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Anno 9 - Novembre 2019 • Periodico di Cultura e Società

MODA GLAMOUR CHARITY

alla Vendemmia di Montenapoleone

FASHION

Le Spose di Via della Spiga Milano

MAURIZIO NICHETTI «Sognavo di vincere un’Olimpiade»


STORIE, MITI E LEGGENDE

LA MILANO NAPOLEONICA A cura di PAOLO MINOTTI

ome è noto, Napoleone all’interno del suo impero aveva costituito il Regno d’Italia, di cui lui stesso aveva cinto la corona, e di cui Milano era la capitale. L’incoronazione avvenne nel 1805 a Monza nel cui duomo era custodita la celeberrima corona ferrea, che egli volle porsi da solo sulla testa a simboleggiare la sua autolegittimazione come re d’Italia. Napoleone progettò un nuovo assetto urbanistico di Milano pianificando tre interventi nelle diverse zone della città. I progetti furono realizzati solo in parte, un po’ perché troppo dispendiosi un po’ perché il suo potere durò per un periodo troppo breve rispetto al tempo richiesto dalla portata degli stessi. In ogni caso una buona parte del centro storico milanese deve a Napoleone il suo odierno assetto. A cominciare da Foro Bonaparte, la piazza a lui intitolata, così magnificente e simmetrica, a cui afferiscono larghe vie e delimitata da edifici maestosi in semicerchio che circondano il Castello Sforzesco. Nelle intenzioni dei progettisti tale spazio avrebbe dovuto assumere una forma circolare e presentarsi come una grandiosa area lastricata ornata, nel suo perimetro, da edifici all’antica pensati per accogliere teatri, musei, terme, sale per assemblee, una dogana e il Parlamento. Il progetto era però troppo costoso e vi si dovette rinunciare. Fu invece iniziato, anche se non completato, il progetto relativo alla Via Fran-

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cigena (il tratto urbano della strada che congiungeva Parigi e Milano), l’odierno Corso Sempione e all’Arco della Pace. Quest’ultimo era realizzato prevalentemente in legno ed era stato inizialmente posto nell’attuale Corso Venezia. Visto il grande successo che ebbe tra i cittadini, fu deciso di spostarlo in un luogo più adatto (quello attuale) e di renderlo marmoreo. Napoleone era follemente innamorato di Milano, ma trovandola troppo calda e umida d’estate, decise di rifugiarsi a Monza, più fresca anche grazie al polmone verde datole dal suo immenso parco, a cui l’Imperatore poteva facilmente accedere dalla Villa Reale precedentemente sottratta agli Asburgo. Per collegare le due città modificò una via rendendola ancora oggi tra le più grandi e importanti della città: Corso Venezia. La magnificenza di questa enorme via, larga a livello di strada era data dalla presenza dei bellissimi edifici neoclassici, robusti, colorati e possenti che egli vi fece costruire. Infine, Napoleone effettuò una piccola modifica anche su Palazzo Reale, il monumento che oggi ospita le più grandi e importanti mostre della città. All’interno del Palazzo creò una sala pubblica per ricevere gli ospiti e per gli affari pubblici, e una parte privata per se stesso e la propria famiglia. E, se oggi lo chiamiamo Palazzo Reale, è per volere dell’Imperatore, che gli diede questo nome (prima chiamato Regio-Duca Palazzo). La Milano napoleonica, quindi, è un percorso interessante da fare se si è turisti curiosi o cittadini che poco conoscono della propria città. 24oreNews

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Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 9 - N. 11 Novembre 2019

PERSONAGGIO

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Maurizio Nichetti: «Sognavo di vincere un’Olimpiade»

ARTE E CULTURA

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Teatro alla Scala: Die Ägyptische Helena; Balanchine/Kylián/Béjart Milano a teatro Leonardo e la Madonna Litta Milano in mostra

MILANO SI RACCONTA

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Milano come Buenos Aires; #inpiedipertutte Fashion Wine Glamour Milano in concerto

RUOTE & MOTORI

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Bentley Continental GT, lusso e sportività a 635 CV

HI-TECH

20 22

IAN, 1979-2019: il futuro è già presente Le ultime novità più interessanti

FASHION

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Sartoria Angela Alta Moda Le Spose di Via della Spiga Milano

BEAUTY

28 29

I consigli di Marina Mazzolari Caduta dei capelli e alopecia maschile

FINANZA & FUTURO

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Proteggere la propria Web Privacy

DESIGN

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Cersaie 2019 le tendenze

VIAGGI

32

L’autunno dorato di Łódź

IL SESSUOLOGO

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Dolore ed endometriosi

COME STAI?

34 35

Disturbi congeniti della glicosilazione La pillola anticoncezionale

ERBARIO MAGICO

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Verbasco, contro i malanni di stagione

AMICI A 4 ZAMPE

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Una dieta che va di moda: la BARF

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In copertina: abito di Via della Spiga Milano

Novembre Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Ferdinando Asnaghi Roberto Bernorio Francesca Bocchi Patrizia Colombo Carlo Kauffmann Jacek Kruazyr v. Kurwazy Antonello Martinez Marina Mazzolari Luca Medici Cristiano Messina Raffaella Parisi Edizioni Le Roy srl - Milano | Roma redazione@24orenews.it redazione@le-roy.it www.24orenews.it Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment Milano, Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141 Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli, 26 - Buccinasco MI Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl


EDITORIALE

LIVIO GARZANTI UN UOMO “ETICO” Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha dedicato una pagina all’apertura del lascito ereditario di Livio Garzanti, l’Editore milanese scomparso 4 anni fa all’età di 93 anni: 90 milioni di euro per gli anziani soli, bisognosi di aiuto, malati, in difficoltà. Ho conosciuto bene Livio Garzanti, uomo con un carattere difficile, introverso, ma sempre capace di ricredersi. Uomo di grande preparazione culturale, intelligente, capace di portare a grandi successi la casa editrice di Via della Spiga a Milano. L’Editore di Carlo Emilio Gadda, di Pier Paolo Pasolini e di tanti autori italiani e stranieri che gli hanno consentito di raggiungere con successo un vasto pubblico. Un capitolo a parte merita l’idea della realizzazione della piccola enciclopedia in due volumi la “Garzantina”. Una mattina prima di dare il via al lavoro per farla nascere, Livio Garzanti mi aspettò seduto sui gradini della scala che dal cortile di via della Spiga saliva agli uffici e mi fece sedere accanto a lui chiedendomi a bruciapelo «Che differenza c’è secondo lei, fra una radio a transistor e una radio grande come quelle che oggi abbiamo in casa?». Sperando di non dire una stupidaggine risposi: «Le radio a transistor sono piccole, stanno in mano e le radio grandi hanno bisogno di un mobile». «È proprio così - mi rispose Garzanti -. Da domani, oltre alle Grandi Enciclopedie, ne faremo una piccola, da tenere in mano, e la chiameremo “Garzantina”». Fu un trionfo editoriale. Livio Garzanti, era geniale. Era un uomo schivo, credo nessuno di voi lo ricordi a galà mondani, a cene pubbliche, teneva in modo quasi ossessivo alla sua vita privata, amava sentirsi un uomo “etico” e dire a tutti «Nella vita, chi ha avuto fortuna deve sempre ricordarsi di chi non ha avuto la stessa sorte». Mi diceva spesso: «Alla fine ci si ritroverà anziani, ancora con un tratto di vita da vivere, non da sopravvivere!». Ho conosciuto bene Livio Garzanti e vorrei che gli si assegnasse l’Ambrogino d’oro per come ha saputo onorare Milano… e poi lui non potrà essere presente e questo lo renderà felice. Carlo Kauffmann 24oreNews

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«SOGNAVO DI VINCERE UN’OLIMPIADE»

MAURIZIO NICHETTI A cura di CARLO KAUFFMANN

egista, sceneggiatore, attore di cinema, regista di spot pubblicitari e di teatro. Nato a Milano, studia mimo al Piccolo Teatro dove lavora come attore per due stagioni teatrali. Lavora presso lo studio di Bruno Bozzetto prima come sceneggiatore poi anche come regista realizzando 4 lungometraggi di animazione, diversi corti, spot e film industriali. Fonda la scuola di mimo e compagnia teatrale “Quelli di Grock”. - Nel 1979 “Ratataplan” suo primo lungometraggio che scrive, dirige e interpreta, ottiene un clamoroso successo anche internazionale. Contemporaneamente alla sua attività cinematografica continua ad impegnarsi anche in altre attività. Gira oltre un centinaio di spot pubblicitari. Partecipa a diverse giurie internazionali cinematografiche tra cui: Berlino, Cannes, Montreal. Dal 2014 ricopre la carica di Direttore Artistico per la Sede di Milano del Centro Sperimentale di Cinematografia.

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PERSONAGGIO Maurizio Nichetti con Angela Finocchiaro in Ratataplan

Regista, sceneggiatore, attore… ma da piccolo, cosa sognava di diventare? Mi ero esaltato per la vittoria di Livio Berruti a Roma... Sognavo di vincere un’Olimpiade nei cento metri. Mi sentivo forte sulla distanza breve, poi ho scoperto che occorrevano gambe più lunghe e che prima di salire su un podio, bisognava anche allenarsi... Ho deciso che il teatro mi affascinava di più. Si è divertito di più come attore o come regista? Come attore in teatro, come regista al cinema. Oggi rivaluto molto il mestiere dello sceneggiatore, perché può lavorare anche senza un produttore. Scrivere non costa niente, anche se il problema dei soldi non è secondario soprattutto quando si è al supermercato... Si è sempre mantenuto lontano da ruoli, contesti e scenari drammatici e soprattutto violenti… una sorta di messaggio di pace? Mi sono tenuto lontano da queste storie anche come spettatore. Non mi piace andare al cinema per ali-

mentare i miei incubi notturni o aumentare le ansie che la cronaca quotidiana ci procura. Penso che un’ironia, un sorriso possano veicolare più contenuti di mille scene violente. Dal lontano ‘75 quando ha fondato la compagnia “Quelli di Grock” fare il mimo è stata una sua passione: perché? Forse una reazione alle tante parole consumate alla fine degli anni Sessanta, a tante illusioni che riempivano di parole mille assemblee. Mi piaceva di più ascoltare che parlare e ancora oggi sono convinto che tacere sia un lusso che solo in pochi ci possiamo permettere. Dire la mia su cose che non conosco mi sembrerebbe una perdita di tempo per me e per chi mi sta ascoltando. Ha avuto una lunga collaborazione con Bruno Bozzetto, ha lavorato al suo famoso Signor Rossi. Oggi si potrebbe ancora avere quel tipo di successo? Perché no? Peccato che in Italia per tantissimi anni il cartone animato sia stato considerato solo un linguaggio per la prima infanzia. Un genere per bambini. In tutto il mondo i film “animati” hanno scalato i box office internazionali e da noi si producono solo serie per la prima infanzia, per un’età prescolare. Il Signor Rossi, poteva piacere anche ai bambini, ma parlava delle frustrazioni dei loro genitori, questo soprattutto nei primi cortometraggi che hanno fatto conoscere Bruno Bozzetto in tutto il mondo. Sveliamo ai nostri lettori che lei ha anche scritto alcune fa-

vole per Topo Gigio… Che esperienza è stata? La mia prima esperienza “seriale”. Avevo lavorato con Maria Perego e Federico Caldura (suo marito) in un magico spettacolo per burattini “El Retablo de Maese Pedro” di Manuel De Falla, allestito al San Carlos di Lisbona. Durante le prove, Caldura stava cercando uno sceneggiatore per 54 favole di Topo Gigio che sarebbero state registrate per la tv sudamericana... Io ci ho provato, ed è stata la mia prima esperienza professionale di serie “televisiva”. Oggi dirige la sede del Centro Sperimentale di Cinematografia a Milano. Le danno soddisfazione i giovani? Molto più dei miei coetanei. Sembra banale dirlo, ma vivere in una scuola a contatto con nuove generazioni piene di entusiasmi e sogni per il futuro è una continua iniezione di vitalità. Insegnare significa imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Progetti in cantiere? Dopo quindici anni ho scritto un soggetto cinematografico. Prima di passare alla sceneggiatura sto cercando di capire se può interessare a qualche produttore. Spero non mi chiedano di farne 54 puntate televisive, perché dovrei ricominciare da Topo Gigio! Un sogno rimasto troppo a lungo nel cassetto? Di solito i sogni che rimangono nel cassetto sono i più belli, i più originali, i più esclusivi... ci si affeziona a loro così tanto che non li si vuole condividere più con nessuno. 24oreNews

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ARTE E CULTURA A cura di RAMTIN GHAZAVI

DIE ÄGYPTISCHE HELENA RICHARD STRAUSS

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Dal 6 al 23 Novembre 2019

Direttore Franz Welser-Möst Regia Sven-Eric Bechtolf Durata spettacolo: 2 ore e 25 minuti incluso intervallo

DIE ÄGYPTISCHE HELENA

3 Novembre: 6|9|12|15|17|20|23* h20

omposta nel 1926-27 e revisionata nel 1933 nella forma in cui è attualmente rappresentata, è anche la penultima delle sette opere in cui il musicista bavarese si avvalse della collaborazione di Hugo von Hofmannsthal come librettista. E fu proprio quest’ultimo, sollecitato da Strauss a reperire un soggetto ambientato in età ellenistica, a proporgli quello di Elena (tra le altre proposte di Hofmannsthal vi era stata quella di una Danae, che Strauss scartò ma che avrebbe ripreso tra il 1938 e il ‘40, con Joseph Gregor). Il mito di cui si tratta nell’opera, tuttavia, non è quello omerico di Elena adultera in fuga a Troia con Paride, bensì quello euripideo, che tratteggia il personaggio di Elena come modello di sposa casta e fedele, che vive con l’amato Menelao in Egitto.

BALANCHINE/KYLIÁN/BÉJART GEORGES BIZET / WOLFGANG AMADEUS MOZART / MAURICE RAVEL

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Dal 16 al 30 Novembre 2019

Direttore Felix Korobov Durata spettacolo: 1 ora e 41 minuti incluso intervallo

BALANCHINE/KYLIÁN/BÉJART

3 Novembre: 16|19|21|22|27|30* h20; 30 h14:30

a musica ispira e nascono capolavori senza tempo: purezza classica e meravigliose geometrie, nei quattro movimenti e nel travolgente finale di Symphony in C di George Balanchine, grande esempio del suo genere “concertante”, sulla Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet; fluido inanellarsi di momenti di gruppo e splendidi passi a due, lirici o appassionati o aggressivi, nel gioiello coreografico di Jiří Kylián Petite Mort, su due tra i concerti più belli e famosi di Mozart; potente sensualità, ritualità e intensità trascinante nel balletto-icona di Béjart sul Boléro di Ravel, che ritrova sul mitico tavolo rotondo l’étoile Roberto Bolle. Grande danza per grande musica, che vedrà tornare sul podio Felix Korobov.

