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Ph. Marco Marrè Brunenghi

Anno 7 - Ottobre 2017 • Periodico di Cultura e Società

DIEGO DALLA PALMA

Il profeta del make up made in Italy DENTRO CARAVAGGIO

Venti capolavori a Milano RANGE ROVER VELAR

L’anello mancante

1867-2017

Buon Compleanno Galleria!


STORIE, MITI E LEGGENDE

LA “MANTIDE DI CHALLANT” A cura di PAOLO MINOTTI

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n Corso Magenta 15, dietro un’anonima facciata in pietra di Ornavasso, si cela una delle più belle e sorprendenti chiese di Milano, San Maurizio al Monastero Maggiore. Basta varcarne la soglia per capire immediatamente il perché del suo soprannome, la ‘Cappella Sistina di Milano’. Una chiesa che riesce a raccogliere nella sua navata unica tutta la ricchezza e il gusto del ‘500 lombardo: non c’è un solo angolo che non sia riccamente affrescato. Qui si cela l’intrigante storia della “Mantide di Challant”, storia intorno alla quale le voci popolari, la finzione letteraria e perfino le leggende sui fantasmi hanno ricamato non poco. Bianca Maria Scapardone era una bellissima fanciulla di una nobile famiglia di Casale Monferrato. Giovanissima sposò Ermes Visconti, anziano nobile milanese. L’unione si concluse tragicamente 6 anni dopo: il 22 ottobre 1519 il Visconti, accusato probabilmente di cospirazione, fu giustiziato nel Castello di Milano. Pochi anni dopo sposò

il conte Renato di Challant ma anche questo matrimonio non durò a lungo: stanca del conte e del soggiorno valdostano, lasciò il Castello di Châtillon dove viveva e se ne andò a Pavia, ospite in casa di un suo parente. Durante questi anni la Contessa di Chatillon condusse una vita assai libera e sentimentalmente inquieta. Intrecciò varie relazioni, nessuna delle quali duratura. Fu proprio per una di queste che si rovinò. Si tratta del povero conte canavesano Ardizzino Valperga di Masino che, abbandonato come gli altri, volle vendicarsi spargendo in giro maldicenze nei confronti della donna, che non poté più accedere ai salotti buoni della città. Lei, per vendicarsi, aveva commissionato ad uno dei suoi amanti, don Pietro Cardona, l'assassinio di Ardizzino, che fu ucciso a Milano in un agguato. Il Cardona non tardò a confessare chi era stato il mandante e così, il 20 ottobre 1526, la contessa - ribattezzata la "Mantide di Challant" - venne decapitata presso una delle porte laterali del Castello Sforzesco. Qualcuno sostiene che il suo fantasma si aggiri di notte nei pressi del Castello. Ap-

pare una donna gioviale e sorridente, di una bellezza ancora accecante. Si avvicina alle persone che non mostrano paura, e spesso lascia un tenero bacio sulle loro labbra. Tra gli astanti della decapitazione ci fu anche il pittore Bernardino Luini il quale, affascinato dalla bellezza della donna, la volle così immortalare in un affresco ospitato nella chiesa milanese di San Maurizio al Monastero Maggiore (Cappella Besozzi), però sotto le spoglie di Santa Caterina inginocchiata per subire la decapitazione. La chiesa è tutt'ora consacrata ma non utilizzata per le cerimonie; l’ingresso è libero e gratuito dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 17.30, grazie all'iniziativa "Aperti per Voi" e all'impegno e alla collaborazione dei Volontari del Touring Club. 24oreNews

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Ph. Marco Marrè Brunenghi

24 orenews.it

Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 7 - N. 10 - Ottobre 2017

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PERSONAGGIO

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Diego Dalla Palma: “Il profeta del make up made in Italy”

ARTE E CULTURA

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Teatro alla Scala: Der Freischütz e Nabucco Mostre: Dentro Caravaggio Ottobre: le mostre

BEAUTY & BELL’ESSERE

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Milano Fashion Week: collezione P/E 2018 I consigli di Marina Mazzolari IPC Method®: ritrovare il peso forma

FINANZA & FUTURO

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Il controllo di gestione nelle PMI: opportunità o necessità?

VIAGGI

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HI TECH

MILANO SI RACCONTA

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Buon compleanno Galleria!

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Ottobre: i concerti Ottobre: i teatri

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GIROMILANO

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Milano da scoprire Range Rover Velar: l’anello mancante

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“Il sacco del rag. Fantozzi” 24oreNews

I rimedi dell’omeopatia Dolore e strategie mentali

ERBARIO MAGICO

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HOME DESIGN

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Il nostro sito è fatto bene o male?

COME STAI?

RUOTE & MOTORI

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Novità dalla rete

HI WEB

SPETTACOLI

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Ottobre ad Amsterdam

Agrimonia, un toccasana per la gola e per le ossa!

IL SESSUOLOGO

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Eiaculatio precox: un problema di coppia


LOVE

In copertina: Diego Dalla Palma fotografato da Marco Marrè Brunenghi

Ottobre Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Roberto Bernorio Patrizia Colombo Carlo Kauffmann Paolo Mariconti Marina Mazzolari Luca Medici Paolo Minotti Angela Minutillo Bertanza Alessandro Palombo Luca Toffoloni Media Partner

Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Dante Colombo Carlo Kauffmann Anna Nannini Edizioni Le Roy srl - Milano, viale Brianza, 24 telefono: 3774695715 e-mail: redazione@le-roy.it redazione@24orenews.it online: www.24orenews.it Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati - MC) Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

Quando terminò Expo Milano 2015 la nostra rivista organizzò un incontro dal titolo “Expo dietro le quinte” per far conoscere alcuni “personaggi” che - dietro le quinte, appunto - avevano avuto ruoli fondamentali per il successo dell’Esposizione Universale. Nel corso di quell’incontro, molto affollato, invitammo a parlare della sua esperienza anche un giovane volontario che, insieme ad altre centinaia di giovani, aveva contribuito al successo della manifestazione. Ricordo ancora l’emozione che suscitarono le parole di quel ragazzo che, a causa di un grave incidente in moto, aveva patito dentro di sé la doppia sensazione del forte dolore fisico e della paura di pregiudicare la sua presenza ad Expo. L’associazione di volontariato che a questo evento l’aveva preparato, decise di farlo partecipare comunque e il racconto delle “storie” vissute in prima persona, come quella pausa pranzo condivisa sotto l’Albero della Vita, con un giovane palestinese e uno israeliano, gli illuminavano ancora il viso. Recentemente nella tragedia di Livorno sono comparsi ancora gli “angeli del fango”, li ricordate a migliaia a Firenze devastata dall’Arno a salvare pezzi di “storia” e a Genova a pulire dal fango case e negozi di gente comune, senza porsi il problema di sapere il loro nome… che per gli “angeli” forse era solo “umanità”. Anche a Milano il mondo del Volontariato è una realtà ben radicata e opera in vari campi di intervento: ambiente, minori, handicap, anziani. Perché vi ho raccontato queste storie? Perché il Corriere della Sera ha iniziato a pubblicare settimanalmente un nuovo inserto dal titolo “Buone Notizie - l’impresa del bene”. Credetemi è davvero una buona, bellissima notizia. In una società spesso malata come la nostra, niente paura, il Corriere ci testimonia con storie, inchieste, che l’impresa del bene è aperta 24 ore su 24 tutto l’anno. La solidarietà non va in vacanza! Carlo Kauffmann 24oreNews

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IL PERSONAGGIO

DIEGO DALLA PALMA

Ph. Angela Carrozzini

“IL PROFETA DEL MAKE UP MADE IN ITALY” Intervista a cura di ALESSANDRO TRANI

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isagista, truccatore, scrittore, imprenditore e personaggio televisivo, Diego Dalla Palma (classe 1950) è un’icona inconfondibile del mondo dello stile, della bellezza e dell’immagine made in Italy nel mondo. Inizia a lavorare a Milano come costumista e scenografo e il suo talento lo porta nei più celebri teatri italiani. Nel frattempo si specializza anche come truccatore e la sua notorietà, grazie anche alla TV, cresce al punto che il prestigioso New York Times lo definisce come «Il profeta del make up made in Italy». Nel 1978 fonda il laboratorio d'immagine “Make Up Studio” e inizia a produrre una propria linea di cosmetici. Nel corso della sua carriera, Dalla Palma ha curato diverse rubriche televisive e radiofoniche, e ora sta preparando il nuovo programma “Brutte ma Belle”, che andrà in onda su Real Time. Ha scritto

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numerosi libri di successo e collabora con prestigiose testate giornalistiche. In questi anni ha abbandonato la vita mondana e un po’ trasgressiva che lo ha visto protagonista per tanti anni, e che ora rivede con un certo rammarico. Attualmente gli viene riconosciuto un talento innato come scrutatore ed esploratore di anime. Infatti, l’introspezione, l’interiorità, i valori che mettono in risalto lo spirito e danno un senso alla vita sono diventati una materia “viva” alla quale Diego Dalla Palma intende dedicarsi. È autore e interprete del blog rivoluzionario “Diegoxte”. È davvero arrivato il "momento della consapevolezza" come hai dichiarato? Per quel che mi riguarda, sì che è arrivato il momento della consapevolezza. Fin troppo. Mi sto facendo anche del male, sto diventando un po’ masochista, per il momento della consapevolezza che sto vivendo. Anzi per me non è un momento, è una costante pres-


Ph. Marco Marrè Brunenghi

sione, una corrente, un tornado. Forse persino troppo, anzi “non” forse, “è” troppo! Sei stato un’icona della mondanità. Oggi però qualcosa è cambiato. La mondanità è stata la fase più insensata della mia vita. Non nego che mi sia servita, ma nell’inseguire il vortice della mondanità - l’ho nutrito, l’ho coltivato, l’ho addirittura accarezzato… - credo di essere stato, in quel tempo della mia vita, particolarmente stupido e superficiale. Se tornassi indietro non lo farei più e impiegherei il mio tempo su altri fronti. Parliamo del rossetto? So che per te ha un significato particolare. Il rossetto per me è fortemente legato all’immagine di mia mamma. Io credo che mia madre con il rossetto persino dormisse. Era una cosa impressionante, tanto era legata al rossetto. Ci sono rossetti più evidenti, più chiassosi, e meno evidenti. Io direi che è un tocco di colore sulle labbra, che spesso toglie quell’effetto di stanchezza sul viso della donna. Tanto è vero che le donne con il rossetto molto spesso, quando lo tolgono, si sentono dire: “ma cos’hai, non stai bene? Hai l’influenza? Parliamo di moda, di look, di stile. Come sta cambiando? La gente non osa, perché nel nostro Paese quando

la gente osa viene derisa, viene spesso canzonata. Oggi, ad esempio, ero in metropolitana a Milano e ho visto un ragazzo di colore che sembrava avesse un cappello particolare, molto interessante. Invece erano i suoi capelli ricci, si era fatto tutto un gioco di ramage sulla testa che era spettacolare. Io lo guardavo con ammirazione, ma in quello spazio c’era gente che lo guardava deridendolo, questo è il nostro mondo! Parliamo del tuo nuovo progetto. Il blog “Diegoxte” Non sono un blogger e non intendo diventarlo. Il mio blog vuol essere un appuntamento irrinunciabile dedicato alla follia e alla quotidianità del mondo beauty e style. Un punto d’incontro, di stimolo e di aggregazione tra le diverse anime della bellezza: fotografi, blogger, talenti, scrittori, make up artist, parrucchieri, utenti… Io mi diverto a fare “incursioni” per un paio di minuti, dove dico quello che penso in relazione a tutto quello che mi capita, al costume, alle tendenze, alla vita di tutti i giorni. Qualche tempo fa un tuo post su facebook ha creato un grande clamore Sì, ho detto che a questo punto, a 67 anni, dopo aver avuto una vita sotto certi aspetti fortunata, anche se tutt’altro che facile, «Voglio andarmene a modo mio». «Vorrei donare in beneficenza parte del ricavato della vendita dei miei beni immobili». Tutti hanno interpretato che avessi un male incurabile, che stessi morendo, e ho avuto l’imbarazzo di sentirmelo dire anche da personaggi celebri. Una sera mi chiamò Ornella Vanoni dicendomi: «Amore, ho sentito che hai la sclerosi multipla, ma come mai, che ti succede?» Io poi non ho paura della morte… L’ho incontrata all’età di sei anni (ebbi un coma) e da allora, per fortuna, «siamo sempre rimasti buoni amici». A proposito di malattie, vuoi parlarci dell’artrosi? Sì, ho l’artrosi. La combatto con la ginnastica: faccio ginnastica tutti i giorni, ma in casa, non vado in palestra. In realtà se uno mi guarda pensa «non ce l’ha, sta bene». Sono anche celiaco e cerco di seguire alcune regole nell’alimentazione. Sono cose che indubbiamente mi rendono la vita un po’ sacrificata, ma direi che non posso certo lamentarmi. Un consiglio ai nostri lettori Il consiglio di essere sempre se stessi, con coraggio, con fierezza, con dignità… Nell’abbigliamento, nel trucco, nell’esporre la propria personalità, quello che si ha in mente, nell’essere se stessi nella propria sessualità. Essere fortemente se stessi. 24oreNews

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ARTE E CULTURA

DER FREISCHÜTZ NABUCCO (IL FRANCO CACCIATORE)

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Direttore Myung-Whun Chung Regia Matthias Hartmann Dal 10 ottobre al 2 novembre 2017

Direttore Nello Santi Regia Daniele Abbado Durata spettacolo: 2 ore e 40 minuti incluso intervallo Dal 24 Ottobre al 19 Novembre 2017

orna alla Scala “Il franco cacciatore”, capolavoro assoluto del teatro musicale e testo fondativo del Romanticismo operistico tedesco di Carl Maria von Weber, di cui vale la pena di ricordare soprattutto l’edizione del 1955 con Carlo Maria Giulini sul podio. A dirigere oggi è il Maestro e pianista sudcoreano Myung-Whun Chung, che di Giulini è stato l’allievo più illustre, affiancato da un prestigioso cast tra cui Julia Kleiter come Agathe e Günther Groissböck nella parte demoniaca di Kaspar, mentre Micheal König offre il suo squillo da Heldentenor al personaggio di Max.

ello Santi è strettamente legato a Nabucco, ed è tra i suoi interpreti più accreditati. La ripresa dell’allestimento di Daniele Abbado si avvale di Anna Pirozzi (nella parte di Abigaille) e di Martina Serafin, mentre protagonista è ancora una volta Leo Nucci. Come Ismaele torna Stefano La Colla, ascoltato come Calaf nella Turandot di apertura del semestre di Expo diretta da Riccardo Chailly, mentre Zaccaria (al suo debutto scaligero) è Mikhail Petrenko, una delle voci di basso più interessanti degli ultimi anni.

