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Photo di Giovanni Gastel Anno 5 - Dicembre 2015 • Periodico di Cultura e Società

MASSIMILIANO FINAZZER FLORY

«Essere Leonardo» VIVIANE MAIER

Una fotografa ritrovata VALTELLINA

Non solo neve


STORIA & LEGGENDA

“SANT’AMBROEUS ANDÈMM” A cura di PAOLO MINOTTI

I

l 7 dicembre Milano onora il suo grande Vescovo e amatissimo Patrono, Sant’Ambrogio, uno dei pochi santi la cui memoria

liturgica non ricorre il giorno della morte, bensì il giorno della consacrazione episcopale ( il 7 dicembre 374). Sant’Ambrogio è, insieme a San Girolamo, Sant’Agostino e San Gregorio, tra i massimi dottori della Chiesa. Non era nato a Milano (ove invece morì nel 397), ma a Treviri, in Germania, tra il 338 e il 340. Era figlio di un funzionario romano in servizio al di là delle Alpi e, dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì a Roma ove intraprese la carriera giuridica e divenne un brillante avvocato. Mentre esercitava la sua professione fu nominato (intorno al 370) governatore della provincia romana dell’Emilia e Liguria la cui “capitale” era Milano, dove di trovava quando, nel 374, con la morte del Vescovo ariano Aussenzio scoppiarono tumulti tra cattolici e ariani per la nomina del successore. Ambrogio, da buon funzionario imperiale, cercando di evitare disordini esortò il popolo alla pace e alla concordia con tale successo che, appena un bambino si mise a gridare “Ambrogio Vescovo! Ambrogio Vescovo!”, la folla si unì con entusiasmo alla richiesta e Ambrogio fu nominato vescovo per acclamazione popolare. Egli accettò con una certa incertezza, in quanto all’epoca era ancora soltanto catecumeno e pertanto non

ancora battezzato. Nel giro di una sola settimana egli fu battezzato, ordinato e quindi consacrato vescovo il 7 dicembre. Racconta il biografo Paolino che, al fine di dissuadere il popolo di Milano dal farlo nominare vescovo, Ambrogio provò anche a macchiare la buona fama che lo circondava, ordinando la tortura di alcuni imputati e invitando in casa sua alcune prostitute. Dal momento che il popolo non recedeva nella sua scelta, egli tentò addirittura la fuga a cavallo di una mula nascondendosi invano in una spelonca nel bosco (in latino “nemus”) nei pressi di Milano, là dove ora sorge, tra le case di via Peschiera, la Chiesa di Sant’Ambrogio “ad Nemus”. La leggenda popolare che non capiva la dedica “ad Nemus” la storpiava in “Sant’Ambroeus andèmm” ...dove l’invocazione “andèmm” (“andiamo” in dialetto milanese) sarebbe stata fatta dal santo alla sua mula (Betta, da cui il toponimo Corbetta, secondo un’altra leggenda) mentre fuggiva per non farsi fare vescovo. Da qui anche il detto milanese “Vess come el caval de Sant’Ambroeus andèmm” (Essere come il cavallo di Sant’Ambrogio “andiamo”), con significato di “darsi molto daffare e concludere poco”. 24oreNews

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24 orenews.it

Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 5 - No. 12 dicembre 2015 PERSONAGGIO

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Massimiliano Finazzer Flory: «Essere Leonardo»

In copertina: Massimiliano Finazzer Flory fotografato da Giovanni Gastel

Dicembre ARTE E CULTURA

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Teatro alla Scala: Giovanna d’Arco; Cinderella Dicembre: i teatri Vivian Maier. Una fotografa ritrovata Dicembre: le mostre

MILANO SI RACCONTA

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Una serata per celebrare la musica lirica Al gran ballo della famiglia Neri: 300 “Buon Natale” “Change your mind” “Adotta una mamma e il suo bambino”

FASHION

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Versace moda donna A/I 2015-2016 Moda bambini Fortura: giocattoli da più di 100 anni

BEAUTY

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I consigli di Marina Mazzolari

GIROMILANO

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Milano da scoprire

SPETTACOLI

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Dicembre: i concerti Una storia di “umana bellezza”

IL SESSUOLOGO

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Il vino e la seduzione

COME STAI?

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Quando il dolore è un amico È qui la festa?!!!

ANDATA E RITORNO

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Non solo neve in Valtellina Gillo Dorfles. Essere nel tempo

24oreNews

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on Expo, l’esposizione universale, Milano ha ospitato il mondo intero. Ora che la grande mostra è finita, è tempo che si inverta il processo e si rovesci l’idea: Milano deve correre ed espandersi in tutto il mondo. Milano e l’Italia, con la loro arte, il sapere, la storia, la scienza, la tradizione, devono andare fuori dai confini e raggiungere ogni angolo della Terra. Per questo, da tempo, ho incominciato il mio giro del mondo col teatro, la parola, l’immagine e la storia italiana». Chi parla è Massimiliano Finazzer Flory, multiforme artista, dopo il successo ottenuto con l’opera teatrale, scritta, diretta e interpretata da lui, Essere Leonardo da Vinci. Un’intervista “impossibile”, replicata per mesi e mesi in concomitanza con Expo, con una lunga serie di rappresentazioni sempre esaurite al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, che parla dei suoi progetti futuri e degli innumerevoli appuntamenti coi teatri di mezzo mondo per i prossimi mesi. Nell’ambiente “scientifico” del Museo che di sicuro avrebbe affascinato Leonardo, Massimiliano diventa “fisicamente” Leonardo. Del grande artista scienziato italiano indossa i costumi dell’epoca, realizzati apposta per lui e grazie ad un trucco sapiente, vera e propria ricostruzione del volto del genio di Vinci, recitando in lingua rinascimentale un testo ispirato alle opere originali di Leonardo, fra le quali il celebre

MASSIMILIANO FINAZZER FLORY “ESSERE LEONARDO” A cura di RANUCCIO BASTONI 6

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PERSONAGGIO

I testi e le immagini sono di Ranuccio Bastoni

“Trattato di pittura”. È un’intervista col genio di straordinaria profondità quella che viene proposta da Finazzer Flory, che rivolge a Leonardo ben 67 domande sulla sua infanzia, sulle sue attività in campo civile e militare, su come si fa a diventare “bono pittore”, sul rapporto tra pittura e scienza, pittura e scultura, pittura e musica. E parla di anatomia, di psicologia e di fisica e della sua passione per il volo. Infine, ecco il legame stretto fra l’artista toscano e Milano, diventata ormai sua città d’elezione: commenta il Cenacolo e recita le battute del testo lanciandosi come in una danza suggestiva a mimare le figure degli apostoli, accennando anche al suo rapporto con la religione. Infine gli argomenti più vicini al suo tempo: affronta il tema dell’acqua, a lui tanto caro, allude alla moda dell’epoca, risponde agli attacchi dei nemici, spiega i moti dell’animo e dispensa sentenze e aforismi per vivere il nostro tempo.

nardo che l’università di Tokio aveva “prestato” al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano dove replicavo i miei spettacoli durante l’Expo, aveva la mia faccia! Attraverso le foto ed i filmati, gli scienziati giapponesi mi avevano “clonato” dando vita e il mio aspetto al robot interattivo di Leonardo che nel Museo di Milano colloquiava col pubblico e rispondeva alle sue domande. Avrà intenzione di fermarsi a lungo oltreoceano? In effetti non sto mai fermo… Subito dopo la visita negli Stati Uniti tornerò in Italia per un evento importante che riguarda un altro

Prima di tornare “a casa” a Milano, il suo Leonardo da Vinci aveva viaggiato molto… Sì, il mio Leonardo ha viaggiato parecchio. È stato a Osaka in Giappone, a Tokio, a New York ed a Chicago. Ma non ha certo alcuna intenzione di fermarsi. Sotto Natale il 12 dicembre, sarò ancora a Milano, al Museo della Scienza e della tecnica per poi volare in California, a San Francisco. Primo italiano nella storia di quell’istituzione, col mio Leonardo sarò ospite dell’ACT, “American Conservatory Theater, San Francisco’s Tony Award-winning Regional Theater”. So che a proposito di Leonardo in Giappone, c’è un curioso aneddoto… Sì, una storiella molto divertente, durante le repliche a Tokio. In quell’occasione venni avvicinato da alcuni illustri professori dell’Università giapponese che mi chiesero il permesso di studiare l’abbigliamento e il trucco leonardeschi che adottavo sul palco. Non ebbi alcuna difficoltà a dare il consenso sennonché dopo qualche mese feci una scoperta incredibile: l’androide con le sembianze di Leo24oreNews

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PERSONAGGIO

mio lavoro teatrale che mi è molto caro, l’opera ispirata a Marinetti ed al Futurismo. Il 12 e il 13 gennaio alle ore 19,30, a Milano, all’Hotel Gallia, l’albergo dove ebbe inizio il futurismo, presenterò la “Gran Serata Futurista”;il 14 si replicherà alle 21 al Palazzetto dello Sport di Monza ed infine il 28 gennaio, al cinema Arcobaleno, alle 19,30, sarà proiettato il film ispirato al mio spettacolo teatrale. Il film “Marinetti a New York” racconta la storia di un grande uomo che non si piegò al suo tempo. L’ho girato negli Stati Uniti due estati fa, con scene d’esterni a Manhattan e interni a Brooklyn, ricostruendo l’atmosfera dell’inizio del ‘900 ma avendo davanti agli occhi la realizzazione del futurismo, ovvero il senso della grande città. Il film vuol essere un omaggio al fondatore, il poeta Filippo Tommaso Marinetti. Senza di lui non ci sarebbe stato il Futurismo compreso e acclamato nella più importanti città d’Europa e negli Stati Uniti. In Italia, purtroppo, in passato, denigrato e calunniato.

