24oreNEWS.it Magazine Giugno 2022

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Anno 12 - Giugno 2022 • Periodico di Cultura e Società

RADIO ITALIA LIVE 40 anni di “Solomusicaitaliana”

IVA ZANICCHI Diva, Donna… Semplicemente Iva

Lorenzo contro Rossi

Photo Credit Marco Rimmaudo

RUOTE&MOTORI



STORIA, MITI E LEGGENDE

BOTTONUU

il quartiere che non c’è più A cura di PAOLO MINOTTI

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isogna turarsi il naso. È un ambiente di case malfamate. Vi si vende di tutto. È una fogna, una pozzanghera. In certi momenti il vicolo delle Quaglie è un pisciatoio [… ]. Sovente c’è una ressa di soldati che lascia intendere che vi siano nascoste moltitudini di vergini […]. Il chiasso che discende dalla casa a destra dà l’idea che gli uomini e le donne siano calcati in amplessi […]». Così il giornalista e scrittore Paolo Valera descriveva il Bottonuto nel 1922, nel suo libro “Milano Sconosciuta Rinnovata”. Siamo nel cuore della Milano di fine ‘800, la città del progresso, la città che si sta dando un volto moderno, ma anche la città dalle mille contraddizioni… Fra queste la povertà, la miseria che la rivoluzione industriale non ha sanato, anzi… Da un lato la città borghese sfavillante di luci, dall’altro la città proletaria cupa e disagiata. Situato subito a sud di Piazza del Duomo in corrispondenza dell’attuale Piazza Diaz, il Bottonuto (Bottonuu in dialetto milanese) è stato un antico quartiere meneghino la cui urbanistica risaliva all’epoca romana: fu completamente demolito a partire dagli anni Trenta del ‘900. Era un quartiere pieno di vita in cui convivevano le classi sociali più diverse (dal semplice artigiano al nobile, dall’operaio al proprietario di bottega), diversi rinomati alberghi (tre dei quali ultrasecolari), botteghe, abitazioni a ringhiera, postazioni per il cibo di strada (lo “street food” di oggi…), antiche osterie e ritrovi. Per molti era solo un luogo malfamato, sporco e dedito alla prostituzione. Il Bottonuto balzò agli onori della cronaca quando, il 26 luglio del

1900, l’anarchico Gaetano Bresci, giunto a Milano dall’America per assassinare il re Umberto I, trovò rifugio nell’appartamento della prostituta Alberta Magnani. Per l’ospitalità, l’anarchico pagò 50 marchette (delle fiches che il cliente comprava alla cassa dalla maîtresse e che corrispondevano al prezzo delle prestazioni scelte) senza richiedere nessuna prestazione sessuale. In effetti, nonostante la vicinanza con Piazza del Duomo, il quartiere era degradato e la presenza di numerose case di tolleranza accentuava questa condizione. Il Comune di Milano, per porre fine al degrado ma soprattutto per avere una zona ampia per realizzare edilizia di lusso e uffici, decise di espropriare l’intera area e sottoscrivere una convenzione per la costruzione di un nuovo quartiere. Dagli anni ‘30 iniziò l’opera di demolizione. Purtroppo, anche la Pusterla del Bottonuto, una delle porte minori poste sul tracciato medievale delle mura di Milano, fu demolita insieme a tutto il quartiere di cui oggi rimangono solo testimonianze fotografiche. 24oreNews

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Anno 12 - N. 5 Giugno 2022

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ARTE E CULTURA

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Mostra: Donatello, il Rinascimento A Roma la mostra “The Cinema Investigation” Musica: Radio Italia Live

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Gucci e LV presentano le collezioni Cruise 2023 Mare: Neo Gipsy o Hippie Chic?

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I consigli di Marina Mazzolari

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FASHION

BEAUTY HI-TECH Novità dal mercato Coca Cola cambia i tappi delle bottiglie

COME STAI?

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Estate: disturbi frequenti e alimenti “amici”

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Il vero e il falso sui cibi

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VERO & FALSO SCOPRI L’ITALIA

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“Nel nome dell’ape” al Castello di Meleto Turismo religioso in Piemonte e pellegrinaggi nel Biellese Climate Change Days: tappa all’Elba Vallo di Nera: il paese castello Estate nei borghi con Touring Club Italiano I mille volti del Garda Trentino

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Dalla 75a edizione del Festival di Cannes

CINEMA LIBRI

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La nostra vetrina

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RUOTE & MOTORI Nuova Audi A8: hi-tech in abito da sera Jorge Lorenzo contro il “dottore”

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Gutturnio DOC, dei Colli Piacentini

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Regata delle Vele d’Epoca 2022

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PERSONAGGIO Iva Zanicchi: Diva, Donna… Semplicemente Iva

VINI & VINILI

VELE & MOTORI SPECIALE MILANO Appuntamenti al Teatro alla Scala Milano a teatro Milano in mostra Milano in concerto

MILANO INCONTRA

Edizioni Le Roy srl - Milano | Roma redazione@24orenews.it redazione@le-roy.it www.24orenews.it

Fedex e J-Ax: il concerto “sociale” In arrivo a milano la Floating Forest Estate in sardegna con lo chef Berton “Piccinni per i geni di domani” 2022-2024

Promozione & PR Dante Colombo Vincenzo Frigulti, Carlo Kauffmann info@le-roy.it

DESIGN Arco, 60 anni tra stile e mito

VIAGGI Gibilterra, tra sole, mare e… una vita un po’ slow Finlandia: quando il sole si dimentica di tramontare

DIRITTI & DOVERI

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Avvocatura al femminile. Verso il sorpasso?

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Basta vacanze separati!

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Le mille virtù dell’ortica

AMICI A 4 ZAMPE ERBARIO MAGICO

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Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Ferdinando Asnaghi Ranuccio Bastoni Roberto Bonin Patrizia Colombo Evelina Flachi Teobaldo Fortunato Carlo Kauffmann Antonello Martinez Aldo Martini Marina Mazzolari Luca Medici Sandro Nobili Andrea Pitrelli Anna Lisa Zitti

Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli, 26 - Buccinasco MI Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 36492 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl


EDITORIALE

BANDIERE BLU AL VENTO Avrete sicuramente ricevuto dai media la notizia che il 10 maggio scorso la FEE (Foundation for Environmental Education organizzazione internazionale non-profit con sede in Danimarca) ha assegnato le Bandiere Blu per questo 2022. I criteri per individuare le località meritevoli di tale riconoscimento devono tenere conto della assoluta validità delle acque di balneazione, dell’efficienza dei sistemi di depurazione, della gestione dei rifiuti, delle aree verdi, delle strutture turistiche, della pesca sostenibile e di molti altri capitoli relativi ai servizi sanitari, alla sostenibilità, alle piste ciclabili, all’arredo urbano, ai porti turistici con annessi adeguati servizi. In Italia possono sventolare in questi mesi estivi oltre 200 Bandiere Blu tra luoghi di mare e di lago… un risultato davvero clamoroso! Allora mi sono chiesto in che Paese vivo! Eh sì, perché ogni giorno si sentono commenti di vacanzieri nostrani che ci parlano (sempre lamentandosi) di un’altra Italia, quella dove funziona poco o nulla, quella del verde che non c’è, quella dei porti turistici pochi e male attrezzati e così via. Certo poco più di 200 Bandiere Blu non rappresentano l’eccellenza di tutto il territorio della nostra penisola verso il mare o delle nostre aree lacustri, ma ho l’impressione che non riusciamo proprio mai a non parlare male di noi stessi! Forse quando si va al mare vorrei suggerire di guardare anche le pinete, i parchi regionali, i borghi antichi nelle vicinanze. I laghi di Garda, di Caldonazzo (per citare un luogo dei 10 premiati in Trentino), Maggiore, hanno scenari fantastici e sono solo quelli dove sventolano Bandiere Blu. Ricordate quando nei momenti più duri della pandemia in molti balconi delle nostre città comparvero delle bandiere tricolori? Era un segno per far capire a tutti che saremmo riusciti a vincere. Oggi mi sento di sventolare una sfavillante Bandiera Blu perché sono certo che il prossimo anno saranno molte di più delle 210 attuali, perché le città diventano più verdi, perché l’ambiente in generale migliora nella nostra penisola, perché la natura si sente molto più amata… Anche se nelle chiacchiere al bar, in metro o in pizzeria continueremo a sentire parlarci addosso e che le Bandiere Blu ce le diamo noi stessi!!! Carlo Kauffmann 24oreNews

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IVA ZANICCHI

DIVA, DONNA… SEMPLICEMENTE IVA A cura di SANDRO NOBILI

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essant’anni di carriera, unica donna a vincere tre volte il Festival di Sanremo, nel 1967 con “Non pensare a me”, nel 1969 con “Zingara” e nel 1974 con “Ciao cara come stai”. Quest’anno dopo aver festeggiato il suo ottantaduesimo compleanno è tornata all’Ariston portandosi a casa il riconoscimento più bello che un’artista possa desiderare: la standing ovation del suo pubblico e un applauso che è sembrato non finire, dalla prima all’ultima esibizione. A sorprendere di lei è la verve, l’intelligenza e una dialettica che le permette di essere a proprio agio in qualunque salotto televisivo. Un successo, il suo, che tuttavia non l’ha allontanata dalle cose semplici che ama: la cura del giardino, i suoi amati cani, la spesa al mercato rionale. Con Iva si può chiacchierare di qualunque cosa. Attenta e critica, divertente e sagace, ha stregato intere generazioni ma piace anche ai giovani. Ottantadue anni compiuti il 18 di gennaio, ha ancora lo sguardo di quella bambina dalla voce straordinaria che nel suo paesello, Ligonchio, sognava di andare a Sanremo e forse è proprio questo il suo segreto, il suo “super potere” che la rende straordinaria.

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Se potessi sussurrare qualcosa a Iva bambina, cosa le diresti? La rassicurerei, dicendole di non essere così complessata e di non avere paura “del lupo”: questo va affrontato. Iva - le direi - non perderti in timori inutili, fregatene, sei più forte! Ora lo so, oggi ho dimostrato ampiamente di che stoffa fossi, ma allora ero davvero un maschiaccio: giocavo con mio fratello ed i suoi amici, mi arrampicavo ovunque a cercare nidi, giocavo a pallone e pensare che mia mamma mi chiedeva di badare al mio fratellino… Racconti di essere stata un “brutto anatroccolo”: è stato difficile diventare cigno? Assolutamente sì, ma lottare mi ha resa più forte e ho sviluppato qualità che probabilmente non avrei scoperto di avere. Quando i ragazzi hanno cominciato a corteggiarmi, la simpatia era la mia arma, quella che mi rendeva speciale. Poi, lasciamelo dire, dopo l’adolescenza, avevo un gran fisico e quella magrezza che mi aveva complessata, era diventata un pregio. Poi alla lunga, secondo me, vincono quelle meno appariscenti. Mia mamma diceva che a vent’anni si ha la bellezza dell’asino, ma poi il fascino, l’intelligenza la simpatia, fanno la loro parte. Quando hai cominciato a so-

gnare il palcoscenico? Ho avuto una grande fortuna, perché nonostante Ligonchio fosse un paesino sconosciuto, una volta all’anno venivano degli attori che regalavano una rappresentazione. Tra loro c’era un giovane Ermanno Olmi, che non era ancora nessuno, ma era già bravissimo. Io avevo solo sette, otto anni e grazie a lui cominciai a sognare: è stato il mio primo amore platonico. Ho trovato la strada, una strada tortuosa, complicata, fatta di salite incredibili, ma se ci credi davvero, la trovi. Anche dopo la vittoria di Castrocaro, in realtà, ho rischiato di perdere tutto. Da bambina, ascoltando per radio il Festival, dicevi a tutti che un giorno ci saresti stata te su quel palco. Com’ è stato il primo Sanremo? Se mi guardo, mi faccio un po’ di pena, di tenerezza. Arrivavo a Sanremo dopo un grande successo, pompata e gasata al punto che non ho cantato come avrei dovuto e potuto. Non è stata l’eliminazione, la vera sconfitta, ma il fatto che il mio discografico dicesse che forse non ero in grado di reggere un palco


PERSONAGGIO

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PERSONAGGIO A destra: Iva Zanicchi e Claudio Villa vincitori del Festival di Sanremo, nel 1967; sotto durante un’apparizione in TV e in basso a 17 anni

così importante, che avrei dovuto accontentarmi di fare qualche serata. Fortunatamente ho tenuto duro, perché sono davvero tosta e poi, è storia. Cosa è cambiato oggi nel mondo discografico? I discografici pensano al risultato e sfruttano oggi più di ieri, il personaggio, senza approfondire davvero la personalità e il talento della persona che si nasconde dietro quella maschera. Spesso il talento viene soffocato, da “trucchi” e imposizioni, ma sono dell’idea che il talento vero, alla lunga venga fuori. La voce sola, non basta, ci vuole studio, ricerca e un lavoro costante. Ci sono tanti ragazzi talentuosi e promettenti; io li seguo, mi piace moltissimo vederli “sbocciare”. Sei una fucina di idee: dopo il tuo album Gargana, hai appe8

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na pubblicato il quarto libro Dopo “Polenta di Castagne”, storia della mia famiglia dalla metà del 1800, “I Prati di Sara” e “Nata di luna buona”, autobiografico, è il momento di “Un altro giorno verrà”, un romanzo, una saga famigliare che attraversa tutto il secolo scorso. Una bella storia che ho cominciato a scrivere in ospedale con il covid, nelle notti insonni. Scrivere per me è un’esigenza, un impulso. Mi immergo, vivo le mie storie senza sapere in anticipo come andrà a finire. Lascio che l’ispirazione mi guidi. Sono talmente pazza che ho già cominciato a lavorare al quinto, magari poi non vado avanti, al momento non lo so, ma è questa la magia. Qual è l’elisir di lunga vita di Iva Zanicchi? Bisogna sapersi preparare ai grandi eventi, vivere con gioia l’oggi. Alla mia età devo metter in conto certe cose, non c’è tempo da perdere,

non posso rimandare, voglio fare. Iva ma poco Diva, è così? Sono quella che sono, lo sono sempre stata, non sono furba, come diceva mia madre. I discografici volevano che fossi più Diva, distaccata e distante. Secondo loro avrei dovuto dare meno confidenza. Io, invece, vado al mercato rionale, chiacchiero con tutti perché il rapporto con la gente per me è irrinunciabile. Mi piace stare nel mondo. Questo dipende dal fatto che arrivi da Ligonchio e non da una grande città? Non credo, è il mio modo di essere. Ho una sorella che se avesse fatto il mio mestiere, sarebbe stata una diva vera! Dopo Sanremo ti abbiamo visto in tantissime trasmissioni, assolutamente a tuo agio. Ti piacerebbe fare televisione? Ho un bel progetto e devo ammettere che non mi dispiacerebbe per niente, sono super gasata… In questo anno magico in cui festeggi i tuoi primi sessant’anni di carriera, ti vedremo cantare dal vivo? Sì, sarò in concerto in luglio e agosto con una bella band, con una quindicina di date, in piazze e teatri all’aperto, da Taormina il 9 luglio, ancora Sicilia, Viareggio, Mantova, Benevento e molte altre.



