Vado bene in... Italiano - 5

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O D VA E N E B

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verifiche delle competenze prove modello INVALSI pagine semplificate compiti di realtĂ


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Coordinamento: Corrado Cartuccia Redazione: Corrado Cartuccia, Grafic Center Grafica e impaginazione: Claudio Campanelli, Grafic Center Illustrazioni e colore: Susanna Teodoro Copertina: Claudio Campanelli, Mauro Aquilanti Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

© 2018 Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.grupporaffaello.it - info@grupporaffaello.it Ristampa: 5 4 3 2 1 0

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INDICE

48-49 CI PROVO IO! 50 I pronomi personali soggetto 51 I pronomi personali complemento 52-53 Il pronome relativo 54 Il verbo 55 ESSERE e AVERE 56 I modi finiti 57 Il modo indicativo 58 Il modo congiuntivo 59 Il modo condizionale 60 Il modo imperativo 61 I modi indefiniti 62 Sempre indefiniti 63 Un po’ di analisi 64-65 CI PROVO IO! 66 I verbi irregolari 67 Verbi transitivi e intransitivi 68 Forma attiva e passiva 69 La forma riflessiva 70-71 Verbi particolari! 72 L’avverbio 73 Le preposizioni 74 Le congiunzioni 75 Le esclamazioni o interiezioni 76-77 CI PROVO IO!

italiano 5 L’ortografia 2-3 A spasso nell’ortografia 4 Con C o con Q? 5 Le sillabe 6 L’elisione 7 Il troncamento 8 Usiamo l’H? 9 H e apostrofo 10 L’accento 11 Monosillabi con e senza accento 12-13 CI PROVO IO! 14 Diamoci… un tono! 15 Il discorso diretto e indiretto

Il lessico

16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

Da dove provengono? Lingue per tutti i gusti! I linguaggi settoriali e gergali Parole vecchie e nuove La struttura delle parole: radice e desinenza Prefissi e suffissi Famiglie di parole e campi semantici Omonimi e sinonimi I contrari Iperonimi e iponimi

La morfologia

26 Parti variabili e invariabili 27 L’articolo 28 Nomi comuni e propri 29 Nomi astratti e concreti 30 Differenze di genere… 31 … E di numero 32-33 Un po’ di analisi! 34-35 CI PROVO IO! 36 Nomi collettivi e individuali 37 Nomi primitivi, derivati, alterati e composti 38 Aggettivi di qualità! 39 Aggettivi primitivi, derivati, alterati, composti 40-41 L’aggettivo e i suoi gradi 42 Aggettivi e pronomi possessivi 43 Aggettivi e pronomi dimostrativi 44 Aggettivi e pronomi indefiniti 45 Aggettivi e pronomi numerali 46 Aggettivi e pronomi esclamativi e interrogativi 47 Un po’ di analisi

La sintassi 78 La frase e il periodo 79 Il soggetto 80-81 Il predicato verbale e nominale 82 L’attributo e l’apposizione 83 Il complemento oggetto 84 I complementi di luogo, tempo e modo 85 I complementi d’agente, di causa efficiente e di specificazione 86 I complementi di termine, fine o scopo, causa, unione e compagnia 87 Un po’ di analisi 88-89 CI PROVO IO!

I testi

90-92 93-95 96-97 98-99 100-101 102-103 104-105 106-107

L’albero di Menoa - Il racconto fantasy Lo zio Gregorian - Il racconto di fantascienza Un cane regale - Il testo descrittivo Chi c’è nella stanza? - Il racconto del brivido Il mistero del vagone numero 7 - Il racconto poliziesco Il destino di due capibanda - Il testo storico Compiti a casa, sì o no? - Il testo argomentativo Maschi contro femmine - Il testo realistico

108-120

Pagine semplificate

121-144

INVALSI

145-152

Nella realtà


L’ortografia

A SPASSO NELL’ORTOGRAFIA 1 Indica con X le parole corrette.

insufficiente insufficente

società socetà

cancello canciello

igenico igienico

Francesca Franciesca

Angielica Angelica

celeste cieleste

superficie superfice

crocera crociera

ciesto cesto

2 Sottolinea le parole errate e riscrivile correttamente.

• Ho voglia di un buon gielato alla fragola. • Il gielo di gennaio non ci ha permesso di raggiungiere gli amici in montagna. • La vernicie mi ha rovinato la camicia. • Il celo al tramonto era bellissimo, rosso fuoco. • Abbiamo cenato al ristorante di Angielo, un amico di Marciella. Correggo

2

• Ce e ge non vogliono la i. Fanno eccezione alcune parole e i loro derivati: sufficiente, superficie, cielo, cieco, pasticciere, crociera, effigie, igiene, efficiente… • Le parole che al singolare terminano in cia e gia al plurale terminano in: –– cie e gie se precedute da vocale (ciliegie); –– ce e ge se precedute da consonante (spiagge).

3 Colora il plurale corretto.

Singolare

RICORDA...

Plurale

freccia

freccie

frecce

cuccia

cucce

cuccie

reggia

reggie

regge

frangia

frange

frangie

corteccia

cortecce

corteccie

provincia

provincie

province

acacia

acacie

acace

goccia

gocce

goccie

Obiettivo Consolidare le convenzioni ortografiche: suoni duri e suoni dolci di C; suoni duri e suoni dolci di G.


L’ortografia

4 Inserisci correttamente gli, li, lli.

• I miei mi • Sono

ori amici sono Emi

o e Gu

elmo.

eta di comunicarvi che andremo in Sici

• Mi sono slogata una cavi

a di Natale.

a durante l’ora di educazione motoria.

• La maestra di musica ha un nuovo a

evo.

• Abbiamo trovato il cagnolino su un giaci

o di pa

• Per il suo compleanno le ho comprato un ma • Il ve

a per la vigi

a.

one di lana pregiata.

ero era fermo nel porto di Genova.

5 Completa il cruciverba con le parole contenenti i gruppi sce, sci, scie. 1

3 5

Orizzontali 1. Lo è l’esperimento. 5. Uno studente che si impegna ed è molto attento. 7. Striscia bianca nel cielo. 9. Impiegato che accompagna negli uffici.

C

2

4

C O

Z

6

Z

Verticali 2. Sinonimo di apprendimento. 3. Spostamento verso il basso. 4. Insetto minuscolo. 5. Vuol dire diventare grandi. 6. Sinonimo di abbandonare. 8. Attrezzi per tagliare il legno.

7

N 8

U

9

6 Completa con gn o ni. Nella colonna evidenziata comparirà il nome di una pianta che produce fiori bianchi e profumati.

M I P A V I U S G E

I

O E R E T T E N T O L O A L E I O T A T R A

L O E A E

O E L A

Obiettivo Consolidare le convenzioni ortografiche: discriminare: GLI, LI, G+L; GNA/GNIA e GN/NI; SCI/SCE/SCIE.

3


L’ortografia

CON C O CON Q? 1 Completa e inserisci le parole nei due gruppi.

adrupede • rin cospi

o • ini

orare •

o • per

oziente • in

otere • ris

adrare •

otere • profi

aglia • s o • eva

CU

illo • s

azione •

ama adrilatero

QU

2 Completa con cqu, ccu, qqu.

anna gia

are • be

e•o

ccio • ta

pato • na a

e • ta

istare • so

ino • a e • a adro • a

aforte • a cciato • a isire

3 Indica con X se le parole sono errate o corrette. Poi correggi, se necessario.

Corretto Errato

Forma corretta

licuore scuame acqudire acquerello tacque equivalenza annaccuare squisito alquno evaquare risciaccuare cuartiere quinta cuoco Obiettivo Discriminare QU, CU, CQU, QQU, CCU.

4

satore erello


L’ortografia

LE SILLABE 1 Sottolinea le parole divise correttamente.

• torr / o / ne • tor / ro / ne

• stri / scia • str / i / scia

• a / lle / gro • al / le / gro

• mo / nta / gna • mon / ta / gna

• gn / oc / co • gnoc / co

• vas / ca • va / sca

• e / sta / te • es / ta / te

• mae / stra • ma / e / stra

• e / li / ca • el / i / ca

2 Dividi in sillabe le parole della filastrocca, poi inseriscile al posto giusto in una tabella come quella sottostante, che riprodurrai sul tuo quaderno.

Calcia la palla Con la bicicletta Tira a canestro Coi rossi coi verdi Nuota a farfalla Fai tutte le gare Parti col destro E vinci e poi perdi Scivola scia E continua a giocare. Batti racchetta Pedala via B. Tognolini Monosillabe

Bisillabe

Trisillabe

Polisillabe

3 Dividi in sillabe le parole in tabella. Attenzione: alcune parole non si possono dividere!

Con dittongo

Con trittongo

Con iato

aula

aiuola

mia

buono

buoi

leone

piede

suoi

via

pianto

quieto

area

piuma

reliquia

tuo

chiave

colloquio

poesia

RICORDA... L a sillaba contiene sempre una vocale! • Quando due vocali sono pronunciate separatamente si hanno due sillabe distinte pa / e / se, pa / u / ra. • All’inizio di una parola, la vocale seguita da una consonante fa sillaba da sola e / de / ra. • Con l’apostrofo separa così: dall’alto dal / l’al / to. • Non separare mai: –– il dittongo e il trittongo (cioè due e tre vocali vicine che si pronunciano insieme) au / to, suoi; –– i digrammi e i trigrammi ghi, gli, sc, gn pi / gna, sci / vo / lo, ma / glia; –– la s seguita da consonante e vocale e / sca. • Separa sempre: –– le consonanti doppie tor / re; –– cq ac / qua; –– mb e mp bam / bo / la, tem / pe / ra. • Si ha uno iato, quando due vocali vicine vengono pronunciate separatamente. Nello iato le vocali si separano! Osserva lo iato: – a, e, o si incontrano tra loro a / e / re / o, te / a / tro; –– u, i (accentate) si incontrano con altre vocali vì / a, zì / a.

Obiettivo Individuare nella parola unità sillabiche. Operare con le unità sillabiche delle parole.

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L’ortografia

L’ELISIONE 1 Elimina la vocale dove è possibile e riscrivi inserendo l’apostrofo.

• nella isola

nell’isola

• alla erta • santo Andrea • lo osso • bella stagione • ci abitiamo • quelle autrici • lo 11 marzo • bello orologio • bella isola • gli indirizzi

MEMO Attenzione! Puoi scrivere un’amica oppure una amica.

2 Sottolinea le parole che hanno subìto un’elisione e riscrivile.

• Abbiamo preso l’aereo per Monaco.

l’aereo

• Un’amicizia come la nostra è cosa rara. • Quel sant’uomo di tuo padre c’è sempre! • Mi hanno lasciato all’oscuro di tutto. • C’erano molte bancarelle in piazza, ci andrò anch’io domani mattina. 3 Riscrivi le frasi separando le parole con l’apostrofo o togliendolo dove necessario.

• L’ucia mi ha chiamata allimprovviso. Cera acqua sul pavimento. • Dalla nave hanno gettato lancora. Poi siamo scesi sullisola e labbiamo visitata.

RICORDA... L’elisione è l’eliminazione della vocale finale di una parola innanzi a un’altra parola che inizia per vocale o per h. Il segno grafico (‘) si chiama apostrofo. • Metti l’apostrofo: –– con gli articoli lo, la e con le preposizioni articolate formate da questi articoli dell’aria; –– con ci seguito dal verbo “essere” c’è, c’era; –– con gli aggettivi quello/a, bello/a, santo/a bell’idea, sant’uomo; –– davanti ai numeri la cui parola corrispondente inizia per vocale l’11 agosto; –– in casi specifici tutt’al più, tutt’altro… • Non mettere l’apostrofo: –– con ci seguito dalle vocali a, o, u ci andrò, ci omaggiano…; –– con gli, agli, degli gli altri, degli amici…

• Abbiamo trovato un’ostacolo molto grande alla realizzazione dellultimo progetto. • Ieri sera sera capito che non sarebbe arrivato. Gl’individui come lui non sono affidabili! Obiettivo Usare correttamente l’apostrofo nell’elisione.

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L’ortografia

IL TRONCAMENTO RICORDA...

1 Esegui il troncamento e riscrivi la parola modificata.

• Non hai nessuno motivo di preoccuparti tanto.

nessun

• Matteo è proprio un buono bambino. • Qualcuna altra reciterà la sua parte. • Quale è la capitale d’Italia? • Oggi è santo Patrizio. • Nessuno invitato è arrivato in ritardo. 2 Completa con parole tronche adeguate.

• Molte persone sono devote a •

Francesco.

è il tuo nome? Non me lo ricordo.

• Ieri in montagna abbiamo corso un • Sei sempre stato un

amico per me.

• Non trovo un

pericolo!

errore in questo tuo compito. Prenderai voto!

• Daremo un regalo a

partecipante.

• Il

Righenzi ha curato una brutta bronchite a papà.

• Il nel lavoro.

Berardi ha ricevuto questo titolo per i suoi meriti

• Il

Di Pisa abita al quinto piano.

3 Completa con: sta’, va’, fa’, da’, po’.

i compiti o non uscirai di casa!

• Per piacere •

a tuo fratello una caramella delle tue.

in piedi quando canti. La tua voce sarà più potente.

• Quando esci

dal panettiere a comprare un

MEMO Osserva le seguenti eccezioni: po’ (poco) da’ (dai) fa’ (fai) mo’ (modo) sta’ (stai) to’ (prendi) be’ (bene)

di’ (dici) va’ (vai)

di pane.

Il troncamento è l’eliminazione di una vocale o di una sillaba finale di una parola davanti a un’altra parola. Non vuole l’apostrofo. • Il troncamento si fa: –– con l’articolo uno e i suoi derivati un bambino, alcun bisogno; –– con buono davanti alle parole di genere maschile buon periodo; –– con bello e quello davanti a parole che iniziano con una consonante bel fiume, quel periodo; –– con santo davanti ai nomi propri che iniziano per consonante san Vincenzo; –– con frate e suora suor Maria, fra Martino; –– con signore, dottore, professore, cavaliere, ingegnere davanti a nomi propri; –– con quale qual è. • Il troncamento non si fa davanti alle parole che iniziano con x, z, gn, ps, s impura bello zaino, quello studente.

Obiettivo Usare forme di troncamento.

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L’ortografia

USIAMO L’H? 1 Inserisci con il rosso l’h quando è necessario.

RICORDA...

• Ieri o incontrato ai giardini un amico che non vedevo da tanto tempo. • Non o ancora deciso se comprare i pantaloni o la gonnellina a fiori. • Ai visto dove o messo quel libro? • Anno traslocato in questa casa un anno fa. • A scuola andiamo a mensa alle 12.30. • Ai che dolore! Non o proprio visto quell’ape! • O che meraviglia, mi ai regalato dei fiori bellissimi! • O studiato a lungo nel pomeriggio.

Bisogna usare l’h: • in alcune forme del presente del verbo “avere” ho, hai, ha, hanno; • nelle esclamazioni oh, ahi, ah; • in alcune parole di lingua straniera hamburger, husky, hotel, hobby; • per dare un suono duro alle consonanti ceg chi, che, ghi, ghe.

2 Cerchia la forma corretta.

• Ho / O dimenticato a / ha casa il libro di matematica. • Non hai / ai ancora deciso se andare a / ha teatro o / ho al cinema. • Se hanno / anno ancora fame da’ loro un panino o / ho un toast. • Ah / Ha! Mi hai / ai fatto davvero paura! • Non posso studiare con la musica ha / a tutto volume! • Ha / A Natale tutti i parenti saranno a / ha casa nostra.

3 Completa le frasi inserendo: horror, hobby, husky, hamburger, hotel, habitat.

• Abbiamo comprato un bellissimo cagnolino di razza • A Firenze abbiamo dormito in un • Se ti piacciono i film

proprio in piazza della Signoria. , questa sera ne trasmettono uno alla televisione.

• In scienze stiamo studiando l’ • Il mio

.

del sottobosco.

preferito è senza dubbio la lettura.

• Nel ristorante sotto casa ho mangiato un patatine!

strepitoso con una montagna di

4 Scrivi sul quaderno una pagina di diario in cui racconti la tua giornata. Inserisci nel testo cinque volte ho, tre volte hanno, due volte ha, una volta oh e una volta ahi.

Obiettivo Discriminare omofoni: ho, hai, ha, hanno/ o, ai, a, anno/ ah, ahi, oh.

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MEMO Fai attenzione! • O è una congiunzione che significa “oppure”. • Ai è una preposizione articolata. • Anno indica un periodo di tempo.


L’ortografia

H E APOSTROFO 1 Completa con: lo, l’ho, la, l’ha, l’anno, l’hanno.

• La mamma

rimproverata, perché

• Non •

cercava e lei non si faceva trovare.

visto per molto tempo e proprio ieri

incontrato con

scorso era passato un anno da quando

trasferito.

• Parlava a voce così bassa che da lontano non •

detto prima io, poi

zio.

sentita.

detto anche lui, dovresti crederci!

• Vorrei prestarti questo libro avvincente, io

già letto.

2 Completa con: ma, m’ha, mai, m’hai, mah.

• Quando un’altra volta.

vista non

nemmeno riconosciuta,

spero di incontrarlo

• Non detto che saresti venuto a trovarci. Non mi avvisi proprio una bella sorpresa! •

!

fatto

, non saprei decidermi! Mi piacciono entrambi i colori!

3 Completa con: gliel’ha, gliela, me l’ha, me la, te l’ha, te la.

• Marta ha una nuova cagnolina. regalata sua mamma. Però consegneranno quando avrà fatto tutte le vaccinazioni. • La mia gomma! Chi

presa?

• Adoro la frutta e

sono portata per merenda.

• Non

prendere,

detto solo per scherzare!

• Non

detto? Arriveremo a Napoli per le 15.

4 Completa con: ve l’ha, ve la, ve l’ho, ve lo, ce l’ho, ce lo, ce l’ha, ce la.

• Forza! Questa volta

facciamo!

• Avrei bisogno di una matita azzurra. Chi •

ripeto un’altra volta: non

• Questa torta mangiate.

preso io!

preparata la nonna; io

• Ci hai dato un grande aiuto, non • Vuoi un foglio a quadretti? •

? taglio a fette e voi

dimenticheremo mai! io da qualche parte.

detto la mamma? Se non l’ha ancora fatto,

dirà molto presto.

Obiettivo Usare correttamente le forme pronominali, unite al verbo avere.

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L’ortografia

L’ACCENTO 1 Volgi i verbi al passato remoto e al futuro semplice.

• Andrea mangia una granita di fragole. • Il treno parte alle 10.45. • Arianna studia velocemente la lezione. • L’aereo accumula due ore di ritardo. • Il bosco si incendia per un fuoco appiccato. • Esce spesso senza ombrello, nonostante la pioggia. PASSATO REMOTO

FUTURO SEMPLICE

RICORDA... L’accento tonico indica la sillaba su cui la voce si posa con più forza. Una parola si dice: • tronca, se l’accento cade sull’ultima sillaba; • piana, se l’accento cade sulla penultima sillaba; • sdrucciola, se l’accento cade sulla terzultima sillaba; • bisdrucciola, se l’accento cade sulla quartultima sillaba. L’accento è obbligatorio sulle parole tronche.

2 Dividi in sillabe. Osserva dove cadono gli accenti sulle seguenti parole e inseriscile al posto giusto.

gratìcola – città – complicità – recentemènte – sofà – vàlico – gòmma – pànico calendàrio – partècipa – ragnatèla – fàbbricano – grùzzolo Tronca

Piana

Sdrucciola

Bisdrucciola

3 Scrivi una frase per ciascuna delle parole omografe.

• perdòno / pèrdono

Obiettivo Consolidare le convenzioni ortografiche: l’accento.

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MEMO L’accento grafico è facoltativo nelle parole omografe, che si scrivono allo stesso modo, ma hanno un significato e una pronuncia diversi a seconda della sillaba su cui cade l’accento. sùbito avv. immediatamente subìto verbo subire nòcciolo parte dura del frutto nocciòlo albero


L’ortografia

MONOSILLABI CON E SENZA ACCENTO 1 Colora i semafori accanto a ciascuna parola: di rosso quando l’accento è vietato, di verde quando è obbligatorio, di giallo quando è facoltativo. Poi inserisci l’accento dove occorre.

da (verbo dare)

da (preposizione) subito (verbo subire)

subito (avverbio) nocciolo (albero)

nocciolo (parte del frutto) li (pronome)

li (avverbio) ne (congiunzione)

ne (pronome o avverbio) leggere (aggettivo)

leggere (verbo) ancora (avverbio)

ancora (oggetto) re

tre te (bevanda)

te (pronome) caffe

blu gia

su

2 Inserisci l’accento dove occorre.

• Quel bambino non ha proprio fiducia in se. Se non riesce a far qualcosa si scoraggia. • Da quando sei partito, nessuno da piu l’acqua alle piante. • Leggo e scrivo in inglese da quando ero piccolo. L’inglese e la mia lingua preferita. • Preferisco il te al caffe, te lo dico sempre. • Quando viene da me non mi da mai una mano a fare i compiti. • Salgo su da te appena mi libero. • Il re indossa un elegante vestito blu. • Per restare sveglio, ho bevuto caffe notte e di. 3 Su alcuni monosillabi l’accento si scrive o non si scrive a seconda del significato. Leggi e completa le frasi con il monosillabo giusto.

dì = giorno (nome)

di (preposizione)

là (avverbio)

la (articolo o pronome)

sé (pronome)

se (congiunzione o pronome)

sì (affermazione)

si (pronome)

Ha lavorato c’è

seguito tutto il trota.

Ha preso con fa freddo,

.

mangiamo?

il giubbotto. lo mette.

è stancato di studiare? Penso di

Obiettivo Consolidare le convenzioni ortografiche: l’accento. Riconoscere monosillabi accentati e atoni.

.

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CI PROVO IO! 1 Sottolinea la forma corretta tra le seguenti coppie di parole.

• cresciere / crescere • evacuazione / evaquazione • cambiamento / canbiamento • società / socetà • ingeniere / ingegnere • canaglia / canalia

• scielta / scelta • proficuo / profiquo • impegno / inpegno • cancello / canciello • congenio / congegno • baliore / bagliore

• masciella / mascella • alcuanto / alquanto • anpio / ampio • celo / cielo • condomigno / condominio • appiglio / appilio

2 Dividi in sillabe. Poi rispondi alla domanda.

• o / bo / e • cau / to • ba / u / le • guai • fessura • ambito • acquisito

• abito • paio • maestro • suoi • attinenza • campanile • acquisto

• uva • sdraio • leone • aiuola • accappatoio • imporre • acquedotto

• istrice • piace • tua • tuoi • innocenza • scompartimento • acquerelli

• Hai trovato parole che non potevi dividere? Quali?

3 Inserisci le seguenti parole nelle colonne corrispondenti.

tre – panni – mattino – abbigliamento – cesto – vasche – cambio – trasportare – qui – mai ginocchio – nacque – aumento – amarena – fantasia – acquisire – paese – automobile – blu Monosillabe

Bisillabe

Trisillabe

4 Segna l’accento dove è necessario.

• Faro una verifica di geografia lunedi. • A volte cio che fai non viene apprezzato. • Parti con noi giovedi? Dimmi di si! • Accendero il fuoco sotto l’acqua per il te, appena citofonerai. • Non ne voglio sapere niente, ne mi interessa piu ormai. • E gia tardi, non possiamo piu andare a trovarlo. • Ieri mi sono addormentato sul sofa della nonna.

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Verificare le competenze l ’alunno conosce e utilizza le convenzioni ortografiche di base e sa scrivere rispettando le convenzioni ortografiche.

Polisillabe


CI PROVO IO! 1 Sottolinea gli errori nell’uso dell’apostrofo e del troncamento e riscrivi le frasi corrette.

• In quello momento ho capito che il silenzio è doro.

• Ha avuto quel l’incidente quando era un bello bambino di tre anni.

• Quello artista ha dipinto un’bello quadro. Lo esporrà in un’locale durante la festa di santo Ambrogio.

• Gl’amici mi hanno regalato un bello ciondolo dargento.

• Qual’è il mio posto? Vorrei sedermi un po più vicino a te.

2 Cerchia la forma che ti sembra più corretta.

• uno / un / un’ zoccolo • uno / un / un’ psicologo • grande / gran assortimento • bello / bel / bell’ mattino • buon / buono / buon’ divertimento • san / sant’ / santo Bartolomeo • uno / un / un’ xilofono • qual / qual’ / quale era • un / un’ / una avvocatessa 3 Cerchia la forma corretta.

• Non ma / m’ha fatto più sapere niente. • Con il nuovo taglio di capelli nessuno l’ha / la riconosciuto. • Lo / l’ho invitato alla mia festa di compleanno. Me la / me l’ha chiesto sua mamma. • Te l’ho / tel’ho prestato e non me lai / me l’hai più restituito. • Cel’hai / ce l’hai il mio numero di telefono? Te lo / tel’ho scrivo su un foglio.

4 Completa inserendo la forma corretta.

dà – da’ – da – fa – fa’ – sta – sta’ di – di’ – va – va’ •

in cucina e

a Marta di

cucinare la pasta. • Non passare

qua, stiamo pulendo

il pavimento. • Non

a te decidere quando partire. zitto e ascolta!

• Oggi la macchina non

,

prenderemo la bicicletta. • Nicole

un mazzo di fiori alla

maestra a nome di tutti gli alunni. • Tommaso è partito

un solo

giorno. • Quando vai a casa,

questa busta

alla mamma.

Verificare le competenze l ’alunno conosce e utilizza le convenzioni ortografiche di base e sa scrivere rispettando le convenzioni ortografiche.

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L’ortografia

DIAMOCI… UN TONO! 1 Leggi il brano rispettando la punteggiatura e dando la giusta intonazione alla tua voce. Poi completa le frasi con la forma corretta.

RICORDA... Quando leggi, il tono e il volume della voce e le pause, più o meno lunghe, permettono a chi ascolta di capire lo scopo e il significato di ciò che si dice!

Marco e Dennis, al calar della sera, andarono sul retro della casa di Giovannina. Lì c’era una porticina di servizio e loro, come gatti dai passi felpati, si avvicinarono mettendosi in ascolto dei rumori provenienti dall’interno… In quel momento… i rumori cessarono! Poi, d’improvviso la porticina si aprì… Un mago dalla pelle viola li guardava dall’alto! “Ah!!!” fece “Abbiamo degli ossspiti!!!!!”. E, chinandosi minaccioso verso i due, aggiunse: “O forse abbiamo delle spiiiie???”. Poi allungò le mani afferrando Marco per un braccio e Dennis per il colletto, li trascinò dentro e li sbattè in malo modo su una panca… Marco cominciò a piangere: “Ci-ci lasci andare, vo-voglio la mi-mia mamma!!!”. “Ora andrete in cantina a marcire per sempre! Il segreto di questa casa, da oggi non esiste più!!! Prima o poi lo direte a qualcuno!”. Dennis disperato disse: “Lo giuriamo! Nessuno lo saprà!”. Per tutta risposta, il mago divenne esagitato: si voltò di scatto e, con la bacchetta, trasformò la torta in una terribile aquila! F. Sillani, Mostri, che paura!, Einaudi Ragazzi

• La lettura espressiva del racconto suscita rilassamento / tensione / indifferenza. • Il ritmo del racconto è lento / incalzante. • Le parole “allungate” e in corsivo vanno lette con enfasi e a gran voce / lentamente per creare tensione. • Le frasi con più punti di domanda o esclamativi vanno lette con enfasi / senza tono. 2 Inserisci nelle seguenti frasi (,) (;) (:) (…) (“”) (!) (?) al posto giusto.

• Che bello ( • Marta (

) È Natale (

)

) mi presti la penna (

)

• La mia giornata è stata divertente (

) la zia mi ha accompagnato ovunque (

• Mi piace il mare perché amo nuotare (

) a Mattia invece piace sciare (

• Il mio film preferito è (

).

) Il re leone (

• A un tratto ho sentito un rumore nel buio e (

14

)

Obiettivo Comprendere la funzione del tono della voce e delle pause; comprendere e utilizzare la funzione demarcativa ed espressiva dei segni di punteggiatura.

)

)


L’ortografia

IL DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO 1 Leggi il brano e trasforma i dialoghi nel discorso indiretto. Usa le congiunzioni che, di, se.

Giovedì sera mia madre ha detto a mia sorella: “Erica, i tuoi jeans hanno uno strappo sul ginocchio destro. Domani andiamo a comprarne un altro paio”. Lei rispose: “Perché? Quello strappo non mi dà alcun fastidio”. Allora sono intervenuto io e ho detto: “Scommetto che se lo è fatto apposta!”. Mia madre ha guardato Erica con un po’ di apprensione e ha detto: “Spero che non sia così!”. Erica allora mi ha puntato un indice addosso e ha ringhiato: “Ti credi tanto furbo?”. Mia madre allora ha cambiato subito argomento e si è rivolta a me chiedendo: “Come è andata a scuola oggi?”. Lo sapevo che mi avrebbe fatto questa domanda! A. Petrosino, Ciao, io mi chiamo Antonio, Sonda

• Mia madre ha detto a Erica • Erica ha risposto • Io sono intervenuto dicendo • Allora la mamma ha esclamato • Erica a quel punto mi ha urlato • La mamma ha cambiato argomento e 2 Formula domande adatte alle seguenti risposte. Utilizza correttamente la punteggiatura del discorso diretto, inserendola anche nelle risposte.

Ho imparato a sciare a cinque anni.

Il violino.

Storia e italiano.

3 Sottolinea i discorsi diretti. Poi continua il racconto sul tuo quaderno.

All’improvviso, Meg si accorse che dietro la signora col cappello c’era qualcuno, la ragazzina dai capelli rossi che aveva occupato il suo posto in classe. “Nicole!” esclamò Meg. “Vi conoscete?” chiese la signora. “È una mia compagna di scuola, mamma” disse la ragazzina. “Che deliziosa coincidenza! Sua figlia e la mia si conoscono!”. “Non è mia figlia, è la mia apprendista” spiegò Flo. “Così tu lavori qui!” disse la ragazzina dai capelli rossi. “Sogno di diventare una pasticcera!” si inorgoglì Meg. “Anche a me piacciono i dolci, ma…” A. Berello, Flo Dolcimagie. Una fetta di amicizia, De Agostini Obiettivo Padroneggiare l’uso del discorso diretto e indiretto.

15


Il lessico

DA DOVE PROVENGONO? RICORDA...

