché l’ambiente influisce sui sapori come avviene col vino. È a partire da ciò che considero migliore l’erba indoor, al giorno d’oggi. Mi riservo il dubbio se in un futuro la legge permetterà di produrre anche in zone caratterizzanti come sarebbero sicuramente i nostri pendii e le nostre vallette alpine ad esempio. di CBG Per ora solo l’erba indoor, grazie alla migliore gestione della fertilizzazione e delle condizioni ambientali, mi ha soddisfatto. Raramente è capitato, ma posso dire di aver fumato erba ben fatta. Ben fatta senza eccessi di fertilizzante né carenze a minarne il corretto sviluppo. Se si vuole sapere come riconoscere un’erba ben fatta serve un cyloom. Un cyloom saprà subito identificare quella ben fatta da quella no. E se qualche amico vostro vi dice che l’erba non la fuma nei cyloom è solo perché non ha mai provato erba ben fatta. Addirittura il più grande cyloomaro del mondo (Alverman nel caso non si fosse capito) ride degli imbecilli che non fuman erba nei cyloom. L’accensione ancora ancora può dar sapore, ma il secondo tiro inesorabilmente e senza pietà vi dirà se l’erba è buona o no. Nel 99% dei casi il secondo tiro sa di fieno bruciato o è piccante. Sì, succede anche con erbe coltivate bio. Perché la storiella del piccante in bocca come residuo di fertilizzante minerale si verifica anche quando sono stati usati ammendanti. Per dirlo in parole semplici è facile trovare erbe in eccesso di fertilizzante coltivate con la tecnica del super soil. Non ho nulla contro il super soil, semplicemente per dimostrare che non è il minerale o il biologico ad influenzare la quantità di residui nei tessuti vegetali bensì la quantità che si ha dato durante tutta la fioritura. E non ci si convinca che un buon flush può riparare ad una errata fertilizzazione, perché così non è.

proprio questi. A me piace pensare che siano i sapori dell’erba e basta. Se non li ha non è ben coltivata. Buona è un altro paio di maniche, è soggettivo. Ben coltivata invece no, è un verdetto oggettivo. Può non piacere una Critical Mass, ma un coltivatore professionista saprà dire se è ben coltivata o no, a prescindere dal suo gusto personale. È questione di onestà intellettuale e di normalizzazione della canapa. Quando i giornalisti cannabici saranno 1000 e non 10, avremo una community più grande e sicuramente più matura. Scevra dalle dicerie come quelle che ho riportato ad esempio e che onestamente fanno male a chi ascolta, sia esso esperto o principiante. Con la parola esperto non intendo chi coltiva da 5,10,20 anni. L’ennesima cagata del mondo cannabico: gli anni di coltivazione valgono come esperienza, in barba al numero di cicli effettuati, alla quantità di lampade, al risultato ottenuto… Come dice un mio caro amico e collega del nostro campo “non è che mia madre dopo venti anni di gerani sul balcone si considera floricoltrice”. Per inciso il mio caro amico si trova spesso nel caso sopracitato di presunti coltivatori che vantano esperienza… Qualche settimana fa capitò di questo personaggio, convinto di essere un buon coltivatore, che cercava di dare valore alle sue affermazioni campate per aria aggiungendo gli anni di esperienza “sono venti anni che coltivo”. Il mio

SE QUALCHE AMICO VOSTRO VI DICE CHE L’ERBA NON LA FUMA NEI CYLOOM È SOLO PERCHÉ NON HA MAI PROVATO ERBA BEN FATTA. Un risciacquo finale ben praticato deve aiutare la pianta a svuotarsi da sola consumando le sue riserve. Non si può pretendere di utilizzare un prodotto magico che negli ultimi 3 giorni svuota la pianta: non esiste. E se esistesse non riparerebbe comunque ai danni causati da una fioritura a metabolismo accelerato e non naturale. La prova del nove? Una analitica su un cimone gigantesco coltivato fuori suolo in atmosfera controllata. Non avrà mai la complessità di un fiore ben coltivato. Qualcuno dice che i saporini del biologico son

amico sono tre anni scarsi che coltiva, ma a conti fatti venne fuori che aveva visto molte più lampade (decine di volte) il primo anno che era qua rispetto ai venti anni di coltivazione del pseudo esperto. Il mio socio ci ride, io sorrido per non piangere, ma la comunità cannabica ne soffre. Presto mi auguro vi sarà una situazione legale che permetta di lavorare alla luce del sole come in qualsiasi altro campo. E finalmente verrà la scienza e allora sì che il mondo della cannabis evolverà molto più velocemente. Buone fioriture a tutti!


42

MEDICAL CANNABIS

LA SVOLTA CILENA AMMESSA LA COLTIVAZIONE DOMESTICA A FINI TERAPEUTICI Lo scorso 5 maggio, almeno 80.000 persone avevano marciato per le strade del centro di Santiago: una manifestazione gioiosa, pacifica e colorata per chiedere la legalizzazione dell'autocoltivazione di cannabis a fini terapeutici. Tra la folla cartelli con su scritto "Coltivare è un tuo diritto", "Uso legale, non criminale" e ancora "Mai più prigionieri per aver coltivato una pianta". Cortei simili si sono svolti anche in altre città come Valparaiso e Conception e dall'inizio dell'anno se ne sono contati in tutto 13, tutti organizzate da Fundacion Daya, Mama Cultiva, Amigos del Cannabis e Cultiva Medicina, associazioni di cittadini che per anni si sono battute per la legalizzazione dell'autoproduzione di cannabis medica in Cile. E per una volta, finalmente, la mobilitazione ha pagato. Per poter tenere e coltivare a casa piante di

Grazie a questo progetto, viene modificato il Codice sanitario nella parte relativa alla produzione di prodotti derivati della cannabis a fini terapeutici. Si potranno coltivare le piante di cannabis, senza rischiare di essere arrestati per narcotraffico, se si soffre di quelle malattie per cui la cannabis risulta efficace. In nessun caso però la somministrazione potrà essere per inalazione o combustione (cioè con uno spinello), ma solo sotto forma di pomata, compresse o soluzioni liquide. «Le famiglie che coltivano la cannabis a fini terapeutici vengono spesso criminalizzate e trattate come dei narcotrafficanti dalla polizia, che gli sequestra tutto senza prima verificare la situazione – ha commentato Karol Cariola ¬– e in Cile capita spesso di parlare con persone comuni,

sociazione Mamà Cultiva, che spiega come lei e altre madri coltivino la cannabis «per alleviare il dolore dei nostri figli, che non hanno avuto alcun miglioramento con la medicina tradizionale ma che lo hanno invece con una pianta». Il progetto infatti, come ha sottolineato la deputata radicale Marcela Hernando, «vuole proteggere le madri dei bambini con epilessia refrattaria e altre malattie, i cui figli rispondono solo a tale trattamento». Per diversi deputati si tratta di un’iniziativa “storica”, ma sono molti gli esperti che hanno espresso un parere contrario. Soprattutto riguardo le possibili applicazioni della cannabis nelle patologie infantili. Di questo avviso la neuropsichiatra infantile Viviana Venegas, past president della Società di Psichiatria e neurologia dell’infanzia e

PER POTER TENERE E COLTIVARE A CASA PIANTE DI CANNABIS A FINI TERAPEUTICI IN CILE, PRESTO POTRÀ ESSERE SUFFICIENTE UNA SEMPLICE RICETTA DEL MEDICO cannabis a fini terapeutici in Cile presto potrà quindi essere sufficiente una ricetta del medico che specifichi la diagnosi, la terapia, le dosi, la durata del trattamento e le modalità di somministrazione. Questo quanto prevede il progetto di legge approvato lo scorso 21 maggio dalla Camera dei deputati, che ha avuto tra i suoi firmatari Karol Cariola, deputata del Partito comunista e uno dei volti più famosi delle proteste studentesche del 2010-2011.

dall’impiegato al manager di un’azienda, fino alla tata o l’addetta alle pulizie, che hanno una o due piantine di marijuana a casa, che usano per calmarsi i dolori alle ginocchia o quelli alle ossa provocati ad esempio dalle metastasi di un tumore, dalla sclerosi multipla, la fibromialgia o l’epilessia refrattaria nei bambini». È il caso di Paulina Bobadilla, fondatrice dell’as-

adolescenze, secondo cui «non si offre una soluzione al problema di salute ai pazienti che cercano aiuto. Così gli facciamo preparare da soli il proprio farmaco con la sola ricetta del medico. Il che mi sembra medievale, quando invece esistono terapie efficaci e sicure che si usano nel mondo moderno». Anche Humberto Soriano, presidente della Società di pediatria cilena, sostiene che il provvedimento

di Giovanna Dark

voluto dalla Camera sia anacronistico e rappresenti una regressione nel campo della medicina: «È come tornare all’inizio del XIX secolo, quando si davano gli estratti di oppio ai malati di cancro. I bambini devono ricevere farmaci la cui concentrazione ed elaborazione sia conosciuta». Per il deputato del partito di destra Udi, Juan Antonio Coloma, sarà invece necessario avere un controllo dei pazienti che si coltiveranno la marijuana a casa con la creazione di un registro. Il progetto di legge dovrà ora tornare al Senato per un'ulteriore conferma e poi essere firmato dal Presidente della Repubblica per la sua promulgazione ma le previsioni sono ottimistiche. Già nel 2015 infatti il Cile era stato chiamato a decidere sulla legalizzazione della cannabis medica, propendendo per il si. Come successo da noi in Italia, però, la legge aveva pretese decisamente realistiche e, blindando i termini di produzione e distribuzione, aveva finito per far alzare drasticamente i prezzi del farmaco. Di qui il ricorso all'autocoltivazione da parte dei moltissimi pazienti che non avevano modo di pagare gli alti costi dei preparati galenici. Per bypassare la legge che vieta la coltivazione ad uso personale di cannabis, la proposta delle associazioni, ora nuova probabile legge, di depenalizzare e regolamentare la condotta relativa all'uso terapeutico. Un esempio che anche il vicino Perù pare voglia seguire a breve e da cui anche l'Italia avrebbe qualcosa da imparare. Incociamo le dita!


IL CANAPAIO

43

LA FIERA DELLE VANITÀ di Franco Casalone

Sono stato a Bologna, alla fiera Indica Sativa Trade. Nelle passate edizioni il messaggio è sempre stato innovativo e “di rottura” con un sistema che continua a prenderci in giro. In cui anche chi non utilizza la cannabis in modo “ludico” (che è comunque sempre terapeutico/salutistico) si batteva per la diffusione di tutti i suoi usi, dicendo: “se una legge è sbagliata, bisogna darsi da fare per cambiarla”. In cui c’era una coscienza responsabile di quello che si stava facendo, e di dove si voleva arrivare. In cui erano presenti quelli che si battono da anni per rivalutare il nome della cannabis, coscienti che sì, stanno facendo un’attività che permette loro di sopravvivere, ma che questa attività è finalizzata ad uno scopo preciso: liberare la nostra amata pianta ed eliminare tutte le menzogne che per tanti anni hanno creato un pregiudizio culturale pesantissimo. In cui tanti dei presenti/espositori hanno pagato di persona, spesso anche con il carcere (qualcuno negli anni bui della Fini-Giovanardi ha anche perso la vita), per difendere un’idea. In cui tanti bisognosi di una cura efficace venivano ad informarsi (correttamente) su quello che per loro può essere di sollievo per tante patologie. Adesso, accanto ai “pionieri” di tante battaglie, si sono affiancati imprenditori senza scrupoli, che

di cannabis non avevano mai sentito parlare, che consideravano fino a ieri gli assuntori di cannabis dei “drogati delinquenti” (e che, in fondo, continuano a pensarlo, ma adesso possono essere anche “clienti”). Gente che vede un miraggio di guadagno facile e veloce con la cosiddetta “canapa light” e che arriva a dire: “speriamo che tutto questo mercato venga preso in mano dai monopoli, così avremo meno problemi”... MA NON AVETE CAPITO UN CAZZO!!! Non avete capito cosa stiamo dicendo da anni e non avete capito perché sono nate le fiere della cannabis. Non avete capito che così continuano a prenderci in giro. Ma purtroppo il messaggio è: ti “prendo in giro ma se sei capace a prendermi in giro anche tu, ti lascio lavorare”. Ma io, e tutti quelli che hanno lottato tanti anni per la cannabis, non vogliamo essere presi o prendere in giro. Tanti, troppi, hanno avuto la vita rovinata per essere stati presi in giro con menzogne su questa pianta. E, come ho detto tante volte, la presa in giro sulla cannabis è un esempio di come ci prendano in giro su tutto: quello che ci obbligano a mangiare, come ci vestiamo, dove abitiamo, come ci muoviamo, come lavoriamo, quello che ci obbligano ad usare, come comunichiamo… e la cannabis può aiutare ad aprire gli occhi.

