GRATIS 18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
POSSIBILE LEGALIZZAZIONE IN DANIMARCA.
LA SVIZZERA LEGAL- A NEW YORK: 50.000 IZZA IN MODO CAUTO. CONDANNE PER CHI Gli abitanti svizzeri del cantone francofo- HA FATTO USO DI no, tra i quali Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Friburgo, stanno assistendo a tempi d’oro, CANNABIS. riguardo la legalizzazione della cannabis. Dal 1 gennaio 2012 infatti gli abitanti di queste regioni potranno coltivare quattro piante di cannabis a testa. Teoricamente ciò significa che, per esempio, una famiglia con quattro figli potrebbe coltivare ventiquattro piante. Questo ovviamente sotto stretto e rigoroso controllo dello Stato svizzero, che però sottolinea il fatto che se qualcuno intende coltivare piante da cannabis se ne debba anche assumere la piena responsabilità.
In questa edizione:
The Chemdawg e la leggenda del lago Tahoe ›› 44 CANNABIS E CURA DEL CORPO Secondo le medicine olistiche come l’ayurveda indiana, l’omeopatia, la medicina cinese e lo sciamanesimo, il cibo è la prima medicina. Questi tipi di cure, inoltre, ben considerano e prevedono il consumo di canapa a livello terapeutico. ››
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International Farmers in Marocco ›› 9 L’ALTRA FACCIA DEL NARCOTRAFFICO Quello che abbiamo appena lasciato può essere considerato un “autunno caldo”. In tutto il mondo centinaia di migliaia di cittadini hanno ricominciato a scendere nelle piazze e a occuparle. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con uno di loro, per altri motivi... ››
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La Danimarca, cosi come l’Olanda, ha un governo di centro destra che vede il sostegno del partito popolare danese di estrema destra. Nonostante tutto ciò i politici locali intravedono delle possibilità per quanto riguarda l’introduzione di un nuovo modello di legalizzazione della cannabis. La giunta comunale di Copenhagen ha votato in gran maggioranza per la nuova proposta di legge che possa consentire la vendita della cannabis nei punti vendita gestiti dallo Stato. Il sindaco Mikkel Warming pensa a circa 30-40 punti vendita nei quali i rivenditori pensino, però, soprattutto all’interesse degli acquirenti e non solo al proprio resoconto economico. Warming non è molto d’accordo col modello proposto dall’Olanda che sembra, apparentemente, tollerante ma che fa’ soprattutto gli interessi dei rivenditori e dello Stato. Warming sostiene: “cerchiamo un modo per rendere la coltivazione e l’importazione della marijuana legali”. In ogni caso il disegno di legge è stato inviato al parlamento danese e verrà trattato all’inizio del prossimo anno. Non ci si aspetta molto anche perché un previo disegno di legge proposto nel 2008 da Copenhagen venne annullato.
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Numero 1 - 2012
Non si è ancora a conoscenza del fatto se questo emendamento valga solo per le piante da appartamento o anche per le coltivazioni esterne. L’emendamento viene introdotto per evitare il cosiddetto “turismo della droga” fra i vari cantoni.
Quando si pensa alla cannabis, si pensa all’America. Ad essere sotto pressione sono proprio quegli stati dove l’utilizzo della marijuana a scopo medico non è ancora diventato una realtà. Nel 2010 a New York sono stati effettuati 500.000 arresti correlati alla marijuana. Nella maggior parte dei casi tali arresti sono stati effettuati da agenti sotto copertura. Del mezzo milione di arresti effettuati circa 50.000 si sono conclusi con la reclusione. Di quei 50.000 arresti facevano parte soprattutto persone di colore e sudamericane. La polizia di New York sostiene che è grazie a questa serie di arresti se l’ondata di crimini violenti nella città è diminuita in modo significativo.
MEDICI CANADESI GLI AUSTRIACI FANNO RIFIUTANO DI EMETSEMPRE PIÙ USO DI TERE RICETTE PER LA CANNABIS. MARIJUANA A SCOPO In Austria lo spinello è sempre più accettato dalla buona società. Secondo le ultime MEDICINALE. stime eseguite in Austria dal ministero della sanità, un austriaco su cinque tra i 15 e i 59 anni avrebbe fatto uso di hashish. Tra i giovani fra i 15 e i 24 anni la percentuale di coloro che hanno provato è tra il 30/40 per cento. Si tratta di un aumento considerevole rispetto alle stime del 2010 quando a malapena il 26 per cento dei giovani aveva provato l’hashish. Le ragioni che spiegano questo notevole aumento sono da ricercare nel fatto che il tabù, che aleggia intorno all’uso della cannabis, è scomparso. L’aumento riguarda inoltre anche il numero di vivai dove la cannabis viene coltivata.
Sebbene la cannabis a fini medicinali sia già una realtà presente da ben dieci anni in Canada, diventa sempre più difficile per i pazienti canadesi poter ottenere tale Continua a pagina 3
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NOTIZIARIO ITALIANO Continua dalla prima pagina medicina. La maggior parte dei medici si rifiuta infatti di firmare le carte di cui il paziente ha bisogno per l’acquisto della cannabis. In ogni modo la situazione dei pazienti è migliorata notevolmente, visto che le autorità canadesi che si occupano della salute pubblica hanno proposto di far ricadere tutte le responsabilità per la prescrizione della marijuana medicinale sui medici stessi. Ovviamente i “signori dottori” non sono assolutamente d’accordo. I medici sostengono che non ci siano prove concrete che attestino la credibilità della cannabis e temono che prescrivendo la cannabis possano arrecare un danno ai pazienti, con l’eventualità che il paziente possa poi reclamare i danni a posteriori. Il corpo medico non vuole nemmeno diventare il punto di contatto per coloro che utilizzano la cannabis come unico mezzo di piacere e che abusino ed usino come pretesto la possibilità di ottenere la cannabis con una ricetta del medico.
Paradise Seeds ha selezionato la pianta più resinosa della sua Automaria I da usare come pianta genitore, incrociandola poi con una varietà di Sativa molto famosa per produrre una nuova generazione. Avendo ottenuto dei semi eccezionali, la compagnia ha fatto un altro passo avanti, scegliendo le Sativa più tipiche e di rapida crescita da incrociare tra di loro. Il risultato è stato un ibrido autofiorente principalmente Sativa con qualche caratteristica Indica. Automaria II ti manda su di giri come un aquilone. I buds, ricchi di fragranza e bagnati di resina, sono responsabili di un completo sballo fisico con un piacevole effetto armonico e rilassante. Cresce alta e robusta per sostenere il peso dei fiori a spirale. La proporzione calice-foglie è ottima per la manicure rapida. Con una coltivazione, può crescere da 70 cm a 1 m; all’esterno diventa ancora più alta. È l’ideale per la coltivazione di guerrilla, raccolti multipli e coltivazioni in indoor quando uno spazio limitato richiede piante di media dimensione. Queste piante garantiscono una produzione rapida e potente, con una soddisfazione al 100% per gli amanti della Sativa! Genetica: Produzione:
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Automaria II
IL PRESIDENTE COLOMBIANO HA DETTO: “LEGALIZZATE LA CANNABIS A LIVELLO MONDIALE”. Alla fine di ottobre il presidente colombiano Juan Manuel Santos, durante un’intervista, ha dichiarato che la legalizzazione delle droghe leggere può costituire un mezzo per combattere l’uso di quelle pesanti e la diffusione di crimini violen-
ti legati all’uso di tali droghe. L’appello del presidente colombiano è rivolto a tanti altri leader mondiali per convincerli a modificare il loro punto di vista riguardo alla “war on drugs” e di analizzare attentamente e prendere sul serio il problema. Santos sostiene che sia necessario che il mondo pensi a un nuovo modo per affrontare questo grave problema. Infatti, secondo Santos, “la mentalità di molti non è affatto cambiata ma è la stessa di quarant’anni fa”.
QUATTRO UOMINI E LA BARCA DELL’HASHISH. Alla fine di ottobre quattro uomini fra i 53 e i 66 anni hanno vissuto un’esperienza estremamente sfortunata. Fra tutti gli yacht che ogni mese attraversano il canale britannico la dogana inglese decise proprio di fermare lo yacht Majestic. A bordo oltre all’equipaggio trovarono due tonnellate di hashish marocchino. E’ stata la retata più grande che gli inglesi sono riusciti a fare quest’anno. Le persone catturate sono state processate ed hanno subito una pena che va dai cinque ai nove anni e mezzo di reclusione. Davanti al giudice sono apparsi individui che non si possono proprio definire criminali di professione. Le persone in questione sono: due britannici - uno dei quali dopo una separazione è tornato a vivere da sua madre e l’altro è andato in fallimento dopo una causa giudiziaria - e due olandesi di Amsterdam: Johan Bouma di 64 anni, un insegnante quasi in pensione e Franciscus de Geus di 66 anni malato terminale di cancro.
INDICE: Automaria II
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LA BIMBA DI PAGINA 3
Growmed
4
EVENTI
Caro Soft Secrets
7
POSTA
International Farmers
9
IL CANAPAIO
MOE
12
MUSIC
Genetisti indoor
14
INDOOR
La storia incredibile di F.P.
16
CANNABIS HERO
Il popolo è sovrano?
19
PUNTO LEGALE
Ed Rosenthal
21
ASK ED
Chronic calibro 9
27
GROWING FILES
Coltivatori: uniamoci!
28
URBAN GROWING
Canapa e cura del corpo
30
MEDICAL CANNABIS
Cannabis e harem
33
HISTORY CANNABIS
Cannabis e Tsunami
34
IDEE ANTIPRO
L’altra faccia del narcotraffico
35
INTERVIEW
Jorge Cervantes
38
CONSIGLI
Dutch Passion
43
REPORT
The Chemdawg
44
STRAIN REPORT
4
EVENTI
GROWMED di Soft Secrets, una nuovissima fiera commerciale e un evento da non perdere! Soft Secrets è lieta di annunciare la fiera della cannabis GROWMED, che si terrà a Valencia dal 20 al 22 aprile del 2012. Avendo inaugurato le prime fiere della cannabis proprio in Spagna (le famose fiere Highlife a Barcellona dal 2004 al 2007), ora Soft Secrets vuole mostrare all’industria della cannabis un’esperienza di fiere commerciali pubbliche completamente nuova. GROWMED sarà una fiera mai vista fino a ora. Il mondo della comunità internazionale della cannabis sarà presentato in tutte le sue sfaccettature , e coltivatori, consumatori di marijuana medica, fumatori e addetti ai lavori avranno una fantastica nuova sede per incontrarsi, rilassarsi o parlare d’affari. GROWMED, con i suoi 12.000 m2, sarà la più grande fiera commerciale della cannabis in Europa!
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Perché valencia? t - B SFHJPOF EJ 7BMFODJB IB VOB SJDDB cultura della coltivazione t -B UFS[B DJUUË EFMMB 4QBHOB t 2VBTJ VO NJMJPOF EJ BCJUBOUJ t 1PTJ[JPOF DFOUSBMF JO 4QBHOB t 0UUJNP TFSWJ[JP EJ USBTQPSUP QVCCMJDP t 1PTJ[JPOF DFOUSBMF JO &VSPQB t 0UUJNJ DPMMFHBNFOUJ BFSFJ DPO JM SFTUP del mondo
Perché feria valencia?
La prima fiera infotainment GROWMED sarà suddivisa in quattro aree FIERA COMMERCIALE ARENA MEDICA BAZAR ARABO & LOUNGE LOUNGE SOFT SECRETS / CANNABIS CAFÉ / CYBER VILLAGE
Growmed comprenderà, tra le altre cose: t V O WFSP QBSDP JOGPSNBUJWP DPO BMCFSJ F piante t VO UFTU DBOOBCJT HSBUVJUP t XPSLTIPQ BOE JOGPUBJONFOU t J ODPOUSJ DPO EPUUPSJ F TQFDJBMJTUJ EFMMB cannabis t CB[BS BSBCP t MPVOHF TIJTIB t DJCP BSBCP t MFUUVSB EFMMB NBOP t UBUVBHHJ IFOOÏ t 4PDJBM NFEJB DBGÏ t BSUJTUB GPUPHSBGJDP GBDFCPPL t ESJOL HSBUVJUJ BMM JOHSFTTP t EPXOMPBE HSBUVJUP EJ BQQMJDB[JPOJ QFS iPhone e iPad t XJGJ HSBUVJUP t HBNF SPPN WJODJ VO J1BE t TBMB 7*1 QFS WJTJUBUPSJ t ESJOL HSBUVJUP
t µ JM DPNQMFTTP GJFSJTUJDP QJá HSBOEF F moderno d’Europa t 'BDJMF EB SBHHJVOHFSF DPO J NF[[J pubblici t 'JOP B N EJ TVQFSGJDJF fieristica Quindi segnalo sull’agenda: è la fiera che non vuoi assolutamente perderti! Per maggiori informazioni: F. +34 (93) 245.27.50 Email: info@softsecretsbcn.com » www.growmed.es
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7 Lettere dai lettori
Attenzione lettori italiani! Volete vincere semi FEMMINIZZATI di DINAFEM? Mandateci una fotografia della vostra stanza di coltura o della vostra miglior pianta di cannabis, dove si veda chiaramente una copia di Soft Secrets e DINAFEM vi manderà una confezione 3 semi femminizzati. Se nella fotografia dovessero figurare anche la vostra bellissima moglie o ragazza che indossano un micro bikini sexy o dell’intimo molto allettante, riceverete una confezione 2 x 3 di semi femminizzati. La fotografia del mese riceverà una confezione 3 x 3 di semi femminizzati di prima qualità! Il tutto è un omaggio di Soft Secrets Europa e DINAFEM! Mandate le vostre fotografie via e-mail a italy@softsecrets.nl o mandatele alla nostra PoBox. Fate attenzione: il materiale verrà gestito con la massima discrezione. Non pubblichiamo foto sfuocate e non ci piacciono le fotografie di piante in fase vegetativa. Vogliamo vedere grosse cime e belle tette! Buona fortuna!
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Ciao Soft Secrets Vi presento la mia pianta outdoor, spero vi possa piacere io me la gusterò fra qualche settimana. Vi ringrazierei se mi mandaste una busta di semi per continuare a coltivare indoor questo inverno. Ciao a tutti e buon joint a tutti! DIEGO Il tuo outdoor è stupendo, ben formato e soprattutto gran guerrilla. Con la giusta scelta genetica si ottengono cime così dense! Buon indoor!
Ciao ragazzi, Purtroppo le cime più belle erano già state messe nei barattoli, ma abbiamo deciso di provare lo stesso a inviarvi una foto del nostro piccolo raccolto. BACI Peccato per le cime, ma come non pubblicare una foto così bella? Quel rametto sembra ben fiorito, complimenti. Vi meritate la foto grande continuate così!
E-mail: italy@softsecrets.nl Salve, Come da oggetto vi mando la foto della mia White Widow poco prima del taglio, è cresciuta in vegetativa sotto 400w HPS e la fioritura in outdoor,è stata toppata e pure aggredita dal mio cane che ne ha rotto due bei rami. Nella foto vedete anche la mia bellissima ragazza e la copia di Soft Secrets, aspetto la vostra risposta, e complimenti per la vostra rivista è veramente imbattibile!! E’ utile e dilettevole, Ciao MASSIMILIANO Grazie innanzitutto per i complimenti alla rivista, sarà un 2012 ricco di novità e i complimenti fanno sempre bene, portano buonumore in redazione. Povera WW, di sicuro avrebbe prodotto cime da record, ci piace perché nonostante sia piena di foglioline ha saputo sviluppare infiorescenze notevoli. L’anno prossimo stesso clone, collare nuovo per il cane e buona fortuna!!p.s.: Mandaci le foto del prossimo anno, sarà uno spettacolo!
Ciao caro Soft Secrets, vi invio qualche foto delle mie due bambine, questa è la mia prima vera esperienza outdoor. Hanno un forte odore e sono colme di cime soprattuto sulla punta , ed ora sto aspettando solo che si secchino per assaggiarle. Sono nate da semi autofiorenti di critical e per la coltivazione ho usato un fertilizzante (Atami) e per la fioritura un apposito prodotto (Atami Bloombastic). Se non chiedo troppo vorrei ricevere 3 semi autofiorenti e 3 normali. Quella in foto è la mia ragazza che mi ha aiutato molto nella crescita delle mie piantine. ANONIMO Molto bene, sono carine e compatte. Ci sono coltivatori che le preferiscono così, sostengono siano dei pseudocereali e così non s’affannano a crescerle troppo. Nel tuo caso sono autofiorenti, quindi dovresti esser più che contento, come lo siamo noi, per essere al tuo primo ciclo. Aspetta ora una stagionatura in barattolino e vedrai che bontà! BIG UP!
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PRODUCTFLASH Vi invio la foto della mia bellissima amica con le mie bellissime bambine Fast Bud autofiorenti. La mia prima esperienza da grower e personalmente mi reputo soddisfatto in quanto a bontà!! Ciao a presto FEDERICO Molto bene, un altro soddisfatto utente delle autofioriture. Ci presenti delle bimbe bellissime, ben sviluppate e rigonfie. Non ci hai detto come le hai coltivate però, se in terra o in idroponica e con che lampada...Qualunque sia il tuo metodo hai comunque iniziato molto bene, buona fortuna per I prossimi cicli!
Vi invio la foto delle mie piante che quest’anno hanno faticato piu’ delle stagioni passate ma con cura e con i prodotti consigliati da Soft Secrets non mi lamento del risultato. JANE Grande lavoro, queste cime sono quelle che fan venire l’acquolina in bocca! Outdoor è sempre meglio e sei risultati son questi allora vale la pena un poco di fatica, no? Un abbraccio e buona fortuna, SSITA!
TERRA GROW E TERRA BLOOM DELLA PLAGRON
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IL CANAPAIO
Abbiamo deciso di andarcene da un paese obbligato ad essere bigotto, repressivo, lesivo di tutti i diritti del cittadino e dove il regime è imposto da criminali. Saremo sempre al servizio della nostra amata pianta, ma con meno paure e più possibilità di dare tutto il nostro tempo al fine di poter finalmente vedere la cannabis riabilitata in pieno. Dopo la nascita di questa realtà per ora in embrione, International Farmers, ho pensato ai vecchi amici, a chi non vedevo da anni. Era dall’inizio degli anni ’80 che non andavo in Marocco, i vecchi contadini marocchini che conoscevo ogni tanto mi chiedevano notizie, tante volte ho promesso di andarli a ritrovare. Andiamo… Visto che non potrò andare in India e mi prudono le mani, ho detto ai miei amici che avremo provato a fare un poco di charas, a mano… colti e la disponibilità di denaro hanno portato ad abbandonare l’allevamento di animali per la sussistenza, e alla necessità di trovare fertilizzanti alternativi. L’utilizzo di composti di sintesi, i più pubblicizzati per l’agricoltura industriale occidentale, hanno portato ad un impoverimento dello strato organico del terreno, i metodi di semina e di irrigazione “occidentali” invece di migliorare hanno contribuito ad un inaridimento di un terreno che ora è in larga misura soltanto sassi e polvere, con mezzi motorizzati che passano continuamente sulle strade di collegamento e creano nuvole di polvere sui campi. Questa è la situazione che ho trovato e questo il racconto che gli “international farmers” ci hanno reso.