ARTE E CULTURA/Mostre

DONATELLO IL RINASCIMENTO

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o straordinario percorso storico-artistico di uno dei maestri più importanti e influenti dell’arte italiana di tutti i tempi. Scultore supremo del ‘400 - tra i secoli d’oro dell’arte italiana - e prediletto della famiglia Medici, insieme a Brunelleschi e Masaccio, Donatello diede il via alla straordinaria stagione del Rinascimento, proponendo nuove idee e soluzioni figurative che hanno segnato per sempre la storia dell’arte occidentale. Attraverso le sue opere Donatello rigenera l’idea stessa di scultura, con una potenza di visione unica in cui unisce le scoperte sulla prospettiva e un concetto to-

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talmente moderno di umanità. La dimensione psicologica dell’arte di Donatello abbraccia in tutta la loro profondità le più diverse forme delle emozioni, dalla dolcezza alla crudeltà, dalla gioia al dolore più straziante. Curata da Francesco Caglioti, professore ordinario di Storia dell’Arte medievale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, “Donatello, il Rinascimento” ospita circa 130 opere tra sculture, dipinti e disegni con prestiti unici, Donatello, “Profetino” dalla Porta della Mandorla, 1406. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo Su gentile concessione dell’ Opera di Santa Maria del Fiore

Ph Credit Antonio Quattrone

A cura di ALDO MARTINI


Ph Credit Bruno Bruchi

A sinistra: Perfetto di Giovanni e Albizzo di Piero, “Edicola dell’Arte dei Rigattieri e Linaioli”, 1411 - circa 1413, con una copia recente del “San Marco” di Donatello. Firenze, Chiesa di Orsanmichele. Firenze, Musei del Bargello/Su concessione del Ministero della Cultura; sotto: una sala della mostra

alcuni dei quali mai concessi prima, provenienti da quasi sessanta tra i più importanti musei e istituzioni al mondo. Una mostra storica e irripetibile che mira a ricostruire lo straordinario percorso di questo genio dell’arte di tutti i tempi, posto a confronto con capolavori di altri grandi artisti a lui contemporanei quali Brunelleschi e Masaccio, Mantegna e Giovanni Bellini, ma anche successivi come Raffaello e Michelangelo. Distribuita su due sedi, Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello, la mostra propone un viaggio attraverso la vita e la fortuna del “maestro dei maestri” articolato in quattordici sezioni. Si inizia dagli esordi e dal dialogo con Brunelleschi, proponendo il confronto tra i due celebri Crocifissi lignei provenienti dalla Basilica di Santa Croce e da quella di Santa Maria Novella. Si procede poi attraverso i luoghi per cui Do-

natello ha lavorato (Siena, Prato e Padova, oltre a Firenze), trovando moltissimi seguaci, entrando in dialogo con altri celebri artisti molto più giovani quali Mantegna e Bellini, e sperimentando nei materiali più diversi le sue formidabili invenzioni plastiche e scultoree. Conclude la mostra una sezione speciale dedicata all’influenza di Donatello sugli artisti a lui successivi, tra cui Raffaello, Michelangelo e Bronzino, testimoniando così l’importanza capitale della sua opera per le vicende dell’arte italiana. La mostra nasce come celebrazione del grande maestro per allargare la riflessione su questo artista rivoluzionario nei materiali, nelle tecniche e nei generi. A Palazzo Strozzi, la mostra ricostruisce l’itinerario artistico di Donatello attraverso cento capolavori quali il “David” in marmo e “Amore-Attis” del Bargello, gli “Spiritelli” del Pergamo del Duomo di

Prato, i bronzi dell’altare maggiore della Basilica di Sant’Antonio a Padova, oltre a numerose opere in prestito dai più importanti musei del mondo come il Louvre di Parigi o il Metropolitan Museum di New York. Per la prima volta nella storia, escono dal loro contesto originario opere quali il celebre “Convito di Erode” del Fonte battesimale di Siena e le straordinarie porte della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze, che rappresentano alcuni dei quattordici restauri realizzati in connessione con la mostra. L’esposizione continua al Museo Nazionale del Bargello nel Salone di Donatello, che ospita tra gli altri il “San Giorgio e il “David” di bronzo in dialogo con altre celebri opere. Le ultime sezioni della mostra illustrano l’influenza fondamentale che Donatello ebbe sull’opera degli artisti della Maniera Moderna e oltre, attraverso una serie di confronti inediti. 24oreNews

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ARTE E CULTURA/Mostre

THE CINEMA INVESTIGATION Dal 15 maggio al 29 giugno 2022 Casa del Cinema di Roma

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i potrà visitare fino al 29 giugno “The Cinema Investigation”, progetto espositivo a cura del direttore della Casa del Cinema di Roma, Giorgio Gosetti, in collaborazione con il prestigioso The Cinema Museum Londra: due luoghi dedicati alla settima arte visti attraverso l’occhio dell’artista e fotografo toscano di fama internazionale Francesco Zavattari. Si tratta di una mostra fotografica itinerante con circa 300 scatti che si sposterà da Roma al Cinema Museum di Londra, con la volontà di indagare non solo due luoghi in cui il Cinema è assoluto protagonista, ma anche i volti di coloro che vi lavorano quotidianamente e dei visitatori che ne percorrono le sale. «Sono oltre trecento fra scatti e appunti connessi tra loro da fili di lana - spiega Francesco Zavattari - tesi a unire virtualmente e fisicamente spazi e persone in differenti Paesi: quel filo sottile e tenace è un po’ la mia firma espressiva e qui connette uno sviluppo progettuale di oltre due anni che ha visto molteplici shooting realizzati nelle due

location fra gennaio 2020 e questo stesso maggio». «La passione e la creatività di Zavattari, artista e creativo di fama internazionale - commenta Giorgio Gosetti - ci ha sedotto fin dal primo incontro e ha dato vita a una vera e propria indagine fotografica che in alcuni momenti ha ricordato la soggettività della visione cara all’Antonioni di Blow Up. Cosa vediamo quando guardiamo? Da qui e dal confronto con una realtà museale di grande risalto come il Museo del Cinema di Londra è nata l’idea della mostra». L’inaugurazione, avvenuta in maggio, ha segnato l’apertura ufficiale del nuovo ingresso della Casa del Cinema, situata nel cuore di Villa Borghese, ridisegnato a firma dello stesso Zavattari, che porta in questo spazio le peculiarità del suo design. Un restyling che va a rinnovare lo spazio d’accueil attraverso il quale transitano i visitatori della Casa: un preciso equilibrio fra applicazioni murali e creazioni in legno quale materiale principale del nuovo desk e degli intrecci aerei, anche in tal caso espressione della connessione tra luoghi e persone. 24oreNews

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RADIO ITALIA LIVE A cura di MOMI SYMON

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l 26 febbraio 1982 segnava l’inizio delle trasmissioni di Radio Italia Solomusicaitaliana, negli studi milanesi di Via San Gregorio. Milano ha celebrato in Piazza Duomo, la sera di sabato 21 maggio, i 40 anni dell’emittente radiofonica con un grandioso evento. Ore e ore sotto il sole in una giornata dal caldo fuori stagione (sembrava infatti di essere a luglio) ma nessuno si è fatto scoraggiare. Quasi 50mila persone sono giunte da ogni parte d’Italia, tra Piazza Duomo e vie limitrofe, per una sorprendente maratona musicale che ha saputo rianimare tutta Milano dopo il lungo periodo di

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chiusure e lockdown, a tre anni dall’ultima edizione. Con Radio Italia Live 2022 si è celebrata la vera ripartenza della musica dal vivo. La formula si conferma un’altra volta vincente: tanti gli artisti ad invadere il palco, accompagnati dalla Mediterranean Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori, per quattro ore ininterrotte di show condotto dai brillanti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Ad aprire le danze i Pinguini Tattici Nucleari, poi Coez, Francesco Gabbani, Ultimo, Elisa, Ghali, Marco Mengoni, Elodie, Rkomi, Gianni Morandi, Irama, Sangiovanni, Alessandra Amoroso e Blanco in chiusura. Pop, rap, hit,


ARTE E CULTURA/Musica

Ph Credits Francesco Prandoni

Da sinistra in senso orario: Gianni Morandi con i conduttori Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu; Blanco; Alessandra Amoroso; Francesco Gabbani e Elodie

ballate e ritmi scatenati, hanno dato vita a una festa inclusiva, capace di coinvolgere ed emozionare il grande pubblico. Ogni artista si è esibito con tre brani, ad eccezione del grande Gianni Morandi che, dopo aver scatenato il karoke con le canzoni con cui si è esibito (“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, la sanremese “Apri tutte le porte” e “Uno su mille”), ha poi

intonato a cappella, fuori programma, “O mia bela Madunina” e “Fatti mandare dalla mamma”. Radio Italia solomusicaitaliana è famosa anche per il suo jingle o inno che in realtà si intitola “For Italy”, composto dal presidente e fondatore di Radio Italia - Mario Volanti, parole e musica. Luca e Paolo lo hanno fanno cantare a tutti in Piazza Duomo, prima di lanciare a sorpresa il video della

versione del jingle interpretata dalla grandissima Mia Martini. Il Concerto è stato trasmesso in diretta su Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Italia Tv, Radio Italia Trend e in streaming audio/video su Radioitalia.it. In contemporanea è andato su Sky Uno, in streaming su NOW e in chiaro su TV8 e ha registrato ottimi ascolti: nel complesso 721mila spettatori medi e 4,77% di share su Sky Uno/+1 e su TV8, a cui vanno sommati i dati su Radio Italia Tv e piattaforme. Anche sui social un vero e proprio boom di contenuti #rillive che ha invaso ogni tipo di piattaforma. 24oreNews

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A cura di PATRIZIA COLOMBO

CRUISE 2023 GUCCI 16

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Stelle, galassie e costellazioni illuminano le creazioni di Gucci Cosmogonie: l’abito di paillettes con frange lunghissime che ricordano la scia galattica, cristalli applicati sui tessuti leggerissimi o la tela denim che assume la valenza di una volta celeste. Formule rubate alla couture per impreziosirne le trame.


Louis Vuitton ha scelto di far sfilare la sua collezione Cruise 2023 al Salk Institute for Biological Studies di San Diego. Look fluidi, tra la sabbia e la scogliera, illuminati dalla luce della West Coast. Lino, jacquard, seta, pelle, tweed…donano l’illusione di una palette metallica. Le vibrazioni delle silhouette incantano gli ospiti e fanno il giro dei social.

LOUIS VUITTON

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FASHION/Mare

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2 1 - Cappello da pescatore in cotone Alanui. 2 - Sandali in corda di cotone intrecciati, Isabel Marant. 3 - Costume intero con ferretto e cintura ad anelli in metallo, Weworwhat. 4 - Cardigan lungo con frange in cotone, Alanui. 5 - Ciondolo in ottone con pietra, Isabel Marant.

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l=efmmfb=`ef`\ 3 1 - Tuta intera svasata, Jacquemus. 2 - Cappello in misto cotone crochet con logo, Etro. 3 - Occhiali da sole a forma di cuore in acetato rosso, Saint Laurent. 4 - Bracciale ad anelli, Sodini. 5 - In legno laccato e smaltato, metallo placcato oro e quarzi, Rosso Prezioso. 6 - Sneaker crochet in tessuto intrecciato, Valentino Garavani. 18

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Progettato per un pubblico giovanile attento alla moda, questo smartwatch con il suo display rettangolare da 1.74 pollici implementa un nuovo design a scacchiera. Presenti tutti gli aspetti legati al monitoraggio della salute, dalla frequenza cardiaca all’ossigeno nel sangue, fino al sonno, per aiutare gli utenti a tenere sotto controllo il proprio stato. Tra le novità, la presenza di uno speaker, che consente di rispondere alle telefonate direttamente dallo smartwatch, godendo del suono che esce dalle sue casse. Si possono scegliere tra i cinturini in silicone, pelle, oppure Milanese, tutti in un’ampia gamma di colori e stili. Il design è a sgancio rapido per rimuoverli senza problemi, in un attimo. Promemoria in tempo reale sincronizzando messaggi e le e-mail dal tuo smartphone. Costi da 150€.

Uno smartphone Android di buon livello, fortemente votato all’imaging. Sorprende il display Touchscreen da 6.5 pollici che lo pone al vertice della categoria. Sul versante delle funzionalità non gli manca davvero nulla, a cominciare dal modulo 5G che permette un trasferimento dati e una navigazione in internet eccellente, passando per la connettività Wi-fi e il GPS. Al momento appare un prodotto con pochi competitor per ciò che riguarda la multimedialità, grazie alla fotocamera da ben 50 megapixel che permette al Motorola Edge 30 di scattare foto di alta qualità con una risoluzione di 8165x6124 pixel e di registrare video in 4K alla risoluzione di 3840x2160 pixel. Lo spessore di appena 6.8 mm rende questo smartphone un prodotto completo e tra i più sottili sul mercato. Costo 550€.

C’è un nuovo accessorio MagSafe che farà la felicità dei videomaker: un cage progettato appositamente per agganciarsi magneticamente con gli iPhone della serie 12 e 13. Il cage (dall’inglese, gabbia) è una struttura metallica che viene utilizzata in ambito cinematografico per aggiungere una sorta di armatura alla videocamera. Lo si fa per svariati motivi, tra cui migliorarne la presa soprattutto quando si eseguono riprese scomode (come quelle raso terra), ma anche per proteggere la telecamera da urti e collisioni nelle scene più movimentate. Senza poi tralasciare il fatto che, essendo corredata da una serie di fori filettati, consente di aggiungere accessori come filtri ND, microfoni, faretti LED e simili che permettono di migliorare la qualità della ripresa. Costo 90€.

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HITECH/Innovazione&Futuro

La Coca Cola lancia i nuovi tappi contro la dispersione della plastica nell’ambiente. L’azienda anticipa di due anni le normative europee in vigore dal 2024 introducendo un tappo che rimane attaccato alla propria bottiglia anche durante lo smaltimento della stessa, per facilitarne il riciclo, come spiega in questo suo articolo il giornalista e fotografo Lorenzo Nicolao.