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Lei, anche dopo i fatti di Parigi, continuerà comunque a calcare il palcoscenico ed a sfidare la sorte, in questi tempi di ISIS…? Nella vita un uomo deve fare le sue scelte. Io ho deciso di scegliere il coraggio di salire in palcoscenico e di rischiare. Non ci si può piegare ai diktat e sottostare alle paure. Io sono felice di affrontare i rischi. Gli artisti come me si fanno vedere e si offrono al rischio per se stessi e per gli altri. Al contrario dei politici che invece si rintanano al sicuro dietro le quinte e di solito lasciano lo spettacolo prima della fine. E immancabilmente, abbandonando il campo in anticipo, non capiscono mai il finale… Lei, quando non recita o scrive o dirige da regista, che cosa fa nella vita di tutti i giorni? Confesso di essere un grande appassionato di basket. Coi miei tre figli, Francesco di 20 anni, Federico di 15 anni e Filippo Tommaso di 6 anni, appena posso, giochiamo e ci alleniamo insieme. Preso da questa passione sportiva, sono diventato direttore artistico della NBA, la federazione della pallacanestro. “Immagini a canestro: ball don’t lie”, era il titolo della mostra milanese sul basket americano che ho organizzato tre mesi fa a Palazzo Reale. Per l’inaugurazione erano intervenuti dal Texas Ettore Messina dei San Antonio Spurs e Gianluca Pascucci dei Houston Rockets. Presenti anche Dan Peterson, Sandro Gamba, Dino Meneghin e Miss Italia. Lo sport è il rifugio mio e dei miei figli per vivere momenti felici. Penso che, dopo il grande successo di pubblico e di critica, proseguirò in questo esperimento di arte legata al basket e allo sport. Qual è il pensiero che dedica ai suoi figli? Con loro ho un rapporto stupendo che mi gratifica; dialoghiamo molto. Ai miei figli ripeto sempre questa massima: una parola ci salva. La salvezza di un uomo è avere un libro e una parola da esprimere. Una testa che pensa è sempre meglio di una testa vuota, anche se ben fatta.


ARTE E CULTURA

GIOVANNA D’ARCO Direttore Riccardo Chailly Regia Moshe Leiser, Patrice Caurier Coreografia Leah Hausman Dal 7 al 23 dicembre 2015 Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti incluso intervallo

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iovanna D’Arco, settima opera di Giuseppe Verdi, venne rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano nel 1845, dopo il successo del Nabucco (1842) e de I Lombardi alla prima Crociata (1843), che resero celebre Verdi non solo in Italia ma anche all’estero. Vi tornò per la seconda (e ultima) volta il 23 settembre 1865, 150 anni fa. Nel frattempo da qualche parte nel mondo si è vista: in Italia nel 1989 al Comunale di Bologna, nelle vesti di direttore Riccardo Chailly, regia di Werner Herzog. E Chailly, che allora se ne innamorò, ha scelto quell’opera ingiustamente dimenticata per aprire la nuova stagione della Scala, il suo primo 7 dicembre da Direttore Principale. Il cast di Sant’Ambrogio promette bene: con Anna Netrebko-Giovanna ci saranno Francesco Meli e Carlos Alvarez. Il nuovo

CINDERELLA Direttore Michail Jurowski Coreografia Mauro Bigonzetti Musica Sergej Prokof’ev Etoile Roberto Bolle Dal 17 dicembre al 15 gennaio 2016 Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti incluso intervallo

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na nuova Cenerentola entra nel repertorio della Scala. A inaugurare la nuova Stagione di Balletto, il sipario della Scala si aprirà, per una prima assoluta, su un mondo popolato dai

allestimento sarà firmato in coppia da Moshe Leiser e Patrice Caurier, registi belgi amati da Pereira. L’inaugurazione della stagione torna ad essere per il Teatro un momento di forte identità e nello stesso tempo un’operazione culturale di riscoperta della vastità del repertorio italiano.

GIOVANNA D’ARCO: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 7,10 15, 18, 21, 23 - ore 20:00 personaggi della celeberrima favola di Perrault che ha affascinato da sempre la fantasia dei lettori e degli artisti. Cenerentola, il Principe, le Sorellastre, la Matrigna, le Fate delle stagioni… senza luogo e senza tempo, ma in tutti i luoghi e in tutti i tempi, le figure scaturiscono dalle note di Prokof’ev e abitano uno spazio visivamente evocativo ma non astratto, figurativo ma non didascalico.

CINDERELLA: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 19, 20, 30 - ore 20:00; 22 - ore 14:30; 31 - ore 19:00 3 Gennaio: 5, 7, 12, 14, 15 - ore 20:00

ALTRI APPUNTAMENTI DICEMBRE 3 3 - ore 17:00 | Solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici 3 4 - ore 18:00 | Giovanna d’Arco - Anteprima dedicata ai giovani 3 6 - ore 16:00, 14 - ore 11:00 | Il flauto magico per i bambini 3 17 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Cinderella”; ore 20:00 | Anteprima dedicata ai Giovani 3 22 - ore 20:00 | Concerto di Natale 3 31 - ore 11:00 e ore 15:00 | La Cenerentola per i bambini 24oreNews

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CARTELLONE TEATRI CREDOINUNSOLODIO Tre ritratti di donna, tre culture, tre religioni, tre percorsi di vita. Eden Golan, docente di storia ebraica. Mina Wilkinson, più o meno nascostamente in forza a un esercito straniero. E infine Shirin Akhras, ventenne studentessa palestinese. I loro punti di vista si intrecciano e si allontanano, fra improvvisi rischiosissimi incontri e vertiginose contrapposizioni, sfiorando talvolta il brivido inconsulto di una perfetta sintonia. 1-20 Dicembre 2015: Piccolo Teatro Studio Melato IL MALATO IMMAGINARIO Andrée Ruth Shammah porta in scena la commedia di Molière affidando il ruolo del protagonista a Gioele Dix, attore in grado di interpretare con intelligenza e ironia la paura e la solitudine del nostro tempo. Un Malato immaginario “di tutti i tempi”, privo di convenzioni, in tensione continua, costruendo con la parola e la sua densità tragicomica, un doppio livello di angoscia esistenziale e gioco teatrale. 1-20 Dicembre 2015: Franco Parenti - Sala Grande NEWSIES IL MUSICAL Ambientato a New York alla fine dell’800, lo spettacolo è ispirato dal vero “sciopero degli strilloni del 1899” e racconta l’esaltante storia di Jack Kelly, il carismatico leader di una banda sgangherata di giovani venditori di giornali. Quando i giganti dell’editoria alzano i prezzi della distribuzione a spese degli strilloni, Jack raduna i giovani strilloni della città per scioperare a favore dei propri diritti. 1-27 Dicembre 2015: Barclays Teatro Nazionale MR. PUNTILA E IL SUO SERVO MATTI Scritta nel 1940 e considerata una delle migliori commedie di Brecht, mette in scena una “variante” del dottor Jeckyll e Mister Hyde. Da sobrio Il ricco possidente Puntila è un tiranno che vessa i suoi dipenORMAI SONO UNA MILF Come cambia la vita a quarant’anni? Cambia che non puoi più mangiare quello che mangiavi prima… Che sei ancora troppo giovane per fare alcune cose, ma già troppo vecchio per farne altre… È il nuovo spettacolo di Angelo Pintus, reduce dal successo di “50 Sfumature di…Pintus”, record di incassi e di presenze in tutt’Italia. 1-8 Dicembre 2015: Manzoni

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denti, sfrutta i suoi operai e vuol dare in moglie la figlia Eva a un diplomatico inetto e a caccia di dote, mentre quando è ubriaco diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti. 1-31 Dicembre 2015: Elfo Puccini - Sala Fassbinder NATALE IN CASA CUPIELLO Torna in scena a Milano l’originalissima “navigazione in solitario” del capolavoro di Eduardo De Filippo che Fausto Russo Alesi ha pensato per il Piccolo Teatro di Milano nel dicembre 2012 e che continua con successo ad essere in scena ininterrottamente da tre stagioni nelle città italiane. 4-20 Dicembre 2015: Piccolo Teatro Teatro Grassi DUE DONNE CHE BALLANO Una donna anziana e una giovane chiamata a farle da badante. Tutte e due schive, energiche, sarcastiche ed eroiche. Si odiano e si detestano perché sono simili, perché ognuna ha bisogno dell’altra, e, nella solitudine delle rispettive vite, sono l’una per l’altra l’unica presenza confortante. Consumano le poche ore alla settimana che passano insieme beccandosi, pungendosi e confessando di sé quello che solo a un estraneo si riesce a confessare. 9-20 Dicembre 2015: Carcano SOGNI E BISOGNI, INCUBI E RISVEGLI L’ultima fatica teatrale di Vincenzo Salemme ha come protagonisti Rocco Pellecchia e il suo “pene” che nella commedia si stacca materialmente dal corpo del suo “titolare” per diventare egli stesso uomo, rivendicando lo status di vero e proprio protagonista. Un duello teatrale tra i due che hanno visioni della vita completamente diversa: egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatti alla grandeur del suo sottoutilizzato “tronchetto della felicità”. 10-31 Dicembre 2015: Manzoni


