Corrierino delle famiglie 2 - La famiglia Guareschi a Venezia

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LA FAMIGLIA GUARESCHI A VENEZIA

Anni 1947/1948 n. 2 dai
racconti di Giovannino Guareschi

IL CORRIERINO DELLE FAMIGLIE

2. La famiglia Guareschi a Venezia

Sceneggiature: Davide Barzi

Disegni: Adriano Fruch

Grigi: Adriano Fruch (ep. 1, 2, 6), Alessandro Oliveri (ep. 3, 4, 5)

Editoriali: Ivan Pelizzari (ep. 1, 2, 3, 4, 5), Matteo Laudiano (ep. 6)

Supervisione: Alberto Guareschi

Lettering: Studio ReNoir

Editing: Alberto Brambilla, Rosanna Brusco

Cura editoriale: Davide Barzi con la collaborazione di Matteo Laudiano

Art director: Giovanni Ferrario

Copertina

Disegno e colore: Werner Maresta

Il materiale raccolto nell'apparato redazionale proviene dall’Archivio Giovannino Guareschi (che si trova a Roncole Verdi) e viene qui pubblicato per gentile concessione degli eredi Guareschi.

Le fotografie a pagina 30 sono pubblicate per gentile concessione dell’Archivio Storico Fondazione Fiera Milano.

Renoir Sas

Corso Monforte 45

20122 Milano

info@renoircomics.it

www. renoircomics.it

ISBN 978-88-6567-271-6

© Alberto Guareschi (per il testo)

© 2023 - RENOIR Sas

Stampa a cura di Officine Grafiche Giannini SpA

È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questo libro, così come l’inserimento in circuiti informatici, la trasmissione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo elettronico, meccanico, attraverso fotocopie, registrazione o altri metodi, senza il permesso scritto dei titolari del copyright.

LA FAMIGLIA GUARESCHI A VENEZIA

Introduzione all'opera

’Lattività di scrittore di Giovannino Guareschi viene molto prima della creazione di don Camillo e Peppone, i personaggi che lo renderanno famoso in tutto il mondo. Dalla fine degli anni Venti, poco più che ventenne, fino alla sua morte nel 1968, ha continuato ininterrottamente a scrivere: giornalista per la Gazzetta di Parma, poi collaboratore del Bertoldo, direttore del Candido e firma a vario titolo di molte altre testate. Sul Bertoldo ha scoperto la vena di narratore umoristico che ha decretato il suo successo. E l’ha scoperta raccontando le vicende personali sue e della sua famiglia.

La prima puntata di Osservazioni di uno qualunque è apparsa sul numero 29 del settimanale, datato 9 giugno 1939 (il racconto Don Camillo esce invece sul Candido del 28 dicembre 1946, oltre sette anni dopo). La rubrica ha la forma di un diario nel quale, giorno per giorno, Giovannino annota fatti, piccole storie e aforismi. Racconta così del suo lavoro, del rapporto con Milano e con la moglie Margherita, della nascita del primo figlio Alberto... Inizialmente molto frammentaria e fantasiosa, proprio a partire dalla nascita di “Albertino” la narrazione si concentra quasi esclusivamente su bozzetti di vita familiare narrati con l’inconfondibile umorismo.

La rubrica sopravvive alla chiusura del giornale e segue il suo autore sul Candido, dove prende una forma sempre più definita, anche grazie all’arrivo della seconda figlia, Carlotta, soprannominata “la Pasionaria”: il Corrierino delle famiglie diventa così uno dei contenuti più amati del settimanale, un appuntamento fisso per tutti i lettori di Giovannino,

impazienti di scoprire cosa sarà successo, settimana dopo settimana, a quella famiglia così straordinaria e così normale.

