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La Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige


“La cooperativa è espressione di democrazia in piccolo e di legami in libertà” Willi Croll, presidente della Federazione tedesca delle cooperative Raiffeisen, 1988


Dobbiamo aiutarci da soli: sono presenti tutte le condizioni e abbiamo a disposizione tutti i mezzi e le forze necessarie. Ci basta solo farne il giusto uso. Friedrich Wilhelm Raiffeisen, 1879


Le radici delle cooperative Raiffeisen

Friedrich Wilhelm Raiffeisen e le sue idee F.W. Raiffeisen nasce il 30 marzo 1818 a Hamm an der Sieg, nell’area di Westerwald, a nord di Coblenza. Nell’inverno 1846/47, dopo un cattivo raccolto, si registra una grave carestia che non risparmia neppure la popolazione rurale. In veste di sindaco di Weyerbusch, Raiffeisen fonda una “Brodverein” (associazione del pane) che, attraverso l’acquisto collettivo, riesce a procurare agli agricoltori sementi a buon prezzo, assicurando così la loro sopravvivenza. Questo successo spinge F.W. Raiffeisen alla costituzione di altre associazioni fondate sul principio dell’autoaiuto. Grazie alla creazione di una “Hülfskasse” (Cassa di solidarietà), è così in grado di contrastare il potere degli usurai, che avevano indotto molti agricoltori ad indebitarsi in maniera eccessiva, spingendoli sul lastrico dopo aver svenduto all’asta i propri beni. Attraverso l’associazione, numerosi contadini possono riacquistare il bestiame che avevano dato in pegno agli strozzini. Nella sua opera “Le Casse sociali di credito”, pubblicata nel 1866, Raiffeisen espone i tratti fondamentali del suo pensiero solidaristico. La sua intera azione è volta a mitigare le difficoltà della popolazione rurale, a creare nuovi posti di lavoro per i disoccupati e ad accrescere il livello culturale della popolazione, ad esempio, attraverso l’istituzione di biblioteche popolari, rafforzando così il ceto medio. Alla sua morte, avvenuta l’11 marzo 1888, le basi per un solido sviluppo dell’idea cooperativistica erano oramai gettate.

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Raiffeisen nel Tirolo Verso la metà del 19esimo secolo, la popolazione rurale del Tirolo è, in molti casi, sulla soglia del collasso: la produzione di massa ha scalzato i prodotti delle aziende agricole, le nuove linee ferroviarie favoriscono le importazioni dall’estero e alcuni mercati di smercio, in seguito all’annessione al Regno d’Italia di Lombardia e Veneto vengono meno. La popolazione rurale reagisce e, nel 1881, viene istituita la Consulta agraria del Tirolo (“Landeskulturrat für Tirol”), per favorire la costituzione di associazioni Raiffeisen. Già nel 1878, a Villabassa, viene fondata la prima cooperativa sull’odierno territorio altoatesino, mentre, nel 1889, a Rina in Val Badia, entra in funzione la prima Cassa Raiffeisen. Nel 1910, in Trentino e Alto Adige, operano già 867 cooperative, 282 delle quali sono Casse cooperative di risparmio e prestiti, funzionanti secondo il principio di Raiffeisen: complessivamente, a sud del Brennero, sono attive 12,7 cooperative su 10.000 abitanti, un record per l’Impero austro-ungarico. Nel periodo precedente le due Guerre Mondiali, nel Tirolo, la grande “famiglia” Raiffeisen vive una vera e propria fase di boom.

Il barone Georg Eyrl è stato il primo presidente della “Federazione delle cooperative agricole dell’Alto Adige tedesco”, fondata nel 1907, e al tempo stesso presidente della Federazione delle cantine sociali e della Cantina sociale di Terlano.

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Nel 1893, viene costituita la prima cooperativa di produttori ortofrutticoli. All’epoca, in Alto Adige, era diffusa la coltivazione estensiva di circa 200 varietà di frutta.

Jakob Köllensberger è stato il primo presidente della “Società di revisione delle associazioni Raiffeisen e delle cooperative agricole di Bolzano”, nonché della “Cassa centrale agricola”, costituita nel 1921.


Le cooperative Raiffeisen nel 1914

cooperativa frutticola

cantine sociali

1 18

latterie sociali 18

casse cooperative di risparmio e prestiti

cooperative di consumo 125

35

(Fonte: Walter Pichler/Konrad Walter, Tra la cultura dell’auto-aiuto e il mercato, 2007, pag. 115)

Andamento delle casse cooperative di risparmio e prestiti in Alto Adige tra il 1889 e il 1925

150

120

90

60

30

0 1889

1895

1900

1905

1910

1915

1920

1925

Nel 1925, le Casse cooperative in Alto Adige hanno raggiunto il loro massimo storico di 135 unitĂ .

(Fonte: Konrad Palla, 100 anni di Casse Raiffeisen in Alto Adige, 1989, pag.104)

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Un principio costituzionale: il cooperativismo in Italia

Nel 1883, a soli 24 anni, il latifondista israelita d’origine tedesca Leone Wollemborg fonda, nei pressi di Padova, la prima Cassa Rurale italiana.

“La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”, recita l’art. 45 della Costituzione italiana. Il cooperativismo ha una lunga tradizione anche in Italia. Nel 1883, il latifondista Leone Wollemborg dà il proprio benestare alla costituzione della prima “Cassa Rurale” sul territorio italiano, a Loreggia, nei pressi di Padova. Nel 1897, in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, operano già 904 Casse cooperative di risparmio e prestiti, amministrate secondo il principio di Raiffeisen. Nel 1919, nasce la Confederazione Cooperative Italiane, cui oggi aderiscono circa 20.000 consorzi e 100 associazioni supreme locali e regionali (tra queste, anche la Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige).