ARTE E CULTURA

VIVIAN MAIER. UNA FOTOGRAFA RITROVATA A cura di STEFANO DE ANGELIS

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oche arti visive sanno essere tanto incisive e perforanti come la fotografia. È come se si leggesse un romanzo o una novella accompagnati dal fermo immagine di un istante colmo di pathos: un solo fotogramma, eppur capace di farti scorrere davanti agli occhi dalla prima all’ultima pagina. Questa è per me la fotografia. Tali sensazioni si ha la fortuna di provarle poche volte, ma quando accade, qualcosa dentro di noi cambia irrimediabilmente. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, Vivian Maier non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. Figura riservata, quasi segreta, ma al contempo imponente nello sguardo e negli scatti che quegli occhi e quella sensibilità femminile riuscivano a stampare nell’obbiettivo. La forza di Vivian è che ritraeva le città dove aveva vissuto - New York e Chicago - nei dettagli e nelle imperfezioni. E poi

la vita, dai bambini agli anziani, per immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa. Ma per tutta la sua vita fotografa di se stessa e solo per se stessa. E infine i suoi autoritratti, molti oggi direbbero selfie, ma che con questa pratica senz’anima non hanno nulla a che fare: i suoi sono autoritratti quasi per caso, un cenno al mondo che prima o poi si sarebbe accorta di lei. Non è accaduto in vita, e forse è stato un bene. Probabilmente tanto clamore l’avrebbero scossa come un filo d’erba, sebbene fosse una donna forte e intensa, austera e altrettanto delicata nello sguardo. La vita le scorreva davanti agli occhi, e lei creava il suo puzzle fatto di migliaia di clic, e centinaia di rullini mai sviluppati. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Da quel momento non smetterà di cercare arrivando Sopra: New York, 10 settembre, 1955; a sinistra: New York Public Library, New York, 1952 ca

FORMA MERAVIGLI via Meravigli 5, Milano Sino al 31 gennaio 2016 Orari: lun-mar-mer ven-sabdom 11.00-20.00; gio 12.00-23.00

ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe. La mostra milanese, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, presentata 120 fotografie in bianco e nero anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian si avvicinasse ai suoi soggetti. Ma certo è che se oggi l’arte fotografica di Vivian Maier cattura tanta gente, vuol dire che ha attraversato il tempo con meraviglia e splendore, senza sbiadire mai. Marvin Heifermann nell’introduzione al catalogo edito da Contrasto scrive “Le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente”. Forse sì, ma più anche no. Il presente nulla c’entra. È l’infinito dentro ognuno di noi che Vivian Maier ha saputo toccare, come quelle sinfonie che ti aiutano a rasserenare la tua anima. Tu non sai come, ma accade. E allora continui ad ascoltarle. 24oreNews

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CARTELLONE MOSTRE DICEMBRE D’APRÈS MICHELANGELO Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco Piazza Castello, Milano Orari: mar mer gio ven sab dom: 9.30-17.30 Forse non tutti sanno che tra gli anni Venti e Quaranta del Cinquecento Michelangelo intrattiene importanti relazioni con la nobiltà romana che trovano testimonianza in elaborate composizioni grafiche a matita, oggi note come “fogli omaggio”. La mostra “D’après Michelangelo” intende documentare proprio questa parte meno nota della produzione dell’artista toscano. Articolata in tre sezioni cronologiche e tematiche, la mostra affianca agli originali di Michelangelo, quali la notissima Furia, la Zenobia, la Cleopatra, il Volo di Ganimede, la Caduta di Fetonte, dipinti, incisioni e diversi manufatti che testimoniano la fortuna iconografica riscossa da questa produzione più intima e privata del maestro del Rinascimento. Sino al 10 gennaio 2016 SPINOSAURO Palazzo Dugnani Via Daniele Manin 2, Milano Orari: lun 9.30-13.30; mar mer ven sab dom 9.30-19.30; gio 9.30-22.30 Un’occasione unica per tornare indietro di 75 milioni di anni e conoscere uno dei dinosauri più particolari che siano mai stati ritrovati, lo Spinosauro. Scoperto per la prima volta all’inizio del secolo scorso nell’oasi di Baharia, lo Spinosauro rappresenta una delle più stupefacenti creature mai vissute sulla Terra, i cui resti fossili sono a tutt’oggi oggetto di studio e di curiosità. La mostra, curata dai paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano, è l’occasione per osservare una moderna scoperta scientifica: dalla scoperta agli scavi, dalle analisi alle ricostruzioni, lo Spinosauro è noto per essere il più grande dinosauro mai vissuto sulla Terra, un gigante del Cretaceo che poteva raggiungere i 15 metri di lunghezza, nonché il primo dinosauro acquatico della storia della paleontologia. Sino al 10 gennaio 2016 GIANNI PIACENTINO Fondazione Prada Largo Isarco 2, Milano Orari: lun mer gio dom 11.00-19.00; ven sab 11.00-22.00 Un’antologica con oltre 90 lavori dedicata a Gianni Piacentino, artista torinese classe 1945, in un percorso espositivo a cura di Germano Celant anticronologico, dalle opere realizzate nel 2015 fino ai lavori datati 1965. Alla ricerca di un punto d’incontro tra Pop art e Minimal art, Piacentino trova una risposta nel mondo della velocità e dei mezzi di trasporto come l’automobile, la moto e l’aereo: prodotti della cultura popolare nonché testimonianza di un’estetica industriale. Come sostiene Germano Celant, l’avventura di Piacentino narra “un’uscita dall’imperfezione, dall’istantaneità e dalla casualità del fare arte, per accedere a un universo di perfezione, calcolo e concentrazione, così da poter competere, sul piano del sublime e dell’assoluto, con un veicolo da corsa o da volo”. Sino al 10 gennaio 2016 LA MAISON DU ROY 1690-1792 Palazzo del Senato Via Senato 10, Milano Orari: lun mar mer gio ven 10.00-18.00; sab dom 10.00-19.00 Un salto all’indietro nel tempo di oltre due secoli e mezzo. Un vero e proprio “Ritorno al futuro” nella Francia del ‘700, dal “Re Sole” Luigi XIV, che regnò per oltre settanta anni, alla Rivoluzione francese, passando per il regno illuminato di Luigi XV e dal “Re dei Francesi” Luigi XVI morto ghigliottinato insieme alla moglie Maria Antonietta. La splendida mostra “La Maison du Roy” è la ricostruzione perfetta fin nei minimi dettagli, attraverso ventisei manichini completi di uniformi, equipaggiamenti e armi, dei diversi corpi civili e militari che componevano la guardia del sovrano: figure emblematiche della Monarchia francese nel XVIII secolo, che non si distinsero solo sui campi di battaglia, ma parteciparono alla rappresentazione del potere dei re di Francia. La mostra è stata ideata interamente e fortemente voluta dal giovane “sarto d’epoca” milanese Gabriele Mendella. Dal 4 dicembre al 30 gennaio 2016 12

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UNA SERATA PER CELEBRARE LA MUSICA LIRICA

A cura di CINZIA BOSCHIERO

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opo 150 anni dall’ultimo allestimento nel massimo teatro milanese, sarà la Giovanna d’Arco di Verdi ad aprire la prossima stagione 2015-2016 della Scala», ha detto Alexander Pereira, Sovrintendente e Direttore Artistico de La Scala, ospite d’onore alla serata di gala organizzata dalla Associazione Amici della Lirica, «La Giovanna d’Arco per Verdi fa da ponte, lo porta verso le grandi opere successive. Credo che sia sbagliato collocarla tra le ‘opere della galera’, come le definì l’autore stesso». Così ha spiegato rispondendo alla sollecitazione del giornalista Alfonso Signorini. Oltre 300 persone tra vip quali l’artista Dessì, politici come il consigliere Andrea Mascaretti, consoli di vari Paesi, imprenditori di spicco a livello nazionale ed internazionale, signore dell’alta borghesia milanese, ma non solo, e molti affezionati soci dell’Associazione Amici della Lirica, giornalisti, fotografi hanno seguito la serata in cui è stata data una targa al Sovrintendente per il Suo impegno nella valorizzazione della Scala. I nomi delle personalità importanti presenti è davvero lungo ed è difficile poterli menzionare tutti in un unico articolo. Durante la serata è stata data inoltre una targa alla soprano Cristina Mondelli, Presidente della Associazione Lirica Europea, perché si è distinta

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nel promuovere e far comprendere meglio il valore della musica classica e della professione lirica. L’Associazione Lirica Europea ha fine solidaristico ed ha già assegnato delle borse di studio in diversi concorsi lirici, come il “Concorso Giacomotti” che si svolge a Pavia ogni anno ed ha inaugurato una rassegna di cinque iniziative musicali che si svilupperanno nel corso della stagione 2015/2016. Daniela Javarone, madrina dei City Angels e organizzatrice della serata, ha anche raccolto fondi con una gradevole lotteria ricca di prestigiosi premi, per l’Associazione Gomitolo rosa di cui è presidente Cinzia Sasso che, a fine serata, ha ringraziato i presenti ed ha ricordato le finalità ovvero: la promozione e la sensibilizzazione di tematiche medico-sanitarie e cultu-

rali attinenti alla salute; la raccolta fondi per la ricerca, la diffusione e la promozione della cultura della conservazione delle lane autoctone e del loro recupero ai fini della salvaguardia dell’ambiente; la promozione, il supporto e la realizzazione di percorsi formativi utili a diffondere la conoscenza dei mestieri d’arte, in particolar modo nel settore tessile relativo all’utilizzo delle lane autoctone. La formazione viene effettuata sia all’interno di strutture ospedaliere, sia in centri specializzati. Inoltre lavorare la maglia ha anche risultati terapeutici utili ed erano in mostra alcuni dei manufatti della Associazione Gomitolo Rosa tra i premi della lotteria assieme a libri di Signorini, ai gioielli di Marina Corazziari e ad altri prodotti offerti da aziende quali il gruppo Zepter.


