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SPECIALE RECETTO CAMPIONATO ITALIANO QUADCROSS

tutto su recetto: terzo round del campionato italiano quadcross fmi 2014

“tanto vale” IL PRIMO MAGAZINE GRATUITO E INDIPENDENTE DI CULTURA QUAD


giugno.ventiquattordici

10. a modo mio, 14. yesterday don’t mean shit, 16. sweet child ‘o’ mine, 18. should I stay or should I go, 23. get on top, 17. dynamic, 29. 36 degrees, 33. fall to pieces, 36. last generation, 40. the beautiful people controcopertina

SR le monografie di quadleaks.com

recetto

speciale

Joao Vale esce da Recetto a testa alta. Non solo in senso figurato...

un magazine... rock!


ready, set, go!


joao vale in action


il toro non molla mai


con il patrocinio

usa vs. europe

Studiofocus - D.Messora

THE DREAM IS BACK 4-5 OTTOBRE 2014 recetto - no -

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SPECIALE RECETTO 2014 vero che creare una tabella delle qualità di un pilota è praticamente impossibile, è altrettanto facile distinguerle in due macrocategorie: quelle che puoi allenare, sulle quali ogni pilota può e deve lavorare, e quelle inallenabili.

NEGRITA “A MODO MIO”

Classificare le doti è come tentare di acchiappare l’aria con un retino da pesca: roba impalpabile, impossibile da inscatolare, chiudere ed etichettare. Ma le doti esistono, sono concrete, a volte le puoi anche toccare e qualcuna la puoi pure allenare. Altre, no. Se è

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O ce l’hai o non ce l’hai e se sei in questa categoria di piloti, puoi farci veramente poco. In America le chiamano “intangibles”: sono quelle particolarità che fanno la differenza, quelle doti che appartengono ad una ristretta elite di persone, sulle quali un magico tocco è arrivato da non si sa quale dio, illuminando la strada. Non siamo in grado di definirla né di sintetizzarla: la puoi chiamare fame, tenacia, forza di vo-

lontà, o più semplicemente talento. Sta di fatto, che è una delle qualità proprie di pochissimi piloti. Uno di questi, ad avercela, è Joao Vale. Che avesse voglia di mandare un chiaro messaggio al mondo intero, era palese. Che la cosa fosse in qualche modo dovuta, molto meno: Joao è uscito dalle ossa rotte dalla prima di campionato italiano quadcross a Cremona, non certo per cause imputabili a lui. Frega niente. L’immagine nella mente della gente è stata in qualche modo sporcata: l’Italia intera non può avere dubbi, tutti devono essere assolutamente certi che il pilota non è rincoglionito da un anno all’altro. Questo è uno dei

fattori che hanno portato JV#111 a Recetto, terza gara dello stesso campionato. A poco è servito il primo messaggio intercorso tra la redazione di QuadLeaks.com e l’entourage del pilota portoghese, che recitava più o meno così: “Guardate che qui nessuno mette in dubbio le sue qualità... Tutti hanno visto... Tutti sanno perché a Cremona Joao non è mai stato in grado di vincere... Quindi, che non vi venga in mente di voler dimostrare a tutti i costi il contrario perché non è assolutamente un problema da porvi”. Detto, fatto. Come dire ad un bambino di non toccare la cioccolata: mentre le parole, semipunitive, escono dalle lab-


bra, sai già per certo che a tempo zero il tappo si sviterà e la bocca si sporcherà di marrone. E infatti... A Recetto, Joao Vale non ha vinto. Ha fatto qualcosa di più. C’era in gioco - nella sua testa e in quella dei suoi parenti, amici, meccanici e sostenitori - qualcosa di più grande. C’era in gioco la credibilità, la faccia e quella stessa, intangibile, dote di cui sopra. La fame di vittoria. Due manche a dir poco strepitose quanto a tecnica di guida, quanto a facilità di esecuzione e, di conseguenza, velocità. Una prima manche vinta Mastronardi permettendo - dal primo all’ultimo metro, con tanta pista di vantaggio, con la sella persa a due giri dal termine, con il