Trenta anni fa il Rif era molto più verde. I contadini del posto avevano mucche, pecore, capre, galline, letame e compost e nei campi si faceva rotazione: un anno kif, l’anno dopo grano, poi fagioli, poi tabacco, poi kif di nuovo. Pochi avevano l’auto, i sentieri si percorrevano a piedi e nei bordi dei campi e sui bordi delle strade cresceva l’erba (non il kif). Le piante erano pulite, a volte con un poco di terra/ polvere portati dal vento, ma perlopiù l’hashish, se di buona qualità, era pulito. Adesso, dopo che il Marocco si è trovato “obbligato” ad essere l’unico fornitore di hashish per il mondo occidentale, esiste una monocoltura di kif ripetuta negli anni, dove, oltre ad essere quasi impossibile trovare le landraces originali, si è distrutta la fertilità originaria del suolo e si sono create condizioni assolutamente negative per una buona qualità di prodotto finale. La necessità di abbandonare gli altri rac-
“GENETISTI INDOOR”
14
ne della charas con la fortuna di avere Franco come maestro. E’ in effetti la mattina il momento migliore per raccogliere le piante prescelte che però non devono essere bagnate di rugiada, che comunque in Marocco svanisce poco dopo l’alba. Ovviamente era una splendida giornata settembrina, fresca e asciutta, perciò iniziamo subito a scegliere una quindicina di piante belle mature, ma non grandi e con cime non troppo compatte. Questo facilita il lavoro perchè dalle cime più aperte e aereose la resina si stacca meglio rispetto a quelle troppo compatte che racchiudono molti tricomi al loro interno e non vengono facilmente a contatto con le mani del charsi. Le cime più grosse devono comunque essere aperte ad una a una per estrarre più resina possibile. Un’altra cosa importante ho scoperto essere la posizione di lavoro: dopo essersi seduto sotto un albero, Franco ha cominciato a passare le singole cime delle piante raccolte tra le sue mani con gesti veloci, ma delicati e precisi, facendo in modo che le mani fossero sempre esposte al sole per mantenerle calde, così come lo strato di resina che si andava formando e che in questo modo rimaneva morbido e appiccicoso. µ TUBUP JODSFEJCJMF OPUBSF MB EJGGFSFO[B EFM risultato finale quando successivamente ci siamo spostati da quell’albero per ripararci dal vento: la pallina uscita dalle sue mani dopo lo spostamento era un po’
meno lucida e pulita rispetto alla prima. Subito dopo, Franco ha caricato diversi chilom per assaggiare il prodotto di quella giornata di lavoro e anche gli amici marocchini che ci ospitavano hanno gradito molto la finezza di gusto e l’effetto rispetto al tradizionale hashish battuto. Il giorno successivo ci siamo rimessi a lavoro di buon mattino e questa volta, messa da parte la macchina fotografica, oltre a Franco anche noi abbiamo raccolto le nostre piantine per provare a fare qualche mano di charas. Dopo poco anche alcuni ragazzi della famiglia che ci ospitava, incuriositi dal nostro lavoro, hanno iniziato ad aggregarsi e guardando attentamente i gesti di Franco hanno prodotto come noi la loro prima mano di charas, sicuramente non priva di piccoli pezzi di vegetale e non in grandissima quantità ma pur sempre di buona qualità. Lavorare piante fresche, avere una pressione uniforme su tutto il palmo della mano e pulirsi attentamente le mani dopo aver passato ogni singola cima aiuta a tenere più pulito il prodotto e meno “verde”, ma questi sono consigli di poco valore se non si può fare pratica e per questo bisogna disporre di un discreto numero di piante. Per fortuna il Marocco è uno di quei pochi posti rimasti al mondo dove questo problema non esiste ed è a due passi dall’Europa, diciamo una buona alternativa al viaggio in India. Continua nel prossimo numero
Siamo già stati diverse volte in Marocco ma questa volta siamo partiti da casa con una missione ben precisa: provare a fare della charas dalle piante marocchine. Appena arrivati a Tangeri, abbiamo affittato la prima auto disponibile per dirigerci verso la nostra meta: la leggendaria Valle del Rif. Arriviamo a destinazione alle prime ore della sera, accolti da un tramonto indimenticabile e dalla calorosa ospitalità dei nostri amici, ignari del nostro arrivo, ma che in breve ci hanno sfamato e sistemato per la notte. La mattina successiva, prima che il sole diventasse insopportabile, abbiamo fatto un sopralluogo nei vari appezzamenti della fattoria per decidere quali piante dovevano essere raccolte per l’esperimento. Questo primo passo è in effetti di primaria importanza per ottenere un buon prodotto, perchè non tutte le piante sono adatte a fare della buona crema. Premetto che per me questa è stata la prima esperienza diretta sulla produzio-
“QUANDO CURARSI DA SOLI È MEGLIO CHE ANDARE DAL MEDICO”
16 “CANNABIS E CURA DEL CORPO”
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BAND FEATURE
Sapete che cos’è una “Jam Band“? Così si chiama un gruppo musicale che, con i suoi album ed i suoi concerti dal vivo, si rivolge a una specifica cultura di fan, che negli anni Sessanta ha cominciato con gruppi musicali come i “Grateful Dead“ e che negli anni Novanta ha continuato con gruppi musicali come “Phish“. I concerti di questi gruppi racchiudono sempre un’improvvisazione lunga e spesso si alternano tipi di musica completamente diversi. Oggi vorremmo presentarvi nel dettaglio un rappresentante di spicco delle “Jam-Bands“ americane: Testo: Martin Müncheberg Quando al chitarrista Al Schnier fu chiesto di descrivere la musica dei moe. per tutti coloro che non avevano mai sentito nominare la band, disse: “La nostra musica è una fusione di diversi modi di suonare della storia del rock - tutti rigettati e riciclati attraverso gli occhi, le orecchie e le mani dei membri della mia band che affrontano tutto ciò con un certo senso di avventura e umorismo e che stanno inseguendo il loro desiderio insaziabile per arrivare ai limiti estremi.” La storia della band ebbe inizio nel mese di ottobre del 1989, quando gli studenti (dell’Università di Buffalo, nello stato di New York) Chuck Garvey, Rob Derhak e Ray Schwartz si incontrarono per la prima volta, per suonare, su richiesta di un amico, ad uno spettacolo di Halloween. Ebbero un tale successo che decisero di creare insieme una band – si chiamarono prima “Five Guys named Moe“, come il titolo di un brano musicale di Louis Jordan. Un anno dopo, il nome fu cambiato in “moe.“ scritto con lettere minuscole e con un punto alla fine. A Brooklyn già esisteva, infatti, una band chiamata “Moe“ e, per evitare possibili confusioni, si misero d’accordo, dopo lungo tergiversare, per chiamarsi “moe.“. Così è rimasto. Con l’album di debutto “Fatboy“, pubblicato nel 1992, la band riuscì a collocarsi tra le migliori nella scena delle “Jam Band e del rock improvvisato“, e questo fece provar gusto ai ragazzi. Quasi due anni dopo, nella primavera del 1994, i moe. incisero il loro secondo album in studio dal titolo: “Headseed”. Per questo motivo, i membri della band diedero quasi contemporaneamente le dimissioni dal loro lavoro e si trasferirono ad Albany (New York) per potersi dedicare completamente alla loro adorata musica. Il successo diede loro nuovamente ragione. “Headseed“ ebbe un successo simile a “Fatboy“ e, oltre a ciò, fece sì che si spargesse rapidamente la voce che i moe., soprattutto dal vivo, suonavano in maniera strepitosa. La conseguenza fu
MOE l’esortazione a incidere un album dal vivo che risultò molto energico. L’anno successivo, infatti, registrarono due concerti a New York City e produssero il primo album dal vivo dal titolo “Loaf”, pubblicato nell’estate del 1996. Precedentemente i fan dei “Grateful Dead“ furono chiamati “Dead Heads“, e i fan entusiasti dei moe. presto si fecero chiamare “moe.rons“ (N.B. In inglese, “moron” significa “cretino”!) – ed i „moe. rons“ seguirono la loro band ai concerti e ai grandi festival sempre con passione. Negli ormai 22 anni della loro esistenza, i moe. hanno suonato in occasione di tutti i più importanti festival dell’America del Nord e hanno fatto anche numerosi concerti in diversi club. Si sono concessi, inoltre, ogni tanto, qualche evento particolare come, per esempio, un concerto nel Central Park di New York o l’apertura di un concerto dei “The Who“. Si sono impegnati anche nell’ambito della beneficienza. moe. è, infatti, una della band più attive quando si tratta di raccogliere fondi e donazioni per i bisognosi. Nel mese di febbraio del 2005, per esempio, i moe. hanno dato, un grande concerto di beneficienza per la ristrutturazione di una città littorale dello Sri Lanka, che per è stata colpita più volte dagli tsunami. Hanno raccolto 155.000 dollari USA per la ricostruzione. Un anno dopo, i moe. hanno organizzato un concerto di beneficienza per il centro “Kelberman-Center” (una struttura sanitaria specializzata nella cura di soggetti autistici) e sono riusciti a raccogliere e consegnare una cifra pari a 200.000 dollari USA. Quasi ogni anno la band raccoglie fondi per uno scopo socialmente utile. Nel 2010, per esempio, per l’organizzazione per l’alimentazione. Con regolarità strabiliante, i cinque ragazzi dei moe. ogni 2 / 3 anni hanno pubblicato un nuovo album e nello stesso tempo sono riusciti, attraverso i
concerti, a ingrandire in modo costante la moltitudine degli ammiratori. Ora si concedono una “scappata” in Europa e cercano di trovare consensi anche qui. Si portano dietro il nuovo (ormai decimo) album registrato in studio. L’album “What Happened To The La La’s“ contiene 10 brani nuovi, ricchi di melodie orecchiabili, che riconducono, ovviamente, allo stile caratteristico del “Rock-Riff” dei moe. col sottofondo delle percussioni dinamicamente vibranti. La maggior parte del materiale nuovo è stato prima testato con successo per strada e in concerti dal vivo; pertanto, alcuni dei brani nuovi erano già apparsi nei “radar dei fan“prima di essere suonati in studio. L’eccezionalità dell’album sta nel fatto che i moe., questa volta, non hanno fatto tutto da soli. All’inizio erano loro: produttori, editori e proprietari del marchio dei loro dischi; ora, invece, la band ha firmato un accordo con la Sugar Hill Records. Questa casa discografica si è distinta ed è diventata famosa per aver prodotto artisti come: Social Distortion, Kid Rock e No Doubt.
Inoltre, per l’album “What Happened To The La La’s“, la band ha deciso di collaborare di nuovo e, per la prima volta dal 1998, con un produttore discografico esterno. E’ iniziata, così, una collaborazione con John Travis, il produttore discografico di personaggi come Kid Rock oppure No Doubt. “Finora abbiamo prodotto tutto ciò che è parte della nostra carriera di band seguendo un nostro modo di fare “casareccio”...” afferma Chuck Garvey, che suona la chitarra e canta nei moe.. “Nella maggior parte delle nostre registrazioni, infatti, abbiamo pensato noi stessi a tutto l’equipaggiamento necessario e, naturalmente, abbiamo anche finanziato tutto quello che abbiamo prodotto. In tal modo, abbiamo avuto il controllo completo di tutta la produzione di un album. Per il nostro album attuale, invece, abbiamo accettato di concedere la nostra musica ad altre mani sperando di riuscire a creare qualcosa di diverso.“ Potrete scoprire il risultato comprando il nuovo album dei moe. oppure venendo a sentire uno dei loro concerti in Europa.
moe. Tourdates Europa: 14.03. – Amsterdam (NL) – Jam In The Dam 15.03. – Amsterdam (NL) – Jam In The Dam 16.03. – Amsterdam (NL) – Jam In The Dam 17.03. – Seelow (D) - Kulturhaus (Blues- & Jam-Rock Fest) 18.03. – Bonn (D) – Harmonie 19.03. – Londra (GB) – O2 Academy Islington 20.03. – Parigi (FR) – Palladium 22.03. – Amburgo (D) - Fabrik 23.03. – Plauen (D) – Malzhaus 24.03. – Lorsch (D) – Musiktheater Rex 25.03. – Milano (IT) – La Salumeria della Musica
Paradise Seeds: la migliore qualità dal 1986 Già nel 1986, Luuc, fondatore di Paradise Seeds, era estremamente interessato alla genetica. Ora, 25 anni dopo, è lo stesso impulso a guidare la Paradise Seeds. Con uno straordinario catalogo con delle genetiche vincitrici di molti premi, l’innestatore di Amsterdam ha conquistato un posto importante della divisione di coltivatori di semi. Parlate di Sensi Star, Jacky White, Dutch Dragon o Nebula, e parlerete di oro. Ma anche le varietà non (ancora) premiate della Paradise Seeds vi stupiranno di sicuro! Luuc, artigiano della vecchia scuola, può tranquillamente essere chiamato 'vecchio maestro' per coloro che ancora conoscono poco i segreti della pianta della cannabis. Come nessun altro, lui sa che ci vogliono anni per sviluppare una nuova varietà interessante. Non a caso, Luuc si occupa ancora personalmente dell’impollinazione delle piante femminizzate. Il Paradise Seeds, con 21 varietà, vanta un bel campionario. La collezione consiste sia degli amati 'classici' che di acquisti più recenti, in ricche varianti di colori, profumi e, perché no, qualità medicali del prodotto finale. Solo il fatto che un produttore di semi sia rimasto a così alti livelli per tanto a lungo è una garanzia che avete a che fare con il real deal: fan della cannabis per i fan della cannabis, non ex venditori affetti dalla febbre dell’oro. Volete una dimostrazione? Controllate i forum di coltivazione o date un’occhiata ai premi straordinari di Paradise Seeds. Negli anni, le varietà di Paradise Seeds hanno vinto concorsi sulla cannabis in tutto il
mondo, ottenendo più di trenta primi premi. Dalla Sensi Star, l’'indica superlativa', al cavallo di battaglia Delahaze, che non solo è un produttore spettacolare, ma fiorisce anche in modo estremamente veloce senza nulla togliere alle qualità uniche dell’Haze.
Internet: www.paradise-seeds.com Tel: 0031 (0)20-6795422 E-mail: info@paradise-seeds.com
Paradise Seeds non manca a nessuna fiera sulla canapa e non solo per fare promozione, è anche un modo per mantenere un feeling con le persone attorno alle quali tutto ruota e che possono velocemente rappresentare la domanda del mercato. Pandora, mostruosa autofiorente, è un ottimo esempio di varietà diventata famosa grazie alla popular demand. All’attivo ci sono già molti nuovi progetti, sia autofiorenti che ‘normali’ femminizzati. Il paradiso del Recensione Paradise Seeds vicino è sempre più verde e ora… Dalla recensione del forum Delahaze (2° Paradise Seeds premio Cannabis Cup 2008, 2° premio Cannabis prende la sua Champions Cup Spagna 2008): Una varietà che non ha bisogno di parole! SE NON HAI missione ancora COLTIVATO DELAHAZE – TI SEI PERSO QUALCOSA!! Delapiù sul serio. E haze è un must... ENORME produttore ed effetto al top! quella missione è compiuta solo Dalla recensione del forum Wappa (non se dopo uno premiato): sballo, seduti sul Frosted Trichome verde lime, bontà delicata e divano con un bel potente. Non profuma molto finché non viene spezsorriso in faccia zata – quindi produce un profumo acre ma dolce di esclamate: wow, pino– deliziosa! Ottimo effetto! Ottima sensazione, che buono! si sentono i forti livelli di THC nel lobo frontale – il benessere è positivo.
L’Amsterdam Seed Center sceglie i campioni L’Amsterdam Seed Center, con il suo negozio proprio nel cuore di Amsterdam e con il negozio online, che porta lo stesso nome, mette chiarezza nell’attuale caos del mercato dei semi. Nel loro catalogo, questi olandesi di Amsterdam riuniscono alcuni tra i più prestigiosi innestatori del mondo. Trovano che l’acquisto di semi non debba essere un rischio, ma che sia principalmente una questione di fiducia. Per l’ Amsterdam Seed Center è una questione d’onore il fatto che la fiducia non venga tradita. L’obiettivo principale non è la soddisfazione del cliente. L’obiettivo principale viene raggiunto solo se un cliente arriva al settimo cielo.
Seeds, Dutch Passion, Reserva Privada, Positronics, DNA Seeds, Dynafem, Vulkania. A questi nomi sono associate anche tutte le garanzie e il servizio che ci si possono aspettare da un’azienda seria. Potrete inoltre contare sul fatto che l’Amsterdam Seed Center offre lo stesso servizio per tutte le varietà offerte. Qualità, freschezza e vitalità del seme sono garantiti poiché tutta la collezione viene mantenuta in contenitori climatizzati alla temperatura e alla umidità ottimali, in modo professionale.
All’Amsterdam Seed Center gli accordi sono sempre chiari e il magazzino è sempre rifornito, in modo da ridurre al minimo la possibilità di terminare le Il commercio dei semi di cannabis, negli ultimi anni, è diventato un mercato sempre varietà. Oltre alle confezioni standard, per i professionisti c’è sempre spazio per un più selvaggio. Molti cosiddetti coltivatori non hanno mai visto una pianta di cannabis. occasione adatta a loro. Dopo una mail o una telefonata, non sarà necessario atSi vende a prezzi stracciati e gli stessi semi senza nome di produttori di massa vengo- tendere giorni per una risposta; verrete aiutati velocemente e in modo professionale, no venduti con nomi di fantasia. Servizio, conoscenza del prodotto e la sicurezza che sia che ordiniate tre semi o maggiori quantità. Potrete scegliere tra tutte le opzioni di il vostro ordine venga realmente spedito, spesso non soddisfano le aspettative. Oltre pagamento immaginabili; Paypal, carta di credito, Ideal, bonifico bancario, Western alla vera genetica che sta dietro a tutti i nomi sofisticati, l’unica soluzione è andare a Union e anche, alla vecchia maniera, contanti in una busta. caso. Purtroppo, non si può conoscere la genetica celata dietro a un seme di cannabis. La consegna è superveloce: pagamento effettuato oggi significa spedizione domani. E quindi i centesimi risparmiati su un sacchetto di semi potrebbero trasformarsi in un Potrete scegliere tra spedizione raccomandata o standard. Per gli ordini più grossi, è errore costoso. prevista la spedizione raccomandata, che sarà gratuita. Tutti i clienti, se lo desiderano, ricevono via e-mail una ricevuta L’Amsterdam Seed Center è una buona notizia per tutti della spedizione. Ovviamente, il servizio non termina una coloro che reputano più importante la sicurezza, rispetto volta ricevuta la vostra spedizione: reclami o domande a un “affare”. Qui troverete unicamente genetica affidabile vengono prese sempre seriamente, anche ad affare conproveniente dai migliori e più famosi coltivatori al mondo. cluso. E cosa più importante; all’Amsterdam Seed Center sai Gravenstraat 12, 1012 NM Amsterdam La selezione non rende la scelta più semplice, con un’offerta che cosa compri, senza mai trovare sorprese e continuando Paesi Bassi di circa 500 tra le migliori varietà. Un accordo dei produta lavorare secondo i programmi. Tel: 0031 (0)20 7371597 tori: Paradise Seeds, Serious Seeds, Sweet Seeds, Resin Internet: www.amsterdamseedcenter.com E-mail: info@amsterdamseedcenter.com
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INDOOR
Genetisti indoor La cannabis è una pianta che si è diffusa presso tutte le civiltà: come medicinale era inserita in numerose farmacopee, la canapa era fonte di materie prime importanti come tessuti a costo bassissimo e cordame in genere ma soprattutto la gente mangiava i suoi semi, uno degli alimenti più completi e più ricchi di acidi grassi, essenziali dal punto di vista nutrizionale, al mondo. Ma è proprio nel campo dell’uso ludico/ricreativo che lo studio genetico ha fatto passi da gigante. Se fosse stato possibile studiarla a fondo ben prima, allora saremmo pieni di studi medicoscientifici sul miglioramento genetico ai fini di una produzione terapeutica. Gli unici ricercatori, per anni, sono stati i breeders d’avanguardia che hanno rischiato il carcere per i loro incroci, molto spesso ricercati per uso ricreativo. Grazie proprio ai genetisti cannabici ora abbiamo gli strain come li conosciamo. Basta guardare le foto di una cannabis cup di fine anni ‘70 per accorgersi dell’enorme cambiamento (più cime grasse con sempre meno foglie) avvenuto in 30 anni di incroci moderni. Ora le tecniche si sono affinate e le tecnologie permettono raccolti indoor comparabili coi prodotti del sole. Per molti anni questo non è stato possibile e gli sforzi di pochi coltivatori coi neon hanno permesso lo studio delle attuali genetiche. Per fortuna che ci sono stati loro altrimenti chissà quanti secoli ancora sarebbero dovuti trascorrere prima che il polline di una autoctona brasiliana arrivasse ai pistilli di una varietà sudafricana. La canapa è una pianta dioica, cioè presenta individui con fiori maschili ed individui dai fiori femminili, non si incazzino i più esperti se mi permetto di semplificare così; se il polline del fiore maschile entra in contatto coi fiori femminili si avrà un seme ogni fiore, un seme figlio di quel maschio e di quella femmina. Il seme risultante sarà portatore in egual misura del DNA dei genitori (genotipo) ma esprimerà solamente una risultante dei
suoi geni (fenotipo). Il 50% dei suoi geni è patrimonio di mamma e il 50% di papà. Ma come è possibile la trasmissione delle caratteristiche dai genitori ai figli? Non in una via matematica, ma quasi. La genetica ci insegna che non ci sono certezze in quanto esistono dei meccanismi detti di interazione genica che alterano il normale andamento dominante/recessivo che ci si aspetta sulla carta. Ciò determina una diversità fenotipica a parità di genotipo, come quando entrambi i genitori hanno gli occhi azzurri e il figlio li ha verdi (sempre che l’idraulico non stia simpatico a mamma). Vediamo un esempio dalle mani della CBD crew. Incrociando una Cannatonic femmina di Resin seeds con una maschio EJ "GHBO Y TLVOL EJ .JTUFS /JDF TFFECBOL hanno ottenuto numerosi fenotipi di cui due sono ufficialmente in fase di produzione e si chiamano Z6 e Z7. Entrambe le piante hanno gli stessi genitori, ma presentano caratteristiche differenti dovute alle numerose interazioni che si verificano a livello del genoma. Z6 e Z7 possono esser considerati strain differenti alla luce di una netta diversità di portamento. Così nell’evoluzione artificiale, ibrido pseudonaturalistico concessoci, due fenotipi differenti possono creare linee genetiche differenti e lontane dai genitori se quei caratteri vengono fissati. Per incrociare la canapa servono molta fortuna e metodo giusto, visto che la selezione artificiale è l’unico metodo disponibile e non è nemmeno un metodo “esatto” come abbiamo appena detto. Tutte le maggiori scoperte sono state fatte quasi per caso – eccezion fatta per quel grande breeder scopritore della White Widow che aveva le serre in Svizzera – considerando l’esiguo numero di piante coltivate per volta che rende impossibile affrontare un discorso di selezione massale. Una selezione massale è una scelta tra migliaia di fenotipi differenti alla ricerca di tenore di principi attivi, produttività, portamento, stabilità. Se fosse possibile testa-
FINALMENTE LA TERRA.
di CBG
re migliaia di fenotipi sarebbe molto più facile trovare pregiate espressioni geniche di quell’incrocio. Chi non può o non poteva testare un gran numero di fenotipi ha avuto più fortuna, se ha trovato qualcosa di valido. Si racconta ancora in giro di un coltivatore di autofiorenti con solo 4 vasi a disposizione e tantissimi semi femminilizzati prodotti in un anno, stabili e produttivi. Oppure capita come con la Princess, genitore della famosa e saporita Cinderella 99, trovata tra le cime della Jack Herer di Amsterdam da un fortunato consumatore. La Princess è il miglior fenotipo trovato tra 6 femmine di 12 semi incontrati nella bustina del coffeeshop, è stato incrociato inbreeding per stabilizzarlo ed ha dato la Cinderella 99, che è una delle migliori soprattutto come biologica in campo aperto (insieme a Chocolope come originalità di sapore).
I trovatelli sono pericolosi per i principianti ma non per un esperto. Ciò che rende complicata una genetica è la forte variabilità espressa nel mondo cannabico: un coltivatore inesperto avrà sicuramente problemi se i trovatelli si rivelano sative alte oltre 3 metri. Come gestire piante che non hanno ancora stretchato e sono
OH NO! E’ SUCCESSO… L’APOCALISSE DEI MORTI VIVENTI.
HO CAMMINATO PER CHILOMETRI, SENZA VEDERE ANIMA VIVA. ED E’ COME SE NON FOSSERO INTERESSATI AD ATTACCARMI.
BM MJNJUF EFM HSPXCPY 4F MF MVDJ TPOP HJË DPOUSP MB QBSFUF TVQFSJPSF EFM CPY F OPO c’è altro spazio cosa fare? Ecco perchè si sconsiglia di piantare trovatelli. Un esperto invece dai trovatelli spera sempre di trovare sorprese insperate, come spesso successe negli scorsi anni, che possono rivelarsi pietre miliari. Se si lavora outdoor il problema spazio non esiste o perlomeno non è così incisivo, ma permangono i problemi di crescita e di durata della fase di fioritura che possono portare a raccolti prematuramente forzati. Inoltre il grave problema della sensibilità più o meno marcata agli agenti patogeni è continuamente e ancor più sentito con l’utilizzo dei semi trovati a caso. Il meglio però, quando si vuole incrociare, è la coltivazione indoor perchè solo in ambiente controllato è possibile prevenire eventuali fughe di polline indesiderate o eventuali entrate di granelli di polline sconosciuti. Chiunque può divenire genetista indoor. In casa è possibile per tutti selezionare tra vari fenotipi, preservare un determinato fenotipo così da mantenerne un genoti-
po ed incrociare eventuali esemplari con caratteristiche interessanti. Vediamo cosa significa selezionare. Prima di tutto viene l’osservazione. Bisogna prender nota della forma cioè del portamento, della velocità di crescita e della resa in tutti i suoi termini (peso della sostanza secca, effetto e gusto o aroma).
CERTO! CHI HA MAI SENTITO DI UNO ZOMBIE VEGETARIANO?
MI CHIEDO COSA SIA SUCCESSO DA QUANDO SONO PARTITO PER ESPLORARE I PIANETI ALIENI.
NESSUNA PERDITA
C’E’ QUALCOSA CHE NON VA! NON CI SONO LUCI ACCESE. E’ COME SE IL PIANETA FOSSE MORTO.
BEH, PER LO MENO ANCHE LA LEGGE ANTIDROGA SARA’ DEFUNTA. NON E’ POI COSI’ MALE. EHEH.
15 Ogni clone ha il DNA della pianta da cui è stato asportato e sarà perciò una copia identica, ovviamente adattata a quel habitat. Con un parco cloni si possono ottenere fioriture omogenee dato che sono tutti uguali tra loro e si comportano in maniera identica (risposta al fertilizzante, portamento in base alla fonte luminosa, etc. etc.). Inoltre un clone può divenire una pianta madre da cui asportare fino a centinaia di cloni l’anno, anche per molti anni. Il breeder di cui accennavo prima, inventore della Super Silver Haze, mostra nei suoi video delle madri anche di 15 anni di età. Per oltre 15 anni ha potuto attingere la stessa medesima SSH.