Ma per poter aprire gli occhi non bisogna lasciarsi attrarre dalle lucine colorate, dove ti dicono “la mia ha un CBD più alto e dunque è migliore…il CBD è la miglior medicina… abbiamo eliminato del tutto quel cattivone del THC…” Non avete capito un cazzo e lo dite solo per vendere di più. A proposito della cannabis medicinale e dei messaggi sentiti: il CBD è si un buon medicinale, ma solo se abbinato agli altri cannabinoidi in fitocomplesso, non separato e poi riunito (gli estratti a CO2 valgono poco…). Da solo il CBD è un leggero antiinfiammatorio e un miorilassante. È il fitocomplesso (con differenti proporzioni di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi per diverse patologie e diversi metabolismi) che ha una potente azione terapeutica. Sempre sulla cannabis medicinale, ho sentito dire che la canapa industriale non può essere considerata medicinale… signori, la canapa è UNA, e diventa di possibile azione medicinale quando viene rispettata, coltivata senza veleni e utilizzata solo se sana, esente da contaminanti di ogni specie. Purtroppo, la cannabis che ci viene proposta come medicinale, introvabile per volontà ipocrite e proibizioniste, non viene coltivata in maniera sana: nata e cresciuta in idroponica (o

addirittura in aeroponica: le radici del Bedrocan non hanno la corteccia, e se manca qualcosa sotto mancherà qualcosa anche sopra), in cubetti di lana di roccia (cancerogena x chi la usa o ne viene a contatto), nutrita con concimi chimici chelati (bella porcheria), sterilizzata ai raggi gamma (nessuno ha mai testato le 600 sostanze attive della cannabis, cosa diventano se sottoposte ai raggi gamma). Io non voglio questa cannabis come medicina! Voglio un prodotto sano, coltivato al sole, all’aria aperta, bagnata dalla pioggia. Che cresca lontano da insediamenti industriali, in terreni incontaminati, nutrita con fertilizzanti organici, coltivata con amore e con l’intento di aiutare a crescere una pianta che mi farà stare bene e farà star bene quelli che la useranno. La cannabis è una pianta che risponde molto all’intento: se l’intento è solo quello di far soldi o di mantenere un monopolio, non avrà lo stesso effetto. E voglio il diritto di coltivarmi quella che per me considero la mia miglior medicina, alta o bassa di cannabinoidi vari! E, ricordatevi, è il THC (e anche il suo omologo THCV) che stimola la rigenerazione dei neuroni del cervello…


GROWING

45

DAL VERTICAL FARMING AL VERTICAL GROW Un concetto di agricoltura rivoluzionario ,1752'8=,21(

estende dal pavimento al soffitto. I sistemi di coltivazione verticale generalmente sono costituiti da apparecchiature prefabbricate che si adattano alle singole esigenze di ogni coltivatore. Spesso sono dei sistemi modulabili costituiti da pareti-supporto che si estendono in verticale, possono essere di forma cilindrica, quadrata o anche esagonale, la fonte di illuminazione è posta al centro e un sistema idroponico provvede alla fertirrigazione. Un'altra tipologia più recente di vertical grow, prevede l'utilizzo di rack o scaffalature impilabili, dotate di illuminazione LED e di dispositivi meccanici mobili per massimizzare ancora di più gli spazi. In una stanza con soffitta regolare, cioè con altezza minima di 2,55 metri, è possibile raddoppiare o anche triplicare la superficie di coltivazione.

Circa un anno fa le Nazioni Unite hanno messo in circolazione un prospetto sulla crescita demografica nei prossimi decenni sulla Terra, stimando l'aumento della popolazione globale dagli attuali 7,6 miliardi a ben più di 9 miliardi entro l'anno 2050. Questa crescita quasi esponenziale della popolazione desta molte preoccupazioni ed uno degli interrogativi più importanti che ci si pone è se il pianeta Terra è in grado di garantire le risorse primarie a tutti i suoi abitanti. Le vertical farm sono una risposta a questo interrogativo, rivoluzionando il concetto di agricoltura intensiva i centri di produzione vengono spostati dalle campagne alle metropoli.

&26 ,/ 9(57,&$/ )$50,1*

Il professore Dickson Despommier insegnante presso la facoltà di scienze ambientali della Columbia University è stato uno dei promotori di un concetto più moderno di vertical farming, cioè di un'agricoltura che si sviluppi in verticale piuttosto che in orizzontale, coltivando su più livelli sovrapposti verticalmente e avvalendosi della tecnologia per il controllo completo di tutti i fattori indispensabili per la crescita indoor. Installazioni con sistemi di scaffalature modulari, impianti idroponici di fertirrigazione, lampade LED e dispositivi di controllo totale del clima e dei fattori ambientali, assicurano una resa maggiore e di qualità con un impatto sull'ambiente ridottissimo. Infatti lo sviluppo di queste realtà dovrebbe essere eco sostenibile, ad esempio attraverso l'impiego di energie rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico, sistemi di riciclaggio degli scarti e di cattura e raccolta delle acque.

&20321(17, (66(1=,$/,

Vertical farm in piena città

condizionamento. All'interno sono coltivate lattuga e basilico, senza l'impiego di alcun pesticida.

352 ( &21752

Le vertical farm offrono molteplici vantaggi, a partire dalla diminuzione del suolo occupato per coltivare, alla conseguente riduzione del depauperamento del terreno, anche il fabbisogno idrico, grazie all'impiego di sistemi idroponici che riciclano l'acqua, è ridotto drasticamente. L'ambiente di coltivazione chiuso e controllato garantisce un prodotto finale privo di contaminazioni esterne ed elimina l'impiego di

IL GIARDINO VERTICALE È UNA BUONA SOLUZIONE PER MASSIMIZZARE GLI SPAZI Lo scopo delle vertical farm è di assicurare la crescente domanda di prodotti agricoli nelle metropoli, riducendo le miglia alimentari cioè la distanza tra il produttore ed il consumatore e operando distaccata dalla rete energetica tradizionale.

(6(03, ', 9(57,&$/ )$50

Lo Sky Green Farm di Singapore è il primo esempio di edificio progettato come vertical farm, inaugurato nel 2012. È una costruzione con bassissime emissioni di carbonio, che utilizza sistemi idroponici e ricicla i materiali organici di scarto; la struttura è situata nel distretto di LimChu Kange e produce circa mezza tonnellata di ortaggi ogni 24 ore. In Italia l'agenzia ENEA ha realizzato il primo prototipo di vertical farm made in Italy; è una serra dotata di illuminazione LED per garantire il fabbisogno di luce delle piante coltivate all'interno, la coltivazione viene effettuata fuori suolo attraverso l'impiego di cubetti di torba pressata, l'irrigazione è affidata ad un sofisticato sistema idroponico al cui interno scorre acqua e sostanze nutritive disciolte, mentre i fattori climatici sono regolati da un impianto di

di botanicaunderground@gmail.com

pesticidi. Assicura la produzione durante tutto l'anno di prodotti freschi, aumentando così la resa finale rispetto alle pratiche convenzionali. Gli oppositori a questo sistema moderno di agricoltura, fanno leva soprattutto sui costi di investimento iniziali ancora troppo alti e sul tema delle emissioni legate al consumo di energia elettrica. Se una vertical farm non è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, può risultare molto dispendiosa mantenerla, gravando sul prezzo finale del prodotto; inoltre le emissioni di carbonio, prodotte per garantire il fabbisogno elettrico di strutture di questo tipo, sono di gran lunga superiore al costo e all'inquinamento prodotto dall'attività di trasporto delle merci legate all'agricoltura convenzionale.

CANNABIS VERTICAL GROW

Per i coltivatori di cannabis indoor il problema dello spazio di coltivazione ha da sempre rappresentato un fattore limitante. Il giardino verticale può rivelarsi una buona soluzione per massimizzare gli spazi ed incrementare le capacità produttive di un giardino indoor. Nella coltivazione verticale l'area di coltivazione si

Nei giardini verticali si può utilizzare ogni tipo di medium di coltivazione sebbene sia consigliato l'impiego di substrati leggeri come la lana roccia o i cubetti di torba pressata perché risultano più maneggevoli e non sono un ostacolo per lo sviluppo


46 di un apparato radicale forte. I contenitori più diffusi sono i vasi a rete, leggeri e con drenaggio rapido. In un giardino verticale adibito con lampade disposte in verticale al centro del giardino, i vasi vanno posizionati ad un'inclinazione di circa 45° verso il basso. Le lampade più diffuse nelle vertical grow sono le HPS da 400 e 600 watt, installate in verticale senza riflettore per beneficiare al massimo di tutta la luce emessa; spesso sono dotate di un sistema di raffreddamento ad aria forzata, tipo cool tube, o a liquido per i dispositivi più avanzati. È molto importante che il calore emesso dalla lampada venga disperso, se le piante crescono troppo vicine alla sorgente luminosa rischiano di bruciarsi compromettendo la resa. Un ventilatore installato sul pavimento agevola il calore a salire verso l'alto. I LED spesso sono utilizzati nei sistemi a scaffalatura poiché possono essere posizionati molto vicino alle piante senza il rischio che si brucino le cime e sono anche un'ottima soluzione contro il problema del calore emesso dalle lampade convenzionali. Nelle vertical grow i sistemi più comuni di fertirrigazione sono l'idroponica, l'aeroponica e l'acquaponica. Gli impianti idroponici sono i più diffusi, economici, facili da installare e impostare; una pompa per l'acqua immersa in un grande serbatoio s'incarica di far circolare la soluzione nutriente mediante un sistema di capillari che raggiungono le piante per poi far ritorno nel serbatoio principale attraverso un apposito sistema di scolo. Uno dei sistemi idroponici più efficiente è l'NFT o Nutrient Film Technique, un apparato formato da canaline al cui interno scorre la soluzione nutriente e le radici vi crescono liberamente. Nei sistemi aeroponici la soluzione nutriente

Giardino idroponico verticale

È sufficiente posizionare una rete in verticale e far crescere uniformemente le piante attraverso le maglie della rete. Sicuramente sarà necessario potare le zone apicali della pianta per stimolare la for-

UN'OTTIMA SOLUZIONE PER IL VERTICAL GROW È QUELLA DI IBRIDARE SOG E SCROG viene nebulizzata sulle radici; gli impianti aeroponici generalmente sono dotati di ugelli nebulizzatori e di pompa ossigenatrice. I sistemi di coltivazione in acquaponica prevedono la simbiosi tra acquacoltura e coltivazione fuori suolo; l'acqua contenuta nelle vasche dove vengono allevati i pesci viene immessa da una pompa nel sistema idroponico, le piante ne assorbono i nutrienti costituiti dalle sostanze di scarto dei pesci e l'acqua che contemporaneamente viene ripulita è reimmessa nelle vasche di allevamento.

mazione di più cime. Nella coltivazione con SCROG verticale non è obbligatorio lavorare con le piante posizionate su più livelli ma è possibile anche lasciare le piante sul pavimento e farle crescere attraverso

la rete collocata in verticale, permettendoci anche di coltivare in suolo con vasi e terra. Un'ottima soluzione è quella di ibridare SOG e SCROG, ad esempio aggiungendo ad un sistema SOG una rete che funge da tutor per le piante.

7,36

Ecco alcuni suggerimenti per rendere più efficiente un giardino verticale: ȩ DJJLXQJHUH WXEL IOXRUHVFHQWL DXPHQWD OR VSHWWUR luminoso necessario alle piante; ȩ QHL SULPL JLRUQL VXFFHVVLYL DO WUDSLDQWR FROORFDUH un telo ombreggiante sulle piante riduce al minimo lo shock;

ȩ DGRWWDUH VLVWHPL GL LUULJD]LRQH FRQ FDSLOODUL SHU ogni singola pianta, garantisce una distribuzione omogenea delle sostanze nutritive; ȩ DJJLXQJHUH DOOD VROX]LRQH XQ SURGRWWR SHU OD pulizia dei sistemi di irrigazione, elimina i problemi dovuti all'accumulo di sali minerali e alla formazione di alghe o di altri agenti patogeni.

&21&/86,21(

La coltivazione verticale della cannabis è una vera e propria rivoluzione del settore che permette ai coltivatori di ridurre l'impatto ambientale complessivo e trasformare una piccola grow room in una vera e propria fabbrica.

7(&1,&+( ', &2/7,9$=,21(

In un sistema verticale è importante la scelta della varietà da coltivare; è consigliato utilizzare varietà a dominanza indica, che si mantengano basse, con una sola cima apicale e poco stretch tra gli internodi. Prima di trasferire le piante all'interno del sistema verticale è molto importante che crescano sotto una lampada MH o dei tubi fluorescenti in modo che gli internodi si sviluppino vicini tra loro. Le piante una volta collocate nel sistema verticale, sono indotte a fiorire dopo 4 o 5 giorni, giusto il tempo necessario per superare lo shock provocato dal trapianto. Un inconveniente delle vertical grow è che generalmente sono necessarie molte piantine, perciò bisogna germinare molti semi oppure avere a disposizione delle piante madri. Nei giardini verticali la tecnica più diffusa è il SOG o mare verde; il concetto è di sviluppare un mare verde in verticale, o meglio dire un muro verde, con tante piante di piccole dimensioni indotte a fiorire rapidamente con una sola cima apicale. Nella maggior parte dei sistemi verticali è quasi sempre necessario adottare la coltivazione in SOG. Anche lo SCROG o Screen of green è un'ottima tecnica per sviluppare una coltivazione in verticale.

Cannabis vertical grow


Want to enjoy buds like this? Strain: White Satin by Mandala Seeds

Big Book of Buds Greatest Hits Brand New Book by Ed Rosenthal

The Big Book of Buds series has been the connoisT sseur’s reference guide to the best marijuana strains ffrom r the world’s greatest breeders.

Ed Rosenthal is the most high-profile advocate for marijuana rights during the last 40 years. “Ed Rosenthal holds the distinction of turning more people on to pot than Cheech and Chong.” -- Tommy Chong

N Now get ready for the Big Book of Buds—Greatest H Hits, a compilation of the premier strains that have a appeared in the four volumes. Read about these aw award-winning strains – then grow them in your garden.

“Mr. Rosenthal is the pothead’s answer to Ann -BOEFST +VEHF +VEZ .BSUIB 4UFXBSU BOE UIF Burpee Garden Wizard all in one.” --The NY Times

t t 7BSJFUJFT GSPN UIF NPTU SFTQFDUFE HVJEF t t &TTFOUJBM JOGPSNBUJPO GPS DPOTVNFST BOE HSPXFST t t 4UVOOJOH QIPUPT UIBU CSJOH ZPV SJHIU JOUP UIF HBSEFO

“JUST SAY NO TO PESTS” German edition now available! Nachtschatten.ch

English and German editions available!