ALTRI APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE Onegin - 7|10 h14:30; 7|8* h20 Cesare in Egitto - 2 h19:30 + + Giulio Balanchine/Kylián/Béjart | Prima delle Prime - 13 h18 Ägyptische Helena | Prima delle Prime - 5 h18 + + Die Cenerentola per i bambini - 11 h11; h15 + LaTosca Concerti + | Prima delle Prime - 19 h18 della Scala - 4 h20 + Filarmonica Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai - 11 h20 + Ensemble Barocco | Anna-Doris Capitelli (Mezzosoprano) - 24 h16 +

Opere

Balletti

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ScalAperta: biglietto sconto 50%


MILANO A TEATRO SINGIN’ IN THE RAIN - IL MUSICAL Dal 15 Novembre all’11 Gennaio: Nazionale CheBanca! Considerato uno dei primi esperimenti di cinema nel cinema, Singin’ in the Rain mostra i retroscena di Hollywood e ci insegna che, dietro lustrini e paillettes, si possono nascondere gelosie, invidie e ripicche. Ma che è anche possibile trovare il vero amore e combattere contro tutto e tutti per farlo trionfare. A stupire e affascinare il pubblico, oltre all’intreccio amoroso, cambi di scena spettacolari, costumi scintillanti, in perfetto stile anni ‘20, quando il Cinema era muto e la comunicazione era affidata unicamente l’immagine, e un effetto speciale super romantico, la pioggia che cadrà direttamente sul palco. Tutto questo per far vivere al pubblico in sala l’emozione e la magia dei grandi musical live.

ANFITRIONE Dall’1 al 16 Novembre: Manzoni Sergio Pierattini rilegge il dramma classico in chiave moderna, ascoltando gli stimoli e le inquietudini del nostro tempo e immaginando l’Anfitrione del 2019 come un arrembante politico. Il tema del doppio si sviluppa con grande divertimento, ma anche con profondi sottotesti di pensiero, portandoci a ritrovare un dialogo con la zona più remota e temibile del nostro essere. LO ZOO DI VETRO Dal 7 al 17 Novembre: Carcano È il primo successo teatrale di Tennessee Williams, rappresentato nel 1944 a Chicago. Lo zoo di vetro esiste davvero. È la collezione di animaletti che Laura raccoglie ed elegge a proprio universo parallelo: via di fuga da una vita che la madre vorrebbe restituirle, ma per la quale si ritiene troppo fragile. CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO Dall’8 novembre al 31 gennaio: La Fabbrica del Vapore Il musical ispirato al romanzo Charlie e la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl, da cui sono stati tratti i film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971), con Gene Wilder, e La fabbrica di cioccolato, con Johnny Depp diretto da Tim Burton, sarà in scena per tutta la stagione 2019/2020, solo a Milano, presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore. SWEENEY TODD IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET Dal 14 al 17 Novembre: Nuovo La tormentata storia di Sweeney Todd nasce nel 1842 dalla penna del drammaturgo inglese George Dibdin Pitt, per diventare prima film nel 1936, poi musical e poi ancora film nel 2008 nella versione pluripremiata di Tim Burton con Johnny Depp ed Helena Boham Carter. Il musical è stato portato in scena con successo nei teatri più famosi di Londra e Broadway con in terpreti d’eccezione quali Angela Lansbury ed Emma Thompson. 10

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GIOVENTÙ SENZA Dal 14 al 24 Novembre: Filodrammatici Gioventù Senza di Bruno Fornasari, adattamento da ‘Gioventù senza Dio’ di Ödön von Horváth con la regia di Emiliano Bronzino. Fornasari ha adattato il testo configurandolo come “una ricostruzione documentaristica che una classe di allievi di oggi potrebbe fare sui fatti accaduti a una classe di allievi di liceo nel ‘34, anno in cui il nazismo conquista il potere dopo l’incendio del Reichstag”. PANARIELLO, CONTI, PIERACCIONI - LO SHOW Dal 18 al 19 Novembre: Arcimboldi Uno spettacolo a 360° in cui cinema, teatro e televisione si intrecceranno per un varietà unico che vedrà Panariello, Conti e Pieraccioni insieme di nuovo sul palco, a oltre vent’anni di distanza dal loro debutto per uno spettacolo inedito ricco di sorprese e di emozioni e che li vedrà coinvolti in sketch divertenti con uno sguardo sempre rivolto all’attualità.


MOSTRE

LEONARDO E LA MADONNA LITTA

MUSEO POLDI PEZZOLI 7 NOVEMBRE - 10 FEBBRAIO 2020

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l Museo Poldi Pezzoli dal 7 novembre, torna a Milano dopo quasi trent’anni la ‘Madonna Litta’, il celebre dipinto dell’Ermitage, fra i massimi capolavori del museo nazionale russo. L’opera, che si potrà ammirare fino al 10 febbraio 2020, ha uno stretto legame con la città di Milano. Qui fu realizzata infatti nel 1490 e vi rimase in una collezione privata fino al 1865, quando il duca Antonio Litta Visconti Arese la cedette allo zar Alessandro II. Nel Ducato milanese il dipinto conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Sempre dubbia l’attribuzione: l’opera sarà esposta, per un confronto aperto con i leonardeschi e il leonardismo milanese, con altre opere del medesimo soggetto. Si tratta di una ventina tra dipinti e disegni di raffinata qualità provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono, dall’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del ‘400, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro. Nella mostra la Madonna Litta sarà affiancata a un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la ‘Madonna con il Bambino’ del Museo Poldi Pezzoli: questo dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio (il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano) apparteneva anch’esso alla collezione dei duchi Litta e fu acquistato da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel

Leonardo da Vinci, (Anchiano 1452 – Amboise 1519) Madonna Litta, 1490 circa Tempera e olio su tavola, trasferito su tela, cm 42 × 33 San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

1864. Nella mostra sarà presentato un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la ‘Madonna allattante’: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del ‘500, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto. La mostra, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con allestimento dello studio Migliore+Servetto Architects e catalogo Skira, è organizzata grazie al sostegno della Fondazione Bracco, con il Comune di Milano e Regione Lombardia, nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. 24oreNews

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MILANO IN MOSTRA NOVEMBRE L’ADORAZIONE DEI MAGI DI ARTEMISIA GENTILESCHI Museo Diocesano C. M. Martini / Piazza Sant’Eustorgio 3 Dal 29 Ottobre al 26 Gennaio 2020 Orari: mar-dom 10.00-18.00 Per la prima volta dalla sua nascita nel 2001, il Capolavoro per Milano del Museo Diocesano sarà un’opera realizzata da un’artista donna. Concessa eccezionalmente in prestito dalla Diocesi di Pozzuoli (NA), la tela di imponenti dimensioni (310x206 cm) fa parte di un ciclo decorativo realizzato per la cattedrale di Pozzuoli fra il 1636 e il 1637. Il dipinto, realizzato nel periodo napoletano dell’artista, è parte di un ciclo commissionato dal vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de Lèon y Cardenas dopo il 1631, anno dell’eruzione del Vesuvio che risparmiò la città puteolana; ad Artemisia furono affidate ben tre tele (oltre all’Adorazione dei Magi, i Santi Procolo e Nicea, e San Gennaro nell’anfiteatro) che eseguì fra il 1635 e il 1637, anno della sua partenza per l’Inghilterra. MILANO ANNI ‘60 Palazzo Morando / Via Sant’Andrea 6 Dal 06 Novembre 2019 al 09 Febbraio 2020 Orari: mar-dom 10.00-20.00; gio fino alle 22.30 La mostra, a cura di Stefano Galli, ripercorre la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività. Spinta dal boom economico, Milano si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra. Sono anni di grande fervore artistico con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, il design di Bruno Munari e Achille Castiglioni, di grandi esponenti della fotografia, di intensa vita notturna dei locali del jazz con Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. La rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca.

PIO TARANTINI. NELL’INTERNO Red Lab Gallery/Miele / Via Solari 46 Fino al 26 novembre 2019 Orari: lun-ven 11.00-19.00; sabato 10.00-12.30 / 15.00-19.00 Curata da Gigliola Foschi, Nell’interno apre il ciclo espositivo “Habitami” e pone l’accento sul concetto dell’abitare, dove l’uomo da sempre si definisce e si racconta. Pio Tarantini, fotografo pensatore raffinato e sapiente, presenta una decina di opere fra cui alcuni polittici, svelando sin dal titolo il suo personale racconto romantico sul senso del nostro esistere tra le cose, tra l’interno dello spazio abitativo e l’interiorità di chi lo vive e lo anima con la sua presenza. Intento che si palesa mettendo “in collisione” costante lo spazio e le figure/immagini che vi si muovono fra reale e immaginario: quasi un’espediente, o un incantesimo, da parte dell’autore per ricordare che l’abitare porta con sé costantemente frammenti di memoria, fili invisibili che anche nel fluire del tempo mantengono vive esistenze, ricordi, verità. I LOVE LEGO Palazzo della Permanente / Via Filippo Turati 34 Fino al 02 Febbraio 2020 Orari: lun-dom 9.30-19.30 Con oltre un milione di mattoncini assemblabili che compongono città moderne e monumenti antichi per decine di metri quadrati di scenari interamente realizzati con mattoncini LEGO®, l’esposizione racconta come un semplice gioco sia diventato negli anni una vera e propria forma d’arte. A fare capolino tra le diverse installazioni, 12 oli ispirati a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dal giovane artista contemporaneo Stefano Bolcato unendo la sua passione per i ‘Lego’ e la sua arte, attraverso una tecnica pittorica ad olio crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.

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MILANO SI RACCONTA

MILANO COME BUENOS AIRES

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er tutti è indiscutibilmente il ballo più sensuale ed erotico del mondo, ma agli inizi del ‘900, in una società conservatrice come quella argentina, il tango era assolutamente illegale. Non poteva dunque che intitolarsi “Prohibido” il nuovo spettacolo del coreografo e ballerino Miguel Angel Zotto che ha inaugurato a Milano nell’esclusiva location “El Porteño Prohibido” di Via Macedonio Melloni 9 (www.elporteno.it) la prima tipica “Casa de Tango” in Europa. A partire da ottobre ogni venerdì e sabato sera, il pubblico avrà la possibilità di coniugare la cultura enogastronomica argentina con l’evoluzione sociale, artistica e letteraria di uno dei Paesi più affascinanti dell’America del Sud partendo proprio dal tango, grazie a spettacoli dal vivo che si rinnoveranno ogni tre mesi. “Prohibido” è un racconto coinvolgente dei “segreti” dell’Argentina del primo ‘900: dalla leggendaria Maria La Vasca, che dirigeva una delle più famose “Case de tango” di Buenos Aires, veri e propri postriboli dove si amava illegalmente e si poteva ballare il tango, all’opera teatrale “Los Invertidos”, che debuttò a Buenos Aires nel 1914 venendo subito censurata perché attaccava lo stile di vita perverso e dissoluto dell’aristocrazia e della borghesia; da un doveroso omaggio al grande Carlos Gardel, all’influenza che la rivista “Rico Tipo” del caricaturista José Antonio Guillermo Divito ebbe sulla società argentina tra la metà degli anni ‘40 e gli anni ‘70, in particolare sulla moda porteña femminile e maschile “vestendo Buenos Aires come una milonga”.

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#INPIEDIPERTUTTE

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arbara De Rossi, attrice e conduttrice televisiva impegnata nella lotta conto la violenza sulle donne è stata la madrina a Palazzo Parigi della cena di gala #inpiedipertutte per raccogliere fondi per gli orfani di femminicidio in Italia. La serata, allietata dalla voce di Roberto Vecchioni, organizzata da Feminin Pluriel Italia (FPI), associazione internazionale femminile nata nel 1992 in Francia da Beatrice Lanson Villat, è oggi presente in più di 18 Paesi nel mondo per creare un network internazionale di donne per facilitare relazioni e business, ma anche per dare a ognuna di loro la possibilità di condividere esperienze, progetti e di sentirsi ed essere “squadra”. Il Chapter italiano, fondato dall’Avv. Diana Palomba, devolve il ricavato delle quote e degli eventi ad attività per l’educazione, formazione e protezione delle donne, dei bambini o a progetti culturali e sociali. Durante la serata, l’associazione ha presentato i progetti con gli interventi della giornalista Monica Peruzzi e Alessandra Kustermann, direttrice della struttura di Ginecologia e Ostetricia del Pronto soccorso del Policlinico di Milano, prima donna primario della clinica Mangiagalli e fondatrice del “Soccorso Violenza Sessuale e Domestica”. Una parte del ricavato della serata sarà devoluto anche al progetto Centri Milano Donna (CMD) del Comune di Milano, voluti da Sindaco per aumentare l’inclusione delle donne, il loro senso di autoefficacia e una partecipazione attiva alla vita della città.


MILANO SI RACCONTA Palazzo Clerici sede di Casa Vendemmia

FASHION WINE GLAMOUR

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Sopra: Nicola Schulz con gli ospiti alla festa del suo compleanno

Sotto: la Milano Wine Week

l giovane ‘socialite’ svizzero Nicola Schulz Bizzozzero Crivelli ha scelto il raffinato Baccarat di via Montenapoleone per festeggiare il suo compleanno. Abiti da gran soirée e smoking per i suoi invitati milanesi e luganesi fra cui nobili, imprenditori, stilisti di moda. Il festeggiato, nobile non solo per le sue origini, non ha voluto regali ma offerte in favore delle attività del Vicariato di Como che sostiene in modo particolare la “Casa della giovane Irma Meda” che da oltre cinquant’anni ospita lavoratrici, studentesse e giovani donne in difficoltà, a rischio di esclusione sociale con disagi personali quali gravidanza e problemi familiari. Con più di 300mila presenze, oltre 300 eventi e più di mille aziende coinvolte, si è conclusa con grande successo la seconda edizione Milano Wine Week. Nell’arco di 8 giorni, dal 6 ottobre, sono stati attivi 6 Wine District con locali e circuiti di degustazione distribuiti sul territorio meneghino, ciascuno abbinato a un consorzio vinicolo.