COCA COLA CAMBIA I TAPPI DELLE BOTTIGLIE

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er ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente a volte basta un tappo unito alla propria bottiglia. Un’innovazione semplice, per quanto utile per il pianeta e conforme alle normative europee che saranno in vigore dal 2024. Coca-Cola anche questa volta vuole dettare il passo a un intero settore e si è mossa in anticipo di ben due anni, introducendo un tappo che rimane attaccato alla propria bottiglia anche durante lo smaltimento della stessa, per facilitarne il riciclo. Si chiamano «tethered cap» e sono stati introdotti da aprile per la prima volta nelle bottiglie del FuzeTea. I nuovi tappi sono caratterizzati da un design innovativo che garantisca non solo una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente, ma permetta al consumatore di consumare la bevanda senza la minima difficoltà, mantenendo il tradizionale metodo di apertura. Iniziativa anti-plastica L’innovazione della multinazionale segue fedelmente i nuovi sforzi, anche istituzionali, che mirano alla riduzione dell’inquinamento ambientale attraverso un materiale non biodegradabile e nocivo come la plastica. Nel mondo se ne producono 300 tonnellate in un solo giorno, quando il tasso di riciclabilità della stessa è ancora fermo al 9%. Impiegando decenni, forse secoli per decomporsi, se le buone pratiche non riescono a diffondersi come dovrebbero nel 2050 nel mare ci sarà complessivamente più plastica che pesci. Per questo un player economico importante nel settore del beverage come Coca-Cola ha deciso di agire con grande tempestività «Condividiamo e

portiamo avanti l’impegno dell’Unione europea nell’incoraggiare una raccolta consapevole e il riciclo dei rifiuti. Il nostro obiettivo è quello di ridurre l’impatto delle nostre confezioni e lavoriamo ogni giorno in termini di innovazione per consentire alle persone di gustare le nostre bevande, in maniera sostenibile per loro e per il pianeta», ha sottolineato Cristina Camilli, direttrice della comunicazione e delle relazioni istituzionali per Coca-Cola Italia. «Questi tappi sono un modo per rendere il nostro impegno più concreto, guardando sempre più all’economia circolare, invitando a riciclare correttamente attraverso lo smaltimento della bottiglia e del tappo insieme». Mentre in Italia l’azienda ha iniziato con il FuzeTea, in Gran Bretagna il nuovo tappo ha cominciato a diffondersi tra le bottigliette della celebre bevanda e presto raggiungeranno anche altri Paesi […]. 24oreNews

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RUOTE & MOTORI

NUOVA AUDI A8

HI-TECH IN ABITO DA SERA

A cura di LUCA MEDICI WWW.MY-HOME.BIZ

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e Audi negli ultimi anni sono evolute notevolmente nell’utilizzo di “elettronica intelligente” e questa top di gamma non è restata a guardare. L’abito da sera è stato ritoccato e resta sempre elegante, raffinato e con poca inclinazione alla stravaganza. Ben venga ovviamente, visto che negli ultimi tempi le concorrenti Mercedes Classe S e BMW Serie 7 hanno proposto delle carrozzerie al limite, caratterizzando certi concetti estetici al confine con il brutto design. In questa Audi A8 invece il design della carrozzeria risulta sempre pulito e con dettagli curati, mi dispiace solo che anche in casa Audi abbiano ceduto alla fascia LED posteriore che unisce i due gruppi ottici, non se ne sentiva l’esigenza, ma soprattutto trovo che sia una caduta di stile, oppure chiamiamola moda, che poteva essere evitata sull’ammiraglia. La personalità in questo caso è d’obbligo, soprattutto quando si spendono cifre vicine o superiori ai 100mila euro. Una moda nata con

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la bella Lexus UX, ma poi utilizzata praticamente da qualsiasi nuovo modello uscito di recente. Successe la stessa cosa con le luci delle frecce di direzione poste sugli specchietti retrovisori presentati con la Mercedes SLK, ma poi abusati tu tantissime alte vetture, perdendo così il fascino dell’elemento esclusivo. Torniamo all’Audi A8, con il modello 60 TFSI E Quattro Tiptronic che, con un prezzo di listino di oltre 115mila euro, un motore V6 turbo benzina da 340 CV, un motore elettrico sincrono da 100 KW, cambio automatico a 8 marce, fari Matrix LED, una potenza totale di sistema di ben 462 CV e la trazione integrale permanente, racchiude tutto il meglio che la casa di Ingolstadt può attualmente offrire. Per farvi capire di cosa stiamo parlando basti citare che il pianale del-

l’Audi A8 è lo stesso dedicato ai modelli più raffinati e costosi del gruppo tedesco e cioè quello portato al debutto (nel 2016) della Porsche Panamera e, sulla stessa base, sono nate la Bentley Continental GT e Bentley Flying Spur. Gli interni sono un trionfo di tecnologia e di finiture eccellenti, dove ogni dettaglio è stato studiato per durare nel tempo, difficile trovare sbavature, neppure cercando nei luoghi meno accessibili. Il comfort di marcia è eccellente sotto tutti i punti di vista, si viaggia sul velluto grazie alle molle pneumatiche che filtrano praticamente quasi tutte le asperità della strada. Il cambio è dolce e rimane un punto di riferimento per morbidezza e precisione, lo ZF è capace di assecondare tutti gli stili di guida, anche quelli più esasperati. I consumi, nota dolente, nonostante l’ausilio elettrico, non sono eccezionali, si attestano di media (nella modalità ibrida) sugli 11,8 km/litro. La strumentazione e l’infotainment restano di livello superiore dove tutto viene comandato con pochi e semplici tocchi oppure con comandi vocali molto precisi. L’Audi A8 viene fornita di tutto il necessario, quello che manca è incluso nella lunga lista di optional e, se non bastasse, si può accedere al servizio Audi Exclusive per una personalizzazione ancora più unica ed individuale. Questa Audi A8 è senza dubbio un punto di riferimento, fatto di eleganza, dettagli curati e tutto l’hi-tech d’avanguardia attualmente disponibile sul mercato. 24oreNews

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RUOTE & MOTORI

JORGE LORENZO CONTRO IL “DOTTORE” CONTINUA IN AUTO LA GUERRA NATA SULLE MOTO

Ph Credit: Claudio Pezzoli - New Reporter Press

A cura di RANUCCIO BASTONI

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luricampione del mondo nel “Motomondiale” e nel “Moto GP”, il pilota spagnolo di Palma di Majorca, Jorge Lorenzo, ha lasciato due anni fa il mondo delle motociclette ma non ha mandato in soffitta l’antico duello con Valentino Rossi, e questa volta sulle quattro ruote. Ora, infatti, Jorge corre con la Porsche, si è allenato durante i test ufficiali della stagione 2022 della Porsche Carrera Cup Italia effettuati all’Autodromo di Monza,

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e ha già preso parte alla sua prima corsa, ad Imola il 7 e 8 maggio, mentre Valentino Rossi da sempre chiamato “il Dottore”, ha chiuso con un 11° posto con la sua Audi R8 LMS il GT World Challenge Europe nel circuito francese di Magny Cours. Inizio sfortunato per entrambi, ma i due campioni mondiali non demordono e sono decisi a rinfocolare le loro battaglie anche in auto. Rossi, infatti, non ha mai dimenticato quel che successe nel 2015, quando affrontando


Ph Credit: Claudio Pezzoli - New Reporter Press

Marquez, l’altro suo eterno rivale, finirono ambedue nella ghiaia e Jorge Lorenzo, terzo fra i due litiganti, ne approfittò per portarsi a casa il titolo mondiale del Moto GP. «Dopo lo scontro in pista tra loro due ad Assen - ha ammesso Lorenzo - Marc l’aveva giurato a Valentino e da quel momento non voleva più che l’altro si prendesse il titolo. Che dovevo fare io? Rifiutarmi di vincere?». A Monza il “maiorchino” si è preparato e ci tornerà ancora per affinare il suo stile di guida. Il volante di una auto da corsa è infatti tutt’altra cosa del manubrio di una moto, anche se si cavalca un mostro da 500 cc di cilindrata. L’unico ad oggi che si sia affermato pienamente passando dalle moto alle auto è stato infatti il mitico Surtess. «Ero partito bene. Alla fine del primo giro ho frenato in ritardo e non capisco bene come, ma ho sentito un gran botto: ero stato colpito da Kajus Siksnelis, un giovane inesperto, che mi ha speronato da dietro e mi ha rovinato il fine settimana. Pessima mossa da parte del giovane. Dovrebbe imparare, prendere coscienza dei rischi e capire che le carriere

degli altri piloti non possono essere compromesse in questo modo», ha detto Jorge dopo la prima corsa automobilistica. Stessa sorte avversa anche per Valentino Rossi nella corsa di esordio, a causa di un equivoco. È successo che al pit-stop di metà gara Valentino col numero 46 è entrato ai box per cedere il volante al compagno di squadra Vervisch, ma ha sbagliato piazzola ed è andato lungo. Virali le immagini della tv che mostrano anche il meccanico provare a rincorrere l’auto di Rossi senza però riuscire a farsi vedere dal pilota di Tavullia. Comunque, i due campioni motociclistici hanno già in mente e programmato il loro nuovo futuro di corridori. Il campionato GT, come ha anticipato Rossi, rappresenta il trampolino di lancio per approdare al WEC e correre nella categoria GTE per poter partecipare alla mitica 24 Ore di Le Mans. Anche Jorge Lorenzo, con la sua Porsche, vuole prepararsi bene. Se Rossi andrà a Le Mans e dopo forse negli Stati Uniti nel mitico catino di Indianapolis, non si farà attendere. Ci sarà anche lui, a correre e combattere. Come sempre.

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VELE & MOTORI

CIRCUITO VELE D’EPOCA 2022 I VINCITORI DELLA PRIMA TAPPA

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stata una sola la prova disputata in mare in occasione della “Regata delle Vele d’Epoca”, prima tappa del circuito 2022 riservato agli yachts che hanno fatto la storia della vela. Undici “barche” hanno partecipato all’evento organizzato dalla Marina Militare in collaborazione con la Sezione di Livorno della Lega Navale Italiana, dallo Yacht Club Cala de’ Medici, con il coinvolgimento dell’Associazione Vele Storiche Viareggio e dell’AIVE (Associazione Italiana Vele d’Epoca). Dopo la regata di sabato 30 aprile, svoltasi su un percorso a bastone lungo 9 miglia, con venti dal primo quadrante fino a 10 nodi di intensità, sole e mare piatto, lo yacht Margaret, un 8 Metri S.I. (Stazza Internazionale) in legno (varato


Ph Credits Paolo Maccione

LE CURIOSITÀ Chaplin, Artica II e Grifone fanno parte della flotta di oltre 200 imbarcazioni gestite dallo Sport Velico della Marina Militare presso le 13 sezioni dislocate in tutta Italia. Su questi scafi l’equipaggio cambia sempre e viene composto a seconda dell’attività che deve svolgere. “Gioconda”, un modello di Impala 35 varato nel 1973, è gemella dell’imbarcazione sulla quale nel 1976 la navigatrice solitaria Ida Castiglioni partecipò alla Ostar, la traversata atlantica in solitario. Tra i punti di forza di queste barche l’elevata stabilità, dovuta ad un peso in zavorra superiore al 50% del peso totale. Onfale è invece un Sangermani del 1962, considerato all’epoca moderno e innovativo. Basti pensare al peso dello scafo il giorno del varo, pari a soli 5.700 chili per una lunghezza di 12 metri. Tra le vittorie del passato quella di categoria alla Giraglia del 1963, tre volte la Coppa Tigullio (dal 1967 al ‘69), il Trofeo Artiglio, Ammiraglio Francese e Le Vele d’Epoca nel Golfo del 2019. A bordo numerosi dettagli sono ancora quelli originali di 60 anni fa, compreso l’albero in alluminio.

in Norvegia nel 1926) ha vinto nella categoria “Yacht d’Epoca” Ojalà II, uno Sparkman & Stephens costruito in alluminio nel 1973 dal cantiere olandese Royal Huisman, si è invece imposta nella categoria “Yacht Classici”. Grifone ha vinto un vero e proprio scontro a due, quello che si è disputato tra i 5.50 Metri S.I. (Stazza Internazionale) Twins X del 1960 e Grifone del 1963 della Marina Militare, l’ex imbarcazione Campione del Mondo a Napoli nel 1965 sulla quale in passato ha regatato anche l’Ammiraglio ed eroe della vela Agostino Straulino. Nel raggruppamento “Vele Storiche” si sono classificate, nell’ordine, Ojalà II, Grifone e Gioconda (1973). Assegnato a Ojalà II anche un premio speciale per il maggior numero di partecipazioni alla Settimana Velica, donato dal Grup-

po “Associazione Nazionale Marinai d’Italia” di Livorno e consistente in un acquerello raffigurante lo yawl Stella Polare della Marina Militare realizzato dal Pittore di Marina milanese Sandro Feruglio. Tra gli sponsor e i sostenitori della Settimana Velica Internazionale Neri, Benetti, Drass, Marina Cala de’ Medici, Sitep Italia, Leonardo, BNL e Nautor’s Swan. La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 1° maggio, al mattino, di fronte al brigantino interrato presso lo storico piazzale dell’Accademia Navale di Livorno. La seconda prova prevista domenica è stata annullata in segno di lutto per il tragico incidente avvenuto in mare il giorno prima a un regatante 51enne di Cattolica della Classe Laser, che partecipava alle regate livornesi. 24oreNews

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MILANO

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T E A T R O

A cura di Ramtin Ghazavi

LA GIOCONDA Dal 7 al 25 Giugno

Amilcare Ponchielli Direttore Frédéric Chaslin | Regia Davide Livermore

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pera anomala e di difficile classificazione ma di fortissimo impatto spettacolare, l’opera di Ponchielli è sempre attesa dai melomani come un evento speciale. La prima rappresentazione nel 1876 fu un successo, ma Ponchielli decise di apportare alcune modifiche alla partitura. Dopo le rappresentazioni alla Fenice di Venezia e a Roma, Ponchielli revisionò ancora una volta la partitura, riscrivendo in pratica gran parte del terzo atto. L’opera fu ripresa dapprima a Genova (1879) e infine nuovamente alla Scala (13 febbraio 1880); da allora è una delle opere più amate dal grande pubblico. Il libretto tratto da Victor Hugo da Tobia Gorrio, pseudonimo di Arrigo Boito, disegna una Venezia cupa e misteriosa, teatro di eccessi passionali e delittuosi, perfettamente rispecchiata dalla vena melodica generosa e accattivante del compositore. Un affresco storico d’impronta scapigliata che richiede sei interpreti di primo piano, uno per ogni registro vocale.

‘LA GIOCONDA’ APPUNTAMENTI Giugno: Ma7|11|14|18|21|25 h19:30

RIGOLETTO Dal 20 Giugno all’11 Luglio

Giuseppe Verdi Direttore Michele Gamba| Regia Mario Martone

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ommissionato nel 1850 dalla Fenice, Rigoletto è la prima opera del Verdi maturo e segna la transizione dalla ‘solita forma’ di aria-cabaletta verso strutture drammatiche più articolate. Verdi stese il grosso della partitura in soli quaranta giorni; la prima riscosse un trionfo, e da allora il Rigoletto non ha mai conosciuto eclissi di popolarità. Capolavoro perfetto per tenuta drammaturgica e musicale, Ri-

goletto arriva alla Scala in una nuova edizione a ventotto anni di distanza da quella di Gilbert Deflo. La firma Mario Martone, un regista che tra prosa, cinema e opera si è imposto tra le figure più significative del panorama italiano e internazionale, e che in coppia con la scenografa Margherita Palli ha firmato alcuni degli spettacoli scaligeri di maggiore e successo degli ultimi anni.

‘RIGOLETTO’ APPUNTAMENTI Giugno: Lu20|23|27|30 h20; Luglio: Sa2|5|8|11 h20

ALTRI APPUNTAMENTI DI GIUGNO Concerti

Opere

+ +

| Incontro ‘Prima delle Prime’ Gi9 h18 + Rigoletto AfterRite / Les noces | ‘Prima delle Prime’ Gi16 h18 +

Riccardo Chailly Ve3|Lu6|Me8 h20 Daniel Baremboin (pianoforte) Lu13 h20

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T E A T R O

AMORE, SONO UN PO’ INCINTA 1 - 5 Giugno: Martinitt Il calo delle nascite genera paura nella società, ma mettere al mondo oggi un figlio preoccupa ancora di più. Quando poi arriva in una coppia improbabile, che non aveva nessuna intenzione di averne, ecco che la frittata è fatta. Una commedia che fa ridere del timore nell’affrontare l’ignoto e di come la storia più vecchia del mondo, quella di dare un futuro alla vita, sia la favola più bella e divertente da raccontare. QUEL CHE ACCADDE A JACK, JACK, JACK E JACK 6 - 10 Giugno: Elfo Puccini - Sala Fassbinder Al centro della trama di questa commedia dai toni scuri e grotteschi, troviamo un nucleo famigliare composto da quattro elementi: un padre di nome Jack, e tre figli, anche essi di nome Jack. Ciascuno dei personaggi aderisce a una funzione che lo distingue dagli altri e ne caratterizza la personalità. AMORE 7 - 12 Giugno: Piccolo Teatro Strehler Amore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in maniera laica e sognante, abbiamo forse la possibilità di darle voce e, a lungo grande assente nei discorsi pubblici, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale, spaventosa, terribilmente umana. FAME MIA - QUASI UN’AUTOBIOGRAFIA 14 - 19 Giugno: Filodrammatici Liberamente tratto da un romanzo di Amélie Nothomb, da cui ruba i momenti più alti e la crudele ironia, è la storia di una donna che aveva fame, così tanta fame, da smettere di mangiare. Uno spettacolo incredibilmente comico e poetico che parla di cioccolato e di desideri, di cibo e di ossessioni, di accettazione e di denutrizioni. 30

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R.A.M. 15 Giugno - 2 Luglio: Franco Parenti Si può cancellare la memoria, estirparla come si fa con un arto malato? Edoardo Erba, drammaturgo tra i più noti e affermati in Italia e il giovane regista Michele Mangini, nel tentativo di rispondere a questa domanda, ci trasportano in un futuro distopico. ROBERTO BOLLE & FRIENDS 18 - 26 Giugno: degli Arcimboldi Uno spettacolo magico, in cui Roberto Bolle, nei panni non solo di interprete ma anche di direttore artistico, sa riunire ogni volta alcuni dei più importanti ballerini del mondo per dar vita con loro a programmi vivaci, sorprendenti, che sanno coinvolgere pubblici vasti ed eterogenei. ALDA. DIARIO DI UNA DIVERSA 21 - 26 Giugno: Elfo Puccini - Sala Shakespeare Uno spettacolo che esplora gli infiniti intrecci tra poesia, follia, teatro e danza. La vita e l’opera di una poetessa straordinaria come Alda Merini irrompono nello spazio scenico in cui, accompagnata da un gruppo di danzatori e danzatrici, si muove un’attrice straordinaria, Milvia Marigliano, con il compito di dare corpo e voce ai sogni, ai ricordi, agli amori e alla poesia di Alda. JOHN CLEESE - LAST TIME TO SEE ME BEFORE I DIE 29 Giugno: degli Arcimboldi Il debutto su un palco italiano di John Cleese coincide con il tour di addio alle scene del comico inglese, leggendario componente dei Monty Python, nonché protagonista del film “Un pesce di nome Wanda”.