NACHTSCHATTEN VERLAG t nachtschatten.ch t GROW IN AG t grow-in-berlin.com t AMAZON.COM t amazon.com/books &E 3PTFOUIBM T ;FSP 5PMFSBODFÌ JT FYDMVTJWFMZ BWBJMBCMF GSPN KMC Trading B.V. t kmctrading.com

www.edrosenthal.com


49

ESPERIMENTI ESTIVI Lo scorso mese, ho scritto di tre gruppi di piante a metà fioritura. Queste piante sono arrivate tutte al raccolto. Il primo gruppo consisteva in cinque piante di Blue Dream in un contenitore da 5 cm x 10 cm su ruote. Ne avevo piantate due orizzontalmente nel senso della lunghezza, incrociandole. Ho piantato poi tre piante più corte in fila al centro del contenitore. Quando le piante hanno cominciato a fiorire, l’intero contenitore era coperto da materiale vegetale che era fuoriuscito dai tre lati. Le piante sono state spostate sulle ruote in una tenda buia ogni giorno per eliminare la luce e sono state raccolte il 24 luglio, dopo 56 giorni di fioritura. I rami sono stati tagliati e appesi per un lento processo di essiccazione. Il secondo gruppo era composto di quattro piante che sono state poste in outdoor quando il breve periodo di luce favoriva ancora la fioritura. Quando il periodo di luce si è allungato, le piante erano già a metà fioritura. Il maggior periodo di luce di fine primavera e inizio estate non

è riuscito a riportare le piante in fase vegetativa e sono state tagliate la settimana del 9 luglio. Tre delle quattro piante sono state impollinate da una pianta maschio Blue Dream che aveva prodotto polline due mesi prima. Il polline era rimasto in luogo asciutto da quel momento, ma si è dimostrato utilizzabile. La maggior parte delle cime è stata tagliata dalle piante, tranne alcune cime non mature e la cima impollinata. Le piante tagliate sono state messe sotto la luce naturale durante il giorno e sotto delle fonti luminose di notte, in modo tale che ricevessero luce ininterrottamente. Stanno ora finendo di produrre semi e sono state riportate in crescita vegetativa per un altro round. Nel frattempo, le cime tagliate sono state appese a essiccare.

La cima centrale tagliata della Purple Pineapple non dominava la pianta. Senza l’inibizione degli ormoni prodotti dalla cima principale, le cime laterali sono cresciute producendo una maggior resa

Il terzo gruppo era composto di dieci piante che sono germogliate inaspettatamente. Erano tutte sorelle e si vedeva. Erano variazione di una Purple Pineapple con foglie ampie e

Il vassoio da 5 cm x 10 cm teneva 5 piante di Blue Dream. Le cime e il fogliame hanno ricoperto tutto il contenitore e poi si sono sviluppate maggiormente

La Purple Pineapple non tagliata aveva una cima ampia che dominava la pianta. La cima laterale non si è sviluppata molto

Taglio delle cime con clipper elettriche


50 avevano caratteristiche simili. Le dieci piante sono tutte fiorite, iniziando poco dopo la germinazione. La fioritura è terminata il 27 luglio circa. Ho fatto qualche esperimento su questo gruppo di piante. Prima di tutto, dato che erano fiorite precocemente, sono cresciute fino a raggiungere una dimensione controllata. Questo ha dimostrato come la cannabis potesse essere coltivata in piccole file di piante, agevolando la coltivazione mediante tecniche di coltura convenzionali e non come grandi piante che sembrano più un frutteto. In un altro esperimento, ho accop-

piato le piante che avevano una crescita analoga e ho potato le punte di metà di queste, così che alcune sono state cimate e altre non sono state tagliate. Si può vedere la differenza nella crescita. La pianta non tagliata ha sviluppato una cima centrale più grande a danno della crescita laterale. Le piante tagliate hanno prodotto diversi rami con più cime rispetto alle piante non tagliate. Queste piante sono state pronte per il raccolto 90 giorni circa dopo la germinazione. Sono state tagliate e appese intere a essiccare. Saranno tutte essiccate il prossimo mese. Saranno poi tagliate.

Le quattro piante hanno cominciato a fiorire precocemente, perché sono state messe outdoor all’inizio della primavera, quando il periodo di luce naturale era troppo breve per mantenere la crescita vegetativa

Cima di Blackberry Fire pronta per il raccolto

Per i privati 10% di sconto direttamente su WWW.LEGALWEED.IT Inserendo il codice SOFT10

Consiglio del mese

Le piante outdoor sono ora a metà fioritura. Potreste rimpiangere il fatto di non aver prelevato dei cloni mentre le piante erano ancora in vegetativa. Non tutto è perduto, comunque. Potete prelevare delle talee dalle piante in fioritura e farle radicare riportandole in fase vegetativa. Prelevate le talee e preparatele come fate generalmente per la clonazione e mettetele poi sotto luce costante senza periodo di buio. Le talee cominceranno a radicarsi e a far crescere nuove foglie, e non fiori.


NOZIONI DI COLTURA

51

Capire e misurare il pH

Cos'è il pH? Questa è una domanda che in genere porta i nuovi coltivatori a grattarsi la testa e ad andare a prendere la pipa. Il pH riguarda il livello di alcalinità o acidità di una determinata "cosa", in questo caso un liquido. Il liquido è la soluzione nutritiva utilizzata per far crescere una pianta. La scala del pH inizia da 0 e arriva a 14. Il valore di 7,0 è considerato neutro e i valori superiori a 7,0 sono alcalini, mentre quelli inferiori a 7,0 sono acidi. In questo caso bisogna chiedersi perché questo sia importante. Di Thomas Valentine La soluzione nutritiva è sostanzialmente un cocktail di varie sostanze chimiche. Queste sostanze chimiche possono reagire l'una con l’altra in un processo chiamato legame covalente e formare nuove sostanze chimiche indesiderate. Sono indesiderate perché la pianta non può utilizzarle. Questo processo di legame covalente dipende in gran parte dal pH della soluzione in cui sono sospese le sostanze chimiche, in questo caso l'acqua. Con le sostanze chimiche utilizzate nella soluzione idroponica media, un chimico direbbe che il pH ottimale è 7,0, che è neutro. Il ragionamento alla base è che nel mantenere la soluzione neutra, il legame covalente delle parti che costituiscono la soluzione sarà ridotto al minimo. Ma dal momento che alle piante di cannabis piace un livello diverso di pH per una crescita ottimale, abbassate il pH e accettate la lieve perdita di valore nutritivo. Le piante a crescita rapida con molte foglie generalmente hanno un pH inferiore, che varia da 5,2 a 5,9. Fortunatamente, un pH inferiore legherà meno nutrienti rispetto a un pH più elevato. Se il valore del pH supera l'intervallo ottimale tra 5,2 e 5,9, si presenteranno livelli indesiderati di carenze nutrizionali e tossicità, che possono ostacolare seriamente la crescita delle piante. State attenti.

cosa sia fornita nel kit del pH all’interno della fiala (NON la soluzione). Questo qualcosa fa cambiare il colore della soluzione nutritiva, di solito tonalità di verde o blu-verde. Questo colore viene quindi comparato con una tabella cromatica fornita con il kit. Il colore più simile indica il pH della soluzione. Questa soluzione a bassa tecnologia ha alcune ovvie limitazioni, non da ultimo la difficoltà nel decidere quale sia il colore più simile dopo aver visto i risultato del raccolto precedente. I kit hanno un prezzo che varia dai 5 ai 10 dollari. Regolazione del pH Sapere quale sostanza chimica aggiungere alla soluzione nutritiva e quando farlo è fondamentale per il successo della coltivazione. Quando il livello di pH è troppo elevato (alcalino), può essere abbassato con salnitro, acido solforico o fosforo. Quando il valore del pH è troppo basso, può essere

COL PASSARE DEL TEMPO, LA QUANTITÀ DI SALI PRODOTTA DALLA DECOMPOSIZIONE DEI FERTILIZZANTI NEL SUBSTRATO FA SÌ CHE DIVENTI SEMPRE PIÙ ACIDO Nell’analizzare i vari metodi idroponici in uso, si sarebbe potuto notare che la maggior parte dei substrati utilizzati è relativamente inerte (lana di roccia, ghiaia fine, sabbia, ecc.). Cioè, il substrato non reagirà con i nutrienti nella soluzione. Per i metodi che utilizzano mezzi inerti, si consiglia un pH di 5,2 per un apporto ottimale degli elementi necessari. È a questo livello di pH che le radici assimileranno i nutrienti nella soluzione in modo più efficiente. Se la radice deve lavorare meno per assimilare i nutrienti necessari, il resto della pianta ne trarrà beneficio.

Misurazione del pH

Misurare il pH è relativamente facile e ci sono numerosi metodi possibili. Il metodo più economico e di bassa tecnologia prevede il prelevamento di un campione dalla soluzione nutritiva. Viene messo in nella fiala pulita inserita nel kit del pH. Testate il pH mettendo una goccia del liquido o di qualsiasi altra

aumentato con carbonato di calcio, calce o potassio. La maggior parte dei fertilizzanti provoca un cambiamento di pH nella soluzione nutritiva. L'aggiunta di fertilizzante alla soluzione nutritiva produce quasi sempre un pH più acido. Regolatelo di conseguenza. Il modo corretto per gestire tutte queste sostanze chimiche è importante. La prima regola generale è non farlo quando sei stonato. Basta non farlo - le piante possono sentire la mancanza dell’alimentazione, se necessaria. Un'altra regola generale è quella di usare vetro o plastica, mai metallo. Le sostanze nutritive reagiscono con gli elementi estremamente liberi nel metallo e rovinano i rapporti nutritivi. Il vetro o la plastica non hanno questo problema, quindi per prima cosa andate al reparto cucina del centro commerciale più vicino a voi. Non aggiungete mai l'acido al contenitore

dei nutrienti. Riempite un piccolo contenitore di vetro con il nutriente da bilanciare e aggiungete alcune gocce della sostanza chimica necessaria. Mescolate bene e aggiungete piccole quantità una alla volta nel contenitore grosso del nutriente fino a raggiungere il giusto equilibrio a livello di pH. Questo è tutto ciò che c'è da fare. Col passare del tempo, la quantità di sali prodotta dalla decomposizione dei fertilizzanti nel substrato fa sì che diventi sempre più acido. Alla fine, la concentrazione di questi sali nel substrato ostacola la pianta e provoca la bruciatura delle foglie. Inoltre, con l'invecchiamento della pianta, le radici diventano meno efficienti nell’apportare alimenti alle foglie. Per evitare l'accumulo di questi sali nel

substrato e garantire che la pianta riceva tutti gli alimenti di cui ha bisogno, assicuratevi di risciacquare il sistema con acqua pulita a pH bilanciato ogni due settimane. Fatelo al posto del ciclo di alimentazione. C'è sempre stato un grande dibattito su quando regolare il pH - prima e dopo aver aggiunto nutrienti all'acqua, o subito dopo. Abbiamo parlato con un’esperta, che ci ha detto di fare entrambe le cose. Il ragionamento alla base di questo è che l'acqua di rado è sufficientemente neutra. È acido o alcalina, a seconda della regione. Il nostro chimico ha detto che i professionisti rendono prima di tutto l'acqua neutra (pH di 7,0). Si aggiungono poi i nutrienti alla soluzione chimicamente neutra e si adeguano all'intervallo desiderato compreso tra 5,2 e 5,9 pH. Questo ha senso.


MEDICAL CANNABIS

53

PEDANIOS: LA CANNABIS TERAPEUTICA CANADESE SBARCA NEL BELPAESE

PEDANIOS/ AURORA è la ditta canadese che lo scorso gennaio ha vinto il bando ministeriale per importare 100 chili di cannabis terapeutica nel nostro paese. Oggi incontriamo il suo amministratore delegato per l’Italia, Andrea Ferrari insieme alla direttrice tecnica, Annunziata Lombardo. Le loro parole di tecnici del settore provenienti da una realtà come quella canadese aiuteranno il lettore italiano a farsi un’idea più chiara sul nostro sistema, sulle sue lacune e su come possano essere colmate a beneficio dei pazienti. di Fabrizio Dentini Attualmente tutte le tre le genetiche per le quali avete vinto il bando sono distribuite in Italia? A.F. Il bando è stato vinto per Pedanios 22/1, Pedanios 8/8 e Aurora 1/12. Queste 3 varietà coprono la gamma completa: alto THC/basso CBD, THC e CBD equivalenti, basso THC/alto CBD. Al momento abbiamo consegnato un totale di 66 chili, due terzi dei quali sono la genetica 22/1 e un terzo dei quali sono quella 8/8. Entro la fine di giugno arriverà anche la terza varietà e stimiamo di aver completato l’esportazione dei 100 chili richiesti. Quali indicazioni terapeutiche hanno le tre varietà? In Canada per quali patologie sono prescritte? A.F. Le indicazioni sono quelle comprese nel Decreto Ministeriale del 9 novembre 2015: l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali, l'analgesia nel dolore cronico in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace, l'effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali, l'effetto stimolante dell'appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell'anoressia nervosa, l'effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali, la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette

che non può essere ottenuta con trattamenti standard. Rispetto all’Italia l’uso a paziente in Canada è più elevato poiché molto usato in terapie palliative e pazienti terminali. Secondo le vostre stime questi primi 100 kg verranno terminati in che lasso di tempo? A.F. I primi 100 kg sono stati ordinati nel giro di 5 settimane dall’assegnazione del bando in gennaio. Anche se le consegne non sono ancora state terminate si può dire che la quantità sia già esaurita per soddisfare l’arretrato. I pazienti avranno i 3 farmaci durante l’estate? A.F. Probabilmente no e sarà necessario un altro bando, ma siamo già in ritardo [NDR. 5-6-2018] perché, ipotesi: se il bando verrà fatto entro fine luglio e verrà assegnato a settembre, in mancanza di ricorsi, il farmaco tornerà ad arrivare verso ottobre/ novembre. Facciamo un paragone con la Germania. Nel 2018 quanta cannabis produrrete per la Bundesrepublik Deutchland? A.F. Prevediamo circa 1.500 kg per la Germania su un mercato totale di stimati 4-6.000 chili. Il consumo medio in Germania a differenza dell’Italia, dove si stima che in media un paziente consumi circa 50/75 grammi all’anno, è di 3 grammi di infiorescenze su base giornaliera. A differenza dell’Italia dove per la maggiore il medicamento viene ingerito sotto forma


54 di estrazione, in Germania viene consumato prevalentemente per via inalatoria, quindi l’efficacia è ridotta e se ne deve assumere di più.

rientra è costretto a pagare.