La parola quaderno viene dal latino quaterni, “a quattro a quattro”, vale a dire l’unione di “quattro fogli di carta piegati in due e messi l’uno dentro l’altro”. In seguito divenne un fascicolo con un maggior numero di pagine, utilizzato per far di conto, scrivere memorie… La voce quaterni deriva da quattuor (“quattro”).

Il lessico della nostra lingua, cioè l’insieme delle parole che la compongono, è costituito da un numero grandissimo di parole. La nostra lingua e gran parte delle lingue europee derivano dal latino, la lingua degli antichi Romani. Nel tempo si è modificata fino ad assumere la forma dei nostri giorni.

Veo Orlando, FocusJunior.it

1 Da quale parola deriva? Collega ogni parola italiana a quella latina corrispondente.

lupus famiglia fabula cane pater causa familia lupo canis liquore filius acqua aqua maestro causam agnello liquor favola agnus padre magister figlio schola scuola

MEMO La maggior parte delle parole, nel tempo, ha subìto modifiche; altre invece sopravvivono ancora.

2 Inserisci nelle frasi al posto giusto le parole latine che usiamo ancora oggi.

ex-aequo – sponsor – agenda – gratis – horror – legenda – album – auditorium • Ho segnato in • Nel mio

ciò che dovrò fare per tutta la settimana. ho raccolto foto, disegni e firme dei miei compagni di classe quinta.

• Abbiamo fatto una recita per i genitori nell’

della nostra scuola.

• Le due squadre di calcio si sono classificate

.

• Comperando tre matite ne abbiamo ricevuta una • Fra tutti i generi di film, l’ • Prima di completare la cartina, osserva la • La manifestazione è stata sostenuta da uno spese.

.

è quello che mi piace di meno. che riporta gli elementi da inserire. che ci ha aiutato a pagare le

Obiettivo Scoprire parole italiane che derivano dal latino e parole latine ancora in uso.

16


Il lessico

LINGUE PER TUTTI I GUSTI! 1 Sottolinea nelle frasi le parole provenienti da una lingua straniera.

• Durante l’intervallo possiamo comprare uno snack alla macchinetta o una brioche. • La mamma e il papà stanno facendo un happy hour con dei loro amici. • Nell’oreficeria la mamma ha visto uno splendido collier d’oro. Papà glielo regalerà per Natale! • Abbiamo cenato in un ristorante austriaco e io ho preso i wurstel con i crauti; la mamma ha mangiato lo strudel di mele, una vera bontà! • È molto di moda mangiare sushi giapponese, ma io preferisco sempre la pizza! 2 Riscrivi i termini sottolineati nell’esercizio precedente accanto al loro significato o alla loro traduzione nella lingua italiana.

spuntino, merenda

salsicce

cornetto

aperitivo

dolce con mele e uvetta

pesce crudo

collana

MEMO Le parole straniere che utilizziamo sono considerate nomi invariabili!

3 Sottolinea il significato esatto di ogni parola o espressione di origine straniera.

• Abbiamo dormito in un elegante bed & breakfast ( matrimoniale).

camera con prima colazione / letto

• I francesi comprano le baguette ( orologi / pani di forma allungata) e le portano sotto il braccio! • Ho dovuto inserire uno username ( nome che identifica chi utilizza un servizio informatico / nomignolo spiritoso) per accedere al sito di libri per ragazzi. • Lara e Giacomo hanno avuto un incidente. Per fortuna si è aperto l’airbag ( paracadute / dispositivo di sicurezza) che ha salvato loro la vita! • La nostra cantante preferita è diventata una vera star ( diva, stella dello spettacolo / molto ricca). • La mia torta preferita è ricoperta di bignè (canditi / pasta lievitata riempita di crema). Obiettivo Comprendere i termini stranieri presenti nella lingua italiana.

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Il lessico

I LINGUAGGI SETTORIALI E GERGALI 1 Riscrivi i termini specifici di ciascuna disciplina in una tabella simile sul quaderno.

software – ecologia – motocross – democrazia – ceto – ovipari classe sociale – file – cestista – ciak – inquadratura – regista – sprint cast – Paleolitico – round – copione – fotosintesi – nervo ottico era – password – centurione – scheletro – biotecnologia Scienze

Storia

Sport

Informatica

Cinema

2 Cerchia i termini specifici e collegali al linguaggio corrispondente.

• Il medico mi ha prescritto una radiografia. • Le colline della Liguria sono ricche di terrazzamenti. • I paesaggi costieri della Sardegna sono molto suggestivi. • Ieri nella piazza principale c’era una sfilata di abiti da sera. • Per guarire dal raffreddore ho preso un antibiotico.

RICORDA... • I termini specifici, propri di una disciplina, si chiamano settoriali. • Il linguaggio gergale è invece utilizzato da gruppi di individui che fanno parte di uno specifico ambito sociale (giovani, militari, malviventi…). MODA MEDICINA GEOGRAFIA

• L’arcipelago delle isole Eolie si trova in Sicilia. 3 Leggi che cosa dicono questi bambini. Sottolinea le tre parole che assumono significati diversi da quelli usuali, poi spiegali.

Che pizza! Questo gioco è noiosissimo!

Non è vero! Mi sto divertendo una cifra!

Non ho capito un corno di queste regole!

Obiettivo Riconoscere i contesti ed i linguaggi settoriali e gergali.

18

MEMO Spesso nel gergo, oltre alle parole inventate, si usano termini che provengono dal linguaggio comune, ma che assumono un significato diverso.


Il lessico

PAROLE VECCHIE E NUOVE 1 Scrivi il significato dei seguenti neologismi.

RICORDA...

• selfie • cliccare • senzatetto • bullismo • baby-sitter • videocitofono 2 Forma neologismi combinando le parole delle due colonne. Poi collegali ai loro significati.

• calcio • agri • batti • strizza • auto

scatto mercato cervelli turismo becco

• La lingua italiana è in continua evoluzione. Ecco perché nascono parole “nuove”, i neologismi. • Altre parole, invece, con il tempo, sono cadute in disuso: gli arcaismi. • A volte una parola o un’espressione assume un significato diverso da quello letterale. Si ha così un significato figurato.

MEMO

turismo presso un’azienda agricola vendita e acquisto dei calciatori medico psichiatra breve litigio dispositivo fotografico

Spesso i neologismi sono parole composte, talvolta create con suffissi e prefissi: maxischermo, ipermercato.

3 Collega le nuvolette ai personaggi. Scrivi la lettera corretta. Poi sostituisci le parole sottolineate con i termini attuali. Utilizza il vocabolario se ne hai bisogno.

Mi hanno regalato nuovi balocchi per il compleanno!

a. b.

Che meriggio soleggiato!

c.

Quella donzella indossa un abito grazioso.

d.

Il mio nuovo pargolo è sempre sorridente!

e. Che mal di gola! Ho una brutta infreddatura!

• balocchi

• donzella

• meriggio

• infreddatura

• pargolo

Obiettivo Comprendere arcaismi e neologismi.

19


Il lessico

LA STRUTTURA DELLE PAROLE: RADICE E DESINENZA RICORDA...

1 Collega radice e desinenza alle definizioni corrispondenti.

o, a, i, e

La radice è la parte comune.

bambin

La desinenza è la parte variabile.

La radice esprime il significato di base di una parola. La desinenza ne indica invece il genere, il numero (nei nomi e negli aggettivi) e la persona (nei verbi).

2 Separa con una stanghetta la radice dalla desinenza.

• attori attor/i

• moglie

• idee

• prendono

• pennello

• orsi

• affettuosa

• bionda

• bue

• ascoltai

3 Completa con la desinenza indicata.

• legg

modo indicativo, tempo presente, 1ª persona singolare

• anfor

plurale femminile

• banc

plurale femminile

• astucc

singolare maschile

• nonn

plurale femminile

• cugin

singolare maschile

• quest

plurale maschile

• affettuos

singolare femminile

4 Completa con le desinenze adeguate.

• Le mie scarp • Tutte le mattin • Quell

matit

sono nuove, le tue sono rott vado a comprare il giornal colorat

in edicol

sono state un acquist

Obiettivo Usare e discriminare radice e desinenza.

20

. e lo porto ai miei genitor

sbagliato. Si sono rott

.

in pochi giorn

.


Il lessico

PREFISSI E SUFFISSI 1 Sostituisci le espressioni sottolineate con un aggettivo dotato di suffisso e cerchia la parola da cui deriva.

RICORDA...

• Sono stata in una bellissima spiaggia di Francia. francese • Sono una persona che sente sempre freddo. • Luigi è un bambino con molta fame. • Caterina è una bambina che ama studiare. • Ho visto un film che faceva molta paura. • Il mio papà è un uomo con molta pazienza. 2 Leggi le definizioni e completa il cruciverba con parole derivate mediante suffisso e prefisso. Nella colonna evidenziata comparirà il nome di chi pratica uno sport marino! 1

I prefissi e i suffissi permettono di creare parole nuove, che derivano da altre parole, ma ne cambiano il significato. • Il suffisso si aggiunge alla fine della radice di una parola: dent-ista. • Il prefisso si inserisce prima della radice: dis-fare.

Definizioni 1. La qualità di essere bravi. 2. Non è regolare. 3. Insieme di scatole di cartone. 4. Incutere terrore. 5. Non corretto. 6. Abitante di città. 7. Lo è chi conduce una barca.

2 3 4 5 6 7

MEMO 3 Unisci le radici ai suffissi e ai prefissi per formare nuove parole.

Prefisso

Radice

Suffisso

Nuove parole

dis strad aio dis fior ario in occupato uto bi ordinato ante in salum iere a adatto sociale locale

stradario

I prefissi sono molto numerosi: • di-, con-, fra-, per-… consuocero, frapporre…; • a-, in-, dis-, s- hanno un valore negativo dis-ordine; • ultra-, stra-, iper-… hanno un valore accrescitivo supermercato; • bis- indica un raddoppiamento bisnonno.

Obiettivo Usare e discriminare prefissi e suffissi.

21


Il lessico

FAMIGLIE DI PAROLE E CAMPI SEMANTICI 1 Queste parole fanno parte della stessa famiglia: cerchia la radice comune.

panificio – panettiere – panetto – paninoteca – impanare panificatore – paniere – panettone – panetteria companatico – panificabile 2 Scrivi cinque parole per ogni famiglia.

• pesce • libro • carta

RICORDA... Una famiglia di parole è un insieme di vocaboli che hanno la stessa radice. Le parole possono però appartenere a categorie diverse: nomi, aggettivi, verbi, avverbi. Un campo semantico è un insieme di parole collegate tra loro dallo stesso significato.

3 Inserisci nella colonna corretta le parole appartenenti alle tre famiglie.

catena – catenina – incatenare – concatenare – catenella – mare – mareggiata – ammarare marinaio – marino – marea – fiore – fiorire – fioraio – fioriera – rifiorire – rifiorito Nome

Aggettivo

Verbo

4 Inserisci nella colonna corretta le parole che appartengono al campo semantico di “albero”.

terra – albero – falegname – acqua – vanga – radici – innaffiatoio – giardino – foglia abbattere – ombreggiare – innaffiare Nome

22

Verbo

Obiettivo Costruire campi semantici. Riconoscere e raccogliere per categoria le parole ricorrenti. Approfondire il concetto di campo semantico.


Il lessico

OMONIMI E SINONIMI 1 Collega ogni termine con il sinonimo contenuto nella colonna a fianco.

Nomi

Verbi

Aggettivi

svago

dimora

mangiare

lasciare

carino

soffice

alloggio

fabbricato

afferrare

indirizzare

sicuro

esteso

edificio

divertimento

ascoltare

cibarsi

umile

zuccherato

libro

illustrazione

inviare

adombrare

dolce

protetto

scrivania

scrittoio

abbandonare

sentire

ampio

modesto

disegno

volume

oscurare

acciuffare

morbido

grazioso

2 Cerchia il sinonimo più adatto tra quelli proposti.

RICORDA...

• Grazie per il tuo sostegno, le tue parole sono molto confortanti / assistenti / animanti. • Mi è venuto un antipatico / fastidioso / problematico raffreddore. • In biblioteca dobbiamo onorare / rispettare / adorare alcune regole! • Prima di scendere in campo, abbiamo fatto un duro esercizio / allenamento / addestramento. 3 Leggi le frasi e collega gli omonimi al significato corrispondente.

I sinonimi sono parole che hanno una forma diversa, ma significati simili: svago-passatempo. Gli omonimi sono parole che, pur avendo la stessa forma, hanno significati diversi (pianta, coda).

• La pianta di ortensie sta perdendo le foglie. • Ho comprato una nuova casa. Ti mostro la pianta. • Quando cammino non riesco ad appoggiare tutta la pianta.

piede vegetale disegno in scala

• Il mio cane ha la coda lunga e folta. • Non sono riuscito a entrare, c’era troppa coda! • L’ho visto con la coda dell’occhio.

folla estremità del corpo parte laterale

MI METTO IN GIOCO Spesso gli omonimi si prestano a giochi di parole e doppi sensi. Utilizza le parole nelle parentesi e inventa tu le risposte per ciascun colmo!

• Qual è il colmo per una calcolatrice? (numeri) • Qual è il colmo per un gatto? (topaia) • Qual è il colmo per un nuotatore? (bicchiere d’acqua) Obiettivo Conoscere i rapporti di significato: l’omonimia. Conoscere i rapporti di significato: la sinonimia.

23


Il lessico

I CONTRARI RICORDA...

1 Scrivi il contrario di:

• lento

• allungare

• anteriore

• superiore

• asciutto

• sorgere

• illuminato

• attente

• cominciare

I contrari sono parole che hanno significato opposto. Spesso si formano aggiungendo alla parola i prefissi dis-, a-, in-, s-, an-. Disonore, incapace…

3 Riscrivi sostituendo ogni aggettivo con il suo contrario.

2 Forma i contrari con dis-, s-, de-, in-.

• motivato

• adatto

• aggregare

• attivare

• stabile

• un piatto saporito

• una ragazza coraggiosa

• un film divertente

• un divano scomodo

• un gioiello antico

• regolato

• una pietra rara

• capace

• un cuoco abile

4 Leggi questi modi di dire e inserisci al posto delle parole sottolineate i loro contrari. Poi collegali al loro significato corretto.

liscio – scariche – lunghe – chiudere – dormire – arrampicarsi – vuoto • andare a pieno

vuoto

procedere con lentezza

• filare ruvido come l’olio

non riuscire in qualcosa

• andare per le corte

essere molto stanco

• scivolare sugli specchi

sentirsi al sicuro

• avere le batterie cariche

far finta di niente

• aprire un occhio

andare tutto per il meglio

• svegliarsi tra due guanciali

fare dei tentativi inutili

Obiettivo Comprendere il rapporto di contrarietà.

24


Il lessico

IPERONIMI E IPONIMI 1 Scrivi sopra ciascun contenitore iperonimi o iponimi. Poi collega le parole della colonna di sinistra con le corrispondenti della colonna di destra.

violino libreria scorfano pallanuoto nascondino sandalo euro gladiolo castagno elicottero mapo

moneta gioco fiore mobile calzatura pianta velivolo frutto pesce strumento sport

RICORDA... Le parole che hanno un significato più generale e ampio si dicono iperonimi; quelle che hanno un significato più ristretto e specifico si chiamano iponimi.

2 Sottolinea, per ogni coppia, la parola più generale (iperonimo).

• fumetto / Topolino

• cantante / Alvaro Soler

• Giove / pianeta

• gioco / Monopoli

• film / L’era glaciale

• musica / rock

• personaggio / Harry Potter

• fiati / tromba

• Cenerentola / fiaba

• té / bevanda

3 Scrivi accanto a ciascuna parola generale due parole più specifiche (iponimi).

• dolce

• metallo

• indumento

• salume

• materia scolastica

• figura geometrica

Obiettivo Conoscere i rapporti di significato: iperonimi e iponimi.

25


La morfologia

PARTI VARIABILI E INVARIABILI 1 Trasforma le frasi dal singolare al plurale e sottolinea le parole che hai variato. Poi rispondi alla domanda.

La nonna ascolta il nipotino interessato mentre ripete la lezione.

• Quante parole hai variato? • Hai incontrato parole invariabili? Quante? La sorella aiuta il fratello minore a fare il compito.

• Quante parole hai variato? • Hai incontrato parole invariabili? Quante?

RICORDA... Le parole non sono tutte uguali e si differenziano per forma, significato e funzione. Le possiamo classificare in due grandi categorie. • Le parti variabili sono le parole che possono variare nella parte terminale o desinenza. Esse sono cinque: articolo, nome, aggettivo, pronome, verbo. • Le parti invariabili presentano una sola forma, quindi non variano mai. Esse sono: avverbio, preposizione, congiunzione, interiezione.

2 A quale categoria appartengono le seguenti parole? Inserisci il nome nel riquadro.

Giorgio tavola guinzaglio calura ristoranti ragazzine

il la i un’ le uno

presi ebbi guardato avresti studiato giocheremo sarà partito leggi

io lui mi ti si loro

ehi evviva accidenti ahi oh ah

di sullo in per dello alla

Obiettivo Discriminare parti variabili e parti invariabili del discorso.

26

sì entusiasmante forse migliore spesso vostro dolcemente altissimo troppo questi oggi bello

ma quindi perché poi infatti così


La morfologia

L’ARTICOLO RICORDA...

1 Riscrivi le seguenti parole nella colonna contenente l’articolo determinativo adatto.

zoccoli – abete – idea – cantiere – pantofole – cuginetta – isole – stivali pneumatici – zufoli – psicologi – piedi – fiume – anni – classi – scolaro amicizia – saluti – tappa – zenzero – yogurt – gnomo – gnocchi ravanello – stecchino – spazzola – insalata – cantiere IL

LO

LA

L’

GLI

LE

I

2 Cerchia gli articoli indeterminativi e sottolinea i nomi a cui si riferiscono.

L’articolo è posto sempre prima del nome e ne segnala il genere e il numero. • È determinativo quando indica persone, animali e cose determinate. • È indeterminativo quando indica elementi generici. • Gli articoli partitivi, invece, indicano una parte generica e non definita. Si usano come plurale degli aggettivi indeterminativi delle fragole, del pane…

• Il mio nuovo compagno di classe è un bambino molto carino. • Domani indosserò una gonna molto colorata e un paio di calze. • Su quell’albero c’è un’aquila! Osservate attentamente, è un’esperienza unica! • È arrivata una telefonata nel cuore della notte. Abbiamo preso un bello spavento! 3 Sostituisci le espressioni tra parentesi con gli articoli partitivi.

(un po’ di) marmellata.

• Passami

(un po’ di) pane e

• Vado a comprare • Abbiamo ascoltato

(alcuni) brani del nostro cantante preferito.

• Abbiamo scambiato • Leggete

(un po’ di) mortadella.

(alcune) figurine durante l’intervallo. (alcune) poesie da recitare a Natale.

4 Cancella la forma sbagliata.

• dei / degli ragazzi • dei / degli gnocchi • dell’ / del origano

• degli / dei scolari • dello / dell’arrosto • degli / dei ritornelli

• del / dello zucchero • degli / dei indiani • degli / dei campioni

Obiettivo Individuare e distinguere gli articoli determinativi e indeterminativi.

27


La morfologia

NOMI COMUNI E PROPRI 1 Sottolinea i nomi nel seguente brano. Poi riscrivili nei riquadri corrispondenti, con la lettera maiuscola quando occorre.

Mia sorella e io non facciamo altro che punzecchiarci a vicenda. Però fino a quando ho avuto sette anni, erica mi trattava bene. Quando tornavo ferito dalla scuola o dal cortile mi diceva: “Vieni con me tonino, ci pensa erica a medicarti!”. “rosario mi ha fatto uno sgambetto” le dicevo. Allora mi faceva sedere accanto a lei sul divano e mi raccontava una storia. Oppure mi prendeva sulle ginocchia, mi faceva le coccole e mi dava un bacio sulla punta del naso. A. Petrosino, Ciao, io mi chiamo Antonio, Sonda

NOMI COMUNI

RICORDA... I nomi comuni indicano, in modo generico, persone, animali, cose, luoghi, idee, sentimenti. I nomi propri si scrivono con la lettera maiuscola e indicano con precisione una persona, un animale, una cosa.

NOMI PROPRI

2 Completa con nomi comuni o propri adeguati.

• La gattina di

si chiama

invece il • Io tifo

di

si chiama

, la migliore

• Ti piace il • Mia

, .

di calcio di tutti i tempi!

? Ho visto un film divertentissimo, si intitolava: è andata al concerto di

• In inverno andiamo a

.

, il suo

, una

preferito.

sciistica in

.

3 Scrivi tre nomi propri per ciascuna categoria.

• marche di automobili

• titoli di cartoni animati

• personaggi dello spettacolo

• cantanti

• città

Obiettivo Individuare e distinguere nomi comuni e propri in base al significato.

28


La morfologia

NOMI ASTRATTI E CONCRETI 1 Cerchia il nome concreto in ciascun gruppo.

RICORDA...

• antipatia – cervello – astuzia • dubbio – cuore – sincerità • permanenza – spensieratezza – biglietto • panchina – attesa – campionato • ottimismo – felicità – cucciolata • stanchezza – equivoco – divano

I nomi concreti indicano persone, animali e cose che si possono percepire attraverso i nostri sensi. I nomi astratti indicano idee, emozioni e concetti che non si percepiscono attraverso i sensi, ma derivano dalla nostra immaginazione, dal pensiero e dal sentimento.

2 Indica se i nomi in corsivo sono concreti (C) o astratti (A).

• Ho comprato un profumo ( • Questi spaghetti (

) hanno un sapore (

• Ascoltiamo con attenzione ( • Tutti i compagni (

) molto buono. ) delizioso.

) hanno molta stima (

una buona educazione (

) di musica (

) l’insegnante (

).

) di Lorenzo, è un ragazzino (

) che mostra di avere

).

3 Trasforma i seguenti aggettivi in nomi astratti.

• bello

bellezza

• bravo

• lento

• buono

• generoso

• attento

• cordiale

• allegro

• serio

4 Trasforma i seguenti verbi in nomi astratti.

• amare

• soffrire

• sognare

• stimare

• tollerare

• insistere

• intuire

• ideare

• sopportare

5 Indica con X se le parole sottolineate sono astratte (A) o concrete (C).

A

C

Il mare oggi è una tavola, farò un bel bagno. Mi trovo in un mare di guai, potresti darmi una mano? Sei stato un faro nella notte! Grazie del tuo aiuto. Dal ponte della nave avvistiamo il faro. Ho cambiato la cornice al quadro della nonna. La cerimonia si è svolta al lago, in una cornice suggestiva. Obiettivo Discriminare nomi astratti e concreti.

29


La morfologia

DIFFERENZE DI GENERE… 1 Attribuisci lo stesso numero ai nomi maschili e femminili corrispondenti.

1 sorella

papà

mamma

principe

cugina

conte

cagnolina

elefante

scrofa

re 1 fratello

principessa regina

cagnolino

contessa

maschio

femmina

cugino

elefantessa

maiale

2 Indica se i seguenti nomi sono maschili (M), femminili (F), comuni (C) o promiscui (P).

• vigile (

)

• maestra (

• professore ( • autista ( • cognato (

)

) )

• lampadario ( • minestra (

• asino (

)

• giraffa (

)

• scrivania (

• tavolo (

)

• talpa (

)

• gatto (

)

• dottoressa ( )

)

)

• formica (

)

)

• insegnante (

• delfino ( )

• dentista (

RICORDA... I nomi di persona e di animale variano in base al genere, a seconda che siano femminili o maschili. • I nomi di persona che presentano un’unica forma, per il maschile e il femminile, sono di genere comune nipote. • I nomi di animale sono di genere promiscuo quando indicano sia il maschio sia la femmina la tigre maschio, la pantera femmina. • I nomi indipendenti cambiano completamente la forma dal maschile al femminile fratello-sorella.

)

) )

3 Riscrivi le frasi trasformando al femminile le parole sottolineate. Modifica, se necessario, gli altri elementi della frase.

• Il nipote del mio amico ha studiato biologia marina. • Sono andato dal preside per raccontargli come si sono svolti i fatti. • Mio zio è un grande appassionato di teatro. • Gli alunni sono andati in gita con i loro insegnanti.

Obiettivo Individuare il genere di un nome.

30

MEMO È importante stabilire il genere dei nomi per poterli concordare con gli altri elementi della frase!


La morfologia

… E DI NUMERO RICORDA...

1 Leggi il testo, sottolinea i nomi singolari e cerchia i plurali.

Un giorno i cartelli della segnaletica stradale si stancarono di avere sempre la stessa faccia. Così il Senso Obbligatorio, quello azzurro con una freccia bianca a destra o a sinistra, indicò il cielo! Per gli automobilisti fu un problema. Tutte le auto infatti dovettero fermarsi. Anche gli altri segnali lo imitarono. Così i cartelli di Circolazione Vietata divennero Conversazione Vietata e per certe strade nessuno poté più aprire bocca. Il Divieto di Sosta divenne Divieto di Posta e nessuno poteva più scrivere lettere o cartoline! M. Argilli, 23 novelle moderne, Gallucci

2 Cerchia il plurale corretto.

• faccia • chirurgo • arco • medico

facce / faccie chirurgi / chirurghi arci / archi medichi / medici

• bue • fruscio • zio • falco

bui / buoi frusci / fruscii zii / zi falchi / falci

• I nomi di numero singolare indicano una sola persona, un solo animale, una sola cosa. • I nomi di numero plurale indicano più persone, animali e cose. • I nomi invariabili non cambiano la forma dal singolare al plurale: il bar i bar. • Quelli difettivi mancano o del singolare o del plurale le forbici, il pepe. • I sovrabbondanti hanno due singolari o due plurali i frutti / la frutta; i cigli / le ciglia.

3 Cerchia con il rosso i nomi invariabili e con il blu i nomi difettivi.

• città • pantaloni • sosia

• cesoie • pazienza • fame

• auto • latte • virtù

• ossigeno • euro • nozze

4 Completa inserendo i nomi sovrabbondanti adatti. Scegli tra: i membri, le membra, le mura, i muri, i gesti, le gesta.

• A scuola è arrivato un bambino straniero che si esprime solo con • Abbiamo letto in un libro di storia

di un condottiero romano.

• Ho fatto troppa ginnastica, mi fanno male

.

del consiglio si riuniscono nelle assemblee.

ritrovate sono molto antiche.

• Abbiamo appena affrescato

.

della mia cameretta.

Obiettivo Individuare il numero di un nome.

31


La morfologia

UN PO’ DI ANALISI! 1 Analizza i nomi in tabella. Indica con X.

Nome

comune

proprio

persona

animale

cosa

concreto

astratto

Martina spavento idea zebra infermiere foglia ombrello 2 Analizza il nome in base al genere e al numero. Indica con X.

Nome

maschile

femminile

comune

promiscuo

singolare

plurale

lepre cliente calzoni occhiali fame mattina asina piogge bar 3 Analizza come nell’esempio.

• pigna

nome comune di cosa, femminile, singolare, concreto.

• Luca

nome proprio di persona, maschile, singolare, concreto.

• felicità

• calma

• miele

• città

32

Obiettivo Fare l’analisi grammaticale del nome e dell’articolo. Riconoscere i nomi in un contesto.

invariadifettivo bile


La morfologia

4 Sottolinea i nomi: sono 27.

Ragazzi a scuola Stava entrando a scuola il futuro del paese: bei ragazzini, tutti nella divisa scolastica e belle fanciulle col tailleur azzurro e il foularino. Entrarono seri seri e li avreste creduti nani adulti se non fosse stato per gli zainetti, i quali erano tutti della stessa ditta, ma variavano nelle scritte, nelle decalcomanie applicate di divi, insieme a stelline, mostriciattoli e dichiarazioni d’amore al compagno di banco o al celebre cantautore. E tutta una serie di dediche quali “Nino, sei mitico!”, “Rosanna, sei stupenda!”, ognuna scritta in pennarello fluorescente e incorniciata da cuoricini. Adattato da S. Benni, L’ultima lacrima, Feltrinelli

5 Esegui sul quaderno l’analisi grammaticale dei nomi che hai sottolineato. Usa le abbreviazioni come nell’esempio.

scuola

nome com. di cosa, concr., femm., sing., primit.

6 Analizza gli articoli in tabella. Indica con X.

Articolo d

un’

na mi r e et

o tiv ind

na mi r e et

o tiv p

i ar t

o tiv

e hil

sc ma

X

fe

le ini m m

X

go sin

e lar

e ral u l p

X

le degli della i le uno lo del 7 Indica con X le serie formate solo da articoli.

il un là lo su ma la i gli le uno una no di a una un dello della degli le gli l’ lo la gli le una un degli delle dello l’ il un dell’ da in con le una dello al agli un il uno lo una la dei le i gli della Obiettivo Fare l’analisi grammaticale del nome e dell’articolo. Riconoscere i nomi in un contesto.

33


CI PROVO IO! 1 Cancella l’intruso in ciascun gruppo di termini specifici.

• grammatica • geometria • musica • astronomia

pronome – articolo – tronchetto – elisione – collettivo angolo – retta – cubo – timpano – concavo – equilatero batteria – oboe – pentagramma – trapezio – altezza eclissi – passante – allunaggio – sonda – pianeta

2 Sostituisci le parole sottolineate con un sinonimo adeguato.

• Mia mamma è una donna molto simpatica. divertente • La cucina della nonna è molto buona. • Abbiamo fatto un gioco molto spassoso. • Usa più tempo per svolgere gli esercizi. • Abbiamo eseguito senza sforzo tutti gli esercizi. 3 Cancella l’intruso in ciascun gruppo.

• parlare – conversare – colloquiare – ammutolire • paura – spavento – coraggio – terrore • attenzione – distrazione – impegno – applicazione • macchiato – pulito – terso – smacchiato • interessante – appassionante – avvincente – monotono 4 Scrivi di quale categoria grammaticale si tratta e poi indica con X se è una parte variabile (V) o invariabile (IN).

Parole

Categoria grammaticale

pentola – orecchino – Chiara – lupo – poliziotto – bellezza permaloso – intelligente – questi – tuoi – molti – attenta la – un – uno – lo – una – un’ – le dei – del – a – in – con – su Ahi! – Ehi! – Evviva! – Forza! – Su! presi – ebbe visto – che noi ascoltiamo – fu – aveva mi – si – ti – ci – loro – egli e – ma – cioè – quando – quindi – però felicemente – ieri – dentro – forse – adesso

Verificare le competenze l ’alunno conosce e utilizza le convenzioni morfologiche di base.

