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Anno 4 - Settembre 2017

Val d’Orcia

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

Personaggio

Scopri l’Italia

ANTONINO CANNAVACCIUOLO SU E GIÙ PER LA VAL D’ORCIA LO CHEF DAL CUORE D’ORO NELLA PATRIA DEL BRUNELLO

[ L I B R I ]

STEFANO BENAZZO IL FOTOGRAFO DEI RELITTI


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Settembre 2017

indice

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[ PERSONAGGIO] 6

Antonino Cannavacciuolo «lo chef dal cuore d’oro»

[ SCOPRI L’ITALIA]

10 Lago d’Iseo... piccolo è bello! 14 Su e giù per la Val d’Orcia

[ AGENDA ITALIA]

17 Weekend nei Musei d’Italia

[ SALUTE E BENESSERE]

18 La leggerezza sposa la tradizione

[ LIBRI]

20 Stefano Benazzo: Wrecks / Relitti 22 Le nostre recensioni

Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Valerio Consonni Francesco Garosci Carlo Kauffmann settembre 2017

14 Luca Medici Clara Mennella Sandro Nobili Milena Passigato Alessia Placchi Media Partner

Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati – MC)

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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[ editor iale ]

Care Lettrici e Cari Lettori,

di uno dei vini più celebri e apprezzati

dopo un’estate calda come non la

d’Italia, il Brunello di Montalcino. Nel

ricordavamo da anni, siamo ormai rientrati

secondo scoprirete la magia e i segreti del

quasi tutti dalle ferie e lentamente

“più piccolo” fra i grandi laghi lombardi, il

cerchiamo di riprendere i “normali ritmi”

Lago d’Iseo. Il personaggio di questo mese è

pre-vacanzieri. Ritornare alle “vecchie

uno dei più grandi (in tutti i sensi) chef del

abitudini” significa andare incontro ad un

momento, Antonino Cannavacciuolo, star

cambiamento rispetto ai ritmi fisiologici e

dei noti programmi TV “Cucine da incubo”

psicologici a cui ci eravamo abituati

e “MasterChef Italia” e da quest’anno

durante le vacanze. Non facciamoci

anche di “O mare mio”. Non perdetevi le

prendere dalla cosiddetta “sindrome da

ricette tratte dal mio libro “La Dieta del 5”,

rientro”! Godiamoci ancora un po’ di

leggere e ideali in questo periodo per chi

tranquillità in questo periodo di passaggio

intende coniugare il gusto alla salute ma

dal dolce far niente alla frenesia

anche per chi non vuol rendere vani i

quotidiana. Come sempre cercheremo di

sacrifici iniziati in primavera per arrivare in

accompagnare i vostri momenti di relax con

spiaggia in splendida forma. Non perdetevi i

letture utili e piacevoli. La bella stagione

libri che abbiamo scelto di segnalarvi,

rimarrà ancora per tre settimane, e per

soprattutto i suggestivi scatti di Stefano

questo vi suggeriamo due itinerari dove

Benazzo, relitti di navi di ogni epoca

poter trascorrere un week-end o la settimana

spiaggiate sulle coste del mondo. Per finire,

di vacanza che avete rinviato a settembre

in “Agenda Italia” vi suggeriamo alcuni

per approfittare del clima gradevole tipico

appuntamenti per trascorrere un piacevole

dell’ultimo periodo estivo. Visto che siamo

weekend, tra cultura e relax, in questa Italia

nel mese delle vendemmie, il primo

davvero da gustare.

itinerario vi porterà in uno dei territori più

Buona lettura!

amati della Toscana, la Val d’Orcia, patria settembre 2017

Evelina Flachi

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[ per s ona ggio ]

ANTONINO CANNAVACCIUOLO

«LO CHEF DAL CUORE D’ORO» Intervista a cura di Alessandro Trani

[

CUCINARE, PER ME, È SENTIRE IL RICHIAMO DEI LUOGHI IN CUI SONO CRESCIUTO: IL PROFUMO DEL MARE, DEI LIMONI, DI CASA

«V

«Vado in profondità perdendomi nei sapori della tradizione, cercando di riportarli alla luce in una nuova forma, nel rispetto del valore di ogni ingrediente». Così l’amatissimo protagonista di “Cucine da incubo”, lo chef Antonino Cannavacciuolo, spiega i principi e i valori che ispirano la sua cucina. Classe 1975, Antonino nasce a Vico Equense in provincia di Napoli. Oltre che per la maestria culinaria, è noto per le sue temutissime “pacche sulle spalle”, le strigliate in TV ma anche per la naturale simpatia e il cuore tenero. Il rispetto delle tradizioni e gli insegnamenti gli sono tramandati dalla famiglia, a cui è legatissimo: suo padre era un cuoco e ha lavorato anche come insegnante di cucina nella stessa scuola alberghiera frequentata dal figlio (I.S.I.S. “F. De Gennaro”). «A 13 anni lavoravo già in cucina, lo chef mi prendeva a mazzate, ma mi sono servite». Anche nonna Fiorentina è stata in cucina una grande maestra. «Ricordo quando preparava la Genovesa (“Genoesa” in napoletano, Salsa alla Genovese in lingua italiana, ma non ha nulla a che vedere con Genova,