Essendo la vostra ditta abituata a lavorare in un contesto come quello canadese, quali miglioramenti sono auspicabili per rendere questo medicamento accessibile come qualunque altro farmaco?

A.L. La gestione della sostanza è complessa perché dopante, stupefacente, off label ed è contemporaneamente dall’uso lecito ed illecito e solo la prescrizione medica ne è la discriminante. Poi c’è molta burocrazia per i medici che prescrivono: il consenso informato, la prescrizione in sé, la scheda dati e nel caso che sia riconosciuto come mutuabile nella regione in questione anche il piano terapeutico. Io comprendo la voglia dei pazienti di velocizzare, ma se si vuole offrire un farmaco con tutte le garanzie bisogna procedere in maniera rigorosa e soprattutto omogenea. Lo scopo è quello di armonizzare la gestione della cannabis in ambito medico e farmaceutico attraverso linee guida comuni e protocolli standard.

A.F. Bisognerebbe rendere i nostri prodotti disponibili tramite distributori privati così come i prodotti Bedrocan. Ovviamente abbiamo già preso i contatti con i 6 grossisti operanti nel vostro paese, ma l’importazione dipende da un permesso ministeriale e in questo caso, fino ad ora, il Ministro, non ha intenzione di dare questo tipo di permessi che aprirebbero il mercato, preferendo invece mantenere il controllo attraverso monopolio. In secondo luogo le tempistiche dei bandi sono lente e con prezzi al ribasso che diventano poco interessanti dal punto di vista commerciale per una ditta privata, vanno bene per entrare nel mercato, ma non sono sostenibili nel lungo periodo. Per essere chiari, il nostro prezzo di vendita medio è circa di 2,5/ 3 euro al grammo. Lo Stato rivende alle farmacie a 6,88 euro quindi il margine è più che interessante, ma non per noi produttori. In ultimo, in un mercato in forte espansione, mancano stime affidabili sui fabbisogni. I dati storici hanno poco significato perché le previsioni che vengono fatte a livello regionale sono eseguite in base ad un coefficiente di aumento che può andare bene per farmaci in commercio da 20 anni, ma non per un farmaco la cui richiesta aumenta esponenzialmente negli ultimi anni. Mancando l’offerta la domanda reale non viene soddisfatta, è come una profezia che si auto avvera, creando scarsità nell’offerta anche la domanda si adegua. Secondo voi sono più i pazienti che ricevono il farmaco a pagamento o dispensato dal Sistema Sanitario regionale? A.L. Quelli che lo ricevono mutuabile saranno solo il 20-30% del totale, considerato che tutto dipende dagli impieghi terapeutici riconosciuti da regione a regione e quindi se il paziente non

Quali sono le difficoltà nello sviluppo di questo settore?

Che lei sappia in Canada si sono mai verificate rotture di stock come lo scorso anno qui da noi? A.F. Non so, ma consideri che la nostra capacità produttiva dopo l’ultima acquisizione di Medrelieg è di 570.000 chili e non siamo gli unici produttori. Il problema è che l’Italia esige un prodotto ad-hoc che non viene richiesto in nessun altro paese per tipologia di varietà, data di scadenza e trattamento ai raggi gamma. In che senso un prodotto ad hoc? A.F. Nel capitolato tecnico del bando vi erano dei paletti: primo la data di scadenza del prodotto a 12 mesi, la genetica deve essere stabile per un anno, mentre in altri paesi come il Canada o la Germania la scadenza è di 6 mesi perché questo farmaco, vista la richiesta, viene distribuito celermente. Secondo, per soddisfare questa scadenza il prodotto deve essere irraggiato con raggi gamma che servono per garantire un livello microbiologico più sicuro, abbattendo il carico batteriologico di eventuali batteri, muffe o funghi. L’irraggiamento insomma va ad uccidere gran parte della parte organica, comprese molte parti del fitocomplesso. Fare produzioni di piccolissimi lotti ad-

hoc diventa problematico e si allungano i tempi di consegna perché si tratta di produrre su ordinazione e senza poter disporre di un magazzino.

Italia, viene macinato prima della distribuzione. E le vostre varietà? Secondo voi perché si decide di macinare l’infiorescenza?

Quindi se il farmaco distribuito in Germania non viene gammato si può dire che a livello di fitocomplesso sia qualitativamente migliore che quello esportato in Italia?

A.L. Per quel che riguarda i nostri prodotti dipende: il Pedanios 22/1 non è macinato bensì in infiorescenze intere. L’8/8 e 1/12 sono macinati. L’infiorescenza viene macinata perché l’estrazione da un fiore macinato è meno variabile e quindi più riproducibile, d’altra parte con la macinazione le infiorescenze vengono sottoposte ad un processo meccanico che può sacrificare alcune componenti del fitocomplesso.

A.L. Per affermarlo bisognerebbe fare dei test sul prodotto specifico prima e dopo la gammatura. In un paese dove la cannabis è stata recentemente legalizzata come il Canada quale differenza esiste nel coltivare industrialmente cannabis per uso terapeutico e cannabis per scopi non medici? A.F. In realtà per la nostra produzione quasi nessuna differenza. Produrremo cannabis ricreativa con standard qualitativi quasi pari a quella medica poiché prodotta nelle medesime strutture anche se in ambienti separati. Per altri produttori non in possesso di certificazioni e processi GMP [Ndr. Good Manufacturing Practice], la differenza nei processi e nei relativi costi di produzione sono enormi. Lei ha affermato che il vostro obbiettivo è produrre localmente. Come vi state muovendo per ottenere tale risultato? A.F. Il nostro desiderio di produrre in Italia rimane e siamo disposti a investire. Possiamo immaginare una partnership stato-privato, nel caso in cui continui un monopolio statale sulla produzione oppure una produzione totalmente privata. In altri paesi europei dove non abbiamo questi vincoli stiamo già allestendo la produzione (Malta, Grecia, Danimarca, Macedonia e a venire Germania e Olanda). La sensazione è che anche in Italia si possa cominciare, ma per questo passo serve la liberalizzazione del mercato, in primis per quel che riguarda la distribuzione ed in secondo luogo dunque anche per la produzione portando una filiera con i relativi posti di lavoro direttamente in Italia. L’FM2, il medicamento prodotto in

ECCO, FA FREDDO. USA IL MIO MANTELLO.

(5%$175232 12778512 IL MIO GANJA UDITO MI FA SENTIRE UNA RAGAZZA CHE PIANGE.

COSA FA UNA BELLA RAGAZZA COME TE INCATENATA IN UN POSTACCIO COME QUESTO?

MI AIUTERAI A CAPPARE?

WOW! CHE TETTONE CHE S’INGROSSANO HAI.

Secondo voi quanti medici prescrivono cannabis nel nostro paese? A.L. Meno di 70 medici e l’80% delle prescrizioni vengono fatte dal 20% dei medici totali. Da quanto tempo lavora in questo settore e cosa hai imparato sino ad oggi del comparto cannabis terapeutica? A.F. Lavoro in questo campo dalla fondazione di Pedanios GmbH nel 2015 ed ho imparato che si tratta di un settore in grande fermento e che l’Italia potrebbe svolgere una funzione chiave in Europa se si decidesse a togliere alcuni vincoli sia sulla distribuzione che sulla produzione.

FORZA! VENITE A VEDERE L’ERBANTROPO!

TROPPO TARDI. C’È LA LUNA PIENA.

QUI! L’HO TROVATA.

A.F. Se pensa che è già difficilissimo mantenere livelli di standardizzazione costanti in ambiente industriale con serre pressurizzate, processi computerizzati e automatizzati, ambienti quasi asettici ecc… come pensiamo di potere mantenere questi livelli sul balcone di casa? Se stiamo parlando di medicinali, non la trovo una buona idea.

LA NOTTE SEGUENTE…

SEI UN LICANTROPO! TORNA IN TE.

MI TRASFORMERÒ!!!

In Canada attualmente risultano quasi 13.000 pazienti con il diritto a produrre il proprio medicamento. Questa maniera di accedere al farmaco è riconosciuta dalla ACMPR [Ndr. Access to Cannabis for Medical Pourposes Regulations] in quanto metodo più pragmatico per garantire l’accesso. In quanto responsabile di una ditta che produce medical cannabis a livello industriale che riflessioni trae da questo diritto riconosciuto?

L’UNICO AL MONDO.

STA SCAPPANDO!

CAZZO! CHE CESPUGLIO DENSO E GRANDE HAI!

SAPEVO CHE IL DEBOLE CHE HO PER LE MORE CON LE CURVE MI AVREBBE PORTATO A QUESTO.

LO HA MORSO. VELOCI, RIPORTIAMOLO INDIETRO.

PRENDERÀ IL POSTO DELLA RAGAZZA.


CONCIMI BIOLOGICI Bioybuena

L I N E A F L OW E R 0% l 10 tura na

per informazioni info@noveral.it

329.985.73.63 w w w.noveral.it IN DISTRIBUZIONE PRESSO

PARADISE-SEEDS.COM

SENSI STAR ® Aspettatevi cime hard rock rivestite da tanta resina cui hanno letteralmente brillano nell’oscurità con cristalli (questo spiega il suo soprannome ‘Razza Bianca’). Il gusto è in parte metallo, in parte menta e di ogni dolcezza. Tuttavia, è l’effetto che ha messo Sensi Star nei libri di storia come uno dei ceppi più potenti disponibili nel mondo. Questa varietà è quasi una pura Indica di lunga durata, con livelli di THC registrati ben oltre il 20% in molti casi. Sebbene principalmente Indica, assicura un high complesso che piega anima e corpo.


56

BACKGROUND

MAI CONFONDERE CIÒ CHE È LEGALE CON CIÒ CHE È MORALE Negli ultimi anni, su internet c’è stato fermento per la prospettiva che la società biotech Monsanto registrasse i nomi di una serie di varietà di cannabis per poterle marchiare, con lo scopo finale di accaparrarsi il mercato (presumibilmente legale) della cannabis. Dr Dee In risposta a tutto ciò, la società Monsanto ha twittato "Happy 4-20. È il momento del nostro promemoria annuale: Monsanto non lavora e non sta lavorando alla marijuana OGM". In effetti, Charla Lord, portavoce della società, lo ha ribadito sul loro sito GMO Answers. Continuano a negare il coinvolgimento nella cannabis il 2 maggio di quest'anno e l'intero episodio è stato cancellato come una bufala; la “Monsanto GMO Cannabis Hoax”, niente di meno. Fine della storia. Tranne che in realtà non lo è. È stato dimostrato che è impossibile trovare prove sostanziali che la società abbia interesse nella cannabis. Non ci sono dubbi che alcune varietà sono state marchiate, come la (Gorilla Glue # 4), ma sembra che sia stato fatto da chi le ha sviluppate. Così è stato fatto, solo non (apparentemente) dalla Monsanto. Tuttavia, dove c'è mancanza di prove concrete, le prove circostanziali abbondano. In primo luogo, ecco alcune informazioni di base. Immaginate se due persone assolutamente sgradevoli si sposano. Diventano doppiamente sgradevoli. Questa è la situazione della fusione di Monsanto e Bayer: due multinazionali disoneste con storie individuali di pratiche legalmente ed eticamente discutibili che si uniscono per formare un matrimonio infernale. "Società multinazionale americana del settore agrochimico e delle biotecnologie agricole", la Monsanto sembra che stia per essere acquisita dalla "multinazionale tede-

sca del settore farmaceutico e delle scienze biologiche" Bayer per un valore compreso tra 62 e 66 miliardi di dollari (l'importo riferito varia, ma diciamocelo, cosa sono 4 miliardi di dollari fra amici?). Come accennato, nessuno di questi ha uno storico particolarmente eccezionale. Ecco alcune informazioni su ciascuna azienda: La Monsanto è stata un importante produttore e fornitore di Agente Arancio durante la guerra del Vietnam e (in potenziale con-

nivenza) ha sviluppato il controverso erbicida "Roundup" negli anni Settanta. (Con Solutia Inc) hanno anche ricevuto una multa di 700 milioni di dollari per la contaminazione di un'intera città con PCB cancerogeni. Un altro dei loro "progressi" degli anni Novanta è la "tecnologia di restrizione dell'uso genetico" che include semi modificati che possono essere utilizzati una sola volta. Qualsiasi seme prodotto attraverso i semi modificati è sterile, il che significa che chiunque desideri coltivarne ancora dovrà

acquistare più semi dalla fonte originale. Sono ancora coinvolti in una serie di dispute a livello internazionale. La Monsanto ha acquistato società produttrici di sementi negli ultimi vent'anni e si dice che di recente abbia messo gli occhi sul mercato dei semi di cannabis. La Bayer è piuttosto una bestia diversa. Fondata originariamente nel 1863, probabilmente è nota soprattutto per l’introduzione dell’aspirina e dell’eroina a livello

mondiale. Negli anni Venti, è entrata a far parte del conglomerato IG Farben, noto tra le altre cose - per il coinvolgimento nella produzione di Zyklon B per l’utilizzo nelle camere a gas, l’utilizzo del lavoro degli schiavi nelle loro fabbriche e tredici dei loro consiglieri sono stati condannati a pene detentive nel processo di Norimberga dopo la Seconda Guerra Mondiale. C'è anche la questione della vendita di emoderivati contaminati da HIV tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta.

questo riguardo è che nella maggior parte dei Paesi la cannabis rimane illegale.

La Bayer è coinvolta nella distribuzione di prodotti a base di cannabis realizzati da GW Pharma, una società britannica del settore biofarmaceutico specializzata in trattamenti a base di cannabis come Sativex ed Epidiolex. I GW sono attualmente ai margini di uno scandalo proprio, la cannabis grezza si presume sia coltivata e fornita legalmente da una società del Regno Unito e sanzionata dal governo britannico, che nega al contempo che la cannabis abbia qualche beneficio medico.

E qui sorge il problema fondamentale: molto probabilmente vogliono entrare nel mercato della cannabis, ma devono essere legali e "cristallini". La domanda principale sarebbe quindi come risolvere la questione della legalità e dell'illegalità?