DER FREISCHÜTZ: APPUNTAMENTI

3 Ottobre: 10, 13, 17, 20, 23, 26, 30 - ore 20:00 3 Novembre: 2 - ore 20:00

NABUCCO: APPUNTAMENTI

3 Ottobre: 24, 27, 31 - ore 20:00 3 Novembre: 4, 7, 11, 16, 19 - ore 20:00

ALTRI APPUNTAMENTI DI OTTOBRE 3 1 - ore 20:00 | Daniela Barcellona (mezzosoprano) 3 2 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Der Freischütz” | A cura di Giovanni Guanti 3 4 - ore 17:45 | Un Museo da salotto | Oltre l'opera. Eventi al Museo Teatrale 3 4 - ore 20:00 | Opera: “Tamerlano” 3 6, 12 - ore 20:00 | Balletto: “Onegin” 3 8 - ore 15:00 | Concerti per i bambini | Con la partecipazione di Geppi Cucciari 3 8 - ore 20:00 | Wiener Philharmoniker | Concerto a favore del FAI 3 14, 21, 28 - ore 18:00 | Museo Mia Musa! | Laboratori didattici per i bambini 3 14, 16, 19 - ore 20:00 | Coro e Orchestra del Teatro alla Scala | Dir. Daniele Gatti 3 151, 222 - ore 11:00 | Grandi Opere sul grande schermo: Tristan und Isolde1, Aida2 3 18 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Nabucco” | A cura di Marco Ravasini 3 22 - ore 20:00 | Filarmonica della Scala | 26° Festival di Milano Musica 3 28 - ore 16:00 | Grandi Voci alla Scala: Leo Nucci (baritono) 3 29 - ore 10:30 | Buongiorno Museo! | Laboratori didattici per bambini 3 29 - ore 15:00 | Cameristi della Scala 8

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DENTRO CARAVAGGIO

MOSTRE A cura di STEFANO DE ANGELIS

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el 1951 Milano dedicò grazie a Roberto Longhi una mostra magistrale all’arte e al talento di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, nato a Milano il 29 settembre 1571 e capace in una manciata di anni di rinnovare la tecnica pittorica caratterizzata dal naturalismo dei suoi soggetti, dall’ambientazione realistica e dall’uso personalissimo della luce e dell’ombra. A distanza di oltre mezzo secolo Milano torna a omaggiare il suo concittadino, ancora una volta a Palazzo Reale, con la mostra ‘Dentro Caravaggio’ a cura di Rossella Vodret con venti straordinari capolavori del Maestro. Un’esposizione unica perché le tele del Caravaggio, provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei esteri, verranno per la prima volta affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera. La mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, in collaborazione con il MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le

FANCIULLO MORSO DA UN RAMARRO, 1597 Olio su tela, 66,5 x 52,3 cm Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi di Firenze Foto Claudio Giusti, Lastra a Signa (Firenze)

INFO

Intero € 13 Ridotto € 11

Catalogo Skira € 46,00

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nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro. In mostra inoltre una serie di documenti che fanno chiarezza sul percorso artistico e umano del Caravaggio, che lavorò in tutto meno di quindici anni, ridisegnado i passaggi fondamentali della sua vita. Fra le principali opere esposte a Palazzo Reale ‘Sacrificio di Isacco’ (1603, olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze), ‘Salomé con la testa del Battista’ (1607 o 1610, olio su tela, National Gallery, Londra), ‘Giuditta che taglia la testa a Oloferne’ (1602, olio su tela, Roma, Gallerie Nazionali Barberini Corsini), ‘Sacra Famiglia con San Giovannino’ (1604 circa, olio su tela, New York, The Metropolitan Museum of Art), ‘San Giovanni Battista’ (1604, olio su tela, The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri), ‘San Francesco in estasi’ (1598-1599, olio su tela, Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, CT).

SAN GIOVANNI BATTISTA, 1604 Olio su tela, 172,7 x 132 cm The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri Photo: Jamison Miller, © The Nelson-AtkinsMuseum of Art

RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO, 1597 Olio su tela, 135,5 x 166,5 cm Galleria Doria Pamphilj, Roma © 2017 Amministrazione Doria Pamphilj s.r.l.

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OTTOBRE

CARTELLONE MOSTRE PETER ZIMMERMANN. ITALIAN CURVES Galleria Luca Tommasi / Via Tadino 15 Orari: mar-mer-gio-ven-sab 13.00-19.00 Nella sua prima personale italiana, curata da Stefano Castelli, Zimmermann presenta un gruppo di nuovissimi lavori, caratterizzati dall'uso del bianco. L’artista tedesco realizza opere che coinvolgono con il loro spiccato impatto sensoriale, ma che sono allo stesso tempo riflessioni linguistico/filosofiche. Il punto di partenza sono fotografie scattate dall'autore o trovate sul web. Ma l'immagine originale viene alterata, diluita, schermata attraverso elaborazioni digitali e una fitta trama di stratificazioni semitrasparenti di resina epossidica. Il colore bianco dei suoi nuovi dipinti costituisce quasi una pellicola che copre i colori sottostanti. Ma allo stesso tempo è un filtro che li valorizza, che li unifica per trasformarli in luce pura. Sino al 28 ottobre 2017

KUNIYOSHI. IL VISIONARIO DEL MONDO FLUTTUANTE Museo della Permanente / Via Turati 34 Orari: lun-mar-mer-gio-ven-sab-dom 09.30-19.30 Mondi bizzarri, paesaggi visionari, donne bellissime, ma anche attori kabuki, gatti, carpe e animali mitici e fantastici, oltre a leggendari eroi, samurai e briganti. Sono questi i protagonisti delle opere di Utagawa Kuniyoshi (1797-1861), maestro indiscusso di inizio ‘800 dell’ukiyoe - genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno - e che così tanta influenza ha avuto sulla cultura dei manga, degli anime (film di animazione giapponesi e non), dei tatuaggi e della cultura pop in generale contemporanea. La mostra, curata da Rossella Menegazzo, presenterà la produzione di Kuniyoshi nella sua interezza, evidenziando la strabiliante capacità tecnica e inventiva di questo maestro visionario attraverso una selezione di 165 silografie policrome, tutte provenienti dal Giappone. Dal 4 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018

GIULIANO DEL SORBO. HUMAN WAVE Galleria Après-Coup Arte / Via privata della Braida 5 Orari: mar-mer-gio-ven-sab 8.30-22.00 Tocca al pittore Giuliano Del Sorbo, nato in Inghilterra nel 1956, inaugurare il nuovo spazio espositivo milanese “Après-Coup Arte”, a due passi da Porta Romana. La mostra, a cura della giovane critica d’arte Sarah Lanzoni, presenta dieci tele, delle quali due verranno realizzate durante una pittura live il 6 ottobre in occasione dell’inaugurazione, che continuerà anche il 7 con un'ulteriore performance. Leitmotiv delle tele è la figura umana, dove il colore e la sicurezza del tratto pittorico raccontano al meglio un’onda umana perennemente in viaggio che si muove tra lo spazio e il tempo, tra lo spirito e la materia, dentro e fuori le tele in cui è rappresentata. “Human Wave” è il racconto dell’identità del pittore Del Sorbo e, al contempo, quella della galleria e dell'intero progetto “Après-coup”, luogo in cui gli artisti avranno l’opportunità di esporre incontrando e confrontandosi direttamente con la gente. Dal 6 ottobre all’11 novembre 2017 12

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NASA. A HUMAN ADVENTURE Spazio Ventura XV / Via Tortona 56 Orari: lun-mar-mer-gio-ven-sab-dom 10.00-19.30 Arriva per la prima volta in Italia questa grande mostra prodotta dalla NASA in collaborazione con John Nurmien Events e AVATAR. Un viaggio di conquista e scoperta tra razzi, Shuttle, Rover spaziali, simulatori di antigravità, in un percorso didattico ed emozionante che va dai primi lanci spaziali ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali USA e URSS, la maggior parte di essi in prestito dal Kansas Cosmosphere & Space Center e dallo Space & Rocket Center. I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi costruite dalla NASA come il gigantesco razzo lunare Saturn V, o ancora sperimentare una simulazione di volo a “bordo” del Mercury Liberty Bell 7 dove si trovava l’astronauta Gus Grissom, uno dei sette astronauti scelti per il “Programma Mercury” del 1959. Sino al 4 marzo 2018


A cura di PATRIZIA COLOMBO

opo New York e Londra, eccoci a Milano. È nella capitale del made in Italy che la moda entra davvero nel vivo di quelle che saranno le tendenze e gli irrinunciabili must della PrimaveraEstate prossima, quella del 2018. Gli stilisti delle più importanti case di moda giocano a interpretare e rivoluzionare epoche e stili del passato: assistiamo ai ruggenti anni ’80, oppure gli anni ’50, con gonne a ruota e un tocco di romanticismo. Femminilità e seduzione, sensualità mista a romanticismo, sartorialità, grinta rock’n’roll ed eleganza intramontabile. Vale tutto, insomma. Basta saperlo indossare in modo imprevedibile. Un bell’inno alla libertà, in fondo. Vestitevi un po’ come meglio credete. Basta che siate almeno un po’ weird…

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N°21

Miss

oni

D

Alberta Ferretti

MILANO FASHION WEEK

Helmut Lang

FASHION


Gucci

Versu s Vers ace

Empo rio Ar mani

Calvin Klein

PRIMAVERA/ESTATE

2018

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EQUILIBRI D’AUTUNNO CONCRETE Comme des Garçons L'ultimo arrivato di Comme des Garçons si chiama Concrete, cemento, viene venduto in bottiglie di cemento vero e proprio ed è ispirato alle strade di New York. Ma non preoccupatevi, non ha assolutamente l'odore del cemento. O quello delle strade di New York. Si tratta invece di un profumo delicato dalle note di sandalo. Christian Astuguevieille, direttore creativo di Comme des Garçons Perfumes, ha spiegato che l'obiettivo era «stupire con una bottiglia dura, in cemento, che contenesse però una fragranza morbida».

SCANDAL Jean Paul Gaultier Di giorno, è un miele gourmand reso fresco da note di Gardenia e Arancia. Un tocco acidulo che la rende irresistibile, ma che al contempo ci riporta a ricordi d’infanzia. Di notte, è un miele sensuale e seducente che esplode associato alla nota di patchouli. Nel complesso, una fragranza duplice che fonde la leggerezza del giorno e la passione della notte in un unico irresistibile messaggio olfattivo.

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L'HOMME Prada Ponendosi come due parti individuali di un tutto, i flaconi della fragranza e la confezione de La Femme Prada e L’Homme Prada sono complementari, non in contrasto. L’Homme Prada utilizza il linguaggio classico e simbolico del marchio, in elementi precisi, trame e colori. Il saffiano - iconico materiale creato dal fondatore Mario Prada nel 1913 - avvolge in un nero enigmatico la parte posteriore del flacone, leggermente bombata, ed è richiamato nella confezione, semplice e lavorata a rilievo. Anche la parte anteriore del flacone di L’Homme Prada Intense è nero, in vetro opaco, che evoca la natura elusiva dell’uomo Prada dalle molteplici sfaccettature. L’effetto enigmatico è rotto soltanto dal logo originale di Prada che appare sollevato in argento sulla parte anteriore.

Autunno, tempo di collant e stivali, a cavallo fra gli ultimi strascichi d’estate e le prime avvisaglie dell’inverno. L’autunno è di certo, assieme alla primavera, la stagione più difficile per trovare un equilibrio nel proprio look, anche beauty. Il tempo altalenante infatti rende difficile la decisione sia su cosa indossare al mattino, sia su come curare la nostra pelle. Converrà quindi prestare al viso particolare attenzione perché proprio su di esso andranno ad impattare per primi i cambiamenti di temperatura, e i primi freddi repentini.


BEAUTY & BELL’ESSERE

RITROVARE IL PESO FORMA i sa, le diete faidate producono il tipico effetto yo-yo e, oltre a causare frustrazione, costituiscono una minaccia per la salute. È buona norma, da parte di chi ha il desiderio o la necessità di perdere i chili di troppo, rivolgersi sempre a specialisti del settore. Oggi vogliamo parlarvi della bella esperienza della Sig.ra Monia - che vive e lavora a San Marino - che ha eseguito con successo, la scorsa primavera, IPC Method®, con cui ha finalmente ritrovato il proprio peso forma dopo anni di vani tentativi. Cosa è accaduto prima, durante e dopo i tre mesi di trattamenti? Ideato da Daniela Pierotti, l’innovativo metodo IPC aiuta davvero a risolvere in modo efficace e duraturo i problemi di natura estetica, che si tratti di chili in eccesso, di cellulite lassità cutanee o rughe. Ecco cosa ci ha raccontato Monia, che non cercato di nascondere le lacrime di gioia che rivive ogni giorno.

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Monia, come è arrivata sin qui? Erano tanti anni che cercavo di recuperare il mio peso forma, facendo diete faidate, ma ho ottenuto solo l’effetto contrario! Mi sono sposata nel 2004 e ho avuto due bambine. Prima le gravidanze e poi la vita sedentaria mi hanno 18

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portato a un costante aumento del peso. Mangiavo in maniera totalmente disordinata, sregolata. I chili si sono accumulati negli anni, soprattutto negli ultimi due. Quando ha deciso di affidarsi ad un centro specializzato? In realtà lo ha deciso mio marito. Sapendo quanto desiderassi recuperare il mio peso forma, alla fine dello scorso anno è andato in giro per San Marino, dove abitiamo, in vari centri estetici, per cercare la soluzione che gli sembrava più adatta a me. Dopo averne valutate diverse, ha scelto un centro estetico che adotta IPC Method® e mi ha fatto questo bellissimo regalo di Natale.

Aveva molti chili in eccesso? Tanti! Quando ho iniziato i trattamenti IPC Method®, a marzo di quest’anno, pesavo più di 81kg (Monia è alta circa 170 cm - ndr) e portavo la taglia 50. Oggi peso 66 kg e porto la taglia 44! Quali problemi le creava il sovrappeso? Prima di tutto mi sentivo a disagio tra la gente, perché non mi piacevo fisicamente, mi vergognavo. Poi c’era il problema che a ogni minimo sforzo, come ad esempio quando salivo le scale, mi veniva il fiatone. Finché è arrivato, in regalo per Natale, il metodo IPC. Proprio così! Come prima cosa mi ha accolto la nutrizionista che ho


incontrato presso il centro estetico, con cui mi sono trovata subito bene. Le ho raccontato la verità in tutto e per tutto, senza nascondere assolutamente nulla, perché volevo davvero farmi aiutare. Le ho raccontato delle “mie cattive abitudini” alimentari, di quello che mi piaceva o no mangiare, ad esempio che adoravo il cioccolato al latte con le nocciole, e che ne mangiavo tavolette intere. Quando la sera rientravo a casa dall’ufficio, aprivo il frigorifero e mangiavo senza ritegno tutto quello che mi capitava a tiro. E poi che cosa è accaduto? La nutrizionista ha ben capito quello di cui avevo bisogno, e mi ha preparato un piano alimentare basato sulle mie reali esigenze e sui miei gusti. Mi ha aiutato anche a introdurre nei miei pasti alcuni alimenti di cui avevo bisogno, co-

se che però non utilizzavo quasi mai nonostante li gradissi. Ha preparato un piano personalizzato, alla maniera in cui si realizza un vestito cucito su misura. Si incontra la nutrizionista solo all’inizio? No, la si incontra anche al termine del primo e del secondo mese di applicazione del metodo IPC, quando il piano alimentare viene interamente rivisto per apportare modifiche in base all’andamento dei risultati ma soprattutto per non stancare il cliente e far mangiare cose sempre nuove. Il piano alimentare è cambiato dopo il primo mese? Nel mio caso specifico non vi sono state sostanziali variazioni del programma. Ero al settimo cielo perché avevo nel primo mese avevo perso circa 5 kg, e la stessa la nutrizionista mi aveva fatto grandi complimenti per come mi ero impegnata. Ha dovuto affrontare grandi sacrifici? Soprattutto all’inizio. Era durissimo, alla sera, dover rinunciare alle mie “vecchie scorribande” nel frigorifero: ero in “crisi di astinenza”. Per superarla, però, andavo a dormire presto, subito dopo le mie bambine. Quando si sono visti i primi risultati? In pratica, mi sono accorta da subito che stavo perdendo peso, anche perché ogni mattina dovevo