SPECIALE RECETTO 2014 sorriso perennemente sul volto del piccolo pilota portoghese, con la posse verde e rossa contaminata anche dai sostenitori italiani. Poco patriottici? Sicuramente. Ma come biasimarli? Non restare a bocca aperta davanti a certi gesti, in virtù della bandiera di appartenenza è un po’ come non riconoscere di essere stati testimoni di qualcosa di veramente superlativo dal punto di vista tecnico. Sì perché ci sono piloti che ti fanno incazzare perché gli viene tutto facile - due nomi? Davide Galli ed Ettore Ventura perché sembrano nati per andare in quad, sono un tutt’uno con il mezzo mec-

canico. E poi ce ne sono altri, come Joao, che non si accontentano di questo dono di madre natura, che riguarda pure loro. Sono cattivi, agonisticamente parlando, partono con il solo scopo di vincere. Nella loro testa non cede mai il passo la costante vocina che dice “il migliore sono io, il migliore sono io”. Mai un dubbio, mai un’esitazione. Ebbene, sopra queste fondamenta, il vincitore di Recetto, ha costruito una tela di tecnica che è propria di pochi virtuosi in Europa - Romain Couprie e Jeremie Warnia su tutti - e che non gli si può negare. Un esempio? Il salto finale di Recetto non lo chiudevano certo tutti quanti ma anche tra co-

loro i quali riuscivano a carambolare alla fine dei trenta metri in volo, era facile individuare chi ne traeva giovamento e chi no. Joao Vale non solo saltava, ma piegava la moto in aria per atterrare già in direzione della curva, scalava in aria e terminava il suo folle volo con una leggerezza propria solo della sua guida, dando tutto il gas possibile e immaginabile non appena le ruote sfioravano il terreno. Capitalizzava, rendendo unico quel passaggio, portandosi a casa qualche decimo di secondo sul resto del mondo, solo in pochi metri. Gara due è stata ancora più bella, se possibile.

Quarto alla prima curva, terzo dopo pochi giri, primo da metà gara. Peccato che il sorpasso sia avvenuto ai danni di un Nicola Montalbini autore di un errore: avremmo preferito che la prima posizione venisse conquistata diversamente perché il nostro Toro nazionale stava vendendo cara la pelle e così avrebbe fatto fino a fine gara. Non è andata così e pazienza: la sbavatura nulla toglie alla prestazione di JV, anche perché Nicola ha fatto veramente tutto il meglio possibile, senza mai cedere un solo centimetro. Semplicemente, a Recetto, un pilota ne aveva di più.

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SPECIALE RECETTO 2014

PANTERA

“YESTERDAY DON’T MEAN SHIT”

La classe ELITE del Campionato Italiano di Quadcross è sempre quella che attira il maggior numero di sguardi, eppure è quella più critica. Se non ci fossero i vari Ullastres, Vilà e Vale, i nostri migliori piloti non farebbero uno schieramento degno di tale nome: una desolazio-

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ne che è lo specchio della deriva presa dalla scena nazionale, martoriata, decadente e sotto molteplici punti di vista, giunta al minimo storico. Eppure il talento è tutto lì da vedere: i pochi superstiti, privati del ricambio generazionale, sono i meno colpevoli di una situazione che loro non hanno causato ma di cui sono vittime. Nicola Montalbini ed Emanuele Giovanelli, ad esempio, a Recetto hanno corso in modo epico: sono due esempi per le nuove generazioni quanto a talento, sacrificio, tecnica e voglia di primeggiare. Sono due piloti che, per tornare a quell’argomento legato alle doti difficilmente insegnabili ai piccoli quaddisti in erba,