Rerum Novarum. Il clero “entra” nelle cooperative Secondo l’enciclica “Rerum Novarum”, promulgata da Papa

L’enciclica “Rerum Novarum” del 1891 contiene la prima vera e propria dottrina sociale della Chiesa cattolica. Papa Leone XII si esprime, indirettamente, a favore della costituzione di cooperative.

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Leone XIII nel 1891, le “associazioni di mutuo sostegno” sono istituzioni significative per una soluzione “proficua” della questione sociale. Per questo, prima della Grande Guerra, molti sacerdoti sono impegnati nell’organizzazione e nella gestione di cooperative Raiffeisen “a orientamento cattolico”. Anche nel Tirolo, e più precisamente a Rina in Val Badia e a Sluderno, i parroci Josef Dasser e Karl Pali fondano Casse cooperative di risparmio e prestiti. Nel 1892, a Santa Croce del Bleggio, sotto la direzione di Don Lorenzo Guetti, nasce la prima Cassa di risparmio e prestiti del Trentino. Nel 1898, nel “Tirolo italiano” sono operative ben 48 Casse Rurali e 93 consorzi di consumatori.


Boom e crisi: Raiffeisen in Alto Adige tra il 1919 e il 1945 Nel 1919, due terzi degli agricoltori altoatesini sono organizzati in forma cooperativa. Negli anni Venti e Trenta, la crisi economica mette a dura prova le Casse Raiffeisen, e il regime fascista impone lo scioglimento delle libere associazioni cooperative. Nel 1940, sono già oltre 200.000 i sudtirolesi che hanno optato per la cittadinanza tedesca, scegliendo quindi la via dell’emigrazione, tra cui numerosi consiglieri e sindaci delle Casse Raiffeisen, costretti a vendere i propri beni prima della partenza. Pochi amministratori di cooperative padroneggiano la lingua ufficiale italiana e molte Casse sono costrette alla chiusura. Nel 1925, in Alto Adige operano 135 Casse Raiffeisen, di cui solo 55 sopravviveranno al termine del conflitto.

La politica d’italianizzazione del regime fascista, la crisi economica mondiale, l’espatrio di molte persone qualificate in seguito alle “Opzioni” e la guerra spingono molte cooperative sull’orlo della rovina: entro il 1944 vengono chiuse ben 80 Casse Raiffeisen.

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La ricostruzione

Un nuovo inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale La ricostituzione dell’organizzazione Raiffeisen, in Alto Adige, inizia già pochi mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Nel 1946, due Casse Raiffeisen, due cantine sociali e due consorzi danno vita alla Federazione delle Cooperative Agricole e, sempre nello stesso anno, 14 Casse Raiffeisen fondano la Federazione delle Casse Raiffeisen. Fino a quel momento, le banche Raiffeisen venivano assistite dalla Cassa di Risparmio; successivamente, le Casse aprono un proprio sportello d’assistenza a Bolzano, in Via Beda Weber. Nel 1954, viene costituita la Federazione Provinciale delle Cooperative Agricole, un organo di revisione del Sistema Raiffeisen che condivide gli uffici con la Federazione delle Casse Raiffeisen. Entrambe le organizzazioni sono dirette da Josef Hölzl (presidente) e Franz Kemenater (direttore) e svolgono le stesse mansioni.

Il primo presidente della Federazione Cooperative Raiffeisen è Josef Hölzl: l’agricoltore di Lagundo rimarrà alla guida dell’organizzazione per 10 anni.

Primo direttore della Federazione Cooperative Raiffeisen è Franz Kemenater, che in precedenza aveva occupato lo stesso posto nella Federazione delle Casse Raiffeisen.

Per questo motivo, nel 1960 viene portata a termine la fusione delle due realtà: il 17 gennaio, la Federazione delle Casse Raiffeisen confluisce nella Federazione delle Cooperative Agricole, dando vita alla Federazione delle Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige.

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La Federazione Raiffeisen: una rappresentanza cooperativa con mandato legale Il Trentino-Alto Adige è una Regione a statuto speciale che può vantare alcune peculiarità anche in tema di cooperativismo. Nel 1948, infatti, lo Stato trasferisce alla Regione le competenze in materia di vigilanza per delle cooperative con sede nelle Province di Bolzano e Trento. Nel 1950, il consiglio regionale delibera una prima legge sulle cooperative, che sarà però bloccata dall’allora commissario del governo. Quattro anni più tardi, viene emanata una seconda legge in materia di “Sorveglianza delle cooperative”, che disciplinerà per oltre mezzo secolo il settore. La revisione diventa così un obbligo sancito dalla legge, che può essere assolto da “federazioni riconosciute” per “le cooperative aderenti” in regione. In tal modo, dalla sua fondazione, la Federazione Raiffeisen diventa il principale centro di revisione per le Cooperative Raiffeisen in Alto Adige. Nel 2008, la legge regionale viene riformata, confermando la posizione della Federazione, che oggi costituisce una delle quattro associazioni di rappresentanza in Alto Adige, autorizzate all’esercizio dell’attività di revisione, compresa quella contabile.

