Raffaello - Guida volume 1 - Estratto

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M. E. Giordani

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o a­ ltrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE ­GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

VOLUME 1

VOLUME 2

Unità di Apprendimento con suddivisione stagionale e sviluppo mensile, corredate da una sezione Feste con eventi, ricorrenze e giornate dedicate.

• CD-AUDIO con canzoni • CD-ROM con progettazioni, tabelle e modelli

Progetti innovativi a cadenza trimestrale o quadrimestrale sviluppati in attività laboratoriali.

DIDATTICA @ DISTANZA Attività, percorsi e webinar appositamente pensati per una nuova didattica con l’utilizzo dei materiali digitali.

PER LA SEZIONE

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QUADERNI OPERATIVI

• Poster Patente Scacciavirus • Gioco Imparo a proteggere il mondo

• Poster delle presenze

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• Calendario scolastico murale

Risorse digitali

www.raffaelloscuola.it

GUIDA DIDATTICA per la Scuola dell’Infanzia

GUIDA DIDATTICA

Il pittore Raffaello guida gli insegnanti, in un collegamento virtuale tra passato e presente, attraverso percorsi esperienziali per la formazione dei bambini della Scuola dell’Infanzia, unendo così tradizione e innovazione.

M. Elisabetta Giordani

Il testo è ricco di contenuti per i docenti e i bambini.

Realtà Aumentata Attivazione delle risorse digitali tramite smartphone o tablet.

La Guida RAFFAELLO è formata da due volumi indivisibili al prezzo di vendita di € 95. In mancanza di uno dei due volumi non può essere commercializzata.

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U.D.A. mensili



M. Elisabetta Giordani

GUIDA DIDATTICA per la Scuola dell’Infanzia

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U.D.A. mensili


GRAFICA E IMPAGINAZIONE Valentina Mazzarini, Ester Ciceroni, Chiara Bordoni, Mauda Cantarini COPERTINA Mauro Aquilanti ILLUSTRAZIONE DI COPERTINA Chiara Bordoni REDAZIONE Giulia Eusebi COORDINAMENTO M. Elisabetta Giordani ILLUSTRAZIONI E COLORE Vinicio Salvini, Silvia Raga STAMPA Gruppo Editoriale Raffaello

© 2020 Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloeditrice.it - www.grupporaffaello.it Ristampa: 6

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Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo compresa stampa, fotocopia, microfilm e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dal titolare del copyright. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.


INTRODUZIONE

A Raffaelo Sanzio, per aver ispirato i bambini e le insegnanti che hanno ideato e “vissuto” questa Guida!

COLLABORAZIONI Le attività e le esperienze sono state realizzate con i bambini delle sezioni “Disco Arancione”, “Disco Azzurro” e “Disco Giallo” della Scuola dell’Infanzia “Luisa Bassetti” dell’IC “Ungaretti” di Sesto Calende (VA), dalle insegnanti: M. Elisabetta Giordani, Antonella Pultrone, Antonella Ulgelmo, Marilena Brovelli, Diana Vianello, Sabrina Zanini. Le insegnanti sono state affiancate da alcuni esperti esterni: Chiara Beltramini, Mauro Sabella, Cristina Magnolo e Vittorio Belloni, esperti e formatori di didattica assistita dalle nuove tecnologie; Sarah Pellizzari Rabolini, esperta di scrittura e meditazione, formatrice certificata Metodo Caviardage®, autrice e giornalista pubblicista; Sergio Metti, esperto d’arte e di pittura rinascimentale. Un saluto affettuoso va alle insegnanti delle Scuole dell’Infanzia dell’IC “Gaudenzio Ferrari” di Momo (NO), in ricordo anche del Dirigente Scolastico dott. Gerardo Pedullà, per la partecipazione al Corso di formazione “Curricolo verticale: dai Campi di esperienza alle discipline”, fonte d’ispirazione di alcune argomentazioni della Guida.

Grazie a tutti per aver arricchito questa Guida, con professionalità e passione.

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PREMESSA Perché la Guida Raffaello? L’input nasce dalle celebrazioni, nel 2020, del cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio, l’artista urbinate che dà il nome anche alla casa editrice, in quanto riferimento di spessore storico e culturale. Quale occasione migliore, quindi, per dedicare la Guida a Raffaello, che con la sua genialità è fonte di ispirazione e “guida” il pensiero pedagogico e i percorsi didattici che sono declinati all’interno di questo testo.

Raffaello è stato un pittore da sempre amato e apprezzato. Già nel 1795, in Storia pittorica della Italia, lo storico Luigi Antonio Lanzi riconosce in lui «un gusto naturale per la scelta del bello, una facoltà intellettuale di estrarre da molte particolari bellezze per comporne una perfetta, un sentimento vivacissimo, e quasi un estro per concepire gli aspetti formali dell’attività momentanea di una passione, una facoltà di pennello ubbidientissima a’ concetti dell’immaginativa...»; fino ad arrivare ai giorni nostri, con il critico d’arte Antonio Paolucci che lo definisce un «artista capace di catturare i colori delle stagioni e i sorrisi dei bambini».

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INTRODUZIONE

I talenti di Raffaello, quindi, si offrono come spunto e linee guida, nella contemporaneità, di un percorso scolastico che abbracci, in un collegamento tra tradizione e innovazione, lo sviluppo integrale della persona e la consapevolezza ed espressione culturale dei bambini dai tre ai cinque anni.

Diventa questa un’occasione, unica e speciale, per sviluppare il tema delle “Arti per la cittadinanza”, sia alla scoperta del sapere artistico e dell’espressione creativa sia nella salvaguardia e nella conservazione del patrimonio artistico e ambientale, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (come si legge in Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari), educando così i bambini a una cittadinanza attiva e responsabile. Il 2020 verrà ricordato non soltanto per le celebrazioni di vari personaggi del mondo dell’arte e della cultura, come Raffaello Sanzio e Gianni Rodari, ma anche per l’emergenza sanitaria a seguito della pandemia da Coronavirus/Covid-19, che ha cambiato le nostre vite e dalla quale abbiamo imparato, con sofferenza, a vivere apprezzando le piccole cose, la libertà e la bellezza del mondo che ci circonda. Per far sentire la propria vicinanza ai docenti e alle famiglie, in questo periodo storico in cui le scuole hanno sospeso le normali attività educativo-didattiche, il Gruppo Editoriale Raffaello vuole dare il suo contributo con proposte di Didattica a Distanza anche per la Scuola dell’Infanzia.

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Indice Parte teorica La progettazione curricolare...............p. 14 Dal curricolo al quadro di riferimento della progettazione..........................................p. 14 Indicazioni Nazionali 2012............................p. 15 Indicazioni Nazionali

Parte pratica U.d.A. SETTEMBRE Scopriamo la scuola......................................p. 50 Scheda di progettazione...............................p. 52 Mappa delle attività..........................................p. 54

e Nuovi Scenari...................................................p. 20

La festa di settembre

Raccomandazione

Festa dell’accoglienza.................................. p. 103

del Consiglio dell’Unione Europea...........p. 21 Dal curricolo al piano annuale

U.d.A. OTTOBRE

delle attività .........................................................p. 23

Diamoci la mano.......................................... p. 116

Mappa delle schede di progettazione delle U.d.A. della Guida...................................p. 26 La pedagogia di ieri per la scuola di oggi e di domani...................................p. 30 La pedagogia olistica.......................................p. 30 La pedagogia relazionale..............................p. 36 L’Agenda 2030...................................................p. 40

Scheda di progettazione............................ p. 118 Mappa delle attività....................................... p. 120 Le feste di ottobre Festa dei nonni................................................. p. 152 Festa di Halloween......................................... p. 163

Educare alla cittadinanza

U.d.A. NOVEMBRE

e alla sostenibilità..............................................p. 40

Esploriamo il bosco.................................... p. 172

La qualità dei servizi

Scheda di progettazione............................ p. 174

per l’infanzia....................................................p. 44

Mappa delle attività....................................... p. 176

Dal quadro di riferimento agli insegnanti.....................................................p. 44 Breve glossario metodologico....................p. 46

La festa di novembre Giornata nazionale degli alberi............... p. 223 U.d.A. DICEMBRE Aspettiamo il Natale.................................. p. 234 Scheda di progettazione............................ p. 236 Mappa delle attività....................................... p. 238 La festa di dicembre Festa di Natale.................................................. p. 275

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U.d.A. MAGGIO

Tuteliamo l’ambiente polare............... p. 290

Salviamo le api.............................................. p. 584

Scheda di progettazione............................ p. 292

Scheda di progettazione............................ p. 586

Mappa delle attività....................................... p. 294

Mappa delle attività....................................... p. 588

Le feste di gennaio

Le feste di maggio

Festa della Befana........................................... p. 360

Festa della mamma....................................... p. 636

Giornata mondiale della neve................. p. 368

Giornata mondiale delle api..................... p. 641

U.d.A. FEBBRAIO

INTRODUZIONE

U.d.A. GENNAIO

U.d.A. GIUGNO

Viviamo la cittadinanza........................... p. 378

Vinciamo le paure....................................... p. 648

Scheda di progettazione............................ p. 380

Scheda di progettazione............................ p. 650

Mappa delle attività....................................... p. 382

Mappa delle attività....................................... p. 652

Le feste di febbraio

La festa di giugno

Giornata contro il bullismo........................ p. 436

Festa di fine anno........................................... p. 711

Festa di Carnevale.......................................... p. 449 U.d.A. MARZO Diventiamo inventori................................ p. 460 Scheda di progettazione............................ p. 462 Mappa delle attività....................................... p. 464 La festa di marzo Festa del papà................................................... p. 505 U.d.A. APRILE Puliamo il mare............................................. p. 514 Scheda di progettazione............................ p. 516 Mappa delle attività....................................... p. 518 La festa di aprile Festa di Pasqua................................................. p. 571

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GUIDA DIDATTICA per la Scuola dell’Infanzia

La Guida si sviluppa in due volumi che offrono tutti gli spunti per la stesura di una progettazione curricolare co-costruita a misura di bambino e rispettosa dei bisogni di cura e di apprendimento dei piccoli che frequentano la Scuola dell’Infanzia, in un’ottica olistica e con uno sguardo alla cittadinanza attiva e alla sostenibilità. «Alle generazioni che abbiamo la responsabilità di crescere, a scuola [...] dobbiamo consegnare la forza di un desiderio [...] quello di un mondo in cui vi siano più giustizia, pace, bellezza, speranza. I bambini a questo compito sono destinati perché, come ebbe a scrivere Maria Montessori, “il nostro mondo è stato lacerato e ha ora bisogno di essere ricostruito”» (Stefano Versari, Un grande passo per un grande futuro, in AA.VV., Infanzia e oltre, Tecnodid Editrice, Napoli, 2017).

volume

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PARTE TEORICA con focus su spunti pedagogico-didattici e metodologici così sviluppati: L a progettazione curricolare e i documenti normativi e programmatici di riferimento. L a pedagogia di ieri per la scuola di oggi e di domani, con un approccio alla pedagogia olistica e alla pedagogia relazionale. L’Agenda 2030 in un quadro di cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile. L a qualità dei servizi per l’infanzia tra didattica, DaD e metodologie applicabili alla Scuola dell’Infanzia. PARTE PRATICA con Unità di Apprendimento con suddivisione stagionale e sviluppo mensile, corredate da una sezione Feste, legata a eventi, ricorrenze e giornate dedicate.

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U.d.A.

Sezione Feste

settembre

SCOPRIAMO LA SCUOLA

Festa dell’Accoglienza

ottobre

DIAMOCI LA MANO

Festa dei nonni Festa di Halloween

novembre

ESPLORIAMO IL BOSCO

Giornata nazionale degli alberi

dicembre

ASPETTIAMO IL NATALE

Festa di Natale

gennaio

TUTELIAMO L’AMBIENTE POLARE

Festa della Befana Giornata mondiale della neve

febbraio

VIVIAMO LA CITTADINANZA

Giornata contro il bullismo Festa di Carnevale

marzo

DIVENTIAMO INVENTORI

Festa del papà

aprile

PULIAMO IL MARE

Festa di Pasqua

maggio

SALVIAMO LE API

Festa della mamma Giornata mondiale delle api

giugno

VINCIAMO LE PAURE

Festa di fine anno

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INTRODUZIONE

volume

Mese

PARTE TEORICA con focus sul pensiero divergente per un nuovo approccio alla creatività, alle scienze e alle arti, analizzando in particolare: il pensiero divergente; la creatività; l’espressione creativa; il laboratorio. PARTE PRATICA con progetti innovativi a cadenza trimestrale o quadrimestrale sviluppati in attività laboratoriali. Progetto RAFFAELLO STREAM

SCRITTURA CREATIVA ED EMOZIONALE

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In allegato per la sezione POSTER PATENTE SCACCIAVIRUS per tenere a mente le buone norme da osservare e trasformarsi in Supereroi Scacciavirus MISSIONE 1

super mani extra pulite

la PATENTE

spiegazione: LAVATI SPESSO LE MANI CON ACQUA E SAPONE, CONTANDO FINO A 20 O CANTANDO LA CANZONE “TANTI AUGURI A TE”.

MISSIONE 6

Scacciavirus

strumento lontano-vicino

spiegazione: DIMOSTRA IL TUO AFFETTO, PUR EVITANDO I CONTATTI RAVVICINATI E MANTENENDO LA DISTANZA DI ALMENO UN METRO.

SEI MISSIONI PER TRASFORMARSI IN SUPEREROI SCACCIAVIRUS

GUIDA DIDATTICA

MISSIONE 2

MISSIONE 3

mani a posto

spiegazione: NON TOCCARTI OCCHI, NASO E BOCCA CON LE MANI, PERCHÉ POSSONO ESSERE UN VEICOLO PER I VIRUS.

fazzoletto appare-scompare

spiegazione: USA FAZZOLETTI MONOUSO QUANDO TI SOFFI IL NASO, POI ASSICURATI DI BUTTARLI SUBITO.

MISSIONE 4

MISSIONE 5

mossa magica del gomito

spiegazione: QUANDO TOSSISCI O FAI UNO STARNUTO, SE NON HAI IL FAZZOLETTO, USA LA PIEGA DEL GOMITO INVECE DELLE MANI.

mascherine mille volti

spiegazione: USA SEMPRE LA MASCHERINA PER COPRIRE NASO E BOCCA, COME PROTEZIONE DAI VIRUS.

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Il palloncino delle presenze

POSTER IL PALLONCINO DELLE PRESENZE

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FOTO O IMMAGINE

GUIDA DIDATTICA 19IG01630

per la routine della registrazione delle presenze a scuola, con l’utilizzo del contrassegno presente nel Quaderno Operativo RAFFAELLO

CONTRASSEGNO


GIOCO IMPARO A PROTEGGERE IL MONDO

GUIDA DIDATTICA

il GIOCO

me si gioca

o per azione

INTRODUZIONE

per divertirsi a imparare alcuni gesti quotidiani e contribuire alla salvaguardia e difesa dell’ambiente

imparo a proteggere il mondo Arrivo

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TORNA INDIETRO DI DUE CASELLE

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non hai fatto la raccolta differenziata

hai piantato i fiori per le api VAI AVANTI DI UNA CASELLA

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hai lasciato il rubinetto aperto

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STAI FERMO UN GIRO

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hai mangiato tutto senza sprecare cibo

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hai usato la borraccia per bere

VAI AVANTI DI DUE CASELLE

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VAI AVANTI DI UNA CASELLA

attorno a una matita, allarga mità a formare un cilindretto. ndretto alla medaglia dello

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Partenza 1

sei andato a scuola a piedi

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ti sei ricordato di spegnere la luce

VAI AVANTI DI UNA CASELLA

non hai buttato i rifiuti nel cestino TORNA INDIETRO DI UNA CASELLA

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TIRA DI NUOVO

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CITTADINANZA ATTIVA

calendario

CALENDARIO SCOLASTICO MURALE

2020/2021

settembre 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

M M G V S D L M M G V S D

ottobre 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

G V S D L M M G V S D L M

novembre 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

D L M M G V S D L M M G V

dicembre 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

M M G V S D L M M G V S D

gennaio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

V S D L M M G V S D L M M

febbraio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

L M M G V S D L M M G V S

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QUADERNO OPERATIVO Nel Quaderno Operativo, il pittore RAFFAELLO guida i bambini verso l’acquisizione delle competenze personali e sociali e li stimola così ad accrescere la motivazione e l’impegno a imparare. In un contesto di apprendimento permanente, il percorso didattico segue una scansione temporale legata al calendario scolastico e offre spunti educativi sulla base delle Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari, che tendono allo sviluppo delle competenze chiave europee 2018.