Ogni coltivatore dovrebbe tenere un diario di coltivazione dove annotare ogni intervento ed ogni risposta delle piante. Questo significa dialogare con le piccole e questo è il metodo migliore sia per gestire la propria coltivazione che per selezionare eventuali individui riproduttori. Indoor va tenuto conto dell’altezza ad inizio fioritura e dello stretching, se presente, che si verificherà subito dopo. La forma tendenzialmente preferita dai genetisti è a singole cola senza ramificazioni, ma anche i piccoli cespuglietti sono ben accetti: se proprio presentano caratteri difficilmente trasmissibili (chissà perchè numerose case di semi si ostinino a vendere scarse produttrici con cimotti minuscoli quando basterebbe incrociare con piante moderne dalle grandi cime poco fogliose). Osservare è fondamentale, ma visto che ho parlato di osservazioni della sostanza secca, diviene obbligatorio poter mantenere la genetica in maniera continua e di pronta utilizzazione. Preservare un dato fenotipo è possibile molto facilmente grazie alla possibilità della canapa di esser clonata. Clonare è molto facile ed importante perchè permette di conservare una genetica nel tempo e se necessario riprodurla ogni volta che è necessario. Fare un clone significa tagliare un ramo (una talea) e far sì che radichi diventando una copia uguale al 99,9% ai genitori. Quello 0,1 % di diversità è dato dal fatto che le piante si adattano a determinate
condizioni ambientali in cui crescono e trasmettono sia ai figli sia per via clonale dei “consigli” biochimici su come affrontare meglio il nuovo habitat. I più curiosi vadano a cercare su google “epigenetica”, la branca della genetica che studia le mutazioni fenotipiche dovute non a mutazioni di basi azotate del DNA. E’ molto affascinante la natura, riserva sorprese sempre: anche i più esperti biologi si stupiscono in tarda età quando la meraviglia della natura si manifesta in meccanismi quasi impossibili. I cloni sono dei rami, meglio se lignificati e vecchi, tagliati dal tronco con un taglio
Avete osservato e poi selezionato ed infine asportato un clone di un fenotipo interessante? Molto bene, ma se voleste incrociarlo? Siete avvantaggiati in quanto potete sempre ripartire dal vostro clone, cosa impossibile se si esclude il taleaggio e si lavora solo coi semi. Incrociare è molto facile, ma non dà garanzie. Non è mai sicuro che un seme sia identico ai suoi genitori, nemmeno se si sta lavorando inbreeding line (o IBL) che vuol dire che non è mai garantito il risultato nemmeno fissando i caratteri. Una volta scelti i caratteri e trovato il fenotipo portatore di quel determinato genotipo si può incrociare con un un altro genotipo scelto. Il maschio è portatore di numerosi caratteri ad interesse agronomi-
Il polline del maschio va raccolto quando si schiudono i fiori, di solito intorno al quindicesimo giorno di fioritura e va raccolto in bustine di carta e conservato in frigorifero. Si può anche diluirlo con acqua distillata, non del rubinetto perchè se contiene cloro possiamo dire addio ai nostri granelli di polline. Maledetto cloro. Le femmine destinate alla riproduzione vanno allontanate dalla grow room, nel caso non si disponga di una stanza dedicata con filtri per l’aria in entrata ed in uscita, così da evitare contaminazioni o ancora peggio fughe di polline verso raccolti destinati ad essere sinsemilla. Le femmine impollinate vanno mantenute al buio per garantire una miglior discesa del polline dai pistilli all’interno del fiore e vanno nebulizzate continuamente con acqua così da mantenere “a terra” il polline. Dopo 24 ore si possono riportare le femmine impollinate nella stanza di fioritura, eventualmente come consiglia il nonno Buc si possono lasciare dei sacchetti del pane sulle cime impollinate per ancora due o tre giorni così che siano evitate contaminazioni tra le femmine in fioritura. Chiunque, meglio se con una buona dose di culo, può ottenere lo strain migliore del mondo. Anche incrociando a caso sperando e in una qualche mutazione disattesa. L’importante è osservare e documentare con foto e testi ogni avvenimento quando
PER INCROCIARE LA CANAPA SERVONO MOLTA FORTUNA E METODO GIUSTO, VISTO CHE LA SELEZIONE ARTIFICIALE È L’UNICO METODO DISPONIBILE E NON È NEMMENO UN METODO “ESATTO” deciso, conficcati in terra o in un medium di radicazione e posti a temperatura controllata di 22-26°C con una umidità relativa almeno di 80%. I più diffusi e più utilizzati substrati artificiali di radicazione sono i cubetti di lana di roccia e i dischetti di cocco o torba disidratata. Se dovessero esserci problemi, nonostante il vigore noto della canapa, si possono usare degli ormoni per radicare, disponibili sia in gel che in polvere $MPOFY P 3IJ[PQPOJDP BE FTFNQJP P J DMBT sici consorzi di micorrize (cito Biomagno perchè in laboratorio in università diede il 95% di successo con test sulla vite).
co, quindi la scelta dovrà essere oculata anche per il polline che si andrà ad usare. Una femmina impollinata produrrà infiorescenze con al loro interno semi più o meno grossi, differentemente maculati e dal contenuto genico diverso. Il tempo che impiegherà a maturare i singoli semi è sensibilmente maggiore del tempo di fioritura sinsemilla. Quindi piante impollinate avranno una fioritura più lunga delle omologhe senza semi. Quando saranno maturi andranno asciugati per circa un mese al buio e poi saranno subito pronti a germinare con successo!
si opera con le piante, la successiva condivisione con i più esperti (grazie all’esistenza di internet) sarà la miglior scuola per i meno esperti. Buona manipolazione di materiale genetico, sotto qualsiasi forma! E attenzione agli squali del commercio che son sempre dietro l’angolo pronti a rubare lavoro altrui per fini egoisti, come quando uno che non nomino trovò un seme in una canna donatagli da un breeder e gli rubò la genetica creando una casa di semi autofiorenti.
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CANNABIS HERO
La storia incredibile di Fabrizio Pellegrini
le sono diventato consumatore abituale. L’asma intanto era sparita e non è più tornata, tant’è che oggi io non ne soffro più. Dopo una parentesi a Bergamo, prima di finire gli studi ero tornato a vivere al mio paese dove mi ero fidanzato con una ragazza più grande di me.
QUANDO CURARSI DA SOLI È MEGLIO CHE ANDARE DAL MEDICO Ci sono storie che vale la pena raccontare. Vite che meglio di altre possono trasmettere al pubblico lo slancio che conduce alcune persone a diventare protagonisti al di fuori della loro vita personale, simboli di un movimento che nel nostro paese continua a crescere nonostante le pesanti conseguenze che si devono mettere in conto quando si sceglie di opporsi fattivadi Carlos Rafael Esposito mente alla legge sulle droghe leggere. Fabrizio ha 43 anni, vive al Forte Prenestino di Roma ed ha alle spalle una storia incredibile da raccontare. I lettori di Soft Secrets potranno leggere la sua storia suddivisa in due capitoli, il primo su questo numero e il secondo sul prossimo. Come tanti lettori di Soft Secrets, Fabrizio è semplicemente un ragazzo, un ragazzo che ha capito come in questo paese, per meritarsi quel che in altri paesi è ormai acquisito, bisogna schierarsi in prima persona. Non per eroismo, non per discutibile voglia di immolazione. Al contrario: semplicemente per potere condurre una vita meritevole di essere chiamata civile, civile e dignitosa. Certamente testardo e indubbiamente idealista (con una grande avversione alle ingiustizie e agli abusi), Fabrizio soffre di una malattia molto rara che lo ha portato a compiere scelte obbligate per stare meglio. In questo caso il malato non è la persona passiva, la cui malattia è delegata agli specialisti: Fabrizio ha scoperto di poter agire per il suo meglio senza dover domandare troppe attenzioni sanitarie (latitanti e non al passo, per pigrizia e ignoranza, con pratiche pacificamente condivise dalla comunità scientifica internazionale). La soluzione sarebbe semplice e alla sua portata. Ma è proprio da qui che comincia la sua storia... SSIT: Come descriveresti la malattia della quale soffri? Si tratta della cronicizzazione di un defi-
cit enzimatico celebrale. In pratica il mio sistema immunitario è in sofferenza cronica. La sindrome fibromialgica della quale oggi sono affetto è una forma patologica deviata dell’asma bronchiale cronico allergico. Nello specifico viene a mancare la serotonina che sarebbe un neurotrasmettitore. Nel paziente in cui la malattia è in uno stato avanzato, come nel mio caso, la mancanza di serotonina crea il restringimento del canale midollare e l’erosione lenta e progressiva dei giunti articolari che, oltre a provocare insonnia, provoca dolore diffuso e persistente soprattutto a carico della colonna vertebrale. Tutto è cominciato con una banalissima asma... Avevo 2 anni e tutto è partito dalla pertosse alla quale, per ereditarietà materna, si è aggiunta anche l’asma. Fin da quell’età mia madre mi portava a Firenze (dall’Abruzzo) a vaccinare. I vaccini, però, non davano esito e per tamponare gli attacchi si passò all’aerosol ed alle inalazioni di cortisone. In quel periodo tra l’altro erano appena stati immessi in commercio il Ventolin e il Bentelan e così ho cominciato a portarmi dietro quelli. Così per tutta l’infanzia. E arriviamo all’adolescenza... Esatto arriviamo all’adolescenza e l’asma non se ne andava. A 13-14 anni era talmente farmaco-resistente al cortisone che continuavo a subire ricoveri, flebo, etc. Ero
23 DIC
24 DIC. GROTTA DI BABBO NATALE, LAPPONIA
COSA E’ QUESTO? UN’OFFERTA DI LAVORO IN LAPPONIA. VIENE DA… GUARDA UN PO’… BABBO NATALE.
E la canapa? La mia storia con la canapa comincia dopo aver terminato gli studi al conservatorio di Pescara come pianista. Nel 1991 avevo 23 anni e suonavo con un’orchestra di musica cubana. I miei compagni di orchestra non avevano remore nell’utilizzo di stupefacenti e così cominciai con le prime boccate, sollevandomi anche dal problema asmatico con il quale sono cresciuto. Cioè fumavi e ti passava l’asma? Aspetta ti spiego: sotto il profilo nutrizionale seguivo una dieta più sana possibile e poi, dopo aver diradato e poi smesso con i farmaci, curavo l’asma adottando piante medicinali come tisane ad esempio melissa, che è una varietà di menta, eucalipto, issopo etc etc. Considera che come consumatore occasionale non ero ancora informato sul valore terapeutico della sostanza, per cui potevo soltanto constatare il beneficio immediato derivante dal consumo. Continuavo a suonare con il gruppo, andavamo in tournée in tutta Italia e così, da consumatore occasiona-
ALLORA, DI CHE LAVORO SI TRATTA? HAI BISOGNO DI UNA MANO PER LE CONSEGNE?
C’E’ EH… QUASI. LE SIGNORINE ELFO HANNO BISOGNO DI MOLTE ATTENZIONI E DO LORO 364 NOTTI L’ANNO.
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letteralmente imbottito di cortisone. La svolta c’è stata a 16 anni quando ho smesso di mangiare carne. Ciò ha notevolmente ridotto l’esposizione agli attacchi. Dal momento in cui ho smesso con la carne è stato come se il mio organismo diventasse meno esposto agli attacchi. Mi sentivo meglio, magari potevo avere un attacco con il cambio di stagione. Ma comunque si diradavano da 4 a 3, da 3 a 2, da 2 ad 1 fino a sparire. Ci ho messo anni ed anni per ripulirmi dal cortisone. E penso dipenda anche dalla decisione di smettere con la carne piena di farmaci e steroidi che ci mangiamo. Fino ai 23 anni ho convissuto con attacchi settimanali, un ricovero al mese e nell’arco di un anno anche dieci volte all’ospedale. Man mano che crescevo per fortuna gli attacchi si diradavano.
LE SIGNORINE ELFO LAVORANO IN CAMBIO DI SESSO. QUANDO HO DETTO LORO CHE TU SARESTI STATO IL MIO SOSTITUTO SONO STATE FELICI. ERI TU O GERALD BUTLER. TI INTERESSA IL LAVORO?
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E poi che succede? Un giorno ho avuto una febbre fortissima che mi è durata tre giorni. Da quel momento i miei dolori articolari sono diventati più fastidiosi. Ho avuto una febbre reumatica. La febbre è stata l’insorgere e manifestarsi dei dolori dorsali della sindrome fibromialgica.
Che ruolo svolge il fumare erba nella tua condizione? Fumare canapa agisce come un tampone anti-proliferativo. La febbre traumatica è stata originata da un accumulo di scorie plastiche nell’organismo, scorie dovute alla qualità bassissima di sostanza, che girava in quei giorni e della quale ero consumatore. Era una schifezza che gira ancora e la cui qualità dipendevano e dipendono dalle dinamiche del mercato nero. Per opporsi alle logiche di bassa qualità del mercato nero e alle conseguenze dirette sulla sua salute, Fabrizio negli anni ha accumulato 8 condanne per coltivazione: 11 anni e 8 mesi con il cumulo di pena. Ne riparleremo nel prossimo numero. Appuntamento quindi alla prossima puntata dove Fabrizio ci racconterà le mille e una vicissitudini che ha affrontato per potersi garantire una cura adeguata alla sua malattia.
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PUNTO LEGALE
Il popolo è sovrano?
di Giovanna Dark
TRA RACCOLTE FIRME, REFERENDUM E PROPOSTE DI LEGGE, SIAMO DAVVERO SICURI CHE LE DECISIONI DELLA CITTADINANZA VALGANO QUALCOSA AI “PIANI ALTI”? Lo scorso 7 dicembre, a ridosso della conferenza stampa con cui il nuovo governo ci ha illustrato con austerità e commozione la cosiddetta manovra “lacrime e sangue”, è stata presentata al Senato della Repubblica da Roberto della Seta e Francesco Ferrante (entrambi esponenti del PD) la proposta di legge numero 3034 recante la dicitura “Norme per la legalizzazione dei derivati della cannabis indica”. Ma non stupitevi, questa non è la prima volta che accade. Il testo è lo stesso testo presentato nelle precedenti legislature da alcuni deputati verdi, Franco Corleone prima e Marco Boato poi, e che basandosi sugli studi economici del professor Marco Rossi aveva avuto il sostegno di numerosi deputati in maniera trasversale. Una proposta in cinque punti che sommariamente potrebbe essere riassunta così. L’articolo 1 stabilisce le condizioni generali attraverso cui si ritiene possibile attuare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico ad un impianto di tipo legale della distribuzione delle droghe cosiddette “leggere”: si ritiene adeguata allo scopo una norma che consenta la coltivazione a fini di commercio, l’acquisto, la produzione e la vendita di cannabis indica e dei prodotti da essa
testo unico sulle droghe per chi coltivi, acquisti, produca o venda pur essendo sprovvisto delle autorizzazioni necessarie. L’articolo 4 stabilisce il divieto di propaganda pubblicitaria diretta o indiretta della cannabis indica o dei prodotti da essa derivati e le relative sanzioni, fatte salve le opere dell’ingegno non destinate alla pubblicità e tutelate dalla legge sul diritto d’autore. L’articolo 5, infine, stabilisce che il Presidente del Consiglio presenti una relazione annuale sullo stato di attuazione della legge e sui suoi effetti, fissandone alcuni parametri di valutazione legati al consumo, alle sue caratteristiche, al rapporto tra consumo di droghe “leggere” e altre droghe, all’eventuale persistenza del mercato nero e agli accordi eventualmente conclusi in sede internazionale con i Paesi produttori di cannabis indica. Tutto molto bello, anzi addirittura consolatorio se si tiene conto che una misura del genere potrebbe portare benefici alle casse statali senza gravare sui cittadini ma, al contrario, fornendoli di uno strumento in più di scelta e di fondamentale libertà. Peccato che il testo probabilmente non verrà nemmeno discusso, vediamo perchè.
Monti e company hanno già dimostrato quale sia il loro modello di riferimento per batter cassa e se hanno preferito mettere mano alle pensioni piangendo – vedi la neoministra Fornero –, piuttosto che abbattere i costi della politica, allora è ovvio che hanno idee completamente
QUANDO SI PARLA DI LIBERALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE SI PARLA DI QUALCOSA CHE GLI ITALIANI AVEVANO GIÀ DECISO E APPROVATO 19 ANNI FA derivati. L’articolo 2 fissa poi le sanzioni penali e la revoca della autorizzazione per chi violi il divieto di vendita ai minori di sedici anni, o che consenta agli stessi minorenni il consumo all’interno dei propri locali. L’articolo 3 definisce la non punibilità della coltivazione per uso personale di cannabis indica e della cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato ma ribadisce la vigenza delle norme di cui all’articolo 73 del famoso
“GENETISTI INDOOR”
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Innanzitutto il dato politico: il nuovo supergoverno tecnico finora non ha minimamente preso in considerazione di adottare provvedimenti che non siano meramente fiscali e/o penalizzanti per la stragrande maggioranza della popolazione. Un governo tecnico che di fatto sta più a destra di quanto non lo fosse il già pessimo esecutivo che l’ha preceduto – e che strizza volentieri l’occhio alla summa casta d’oltre Tevere – è difficile che autorizzi un provvedimento così “sinistrorso”.
divergenti dalle nostre rispetto a quali siano i valori da difendere in questo particolare momento storico, antiproibizionismo in primis. C’è poi un altro fattore non trascurabile, ovvero quello dell’impossibilità in questo Paese di raggiungere e provare a mantenere una qualsiasi decisionalità orizzontale. Quando si parla di liberalizzazione delle droghe leggere bisogna infatti ricordare che si parla di qualcosa che gli italiani avevano già deciso e approvato 19 anni fa. Nell’ormai lontanissimo 1993 il pacchetto di referendum promosso dal Partito Radicale, oltre a richiedere l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, contemplava anche un quesito riguardante l’abrogazione della persecutorietà penale della detenzione di sostanze stupefacenti. Il 55,4% dei votanti si espresse favorevolmente alla depenalizzazione ma così come fu per il finanziamento pubblico ai partiti, la politica trovò il modo di bypassare la volontà popolare, invalidando di fatto il risultato di una consultazione
“QUANDO CURARSI DA SOLI È MEGLIO CHE ANDARE DAL MEDICO”
considerata costituzionalmente vincolante per il Parlamento – che in quanto diretta rappresentanza dei cittadini, non potrebbe disciplinare in maniera identica la materia così come abrogata dalla consultazione popolare. Ma si sa che in Italia il condizionale è d’obbligo. Colpisce e spesso rincuora vedere online pagine su pagine dedicate a raccolte firme, petizioni o quant’altro possa incidere sulla decisionalità istituzionale – nel nostro caso in materia antiproibizionista – ma purtroppo, nella realtà dei fatti, la buona volontà di moltissime persone si limita a quello che con un neologismo figlio del boom dei social network potrebbe essere definito “clicktivism”. Un comportamento che utilizza internet come mezzo primario per influenzare l’opinione pubblica, ma che rimanendo nella sfera virtuale non riesce a restituire il potenziale umano che solo l’attivismo vero e proprio ha. Così come affidarsi a dei parlamentari, in questa storpiata concezione di democrazia, ha poco senso dal momento che, come ci è stato dato di vedere in 66 anni di storia repubblicana, l’obbligo di rappresentanza si sbriciola dinanzi all’interesse particolare. E sappiamo tutti che questo interesse non coincide praticamente mai con il bene della cittadinanza. Spiace rovinare l’entusiasmo a quanti leggendo le prime righe avranno esultato, ma il Natale è ormai passato, la crisi è diventata qualcosa di esistenziale e il cinismo, arrivati a questo punto, è d’obbligo. E poi se mi chiamo Dark un motivo ci sarà!
16 “CANNABIS E CURA DEL CORPO”
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Ask Ed — TM
“Ed Rosenthal is the guru of ganja”-- High Times
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LED lamps use less than half the electricity of HIDs per unit
of PAR light produced. At $.10 a kilowatt, LEDs will save $215 per year when compa red to the cost of running a 1000w HID twelve hours a day. UÊ LEDs last longer than HID bulbs. UÊ LEDs need little to no cooling equipment, in contrast to HIDs that require air or water cooling, ventilation system s, or air conditioners.
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White be combined LEDs emit very little with HPS and lights design heat and can be placed to help An and both MH lamps, so advantage of is inexpens supply useful to the plants. The light using a combin there is no wavelengths ive. spreads at a 120° angle.very close reason to scrap tion of HPS plants and soften athe from Maxx Power has your digital Dripforsystem and LED lights the eerie purple a built in digital driver This LED HID lamp. s use pressu Adding LEDs is that you tors the power going can ensure that that monire from color generated by to your other public water the to the combination you are providi lights increas adjusts accordingly to the bulbs 100 times a second and es the amoun ng all the - spectrums of red andsystem, gravity or a pump blue light. Luckily t of light deliver ensure that maximum to deliver that plants need water output is being , the spectru achieved. ed to the garto thrive. If m range is where it is wsanted.den. For instance, more HID lamps usually wider Spaa garden using than the bandghetti lines tap rather than a 400w used, that guar- off a main deliverHPS can be increas LEDs are anteed for each they add PAR y line that is is ed to the equiva connected to emitter. light, but most lent 600 the of water source watts using 100 of the increase is in 120 | MARIJ emitter on the . An watts of LEDs. UANA GROW the yellow spectru ER’S HANDB other end of Adding ing 300 watts of For m. AddO Oeven K distribution the spaghe red and blue LEDs creates ti line contro , use tLEDs instead the equivalent ls the rate at water through its porous a water soaker hose, which “leaks” increases PAR light, but which water material. flows. not in the yellow spectrum. As with other plumbing system eastern U.S., s there are all kinds and other areas, MARIJUANA of accessories GROWER’S H there may be ANDBOOK | to deal with no need to irrigate problems that 121 plants at all or may be encoun to use it as plants just a supplem tered by or gardens. Some ent to natural sources. of these are garIn areas where dens located there is a summe on different levels, remote drought such r gardens and as parts of southe different size rn Europe varying and the North plants with American west, water needs. 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tems because each diode emits light in an unusually narrow spectrum. The minerals used to make it determine the spectrum the diode emits. HID lamps emit most of their light in spectrums that are not very useful to the plant. With LEDs, fixtures can be design ed to provide the plants with exactly the spectrum that they need for maximum growth. By tailoring the diodes’ light spectrum to plant requirements, LEDs can be more efficien t PAR produc ers. HPS lamps deliver more total light per watt of input, but LEDs are twice as efficien t in PAR light per watt as HPS lamps. That means a 200w LED lamp can be substit uted for a 400w HPS lamp, and the 300w LED lamps can be substit uted for 600w HPS lamps. The first genera tions of LED lamps did not emit an intense -enough light to support either active vegetat ive growth or flowering, but modern fixtures , which use higher-capacit y diodes, have solved those early proble ms.