ci mettono sempre qualcosa in più della sola e pur meritevole dose di tecnica. Il Toro è un mastino che morde e non molla la presa: in gara uno è stato autore di un gran recupero, culminato in un sorpasso su Guillem Ullastres da antologia, per il secondo posto finale. Un sorpasso tracotante, di prepotenza, quasi territoriale. Il Giova, out in gara due dove però era davanti a tutti meritatamente, si è accontentato di un quarto posto in gara uno dietro a Vale, Montalbini e Ullastres: accontentarsi è un parolone, se si pensa che due dei tre piloti a podio non fa la sua età manco sommando le

rispettive anagrafiche. Se i complimenti su Nicola ed Emanuele si sprecano e più o meno arrivano sempre puntuali a fine gara, lo stesso non si può dire sempre e comunque di tutti gli altri connazionali in gara. Recetto, al contrario, ha invece evidenziato delle qualità non sempre pienamente visibili in tutti i nostri migliori portacolori.


SPECIALE RECETTO 2014

GUNS ‘N’ ROSES “SWEET CHILD O’ MINE”

Simone Mastronardi esce da Recetto, giro di boa del campionato, sicuramente rinvigorito dalla sua più bella gara del 2014. Poco importa che una maledetta catena si sia rotta in gara uno, estromettendolo e appiccicandogli un maledetto zero accanto al suo 16

nome, in classifica: partito davanti a tutti, Simone ne aveva veramente tanto. Ha corso bene, con quello stile ispirato da Josh Creamer - gomito altissimo d’ordinanza - che ogni volta che rivediamo le sue foto ci fa sempre impazzire. Autorevole e picchiatore, in gara uno Simone avrebbe veramente raccolto tanto: a noi frega fino ad un certo punto che alla fine della fiera sia arrivato uno zero, perché abbiamo visto finalmente un gran guerriero, degno di aver fatto parte della Maglia Azzurra nel 2013. Il quarto posto in gara due è tanta roba e Simo se lo merita alla grande. Così come il quin-

to, sempre in gara due, di un Mauro Perazzolo gladiatore: nella prima manche, un problema al mono posteriore lo ha estromesso dal fare una bella gara, anche se Perazzolo non si è perso d’animo e ha continuato fino alla fine, completando i venticinque minuti della manche ad andatura ridotta e vedendosi così assegnare un nono posto che sommato al ben più autorevole quinto della seconda frazione, lo proietta dritto dritto al secondo posto in Campionato, in classifica generale. Da Recetto esce poi a testa alta, anzi altissima, Mario Cinotti: dopo essere stato uno dei più forti piloti in gara nella classe Sport nel 2013, il pilota

di punta del team Caronna ha avuto il suo bel da fare nelle prime due uscite dell’anno, salvo poi rifarsi proprio a Recetto, con un sesto posto finale degno di nota. In una gara che ha martoriato le entry-list, limitandole al lumicino, Mario è stato bravo a stare lontano dai guai, a non strafare mai e ad evitare di compromettere in qualsiasi modo la prestazione finale, che in effetti è arrivata. Altalenante invece il duo Nicola Ciceri - Fabietto Marchionni. Il primo sembra non trovare la quadra con la moto del 2014: lui e il quad non danno l’idea di essere una cosa sola, come invece dovrebbe essere. L’impressione - magari


SPECIALE RECETTO 2014 sbagliata, ma di impressione si tratta - è come se Nicola non si fidasse totalmente del mezzo che guida, o almeno questo è quello che appare agli occhi di chi lo guarda. Una botta alla schiena in un atterraggio ha posto fine alle velleità di risultato di Ciceri, chiudendo il conto

di una giornata che non si può definire storta ma che non è certo annoverabile tra quelle da ricordare: non mollare! Diverso il commento su Fabio Marchionni: a noi lo stile di Fabietto piace da morire, ci è sempre piaciuto e sempre ci piacerà. Grintoso e sicuramente molto sporco

IT’S GIOVA TIME!

rispetto ad altri avversari, Marchionni ha una guida molto dispendiosa in termini di energia e il cronometro spesso dice che con il passare del minutaggio, i tempi sul giro si alzano. La sua guida è muscolare e incazzata ma probabilmente ciò su cui

lavorare dovrebbe proprio essere il fatto di rendere questa stessa guida più redditizia e meno stancante, perché se dovessimo contare i metri percorsi dai singoli piloti, Fabio sarebbe probabilmente il primo della lista.