A prima vista, né la Monsanto né la Bayer sembra essere infastiditi da una cosa che potrebbe anche vagamente somigliare a una coscienza; entrambe tendono a lavorare su ciò che è legale rispetto a ciò che è morale o etico. E attualmente controllano il 29% della fornitura di semi a livello mondiale. Dato il numero di persone al mondo che fanno uso di cannabis sia a scopo ricreativo che per scopi medici, sembrerebbe del tutto ragionevole che la Bayer-Monsanto punti i suoi avidi occhi sul mercato della cannabis. Tuttavia, un grosso ostacolo a

Anche per una società multinazionale delle dimensioni della Bayer-Monsanto, lavorare consapevolmente in un mercato illegale è potenzialmente fonte di cattiva pubblicità, se mai dovesse trapelare la verità. Peggio ancora, è dannoso per il business e sarebbe davvero estremamente negativo per gli azionisti per cui i mercati illegali rappresenterebbero un rischio inaccettabile.

Fatti avanti, George Soros. Il nome di George Soros divide le opinioni. È una delle trenta persone più ricche del pianeta, e da anni conduce attivamente diverse campagne per questioni come il finanziamento, la riforma delle leggi sulle droghe sia a livello nazionale che internazionale, in particolare sulla cannabis e una serie di gruppi in favore della legalizzazione beneficiano dalla sua generosità con i finanziamenti effettuati tramite la sua Open Society Foundation (uno di questi gruppi e uno dei beneficiari principali è la Drug Policy Alliance, soprattutto ultimamente). Agli occhi di molti, questo rende Soros un eroe (insieme a personaggi del calibro di Richard Branson), il che è estremamente curioso.


57 Il suo ragionamento in merito è il seguente: "Regolamentare e tassare la marijuana potrebbe far risparmiare ai contribuenti miliardi di dollari in costi di applicazione delle leggi e d’incarcerazione e fornire al contempo miliardi di dollari di gettito su base annua".

essere un fattore che porta avanti e scuote il movimento di legalizzazione internazionale della cannabis e, a prescindere dalle opinioni del Dipartimento di Giustizia americano in materia, sembra molto probabile che il loro lavoro porterà altri Stati a seguire Washington, il Colorado e gli altri a legalizzare la cannabis. Inevitabilmente, i Paesi al di fuori degli Stati Uniti seguiranno l'esempio. Niente di tutto questo serve a minare l’impegno dei gruppi a favore della legalizzazione, ma in breve, stanno creando proprio le condizioni "legali" richieste dalla BayerMonsanto affinché possano penetrare legittimamente nel mercato della cannabis. Come spararsi in un piede, insomma. Come accennato, le prove circostanziali abbondano e questo è tutto estremamente congetturale e in ultima istanza potrebbe equivalere a individuare un modello dove in realtà non ce ne sono.

Ha anche fatto una serie di dichiarazioni in merito alla cannabis per uso medico, negando ai privati l'accesso alla "droga miracolosa". Tutto ciò dà piuttosto l'impressione che le sue motivazioni nascano da un’altruistica filantropia e generica benevolenza. Ciononostante, George Soros è anche un importante azionista della Monsanto, il che porta a chiedersi dove stiano i suoi veri interessi. La gente dovrebbe davvero chiedersi "che cosa ci guadagna George Soros?". Potrebbe davvero essere, come pensano alcuni ottimisti, che abbia fatto abbastanza soldi in termini di ricchezza personale e che si stia ora impegnando a rendere il mondo un posto migliore e più giusto, cominciando a minare ampiamente la criminalità organizzata e la sua influenza sulla compravendita di droga? Oppure è più come la vedrebbe un cinico e tutto il lavoro di queste persone è volto alla creazione di un enorme mercato (legale), che al contempo mira a schiacciare la concorrenza? Per tornare a un punto citato in precedenza, la Drug Policy Alliance fondata da Soros è stata celebrata e applaudita per la grande influenza sulla legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti. Continuano a

IL FORESTIERO DELL’ERBA

Ma c'è anche un senso di dubbio costante sull'intera faccenda e se emerge che tutte queste voci sono in realtà corrette, il possibile risultato di tutto questo potrebbe essere che ai privati o a determinati gruppi di persone che coltivano su piccola scala venga vietato coltivare la propria erba. Probabilmente tutto questo è assolutamente fuori luogo. Forse la Monsanto è davvero un brillante esempio di capitalismo benevolo. Nel 2016 ha dichiarato che il suo obiettivo generale è quello di affrontare l'incombente carenza di cibo

a livello mondiale (sulla base delle previsioni secondo cui la domanda alimentare aumenterà del 70% entro il 2050) e che, in realtà, il suo è il ruolo della brava persona in tutto di questo. Lo farà attraverso la produzione di colture geneticamente modificate. Senza addentrarsi in molte altre argomentazioni a favore e contro di esso, c'era (e rimane) un punto interrogativo sulla possibilità o meno d’introdurre colture GM nella filiera alimentare e sul fatto che il consumo di alimenti geneticamente modificati possa essere dannoso a lungo termine. L’altra faccia della medaglia è che un numero crescente di persone che soffrono la fame dovrà essere nutrito in qualche modo e che la Monsanto sta semplicemente "facendo la cosa giusta". In alternativa, questo potrebbe ragionevolmente essere considerato un cinico esempio di capitalismo ipocrita, in cui sembra che in apparenza vogliano salvare la situazione, mentre in realtà perseguono un piano molto più sinistro e più a lungo termine. L'obiettivo generale qui sembra essere basato completamente sul controllo; in questo caso il controllo del mondo vegetale, il controllo dell’approvvigionamento alimentare. In definitiva, la vera minaccia sta nel fatto che scomparirà il ciclo naturale di semina, coltivazione e utilizzo della coltura mettendo da parte i semi per il ciclo di semina seguente. Tutto ciò scomparirà e, siamo onesti, la

cannabis coltivata per scopi ricreativi e di rilassamento dovrebbe essere l'ultima delle nostre preoccupazioni. Considerate per un attimo l'effetto che ciò avrà (per esempio) sulla produzione di mais nei Paesi in via di sviluppo. Le implicazioni sono davvero molto gravi e mettono in ombra problemi come "il non essere in grado di coltivare un paio di piantine di erba per spassarsela", non è vero? Prima dell'inizio di ogni stagione di semina, una grossa parte dei semi dovrà essere nuovamente acquistata da questi grandi del settore biotech o dalle loro filiali. Se non siete pronti a farlo o non potete permettervelo, "beh, è davvero un peccato, ma gli affari sono affari e non possiamo semplicemente regalare il tutto, perché abbiamo degli azionisti da soddisfare come si sono ormai abituati a essere soddisfatti". Un futuro possibile e un futuro distopico: l'erba nella vostra pipa, la medicina di cui avete bisogno per stare bene, gli alimenti nel vostro piatto: il tutto monopolizzato e regolamentato da scienziati e uomini che inseguono il denaro in una vera e propria Tyrell Company (vedi Blade Runner). Cosa fare? Credo che purtroppo non ci siano risposte in questo caso. Coltivate i vostri alimenti, coltivate la vostra cannabis, tenete i vostri semi, boicottate BayerMonsanto e qualsiasi altra società legata a essa. Ciò che è certo è che prima o poi dovremo prendere una posizione.

Alcune fonti:

http://theinternationalforecaster.com/topic/international_forecaster_weekly/The_Bayer_Monsanto_ Merger_Is_About_More_Than_Profits https://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/northamerica/usa/8088290/George-Soros-backs-thelegalisation-of-cannabis.html https://www.georgesoros.com/2010/10/26/why_i_support_legal_marijuana/ https://www.marketwatch.com/story/monsanto-aims-to-tackle-looming-global-food-crisis-2016-04-06 https://www.cbsnews.com/news/bayer-admits-it-paid-millions-in-hiv-infection-cases-just-not-in-english/ https://en.wikipedia.org/wiki/Monsanto_GMO_cannabis_hoax https://www.cannalawblog.com/marijuana-patents-fear-loathing-and-beating-monsanto/ https://gmoanswers.com/ask/care-explain-gmo-marijuana-now-you-are-patenting-it-you-are-fighting-itslegalization-does https://www.marijuana.com/news/2017/03/a-marijuana-strain-has-finally-been-trademarked/ https://www.nytimes.com/2003/08/21/business/700-million-settlement-in-alabama-pcb-lawsuit.html https://dailyhealthpost.com/anniston-alabama-monsanto/

NESSUNO PRENDE I MIEI PACIFICATORI

DACCI LE

HO PROPRIO SETE. QUALCHE WHISKY FA AL CASO MIO.

PISTOLE, NON CI PIACCIONO I TIPI COME TE. ALTRIMENTI VAI IN GATTABUIA.

WOW! HO DEVASTATO LO SCERIFFO… E ORA MI STO SCOPANDO IL VICE!

NON VOGLIO GUAI, MA… A TE LA MOSSA, KILLER.

NON UCCIDO…

CAVALCAMI COWBOY! TRANQUILLIZZO.


D

BE

FE

RTI L I Z E R A

W

TILIZER AW ER

S

W

BE

TF

AR

D

D AR

BEST F

S

T

AR

EXPO

16 20

ROW IRUN -G

E RT I L I Z E R A

CANAPA MEDICA

Frammenti di resistenza sanitaria

di Fabrizio Dentini

Il coraggio di chi ha scelto di curarsi con la canapa contro ogni pregiudizio

In tutti i growshop e librerie d’Italia acquisti online con sconto del 15% su www.iacobellieditore.it

www.canapamedica.it


SHOP REVIEW

59

Hunter’s Grand Cafe è il primo Bar Sport amico dei fumatori che stimola il doping Amsterdam è famosa per l’Ajax, lo stadio olimpico e naturalmente Johan Cruyff. Non per niente ti trovi nel più grande ma anche il miglior Smoker Friendly Sports Bar (Bar Sport amico dei fumatori) del mondo: Hunter’s Grand Café. La domanda è: come diventi il migliore al mondo? 6 2 6 7$1 1 = ( 677 ,0 0 2 /$ $ 177 , Se vuoi diventare il migliore nello sport, usi tutto quello che migliora le tue prestazioni. Quindi se vuoi diventare il miglior Smoker Friendly Sports Bar del mondo, hai bisogno molto di più di buon cibo e ottime bevande. Nessuno è mai diventato campione mangiando solo panini. Per questo Hunter’s Grand Cafe usa cosa usano i campione e questo è il primo Smoker Friendly Sports Bar del mondo dove si possono consumare legalmente sostanze stimolanti. Ciò rende Hunter’s non solo il più grande ma anche il miglior Smoker Friendly Sports Bar del mondo. O come si dice da noi: 275m2 beer drinking, sports watching, pool playing, smoker friendly fun (per bere birra, guardare sport, giocare a biliardo, divertimento amico dei fumatori).

I O, AM M STTRON TR NG Naturalmente solo il doping non è sufficiente per essere i migliori. Infatti, Armstrong era già uno dei migliori corridori del mondo ma grazie all’uso delle sostanze stimolanti, divenne ancora meglio. E lo stesso vale per Hunter’s Grand Cafe. Troverai qui su una superficie di 275m2 il più grande Smoker Friendly Sports Bar di Amsterdam. Su tutti i muri sono appese delle TV per non perdere le gare. Durante le gare, puoi godere di tutto ciò che può influenzare le tue prestazioni e l’atmosfera.

6 3 2 5 7 66 ,// (1 1 =,2 26, Unico da Hunter’s è il fatto che con la cuffia puoi seguire gli sport nella tua lingua. Puoi affittare una cuffia per connetterti con la TV e potrai ascoltare il commentatore della gara nella tua lingua.

D I V ER R TII M ENTO O STT IM M O LA A NTT E Oltre a guardare gli sport, nel Hunter’s Grand Cafe puoi anche praticare lo sport. Troverai tantissimi sport e giochi, come due tavoli da biliardo e vari giochi delle sale giochi. Il bello è che se vinci al biliardo o vinci un gioco non devi farti controllare le urine. Qui non c’è il controllo

antidoping. Le prestazioni sportive non sono importanti ma piuttosto l’atmosfera che è molto più rilassata di quella delle vere gare sportive.

2 ' 25 5 ( '( '(( / 66 8&& &(( 666 2 Gli sport hanno un odore speciale, e quindi anche Hunter’s Grand Cafe. Chi ha giocato a calcio conosce l’odore dello spogliatoio. O l’odore del prato quando ci cammini. L’odore stimolante del verde del prato rende così speciale Hunter’s. Non esiste nessun Smoker Friendly Sports Bar nel mondo che ha questo odore. Quindi se sei a Amsterdam, devi sicuramente odorare l’atmosfera sportiva e stimolante del Hunter’s Grand Cafe.

+ 8 177 (5 5Ȣ6 ,6 12 2 7 )2 2 5 38 8 666 , (66 La storia di Hunter’s iniziò nel 1985 nella famosa Warmoestraat. Non con le rose ma con un cane. Qui nel famoso luogo nelle Wallen (il quartiere a luci rosse) di Amsterdam, in mezzo a tutte le “pussycats”, un cane di nome Hunter’s segnò il suo territorio centrando la pipì sulla facciata. Il proprietario del cane decise che quello fosse il luogo ideale e nacque così il primo Hunter’s Coffeeshop. Nel frattempo, il territorio di Hunter’s si è esteso e trovi il famoso logo con il cane in tutta Amsterdam.

& $ & &,$// , 77 877 7 , Hunter’s Grand Cafe is 275m2 beer drinking, sports watching, pool playing, smoker friendly fun (per bere birra, guardare sport, giocare a biliardo, divertimento amico dei fumatori). Ogni Hunter’s ha un’unica atmosfera e specialità. Ci sono ben otto filiali a e intorno a Amsterdam. Dalla famosa Warmoestraat nel centro fino all’autostrada a Amsterdam Nord, molto facile da raggiungere. C’è anche un Hunter’s Coffeeshop a Haarlem, così puoi Hunter’s prima di andare in spiaggia. C’è anche un Hunter’s Coffeeshop a Amsterdam Beach. Completa la tua visita a Amsterdam e visita tutti i Hunter’s, o come si dice da noi: Hunt them all.