DATI RELATIVI AL PRIMO MESE Rilevamento dati Antropometrici Peso (kg) IMC: (Kg/m2 h) / 170cm Circonferenza vita (cm) Circonferenza ombelicale (cm) Circonferenza coscia (cm) Circonferenza braccio (cm) Circonferenza collo (cm)

inviare alla nutrizionista, tramite la app del metodo IPC, il mio peso aggiornato. E pensare che per me la bilancia, specie negli ultimi anni, era diventata un tabù. Il metodo IPC prevede, allo stesso tempo, anche trattamenti estetici con due tecnologie differenti, molto piacevoli, infatti a me sembrava di ricevere dei massaggi nel primo mese - due volte alla settimana. Quanto tempo dura una seduta? Circa un’ora e mezza. Quando arrivi nel centro per prima cosa ti pesano. Poi ti prendono le misure e ti chiedono qual è la parte del corpo che ti crea maggior disagio, e su quella intervengono maggiormente. Devo dire che i miei trattamenti hanno funzionato benissimo… ho visto davvero la cellulite andarsene via. Insomma, dopo un mese di trattamenti IPC Method®, Monia ha perso 5 chili e tanti centimetri, come vedete dai dati rilevati. Quasi non crede ai suoi occhi ed è felicissima di questo primo risultato. Ma questo è solo l’inizio. Se volete scoprire come continua la sua storia, e cosa succederà dopo i primi tre mesi, non perdetevi le prossime puntate! www.ipcmethod.com Info@ipcmethod.com

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«Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi» Albert Einstein

IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLE PMI OPPORTUNITÀ O NECESSITÀ? Intervista a cura di ALESSANDRO PALOMBO

I

sistemi e le tecniche di pianificazione e controllo sono strumenti fondamentali per il successo di un'impresa e per la programmazione delle diverse fasi che ne compongono il processo produttivo. A differenza delle grandi aziende, però, essi stentano ad affermarsi tra le piccole e medie imprese in cui, quando presenti, vengono spesso utilizzati in modo non coerente e solo occasionalmente. Questo stato di cose assume una certa rilevanza in un Paese, come l'Italia, dove le PMI rappresentano il 90% del tessuto economico. Comunque sia, oggi la PMI non può ignorare il controllo di gestione se vuole sopravvivere a questo periodo di crisi internazionale ed affrontare l’auspicata ripresa economica con gli strumenti idonei per

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competere. Ne parliamo con Ezio Bonanni, titolare della società di consulenza aziendale Genium. Il controllo di gestione si è affermato nell’ultimo decennio del secolo scorso nelle aziende italiane di medio - grandi dimensioni. Qual è la situazione nelle piccole imprese? Il controllo di gestione, specialmente nelle piccole imprese, viene troppo spesso confuso con la contabilità, declinata nelle sue forme più evolute di contabilità industriale o analitica. Esso, invece, nasce come strumento a supporto del management dell’impresa per “controllare la gestione aziendale”. In realtà ogni azienda, anche le microimprese in cui il management è spesso costituito dal titolare dell’impresa,


FINANZA & FUTURO

effettua un certo controllo della gestione… Il problema è come lo effettua, quali strumenti utilizza e sulla base di quali dati. In che modo i piccoli imprenditori controllano la propria attività? Molte piccole o medie imprese controllano l’andamento aziendale solo attraverso il fatturato. L’impresa nasce per fornire redditività all’imprenditore e per garantire questo i dati di fatturato non bastano, occorre conoscere una serie di altre informazioni e dati quantitativi. Se chiediamo agli imprenditori come sta andando la loro attività, nella stragrande maggioranza dei casi ci sentiamo rispondere con frasi del tipo: “Molto bene, perché quest’anno chiuderemo con un fatturato uguale a quello dell’anno scorso, nonostante la crisi” oppure “Non bene, nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo fatturato molto meno dell’anno scorso”. Quindi il termometro per l’azienda è solo l’andamento del fatturato? In sostanza sì, anche se accanto all’esigenza esplicita di conoscere l’andamento del fatturato, molte imprese oggi hanno l’assillo dei tempi di incasso. Quindi accanto alla domanda “Quanto fatturerò?” si sta imponendo anche la domanda “Quando fatturerò?” o, meglio, “Quando incasserò?”. Ciò distoglie l’attenzione da altri elementi fondamentali per il business dell’impresa? Sì, troppe energie vengono disperse nella risposta a queste domande, distogliendo l’attenzione da altri aspetti più importanti che non vengono messi in luce a causa della mancanza di un vero controllo di gestione. L’impresa nasce per fornire redditività all’imprenditore e per remunerare il capitale investito in modo più proficuo rispetto ad altre forme di investimento. Per garantire questo il fatturato non è sufficiente, occorre conoscere una serie di altre informazioni e dati quantitativi. Quali domande invece dovrebbero porsi gli imprenditori della PMI? Invece di focalizzarsi solo sul fatturato, gli imprenditori della piccole/medie imprese dovrebbero porsi altre domande quali, ad esempio “Quanto stiamo guadagnando vendendo il nostro prodotto?” “Quale utile possiamo attenderci per i prossimi anni?” “Quali prospettive hanno il nostro mercato e i nostri clienti?” “Possiamo permetterci investimenti per migliorare la nostra capacità produttiva?”.

Qualcuno certamente si pone queste domande. Probabilmente sì, alcuni imprenditori si pongono queste domande. Il fatto è che, non sapendo darsi una risposta, rivolgono l’attenzione ad altri aspetti per i quali trovano risposte più facili. In realtà molte imprese, soprattutto durante questo lungo periodo di crisi economica, stanno navigando a vista. Come reagiscono le PMI all’attuale crisi economico-finanziaria? La politica di molte imprese in tempi di crisi economico-finanziaria si sta orientando verso un indiscriminato taglio di tutti costi. Peccato che, tagliando solo i costi, inevitabilmente si peggiorano le performance, sia in termini di efficacia che di efficienza. Per essere più competitivi, invece, è necessario migliorare i propri prodotti e servizi e ridurre i costi complessivi nel lungo periodo, ossia migliorare i processi, primari e secondari. Da qui, per capire dove si sta andando, l’esigenza di dotarsi di strumenti manageriali di controllo di gestione.

Ezio Bonanni Genium S.r.L. Consulenza aziendale Via Uberto Visconti di Modrone, 7 Milano www.geniumsrl.com 24oreNews

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MILANO SI RACCONTA

BUON COMPLEANNO

GALLERIA

150 anni di seduzione per i cittadini del mondo

A cura di CARLO KAUFFMANN

È

stato un compleanno davvero eccezionale quello dei 150 anni della celeberrima Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Un secolo e mezzo di vita che la città ha festeggiato il 13 settembre con una grande cena benefica sotto la cupola del Mengoni. Lo scopo era la raccolta di fondi per 300mila euro (trasformati in 60mila buoni pasto) per il progetto della "Cena sospesa" lanciato due anni fa da Caritas con Fipe, Confcommercio ed Epam, per offrire pasti a chi ha bisogno. In una suggestiva scenografia, i tavoli erano sistemati lungo i quattro “bracci” della Galleria per accogliere i 900 invitati. A partire dalle 20 la serata è iniziata con un aperitivo per poi proseguire con la cena il cui menù è stato ideato dallo chef Carlo Cracco in collaborazione con tutti gli operatori della Galleria. Tanti i vip e le personalità presenti tra cui, per citarne solo qualcuno, Roberto Maroni, Giuseppe Sala, Carlo Sangalli, Letizia Moratti, Javier Zanetti, Demetrio Albertini, Ernst Knam, Ornella Vanoni, Philippe Daverio, Bruno Vespa, Davide Oldani e il direttore di Radio Deejay Linus. Al centro del tavolo d’onore, un antico «rattin», il grande accendisigari che correndo su rotaie accendeva i lumi a gas nella prima Galleria ottocentesca.

Un po’ di storia. Ci vollero più concorsi per arrivare alla scelta di un progetto architettonico della Galleria come la vediamo oggi. Si aggiudicò il concorso l’architetto Giuseppe Mengoni che non vide la fine dei suoi lavori, perché precipitò dalla Cupola nel 1877. La Galleria venne poi coinvolta nei tragici bombardamenti su Milano dell’agosto 1947, nel corso dei quali crollò la vetrata e parte delle decorazioni di stucchi al suo interno, un vero e proprio scempio che sembra impossibile essere accaduto, quando oggi ci si ferma ad ammirarla in tutto il suo splendore. La Galleria è diventata nel corso degli anni il punto d’incontro e di transito dei milanesi e dei turisti di tutto il mondo che sempre più numerosi affollano Milano. Oggi, terminati alcuni importanti lavori di restauro,

questo vero e proprio monumento nazionale e internazionale si presenta in tutto il suo splendore. Nel salotto di Milano. La Galleria va “vissuta”. Sono molti gli spunti per fare un “giro”: i negozi storici come l’antica libreria Bocca, il Camparino, le magiche vetrine di Louis Witton, il nuovissimo Osservatorio della Fondazione Prada, la libreria Rizzoli e, accanto, l’Urban Center, che ospita mostre, workshop, presentazioni editoriali, incontri culturali, e un servizio informazioni su tutto ciò che si deve sapere sulla città. Chi arriva in Galleria per la prima volta, non si può esimere dallo scaramantico gesto di ruotare il tacco sulle “palle del toro”. Oggi si può salire sui tetti della Galleria e fruire di appuntamenti piacevolissimi e della straordinaria vista sul Duomo. 24oreNews

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CARTELLONE CONCERTI

OTTOBRE ORE 21.00

CESARE PICCO “BLIND DATE. CONCERTO AL BUIO” Venerdì 13, sabato 14 Conservatorio di Milano, Via Conservatorio 12 Un’esperienza unica, un concerto affidato alle note improvvisate, in un mix fra jazz, classica e musica contemporanea, del pianista e compositore Cesare Picco. “Blind Date. Concerto al buio” si svolgerà in una doppia serata di beneficenza (ingresso libero, previa prenotazione obbligatoria) per poi girare in una tournée italiana promossa da CBM Italia Onlus (www.cbmitalia.org). Il concerto, che si inserisce nella Campagna di raccolta fondi “Fermiamola. La cecità può uccidere” di CBM (per donazioni sms al numero 45545) con l’obiettivo di salvare dalla cecità 2,5 milioni di bambini e adulti che vivono nei Paesi del Sud del mondo, fa scoprire agli spettatori una dimensione nuova, la profondità del buio più totale. FRANCESCO DE GREGORI Venerdì 27 - Live Club, Trezzo sull’adda - Via Mazzini 58 Il noto cantautore, amatissimo da fan di ogni generazione, sarà protagonista di un tour che lo vedrà, tra ottobre e novembre, sui palchi di alcune delle più importanti città europee, americane e canadesi, come Londra, Parigi, New York, Boston e Toronto. Si esibirà con una scaletta ricca di successi di ieri e di oggi fino a brani dell’ultimo disco “Sotto il vulcano”, omaggio a Lucio Dalla.

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NINA ZILLI Mercoledì 18 - Alcatraz, Via Valtellina 25/27 Maria Chiara Fraschetta (in arte Nina Zilli) è ormai personaggio televisivo e radiofonico, oltre che cantautrice, sempre più amato da giovani e meno giovani. Dopo il successo del singolo “Mi hai fatto fare tardi”, l’artista piacentina torna con il “Modern Art Tour” in cui si esibirà con i suoi successi più amati e per presentare al pubblico i brani inediti del nuovo lavoro discografico.

MADNESS Sabato 28 - Live Club, Trezzo sull’adda - Via Mazzini 58 A sette anni dalla loro ultima tappa milanese, i Madness tornano in Italia con due concerti imperdibili (il 28 a Milano e il 29 a Padova) per presentare l’album Can’t Touch Us Now. Brani come Mr Apples, Mumbo Jumbo, Blackbird e la stessa Can’t Touch Us Now riescono a cogliere appieno la combinazione di pop, reggae e soul che ha reso inimitabile la band.

DANIELE SILVESTRI Sabato 21 - Mediolanum Forum, Assago - Via G. di Vittorio 6 Il cantautore romano ripercorre le tappe principali dei suoi primi 20 anni di carriera (23, per l’esattezza, il primo album, Daniele Silvestri, risale al 1994). L’artista proporrà una ricca scaletta: dai brani più attesi - “Il mio nemico”, “Gino e l’alfetta”, “Salirò” - ai più inaspettati come “Le cose in comune”, “Che bella faccia”, “Datemi un benzinaio” e “Pino”, esibiti nella tappa romana.

ABBASHOW (SPECIALE HALLOWEEN) (ore 21:30) Martedì 31 - Teatro Nuovo, Corso Matteotti 20 La tribute band più amata in tutta europa propone live il best of dei mitici Abba con le canzoni che vanno dal folk di Fernando alla dance di Gimme Gimme, dal rock’n’roll di Waterloo alla disco di Dancing Queen, al pop di Mamma Mia... Oltre alla musica degli Abba, l’evento è studiato per ricreare l’atmosfera tipica di quegli anni attraverso sonorità, luci, colori, abiti e coreografie.

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CARTELLONE TEATRI LE SERVE 3 - 15 Ottobre 2017: Piccolo Teatro Grassi Scritto nel 1947 da Jean Genet, fu ispirato a un evento di cronaca che impressionò enormemente l’opinione pubblica francese. È la storia di due sorelle, Claire e Solange, serve dall’aspetto inquietante che nei confronti della loro padrona, la bella ed elegante Madame vivono un rapporto di amore e odio, fino a quando nelle menti delle due donne finzione e realtà cominciano pericolosamente a sovrapporsi. TAMBURI NELLA NOTTE 5 - 15 Ottobre 2017: Teatro Filodrammatici È la seconda opera teatrale di Brecht ma la prima a essere messa in scena negli anni difficili del primo dopoguerra. Inizialmente definito dramma dallo stesso Brecht, nella successiva revisione diventerà commedia. L’azione si svolge in una notte del novembre 1918 mentre a Berlino si prepara la rivolta spartachista. È una commedia ambigua in cui la ribellione contro le convenzioni dipinge una vicenda che spezza ogni possibile idealizzazione romantica dei fatti. ELVIS - THE MUSICAL 10 - 15 Ottobre 2017: Teatro Nuovo Quella di Elvis Presley è la figura della musica moderna che ha segnato più profondamente arte, musica e stile di ogni epoca successiva. Lo spettacolo, attraverso gli intramontabili successi Elvis dagli anni ‘50 fino al ‘77 (quando la leggenda scomparve) e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui, svela i retroscena di una vita consacrata alla musica e sacrificata allo show-business. L'ANATRA ALL'ARANCIA Luca Barbareschi - Chiara Noschese 12 - 29 Ottobre 2017: Teatro Manzoni La bellissima storia di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni. Della commedia, opera dei primi anni ’70 dello scozzese Williams Douglas Home, è rimasta storica un’edizione del 1973, diretta e interpretata da Alberto Lionello con la grande Valeria Valeri.

