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SALONE DEL MOBILE

In tour per l’Europa IMPRESE E PRIVACY

Anno 7 - Marzo 2017 • Periodico di Cultura e Società

Non solo doveri ma grandi opportunità

MARINA RIPA DI MEANA «Amare tutta la vita»


STORIA & LEGGENDA

«ANDÀ A FASS BENEDÌ DAL PRET DE RATANÀ» A cura di PAOLO MINOTTI

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ifficile immaginare una storia di culto e devozione, di miracoli e guarigioni, di taumaturgia e di santità terrena ambientata a Milano, capitale del raziocinio, della scienza e della tecnica. Eppure Milano ha avuto il suo Padre Pio, il suo guaritore misterioso: Don Giuseppe Gervasini, il ‘Pret de Ratanà’ (il Prete di Retenate). Nato il 1° marzo 1867 a Sant’Ambrogio Olona, nel varesotto, crebbe nel quartiere Isola, oggi cuore pulsante del capoluogo meneghino, ai suoi tempi malfamato. Fu forse per tenerlo lontano da cattive compagnie che la sua famiglia decise di mandarlo in seminario. Tra Don Giuseppe e i voti sacerdotali la distanza era abissale: non parlava che in dialetto, aveva modi spicci e spesso offensivi. Leggeva senza sosta i testi sacri e anche quei libri da cui, secondo il codice di diritto canonico, un prete dovrebbe stare alla larga: i testi di medicina. In particolare quelli della Scuola Salernitana, da cui apprese le tecniche che poi applicava alle guarigioni che facevano gridare il po-

polo al miracolo. Ordinato nel Duomo nel 1892, portò il suo officio per parrocchie e cappelle minori in tutta la Lombardia. Fu anzitutto un uomo del popolo (in questo più don Camillo che Padre Pio): conosceva l’efficacia delle erbe, aveva un occhio clinico e sapeva fare la diagnosi infallibile di ogni male, dava la cura e non sbagliava un colpo. Uomo di stazza, dal carattere burbero, scontroso, lunatico, a volte lanciava insulti con parolacce e persino sonori schiaffoni, seguiti però da un cenno di benedizione. Anche a causa di queste sue intemperanze, oltre che delle molte maldicenze e lamentele, fu sospeso dalle funzioni sacerdotali e confinato a Retenate, piccolo centro della bassa mila-

nese (fraz. di Vignate) ove il prelato officiò dal 1897 al 1901. Solo 4 anni, ma sufficienti a spargere intorno alla sua figura un’aura in cui religione, esoterismo e leggenda si fondono in un corpo unico. Reintegrato, ritornò a Milano nel 1901 passando di continuo da un incarico all’altro finché nel 1926 un ricco signore, in riconoscenza di una guarigione, gli lasciò in dono una villetta in Via Fratelli Zoia 182, in zona Baggio, dove visse praticando la sua arte divina fino alla sua morte (il 22 novembre 1941) all’età di 74 anni. Quella casa, per tanti anni, divenne meta di un incessante pellegrinaggio di sofferenti, poveri e ricchi, che davanti a quello scorbutico pretone trovavano conforto alle loro pene: diventò per tutti la “Ca’ di Miracol”. Il popolo che curò e guarì volle che fosse sepolto al Monumentale: la tomba che gli fu concessa era in uno spazio troppo angusto per contenere la folla di persone che ogni giorno, ancora, venerano la sua memoria. Così, 14 anni dopo la sua sepoltura, le autorità del cimitero lo spostarono in un’area più accessibile ai tanti miracolati del Pret de Ratanà. 24oreNews

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24 orenews.it

Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 7 - N. 3 - Marzo 2017

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Courtesy Salone del Mobile. Milano

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Marina Ripa di Meana: «Amare tutta la vita»

HI TECH

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ARTE E CULTURA

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FASHION

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MILANO SI RACCONTA

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Salone del Mobile: tappa nelle capitali del Design Colazione “in cravatta” con gli Amici della Lirica Pettegolezzi al Grand Hotel nella Roma anni Sessanta Maria Teresa Ruta: «Il mio viaggio nel buio dell’America»

GIROMILANO

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RUOTE & MOTORI

Teatro alla Scala: Die Meistersinger Von Nürnberg Teatro alla Scala: La Traviata Sartoria Angela: autunno/Inverno 16-17 I consigli di Marina Mazzolari

Milano da scoprire

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Non solo doveri ma grandi opportunità 24oreNews

Alfa Romeo Giulia Veloce Q4

VIAGGI Avventure nel cuore del Madagascar

SPETTACOLI

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Marzo: i concerti Marzo: i teatri Marzo: le mostre

ERBARIO MAGICO

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La malva omnimorbia

COME STAI?

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IMPRESE & PRIVACY

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Novità dall’America

I rimedi dell’omeopatia Il guardiano del dolore

IL SESSUOLOGO

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L’esperto risponde


LOVE

In copertina: Marina Ripa di Meana

Marzo Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Roberto Bernorio Patrizia Colombo Stefano De Angelis Marica De Bonis Gabriella Fiumani De Simone Carlo Kauffmann Paolo Mariconti Marina Mazzolari Luca Medici Angela Minutillo Bertanza Andrea Monepi Media Partner

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Il bravo editorialista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, ha scritto un bellissimo libro dal titolo emblematico “Le donne erediteranno la terra”. Se ci pensate Milano è diventata grande in Italia e nel mondo per quanto fatto anche dalle sue donne straordinarie. Il nuovo magico specchio di una città in continuo sviluppo come l’area di Porta Nuova ruota intorno ad una piazza avveniristica intitolata a Gae Aulenti, architetto fra i più affermati al mondo. A poca distanza, in Corso Como 10, Franca Sozzani ci ha lasciato un patrimonio culturale unico. Pochi passi e in Viale Pasubio troviamo la nuova sede della Feltrinelli voluta da quella donna leggendaria per la cultura della nostra città e non solo, che risponde al nome di Inge Feltrinelli. Mondo, questo dei libri, che si è arricchito di una nuova voce con la recente creatura di Elisabetta Sgarbi, “La nave di Teseo”. Non dimentichiamo che sempre ad Elisabetta Sgarbi si deve l’ideazione e la realizzazione de “La Milanesiana”, uno dei più importanti appuntamenti culturali di Milano. Ma che dire di tante altre donne fantastiche che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della nostra città. L’elenco è lunghissimo e per questo ne citiamo solo alcune fra le più grandi: Alda Merini, poetessa raffinata scomparsa troppo presto, la grande Ornella Vanoni, la “voce”, la versatilità di Lella Costa, l’immensa leggerezza di Carla Fracci, la grazia e la simpatia di Oriella Dorella, la bravura mai dimenticata di Franca Rame, la Presidente Onoraria del FAI, Giulia Maria Crespi, già proprietaria del Corriere della Sera, Marina Berlusconi, Presidente di Fininvest, giudicata una delle manager più importanti al mondo, Diana Bracco, Presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico, Andrèe Ruth Shammah, anima del teatro Franco Parenti. È solo un accenno al “nostro” mondo femminile cittadino che però, caro Cazzullo, ci consente di suggerirti un nuovo titolo, “le donne erediteranno Milano” e continueranno a renderla famosa nel mondo. Carlo Kauffmann 24oreNews

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MARINA RIPA DI MEANA «AMARE TUTTA LA VITA» Intervista a cura di ALESSANDRO TRANI

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IL PERSONAGGIO

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arina Punturieri nasce a Roma nel ’41, in una famiglia borghese. Dopo gli studi esordisce come stilista aprendo un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, ben presto frequentato da donne della nobiltà capitolina, attrici e personaggi di fama internazionale, mogli di artisti e politici che hanno cambiato la storia dell'ultimo secolo. A soli vent'anni sposa il duca Alessandro Lante della Rovere da cui ha la sua unica figlia Lucrezia. Gli anni '70 vedono Marina protagonista di una serie di relazioni sentimentali: dopo il divorzio sposa in seconde nozze nel 1982 il Marchese Carlo Ripa di Meana. Le sempre più frequenti apparizioni in tv, come opinionista, mettevano in risalto la sua sconvolgente bellezza, ma anche il carattere esuberante e la natura anticonformista di un personaggio sopra le righe. Negli anni '90 anima in Italia, così come in altri Paesi, diverse campagne per la tutela dell’ambiente, la difesa degli animali, e per la prevenzione dei tumori. Ama la vita, ha scritto molti libri autobiografici, come il recente “Colazione al Grand Hotel”, ma anche romanzi gialli e sentimentali. Gianni Agnelli la definì «La donna più bella del mondo». Appassionata, trasgressiva, una vita sempre al limite… Ma è vero che era una ragazzina timida? Io sono stata una ragazza talmente timida che quando mi dicevano «Marina, sei timidissima» mi vergognavo e mi venivano le lacrime perché avevano scoperto la mia timidezza. Così ho voluto reagire a quella timidezza, e come tutte le persone molto timide ho reagito con una forma esagerata, forse con troppa sfacciataggine. È un segreto che non ho mai rivelato a nessuno, ma questa è la verità. Sotto: Marina Ripa di Meana con Alberto Moravia

Cosa è per lei l’amore? L’amore nella vita è importantissimo. Non è detto che si debba amare un uomo, non è detto che si debba amare per sempre. Importante e fondamentale è amare: si può amare moltissimo un amico, un’amica, un cane. È importante avere delle passioni, qualcosa d’amare, così come si può amare moltissimo scrivere. Amare è ciò che rende la vita totalmente diversa da chi non ama, da chi non ha passione, da chi la vita non la troverà mai bella e, secondo me, non avrà motivo di vivere. È mai stata gelosa? Sono stata molto gelosa delle persone, specie di quelle di sono stata molto innamorata, molto molto gelosa, anche insopportabile, ma così è stato. Nel suo nuovo libro parla della Roma della Dolce Vita… Com’è la Roma di oggi? Non era la Roma della Dolce Vita, era la Roma di qualche anno dopo, la Roma degli anni ’60 ma dopo il 68, la Roma in cui gravitava una certa cultura, tra artisti, scrittori, scultori, imprenditori. Era una Roma molto privilegiata in cui gli incontri erano veramente qualcosa di importante, non come oggi che non ci si incontra più, perché tutto passa per internet. Una Roma unica. È vero che durante gli incontri con Moravia e Parise, era vietato parlare di letteratura? In effetti sì, eravamo d’accordo che sarebbe stato troppo scontato parlare di letteratura. Loro un giorno sì e un giorno no ne parlavano in televisione, sui giornali scrivevano di letteratura. Ho voluto fare un libro in cui soprattutto ritrarre quelle conversazioni che parlavano di tutto, di gossip, di pettegolezzi, della Roma 24oreNews

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IL PERSONAGGIO che scorreva in quel momento, degli amici, delle loro difficoltà, dei miei e dei loro drammi d’amore. Era la vita, non era letteratura. Con quale spirito vi incontravate? Lo spirito era quello di tre amici che si incontrano e fanno colazione insieme: erano anche molto protettivi nei miei riguardi. Capivano proprio mentre stavo passando un periodo molto difficile e mi proteggevano, ma senza paternalismi. Uscivo da una ‘liaison’ travagliata, molto tormentata, ed ero a pezzi. La loro presenza nella mia vita era per me molto importante, sentivo che avevo qualcuno, dei veri amici. Per questo dedico il mio libro all’amicizia. Ci parla di qualche personaggio che più l’ha colpita quando era al Grand Hotel? Erano tante le persone effettivamente memorabili. Ricordo Liz Taylor seduta al tavolo accanto al mio, poi ricordo Henry Kissinger, sempre seduto accanto a me, con Agnelli che si va a sedere al suo tavolo, poi ancora Liz Taylor con Richard Burton. Insomma era un posto dove effettivamente potevi incontrare il mondo, seduto in quella sala da pranzo. Facevo la colazione, il lunch all’una… effettivamente nei primi pomeriggi ero lì seduta a guardare, privilegiata nel poter godere di questi spettacoli. Il suo primo incontro con Elsa Morante… com’è andata veramente? Beh, l’incontro con Elsa è stato piuttosto pittoresco. Arrivai in ritardo al ristorante La Carbonara e quando Elsa mi vide disse “È tutta qui questa grande bellezza?!?». Ci rimasi malissimo, mi sembrò qualcosa di tremendo, e al momento me ne volevo andare. Però resistetti e per la verità feci bene perché durante il pranzo Elsa divenne via via più ‘docile’. Cominciò a parlare di un suo grande amore tormentato, e le uscirono delle parole così meravigliose, così poetiche e così uniche che le ricordo ancora. Ci può dire di più del suo ammiratore da cui ebbe in regalo la Princess bianca? Il mio ammiratore era un personaggio aristocratico, il Conte Ferdinando Pecci Blant (per gli amici Dino). Mi regalò questa macchina bellissima, però era impossibile guidarla perché era una macchina enorme e ci voleva un autista. Ma io non potevo permettermi un autista, allora questa povera macchina veniva guidata ogni tanto dal portiere, quando

si offriva di farlo. Soprattutto non c’era quasi mai la benzina, perché ne consumava tanta: allora facevo la colletta con tutti gli amici della zona, e quando c’erano sia l’autista che la benzina, finalmente si partiva. Poi con il passare degli anni, le difficoltà sono aumentate, Roma non era più la stessa e la povera macchina, senza benzina e qualcuno che si offrisse di guidarla, è finita in piazza. Vi dormivano i poveri arrivati da fuori, insieme ai loro gatti. Sono ben note le sue battaglie animaliste… È soddisfatta dei risultati? Sono stati grandi i risultati. Devo dire che da quando io ho fatto la battaglia per le pellicce, le pellicce sono diminuite del 100 percento, oggi se ne vedono molto meno. La Santachè ad esempio ha dichiarato che lei le porta imperterrita, io però non gliel’ho mai viste, o per lo meno fa attenzione quando viene da me, non se le mette e così tante altre persone. Le posso dire che Rita Levi Montalcini, questo è un episodio che non dimenticherò mai, tornando un giorno da una manifestazione in RAI a cui eravamo state insieme, aveva un capotto foderato di pelliccia. Ad un certo punto mi guardò e mi disse «Marina, però era la fodera…», si stringeva la parte superiore addosso, «Lei capirà, io sono tanto vecchia…». Della sua vita rifarebbe proprio tutto? Nessun rimpianto? Rimpianti? Bah, non credo di averne. Forse quello di aver venduto qualche quadro di troppo, di quelli che mi hanno regalato dei miei amici artisti. Se oggi li avessi ancora avrei una galleria davvero importante! Per il resto, nessun rimpianto. Naturalmente so di aver fatto tanti sbagli, però forse li rifarei tutti. Qualche anno fa ha detto in una intervista «il cancro è stato il più grande tradimento della mia vita». Un messaggio alle tante donne colpite da questa malattia. Si può e si deve lottare con coraggio. Non è una malattia incurabile, io ne sono testimone. Comunque sono anche una paladina della prevenzione. Un saluto ai nostri lettori… Io saluto con grande affetto tutti i lettori di Milano 24orenews, e soprattutto auguro a tutti di avere sempre il desiderio e la voglia di amare e godersi la vita. Chi ama la vita vive molto meglio di chi, invece, non la ama.

