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Anno 8 - Dicembre 2018 • Periodico di Cultura e Società

ATTILA INAUGURA

La nuova stagione scaligera MEDIOLANUM SOSTIENE

Operation Smile Italia

Fashion, Beauty, Design e Hi-tech

ALESSANDRA DRUSIAN

«Son tornata... per restare!»

Courtesy: Alberto Diana

IDEE REGALO DI NATALE


STORIE, MITI E LEGGENDE

IL “PANETTONE” DI ANGELO MOTTA DA MILANO AL MONDO INTERO A cura di PAOLO MINOTTI

uando è nato il Panettone? Se il luogo di origine del tipico dolce natalizio, nato a Milano e consumato ormai in tutto il mondo, è certo, lo stesso non si può dire del tempo e del modo in cui esso ebbe origine. Sono fiorite infatti tante leggende: una delle più accreditate narra che questo dolce sia nato alla corte di Ludovico il Moro, signore della città alla fine del XV secolo. Durante la vigilia di Natale, il cuoco di casa Sforza dimenticò il dolce preparato con il banchetto nel forno che si carbonizzò. Lo sguattero, un certo Toni, decise così di sacrificare il panetto di lievito che aveva conservato per sé e la sua famiglia. Lo lavorò con i pochi ingredienti rimasti - farina, uova, zucchero, uvetta e canditi - fino a ottenere un impasto soffice e molto lievitato. Il risultato fu strepitoso: gli Sforza lo apprezzarono a tal punto che decisero di chiamarlo in suo onore “pan de Toni”, da cui deriverebbe il termine “panettone”. Nonostante si sia diffuso un florilegio di leggende, gli storici e gli studiosi di storia della cultura italiana sono sempre più d’accordo nel credere che il Panettone trovi la sua origine più remota nel pane, in riferimento all’usanza medievale di preparare pani più grandi e ricchi di quelli di uso quotidiano, come quelli serviti durante il “rito del ciocco”. Ogni ‘pater familias’ li tagliava e li distribuiva ai presenti nel corso della celebrazione dei quel rito, una sorta di rievocazione dell’Ultima Cena, durante il quale una fetta veniva conservata fino al Natale successivo per rappresentare il rinnovarsi dell’incarnazione, passione e morte di Gesù Cristo. Col passare dei secoli il semplice e sacro pane di Natale si è trasformato nel dolce natalizio per eccellenza che tutti conosciamo. Verso la metà dell’Ottocento cominciò a diventare un

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Angelo Motta

Il primo negozio di Angelo Motta in via della Chiusa (1919)

prodotto di pasticceria, con una confezione sempre più raffinata. A completare l’opera si cimentò Angelo Motta. Nato a Gessate nel 1890, dopo un lungo e precoce apprendistato come pasticcere, esordì nel 1919 a Milano in un modesto prestino, poi pasticceria, in Via della Chiusa, angolo la “stretta dei Vetraschi”. All’epoca il panettone era ancora basso e compatto ma Motta, riprendendo l’antico metodo della lievitazione naturale, ne rivoluzionò l’impasto e la forma inaugurando la “nuova” tradizione alto a cupola, più soffice e ricco di uvetta. Impresse una svolta nella vicenda del panettone nel contesto cittadino, determinandone la trasformazione da usanza locale a simbolo universalmente riconosciuto di strenna natalizia. Significative, in tal senso, le testimonianze della presenza del Panettone nella letteratura in dialetto milanese, volte a documentare il radicarsi della consuetudine nel tessuto sociale e il suo ingresso nel clima culturale del vivace capoluogo lombardo. 24oreNews

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24 orenews.it

Milano

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Periodico di Cultura e Società

! e t s e F e n o u azione

Anno 8 - N. 12 - Dicembre 2018 PERSONAGGIO

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Alessandra Drusian «Son tornata... per restare!»

ARTE E CULTURA

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“Attila” apre la Stagione d’Opera della Scala di Milano Teatro alla Scala: La Traviata; Lo schiaccianoci Milano a teatro

BEAUTY

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Tex: i miei primi 70 anni Milano in mostra

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Anche le pentole hanno un cuore… Serata Belle Èpoque: atmosfera da sogno al Diana Majestic Altri eventi a Milano Special night for only friends Dal “Principe” il via ai Galà di Natale Buone Notizie

FASHION & LOVE

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Per Natale un “prezioso regalo” Natale: accessori e moda donna Natale: accessori e moda uomo

Natale: regali di design

GIROMILANO

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Milano da scoprire

VIAGGI

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MILANO SI RACCONTA

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Natale: i consigli di Marina Mazzolari La bellezza secondo Alberto Anelli

DESIGN

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MOSTRE

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ed R a L

Il sorriso della Birmania tra pagode dorate e foreste

RUOTE & MOTORI

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Aston Martin DB11

FINANZA & FUTURO

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Bitcoin… 10 anni dopo Benchmarking: uno strumento per migliorarsi… Il prezzo da pagare per il progresso

HI-TECH & DESIGN

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Natale: tecnologia da regalare

CONCERTI

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Milano in concerto

AMICI A 4 ZAMPE

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Una coperta per Snoopy

ERBARIO MAGICO

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Più buoni e generosi a Natale ci aiuta l’agrifoglio

COME STAI?

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BPCO, ce l’hanno 100 mila milanesi Siamo tutti intolleranti


BUON NATALE MILANO! In copertina: Alessandra Drusian

Dicembre Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Ranuccio Bastoni Patrizia Colombo Carlo Kauffmann Antonello Martinez Marina Mazzolari Luca Medici Raffaella Parisi Willy Pasini Gabriella Poli Andrea Sermonti Edizioni Le Roy srl - Milano, Viale Brianza, 24 redazione@24orenews.it redazione@le-roy.it www.24orenews.it Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment Milano, Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141 Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli, 26 - Buccinasco MI Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

Diciamoci la verità, non era scontato pensare di poter scrivere un editoriale di fine anno tanto elogiativo nei confronti della nostra città. Forse non tutti ci credevano quanto noi che seguivamo mese dopo mese i successi di Milano, tanto da permetterci di immaginare un vero “modello Milano”. Aumentano gli studenti stranieri che restano in questa città che a detta loro, non ha nulla da invidiare alle loro città di origine come New York, Boston, Londra, Parigi, Praga ecc. A Milano c’è cultura, arte, musica, possibilità di fare sport, c’è una cucina italiana e straniera diffusissima, ci sono prelibatezze enogastronomiche diffuse in tanti angoli della città. Dopo la recente apertura della “Biblioteca degli alberi” a Porta Nuova - un gioiello di 10 ettari con 500 alberi e 22 piccole foreste circolari, che diventerà il terzo parco cittadino - i progetti “verdi” non si fermano e proseguono la loro “corsa” verso il 2030 che prevede la realizzazione di “20 parchi”, con la presenza di tre milioni di essenze per piantumazioni da nord a sud della città. Si lavora alla progettazione degli interventi “verdi” sui 7 scali ferroviari presenti a Milano. Grazie all’utilizzo dell’idea “fuori salone” tutte le grandi manifestazioni dal Salone del Mobile alla Settimana della Moda, da Book City a Piano City a Milano Jazz, investono tante aree cittadine con un sempre maggior coinvolgimento delle periferie cittadine. Oggi possiamo dire senza ombra di smentite che la città è decollata con Expo. Per i Musei si è sempre in coda, così come per il Duomo, i teatri si stanno avvicinando a Parigi in termini di presenze. Puntare su Milano non è più un “rischio”, è una certezza di buon investimento! Chiedetelo ai gruppi australiani, arabi, americani che hanno investito nei luoghi del restyling della città. Inge Feltrinelli diceva spesso: «Milano ieri era grande, ma oggi per molti stranieri è una città sexy». Carlo Kauffmann 24oreNews

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ALESSANDRA DRUSIAN

«SON TORNATA... PER RESTARE!» Intervista a cura di ALESSANDRO TRANI

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accontaci come e quando inizia la tua passione per la musica Senza rendermene conto ho iniziato all’asilo, ero felice di cantare alle classiche le recite natalizie. La cosa si è protratta anche alle elementari perché avevo un’insegnante amante del canto, per cui prima di entrare in classe ci si metteva tutti in fila e io intonavo le canzoni… La preferita era “Ci vuole un fiore” di Sergio Endrigo, che cantavamo quasi tutte le mattine dopo la recita della preghiera. Non immaginavo che un giorno sarei diventata una cantante di professione… Per me era un gioco. Poi, come sei arrivata alla professione? Ho continuato a cantare anche durante le medie ma per divertimento e come valvola di sfogo tra una lettura d’Italiano e un compito di matematica. Alle superiori 6

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ho incontrato una ragazza, che poi è diventata mia amica, che mi spinse ad entrare nel coro polifonico della città di Oderzo, dove sono nata e dove vivo. Tra l’altro era lo stesso coro dove cantava la mia insegnante delle elementari… Poi partecipammo insieme ad un concorso ove cantammo “innamoratissimo” dei Righeira, scatenandoci come due pazze, ma sempre per puro divertimento, senza nessun pensiero o volontà di vincere. Da lì ho cominciato a fare dei concorsi, verso la fine degli anni ’80 c’erano tantissimi concorsi canori e manifestazioni estive in Veneto e Friuli. Come sei arrivata in TV? A fine ’89 uscì un bando di concorso su Radio Corriere TV. Bisognava compilare e spedire una cartolina, e così feci. Il concorso era rivolto ad artisti di ogni genere, canto, ballo, recitazione, per un programma che stava nascendo, Gran Premio condotto da Pippo Baudo su Rai1. Ho fatto e superato una serie di provini e da lì ho cominciato la mia vera professione. Quindi a scoprirti è stato Pippo Baudo? Sì, allora mi ha scoperto Pippo Baudo e ora mi sta scoprendo Carlo Conti. In pratica ho due papà. Da quel programma, che era una specie di talent show, sono usciti molti personaggi come Vallesi, i Tazenda, Aldo Giovanni e Giacomo… Sfortunatamente non lo hanno più rifatto. Eravamo tantissimi, a Roma, ci “intrufolavamo” dappertutto durante le prove, per imparare le tante tecniche. È stata per tutti noi una scuola, un’accademia… Poi sono ritornata in Veneto per finire i

miei studi di ragioneria: ero ormai proiettata verso la musica, ma avevo promesso a papà che avrei preso il diploma. Arriviamo a Sanremo… Sì. A Roma, subito dopo Gran Premio, avevo conosciuto Fabio, che doveva essere l’autore delle mie canzoni. Insieme portammo le sue canzoni a Sanremo Giovani nel ‘95, e qui ritorna Pippo Baudo che ci battezzò all’Ariston, poi Sanremo ’96 e infine Sanremo ’97 nella categoria dei Big, e lì abbiamo vinto con il brano “Fiumi di parole”. Poi è intervenuta la gelosia, la cattiveria che ormai tutti conoscono, e non ci siamo goduti la vittoria. Queste cose non dovrebbero accadere… Ma non importa, abbiamo portato a casa il premio e abbiamo guardato avanti. Sempre nel 1997 partecipate a Eurovision Contest Sì e siamo arrivati al quarto posto. Diciamo che forse potevamo anche vincerlo, poi però sono successe una serie di cose… Ma va bene così! (Sorride). Da lì iniziò la nostra serie di tournèe in giro per l’Europa - grazie ai fan dell’Eurovision, gli OGAE - e poi in America, Canada, Cile, Russia. Non abbiamo mai smesso di fare musica, di scrivere, suonare, cantare. Sempre con passione e con impegno, costanza, dedizione, umiltà… insomma era il nostro lavoro, un lavoro continuo che non ha tempi, non ha orari. Nel ’99 il matrimonio con Fabio Sì, ci siamo sposati a San Giovanni Rotondo e siamo ritornati in Veneto. Abbiamo avuto due bimbe, Angelica che oggi ha 18 anni, e Aurora, di 11. Devo molto a

Credit: Guseppe Cadamuro

PERSONAGGIO

Alessandra Drusian, classe 1969, nasce a Oderzo, in provincia di Treviso, sotto il segno del Toro. Amante del canto fin dalla più tenera età, partecipa ad alcuni concorsi locali e nel 1990 debutta nel mondo dello spettacolo con la partecipazione a “Gran Premio” su Rai 1. Nel ‘92 fonda i Jalisse con Fabio Ricci, suo futuro marito. Insieme si esibiscono sul palco dell’Ariston nel ‘95 (Sanremo Giovani), nel ‘96 (Sanremo Nuove proposte) e nel ‘97 arriva, inaspettata, la vittoria, con il brano “Fiumi di parole” che, ancora oggi, tutti ricordiamo. Arrivano quarti all’Eurovision Song Contest ed iniziano un tour mondiale. Nel 2018 i Jalisse, che nel frattempo hanno pubblicato 3 album, tornano su Rai 1 in “Ora o mai più” dove arrivano secondi. Poi, da sola, Alessandra conquista il grande pubblico a Tale e Quale Show, che conclude con un meritatissimo secondo posto.

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PERSONAGGIO mia madre che mi ha sempre aiutato occupandosi delle ragazze quando sono in giro. Oggi i giovani sono molto più esigenti di come eravamo noi. Bisogna fare un monumento ai nonni. In quegli anni avete fatto ancora TV? Sì, abbiamo partecipato a “I migliori anni”, poi soprattutto a programmi al mattino o al pomeriggio, non in prima serata come quest’anno, quindi con minore visibilità. Avete avuto altri progetti? Sì, nel 2005 abbiamo iniziato un progetto nella scuola che frequentava Angelica, dove un’insegnante ci aveva chiesto di scrivere una base musicale per una nota canzone da far cantare ai bambini. Io invece suggerii l’idea che fossero i bambini stessi a scrivere la canzone, sulla base di un tema. Così è stato e noi abbiamo musicato il pezzo. È stato il progetto pilota e lo denominammo “Cantautori nelle scuole”. Poi con le scuole di Oderzo abbiamo portato sul palco 1500 ragazzi tra le medie e le scuole superiori. Avete portato questo progetto anche in altre città? Sì, siamo stati a L’Aquila, subito dopo il terremoto, e siamo stati coadiuvati dagli artisti aquilani che hanno creato dei laboratori all’interno di ogni scuola. Anche lì dai ragazzini sono uscite delle canzoni meravigliose, scritte con un sorriso e distraendosi dal clima drammatico che si viveva. Il 2018 è per voi un anno speciale? Proprio così. All’inizio ho cantato la colonna sonora del Film “Niente di personale”, con Claudia Cardinale, presentato al Festival di Cannes. Poi il ritorno dei Jalisse in prima 8

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serata su RAI 1, davanti a milioni di telespettatori, a “Ora o mai più”, lo show musicale ideato da Carlo Conti e condotto da Amadeus, e infine a “Tale e Quale Show”. La tua bravura è stata premiata a “Tale e Quale” con un ottimo secondo posto. È stata un’esperienza faticosa? La vera fatica è stata quella di stare fermi per ore durante il trucco. Poi un po’ di fatica per interpretare in modo giusto il personaggio che ti veniva assegnato, quindi mettere da parte la tua tecnica per far uscire la voce di un altro cantante. Cosa non facile per qualsiasi cantante con una forte identità vocale. Dal punto di vista emozionale, la settimana più impegnativa è stata quella per l’imitazione di Loretta Goggi, per tutta una serie di cose. Il fatto di sapere che sarebbe stata lì di fronte a me durante l’esibizione, che il brano che cantavo era legato a suo marito Gianni Brezza, e che proprio quel giorno, il 9 novembre, ricorreva il compleanno di Gianni. A caldo, ora che il programma si è appena concluso, che effetto ti fa? Intanto ho ricevuto molto calore, soprattutto dal pubblico, e questo mi ha reso davvero felice. So che di “Tale e Quale Show” mi mancherà tutto quello che c’era, tutte le persone. Rosy e Lina, la truccatrice e la parrucchiera che sono

state con me dalla prima all’ultima puntata, sono diventate le mie mamme. Poi la produzione, gli autori, le sarte insomma tutto il team. “Tale e Quale”, credimi, è una macchina da guerra, che non ha eguali. E Carlo è veramente un gran “timoniere”… So anche che dopo questo perderemo il titolo di “Meteora” che abbiamo avuto per anni e questo (sorride, scherzando - ndr) ci dispiace un po’, ci eravamo affezionati! Raccontaci un aneddoto, una cosa che ti ha colpito in modo particolare Mi rimarrà sempre in mente quel vuoto totale che avevo ogni volta che entravo nell’ascensore: mi sparivano le parole del testo, i movimenti che dovevo fare… avevo un foglio bianco davanti agli occhi. L’emozione era al massimo e cominciavo a tremare, anche perché mi sentivo addosso una grossa responsabilità, sapendo che dietro a tutto ciò non c’era solo il mio lavoro, ma anche quello di tantissime altre persone. Qualche progetto futuro dei Jalisse? Abbiamo in programma un tour con diverse serate, un nuovo album… e poi si vedrà. Grazie Alessandra. Sono sicuro che Babbo Natale vi porterà uno scrigno ricco di futuri successi.


ATTILA

GIUSEPPE VERDI Dal 7 Dicembre all’8 Gennaio 2019 Direttore Riccardo Chailly Regia Davide Livermore Scene Giò Forma Costumi Gianluca Falaschi Luci Antonio Castro Video d-Wok CAST Attila Ildar Abdrazakov Odabella Saioa Hernández Ezio George Petean Foresto Fabio Sartori Uldino Francesco Pittari Leone Gianluca Buratto Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti incluso intervallo 10

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Dopo ‘Giovanna d’Arco’, ‘Madama Butterfly’ e ‘Andrea Chénier’ Riccardo Chailly apre il 7 dicembre alle ore 18 la Stagione d’Opera 2018/2019 con Attila, nona opera di Giuseppe Verdi, andata in scena al Teatro la Fenice di Venezia il 16 marzo 1846. La regia è di Davide Livermore: con Attila la collaborazione tra regista e direttore, inaugurata nel 2012 con La bohème a Valencia, si rinnova su un titolo complesso, in cui Verdi sperimenta nuovi percorsi tra ambientazione storica, impatto spettacolare, squarci psicologici e incertezze morali. ‘Attila’ chiede ai cantanti slancio e sicurezza ma anche capacità di trovare accenti e sfumature. In scena Ildar Abdrazakov, al suo terzo 7 dicembre, veste i panni del protagonista mentre a Saioa Hernández (tra le più interessanti voci emergenti), al suo debutto alla Scala, è affidata la difficile parte di Odabella. Foresto ha lo squillo sicuro di Fabio Sartori, mentre nella parte di Ezio torna George Petean. Con Livermore tornano gli scenografi dello Studio Giò Forma, la cui esperienza ormai consolidata nel campo del teatro d’opera affonda le radici in un’attività multiforme che attraverso l’allestimento di grandi eventi come Expo o dei palcoscenici del pop e del rock ha assimilato tutte le tecnologie dello spettacolo del nostro tempo. La scenografia, illuminata da Antonio Castro, si avvale dei video di d-Wok, agenzia e specializzata in projection mapping e in warping (distorsione digitale delle immagini). I costumi sono firmati da Gianluca Falaschi, già apprezzatissimo alla Scala per i fantasiosi e spettacolari figurini per Don Pasquale e nel 2012 vincitore del Premio Abbiati per Ciro in Babilonia al Festival Rossini di Pesaro. Il glorioso coro della Scala diretto da Maestro Casoni ed inossidabile l’orchestra della Scala sono in preparazione da tempo per rendere la prima della Scala come sempre un evento unico in assoluto a livello mondiale! Ramtin Ghazavi Tenore Coro del Teatro alla Scala

ATTILA: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 7|11|14|18|21 h20 3 Gennaio: 2|5|8 h20


ARTE E CULTURA

LA TRAVIATA

LO SCHIACCIANOCI

GIUSEPPE VERDI

PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

Dall’11 Dicembre al 7 Marzo 2019

D

Direttori Myung-Whun Chung (gen/feb) Marco Armiliato (marzo) Regia Liliana Cavani Durata spettacolo: 3 ore e 20 minuti inclusi intervalli opo Simon Boccanegra e Don Carlo il percorso verdiano prosegue con dodici recite de La traviata, in cui si alterneranno 2 cast di grande richiamo: nella parte di Violetta si esibiranno le due cantanti oggi di riferimento, Marina Rebeka e Sonya Yoncheva, mentre come Alfredo si ascolteranno Francesco Meli, e l’emergente Benjamin Bernheim. Germont padre avrà le monumentali voci di Plácido Domingo e Leo Nucci. Torna il sontuoso allestimento firmato da Liliana Cavani per la regia.