I racconti nati dalla penna di Giovannino sono troppo dolci e divertenti perché la redazione di ReNoir Comics li possa ignorare. Un primo episodio, sceneggiato da Davide Barzi e disegnato da Ennio Bufi, esce su Don Camillo a fumetti 11 del 2016 per salutare Carlotta, scomparsa da pochi mesi. Vista la risposta del pubblico, un secondo e un terzo racconto vengono disegnati da Federico Nardo, finché non si decide che il Corrierino merita una sua collana –uno spin off, dicono i fumettofili – per trasporre a fumetti tutti gli episodi.

Il primo volume, La famiglia Guareschi al paese di don Camillo, esce nell’ottobre 2019. A sceneggiare è sempre Barzi, che adatta con la consueta cura filologica la prosa guareschiana. I disegni sono di Adriano Fruch, giovane e talentuoso autore già visto su Don Camillo a fumetti, e la copertina dell’eclettico veterano Werner Maresta. A supervisionare il tutto, ovviamente, l’attentissimo Alberto Guareschi, marchio di garanzia anche per i lettori più scrupolosi.

L’operazione piace. Piace ad “Albertino”, piace ai guareschiani doc, piace ai lettori e piace molto anche a noi della redazione. Per questo abbiamo messo in cantiere questo secondo volume, che finalmente vede la luce a quasi quattro anni dall’uscita del primo. Nel frattempo tutta la squadra è cresciuta, tanto che siamo convinti di potervi proporre un libro ancora migliore del suo predecessore. Con la sicurezza che sarebbe piaciuto anche a quel lettore di fumetti che era Giovannino.

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~ La signora ritornò un po' alla volta ~

Voghera, martedì 28 settembre 1948.

Attenzione!

Treno da Genova a Milano in arrivo sul binario uno!

Carlotta, tu aspettaci lì, io e Albertino arriviamo subito!

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Comunicazione

urgente! C’è una bambina da recapitare in via Pinturicchio 25, si prega di consegnarla a domicilio! Con lei si trova una valigia residente allo stesso indirizzo!

attenzione!

il treno diretto a milano è in partenza dal binario uno! si pregano i signori viaggiatori di salire in carrozza!

Buondì.

Buongiorno.

Questa arrivata da Voghera è roba vostra?

Fra tre ore con l’omnibus delle diciotto e venti dovrebbe arrivare anche l’altra roba.

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!
?
Roba mia. Però non capisco.

Tenete... per la bambina e per la valigia...

Per la valigia va bene, ma per la bambina non posso accettare niente. È un’opera di solidarietà sociale, non un servizio.

Li tengo esclusivamente per la valigia.

Quella là è scappata con lui e mi ha abbandonata come un cane.

Anzi, mi ha abbandonata come un gatto.

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sola, a quattro anni e mezzo, su un treno... ...hai pianto?

...allora la gente mi ha dato qualcosa da mangiare.

Quasi morivo di fame...

Ero magra così.

Hanno detto tutti che una mamma così indecente non l’avevano mai vista.

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Arrivo! ?

Coccodèèèèè!!!!!

“Siamo scesi a una stazione perché la mamma aveva sentito dire che là le galline costano poco...”

Scusate, con chi ho il piacere...?

Babbo, sono io, Albertino...

“...e siamo usciti di corsa per comprarne una da portare a casa...”

“...ma l’abbiamo presa viva così non andava a male.”

“Siccome la gallina era cattiva, la mamma mi ha comprato gli occhiali neri, così non mi beccava gli occhi.”

Coccodè.

“La mamma ha fatto telefonare a Milano. Poi siamo arrivati col treno dopo.”

“Appena fuori della stazione...”

Coccodè.

“Poi il treno è partito prima di noi con la valigia e la Carlotta.”

“...la gallina mi è scappata...”

Umpf!

cocco.

Però era molto lontano e non ho più trovato la mamma, e allora mi sono fatto insegnare e sono arrivato a casa.

Dè.

“...ma sono riuscito a prenderla.”

Va tutto bene.

!

Margherita... il... numero?

Sì, per l’amor del cielo, dimmi il numero del nostro telefono! Presto!