La Federazione Cooperative Raiffeisen è ispirata ai principi di Friedrich Wilhelm Raiffeisen ed è orientata alla promozione cooperativa ed alla mutualità senza fini di speculazione privata. (Statuto, art. 2)

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La Raiffeisenhaus, centro di una comunità di successo

In Alto Adige, Raiffeisen è sinonimo di una storia di successi. “Non ho il minimo dubbio che verrà il tempo in cui ci rallegreremo dell’esistenza di quest’organizzazione”, scriveva Friedrich Wilhelm Raiffeisen nel 1866. In via Raiffeisen, all’entrata della Raiffeisenhaus in Bolzano, la statua del fondatore del cooperativismo guarda con piglio riflessivo, ma sguardo deciso verso il Catinaccio. La Raiffeisenhaus è il centro nevralgico della rete Raiffeisen. Nel 1960 occupava appena sei dipendenti distribuiti su cinque vani; nel 1967, avviene il trasferimento nell’attuale edificio costruito dal Consorzio agrario (”Hauptverband der landwirtschaftlichen Genossenschaften“), occupando inizialmente due terzi di un piano, ed espandendosi poi gradualmente. Oggi, sui sei piani della Raiffeisenhaus lavorano esclusivamente impiegati della Federazione. Nel corso di 50 anni, il numero dei dipendenti della Federazione è cresciuto di oltre quaranta volte.

Il 13 gennaio 1968, alla presenza del vescovo Joseph Gargitter e del presidente della Giunta provinciale Silvius Magnago, viene inaugurata la Raiffeisenhaus di via Raiffeisen, a Bolzano. Sarà la sede di associazioni e cooperative agricole. Inizialmente, la Federazione Cooperative Raiffeisen occuperà solo alcuni vani al terzo piano.

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L’Alto Adige nel Novecento Guerre mondiali e dittature Le catastrofi della storia europea nella prima metà del 20esimo secolo si abbattono anche sull’Alto Adige. A conclusione della Prima Guerra Mondiale, la Provincia viene annessa al Regno d’Italia e, negli anni Venti e Trenta, il regime fascista mette in atto un processo di “italianizzazione” che proibisce i toponimi tedeschi, rendendo illegale la denominazione “Tirolo” e bandendo dalla vita pubblica tutto ciò che è tedesco. Contemporaneamente, a Bolzano, nascono nuovi quartieri e una zona industriale, in cui lavorano prevalentemente italiani emigrati da altre regioni. Al termine della guerra, l’Alto Adige aspira all’autonomia. Nel 1946, il presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber sottoscrivono il cosiddetto “Accordo di Parigi”, che costituirà la base per l’autonomia altoatesina, anche se l’atto di due pagine rimarrà a lungo lettera morta. Nel 1960, l’Assemblea generale dell’ONU invita Austria e Italia a ricercare “una soluzione a tutti i contrasti in merito all’applicazione dell’Accordo di Parigi”, che si tradurrà nel 2° Statuto d’autonomia. Nel 1995, l’Austria aderisce all’Unione Europea e, tre anni dopo, vengono rimosse le barriere di confine al Brennero. Con l’allargamento a est dell’Unione Europea, nel 2004, l’Alto Adige, quale trait-d’union tra nord e sud, torna al centro dell’Europa unificata, rafforzato dal suo radicamento nell’Euregio, l’Euroregione alpina Alto Adige-Trentino-Tirolo.

Nel 1946, il presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber sottoscrivono il cosiddetto “Accordo di Parigi” che costituisce, fino ai giorni odierni, la base dell’autonomia altoatesina.

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Il centro servizi

La Federazione Cooperative, madre della grande famiglia Raiffeisen Sorveglianza delle cooperative, da un lato, tutela degli interessi, consulenza e assistenza, dall’altro: la Federazione Cooperative può essere considerata la “madre” della famiglia Raiffeisen in Alto Adige. In base ai princìpi di Friedrich Wilhelm Raiffeisen, la sussidiarietà e la volontarietà determinano l’attività della Federazione, che pertanto assume su di sé tutte quelle funzioni, la cui esecuzione a livello di cooperativa sarebbe inadeguata, irragionevole, impossibile o economicamente insostenibile. In tutti gli altri ambiti, i soci della Federazione rimangono invece enti autonomi e autogestiti. Attività di lobbing, consulenza, formazione, elaborazione dati: la rapida crescita della Federazione e il costante ampliamento della sua attività riflettono l’espansione della rete Raiffeisen. La Federazione dà anche il logo al Sistema Raiffeisen, e solo le cooperative aderenti possono fregiarsi del simbolo con le due teste di cavallo incrociate.

La gamma dei servizi offerti dalla Federazione Raiffeisen • revisione delle cooperative • revisione legale • tutela d’interessi e associazione di settore per le Casse Raiffeisen • consulenza legale • consulenza fiscale • consulenza in materia di personale e diritto del lavoro • servizi IT e tecnologia dell’informazione • formazione professionale • contabilità • consulenza aziendale e marketing • servizi assicurativi

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Revisione e sorveglianza, i cardini dell’autocontrollo cooperativo I revisori di Raiffeisen esercitano la supervisione sulle cooperative aderenti: dalla sua fondazione, la Federazione Cooperative è incaricata della vigilanza delle cooperative, attività prescritta per legge dal 1954. Ogni due anni, gli esperti della Federazione controllano i libri contabili delle cooperative aderenti in maniera competente, affidabile, scrupolosa, esperta e indipendente dalle istruzioni dei vertici federativi. In molti casi, la revisione dura anche più di una settimana. In fin dei conti, molte cooperative altoatesine sono aziende economiche o istituti di credito che amministrano ingenti somme di denaro. La sorveglianza esercitata dalla Federazione Raiffeisen integra, così, i controlli interni da parte dei sindaci. Scrupolosità e credibilità sono valori Raiffeisen, affinché clienti e soci possano continuare a fare affidamento, anche in futuro, sulle “loro” cooperative.