LA TRAVIATA: APPUNTAMENTI

3 Gennaio: 11|13|16|22|27 h20 3 Febbraio: 2|5*|8 h20 3 Marzo: 12|14|17 h20

Dal 16 Dicembre al 15 Gennaio 2019

U

Direttore Michail Jurowski Coreografia George Balanchine Durata spettacolo: 1 ore e 55 minuti inclusi intervalli n debutto per la Compagnia scaligera che inaugura la nuova Stagione con una prima nazionale. Mai rappresentata in Italia, la produzione di Balanchine del capolavoro di Čajkovskij è tra le più famose. È un balletto straordinario, con scene emozionanti ed elaborate che creeranno un grande effetto. Con nuovi costumi e scenografie, una straordinaria coreografia si dispiega nei due atti, portandoci dalla realtà alla fantasia, nello spirito natalizio, e si unirà ai classici del repertorio alla Scala.

LO SCHIACCIANOCI: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 16|19|20|29|30 h20:00; 15 h18 (anteprima Giovani) 3 Gennaio: 3|4|10|12 h20

ALTRI APPUNTAMENTI DICEMBRE - GENNAIO

| Anteprima dedicata ai giovani - 4 h18 + Attila Lo schiaccianoci/Prima Prime | “Quella carrozza per il Mariinskij” - 15 h18 + L’elisir d’amore | Grandidelle Opere per i bambini - 10|17|28 e 28 gen19 h11 e h15 + La traviata/Prima delle Prime | “Un soggetto dell’epoca” - 7 gennaio h18 +

Opere

Winterreise | Dal 24 Gennaio al 9 Marzo 2019 + Concerti Dicembre Simone Piazzola (baritono) - 2 h20 + Recital Concerto Natale | Dirige Diego Fasolis - 22 h20 |23 h15 + Orchestradidell’Accademia Teatro alla Scala / Gala Verdi - Dirige Paolo Carignani - 31 h18 +

Balletti

Christian Gerhaher (baritono) – 14 h20 + Recital Filarmonica della Scala | Direttore Riccardo Chailly – 17|18|19 19 h20 + Marianne Crebassa (mezzosoprano) - 27 h20 +

Concerti Gennaio

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ScalAperta: biglietto sconto 50% 24oreNews

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MILANO A TEATRO GAGMEN. I FANTASTICI SKETCH (comico) Dal 4 al 9 Dicembre: Manzoni Con Lillo & Greg

LA LAMPADA DI ALADINO (per famiglie) Dal 27 Dicembre al 6 Gennaio: Piccolo Teatro - Studio Melato Con Marionettisti e voci recitanti

JEKYLL ON ICE (intrattenimento) Dal 5 al 9 Dicembre: Filodrammatici Di e con Paolo Nani

UNA PATATINA NELLO ZUCCHERO (prosa) Dal 27 Dicembre al 6 Gennaio: Elfo Puccini - Sala Bausch Con Luca Toracca

MOSTRI A PARTE (prosa) Dall’11 al 16 Dicembre: San Babila Di e con Maurizio Casagrande

SLAVA’S SNOWSHOW (intrattenimento) Dal 27 dicembre al 13 Gennaio: Piccolo Teatro - Strehler Di e con Slava Polunin

CON TUTTO IL CUORE (prosa) Dall’11 dicembre all’1 Gennaio: Manzoni Di e con Vincenzo Salemme

IN...TOLLERANZA 2.0 (comico) Dal 6 al 9 Gennaio: Nazionale CheBanca! Con Andrea Pucci

IL RE ANARCHICO E I FUORILEGGE DI VERSAILLES (prosa) Dall’11 al 31 dicembre: Menotti Di e con Paolo Rossi e Lucia Vasini

PETER PAN (musical) Dall’8 al 13 Gennaio: Arcimboldi Di Edoardo Bennato; con Giorgio Camandona

FRANKENSTEIN, IL RACCONTO DEL MOSTRO (prosa) Dal 12 al 19 Dicembre: Filodrammatici Di e con Elio De Capitani MOLIÈRE / IL MISANTROPO (OVVERO IL NEVROTICO IN AMORE) Dal 13 al 23 Dicembre: Carcano Con Valter Malosti MAMMA MIA! (musical) Dal 13 Dicembre al 6 Gennaio: Arcimboldi Con Paolo Conticini SINGLE (prosa) Dal 20 Dicembre al 6 Gennaio: Martinitt Con Marco Cavallaro, Antonio Grosso e Claudia Ferri CINDERELLA (musical) Dal 22 al 30 Dicembre: Nuovo Con Stefano Limerutti

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DICEMBRE 2018 - GENNAIO 2019

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UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO (prosa) Dal 9 al 20 Gennaio: Franco Parenti - Sala Grande Con Massimo Dapporto IL PADRE (prosa) Dal 10 al 27 Gennaio: Manzoni Con Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere LA FAMIGLIA ADDAMS (musical) Dall’11 al 13 Gennaio: Nuovo Con Gabriele Cirilli RAGAZZI DI VITA (prosa) Dal 17 al 27 Gennaio: Piccolo Teatro - Teatro Strehler Di Pier Paolo Pasolini; con Lino Guanciale CENERENTOLA ON ICE (danza) Dal 22 al 27 Gennaio: Arcimboldi Con The Imperial Ice Stars ROBERTO BOLLE & FRIENDS (danza) Dal 30 al 31 Gennaio: Arcimboldi Con Roberto Bolle


MOSTRE

I MIEI PRIMI 70 ANNI

Giovanni Luigi Bonelli

A cura di STEFANO DE ANGELIS

A

lzi la mano chi non ha mai avuto per le mani, almeno una volta, una delle avventure di Tex. Era il 30 settembre del 1948 quando, nelle edicole italiane, al costo di 15 lire e in formato “striscia”, usciva il primo numero dell’albo del più famoso eroe di carta del fumetto italiano, creato da Giovanni Luigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppin detto Galep. “Tex. 70 anni di un mito”, ospitata al Museo della Permanente di Milano e curata sapientemente da Gianni Bono, storico del fumetto, in collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, è anche l’occasione della rilettura da una angolazione privilegiata - di parte della nostra storia, e ancor prima la riscoperta di una famiglia milanese che, dal 1941, di generazione in generazione, di balloon in balloon, insegna l’arte del fumetto in Italia e nel mondo, riuscendo ogni volta a incantare con personaggi capaci di leggere nell’anima dei lettori. Che lo si veda come l’infallibile Ranger del Texas, o come il saggio capo bianco “Aquila della Notte” (così era per gli

indiani Navajos), Tex è diventato una vera e propria leggenda che, poco alla volta, da eroe immaginario è diventato per molti il punto riferimento al quale dovrebbero ispirarsi tanti personaggi pubblici contemporanei che, contrariamente a Tex, nemico di ogni ingiustizia, inneggiano all’odio razziale, giustificano corrotti e fuorilegge, dimenticandosi delle più elementari regole del vivere civile. La mostra è stata pensata e costruita per poter essere ammirata da grandi e piccini, fra tavole originali, fotografie, testimonianze video, manifesti, poster, giornalini, giocattoli, pistole, cinturoni, frecce e archi, fucili …tutto con un unico protagonista, Tex Willer. Ma da dove nasce il segreto del successo di Tex? Ognuno di noi può dare una risposta, e sicuramente saranno tutte valide, ma siamo certi che, se ancora oggi Tex è tremendamente attuale, e non smette mai di stupire così come non si placa la sua svoglia infinita di giustizia, il motivo principale è nella capacità dei suoi sceneggiatori di identificarsi con lui e soprattutto con i suoi ideali. 13


MILANO IN MOSTRA DICEMBRE

THE ART OF BANSKY. A VISUAL PROTEST Mudec / Via Tortona 56 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 Sino al 14 aprile 2019 Considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea, le sue opere sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l’etica. La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più amati dalle giovani generazioni. In mostra oltre 70 lavori tra dipinti, sculture, prints dell’artista inglese, corredati di oggetti, fotografie e video, che racconteranno attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Un percorso a suo modo accademico e insolito, ma coerente con la mission di un museo come il MUDEC, ovvero quella di fornire a ogni fascia di pubblico le chiavi di lettura per comprendere (e apprezzare) le culture del mondo e i grandi temi della contemporaneità attraverso tutte le arti visive, performative e sonore.

SANGUINE: LUC TUYMANS ON BAROQUE Fondazione Prada / Largo Isarco 2 Orari: lun-mer-gio 10.00-19.00; ven-sab-dom 10.00-21.00 Sino al 25 febbraio 2019 Un’intensa esperienza visiva composta da più di 80 opere realizzate da 63 artisti internazionali. Senza seguire un rigido ordine cronologico o storiografico, Luc Tuymans elude la nozione tradizionale di Barocco e invita a rileggere l’arte seicentesca, ma anche quella contemporanea, mettendone al centro la figura dell’artista e il suo ruolo nella società. Seguendo la lezione di Walter Benjamin, secondo il quale il Barocco segna l’inizio della modernità, Tuymans indaga la ricerca di autenticità, il valore politico della rappresentazione artistica, il turbamento indotto dall’arte, l’esaltazione della personalità dell’autore e la dimensione internazionale della produzione artistica, riconoscendo nel Barocco l’interlocutore privilegiato dell’arte di oggi. 14

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INSIDE MAGRITTE Fabbrica del Vapore / Via Giulio Cesare Procaccini 4 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 Sino al 10 febbraio 2019 Un’esperienza tra reale e immaginario, tra evocazione di un mondo onirico e racconto della vita concreta di uno dei massimi pittori del XX secolo e tra i maggiori esponenti del surrealismo, Renè Magritte. La mostra, attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni, è un itinerario digitale e multisensoriale in cui a essere assolute protagoniste sono le atmosfere e i soggetti dei suoi quadri, probabilmente tra le immagini più note della pittura del ‘900: gli uomini in bombetta che galleggiano nel cielo delle metropoli, i corpi umani con la testa di pesce, la famosa “Ceci n’est pas une pipe”.

MILANO E IL CINEMA Palazzo Morando / Via Sant’Andrea 6 Orari: mar-mer-gio-ven-sab-dom 09.30-13.00; 14.00-17.30 Sino al 10 febbraio 2019 ‘Miracolo a Milano’ ‘Totò, Peppino e la... malafemmina’ ‘Rocco e i suoi fratelli’ sono i titoli più noti dei tanti film che hanno contribuito a fare di Milano un set cinematografico per eccellenza, scenario di commedie e film drammatici che hanno raccontato con grande sensibilità la storia sociale dell’Italia del secondo dopoguerra. In realtà il rapporto di Milano col cinema affonda le sue radici agli albori della storia della settima arte, quando Milano rappresentò il centro nevralgico delle produzioni cinematografiche in Italia. La mostra racconta l’evoluzione del legame della città col cinema nel corso del ‘900, dalle prime produzioni e dai primi teatri di posa alla predilezione riservata da grandi maestri come Antonioni, De Sica, Visconti, Pasolini, dalla nascita del genere poliziesco allo sviluppo del cosiddetto cinema industriale.


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Dall’alto in senso orario: Gloria Brolatti; Andrea Riva e Enrico Giovanelli; Pietro Aradori, Davide Bossoletti e Guendalina Canessa; Carlo Salvatori, Andrea Riva, Vera Castagna; Evelina Flachi, Gloria Brolatti e Nico Cazzola; a fianco: Gianni Tolentino con Gloria Brolatti

ANCHE LE PENTOLE C HANNO UN CUORE… MEDIOLANUM SOSTIENE LA FONDAZIONE OPERATION SMILE ITALIA A cura di MOMY SIMON 16

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on una serata di gala nel cuore di Milano, lo scorso 12 novembre, è tornata la manifestazione benefica “Anche le Pentole hanno un Cuore… d’oro”, che unisce il tema del cibo e della solidarietà a favore della Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Un format ideato dalla giornalista Gloria Brolatti, Ambasciatore della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, creatrice anche della collana di libri di ricette, “Le Ricette del Sorriso”, che ha raccolto finora quasi 60mila euro. L’edizione 2018 si è svolta a Palazzo Biandrà, la Casa della Consulenza Mediolanum, che, con Fondazione Mediolanum, si è impegnata a raddoppiare il netto ricavato dalla serata. Un connubio di cibo e gioielli che, grazie alla collaborazione con l’azienda orafa Il Marchese Diamonds, ha ispirato l’elegante menù realizzato in collaborazione con Area Kitchen, un’eccellenza milanese nel settore banqueting. Ha fatto gli onori di casa il Dott. Andrea Riva di Banca Mediolanum che ha accolto gli illustri ospiti della serata. Tra i presenti, oltre a numerosi banchieri, imprenditori, medici e altri professionisti, Gloria Brolatti, Carlo Salvatori -


Nata in Italia nel 2000, la Fondazione Operation Smile Italia Onlus fa parte di un’organizzazione internazionale formata da volontari medici, infermieri e altri operatori sanitari provenienti da oltre 80 Paesi del mondo che realizzano gratuitamente interventi di chirurgia plastica ricostruttiva per correggere malformazioni cranio-facciali, quali il labbro leporino, la palatoschisi e la labiopalatoschisi. Costituita nel 1982 negli Stati Uniti, è oggi considerata una delle più grandi Organizzazioni Non Profit su base volontaristica per la cura di queste patologie. Operation Smile riunisce migliaia di volontari del settore sanitario, svolge missioni mediche, forma il personale sanitario locale dei Paesi in cui opera, dona attrezzature sanitarie indispensabili per garantire cure chirurgiche gratuite, tempestive e sicure ai pazienti nati con malformazioni al volto all’interno delle proprie comunità. La Fondazione è attiva in Italia con i progetti “Smile House”, “Un Mare di Sorrisi”, in collaborazione con la Marina Militare, e “World Care Program”. Per approfondimenti è possibile visitare il sito www.operationsmile.it e seguirci su Facebook @operationsmileitaliaonlus Twitter @OpSmileITA ed Instagram @operationsmileitaliaonlus.

Presidente di ‘Fondazione Operation Smile Italia Onlus’, Enrico Giovanelli - Area Manager di Banca Mediolanum, Davide Bossoletti - Amministratore Delegato di ‘Il Marchese Diamond’, la nutrizionista Evelina Flachi, l’attrice e conduttrice tv Vera Castagna. Per l’occasione lo stilista Gianni Tolentino ha esposto un costume della sua collezione privata, realizzato per il Carnevale di Venezia e raffigurante la Basilica di

Santa Maria della Salute, da lui dipinta a mano. La raccolta fondi era destinata al progetto “Smile House Milano”, il primo Centro di Cura multi-specialistico di Operation Smile in Europa per il trattamento delle malformazioni congenite cranio - maxillo - facciali. Il Centro, che ha sede presso l’ASST Ospedale Santi Paolo e Carlo, offre in un’unica struttura un’equipe multidisciplinare composta da chirurghi, ortodontisti, logopedisti, otorinolaringoiatri, psicologi e specialisti di nutrizione e allattamento, in grado di seguire i pazienti durante tutto l’iter diagnostico e terapeutico. Per la serata sono stati raccolti oltre quattordicimila euro, destinati sia alla Ricerca che all’acquisto di un importantissimo strumento utile sia per la clinica che per la Ricerca, il fibroscopio a fibra ottica, che serve a meglio definire la funzionalità del palato molle che è stato ricostruito grazie all’intervento chirurgico. 24oreNews

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SERATA BELLE ÉPOQUE: ATMOSFERA DA SOGNO AL DIANA A cura di RAFFAELLA PARISI

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n tocco di Belle Époque, un tuffo nella Milano dei primi del ‘900 per festeggiare i 110 anni dello Sheraton Diana Majestic. Gli ospiti con abiti dell’epoca sono stati trasportati nel glamour di inizio secolo, alle origini dello storico albergo milanese che risale al 1908, quando si è voluto costruire un nuovo complesso ricreativo per dotare il quartiere di Porta Venezia di un elegante centro di divertimenti: è nato così il Kursaal Diana, un elegante centro polifunzionale dotato di teatro con una capienza di 850 posti, sala da ballo, ristorante, sferisterio per il gioco della pelota basca e, appunto, hotel. Dopo il cocktail di benvenuto, Aperitivo900, con un drink a tema creato ad hoc dal bartender e mixologist dell’albergo Daniele Cicolari, un vero e proprio banchetto d’epoca in stile Belle Époque servito al gazebo lounge in giardino, circondato da alberi secolari e statue in marmo, con le ricette realizzate dall’Executive Chef Luca Nania. Il menu della cena è stato studiato da Samanta Cornaviera, appassionata di storia della cucina italiana dell’inizio del ‘900. «Mi sono concentrata - ha detto Samanta - sulla rivista Italiana d’Arte Culinaria diretta da Alberto Cougnet, trattato di alta cucina rivolto a cuochi professionisti e gastronomi colti, a cui collaboravano, per le quasi cinquemila ricette, i maggiori cuochi dell’epoca. Ho sfogliato la rivista del 1908 e ho trovato proprio il menu proposto ai quattrocento ospiti della borghesia milanese arrivati nell’ottobre di quell’anno ad ammirare il nuovo hotel Kursaal Diana: 5 portate fra le quali la trota con salsa olandese Margherita, i ravioli di riso e brodo ristretto alla milanese e il sorbetto alla napoletana con pasticceria». All’inizio del secolo vi è un rapido cambiamento, una ricerca

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d’identità italiana anche nella cucina, dal 1908, i cuochi milanesi hanno codificato la cucina italiana con l’utilizzo del menu solo in italiano, abbandonando la tradizione francese allora sovrana. Il menu proposto al Diana è uno dei primissimi menu scritti completamente in italiano. L’atmosfera vintage della Belle Époque milanese è stata arricchita da un sottofondo musicale swing e da un allestimento a tema con arredi, tovagliato e mobilia di inizio secolo, oltre a statue liberty, quadri d’epoca e una ricca selezione di opere, grazie alla partnership con la boutique d’antiquariato Ars Antiqua. Per aiutare gli ospiti incerti nella scelta del look Belle Époque è stato messo a disposizione un


servizio professionale di styling a cura di Elisabetta Invernici, fashion and beauty editor che ha sempre affiancato alla conoscenza della moda contemporanea lo studio di storia del costume, in particolare del periodo che va dal 1880 agli anni ‘30. Da anni partecipa come socio sostenitore all’evento internazionale Belle Époque Voche di Kandersteg, in Svizzera, unico raduno al mondo degli amanti di questo periodo storico che per una settimana vivono e si vestono in stile Belle Époque. Dal 2012 Elisabetta Invernici si occupa come curatore di Rosa Genoni, creatrice di moda, attivista, scrittrice e giornalista, che ha vissuto a cavallo del ‘900 a Milano e che per prima ha portato il made in Italy nel mondo.