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M O S T R A

STEFAN GIEROWSKI - IL SENSO DELLO SPAZIO, LA SCELTA DELLA LUCE Dep Art Gallery | Fino al 7 Luglio Tornato a esporre in Italia, dopo la Biennale di Venezia del 1968, Gierowski (1925, Częstochowa) è uno dei maggiori artisti polacchi del secondo dopoguerra. L’esposizione ripercorre i periodi e gli snodi cruciali della sua produzione di dagli anni ‘50 agli anni ‘80 ed esplora il rapporto dell’artista con la stagione informale italiana attraverso il confronto con alcune opere di Lucio Fontana, Mario Nigro e Piero Dorazio, rivelando analogie e parallelismi nelle rispettive poetiche nonostante non ci fui mai un vero e proprio contatto. La mostra intende così rileggere la figura e la posizione di Gieroswki all’interno della corrente astratta del ‘900 per affermare il suo ruolo di interlocutore fondamentale per la stagione informale a livello internazionale e restituire alla sua produzione quel posto eminente che gli è stato privato per varie contingenze e vicissitudini della Storia, prima tra tutti la Guerra fredda. www.depart.it RUGGERO SAVINIO. OPERE 1959-2022 Palazzo Reale | Fino al 4 settembre La mostra antologica di Savinio (Torino 1934) presenta alcune opere in parte inedite, provenienti da collezioni pubbliche e private, ma anche dai depositi del Museo del Novecento, e che ripercorrono per intero la sua vicenda artistica e biografica. La mostra propone, in 5 sezioni, dipinti, disegni e opere su carta dall’inizio degli anni ‘60 al secondo decennio degli anni Duemila, mettendo in evidenza il rapporto fra ricerca pittorica, cultura letteraria e memoria autobiografica. Prende avvio dagli anni di formazione dell’artista avvenuti fra Roma, Parigi e soprattutto Milano: la città è teatro di una delle sue stagioni più intense e tormentate, quando l’artista era in cerca di un luogo dove radicarsi e trovare una propria identità umana e artistica. La mostra è il racconto autonomo di un uomo che ha fatto della pittura, come scrisse lui stesso nel 2008, la «melodia interna» della sua vita. www.palazzorealemilano.it NUMERISMI DI ADRIANO ATTUS Banca Cesare Ponti | Fino al 28 Ottobre Per celebrare i suoi 150 anni di attività Banca Cesare Ponti presenta al pubblico, nella storica sede di piazza del Duomo a Milano, la mostra di Adriano Attus (Sanremo, 1971), artista e Direttore Creativo de Il Sole 24 Ore. Il progetto inedito nasce dalla stretta relazione fra la tradizione e l’identità della banca e il linguaggio contemporaneo e numerico dell’artista. La mostra raccoglie una selezione di lavori esemplificativi della produzione di Attus, parte delle serie Neometrie e Numerage, accanto a installazioni sitespecific eseguite per l’occasione. Tra queste l’opera 150, ideata appositamente per celebrare l’anniversario della nascita di Banca Cesare Ponti, e la serie Planetario Numerico, presentata al pubblico in formato cartaceo e digitale NFT, fruibile su schermi. www.anabasi.art/adriano-attus

MARIA CRISTINA CARLINI. LA FORZA DELLE IDEE Fondazione Stelline | Fino al 30 Settembre Nella Sala del Collezionista fino al 12 giugno e all’esterno, nel suggestivo Chiostro della Magnolia, fino al 30 settembre, sculture monumentali insieme a opere di piccole e grandi dimensioni danno vita a un percorso espositivo che nasce dalla fluidità del pensiero dell’artista e riunisce numerosi inediti in un crescendo di emozioni. Nell’insieme, le opere evidenziano il linguaggio particolare dell’artista, con la sua predilezione per le materie naturali e grezze, dai tronchi d’albero al legno di recupero, oppure la combinazione di materiali come gres, ferro, lamiera e acciaio corten. Maria Cristina Carlini approfondisce il proprio legame verso la terra e i materiali naturali, simboli arcaici capaci di suscitare ricordi ancestrali spesso sopiti, facendo della memoria individuale e collettiva un punto chiave della sua poetica. www.stelline.it 24oreNews

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C O N C E R T O

ELTON JOHN Farewell Yellow Brick Road - The Final Tour (ore 20:00) Sabato 4 Giugno - Stadio San Siro Elton John saluta tutti i suoi fan con un’ultima tournèe mondiale, “Elton John Farewell Yellow Brick Road - The Final Tour”, a Milano per la tappa italiana. Un concerto evento unico e speciale in cui poter rivivere le sue canzoni più celebri e amate, che hanno fatto la storia della Musica.

WHITESNAKE (ore 21:00) Martedì 28 Giugno - Alcatraz Dopo il grande successo del loro ultimo album “Flesh & Blood” uscito nel 2019, la leggendaria band di David Coverdale torna on the road con il Farewell World Tour che passerà dall’Italia per un’unica data a Milano.

MARCO MENGONI (ore 20:45) Domenica 19 Giugno - Stadio San Siro Marco Mengoni inaugura il suo ritorno ai concerti dal vivo in grande stile per presentare i suoi brani più famosi e amati e il nuovo progetto discografico con cui il cantautore ha conquistato il 60° platino della sua carriera.

ALICIA KEYS (ore 20:30) Martedì 28 Giugno - Mediolanum Forum È una delle artiste di maggior successo di tutti i tempi. Il suo caratteristico stile vocale pieno di sentimento è l’enorme abilità come pianista le hanno portato riconoscimenti monumentali non solo nella sua nativa America, ma anche nel resto del mondo.

THE ROLLING STONES (ore 19:30) Martedì 21 Giugno - Stadio San Siro La band di Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood ritorna in concerto in Italia in occasione di Sixty, il tour dedicato al 60° anno dalla fondazione della band con 14 live show negli stadi di 10 Paesi europei.

EDOARDO BENNATO (ore 21:00) Martedì 28 Giugno - Teatro degli Arcimboldi Nella tappa milanese del “Peter Pan Rock’n Roll Tour 2022” il chitarrista e cantante napoletano dallo stile musicale ironico e dissacrante, ci sarà come sempre la BeBand, quintetto rock ‘n roll apprezzato da pubblico e critica per il grande affiatamento e il sound dirompente.

KENDRICK LAMAR (ore 19:30) Giovedì 23 Giugno - Ippodromo Snai-San Siro L’artista torna in Italia con uno show super atteso che lo vedrà esibirsi a Milano dopo ben 8 anni dalla sua prima esibizione in Italia. È stato il primo rapper nei 102 anni di storia del premio a ricevere il Pulitzer per la musica. ELODIE (ore 21:30) Domenica 26 Giugno - Circolo Magnolia La cantante romana protagonista di brani di successo come Margarita, Nero Bali, Guaranà, Andromeda ed Amore Avrai, ha scelto di recuperare i live del suo tour This Is Elodie (non fatti) in un unico concerto a Milano. 32

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ALICE COOPER (ore 20:00) Mercoledì 29 Giugno - Ippodromo Snai-San Siro Dopo il successo del suo ultimo album “Detroit Stories” uscito nel 2021, il re dello shock rock torna in Italia con il suo incredibile show. Ad accompagnarlo ci sarà uno special guest d’eccezione: Michael Monroe, storico frontman degli Hanoi Rocks. MALUMA (ore 21:00) Mercoledì 29 Giugno - Mediolanum Forum Atteso nel nostro Paese da due anni, a causa della pandemia, il cantante colombiano arriva in Italia accompagnato dalla sua band e da 12 ballerini, con uno spettacolo ricco di coreografie ed effetti speciali.


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FEDEZ E J-AX

IL CONCERTO “SOCIALE”

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n un mondo di guerra, scoppia l’amore e ritorna l’amicizia. Quella tra J-Ax e Fedez, che avevano clamorosamente litigato quattro anni fa e che ora si riappacificano per un concerto benefico. Un concerto, anzi un “festival”, in piazza Duomo il 28 giugno. Fedez e J-Ax hanno annunciato l’evento che, oltre a sancire il loro ritorno insieme, rappresenta un regalo per Milano e un’iniziativa solidale per la Fondazione Tog (Together to Go), centro di riabilitazione per bambini con patologie neurologiche complesse. Il concerto della pace e della solidarietà: pace tra loro, solidarietà per i bambini malati. Fedez e J-Ax si riuniscono per lo show gratuito e a scopo benefico

«LoveMi», che dalle sei del pomeriggio vedrà una scaletta di cantanti alternarsi ogni 15-30 minuti e terminare con un’ora di musica dei due rapper insieme. Il ricavato servirà a costruire un nuovo centro per la riabilitazione gestito dalla Fondazione Tog in viale Jenner. «Alla Fondazione Tog manca un milione di euro per completare la costruzione del centro e io - ha detto Fedez - ho intenzione di darmi da fare per la sua realizzazione». «Per il concerto - ha sottolineato Fedez incontrando la stampa a Palazzo Reale - abbiamo attivato un numero verde solidale, e quindi tutte le persone che potranno essere al concerto o fruirlo attraverso la televisione (sarà trasmesso su Italia 1), potranno donare 2 euro.

Senza Alessandro tutto questo non avrebbe assunto la stessa connotazione». Tanti gli ospiti annunciati. Sul palco, oltre a J-Ax e Fedez si alterneranno nomi come Tananai, Rhove, Paky, Dargen D’Amico, Shiva Ghali, Ariete, Miss Keta, Nitro, Mara Sattei, Miles, Tedua, Rose Villain, Rosa Chemical, Beba, Cara, Paulo, Frada, Mydrama e altri special guests. «Voglio regalare alla mia città, Milano, un concerto gratuito, ma, devo anche dire che, a livello di salute non potrei fare un tour, ed è già tanto se posso affrontare questa data, sto lavorando anche per prepararmi a questo concerto, al quale i miei chirurghi saranno presenti, ma solo per ascoltare», ha detto ancora Fedez. 24oreNews

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MILANO

I N C O N T R A

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FLOATING FOREST

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na foresta multisensoriale galleggiante nel cuore di Milano, un’attrazione significativa e riconoscibile realizzata sulle acque della Darsena. Un elemento dirompente nel paesaggio urbano, progettato per Timberland, in occasione della Milano Design Week, da Stefano Boeri Interiors. Lo studio multidisciplinare fondato da Stefano Boeri e Giorgio Donà sviluppa progetti e ricerche nell’ambito dell’architettura di interni, dell’exhibition design e del product design. La foresta è concettualmente e fisicamente studiata come un ecosistema indipendente, dove 610 alberi e più di 30 specie moltiplicano la biodiversità, attivando i benefici ambientali legati alla forestazione urbana, in connessione con gli altri spazi verdi della città. La foresta offre un’immersione, sia fisica che virtuale, che attraverso il profumo dei fiori e la qualità tattile delle specie selezionate, coinvolge tutti i sensi. Saranno presenti diversi alberi come Acero, Betulla e Malus; arbusti come Aronia Nera, Ortensia, Mahonia e Pittosporo; erbacee perenni come Stipa, Eulalia, Anemone, Emerocallide, Verbena viola e Pampa. Secondo Boeri, la forestazione urbana 34

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è un passo fondamentale per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Per questo le città dovrebbero essere più verdi: una foresta urbana può diventare un’opportunità per migliorare la salubrità dell’ambiente, e implementare la biodiversità, permettendoci di valorizzare la nostra eredità per le generazioni future. L’installazione di Timberland, la cui missione è equipaggiare e ispirare la nuova generazione a far progredire il mondo, nasce proprio dall’importanza del ruolo che ha la natura, enfatizzando la visione del marchio per un futuro più verde ed equo, così come dal concetto di circolarità, dove nulla viene sprecato. Il percorso all’interno dell’installazione avrà quattro tappe fondamentali legate ai diversi sensi e porterà i visitatori a interagire con le ultime eco-innovazioni di prodotto e i valori del brand Timberland. Gli elementi sensoriali saranno integrati con un’esperienza digitale in loco, mentre per chi non potrà partecipare al Fuorisalone l’esperienza sarà online. Il progetto vuole anche essere un’eredità per la città sostenendo una comunità locale: tutti gli alberi che compongono la foresta saranno successivamente donati a Soulfood Forestfarms Hub Italia, organizzazione no-profit che facilita la transizione ecologica dei territori assieme a comunità̀ locali, istituzioni e imprese. L’installazione sarà visitabile dal 7 al 12 giugno in Viale Gabriele D’Annunzio 20 (Darsena), dalle ore 10 alle ore 22.