Tutte le foto sono di Nick Zonna

MILANO SI RACCONTA

A sinistra: Daniela Javarone consegna il premio ad Alexander Pereira con Alfonso Signorini; dall’alto in senso orario: brindisi con Alfonso Signorini, Daniela Weisser de Sosa, Daniela Javarone, Cinzia Sasso e Alexander Pereira; gli ospiti durante la serata; Daniela Javarone premia Cristina Mondelli con Alexander Pereira; Cinzia Sasso prepara l’asta benefica con le organizzatrici; Alexander Pereira saluta gli ospiti; gioielli sculture di Marina Corazziari; Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta; Daniela Dessi e Fabio Armiliato

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MILANO SI RACCONTA

300 “BUON NATALE”

AL GRAN BALLO DELLA

FAMIGLIA NERI

È

uno dei party più trendy di fine anno: l’esclusivo Galà di Natale di Alberto e Paola Neri si è svolto a Milano la sera del 29 novembre, anticipando le innumerevoli serate che coinvolgeranno senza tregua, fino al giorno di Natale, gran parte del jet set milanese e non solo. Serate in cui eleganza, 16

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glamour e puro divertimento si affiancano a momenti di grande solidarietà e riflessione. Lo stimato imprenditore lombardo Alberto Neri, dal 1979 al timone dell’azienda di famiglia, IAN, condivide con la moglie Paola e le figlie Federica e Marianna la passione e l’entusiasmo nella vita e nel lavoro. IAN è un’azienda dinamica che opera


Tutte le foto sono di Canio Romaniello

nel settore dell’IT offrendo soluzioni innovative, tecnologicamente avanzate e sempre al passo coi tempi. Per festeggiare il Natale e nel contempo coronare le fatiche e i successi di un intero anno di lavoro i Neri organizzano da alcuni anni questo elegante Galà per trascorrere con amici, partner e clienti una serata esclusiva e carica di energia, ricca di sorprendenti emozioni, sempre nuove e originali. Anche quest’anno più di 300 persone, tra cui vip, imprenditori e personaggi dello spettacolo, si sono ritrovati sabato 29 nelle sale dell’Hotel Principe di Savoia. Dopo un breve ma sentito saluto di benvenuto del ‘padrone di casa’, Alberto Neri, ha avuto inizio la squisita e sofisticata

cena, che si è conclusa con una gigante torta fiammante. L’evento è stato condotto dal bravo Fabio Marchica, mentre Federica Neri (in una splendida mise rigorosamente firmata C-room) ha curato la direzione artistica della serata, arricchita da suggestivi momenti di spettacolo e animata dall’esibizione alla console del famoso Dj Molella, special guest della serata. Poi tutti in pista per le danze, tra effetti speciali e coloratissimi fasci di luci laser: l’incredibile allestimento hitech è stato come sempre curato da Marianna Neri. Instancabilmente tutti gli ospiti hanno continuato a ballare fino alle prime ore del mattino. Un evento a dir poco indimenticabile!

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MILANO SI RACCONTA

“CHANGE YOUR MIND” «[…]

riusciranno a sopravvivere solamente quelle compagnie che, abbracciando in toto il cambiamento, sapranno aprirsi ai servizi digitali ed alle nuove tecnologie». Hanno destato un certo scalpore queste parole dell’ex AD di Cisco System, John Chambers, pronunciate lo scorso giugno a San Diego alla conferenza annuale riservata agli investitori dell’azienda di San José. Una cosa è certa. Mentre ci sono voluti più di 80 anni per passare dal telegrafo al telefono, più di 35 anni per passare dalle prime email all’iPhone, nell’ultimo decennio abbiamo assistito a molte più invenzioni, scoperte e innovazioni di tutto il secolo precedente. E il cambiamento tecnologico non è mai un fenomeno isolato. Infatti un importante aspetto legato alla natura di questa sorta di ‘rivoluzione’ è proprio l’interconnessione tra elementi diversi come l’innovazione tecnologica, la sicurezza, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile. Una rivoluzione che ha luogo all’interno di un complesso ecosistema che comprende i governi, le imprese, la società, la cultura e l’etica. Quindi, quando si cambia qualcosa, e nel caso della tecnologia il cambiamento è costante,

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è tutto il sistema che deve cambiare per stare passo. La rivoluzione tecnologica non cambia solo il nostro modo di operare, ma sta cambiando le nostre vite, il nostro modo di pensare e di vedere il mondo. Basta guardare a come internet ha cambiato il concetto di privacy, così si spiega il mercato dei droni che sta “prendendo il volo” nonostante l’era post-crisis che stiamo vivendo ormai da più di 8 anni. Infatti le leve su cui poggia la propria strategia I.A.N., impresa guidata da un management capace e dinamico che da sempre ama affrontare nuove sfide, sono rappresentate dalla scelta e dal mantenimento di un preciso posizionamento sul mercato della ‘system integration’ del mondo IT, grazie alla qualità e l’efficacia delle soluzioni proposte, la formazione del personale e la realizzazione di soluzioni taylor-made che creano con il cliente un rapporto di partnership più che un rapporto fornitore-cliente. L’azienda sta acquisendo sempre più rilevanza internazionale, motivo per il quale nonostante il quadro drammatico del mercato italiano riesce a perseguire con successo la propria strategia con un futuro ricco di sorprese e chissà… acquisizioni a breve!


MILANO SI RACCONTA

“ADOTTA UNA MAMMA E IL SUO BAMBINO” A cura di GLORIA MAURI

È

questo lo slogan dell’iniziativa charity promossa da ASM durante il tradizionale Gran Galà a favore della Fondazione ASM per la Salute dell’Infanzia, come sempre organizzato con cura dalla Presidente Marinella Di Capua. “Adotta una mamma e il suo bambino” propone la tutela della salute della futura mamma e del neonato, fin dal grembo materno, attraverso quella forma di prevenzione primaria associata ad una alimentazione sana ed equilibrata. Il progetto è rivolto in particolare a donne che si trovano in condizioni economiche disagiate: ad esse verranno infatti destinati dei buoni acquisto alimentari mirati e personalizzati sulla base di una consulenza medica, accompagnati da adeguato materiale informativo, di facile comprensione. L’iniziativa, che dopo Milano sarà estesa ad altre zone dell’Italia, è in linea con la crescente importanza attribuita da scienziati e studiosi all’aspetto nutrizionale nei primi mille giorni di vita, a partire dalla gravidanza. È infatti ormai accertato che le giuste scelte alimentari nei primi due anni di vita del bambino ne condizioneranno positivamente la salute durante l’intera esistenza.

IL GUSTO DELLA SOLIDARIETÀ L’evento si è svolto all’Hotel Principe di Savoia a pochi giorni dalla conclusione dell’Esposizione Universale di Milano, quasi un saluto ad Expo per una ulteriore riflessione sul cibo, questa volta in riferimento alle gestanti meno fortunate. Per l’occasione il menu del Galà, dedicato all’incontro con le cucine del mondo, ha proposto quattro buffet consacrati ai piatti tipici di Italia, Spagna, Stati Uniti e Cina. Nel corso di questo viaggio tra i sapori internazionali è svolto un breve ma importante momento istituzionale, per il conferimento di uno speciale Premio della 20

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Sopra: Marinella Di Capua, Paolo Tronca e Beatrice Mozzi

Fondazione ASM al Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, per il suo decisivo apporto al successo di Expo 2015. Una premiazione che si è caricata di ulteriore significato, e si è trasformata anche in un caloroso saluto a seguito della nomina di Tronca alla carica di Commissario Straordinario del Comune di Roma, dove sarà impegnato per l’organizzazione di un altro grande evento mondiale che avrà come teatro l’Italia, il Giubileo della Misericordia. La partecipazione al Galà come sempre è stata alta, in più di


A sinistra: Marinella e Umberto Di Capua

Tutte le foto sono di Canio Romaniello

A sinistra: Paolo Limiti e Dalila Di Lazzaro; in basso: Donatella Brunazzi e il marito; un momento della sfilata; sotto a destra: Valeria Marini; a sinistra: Daniela Forcella, Barbara Funaro, Dora Invernizzi, Michela Rossi e Paola Neri

300 tra cui tantissimi ospiti illustri non hanno voluto mancare all’esclusiva serata, che ha visto alternarsi momenti di grande riflessione e solidarietà ad altri di puro gusto e divertimento. La consueta, ricca lotteria benefica è stata accompagnata da brani musicali, curati dal DJ Riccardo Noè, tratti da colonne sonore di celebri film dei quattro Paesi a cui è stato reso l’omaggio gastronomico, e da altri momenti musicali. Nel corso della serata, condotta dal brillante giornalista e conduttore Lapo De Carlo, il giovane e promettente stilista Pierre Prandini ha presentato le proprie originali creazioni nel campo della gioielleria e ha mostrato, durante un’apprezzata sfilata, le sue pellicce. In evidenza anche i gioielli ideati appositamente per Expo dalla Gioielleria Sandi di Padova. Diverse aziende hanno contribuito con la loro generosità al successo della serata: tra esse, Intesa Sanpaolo, Fondazione Berti per l’Arte e la Scienza, Salus Charity Foundation, Pierre Prandini Jewels & Furs, Dompé farmaceutici, Gioielleria Sandi, Azienda Agricola Le Torri, Vhernier, Elettronica Aster SpA, Hotel Principe di Savoia.