Per educare i bambini alla cittadinanza attiva e allo sviluppo sostenibile, il Quaderno Operativo offre un percorso - legato alla Guida Didattica Raffaello dove alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 vengono presentati in modo semplice e intuitivo per formare cittadini consapevoli fin dalla Scuola dell’Infanzia.

allegato DECALOGO PER PROTEGGERE IL MONDO 3, 4 e 5 anni Ispirato agli obiettivi dell’Agenda 2030, propone dieci piccoli ma importantissimi gesti quotidiani, che renderanno i bambini protagonisti nella salvaguardia e difesa dell’ambiente.

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Nel Quaderno Operativo, il bambino è stimolato con progetti laboratoriali volti a sviluppare la sua creatività:

sotto la guida del pittore Raffaello, un percorso alla scoperta dei colori, per avvicinare i bambini alla pittura e all’arte come espressione della propria creatività.

con il progetto STREAM, attraverso lo storytelling e la lettura di una storia prende avvio un nuovo approccio alle scienze, con attività di coding, esperimenti scientifici, ingegneria e arte.

dalla lettura ad alta voce alla scrittura creativa, un percorso dove la narrazione punta allo sviluppo della fantasia prendendo spunto dai percorsi educativi di Gianni Rodari.

STREAM science

raccontarsi per raccontare

allegato PATENTE SCACCIAVIRUS 3, 4 e 5 anni Un piccolo manuale per tenere a mente le buone norme da osservare e trasformarsi così in Supereroi Scacciavirus.

GUIDA DIDATTICA I Quaderni Operativi RAFFAELLO sono collegati alla Guida Didattica per la Scuola dell’Infanzia RAFFAELLO. CD-Audio con canzoni inedite CD-Rom con progettazioni, tabelle e modelli

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LA PROGETTAZIONE CURRICOLARE

a cura di M. Elisabetta Giordani

Dal curricolo al quadro di riferimento della progettazione «Attraverso un curricolo di qualità, strutturato per obiettivi comuni e condivisi, è possibile sviluppare il linguaggio e le abilità cognitive, sociali, emotive e fisiche dei bambini, per favorire lo sviluppo di tutto il potenziale dei bambini, tenendo in considerazione i loro diversi interessi e bisogni in una prospettiva olistica. Nel curricolo si deve realizzare una combinazione positiva di educazione e di cura, che promuova il benessere dei bambini, una sicura immagine di se stessi e una loro attiva partecipazione alle occasioni di apprendimento» (Maria Rosa Silvestro, ECEC: Quality Framework, in Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino, a cura di, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Edizioni Homeless Book, Faenza, 2019).

La progettazione curricolare ha come quadro di riferimento normativo e programmatico tre documenti fondamentali: 1. Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione del 2012; 2. Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari del 2018; 3. R accomandazione del Consiglio dell’Unione Europea relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente del 2018.

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Indicazioni Nazionali 2012 INTRODUZIONE

Nel documento Indicazioni Nazionali del 2012, a cui si rimanda anche nel d.lgs. 65/2017 che istituisce il sistema educativo “zerosei”, viene sottolineata l’importanza di un curricolo verticale progressivo e continuo, espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica, nonché dell’identità dell’Istituto, come declinato e sviluppato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). In particolare, la Scuola dell’Infanzia, sia statale che paritaria, accoglie e promuove, arricchendola, l’esperienza vissuta dai bambini in prospettiva evolutiva e all’interno di un quadro di formazione e sviluppo (bildung), inteso come centralità e iniziativa del soggetto nel processo della propria crescita. Questo ordine di scuola, primo tassello del profilo dello studente dai tre ai quattrodici anni, promuove nei bambini le seguenti finalità: 1. il consolidamento dell’identità; 2. lo sviluppo dell’autonomia; 3. l’acquisizione di competenze; 4. l’avvio alla cittadinanza. Queste quattro finalità sono raggiungibili all’interno di organizzatori concettuali e di cultura, “spazi” e “luoghi” pedagogici di apprendimento che sono i Campi di esperienza, all’interno dei quali gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di crescita, favorendo così l’organizzazione di ciò che i bambini stanno scoprendo e il graduale sviluppo della competenza nella sua globalità. Cinque sono i Campi di esperienza declinati nelle Indicazioni Nazionali 2012: 1. Il sé e l’altro; 2. Il corpo e il movimento; 3. Immagini, suoni, colori; 4. I discorsi e le parole; 5. La conoscenza del mondo.

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Ogni Campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare e accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri. «La struttura compositiva delle indicazioni per campi di esperienza aiuta a cogliere le analogie con il concetto di disciplina (infatti sotteso a ogni campo troviamo uno o più sistemi simbolico-culturali, cioè un substrato di conoscenze, di linguaggi, di abilità), ma anche di differenze, perché il campo di esperienza mette al centro dell’apprendimento l’operare del bambino, la sua corporeità, le sue azioni, le sue percezioni. Sarebbe però riduttivo pensare al campo di esperienza solo sotto il segno del “fare”. Infatti, il bambino trova in ogni campo (connotato dai “segni” della cultura) il contesto per diventare via via più consapevole delle proprie esperienze, perché le ri-elabora, le ri-evoca, le ri-costruisce grazie ai “mediatori” (immagini, parole, strumenti, informazioni), messi a disposizione dai campi. Come non vedervi un forte richiamo alla psicologia culturale, in particolare a Bruner e alla sua cultura dell’educazione?» (Giancarlo Cerini, Rileggiamo le Indicazioni per il curricolo, in Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino, a cura di, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Edizioni Homeless Book, Faenza, 2019).

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INTRODUZIONE

All’interno di ciascun Campo di esperienza, i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro al fine di organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza globale di ciascun bambino. Infatti, il Campo di esperienza “parla” agli insegnanti, perché consente all’adulto di avere una visione sufficientemente chiara delle potenzialità insite nel campo, in termini di area potenziale di sviluppo veicolato dalle situazioni e dagli appigli-artefatti forniti, e con questo si richiama la Zona di Sviluppo Prossimale di Vygotskij, cioè la distanza tra livello di sviluppo attuale e livello di sviluppo potenziale che può essere raggiunto dal bambino con il supporto dell’adulto. «Non dobbiamo pensare ai traguardi della scuola dell’infanzia come se fossero obiettivi prescrittivi da raggiungere, ma come tracce su cui i docenti si sentono impegnati a lavorare. Va anche sottolineato il fatto che, a differenza della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, i traguardi non sono declinati in obiettivi specifici, quasi a lasciare maggiori margini di scelta ai docenti nel concreto evolversi delle situazioni educative.

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La “prescrittività” dei traguardi riguarda gli adulti piuttosto che i piccoli. Un traguardo non è dunque un elemento definitivo, ma piuttosto un percorso “da compiersi” attraverso esperienze comuni, documentabili. C’è una progressione che va osservata e con cui interagire. C’è una situazione di scambio tra adulti-bambini-ambiente in cui si stimolano gesti, atteggiamenti, disponibilità, piacere di fare, apertura verso direzioni di sviluppo successive» (Giancarlo Cerini, Rileggiamo le Indicazioni per il curricolo, in Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino, a cura di, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Edizioni Homeless Book, Faenza, 2019).

A questo proposito è bene ricordare quanto scritto da Susanna Mantovani nei verbali della Commissione Fioroni sulle Indicazioni 2007: «I traguardi di sviluppo sono processi che vengono tracciati, promossi, osservati e documentati per ciascun bambino e indicano i progressi compiuti nella disponibilità ad apprendere, nella curiosità, nella motivazione e nell’impegno, sia in relazione alle finalità (identità, autonomia, competenza, cittadinanza) della scuola sia in relazione ai campi di esperienza. Non vanno in alcun modo intesi quali prestazioni definite e definitive».

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I CAMPI DI ESPERIENZA Il concetto di campo ha origine in fisica per l’interpretazione dei fenomeni elettromagnetici e difatti lo spazio venne definito come «campo» cioè continuum di forze che agiscono lungo determinate linee in modo tale che ogni sua parte risulti influenzata dalla loro interazione. Lo psicologo Kurt Z. Lewin sostiene che l’individuo non può essere studiato isolatamente, ma soltanto in una dinamica che egli definisce di campo, inteso come luogo fisico o metaforico in cui compare l’oggetto di indagine e con il quale l’ambiente globale, in cui l’oggetto si presenta, costituisce una totalità di fenomeni coesistenti che interagiscono. Ogni essere umano vive in un campo in cui tutti gli elementi che entrano ed escono, nonché tutti gli eventi che vi accadono, sono strutturalmente interagenti e ne sono a loro volta influenzati. In campo psicologico questa teoria si traduce nel fatto che nel momento in cui interviene qualcosa, si modifica anche il tutto: ogni individuo interagisce con il gruppo, lo influenza e contemporaneamente ne è influenzato. Gli Orientamenti del 91 abbracciano la teoria lewiniana di campo ponendo in primo piano il bambino con le sue caratteristiche di soggetto che, sollecitato da stati di bisogno che generano tensioni, ma che liberano anche energie psichiche, interagisce con la realtà per conoscerla e comprenderla, vivendo in prima persona la situazione esperienziale. A partire dall’attivismo di Dewey, passando dalle scuole attive di Ferrière, delle Sorelle Agazzi e della Montessori (stretta connessione tra fare e pensare, tra vita e scuola; l’esperienza che si basa sull’attività e l’interesse degli alunni valorizza le loro potenzialità – concetto di laboratorio), si sviluppa una “teoria generale dell’esperienza” che si arricchisce poi degli apporti del cognitivismo di Piaget (l’esperienza stimola il pensiero ad assimilare nuovi dati trasformando gli schemi mentali già posseduti – concetto di accomodamento/assimilazione) e dello strutturalismo di Bruner (l’azione diretta con le cose costituisce il punto di partenza per forme di rappresentazione più simboliche: s’impara facendo – sistema attivo di rappresentanza; si apprende vedendo fare e per osservazione e imitazione – sistema iconico di rappresentanza; s’impara con i simboli e attraverso l’uso del linguaggio si riconosce e denomina un oggetto anche senza vederlo – sistema simbolico di rappresentanza). David Olson ha rielaborato il concetto di esperienza bruneriano: l’apprendimento avviene grazie all’esperienza diretta e a quella mediata, attraverso lo svolgimento di un’attività in uno specifico campo esecutivo. L’esperienza diretta fornisce informazioni sulla realtà (conoscenza) e informazioni sull’attività esplicitate per conseguire la conoscenza (abilità o capacità), mentre l’esperienza mediata prevede la presentazione di modelli da osservare o la trasmissione di informazioni attraverso media (parola parlata o stampata, film, ecc.). «Le esperienze di apprendimento dei bambini debbono essere aperte, naturali, integrate, ma questo obiettivo non si raggiunge aggregando a priori le esperienze in aree pluridisciplinari (con una loro fondazione epistemologica), ma suggerendo agli insegnanti di promuovere “situazioni” di apprendimento unitarie e coinvolgenti e non precoci esercitazioni didattiche per campi separati» (Giancarlo Cerini, Rileggiamo le Indicazioni per il curricolo, in Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino, a cura di, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Edizioni Homeless Book, Faenza, 2019).

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Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari A cinque anni dalle Indicazioni del 2012, e viste le trasformazioni in atto nella società e nella cultura, si è dovuto riflettere sul testo programmatico, sul senso dell’istruzione e dell’educazione, sugli ambienti di apprendimento e sulle didattiche più adeguate a perseguirne le finalità. Per questo, il Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni ha elaborato il documento di lavoro Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari. «Non si tratta di nuove indicazioni, né di una versione “bonsai” di quelle vigenti, ma vengono sottolineate alcune priorità nella lettura del testo programmatico [...]: • lo sviluppo di competenze di cittadinanza come educazione al rispetto (anche di genere), alla conoscenza della Costituzione, alla partecipazione consapevole alla vita sociale, all’educazione ai valori di libertà, socialità, tolleranza; • la presenza pervasiva del digitale, che va affrontata con intelligenza critica (a questo è mirato l’approccio al coding, il pensiero computazionale); • la sicura padronanza delle competenze nella lingua italiana, come lingua di scolarizzazione, e come veicolo fondamentale per sostenere l’apprendimento; • il valore della statistica, come capacità di padroneggiare dati, inferenze, implicazioni, a magari far fronte alle fake news con la capacità di appoggiare le proprie ad altrui argomentazioni a dati ed evidenze; • la geografia come “sapere di confine”, come crocevia di molte conoscenze (storiche, scientifiche, matematiche, digitali, ambientali) capaci di aprire al rapporto con le trasformazioni del pianeta, con l’incontro con altre culture, con il recupero dell’identità e dell’apparenza, ecc.; • il tema della sostenibilità, come elemento catalizzatore dei 17 obiettivi (goal) posti all’ONU per una società futura più equa e solidale: cittadinanza globale, pari opportunità, equilibrio climatico, lotta alle povertà compresa quella educativa. Questi temi si riferiscono all’intera scuola dai 3 ai 14 anni, ma trovano una possibile declinazione anche per la scuola dell’infanzia, cui viene riservato un capitolo specifico nel documento, in cui si conferma la visione olistica che caratterizza questo segmento scolastico» (Giancarlo Cerini, Rileggiamo le Indicazioni per il curricolo, in Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino, a cura di, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Edizioni Homeless Book, Faenza, 2019).

Di conseguenza, al centro della progettazione curricolare della Scuola dell’Infanzia si colloca la promozione delle competenze di base (cognitive, emotive, sociali), che strutturano la crescita di ogni bambino, anche attraverso attività laboratoriali in forma cooperativa e con l’utilizzo di svariate metodologie didattiche.

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Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea INTRODUZIONE

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato, il 22 maggio 2018, una raccomandazione relativa alle nuove competenze chiave per l’apprendimento permanente, che rivede, aggiorna e sostituisce quella del 2006. Come “orizzonte di riferimento” della progettazione curricolare vanno quindi inserite le otto competenze chiave del Parlamento Europeo – quale combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti, considerate di pari importanza e interconnesse tra loro: 1. Competenza alfabetica funzionale 2. Competenza multilinguistica 3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 4. Competenza digitale 5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 6. Competenza in materia di cittadinanza 7. Competenza imprenditoriale 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali Nel testo della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente si legge: «Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, l’occupabilità, l’inclusione sociale, uno stile di vita sostenibile, una vita fruttuosa in società pacifiche, una gestione della vita attenta alla salute e la cittadinanza attiva. Esse si sviluppano in una prospettiva di apprendimento permanente, dalla prima infanzia a tutta la vita adulta, mediante l’apprendimento formale, non formale e informale in tutti i contesti, compresi la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro, il vicinato e altre comunità [...] Il pensiero critico, la risoluzione di problemi, il lavoro di squadra, le abilità comunicative e negoziali, le abilità analitiche, la creatività e le abilità interculturali sottendono a tutte le competenze chiave».

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La Raccomandazione evidenzia una maggior complessità nella connessione tra le competenze e gli ambiti culturali-relazionali, ad esempio nelle competenze comunicative (non più identificate in “madrelingua” e “lingue straniere” ma in “alfabetica funzionale” e in “multilinguistica”) o nella competenza “personale e sociale” (unita “all’imparare a imparare” e vista come unica dimensione del “saper essere” e dello “stare con gli altri”) e nella competenza di cittadinanza, che costituisce categoria a sé. Inoltre, sottolinea l’importanza di alcuni valori legati alla capacità di relazionarsi con gli altri, intesi come persone, diversità, culture e contesti, in stretta unione con se stessi e la capacità di autoriflessione e di pensiero critico, facendo emergere, come crescente necessità, le competenze imprenditoriali, sociali e civiche, ritenute ormai indispensabili per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Non meno rilevante è la curvatura del documento verso il valore della sostenibilità, sottolineata dalla necessità di una formazione, per tutti i giovani, che promuova i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà, l’inclusione, la cultura non violenta, la diversità culturale, il principio della cittadinanza globale e che conduca a stili di vita sostenibili. Dalla lettura del testo, risultano anche: • l’importanza e la pertinenza dell’apprendimento formale, non formale e informale tramite esperienze in svariati contesti per innalzare il livello di padronanza di tutte le competenze; • l’attenzione al rinnovamento della didattica nel sostegno alla professionalità docente, all’autonomia scolastica, alla progettazione e alla formazione; • la necessità del rafforzamento di alcune competenze, come ad esempio nell’ambito STEM, in cui dare spazio all’interdisciplinarità, alla creatività e alle esperienze di laboratorio, sia per le ragazze che per i ragazzi, o in ambito di “consapevolezza culturale”, cioè di far parte di un popolo o di una nazione in un approccio partecipato del patrimonio culturale. Per fornire sostegno a istruzione, formazione e apprendimento, orientati alle competenze, sono stati indicati, come buone pratiche, l’utilizzo di molteplici approcci e contesti di apprendimento, il sostegno agli educatori e ad altro personale didattico, la valutazione e la convalida dello sviluppo delle competenze.