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SPECIALE RECETTO 2014

THE CLASH

“SHOULD I STAY OR SHOULD I GO”

Merita un capitoletto a parte Andrea Cesari, il cui weekend è di quelli da dimenticare. Quando diciamo “da dimenticare” non intendiamo riferirci solo ed esclusivamente a lui: a poterlo dimenticare, dovrebbero obbligatoriamente essere tutti gli altri, piloti,

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giornalisti, amici, parenti, fotografi e addetti ai lavori compresi, nessuno escluso. Dimenticare due ritiri si può fare. La ricetta? Vincere, fare bene. Niente di meglio per sbloccare gli scettici, per annichilire chi con estrema facilità ha additato la prestazione di Andrea - ritiratosi in entrambe le manche per un colpo di calore patito nella prima frazione - come poco avvezza al sacrificio. Il termometro era ben sopra i trenta gradi per tutti ma Andrea lo ha patito più degli altri e questo è un fatto: nelle ore successive alla gara, il pilota bresciano si è sottoposto ad una serie di controlli medici perché stando a quanto comunicato dalla famiglia, le condizioni fisiche destavano serie pre-

occupazioni, vista la velocità del calo di pressione occorso in quel di Recetto. L’Italia è un Paese di grandi dietrologi della prima ora, ma anche di gente che fa in fretta a dimenticare e che vede solamente quello che è successo nelle immediate ore precedenti: se oggi Cesari esce da Recetto con l’etichetta del perdente, è vero pure il contrario, cioè che basterebbe una prestazione maiuscola per cancellare gli zeri e per far tornare in fretta alla memoria di tanti il fatto che questo pilota passato, presente e futuro della scena nazionale - ha fatto, pur essendo giovanissimo, la storia di questo sport proprio con la sua abnegazione, che non lo differenzia da tutti gli altri concorrenti in gara,

di qualsiasi categoria. In pista è sempre un bel vedere e così è stato anche nel tracciato novarese e quello che ci viene da pensare, è che l’esperienza insegna: sono molti i piloti che, nel motorsport, si allenano ad agosto a trenta gradi e oltre con addosso felpe e giacche proprio per aumentare la capacità di sopportazione alle elevate temperature e siamo certi che Andrea lavorerà anche su questo. La “nasata” Andrea l’ha tirata e ha imparato a conoscere un piccolo pezzo in più del suo corpo: errare è umano, non perseverare. Il Memorial Connor Smith, in Inghilterra, ci racconta già di un Andrea che si è rialzato in fretta.


MAURO PERAZZOLO, GIU’ IN CARENA


MASTRONARDI COME CREAMER


SUPERMARIO CINOTTI


SPECIALE RECETTO 2014

RED HOT CHILI PEPPERS “GET ON TOP” Terzo a fine giornata è giunto il pilota spagnolo Guillem Ullastres, del team Galizzi Factory Racer. Il ragazzo di Girona è apparso finalmente a suo agio con la moto da gara e con il tracciata: nessuna sfiga, nessun errore e

un risultato finale che è lo specchio esatto del vero valore del pilota, che secondo noi può terminare a podio in tutte le gare del campionato da qui alla fine dello stesso ma che non ha ancora quel pizzico di cattiveria agonistica, specie negli ultimi minuti di gara, che lo può proiettare per la vittoria finale, sfighe altrui o auto-eliminazioni a parte.

in una pista totalmente nuova, con una moto usata praticamente solo in gara, con soluzioni adottate praticamente all’ultima ora possibile - come ad esempio il repentino cambio di sospensioni - e contro gente che non ha bisogno di presentazioni, finendo terzo per due volte, è un dato di fatto inopugnabile: Ullastres è tanta, tantissima, roba.