34

V

IN


CI PROVO IO! 1 Inserisci gli articoli indeterminativi, poi trasforma al plurale con i partitivi.

Singolare

Plurale

Nome

Articolo indeterminativo

Articolo partitivo

scatola

una scatola

delle scatole

estate scambio libro ragazzo giocattolo ostrica 2 Sottolinea gli articoli usati in modo errato e riscrivili correttamente a fianco.

• Oggi i studenti sono usciti un ora prima. • Il sciopero dei mezzi ha paralizzato il circolazione. • Lo nipote di Andrea ha comprato uno bel cane. • Lo ospedale dista un oretta da qui, andiamoci con la mia auto. • I scacchi sono il gioco preferito dal nonno. • Il mio piatto preferito sono i gnocchi con il zafferano. 3 Forma il femminile dei seguenti nomi. Attenzione! Alcuni nomi mantengono la stessa forma!

• eroe

• dirigente

• impiegato

• signore

• avvocato

• apprendista

• gallo

• duca

• giornalista

4 Sottolinea con il rosso i nomi singolari, con il verde i plurali e con il blu gli invariabili.

compiti – bontà – scarpe – lettera – sosia – pianura – viaggiatori – città – stivali – apriscatole asciugamani – balcone – baita – edifici – gravità – gas 5 Correggi i nomi difettivi scritti in modo errato.

• latti

• mieli

• fame

• nozza

• forbici

• seti

Verificare le competenze l ’alunno conosce e utilizza le convenzioni morfologiche di base.

35


La morfologia

NOMI COLLETTIVI E INDIVIDUALI 1 Sottolinea i nomi collettivi.

pizzeria – biblioteca – discoteca – aerei – nubi – isolotti – arcipelago collana – argenteria – nidiata – pineta 2 Completa ogni espressione contenente un nome collettivo con due nomi individuali adatti.

mucche

• una mandria di

• uno stormo di

bufali

• un gregge di

• un branco di

• un mazzo di

• una cucciolata di

RICORDA... • I nomi individuali indicano una sola persona, un solo animale, una cosa. • I nomi collettivi indicano un insieme di persone, animali o cose.

3 Inserisci nelle frasi i nomi collettivi adatti.

• Alcuni miei compagni fanno parte del musica.

delle voci bianche del Conservatorio di

• Attorno all’attore si era radunata una grande • Con il telescopio dello zio, ho individuato la Minore.

di curiosi. dell’Orsa Maggiore e quella dell’Orsa

• Abbiamo alzato gli occhi al cielo e abbiamo visto volare una Frecce Tricolori!

di aerei: erano le

MI METTO IN GIOCO Cancella dallo schema i nomi individuali indicati, posti in orizzontale, verticale, obliquo. Le lettere rimaste formano un nome collettivo che indica un insieme di lettere.

patto – sedia – nube – marinaio – ritardo – marito – viso – rose – lince – cose E M A R

I

N A

O

P

L

I

M A R

S

R

I

T A R D O R

T O L V

I

I

I

T O

N U B

E O A

S O C E

S O C

P A T

T O E

R

I

O

Soluzione:

Obiettivo Discriminare e usare i nomi collettivi.

36


La morfologia

NOMI PRIMITIVI, DERIVATI, ALTERATI E COMPOSTI 1 Sottolinea i nomi che derivano dal primitivo evidenziato.

• collo • mano • arco • gelo

collana – collina – girocollo – collare manopola – maniglia – manata – mantello arcobaleno – arcata – varco – arciere gelato – congelato – gelosia – gelata

2 Sostituisci le espressioni con il nome derivato dal nome primitivo sottolineato.

• lavora in un negozio

negoziante

• vende il latte

• è fatta con le arance

• contiene il sale

• vi si produce l’olio

• trasporta il petrolio

3 Indica se i seguenti nomi sono alterati diminutivi (D), vezzeggiativi (V), accrescitivi (A), dispregiativi (DIS).

• lettone (

)

• gattaccio (

• pallina (

)

• piattino (

• faretto (

)

• divanetto (

• bambinello (

)

• libretto (

)

) • ragazzaccia (

)

• catenina ( )

)

• postaccio ( )

• dolcetto (

) )

RICORDA... • I nomi primitivi sono formati da radice e desinenza e non derivano da altri nomi casa. • I nomi derivati derivano dai nomi primitivi con l’aggiunta di un prefisso o di un suffisso che ne cambia il significato caserma. • I nomi alterati aggiungono al nome primitivo dei suffissi che gli danno sfumature di significato: casina diminutivo casetta vezzeggiativo casona accrescitivo casaccia dispregiativo • I nomi composti sono formati dall’unione di due o più parole spremiagrumi.

4 Collega i nomi delle due colonne per formare nomi composti. Poi riscrivili nella tabella al posto giusto.

• auto classe Nome + • lava muto nome • agro tondo • piano salone • capo piatti • lancia dolce • giro storie • canta rossa • pelle forte • sordo fiamme

Verbo + nome

Aggettivo + aggettivo

Nome + aggettivo

Obiettivo Riconoscere e classificare i nomi composti. Riconoscere e formare nomi derivati. Individuare le alterazioni di un nome.

37


La morfologia

AGGETTIVI DI QUALITÀ! 1 Sottolinea gli aggettivi qualificativi e cerchia il nome cui si riferiscono.

• Marco ha affittato un grande loft per l’esposizione dei suoi quadri. • Abbiamo letto un divertente fumetto sul comodissimo divano della nonna. • La macchina avanzava sulla strada polverosa. Nel capiente bagagliaio erano sistemate pesanti valigie. • Sull’autobus affollato ho incontrato per caso una mia carissima compagna di classe. 2 Sostituisci le espressioni con un aggettivo adeguato, come nell’esempio.

• le squadre in finale

squadre finaliste

• il vestito di Carnevale

vestito

• le cime con la neve

cime

• l’aria di primavera

aria

• l’acqua che bolle

acqua

RICORDA... L’aggettivo si aggiunge al nome per precisarne le sue caratteristiche. L’aggettivo qualificativo descrive le qualità di persone, animali e cose e concorda sempre nel genere e nel numero con il nome cui si riferisce!

3 Attribuisci a ciascun nome tre aggettivi qualificativi adatti.

• natura

• soprammobile

• amico

• medico

4 Completa la tabella facendo attenzione alla concordanza dell’aggettivo con il nome.

Singolare maschile il bambino distratto

Singolare femminile

Plurale maschile

Plurale femminile

la bambina distratta le nonne premurose la cugina invidiosa

il ragazzo sportivo i nuotatori esperti le commesse gentili

38

Obiettivo Individuare l’aggettivo qualificativo di grado positivo. Approfondire la conoscenza e l’uso dell’aggettivo qualificativo.


La morfologia

AGGETTIVI PRIMITIVI, DERIVATI, ALTERATI, COMPOSTI RICORDA... 1 Utilizza i seguenti suffissi per formare gli aggettivi derivati corrispondenti: -oso, -esca, -ile, -ese, -ente, -ico, -ale, -ato.

• temib • ide

• nebbi

• avvil

• princip • utilizz

• genov

• coller

2 Ricava il nome da cui deriva ciascun aggettivo qualificativo.

Aggettivo pazzesco

Nome

Anche gli aggettivi qualificativi possono essere: • primitivi grande, attento…; • derivati, con l’aggiunta di suffissi ai nomi primitivi: -ile, -ato, -oso, -ico… infantile, danaroso…; • alterati grigiastro, piccolino…; • composti semiserio.

pazzia

MEMO

furbesco

Talvolta l’aggettivo ha la funzione di nome (aggettivo sostantivato). In questo caso è preceduto da un articolo. I piccoli devono andare a dormire presto.

facilitato storico scolorito

3 Scrivi per ciascun aggettivo P (primitivo), A (alterato), D (derivato) oppure C (composto).

• basso ( )

• azzurrino ( )

• minaccioso ( ) • multifunzionale ( )

• snello ( )

• bianconero ( ) • audiovisivo ( )

• grande ( )

• freddoloso ( ) • deboluccio ( )

4 Completa le frasi alterando l’aggettivo come richiesto.

alt. vezzegg.) grassottello!

• Il cagnolino di Arianna mangia sempre, è (grasso • Oggi il cielo ha un colore (grigio

alt. dispreg.)

.

• Il mio compagno di banco è quel tipo alto e (biondo • Che gatto (pigro

alt. accresc.)

alt. dimin.)

.

! Dorme tutto il giorno.

5 Sottolinea gli aggettivi sostantivati.

• I pessimisti vedono ogni cosa negativamente. Gli ottimisti sono sicuramente persone più serene! • Il blu è il mio colore preferito. • Gli alti si mettano in fondo alla classe. Obiettivo Discriminare aggettivi derivati, alterati, composti.

39


La morfologia

L’AGGETTIVO E I SUOI GRADI 1 Sottolinea in rosso gli aggettivi di grado positivo, in verde i comparativi e in blu i superlativi.

Una volpe che non era riuscita a raggiungere un bellissimo grappolo d’uva, se ne andò tutta triste. A un tratto però si disse: “Non posso fallire come la volpe mia antenata, devo essere più astuta di lei”. Così incontrò un corvo con un enorme pezzo di formaggio in bocca. Ricordando un’altra vecchia storia, pensò che fosse il suo giorno più fortunato. Gli disse: “Signor corvo, lei è assai bello! Canti per me: se la sua voce è bella come lei, lei è l’animale perfetto!”. Ma il corvo rispose: “Voi animali mi avete sempre creduto uno stupido! I corvi sono intelligenti, a parte forse quel mio antenato… Alcuni invece pensano che voi volpi non siate molto astute. Come dimostra questo ingenuo trabocchetto che lei mi voleva tendere”. C. Stocchi, Favole in wi-fi, Einaudi ragazzi

2 Completa i comparativi inserendo le parole adeguate. Scegli tra: di, come, dei, del, della.

• Lorena è bionda • Matteo è più alto

te. suo fratellino.

• Secondo me la storia è più interessante • Questo film è meno divertente • Sei meno spiritoso

geografia.

RICORDA... • L’aggettivo qualificativo è di grado positivo quando esprime una qualità così com’è, senza termini di paragone alto, bello, monello… • È di grado comparativo quando esprime un confronto tra due elementi in base a una qualità Elena è più astuta di Lucia. • È di grado superlativo quando esprime una qualità al massimo grado felicissima, molto serena…

quello visto ieri.

tuoi cugini!

3 Inserisci in tabella le forme speciali degli aggettivi.

alto – ottimo – piccolo – buono – migliore – minimo – superiore – peggiore – inferiore grande – cattivo – pessimo – maggiore – basso Positivo

Comparativo di maggioranza

Superlativo assoluto massimo

minore sommo infimo Obiettivo Approfondire la distinzione e l’uso dei gradi dell’aggettivo qualificativo.

40


La morfologia

4 Riproduci la seguente tabella sul quaderno, poi forma i comparativi di maggioranza, i superlativi assoluti e i superlativi relativi dei seguenti aggettivi.

umile – pulito – asciutto – aggressiva – romantica – intelligente assonnato – profondo – capace – lungo – aperto – chiara Gr. positivo

umile

Comparativo

più umile

Sup. assoluto

umilissimo

Sup. relativo

il più umile

5 Scrivi tre frasi con le forme irregolari del superlativo: asperrimo, miserrimo, celeberrimo.

MI METTO IN GIOCO

MEMO

• Gli aggettivi comparativi possono essere di: – maggioranza più furbo; – minoranza meno furbo; – uguaglianza furbo come. • Gli aggettivi superlativi possono essere: – assoluti furbissimo; – relativi il più furbo di… Alcune forme di superlativi assoluti sono irregolari celeberrimo (molto celebre), asperrimo (molto aspro), miserrimo (molto misero).

Risolvi i rebus, compariranno aggettivi al grado superlativo e comparativo!

• migli + •

+ cissime

• + • sup +

Obiettivo Approfondire la distinzione e l’uso dei gradi dell’aggettivo qualificativo.

41


La morfologia

AGGETTIVI E PRONOMI POSSESSIVI 1 Trasforma le seguenti espressioni con un aggettivo possessivo adatto. Osserva l’esempio.

• Il coniglietto nero che possiede lui

il suo coniglietto nero

• La borsa che appartiene a te

• I genitori che appartengono a noi

• Gli stivali che ha lui

• Le matite che avete voi

• Le valigie di ciascuno

• I giochi degli altri

RICORDA... Gli aggettivi e i pronomi possessivi indicano a chi appartiene la cosa di cui si parla. Essi sono: mio, tua, suoi, nostro, vostra, loro, proprio, altrui... Gli aggettivi accompagnano il nome, i pronomi lo sostituiscono.

2 Completa con gli aggettivi possessivi adatti.

• Erica ha perso la penna che • Sono partiti con i

fratello le aveva prestato.

genitori. Andranno a trovare i

• Ognuno può dire la • Ricordo alcuni dei

nonni.

opinione, ma deve rispettare quella

.

giocattoli di quando avevo solo due anni.

• Questa torta l’ha fatta con le

mani! Ognuno prenda la

• Quando vi ho incontrato ho riconosciuto subito

fetta.

sorella.

3 Sottolinea il pronome possessivo e scrivi il nome che sostituisce.

• Il mio zaino è più vecchio del suo. (zaino) • Il nostro appartamento è più piccolo del vostro. (

)

• Mi piace molto il tuo astuccio. Il suo di meno. (

)

• Sono andato in vacanza con i miei nonni, Edoardo con i suoi. (

)

4 Indica se le parole in corsivo sono aggettivi possessivi (AP) o pronomi possessivi (PP).

• La nostra (

) squadra vince 3 a 0, la vostra (

• La vostra (

) opinione è importante come la mia (

) sta perdendo! ).

• Quando ho avuto bisogno delle matite colorate, Caterina mi ha offerto le sue ( • La maestra ha distribuito le nostre ( • La mia (

) verifiche di italiano e ciascuno ha corretto la propria (

) giornata è stata sicuramente meno faticosa della vostra (

Obiettivo Conoscere, distinguere e usare gli aggettivi e i pronomi possessivi.

42

).

)!

).


La morfologia

AGGETTIVI E PRONOMI DIMOSTRATIVI 1 Cerchia l’aggettivo dimostrativo corretto.

• Abbiamo seguito le indicazioni su questa / quella mappa che abbiamo sotto gli occhi. • Quello / questo stabile laggiù è abitato dai miei zii. • Quest’ / quell’anno visiterò quella / questa città di cui mi hai tanto parlato. • Quegli / questi zaini sono più capienti, invece quegli / questi zaini in fondo allo scaffale sono più economici. 2 Sottolinea in rosso gli aggettivi dimostrativi e in blu i pronomi dimostrativi.

RICORDA... Gli aggettivi e i pronomi dimostrativi indicano la posizione, cioè la lontananza o la vicinanza nello spazio e nel tempo, di qualcosa rispetto a chi parla e a chi ascolta. Essi sono: questo, codesto, quello…

Gli aggettivi accompagnano • Questo comportamento non è corretto. Dovresti fare quello il nome, i pronomi lo che dice tuo padre. sostituiscono. • Coloro che desiderano la pizza margherita alzino la mano. Sono solo pronomi: costui, • Costui è veramente un tipo strano, risponde male e fa solo ciò costei, costoro, colui, colei, che gli pare. coloro, ciò. • In questa situazione so cosa fare, se mi trovassi in quella chiederei aiuto a qualcuno. • Quell’anno recitammo Peter Pan, ma non ricordo se quella rappresentazione ebbe successo. 3 Sottolinea gli aggettivi dimostrativi e specifica se indicano la vicinanza oppure la lontananza nello spazio e nel tempo.

Vicinanza

Lontananza

nello spazio nel tempo nello spazio Questa mattina faremo una passeggiata. Questi guanti sono deliziosi.

nel tempo

X

Quell’inverno è stato freddissimo. Aprite quella porta. 4 Abbina un nome ai seguenti aggettivi e scrivi una frase.

• stesso

• medesimo • tale

MEMO

Sono dimostrativi anche stesso, medesimo, tale!

Obiettivo Conoscere, distinguere e usare gli aggettivi e i pronomi dimostrativi.

43


La morfologia

AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI 1 Completa con gli aggettivi indefiniti adeguati: nessun, troppa, nessuna, troppi, tante, ciascun.

• A

RICORDA... Gli aggettivi e i pronomi indefiniti indicano la qualità o la quantità di persone e animali, oggetti, luoghi in modo impreciso. Essi sono: alcuno, certi, tutto, tanti, poche, molto, parecchi…

bambino è stato consegnato un foglio da disegno.

• Dopo l’intensa nevicata, meteorologici.

aereo partirà per problemi

• Non ho intenzione di portarvi al parco: c’è neve per le strade. • Ho

novità da raccontarvi, non so da quale iniziare!

• Hai messo

cucchiaini di zucchero, il tè è imbevibile!

Gli aggettivi accompagnano il nome, i pronomi lo sostituiscono.

2 Completa con gli indefiniti adeguati: scrivi se si tratta di aggettivo indefinito (AI) o pronome (PI).

• Abbiamo acquistato parecchi cibi al supermercato.

(AI)

Su

(

)

fretta. (

)

amici, che frequentano classi diverse. (

)

c’era un po’ di sconto.

• Ho sbagliato il compito, perché ho scritto con • Nella scuola ho

vengono a nuoto con me.

• Cercherò di migliorare a • Nel negozio c’erano

costo. videogiochi che mi piacevano.

(

)

(

)

(

)

MEMO Sono solo aggettivi indefiniti: ogni, qualche, qualunque, qualsiasi. Sono solo pronomi: ognuno, chiunque, qualcuno, qualcosa, niente, nulla.

MI METTO IN GIOCO Cancella dallo schema gli indefiniti. Sono scritti in orizzontale da sinistra a destra e viceversa. Le lettere restanti formano un modo di dire. Scrivilo qui sotto.

O G N U N O T

R O P

O G P O C H

O T

I

P A R

E C C H

I

O

I

N U C

L

A E

L O M

S A Q U A

L

C U N A H A

I

R

T

I

T

R E

P O C H E

S U

L

C E

V A R

I

E

O A

L

U N E

L

O A

L

L

A

T L

T N E

E C

I N

C O S A E M P

C U N E C E

Obiettivo Conoscere, distinguere e usare gli aggettivi e i pronomi indefiniti.

44

L O M

N

T Q U A Soluzione:

I

P O

R

T E


La morfologia

AGGETTIVI E PRONOMI NUMERALI 1 Scopri nei seguenti nomi i numerali nascosti e inseriscili al posto giusto! Segui l’esempio.

bottone – primavera – assecondare – treno – accento terzino – secondino – settimana – cassette – musei Cardinali

Ordinali

otto

2 Sottolinea in rosso i numerali cardinali, in verde gli ordinali, in blu i moltiplicativi.

La mia classe è al primo piano. È composta da sedici femmine e nove maschi. Ovviamente le femmine sono in maggioranza, ma la maestra, quando prendiamo decisioni, dice che il suo voto vale doppio e che può schierarsi dalla parte dei maschi o delle femmine. Io sono seduto in seconda fila, in terza fila c’è Edo, il mio migliore amico, che è molto alto e pesa il triplo rispetto a me. Suona benissimo la chitarra, arriva sempre con almeno dieci minuti di ritardo a scuola e dice di aver avuto già otto fidanzate… Sarà, ma io a questa cosa non credo molto! 3 Sottolinea gli aggettivi numerali e cerchia i pronomi numerali.

• Quando mi distraggo non riconosco le lettere doppie.

RICORDA... Gli aggettivi e i pronomi numerali danno precise indicazioni numeriche sul nome a cui si riferiscono. • I cardinali indicano con precisione un numero di elementi uno, due, mille… • Gli ordinali indicano la posizione di un elemento in una successione ordinata primo, sesto, ventesimo… • I moltiplicativi indicano quante volte una quantità è maggiore rispetto a un’altra doppio, triplo… Gli aggettivi accompagnano il nome, i pronomi lo sostituiscono.

MEMO I collettivi indicano un insieme numerico di elementi!

• Il medico mi ha detto di prendere tre pastiglie al giorno per la prima settimana, poi solo due. • Come primo piatto ho preparato pasta al pesto. Che cosa desideri per secondo? 4 Sostituisci le seguenti espressioni con un numerale collettivo adatto.

bimestre – trio – paio – dozzina – triennio – quinquennio • tre persone

• tre anni

• dodici rose

• due mesi

• cinque anni

• due calze

Obiettivo Conoscere, distinguere e usare gli aggettivi e i pronomi numerali.

45


La morfologia

AGGETTIVI E PRONOMI ESCLAMATIVI E INTERROGATIVI RICORDA...

1 Per ciascuna di queste risposte scrivi una domanda adeguata che contenga un aggettivo interrogativo.

Italiano e storia.

Pizza e lasagne.

Il Milan.

Dieci, compiuti il 6 ottobre.

Il cane.

Sono nato nel 2008.

Sono partita una settimana fa.

Che, quali, quanti, quale, quanto, quanta sono: • aggettivi e pronomi interrogativi, quando introducono una domanda diretta o indiretta Quanti anni hai? • aggettivi e pronomi esclamativi, quando introducono un’esclamazione Che confusione! Che ti salta in testa!

2 Sottolinea i pronomi interrogativi.

• Che ti prende? • Quale dei due ragazzi è tuo fratello? • Vuoi sapere che cosa voglio per Natale? • Che hai capito? Stavo solo scherzando! • Abbiamo bisogno di una valigia enorme. Quanto è grande la tua? 3 Sottolinea l’aggettivo esclamativo e cerchia il nome a cui si riferisce.

• Quanti giochi ci sono in quel negozio! • Che esagerazione! Non ti sei fatto poi così male. • Spiegami che cosa vorresti fare a quest’ora! • Vorrei sapere quale film devi andare a vedere, non stai più nella pelle!

MEMO Chi e che cosa sono solo pronomi!

4 Osserva le immagini e completa i fumetti inserendo i pronomi esclamativi opportuni.

sfaticato! Ancora poche bracciate!

dei due ha avuto questa bella idea farà i conti con me!

manca alla boa! Mi sembra lontanissima!

Obiettivo Conoscere, distinguere e usare gli aggettivi e i pronomi esclamativi ed interrogativi.

46


La morfologia

UN PO’ DI ANALISI 1 Analizza in tabella. Indica con X.

Nome

primitivo

collettivo

alterato

derivato

composto

lucciola bambinetto argenteria salumiere asciugamani banco passaporto cartaccia imbianchino 2 Inserisci in tabella al posto giusto.

loro – altrui – quelli – stesso – poco – troppi – medesimo – mio – suoi – doppio – quanto! cinque – molta – secondo – quale? – chi? – questi Possessivi

Dimostrativi

Indefiniti

Numerali

Interrogativi / esclamativi

3 Esegui sul quaderno l’analisi grammaticale. Osserva l’esempio.

• qualche merendina qualche = aggettivo indef., femm., sing. merendina = nome comune di cosa, femm., sing., alterato dim., concreto • cinque arcipelaghi • il tuo cuginetto • parecchi grattacieli • quella saliera Obiettivo Fare l’analisi grammaticale dell’aggettivo, del nome e del pronome.

47


CI PROVO IO! 1 Indica il nome primitivo da cui derivano i seguenti nomi.

• occhiello

• colletto

• lucciola

• orecchini

• spaghettata

• bancario

• rimpatriata

• pescheria

2 Indica con X il significato corretto. Poi completa la spiegazione.

• tacchino

piccolo tacco grosso uccello da cortile

• mulino

luogo in cui si macinano granaglie cucciolo di mulo

• burrone

grande burro strapiombo

• torrone

dolce con le mandorle grande torre

• lampone

frutto lampo di grandi dimensioni

• fumetto

un po’ di fumo una storia illustrata

Questi nomi sono chiamati

perché

.

3 Indica da che cosa sono formati i seguenti nomi composti.

• cassapanca

cassa (nome) + panca (nome) • madreperla

+

• spremiagrumi

+

• chiaroscuro

+

• sordomuto

+

• lavapiatti

+

4 Sottolinea in rosso i comparativi di maggioranza, in blu i comparativi di minoranza e in verde i comparativi di uguaglianza.

• Giorgio è più determinato di Matteo nelle decisioni. • I jeans di Silvia sono più nuovi di quelli di Michela e meno sciupati dei miei. • Le camicie sono più asciutte dei pantaloni. Invece i calzini sono asciutti come il pigiama. • La mamma è più elegante della zia, la zia è meno ingioiellata di lei. Verificare le competenze l’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

48


CI PROVO IO! 1 Cerchia con il rosso gli aggettivi dimostrativi e con il blu i pronomi dimostrativi.

• Ciascuno legga sul proprio libro, non su quello altrui. • Mi hai dato le stesse motivazioni della volta scorsa. • Questi stivali sono piccoli, vorrei provare quelli in vetrina. • Quel giorno ero molto ansiosa, invece questa mattina mi sono svegliata più tranquilla. 2 Abbina ciascun aggettivo dimostrativo a un nome adeguato. Poi scrivi sul quaderno una frase per ogni coppia. Osserva l’esempio.

questo – stesso – medesimo – questa – quei – quelle – quella – quel pentola – ciliegie – cognome – insegnante – mobili – matita – divano – piatto Questo divano

Questo divano è particolarmente comodo.

3 Cerchia l’aggettivo indefinito corretto.

• Non avevi alcun’ / alcun motivo per arrabbiarti così. • Ho regalato una caramella a ciascuno / ciascun bambino, durante la festa. • Per fortuna nessun / nessun’aiuola è stata calpestata da quei ragazzi. • Ho impiegato alcuni / qualche giorni per riparare la collana rotta. • Su ciascuni / ciascun tavolo era posto un candelabro. 4 Indica se i seguenti numerali sono cardinali (C), ordinali (O) o moltiplicativi (M).

• La pattinatrice ha eseguito un triplo ( • Ho pagato il doppio ( • In soli due ( • La prima (

) salto prima di toccare la pista.

) di te, pur avendo comprato solo tre (

) anni sono stata in America ben tre (

) chili di frutta.

) volte.

) volta che l’ho visto ho pensato che avesse almeno cinque (

) anni di più.

5 Inserisci i pronomi esclamativi o interrogativi adatti.

• Devo scegliere un vestito per la festa.

mi consigli?

fate nel fine settimana?

hai combinato! Tutto quel cibo buttato via!

sei pigro! Pensi solo a dormire.

volete fare? Io proporrei una bella nuotata. Verificare le competenze l’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

49


La morfologia

I PRONOMI PERSONALI SOGGETTO 1 Inserisci il pronome personale corretto davanti a ciascuna forma verbale.

siete partiti

arriverò

studi

mangeranno

sono stati scelti

ha recapitato

ammiravamo

ho riso

accoglierete

avevi imparato

2 Sostituisci le parole sottolineate con un pronome personale soggetto.

• Marco (egli) ha adottato un cagnolino. Il cane ( incrocio di razza labrador. • Mattia e Andrea ( scuola. • Luca e io ( • Giulia (

) è un

) sono i ragazzini più popolari della

) siamo grandi amici. ) lavora in un bar.

3 Inserisci il pronome personale soggetto sottinteso.

RICORDA... Il pronome personale è una parola che si usa al posto del nome. • È pronome personale soggetto quando indica la persona, l’animale o la cosa che compie l’azione: io, tu, egli, lui, lei, noi, voi, essi, esse, loro. • È pronome personale complemento quando svolge una funzione diversa dal soggetto. Sono pronomi personali complemento: mi, ci, si, vi, gli, le, li, loro, ti… Nell’analisi logica hanno funzione di complemento. Mi a me (complemento di termine).

• Ieri ( ) ho incontrato un’amica che non vedevo da tanto tempo. • A che ora ( ) avete prenotato al ristorante? ( ) arriverò per le 20.30. • (

) glielo diciamo da molto tempo, (

) deve cominciare a impegnarsi di più.

• (

) hanno trascorso solo un paio di ore al parco. Poi (

) le hanno accompagnate a casa.

4 Sottolinea i pronomi personali soggetto errati. Poi riscrivi a fianco le forme corrette.

• Te non ascolti mai quello che io ti dico. • Sono state esse a cominciare, noi non c’entriamo. • C’è riuscito solo egli, noi abbiamo fatto fiasco! • A casa di Paola c’è un enorme lampadario. Egli illumina tutto il soggiorno. • Era una settimana che aspettavo quella mail. Ella è arrivata poco fa.

Obiettivo Riconoscere e usare i pronomi personali con funzione di soggetto.

50


La morfologia

I PRONOMI PERSONALI COMPLEMENTO 1 I seguenti pronomi personali complemento spiegano il significato delle espressioni in tabella. Inseriscili al posto giusto. Poi memorizza la tabella.

mi – ti – ci – si – vi – gli – le – li

me a me

te a te

a lei

a lui

a sé

noi a noi

MEMO voi a voi

loro

A lui A lei

gli le

2 Sostituisci le espressioni sottolineate con i pronomi personali complemento.

• Vi (a voi) auguro un felice anno. •

(a me) hanno offerto un gelato, poi

(a lei) regaleremo un gioco di società.

• Farò tardi all’appuntamento, •

(lei) vado a prendere e

(noi) hanno portati in pizzeria.

(a lui) dirò di avere pazienza. (lei) riporto a casa immediatamente.

3 Cerchia i pronomi personali errati e riscrivili correttamente a fianco.

• Anna e Pietro gli ho incontrati al bar questa mattina. • Se gli vedi, salutali da parte mia. • Ho parlato con Enrico, le ho detto di venire con noi al cinema. • Quando ho visto Margherita, gli ho consegnato l’astuccio nuovo. • Non gli riconosco più, sono cresciuti moltissimo! • Lavoro con Aldo e Ugo. Le stimo molto! • Mario ha una bella moto. Lo vende a buon prezzo. 4 Sottolinea lo, la, gli, le in rosso quando sono articoli e in blu quando sono pronomi.

• La mamma di Roberta la porta ogni giovedì al corso di basket. • Le loro mamme si conoscono da tanto tempo. • Hai la bicicletta uguale alla mia. Ogni tanto la confondo! • Lo sci è uno sport molto impegnativo, ma lo vorrei praticare più spesso. • Gli studenti sono usciti da poco. • Quando gli parlo, spesso non mi ascolta. Obiettivo Riconoscere e usare i pronomi personali con funzione di complemento.

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La morfologia

IL PRONOME RELATIVO 1 Riscrivi le frasi sostituendo le ripetizioni con il pronome relativo che.