FILUMENA MARTURANO Mariangela D'Abbraccio - Geppy Gleijeses 18 - 29 Ottobre 2017: Teatro Carcano Il dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, è una della commedie italiane del dopoguerra più note e rappresentate all’estero, che racconta in modo ineguagliabile i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra. SOGNO E SON DESTO... IN VIAGGIO Massimo Ranieri 19 - 22 Ottobre 2017: Teatro Nuovo*** L’artista napoletano continua il suo viaggio con la sua voce straordinaria e il suo repertorio ricco e coinvolgente. Lo spettacolo è dedicato agli ultimi e ai sognatori, gli uomini e le donne cantati dalla musica di Raffaele Viviani e Pino Daniele o dal teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto. Ranieri andrà oltre i confini della canzone napoletana, interpretando brani di alcuni dei più celebri cantautori italiani e internazionali. DIVINA Anna Mazzamauro 19 Ottobre - 5 Novembre 2017: Teatro Martinitt Ritratti e drammi di vita in tv. Divina, una star televisiva scopre che il programma verrà chiuso per dare spazio ad una conduttrice più giovane. Inizia così un vero caos comico che porterà Divina a condurre con un suo vecchio amante una folle trasmissione di cucina tra pentole, casseruole e frullatori. TEATRO CARCANO Corso di Porta Romana, 63 Orari: mar, mer, gio, sab 20:30; ven 19:30; dom 16:00 TEATRO MANZONI Via Alessandro Manzoni, 42 Orari: mar-sab 21:00; dom 15:30 ***gio, sab 20:45 TEATRO NUOVO Corso Matteotti, 20 Orari: gio-sab 20:45; dom 15:30 PICCOLO TEATRO GRASSI Via Rovello, 2 Orari: mar, gio, sab 19:30; mer, ven 20:30; dom 16:00 TEATRO FILODRAMMATICI Via Filodrammatici, 1 Orari: mar, gio, sab 21:00; mer, ven 19:30; dom 16:00 TEATRO MARTINITT Via Pitteri, 58 Orari: gio-ven 21:00; sab 17:30 e 21:00; dom 18:00

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GIROMILANO

Un vero piacere girare per Milano alla scoperta di nuovi locali o di realtà dei diversi quartieri che ci hanno colpito per il loro fascino e per la voglia di conservare le tradizioni. Come sempre nel nostro giro milanese troverete realtà differenti, dai ristoranti ai nuovi negozi di moda e di accessori, ai locali più estrosi. Questo è il fascino della nostra città A cura di CARLO KAUFFMANN

LINEARETTA

MILANO DA SCOPRIRE

LINEARETTA All’angolo fra viale Cogni Zugna e via Foppa ha aperto i battenti Linearetta - osteria minima - come l’hanno definita i due giovani amici Davide e Alessandro che ogni giorno dalle 18 alle 24 animano questo nuovo piacevolissimo locale. Qui si vive l’incontro magico fra vino, birra artigianale e prodotti d’eccellenza accuratamente selezionati. Vanno in scena le più belle (e troppo spesso dimenticate) emozioni che il nostro territorio ci offre da sempre con la magia dei suoi prodotti. Da frequentare per scoprire, amare, ricordare cosa sono i “sapori veri”. ➭ www.linearetta.it

IL SECCO In questa enoteca nata nel settembre del 2015 ci sono idee chiarissime, qui infatti si bevono bollicine italiane. Si viaggia fra la Franciacorta e il Trentino per scoprire spumanti e prosecchi, già affermati o curiose novità da gustare e scoprire. L’abilità e la simpatia di chi “guida” questo tour alla scoperta delle “bollicine” italiane merita una sosta che troverete davvero piacevole e, cosa altrettanto piacevole, a prezzi molto interessanti, anche per le bottiglie che vorrete acquistare. Via Angelo Fumagalli, 2 ➭ www.ilsecco.com

IL BRUTTO ANATROCCOLO

IL BRUTTO ANATROCCOLO Case di ringhiera, negozietti. Questo è il fascino di Via Torricelli e in questa via troverete Il Brutto Anatroccolo dove val la pena fare un salto. Un locale rustico “vero”, tovaglie a quadri su tavoli di legno. Siete voi a scrivere l’ordinazione su un foglio che consegnerete al cameriere! Cucina davvero casalinga con prezzi davvero da vecchia trattoria milanese e con un menù scritto a mano che cambia continuamente. Merita una visita in compagnia. IL SECCO 26

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DA PAOLETTA

CARPE DIEM

N°21 Abbigliamento uomo e donna firmato Alessandro Dell’Acqua ha aperto la sua prima boutique nella nostra città in pieno centro nell’esclusivo quadrilatero della moda. 120 mq di store per accogliere tutti i vari pezzi dell’ultima collezione e la linea dei possibili accessori. Uno sguardo dovuto per segnalare alle amanti dello shopping questa nuova perla milanese. via Santo Spirito 14 ➭ www.numeroventuno.com

CARPE DIEM Questo negozio in viale Tunisia 1 a Milano, è il regno dell’oggettistica. Qui si può trovare una quantità infinita di gadget, di giochi portatili, di utensili per la casa, di piccoli complementi di arredo, tanti accessori utili o solo divertenti, ma tutti estremamente originali. Andate a guardare e troverete simpatici trolley targati Fiat 500, scaldamani elettrici, portariviste a pianta, magliette con le frasi più spiritose fra le tante viste in commercio e tante proposte idee per i più piccoli. ➭ www.carpediem-milano.it

IL CORTILETTO DELL’ALZAIA È bene dire subito che ci troviamo in un angolo “delizioso” di Milano sull’Alzaia Naviglio Grande, al civico 56, all’interno di uno di quei cortili dei navigli dall’atmosfera antica. In questo localino si respira l’atmosfera quasi perduta delle vecchie trattorie milanesi. Pochi coperti, cibo molto curato e assolutamente niente di precotto. Troverete ottime tartare, tortelli ripieni, dolci e dolcetti e biscottini tutti religiosamente fatti in casa. Provate la gioia di una serata qui al “Cortiletto”. ➭ www.ilcortilettodellalzaia56.it IL CORTILETTO DELL’ALZAIA

AGO E SPAGO Questo è l’angolo milanese delle scarpe fatte a mano! Non l’avreste mai pensato in questi nostri tempi vorticosi… ma a Milano non manca mai nulla. «La nostra - spiegano i titolari - è una tradizione artigianale che si tramanda da anni». Tutto nasce in un piccolo laboratorio di Vigevano dove si lavorano morbide pelli, colorate con cere particolari per ottenere le sfumature più accattivanti, tomaie, fodere, sottopiedi per ogni tipo di calzature maschili e femminili. V.le Col di Lana,12 Via Plinio, 16 ➭ www.agoespago.com

AGO E SPAGO

DA PAOLETTA Che dire, Milano è una sorpresa continua. Questo “social food” è un angolo di Mediterraneo nella nostra città. La padrona di casa vi proporrà se mangiare in casa o in terrazza in una atmosfera unica. I piatti tutti rigorosamente preparati al momento, faranno scoprire al palato i sapori della cucina meridionale. Cene perfette da 6 a 10 persone, ma “Da Paoletta” potrete anche ordinare servizi di catering per cene a casa vostra e altri preziosi consigli per la vostra tavola. Via Copernico 12 ➭ www.dapaoletta.it


RUOTE & MOTORI

RANGE ROVER VELAR L’ANELLO MANCANTE Con un listino già molto articolato non era facile trovare “l’anello mancante” per chiudere (forse) una gamma già molto ricca. Soprattutto non era facile creare un’altra automobile lussuosa, tecnologica e dal design accattivante... ma ci sono riusciti A cura di LUCA MEDICI

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a Velar (mi raccomando l’accento, non sulla E, ma sulla A) si pone sopra la Evoque e sotto la Sport. La vedi e subito dici: “è proprio bella!”. È l’incarnazione di ciò che ti aspetti da una Range Rover… il designer, l’italiano Massimo Frascella, ha fatto un ottimo lavoro. Linee tese, decise e armoniosamente disegnate sull’imponente, ma “leggera” carrozzeria. Una scultura minimalista su ruote che suscita stupore! Di bellezza abbiamo parlato, ma il concentrato hi-tech è prorompente. Uno dei tanti particolari che mi hanno colpito sono le maniglie delle porte, a filo carrozzeria quando non servono, ma subito “disponibili” quando occorre en-

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trare nel bellissimo abitacolo. Proprio così, bellissimo. Nulla è fuori posto, niente è sfacciato, ma tutto è lussuoso, elegante, quasi minimalista. La plancia è rivestita in pelle, come anche i comodi sedili, gli assemblaggi sono di alto livello, ma è quando si preme il tasto Start che succede l’impensabile. La plancetta del tunnel da nera lucida si illumina trasformandosi in un mega display che racchiude in sé molti comandi touch. Comandi che diventano capacitivi nel caso di quelli posizionati sulle razze del volante che però non sempre sono veloci e intuitivi. Sotto la carrozzeria c’è la piattaforma della Jaguar F-Pace che utilizza l’80% della scocca in alluminio. Anche le raffinate sospensioni

(anche pneumatiche) sono realizzate in lega leggera e consentono di variare a piacere l’altezza da terra. La vettura resta incollata alla strada e, anche se non ci sono le marce ridotte presenti sulla Sport, la Velar svolge egregiamente il suo lavoro anche in off-road. Con l’assistenza del sistema “All Terrain Progress” al conducente, una volta impostata la velocità, non resta che condurre l’auto su una traiettoria prescelta. Due le motorizzazioni proposte. Per i benzina si parte dal 2.000, con 250 e 300 CV, per arrivare al 3.000 V6 da 380 CV. Simile l’offerta delle versione diesel. Sul podio c’è il 3.000 V6 da 300 CV e subito dopo il 2.000 da 240 e 180 CV. I consumi sono adeguati alla massa

e non eccessivi, ma nell’utilizzo urbano non sono eccezionali, si potrebbe fare meglio. I prezzi partono da 58.800 euro (per la versione benzina oppure diesel entry level) fino ad arrivare a 111.700 per la versione diesel top di gamma 3.000 V6 SD6 300 CV First Edition. Lunga e costosa la lista degli optional che però garantisce di poter personalizzare l’auto come meglio desiderate. Questa sofisticata ed elegante nuova versione regalerà molte soddisfazioni, una fra tutte la sua eleganza... non solo ai felici proprietari, ma anche ai passanti che avranno la fortuna di vederla incedere con la sua tipica andatura, rispettosa del marchio che porta sul cofano. www.my-home.biz 24oreNews

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HOME DESIGN

“IL SACCO DEL RAG. FANTOZZI” STORIA DI UN’ICONA DEL DESIGN A cura di LUCA MEDICI

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aolo Villaggio ci ha fatto ridere in molti suoi film della saga del “Rag. Ugo Fantozzi”, ma una delle scene memorabili è stata quella, che al cospetto del mega Dirigente, doveva stare in equilibrio sulla poltrona sacco. Nata nel 1968 compie oggi 49 anni, ma sembra uscita ieri dal catalogo Zanotta, l’azienda che la produce. Il semplice, ma geniale design è nato dalla mano di Gatti, Paolini e Teodoro, tre Architetti torinesi che hanno contribuito a creare uno dei pezzi storici del design italiano. Erano anni di grandi cambiamenti epocali, del costume e della società. I tre arrivarono da Zanotta con un sacco in pvc trasparente riempito di palline di polistirolo. Questo materiale anonimo e multiforme si prestò per essere pro-

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dotto su larga scala, creando in effetti uno degli oggetti cult che ha caratterizzato una nuova categoria di arredo, la poltrona cod. 280 (così viene chiamata nel catalogo Zanotta). Sviluppata oggi in tre misure, Sacco 280, Sacco Medium 279 e Sacco Small 278, questa poltrona anatomica è un “involucro contenente palline di polistirolo espanso ad alta resistenza”. Il rivestimento può essere in Tela Egitto, Pied de poule, Sole, Vip (per esterni), Volo e pelle. Le versioni in Pied de poule e Tela Egitto sono sfoderabili. La versione in tessuto Volo è disponibile con due decori stampati con tecnica digitale: rispettivamente de-

coro Big eyes e decoro Solid per il Sacco Small, decoro Solid e decoro Up per i modelli Sacco Medium e Sacco. Il tessuto Vip è anche per esterni, resistente al fuoco, antibatterico con trattamento Silverguard ® e antimacchia con trattamento Permablock 3®. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Bella, pratica, lavabile, per interni e per esterni, un vero passepartout che va bene in qualsiasi ambiente. Selezione Compasso d’Oro nel 1970, presente al Museum of Modern Art di New York, esposta al Kunstmuseum di Dü sseldorf e in molti altri musei di tutto il mondo. Comoda, giocosa, colorata e leggera, un vero oggetto evergreen che pare non abbia tempo. Ideale come seduta alternativa, come idea regalo oppure per arredare un piccolo angolo privo di personalità. Il sacco è ancora giovane e lo sarà ancora per molto tempo! www.my-home.biz


VIAGGI

OTTOBRE AD AMSTERDAM STORIA, ARTE E DANCE MUSIC NELLA “VENEZIA DEL NORD” A cura di ELENA FOSSATI

L’

estate è da poco finita e le vacanze sono già un lontano ricordo. Se siete ancora alla ricerca di divertimento, di quello davvero sfrenato, Amsterdam è il posto giusto dove andare ad ottobre. L’occasione è la 22a edizione di ADE (Amsterdam Dance Event), il più grande evento al mondo dedicato alla musica elettronica, che quest’anno si svolgerà da mercoledì 18 a domenica 22 ottobre. Un appuntamento irrinunciabile per gli amanti della musica dance e non solo. Per 5 giorni (e 5 notti) la capitale olandese si trasformerà nel cuore pulsante di un grande palcoscenico dedicato alla musica dance ed elettronica. La città ospiterà 300 eventi mentre 2.000 DJ si esibiranno nelle migliori location come il Melkweg, l'Amsterdam Arena, l'AFAS Live e l'Amsterdam RAI. Tra i DJ, per citarne qualcuno, spiccano i nomi di Armin van Buuren, David Guetta, Hardwell, Martin Garrix e, per l’Italia, il fiorentino Stefano Noferini

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VIAGGI

A sinistra: “La ronda di notte” di Rembrandt; sopra: Rijksmuseum

- uno dei maggiori DJ Techno e DJ Producer della scena italiana e internazionale. Ogni anno durante l'Amsterdam Dance Event viene resa nota la classifica "DJ MAG Top 100", i 100 migliori DJ del mondo eletti dal pubblico (circa 350mila persone partecipano annualmente alla votazione). Inoltre l'iniziativa ADE Playground propone, presso 25 centri creativi, proiezioni di film, workshop, mostre e vendita di abbigliamento. Insomma, un evento straordinario assolutamente imperdibile. NON SOLO MUSICA Amsterdam è una cittadina molto vivace, animata da fiere, giostre, mercatini e artisti di strada che in ogni periodo dell’anno affollano soprattutto il centro della città. Una città che offre al visitatore una molteplicità di proposte culturali e di ogni genere: musei unici al mondo, come il FOAM, mercatini colorati, canali che si snodano attraverso le case tipiche olandesi, parchi immensi, pieni di tulipani e musicisti. Tappa fondamentale di ogni viaggio ad Amsterdam è il bellissimo Van Gogh Museum, uno dei musei più belli della città, che possiede la più ampia collezione di dipinti di Van Gogh del mondo. Si trova sul Museumsplein, la piazza su cui si affacciano i musei della città, accanto al meraviglioso Museo Ste32

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delijk, dedicato all'arte moderna e contemporanea: da Picasso a Chagall, proseguendo fino alla Pop art e al Design industriale. È l'unico museo della città ad essere aperto 365 giorni all'anno. Il Rijksmuseum ospita dagli inizi del 1800 la più grande collezione di arte fiamminga del mondo ed è uno dei Musei più grandiosi della città. Da non perdere il famosissimo quadro “La ronda di notte di Rembrandt”. Imperdibile, nel cuore di Amsterdam, la Casa di Rembrandt. È come entrare contemporaneamente in un quadro, in una macchina del tempo e nella testa dell’artista. È la casa dove viveva e dipingeva il pittore, luogo pieno di arte e curiosità. La Casa di Anna Frank è un luogo carico di storia e di emozione, una testimonianza di quel periodo di orrore e guerra che fu la Seconda Guerra MondiaCURIOSITÀ Amsterdam deriva il suo nome dal fiume Amstel. Si sviluppò nell'attuale metropoli da un piccolo villaggio di pescatori chiamato Aemstelledamme ("diga sull'Amstel"), costruito nel XIII secolo lungo le rive del fiume vicino a una diga (dam) che proteggeva la città dalle violente e disastrose inondazioni dell'IJ.

le. Oltrepassando la libreria girevole che porta al nascondiglio della famiglia Frank si fa un salto temporale e si vive per un secondo dentro il suo diario. Una gita lungo i canali della “Venezia del Nord”, in bicicletta o in battello, passeggiando lungo le sponde o attraversando i suoi ponti, è una delle più importanti e romantiche. Non perdete una visita al quartiere di Jordaan, il più bello e hipster di Amsterdam con i suoi edifici rinascimentali, con le boutique di antiquari e artisti locali. Il quartiere Brulica di café, casine olandesi, gallerie d’arte e negozietti. Un arcobaleno di colori e una nuvola di profumi avvolge il canale Singel, tra Koningsplein e Muntplein, ove si trova il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori di Amsterdam. Tutto il mercato, aperto tutto l’anno, è galleggiante: le bancarelle (una attaccata all’altra) sono in realtà delle chiatte sull’acqua. Immensa, gigantesca, attraversata da pedoni, tram, turisti e biciclette, Piazza Dam è il cuore della città. Su questa enorme piazza ciottolata si affacciano il Koninklijk Paleis (Palazzo Reale), la Nieuwe Kerk (letteralmente “Chiesa nuova”, per distinguerla dalla Oude Kerk, la “Chiesa vecchia”), il Nationaal Monument (un obelisco di 22 metri per ricordare i caduti della Seconda Guerra mondiale).