Giovannino, il numero!

Due-seisei-unotre-zero.

Giovannino... sigh... Alberto si è perso!

Sta’ tranquilla, si è già ritrovato.

Anche la gallina? Anche la valigia?

Anche la gallina.

Anche la valigia, anche la bambina, tutto insomma; mettiti calma e rispondimi: sei stata tu a telefonarmi cinque minuti fa chiedendomi il numero del nostro telefono?

Ma per

Sì: ero così agitata che non lo ricordavo più. Allora ho guardato sull’elenco telefonico e ti ho telefonato per chiederti il numero perché dovevo telefonarti subito.

Poi, appena mi hai detto il numero, ho riattaccato. Non ti rendi conto che in momenti tanto tragici i minuti sono preziosi e non si può perdere il tempo in chiacchiere.

Parleremo quando arriverò a casa, Giovannino. Una volta lì, avremo tutto il tempo che vorremo per parlare...

Da dove telefoni, Margherita?

Margherita, sii calma e rispondimi: perché non sei entrata qui, invece di entrare dalla signora Giuseppina?

Tu non sei mai stato madre, Giovannino, e non puoi capire cosa ci sia nel cuore di una madre quando non trova più i suoi figli.

Dalla casa della signora Giuseppina.

Perché dovevo entrar da te prima che dalla signora Giuseppina la quale rappresentava per me una possibilità di poterti telefonare?

Giovannino, in questi casi la moglie deve sapersi sacrificare alla madre e il marito deve cedere al padre.

Eran già venti minuti che giravo da telefono a telefono e nessuno era libero per via del duplex!

Va bene, Margherita. Però tieni presente, quando esci, che la madre dei tuoi figli abita nell’appartamento di fronte.

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Hai ricevuto la mia lettera con la quale ti avvertivo del mio ritorno?

Sono cose che non si possono dimenticare. L’istinto della maternità è più forte di ogni cosa al mondo.

No, c’è una cosa più forte...

...la gallina vogherese!

Babbo, è il campanello della porta!

No, Margherita. Fino ad ora sono arrivati:

un facchino, una valigia, una figlia,

un figlio con occhiali da motociclista,

una gallina,

due telefonate.

E adesso sei arrivata tu...

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coc co dè!
?
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Anche lei ha scelto la libertà, come Scerbanenco.

Kravcenko. Scerbanenco è uno scrittore amico mio.

L’amicizia in diplomazia non conta niente. Come stanno qui a Milano le cose di Berlino?

Parte della gente crede che la Russia stia portando il mondo alla guerra, parte invece crede che lo stia facendo l’America.

Meno male. Mi pare che ci sia un confortevole equilibrio di forze in campo. Le guerre scoppiano soltanto quando la bilancia pende tutta da un lato e – dei due – uno si arma e l’altro no.

Non è dunque arrivata la lettera con la quale ti preavvertivo del mio ritorno?

No, Margherita.

Non hai dunque potuto preparare niente di quello che ti chiedevo.

No, Margherita. Cosa mi chiedevi?

non lo so. il mio io di garessio è diverso dal mio io di milano.

Ognuno di noi ha in sé due ii

?

Adesso la apriamo e così possiamo sapere che cosa mi chiedeva di fare il tuo io di Garessio.

Considerando il fatto che è una busta affrancata, chiusa e recante il mio indirizzo, ho l’idea che sia la lettera che tu hai dimenticato di imbucare.

Non ha più importanza.

È
lei.
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Era meglio che continuavo a viaggiare. ...coccodè...

La signora ritornò un po' alla volta

Prima pubblicazione del racconto: Candido n. 40, 5 ottobre 1948

“Pura fantasia, come l’episodio dell’indomita gallina vogherese, del rientro di Albertino, della telefonata dall’altra parte del pianerottolo e della lettera non spedita”. Alberto Guareschi commenta così le vicende narrate in questo episodio, che sono quindi da ritenersi interamente frutto della fulgida immaginazione di suo padre.