• Ho invitato l’amico di Martina. L’amico di Martina suona la chitarra.

• Ho portato a spasso il cagnolino. La nonna mi ha regalato il cagnolino.

• Questo è il gioco. Ho comprato il gioco proprio ieri.

• Ho assaggiato la torta. La torta era deliziosa.

RICORDA... Il pronome relativo, oltre a sostituire un nome, mette in relazione due frasi, congiungendole in un’unica frase. I pronomi relativi sono: che, cui, il quale, la quale, i quali, le quali.

2 Cerchia il pronome relativo e collegalo al nome a cui si riferisce.

• Kayra è la bambina con cui mi trovo meglio a giocare. • Non conosco il paese da cui provieni. • Le caramelle che ho comprato sono per tutti i bambini. • Giacomo è un amico a cui devo moltissimo. • Questa è la macchina per la quale ho speso molti soldi. 3 Sottolinea gli errori nell’uso dei pronomi relativi e correggili.

• Questo è il libro che ti ho parlato. Questo è il libro del quale ti ho parlato. • La gara che ho partecipato è stata vinta da Anna.

• L’amico cui sono partito abita sul mio stesso piano.

• La musica della quale stai ascoltando è una sinfonia.

• L’armadio che ci sono i giochi è nella mia stanza.

Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso dei pronomi relativi.

52

MEMO Distingui il pronome relativo che! • “Che” è relativo quando puoi sostituirlo con il quale, la quale, i quali, le quali. La ragazza che dorme l a ragazza, la quale dorme… • “Che” è congiunzione quando è preceduto da verbi come credere, pensare, ritenere, dire… Penso che verrò più tardi. • “Che” è interrogativo o esclamativo quando è inserito in frasi con punti di domanda o esclamazioni. Che meraviglia! Che vuoi?


La morfologia

4 Completa utilizzando uno dei due pronomi relativi scritti a fianco.

ho l’ombrellone è molto isolato.

in cui

su cui

• Il pavimento

ho pulito stamattina è già infangato.

a cui

che

• Le domande

ho risposto erano molto pertinenti.

di cui

a cui

• Lo stabilimento

• I bambini

partirò sono di origine francese.

per i quali

• L’orologio a mio padre.

sono molto affezionata apparteneva

di cui

• La valigia

parto peserà almeno quindici chili!

che

con i quali

al quale con la quale

5 Collega per formare frasi di senso compiuto.

• Questo è il gattino

nella quale ci alleniamo.

• Ieri è stato il giorno

in cui ho festeggiato il mio compleanno.

• Questa è la verifica

che è scappato sul tetto.

• Rossella è la zia

alla quale sono molto affezionata.

• Ti mostro la piscina

in cui ho preso dieci.

• Ho visitato la mostra

della quale si parla molto.

6 Sottolinea “che” con il rosso quando è pronome relativo e con il blu quando è congiunzione.

• Ho ascoltato attentamente la lezione di storia che ci ha spiegato la maestra. • Spero che tu non parta presto, dobbiamo fare ancora molte cose insieme. • Ho visto uno spettacolo a teatro che mi ha fatto molto ridere. • Gli ho detto che da domani lo aiuteremo a fare i compiti. • I foglietti che erano su quel banco appartenevano a Edoardo e penso che lui li voglia conservare. 7 Indica con X se “che” è relativo (PR), esclamativo (ES), interrogativo (IN) o congiunzione (CN).

PR

ES

IN

CN

Che disdetta! Penso che tu perda tempo! Che fai? Le scarpe che indosso sono nuove. Voglio che tu venga con me. Che ne dici? Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso dei pronomi relativi.

53


La morfologia

IL VERBO 1 Sottolinea i verbi presenti nel brano.

Un ladro era inseguito dagli agenti e saltò nella finestra di un appartamento. Gli agenti però se ne accorsero e cominciarono a tempestare la porta per sfondarla. Il ladro allora tentò l’unica via di scampo che gli restava. Accese il televisore ed entrò nella trasmissione, poi si nascose tra gli attori. Ma fu subito ammanettato e arrestato. Disgraziatamente per lui trasmettevano un telefilm poliziesco ed era piombato in un ufficio di polizia! M. Argilli, 23 novelle moderne, Gallucci

2 Sottolinea la radice e scrivi l’infinito di ciascuna voce verbale.

• partimmo

partire, 3a coniugazione

• prenderò

• corri

• ha ascoltato

• ebbi mangiato

• ridevano

• avevamo sentito

RICORDA... Il verbo è la parte principale della frase ed è ciò che le dà significato. • Esso può esprimere un’azione, un modo di essere, un modo di stare. • È costituito da una parte fissa, la radice, e una parte variabile, la desinenza, che cambia: –– nella persona (1a, 2a, 3a); –– nel numero, singolare o plurale; –– nel modo; –– nel tempo. • I verbi appartengono a tre coniugazioni, a seconda che nel modo infinito presente terminino in: –– ARE 1a coniugazione –– ERE 2a coniugazione –– IRE 3a coniugazione

MEMO

3 Collega ogni voce verbale alla persona corrispondente.

• noi scrivevano • io parlasti • voi ha scritto • essi prendo • tu ascoltavamo • egli partirete

• lei • loro • io • tu • noi • essi

sono entrati fantasticavano studierà abbiamo aperto dicesti leggo

4 Indica la persona e il numero di ciascuna voce verbale.

• sono arrivati

loro, 3ª persona plurale

• respiro

• hai ritrovato

• aveva raccolto

• veniamo

• sarete usciti

Obiettivo Approfondire la capacità di identificare il verbo e le sue funzioni nella frase.

54

La persona del verbo è il soggetto che compie un’azione, subisce un’azione o si trova in un certo stato.


La morfologia

ESSERE E AVERE 1 Sottolinea il verbo “avere” con il blu quando ha significato proprio e con il rosso quando è ausiliare.

• Io ho due cugini. Tu ne hai quattro. • Abbiamo visto Francesca che accompagnava la nipotina. Aveva molta fretta. • Se hai un po’ di tempo ti spiego la strada. • Per Martina avevano organizzato una bellissima festa a sorpresa. • Ho avuto molto freddo in montagna. Il termometro segnava meno 2 gradi. • Se avessi visto quel film avresti avuto paura anche tu! 2 Sottolinea il verbo “essere” con il blu quando ha significato proprio e con il rosso quando è ausiliare.

• È dicembre eppure non è ancora nevicato! • I nostri amici arriveranno più tardi, sono andati a teatro. • È già buio e non me la sento di uscire. • Oggi sono felice, è vacanza! • Ieri sera siamo andati a letto presto, eravamo troppo stanchi.

RICORDA... • I verbi essere e avere hanno un significato proprio: –– essere significa esistere, trovarsi; –– avere significa possedere, provare, sentire. • Essi sono anche verbi ausiliari, cioè aiutano gli altri verbi a formare i tempi composti delle tre coniugazioni.

MEMO Essere e avere hanno una coniugazione propria!

3 Completa le frasi con l’ausiliare adatto.

• I miei genitori si arrabbiati molto, perché noi tornati a casa molto tardi! • trovato le chiavi della macchina? Ieri io le lasciate sulla mensola all’ingresso. • Se tu visto quello spettacolo, ti divertita moltissimo. • Ieri sera scoppiato un terribile temporale e ci riparati in un negozio. usciti quando ha smesso di piovere. • Dove comprato quelle penne Giulia e Nicole? Scrivono molto bene. • Maria preso il volo delle 17.45 ed arrivata a casa in perfetto orario. Obiettivo Riconoscere i tempi semplici del modo Indicativo dei verbi essere e avere.

55


La morfologia

I MODI FINITI 1 Collega ciascun fumetto al modo finito corrispondente.

Noi giochiamo a calcetto tutti i giovedì.

RICORDA...

Dai, venite con noi! Piacerebbe anche a me giocare!

I modi del verbo sono finiti quando sono determinati il tempo, la persona (1a, 2a, 3a) e il numero (singolare o plurale). Sono finiti: • l’indicativo, • il congiuntivo, • il condizionale, • l’imperativo.

Se solo mia madre volesse…

È il modo della realtà e delle azioni certe.

È il modo della possibilità e del desiderio, esprime un’azione non certa.

È il modo che esprime un ordine.

È il modo che esprime un’azione come desiderabile, che spesso avviene a una condizione.

2 Indica se i verbi sottolineati esprimono certezza (C), possibilità (P), desiderio (D) oppure comando (CO).

C

P

Mangia tutta la verdura! Partirei per Roma se ci fosse bel tempo. Se avesse voluto, sarebbe qui da un pezzo. Verrò da te domani alle 10. Perché ridi? Spero che tu venga. Mangeremmo un gelato. L’ho riconosciuto dal sorriso. Finite velocemente! Obiettivo Distinguere i modi finiti e i modi indefiniti del verbo.

56

D

CO


La morfologia

IL MODO INDICATIVO 1 Collega le frasi delle due colonne tenendo conto del tempo dei verbi.

• Domani io • La scorsa estate noi • Oggi Giacomo • Ieri Lucrezia • Qualche anno fa gli zii • L’anno prossimo

visitammo Parigi. ha preso un bel voto. frequenteremo la scuola secondaria. esce alle 12.30 da scuola. arriverò con un’ora di ritardo. acquistarono una villa al mare.

2 Trasforma i verbi all’infinito nel giusto tempo del modo indicativo.

• Ieri Giorgio

(comprare) un nuovo skateboard.

• Non appena furono distribuiti i pennelli, i ragazzi (iniziare) a dipingere.

• Tra poco

RICORDA... L’indicativo è il modo della realtà, cioè presenta fatti o modi di essere reali, certi. Ha otto tempi: • quattro semplici (presente, imperfetto, passato remoto, futuro semplice); • quattro composti (passato prossimo, trapassato prossimo, trapassato remoto, futuro anteriore).

MEMO

(incontrare) la mia migliore amica in piazza.

• Ieri mi sono accorta che la mia bici

(avere) una ruota bucata.

• Quando ero piccola

(combinare) un sacco di guai.

• Oggi i miei genitori

(festeggiare) l’anniversario di matrimonio.

3 Sottolinea l’azione che accade prima.

• Ci accompagneranno appena avrà smesso di piovere. • Ti chiamerò quando avrò finito. 4 Riproduci la tabella sul quaderno, poi inserisci i verbi al posto giusto.

Il futuro anteriore indica un’azione accaduta prima del futuro semplice: Tornerò a casa quando avrò finito la lezione. (Prima si finisce la lezione, poi si torna a casa!).

presi – ebbe creduto – avremo acquistato – ridono – accoglieremo – ho scoperto giocavate – eri uscito – fu applaudito – prendo – abitavi – guardò – aveste dipinto studiava – rincorrerà – sarà partito Presente

Imperfetto

Passato remoto

Futuro semplice

Passato prossimo

Trapassato prossimo

Trapassato remoto

Futuro anteriore

Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso dei tempi del modo indicativo.

57


La morfologia

IL MODO CONGIUNTIVO 1 Inserisci al posto giusto i verbi al modo congiuntivo.

sia guarito – abbia preso – arrivino – avesse studiato permettessi – uscisse • Marco ha capito che se

di più avrebbe

preso un bel voto. • Andremmo a piedi se • Penso che

il sole. con il treno, domani mattina

presto. • Potrei venire a trovarti se tu me lo • Spero che tu • Nonostante

. per il giorno della gita! lezioni di cucina, non sono

una grande cuoca! 2 Sottolinea i verbi al congiuntivo e indica con X se esprimono dubbio (D), esortazione (E) oppure desiderio-augurio (DA).

D

E

Presto, venga da questa parte! Se non arrivassimo in tempo? Prenda la sua posta, è arrivata ora. Vorrei tanto che tu giocassi con me! Se almeno smettesse di piovere! Spero tu abbia finito in tempo! Abbiate pazienza ancora per un po’.

DA

Il congiuntivo è il modo della possibilità. Presenta azioni e modi di essere possibili o incerti. Possiede: • due tempi semplici (presente e imperfetto); • due tempi composti (passato e trapassato). Spesso viene usato dopo le congiunzioni: sebbene, benché, nonostante, seppure…

3 Cancella l’espressione errata.

• Penso che tu sei / sia arrivato a casa. • Vuoi che vado / vada a prendere il gelato? • Benché esce / esca presto la mattina, è sempre in ritardo! • Basta che prendi / prenda un antidolorifico e ti sentirai meglio. • Credo che è / sia stato proprio lui. • Mi auguro che nevichi / nevica, così giocheremo a palle di neve.

4 Completa con un congiuntivo appropriato.

• Ho giocato nonostante • Mi hai aperto la porta benché • Mangio seppure • Sono venuto a piedi sebbene oggi Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso del modo congiuntivo.

58

RICORDA...


La morfologia

IL MODO CONDIZIONALE 1 Sottolinea nella filastrocca i verbi al condizionale.

“…Vorrei, direi, farei…” Che maniere raffinate ha il modo condizionale. Mai che usi parole sguaiate, non alza la voce per niente, e seduto in poltrona sospira gentilmente: “Me ne andrei nell’Arizona, che ve ne pare? O forse potrei fermarmi a Lisbona…”.

RICORDA...

“Volerei sulla Luna in cerca di fortuna. E voi ci verreste? Sarebbe carino dondolarsi sulla falce facendo uno spuntino…”.

Il condizionale è il modo dell’eventualità e della possibilità. Indica azioni possibili solo a certe condizioni. Presenta due tempi: il presente e il passato.

“Vorrei, vorrei… Sapete che farei? Ascolterei un disco No, meglio, suonerei il pianoforte a coda…”.

MEMO

2 Completa utilizzando i verbi al modo condizionale.

Il condizionale passato indica un’azione futura rispetto a un’altra ormai passata: Seppi che avrei vinto.

• Se potessi partire • Se tu avessi avuto un cagnolino • Se egli avesse una bicicletta • Se potessimo guardare la televisione

prima

• Se fosse Natale

in seguito

MI METTO IN GIOCO Completa lo schema coniugando i verbi al modo condizionale, come richiesto. Nella colonna evidenziata comparirà il cognome dell’autore della poesia dell’esercizio 1.

1. Verbo leggere, t. passato, 1ª pers. sing. 2. Verbo scoprire, t. presente, 2ª pers. sing. 3. Verbo guardare, t. presente, 1ª pers. plur. 4. Verbo essere, t. presente, 3ª pers. plur. 5. Verbo sentire, t. presente, 3ª pers. sing. 6. Verbo vedere, t. passato, 2ª pers. sing.

1 2 3 4 5 6

Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso del modo condizionale.

59


La morfologia

IL MODO IMPERATIVO RICORDA...

1 Trasforma le frasi al modo imperativo.

• Vorrei che tu studiassi di più.

Studia di più!

• Mi piacerebbe che voi mangiaste tutto.

• Non voglio che usciate da soli.

• Devi ascoltare le mie parole.

• Non voglio che parliate durante la lezione.

• Voglio che tu ripeta ciò che hai detto.

2 Completa le nuvolette con la terza persona del congiuntivo presente dei verbi all’infinito messi tra parentesi.

Prego si

(accomodare),

Il modo imperativo esprime un comando, un consiglio, un invito. L’imperativo ha un solo tempo, il presente, e due persone: • la seconda singolare Parla (tu)! • la seconda plurale Parlate (voi)! Per le altre persone utilizza le forme del congiuntivo presente.

(venire) nello studio Dottore, gli

con il bambino.

(dire) di non

mangiare più caramelle! Spero proprio che non (usare) il trapano!

3 Trasforma le frasi positive in frasi negative e viceversa.

• Prendi quella palla!

• Spegni la luce!

• Non attaccare le figurine!

• Non andare a dormire!

• Chiudi gli occhi!

Obiettivo Approfondire la conoscenza e l’uso del modo imperativo.

60

MEMO L’imperativo negativo si forma con NON + infinito: Non parlare!


La morfologia

I MODI INDEFINITI RICORDA...

1 Sottolinea nel testo con il rosso i verbi che precisano la persona e con il blu quelli che non la precisano.

I modi indefiniti sono: infinito, gerundio e participio. Essi non definiscono, cioè non precisano la persona del verbo, ma ne indicano solo il tempo.

Una scimmietta, stanca di essere derisa dagli uomini, si creò un profilo su Facebook con cui cambiare identità: essa immaginò di essere una tigre feroce, che tutti avrebbero rispettato. Anche una tigre feroce, che faticava ad avere amici, su Facebook finse di essere una scimmietta. Esse divennero amiche su Facebook. Ma per non perdere quell’amicizia virtuale, che però non le appagava fino in fondo, non si vollero frequentare. Così restarono prigioniere delle loro false identità. C. Stocchi, Favole in wi-fi, Einaudi ragazzi

2 Leggi attentamente la tabella e inserisci le forme verbali al posto giusto.

ascoltando – partire – essere partito – scritto – parlando – vedere pulente – essendo partito – ascoltato Modo INFINITO

Modo GERUNDIO

Modo PARTICIPIO Esprime un’azione e un modo di essere. Aiuta a formare i tempi composti e può svolgere la funzione di aggettivo o nome.

È il modo che esprime il significato del verbo. È la sua forma base.

Precisa le modalità (causa, modo, mezzo, tempo) in base alle quali avviene un’altra azione.

–M i piace ascoltare (infinito presente) la musica. –D opo avere letto (infinito passato) il libro ero stanco.

– Prenderò un bel voto, – Abbiamo visto un film studiando (gerundio presente) a inquietante! (participio lungo. presente) – Ho preso un bel voto, avendo – Ti abbiamo aspettato studiato (gerundio passato) a (participio passato) a lungo. lungo.

Obiettivo Approfondire la conoscenza dei modi indefiniti.

61


La morfologia

SEMPRE INDEFINITI 1 Scrivi accanto a ogni forma verbale l’infinito presente e passato.

Infinito presente giocava

giocare

Infinito passato avere giocato

RICORDA... I modi infinito, gerundio e participio hanno un solo tempo presente e un solo tempo passato.

salì prenderemo abbiamo capito ebbe colto

2 Sottolinea i verbi al modo infinito e indica se sono al tempo presente (P) o al tempo passato (PA).

3 Osserva i verbi al gerundio e indica la modalità di tempo (T), causa (C), modo (M) in base alla quale viene compiuta l’azione.

• Mi piace tanto studiare storia.

• Il vigile lo fermò urlando. M • Mi sono rotto il ginocchio, sciando quando

• Dopo avere fatto merenda, riordinate.

ero stanco.

• Vi verrà a prendere papà. • Vorrei avere scritto io quel libro.

• Ho incontrato Enrico tornando da basket.

• Sento abbaiare dei cagnolini!

• A scuola sono migliorata, studiando con costanza.

• Impara ad ascoltare senza replicare.

4 Sottolinea il participio e indica con X se è usato come verbo, aggettivo o nome.

Verbo I miei genitori si sono sposati nel mese di giugno. I cantanti presero posto sul palco. Premiarono tutti i concorrenti. Ho rotto una bottiglia d’acqua. Il biglietto vincente era di Martina. La pizza è cotta nel forno a legna. Obiettivo Approfondire la conoscenza dei modi indefiniti.

62

Aggettivo

Nome


La morfologia

UN PO’ DI ANALISI 1 Analizza i verbi del modo indicativo. Indica con X. Verbo

Presente

Passato prossimo

Imperfetto

Trapassato prossimo

Passato remoto

Trapassato remoto

Futuro semplice

Futuro anteriore

ebbi visto avevo compreso credesti avrà raggiunto avemmo guardato prendevi leggono ha scritto fuggiranno 2 Analizza in tabella i verbi del modo congiuntivo e condizionale. Indica con X.

Verbo

Congiuntivo Presente Imperfetto

Passato

Condizionale Trapassato Presente

Passato

che tu avessi indicato prenderemmo avremmo occupato che io abbia che noi siamo usciti che tu abbia ascoltato che egli dorma ascolteresti che noi cercassimo 3 Esegui l’analisi grammaticale dei seguenti verbi sul quaderno. Osserva gli esempi.

andate! – preso – scendendo – avrai capito – fummo partiti – sarete giunti – accoglievate – invitare • avete raccontato = verbo raccontare, 1a coniug., modo indicativo, tempo pass. pross, 2a pers. plur. • essere arrivato = verbo arrivare, 2a coniug., modo infinito, tempo passato. Obiettivo Fare l’analisi grammaticale del verbo.

63


CI PROVO IO! 1 Inserisci il pronome personale adatto.

• Hanno lasciato Licia dalla nonna. Andranno a prender • Matteo verrà insieme a noi,

porteremo a teatro.

• Questo aquilone è per me?

l’avevi promesso.

• Non • Ascolta

domani.

ne pentirete. Farete un giro bellissimo! quando ti parlo!

• Quando

lo raccontò,

misi a ridere di gusto.

2 Cancella con X i pronomi superflui e modifica la parola quando è necessario.

• A me me lo hanno raccontato questa mattina. • A Giacomo gli si è rotto lo skate al parco. • A questo bambino gli manca lo zaino. • Se a lui gliel’hai dato, non te lo puoi più riprenderlo. • A voi non vi basta mai il cibo! 3 Colora il pronome relativo corretto.

• Erano ragazzi

che di cui a cui

ci si poteva fidare.

con cui che della quale

• Ho visto un’automobile

• Sono uscita con le amiche

• Non erano persone

• Ho prenotato l’albergo

non avevo mai visto prima.

alle quali per le quali con le quali

per cui su cui delle quali a cui di cui su cui

sono stata in vacanza.

conoscessi molto.

ho sentito molto parlare.

Verificare le competenze l ’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

64


CI PROVO IO! 1 Inserisci al posto giusto i pronomi personali elencati.

da cui – nel quale – che – al quale • Ho perso l’astuccio

tenevo le mie penne preferite.

• Ho rivisto l’amico

ero molto affezionato.

• Ti presto il giornale

ho tratto questo articolo.

• Gli studenti

entrano dal cancello principale sono di classe quinta.

2 Indica se le voci verbali sottolineate sono al tempo passato prossimo (PP), imperfetto (IM) o passato remoto (PR).

• Ho visto (

) Anna a casa degli zii. Aveva (

) con sé un cagnolino.

• Lo scorso anno ebbi (

) una terribile influenza, spero di non prenderla anche quest’anno!

• Quando arrivammo (

) a casa, eravamo (

• Hai capito (

) davvero stanchi.

) che cosa devi fare?

• L’imbianchino terminò (

) il lavoro con tre giorni di ritardo.

3 Inserisci al posto giusto i seguenti i verbi al modo congiuntivo.

stia – vinca – iscrivessi – regalaste – avessimo preso • Spero che tu • Pensi che • Se • Vorrei che tu ti • Se voi ci

questa partita. per piovere? il treno in orario, saremmo già a casa da un po’. al corso di nuoto: è molto importante saper nuotare! un cagnolino, lo porteremmo al parco tutti i giorni.

4 Sottolinea i verbi al modo congiuntivo e cerchia quelli al modo condizionale.

• Ti porterebbero con loro se tu dicessi di sì. • Spero che egli abbia ricevuto il regalo. • Avrebbero aspettato a lungo, se non fosse finito lo sciopero dei treni. • Se domani smettesse di piovere, uscirei in bici!

5 Cerchia con il rosso i verbi all’infinito, con il verde quelli al gerundio, con il blu quelli al participio.

bevuto – avere atteso – sciogliendo – udente essere tornato – assecondare – cotto avendo preparato – giocando – avente

Verificare le competenze l ’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

65


La morfologia

I VERBI IRREGOLARI Io vado al cinema, perché adoro i film.

Noi invece andremo in pizzeria, perché adoriamo la pizza!

RICORDA... I verbi irregolari si chiamano così perché presentano delle irregolarità nella coniugazione a cui appartengono. Infatti cambiano non solo la desinenza (nel modo, nel tempo e nella persona), ma anche la radice.

1 Metti a confronto i verbi delle due vignette. Poi rispondi alle domande, indicando con X.

• Quale verbo modifica la radice?

• Quale verbo modifica solo la desinenza?

Andare (vado / andremo)

Andare (vado / andremo)

Adorare (adoro / adoriamo)

Adorare (adoro / adoriamo)

2 Coniuga i verbi irregolari alla 1ª e alla 3ª persona singolare.

Modo indicativo presente andare

passato remoto

Modo congiuntivo presente

imperfetto

io vado, egli va

stare fare bere dire uscire 3 Cancella la forma sbagliata.

• Quando ci fecimo / facemmo male, la mamma ci curò amorevolmente. • Vorrei che tu stassi / stessi ancora un po’ qui con me. • Noi dicemmo / dissimo loro di fare la strada insieme. • Lo visi / vidi da lontano, ma lo distinsi / distinguetti chiaramente. Obiettivo Conoscere e usare i verbi irregolari.

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Modo participio passato


La morfologia

VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI 1 Completa le frasi collegando i verbi transitivi con un complemento oggetto adatto.

• Ho aggiustato • La maestra ha scritto • Il gattino mangia • Il medico ha scritto • Il cuoco ha inventato • La nonna ha spento

le crocchette. 80 candeline. l’avviso. la bici. la prescrizione. una nuova ricetta.

2 Completa dove è possibile con un complemento oggetto.

• Pietro suona • Il sole sorge • L’aereo decolla • Il fiume bagna • La mamma accompagna • Alberto guida • Il postino consegna 3 Sottolinea i verbi e indica con X se sono transitivi (T) o intransitivi (IN).

T

IN

RICORDA... I verbi possono avere una funzione transitiva e intransitiva. • Nei verbi transitivi l’azione transita, cioè passa su un complemento oggetto ( si può sempre avere un complemento oggetto). Ho visto Mario (compl. ogg.). • Nei verbi intransitivi l’azione non transita, cioè non passa su un complemento oggetto. La palla rotola (non è possibile inserire un compl. ogg.). Alcuni verbi possono essere sia transitivi sia intransitivi!

Il mio cane ha trovato un tartufo. Il treno è partito dalla stazione. Il papà è seduto alla scrivania.

4 Indica, per ogni coppia di verbi, quando ha funzione transitiva (T) e quando ha funzione intransitiva (IN).

Martina indossa un nuovo vestito.

• Ho cambiato scuola.

Quel candelabro illumina la tavola.

• Negli anni sono cambiato.

Finirò i compiti domani mattina.

• Corro volentieri attorno al parco.

Il cavallo corre nel recinto.

• Ho corso un grave pericolo.

Lo scienziato ha fatto una scoperta.

• La maestra comincia la lezione tra pochi minuti. • Il film comincia alle 15:45. Obiettivo Distinguere la funzione transitiva o intransitiva del verbo.

67


La morfologia

FORMA ATTIVA E PASSIVA 1 Scrivi accanto a ogni coppia di frasi (A) se il verbo è in forma attiva o (P) se è in forma passiva.

• La pizza è mangiata da Sonia.

• Sonia mangia la pizza. • La barista spreme le arance.

• Le arance sono spremute dalla barista. • Il pezzo è scritto dal giornalista. • Il giornalista scrive il pezzo. 2 Trasforma le frasi da attive a passive e viceversa.

• Il papà accompagna Matilde a scuola.

RICORDA... Un verbo può essere: • di forma attiva, quando il soggetto compie l’azione indicata dal verbo (Elena mangia il panino); • di forma passiva, quando il soggetto non compie l’azione indicata, ma la subisce, cioè la riceve, da parte di qualcuno o di qualcosa (il panino è mangiato da Elena). Il verbo passivo è formato da verbo “essere” + participio passato del verbo principale.

• L’uva è pigiata dai vendemmiatori.

MEMO

• L’antilope è raggiunta dal leone. • La maestra corregge i quaderni di italiano.

3 Utilizza le parole di ciascun gruppo per formare frasi nella forma attiva e passiva.

Gruppi di parole

I verbi transitivi possono essere di forma attiva o passiva. I verbi intransitivi possono essere solo di forma attiva!

Forma attiva

Forma passiva

orsetto, coccolare, bimbo valigia, preparare, mamma Marina, spesa, fare 4 Trasforma i verbi dalla forma attiva alla forma passiva.

5 Trasforma i verbi dalla forma passiva alla forma attiva.

• prendo

sono preso

• era stato scoperto

• ho visto

• sono stati applauditi

• aveva aperto

• sono mangiate

• attraverserà

• fui curato

Obiettivo Riconoscere e produrre la forma attiva e la forma passiva del verbo.

68


La morfologia

LA FORMA RIFLESSIVA 1 Inserisci nelle frasi le forme riflessive appropriate.

si sono accordati – mi alzo – si spaventa – si è vestita mi faccio – si sono incontrati •

tutte le mattine alla stessa ora.

all’aeroporto.

da principessa alla festa di

Carnevale. •

per mangiare insieme ogni

martedì. • Una volta al mese

una nuova

acconciatura. • Il mio cane

quando incontra un

cane più grosso. 2 Nelle seguenti frasi indica con X se la forma riflessiva è propria (P), apparente (A) o reciproca (R). Aiutati con le spiegazioni nelle parentesi.

RICORDA... • Il verbo ha forma riflessiva propria quando il soggetto compie un’azione su se stesso. Il verbo riflessivo è preceduto dai pronomi: mi, ti, ci, si, vi. Luca si lava lava se stesso. • Ha forma riflessiva apparente quando le particelle mi, ti, ci, si, vi hanno la funzione di complemento di termine, cioè rispondono alle domande “A chi?”, “A che cosa?”. Luca si lava i capelli Luca lava i capelli (a chi?) a se stesso. • Ha forma riflessiva reciproca quando esprime un’azione che più persone si scambiano a vicenda. Aron e Silvia si sorridono sorridono l’uno all’altra.

P I bambini si aiutano spesso

(lacca le unghie a sé)

(trucca gli occhi a sé)

Kayra e Lara si vedono ogni giorno Il mare si infuria sempre più

R

(l’uno aiuta l’altro)

La mamma si è laccata le unghie Francesca si trucca gli occhi

A

(l’una vede l’altra)

(infuria se stesso).

3 Inserisci le particelle pronominali appropriate.

commuovo quando vedo un film drammatico.

• I nonni • Non • Noi •

conoscono da cinquant’anni. accetta per quello che è! facciamo gli auguri di Buon Natale.

capiscono a vicenda. Obiettivo Conoscere e usare la forma riflessiva del verbo.

69


La morfologia

VERBI PARTICOLARI! 1 Sottolinea i verbi impersonali.

RICORDA...