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è un piatto cult della cucina napoletana - ndr)». «Mi faceva spezzare le candele con le mani insieme a lei, che soddisfazione mangiare un piatto a cui avevo contribuito!» La nonna raccontava spesso la storia di questo piatto a base di cipolle, inventato dai marinai: «una ricetta nata dal nulla, perché nel porto avevano solo cipolle, alloro, qualche carota e pochissima carne». Il 2003 è un anno importante per Antonino: sposa sua moglie Cinzia, ottiene sia la prima stella Michelin che le Tre Forchette Gambero Rosso. Non tarda ad arrivare la seconda stella. Antonino considera le stelle “un riconoscimento al sacrificio”. «Certo, ci sta anche un po’ di fortuna, ma giusto un pizzico, il resto è tempo sottratto alla vita, nessuna festività e 20 ore di lavoro al giorno!». Chef “scrittore” dal 2013, Cannavacciuolo ha scritto 4 libri di cucina. Con Cinzia, madre dei suoi due figli Elisa e Andrea, gestisce Villa Crespi, dimora storica in stile moresco a Orta San Giulio sul Lago d’Orta, di cui ricopre il ruolo di chef patron, e altre attività a Novara e a Torino. settembre 2017


[ per s ona ggio ]

Con tutti i tuoi impegni, quanto riesci a frequentarla?

Vico Equense per me è casa, e come per tutti noi, casa è sempre casa. Ovviamente non riesco a raggiungere spesso Vico e la mia famiglia d’origine, lavorare in cucina significa questo, e per me è sempre stato così, ma non nascondo che non appena riesco con mia moglie e i miei figli, facciamo un salto in Campania.

Dalla brezza del mare di Napoli all’odore del lago di Villa Crespi. Com’è la vita sul lago?

La mia vita sul lago è una vita a stretto contatto con l’acqua, e per me, non avrebbe potuto essere altrimenti: l’acqua è il mio elemento. Sto bene in Piemonte, la considero la mia terra d’adozione, la terra che mi ha fatto conoscere mia moglie Cinzia, che mi ha dato l’occasione di intraprendere l’avventura della gestione di Villa Crespi e la terra che ho imparato con il tempo a conoscere ed amare.

Da più di un anno è nato a Novara “Cannavacciuolo Café & Bistrot”: come ti dividi tra Novara e il Lago?

Giovanissimo eppure già tante “medaglie”. Quando e come è nata questa passione?

Non credo esista un momento particolare in cui la passione per la cucina sia nata dentro di me. Io sono cresciuto con i sapori della tradizione e le materie prime della mia terra, e questo ha semplicemente contribuito a far crescere dentro di me la volontà di esprimere le mie emozioni attraverso piatti che parlassero di me.

Dalla Penisola sorrentina alla Francia, poi di nuovo in Italia, a Capri… Un bel bagaglio di esperienze

Ogni esperienza lavorativa, soprattutto quelle affrontate in giovane età, regalano l’opportunità di crescere e arricchirsi profondamente. Da giovane sei una spugna, e io dai miei percorsi ho cercato di apprendere il più possibile, di confrontarmi e migliorarmi tenendo conto degli insegnamenti ricevuti. Il segreto sta poi nell’aver la capacità di mettere in pratica le lezioni imparate, arricchendo il più possibile il proprio bagaglio personale.

Cosa ci dici di Vico Equense, dove sei nato… settembre 2017

Mi divido cercando di essere sempre presente anche senza esserci “fisicamente”. Per fare questo, fondamentale è l’aiuto di collaboratori di fiducia, in grado di esprimere e diffondere la mia filosofia di accoglienza non solo agli ospiti, ma anche al resto dello staff.

Per cucinare bene quanta importanza hanno oggi le unità di cottura e l’innovazione rispetto agli allumini e terracotte delle nonne?

Ora come ora, gestire una cucina significa prima di tutto rispettare delle regole e questo in alcuni casi comporta dover rinunciare ad alcune tecniche dettate dalla tradizione. La cucina di casa non è una cucina professionale, qui bisogna attenersi alle disposizioni per la corretta lavorazione delle materie prime e il rispetto degli ospiti. Ciò che conta è non abbandonare gli utensili delle nostre nonne, ma continuare a farne uso, come un bene prezioso.

Tua moglie è vegana… è più semplice o più complicato soddisfare il suo palato? Mia moglie ha un palato fino e raffinato, e renderla felice non è complicato: ama il buon cibo e provare sempre sapori nuovi.

I tuoi figli seguiranno le tue orme?

Non ne ho idea… io vorrei solo che siano felici e che ascoltino il loro istinto. L’importante è che si impegnino a fondo in qualsiasi sia la loro scelta e che facciano il tutto con passione.

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[ personaggio ]

Sopra: Villa Crespi; a destra: la “sala gialla” del ristorante

Il successo in TV ha cambiato Antonino?

Ho capito che per fare bene devo solo essere me stesso, portando davanti allo schermo il mio carattere e la mia cucina. La televisione, mi ha cambiato tantissimo, mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con realtà diverse dalla mia alla quale ero abituato, e mi ha permesso di conoscere e confrontarmi con persone fantastiche. I media inoltre, hanno dato l’opportunità di avvicinare il grande pubblico alla mia filosofia di cucina e questa si è rivelata una bellissima opportunità.

Vediamo sempre “cucine da incubo” ma… quanto è difficile trovare “cucine d’eccellenza”, ovviamente parlando di piccoli esercizi privati?

Non credo sia poi così difficile: l’eccellenza è data da tantissimi fattori. Trovare anche solo il bar sotto casa che offre un buon caffè, pulizia e un sorriso sulle labbra, è nel suo piccolo un’eccellenza ed il nostro Paese, con la grande cultura enogastronomica che vanta, ne è davvero ricco (e per fortuna!)