«La stagione dei grandi cambiamenti che caratterizzano la Belle Époque trova nella moda femminile una delle sue espressioni più evidenti» spiega Elisabetta Invernici «in pochi anni si passa da abiti gonfi e linee strizzate dal busto ad un abbigliamento disinvolto che scivola sul corpo per rispondere alle nuove esigenze della donna che viaggia, lavora, pratica sport». Nel guardaroba vi sono lunghe gonne strette e svasate (che lentamente abbandonano il rigonfiamento sul fondoschiena), bluse bianche o nere, giacche corte accostate alla vita con baschina o lunghe a redingote. È la nascita del tailleur e sarà la divisa adottata dalle suffragette. Gli abiti sono impreziositi da pizzi e ricami, sempre con maniche lunghe e spalle importanti, stretti in vita da cintura, con balza all’orlo. È la nascita dello chemisier moderno. Gli accessori indispensabili sono stivaletti e Mary Jane con tacco a rocchetto, calze opache, guanti di diversi materiali e lunghezze fino a raggiungere l’ascella. I cappelli di consistenze e dimensioni differenti, dalla minuscola toque al copricapo “a torta” sul quale troneggiano fiori, frutta e volatili. E poi i piumaggi ei ventagli di pizzo, le borse da piccole e preziosissime per la sera a quelle più capienti da viaggio, cosiddette “doctor bag” alla versione “doppio manico” che anticipa la sporta contemporanea, colli, polsi, finiture e boa di pelliccia, che impreziosiscono ogni mise. Elemento simbolo la mantella. Il ‘dress code’ serale richiede un discorso speciale, a partire dal colore che è rigidamente nero come imposto da due influencer come la Regina Vittoria e Elisabetta d’Austria che, per motivi di lutto, fecero di questa tonalità una scelta di stile irrevocabile che influenzò tutta la corte. L’abito di gala, tuttavia, raggiunge vertici di sensualità grazie ad ampie scollature che lasciano scoperte le spalle. I bijoux conoscono la loro stagione magica: è un’esplosione di collier e parure dalle dimensioni ragguardevoli, girocollo, bracciali, spille, fermagli per capelli e soprattutto anelli da indossare sui guanti. Ombrellino sia antisole che antipioggia e manicotto completano la nuova moda della borghesia. 24oreNews

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MILANO SI RACCONTA IN 200MILA PER BOOKCITY 1452 eventi distribuiti in 354 sedi, 2996 tra relatori e presentatori: questi i numeri dell’edizione di BookCity Milano. Più di 200mila cittadini che hanno a cuore il libro e la lettura hanno affollato la Triennale, 6 Accademie, 7 Università, palazzi storici, musei, scuole, librerie, con una varietà di luoghi al di fuori della filiera editoriale. Un risultato favorito anche dai nuovi poli nati in quartieri lontani dal centro, come Anguriera di Chiaravalle, Auditorium Edy Cremonesi, Hug Milano, Mare Culturale Urbano, Memoriale della Shoah, Nolo District. Inoltre, ad oggi, dei 135 comuni della Grande Milano, 72 hanno avuto almeno una sede di BookCity. Appuntamento al 2019!

PALAZZO REALE ENTRA NELLA TOP 100 L’ultimo rapporto di Federculture pone l’Italia fra gli ultimi Paesi in Europa per consumi culturali. Il 38% dei cittadini che il rapporto definisce “adulti inattivi” non va mai a teatro, al cinema, ad un museo, e non legge libri e giornali. Rispetto a questo quadro desolante, Milano e la Lombardia godono buona salute. La conferma viene dall’ingresso nella top 100 musei più visitati al mondo, avendo chiuso il 2017 con oltre 1 milione e 200mila visitatori. Il dato sorprende perché a differenza degli altri musei del mondo in classifica, non possiede una galleria permanente. Questo dato esaltante è stato raggiunto grazie al ricco programma di mostre che ha saputo attirare così tanti visitatori.

“PONTREMOLI”, 30 ANNI DI RICORDI Fondata nel 1988 la libreria Antiquaria Pontremoli ospita oltre 50mila titoli straordinari come la tesi di laurea di Pirandello o l’edizione pre-censura dei “Fiori del male” di Baudelaire. La libreria apriva in un piccolo negozio in via Vigevano nella corte interna di un

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palazzo milanese sui Navigli. Oggi si è trasferita in via Cesare Balbo 4, accanto alla Bocconi in zona Porta Romana, occupando un loft di oltre 400m2 che può ospitare 50mila volumi fra negozio e magazzino, e fra questi l’immensa collezione futurista appartenuta a Giampiero Mughini. Da ricordare che il giorno di apertura della “Pontremoli”, 30 anni fa, il primo cliente fu Giuseppe Pontiggia che se ne uscì con due borse di libri. È poi indimenticabile, negli anni di via Vigevano, il rapporto con la grande Alda Merini che spesso entrava e dettava una nuova poesia che lasciava da vendere. Meravigliosi ricordi che continuano a vivere grazie alla “Pontremoli libreria antiquaria”.


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SPECIAL NIGHT

FOR ONLY FRIENDS

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hi conosce gli “Amici della Lirica” sa bene che su tutti i calendari della storica associazione milanese è segnata una data molto speciale: l’8 novembre. È il giorno di compleanno della loro presidente, Daniela Javarone - da molti considerata la “Regina dei salotti milanesi” - che da anni festeggia con gli “Amici”, a pranzo o a cena, organizzando incontri con ospiti d’onore, su un tema di interesse sociale e a scopo benefico. Quest’anno, in via del tutto eccezionale, la festeggiata ha deciso di trascorrere il compleanno con una “special

night for only friend”, pochi intimi (si fa per dire) da “Giuliano”, in piazza Velasca. Dal 1991 Daniela ha affiancato il Marchese Alberto Litta Modignani, scomparso da qualche anno, nella gestione dell'Associazione Milanese Amici della Lirica (AMAL), fondata nel 1974 e presieduta prima di lei dalle grandi cantanti liriche Mafalda Favero, Renata Tebaldi e Giulietta Simionato. Sotto la sua guida l’associazione ha organizzato oltre 250 eventi benefici, ospitando personalità della cultura, della politica, dell’imprenditoria, del giornalismo, dello spettacolo. Dal 2004 è madrina

dei City Angels, che aiuta con iniziative umanitarie e di raccolta fondi. Per il suo costante impegno sociale ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti. Pochi giorni dopo la festa di compleanno, su invito del dr. Pierfranco Faletti, autore del volume “l'Intervento. Riflessioni quotidiane 20142017” (Bolis Edizioni), Daniela ha partecipato alla presentazione del libro a Palazzo Visconti affiancando, oltre allo scrittore, nomi illustri come Fedele Confalonieri, Francesco Alberoni e Giancarlo Mazzuca. L’incontro è stato moderato dal direttore de Il Giorno, Sandro Neri. 24oreNews

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DAL “PRINCIPE”

IL VIA AI GALÀ DI NATALE

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esclusivo Christmas Party della famiglia Neri ha dato il via, la sera del 24 novembre, ai tanti Galà che Milano senza tregua accoglierà fino alla vigilia del Santo Natale. Una serata di grande festa, che si è svolta come da tradizione all’insegna del divertimento, del buon gusto e dell’eleganza, nei saloni delle feste dell’Hotel Principe di Savoia. Le signore, che sfoggiavano abiti da sera in un’ampia varietà di stili e colori, erano accompagnate da “cavalieri” in abito rigorosamente scuro. I trecento ospiti e amici di Alberto e Paola Neri, tra cui imprenditori, giornalisti e vip, hanno potuto deliziare i propri palati con le fumanti prelibatezze che giungevano dalle cucine del “Principe”. Durante la cena si è esibito il brillante artista Luca Virago, con le sue divertenti imitazioni di Vasco Rossi, Renato Zero, Massimo Ranieri, Gianni Morandi e di tantissimi altri personaggi. Alla fine tutti in pista a ballare a suon di musica degli anni ‘80 e ‘90, fino a tarda notte, con la speranza di poter smaltire un po’ di calorie.

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BUONENOTIZIE L’inserto del Corriere della Sera ci ha consentito questa volta di raccontarvi una storia bellissima, che ha preso vita in una scuola media di Torino. Per noi amanti della “carta” stampata scoprirla è stato un piacevole regalo di Natale da condividere con tutti voi. Questa favola “vera” ce l’ha fatta conoscere il giornalista Giangiacomo Schiavi. Ecco un estratto del suo articolo di copertina per le “Buone Notizie” del 13 novembre.

UNA CLASSE DA FAVOLA

Se volete smentire i luoghi comuni sulla scuola media in Italia cliccate Ugo Foscolo e aggiungete Torino. La storia degli studenti editori della scuola media torinese che da due anni pubblica libri in versione e-book comincia così, come una favola: «C’era una volta una vecchia scuola dove ogni lezione era una sofferenza...». Un giorno è cambiato tutto e da quel giorno andare a scuola per gli alunni che oggi sono in Terza A è stato un contagioso esperimento collettivo che coinvolge ragazzi e professori, con Google, Amazon, giornali e biblioteche. È nata così “Una classe da favola”, prima sigla di un gruppo speciale e primo titolo di una libreria scolastica multimediale. Verena Lopes, è l’insegnante di lettere che ha trasformato le sue classi in una casa editrice (13 libri in pochi mesi). «Abbiamo portato a scuola l’esperienza digitale - racconta - e costruito insieme un progetto di lavoro. La scuola non può ignorare che l’apprendimento è multidisciplinare e il tablet è uno strumento da usare: altrimenti è come avere una Ferrari e tenerla ferma in giardino». «Gli alunni

- prosegue la Lopes - diventano scrittori, correttori di bozze, grafici, illustratori, editor. Tutto è iniziato con la lettura di un libro “Favole, favole di animali”. Ho chiesto agli studenti di inventarne altre a piacimento. Una parlava di un gufo che si fa un selfie. Era bella e l’abbiamo letta davanti a tutti, ed è piaciuta. C’era la morale della favola adattata all’attualità. Così ne abbiamo fatto un e-book senza costi per la scuola, tutto gratis con Amazon». «Abbiamo una tipografia digitale in classe - racconta la Lopes. Grazie ai fondi europei per l’informatica, sono arrivati il Mac per l’impaginazione, i tavoli collaborativi e 26 mini iPad». Sarà questa la scuola del futuro? «Io credo che fra dieci o vent’anni anni ci saranno mestieri che ancora non esistono e che le competenze digitali faranno la differenza. Noi dobbiamo formare studenti per entrare nel futuro». La Lopes non è una “Prof” permissiva. «Vieto lo smartphone almeno fino ai 14 anni. Per comunicare si deve imparare a farlo di persona. Prima vengono sempre le relazioni umane», conclude l’insegnante. 24oreNews

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FASHION & LOVE

Prof. Willy Pasini Presidente A.I.S.P.A. Info: www.aispa.it

PER NATALE UN “PREZIOSO” REGALO importanza reale e metaforica dei gioielli e delle pietre preziose affonda le sue radici nella notte dei tempi: sono legati alla storia dell’animo umano e della civiltà. I gioielli utilizzati come statussymbol, oggetto di potere o di scambio, partecipano d’altra parte all’immagine della bellezza, al gioco della seduzione, al mondo dell’amore. Come oggetto talora della cupidigia hanno favorito la trasgressione di codici legali e morali. Basti pensare, senza andare a scomodare i pirati, a quanti furti si consumano ogni giorno e a quante trasgressioni sessuali sono state favorite dalla tentazione di un gioiello. Al tempo stesso, quante tradizioni familiari, fidanzamenti, nozze, battesimi sono ricordate e abbellite da un gioiello che resta a testimoniare un amore condiviso tra chi offre e chi riceve. Quindi gioielli e pietre preziose veicoli delle passioni benefiche e malefiche, del volersi bene e del volersi male, conducono all’Inferno o al Paradiso, ma mai al Purgatorio. Negli scambi tra gli innamorati, il diamante incarna molte caratteristiche dell’amore e ne fanno l’oggetto simbolico più appropriato. Eccone alcune: • I diamanti sono eterni, come recita il titolo del film interpretato da James Bond (Diamonds Are Forever - 1971). • Il diamante è duro. Come l’amore non si scalfisce. • La pietra preziosa è rara, a volte unica come unico deve essere l’amore. L’unicità o per lo meno l’illusione dell’unicità è un ingrediente indispensabile per gli innamorati. • La pietra preziosa, come gli alberi bonsai o i clip elettronici, condensa in poco spazio moltissime qualità. È un prodotto della natura e quindi come l’amore è senza artifizi o falsità.

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• Il diamante è prezioso, quindi costoso. E al tempo stesso è bello e splendente come la luce di un grande amore. I gioielli assolvono, inoltre numerose altre funzioni relazionali, in società come in famiglia. • Sono testimonianza dello stato sociale e della agiatezza economica. In passato questi indicatori della posizione sociale erano indossati dall’uomo, come per esempio i trofei del capo. Oggi sono prevalentemente delegati alla donna. • Le pietre preziose come status-symbol vanno al di là della coppia ma rappresentano strutture sociali più vaste. Basti pensare ai gioielli della Corona Britannica, al tesoro del Vaticano e a quello nascosto nei forzieri di Istanbul (come nel film Topkapi). • Le pietre preziose possono essere un simbolo di potere. Come adolescente ero un fanatico di Sandokan che si toglieva dal turbante diamanti o rubini di incalcolabile valore, con i quali comperava armi e battelli. • Possono avere in una prospettiva psicologica un valore consolatorio o compensatorio. Possono essere un eccellente antidepressivo (anche se ben più costosi di una tavoletta di cioccolato). Vi auguro che nell’intimità del Santo Natale, momento propizio allo scambio dei doni, gli eventuali gioielli non siano un fatidico rituale nella riparazione degli “errori” dell’anno, ma l’espressione autentica di una coppia o di un nucleo familiare che ha imparato a volersi bene.


FASHION ACCESSORI DONNA A cura di PATRIZIA COLOMBO

POLLY PLUME Stivaletti ‘Ally’ di colore oro in pelle di vitello con paillettes. Ballerine in feltro di lana rossa, blu e nera con suola piatta, punta e fiocco

BORSALINO Cappello in feltro a pelo lungo ottenuto da un mix di fibre di coniglio e lepre. Tesa da 10 centimetri

FONTANA MILANO 1915 Mimosa è l’handbag compatta, morbida e capiente. Le forme sinuose della borsa donano all’oggetto un’eleganza formale dal carattere deciso

CHIARA FERRAGNI Stivali da pioggia in glitter argento con punta rotonda e suola in gomma rigata

RALPH LAUREN Bracciale in pelle e argento APPLE WATCH + HERMES Il frutto più recente di questa collaborazione sono i modelli dell’ultima collezione. Una gamma di cinturini in pelle dai colori audaci ed eleganti e un nuovo splendido quadrante disegnato da Apple.

GUCCI Marsupio per iPhone ispirato allo sportswear anni ‘90. In camoscio nero, l’accessorio combina codici storici della Maison come il nastro Web e la Doppia G.

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O BAG Morbidissimo charm-portachiavi in ecopelliccia. A fianco della Fondazione Umberto Veronesi per sostenere l’iniziativa benefica Pink Is Good, l’importante progetto che promuove la prevenzione e l’informazione sul tema del tumore al seno. L’intero ricavato della vendita sarà interamente devoluto per un sostegno concreto alla ricerca e il finanziamento di borse di studio promosse ogni anno dalla Fondazione. Un perfetto regalo disponibile presso tutti gli O bag store aderenti all’iniziativa ed anche online su www.obag.it fino al 31 dicembre 2018 al prezzo di 19 euro


ABBIGLIAMENTO DONNA GUCCI Abito a tunica in tweed. Motivo scozzese che gioca con i colori del Sylvie Web, il capo è arricchito da bottoni in metallo smaltato con testa di felino, ispirati da un dettaglio d’archivio e qui impreziositi da cristalli rossi negli occhi

MAX MARA Montgomery lungo in doppio tessuto di misto lana, con cappuccio, maniche a giro basso e maxi tasche in pelliccia applicate. Chiusura con bottone e alamari

MONCLER GRENOBLE Cardigan in morbida maglia di misto mohair arricchito da pannello frontale in nylon ultraleggero con imbottitura in piuma

ELISABETTA FRANCHI Un’ammiccante Elisabetta Franchi in versione cartoon regala un tocco di luce a questa pencil skirt realizzata con una colorata trama bouclè. Animate la vostra mise da ufficio e da aperitivo

GIORGIO ARMANI

WONDERPULL Realizzati in kid mohair “100% italiana” interamente a mano da maestre magliaie. Ogni capo è un pezzo unico nel suo genere

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FASHION ACCESSORI UOMO A cura di PATRIZIA COLOMBO

EMPORIO ARMAN Sneakers dal design originale e futuristico che gioca con i materiali mixando nuovi tessuti, come lo scuba, con inserti in velluto camouflage

TOM FORD Una montatura rétro e di grande effetto. Per una persona amante del buon gusto e dello stile

FERRAGAMO Ispirazione sportiva per questo comodo e lussuoso borsone da viaggio in morbido vitello. L’interno foderato ha doppia maniglia aggiuntiva, per trasformarlo in una comoda tote bag

RALPH LAUREN Il modello di segnatempo Polo Bear Capsule Collection celebra il 50esimo anniversario del brand. Divertente e di classe

HANNA HATS Berretto piatto fantasia patchwork con colori vivaci. È un classico berretto irlandese popolare realizzato in pura lana 100% irlandese in Donegal Tweed patchwork GUCCI Classici, timeless ma sempre cool. Questo modello di mocassini in pelle presenta l’iconico morsetto

LOUIS VUITTON La stola LV Satellite, è realizzato in un tessuto leggero che lo rende ideale per l’inverno e l’estate.

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HERMES Cintura reversibile in pelle di vitello, fibbia in argento e palladio placcato


EMPORIO ARMANI Camicia in velluto con collo tondo, maniche lunghe e polsini con bottoni

LIBRO Un ritratto dell’attore Mickey Rourke del 1995, della fotografa Stephanie Pfriender, che potete trovare nel libro The Untamed Eye. Foto delle celebrità anni ‘90 che non avete mai visto

MODA UOMO

NEIL BARRETT Pantaloni biker slouch. È una vestibilità comoda caratterizzata da vita bassa, ideale per un look sportivo

TOD’S Piumino multitasca in tessuto tecnico con chiusura a zip e bottoni con alamari, patch con logo sulla manica e cappuccio

LANIFICIO COLOMBO Morbido cashmere azzurro melange per la maglia girocollo a punto treccia

MONCLER Giacca in flanella inglese trapuntata. Trattamento idrorepellente. Bottoni in corno logati

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BEAUTY CHANEL N° 5 Profumo Per la prima volta in assoluto e solo per un periodo limitato, la fragranza più eterna del mondo incontra il colore preferito di Gabrielle Chanel. N° 5 LIMITED EDITION: un’effimera bottiglia rossa, un oggetto senza tempo; Chanel veste dell’iconico rosso il Regalo di Natale per eccellenza.