Dalla sua fondazione, la Federazione Cooperative Raiffeisen è l’organo di revisione riconosciuto dalla legge. Tra i suoi compiti rientra, appunto, la revisione delle cooperative e delle associazioni aderenti, per conto della Giunta provinciale di Bolzano.

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L’autonomia. Una storia di successi In Alto Adige si parla italiano, tedesco e ladino e le basi giuridiche per la convivenza dei tre gruppi linguistici sono ancorate nello Statuto d’autonomia. “Gli abitanti di lingua tedesca della Provincia di Bolzano e dei Comuni bilingui limitrofi della Provincia di Trento vogliono ottenere l’equiparazione con gli abitanti di lingua italiana, nell’ambito di particolari misure volte alla tutela del carattere popolare, nonché dello sviluppo culturale ed economico del proprio gruppo linguistico”, si legge nell’“Accordo di Parigi”. Per il 1946 si trattava di un grande passo; oggi, l’autonomia va ben al di là di questi propositi. Il 2° Statuto trasferisce alla Provincia di Bolzano 29 competenze che devono essere amministrate autonomamente. Questa “potestà legislativa primaria” può essere circoscritta solo dalla Costituzione italiana, dagli accordi internazionali cui l’Italia ha aderito e dalle direttive UE. Tutela paesaggistica, artigianato, ordinamento del territorio, cultura, turismo, agricoltura e silvicoltura: in tutti questi settori chiave, l’Alto Adige può disporre di un elevato grado di autonomia amministrativa, ulteriormente sviluppata anche dopo la chiusura del “Pacchetto”, nel 1992. Oggi, quest’autonomia dinamica è indicata in tutto il mondo come modello ed è stata prospettata dal Dalai Lama quale soluzione pacifica per la questione del Tibet.

Lo sviluppo di Raiffeisen in Alto Adige è strettamente legato a quello dell’autonomia.

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Raiffeisen Sistema Informativo: il centro nevralgico della famiglia Raiffeisen Nel 1970, la Federazione Cooperative Raiffeisen fonda a Bolzano un “centro di calcolo con una propria struttura organizzativa, per lo sfruttamento delle possibilità nel campo dell’elaborazione dati”. La tecnica era semplicissima: i movimenti di denaro venivano punzonati su schede forate, messi in ordine, elaborati dall’IBM di Verona e inviati ai clienti per posta, sotto Dal 1970, la Federazione Raiffeisen forma di estratti conto. 40 anni più tardi, quasi la metà dispone di un proprio centro informatico dei dipendenti della Federazione lavora per Raiffe d’elaborazione dati. eisen Sistemi Informativi. In questo lasso di tempo si è verificata una rivoluzione tecnologica, dall’introduzione del PC al Bancomat, dall’e-mail all’Online Banking. Raiffeisen Sistemi Informativi (RIS) è, così, diventato il centro nevralgico della Federazione Raiffeisen, una vera istituzione high-tech dal significato strategico. RIS fornisce soluzioni IT tarate su misura, assiste le cooperative nell’acquisto di computer e le supporta nelle questioni inerenti applicativi e software. Tra i clienti di RIS, oltre alle Casse Raiffeisen, alle cooperative ortofrutticole, alla Cassa Centrale Raiffeisen e a Raiffeisen Servizi Assicurativi, si contano anche la compagnia assicurativa Assimoco con sede a Milano, alcune banche cooperative del Veneto e il consorzio ortofrutticolo trentino Melinda.

Consulenza e formazione La Federazione Cooperative costituisce il vertice dell’organizzazione Raiffeisen ed è, pertanto, responsabile del trasferimento d’informazioni: di conseguenza, l’offerta di consulenza è molto vasta. La Federazione non presta la propria assistenza solo nella ricerca di personale, ma predispone anche buste paga, si fa carico delle iniziative di marketing, svolge attività di lobbing e assume mansioni contabili per le cooperative aderenti. Tra i suoi compiti rientrano anche la consulenza in materia fiscale, legale e aziendale. In pratica, gli esperti della Federazione Cooperative costituiscono dei centri di competenza in materia legislativa e giuridica, e trasferiscono le loro conoscenze alle cooperative e le supportano nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Ciò vale, in particolare, per le Casse Raiffeisen, che devono poter contare su un’attività di consulenza affidabile in materia di economia bancaria e di disposizioni di vigilanza. Tra i servizi offerti dalla Federazione rientra anche la formazione continua: know-how all’avanguardia, informazioni precise e disponibili in loco, predisposte in modo comprensibile e sempre aggiornate, sono alcuni degli elementi del successo di Raiffeisen in Alto Adige.

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Trasformazione e “miracolo economico” La posizione al centro dell’Europa, la conformazione del territorio e lo stretto legame con il mercato italiano, austriaco e germanico caratterizzano lo sviluppo economico dell’Alto Adige nel dopoguerra. Negli anni Settanta, si verifica una trasformazione strutturale che modifica profondamente la regione: nelle vallate più remote nascono efficienti aziende artigiani e industriali; in seguito all’ultimazione dell’Autostrada del Brennero, nel 1974, il turismo vive una fase di boom; il rafforzamento dell’autonomia crea posti di lavoro altamente qualificati nel settore pubblico; l’agricoltura, gestita sulla base del modello cooperativo, miete successi nella produzione di frutta, vino e latte, anche nell’export. Pensiamo solo che, in Val d’Adige, viene coltivata metà di tutte le mele italiane e, addirittura, il nove per cento del raccolto a livello europeo è targato “Alto Adige”. Il progresso economico è misurabile anche in cifre: la quota di PIL pro capite (2008: 33.000 Euro) è superiore alla media UE e, da decenni, si registra la piena occupazione. Da regione prevalentemente agricola, l’Alto Adige è diventata un’azienda di servizi capace di resistere anche alle crisi.