Vedi tanti giovani aspiranti chef… Secondo te è più una moda, un ripiego o reale passione?

Senza dubbio, la moda del periodo ha avvicinato più persone a questa professione rispetto al passato. Sicuramente, ciò che non cambia, indipendentemente dalla tendenza del momento, è l’impegno e la fatica che svolgere questo mestiere richiede: solo

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chi possiede una forte determinazione e una costanza dettate dalla passione, può farcela.

Ai giovani aspiranti chef appassionati “carriera” che messaggio di incoraggiamento vorresti lanciare? Il solo incoraggiamento che mi sento di dare è quello di essere decisi e soprattutto di non montarsi la testa. Il percorso da intraprendere è lungo e soprattutto tortuoso: ogni giorno bisogna dedicarsi anima e corpo alla cucina, non dando mai nulla per scontato.

Ci puoi svelare qualche news dei tuoi progetti?

Alla fine di Luglio abbiamo inaugurato il Cannavacciuolo Bistrot Torino, in centro città vicino alla chiesa della Gran Madre di Dio. A Novara invece a breve aprirò la mia prima pasticceria, sempre in centro, non lontano dal Bistrot… Il progetto migliore “adda venì”, ma per ora non posso svelare nulla. Addios! settembre 2017


[ s copr i l’ita lia ]

LAGO D’ISEO... PICCOLO È BELLO! A cura di Luca Medici

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Il lago d’Iseo, comunemente chiamato Sebino, si estende per 65,3 km2 a cavallo fra le province di Bergamo e Brescia. Colore blu-verde intenso, incastonato fra bellissime colline prealpine, lambisce a sud le colline della Franciacorta e presenta un microclima tipico delle zone mediterranee. Una brezza soffia lieve dalla Pianura Padana alla Valcamonica creando movimento di aria e uno scambio termico favorevole in tutte le stagioni. Una delle attrazioni di questo bacino lacustre è senza dubbio Montisola, isola che si erge maestosa al centro del lago. Con i suoi 599 mt. di altezza è anche la più grande isola lacuale europea, con un estensione di circa 4 km2. Adiacenti ci sono anche due splendide isole minori, l’isola di S. Paolo e l’isola di Loreto. La fauna ha un ventaglio di interessanti specie che si possono vedere con facilità guardando il cielo: uno dei rapaci diurni più facili da individuare è la Poiana, ma si incontra spesso anche il gabbiano di lago. Non è difficile avvistare il nibbio bruno e, guardando più in basso, sullo specchio d’acqua, il germano reale, le folaghe e splendidi cigni. Non manca la cornacchia grigia, la rondine montana, gli svassi e bellissimi aironi che si notano fra la vegetazione delle Torbiere, interessante zona a sud del lago che costituisce la Riserva naturale regionale Torbiere del Sebino. Su Montisola non ci sono autoveicoli ed il transito è ammesso solo al servizio pubblico, ai motorini dei residenti e alle biciclette che

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[ s copr i

Pisogne

Parzanica Acquaiolo Monte Isola Peschiera Maraglio Sarnico Sulzano

Dall’alto in senso orario: un traghetto che porta al Monte Isola; vista panoramica del lago d’Iseo da Parzanica; la torre di Siviano; le case e le torri medievali di Sarnico; uno scorcio di Peschiera Maraglio e la Rocca di Monte Isola

l’ita lia ]

si possono anche noleggiare sul posto. L’isola è collegata alla terra ferma da un servizio di battelli di linea. Il punto più comodo è la cittadina di Sulzano (sponda bresciana) da dove si raggiunge Peschiera Maraglio, caratteristico paese di pescatori dove si producono reti per la pesca e per la caccia. Dal borgo antico partono diversi itinerari: per la quattrocentesca Rocca Oldofredi, per i borghi di Menzino, Sanchignano e Siviano, sede del Municipio. Sulla parte più alta dell’isola c’è il Santuario della Madonna della Ceriola (XVII sec.), il panorama da questo punto è unico. Tornando sulla costa, salendo verso nord, si superano i paesi di Sale Marasino e Marone, si gira a destra per Zone e si arriva sull’altopiano di Cislano. Qui troverete le piramidi di erosione, uno degli spettacoli naturali più scenografici della conca Sebina. I francesi le chiamano “fate dei boschi”, in realtà sono dei pinnacoli alti fino a 30 mt. che hanno sulla sommità un masso simile ad un tappo. Le colonne sono invece formate da sassi e argilla che restano protetti dall’erosione proprio da questo “tappo” naturale. Proseguendo fino alla parte alta del lago troviamo Pisogne, che confina con Lovere. Questo borgo, più volte citato fra i più belli d’Italia, merita una visita per la ricca collezione di “tesori”, fra cui l’Accademia Tadini, la Torre Civica del XII sec., la Torre degli Alghisi del XIII sec., la chiesa romanica di San Giorgio e altro ancora. Fate una passeggiata sul lungolago, visitando

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[ scopri

l’ita lia ]

A sinistra: la passerella galleggiante dell’artista Christo installata nel 2016; sotto: la Chiesa di San Colombano a Parzanica

