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Numero 5 - 2012
Deputata alla coltivazione di Giovanna Dark
In questa edizione:
Alla ricerca della fumata perfetta ›› 12 LA SFIDA DI ELISA B. ALLA FIBROMIALGIA Secondo le statistiche, l’1-3% della popolazione mondiale soffre di fibromialgia e Elisa B. è una ragazza che l’ha contratta ed ha trovato enormi benefici nell’utilizzo della marijuana, tanto da spingerla a battersi pubblicamente per la legalizzazione di questa terapia.
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Rita Bernardini, romana classe 1952, non è certo una donna qualunque. Entrata nel Partito Radicale poco più che ventenne, negli ultimi 35 anni ha animato le battaglie per i diritti civili in Italia attraverso l’organizzazione di innumerevoli azioni di disobbedienza civile come scioperi della fame, sit-in, presidi non violenti o le clamorose e ormai celeberrime distribuzioni di hashish che i Radicali di Pannella portarono avanti nel 1995 e nel 1997. Nel settembre del 2002 è tra i fondatori dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, di cui sarà il primo segretario, e in quest’ultima legislatura ricopre la carica di componente della Commissione Giustizia alla Camera. Un curriculum di tutto rispetto dunque che, in questa nostra sede, serve semplicemente ad indicare come Rita Bernardini non configuri di certo una figura criminale. Eppure, per la giustizia italiana, la deputata radicale rischia in questo momento la reclusione da 6 a 20 anni e la multa da 26mila a 260mila euro a causa dell’articolo 73 comma 1 comma del D.P.R. 309/90. Il perché è presto detto. Al posto del basilico o dei classici gerani, Rita Bernardini ha deciso di mettere sul balcone di casa sua alcune piante di marijuana. Come tutti sappiamo, da sempre i radicali chiedono la legalizzazione delle droghe leggere e più in particolare che si affronti il tema dell’uso terapeutico dei derivati della cannabis. Proprio per sensibilizzare il parlamento su una questione che, dati i primi passi in alcune regioni italiani, si configura ormai come di interesse nazionale, la deputata radicale ha deciso di coltivare pubblicamente in seno alla disobbedienza civile. Ma andiamo per ordine. Tutto è cominciato circa tre mesi fa quando, durante una conferenza stampa a Montecitorio, Rita Bernardini aveva pubblicamente piantato alcuni semi di marijuana in tre vasetti. Durante questa azione dimostrativa, Rita Bernardini ha tenuto a
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sottolineare che nonostante le aperture alla cannabis terapeutica di alcune ASL, nella stragrande maggioranza del territorio italiano «il cammino dei malati affetti da patologie che possono essere curate con la cannabis, dalla Sclerosi multipla all’Aids, è invece un percorso ad ostacoli che a volte diviene un vero calvario e che trova ragione solo nella follia proibizionista». Per questo la deputata, assieme ad altri colleghi di partito, aveva depositato, contestualmente all’azione dimostrativa della “pubblica semina”, una proposta di legge intesa a depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana. Una proposta di legge che prende a modello la vigente legge spagnola – tollerante verso la coltivazione domestica sia per scopi terapeutici che ludici – e che è stata da poco calendarizzata alla Camera.
documentare passo dopo passo la crescita delle piantine sul suo profilo Facebook. Tre album fotografici e alcuni video che ritraggono le piantine in tutta la loro verde salute e in tutte le fasi della crescita: giorno dopo giorno le foto mostrano una crescita rigogliosa avvenuta anche grazie ai suggerimenti ricevuti dalla deputata sul web. Quando le piante saranno poi finalmente pronte per il raccolto Rita Bernardini ha già deciso che cosa fare delle sue produzioni: «Sono destinate ai malati– ha affermato – che non riescono ad accedere alla terapia in alcun altro modo. Mi sono arrivate molte richieste e al momento giusto l’intenzione è di fare una grande festa e di consegnare le infiorescenze a chi ha mostrato di averne bisogno». La deputata è certamente consapevole di aver commesso un reato. «Il solo fatto che io abbia piantato della marijuana è vietato e la Dopo la conferenza stampa Bernardini ha presenza, o meno, del principio attivo – ha portato a casa i vasetti con i semi di cannabis, precisato – non cambia la sostanza delle li ha sistemati sul suo terrazzo e, coerente con Continua a pagina 3 la sua pubblica disobbedienza, ha deciso di