982, 6$3(51( ', 3, 68 +817(5Ȣ6" 9,6,7$ ::: +817(56-&2))((6+23 &20 2 6(*8, +817(5Ȣ6 68 )$&(%22.


DAL 2007 A UDINE

coltiva le tue passioni

Daa noi puoi trovaare: Sistemi Idroponici & Aeroponici Antiparassitari Darkroom & Growroom Fertilizzanti Bio e Idroponici illuminazione strumenti di misurazione Substrati e Terricci Trattamento aria Serre Vasi e...

...tutto, ma proprio tutto, per i collezionisti!!! Via Longarone, 34 • Udine • Tel. 347.2582098

cityjungle@email.it

cityjungle.ud www.cityjungle.it


OUTDOOR

61

OUTDOOR CHE BONTÀ Ci siamo quasi, ora fioriscono e tra poche settimane sarà pronta!

Siamo nella fase di fioritura, finalmente il momento del taglio sta arrivando e bisogna esser preparati. Dopo mesi di cure intensive e/o di trepidante attesa è finalmente l'ora di toccare con mano il prodotto del proprio lavoro, o quasi... di CBG Difficilmente si troveranno due prodotti identici, complici le numerose variabili ambientali. Quindi ogni stagione il coltivatore outdoor sa bene quanta variabilità potrà avere nel suo orticello. La scelta della genetica da coltivare riveste un ruolo importantissimo, un coltivatore dovrebbe sempre guardare alle caratteristiche dei vari strain che meglio si adattano alla sua zona. Ciò significa saper “incastrare” il periodo di fioritura con il miglior momento climatico per avere una resa soddisfacente. Ad esempio se si vive in una vallata soggetta a forti nebbie autunnali sarà bene scegliere degli strain a fioritura rapida e resistenti alle muffe. La nebbia è una situazione di aria satura d'acqua, sarebbe come se in un growbox si avesse il 100% di umidità in fine fioritura: quale miglior ambiente per una colonia di funghi patogeni. Ovvio quindi che le nostre piante dovranno aver finito di fiorire prima dell'inizio delle nebbie autunnali o si riempiranno di muffa, rendendo vano il lavoro di mesi. Le muffe sono dei funghi presenti sulla sostanza organica, della quale si nutrono, potenzialmente molto pericolosi per la salute umana e letali per il nostro raccolto. Per la salute umana sono pericolose in quanto possono occludere gli alveoli polmonari e provocarne infezioni, per il raccolto sono dannose in quanto letteralmente riducono in polvere le cime più grandi. Le muffe colpiscono la canapa soprattutto in

disporre l’impianto il più soleggiato possibile per sfavorire ristagni di umidità sulle infiorescenze. La distanza dalla vegetazione e dalle sorelle dev'essere tale da permettere un corretto passaggio d'aria tra i vegetali. Combattere questa muffa purtroppo è un problema nel caso le piccole siano in tarda fioritura. In

botrite si può prevenire ed è difficilissimo da curare. La patina bianca tipica dell’oidio si riesce a contenere sulle foglie più grandi ma comunque andranno rimosse come tutte le altre foglie infettate. Anche con l'oidio si è limitati nell'intervento. Quindi alla luce di tutto ciò se le vostre piccole presentano oidio o

passaggio di chiunque: cacciatori, pescatori, cercatori di funghi, sportivi, etc... Si perché è bene ricordare che non esistono spot sicuri al 100%. Oltre a ciò il bravo grower ha anche evitato incursioni di cinghiali e altri fastidiosi mammiferi spesso erbivori, come ha saputo evitare le lumache e tutti i piccoli abitanti del sottobosco sempre attratti da erbacee rigogliose.

SE SI VIVE IN UNA VALLATA SOGGETTA A FORTI NEBBIE AUTUNNALI SARÀ BENE SCEGLIERE Ad esempio il cinghiale scava col muso lunghi solchi alla ricerca di DEGLI STRAIN A FIORITURA RAPIDA E RESISTENTI ALLE MUFFE cibo come radici o ghiande e in più forma di Botrite (Botrytis Cinerea) o altrimenti detta “muffa grigia” e in forma di Oidio (Uncinula Necator) conosciuto come “mal bianco”. La Botrite è la muffa grigia che mangia dall’interno le nostre cime e colpisce quando l'umidità relativa dell'aria è alta.Prevenirla suppone l'ottima conoscenza del clima e del territorio, sono da evitare i versanti a nord e dove il muschio È presente (il muschio È indice di umidità). Inoltre può esser conveniente pre-

fioritura non è il caso di irrorare le cime di prodotti contro i funghi in quanto morirebbe il patogeno ma potrebbe lasciare impurità sui fiori. Chissà sul mercato nero che impurità residuali contengono le cime! Se tutti scegliessero prodotti ammessi in agricoltura biologica sarebbe certamente meglio, ma così non è. L'Oidio è una manifestazione di funghi fortemente invasiva, attacca in primavera ed estate con umidità relativa dell’aria medio alta. Come la

botrite dovete immediatamente eliminarle e appuntarvi sul vostro diario di coltivazione di prevenire gli attacchi dei patogeni più efficacemente la prossima stagione. Il consumo di prodotti contaminati da muffe può portare a lesioni della salute umana. La maggior parte delle coltivazioni outdoor che si sentono in giro sono azioni di guerrilla gardening. Significa coltivare su terreni altrui, spesso demaniali. Quindi aperti al

si sdraia a riposarsi sulla vegetazione indistintamente dal tipo. E il bello è che lo fanno gruppi di cinghiali tutti assieme, non sarebbe carino trovare le piante sdraiate perché ci è passato sopra un cinghiale da più di un quintale. Qualche coltivatore qua e là suggerisce di urinare entro un raggio di 5 metri dalle piante così da creare in pochi mesi una barriera di odore umano. Probabilmente tutti gli animali selvatici quando sentono l'odore dell'uomo si allontanano per una qualche paura atavica. Eventualmente può esser utile por-


62 tarsi il proprio cane sul luogo così che dei suoi comportamenti inusuali possono essere interpretati come passaggio di animali selvatici. Ci sono coltivatori al mondo che utilizzano telecamere con sensori per curare le proprie piante. A volte penso a questa soluzione, specie quando leggo dei numerosi furti che avvengono in questo periodo. Sono in tanti i ragazzi con poco o niente da raccogliere a causa di anonime sforbiciate notturne, quando arrivando alla radura trovi tre stocchi e poche foglie a terra vedi mesi di lavoro e anche amore passati inutilmente... Addirittura i ladri tagliano prematuramente, anche tre settimane prima, ritrovandosi un prodotto non buono. In un bosco lo sguardo è inevitabilmente attratto dalle formazioni di fiori compatte tipiche dei cimoni di fine fioritura, i pistilli bianchi o arancioni o marroni modulano il verde dei fiori creando ammassi curiosi per i nostri cervelli. Non potendole né coprire né colorare bisogna ingegnarsi a camuffarle modellando la vegetazione circostante. Se si riesce a non subire furti allora si può procedere al taglio quando i le goccioline di resina osservate con una lente normale ci sembrano quasi tutte opache/ambrate. Qualcuno suggerisce di guardare la colorazione dei pistilli, ma è molto meglio e più affidabile osservare direttamente i tricomi e il loro colore. Il flush ovviamente in campo aperto è impensabile, però se si sta coltivando in vaso bisogna ricordarsi di alleggerire le dosi a mano a mano

Quando si è deciso di tagliare ci si deve premunire di scatole o sacchi adatti al trasporto delle piante tagliate. Il trasporto dovrà esser il più rapido possibile per evitare che le foglie più grandi si attacchino alle infiorescenze. L'importante è portare velocemente i rami in un luogo buio e regolarmente areato, senza forti odori e entro quattro mura. Storie di teli in mezzo ai

Le estrazioni con solvente organico però non garantiscono mai la completa rimozione del solvente quindi se non si è esperti andrebbero rimandate. Inoltre potrebbero rendersi necessarie strumentazioni da laboratorio per operare in sicurezza: leggete bene la guida che avete trovato e cercate qualcuno che l'abbia sperimentata. Il metodo migliore secondo me È il battuto a

MEGLIO SARÀ COLTIVATA E MAGGIORI METABOLITI SECONDARI AVRÀ CHE ANDRANNO AD ARRICCHIRE LA SUA RESINA E DI CONSEGUENZA LE ESTRAZIONI EFFETTUATE DA ESSA che le piante finiscono di fiorire, come ci sapranno segnalare dalle loro foglie. Oltre uno stimolatore di fioritura e un rinforzino poco prima della metà di fioritura non serve altro. Sarà il sole a dare il tocco di magia finale. Se oltre al sole caldo ci sono notti fredde come succede spesso ad ottobre si potrà notare un incremento di qualità nella resina e se si È fortunati un forte cambiamento di colore dei fiori (viola, rosso, blu, arancione). È la differenza tra la temperatura diurna e la temperatura notturna a spingere le piante al viraggio di colore. Certamente le gelate non sono benvenute, entro I 15 gradi centigradi può essere adatto come clima anche se spesso arriva la brina e di conseguenza un'umidità eccessiva. Che si ricollega alla parte delle muffe (Botrite) di cui abbiamo parlato poco sopra.

campi o fienili di alpeggio purtroppo hanno portato solo report negativi per difficoltà nell'essicazione e somma invasiva di odori ambientali. Sì, bisogna ricordare sempre che la canapa assorbe gli odori ambientali. Più tempo passano umidicce tra di loro e più prendono odore di fieno fermentato e quindi di ammoniaca. Una volta che si è giunti nel luogo adatto all’essiccazione si dovrà pulire le nostre cime dalle foglie più grandi, si dovranno appendere a testa in giù e poi aspettare finché non saranno secche al punto da spezzare un rametto con un clack secco. Dalla pulizia delle infiorescenze possono infine venir praticate varie estrazioni perché avanza materiale sbriciolato ricco in resina. Potete fare un Ice-o-lator, un Pollinator o del Gasolator col butano (se lo trovate puro) o, perché no, un olio con alcool isopropilico.

secco a pari merito con l'Ice-o-lator. Il Dry Ice Hash, o hash col ghiaccio secco, è ancora in sperimentazione ma ho qualche dubbio sulla integrità della materia vegetale a quelle temperature così basse.

L’Ice-o-lator è la tecnica più divertente quando si lavora outdoor perché il risultato può esser molto molto differente da uno strain all’altro. Le rese saranno notevoli in qualità e sperando bene anche in quantità, ma questo dipende dal tenore di principio attivo nella materia vegetale secca e perché no, dalla qualità della materia prima. Meglio sarà coltivata e maggiori metaboliti secondari avrà che andranno ad arricchire la sua resina e di conseguenza le estrazioni effettuate da essa. Ci siamo quasi, chi di voi ha scelto varietà a fioritura rapida raccoglierà tra poco, gli altri due mesetti dopo... Il tempo vola e anche questa stagione passerà, augurandomi piena di fiori per tutti noi growers. Buone fioriture!


FOLLOW THE

BIGGEST LEADER


64

EURO CANNABIS

SULLA BANDIERA SVENTOLA

In Estonia una cittadina ha deciso di aggiungere la foglia di canapa al suo stemma Parlare di stemmi, blasoni e araldi fa decisamente medioevo ma è un dato di fatto che nella vecchia Europa anche il più piccolo dei paeselli ha uno stemma da esibire. Quello del mio, un'accozzaglia di 15.000 abitanti in quella parte dimenticata da Dio della bassa padana, ricorda molto il simbolo del fu PDS (Partito Democratico della Sinistra) - il disastroso risultato politico della caduta del muro di Berlino in Italia e base dell'odierno PD - e rappresenta un albero di quercia su un prato verde. di Giovanna Dark Niente a che vedere con il colto leone veneziano o i grifoni alati di Genova, certo, ma non si può negare che lo stemma di una città rappresenti in fondo una sorta di biglietto da visita, un velato invito a fare conoscenza con la sua storia e le sue tradizioni. Per questo, anche ai giorni d'oggi, le municipalità si distinguono con stemmi e araldi ma non è detto che il gonfalone non possa cambiare col tempo. E soprattutto che non possa essere al passo coi tempi. Perché, vi chiederete, dovrebbe essere questa una notizia degna di queste pagine? Perché il consiglio municipale della cittadina estone di Kanepi ha deciso di dare una rinfrescata al suo stemma ufficiale ed ora, a troneggiare al centro della bandiera, ci sarà una verdissima foglia di canapa. Kanepi viene fissata sulla mappa della storia attorno al XVI° secolo, un piccolo villaggio rurale in quella che allora si chiamava Confederazione Livone; nei secoli non ha abbandonato la sua vocazione agricola e il nuovo simbolo non è altro che un chiaro omaggio alla tradizione di quella terra. Ma andiamo per ordine. La cittadina del sudest dell'Estonia aveva infatti indetto un bando pubblico per scegliere il nuovo gonfalone dopo che, nello scorso luglio, l'unione con altri 2 comuni precedentemente separati aveva dato vita alla municipalità di Kanepi, il maggiore dei tre centri. Come risultato dell'unificazione dei distretti - una colossale riforma amministrativa che ha rivoluzionato la carta politica dell'Estonia, dividendola in 64 distretti e 15 città - ai

6( 121 382, %$77(5/, 0$==$/,

residenti di Kanepi era stata data la possibilità di scegliere direttamente online un nuovo simbolo per sé stessi, rappresentando il distretto unito. A dicembre 23 progetti sono stati presentati al concorso, di questi solo 7 hanno potuto effettivamente concorrere ma solo uno ha raccolto 12.000 dei 15.000 voti totali ed è quello che vede la foglia di canapa bianca su sfondo verde. Una vittoria schiacciante che però non può essere liquidata come la trollata di qualche burlone. Come si sarà potuto intuire, la stessa cittadina ha nel suo nome un evidente richiamo alla nostra beneamata pianta - stando a quanto sentenzia Google Translate "kanep" è la parola estone per canapa - e le cronache registrano come, nell'Ottocento, Kanepi fosse un rinomato centro di coltivazione industriale e lavorazione di canapa per la produzione di tessuti e olio. Il simbolo infatti, ufficialmente, non vuole rivendicare nessun afflato antiproibizionista: le leggi estoni in materia di cannabis sono molto strette e puniscono severamente lo spaccio e il possesso di qualsiasi sostanza stupefacente. Purtroppo, anche il possesso di una piccola quantità di cannabis per consumo personale è soggetto in Estonia a sanzioni amministrative e a multe a dir poco salate. A bando terminato, il sindaco di Kanepi, Andrus Seeme, affermò che la scelta popolare non si poteva discutere ma che per ratificare ufficialmente la scelta del nuovo stemma, sarebbe stata necessaria l'approvazione a maggioranza in consiglio cittadino. Era marzo e la decisione era

CIAO, SONO GANJAMAN. PERCHÉ LA MAZZA È FERRATA?

ancora in forse. A maggio invece è arrivata la conferma: con 9 voti favorevoli e 8 contrari, la foglia di cannabis è diventata ufficialmente il simbolo di Kanepi, della sua municipalità e dei suoi cittadini. Lo stesso governo estone si è dichiarato favorevole alla scelta dei cittadini e tramite il suo portavoce Gert Uiboaed, consigliere delle insegne presso l’ufficio governativo, ha detto che nessuno si opporrà alle autorità locali nel caso in cui queste volessero in ultimo usare un simbolismo ufficiale legato alla pianta di cannabis.