MILANO

I N C O N T R A

ESTATE IN SARDEGNA CON LO CHEF BERTON

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al Meraviglioso di Porto Cervo al Forte Village di Santa Margherita di Pula, il Ristorante Berton annuncia un’estate tutta da gustare per gli amanti della buona cucina in Sardegna. Con l’arrivo della stagione estiva, infatti, la cucina di Andrea Berton, chef dell’omonimo ristorante stellato di Milano, si trasferisce a luglio e ad agosto al mare. Si inizia il 18 giugno a Porto Cervo con il Meraviglioso, il nuovo fiore all’occhiello della proposta di 5 Club capitanata dagli imprenditori Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, che sarà una fusione perfetta di summer vibes, musica e cucina fine dining nel cuore della Promenade du Port di Porto Cervo e, di cui Berton firmerà la proposta gastronomica. Aperto dalle 10:00

alle 02:00 il nuovo format sarà composto da due anime caratterizzate entrambe da due stili di cucine differenti: la Piazzetta e la Terrazza. Più casual il menu della prima, più sofisticato quello della seconda. Tra i piatti protagonisti spiccano le tagliatelle di calamaro, gazpacho e pop-corn di amaranto; la fregola alle erbe, gamberi e limone e la banana, arachidi e sorbetto al cacao e cardamomo, piatti in grado di valorizzare ricette della tradizione italiana rivisitate in chiave contemporanea. Dal 25 luglio al 21 agosto si rinnova il sodalizio dello Chef Berton (e del suo team) con il Forte Village a Santa Margherita di Pula in provincia di Cagliari all’interno del Forte Bay, il ristorante la cui terrazza offre agli ospiti del Resort

una vista mozzafiato sul mare di Sardegna. Sarà possibile degustare piatti quali l’insalata di gamberi mandorle e lampone; gli spaghetti alla chitarra tiepidi, pomodoro crudo, olive e basilico; l’astice, daikon, papaia e cocco. «È per me un grande onore entrare a far parte del nuovo ambizioso progetto firmato 5 Club» afferma Andrea Berton. «Dopo la splendida stagione invernale al Super G sono fiero di approdare in Costa Smeralda e di inaugurare il Meraviglioso. Insieme alla mia brigata porteremo in Promenade di Port una cucina attuale, immediata e fresca. Sarà per me e la mia squadra un’estate intensa che proseguirà al Forte Village dando seguito a un progetto a cui tiene molto- iniziato nel 2016» conclude lo chef stellato. 24oreNews

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MILANO

I N C O N T R A

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ell’elegante cornice bergamasca di Villa Moroni a Stezzano, nella serata di domenica 15 maggio si è tenuto il Charity Galà con un concerto e la premiazione dei vincitori del Concorso Lirico “Piccinni per i Geni di Domani”. L’evento ha aperto ufficialmente il progetto internazionale charity ideato dall’attuale presidente del Fondo Niccolò Piccinni, Maximilien SerenPiccinni, regista e ultimo discendente dell’illustre compositore italiano del ‘700. Ospiti d’onore della serata Melania Rizzoli - Assessore alla Formazione e lavoro Regione Lombardia e la madrina del progetto, l’icona del Cinema italiano Sandra Milo. Sono stati consegnati i premi con le 3 borse di studio del Concorso, di cui due donate dal Fondo (il 2° e il 3° Premio, rispettivamente a Erica Artina e a Virginia Genovese) e consegnate dall’Assessore Rizzoli. Ha vinto il 1° Premio Jessica Pantarotto, ottenendo la borsa di studi donata dal Rotary Club Bergamo Hospital 1 GXXIII. Lo scopo di queste borse di studio è quello aiutare giovani musicisti di talento a realizzare il loro sogno di studiare musica. Si stima che attraverso attività benefiche il Fondo ne abbia assegnate, dal 1976 ad oggi, oltre 50. Il 40° Premio Piccinni è stato consegnato, dal presidente Maximilien e dal presidente onorario Maria Luigia Piccinni, al soprano di fama internazionale Carmela Remigio, che ha incantato gli ospiti con la sua meravigliosa voce. L’evento si è concluso con il tradizionale taglio della torta e il brindisi finale. Niccolò Piccinni (Bari, 16 gennaio 1728 - Passy, 7 maggio 1800), riconosciuto come uno dei grandi compositori del classicismo italiano e

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“PICCINNI PER I GENI DI DOMANI” 2022-2024

francese del ‘700 e artefice con altri della scuola napoletana, a cui si deve l’invenzione dell’opera buffa, contribuì in maniera determinante alla diffusione e riconoscibilità della cultura musicale italiana nel mondo. Alternando la composizione con l’insegnamento, fu anche gran sostenitore di giovani talenti, come per l’illustre Wolfgang Amadeus Mozart del quale fu fra i primi ad intuirne e promuoverne il Genio, così da introdurlo nelle più importanti corti musicali europee. Il Premio Piccinni è uno storico riconoscimento attribuito con cadenza annuale ad eccellenze vi-

venti che si sono distinte nel repertorio operistico e classico internazionale. Istituito in Belgio nel 1967 per volontà dei discendenti di Louis Alexandre Piccinni, nipote di Niccolò Piccinni, il Premio viene conferito dal Fondo, attraverso una nomination di 5 candidature selezionate da una giuria onoraria costituita dalla Famiglia Piccinni e dai membri del Fondo. Oggi, giunto alla sua 40a edizione, il premio torna dopo anni di assenza nella splendida cornice di ville e teatri che rappresentano il vanto della bellezza e della cultura italiana nel mondo.



DESIGN

ARCO, 1962-2022

60 anni tra stile e mito A cura di LUCA MEDICI WWW.MY-HOME.BIZ

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ensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo». Il progettista nacque nel 1918 ed è stato uno dei designer e architetti più rappresentativi del design italiano, che ha contribuito a realizzare alcuni degli oggetti più originali e riconoscibili del panorama del made in Italy a livello mondiale. Ha progettato lampade e complementi di arredo per tantissime aziende fra cui Alessi, Kartell, Zanotta e Knoll, giusto per citarne alcuni, ma è con la lampada Arco che ha impresso il suo nome nella storia dell’illuminazione di design. Stiamo parlando di Achille Castiglioni che, nel 1962, insieme al fratello Pier Giacomo, ha progettato per Flos la più famosa, ma anche la prima, lampada ad arco del mondo. La lampada Arco è sicuramente uno dei suoi progetti più riusciti tanto da far parte delle collezioni

permanenti del museo della Triennale di Milano e del MoMa di New York. Negli anni ‘60 del Novecento si sviluppò una corrente vicina alla pop art che abbracciò il design, fu definita Ready Made e fu una delle correnti più forti e di rottura nel panorama del design di quel periodo. Questa corrente si propose come alternativa al design classico e fece suo il concetto di decontestualizzazione della struttura dell’oggetto fino a stravolgere completamente la funzione iniziale. L’ironia e l’azzardo diventano da subito due elementi caratterizzanti di questa corrente che Castiglioni racchiuse nel progetto della lampada Arco. In questo contesto sono nate altre due icone del design made in Castiglioni, la sedia Sella e la seduta Mezzadro. La lampada Arco entra di diritto in questa corrente poiché risponde perfettamente alla esigenza della luce di seguire il movimento degli arredi. Infatti, un classico lampadario doveva per forza di cose restare fermo nella sua posizione senza necessariamente illuminare bene il locale oppure una zona specifica come un tavolo o un divano. Arco invece è mobile, è snella, è elegante, è essenziale, è armoniosa, è nuova, è orientabile e risponde perfettamente alle esigenze di una clientela attenta al design, ma anche alla funzionalità dell’oggetto… in poche parole, è unica. Buon compleanno Arco, 60 anni e non sentirli, con questo slogan potremmo descrivere questa icona del design made in Italy. 24oreNews

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VIAGGI

GIBILTERRA

TRA SOLE, MARE E UNA VITA UN PO’ SLOW A cura di TEOBALDO FORTUNATO

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iamo andati a Gibilterra, nell’estremo lembo d’Europa, sulla costa meridionale della Spagna, laddove secondo la cultura classica era una delle colonne d’Ercole, in qualche modo quel finis terrae che segnava il confine tra il mondo noto e l’inquietante ignoto. Gibilterra è situata all’estremità orientale dello Stretto che porta il suo nome e collega il Mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico. Il suo nome deriva dalla corruzione del nome arabo Jabal Tariq (ovvero il monte di Tariq), in onore di Tariq Ibn Ziyad, il condottiero di origini berbere che nel 711 d. C. conquistò la Spagna. Si tratta di un posto davvero speciale: una striscia di terra in cui domina la tradizione britannica ma pochi chilometri dalle coste del Marocco. Stavolta la nostra “guida” è una giovane donna, raffinata e colta, Daphne Palmitessa. Classe 1980, Daphne è blogger, content creator, comunicatrice. Umbra di origine, toscana di adozione, oggi vive a Gibilterra con la famiglia. Ama viaggiare e raccontare le sue esperienze, fotografare e scrivere. Mamma di Niccolò e Anna, le piace condividere le bellezze della vita e i sapori intensi. Mare, tramonti, cieli stellati sono una costante nel suo pro-

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Gibilterra filo Instagram (@daphnepalmitessa). Come ci ha raccontato, «Per chi organizza un bel viaggio in Andalusia, tra le bellezze delle città moresche ricche di arte, storia, musica e cibo eccezionale, consiglio una tappa a Gibilterra. La famosa penisola, che nei tempi antichi rappresentava la fine del mondo, è situata proprio nella parte finale della Spagna, a due passi dal Marocco. La sua particolarità è che si tratta di un possedimento inglese in territorio spagnolo: qui si paga in sterline, troverete le famose cabine rosse sparse lungo le vie e la lingua ufficiale è appunto l’inglese, il tutto mescolato al caldo clima andaluso e ovviamente ad alcune usanze iberiche». Le abbiamo chiesto cosa fare a Gibilterra. «Per i consigli più turistici potete “googlare” … io vi do qualche dritta da persona che ci vive! Prima di tutto, vi consiglio di muovervi verso Catalan Bay che è una meravigliosa caletta dal mare cobalto e una serie di casette tutte colorate, una piccola chiesa e barche ormeggiate. Qui trovate due ristoranti con terrazza sul mare con menu spagnolo e pesce a volontà, entrambi ottimi. Vi consiglio poi di salire alla Rocca, dove ci sono le famose scimmie di Gibilterra che vivono libere: si dice che finché ci saranno le scimmie “Gib” resterà inglese! E forse è proprio per questo che vengono osservate e accudite con grande rigore, con tanto di guardiano delle scimmie! Evitate i pulmini per turisti: imboccate Europa Road e poi salite a piedi verso la Riserva. Così potrete davvero godervi il panorama, fermarvi al ponte tibetano, arrivare fino alle grotte di Saint Michael scavate nella roccia, molto particolari e ricche di stalattiti. All’interno di queste cave, potrete leggere alcuni pannelli sulla storia di Gibilterra e osservare una sorta di spettacolo immersivo con luci proiettate alle pareti e musica in sottofondo: dura una ventina di minuti e potrete godervelo comodamente seduti in una sorta di anfiteatro allestito con poltroncine. Proprio adiacente alle cave c’è un ristorante in stile “cottage”: qui nel fine settimana poter mangiare il tipico roast beef inglese con patate… e la vista è mozzafiato. Certo, una passeggiata in centro nella Main Street va fatta: magari

se potete provate un po’ a salire sulla destra dove si sviluppa la parte araba, meno turistica ma decisamente autentica per capire le varie anime di Gibilterra. Per cena, vi consiglio poi un ristorante fuori dalle zone affollate del centro o dell’Ocean Village fatto di grattacieli e casinò: il Jumper’s Wheel in 20 Rosia Road. Lo stile è molto semplice ma il pesce è davvero fresco e arricchito con piatti di verdure. Pesce del giorno al forno, polipo alla catalana, alici e chi più ne ha più ne metta. Nella bella stagione i tavolini all’aperto vi faranno godere il clima sempre mite di Gibilterra. Se potete, al calar del sole muovetevi verso Europa Point, famosa per il Faro: qui la vista è stupenda, il cielo si tinge di mille colori e il mare si incresca al soffiar del vento (vi consiglio sempre la giacca a vento, anche nei mesi più caldi perché è un punto particolarmente esposto!) Accanto al faro c’è una casina ricca di piante e gatti stesi al sole: vi sembrerà quasi di essere in Cornovaglia!». Un’altra avventura da non perdere assolutamente è una visita alla riserva naturale di Upper Rock, soprattutto adesso che è possibile ascendere sul nuovissimo Skywalk di Gibilterra! Progettato dallo studio di architetti Arc Designs su precise indicazioni del governo cittadino, il progetto rientra nella valorizzazione dell’area con precipui scopi turistici. È stato ideato anche un ponte sospeso e la vicina piattaforma aerea utilizzata nel corso della Seconda Guerra Mondiale è stata riconvertita. Per accedere ad una passerella di vetro (larga 2,5 mt) due sono le possibilità o il percorso mediante le scale o l’ascensore da cui si gode la vista a 340 mt di altezza. L’ultima tappa prima di ripartire? Il Mediterranean Steps, un percorso che prende il via accanto al monumento delle Colonne d’Ercole, attraversando la Riserva Naturale di Gibilterra e attraverso 300 gradini si giunge all’estremità meridionale dalla cresta della Roccia. Lungo il sentiero si incontrano molti punti da cui godere un panorama unico e mozzafiato in cui la vista spazia verso il Marocco e lo stretto che tanto aveva affascinato per secoli i viaggiatori in cerca di fortuna oltre il blu profondo dell’Oceano Atlantico. 24oreNews

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VIAGGI

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on l’estate alle porte è tempo di programmare le vacanze. In Finlandia, la magia del sole di mezzanotte offre un momento unico in cui il sole si dimentica di tramontare: si può godere ogni attimo della giornata scordandosi dello scorrere del tempo. Si tratta del fenomeno naturale che si verifica nella stagione estiva in Finlandia e nei luoghi a sud e a nord del Circolo polare artico. Uno spettacolo mozzafiato in cui si assiste ad un tramonto che si prolunga fino a fondersi con l’alba e che tinge il cielo e la terra di una calda luce sui toni del giallo e del rosso. Non è dunque strano che l’estate sia la stagione più attesa in Finlandia. Dopo un inverno artico avvolto dalle tenebre, infatti, con la bella stagione si torna alla vita e grazie al sole che splende giorno e notte ci si può dedicare a tante attività all’aria aperta dimenticandosi di guardare l’orologio. Tra falò, saune, barbecue, escursioni di pesca e gite in barca, in Finlandia c’è davvero l’imbarazzo della scelta per rilassarsi, celebrando l’estate in compagnia. Una nuotata notturna o una sauna al chiaro del sole di mezzanotte sono dei veri e propri must per i finlandesi nella stagione estiva. Uno dei luoghi più incantevoli per vivere il sole di mezzanotte è

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FINLANDIA “QUANDO IL SOLE SI DIMENTICA DI TRAMONTARE”

la Lapponia finlandese. Dal momento che un fenomeno tanto speciale merita di essere celebrato, la regione si anima di feste ed eventi indimenticabili, come il “Midnight Sun Film Festival” (fondato dai famosi fratelli Kaurismäki) e il festival del folklore “Jutajaiset”. Se si è in cerca di ispirazioni per un viaggio nel mese di giugno che co-

niughi divertimento e natura, allora la Lapponia è la destinazione ideale con tanti appuntamenti che permettono di scoprire la cultura locale e godersi i benefici del sole di mezzanotte. Nel sud della Finlandia, il momento migliore per godersi questo straordinario fenomeno naturale è in occasione del solstizio d’estate. “Juhannus” è la tradizio-


Sopra: il ponte sul lago Saimaa; a fianco: Saimaa Cycle Tour

nale festa nazionale finlandese che celebra il giorno più lungo dell’anno e segna l’inizio della stagione estiva, nonché di un periodo di vacanza per molti finlandesi. Un momento magico in cui ogni luogo diventa teatro di eventi e feste. Proprio nell’isola di Seurasaari a Helsinki ogni anno si celebra la tradizionale festa di mezza estate, mentre nel cuore della regione dei laghi si organizza un festival rock che attira visitatori da tutto il Paese. Pedalare sotto il sole di mezzanotte Il ciclismo è parte integrante della quotidianità dei finlandesi. Andare in bicicletta non è solo divertente, ma anche un modo sostenibile per viaggiare e scoprire luoghi inesplorati. Solo in Finlandia ci si può rigenerare dopo una giornata in sella con una sauna sulle sponde di uno dei più grandi laghi d’Europa. Situato nel cuore della regione dei laghi, il lago Saimaa è un luogo molto speciale, non solo per i visitatori. Proprio qui, infatti, oltre a dedicarsi ad attività sportive e ri-