Ci siamo, è arrivato il momento di pensare ai regali di Natale per le amiche. Cosa c’è di meglio di un profumo di un rossetto (o di una palette), o di un kit per la cura del viso? Scegliete qualcosa di indimenticabile, un prodotto cult, da collezione. Eccovi alcune tra le nostre migliori proposte per l’imminente Natale in grado di stupire ogni beauty addicted! L’obiettivo? Rendere felici le vostre amiche del cuore. Se sarete ancora indecise, venite a trovarmi e vi assicuro che non uscirete a mani vuote!

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DIOR HOLIDAY COUTURE COLLECTION Kit labbra e occhi Due esclusive palette, una occhi e una occhi e labbra, racchiuse all’interno di due scrigni personalizzati Dior, compongono la Dior Holiday Couture Collection.

LUVA ENO•COSMESI Crema viso idratante Crema delicata e setosa adatta a tutti i tipi di pelle, anche la più delicata e sensibile. Ideale come base per il trucco grazie alla sua formula leggera, lascia respirare la pelle.

CARITA PARIS LE RÉNOVATEUR VISAGE Crema per il viso Una pelle notevolmente idratata, luminosa, efficacemente esfoliata pronta a ricevere i benefici dei trattamenti quotidiani? Da oggi si può! Le Rénovateur Visage è il prodotto ideale per un dolce ed efficace trattamento esfoliante, detossinante e idratante. Una formula ispirata al prodotto professionale e adattata all’utilizzo quotidiano con l’obiettivo di migliorare la microcircolazione.

LUVA ENO•COSMESI Crema viso anti age Le cellule staminali derivate dall’uva rossa contenute in questa crema ricca e vellutata neutralizzano l’azione dei radicali liberi presenti nell’aria, donando al viso un aspetto luminoso e giovane. Grazie alla sua azione anti età che attenua e corregge i segni dell’invecchiamento cutaneo, questa crema è perfetta come base per il trucco e ideale come crema nutriente per la notte.

LUVA ENO•COSMESI Fluido viso anti age Ricco di cellule staminali da uva rossa e di acido ialuronico, il fluido anti age neutralizza i radicali liberi presenti nell’aria rendendo la pelle più fresca già dalle prime applicazioni. Adatta a chi ama le creme ad assorbimento immediato, è indicato anche alle pelli delicate con fragilità capillare e couperose. Consigliata anche come dopobarba.


ACQUA DI PARMA Colonia Acqua di Parma festeggia il Natale 2018 presentandoci l’iconica fragranza Colonia in un’edizione speciale per le festività: flacone e confezione decorate con le illustrazioni dell’artista britannico Clym. Una fragranza fresca e agrumata, simbolo di eleganza e di stile italiano. Completano la collezione il sapone mani liquido e la crema mani presentati in eleganti packaging illustrati dall’artista

PURO ETHICCALLY MADE Linea viso e corpo Una linea sviluppata con principi attivi puri e ad elevata concentrazione, senza parabeni nè siliconi, creata seguendo rigorosi standard qualitativi con la volontà di utilizzare materiali e materie prime in alcun modo dannose per l’ambiente e l’organismo. Una collezione di specialità viso e corpo ideali per tutte le esigenze.

PERRIS MONTECARLO Profumi Le fragranze Perris Monte Carlo sono un capolavoro di arte profumiera, costruite con entusiasmo, passione e una lunga e notevole esperienza. La qualità delle materie prime è un elemento distintivo delle creazioni olfattive. Fragranze orientali dallo stile unico e contemporaneo, caratterizzate da materie prime nobili e rare.

LUVA ENO•COSMESI Bagnodoccia idratante Delicato detergente idratante di origine vegetale che mantiene il naturale pH epidermico. La delicata formulazione priva di Sodium Lauryl Sulfate è adatta a tutti i tipi di pelle, anche quelle sensibili ai normali detergenti. Per ottenere un’idratazione intensa consigliamo, in abbinamento, l’applicazione del fluido o della crema idrante dopo la detersione del corpo.

GUERLAIN TERRACOTTA ELECTRIC LIGHT Collezione make up La maison Guerlain festeggia il suo 190° anniversario con una collezione make up natalizia super lussuosa! Terracotta Electric Light è un’edizione limitata con un finish satinato dell’iconica Poudre Bronzante; abbinata a Meteories Electric Pearl donerà alla pelle un look sofisticato e luminoso.

DOLCE E GABBANA Make Up Dolce e Gabbana celebrano il Natale con una collezione con l’oro, il rosso nelle sue sfumature e il bronzo che sono i protagonisti dei prodotti di questa nuova edizione limitata, in cui troviamo il make up fondamentale per esaltare il look delle feste.

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BEAUTY ORIBE POWER DROPS Prodotti professionali per capelli Oribe propone tre trattamenti hair care lussuosi e efficaci per prendersi cura della salute e della bellezza dei capelli. Tre booster (riparatore, cura colore e idratatore) creati per rispondere alle esigenze, da miscelare nelle maschere, nei conditioner e nei prodotti di styling per renderli ancora più performanti.

LUVA ENO•COSMESI Emulsione corpo Soffice emulsione con estratto d’uva e burro di Karité per l’idratazione quotidiana del corpo che nutre la pelle senza ungerla. Pensata per la stagione estiva, risulta efficace nell’idratazione della pelle senza ungerla e senza tempi di attesa prima di vestirsi. La sua texture leggera la rende ottima anche per i più piccoli.

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LUVA ENO•COSMESI Emulsione rimodellante L’estratto di alga spirulina e caffeina assicura un’azione mirata rimodellante stimolando la degradazione dei lipidi. Il corpo ritrova una naturale armonia di forme e compattezza del tessuto. La pelle apparirà più uniforme e tonificata. Consigliamo l’uso dello scrub prima del trattamento per rendere più efficace la penetrazione del prodotto nei tessuti cutanei.

HELENA RUBINSTEIN RE-PLASTY AGE RECOVERY Crema e Maschera Helena Rubinstein unisce in un’unica texture sensoriale in gel un trattamento e maschera rimpolpante di bendaggio. La tecnologia ultra avvolgente che favorisce l’idratazione per una pelle intensamente rivitalizzata combinata all’elevata efficacia ne consente un utilizzo quotidiano come crema e una/due volte a settimana come maschera.

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BEAUTY

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ono pugliese, di Rutigliano, dove sono nato 74 anni fa, ma mi sento profondamente milanese, città nella quale vivo dai primi anni sessanta. E a Milano debbo molto, se non quasi tutto». Parla di sé e della sua vita artistica Alberto Anelli, milanese d’adozione, cantautore, e compositore, autore di grandi successi incisi dai più famosi cantanti italiani, come “L’importante è finire” per Mina, “Tu sei quello” per Orietta Berti o addirittura il trionfo allo “Zecchino d’Oro” con l’indimenticabile “Il caffè della Peppina”. Parla e si confessa mentre sta rivoluzionando ancora una volta la sua vita. Anche se non ha mai dimenticato il pentagramma, si è anche lanciato in un’impresa nuova di zecca dove sta raccogliendo nuovi, importanti, successi imprenditoriali: ha deciso infatti di dedicarsi alla bellezza e con la moglie Liliana ha dato vita ad una linea di oli di bellezza e di creme raffinate, la “XB Crema”, ispirate dall’amore per la natura, formulati con oli essenziali purissimi associati a vitamine e principi attivi, studiati per apportare benefici con dolcezza e regalare alla pelle i migliori livelli di benessere. E così in questo momento, mentre su internet e nei negozi di dischi è in prima fila da alcuni mesi l’ultimo album di Mina, “Maeba”, che comprende anche l’ultima creazione di Alberto Anelli, la canzone “Il mio amore disperato”, scritta con Paolo Limiti, nelle ricche vetrine delle profu-

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ALBERTO ANELLI A cura di RANUCCIO BASTONI


A sinistra: Alberto Anelli con le nipoti; a fianco: le pagine del fotoromanzo di Bolero Teletutto del fotoromanzo tratto dal romanzo di George Simenon; in alto: l’ultimo disco di Mina; sotto: Alberto con la famiglia, scattate a Londra in chiesa per il matrimonio della figlia, con le nipotine e la moglie Liliana

merie Mazzolari a Milano e in Italia, sono esposte in evidenza le creme “XB” di Alberto e Liliana. «Sto vivendo un grande momento», confessa Alberto Anelli». «Non c’è solo la presenza delle nostre creme di bellezza nelle blasonate profumerie Mazzolari a fare l’accoppiata col disco di Mina. È stata inaugurata anche una “personale” che il Bergamo Film Festival ha dedicato ad un momento della mia vita di attore, quando giovanissimo ero appena arrivato a Milano in cerca di fortuna. Sono stati esposti infatti alcuni fotoromanzi pubblicati dalla Mondadori negli anni sessanta, ispirati ai romanzi gialli di George Simenon. In particolare stata allestita una mostra con le gigantografie e le pubblicazioni originali del fotoromanzo “Cane giallo”, del quale ero protagonista accanto ad un grandissimo attore, Gino Cervi. In quegli anni interpretare un fotoromanzo importante su una rivista come Bolero Teletutto, in compagnia di Alain Delon, Richard Burton o Battisti, che “tirava” un milione e duecentomila copie, equivaleva a girare un film di successo. Gino Cervi in quell’occasione fu per me un grande amico, quasi un padre. Ero alle mie prime esperienze e lui mi aiutò con i suoi preziosi consigli e mi incoraggiò ad andare avanti». Ma Alberto Anelli sempre in perenne movimento, non riesce a star fermo un minuto e dietro l’insistenza di Orietta Berti, si è rimesso a scrivere. Anche Orietta, infatti, sulla scia di Mina, a cinquant’anni da “Tu sei quello” che trionfò al Disco per l’Estate nel 1965

facendo da sottofondo all’innamoramento di migliaia di giovanissimi, ha chiesto ad Alberto di scriverle un’altra canzone per bissare quel vecchio successo. Alberto Anelli l’ha creata. Uscirà a breve, inedito di lusso, nell’ultima raccolta della cantante di Montecchio. E per restare fedele al suo stile di cantore di cuori innamorati, infranti e riaggiustati, si intitolerà “Amore e disamore”. 24oreNews

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DESIGN È giunto il momento di pensare ai nostri cari, agli amici, colleghi... e magari pensare a un regalo anche per noi, per rendere più bello il Natale! Ecco qualche idea per aiutarvi in questa scelta A cura di LUCA MEDICI

Un valido aiuto per i pranzi e le cene durante le festività potrebbe essere il carrello portavivande dal design vintage. Chic (design by Bernhardt&Vella) di Bontempi ha una struttura color oro oppure ottone e doppio top in cristallo trasparente oppure in marmo. Un oggetto utile, bello e un evergreen che si adatta a qualsiasi ambiente. Per i più giovani propongo la nuova edizione delle calzature Vans, già famose negli anni ‘80, ma nell’edizione “d’arte” dedicata a Van Gogh. Le sneakers vengono stampate su cotone e si possono acquistare anche on-line (vans.eu), il ricavato verrà utilizzato per la tutela delle opere del pittore.

Vi propongo un regalo luminoso, un altro classico che è molto amato da tutti, la lampada Eclisse di Artemide. Disegnata nel 1965 da Vico Magistretti è una lampada da appoggio divertente e facile da utilizzare. Realizzata in materiale plastico, leggera, colorata e orientabile, per scegliere la quantità di luce che vi piace di più!

L’appendiabiti Day (design by Gino Corallo) di Bonaldo è un omaggio alla leggerezza! Un intreccio moderno ed essenziale realizzato in tondino di metallo laccato, sedici i colori disponibili, che si adatterà alla vostra casa con stile e semplicità.

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Il portariviste 4675/4676 di Kartell, disegnato nel 1972 da Giotto Stoppino, realizzato originariamente in ABS e successivamente in PMMA, è un oggetto senza tempo, colorato, trasparente e dal forte impatto visivo. Un oggetto dal design intramontabile adatto in qualsiasi casa.

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Per la camera dei più giovani oppure per dare un tocco di colore all’ufficio, vi suggerisco le sedie pieghevoli in tubolare di metallo colorato di Seletti. Disegnate dallo Studio Job-Blow, hanno la seduta e lo schienale rivestiti in plastica colorata a disegni pop.

Per gli amanti del caffè suggerisco di regalare le confezioni preparate nella Starbucks Reserve Roastery di Milano. La torrefazione di Piazza Cordusio prepara al momento caffè di Arabica proveniente da 30 Paesi, tostati in Italia per la prima volta. Nello store troverete anche molti gadget di design adatti a gustare il prezioso caffè!

Un altro regalo simpatico è la poltrona Sacco di Zanotta, disegnata nel 1968 da Gatti, Paolini e Teodoro, un evergreen sempre attuale, un oggetto iconico che mi piace sempre proporre. Comoda, colorata e trasversale, accontenta tutti e conquista per la sua forma inusuale!

Le idee sono molte, ma questa breve lista potrebbe essere una buona partenza per i vostri regali di Natale, divertitevi a scegliere quello più giusto senza dimenticare di osare, regalare è sempre un’esperienza fantastica! 24oreNews

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GIROMILANO Si avvicina il Natale e abbiamo pensato di proporvi un “Giromilano” fra le più belle ed originali cartolerie che stanno addobbando le vetrine per proporci originali gadget e ideeregalo, con tante novità. Una visita a questi negozi ve la consigliamo per scoprire aspetti della nostra città forse meno conosciuti

A cura di CARLO KAUFFMANN

PETTINAROLI Pettinaroli è una vera istituzione a Milano: ha cambiato diverse sedi ma qui in via Brera è un posto dove si respira la storia, grazie anche a una serie di magnifiche cartine antiche o di mappamondi vintage, oltre che a alla cartoleria di alto livello. Cosa dovreste comprare qui? Sicuramente consigliamo un’agenda o una penna di qualità! ➭ Via Brera 4

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RIGADRITTO Gironzolando per via Brera, fate una visita nella “cartoleria che non c’è”, come ama definirla Roberta Naj Oleari, la proprietaria. Un piccolo negozio che sembra un mondo fatato, dove troverete idee regalo inedite, utili, talvolta bizzarre, e un ricco reparto di biglietti augurali e carte da regalo. Il presepe che - tirando una linguetta - cambia fisionomia, le maschere per occhi a forma di gatto che si possono riscaldare o raffreddare sono solo alcune tra le tantissime curiosità. ➭ Via Brera 6 PARADISO DELLE SORPRESE A metà strada tra le Colonne di San Lorenzo e Piazza XXIV Maggio, un grande spazio con musica soft e new-age in sottofondo, e oggetti e gadget per tutti i gusti e tutte le tasche. Da novembre il negozio è pieno di addobbi e articoli per la tavola delle feste. Nel “Paradiso” trovi anche deliziosi complementi d’arredo trendy e tantissime novità per rendere speciali i tuoi regali. Quando non sai proprio quali regali scegliere, falli scegliere direttamente agli amici. In negozio ti aspettano i buoni regalo da 20 e 50 euro. ➭ Corso di Porta Ticinese 62

PISOTTI È un punto di riferimento per l’acquisto di cartoleria e articoli monouso per la casa, nell’area dei Navigli. Nell’emporio Pisotti è impossibile non trovare ciò che si cerca sugli scaffali del magazzino, assortito con migliaia di articoli tra cui tovaglie e tovagliette personalizzabili, carte da regalo, materiali per il découpage. Immancabili in questo periodo e addobbi per l’albero, presepi, alberi in varie misure e ghirlande e altri addobbi di Natale, sacchetti da regalo, vetrofanie, giochi in scatola per i bambini. ➭ Alzaia del Naviglio Grande 98

I GIORNI DI CARTA Melitta e Franziska, titolari di questa magica cartoleria, propongono casette in cartone, carte da pacco ecologiche, colori da bagno, pastelli antiscivolo a sezione triangolare, bambole e giochi per piccolissimi e tanti articoli natalizi. Si va dal cartoncino verde con giacchina e berretto da Babbo Natale in panno alla variante arricchita con un alberello di Natale composto da bottoni, mollettine e graffette. Originali anche i biglietti d’auguri, assemblati con materiali diversi. ➭ Corso Garibaldi 81


Follia è fare se m pre la stessa

cosa aspettandosi risultati diversi Albert Einstein

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VIAGGI

IL SORRISO DELLA BIRMANIA TRA PAGODE DORATE E FORESTE A cura di GABRIELLA POLI

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l gigantesco Budda sdraiato sorride ineffabile. Qui nella Chaukhtatgyi Buddha Temple di Yangon nel Myanmar, l’antica Birmania, riposa dal 1907. Lunga ben 66 metri è una delle immagini più grandi del Paese voluta da un ricco buddista birmano, Sir Po Tha, nel 1899. Il viso candido, la bocca rosso fuoco, il corpo coperto da un drappo d’oro massiccio, che ogni due anni viene ingabbiato in impalcature di bambù e rifatto, rappresenta il simbolo più famoso del buddismo. Insieme alla Shwedagon Pagoda, alta un centinaio di metri e ricoperta da foglie d’oro e diamanti, è una delle meraviglie mondiali dell’arte religiosa. Inizia da qui il viaggio dei sogni nel Paese asiatico più mistico d’Oriente, immerso nel blu, nell’oro e nell’amaranto. Il tempo scandito dai rituali buddisti. Da Yangon con un volo si raggiunge Bagan, capitale del primo impero birmano disseminata di migliaia di pagode

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e stupa, del XII secolo. La pianura bagnata dal fiume Ayeyarwaddy, definita da Marco Polo uno dei luoghi più belli del mondo, si trova nel centro del Myanmar. Nel tempio di Ananda si contano mille Budda. Attorno si sviluppano i villaggi e la piccola economia locale. Le giovani donne si mettono sul viso una polvere ricavata da una pianta per schiarire la pelle e difendersi dai raggi del sole. Ti inseguono con il motorino da un tempio all’altro per vendere stoffe e scatole di lacca, pantaloni e parei lunghi fino ai piedi che qui portano anche gli uomini. Il complesso monumentale Shwe Zigon rivela i suoi segreti sorprendendo. È il posto delle mille cupole d’oro, dei fiori di gelsomino e frangipane venduti per l’omaggio al Budda. Si suonano le campane col bastone creando cacofonie suggestive. Le donne sono minute come bambine, eleganti nei loro vestiti lunghi di seta. Comprano foglie d’oro da applicare sulle statue


esprimendo desideri sicuramente semplici come i loro occhi. Si lascia Bagan con la barca per un trasferimento lento sul fiume Ayeyarwaddy fino a Mandalay. Alle 4 del mattino l’umidità è alle stelle. Scorrono le rive e i templi, seminascosti dalla vegetazione, si illuminano a poco a poco di un’alba gonfia di pioggia. Il fiume è lento e largo. L’atmosfera è la stessa del delta del Po, con le canne palustri in fiore. Poi però si incrociano le chiatte dei cercatori d’oro e appaiono i villaggi con le donne che lavano i panni e i bambini che giocano nel fiume limaccioso ma generoso di pesce e nutrimento per i campi di fagioli, cocomeri e meloni. Il giorno della festa della luce i Birmani vanno a visitare il ponte di tek più famoso del mondo, quello di U Bain, 1200 metri, sospeso sul lago Taungthaman. Tutti aspettano il tramonto tra fiori di loto e improbabili afrori di spezie. Una cagna va a controllare i suoi cuccioli sistemati sotto una scala tra foglie e fango. I piccoli monaci accendono le candele che illuminano il tempio. Una sposa cammina lenta seguita dagli invitati. Ancora in barca per raggiungere Mingun distesi su sdraio di bambù. La pagoda bianca abbaglia la piana con riccioli di pietra. Custodisce gelosamente il suo Budda e non si rammarica di non essere stata completata. Doveva essere il tempio più grande del mondo. Ma il re che ne ordinò la costruzione morì improvvisamente è così rimase incompiuta. Ci si arriva attraversando un villaggio di bambù, un altro tempio e un monastero e dopo aver visto la storica e monumentale campana Mingun Bell. Al ritorno nel villaggio si fa

festa: alcuni ragazzi giocano a calcio con la maglia del Milan, altri tentano di conquistare il palo della cuccagna con varie strategie. Si riparte dopo aver toccato la piccola mano di un bambino che chiede qualcosa. Ma non si può dare denaro a un bimbo. Ne offendi la dignità e forse lo rovini per sempre. Magari un dolcetto. Sembra deluso. Guarda la mamma che con il fratellino più piccolo in braccio disapprova. Si parte col cuore in subbuglio. Di nuovo in barca per raggiungere l’Inle resort, un villaggio coloniale nella foresta. Il giovane pescatore sembra un ballerino. In posa plastica su una gamba sorregge la gabbia da pesca. Altri pescatori, poco lontano, si adoperano magistralmente attorno alle reti con le braccia e, con una gamba, remano e governano la barca in perfetto equilibrio. In navigazione sul lago Inle in una canoa a 5 posti che sfreccia a tratti tra fiori di loto e gli orti galleggianti degli abitanti dei villaggi di palafitte si vedono scorrere i riti quotidiani della popolazione. Lungo il percorso è possibile visitare fabbriche di seta di loto e di sigari birmani dove lavorano le donne del villaggio che, per arrotondare, offrono piccoli tour in pittoresche canoe di legno a remi. Si chiamano canoe lady, un’iniziativa coordinata da Myo Min Zaw che permette un turismo sostenibile rispettoso del delicato ecosistema dei villaggi sull’acqua. Il bagaglio è sempre più ricco. Le emozioni sono i migliori souvenir. Le immagini scorrono e il cuore si tuffa insieme ai bambini che giocano e piroettano come delfini lanciandosi nel lago dalle loro case.