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Tutte le foto sono di Nick Zonna

COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2015/2016 22

A cura di CAMILA RODRIGUES

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na donna sexy e grintosa ma mai volgare, sicura di sé ma anche dotata di una forte dose di ironia… una donna che guarda al futuro, interessata al domani e alla tecnologia: è questa la donna Versace nella collezione autunno inverno 2015 2016. Tutto è ‘estremamente’ Versace, le silhouette e le stampe fino al duvet che sperimenta nuove forme, mentre su felpe e abiti da sera appaiono loghi, lettere e simboli digitali che brillano di cristalli e che gridano a gran voce il nome della maison. I pantaloni hanno la vita alta, le giacche sono lunghe mentre gli abiti e i cappotti stringono sulla vita per scendere con una gonna svasata. I colori sono forti e decisi: rosso, verde e giallo illuminano i capi realizzati con il classico nero, le stampe e gli inserti danno un pizzico di ironia a minidress e completi. Nessun dettaglio è lasciato al caso, neppure per gli accessori. Splendidi sono i sandali Versace, minimal e in suede, colorati e in vernice con le cinture e fibbie over size.


FASHION

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FASHION BAMBINI

MONNALISA Abito smanicato broccato modello Party con cinta floreale LA STUPENDERIA Cappotto bebè 100% cashmere doppio petto celeste con cappuccio staccabile

MONCLER Morbidissimo giubbotto bimba in piume d’oca e deliziose rifiniture rouches

THUN Per dare l’immancabile tocco di rosso portafortuna al suo primo Natale

GOLDEN GOOSE Sneakers baby Golden Goose modello Francy di colore blu mirtillo in camoscio

RALPH LAUREN Adorabile peluche diventerà ben presto l’animaletto preferito del tuo bebè ma anche della mamma

MARTIN ARANDA Cappottino beige con cappuccio e interni a contrasto celeste realizzato in morbida maglia di lana e cotone


FORTURA: GIOCATTOLI DA PIÙ DI 100 ANNI L’importanza del gioco da 0 a 99 anni

«L

a nostra attività è familiare e lavoriamo nel settore dei giocattoli da 101 anni.», dice Maria Teresa Dalavecuras, titolare di Fortura Giocattoli, «Tra i diritti è molto importante il diritto al gioco e noi desideriamo dare un segnale positivo e invitare le famiglie da noi per riscoprire il valore del giocare sano e in compagnia. Realizziamo laboratori creativi ludico-didattici e a gennaio ripartiremo con un ricco programma, ci si può iscrivere e avere informazioni dal nostro sito, la pagina facebook e la pagina Instagram». In questi anni l’educazione al gioco è stata sottovalutata e trascurarla inficia sia la crescita serena dei bambini che l’armonia familiare. «Scegliamo», prosegue Mar- un punto di riferimento a Milano nel settore dei giotina Scaccabarozzi, responsabile marketing di For- cattoli e della fornitura di articoli vari per le famiglie, tura, «e vendiamo giochi di qualità divertenti, edu- le aziende, ma anche scuole, nidi, enti, associazioni. cativi, di intrattenimento, con materiali, se possibile, Oltre al vastissimo repertorio di giochi fornisce prodotti ecosostenibili, adatti a tutte le età. Da noi si trova per arredi, psicomotricità, laboratori, accessori, prola tradizione dei giocattoli in legno, ma prodotti nel tezioni di sicurezza, addobbi, travestimenti a seconda pieno rispetto di una gestione responsabile delle ri- delle necessità. Il personale specializzato offre sugsorse forestali, e dei giocattoli di società sino alle gerimenti a chi è in cerca di un giocattolo o di un gadpiù moderne forniture con un ampio catalogo di at- get o di materiale per feste, pesche, lotterie, promotrezzi e strutture per attività ludico-didattiche, dif- zioni, didattica (giochi di imitazione e ambientazione ficilmente reperibili nei normali esercizi commerciali etc.). «Inoltre la consegna dei prodotti viene effettuata in modo che anche nel gioco i bambini anche a domicilio e abbiamo stilato un siano protetti, rispettati e soprattutto accordo con JouéClub, importante grupsiano a loro agio. Il gioco aiuta a vivere po francese con oltre 350 punti vendita, meglio». Giocare consente di creare un per arricchire l’offerta di prodotti a prezzi rapporto di rispetto reciproco fra bamveramente competitivi». Milano, via Olmetto 10 bini ed adulti; fa parte della educazione tel. 02 861670 Sopra: Maria Teresa Dalavecuras con Martina e crescita personale. «Nella nostra atScaccabarozzi; sotto: Maria Teresa Dalavecuras con Milano, via Pietrasanta 14 tività», continua Maria Teresa Dalaveil padre nel negozio di via Olmetto negli anni ‘60 tel. 02 55211907 curas, «da sempre sappiamo consigliawww.forturagiocattoli.com re in base all’età del bambino/a o del ragazzo/a quale sia il gioco più adatto e abbiamo anche un servizio di ‘A domanda, risposta’ sul nostro sito con il supporto di uno psicologo e psicoterapeuta per le famiglie». Grazie ai suoi due negozi storici, Fortura rappresenta


ASCOLTA MARINA… DOLCE & GABBANA The One Essence Eau de parfum Nuovo capitolo per The One di Dolce & Gabbana, con The One Essence, che mantiene l’impronta fiorita orientale dell’eau de parfum con una nuova intensità. Le note di testa combinano la dolcezza di litchi e pesca alle note agrumate e fresche di mandarino e bergamotto. Il cuore è un morbido bouquet di fiori bianchi di giglio, gelsomino e mughetto. Il fondo è avvolgente e caldo con resine ambrate e vaniglia.

COMPAGNIE DE PROVENCE Profumatori per ambiente Design colorato e minimal e qualità per i nuovi profumatori per ambiente firmati da Compagnie de Provence, il brand che dal 1990 crea saponi secondo il tradizionale metodo Marsiglia, che permette di ottenere prodotti senza tensioattivi industriali, e di non perdere costituenti importanti presenti negli ingredienti di partenza, come glicerina, polifenoli, vitamine. NICHE & CO Onyrico Fragranze Onyrico, la linea di profumi di nicchia della maison svizzera Niche & Co. L’ambasciatore ufficiale del marchio presenta nei nostri negozi e nel dettaglio la linea di profumi dedicata al genio ed alla bellezza italiana: un viaggio evocativo tra note, dipinti, poemi ed opere liriche, raccontato attraverso 7 diverse fragranze. THE LAUNDRESS Home Cleaning The Laundress, un lusso naturale per un bucato eco-chic, lo travate in profumeria. Fondatrici del marchio, nato nel 2004, Lindsey Wieber e Gwen Whiting che, dopo anni di ricerca e sviluppo, hanno lanciato questa collezione di prodotti per il lavaggio e la cura dei tessuti. Una grande idea regalo che farà stupire.

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È giunto anche quest’anno il momento dei regali di Natale e iniziamo a pensare a cosa far trovare sotto l’albero ai nostri famigliari e amici. Siete a corto di idee? Nei nostri punti Mazzolari, come ogni anno, abbiamo appositamente selezionato le migliori proposte tra creme, profumi e cofanetti beauty e tanti altri prodotti: scoprirete tante idee regalo per il Natale 2015, adatte a qualunque tipologia di persona, che vi faranno fare un’ottima figura.


NAP CUP - IL RITROVO ‘PRET A MANGER’ In questo locale moderno e colorato si accede da via Statuto e da corso Garibaldi. Nap Cup in realtà non è un ristorante ma si può mangiare, non è un bar, ma si può bere un buon caffè lavorando magari ad un tavolo con il proprio pc. Non è un negozio vero e proprio ma si può comprare tante cose diverse. Al Nap Cup si respira l’aria della “nuova” Milano. Da provare.