In alto: tipico cottage di legno rosso sul lago; sopra: la locandina del Midnight Sun Film Festiva 2022

creative di ogni tipo, si svolgerà l’8 e il luglio il “Saimaa Cycle Tour”, uno dei giri in bicicletta più belli d’Europa. Partendo in prossimità delle rapide di Imantrankoski, nella città sudorientale di Imatra, il tour conduce ciclisti professionisti e amatoriali attraverso foreste, laghi e valli. Annoverato tra gli eventi ciclistici più prestigiosi da Epic Road Rides, questa corsa consente ai partecipanti, provenienti da tutto il mondo, di ammirare il sole di mezzanotte che indugia all’orizzonte. Giunto alla seconda edizione, questo evento eccezionale non è

concepito come una vera e propria competizione. I partecipanti possono infatti scegliere tra 3 differenti percorsi a diverso grado di difficoltà: il Ruokolahti Tour (38 km), il Jaakko Hänninen Tour (85 km) e il Saimaa Cycle Tour (300 km). Il Saimaa Cycle Tour è un’occasione anche per assaporare le specialità gastronomiche locali, come il salmone, conoscere il territorio e vivere lo sport come i finlandesi. Dopo la corsa, bisogna rilassarsi e non c’è modo migliore di una sauna e una nuotata nel lago. I più fortunati, poi, potrebbero avere anche il privilegio di avvistare la foca del Saimaa, l’unica sottospecie della foca dagli anelli che vive proprio nelle acque di questo magnifico bacino naturale. Con le acque del mare e dei laghi che si riscaldano, il modo per eccellenza per trascorrere l’estate e godersi il sole di mezzanotte è vivere le notti luminose in un cottage di campagna, il rifugio estivo per eccellenza dei finlandesi. 24oreNews

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DIRITTI & DOVERI Prof. Avv. Antonello Martinez Studio Legale Associato Martinez & Novebaci www.martinez-novebaci.it

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e origini dell’avvocatura sono antichissime e addirittura le prime tracce le si hanno dal tempo del codice di Hamurrabi. Il testo fu scritto dall’omonimo re dei Babilonesi nientemeno su suggerimento della divinità, ove la capacità di ragionamento e, quindi, anche quella giuridica, non era ritenuta umana ma veicolata per il tramite del divino, affidando ai capi famiglia o a persone particolarmente autorevoli il compito di pronunciare discorsi a difesa degli accusati. La prima vera forma di professione la si ha solo nell’antica Roma dove, secondo l’etimologia latina Advocatus (“chiamato alla difesa”) la figura dell’avvocato inizia ad acquisire i tratti principali che la caratterizzano ancora oggi. Ho fatto questa breve introduzione in quanto è appena uscito un bellissimo studio a cura dell’Ufficio Attuariale della Cassa di Previdenza e Assistenza Forense concernente i dati sull’avvocatura in Italia con uno spaccato degli iscritti alla Cassa Forense che parte dal 1985 e aggiornato al 31/12/2021, che ci offre tante indicazioni di come si muove tale figura professionale. Nel 1985 gli avvocati iscritti alla cassa erano solo 37.495 per una popolazione italiana di 56.597.823 e si aveva quindi una media di 0,7 avvocati per ogni 1000 abitanti. Nel 2021 gli iscritti alla cassa erano 241.830 e con una percentuale di 4,1 avvocati per ogni 1000 abitanti (su 59.059.738 italiani). In sostanza in soli 36 anni si è avuto un incremento sproporzionato di tale categoria professionale. Andando ad analizzare il dato di crescita negli anni si è avuto un aumento progressivo di pochi punti all’anno ma nel triennio 95/97 inspiegabilmente si è avuto un aumento di avvocati di oltre il 10% per ogni anno a seguire la percentuale è riscesa stabilizzandosi tra il 3 e l’8% annuo di incremento, per poi inspiegabilmente toccare un picco di incremento nell’anno 2014 che non ha il benché minimo raffronto con la storia della professione andando a raggiungere un tasso del 26,4%. A tale dato non riesco a dare una spiegazione di quale possa essere la ragione da un punto di vista sociologico che

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AVVOCATURA AL FEMMINILE.

VERSO IL SORPASSO? ha spinto una smisurata percentuale di avvocati ad iscriversi alla Cassa se in più si pensa che l’anno precedente l’incremento era stato del 4,1% secondo dei parametri che direi normali e che, circostanza che aggiunge altri elementi enigmatici, dal 2015 si è avuta una vertiginosa discesa che è partita dal 5% del 2015 per arrivare al segno negativo del -1,3% del 2021. Tantissimi sono i dati di grande interesse di tale relazione ma, ovviamente, non può essere questa la sede opportuna dove sviscerare tali tematiche, non posso tuttavia non riportare un dato che è relativo al fatto che per millenni l’Avvocato era per forza di cose l’uomo e le donne stavano molto lontane dalla professione, ebbene, nel 1985 il numero delle avvocatesse era di 3.450 e rappresentava circa il 9%, nel 2021 le donne avvocato sono 115.250 pari al 47,7%. Ho idea quindi che, anche nella professione forense, la freccia per il sorpasso sia già stata accesa.



AMICI A 4 ZAMPE Dr. Ferdinando Asnaghi Medico Veterinario Specialista in Patologia e Clinica Animali da affezione Centro Veterinario Asnaghi Anselmi Cascina Sedone, 10 - Zerbolò - PV

BASTA VACANZE SEPARATI!

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er andare in vacanza con il cane fino a qualche anno fa era quasi impossibile. Per trovare una spiaggia per te e il tuo amico a quattrozampe occorreva optare per quelle libere, spesso di difficile accesso, e troppe volte si finiva rinunciando al mare o lasciando Fido a casa. Oggi però andare in vacanza con il cane non è più un problema: alcuni arenili italiani si sono organizzati, diventando molto attenti alle piccole necessità dei nostri amici pelosi. Ci sono più di 100 spiagge dog friendly in tutta Italia, oltre agli arenili di libero accesso: si va dalla spiaggia per cani libera attrezzata con aree per i suoi bisogni, per rinfrescarlo e proteggerlo dal solleone, a stabilimenti che hanno persino lettini speciali e giochi tutti per il tuo pet. Le proposte sono moltissime. Il sito di www.zampavacanza.it offre un servizio prenotazioni diretto con oltre 3.500 strutture ricettive altamente specializzate nell’accoglienza di viaggiatori con animali. Parti subito con il tuo amico a quattro zampe per una Vacanza Pet Friendly indimenticabile! A questo punto non dobbiamo far altro che preparare la valigia per viaggiare con noi, ma cosa mettere al suo interno per far sì che al nostro amico a quattro zampe non manchi proprio nulla? 1. Documenti: il certificato di iscrizione all’anagrafe canina, il libretto sanitario e, per chi va all’estero anche il suo passaporto, aggiornati con tutte le vaccinazioni obbligatorie. 2. Guinzaglio, collare o pettorina: oggetti obbligatori nei luoghi pubblici e necessari per tenere il nostro

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cane sotto controllo e proteggerlo dai pericoli. 3. Le ciotole: una per il cibo e una per l’acqua, in modo tale da portare quest’ultima sempre con noi. 4. Museruola: chi ha un cane deve avere sempre con sé una museruola, in alcuni spazi pubblici è obbligatorio dimostrare di averla a portata di mano o addirittura fargliela indossare. 5. Cibo: portate qualche suo snack per il viaggio e alcune porzioni delle sue crocchette per quando sarete arrivati a destinazione. 6. Cuccia, brandina o copertina: per far sentire il vostro amico come a casa. 7. Giochi: portarne alcuni tra i suoi preferiti servirà ad intrattenerlo durante tutta la vacanza. 8. Sacchetti igienici 9. Prodotti per la toeletta: spazzola, shampoo, salviettine per la pulizia di orecchie e occhi, e taglia-unghie. 10. Farmaci e Kit di pronto soccorso da viaggio: tra cui antiparassitari, antiemetici, antidiarroici, stick o farmaci per le punture di insetto, forbicine, garze e disinfettante. Non dimentichiamo il numero di telefono del nostro veterinario di fiducia e i contatti di quello nel luogo di villeggiatura!


ERBARIO MAGICO Dott. Andrea Pitrelli Farmacista antroposofo Farmacia Duomo www.cofa.it • duomo@cofa.it

LE MILLE VIRTÙ DELL’ORTICA

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l suo nome deriva dal latino “urere” che significa “bruciare”, in riferimento ai suoi peli urticanti. In realtà l’ortica (Urtica dioica) è una potentissima erba medicinale, regina delle cure popolari, le cui proprietà sono note dall’antichità. Il medico, botanico e poeta Castore Durante, ad esempio, nel suo “Herbario Nuovo” (1585), dopo aver detto: «È così notissima pianta l’ortica, che si conosce da ciascuno fino nella notte oscura», elencò una vastissima quantità di “virtù di dentro” e di “virtù di fuori”. In passato dai fusti delle piante di ortica si ricavavano fibre tessili praticamente indistruttibili, simili alla canapa. In molte tradizioni popolari appartenenti a tutta l’Europa centrale, si crede che una pianta di ortica allontani i fulmini se gettate nel focolare. In passato si usava flagellare con l’ortica le parti doloranti del corpo affette da dolori reumatici, perché stimolava benefiche reazioni: questo non deve stupire se si pensa che i reumatismi vengono curati anche con la puntura delle api.

Proprietà Dell’ortica si utilizzano le radici e le foglie, utilizzate per l’azione rimineralizzante, ricostituente, antianemica, diuretica, antinfiammatoria e per riequilibrare la flora batterica intestinale. Le foglie di ortica contengono composti minerali - calcio, potassio ferro, magnesio, zinco e rame (utili per rinforzare unghie e capelli) - e un concentrato di vitamine A, C ed E, vi-

tamine del gruppo B (B2, B5 e acido folico). Completano il fitocomplesso dell’ortica sostanze azotate, acido silicico e acido formico e tanta clorofilla, dall’azione rigenerante. Le vitamine contenute nell’ortica sono alleate del buon funzionamento del metabolismo, dello sviluppo e della salute del sistema nervoso e della coagulazione del sangue; i minerali, infine, favoriscono la salute di cuore, arterie, ossa, denti e globuli rossi. L’assunzione dell’ortica è da tempo considerata utile per contrastare alcuni disturbi legati al ciclo femminile. Il ferro contenuto nella pianta serve a ripristinare le scorte del minerale che vanno perse durante il ciclo. Inoltre, l’ortica svolge anche un’azione antiemorragica mediata dall’azione della vitamina K. È utile per le donne che hanno un flusso abbondante assumere le ortiche nella forma preferita, come infuso, gellule, ma anche come integratore dei cibi. In cucina Le foglie di ortica, leggermente scottate, diventano un ottimo ingrediente per la preparazione di risotti, minestroni, zuppe, vellutate e torte salate. Insieme a patate lessate ed erbe aromatiche, possono costituire il ripieno per degli ottimi ravioli caserecci. Oltre a essere gustose, hanno anche un blando effetto lassativo, “spazzolano” le pareti intestinali e depurano tutto l’apparato gastroenterico. Prima del consumo o applicazione per scopi curativi chiedete informazioni al vostro medico o farmacista di fiducia. 24oreNews

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COME STAI? Dr. Cristiano Messina Studi Medici Vercelli www.studimedicivercelli.it

ESTATE: DISTURBI FREQUENTI E ALIMENTI “AMICI”

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on l’arrivo del caldo si manifestano alcuni disturbi per i quali esistono sicuramente terapie farmacologiche efficaci, ma non essendo essi gravi né pericolosi possono essere utilizzate con successo delle integrazioni alimentari che ne permettono l’attenuazione e talvolta la totale risoluzione. Disturbi legati alla menopausa, in particolare le cosiddette ‘’vampate di calore’’, possono essere trattate con cibi ricchi di fitoestrogeni, sostanze naturali contenute in alimenti che svolgono un meccanismo d’azione simile a quello degli ormoni prodotti dall’organismo, o farmacologicamente ma senza averne tutti i possibili effetti collaterali. Questi ormoni naturali sono contenuti tra l’altro nella soia, nella frutta secca in particolare albicocche e prugne, nei semi di lino e di sesamo, nell’aglio, nelle pesche, nella crusca di frumento, nelle bacche, nel formaggio tofu, e anche nel cavolfiore, nei broccoli, nei cavoletti di bruxel e nel

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cavolo. Disturbi legati alla cistite con disuria (dolore a urinare), alla pollachiuria (desiderio ripetuto di urinare) e nell’uomo, oltre alla cistite, anche la prostatite. Per queste patologie esistono, oltre ai consigli alimentari, una serie di atteggiamenti che riducono il rischio di contrarle. D’estate bisogna bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno; va poi introdotta almeno una porzione di verdure a pasto per introdurre vitamine, sali minerali e antiossidanti. Fondamentale assumere poi almeno tre porzioni di frutti al giorno meglio con la buccia e favorendo mirtilli, ribes, kivi e frutti di bosco per la loro azione batteriostatica sulle vie urinarie con conseguente blocco della replicazione urinaria e visto il loro alto contenuto in vitamina C hanno anche un importante effetto immunostimolante. Consumare poi yogurt e latticini freschi per il loro contenuto in fermenti lattici che prevengono le infezioni. Esistono poi una serie di alimenti che sarebbero proibiti o comunque da li-

mitare per la possibilità che favoriscano l’insorgenza o provochino il peggioramento di una cistite o prostatite già presente. Alcolici e superalcolici, caffè, the e prodotti contenenti caffeina, peperoncino, spezie piccanti e pepe, formaggi piccanti, bibite zuccherate o eccesso di dolci (alimenti che alzando la glicemia favoriscono l’insorgenza delle infezioni sia batteriche che da candida), agrumi, insaccati, fritti. Una dieta che tiene conto di queste indicazioni permette di prevenire le infezioni e di risolvere eventualmente con un supporto farmacologico da valutare caso per caso le cistiti e prostatiti ricorrenti che spesso la sola terapia chimica non riesce a debellare. Ormai sempre di più ci si rende conto che in buona parte siamo quello che mangiamo e che addirittura la dieta di una gravida influenzerà molto i problemi di allergie e di malattie che dovrà affrontare il bambino una volta nato. Fondamentale quindi una alimentazione varia e attenta ai nostri punti deboli.


VERO & FALSO/Alimentazione

IL VERO E IL FALSO SUI CIBI A cura di EVELINA FLACHI

I formaggi fanno ingrassare? No, se assunti con moderazione e alternati con altri secondi piatti. Non esistono infatti alimenti che fanno dimagrire o ingrassare, è il loro consumo eccessivo che rappresenta un problema. E sebbene rappresentino un’ottima fonte di proteine a elevato valore biologico e di sali minerali, serve ricordare che i formaggi sono piuttosto ricchi di lipidi e calorie, e costituiscono da soli un ottimo secondo piatto. Il loro valore nutritivo è importante per coprire il fabbisogno di calcio, minerale indispensabile per la crescita e il mantenimento dell’organismo. Ricordiamo anche che non esistono in senso assoluto formaggi “magri”, perché tutti devono contenere più o meno grassi e colesterolo. Ce ne sono alcuni che possono contenere meno grassi e quindi meno calorie, come il Grana Padano Dop (Denominazione di origine protetta), ottenuto decremando parzialmente il latte durante la lavorazione. In ogni caso è sempre utile leggere le informazioni nutrizionali riportate sulle confezioni. In uno schema alimentare corretto se ne consigliano almeno 2 porzioni alla settimana, come secondo piatto da alternare a carne, pesce, uova, legumi e affettati o piccole quantità giornaliere di Grana Padano (10-20 gr) grattugiato o a piccole scaglie. Da ricordare, inoltre, che la stagionatura, riducendo la percentuale totale di acqua, concentra le sostanze nutritive, compresi lipidi e colesterolo, e pertanto i formaggi stagionati potranno essere consumati in quantità minori (50 gr) rispetto ai freschi (100 gr).

Il cioccolato favorisce il buonumore? Sono note a molti le proprietà consolatorie della cioccolata e oggi possiamo dire che il suo valore antidepressivo è assolutamente reale ed è legato a delle specifiche attività. Uno studio pubblicato nel 2007 sull’American Journal of Psychiatry ha analizzato le sostanze contenute nel cioccolato che agiscono a livello cerebrale, quali l’anandamina, con lieve azione euforizzante, e le metilxantine, simili per effetto alla caffeina, oltre ad alcune sostanze che favoriscono la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che stimola la sensazione di benessere. Per questo motivo la cioccolata può svolgere un’azione tranquillizzante, che la rende spesso desiderabile e a volte indispensabile nei momenti difficili della giornata. Il cioccolato fa bene anche al sistema cardiocircolatorio, poiché contiene numerose sostanze antiossidanti di natura fenolica, ma deve essere fondente e deve contenere almeno il 70% di cacao. Per usufruire dei suoi numerosi pregi basterà controllarne le dosi, ricordando che quello fondente fornisce 542 kcal per 100 gr e quello al latte 565 kcal. Un quadratino di circa 10 gr al giorno per 5 giorni la settimana è un ottimo aiuto per l’umore e il nostro benessere.