Ciò che invece è stato ritratto dal vero è la presenza all’interno del condominio milanese in via Pinturicchio della signora Giuseppina, come conferma “Albertino”: “Ricordo molto bene la signora che mio padre chiama Giuseppina e i suoi familiari: erano care persone e io rimasi in contatto con la figlia Adelaide e con il figlio Alberto per tanti anni”.

La gallina vogherese e la sua eroica fuga non rispecchiano fatti realmente accaduti, tuttavia gli animali erano assai presenti all’interno della vita dei Guareschi, come rammenta il figlio dello scrittore parmense: “Tutta la famiglia Guareschi amava gli animali, in particolare quelli ‘di famiglia’ come il cane Amleto e il gatto Zanzi che divennero protagonisti di diversi ‘Corrierini’ dopo il nostro trasferimento nel Mondo piccolo di Roncole”.

Giovannino cita nella sua prosa lo scrittore di origine ucraina Giorgio Scerbanenco (1911-1969), il quale a partire dal 1934 fu redattore di Rizzoli e successivamente divenne capo redattore dei periodici editi

Prima pagina di ‘Candido’ n. 40 del 1948.

da Mondadori. Nel 1940 venne dato alle stampe proprio da Mondadori Sei giorni di preavviso, primo suo romanzo giallo e primo di una serie composta da sei libri aventi come protagonista Arthur Jelling. Nel 1968 l’autore avrebbe vinto il Grand prix de littérature policière per il miglior romanzo straniero con Traditori di tutti, secondo volume di una quadrilogia il cui personaggio principale è l’ex medico Duca Lamberti; nello stesso anno venne pubblicato da Garzanti il terzo tomo della serie, I ragazzi del massacro, di cui l’anno succes-

di Emilio Salgari stampata da Viglongo”.

Per concludere con un’ultima curiosità, Alberto Guareschi ricostruisce così il percorso del treno su cui viaggiano Margherita e i bambini in questo episodio: “Partenza da Garessio [dove in quel periodo Margherita, “Albertino” e “la Pasionaria” trascorrevano l’estate, N.d.R.] per Ceva (linea Ormea-Ceva). Da Ceva si prendeva il treno per Genova e lì ci si imbarcava sul convoglio per Milano, che fermava anche a Voghera. Laquale ci voleva una giornata intera...”.

Giovannino Guareschi

nel

sivo Fernando Di Leo avrebbe diretto l’adattamento cinematografico.

A proposito del celebre giallista, Alberto Guareschi racconta: “Mio padre parlava spesso di Scerbanenco, che apprezzava come scrittore, ma non ricordo di averlo mai incontrato a casa nostra o in redazione”.

Nel racconto “Albertino” è intento a leggere un albo di Gim Toro, serie a fumetti ideata

nel 1946 dallo sceneggiatore

Andrea Lavezzolo e dal disegnatore Edgardo Dell’Acqua.

A tal riguardo, il diretto interessato ricorda: “Assieme a Nat del Santa Cruz e Pantera

Bionda era tra i miei fumetti preferiti e alternavo la loro lettura con quella della serie

nel 1947 mento meneghino ia Pinturicchio 25.
1948. lotta
91 INDICE Introduzione all'opera .................................................. 5 Ma il mio cuore è rimasto in Polonia ................................ 7 Alla Fiera .................................................................. 23 La danza delle ore ....................................................... 31 Andammo a Venezia, ma io tornai solo in parte .............. 45 Bononia dozziet ......................................................... 61 La signora ritornò un po' alla volta ............................... 75

“Questi racconti del grande Giovannino mantengono una freschezza e un’attualità incredibili, dopo circa settant’anni sembrano pensati ieri, oggi, domani. Il ‘nostro’ ha sempre avuto ragione, scrive di sé, ma abbraccia tutto il mondo.”

Enrico Beruschi

ISBN 978-88-6567-271-6

788865

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