La nostra città ci sorprende ogni giorno con nuove “aperture” di locali sempre più in linea con le esigenze del mondo dei giovani che lavorano “online”, di tutti coloro che mangiano fuori casa, di quanti amano ritrovarsi verso sera a bere un aperitivo in compagnia. Nel nostro giro milanese di questo mese vi segnaliamo alcuni locali molto piacevoli che abbiamo visitato per voi 28

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MILANO DA SCOPRIRE BEDA HOUSE – L’INSOLITO PUB In questo angolo di città, tra viale Marche e via Murat, 10 anni fa c’erano un meccanico e un carrozziere. Oggi dopo tanti lavori, Gigi Beda, ha aperto la sua Beda House. Un pub, dove si possono trovare giovani e meno giovani, a bere o a mangiare. Il Beda non è un ristorante, è aperto solo di sera, ma come nei veri pub, birre, hamburger patatine, piadine, panini non mancano mai. Vale una visita! OPEN - PIACERI E SERVIZI Viale Montenero 6: ecco Open, una buona rifornita libreria, ma soprattutto un ampio spazio di 1000 mq dove accomodarsi a lavorare. 40 postazioni disponibili, wifi gratuito, iPad, stampanti e monitor, servizi davvero interessanti. Open è anche una piacevole caffetteria.

COFFICE - UN’IDEA ORIGINALE Coffice, è un nuovo locale in viale Caldara 1 a Porta Romana. È il primo bar di Milano dove si può rimanere quanto si vuole pagando un fee di ingresso fisso (la prima ora costa 4 euro, a seguire ogni mezz’ora 1,50): a disposizione dei clienti oltre ovviamente a tavoli e sedie troverete comode poltrone e per sorprendervi definitivamente anche un buffet da cui servirsi “all’infinito”!


GIROMILANO CERESIO 7 UNA VISTA DA FAVOLA Ve lo aspettereste in via Ceresio 7 di trovare sul tetto dello storico palazzo Enel un ristorante bar fra i più glamour della città? Qui potrete godere di una vista mozzafiato, bere un aperitivo sul bordo di una delle due piscine presenti. Una delle terrazze più belle di Milano. Qui c’è anche la sede del marchio Dsquared2 dei gemelli della moda Dean e Dan Caten. DI VIOLE DI LIQUIRIZIA DOLCI TENTAZIONI Se amate i dolci non potete sottrarvi ad una visita in questa originale pasticceria di via Madonnina, 10 nella zona di Brera, famosa in città per i suoi fantastici cupcakes, ed anche per altre sue specialità. In questi giorni che precedono il natale scambiatevi qui i regali, davanti ad una tazza di cioccolata calda. La location vi scalderà anche il cuore!

BISTRÒ DEL TEMPO RITROVATO Qui si respira la magia di una atmosfera unica. Siamo in via Foppa 4, durante l’estate potete godervi la pace e i colori del Parco Solari, accomodandovi in uno dei tavolini esterni. In inverno passate un po’ di tempo nella sala interna fra pareti di libri e giornali, godetevi una fetta di torta e lavorate sul vostro pc o scrivete un ricordo sul vostro diario del… “tempo ritrovato”.

YE OLDE ENGLAND MILANO BRITISH Se amate lo stile inglese dovete passare in questo locale di Corso Italia 11, nel centro di Milano, dove è quasi impossibile scegliere tra la quantità di the presenti. Naturalmente non possono mancare i “complementi” per un buon the dalle tazze alle teiere ai filtri. E poi ancora i vari tipi di zucchero, di biscotti, di marmellate. 24oreNews

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NEK

CARTELLONE CONCERTI

IMMANUEL CASTO

ANTONELLO VENDITTI

DICEMBRE

VINICIO CAPOSSELA

NEGRAMARO

ANTONELLO VENDITTI È uscito in aprile a 4 anni da “Unica” il nuovo album di inediti (19°) del cantautore romano. “Tortuga” è uno specchio sonoro nel quale Venditti si è riflesso e mostra, pur nella familiarità di uno stile riconoscibile, un Venditti mai sentito. Martedì 1 - Mediolanum Forum

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NEK “Fatti avanti amore”, che anticipava il 12° album del cantautore - “Prima di parlare” - si era classificato secondo al Festival di Sanremo 2015 mentre la reinterpretazione di “Se telefonando” di Mina vinceva il premio come “Miglior arrangiamento” e il “Premio Sala Stampa Lucio Dalla”. Mercoledì 2 – Legnano, Teatro Galleria

MARIO BIONDI Dopo lo straordinario successo dei live in Italia e all’estero degli scorsi mesi, registra il sold out il concerto dell’artista dell’8 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, anteprima della terza parte del “Beyond tour”. Il 13 ottobre l’artista si è esibito all’Open Air Theatre San Carlo all’Expo di Milano. Sabato 12 - Teatro Degli Arcimboldi VINICIO CAPOSSELA Venticinque anni di carriera, 14 dischi, centinaia di canzoni, migliaia di concerti e poi romanzi, documentari, racconti, infiniti progetti e un disco in uscita. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro Targhe Tenco. Sabato 12 - Teatro Dal Verme MADH Classificato secondo all’edizione 2014 di XFactor, vinta da Lorenzo Fragola, si è esibito in tutta Italia da marzo a giugno con ben 50 apparizioni live per poi pubblicare il 10 luglio il suo primo album, “Madhitation”, dal brano “Sayonara”, uscito durante X-Factor. Domenica 13 - Alcatraz NEGRAMARO È partito a novembre il tour che segue la pubblicazione del nuovo album della band, ‘La Rivoluzione Sta Arrivando’, uscito lo scorso 25 settembre. L’album, già in vetta alla classifica di vendita e certificato Disco d’Oro, arriva a cinque anni dal multi platino ‘Casa 69’. Da Lunedì 14 a Mercoledì 16 Mediolanum Forum

IMMANUEL CASTO L’artista è attivo da una decina d’anni con composizioni dalle sonorità legate alla musica elettronica e tematiche incentrate sulla sessualità raccontata ironicamente. È uscito a maggio “Tropicanal”, il suo album più recente. Mercoledì 2 - Alcatraz

FLORENCE AND THE MACHINE La rock diva e la sua band tornano finalmente in Italia per un attesissimo concerto invernale. Dopo la consacrazione definitiva del grandissimo live del 20 novembre 2012, la rossa più potente dell’indie-rock è pronta a regalarci un altro show epico. Lunedì 21 - Mediolanum Forum

LUDOVICO EINAUDI Il pianista/compositore torinese ha pubblicato quest’anno il nuovo album “In a time lapse” composto da 14 brani e con una strumentazione che comprende pianoforte, archi, percussioni ed elettronica. Martedì 8 e Mercoledì 9 Teatro Degli Arcimboldi

PAOLA TURCI Dal 3 dicembre l’artista torna in tour nei teatri di tutta Italia, dove si esibirà in una dimensione più intima e raccolta, a contatto diretto con il suo pubblico. L’ultimo album “Io sono”, uscito lo scorso aprile, ha raggiunto la top 10 delle classifiche di vendita. Martedì 22 - Teatro Franco Parenti


Le voci e l’arte in generale di Rosaura Longa e Franco Morea sono la rappresentazione vivente di questa loro storia di “umana bellezza”

UNA STORIA DI “UMANA BELLEZZA” A cura di SANDRO NOBILI

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uesta storia nasce nel 1999 dall’incontro umano e artistico tra il soprano compositore Rosaura Longa, di origini Venezuelane e il tenore italiano Franco Morea, fine poeta e artista lirico. La grande intesa che si instaura magicamente fra i due artisti, crea una comunione spirituale che porterà risultati sorprendenti, come la nascita di composizioni originali per il teatro musicale e il teatro d’opera. Si può dire che i loro recenti cd, uno dedicato alla loro inedita opera “Incas e Tenea” e la raccolta di cd “Amore senza tempo”, contenente una selezione di brani interpretati dai due artisti in occasione di esibizioni in musical, opere, e recital di canzoni classiche italiane, si inseriscono di diritto in una ideale lista di regali di Natale. Conosciamo

meglio Franco Morea e Rosaura Longa. Tenore Italiano il primo, debutta nel 2008 all’Ateneo di Caracas in Venezuela nel ruolo di Mario Cavaradossi nella Tosca di G. Puccini. Nel 2003 a Milano al Teatro delle Erbe nel musical “La Principessa Neghito’”. A Pavia con il baritono Leo Nucci in una grande interpretazione. A Lallio (Bg) è primo interprete nel “LIBBÌ LIBBÌ”, Opera sacra contemporanea sulla Passione del Cristo. Nel 2016 sarà a Milano nell’opera lirica originale “Incas e Tenea”. Attualmente è Direttore Artistico di “Classico Infinito” per la cultura umana e musicale nel mondo. Rosaura Longa, soprano, venezuelana, debutta a Milano interpretando i ruoli di Mimì nella “Boheme” di G. Puccini e di Leonora nel “Trovatore”. Successivamente sarà Aida nella “Aida” di G. Verdi al Festival dell’Opera di Brescia. Degna di nota anche la sua interpretazione dallo “Stabat Mater” di G.B. Pergolesi. Calca i palcoscenici operistici di prestigiosi teatri in Italia e all’estero, dal “Carlo Felice” di Genova al “Fraschini” di Pavia, dal Teatro dell’Opera di Monte-Carlo al Mu-

nicipale di Caracas (Venezuela). Inaugura l’arena nella Valle degli Dei (Monte Sinai-Egitto). È autore e compositore (membro attivo della S.I.A.E.) e pubblica due Musical’s: “Mammifero con le ali” e “La Principessa Neghitò” con bebutto a Milano al Teatro delle Erbe nel 2001. I due cantanti stanno preparando una tourné americana tra Boston e New York per la presentazione delle loro ultime incisioni. Per potere apprezzare fino in fondo la loro partnership musicale bisogna tenere conto anche della loro profonda convinzione che “la musica e l’arte in genere rappresentano la massima unione fra Dio e l’uomo” che, secondo le loro più intime convinzioni, si raggiunge solo superando “prove” non sempre facili che comunque servono a cementare sempre più le idee, i sentimenti, edificando un ponte ideale che unisca gli uomini a Dio. Le voci e comunque l’arte in generale di Rosaura Longa e Franco Morea sono la rappresentazione vivente di questa loro storia di “umana bellezza”. www.mpnsystem.org www.classicoinfinito.it 24oreNews