Negli anni Settanta, prende piede un diffuso processo di modernizzazione della società. La costruzione delle nuove infrastrutture viarie è solo l’esempio più evidente.

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Raiffeisen Servizi Assicurativi: un modello commerciale innovativo

Raiffeisen Servizi Assicurativi può annoverare tra i suoi clienti diverse istituzioni e associazioni, tra cui numerosi circoli sportivi.

Negli anni Novanta, Raiffeisen è tra i primi ad occupare una nicchia di mercato: servizi di “bancassicurazione”, perché no? La Federazione fonda Raiffeisen Servizi Assicurativi (RVD) quale agenzia generale della compagnia assicurativa italiana Assimoco. Il nuovo modello commerciale si afferma nel giro di breve tempo: le Casse Raiffeisen distribuiscono le polizze presso i loro sportelli bancari, decuplicando nell’arco di 15 anni il volume dei premi raccolti. In particolare, vengono richieste le polizze vita, quelle del ramo danni e le assicurazioni rc auto. Ma RVD offre di più: consulenza qualificata, vicinanza al cliente, efficienza, un’ampia gamma di prodotti e contratti assicurativi tarati individualmente. Oggi, Raiffeisen Servizi Assicurativi è un centro di competenza, ampiamente riconosciuto, in tema di previdenza e tutela assicurativa; è leader sul mercato altoatesino. Raiffeisen, sinonimo di stabilità Tra i clienti di Raiffeisen Servizi Assicurativi si annoverano numerose istituzioni, associazioni e federazioni altoatesine, ma anche la Federazione Circoli Sportivi dell’Alto Adige (VSS), legata da una partnership particolare che tutela i 472 circoli aderenti con 1.118 sezioni e oltre 80.000 sportivi in tutto l’Alto Adige.

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Fare previdenza in maniera affidabile: Raiffeisen Fondo Pensione Aperto Anche in Italia, i pensionati sono in costante aumento, a fronte di contribuenti in continuo calo e sempre più anziani. Le conseguenze sul sistema previdenziale sono drammatiche: la pensione pubblica non consentirà più di mantenere l’abituale tenore di vita. Per questo motivo diventa essenziale pensare a una forma integrativa, in grado di colmare il gap previdenziale. Raiffeisen ha voluto dare una risposta concreta a quest’esigenza, creando un fondo pensione aperto cui possono aderire, nella stessa misura, lavoratori dipendenti e autonomi. I premi versati vengono investiti nei mercati di capitale in base alle indicazioni dei clienti. Il fondo è collocato dalle Casse Raiffeisen; società istitutrice è PensPlan Invest SGR SpA; le decisioni strategiche relative agli investimenti vengono concordate con la Cassa Centrale.

Piramide della popolazione in Alto Adige nel 2050 90

Uomini

Donne

80 70 60 50 40 30 20 10 0 2.500

2.000

1.500

1.000

500

0

500

1.000

1.500

2.000

2.500

(Fonte: Istat)

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I valori Raiffeisen: votati al bene collettivo Radicamento al territorio, autonomia amministrativa, solidarietà: dietro al marchio Raiffeisen si cela un’efficiente comunità di valori. Le cooperative Raiffeisen operano in base al principio della mutualità senza scopi speculativi, il cui obiettivo non è la massimizzazione del profitto personale, bensì la promozione dei soci e della collettività. “Sono assolutamente convinto che esista solo un mezzo per migliorare le condizioni sociali ed economiche: applicando i princìpi cristiani alle libere cooperative”, scriveva Friedrich Wilhelm Raiffeisen. Aiuto solidaristico in un’economia collettiva, gestita autonomamente su basi democratiche: questo principio di Raiffeisen è attuale ancora oggi e contribuisce a creare sicurezza e a infondere fiducia.

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I soci della Federazione Raiffeisen

La spina dorsale dell’economia altoatesina Il Sistema Raiffeisen costituisce una comunità forte ed è la spina dorsale dell’economia altoatesina. Crescita sostenibile, cogestione e obiettivi di rendimento a lungo termine sono tre linee guida dell’agire cooperativo che hanno sempre confermato la loro validità. Anche per questo motivo, Raiffeisen è ai vertici in molti settori chiave: per citare due esempi, tutti i centri di raccolta latte e le cooperative ortofrutticole hanno aderito a Raiffeisen, mentre la capillare rete delle Casse è leader di mercato per raccolta e impieghi. Oggi, le organizzazioni Raiffeisen realizzano un totale di bilancio di oltre 13 miliardi di euro, e la Federazione è la maggiore organizzazione suprema in ambito cooperativo in Alto Adige: una voce che ha il suo peso, se pensiamo che quasi un abitante su quattro è membro di una cooperativa Raiffeisen. Ciò è la migliore conferma del radicamento sul territorio della rete Raiffeisen e del successo dell’idea cooperativistica.

La rete Raiffeisen Le organizzazioni Raiffeisen collaborano in tutto il mondo. Per questo, la Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige è membro di Confederazione Cooperative Italiane e dell’Unione Internazionale Raiffeisen, così come dell’Istituto di ricerca sul cooperativismo presso l’Università di Münster, in Germania. La Federazione ha, inoltre, partecipato alla fondazione dell’Istituto Internazionale per la ricerca sul Cooperativismo nell’arco Alpino (IGA), un forum scientifico e di discussione per lo sviluppo, nel 21esimo secolo, delle idee concepite nell’Ottocento da parte del riformatore Friedrich Wilhelm Raiffeisen.