Gianni Agnelli la definì «La donna più bella del mondo»

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ARTE E CULTURA

DIE MEISTERSINGER VON NÜRNBERG

Richard Wagner Direttore Daniele Gatti Regia Harry Kupfer Opera in tre atti Durata spettacolo: 5 ore e 30 minuti inclusi intervalli Dal 16 marzo al 5 Aprile 2017

alla fine XIV secolo in Germania erano sorte in diverse città le corporazioni artigiane di musicisti-poeti (i Meistersinger appunto), associazioni ufficialmente riconosciute con proprie regole e tradizioni che accoglievano gli eredi spirituali dei più antichi Minnesänger. Mentre quelli erano però cantori dell’amor lirico e cortese, i Maestri cantori del ‘500 erano borghesi ed artigiani inseriti in una nuova struttura sociale. Questi musicisti erano poeti ma spesso anche sarti, tessitori o, come nel caso del protagonista dell’opera wagneriana, calzolai: nelle loro scuole la musica era vista come una delle attività artigiane. L’Ars Musica veniva insegnata secondo i principi severi del contrappunto e della polifonia e molto importanti erano le regole della forma e della metrica musicale e poetica. Wagner dedica la sua opera rappresentata per la prima volta a Monaco nel 1868 all’antica Scuola di Norimberga, che era stata tra le più importanti insieme a Worms, Magonza e Friburgo. Come di consueto il musicista si documenta puntualmente su storia e tradizioni specifiche, e sceglie come protagonista Hans Sachs, figura realmente esistita (Norimberga 1494-1576), che impersona un anziano maestro, saggio e sensibile ad un’arte musicale del tutto nuova. All’anziana saggezza di Sachs, ma soprattutto allo sgradevole conformismo di Beckmesser, Wagner contrappone il giovane cavaliere Walther, che partecipando all’annuale raduno dei maestri cantori vince la gara di canto e la mano della bella Eva. L’opera è un susseguirsi di scene comiche e liriche di uguale formidabile efficacia, godibilissima pur nella sua ampiezza e ben lontana da quella successione quasi immobile degli eventi, Locandina della prima rappresentazione a Monaco nel 1868 da quell’evanescente, incorporeo e continuo trasformarsi sonoro cui Wagner ci aveva finora abituato. Su questi DIE MEISTERSINGER VON NÜRNBERG: APPUNTAMENTI passi egli non tornerà più, segno ulteriore dell’unicità di quest’opera nella storia del teatro in musica. 3 Marzo: 16, 23, 30 - ore 18:00; 19, 26 - ore 15:00

3 Aprile: 2, 5 - ore 18:00

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xandre Dumas figlio. Il dramma della cortigiana Marguerite Gautier (modellata sulla vera Marie Duplessis) che sfida le convenzioni borghesi e cerca una redenzione nell’amore di Armand, colpisce nel profondo Giuseppe Verdi il Verdi a tal punto da diventare il soggetto della nuova Direttore Nello Santi opera. La Traviata andrà in scena il 6 marzo 1853 al Regia Liliana Cavani Teatro La Fenice di Venezia. Non tollerando un reaCommedia lirica in tre atti Durata spettacolo: 3 ore e 18 minuti inclusi intervalli lismo “tanto scabroso” la censura impone di retrodatare la vicenda in un più rassicurante “1700 circa”. Fino al 14 Marzo 2017 La Prima si rivelò un fiasco. Come scriverà infatti lo stesso Verdi, lamentandosi delle troppe edulcorazioni: “Han fatto la Traviata pura ed innocente. Tante grazie! Una puttana deve essere sempre puttana. Se nella notte splendesse il sole non vi sarebbe più notte”. Lo spettacolo è quello sontuoso di Liliana Cavani con cui il capolavoro di Verdi tornò alla Scala nel 1990 diretto da Riccardo Muti. La protagonista è Anna Netrebko, il soprano più acclamato del nostro tempo, che al Piermarini ha già trionfato in due 7 dicembre, nel 2011 ‘Donna Anna’ (M° D. Barenboim) e nel 2015 ‘Giovanna d’Arco’ (M° R. Chailly). Con lei si alterna Ailyn Perez. Completano un cast ideale l’Alfredo di Francesco Meli e il Giorgio di Leo Nucci.

LA TRAVIATA

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arigi, inverno del 1852: Giuseppe Verdi assiste al Théâtre du Vaudeville ad una delle prime rappresentazioni della “Dame aux camélias”, riduzione teatrale del romanzo di Ale-

LA TRAVIATA: APPUNTAMENTI

3 Marzo: 3, 9, 11, 14 - ore 20:00; 5 - ore 15:00

ALTRI APPUNTAMENTI DI MARZO 3 1 - ore 18:00 | Un Museo da Salotto | Oltre l’opera. Eventi al Museo Teatrale 3 1 - ore 20:00 | Igor’ Stravinskij. Balletto | Dir. Zubin Mehta, Coreografia Michail Fokin 3 2 - ore 17:00 | Concerto: “A. Toscanini” Boxes Foyer | Ensemble “Giorgio Bernasconi” 3 4 - ore 16:00 | Grandi Voci alla Scala: Beniamino Gigli 3 6 - ore 20:00 | Concerto | Filarmonica della Scala 3 8 - ore 18:00 | Letture e note al Museo 3 9 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Die Meistersinger von Nürnberg” | A cura di Quirino Principe 3 11 - ore 11:00 e 14:30 | “Il ratto dal serraglio per i bambini” 3 13, 15, 17 - ore 20:00 | Concerto | Filarmonica della Scala. Direttore Myung-Whun Chung 3 18 - ore 16:00 | Grandi Voci alla Scala: Luis Alva 3 20 - ore 20:00 | Concerto. Edita Gruberova (soprano); Peter Valentovic (pianoforte) 3 22 - ore 20:00 | Prima delle Prime: “Anna Bolena” | A cura di Livio Aragona 3 25 - ore 20:00 | Concerto: 150° della nascita di Arturo Toscanini | Direttore Riccardo Chailly 3 29 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “La gazza ladra” | A cura di Enrico Girardi 3 31 - ore 20:00 | Prima: “Anna Bolena” 24oreNews

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SARTORIA ANGELA ALTA MODA 12

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A/I 2016-17

Accurati tocchi sartoriali che scolpiscono abiti unici come piccole opere d’arte. Uno stile unico e inconfondibile, custode di abilità artigiane difficili da ritrovare oggi, che nasce dal talento e una passione che dura da oltre trent’anni. Questo è Sartoria Angela Alta Moda. Ispirandosi a tradizioni e trame che provengono da ogni parte del mondo, Angela Formaggia, da sempre al timone di questa sua “boutique del lusso su misura”, sceglie accuratamente i preziosi tessuti che vestono le Signore dell’élite milanese e non solo.

«Per donare eleganza rispettando la fisicità di ogni donna» Angela

A cura di PATRIZIA COLOMBO

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ASCOLTA MARINA… IMPERIAL Crema Corpo Ricca e morbida crema con intensa azione restitutiva, previene e contrasta efficacemente il processo d’invecchiamento cutaneo. Attenua visibilmente atonie ed avvizzimenti con un deciso effetto elasticizzate e levigante.

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Con l’arrivo della primavera, iniziamo a mettere in mostra le braccia, le gambe e il decolleté. Per questo la nostra pelle deve essere perfettamente idratata e tonica. L’idratazione la possiamo raggiungere applicando tutti i giorni una buona crema idratante, mentre la tonicità la dobbiamo perseguire con l’esercizio fisico e trattamenti specifici rassodanti che migliorano l’aspetto della pelle. Consiglio di scegliere una crema dall’alto potere idratante ma dalla consistenza leggera, che venga assorbita velocemente e non tenda a trasudare.


MILANO SI RACCONTA

SALONE DEL MOBILE: TAPPA NELLE CAPITALI DEL DESIGN Da Amburgo a Milano passando per Shanghai e New York A cura di LUCA MEDICI

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i è appena concluso il roadshow internazionale che, come ogni anno, porta il Salone del Mobile di Milano nelle principali capitali per diffondere la cultura del design, presentare le tematiche, gli eventi e le manifestazioni della 56a edizione in programma dal 4 al 9 Aprile. Londra, New York, Parigi, Amburgo, Shanghai, e Milano: queste le città che hanno ospitato le tappe del tour internazionale Design+Innovation Social Talks. In ogni città il roadshow ha assunto la forma di think tank con l’obiettivo di individuare nuove tendenze, stimolare creatività e innovazione, provocare discussione e confronto nel mondo del design. Ad Amburgo è stato scelto Deichtorhallen, uno dei più

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grandi centri europei di design, fotografia e arte contemporanea; a Londra, il nuovissimo Design Museum, a oggi il più grande al mondo; a Parigi, Secret Gallery, piccolo gioiello di modernità ed eleganza dedicato alla fotografia e all’arte moderna; a Shanghai, 10 Corso Como, dove le avanguardie di arte, design e architettura si incontrano da sempre; a New York, la suggestiva sede di Banca Intesa Sanpaolo, da anni impegnata nella promozione dell’immagine e nella valorizzazione della cultura e dell’arte italiana; a Milano, il Metropol, storica sala cinematografica degli anni ‘40, dove Maria Callas registrò la Norma di Bellini nel 1954, e oggi sede degli eventi moda Dolce & Gabbana, nonché di mostre d’arte

e design. Personaggi del calibro di Moritz Waldemeyer, Noé Duchaufour Lawrance, Tom Dixon, Calvin Tsao e Primo Orpilla hanno scandito un percorso tematico differente di città in città. Moritz Waldemeyer ha svelato le ultime frontiere e innovazioni nel campo dell’illuminazione; Noé Duchaufour Lawrance ha presentato la sua idea di lusso contemporaneo come emozione, qualità e semplicità di oggetti dalle forme pure, archetipali; Tom Dixon ha parlato del design moderno come comunicazione, esperienza, intrattenimento; Calvin Tsao ha descritto le evoluzioni contemporanee del design e come il design può rendere più gioiosi gli spazi personali e professionali; Primo ha riflettuto sull’evoluzione progettuale


Da sinistra: il Secret Gallery di Parigi; il nuovissimo Design Museum di Londra; il Metropol a Milano; sotto: 10 Corso Como di Shanghai; Deichtorhallen ad Amburgo e in basso: la suggestiva sede di Banca Intesa Sanpaolo di New York

dell’ambiente di lavoro: spazi che diverranno intelligenti, flessibili, e al cui centro ci sarà l’uomo con i suoi bisogni reali, le sue emozioni, le sue esperienze. Accanto a queste tematiche, sono state presentate le biennali Euroluce - dedicata al meglio che il mercato dell’illuminazione offre, con una particolare attenzione al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale - e Workplace3.0 - un’innovativa proposta espositiva dedicata al design e alla tecnologia per la progettazione dello spazio di lavoro. Annunciati anche i due corrispettivi eventi: il primo, a cura di Simone Ciarmoli, si intitolerà DeLightFuL - Design, Light, Future, Living mentre il secondo, A Joyful Sense at Work, a cura di Cristiana Cutro-

na, racconterà l’ambiente ufficio del futuro attraverso quattro installazioni rappresentative di differenti specificità culturali. Infine, space&interiors, sarà l’evento dedicato alle finiture per l’architettura presentate in un allestimento suggestivo a cura dello studio Migliore+Servetto. Grande è stato l’interesse di media e influencer: all’estero hanno raccolto l’invito circa 230 giornalisti e una cinquantina tra stakeholder, designer, architetti. Anche quest’anno il Salone si preannuncia ricco di eventi! Tra poco il Salone del design internazionale aprirà le porte al mondo intero per confermarsi ancora una volta il ‘top event’ del design a livello planetario. www.salonemobile.it


MILANO SI RACCONTA

COLAZIONE “IN CRAVATTA” CON GLI AMICI DELLA LIRICA A cura di DARIO BORDET

Daniela Javarone, Alexander Nurizade, Matteo Salvini e Adam Leff

L’ A destra: Matteo Salvini e Pietro Marrapodi; sopra: Daniela Javarone con Magdi Allam e sotto con Raffaello Tonon

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associazione “Amici della lirica” presieduta da Daniela Javarone ha inaugurato il ciclo di incontri 2017 con una colazione presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano: ospite d’onore Matteo Salvini. All’evento sono accorsi oltre duecento invitati tra cui, ospiti d’eccezione, il Console Generale della Federazione Russa a Milano Alexander Nurizade e il Consigliere del Consolato Generale USA Adam Leff. Da anni l’associazione dedica gran parte dei propri incontri allo scopo benefico, per la raccolta fondi a favore di fondazioni onlus o altre associazioni come i City Angels, guidati da Mario Furlan e di cui Daniela è madrina. Tantissimi i personaggi che negli anni si sono alternati sul palco degli “Amici”, appartenenti al mondo della musica e dello spettacolo, cantanti, attori, editori, giornalisti, scrittori, senza escludere personalità della politica, senza preferenze di colore e mai per propaganda elettorale. Salvini - «Strenuo

difensore della milanesità, e non solo» - ha ricevuto il premio 2016 degli Amici della Lirica, riconoscimento che in passato è stato assegnato con motivazioni sempre differenti a personaggi di spicco come Giulio Andreotti, Renata Tebaldi, Riccardo Muti, Urbano Cairo… per citarne solo qualcuno. Non poteva mancare lo scopo benefico dell’incontro: il “mattatore” televisivo Raffaello Tonon ha messo e battuto all’asta una felpa indossata da Salvini con la scritta ‘Vares’ (Varese) unita alla cravatta indossata per l’occasione dal leader ‘verde’: «Vi va bene, perché è di Marinella e…», ha detto Matteo, «anche perché non porto la cravatta proprio tutti i giorni».