• Quando siamo rientrati a casa pioveva a dirotto. • Conta solo partecipare, non importa vincere! • Si dice che domani pioverà. • Nevica a bassa quota, domani le strade saranno impraticabili! • Si capisce che non hai voglia di venire con noi.

Alcuni verbi hanno caratteristiche particolari che differiscono dai verbi conosciuti finora. • I verbi impersonali esprimono azioni 2 Completa le frasi introdotte dalle seguenti espressioni impersonali. che non hanno un • È consigliabile soggetto che le compie. Si usano solo • Occorre alla terza persona • Sarà opportuno singolare. Per • Era necessario esempio: Fa caldo. • Si dice che

MEMO

• Si pensava di

I verbi impersonali esprimono i fenomeni atmosferici. Utilizzano l’ausiliare “essere” se l’azione finisce, “avere” se continua nel tempo.

• Accadde che • Ci conviene 3 Volgi al passato.

Presente

Passato

nevica

è nevicato

piove dalla mattina

ha piovuto dalla mattina

diluvia tuona dalle cinque grandina

MI METTO IN GIOCO Elimina dallo schema i verbi impersonali meteorologici scritti da sinistra a destra in orizzontale e viceversa. Le lettere restanti formano un verbo impersonale “mattiniero”! Qual è?

P

O V

I

G G

I

N A

A A V A

I

V U

L

I

B G R A N D

I

N A

L

I

E A

G G E

P M A

L

G T U O N E

R A G

I

N E

I V

Soluzione: Obiettivo Discriminare ed usare i verbi impersonali.

70

D

I

S C H

I

A A


La morfologia

RICORDA...

4 Sottolinea i verbi servili.

• Voglio comprare un nuovo paio di scarpe. • Non devi interrompere quando qualcuno parla. • Se tu potessi uscire in fretta, arriveremmo in orario. • Potresti regalargli il tuo vecchio zaino. • Vuole acquistare tutto ciò che vede!

MEMO Per formare i tempi composti, i verbi servili e fraseologici utilizzano l’ausiliare dei verbi che accompagnano. Nell’analisi grammaticale analizzali singolarmente!

5 Completa inserendo l’ausiliare corretto davanti ai verbi servili.

• Non

• I verbi servili: volere, potere, dovere sono usati per “aiutare” un altro verbo a esprimere un concetto. Devo studiare. Se sono usati da soli, hanno un significato proprio. • I verbi fraseologici stare, iniziare, cominciare, continuare, terminare… si uniscono al gerundio o al participio di un altro verbo e precisano meglio il modo in cui si svolge l’azione. Sta cominciando la lezione.

voluto aspettare nessuno.

potuti uscire solo dopo aver fatto i compiti.

dovuto portare il cagnolino dal veterinario.

• Al ristorante

potuto mangiare tutto ciò che voleva!

• Matteo

dovuto tornare a casa in fretta e furia.

• Tu non

potuto vedere che strane scarpe indossava!

6 Riscrivi le frasi utilizzando il verbo fraseologico nella parentesi.

• Enrico e Davide mangiano (stare per)

Enrico e Davide stanno per mangiare.

• La maestra spiega (iniziare a)

La maestra

• La tele trasmette un film (stare per)

• Martina canta una canzone (cominciare a)

• Il musicista suona (termina di)

• L’automobilista ingrana la marcia (stare per)

Obiettivo Discriminare ed usare i verbi servili e fraseologici.

71


La morfologia

L’AVVERBIO 1 Completa le frasi inserendo il tipo di avverbio indicato.

• Abbiamo affrontato

(modo) gli esami.

• Hanno scritto

(quantità) sul loro quaderno.

• un concorso.

(tempo) Ginevra e Lara hanno partecipato a

(negazione) credo di venire stasera.

• Tommaso

(dubbio) non è più suo amico.

• Verrò

(affermazione) a trovarti a casa.

2 Indica di che tipo sono le locuzioni avverbiali sottolineate.

• Mi sono preparata alla svelta

tempo

• C’è una pizzeria nei dintorni

• Peserà all’incirca come me

• Verrò da te di sicuro in mattinata

• Quasi quasi mi compro un gelato!

3 Completa la tabella con i diversi gradi degli avverbi.

Grado positivo Grado comparativo lontano

più lontano

Grado superlativo lontanissimo

vicino poco

meno

tardi molto

più

4 Sostituisci le espressioni sottolineate con un avverbio adeguato.

• Alla fine abbiamo vinto noi! • Ti sei comportato in modo maleducato! • Con molta probabilità i nonni arriveranno lunedì. • Non posso crederti nel modo più assoluto! Obiettivo Identificare e utilizzare la parola-avverbio.

72

RICORDA... L’avverbio precisa o modifica il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio. Gli avverbi sono di diverso tipo: • di tempo (ieri, oggi, dopo, poi, successivamente…); • di luogo (qui, là, sopra, accanto…); • di quantità (molto, poco, abbastanza, piuttosto…); • di affermazione, negazione, dubbio (sì, non, neppure, forse, chissà, certamente…). La locuzione avverbiale è un gruppo di parole con la funzione di avverbio (di fretta, per sempre, fra poco…).

MEMO Alcuni avverbi possono avere un diverso grado di intensità (comparativo e superlativo). Essi sono: lontano, vicino, poco, molto, tanto, presto, tardi, spesso e gli avverbi di modo.


La morfologia

LE PREPOSIZIONI 1 Sottolinea le preposizioni proprie.

• Su quell’albero le albicocche sono mature. • La casa della zia è su due piani. • Ai giardini ho incontrato Marco, era sull’altalena. • Sui balconi c’erano vasi fioriti.

RICORDA...

2 Distingui le preposizioni articolate (P) dagli articoli partitivi (A). Per aiutarti, sostituisci con: un po’ di, alcuni, alcune.

• Passami del sale.

Esse possono essere: • p roprie (semplici e articolate); • i mproprie, quando si trovano davanti a un nome e introducono un complemento Esci fuori di casa! Esci fuori di/da qui! • prepositive, ossia formate da più parole Mi sono trovato in mezzo al nulla.

• Il lampadario della cucina è rotto. • Unisci al burro del latte. • Ho visto dei coniglietti giocare. • La porta dello studio è chiusa a chiave. • Questo è il libro della maestra. 3 Inserisci le preposizioni improprie adatte.

senza – dentro – sopra – sotto • Inserisci le lettere • Sono cadute le briciole •

Le preposizioni servono per collegare tra loro parole o frasi. Sono poste prima di nomi, aggettivi, pronomi, avverbi e verbi all’infinito.

le buste. il tavolo.

quel ramo ci sono già le foglioline verdi.

• Gradisco il latte

lo zucchero.

4 Indica con X se le parole sottolineate sono avverbi (A) o preposizioni improprie (PI).

A

5 Scrivi una frase per ogni locuzione prepositiva.

in mezzo a – davanti a – a forza di in cima a

PI

Metti delle solette dentro le scarpe. Non chiuderti dentro.

Stammi dietro.

La piscina è dietro la casa.

Lavora lontano da casa.

Non è andato lontano. Obiettivo Riconoscere, discriminare e usare le preposizioni.

73


La morfologia

LE CONGIUNZIONI 1 Inserisci nelle frasi le congiunzioni coordinanti adeguate.

RICORDA... Le congiunzioni hanno la funzione di collegare tra loro parole o frasi. • Sono coordinanti (e, ma, o, infatti, perciò…) quando collegano parole che appartengono alla stessa categoria o frasi che hanno lo stesso livello di importanza: Luca e Ugo vogliono bere e mangiare.

e – ma – perciò – altrimenti – eppure • Vengo a cena da te,

voglio tornare a casa presto.

• Ho trascorso una settimana al mare • Ho lavorato molto • Pietro si è raffreddato • Devo fare in fretta

ho preso il sole.

non sono stanca. non verrà allo stadio. perderò il treno.

2 Cerchia la congiunzione subordinante adatta.

• Non sono venuto alla festa benché / perché avevo mal di gola. • Non potrò sciare perché / finché non smetterà di nevicare. • Ho mangiato tutto benché / finché non avessi più fame. • Ti presto la mia penna perché / purché tu me la restituisca.

• Sono subordinanti (poiché, benché, perché, affinché...) quando uniscono due frasi di cui una dipende dall’altra. Sono uscito di casa (1), perché volevo prendere aria (2). (La frase 2 dipende dalla 1, da sola non avrebbe senso).

3 Cerchia il “che” quando è pronome e sottolinealo quando è congiunzione. Rileggi prima la regola di p. 52.

• Vorrei che tu mi cantassi una canzone. • Penso che stia per smettere di piovere. • Ho regalato a Sonia il giocattolo che è in vetrina. • Ho visto un anello che mi piace molto.

MI METTO IN GIOCO Sottolinea la congiunzione contenuta in ogni frase e inseriscila nello schema. Nella colonna evidenziata comparirà il nome di una congiunzione che esprime una conclusione!

. Sono andata via perché avevo sonno. 1 2. Ti parlo se mi ascolti. 3. Ti perdono purché tu mi dica la verità. 4. Sono uscita mentre dormivi. 5. Verrai con noi quando ne avrai voglia. 6. Ho fatto i compiti, inoltre ho aiutato la mamma. 7. Ho preso un brutto voto, infatti non avevo studiato. 8. Ho preso l’ombrello poiché pioveva. Obiettivo Riconoscere, usare e discriminare le congiunzioni.

74

1 2 3 4 5 6

7 8


La morfologia

LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI 1 Sottolinea le esclamazioni proprie e cerchia quelle improprie.

• Evviva, ho passato l’esame! • Ehi! Mi hai schiacciato un piede! • Forza, non ti devi abbattere. • Che fortuna! Abbiamo vinto alla lotteria! • Ah! Mi hai spaventato! • Dai! Finisci il compito! 2 Collega ogni espressione all’esclamazione corrispondente.

• Su! • Che barba! • Speriamo! • Che schifo! • Oh! • Ahi!

noia desiderio disgusto dolore meraviglia incoraggiamento

RICORDA... Le esclamazioni o interiezioni esprimono uno stato d’animo o un’emozione improvvisa. Possono essere: • p roprie (oh!, ah!, ahi!, uh!); • i mproprie, quando sono parti del discorso, nomi, aggettivi, verbi, avverbi (su!, dai!, forza!). Le locuzioni esclamative sono formate da gruppi di parole: Al ladro! Al fuoco!

3 Collega ogni onomatopea al suo significato e al disegno corrispondente.

• Crash

singhiozzare

• Bang

sbattere

• Slam

odorare

• Snif

rompersi

• Gnam

esplodere

• Sob

inghiottire

A

C

B

MEMO

Anche le onomatopee si possono considerare delle esclamazioni. Esse riproducono in modo immediato suoni e rumori difficili da comunicare.

E

D

F

Obiettivo Riconoscere, usare e discriminare le esclamazioni.

75


CI PROVO IO! 1 Coniuga il verbo tra parentesi nel modo e nel tempo richiesti.

• Stai attento che la palla non • Se io

(andare – congiuntivo presente) in mezzo alla strada.

(stare – congiuntivo imperfetto) un po’ meglio, farei una passeggiata.

• A quella festa Lara

(bere – passato remoto) troppa aranciata.

• La torta che

(cuocere – passato remoto) era buonissima!

• L’altro ieri noi • Tu mi

(dare – passato remoto) alla mamma un biglietto di auguri. (dire – passato remoto) una grande bugia!

2 Indica con X le frasi con verbi di forma attiva.

3 Indica con X le frasi con verbi di forma passiva.

Il vento agita il mare.

La bicicletta sarà aggiustata da Mattia.

Quel libro è scritto dal mio autore preferito.

L’arbitro fu fischiato dalla folla.

Mangiamo la merenda alle 10.30.

Ho visto un bel film alla tele.

La lezione di storia è spiegata dalla maestra.

Le piante sono innaffiate dal giardiniere.

Il cuoco preparò un ottimo pranzo.

La commessa vende un paio di scarpe.

4 Completa usando il verbo nella forma riflessiva propria.

• La bambina • Io

(pettinare) con cura. (dirigere) verso la scuola.

• La classe • Noi • Lucia

(divertire) allo spettacolo teatrale. (consolare) mangiando un bel gelato! (lavare).

• Mia figlia

(addormentare) con il suo orsetto.

5 Indica se la forma riflessiva è propria (P), apparente (A) o reciproca (R).

P

A

R

Tutti i giorni mi faccio la doccia. Ci incontriamo spesso al bar. Mi guardo raramente allo specchio. Mi leggo il giornale ogni mattina. Ci vediamo raramente. Verificare le competenze l ’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

76


CI PROVO IO! 1 Sottolinea con il rosso i verbi impersonali, con il blu i verbi fraseologici, con il verde i verbi servili.

• Vorrei comprarmi un nuovo skate. • Dovete stare in silenzio. • Probabilmente pioverà.

• Si dice che domani ci sarà un grande concerto. • Il gatto comincia a miagolare. • Il papà ha finito di lavorare da cinque minuti.

2 Sottolinea gli avverbi e riscrivili in una tabella simile sul quaderno.

• Improvvisamente è arrivato il temporale. • Sono stato male. • Ieri era una splendida giornata di sole. • Ho studiato proprio tanto. • Forse partirò domani. Modo

Tempo

• Partiremo sicuramente. • Torno subito. • Aspettami là. • Non vengo allo spettacolo. • Guarda lassù, c’è un’aquila!

Luogo

Quantità

Affermazione, negazione, dubbio

3 Sottolinea con il rosso le preposizioni proprie e con il blu quelle improprie.

• Guarda bene sotto il letto. Ci sono gli scarponi di Erika. • Attorno a quel bambino ci sono tutti i suoi amici. • Di fronte al quadro c’è un vaso di fiori. • Sopra quel ripiano c’è il libro della mamma. 4 Collega le frasi nelle due colonne utilizzando le congiunzioni opportune.

• Avevo iniziato a fare merenda • Sono uscita a fare compere • Ho fatto una lezione di equitazione • Ti ho telefonato • Non mi sono sentito tranquillo

finché ma perché quando benché

non è il mio genere di sport. volevo avere tue notizie. è suonata la campanella. non sei arrivata a casa tu. avessi ancora la febbre.

5 Inserisci in ogni frase le esclamazioni opportune: bravo, uffa, mah, forza, accidenti.

, non mi diverto nemmeno un po’!

, sono rimasto senza benzina!

, non saprei proprio che consiglio darti!

, mancano ancora poche bracciate!

, hai preso un bel voto! Verificare le competenze l ’alunno riconosce le caratteristiche morfologiche della frase.

77


La sintassi

LA FRASE E IL PERIODO 1 Dividi il brano in periodi con //, poi rispondi alla domanda. (Ricorda che il periodo termina quando trovi un punto).

Sono verde e arancione. Non sono molto grande, ma per Massimo sono perfetta così. Lo ha detto suo padre, mentre pagava alla cassa del negozio. Adesso sono con lui nel garage, fuori è buio, lui ha acceso la luce e mi veste con una carta rossa decorata. Poi mi mette un fiocco rosso, sopra al campanello nuovo di zecca. “Chissà come sarà questo bambino, Massimo” penso durante la notte. Poi sento un urlo di felicità. La carta si rompe e dal mio manubrio vedo una faccia simpatica. Poi Massimo mi abbraccia stretta. Sì, questo Massimo è proprio una bellissima sorpresa! L. Walter, Storie brevi, molto brevi, molto molto brevi, Edizioni EL

RICORDA... • La frase è un insieme di parole dotato di significato. La frase è semplice quando possiede un solo verbo, è complessa quando presenta più verbi. • Il periodo è una parte di testo compresa tra due punti, che contiene più frasi.

• Da quanti periodi è formato il brano? 2 Sottolinea i verbi in ciascun periodo e scrivi da quante frasi è composto.

Un giorno acquistai un frigorifero, ultimo modello, ma non mi accorsi che era delicato di salute. Era freddolosissimo: starnutiva in continuazione e a ogni starnuto lo sportello si apriva e sputava fuori i cubetti di ghiaccio. M. Argilli, 23 novelle moderne, Gallucci

3 Collega ciascuna frase alla tipologia corrispondente. Scrivi la lettera corretta.

• Spegni la luce. a

affermativa

• Non ho voglia di venire. b

negativa

• Forse andremo al mare. c

esclamativa

• Com’è andata? d

dubitativa

• I bicchieri sono di cristallo. e

interrogativa

• Mi piacerebbe avere un cagnolino. f

imperativa

• Che bella sorpresa mi hai fatto! g

desiderativa

Obiettivo Individuare nel testo periodi e frasi semplici.

78

MEMO La frase può essere: affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa, imperativa, dubitativa, desiderativa.


La sintassi

IL SOGGETTO 1 In una frase possono esserci più soggetti. Individuali e sottolineali.

• Scherma, nuoto, pugilato, lotta e ginnastica artistica sono specialità olimpiche. • Margherita e Lorena hanno consegnato subito il loro compito. RICORDA... • Sparta e Atene erano poleis in lotta tra loro. Il soggetto, insieme al 2 Sottolinea il soggetto e inseriscilo nella tabella al posto giusto. predicato, è uno degli elementi fondamentali • Enrico scrive libri per bambini. della frase. Esso è la • Noi abbiamo studiato bene la lezione. persona, l’animale o la cosa • L’azzurro è il mio colore preferito. che compie un’azione, la • La piscina era circondata da una pineta. subisce, possiede una certa • Chiacchierare è la tua attività preferita! qualità o si trova in una • Il peggio deve ancora arrivare! data condizione. Nome comune

Nome proprio

Pronome personale

Aggettivo

Avverbio

3 Indica se nelle seguenti frasi il soggetto è sottinteso (S) o assente (A).

• Piove da due giorni. • Verremo alla castagnata. • Si prende l’autobus. • Abbiamo comprato una nuova auto. • Non hanno mai completato un disegno. • Albeggia di già. • Si esce alle 21! 4 Sottolinea il soggetto in blu quando compie un’azione e in verde quando la subisce.

• Matteo è uscito da poco. • Io sono stato fermato dai vigili. • I campi sono stati sommersi dall’acqua del fiume. • Filippo parla con la maestra. • Uno squalo è stato catturato dai sub.

Verbo

MEMO I l soggetto generalmente è un nome o un pronome, ma anche qualsiasi altra parte del discorso che svolga la funzione di nome! Leggere è importante. (leggere soggetto). Talvolta il soggetto è sottinteso. Altre volte manca completamente, come accade con i verbi impersonali.

Obiettivo Conoscere gli elementi strutturali della frase: il soggetto.

79


La sintassi

IL PREDICATO VERBALE E NOMINALE 1 Cerchia i predicati verbali contenuti nelle seguenti frasi.

• Mio fratello giocava in una squadra di calcetto. • Ho visitato la Francia del sud con i miei genitori. • A Napoli sto proprio bene. • In acqua hanno avvistato una balena. 2 Sottolinea i predicati verbali presenti nel seguente brano.

Ortensia fu mandata in una scuola esclusiva per sole bambine con nomi di fiori. “Che bel giardino!” cinguettava la direttrice. “Buongiorno Rosella. Ciao Mammola. Benvenuta Violetta”. Più tardi la maestra fece l’appello: “Lilli, Dalia, Petunia…”, aveva il mal di testa. Così ciascuna bambina preparò un foglio grande. Scrisse il proprio nome. C’era vicino anche il disegno del fiore. Poi li appese intorno alla classe… B. Masini, Bambine!, Einaudi ragazzi

3 Sottolinea i predicati nominali e cerchia il soggetto a cui si riferiscono.

• Carlotta è molto piccola. Adora gli orsetti di peluche. • I miei cugini sono tutti musicisti di fama internazionale. • Mia nonna è la migliore cuoca del paese. La mamma invece non sa cucinare! • Betti è una bambina molto creativa. Matteo invece è un gran simpaticone. Però non amano studiare!

RICORDA... • Il predicato verbale esprime: –– l’azione che compie il soggetto Marta parla; –– l’azione che il soggetto subisce Il panino è stato mangiato; –– lo stato o la condizione in cui si trova il soggetto Io sto a scuola. • Il predicato nominale esprime una caratteristica o un modo di essere del soggetto. È costituito da una voce del verbo “essere” + un nome o un aggettivo Marco è simpatico.

4 Scrivi cinque frasi con un predicato nominale. Utilizza i verbi indicati.

erano – sarà – è – sono stati – saranno • • • • •

80

Obiettivo Individuare le costanti strutturali della frase: il predicato. Discriminare il predicato verbale e il predicato nominale.


La sintassi

MI METTO IN GIOCO Risolvi il cruciverba con i predicati verbali. Attenzione, si tratta dei versi degli animali! Nella colonna evidenziata comparirà il verso che fa l’uccello assiolo!

Che verso fa… 1. il passero 2. la gallina 3. il cavallo 4. la mucca 5. la rana 6. la pecora 7. l’elefante

1 2 3 4 5 6 7

Soluzione:

5 Sottolinea i predicati e indica con X se sono verbali (PV) o nominali (PN).

PV PN Francesca è sotto l’ombrello. Il mio allenatore pretende molta serietà. Pinocchio è un personaggio simpatico. La tigre è un animale feroce. Questo film è straordinario. I giochi sono nello scatolone. Ho visitato un museo molto interessante. Ho parlato con il preside del nuovo progetto. 6 Completa le frasi con un predicato verbale e con un predicato nominale.

• (PV) Il cane del vicino • (PN) Il cane del vicino • (PV) L’orologio • (PN) L’orologio • (PV) Il professore • (PN) Il professore Obiettivo Individuare le costanti strutturali della frase: il predicato. Discriminare il predicato verbale e il predicato nominale.

81


La sintassi

L’ATTRIBUTO E L’APPOSIZIONE RICORDA...

1 Sottolinea le apposizioni presenti nelle frasi.

• Platone, il cane di zia Paola, è un cucciolo esuberante. • Il mio amico Francesco ha un carattere magnifico. • La maestra Rinaldi insegna in classe VA. • Il fiume Po attraversa la Pianura Padana. • Il 24 gennaio sarà il compleanno della mia nipotina Silvia. 2 Sottolinea l’apposizione, poi indica con X se accompagna un soggetto (S), complemento oggetto (C) o complemento indiretto (CI).

S

C CI

Il ragazzino Harry Potter era un giovane mago.

• L’apposizione è un nome che si aggiunge a un altro nome per meglio descriverlo e determinarlo. • L’attributo è un aggettivo che accompagna il nome per meglio precisarne le caratteristiche.

Dopo la vittoria, i ragazzi salutano l’istruttore Eraldo.

MEMO

Ho incontrato Margherita al parco Sempione. Sull’isola di Stromboli è presente un vulcano ancora attivo. A Natale ci hanno regalato un cane di razza Labrador. 3 Completa inserendo attributi adeguati ai nomi.

• La nostra vicina di casa ha un gattino • Nicole ha comprato una

e

.

L’apposizione e l’attributo possono accompagnare non solo il soggetto, ma anche altri nomi presenti nella frase.

bicicletta. Ha utilizzato la paghetta ricevuta dai

nonni. • La

sala della nonna ospita un

• I figli di Matilde sono bambini • La

televisore. ,

Cenerentola era maltrattata dalle

e molto sorellastre.

4 Indica se i nomi sottolineati sono attributi (AT) o apposizioni (AP).

AT AP La pizza Margherita fu inventata a Napoli. L’astuta volpe è spesso nominata nelle favole. Il Monte Bianco è il più alto d’Europa. Il treno Italo viaggia ad altissima velocità. Il poeta Tognolini ha scritto splendide poesie. Obiettivo Discriminare e analizzare attributi e apposizioni.

82

.


La sintassi

IL COMPLEMENTO OGGETTO 1 Sottolinea il complemento oggetto in ciascuna frase.

• Mio fratello adora il calcio. • Ho comprato un regalo per Anna. • Leggo i fumetti appena posso. • Mamma e papà accendono il fuoco nel camino in montagna. • Vuoi dei cioccolatini? • Ho rivisto Pietro a una festa di beneficenza. • Alla festa ho incontrato dei ragazzi della mia età. 2 Completa con un complemento oggetto quando è possibile.

• Il sole tramonta • L’impiegato postale timbra • Il pallone rotola • Mara cucina • Il treno è partito • La piantina cresce

RICORDA... Il complemento oggetto indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione compiuta dal soggetto. Risponde alle domande: chi? Che cosa? Io ho preso un bel voto. Il complemento oggetto è chiamato anche diretto, perché si unisce direttamente al predicato senza l’aiuto di alcuna preposizione. Colgo i fiori.

MEMO

• Giorgio annaffia 3 Talvolta il complemento oggetto è un pronome. Individualo e cerchialo nelle seguenti frasi.

• La nonna mi prepara la merenda. Io la porto a scuola. • Non mi ascolta mai. • Quando la vedo, mi parla di te. • Lo aspetto davanti al cancello. • Luca mi chiama tutte le sere! • Monica ci ha portati in pizzeria. • Marta chiama i suoi compagni e li invita alla sua festa di compleanno.

Il complemento oggetto è presente solo con i verbi transitivi! A volte è preceduto dagli articoli partitivi: del, dello, della, degli… Ho comprato delle matite.

Obiettivo Riconoscere il complemento oggetto. Intuire la differenza tra verbo transitivo e intransitivo.

83


La sintassi

I COMPLEMENTI DI LUOGO, TEMPO E MODO 1 Sottolinea i complementi di luogo che trovi nel brano. Poi inseriscili nella tabella che riprodurrai sul quaderno.

Elisa e Nicole se ne stavano sotto un albero a rilassarsi. Si trovavano nel parco, dietro casa. All’improvviso piombò nel cortile Isabella: “Ehi, ragazze, stavo passando attraverso il parco, sono arrivata proprio davanti a casa di Bea e l’ho sentita urlare!”. Così le due ragazze partirono dal parco si precipitarono sulla strada, la loro amica viveva a pochi isolati di distanza. Arrivarono nella camera da letto della ragazzina… Seduta per terra, Bea fissava il pavimento, ipnotizzata… Stato in luogo

Moto a luogo

RICORDA... I complementi di luogo danno indicazioni sui luoghi in cui avvengono le azioni. Possono essere complementi di: • stato in luogo (luogo in cui si trova qualcuno); • moto a luogo (luogo verso cui si va); • moto da luogo (luogo da cui si proviene); • moto per luogo (luogo attraverso il quale si passa).

Moto da luogo

RICORDA...

2 Sottolinea i complementi di tempo.

• Di notte sento scricchiolare il pavimento… Che paura! • Incontriamoci domani pomeriggio alle 15. • La prossima estate andremo al mare in Sardegna. • Il prossimo anno comincerò la scuola secondaria. 3 Collega le espressioni della colonna di sinistra con un complemento di modo adeguato.

Moto per luogo

• Il complemento di tempo risponde alle domande: quando? Per quanto tempo? • Il complemento di modo risponde alle domande: come? In che modo?

a. Il mio gatto si muove

amabilmente.

b. Ti sei comportato davvero

rumorosamente.

c. Abbiamo assistito al tuo spettacolo

in modo sinuoso.

d. Stanno bevendo

come un ghiro.

e. Nel compito di italiano abbiamo risposto

malissimo.

f. Ho dormito

con molto interesse.

g. Durante il viaggio ho chiacchierato con Matilde

con attenzione.

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Obiettivo Approfondire la discriminazione dei complementi indiretti. Riconoscere e analizzare i complementi di luogo, tempo e modo.


La sintassi

I COMPLEMENTI D’AGENTE, DI CAUSA EFFICIENTE E DI SPECIFICAZIONE 1 Sottolinea i complementi d’agente e di causa efficiente e indica con X se si tratta di una persona o un animale (PA) o di un oggetto (O).

PA

O

Il materassino è trasportato dalle onde. Il dente fu rotto da una pallonata. La multa mi è stata data dal vigile. L’alunno fu interrogato dal professore. Fu ferito da un’arma pericolosa. Era stato allontanato da una guardia. Fummo invitati da una celebrità. I micetti saranno allattati dalla gatta. 2 Trasforma le frasi attive in passive e sottolinea i complementi d’agente e di causa efficiente.

• Il pizzaiolo condisce la pizza. • Il leone inseguiva una preda. • La commessa serviva la cliente. • Il bambino ha rotto il giocattolo.

3 Cerchia con il blu i complementi di specificazione.

• Gli occhi della mamma sono blu. • La giacca di Martina ha un bottone in meno. • Ho preso la bibita di Eleonora per errore. • Il treno ha viaggiato con dieci minuti di ritardo. • La mamma ha indossato gli orecchini della nonna.

RICORDA... • Il complemento d’agente si trova nelle frasi con verbi di forma passiva. Indica la persona o l’animale da cui è compiuta l’azione. Risponde alla domanda: da chi? Il panino è preparato dalla mamma ( compl. d’agente). • Nel caso di cosa inanimata, si parla di complemento di causa efficiente. Risponde alla domanda: da che cosa? La montagna è erosa dal vento ( compl. di causa effic.).

RICORDA... Il complemento di specificazione aggiunge informazioni al significato della parola da cui dipende, cioè la specifica meglio. Risponde alle domande: di chi? Di che cosa? È introdotto dalle preposizioni: di, degli, della, dei… La cravatta del papà è nuova.

Obiettivo Approfondire la discriminazione dei complementi indiretti. Riconoscere e analizzare i complementi d’agente, di causa efficiente e di specificazione.

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La sintassi

I COMPLEMENTI DI TERMINE, FINE O SCOPO, CAUSA, UNIONE E COMPAGNIA 1 Sottolinea il complemento di termine.

• Chiedo informazioni all’usciere. • Hanno dato la medaglia solo a me. • Ti hanno portato il dolce? • Lo chiedo a voi, di sicuro ne siete al corrente. • Il mio cane mi riporta sempre la pallina. • Martina vuole bene a tutti. 2 Collega in modo adeguato le espressioni della prima colonna con i complementi di fine o scopo della seconda.

a. Mi sono offeso

a causa del forte sole.

b. Ho comprato un paio di occhiali

per lo sciopero.

c. Non ho dormito

dalla stanchezza.

d. Abbiamo rimandato il viaggio

per il costo elevato.

e. Elena si è dovuta fermare

per la preoccupazione.

f. Non ho acquistato la bici

per le tue parole.

3 Completa con un complemento di causa.

• Abbiamo perso la partita per • Il treno parte in ritardo per • Il bambino piange a causa del • Sono arrivato in ritardo per via • Ho urlato dalla 4 Sottolinea con il rosso i complementi di compagnia e con il blu quelli di unione.