P.zza 13 Martiri, camminando sulla bella passerella aggettante sul lago dedicata alla colta scrittrice inglese Lady Mary Wortley Montague (1689-1762), ospite illustre di questo borgo. Proseguendo sul lato bergamasco, dopo il borgo di Castro, la montagna “cade” direttamente nel lago e crea un percorso molto suggestivo fatto di una strada costiera stretta e tortuosa, ma molto affascinante. L’Orrido di Zorzino è fra le mete più visitate! Fra i comuni di Riva di Solto e Tavernola Bergamasca troviamo Parzanica. È un piccolo comune situato a circa 750 m s.l.m., in una posizione che sovrasta la sponda occidentale del lago. Degno di nota è il borgo storico, che ha conservato la sua anima rurale, con scorci tipici dei secoli passati, ma merita una visita anche la chiesa parrocchiale, dedicata a San Colombano, edificata verso la fine del XVI sec., che custodisce affreschi, paramenti ed arredi religiosi di buon pregio. Il campanile ospita un concerto campanario, composto da 5 bronzi in tonalità Mib3, fuso nel 1953 dalla famosa azienda A. Ottolina in Bergamo. In posizione più elevata rispetto all’abitato si trova la chiesa della Santissima Trinità, edificata in stile romanico con affreschi del XV sec. recentemente restaurati. Molto caratteristico è il borgo della frazione Acquaiolo che, posto più a valle rispetto al centro, conserva ancora abitazioni in pietra, in perfetto stile rustico. La caratteristica principale di questo borgo è la vista mozzafiato sulla parte centrale del lago, proprio di fronte si vede Montisola e tutta la sponda bresciana. Parzanica viene comunemente chiamata “la terrazza del lago d’Iseo”. Dove il fiume Oglio defluisce dal lago sorge Sarnico, ridente cittadina ricca di monumenti come la Torre

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Medioevale del XII sec., il Palazzo Gervasoni, il Museo Civico Bellini, la Torre dell’Orologio del XII sec., la chiesa di S. Paolo del XV sec. con affreschi del ‘400 e del ‘500 e molto altro ancora. Sarnico è famosa in tutto il mondo per un altro motivo: è la sede storica del Cantiere Riva (Yacht di Lusso, dal 1842). Fu un improvviso e devastante fortunale - che causò danni irreparabili alle barche dei pescatori rimasti sconfortati e senza mezzi - a convincere un giovane maestro d’ascia appena arrivato da Laglio a compiere un vero e proprio miracolo, recuperando gran parte delle imbarcazioni e guadagnandosi così la fiducia dei sebini. Inizia così la leggenda di Riva e quella di un uomo, Pietro Riva che, appena arrivato a Sarnico, diviene padrone del suo destino. Qui apre il cantiere dove vengono varate le prime creazioni firmate Riva, che da subito si distinguono per classe e personalità. Gli anni ‘50 sono quelli di Carlo Riva, animato fin dalla più giovane età da una passione sconfinata per le barche e per l’azienda di famiglia. Riva, in tutto il mondo, è ormai sinonimo di eleganza, status e perfezione. Ultima meta, ma non meno importante, è la cittadina che ha dato il nome al lago, Iseo. Sulla sponda sudorientale troviamo il centro principale di questo bacino lacustre che si sviluppa tutta attorno al vecchio borgo medioevale. Da non perdere la visita al castello del XI sec., la Pieve di S. Andrea del XII sec., le mura medioevali e la torre, l’arsenale del XV sec. e la bella passeggiata. Il lago d’Iseo regala anche tante altre meraviglie. Vi consiglio di visitare questo bellissimo specchio d’acqua che, grazie anche alla passerella galleggiante dell’artista Christo installata nel 2016, ha reso famoso questo lago in tutto il mondo. settembre 2017


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Sopra: la vasca di acqua termale di Bagno Vignoni; a destra: l’Abbazia di S. Antimo; una veduta di Montalcino; in basso: San Quirico d’Orcia

SU E GIÙ PER LA VAL D’ORCIA IN FUGA NELLA PATRIA DEL BRUNELLO A cura di Sandro Nobili

Tra storia e leggenda

A pochi km a sud di Montalcino, circondata da alberi d’olivo secolari e bellissimi campi di grano, si erge l’Abbazia di S. Antimo, una tra le più importanti architetture romaniche della Toscana. Le sue origini si perdono nella leggenda: sembra infatti che nel 781 d.C. Carlo Magno, in pellegrinaggio a Roma da Papa Adriano I, ricevette in regalo alcune reliquie dei Santi Sebastiano e Antimo. Durante il viaggio di ritorno scoppiò una violenta epidemia e l’imperatore fece un voto chiedendo la grazia che il flagello cessasse e, terminata la pestilenza senza conseguenze, fondò quell’antico monastero sopra cui venne eretta in seguito l’Abbazia. Essa ospita vari affreschi e, nella cripta, un pregevole Gesù che esce dal sepolcro tra due angeli. Molto bello è infine il Crocifisso ligneo che sovrasta l’altare maggiore.

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Il nostro viaggio comincia a Montalcino, la patria di uno dei vini toscani più rinomati al mondo, il Brunello. Ma Montalcino non è solamente vino: le stradine e i vicoli del centro di questo piccolo borgo sono molto caratteristici e davvero incantevoli. Essi, su cui si affacciano negozi, caffè, ristoranti e wine bar, sono ideali per una bella passeggiata fino al Palazzo dei Priori che, con la sua caratteristica torre lunga e stretta, si affaccia su Piazza del Popolo (il cuore del borgo) dove è possibile ammirare una pregevole Loggia gotica. Il centro storico è dominato dalla Fortezza del 1361, che dai suoi bastioni offre una vista mozzafiato su tutta la Val d’Orcia fino alle colline della Maremma Toscana. Oggi ospita una grande enoteca che è il punto di riferimento per gli appassionati del vino di qualità e per chi desidera conoscere i protagonisti dell’affascinante mondo di Montalcino e del suo Vino Brunello. Nel centro storico di Montalcino si possono ammirare bellissimi esempi di arte trecentesca nelle chiese di S. Egidio e S. Agostino. La Cattedrale di Montalcino,

Montepulciano San Quirico d’Orcia Montalcino

Pienza

Bagno Vignoni Castiglione d’Orcia

settembre 2017


[ s copr i

l’ita lia ]

Per degustare ottimi vini

risalente circa all’anno 1000, invece è stata completamente ricostruita nel XIX secolo secondo il gusto neoclassico. Dopo Montalcino ci spostiamo a San Quirico d’Orcia, riconoscibile già da lontano per la sua forma chiusa, fortificata, e per le sue 14 torri che seguono tutta la cinta muraria. Borgo di origini medievali, custodisce eccelsi esempi di arte romanica, come la Chiesa dei Collegiati. Sulla graziosa via principale si affacciano belle chiese, edifici storici, negozietti molto carini, bar e ristorantini. Da non perdere gli Horti Leonini, giardini in stile rinascimentale fatti costruire sul finire del ‘500 da Francesco I de’ Medici e poi donati a Diomede Leoni, da cui prendono il nome. A pochi chilometri da San Quirico, Bagno Vignoni è un piccolo borgo medievale caratterizzato dalla grande vasca di acqua termale che occupa il centro del paese. Tutti gli edifici del borgo, dalle locande alle abitazioni, alla chiesa si sono sviluppati attorno alla vasca che ha assunto la posizione e la funzione che normalmente sono settembre 2017

Colorata, incantevole incantatrice, la Val d’Orcia è uno dei territori più amati della Toscana, ricco di suggestivi borghi nell’incanto di un paesaggio che offre scorci e luoghi splendidi in ogni periodo dell’anno. Il verde intenso della primavera, i gialli forti e assolati dell’estate, i colori caldi dell’autunno o la quiete pacata dell’inverno, ogni sottofondo è quello giusto per una fuga in Val d’Orcia, un concentrato di storia, arte, bellezze paesaggistiche ed eccellenze enogastronomiche

Meritevole di menzione, a soli 5 km dall’Abbazia di Sant’Antimo, l’azienda agricola Poggio Mandorlo (www.poggiomandorlo.it), che sorge ai piedi del vulcano spento Amiata, nel comune di Seggiano, nella zona della doc Montecucco. È di una delle realtà vitivinicole più interessanti della provincia di Grosseto, la cui produzione è un ottimo esempio di espressione di un territorio utilizzando vitigni internazionali. Infatti le vigne sono state impiantate con cloni rari e unici di Merlot e Cabernet Franc di provenienza francese, dalla zona di Saint Emilion (Bordeaux), poi acclimatati in questo territorio unico (intorno ai 400 metri s.l.m.) che si contraddistingue per requisiti di ricchezza e complessità molto utili ai fini della personalità e della espressività del vino. Qui si possono degustare ottimi vini (ma anche un olio extravergine) rappresentativi dell’eccellenza produttiva della regione Toscana.

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[ scopri

l’ita lia ] A destra uno scorcio di Pienza; sotto: Castiglione d’Orcia; in basso il Palio del Cacio Fuso

proprie della piazza principale di un paese. Durante i mesi freddi, il vapore dell’acqua calda che sale dalla vasca crea un’atmosfera magica e fuori dal tempo. Ci spingiamo più a sud fino a Castiglione d’Orcia, un incantevole paesino dalle caratteristiche viuzze e da un’insolita piazzetta in pendenza realizzata con sassi di fiume e dedicata al pittore e scultore della scuola senese Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, che qui nacque. Tornando indietro verso San Quirico, si può poi proseguire per Pienza, arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato. È famosa per i suoi formaggi pecorini e per la bella Piazza Pio II, e ancora le sue viuzze dai nomi insoliti: la via dell’amore, del bacio e della fortuna! Questo incantevole borgo è considerato l’incarnazione dell’utopia rinascimentale della città ideale, creazione del grande umanista Enea Silvio Piccolomini, diventato poi Papa Pio II, che volle ripensare il suo umile villaggio natio, Corsignano. Nel 1458 affidò il progetto a Bernardo di Matteo Gambardelli (detto il Rossellino), allievo del grande architetto filosofo scrittore Leon Battista Alberti e in soli 3 anni venne realizzato un complesso di bellissimi ed armoniosi palazzi: la Cattedrale, la Residenza papale o Palazzo Piccolomini, il Comune, e l’incantevole piazza centrale. Piazza Pio II con la sua particolare forma trapezoidale

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e la caratteristica pavimentazione a spina di pesce. Su di un lato della piazza, si può ammirare un bellissimo pozzo, conosciuto come il “pozzo dei cani”. Il Duomo ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del tempo, mentre il bel campanile dalla forma ottagonale si erge sopra l’antica cripta puntando dritto al cielo. L’imponente Palazzo Piccolomini alla destra del Duomo ha una fantastica Loggia con un meraviglioso giardino sospeso dal quale si può ammirare un panorama davvero unico su tutta la valle dell’Orcia. Ma Pienza è anche la città del cacio! Il Pecorino di Pienza è un formaggio molto saporito, rinomato e davvero delizioso. Da non perdere, a settembre, la famosa e divertente Fiera del Cacio, una grande festa dedicata al pecorino e ad altri prodotti della tradizione locale. Durante l’evento si svolge anche un divertente gioco folkloristico di antiche origini: è il “Palio del Cacio Fuso”, dove i giocatori di ogni contrada del paese devono spingere e far rotolare intere forme di pecorino intorno ad un piccolo fuso di legno collocato al centro della piazza principale. Il nostro breve viaggio si conclude a pochi chilometri da Pienza su una collina che viene chiamata “la terrazza della Val D’Orcia, a Monticchiello, un incantevole paesino di che conserva i suoi caratteristici tratti medievali, in contrasto con lo stile rinascimentale della città di Pio II. Le mura, il cassero, la chiesa e le casette meritano una visita, ma l’aspetto più suggestivo, sicuramente da cartolina, è la strada costeggiata di cipressi che morbida, dolce e sinuosa sale verso il borgo e resta negli occhi e nel cuore. settembre 2017


[ a genda ita lia ]

WEEKEND E RELAX

Se avete ancora qualche giorno di vacanza da trascorrere eccovi alcuni appuntamenti in questa Italia davvero da gustare dove tutto fa cultura, piacere e scoperta, come nei piccoli musei che vi segnaliamo

PALERMO SHERBETH FESTIVAL 28/9-1/10 Apre per la nona volta “Sherbeth”, la più grande vetrina al mondo del gelato artigianale. Ci saranno 45 maestri gelatieri italiani provenienti da tutto il mondo: potrete assaggiare un gelato alla lavanda e miele oppure ai fiori di sambuco. Da non perdere, le visite ai laboratori per scoprire i “segreti” dei maestri gelatieri e poi ancora i caffè letterari dedicati ai racconti sul gelato in Piazza Procopio Cutò, l’unica piazza al mondo dedicata ad un ambasciatore del gelato nel mondo. Info: www.sherbethfestival.it settembre 2017

CREMONA STRADIVARI FESTIVAL 23/9 - 8/10 In questa 5a edizione dello Stradivari Festival sarete travolti da concerti straordinari di artisti di fama mondiale come Uto Ughi, che suonerà mettendo a confronto due violini un Amati del 1701 e un Guarneri del Gesù del 1744. E poi ancora la danza con uno spettacolo interpretato da Carla Fracci e la curiosità di un incontro con Gualtiero Marchesi per il quale da sempre “la cucina è uno spartito”. Info: www.stradivarifestival.it

LIVORNO IL SENSO DEL RIDICOLO 22-24/9 Un consiglio, fate un salto a Livorno in questi giorni di fine settembre e partecipate a questo festival davvero unico diretto quest’anno da Stefano Bartezzaghi. Tre giorni di letture, incontri, dibattiti spettacoli nel mondo della comicità, dell’umorismo e dell’ironia, animati da nomi prestigiosi come Enrico Vaime, Stefano Galeotti, Silvio Orlando, Marina Viola di Linus, la scrittrice Valeria Parrella. Due le mostre da vedere “la Stanza dei giochi” e quella dedicata a “le copertine storiche di Linus”. Info: www.ilsensodelridicolo.it

RIVOLI (TO)

MUSEO DELLA PUBBLICITÀ Nato nel 2003 all’interno del Castello di Rivoli con il contributo di realtà che fanno parte da sempre del mondo della pubblicità da protagonisti, come Armando Testa, Fiat, Ferrero, Martini… il museo dopo anni di “letargo” è rinato tre anni fa. Una visita è una buona occasione per fare un tuffo fra storia, racconti, “cartelloni” “film, caroselli, oggetti” che hanno fatto epoca. Info: www.castellodirivoli.org

GIGNESE (VB) MUSEO DELL’OMBRELLO E DEL PARASOLE Qui si conservano oltre 1000 oggetti di rara fattura, dall’ombrello storico della regina Margherita di Savoia, a quello appartenuto a Giuseppe Mazzini. C’è anche una parte storica dedicata alle botteghe e agli attrezzi dei primi “ombrellai” del Vergante che hanno portato nel mondo la cultura dell’ombrello. Credeteci vale una visita anche con i vostri bambini. Info: www.gignese.it/museo

TRIESTE | MUSEO DELLA BORA In questo spazio museale tutto è dedicato alla “storia” del vento più noto al mondo. Per i bambini ci sono percorsi con tanti oggetti che servono a giocare con il vento, dalle famose girandole alle pistole “sparavento” e poi il divertimento è assicurato con le raffiche di vento simulate. Souvenir imperdibile la “Bora in scatola”! Info: www.museobora.org

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[ s alute & benes s er e ]

LA LEGGEREZZA SPOSA LA TRADIZIONE

L

A cura di Evelina Flachi

L’inappetenza causata dal caldo estivo ci ha aiutati finora a mangiare meno e a desiderare cibi semplici, leggeri. Ora che il caldo man mano sta diminuendo, un menù dietetico è quello che ci vuole per non vanificare i sacrifici fatti in primavera, tra palestra e alimentazione ipocalorica, per superare con successo la cosiddetta “prova costume”. Dobbiamo sfatare l’idea che un piatto per essere gustoso abbia bisogno di tanto condimento: cucinare in modo leggero non vuol dire assolutamente rinunciare al sapore. Ecco quindi per voi un menù leggero ma gustoso, basato sui prodotti naturali della nostra cucina mediterranea e adatto a mantenere la linea e la salute senza perdere il gusto e il piacere di stare insieme a tavola.

SPIEDINI IN PINZIMONIO

SPAGHETTI AL PESTO DI MAGGIORANA

86 kcal a porzione

280 kcal a porzione

Ingredienti per 4 persone 12 pomodorini 1 zucchina 2 carote 1 gambo di sedano 1 cetriolo 1 spicchio d’aglio 20 steli di erba cipollina 250 gr di yogurt 1 dl di olio extravergine sale q.b. Preparazione

Spellare e tritare il cetriolo; frullarlo con lo spicchio d’aglio, poco succo di limone, l’olio, l’erba cipollina, lo yogurt e il sale. Quindi suddividere la crema in quattro bicchieri. Su 12 spiedini alternare i pomodorini, la zucchina a dadi, le carote e il gambo di sedano a fette. Distribuire nei bicchieri e servire.

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Le ricette sono tratte dal libro “La dieta del 5”

Ingredienti per 4 persone 320 gr di spaghetti 60 gr di mandorle sgusciate e sbucciate 40 gr di capperi 40 gr di maggiorana 4 pomodorini essiccati 30 ml di olio EVO sale q.b. Preparazione

Pestare in un mortaio le mandorle, i capperi, le foglie di maggiorana pulite. Se non possedete un mortaio potete utilizzare un frullatore. Tagliare a striscioline molto sottili i pomodorini essiccati e aggiungerli alla salsa frullata in una ciotola. Unire l’olio e mescolare. Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata; men-

tre cuociono versare nella ciotola con il pesto 4 cucchiai d’acqua di cottura e mescolare. Scolare la pasta, versarla in una terrina, aggiungere la salsa, mescolare e servire.

Da sapere

La presenza delle mandorle rende il piatto ricco di minerali (calcio, magnesio e potassio), di acidi grassi insaturi (omega-3 e omega-6), di fibre utili e di vitamina E, che ha una potente azione antiossidante. La pasta può favorire il buonumore, perché contiene triptofano, un aminoacido utile all’organismo in quanto favorisce la produzione di serotonina, una sostanza antidepressiva. settembre 2017


INVOLTINI DI CARNE (LIGHT) 130 KCAL A PORZIONE DA 470 KCAL DELLA RICETTA TRADIZIONALE

Ingredienti per 4 persone 50 gr di tagliata (carne magra di vitello o pollo) 80 gr di mortadella di Bologna Igp 120 gr di spinaci 80 gr di senape brodo vegetale aromi sale pepe q.b. Preparazione

In una padella antiaderente cuocere le fettine di tagliata di vitello o di pollo con un rametto di rosmarino o aromi a piacere, e un cucchiaio di brodo vegetale alla fine per tenerla morbida. Aggiungere poco sale e pepe q.b. Fare raffreddare. Cuocere a parte gli spinaci o la cicoria in una pentola coperta con un cucchiaio di brodo vegetale. Fare raffreddare. Prendere le fettine di carne e spalmarle all’interno con la senape, prima di riempirle con gli spinaci e la porzione di mortadella. Fare l’involtino, adornarlo con semi di sesamo e fermarlo con uno stuzzicadenti adornato con un piccolo dadino di mortadella. Presentare il piatto guarnito con insalata mista ben colorata, con rucola, carote, pomodorini eccetera e fettine di limone a lato.

I “Trucchi Flachi”

• Usare una pentola antiaderente senza grassi • Usare solo brodo vegetale per portare a cottura la carne • Nel ripieno usare come grassi solo quelli della mortadella

POMODORI RIPIENI CON GRANO SARACENO 90 KCAL A PORZIONE

Ingredienti per 4 persone 8 pomodori ramati 100 gr di grano saraceno maggiorana tritata olio extravergine q.b. Preparazione

Tagliare la calotta dei pomodori e svuotarli della polpa. Tritare le calotte e lessarle con il grano saraceno in mezzo litro di acqua salata. Scolare e condire con olio e maggiorana tritata. Riempire i pomodori con il grano, aggiungere un filo d’olio e infornare a 250 °C per 10 minuti.

CREMA DI LIMONE 275 KCAL A PORZIONE Ingredienti per 4 persone 2 limoni grossi 120 gr di zucchero 50 gr di burro 3 uova

Preparazione

Mettere il burro in una piccola casseruola e fonderlo a bagnomaria. Lavare i limoni, grattugiare solo la parte gialla e raccoglierla in una ciotola; unire lo zucchero e mescolare. Rompere le uova, metterle in una piccola casseruola, aggiungere lo zucchero con la buccia di limone e lavorare bene gli ingredienti. Incorporare il succo di limone, il burro fuso lasciato intiepidire e mescolare. Fare rapprendere la crema a bagnomaria, senza che l’acqua giunga alla soglia dell’ebollizione, continuando la cottura sino a ottenere un composto denso e cremoso. Servire la crema di limone in tazzine, oppure utilizzarla per farcire le crostate.