MILANO SI RACCONTA

In alto: Vittorio Feltri con Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile; sopra da sinistra: Daniela Santanchè con Roberto Alessi e Andrea G. Pinketts; Daniela Santanchè, Marina Ripa di Meana e Melania Rizzoli; il libro di Marina Ripa di Meana; sotto: Andrea G. Pinketts con Marina Castelnuovo; in basso: Marina Ripa di Meana con il suo libro

PETTEGOLEZZI AL GRAND HOTEL NELLA ROMA ANNI SESSANTA A cura di ALESSANDRO TRANI

ph: Francesca Bastoni New Reporter Press Milano

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arina Ripa di Meana è stata al centro della mondana Roma anni ‘60 che Fellini racconta nella sua Dolce Vita. L’autrice de “I miei primi quarant’anni” (il suo primo libro) ha presentato di recente, allo Château Monfort di Milano, la sua 14a fatica dal titolo “Colazione al Grand Hotel. Moravia, Parise e la mia Roma perduta”, edito da Mondadori. Bagno di folla per Marina, tra cui VIP, personaggi del ‘Jet set’ milanese e del giornalismo come Beppe Modenese, Roberto Alessi, Vittorio Feltri, Antonella Boralevi. Presenti, tra gli altri, Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile. A tracciare con l’autrice il ritratto di un’epoca irripetibile e di una vita divisa tra mondanità e cultura, Andrea G. Pinketts, Daniela Santanché e Melania Rizzoli. Nel libro Marina presenta una nuova puntata inedita della sua ‘vita estrema’ e il legame con due grandi della nostra letteratura, Alberto

Moravia e Goffredo Parise. Un’amicizia lunga trent’anni, che ha visto l’insolito terzetto frequentarsi quotidianamente nei luoghi che hanno caratterizzato la dolce vita romana, come il Grand Hotel e il bar Rosati in piazza del Popolo. Non parlavano di letteratura ma chiacchieravano del più e del meno, tra confidenze e pettegolezzi. Un libro fittissimo di aneddoti e personaggi, da Gianni Agnelli a Henry Kissinger, da Maria Callas a Liz Taylor, da Pier Paolo Pasolini a Elsa Morante, da Vittorio Gassman a Renato Gancia - detto “Sgancia” -, l’industriale che, solo perché era incantato dal suo charme, pagò per diverso tempo a Marina l’alloggio al Grand Hotel. Ma in primo piano ci sono loro, Moravia e Parise, con le loro consuetudini di scrittura ma anche i loro amori, gli odi, i vizi, le manie, i piatti preferiti. Aspetti privatissimi che nessuna biografia ha mai raccontato. 24oreNews

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MILANO SI RACCONTA A destra Maria Teresa Ruta; sotto: l’attrice con la figlia Guenda e l’ex marito Amedeo Goria

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ra ormai tempo che Maria Teresa Ruta tornasse alla sua passione originale, la recitazione. L'ha fatto cimentandosi con un testo agre e cupo come “Nel buio dell'America”. Un vero e proprio viaggio alla scoperta delle umane passioni che ha avuto origine da un atto unico di Joyce Carol Oates, affidato alla regia della figlia Guenda, è giunto a scandagliare relazioni e scomodi interrogativi. Maria Teresa Ruta, una vita dedi-

cata alla carriera ma anche alla famiglia, in veste di donna e mamma dichiara: «Madri e figlie sono due mondi che entrano in contrasto facilmente» - e prosegue con tono acceso - «Guenda è una persona creativa e intelligente, l'ho sempre saputo, ma vivere questa esperienza mi ha portato a vedere il nostro rapporto sotto una nuova luce. Fra attore e regista si crea sempre una vivace dinamica di contrasto e vedere mia figlia impegnata in questa sfida mi ha rivelato le sue doti». Il testo, scelto dalla stessa Guenda, è un'anteprima nazionale, emblema dei risvolti più grotteschi che il destino può avere in serbo per ognuno di noi. Cronista televisiva fredda e onnipresente, Maria Teresa Ruta incarna la quintessenza dei media

pronti a inglobare la vita di Emily e Franck Gulick. «Uno spunto interessante.», sottolinea Maria Teresa in chiave critica, «Il dramma della Oates ci offre una visione grottesca della realtà, spinta sino alle estreme conseguenze. I media che creano il caso nazionale: giornalisti che individuano il “mostro di turno” da mettere alla gogna. In realtà il lavoro di indagine svolto da certe trasmissioni, oggi più che mai, rappresenta un valido aiuto anche per i giudici e il processo di investigazione...». Un progetto complesso e controverso che ha avuto, come artefice e coordinatrice, Guenda Goria affiancata dal sostegno del padre e della madre riuniti per l'occasione e pronti a brindare al suo successo.

MARIA TERESA RUTA: «IL MIO VIAGGIO NEL BUIO DELL’AMERICA» A cura di FRANCESCA BASTONI

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GIROMILANO

MILANO DA SCOPRIRE Milano è davvero una città sorprendente. Ogni giorno girando per le sue strade e non solo quelle del centro, a testimonianza di una vitalità totalizzante, si possono fare scoperte straordinarie. Nuovi locali aprono o si trasformano, ristoranti, lounge bar, negozi, enoteche, e tantissimi angoli curiosi accolgono i milanesi più attenti. A Milano si può trovare davvero il mondo, a tavola, al caffè, nelle vetrine della moda o del food. Seguiteci in questo nuovo “giro” e vedrete che non abbiamo esagerato A cura di CARLO KAUFFMANN 22

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EPPOL In zona Porta Venezia, Via Malpighi 7, Eppol è un locale classico e al tempo stesso giovane e informale, arredato con mobili di antiquariato e modernariato e un giardino verde verticale in linea con la sua ispirazione “green”. Bar e ristorante, la cucina propone piatti tipici milanesi ma anche hamburger, club sandwich e tartare: all’ora dell’aperitivo i cocktail sono accompagnati al tavolo da un piatto con pinzimonio e stuzzichini vari. Si organizzano serate con jazz live e dj set il venerdì e sabato sera. BJÖRK SIDE STORE Sempre a Porta Venezia c’è un “piccolo angolo” di Svezia. Un nuovo concept di drogheria metropolitana, che riassume il lifestyle nordico attuale, abbinando il food al design per la casa, la tavola e la cucina, elementi derivanti da nuove produzioni e dal passato. Il progetto, avviato nel settembre 2012 a Quart in Valle d’Aosta e giunto un anno dopo a Milano in via Panfilo Castaldi 20, nasce da una passione per i Paesi nordici e la loro cultura, condivisa da Giuliana Rosset e l’Architetto milanese Nicola Quadri. “PIZZACOTECA” DI BRERA A pochi passi dalla Pinacoteca di Brera, in via Brera 29 si trova questo originalissimo locale, unico nel suo genere. Il mastro pizzaiolo ci fa assaporare tanti prodotti italiani d’eccellenza combinati ogni mese in otto diverse pizze ispirate alle personalità di grandi artisti italiani del calibro di Caravaggio, Tiziano, Bramante, Mantegna, per citarne qualcuno. La pizzacoteca si propone come un punto

EPPOL di ristoro che vuole proporre un originale connubio tra due delle principali componenti identitarie di Italia: la cucina e l’arte. SUSANNE KAUFMANN Le nostre lettrici più esigenti in tema di bellezza saranno felici di apprendere che i prodotti di bio-cosmesi realizzate per le SPA più elitarie in giro per il mondo sono oggi disponibili in Corso Como 10 e online per poterne usufruire direttamente a casa propria. I trattamenti di Susanne Kaufmann si basano sull’utilizzo di soli ingredienti naturali come olii vegetali ed essenze floreali. PUGLIA IN BRERA In via San Carpoforo 6, una vivacissima stradina accanto alla celebre Pinacoteca di Brera, si trova una vera e propria osteria pugliese piacevole e accogliente. Una bella sorpresa, non solo perché il locale rappresenta un’eccezione di qualità, sapore e abbondanza di porzioni in una zona costellata di piatti striminziti


A sinistra Susanne Kaufmann, i suoi prodotti di bio cosmesi sono in vendita a Milano nello store di 10 Corso Como

RISTORANTE LUME

«I MIEI PRODOTTI SONO COSTITUITI DA ESSENZE, OLII E SINGOLE SOSTANZE NATURALI PREZIOSE» e raffazzonati dedicati perlopiù a turisti, ma anche per le specialità della cuoca Donata Rizzo, pugliese doc, che ci delizia con i suoi gustosi piatti, come “la parmigiana alla poverella” o la minestra di fave, piselli e porri. LUME La scorsa estate ha dato il via alla nuova avventura di Luigi Taglienti (approdato sulla scena enogastronomica nazionale con il premio come Giovane Chef dell’Anno 2009) che ha aperto il Ristorante Lume, all’interno di W37, complesso polifunzionale di MB America in zona Naviglio Grande, un tempo sede di Richard Ginori. In un ambiente curato, elegantissimo, si possono gu-

stare piatti classici rivisitati in chiave contemporanea, tutti eseguiti con prodotti naturali frutto di particolare attenzione al nostro territorio. VINO La piccola enoteca “La Cieca Pink” situata accanto al Teatro Franco Parenti, all’inizio di quest’anno ha cambiato nome e anche proprietà. Oggi è guidata da una donna impegnata a scoprire le perle di tanti piccoli produttori bio o naturali. È lei infatti a scovare da piccoli e piccolissimi produttori vini, in gran parte bio o naturali, e stuzzichini: formaggi e salumi per i taglieri, verdure, miele, olio, pane… Se il cibo arriva principalmente dalla Lombardia, il vino italiano è affiancato da produzioni francesi, spagnole e portoghesi.

BJÖRK SIDE STORE SAKEYA Poteva mancare a Milano la casa del Sakè? In via Cesare da Sesto 1 si trova questo piccolo piacevole locale dove si possono gustare molti tipi di questo inimitabile infuso giapponese, perché il sake non è un vino nè una birra. Da Sakeya ci sono oltre duecento tipi di sakè che si accompagnano con i cibi della tradizione, preparati nella cucina a vista con l’attenzione e la cura tipiche della cucina del sol levante. Fate un giro da Sakeya e potrete pensare di essere a Tokio e non a Milano.

SAKEYA 24oreNews

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IMPRESE & PRIVACY

NON SOLO DOVERI MA GRANDI OPPORTUNITÀ

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l Nuovo Regolamento Ue in materia di protezione dei dati è stato pubblicato il 4 Maggio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale Europea, ed è entrato in vigore il 24 Maggio 2016. Ciascuno dei 28 Stati membri ha l’obbligo di applicarlo senza alcuna necessità di legge di recepimento, e per due anni dall’entrata in vigore (e quindi fino al 24 maggio 2018) restano ancora valide anche le precedenti leggi sulla Privacy con relative sanzioni. Successivamente, il 13 dicembre scorso, sono stati approvati (dal Gruppo dei Garanti Ue - WP 29) e pubblicati tre documenti con indicazioni e raccomandazioni su importanti novità del Regolamento 2016/679 sulla protezione dei dati. Tra le principali linee guida, espresse dal Garante, ci soffermiamo sui seguenti argomenti: 1. il Responsabile per la Protezione dei Dati o DPO (Data Protection Officer) 2. il Censimento dei Dati 3. le Formazioni A iniziare da questo mese, cercheremo di esprimere con semplicità e chiarezza alcuni importanti aspetti della materia, e partiremo dal primo dei 3 punti. Descriveremo quindi la figura del DPO: chi è, cosa fa, quando è necessario… ma spiegheremo anche perché questa figura è importante per l’azienda, al di là degli obblighi di legge. PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI vs SICUREZZA INFORMATICA Il Nuovo Regolamento che è entrato in vigore lo scorso maggio prevede l’introduzione della figura professionale del Data Protection Officer (DPO), quale ulteriore strumento di garanzia nella

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gestione della Privacy all’interno dell’azienda. Questa figura sarà obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni e le istituzioni e per le altre organizzazioni che abbiano come attività principale il monitoraggio sistematico e/o su larga scala degli individui o trattino e processino dati personali speciali su larga scala. Studi in corso evidenziano che le imprese stentino ancora a mettere a fuoco la tematica: non sono infatti poche le società italiane che affidano l’incarico di DPO al proprio IT manager, trascurando le conoscenze giuridiche indispensabili per districarsi tra i meandri della normativa per evitare sanzioni che, con il nuovo Regolamento Europeo, potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo dei trasgressori.


IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE DEI DATI (DPO) CHI È Il DPO può essere un soggetto interno o esterno all’azienda in possesso di competenze specifiche ed esclusive sulla protezione dei dati personali e approfondite conoscenze sulla normativa che la regolamentano, con competenze sia in aree giuridiche che informatiche. Al fine di poter garantire al mercato la validità e la competenza di questa figura, è stato istituito un processo per la certificazione del DPO, sancito attraverso un severo esame volto a dimostrare ad una commissione d’esperti in materia legale ed informatica di possedere un’adeguata formazione ed esperienza professionale tracciando, di fatto, una netta linea di demarcazione tra l’attuale figura del consulente Privacy e quella del futuro DPO. COSA FA Il DPO è una figura autonoma che esegue le proprie funzioni in completa indipendenza, riferendo sul suo operato direttamente ai vertici aziendali. Questa figura esercita, su mandato dei clienti, la consulenza necessaria per progettare, verificare e mantenere un sistema organizzato di gestione dei dati personali. Ciò comprende l’adozione di un complesso di misure di sicurezza finalizzate alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio aziendale basato sui dati e sulle informazioni che soddisfino i requisiti di legge e assicurino un elevato grado di riservatezza e sicurezza. Sostanzialmente il Responsabile della Protezione dei Dati, nella visione del WP29, è la figura attorno alla quale graviterà tutta la gestione della cura e della protezione dei dati personali, sia dal punto di vista normativo che tecnico e consulenziale; una figura, insomma, di cui un’azienda strutturata difficilmente potrà evitare di dotarsi.

DPO E VANTAGGI PER L’IMPRESA Anche per le aziende che non rientrano tra quelle con l’obbligo di legge, le organizzazioni possono trovare particolarmente utile designare un DPO su base volontaria. Mettendo da parte l’aspetto normativo, di fatto il DPO è una pietra miliare e la sua nomina può facilitare la conformità normativa, e al tempo stesso, aiutare a (ri)pensare alla Privacy sotto un’ottica di benefici e vantaggi per l’impresa: come valore e bene commerciale, come reputazione e professionalità, come difesa verso responsabilità civili e penali, come tutela dell’attività aziendale, come risparmio di spesa… Sono solo alcuni buoni motivi per pensare positivamente alla Privacy in azienda: «non solo doveri ma grandi opportunità».

Andrea Monepi Amministratore Unico Monepi & Partners srl Milano - Via Fabio Filzi, 2 Telefono: +39 366 7292119 Email: info@aziendaprotetta.it 24oreNews

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HI TECH di MARIE BORDET

LG TONE STUDIO Questo diffusore senza fili indossabile è progettato per essere ‘appeso’ attorno al collo e fornire a chi lo indossa un suono surround tridimensionale quando si guarda un film o mentre si ascolta la musica. Il convertitore Hi-Fi migliora sensibilmente la qualità del suono, riproducendolo come se si fosse al cinema o al teatro. Disponibile sul mercato da questo mese, ma il prezzo non è stato ancora ufficializzato (si stima intorno ai 220-240$).

BEAM

Con questo innovativo strumento un comune portalampada diventa anche un proiettore. Basta agganciarglielo, impostare il tutto via app mobile, ed il suo hardware compatto (400 gr di peso per un diametro di 11 cm) sarà in grado di proiettare su qualsiasi parete quello che riterremo abbisogni di un display più ampio di quello di uno smartphone (ad es. una videoconferenza, un film, le previsioni meteo, delle statistiche etc). In commercio a 499€.

SLEEP NUMBER 360

Attraverso un sistema di camere ad aria, questo materasso intelligente si adatta istantaneamente alla forma del nostro corpo e modifica l’altezza di ciascuna parte del letto, alzandosi quando stiamo leggendo e abbassandosi di nuovo quando vogliamo dormire. Riconosce quando stiamo russando e alza di nuovo la parte col cuscino per farci smettere; se la temperatura scende, riscalda la parte dove sono i piedi. Riesce a misurare la qualità del sonno in base al ritmo cardiaco e della respirazione e quanto ci muoviamo o ci giriamo. In commercio dalla metà di quest’anno. 26

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QUELL Non è altro che una fascia che può essere adattata alla vita, alle gambe o ai polsi: agendo sui nervi specifici invia al cervello segnali elettrici per ridurre la percezione del dolore. Progettato per offrire sollievo a chi soffre di mal di schiena, artrite, dolore neuropatico, dolore alle gambe, ma le applicazioni mediche sono immense. Si connette via bluetooth allo smartphone mediante un’app e permette di monitorare la propria terapia del dolore e di stabilire il livello di stimolazione necessaria. Negli Stati Uniti è già venduto a 250$.