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21 BUIO PRIMA DELLA FIORITURA
IMMAGAZZINAMENTO SEMI A LUNGO TERMINE
Ho portato avanti la fase vegetativa per 5 settimane in regime costante di luce, utilizzando fonti T-5 fluorescenti. Qual è la durata corretta del periodo di buio prima di passare a un regime 12/12 per indurre la fioritura? Ho sentito da 24 a 72 ore di buio. Cosa ne pensi? TOM
Vorrei preparare alcuni semi appena raccolti per immagazzinarli per i prossimi anni. I semi devono essiccare lentamente e poi essere messi in un contenitore ermetico di vetro o di metallo con pacchettini di gel di silicio, da posizionare nella porta del frigorifero? KINGPIN
Fornire alle piante un lungo periodo di buio favorisce il passaggio dallo stadio vegetativo alla fioritura. Nonostante ciò, non ho mai fatto esperimenti controllati utilizzando questa tecnica. Ho osservato che un periodo di buio prolungato di 24-36 ore riduce il tempo necessario alla pianta per iniziare la fioritura. Di solito alle piante ci vogliono 7-10 giorni per produrre i primi stigmi, mentre con un regime di buio di 36 ore, questo lasso di tempo si riduce a 5-7 giorni.
Esattamente. Per un immagazzinamento a lungo termine, devi congelare i semi.
NESSUN GRAPPOLO DI FIORI Ed Rosenthal è un’autorità riconosciuta a livello mondiale nel campo della marijuana. Considerato in America il “guru della ganja” da oltre 30 anni, Ed ha scritto e redatto più di una decina di libri sulla coltivazione della marijuana e le relative politiche sociali, di cui sono state vendute più di un milione di copie. Il suo primo libro, Marijuana Grower’s Guide, è stata la prima opera sulla cannabis recensita dalla rubrica del New York Times. Dopo quasi vent’anni, continua a rispondere a tutti i quesiti sulla marijuana, sulla sua rubrica Ask Ed (Chiedi a Ed), da lettori di tutto il mondo.
La mia pianta produce cime da 6 settimane. Di solito matura JO TFUUJNBOF µ QJFOB EJ QJMVDDIJ CJBODIJ TUJHNJ NB OPO si sono formati grappoli di fiori come dovrebbe avvenire. La temperatura della stanza di coltura arriva a 380C. Potrebbe essere questo il motivo alla base dei problemi della pianta? Cosa posso fare per ottenere un raccolto? TYRONE Sì. Quando la temperatura della superficie della foglia raggiunge i 350C, smette di fare la fotosintesi e traspira acqua per abbassare la temperatura. La temperatura incide anche sulla struttura del fiore. Una temperatura elevata, soprattutto, con una bassa CO2 e luce moderata, e non alta, porta a una crescita più striminzita e non alla formazione di grappoli di fiori. Abbassa la temperatura a circa 26-290C per favorire una migliore formazione di cime nelle prossime settimane di fioritura.
TEMPERATURA DI FIORITURA Sto usando tre fonti di luce da 600 watt raffreddate ad BSJB TV VO UBWPMP EB Y DN - BSJB Ò $0 BOJESJEF carbonica) arricchita a 1.500 PPM. Tengo la temperatura a 280C durante il periodo di luce e la faccio scendere a 210C durante il periodo di buio. Un mio amico mi ha detto che dovrei abbassare la temperatura a 230C durante il periodo di luce negli ultimi 10 giorni di fioritura. Devo fare così? Stresserà le mie piante? GONZO Il tuo amico ha ragione. Con la temperatura a 280C la pianta può utilizzare in modo efficiente la luce e la CO2. In effetti puoi aumentare anche un po’ di più la temperatura, fino a 290C, il che aumenterà leggermente la crescita. La produzione di terpeni aumenta notevolmente durante l’ultima settimana di fioritura. I terpeni, le molecole dell’odore, sono volatili alle basse temperature ed evaporano molto più rapidamente a 290C di quanto non facciano a 230C. Per mantenerle, tieni la temperatura bassa durante la fioritura e durante il processo di essiccatura/cura.
NEBULIZZARE CON LUCE ROSSA Per quanto tempo devo illuminare la mia coltivazione con luce rossa durante il periodo di buio? Che percentuale di watt devo dedicare alla luce rossa? RIDLEY La luce rossa ha uno spettro di 730 nm. Ha la caratteristica unica di stimolare l’induzione del periodo di buio, modificando la chimica del dimer (modulatore), il fitocromo. Il fitocromo è un dimer (modulatore con due stadi). In presenza di luce ossa (680nm), previene la fioritura. Quando la luce è assente, la chimica cambia lievemente per due ore, passando a uno stadio che induce la fioritura. Quando questa chimica continua per un periodo sufficientemente lungo per circa una settimana, viene indotta la fioritura. Di solito ci vogliono dalle 9 alle 11 ore di buio, a seconda della varietà. La luce rossa accelera il processo, portando il fitocromo allo stadio d’induzione della fioritura non appena colpisce la superficie della foglia. Ciò è importante perché riduce il periodo di buio necessario a indurre la fioritura di 1,5 ore. Anziché indurre la fioritura con un regime 12-12 o 11 di buio e 13 di luce, il risultato sarebbe così di 10,5 ore di buio e 13,5 di luce o 9,5 di buio e 14,5 ore di luce. La pianta trascorre più tempo sotto la luce, il che le fornisce maggiore energia e materiale per maturare. Non matura molto più velocemente, ma le cime diventano più grandi. La luce a 730 nm deve illuminare l’intera pianta. Immaginate di nebulizzare acqua e di dover raggiungere l’intera pianta. L’unica differenza è che la state “nebulizzando” con luce. La luce deve raggiungere ogni parte della pianta per una frazione di secondo. Utilizza una luce LED con uno spettro attorno ai 730 nm, in modo tale che sia l’unico spettro ricevuto dalle piante. Bisognerebbe utilizzarlo per breve tempo dopo l’inizio del periodo di buio o appena dopo l’imbrunire.
Irrigare le piante. Le 26 piante di questa coltivazione sono cresciute su letti rialzati da 200 cm x 60 cm.
22 PERIODO DI LUCE ESTESO PER LA FIORITURA Potresti spiegare la tua teoria dell’estensione del periodo di luce durante la fioritura? Significa che le piante ricevono meno ore di buio durante ogni periodo? L’ho provato e le piante non sono fiorite bene. DION Le piante fioriscono a seconda del numero di ore di buio che ricevono. Le varietà reagiscono diversamente nel periodo di tempo critico, ma la maggior parte di esse ha bisogno di sole 11 ore di buio o meno, per iniziare la fioritura. Suggerivo dunque di mantenere il periodo di buio di 11 ore. Ciononostante, la mia teoria prevede che il periodo di luce possa essere allungato. Per esempio, se le piante fossero sotto a un regime di 11 ore di buio e 15 di luce, avrebbero un ciclo di luce di 26 ore e non di 24 ore. Potrebbe non essere molto comodo per gli esseri umani, dato che il ciclo così si muove di due ore più lento della durata del giorno, quindi cambia sempre. Ricorda che la luce accelera la crescita. In un fotoperiodo 12/12, le piante ricevono luce il 50% del tempo. In un regime di 11 ore di buio e 13 di luce, la coltivazione riceve luce il 54% del tempo, il che costituisce un aumento dell8%. In un fotoperiodo di 11/15, la pianta riceve luce il 57% del tempo, con un aumento del 14% rispetto al fotoperiodo di 12/12. Il tempo di maturazione sarà ritardato di circa l’8% a causa della maggior durata del giorno. Una pianta in maturazione di 8 settimane (56 giorni) avrà bisogno di altri 4 giorni. Ciononostante, la resa aumenterà di circa il 15 4%. Questo diventa più significativo in percentuale, quando si tiene in considerazione il tempo di prefioritura.
FORZATURA DOLCE DELLA FIORITURA Sto progettando di coltivare in indoor utilizzando un fotoperiodo di 18/6 per lo stadio vegetativo e passando poi a un fotoperiodo di 12/12 per la fioritura. Ciononostante, mi sembra che sia innaturale. Hai fatto esperimenti con una transizione più lenta del fotoperiodo? µ WBOUBHHJPTP THE KID Prima di tutto, la marijuana cresce più rapidamente in stadio vegetativo quando la luce è continua. Se dovessi cominciare ad abbassare il ciclo di luce di 20 minuti al giorno in modo tale che duri due ore e 20 minuiti in meno ogni settimana, le piante sarebbero indotte in fioritura quando il ciclo di buio ininterrotto ha raggiunto fra le 9 e le 11 ore, a seconda della varietà. Per scoprire il numero esatto di ore necessario, calcola 8 giorni da quando vedi i primi segni di crescita degli stigmi. Man mano che diminuisci il numero di ore di luce, la pianta ha meno energia per crescere, quindi rallenta la crescita prima di essere indotta in fioritura. È meglio passare dalla luce continua alla forzatura della fioritura utilizzando 11-12 ore di buio e 13-12 di luce.
Ciascuna delle tre piante è stata posizionata su un letto rialzato ampio 2,5 metri. L’utilizzo di tre piante ha aumentato la resa di ciascun letto incrementando la densità del canopo.
TEMPO D’IRRIGAZIONE µ NFHMJP JSSJHBSF BMM JOJ[JP EFM DJDMP EJ MVDF P BMMB GJOF BQQFOB QSJNB EFM CVJP KRISTI Le radici utilizzano molta più acqua durante il periodo di luce, quando fanno la fotosintesi, di conseguenza, bisogna rifornire acqua alle radici subito prima o dopo l’inizio del ciclo di luce. Così facendo, le radici avranno tutta l’acqua di cui hanno bisogno quando ne hanno maggior bisogno. Quando i contenitori vengono innaffiati alla fine del periodo di luce, l’acqua satura il terzo inferiore del contenitore o viene drenata prima ancora di essere utilizzata.
COLTIVAZIONE EQUATORIALE Vivo nei Caraibi, dove abbiamo un regime di luce 12/12 quasi tutto l’anno. Varia di circa 45 minuti B TFDPOEB EFM NPNFOUP EFMM BOOP µ VO QSPCMFNB QFS MB DPMUJWB[JPOF PVUEPPS KYLE Le varietà come gli ibridi di indica o indica-sativa iniziano a fiorire immediatamente dopo che viene avviato il fotoperiodo di 12/12. L’unico modo per evitare che queste varietà fioriscano è interrompere il periodo di buio ogni sera con una buona quantità di luce per alcuni momenti. Le fluorescenti bianche calde, le fonti LED rosse e le fonti HPS emettono uno spettro di luce rossa adeguato, il che riporta il fitocromo a uno stadio di non fioritura. Tutte le parti delle piante devono ricevere la luce, quindi non ricevono un periodo di buio continuo lungo a sufficienza che scatenerebbe la fioritura. Se piantasti delle piante di indica o degli ibridi di indica senza interrompere il ciclo di buio quotidiano con della luce, le piante inizierebbero a fiorire poco dopo la germinazione, rimarrebbero piccole e svilupperebbero cime piccole. Gli ibridi di sativa-indica e le piante di sativa resisteranno alla fioritura per un po’, man mano che diventano piante grandi o fioriranno un po’ mentre crescono. Sono le varietà predilette per le latitudini equatoriali.
23 UTILIZZO DI BINARI
POSSIBILE ALLERGIA
Usare un binario cambia la quantità di watt per metro quadrato necessari? Ho un’area di coltura di 3,3 metri e ho 3 fonti HPS da 600 watt e 2 fonti MH da 400 XBUU $JBTDVOB EJ FTTF Ò QPTUB TV VO CJOBSJP B TF TUBOUF µ TVGGJDJFOUF P EFWP VTBSF più luce? ED SQUIRT
Sono preoccupato per la mia gola. Ho deciso di farmi un bang, quindi ho seguito una ricetta e l’effetto è stato molto tangibile. Fino a qui tutto bene, 45 minuti dopo l’ingestione il lento potente effetto è salito. Nessun problema per una mezzora e poi ho cominciato a sentire una sensazione simile all’asma, mi mancava il respiro. Ho letto che il THC aiuta a dilatare i polmoni. Cosa ha provocato questo effetto? Può essere un’allergia? MATTHEW B
In questo momento stai somministrando circa 288 watt per metro quadrato. Le piante di indica hanno bisogno di un minimo di 500 watt per metro quadrato o un totale di 4.500 watt. Ne mancano quindi 1.500. Potresti usare 4 fonti da 400 watt o due o tre fonti da 600 watt. Gli ibridi di sativa-indica hanno bisogno di circa 666 watt per metro quadrato o di circa 6.000 watt in totale. Con i 2.600 watt di luce che stai usando, ne mancano dunque 3.400. Altre 6 fonti da 600 watt sono quindi necessarie per illuminare l’area in modo adeguato per queste varietà.
STUFA A GAS PER L’ACQUA Ho una stufa a gas per scaldare l’acqua nella mia area di coltura. Posso scollegare l’aspiratore e lasciarlo libero nella stanza di coltura? Vengono rilasciati gas tossici dal condotto di aerazione? GRAZIE
Altre persone mi hanno detto di non aver problemi a fumare marijuana, ma di sentire una sensazione sgradevole quando la mangiano. Fra i sintomi ci sono attacchi di panico, vampate, problemi di affanno e stanchezza estrema. Alcuni di questi problemi potrebbero avere a che fare con le dosi, ma se si verificano ripetutamente, probabilmente si tratta di un’allergia. Penso che abbia a che vedere con il modo in cui il corpo elabora i due utilizzi: l’ingestione e l’inalazione. Con l’ingestione, il THC è lavorato nel sistema in versione leggermente diversa, il THC 11-Hydroxy-Delta-9, spesso chiamato THC-11-OH o 11-Hydroxy: è psicoattivo ma ha effetti di qualità diversa dal THC (Delta-9). Il THC che entra va direttamente dal flusso di fumo ai polmoni e al flusso sanguigno, quando si fuma marijuana, si usa un vaporizzatore o si utilizza in sublinguale come tintura. Stai attento prima di mangiare qualcosa a base di marijuana la prossima volta. Prendine una piccola dose per assicurarti che non ci siano effetti collaterali. Se continua a essere irritante, evita l’ingestione.
Le moderne stufe a gas per riscaldare l’acqua sono bruciatori puliti di gas naturale o propano. Emettono vapore acqueo, anidride carbonica (CO2) e calore. Se non utilizzi CO2 lo scoppio intermittente di gas aumenterà crescita e resa. La portata di tale arricchimento e la crescita derivante dipendono dall’utilizzo di acqua calda quando le luci sono accese, dato che la marijuana non utilizza CO2 durante il periodo di buio. Mentre le stufe domestiche a gas per scaldare l’acqua forniscono CO2 in modo intermittente, quando l’acqua calda viene utilizzata, bisogna tenere in considerazione il calore e il vapore acqueo che fanno parte del pacchetto. Se stai già utilizzando un generatore di CO2 il gas prodotto dalla stufa viene facilmente incorporato nel sistema. I coltivatori che utilizzano serbatoi di CO2 possono anche incorporare lo scoppio di gas nei loro programmi, sebbene si possano presentare inconvenienti legati a maggior calore e umidità, soprattutto se la stanza è dotata di un sistema di condizionamento chiuso e non aerazione.
SPORE DI BOTRITE Le cime delle mie piante sono state attaccate dalla muffa grigia, la Botrytis cinerea. Ho smontato tutto oggi. Devo buttare via il compensato o posso immergerlo in una soluzione con candeggina e dipingerlo con vernice antimuffa per riutilizzarlo? DIABLOW La Botrytis cinera è una muffa che porta radici e cime a marcire. Produce dei conidi ialini, spore asessuali a vita breve che provocano la formazione di protuberanze sulla superficie degli organismi. Producono anche sclerozi, spore che possono rimanere quiescenti per lungo tempo e sopportare dure condizioni ambientali. Le spore di B. cinera si trovano ovunque nell’aria, quindi sarebbe difficile cercare di eliminarle totalmente dal tuo ambiente. Un modo per ridurne la quantità è quello di utilizzare uno sterilizzatore d’aria UVC, che uccide le spore che passano nella canalina. L’imputridimento provocato dalla B. Cinerea può essere considerato una malattia ambientale perché i focolai si formano soprattutto quando l’umidità è elevata e in condizioni anaerobiche che indeboliscono le piante e le lasciano quindi esposte agli attacchi. Il modo migliore per controllare l’imputridimento delle cime è quello di ridurre l’umidità. Raramente attacca quando l’umidità è al 50% o meno. Preferisce inoltre le temperature fra i 150 e i 210C. Puoi ridurre l’umidità utilizzando un deumidificatore regolato mediante termostato e tenendo la temperatura al di sopra dei 21°C durante il periodo di buio nelle ultime due settimane di fioritura. Sterilizzare la stanza non è una cattiva idea. Preferisco usare il perossido d’idrogeno (H2O2), che si discioglie in acqua e ossigeno e non candeggina. La candeggina evapora formando gas di cloro, che può essere moderatamente velenoso in concentrazioni domestiche. Anche l’utilizzo di vernice fungicida non è una cattiva idea.
Primo piano delle tre piante coltivate insieme.
AUTOFIORENTI CHE NON FIORISCONO Stanno crescendo alcune autofiorenti. Sono nella settima settimana ma non ci sono fiori. Il fotoperiodo è di 24/0. La banca di semi consiglia un periodo di buio per i semi di autofiorenti. Ciononostante, ero convinto che per le autofiorenti si potessero tenere costantemente a un regime di 24/0. MATT Le piante autofiorenti che stai coltivando sono ibridi di ruderalis e indica e sativa standard. Hanno le caratteristiche autofiorenti della ruderalis ma sono leggermente modificate per l’incrocio. La banca dei semi suggerisce che le piante crescono meglio con un periodo di buio. Segui il loro consiglio. Hanno esperienza con questa varietà e vogliono che voi abbiate successo in quello che fate. Una volta che le piante hanno un periodo di buio di 4-5 ore inizieranno a fiorire.
24 Hemporium Cose di Canapa, Vicenza
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S.S. 11 Padana Sup. Verso Verona, 279 36100 Vicenza hemporiumvi@yahoo.it dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19.30 sabato dalle 11 alle 19 cell. 339 61 02 455 cell. 339 27 99 178
Big Budda, Alessandria
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Il primo e l’unico Grow Seed Head shop ad Alessandria specializzato in coltivazioni indoor e idrocultura. Forniamo ai nostri clienti i migliori prodotti e le attrezzature + innovative presenti sul mercato. Da noi troverete 8 anni di esperienza unita a sincera passione e discrezione.
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BIG BUDDA Via s. Gorizia 23 15100 Alessandria Tel 0131260728 www.bigbuddagrow.com Orari: dal lunedì al sabato dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 20,00 chiuso la domenica.
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Head and Growshop A Perugia in Via San Francesco n.9 (Piazza San Francesco) gli appassionati del biogardening troveranno Mysticanza. Dal 2003 punto di riferimento per il centro Italia. Sei anni di competenza, discrezione e cortesia sono le credenziali di Mysticanza.
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v. San Francesco, 9 06123 Perugia -Italytel/sms +39-338-8819198 fax n. +39-075-951183 info@mysticanza.it www.mysticanza.it MAR-SAB dalle 11:30 alle 14:00 dalle 15:00 alle 19:30 DOM-LUN chiuso
Amsterdam Shop, Pomezia
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Il nostro punto vendita: Viale Alessandro Manzoni 25 Pomezia (RM) 00040 Orario: Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30 Si effettua anche vendita on-line, dai siti www.growhempshop.com per gli articoli di giardinaggio indoor e outdoor e su www.seedsline.com per quanto riguarda la vendita di semi di canapa da collezione. Servizio di assistenza clienti su Skype oppure via mail agli indirizzi staff@growhempshop.com o staff@seedsline.com Tel. 0691801148
Orto Biologico Shop, Cagliari Specializzato nella coltivazione biologica e biodinamica Orto Biologico nasce dall'amore verso la natura. Da circa dieci anni sperimentiamo una serie di terricci professionali pronti all'uso, specifici per tutte le fasi della pianta, questo è il nostro punto forte. La nostra esperienza è a vostra disposizione per aiutarvi a risolvere qualsiasi problema!! Ci trovate a Cagliari in via Tigellio 60 – Tel/fax 070/653170 Email: orto_biologico@hotmail.it Website: http://www.scirarindi.org/scirarindi/?q=node/2877
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Nel marzo 2002 a Cordenons in via Martiri della Libertà 21 (PN), viene avviato il primo growshop del Friuliveneziagiulia. Il suo obbiettivo principale è fornire affidabilità e seguire con professionalità il cliente. Merito va allo staff e alla clientela affezionata, se dal 2004 l'Hemp-orio ha conseguito successo sul piano interregionale, fornendo una vasta gamma di articoli per fumatori, nutrimenti per terra, idroponia e cocco, lampade per crescita/fioritura, sistemi per idroponica e aeroponica, oggettistica e tanto altro. Via Martiri della Libertà 21, Cordenons (PN). Aperto dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00.
25 Growshop Area 51, Ostia, Roma
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Dopo anni di esperienza e dalla nostra grande passione nella coltivazione biologica, vista la continua richiesta e la difficoltà di trovare prodotti “veramente biologici” nasce la voglia di crearci un nostro orticello e nasce così la nostra attività, basata nel reperire, testare ed approvare per voi le ultime novità del mercato italiano ed estero nel campo della coltivazione indoor e outdoor. Da noi troverai esperienza, cortesia e tanta disponibilità. Ti aspettiamo in via Corrado del greco 32 – 00121 ostia – roma – aperti dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30 tel 06 56338761 o al sito http://www.growshoparea51.com
Comune di Roma
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Naturalstore San Benedetto del Tronto Via Cherubini 6 San Benedetto del Tronto (AP) 63074 - ITALIA info@naturalstore.it tel. 0735 650 968 cell. 366 713 3388 www.naturalstore.it
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ORARIO: 11:00 - 12:30 / 16:00 - 20:00 domenica e martedi chiuso
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New Energy Grow festeggia 10 anni di Passione
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Chacruna Head&Growshop, Trento
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Chacruna da 8 anni seleziona solo le migliori marche, unendo discrezione, professionalità ed esperienza. Proponiamo un'ampia scelta di banche di semi da collezione e siamo specializzati in impianti a LED Professionali. Abbiamo una vasta disponibilità di prodotti per la fertilizzazione, sistemi idro e aeroponici e impianti d’illuminazione con soluzioni su misura. Siamo RIVENDITORI UFFICIALI per il TrentinoAltoAdige di ROOR, EHLE e G.SPOT. Inoltre proponiamo ACCESSORI in CANAPA, COSMETICI NATURALI, BORSE e tanto altro. Chacruna Head&Growshop Corso 3 Novembre 72 presso “Galleria Al Corso” - TRENTO ORARIO: 9.30-12 15-19 (LUN mattina CHIUSO) Web: www.chacruna.it – Email: shop@chacruna.it
Foglie d'erba, Bologna Growshop Via Brugnoli 17/E 40122 Bologna Tel. 051 523668 Lunedì-Sabato 15:30-19-30 Martedì-Sabato 11:00-13:30 Headshop Via de Marchi 29/A 40123 Bologna Tel. 051 4847574 Lunedì-Sabato 15:30-19-30 Mercoledì-Sabato 11:00-13:30 www.fogliederba.net - www.fogliederba.it
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26 OLIO DI NEEM IN FIORITURA Quanto tempo dopo l’ultima applicazione di neem posso raccogliere? TIM In outdoor, l’olio di neem evapora ed è distrutto dai raggi UV in una settimana o meno. Nonostante ciò, lascia odore per varie settimane, perché una parte viene assorbita dalla foglia. Per questo motivo, l’olio di neem in outdoor non dovrebbe essere utilizzato per un mese prima del raccolto. In indoor, le fonti HPS e MH con rivestimento in vetro non emettono raggi UV e l’olio non viene dissipato completamente. Per questo motivo non dovrebbe essere nebulizzato sulle cime e le foglie che vengono nebulizzate non dovrebbero essere utilizzate per fumare. Le foglie possono essere usate nei preparati che utilizzano l’acqua, come il bubble hash.