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Un’alleanza capillare: l’Organizzazione monetaria Raiffeisen Quali centri irrinunciabili di finanziamento per le numerose imprese industriali e artigianali di piccole-medie dimensioni, negli anni Sessanta e Settanta, le Casse Raiffeisen danno un contributo fondamentale al “miracolo economico” altoatesino. Il secondo Statuto d’autonomia trasferisce le competenze in materia d’apertura di sportelli bancari alla Provincia di Bolzano. La conseguenza di tale decisione è la nascita di una capillare rete di sportelli, sviluppata ulteriormente negli anni a seguire. L’apertura di nuovi sportelli e la fusione delle Casse più piccole trasformano le modeste “banche di paese” in efficienti istituti di credito, con conseguenze dirette sui numeri: tra il 1970 e il 1990, i depositi della clientela raddoppiano. Anche la liberalizzazione del sistema bancario, a metà degli anni Novanta, agevola quest’espansione. Le Casse cooperative di risparmio e prestiti d’un tempo crescono e si trasformano, sino a diventare banche universali che si affermano sul mercato anche nel nuovo Millennio.

Oltre 70.000 sudtirolesi sono soci di una Cassa Raiffeisen.

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Leader di mercato in Alto Adige Le Casse Raiffeisen hanno bisogno di sostegno anche in Alto Adige. A tale scopo, nel 1973, viene fondata la Cassa Centrale Raiffeisen, successivamente ridenominata Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige SpA, che succede alla Cassa Centrale Agricola sciolta nel 1927. Centro d’assistenza al servizio delle Casse Raiffeisen e importante luogo di competenze, la Cassa Centrale organizza i servizi di pagamento delle singole Casse Raiffeisen, coordinando le loro attività sui mercati creditizi e finanziari. Oggi è il principale istituto monetario e creditizio delle cooperative Raiffeisen, vero cuore pulsante dell’intera organizzazione monetaria. Cassa Centrale e Casse Raiffeisen costituiscono una solida alleanza al servizio dei clienti, soprattutto in tempi di crisi. Da decenni, infatti, il marchio Raiffeisen è sinonimo di fiducia, radicamento nel territorio e stabilità: sia per quanto riguarda i depositi che le erogazioni creditizie, l’organizzazione monetaria Raiffeisen è leader in Alto Adige.

Andamento delle quote di mercato dell’organizzazione monetaria Raiffeisen dell’Alto Adige, rispetto agli impieghi della clientela 1970

1975

1980

1985

1987

2004

2008

19,3

23,8

32,9

32,9

33,2

41,5

37,4

(Casse Raiffeisen e Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige)

(per cento)

Andamento delle quote di mercato dell’organizzazione monetaria Raiffeisen dell’Alto Adige, rispetto alla raccolta diretta della clientela 1970

1975

1980

1985

1987

2004

2008

22,8

28,3

34,0

41,0

43,0

50,5

48,9

(Casse Raiffeisen e Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige)

(per cento)

Un marchio tutelato Nel 1993, la legge bancaria italiana prescrive la ridenominazione delle Casse Rurali ed Artigiane in Banche di Credito Cooperativo: sparisce così, improvvisamente, ogni riferimento al marchio “Raiffeisen”. La Federazione Cooperative si oppone e interviene con successo presso la Regione Trentino-Alto Adige, ente competente in materia di cooperativismo, ed oggi le Casse nelle Province di Bolzano e Trento posso scegliere tra le seguenti denominazioni: Cassa Rurale, Cassa Raiffeisen o Raiffeisenkasse.

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Alto Adige, KlimaLand Nello sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, l’Alto Adige copre una posizione di rilievo, e non solo a livello italiano. L’obiettivo che la Provincia intende raggiungere entro il 2020 è la copertura totale del fabbisogno energetico (circolazione stradale esclusa) attraverso fonti rinnovabili, quando l’Unione Europea si accontenterebbe già di un 20 per cento. Una terra fortunata, la nostra, che gode dei migliori requisiti per una produzione energetica sostenibile e decentralizzata. Da oltre 100 anni, in Provincia di Bolzano si sfrutta l’energia idroelettrica mentre, grazie al suo clima sub-mediterraneo, sarebbe ideale anche per la produzione di quella solare. Dagli anni Venti, in Alto Adige, l’energia viene prodotta e distribuita anche a livello cooperativo, contribuendo così non solo alla certezza dell’approvvigionamento e a una maggiore vicinanza ai clienti, ma anche al contenimento dei prezzi: le cooperative locali, in grado di controllare produzione e distribuzione, riescono a vendere la loro energia a un prezzo fino al 40 per cento più conveniente rispetto ai grandi gruppi operanti a livello mondiale. I consulenti energetici Chi produce energia ha bisogno di sostegno e un portavoce. La Federazione dell’Energia Raiffeisen (REV) è l’associazione che si è prefissata di tutelare gli interessi e fornire servizi al settore energetico in Alto Adige. Nei suoi uffici, ubicati all’interno della Raiffeisenhaus di Bolzano, la Federazione riunisce le iniziative di produttori e distributori di energia, impegnandosi in egual misura nei confronti delle piccole-medie aziende e delle cooperative. Obiettivo primario della sua attività è la promozione dello sfruttamento decentrato delle energie locali rigenerabili, con numerosi vantaggi: chi produce e distribuisce energia in loco, avvalendosi delle proprie risorse, si rende indipendente dai grandi distributori e dai vettori fossili, mantenendo il plusvalore e il know-how sul territorio. In altre parole, la Federazione dell’Energia Raiffeisen è un centro di competenza per la tutela climatica locale. Da segnalare che, nei primi due anni dalla sua fondazione, il numero dei soci di REV è più che raddoppiato.