Pagoda di Mingun

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ASTON MARTIN DB11 Una gran turismo da sogno!

A cura di LUCA MEDICI

a vedi e subito ti innamori delle sue forme mozzafiato! Bella, muscolosa, elegante, sportiva… come tutti i prodotti di Gaydon è un “oggetto” da sogno. Una delle poche auto in commercio a mantenere inalterata la sua fama, fatta di potenza, mai estrema, ma soprattutto riconoscibile. Le linee sembrano scolpite, la partnership tecnica con la Daimler ha creato un motore V8 da 4 litri da 510 CV con cambio automatico ZF a 8 rapporti fantastico, la trazione è posteriore e il comportamento dinamico è da vera gran turismo. Insomma, potrei fermarmi qui, ma c’è ancora molto da dire, a cominciare dagli interni. L’abitacolo 2+2 posti è un tripudio di pelle, stile e lusso, come è tipico per i prodotti made in Aston Martin. I dettagli sono studiati in modo da regalare un senso di unicità senza tempo, tutto è bello da vedere, ma soprattutto da toccare. La tecnologia è entrata a gamba tesa nell’abitacolo, dimentichiamo la bellissima strumentazione a cui ci hanno abituati da sempre a favore di un più moderno pannello digitale da 12”, a mio avviso bello, ma poco empatico, poi troviamo un nuovo impianto multimediale made in Mercedes (il precedente era di origine Volvo) che funziona bene, ma che io trovo vecchio e non particolarmente

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RUOTE & MOTORI

bello da vedere, oltre che scomodo da utilizzare. Lo schermo di quest’ultimo è di appena 8” e mi sembra non adatto a una vettura di questo calibro! Non sempre le sinergie portano miglioramenti: certe “tipicità” by Mercedes stanno bene solo sulle Mercedes, la Aston Martin è tutta un’altra cosa. Commenti personali a parte il resto è studiato in modo ergonomico, dove tutto è studiato per essere a portata di mano. I sedili sono vere opere d’arte, molto contenitivi, con cuciture accurate e realizzati con pellami di primissima qualità. Torniamo al motore. Deriva dalla AMG, è sovralimentato, interamente realizzato in lega leggera e appena lo accendi, tramite un pulsante simil cristallo, senti subito un sound pieno e molto appagante. La spinta è costante, mai brutale, la velocità massima supera di poco i 300 Km/h e l’impianto frenante è molto valido. Un’auto da guidare tutti i giorni, un fantastico connubio fra sportività ed eleganza. L’abitacolo di rara bellezza accoglie i suoi occupanti con un impianto di climatizzazione veloce, preciso e da tutto ciò che è necessario alla voce sicurezza, il resto lo si può ottenere mettendo mano al portafogli, personalizzando in modo esclusivo quasi ogni dettaglio. Il costo? Circa189mila euro… non pochi, ma ben spesi!

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FINANZA & FUTURO

Leonardo Vescovo PDC Academy leonardo.vescovo@pdcacademy.it

BITCOIN… 10 ANNI DOPO

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all’ormai lontano se pur recente 2009, il Bitcoin ha generato tanti milionari quante sono le voci sfavorevoli che lo perseguitano. Tra Deep Web e il recente crollo di quest’anno di più del 70% c’è da dire che le maldicenze un fondo di verità ce l’hanno: senza la dovuta formazione o assistenza professionale quest’onda profittevole da cavalcare si può trasformare in uno tzunami. Con una premessa di questo genere ora c’è bisogno di qualche dettaglio in più per poter approfondire la materia e responsabilizzarsi nell’utilizzo di questa nuova tecnologia. Si parla di tecnologia perché venendo alla luce, il Bitcoin si è portato a seguito anche un sistema decentralizzato peer to peer per la verifica e memorizzazione delle stesse transazioni in valuta digitale: la Blockchain.

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Questo libro mastro indelebile basa la sua unicità sulla fusione tra il proof of work (prova di lavoro) e l’incentivo della teoria dei giochi data dal signoraggio. Traducendo le ultime due frasi possiamo sintetizzare il concetto dicendo che è stato inventato un sistema per scambiare valore in maniera trasparente, certa e verificabile senza la necessità di un ente centralizzato che debba controllare le transazioni, mettendo quindi in diretto contatto i due soggetti protagonisti di un qualsiasi scambio. Se poi l’oggetto dello scambio è una valuta digitale a numero limitato sono giustificate sia la crescita esponenziale del valore da pochi millesimi di dollaro al valore attuale di circa 5.000 dollari, sia le paure e titubanze delle istituzioni e delle menti più conservative. I fatti però non cambiano: da quest’anno 23

Paesi nella zona UE hanno siglato per istituire ufficialmente la European Blockchain Partnership, uno strumento per lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo a beneficio del settore pubblico e privato. Contestualmente si sta concretizzando Bakkt, un progetto di Jeff Sprecher (presidente della società che possiede il NYSE): si tratta di un ecosistema regolamentato che permetta agli utilizzatori di Bitcoin di scambiarli velocemente e a tutti gli investitori istituzionali di parteciparne con la stessa facilità dell’acquisto di un titolo in banca. Le condizioni favorevoli ad un’accettazione di massa ci sono e pure l’attenzione da parte delle istituzioni e dei governi, ma se il Bitcoin è stata una rivoluzione ora serve un’evoluzione dello stesso sistema. Tornando quindi al concetto iniziale sicuramente l’occasione è ghiotta e sia per gli investitori di medio-lungo termine sia per i più accaniti speculatori le possibilità sono reali e tangibili, manca solo una guida esperta che possa indicare le situazioni migliori dove impegnare i propri denari.


FINANZA & FUTURO Gian Carlo Rosini Professional Advisor Via Uberto Visconti di Modrone, 7 Milano www.geniumsrl.com

BENCHMARKING UNO STRUMENTO PER MIGLIORARSI… APPRENDENDO DALL’ESPERIENZA DI ALTRI! opo anni di crisi endemica e strutturale, le aziende si sono strutturate in modelli economici fortemente “low cost” e poco attente ad analisi della concorrenza, concentrandosi solo sulla contrazione delle spese. La crisi ha portato a logiche di business diversi, basati sulla massimizzazione dei profitti, cambiando spesso le logiche tradizionali di costo, tipiche del settore di appartenenza. Però senza mai guardare a cosa succedeva intorno ad esse. Lo sfruttamento di internet e dei nuovi modelli di comunicazione hanno permesso, anche attraverso i social network di ridurre drasticamente i costi commerciali e spesso anche quelli generali. La fatturazione elettronica, ad esempio porterà all’annullamento di piccoli software gestionali con l’impiego di bassissime risorse finanziarie. Come consulenti spesso ci siamo imbattuti in problematiche che vanno oltre al controllo dei costi. Spesso abbiamo scelto come ‘modello di costing’ il migliore tra la concorrenza. Adottando la metodologia di benchmarking che sino a poco tempo fa veniva usata negli studi di strategia, si sono ottenuti risultati sorprendenti. Questa si basa su analisi percentuali delle varie incidenze dei costi nella la concorrenza e la creazione del concorrente ideale modello. Infatti, il controllo diventato sempre più attento ma spesso dannoso perché lo si abbina ad una logica di ‘spending review’, con una visione di breve periodo tralasciando un’analisi strategica di lungo periodo. Questi atteggiamenti non hanno aiutato la crescita e lo sviluppo per tramite degli investimenti. Mentre le aziende guardano se stesse non conoscono i comportamenti di costo delle

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«Il benchmarking rappresenta il processo continuo di misurazione dei prodotti/servizi/processi attraverso il confronto con i migliori concorrenti o le aziende conosciute come leader nei vari settori di mercato» David T. Kearns

aziende concorrenti e i loro modelli di business. Allora abbiamo sviluppato modelli e progetti di benchmarking. Analizzare la concorrenza significa sfruttare cosa già esiste senza inventare niente di nuovo se non serve, e avere una visione attuale del proprio mercato. 24oreNews

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IL PREZZO DA PAGARE PER IL PROGRESSO

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e Kettering, forse con velato pessimismo, affermava che “i problemi sono il prezzo da pagare per il progresso”, a dodici lustri dalla sua scomparsa l’adagio rimane sempre attuale. Ma il punto è: chi dovrà pagare tale prezzo? E il parallelismo con il nostro argomento è pure fattuale; solo un decennio fa un tale Nakamoto faceva breccia nel mondo digitale - e finanziario con la presentazione di un nuovo sistema di pagamento denominato “Bitcoin”, deregolato ma sicuro, scintillante contraltare al tradizionale sistema di scambio monetario. Bitcoin parla la lingua di Blockchain, un database distribuito e immutabile, protocollo di comunicazione democraticizzato con funzione garantistica; ed è tale funzione che spinge a immaginare una sua applicazione extra moenia, ad esempio, in occasione di scambio di beni e servizi (persino in sostituzione del notaio) o di elezioni (in West Virginia si è già votato così). È d’uopo evidenziare sin d’ora come proprio la caratteristica fondante di tale protocollo, l’assenza di una ‘backdoor’, costituisca il suo primo limite a un utilizzo indiscriminato: in virtù di ciò, è reso impossibile a un’autorità competente sottoporre a pignoramento simili somme virtuali, poiché inabile a modificare la ‘proprietà’ dei bitcoin in mancanza delle chiavi di accesso. La decentralizzazione cammina parallelamente all’anonimato che la rete garantisce agli utenti, facile e pronta genesi di abusi a fini illeciti, dal riciclaggio a quelli tipici del ‘Dark Web’, di cui si ha già mesta contezza. Non mancano altresì forme di microinvestimento sull’oscillazione del tasso di cambio Bitcoin-Dollaro, che tanto ha soddisfatto per la sua esponenziale ascesa quanto, di contro, abbandona cittadini impreparati a un mero gioco d’azzardo sullo sfondo di opzioni

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binarie. Ben inteso: evidenziare criticità non significa cassare senza rinvio. Non si possono ignorare le istanze di cambiamento, però si può, si deve, fare in modo che questa fiamma accesa non si trasformi in un rogo incontrollato. È così che si auspica, ormai a un decennio dalla sua introduzione, che l’ordinamento giuridico italiano si occupi di Bitcoin e introduca una proficua regolamentazione, ma soprattutto che determini a livello definitorio se Bitcoin è cosa buona e giusta o il suo contrario, prendendo chiara posizione al pari di alcuni Stati ma soprattutto nell’interesse dello Stato e della sua comunità, visto che le prime problematiche della detenzione e del guadagno con Bitcoin sono di natura fiscale (applicazione IVA, dichiarazione dei redditi) oltreché giuridica (‘smart contracts’, identificazione dei cittadini, pubblici registri). E ciò anche al fine di tutelare gli operatori giuridici più deboli, che in questo caso sarebbero i cittadini/utenti comuni, proprietari di portafogli virtuali, di case acquistate tramite Blockchain e di risparmi diversificati. D’altronde uno dei compiti della Legge è anche addomesticare il cavallo selvaggio per renderlo utile all’aratura dei campi; attività proficua ed essenziale, ma ben scandita nel ‘modus’ e nel ‘tempus’.

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VARRAM PET FITNESS ROBOT Lasciar soli i propri animali è una sorta di dramma interiore per molti proprietari di cani e gatti. In loro soccorso sono arrivati vari accessori, camere e robot, utili per intrattenere, controllare e dar da mangiare agli animali domestici. Queste e altre funzioni sono eseguite dal questo robot firmato da Varram, che lo ha progettato per stimolare i loro cinque sensi, al fine di mantenerli attivi ed evitare che diventino obesi. Il robot, che pesa 300 grammi, è realizzato in policarbonato e silicone. Si controlla da remoto via app.

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IROBOT ROOMBA I7+ Questa nuova creatura di iRobot è in grado di svuotarsi da sola: al termine di ogni ciclo di pulizia torna alla sua stazione di ricarica per depositare la “spazzatura” raccolta in un sacchetto monouso, che può contenere circa 30 litri di polvere, grande abbastanza per essere svuotato ogni due-tre settimane. Inoltre è in grado di mappare la casa e di individuare “muri virtuali” fissati dall’utente, in modo da concentrarsi solo su alcune stanze. È compatibile con gli assistenti digitali Alexa e Google Assistant e obbedisce quindi ai comandi vocali.

È il primo smartphone con 4 fotocamere posteriori. Un display da 6,3 pollici con risoluzione FHD+ (1080×2220 pixel): il cuore è rappresentato dal processore con 6/8 GB di RAM e con una memoria interna da 128 GB, espandibile a 512 GB tramite microSD. Sulla parte posteriore troviamo un sensore principale da 24 megapixel, a cui si accosta un teleobiettivo con zoom ottico 2X da 10 megapixel per scatti ultra-dettagliati, sia da vicino sia da lontano. L’obiettivo ultra-grandangolare permette di catturare non solo il soggetto ma tutto il panorama.

CUFFIE E AURICOLARI Non solo gli auricolari Pixel Bud di Google, ma presto su tutte le cuffie con supporto all’Assistente Google sarà attivata la funzione di traduzione simultanea in 40 lingue. Attualmente si contano decine i modelli Wireless, dalle cuffie QuietComfort 35 II di Bose ai Bullets di OnePlus, dagli auricolari Tone di Lg ai numerosi esemplari di cuffie e auricolari Sony o alle cuffie WH1000XM2 con cancellazione attiva del rumore. Il vincolo è che associato ai dispositivi ci sia un telefonino Android in versione 6 o successiva.


MILANO IN CONCERTO

DICEMBRE ORE 21.00

GABRIELE CIAMPI - HYBRID Martedì 4 - Teatro Dal Verme Gabriele Ciampi nel suo percorso di formazione ha unito gli studi classici ad un più moderno approccio alla musica, tipico della scuola Americana ma, ancora oggi, compone affidandosi ad un metodo compositivo tradizionale, fatto solo di pianoforte, carta e matita. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. (intervista a pag. 60) MALIKA AYANE - DOMINO TOUR 2018 Martedì 4 - Teatro degli Arcimboldi Mercoledì 5 - Magazzini Generali Doppia tappa a Milano per l’artista tornata sulle scene dopo tre anni di assenza con il nuovo album Domino. Classe 1984, nata proprio a Milano, Malika Ayane si è fatta conoscere dal grande pubblico con il brano Feeling Better, contenuta nell’album d’esordio Malika Ayane (2008). MARIO BIONDI TOUR Mercoledì 5 - Teatro degli Arcimboldi Mario Biondi si esibirà a dicembre nel tour teatrale che toccherà varie città della penisola. Per l’occasione esibirà dal vivo l’ultimo album Brasil, il suo nuovo progetto musicale in omaggio al Brasile, ma non mancheranno ovviamente i suoi più grandi successi. EMIS KILLA - SUPEREROE TOUR Domenica 9 - Fabrique Dopo le due anteprime del 12 ottobre a Milano e del 13 ottobre a Roma, andate sold out in poche settimane, Emis Killa, uno degli artisti rap più affermati del panorama musicale italiano, torna live con il nuovo “Supereroe Tour”.

CESARE CREMONINI - CREMONINI STADI 2018 Domenica 16 - Mediolanum Forum Il giovane cantautore bolognese (classe 1980) inizia a studiare pianoforte a 6 anni, a 11 anni riceve in regalo il primo disco dei Queen, gruppo da lui amatissimo che lo porta ad abbandonare lentamente la passione per la musica classica per dedicarsi totalmente al mondo del pop/rock. GIOVANNI ALLEVI - EQUILIBRIUM CHRISTMAS TOUR Mercoledì 19 - Teatro Dal Verme L’amato compositore italiano è pronto a festeggiare l’incanto del Natale con l’Orchestra Sinfonica Italiana. Oltre al regalo di inaspettate e sorprendenti prime esecuzioni, esibirà una originale rilettura, per pianoforte e orchestra, delle più amate melodie natalizie di sempre. THE POP XMAS SYMPHONIC SHOW CONCERT BLA BLA Venerdì 21 - Teatro Dal Verme Difficile definire con poche parole lo show della Gaga Symphony Orchestra, che per la prima volta a Milano si esibirà nel suo incontenibile concerto symphonic-pop: sul palco oltre 60 giovani musicisti che reinterpretano le hit pop più belle di oggi e di sempre.