HI TECH di MARIE BORDET

SAMSUNG GALAXY NOTE 8 Ci fosse una lista delle caratteristiche che deve avere uno smartphone top di gamma attuale, il eccone uno che riempirebbe tutte le caselle: display grande, anzi enorme (6.3 pollici), processore potente, doppia fotocamera, resistenza ad acqua e polvere, ricarica wireless, supporto per MicroSD fino a 256GB oltre a 64GB di memoria integrata oppure per una seconda scheda Sim. E pure lo stilo. Galaxy Note 8 di Samsung è disponibile in due colori, Midnight Black e Maple Gold, costa 999€, ma chi passa a Samsung scegliendo uno dei top di gamma Galaxy (Note 8, S8 o S8+) entro l’8 ottobre, potrà avere fino a 600 euro di supervalutazione per lo smartphone usato.

SAMSUNG GALAXY S8 PLUS È uno degli smartphone Android più avanzati e completi che ci siano in circolazione. Ha un grande display da 6.2 pollici e una risoluzione da 2960x1440 pixel che è fra le più elevate attualmente in circolazione. Lo spessore del Samsung Galaxy S8 Plus è appena di 8.1mm. Le funzionalità offerte sono veramente tante e all'avanguardia, a cominciare dal modulo LTE 4G che permette un trasferimento dati e una navigazione in internet eccellente. Fotocamera da 12 megapixel ma che permette ugualmente di scattare foto di buona qualità con una risoluzione di 4290x2800 pixel e di registrare video in 4K alla risoluzione di 3840x2160 pixel. (830€)

POLAROID ONESTEP 2 Un attesissimo ritorno. Il design della nuova fotocamera istantanea Polaroid è chiaramente ispirato a quello della OneStep originale del 1977, con il grande pulsante rosso per lo scatto posizionato nella parte frontale e il logo dai colori arcobaleno che ha accompagnato la storia di Polaroid. Il dispositivo propone un approccio alla fotografia che non ha nulla a che vedere con quello delle alternative digitali moderne: ogni pacchetto di pellicole (in formato originale, a colori o b/n) è sufficiente per soli otto scatti. Bisognerà prestare attenzione prima di premere l’otturatore! (119€)

GPS PIÙ PRECISO NEL 2018 Nel 2018 il navigatore satellitare sarà più preciso grazie ad un nuovo chip che verrà installato all’interno di smartphone, tablet e wearable. Il nuovo processore è stato sviluppato da Broadcom per rendere i servizi che sfruttano la tecnologia GPS ancora più affidabili. La precisione al centimetro introdotta dal nuovo chip sarà garantita da un nuovo ricevitore GNSS a doppia frequenza, mentre attualmente vengono utilizzati ricevitori a frequenza singola e quindi meno precisi.

COPENHAGEN WHEEL: LA RUOTA CHE TRASFORMA LA BICI IN E-BIKE Copenhagen Wheel è dotata di un motore elettrico racchiuso, insieme alla batteria, all’interno di un disco montato al centro della ruota. Per sostituirla alla ruota posteriore di qualunque bici basta svitare un paio di bulloni. Copenhagen Wheel non ha bisogno di interruttori né manopole: si controlla dallo smartphone tramite la app dedicata che consente di configurare il livello di “aiuto” che si chiede al motore, la modalità di frenata e il blocco/sblocco della bici quando la si parcheggia per strada. Il sistema di antifurto funziona anche nel caso la ruota venga rubata dalla bicicletta: un sistema di accoppiamento con lo smartphone impedisce alla ruota di funzionare se non viene sbloccata dal proprietario. 24oreNews

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HI-WEB Luca Toffoloni General Manager Blue Ocarina® S.r.l. Milano, Via F.lli Bronzetti 11 www.blueocarina.com www.lucatoffoloni.it

IL TUO SITO È FATTO BENE O MALE? SCOPRIAMOLO CON GOOGLE

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l secondo passaggio per capire se il nostro sito è fatto bene è analizzarne le statistiche. Per poter avere dei dati affidabili è necessario attivare sul nostro sito il servizio di Google che si chiama Analytics: si tratta di un servizio gratuito che ci permette di sapere come si comportano gli utenti che visitano le nostre pagine. Sono dati fondamentali per capire se il nostro sito è stato costruito correttamente, per indicarci come migliorarlo ed eventualmente renderlo una fonte di reddito, dato che un sito che viene raggiunto da un alto numero di visitatori al mese, può essere un ottimo veicolo di pubblicità. I dati statistici forniti direttamente da Google, rappresentano una ‘certificazione di qualità’ della nostra comunicazione. Sono dati però da interpretare alla luce del comportamento dei visitatori del sito in base ai seguenti indicatori: 1 Numero totale dei visitatori che si distinguono fra visitatori totali e visitatori unici: lo stesso utente potrebbe infatti consultare il nostro sito più volte “falsando la statistica”. 2 Tempo di permanenza: se un sito avesse mille visitatori unici al mese non sarebbe male ma, se il tempo di permanenza fosse di cinque secondi sarebbe una tragedia, perché sarebbe come dire che perdiamo mille potenziali clienti al mese. 3 Frequenza di rimbalzo: indica la percentuale dei visitatori che non è andata oltre la visione della pagina alla quale si sono connessi. Se la percentuale è alta vuol dire che la comunicazione del nostro sito è poco efficace.

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4 Zona geografica di provenienza: indica in quale luogo geografico del mondo risiedono gli utenti che visitano il nostro sito. Essere contattati da una percentuale alta di persone che vivono in un’altra città, potrebbe non essere molto utile per il nostro business. 5 Numero di visualizzazione delle pagine: certifica la qualità della comunicazione del nostro sito, quanto riusciamo a creare curiosità nelle persone e aumenta il tempo che i nostri visitatori passano sul nostro sito. In poche parole determina il coinvolgimento che riusciamo ad esercitare sui nostri visitatori. 6 Sorgente: indica da quale sorgente i visitatori sono pervenuti fino al noi. È necessario per capire che tipo di potenziali clienti ci visitano e come le nostre manovre di comunicazione o di marketing stiano funzionando. Se scoprissimo che una percentuale importante di visitatori arriva da un articolo scritto su di noi in un blog, prenderemo ancora in considerazione quel blog nel futuro, piuttosto che farci pubblicare un articolo che registri una quantità più bassa di contatti. Se il nostro sito non sta funzionando come ci aspettiamo, non affrettiamoci a rifarlo: un’analisi dei dati di Analytics da parte di un professionista competente vi sarà di grande aiuto per scoprirne i motivi! Se investiamo denaro per comunicare, questa spesa deve essere giustificata da risultati tangibili: se questi non lo sono, probabilmente abbiamo comprato solo una pura illusione!


I RIMEDI DELL’OMEOPATIA 36

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Angela Minutillo Bertanza Specialista in Pediatria Omeopata Unicista angela.minutillo@fastwebnet.it

rancesca è una bella signora 45enne, mora, madre di tre figli. Il primo ha 20 anni, il secondo 17 e il terzo 12. In realtà di figli dice di averne 4, perché suo marito, già di qualche anno più giovane, dimostra molto meno della sua età e sembra il fratello maggiore dei tre ragazzi. Francesca è molto attiva ed è anche molto impegnata sul piano sociale e per la scuola di suo figlio più piccolo. Quando Francesca, su suggerimento di una sua cara amica (madre di un mio paziente), venne in visita da me, come prima cosa mi disse che era impegnata politicamente per un partito che praticamente non esisteva più. Mi ha rivelato così il suo idealismo. Era molto impegnata per il suo senso di giustizia. Oltre al profondo disagio per questo suo modo di essere così sensibile alle più piccole ingiustizie aveva dei seri disturbi sul piano fisico. Le piccole articolazioni degli arti superiori quindi quelle delle mani erano gonfie e dolenti e faceva molta fatica ad usarle. La sua personalità, il suo impegno politico, i suoi disturbi sul piano fisico indicavano come rimedio Causticum che è un rimedio inventato da Hahnemann. Ha proprio la caratteristica di avere un’intolleranza per le ingiustizie di qualunque tipo. Oggi, a distanza di due anni vedo Francesca nelle visite periodiche molto più tranquilla ed equilibrata e le sue articolazioni vanno decisamente meglio. Come sempre vi invito a leggere i miei articoli e il vademecum di Omeopatia Unicista nella sezione Salute e Benessere del sito www.24orenews.it

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IL TIPO CAUSTICUM Il tipo Causticum in genere è piuttosto magro, freddoloso e ipersensibile al vento freddo e secco. Il colorito è piuttosto pallido, e di aspetto poco sano. Va soggetto a manifestazioni reumatiche, artrosi con notevoli limitazioni funzionali o anchilosi per interessamento dei tessuti fibrosi periarticolari; emiparesi; crampi, convulsioni; eruzioni cutanee croniche; dolori urenti a livello delle mucose infiammate o nelle sedi di eruzioni cutanee. Dal punto di vista psicologico si può sottolineare l’intensa carica affettiva e l’animo compassionevole, l’ipersensibilità, l’emotività, una spiccata tendenza alla polemica e uno stato ansioso-depressivo, spesso conseguente a preoccupazioni, dispiaceri e sofferenze psicologiche. La persona Causticum non può vivere in pace se tutto non va perfettamente bene. Ha la tendenza a sentirsi sopraffatta dalle cose brutte della vita, a reputarsi impotente, a lasciarsi andare ad atteggiamenti pessimisti, depressi oppure a incanalare questa sua ipersensibilità in comportamenti spesso ossessivi, paranoici, talvolta aggressivi.


ERBARIO MAGICO Dr. Paolo Mariconti Specialista in Anestesia e Farmacologia Esperto in Medicina del Dolore guarireildolore@gmail.com

DOLORE E STRATEGIE MENTALI

L

a Medicina del Dolore considera, nella strategia di cura, aspetti fisici, emozionali e comportamentali, senza tralasciare cultura, convinzioni e abitudini dei pazienti, e mette in atto misure diverse che agiscono a più livelli. Diventare attore nella gestione della malattia significa partecipare attivamente alla definizione degli obiettivi delle terapie, riconoscendone gli ostacoli e cercando attivamente soluzioni ai problemi di ordine pratico. La capacità di un individuo di reagire ad una determinata situazione nel linguaggio medico viene definita “strategia di coping”. Questo concetto prende vita in ambito psicologico negli anni Sessanta a partire dalle ricerche dello scienziato americano Richard Lazarus (1922-2002), professore alla Berkeley University. Tale termine riassume l’insieme delle strategie mentali e comportamentali che consistono nella gestione attiva, nella risposta efficace, nella capacità di risolvere i problemi. Anche in Medicina del Dolore il paziente viene sollecitato ad affrontare la malattia attraverso pensieri e comportamenti in grado di incrementare la capacità di tollerare il dolore e alleviare lo stress negativo. Tale capacità di reazione varia da soggetto a soggetto, muta col tempo e a seconda del contesto. Non si può affermare che esistono persone totalmente passive e rassegnate ed altre sempre attive e combattive. È opportuno cercare di raggiungere uno stato di equilibrio sempre maggiore, con la con-

seguente partecipazione attiva del paziente nel modellare la realtà sulla base delle proprie aspettative. Per correggere i comportamenti scorretti dei pazienti è utile per il medico individuare anche il “locus of control” di ognuno. I soggetti che hanno un “luogo di controllo interno” sono più propensi a valutare le proprie capacità nell’affrontare gli eventi della vita, ritenendo di poterli in buona misura controllare. I soggetti con “luogo di controllo esterno” invece tendono a deresponsabilizzarsi, attribuendo al caso o ad altri tutto ciò che accade. I primi reagiscono meglio alle situazioni ma sono più esposti alle delusioni in circostanze che non riescono a gestire, i secondi rischiano di rimanere passivi, convinti di non riuscire a modificare il corso degli eventi. Tale logica bipolare deve essere opportunamente guidata dai terapeuti. 24oreNews

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ERBARIO MAGICO

AGRIMONIA UN TOCCASANA PER LA GOLA A cura di MARICA DE BONIS

E PER LE OSSA!

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al di gola, raucedine, tosse… Con i primi freddi autunnali arrivano anche i malanni di stagione, che sono tra i principali responsabili del consueto e pericoloso abuso di antibiotici e anti-infiammatori di sintesi. In effetti esiste una varietà di rimedi naturali per proteggere e curare le nostre vie aeree. Possiamo ad esempio utilizzare l’Agrimonia, un’erba le cui proprietà anti-infiammatorie la rendono un toccasana per i disturbi respiratori e non solo. La pianta ha origini antichissime. L’introduzione ufficiale dell’agrimonia in fitoterapia si attribuisce a Mitridate Eupatore, re del Ponto (I-II sec. a.C). I Greci e i Romani la utilizzavano per la cura dei disturbi epatici, ma non si esclude che le sue virtù fossero note già durante il periodo neolitico, dal momento che tracce di frutti di agrimonia sono state ritrovate in diversi insediamenti del periodo. Riguardo all’etimologia del nome agrimonia, secondo la tradizione, “argemonia” è il nome latino di una varietà di papavero utilizzato nell’antichità per curare un mal d’occhi chiamato “arghema”. Secondo un’altra versione l’etimo del nome sarebbe “agri-moenia”, che in latino significa “le mura a difesa del campo” (la pianta cresce ai margini dei campi). La gola, di fatto, è una zona di confine tra il nostro “mondo interno” e l’ambiente esterno, e pertanto necessita di forti “guerrieri” a difesa di questo “fragile” varco, impedendo ai nemici sempre in agguato, l’umido, l’aria fredda e i bacilli, di entrare a far danni. Antinfiammatorio Antiallergico Antisettico Un infuso di agrimonia ci sarà di aiuto, per le sue proprietà antinfiammatorie, in questo mese di ottobre, sia per metterci al riparo che per curare i malanni della gola. Ogni giorno, almeno 4-5 volte nella gior-

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nata, faremo dei bei gargarismi. In alternativa, in caso di gola arrossata, potremo “sfiorare” la zona infiammata con un cotton fioc imbevuto di agrimonia. I benefici di questa pianta non si limitano alla gola. La presenza di triterpeni e tannini giustificano l'impiego dell’agrimonia anche per uso esterno, come rimedio antinfiammatorio, cicatrizzante, in caso di lesioni cutanee, piaghe, ferite, abrasioni, screpolature; e come antisettico ed analgesico in svariate dermopatie, nelle quali manifesta anche un'azione antipruriginosa e antistaminica, dovuta alla presenza dell'acido ursolico, che ha un'attività paragonabile al cortisone. Le proprietà anti-infiammatorie dell’agrimonia ci proteggeranno anche da altri fastidiosi malesseri autunnali, come il “freddo alle ossa”. Potremo infatti utilizzare il decotto per fare la sera, prima di coricarci, un bel rilassante pediluvio: un vecchio ma insuperabile rimedio per toglierci il fastidioso “dolore alle ossa”! L’estratto di agrimonia è ottimo anche per preparare té e tisane, per la gioia dei palati che prediligono retro-gusti amarognoli.