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Il frutteto d’Europa “Ieri, una cassetta di frutta di Trauttmansdorff è partita alla volta di New York”, scriveva la “Meraner Zeitung” nel 1896. Le nuove linee ferroviarie e la bonifica del fondovalle paludoso tra Bolzano e Merano sono i requisiti irrinunciabili per lo sviluppo della frutticoltura altoatesina, in particolare della melicoltura, nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale. Nel 1893, nasce a Merano la prima cooperativa frutticola del Tirolo. L’abolizione delle barriere doganali dopo la fondazione della Comunità Economica Europea, nel 1957, e il rapido sviluppo delle tecniche di refrigerazione spingono verso l’alto la produzione: in meno di 60 anni, la quantità di mele conferita è più che decuplicata. Oggi, oltre l’undici per cento della produzione di mele a livello UE proviene dal maggior frutteto d’Europa, ubicato “sul lato soleggiato delle Alpi”. Qui, la frutticoltura gestita a livello cooperativo, che può disporre dei più moderni impianti di cernita e imballaggio, ha saputo affermarsi sul mercato in un settore fortemente globalizzato.

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Negli ultimi dieci anni, la frutticoltura ha vissuto una vera e propria spinta modernizzatrice, come non è accaduto in nessun altro ambito. Oggi, le cooperative operanti in questo settore sono all’avanguardia, in tutt’Europa, in fatto di lavorazione della merce.

Marlene per l’Italia Le mele hanno bisogno di marketing: nel 1995, il Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole Altoatesine (VOG) lancia sul mercato italiano il marchio di qualità “Marlene” cui, nel 2004, segue “Marlene Bio”. Dal 2005, undici varietà di mele, distribuite in tutto il mondo da VOG come “mele dell’Alto Adige”, recano la denominazione d’origine UE indicazione geografica protetta (I.G.P.). In Val Venosta, oltre 1.700 agricoltori, raggruppati in sette cooperative, aderiscono all’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole (VI.P.). Le mele dell’Alto Adige sono prodotti della coltivazione integrata, coltivati esclusivamente in Provincia di Bolzano. Una garanzia: se sulla confezione è riportato “Alto Adige”, al suo interno vi è un prodotto della nostra terra.

Andamento della produzione delle cooperative ortofrutticole altoatesine 1970

1975

1980

1985

1990

157.000

288.000

322.000

452.000

614.000

1995

2000

2005

2008

2009

596.000

775.000

842.000

974.000

1.067.000 (tonnellate)

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Latte dell’Alto Adige, un prodotto cooperativo La produzione e la lavorazione di latte, in Alto Adige, hanno una lunga tradizione e un importante significato economico. Nel 1877, la Latteria sociale di Villabassa è la prima cooperativa del Tirolo meridionale. Oggi, l’economia lattiero-casearia è interamente organizzata a livello cooperativo: oltre il tre per cento del latte prodotto in Italia è di provenienza altoatesina, mentre due terzi dei prodotti caseari dell’Alto Adige vengono venduti oltre i confini provinciali. Il settore può contare, a ragione, su basi solide: la lavorazione del latte è concentrata in larga misura in centri high-tech e il grado di affinamento è in costante crescita. Meno del 15 per cento del latte grezzo conferito è distribuito come latte fresco, a beneficio del suo plusvalore e del prezzo realizzato dagli agricoltori. Nella commercializzazione c’è molta varietà e inventiva: formaggi, burro, panna, yogurt, ricotta, mascarpone o mozzarella, un mix di prodotti mediterranei e alpini, apprezzato sia nelle altre regioni italiane sia a nord del Brennero. Formaggio di malga a Dubai La Cooperativa sociale di Lagundo, pur essendo uno dei più piccoli caseifici della Provincia, miete successi a livello internazionale. Da gennaio 2010, il Jumeirah Beach Hotel di Dubai ha inserito nel suo menù 16 specialità di formaggi di Lagundo: per la cooperativa, sicuramente, un risultato di gran prestigio. Con 598 camere e 22 ristoranti, il futuristico resort di lusso è, infatti, uno degli hotel più rinomati del Golfo Persico.

Andamento della produzione delle latterie e dei caseifici sociali altoatesini Die Milchverarbeitung in Südtirol ist zu 100 Prozent genossenschaftlich organisiert. Das heißt: in Raiffeisen1966 1970 1975 1980 1985 1990 Genossenschaften.

32

53

65

109

164

287

1995

2000

2005

2007

2008

2009

294

350

386

376

361

367 (mio. di litri)