NOSTALGIA PER LE VECCHIE VARIETA’ Da bambino, cresciuto negli Anni 70, c’erano molte ottime e saporite varietà che non vedo più da nessuna parte da decenni. Prendevamo la Gold e Red Columbian, Jamaican, Panama Red e Acapulco Gold e altre varietà importate. Cosa è successo a questi ceppi?
Vista della coltivazione che mostra come ogni pianta avesse molto spazio per essere raggiunta dai raggi del sole. Ogni pianta riceveva luce solare da cima a fondo.
Oggi non riesco a trovare varietà così saporite come in passato. La Gold aveva un sapore così buono. JODY N.
LUCE CFL UVB
Le varietà importate sono scomparse dal mercato americano. Una parte del motivo è che i fornitori considerano più sicura la coltivazione a livello nazionale e non cercare d’importare. Ogni Paese ha regole a sé. La Tailandia, nota per i suoi “Thai Stick”, ha è stata stroncata in questo senso con la fine della Guerra del Vietnam. Per anni a seguire, gli Sticks sono stati disponibili nel Paese, ma la politica antidroga degli ultimi 20 anni ha portato alla fine di gran parte delle coltivazioni anche in zone remote. In Colombia, il richiamo e i profitti del commercio di cocaina hanno ucciso l’industria dell’erba. Perché imballare tonnellate di pacchi quando con pochi chili di polverina si può ottenere la stessa cosa? Ciononostante, c’è speranza. Di recente alcuni dispensari della Baia di San Francisco hanno cominciato a offrire varietà “Colombian” e “Acapulco Gold” coltivate da semi raccolti decenni fa.
6OB 3FQUJTVO 67# $'- Ò TVGGJDJFOUF QFS VOB DPMUVSB EJ Y DN 4F OPO MP è, quante dovrei usarne? STEPHEN R.F. La 10.0 UVB è una fonte da 18 watt ed emette molti UVB. Utilizza il vetro di quarzo, che permette il passaggio degli UVB. Consiglio sempre fino a 100 watt per metro quadrato, se si usano lampade abbronzanti “ad alta pressione”. La fonte che stai pensando di utilizzare è da 26 watt. In questo caso spargerei la luce su una superficie di 0,33 metri quadrati. Ci vorranno 24 di queste fonti per coprire l’intero spazio. Il problema con le fonti fluorescenti dirette è che usano un ballast da 100 watt e un’installazione da 180 cm. L’impianto da 180 cm non è disponibile sul mercato e quindi devi costruirtelo da solo utilizzando parti facilmente acquistabili. Le lampade abbronzanti agli alogenuri metallici sono un’altra possibilità.
La Jamaican Kali è stata ibridata o abbandonata a favore delle nuove varietà commerciali nel Paese nativo. Ciononostante, i collezionisti hanno tenuto i semi nei loro frigoriferi e freezer dove sono ancora utilizzabili. Probabilmente in America ci sono semi stoccati di tutte le razze in questione che si sono salvati. Ora si tratta solo di scovarli e coltivarli.
Piante coltivate in contenitori da 100 litri in una serra a tunnel. Il tunnel protegge le piante dalle condizioni atmosferiche avverse mentre maturano. Purtroppo, la plastica assorbe i raggi UV, il che ne aumenta la potenza. Sarebbe meglio se la plastica potesse essere tolta, in modo tale che le piante ricevano la luce del sole direttamente nelle belle giornate di sole.
REGIME D’ILLUMINAZIONE Qual è la proporzione di luce di cui hanno bisogno le piante in stadio vegetativo? MARCELLA Per far crescere piante vigorose in poco tempo, si può usare un regime continuo di luce (24/0) durante la fase vegetativa. Cresceranno con vigore, ma non allo stesso ritmo che se il regime si riduce a 18 ore giornaliere (18/6). Quando le piante che maturano rapidamente all’inizio della stagione vengono coltivate utilizzando Un regime di 16 ore o meno di luce, la crescita può essere rallentata per i segnali ambigui di fioritura. Per evitare questo fenomeno, interrompi il ciclo di buio con un breve periodo di luce. La luce che interrompe il periodo di buio evita che le piante passino in fioritura. Moscerino dei funghi esposto. Foto: Python (Peter Rühr)
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GROWING FILES
di CBG
Erano tempi in cui non importava quanto buona fosse, ma quanto avrebbero prodotto sti maledetti cloni. Arrivarono una sera d’inverno, non a sorpresa, ma decisamente la sera sbagliata. Freddo, nebbia e ovviamente il buio avevano ripulito i marciapiedi. Solo un pazzo di molto lontano era l’unico pedone in giro come un girasole in un prato all’inglese o, per stare in tema, un bianco sul volo Asmara-Keren. Temevamo potessero fermarlo da un momento all’altro. Dall’inizio della zona tutto diventava veramente diverso. Eravamo in due, tra musica e aromi di spezie, sul divano, tutti fatti. Ogni cinque minuti, mi ricordo, dovevo alzarmi per controllare il risotto, mezz’ora di cottura durò troppo per essere vero e il risotto non lo mangiammo nemmeno. Arrivò il corriere. Arrivarono I cloni.
Noi volevamo solo farle fiorire e invece c’erano infiniti cespuglietti verdissimi sprizzanti di vigore vegetale. Ci sembrava comunque una buona ricompensa per due settimane di MH 600 W. L’alimentatore elettronico affidabile e silenzioso non si è mai scaldato troppo e tutto procedette senza intoppi. Se un alimentatore si scalda son problemi seri. La Chronic cresceva, cresceva, cresceva. Tre volte il normale. Ogni giorno era una perdita di spazio. Sempre più foglie entravano in competizione per la luce ma noi FSBWBNP JODBTUSBUJ JO VO CPY $SFTDFWBOP come ipotiroidei senza Tapazole, d’altronde è una delle più produttive e, se mantenuto vivo il suo vigore, si attesta una delle migliori guerriere. La nostra idea era travasarle in vasi più alti e grandi, variare il timer e aspettare
te, tantomeno di esser colpiti da Machete. Meno male che la Chronic si contiene, impiega 8 settimane a maturare e con così poco tempo deve sbrigarsi. La fioritura cominciò benissimo all’insegna del vigore continuo, noi camminavamo tre metri sopra il cielo di fronte a cotanta potenza. Mai ci sentimmo più uomini di così: eravamo circondati da
Avevamo scelto Chronic perchè nel passato già si era rivelata una gran produttrice e a sto giro ci serviva proprio una pianta che senza scherzare fiorisse a vista d’occhio Improvvisamente andavano messi a radicare, bisognava pagare postman e tornare sul divano: nel minor tempo possibile. Avevamo scelto Chronic perchè nel passato già si era rivelata una gran produttrice e a sto giro ci serviva proprio una pianta che senza scherzare fiorisse a vista d’occhio. Mettemmo i cloni a 22°C col 90% di umidità relativa. La luce fioca dei neon e l’umidificatore davano un’atmosfera molto poliziottesca alla cloneria. Dopo pochi giorni le radici dei cloni esplosero dai cubetti di cocco, ridando vigore e soprattutto riprendendo il tipico colore bianco, segnali che tutto stava procedendo per il meglio. Credevamo di lavorare perfettamente, come una squadra di professionisti, e probabilmente lo stavamo facendo ma ancora nessuno poteva predevedere. Presero un vigore contagioso che solo al vederle facevano sorridere e dopo il travaso crebbero a vista d’occhio per due settimane trasformandosi in piccole madri.
eventuali carenze: con un terriccio carico di sostanza organica e ben micorrizzato la Chronic si è trovata benissimo. Veramente seri quei cloni. I prefiori non tardarono a manifestarsi marcatamente su dei bellissimi internodi lunghi e ben formati, prediligendo nella formazione la cima centrale a discapito degli altri rami. Già di suo questa genetica cresce a “cola” cioè cime centrali grandi come bottiglie di vino e rametti secondari irrisori, adatta per questo motivo al Sea Of Green. Un s.o.g. di Chronic si incastra perfettamente in un quadrato e il coltivatore commerciale dei polder lo sa molto bene. Lo stretching è stato moderato, fortunatamente, chissà cosa sarebbe successo se solo avessero raddoppiato la taglia come le sative quando si contengono. Nessuno di noi aveva voglia di tirar colpi di mache-
GANJAMAN E’ STATO SFIDATO A UNA CORSA DA SPEEDLINE, I CUI POTERI SONO DERIVATI CHIMICAMENTE. MANGIA LA MIA POLVERE!
GANGIA CONTRO SPEED
STO CORRENDO ALLA SUPERGANGIA VELOCITA’, MA LUI E’ N PELINO PIU’ VELOCE DI ME. C’E’ SOLO UNA COSA DA FARE.
tante donne bellissime. La forma della pianta si delinea nel corso delle prime 3 settimane, ha un portamento a cima eretta e pochi rami laterali (da eliminare). Tutte le cime non fanno altro che ingrassare dalla quarta settimana in poi. Nessuno ci aveva mai parlato di posizione delle infiorescenze e peso critico. La forza di gravità punì un ramo che aveva preso il suo lavoro alla leggera, per fortuna sono piante forti e nulla andò perso. Ci trovammo nella necessità di montare una rete tipo quelle per rampicanti per sostenere le grasse cime in fioritura che non ci aspettavamo sinceramente così pesanti. Sarebbe bastato legarle, ma avevamo una rete e con molti sbattimenti la montammo. Mai montare una rete a metà fioritura, ci trovammo immersi nell’odore d’erba che sotto natale mette sempre di buon umore. Duecento euro di prodotti anti-odore e un’accurata ventilazione dei locali riportò la casa e l’isolato adiacente al
solito fetido freddo odore di smog. Profumavano tantissimo e ingrassavano sempre più. Il raccolto fu copioso, la sostanza secca provocava terremoti sulla bilancia, da non credere ai nostri occhi stupiti, le nostre mani abbracciavano grandi cime con molti fiori e poche foglie. Urlammo come muezzin dal nostro balcone, quella genetica veramente ci fece contenti! Il prodotto finale, sebbene tantissimo e di comunque buona qualità era perfetto per ciò che volevamo ma col senno di poi avremmo dovuto scegliere qualcosa di più “aromatico”. Fu l’Ice O Lator a soddisfare maggiormente il nostro palato. Il concentrare i principi attivi produce una sostanza dal sapore incredibilmente differente. La soddisfazione è stata alta, effetto piacevolmente persistente e sapore fresco con corpo di Chronic. Un’estrazione orale non fu mai così soddisfacente, poco dolore e tanto piacere. “Un’alternativa teorica al dentista in pratica è il pneumologo che si rattrista” direbbe il nostro amico Johnny Firbo. Per non rimanere senza cotolette riempimmo dei barattolini e li sigillammo alla cantiniera: due mesi dopo un’altra sorpresa per noi. La Chronic è una delle più grandi produttrici, senza dubbio, ottima come prima gratificante esperienza ma per i palati più fini è senz’altro necessario ricorrere ai suoi incroci che si sono dimostrati migliori dal punto di vista degustativo.
E IL VINCITORE PER UNA CANNA… E’ GANJAMAN.
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URBAN GROWING
Coltivatori di tutto il mondo: uniamoci!
di Jessy L. Herer
Una confessione. Una memoria. Un manifesto. Come un’ intervista ad un urban-grower diventa la storia di una generazione di fumatori e coltivatori, cresciuti nell’era del proibizionismo . Una storia che potrebbe essere di chiunque e delle riflessioni che possono essere condivise da tutti. Non è il trionfo della banalità, ma il racconto della realtà. Ho iniziato a fumare nei primi anni duemila, intorno ai quattordici anni. Con gli amici. A casa di qualcuno, in giro, o a qualche concerto. Di solito si prendeva da fumare tramite qualche fratello più grande, o da chi aveva il contatto a scuola. Principalmente si trovava fumo, un buon cioccolato o polline. L’erba era una rarità. Passai inesorabilmente dalle prime fumate: solo il sabato sera; a quelle quotidiane: dalla mattina a scuola, alla sera prima di dormire. Fino ad arrivare al punto di non riuscire più a ricordare l’ultimo giorno in cui non avevo fumato una canna. Sono ormai dieci anni che fumo, ma fino a pochi anni fa non sapevo nemmeno lon-
ne innamorai, se possibile, più di quanto non ne fossi prima. Iniziò a maturare in me la voglia di coltivarla. E appena si presentò l’occasione, la colsi. O per meglio dire: la piantai! Indoor naturalmente. Finite le superiori approdai all’università. Un porto franco dove poter vivere per la prima volta l’esperienza di gestire una casa “propria”. Decisi di sfruttare fino a fondo questa nuova condizione. All’inizio incontrai mille problemi. Compra i semi. Prima scegli i semi. Quindi studia le razze. Semi auto-fiorenti o regolari? Terra o idroponica? Quanto costa la lampada? Ma conviene risparmiare sulla lampada? E
regolari. Capii che erano migliori: sviluppavano delle piante molto più sane e forti rispetto alle auto-fiorenti. Ora ho un impianto idroponico con semi regolari e un sistema di talee, per ottimizzare il raccolto e non rimanere mai a secco di ganja. Parecchie volte, nei momenti di sconforto (ebbene sì, ci sono), mi sono chiesto se ne valesse la pena. I costi iniziali sono abbastanza alti per le tasche di uno studente. Come le successive spese per la manutenzione dell’impianto, per i prodotti, per l’energia elettrica. Anche il tempo che si “perde” dietro alle piante è da contare. Lo avrei potuto utilizzare ad esempio per studiare, e laurearmi in tempo. Ma la paura più grande è quella di sentir suonare il campanello alle sei di domenica mattina. Di dover aprire alla polizia, di finire dentro, di doverlo dire ai genitori. Poi la trafila giudiziaria: l’avvocato, l’assistente sociale, il giudice, la sentenza, la multa, il ricorso e così via verso l’inferno.
Credo che fumare faccia più bene che male. E che quel poco di male, di sicuro non lo fa a chi decide di non fumare. Coltivo perché fumare la propria erba è come mangiare i propri pomodori. Coltivare, è una delle esperienze più intense nell’ormai più che sfaldato rapporto che l’uomo ha con la natura. Fumare la propria erba è il godimento di un diritto naturale.
Legalizzare la coltivazione della canapa in Italia e nel resto del mondo, sarebbe la soluzione più auspicabile. Porterebbe dei benefici in ogni ambito della nostra vita. Per chi fuma potrebbe finire l’incubo delle manette, lo sbattimento dello spacciatore, o l’ansia di avere le piante in casa. In generale, per tutti, ci sarebbero solo dei benefici. In campo medico, alimentare, energetico, e via all’infinito. A perderci sarebbero solo mafia, camorra, ‘ndrangheta e compagnia bella. Regolarizzando il mercato delle droghe leggere tramite un sistema libero di produzione e vendita, lo Stato, potrebbe incassare tantissimi soldi di tasse ogni anno. E ridistribuirli nel settore sanitario, in quello scolastico, o in quello del lavoro ad esempio. L’utilizzo della canapa a livello mondiale per la produzione di energia, porterebbe ad un abbassamento del costo delle altre fonti energetiche, ad un minor ricorso alla guerra per controllarle, e di conseguenza una maggiore libertà! Questo lo sappiamo tutti, è vero. Però, non succede mai nulla di nuovo. I governi, il vaticano, la mafia, le case farmaceutiche. Sono tutti contro. E allora cosa fare?
L’osservazione del mondo che mi circonda, tramite lo spirito critico che con la mia benché minima cultura sono riuscito a sviluppare, mi porta a pensare che sia meno immorale coltivare la canapa (quindi infran-
Coltivare è un atto di disobbedienza civile, è uno dei semi della rivoluzione, nell’Italia di oggi. Per questo coltivo: per avere la possibilità in futuro di poterlo fare alla luce del sole. Stavolta nel mio giardino. Outdoor!
Perché farlo allora? Come in ogni attività umana, quando inizi a fare qualcosa che ti piace, non finisci mai di capire che non ne sai mai abbastanza. E che vuoi migliorarti, accrescere la tua esperienza, la tua “bravura”. Inoltre, ma come principale motivazione: a me piace fumare. E comunque, fumare la propria erba è meglio che comprarla da qualcuno, e in fin dei conti costa meno.
COLTIVARE È UN ATTO DI DISOBBEDIENZA CIVILE, È UNO DEI SEMI DELLA RIVOLUZIONE, NELL’ITALIA DI OGGI. PER QUESTO COLTIVO tanamente come fosse una pianta di marijuana. Sì, avevo visto molte foto e video, o sentito qualche canzone. Ma non ne avevo mai vista una dal vivo, in foglie e cime.
sui fertilizzanti? Alcuni contengono ormoni della crescita. Forse è meglio usare quelli biologici. E la terra quanto costa? E i vasi? Speriamo di fare un buon raccolto...
Quando vidi per la prima volta una pianta di canapa “live”, fu un dèjà vu e una sorpresa allo stesso tempo. Come quando leggi qualcosa che già sai nel tuo inconscio, F VOB WPMUB TWFMBUP FTDMBNJ i.B DFSUP µ naturale che sia così”. Vidi quella pianta e pensai che era proprio così che doveva essere la cima prima che seccasse. E che quel modo simmetrico e perfetto di crescere si addiceva a meraviglia alla pianta che produce il fiore più bello che esista. Me
I primi cicli furono quasi deludenti. L’inesperienza regnava sovrana e influiva negativamente in molte delle decisioni che prendevo. Poi leggendo, guardando video ma soprattutto parlando con altri coltivatori, ho iniziato ad acquisire una conoscenza sufficiente per arrivare a dei buoni raccolti. Inizialmente cominciai con la coltivazione in terra, perché la ritenevo più naturale. Usavo semi femminilizzati e/o auto-fiorenti. Pian piano iniziai ad usare solo semi
gere una legge, a mio avviso ingiusta) che alimentare il circuito dello spaccio delle organizzazioni criminali.
L’ENCICLOPEDIA ONLINE DELLA CANNABIS
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MEDICAL CANNABIS
UNA SANA ALIMENTAZIONE, LA CANAPA E L’OLIO DI SEMI PER UNA CURA CONSAPEVOLE
Il cibo e la canapa nella cura del corpo. Secondo le medicine olistiche come l’ayurveda indiana, l’omeopatia, la medicina cinese e lo sciamanesimo, il cibo è la prima medicina. Questi tipi di cure, inoltre, ben considerano e prevedono il consumo di canapa a livello terapeutico. Assumendo canapa si entra inevitabilmente in relazione in relazione con il cibo, non solo per la sua capacità di generare appetito, la famosa “fame chimica”, e nel favorire la digestione. Il rapporto tra canapa e cibo s’intreccia per la capacità dei cannabinoidi di far dimagrire. A sostenerlo sono due scienziati francesi, in un loro studio pubblicato a settembre sull’American Journal of Epidemoiology, una fonte accreditata e autorevole. Basata su studi preliminari, la ricerca ha evidenziato come i consumatori di canapa abbiano meno probabilità d’essere obesi. Addirittura, gli autori di Obesità e uso di Cannabis sostengono statisticamente che assumendo canapa tre volte a settimana si riduce del 50 per cento la possibilità d’essere sovrappeso.
facendo sentire meglio i sapori e la qualità del cibo. Ai giudici partecipanti alla Cannabis Cup di Amsterdam, una competizione che si svolge ogni anno nella tollerante città olandese, volta a premiare la miglior canapa venduta nei coffeshop della città e dintorni, i consigli sull’alimentazione da tenere durante il concorso sono: bere poco caffè, mangiare cibi sani e non pesanti, non bere alcolici e assumere molti liquidi. In concreto, la dieta del buon salutista, degna di citazione sul foglietto illustrativo di qualsiasi medicinale. Già il farmacista Carlo Erba, nel XIX° secolo, si era accorto, per esempio, durante i suoi esperimenti con gli amici medici, di come consumando caffè dopo aver ingerito hashish, questo ne potenziasse l’effetto. La canapa non va molto d’accordo con il caffè anche per il potente effetto che hanno entrambi sull’apparato polmonare. Consumandoli a breve distanza di tempo, dipende anche dal tipo di canapa, si rischia di rimanere con il fiato appeso.
Apprezzata in tutto mondo,la Dieta Mediterranea, con poca carne rossa mensilmente, quella bianca, il pesce, le uova e i dolci settimanalmente, oltre alla base di cereali, frutta, verdura e latticini quotidiani, garantisce un’alimentazione completa di Davide Calabria all’organismo ed è sostanzialmente adatta al consumo di canapa. In fondo, la canapa, In India, poi, come cita dall’articolo di dal Marocco, all’Egitto, dal Libano, all’AlbaFranco Casalone Sulla religione della nia, all’Italia e alla Spagna, appartiene al canapa (Soft Secrets numero 3 del 2011), Mar Mediterraneo quanto le olive. la canapa è assunta in modo sacro e a Questo tipo di dieta prevede anche il conscopi religiosi e, mentre il consumo di sumo di vino rosso in dosi di un bicchiere alcool è associato al desiderio di man- scarso a pasto e di almeno sei bicchieri di giare carne, il consumo di canapa è acco- acqua il giorno. La canapa è comunque stato al desiderio di latte. Effettivamente, sempre meglio consumata lontano dagli facendoci caso, dopo la canapa, il desi- alcolici, per gli effetti contrastanti. L’alcol derio di latte è del tutto naturale. In un in eccesso fa vomitare, per esempio, mencerto senso, quindi, se siete persone cui tre la canapa placa il vomito. Sei bicchieri piace bere il latte, ci sono buone probabi- d’acqua il giorno, inoltre, possono essere lità che possiate trovare vantaggiosa una considerati un buon apporto di liquidi, terapia con la canapa. Se invece il latte vi ma non quando si è consumato canapa. piace, ma avete problemi a digerirlo, la In questo caso è necessario bere molto canapa potrebbe aiutarti ad assimilarlo. di più a causa della secchezza delle fauci L’importante è comunque non esagerare generata dall’erba. con i latticini, soprattutto se siete raffreddati, per la loro capacità di creare muco Nonostante la canapa è un ottimo come nelle vie respiratorie. Anche se la canapa digestivo, il consumo andrebbe evitato è in grado di ridurre il muco, è bene fare dopo aver mangiato cibi grassi. Questi aliattenzione a non berne troppo e spostare menti inducono infatti lo stomaco a prola nostra attenzione anche su altri cibi, durre endocannabinoidi, sostanze chimiquando la fame chimica chiama. In que- che simili alla canapa, generate internasto caso, l’interesse verso i dolci è com- mente dal corpo. A sostenerlo è anche pletamente inarrestabile, con la voglia di Daniele Piomelli, dell’Università di Irvine in California, in una ricerca pubblicata sulla rivista Proceeding of the National Academy of Science. Secondo l’equipe di Piomelli, cibi come le patine fritte e altre “schifezze” agiscono chimicamente attivando il sistema endocannabinoide pregustarli per sentirne la delizia con tutti i sente in tutti gli esseri umani. In sostanza, sensi, una cosa che funge da antistress i grassi richiedono allo stomaco d’indurre per il nostro organismo. il rilascio dalle pareti di endocannabinoiSe siamo in cura con la canapa, ad ogni di, per generare una sensazione di benesmodo, è importante non esagerare nem- sere in grado di contrastare il malessere meno con i dolci e trovare un certo equi- causato dall’ingestione. Gli endocannabilibrio nella dieta quotidiana. noidi accendono un segnale di “non stop” che fa desiderare la sostanza in continuazione, inducendo all’abbuffata. Consumando canapa dopo aver mangiato pesantemente cibi grassi, si rischia quindi di sovraccaricare i ricettori dei cannabinoidi presenti nel corpo umano e per tanto va evitato. Una buona abitudine è, seguendo la Dieta Mediterranea, quella di rinunciare al consumo della canapa quelle due/tre volte il mese che s’ingerisce carne rossa. Saltare un giorno ogni tanto, per i consumatori quotidiani, se la terapia lo permette, è ad ogni modo una buona abitudine. A proposito di buone abitudini, la canapa si accompagna bene al tè, esattamente come quando la nonna, per curarvi dalla malattia, oltre alla medicina, vi dava l’infuso di foglie. Te e caffè sono comunque bevande diurne e non andrebbero associate alla canapa fuori orario, se si desidera non disturbino il sonno notturno.