IL SESSUOLOGO Dr. Roberto Bernorio Specialista in ginecologia Psicoterapeuta Sessuologo clinico www.robertobernorio.it

EIACULATIO PRECOX: UN PROBLEMA DI COPPIA Ho 36 anni e da sempre ho sofferto di eiaculazione precoce. La mia compagna, che non mi ha mai fatto pesare la cosa, dopo 8 anni di relazione ha cominciato a ridurre la sua disponibilità sessuale nei miei confronti. Ho appena scoperto che ha una storia con un altro uomo… lei dice che è colpa mia e del mio problema se è arrivata a questo. Non so se crederle o pensare che sia solo una scusa, visto che in passato siamo sempre stati bene, anche con il mio problema. [Giovanni} Le reazioni della donna nei confronti dell’eiaculazione precoce del proprio partner, pur essendo ovviamente specifiche per ogni singolo caso, possono schematicamente essere riassunte in 5 tappe consecutive. Fase di auto-accusa In un primo tempo la donna si sente responsabile di questo fallimento sessuale: prevalgono sentimenti di auto-accusa e di inadeguatezza. Come tentata soluzione la donna si sforza di rassicurare il suo compagno e se stessa persuadendosi che il tempo sistemerà le cose. Fase di aggressività Frustrata dai continui fallimenti la donna sviluppa una certa impazienza e aggressività che sfociano in litigi feroci. Il clima della relazione è deteriorato e questo suscita un sentimento di intenso malessere. È spesso lo stadio in cui la donna prende la situazione in mano e spinge (spesso invano) il compagno, depresso e frustrato, alla consultazione medica, psicologica o sessuologica. Fase di rassegnazione Accade che la donna demoralizzata rinuncia a lottare e si rassegna. La tenerezza verso il suo compagno si dimostra sempre più tinta da un certo disprezzo. Decide quindi di distanziare i rapporti

in cui non trova più piacere. Fase di adulterio La situazione va lentamente al degrado. Nelle braccia dell’amante la donna misura meglio l’inattitudine del suo partner a farle provare piacere. La guarigione del sintomo, benché ancora possibile, diventa a questo punto estremamente difficile. Fase di rottura Il punto di non-ritorno è arrivato. La donna prova una repulsione al minimo approccio da parte del compagno e rifiuta i rapporti sessuali. È quasi impossibile ristabilire un equilibrio; i due si avviano verso una tormentata separazione. Da quanto espresso, caro Giovanni, puoi capire come i sintomi sessuali possano essere compensati dalla coppia solo per un periodo limitato. La stessa efficacia delle terapie sessuali è inversamente proporzionale alla quantità di tempo che intercorre tra la comparsa del sintomo e la richiesta d’aiuto. Avete sbagliato entrambi a far ‘stagionare’ un problema importante per la coppia e ora ne state soffrendo le conseguenze. Ma se per voi la vostra coppia è ancora importante, ritengo che non sia mai troppo tardi per chiedere aiuto.

L’eiaculazione precoce del partner spesso produce nella donna sentimenti contrastanti che possono minare il benessere della coppia. È importante essere tempestivi nell’affrontare il problema per poterlo risolvere ed evitare conflitti relazionali gravi

A.I.S.P.A. Presidente Prof. Willy Pasini Milano, Via Marostica, 35 Info: www.aispa.it Convegni - Milano 24 novembre: Sessualità di coppia e fasi di vita - Mestre 27 ottobre: Piacere sessuale e qualità di vita 24oreNews

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Anno 4 - Ottobre 2017

Civico museo Teatrale Carlo Schmidl - Trieste

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

Personaggio

SUSANNA MESSAGGIO LA “GOCCIA DI LUNA”

Scopri l’Italia

TRIESTE, VECCHIE STORIE E LUOGHI “INSOLITI”

[STILE ITALIANO]

COSTA CROCIERE 70 ANNI E NON DIMOSTRARLI


Ottobre 2017

indice

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[ PERSONAGGIO] 6

Susanna Messaggio, la “goccia di luna”

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Trieste, crocevia multiculturale

[ SCOPRI L’ITALIA]

14 Sulle colline delle Langhe

[ STILE ITALIANO]

17 Costa Crociere: 70 anni e non dimostrarli!

[ SALUTE E BENESSERE]

18 La leggerezza sposa la tradizione

[ LIBRI]

20 Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti 21 Le nostre recensioni

[ AGENDA ITALIA]

17 Weekend nei Musei d’Italia Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Valerio Consonni Francesco Garosci Carlo Kauffmann ottombre 2017

18 Luca Medici Sandro Nobili Milena Passigato Alessia Placchi Monica Rota Media Partner

Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati – MC)

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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[ editor ia le ]

Care Lettrici e Cari Lettori,

imbottiglia sapendo di farne un “re” delle

avrete sicuramente ripreso i vostri abituali

nostre tavole. Vi segnalo con vero piacere

ritmi di vita, dopo aver superato

l’intervista a Susanna Messaggio,

l’inevitabile crisi del rientro dalle vacanze. I

personaggio del mese, alla quale mi lega

ragazzi sono tornati sui banchi di scuola e

non solo un rapporto di stima, ma anche la

la caldissima estate che ci siamo lasciata

condivisione di tante idee nel mondo

alle spalle è ormai un ricordo. Come avrete

assolutamente variegato e sorprendente del

potuto notare anche dal nostro numero di

benessere e del gusto. Per finire ‘ho

settembre, ci siamo rimessi al lavoro per

sfogliato’ ancora il mio ultimo libro “La

farvi scoprire altre meraviglie del nostro

dieta del 5. Ritrova la linea in 5 settimane”

territorio segnalandovi quegli appuntamenti

per proporvi alcune ricette di piatti che,

che meritano un circolo rosso sulla vostra

seppure resi più leggeri, sono sempre un

agenda. Abbiamo ripreso a “viaggiare” per

inno alla tavola, come i ‘pansotti al sugo di

costruire percorsi un po’ differenti dai soliti,

noci’ o gli ‘hamburger di trota’. Tra i libri

sperando di farvi vivere le nostre stesse

scelti per voi, vi segnalo l’articolo sul

emozioni nello scoprire luoghi, beni

volume dedicato alla mostra del Liberty di

artistici, religiosi, tradizioni, prodotti della

Trieste. Infine, tra gli appuntamenti della

terra… assolutamente unici! In questo

nostra “Agenda Italia”, non perdetevi a

numero di Italia da Gustare troverete due

Torino la mostra dedicata a Lady Diana.

proposte. Una sulle tracce di una Trieste

Abbiamo come sempre lavorato con il

forse meno nota ma che offre interessanti

desiderio di offrirvi pagine con tanti spunti

spunti per una visita durante il weekend.

di interesse per continuare a scoprire questa

L’altra si snoda in Piemonte nel territorio

nostra Italia da gustare.

delle Langhe, tra il prezioso tartufo bianco e

Buona lettura.

il Barolo, quel vino che contiene in sé il calore, il profumo, la cura di chi lo ottobre 2017

Evelina Flachi

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[ per s onaggio ]

SUSANNA MESSAGGIO

LA “GOCCIA DI LUNA” Intervista a cura di Dario Bordet

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ottobre 2017


[ per s ona ggio ]

M

Milanese (classe 1963), due lauree (con lode), celebre conduttrice TV. Il volto di Susanna Messaggio diventa noto al grande pubblico quando inizia a lavorare in televisione all'inizio degli anni '80. Debutta da telefonista su Rai Due, nel 1982, nella trasmissione “Portobello”, condotta da Enzo Tortora. A seguire “Il cappello sulle ventitré” (con Paolo Mosca), “Pop Corn” (con Claudio Cecchetto), “La Luna Nel Pozzo” (con Domenico Modugno), “Azzurro” (con Milly Carlucci). Il successo arriva al fianco di Mike Bongiorno, prima con “Telemike”, poi “Pentatlon” e “Bis”. Due edizioni del Festivalbar, e poi ancora tante trasmissioni su reti Mediaset, fino a “Melaverde” dal 2001 al 2004. Nel 2000 apre una società di comunicazione nel settore delle pubbliche relazioni e ufficio stampa.

Milanese, volto televisivo super conosciuto cosa fa oggi Susanna Messaggio?

Sono ormai 25 anni che ho una società di ufficio stampa e pubbliche relazioni. Scrivo per molte riviste di salute e benessere e di enogastronomia insomma sono molto impegnata nella comunicazione.

Tutto è nato con Enzo Tortora e il suo Portobello, lei era la telefonista “Goccia di Luna”

Caspita, è un bellissimo ricordo. Enzo era un uomo eccezionale… Gli uomini di classe, stile, di cultura… è sempre bello ricordarli.

Poi mille impegni televisivi, ne ricorda uno con maggior piacere? Be’, sicuramente al fianco di Mike Bongiorno, che è sempre rimasto nel mio cuore, e poi il Festival Bar, la musica, era bello d’estate girare in tutta Italia.

Lei è stata una valletta anomala con due lauree davvero eccellenti, in lingue e poi in pedagogia

Sì, studiavo perché da grande volevo avere la mia società di comunicazione (ed è ciò che ho fatto) dove essere preparata e poter lavorare nel mondo scientifico, scrivere di tante cose. Allo stesso tempo pensavo che la televisione non fosse compatibile, invece ho incontrato tanti medici che poi si sono incrociati con la mia vita e con la mia attività.

Cosa l’ha spinta alla scelta del secondo percorso, la psicopedagogia?

Sicuramente un grande interesse e l’amore per i bambini, e poi tutte le malattie psicologiche. Un po’ per curiosità, un po’ per capire meglio la socialità, lo stare insieme e i rapporti con gli altri.

Insomma, tanto studio, tanto lavoro, una vita ottobre 2017

sempre… di corsa

Be’, diciamo che lavoro e mi impegno ogni giorno. Una cosa che mi caratterizza è proprio il fatto di correre, correre e camminare… anche per autostima personale. Una persona deve farsi sempre da sé, studiando, lavorando e costruendosi da sola.

Poi c’è anche la famiglia.

Sì, sono madre di due figli. Per me i miei figli sono tutto, sono sempre al primo posto. Un dono della natura, una grande gioia.

Oggi le manca ancora qualche traguardo?

Mi piace pensare di essere sempre serena, positiva, felice di poter stare con delle persone che mi vogliono bene. Questa è la più grande felicità, per cui non ho bisogno di traguardi ma di consolidare l’equilibrio, che è la cosa principale nel mondo di oggi. E mi piace dire che sono una “persona per bene”, che non è poi così scontato al giorno d’oggi.

Recentemente l’abbiamo vista ad un evento di presentazione di “La Dieta del 5”, l’ultimo libro della nota nutrizionista Evelina Flachi. Sembravate molto amiche.

Evelina, intanto, è una mia amica del cuore, ci conosciamo molto bene, ci sentiamo e frequentiamo molto spesso. Evelina è una donna molto preparata, autorevole, competente, svolge il suo lavoro con serietà e grande professionalità, lo fa con la testa. Il suo costante bisogno di ricerca è fondamentale per il lavoro, ma è soprattutto un grande arricchimento personale. Per me è lo stesso.

Progetti nel paniere di Susanna Messaggio?

Sicuramente continuare a studiare, a formarmi, e a lavorare. Poi mi chiamo “Messaggio”… non posso far altro che lavorare nella comunicazione!

È anche il “nostro” mondo, stimolante e bello. Grazie Susanna e complimenti. Ti auguriamo grandi successi e soddisfazioni. Grazie, anche a tutta la vostra redazione.

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[ s copr i l’italia ]

TRIESTE

CROCEVIA MULTICULTURALE A cura di Sandro Nobili

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Città simbolo dell'unione cosmopolita, storicamente a cavallo tra mondo latino, slavo e tedesco, Trieste ha saputo sfruttare la ricchezza dell'incontro di civiltà e popoli lontani, di genti che arrivavano dalla terra e dal mare e che qui si sono sentite a casa. Ciò grazie a un sogno economico e alla grande visione dell'Impero d'Austria che, soprattutto con Maria Teresa, ha fatto costruire il Porto di Trieste diventato Punto franco nel 1719, con privilegi unici al mondo. A unire mercanti serbi ed ebrei, amburghesi, turchi, dalmati ottombre 2017

e greci sono sempre state le banchine del porto, le contrattazioni di borsa, l'attività febbrile di questa piccola metropoli che all'apice del suo sviluppo fu il principale sbocco sul mare di un impero che si stendeva dal Tirolo all'Ucraina, dai boulevard di Vienna alle strade sterrate della Galizia polacca. Trieste è una città di mare immediatamente attigua alla campagna, alla cornice naturale dell'altipiano carsico che di fatto la circonda per poi estendersi verso i monti della Slovenia. Si passa nell'arco di pochissimi

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[ scopri

l’ita lia ]

chilometri dal lungomare all'aperta campagna e ai bellissimi paesi del Carso, con i loro vigneti nella parte occidentale dell'altipiano e gli olivi ad est. È l’opposto di qualunque altra città di mare e di frontiera del Mediterraneo: nonostante sia bellissima e presenti attrattive molto varie sia dal punto di vista culturale che naturale, non fa parte delle classiche rotte turistiche del nostro Paese. Se altrove questo tipo di luoghi sono disordinati, confusi, affollati, Trieste è invece ordinata e razionale, non caotica. È vivibile tutto l'anno sia per i suoi abitanti che per i turisti, con numerosi vantaggi per entrambi. È una città che ha ispirato, ospitato e dato i natali ad artisti e scrittori, tra i quali Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce e, tra i contemporanei, Claudio Magris e Boris Pahor. STORIE E LUOGHI “SOLITI” Il centro di Trieste è relativamente raccolto quindi facilmente percorribile a piedi nella sua interezza. Il cuore della città è senza dubbio Piazza Unità d’Italia: un nome così patriottico che rievoca una storia non poi tanto lontana nel tempo, se pensiamo che Trieste è appartenuta agli austriaci fino al 1918. È probabilmente la più grande piazza d’Europa affacciata sul mare, come vantano i triestini. Nata come Piazza San Pietro per la presenza di una chiesetta, divenne poi Piazza Grande e infine, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, prese il nome definitivo. Nella piazza c’è la Fontana dei Quattro Continenti (XVIII sec.), le cui figure sono un’allegoria dei quattro continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e America). Il richiamo a figure “straniere” non era gradito a Mussolini quindi nel 1938, in occasione della visita del Duce, la fontana fu rimossa. Davanti alla piazza si snoda il Molo Audace che prende il nome dalla prima nave che riuscì ad entrare nel porto di Trieste dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e l’annessione all’Italia. La rosa dei venti in bronzo presente sul molo è stata ottenuta dalla fusione di una nave austriaca affondata dalla Marina Italiana. Con le sue luci incastrate nel terreno, il Molo Audace è un braccio di pietra che per 246 metri entra nel mare, quasi che fosse un ponte sull’Adriatico. Anche i castelli meritano una visita. Il Castello di San Giusto domina la città. Il Castello di Miramare ci dona un'atmosfera da fiaba. Il Castello di Duino, tutt'ora abitato dai principi della Torre e Tasso, si trova a pochi chilometri da Trieste e si erge su un ripido costone di roccia a strapiombo sul mare da dove si gode di una magnifica vista sul Golfo.