• Sono partita con un enorme bagaglio a mano. • Ho passeggiato per le vie centrali con Caterina. • Il mio gruppo si esibisce con una nuova corista. • Farò una passeggiata nel parco con il mio cagnolone. • Ho mangiato la pizza con la mozzarella di bufala.

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RICORDA... • Il complemento di termine indica la persona, l’animale o la cosa su cui termina l’azione espressa dal predicato. Risponde alle domande: a chi? A che cosa? Do la merenda a Giacomo. • Il complemento di fine o scopo indica lo scopo a cui tende un’azione. Risponde alla domanda: per quale scopo? Vieni a casa mia per il tè? • Il complemento di causa indica il motivo o la causa per cui si verifica un’azione. Risponde alle domande: perché? Per quale causa? Tremavo per l’emozione. • Il complemento di compagnia indica la persona o l’animale con cui ci si trova in una certa situazione (con chi?). Se si tratta di un oggetto inanimato, si parla di complemento di unione. Esco con Marta. Esco con l’ombrello.

Obiettivo Approfondire la discriminazione dei complementi indiretti. Riconoscere e analizzare i complementi di termine, fine o scopo, causa, unione e compagnia.


La sintassi

UN PO’ DI ANALISI 1 Sottolinea i complementi e indica con X. Oggetto

Specif.

Termine

Causa

Tempo

Luogo

X

Ho bevuto il latte. La bambola è di Matilde. Non esco per il caldo. Domani festeggeremo. Il telefono è sotto il divano. Chiedo alla maestra. Parto alle 16.45. Gli occhiali sono nell’astuccio.

2 Continua l’analisi delle seguenti frasi.

• Ieri

complemento di tempo

la maestra

soggetto

ha interrogato

predicato verbale

gli alunni

per la verifica

di fine anno

• Ho nascosto sotto il letto un giocattolo di Luca per scherzo. soggetto sottinteso

3 Esegui l’analisi logica sul tuo quaderno.

• Lorena, la maestra, ha accolto gli studenti delle classi nella sua aula per un progetto di scienze. • Il fiume è inquinato irrimediabilmente dagli scarichi delle fabbriche lungo la riva. • Questa mattina Clara è felice per la gita di fine anno con i compagni. Obiettivo Fare l’analisi logica della frase.

87


CI PROVO IO! 1 Sottolinea i verbi in ciascun periodo e indica con X quanti sono.

• Il gattino che mi hai regalato, è una peste, corre tutto il giorno e si arrampica sulle tende! • Mentre ero a passeggio con il mio cane, ho visto una lepre che attraversava il bosco velocemente. • Quando l’hai invitata a pranzo a casa tua, ha detto che aveva mangiato benissimo, perché sei una cuoca eccezionale e hai molta fantasia in cucina. 2 Completa le seguenti frasi con un soggetto adatto.

è partita a tutta velocità.

è una grande città.

• È inciampata sul marciapiede

.

• Sul giornale è stato pubblicato •

sono fioriti sul nostro balcone.

• È stata consegnata ai vincitori •

. d’oro.

corre all’autodromo di Maranello.

3 Indica con X le frasi in cui il soggetto è sottinteso.

Ho bisogno di prendere una boccata d’aria. Ieri i ragazzi della V A hanno cantato in coro una canzone di Natale. Prendi sempre tutto nel verso sbagliato! Non vi arrendete mai davanti alle difficoltà. Quell’orsacchiotto ha un pelo morbidissimo. Per le strade circolano moltissime automobili durante il periodo natalizio. Non so di cosa parli. 4 Sottolinea le apposizioni presenti nelle seguenti frasi.

• Nel Colosseo, teatro romano, combattevano i gladiatori. • Andrea, mio cugino, abita a Venezia. • Kira, il cane pastore dello zio, è molto timido. • Lorenzo Cherubini, il cantante, in arte si fa chiamare Jovanotti. • Leonardo Da Vinci, il geniale scienziato, ha inventato molte cose. • La scorsa estate sono stata a Firenze, città meravigliosa. Verificare le competenze l’alunno riconosce le caratteristiche sintattiche della frase.

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3

4

5

3

4

5

3

4

5


CI PROVO IO! 1 Cerchia gli attributi contenuti nelle frasi.

• Ti ho aspettato parecchi minuti all’angolo della strada. • Ho visto un maglione bellissimo in un negozio del centro. • La mia auto bianca è parcheggiata sotto casa. • Il mio cane adorato ama fare lunghe passeggiate. • Ho letto un libro straordinario grazie a te. 2 Indica con X se nelle frasi è presente un predicato verbale (PV) o nominale (PN).

PV PN Martina si è allenata duramente per la gara di ginnastica artistica.

X

Al mattino suona la sveglia alle sette in punto. Ogni giorno il papà ci accompagna a scuola. Luca era il mio migliore amico. Sonia e Sissi sono le nipotine di Paola. 3 Sottolinea nelle frasi il predicato nominale e inseriscilo nello schema. Nella colonna evidenziata comparirà il nome che assume il verbo “essere” nell’analisi logica. 1 2 3 4 5 6

1. Marta è stanca. 2. Il tuo numero era sempre occupato. 3. Roma è capitale d’Italia. 4. Il maglione nell’armadio è pulito. 5. Gli invitati sono allegri. 6. La neve sui tetti è candida.

4 Cerchia il complemento oggetto in ogni frase.

• Ho invitato Adele a casa. • Ti ho vista al cinema ieri sera. • Hanno imparato a memoria la poesia. • Scrivi un biglietto d’auguri a Federico? • I ragazzi hanno voluto un libro in regalo. • Scrivono canzoni per un gruppo rock. • Adoro il pollo con le patatine fritte. Verificare le competenze l’alunno riconosce le caratteristiche sintattiche della frase.

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I testi

Il racconto fantasy L’ALBERO DI MENOA 1 Leggi il testo con attenzione.

Saphira, con Eragon in groppa, volava verso l’albero di Menoa, finché atterrò su una radice. Eragon scese sulla radice e risalì fino al tronco. Saphira lo seguì più adagio; i suoi artigli scheggiavano la corteccia dove camminava. Eragon aspettò che Saphira arrivasse, poi chiuse gli occhi e indirizzò i pensieri verso l’albero. Eragon sentì provenire dall’albero una sensazione di calore e di luce. Sentì la brezza muoversi nell’intrico di rami e un rivolo di linfa viscosa che stillava da un piccolo taglio nella corteccia e ricevette una moltitudine di impressioni analoghe dalle altre piante che l’albero sorvegliava. Egli inviò un grido mentale all’albero: “Ti prego, ascoltami, possente albero! Ho bisogno del tuo aiuto, l’intero paese è in guerra e io non ho una spada con cui combattere. Il gatto mannaro di Solembum mi ha detto di cercare sotto l’albero di Menoa quando avessi avuto bisogno di un’arma… Beh, quel momento è giunto!”. Nel comunicare con l’albero, Eragon si affidò, oltre che alle parole, alle immagini. Poi fece confluire all’albero una forte corrente di energia. Mentre continuava a implorare l’albero, il sole raggiunse lo zenit e cominciò a discendere, gli uccelli sfrecciavano fra gli alberi, gli scoiattoli squittivano, le farfalle svolazzavano. Saphira ringhiò: “Ne ho abbastanza di star qui a fare tutti questi complimenti. Sono un drago e non permetterò a un albero di ignorarmi!”. Così, fatto qualche passo indietro, affondò i suoi artigli nella corteccia dell’albero e staccò tre grandi strisce di legno. Infine eruttò una colonna di fiamme che avvolse il tronco in una tempesta di fuoco azzurro e bianco. “Saphira, fermati!” urlò Eragon. Una fitta pioggia di gocce d’acqua si riversò sulla terra. Poi Saphira ringhiò contro la foresta, dispiegò le ali e cominciò ad allontanarsi dall’albero di Menoa. Improvvisamente una radice spuntò dal terreno e gli si arrotolò intorno alla caviglia immobilizzandolo. Altre radici afferrarono le zampe e la coda di Saphira, inchiodandola sul posto. Una voce risuonò nelle loro menti: “Chi osa disturbare la mia pace? Chi osa bruciarmi?”.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto fantasy.

90


I testi

“Io sono Eragon, ammazzaspettri, l’ultimo cavaliere dei Draghi di Alagaësia, e questa è la dragonessa cui sono legato, Saphira Squamediluce, l’ultima dragonessa esistente. Siamo forse gli unici che possono sconfiggere Galbotorix, il traditore che ha distrutto i Cavalieri e conquistato metà Alagaësia”. “Perché mi hai ferito, drago?” chiese l’albero. “Perché non volevi parlare con noi. Eragon ha perso la sua strada e un gatto mannaro ci ha detto di cercare sotto le tue radici” rispose la dragonessa. “Non ci sono armi sotto le mie radici” disse l’albero. “Crediamo che il gatto intendesse l’acciaioluce, il metallo astrale che Rhunön usa per forgiare le armi dei Cavalieri. Senza di esso non può farmi una spada” disse Eragon. “Il gatto mannaro sapeva il fatto suo. C’è un frammento di acciaioluce proprio ai margini delle mie radici” continuò l’albero. “Guariremo il tuo tronco e la tua radice, ma possiamo avere l’acciaioluce?”. “Mi darai ciò che voglio in cambio, Cavaliere dei Draghi?”. “Sì” disse Eragon senza esitare. Allora il terreno cominciò a tremare e le radici si fecero da parte per sgombrare un piccolo spazio di terra. Dal terreno cominciò a spuntare un blocco di ferro. A quel punto la radice che serrava la caviglia di Eragon si ritirò nel terreno e lo stesso fecero quelle che trattenevano Saphira. “Ecco il tuo metallo” mormorò l’albero di Menoa. “Prendilo e vattene”. Allora Eragon infilò le dita sotto il masso e lo sollevò tra le braccia. Stringendolo al petto, volse le spalle all’albero di Menoa e cominciò la lunga camminata verso la casa di Rhunön… C. Paolini, Brisingr, Rizzoli

2 Rispondi.

• Chi è il protagonista del racconto? • Chi è il suo aiutante? • Chi è l’antagonista in questo brano? Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto fantasy.

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I testi

• In quale luogo si svolge la vicenda? Sottolinea nel testo le espressioni che te lo fanno capire. • In quale tempo accadono i fatti? Ai nostri tempi.

Nel passato.

Nel futuro.

• Dove si dirigono Eragon e la dragonessa? • Per quale scopo?

• In quale modo comunicano con l’albero di Menoa? • Eragon e la dragonessa riescono a trovare ciò che cercano? Dove? • A che cosa serve?

• A chi deve essere portato l’oggetto cercato?

3 Come potrebbe continuare il racconto? Che cosa vuole in cambio l’albero? Riescono i due personaggi a portare il metallo a destinazione? Contro chi dovranno combattere? Continua tu!

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto fantasy.

92


I testi

Il racconto di fantascienza LO ZIO GREGORIAN 1 Leggi il testo con attenzione.

Lo zio fece strada ai ragazzi attraverso il cortile fino a una costruzione in pietra. Il locale aveva l’aspetto di un ufficio moderno. Sul pavimento c’era una moquette grigia e le pareti erano dipinte di bianco, come arredo c’erano una scrivania, uno schedario, delle sedie e delle poltroncine con braccioli. Tuttavia… l’intera stanza era come foderata da una lamina di materiale plastico trasparente. Poi lo zio aprì lo schedario, ma i suoi cassetti erano finti e si aprì l’intero pannello frontale, scoprendo un’infinità di interruttori e di quadranti. Lo zio si mise ad armeggiare… Le pareti diventarono scure. Poi lo zio spense la luce. “Guardate, adesso!”. Ciò che videro furono le stelle: a milioni, molto più numerose e scintillanti del consueto. Ma in cielo c’era anche un’altra cosa: un grosso pianeta di colore azzurro, ricoperto da sbaffi di nuvole. “Siamo sulla Luna!” urlò Barile, eccitatissimo. “Non essere sciocco” lo ammonì il cugino Fritz. “È semplicemente una proiezione, la Terra vista dallo spazio”. “È meraviglioso!” sussurrò Helen. Improvvisamente Fritz notò qualcosa: “Guardate attraverso le pareti!”. I tre ragazzi sgranarono gli occhi, potevano scorgere un panorama brullo e grigiastro, un po’ somigliante ai deserti lunari… “Che vi avevo detto? Siamo sulla Luna!” ripeté Barile. Lo zio Gregorian riaccese le luci e le pareti tornarono a farsi opache. “Che ne pensate?” chiese l’uomo, soddisfatto. “Molto ingegnoso” commentò Fritz. “La spiegazione è molto semplice” disse zio Gregorian tranquillamente. “Ci troviamo sulla Luna!”. “Non ti aspetterai che ci creda!” ribattè Fritz.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto di fantascienza.

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I testi

“Andiamo in qualche altro posto” suggerì lo zio. Di colpo, di fianco alla porta comparve una finestra. Fritz guardò fuori. “Trafalgar Square!” esclamò. “Potrebbe esserci un proiettore incassato nella parete!”. “Puoi uscire a controllare“ ribatté l’uomo. Fritz aprì la porta e… si trovò sul tipico selciato di Trafalgar Square, una delle più inconfondibili piazze di Londra. Rimase come paralizzato, con la bocca spalancata per lo stupore. Il ragazzo sconcertato tornò indietro fino alla porta, la aprì e si ritrovò nell’ufficio. L’uomo allora disse: “Spostarsi è facile, mi basta premere un pulsante e sono già dove voglio. Quindi passiamo alla sorpresa numero due: io non sono vostro zio”. I ragazzi rimasero con gli occhi sgranati. “Avevo bisogno di una famiglia in cui inserirmi”. “Come mai ti sei aggregato proprio alla nostra famiglia?“ chiese Helen. “In seguito a una richiesta speciale del mio paese. Loro hanno bisogno del vostro aiuto“. “Ma da dove vieni esattamente?“ chiese Barile. “Il mio paese si chiama Klipst ed è a diciassette anni luce da qui. Lavoro per il mio governo, l’Impero Galattico, come una specie di agente segreto e il mio compito è quello di sorvegliare un certo numero di mondi che sono sul punto di scoprire il segreto dei viaggi spaziali. La Terra è uno di questi. Non passerà molto tempo prima che arrivino a scoprire l’iperpropulsione. E quando succederà, il mio governo dovrà sapere cosa c’è in un nuovo mondo pronto a essere ammesso nella comunità planetaria“. “E noi che c’entriamo?” chiese Helen. “È sorta una discussione su una delicata questione, nel mio pianeta. Il mio governo desidera che la questione venga risolta da qualcuno che sia del tutto imparziale, come dei ragazzini… So che siete intelligenti e di mentalità aperta, ma dovrete restare con me due settimane!”. “Verremo!” dissero i tre ragazzi. “Bene, allora vi darò i Poteri! Le capacità intellettuali che uno già possiede verranno ingrandite migliaia di volte. Vi farò il trattamento proprio stanotte, così domani potremo prepararci per il viaggio…”. K. Follet, Il pianeta dei bruchi, Mondadori

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto di fantascienza.

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I testi

2 Rispondi.

• Quale tema è trattato nel racconto? La scoperta di un pianeta sconosciuto da parte di tre ragazzi. L’avventura di tre ragazzi alle prese con un extraterrestre. L’avventura di un extraterrestre alla scoperta della Terra. • Chi sono i protagonisti del racconto? Individui reali con poteri fantastici. Individui fantastici. Individui reali e fantastici. • Quando si svolge la storia? Ai nostri giorni. In un lontano passato. Nel futuro. • Dove si svolgono i fatti? In un luogo reale. In un luogo reale con caratteristiche fantastiche. In un ambiente fantastico. 3 Come continua il racconto? Scrivi tu seguendo la traccia.

• Descrivi i Poteri ricevuti dai tre ragazzi. • Descrivi il pianeta Klipst su cui andranno a vivere per due settimane. • Racconta quale decisione importante devono prendere. • Trova una conclusione adeguata.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto di fantascienza.

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I testi

Il testo descrittivo UN CANE REGALE 1 Leggi i due differenti testi sul medesimo argomento.

Il Cavalier King Charles Spaniel Il Cavalier King Charles Spaniel va annoverato tra le razze di piccola dimensione: la sua statura è di circa 25-34 centimetri e il suo peso si aggira sui 4-9 chilogrammi. La corporatura è rettilinea, ben equilibrata; ha un aspetto dolce, dinamico ed elegante. Il movimento è veloce, distinto, armonioso. I suoi occhi sono tondi, grandi, sempre scuri, mai in rilievo e molto distanti tra loro. Le orecchie sono attaccate molto alte rispetto alla linea degli occhi, lunghe, dotate di ricche frange. Il tartufo è sempre scuro, forte, con narici aperte. Il pelo è setoso, lungo, liscio, frangiato e mai ricciuto. Il colore del mantello può essere di 4 varietà: – nero brillante con focature sugli occhi, sul petto, arti e coda; – rosso vigoroso e senza macchie; – bianco con macchie marroni; – nero-bianco-marrone macchiato su orecchie, arti e viso. Il Cavalier King è un cane allegro, vispo, atletico e intraprendente. Si affeziona moltissimo al proprio padrone e a tutte le persone che lo circondano e che gli dimostrano affetto; ha bisogno di essere sempre molto coccolato e di stare in contatto con le persone. Anche verso gli altri cani si dimostra molto gentile e affettuoso. È molto coraggioso, mai violento e litigioso. È dotato di molta resistenza e si adatta benissimo a qualsiasi condizione climatica; è adatto alla vita famigliare e non arreca mai particolari problemi. www.cani.com

George La signora Coleman ci mostrò i cuccioli disponibili. “Sono molto piccoli” dissi io. “Sembrano piuttosto indifesi…”. “I cuccioli crescono velocemente. Quando porterà a casa uno di questi, sarà in grado di correre per tutta casa, masticare qualunque cosa e fare pipì in ogni angolo!”. Rimasi perplessa… Improvvisamente, però, mi ricordai del cucciolo più grande della signora Coleman. Visto che aveva cinque mesi, non era già addestrato? “Sì, naturalmente è addestrato, e non c’è nulla di male nel dargli un’occhiata”. Una visione angelica ci venne incontro saltellando per salutarci. Questo Cavalier era semplicemente il cane più bello che avessi mai visto. Aveva enormi zampette bianche, chiazze nocciola e bianche sul manto e una coda pelosa che sventolava impazzita come una bandiera. Gli occhi erano rotondi e lucenti come un paio di fari, mentre delle lentiggini marrone chiaro gli tempestavano il naso all’insù come un trampolino da sci. Aveva un aspetto da divo del cinema da toglierti il fiato! J. Summers, La mia vita con George, Newton Compton Editori Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo descrittivo.

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I testi

2 Metti a confronto le due descrizioni indicando con X le caratteristiche proprie di ciascuna.

Tipo di descrizione oggettiva soggettiva linguaggio tecnico e scientifico

Linguaggio linguaggio utilizzo di similitudini comune ricco di emozioni

utilizzo di definizioni scientifiche

Il Cavalier King Charles George 3 Sottolinea con il rosso le similitudini presenti nel secondo brano e completa.

Similitudini Coda Occhi Naso 4 Prendi spunto dai due testi e descrivi un animale che conosci bene… • i n modo oggettivo inserisci informazioni scientifiche e dettagliate, utilizza termini specifici senza aggiungere opinioni personali e giudizi; utilizza per la tua ricerca enciclopedie e Internet;

• in modo soggettivo

esprimi emozioni e stati d’animo, utilizza un linguaggio comune, ricco di metafore e similitudini.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo descrittivo.

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I testi

Il racconto del brivido CHI C’È NELLA STANZA? 1 Leggi il testo diviso in sequenze con attenzione. Poi scrivi nei quadratini se si tratta di sequenze narrative (N), descrittive (DE), riflessive (R), dialogiche (DI).

Appena pochi passi e mi fermai di nuovo: il pavimento aveva cigolato. “C’è qualcuno?”. Mi ritrovai accanto a una porta chiusa. C’era un forte odore di vernice lì intorno, che impediva quasi di respirare. Come per miracolo intravidi l’interruttore della luce, provai ad accenderlo, ma non accadde nulla. Con il cuore che mi batteva forte, misi la mano sulla maniglia. Trattenni il respiro e aprii la porta. Mi ritrovai nella stanza illuminata dalla luce grigiastra che filtrava attraverso la finestra. Improvvisamente un lampo illuminò il cielo e la stanza e un tuono riecheggiò, io sobbalzai, ero attanagliata dalla paura… Lentamente avanzai nella stanza, deserta! Tornai nel corridoio e intravidi la mia camera da letto. E se il ragazzo, quel ragazzo si fosse nascosto in camera mia? Allora bussai a quella porta, ma ancora una volta nessuno rispose. “C’è qualcuno?” silenzio di tomba. L’ennesimo tuono squarciò il cielo e io rimasi immobile, paralizzata dal terrore e incapace di respirare… “C’è qualcuno? Ti prego, chiunque tu sia, rispondi!”. Stavo per aprire la porta… quando il ragazzo sbucò dall’ombra e mi afferrò per le spalle. “Josh!” gridai. “Mi hai spaventata a morte! Sei impazzito?”. Mio fratello mi lasciò andare e fece un passo indietro, tenendosi a distanza di sicurezza. “Ci sei cascata, ci sei cascata!” canticchiò sghignazzando. “Non sei affatto divertente” risposi, “mi hai fatto paura sul serio!”. Josh si rotolò a terra dalle risate. Furiosa mi voltai in tempo per vedere la porta della mia stanza che si apriva lentamente. Rimasi senza fiato. Josh smise di ridere e balzò in piedi, moriva di paura. C’era qualcuno che si muoveva nella stanza. Lo sentivo, un rumore leggero, quasi un sussurro… “Chi è là?” trovai la forza di chiedere. La porta si aprì ancora, leggermente, per poi cominciare a richiudersi. “Chi c’è nella stanza?”. Ancora una volta, dalla camera, giunse un flebile sussurro, e il rumore impercettibile di qualcosa, o di qualcuno, che si muoveva. R.L. Stine, La casa della morte, Mondadori Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto del brivido.

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I testi

2 Rispondi.

• Quali tecniche usa l’autore per ottenere un effetto di suspense e di tensione? Indica con X. Frasi lunghe e complesse.

Narrazione distaccata da parte dell’autore.

Frasi brevi e affannate.

Ripetizione di parole e frasi.

oinvolgimento del lettore da parte della C protagonista.

Ambientazione in un luogo inquietante. Ambientazione in un luogo rasserenante.

3 Sottolinea nel racconto le frasi che indicano lo stato d’animo di terrore nei due ragazzini. 4 Continua tu a raccontare. Segui la traccia.

• Chi è il ragazzo che si è intrufolato nella stanza della ragazzina? • Che aspetto ha? È un individuo reale o un fantasma? • Che cosa succede ai due fratelli? • Come si conclude la vicenda?

5 Ora inventa tu e scrivi sul tuo quaderno. Immagina di trovarti in una situazione simile a quella dei due ragazzi. Descrivi un luogo inquietante e spiega perché ti trovi lì. Poi descrivi il tuo stato d’animo, la presenza di un essere misterioso e, soprattutto, racconta come riesci a cavartela! Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto del brivido.

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I testi

Il racconto poliziesco IL MISTERO DEL VAGONE NUMERO 7 1 Leggi facendo attenzione al ritmo incalzante del racconto.

Nella sala d’aspetto della stazione, cinque agenti di polizia cercavano di far passare il tempo. Dal walkie-talkie posato su un tavolo, venne improvvisa una voce: “Pronto, ispettore?”. Cousin si affrettò a rispondere. “Sono le 10.42. Siamo ad Aix, tutto bene! Ci risentiremo fra dieci minuti. Passo e chiudo”. Il treno dell’oro era partito alle 21.30 da Clermont. Era un treno speciale, composto di tredici vagoni numerati. Il numero 7 trasportava una quantità immensa di lingotti d’oro, sorvegliata da quattro agenti che si tenevano in contatto radio con l’ispettore Cousin. “Un colpo è assolutamente impossibile” disse Jacques. “Lo so, ma mi sentirò tranquillo solo quando il treno sarà qui davanti!” rispose l’ispettore. Dopo sette minuti, però, risuonò la voce del walkie-talkie. “Ispettore, il treno si è fermato!”. “Non scendete, potrebbe essere una trappola” urlò l’ispettore. “Stiamo riprendendo la corsa” disse poi l’agente. “Deve essersi trattato di un errore”. Il treno arrivò in stazione alle 11.10. L’ispettore seguito da Jacques e dai cinque agenti cominciò a camminare lungo i vagoni: “Uno, due, tre… quattro, cinque, sei… manca il vagone numero 7! Le altre carrozze ci sono tutte!”. “Il semaforo! È là che devono aver fatto il colpo! Ma come possono aver staccato il vagone centrale riattaccando tutti gli altri? Il treno si è fermato troppo poco tempo!”. Così si precipitarono dove il treno si era fermato. Videro il vagone numero 7, fermo sui binari. Cousin lo esaminò attentamente… Il pannello con il numero era appeso per mezzo di due ganci, come un quadro… stranissimo… “Presto, torniamo alla stazione!“ urlò Cousin. Controllarono nuovamente il treno… Il vagone numero 8 era aperto… Dentro c’erano i quattro agenti addormentati! Il bigliettaio, interrogato, disse che erano venuti dei poliziotti e avevano scaricato le casse dal vagone e le avevano messe su un camion. Nel giro di poco tempo, Cousin e i suoi uomini bloccarono il camion in una stradina e acciuffarono i malviventi ancora vestiti da poliziotti. I fatti si sono svolti così: uno dei malviventi ha acceso il semaforo. Quando il treno si è fermato, ci è saltato sopra, ha staccato il pannello numero sette, ha raggiunto l’ultimo vagone, il tredici, e gli ha messo il pannello numero sette. Poi ha sganciato il vagone. Infine ha cambiato i pannelli numerici degli ultimi sei vagoni, così il dodici è diventato il tredici e così via… l’oro si trovava nel vagone numero 8, quello svaligiato! “Un piano fantastico!” disse Cousin. “Già“ disse Jacques. “Dei cervelli così potrebbero fare molta strada onestamente…”. T. Sclavi, I misteri di Mystère, Mondadori Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto poliziesco.

100


I testi

2 Colora i riquadri contenenti gli elementi presenti nel racconto poliziesco che hai appena letto.

reato

sospettato

indizi

luogo investigatore

colpevole

aiutante

vittima

colpo di scena 3 Indica con X se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).

V

F

I ladri hanno acceso il semaforo per bloccare il treno. I ladri hanno compiuto il furto mentre il treno era in corsa. Uno di loro ha tolto il pannello con il numero 7. Uno di loro ha scambiato il pannello 7 con il 13, quello dell’ultimo vagone. Il vagone numero 7 è stato sganciato. L’ultimo vagone, con il numero 7, è stato sganciato. Gli altri vagoni hanno mantenuto gli stessi numeri. I ladri hanno scambiato la numerazione degli ultimi sei vagoni. Quando è arrivato in stazione, il vagone con l’oro era diventato l’8. Quando il treno è arrivato in stazione, il vagone con l’oro era il 13. Il vagone numero 8 era stato svaligiato. Nel vagone numero 13 c’erano i poliziotti addormentati. 4 Spiega come si sono svolti i fatti. Ricostruisci l’episodio del furto.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto poliziesco.

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I testi

Il testo storico IL DESTINO DI DUE CAPIBANDA 1 Leggi il testo con attenzione.

Quando Romolo e Remo diventarono grandi, gli altri ragazzi presero a seguirli, considerandoli i loro capi. I due giovani erano un po’ attaccabrighe, però sapevano distinguere tra il bene e il male. Insieme agli amici assaltavano i banditi che a quei tempi imperversavano nei dintorni e distribuivano il bottino, che questi avevano rubato, tra i pastori. Tutti gli anni sul colle Palatino si festeggiava la festa dei Lupercali. Durante la festa una banda di ladroni decise di vendicarsi e tese un agguato a Remo, che fu fatto prigioniero. Lo consegnarono al re Amulio. Egli, in passato, attorno al 770 a.C., aveva usurpato il trono al fratello Numitore, uomo buono e ingenuo, padre di Rea Silvia e nonno dei due gemelli! Amulio consegnò il prigioniero a Numitore, perché lo punisse. Quando il vecchio vide Remo, rimase turbato e una scintilla si accese nel suo cuore… “Chi sei?” domandò il vecchio re senza trono. “Sono Remo, figlio del mandriano Faustolo e di Acca Laerzia” rispose Remo. “Hai fratelli?” continuò il vecchio. “Un gemello di nome Romolo”. Numitore cominciò a nutrire la speranza che si trattasse proprio di uno dei gemelli di Silvia, amata figlia imprigionata dal terribile Amulio, e lo liberò. Così il vecchio raccontò a Remo la sua storia. Anche il mandriano Faustolo aveva, in cuor suo, sempre saputo chi fossero Romolo e Remo. Adesso era giunto il momento di parlare… “Caro figlio” disse Faustolo a Romolo. “È giusto che tu sappia che non sei figlio mio. Ho trovato te e tuo fratello in una cesta sulle rive del Tevere. Sospetto che siate figli di Rea Silvia, nipoti di Numitore, che è il legittimo re di queste terre”. Il giovane allora ordinò ai componenti della sua banda e ai pastori di recarsi al palazzo di Amulio, ad Alba Longa. Anche Remo vi si trovò e le truppe di soldati-pastori si ricongiunsero. Le truppe assaltarono le guardie reali, affrontarono il re usurpatore e lo uccisero. Numitore, accorso al palazzo, convocò immediatamente il consiglio, rivelò il tradimento del fratello Amulio e narrò la nascita dei due nipoti. Dopo che questi si furono inchinati davanti a Numitore, gli abitanti di Alba Longa lo riconobbero come legittimo sovrano. V. Conti, Romolo e Remo, le origini di Roma, Lapis Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto storico.

102


I testi

2 Rispondi.

• Perché i due ragazzi avevano tanto seguito ed erano considerati due capi dai loro pari? • Che cosa facevano insieme agli amici? • Che cosa accadde durante la festa dei Lupercali? • Perché Remo fu portato dal re Amulio? • Chi era Amulio? • A chi consegnò il ragazzo? • Che cosa pensò Numitore quando vide Remo? Come agì? • Chi era Faustolo? Che cosa fece a sua volta? • Che cosa organizzarono i due ragazzi? • Che fine fece Amulio? • Che cosa accadde a Numitore?