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Dal curricolo al piano annuale delle attività INTRODUZIONE

All’interno del curricolo, la progettazione curricolare deve essere quindi strutturata per competenze, a partire da quelle europee, in linea con quelle della Scuola Primaria, della secondaria di primo grado e di secondo grado. Inoltre, la progettazione curricolare deve essere considerata come valido strumento di pianificazione didattica, come elemento di continuità, creando così un linguaggio comune tra gradi di scuola. Come affermato da Franca Da Re: «La scelta di organizzare il curricolo su competenze chiave è motivata anche dal fatto di reperire un filo conduttore unitario all’insegnamento-apprendimento, rappresentato appunto dalle competenze chiave. Esse travalicano le pur blande specificità dei campi di esperienza, come è naturale per le competenze. Il curricolo così organizzato è fortemente integrato e valorizza ulteriormente la già forte integrazione presente nella didattica dei campi. La competenza è sapere agito, capacità di mobilitare conoscenze, abilità, capacità personali, sociali e metodologiche per gestire situazioni e risolvere problemi in contesi significativi».

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Non va dimenticato, come declinano le Indicazioni Nazionali del 2012, che il curricolo della Scuola dell’Infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività educativo-didattiche, che si realizzano in sezione, in intersezione, nei laboratori, ma si esplicita in un’equilibrata interazione di momenti di vita comune, di cura, di relazione, dove le stesse routine (l’ingresso, l’accoglienza, il pasto, i momenti di igiene) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata scolastica e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e sollecitazioni. La progettazione curricolare si concretizza attraverso il Piano delle attività che ciascuna Istituzione Scolastica – analizzati i bisogni, le risorse e il contesto – redige in quanto comunità educativa e professionale. In quest’ottica, all’interno del plesso, le proposte educative prendono vita in un’organizzazione che può prevedere: • attività di sezione, sviluppate in Unità di Apprendimento (U.d.A.) a scansione mensile; • attività di intersezione, proposte in Progetti laboratoriali a scansione trimestrale. Grazie a questi due differenti organizzatori metodologici, i bambini hanno la possibilità di “vivere” la scuola come contesto educativo positivo e motivante, all’interno del quale le esperienze che si sperimentano, bambini e adulti insieme, vengono analizzate, discusse, elaborate e condivise in un quadro educativo che mette in evidenza sia l’intenzionalità pedagogico-didattica degli adulti che la centralità di ciascun bambino, nell’organizzazione degli spazi, nella scansione dei tempi e nelle proposte di attività.

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LE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Le U.d.A. possono essere definite come moduli formativi poliedrici, all’interno di un percorso didattico-pedagogico multidisciplinare, caratterizzati, in una prospettiva dinamica, da un insieme coerente, dinamico e organico di indicazioni metodologiche. Non sono strategie di per sé o un metodo in particolare, ma un processo che ponendo l’attenzione sull’apprendimento del bambino, promuove, in un intreccio aperto alla personalizzazione, la valorizzazione delle sue conoscenze e abilità, favorendo la trasformazione delle capacità di ciascuno in competenze. Le U.d.A. sono concepite come occasioni di apprendimento. È questa una presa di posizione che sposta l’attenzione dalle esigenze dell’insegnamento a quelle dell’apprendimento; dalla programmazione del lavoro docente all’evolversi concreto e in situazione dell’apprendimento della classe e dei singoli. Risulta evidente l’idea di processo formativo e del ruolo svolto dall’apprendimento all’interno di questo processo: la formazione è pensata come il risultato dell’implementazione di conoscenze e abilità su capacità disponibili, per trasformarle in competenze. Questa cornice ci porta a distinguere due significati di apprendimento: è tramite l’esperienza di apprendimento che l’alunno trasforma le capacità in competenze, ma è sempre tramite quest’esperienza che acquisisce le conoscenze e le abilità. Per rintracciare le matrici pedagogiche e didattiche del concetto di Unità di Apprendimento occorre far riferimento a due correnti di pensiero, variamente rappresentate sia a livello nazionale che internazionale. La prima è costituita da quegli autori che hanno inteso improntare il lavoro didattico a criteri di razionalità, efficacia ed efficienza, insistendo in particolare sulle ragioni della programmazione e dell’organizzazione. Il secondo filone è rappresentato invece da quella linea di pensiero, trasversale a diverse aree culturali, tesa ad affermare la centralità della persona, dei suoi bisogni, delle sue motivazioni, dei suoi tempi, nel processo formativo. Introdotte dai decreti legislativi conseguenti alla l. 53/2003, le U.d.A. sono diventate, negli ultimi anni, il principale strumento progettuale per organizzare il processo di apprendimento e la didattica per competenze. La struttura di una U.d.A. prevede tre fasi: - progettazione, in cui viene individuato un compito di apprendimento unitario, ma articolabile al suo interno, grazie alla funzione mediatrice della didattica; - realizzazione, in cui si sviluppano il metodo, le attività, i contenuti a centratura disciplinare o interdisciplinare, le soluzioni organizzative, i tempi e si attiva il percorso; - controllo, in cui si esplicitano le modalità di accertamento e documentazione, il compito unitario o prova di competenza in situazione, gli standard di prestazione relativi agli obiettivi formativi e relative prove. Adattamento da Ermanno Puricelli, Unità di Apprendimento, in Voci della scuola, Tecnodid, Napoli, 2003

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Mappa delle schede di progettazione delle U.d.A. della Guida SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI SETTEMBRE (vedi p. 52) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo

SCOPRIAMO LA SCUOLA

Destinatari

Bambini 3, 4, 5 anni

Tempi

Mese di settembre

Prodotto Valutazione

Garantire un positivo ingresso alla Scuola dell’Infanzia Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI OTTOBRE (vedi p. 118) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo

DIAMOCI LA MANO

Destinatari

Bambini di 3, 4, 5 anni

Tempi Prodotto Valutazione

Mese di ottobre Imparare a stare insieme Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI NOVEMBRE (vedi p. 174) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

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ESPLORIAMO IL BOSCO Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di novembre Scoprire il bosco per conoscerlo e salvaguardarlo Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.


SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

ASPETTIAMO IL NATALE

INTRODUZIONE

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI DICEMBRE (vedi p. 236)

Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di dicembre Condividere l’attesa del Natale Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI GENNAIO (vedi p. 292) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

TUTELIAMO L'AMBIENTE POLARE Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di gennaio Scoprire l’influenza dei cambiamenti climatici e l’importanza di salvaguardare l’ambiente Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI FEBBRAIO (vedi p. 380) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

VIVIAMO LA CITTADINANZA Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di febbraio Imparare a diventare cittadini Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

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SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI MARZO (vedi p. 462) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

DIVENTIAMO INVENTORI Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di marzo Coltivare la curiosità e il desiderio di sapere Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI APRILE (vedi p. 516) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo

PULIAMO IL MARE

Destinatari

Bambini di 3, 4, 5 anni

Tempi Prodotto Valutazione

Mese di aprile Scoprire l’importanza di proteggere il mare e la biodiversità marina dall’inquinamento Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI MAGGIO (vedi p. 586) SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

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SALVIAMO LE API Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di maggio Conoscere il mondo delle api per rispettarlo e proteggerlo Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.


SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione

VINCIAMO LE PAURE

INTRODUZIONE

SCHEDA DI PROGETTAZIONE DI GIUGNO (vedi p. 650)

Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di giugno Affrontare e vincere le paure attraverso la teatralità Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso.

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settembre 50

Questa Unità di Apprendimento, che si sviluppa nel primo periodo dell’anno scolastico, offre ai bambini l’opportunità di vivere o di ri-vivere il loro ingresso nella scuola con gioia e curiosità, così da intraprendere serenamente questa avventura.


Scopriamo la scuola SCOPRIAMO la scuola

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Gianni Rodari

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FILE 1

SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari

Bambini 3, 4, 5 anni

Tempi

Mese di settembre

Prodotto Valutazione COMPETENZA EUROPEA 2018

1. Competenza alfabetica funzionale

CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza delle funzioni del linguaggio. • Conoscenza di testi letterari. • Capacità di comunicare e relazionarsi efficacemente con gli altri. • Capacità di individuare, comprendere ed esprimere concetti. • Capacità di formulare ed esprimere argomentazioni. COMPETENZA EUROPEA 2018 3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza dei principi di base del mondo naturale e dei metodi scientifici fondamentali. • Capacità di comprendere la scienza in quanto processo di investigazione mediante metodologie specifiche, tra cui osservazioni ed esperimenti controllati. • Capacità di utilizzare e maneggiare strumenti e macchinari tecnologici nonché dati scientifici.

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SCOPRIAMO LA SCUOLA

Garantire un positivo ingresso alla Scuola dell’Infanzia Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso CAMPO DI ESPERIENZA

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Ascolto delle filastrocche Per una scuola che assomigli al mondo, Voglio una scuola, La nostra scuola, Filastrocca del coding e La settimana • Ascolto del racconto Tutti in classe

I discorsi e le parole

OBIETTIVI • Sviluppare la capacità di ascolto. • Comprendere testi ascoltati. • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto. • Arricchire e precisare il lessico. • Esprimere vissuti personali.

CAMPO DI ESPERIENZA Il sé e l’altro La conoscenza del mondo OBIETTIVI • Utilizzare strumenti convenzionali per rappresentare il tempo. • Riconoscere la successione temporale della giornata scolastica. • Intuire la ciclicità del tempo. • Collocare nel tempo azioni e attività. • Scoprire la ciclicità delle stagioni e le loro caratteristiche. • Scoprire la ciclicità dei mesi e della settimana. • Denominare i nomi delle stagioni, dei mesi e dei giorni della settimana. • Simbolizzare convenzionalmente le caratteristiche del tempo meteo.

DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Circle time

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Il palloncino della giornata scolastica • Il calendario con i palloncini DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Metodo euristico partecipativo


COMPETENZA EUROPEA 2018 4. Competenza digitale

CAMPO DI ESPERIENZA La conoscenza del mondo

CONOSCENZE E ABILITÀ

OBIETTIVI

• Capacità di utilizzare, accedere a, programmare e condividere contenuti digitali. • Capacità di riconoscere software, intelligenza artificiale e interagire efficacemente con essi.

• Utilizzare dispositivi e contenuti digitali. • Sperimentare la realtà aumentata. • Arricchire la percezione sensoriale. • Valorizzare la scoperta e la creatività. • Ascoltare canzoni tramite device. • Riconoscere la funzione degli ambienti della scuola. • Sperimentare attività di coding unplugged. • Avviare al pensiero computazionale. • Riconoscere e utilizzare le frecce direzionali. • Utilizzare indicatori topologici (avanti, indietro, sinistra, destra).

COMPETENZA EUROPEA 2018

CAMPO DI ESPERIENZA

5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 7. Competenza imprenditoriale 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Il sé e l’altro Il corpo e il movimento Immagini, suoni, colori I discorsi e le parole La conoscenza del mondo

CONOSCENZE E ABILITÀ

OBIETTIVI

• Capacità di individuare le proprie capacità, di concentrarsi, di gestire la complessità, di riflettere criticamente e di prendere decisioni. • Capacità di lavorare sia individualmente sia in modalità collaborativa in gruppo, di mobilitare risorse (umane e materiali) e di mantenere il ritmo dell’attività. • Capacità di mettere in campo creatività, immaginazione, pensiero strategico e risoluzione dei problemi. • Capacità di impegnarsi in processi creativi, sia individualmente sia collettivamente.

• Collaborare alla realizzazione di decorazioni. • Riconoscere gli ambienti della scuola. • Muoversi in uno spazio definito. • Seguire indicazioni e lasciarsi guidare. • Favorire la collaborazione tra bambini. • Incrementare l’autostima. • Rappresentare graficamente e verbalmente vissuti e attività della giornata scolastica. • Denominare le azioni della giornata scolastica. • Riconoscere la propria identità in una fotografia. • Comprendere di far parte del gruppo sezione. • Conoscere il nome dei compagni. • Condividere la routine giornaliera di registrazione delle presenze.

ESPERIENZE E ATTIVITÀ

FILE 1

• La scuola “aumentata” • La scuola nel coding DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica digitale • EAS • Coding unplugged

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Le mongolfiere, tra nuvole e uccellini • Il gioco degli ambienti • Il palloncino della giornata scolastica • Il palloncino delle presenze DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica laboratoriale • Didattica inclusiva • Metodo attivo • Learning by doing • Metodo euristico partecipativo • Peer educational

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Poesie e filastrocche Per una scuola che assomigli al mondo...... p. 55 Voglio una scuola..................................................... p. 55 La nostra scuola........................................................ p. 71 Filastrocca del coding............................................ p. 77 La settimana............................................................. p. 102

Alla scoperta della scuola Il gioco degli ambienti.......................................... p. 67 La scuola “aumentata”............................................ p. 73 Il palloncino della giornata scolastica........... p. 84 Il palloncino delle presenze................................ p. 91 Il calendario con i palloncini.............................. p. 95

Decorazioni Le mongolfiere, tra nuvole e uccellini........p. 58

Racconto Tutti in classe........................p. 63

Scopriamo la scuola Canzone Gli spazi della scuola.........p. 75

Coding La scuola nel coding.........p. 76

Per approfondire Scopriamo gli spazi della scuola...................... p. 56 Attività di preparazione all’accoglienza....... p. 62 L’inserimento: due modelli a confronto....... p. 81 Scopriamo il tempo a scuola............................. p. 82

LA FESTA DI SETTEMBRE

Festa dell'accoglienza Canzone Festa dell’accoglienza...................................................................................... p. 104 Decorazione I festoni per l’accoglienza.............................................................................. p. 105 La porta si veste per l’accoglienza............................................................ p. 109 Racconto No, no e poi no!................................................................................................... p. 110 Lavoretto Costruiamo un palloncino goloso............................................................ p. 114

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PER UNA SCUOLA CHE ASSOMIGLI AL MONDO

SCOPRIAMO la scuola

Nel mondo ci sono le terre ed i cieli Non sono divisi in scaffali Nel mondo ci sono le fiabe e le arti Non sono divise in reparti Nel mondo c’è un nido, che è la tua classe Uscendo non trovi le casse Nel mondo ci sono maestri un po’ maghi Ci sono, non solo se paghi Nel mondo il sapere che vuoi si conquista Nel supermercato si acquista E allora rispondi con una parola Com’è che la vuoi la tua scuola? Bruno Tognolini

VOGLIO UNA SCUOLA Voglio una scuola che parla ai bambini come la rondine ai rondinini che insegna a volare aprendo le ali e sa che i voli non sono mai uguali. Voglio una scuola e accoglie disegni che guarda avanti senza scordarsi di

che scavalca muretti che non sono perfetti e traccia sentieri quelli di ieri.

Voglio una scuola con dentro il sole che toglie polvere alle parole con porte aperte, grandi finestre e bimbi che ridono con le maestre. Janna Carioli

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Scopriamo a l l e d i z a p s gli scuola L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO Il concetto di ambiente di apprendimento non è più riferibile solo ed esclusivamente a ciò che riguarda l’organizzazione dello spazio fisico, ma abbraccia e accoglie una serie di fattori organizzativi, di componenti e di processi mentali che, in sinergia, concorrono all’apprendimento: • bambini; • insegnanti; • relazioni; • intelligenze; • stili educativ; • spazi; • temp; • attività; • strategie didattiche; • strumenti. Questo deriva dall’attenzione particolare delle scienze dell’educazione non più all’insegnamento, ma all’apprendimento, che si focalizza sul soggetto che apprende. Inoltre, è dovuto all’innovazione digitale, che “capovolge” sia la strutturazione dell’aula sia le metodologie didattiche.