La manifestazione si è conclusa domenica 13 con un evento organizzato da “Le donne del vino”, associazione italiana che riunisce produttrici, ristoratrici, vignaiole, giornaliste, enotecarie, nata nel 1988 e guidata da Donatella Cinelli Colombini. Il loro obiettivo è diffondere la cultura e la conoscenza del vino, valorizzando però il ruolo della donna in questo settore prevalentemente maschile. Sempre presenti in attività charity, anche in questa occasione hanno realizzato un evento di raccolta fondi. Parallelamente alla settimana della Milano Wine Week si è svolta dal 7 al 13 ottobre La Vendemmia di MonteNapoleone District, che quest’anno ha festeggiato 10 anni con un programma inedito di appuntamenti che ha unito vino e moda, arte e lusso in una serie di location esclusive. “La Vendemmia” ha animato le boutique delle vie Montenapoleone, Sant’Andrea, Verri, Santo Spirito, Gesù, Borgospesso, Bagutta, Via della Spiga e Via San Pietro all’Orto. Grande novità di questa edizione la Casa Vendemmia a Palazzo Clerici, che ha ospitato vari eventi tra cui l’esposizione di Dynamo Art Factory, organizzata con Dynamo Camp, con le opere d’arte acquistabili realizzate da artisti contemporanei a Limestre con bambini e ragazzi affetti da gravi patologie. 24oreNews

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MILANO IN CONCERTO

NOVEMBRE ORE 21.00

ENRIQUE IGLESIAS (ore 20:00) Sabato 2/11 - Mediolanum Forum Cento milioni di singoli e album venduti, 197 premi, tra cui Grammy, Billboard Awards e World Music Awards: Enrique Iglesias è tra i cantanti più influenti del pop contemporaneo e uno degli artisti di maggior successo nel mondo. Dopo il successo a Roma (lo scorso maggio) torna in Italia a Milano per festeggiare i numerosi successi degli ultimi 20 anni. JETHRO TULL Lunedì 4/11 - Teatro Dal Verme I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale, con i loro più di 60 milioni di album in tutto il mondo. Dopo il successo del tour primaverile con un sold out dietro l’altro, la band riferimento del progressive rock mondiale, torna in Italia con il tour che celebra i 50 anni di attività del gruppo con un ampio mix degli album storici, da ‘This Was’ fino ai giorni nostri. MARCO MENGONI Domenica 10/11 - Mediolanum Forum Dopo le quattro date di maggio e la pubblicazione degli album ‘Atlantico’ e ‘Atlantico on Tour’, il bravissimo artista viterbese torna nel capoluogo lombardo. La star del pop italiano festeggia i 10 anni di carriera con 50 dischi di platino, dopo il successo dell’album doppio platino e un tour sold out in Italia e in Europa con oltre 200mila biglietti venduti. NEK Lunedì 11/11 - Teatro degli Arcimboldi Dopo il concerto all’Arena di Verona del 22 settembre, Nek torna in tour con 30 date nelle grandi città Europee e nei teatri di tutta Italia. Il tour sarà l’occasione per tutti i suoi fan italiani e europei per ascoltare dal vivo i brani del nuovo album ‘Il mio gioco preferito (parte prima)’ e le hit che in oltre venticinque anni di carriera hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo. 16

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DOLCENERA Lunedì 18/11 - Teatro della Luna L’estate scorsa la cantautrice fiorentina ha proposto il brano ‘Amaremare’ mettendo l’accento sulla questione ambientale e riscuotendo un crescendo di consensi e successo radiofonico e di vendite. Da novembre il ritorno live con 4 importanti tappe ove proporrà il suo classico repertorio insieme ai brani del nuovo lavoro discografico. PIERO PELÙ Martedì 19/11 - Alcatraz Il rocker toscano insieme ai Bandisos (Giacomo Castellano alla chitarra “James Castillo”, Luca Martelli alla batteria e ai cori “Luc Mitraglia” e Dado Neri al basso “Black Dado”) tornerà live a novembre con “Benvenuto al mondo tour”, una serie di concerti nei club per infiammare con la sua travolgente energia i palchi d’Italia. DANIELE SILVESTRI Venerdì 22/11 - Mediolanum Forum Cantautore, polistrumentista, produttore, Silvestri è al tempo stesso uno dei migliori autori della musica italiana e in concerto un brillante entertainer, in grado di raccontare cose serie e appassionate senza sottrarsi ad arrangiamenti apparentemente leggeri e ironici, o viceversa. ANTONELLO VENDITTI Sabato 30/11 - Mediolanum Forum Accompagnato dalla sua band storica, Venditti ripropone i brani di un album che ha segnato per sempre il corso della musica italiana, oltre alle canzoni più note del suo repertorio, da ‘Ci vorrebbe un amico’ a ‘Roma Capoccia’, da ‘Notte prima degli esami’ a ‘Grazie Roma’, amate da diverse generazioni.


BENTLEY CONTINENTAL GT

Lusso e sportività a 635 CV A cura di LUCA MEDICI

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e Bentley sono auto famose in tutto il mondo e hanno vinto diverse edizioni della 24 Ore di Le Mans. Il brand, nato nei pressi di Londra nel 1919, è da sempre uno dei maggiori fornitori della Casa Reale Inglese. Dopo i primi anni di indipendenza la Bentley fu acquistata dalla Rolls Royce, precisamente nel 1931. Il primo modello ad essere prodotto dalla nuova gestione fu nel 1946 nei nuovi stabilimenti Rolls Royce di Crewe. Però le Bentley non ebbero più una connotazione stilistica precisa perché di fatto divennero una sorta di marchio minore dei medesimi modelli Rolls Royce, semplicemente con qualche dettaglio estetico che li distingueva dal resto della produzione e per il “flying B” posto sul radiatore. Le cose cambiarono nel 1998, quando il Gruppo Volkswagen rilevò interamente il

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brand, facendo rinascere lo storico marchio britannico. Nel 2006 nasce la Continental GT, il primo modello totalmente nuovo dopo l’acquisizione da parte dei tedeschi, a cui seguì nel 2010 la berlina di lusso Mulsanne. Ma arriviamo ad oggi. La Continental, uno dei capisaldi di Crewe è arrivato oggi alla sua terza generazione, proponendo una carrozzeria scultorea, lussuosa e sportiva. Partiamo dai numeri: sotto il cofano troviamo un motore W12 biturbo benzina da ben 5.950 litri, una potenza massima di ben 635 CV che spingono la vettura a ben 330 Km/h con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in soli 3,5 secondi. Un bolide di lusso però, infatti le finiture sono tipiche di tutte le Bentley, dove nulla è lasciato al caso. Difficile se non impossibile trovare difetti, l’insieme è di assoluto livello, come è giusto che sia per un’auto che costa, optional esclusi, oltre 200 mila euro. Gli


RUOTE & MOTORI

interni sono un tripudio di soffice pelle, legni pregiati e cromature. Tutto è stato studiato per consentire al driver di trovare la posizione perfetta di guida, ma l’ergonomia e la razionalità non fanno parte del background della GT. Infatti i numerosi tasti, il magnifico schermo rotante da 12,3 pollici (optional a 5.826mila euro) e le leve hanno bisogno di un certo periodo di ap-prendistato per abituarsi ad utilizzare tutto correttamente senza distrarsi dalla guida. L’atmosfera è ovattata e si viaggia nel silenzio assoluto: l’unica piacevole sonorità che si percepisce è quella del poderoso motore, ma solo agli alti regimi. Il cambio è un nuovo doppia frizione dotato otto rapporti, morbido quando si viaggia in souplesse, ma preciso e veloce quando si decide di guidare in modo sportivo. La dotazione di serie è elevata, adeguata al rango, non manca nulla, ma se si vuole un’auto ancora più personalizzata si può attingere alla lista degli optional, davvero invitanti, basti pensare che la casa offre due tipi di impianti hifi: il più “economico” Bang & Olufsen, che costa “solo” 4.904 euro, oppure un più sofisticato hifi made in Naim, con ben 2.200 watt di potenza (come se il modello da 1.500 watt di Bang non bastasse), che costa la bellezza di 8.052 euro. Però è il pacchetto optional denominato Mulliner che raggiunge l’apoteosi, al costo di 16.488 euro potete equipaggiare la GT con cerchi in lega da 22 pollici, pedaliera sportiva, sedili in pelle con lavorazione a diamante ed emblema della casa ricamato sui quattro poggiatesta. Tutto questo non vi basta? Bene, allora non vi resta che attingere all’infinita offerta di personalizzazioni sia per gli interni sia per gli esterni che Bentley offre per creare un’auto davvero unica. Vogliamo trovare almeno due difetti? Proviamoci: il primo, che trovo veramente assurdo per un’auto di questo lignaggio, è l’assenza del sistema Android Auto mentre il secondo, che non penso spaventerà i fortunati proprietari, riguarda il consumo. Per spostare una massa di 2.386 kg il motore consuma circa 8 litri di benzina ogni 100 km, rilasciando nell’atmosfera la bellezza di 278 g/Km di CO2. Un’auto sospesa fra storia e design, fra potenza e comfort che saprà senza dubbio regalare emozioni forti, ma coccolati da tanta tecnologia amica. 24oreNews

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IAN, 1979-2019 IL FUTURO È GIÀ PRESENTE

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era una volta un mondo senza i personal computer e gli strumenti tecnologici che conosciamo oggi e che ci permettono di gestire e archiviare un grande numero di dati. Era l’aprile del 1979, quando l’ingegner Alberto Neri fondava la I.A.N. S.r.l., una società rivolta sia al mercato italiano che a quello internazionale, e proiettata da subito verso un futuro fatto di ricerca e innovazione continue. È nel 1981, invece, che IAN inaugura la sua attività nel mercato dei sistemi di archiviazione di massa. Progetta, brevetta e produce il sistema “Network Jukebox Controller” e lancia “Waves”, un’intera linea di server di network, backup e archiviazione, che gode del supporto delle società controllate I.A.N. Service S.r.l., I.A.N. Software S.r.l., Teraplus S.r.l. e Teraplus Roma S.r.l. A partire dal 1994, in sintonia con le evoluzioni del mercato, l’uscita di produzione dei dischi magnetici e il rapido sviluppo dei sistemi storage, I.A.N. ricapitalizza le proprie competenze e orienta i propri sforzi nella propria riqualificazione come System Integrator, ampliando la gamma dei servizi offerti alla gestione dei backup, virtualizzazione di sistemi storage e design e progettazione delle prime Storage Area Network - SAN.

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AFFIDABILE, SEMPRE ALL’AVANGUARDIA E AL PASSO CON I TEMPI Nel corso di 40 anni di attività, i prodotti e servizi proposti da I.A.N. sono passati dai primi dischi di memoria alla vendita di sistemi storage e ai relativi servizi per aziende (Infrastructure Design; System Administration in ambito Server/Storage/Storage Area Network/Infrastrutture Iperconvergenti; Virtualizzazione desktop tramite l’utilizzo di tool VMware; Design di interi Data Center; Business Continuity e Disaster Recovery; Monitoraggio e gestione del Back Up; Relocation di Data Center; Servizi di calcolo relativi al workload applicativo). Non solo: dal 2013, I.A.N. si occupa anche della compravendita di prodotti tecnologici di largo consumo: hard disk esterni, televisori, console, il c.d. “trading”. Affidabile e capace di instaurare rapporti di fiducia solidi e duraturi con i propri clienti, nel 2009 I.A.N. ottiene il riconoscimento di “TOP of Excellence Company”, attestato che premia le aziende milanesi che non temono la crisi. Attenta a mantenere il passo con le novità del settore informatico ha investito nella formazione continua del suo personale tecnico e negli anni ha rafforzato la partnership con i maggiori operatori del settore quali Nutanix, Oracle, IBM, DELL-EMC, VMware, Rubrik, Cohesity, Zerto.


HI-TECH Da sinistra in ordine orario: ‘Le Iene’ Cortis e Onnis; Federica Neri con Davide Spitale; Federica e Alberto Neri a confronto con Le Iene; Alberto Filisetti, Federica e Aberto Neri; Le Iene durante l’intrattenimento degli ospiti

Per garantire la massima soddisfazione del Cliente, I.A.N. presta particolare attenzione anche alla qualità dei propri processi aziendali, come dimostrano le importanti certificazioni acquisite: Certificazione ISO 9001:2015; Certificazione BS OHSAS 18001:2007 (per la gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro); Certificazione ISO 9001:2015 - Quality Management; Attestazione di conformità del proprio Modello Organizzativo al D.Lgs. 231/01. Anche sul fronte dell’etica aziendale, a conferma della correttezza cui è improntata la propria attività, IAN ha conseguito il punteggio di due + su tre nel Rating di legalità. Esperienza, solidità finanziaria e qualità dei servizi offerti fanno di I.A.N. un Business Partner di assoluta eccellenza, in grado di operare a livello mondiale e di soddisfare le aspettative di tutti i suoi stakeholder, dai dipendenti fino ai clienti e ai fornitori.

I.A.N. ha voluto celebrare l’importante traguardo insieme ai clienti e partner, coloro che hanno fatto e continueranno a fare la storia dell’impresa. Allo scopo ha organizzato in ottobre una serata in cui tra l’altro, ha presentato i suoi partner strategici: Cerved Rating Agency, Infinidat, Nutanix, Aarenet. Non si poteva scegliere location migliore, il prestigioso grattacielo ‘Torre 47’, progettato all’insegna dell’innovazione e del futuro, nell’elegante zona Citylife di Milano. Mozzafiato il panorama notturno della città, ma anche molto suggestivo l’allestimento della location che ha visto protagonista - attraverso immagini e diffusori di profumo - il Tarassaco, fiore dai magici poteri scelto come simbolo della IAN. Hanno animato l’evento con la loro brillante conduzione ‘Le Iene’ Cortis e Onnis, che hanno reso la serata estremamente divertente e soprattutto originale. Presenti tra gli oltre duecento ospiti il dr. Guerino Moffa (Ambasciatore UNESCO) e il dr. Davide Spitale (Responsabile Innovazione Ricerca e Sviluppo e Kit Lean Techologies Media Trade Company). L’UNESCO ha incaricato l’azienda Media Trade di creare una piattaforma digitale per i cittadini del mondo, per poter seguire le variazioni climatiche e lo sviluppo sostenibile del nostro Pianeta. Il dr. Spitale ha scelto la celebrazione dei 40 anni per annunciare la scelta di I.A.N. quale partner ideale per la realizzazione della piattaforma e di intendere affidare all’AD Federica Neri il ruolo di “Digital Platform Advisor Manager”. Una scelta maturata valutando, tra vari candidati, le capacità e le competenze necessarie allo sviluppo con successo del progetto ma anche e soprattutto altri aspetti legati alla sostenibilità nella sua accezione più ampia: etico-sociale, economica, ambientale. «Sono molto felice che la IAN possa collaborare allo sviluppo di un progetto di così rilevante importanza mondiale, è per noi un nuova sfida e siamo pronti ad impegnarci al massimo», ha affermato la Dr.ssa Federica Neri, AD di IAN. La serata si è infine conclusa con brindisi con le bollicine accompagnato dalla buona musica mixata alla console dal noto deejay Molella.


HI-TECH di MARIE BORDET

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HUAWEI NOVA 5T

KODAK SMILE CLASSIC

PHONOCUT CREA I VINILI

FRIDGE EYE OCCHIO AL FRIGO

Huawei strizza l’occhio ai giovani con questo nuovo smartphone che porta nella fascia media alcune caratteristiche dei top di gamma del marchio, come l’intelligenza artificiale nella fotocamera. A bordo ha il sistema operativo Android 9 Pie, con tutto l’ecosistema Google quindi con il Play Store e tutte le app più popolari del colosso americano come Gmail e Maps. Il modulo fotografico ha 4 sensori posteriori - un obiettivo ad alta definizione da 48 megapixel, un grandangolare da 16, un macro e un bokeh entrambi da 2 a cui si aggiunge una fotocamera frontale da 32 megapixel. Lo schermo è ampio, da 6,26 pollici. In 3 colori, prezzo di 430€

Le macchine fotografiche istantanee sono forse state il primo esempio di fotografia social e anche se i tempi sono cambiati c’è chi non rinuncia a questo concetto. Per questo Kodak ha realizzato una nuova macchina fotografica istantanea che ricorda molto le Polaroid. Le foto sono grandi 8,9 x 10,9 cm e presentano un retro adesivo. Fotocamera da 10 MP, dotata di flash, possiede anche un mirino a scomparsa e uno slot di memoria SD. È dotata inoltre di connessione Bluetooth e potrà essere utilizzata come stampante e collegando lo smartphone alla macchina fotografica sarà possibile stampare foto presenti sul telefono. In 4 colori, prezzo di 179,99€

Con questo apparecchio ti puoi fare i vinili in casa. Questo lettore-registratore di vinili, ideato dalla start-up Phonocut, può convertire in analogico una qualsiasi sorgente. Ha un design minimalista e accattivante ed è facile da usare. Basta infatti alimentarlo collegandolo a una presa, connettere una qualsiasi sorgente sonora tramite jack 1/8″ stereo mini e premere un solo tasto sia per iniziare che per terminare la registrazione. Si avranno massimo 15 minuti sul disco vergine: al resto penserà il dispositivo che opererà anche un’equalizzazione in completa autonomia. Il prezzo di vendita per i primi sostenitori sarà di 1299€ su Kickstarter.com