La politica estone però pare non voler azzardare altro per ora: il partito dei verdi, assieme all'organizzazione non governativa Ravikanep stanno facendo pressione per arrivare almeno alla legalizzazione dell'uso medico ma le loro campagne fino ad ora hanno purtroppo riscosso poco successo. Chissà che la scelta quasi plebiscitaria dei cittadini di Kanepi non faccia avere un ripensamento al governo estone. Noi di Soft Secrets di certo ce lo auguriamo!

BENVENUTO IN CANADA, GANJAMAN.

CANADA. PATRIA DEI POLIZIOTTI A CAVALLO, DELLA FOGLIA D’A CERO E SOPRATTUTTO, DI RICK SIMPSON, L’UOMO CHE HA SCOPERTO L’OLIO DI CANNABIS E CURATO IL SUO TUMORE. GANJAMAN È IN TOUR MONDIALE PER DIFFONDERE LA CURA DI MADRE NATURA.

CHI È QUELLO? SEMBRA UN SUPEREROE CANADESE.

SONO IL TRICHECO. SEGUIMI E VEDI CON I TUOI OCCHI.

A PROPOSITO… QUESTO È IL PRIMO PEZZO DEL TOUR.


CANNABUSINESS

65

LA CANNABIS AL LIDL

Il colosso tedesco ha deciso di mettere in vendita la canapa light Lidl: la mossa di marketing che di certo non ti aspetti. La catena di hard discount tedesca, ben ramificata in Italia e molto frequentata per i prezzi convenienti al limite del sospetto, ha annunciato lo scorso maggio di voler introdurre la cannabis light nei suoi punti vendita svizzeri. I pacchetti contenenti le infiorescenze saranno posti accanto a sigarette e sigari presso le casse e il loro acquisto sarà perfettamente legale per tutti i maggiorenni. Sarà venduta come alternativa al tabacco fungendo da calmante e anti-infiammatorio. Il costo medio per una scatola da 1,5 grammi ricavati da piante coltivate all'aperto si aggirerà attorno ai 17,99 franchi – più o meno 15 euro –, mentre per una confezione da 3 grammi, proposta invece con fiori coltivati in serra, non supererà i 19,99 franchi, circa 17 euro. di Giovanna Dark La notizia è stata accolta con gran clamore ed entusiasmo da parte degli operatori del cannabusiness che hanno decisamente apprezzato la scelta del colosso tedesco. Una scelta volutamente locale – Lidl è presente in diversi paesi dell'Unione Europea ma venderà cannabis light solo in Svizzera – che non uscirà, anche in termini di produzione, dai confini dei quattro cantoni.

gnia "The Botanicals" particolarmente attraente sarebbe poi l'alta concentrazione di cannabidiolo (CBD) – stando a quanto pubblicizza la confezione le infiorescenze hanno una base del 21% di CBD – il quale ha evidenti proprietà calmanti e anti-infiammatorie. Ciò che rende invece attrattivo "Artur" – questo il nome del prodotto sugli scaffali Lidl – è il fatto di essere presentato, venduto e pubblicizzato

Le confezioni in vendita nei Lidl svizzeri © www.thebotanicals.ch

Fa sapere infatti Lidl che a produrre la "loro" cannabis con percentuale dichiarata allo 0,8% di THC sarà l'azienda svizzera "The Botanicals", una start up specializzata in agricoltura ecologicamente sostenibile, che non prevede l'impiego di “sostanze chimiche, sintetiche o geneticamente modificate”. Le piante di canapa – si legge in merito in un comunicato stampa diffuso dalla multinazionale della distribuzione alimentare – sono coltivate in serre semi-automatizzate e strutture interne appositamente progettate, tutte rigorosamente su suolo svizzero. Ciò che rende cannabis della compa-

non tanto come cannabis light ma piuttosto come valido e più salutare sostituto del tabacco. Tra gli scaffali del discount Lidl quindi, si potrà quindi comprare cannabis legale e a chilometro zero. Un grosso passo avanti per il moderno cannabusiness, un grosso passo indietro, invece, se si pensa che non più di 15 anni fa, l'erba venduta al dettaglio in Svizzera aveva ben altro tipo di percentuali e non poteva essere certamente definita "light". Anche allora si era usato un escamotage, anche allora si era individuata la zona grigia nella legge. I fiori erano venduti sottovuoto, legalmente protetti da una semplice etichetta che ne certificava

la vendita solo ed esclusivamente ai fini di profumare la propria biancheria domestica. Erano altri tempi, certo. E i continui viaggi transfrontalieri dall'Italia hanno di certo aiutato nel modificare le leggi svizzere in materia di cannabis. Stavolta invece tutto in regola. La Svizzera ha messo mano all'ordinamento nazionale in materia di cannabis nel 2011, permettendo ai cittadini maggiori di 18 anni di acquistare e consumare infiorescenze contenenti percentuali inferiori all'1% di THC. Lidl non è però la prima a tentare l'esperimento: lo scorso anno già la Coop svizzera – che, pur avendo nome e logo simili, non ha alcun rapporto societario con Coop Italia e con il Sistema Coop italiano – aveva lanciato sul mercato le sigarette di cannabis light. Un esperimento sicuramente riuscito, almeno stando ai numeri dell'agenzia delle dogane elvetica. L'istituto di riscossione svizzero ha infatti reso da poco noti i dati relativi al volume del nuovo settore, registrando un'impennata nella concessione di licenze per la vendita al dettaglio: se nel 2015 non erano più di qualche decina, nel 2017 sono salite ad oltre 140. Di pari passo sono poi andati i guadagni: a fronte di ricavati complessivi per 97 milioni di franchi, la riscossione fiscale è ammontata a oltre 24 milioni di franchi. Numeri da capogiro per una nazione che conta poco più di 8 milioni e mezzo di abitanti. A marzo dell'anno scorso, la cannabis ha cominciato ad essere venduta nei chioschi dei giornali di Ginevra (498,000 abitanti), così come fa sapere il quotidiano locale La tribune de Genève. Ma altre città come Zurigo (380.000 abitanti) o Berna (140.000 abitanti), la capitale, hanno preso in considerazione di vendere sigarette a base di cannabis light e hanno concesso licenze per l'apertura di nuove attività commerciali orientate in questo senso. Un in bocca al lupo a Lidl dunque, con la speranza che la vendita di canapa – light o meno che sia –possa finalmente essere regolata anche qui da noi.


66 2

1

3

12 12 12

17 1

17

2

16

17 9

9

9

10 23

18 3

4

13 21 4 19

15 Orto Biologico Shop, Cagliari

14

5

Ci trovate a Cagliari in via Tigellio 60 Tel/fax 070/653170 Email: orto_biologico@hotmail.it Facebook: orto biologico grow shop cagliari Orari di apertura : Dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 Il sabato solo mattina dalle 9:30 alle 13.00

56

6

7 7 8 11 Grow Go

22

Via Empedocle Restivo 116b, 90144 Palermo Tel: 091 516678 E-mail: growgopalermo@gmail.com Orari di apertura dal lunedì al venerdì 10.30/13.30- 16.00/20.15 Sabato 16.00/20.15

11 11 11

8

9


67 19

18

17

21

16

Canapajò Head Grow Seeds Shop

Shop & Wholesale Cattolica Via Pascoli, 60 Tel. 0541 950533 Info: www.canapajo.it - info@canapajo.it

20

Hemptown Via Castelli 5 30175 Marghera Dal Mercoledì al Sabato: 11.00-19.30 orario continuato Tel: 329-9421149 DESANAPIANTA.COM

Doctor Green Grow Shop Via Damiano chiesa 7A, 05100 Terni Facebook: Doctor Green Grow Shop

Lunedì-Sabato: 9.30-20.00 Domenica: 15.00-20.00 www.doctor-green.it

'CAUSE EVERY LITTLE PLANT GONNA GROW ALRIGHT!

22

15

23

14

20 24 11

420 Italia Il più grande growshop del Sud Italia Salerno: 420 grow shop Via Luigi Conforti 2/12 Telefono: 0892965067

Fisciano: 420store @PerifericaKonnection Via Roma 19, Fisciano

Orari lun/sab: 11.00/14.00-16.00/20.00 www.420italia.com Fb: 420 Italia IG: 420_italia_shop

11

24

13

11

12

I Sentieri del Benessere Growshop Headshop Canapaio Via G. De Cesare 7 Taranto Sito Web: sentieridelbenessere.com Instagram: sentieritaranto Facebook: sentieri del benessere Tel. 099 / 9464913 Cell.+39 3472661540 Orari 9.00.13.00 16.30 . 20.30 Domenica chiusi

10

CHACRUNA Hemp & Growshop Chacruna TRENTO dal 2003 Corso 3 Novembre 72/2 – Galleria Al Corso Tel: 0461 922896 Chacruna BOLZANO dal 2013 Via Cavour 3B – Tel. 0471 975106 Chacruna VERONA – Nuova Apertura! Vicolo Due Stelle 3/5 – Tel. 045 4687080 Website: www.chacruna.it FB-INST: ChacrunaShop


68

ANTIPROIBIZIONISMO

CANNABIS E CRIMINALITÀ

Le osservazioni di un giudice antiproibizionista

Ho incontrato Andreas Müller, giudice minorile di Bernau, una città della Germania orientale, ai margini dei preparativi della Global Marijuana March – dove eravamo stati invitati al corteo organizzato dal locale Cannabis Social Club e da Torsten Dietrich, ai fini di istituire nella capitale tedesca un esperimento scientifico per la produzione e distribuzione di cannabis per uso ricreativo e medico. Un progetto analogo a quello proposto in passato dal Municipio di Kreuzberg/Friedrichshain e che era stato rigettato in passato. L'interesse dei partiti politici in questi casi è spesso contraddistinto da doppiezze ed ambiguità ma Torsten si è detto fiducioso.. di Enrico Fletzer Andreas è un giudice molto conosciuto in Germania per il suo impegno contro i nazisti e la violenza di genere ed è considerato uno dei principali esponenti antiproibizionisti della magistratura. Una voce non più solitaria considerando l'appello

nel caso di suo fratello ne aveva facilitato la stigmatizzazione che lo aveva portato alla morte. Una procedura questa sì patogena - quella dei tribunali - che contribuisce e continua a far

precipitare molti giovani in un girone infernale. La morte di suo fratello costituisce tuttora per Andreas un evento traumatico che continua ad indignarlo. Per non parlare della repressione anticannabis volta contro centinaia di suoi amici e conoscenti di allora, con l'utilizzo della legislazione sui pentiti e da cui si era salvato per il rotto della cuffia quando ancora faceva parte dei consumatori di cannabis. Müller continua a combatter tutta l’ipocrisia tanto diffusa che non fa certo bene alla società e anche alla prevenzione di possibili cadute nelle dipendenze. A cominciare dal rapporto viziato tra genitori e figli a causa della non condivisione, diversamente da quanto avviene con l'alcol. Sono tante le considerazioni sulla perversione che produce la criminalizzazione, soprattutto nella scuola e nel rapporto con i genitori spesso fanatizzati. Come nel caso di un poliziotto che, nonostante il figlio fosse bravo a scuola e senza problemi sociali, voleva punirlo con il massimo della pena per consumo di cannabis.