Tratto dal libro “La dieta del 5” 24oreNews

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“Nel nome dell’ape”

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n occasione della Giornata mondiale delle api (che si celebra il 20 maggio, dal 2018), Castello di Meleto ha rilanciato un importante appello: proteggiamo le api sul territorio e sviluppiamo una economia che combini produzione vinicola e apicoltura. Castello di Meleto, azienda agricola di Gaiole in Chianti (SI), ospita oggi 70 famiglie di api, corrispondenti a più di 3 milioni di insetti presenti annualmente, grazie ad un progetto speciale: il Parco delle Api, a cui tutti possono contribuire acquistando una o più famiglie di api. Un impegno per l’ambiente che si è rivelato un modello concreto, economico e compatibile con l’equilibrio naturale e che ha portato risultati soddisfacenti, grazie anche alla scelta di progettare il parco in funzione degli insetti stessi e delle loro necessità. Sono state quindi scelte varietà di piante frugali e autoctone che, in un anno particolarmente siccitoso come il 2021, hanno reagito bene e offerto nutrimento alle api. Inoltre, la creazione di abbeveratoi naturali (perché sì, anche le api hanno bisogno di bere!) ottenuti scavando dei tronchi o formando delle pozzanghere, ha aiutato la sopravvivenza di questi insetti. La combinazione di buone pratiche agronomiche in vigna, lo sviluppo costante del parco delle api e la creazione degli abbeveratoi hanno portato ad un risultato estremamente

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Nuove regine a Castello di Meleto positivo: su 46 famiglie ne sono morte solo 3, quando invece la moria media in Italia nel 2021 si aggira attorno al 40%. Quello di Castello di Meleto è un progetto ambizioso, che vuole essere da stimolo al territorio perché sempre più aziende trovino nell’apicoltura una diversificazione produttiva e ambientale. Questa attività, oltre ad essere fondamentale per l’ambiente è anche remunerativa: con la vendita del miele, infatti, Castello di Meleto ammortizza i costi di progettazione, di mantenimento del parco, delle arnie e della manodopera dell’operaio dedicato alla loro cura. Grazie al progetto “Nel Nome dell’Ape” è possibile adottare un’arnia per contribuire concretamente al ripopolamento nella zona di questo insetto indispensabile alla sopravvivenza dell’ecosistema. In seguito all’adozione, l’azienda si impegna a gestire l’arnia per 5 anni di affido. Su ogni arnia sarà apposto il nome dell’investitore e dalla produzione di ciascun loco saranno estratti 2 kg di miele all’anno, per un totale di 10 kg, che verranno spediti al custode con aggiornamenti costanti sull’andamento della produzione. Il Parco delle Api è anche didattico, ospita infatti le scolaresche di Gaiole e Radda in Chianti, alle quali viene regalato un sacchetto di semi da portare a casa da piantare e far fiorire, aspettando l’arrivo delle api.



Turismo religioso in Piemonte e pellegrinaggi nel Biellese A cura di DARIO BORDET

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na fitta rete di percorsi escursionistici attraversa il territorio piemontese, regalando la possibilità di realizzare itinerari a tema, come quelli legati alla spiritualità. Così la Via Francigena, che si snoda a sud della provincia di Biella, la Strada dei Santuari, itinerario montano che tocca svariati cammini dello spirito all’interno e oltre i confini della Provincia di Biella, in un sistema di notevole valore artistico e paesaggistico. Il Biellese è terra di Santuari alpini, tra i più belli e conosciuti del Piemonte. Il più noto è sicuramente quello di Oropa, uno dei primi santuari in Europa per importanza, legato al culto della Madonna Nera - detta appunto Santa Vergine d’Oropa. La tradizione popolare vuole che iniziatore del culto cristiano ad Oropa fosse Sant’Eusebio, Vescovo di Vercelli, nel IV sec. D.C. Il Santo avrebbe trovato in Gerusalemme la statua di legno della Vergine, scolpita

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da San Luca, e l’avrebbe portata con sé ad Oropa. La costruzione di una vera e propria chiesa è documentata nel 1200; da allora il Santuario si è espanso per ospitare e contenere i sempre più numerosi fedeli, fino a trovare l’aspetto attuale. L’insieme monumentale è composto ora dal Chiostro con la Basilica Antica, dalla Basilica Nuova e dai corpi laterali, dove sono state ricavate più di trecento moderne stanze per ospitare i pellegrini. Dalla Scala Regia alla Basilica antica e alla Chiesa nuova, dalla biblioteca ricca di antichi volumi alla collezione di arredi sacri e gioielli fino alle due gallerie di ex-voto, Oropa offre un patrimonio unico di arte e cultura, ma è anche un’oasi di natura incontaminata e un paradiso per turisti e sportivi.

Oropa: Cappella del Trasporto

Tra le Cappelle del Sacro Monte di Oropa Un percorso devozionale per molti, di puro svago e relax domenicale per altri, è quello che si snoda tra le Cappelle del Sacro Monte di Oropa. Un luogo incantato, dove il silenzio e la contemplazione sono di casa, il Santuario di Oropa è situato


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in altura e presenta un percorso devozionale tra le dodici cappelle del Sacro Monte, situate tra la conca del Santuario e il rio Canal Secco, sul colle dell’Oretto. Al Santuario si arriva in auto, ma chi vuole può, con la bicicletta, affrontare, come un pellegrino penitente, la salita che dalla città porta al complesso del Santuario. Una salita conosciuta anche dai ciclisti professionisti del Giro d’Italia che spesso hanno concluso una tappa con l’ascesa fino al santuario mariano. Si tratta di piccole chiesette edificate tra i secoli XVII e XVIII dalle comunità biellesi. In

Il Santuario di Graglia e l’Eco endecasillabo

ognuna si trovano statue in terracotta, anche a grandezza naturale, realizzate da artisti biellesi e vallesani che simboleggiano scene tratte dalla vita di Maria. Il percorso si trova a sinistra del complesso monumentale del Santuario, in uno scenario montano inserito nel Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e più recentemente divenuto Riserva Speciale della Regione Piemonte.

Il Santuario di Graglia e l’Eco endecasillabo La figura della Madonna è venerata nel Biellese anche nel Santuario di Graglia. L’ariosa e pittoresca Valle Elvo, circondata di boschi di castagni e faggi, fu scelta nel XVII sec. dal Parroco del paese, Nicolao Velotti, quale luogo ideale per la costruzione, sul colle di San Carlo, di un Sacro Monte, costituito da un Tempio di notevoli dimensioni e ben cento cappelle. Purtroppo, il progetto iniziale naufragò e nel 1655 fu deciso di elevare sul colle della Divina Bontà, sul quale già sorgeva una cappella dedicata alla Madonna di Loreto, una grandiosa Basilica. La grande chiesa, con pianta a croce greca, è lunga 42 metri e larga 32; l’interno della Basilica è impreziosito dalla splendida cupola ottagonale decorata nel 1870 dall’artista Fabrizio Galliari, e dalla cappelletta dedicata alla Madonna di Loreto. Il soggiorno al Santuario di Graglia è reso piacevole anche dallo splendido verde circostante e dalla salubrità dell’acqua, che sgorga direttamente dalle sorgenti montane. Una curiosità: lungo il sentiero che dal Santuario di Graglia conduce a S. Carlo, ha luogo uno dei fenomeni acustici più antichi e affascinanti che si conosca. Raggiungendo un punto opportunamente segnalato e rivolgendosi verso il Santuario, è possibile udire la parola gridata dopo una frazione di secondo; la particolarità in questo caso è che l’eco qui può riportare una parola di undici sillabe (ad esempio “precipitevolissimevolmente”). Si tratta di un fenomeno raro e un’occasione da non perdere: esiste solo un altro “Eco endecasillabo” nel mondo, in una zona del Grand Canyon, negli USA. 24oreNews

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La Passione di Sordevolo A soli 4 km a nord di Graglia tornerà in scena il prossimo 18 giugno (con repliche fino al 25 settembre), dopo le 200 candeline spente nel 2015 e dopo lo stop forzato nell’estate 2020, la “Passione di Sordevolo”. Torna, quindi, una rappresentazione della Passione di Cristo unica in Italia e nel mondo e che quest’anno punta al tutto esaurito, con circa 35 rappresentazioni da giugno a settembre, che richiamano in un anfiteatro di 4mila m2 decine di migliaia di spettatori da tutta Italia e da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, al Giappone. Da oltre 200 anni gli abitanti di Sordevolo - centro di poco più di mille e trecento abitanti posto lungo il percorso dei sacri monti, fra Oropa e Graglia mettono in scena una rappresentazione teatrale popolare unica in Italia e nel mondo. Lo spettacolo della Passione, come lo conosciamo oggi, nasce duecento anni fa, ma le sue origini sono ben più remote. A Roma, tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, la Compagnia della Confraternita

Sordevolo, Colle di S. Grato

Benedetto Croce e Franco Antonicelli a Sordevolo Lo spettacolo della Passione

del Gonfalone recita nel Colosseo un testo della Passione. La scenografia, realizzata interamente con i mezzi e le competenze introdotte dai cittadini, ricostruisce un frammento della Gerusalemme dell’anno 33 d.C.: la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, il giardino del Getsemani, il cenacolo, il monte Calvario. Tutte le ventinove scene si svolgono quindi nell’anfiteatro da 2400 posti realizzato appositamente quindici anni fa e nel quale in questi ultimi anni si sono esibiti anche artisti del calibro di Ennio Morricone. Negli anni scorsi l’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo ha promosso l’allestimento, nei locali della seicentesca chiesa di S. Marta, di un museo permanente sulla tradizione della Passione di Sordevolo, aperto da giugno a ottobre tutte le domeniche e anche in tutte le date degli spettacoli. Un territorio, quello di Sordevolo, ricco di spiritualità e di cultura. Quello che era il territorio di villeggiatura di Piergiorgio Frassati (originario di Pollone, Comune confinante con Sordevolo), ma anche di Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Benedetto Croce e molti altri protagonisti del secolo scorso vuole tornare, grazie anche alla Passione, al centro dei grandi itinerari turistici nazionali.


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CLIMATE CHANGE DAYS: TAPPA ALLÊELBA 10 minuti sott’acqua per il cambiamento climatico

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i fronte ai grandi cambiamenti ambientali, i contributi dei singoli possono sembrare solo gocce nel mare: eppure, senza di esse, anche l’oceano sarebbe più piccolo. Questo è il messaggio chiave della “Citizen Science”, attività scientifica che può essere compiuta da persone comuni, per aiutare i ricercatori: il contributo di tutti conta e può portare a risultati fondamentali, goccia dopo goccia. E proprio le distese blu sono al centro dell’iniziativa di scienza collaborativa del “Climate Change Days Tour”, organizzata da DAN Europe (associazione dedicata alla sicurezza delle immersioni) e PADI (la principale organizzazione di didattica alla subacquea), all’interno del più ampio progetto europeo MPAs Engage, che studia gli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. Giunto alla 3a e ultima edizione, mercoledì 8 giugno, in occasione della “Giornata Mondiale degli Oceani”, il tour farà tappa all’Elba, chiamando a raccolta diver da tutta Europa che si immergeranno nelle acque dell’isola. Saranno coinvolti gli oltre 30 diving center europei e i circa 150 istruttori formati in questi anni, mobilitando anche diver ricreativi in un’azione

di scienza collaborativa. Ai sub sarà richiesto di “donare alla ricerca dieci minuti della loro immersione”, per analizzare la fauna marina di due transetti, contando i pesci di determinate specie e segnando i dati su una lavagnetta impermeabile data in dotazione ai partecipanti. L’evento avrà come base operativa e punto di partenza la spiaggia di Morcone, vicina al centro di Capoliveri. Sono chiamati a partecipare tutti i subacquei dai 10 anni in su con un brevetto di primo livello e tutti gli snorkelisti (su transetti a basse profondità). Dopo la raccolta, l’analisi scientifica consentirà di studiare e implementare possibili soluzioni per mitigare gli effetti delle variazioni climatiche e dell’impoverimento della biodiversità marina. Non è un caso se l’evento finale di questa virtuosa iniziativa si terrà nelle acque della Perla del Tirreno: grazie al clima mite tutto l’anno e alle correnti ricche di nutrienti che favoriscono una rigogliosa fauna marina, l’Elba è da sempre una meta molto amata dagli appassionati di sport acquatici, tra cui il diving. Lungo la costa si trovano oltre 40 punti di immersione, per tutti i livelli e per tutti i gusti, dalla Zona a Tutela Biologica dello Scoglietto di Portoferraio, dove si può nuotare in mezzo a cernie, nuvole di corvine, dentici e orate rimanendo entro i 15 metri, alle profondità della Secca del Careno, davanti a Sant’Andrea, dove non è difficile scovare qualche barracuda tra vivaci gorgogne rosse. Una biodiversità da preservare e valorizzare. 24oreNews

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VALLO DI NERA: IL PAESE CASTELLO

I Borghi più belli d’Italia

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abato 4 e domenica 5 giugno, nel monumentale paese di Vallo di Nera (PG), castello incastonato tra le rocce e il fiume Nera, torna “Fior di Cacio”, la 18a edizione della mostra mercato delle produzioni casearie artigianali di qualità e dei prodotti umbri. Ideata fin dagli esordi per ridare valore a un mestiere antico della Valnerina, quello del pastore, meritevole di essere preservato e sostenuto, anche questo anno permetterà ai visitatori di immergersi in questa realtà strettamente connessa all’identità e all’economia dei luoghi, ascoltando testimonianze e racconti, e anche provando 2 specialità della cucina pastorale: il pecorino cotto ai ferri e la vera pasta Cacio e pepe, preparata all’interno di una forma di cacio. Nel borgo di pietra circondato dai boschi e dalle montagne, i banchi dei formaggi si mescoleranno alle altre tipicità alimentari dell’Umbria, come la norcineria locale, i tartufi, lo zafferano, i legumi, i vini, le confetture ed alla tradizione manifatturiera artigianale. La manifestazione sarà anche l’occasione per conoscere il ricco patrimonio culturale e naturalistico di Vallo di Nera e dei suoi dintorni, 56

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scoprendo le principali testimonianze storico-artistiche e architettoniche del paese. Tra queste la cerchia di mura medievali, gli scorci caratteristici, le loggette rampanti, le torri, le chiese romaniche di Santa Maria Assunta e di San Giovanni Battista, con gli affreschi del ‘300 e del ‘400. Il dipinto della Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino, nella Chiesa di Santa Maria, che rappresenta la più importante testimonianza iconografica del movimento di pacificazione che attraversò l’Italia e il Nord Europa alla fine del ‘300; l’affresco della parrocchiale La Dormitio Virginis, firmato da Jacopo Siculo, pittore della cerchia di Raffaello Sanzio, costituisce un superbo esempio di committenza religioso-politica, legata direttamente alle vicende del castello di Vallo e a una più ampia questione ebraica. Nella Casa dei Racconti, i visitatori ritroveranno la memoria orale di storie, favole, ricette e le tipiche ed umoristiche Vallanate. Inoltre, nel chiostro del Convento francescano e nella Chiesa di Santa Caterina saranno presenti due mostre dedicate ai graffiti e alla ex ferrovia Spoleto-Norcia, oggi stupendo tracciato da percorrere a piedi o in bicicletta.