I frigoriferi più smart sul mercato già da qualche anno, includono una camera interna per osservare in tempo reale i prodotti disponibili. È una delle migliorie più apprezzate da noi consumatori, ma i costi non sono proprio alla portata di tutti. Così una startup con sede a Monaco di Baviera ha sviluppato questo “occhio smart”. Piccola, resistente alle basse temperature e dotata di una lunga autonomia grazie all’alimentazione fornita da due stilo, la telecamera sfrutta la connessione wifi domestica per mostrare il contenuto del frigo sullo smartphone del proprietario, che può lanciare l’app pochi attimi prima di entrare in un supermercato. Si può prenotare su Indiegogo.com al prezzo di 70€

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Sartoria Angela Alta Moda Milano - Viale Luigi Majno 19 www.sartoria-angela.eu 24

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Femminilità, raffinatezza e grinta nella collezione A/I della storica sartoria di alta moda milanese, che propone cashmere preziosi in maglia e in tessuto double, colori brillanti per stampe e paillettes e glitter per abiti da cocktail. Per la sera spicca tra tutti un abito lungo in taffetà smeraldo con rouches drappeggiata. Custode di abilità artigiane preziose e sempre più rare da trovare, Angela è fra i pochi atelier che possono ancora fregiarsi di aver mantenuto intatta la sartorialità made in Italy, unita alla maestria di un’arte praticata con i metodi inalterati di un tempo. 24oreNews

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COLLEZIONE 2020

Pizzi chantilly, tessuti morbidi in mikado, crêpe de Chine, organza, balze in tulle per gonne fluttuanti, leggere e vaporose caratterizzano la collezione Spose 2020 della maison Via della Spiga Milano. Tessuti pregiati, maestria sartoriale e savoir faire tutto italiano uniti a ricercatezza di stile ed eleganza esaltano, in ogni dettaglio, la bellezza femminile in tutto il suo splendore. Come il nome può lasciar intendere, Via della Spiga Milano è un marchio dalle storiche origini milanesi (risale infatti agli anni Trenta) ed è stato rilanciato qualche anno fa dall’imprenditore pugliese Francesco De Gennaro. 26

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FRANCESCO DE GENNARO


BEAUTY AUTHENT CREAM II MENARD Crema anti-age Una crema ad azione antinvecchiamento che agisce a 360°. Dona una texture idratata e morbida, ideale per dare al make-up una bella finitura raffinando la grana della pelle, idratando e ammorbidendo la zona del contorno occhi e labbra per un aspetto vellutato. Rosa, fiore d’arancio, viola e altri eleganti oli essenziali, si mescolano con l’olio di semi di ambretta per creare un profumo ricco di femminilità.

A Novembre il freddo non è ancora eccessivo ma il corpo comincia ad adattarsi a temperature più rigide, necessitando di cure appropriate. Prendiamoci cura della nostra pelle, è il momento più giusto per intervenire e ridare tono al viso per rimediare alla perdita di collagene e acido ialuronico

BOBBI BROWN SKINCARE Extra Repair Eye Cream I tuoi occhi hanno bisogno di qualcosa in più? Ricca di peptidi, oli vegetali naturali e umettanti che agiscono su linee sottili, rughe, occhiaie, gonfiori e secchezza, questa crema ricca e concentrata rivitalizza visibilmente lo sguardo. Usala mattina e sera, scaldandola tra le dita, e poi picchiettandola delicatamente intorno alla zona degli occhi. Una volta che la crema viene assorbita, stendi il Correcto e il Creamy Concealer.

H.A. INTENSIFIER SKINCEUTICALS Siero viso H.A. Intensifier è un siero correttivo multifunzionale in grado di aumentare i livelli di acido ialuronico nella pelle. Questa formulazione unica contiene un’elevata concentrazione di acido ialuronico puro, Proxylane ed estratti di radice di liquirizia e riso viola per idratare e rendere la pelle più levigata, tonica e compatta.

DIAMOND LIFE INFUSION NATURA BISSÉ Siero viso Un siero attivatore di giovinezza che raggiunge livelli mai visti prima nella lotta ai segni dell’invecchiamento. Dona un effetto lifting immediato, riduce la profondità delle rughe e restituisce nuova vita alla pelle conferendole tono e luminosità. Le sue proprietà rigeneranti ne fanno un trattamento ideale per chi ha subito trattamenti chirurgici o trattamenti di peeling ed esfoliazione professionali.

BOBBI BROWN INTENSIVE SKIN SERUM FOUNDATION SPF Fondotinta Grazie allo speciale Active Skin Energizing Complex (contenente fungo cordyceps e artemia), questo fondotinta siero setoso rinvigorisce la pelle e la illumina all’istante. Potenziato con il peptide Argireline® e il filtro solare contro i raggi UVA/UVB, per proteggere la pelle contro gli stress ambientali, la formula aiuta a prevenire danni al collagene e combattere i segni visibili dell’invecchiamento.

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BEAUTY Dr.ssa Francesca Bocchi Medico Estetico Medico di Medicina Generale Consulente in sessuologia clinica www.dottoressafrancoise.com

CADUTA DEI CAPELLI E ALOPECIA MASCHILE egli uomini il problema di caduta dei capelli può avere diverse cause e fra quelle più evidenti troviamo stress, diete dimagranti, fumo, anemia, interventi chirurgici, malattie, farmaci. Ma la causa più frequente in assoluto è il fattore ereditario, che porta all’alopecia androgenetica più del 70% degli uomini. Un tipo di caduta di capelli che può manifestarsi in maniera più dirompente con la presenza concomitante di questi altri fattori. L’alopecia androgenetica ha la propria origine nel nome: è infatti una problematica che viene generata dagli ormoni androgeni e deriva da un predisposizione genetica. Si manifesta nella maggioranza dei casi dopo i 35 anni di età, ma se arriva prima è molto probabile che la sua progressione sia più veloce e aggressiva. Le aree che colpisce sono quelle del vertice della testa e quella superiore del capo. La calvizie maschile non dipende da un eccesso di ormoni maschili, ma solo da una diversa sensibilità del follicolo a questi stessi ormoni. Quando si è colpiti da un forte e improvviso stress e iniziano a cadere i capelli, ciò avviene perché i capelli si rifugiano in fase di ‘telogen’ e bloccano ogni attività. Ma la caduta dei capelli, che avviene solitamente dopo tre mesi, non sempre danneggia la struttura del follicolo, che finito il momento di stress sarà pronto per un nuovo ciclo. Se lo stress è più costante nel tempo la caduta di capelli sarà meno importante ma più diffusa e protratta nel tempo e con l’effetto probabile di diradamento dei capelli. Il Trapianto di Capelli “Smart Fue” sembra essere oggi un’ottima soluzione per ritrovare una capigliatura naturale e permanente, nella maniera meno invasiva possibile. Viene eseguito, a supporto dell’intervento, un protocollo concepito da Istituto Helvetico Sanders Istituto Helvetico Sanders che si differenzia dalle metodiche esistenti per l’assistenza continuativa al paziente e lo studio condotto sulla casistica personale. Il per-

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corso viene studiato nel minimo dettaglio anche con riferimento all’assistenza post-operatoria, indispensabile per ottimizzare i risultati del trapianto. Grazie ai controlli periodici svolti con cadenza mensile da un esperto è possibile verificare la corretta ricrescita dei capelli in linea con i rispettivi ritmi biologici, fino al raggiungimento del risultato desiderato. Il monitoraggio completo e continuativo, che si aggiunge ai controlli effettuati dai chirurghi dopo 6 e 12 mesi dall’intervento, è un servizio che solo Istituto Helvetico Sanders è in grado di offrire ai propri pazienti. Alla tecnica Smart Fue utilizzata per l’estrazione dei follicoli, si affianca l’innovativo sistema di impianto DHI (Direct Hair Implantation), con cui le unità follicolari vengono reimpiantate direttamente sul cuoio capelluto: un approccio che garantisce l’attecchimento dei follicoli con percentuali vicino al 100%, riducendo notevolmente i tempi di intervento e consentendo di ottenere un risultato di estrema naturalezza. 24oreNews

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FINANZA E FUTURO

PROTEGGERE LA PROPRIA

WEB PRIVACY iccola, grande lezione di Web Privacy dalla Grande Sezione della Corte di Giustizia UE: con sentenza interpretativa del 1° ottobre 2019, sollecitata dalla Corte Federale teutonica, il Giudice europeo cassa l’operato della società di giochi a premi online “Planet49”, imputata d’aver predisposto e preselezionato la spunta della casella dedicata all’accettazione dei cookie in fase di partecipazione ai propri intrattenimenti web. In particolare, i cookie per i quali l’utente avrebbe prestato distrattamente il consenso integravano la raccolta di informazioni a fini pubblicitari in favore dei partner della società. Un’attività che ‘a fortiori’ richiederebbe un esplicito e dettagliato consenso. Puntuale la contestazione mossa dall’ente consumeristico tedesco, ma la pronuncia va a sicuro vantaggio di tutti gli utenti quantomeno dell’Unione Europea: un monito che incombe indirettamente su tutti i provider, a rammentare loro che non è sufficiente la preselezione della casella riguardante i cookie pubblicitari per integrare un espresso consenso a tale utilizzo, a prescindere dalla rilevazione che i dati raccolti siano o meno personali. Si ribadisce pertanto l’assunto per cui detto consenso, per essere valido, oltre che specifico deve tradursi in un comportamento positivo da parte dell’interessato, risultando al contrario eludente e capzioso l’invito a che quest’ultimo debba selezionare la spunta qualora non desiderasse l’utilizzo ultroneo dei propri dati di navigazione. Una simile posizione si connota evidentemente per una deriva protezionistica di matrice europea contro le ingerenze nella vita privata, essendo che ormai quest’ultima può dirsi esplicantesi anche e soprattutto in ambito informatico. Quanto occorso va peraltro a riattivare l’allarme sull’importanza sia di una valida predisposizione di una ‘privacy policy’ (e relativi strumenti attuativi) da parte dei provider, sia di un consapevole utilizzo del terminale e degli applicativi web da parte dell’utente, che spesso mostra un atteggiamento dissociato di fronte a simili adempimenti disturbanti la sua fruizione ma, come emerso, fondamentali ai fini della sua protezione contro le male ingerenze, e fondanti una specifica branca della disciplina civilistica. In questi tempi, difatti, s’è assistito

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a un deciso incremento dell’attenzione verso le tematiche attinenti alla Privacy, propulso certamente dal noto GDPR ma sorretto dall’inarrestabile espansione di una gestione sempre più computerizzata e connessa della vita consociata, privata e professionale. Diventa dunque di nodale importanza per tutti i gestori - anche per evitare interventi sanzionatori della Guardia di Finanza - tutelarsi tutelando l’utente, e dunque fornirgli in modo analitico le informazioni concernenti la propria esperienza web e l’estensione dell’utilizzo delle proprie tracce telematiche (installazione dei cookie, accesso di terze parti, etc.), vere briciole d’oro lasciate, consapevolmente o meno, lungo la perigliosa esplorazione del mondo binario.

Prof. Avv. Antonello Martinez Studio Legale Associato Martinez & Novebaci www.martinez-novebaci.it


DESIGN

le tendenze

CERSAIE 2019 A cura di LUCA MEDICI

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gni anno il Cersaie propone nuove idee per “vestire” le nostre case, il meglio della produzione italiana, ma non solo, ha sfoggiato nuove texture, colori e materiali che inevitabilmente verranno utilizzati nei progetti di molti architetti. Le contaminazioni sono tante, ma una su tutte in questa edizione è stata molto apprezzata dagli addetti al settore, le texture opache. Rilievi eleganti, disegni geometrici, coccolati da tenuti colori vintage, strettamente legati al mondo della natura. Il vintage è un tema che domina da qualche anno, ma l’edizione 2019 del Cersaie ha voluto sottolineare in modo più marcato il legame con il passato, riprendendo vecchie tendenze, pescando negli anni ‘60 e ‘70, riproponendole però in chiave moderna. Troviamo dunque “l’effetto marmo”, proposto in formati grandi per valorizzare il disegno “naturale” della materia, ma colorato e allegro. Il bianco e il nero resta sempre un punto di riferimento per il marmo, ma quest’anno il colore domina su tutto. Tornano i lavabi dal bordo largo, tipici della produzione fine anni ‘70 - inizio anni ‘80, ma troviamo anche effetti bicolore con accostamenti a volte più decisi, a volte più tenuti ed eleganti. Un vero trend, nato circa due anni fa, ma oggi di vera tendenza, riguarda il nero opaco, un must della rubinetteria. I complementi di arredo, soprattutto per il bagno, diventano multiuso, pensati per regalare comfort e praticità. Pare che stia nascendo un nuovo stile dell’arredo, chiamato “rustrial”, una sorta di rustico con contaminazioni industriali dove il punto focale di questa nuova tendenza è l’unione dello stile rustico, più caldo e materico, con le caratteristiche più “fredde” e “povere” dell’industrial style. Tutto si rinnova e si recupera (il ferro si abbina al legno), tutto si mischia (finiture opache con finiture lucide) e le bicromie diventano la nuova tendenza del mondo dei sanitari. Insomma, una fiera importante per il settore, che ancora una volta regala emozioni e tante novità. La fantasia diventa il solo limite ad una progettazione accurata e divertente! luca@home-biz 24oreNews

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VIAGGI

L’AUTUNNO DORATO DI ŁÓDŹ A cura di JACEK KRUAZYR V. KURWAZY

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n’escursione a Łódź, nel cuore della Polonia, è un’esperienza affascinante. È rimasta intatta durante il II conflitto bellico, immortalata nel film di A. Wajda del 1975, quale città simbolo della “Terra Promessa”. Definita la Manchester polacca, tra il 1870 ed il 1890, divenne uno dei più importanti centri industriali d’Europa, in virtù delle mille fabbriche tessili costruite in quel tempo. Łódź, la città delle tre culture (ebrea, polacca e tedesca), conserva lungo la via Piotrkowska (una delle isole pedonali più lunghe d’Europa 4, 9 km), l’aura decadente e nostalgica dei grandi palazzi eclettici, edificati nell’Ottocento. Quello eretto dal plutocrate ebreo Izrael Poznański esprime una precisa tipologia abitativa: la casa come luogo della magnificenza dell’impero

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economico. In alcune stanze sono conservati i cimeli degli esponenti più importanti della storia cittadina, dal pianista Rubinstein, al poeta Tuwim, allo scrittore Reymont. Ogni cosa è stata rimasta al suo posto. Lungo le pareti, le vecchie foto della “jeunesse doree” d’ebraica estrazione. Oggi, la vita cittadina e la movida si svolgono per la maggior parte nella zona pedonale: bar, discoteche, ristoranti e pubs si alternano a gallerie d’arte come la notissima “Galeria J”. Anche la vecchia fabbrica dei plutocrati ebrei oggi è stata riconvertita in un grandioso centro aggregativo, che alterna musei d’arte contemporanea a cinema, hotel di charme, bar e centri sportivi. Estesi parchi preannunciano la città: venendo da Varsavia, prima di giungere a Łódź, una sosta è d’obbligo a Palazzo Radzwiłł a Nieborów, meraviglioso esempio di stili

e culture: il gusto francese si fonde ad opere d’arte italiane, anglosassoni e del Nord Europa. L’edificio è il frutto di continui rifacimenti durante tre secoli. Lo scalone d’accesso è stupefacente: le pareti sono ricoperte da mattonelle in ceramica bianca e blu di Delft. La biblioteca è ricca di ritratti dei re d’Europa, tra il Settecento e il XIX secolo. Una rarità è costituita da due mappamondi seicenteschi dell’italiano Vincenzo Coronelli. All’esterno, oltre il giardino francese, è il nostalgico parco romantico d’Arkadia, ricco di finte rovine d’una perduta classicità. Emblematico è il monito sull’architrave del tempietto: «dove pace trovai d’ogni mia guerra». Tra la fine d’ottobre e novembre, nel grande parco, le foglie sfoggiano colori meravigliosi e creano gli autentici tappeti di un magico autunno dorato.