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IL SESSUOLOGO Prof. Willy Pasini Presidente A.I.S.P.A. Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata Via Marostica 35, Milano www.aispa.it

IL VINO E LA SEDUZIONE

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osa c’è di più seducente dell’idea di bere in un bicchiere modellato sulla forma di un seno e per di più regale? La leggenda, infatti, racconta che la mitica coppa di champagne sia stata foggiata ispirandosi ai celebri seni di Madame de Pompadour, amante “ufficiale” del re di Francia Luigi XV. Il vino fa parte della storia dell’umanità. Le sue valenze sociali oscillano regolarmente tra i valori positivi della civiltà del bere e gli eccessi malefici dell’alcolismo. Spesso si dibatte sul rapporto tra vino e eros: ma il vino fa bene o male al sesso? Il solo odore del vino influenzerebbe il desiderio sessuale: il suo profumo, infatti, replica la funzione dei feromoni umani, sostanze chimiche che hanno il fine di attrarre il partner. Questi, uniti alla bassa quantità di alcol, agiscono sui centri nervosi, facendo rilassare e disinibire il gentil sesso, fungendo da viagra naturale per gli uomini: in quanto vasodilatatore, fa infatti aumentare l’afflusso del sangue nei vari distretti, compresi quelli “importanti”. Ovviamente gli effetti positivi si possono avere solo a fronte di assunzione moderata di vino, oltre la quale si potrebbero ottenere effetti opposti per la salute e anche sotto le lenzuola, specie per gli uomini. La sfera sessuale sarebbe influenzata dai polifenoli, contenuti nel vino rosso in quantità 10 volte superiore rispetto al vino bianco: pertanto un buon rosso sarebbe un ottimo com-

plice per riscaldare più velocemente una serata intima. Psicologicamente il vino assolve svariate funzioni. Saffo lo considera il conforto supremo alla malinconia della vita e rifugio contro la tristezza della vita pubblica. “La vita è così amara, il vino così dolce. Perché non bere?”, sosteneva Umberto Saba. Per il poeta Baudelaire non ci deve essere moderazione. Bisogna quindi essere ebbri di tutto, di vino, di poesia, di passioni trasgressive. “Niente come il vino è in grado di creare quello stato di euforia, di controllata follia, di evasione necessaria alla creazione”. A parte quelli che hanno il vino triste o violento, in generale il vino toglie le inibizioni e mette di buon umore. Altre volte il vino fa scattare la molla della disinibizione e diventa il pretesto per quei comportamenti che il soggetto non oserebbe assumere a mente lucida. Anche il poeta Pascoli ricorda: «ha tre grappoli la vite, bevi del primo il limpido piacere, bevi dell’altro l’oblio breve, e più non bere ché sonno è il terzo…». Il vino è anche al servizio della seduzione. Ovidio, 20 secoli orsono, suggeriva il vino come strumento di conquista. Nel gioco della seduzione di coppia il vino è un complice eccezionale se il vostro concetto di seduzione pone il rapporto con la donna (o l’uomo) sullo stesso piano, quello di uno scambio alla pari di passione e erotismo. Questo perché il vino è seduzione cerebrale, prima che fisica.

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Dr. Paolo Mariconti Specialista in Anestesia e Farmacologia Esperto in Medicina del Dolore guarireildolore@gmail.com

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l dolore acuto serve per concentrare l’attenzione sulla malattia. È il segnale d’allarme lanciato dal nostro organismo quando ci troviamo in una situazione che mette in pericolo la nostra incolumità. Spesso è il primo segnale che porta il paziente dal medico, la sola ragione per cui si richiede l’intervento della cura. Innesca anche reazioni finalizzate all’allontanamento dalla causa nociva, ed è funzionale a preservare l’integrità del nostro

organismo. Esistono anche persone che non percepiscono dolore, quindi assolutamente indifferenti a traumi, fratture, lesioni, e a patologie di interesse medico o chirurgico. Si tratta di una ben definita patologia, qualche volta acquisibile durante la vita, il più delle volte dovuta a problemi genetici che impediscono lo sviluppo di particolari circuiti nel sistema nervoso centrale. In questi casi, già dalla prima infanzia ferite modeste o malattie facilmente cu-

QUANDO IL DOLORE

È UN AMICO 34

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rabili diventano pericolose perché trascurate. L’analgesia congenita è indubbiamente un fenomeno che sorprende e incuriosisce. Sebbene la casistica di individui insensibili al dolore risalga molto indietro nel tempo, il Puntaspilli Umano è stato il primo caso ad attirare l’attenzione dei medici. Nel 1932 presso la Società Neurologica di New York si impone prepotentemente all’attenzione la storia di un uomo che non prova dolore. Cinquant’anni, originario di Praga e cresciuto negli Stati Uniti, E. G. Gibson conduceva una vita tranquilla. Ma l’elenco degli incidenti nella sua vita a partire dai sette anni di età era lunghissimo, e annoverava gravi ferite e lacerazioni, fratture ossee e ustioni, mai accompagnate da dolore. Un giorno alcuni colleghi, testimoni dell’indifferenza con cui reagiva ad una ferita causata da un grosso chiodo che gli aveva perforato un dito, lo incitarono a tradurre questa sua caratteristica in una fonte di guadagno. Iniziò quindi ad esibirsi in pubblico diventando la principale attrazione in uno spettacolo teatrale. Il dolore acuto permette di riconoscere situazioni che, quando trascurate, diventano causa di ulteriori sofferenze. È il campanello d’allarme che spinge ad agire per ritrovare il benessere. Per evitare che il dolore diventi cronico bisogna ascoltarlo, perché rimanga un alleato e non si trasformi in nemico.


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È QUI LA FESTA?!!!

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gni anno Dicembre è un mese che prepara la grande festa del S. Natale. Grandi e piccini scelgono i decori più belli per vestire la casa per i giorni di gioia. Si cercano idee originali e davvero uniche, ma l’unicità la troviamo solo nelle cose che riusciamo a realizzare da soli. Mai come quest’anno le persone riflettono sugli acquisti e li ponderano per benino per mettere a segno un regalo veramente giusto ed adatto al destinatario. Potreste realizzare con le vostre mani, ma con fantasia e creatività, diverse cose: - Cartoline di auguri realizzate con le piccole foglioline raccolte al parco: seccate tra le pagine di un vocabolario, poi fissate su un cartoncino e spruzzate con

dello spray d’oro o d’argento e con glitter di brillantini. - Confezionate i vostri regali con elementi veramente naturali. Usate della paglia di legno naturale, non tinto. Arricchite le vostre scatole-regalo con pigne e pignette di varie dimensioni, aggiungete rametti di bacche rosse che potrete acquistare dal fiorista… Tutta la scatola sarà più gioiosa e caratteristica, ma sopratutto, nello stile giusto. - Fate delle decorazioni tridimensionali per l’albero, la casa, i pacchetti. Ritagliate delle belle immagini di angioletti, pupazzi di neve, orsacchiotti, teiere, biscotti, folletti, scoiattoli o quanto altro vi piaccia. Basta incollarli su un cartoncino rigido ed arricchirli con dei nastri o passama-

nerie che ci sono avanzate e che abbiamo già in casa… - Mettete dei piccoli legnetti assieme a stecche di cannella e anice stellato intero, poi legati con del nastro. Si trasformeranno in segnaposto oppure incollati a caldo su di un cartoncino robusto, potrebbero diventare un portatovagliolo natalizio. - Pommander profumati di arance e chiodi di garofano. Il Pommander è un classico dell’inverno e adesso è proprio il momento giusto per farlo. Non solo è un deodorante buonissimo, ma vi potrete divertire a decorarlo a modo vostro come più vi piace. Materiale necessario: arancia fresca a buccia sottile, chiodi di garofano, tanti freschi e profumati (in erboristeria), cannella o radice di iride fiorentina in polvere (come fissatore del profumo), nastro che avete in casa, per separare le eventuali decorazioni e uno spillo per fare i “buchetti” che saranno poi riempiti dai chiodi di garofano. Create il disegno che vi piace (vedi esempi in figura). Finita la decorazione, rigirate l’arancia in un piatto fondo, con la cannella o l’iride fiorentina in polvere. Tenete il tutto chiuso in sacchetto di carta per 15/20 giorni, per fissarne la profumazione. A vostro piacimento potrete usarla come decorazione su un vassoio o legata con un nastro abbastanza lungo sull’albero di Natale. Buon lavoro! 24oreNews