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n vista delle prossime vacanze estive, il Touring Club Italiano invita a vivere esperienze uniche all’insegna della bellezza nei borghi Bandiera Arancione, che quest’anno torneranno ad animarsi grazie ad attività coinvolgenti, eventi culturali, manifestazioni enogastronomiche e rievocazioni legate alla storia e alle tradizioni locali. Con la campagna “Estate nei Borghi” il TCI promuove esperienze di viaggio all’insegna dell’autenticità, del benessere e del turismo slow e consapevole. È il racconto di piccole località, autentiche eccellenze del territorio, che si distinguono per la loro dimensione umana, il calore e l’accoglienza. Concerti dal vivo su una zattera mobile, circondata da una pittoresca cornice alpestre, a 1.750 metri d’altitudine. Siamo sul Lago Terrasole, nel borgo di Limone Piemonte (CN), che sarà il palcoscenico della rassegna musicale Note d’Acqua (domenica 24 luglio, sabato 6 e venerdì 19 agosto), mentre dal 29 al 31 luglio farà tappa l’Anima Festival, 3 concerti con artisti di fama internazionale. Domenica 28 agosto si svolgerà la tradizionale festa in costume dell’Abaiya che rievoca, tra storia e leggenda popolare, la cacciata dei Saraceni dalla valle Vermenagna: corteo e processione religiosa, canti e balli popolari, per giungere al momento più atteso, l’investitura degli Abbà, un tempo i governanti del luogo. Per chi ama gli sport a pieno contatto con la natura Caderzone Terme (TN) è la località ideale per partire in sella alla mountain bike o fare trekking. Da vedere i laghi alpini di San Giuliano, Garzonè e Vacarsa, le malghe omonime, la chiesetta ed il rifugio di San Giuliano, segni tangibili di storia passata e della cultura di questi luoghi. Il giro dei laghi di San Giuliano è un percorso ad anello molto panoramico. Ma non solo sport, in questo borgo Bandiera Arancione nel 1° weekend di agosto si svolge la “Festa dell’agricoltura”, tradizionale festa campestre dedicata alla razza bovina Rendena e al mondo contadino, un’occasione in cui assaggiare il formaggio “Spressa” DOP e i salumi all’aglio. Per chi predilige gli eventi legati alla tradizione segnaliamo “Tovaglia a Quadri - cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate”, in programma ad Agosto nel borgo di Anghiari (AR). Un evento fortemente identitario che coinvolge tutti gli abitanti del borgo, poiché raccoglie le memorie di tutti e le confronta con garbo e ironia. Tutto questo accade mentre il pubblico cena (sopra le famose tovaglie a quadri della storica manifattura anghiarese) e gli attori-abitanti raccontano affacciati a porte e finestre.

ESTATE NEI BORGHI CON TOURING CLUB ITALIANO

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on un solo volto, ma mille sfaccettature: laghi, montagne, boschi, borghi, storia, arte e molto altro si possono trovare nel Garda Trentino; un territorio che lascia ricordi indelebili, in particolare a chi predilige uno stile di vita attivo, ama il cibo sano e i sapori genuini, è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e trova nella pace della natura il proprio relax. A giugno e per tutta l’estate sarà possibile vivere questo territorio in modo unico grazie alle “Garda Trentino Experience”, esperienze per tutti i gusti e le passioni, che dalle rive a nord del Lago di Garda arrivano a svelare anche i luoghi meno noti, fino alle Dolomiti. Le Experience, che con cadenza settimanale o bisettimanale si alterneranno fino al 30 settembre, sono dedicate a tutti i volti del Garda Trentino: dal mondo outdoor, con l’opportunità di praticare sport, alla scoperta dei prodotti locali e delle specialità culinarie; dall’ambito benessere, naturale e termale, alla conoscenza di aspetti storici e tradizioni culturali. Si potrà scegliere tra molteplici attività all’aria aperta, dal sorgere del sole al calare della luna e delle stelle, da contemplare grazie alle “Stargazing”, osservazioni astronomiche guidate; tour enogastronomici, che non solo consentiranno di assaggiare i golosi piatti tipici, ma con l’Experience “Natura a Tavola” coinvolgeranno i partecipanti sin dalla raccolta di erbe e fiori spontanei per la loro preparazione; uscite di tipo storico-culturale, a cominciare dal “Mondo Ponale”, uno dei sentieri più panoramici del Garda Trentino, ma che racchiude molto altro; e ancora, esperienze di natural wellness, come “Mente e corpo, in armonia”, che fa riconnettere tutti i sensi alla natura del grande parco delle Terme di Comano. Ma queste sono solo alcune delle possibilità. Si alterneranno, infatti, aperitivi gourmet in barca a vela; suggestive passeggiate alla scoperta dei lati “misteriosi” di Riva del Garda; trekking fotografici; escursioni all’alba e al tramonto; tour e-mtb nel cuore della Riserva Biosfera UNESCO; visite nel mondo dell’Alpeggio; gite alle cantine o alle centrali idroelettriche, tra alambicchi e turbine.

I MILLE VOLTI DEL GARDA TRENTINO

Il programma completo è consultabile sul sito www.gardatrentino.it/it/esperienze dov’è possibile effettuare anche la prenotazione. 58

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Garda Trentino OUTDOOR Stargazing, occhi puntati alle stelle Nelle vicinanze della località di Ledro e del Monte Tremalzo - la seconda montagna più alta delle Prealpi Gardesane - lontano da luci e rumori, questa Experience accompagna all’esplorazione del sistema solare. Accessibile a tutti, anche a famiglie con bambini e persone con disabilità, comprende non solo la visita notturna, con l’osservazione guidata del cielo a occhio nudo, ma anche l’osservazione astronomica con telescopio. ENOGASTRONOMIA Natura in tavola: dal campo al piatto La Val Concei, considerata il polmone verde della Valle di Ledro, è un vero e proprio scrigno di biodiversità. Fiori, funghi ed erbe spontanee crescono nei suoi prati e vengono utilizzati anche come ingredienti sani e genuini per piatti incredibilmente saporiti. “Natura in Tavola” dà la possibilità di imparare a riconoscere e raccogliere questi tesori della natura. Inoltre, in compagnia dello Chef Andrea, dell’Elda Slow Restaurant, si vedrà come possono essere impiegati in cucina. STORIA & CULTURA Mondo Ponale, memorie di una terra di confine La Ponale è il sentiero più conosciuto e frequentato del Garda Trentino, che da sempre incanta chiunque la scelga per i suoi panorami mozzafiato sull’alto Garda. Ma La Ponale comprende molto più di un percorso: ha fatto la storia! L’Experience “Mondo Ponale” condurrà in esclusiva lungo le tracce della cosiddetta Tagliata del Ponale, un intricato sistema di trincee, gallerie e cunicoli, scavati interamente nella roccia dalle milizie asburgiche, tra il 1904 e il 1918. Pur essendo alla portata di adulti e bambini, sono richiesti abbigliamento sportivo e calzature da trekking; sarà fornito in loco il caschetto. BENESSERE Mente e corpo, in armonia Una proposta per staccare dallo stress della quotidianità, rilassarsi nella natura e trovare nuova armonia tra corpo e anima. Il parco delle Terme di Comano sarà il teatro per le pratiche di forest bathing, barefooting (percorsi a piedi nudi) e respirazione consapevole, all’apparenza semplici, ma dagli effetti strabilianti sul benessere fisico e mentale. Ad attendere i partecipanti vi saranno anche una borraccia di acqua termale e un goloso wellness snack. 24oreNews

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insieme ai soldati della scuola per veri Top Gun e sono stati sottoposti anche a un programma di allenamento in apnea, per affrontare il mare a seguito delle espulsioni dagli

A cura di EDMONDO CONTI

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resentato fuori concorso alla 75a edizione del Festival di Cannes appena conclusa, è uscito in Italia il 25 maggio Top Gun Maverick, sequel di Top Gun dopo ben 36 anni! A interpretarlo è ovviamente ancora una volta Tom Cruise che a 59 anni portati meravigliosamente, non si è risparmiato con il suo coinvolgimento diretto in rocambolesche scene d’azione e spericolati combattimenti aerei. Questo film è diventato simbolico per la rinascita del cinema mondiale, dal momento in cui il primo ciak è datato settembre 2018 e anche se le riprese principali erano terminate nel luglio 2019, lungaggini tecniche e la terribile pandemia che ha investito tutto il globo, ne hanno consentito l’uscita solo ora. La particolarità di questo film, diretto da Joseph Kosinski, consiste nel fatto che tutti gli attori, tra i quali spiccano Jennifer Connelly, Ed Harris e Val Kilmer, sono stati davvero ai comandi degli aerei, essendosi addestrati

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aerei. Insomma uno spettacolo da non perdere. Sempre a Cannes, ma in questo caso in concorso in rappresentanza dell’Italia, è stato presentato un intenso film del regista Mario Martone, che torna così in gara alla Croisette dopo aver rappresentato il nostro Paese nel 1995 con “L’amore molesto”, dal titolo Nostalgia, tratto dal romanzo postumo di Ermanno Rea e interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino. È la storia di Felice, un uomo che torna dopo 40 anni nel luogo dov’è nato, il Rione Sanità di Napoli. Lì dovrà fare i conti col suo passato: un furto finito male e un inaspettato delitto cambiano per sempre la vita di Felice. Ma il libro, così come il film, rappresentano un’occasione per raccontare di una Napoli ostile e difficile e di un quartiere in cui nacque Totò e dove Eduardo De Filippo ha ambientato “Il sindaco del rione Sanità” portato al cinema proprio da Martone nel 2019. Dal 22 giugno arriverà nelle nostre sale Elvis, il biopic del regista Baz Luhrmann che racconta la vita e la carriera della leggenda del rock and roll Elvis Presley (Austin Butler), viste attraverso il prisma della sua complicata relazione con l’enigmatico manager, il colonnello Tom Parker (Tom Hanks). La storia approfondisce le complesse dinamiche tra Presley e Parker nell’arco di oltre 20 anni, dall’ascesa alla fama di Presley che raggiunse un livello di celebrità senza precedenti; sullo sfondo un panorama culturale in evoluzione e la perdita dell’innocenza in America. Al centro di questo viaggio c’è una delle persone più significative e influenti nella vita di Elvis, Priscilla Presley (Olivia DeJonge).


LIBRI

LA SIGNORINA NESSUNO DIMMI COSA VEDI TU DA LÌ

Roma, 2021. Guido Maria Brera, finanziere e scrittore, torna nella città in cui è cresciuto e da cui è andato via a vent’anni inizia così un vagabondare nella città eterna in cerca di risposte, a caccia del fantasma di Federico Caffè, l’economista scomparso e mai più ritrovato in un’alba d’aprile del 1987. Keynesiano rigoroso, Caffè è uscito di scena in un momento particolare: dopo la sconfitta della scuola di cui era capofila e il trionfo del corso neoliberista. Intrecciando l’autofiction, al racconto appassionato, l’autore disegna lo scontro di modelli economici diversi e ci proietta nel mezzo di una battaglia decisiva, pronunciando parole di riscatto e speranza. E se fosse proprio la voce di Federico Caffè? Guido Maria Brera (Solferino)

La difficoltà di amare in silenzio, l’arte di saper aspettare, di desiderare a distanza, ma anche la fatica di vivere entro i confini del proprio corpo, le battaglie di tutti i giorni, la perdita e il dolore: sono i temi che l’autrice esplora, in cui poesia, prosa e illustrazioni si avvicendano. Giorgia Soleri rivela una voce nuova e potente, in grado di cantare l’amore toccando le corde più profonde e intime di tutti noi. Giorgia Soleri (Vallardi)

ZUCCHERO BRUCIATO

Il potente romanzo d’esordio di Avni Doshi ci porta in un viaggio doloroso all’interno dell’abbandono genitoriale. Con una prosa lucida e affilata come la lama di un rasoio, Doshi scava tra le pieghe di quel rapporto unico che lega una madre e una figlia, mettendone in luce la complessità e le contraddizioni, ma anche tutta la forza e l’amore che lo contraddistingue. Avni Doshi (Nord)

L’UOMO CHE SUONAVA BEETHOVEN Joseph suona il pianoforte nelle stazioni e negli aeroporti. Suona e aspetta. Finché un giorno Rose, il suo primo amore, non scenderà per caso da un treno o da un aereo riaffiorando dal passato. Quasi nessuno si accorge di lui. I più attenti apprezzano il tocco delle sue dita esperte la maggior parte attraversa veloce i grandi atrii. A quei pochi che gli chiedono di lui, Joseph racconta la storia della propria vita. Jean-Baptiste Andrea (Einaudi)

LE MOGLI HANNO SEMPRE RAGIONE Tra canzoni stonate, melanzane alla parmigiana, segreti inconfessabili e voci di paese in cui tutti parlano e nessuno dice. Luca Bianchini scrive una commedia esilarante e ci fa vivere nella sua amata Polignano una nuova avventura ricca di colpi di scena, in cui tutte le tessere del mosaico si mettono lentamente a posto per rivelare una sorprendente verità. La prima volta per lo scrittore in un’avventura poliziesca. Luca Bianchini (Mondadori) 24oreNews

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VINI & VINILI

GUTTURNIO DOC DEI COLLI PIACENTINI

A cura di ANNA LISA ZITTI

I

n questo mese di giugno, vogliamo parlarvi dell’Oltrepò Pavese dove tra i colli piacentini nasce il Castello di Luzzano. Un castello contornato da lunghe distese di filari che sono baciati dal sole in un paese che offre uno scenario mozzafiato con le sinuosità dell’orizzonte collinare tipico del luogo. Il paesaggio è rimasto immutato nei secoli, lo testimoniano i vari ritrovamenti archeologici che hanno portato alla luce numerosi reperti di epoca romana, appartenenti alla Fundus Lucianus, importante Villa agricola del I secolo d.C., tutti riconducibili alla coltivazione della vite ed alla trasformazione della vite in vino. Nella zona di Luzzano prevalgono marne calcaree con strati di roccia tufacea, che sono particolarmente adatte per la produzione di vini rossi importanti ed eleganti. Tra questi troviamo il Gutturnio, di colore rosso rubino brillante e dal

sapore secco o abboccato, è un vino fresco, giovane, vivace che ben si accompagna tutte le carni rosse, arrostite o affumicate, selvaggina e formaggi stagionati. Ottenuto dai vitigni di Barbera e Croatina, è il vino più antico e famoso dei Colli piacentini, tra i primi vini italiani ad ottenere, nel 1967, il marchio doc. È noto che abbia ereditato il nome dalla coppa o tazza di argento di epoca romana, rinvenuta nel territorio piacentino verso la fine dell’Ottocento. L’origine della codificazione e della produzione del Gutturnio viene fatta risalire all’epoca romana, nella persona di Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine. Il vino che degustiamo insieme oggi è “Romeo” (Gutturnio classico riserva doc 2017) prodotto dalla famiglia Fugazza, proprietaria del Castello di Luzzano dal 1900.

In abbinamento alla degustazione abbiamo scelto il vinile del duo Musica Nuda, formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che si intitola “Complici”. Un vinile che contiene 6 tracce. Un mix di musica jazz che accompagna con le sue note calde, la degustazione di questo vino elegante e raffinato come è per definizione il jazz. La voce di Petra Magoni, sofisticata, elegante, con vibrazioni e libertà espressiva e tonalità modulate, come quelle del Gutturnio. Insomma, una scelta sapientemente equilibrata tra il gusto, l’olfatto e l’udito.

C.I. ROMEO - GUTTURNIO CLASSICO RISERVA DOC 2017 Colore: granato intenso Profumo: elegante, con toni di vaniglia, spezie e menta Gusto: pieno, morbido, con dolci tannini Bicchiere: calice grande da rosso Temperatura: 16/18°

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