SESSUOLOGO Dott.ssa Lucia Calò Specialista in Ostetricia e Ginecologia Consulente in Sessuologia e Ricercatrice AISPA www.luciacalo.it

DOLORE ED ENDOMETRIOSI Laura, 34 anni chiede di incontrarmi: «Ho dolore alla penetrazione profonda da qualche anno ed ho dimenticato cosa sia il piacere della sessualità con il mio partner». L’esperienza di questa donna esprime quanto un dolore sessuale ripetuto nel tempo crei la paura anticipatoria di sentire nuovamente dolore e quanto questo annienti il desiderio sessuale. In questo modo viene interrotta la cascata benefica che scaturisce dal provare desiderio: eccitazione, lubrificazione ed orgasmo. Il dolore, soprattutto se associato a reale difficoltà di concepimento, deve accendere il sospetto di Endometriosi. Ma di che dolore parliamo? Del dolore “ginecologico” pelvico, ad ogni penetrazione profonda o mestruazione, a volte non ciclico ma persistente e sordo. E del dolore “non ginecologico” durante la minzione o la defecazione. L’Endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, presente nel 5-10% delle donne in età fertile. È caratterizzata da lesioni formate da cellule di endometrio (quelle da cui nasce la mestruazione in utero) che fuoriescono dalla loro sede uterina abituale per “attaccare” o la “pellicola” che ricopre gli organi che sono in addome o gli organi stessi, come l’ovaio, sede più frequente di endometriosi. Il coin-

volgimento di altri organi come retto, vescica, uretere o intestino è raro (1%), ma invalidante per la severità del dolore provocato. L’endometriosi inoltre disturba il concepimento sia alterando con le aderenze la normale anatomia e decorso delle tube, sia modificando il microambiente cellulare così da renderlo non idoneo. Guarire dall’endometriosi non è possibile, ma i centri che specificamente se ne occupano riescono a definire la strategia terapeutica medica o chirurgica capace di contenere la sintomatologia dolorosa, migliorando la qualità di vita della donna e creando un’anatomia favorevole al concepimento in collaborazione con il proprio centro di Procreazione Medicalmente Assistita. Il dolore sessuale, come quello provocato dall’endometriosi, allontana dalla sessualità e, se non risolto, nel tempo mina l’affettività e

l’aspetto relazionale di un ben terzo delle coppie. Ecco quindi tre messaggi per voi, donne che vivete un dolore severo ciclico mestruale o alla penetrazione profonda: 1) nel sospetto di endometriosi recatevi dallo specialista dedicato a tale patologia o al centro di riferimento; 2) l’endometriosi è una patologia cronica, ma che ha ottime risposte dalla terapia medica e chirurgica mirata al contenimento del dolore o all’infertilità; 3) affrontate il sintomo dolore nella vostra sessualità per riabilitare il circuito del vostro piacere.

Consulenti al vostro servizio www.aispa.it 24oreNews

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COME STAI?

A cura di SORGENTE GENETICA

e coppie che desiderano diventare genitori hanno la possibilità di verificare il loro rischio riproduttivo con un test preconcepimento, ovvero possono valutare la probabilità di trasmettere delle malattie genetiche recessive al figlio. Tra queste rientrano i disturbi congeniti della glicosilazione (CDG). Si tratta di un gruppo di malattie autosomiche recessive caratterizzate da difetti nella sintesi delle glicoproteine (proteine legate agli zuccheri). La frequenza di queste malattie è di un caso ogni 50.000-100.000, e data la loro bassa prevalenza, rientrano anche nel gruppo delle malattie rare. I pazienti affetti solitamente presentano problemi neurologici e sintomi multiviscerali. I disturbi congeniti della glicosilazione si sviluppano a causa della presenza di mutazioni su geni che producono gli enzimi responsabili di diversi processi metabolici. La forma più frequente è la CDG1a, che rappresenta il 70% dei casi. È dovuta a mutazioni del gene PMM2, che codifica per la proteina fosfomannomutasi, i cui livelli diminuiscono in caso di mutazione. Il quadro clinico di questa forma è disomogeneo in quanto alcuni pazienti sviluppano delle forme più lievi, mentre altri svilup-

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DISTURBI CONGENITI DELLA GLICOSILAZIONE COSA SONO E COME DIAGNOSTICARLI pano una grave patologia sistemica che spesso è fatale. La CDG si può manifestare con disturbi dell’alimentazione, diarrea, vomito, ritardo della crescita, disturbi neuro-motori, psicomotori, oculari, episodi simil-ictus e retinite pigmentosa nei primi anni di vita e nell’età adulta. Il sintomo più frequente, in particolar modo durante l’infanzia, è il ritardo psicomotorio. Esistono dei casi molto più gravi, caratterizzati da idrope fetale alla nascita, ovvero accumulo di fluido o edema. Il 20% dei neonati non supera l’anno di vita per via delle complicazioni che colpiscono gli organi vitali. Esistono dei trattamenti specifici per alcune forme di CDG che possono migliorare gli effetti di una glicosilazione proteica errata. Si tratta di approcci

che purtroppo non funzionano per la CDG1a, ovvero la forma più grave e più comune per cui esistono solo trattamenti volti ad alleviare i sintomi. Le coppie che desiderano avere un figlio dovrebbero valutare la possibilità di sottoporsi a un test genetico preconcepimento, soprattutto visto l’alto numero di malattie genetiche ereditabili. Il test è completamente sicuro e di facile svolgimento, consiste infatti in un semplice prelievo di sangue dai futuri genitori. Il test preconcepimento Igea indica la probabilità di avere figli con una malattia genetica recessiva, come la CDG1a. È molto importante consultare un medico in modo da pianificare il percorso riproduttivo più adatto. www.sorgentegenetica.it


COME STAI?

Dr. Cristiano Messina Studi Medici Vercelli www.studimedicivercelli.it

LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE La pillola anticoncezionale è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati dalle donne. Molte ragazze però ancora non ne conoscono perfettamente il funzionamento e hanno continuamente dubbi e domande. Ecco le risposte ad alcune domande più frequenti (tratto da www.24orenews.it)

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ome funziona la pillola contraccettiva? La pillola contraccettiva funziona inibendo l’ovulazione. Non avvenendo la produzione dell’ovocita si rende impossibile il concepimento. Quante possibilità ci sono di un insuccesso terapeutico della pillola? Innanzitutto vanno distinti gli insuccessi dovuti a dimenticanze mal assunzione, vomito o dissenteria post assunzione dai reali insuccessi dovuti a mancata azione della pillola. Per indicare questi ultimi si utilizza l’indice di pearl che indica il numero di gravidanze per 100 anni di cicli di assunzione. Con le pillole attuali l’indice è di 0,1 0,2 cioè una gravidanza indesiderata ogni 500-1000 anni di assunzione, che significa che ci si aspetta una gravidanza tra 50 donne che assumono per 10 anni ognuna la pillola.

Quindi un rischio presente ma veramente basso. Quali sono i principali effetti collaterali? A seconda dei dosaggi la pillola può dare incremento della ritenzione idrica con gonfiore ed edemi e incremento ponderale, cefalea, tensione mammaria, peggioramento di un eventuale quadro di insufficienza venosa, incremento dei valori di colesterolo e glicemia e dei valori pressori. In particolare con le pillole a basso dosaggio continuative può comparire una progressiva riduzione della quantità del ciclo fino alla sua scomparsa e possibili perdite ematiche tra un ciclo e l’altro. Quali sono i rischi e cosa bisogna fare se si dimentica una pillola contraccettiva? Il rischio ovviamente è l’insuccesso contraccettivo, tanto più presente tanto più la pillola ha un basso dosaggio. Se ci si ricorda entro

le 12 ore non ci sono problemi. Se è trascorso più tempo esistono vari consigli: il mio è di continuare normalmente l’assunzione e avere rapporti protetti fino all’arrivo del prossimo ciclo. Se arriva il ciclo in anticipo durante l’assunzione della pillola cosa bisogna fare? Va assunta regolarmente la pillola fino alla fine del blister. Se l’evento si ripete bisogna sentire il medico per decidere come comportarsi nel futuro ed eventualmente se è il caso di cambiare la pillola. In quali casi è necessaria l’interruzione della pillola? Quando si presentano effetti collaterali non gestibili quali nausea, vomito, gastralgie, cefalea o presenza di variazione di parametri ematici e pressori gravi. Ovviamente se si evidenzia uno stato di gravidanza o venissero diagnosticate forme di neoplasia in atto.

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ERBARIO MAGICO

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ota anche come ‘tasso barbasso’, il verbasco è uno dei rimedi naturali più antichi, tanto che pare fosse in uso oltre duemila anni fa, soprattutto nell’antica Grecia. Forse qualcuno ricorderà che il Manzoni ne parla ne “I Promessi Sposi”, citandola come erba infestante che ha invaso la vigna trascurata di Renzo. È la pianta per eccellenza utilizzata per la cura dei disturbi respiratori, grazie alla elevata concentrazione di mucillagini insieme a saponine e flavonoidi che essa contiene. Efficace antinfiammatorio, vanta anche virtù antispasmodiche, calmanti ed espettoranti e può essere adoperato per la cura di tonsilliti, tracheiti, raffreddore, faringiti, otite, bronchite e sindromi influenzali. È ottimo anche per la tosse secca, l’asma e la rinite allergica. Oltre a contrastare problemi respiratori, il verbasco viene usato per trattare disturbi sia cutanei che gastrointestinali. La pianta ha un effetto lassativo che la rende efficace per depurare il tratto intestinale e, stimolando anche la diuresi, si dimostra particolarmente efficace per la purificazione di tutto l’organismo. Molti studi si sono concentrati sulla sua capacità di disinfiammare l’apparato gastrointestinale: in par-

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ticolare, uno studio dell’Università iraniana di Mashhad ha dimostrato l’efficacia degli estratti di verbasco contro i batteri che colonizzano le mucose gastroenteriche, contribuendo così a sconfiggere le infezioni a carico del sistema digestivo. Della pianta in passato si sono impiegate soprattutto le foglie, mentre i fiori hanno effetti sedativi, tuttavia oggi è disponibile in erboristeria sotto forma di estratti secchi, oli, nonché come ingrediente di altri prodotti. Si può così assumere per uso interno oppure utilizzarlo per l’applicazione locale sulle zone della pelle interessate da irritazioni. L’assunzione di questa pianta solitamente non presenta particolari controindicazioni. Si può assumere come tisana utiliz-

zando sia le foglie che i fiori secchi: è però utile sapere come la peluria tipica delle foglie possa essere irritante per le mucose, tanto che occorre assicurarsi di filtrare accuratamente il liquido ottenuto dalla preparazione di tisane o infusi. È comunque preferibile acquistare questo prodotto fitoterapico in farmacia o erboristeria e valutare un’eventuale ipersensibilità individuale al consumo nelle dosi consigliate. Per evitare particolari effetti collaterali, è sempre opportuno richiedere il consenso del medico all’impiego di questa pianta. In ogni caso viene sconsigliato il consumo alle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento.

VERBASCO CONTRO I MALANNI DI STAGIONE A cura di MARICA DE BONIS


AMICI A 4 ZAMPE Dr. Ferdinando Asnaghi DVM Specialista in patologia e clinica animali da affezione ad indirizzo ortopedico Lettore ufficiale FCI per HD ED

UNA DIETA CHE VA DI MODA

LA BARF

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al giardinetto dove la signora passeggia col suo piccolo amico a quattro zampe all’allevatore più esperto ultimamente si sente parlare sempre più di dieta BARF. Vediamo di capire esattamente di cosa si tratta. BARF è un acronimo che sta per Biologically Appropriate Raw Food, ossia cibo crudo biologicamente appropriato. In passato veniva, e a volte viene tuttora, usato come acronimo di Bones And Raw Food (ossa e cibo crudo). I sostenitori della BARF sono convinti, dati alla mano, che l’alimentazione industriale mangimistica secca non sia così cristallina nei componenti ed anche le ultime trasmissioni televisive non hanno certamente migliorato questa immagine. Per cui… torniamo al naturale, alle origini. Diamo al cane da mangiare quello per cui il suo organismo discendente dal lupo è stato creato. Intestino diverso dagli umani, stomaco con secrezioni diverse dagli umani etc. etc. Insomma chi più ne ha, più ne metta. E qui iniziano le diatribe fra barfisti e non. E i veterinari cosa ne pensano? Beh, se fino a qualche anno fa erano contrari o indifferenti all’unanimità, oggi si comincia ad avere

diverse fazioni con diverse linee di pensiero. Ma, abituati ad aprire un sacchetto e a versare le crocchette nella ciotola, è difficile fare la BARF al proprio cane? Se si vuole costruirla da soli dagli ingredienti freschi le cose sono abbastanza complicate e laboriose, ma oggi esistono in commercio delle BARF congelate perfettamente bilanciate. Insomma l’unico problema è farle sgelare… e la pappa è pronta! E in viaggio? Esistono BARF liofilizzate semplicissime da usare. Insomma BARF sì o BARF no? Ad ognuno la sua scelta. Personalmente, da veterinario ed allevatore dopo anni di crocchette sono ritornato al crudo con la BARF. Non essendo un nutrizionista non posso dimostrare nulla pro o contro, ma so solo che empiricamente ho cani in grande forma e vitalità, peli perfetti, riproduzione ritornata alla normalità, feci sempre ben formate e ne sono più che soddisfatto! Buona pappa a tutti i nostri amici qualunque cibo voi scegliate con l’ausilio del vostro veterinario, l’unico che vi darà indicazioni precise sulla dieta del vostro amico a quattro zampe. 24oreNews

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Anno 7 - Novembre 2019

Montecatini Terme

Teatro greco di Taormina

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

IL PERSONAGGIO MIGUEL ANGEL ZOTTO «IL TANGO È LA MIA VITA»

SCOPRI L’ITALIA

TRA I BORGHI MEDIEVALI NOVEMBRE IN VALDINIEVOLE

[STILE ITALIANO]

BARBACK GAMES FINALE A BERLINO


Novembre 2019

indice [ PERSONAGGIO] 6

Miguel Angel Zotto «Il tango è la mia vita»

[ SCOPRI L’ITALIA]

9 Novembre in Valdinievole 12 Vivere la neve a Cortina

[ STILE ITALIANO]

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14 “Barback games”: Italia contro Serbia alla finale di Berlino 15 Campari Soda, l’aperitivo senza etichetta

[ SALUTE & BENESSERE]

16 Villa Ortensie, un’oasi di benessere in Valle Imagna 18 Benvenuto autunno!

[ GOURMET]

20 Miglior sommelier d’Italia ASPI 2019

[ TV DA GUSTARE]

21 Cosa vedremo in TV

[ LIBRI]

22 Capolavori Rubati 23 Le nostre recensioni

[ BUONE NOTIZIE]

24 Tratte dal Corriere della Sera

Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Valerio Consonni Edmondo Conti Stefano De Angelis Cesare De Santis Teobaldo Fortunato Carlo Kauffmann Novembre 2019

Sandro Nobili Alessia Placchi Edizioni Le Roy srl Redazioni: Milano | Roma redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment - Milano Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141

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NOVEMBRE 2019

Cari amici e lettori, da qualche anno viviamo cambiamenti climatici che influenzano la durata e le caratteristiche delle stagioni e quindi anche lo stile di vita e le abitudini alimentari. Possiamo fare ancora una spesa ricca di prodotti tipici di fine estate e preparare ricette gustose ma leggere. Per questo vi daremo delle informazioni sulle caratteristiche nutrizionali di alcuni alimenti utili al nostro benessere per prepararci alla stagione fredda in arrivo! Per la gioia degli appassionati di ballo abbiamo intervistato Miguel Angel Zotto, uno dei più grandi ballerini di tango di tutti i tempi. Questo mese andremo alla scoperta del territorio toscano, in particolare di alcuni borghi della Valdinievole, e poi, in vista delle prossime vacanze invernali, torneremo a parlarvi delle montagne della “Regina delle Dolomiti”, Cortina D’Ampezzo. Scoprirete qual è il primo aperitivo (già pronto) della storia, chi è stato eletto quest’anno “Miglior Sommelier d’Italia (ASPI)” e chi è il “Miglior “Barback d’Europa”, prima di conoscere le novità sui libri da leggere e la “TV da gustare” di questo mese, curata come sempre da Edmondo Conti e, per concludere, le consuete “buone notizie” dal Corriere. Buona lettura!