NO MORE WOOF Sviluppato da gruppo di designer svedesi, si tratta di uno speciale dispositivo da applicare attorno alla testa del cane per leggere le onde cerebrali dell’animale e tradurle in parole e pensieri umani. L’apparecchio impiega sensori EEG per monitorare le onde cerebrali dei cani. Ancora in corso di perfezionamento, per ora non è ancora in commercio. Certo, non possiamo aspettarci che questo gadget ci faccia conversare con un cane, sarà però in grado di leggere e comunicarci le emozioni base come la fatica, la fame e la felicità.


RUOTE & MOTORI

ALFA ROMEO GIULIA VELOCE Q4 A cura di LUCA MEDICI

a rinascita del biscione comincia dalla Giulia, un’auto bella, elegante, sportiva e veloce. Finalmente un’automobile italiana che potrà tenere testa alle tedesche: ha carattere da vendere, è ben fatta, ha un motore pazzesco e un design accattivante. Cominciamo dai numeri: prezzo di listino 54.500€ (optional esclusi che possono far salire il prezzo a oltre 65mila euro, ma le tedesche ci hanno abituato a questo genere di “personalizzazione” con liste optional ancora più nutrite che, fanno lievitare il prezzo delle auto in modo imbarazzante) - motore 1.995 cc turbobenzina da 280 cv - consumo omologato pari a 15,6 km/l trazione integrale Q4 - cambio automatico ZF a 8 rapporti - velocità massima rilevata 241 km/h. Insomma, queste caratteristiche parlano chiaro, siamo al cospetto di un’auto che saprà regalare ai fortunati proprietari sensazioni di guida fantastiche. La trazione integrale garantisce una maggiore versatilità di utilizzo nei mesi invernali, ma non intacca il piacere di guida che ha da subito reso questa nuova Giulia un punto di riferimento nel suo settore. Molto agile nel misto, ma sempre sicura, progressione e prestazione del motore di primo livello

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(solo la sorella, la Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio sa fare di meglio, ma stiamo parlando di un’auto ad alte prestazioni da 510 cv) sono le caratteristiche che rendono orgoglioso qualsiasi alfista. La guidabilità è sempre coinvolgente e la trazione Q4 offre una sicurezza elevata. Mancano degli optional importanti per un’auto di questa categoria (come i fari a LED e un sistema multimediale ancora da perfezionare nella parte online, ma sono dettagli che sicuramente saranno aggiornati a breve), ma va detto che c’è tutto il necessario. Le finiture sono curate, anche nei dettagli e il design interno è appagante. Materiali morbidi bene assemblati diffondono la sensazione di una cura rara nella produzione odierna

italiana e normalmente relegata ad auto di rango superiore. I sedili sportivi, specifici per la Veloce, sono ben fatti e belli da vedere. Il rivestimento in pelle traforata e le cuciture a vista sono di ottima fattura come anche il rivestimento gommato delle manopole del climatizzatore. Insomma, questa Veloce ha nel suo dna tutte le caratteristiche di una vera Alfa Romeo, un’auto che saprà imporsi e, senza dubbio, saprà dettare legge nella sua categoria. I numeri degli ordini stanno già decretando il successo di questo modello che, insieme alle sue sorelle diesel (150, 180 e 210 cv) e benzina (200, 280 e 510 cv), formano un listino davvero completo dove scegliere il modello giusto è davvero facile. 24oreNews

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VIAGGI

NEL CUORE DEL MADAGASCAR Lago Bohinj

VIAGGI DA VIVERE IN 4X4 A cura di ELENA FOSSATI

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n viaggio in Madagascar è senza dubbio un’esperienza indimenticabile e marzo è il mese ideale per una vacanza in questo Paese: l’estate non è ancora terminata, le campagne e le foreste sono ancora del tutto verdi e con una flora e fauna in pieno splendore. Il Madagascar offre agli appassionati dei viaggi infinite possibilità. Molti parchi naturali possono essere raggiunti solo con i mezzi opportuni e quindi sono molto meno affollati, offrendo la possibilità di immergersi completamente nella natura. Un viaggio in fuoristrada è il modo più completo ed entusiasmante per esplorare e scoprire un Paese: questa nostra “avventura” ci condurrà dalla capitale Antananarivo a Toliara, lungo la statale RN7, passando attraverso cittadine e villaggi come Antsirabe, Ambalavao, Ranohira e visitando il Parco Nazionale di Ranomafana e quello dell’Isalo. Trascorreremo almeno una giornata in ogni tappa. Antananarivo. Iniziamo il nostro viaggio nella capitale del Madagascar che ospita, lungo la stretta crosta rocciosa, oltre 2 milioni di abi-

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tanti in un armonico connubio tra tradizione e modernità. Caotica ma con un fascino unico, è la sola città in cui si concentrano edifici, stele, cattedrali, chiese che rappresentano la storia del Madagascar. Il “pousse pousse”, un tipico carrettino locale è il mezzo ideale per spostarsi nella città in maniera veloce. Antsirabe. Lasciamo la capitale e tra colline e risiere, arriviamo nella città termale di Antsirabe abitata dalla tribù Merina, una popolazione di origine indonesiana dedita alla coltivazione del riso su terrazzamenti che cingono tutte le montagne circostanti. Questa bella cittadina, considerata la città del sale grazie alle diverse sorgenti di acqua minerale e termale, è il centro più importante per il commercio di pietre semipreziose e minerali. Ol-


Fianarantsoa Antananarivo

tre a visitare i laghi vulcanici che circondano la città, è suggestivo veder lavorare gli artigiani locali come tagliatori di pietre, artigiani delle corna di zebù e, ricamatrici. Ambositra. Verso sud il paesaggio diventa ancora più montagnoso, panoramico e maestoso mano a mano che entriamo nel territorio di un’altra popolazione, i betsileo, i più capaci costruttori di terrazzamenti in Madagascar. Qui rimaniamo ammirati dalla maestria degli artigiani impegnati nella lavorazione di legni preziosi come quelli di ebano, di palissandro e di rosa. Ranomafana. Ci addentriamo nel parco di Ranomafana, un piccolo villaggio ai margini del parco nazionale che si estende su 410 chilometri quadrati di colline coperte da foresta pluviale. Qui vivono 29 specie di mammiferi tra cui 12 di lemuri, un centinaio di specie di uccelli, rettili e farfalle. La flora è altrettanto interessante con le sue varietà di felci, palme, orchidee, piante medicinali e carnivore e macchie di bambù giganti. Toliara

Antsirabe Ambositra Ranomafana Ambalavao

Fianarantsoa

Ranohira Toliara

Fianarantsoa. Proseguiamo verso Fianarantsoa, ovvero “là dove si apprende il bene”, situata nel cuore della regione più intensamente coltivata del Paese, centro accademico e intellettuale del Madagascar. Qui visitiamo i pittoreschi villaggi, i vigneti dei Betsileo - etnia dalle origini marcatamente africane il cui nome significa “i molti invincibili” - e le variopinte tombe che testimoniano il “culto degli antenati”. La capitale della regione Betsileo ci apre le porte con la sua grande storia e le sue tradizioni. Ambalavao. Iniziamo la discesa dall’altipiano centrale. Un’ampia valle ospita la città di Ambalavao, nota per la produzione di piccole opere artistiche utilizzando la carta prodotta a partire dalla corteccia di un albero localmente conosciuto come “Avoha”, ma anche per la presenza degli unici vigneti del Madagascar. È possibile visitare una piccola azienda agricola che offre anche la possibilità di assaggiarli. Merita una visita il bellissimo parco di Anja, piccola Riserva protetta dal WWF dove si possono osservare i lemuri, la flora e alcune tombe tradizionali. Ranohira. Allontanandoci da Ambalavao il paesaggio ha un nuovo

brusco cambiamento diventando una prateria brulla e piatta, in cui gli enormi spazi dominano lo spirito del viaggiatore. Arriviamo a Ranohira, in prossimità del Parco Nazionale dell’Isalo, nel cuore di una regione arida. Questa torturata formazione di arenaria giurassica ospita forme di piccolo Gran Canyon del Madagascar, dalla lussureggiante vegetazione. Incastrate nelle vallette splendide piscine naturali e cascate in cui si potrà fare il bagno, piscine naturali e i sepolcri reali dell’etnia Bara. L’incontro fra il west Americano e il giardino dell’Eden. Toliara. Dopo una visita alla più grande miniera di zaffiri al mondo, a Ilakaka, raggiungiamo finalmente Toliara, la più importante città della costa sud. È chiamata localmente la città del sole, perché gode di un clima secco e soleggiato, spesso ventilato, per tutto l’anno. Concludiamo il nostro viaggio con tre giorni di soggiorno al mare con la possibilità o di un relax totale su una spiaggia bianchissima e disabitata o anche di numerose escursioni e attività libere (snorkeling, immersioni, visita della foresta dei baobab, kitesurf…). Arrivederci alla prossima avventura! Ambalavao


CARTELLONE CONCERTI

MARZO

BENJI & FEDE Sabato 4 - Mediolanum Forum (ore 20:05) I due giovani musicisti si sono conosciuti via internet nel dicembre 2010 e in seguito hanno deciso di formare il duo Benji & Fede. Nell’estate 2015 la loro popolarità è cresciuta grazie al singolo ‘Tutta d’un fiato’ e all’esibizione alla 2a edizione del Coca-Cola Summer Festival. DANIEL ZAMIR Domenica 5 - Teatro Manzoni (ore 11:00) Una spiritualità affine imbeve di sé la travolgente musicalità dell’artista, fenomenale virtuoso del sassofono soprano che esprime la passionalità estatica e spirituale di talune correnti dell’ortodossia ebraica più esoterica. Chiude la stagione di “Aperitivo in concerto”. RON Lunedì 6 - Teatro Degli Arcimboldi Rosalino Cellamare inizia la sua carriera nel 1970 a Sanremo grazie a «Pa’ diglielo a Ma’»: quest’anno è tornato sul palco del Festival della Canzone italiana con un brano di grande intensità emotiva e spessore dal titolo «L’Ottava Meraviglia». MODÀ Lunedì 6, Martedì 7, Venerdì 10 - Mediolanum Forum Dopo il grande successo dei 90mila spettatori negli eventi di San Siro e delle date invernali nei palasport, riprende a marzo la seconda parte del nuovo tour della band guidata da Kekko Silvestre tornata a suonare nei palazzetti di tutta Italia. 30

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MARIO BIONDI Mercoledì 8 e Giovedì 9 - Teatro Degli Arcimboldi A partire dal 6 marzo l’artista dalla voce calda, profonda e sensuale si esibirà nei teatri di tutta Italia con l’imperdibile ‘Best Of Soul – Tour’, la tournée che segue l’uscita della raccolta “Best Of Soul”, con cui l’artista festeggia i 10 anni dal celebre disco d’esordio “Handful of Soul”. LIGABUE Lunedì 13 e Martedì 14 - Mediolanum Forum Partito dopo la pubblicazione di “Made In Italy”, undicesimo disco di inediti e ventesimo album della sua carriera, prosegue il tour di Luciano Ligabue nei palasport di tutta Italia ove esibisce live i brani contenuti nel disco, oltre ai suoi grandi successi. EMIS KILLA Lunedì 20 - Alcatraz Nel 2011, dopo l’uscita di “The flow cocker vol.1”, il giovane firma un contratto discografico con la Carosello Records ma fu l’anno successivo, il 2012, a consacrarlo come la grande rivelazione del rap italiano. A marzo presenterà live i brani del nuovo disco. CARMEN CONSOLI Da Lunedì 20 a Mercoledì 22, Venerdì 24 – Teatro dal Verme Nei teatri d’Italia dal mese scorso, «Eco di sirene» è l’evoluzione di uno dei progetti più amati ed originali di Carmen - «L’anello mancante (2008)», che ha registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli USA. È accompagnata sul palco da un violino e un violoncello.


ORE 21.00

BAUSTELLE Lunedì 20 - Teatro Degli Arcimboldi “L’amore e la violenza” è il titolo del nuovo album del gruppo nato a Montepulciano (SI) nel 1996. Per Rachele Bastreghi, Francesco Bianconi e Claudio Brasini si tratta della settima fatica discografica, 12 inediti. Il lungo tour farà tappa a Milano anche il 4 aprile. SERGIO CAPUTO E FRANCESCO BACCINI Giovedì 23 - Alcatraz Anticonformisti, antidivi, disallineati, imprevedibili, hanno entrambi iniziato le loro carriere negli anni ‘80, ma le loro strade si sono incrociate solo pochi mesi fa, quando è nato un sodalizio umano e artistico che li portati ad un nuovo album con brani inediti e a iniziare un tour insieme. STING Giovedì 23 - Fabrique (ore 20:00) “57th & 9th” (12° album) uscito l’11 novembre scorso, rappresenta la varietà dello stile musicale di Sting ed è il suo primo progetto rock/pop in oltre un decennio. Nel nuovo tour sarà accompagnato da Josh Freese (batteria) e le chitarre di Dominic Miller e Ruful Miller. GIORGIA Venerdì 24 - Mediolanum Forum Partirà il 19 marzo da Mantova il nuovo attesissimo ‘Oronero Tour’ live, con cui la brava cantautrice porterà il suo ultimo lavoro discografico (il decimo album di inediti) nei principali palazzi dello sport di numerose città, su e giù per la penisola. AL BANO CARRISI Sabato 25 - Teatro Galleria di Legnano Il grande artista proporrà i grandi successi musicali che lo hanno reso un’icona indiscussa della musica italiana. Non mancheranno le canzoni che hanno fatto ballare, innamorare, sognare diverse generazioni, da “Nel sole” (1967) ai brani in coppia con Romina Power.

ARISA Lunedì 27 - Teatro Linearciak Con la straordinaria voce live Arisa esibirà il suo ultimo lavoro “Guardando il cielo” - 10 intensi brani a cui è particolarmente legata per il lavoro fatto sui testi e sulla composizione musicale - oltre ai suoi brani più celebri e amati riarrangiati con stili musicali diversi. IN FLAMES Lunedì 27 - Teatro Dal Verme È uno dei gruppi metal più influenti, nato nel 1990, che ha contribuito alla nascita, la crescita e lo sviluppo del death metal melodico svedese. La band arriverà in Italia con un unico appuntamento live per presentare il nuovo album “Battles”. Uno show molto intimo e speciale. LOREENA MCKENNITT Martedì 28 - Teatro della Luna Spaziando tra il sound celtico eclettico, il pop, il folk e la world music, la musica della polistrumentista canadese narra storie che l’hanno ispirata durante i suoi viaggi esotici alla ricerca delle tradizioni celtiche, dalla Cina alla Mongolia, fino alla Turchia e all’Irlanda. MACY GRAY Mercoledì 29 - Alcatraz “Stripped”, album uscito lo scorso 9 settembre per Chesky Records, segna il grande ritorno dell’artista in una veste più jazz e fusion. Voce internazionale dell’urban soul, dopo 6 anni di attesa, arriva nei più importanti club italiani. LITFIBA Venerdì 31 - Mediolanum Forum La band porterà sul palco i suoi più grandi successi e i graffianti brani dell’ultimo disco “Eutòpia”: in cui Piero Pelù e Ghigo Renzulli, in puro stile Litfiba, trattano diversi temi, dall’inquinamento all’estremismo religioso, alle vittime della ‘Ndrangheta, ai nuovi media. 24oreNews

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CARTELLONE TEATRI GUARDIA DEL CORPO 1 Marzo - 4 Aprile 2017: Teatro Nazionale CheBanca! Finalmente in Italia l’adattamento del film ‘Guardia Del Corpo’ del ‘92 con Kevin Costner e Whitney Houston. Il musical ha ottenuto un enorme successo in Germania, Olanda e Inghilterra, sarà prossimamente a Broadway e vanta una colonna sonora pazzesca: da ‘I Will Always Love You’ a ‘I Wanna Dance With Somebody’, ‘I Have Nothing’, ‘One Moment In Time’, ‘Queen Of The Night’, ‘Run To You’, ‘I’m Every Woman’, ‘Jesus Loves Me e tante altre’.