DODI BATTAGLIA - PERLE IL TOUR Mercoledì 12 - Teatro Nazionale CheBanca! 50 anni di carriera totalmente dedicati alla storica band italiana dei Pooh. Nonostante lo scioglimento del gruppo avvenuto nel 2016, Dodi Battaglia continua a esibirsi come solista e chitarrista e ad incantare il pubblico con i più grandi successi dei Pooh. WITHIN TEMPTATION Sabato 15 - Fabrique Con un nuovo album in uscita, la band olandese (capitanata dalla bellissima e bravissima Sharon del Adel), fra i maggiori esponenti dell’ondata symphonic metal con voce femminile, affronteranno un tour europeo che li porterà anche a Milano con l’unico show italiano. 24oreNews

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AMICI 4 ZAMPE

UNA COPERTA PER SNOOPY A cura di VALERIA MAURO

inverno è ormai alle porte e porterà con sé oltre alla neve, per la gioia di chi ama la montagna e gli sci, anche umidità, pioggia, con temperature vicine allo zero. Come proteggiamo i nostri amici a quattro zampe dai pericoli del freddo? Ricordiamoci sempre che proprio come noi anche loro si bagnano, e non solo le zampe. Evitiamo l’utilizzo del fon, è molto meglio strofinarli con un asciugamano che sarà comunque destinato sempre solo a loro. Davanti al freddo, non è l’altezza del cane che conta, cosa importante alla quale non si pensa mai. Troppo spesso crediamo infatti che i cani “alti” o più “grossi” non patiscano il freddo come quelli di piccola taglia, ma non è affatto così. Dalmata, yorkshire, pinscher, ma anche boxer o pointer possono patire le basse temperature allo stesso modo. Quindi va bene “coprirli” con i loro cappottini… tenendo però ben presente che i cani non sono dei clown e nemmeno devono impersonare le nostre vanità. Poi ricordiamoci che per “vestirli” ci vuole un po’ di pazienza, perché loro non sono abituati a “cambiarsi d’abito”. D’inverno, quando è possibile, diamo preferenza a uscite preserali o ancor meglio alle prime ore pomeridiane, evitando le ore più fredde. Inoltre, con l’abbassarsi delle temperature anche loro, come noi, bruciano più calorie e un’alimentazione adeguata per il nostro beniamino può fare la differenza.

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FA UN FREDDO CANE Quando arriva la neve e siamo in giro con il nostro cane, soprattutto in città, capita che non si possano evitare zone in cui hanno sparso il sale, contro il 50

24oreNews

gelo, che rischia di procurare danni ai polpastrelli del nostro fedele amico. Uno dei metodi migliori per prevenire tagli e secchezza è applicare una crema a base di vaselina, che proteggerà le zampe del nostro cane dal gelo e dal sale mantenendo i polpastrelli morbidi e riparati. Ricordiamoci però di applicare la crema solo quando saremo già fuori di casa, così eviteremo che lasci le sue deliziose impronte incremate su pavimenti e tappeti. Ad ogni passeggiata, soprattutto dopo aver camminato in luoghi cosparsi di sale, abbiamo l’accortezza di sciacquare le “zampette” del nostro cane con acqua a temperatura ambiente, provvedendo poi ad asciugarle delicatamente per rimuovere del tutto qualsiasi residuo e l’acqua. Attenzione! Sappiamo che quasi tutti cani amano giocare e rotolarsi in mezzo alla neve, ma potrebbero perdere le tracce di odore e smarrirsi facilmente. Non perdiamoli mai d’occhio! Insomma, normali attenzioni, come faremmo con qualsiasi componente della famiglia e il cane, da quando è arrivato nella nostra casa, fa parte della famiglia e va accudito e amato con tutto l’affetto possibile, come quello che lui sa donare a noi.


ERBARIO MAGICO

PIÙ BUONI E GENEROSI A NATALE CI AIUTA

L’

AGRIFOGLIO

A cura di MARICA DE BONIS

L’

Agrifoglio è una pianta sacra, magica e portatrice di fortuna. Le sue foglie, ideali per decorare le tavole delle feste hanno anche usi e proprietà da scoprire. A ben vedere, proprio le foglie di questa pianta, simbolo del Natale, sono utili per insaporire brodi o preparare infusi energizzanti. Ma attenzione alle bacche: quelle sono tossiche e non possono essere mangiate! L’Agrifoglio è protagonista delle decorazioni propiziatorie fin dai tempi antichi, e il rispetto per questa pianta spinosa ha origini ancora più remote. I Romani usavano regalarla agli sposi novelli in segno di augurio ma anche appenderne dei rami alla porta al fine di tenere lontana la sfortuna. Nel Medioevo si credeva inoltre che le sue foglie acuminate e pungenti avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni. Ancora oggi l’Agrifoglio è simbolo di buona sorte e viene utilizzato per gli allegri addobbi natalizi insieme al Pungitopo e al Vischio, ma la pianta è adoperata anche in fitoterapia per le sue specifiche proprietà curative. Le radici, i fiori e le foglie sono apprezzate per la creazione di estratti curativi, medicinali e decotti.

LE PROPRIETÀ Questo arbusto sempreverde contiene ilicina, tannini, pectine e ilaxantina e, grazie a questi componenti, possiede proprietà curative benefiche che contrastano vari mali di stagione. Le tisane all’Agrifoglio, che derivano principalmente dalle radici della pianta, vantano proprietà febbrifughe. Soprattutto se si tratta di una febbre passeggera, questa pianta si rivela particolarmente efficace nell’accelerare il processo di guarigione, stimolando l’eliminazione di virus e batteri attraverso le urine e la sudorazione. Le tisane, sono inoltre d’aiuto per rimuovere il catarro e per facilitare la respirazione in caso di raffreddore, bronchite e stati influenzali. Oltre che espettorante, l’Agrifoglio si distingue anche per le sue proprietà toniche, digestive e lassative. Proprio per

questo infatti, molti usano bere questi decotti soprattutto dopo pranzi particolarmente abbondanti e pesanti, per favorire la digestione e per stimolare le funzioni intestinali. Facilitando la circolazione, esso può avere un effetto ipotensivo sulla pressione. Molti sostengono che le foglie possono essere utilizzate anche come sostituto del tè, proprio come lo ‘yerba mate’. Anche se in quantità minori rispetto al tè, infatti, in questa pianta vi è una consistente presenza di sostanze stimolanti, come la caffeina e la teobromina. Infine, le essenze floreali all’Agrifoglio agiscono a livello emotivo: pare che siano in grado di stimolare generosità e apertura verso gli altri e di contrastare al tempo stesso sentimenti negativi quali ira, invidia, gelosia, sospetto, odio e voglia di vendetta. 24oreNews

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COME STAI?

A cura di ANDREA SERMONTI

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ono 790 mila i lombardi colpiti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione progressiva delle vie aeree non reversibile; associata ad una infiammazione cronica che coinvolge sia il parenchima polmonare che le vie aeree, con conseguente importante diminuzione della funzione polmoriduzione della capacità respira- nare, che porta alla mancanza di toria. «Il fumo di sigaretta, l’inqui- fiato (dispnea), incide sullo svolnamento dell’aria, l’esposizione gimento di abituali e semplici atprolungata a sostanze chimiche e tività fisiche quotidiane (cammiforme genetiche, anche se rare, so- nare, salire le scale e persino veno le cause principali della BPCO stirsi o lavarsi) e quindi sulla qua- afferma Francesco Blasi, profes- lità di vita del paziente». «La spisore ordinario di Malattie respira- rometria è sicuramente un esame torie presso il Dipartimento utile per individuare la madi Fisiopatologia medicolattia - Continua Blasi chirurgica e trapianti La prova spirometrica ci dell’Università degli aiuta, attraverso alcuni Studi di Milano e Diretparametri della capacitore della Pneumologia tà polmonare, a rilevare de Irccs Fondazione Cà i casi che richiedono un Granda Policlinico di maggiore approfondiFrancesco Blasi Milano - Sono 329 mimento diagnostico. Quelioni le persone che oggi convivono sto percorso facilita un corretto incon questa malattia, un numero quadramento della BPCO e la piaimportante che deve far riflettere nificazione di una terapia mirata sull’importanza di fare prevenzione sulle esigenze del paziente». «La e diagnosi precoce. La Bpco è for- terapia bronco dilatatoria ha temente invalidante; la progressiva l’obiettivo principale di aiutare il

paziente a riacquistare una buona funzionalità polmonare; se da un lato non è possibile fermare la malattia in sé per le sue caratteristiche di non reversibilità, si può sicuramente intervenire sul miglioramento netto della qualità di vita.» Conclude Blasi «Oggi abbiamo a disposizione terapie che si basano sulla duplice broncodilatazione, ossia la possibilità di somministrare due broncodilatatori, con azione sinergica tra loro, attraverso un unico dispositivo. L’azione sinergica della co-formulazione permette di migliorare la compliance del paziente che non ha più l’incombenza di prendere più farmaci nello stesso giorno. Una migliore aderenza alla terapia porta ad una gestione più efficace della BPCO, perché riduce i fenomeni di riacutizzazione che spesso si traducono in ricoveri ospedalieri».

(BPCO) CE L’HANNO 100 MILA MILANESI BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA

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24oreNews


COME STAI? Dr. Cristiano Messina Studi Medici Vercelli Corso Vercelli 7 - Milano www.studimedicivercelli.it

SIAMO TUTTI INTOLLERANTI

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rmai capita sempre più spesso di leggere su giornali e riviste (non solo scientifiche) delle intolleranze alimentari. Si tratta di reazioni avverse al cibo che provocano alcuni sintomi e un malessere generale si dividono in lgG-mediate e non lgG-mediate. Le intolleranze non lgG-mediate si dividono in enzimatiche - dovute alla mancanza di un enzima necessario a metabolizzare un certa sostanza (ne fanno parte la celiachia l’intolleranza al lattosio e la fenilchetonuria), in farmacologiche - determinate da iperattività nei confronti di sostanze presenti in determinati cibi, e in intolleranze agli additivi - provocate dalla presenza di sostanze usate per migliorare le qualità del cibo. Le principali differenze sono rappresentate dai sintomi, che nelle allergie sono molto più rapidi, diretti e costanti, e dalla loro persistenza, in quanto non modificabili nel tempo a meno di non eseguire un complicato percorso di terapia desensibilizzante. Nel caso delle intolleranze, a parte quelle enzimatiche che sono persistenti e non risolvibili da diete, un’attenta dieta da privazione eseguita per un periodo di almeno 45-60 giorni può portare alla risoluzione dei sintomi. Questi sono tra i più diversi e imprevedibili: stanchezza, sonnolenza post prandiale, incremento sudorazione, cefalea, ansia, asma, tosse, infezioni urologiche e ginecologiche ricorrente in particolare le cistiti e le candidiasi ricorrenti, prurito, incremento di peso, acne, crampi, dolori addominali, emorroidi, gonfiore addominale e insonnia. Chiaramente ogni paziente leggendo questo elenco ritroverà qualche sintomo di cui soffre. È chiaro che prima di pensare alle intolleranze ed eseguire il test ematico, per individuarne la presenza, vanno escluse tutte le cause organiche di questi sintomi. Ottenuti responsi negativi

ci si può indirizzare verso le intolleranze e poi mettere in atto un programma dietetico protratto nel tempo con eliminazione delle sostanze a cui si è intollerante e ottenere in genere un notevole miglioramento della sintomatologia. Il crescere della frequenza delle intolleranze alimentari nasce dal fatto che ormai tendiamo a mettere in atto una dieta sempre meno variata se ognuno pensa a quello che mangia per economia, comodità o rapidità di preparazione. Ognuno di noi tende ad introdurre al massimo 15-20 alimenti abitualmente. Questo fa sì che l’organismo finisca per essere intossicato da pochi alimenti e non riesce a metabolizzarli in modo corretto. Il consiglio migliore è attivare una dieta variata ed equilibrata, in modo da fornire all’ organismo tutti gli elementi di cui ha bisogno senza carenze o eccessi. 24oreNews

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Anno 6 - Dicembre 2018

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

IL PERSONAGGIO GABRIELE CIAMPI «LA MUSICA È FEMMINA»

SCOPRI L’ITALIA

IN VAL D’AOSTA TRA I GIGANTI DELLE ALPI

[GOURMET]

NATALE A CASA KNAM


Dicembre 2018

indice [ PERSONAGGIO] 6

L’orchestra di sole donne di Gabriele Ciampi

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Natale a casa Knam con il bubble tree

[ GOURMET]

[ SOMMELIER]

10 I vini dei colli piacentini: l’Azienda “Il Poggiarello”

[ STILE ITALIANO]

12 Dolcelatte: una bella storia tutta italiana

[ SCOPRI L’ITALIA]

14 Natale in Val d’Aosta tra i giganti delle Alpi

[ SALUTE E BENESSERE]

16 Quando la bellezza strizza l’occhio al cioccolato 17 Più belle a ogni età

18 Gustosa ma leggera la tavola delle feste

[ TV DA GUSTARE]

20 Le giuste scelte in televisione per le Feste

[ LIBRI]

20 La Cina: una storia per oggetti 21 Le nostre recensioni

[ AGENDA ITALIA]

22 Proposte-evento per le feste natalizie Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Francesca Bastoni Francesca Bocchi Valerio Consonni Edmondo Conti Francesco Garosci Carlo Kauffmann dicembre 2018

Sandro Nobili Alessia Placchi Monia Zanin Edizioni Le Roy srl Milano, Viale Brianza, 24 redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment - Milano Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141

Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli 26 - Buccinasco Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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DICEMBRE

2018

Care lettrici e cari lettori di “Italia da Gustare”, il Natale è alle porte e in questo periodo cominciamo già a festeggiarlo con colleghi e amici, mentre in casa pensiamo come organizzare al meglio il pranzo di Natale in famiglia. Iniziamo questo numero proponendovi un'interessante intervista al M° Gabriele Ciampi, giovane direttore d’orchestra, il cui nuovo progetto “Hybrid” ha l'intento di promuovere e valorizzare la creatività femminile in campo musicale. Lo vedremo prestissimo in Italia, il 4 dicembre al Teatro Dal Verme di Milano e il 1° gennaio all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Proseguiamo in dolcezza con le delizie al cioccolato proposte dallo Chef e maître chocolatier Ernst Knam e la crema Dolcelatte, adatta ad ogni palato, tutte da gustare magari con un calice di buon vino dei Colli piacentini. Non perdetevi le rubriche di benessere, che ci propongono massaggi rilassanti al cioccolato e alcune ricette gustose ma light, adatte per alleggerirsi dalle calorie accumulate in eccesso durante i tradizionali ipercalorici pranzi natalizi. Edmondo Conti ci proporrà come sempre le novità della “TV da Gustare”, e concluderemo con i libri da regalare a Natale e luoghi dove poter godere le belle atmosfere natalizie. Buone Feste e Buon 2019 da tutti noi!

SCARICALO ORA! Hai il nostro numero precedente? Se non ce l’hai, non preoccuparti, puoi scaricarlo gratuitamente tramite il nostro sito: www.24orenews.it dicembre 2018

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[ per s onaggio ]

L’ORCHESTRA DI SOLE DONNE DI

GABRIELE CIAMPI

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«

LA MUSICA È DONNA Intervista a cura di Dario Bordet

Musica classica e hip hop, tradizione e contemporaneità, ‘carta e matita’ e tecnologia... Apparenti contrapposizioni per chi non considera le contaminazioni «un arricchimento, una fonte di ispirazione, una spinta a creare». Gabriele Ciampi, classe 1976, è cresciuto con la musica lavorando in famiglia, un’azienda di costruttori e fornitori di pianoforti: da Roma (sua città natale) a Los Angeles (dove vive attualmente) il compositore e direttore d’orchestra ha esportato il suo modo di comporre negli USA. È stato il primo compositore italiano a eseguire la propria musica alla Casa Bianca su invito della allora First Lady Michele Obama, per il “White House fot Holidays”, e l’unico italiano in giuria ai Grammy Awards 2018 di New York. L’anno scorso era stato ricevuto in Vaticano da Papa Francesco, per il quale ha composto il brano “Preludio per due violoncelli” contenuto nel suo album “In Dream Awake”. Il M° Ciampi ha ricevuto numerosi rico-

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noscimenti, tra i quali la medaglia “Eccellenza Italiana” conferitagli dal Senato della Repubblica e la Green-Card per Extraordinary Ability rilasciata dal Governo americano. Gabriele Ciampi ha deciso di rompere gli schemi lavorando con artiste provenienti da tutto il mondo: un’orchestra composta di sole donne provenienti dall’Italia, dalla Russia e dall’estremo Oriente, con un Direttore assistente e prima viola proveniente dal Sud America che lo accompagneranno nei concerti dal vivo. Ha completato il progetto discografico un team di donne che hanno dato il loro contributo creativo in campo grafico (Iran), della fotografia (Los Angeles) e del videomaker (California). In occasione dell’uscita del suo nuovo album “Hybrid”, per la prima volta, cederà la bacchetta a una donna, che aprirà i suoi prossimi concerti in Italia: il 4 dicembre a Milano al Teatro Dal Verme e il 1 gennaio a Roma all’Auditorium Parco della Musica. dicembre 2018


[ per s ona ggio ]

L’hip hop sinfonico: un nuovo genere o un esperimento?

Non credo ci sia più nulla da inventare. Si può sperimentare per arrivare a qualcosa di interessante ed è questo il gioco un po’ “perverso” che ho voluto proporre: la contaminazione è alla base di questo album e le influenze hip hop sono presenti in 2 brani, Hybrid Reflections. Dal momento che le componenti percussive (basso e batteria) dialogano con l’orchestra si può parlare di hip hop sinfonico.

Che cosa ha ispirato Hybrid?

Hybrid rappresenta la voglia di andare oltre la classicità prendendo spunto da altri generi musicali, primo fra tutto l’hip hop degli anni ‘90 che ha lasciato una traccia importante nella cultura americana. Il vero hip hop è cultura.

Alcune testate hanno titolato che la tua musica è femmina: in che senso?

La Musica è femmina in tutti i sensi, è sensibilità… Quella femminile è di gran lunga superiore alla nostra: noi maschietti abbiamo altre qualità importanti però credo che l’unione artistica con donne musiciste sia fondamentale per una crescita professionale. Per questo motivo in apertura delle mie due date italiane cederò la bacchetta a un direttore donna che valorizzerà un brano per me importante, un Adagio per soli archi.

Che effetto fa, per un direttore d’orchestra, cedere la propria bacchetta?

La bacchetta si cede sempre malvolentieri: cedere vuol dire fare un passo indietro e bisogna essere psicologicamente pronti a farlo. Personalmente vedo questa collaborazione con un altro direttore un modo per creare una vera e propria evoluzione, un modo diverso di interpretare la mia musica: non lo considero riduttivo e spero in futuro di vedere concerti con due direttori (uomo e donna) che si alternano. Sarebbe un bel segnale di cambiamento.

La tua formazione classica italiana, in America, è stata una risorsa preziosa?

Decisamente sì. Abbiamo una tra le migliori scuole al mondo. I Conservatori di Musica in Italia sono una risorsa non abbastanza valorizzata. Sarebbe importante rendere più moderno il metodo di insegnamento: preparare lo studente anche alla vita lavorativa, a produrre un proprio album in studio di registrazione, a lavorare con poco tempo e pochi soldi a disposizione… Purtroppo questa è la realtà!

Cosa porti all’estero, della tua Italia? dicembre 2018

La grande tradizione musicale: la scuola italiana da sempre ha dato tanto dal punto di vista artistico e musicale. L’Opera è l’esempio perfetto, portiamo Verdi, Puccini, Donizetti, Rossini …ovunque nel mondo.