SCARICALO ORA! Hai il nostro numero precedente? Se non ce l’hai, non preoccuparti, puoi scaricarlo gratuitamente tramite il nostro sito: www.24orenews.it Novembre 2019

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[ per s onaggio ]

MIGUEL ANGEL ZOTTO «IL TANGO È LA MIA VITA»

A cura di Stefano De Angelis

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Quello che colpisce quando si parla con Miguel Angel Zotto, coreografo argentino di straordinaria estrosità, è la sua assoluta conoscenza della storia del tango. Non solo perché il tango è la sua stessa vita, ma perché parte di quella storia l’ha attraversata e vissuta in prima persona. Sin da piccolo intorno a lui tutto era tango, e da allora lo ha respirato, accarezzato, subito, vissuto, corteggiato, e alla fine sposato. All’età di diciassette anni, era il periodo della seconda presidenza Perón, andava a ballare al Marabù di Buenos Aires, dove tutto era elegante, e tutto da subito lo affascinò. E allora accade che ogni venerdì, al calar della notte, quando la Zotto Tango Accademy di via Watt 5 di Milano si trasforma come per incanto nella Milonga “Che Bailarin”, a mezzanotte circa Miguel ferma le danze, prende il

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[ per s ona ggio ]

A sinistra e sopra: Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero

microfono e, al centro della sala, incomincia a narrarne aneddoti, ricordi, emozioni che di quella storia fanno parte. Nato e cresciuto a Buenos Aires a tango e mate con gli insegnamenti del nonno e del papà, Zotto è lui stesso parte della storia del tango, e ancora oggi ci gira intorno, ci guarda attraverso, disegnando traiettorie che gli altri neppure immaginano. Solo che non lo fa più da solo, ma con la moglie e ballerina Daiana Guspero e le due piccole gemelle Lara e Brisa. Miguel Zotto è geniale, cerca di andare sempre oltre, come con i suoi ultimi spettacoli, due spaccati di storia sul tango e sulla società argentina. Il primo, “Te siento… Tango”, che ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma a ottobre, è una confessione privata sul tango; mentre il secondo, “Prohibido”, ha inaugurato la prima “Case de Novembre 2019

Tango” in Europa, in via Macedonio Melloni 9 a “El Porteño Prohibido”, dove ogni fine settimana la cultura enogastronomica argentina si coniuga alla sensualità del ballo più intenso e audace che si conosca.

Perché una “Casa de tango” a Milano? Questa città mi ha adottato e ho deciso di vivere qui con la mia famiglia. Sono orgoglioso di portare in Europa, partendo dall’Italia e da Milano, un’espressione così forte della tradizione di Buenos Aires.

Perché per Zotto è così importante raccontare la storia del tango?

Sono cresciuto ascoltando il tango e la storia del tango, e oggi posso dire che mi è servito a ballarlo con maggiore consapevolezza e a capire meglio me stesso. Penso che ballare comprendendone le parole o conoscendo qualcosa in più sulle orchestre, i cantanti e i ballerini più famosi, possa dare una nuova emozione e migliorare anche il proprio modo di ballare, perché il tango non è solo musica.

Cosa continua ancora oggi ad affascinarla del tango? Chi ha vissuto nel tango e col tango come me, ha il compito di trasmetterne il valore culturale. Prima di me lo hanno fatto Petrolio, Còpes, mio fratello Osvaldo e tanti altri. E ora tocca a me. Sono uno dei tanti. La mattina mi sveglio, mi preparo il mate e ascolto tango sino alla sera. Cacho Lavandina era un muratore, ma è stato uno dei ballerini più straordinari che sia mai esistito sebbene non fosse un professionista. Fu lui a creare la figura del giro e le varie applicazioni, dopodiché è sparito da tutte le milonghe di Buenos Aires.

Zotto continuerà a raccontare a modo suo ciò che il tango gli ha insegnato, consapevole che il tango o lo si odia o lo si ama. Ma se prevale l’amore, allora diventa poesia e sentimento, capace di ridisegnare i rapporti di coppia quando questi si ritrovano in un abbraccio, e due mondi così distanti come quello maschile e femminile ritrovano, per fattura o incantesimo fate voi, armonia e calore.

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[ s copr i l’italia ]

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Così scriveva la poetessa americana Emily Dickinson a metà dell’Ottocento; a novembre, il mese che prelude Natale, una tappa obbligata nel panorama dei luoghi del cuore italiani, è la Valdinievole, in provincia di Pistoia, tra la blasonata Firenze e il modaiolo mare versiliano. Il termine Nievole è mutuato dal latino che indica la nebbia, vocabolo che si addice a questo territorio, le cui albe autunnali sono molto spesso neb-

Sono più miti le mattine […] e le bacche hanno un viso più rotondo. L’Acero indossa una sciarpa più gaia e la campagna una gonna scarlatta. Ed anch’io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello.

biose. La città più nota è sicuramente Montecatini Terme che è al centro della Valdinievole. È stata fondata in virtù della sua grande ricchezza naturale: le acque termali. Gli impianti che sono stati costruiti intorno alle sorgenti vantano una storia secolare soprattutto a partire dal XVIII secolo. A rendere notissimi al mondo intero, gli stabilimenti legati al benessere fisico, celebrità del diciannovesimo secolo che le hanno

NOVEMBRE

IN VALDINIEVOLE

Novembre 2019

A cura di Teobaldo Fortunato

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[ scopri

l’italia ]

In senso orario: Palazzo De Gubernatis di Massa e Cozzile; le Terme di Monsummano; Villa Rospigliosi a Lamporecchio; uno scorcio di Pescia

frequentate, da Rossini a Verdi, da Mascagni a Puccini, fino a Ruggero Leoncavallo! Città turistica per eccellenza, offre al visitatore notevoli possibilità di relax e di svago, dal tiro a volo al golf, dall’ippodromo al basket. E lo shopping? Il centro storico tutto costellato di bellissimi palazzi ‘fin de siécle’, ha una vasta area pedonale tra Via Roma, Viale Matteotti e Viale Verdi dove inizia l’area dello shopping urbano tra parchi verdissimi ed eleganti stabilimenti termali d’antan e contemporanei. È un percorso alla ricerca dell’Art Nouveau, come ci fa notare l’architetto Maria Sole Venturini che ci accompagna tra boutique di lusso, luoghi dell’arte, chiese e palazzi imponenti dove hanno tro-

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vato sede i negozi d’abbigliamento glamour, fino ad un esclusivo store tutto particolare, il Laboratorio Creativo Interni dell’interior designer Silvana Olmo, in via Matteotti. Tra essenze raffinatissime come quelle di “Aqua Flor” e ‘objets de verte’, ci si perde ad ammirare complementi d’arredo antichi e contemporanei rivisitati per persone snob quanto basta. Montecatini ospita, in alcuni momenti dell’anno, sfilate dedicate alla moda che vedono sulla scena i più famosi stilisti italiani. Ma oltre il relax, da visitare è il Parco delle Terme del Tettuccio, il MO.C.A. ovvero il Museo di Arte Contemporanea, allestito all’interno del Palazzo di Città, una costruzione in puro stile Liberty

che ostenta affreschi di Galileo Chini, un’elegantissima scalinata e raffinate vetrate colorate d’inizio secolo. Tra le opere d’arte da non perdere, nel percorso museale, “Donna avvolta in un volo di uccelli”, il più grande dipinto al mondo di Joan Mirò e un’incredibile opera di Pietro Annigoni, “Vita”. Si tratta di una enorme tela (mt 6,2 x mt 3,5) che raffigura un’allegoria della Crocefissione, in cui, sulla croce, la scritta INRI è sostituita dalla legenda Coca Cola! Al centro della pulsante cittadina, la Pineta secolare che rappresenta un autentico polmone verde. Se poi volete godere di un mezzo singolare di trasporto, è possibile utilizzate la funicolare la cui costruzione risale Novembre 2019


[ s copr i

al 1850 che mette in contatto Montecatini Terme con il borgo antico di Montecatini Alto. Perfettamente funzionante, è davvero emozionante ascendere al borgo nelle carrozze originarie con gli interni di allora. In alto, è il piccolo delizioso borgo medievale di Massa e Cozzile, su un alto declivio che conserva tuttora la grande porta che un tempo di sera era chiusa. Il centro è caratterizzato dal castello sulla sommità. Meritano una visita gli ateliers contigui di due artisti d’eccezione: Franco Bonelli con le sue vedute trasognate di arcadici paesaggi toscani e Rocco Normanno, definito da Vittorio Sgarbi, “l’ultimo dei caravaggeschi” per i suoi ritratti forti ed inattesi che lasciano estasiati. Da Massa e Cozzile a Pescia, il tragitto è breve: è lo storico capoluogo della Valdinievole. Rinomatissimo centro per la coltivazione dei fiori e del garofano, la produzione della carta e la frazione di Collodi, dove Carlo Lorenzini, lo scrittore del celeberrimo Pinocchio, visse parte della sua infanzia. Se il centro storico è da visitare per i suoi monumenti, dal Duomo al palazzo del Podestà, Novembre 2019

edificato tra il XII e il XIII secolo (ora sede della gipsoteca dell’artista Libero Andreotti), sicuramente da non trascurare sono le storiche ville Sismondi e quella Garzoni con annesso giardino, a Collodi. Ad affascinare grandi e bambini, è il Parco di Pinocchio con opere di famosi artisti del Ventesimo secolo: Emilio Greco, Venturino Venturi, Pietro Consagra, Marco Zanuso e Augusto Piccoli. Lasciata Pescia attraversiamo le strade dell’olio riscoprendo castelli e borghi antichi, ma anche le vie del vino per dare uno sguardo ad un luogo d’eccezione: Monsummano Terme, caratterizzato dalla famosa Grotta Giusti, ovvero la grotta termale più ampia d’Europa con i suoi oltre duecento metri nel sottosuolo della sovrastante villa ottocentesca. È ricca di stalagmiti e stalattiti suddiviso in tre aree definite Inferno, Purgatorio e Paradiso con evidente allusioni dantesche. L’elegante struttura sovrastante, un tempo era la residenza di campagna della famiglia del poeta Giuseppe Giusti, vissuto nella prima metà del XIX secolo, noto per i suoi versi pungenti e malinconici. Romantica è l’eclettica Villa Renatico Martini. Da alcuni decenni, nelle sale decorate da soffitti a cassettoni, sono allestite mostre d’arte contemporanea. È piacevole passeggiare d’autunno nel parco che la circonda, tra canfori, sequoie e querce da sughero. Ultima tappa è a Lamporecchio, sulle pendici del Montalbano. Si raggiunge lambendo l’area del Padule di Fucecchio. Un borgo, legato alla celeberrima Villa Rospigliosi, edificata da Clemente IX, che, secondo la tradizione, aveva dato l’inca-

l’ita lia ]

rico a Bernini di progettarla. La famiglia del pontefice l’ha utilizzata d’estate fino alle soglie del Novecento. Oggi è una location per eventi; sorte comune a tante aristocratiche dimore d’Europa. Seguendo il nostro itinerario, dopo aver soggiornato a Pieve a Nievole, in un’antica dimora toscana, Villa Pitti Amerighi, da non perdere a colazione o accompagnate da un ottimo vin santo, le gustosissime Cialde di Montecatini: un dolce prelibato e friabile, leggero e delizioso. Si presenta a forma di disco spesso circa 2 millimetri ed un diametro di circa venti. È composto da due veline con un ripieno di zucchero e mandorle tritate. Si narra che la cialda sia stata creata da pasticcieri ebrei cecoslovacchi negli anni Venti del Novecento che nel 1936 avendo deciso di fuggire dalle epurazioni fasciste, cedettero l’attività e la ricetta originale al pasticciere Orlando Bargilli. Da allora, la nota pasticceria ancora le produce, modificandone in parte la ricetta fin ad ottenere quella contemporanea. E a Pescia non bisogna perdere il sapore inconfondibile degli asparagi verdi e quello dei necci, un piatto tipico composto da farina di castagne, acqua e un pizzico di sale, che somiglia alle più note crepes da farcire principalmente con la ricotta. Considerato oggi un dolce, in realtà, un tempo serviva ad accompagnare piatti salati; posto tra foglie di castagno, ne assume l’aroma. Ma, prima di lasciare questa valle delle delizie, val la pena portare con sé i brigidini, dolci tipici di Lamporecchio: cialde ricurve molto friabili aromatizzate all’anice. Un retrogusto che difficilmente si dimentica!