LA CANAPA È UN REGOLATORE DELLA DIETA, DEL PESO CORPOREO E DA SEMPRE È STATA INGERITA COME ALIMENTO SALUTARE, QUANDO PRIVA DI THC La canapa è quindi un regolatore della dieta, del peso corporeo e da sempre è stata ingerita come alimento salutare, quando priva di thc, come medicina e inebriante quando ricca di principi attivi. Come riportano molti consumatori, poi, la canapa è in grado di affinare il palato
Se proprio volete fumare dopo il caffè, non avete l’asma e consumate anche tabacco, è meglio la sigaretta. In questo caso l’effetto della riduzione della capacità polmonare indotto dal tabacco è compensato dalla stimolazione dell’apparato respiratorio da parte del caffè.
Oltre a seguire in linea di massima la Dieta Mediterranea, per rendere la nostra alimentazione veramente completa, è il caso d’introdurre anche i semi di canapa e i sui derivati come cibo.
31 Dalla canapa si ottengono semi dall’alto valore nutrizionale. A riconoscerlo è pure il Ministero della Salute Italiano con la circolare DG SAN P.I.8.d. 0015314 del 22.05.2009. Mentre i semi ottenuti dei fiori della canapa ricchi di resina, utilizzata a scopo ricreativo o medico, sono solitamente messi sul mercato a caro prezzo, un seme può arrivare a costare 10 euro, quelli ottenuti dalla canapa da campo coltivata per ottenere semenza, con thc inferiore a 0,3%, quindi legale anche in Italia, sono in commercio a prezzi contenuti. Si possono trovare nei negozi specializzati in alimentazione naturale, decorticati, o con buccia nei negozi che vendono semenze per uccellini d’allevamento. Ai canarini, i frizzanti semi di canapa, oltre per essere un buon alimento, sono somministrati in piccole dosi giornaliere per prepararli alla riproduzione, farli cantare meglio e più a lungo e migliorare l’aspetto del piumaggio. Dai semi si ricava farina per il pane, dolci e altri piatti, mentre spremendoli, si ottiene un olio alimentare dagli alti valori nutrizionali, ottimo per la salute e il consumo terapeutico. Per dare un’idea della validità nutritiva della canapa basta pensare che, fino al 1930, la Croce Rossa distribuisse in varie nazioni, anche attraverso le farmacie, un prodotto a base di malto di canapa chiamato Maltos-Cannabis (vedi foto). Come recita la locandina, un alimento indicato per l’anemia, le indigestioni, le persone nervose, i bambini deboli e i convalescenti. Va ricordato che si trattava di un prodotto adatto anche ai bambini perché privo thc. Per la serie ricordati che devi morire, una sensazione che può capitare d’incontrare assumendo canapa, i disegni sulla confezione sintetizzino bene, in poche immagini, gli effetti della canapa terapeutica: un
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IN TASMANIA ALCUNI AVVOCATI SOSTENGONO LA LEGALIZZAZIONE DELLA DROGA. In Tasmania si fa un uso estremo di cannabis. Secondo l’associazione di avvocati australiani ciò sarebbe causato dallo stato illegale del mezzo. Greg Barnes, porta parola, di tale associazione di avvocati, sostiene che l’attrazione del mezzo diminuisce nel momento in cui la vendita di piccole quantità di cannabis si legalizza. Gli avvocati sostengono che l’uso della cannabis sia in primo luogo un problema correlato alla salute. Se ci si focalizzasse sul problema probabilmente questo potrebbe risultare in un contenimento evidente dei costi di polizia e giustizia. Ma di tutto ciò ne abbiamo già sentito parlare in passato, vero?
faro di una luce che scaccia la morte, portando alla salute. Certo, ci vuole coraggio! L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), poi, raccomanda alla popolazione l’assunzione di grassi polinsaturi Omega 6 e Omega 3 in proporzione da 4/1 a 6/1 per prevenire e curare le malattie moderne come colesterolo cattivo LDL, trigliceridi nel sangue, diabete e artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi, eczema atopico, sindrome premestruale e depressione. L’olio di semi di canapa, migliore se biologico e spremuto a freddo, contiene Omega 6 e Omega 3 in rapporto 3/1 e
nel creato è quello che più si avvicina ai valori consigliati. Affiancandolo nella dieta all’olio d’oliva, contenente Omega 6, si raggiungono le proporzioni dettate dall’OMS. Considerato il più nutriente tra tutti gli oli, l’olio di semi di canapa contiene antiossidanti, proteine, carotene, minerali come il calcio, il potassio e il magnesio e vitamine E e B. E’ verde per l’alta percentuale di clorofilla, lubrifica le arterie, fortifica il sistema immunitario e aiuta a prevenire i virus. L’olio di semi di canapa è utile per acne, osteoporosi, menopausa, cancro, sclerosi multipla, artrite reumatoide, pressione sanguigna alta, perdere peso, circolazione bassa, HIV, tubercolosi, bassi livelli di
TACCHI A SPILLO.
energia, metabolismo basso, per la pelle secca e la condizione dei capelli. Olio di semi di canapa non dovrebbe essere fritto, è preferibile consumato freddo in aggiunta a pasta, insalate, verdure, zuppe, pesto e a condimento di altri cibi dopo la cottura. L’olio raffinato di semi di canapa può inoltre essere utilizzato in cosmesi. La raffinazione avviene perché in questo caso si richiedono meno odore e meno colore rispetto al prodotto vergine ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi. Quest’olio è’ una fonte incredibile d’ingre-
dienti funzionali al mantenimento della buona salute della pelle, in particolar modo quelle secche, disidratate e senili. Si tratta di un olio molto fluido, poco untuoso e perciò considerato il migliore tra i lubrificanti da massaggio. La presenza di acidi grassi essenziali, inoltre, lo rendono un ottimo ingrediente per creme, latte detetrgnete, gel e oleoliti, specificamente per tutti i prodotti anti età. L’olio agisce ammollendo le durezze e dando ossigeno alla pelle, rigenerandola, portando morbidezza, quindi salute. E’ un prodotto fantastico per arricchire la cura del corpo e disponibile in commercio anche in prodotti per mani, viso
si trattava di un metodo molto raffinato di trafficare la droga. Per fabbricare le scarpe si utilizzava infatti una pasta speciale fatta di cocaina e la differenza rispetto alle vere scarpe di Manolo Blahnik non si vedeva quasi. L’unica cosa è che un paio di scarpe fatte con la pasta di coca aveva un valore di mercato di 50.000 euro. Nemmeno le scarpe di Blahnik sono così care..
e piedi, in grado di donare freschezza e sollievo alle parti interessate. I prodotti alla canapa sono disponibili anche sotto forma di bagno doccia e schiuma, shampoo anticaduta, antiforfora e per capelli grassi, emulsione dopobarba, balsamo per capelli e barba. Eccezionale per fortificare unghie e capelli, l’olio di semi di canapa contiene vitamine e minerali facilmente assorbibili dai pori della pelle. Combatte le infiammazioni e ciò lo rende un ottimo ingrediente per tutti i prodotti solari, specialmente dopo sole: bilancia la pelle secca, aiuta a curare le lesioni della pelle e ha proprietà anti ossidanti. I prodotti a base di olio di semi sono molto delicati e idonei anche alla cura dei bambini, per aromatizzare gli ambienti, con essenze profumate, per le lampade a olio, i bagni di vapore e per l’infusione in sauna. Anche nel campo della cosmesi quindi, la canapa è un utile a tutto tondo per la cura e il benessere della persona, in modo particolare, per il riguardo delle persone anziane. Per finire, anche se due patitine fritte ogni tanto danno soddisfazione, in particolar modo curandoci con la canapa, è importante prestare attenzione al tipo di dieta che seguiamo. Aggiungendo i semi di canapa e i sui derivati alla propria dieta, nei prodotti per l’igiene e la cura del corpo non si fa altro che oliare il funzionamento dell’organismo con benefici nella quotidianità. Al fine di rendere più reperibile in Italia quest’olio di semi miracoloso e altri prodotti medicamentosi alla canapa, sta nascendo in questi mesi il progetto ItaliaNepal Canapa Solidale (italianepalcanapa.wordpress.com). Si richiede la collaborazione di tutte le persone di buona volontà per instaurare una rete di vendita Equo Solidale e alternativa.
In biologia molecolare, il genoma è definito come l’informazione ereditabile di un organismo (contenuta nel DNA o, per alcuni virus, nell’RNA). Più nel dettaglio, il genoma include sia i geni sia il DNA non codificante.
SVELATO GENOMA DELLA CANNABIS. Un fenomeno spagnolo ha portato alla luce un traffico di droga dalla Colombia. Da più di due anni si è notato che donne spagnole molto eleganti tornavano in Spagna dopo aver trascorso delle belle vacanze tropicali in Colombia. All’inizio nessuno ha dato peso al fatto che portassero come souvenir delle scarpe col tacco a stiletto della marca Manolo Blahnik. Però all’inizio di novembre la polizia dei paesi baschi ha reso noto che c’era qualcosa che non andava con le scarpe delle turiste. Dopo due anni di accanite ricerche si è scoperto che
Un gruppo di ricercatori canadesi dell’università di Toronto ha svelato per la prima volta il genoma della pianta da cannabis. Nonostante il fatto che i genomi di una ventina di culture agricole fossero già stati scoperti, è la prima volta che accade per il genoma di una pianta medicinale come la cannabis. Per chi non sa esattamente cosa sia un genoma, su Wikipedia si legge quanto segue: “Genoma (o patrimonio genetico) il corredo di cromosomi contenuti in ogni cellula di un organismo.[1]
Quindi il genoma descrive la combinazione di una serie di fattori ereditari, identifica le caratteristiche di molti genotipi differenti. In ogni modo i ricercatori sostengono che tale ricerca sia di grandissimo interesse per rispondere ai quesiti più elementari riguardo alla tipologia della pianta e lo sviluppo ulteriore delle più svariate applicazioni della stessa.
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HISTORY CANNABIS
Cannabis e Harem (SECONDA PARTE) Gli Eunuchi in alcuni casi riuscivano ad avere dei rapporti sessuali nonostante le mutilazioni ed erano il risultato di una pratica come la castrazione parziale o totale proibita dall’ebraismo, dall’impero bizantino e dall’Islam ma praticata su ragazzi dell’Africa Nera e ragazzi cristiani razziati dai Turchi ma anche su ragazzi bizantini liberi di lingua e cultura grecoortodossa inviati dai genitori per favorirne l’ascesa sociale. Proprio come diceva il profeta Matteo esistono: “gli eunuchi, usciti tali dal seno della madre, e ci sono
di Enrico Fletzer dito di bere vino e scatenò il divieto generalizzato limitandolo agli Arabi che però non lo presero sul serio. I Francesi senza alcool se ne potevano finalmente stare stesi a fumare sui divani immaginando che i sultani turchi ormai in ritirata avessero una gran quantità di rapporti promiscui, mentre non era sempre così. Anche rispetto alle sostanze inebrianti pur disponibili nell’Harem esse erano utilizzate con un certo criterio e gli eunuchi evitavano gli abusi e gli avvelenamenti
ANCHE RISPETTO ALLE SOSTANZE INEBRIANTI PUR DISPONIBILI NELL’HAREM ESSE ERANO UTILIZZATE CON UN CERTO CRITERIO E GLI EUNUCHI EVITAVANO GLI ABUSI E GLI AVVELENAMENTI degli eunuchi fatti dagli uomini, e ci sono quelli che si son fatti eunuchi da sé in vista del regno dei cieli”. E’ questo il caso delle voci bianche. Il giannizzero serbo Costantino aveva descritto nelle sue Memorie un aspetto della preselezione dei ragazzi: “320 ragazzi e 704 donne se li prendeva il Sultano; […] di ogni altro ragazzo lui faceva tagliare ad alcuni anche gli organi maschili, e uno di loro perì. E così i Turchi li chiamano hadimlar, che significa castrati, sono loro che fanno la guardia alle donne del Sultano”. 2VFTUB JTUJUV[JPOF OBUB EB VOP TUSBOP NJY di Oriente ed Occidente finì il 24. Aprile 1909 quando le truppe dei Giovani Turchi attaccarono l’Harem del deposto Sultano Abdulhamid II: impiccarono i capi eunuchi ad un lampione del pote di Galata e liberararono le schiave e gli eunuchi. Mentre il vero e proprio califfato terminò nel 1924. Alla vigilia della prima guerra mondiale queste donne e questi uomini furono esposti all’esposizione universale di Vienna ed esibiti come un fenomeno da baraccone. Verso la fine dell’Impero gli eunuchi e le donne divennero un forte fattore di destabilizzazione per il sultanato anche perché in entrambe le categorie era possibile una rivolta rispetto alla loro triste condizione con alleanze ma anche forti gelosie tra i due gruppi. Da allora la Turchia è divenuto uno stato secolarizzato dove però si giunse anche alla illegalizzazione della cultura dell’hashish mentre noi occidentali, proprio dopo la campagna d’Egitto di Napoleone, abbiamo cominciato a stravedere per questo Oriente dai facili costumi anche grazie all’arrivo massiccio di hashish tanto che tutti pensavano che finalmente sarebbe stato possibile fare la bella vita anche in Europa. Napoleone capì subito il pericolo di questo rilassamento dei costumi per gli Egiziani ma anche per le sue truppe a cui aveva impe-
Gli eunuchi peraltro erano dei soggetti sottoposti a vari tipi di operazioni consistenti nella estrazione dei testicoli e in vari tagli del pene. Tutte procedure vietate dall’Islam tanto che i poveretti venivano preconfezionati da chirurghi cristiani o israeliti con una raffinata divisione del lavoro tra religiosi di ogni fede religiosa uniti contro il sesso, tanto per cambiare. Nonostante queste violenze i giovani evirati riuscivano in certi casi ad avere una certa influenza sugli affari di stato e in alcuni casi addirittura ad avere dei rapporti sessuali.
La fantasia occidentale vuole che i sultani avessero rapporti sessuali con centinaia di donne. Non era sempre vero anche se un Murad II mise al mondo centinaia di figli, la maggior parte dei Sultani scelse di averne una per volta. Sui rapporti e sui compensi vigliava un hazneda, un tesoriere capo a prova di fisco che prendeva nota ogni notte dei rapporti sessuali per stabilire una cosa di importanza strategica: la legittimità dei figli. Alcune donne furono messe a morte come capitò a Kadin Gülfem, una delle mogli di Suleimano, messa a morte per aver barato dopo che aveva ceduto la sua “notte” ad un’altra. In generale i rapporti tra le donne erano molto formali e quando volevano parlarsi dovevano addirittura ricorrere alla mediazione del Kalfa, il segretario dell’Harem. Intrighi di palazzo si verificavano molto spesso nei ginecei proprio grazie al meccanismo di frustrazione e segregazione sessuale che ne costituivano il brodo di cultura. Personaggi femminili come 3PYBMFOB MB 4VMUBOB )àSSFN P "JNÏF %F Bucq de Rivery e la Sultana Nakshedil. Donne raffinate di origine veneziana o russa. Per loro portare peli sulle parti intime era considerato un peccato. Le donne si depilavano solo sulle gambe e sotto le ascelle mentre al Topkapi si usava una pasta di limone e zucchero per strappare i peli del pube, un’usanza attualmente in aumento tra le donne occidentali e molto diffusa tra le mussulmane.
Qualche volta le donne si accapigliavano tra di loro dal momento che le gelosie e la rivalità erano molto forti e in parte anche fomentata dal corpo degli eunuchi, soggetti che a causa della loro menomazione erano estremamente vendicativi. Spesso cercavano come potevano di evitare che volassero degli zoccoli o che qualcuna si ferisse, mentre sono note le tante congiure di palazzo che alla fine portarono al crollo del potere politico degli Ottomani. Le donne non bevevano liquori ma una specie di birra leggera. Ma non poteva mancare qualche pipata di kif nelle lunghe sepsi o dell’ottimo tabacco inalato con pipe ad acqua o narghilè. Nel caso degli Harem all’italiana la circolazione di sostanze è un vero e proprio segreto, proprio come ora i Turchi chiamano l’hashish, un segreto di Stato simile a quello che aveva avvolto la coppia Nicholas Sarkozy-Carla Bruni quando lei intonava una canzone che titolava “Tu sei il mio sballo”. Anche per questo l’ingestione di sostanze legali o illegali sembrerebbe seguire dei criteri meno codificati da noi Occidentali di quanto fosse nel caso nel Topkapi. Anche perché al Gran Serraglio la vita delle prigioniere era resa più piacevole da limonatine, dolcetti, un ottimo tabacco, un po di kif, il mahjoun, e soprattutto l’ezring, “il segreto” come viene chiamato in Turchia l’ hashish, un genere divenuto piuttosto clandestino e scottante che si pratica anche oggi quasi esclusivamente in maniera assolutamente haram, con modalità molto clandestine ma anche con maggiore ipocrisia.
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IDEE ANTIPRO
Cannabis e tsunami Secondo lo scrittore tedesco-giamaicano Peter Paul Zahl, il vallo di difesa antifascista – la definizione ufficiale del Muro di Berlino – non era che un eufemismo per mascherare una dichiarazione di bancarotta. A vent’anni di distanza dal quel tragico esperimento sociale, la proibizione della canapa sarà giudicata per quel che è: un gigantesco esperimento di ingegneria sociale che ha fatto ancora più danni e vittime di quello sull’alcool. Mentre la crisi ci obbligherà prima o poi ad investire dove serve e a fare i conti con le nostre propensioni e costumi. Le conclusioni non potrebbero essere così dirette anche se per realizzare cose semplici bisogna avere un colpo di genio. Si tratta di eliminare spese inutili ed ingiuste e di attuare politiche efficaci, oltre che democratiche, superando i facili dogmatismi e l’autoritarismo. Anche perché come EFOVODJB EPO "MFY ;BOPUFMMJ jJO UVUUB MB discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013,
spese militari». Se a questi sprechi aggiungiamo l’evasione delle tasse del clero e il proibizionismo, questa politica appare come un crimine in un momento in cui occorrerebbe creare l’economia reticolare di cui parla Jeremy Rifkin, una alternativa già coltivata in California dove dall’innesto tra cultura hippy e cyber-cultura – simboleggiata dal recentemente scomparso Steve Jobs – è nata la proposta referendaria di regolare la canapa come il vino nel mese di novembre. In Europa l’Osservatorio di Lisbona riporta 14 milioni di consumatori regolari di cannabis con il risultato di un mercato di 4/8 mila tonnellate. L’economista Adriaan Jansen stima la produzione casalinga tra le 300 e le 500 tonnellate: ciò significa come la gran parte è ancora importata mentre parte della legislazione europea ha depenalizzato in parte . j0HOJ FDPOPNJTUB DIF TJ SJTQFUUJ QVÛ TQJFgare come la produzione di un bene, specialmente quando può aver luogo in un contesto regolato, sia sempre più econo-
di Enrico Fletzer
bardamento. La richiesta di riduzione del danno senza riferimenti alla causa alla base di quel danno sembra naif». Pare legittimo ipotizzare come dietro la richiesta di ridurre i danni vi siano altre finalità e come molte di queste organizzazioni quasi non governative, siano più parte del problema che della soluzione. Occorre osservare la realtà con occhio critico, come nel caso di uno degli sponsor più importanti del movimento di riduzione del danno, della riforma e perfino della legalizzazione della cannabis come George Soros. Pare infatti che Soros abbia recentemente investito una somma considerevole nella Monsanto, una delle più grandi e temibili corporations del mondo, che ha realizzato il Glifosato (utilizzato per irrorare i campi di coca e cannabis in Colombia, Messico e in Marocco ma anche i semi Terminator che producono piante dai semi sterili o i cosiddetti semi traditori che producono delle piante malate curabili solo con prodotti della casa. Negli ultimi anni la Monsanto è divenuta interessata negli sforzi delle com-
OCCORRE LOTTARE A PARTIRE DALLA REALTÀ LOCALE, CREANDO DELLE ISOLE DI RESISTENZA CHE TRAGGANO VANTAGGIO IN MANIERA OTTIMALE DAI MARGINI DI TOLLERANZA DELLA COLTIVAZIONE PER USO PERSONALE quello che più lascia esterrefatti è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani di aver speso per la difesa ben 27 miliardi di euro. Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci. Nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le
IL LUNGO BRACCIO DELLA LEGGE
mica ed attraente delle importazioni – ha affermato Joep Oomen di Encod – prima o poi, lo tsunami verde inonderà l’ Europa, travolgendo la proibizione della coltivazione della cannabis, per lo meno quella che riguarda l’uso personale. Ma occorre anche riconsiderare come la maggior parte delle reti di riduzione del danno che sostengono di lavorare per ridurre i rischi, non dicono come per la cannabis e non solo, questi danni siano danni creati principalmente dalle autorità. In un contesto di politiche punitive proibizioniste, la maggior parte delle misure di riduzione del danno possono esser descritte come l’invio di una infermiera dopo aver completato un bom-
FANCULO LA LEGGE ANTIDROGA.
pagnie farmaceutiche come Bayer e GW Pharmaceuticals nel tentativo di brevettare le specie di cannabis utilizzate nella produzione di prodotti farmaceutici o per la creazione di piante di cannabis geneticamente modificate. E’ la combinazione tra ingordigia e biotecnologia che potrebbe produrre un risultato molto sfavorevole se questi soggetti eserciteranno un controllo sul mercato della cannabis. Uno scenario è possibile all’interno del quale i prodotti del mercato nero, di origine e qualità sconosciuta saranno rimpiazzati da cari prodotti farmaceutici che possono produrre ogni genere di effetti geneticamente determinati ma che non hanno
niente a che fare con la sostanza in sé. Finché Soros non ritira pubblicamente i suoi capitali da queste attività, il suo sostegno per la riforma della politica delle droghe andrebbe vista con scetticismo. Il vero problema non è il proibizionismo. E’ la filosofia che ignora le relazioni tra la natura e gli esseri umani con l’obiettivo di DPOUSPMMBSF FOUSBNCJ j-B OPTUSB MPUUB o IB ribadito Joep Oomen di Encod – deve tendere a ripristinare la necessaria relazione tra persona e pianta, senza l’interferenza di intermediari che non operano nel miglior interesse del cittadino. Le mire commerciali devono naturalmente esistere, ma esse dovrebbero essere sempre trasparenti. I cittadini devono essere in grado di capire su quale base sono calcolati i prezzi e come sono preparate e prese le decisioni. Per questi motivi occorre lottare a partire dalla realtà locale, creando delle isole di resistenza che traggano vantaggio in maniera ottimale dai margini di tolleranza della coltivazione per uso personale. Queste isole, siano esse i coffee shop nei Paesi bassi o il Cannabis Social Club in altri paesi, potrebbero divenire un modello per tutti quelli che desiderano far cessare il proibizionismo dal basso, sotto il controllo degli stessi cittadini, e non dei governi o di altri attori che possono divenire degli strumenti nelle mani di imprenditori che intendono dominare il mercato mondiale degli alimenti e delle medicine».