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n curaLO SPA ZIO te, caldo, be n e li g o c c a ella pe eve «essere spressione d e Lo spazio d , o c ti e st e scuola. dal gusto di ciascuna e to, orientato v ti a c u d e ei loro elle scelte ro valore, d lo l dagogia e d e d i, in b di inarla dei bam spressione, e i d , Lo spazio p to n e im ca, la ioco, di mov ntazione fisi ie b m bisogni di g a l’ o rs e ogo cialità, attrav creare un lu a i lt o timità e di so v i tt e gg damenti e o , 2012). ni Nazionali scelta di arre io z a ic d n (I » invitante funzionale e no: Gli spazi so c.); o, salone, ec ss i); re g n (i i iv i e psicologic c si • collett fi , li a n o rs (angoli pe ranzo; • individuali no, sala da p g a ecc.); (b e n ti u alestra, orto, p , ri • per le ro to ra o b la ecc.). ità (sezione, ne, giardino, lo • per le attiv sa , e n io z (angoli di se • per il gioco

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LE MONGOLFIERE TRA NUVOLE E UCCELLINI ' Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Laboratoriale

Metodologia

Metodo attivo, Learning by doing

Attività

ome realizzare le C mongolfiere • Nuvole e uccellini per tutta la scuola

Competenza europea

5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare e a imparare 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Campo di esperienza

Tutti

Obiettivi

• Collaborare alla realizzazione di decorazioni

Nel mese di settembre, colorate mongolfiere – appese su lampadari e tende, in mezzo a uccellini e nuvole – compaiono a scuola per accogliere i bambini.


Come realizzare le mongolfiere CARTONCINI COLORATI SCATOLE DI CARTONE DI RECUPERO (15X15 CM) FETTUCCIA A SBIECO COLOR CORDA FILO DI NYLON BUCATRICE MATITA FORBICI COLLA A CALDO

SCOPRIAMO la scuola

Cosa serve:

Per fare i cesti delle mongolfiere utilizziamo alcune scatole di recupero in cartone, che decoriamo con una treccia di fettuccia a sbieco color corda incollata ai bordi. Disegniamo sui cartoncini colorati otto cerchi di 30 cm di diametro e, dopo averli ritagliati e piegati a metĂ , incolliamoli tra loro con la colla a caldo, alternando i colori. F issiamo con la colla a caldo quattro pezzi di fettuccia (lunghi circa 30 cm) ai quattro angoli del cesto e, dopo aver praticato quattro fori con la bucatrice (uno ogni due spicchi del pallone), annodiamo i vari pezzi di fettuccia. er appendere le mongolfiere ai lampadaP ri, pratichiamo un foro in alto con la bucatrice e annodiamo il filo di nylon.

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Nuvole e uccellini per tutta la scuola settembre

Cosa serve: MODELLO FILE 2 FOGLI A4 AZZURRI E BLU CARTONCINI COLORATI FILO DI NYLON NASTRO DA REGALO BIANCO BUCATRICE PINZATRICE SCOTCH FORBICI COLLA STICK

ealizziamo la nuvola, come da modello, sui fogli R A4 azzurri e blu, ritagliamo e assembliamo a incastro lungo i tagli, poi fissiamo con lo scotch per creare delle nuvole tridimensionali. ealizziamo la nuvola, come da modello, sui fogli R A4 azzurri e blu, questa volta senza praticare l’incastro, in modo che le nuvole restino bidimensionali. ealizziamo gli uccellini, come da modello, sui R cartoncini colorati, ritagliamo e assembliamo. ratichiamo in alto un foro con la bucatrice sulle P nuvole tridimensionali e su alcuni uccellini, inseriamo il filo di nylon e appendiamo ai lampadari, alternando i colori. T agliamo lunghi pezzi di nastro da regalo bianco e pinziamo alternando nuvole e uccellini, così da creare una tenda. La stessa decorazione può abbellire anche le sezioni.

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FILE 2

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ATTIVITÀ DI PREPARAZIONE ALL’ACCOGLIENZA L’alleanza scuola-famiglia Per favorire un positivo ingresso dei bambini neo-iscritti nel nuovo ambiente scolastico, è fondamentale prevedere una serie di incontri con i genitori per: • presentare la mission della scuola; • organizzare l’inserimento del bambino a scuola; • conoscere e conoscersi nella triade bambino-insegnante-genitore. Il primo incontro può aver luogo durante l’open day, a gennaio, quando l’Istruzione Scolastica, tramite i suoi insegnanti, si racconta e si presenta nella sua struttura pedagogico-educativo-didattica. Il secondo incontro, a giugno, coinvolge i genitori dei bambini iscritti alla struttura scolastica ed è finalizzato a fornire loro indicazioni rispetto ai tempi e ai modi di stare a scuola (inserimento e giornata scolastica), e al corredo del bambino (grembiule, asciugamano, bavaglino, cambio, ecc.), così come stabilito dal Regolamento della Scuola o del Consiglio d’Istituto. Il terzo incontro, sotto forma di colloquio individuale insegnante-genitore, può essere l’occasione per approfondire la conoscenza del bambino, sia in riferimento alla sua crescita, alle esperienze familiari ed extrafamiliari, sia alle caratteristiche personali, con particolare attenzione a eventuali bisogni speciali. Ciò consente di porre le basi dell’alleanza scuola-famiglia, a partire dalla costruzione della fiducia reciproca, che ne è l’elemento fondamentale. La continuità con l’Asilo Nido All’interno della continuità verticale, prevediamo una visita dei bambini “futuri cuccioli” in quella che sarà la loro scuola come proposta di attività di raccordo tra l’Asilo Nido e la Scuola dell’Infanzia, così come organizzato dalla Commissione Continuità nell’Istituto Comprensivo “Ungaretti” di Sesto Calende (VA). Durante la visita, i piccoli – accompagnati dall’educatrice del Nido – possono esplorare la scuola e la sezione che li accoglierà a settembre, e condividere anche un momento di gioco con la supervisione dei bambini ”grandi”, così da familiarizzare con il nuovo ambiente. Lo scambio dei doni apre e chiude questo momento: • le bandierine, realizzate al Nido, che i piccoli lasceranno nella sezione e ritroveranno a settembre; • i sacchetti porta corredo personale, realizzati dalle insegnanti; che i bambini porteranno a casa per usarli poi a settembre.

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ottobre Questa Unità di Apprendimento, prevista per il primo periodo dell’anno scolastico, offre ai bambini l’opportunità di scoprirsi ciascuno nella propria unicità, e anche di sperimentare la voglia di stare insieme e di costruire legami di amicizia. Il percorso vuole essere un’occasione per sensibilizzare i bambini, ovvero le future generazioni, ma anche i loro familiari, al rispetto dell’altro, andando al di là dei pregiudizi.

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Diamoci la mano DIAMOCI la mano

Tra le cose che la saggezza procura per ottenere la felicità, la più grande è l’amicizia. Epicuro

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FILE 20

SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo

DIAMOCI LA MANO

Destinatari

Bambini di 3, 4, 5 anni

Tempi Prodotto Valutazione COMPETENZA EUROPEA 2018

1. Competenza alfabetica funzionale 2. Competenza multilinguistica

CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza delle funzioni del linguaggio. • Conoscenza di testi letterari. • Capacità di comunicare e relazionarsi efficacemente con gli altri. • Capacità di formulare ed esprimere argomentazioni. • Capacità di utilizzare diverse lingue in modo appropriato ed efficace allo scopo di comunicare. COMPETENZA EUROPEA 2018 3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 4. Competenza digitale CONOSCENZE E ABILITÀ • Capacità di sviluppare e applicare il pensiero e la comprensione matematici per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. • Capacità di applicare i principi e i processi matematici di base nel contesto quotidiano nella sfera domestica e lavorativa. • Capacità di utilizzare, accedere a, programmare e condividere contenuti digitali.

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Mese di ottobre Imparare a stare insieme Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso. CAMPO DI ESPERIENZA

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Ascolto delle filastrocche Giuramento dell’amicizia, Avere un amico e Pelle • Ascolto del racconto Ti vogliamo bene, Orso cercabbracci! • Ascolto delle canzoni Cancion de bienvenida en musicoterapia infantil e Epo i taï taï é

Il sé e l’altro I discorsi e le parole

OBIETTIVI • Sviluppare la capacità di ascolto. • Comprendere testi ascoltati. • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto. • Arricchire e precisare il lessico. • Conoscere testi musicali in altre lingue. • Ascoltare una storia inclusiva.

CAMPO DI ESPERIENZA

La conoscenza del mondo

OBIETTIVI • Scoprire contenuti digitali. • Scoprire il tablet come risorsa per apprendere. • Ricomporre le parti di un’immagine. • Riconoscere la simmetria del viso.

DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Circle time • Metodo euristico partecipativo

ESPERIENZE E ATTIVITÀ

• Il gioco dei bambini del mondo

DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Didattica digitale • Metodo euristico partecipativo


COMPETENZA EUROPEA 2018 5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 6. Competenza in materia di cittadinanza 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali CONOSCENZE E ABILITÀ • Capacità di favorire il proprio benessere fisico ed emotivo, di mantenere la salute fisica e mentale. • Capacità di imparare e di lavorare sia individualmente sia in modalità collaborativa in gruppo, di mobilitare risorse (umane e materiali) e di mantenere il ritmo dell’attività. • Capacità di far fronte all’incertezza e alla complessità, di gestire l’incertezza e lo stress, di creare fiducia e provare empatia. • Capacità di individuare e fissare obiettivi, di automotivarsi e di sviluppare resilienza e fiducia. Consapevolezza della diversità e delle identità culturali in Europa e nel mondo. • Conoscenza delle culture e delle espressioni locali, nazionali, regionali, europee e mondiali, comprese le loro lingue, il loro patrimonio espressivo e le loro tradizioni, e dei prodotti culturali. • Capacità di impegnarsi in processi creativi, sia individualmente sia collettivamente.

CAMPO DI ESPERIENZA Il sé e l’altro Il corpo e il movimento Immagini, suoni, colori I discorsi e le parole La conoscenza del mondo OBIETTIVI • Collaborare alla realizzazione di un murale. • Comprendere di far parte di un gruppo. • Scoprire di far parte del mondo. • Favorire le relazioni interpersonali. • Scoprire il valore dell’amicizia. • Mettere in atto dinamiche amicali. • Riconoscere e rispettare l’unicità dell’altro. • Favorire l’appartenenza al gruppo. • Consolidare le relazioni personali. • Sviluppare l’autostima. • Favorire l’empatia e la resilienza. • Cogliere l’altro nelle differenze somatiche. • Riconoscere alcune caratteristiche etniche. • Ascoltare e memorizzare un testo in rima. • Effettuare un’attività a coppie. • Completare un percorso guidato. • Sviluppare la coordinazione e gli schemi motori di base. • Condividere momenti di interscambio culturale. • Realizzare un dono augurale.

ESPERIENZE E ATTIVITÀ

FILE 20

• Un mondo di mani colorate • Gli abbracci • Il gioco dei bambini del mondo • I percorsi dell’amicizia • Visita Erasmus + DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica laboratoriale • Didattica inclusiva • Peer education • Metodo attivo • Learning by doing • Circle time • Metodo euristico partecipativo • Psicomotricità • Peer tutoring

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Poesie e filastrocche Giuramento dell’amicizia.................................. p. 121 Avere un amico...................................................... p. 121 Pelle............................................................................... p. 140

Alla scoperta dell’amicizia Un mondo di mani colorate............................ p. 124 Gli abbracci............................................................... p. 136 I percorsi dell’amicizia......................................... p. 142

+

Erasmus Visita e scambio interculturale......................p. 147

Racconto Ti vogliamo bene, Orso Cercabbracci!.........p. 131

Diamoci la mano Memory Il gioco dei bambini del mondo................... p. 138

Canzone Diamoci la mano..............p. 130

Per approfondire Scopriamo l’amicizia...................................................................................... p. 122 In Danimarca “abbracciarsi” è una materia scolastica.................. p. 135 Erasmus +: un’opportunità per le scuole........................................... p. 146

LE FESTE DI OTTOBRE Festa dei nonni Canzone Grazie, nonni, davvero!..............................................p. 152 Decorazione La porta si veste per i nonni...................................p. 153 Racconto Il cappello scacciabroncio.......................................p. 154 Poesia I nonni sono esseri speciali.....................................p. 157 Nonni e nipotini............................................................p. 161 Lavoretto Costruiamo uno svuotatasche per i nonni.....p. 158

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Festa di Halloween Canzone Happy Halloween!........................................................p. 163 Decorazione La porta si veste per Halloween...........................p. 164 Racconto Il fantasmino timido....................................................p. 166 Lavoretto Costruiamo il fantasmino............................................ p. xx


GIURAMENTO DELL’AMICIZIA

DIAMOCI la mano

Tutti per uno, uno per tutti! È questo il patto che noi giuriamo nei giorni belli, negli anni brutti. Tutte le foglie da un unico ramo e tutti i fiumi in un solo mare, tutte le forze in un solo braccio e questo braccio ce la può fare. Voi ce la fate se io ce la faccio. Perché non resti più indietro nessuno: uno per tutti, tutti per uno. Bruno Tognolini

AVERE UN AMICO È tanto bello quando si è amici, giocare insieme, sentirsi felici. Col mio amico è bello parlare, aver mille segreti da raccontare e ridere insieme, ridere assai, i motivi per ridere non mancano mai. Certo, a volte può capitare di ritrovarsi a litigare e in quei momenti dirsi: “Addio, tu non sei più amico mio!”. Presto però lo vai ad abbracciare, senza di lui non sai proprio stare. E ancor per mano contenti e felici camminano insieme i veri amici. Gyo Fujikawa

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Scopriamo l’amic izia A CHE ETÀ NASCE L’A

CHE COS’È L’AMICIZIA come «un sentimento L’amicizia viene definita civiltà. [...] è un rapantico come la storia della patia, affetto e reciporto fatto di fiducia, sim a in ogni tempo e in proca scelta, che si riscontr prevede che esista un ogni luogo [...]. L’amicizia la distingue dagli alrapporto paritario, e questo o gli affetti. [...] tri legami che coinvolgon ani affettuosi, positivi, Ci sono tanti rapporti um o distinti dall’amicizia amichevoli, che però vann gliono bene ai loro fivera e propria. I genitori vo onti diritti (essere rigli, ma hanno nei loro confr (curarli e proteggerli). spettati, obbediti) e doveri parenti, o per gli inseCiò vale anche per gli altri invece, ci deve essere gnanti [...]. Nell’amicizia, trito di fiducia reciun rappor to di parità, nu diver tirsi insieme». proca e della capacità di

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MICIZIA

«I bambini molto picco li non sanno ancora fare amicizia. Possono essere socievoli, sorridenti, accettare le att enzioni che vengono loro rivolte, ma non sann o giocare con gli altri bambini. Occorre av ere almeno tre anni per cominciare a cond ividere un gioco, farsi davvero compagnia; più spesso, i piccoli stanno nella stessa stanz a, l’uno accanto all’altro, ma non insieme. [... ] Progressivamente, si sperimenta il piacere de lla scoper ta del compagno di gioco, di qualc uno con il quale condividere piccoli segreti e fare grandi progetti. Un amico, un’amica co nsentono di staccarsi un po’ dalla famiglia senz a sentirsi soli».