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ANDATA E RITORNO

NON SOLO NEVE IN VALTELLINA A cura di ISABELLA RADAELLI

erra di sci tutto l’anno grazie alle splendide piste dello Stelvio, la Valtellina - nel cuore delle Alpi - è nota per la bellezza delle sue montagne e per essere destinazione prediletta dagli amanti degli sport invernali oltre a conservare testimonianze storiche di grande fascino. 400 km di piste sono dedicate allo sci alpino, sempre perfettamente curate, con un comprensorio che vanta località di fama internazionale come Livigno, Bormio, Santa Caterina Valfurva, Valdidentro, Valdisotto, Aprica, Teglio, Chiesa Valmalenco, Valgerola e Madesimo/Campodolcino. E 200 km sono dedicati allo sci nordico, con piste immerse in parchi e riserve come a Santa Caterina Valfurva e Pian Gembro, vicino all’Aprica, ampi dossi soleggiati a Livigno, in Valmalenco al Lago Palù o nella piana di Chiareggio, o in Valchiavenna, anelli adatti anche agli agonisti come quelli della pista “Viola” in Valdidentro, le possibilità sono molte. La stagione internazionale delle Granfondo ormai da anni si apre a Livigno con la “Sgambeda”, maratona di 43 km che coinvolge migliaia di appassionati. Non si può poi ripartire senza aver fatto un giro sul Trenino Rosso del Bernina, patrimonio Mondiale dell’Umanità, il mitico treno che unisce Tirano a St. Moritz, un’avventura magica tra

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montagne stupende con caratteristiche uniche, è la trasversale alpina più alta d’Europa e una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide del mondo. ARTE, CULTURA E …RELAX Oltre allo sport, in Valtellina si possono visitare numerosi musei, tra i più significativi il Museo Valtellinese di Storia e Arte ubicato presso Palazzo Sassi de’ Lavizzari, nel centro della città di Sondrio, pinacoteca ricca di opere di artisti locali che offre una panoramica della storia dell’arte valtellinese dal Medioevo al nostro secolo e il Museo del Tesoro in Valchiavenna con un vasto corredo di paramenti e arredi sacri, come croci astili in rame, una serie di calici e un rarissimo codice musicale dell’XI secolo. Pezzo forte è la “Pace di Chiavenna”, copertina di evangelario del XII secolo in oro sbalzato, gemme, perle e smalti, capolavoro dell’oreficeria medioevale. Non mancano luoghi più curiosi come il parco delle Incisioni Rupestri di Grosio (Gròos), prima e più antica testimonianza della presenza dell’uomo in Valtellina, oppure il Museo dell’Homo Salvadego, in Val Gerola, dedicato allo “Yeti delle Alpi”, o l’Osservatorio Ecofaunistico di Aprica dove è possibile quasi toccare stambecchi, cervi, caprioli e il gallo cedrone. E poi la Galleria dei Pompieri, a Mese e il Museo

Valtellinese della Moto d’Epoca a Sondrio. Una visita la meritano anche i tanti castelli arroccati nel cuore delle Alpi come il Castel de Piro al Grumello, nel Comune di Montagna in Valtellina, il Castel Paribelli di Albosaggia, il Museo - Castello di Masegra, arroccato su uno spuntone di roccia che domina Sondrio dall’alto. E poi gli eleganti palazzi Sertoli-Rajna e Guicciardi, che si trovano uno accanto all’altro nello storico quartiere Cantone di Sondrio, il barocco Palazzo Sertoli che si affaccia nella suggestiva piazza Quadrivio di Sondrio dalla


Da sinistra in senso orario: tipici prodotti valtellinesi: il trenino rosso del Bernina; manufatti di pietra ollare; il Santuario della Madonna di Tirano e le Terme di Bormio

caratteristica fontana rotonda. Per rilassarsi dopo una sciata o una visita culturale, cosa c’è di meglio che una sosta alle terme? In Valdidentro, sono presenti due impianti termali per il benessere ed il relax: i Bagni Nuovi, in direzione Livigno e i Bagni Vecchi, in direzione Passo dello Stelvio, un tuffo nella storia per rivivere le suggestive atmosfere della Roma imperiale. PROFUMI, SAPORI… E QUALCHE SOUVENIR Dopo una piacevole pausa di relax, è l’ora di scoprire i sapori della Val-

tellina attraverso i suoi prodotti. A partire dalla Bresaola, uno dei prodotti simbolo di questo territorio. Dall’alpeggio nascono formaggi unici come Bitto, Casera e Scimudin, gemme di sapore apprezzate dai buongustai e salvaguardati dal Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto. La coltivazione delle mele in Valtellina arricchisce di colori e profumi il fondovalle da Sondrio fino alla zona intorno a Tirano. Le Golden Delicious e le Stark Delious sono le varietà più coltivate, ma si trovano anche la Gala, la Morgenduft e la Fuji. Piatto tipico della tra-

dizione valtellinese, sono i Pizzoccheri, tagliatelle di grano saraceno lavorate a mano, conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo. Ad accompagnare questa gustosa pietanza uno dei vini valtellinesi più conosciuti: lo Sforzato, espressione unica di un vitigno, il Nebbiolo, e del territorio di questa affascinante valle alpina. Sempre dal vitigno Nebbiolo nasce il Valtellina Superiore, suddiviso nelle cinque sottodenominazioni Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella che si fregia della docg al pari dello Sforzato. E, prima di rientrare a casa, non dimenticatevi di acquistare un souvenir del vostro viaggio. Per esempio una pietra ollare, che già Plinio il Vecchio cita nella sua Naturalis Historia, proprio in riferimento alla Valtellina, oppure un pezzotto, un colorato tappeto molto resistente confezionato usando ritagli di stoffa, ovvero le pezze, cucite a mano o al telaio. L’origine del pezzotto, che alcuni fanno risalire alla presenza dei monaci Umiliati in Valtellina, risiede nella povertà del mondo contadino e nell’artigianato casalingo che portava a costruirsi in casa tutti gli oggetti, abiti e utensili di cui si aveva bisogno. 24oreNews

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ANDATA E RITORNO

GILLO DORFLES. ESSERE NEL TEMPO A cura di STEFANO DE ANGELIS

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MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma Via Nizza 138, Roma Sino al 30 marzo 2016 Orari: da martedì a domenica 10.30-19.30 38

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on esistono parole adeguate per raccontare centocinque anni di storia di un uomo come Gillo Dorfles, vissuti nell’intensità di un soffio e che ancora oggi mostrano il desiderio e il bisogno di scrutare la realtà. Poche persone hanno avuto il privilegio e la caparbietà di essere nel tempo senza mai staccare, sempre fuori dal pentolone, accalappiatore vagabondo d’arte e di pensieri. Incapace di arrendersi alla vita, Dorfles ha aiutato generazioni intere a decifrare il bello per sconfiggere il brutto, lui scopritore del “kitsch” che ha combattuto a picconate con le idee e le parole senza tuttavia riuscire a estirparlo, perché il kitsch avanza magmaticamente ovunque, dall’architettura all’editoria attraversando arti e mestieri. Gillo Dorfles è professore d’estetica e critico d’arte, ma anche poeta, scultore, medico e artista. Le sue parole e i suoi pensieri, così come le sue mani, sono riusciti a costruire disegni senza tempo, la cui forza creativa si dovrebbe poter iniettare nei giovani, i primi a soccombere al brutto e al kitsch. Ecco perché la mostra “Essere nel tempo”, a cura di Achille Bonito Oliva, non dice nulla se la si pensa solo come un omaggio all’opera totale di un “padre storico” della cultura visiva italiana, tra produzione artistica, pensiero critico e

teorie estetiche. E tanto meno racconta se la si legge come un’antologica, termine a richiamo dei “Meridiani” Mondadori che, come ha detto Raffaele La Capria, altra mente essenziale della nostra cultura, sono una elegante collana destinata a defunti scrittori del passato. La mostra romana è invece il racconto presente di Gillo Dorfles, artista e critico d’arte: due anime distinte, due differenti modi di vivere la relazione con il tempo. Da un lato i tempi del mondo interiore: la sua vivacità espressiva, imperturbabile di fronte all’avvicendarsi di avanguardie e correnti artistiche. Dall’altro lato i tempi del mondo esteriore: il suo sguardo che indaga le oscillazioni del gusto. In esposizione a Roma oltre cento fra dipinti, disegni e opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioielli. Il tutto accompagnato da un ricchissimo repertorio fotografico e da un corpo inedito di carteggi che testimoniano le affinità elettive di Dorfles con alcuni degli artisti e intellettuali più significativi del Novecento. Gillo Dorfles 2015 vive dignitosamente a Milano, ama il vino, scrivere per lui è un bisogno e fra gli amici più cari ricorda Bruno Munari. E poi sì, Dorfles è nel tempo, esattamente dal 1910. E ci si trova benissimo, sebbene a lui non piaccia parlare del tempo.


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