3 Quali caratteristiche ha il racconto storico? Indica con X.

• I luoghi in cui è ambientato sono: reali.

fantastici.

• Il tempo in cui si svolgono i fatti è: precisato.

non precisato.

• La vicenda narrata: è del tutto reale.

possiede alcuni elementi reali e altri inventati.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un racconto storico.

103


I testi

Il testo argomentativo COMPITI A CASA, SÌ O NO? 1 Leggi il testo con attenzione.

Compiti a casa sì o no? Ogni occasione è buona per riaprire il dibattito. Soprattutto d’estate con i “famigerati” compiti delle vacanze. Evidentemente i compiti non sono un problema solo per chi deve farli. Si interrogano sulla loro utilità e quantità le istituzioni, i genitori, gli insegnanti, i pedagogisti. Quasi tutti d’accordo sulla necessità di non caricare troppo i ragazzi di lavoro extrascolastico commisurandolo con l’età e le ore passate in classe. Ma per alcuni non è una questione di misura: i compiti andrebbero semplicemente aboliti perché dannosi e di nessuna utilità per l’apprendimento. Ad auspicare una vita scolastica senza pomeriggi chini sui libri è Maurizio Parodi, pedagogo e dirigente scolastico. Nessuno ha mai dimostrato l’utilità dei compiti: si assegnano, e si svolgono, perché lo si è sempre fatto; non si pensa a possibili alternative e nemmeno ci si preoccupa di giustificare un impegno così gravoso che toglie tempo ad altre attività (sport, arte, musica, spesso ignorate dalla scuola) e può causare rigetto per lo studio, un’attività invece eccitante quando sia frutto di ricerca e ispirata da desideri autentici. Se i compiti servissero a consolidare gli apprendimenti e ad acquisire un metodo di studio, allora dovrebbero essere svolti a scuola: è qui che si deve imparare a imparare. Crede nel loro valore, invece, Manuela Cantoia, coordinatrice delle attività formative dello SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età evolutiva dell’Università Cattolica di Milano). La funzione dei compiti è legata al lavoro che si fa a scuola. Per avere la massima efficacia devono avere controllo da parte degli insegnanti. Così non solo viene riconosciuto un valore all’impegno richiesto, ma gli insegnanti hanno anche modo di verificare eventuali difficoltà. I compiti non devono necessariamente “piacere”, però gli studenti devono capire bene a che cosa servono. Per esempio, leggere a casa tutti i giorni in prima elementare serve ad automatizzare il processo di lettura. E così per le tabelline in seconda. Altro “compito dei compiti”: permettono di fare collegamenti, favoriscono l’apertura mentale, stimolano curiosità e attenzione (per esempio con ricerche e approfondimenti), consolidano il metodo di studio e l’autonomia. In generale, i compiti dovrebbero riprendere l’attività svolta in classe con una sfida in più, affinché vengano messe in atto più capacità e stimolato l’interesse. www.focus.it Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo argomentativo.

104


I testi

2 Inserisci nei riquadri del testo, al posto giusto, gli elementi del testo argomentativo.

conclusione

tema

argomentazione antitesi

tesi

3 Scrivi tu un testo argomentativo. Utilizza questo spazio per scrivere un argomento a favore e uno contrario sui compiti delle vacanze. Infine esprimi il tuo punto di vista in proposito e argomentalo. Trova poi una conclusione adeguata.

Tesi

Antitesi

Il mio punto di vista / argomentazione

Conclusione

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo argomentativo.

105


I testi

Il testo realistico MASCHI CONTRO FEMMINE 1 Leggi il testo con attenzione.

Le femmine continuano a rimontare e macinano punti. Gloria ha preso dieci e quando è tornata al banco ha fatto la linguaccia a Marco, il nostro caposquadra. Stiamo iniziando a perdere terreno. Dato che è venerdì, dopo pranzo si segnano gli ultimi punti sul tabellino. Marco e Aurora, la caposquadra delle femmine, si fronteggiano calcolatrice alla mano. Come temevamo si alza il grido di vittoria delle femmine. Eravamo preparati, ma è sempre un brutto colpo vedersi portar via il campetto per una settimana! “Ciaoooo!” ulula Laura. “Noi andiamo a giocare!”. Non posso guardare, ora si metteranno a giocare a pallavolo, a Un due tre stella o a far finta di essere un personaggio famoso. Che barba i giochi delle femmine! Poi arriva Zoe, lancia in aria uno strano oggetto che disegna una parabola, corre a recuperarlo e torna tenendolo alto. Lo lancia nuovamente, Aurora corre e lo riacchiappa al volo con grande soddisfazione. A un tratto, Marco avanza nel campetto e si pianta in mezzo alle femmine: “Non è da femmine!”. “Perché?” chiede Zoe. “Non funziona così, non è nella vostra lista! È un gioco da maschi!” urla Marco. Aurora allora parte come un bufalo e carica Marco. Io mi ritrovo a spintonare Silvia e sua sorella mi rifila un calcio in uno stinco. “Siete impazziti per caso?” chiede Alfredo. Ci fermiamo di botto. Marco ha un brutto graffio su una guancia. Aurora è a terra, c’è chi piange. Si avvicina la maestra, ci squadra: “Questa storia finisce qui. Niente più gare e niente più campetto!”. S. Vecchini, Maschi contro femmine, Mondadori

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo realistico.

106


I testi

2 Rispondi.

• Che genere di racconto hai letto? Fantastico.

Realistico.

• Dove avvengono i fatti? • Quando avvengono? • Il tempo è indefinito o ben definito? • Che cosa rappresenta il “tabellino”? • Per quale motivo avviene lo scontro tra le due squadre?

3 Pensi anche tu che esistano giochi da maschi e giochi solo da femmine? È mai capitato, nella tua classe, che maschi e femmine si siano schierati gli uni contro gli altri? Racconta.

Obiettivo Leggere, analizzare e rielaborare un testo realistico.

107


Pagine semplificate

ORTOGRAFIA! 1 Riscrivi ogni monosillabo al posto giusto.

DA o DÀ LI o LÌ LA preposizione pronome verbo avverbio SI o SÌ avverbio pronome

NE o NÉ pronome congiunzione avverbio

o LÀ avverbio articolo pronome

TE o TÈ pronome nome

2 Completa le frasi con me l’ha, me la, me l’hai, te l’hanno, ve lo, ve l’ho.

• Questo compito

già spiegato, ma se non l’avete capito

ripeto. • Ho prestato la mia penna a Marco e non • Gli zii

detto che Marta è caduta mentre sciava?

• Ho perso la mia gomma. •

più restituita.

presti?

chiesto molte volte, ma la mia risposta è sempre no!

3 Cerchia la forma corretta.

• • • •

108

Se ce lo / ce l’ho, te lo / te l’ho presto volentieri. Me la / me l’ha compri la bicicletta? Questa torta ve la / ve l’ha preparata la nonna. Questo libro è di Marco, glielo / gliel’ho restituirò domani. Obiettivo Conoscere e utilizzare correttamente l’accento; utilizzare correttamente i monosillabi accentati e non. Utilizzare correttamente l’apostrofo; intuire l’utilizzo del troncamento.


Pagine semplificate 4 Leggi il brano e ti accorgerai che ci sono tanti errori.

Riscrivilo tu correttamente! Rugiada

Nele matine destate, quando il sole e appena spuntato, nei campi e nei boschi si vedono scintilare tra lerba miriadi di diamanti. questi diamanti riflettono i ragi del sole in mile luci multicolori, ce vanno dal gialo al roso, all’azuro. L’avvicinarsi e il chinarsi su cueste fonti di luce portano a scoprire con sorpresa tante picole goce di rugiada, raccolte nel cavo di una fogia o posate su un filo derba. Cualunque fogia è vellutata, tuta coperta all’interno da una specie di peluria: le gocioline vi scorono sopra senza banarla. Se, con ogni precauzzione, si raccoglie una foglia sulla cuale si e posata una goccia di rugiada, il piccolo globo luminoso schivola via, rotolandosi cosi in freta che locchio quasi non lo vede scorere lungo la costola della fogia è sparire.

Correggo

Obiettivo Conoscere e utilizzare correttamente l’accento; utilizzare correttamente i monosillabi accentati e non. Utilizzare correttamente l’apostrofo; intuire l’utilizzo del troncamento.

109


Pagine semplificate

UN PO’ DI… VERBI! 1 Completa le frasi con un complemento oggetto. Quando non è possibile,

completale con un complemento indiretto. Poi indica con una X se i verbi sono transitivi T o intransitivi I . • Il cane abbaia

.

T

I

• Un signore parlava

.

T

I

• Ho sognato

.

T

I

• Silvia raccoglie

.

T

I

• Uno scoiattolo si arrampicava

.

T

I

2 Cerchia di rosso i verbi transitivi e di blu quelli intransitivi.

• • • • •

Sono andato in centro e ho visto in vetrina un abito favoloso. Devo imparare a memoria un canto. Il veterinario medica la ferita al gattino. Mio padre viaggia spesso in aereo. Oggi con la mia classe partiremo per una gita.

3 Inventa frasi con i seguenti verbi transitivi.

SCRIVERE SOGGETTO

SUONARE

OSSERVARE

ASCOLTARE

VERBO TRANSITIVO scrive

Obiettivo Distinguere la funzione transitiva o intransitiva del verbo.

110

MANGIARE

COMPL. OGGETTO


Pagine semplificate

ANCORA VERBI! 1 Trasforma le frasi dalla forma attiva alla forma passiva.

• Un architetto ha arredato il mio appartamento.

.

• La maestra ha letto una leggenda in classe.

.

• Il cameriere portò quattro pizze fumanti.

.

• Filippo e Matteo raccontarono una bugia.

.

2 Trasforma le frasi dalla forma passiva alla forma attiva.

• La mia automobile sarà riparata dal meccanico.

.

• Il pacco è stato ritirato dal portinaio.

.

• I pomodori e le patate sono raccolti dal contadino.

.

3 Indica con una X le frasi che non possono essere trasformate nella

forma passiva.

L’aereo parte alle dieci. Lo stalliere spazzola il cavallo. Il pompiere sale sulla gru. Domani andremo in montagna.

Il pesce arrostisce sulla griglia. Sofia sorride alla mamma. Un fulmine colpì l’albero. Il papà fuma il sigaro.

Obiettivo Riconoscere e produrre la forma attiva e la forma passiva del verbo.

111


Pagine semplificate

QUESTIONE DI… FRASI! 1 Indica con una X se le frasi sono semplici S o complesse C . In ogni

frase complessa individua poi le frasi semplici che la compongono e separale con una barra (/).

• • • • •

Dopo avere studiato, Benedetta fa la merenda, poi guarda la televisione, oppure esce con la mamma. Il nonno russa sul divano del salotto. Stasera guarderò un film romantico. Il cuore mi batteva forte quando sono scesa dall’auto e ho ritrovato il mio cane. Ieri sera in pizzeria ho mangiato una pizza marinara e ho bevuto un’aranciata.

S

C

S S S

C C C

S

C

2 Colora le frasi principali.

• Se fa molto caldo accendi il condizionatore . • Mangerò la pasta al forno che ha preparato la nonna . • Ti ho portato il libro che mi avevi prestato . • Sono arrivato in stazione quando il treno era già partito . • Quando il tempo è bello

mi piace leggere al parco .

3 Indica con una X le frasi secondarie.

Per farle gli auguri. Tornerò a casa tardi. Perché sono molto triste. Io amo molto il teatro. Sono andata a danza. Obiettivo Approfondire la conoscenza della frase semplice.

112

Se accetti le regole. Perché sarò interrogato. Non mi aspettare. A leggere un fumetto. Perché stava diluviando.


Pagine semplificate

COORDINATE E SUBORDINATE 1 Completa con frasi coordinate.

• Ho studiato molto, perciò

.

• Volete trascorrere la serata al cinema oppure

.

• Non solo devi riposarti ma

.

• Vi ho chiamato a lungo:

.

• Volevo comprare una giacca però

.

2 Sottolinea le frasi subordinate.

• Non avresti preso la febbre se ti fossi coperta meglio. • Alla festa di Marco tutti mi accolsero con affetto, sebbene non li vedessi da parecchio. • Quando arriva l’autunno, dagli alberi del cortile cadono tutte le foglie. • Quando andrai in gita, porta con te il pranzo al sacco. 3 Sottolinea di rosso le frasi coordinate, di blu le frasi subordinate.

• • • • •

Se studio con impegno, credo di ottenere buoni voti. Vorrei fare una passeggiata ma il tempo è brutto. Mentre giocavo con gli spilli, mi sono punta un dito. Il papà ha la tosse e ha preso lo sciroppo. Vado a scuola in bici quando non piove.

Obiettivo Approfondire la conoscenza della frase coordinata e subordinata.

113


Pagine semplificate

UN PO’ DI… ANALISI! 1 Collega con una freccia ogni gruppo di parole alla categoria

grammaticale corrispondente. Scrivi la lettera corretta. A B C D • amici • una • con • ahimé! • paura • gli • alle • evviva! VERBO

F

• velocemente • oggi

ARTICOLO ESCLAMAZIONE

AGGETTIVO

PRONOME G

• curioso • discreta

• è caduto • curò

AVVERBIO

PREPOSIZIONE CONGIUNZIONE

NOME

E

H

• essi • cui

I

• poiché • mentre

2 Fai l’analisi logica delle frasi collegando ogni sintagma alla definizione

giusta.

• La neve

compl. oggetto

• La nonna

pred. verbale

in poco tempo

soggetto

ha vinto

compl. oggetto

ha ricoperto

compl. indiretto

un bel premio compl. indiretto

le strade

pred. verbale

alla lotteria

soggetto

• I pomodori

compl. indiretto

• La domenica

pred. verbale

dell’orto

soggetto

Filippo

compl. indiretto

del nonno

pred. nominale

lava

compl. indiretto

sono maturi

compl. indiretto

l’auto

soggetto

con il papà

compl. oggetto

Obiettivo Fare l’analisi logica della frase.

114


Pagine semplificate

ANCORA… ANALISI LOGICA! 1 Completa le frasi con i complementi che rispondono alle domande.

• L a nonna (quando?)

ha raccontato (che cosa?)

(a chi?)

.

• Il fratello (di chi?)

è in ospedale (da quanto tempo?)

(per quale causa?) • (Quando?)

.

siamo andati in gita (dove?)

(con quale mezzo?) • Il cane (di chi?)

. fa la guardia (a che cosa?)

.

2 Completa con i complementi indicati.

• Hai studiato…

• La maestra ha spiegato…

(c. oggetto)

(c. oggetto)

(c. di tempo)

(c. di termine)

(c. di luogo)

(c. di modo)

(c. di compagnia)

(c. di causa)

3 Individua i complementi.

Benedetta disegna

con i pastelli (

)

con passione (

)

con la mamma (

) dalla villa (

Il ladro è fuggito

di notte ( di nascosto (

) ) )

Obiettivo Fare l’analisi logica della frase.

115


Pagine semplificate

IL TESTO STORICO 1 Leggi il brano con attenzione.

Circa 3000 anni fa, Olimpia era un importante centro religioso della Grecia sud-occidentale. Gli antichi Greci adoravano Zeus, dio sovrano, e a Olimpia organizzavano regolarmente celebrazioni in suo onore, che comprendevano competizioni atletiche. I primi giochi olimpici si tennero nel 776 a.C. e, da allora, la manifestazione fu ripetuta ogni quattro anni per oltre 1100 anni. L’importanza dell’evento è testimoniata dal fatto che in questa occasione ogni guerra doveva essere interrotta per permettere agli atleti e agli spettatori di partecipare. Nel V secolo a.C., gli abitanti di Olimpia decisero di costruire un tempio dedicato a Zeus. Fu eretta una spettacolare costruzione, formata da enormi blocchi di pietra circondati da imponenti colonne. Ad opera ultimata, il tempio rimase per alcuni anni privo della statua di Zeus. Per la sua realizzazione fu scelto un famoso scultore di Atene, Fidia, che ad Atene aveva già prodotto due splendide statue della dea Atena. Fidia e i suoi uomini, per prima cosa, approntarono un’intelaiatura di legno, che doveva rappresentare lo scheletro della statua. La struttura fu quindi ricoperta con lastre d’oro in corrispondenza delle vesti; le giunture furono nascoste e la statua finita non tradiva la presenza dello scheletro interno. Zeus appariva seduto su un trono con intarsi d’ebano e pietre preziose. La statua fu completata intorno al 435 a.C. e per i successivi 800 anni rimase una delle opere più spettacolari del mondo. Nel 462 d.C., il palazzo che ospitava la statua, che era stata trasferita a Costantinopoli per opera dei Romani, prese fuoco e nulla scampò all’incendio. In tempi recenti gli archeologi hanno compiuto scavi in alcune zone di Olimpia, permettendo ai visitatori di passeggiare attraverso le rovine dove un tempo si trovava la meravigliosa statua di Zeus. M. P. Viale, La storia di Zeus, Atuttascuola.it

Obiettivo Leggere e comprendere un testo narrativo storico.

116


Pagine semplificate 2 Indica con X le risposte corrette.

• Qual è il primo argomento trattato nel brano? Lo scultore Fidia. I giochi olimpici. La città di Olimpia. • Perché le guerre venivano interrotte durante i giochi? Perché Olimpia era un centro religioso. Perché i soldati amavano gli sport. Per permettere a tutti di partecipare. • Chi era Atena? Un’atleta olimpica. Un’imperatrice. Una dea. • Chi costruì la statua di Zeus? Un pittore. Uno scultore. Un imperatore. • Lo “scheletro” della statua era… di legno. di pietre preziose. di ferro. • Com’era Zeus? In piedi. Disteso. Seduto. Inginocchiato. • Dove fu trasferita la statua di Zeus? Ad Atene. A Costantinopoli. A Olimpia. Obiettivo Leggere e comprendere un testo narrativo storico.

117


Pagine semplificate

IL TESTO DESCRITTIVO 1 Leggi il brano con attenzione.

Bice La vecchina del secondo piano era una maestra in pensione da moltissimi anni. Curva, con il passo incerto, una fitta ragnatela di rughe sul viso, i capelli bianchi, raccolti a crocchia sulla nuca, gli occhiali cerchiati di metallo dorato, che le scivolavano sulla punta del naso. Faceva pensare subito alle buone nonnine delle illustrazioni dei libri di favole: le mancava solo la cuffietta. Era eternamente vestita di scuro e l’unica nota allegra che si permetteva erano i fiorellini bianchi stampati sul cotone nero della camicetta. Però i gomitoli di lana che lavorava ai ferri erano gialli, rossi, azzurri, verdi, e Morgan, curioso come tutti i gatti, si chiedeva per chi fossero quei golfini, quelle sciarpe, quei guanti dai colori chiassosi. La signorina Bice era sola al mondo e mai nessuno andava a trovarla; allora, per chi si dava tanto da fare? Una lampada sul tavolinetto di marmo, accanto alla poltrona, lasciava la stanzetta in una penombra morbida, in cui scintillavano i capelli argentei raccolti a crocchia sulla nuca e spiccavano maggiormente i colori vivi della lana che la signorina Bice stava lavorando. Faceva una sciarpa, a righe di tutti i colori. Era una persona cara, buona, affettuosa, sensibile: una donna capace di sacrificarsi completamente, senza mai lamentarsi o pretendere qualcosa dagli altri. Era una vecchina simpatica, premurosa, piena di riguardi per chiunque. G. Padoan, Morgan il gatto, Piccoli

2 Realizza e completa una tabella simile sul quaderno con gli elementi

della descrizione di Bice. ABBIGLIAMENTO

ASPETTO FISICO

Obiettivo Leggere e comprendere un testo descrittivo.

118

CARATTERE


Pagine semplificate

LA BIOGRAFIA 1 Leggi il brano con attenzione.

Giuseppe Verdi Giuseppe Verdi, il grande compositore e musicista italiano, nacque il 10 ottobre 1813 alle Roncole di Busseto, in provincia di Parma. Il padre di Verdi gestiva una piccola locanda-osteria con un negozio di generi alimentari. Sua madre, Luisa Uttini, era una filatrice. Di lei sappiamo poco, perché Verdi non amava parlare di sé e dei suoi ed era gelosissimo della sua vita privata. Ma da rari indizi, possiamo dire che a sua madre egli fu profondamente legato. Giuseppe Verdi studiò musica con il maestro più importante della “Scala” di Milano. La sua produzione di opere fu assai vasta. La sua prima opera andò in scena alla “Scala” quando egli aveva soli 26 anni, ma il primo vero successo lo ottenne con il Nabucco, che diventò subito celebre per il coro Va’ pensiero sull’ali dorate. Questo coro fu cantato da tutti nel periodo risorgimentale, come inno patriottico. Tra le altre sue opere più conosciute ci sono Rigoletto, La Traviata e la famosissima Aida, che fu eseguita nel 1871 al Cairo in occasione dell’apertura del Canale di Suez. 2 Rispondi alle domande.

• Di chi si parla? • Dove nacque? • Che lavori facevano i genitori? • Dove studiò musica? • A quanti anni mise in scena la sua prima opera? • Quale fu il suo primo successo? • Quali sono le sue opere più famose?

Obiettivo Leggere e comprendere un testo descrittivo.

119


Pagine semplificate

IL TESTO INFORMATIVO 1 Leggi il brano, poi completa lo schema.

Il gorilla Esistono due specie di gorilla: il Gorilla beringei e il Gorilla gorilla. Il primo è detto anche gorilla di montagna e ha il pelo lungo e scuro; il secondo vive nelle pianure, è un po’ più piccolo e ha il pelo rossiccio. Esistono meno di 130 000 gorilla in tutto il mondo, di cui 120 000 circa sono gorilla di pianura e solo 600 gorilla di montagna. In altezza arrivano tutti fino a 1 metro e 80 centimetri e il loro peso è di 200 chili per i maschi e 100 chili per le femmine. Vivono nelle foreste pluviali tropicali di alcuni Paesi dell’Africa Centrale. La vita media di un gorilla è di 30 anni circa. I gorilla sono golosi di germogli di bambù e la loro porzione di pasto è di 20 chili di vegetazione al giorno più parecchi insetti. I gorilla di pianura mangiano anche molta frutta; quelli di montagna, invece, mangiano soprattutto foglie, radici e cortecce. Poiché la vegetazione contiene molta acqua, il gorilla non ha bisogno di bere molto. Sono una specie a rischio. Infatti, spesso i bracconieri uccidono gli adulti per catturare i cuccioli da vendere agli zoo o per la loro carne. Esistono due specie di gorilla: e il primo vive in

il secondo vive in

e ha il pelo

ha il pelo e la corporatura

i gorilla di montagna sono solo

i gorilla di pianura sono circa

e mangiano Obiettivo Leggere e comprendere un testo informativo.

120

e mangiano


INVALSI

LO ZERO E LA DISPUTA DEI FIORENTINI All’inizio del XIII secolo, nelle banche e nelle osterie, nei mercati e nei commerci così come tra i campi, si conoscevano e si usavano i numeri romani e l’abaco, l’indispensabile strumento in legno per fare di conto. Era l’anno 1202 quando Leonardo Pisano pubblicò una immensa opera nella quale presentò con poche e semplici parole un nuovo sistema numerico proveniente dalle lontane terre arabe ancora del tutto ignoto all’Occidente. Durante i suoi frequenti e lunghi viaggi, Leonardo aveva avuto modo di imparare la sconosciuta matematica del mondo arabo e ne era rimasto così affascinato che al rientro in terra toscana desiderò ardentemente farla conoscere anche ai suoi compaesani. Nella sua opera scrisse queste parole: “Nove sono le figure indiane che io studiai durante i miei viaggi per mari e terre lontane. Con queste nove figure così scritte, 9 8 7 6 5 4 3 2 1, insieme ad un decimo segno dalla storia misteriosa detto ‘zero’, si possono scrivere tutti i numeri pensabili”. Ogni parola dell’opera di Leonardo Pisano fu ponderata e valutata dagli studiosi dell’epoca, che compresero immediatamente l’impatto del nuovo sistema di numerazione sulla matematica conosciuta e studiata fino ad allora. Gli studiosi discussero e decisero di passare la spinosa questione a tutti coloro che quotidianamente usavano la matematica: la pratica di ogni giorno avrebbe giudicato se i nuovi numeri erano o non erano più efficaci dei numeri romani. “Con i nuovi numeri i conti sono veloci e immediati” sostenevano i mercanti, “o si possono perfino fare a mente!”. Schierato dalla parte opposta c’era chi non voleva abbandonare l’adorato abaco: “Questo è il nostro unico strumento per fare i calcoli!”. Le discussioni animavano strade e mercati, osterie e banche, ovunque si sentiva parlare dei numeri di Leonardo. Egli non prese mai parte alle polemiche. Era un giovane perspicace e aveva compreso l’importanza e i vantaggi dei numeri arabi sin dal principio. Li aveva conosciuti e aveva imparato a usarli commerciando con il padre, e ne era rimasto talmente affascinato da studiarne le formule e i segreti con i matematici arabi. Purtroppo proprio per il suo eccessivo entusiasmo, Leonardo non aveva pensato che rivelare i dieci simboli all’Occidente potesse avere un impatto tale da sconvolgere il pensiero dei matematici e scatenare dispute. Si narra addirittura che, quasi ottant’anni dopo la pubblicazione della sua opera, fosse stato proibito ai banchieri della città di Firenze l’uso dei simboli arabi. “Sia bandito l’uso dello zero da ogni conto di debiti o crediti” fu dichiarato. “E con lo zero siano banditi gli altri nove simboli misteriosi e pericolosi”. “Lo 0, in particolare” sostenevano i banchieri “permette le frodi. Se si vuole, si confonde con il 9 e con il 6: è sufficiente uno sbaffo verso l’alto o verso il basso e l’inganno è ben servito”.

Esercitazione simulata – Prova A

121


INVALSI

Ovviamente modificare uno zero in un conto in banca era un danno assai grave sia per i debitori che per i creditori. Non solo nelle banche però le nuove cifre, e in particolare lo zero, creavano guai e permettevano inganni, ma perfino nelle campagne toscane dilagava il malumore. “Avete scritto su questo foglio che al signor vicino mio dovevo 0 galline e 6 polli” esclamavano qua e là i contadini. “Ma guardate adesso! Hanno modificato il crudele segno dello zero, così gli devo, anziché 0 galline, ben 9! Questo modo di contare ci rovinerà”. Presto furono tutti concordi: “Che lo zero sia bandito!”. In Toscana trascorse quindi molto tempo prima che le dieci figure di Leonardo fossero digerite ben bene, ma, alla fine, dalla campagna alla città, tutti quanti, chi più chi meno, ne compresero l’importanza. Così, anche i toscani si arresero all’evidenza: l’abaco e i numeri romani sarebbero rimasti scritti nella storia della matematica per lasciare spazio alle nove cifre e al misterioso simbolo tondeggiante dello zero. Tratto e adattato da I. Venturi, Che scoperta! Storie di idee fulminanti, Einaudi Ragazzi

122

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

PROVA A Leggi attentamente il testo e rispondi alle domande. Se ne hai bisogno, puoi rileggere il brano.

A1. In quale epoca è ambientato il racconto?

A.

Nel futuro.

B.

Nel passato.

C.

Nel presente.

D.

Non si capisce.

A2. Come è scritto il testo?

A.

In prima persona.

B.

Tutto in forma indiretta.

C.

In terza persona.

D.

Tutto in forma diretta.

A3. Il numero “XIII” è un numero…

A.

romano.

B.

arabo.

C.

inventato.

D.

sconosciuto.

A4. Cos’è un abaco?

A.

Una calcolatrice.

B.

Uno strumento per misurare le lunghezze.

C.

Un tipo di orologio.

D.

Un pallottoliere.

Esercitazione simulata – Prova A

123


INVALSI

A5. Perché nel racconto si parla di “nuovo sistema numerico”?

A.

Perché fino a quel momento non se ne conoscevano altri.

B.

Perché Leonardo ha inventato un sistema numerico che non esisteva.

C.

Perché prima di allora non si sapeva contare.

D.

Perché tutti i popoli dell’Occidente utilizzavano solo l’abaco per contare.

A6. Che cosa impara Leonardo durante i viaggi con il padre?

A.

L’arte e la cultura araba.

B.

La lingua araba.

C.

La religione araba.

D.

La matematica.

A7. Nella frase “desiderò ardentemente farla conoscere anche ai suoi compaesani”, la parola “ardentemente” è:

A.

Un aggettivo.

B.

Un avverbio.

C.

Una congiunzione.

D.

Un pronome.

A8. E quale significato ha?

124

A.

Fervidamente.

B.

Apparentemente.

C.

Inutilmente.

D.

Assolutamente.

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

A9. “Nove sono le figure indiane”: che cosa si intende per “figure”?

A.

I numeri arabi.

B.

Le lettere dell’alfabeto.

C.

Le note musicali.

D.

Le carte.

A10. Qual è il “decimo segno”?

A.

L’1.

B.

Il 10.

C.

Lo 0.

D.

Il 3.

A11. Perché la frase riportata nel riquadro è scritta in corsivo e tra virgolette?

A.

Perché è la più importante del testo.

B.

Perché è di pura fantasia.

C.

Perché è scritta in lingua araba.

D.

Perché è copiata dal testo originale scritto

da Leonardo Pisano. A12. Qual è il significato della parola “ponderata”?

A.

Pensata attentamente.

B.

Pesata.

C.

Numerata.

D.

“Nove sono le figure indiane che io studiai durante i miei viaggi per mari e terre lontane. Con queste nove figure così scritte, 9 8 7 6 5 4 3 2 1, insieme ad un decimo segno dalla storia misteriosa detto ‘zero’, si possono scrivere tutti i numeri pensabili.”

Ascoltata.

Esercitazione simulata – Prova A

125


INVALSI

A13. Che cosa significa l’espressione “spinosa questione”?

A.

Questione che riguarda le rose.

B.

Questione delicata che va trattata come se avesse le spine.

C.

Questione che potrebbe fare del male.

D.

Questione difficile da capire.

A14. Cosa voleva dire l’autore con l’espressione “la pratica di ogni giorno avrebbe giudicato se i nuovi numeri erano o non erano più efficaci dei numeri romani…”?

A.

Solo chi usava la matematica avrebbe potuto dire quale dei due sistemi era il

migliore. B.

Ogni giorno conveniva utilizzare un sistema diverso per capire quale fosse il

migliore. C.

I numeri romani erano più efficaci di quelli arabi.

D.

I numeri arabi era più efficaci di quelli romani.