L CUORE Ciò L’AMICO DE i sceglie. [...] c e e li g e sc ee n’amica [...] si stare insiem i d «Un amico, u re e c ia p ovi amici è il o una ragazza o zz a che lega i nu g ra n u r ssicurante pe . Il bello niente è più ra nto di amicizia e m ti n se n u mbiato non ti del veder rica ualcuno che q n o c o rt o p a che è il rap e i familiari, m dell’amicizia m o c ”, a rz fo e piaene “per conosce com deve voler b ri ti é h rc e p ompagnia cerca la tua c . [...] per no d’interesse ssono durare o cevole e deg p e h c ti n a co izie import i del cuore” ic Esistono amic m “a li g , o miglior amic stabile nella to n tutta la vita; il e m ri fe ri i un punto d ento può re m ti n stituiscono se l e d tà za. , ma l’intensi ata lontanan g n quotidianità lu ro p i d anche in caso i amicizia stare intatta are il nome d g e n o st iu g però ssiamo Non sarebbe e duraturi. Po i d n fo ro p o n rti me come ad altri rappo ri di amicizia; o in m e rm fo derarli ico” rimagari consi o “un mio am m ia ic d , io p sem oco, quando, per e onosciamo p c e h c o n u lc ua ferendoci a q almente». solo occasion o m a ti n e u q che fre

L’AMICIZIA DI GRUPPO «Oggi, soprattutto tra giovani e giovanissimi, ha molta importanza l’am icizia di gruppo. In un a condizione meno impe gnativa, meno personale si distribuiscono attenzioni e aspettative, si esce dalla solitudine e dall’isolamen to senza esporsi troppo. Il gruppo degli amici, ch e talora unisce maschi e femmine, spesso ha pic cole norme di appartene nza: l’abbigliamento, il lin guaggio, le preferenze m usicali... ciò consente di confondersi con gli altri, di sentirsi uguali e rassicur ati circa la propria ident ità». (Sulle due pagine, Simon a Argentieri, Amicizia, voce in Enciclopedia de i ragazzi, «Treccani.it», 20 05)

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UN MONDO DI MANI COLORATE ottobre

Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Laboratoriale

Metodologia

Metodo attivo, Learning by doing

Attività

ome costruire il mondo C • Le mani colorano il mondo

Competenza europea

5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare e a imparare 6. Competenza in materia di cittadinanza

Campo di esperienza

Tutti

Obiettivi

• Collaborare alla realizzazione di un murale • Comprendere di far parte di un gruppo • Scoprire di far parte del mondo

Realizziamo un murale del mondo da appendere in sezione, in salone o all’ingresso, che parli di amicizia, di umanità e di inclusione.

Come costruire il mondo Cosa serve:

AGENDA 2030

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MODELLO FILE 21 CARTONCINO DI RECUPERO BIANCO CARTA DA PACCO MARRONE TEMPERA AZZURRA VASCHETTE PENNELLESSE PASTELLO A CERA MARRONE MATITA FORBICI COLLA STICK

D isegniamo sul cartoncino di recupero la forma del mondo e invitiamo i bambini a colorarla con la tempera azzurra.


DIAMOCI la mano

Realizziamo, come da modello, i continenti sulla carta da pacco marrone, ritagliamo e, dopo averli incollati sul mondo, ne disegniamo e sfumiamo i contorni con il pastello a cera marrone.

FILE 21

AGENDA 2030

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Le mani colorano il mondo ottobre

Cosa serve: MODELLO FILE 22 TRACCIA 3 MONDO PRECEDENTEMENTE REALIZZATO TELO BIANCO CARTONCINO ARANCIONE FOGLI A4 BIANCHI TEMPERE ACQUERELLI VASCHETTE PENNELLI PENNARELLO NERO FORBICI COLLA STICK

ppoggiamo il mondo sul telo bianco steso sul paA vimento e invitiamo i bambini a sedersi attorno.

escriviamo brevemente i mari e i continenti di cui il mondo è composto e spieghiaD mo ai bambini che quella che vedono è la rappresentazione cartografica, semplificata e in piano, della superficie terrestre.

AGENDA 2030

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Poesie e filastrocche Per difendere il bosco............................................p. 177 Autunno........................................................................p. 177 Filastrocca del coding nel bosco.....................p. 199

Decorazioni Gli animaletti del bosco, tra foglie e frutti................p. 180

Alla scoperta della bosco Il percorso tattile del bosco............................. p. 193 Orienteering in giardino.................................... p. 211 La casetta per gli uccellini................................ p. 217

Racconto A che gioco giochiamo?.........................p. 189

Esploriamo il bosco Canzone Il bosco...........................................................................p. 221

Coding Salviamo il bosco con il coding........................p. 196

STEM L’albero di Pitagora..................................................p. 206

LA FESTA DI NOVEMBRE

Per approfondire Scopriamo il bosco.................................................p. 178 La scuola nel bosco................................................p. 187 Viviamo il bosco.......................................................p. 202 Orienteering: imparare a non perdersi nel bosco e nella vita............................................p. 210

Uscite sul territorio La raccolta dei funghi......................................... p. 204 Uscita nel bosco..................................................... p. 220

Giornata nazionale degli alberi Canzone Un albero perfetto............................................................................................. p. 224 Decorazione La porta si veste per l’albero........................................................................ p. 225 Racconto L’albero magico................................................................................................... p. 226 Lavoretto Costruiamo un alberello a forma di cuore............................................ p. 231 Poesia Il testamento dell’albero................................................................................ p. 231

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ottobre

ompletiamo il mondo di mani colorate con una frase di Albert Einstein scritta a penC narello sul cartoncino arancione: “IO APPARTENGO ALL’UNICA RAZZA CHE CONOSCO, QUELLA UMANA” e con le immagini realizzate ad acquerello, come da modello, di bambini di etnie diverse. I nvitiamo i bambini a chiudere l’esperienza tenendosi per mano e cantando la canzone, poi appendiamo il murale a una parete del salone, in modo che il messaggio arrivi a tutti i bambini che frequentano la scuola, e anche ai loro genitori.

AGENDA 2030

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DIAMOCI LA MANO

ottobre

Rit. Diamoci la mano per camminare insieme. Diamoci la mano, amico sei tu! Diamoci la mano per camminare insieme. Andremo lontano, amici, io e te.

Se sei mio amico, tu mi racconti quello che vedi, quello che sai. È così bello giocar contenti, essere amici è strepitoso vedrai!

Se sei mio amico, tu mi racconti quello che vedi, quello che sai. Noi poi giochiamo, fino a tardi. Io mi nascondo, e tu dove vai?

Rit.

Rit. Se io mi arrabbio, se tu ti arrabbi, poi insieme la pace facciam. Ci diam la mano e siamo contenti. Noi siamo amici come due eroi! Rit.

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Condividiamo i giochi e il tempo. Insieme è più bello lo sai. Non c’è regalo più immenso di un nuovo amico come sei tu! Rit. Diamoci la mano, amici, io e te. Arianna Caputo



gennaio 290

Questa Unità di Apprendimento, da svolgersi nel periodo invernale, offre ai bambini l’opportunità di scoprire il gelo, la neve, e anche gli animali che vivono al freddo, così da conoscerne le caratteristiche e la vita. Il percorso vuole essere un’occasione per sensibilizzare i bambini, ovvero le future generazioni, ma anche i loro familiari, alla salvaguardia dell’ambiente polare (e non solo), a partire dai problemi legati ai cambiamenti climatici e al conseguente disgelo dei ghiacciai, invitando alla consapevolezza del ruolo determinante svolto dall’uomo.


Tuteliamo l'ambiente polare TUTELIAMO l’ambiente polare

Lo stesso freddo procura alla terra la veste per ripararsene – la neve. Carlo Dossi

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SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione COMPETENZA EUROPEA 2018

1. Competenza alfabetica funzionale

CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza delle funzioni del linguaggio. • Conoscenza di testi letterari. • Capacità di comunicare e relazionarsi efficacemente con gli altri. • Capacità di individuare, comprendere ed esprimere, concetti. • Capacità di formulare ed esprimere argomentazioni. COMPETENZA EUROPEA 2018 2. Competenza multilinguistica CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza del vocabolario e della grammatica funzionale di lingue diverse e la consapevolezza dei principali tipi d’interazione verbale e di registri linguistici. • Capacità di utilizzare diverse lingue in modo appropriato ed efficace allo scopo di comunicare. • Capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma orale (comprensione orale, espressione orale). • Capacità di comprendere messaggi orali, di iniziare, sostenere e concludere conversazioni.

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TUTELIAMO L'AMBIENTE POLARE Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di gennaio Scoprire l’influenza dei cambiamenti climatici e l’importanza di salvaguardare l’ambiente Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso. CAMPO DI ESPERIENZA

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Ascolto delle filastrocche Inverno, Com’è bella la neve e L’orso affamato • Ascolto del racconto Sei tu la mia mamma? Io sono Orsetto bianco e La gara di pesca

I discorsi e le parole

OBIETTIVI • Sviluppare la capacità di ascolto. • Comprendere testi ascoltati. • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto. • Arricchire e precisare il lessico. • Conoscere e denominare gli animali del freddo.

CAMPO DI ESPERIENZA I discorsi e le parole La conoscenza del mondo OBIETTIVI • Conoscere alcuni animali che vivono in ambienti freddi e i loro nomi in inglese.

DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Circle time

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Polar animals DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica esperienziale • CLIL • LIM • LearningApps


COMPETENZA EUROPEA 2018 3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria

CAMPO DI ESPERIENZA Il corpo e il movimento I discorsi e le parole La conoscenza del mondo

CONOSCENZE E ABILITÀ

OBIETTIVI

• Conoscenza delle presentazioni matematiche di base. • Capacità di sviluppare e applicare il pensiero e la comprensione matematici per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. • Conoscenza dei principi di base del mondo naturale e dei metodi scientifici fondamentali. • Capacità di comprendere la scienza in quanto processo di investigazione mediante metodologie specifiche, tra cui osservazioni ed esperimenti controllati. • Capacità di utilizzare e maneggiare strumenti e macchinari tecnologici nonché dati scientifici.

• Utilizzare il pensiero logico e razionale. • Fare e verificare congetture. • Sperimentare la solidificazione dell’acqua. • Intuire il concetto di stadio della materia. • Scoprire gli stadi gassoso, liquido e solido della materia. • Conoscere ambienti naturali: l’Artico. • Scoprire l’habitat degli animali che vivono al freddo. • Utilizzare diverse strategie logiche nell’ambito di giochi a tema.

COMPETENZA EUROPEA 2018

CAMPO DI ESPERIENZA

4. Competenza digitale CONOSCENZE E ABILITÀ • Capacità di utilizzare, accedere a, programmare e condividere contenuti digitali. • Capacità di riconoscere software, intelligenza artificiale o robot e interagire efficacemente con essi. COMPETENZA EUROPEA 2018 5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 6. Competenza in materia di cittadinanza 7. Competenza imprenditoriale 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali CONOSCENZE E ABILITÀ • Capacità di individuare le proprie capacità, di concentrarsi, di gestire la complessità, di riflettere criticamente e di prendere decisioni. • Capacità di lavorare sia individualmente sia in modalità collaborativa in gruppo, di mobilitare risorse (umane e materiali) e di mantenere il ritmo dell’attività. • Capacità di mettere in campo creatività, immaginazione, pensiero strategico e risoluzione dei problemi. • Capacità di impegnarsi in processi creativi, sia individualmente sia collettivamente.

La conoscenza del mondo OBIETTIVI • Sperimentare attività con i robot. • Avviare al pensiero computazionale. • Programmare movimenti e azioni di un robot.

CAMPO DI ESPERIENZA Il sé e l’altro Il corpo e il movimento Immagini, suoni, colori I discorsi e le parole La conoscenza del mondo OBIETTIVI • Collaborare alla realizzazione di decorazioni. • Fare e verificare congetture. • Sperimentare l’uso di materiali e tecniche. • Utilizzare materiali di recupero. • Sviluppare la motricità fine. • Sviluppare la creatività. • Conoscere le parti del pupazzo di neve. • Interagire e dare il proprio contributo in un’attività. • Interpretare un ruolo nell’animare una storia. • Realizzare manufatti a forma di animale.

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • L’esperimento scientifico del ghiaccio • L’ambientazione artica e i suoi animali • Polar animals

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DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica scientifica • Didattica laboratoriale • Didattica esperienziale • Metodo scientifico-sperimentale • Metodo euristico partecipativo • STEM • LIM • CLIL • LearningApps

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • L’orso polare nella robotica DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica digitale • Coding unplugged • Robotica

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Gli abeti, tra i fiocchi di neve • L’esperimento scientifico del ghiaccio • Un pupazzo di neve materico • L’ambientazione artica e i suoi animali • Zainetto pinguino DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica laboratoriale • Didattica scientifica • Metodo attivo • Learning by doing • Metodo euristico partecipativo • Metodo scientifico-sperimentale • STEM • LIM

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Poesie e filastrocche Inverno........................................................................ p. 295 Com’è bella la neve.............................................. p. 295 L’orso affamato........................................................ p. 342

Decorazioni Gli abeti, tra i fiocchi di neve..... p. 298

Coding L’orso polare nella robotica (Thymio) p. 340

STEM L’esperimento scientifico del ghiaccio...... p. 309

Alla scoperta dell’ambiente polare Un pupazzo di neve materico........................ p. 316 L’ambientazione artica e i suoi animali..... p. 322 Zainetto pinguino................................................. p. 344

Racconti Sei tu la mia mamma? Io sono Orsetto bianco....................................... p. 304 La gara di pesca...................................................... p. 338

Canzone Il dono dell’ambiente.......................................... p. 336

Tuteliamo l’ambiente polare Per approfondire Scopriamo il gelo e la neve........................... p. 296 Lo scioglimento dei ghiacciai: Come contribuire a fermarlo........................ p. 303 Lo scioglimento dei ghiacciai rallenterà il surriscaldamento globale?... p. 317 Scopriamo gli animali che vivono al freddo.......................................... p. 318

CLIL Let’s go to the Arctic!.......................................... p. 351 Where’s my mommy?.......................................... p. 353 Three in a row with reindeers......................... p. 355 Penguin marathon................................................ p. 357

LE FESTE DI GENNAIO Festa della Befana Poesia La Befana smemorina................................................p. 360 Racconto La strega Fiorenza........................................................p. 361 Festeggiamenti La calza della Befana...................................................p. 366

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Giornata mondiale della neve Canzone Sulla neve ........................................................................p. 368 Decorazione La porta si veste per la neve...................................p. 370 Giochi Giocare sulla neve........................................................p. 373 Giochiamo a curling...................................................p. 374 Giochiamo a broomball............................................p. 376


INVERNO

TUTELIAMO l’ambiente polare

Quando la terra è fredda e dura, sembra un guerriero con l’armatura, quando si chiude nel ghiaccio e nel gelo, quando son nude le piante in cielo e le cornacchie sopra la neve sembrano macchie sul tuo quaderno: questo è l’inverno. Roberto Piumini

COM’È BELLA LA NEVE Bianca e soffice è la neve che dal cielo scende lieve. Metto in fretta un bel maglione, guanti, sciarpa e un giaccone esco e inizio a costruire un pupazzo da esibire. Gioco e rido con gli amici, con la neve siam felici! “Rientra a casa che ti aspetto” dice la mamma con affetto, c’è una calda cioccolata: che magnifica giornata! Mariapatrizia Panaro

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o l e g l i o m Scopria e la neve IL GELO

ste nell’abbassamenIn meteorologia, il gelo consi sotto il punto di conto della temperatura dell’aria do caratteristico delle gelamento (0 °C). Pur essen anche in altre zone è latitudini polari e subpolari, ddo, di diversa durata possibile avere ondate di fre ernale, in particolare e intensità, nella stagione inv nelle ore notturne. forma di: Il gelo può presentarsi sotto ta che ha una strut• ghiaccio – acqua solidifica ò formare ghiactura cristallina esagonale e pu stalattiti, quando cioli, simili come aspetto alle la; l’acqua gocciola e si riconge atmosferica che si • brina – una precipitazione ore acqueo pre forma per brinamento del vap , e consiste in un sente nell’atmosfera terrestre di ghiaccio gradeposito, al suolo o su oggetti, o a forma di scanuloso dall’aspetto cristallin glie o aghi; ne atmosferi• galaverna – una precipitazio za di nebca che può prodursi in presen inferiore bia, a temperatura dell’aria sito a 0 °C, consistente in un depo di ghiaccio in forma di aghi, scaglie o superficie continua ghiacciata.

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LA NEVE La neve è una prec ipitazione atmosfe rica di acqua ghiacciata cristalli na, formata da un a moltitudine di minuscoli cristal li di ghiaccio con una simmetria esagonale e con un a geometria frattal e, ognuno di tipo diverso e aggr egati tra loro casual mente in una struttura aper ta a fo rmare i fiocchi di ne ve. La forma finale del cristallo di neve dipende da alcune variabili, come la tem peratura, la velocità di caduta e l’umidità dell’aria in contrata. Inoltre, da to che ogni fiocco è composto da miliardi di molec ole d’acqua che si combinano tra loro, si può formare un numero incredibilmente gran de di cristalli di neve diversi.