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[ s copri l’ita lia ]

CORTINA

VIVERE LA NEVE A A cura di Sandro Nobili

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Accoglienza, piste e servizi al top collocano Cortina d’Ampezzo tra le mete più ambite dagli Italiani per le vacanze invernali. Amata e apprezzata da tutti, rappresenta anche una di quelle vacanze che potremmo definire ‘d’élite’, non tanto per i prezzi quanto per il prestigio che questa località turistica ha saputo costruirsi nel corso degli anni. Lo sci alpino è senza dubbio l’attrattiva maggiore dei turisti di Cortina grazie anche alla sua invidiabile infrastruttura ricettiva. Come già ricordato, la sua fama centenaria ha subìto un particolare impulso a partire dalla fine delle Olimpiadi del ‘56, grazie alle grandi infrastrutture e gli edifici sportivi fatti costruire per quelle gare. Oggi vi sono una cinquantina di impianti a fune e ben 101 piste (per un totale di 120 chilometri di percorso) pronte a soddisfare anche gli sciatori di lunga data e più esigenti: alcune piste sono a dedicate ai più esperti, ma la maggioranza è di media difficoltà mentre circa un terzo dei percorsi è adatto anche ai meno esperti. Le piste più conosciute di Cortina sono sicuramente le piste delle Tofane. Partendo da Socrepes, con due cambi di seggiovia, passando per Rumerlo, si arriva al rifugio Pomedes dove è possibile scegliere tre diverse piste per discendere fino a valle, ai piedi delle Cinque Torri: la Caprioli, di medio-bassa difficoltà, lo Schuss (nota tappa della Coppa del Mondo di Sci) e il Canalone, queste ultime di maggiore pendenza, consigliabili pertanto a sciatori più esperti. Altre piste molto conosciute sono la Tofanina, la Col Druscié A e la Col Druscié B. Per raggiungere queste ultime Novembre 2019


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due, occorre tornare a Rumerlo e qui prendere la seggiovia verso Col Druscié. Una proposta interessante è il giro sciistico della Grande Guerra 1914-18, attorno alla montagna simbolo della prima guerra mondiale, il Col di Lana, che tocca luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. Può essere compiuto in senso orario o antiorario ed una parte del tragitto si sviluppa sempre nell’area di Cinque Torri. Una grande varietà di sport La neve può essere declinata in mille maniere diverse e infatti i Vip e gli ospiti internazionali scelgono Cortina d’Ampezzo anche per la varietà di altri sport invernali ed eventi: sci alpino, sci nordico, fondo, lo Snowpark di Faloria, escursioni con le “Ciaspe”, “Slittata” con cena nei rifugi, slittino, pattinaggio su ghiaccio, curling, arrampicata su cascate di ghiaccio ed altro ancora. Anche lo sci di fondo a Cortina si avvale di strutture all’avanguardia per permettere a ogni tipo di sciatore, dall’amatore al più esperto, di poter percorrere quasi 70 km Novembre 2019

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di piste. Grazie all’innevamento all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, si potrà godere di piacevoli sciate anche in questo piccolo paradiso. Da non perdere le fantastiche escursioni con le racchette da neve, le celebri ciaspes ampezzane, che consentono di ammirare in tutta tranquillità il meraviglioso panorama delle Dolomiti. In particolare, merita una visita la località Guargné, nella quale è possibile percorrere una pista slittini di oltre 1 chilometro: per gli amanti dello snow bob, una tappa irrinunciabile. Se decidete di trascorrere le vostre vacanze invernali a Cortina, e durante un giro in centro vi viene un improvvisa voglia di pattinare, non allarmatevi: alla fine del Corso Italia, imboccando Via del Castello e proseguendo per circa 500 metri, troverete il suggestivo Stadio Olimpico del Ghiaccio, una delle strutture più utilizzate dai turisti in visita a Cortina. E per gli amanti del relax in questo ambiente straordinario, soprattutto nelle calde giornate di febbraio e marzo, ci si può godere il sole sulle terrazze dei rifugi.

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“BARBACK GAMES”

ITALIA CONTRO SERBIA ALLA FINALE DI BERLINO

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Si è conclusa a Berlino, con grande successo, la finale internazionale dei “Barback Games” firmata Fernet-Branca: 14 nazioni europee hanno combattuto per il titolo di miglior barback in una serata a base di Fernet, pizza e festa. Conosciuti anche come “runner”, i barback ricoprono un ruolo fondamentale all’interno dei locali notturni e i bar più frequentati e in voga. Il loro compito, infatti, è di assistere il lavoro dei barman permettendogli di svolgere al meglio la loro funzione, occupandosi del rifornimento di ghiaccio e alcolici e di tenere sempre in ordine la postazione bar. Dopo le tappe intermedie nei rispettivi Paesi, l’ultimo atto della gara si è svolto l’8 ottobre a Berlino, in occasione del “Bar Convent”, vera mecca dei fan della mixology. Barback da tutta Europa si sono misurati in gare a eliminazione diretta, tra cui spremere più limoni possibili in un minuto, trovare oggetti da bar all’interno di una piscina piena di palline, la classica competizione a colpi di shaker e la corsa tra i pneumatici esausti traportando fusti di birra. Una volta superate queste originali prove l’ultimo confronto è stato tra Serbia e Italia, con il giovane concorrente Kerim Amor, di Comiso, in provincia di Ragusa, che il 24 settembre a Roma si è aggiudicato il titolo di primo Barback italiano. Dopo una sfida mozzafiato davanti a un folto pubblico internazionale, il vincitore europeo è stato il serbo Nemanja Milosevic. In occasione del Bar Convent di Berlino è stato inoltre emesso il coin “Berlin 2019” in una edizione speciale di soli 150 pezzi. Questo coin si aggiunge agli altri in edizione limitata dedicati ai membri della bartender community a testimoniare la comunione di valori tra loro e Fernet-Branca.

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Lanciati nel 2007 a San Francisco, i “Barback Games” sono subito diventati un fenomeno negli USA, arrivando poi anche in Europa. Obiettivo del gioco è dimostrare di essere cruciali per il funzionamento del locale e i coraggiosi concorrenti si sfidano mettendo in mostra le abilità che tutte le sere gli permettono di garantire alla clientela divertimento e cocktail impeccabili. L’esordio italiano dei “Barback Games”, grazie a Branca, si è tenuto il 23 e 24 settembre in occasione della prima edizione del “Roma Bar Show”, presso il Palazzo dei Ricevimenti e Congressi a Roma.

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L’APERITIVO SENZA ETICHETTA

CAMPARI SODA A cura di Carlo Kauffmann

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Ci siamo abituati da tempo a vivere in una società che parla di noi attraverso le etichette che volenti o meno ci contraddistinguono. La nostra auto, la nostra abitazione, i nostri abiti, il nostro telefonino, il nostro televisore, persino il nostro lavoro, tanto che sempre più spesso vorremmo uscire da queste convenzioni per tornare ad essere solo noi stessi. Ogilvy, nuova agenzia pubblicitaria di Campari, ha immaginato la nostra vita senza etichette per ricordarci che Campari Soda è da oltre ottant’anni anni senza etichette e resta un prodotto cult per l’appuntamento con l’aperitivo. Campari Soda nasce nel 1932 durante l’esplosione del movimento futurista, da una geniale intuizione di Davide Campari, che si rende conto che il pubblico ama consumare il Campari con il selz, ma non in tutti i bar lo sanno servire nel modo giusto. Decide così di realizzare una bottiglietta che contenga la bevanda già pronta e imNovembre 2019

bottigliata. Nasce così il primo aperitivo già pronto della storia: il flacone, come veniva chiamato, ha la forma di un calice rovesciato. L’ideazione della bottiglia si deve a Fortunato Depero, che grazie a questo nuovo prodotto ha l’occasione di creare la sua opera più significativa per l’azienda milanese. La forma conica è distintiva dell’opera di Depero per Campari già dalla metà degli anni Venti: l’artista la disegna in un bozzetto nel 1925, “Pupazzo che beve il Campari Soda”. Il Campari Soda cui fa riferimento il titolo è naturalmente quello preparato dai baristi dell’epoca e non il prodotto che giungerà sul mercato sette anni più tardi. Il pupazzo sorseggia un aperitivo da una bottiglia che sembra avere proprio i tratti della bottiglia di Campari Soda. Lo schizzo diventerà nel 1926 un modello in legno verniciato in bianco e nel 1927, con “China su cartoncino” ritorna la forma conica in un manifesto pubblicitario del

Campari Soda. Davide Campari spoglia la bottiglia, creata da Depero, dell’etichetta per far risaltare la particolare tonalità di rosso del prodotto attraverso il vetro, e fa stampare a rilievo il nome del marchio e della ditta: “Preparazione Speciale, Davide Campari & C. Milano - Campari Soda”. L’agenzia di pubblicità Ogivly ha realizzato uno spot televisivo molto intrigante che immagina un incontro fra amici e amiche, in piena libertà a volte senza appuntamento, se non quello di ritrovarsi nel solito bar da loro frequentato, per gustare insieme un aperitivo… senza nessuna particolare etichetta, proprio come il loro Campari Soda, dal 1932 senza etichetta!

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UN’OASI DI BENESSERE IN VALLE IMAGNA

VILLA ORTENSIE

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Il panorama termale della Lombardia conta circa quindici località termali per un totale di oltre venticinque stabilimenti o centri termali annessi a strutture ricettive. Quando si pensa alle terme lombarde è facile pensare subito a località come Bormio e Sirmione, che prima ancora che centri termali sono splendide località turistiche visitate ogni anno da milioni di persone, oppure Boario e San Pellegrino, la cui fama persistente da centinaia di anni è oggi trainata da notissimi brand commerciali legati alle acque minerali da bere. Tuttavia la maggioranza degli stabilimenti è rappresentata da piccoli complessi, so-

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litamente dediti in prevalenza alle cure termali, che sorgono in piccoli paesi - spesso quasi sconosciuti della campagna o della montagna lombarda. Ad esempio a Sant’Omobono Terme, a pochi kilometri da Bergamo e a meno di un’ora da Milano, si trova una clinica naturale del benessere e della salute, ospitata in un’elegante residenza gentilizia di fine ‘800: Villa Ortensie. Creata circa trent’anni fa dal signor Angelo Bonomelli (spinto da una grande passione per la medicina naturale) con il principale obiettivo di offrire terapie naturali e cure termali seguiti da uno staff di specialisti, la struttura si

è evoluta proponendo anche servizi per il benessere psico-fisico, con specializzazione in fisioterapia, trattamenti estetici con metodi naturali e con la chirurgia estetica, programmi per il dimagrimento, trattamenti per il benessere del corpo e della mente e programmi antistress. Il clima mite, l’aria pura, un parco di oltre centotrentamila metri quadri e splendide aiuole di fiori ne fanno un piccolo gioiello immerso nella natura incontaminata delle Prealpi Orobiche, nella Valle Imagna, a cinquecento metri d’altitudine. Il fondatore Angelo Bonomelli accoglie con cortesia tutti i suoi ospiti e li intrattiene con interessantissimi racconti. La ricercatezza degli arredi (gli interni sono sfarzosi, pieni di marmi, mobili antichi in legni pregiati e tappeti) contraddistingue le trentasette camere per gli ospiti, dotate di ogni comfort. Il servizio ristorazione, interno della struttura, si basa sui principi di una sana e corretta alimentazione, ben equilibrata, ed ha una cura particolare per i prodotti naturali, locali e di stagione. In questo luogo la suggestiva atmosfera di una villa in perfetto stile Liberty si abbina ai benefici effetti delle tecniche fisioterapiche, delle terapie naturali e alle cure delle acque termali. La villa ospita infatti un centro per le cure termali (convenzionate con il

A pochi minuti in macchina da Sant’Omobono Terme si trova il santuario della Cornabusa, all’interno di una caverna in cui sgorga una sorgente d’acqua. Il santuario, costruito nel corso dei secoli a partire dal ‘500, è unico nel suo genere. Al suo interno si venera una effigie lignea della Madonna che è stata datata alla prima metà del XV secolo. Si può raggiungere comodamente in auto oppure a piedi, ma causa del percorso un po’ impervio, tradizionalmente il santuario resta chiuso in inverno e apre ogni anno al Lunedì dell’Angelo.

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Sistema sanitario Nazionale) basate sulle acque sulfuree delle Terme di Sant’Omobono, tra le acque più antiche e salutari d’Italia. Le proprietà curative e terapeutiche delle sue sorgenti sono state certificate per la prima volta nel 1772, e da allora sono numerose le pubblicazioni sulle qualità e pregi di queste acque. All’interno della Spa e del Thermarium di Villa Ortensie gli ospiti possono effettuare un percorso benefico e rilassante, ben lontano dalla frenesia quotidiana della città. All’esterno, invece, nel biolago, è possibile usufruire del trattamento dell’acqua minerale naturale con cloruro di magnesio, un vero toccasana per il benessere psicofisico. Il tratto distintivo di Villa Ortensie è la continua ricerca del vero benessere tramite metodiche naturali effettuate con l’utilizzo dell’acqua sulfurea delle terme. Questa può essere somministrata per bibita, per uso inalatorio oppure miscelata con una terra incontaminata e ricca di energie vitali per ottenere un caratteristico fango. Quest’ultimo può essere applicato caldo per apportare calore all’interno del corpo e migliorarne la funzionalità (patologie artrosiche e reumatiche) oppure freddo per decongestionare e migliorare la circolazione (patologie infiammatorie) contusioni e traumi locali. Per concludere, intorno a Villa Ortensie le opportunità di svago e relax, oltre allo splendido parco e al biolago, sono molteplici e adeguate ai diversi periodi dell’anno, come i trekking guidati, le passeggiate a cavallo, i sentieri in mountain bike, gli itinerari per biciclette, anche elettriche, nelle vicinanze campi da tennis, minigolf e maneggi. Le montagne della Valle Imagna che circondano la location, completano la preziosa cornice di Villa Ortensie.

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BENVENUTO AUTUNNO! A cura di Evelina Flachi

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Continua l’elenco dei prodotti che in questa stagione compaiono spesso sulla nostra tavola, con le loro principali proprietà. Vi ricordo che consumando frutta e verdura di stagione è possibile beneficiare al massimo del sapore e del valore nutritivo di questi alimenti

CARCIOFO

Il carciofo è un ortaggio con infiorescenza a capolino e squame carnose, che viene consumato crudo o cotto in vari modi prima che giunga a completa fioritura. Vi sono due varietà (con o senza spine) tipiche di zone di produzione ben definite. Hanno un sapore deciso, una buona consistenza, ma forniscono pochissime calorie, solo 22. Contengono cinarina, che svolge un’attività diuretica e stimola la secrezione biliare, oltre a minerali come il ferro e il potassio. Sono ricchi di fibre solubili (inulina) che li rendono particolarmente utili per chi deve ridurre il colesterolo e favorire il lavoro del fegato. Può essere controindicato nei casi di calcolosi urica, se consumato in eccesso crudo.

CICORIA E VERDURE AMARE

Si possono consumare sia cotte che crude e facilitano la funzione del fegato e digestiva. La cicoria, a basso contenuto calorico (10-13 kcal/ 100gr), contiene inulina, fibra prebiotica che contrasta l’aumento dei batteri nocivi e depura il sangue. Le verdure amare facilitano la funzione digestiva e del fegato: sono ortaggi ricchi di minerali, carotenoidi e sostanze antiossidanti (zeaxantina utile al benessere della vista nella rucola) e depurative. Forniscono una buona percentuale di acqua e fibre utili alla diuresi e alla regolarità intestinale.

Tratto dal libro “La dieta del 5” 18

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KIWI

FINOCCHIO

Il finocchio è una pianta ricca di acqua, con poche calorie, povera di grassi ma molto ricca di fibre. Risulta particolarmente interessante a livello nutrizionale, soprattutto grazie al suo elevato contenuto in calcio, potassio, vitamina A e vitamina C. È noto per le sue proprietà digestive - soprattutto se consumato crudo a fine pasto - e depurative per fegato e sangue. Grazie all’anetolo, uno degli oli essenziali che contiene, il finocchio ha la capacità di contrastare la formazione di gas intestinali e di alleviare contrazioni e crampi addominali, aerofagia e flatulenza.

CACHI

Soffice, carnoso e dolcissimo, il cachi ha interessanti valori nutrizionali e proprietà: Non rientra certo tra i frutti a basso tenore calorico: infatti, 100 grammi di cachi forniscono all’incirca 65 kcal. È un frutto molto energetico per la cospicua quantità di zuccheri (12%), per questo è adatto ai giovani e a chi fa sport, mentre è controindicato per i diabetici. Il cachi è ricchissimo di potassio che gli conferisce le spiccate proprietà diuretiche - ma contiene anche altri sali minerali tra cui magnesio, fosforo, calcio e sodio ed è ricco di vitamine A e C. Il cachi acerbo è miniera di tannini, ai quali sono ascritte le note proprietà astringenti: la tipica percezione di avere la “bocca legata” è dovuta proprio alla componente tannica. La quantità di tannini si riduce fortemente durante la maturazione.

