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30 anni dopo


il Brivido (Sporti LA SOLITA VECCHIA MUTANDA

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iamo in un paese libero ed ognuno è padrone di pensarla come crede. Ma il punto è un altro. Io penso che spesso si crede ciò che vogliono far credere. Brera, la solita vecchia mutanda che da tanti anni si parla addosso e a cui ci si rivolge per un giudizio competente, ha dimostrato ancora una volta di approfittare di questa considerazione per gettare sentenze che non che non hanno ne capo ne coda. La Fiorentina, a suo giudizio, ha avuto la fortuna di perdere Antognoni per sfornare quattordici partite utili in sua assenza; e a che

se ciò fosse , dove la mette la sfortuna di aver perso nel momento cruciale Pecci e Vierkwood? Questo non lo ha menzionato perché voleva in qualche modo evitare ombre sul successo della squadra bianconera . E ombre ce ne sono state e non leggere. Brio manca poco che stacca la testa a Borghi con una gomitata in piena area e l’arbitro sorvola, mentre si guarda bene dal sorvolare un netto mani di Celestini, sulla linea, su tiro ravvicinato di Fanna, dall’altra parte Pieri annulla un gol di Graziani per un fallo di Bertoni, di quelli che in una partita ne capitano a centinaia; dopo tutto ciò, come non può avere ombre questo ventesimo scudetto bianconero? Già nella scorsa stagione fu negato alla Roma favorendo la Juventus.

Quest’anno è capitato alla Fiorentina, un altr’anno forse, per non farla eccessivamente sporca e perché l’interesse della Juventus sarà rivolto più alla Coppa dei Campioni che al Campionato, si darà il via ad un’altra “prescelta”. Mi sono affannato tutta la stagione a suggerire meno provincialismo nel comportamento, sia dei tifosi che ad alcuno giovani colleghi, è stato uno sforzo inutile e forse dettato dalla fonte meno adatta perché la conclusione è l’epilogo di questo campionato mi hanno veramente amareggiato. Las conclusione ad-hoc che mi auguravo era lo spareggio, perché la Fiorentina, senz’altro superiore alla Juventus , che che ne dica, la vecchia mutanda, meritava, dopo un’annata cosi stupenda, di essere battuta sul campo, non da un rigore maligno e alquanto dubbioso. Paolo Melani (Articolo tratto dal Brivido Sportivo del 18 maggio 1982)

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ivo) è per sempre: IL RICORDO DI CHI C’ERA ANCHE QUEL GIORNO IN REDAZIONE…

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rent’anni dopo, e dico poco!, dieci più dei moschettieri di Dumas e, infatti, è rimasto solo D’Artagnan anche se per la mole ricordo più Porthos. Tempi eroici, senza Sky, per vedere e per capire c’era da aspettare cosa concedeva Novantesimo minuto o star con le radioline attaccate agli orecchi. Quante volte vi è capitato, in giro con la signora (come eran più contente le signore allora!) di intoppare uno che camminava con l’orecchio incollato ad un aggeggio a transistor e chiedergli “Icché fa la Fiorentina?”. Poteva essere un mugolio che non prometteva niente di buono la risposta, o un sorriso radioso e la domenica diventava subito piena di sole. Bene, era in quel clima che i ‘grandi furti’ erano anche più facili, ma fino ad un certo punto… Bisognava non esagerare, e la Juve esagerò. A pari punti all’ultima giornata, anche in tempi non dominati ancora dalla tecnologia, devi starci attento.

Già dalla radio il rigore non dato al Catanzaro, il rigore dato invece alla Juve e soprattutto, il goal annullato a Graziani avevano fatto attendere Novantesimo minuto con ansia inusitata. Ci avevano rubato lo scudetto! E le immagini lo dimostrarono, impietosamente, soprattutto per quanto riguarda il primo ed il terzo episodio, innegabili ‘offese al senso della giustizia (sportiva)’. Con Paolo eravamo super-incattiviti (èed è un eufemismo). “E ci han rubato que’ ladri, e siam arrivati secondi, e un c’è versi!”, e fu così che il Melani, fiorentinaccio d’adozione anche se i suoi Natali erano di Santa Croce, venne fuori con quel “Ma gli è meglio secondi che ladri!”, slogan che diventò lo sfogo di tutti i fiorentini, orgogliosi almeno della propria onestà. La mattina presto mi fece ruzzolare il letto: “E ci ho le prove!”, mi disse. Di’ che?, pensai… “Ma di’ furto, no? E ci ho la foto, meravigliosa, proprio di’ momento topico”. Mi

toccò d’andare a vedere prima di andare a lavoro al Pignone, e in realtà la foto mostrava che Corti, il portiere del Cagliari, andava su Bertoni che saltava in verticale e non viceversa: il fallo sul portiere proprio non esisteva. La prima pagina del giornale che usciva il martedì fu fatta con foto a formato pieno e titolo storico. Intanto Paolo (Melani, ndr) era già andato dal Vignoli, il mago degli “Emoticons” del Brivido, per dar vita all’adesivo col leone spernacchiante che, anche lui (il leone), ha fatto storia. Così Firenze reagiva al ‘grande furto’, con lo spiritaccio toscano che mai l’abbandona. Nemmeno questo fu tollerato perché la Juve, nella persona di Boniperti, querelò il Brivido ed il Melani (direttore di allora), così come aveva querelato Zeffirelli in analoga circostanza. Perse tutte e due le cause: almeno in tribunale si è vinto noi, 2-0. Giampiero Tosi



Il Brivido Sportivo sovracoperta speciale Fiorentina-Cagliari