UN AMERICANO A PARIGI - TRIBUTO A GERSHWIN 14-19 Marzo 2017: Teatro Nuovo Liberamente ispirata all’omonimo film (“An American in Paris”, 1951, con Gene Kelly) di Vincent Minnelli (grande regista del cinema classico nonchè padre dell’iconica Liza Minnelli), è la celebre opera sinfonica del compositore americano George Gershwin ed è frutto dell’esperienza che l’artista visse nella capitale francese alla fine della prima guerra mondiale. Il musical nella stagione teatrale 2000/2001 è stato campione d’incassi grazie all’ottimo cast e a Christian De Sica.

NOTRE DAME DE PARIS 2-12 Marzo 2017: Teatro LinearCiak A quattro anni dal trionfale debutto al Palais des Congrès di Parigi nel settembre 1998, David Zard produceva la versione italiana e nel marzo 2002, al Gran Teatro di Roma, costruito per l’occasione, si teneva la “prima” di quello che sarebbe stato il musical dei record. La firma inconfondibile è di Riccardo Cocciante per le musiche, con le parole di Luc Plamondon: un’emozione incredibile che, finora, ha “contagiato” oltre tre milioni di persone in ogni parte del mondo.

LA SCALA 16 Marzo - 2 Aprile 2017: Teatro Martinitt Una disputa a sei dal ritmo serratissimo che si consuma durante un cocktail organizzato per inaugurare la nuova abitazione di Mirko e Miriam: fiore all’occhiello della ristrutturazione, una scala che collega il seminterrato col marciapiede, ideata per evitare di entrare ed uscire passando per il cortile. Sulle prime tutto sembra filare liscio, ma presto scheletri nell’armadio, antichi rancori e antipatie inopinate prenderanno il sopravvento con irrefrenabili colpi di scena. Una commedia aspra ed esilarante che mette a nudo ciò che siamo tutti: doppi e tripli, anche se sinceri.

ALLA FACCIA VOSTRA!! 2-19 Marzo 2017: Teatro Manzoni Un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione e di continui colpi di scena. Intrighi, sotterfugi, equivoci, ipocrisia, per una vicenda che mette a nudo la parte più meschina e cinica dell’animo umano. Una corsa al denaro, per accaparrarsi l’eredità di uno scrittore defunto, che dovrebbe scandalizzare, ma che invece cattura lo spettatore, coinvolgendolo in un vortice di comicità e regalandogli due ore di divertimento e risate.

NON TI PAGO 21 Marzo - 2 Aprile 2017: Piccolo Teatro Strehler Una commedia tra le più brillanti del repertorio eduardiano. Il protagonista Ferdinando Quagliolo, è personaggio ambiguo e surreale, che vive tra sogno e realtà: gestore di un botteghino del lotto a Napoli è un accanito giocatore eccezionalmente sfortunato. Al contrario un suo impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite e addirittura un giorno gli capita di vincere una ricca quaterna di 4 milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro.

TEATRO MARTINITT Via Pitteri 58 Orari: gio-sab 21:00; dom 18:00 TEATRO LINEARCIAK Viale Puglie, 26 Orari: mar-sab 21:00; dom 16:00 TEATRO MANZONI Via Alessandro Manzoni, 42 Orari: mar-sab 21:00; dom 15:30 TEATRO NAZIONALE CHEBANCA! Via Giordano Rota, 1 Orari: mar-sab 21:00; dom 15:30 TEATRO NUOVO Corso Matteotti, 20 Orari: mar-sab 21:00; dom 15:30 PICCOLO TEATRO STREHLER Largo Antonio Greppi Orari: mar, gio, sab 19:30; mer, ven 20:30; dom 16:00

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24oreNews


MARZO

CARTELLONE MOSTRE KANDINSKIJ, CAVALIERE ERRANTE Mudec Via Tortona 56 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 Una mostra assolutamente inedita, ricca di 53 opere e di 85 tra icone, stampe popolari e oggetti d’arte decorativa, per raccontare il primo e più felice periodo dell’artista russo Vasilij Kandinskij. L’esposizione, che cade nell’anno del centenario della Rivoluzione russa, rivela il periodo della formazione dell’immaginario visivo dell’artista, profondamente radicato nella tradizione russa, e il suo percorso verso l’astrazione, dall’ultimo ‘800 fino al 1921, quando si trasferì in Germania per non fare più ritorno in patria. Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 Ore Cultura Gruppo 24 Ore, che ne è anche il produttore, la mostra è curata da Silvia Burini e Ada Masoero. Dal 15 marzo al 9 luglio 2017 SANTIAGO SIERRA. MEA CULPA PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) Via Palestro 14 Orari: mer-ven-sab-dom 09.30-19.30; mar-gio 09.30-22.30 Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano inaugura la primavera con la prima mostra antologica italiana dell’artista spagnolo Santiago Sierra, classe 1966. Oggetto del suo lavoro è la violenza strutturale imposta dal sistema politico ed economico, violenza che si fa di tutto per ignorare e che Sierra invece mette sotto la lente di ingrandimento. La mostra, composta di installazioni video e fotografie, a cura di Diego Sileo e Lutz Henke, è un attacco feroce all’ingiusta distribuzione della ricchezza e alle condizioni di lavoro disumane della nostra società, ma anche e soprattutto una critica all’immagine positiva del lavoro in essa dominante. Dal 29 marzo al 4 giugno 2017 KEITH HARING. ABOUT ART Palazzo Reale Via Marconi 1 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 110 opere raccontano il genio profondo e complesso di uno degli artisti più importanti della seconda metà del ‘900, mettendo in luce il suo rapporto con la storia dell’arte. All’interno del percorso espositivo, i lavori di Haring vengono posti in dialogo con le sue fonti di ispirazione, dall’archeologia classica, alle arti precolombiane, alle figure archetipe delle religioni, alle maschere del Pacifico, alle creazioni dei nativi americani, fino a arrivare ai maestri del ‘900, quali Pollock, Dubuffet, Klee. L’esposizione, curata da Gianni Mercurio, ruota attorno a un nuovo assunto critico: la lettura retrospettiva dell’opera di Haring non è corretta se non è vista anche alla luce della storia delle arti che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro, assimilandola fino a integrarla esplicitamente nei suoi dipinti e costruendo in questo modo la parte più significativa della sua ricerca estetica. Sino al 18 giugno 2017 GIOVANNI CERRI: SPES CONTRA SPEM Spazio Bigli Via Bigli 11/A Orari: lun-mar-mer-gio-ven 11.00-18.00 Un’opera unica in 12 quadri/capitoli. L’ultima mostra di Cerri è incentrata sul tema delle periferie del mondo, toccando diverse problematiche sociali: i migranti e i profughi, i nuovi “muri” e i fili spinati che chiudono i confini, le emarginazioni e le “fughe”, la disgregazione, il disagio e la precarietà, la crisi di un mondo occidentale che sembra non avere risposte alle istanze più urgenti. Il titolo della mostra richiama la citazione dalla Lettera ai Romani (4,18) di Paolo di Tarso e sottintende il richiamo alla speranza, a una salvezza, attraverso il raggiungimento di una “terra promessa”, il 24 marzo, in occasione della chiusura della mostra, dalle ore 18, evento a favore di CBM Italia Onlus. In palio l’opera “Blink” donata dall’artista a favore dell’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità nei Paesi del Sud del mondo. Dal 20 al 24 marzo 2017 24oreNews

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ERBARIO MAGICO

LA MALVA OMNIMORBIA A cura di GABRIELLA FIUMANI DE SIMONE

I

l nome della malva che anticamente era anche STORIA, MITI E LEGGENDE chiamata “Omnimorbia” (cura per tutti i mali) I filosofi della scuola pitagorica la ritenevano una viene fatto derivare dal latino mollire - ammor- pianta sacra, tipicamente solare, emblema di sagbidire - e testimonierebbe di come, fin dall’an- gezza e punto d’incontro tra il mondo celeste e queltichità, se ne conoscesse ed apprezzasse la spic- lo terreno. Per queste ragioni, si astenevano dal cata virtù emolliente. Essa si usa sia internamente che consumarla come verdura, convinti che questa scelesternamente in tutti i casi di irritazione ed infiamma- ta avrebbe potuto agevolare il loro processo di lizione: le foglie e i fiori sono ricchi di mucillagini ed berazione dal ciclo delle rinascite (credevano alla agiscono, infatti, da lenitivi e calteoria della reincarnazione). Era manti. Oltre a ciò, questa pianta è abitudine sotterrare rami di malva DECOTTO uno dei rimedi più efficaci e sicuri ANTINFIAMMATORIO in prossimità delle stalle, con l’incontro la costipazione soprattutto netento di proteggere il bestiame da gli anziani e nei bambini assumenincantesimi e malefici. Un potente done una bella tazza di infusione pritalismano da tenere a contatto del ma di coricarsi ed eventualmente corpo era costituito da un pezzo di un’altra durante la giornata. Anche radice essiccata, avvolta in un panper l’uso cosmetico, la presenza delle no di colore scuro. Nel Medioevo sue mucillagini la rendono una soun test molto in auge per verificare stanza rinfrescante ed addolcente, la fertilità femminile consisteva nelutile in tutti i casi di pelli particol’innaffiare una pianta di malva con larmente arrossabili, fragili e sensil’urina di una donna. Se dopo tre bili alle intemperie o ai raggi solari. giorni la pianta appariva piena di Proprio per le sue qualità “ammorvitalità, il responso era favorevole, bidenti” viene usata con successo In un litro d’acqua bollire 4-5 minuti al contrario, l’appassimento decrecome antinfiammatorio generale 5 cucchiai della miscela composta da: tava la sterilità della donna. Nel lindell’organismo, bechica, emolliente, • Malva foglie 30 gr guaggio dei fiori, la malva simbo• Altea radice 30gr lenitiva. Può trovar impiego anche leggia l’amore materno e la man• Angelica 10gr nei casi di colon irritabile, acidità • Calendula fiori 10gr suetudine. gastrica, infiammazioni del tratto ga- • Finocchio semi 10gr strointestinale, stipsi, infiammazione Lasciare in infusione 10-15 minuti, poi Erboristeria Officinale Mediolanum delle vie respiratorie, tracheite, tosse filtrare e, se si desidera, dolcificare Via A. Volta 7 - 20121 Milano con miele o zucchero. stizzosa, irritazioni della bocca. www.erboristeriamediolanum.it 24oreNews

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I RIMEDI DELL’OMEOPATIA 36

24oreNews

Angela Minutillo Bertanza Specialista in Pediatria Omeopata Unicista angela.minutillo@fastwebnet.it

DESIDERIO DI MATERNITÀ ono tornata a scrivere per voi questo mese perché ho veramente un bel caso da raccontarvi. Si tratta di Monica, una ragazza che fa parte di un gruppo di amiche e colleghe di lavoro di cui già tre sono fra i miei pazienti. Nella mia professione come nella maggior parte dei casi e delle circostanze il parere favorevole di un utente dello stesso servizio o un professionista è una garanzia di affidabilità, di serietà. Questa paziente che sapeva ben poco di omeopatia, come la maggior parte delle persone che si fidano molto della serietà ed affidabilità dei medici da consultare piuttosto che della loro competenza, aveva molte aspettative. Ha superato la trentina da qualche anno e ha un gran desiderio e una certa urgenza di avere un bambino. Il suo partner condivideva questa sua aspettativa solo da poco tempo e lei era ben felice di poter finalmente e attivamente dedicarsi ad ottenere quello che più desiderava. Il suo rimedio è “Gelsemium Sempervirens” che si ottiene dall’omonima pianta che vive soprattutto in Messico. Nei giorni scorsi, durante il weekend ho ricevuto una telefonata da Monica: «Sto per diventare mamma!», ha entusiasticamente urlato, comunicandomi che aveva appena fatto il test di gravidanza e che questo era risultato positivo. Gelsemium Sempervirens è un rimedio omeopatico usato negli stati d’ansia senza una definizione ben precisa. La mia paziente già precedentemente aveva avuto una neurite ottica che è già una manifestazione morbosa abbastanza insolita ed è stata curata con successo con un lungo periodo di cortisone. Il suo fidanzato non aveva aderito al suo desiderio di avere un bambino perché questa aspettativa non era da lui condivisa. Anche se apparentemente pareva che avesse preso

S

molto bene questa non condivisione, in realtà lei mi ha detto che ci era rimasta molto male. Monica dà l’impressione di essere una persona molto ragionevole ma in realtà la sua neurite ottica, di cui nessuno sapeva spiegarsi la causa, potrebbe essere un sintomo legato proprio a questa difformità. Potrete leggere il vademecum e i miei articoli di Omeopatia Unicista navigando nella categoria Omeopatia della sezione “Salute & Benessere” del portale www.24orenews.it.


COME STAI? Dr. Paolo Mariconti Specialista in Anestesia e Farmacologia Esperto in Medicina del Dolore guarireildolore@gmail.com

“IL PUNTASPILLI UMANO” E IL GUARDIANO DEL DOLORE

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l dolore acuto è il segnale d’allarme lanciato dal nostro organismo quando ci troviamo in una situazione che mette in pericolo la nostra incolumità. Il corpo raccoglie il messaggio doloroso grazie ad una rete di recettori nervosi disseminati nell’organismo, ci avvisa che stiamo rischiando un danno e ci spinge a trovare subito una soluzione. Spesso il dolore è il primo segnale che porta il paziente dal medico, la sola ragione per cui si richiede una cura. In questi casi è temporaneo e la sua scomparsa è certa una volta risolta la causa. Purtroppo esistono persone che non sono protette perché non possono percepire dolore a causa di una patologia chiamata analgesia congenita, dovuta a problemi legati allo sviluppo di particolari circuiti nel sistema nervoso. Già durante la prima infanzia si scoprono le sue terribili conseguenze: i piccoli pazienti sono assolutamente indifferenti ai traumi e a patologie di interesse medico o chirurgico, richiedendo attenzioni sempre maggiori. In questi casi, lesioni anche modeste o malattie facilmente curabili diventano incredibilmente gravi perché trascurate. L’analgesia congenita indubbiamente è un fenomeno che sorprende. Sebbene esistano numerose descrizioni di individui insensibili al dolore fin dalla nascita, “Il Puntaspilli Umano” è stato il primo caso ad attirare l’attenzione dei medici. Nel 1932 presso la Società Neurologica di New York si impone prepotentemente all’attenzione la storia di un uomo che non prova dolore. Cinquant’anni, originario di Praga e cresciuto negli Stati Uniti, E. G.