Il sorpasso di gara uno patito ad opera di un micidiale e spietato Montalbini è l’esempio di quello che ancora manca ad Ullastres per passare dal ruolo di outsider a quello di candidato alla vittoria di gara: malizia ed esperienza. In compenso, correre

Quinto e sesto nelle due manche e quarto a fine giornata: il ruolino di marcia dell’altro spagnolo in gara, Dani Vilà, è semplicemente ottimo. Il discorso sulla moto, sulla pista nuova, sui continui adattamenti fatti sul quad è un copia-incolla di quan-

to scritto per l’amico-rivale Guillem Ullastres, con l’aggravante del dolore patito tutto il weekend a causa di un malleolo rotto, sul quale Vilà ha corso nelle gare novaresi. Una gran botta in un atterraggio, in gara due, lo ha fatto trottare più tranquillamente rispetto al passo tenuto in gara uno, ma di sicuro patron del suo team, Gianluca Rondinini può ritenersi più che soddisfatto per le ottime figure mostrate dal suo pupillo iberico, oltretutto in contumacia Rondinini Junior.

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let’s gu!


dani be good


SPECIALE RECETTO 2014

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marchionni

cinotti

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perazzolo

ullastres

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SPECIALE RECETTO 2014

PLACEBO “36 DEGREES”

sandro ha stabilito un rapporto di fiducia ben superiore a quello “sportivo” e professionale. Nicolò, con un quarto posto in gara uno e la vittoria in gara due, ha dimostrato tutto il suo valore e soprattutto di aver fatto la scelta giusta nello scendere uno scalino e passare dalla Elite alla Sport, nella

quale lotta ad armi pari con Mattia Papa, Riccardo Varaldo, Massimo Neri, Matteo Migliori e compagnia bella. Proprio lo squadrone Errezeta Motors è quello che accumula in quel di Recetto più delusioni che gioie, non tanto quanto a consapevolezza e veloci-

tà, quanto soprattutto a sfighe, rotture e problemi di varia natura. Mattia Papa è quello che capitalizza di più, terminando sul gradino più basso del podio: un maledetto tubicino dell’acqua ha privato il parmense di una doppietta che lo avrebbe lanciato,

Oltre al podio di Ullastres, il team manager bergamasco Alessandro Galizzi può ritenersi soddisfatto per la vittoria finale nella classe cadetta del suo sempreverde Nicolò Ruggeri, pilota ormai di casa nel team Galizzi Factory Racer e con cui Ales-

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SPECIALE RECETTO 2014 controvertibile. Matteo Migliori, vincitore nella tappa di Passo Corese, ha dimostrato di essere in grado di giocarsela per il podio ad ogni uscita, chiudendo quinto di giornata grazie ad un terzo e ad un sesto posto di gara, mentre Riccardo Varaldo ha accumulato una bella serie di note negative: un cappottone nella prima manche e il cancelletto che, rimbalzando al suolo al momento dello start si è impigliato nelle ruote posteriore, sono due nei costati parecchio al pilota del motoclub Cairo Montenotte, sesto a fine giornata in virtù soprattutto di un bel recupero in gara due, valso il secondo posto.

con un bel cinquantello, nella lotta al titolo di Campione Italiano della classe Sport. Primo nella manche numero uno, Papa ha rotto proprio ad un giro dal termine mentre era di nuovo in testa. Per lui non c’è niente di più vero della frase di papà Christian: “Il risultato finale non importa nulla, quello che conta di più è sapere di essere i più veloci, perché così è stato”. Le gare di quad sono fatte anche di meccanica, di parti tecniche che iniziano una manche e la finiscono e non solo della velocità pura, ma è altrettanto vero che l’affermazione di Papa senior, è vera e difficilmente

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In mezzo a questi quattro protagonisti, hanno chiuso due outsider del Campionato: al secondo posto di giornata è infatti arrivato il mitico Massimo Neri, probabilmente il più felice tra tutti i piloti che abbiamo avu-


SPECIALE RECETTO 2014 to modo di incontrare nel weekend piemontese. Stilisticamente non è certo il piÚ bello da vedere ma quanto a manetta, pochi gliene danno quanto lui. Quarto, invece, è arrivato un bravissimo Lorenzo Truffelli su Suzuki, che ha chiuso la giornata con un sesto ed un terzo posto decisamente autorevoli e frutto di una bella guida, sicuramente in crescendo a livello tecnico.