LA NEVE E LA VARIABILITÀ CLIMATIC A enza La variabilità climatica provoca un aumento nella frequ anche di eventi estremi, come la crescita delle temperature, ma più lunuragani più violenti, piogge più intense, periodi di siccità ghi e, per l’appunto, nevicate più significative. Nord, A certificare quello che sta succedendo nei dintorni del Polo arca, ha un’équipe di scienziati della Aarhus University, in Danim ionali fatto notare come il 2018 sia stato un anno di nevicate eccez te hanper l’Artico, monitorando anche le conseguenze che ques no avuto sull’ecosistema. ecosiNonostante le temperature glaciali, quello dell’Artico è un vegetali stema molto ricco, che ospita parecchie specie animali e Ma la perfettamente adattate alla vita in condizioni così estreme. re delsituazione sta cambiando molto rapidamente: le temperatu nel la regione stanno aumentando (così come sta avvenendo più. resto del mondo) e la neve, in generale, si ritira sempre di tici In conclusione, gli studi dimostrano che i cambiamenti clima stemi vanno ben oltre il “semplice” riscaldamento, e gli ecosi rari potrebbero essere colpiti duramente da eventi (ancora) climama estremi. (Adattamento da Sandro Iannaccone, Cambiamenti 14 ottotici: troppa neve nell’Ar tico, a rischio piante e animali, «Repu bre 2019)

bblica.it»,

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GLI ABETI TRA I FIOCCHI DI NEVE ' gennaio

Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Laboratoriale

Metodologia

Metodo attivo, Learning by doing

Attività

Come realizzare gli abeti tridimensionali • Abeti e fiocchi di neve per tutta la scuola

Competenza europea

5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 8. Competenza in materia di cittadinanza ed espressione culturali

Campo di esperienza

Tutti

Obiettivi

• Collaborare alla realizzazione di decorazioni

In onore della neve, per il mese di gennaio la scuola viene imbiancata da abeti innevati appesi ai lampadari, in sezione, sulla vetrata e sulle porte, tra fiocchi di neve.

Come realizzare gli abeti tridimensionali Cosa serve: MODELLO FILE 47 CARTONCINO DI RECUPERO BIANCO POMPON BIANCHI CON DIAMETRO 10 MM FILO DI NYLON PINZATRICE MATITA FORBICI COLLA A CALDO

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Sul cartoncino di recupero bianco disegniamo gli abeti nelle due dimensioni, come da modello, poi li ritagliamo, chiudiamo a cono e assembliamo con la colla a caldo. Decoriamo gli abeti con i pompon bianchi, fissandoli qua e là con la colla a caldo.


P inziamo il filo di nylon sulla sommitĂ degli abeti e appendiamoli ai lampadari alternando le dimensioni e le lunghezze del filo.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Per le porte delle sezioni e del salone scegliamo tre alberelli, due piccoli e uno grande, pinziamo il filo sulla sommitĂ degli abeti e poi inseriamoli in un unico filo che appendiamo.

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FILE 47

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Abeti e fiocchi di neve per tutta la scuola MODELLO FILE 48 CARTONCINO DI RECUPERO BIANCO NASTRO DA REGALO BIANCO PALLINE DI POLISTIROLO STELLINE DI CARTA ARGENTATA FIOCCHI DI NEVE ARGENTO ADESIVI NASTRINO DI PIZZO BIANCO NASTRINO DI TULLE BIANCO PINZATRICE FILO DI NYLON MOLLETTINE DI LEGNO MATITA FORBICI COLLA A CALDO COLLA STICK

Riportiamo il modello degli abeti nelle tre dimensioni sui fogli di cartoncino di recupero bianco, poi ritagliamo, decoriamo con una stellina di carta argentata sulla punta e con palline di polistirolo che fissiamo qua e là con la colla a caldo. Sul cartoncino di recupero bianco disegniamo i fiocchi di neve nelle tre dimensioni, come da modello, e ritagliamo.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

Per la vetrata, appendiamo su nastri da regalo bianchi gli abeti, alternandoli in base alla dimensione. Per le sezioni, appendiamo un filo di nylon da parete a parete, dal quale facciamo pendere altri fili con abeti e fiocchi di neve, che incolliamo fronte-retro e alterniamo.

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gennaio

Per le finestre, disegniamo, ritagliamo e incolliamo gli abeti decorati con tanti fiocchi di neve argento adesivi e completiamo con i fiocchi di neve bianchi di piccole dimensioni nel cielo. nche l’albero tridimensionale si riemA pie di fiocchi di neve, di varie dimensioni e decorati al centro con un fiocco di neve argento adesivo, pinzati ai nastrini di pizzo e di tulle bianco, che fissiamo ai rami con le mollettine di legno. Una staccionata di cartone bianco, come se fosse coperta di neve, completa l’ambientazione.

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FILE 48


LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI: COME CONTRIBUIRE A FERMARLO «Lo scioglimento dei ghiacciai ha delle forti ripercussioni sull’intero pianeta, poiché provoca variazioni sul clima e sul livello delle acque dei mari. Cooperare per cercare di fermare o ridurre questo fenomeno, contribuendo così attivamente alla conservazione dell’ambiente, è una responsabilità di ognuno di noi. Quello che è possibile fare è agire semplicemente in modo corretto, introducendo nella nostra quotidianità abitudini volte a ridurre l’inquinamento. Inquinamento e riscaldamento globale, che sono cause primarie dello scioglimento dei ghiacci, sono legati in gran parte alle emissioni di gas serra e a cambiamenti radicali sulla superficie terrestre, come la deforestazione. Il primo passo che possiamo compiere, nel nostro piccolo, è proprio l’impegno attivo nella riduzione di queste emissioni. Riducendo ad esempio l’utilizzo dell’automobile: quando possibile, scegliamo mezzi di trasporto ecologici, come la bici, oppure mezzi pubblici, in modo da limitare la quantità di gas di scarico emessi nell’aria. Quando utilizziamo la macchina, inoltre, impegniamoci a spegnere il motore quando facciamo piccole soste e lasciamola accesa solo quando strettamente necessario. Oltre a ridurre le emissioni inquinanti avremo anche un notevole risparmio sulla benzina. Emissioni che contribuiscono all’inquinamento causa dello scioglimento dei ghiacci sono anche legate all’utilizzo degli spray. Anche se i clorofluorocarburi (CFC), altamente dannosi per l’atmosfera, sono ormai stati vietati per legge, cerchiamo lo stesso di evitare o ridurre al minimo l’uso di prodotti spray che possono contenere particelle tossiche. Ricordiamo inoltre di smaltire correttamente le bombolette dopo averle utilizzate. Anche i combustibili fossili, come il carbone e il petrolio, possono essere nocivi per l’ambiente in quanto producono grandi quantità di anidride carbonica. Evitiamo di usarli per il riscaldamento e di incenerire immondizia o altri materiali, con pericolo di emissioni. Ad essere fondamentale per ridurre gli impatti sul riscaldamento globale è anche l’efficienza energetica delle nostre case. L’ideale è installare gli impianti più moderni per la produzione dell’energia, come i pannelli solari e fotovoltaici. Molto utile, in termini di risparmio e tutela dell’ambiente è anche il corretto rivestimento della casa, che se adeguato permette di limitare le dispersioni di calore. Stesso discorso vale per l’utilizzo degli apparecchi elettrici: accenderli solo quando serve realmente, e spegnerli completamente quando non sono utilizzati, significa ridurre i consumi di corrente e quindi di risorse. Per contribuire a fermare lo scioglimento dei ghiacci possiamo intervenire anche come consumatori. Ad esempio è utile scegliere di acquistare i prodotti delle aziende che operano in maniera ecosostenibile o dando preferenza ai prodotti a chilometro zero, che hanno un minore impatto sull’ambiente poiché non necessitano di lunghi trasporti. Se invece siamo noi i titolari di un’azienda è bene impegnarsi direttamente per ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento, scegliendo materiali, strumenti e tecnologie verdi e all’avanguardia.» Clara Romanzi, Come contribuire a fermare lo scioglimento dei ghiacciai, «Montagne Nostre», 3 febbraio 2016

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UNA STORIA DI GHIACCIO gennaio

Destinatari

Bambini di 3, 4, 5 anni

Didattica

Inclusiva

Metodologia

Circle time

Attività

Lettura e ascolto del racconto • Rielaborazione e rappresentazione grafica • Mamma Orsa e Orsetto

Competenza europea

1. Competenza alfabetica funzionale

Campo di esperienza

I discorsi e le parole

Obiettivi

• Sviluppare la capacità di ascolto • Comprendere testi ascoltati • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto • Arricchire e precisare il lessico • Conoscere e denominare gli animali che vivono al freddo

Proponiamo la lettura di un tenero racconto per coinvolgere maggiormente i bambini e avvicinarli ancora di più al mondo degli animali che vivono al freddo.

Lettura e ascolto del racconto Cosa serve: RACCONTO

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Rechiamoci con i bambini nell’angolo morbido e, dopo esserci seduti, proponiamo l’ascolto del racconto.


SEI TU LA MIA MAMMA? IO SONO ORSETTO BIANCO

TUTELIAMO l’ambiente polare

Bianco tra il ghiaccio candido, Orsetto Bianco è solo e cerca la sua mamma in giro per il Polo. «Ciao, sei tu la mia mamma?» chiede a una foca, e lei: «No, tu sai camminare, io proprio non potrei!». Poco più in là domanda anche a Mamma Pinguino: «La mia mamma sei tu?». Ma lei ha già un piccolino… … e gli dice: «Mi spiace, direi sì volentieri, ma tu sei tutto bianco, noi siamo bianchi e neri!». C’è una Mamma Balena sulla riva del mare, e Orsetto Bianco prova ancora a domandare: «Ciao, sei tu la mia mamma?». «No, piccolo orsacchiotto! Tu non puoi stare in acqua quanto il mio balenotto!».

C’è una mamma Tricheco pochi metri più in là… Orsetto Bianco pensa: “Forse lei mi vorrà…”. «Ciao, sei tu la mia mamma?». «Ma no, guardami bene… Io ho queste lunghe zanne: proprio non ti conviene…». Orsetto Bianco pensa: “Che cosa faccio adesso?”. Solo in mezzo a quel ghiaccio si sente un po’ depresso… Ma poi scorge qualcuno che forse gli assomiglia… Ha una pelliccia bianca... «È la mamma!» bisbiglia. È vero, è Mamma Orsa e ora lo tiene stretto. «Sì, tu sei la mia mamma!» sussurra il bianco Orsetto. La Coccinella, Milano, 2011

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Rielaborazione e rappresentazione grafica gennaio

Cosa serve: FOGLI A4 BIANCHI PENNARELLI

In un momento di conversazione in circle time invitiamo i bambini a rielaborare verbalmente il racconto e scopriamo quali animali conoscono che vivono al freddo. CARLOTTA: «Io so che ci sono i pinguini che vivono in famiglie grandissime». ROMEO: «Poi le foche e i trichechi che stanno nell’acqua gelata». ADELE: «Beh, gli orsi sono giganteschi e hanno la pelliccia bianca». NICOLÒ: «Le renne, anche loro resistono tanto al freddo». AGNESE: «Anche le balene non soffrono il freddo». Chiediamo poi di rappresentare graficamente il racconto.

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Mamma Orsa e Orsetto MODELLO FILE 49 FOGLI A4 BIANCHI E AZZURRI PASTELLI PENNARELLI CARTA STAGNOLA ARGENTO POMPON BIANCHI FORBICI COLLA STICK COLLA A CALDO

A seguito dell’ascolto del racconto e della conversazione, predisponiamo su fogli A4 bianchi l’immagine di Mamma Orsa e Orsetto felici di ritrovarsi, come da modello, e invitiamo i bambini a colorare con i pastelli o con i pennarelli. Ritagliamo parte di un foglio bianco per creare un ghiacciaio e, dopo averlo ricoperto di carta stagnola argento, incolliamolo su un foglio A4 azzurro.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

Completiamo con l’immagine di Mamma Orsa e di Orsetto che incolliamo sul ghiacciaio, poi fissiamo nel cielo dei pompon bianchi con la colla a caldo.

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FILE 49

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L'ESPERIMENTO SCIENTIFICO DEL GHIACCIO Bambini di 5 anni

Didattica

Scientifica

Metodologia

STEM, Metodo scientificosperimentale, LIM

Attività

La solidificazione dell’acqua • Giochi o magie con il palloncino

Competenza europea

3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 7. Competenza imprenditoriale

Campo di esperienza

La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Utilizzare il pensiero logico e razionale • Fare e verificare congetture • Sperimentare la solidificazione dell’acqua • Intuire il concetto di stadio della materia • Scoprire gli stadi gassoso, liquido e solido della materia

Osserviamo insieme ai bambini la solidificazione dell’acqua attraverso un semplice e divertente esperimento scientifico.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Destinatari

AGENDA 2030

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La solidificazione dell’acqua gennaio

Cosa serve: MODELLO FILE 50 PALLONCINI GONFIABILI ACQUA CONGELATORE MATITA PENNARELLI LIM IMMAGINI DELLE FORME DEL GHIACCIO

Invitiamo i bambini a sedersi attorno al tavolo da lavoro e nell’argomentare su freddo, gelo e neve, guidiamoli a riflettere in particolare sul ghiaccio. Chiediamo che cosa sanno su questo elemento, registriamo le loro conoscenze e mettiamole a confronto: CECILIA: «Il ghiaccio è freddo e duro». MARCO B.: «Si trova in montagna, in alto in alto, ma anche in inverno, quando fa freddo freddo». LIAM: «Per la strada bisogna stare attenti a non scivolare». LUDOVICA: «Ci sono anche i cubetti di ghiaccio che si fanno nel congelatore». SVEVA: «Però poi si scioglie, perché è acqua ghiacciata». MATTIA M.: «Il mio papà ha detto che se lo guardi al microscopio, il ghiaccio è fatto di cristalli bellissimi e di tante forme diverse». Considerato il bagaglio di conoscenze di cui tutti siamo diventati partecipi, osserviamo alla LIM alcune forme del ghiaccio e lanciamo la sfida: «Proviamo a mettere un palloncino d’acqua nel congelatore e vediamo che cosa succede?». redisponiamo sul tavolo i materiali e operiamo in queP sto modo. 1. Gonfiamo un palloncino con l’aria e riempiamone uno con l’acqua.

AGENDA 2030

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2. Riempiamo per metà del suo volume un palloncino con l’acqua e chiudiamolo con un nodo; poi mettiamolo nel congelatore e andiamo a riprenderlo il giorno dopo.


4. Appoggiamo i tre palloncini, quello pieno di ghiaccio, quello pieno d’acqua e quello pieno d’aria sul tavolo, poi chiediamo ai bambini di toccarli, di farli rotolare e di confrontarli. CECILIA: «Il palloncino di ghiaccio è pesante, non si schiaccia, non si buca e non rotola». LIAM: «Il palloncino d’acqua così così, però se lo buchi è un guaio». LUDOVICA: «Il palloncino d’aria è leggero, si schiaccia ma bisogna fare piano, rotola veloce e se lo buchi scoppia».

TUTELIAMO l’ambiente polare

3. Appoggiamo il palloncino sul tavolo e, tutti attorno, osserviamo che cosa è successo. MATTIA B.: «Il palloncino è più grande». ANNA: «Ma non si è rotto, non è scoppiato». SVEVA: «L’acqua è diventata ghiaccio».

Conclusione: il palloncino è diventato più grande e più pesante perché l’acqua è passata dallo stato liquido a quello solido, aumentando il suo volume del 9% e questo passaggio si chiama solidificazione. Grazie all’elasticità e al materiale che lo costituisce, il palloncino non si rompe ma tende a ingrandirsi, mentre se questo esperimento fosse fatto con una bottiglia di vetro piena di acqua allo stato liquido, durante il congelamento questa si romperebbe. l termine dell’esperimento, invitiamo i bambini a compilare la scheda del metodo A scientifico, come da modello, per fissare la scoperta.

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Per l’ esperienza si ringrazia il professor Mauro Sabella, esperto di didattica assistita dalle nuove tecnologie e per il progetto “STEM by me”.