Gibson conduce una vita tranquilla. Ma l’elenco degli incidenti nella sua vita a partire dai sette anni di età è lunghissimo, e annovera gravi ferite e lacerazioni, fratture e ustioni, mai accompagnate da dolore. Un giorno alcuni colleghi sono testimoni dell’indifferenza con cui reagisce ad una ferita causata da un grosso chiodo che gli perfora un dito, e lo incitano a tradurre questa sua caratteristica in una fonte di guadagno. Inizia quindi ad esibirsi in pubblico come “Puntaspilli Umano”, diventando la principale attrazione in uno spettacolo teatrale. Negli ultimi tempi casi simili sono stati l’insolito soggetto di telefilm a carattere medico, nei romanzi è il superpotere che tutti i cattivi vorrebbero avere. Stieg Larsson, nel suo “La ragazza che giocava con il fuoco”, ne parla attraverso il personaggio del ‘gigante’ Ronald Niedermann, aspirante boxeur insensibile al dolore, in realtà feroce assassino. A sinistra: Mirin Dajo: il “Puntaspilli umano”

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IL SESSUOLOGO DICEMBRE

Dr. Roberto Bernorio Specialista in ginecologia Psicoterapeuta Sessuologo clinico www.robertobernorio.it

Dopo la nascita di un figlio il sesso entra facilmente in crisi. Questa fase mette a dura prova la coppia, con non pochi momenti di conflittualità e insoddisfazione. Tuttavia è assolutamente possibile tornare ad avere una vita sessuale equilibrata.

A.I.S.P.A. Milano, Via Marostica, 35 Info: www.aispa.it 38

24oreNews

Buongiorno dottore, le scrivo per esporle un problema che mi sta mettendo in crisi. Ho 32 anni, una moglie mia coetanea, e una relazione che dura da 11 anni coronata sei mesi fa dalla nascita di un bellissimo bimbo. Purtroppo però da allora mia moglie si è totalmente raffreddata dal punto di vista sessuale. Ha scarso desiderio e quei pochi rapporti che ci sono li vive con assoluta passività. Sto cominciando a perdere la pazienza e i nostri litigi sono sempre più frequenti. Non vedo vie d’uscita. Cosa mi consiglia? Il desiderio sessuale subisce spesso delle significative inibizioni nel periodo che segue la nascita di un figlio. I motivi sono numerosi e complessi. Durante il periodo di allattamento esiste una componente biologica molto importante legata all’aumentata produzione da parte dell’ipofisi della prolattina. Questo or-

mone che stimola la produzione di latte nelle mammelle, parallelamente svolge la funzione di evitare l’inizio di una nuova gravidanza in un momento in cui l’organismo della donna è particolarmente ‘provato’ dal punto di vista metabolico. Per ottenere ciò, la prolattina diminuisce a livello delle strutture cerebrali il desiderio sessuale e riduce a livello ovarico la maturazione di cellule uovo fecondabili con la conseguente scomparsa del ciclo mestruale. Il disinteresse verso la sessualità trova inoltre a livello psicologico una causa nel cambio di ruolo da ‘donna amante’ a ‘donna madre’. Queste due identità entrano tra loro in conflitto subito dopo il parto e necessitano di tempo per potersi integrare con armonia. A tutto questo bisogna aggiungere il sovraccarico di fatica che la neomamma si trova a dover gestire per accudire un bimbo da lei totalmente dipendente, con tensioni legate al riconoscimento dei suoi bisogni che spesso sfociano in alterazioni del ritmo sonnoveglia. Quanto sta accadendo a tua moglie è in definitiva qualcosa di prevedibile. L’esperienza clinica insegna che dopo circa un anno dalla nascita di un bimbo la maggior parte delle coppie ricomincia a carburare dal punto di vista sessuale. Ti consiglio quindi di prolungare la tua pazienza e di condividere le reciproche preoccupazioni e difficoltà con la tua compagna, senza pretendere che sia ciò che in questo momento non riesce ad essere. Mettersi nei panni dell’altro è un saggio esercizio per aumentare la complicità necessaria a superare le insidiose crisi di coppia.


Anno 4 - Marzo 2017

Sacra San Michele - TO -

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

Ernst Knam

IL CIOCCOLATO NELLE VENE

Scopri l’Italia

PIEMONTE IN GIRO PER ABBAZIE

[ STILE

ITALIANO

]

CI VEDIAMO IN RINASCENTE


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Marzo 2017

indice [ PERSONAGGIO] 6

Intervista a Ernst Knam

9

Piemonte: da Torino al Lago Maggiore

[ SCOPRI L’ITALIA]

10 Le vie del pellegrinaggio in Piemonte: dal Medioevo ai giorni nostri 13 Savona e dintorni

14 Girovagando in Trentino

[ STILE ITALIANO]

15 Ci vediamo in Rinascente!

[ GOURMET]

17 Marco Perez, un anticorformista in cucina

[ SALUTE E BENESSERE]

18 In sovrappeso da piccolo! Come sarò da grande?

19 Un nuovo modo per parlare di alimentazione ai protagonisti di domani

[ LIBRI]

20 Marco Weiss: “I Calabroni”

21 Le nostre recensioni

[ AGENDA ITALIA]

32 Una “scappatella” fuori città Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Ranuccio Bastoni Elena Fossati Francesco Garosci marzo 2017

14 Carlo Kauffmann Luca Medici Sandro Nobili Alessia Placchi Valerio Consonni Media Partner

Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati – MC)

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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[ editor iale ]

Care Lettrici e Cari Lettori,

questo mese nel cuore della

sono molto lieta che questo nuovo

Valpolicella, nell’alta cucina di

numero della rivista si apra con

Amistà 33, dove lo chef Marco Perez

l’intervista a Ernst Knam, noto

esprime ogni giorno la sua grande

personaggio della cucina

creatività. Poi, nelle nostre consuete

internazionale, che ha lavorato in vari

pagine di salute e benessere, vi

ristoranti stellati in Europa prima di

parleremo di Educazione Alimentare

venire in Italia e collaborare con il

nella Scuola, utile alla prevenzione di

grande Gualtiero Marchesi. La sua

sovrappeso e obesità, prima di

grande passione è sempre stata la

presentarvi le prossime novità

pasticceria che oggi lo ha portato ad

editoriali e alcuni interessanti

essere considerato uno dei migliori

appuntamenti.

maître chocolatier del mondo. In

Sperando di stimolare il vostro sempre

questo numero il territorio che vi

più crescente interesse per la nostra

proponiamo si trova in Piemonte. Vi

rivista “italiadagustare”, vi guideremo

dedichiamo un particolare percorso che

alla scoperta di luoghi ameni e poco

si snoda fra diverse abbazie che vi

noti ma ricchi di storia e tradizioni

consigliamo di andare a visitare per

che ci vengono offerte dal nostro

scoprire meraviglie architettoniche

meraviglioso territorio italiano. Per

provando forti emozioni. Una visita

concludere, vi assicuriamo anche

speciale sarà riservata a Torino, una

originali interviste con noti personaggi

città che da sola merita un weekend.

italiani che possono rappresentare e

Ma il Piemonte non sarà la sola

promuovere nel mondo il nostro

regione presente! Infatti troverete

patrimonio artistico, culturale ed

anche notizie dal Trentino Alto Adige,

enogastronomico.

dall’entroterra ligure e non solo. Il

Grazie e Buona lettura !

nostro “ritratto gourmet” entrerà marzo 2017

Evelina Flachi

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[ per s onaggio ]

«IL CIOCCOLATO MI SCORRE NELLE VENE»

ERNST KNAM

T

Tedesco di nascita (classe 1963) ma milanese d’adozione, Ernst Knam per anni gira il mondo attraversando le cucine dei più prestigiosi ristoranti a livello internazionale finché, giunto in Italia, entra nella cucina di Gualtiero Marchesi come Maestro Pasticcere, ultima fase del suo percorso di formazione prima di avviare l’attività imprenditoriale. Nel 1992, dopo tre anni con Marchesi, le Maître

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Intervista a cura di Dario Bordet Chocolatier inizia la sua nuova avventura aprendo a Milano, in via Anfossi 10, la ormai storica Pasticceria l’Antica di Ernst Knam, che da allora si distingue per creatività, ricercatezza e abbinamenti fuori dal comune. Ernst ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e dal 2012 è entrato a far parte della famiglia di Discovery Italia, come protagonista dei programmi Real Time “Il Re

del Cioccolato” e “Bake Off Italia”, diventando un noto e amato personaggio televisivo. Lo abbiamo intervistato un paio di settimane fa al Salon du Chocolat, dove abbiamo potuto ammirare la scultura in cioccolato da lui realizzata in esclusiva per la manifestazione, lavorata e cesellata a mano in ogni dettaglio, che riprende uno dei più famosi masterpiece dell’arte classica. marzo 2017


ALLA CORTE DEL RE DEL CIOCCOLATO

Da dove nasce questa sua passione?

Io penso che a tutti i bambini piace mangiare il cioccolato. Mi scorre nelle vene ed è la mia costante fonte d’ispirazione. Dico sempre: «sono caduto da piccolo in un pozzo di cioccolato!».

La sua partecipazione è tra le grandi novità del Salon du Chocolat 2017

prime, e il risultato si vede.

È a Milano da tanti anni, come si trova in questa città?

L’anno scorso ero venuto alla prima edizione milanese per guardare cosa succedeva, e mi era piaciuta. Così quest’anno mi sono detto «devo esserci, perché siamo molto presenti a Milano con il nostro negozio in via Anfossi, tutti ci conoscono, e mi sembra giusto avere anche qui uno stand importante, da animare per coinvolgere il pubblico».

Ormai dopo 28 anni, di cui 3 da Marchesi e 25 anni di negozio, ho vissuto più di metà della mia vita a Milano e posso quindi dire che sono per metà milanese. Anche se le mie radici sono tedesche e ho il passaporto tedesco, penso in italiano. Quando vado a casa mia sul lago di Costanza, dopo 2 giorni non vedo l’ora di tornare a casa a Milano. Poi però, quando l’Italia gioca contro la Germania … tifo per la Germania!

Ho aperto la mia pasticceria - a Pasqua saranno 25 anni - senza caffè, senza mignon e senza brioche perché inizio alle 10 del mattino. Quello che faccio è il frutto di viaggi nel mondo, e dovunque ho lavorato ho imparato qualcosa e l’ho messo in una pentola. È così che nasce quello che io chiamo lo “Knam pensiero”, con cui creo ricette e abbinamenti inconsueti uscendo dai binari della cucina “canonizzata”. Oltre a viaggiare, mi piace mangiare bene, e la qualità delle materie prime per me è una cosa fondamentale. Quando hai degli ottimi ingredienti devi saperli combinare bene insieme, ma questo è possibile solo se hai una buona conoscenza delle materie

Una casa di produzione mi ha chiesto se volevo fare televisione e quando mi hanno presentato un programma, ho risposto «no grazie». Questo è successo per 11 mesi: ogni mese il signor Paolo Dago tornava ed io gli dicevo sempre di no. La 12a volta il mio collaboratore Davide - che è qui con me allo stand - con il quale lavoro da 10 anni, è venuto da me “piangendo” in ginocchio: «Ernst fallo, devi saltare sul treno che passa!». Allora mi son detto «facciamo la puntata zero, ma solo se giriamo da me in laboratorio, e vediamo cosa succede». La puntata zero è andata benissimo e da lì è partito tutto. Poi quando sei in TV, nel piccolo schermo, entri in casa delle famiglie, ed è molto intimo. Devo dire

Il Maestro Gualtiero Marchesi dice che il suo non è un classico negozio

marzo 2017

Passiamo al suo successo in TV. Come è arrivato a Real Time?

che le cose funzionano perché in negozio c’è sempre più richiesta: sono convinto che la televisione in Italia, se la fai bene, può dare veramente tanto.

Ci sono nuove materie prime e nuovi concept dell’arte cioccolatiera?

Quando si parla di “nuovo concept” non dobbiamo dimenticare che tutto parte dal passato, dalla tradizione, senza la tradizione non può esistere il futuro. Ai giovani pasticceri che vengono da me dico sempre «Fatevi una cultura di base. Se non avete le basi non potete costruire un tetto». Questo è un grande errore che fanno tanti giovani, vedo tanti ristoranti e pasticcerie aprire e dopo 6 mesi fallire, perché mancano le basi. Poi dipende da quanto bene conosci le materie prime. Io che giro molto metto il naso e la lingua dappertutto, ma sono consapevole che una vita non mi basta per conoscere tutte le materie prime esistenti. Questa per me è come una malattia: talvolta impazzisco quando sento parlare di questo o quel prodotto e faccio di tutto per averlo.

Grazie Ernst. Salutiamo il Maître Chocolatier, incontrarla è stata un’esperienza piacevolissima e di riflessione sull’arte della pasticceria, fatta di continui studi e ricerche. Un saluto con un bacio cioccolatoso a tutti!

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[ s copr i l’ita lia ]

DA TORINO AL LAGO MAGGIORE

TRA LE VALLI DEL PIEMONTE A cura di Sandro Nobili

Ideale da fare in primavera e a tappe in almeno due week-end, abbiamo scelto per voi un viaggio nel Piemonte religioso, alla scoperta di affascinanti luoghi che per secoli sono stati meta di pellegrinaggio. Paesaggi unici in cui rivivere un’atmosfera particolare visitando abbazie, monasteri e cattedrali medievali. Dopo una visita a Torino, tra le sue storiche piazze nel cuore della città, il “nostro pellegrinaggio” partirà dalla Val di Susa per giungere in Valsesia, sul Lago Maggiore e in Val d’Ossola per visitare alcuni dei Sacri Monti della regione, luoghi di culto divenuti patrimonio dell’UNESCO

marzo 2017

A

A spasso tra le più importanti piazze della Torino Sabauda: la Torino delle corti e delle loro Madame che hanno reso celebre la sua storia in tutta Europa. Siamo nel ‘salotto di Torino’, Piazza San Carlo, dove possiamo ammirare le due bellissime ‘Chiese Gemelle’ in stile barocco, dedicate a San Carlo Borromeo e a Santa Cristina. Qui si affaccia lo storico Caffè Torino. A poca distanza, passando davanti al Museo Egizio, troviamo Piazza Carignano, una delle storiche e più belle piazze. È una vera e propria perla su cui si affacciano vari edifici in stile barocco come il Teatro Carignano e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. A due passi da Piazza Carignano ecco il cuore della città, Piazza Castello. Progettata nel lontano 1584, con i suoi oltre 40mila mq ospita l’antico Palazzo Reale, il Teatro Regio, Palazzo Madama (con il Museo Nazionale del Cinema) e la Real Chiesa di San Lorenzo. Per gli appassionati di magia, gli esperti di esoterismo dicono che sia il punto per eccellenza della magia bianca a Torino. Proseguendo per via Po, una delle vie principali, giungiamo in Piazza Vittorio Veneto (Piazza Vittorio, per i torinesi) circondata da lunghissimi portici. Da qui, attraversando il Ponte Vittorio Emanuele I, arriviamo alla Chiesa della Gran Madre di Dio, una delle più belle ed importanti di Torino con uno dei più bei panorami della città, legata anch’essa a molte leggende che riguardano la magia bianca. Merita una visita Piazza della Consolata: una pausa al ‘Bicerin’ per un caffè (che era il caffè preferito di Cavour), ci fa riprendere fiato. Il Santuario della Consolata, che si affaccia sulla piazza, è un bellissimo edificio la cui costruzione risale all’epoca paleocristiana, modificata e arricchita nel corso dei secoli: un misto di architettura barocca, neoclassica e romanica da non perdere. Infine ci dirigiamo verso via XX Settembre per vedere il Duomo, l’unica chiesa in stile rinascimentale di Torino, dove è custodita la Sacra Sindone.