Oltre alla musica, la tua grande passione, a cos’altro dedichi il tempo libero?

La musica quando diventa professione è anche fonte di grande stress. Per combattere quella che io definisco “tortura psicologica” (in particolare la composizione) mi dedico all’arrampicata sportiva, spesso in solitario. Sono istruttore di roccia con le guide alpine americane e questa grande passione è un modo per evadere e non pensare alle note che frullano in testa di continuo!

Un giorno tornerai in Italia o …hai trovato l’America?

Mi considero un cervello in prestito: tornerò per dare un contributo dal punto di vista artistico al mio Paese che non ha nulla da invidiare all’America. Per ora sto bene a Los Angeles ma sono contento di tornare in Italia per i concerti e per presentare in anteprima il mio nuovo album.

Nelle due date italiane, a Milano e Roma, quale messaggio vuoi lanciare? Sarà un esperimento; una voglia di provare qualcosa di diverso da condividere con il pubblico. Considero questi concerti come un vero e proprio “esercizio tecnico” perché partiamo con brani di impostazione classica per arrivare all’hip hop sinfonico, il tutto senza supporti elettronici di alcun tipo: sarò tutto acustico e con strumenti reali.


LA TUA CASA…

ANZI, MOLTO DI PIÙ!!

Esistono luoghi dove si sogna di poter vivere, posti dove la propria vita ed il proprio lavoro diventano un sogno realizzabile. La propria casa è il luogo centrale della vita quotidiana, il proprio microcosmo, il proprio nido, nella propria casa si trascorrono i momenti più belli, ci si rinfranca dallo stress quotidiano. L’importanza di vivere in una casa che ci rappresenti è forse pari al vivere in una casa che ci dia benessere e al tempo stesso rispetti l’ambiente facendoci anche risparmiare. Immaginate ora la gioia di veder nascere in poco tempo tutto questo.

www.casebio.it


[ gour met ]

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Natale a casa Knam vuol dire affetto, famiglia, amore, il tutto senza mai dimenticare la giusta dose di dolcezza, soprattutto se a base di cioccolato, il “cibo degli Dei”. Non è un caso che il nuovo Christmas Tree di quest’anno sia stato realizzato dallo Chef e maître chocolatier Ernst Knam su indicazione e disegno della moglie, Frau Knam. L’unirsi delle idee all’expertise della lavorazione del cioccolato, approfondita ulteriormente nel corso del 2018 grazie al viaggio intrapreso da Ernst Knam nelle piantagioni peruviane, hanno portato alla creazione del Bubble Tree, che con il suo profilo slanciato e accattivante si configura come il re della tavola perfetto per le cene e i pranzi di Natale più glamour. Ad accompagnarlo, una vasta selezione di alberi e soggetti in cioccolato, capeggiati dal simpaticissimo elefante, anche lui new entry nella famiglia di via Anfossi 10. Il cioccolato, da sempre protagonista nella Pasticceria Ernst Knam, è esaltato con ancora più enfasi in questa nuova proposta per il Natale: il fondente Perù Pachiza 70% ricopre la versione 2018 del Knamettone, il lievitato special edition, che vede al suo interno anche pera semicandita e cioccolato in pezzi. La sua massima espressione si trova però nella K Perù Experience, che è formata da tre barrette composte da alcune tipologie di cacao tra le più apprezzate dallo Chef Knam: il Fondente Bio Grand Cru - Cacao 81%, originario della regione di Amazonas - si tratta nientemeno che del primo cacao di cui ci sia traccia di consumo umano nella storia; il Perù Pachiza Fondente 70%, tra le tipologie più amate dallo Chef Knam per le sue creazioni e il Monorigine Perù Pachiza al latte 39%, dal gusto più morbido e aromatico. Un vero e proprio tripudio di gusto e di sapori dedicato a tutti i chocolate lovers. Non mancano però neanche le alternative: dall’elegante scatola di gelatine, alle tantissime tipologie di biscotti, passando per i drageés, il preparato per la cioccolata calda, i macarons…le idee e le possibili combinazioni sono molteplici e tutte componibili in cesti ad hoc, oltre a quelli già proposti dalla Pasticceria Ernst Knam.

NATALE A CASA KNAM CON IL BUBBLE TREE

Focus sul cioccolato e tante idee per personalizzare il proprio dolce regalo

Pasticceria KNAM Via A. Anfossi, 10 20135 Milano (MI) Tel. +39 02 55194448 www.eknam.com

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[ s ommelier ]

I VINI DEI COLLI PIACENTINI

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Nella provincia di Piacenza si produce vino soprattutto nell’area collinare, che abbraccia quattro principali vallate: Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda. A tutt’oggi sono coltivati venticinque vitigni. La viticoltura piacentina affonda nella storia le sue radici di tradizione e vocazionalità. Tracce di vinaccioli e radici di viti fossili rinvenute in zona testimoniano la presenza della Vitis Vinifera in epoche remote tra il X e VII sec. a.C. È noto che l’attuale vino Gutturnio derivi il nome dalla coppa o tazza di argento utilizzata dagli antichi romani per bere il vino, ritrovata a Veleia Romana nel 1878. Plinio, nel nominare i più noti 80 vini italici in epoca romana, cita la qualità di un vino di Placentia che si gustava nei banchetti a Veleja. Hanno amato i vini piacentini papi, re, signori e grandi artisti fino ai giorni nostri. Tra un capolavoro e l’altro, si ristorava con i vini dei Colli Piacentini addirittura anche il grande Michelangelo, che li riceveva in botticelle (che poi il grande artista faceva travasare in fiaschi) dal piacentino Giovanni Durante.

IL POGGIARELLO

La storia dell’azienda vitivinicola Il Poggiarello ha inizio in Val Trebbia, nel 1882, grazie all’incontro tra Achille Ferrari, falegname ed esperto bottaio, e Antonio Perini, giovane agricoltore e viticoltore della Val d’Arda. Il loro entusiasmo nel produrre il vino trasformò questa occasionale collaborazione in una vera e propria passione vitivinicola. Da allora si sono susseguite generazioni di viniviticoltori e di modi di rapportarsi all’uva e al vino, fino ad arrivare ai pronipoti di oggi che rispondendo a una sorta di sfida di famiglia nel 1980 hanno rilevato l’azienda in completo degrado. Dopo due anni ne è stata avviata la riorganizzazione e sono stati messi a dimora circa 13 ettari di vigneto integrando le varietà autoctone con quelle internazionali.

GUTTURNIO FRIZZANTE SPAGO TRADIZIONE PIACENTINA 2017

Color rubino, che emerge alla mescita con la leggera spuma di color granato, avvolto da intensi riflessi violacei. Profilo olfattivo caratterizzato da piccoli frutti neri, more, ribes e mirtilli, da note vinose e fragranti sentori speziati di sottobosco. Il gusto appare giovane grazie ad un ingresso morbido e ben equilibrato da tannini e sapidità incisivi, sfumati dalla lieve carbonica che conferisce freschezza e persistenza. Abbinamenti: Pancetta piacentina, pisarei e fasö, bollito misto con salsa verde, cotechino con le lenticchie, taleggio. Temperatura di servizio: 15 – 16 °C Giuseppe Vaccarini Miglior Sommelier del Mondo A.S.I.® Presidente dell’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana

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[ s tile ita liano ]

DOLCELATTE UNA BELLA STORIA TUTTA ITALIANA A cura di Sandro Nobili

Laura e Umberto, dopo vent’anni trascorsi in Francia in un castello, provati dalla grande crisi finanziaria e da una lunga battaglia contro la malattia creano con Dolcelatte la crema di latte universale fatta con amore sotto le stelle

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Un’antica Commanderie dei Cavalieri Templari, una tiepida serata e un vasetto di crema ancora bollente, dal profumo irresistibile, su una finestra illuminata dai raggi delle stelle… Sembra l’inizio di una fiaba, ma è il preludio di una bella storia a lieto fine, quella di Dolcelatte, un “sogno realizzato” di Umberto e Laura Ronsisvalle. Per più di vent’anni i coniugi hanno vissuto in campagna, nel cuore della Francia, nell’antico Castello di un villaggio rurale molto legato all’allevamento di bovine. Un giorno Laura, nelle vecchie cucine, scova

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un vecchio ricettario di confetture e creme, come si facevano una volta. Da allora ogni sera, con il buon latte del posto e qualche ritocco alla vecchia ricetta, con gusto tipicamente Italiano, Laura preparava una squisita crema che offriva solo ad amici in occasioni speciali. Di ritorno in Italia, sull’Altopiano di Asiago, toccata da una grave malattia e dopo un grave incidente stradale, si rimette a fare con amore in famiglia questa crema universale in cucina per poi farla raffreddare sotto le stelle fuori dalla finestra per ritirarla solo

dopo mezzanotte. «Mio marito racconta Laura - è rimasto immobile in casa per vari mesi, perciò tanti amici e parenti venivano spesso a trovarci. Per ringraziarli decisi di rispolverare la vecchia ricetta della “crema francese”, e ne regalai un vasetto ad ognuno. La conseguenza fu che tutti finirono col chiedere con insistenza la ricetta». Laura e Umberto capirono che in quella crema c’era qualcosa di molto speciale e di fortunato. Fu il caso, quindi, a farli decidere di mettersi in gioco, dopo anni difficili, fondando la startup DrMilch, dicembre 2018


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per portare sul mercato la loro dolce “creatura” a base di latte di alta qualità, ingredienti naturali e nessun olio o additivo chimico, poche calorie e tante proteine, adatta a persone anche intolleranti al latte, celiache o attente alla propria linea. Così è nato Dolcelatte, in una cucina di uno chalet di montagna, oggi prodotto di punta di un’azienda a cui varie multinazionali guardano con interesse. «Iniziammo una ricerca e a sperimentare differenti tipi di latte e il risultato fu una crema ottima sia come dolce che abbinata a sapori salati, dudicembre 2018

rante un aperitivo o una cena, per soddisfare ogni gusto», conclude Laura. Dolcelatte è “adatta al gusto di chi la degusta”, prodotta artigianalmente oggi in Trentino-Alto Adige esclusivamente con ingredienti accuratamente selezionati. Oltre ad essere una delizia per il palato, è un prodotto universale, che piace a bambini, giovani, adulti e persone anziane nella sua gamma di gusti. «Nel tempo abbiamo affinato la ricetta, il cammino è stato lungo e con non poche difficoltà», spiega Umberto Ronsisvalle. «Il prodotto è piaciuto così tanto

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che la crescita di domanda ci richiede di aumentare la produzione e di modificare il tipo di produzione da artigianale a industriale. Un passaggio possibile puntando sull’innovazione, pur tutelando e mantenendo viva la nostra storia, tradizione e la qualità». È stato avviato un progetto per realizzare un nuovo stabilimento produttivo, un allevamento di bovine da latte per la produzione di latti speciali e una rete di negozi monomarca. Una startup che non intende porsi limiti, per un prodotto potrà presto arrivare in ogni casa.

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NATALE IN VAL D’AOSTA TRA I GIGANTI DELLE ALPI A cura di Dario Bordet

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Sempre più persone scelgono di trascorrere piacevoli vacanze in Valle d’Aosta, meta perfetta in ogni periodo dell’anno per vivere la natura e dedicarsi al relax, ma non solo: storia, arte, cultura fanno della Valle d’Aosta una regione autonoma con un immenso patrimonio che ha tanto da raccontare. Quest’inverno la regione del Nord Italia si appresta a ospitare i tanti turisti che vorranno scoprire la montagna in inverno, con il suggestivo spettacolo della neve che copre ogni cosa con il suo manto candido

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Situata in mezzo a importanti montagne e nella piana in cui scorre la Dora Baltea, Aosta vanta molti resti di origine romana: il teatro, l’anfiteatro, il ponte. Da vedere anche la Cattedrale, l’Arco di Augusto e il Castello Jocteau. Ha aperto il 24 novembre il Mercatino di Natale, che presenta la scenografia di un tipico villaggio alpino, collocato nel sito del teatro romano di Aosta. Saranno oltre 40 gli operatori commerciali di prodotti tipici e dell’enogastronomia ospitati negli chalet in legno. Il Natale aostano conta quest’anno due novità, entrambe nella centrale piazza Chanoux: l’albero panoramico di 9 metri, a forma di scala su cui si potrà salire e una pista di pattinaggio su ghiaccio.

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La “regione più piccola d’Italia ospita i 4 giganti delle Alpi, il Monte Bianco, il Monte Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso, che rendono unica ogni vacanza in questa parte del Belpaese che in inverno si mette il suo vestito più bello e attira sciatori e snowboarder da ogni parte d’Europa. Qui si può contare su 20 stagioni, più di 800 chilometri di piste, 156 impianti di risalita, 6 snowpark. Con un unico skipass elettronico internazionale si può accedere a ogni impianto in tutte le stazioni, per una stagione invernale 2018-2019 che si preannuncia ricca di appuntamenti ed eventi. A Cervinia la stagione, già cominciata in ottobre, andrà avanti fino al prossimo 5 maggio, a novembre hanno aperto gli impianti di Gressoney-La-Trinité, e dal 24 novembre hanno aperto tutte le altre stazioni. Sciare in Valle d’Aosta è possibile a ogni età, ma non mancano itinerari di sci alpinismo da praticare a ogni livello. Non mancano anche grandi competizioni. E ancora, sci di fondo, sci nordico, snowboard, freeride e fuoripista, con due emozionanti discese come quelle del ghiacciaio del Toula e la Vallée Blanche. Gli impianti sciistici sono attrezzati anche per i più piccoli. Ma non solo, perché ci sono 26 parchi gioco invernali sparsi in tutta la regione, per far divertire anche i più piccini.

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LE GARE DI COPPA DEL MONDO

Per gli appassionati di sport invernali, la stagione prevede ben tre gare di Coppa del mondo. Si comincia il 20-21 dicembre con la Coppa del Mondo FIS di Snowboard Cross a Cervinia: gli atleti si sfidano per due giorni tra evoluzioni spettacolari e passaggi parabolici; il 20 e 20 e 21 gennaio è la volta del telemark: La Thuile torna protagonista della scena internazionale ospitando le gare di Coppa della disciplina a tallone libero. Ed è nuovamente un appuntamento coi campioni – in primis con Federico Pellegrino quello del 16 e 17 febbraio: a Cogne va in scena la Coppa del Mondo di sci di fondo: una sprint a tecnica libera, una 15 km maschile e una 10 km femminile in tecnica classica. Uno spettacolo emozionante per il pubblico, e non solo dal punto di vista sportivo: ci troviamo all’interno del parco del Gran Paradiso.

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QUANDO LA BELLEZZA…

STRIZZA L’OCCHIO AL CIOCCOLATO

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A cura di Monia Zanin

Dal limone all’uva, dalla papaya al miele, ma anche marmellate e yogurt oltre a essere delizie per il palato hanno lasciato le tavole per entrare a pieno diritto in spa e centri benessere diventando ingredienti indispensabili per una riscoperta poli-sensoriale. Il podio di questa tendenza va di sicuro al cioccolato che, nelle spa di tutt’Europa, è diventato il principale protagonista di trattamenti dall’alto tasso goloso-sensoriale. Sin dai tempi molto antichi il cioccolato ha sempre giocato un ruolo importante sulla psiche e sul corpo: stimola le endorfine e regala una sensazione di piacere immediato. La stessa emozione oggi la si può ritrovare anche regalandosi un massaggio dal forte potere rilassante che, grazie al “cibo degli dei”, elimina stress e tossine a partire dall’aroma. Il chocolate massage è uno fra i trattamenti più richiesti di ultima generazione. Stimolante, energizzante, afrodisiaco, il cioccolato svela le sue molteplici virtù sfatando antichi pregiudizi. Dopo uno scrub che può effettuarsi con mosto d’uva o miele, una soffice mousse di cioccolato viene distesa sul corpo. L’aroma ricco del cioccolato sembra quasi percepirsi anche nel palato. Grazie alle proprietà idratanti, nutrienti e tonificanti del cioccolato la sempre più diffusa “te-

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rapia al cioccolato” aiuta a combattere il rilassamento cutaneo e i radicali liberi, a nutrire e ammorbidire la pelle, a migliorare e stimolare la circolazione del sangue, oltre a tener lontana la depressione. I numerosi principi attivi contenuti nel cacao sono infatti il migliore alleato delle donne nel combattere solitudine e depressione, ma sono anche particolarmente utili al mantenimento della bellezza esteriore. La principale differenza con altri tipi di massaggi - come ad esempio massaggi shiatsu, massaggi ayurvedici o linfodrenaggi - è che si tratta di massaggi fatti con cioccolata calda ed oli a base di cacao, con cui si fanno anche maschere di bellezza, tutto accuratamente studiato per addolcire pelle e umore. Il massaggio deve essere fatto in modo molto lento e la pasta di cacao deve essere abbastanza calda da dilatare i pori e permettere ai principi attivi contenuti nel “fango” di cacao di penetrare nei pori della pelle. In alcuni centri il massaggio può essere coadiuvato da ulteriori trattamenti al cacao, oppure accompagnato da saune, peeling, piscine termali e fanghi termali. Una simpatica possibilità è quella di praticare la “cioccolato-terapia di coppia”, un modo unico per scoprire qualcosa di più su se stessi e sul partner! dicembre 2018


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PIÙ BELLE A OGNI ETÀ A cura della dr.ssa Francesca Bocchi

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Le persone devono poter invecchiare serenamente e soprattutto valorizzare tutto quello che hanno accumulato nella loro vita. La vecchiaia può essere una fase attiva, l’aspettativa di vita si è allungata e così anche le esigenze degli over 65 sono cambiate. Cosmesi, make-up, trucco professionale e medicina estetica devono lavorare in sintonia per un risultato ottimale e gratificante, che possa giovare e funzionare non solo come benessere fisico ma anche come tonico psicologico per pazienti la cui bellezza non è ancora… fuggita! Per questi pazienti c’è la necessità di approcciare in modo delicato e “iniziarli” alla medicina estetica in modo garbato, facendo comprendere i reali benefici e gli obiettivi raggiungibili. Prima di procedere con tecniche più traumatizzanti, consiglio sempre ai miei pazienti di cominciare “ripulendo” la pelle, che risulta il più delle volte ispessita e atonica, mediante l’applicazione di peeling enzimatici alla frutta, che servono a illuminare e esfoliare la pelle. Procedo con il protocollo glyco-age, che consiste, dopo aver deterso la pelle con il detergente, nella stesura di una maschera all’acido glicolico 40%, su viso, collo e décolleté, da lasciare in posa dai 5 ai 10 minuti. Dopo averla rimossa con garze, applico sempre con dicembre 2018

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Con gli anni non si diventa vecchi, ma ogni giorno più nuovi (E. Dickinson)

una maschera in crema al platino. La polvere al platino assicura un effetto anti-età insieme all’acido jaluronico e agli oli vegetali dell’Amazzonia. Questa maschera può non essere rimossa, lasciandola asciugare dona un lievissimo colorito ambrato al viso e può essere trattata come un prodotto make-up perché basta utilizzare un pennello da cipria e spennellare in modo da ottenere un aspetto omogeneo e “truccato”. Nella seconda fase serve idratare e dare compattezza. Si può ottenere mediante l’utilizzo di prodotti che applico ai pazienti in studio. Grazie alla presenza di ingredienti specifici come l’acido jaluronico, la betaina e l’estratto di tamarindo, l’azione antiage è garantita dall’estratto di cellule staminali vegetali della mela

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Spatlauber e dagli isofalvoni di soia e l’azione tonificante e remineralizzante grazie al limo marino e al rosmarino. Questo trattamento è ideale per le pelli alipiche, disidratate e prive di tono, prima di qualsiasi procedura medico-estetica. Le nuove strategie per accompagnare questi pazienti nei loro cambiamenti si avvalgono di più strumenti e metodi in sinergia tra di loro, in grado di levigare, schiarire, affinare anche le pelli più mature e soprattutto si può concedere a questi pazienti agée un momento di autentico benessere psico-fisico. La tecnica americana del dermaplane, che consiste in una vera e propria rasatura della parte più superficiale della pelle e della peluria del viso, dona una pelle liscissima e assottigliata.