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SPECIALE RECETTO 2014

VELVET REVOLVER “FALL TO PIECES” Numeri in calo anche nell’accoppiata Veteran e Trofeo, con appena undici partecipanti tra le due classi. Denominatore comune, ancora una volta quel demonio di Cristian Pinoli: primo due volte di fila, con rispettivamente quindici e diciotto secon-

di di vantaggio sul secondo. Roba che significa due secondi al giro, come passo, di differenza rispetto al resto del mondo. Scendendo sulla terraferma, quella in cui il marziano Pinoli passa raramente, Davide Gigli e Silvano Grola si sono scambiati la seconda e terza posizione nelle rispettive manche, con quest’ultimo che in quanto iscritto nella classe Trofeo si è portato a casa la vittoria di categoria davanti a Sabbadini e Giaretta, ovvero gli unici due avversari. Davide Gigli e Denis Rossetto completano invece il podio della Veteran, terminando davanti a Donati e Tacconi, che completano la topfive.

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PICCOLI DUELLANTI,


GRANDI SODDISFAZIONI


SPECIALE RECETTO 2014 ta sempre ad immaginare, quando al via si presenta un pilota straniero.

THE RASMUS

“LAST GENERATION”

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Il belga Max Remy, proveniente dal Campionato Junior Francese, in cui difende i colori del motoclub Maricourt, si mette i panni del professore e proprio come Alain Prost si porta a casa la vittoria di giornata della Junior italica, con due gare attente anche se non particolarmente pazzesche come il pensiero por-

Paolo Galizzi, infatti, in gara uno più che vincere ha stravinto, dando a Remy un distacco di ben quattordi secondi che ha messo subito in chiaro che a casa nostra, anche nella Junior, non si passa. Lo zero del piccolo Paolo in gara due, occorso per problemi meccani-

ci, ha spianato la strada a quel punto ad un tenace Gregorio Ciceri: il pilota del team Yamaha ha battagliato e sportellato lungamente con Remy in gara uno, terminando subito dietro di lui. Sarebbe stato bello vedere i tre competere tra loro nella seconda frazione perché, onestamente, un Ciceri così forte non lo si era ancora visto e avreb-


GREG STYLE


OVER MAX


SPECIALE RECETTO 2014 be di certo potuto essere la sua giornata, se il quad non lo avesse abbandonato in gara due, relegandolo al secondo posto di giornata davanti a Galizzi e a Filippo Rossetto. Cinquantello, in quanto unici due piloti in gara nella rispettiva classe, per Nicolò Roagna e Maximilian Galli.

ROSSETTO JR 39


SPECIALE RECETTO 2014

MARILYN MANSON

“THE BEAUTIFUL PEOPLE”

Se i più inviperiti genitori e piloti si aspettano che in questo finale dello Speciale arrivi lo spazio della polemica, finite pure qui la lettura, perché non leggerete niente di niente: sappiamo bene che in tanti vorrebbero leggere della sella di Joao, delle curve modificate, della caren40

za di sbandieratori, della polvere e del fango, di piloti che entrano in pista senza averne il permesso e di altri che stanno fuori, di bandiere inesistenti, di linee del traguardo assurdamente posizionate, di sorpassi non consentiti, di viaggi oltre confine, di disinformazione e di tutto quello che sta intorno alle gare ma che gara non è. Lo spazio per le polemiche è finito; alziamo le mani e ci arrendiamo. Bandiera bianca. QuadLeaks si è preso più volte il non sempre felice compito di dire le cose come stanno, nel bene e nel male, ma a quanto pare questo dà a tanti la scusa per stare in silenzio: ad esporsi, insomma, sono sempre