[ s copr i l’italia ] In questa pagina: l’Abbazia Sacra S. Michele: a destra il borgo Ricetto di Candelo; sotto il Santuario di Oropa

Dopo una giornata trascorsa nella capitale sabauda, lasciamo la città e iniziamo il nostro vero e proprio tour “di pellegrinaggio”, dalla Sacra San Michele in Val di Susa al Sacro Monte Calvario in Valsesia, passando dalle valli biellesi

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DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI

LE VIE DEL PELLEGRINAGGIO IN PIEMONTE

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Sacra S. Michele (TO). Lasciamo Torino e iniziamo il nostro “pellegrinaggio” con la visita di una splendida Abbazia sulla cima del Monte Pirchiriano all’imbocco della Valle di Susa, la famosa Sacra S. Michele. È così chiamata perché nasce e cresce con la sua storia attorno al culto di San Michele che approdò in Val di Susa nel V o VI secolo. Si raccontano numerose leggende intorno a questo monastero, ma tutte concordano sull’apparizione di uno o più angeli. Si tratta di un imponente complesso architettonico religioso di epoca romanica, sorto come abbazia benedettina, meta di grandi pellegrinag-

gi medioevali ed in particolare tappa della Via Francigena. Dal 1994 è monumento simbolo della Regione Piemonte. Un luogo affascinan-

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Sacro Monte Calvario Sacro Monte di Varallo Santuario di Oropa

Ricetti di Candelo

TORINO Sacra di S. Michele

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te anche per l’atmosfera particolare ed il paesaggio unico delle montagne olimpiche, in uno scenario altamente suggestivo. Lasciamo la Val di Susa e continuiamo il nostro percorso religioso verso il Lago Maggiore e la Val d’Ossola.

Santuario di Oropa (BI). Avviandoci verso il lago, in circa 2 ore passando da Biella raggiungiamo la frazione di Oropa ove si trova uno dei primi santuari in Europa per importanza, legato al culto della Madonna Nera - detta appunto Santa Vergine d’Oropa - che con più di 100 processioni attrae ogni anno oltre 800mila pellegrini. La tradizione popolare vuole che iniziatore

del culto cristiano ad Oropa fosse Sant’Eusebio, Vescovo di Vercelli, nel IV sec. d.C.. Il Santo avrebbe trovato in Gerusalemme la statua di legno della Vergine, scolpita da San Luca, e l’avrebbe portata con sé ad Oropa. Dalla Scala Regia alla Basilica antica e alla Chiesa nuova, dalla biblioteca ricca di antichi volumi alla collezione di arredi sacri e gioielli fino alle due gallerie di exvoto, Oropa offre un patrimonio unico di arte e cultura, ma è anche un’oasi di natura incontaminata e un paradiso per turisti e sportivi.

Ricetto di Candelo (BI). Ritorniamo nel cuore del biellese per recarci in questo suggestivo borgo

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[ scopri

l’ita lia ]

A destra: Sacro Monte di Varallo; sotto: Sacro Monte Calvario

medievale, il più intatto dei Ricetti piemontesi e uno dei cento borghi più belli d’Italia. ll ricetto medievale era una struttura fortificata in cui si accumulavano i beni materiali e alimentari della borgata: qui il signore locale raccoglieva foraggi, vini e provviste di ogni genere in modo che il villaggio non rimanesse sfornito, e in caso di attacchi nemici la popolazione vi si poteva rifugiare, garantendosi la sopravvivenza. Certe tradizioni radicate nel passato si sono mantenute sino ad ora, e sono ben visibili durante le feste popolari o durante i banchetti, se ci si sofferma sulle ricette locali. Tra i prodotti del borgo ci sono il ‘Salam d’la Duja’, un saporitissimo salame sotto grasso, e i “Croccanti del Ciavarin”. Passando sotto la porta di ingresso ci si immette in una pittoresca piazzetta dove spicca l’imponente Palazzo del Principe, commissionato da Sebastiano Ferrero nel 1496 quando divenne feudatario del villaggio.

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Sacro Monte di Varallo (VC). Proseguiamo verso la Valsesia per raggiungere in provincia di Vercelli il Sacro Monte di Varallo, il più antico e importante Sacro Monte dell’arco alpino, posto su uno sperone di roccia sopra l’abitato del paese. La sua storia inizia alla fine del XV secolo quando il frate francescano Bernardino Caimi di Milano, di ritorno dalla Terra Santa dove era stato guardiano del Santo Sepolcro, volle riprodurre in Valsesia i luoghi santi di Palestina, una “Nuova Gerusalemme” per i fedeli che non potevano recarsi in Terra Santa, allora sotto il dominio turco. Il Sacro Monte di Varallo è composto da una basilica e da quarantacinque cappelle affrescate e popolate da oltre 800 statue in legno e terracotta policroma a grandezza naturale e più di 4mila figure a fresco, create nel tempo da importanti artisti piemontesi per ricordare i corrispondenti eventi della storia di Gesù, ad esempio nell’Annunciazione le figure dell’Arcangelo Gabriele e della Madonna.

Sacro Monte Calvario (VB). Ci spostiamo più a Nord, sempre in Valsesia, in provincia di Verbania. Qui si concluderà il nostro viaggio. Nel 1656 due frati cappuccini del

convento di Domodossola concepirono il progetto di creare una “Via Processionale” lungo le pendici del colle Mattarella, per farlo diventare un luogo che ospitasse il Sacro Monte Calvario, che fu così chiamato per dar forza alla identificazione del Sacro Monte ossolano con i luoghi della salita sul Golgota che i pellegrini visitavano in Terra Santa. Nacque così una serie di dodici cappelle con un apparato decorativo di statue ed affreschi, che rappresentano le Stazioni della Croce e tre cappelle che illustrano la Deposizione dalla Croce, il santo Sepolcro e la Resurrezione. In cima al colle è posto il santuario ottagonale della Santa Croce, la cui costruzione iniziò nel 1657. L’arrivo nel 1826 del sacerdote e filosofo roveretano Antonio Rosmini (beatificato nel 2007) diede nuovo impulso alle opere ed alla spiritualità del Sacro Monte Calvario di Domodossola dove fondò la sua congregazione e dove trovò ispirazione per le sue opere. Visitando il Sacro Monte, è possibile entrare nella piccola cella dove Rosmini si ritirava per pregare e riposare. Nell’umile cella sono conservati alcuni oggetti appartenuti al filosofo roveretano; dal 2007 è stata collocata una delle 4 reliquie del suo corpo. marzo 2017


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SAVONA E DINTORNI

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A cura di Riccardo Lagorio

L’imponente Fortezza del Priamar svetta nelle vicinanze del porto di Savona ed è uno dei monumenti più significativi della città. Costruita dai Genovesi nel 1542 come roccaforte, ha assunto diverse funzioni nel corso dei secoli, tra cui anche quella di colonia penale in epoca risorgimentale, annoverando come detenuto anche Giuseppe Mazzini. Savona è la patria del chinotto, ma tutto intorno c’è profumo di frutta e verdura. Come ad Albenga, paese natale del carciofo violetto e della cattedrale di San Michele, o a Valeggia, dove nascono le profumate albicocche, citate già nell’Ottocento. Colori vivaci che sono riprodotti anche sulle ceramiche, di cui Albissola Marina è una delle capitali italiane. Lasciata la costa ci si può inoltrare verso le sorgenti del fiume Bormida, a Osiglia dove la star locale si può trovare nelle fattorie: è la formaggetta di capra e pecora. Ma vale la pena Osiglia anche per godere della brezza in riva all’omonimo lago, in una valle impervia, circondato da boschi di faggio, castagno e rovere. È una meta turistica privilegiata soprattutto da chi ama il canottaggio e le regate con mezzi autocostruiti. E dopo infinite curve attraversando boschi di castagno si arriva a Calizzano, dove le numerose sorgenti e il clima fresco anche d’estate permettono la crescita abbondante di funghi. Un castelliere edificato a fine Ottocento rappresenta un esempio di edificazione militare contro eventuali attacchi dal mare a difesa delle colline piemontesi. Garessio e le sue fontane sono infatti poco distanti. Va visitata a giugno, quando fanno da palcoscenico alle passeggiate gastronomiche che mettono in vetrina i prodotti locali. Sono poco più di 20 i km che ci separano da Ceva, dove la fermata è d’obbligo per la torre guelfa del Trecento e per i dolci preparati con le nocciole locali. Si riprende la via verso il capoluogo ligure e una sosta la dovranno fare i ghiottoni tra fine giugno e i primi giorni di luglio a Montezemolo, quando si svolge la fiera regionale del miele. Sulla strada del ritorno c’è Ceriale, dove le famiglie riproducono ancora il canonettu, una cornucopia con impressi stelle, palme e pesci: un sottile cibo rituale da consegnare agli ospiti di riguardo. E poi Savona e il suo mare. Non prima di avere visitato Pallare, gli affreschi quattrocenteschi dell’Oratorio in frazione Biestro e assaggiato i lisotti, una sorta di gnocchi conditi con aglio e olio locali. marzo 2017

Dall’alto: la Fortezza del Priamar; la cattedrale di San Michele ad Albenga e il lago di Osiglia

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I TESORI DELLA PIANA ROTALIANA

GIROVAGANDO IN TRENTINO

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A cura di Azadeh Asgari

Nella valle dell’Adige, a metà strada fra Trento e Bolzano, si trova il territorio della Piana Rotaliana Königsberg: un ampio vigneto che dal letto del fiume sale alle colline, chiuso a oriente e occidente da montagne imponenti. La sua posizione di confine tra l’area mediterranea e quella germanica e il passaggio di importanti vie di comunicazione lo hanno reso nei secoli un importante crocevia di culture. Come la Via Claudia Augusta dove, sulla riva destra del fiume, la strada incrociava il collegamento con l’Anàunia (la Valle di Non) e, superato il corso del Noce, proseguiva quasi rettilinea verso Maia, l’attuale Merano. Il percorso si sviluppa su agevoli piste ciclabili. L’omogeneità del paesaggio della Piana Rotaliana contiene in sé tante sfaccettature: le colline sono patria della Nosiola, uno dei vitigni autoctoni trentini, e del Trento DOC, vino spumante; altrettanto i palazzi nobili e le chiese che macchiettano il paesaggio, raccontano di stili di vita lontani che si combinano tra loro in maniera ineguagliabile. È sufficiente visitare il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina per percepire questa ricchezza raggiunta grazie agli scambi tra Nord e Sud d’Europa. Il museo è ospitato nella cornice del convento agosti-

niano di San Michele all’Adige. In 43 sale e 25 sezioni vengono raccontate le lavorazioni artigianali, le testimonianze della religiosità, della musica, del folclore che rendono unica questa terra. Luogo ideale per passeggiate nei boschi, come i sentieri che da Zambana partono verso la Paganella o dal Monte di Mezzocorona, oasi di pace che si raggiunge in pochi minuti con la funivia dal paese. Da qui si può proseguire per passeggiate adatte anche ai bambini, che possono divertirsi scoprendo la galleria di sculture all’aria aperta La Magia del Bosco e gli animali del rifugio Malga Kraun, a 1222 metri di altitudine. Ma ciò che colpisce è la veduta sulla intera Piana Rotaliana e i monti circostanti. Chi ama l’arte trova a Roverè della Luna un interessante esempio di cappella cimiteriale affrescata: Sant’Anna, del Quattrocento, conserva un Giudizio Universale e un Trionfo della Morte di impostazione tirolese. Anche la gastronomia è particolarmente vivace e riproduce un territorio di frontiera: accanto ai piatti come il tortel di patate e alla carne salada, agli strangolapreti d’erbe e i salumi affumicati, è imperdibile l’asparago bianco di Zambana che si celebra per tutto aprile nei ristoranti della Piana.

Sopra: la funivia del Monte di Mezzocorona; al centro: sopra, la Malga Kraun e sotto il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina; a destra: L’asparago bianco di Zambana

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[ s tile ita liano ]

CI VEDIAMO IN

RINASCENTE! A cura di Carlo Kauffmann

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152 anni e non dimostrarli! La Rinascente di Piazza del Duomo, a Milano, nasce infatti nel 1865 grazie ai fratelli Bocconi che la faranno edificare sullo stile dei grandi magazzini “Le Bon Marche” di Parigi inaugurati circa trenta anni prima. Nasceva così il primo negozio italiano di abiti preconfezionati. Nel 1917, il Senatore Borletti rilevò il grande magazzino puntando su una clientela di livello più alto. In quello stesso anno a causa di un incendio il magazzino venne gravemente danneggiato e fu Gabriele D’Annunzio a definirla “Rinascente” dopo la sua ricostruzione. Il 26 maggio 2016 a Zurigo la IGDS, l’associazione internazionale dei più grandi Department Store presenti in cinque continenti, ha nominato La Rinascente di Milano “Miglior Department Store del mondo”. Uno straordinario riconoscimento internazionale per questo “grande magazzino” meta di decine di migliaia di giovani e adulti, in modo particolare nel fine settimana. La Rinascente offre e permette di realizzare sogni, sono infatti presenti le marche più marzo 2017

importanti del fashion, del beauty, Sopra: un manifesto di Lora Lamm del 1959 circa; sotto: del design, degli accessori, dello Marcello Dudovich, 1926 circa sport, della casa… Oggi nel miglior Store del mondo fioriscono decine di eventi, dalle presentazioni di libri alle rappresentazioni di nuove idee fashion, agli incontri con personaggi del mondo dello spettacolo. Ristoranti, bistrot, caffetterie, angoli ricchi di ogni tipo di bon bon, una spettacolare terrazza con vista sul Duomo, consentono di darsi appuntamento a La Rinascente per le occasioni più diverse. La piccola bottega di 150 anni fa ha fatto molta strada e oggi, oltre a Milano, anche a Roma, Torino, Genova, Monza, Padova, Firenze, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari si può dire …”Ci vediamo alla Rinascente!”.

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MARCO PEREZ UN ANTICONFORMISTA IN CUCINA

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A cura di Riccardo Lagorio

Amistà33 è esperienza. Esperienza con E maiuscola. Si trova all’interno di Byblos Art Hotel, un esclusivo e onirico 5 Stelle Lusso a pochi chilometri da Verona, ma è aperto anche agli esterni che volessero concedersi, appunto, un’esperienza. Un grande parco circonda l’edificio, una sontuosa villa del Cinquecento, un museo d’arte contemporanea con opere in alcuni casi visionarie. Marco Perez guida la cucina del ristorante. Concentra la propria attenzione intorno alla sperimentazione sensoriale e a portate di fattura moderna, in taluni casi apparentemente azzardate. Che tuttavia, alla prova dei Sopra: Villa Amistà; a destra: Marco Perez; sotto: bosco e muschio, menta e abete rosso

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fatti, risultano piacevoli e inedite. Arrivando, per i più arditi, alla sfida di consumare alla cieca, bendati e senza posate, uno dei piatti simbolo di Amistà33, Bosco e muschio, menta e abete rosso alla ricerca di piccoli frutti. Prima di cominciare, si affinino quindi i sensi, innanzitutto l’odorato e il tatto, in un gioco che impedisce allo sguardo la comprensione dell’oggetto con l’obiettivo di rievocare il primo ricordo a cui l’odore riporta. E ci si lasci trasportare dalle emozioni. Il Manzo e amatriciana è servito su un ciottolo di fiume rovente, una provocazione che mantiene calda la pietanza nel tempo. L’assenza di tovaglie aiuta non poco nel mettersi a disposizione dei sensi, così il Piccione e gambero, lamponi e liquerizia e il Maialino e bottarga, cime di rapa e acciuga ghiacciata non sono altro che una competizione di contrasti, un nuovo modo di interpretare le materie prime senza confini percettivi. Provocazioni che ci riportano a una nuova dimensione di cucina: affrancata da condizionamenti, libera di esprimer-

si come un’opera d’arte. Anche i bicchieri, sghembi, paiono usciti dal romanzo di Lewis Carroll come interpretazione personale e svincolata della realtà. Spaghetti e carote, ricci e limone chiariscono ancor di più questa provocazione, sovvertendo quanto di più sacro vi è nella dieta degli italiani, gli spaghetti. Altrettanto irriverenti ma gustosi i Tortelli robiola e pere, carruba e anguilla: il vecchio adagio che il contadino non deve sapere viene impreziosito dalla scambio di insolite battute tra il pesce e la bacca mediterranea. Si può scovare l’abbinamento perfetto tra le oltre 400 etichette dell’antica cantina a volta oppure lasciarsi guidare dalla mescita a bicchiere. Alla fine, al posto di una opulenta piccola pasticceria, una corteccia vi divertirà con il suo carico di verdura candita. Si mangia con 70 euro.