SONO DIETRO DI ME, VERO?
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INTERVIEW
L’altra faccia del narcotraffico UNA DELLE TANTE ANIME DEL MOVIMENTO “OCCUPY” CHIACCHIERA CON NOI DI CANNABIS, POLITICA ATTIVA E CRISI D’IDENTITÀ
Quello che abbiamo appena lasciato può essere considerato un “autunno caldo”. In tutto il mondo e anche in Italia, centinaia di migliaia di cittadini hanno ricominciato a scendere nelle piazze e a occuparle. In nome di un’economia più equa, di una rappresentanza istituzionale completamente diversa, di una democrazia che per essere tale deve essere orizzontale e non tecnocratica come ci stanno propinando. Ad attrarre tutta questa gente alla protesta, che dalla primavera araba dello scorso anno ha innescato una reazione a catena a livello globale, non sono stati tanto i social network – come spesso si indica per miopia interpretativa o per semplice pigrizia analitica – quanto piuttosto quel variegato universo di movimenti, spesso studenteschi e comunque non sindacali (come in realtà dovrebbe essere), che da ormai tre anni si muovono al grido di “noi la crisi non la paghiamo”. I ragazzi, i precari, i ricercatori e tutta quella galassia di svantaggiati che si riconosce nel 99% delle popolazione soverchiato e oppresso dall’1% dei poteri forti, non vogliono cedere al masochismo del male minore perché sentono che il loro futuro e i loro diritti possono essere cancellati in nome dei bilanci e dei numeri fittizi della finanza. Perchè è indubbio che il nostro paese stia attraversando un particolare momento storico e che oramai le ricette che i nostri cosiddetti governanti ci stanno propinando non sono altro che le stesse cause che la crisi l’hanno creata, imbellettate e rivenduteci come taumaturgiche. Per non perdere il filo diretto con la realtà, in questo numero Soft Secrets ha deciso di incontrare A. uno dei ragazzi che animano la protesta di questi mesi. Un militante che da anni vive e costruisce la realtà dei centri sociali ma che per tirare alla fine del mese sveste i panni dell’attivista politico e indossa quelli dello spacciatore. Una “doppia vita”, rischiosa dal punto di vista della possibile azione penale ma anche difficilmente gestibile, come vedremo, dal punto di vista valoriale – ideologico se vogliamo usare un termine più vicino al lessico politico. Con lui parleremo di cosa vuol dire “militanza” in questo momento, di come la causa antiproibizionista si inserisce nelle dinamiche di protesta e all’interno dei centri sociali, scoprendo che alcuni termini considerati obsoleti, come “proletariato” siano in realtà ancora attualissimi. SSIT: Dagli anni ‘60 ad oggi, l’immaginario collettivo ha sempre associato i consumatori di cannabis ad una certa parte politica. A Roma se non erro li chiamano “zecche comuniste”. Sei d’accordo con questa classificazione? Cioè credi anche tu nell’equazione canne = sinistra? In realtà la cosa è abbastanza trasversale. Se vogliamo usare un distinguo elettorale,
ovvero quelli che effettivamente vanno a votare, magari Pd o Sinistra e Libertà, allora si. Ma credo che il dato sia che tra i fumatori c’è un’incidenza maggiore più che altro tra le persone a cui della politica – perlomeno questa politica – non frega un cazzo. Poi, ovvio, io conosco gente che si professa di destra e che si fuma le canne. Chiamali incoerenti ma comunque lo fanno.
Puoi dirci cosa sono le dinamiche di massa, come si esplicano e che target hanno? Le dinamiche di massa vengono generate da quei movimenti che riescono con le loro idee politiche, con le loro pratiche e modalità organizzative a coinvolgere ingenti quantità di persone, tramite il modello della democrazia diretta e del consenso.
Bene, adesso che abbiamo sfatato il mito puoi raccontarci tu di quale “schiera” fai parte? Sono quello che i più definiscono un “ragazzo dei centri sociali” ma se vogliamo adottare un linguaggio politico, allora faccio parte del movimento antagonista.
Così come la metti giù è un po’ vaga... Il discorso è che ti potrei parlare per mille anni su ognuno di questi punti. Ma in fondo la cosa è semplice, si tratta di decisionalità orizzontale, nel senso di condividere in maniera diffusa e pubblica la decisione e la costruzione di azioni e degli obiettivi stessi del movimento. Per quanto riguarda i target della protesta, in questo momento, vista la crisi finanziaria – nel senso che è una crisi creata dallo strapo-
Io non credo nella definizione che ora si da del black bloc ma immagino che tu sia stato appellato in questo modo.
Si, soprattutto dopo il 15 ottobre, ma ovviamente non faccio parte del black bloc perchè comunque non ne condivido alcune visioni politiche e per indole preferisco decisamente le dinamiche di massa. (N.d.a. Il black bloc non è tanto una fazione politica come ce la vogliono dipingere ma è una tattica di protesta che ha preso avvio in Germania durante gli anni ‘80. In quanto tattica, nel corso degli anni è stata adottata da gruppi antagonisti eterogenei per metodo e rivendicazioni ma non può certo definirsi una pratica da ultrà o il risultato dell’infiltrazione di agenti di polizia, come è stata facilmente etichettata a ridosso degli scontri del 15 ottobre e dello scorso 14 dicembre).
tere e dall’incuria assoluta della finanza – sono gli istituti di credito, le agenzie di rating, i grandi enti finanziari, le borse valori e le istituzioni globali, con particolare riferimento alla tematica del reddito e del welfare. Lo scorso 15 ottobre eri a Roma, ma tu fai attivamente parte del “movimento” da 3 anni, dalle lotte degli universitari contro la riforma Gelmini. Avete protestato tantissimo, fatto un sacco di casino bloccando addirittura autostrade, ma di fatto la riforma è passata. Questa è una domanda tipica dei giornalisti. La vittoria di un movimento non si può misurare nei confronti di un solo obbiet-
di Giovanna Dark
tivo o senza approcciarsi con un punto di vista storico, gli effetti del movimento del 2008 li si potrà analizzare solo alla fine di questo ciclo, alla fine di questi momenti di lotte globali. Il movimento che esiste adesso, che viene impropriamente chiamato degli indignati ma che in realtà si definisce come “Occupy”, ha inglobato la protesta degli studenti dell’Onda ed è figlio dell’autocritica su quelli che sono stati i passi precedenti, in particolare il movimento No War del 2003 e quello No Global finito tristemente, come tutti ricordano, a Genova nel luglio 2001. Il dato di fatto incontrovertibile è che tutta questa partecipazione che stiamo vedendo è dovuta al crearsi di un proletariato giovanile alto-scolarizzato. Ovvero gente che dopo una carriera di studi di alto livello è finita in uno della trentina di contratti precari esistenti in Italia. Questo è un tratto distintivo rispetto ai cicli di protesta precedenti. La particolarità di questo momento e di questa larga adesione è dovuta quindi agli effetti della crisi, che ormai si stanno manifestando appieno anche qui da noi.
Anche tu ti consideri dunque un proletario e di fatto sei uno studente che per riuscire ad arrivare alla fine del mese spaccia droghe leggere, ma da quanto ne sapevo io lo spaccio non è visto di buon occhio dagli attivisti dei centri sociali. O perlomeno, ho sempre notato all’interno di questi spazi un controllo, una specie di servizio d’ordine per far si che non si verifichino situazioni di spaccio. Questa infatti è una mia personale contraddizione, ampia e rischiosa anche se nello specifico non è che gli attivisti reputano gli spacciatori come un male da abbattere, tranne quelli che spacciano eroina. L’importante è che non si spacci in un centro sociale perchè non è qualcosa
36 di giustificabile a livello politico. Perchè innanzitutto il centro sociale, autogestito o occupato che sia, deve essere aperto a tutti e di sicuro lo spaccio, e quindi l’abuso di sostanze, non incoraggiano questa caratteristica. Poi perchè non si fa business in un posto che non è tuo. E poi c’è il fattore autotutela: se si sparge la voce che in un centro sociale si spaccia, ci troviamo gli sbirri addosso più di quanto già non lo
Parliamo dell’aspetto antiproibizionista dei centri sociali, fare serate di autofinanziamento comporta dei rischi che giustamente volete evitare, il vostro antiproibizionismo quindi è più che altro un atteggiamento etico? Si perchè noi crediamo nell’antiproibizionismo, in quanto siamo convinti sostenitori dell’autodeterminazione dell’individuo, liberissimo anche di assumere sostanze
uno strumento positivo per risollevare l’economia e combattere allo stesso tempo la criminalità organizzata che, si sa, non fattura e non paga tasse. La vera e propria causa antiproibizionista è una cosa che i movimenti si portano da sempre nel loro bagaglio politico e che in senso lato è condivisa globalmente, perchè di fondo non è accettabile proibire all’uomo di agire liberamente o segui-
L’IMPORTANTE È CHE NON SI SPACCI IN UN CENTRO SOCIALE PERCHÈ NON È QUALCOSA DI GIUSTIFICABILE A LIVELLO POLITICO siano e il rischio chiusura è sicuro. In ciò c’è ovviamente un lato pratico, perchè fare serate di autofinanziamento comporta obblighi di sicurezza, bisogna evitare che si creino situazioni pericolose – in alcuni casi ci sono stati addirittura morti o gente finita in coma. In ultimo c’è il dato di fatto dell’autocritica che dicevamo prima: negli ultimi vent’anni ci sono stati episodi in cui alcuni centri sociali che non hanno adottato queste modalità hanno chiuso per sempre. I centri sociali sono di certo antiproibizionisti ma non possono incoraggiare certi atteggiamenti nichilisti e autodistruttivi, perchè alla fine sballarsi come se non ci fosse un domani è un comportamento borghese e consumista.
stupefacenti come del resto l’uomo fa da centinaia di anni in tutto il mondo. Però appunto ci distinguiamo nettamente da tutti quei percorsi che, volenti o nolenti, hanno finito per incoraggiare l’abuso e in un certo senso l’autodistruttività. L’individuo è e deve essere libero, ma quando uno si sfonda di roba è inevitabile che diventi dannoso, e quindi incompatibile sia dal punto di vista della lotta che della socialità come noi la intendiamo. Tornando al movimento “Occupy”, in che modo si inserisce la causa antiproibizionista? In molti, California in primis, hanno individuato la liberalizzazione delle droghe leggere come
CANAPA MEDICINALE PER ANATRE. Un allevatore francese di anatre, Michel Rouyer, di Gripperie-Saint-Symphorien, è stato multato con un’ammenda di 500 euro perché per motivi di carattere medico, allevava le sue anatre con supplementi di cannabis. L’allevatore sostiene che non esiste metodo migliore per sconfiggere i vermi intestinali. Rouer dichiara: “somministro alle mie anatre il mezzo sotto previo consiglio di uno specialista”. L’avvocato di Rouer ha dichiarato davanti al giudice quanto segue: “Questo non è uno scherzo, nessuna delle anatre a più avuto problemi di vermi all’intestino, anzi sono sanissime.” Però il fatto che il francese coltivasse dodici piante di cannabis e avesse ammesso di farsi uno spinello di tanto in tanto è stato sufficiente per procurargli un’ammenda di 500 euro.
Grazie al sito si possono localizzare i punti vendita della cannabis medicinale sul territorio americano e si possono piazzare ordini che prevedono la consegna a domicilio. Secondo gli analisti della “General Cannabis” si nota una crescita sempre maggiore di servizi al consumatore di prodotti correlati alla cannabis che sono offerti online. Sembra, infatti, che il capitalismo della cannabis stia crescendo molto in fretta.
re determinati stili di vita. Il movimento “Occupy”, appunto perchè più di massa e trasversale rispetto ai gruppi politici che hanno anche una continuità storica rispetto al passato, è più sfaccettato. La causa antiproibizionista è certamente condivisa a livello ideologico ma ci sono anche episodi che definirei “infelici” dove, non so dirti se per una questione etica ma di sicuro per fare bella figura davanti ai media, hanno deciso per esempio in modo assembleare di non ubriacarsi. Come è successo a Parigi. Per quanto riguarda l’utilità economica di una svolta antiproibizionista potrei ovviamente risponderti che legalizzando le
anno avessero fatto uso di stupefacenti. Attraverso un confronto dei dati raccolti è sembrato che le persone che a cinque anni avevano un livello intellettivo alto, facesse uso maggiore di droghe in età più avanzata rispetto ai coetanei con un quoziente intellettivo inferiore. La dose di droga usata dal sesso femminile era addirittura triplicata.
I FUMATORI DI CANNABIS HANNO UN QUOZIENTE INTELLETTIVO PIÙ ALTO.
La spiegazione di tutto ciò è da ricerMARIJUANA.COM care nel fatto che forse le persone più intelligenti sono più aperte ad accogliere PROCURA UN GIRO esperienze nuove. Si presume anche che rivista britannica di epidemiologia i bambini più intelligenti si annoino più D’AFFARI DI QUATTRO Lae salute - Journal of Epidemiology and in fretta e che quindi sentano il bisogno MILIONI E DUECENTO Community Health - ha pubblicato all’i- di sperimentare. L’uso di droghe magari nizio di dicembre i risultati concernenti li può aiutare a non sentirsi cosi diversi. MILA DOLLARI. una ricerca durata la bellezza di quasi Dalla ricerca è emerso che in ogni caso Il popolarissimo sito “marijuana.com” viene visitato da circa 3,5 milioni di persone al mese. Alcuni speculatori che credono nel futuro della marijuana per uso medico a livello industriale hanno, infatti, pagato la somma di 4,2 milioni di dollari per ottenere il dominio del sito “marijuana.com”. Weedmaps Media fa, infatti, parte del gruppo General Cannabis, che in America gestisce il conosciutissimo sito weedmaps.com.
trent’anni. Dal 1970 ad oggi un gruppo composto da alcune migliaia di persone, le stesse, è stato sottoposto ogni dieci anni ad un esame che svelasse il loro quoziente intellettivo. All’inizio della ricerca i soggetti avevano cinque anni. Al compimento del trentesimo anno di età è stato poi chiesto ai soggetti se durante l’ultimo
l’uso di stupefacenti non influisce sul livello intellettivo dell’essere umano.
SAI COSA FUMI CON IL DATABASE DEL DNA. La ricerca concernente la genetica della cannabis fa passi da gigante. L’università di New Haven ha riportato all’inizio di
sostanze si aumenta il Pil, si tolgono fette al mercato nero, i soldi vanno allo Stato e il fenomeno è controllato. Tuttavia, dal mio punto di vista, in questo momento la risposta non può venire dalle leggi dello Stato, ma solo da un cambiamento di quelle che sono le logiche del sistema economico: è innegabile che ora come ora le leggi dello Stato sono dettate dagli sbalzi della borsa Comunque ti devo fare i miei complimenti, una vita come la tua mi farebbe diventare schizofrenica. Da quello che mi hai detto finora sei conscio della contraddizione che ti trovi a vivere, ovvero essere un militante e uno spacciatore. A che livello di dissidio interiore sei arrivato? Infatti sto smettendo di spacciare. Perchè comunque è rischioso facendo politica in maniera pubblica e a viso scoperto. Essere un attivista e allo stesso tempo uno spacciatore sono due cose che cozzano perchè ognuno potrebbe peggiorare l’altro in caso di azione giudiziaria. Poi alla fine perchè va contro quello in cui credo. Certo sarà difficile in questo momento rinunciare all’unica mia fonte di sostentamento perchè cercare un lavoro adesso è un’operazione praticamente impossibile. Quindi un consiglio: o non smettete proprio o non iniziate mai (ride).
dicembre i dati relativi al database del DNA della cannabis, poco dopo la scoperta del genoma della pianta da cannabis. Grazie a tali ricerche è ora possibile determinare di che tipo di specie si tratta e addirittura è possibile sapere da dove proviene la pianta. Si può affermare che la marijuana coltivata nel “triangolo verde” californiano venisse poi acquistata da un rivenditore della marijuana per scopi medicinali. Secondo il teamleader Heather Coyle il database del DNA della pianta sarebbe molto utile per quegli stati dove la marijuana medicinale è legalizzata e stabilire regole più severe per le specie che possono essere vendute. I rappresentanti della marijuana per scopi medici non sono molto contenti della prospettiva poiché sostengono che la causa del successo sarebbe proprio l’offerta così variegata che se ne fa. Non è la grande varietà di coloro che offrono la droga il problema, bensì i mercati neri che vengono diretti dai cartelli della droga.
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COLTIVA CON JORGE CERVANTES
Super piante
Di Jorge Cervantes // Foto Humboldtlocal
AREA Le foto ritraggono piante della California settentrionale, ma ci sono moltissime piante giganti in tutto lo Stato e ce ne sono svariate in Oregon, dove c’è un clima leggermente più fresco. La cosa importante è coltivarle a lungo, per 8-10 mesi. Il tempo può essere un po’ brutto o freddo. In questo caso devono essere protette in una serra con copertura in plastica. Le piante grandi possono essere coltivate quasi ovunque in Argentina. Viva la pampa!
GENETICA Il fattore più importante quando si scelgono le giganti con la genetica più idonea è avere piante abituate al microclima locale. Quello che farei in Argentina sarebbe troWBSF VO CVPO NJY HFOFUJDP EB VOB CBODB di fiducia (a prescindere che sia sativa o indica, deve andare bene in outdoor), contenente varietà locali e coltiverei per sei o più generazioni per adeguare le piante al microclima. Se consideriamo che nelle culture al di fuori dell’Argentina si possono avere tre raccolti l’anno, dopo
due anni e una buona selezione, la nuova genetica sarà già abituata al vostro microDMJNB µ JOPMUSF JNQPSUBOUF DPOTJEFSBSF MB resistenza genetica alle muffe.
TEMPO DI COLTURA Le piante giganti dovrebbero essere piantate e coltivate a lungo, per 8, 9 o 10 mesi, perché ci vuole tempo perché raggiungano quelle dimensioni.
FASI INIZIALI Le piante giganti possono essere ottenute da talee e semi, assicurandosi sempre che siano femmina. Iniziano a crescere in piccoli vasi e poi vengono trapiantate man mano che si sviluppano. Con 4 o 5 trapianti passato un mese o un mese e mezzo, le piante dovrebbero essere alte un metro o più. Il momento di trapiantare si verifica quando le radici sono ben intrecciate alla base e sui lati del contenitori, il che indica che la pianta rallenta la sua cresciUB F D Ò NBHHJPS EJTUBO[B JOUFSOPEBMF µ fondamentale piantarle il prima possibile a luglio e agosto, dar loro da 8 a 10 mesi, in modo tale per la prima volta le piante DSFTDBOP JO JOWFSOP µ JNQPSUBOUF DPMUJ-
varle in indoor oppure costruire una serra outdoor per proteggerle dalle basse temperature e dal forte vento. In quest’ultimo caso, quando la quantità di luce giornaliera non è sufficiente per coltivare le piante, bisogna integrare il regime luminoso con
fonti artificiali. Servono soltanto fonti a bassa potenza (40-60w), in modo tale che non diventino troppo lussureggianti. Se vengono piantate in tempo, l’aumento della temperatura e delle ore di luce concomitanti con l’arrivo della primavera, le piante saranno alte un metro e potremo quindi trapiantarle nel contenitore finale o trarre beneficio dalla serra.
MEGACONTENITORI Diversamente da quanto si possa pensare, coltivare piante giganti non richiede terreno solido. Ci sono terreni molto ricchi di nutrienti, ma se adattiamo la compo-
39 sizione del substrato a quella richiesta, è molto facile utilizzare contenitori, se possibile i più grandi, fra 900 e 1400 litri di volume e con un diametro di un metro P QJá µ JNQPSUBOUF DIF JM DPOUFOJUPSF sia fatto in materiale poroso che consenta il passaggio dell’aria. L’altra possibilità è praticare un foro e preparare così il NJY NB Ò EJ HSBO MVOHB QJá DPNQMFTTP Quando si avvicina la primavera, tempo permettendo, arriva il momento di spostare la pianta nell’ultimo megacontenitoSF µ NPMUP JNQPSUBOUF DIF JM TVCTUSBUP OFM contenitore non abbia una temperatura di meno di 13º C. Di solito non è necessario controllare la temperatura del substrato, ma le colture che si trovano nei climi dell’estremo sud o molto freddi, possono essere controllate con una resistenza elettrica all’interno del contenitore. Si possono mettere i contenitori anche su pallet, in modo che non tocchino terra e che si generi quindi uno strato d’aria fra le due parti che agisca come isolante.
SUBSTRATO La scelta del substrato dipende dalla tecnica che si sceglie di seguire. Nel caso si usino prodotti chimici, create un buon substrato di base e applicate la formula richiesta ogni mese o settimana, perché verrà assorbita costantemente e il processo continuerà. Se scegliete invece il terreno organico, non c’è movimento nella terra, dal punto di vista biologico. Una possibilità per le colture a lungo termine è un buon substrato per creare compost organico, letame, aggiunte organiche (come il vermicompost), perlite e vermiculite, oppure si può aggiungere una manciata di composto contenente sangue, ossa, paglia e alghe. Per esempio, la pianta che vedete in copertina è stata coltivata organicamente, con un buon NJY JOJ[JBMF F TPOP TUBUF BHHJVOUF TPMP EVF manciate di guano di pipistrello durante il quarto mese.