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Il kiwi è invece un frutto mediamente calorico (44 kcal per 100 gr), che ha un’azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa. È una buona fonte di fibre (16%), di potassio (14%) e di vitamina E (10%). È inoltre ricco di vitamina C, che può favorire le difese naturali dell’organismo contro virus, batteri e agenti chimici. Contiene pectina, una sostanza che dà un appagante senso di sazietà e contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Se assunto con regolarità, previene la stipsi e favorisce un assorbimento intestinale lento e continuo del glucosio, condizione molto favorevole per chi soffre di diabete, ma può essere controindicato a soggetti con diverticoli intestinali. La vitamina C contenuta può proteggere le pareti vascolari e favorisce l’assorbimento intestinale del ferro (indispensabile per la formazione dei globuli rossi del sangue) e una migliore permeabilità della parete dei capillari, combattendone la fragilità. Se assunta in buona quantità la vitamina C interviene anche nel processo di deposizione del calcio e del fosforo nelle ossa e nei denti.

POMPELMO

Dolce-amaro e salutare: ecco le due principali caratteristiche del pompelmo. Nato per caso dall’incrocio tra l’arancio e il pomelo, conta nel mondo oltre 20 varietà diverse, ma in Italia sono particolarmente diffuse le varietà con polpa rosa (più dolce) e giallo chiaro. È ricco di sali minerali, tra cui potassio e magnesio, fosforo, calcio; contiene una concentrazione elevata di vitamina C, vitamina A e di vitamine del gruppo B. Tra i flavonodi, il più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha attività antiossidante e antitumorale. Cento gr di pompelmo contengono 41 calorie ed essendo ricco di fibre è nutriente e saziante. È un potente drenante: aiuta il corpo a ridurre l’assorbimento di sale, zuccheri e grassi. È ricco di antiossidanti che favoriscono i processi di depurazione del fegato. Oltre che per uno spuntino si riesce ad abbinare perfettamente con molti secondi, per dare quel tocco di amaro, per esempio in alcune insalate.

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MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA ASPI 2019

È Mattia Antonio Cianca il Miglior Sommelier d’Italia ASPI 2019, proclamato a Milano al termine della competizione nazionale di ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, l’unica associazione italiana membro dell’ASI – Association de la Sommellerie Internationale. Nato a Roma, Mattia Antonio Cianca ha vissuto e lavorato a Melbourne, dove ha approfondito gli studi, iniziato la carriera di Sommelier e conquistato il titolo di Best Sommelier of Australia nel 2017. Rientrato in Italia all’inizio di quest’anno, attualmente è Sommelier presso Alexander Il Gusto Antico di Cortina d’Ampezzo. Nelle semifinali di domenica 13 ottobre, Cianca si è distinto tra i 7 sommelier professionisti candidati al titolo, accedendo alle finali di lunedì 14, all’Istituto Alberghiero Carlo Porta, con Salvatore Castano, Sommelier al ristorante Annabel’s di Londra, e Michele Fazari, Sommelier al Four Seasons Hotel at Ten Trinity Square, Londra. A decretare il vincitore è stata una giuria internazionale, composta dal Presidente ASPI Giuseppe Vaccarini e dai Presidenti delle Associazioni di Sommellerie europee, dai vincitori delle scorse edizioni del concorso e dai giornalisti del settore, con la partecipazione di William Wouters, Presidente dell’associazione sommelier del Belgio, e di Franko Lukez, Presidente dei Sommelier di Croazia, in rappresentanza dell’ASI. Inoltre, è stato assegnato a Salvatore Castano, 29 anni, di Giardini Naxos (Taor-

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mina), Sommelier all’Annabel’s di Londra, il “Premio Fondazione Birra Moretti per la valorizzazione della birra a tavola”, per aver mostrato la conoscenza più approfondita della birra e la capacità di servirla e abbinarla al meglio. Un ringraziamento speciale da ASPI, infine, è dedicato alle eccellenze del beverage, della ristorazione e dell’ospitalità, che in qualità di partner collaborano alle numerose iniziative dell’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana in Italia e all’estero: Campari Group, Euro-Toques, Fondazione Birra Moretti, Fresh, Le Soste, Nespresso, Champagne J.H. Quenardel, Rastal, Relais & Châteaux, S.Pellegrino e Acqua Panna, Tenuta Mara.

ASPI si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, i principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività. Novembre 2019


[ tv da gus ta re ] A cura di Edmondo Conti Eccoci nel pieno della stagione autunnale, col mese di novembre che segna l’arrivo del freddo dopo un ottobre piuttosto mite. E con

l’abbassamento delle temperature faranno irruzione sul piccolo schermo dei clamorosi ritorni e qualche attesa novità.

Già da domenica 20 ottobre è tornato su Rai 3 il programma più interessante, educativo e stimolante della domenica pomeriggio: Kilimangiaro. Condotto per il sesto anno consecutivo dalla bravissima Camila Raznovich, questa trasmissione ha il pregio di mostrare con semplicità e con immagini eccezionali ogni angolo della Terra, offrendo sempre preziosi spunti sulle nostre future mete di viaggio. In studio esperti e personaggi del mondo della cultura riescono sempre a incuriosirci con tante curiosità e informazioni relativi a luoghi lontani ma anche ai meravigliosi borghi della nostra Italia.

Rimanendo in casa Rai, da sabato 16 novembre, in prima serata su Rai 1, un nuovo grande show accompagnerà il pubblico per 3 settimane consecutive: Una vita da cantare, con la conduzione della bravissima e bellissima showgirl Bianca Guaccero e la partecipazione straordinaria del cantautore Enrico Ruggeri. Si tratterà di uno spettacolare racconto in musica dei dorati anni ‘70 e ‘80 attraverso le canzoni italiane più popolari ed emozionanti e i luoghi che ne hanno fatto da sfondo.

Da giovedì 7 novembre su Canale 5, subito dopo Striscia la notizia, farà il suo ritorno “Adrian” e diventa Adriano ma stavolta con un mega show in grande stile fatto da meravigliosi duetti tra cantanti famosissimi e il mitico Molleggiato e da incontri molto attesi. Tra gli ospiti della prima puntata Ligabue, Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi e il giornalista Enrico Mentana. A seguire torneranno i nuovi episodi del cartoon Adrian. Per quanto riguarda le serie sono 2 i titoli che desidero consigliarvi:

Dal primo novembre su Sky Atlantic, partirà Caterina la Grande che è coprodotta dall’americana HBO e si svilupperà in 4 episodi. Interpretata dal premio Oscar Helen Mirren, questa miniserie è incentrata sulla figura di Ekaterina II Alekseevna, l’imperatrice di Russia conosciuta come Caterina la Grande, che regnò dal 1762 fino alla morte diventando uno dei più importanti esempi di dispotismo illuminato.

Dal 17 novembre su Netflix sarà finalmente disponibile la terza stagione di The Crown, serie tv incentrata sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica. A partire da questa stagione il ruolo della Regina sarà interpretato da Olivia Colman, l’attrice che proprio quest’anno si è aggiudicata il premio Oscar con il film “La Favorita”.

Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ci ritroveremo qui a dicembre per il mese più bello e magico dell’anno e per trascorrere delle Feste tutte da gustare. Novembre 2019

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LIBRI A cura di Valerio Consonni

CAPOLAVORI RUBATI Luca Nannipieri Skira editore

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CAPOLAVORI RUBATI

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Attraverso la narrazione e la spiegazione giudiziaria dei furti, l’inquadramento storico e lo stile delle opere in questione, la disamina sulle misure museali di sicurezza, il libro di Luca Nannipieri affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male. Nannipieri, bravo critico d’arte, scrive su settimanali e quotidiani nazionali, oltre ad aver condotto la rubrica ‘SOS Patrimonio Artistico’ e ora “Capolavori Rubati” del Caffè di Rai 1. Il libro ci racconta - attraverso casi di furti, saccheggi, requisizioni, mercato nero, sequestri… - che è molto sbagliato pensare che l’arte spinga al bene e alla giustizia. Solo un’interpretazione moralistica, dunque non veritiera della storia dell’arte, può trasformare la bellezza in una specie di ‘purificatore di anime’. “Forse - scrive l’autore - il male ha abbracciato la bellezza molto più a lungo del bene”. La rapina di un’opera è stata per millenni la forma più consueta di appropriazione, di esibizione, di conquista di potere di un popolo rispetto a un altro, di un colonizzatore rispetto ai colonizzati. Ora la domanda che sorge è: perché? Perché l’arte ispira violenze, rappresaglie, furti, al pari della meraviglia e un senso di condivisione. I monumenti artistici non sono immobili, non sono passivi: in loro coesistono tensioni, forze, che noi andiamo ogni volta a innescare. Le opere artistiche raggrumano, in se stesse, una pluralità di valori che non sono affatto inermi, anzi suscitano sentimenti di riconoscimento, identificazione, affetti, memorie, tutti fattori assai diversi nel tempo e tra gli stessi fruitori. Questa complessità invisibile, motiva gesti e azioni che possono essere opposti: dalla cura più rigorosa al desiderio di possesso, di rapina. “La bellezza è l’inizio del tremendo” scriveva Rainer Maria Rilke. Come la bellezza, il tremendo è che ci scuote! L’arte non incarna un valore inoffensivo, in essa sono depositate strutture inconsce, profonde, che vanno a toccare realtà interne di chi osserva. Se guardiamo alla base di questi conflitti tra cura meticolosa, vandalismo, ruberia, vediamo quanto potere gli uomini conferiscono a questi oggetti, le opere d’arte, apparentemente secondari per l’esistenza di ciascuno di noi. Nannipieri si addentra nella ricostruzione di alcuni dei più clamorosi colpi messi contro capolavori: dalla “Natività” di Caravaggio a Palermo, a furti di quadri di Vermeer, Degas, Manet all’Urlo di Munch a Oslo… L’Interpol stima che ogni anno il traffico illecito di beni culturali produce un profitto superiore ai nove miliardi di dollari USA. Dopo armi, droga e tratta di esseri umani, il contrabbando di opere d’arte è ancora il più proficuo dei commerci criminali. Un libro dotato di “artigli”, quasi un giallo avvincente, ma soprattutto anche una preziosa guida per un giovane che abbia voglia di addentrarsi in questo meraviglioso mondo di magie! Novembre 2019


[ libri ] L’INQUIETUDINE DELLE ISOLE Silvia Ugolotti ci conduce in un viaggio da sogno, in una natura incontaminata, tra lembi di terra spazzati dal vento o infiammati dai vulcani, alla scoperta “dell’inquietudine delle isole”. Isole per tutti i gusti, ognuna unica a modo suo. Questo libro è davvero un viaggio nella bellezza, scritto dall’autrice con un linguaggio che riesce a farci provare una serie di emozioni pagina dopo pagina.

VETRINA

Silvia Ugolotti (Ediciclo)

LA MATTINA DOPO

Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da sempre, improvvisamente non c’è più. “Il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, e ti fai una ragione delle cose e finalmente puoi provare a guardare avanti”. Mario Calabresi (Mondadori)

TACCUINI DI UNA DONNA TIMIDA

Tra il 1955 e il 1965 Orsola Nemi raccoglie bozzetti, pensieri che documentano una vita trascorsa in grandi case zeppe di libri e di gatti, aperte su giardini e orizzonti nei quali la fantasia ha spazio per correre ed esprimersi. Curiosa, sempre incantata dalla natura, osserva avvenimenti del mondo vegetale e animale, che paragona a quello degli uomini e su cui fa riflessioni profonde, commentandoli e interpretandoli. Orsola Nemi (Bompiani)

COME STAI?

La storia è quella di un gruppo di quindicenni, alle prese con i giudizi degli altri e con le prime considerazioni su se stessi. Guardarsi dentro non è facile, soprattutto per Gioia, che è stata abituata ad essere felice, ad osservare il mondo sempre positivamente. Adesso è diverso: ha quindici anni e la vita le mette davanti i primi ostacoli. Gioia ha deciso che, per la prima volta, vuole capire davvero che cosa c’è dentro di lei. Valeria Vedovati (Rizzoli) Novembre 2019

TRE DELITTI E UN AFFRESCO DI LEONARDO

In un castello sull’Adda si scopre un importantissimo affresco di Leonardo. L’architetto Giulia Viani, amica d’infanzia di Nora, proprietaria della storica dimora, viene coinvolta in un’oscura trama fatta di molti personaggi, atmosfere gotiche, decadenza e nobiltà, e continui colpi di scena. Siamo a Milano nel 1981: l’onda emotiva della contestazione del decennio precedente, alcuni fatti storici reali e la cultura di quegli anni si intrecciano alle vita di Giulia e Nora, ex femministe che si ritrovano a fare i conti con la fine della giovinezza ribelle. Una storia di antiche passioni e nuova vita quotidiana dove terrorismo, arte e tradizioni famigliari si fondono con amori e tradimenti, delitti e fantasmi. Giovanna Franco Repellini (Thedotcompany)

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BUONENOTIZIE Da questo numero la collaborazione con il settimanale del Corriere della Sera ci permette di segnalare anche da parte nostra notizie che possono essere pubblicate fra le tante “good news”. Questo mese abbiamo “scoperto” un sistema di robot-colleghi ideato per salvare vite umane. Carlo Kauffmann

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PROGETTO FREEBIRD

Sembra l’inizio di una barzelletta… ‘Cosa ci fanno un ingegnere visionario, un ingegnere che parla solo in codice binario e un ingegnere saggio seduti a un tavolo? Semplice. Fanno una rivoluzione tecnologica’. È così che tutto è iniziato, attorno a un tavolo di una sala riunioni. Il primo inizia a raccontare di viaggi spaziali, il secondo che contorna la fantasia del primo con robot parlanti inserendo nelle frasi delle stringhe di “0” e “1” e il terzo sentendo parlare i primi due dice semplicemente: «Ok, ma iniziamo con qualcosa di fattibile nel breve e che serva adesso a chi ne ha bisogno…». Nasce così, FreeBird, un nuovo concetto per completare le missioni critiche, una diversa filosofia che porta a utilizzare un sistema di robot che collaborano tra di loro, in grado di svolgere un compito multiplo, in completa autonomia. L’Ing. Gabriele Garindo, Capo Progetto con esperienza ventennale nel settore Spazio dove ha progettato e costruito satelliti scientifici, ha unito le sue competenze con quelle del Prof. Ing. Mario Arrigoni Neri, docente universitario del Poli-

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tecnico di Milano in Informatica e CEO della NovaSemantics Srl, società che si occupa di Intelligenza Artificiale applicata alla robotica. I due sono stati poi supportati dalla società Mako Shark dell’Ingegner Federico Bonomelli, con sede a Dolzago (Lecco), specializzata in realizzazione di componenti in fibra di carbonio e materiali balistici, per i settori automotive, aerospazio e militare. La filosofia del progetto FreeBird è quella di usare la sinergia di più robot che possano svolgere compiti multipli nella stessa missione, in ambienti diversi, in aria, in

acqua e in terra. L’Intelligenza Artificiale con la quale opera il sistema FreeBird permette l’identificazione degli obiettivi basandosi sull’unione di hardware che hanno dato occhi e ‘tatto’ al robot, che in futuro, implementandolo con sistemi di rilevamento gas e fumi avrà anche un naso, completando così la completa capacità di riconoscimento dell’ambiente. Ecco la nostra “buona notizia” da segnalare al settimanale del Corriere della Sera, sta nascendo un’opera ingegneristica davvero “futuribile”. Novembre 2019


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Milano 24orenews IDG novembre 2019  

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