Ristorante Amistà 33 Via Cedrare, 78 San Pietro in Cariano (VR) Telefono 0456855555 www.amista33.it

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[ s alute & benes s er e ]

IN SOVRAPPESO DA PICCOLO! COME SARÒ DA GRANDE? A cura di Evelina Flachi

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Un italiano su due pesa troppo, e un quinto delle persone in sovrappeso è obeso e rischia di più di ammalarsi e di ridurre la sua aspettativa di vita. L’obesità aumenta i rischi di patologie cardiocircolatorie, infarto, diabete, tumori e persino l’apnea ostruttiva del sonno. L’analisi della letteratura e delle evidenze disponibili individua come efficaci in età evolutiva gli interventi di promozione della salute centrati su consapevolezza e

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sani comportamenti alimentari promossi in ambiente scolastico, che riconoscono l’intervento diretto degli insegnanti, adeguatamente formati e supportati scientificamente. È importante coinvolgere anche le famiglie e le comunità per favorire la partecipazione diretta degli stessi ragazzi a progetti educativi e comportamentali con azioni integrate e continuative nel tempo, anche di educazione tra pari. Tutto questo in funzione del

fatto che i comportamenti acquisiti in età giovanile sono più facilmente mantenuti da adulti e possono influire in modo significativo sull’insorgenza di patologie in età matura. La scelta di seguire sani stili di vita unitamente a una adeguata attività motoria deve partire fin dall’infanzia e dall’adolescenza per poter favorire anche da grandi una buona prevenzione dei più comuni problemi di salute correlati a stati di sovrappeso e obesità. marzo 2017


UN NUOVO MODO PER PARLARE DI ALIMENTAZIONE AI PROTAGONISTI DI DOMANI

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Dal rapporto sui dati HBSC-Italia 2010 (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) è emerso che più del 20% dei ragazzi italiani sotto gli 11 anni presentano un eccesso di peso, ma nell’adolescenza si sale al 35% di sovrappeso, di cui più 10% di obesi. Del resto, negli ultimi 50 anni è cambiato lo stile di vita, in parte a causa del benessere economico, prima causa del maggior consumo alimentare, aggravata da abitudini alimentari sbagliate come saltare la prima colazione, consumare poca frutta e verdura, eccedere con le bevande zuccherate. Dall’altra parte si assiste a un aumento progressivo della sedentarietà: la percentuale di adolescenti che raggiungono il valore raccomandato di almeno un’ora di attività fisica al giorno è estremamente basso; inoltre a questo si associa una frequenza elevata di coloro che trascorrono due o più ore al giorno davanti alla TV o ai videogiochi, limite considerato eccessivo dalla letteratura internazionale, per non parlare di pc e smartphone. La famiglia gioca un ruolo importante nella genesi e nel mantenimento dell’obesità infantile. L’obesità dei genitori è un forte indicatore per l’obesità della prole: se un genitore è obeso, la possibilità di avere un figlio obeso è del 40% mentre se entrambi i genitori sono obesi la probabilità sale a ben il 70%. Nonostante la componente genetica abbia un ruolo importante nello sviluppo dell’obesità, i fattori ambientali e comportamentali contribuiscono fortemente al suo mantenimento ed è proprio su questi che è fondamentale intervenire. Da tutto ciò emerge la necessità di sviluppare programmi e azioni concrete di promozione della salute indirizzati ai giovani e di fornire informazioni alla popolazione e ai decisori sulla reale diffusione dei fenomeni in studio con messaggi e linguaggi mirati a target diversi. È importante adottare una comunicazione efficace, trasformare i contenuti tecnico-scientifici in messaggi chiari e significativi che i nutrizionisti formati e aggiornati secondo le recenti Linee Guida 2015 del MIUR (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca) potranno divulgare nella scuola e nelle famiglie, su tutto il territorio nazionale. Evelina Flachi Presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare marzo 2017

FONDAZIONE ITALIANA PER L’EDUCAZIONE ALIMENTARE

Per promuovere cultura e sani abitudini alimentari principalmente tra i giovani, è nata nel 2011 la Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, (Food Education Italy, FEI). Fondazione di partecipazione indipendente, riconosciuta a livello nazionale e accreditata al MIUR, è un soggetto nuovo al servizio di Scuola, Famiglia e Territorio (persone, istituzioni, imprese) a livello nazionale e internazionale. La missione primaria della Fondazione è valorizzare le potenzialità e i contributi dei diversi soggetti impegnati sul tema comune dell’educazione alimentare, sostenendo il protagonismo della Scuola e l’applicazione delle “Linee Guida per l’Educazione Alimentare” emanate dal MIUR nel 2011 e aggiornate nel 2015 per l’Esposizione Universale di Milano. I Fondatori Promotori hanno tutti partecipato attivamente al Comitato Tecnico Scientifico “Scuola e Cibo” del MIUR, incaricato di definire il quadro di riferimento valoriale e metodologico per lo sviluppo dell’Educazione Alimentare nella Scuola Italiana. Dal 2009, il CTS presieduto dal Dott. Riccardo Garosci ha lavorato con le scuole del territorio a livello nazionale, coinvolgendo le famiglie in un programma che ha consentito al MIUR di introdurre l’Educazione Alimentare nella Scuola quale insegnamento interdisciplinare, proprio nel quadro delle Linee Guida emanate nel 2015, alla cui stesura i Fondatori Promotori hanno contribuito. Per informazioni: www.foodedu.it - info@foodedu.it

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LIBRO

I CALABRONI Romanzo di una multinazionale

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A cura di Valerio Consonni

I «calabroni» sono i signori dell’economia tedesca, “un club che ronza come un’arnia di calabroni infuriati”, un ristretto circolo di uomini ricchi e potenti che influenzano e decidono i destini dell’economia mondiale. Una sede di comando al 16° piano del grattacielo EVAB, sotto il cielo piovoso di Düsseldorf, dove le decisioni si ripercuotono a cascata sul mondo della piccola e media industria lombarda, su quella solida borghesia milanese che basava il suo benessere sulla “fabbrichetta”. È la storia che Marco Weiss racconta in questo suo libro, dove descrive un passaggio d’epoca (dal crollo del muro di Berlino del 1989 alla discesa in campo di Berlusconi nel ‘93) che ha accelerato il processo di globalizzazione e ha trasformato per sempre le nostre vite. Weiss sa molto bene ciò di cui scrive perché ha conosciuto dall’interno quel mondo. Milanese, laureato in filosofia teoretica, ha lavorato come assistente alla regia di Valerio Zurlini in “Cronaca familiare” e “Il terrorista” di Gianfranco De Bosio. Ma soprattutto è stato imprenditore dell’impresa di famiglia e responsabile della sede italiana di una multinazionale chimica tedesca. Con uno stile forte e originale, l’autore dipinge una grande epica contemporanea che cattura subito il lettore: i caratteri molto lombardi dei tanti personaggi, le scenette politicamente scorrette degli industriali brianzoli, gli angoli suggestivi della costa maremmana e gli squarci precisi degli

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Marco Weiss con Dino Messina e Annamaria Testa

eleganti e discreti interni borghesi di Milano, e poi ancora luoghi come il Savini, via XX Settembre, Corso Magenta, Prada… In alcuni passaggi si avverte anche l’esperienza dell’apprendistato da cineasta, per esempio in alcuni colpi di scena degni di una commedia brillante. Non solo: dietro ai nomi dei protagonisti e delle società si nascondono i soggetti reali e a volte basta cambiare le posizioni delle lettere per capire chi si nasconde, proprio come in un divertente gioco di società. Weiss ha saputo alzare lo sguardo da quel mondo a lui molto noto per restituirci un acquarello d’insieme. Un romanzo dove, aimè, molti dei protagonisti hanno basse carature intellettuali, dove potere, ricchezza e povertà di mente fanno da padroni, la cui filosofia di vita è riassumibile nella domanda “ma a me cosa viene in tasca?”. O come il “capo calabrone” tedesco, Hettche, che dà il via alle acquisizioni in Italia, amante della birra e del calcio, che a fine lavoro dovrà cedere il passo ai nuovi squali della finanza. E poi le mogli, gli amanti, gli amici, i familiari… Ma non lasciamoci fuorviare dai personaggi e ritorniamo allo stile a alla trama: alcuni critici letterari affermano che nel libro di Weiss si trova una eco della mimesi linguistica di alcuni famosi scrittori lombardi che nel secondo ‘900 hanno fatto la spola tra industria e letteratura. Che bello! Insomma un libro da leggere per capire meglio una piccola ma decisiva fetta del nostro mondo. marzo 2017


[ libri ] L’ARTE DI ESSERE FRAGILI

D’Avenia dialoga con gli adolescenti chiedendo in prestito le parole a Giacomo Leopardi. Un sorprendente viaggio che si sviluppa in tre tappe: le inquietudini dell’adolescenza, le prove della maturità, la conquista della fedeltà a se stessi. Ogni stagione della vita è interpretata attraverso una coppia di poesie, rilette con la sensibilità, la consapevolezza e la forza comunicativa dello scrittore e del professore: L’infinito, A Silvia, La Ginestra... Alessandro D’Avenia (Mondadori)

MAGARI DOMANI RESTO

È la storia di Luce, una giovane avvocatessa “testarda e cazzimmosa come un bassotto”, una “piccola femmena del Sud” che vive ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Ad un certo punto la sua vita rimane bloccata in una piatta routine senza apparente futuro. All’improvviso, dovendosi occupare di un caso di affidamento di un minore, tutto cambia e sarà l’occasione per fare ordine nella propria esistenza e crescere. Lorenzo Marone (Feltrinelli)

LA GEMELLA SBAGLIATA Helen ed Ellie sono due bimbe gemelle, identiche solo in apparenza: Helen, la leader, decide e pretende. Ellie, la spalla, obbedisce e accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po’ troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Un dramma psicologico compulsivo che incombe non solo sulle gemelle ma soprattutto su tutta la famiglia e la sua identità Ann Morgan (Piemme)

PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Dai libri di Maurizio De Giovanni è nata la serie televisiva di grande successo “I bastardi di Pizzofalcone”. In questo commissariato non c’è mai il tempo di gioire per la soluzione di un caso che già si deve lavorare ad un nuovo caso di omicidio. L’autore ci descrive con grande abilità le diverse personalità e particolarità degli uomini e delle donne del Commissariato. Maurizio De Giovanni (Einaudi) marzo 2017

L’ARMINUTA

È la storia di una ragazzina di tredici anni che da un giorno all’altro scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e si trova restituita alla sua vera famiglia. Da un giorno all’altro perde tutto - la sua casa, le sue amiche, l’affetto incondizionato dei genitori, o meglio di quelli che credeva i suoi genitori. Un racconto intenso, crudo, dirompente, scritto con una rara intensità e capacità di incuriosire.

Donatella Di Pietrantonio (Einaudi)

LA CASA DEI KRULL

Quella dei Krull, tedeschi residenti in Francia, è la storia attualissima di chi è diverso per razza, religione, sesso e lingua; di chi viene considerato minoranza e di conseguenza un perfetto capro espiatorio se accade qualcosa di grave. E quando proprio davanti a casa Krull viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti non potranno che cadere su di loro. Georges Simenon (Adelphi)

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[ a genda italia ] In attesa della bella stagione, eccovi alcuni appuntamenti per trascorrere i primi tiepidi weekend all’insegna del piacere e del benessere, per una “scappatella” fuori città

MERCATINO DEGLI HOBBISTI Questo tipico mercatino si tiene domenica 26 marzo 2017 ad Arona (NO) nella zona Parlamentino dall’imbarcadero al lungolago Marconi. I prodotti esposti sono diversissimi realizzati in legno, vetro, con pittura su tela, creazioni di bijoux e creazioni in stoffa e lana. Non mancate di fare una visita alla celebre statua “gigante” di San Carlo.

MILANO CLOWN FESTIVAL La manifestazione si svolge da mercoledì 1 a sabato 4 di marzo e presenta al pubblico il meglio del nuovo Teatro di strada europeo: 4 giorni fitti di appuntamenti con spettacoli a rotazione all’aperto e al chiuso, per un totale di oltre 100 spettacoli con 70 artisti provenienti da tutto il mondo. Il festival si svolge nelle vie e nelle piazze della città e in alcuni dei luoghi più rappresentativi. Potete trovare tutto il programma degli appuntamenti sul sito ufficiale del Milano Clown festival. FESTIVAL DELL’ORIENTE Due weekend primaverili (17-19 e 24-26 marzo) da trascorrere a Torino per incontrare l’Oriente i suoi colori, i profumi, i sapori, le sue tradizioni millenarie tra bazar, mercati, luoghi per esibizioni di arti marziali, cerimonie religiose. Un’area sarà dedicata alla salute e al benessere, ove si potrà usufruire di sedute di pranoterapia, massaggi e alternative terapie energetiche. Completeranno l’area una serie di stand con erbe, tisane e infusi.

FAENZA BENESSERE FESTIVAL Torna a Faenza (RA) per la sua quarta volta sabato 18 e domenica 19 marzo la rassegna dedicata al mondo dei prodotti naturali, un percorso esperienziale che si concentra sul benessere naturale dall’Oriente all’Occidente. La mostra si rivolge sia agli esperti del settore che al grande pubblico. Novità di quest’anno un padiglione riservato ai bambini e alle famiglie, che potranno usufruire di prodotti e servizi per l’infanzia, aree spettacolo e attività didattiche per bambini dai 6 ai 12 anni, per una crescita sana e naturale.

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“DÉ DL VIN” - VINO SCI SAFARI IN ALTA BADIA A Corvara (BZ) in Alta Val Badia domenica 19 marzo gli intenditori e gli amanti del buon vino potranno deliziarsi degustando queste “nobili gocce” a 2000 metri di altezza. Quattro rifugi, lungo le piste di sci, per un giorno ospiteranno vini tipici altoatesini, della Valle Isarco e spumanti dell’Alto Adige, da degustare con il giusto contorno di speck, pane e formaggi. Un trionfo di sapori dopo una bella sciata è proprio quello che ci vuole!

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Milano 24orenews italiadagustare marzo 2017  

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