i soliti. Così è troppo comodo: il ruolo dello smerigliatore di zebedei è fondamentale se la polemica - che preferiremmo chiamare piuttosto “critica” - è costruttiva ancorché fondata e soprattutto non distruttiva: non ci stancheremo mai di dirlo. Voi che parlate nelle sedi meno appropriate, cioè tra voi stessi, e poi non fate altro che continuare a pensare a voi stessi, fatevelo dire: ci avete rotto. A Recetto, tante cose non hanno funzionato a dovere, e non è la prima volta. Ad elencare tutto quello che non è stato all’altezza della situazione, scriveremmo uno Speciale dedicato solo per quelle. La verità è che siamo stufi. Stufi che le cose


non vengano fatte bene e stufi di tutto quello che gira attorno alle gare, che sono sempre e comunque uno spettacolo che meriterebbe più rispetto. I tappi per le orecchie servono più per le parole che per i motori, a volte. Non ci piacciono quei genitori e quei piloti che lanciano la pietra e nascondono la mano. Non ci piacciono tutte le persone che sorridono davanti e pugnalano dietro: adulti che non sono di esempio neanche agli animali e le cui bugie hanno le ore segnate per il solo motivo che il settore è microscopico. Ahinoi, sempre più. Non ci piacciono le persone che non si prendono le loro responsabilità ma solo i meriti, anche quando questi non sono sempre o del tutto attribuibili a loro. Non ci piacciono quelli che promettono aiuto e poi non lo danno, quelli che ti lasciano da solo. Non ci piacciono i silenzi ma nemmeno le urla: il confronto è sempre positivo e le due cose, con il confronto, non hanno mai


niente a che vedere. Non ci piace chi non legge i regolamenti e nemmeno chi non li sa, così come quelli che non sono capaci di farli applicare. Non ci piace chi dà la colpa ad altri dei propri problemi e che quando agli altri le cose vanno bene, è sempre e solo culo. Non ci piacciono le polemiche e le critiche di chi protesta ma poi si adegua, incoerente. Non ci piacciono gli inciuci, le informazioni appositamente non date, per far piacere a pochi e dispiacere a tanti. Non ci piacciono i conflitti di interesse. Non ci piacciono le responsabilità prese da chi non ha tempo per prendersele. Non ci piace l’assenza di investimento ed interesse sul capitale umano più importante: i bambini, i giovani. A noi piace solo una cosa. Andare in quad. E’ l’unica cosa che ci rimane, in questo sport. Anzi, pure quella ce la stanno togliendo ogni giorno di più: pista o bosco, il nostro spazio diventa sempre più ristretto e pos-


SPECIALE RECETTO 2014 sedere un quad o avere una passione ha sempre meno senso. Meno male che sono handicappato, penso: almeno le mie motivazioni sono più profonde perché non ho alternative a due ruote, io. La voglia e la passione stanno passando a molti, sempre di più, come un contagio. Perché la negatività e l’incapacità di tante persone che costituiscono questo mondo è senza fine e sta diventando più importante delle gare, delle sfide, delle battaglie e delle rivalità sportive tra i piloti. E’ una guerra continua, tutti contro tutti, una battaglia di screzi e di invidie che ci sta uccidendo come un male lento ed incurabile. La verità è che ci stiamo auto-eliminando: nelle piccole battaglie che si vedono quotidianamente si nasconde la sconfitta di un settore alle prese con una professionalità latente, ad ogni latitudine. Non basta farsi esami di coscienza singoli: è il comparto a dover chiedere scusa a se stesso, per il male che si sta procurando. Se se ne accorge, se è ancora in tempo, se mai ci sarà un domani. Se. Andrea De Beni - andrea.debeni@quadleaks.com

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ARRIVEDERCI A CINGOLI



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