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STORIE E LUOGHI “INSOLITI” La spiaggia del Pedocin. A Trieste tutti la chiamano da sempre Pedocin (letteralmente, “pidocchietto”), forse a causa del fatto che un tempo centinaia di persone si ammassavano su questo fazzoletto di terra ed acqua relativamente ristretto. Si tratta di una spiaggia di sassolini situata appena fuori dal porto turistico, in una zona dal limitato pregio naLA CITTÀ DEL CAFFÈ turalistico ma molto Non tutti sanno che centrale: è famosa Trieste è la città italiana per essere l’ultimo podove si consuma più sto in Italia dove la caffè, con oltre 10 chili a spiaggia è rigorosatesta contro i 5 della mente separata tra media nazionale. Non a uomini e donne. In caso è sede di alcune mezzo c’è un muro aldelle maggiori aziende to e liscio, invalicabile. italiane ed è il centro Anche in mare le zone della torrefazione dei di balneazione dei chicchi in Italia. due sessi sono sepaArchitettonicamente incantevoli e ricchi di rate. Ma lì ci si può alfascino, sono tanti i meno vedere! caffè storici, da sempre Il tram “ferito”. Ci sede di incontri tra sono voluti mesi di reintellettuali, come Caffé stauro per far rinasceTommaseo, il più antico, re le due vetture, la Caffé degli specchi, 404 e la 405, dopo Caffé Tergesteo e Caffé quel famigerato fronSan Marco (in stile tale del 16 agosto secessione). 2016, ma manca poco alla ripresa della sua suggestiva corsa interrotta più di un anno fa. Parliamo del tram di Opicina (in dialetto triestino), che con le sue antiche carrozze blu potrà ricollegare la centrale piazza Oberdan con il borgo carsico di Opicina: oltre 5 chilometri di percorso e 326 metri di dislivello che in alcuni tratti è proibitivo. Il percorso che ha un tratto di quasi 1 km in ripida salita (con punte del 26%), l'originale sistema funicolare è formato da due "carri scudo" che spingono o trattengono il mezzo e il panorama di cui si gode durante il tragitto lo rendono unico e insuperabile in Europa, e forse secondo nel mondo solo alle famose "cable cars" di San Francisco. La sua prima corsa risale al 1902. L'Immaginario Scientifico è un museo della Scienza di nuova generazione, un science centre, un luogo vivo e interattivo in cui poter entrare in relazione con ambienti e oggetti che permettono ai visitatori di ogni ottobre 2017


In apertura: Canal Grande di Trieste. In questa pagina, in senso orario: Piazza Unità d’Italia; San Nicolò dei Greci; il Castello di Miramare; il Molo Audace con raffiche di bora; l’interno del Science Centre Immaginario Scientifico; il Caffé degli Specchi e il Caffé San Marco

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La Risiera di San Sabba

età di "toccare" la scienza con mano. Così nella sezione ‘Fenomena’, al contrario degli altri musei, è vietato non toccare, mentre nel ‘Kakedo’ si parla di nuove scoperte e attualità scientifica con immagini e musiche, e nel ‘Cosmo’, un planetario a cupola rigida, si possono vedere ben 1600 stelle. Il museo non è lontano dal Castello di Miramare. Il Museo della Bora o Magazzino dei Venti, in via Le Osmize Belpoggio, 9 è una delle tante chicche che la città offre. È un maSAPORI LOCALI gazzino bizzarro, una divertente Tra i piatti tipici da provare ci immersione in un piccolo centro sono la Jota, minestra di di documentazione sul vento dove fagioli, crauti, patate e si scopre tutto su una delle caratsalsicce, la minestra de’ teristiche più famose della città. bobici (mais e fagioli), gli La “bora in scatola” è un souvenir gnocchi di pane, di fegato o da non perdere! con i susini (prugne). Tra i Le Osmize. Era il 1784 quando secondi piatti di carne non Francesco Giuseppe di Asburgomancano mai, soprattutto Lorena,- Imperatore d’Austria, d’inverno, Goulash e agnello emanò un editto con cui consenal Kren, mentre tra quelli di tiva ai contadini la vendita dei loro pesce spiccano canocchie prodotti. Il nome ‘osmiza’ deriva alla busara (pomodoro, dal vocabolo sloveno ‘osem’, che pepe, vino), le alici in savore, significa otto e si riferiva ai giorni il baccalà. Tra i tanti dolci concessi ai contadini del Carso triestini, il più amato è per vendere presso le proprie casicuramente il presnitz, sulle se, in via eccezionale, il sovrappiù cui origini ci sono diverse derivato da agricoltura, viticoltura interpretazioni. Si tratta di e allevamento. Essi appendevano una pasta sfoglia arrotolata ‘una frasca’ (un ramo d’edera) sui con un ripieno a base di noci, bivi delle strade principali e in nocciole, pinoli, uvetta e prossimità della propria abitaziorhum. Terrano e la Vitovska ne, in modo da segnalarla ai viansono due eccellenti vini tipici danti. Tale consuetudine si è mandella provincia di Trieste. tenuta a tutt’oggi, assumendo valenze folcloristiche e commerciali. Diffuse su tutte le montagne del Carso che circondano Trieste, le osmize sono luoghi molto casalinghi dove vengono serviti pochi alimenti genuini e sempre quelli: tut-

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ti i possibili insaccati derivati dal maiale, vino del Carso, un po’ di formaggio - purché proveniente da aziende agricole della regione - e uova sode. Anche se alcuni offrono anche verdure sott’olio e sott’aceto, olive e dolci. La Risiera di San Sabba. Trieste racchiude anche il simbolo della violenza razziale, l'unica città italiana ad ospitare un lager e un campo di sterminio nazi-fascista, dove sono stati sterminati nel forno crematorio almeno cinquemila prigionieri. Oggi è un museo che spiega quel che succedeva dentro le sue mura.

San Spiridione e i luoghi “Aperti per Voi”. Tra i tanti luoghi di

culto di credi diversi che si possono incontrare per le vie della città, come San Nicolò dei Greci, unica chiesa fronte mare della città, o il grande tempio a pianta greca di San Spiridione, casa della comunità serbo-ortodossa, o il Museo della comunità greco-orientale “Costantino e Mafalda Pisani” (aperto grazie volontari di Aperti per Voi), testimonianza della stagione di cosmopolitismo della città e riferimento di una comunità che oggi conta circa 600 persone. ottobre 2017


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SULLE COLLINE DELLE LANGHE

TRA “L’ORO ROSSO” E “IL GIOIELLO DI TERRA” A cura di Marie Bordet

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Ogni anno nella stagione dedicata alla vendemmia, tra i filari che vestono i fianchi delle colline, si assiste a un rito antico. Tra boschi di tigli, querce, pioppi, salici e noccioli, si aggira furtivo il trifulao, accompagnato dal suo fedele cane, alla ricerca del “gioiello della terra”. Alba, indiscussa capitale del tartufo bianco, lo celebra come una vera star, onorandolo con la più celebre Fiera Internazionale dedicata al più pregiato dei tuberi, del Tartufo Bianco d’Alba, la cui 87° edizione è in programma dal 7 ottobre al 26 novembre 2017. Tra gli altri imperdibili appuntamenti d’autunno, la prima domenica di ottobre i nove borghi della città di Alba si contendono il Palio degli Asini, una goliardica corsa “agonistica” - organizzata nel totale rispetto degli animali - divenuta negli anni una delle principali attrattive di Alba. Lo storico rito inizia con una sfilata

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ricca di personaggi storici. Ogni borgata, per l'occasione, si esibisce in un episodio riferito al medioevo: battaglie, assedi, atti di brigantaggio, matrimoni, feste religiose, alleanze. Il termine della sfilata dà il via alla divertente corsa con gli asini nella quale fantini professionisti accendono la rivalità dei borghi. Alba, riconosciuta come “la capitale delle Langhe”, è un centro di grande rilevanza storico-artistica. Uno dei monumenti più rappresentativi del centro storico è la Cattedrale di San Lorenzo. La visita al Museo sotterraneo e all’attuale edificio di culto ci permettono di scoprire l’antico passato della città, dalle epoche romana e medievale, alle ristrutturazioni operate dal vescovo Andrea Novelli a cavallo tra il XV e XVI secolo fino ai rimaneggiamenti neogotici di fine ‘800. Lo skyline della città di Alba è caratterizzato da una decina ottobre 2017


di torri medievali che simboleggiavano il potere delle famiglie aristocratiche, erette con funzione di difesa e utilizzate inoltre come luoghi di deposito dei prodotti agricoli. Nonostante la denominazione di Alba come “città delle cento torri” è improbabile che siano mai state veramente così tante: della decina di torri rimaste tre sono ancora ben conservate. LA LANGA DEL BAROLO Da Alba ci addentriamo sulla “strada del Barolo” per raggiungere Verduno, un piccolo borgo che conserva in sé tutto il fascino di un luogo d’altri tempi. È la “sentinella” delle Langhe: il suo Belvedere, sulla sommità del paese, è uno dei punti panoramici più spettacolari e romantici dell’intero territorio. Ma Verduno è anche bellezza architettonica che si fonde con i grandi vini.

Verduno

Invecchiamento del vino

La Morra ottombre 2017

Verduno ALBA La Morra Castiglione Falletto

Novello

Pedaggera Roddino

Il paese si raccoglie attorno al Castello (oggi adibito ad albergo-ristorante), che è testimone della nascita di uno dei primi Barolo della storia. Costruito nel 1500, il Castello ebbe vari proprietari fino al 1838, quando re Carlo Alberto lo comprò affidando la gestione al Generale Carlo Staglieno. Questi, uomo d’armi ed enologo esperto, su incarico del Re, sperimentò qui le prime coltivazioni del Nebbiolo gettando le basi del moderno Barolo. Il luogo più bello del paese è la piazza erbosa, alla quale si accede, soltanto a piedi, da quella sottostante del castello. Il Belvedere offre allo spettatore lo scenario delle Langhe, insieme al fascino di un luogo riposante e silenzioso. La prossima tappa lungo la “nostra” strada del Barolo il borgo di La Morra, tra viottoli, porticati, piazzette e balconi fioriti, è un dedalo pittoresco di architetture irregolari, costellato di testimonianze storico-artistiche affascinanti e custode di tradizioni affascinanti e bellezze architettoniche senza tempo. La ricchezza del borgo, tuttavia, è dovuta principalmente al cosiddetto “oro rosso”. Tutt’intorno alla cittadina, infatti, i colli sono agghindati di acini d’uva nera che brillano, come rubini trafitti dal sole, nella luce del giorno e donano il prelibato vino Barolo, prezioso per l’economia e il turismo locale. L’aspetto di La Morra è quello dell’originario paese medievale. Uno degli edifici più rappresentativi è la Torre Campanaria (XVI sec.), in Piazza Castello. A due passi ci si imbatte nella Cantina Comunale, nata nel 1973 per volere dei viticoltori piemontesi, allestita nel settecentesco Palazzo dei Mar-

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chesi di Barolo, dove, oltre al Barolo, si possono degustare ottime bottiglie di Nebbiolo, Dolcetto e Barbera. Procedendo nella passeggiata si incontrano diversi edifici di culto, come l’imponente Parrocchiale dedicata a San Martino (fine XVIII sec.), la chiesa della Confraternita di San Sebastiano (XVIII sec.), la chiesetta di Santa Brigida (XV sec.) e la chiesa della Santissima Annunziata, con un ex-convento romanico-barocco datato al XII-XIII secolo, oggi sede del Museo Ratti dei Vini di Alba. Qui, nelle antiche cantine dell’edificio, si ripercorrono le tappe fondamentali della storia del vino locale, passando dai reperti romani agli attrezzi antichi dei viticoltori, con documenti storici e tanti bicchieri da degustazione. Proseguendo verso Sud, a pochi km da La Morra si raggiunge Novello, un antico feudo medievale. Del-

Castello di Novello

Roddino

Castiglione Falletto

l’epoca resta ben visibile ad accogliervi all’ingresso del centro storico una grande torre quadrata con un arco di passaggio, costruita in origine lungo i bastioni di difesa sul lato orientale del colle a protezione del maniero oggi sostituito dal castello dalle forme ottocentesche progettato dall’architetto G. B. Schellino di Dogliani. Sulle rovine dell’antica chiesa feudale, fu costruita, a forma di croce greca, la Chiesa di San Michele Arcangelo (XVIII sec.). È una delle più belle chiese del circondario, con altar maggiore di finissimi marmi, organo eccellente, preziose suppellettili e sotterranei. A poca distanza, sul colle della frazione Peyre, si trova un tempietto antico, d’ordine dorico, della Madonna della Neve, detta volgarmente Madonna del Podio, che occupa il posto di un tempio pagano. L’itinerario prosegue nell’area denominata Alta Langa. Qui troviamo il borgo di Roddino. Nel X secolo venne eretta una poderosa torre di avvistamento e successivamente, grazie alla posizione privilegiata, si andò consolidando un castello difensivo, intorno al quale si sviluppò il paese. Nel periodo alto medievale il castello passò in varie mani per poi diventare, nel XII secolo, feudo prima di Bonifacio il Grande e dal 1197 del Marchesato di Saluzzo. A metà ‘600, durante le guerre civili tra la famiglia Savoia e il Marchesato di Saluzzo per il controllo del territorio, il castello di Roddino venne completamente distrutto. Nel centro del paese sorge la Chiesa di Santa Margherita (XII sec.) che conserva ancora alcuni tratti romanici nella piccola abside in pietra arenaria. A pochi chilometri, in direzione di Cerretto Langhe, si arriva in una località dal curioso nome, Pedaggera. La denominazione rievoca l’antica funzione di passaggio in questo luogo di confine tra i diversi Marchesati: qui le merci che transitavano erano soggette al pagamento di un pedaggio. Come ultima tappa del percorso medievale nelle Langhe, vi suggeriamo la visita a Castiglione Falletto che domina il paese con il suo castello costruito nel 1225 e le sue poderose torri circolari. Il centro di Castiglione Falletto affascina con le due imponenti torri a pianta circolare, il torrione centrale e i bastioni che ci rimandano alla storia medievale, alle battaglie combattute nei secoli su queste colline da cavalieri e militari delle famiglie nobiliari a difesa del territorio. Oggi il castello è di proprietà privata e conserva al suo interno due piani, un grande salone centrale e stanze decorate con camini e affreschi. ottobre 2017


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70 ANNI

E NON DIMOSTRARLI! A cura di Monica Rota

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La storia di Costa Crociere risale alla fine del XIX secolo, ma bisognerà aspettare il 1948 per registrare il primo viaggio ufficiale, da Genova a Rio de Janeiro. Appare subito evidente a tutti gli osservatori dell’epoca che Costa stava inaugurando un nuovo modo di viaggiare per mare, con uno stile degli ambienti di bordo che suscitò l’apprezzamento di un grande architetto come Giò Ponti. A queste inimitabili caratteristiche si univa l’impeccabile stile nel servizio a bordo. Sono passati 70 anni e oggi Costa Crociere festeggia questo bel traguardo di vita con tante promozioni per i suoi sempre più numerosi clienti, concetto ribadito nel corso di una dichiarazione alla stampa - dal Direttore Commerciale e Marketing di Costa Crociere, Carlo Schiavon. Oggi la flotta di Costa Crociere conta su 15 navi che ospitano ogni anno oltre 45 mila passeggeri sulle 250 rotte attuali che la classificano come la Compagnia più grande d’Europa. «Benvenuti alla felicità al quadrato». Con questo noto slogan pubblicitario Costa sottolinea ancor di più, proprio in occasione del suo compleanno, la volontà di rendere felici i propri ospiti a bordo, che troveranno uno chef stellato per un ristorante d’eccellenza, l’amica dei bambini Peppa Pig e tante altre sorpresissime per la vita a bordo e le escursioni a terra. Le navi della flotta Costa sono dei ottombre 2017

In alto a sinistra: la Anna C del 1948; sotto la nuovissima Costa Diadema; sopra gli ospiti a bordo del primo viaggio e quelli di oggi

veri gioielli caratterizzate tutte da uno inconfondibile stile italiano. In ognuna di loro si può trovare ciò che di meglio si può chiedere ad una vacanza. Ristoranti esclusivi con prodotti dell’eccellenza italiana, divertimento, sport, benessere, cabine super confortevoli e tanto, tanto altro. Costa Diadema, l’ultimo gioiello. Questa nuovissima “regina del mare” dispone di 1862 cabine, 19 ponti e oltre una dozzina fra ristoranti, bar, birreria, pizzeria, vinoteca e una “magica” gelateria.

