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LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985

GRATIS Numero 4 - 2018

15 AMSTERDAM

Ribadire il concetto

21 OG Kush

45 Dal vertical farming al vertical grow

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CANNABIS LIGHT: VIA LIBERA DAL MINISTERO? Per fare una modifica alla legge non c'era tempo. Ci ha pensato una circolare uscita in fretta e furia dal Ministero per le politiche Alimentari, Agricole e Forestali, pochi giorni prima che il nuovo governo gialloverde giurasse al Quirinale. "La coltivazione della canapa - si legge nella circolare ministeriale - è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2% come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6% l'agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6% l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa".

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Un provvedimento, quello del Ministero, salutato dai più come necessario per chiarire gli eventuali utilizzi legali della canapa e dare una rassicurazione in più ai canapicoltori, ancora attanagliati dai dubbi in merito alla liceità dei loro raccolti. "La coltivazione di canapa in Italia è stata finalmente regolamentata" hanno titolato gaudenti molte testate. Ma l'ultimissimo atto del dicastero che fu in mano a Maurizio Martina - in quelle ore impegnato a tenere assieme i cocci del PD - pare aver deluso diversi operatori del settore cannabico. Ad una più attenta lettura, si può infatti vedere come il ministero abbia semplicemente messo i puntini sulle I, rifinendo un testo che era stato licenzia-

to senza troppa cognizione di causa e aveva lasciato nell'incertezza quanti avevano deciso di investire i loro risparmi in questo settore, considerato, per ovvie ragioni, in enorme crescita. La circolare del ministero specifica infatti quali sono le modalità di produzione consentite, quali le destinazioni d'uso delle piante ed infine, per la primissima volta, menziona nel suo testo le "infiorescenze". Il limite dello 0,2% di THC viene reso dogmatico, si tollera fino allo 0,6%. Per produrre non servono autorizzazioni ma le sementi devono essere tassativamente certificate. Le destinazioni d'uso sono indicate nell'industria, nella ricerca scientifica, nella bonifica di terreni inquinati, nel settore alimentare e in quello florivivaistico. Di vendita al dettaglio per il consumo umano tramite combustione - il vero business di chi ha scommesso sulla light - non si fa alcuna menzione. Tutto come prima? L'ormai ex viceministro Andrea Oliverio ha spiegato così la circolare: “Si tratta di un provvedimento necessario per

chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo, così da attuare una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione. E in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione". La repressione è quindi purtroppo ancora in agenda e per la pianta di cannabis, in questa Italia, forse non è ancora davvero arrivato il momento di festeggiare... Giovanna Dark Ne parliamo più approfonditamente a pagina 15

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