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GUSTOSA MA LEGGERA LA TAVOLA DELLE FESTE A cura di Evelina Flachi

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Arrivano le feste natalizie e con esse i tanti pranzi e le tante cene con parenti e amici alle quali non ci si può sottrarre. Giorni piacevoli ma davvero critici per la nostra linea, non solo per la quantità, ma anche per la qualità degli alimenti spesso molto elaborati e calorici. Sarà difficile resistere alle tentazioni delle tavole natalizie. È bene ricordare che un pranzo di Natale, dall’antipasto al dolce, facilmente raggiunge, se non addirittura supera, le 3.500 calorie. Ecco qualche stuzzicante ricetta tratta da “La dieta del 5”, un’idea regalo per Natale per ritrovare in 5 settimane la forma e il benessere dopo le feste.

CARDI GRATINATI IN CROSTA DI SENAPE 140 kcal per porzione Ingredienti per 4 persone 1 cardo di 600 gr 30 gr di anacardi 40 gr di pangrattato 2 cucchiai di senape di Digione 1 cucchiaio di olio sale q.b.

Preparazione Pulire il cardo, cercando di eliminare i fili sulle coste più esterne, poi tagliare a pezzi e farlo bollire in acqua salata e acidulata. A parte tritare gli anacardi, in maniera grossolana, unire il pangrattato, la senape e l’olio. Scolare i cardi, disporli in una pirofila da forno con la base concava rivolta in alto e riempirli con la farcia. Mettere in forno a gratinare per 10-15 minuti circa a 180°C.

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CRESPELLE AL RADICCHIO 245 kcal a porzione Ingredienti per 4 persone Per le crespelle 1 uovo 60gr farina 150 ml latte scremato

Per il ripieno 400gr radicchio 60gr cipollotto 150gr ricotta magra 30gr burro mezzo bicchiere di vino rosso un cucchiaio di olio di oliva due cucchiai di parmigiano o grana grattugiato sale e pepe qb

Preparazione Amalgamare la farina con l’uovo e il latte, fino a formare una pastella dalla consistenza abbastanza liquida. Salare e far riposare il composto per circa 30 minuti. Nel frattempo, tritare il cipollotto e farlo appassire in una padella insieme a un cucchiaio (10gr) di burro. Unire un bicchiere d’acqua e continuare la cottura per 5-10 minuti. Lavare bene il radicchio (con il bicarbonato, se non si è immuni alla toxoplasmosi), asciugarlo con carta da cucina e tagliarlo a listarelle. Versarlo nella padella con il cipollotto, salare, pepare e bagnare con il vino, quindi coprire con un coperchio e far cuocere per 10-15 minuti. Togliere dal fuoco e unire, mescolando, la ricotta e un cucchiaio di formaggio grattugiato. Scaldare un padellino antiaderente, ungerlo leggermente con l’olio di oliva e versare mezzo mestolo di pastella. Far dorare per un paio di minuti da entrambi i lati. Preparare in questo modo 8 crespelle. Spalmare su ciascuna crespella un po’ di composto e arrotolare. Disporre le crespelle in una pirofila, rivestita di carta da forno, e spennellarle con due cucchiai (20gr) di burro fuso. Cospargere con un cucchiaio di formaggio grattugiato e far dorare in forno a 220° C per 10 minuti.


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BUDINO D’UVA

PETTO D’ANATRA ALL’UVA

155 kcal a porzione

339 kcal a porzione

Ingredienti per 4 persone 4 fogli di gelatina 80ml succo d’uva nera 40gr zucchero a velo qualche acino d’uva rosata per guarnire

Preparazione Mettere in ammollo in acqua fredda i fogli di gelatina. Raccogliere in una piccola casseruola lo zucchero e 130gr d’acqua e scaldare sino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto, quindi unire il secco d’uva e spegnere la fiamma. Scaldare leggermente la preparazione, quindi strizzare i fogli di gelatina e unirli. Mescolare sino alla loro completa diluizione, quindi distribuire il composto in quattro bicchierini. Lasciare raffreddare, quindi passare in frigorifero.

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Ingredienti per 4 persone 600gr petto d’anatra 300gr cavolini di Bruxelles 20 chicchi di uva bianca un cucchiaio (10gr) di olio di oliva due cucchiai (20gr) di burro uno spicchio d’aglio succo di un limone un rametto di rosmarino tre foglie di salvia sale e pepe qb

Preparazione Lavare e asciugare il petto d’anatra, poi disporlo in un piatto e spolverizzare con il pepe. Adagiarvi le erbe tagliate in grossi pezzi e l’aglio sbucciato. Bagnare con il succo di un limone e far riposare per un’ora in frigorifero. Lessare i cavolini di Bruxelles per 10-15 minuti. Tagliare il petto in due, in modo da appiattirlo. Farlo rosolare 10 minuti, insieme agli aromi della marinatura, in una padella antiaderente con un cucchiaio di burro e uno di olio. Salare, pepare e rigirare, quindi far cuocere 5 minuti a fuoco vivo. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e cuocere per 30 minuti circa, girando la carne a metà cottura. Togliere la carne dal tegame e tenerla in caldo avvolgendola in un foglio di alluminio. Eliminare le erbe e aggiungere i chicchi d’uva, facendo cuocere per un paio di minuti. Frullare i cavolini lessati e formare una purea amalgamando in padella con un cucchiaio di burro. Servire la carne, tagliata a fettine, in un piatto, insieme alla purea di cavolini e a qualche chicco d’uva.

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[ TV da gus tar e ] Finalmente siamo arrivati al periodo più bello dell’anno, Dicembre, con le sue atmosfere, il Natale e i festeggiamenti del Capodanno. E naturalmente anche la TV ci regalerà tantissime “strenne”, vale a dire appuntamenti speciali per vestire a festa la programmazione televisiva. Per l’occa-

sione anche la nostra rubrica raddoppia per poter ospitare tutte le ricchissime novità che potremo gustare insieme a tutta la famiglia. A tutti voi lettori rivolgo i miei più affettuosi Auguri di buon Natale e un meraviglioso 2019, naturalmente… TUTTO DA GUSTARE. Edmondo Conti

È Canale 5 ad aprire le danze domenica 2 dicembre con una serie a sfondo medico che sta letteralmente spopolando negli Stati Uniti su NBC: “New Amsterdam”. Al centro della serie, in prima TV assoluta, il dottor Max Goodwin, interpretato dall’affascinante Ryan James Eggold, che vuole riformare il più antico ospedale pubblico americano, per fornire un’assistenza sempre più efficiente ai suoi pazienti, superando innumerevoli ostacoli burocratici.

Nei venerdì sera di Canale 5, dal 7 dicembre, un sensazionale ritorno: quello del Super Quiz “Chi vuol essere milionario?” con la conduzione di Gerry Scotti dopo ben 7 anni dalla sua ultima puntata. In questa speciale edizione che celebra il ventennale dalla creazione di questo format epocale, due nuovi aiuti per il concorrente che tenterà la scalata al milione di euro: ‘Chiedilo a Gerry’ (in cui potrà chiedere direttamente al conduttore delle indicazioni per poter rispondere correttamente) e ‘Chiedilo a un amico’ (che siederà tra il pubblico in studio).

Come da tradizione anche quest’anno alla vigilia di Natale verrà trasmesso in prima serata il “Concerto di Natale” in Vaticano (che si terrà il 15 dicembre). Un evento unico e imperdibile affidato per il secondo anno consecutivo a Gerry Scotti. Dalla bellissima Aula Paolo VI si esibiranno le più grandi voci del pop, del rock, del soul, del gospel e della lirica. Tra questi sono attesi Anastacia, Edoardo Bennato, Alessandra Amoroso, Dee Dee Bridgewater, Josè Feliciano, Raphael Gualazzi, Ermal Meta e tanti altri.

Dopo il grande successo dello scorso anno, tornerà per il secondo anno l’affascinante Federica Panicucci con il suo Capodanno in Musica, che quest’anno andrà in onda in diretta da Bari insieme a tutti i deejay e agli speaker delle radio appartenenti a Radio Mediaset: R101, Radio 105, Virgin Radio, Radio Subasio e Radio Montecarlo. Insieme a tanti cantanti ci si scatenerà in balli e canti in attesa della mezzanotte.

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[ TV Da venerdì 14 dicembre debutterà su Retequattro Roberto Giacobbo con il suo nuovo programma di scienza e scoperte “Freedom” - Oltre il confine: si tratterà di un viaggio ai confini tra mito e leggenda, in cui verranno trattati molti temi con l’inconfondibile piglio che ha reso celebre il conduttore, in cui siamo certi che il ‘mistero’ sarà un ingrediente ricorrente.

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Domenica 2 dicembre TV8 rilancerà il famosissimo

“Show dei Record”, andato in onda fino al 2015 su Canale 5, con una nuovissima edizione serale condotta da Enrico Papi e ribattezzata La Notte Dei Record. In ogni puntata numerosi personaggi tenterannodi infrangere nuovi record, che potranno essere certificati dai due inflessibili giudici del Guinness World Records: Sofia Greenacre e David Ferrini. Accanto a Enrico Papi ci sarà il sorprendente fenomeno giapponese ‘Mr Cherry’ Yoshitake che con 50 record conseguiti, di cui 18 tuttora detenuti, è il giapponese con più titoli al mondo. Il 15 dicembre Matteo Renzi debutterà nelle inedite vesti di conduttore sul canale Nove di Discovery Italia, alle 21.25. È stato infatti fissato per quella data il debutto deldocumentario, in quattro puntate da 90 minuti, “Firenze secondo me”, in cui l’ex Presidente del Consiglio fa da cicerone tra le bellezze della città dove è nato e cresciuto fino a diventarne sindaco.

Nella serata più ricca ed emozionante dell’anno, RAI 1 si trasferirà a Matera dove Amadeus sarà il gran cerimoniere de L’anno che verrà insieme a tantissimi ospiti musicali che insieme brinderanno al nuovo anno in un’atmosfera davvero suggestiva. dicembre 2018

A partire dal 20 dicembre su Sky Uno tornerà un’eccezionale edizione di Masterchef denominata “All Stars”: infatti alle 4 puntate previste parteciperanno 16 vecchie glorie, ex concorrenti delle edizioni classiche di Masterchef. A giudicarli 3 super Giudici: Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e per ogni puntata un terzo giudice a sorpresa. Come sempre, ci sarà da divertirsi!

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LIBRI A cura di Valerio Consonni

LA CINA Una storia per oggetti

E LA CINA Una storia per oggetti di Jessica Harrison-Hall Einaudi editore

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Ecco un bellissimo libro da mettere sotto il nostro albero di Natale! Appena l’ho visto in vetrina, non ho potuto resistere, ho dovuto comprarlo. E ne sono contentissimo perché è un libro stimolante e affascinante, ricco di informazioni per chiunque sia interessato alla storia della Cina, una delle più grandi e influenti nazioni del mondo. Jessica Harrison-Hall, direttore della ‘China Section’ e curatore della collezione di ceramiche cinesi dal 4000 a.C. ad oggi (inclusa la ‘Sir Percival David Collection’) presso il British Museum di Londra, ha scritto una storia della Cina con l’intero susseguirsi degli avvenimenti del Paese da Neolitico ad oggi, attraverso splendidi immagini di oggetti d’arte e di vita quotidiana. Il libro è diviso in sei capitoli cronologici in cui l’autrice fa dialogare l’arte e i manufatti con luoghi e persone, corredando il racconto con 600 stupefacenti illustrazioni. Dai primissimi resti archeologici, attraverso lo sviluppo della scrittura e dello stato-impero, Jessica Harrison-Hall racconta, senza mai annoiarci, settemila anni di questa grande e misteriosa civiltà, offrendoci originali intuizioni storiche e un numero incredibile di tesori culturali: giade e bronzi, abiti, gioielli, arredi, giardini, calligrafie e pitture, porcellane, vasi, lacche, profumi e cosmetici, armi, ornamenti… Gli occhi annegano in disegni e fotografie meravigliose che sembrano essere uscite da un libro di fiabe. Ma tutto questo passato mostra una cultura non isolata e auto sufficiente, come comunemente si crede, ma interazioni con gli altri stati in ciascun periodo, dal Neolitico al presente. Si racconta ad esempio di come i missionari gesuiti che risiedevano a Pechino portarono con sé tecnologie occidentali, come la smaltatura del vetro e il tabacco da fiuto, e di come conseguentemente gli artigiani cinesi si deliziavano nella produzione di opere d’arte in miniatura e la minuscola boccetta per il fumo diventava così un mezzo perfetto per dimostrare la loro abilità. Il libro è correlato da una ricca bibliografia. Da regalare anche ai nostri giovani studenti! dicembre 2018


[ libri ] SERA IN PARADISO

L’esperienza di vita della scrittrice si trasferisce sulle pagine e viene rivissuta. Da donna delle pulizie ad alcolista, Lucia Berlin è stata davvero tante cose nella sua esistenza ed è come se i suoi tanti volti racchiusi in una sola identità ci dicessero che esistono molti modi di stare al mondo. L’autrice confonde il lettore, si nasconde tra la folla dei suoi personaggi, cambia nome e volto, ma di lei non si perdono mai le tracce. Lucia Berlin (Bollati Boringhieri)

SENZA MAI ARRIVARE IN CIMA

Che cos’è l’andare in montagna senza la conquista della cima? Un desiderio di comprensione. Questo libro è un taccuino di viaggio, ma anche il racconto dettagliato di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito. Perché l’Himalaya non è una terra in cui addentrarsi alla leggera: è una montagna viva, abitata, usata, a volte subita. Paolo Cognetti (Einaudi)

UNA RAGAZZA COME LEI

A Fifth Avenue c’è un palazzo speciale, con un ascensore tutto manuale e un addetto premuroso sempre pronto ad accompagnare i suoi passeggeri in un favoloso salto nel tempo. Perché salire su quell’ascensore equivale a un breve viaggio su un vagone dell’Orient Express. Ma questa emozione che si ripete da trentanove anni al civico 12 viene compromessa dalla minaccia dell’installazione di un ascensore moderno.

VETRINA IL NOSTRO MOMENTO IMPERFETTO

Alessandra, il personaggio di questa storia, scopre che la vita non è come se l’immaginava, quella regolarità in cui viveva viene spazzata via in un solo giorno. Dopo i quarant’anni avere la sicurezza di un lavoro riconosciuto come docente universitaria, la presenza di un uomo che da due decenni le sta accanto e una famiglia d’origine sempre presente, offre garanzie di felicità, ma nella vita può esplodere sempre “un momento imperfetto.” Federica Bosco (Garzanti)

Mark Levy (Rizzoli)

DOVE I PENSIERI NON FANNO RUMORE

Questa è una storia senza tempo su ciò che conta davvero sia quando si è piccoli che quando si invecchia. Una delicata lezione su come affrontare la malattia, una riflessione sulla vita che, se ben vissuta, altro non è che una meravigliosa storia d’amore. Protagonisti una coppia di nonni, lui un ex matematico, che sta via via perdendo la memoria, e il loro nipote Noah, spaventato ma al tempo stesso rapito dall’universo parallelo che il nonno con grande fantasia è in grado di creare. Fredrik Backman (Mondadori)

IL LADRO GENTILUOMO

Dopo il successo dell’adattamento televisivo de “L’allieva”, Alessia Gazzola scrive un nuovo capitolo della saga di Alice Allevi, specialista di Medicina Legale, a cui una banale autopsia riserva una scoperta inimmaginabile: nello stomaco di un defunto si trova perfettamente conservato uno splendido diamante. Il “preziosissimo” indizio è consegnato da Alice a un ufficiale giudiziario, distinto e gentile… che però svanisce nel nulla con il gioiello lasciando Alice davvero nei guai. Alessia Gazzola (Longanesi) dicembre 2018

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[ a genda italia ] In questa Agenda Italia di fine anno vi segnaliamo quattro proposte-evento che possono portarvi a passare delle feste natalizie un po’ diverse, visitando allestimenti natalizi unici. Sono città come Torino, Milano, Bologna, Genova, tutte facilmente raggiungibili e che vi consentiranno aldilà delle nostre segnalazioni di vivere atmosfere natalizie eccezionali TORINO LA MAGIA DEL PRESEPE DI EMANUELE LUZZATI

Anche quest’anno il Borgo Medioevale accoglie il magico Presepe di Emanuele Luzzati che da diversi anni è uno dei simboli del Natale a Torino. La particolarità del presepe di Luzzati, costituito da 90 sagome in legno dipinte, è quella di aver messo insieme i classici protagonisti della tradizione natalizia cristiana con i magici personaggi delle fiabe per bambini per ricreare un’atmosfera incantata.

MILANO “L’ADORAZIONE DEI MAGI” A PALAZZO MARINO

Per Natale arriva da Perugia un regalo speciale per i milanesi e i turisti che saranno in città per le feste natalizie. Sarà esposta infatti, nella Sala Alessi del Comune di Milano, la grande pala d’altare dedicata all’Adorazione dei Magi dipinta nel 1473 dal Perugino, grande innovatore dell’arte rinascimentale, per la Chiesa di Santa Maria dei Servi a Perugia ed oggi conservata nella Galleria Nazionale dell’Umbria. È una visita da fare assolutamente, a partire dal 1 dicembre.

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BOLOGNA SARÀ TRE VOLTE NATALE Feste Natalizie all’insegna di Lucio Dalla a Bologna. Le parole della sua celebre canzone “L’anno che verrà” brilleranno sulla strada pedonale in pieno centro dov’è la sua casa, grazie a 23 gruppi di tubi luminosi che riporteranno ciascuno una significativa strofa del brano dell’album “Caro amico ti scrivo…”. Al tramonto, in filodiffusione risuonerà lo stesso pezzo con la voce di Lucio Dalla. L’iniziativa, organizzata dal consorzio dei commercianti con il patrocinio della Fondazione Dalla, è intitolata “L’anno che verrà... non è solo una canzone”. Non perdetevi questo Natale bolognese di grandi emozioni.

GENOVA UN NATALE SPECIALE ALL’ACQUARIO

Volete provare un Natale e un Capodanno davvero diversi? Guardate sul suo sito tutte le straordinarie “occasioni” che ha preparato l’Acquario di Genova. Queste festività natalizie vi consentiranno di trascorrere anche il Capodanno a cena nella suggestiva e unica location genovese. Tantissime poi le iniziative per i bambini che potranno scambiarsi gli auguri con delfini, pinguini, squali e tante altre creature marine. L’Acquario vi aspetta per offrirvi emozioni davvero speciali. dicembre 2018


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Milano 24orenews - italiadagustare Dicembre 2018  
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