A15. Perché viene utilizzato il punto esclamativo dopo l’espressione “fare a mente”?

A.

Per porre una domanda.

B.

Per dare maggiore importanza al concetto espresso.

C.

Per anticipare un elenco.

D.

Per descrivere meglio il concetto.

A16. Qual è il significato della parola “perspicace”?

126

A.

Superficiale.

B.

Imbranato.

C.

Intelligente.

D.

Ignorante.

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

A17. Secondo te le conoscenze che Leonardo ha dei numeri arabi sono:

A.

superficiali.

B.

frammentarie.

C.

nulle.

D.

approfondite.

A18. In quale delle seguenti frasi del testo capisci quali sono le conoscenze di Leonardo sui numeri arabi? Metti una crocetta per ogni riga.

SÌ A.

Egli non prese mai parte alle polemiche.

B.

Ovunque si sentiva parlare dei numeri di Leonardo.

C.

Le discussioni animavano strade e mercati.

D.

Ne era talmente affascinato da studiarne le formule e i segreti con i matematici arabi.

NO

A19. Quando viene accettato in Toscana l’utilizzo dei numeri arabi?

A.

Immediatamente.

B.

Più di ottant’anni dopo.

C.

Poco tempo dopo.

D.

Mai, in Toscana si usano ancora i numeri romani.

A20. Con quale parola si può sostituire l’avverbio “addirittura” nella frase: “Si narra addirittura che, quasi ottant’anni dopo la pubblicazione della sua opera, fosse stato proibito ai banchieri della città di Firenze l’uso dei simboli arabi”?

A.

Nientemeno.

B.

Assolutamente.

C.

Cioè.

D.

Analogamente.

Esercitazione simulata – Prova A

127


INVALSI

A21. Perché i numeri arabi vengono definiti misteriosi e pericolosi?

A.

Perché sono difficili da scrivere.

B.

Perché hanno creato dispute e sconvolto il pensiero dei matematici.

C.

Perché sono difficili da leggere.

D.

Perché sono difficili da sommare.

A22. Perché lo 0 favorisce le truffe?

A.

Perché nessuno lo conosce.

B.

Perché è difficile da scrivere.

C.

Perché non vale niente.

D.

Perché si può camuffare in 6 o in 9.

A23. Chi potrebbe camuffare lo 0 in 6 o in 9?

A.

Le persone oneste.

B.

I furfanti.

C.

Le banche.

D.

I matematici.

A24. Cosa significa la frase: “In Toscana trascorse quindi molto tempo prima che le dieci figure di Leonardo fossero digerite ben bene”?

A.

Si pensava che i numeri dovessero essere mangiati e digeriti per poterli capire.

B.

Occorse del tempo perché tutti si convincessero a utilizzare i numeri arabi.

C.

In Toscana per molto tempo non si capirono i numeri.

D.

I numeri arabi furono considerati meno commestibili dei numeri romani.

A25. Alla fine del testo come vengono considerati i numeri romani?

128

A.

Gli unici numeri da utilizzare.

B.

Sono stati dimenticati.

C.

Fanno parte della storia della matematica.

D.

Non se ne fa cenno.

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

PROVA B. RIFLESSIONE SULLA LINGUA B1. Quale tra le quattro espressioni completa il senso del verbo della seguente frase: “La nonna ha comprato…”?

A.

Nel cestello della frutta.

B.

Sul sedile della macchina.

C.

Le mele al supermercato.

D.

Dalla scorsa settimana.

B2. Nella seguente frase sottolinea i pronomi che si riferiscono ai numeri arabi.

Leonardo aveva compreso l’importanza e i vantaggi dei numeri arabi. Li aveva conosciuti e aveva imparato a usarli commerciando con il padre, e ne era rimasto talmente affascinato da studiarne le formule e i segreti con i matematici arabi. B3. Con quale parola, avente lo stesso significato, puoi sostituire quella sottolineata nella seguente frase: “Il riposo consente agli animali di restare inattivi e di risparmiare energia”?

A.

Inoperosi.

B.

Instabili.

C.

Inadeguati.

D.

Infelici.

B4. Nella seguente serie di parole, sottolinea quella che non è derivata dalla parola “acqua”.

ACQUITRINO – ACQUEDOTTO – ACQUIFERO – ACQUISTO – ACQUAZZONE – ACQUERUGIOLA

Esercitazione simulata – Prova B

129


INVALSI

B5. Indica le frasi in cui il soggetto è un verbo.

A.

Da lontano si udiva il latrato dei cani.

B.

Alcuni sono più fortunati di altri.

C.

Domani la seconda E andrà a teatro.

D.

In questa ultima sfida vincere era difficile.

E.

Dormire è indispensabile per la salute.

F.

Quanti invitati ci saranno?

G.

Ascoltare con attenzione è fondamentale.

B6. La frase “mi piacerebbe andare in vacanza” che cosa esprime?

A.

Un consiglio.

B.

Un monito.

C.

Una proposta.

D.

Una speranza.

B7. La frase “per domani è previsto un forte acquazzone” da quante sillabe è composta?

A.

12.

B.

13.

C.

15.

D.

14.

B8. In quale delle seguenti parole non è presente il prefisso stra-?

130

A.

Strafare.

B.

Straordinario.

C.

Strano.

D.

Stravincere.

Esercitazione simulata – Prova B


INVALSI

B9. Nella tabella sottostante indica con X quali sono i nomi concreti (C) e quali astratti (A).

Nome A.

fantasia

B.

farmacia

C.

studio

D.

scuola

E.

caldo

F.

calorifero

G.

amore

C

A

B10. Che cosa hanno in comune i seguenti aggettivi?

QUINTO – MILLE – UNO – VENTESIMO. A.

Sono tutti cardinali.

B.

Sono tutti numerali.

C.

Sono tutti ordinali.

D.

Sono tutti indefiniti.

B11. Leggi la seguente frase: “Da Parigi Silvia portò un regalo alla nonna”. La frase è formata da varie parti aventi ognuna la propria funzione sintattica:

Complemento Soggetto di luogo

Predicato verbale

Complemento Complemento oggetto di termine

Da Parigi

portò

un regalo

Silvia

alla nonna

Quale tra le seguenti frasi ha la stessa struttura sintattica?

A.

A Milano l’inquinamento è molto alto.

B.

Da domani i bambini andranno a scuola con la nonna.

C.

Dall’aereo i passeggeri videro un tramonto spettacolare.

D.

Dalla montagna la nonna spedì una cartolina a Francesca.

Esercitazione simulata – Prova B

131


INVALSI

AUTOVALUTAZIONE DELLE PROVE A E B • Sei riuscito/a a completare le prove A e B nei tempi stabiliti? SÌ

NO

Quante domande hai completato? Prova A Prova B

• Indica i quesiti che hai sbagliato e scopri la tipologia degli errori.

C

comprensione

M

morfosintassi

L

lessico

O

ortografia e punteggiatura

Prova A A1

C

A2

C

A3

L

A4

L

A5

C

A6

C

A7

M

A8

L

A9

C

A10

C

A11

C

A12

L

A13

L

A14

C

A15

O

A16

L

A17

C

A18

C

A19

C

A20

L

A21

C

A22

C

A23

C

A24

C

A25

C

B6

M

• Chiedi all’insegnante qual è il tuo punteggio e registralo qui:

Prova B B1

M

B2

M

B3

L

B4

M

B5

M

B7

O

B8

L

B9

M

B10

M

B11

M

• Chiedi all’insegnante qual è il tuo punteggio e registralo qui:

132

Esercitazione simulata – Prova A e B


INVALSI

UNA SIGNORA MISTERIOSA Tutto appariva come al solito: una stanza disordinata, in cui sembrava che da poco fosse esplosa una bomba ripiena di vestiti, libri, bigliettini, monetine, calze, foto e scarpe. “Tesoro, svegliati, dai, è ora” disse la mamma infilando la testa nella stanza buia. “Cinque minuti ancora”. Silvia si girò dall’altra parte. Il letto era troppo morbido e accogliente per rinunciarvi così in fretta… “Io penso che tu faccia meglio ad alzarti… ORA!”. Il tono della donna era duro e sbrigativo ma... non era la voce della mamma! “Tu chi sei? Un’amica di mamma?” chiese Silvia spaventata. “Oh no, per un po’ sarò solo amica tua, solo tu mi puoi vedere! Sei stata scelta perché hai delle potenzialità che in questo momento sono ‘trascurate’. Insomma, io sono qui per aiutarti a farti piacere la scienza. Io sono lo Spirito della Scienza”. “Beh, caro il mio spirito” rispose Silvia, “io devo scappare a scuola. Ironia della sorte, oggi la maestra di scienze interroga”. Appena entrata nell’edificio, Silvia vide Andrea… e i suoi occhi azzurri! Silvia ormai si era abituata alla presenza dello Spirito della Scienza a tal punto che decise di chiamarla zia Scienza. “Hai visto, zia Scienza, come sono belli gli occhi di Andrea? Azzurri come il cielo di primavera!”. “Pensa che il colore degli occhi, verde, azzurro, nocciola o nero, dipende solo dalla melanina, che è un pigmento scuro” rispose la zia. “La melanina? Quella che c’entra anche con l’abbronzatura?” chiese Silvia. “Esattamente quella, dipende tutto da dove si trova la melanina e da quanta ne contiene un occhio! Per questo tu hai gli occhi marroni, Andrea azzurri. Che cosa vi differenzia? Il punto in cui la melanina si è depositata e la sua quantità. E anche il percorso della luce, che entra nell’occhio e viene riflessa in modo diverso. Vedi: nell’occhio di Andrea c’è pochissima melanina. Per capire devi sapere a grandi linee come è fatto l’occhio. La parte che ci interessa è l’iride, cioè la zona rotonda che ‘contiene’ il colore. Ebbene l’iride essenzialmente è fatta da due strati: uno davanti, che si chiama ‘stroma’, è trasparente ed è ricco di cellule, fibre e collagene. Lo strato dietro invece è il posto dove si deposita la melanina. Gli occhi scuri hanno una certa quantità di melanina anche nello stroma e quindi sul davanti”.

Esercitazione simulata – Prova A

133


INVALSI

“Sai anche perché, se la melanina è un pigmento marrone scuro, esistono gli occhi azzurri, verdi ecc.? Sembra assurdo quanto avere un pennarello nero a disposizione e riuscire comunque a scrivere a colori! Ecco cosa succede: il raggio di luce entra nell’iride, attraversa il collagene, poi incontra la melanina. A questo punto il raggio è spinto indietro, ma non riesce a uscire completamente dall’iride. Una parte di luce rimane ‘impigliata’ ed è costretta a cambiare direzione. Questa deviazione fa sì che a uscire di nuovo siano soltanto i colori. Ecco allora che, a seconda della quantità di melanina, se primeggia il colore verde tu vedrai gli occhi verdi. Oppure blu e così via”. “Ok zia, torno in classe, l’insegnante di italiano non so di quale dramma ci parlerà oggi, sicuramente un vecchio libro noioso!”. “Insomma, scienze ti è indifferente, italiano ti annoia: ma cosa ti piace?”. “I vestiti! Da inventare, creare e produrre”. “Ti auguro di realizzare il tuo sogno. Però prima c’è la scuola e… non vorrai che, quando i giornalisti ti intervisteranno, salti fuori che eri un asino in scienze!”. “Dai zia, calmati, prometto di… provarci”. Tratto e adattato da M. Marelli, La fisica delle ragazze, Editoriale Scienza

134

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

PROVA A Leggi attentamente il testo e rispondi alle domande. Se ne hai bisogno, puoi rileggere il brano. A1. Con l’espressione: “sembrava che da poco fosse esplosa una bomba ripiena di vestiti, libri, bigliettini, monetine, calze, foto e scarpe”, che idea ti sei fatto della protagonista del racconto?

A.

Di una ragazzina molto ordinata.

B.

Di una ragazzina molto disordinata.

C.

Di una ragazzina ubbidiente.

D.

Di una ragazzina molto precisa.

A2. Che cosa ci vuole fare capire l’autore con l’espressione: “il letto era troppo morbido e accogliente per rinunciarvi così in fretta”?

A.

Silvia non ha alcuna voglia di alzarsi dal letto.

B.

Silvia non ama stare a letto.

C.

Silvia era già alzata quando la mamma l’ha chiamata.

D.

Silvia non sta dormendo nel suo letto in quel momento.

A3. Perché nella frase “Io penso che tu faccia meglio ad alzarti… ORA!”, la parola “ora” è scritta in maiuscolo?

A.

Per un errore di stampa.

B.

Per sottolineare l’importanza del momento in cui si svolge l’azione.

C.

Per dare enfasi al comando della donna.

D.

Perché è scritto dopo i tre punti.

A4. Nella frase “Il tono della donna era duro e sbrigativo”, qual è il significato del termine “sbrigativo”?

A.

Veloce.

B.

Amorevole.

C.

Deciso.

D.

Indifferente.

Esercitazione simulata – Prova A

135


INVALSI

A5. Perché Silvia si spaventa al suo risveglio?

A.

Per il suono della sveglia.

B.

Perché non ha fatto i compiti assegnati.

C.

Perché la mamma l’ha svegliata in ritardo.

D.

Perché la voce che le ha parlato non è quella di sua mamma.

A6. Che cosa sono le “potenzialità”?

A.

Le capacità proprie di ogni persona.

B.

Il potere.

C.

La forza d’animo.

D.

Le paure che ogni persona prova.

A7. Che personaggio è lo “Spirito della Scienza”?

A.

Un personaggio reale.

B.

Un personaggio di fantasia.

C.

Un personaggio storico.

D.

Un personaggio fantascientifico.

A8. Quale delle seguenti espressioni ha lo stesso significato di “ironia della sorte”?

136

A.

In men che non si dica.

B.

Guarda caso.

C.

Per lo più.

D.

In mancanza d’altro.

Esercitazione simulata – Prova A


INVALSI

A9. Con quale delle seguenti espressioni, se sostituisci le parole “a tal punto”, non si modifica il significato della frase?

A.

Tanto che.

B.

Tuttavia.

C.

Finché.

D.

Poiché.

A10. Secondo le informazioni del racconto, da cosa dipende il colore degli occhi?

A.

Dal colore degli occhi dei genitori.

B.

Dall’iride.

C.

Dalla melanina.

D.

Dal colore della pelle.

A11. Che cosa differenzia gli occhi azzurri di Andrea da quelli nocciola di Silvia?

A.

Il punto in cui si ferma la melanina.

B.

Il colore della melanina.

C.

La quantità di luce.

D.

La quantità di colore.

A12. Secondo te, hanno più melanina gli occhi di Andrea o quelli di Silvia?

A.

Quelli di Andrea.

B.

Quelli di Silvia.

C.

Ne hanno la stessa quantità.

D.

Dalla lettura del testo non si capisce.

Esercitazione simulata – Prova A

137


INVALSI

A13. Nella frase: “E anche il percorso della luce, che entra nell’occhio e viene riflessa in modo diverso”, il pronome “che” a quale nome si riferisce?

A.

Luce.

B.

Percorso.

C.

Occhio.

D.

Diverso.

A14. Nel testo viene descritta la struttura dell’occhio. Indica quali delle seguenti informazioni sono vere e quali false. Metti una crocetta per ogni riga.

La struttura dell’occhio A.

L’iride è la zona che “contiene” il colore.

B.

Uno strato dell’iride si chiama “stroma”.

C.

Lo stroma è vuoto, senza cellule e fibre.

D.

Lo stroma è scuro.

E.

Negli occhi chiari la melanina si deposita solo nello strato dietro dell’iride.

A15. Che parte dell’occhio è l’iride?

A.

La zona bianca.

B.

La zona su cui si attaccano le ciglia.

C.

La membrana che chiude gli occhi.

D.

La zona rotonda e colorata.

A16. Da quanti strati è composta l’iride?

138

A.

Da uno strato.

B.

Da due strati.

C.

Da tre strati.

D.

Da quattro strati.

Esercitazione simulata – Prova A

V

F


INVALSI

A17. Quale sogno la zia augura a Silvia di realizzare?

A.

Inventare, creare e produrre vestiti.

B.

Insegnare scienze.

C.

Scrivere un racconto.

D.

Dormire tutto il giorno.

A18. Cosa significa l’espressione “essere un asino in scienze”?

A.

Essere molto preparati in scienze.

B.

Sapere tutto sugli asini.

C.

Essere ignorante come un asino.

D.

Saper dire bugie anche in scienze.

A19. Tenendo conto del racconto, metti in ordine le informazioni che descrivono il motivo per cui la melanina, pur essendo di colore scuro, determina anche il colore degli occhi chiari. Numera le caselle da 1 a 5.

Il raggio di luce viene spinto all’indietro ma resta impigliato.

Il raggio di luce è costretto a cambiare direzione.

Il raggio di luce attraversa il collagene e incontra la melanina.

A causa di questa deviazione del raggio di luce, riescono a uscire solo i colori.

Il raggio di luce entra nell’iride.

A20. Qual è la materia scolastica preferita da Silvia?

A.

Italiano.

B.

Scienze.

C.

Matematica.

D.

Nessuna.

Esercitazione simulata – Prova A

139


INVALSI

PROVA B. RIFLESSIONE SULLA LINGUA B1. Indica con quale sinonimo potresti sostituire la parola sottolineata nella frase seguente: “Le donne etrusche bevevano vino abitualmente”.

A.

Usualmente.

B.

Raramente.

C.

Faticosamente.

D.

Indubbiamente.

B2. Quale dei seguenti gruppi di aggettivi contiene solo aggettivi dimostrativi?

A.

Questo – codeste – terzo – biondo.

B.

Bianco – buono – tanto – splendido.

C.

Questo – codesto – quello – stesso.

D.

Quei – uno – medesimo – altro.

B3. La frase “Quest’estate mi sono divertita molto in vostra compagnia” da quante sillabe è composta?

A.

22.

B.

23.

C.

20.

D.

21.

B4. Che cosa hanno in comune i seguenti aggettivi? BUONISSIMO – ATTENTISSIMO – VELOCISSIMO – MOLTO SIMPATICO

140

A.

Sono tutti al grado comparativo di minoranza.

B.

Sono tutti al grado superlativo assoluto.

C.

Sono tutti al grado superlativo relativo.

D.

Sono tutti sinonimi tra loro.

Esercitazione simulata – Prova B


INVALSI

B5. Leggi il seguente periodo: “Domani Francesca e Paola partiranno per un viaggio e visiteranno le rovine di Pompei”. Se nel periodo sostituisci la parola “domani” con “l’anno scorso”, quali altre parole dovrai modificare? Metti una crocetta per ogni riga.

L’anno scorso… A.

Francesca

B.

e

C.

Paola

D.

partiranno

E.

per

F.

un

G.

viaggio

H.

e

I.

visiteranno

L.

le

M.

rovine

N.

di

O.

Pompei

NO

B6. In una frase qualsiasi, quale parola puoi trovare dopo la preposizione articolata “degli”? Metti una crocetta per ogni riga.

SÌ A.

Un nome femminile

B.

Un nome maschile

C.

Un verbo

D.

Una preposizione semplice

E.

Un articolo

F.

Un nome singolare

G.

Un nome plurale

NO

Esercitazione simulata – Prova B

141


INVALSI

B7. Leggi le seguenti frasi e sottolinea il complemento oggetto, dove presente. Indica con una X le frasi dove è presente.

A.

Potrai trovare il bagno in fondo al corridoio.

B.

Dormirei fino a tardi se non dovessi fare i compiti.

C.

Mi piacerebbe andare al cinema con il nonno nel pomeriggio.

D.

Con la scopa il custode spazza l’ingresso della scuola.

E.

Bisogna lavarsi le mani prima di andare a tavola.

B8. Nella seguente serie di parole, sottolinea quella che non deriva dalla parola “pasta”.

PASTAIO – PASTIFICIO – PASTINA – PASTORE

B9. Completa la tabella analizzando il seguente elenco di verbi.

Verbo

142

A.

Lavora!

B.

Essendo stato

C.

Cantando

D.

Partiti

E.

Foste andati

F.

Interrogai

Coniugazione

Esercitazione simulata – Prova B

Modo

Tempo

Persona


INVALSI

B10. Leggi la seguente frase: “Con le mani il papà impasta la pizza”. La frase è formata da varie parti, aventi ognuna la propria funzione sintattica:

Complemento Soggetto di mezzo

Predicato verbale

Complemento oggetto

Con le mani

impasta

la pizza

il papà

Quale tra le seguenti frasi ha la stessa struttura sintattica?

A.

Il sole sorgerà molto presto.

B.

Con lo scuolabus i ragazzi arriveranno puntuali.

C.

Con l’argilla la zia Rossella costruiva statuine.

D.

Con Antonio domani andrò al cinema.

Esercitazione simulata – Prova B

143


INVALSI

AUTOVALUTAZIONE DELLE PROVE A E B • Sei riuscito/a a completare le prove A e B nei tempi stabiliti? SÌ

NO

Quante domande hai completato? Prova A Prova B

• Indica i quesiti che hai sbagliato e scopri la tipologia degli errori.

C

comprensione

M

morfosintassi

L

lessico

O

ortografia e punteggiatura

Prova A A1

C

A2

C

A3

O

A4

L

A5

C

A6

L

A7

C

A8

L

A9

M

A10

C

A11

C

A12

C

A13

M

A14

C

A15

C

A16

C

A17

C

A18

L

A19

C

A20

C

M

B6

M

• Chiedi all’insegnante qual è il tuo punteggio e registralo qui:

Prova B B1

L

B2

M

B3

O

B4

M

B7

M

B8

M

B9

M

B10

M

B5

• Chiedi all’insegnante qual è il tuo punteggio e registralo qui:

144

Esercitazione simulata – Prova A e B


Nella realtà

INTERVISTA A UNO CHEF STELLATO! 1 Bruno Barbieri, un famosissimo chef, si svela in un incontro a quattrocchi: le sue passioni, i suoi inizi sulle navi da crociera, i segreti e i retroscena della sua storia gastronomica. Leggi l’intervista.

• Quando e com’è nata la tua passione per la cucina? Da ragazzino. Sono nato in una famiglia in cui il cibo è sempre stato qualcosa d’importante. Mia nonna, con la quale ho vissuto tutta la mia infanzia, viveva anche lei in modo “gastronomico”. Vedevo fare i tortellini, il pane cotto con il forno a legna tutti i giorni, pigiare l’uva con i piedi, son tutte cose che da ragazzino ti rimangono dentro. Credo che il cibo debba essere trasmesso da qualcuno, chef si nasce e non si diventa, è un’arte che devi sentire dentro. • La tua carriera è cominciata sulle navi da crociera. Cosa vuol dire fare quest’esperienza? Ho cominciato nel 1979, avevo 17 anni. Sono stato sulle navi con una brigata di cucina di 110 cuochi, tutti professionisti che arrivavano dalla grande scuola francese e questo mi ha dato la possibilità di imparare. • Questa esperienza la consiglieresti a un giovane chef che vuole intraprendere la tua stessa carriera? Assolutamente sì! I miei genitori volevano che diventassi un ingegnere, ma probabilmente pensare di chiudermi dentro a un ufficio con i numeri sarebbe stato per me davvero una pazzia, il mio vero mestiere era proprio quello di fare la cucina, amavo questo mestiere. • Cosa ami cucinare, dolce o salato? Sicuramente più il salato! Io sono uno che ama la creatività, e che ama la cucina così: un pizzico di questo, un pizzico di quello, alla fine viene fuori un grande piatto. • Cosa non deve mancare mai nella tua cucina? Il talento. La cucina è fatta sicuramente da uno chef, ma anche da una squadra, e lo chef deve essere anche un grande allenatore, una persona che sa che cosa vuole e sa tirare fuori il proprio io dalle persone che lavorano con lui. Deve essere in grado di formare un grande team, perché è la forza della squadra che poi ti aiuta a ottenere dei grandi risultati. • E in Italia, qual è la cucina regionale migliore? La cucina che mi piace di più, in tutta sincerità, è la cucina napoletana. • Per quale motivo? Perché è una cucina solare: c’è il mare, la terra. Comunque, mi piace tutto quello che è il sud del mondo per i profumi della terra, i colori del mare, i sapori dell’aria. • Qual è il tuo sogno più grande ancora non realizzato? Cucinare una lasagna gigantesca da guinness dei primati per tutti i bambini africani, con un sacco di ragù e un sacco di besciamella e parmigiano. I sogni non bisogna mai abbandonarli e ogni tanto bisogna tirarli fuori dal cassetto! Da Blogo – excite. Casa/cucina lavoro individuale

145


Nella realtà

2 Collega gli elementi tipici dell’intervista alle spiegazioni corrispondenti.

a. intervistatore b. intervista libera

le domande sono stabilite in precedenza ciò che viene trattato nell’intervista

c. intervistato

chi pone le domande

d. argomento

chi risponde alle domande

e. scopo dell’intervista

far conoscere le opinioni della persona intervistata

f. intervista strutturata

le domande non sono prefissate

3 Rispondi alle domande.

• Che argomento tratta l’intervista che hai appena letto? • Chi è il personaggio intervistato? • Di che cosa si occupa? • È un personaggio famoso o comune? • Come è nata la sua passione? • Ti piacerebbe fare lo stesso tipo di attività? Racconta.

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lavoro individuale


Nella realtà

INTERVISTA A… 1 Ora intervista tu una persona che conosci e a cui piace cucinare! Prepara la tua intervista strutturata. Utilizza questo spazio per scrivere le domande. Puoi anche registrare l’intervista, riascoltare in seguito le risposte e trascriverle. Segui la scaletta delle domande proposte e aggiungine tu delle altre.

• Com’è nata la tua passione per la cucina? • Che cosa preferisci cucinare? • Qual è il tuo piatto preferito? • E quello che ti riesce meglio? • Per chi cucini generalmente? • Racconta un episodio accaduto in cucina (un piatto riuscito male, un grande trionfo…).

INTERVISTA A

lavoro individuale

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Nella realtà

OGGI CUCINO IO! 1 Leggi le fasi di questa ricetta e scrivi nel riquadro gli ingredienti che ti occorrono per prepararla. Fai attenzione, una delle fasi descritte appartiene a un’altra ricetta. Qual è? Cancella con X. Infine, dai un titolo alla ricetta e, con l’aiuto di un adulto, mettiti all’opera!

Ingredienti

Ricetta: 1 Frulla 250 g di biscotti. Quando sono ben sbriciolati, aggiungi 100 g di burro morbido e fai un impasto.

2 Prendi una tortiera, rivestila con carta da forno e rivesti il fondo con il trito di biscotti in modo uniforme. Premi bene il trito, per farlo diventare un disco duro e omogeneo.

3 Taglia la focaccia in listarelle lunghe e sottili. Spalma le listarelle con un po’ di maionese.

4 In una ciotola sbatti i due tuorli con 90 g di zucchero e quando sono spumosi aggiungi 200 g di ricotta, 100 g di panna montata e un albume montato a neve.

5 Versa il tutto sulla base di biscotto e riponi in frigorifero per almeno 3 ore. A parte frulla 250 g di frutti di bosco.

6 Prima di servire, versa sulla torta la passata di frutti di bosco e guarnisci con qualche frutto intero!

148

lavoro individuale


Nella realtà

2 Quali di questi strumenti sono necessari per la preparazione della torta?

3 Rispondi alle domande. Indica con una X.

SÌ NO

• Hai individuato con facilità la fase errata della ricetta?

• Hai compreso facilmente ciascuna fase?

• Hai riconosciuto tutti gli strumenti necessari alla realizzazione della ricetta?

• Hai provato a eseguire la ricetta?

• Il risultato è stato come te lo aspettavi?

lavoro individuale

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Nella realtà

UNA PIRAMIDE DI ALIMENTI! 1 Osserva bene la piramide alimentare e la tabella sottostante.

Consumo mensile

Consumo settimanale

Consumo giornaliero

TABELLA DEI CIBI E DELLE PORZIONI CONSIGLIATE Frutta e verdura

Carboidrati

Proteine

Latticini

Grassi

Zuccheri

5 porzioni al giorno

4 porzioni al giorno

2 porzioni al giorno

2 porzioni al giorno

3 piccole porzioni al giorno

con moderazione

pane, pasta, carote, riso, pizza, zucchine, patate… insalata e mele, banane, uva…

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carne, legumi (lenticchie, piselli…), pesce, uova…

formaggio, burro, olio… yogurt, latte…

zucchero, torta, biscotti, gelato…

lavoro individuale


Nella realtĂ

LA MIA DIETA GIORNALIERA 1 Adesso prepara tu una dieta equilibrata per un ragazzino della tua etĂ . Osserva attentamente la piramide alimentare e consulta la tabella. Poi inserisci gli alimenti da mangiare durante i quattro pasti giornalieri. Scegli tra i diversi cibi presentati nella dispensa, nel frigorifero e sulla tavola!

Colazione

Pranzo

lavoro individuale

Merenda

Cena

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Nella realtà

IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE! Sulle confezioni dei prodotti alimentari, oltre al nome del prodotto, ci sono molte altre informazioni utili per chi lo consuma! 1 Osserva con attenzione le informazioni riportate su questi biscotti.

denominazione del prodotto elenco degli ingredienti Ingredienti: farina di frumento, zucchero, olio di girasole, amido di frumento, uova fresche, burro, panna fresca, sale, agente lievitante: carbonato acido di sodio, aroma vanillina.

elenco degli additivi

Può contenere tracce di frutta a guscio, sesamo e soia. Produttore: DOLCI PENSIERI, via Libertà 24, Bergamo Calorie: 40 calorie per biscotto Conservare in luogo fresco e asciutto.

nome e indirizzo del produttore

calorie del prodotto

Peso netto: 250 g

modalità di conservazione del prodotto

peso netto

2 Adesso tocca a te! Porta a scuola la confezione di una merendina, un pacchetto di biscotti oppure un succo di frutta che consumi solitamente. Incolla qui sotto l’etichetta e indica le informazioni presenti, seguendo il modello dell’esercizio 1.

152

Competenza chiave: comunicazione nella madrelingua. Competenze specifiche: Leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo Informativo – regolativo); produrre testi di vario tipo (informativo – regolativo) in relazione a differenti scopi comunicativi; riflettere sulla lingua e sulle sue regole di funzionamento. Competenze di base in Scienze. Utilizzare il proprio patrimonio di conoscenze per comprendere le problematiche scientifiche di attualità e per assumere comportamenti responsabili in relazione al proprio stile di vita, alla promozione della salute e all’uso delle risorse.



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