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Terra di tradizioni e piaceri: 3.000 anni di viticoltura altoatesina “Il vino retico, che cresce tra i Leponzi, i Camuni, gli Stoni e i Tridentini, ha fama di non essere inferiore a quelli rinomati nelle terre italiche”, scriveva lo storico romano Strabone. Il vino, in Alto Adige, ha una lunga tradizione: già nell’antichità era apprezzato quello proveniente dalla Val d’Adige mentre, nel primo Medioevo, i conventi di Baviera e Franconia acquistavano poderi coltivati a vite per coprire il proprio fabbisogno in loco. In particolare, alle corti principesche germaniche venivano richiesti i vini di Termeno. Lagrein, Schiava e Gewürztraminer danno ancora oggi l’impronta ai vigneti altoatesini, anche se nel corso del 19esimo secolo sono stati importati vitigni internazionali. Oggi, l’assortimento è vario e molteplice, proprio come il paesaggio d’impronta mediterranea, da cui provengono questi nobili nettari. Qualità, sinonimo di successo: le cantine sociali dell’Alto Adige Produzione vitivinicola e cooperative Raiffeisen sono due concetti inscindibili, già dalla fine del 19esimo secolo. Prima dello scoppio della Grande Guerra, nelle principali aree a vocazione vitiviticola dell’Alto Adige, sorgono le prime cantine a gestione cooperativa. Oltre 100 anni più tardi, l’economia vitivinicola altoatesina ricopre un ruolo leader a livello italiano, non tanto per volumi, quanto per qualità. Ma non sempre è stato così: negli anni Sessanta e Settanta, infatti, in Alto Adige si producevano vini “di massa”, mentre solo in seguito ci si è concentrati (con successo) su prodotti d’elite. Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Noir o le varietà tradizionali autoctone Gewürztraminer, Lagrein e Schiava: su 5.000 ettari distribuiti in tutto l’Alto Adige, oggi vengono coltivati prevalentemente vini DOC, apprezzati da sommelier professionisti e da estimatori.

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Il 70 per cento della produzione vinicola altoatesina proviene dalle cantine sociali.

Andamento della produzione delle cantine sociali altoatesine 1975

1980

1985

1990

1995

241.000

302.000

305.000

272.000

229.000

2000

2005

2007

2008

2009

283.000

235.000

267.000

238.000

203.000 (ettolitri)

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Responsabilità verso il prossimo: le cooperative sociali nella Federazione Raiffeisen Da sempre, le cooperative Raiffeisen sono votate al bene comune. “La vittoria sarà sicuramente appannaggio della comunità cristiana che saprà dimostrarsi più efficace nell’amore”, scriveva Friedrich Wilhelm Raiffeisen nell’introduzione al suo libro, nel 1866. “Le Casse cooperative di risparmio e prestiti devono alleviare le difficoltà della popolazione rurale, nonché di artigiani e operai”. Uomini che aiutano il prossimo: questo è ed è sempre stato il principio di Raiffeisen. Per questo, in Alto Adige, la Federazione Cooperative non rappresenta solo istituti di credito, viticoltori, produttori energetici, frutticoltori e produttori di latte, ma anche cooperative sociali. Casebimbo, case di riposo, servizi per disabili: la solidarietà cooperativistica è irrinunciabile e insostituibile, un aspetto immutato anche nel 21esimo secolo.

Negli ultimi anni sono sorte numerose cooperative innovative in ambito sociale, come la “Kinderfreunde” di Brunico.

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I soci della Federazione Cooperative Raiffeisen Cooperative/enti di 2° grado Settore bancario/creditizio

1 Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige SpA

Settore ortofrutticolo

3 • Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell’Alto Adige (VOG) • Associazione dei produttori ortofrutticoli della Val Venosta (VI.P) • VOG PRODUCTS Laives

Settore lattiero caseario

Settore vinicolo

Altri settori

2

2

7

• Federazione Latterie Alto Adige • MILKON Alto Adige

• Consorzio delle Cantine Produttori Altoatesine • Consorzio viticoltori Alto Adige

• BIOG Consorzio Servizi • Federazione dell’Energia Raiffeisen • FROM-Società Agricola • Consorzio Altoatesino per la commercializ zazione del bestiame (KOVIEH) • Coop. per l’acquisto di prodotti per ’agricoltura (LEG) • Consorzio servizi per le cooperative ortofrutticole • Consorzio dei Comuni di Bolzano

Cooperative/enti di livello primario Settore bancario/creditizio

49 Casse Raiffeisen Totale aggregato delle attività

10,04 Mrd. €

Settore ortofrutticolo

29 Coop. frutticoltori e produttori sementi Ricavi complessivi (media triennale) 675 Mio. €

Settore lattiero caseario

15

Settore vinicolo

16

Latterie sociali

Cantine sociali

Ricavi complessivi (media triennale)

Ricavi complessivi (media triennale)

368 Mio. €

118 Mio. €

Altri settori

222 Altre cooperative

26 Enti senza obbligo di revisione

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Bibliografia: Andrea Leonardi: L’esperienza cooperativa di F. W. Raiffeisen ed i suoi primi riflessi in area tirolese. Ed.: Regione Trentino-Alto Adige, Trento 2002 Confcooperative, www.confcooperative.it Rudolf Maxeiner/Dr. Gunther Aschhoff/ Dr. Herbert Wendt: Raiffeisen. Der Man die Idee und das Werk, Raiffeisendruckerei GmbH, Neuwied 1988 Konrad Palla: 100 anni di Casse Raiffeisen in Alto Adige, CISCRA, Villanova del Ghebbo 1989 Walter Pichler/Konrad Walter: Tra la cultura dell’auto-aiuto e il mercato, Edition Raetia, Bolzano 2007

Fotografie: Pagina 8: Foto Tappeiner Pagina 19: l’Autostrada del Brennero, Tiroler Nachrichten, Innsbruck 1972, pag. 140 Pagina 27: Gianni Bodini Pagina 32: cooperativa sociale “Kinderfreunde” Archivio della Federazione

Colofone: Editore: Federazione delle Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige, Via Raiffeisen 2, Bolzano Traduzioni: Bonetti & Peroni, Bolzano Design e stampa: Saphir, Varna – info@saphir.bz.it

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Brochure.La Federazione Raiffeisen.it-giugno2010