Il giudice Andreas Müller

Non si tratta certo di banalizzare il consumo tra i minorenni, secondo il diffusissimo slogan tedesco “una canna la mattina, la giornata sarà

carina”. Al contrario, si tratta di avvicinarsi alla tematica liberandosi finalmente dei pregiudizi e in maniera pragmatica. Ad esempio seguendo quel che la magistratura di quel paese aveva già anticipato, ovvero permettendo ai pazienti non in grado di sostenere le cure di coltivare le proprie piante. Con una attenzione particolare al tema delle patenti, ora utilizzando la tolleranza zero per privare moltissimi cittadini dei propri diritti Presentando i vantaggi di una legalizzazione senza tacere dei pericoli dei possibili abusi. Müller che pare lanciare un consiglio ai suoi colleghi che hanno come ruolo servire la giustizia e non la politica. Mettendo in discussione in ogni sede la costituzionalità della legge anticannabis. Anche perché il sonno dei giudici continua a produrre dei mostri. In Germania il giudice Müller non è più un outsider. Anche per questo il suo racconto termina con l'augurio che anche in Germania possa prevalere la ragione e che, magari, “il giorno che Barak Obama e Angela Merkel dovessero fumare cannabis insieme sarebbe una giornata di gioia per il mondo”. Nel frattempo bisogna insistere, da antiproibizionisti nel difficile lavoro di genitori, insegnanti e addirittura giudici.

per riforme radicali in tema di cannabis di oltre metà dei docenti di diritto penale della Repubblica federale. Per non parlare di un importante sindacato di polizia, anch'esso schierato in favore di una regolamentazione legale della cannabis. Andreas Müller si è rivelato nel corso degli anni essere una persona di grande sensibilità e dotata di un grande senso di responsabilità rispetto al ruolo dei giudici all'interno del sistema giustizia. Anche perché nel suo paese è possibile ed addirittura obbligatorio per il giudice esprimere avversità nelle dovute sedi e con le necessarie procedure - a leggi considerate ingiuste e irrazionali come quelle anticanapa. Da giudice, Müller ha presentato una istanza di incostituzionalità e si è fatto portatore di un bilancio molto critico, a partire dalla sua esperienza personale dove la gente si divideva tra i tedeschi buoni che si ubriacavano e quelli cattivi che si facevano le canne. Proprio come successo a lui, con suo padre e suo fratello, considerando che “uno beveva e l'altro fumava”. Solo che suo fratello, dopo esser stato trattato come il peggiore dei delinquenti per il possesso di due canne, era stato criminalizzato e infine stritolato da un sistema penale immorale oltre che ripugnante. Secondo Müller la cosa più interessante è sottolineare come la legalizzazione costituisca soprattutto un meccanismo di tutela sociale, a maggior ragione per i minorenni di cui si occupa, un assunto di cui l’autore di Kiffen&Kriminalität è profondamente convinto. Considerando il modo disumano, oltre che disfunzionale, in cui il Tribunale

Uno scatto dalla Global Marijuana March di Berlino


BELPAESE

69

SULLE TRACCE DI PIERO FUMAROLA E GEORGES LAPASSADE Alla vigilia di Indica Sativa Trade i passaggi, le opere e le pellegrinazioni degli antropologi Georges Lapassade e Piero Fumarola – studiosi della trance, degli stati alterati coscienza e della dissociazione – sono state rievocate a Bologna in un convivio costruito con grande passione il 12 maggio dall’etno-musicologo sardo Salvatore Panu, già collaboratore di Lapassade all’Università di Paris 8 e di Fumarola dell’Università di Lecce. E per quanti avessero perso l’appuntamento bolognese, potranno sempre recuperare, perché alle idee e alle suggestioni dei due studiosi è stato dedicato un ulteriore appuntamento festivo e di riflessione per ricordare Piero e George, un incontro che si terrà tra il 7 e l’8 luglio allo Spin Time Labs di Roma, con momenti di riflessione e confronto su analisi istituzionale e socio-analisi e stati modificati di coscienza. Due giorni di discussione e di spunti organizzati e diretti dalla casa editrice Sensibili alle foglie. di Enrico Fletzer La sede del convivio bolognese, l’XM24, la location irriverente ed autogestita della Bolognina che ha ospitato il raduno di attivisti e ricercatori da Parigi e da tutta Italia, è universalmente nota per la propensione psiconautica e per le pratiche di pill-testing del Lab 5, diretta emanazione dei militanti della mitica Street rave antiproibizionista. Tra gli interventi, formatori come Roberto Panzacchi e Gianni Degiuli, Daniele Gasparinetti di Xing, Rosario Picciolo del Livello 57, Noemi Bermani, Max Lorenzani, l'antropologo dr. Leonardo Montecchi del Sert di Rimini e l’ex detenuto politico e ricercatore, Renato Curcio della casa editrice Sensibili alle foglie che ha ricordato come il fenomeno della dissociazione nel suo caso era anche una forma di resistenza a situazioni estreme che l’aveva aiutato a sopravvivere a ventotto anni di quasi ininterrotto stato di isolamento. Per non parlare dei vari interventi dei docenti e ricercatori di Paris 8, l’Università da cui Lapassade aveva in parte influenzato il maggio francese. Il professore, nella ultima parte della sua vita, aveva concentrato la sua attenzione sulle pratiche psiconautiche del Livello 57 di Bologna, il progetto autogestito più impegnato ed avanzato sulla

psichedelia di inizio millennio, che divennero per lui ben presto un oggetto di osservazione imprescindibile per completare le ricerche sugli stati modificati di coscienza e la trance, un fenomeno da lui studiato tra gli Gnawa e che nelle metropoli si concretizzava nel caso italiano nel fenomeno transculturale della cosiddetta tecno-pizzica. In effetti, la comunità pugliese e la musica elettronica sembravano fondersi e confondere nel capoluogo felsineo molti dei temi della ricerca partita nel Salento con Ernesto De Martino nel suo memorabile Sud e magia. Non casualmente Bologna – per una serie di ragioni ma forse anche per l’atmosfera libertaria – è diventata la sede delle attività di importanti studiosi come Salvatore Giancane, Raimondo Pavarin, Giorgio Samorini e di una agguerrita comunità antiproibizionista da sempre interessata a studiare i fenomeni legati al consumo delle sostanze che si dipana nel distretto del Piacere, tra Bologna e Rimini. Il professor Piero Fumarola si muoveva sulle tracce di Ernesto De Martino, che aveva squarciato il velo di riserbo sul fenomeno delle tarantolate. Un fenomeno di cui molti si vergognavano e che

riguardava donne che entravano in uno stato di trance dovuto alle condizioni di costrizione e di deprivazione a cui erano esposte. Un fenomeno per alcuni versi simile a situazioni lontane come il voodoo e il condomblè e che la Regione Puglia ha utilizzato per rilanciare con risultati massicci il turismo della Puglia meridionale, fino ad fare della taranta il simbolo più riconoscibile del Salento . Anche per sottolineare lo scambio che è avvenuto tra i tanti convenuti, come il Livello 57, Fumarola e Lapassade e i soggetti con cui interagivano, nel corso della serata è stata proiettata la versione italiana del documentario Ou passa Lapassade/Dove passò Lapassade di Luc Blanchard e Rose-Marie Bouvet mentre Sensibili alle foglie ha nel frattempo pubblicato l’ultimo lavoro di Remi Hess: Sulle tracce di Piero Fumarola e Georges Lapassade. Psicosocioanalisti di un nodo di interità. Il convivio ha raccolto un variegato mondo di attivisti antiproibizionisti e di docenti e ricercatori che si occupano del fenomeno della trance provenienti dalle università de la Sapienza e da Parigi 8. Un gruppo di persone che sono fortemente orientate alla cura della persona e alla pedagogia, di cui Georges Lapassade era un maestro. E che, grazie all'incontro con Piero Fumarola e Renato Curcio, aveva diffuso l’analisi istituzionale anche in Italia tramite la casa editrice Sensibili alle foglie.

La passione di Lapassade, noto in Francia per i suoi importanti studi di pedagogia, si era rivolta nel suo ultimo periodo allo studio dei fenomeni di dissociazione in un tourbillon in cui Lapassade interveniva continuamente per stimolare le persone affinché potessero tirare fuori di sé gli aspetti più reconditi. Anche di questo i tanti bolognesi intervenuti gli saranno eternamente grati e riconoscenti.


70

AAA

MILA COME SONO DIVENTATA LA REGINA DELL’HASHISH How I Became the Hash Queen è un interessante resoconto personale di una delle rare icone femminili dell'industria della cannabis, una storia di vita diversa da qualsiasi altra che ci porta dalla Amsterdam degli anni Sessanta all'Hima-

e in parte un resoconto ultra-personale di storie d'amore e di crepacuore. Mila ci porta con lei alle prime feste sulla spiaggia di Goa, in India, e nel cuore della rivoluzione degli anni Sessanta nella moda e nella musica di Amsterdam. Attraverso tutto questo, affronta le difficoltà di essere una giovane single, anche se diventa pioniera in un settore tradizionalmente maschile con le sue invenzioni rivoluzionarie, che hanno plasmato il futuro della produzione dell’hashish. Questo libro offre una panoramica all'interno di un'ampia varietà di mondi ed esperienze alternative, in compagnia di una donna affascinante.

L’AUTRICE Mila, nota anche come "The Hash Queen" (la regina dell’hashish), ha ricevuto di recente l’onore di essere nominata una delle 100 persone più influenti nel mondo della cannabis e la sua fama continua a crescere.

laya e al fiorente panorama legale dell’erba negli Stati Uniti. L'autobiografia di Mila è interessante e stimolante sotto molti punti di vista. Come madre, inventrice, viaggiatrice, amante e praticante spirituale, ha corso rischi incredibili e ha intrapreso avventure inimmaginabili. Reinventandosi e creando sempre più nuove attività, Mila ha sostenuto i suoi figli ed è stata allo stesso tempo una ribelle. La sua storia è, a tratti, un affascinante diario di viaggio di trekking attraverso passaggi inesplorati e monasteri segreti,

Indice pubblicità Nome

Pagina

420 Italia Alien Seeds Amare Technologies Atami Bahia Bio Tabs Buddha Seeds Campo di Canapa Canapa in Mostra Canapa Medica Canapajo Canna Cannatest.it CB Weed CBD Alchemy CBD Flowers Chacruna Chacruna City Jungle Consorzio Canapa Italia Cvltvs Devida Grow Shop in Bari Dinafem Seeds Dinafem Seeds Discover Publisher Do.Is. Doctor Green Dream Planet Dream Planet Dutch Passion Dutch Trimming Company Easy Joint Ed Rosenthal Eko Growshop Fior di Canapa Foglie D'Erba Foglie D'Erba Ganesh CBD Gea Seeds Ghost Farm Green Utopia Greentown Grow Go Growerline Happy Life Hempatia Canapa Shop

66-67 66-67 41 72 66-67 58 14 66-67 10 58 66-67 17 52 44 60 7 63 66-67 60 47 63 66-67 1 23 34 66-67 66-67 60 66-67 27 63 1 48 66-67 63 1 66-67 38 26 43 63 60 66-67 66-67 65 65

Hemporium Hemptown Humboldt Seed Organization Hunter's Coffeeshop Hydrorobic I Sentieri del Benessere Idroponica.it Idroponica.it Indoorline Jorge Cervantes La Bottega del Verde Legal Weed Legalized Linea-Herba Metamorfose Micro Genetica Mycologics Mysticanza Natural Store Near Dark New Biogroup New Energy Non Solo Erba Noveral Nuova Dimensione Nuova Pasquini Bini Orto Biologico Shop Panoramix Genetics Paradise Seeds Paradise Seeds Procare Pyramid Seeds Royal Queen Seeds Salone Internazionale Canapa Secret's Garden Serious Seeds Skunkatania Sweet Seeds Sweet Seeds Tech Grow Top Crop Weed Rush Wilma's Lawn & Garden Yerba Santa Zion Growshop Zoe's Seeds

66-67 66-67 12 20 65 66-67 1 2 38 32 65 50 66-67 58 66-67 60 63 66-67 66-67 41 66-67 69 63 55 45 37 66-67 1 1 55 63 47 71 28 55 52 66-67 1 5 39 9 53 31 63 69 44

Colofon

Mila a Manali, India, 1968

Risposte al quiz di pagina 8: 1. D 2. A 3. D 4. A 5. C 6. B 7. C 8. A 9. B 10. A

11. A 12. B 13. D 14. A 15. A 16. B 17. C 18. B 19. D 20. B

Soft Secrets Italia è pubblicato da: Discover Publisher BV P.O. Box 362, 5460 Veghel, Paesi Bassi Tel: 0031 - 73 54 98 112 e-mail: readers@softsecrets.nl Sito internet: www.softsecrets.com Editore: Cliff Cremer Collaboratori: Franco Casalone, Ed Rosenthal, Jorge Cervantes, Enrico Fletzer, Clod, Giovanna Dark, Carlos Rafael Esposito, J. Searcher, Mr. Jose, Robert B., Stoney Tark, Jim Stewart, e tanti altri. Traduzioni: Valefizz Indirizzo redazione: Soft Secrets Italia E-mail: readers@softsecrets.nl Pubblicità: Fabrizio E-mail: fabrizio@softsecrets.nl Tel: 0039 - 36 65 44 66 94 Soft Secrets è pubblicato nei Paesi seguenti: Paesi Bassi (Highlife Magazine), Germania, Austria,

Svizzera, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Cile e Argentina Soft Secrets Italia non intende in alcun modo incentivare condotte vietate. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi ai fini di una più ampia cultura generale. La redazione e i collaboratori non si assumono nessuna responsabilità per un uso imporprio delle informazioni contenute nella rivista. L’editore e i distributori non sono da intendersi implicitamente d’accordo con i contenuti pubblicati. Nessun contenuto di questa pubblicazione può essere copiato o riprodotto in alcun formato senza autorizzazione degli editori. L'editore ha fatto il possibile per contattare tutti i detentori di copyright del materiale fotografico. Chi pensasse ancora di possedere tali diritti è pregato di contattare l'editore.

L'imperdibile SSIT esce il 14 Settembre 2018


Prodotti

CBD Completamente Naturali

Feminizzati Premium

Semi

di Cannabis RoyalQueenSeeds

www.RoyalQueenSeeds.it

RQSeeds

Keep on Growing

RoyalQueenSeedsRQS

info@RoyalQueenSeeds.com


Si

TR EN RN NE A TA I NI T I

Si

Si

Si

ER NN ER I NI N W DW

WW L LAA AAR AA NN RD IO O T

Si

Si

Si

Si

Si

AWARD WINNING T PRODUC

Il silicio migliora la forza delle foglie dello strato esterno e del fusto rafforzando la resistenza della pianta contro le malattie e lo stress.

Si

Si

Si

Il silicio crea un fusto più forte e spesso.

Si

Si

Si Si

Si

Si

Fe

NO3

Ca K

Ca

K

Mn

Mn

Il silicio regola e migliora l’assorbimento del nutrimento.

Fe

NO3

Ca Fe K

GUARDA NE L’A N IM A Z IO O DEL NOSTR P R O D OT TO !

NO3

Mn

SILIC BOOST

ATAMI.COM

WWW.ATAMI.COM |

SALES@ATAMI.COM

S Se Soft ecrets r _IT_0618

Stimola la forza


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook