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Anno 6 - Maggio 2018

Spoleto - Ponte delle Torri

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

PERSONAGGIO

LAPO ELKANN SOGNO DI AIUTARE IL MIO PAESE

SCOPRI L’ITALIA

I BORGHI PIÙ BELLI NELLA “TERRA DEI SANTI”

[ STILE ITALIANO]

ALDO COPPOLA IL PARRUCCHIERE ARTISTA


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Maggio 2018

indice

[ PERSONAGGIO] 6

Lapo Elkann: «Sogno di aiutare il mio Paese»

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I borghi più belli d’Italia nella “Terra dei Santi”

[ SCOPRI L’ITALIA]

12 Castel San Pietro Terme: la “vallata delle biciclette”

[ STILE ITALIANO]

14 Aldo Coppola, il parrucchiere-artista

[ SALUTE E BENESSERE]

16 Il piacere dell’eccellenza al Lago di Garda 18 Asparagi, una miniera di fibre e minerali

[ GOURMET]

19 Enrico Bartolini: lo chef a cinque stelle

[ LIBRI]

20 “L’amico perduto” di Hella S. Haasse

21 Le nostre recensioni

[ AGENDA ITALIA]

22 Aria di primavera Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Valerio Consonni Francesco Garosci Carlo Kauffmann maggio 2018

Luca Medici Sandro Nobili Milena Passigato Alessia Placchi Momi Symon Media Partner Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli 26 - Buccinasco

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

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LA TUA CASA…

ANZI, MOLTO DI PIÙ!! www.casebio.it


M A G G I O

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La bella stagione si sta avvicinando, così come la voglia di abbronzarsi e di ottenere una tintarella perfetta. Esporsi al primo sole durante i primi tiepidi weekend, scoprendo finalmente la pelle - al parco, sul terrazzo di casa, oppure al mare - è uno dei piaceri di questa stagione. Non dimentichiamo di utilizzare le creme solari, che ci proteggono dalle scottature nelle prime ore di sole. Ma anche l’alimentazione è importante: la pelle va difesa dai raggi ultravioletti anche dall’interno. Una dieta ricca di antiossidanti prepara la nostra pelle al sole e la protegge dall’invecchiamento causato dai radicali liberi. Il personaggio di questo mese è il noto erede della famiglia Agnelli, Lapo Elkann, che debutterà a giugno come pilota nel Ferrari Challenge. I nostri itinerari vi guideranno tra i borghi più belli dell’Umbria, Castel San Pietro Terme e a Bardolino, in una delle perle del Lago di Garda. Non perdetevi i servizi sul coiffeur-artista Aldo Coppola, lo chef Enrico Bartolini e le rubriche di benessere e salute, i libri scelti per voi e la nostra Agenda Italia, che vi propone luoghi un po’ insoliti per trascorrere all’aria aperta giornate di relax. Buona lettura!

SCARICALO ORA! Hai il nostro numero precedente? Se non ce l’hai, non preoccuparti, puoi scaricarlo gratuitamente tramite il nostro sito: www.24orenews.it maggio 2018

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[ per s onaggio ]

LAPO ELKANN

UNA LIVREA TRICOLORE PER I PRIMI 40 ANNI DI LAPO 6

maggio 2018

Ph Claudio Pezzoli

«SOGNO DI AIUTARE IL MIO PAESE»


[ per s ona ggio ]

A cura di Francesca Bastoni

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Lapo Elkann si è fatto il regalo dei suoi quarant’anni: una tuta da corsa tricolore, la famosa “livrea” ed una Ferrari 488 Challenge, derivata dal modello stradale, un bolide da 670 cavalli col quale prenderà parte al campionato Ferrari Challenge 2018, il monomarca più famoso al mondo. Alcune settimane fa, in marzo, si è esibito sull’autodromo di Monza per gli allenamenti in vista delle tre gare ufficiali al Mugello, a Misano (79 giugno) e alle Finali Mondiali a Monza (1-4 novembre). «Ormai il grande passo è stato fatto e per questo sono qui, sulla pista di Monza con una Ferrari da guidare. La debuttante Squadra Corse Garage Italia Americas partecipa infatti al Pirelli World Challenge 2018 con una Ferrari 488 GT3, caratterizzata da una vistosissima livrea tricolore», ha detto il nipote prediletto di Gianni Agnelli. «Il rosso, il bianco e il verde - ha spiegato - alternati sulla carrozzeria richiamano sia la bandiera italiana che quella del Messico, Paese d’origine del pilota Martin Fluetes che guiderà il gioiello di Maranello, insieme col cittadino statunitense Caesar Bacarella». Lapo ha sempre avuto la passione per le auto da corsa. Da bambino sfrecciava davanti al nonno, l’avvocato Agnelli, su una automobilina rossa col motore elettrico. Ora, dopo aver creato il Team Garage Italia coi suoi colori e per il quale correrà, ha deciso di scommettere sulle giovani promesse dell’automobilismo. «Il sogno è finalmente diventato realtà con la creazione di “Garage Italia Custom” e con l’acquisto dell’ex stazione di servizio Agip-Cortemaggiore di Piazzale Accursio a Milano, che è stato in passato un vero e proprio tempio dell’automobile degli anni 50 e 60. Io ci passavo davanti e immaginavo ogni volta un futuro straordinario e vincente». Lapo vuol fare le cose in grande, infatti Garage Ita-

Sotto da sinistra: Amna Al Qubaisi; Christian Colombo e Lapo Elkann

lia e Italia Independent hanno già annunciato la sponsorizzazione ufficiale di Amna Al Qubaisi, la prima donna pilota degli Emirati Arabi. Classe 2000, figlia d’arte, il padre è salito per due volte sul podio della 24 Ore di Le Mans. Sulla pista di Monza, lontano dalle luci dei riflettori, Lapo nei mesi scorsi si è affidato a driver professionisti per imparare i segreti della guida sportiva; ha scelto il meglio e infatti fra i suoi coach c’è gente come Christian Colombo che ha corso nell’Asian Le Mans Series, uno dei campionati più competitivi nella categoria Granturismo. A Monza il “nipote dell’Avvocato” non ha smentito i suoi atteggiamenti anticonformisti. Ha schiacciato anche un pisolino sdraiato a terra, nel box, appoggiato agli pneumatici della Ferrari e non ha perso l’occasione di scherzare coi colleghi. In silenzio Lapo ha completato le gare necessarie per ottenere la licenza italiana, il prossimo obiettivo sarà raggiungere i requisiti per quella europea. Cosa che gli consentirebbe di allargare gli orizzonti oltre i confini nazionali. Il suo desiderio è di essere presente anche a Spa-Francorchamps, la mitica pista automobilistica. Il motorsport ultimamente è al centro di tanti suoi progetti. E soprattutto Lapo vuol legarsi al made in Italy: per questo alla Pirelli World Challenge Gt Series saranno in bella vista le livree tricolori in omaggio all’Italia e anche all’amico messicano Martin Fuentes, star della tv centroamericana. «Siamo il Paese, nel mondo, con più bellezze storiche e artistiche - conclude il brillante imprenditore. Io sarei onorato di aiutare l’Italia a rilanciarsi in termini di comunicazione a livello mondiale. Voglio “vendere” l’Italia, le sue qualità, le sue bellezze e specificità, nel mondo. Mi offro volontario, a disposizione di qualsiasi Governo avremo. Sogno di aiutare il mio Paese». A sinistra: la Ferrari 488 Challenge

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I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Gubbio

[ s copri l’ita lia ]

NELLA “TERRA DEI SANTI” A cura di Dario Bordet

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DOLCI COLLINE, VALLATE ATTRAVERSATE DA FIUMI A TRATTI PLACIDI, A TRATTI TUMULTUOSI, MA ANCHE MONTAGNE, LAGHI, ALTOPIANI E PIANURE, E ANCORA BORGHI ETRUSCHI E MEDIEVALI, CITTÀ D’ARTE, PATRIMONI ARTISTICI DI PREGIO: LA BELLEZZA DELL’UMBRIA È UN PERFETTO CONNUBIO DI ARTE, NATURA E STORIA

Il nostro viaggio inizia a Gubbio, una delle città più belle e caratteristiche dell’Umbria, che ha affascinato autorevoli personaggi quali Papini, D’Annunzio, Piovene, Zeri,

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Hesse. La Piazza Grande, terrazza pensile sorretta da quattro grandi arcate, era il fulcro politico della città trecentesca. Nel Palazzo dei Consoli, simbolo della città, ha sede il

Museo Civico che custodisce le sette “Tavole Eugubine”, il più importante documento per la storia dei popoli italici, datato fra il III e il II secolo a.C. Degni di nota, tra i momaggio 2018


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Gubbio

Deruta

Spello Bevagna

Todi

SPOLETO Scheggino

numenti, la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, il Palazzo Ducale, il Palazzo del Bargello (con la famosa fontana detta “dei Matti”) e la Chiesa della Vittorina del XIII sec., che pare sia stata costruita nel luogo in cui S. Francesco incontrò il lupo di Gubbio. Non si può lasciare la “città dei matti” senza aver visitato la suggestiva Gola del Bottaccione, oggetto di studio del geologo americano Walter Alvarez che ha elaborato la famosa teoria sull’estinzione dei dinosauri. A Gubbio il 15 maggio di ogni anno si tiene una delle manifestazioni religiose più antiche di tutta Italia, la Corsa dei Ceri, che è anche la più emozionante e famosa di tutta l’Umbria. Da Gubbio, raggiungiamo Spello. Fra tutti i borghi dell’Umbria, Spello merita una nota speciale. Nata come colonia romana e appellata da Giulio Cesare con il titolo di “Splen-

didissima”, Spello è abbracciata da ulivi secolari, filari di viti e coltivi di cereali. Le sue “Infiorate del Corpus Domini” sono divenute celebri in tutto il territorio nazionale, tanto che ogni anno migliaia di turisti raggiungono il borgo per ammirare i “tappeti floreali” artistici che gli abitanti realizzano in occasione della Processione solenne. I vicoli di Spello, inoltre, per tutta l’Estate vengono decorati e abbelliti con ori e piante di ogni sorta, e si trasformano in “giardini botanici” in miniatura che tutti possono contemplare e fotografare. Il periodo tra maggio e agosto, quando si tiene il concorso “Balconi, finestre e vicoli fioriti”, è il più indicato per una visita. Fra i tesori del centro storico, due portano la firma del Pinturicchio (1454-1513): sono gli affreschi nella cappella Baglioni della Collegiata di Santa Maria Maggiore e l’olio su tavola “Madonna in trono e santi” nella Chiesa di Sant’Andrea. Di grande interesse sono anche la Villa Fidelia del XVI sec., il Palazzo dei Canonici (sede della Pinacoteca), la Chiesa di S. Lorenzo e la Porta Venere con le Torri di Properzio di età augustea. Premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club per la qualità del suo ambiente, Bevagna, è uno dei Borghi più belli d’Italia. È un grazioso angolo di Medioevo fra Foligno e le prime alture dei Monti Martani. Meritano una visita, nel centro storico, Piazza Silvestri - una delle più belle piazze medievali di tutta l’Umbria, il Palazzo dei Consoli e le chiese romaniche di San Michele e San Silvestro. Il Mercato delle Gaite, rievocazione storica di usi e costumi medievali, è uno degli eventi da non perdere in Umbria a giugno. La

l’ita lia ]

popolazione delle quattro Gaite si sfida nell’allestimento di botteghe artigiane, taverne e mercati dell’epoca e nell’organizzazione di spettacoli, concerti, mostre, gare di tiro con l’arco. Quest’anno la manifestazione si svolgerà dal 14 al 24 giugno. Proseguiamo in direzione sud e arriviamo a Spoleto, un luogo incantevole dove la natura e l’arte hanno trovato il luogo perfetto per mostrare il meglio dell’eredità umbra. Qui da qualche anno si svolgono le riprese della RAI fiction “Don Matteo”, girata nei luoghi più caratteristici della città, dal Duomo del XI secolo alla Rocca Albornoziana, dalla Chiesa di Sant’Eufemia al Ponte delle Torri. Tra gli edifici legati alla cultura, degni di nota sono in particolare il Laboratorio di Scienze

Una via di Spello maggio 2018

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[ scopri

l’italia ]

della Terra, il Centro Italiano di studi sull’Alto Medioevo e l’Accademia Spoletina. Dal 29 giugno al 15 luglio si svolgerà a Spoleto il Festival Dei Due Mondi, uno degli eventi più popolari della regione che ogni anno attira milioni turisti da tutto il mondo con un calendario di eventi di musica, teatrali, lirica e prosa di assoluto livello. Spoleto è anche meta per gli appassionati del buon cibo. Qui si possono assaporare prodotti tipici e piatti della cucina umbra come ‘spaghetti alla spoletina’ ‘frittata, trote e crostini al tartufo’ ‘tartufi al cartoccio’ ‘grigliate di pajata’ ‘palomba alla leccarda’. I salumi sono di qualità assoluta: salsicce, ciauscolo, mezzafegati, prosciutto di montagna, finocchielle. Tra i dolci tipici troviamo la ‘Crescionda’ (con cacao e amaretti) e la ‘Attorta’ (simile allo strudel). A pochi km da Spoleto, raggiungiamo Scheggino, un minuscolo borgo che conta meno di cinquecento anime. Si specchia nelle acque del fiume Nera con cui vive da sempre in simbiosi perfetta. Il centro storico è un piccolo gomitolo di stradine pittoresche e casette che s’arrampicano verso la prima montagna. Tutt’attorno, il verde dei lecci, dei bossi e dei pini d’Aleppo. Ma il vero tesoro di Scheggino è il suo tartufo, nella varietà bianca e nera. Lo si può assaggiare, alla Fiera del Tartufo - nel secondo weekend di maggio - e a Tartufando, nella seconda domenica di giugno. Sarà per la sua posizione, in cima a una collina, o il verde che la circonda, oppure il rumore del Tevere che scorre ai suoi piedi: Todi, la città del famoso poeta e religioso Jacopone, è tra i borghi più rilassanti dell’Umbria. Si affacciano sulla Piazza del Popolo, cuore della città medievale e moderna, i simboli del po-

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tere laico e religioso: il Duomo, il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Popolo, uno degli edifici pubblici più antichi di tutta Italia (la sua esistenza era già testimoniata nel 1218) e la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata. Le cisterne romane, pregevole opera di ingegneria idraulica finalizzata a rifornire di acqua il colle, sono parte di un suggestivo percorso di visita sotterraneo che conduce alla scoperta della fitta rete di pozzi, gallerie e cisterne di varie epoche che formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città. Non lasciamo la piazza senza aver dato un’occhiata alla salsamenteria Principi Floro, che offre una vasta scelta dei migliori vini Sangiovese, Sagrantino e Grechetto prodotti nelle migliore cantine del territorio umbro, l’olio extravergine di oliva D.O.P. dalla qualità eccelsa, i legumi della tradizione umbra tra cui la mitica lenticchia di Castelluccio, la roveja o l’etrusca fagiolina del Trasimeno. Poi ancora le salse preparate col tartufo nero della Valnerina, la crema di cipolle di Cannara o i funghi porcini secchi. L’ultima tappa di questo nostro viaggio, Deruta, è un pittoresco borgo a circa 15 chilometri da Perugia. Famoso soprattutto per la tradizione della maiolica dipinta a mano, il borgo offre in realtà molti spunti per una visita turistica stimolante. Deruta ha un centro storico antico, con le case a mattoncini che sanno tanto di Umbria medievale. Di tanto in tanto, però, incontriamo sul nostro cammino, e questa è l’unicità del borgo, una finestra, una porta o un balcone abbelliti con colorate piastrelle in ceramica dipinta a mano oppure degli spazi esterni arredati con oggetti in maiolica di Deruta che sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura.

Sopra piazza del Popolo di Todi; e il classico motivo delle ceramiche di Deruta

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CASTEL SAN PIETRO TERME

LA “VALLATA DELLE BICICLETTE” A cura di Riccardo Lagorio

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Castel San Pietro Terme, una ventina di chilometri a est di Bologna, appartiene a un territorio di frontiera. Immersa nella pianura padana, passa di qui la linea invisibile tra l’Emilia e la Romagna. Forse proprio grazie a questa combinazione di abitudini e stili di vita la città è ricca di occasioni di svago e ricreative. A partire dagli impianti termali, presenti dal 1870 sul territorio, che forniscono trattamenti riabilitativi, estetici e di benessere grazie alla presenza di sorgenti sulfuree e salsobromoiodiche adatte a sconfiggere le malattie respiratorie e vascolari. Accanto alle terme è stato anche rinnovato l’Anusca Palace, che completa l’offerta benessere (anuscapalacehotel.it). Da passeggiare i portici, quasi un centro commerciale naturale che offre un salto indietro nel tempo. Per dei passatelli in brodo si entra alla enoteca Uinauino per una rappresentazione gastronomica di questa terra di confine: Passattelli in brodo e Cotoletta alla Bolognese. Poi si percorre il selciato della Piazza XX settembre verso il Cassero, la fortezza del Seicento che ospita anche il Teatro Comunale. Sulle prime colline si passa alla Chiesa di Santa Maria e San Lorenzo, dove si scopre la cripta medievale. Da notare i capitelli, diversi per ciascuna colonna. La notte si trascorre in uno dei villini di Palazzo di Varignana (palazzodivarignana.com), che offre anche un attrezzato centro benessere. La mattina, dopo una passeggiata nel giardino all’inglese, lo sguardo si perde nella pianura padana. Castel San Pietro Terme gode di un piccolo grande record: è dotato infatti di oltre 100 metri quadrati di verde pubblico per abitante. Così non è difficile, per chi vuole camminare e svolgere attività sportiva, trovare il posto giusto

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l’ita lia ]

dove sgranchirsi le gambe e praticare del cicloturismo. Tanto che la zona viene anche definita “Vallata delle biciclette”. Nei mesi estivi a Osteria Grande, una delle frazioni, si promuovono gimkane e gare per bambini tra i 4 e i 10 anni. La città è attrattiva anche sotto l’aspetto enogastronomico. È una delle capitali dello Squacquerone di Romagna DOP, secondo tradizione indispensabile per farcire la piadina. Prodotto con latte vaccino, la sua consistenza cremosa lo rende perfetto da spalmare anche sul pane. Nello spaccio del Caseificio Comellini (caseificiocomellini.com) il personale svela tutti i segreti legati a questo formaggio freschissimo. Metà pianura, metà collina la cittadina possiede anche particolari forme geologiche, i calanchi, che sono ben visibili percorrendo la strada che porta alla località più alta del territorio comunale, Montecalderaro. Il clima perfetto per la crescita di alcuni vitigni autoctoni ha fatto sbocciare numerose aziende vitivicnicole. La conoscenza dei numerosi vitigni locali si fa con Umberto Cesari, dell’omonima cantina “Oltre al Sangiovese, che è diffuso in molte altre regioni italiane, nei nostri poderi coltiviamo anche due uve bianche, l’Albana e il Pignoletto”. Il potente Sangiovese che la famiglia produce, Tauleto, fa il paio per bontà con l’Albana di Romagna DOCG passito. Anche la fermentazione metodo classico è di casa all’Azienda Vitivinicola Fratta Minore: le uve Grechetto e Manzoni Bianco rimangono fino a 30 mesi sui lieviti nel Dama Bianca, sapido e vigoroso. A giugno appuntamento per i golosi: si tiene infatti Naturalmiele in quanto Castel San Pietro ospita dal 1988 l’Osservatorio Nazionale Miele grazie alla plurisecolare tradizione apistica. maggio 2018

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[ s tile ita liano ]

ALDO COPPOLA Il parrucchiere-artista

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Quando Aldo Coppola scompare tutti ci siamo sentiti un po’ più soli. Milano non aveva perso solo un coiffeur di fama internazionale, ma un vero artista. Basta ricordare l’inaugurazione nel 1991 del suo negozio in Corso Garibaldi, realizzato in collaborazione con Philippe Starck, un avvenimento che divenne un grande evento culturale per la società milanese. Coppola aveva compreso che sarebbe stato fondamentale per il suo successo una stretta collaborazione con i più grandi fotografi di moda e con le più qualificate riviste femminili. Iniziò altresì una attenta collaborazione con i grandi creatori di moda, ricordiamo la prima sfilata di Biki dove Coppola iniziò a costruire con successo il suo rapporto con le passerelle della moda. Ma al “parrucchiere dei parrucchieri” non basta. Apre nuovi importanti rapporti di collaborazione con aziende di prestigio e qualità, ricordiamo la prestigiosa collaborazione con L’Oreal. La vita di Aldo Coppola è stata una lunga rincorsa al successo internazionale, rincorsa fatta con grandi idee e una visione straordinaria del suo mondo

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A cura di Carlo Kauffmann che divenne con lui arte, moda, innovazione, realizzata sempre nella interpretazione geniale delle “teste” delle donne alle quali dare sempre il piacere della bellezza. Nel 1963 apre il suo primo negozio nel centro di Milano, in via Manzoni al 16, 120 m2, pochi per lui ma aveva conquistato il centro della città. Nel 1975 il negozio aveva raddoppiato la sua dimensione e ci lavoravano 80 dipendenti. Aldo Coppola ha lasciato al figlio Aldo Jr. una catena di negozi nel mondo, la fama di uno stile ancora ineguagliato, che ha saputo influenzare la moda internazionale. La Triennale ha dedicato alcuni anni fa una bella mostra all’opera “artistica” di Aldo Coppola, ha illustrato il lungo viaggio attraverso cinque decenni di storia, di questo uomo carismatico e talentuoso, capace di inventare nuove tecniche di taglio e di colorazione dei capelli, grande amore per la forza dell’immagine fotografica, dell’arte, della musica, della sfrenata passione per il suo “lavoro” che l’ha reso celebre in tutto il mondo. A sinistra: Monica Coppola, con il fratello Aldo Coppola Jr.

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[ s alute & benes s er e ]

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IL PIACERE DELL’ECCELLENZA AL LAGO DI GARDA A cura di Luca Medici

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Il lago di Garda è uno specchio d’acqua fra i più belli d’Italia. Racchiuso fra dolci colline, coltivate a vigne, ulivi e frutteti, è caratterizzato da un clima tipicamente mediterraneo, ma nella parte alta, dove il lago si stringe, troviamo la catena del Monte Baldo che da sempre è considerato l’Hortus Europae per le innumerevoli varietà pregiate di flora alpina. Questo clima temperato e il suggestivo panorama fanno da cornice ad una delle più belle realtà termali di questa zona, l’Hotel Caesius Thermae & SPA Resort. Situato nella bellissima Bardolino, una delle perle del lago di Garda, questa realtà è nata per coccolare e regalare momenti di puro relax e benessere! Le origini di Bardolino sono antichissime, i resti romani e medievali, tracce di insediamenti preistorici e le testimonianze architettoniche veneziane, fanno di questa cittadina una delle più belle mete di questo bacino lacustre. Conosciuta per la produzione di pregiato olio, del famoso vino Bardolino, dal tipico colore rosso rubino e del Chiaretto, dal tipico colore rosato, due vini tipici di questa zona. Relax e benessere a Bardolino L’Hotel Caesius Thermae & SPA Resort Ideale per tutte le stagioni, l’Hotel Caesius è composto da cinque edifici dallo stile caldo e luminoso costruito su un’area di 40mila m2 a poca distanza dal centro di Bardolino. Arrivando all’hotel si può parcheggiare l’auto nel grande garage sotterraneo e dimenticare il

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[ s a lute

& benes s er e ]

mezzo per tutto il tempo del soggiorno... il servizio navetta gratuito e la pista ciclabile di fronte al complesso permettono infatti di raggiungere i paesi vicini e le attrazioni più famose in tutto relax. 200 posti auto coperti, 1 bar, vaste aree comuni, terrazze private con vista lago, splendidi giardini, 5 piscine, 3 ristoranti e uno stabilimento termale dalle acque oligominerali depurative offrono all’ospite mille opportunità per una vacanza all’insegna del benessere. Ho avuto modo di conoscere la proprietaria Astrid Stocker, e la cosa che traspare subito dalle sue parole è la passione e l’amore che lei e la sua famiglia dedicano alla cura e al benessere dei loro clienti. Il papà di Astrid ha fortemente voluto realizzare questo complesso alberghiero e termale poiché ha creduto sin dall’inizio che un’offerta completa e prestigiosa poteva essere una carta vincente da offrire ad una clientela vasta, internazionale e attenta alla cura della propria persona. Questo hotel infatti non solo dispone di un centro termale all’avanguardia, ma offre anche tanti altri servizi. Un centro Ayurvedico tra i più completi d’Italia, un centro wellness con sauna, bagno turco e personal trainer, un’area congressi e il supporto della Prof.ssa Evelina Flachi, nota Nutrizionista, che ha curato l’intero menù che è anche disponibile per visite personalizzate dove, valutando la situazione di salute, studia insieme al cliente la soluzione di soggiorno più idonea per raggiungere gli obiettivi desiderati. Le 185 camere, di cui 44 Comfort Augustus, 24 Family Suite Augustus, separate dal corpo centrale per una maggiore privacy e le 114 camere Comfort con le 3 Executive Suite di 50 mq, tutte insonorizzate, dotate di ogni comfort e climatizzate, donano un’ampia offerta per trovare la sistemazione più idonea. La Spa è dotata inoltre di percorso Kneipp in acqua termale, piscina con acqua termale a 34°, piscina con idromassaggi con acqua termale a 34°, vasche professionali individuali con acqua termale, piscina con acqua salata (talassoterapia), doccia emozionale, idrogetti e cure inalatorie sotto controllo medico. Volete di più? Il Caesius vi accontenterà. A disposizione dei clienti per team building, meeting o ricorrenze, ormeggiato nel porto di Bardolino, troverete un bellissimo veliero anni ‘20, il San Nicolò, per navigare lungo la costa cogliendo la bellezza del lago da un’altra prospettiva! Vi ho convinto? Penso proprio di sì... dunque prenotate subito un week end o un periodo più lungo al Caesius, rimarrete soddisfatti! maggio 2018

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ASPARAGI

UNA MINIERA DI FIBRE E MINERALI A cura di Evelina Flachi

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Gli asparagi sono un alimento prezioso, con una circoscritta stagionalità. Conviene davvero approfittarne per tutto il periodo in cui si trovano freschi sui banchi del mercato. Contengono molti minerali, fra cui il potassio, e l’asparagina, che, oltre a conferirgli un aroma particolare, esercita una funzione diuretica e può favorire un effetto detossinante dell’organismo.

VERDI O BIANCHI?

Esistono diverse varietà di asparago, ma il fatto che siano verdi o bianchi dipende dalle modalità di coltivazione, in particolare dall’esposizione alla luce. Hanno le stesse proprietà nutrizionali ma un sapore differente. L’asparago bianco caratterizzato da un sapore più delicato cresce sotto dei tipici cumuli di terra e viene raccolto non appena le punte fanno capolino dal sottosuolo. Gli asparagi sono tutti ricchi di fibre e antiossidanti. Le fibre sono

GRAN MIX DELL’ORTO CON UOVO E YOGURT 208 kcal a porzione Ingredienti per 4 persone 10 asparagi 4 carote 2 finocchi 1 cipolla rossa 100 gr di mollica di pane 300 gr di yogurt 1 uovo

Preparazione Pulisci e scotta in acqua salata gli asparagi, le carote a bastoncini e i finocchi a spicchi. Taglia a spicchi la cipolla rossa. Fai dorare la mollica sbriciolata in poco olio. Mescola lo yogurt con l’uovo, il sale, metà mollica e versalo in una teglia. Unisci le verdure, il pane rimasto e inforna a 180 °C per 40 minuti.

molto importanti per aiutare il transito intestinale e smaltire le tossine e per ridurre i livelli nel sangue di colesterolo e glucosio dopo i pasti. Hanno anche un indice glicemico molto basso e sono anche poveri di sodio. Sono ricchi di clorofilla, importante antiossidante. Contengono anche “rutina”, un glicoside flavonoico che protegge i capillari in quanto ne rinforza le pareti e “glutatione”, un potente antiossidante in grado di eliminare sostanze dannose e radicali liberi. Utile quindi anche nella lotta contro l’invecchiamento cellulare. Se non si vogliono perdere gli aspetti nutrizionali l’ideale è cuocere gli asparagi al vapore. Non bisogna eccedere se si soffre di calcoli renali.

ASPARAGI E FORMAGGI: UN BUON BINOMIO?

Sì, insieme hanno un alto potere rimineralizzante, adatto a questa stagione in cui aumenta la luce che favorisce la sintesi della vitamina D per fissare meglio il calcio. Gli asparagi inoltre contengono acido urico e purine quindi se ne sconsiglia l’eccessivo consumo con i latticini in caso di calcoli renali o altri disturbi renali, malattie reumatiche e gotta.

Tratto dal libro “La dieta del 5” 18

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[ gour met ]

A cura di Riccardo Lagorio

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Classe 1979, originario di Castelmartini, nel Pistoiese, Enrico Bartolini è l’unico cuoco nella storia della guida Michelin ad avere conquistato quattro stelle in un sol colpo, due delle quali al ristorante che porta il suo nome all’interno del MUDEC, il Museo delle Culture di Milano. Dopo significative esperienze a Londra e a Parigi, approda a uno dei luoghi di culto della cucina italiana della famiglia Alajmo a Rubano (Padova) e da lì spicca il volo per l’Oltrepò, dove ottiene la prima stella Michelin nella gestione del ristorante Le Robinie. È del 2010 il suo approdo al ristorante Devero di Cavenago, in Brianza, dove raddoppia la stella. Risale al 2016 l’apertura al MUDEC. Nello stesso anno apre il Casual Ristorante a Bergamo e prende in gestione la ristorazione del resort L’Andana di Castiglione della Pescaia, aprendo La Trattoria Enrico Bartolini. Nel settembre dello stesso anno dà vita al ristorante Glam a Venezia. Nel 2016 ottiene i maggiori tributi della critica con le due stelle del MUDEC, una a Castiglione della Pescaia e un’altra a Bergamo. L’anno successivo anche il Glam riceve una stella, decretando per il giovane cuoco toscano l’ingresso nella storia della ristorazione italiana. L’abbiamo incontrato al MUDEC e ci ha rilasciato questa breve intervista.

Come si crea una grande cucina?

Dall’accoglienza al saluto finale tutto deve essere perfetto e senza sbavature. Un’automobile che abbia una bella carrozzeria, ma sedili scomodi non è una grande automobile. Quindi tutto deve risultare speciale, maggio 2018

ENRICO BARTOLINI

CHEF A CINQUE STELLE dalla materia prima ai complementi d’arredo. Tuttavia, quando si hanno buone intenzioni non è detto che si riesca a realizzarle. Per questo ci vuole impegno, apertura mentale.

E un grande piatto come viene concepito?

Mi affido sempre alla sensibilità del palato e a un gruppo di persone che lavorano con me e che mi facilitano le scelte. Ovviamente Milano offre opportunità di scelta che altrove viene difficile incontrare.

Esistono luoghi o piatti che più la stimolano? La cucina buona si trova ovunque. Ma soprattutto risulta affascinante interpretare la biodiversità come faccio nei miei ristoranti, quando lavoriamo materie prime che si rifanno a territori diversi. L’autentica ricchezza risiede nella diversità.

Quindi esiste un piatto che può rappresentare questa ricchezza? Realisticamente credo che pane

e olio sintetizzi nel modo migliore la cultura del nostro Paese, che possiede una grande cultura gastronomica. Enrico Bartolini ci è parso un personaggio che, malgrado la notorietà raggiunta, come pochi mantiene un profilo basso e una grande umanità nell’approccio con i suoi collaboratori e chi gli sta di fronte. I suoi piatti risultano sempre di gusto equilibrato e le caratteristiche salienti della materia prima emergono in maniera inequivocabile. Ci hanno sorpreso in particolare il Risotto alla rapa rossa e Gorgonzola, gli Spaghetti all’anguilla affumicata e il Ciocco-colato soffice con gelato alla nocciola piemontese. Al MUDEC si mangia con 120,00 euro (bevande escluse). Enrico Bartolini-MUDEC Via Tortona, 56 Milano Telefono 0284293701

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LIBRI A cura di Valerio Consonni

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L’AMICO PERDUTO Hella S. Haasse (Iperborea)

Sarò sempre uno straniero nel paese dove dono nato, nella terra da cui non voglio essere sradicato?

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L’AMICO PERDUTO

Ambientato sull’isola di Giava negli anni ‘30-’40, «L’amico perduto» (pubblicato nel 1948 e divenuto un successo internazionale) è un classico della narrativa olandese del ‘900, dove si racconta l’amicizia fra il figlio di un colono olandese e un nativo indonesiano, Urug. «Urug era il mio amico. Quando ripenso alla mia infanzia e agli anni della giovinezza, inevitabilmente sorge dentro di me l’immagine di Urug, come se la mia memoria fosse una di quelle figurine magiche che compravamo una volta, tre per dieci centesimi». Crescono insieme in una magica giungla giavanese, fra animali selvatici e piantagioni di tè, nelle pozze d’acqua piene di granchi e le felci ondeggianti, in mezzo a boschetti di bambù e azzurri profili montuosi. Insieme affrontano le avventure e le sofferenze dell’adolescenza, finché quel loro legame così forte non viene travolto dal razzismo della società coloniale e dal movimento di liberazione indonesiano: «…portano i due giovani a guardarsi con occhi nuovi, a scoprirsi estranei, e a seguire i loro destini inconciliabili». Urug, col passare del tempo rivendica l’appartenenza a un popolo a cui l’altro è escluso, fino a diventare un suo nemico. La potenza del romanzo sta nel descrivere l’uscita da

un tempo di meraviglia e stupore; il paradiso si rivela allora una menzogna e l’ingresso nel mondo degli adulti significa per i due amici l’accettazione di una differenza radicale. Hella S. Haasse, autrice del libro, utilizza una lingua cristallina e le sue descrizioni di quella giungla impenetrabile sono fantastiche. Una natura selvaggia il cui luogo per eccellenza, il lago nero, diventa il simbolo di una realtà mai compresa fino in fondo e pertanto mai amata davvero: «un interrogarsi, del resto tutt’altro che sterile: è nello stupore e nell’amarezza di trovarsi sradicato, esiliato prima di tutto nell’intimo, che il giovane olandese si rende finalmente conto di non aver mai realmente capito il mondo che lo circondava». L’amico perduto è la storia di un fragile e delicato legame che sfocia nel tragico disvelamento di una lontananza, un romanzo di formazione attraversato da una nostalgia struggente che ancora oggi ci tocca per la sua forza e che spinge ad interrogarci sul passato, quell’incomprensione che continua a minare un autentico dialogo fra diversi. Un libro intenso che riguarda ciascuno di noi, la nostra memoria, i nostri figli, a farci imparare a comprendere, a capire situazioni e uomini, e mai giudicare. maggio 2018


[ libri ] SEMPRE D’AMORE SI TRATTA

“Bisogna prendersi cura dei doni come se fossero piccoli fiori selvatici: sbocciano senza il nostro aiuto, ma dobbiamo fare attenzione a non calpestarli, a non maltrattarli”. Torna la sensibile autrice di “Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” con questo nuovo romanzo ricco di tante istantanee diverse su vari momenti della sua vita, dall’infanzia all’età adulta. Susanna Casciani (Mondadori)

TUTTO IL BUIO DEI MIEI GIORNI

«Noi siamo cicatrici, siamo incendi, siamo bruciature e cenere». Camille, la protagonista di questo romanzo, ha vent’anni, ama lo stadio soprattutto nelle domeniche di primavera. Lei ci va felice con le sue maniche corte e sventolando nel vento leggero le sue bandiere della squadra del cuore. Ama la sua curva, salta, batte le mani, canta è l’unico posto dove si sente davvero viva. Un giorno però, proprio fuori dallo stadio, la sua vita si spezza. Silvia Ciompi (Sperling e Kupfer)

AL MATTINO STRINGI FORTE I DESIDERI Emilia, la giovane protagonista di questa storia, ha perso tutto e decide di ricominciare la sua vita cambiando davvero tutto città, abitazione, con lei solo i suoi due amatissimi gatti. Ricominciare non è facile soprattutto non bastano i sorrisi per conquistare l’amicizia dei vicini di casa. Ma Emilia sa come tentare e come riuscire. Proverà con l’emozione della parole scritte ogni giorno sulla bacheca del condominio. Nessuno sa chi le scrive… forse solo un bimbo che le risponde a suo modo. Natasha Lusenti (Garzanti)

SUPERFICIE

RACCONTI IN VIAGGIO

Ecco un libro delicato e colto, come il bellissimo convolvolo bianco disegnato sull’elegante copertina! Venti racconti dentro un tempo indefinito, venti viaggi nei regni dell’arte e della fantasia. Paola Govoni ha ricevuto diversi riconoscimenti e questo bellissimo libro porta testimonianza della sua abilità di scrittrice. Il primo racconto, solo sei pagine, intitolato “Dentro l’arazzo” è un incanto e non si finisce mai di rileggerlo. È la vita di ciascuno di noi, o quanto meno quello che percepiamo delle nostre vite, e fa quasi paura, ma appunto per questo è straordinario. Ma perché non l’ho scritto io? mi chiedevo mentre lo leggevo. E il libro continua con storie bizzarre e fragili che ci tengono incollati sulla pagina fino alla fine. Paola Govoni (WebandMagazine)

Vi troverete fra le mani un libro inaspettato, quando meno ve lo aspettate scoppierete a ridere da soli, sulla battuta pungente di una pagina o sull’aforisma ritrovato chissà dove su un’altra pagina. Diego De Silva ha confezionato un libro apparentemente facile, ma lo ha assemblato con grande intelligenza si per una risata ma anche per riflettere sulle ore della nostra vita. Può raccontarvi molto questa divertente battuta: “il DNA è l’IBAN dell’essere umano”. Diego De Silva (Einaudi)

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[ a genda italia ]

ARIA DI PRIMAVERA

Con la primavera, che quest’anno si è fatta attendere, è ritornata la voglia di trascorrere all’aria aperta weekend che ci consentano di “ricaricare” le pile. Come sempre cerchiamo di segnalarvi alcune mete piacevoli, non da tutti conosciute, che meritano una visita. Cerchiamo di offrirvi luoghi che potete raggiungere facilmente a seconda del tempo e dei giorni che potete concedervi per un piacevole momento di relax ARDENA DI BRUSIMPIANO

LAGO DI PUSIANO

Il piccolo agglomerato di vecchie case rurali e di moderne ville, che forma questa frazione a monte della località di Brusimpiano, rappresenta una vera oasi di pace immersa nel verde delle Prealpi varesine. Si può salire ad Ardena, senza difficoltà, con una piacevole passeggiata a piedi arrivando al belvedere davanti alla Chiesa per godere di uno dei punti panoramici più belli di tutta questa zona, quello che spazia su tutto il golfo di Lavena Ponte Tresa e sul Malcantone in Svizzera.

LAGO DI CAREZZA

LAGO DI LANDRO

Questo lago turchese rappresenta uno dei 3 laghi naturali più grandi dell’Alta Val Pusteria, in Alto Adige. Prendetevi qualche giorno di relax per andare a visitare lo scenario incantevole che circonda questo bel lago. Si può arrivare anche da Cortina oltre che dalla Val Pusteria e il risultato della fantastica vista del Gruppo del Cristallo e delle Tre Cime di Lavaredo non cambia l’emozione che si prova. Negli spazi in riva al lago si può godere una vera pausa di pace per grandi e piccini.

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Questo è un lago prealpino disteso fra le colline brianzole all’interno del Parco della Valle del Lambro. È un luogo facilmente raggiungibile, ricordato da tanti artisti: scrittori e poeti come Parini, che dedicò a questo lago il suo primo libro di poesie, Manzoni, Porta, Stendhal e il pittore Segantini. Da Ammirare nel lago la piccola “isola dei cipressi” che ospita una villa privata circondata da una curatissima vegetazione e da graziosi animaletti come scoiattoli, cigni, germani e persino canguri. L’isola è visitabile solo su prenotazione ed è raggiungibile in battello, dal comune di Bosisio Parini.

A 25 km da Bolzano, questo laghetto alpino è un vero spettacolo della natura. Prendetevi un weekend lungo e andate a visitare uno dei laghi più belli di tutto l’arco alpino. Tondeggiante con colori che variano dal blu al verde, all’azzurro… Nelle sue acque si riflettono le immagini del massiccio del Catenaccio e del Latemar. Al lago si arriva facilmente in auto che potrete lasciare in un ampio parcheggio con i comfort di negozi e bar. Un particolare sottopassaggio vi porterà al lago e ne scoprirete l’incanto e la bellezza.

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