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LIBRI S

A cura di Valerio Consonni

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STEFANO BENAZZO

WRECKS/RELITTI

Stefano Benazzo, classe 1949, si laurea in Scienze Politiche ad appena 22 anni, e nel ‘74 ha inizio la sua prestigiosa carriera diplomatica, che lascia nel 2012, dopo aver portato a termine il mandato di Ambasciatore d’Italia in Bulgaria. Coltiva fin da giovane la sua passione per la fotografia, ma la sua poliedrica anima artistica lo spinge ad essere ora scultore, ora modellista (architettonico, navale, automobilistico, motociclistico) ora fotografo… Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive. Wrecks /Relitti (Skira editore) raccoglie alcuni dei suoi più suggestivi scatti di relitti di navi, di ogni epoca, spiaggiate sulle coste del mondo. Con magistrali scatti Benazzo riesce a catturare l’anima delle “sue” navi e le trasforma in magiche creature viventi: a sorpresa esse ci appaiono all’improvviso, con il loro “carico” di storie di naviganti, trasbordando null’altro che sentimenti e intense emozioni. Un volume che sembra uscito dal cesto di un incantatore: le sue immagini ti rapiscono subito per trasportarti in un mondo di acque, sabbie, ruggine, metallo, legno… Navi che sembrano animali preistorici, abbandonate sulle rive o in mezzo al mare,

calamitano gli occhi e come delle architetture gotiche chiedono di essere visitate. «Non intendo creare un’enciclopedia di relitti, ritraggo quelli con anima. Ciascuno è diverso, come le persone. E la mia esperienza di modellista navale mi aiuta a trovare l’inquadratura più suggestiva» spiega Benazzo, un artista romantico che si racconta con la luce marina. I relitti sono una testimonianza emozionante di uomini che sono stati un elemento importante della storia sociale, economica e marittima, ma anche del loro coraggio e delle loro sofferenze. Relitti di navi che portavano i cercatori d’oro in California, o emigranti indiani ver-

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so il Sud Africa, o ancora i nostri emigranti nel continente americano: ogni immagine che ci fa profondamente riflettere. Certo non poteva mancare il riferimento a una delle tragedie del nostro tempo: «I barconi che ho fotografato a Lampedusa ci colpiscono come un pugno: l’assenza di uomini nelle immagini fa risaltare il simbolo di una delle più toccanti tragedie a cui assistiamo giorno dopo giorno, e il ruolo che svolgono gli italiani nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo». Le immagini dell’autore fissano per le generazioni future le sembianze delle imbarcazioni che gli elementi distruggono ogni giorno di più, che la lontananza impedisce di vedere di persona e che sono pressoché impossibili da portare nei musei. E i relitti paiono, nella fantasia dell’autore, miracolosamente ansiosi di ripartire, con perseveranza, per compiere la loro missione: esprimere speranza di salvezza e di vita. Le sue barche sono vive, pulsano come pesci sulle arene assolate e ci riempiono il cuore di stati emotivi. Ammantate come vecchie signore, le ruggini avanzano inesorabilmente sugli scafi e la poesia delle immagini sale. Un grande affresco che ti penetra nell’anima. Straordinario! settembre 2017


[ libri ]

TERRE PROMESSE

Ognuno di noi ha le sue “terre promesse”, ma vale la pena continuare a cercarle? È la domanda di Milena Angus che ci porta ancora una volta nella sua splendida Sardegna, analizzando le storie di vita di una mamma, di una figlia, di un nipote… storie che possono appartenere a tutti noi. Tutte vanno in direzione di una terra promessa che spesso cambia creando illusioni e delusioni. Milena Agus (Nottetempo)

AVANTI Perché l’Italia non si ferma

Questo libro non è solo un diario personale, una riflessione sulla sinistra o il programma del governo che verrà. Più di tutto, è la condivisione di idee, emozioni e speranze che spesso si sono perse nel racconto della comunicazione quotidiana. I risultati ottenuti e gli errori commessi. Il viaggio tra passato e futuro di un’Italia che non si ferma… che vuole andare avanti. Matteo Renzi (Feltrinelli)

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DIECI PICCOLI INFAMI

È una personale blacklist dell’autrice: dal parrucchiere anarchico, poco incline all’ascolto delle clienti, all’ex fidanzato definito Mister Amuchina per la sua paranoica ossessione per l’igiene, alla suora che avrebbe voluto fare di lei la prima “Santa Selvaggia”. Una serie di incontri sciagurati nei quali purtroppo si inciampa nel corso della vita: a volte ne ridiamo, a volte non riusciamo proprio a perdonare. Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)

BRITT-MARIE È STATA QUI

Una donna tranquilla, ordinata tradita dal marito per anni. Lo lascia e decide di reinventare la sua vita in un altro sperduto paese. In questo nuovo luogo la sessantenne burbera e maniaca dell’ordine conquista i sentimenti della piccola comunità dimostrando che anche la più “dura” delle persone possa rivelarsi tenera e amorevole. Tutti potranno dire “Britt-Marie è stata qui”. Fredrik Backman (Mondadori)

BELLO, ELEGANTE E CON LA FEDE AL DITO

DITOVitali ci coinvolge in una storia solo in apparenza tranquilla di metà anni ‘60. Lo splendore dei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi ci rapisce, ma stavolta l’autore vuole metterci in allerta: può capitare a tutti che, come una giornata uggiosa può tingere il paesaggio di un mesto grigiore, anche gli amori più avvincenti possono d’un tratto mostrare il loro lato più pernicioso. Andrea Vitali (Garzanti)

CI VEDIAMO UN GIORNO DI QUESTI

Qualche volta le amicizie iniziano per caso, un biscotto condiviso nel cortile della scuola, come è capitato a Caterina e Ludovica, le “eroine” di questo bel libro. Caterina è un vulcano di energie, non conosce la paura. Ludovica non lascia nessuno spazio al rischio. Non potrebbero essere più diverse, ma saranno amiche per la vita e dopo un’esistenza passata a sorprendere l’amica sarà proprio Caterina ad avere bisogno che Ludovica faccia una cosa inattesa e un po’ folle. Federica Bosco (Garzanti)

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Italiadagustare settembre 2017  

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