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FILE 50

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Giochi o magie con il palloncino PALLONCINI BROCCA CON ACQUA SPIEDINI DI LEGNO

Dato che i bambini sono rimasti incuriositi dal fatto che il palloncino non è scoppiato nonostante l’aumento di volume dell’acqua solidificata in ghiaccio, proponiamo alcuni giochi. In questo modo, divertente e un po’ magico, possiamo introdurre i bambini alla scoperta degli altri due stadi della materia, quello liquido e quello gassoso, oltre a quello solido appena sperimentato. Inoltre, introduciamo i bambini alla scoperta delle caratteristiche dei materiali, in questo caso la plastica. Spieghiamo che il palloncino è fatto di un materiale elastico, un polimero, che possiamo immaginare come tanti filamenti legati tra di loro con proprietà elastiche e che, quando questo materiale non è teso, è possibile fare alcuni esperimenti quasi magici.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

Iniziamo con il gioco Magia con l’aria: gonfiamo il palloncino, senza portarlo al limite della tenuta, e chiudiamolo con un nodo; buchiamo il palloncino, entrando con uno spiedino di legno dalla zona in alto dove la gomma è meno tesa, e, una volta forato, facciamo rapidamente fuoriuscire lo spiedino dal lato opposto, nella zona del nodo, anche questa poco tesa.

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gennaio AGENDA 2030

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Proseguiamo con il gioco Magia con l’acqua: proponiamo lo stesso esperimento riempiendo il palloncino con l’acqua e, anche in questo caso, possiamo bucare il palloncino in qualsiasi posizione senza che l’acqua fuoriesca.

Conclusione: il palloncino non scoppia in quanto le caratteristiche del polimero gli consentono di aderire allo spiedino, impedendo la fuoriuscita rapida dell’aria e dell’acqua. Oltre ad avere proprietà elastiche, nel momento in cui viene attraversato dalla punta dello spiedino o di una matita, il polimero è costituito da molecole che non si rompono ma si dividono.


TUTELIAMO l’ambiente polare

Al termine, divertiamoci a far uscire, con un po’ di pressione, l’acqua dal palloncino creando una fontanella.

AGENDA 2030 Per l’ esperienza si ringrazia il professor Mauro Sabella, esperto di didattica assistita dalle nuove tecnologie e per il progetto “STEM by me”.

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UN PUPAZZO DI NEVE MATERICO gennaio

Destinatari

Bambini di 4, 5 anni

Didattica

Laboratoriale

Metodologia

Learning by doing

Attività

La realizzazione del pupazzo

Competenza europea

7. Competenza imprenditoriale 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Campo di esperienza

Immagini, suoni, colori La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Sperimentare l’uso di materiali • Sviluppare la motricità fine • Sviluppare la creatività • Conoscere le parti del pupazzo di neve

Realizziamo un piccolo pupazzo di neve con materiali naturali e di recupero.

La realizzazione del pupazzo Cosa serve: FOGLI A4 AZZURRI CARTA VELINA USATA BIANCA E ARANCIONE RITAGLI DI STOFFA BOTTONI DI PICCOLE E MEDIE DIMENSIONI RAMETTI SOTTILI TEMPERA BIANCA PENNELLI VASCHETTA FORBICI COLLA VINILICA

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Distribuiamo a ciascun bambino un foglio A4 azzurro e alcuni ritagli di carta velina bianca usata, che invitiamo ad appallottolare e a incollare per fare la testa e il corpo del pupazzo di neve. D opo aver disegnato con la digitopittura la nevicata e il manto nevoso a terra, mettiamo a disposizione i materiali da incollare per decorare il pupazzo: bottoni piccoli per gli occhi, carta velina arancione per il naso, rametti per le braccia, bottoni medi per le decorazioni sulla pancia, e infine sciarpa e cappello da ritagli di stoffa.


LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI RALLENTERÀ IL SURRISCALDAMENTO GLOBALE? «Secondo un nuovo modello climatico, l’acqua del disgelo contribuirà a raffreddare l’atmosfera, rendendo più lento l’innalzamento delle temperature. Il livello dei mari però continuerà ad aumentare in modo preoccupante... L’inesorabile scioglimento dei ghiacci antartici continuerà a far aumentare il livello delle acque marine, ma almeno raffredderà un po’ l’atmosfera, rallentando gli effetti del surriscaldamento globale. È questa la teoria avanzata sulla rivista “Nature” da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Arizona (USA), che sotto il coordinamento del fisico Ben Bronselaer ha elaborato un nuovo modello climatico. Tale modello, applicato allo spinoso tema dello scioglimento delle calotte polari, tiene conto di un effetto collaterale fino ad ora poco considerato, ossia la grande quantità di acqua “di disgelo” che si verrà a creare in seguito alla riduzione dei grandi ghiacciai. Tutta quest’acqua, secondo le stime degli esperti, finirà nell’atmosfera e coprirà i mari antartici come una specie di tappo, ostacolando la dispersione di calore. […] “Si verificherà un rallentamento del riscaldamento globale – ha spiegato Bronselaer – con le temperature che saliranno di 2 gradi intorno al 2065, anziché nel 2053, come indicano gli attuali modelli” […] “Il riscaldamento dell’atmosfera non sarà così rapido come immaginavamo – ha continuato lo scienziato – ma la stessa cosa non si può dire per l’innalzamento del livello dei mari, che entro il 2100 potrebbe essere superiore di circa 25 centimetri rispetto alle stime attuali”. Ciò comporterà grandi problemi per gli equilibri del nostro pianeta, il quale assisterà al cambiamento radicale di numerosi ecosistemi, con le piogge tropicali che via via andranno a interessare sempre più le zone settentrionali del globo.» Niccolò De Rosa, Lo scioglimento dei ghiacci rallenterà il surriscaldamento globale?, «FocusJunior.it», 25 novembre 2018

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Scopriamo e h c i l a m i n a gli o d d e r f l a v ivono MPERATURE VIVERE ALLE BASSE TE ati per cui le basse temper «Ci sono degli esseri viven sentano alcun problema. An ture o la neve non rappre tia e, grazie a processi evolu vit o lor lla de rte pa no fan zi, alità fisiche e una resistenza vi millenari, posseggono qu dove altri animali morirebtale da sentirsi a loro agio lad lo nella regione artica o al Po bero. […] Possono vivere ne loro pelle, la loro dimensio Sud, dal momento che la o gazzinato, permettono lor o la quantità di grasso imma se ndizioni estreme. Anche di resistere meglio alle co itali non siano adatti alla visembra che questi siti inosp e e è possibile trovare alcun ta, in realtà è proprio qui ch nti specie animali» (https:// sa es er int e lle be più le tra imieianimali.it/animali-res

istono-freddo-estremo/).

ORSO POLARE

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L’orso polare ha una pelliccia com pletamente bianca per mimetizzarsi nell’area in cui vive , ha un pelo denso e uno strato di grasso che gli rico pre tutto il corpo. Le sue orecchie e la coda sono piccol e, così da evitare di disperdere calore corporeo e le sue zampe hanno un’ottima resistenza nel camminare e nel nuotare per lunghe distanze. L’orso polare non va in letargo, ma le femmine incinte trascorrono l’inv erno all’interno di una caverna o in un rifugio.


LA RENNA

ka, Russia, ScanQuesto animale, che vive in Canada, Alas in America del dinavia e anche in Groenlandia, è noto iglia dei cervidi, Nord come “caribù”. Appartiene alla fam i e, grazie ai da adulto può pesare fino a 300 chilogramm la neve senza grandi zoccoli, riesce a camminare nel vivono separati sprofondare. Migra in gruppi e i maschi dalla mandria.

LA VOLPE POLARE È conosciuta anche come “volpe artica”, vive tra le tundre del Nord America e dell’Eurasia, non va in letargo ma migra verso luoghi meno freddi. La sua pelliccia, formata da un alto strato di pelo bianco, e le sue orecchie piccole le consentono di sopravvivere a temperature fino a -50 °C. Può pesare fino a 9 chilogrammi e in estate cambia di colore, mostrando una grande coda pelosa. Si nutre principalmente di uccelli e piccoli mammiferi.

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LA BALENA DELL A GROENL AN

DIA

La balena artica o balena della Groenlandia è una delle molte specie di bal ene che vivono nuotando nelle zone più fredde del pianeta. Con il suo corpo robusto, la gra nde pinna dorsale, un peso che può supera re le 100 tonnellate e una lunghezza fino a 18 me tri, passa quasi tutta la vita ne lle acque dell’Artico. Per alimentarsi nuota con la bocca aperta per filtrare con i fanoni i banchi di krill di cui si nutre. A causa della caccia, la sua popo lazione è diminuita in modo piuttosto sig nificativo.

IL TRICHECO ino che vive È un mammifero mar almente ne nella regione artica. Attu a nell’Atlantiesistono tre specie: un a nel Mare di co, una nel Pacifico e un

Laptev (Siberia). calore ha un Per evitare di perdere che in acqua grande strato di pelle, sa. In estate, diventa biancastra o ro ta di un coil manto dei maschi diven temperatura lore diverso in base alla e all’ambiente. sci e qualsiasi Si nutre di molluschi, pe e a pescare. piccolo animale che riesc

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LA FOCA Tra le specie di foche che vivono nei climi freddi, una delle più importanti è la foca della Groenlandia o foca della sella. Vive in colonie nel Nord dell’Atlantico e del Mar Glaciale Artico e trascorre poco tempo sulla terraferma. Da adulta la sua pelliccia è grigioargento, mentre il muso è nero e presenta una macchia sul retro.

IL PINGUINO Vive nell’emisfero australe; è un uccello marino ma non vola. Piuttosto goffo sulla terraferma, nuota sott’acqua a gran velocità e, quando cerca di catturare una preda, può raggiungere i 60 km/h grazie alle due pinne laterali e alle zampe, posizionate molto indietro sul corpo, proprio per garantire maggior assetto aerodinamico e limitare la resistenza all’acqua. Grazie al piumaggio a tre strati, al grasso che ricopre il suo corpo e ai vasi sanguigni canalizzati, può mantenere una buona parte del calore corporeo.

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L’AMBIENTAZIONE ARTICA E I SUOI ANIMALI gennaio AGENDA 2030

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Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Laboratoriale

Metodologia

Metodo euristico partecipativo

Attività

Come predisporre l’ambientazione • Come giocare nell’ambientazione

Competenza europea

3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare

Campo di esperienza

Il corpo e il movimento I discorsi e le parole La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Conoscere ambienti naturali: l’Artico • Scoprire l’habitat degli animali che vivono al freddo • Interagire e dare il proprio contributo in un’attività • Interpretare un ruolo nell’animare una storia

A scuola scopriamo gli animali che vivono al freddo grazie a un interactive setting realizzato con materiali di recupero, in cui i bambini, mascherati da pinguini, possono osservare e interagire divertendosi.


Come predisporre l’ambientazione MODELLI FILE 51-52-53-54-5556-57-58 CARTONCINI DI RECUPERO RITAGLI DI POLISTIROLO GOMMAPIUMA FOGLI DI PLASTICA DA IMBALLAGGIO ARREDI DI APPOGGIO BASTONI GRANDI COSTRUZIONI BASI PSICOMOTRICITÀ STOFFA DI COLORE BIANCO E AZZURRO FILI DI PLASTICA NERA FOGLI DI PLASTICA TRASPARENTE BOTTONI PICCOLI MARRONI PASTELLI ACQUERELLI PENNELLI TEMPERE BIANCA E GIALLA SPUGNA VASCHETTA SCOTCH MATITA FORBICI COLLA STICK COLLA A CALDO

Coinvolgendo i bambini in alcuni passaggi, riportiamo su cartoncino di recupero, come da modelli, alcuni grandi animali tridimensionali dell’Artico e ritagliamo. Orsi polari Coloriamo con l’acquerello grigio i contorni dei musi e dei corpi degli orsi polari (la mamma con il cucciolo e l’orso in piedi) e ripassiamo i dettagli con il pastello nero; tagliamo, pieghiamo e incolliamo dove indicato e fissiamo con la colla a caldo i bottoni per fare gli occhi.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

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gennaio

Foca Coloriamo con l’acquerello grigio i contorni del muso e del corpo della foca e ripassiamo i dettagli con il pastello nero; pieghiamo dove indicato e incolliamo il muso sul corpo, poi fissiamo con la colla a caldo i bottoni per fare gli occhi e i fili di plastica nera rigida per fare le vibrisse. Pinguini Spugniamo con la tempera bianca le pance dei pinguini e sfumiamo con l’acquerello grigio e giallo, poi coloriamo con l’acquerello nero la parte esterna e le zampe; spugniamo il becco con la tempera gialla, lo pieghiamo e lo incolliamo al corpo del pinguino, poi fissiamo con la colla a caldo i bottoni per fare gli occhi.

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Pesci Coloriamo con l’acquerello grigio i contorni dei pesci e ripassiamo i dettagli con il pastello nero, poi fissiamo con la colla a caldo i bottoni per fare gli occhi.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Renna Spugniamo con la tempera bianca il corpo della renna e coloriamo con l’acquerello marrone corna, orecchie, muso, zoccoli e coda, mentre con l’acquerello nero coloriamo gli occhi e il naso; tagliamo, pieghiamo dove indicato e incolliamo.

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gennaio

A cura delle insegnanti, predisponiamo la struttura di base dell’ambientazione, delimitando uno spazio in salone o in palestra e appoggiando la stoffa bianca a terra e su grandi costruzioni (giochi, cubi, sedute, ecc.). Creiamo, con la stoffa azzurra e i fogli di plastica trasparente, una zona per un laghetto delimitata da un bordo di gommapiuma.

Infine posizioniamo gli animali e, una volta montati, per farli stare in piedi li rinforziamo sul retro, sulla base o all’interno delle zampe con supporti come bastoni, pezzi di polistirolo, ecc.

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FILE 57

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1

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FILE 58

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Come giocare nell’ambientazione MODELLO FILE 59 TRACCIA AUDIO 10 CARTONCINI BIANCO, ARANCIONE E NERO BOTTONI PICCOLI MARRONI MAGLIETTE NERE BASTONI FILO DI NYLON CALAMITE CILINDRI DI POLISTIROLO CESTE DI PLASTICA AZZURRA MATITA PINZATRICE FORBICI COLLA STICK COLLA A CALDO

TUTTI PINGUINI Per mascherare i bambini da pinguini, realizziamo i copricapi, come da modello, disegnando e ritagliando gli occhi sul cartoncino bianco, il becco su quello arancione, la testa e le fascette su quello nero. Incolliamo i bottoni marroni sugli occhi per fare le pupille e, con alcuni punti di pinzatrice, assembliamo i vari pezzi, poi chiudiamo le fascette a misura della testa di ciascun bambino.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

I nvitiamo a indossare una maglietta nera, per essere così dei veri pinguini. Invitiamo i bambini a disporsi in cerchio e ascoltiamo la canzone.

AGENDA 2030

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gennaio

IL DONO DELL’AMBIENTE Rit. Tutto è un dono, rispettiamolo perché più prezioso del nostro mondo niente esiste, niente c’è. Tutto è dato, amalo perché prodigioso come il mondo niente esiste, niente c’è. Fiumi scorron silenziosi, mari grandi e tumultuosi, laghi placidi, ghiacciai solidi. Orsi, renne, volpi e lupi, lepri, foche e pinguini vivon bene solo al freddo, non han bisogno di calzini! Rit. Quindi impara che il mondo, va difeso, va protetto! La natura e gli animali anche di più! Trova il modo e trova il tempo, non sprecare, non buttare. Usa sempre con ingegno luce, acqua e quel che c’è! Rit.

AGENDA 2030

Più prezioso del nostro mondo niente esiste, niente c’è. Prodigioso come il mondo niente esiste, niente c’è. Arianna Caputo

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10


FILE 59

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ASCOLTO DEL RACCONTO gennaio

Una volta in salone, dove è posizionata l’ambientazione artica, invitiamo i bambini a sedersi tutt’attorno e ad ascoltare un breve racconto proposto dall’insegnante. LA GARA DI PESCA C’era una volta, nell’Artico, un pinguino che pensava solo a mangiare, era proprio un gran golosone. Invece che giocare con i suoi amici, passava tutto il tempo a pescare per soddisfare il suo appetito. Un giorno, però, quando incontrò i suoi amici, gli venne una gran voglia di invitarli a fare qualcosa insieme a lui. Insieme passeggiarono tra i ghiacci, rotolarono nella neve e infine raggiunsero un laghetto, dove si divertirono a fare una gara a chi pescava più pesci. Indovinate un po’? Il vincitore fu proprio lui, il pinguino goloso e mangione! Ma questa volta, invece di divorare tutti i pesci, li divise con i suoi amici, e tutti insieme si fecero una bella mangiata in compagnia!