IRRIGAZIONE Di solito s’irriga ogni due giorni, con circa 90 litri d’acqua per pianta, se grande. Comunque dipende tutto da sole, vento e condizioni meteorologiche in generale. Anche la quantità di calcio e magnesio contenuta nel substrato è importante, perché questi elementi fanno evaporare meno acqua dalla pianta. Per mantenere il livello di umidità del terreno si può utilizzare uno strato di terriccio con foglie P EJ FSCB BQQFOB UBHMJBUB µ DPOTJHMJBCJMF irrigare all’inizio della giornata quando il terreno appena sotto la superficie è asciutto e ricordate sempre che durante la fioritura alle piante serve più acqua. Utilizzate un sistema a goccia o applicate un manicotto. Cercate di non utilizzare contenitori vari / secchi, che sono troppo pesanti e richiedono un eccessivo lavoro. Cercate di usare acqua pulita con un basso contenuto di Sali, poche ppm, con un massimo di 300 ppm.
STRUTTURA INTERNA DI SOSTEGNO Un buon modo per sostenere i rami quando crescono è al momento del trapianto nel contenitore finale. Mettete attorno alla struttura circolare del fil di ferro (non ossido) di un metro di diametro e due di altez-
40 za. Molti coltivatori, anziché utilizzare una struttura stabile, usano da 3 a 20 sostegni per tenere i rami, ma è estremamente complicato e richiede troppo lavoro di sistemazione e manutenzione. Rendete il tutto il più semplice possibile, perché ci vorrà meno lavoro e il risultato in genere sarà migliore.
NETWORKS OF CONTAINMENT Man mano che le piante crescono, aggiungete due strati di rete con fori di circa 15 cm2, in modo che possano passare rami e
cime e continuare a sostenere. Se durante la prima fase si usa una serra, si può utilizzare la stessa struttura (senza copertura in plastica chiara) per tenere la prima rete. L’utilizzo di due reti rende il raccolto molto difficile.
POTATURA Per ottenere straordinarie piante in outdoor, si consiglia di potare, ma senza esagerare (intendo davvero non molto) nei casi in cui le piante vengono tagliate per fermarne temporaneamente la crescita.
La potatura utilizzata di solito è apicale (si tagliano le protuberanze sulle punte dei rami), dato che la pianta recupera più veloDFNFOUF F RVFTUP BDDFMFSB MB DSFTDJUB µ meglio tagliare con forma arrotondata perché arrivi più sole, il che non capita spesso quando c’è la tipica forma di pino. Se necessario, si possono legare i rami perché la pianta segua il percorso che desideriamo.
RACCOLTO Il momento ottimale per il raccolto è quando il 50% dei tricomi hanno un color crema lucido, ma se si vuole una struttura più corposa, bisogna aspettare finché la maggior parte dei tricomi è nuovamente di color ambrato. Al momento del raccolto nelle piante giganti, è meglio raccogliere in modo progressivo (meglio se di mattina), togliendo il primo strato di mezzo metro di cime, poi il secondo e proseguire fino al 3° o 4° raccolto, aspettando una o due settimane fra l’uno e l’altro. Si favorisce così una maggior crescita delle cime inferiori, che diventano più spesse e producono di più. Non per niente, le ultime raccolte sono le migliori. Se le piante gigante vengono coltivate in modo corretto, come quelle in fotografia, possono produrre 54 chili se si tagliano completamente. Se si adotta un raccolto progressivo e si riduce l’intensità del lavoro di potatura, si può aumentare la produzione a 90 chili per pianta (il che significa un 60% in più per pianta). Grazie al mio amico Humboldtlocal! Guardate le prime della serie, $BOOBCJT &YQFEJUJPOT %7% EJ +PSHF Cervantes ($14.95) e tenete sott’occhio cosa viene caricato sulle colture mediche su » www.jorgecervantes.tv!
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REPORT
Il primo premio “High Times Dutch Master” presentato a Henk Van Dalen di Dutch Passion. Henk Van Dalen, proprietario e fondatore di Dutch Passion, è stato onorato in occasione dell’edizione 2011 della High 5JNFT $BOOBCJT $VQ BE "NTUFSEBN µ JM primo vincitore in assoluto del premio High Times Dutch Masters. Il premio viene assegnato da High Times a chi ha contribuito in maniera eccezionale alla comunità della cannabis. Si tratta di un grande onore per Henk, che fondò Dutch Passion nel 1987 dopo anni trascorsi a raccogliere e selezionare le migliore genetiche provenienti da tutto il mondo. Dutch Passion festeggia il 25esimo anniversario nel 2012.
nostro obiettivo è sempre stato lo stesso. Vogliamo poter offrire ai coltivatori indipendenti semi delle migliori varietà possibili, in modo che possano coltivare facilmente erba di qualità altissima anche da soli. Vogliamo che “crescere in proprio” sia il più conveniente possibile. Lo scopo dei semi femminizzati è sempre stato dare ai coltivatori in proprio il massimo controllo e convenienza. Oggi, molti coltivatori utilizzano solo e soltanto semi femminizzati. La vendita di questi semi rappresenta la grande maggioranza delle nostre vendite, sebbene offriamo anche semi non femminizzati per i coltivatori tradizionali e coloro che preferiscono produrre le proprie varietà” ha aggiunto.
High Times ha conferito il premio per i contributi di Henk al mondo della cannabis. Oltre a guidare Dutch Passion nella creazione di alcune tra le varietà migliori e più note al mondo, Henk viene ricordato anche per aver introdotto i semi di cannabis femminizzati negli anni Novanta. Tra i coltivatori di cannabis, il seme femminizzato era un sogno da molti anni, ma si riteneva che fosse impossibile. Sebbene l’intera industria fosse entusiasta quando Henk dichiarò di aver creato i primi semi femminizzati, molti erano anche scettici. Tuttavia, col tempo Henk, con formazione universitaria in biologia, avrebbe smentito tutti. Oggigiorno, i semi femminizzati hanno rivoluzionato le forniture di semi. Molte compagnie ormai forniscono solo semi femminizzati, e molti coltivatori in proprio “indipendenti” usano solo semi femminizzati. Con una coltivazione indoor, i semi femminizzati necessitano di stanze più piccole e meno luce per crescere. Si può produrre più erba più efficientemente, in uno spazio minore e con minor dispendio di energia. Con una coltivazione outdoor o in serra, si può piantare con la certezza di avere un raccolto di sole piante femmine, senza doversi preoccupare delle piante maschio. Alcuni dei problemi iniziali con i risultati dei semi femminizzati ormai sono un ricordo lontano. “Il processo di femminizzazione ha fatto grandi passi, dal punto di vista tecnico, dai primi tempi. Nel caso di Dutch Passion, circa l’80% delle varietà che vendiamo sono più potenti e consistenti se cresciute da semi femminizzati” ha detto Henk. La filosofia e la motivazione di Henk rimangono le stesse degli anni Settanta, quando iniziò a collezionare e produrre le varietà migliori di marijuana. “Il
“GENETISTI INDOOR”
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La passione di Henk per la selezione e l’offerta di semi provenienti dalle migliori varietà a livello mondiale resta la stessa degli inizi. “Molte nostre varietà ormai sono diventate famose, come Blueberry, Mazar, Power Plant, White Widow, Passion #1, Orange Bud... la lista continua. Alla fine dei conti, sono i clienti Dutch Passion a trarre beneficio dalla posizione che abbiamo raggiunto e dall’esperienza che abbiamo accumulato. Abbiamo anche forse la banca genetica più completa al mondo, oltre a delle persone ottime per competenze e professionalità. Veri e propri “Maestri al lavoro”, come recita il nostro logo. Ma la nostra missione è ancora fare tutto il possibile per aiutare il coltivatore in proprio a coltivare erba migliore di quella che potrebbe comprare. Una volta che provi a coltivare la tua marijuana, è difficile che tu decida di ricominciare a comprarla da altri.” Anche dopo molti decenni nel settore dei semi, Henk ritiene che l’attuale scena della cannabis sia più eccitante che mai. Ha spiegato: “Oggi sono sempre di più le persone che coltivano la propria marijuana, e i numeri aumentano di anno in anno.
La marijuana medica è più diffusa che mai. I bud di cannabis vengono distribuiti come medicina in vari paesi europei e in un numero crescente di stati statunitensi. Medicine legali a base di marijuana prodotte dalle aziende farmaceutiche stanno facendo progressi, e non c’è mai stata così tanta ricerca sull’argomento della marijuana come medicinale. Questo difende e giustifica tutto ciò che abbiamo fatto e detto nel corso degli anni. La cannabis è un dono per l’umanità, e non ha mai ucciso nessuno; la sua popolarità ed il consenso come medicina legittima ha raggiunto un picco. Oggi la puoi coltivare in sole 10 settimana con semi femminizzati autofiorenti.” Il premio Dutch Master di High Times arriva proprio nel momento in cui Dutch Passion sta preparando gli annunci del 2012 di importanti varietà nuove, ci ha raccontato Henk. “Abbiamo 4 fantastiche varietà nuove che lanceremo nel 2012, ci sono tutte le informazioni sul blog del nostro sito. Stiamo usando sempre di più il sito web per comunicare con i nostri clienti; sono in arrivo grandi cambiamenti in quest’area. Le varietà tradizionali sono stati gli articoli più venduti per anni, ma per noi e molti nostri clienti, adesso l’area più importante è quella nuova dei semi AutoFem. Sappiamo di gente che ha ottenuto fino a 350 g da una sola AutoMazar. Ormai i livelli di potenza delle migliori varietà Auto sono paragonabili alle varietà tradizionali di alta qualità. I nostri clienti apprezzano la rapidità di produzione, dalla semina al raccolto di solito in 9-10 settimane, indoor o outdoor. µ VO BSFB JO DVJ TUJBNP MBWPSBOEP JOUFOTJvamente. L’altro settore in enorme crescita è quello della marijuana medica, dato che un numero sempre maggiore di pazienti sta coltivando la propria medicina individualmente o collettivamente - a volte in maniera molto aperta. La cannabis sta trovando accettazione sempre più diffusa nella comunità medica principale. Al giorno d’oggi, molti dottori in Europa, America del Nord e altrove riconoscono che la marijuana aiuta davvero i loro pazienti ad affrontare il dolore e la malattia.” Henk afferma che il premio Dutch Master forse ha segnato la conclusione della prima era moderna della cannabis, ma che siamo appena agli inizi di un’era nuova, che sarà ancor apiù eccitante. Sono tre le aree in cui Henk vuole che Dutch Passion si evolva. 1. Un aumento di atteggiamenti più verdi ed ecologiche Negli anni Ottanta,
“QUANDO CURARSI DA SOLI È MEGLIO CHE ANDARE DAL MEDICO”
HENK VAN DALEN, FONDATORE DI DUTCH PASSION
l’erba si coltivava sempre fuori, producendo in questo modo marijuana di prima qualità. Tuttavia, le confische da parte delle autorità e i furti hanno costretto molti coltivatori a trasferirsi definitivamente all’interno, che richiede energia per far funzionare l’illuminazione artificiale, spesso prodotta da energia nucleare o a carbone. Le aziende energetiche, in collaborazione con la polizia, a volte possono rintracciare gli utenti ha pesanti bollette elettriche, per sfrattarli. Henk vorrebbe vedere uno spostamento verso l’energia verde come l’energia solare e l’uso di tecnologie nuove come le lampade LED. Forse in climi soleggiati, i LED a potenza solare potranno sostituire la luce del sole. I semi AutoFem, con il loro rapido ciclo di crescita e produzione di bud, diventeranno sempre più importanti. 2. Continuare a fornire i migliori semi di cannabis possibile al coltivatore in proprio amatoriale. Questo significherà un progresso costante nello sviluppo di varietà nuove per fornire varietà ricche di THC e gli altri cannabinoidi fondamentali. Forse anche qui potrebbero essere utili i miglioramenti nelle tecnologie verdi come l’illuminazione LED. 3. Sviluppare le varietà mediche migliori e più efficaci possibili. Qui c’è ancora molto da imparare circa il ruolo e l’influenza dei cannabinoidi come il CBD (e altri). Ma Dutch Passion ritiene che quest’area sia di massima importanza. Sia Henk che il suo team hanno le idee chiare sulla futura strategia e missione della compagnia, ed Henk ha un ultimo commento. “Svilupperemo il tipo di grandi varietà nuove che piace ai nostri clienti. Siamo stati i pionieri dei semi femminizzati, diventando leader per quanto riguarda le AutoFem. Oggi lavoriamo più che mai per continuare con l’innovazione e il NJHMJPSBNFOUP µ RVFMMP DIF TJ BTQFUUBOP i nostri clienti da noi.”
16 “CANNABIS E CURA DEL CORPO”
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STRAIN REPORT
The Chemdawg e la leggenda del lago Tahoe di Carlo Erba Tra i ceppi di cannabis più amati al mondo, ce ne sono alcuni con origini leggendarie, le quali, hanno certamente contribuito alla notorietà dello strain stesso. Tra queste, Chemdawg e O.G.Kush, sono quelle che hanno maggiormente interessato i consumatori statunitensi ed in tempi più recenti, anche quelli europei. La scelta di effettuare un unico strain report per entrambe le varietà, è data dal fatto che la loro linea genetica è fortemente correlata: la O.G., infatti, deriva direttamente dalla Chemdawg. Per ricostruire la storia di queste due varietà bisogna andare indietro nel tempo fino al 1990, anno in cui Joe Wonkanobe incontra Chemdog ad un concerto dei Grateful Dead, nel Deer Creek Amphitheatre nello stato dell’Indiana. Ed è proprio in questa occasione che Chemdog acquista da Joe un’oncia di marijuana d’altissima qualità,
inconsapevole, ad una vera leggenda. Nel 1991 Chemdog germinò i primi 4 semi e da questi ottenne un maschio che scartò subito: questo si rivelò un grave errore, visto che con quel maschio, sarebbe stato possibile preservare maggiormente il patrimonio genetico di questa varietà, ma il giovane coltivatore era molto inesperto e non si può fargliene una colpa.
sti. Joe li piantò e ottenne 4 fenotipi diversi, analizzandoli decise di mantenere il quarto come madre perchè lo considerava il maggiormente rappresentativo della versione originale: si trattava del famoso “reunion pheno”. Per quanto riguarda l’origine della O.G, invece, ci sono più versioni: l’ufficiale, (anche se il termine è alquanto ardito, vista l’inesistenza di prove concrete a conferma di questa storia) racconta che deriva da un seme S1 ritrovato in un sacchetto di Chemdawg ‘91 acquistata nei pressi del lago Tahoe nel 1996. La seconda versione, che è quella che condivido maggiormente, sostiene che la O .G. sarebbe nata da un incrocio. Questa teoria sembra più plausibile dato che, nonostante il sapore e l’effetto di questi due strain siano molto simili, la consistenza delle gemme e il
riguarda alcune sfumature del prodotto finito. C’è un altro problema da risolvere: girando gli Stati Uniti possiamo trovare un gran numero di tagli diversi della OG Kush: Original Gangster Kush, Original Gost Kush, Katsu Cut, San Ferdinando Valley Cut e molti altri. Quale sarà tra questi il taglio originale? La soluzione ancora una volta è la più semplice: quando venne creata questa linea genetica, furono inviati anche molti cloni in giro per il paese i quali presero nomi differenti; la differenza tra gli aromi delle infiorescenze si spiegherebbe invece con le diverse condizioni climatiche in cui vengono coltivati i vari tagli. Vale solo la pena di ricordare che, oltre al fenotipo, esiste anche un’altra espressione della pianta e cioè l’ecotipo il quale deriva dal prodotto tra il fenotipo stesso e il clima: è proprio per questo che si ravvisano alcune differenze tra i
QUESTE DUE PIANTE SONO STATE DISPONIBILI PER ANNI SOLO COME CLONI, RECENTEMENTE ALCUNI BREEDERS HANNO PROVATO A PROPORLE NEL FORMATO CLASSICO DEL SEME MA NON TUTTI HANNO AVUTO SUCCESSO Delle tre femmine nate, una fu chiamata Chemdawg A ed è quella attualmente conosciuta come Chemdawg ‘91, un’altra Chemdawg sister e la terza Chemdawg B. Nel 2001 il grower e la sua fidanzata cer-
diverso pattern di crescita, fanno propendere più per un incrocio che per un S1. I sostenitori di questa tesi raccontano un’ulteriore storia, anche questa ovviamente priva di riscontri concreti, nella
vari tagli. Queste due piante sono state disponibili nel mercato per molti anni solo come cloni, recentemente alcuni breeders hanno provato a proporle nel formato classico del seme ma non tutti hanno avuto successo. Rez, di Reservoir Seeds, è forse quello che ha ottenuto maggiori successi oltre oceano, immettendo nel mercato varie selezioni di Chemdawg: l’ultima creazione è una Chemdawg IBL, nata dopo anni di incroci e selezione tra esemplari della stessa famiglia. Questi semi, molto costosi, ma di elevata qualità, promettono di generare piante molto uniformi e soprattutto molto rappresentative del taglio originale. La potenza è ai massimi livelli (oltre il 20 %) e la produttività è alta, ottima se coltivata in un sistema idroponico la Chemdawg sviluppa cime resinose e compatte dal sapore kushie con un retrogusto di bacche selvatiche. Recentemente, anche Green House Seeds, ha fornito la sua versione del Chemdawg, anche se il lavoro si è rivelato più difficile del previsto a causa della tendenza all’ermafroditismo di questa varietà.
per un prezzo di 500 $; dopo la compravendita i due si scambiarono il numero telefonico e si accordarono per la consegna di un’ulteriore oncia nell’East Coast. La seconda partita acquistata conteneva una piacevolissima sorpresa: 13 preziosissimi semi che consentirono al fortunato acquirente di dare origine, in maniera del tutto
carono di far crescere altre tre piante, che chiamarono rispettivamente fenotipo C, D, E. Tra queste il fenotipo prescelto fu il D, il quale si può trovare ancora oggi sotto forma di clone, in molti paesi degli Stati Uniti. Cinque anni dopo Chemdog incontrò nuovamente il mitico Joe e gli consegnò sei degli ultimi otto semi rima-
quale si narra che il fantomatico maschio usato per ottene la Kush sarebbe stato ottenuto incrociando una Lemon Thai con una Old Paki Kush. Seguendo questa linea di pensiero potremmo spiegare le grandi differenze riscontrabili tra queste due piante, sia da un punto di vista dei fenotipi manifestati, che per quanto
L’O.G. invece è riprodotta da molte compagnie in tutto il mondo, tra queste ricordo DNA Genetics con la sua O.G. Kush e con l’O.G.18 e la Cali Connection con tutta una serie di Kush diverse: dalla Raskal alla Larry alla SFV Kush. Con un sapore molto simile a quello della Cheese ma ancora più “saturo” e con note di muschio selvatico, limone e terra, l’O.G.Kush è pronta a soddisfare i palati più esigenti. Per quanto riguarda il profilo dei cannabinoidi il THC supera la soglia del 22% ed è ben bilanciato con il CBD che rende più corporeo e sedativo l’effetto. Altra nota felice che fa propendere i consumatori a fumare queste genetiche è la bassa tolleranza che si acquisisce anche fumandole quotidianamente: un bel joint di Chem o di OG che sia, manterrà sempre la capacità di mettervi K.O. sul divano per un paio d’ore.
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Campo di Canapa, Firenze Da più di dieci anni nel centro di Firenze si trova una realtà interessante per gli appassionati della canapa a 360 gradi. Abbigliamento, giardinaggio, alimentazione e semi da collezione: Campo di Canapa è tutto questo e altro ancora. Perché la canapa è superiore come fibra e come alimento? La fibra di canapa, oltre che bella, si rivela un’alleata imbattibile di corpo e ambiente: fresca, resistente, coltivabile in modo bioecosostenibile. Gli alimenti e in particolare l’olio spremuto dai semi di canapa, sono di grande efficacia per combattere e prevenire i più diffusi “acciacchi” della nostra società: alto colesterolo, controllo della pressione, allergie e stanchezza cronica. E il giardinaggio? Competenza e discrezione: il nostro modo di proporre kit di giardinaggio “su misura” è ormai proverbiale. Dalle giungle in scatola di nostra invenzione (da qui il nome del nostro grow shop e sito di giardinaggio Urban-jungle) a impianti professionistici, il cliente viene seguito step to step al fine di ottenere i migliori risultati fin dalla prima esperienza. Tant’è che il tipico cliente del growshop si è allargato a una moltitudine di coltivatori urbani con un grande scopo in comune: riportare la
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3s. 18,90€ / 5s. 31,50€ / 10s. 63€
Sweet Tai
®
Indica/Sativa: 30%-70%
3s. 17,50€ / 5s. 29€ / 10s. 58€
Cream Caramel x AK 47 Indica/Sativa: 50%-50%
Raccolta Esterna: ,QL]LR 2WWREUH 3 s. 28,50€ / 5 s. 47,50€ 10 s. 95€ *Potete trovare maggiori informazioni sul nostro web site
Indica/Sativa: 30%-70%
Indica/Sativa: 60%-40%
3s. 14,50€ / 5s. 24€ / 10s. 48€
3s. 17,50€ / 5s. 29€ / 10s. 58€
Mohan Ram
®
Indica/Sativa: 35%-65%
3s.19,90€ / 5s.33€ / 10s.66€
Flash Back#2
Cream 47
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Wild Rose ®
®
Prima evoluzione della genetica Speed Devil, sviluppata durante la stagione 2009-2010. In questa versione, si ha aumentato la media della grandezza delle piante che si mette tra 70 e 80 cm. Maggiore formazione di cristalli di resina e aroma molto più intenso, dolce e muschiato che ricorda lievito e formaggio.
*Big Devil #1 *Fast Bud #1
Jack 47
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AUTO
AUTO
3s. 19,50€ / 5s. 32,50€ 10s. 65€
Più Aromatiche e di Maggior Produzione!
1 Premio Outdoor Cannabis Champions Cup´09
0LJOLRU %DQFD GL 6HPL Spannabis 2008
Banca Di Semi Feminizzatti Collezione 2012
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Indica/Sativa: 85%-15%
3s. 20€ / 5s. 33€ / 10s. 66€
Psicodelicia
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Indica/Sativa: 40%-60%
Indica/Sativa: 30%-70%
3s. 16,50€ / 5s. 27,50€ / 10s. 55€
3s.19,50€ / 5s. 32,50€ / 10s. 65€
®
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Ganesh Spirit Indica/Sativa: 40%-60% 3s. 15,50€ / 5s. 25,80€ / 10s. 51€
Botafumeiros
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Indica/Sativa: 25%-75%
3s.14,90€ / 5s. 24,90€ / 10s. 49,40€
ente! Prossimam
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C/ Dr. Nicasio Benlloch nº36-38 · 46015 · Valencia · España · +34 963 890 403 · +34 963 473 730 (Grossista) · Fax +34 961 934 843 $WWHQ]LRQH L VHPL GL FDQDSD VRQR HVFOXVL GDOOD QR]LRQH OHJDOH GL &DQQDELV FLz VLJQL¿ FD FKH HVVL QRQ VRQR GD FRQVLGHUDUVL VRVWDQ]D VWXSHIDFHQWH / GHO DUW FRPPD OHWW % FRQYHQ]LRQH XQLFD VXJOL VWH pefacenti di New York del 1961 e tabella del decreto ministeriale 27/7/1992. In Italia la coltivazione di Canapa è vietata (artr.28 e 73 del dpr 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art.17 dpr 309/90)
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… LA Q U A S T E SS A L …N UOV ITÀ!!! O LO OK! !!
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