Un capitolo a parte merita l’area benessere e sport che vede nel Centro Benessere Samsara una serie di servizi, dai percorsi termali ai trattamenti viso e corpo, al bagno turco, alla sauna finlandese, alle sedute di yoga, pilates, kinesis, a molto altro. E poi la “passeggiata sul mare”, lunga oltre 500 metri, che gira da poppa a prua sul ponte 5. Su questo gioiello della marineria italiana ci si diverte anche molto con la solita varietà di scelte che vanno dal grandioso Teatro Emerald, che si estende su tre ponti e ogni sera ospita grandi show, al cinema, alla discoteca e al casinò. Vi abbiamo riassunto una piccola parte di questa icona dello stile italiano che interpreta da 70 anni il nostro Paese nel mondo!

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[ s alute & benes s er e ]

LA LEGGEREZZA SPOSA LA TRADIZIONE

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A cura di Evelina Flachi

In queste pagine troverete nuove ricette “alleggerite”, tratte dal mio ultimo libro “La Dieta del 5”, che vi suggerisco di introdurre nelle vostre abitudini alimentari, soprattutto per poter mangiare bene e con gusto, ma sempre con un occhio alla salute. Per conciliare gusto e leggerezza basta scegliere gli ingredienti giusti e seguire dei semplici “trucchi Flachi” per cucinarli in modo più sano. Così le ricette di ogni giorno possono perdere, come per magia, grassi e calorie in eccesso.

Le ricette sono tratte dal libro “La dieta del 5”

PANSOTTI CON SALSA DI NOCI 500 kcal da 1090 kcal della ricetta tradizionale Ingredienti per 4 persone 400 gr di farina 00 800 gr di bietole (o bieta) 100 gr di ricotta vaccina 40 gr di Grana Padano 25 gr di pinoli 100 gr di noci sgusciate 100 gr di crema di soia da cucina bio noce moscata, maggiorana, aglio (se piace) sale q.b. Preparazione

Preparare la pasta senza uova, con acqua, lavorandola bene affinché sia ben omogenea e abbastanza soda, ma non troppo asciutta. Mondare e lavare le verdure. Tritare aglio (se piace, senza anima) e maggiorana, grattugiare il grana. Cuocere le bietole a vapore o lessandole solo con l’acqua che rimane attaccata alle foglie dopo averle lavate. Strizzarle bene e tritarle insieme ai pinoli. Poi incorporare ricotta, aglio (senza anima), maggiorana, grana e salare q.b. Preparare i pansotti dando loro la forma di grossi tortelli, oppure a forma di triangolo. Per la salsa di noci Pelare le noci sbollentandole in acqua. Passarle in un canovaccio sfregandole. Tritarle finemente e amalga-

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marle bene con la crema di soia e aromatizzare con una grattata di noce moscata. Al momento di condire si aggiungerà un po’ di acqua di cottura in pirofila preriscaldata.

I “Trucchi Flachi”

• Eliminare le uova dalla pasta dei pansotti • Eliminare burro, panna o latte intero nella salsa • Eliminare i grassi come condimento • Usare crema vegetale bio o brodo vegetale per la salsa • Iniziare il pasto con un bicchiere d’acqua più una bella porzione di verdura cotta o un’insalatina poco condita, per aumentare il senso di sazietà e farci bastare la nostra porzione alleggerita ottobre 2017


POMODORI RIPIENI CON MAIONESE 330 kcal a porzione da 700 kcal della ricetta tradizionale Ingredienti per 4 persone 4 pomodori rotondi da gr 250 l’uno 160 gr di tonno in salamoia 120 gr di riso nero o Venere o integrale 4 acciughine dissalate 15 capperi dissalati prezzemolo tritato q.b. Per la maionese 180 ml di acqua 15 gr di amido di riso (1 cucchiaio raso) 1 tuorlo d’uovo 1 pizzico di sale 1 cucchiaio di succo di limone 1 cucchiaino da caffè di aceto di vino o di mele 1/2 cucchiaino di senape Preparazione

Lavare i pomodori, tagliare la parte superiore e farli riposare capovolti. A parte fare lessare e raffreddare il riso. In una ciotola impastare il tonno con acciughe, capperi ben dissalati e un po’ di prezzemolo tritato e aggiungere il riso freddo. Mescolare e fare la maionese leggera che aggiungeremo in piccola quantità al ripieno. Riempire i pomodori e adornarli con un cucchiaio di maionese light e qualche cappero. Per la maionese scaldare circa 150 ml di acqua insieme a un pizzico di sale e alla senape. Versare l’amido di riso in un bicchiere e unire la rimanente acqua (30 ml ca). Mescolare il tutto aiutandosi con un cucchiaino. Appena l’acqua del pentolino inizia a bollire, togliere dal fuoco, versare l’amido di riso e continuare a mescolare con il frustino fino a formare una crema densa. Aggiungere il succo di limone, l’aceto e, per ultimo, il tuorlo: continuare a mescolare fino al raggiungimento della densità desiderata. Versare la crema ottenuta in una ciotolina e lasciar raffreddare, prima a temperatura ambiente, poi in frigorifero.

I “Trucchi Flachi”

• Usare riso nero Venere o integrale o Artemide • Usare tonno al naturale • Usare acciughe dissalate e senza olio • Usare la maionese leggera e senza olio ottobre 2017

HAMBURGER DI TROTA 298 kcal a porzione

Ingredienti per 4 persone 600 gr di filetti di trota 1 scalogno 1 ciuffo di dragoncello 2 cucchiaini di semi di senape 2 cucchiai di maionese 1 cucchiaio di senape 1 vasetto di yogurt olio extravergine Preparazione

Tritare la trota con lo scalogno e il dragoncello, poi unire i semi di senape. Modellare 4 hamburger, cuocerli al vapore per 10 minuti e condire con un filo d’olio. Mescolare lo yogurt con la maionese e la senape, poi versare la salsa sugli hamburger.

SPIEDINI DI FRUTTA 180 kcal a porzione Ingredienti per 4 persone 200 gr di ananas 200 gr di banane 2 arance 2 kiwi ½ limone 4 cucchiaini di zucchero di canna cannella in polvere q.b.

Preparazione

Tagliare l’ananas, i kiwi, la banana sbucciata e 1 arancia con la buccia a cubettoni. Confezionare gli spiedini e marinarli con il succo dell’arancia rimasta e del limone, lo zucchero e un pizzico di cannella.

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LIBRI A cura di Valerio Consonni

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IL LIBERTY E LA RIVOLUZIONE EUROPEA DELLE ARTI

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DAL MUSEO DELLE ARTI DECORATIVE DI PRAGA

Ecco un bellissimo libro-catalogo dedicato alla mostra sul Liberty - in esposizione al Castello di Miramare, a Trieste, fino al prossimo 7 gennaio - incentrata sulle ricche collezioni del Museo delle Arti Decorative di Praga. Il volume offre una visione articolata e complessa, presentando l’Art Nouveau, collocabile fra il 1880 ed il 1910, come un movimento artistico riformista che ha cercato di creare un ponte con l’esperienza quotidiana e si è battuto per un’intensificazione della vita, uno sforzo atto a promuovere una riforma moderna dello stile della vita sociale. Scritto da numerosi studiosi cecoslovacchi, il libro è un grandioso mosaico suddiviso in capitoli tutti corredati da fantastiche fotografie. Dalle pitture alle litografie, dai manifesti ai gioielli, dagli stupefacenti vetri alle ceramiche, dai mobili ai tessuti, dall’abbigliamento e dalla biancheria agli oggetti da tavola, ogni immagine rievoca il mondo della Belle Époque. Gli autori sottolineano soprattutto l’importanza del Liberty, oltre che dal punto di vista della dimensione estetica, anche per la sua intensa consapevolezza olistica, quell’intenso desiderio di una unità spirituale della vita e del mondo, un’incarnazione di unità cosmica. Un modo di essere che tende a sottrarsi alla materia per astrarsi nello spirituale, uno spirituale ambiguo che si farà strumento di dissenso

anarchico e aristocratico allo stesso tempo. È quell’interesse per la natura che affina una percezione olistica nuova della forma degli oggetti progettati e di tutto l’ambiente di vita. Si viene così a conoscenza di come i disegni di Ernst Haeckel, uno dei maggiori biologi tedeschi di fine ‘800, avessero influenzato tale movimento. Affermando unità di spirito e materia, lo scienziato disegnava organismi marini come forme artistiche a cui il genio della natura dava vita esplicitando simmetria e potenza decorativa. Oppure come il noto designer francese Emile Gallè fosse stato influenzato dalle ricerche condotte sulle specie botaniche della Lorena, elaborando nuove tecniche vetrarie e nuove forme, svolte sul concetto di crescita spontanea, organica, fitomorfica. Estetismo e simbolismo, esotismo ed edonismo, un’idea del mondo visibile come colorato prodigio di stupore ed eleganza; il fiore e la linea insinuante e rampicante della vita vegetale assunti a cifra stilistica di riferimento. Il liberty è un movimento estetico che si caratterizza per la sua internazionalità e la sua universalità perché coinvolge le arti maggiori e quelle minori, replicando i suoi modelli architettonici, pittorici, financo scenografici e musicali, da Roma a New York, a Cracovia in Polonia, a Macao in Cina. Un grande momento per l’arte mondiale! ottobre 2017


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PARLA, MIA PAURA

Il racconto di una forte esperienza personale da trasmettere al pubblico dei lettori. L’autrice si tuffa nella sua paura e cerca un modo giusto ed emozionante per confessarla. Paura, panico, depressione, l’inquietudine della maternità, il rifugiarsi dal chirurgo plastico quando non ci si accetta più. La rabbia della giovinezza, le ore nella stanza protetta dell’analista… angosce che la Vinci affida alla magia delle parole, le sole che possono arrivare a tutti. Simona Vinci (Einaudi)

TUTTO È POSSIBILE

Con grande efficacia l’autrice, vincitrice del Pulitzer 2009, racconta l’eterna complicata lotta fra il bene e il male. I suoi personaggi spesso si vergognano di se stessi, ma in rari momenti capiscono che l’importante è cercare di fare il proprio meglio, quando si è contesi da ogni parte nella vita di tutti i giorni. Forse anche loro capiscono che bisogna trovare comunque la forza di resistere. Elizabeth Strout (Einaudi)

METTI VIA QUEL CELLULARE

È un piacevole racconto di un dialogo con i suoi figli Francesco e Rossana, perché non vivano con la testa fissa sul cellulare. Al di fuori esiste la vita fatta di libri, spettacoli, concerti, cinema, di conversazioni. Non confondete mai la vita virtuale con quella reale. D’altra parte i suoi figlioli lo invitano ad accettare la realtà e a vederla con un’altra prospettiva… in fondo indietro non si può tornare. Le posizioni si avvicineranno e il dialogo in famiglia sarà salvaguardato. Aldo Cazzullo (Mondadori)

L’AMORE ADDOSSO

La giovane ricercatrice genovese, al suo quinto romanzo, ci regala una storia d’amore struggente tutta da leggere e da metabolizzare come lei stessa la presenta : “L’amore è come una colpa, ti fa sentire sempre al centro dell’attenzione. È un problema senza soluzione, una canzone senza finale, un sonno che non ti lascia riposare. L’unica cosa certa è che, se è amore vero, quando cadi nella trappola te lo senti addosso”. Sara Rattaro (Sperling&Kupfer)

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ARABESQUE

Cambia il mondo di Alice Allevi, la protagonista di questo bel romanzo. Alice non è più una specializzanda, ora è una specialista di Medicina Legale. Affronta così il suo primo “caso” di consulenza per un magistrato, la morte di una ex étoile della Scala, direttrice di una scuola di danza apparentemente morta per cause naturali. Alice, grazie al suo intuito e alla sua sensibilità, scoprirà molti segreti nel passato della donna, legati allo spietato mondo del balletto classico. Alessia Gazzola (Longanesi)

PATRIA

Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti. Un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.

Ferdinando Aramburu (Guanda)

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WEEKEND E RELAX

Siamo nel pieno della stagione autunnale e come sempre nella nostra Agenda troverete appuntamenti con le “perle” del nostro territorio e indicazioni per trascorrere i vostri weekend a visitare mostre o luoghi particolari

TORINO LADY DIANA. UNO SPIRITO LIBERO fino al 28/01/2018 A vent’anni dalla scomparsa di Diana Spencer la Reggia di Venaria Reale celebra la figura di quella che è stata forse la principessa più amata dell’ultimo secolo. Il percorso espositivo si snoda attraverso oltre 100 fotografie, articoli di giornali e riviste, brani musicali e tante testimonianze – tra cui quelle di Nelson Mandela e Madre Teresa. Un viaggio alla scoperta dei mille volti della principessa più discussa di Buckingham Palace.

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PARMA | MERCANTE IN FIERA 30/9 - 8/10 La Fiera di Parma diventa una vera e propria città antiquaria nella quale più di 1.000 espositori da tutte le piazze antiquarie europee esibiscono le proprie opere di modernariato, antichità e collezionismo a decine di migliaia di visitatori. Da questa edizione sarà ospitata (presso il pad. 4) una sezione speciale curata da Mia Photo Fair, la fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografi e all’immagine in movimento.

CERTALDO (FI) | BOCCACCESCA 6/10 - 8/10 Un viaggio fra i sapori dell’enogastronomia, fra le emozioni dell’arte e dell’artigianato, alla scoperta dell’antichissimo uso dei fiori in cucina. Si può ben dire un viaggio fra le cose del “bello e del buono” come poche volte ci può capitare. Non mancheranno momenti di approfondimento culturale con incontri e dibattiti. Il programma si snoderà sia al Borgo Basso che nella bellissima Certaldo Alta, la parte medioevale della città.

NAPOLI | TUTTO SPOSI 21/10 - 29/10 È la più grande rassegna italiana dedicata al wedding e all’arredo-

posa. Nel quartiere fieristico della Mostra d’Oltremare a Napoli, Tutto Sposi è un temporary store dove oltre 350 aziende accolgono gli oltre 200mila fan che seguono il brand tutto l’anno attraverso i social. Ci saranno: sfilate, dimostrazioni di trucco e acconciature, aggiornamenti sul noleggio e sulle tecniche fotografiche, bomboniere.

ALTO ADIGE (BZ) | IL TÖRGGELEN Vino nuovo, autunno e castagne. Ogni anno, da ottobre all’inizio dell’Avvento, la popolazione locale e i turisti si dedicano al Törggelen, una delle più antiche usanze dell’Alto Adige riscoperta in numerose valli, nei masi e nei locali tipici del Renon, lungo la strada del vino Altoatesina e in Valle Isarco. Nei cosiddetti Buschenschänk, letteralmente le ‘osterie della frasca’, vengono serviti i piatti tradizionali, buon vino e le castagne arrostite.

GEREGNANO (MI) | LA CERTOSA Come capita spesso i milanesi non ricordano di avere accanto, nella loro città, scrigni di grandissimo valore storico-artistico come questa Certosa di Garegnano. Questa antica Abbazia fu il primo monastero dei certosini in Italia, abbandonato dai monaci nel lontano 1782 per la soppressione degli ordini contemplativi voluta dal Principe d’Austria Giuseppe II. La sua apertura si deve grazie all’iniziativa “Aperti per Voi” del Touring Club Italiano. ottobre 2017


Milano 24orenews idg ottobre 2017  

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