AGENDA 2030

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LA GARA DI PESCA

Fissiamo una calamita anche sui pesci che si trovano nel laghetto e posizioniamo due grandi ceste di plastica azzurra, che serviranno per contenere i pesci pescati.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Proponiamo quindi ai bambini di giocare anche loro, a coppie, alla gara di pesca; realizziamo, quindi, due canne da pesca, attaccando ai bastoni un filo di nylon con all’estremità un cilindro di polistirolo sul quale incolliamo, con la colla a caldo, una calamita.

Suddividiamo i bambini a coppie e diamo il via alla gara. Al termine di ogni manche contiamo i pesci nelle ceste e, alla fine, decretiamo il vincitore. Festeggiamo con un girotondo in cui i bambini ballano e si muovono in cerchio.

AGENDA 2030

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L’ORSO POLARE NELLA ROBOTICA gennaio AGENDA 2030

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Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Digitale

Metodologia

Coding unplugged, Robotica

Attività

Come predisporre l’ambientazione per l’orso polare • Orso Thymio va al laghetto

Competenza europea

4. Competenza digitale

Campo di esperienza

La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Sperimentare attività con i robot • Avviare al pensiero computazionale • Programmare i movimenti e le azioni di un robot

Sperimentiamo la robotica attraverso il coding unplugged, divertendoci, e introduciamo i bambini al pensiero computazionale tramite Thymio, un robot educativo che in questa occasione si trasforma in orso.


Come predisporre l’ambientazione per l’orso polare MODELLO FILE 58 (VEDI P. 334) CARTONCINI DI RECUPERO 70X100 CM CARTA DA PACCO BIANCA FOGLIO DI PLASTICA TRASPARENTE SAGOME DI POLISTIROLO TEMPERA BIANCAE AZZURRA ACQUARELLI SPUGNA PENNELLO VASCHETTE TAGLIERINO FORBICI SCOTCH SCOTCH BIADESIVO

Coinvolgiamo i bambini, a piccoli gruppi, nella costruzione dell’ambientazione artica sulla quale far poi muovere l’orso Thymio. Per fare la base, uniamo tra loro sul retro con lo scotch due fogli di cartoncino di recupero di 70x100 cm nei lati più lunghi, mettiamo a disposizione la vaschetta con le tempere bianca e azzurra e la spugna e invitiamo i bambini a colorare a turno. Una volta che la base è asciutta, sagomiamo sui bordi e con il taglierino pratichiamo nella zona centrale in alto un’apertura a forma di laghetto.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Cosa serve:

Coloriamo la parte appena tagliata dal cartoncino, che sarà l’acqua del laghetto, con pennellate di tempera bianca e azzurra; realizziamo alcuni pesci, come da modello, colorati con gli acquarelli e li appoggiamo sopra il laghetto; infine con lo scotch biadesivo vi fissiamo sopra un foglio di plastica trasparente e il laghetto alla base. Posizioniamo gli iceberg, ovvero sagome di polistirolo ricoperte con carta da pacco bianca accartocciata e spennellata di azzurro.

AGENDA 2030

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Orso Thymio va al laghetto gennaio

Cosa serve: FILASTROCCA THYMIO AMBIENTAZIONE ARTICA PRECEDENTEMENTE REALIZZATA

L’ORSO AFFAMATO

AGENDA 2030

Nell’Artico tutto gelato, l’orso è proprio affamato, al laghetto deve arrivare per poter il pesce mangiare. Che cosa dici, lo vuoi aiutare? Con la tua mano, lo puoi guidare e tutti gli ostacoli fargli evitare! M. Elisabetta Giordani

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Posizioniamo l’ambientazione precedentemente realizzata sul pavimento della sezione o del salone e invitiamo i bambini e sedersi tutti attorno. Presentiamo Tymio con la sagoma da orso, fornita dal sito di riferimento (https://drive.google.com/ file/d/1uIuSsEUKCNXT39u3lYdQc3wxmizPkDOe/ view) e, per raccontare che cosa si dovrà fare, leggiamo ai bambini la filastrocca.


Spieghiamo ai bambini che dovranno guidare l’orso Thymio verso l’arrivo, evitando gli ostacoli. Dovranno porre davanti all’orso la mano e muoverla verso la direzione che ritengono giusta. Quando tutti avranno provato a muovere Thymio, proponiamo di rappresentare graficamente l’esperienza.

TUTELIAMO l’ambiente polare

Ripetiamo la filastrocca dell’orso affamato e indichiamo la partenza, gli ostacoli (iceberg) e l’arrivo al laghetto.

AGENDA 2030

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marzo Questa Unità di Apprendimento offre ai bambini l’opportunità di scoprire Leonardo da Vinci, conoscerne l’arte e le invenzioni. Il percorso vuole essere un’occasione per accompagnare i bambini a esplorare il mondo di Leonardo, che fu pittore, inventore, scienziato, ingegnere, architetto, e vuole quindi fornire un’opportunità per scoprirne il genio e per imparare da lui la curiosità e il desiderio di sapere e, soprattutto, la voglia di scoprire, di tentare nuove strade e di dare voce alle proprie idee.

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Diventiamo inventori DIVENTIAMO inventori

L’ingegno, senza esercizio, si guasta. Leonardo da Vinci

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SCHEDA DI PROGETTAZIONE UNITÀ DI APPRENDIMENTO

FILE 83

Titolo Destinatari Tempi Prodotto Valutazione COMPETENZA EUROPEA 2018

1. Competenza alfabetica funzionale

CONOSCENZE E ABILITÀ • Conoscenza delle funzioni del linguaggio. • Conoscenza di testi letterari. • Capacità di comunicare e relazionarsi efficacemente con gli altri. • Capacità di individuare, comprendere ed esprimere concetti. • Capacità di formulare ed esprimere argomentazioni. COMPETENZA EUROPEA 2018 3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 7. Competenza imprenditoriale

Bambini di 3, 4, 5 anni Mese di marzo Coltivare la curiosità e il desiderio di sapere Valutazione formativa in itinere durante lo svolgimento del progetto e sommativa finale del percorso educativo proposto, attraverso l’osservazione occasionale e sistematica, la verifica degli obiettivi raggiunti, l’autovalutazione del percorso. CAMPO DI ESPERIENZA

I discorsi e le parole

OBIETTIVI • Sviluppare la capacità di ascolto. • Comprendere testi ascoltati. • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto. • Arricchire e precisare il lessico. • Scoprire la vita di Leonardo. CAMPO DI ESPERIENZA

La conoscenza del mondo

CONOSCENZE E ABILITÀ

OBIETTIVI

• Conoscenza dei principi di base del mondo naturale e dei metodi scientifici fondamentali. • Capacità di riflettere su se stessi, di gestire efficacemente il tempo e le informazioni. • Capacità di imparare e di lavorare sia in modalità collaborativa sia in maniera autonoma. • Capacità di mettere in campo creatività, immaginazione, pensiero strategico e risoluzione dei problemi, riflessione critica e costruttiva in un contesto di innovazione e di processi creativi in evoluzione.

• Utilizzare il pensiero logico e razionale. • Sperimentare il principio delle leve. • Realizzare semplici oggetti tecnologici con materiali di uso quotidiano. • Osservare una reazione scientifica e provare a capirne la ricaduta nella vita quotidiana. • Fare ipotesi e trovare una possibile risposta. • Osservare la resistenza dell’aria. • Costruire semplici oggetti volanti.

COMPETENZA EUROPEA 2018

CAMPO DI ESPERIENZA

4. Competenza digitale

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DIVENTIAMO INVENTORI

Immagini, suoni, colori

CONOSCENZE E ABILITÀ

OBIETTIVI

• Capacità di utilizzare, accedere a, programmare e condividere contenuti digitali. • Capacità di riconoscere software, intelligenza artificiale o robot e interagire efficacemente con essi.

• Usare dispositivi multimediali (LIM e tablet). • Sperimentare la realtà aumentata. • Visualizzare modelli tridimensionali su un’immagine. • Favorire l’interesse e il coinvolgimento attraverso l’uso di app.

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Ascolto della filastrocca Leonardo da Vinci • Ascolto del racconto Leonardo da Vinci DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica inclusiva • Circle time

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Leonardo e il legno • Leonardo e l’acqua, tra scienza e mistero • Leonardo e il volo DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica scientifica • STEM • Metodo scientifico • Tinkering

ESPERIENZE E ATTIVITÀ • Ti presento Leonardo DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica digitale • Learning by doing • Realtà aumentata • LIM


COMPETENZA EUROPEA 2018 5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare 8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali CONOSCENZE E ABILITÀ • Capacità di mettere in campo creatività, immaginazione, pensiero strategico e risoluzione dei problemi. • Capacità di comprendere che le arti e le altre forme culturali possono essere strumenti per interpretare e plasmare il mondo. • Capacità di esprimere e interpretare idee figurative e astratte, esperienze ed emozioni con empatia, e la capacità di farlo in diverse arti e in altre forme culturali. • Capacità di impegnarsi in processi creativi, sia individualmente sia collettivamente.

CAMPO DI ESPERIENZA

Immagini, suoni, colori

OBIETTIVI • Osservare un’opera d’arte. • Conoscere l’artista e il suo stile. • Sperimentare la formazione di pigmenti naturali. • Sviluppare la creatività.

ESPERIENZE E ATTIVITÀ

FILE 83

• Leonardo e la pittura

DIDATTICA E METODOLOGIA • Didattica laboratoriale • Metodo euristico partecipativo • LIM

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Alla scoperta di Leonardo Ti presento Leonardo.......................................... p. 468 Leonardo e la pittura........................................... p. 498 La Gioconda............................................................. p. 502

Poesia Leonardo da Vinci.....................................................p. 465

Canzone Io inventore.........................p. 504

Racconto Leonardo da Vinci............p. 473

Diventiamo inventori STEM La catapulta........................................... p. 478 La campana subacquea.................. p. 483 Lo scafandro.......................................... p. 488 Un’elica di carta................................... p. 493 Elicotteri di platano........................... p. 496

Per approfondire Scopriamo il genio di Leonardo...................................................p. 466 Gli inventori a confronto nella festa della creatività.........p. 472 Esploriamo il mondo di Leonardo..............................................p. 480 La pittura moderna di Leonardo..................................................p. 497

LA FESTA DI MARZO

Festa del papà Canzone Un papà come te................................................................................................ p. 506 Decorazione La porta si veste per il papà.......................................................................... p. 507 Racconto Ci pensa il tuo papà.......................................................................................... p. 508 Poesia Quanto è… il mio papà.................................................................................. p. 511 Lavoretto Costruiamo un portacellulare per il papà............................................. p. 512

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Uomo d’ingegno universale, di virtù insigne maestro, de Il Verrocchio illuminato discepolo, tanto geniale da superare l’egregio dipintore. Uno stile particolare contraddistinse quei suoi ritratti per l’espressività viva dei volti, specchio dei sentimenti, dai contorni sfumati tra luce e colori. Scultore, inventore e scienziato, altresì ingegnere, scenografo, anatomista, matematico e musicista, insigne pensatore rinascimentale, talento innato e uomo ’sì versatile. Le sue opere son versi di poesia, le sue mani furon pennelli per crear sorrisi quasi divini tra le labbra di donne e Madonne. Leonardo è il Genio toscano, l’archetipo dell’uomo universale, in lui si fondono arte e scienza, virtù, forza e sapienza.

DIVENTIAMO inventori

LEONARDO DA VINCI

Fiorella Fiorenzoni

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o i n e g l i o m a i r p o Sc o d r a n o e di L LA STORIA Leonardo visse durante il Rinascimento, un periodo storico ricco di invenzioni, progressi e scoperte, sia nell’arte sia nelle scienze. Gli artisti del Rinascimento studiavano molte materie per poter creare nuovi stili. Perciò, ad esempio, Leonardo studiò anatomia. Voleva capire com’era fatto il corpo umano per dipingerlo bene. Leonardo cominciò i suoi studi di pittura nella bottega del famoso maestro Andrea del Verrocchio. Per perfezionarsi entrò a far parte di una confraternita di pittori fiorentini, cosa che gli permise di cominciare a lavorare per proprio conto. Si trasferì a Milano e cominciò a lavorare per il potente duca Ludovico Sforza. Presso la sua corte realizzò diverse invenzioni, dalle scenografie per le feste alle macchine militari. Inventò perfino una penna stilografica. Durante gli anni vissuti a Milano dipinse l’Ultima cena, nella quale è raffigurato Gesù con i dodici apostoli, e la Vergine delle Rocce, due delle sue opere più famose.

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LE INVENZIONI Molte cose oggi esistenti sono sta te immaginate da Leonardo. Ide ò vari tipi di ponte, l’automobile, la bicicletta , il paracadute, un velivolo simile all’elicottero e un altro che potrebbe dirsi il pap à del parapendio. Non riuscì a volare, ma con la me nte viaggiò nel tempo immagin ando cose che nella sua epoca parevano impossibili. Nel corso della sua vita, Leonardo riempì moltissimi quaderni con appunti e disegni. Utilizzava una curiosa tec nica di scrittura, chiamata scrittu ra spe culare: la si può leggere solo rifle ttendola in uno specchio. Questi quaderni contengono an notazioni di astronomia e anatomia, e idee per invenzioni. Anche nella pittura Leonardo fu un innovatore. Utilizzò la cosiddetta tecnica dello sfumato, che riduce i contorni. Nella Gioconda si può vedere l’effetto di questa tecnica nel sorriso di Monna Lisa. (Sulle due pagine, adattamento

da Leonardo da Vinci, «I miei piccoli EROI», Mondadori, Milano, 201 9)

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TI PRESENTO LEONARDO marzo AGENDA 2030

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Destinatari

Bambini di 5 anni

Didattica

Digitale

Metodologia

Learning by doing, Realtà aumentata, LIM

Attività

Alla LIM… conosco Leonardo • Al tablet… gioco con Leonardo • Al cubo… esploro Leonardo

Competenza europea

4. Competenza digitale

Campo di esperienza

Immagini, suoni, colori

Obiettivi

• Usare dispositivi multimediali (LIM e tablet) • Sperimentare la realtà aumentata • Visualizzare modelli tridimensionali su un’immagine • Favorire l’interesse e il coinvolgimento attraverso l’uso di app

Scopriamo la vita e le opere di Leonardo attraverso la tecnologia: alla LIM, con la visione di un cartone animato a lui dedicato, e attraverso la realtà aumentata, utilizzando sia il tablet che il Merge Cube.


Alla LIM... conosco Leonardo CARTONE ANIMATO SU LEONARDO IMMAGINI DI LEONARDO LIM COMPUTER

olleghiamo la LIM al computer e impostiamo C l’immagine di Leonardo, poi invitiamo i bambini a sedersi davanti alla lavagna interattiva. resentiamo l’artista e spieghiamo ai bambini che P è stato un pittore, un inventore, uno scienziato e un architetto, insomma un uomo di grande genialità, e soprattutto che è stato un attento osservatore della natura. Infatti, quando trovava una cosa interessante, la disegnava e la studiava con grande curiosità e attenzione, poi prendeva appunti e si documentava, infine rifletteva ed elaborava una sua teoria, ma cambiava anche idea o cercava nuove spiegazioni, se qualche tempo dopo notava qualcosa di diverso.

DIVENTIAMO inventori

Cosa serve:

roponiamo la visione della puntata dedicata a P Leonardo del cartone animato L’arte con Matì e Dadà di «RaiPlay».

AGENDA 2030

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Al tablet... gioco con Leonardo marzo

Cosa serve: TABLET CON SISTEMA OPERATIVO ANDROID APPLICAZIONE “DA VINCI MACHINES AR” STAMPANTE PLASTIFICATRICE FORBICI

Proponiamo un’esperienza con la realtà aumentata, in modo che i bambini abbiano la possibilità di vedere le invenzioni di Leonardo in funzione e in 3D. Stampiamo e plastifichiamo le schede delle invenzioni dal link: http://kfk.rf.gd/Android/Leonardo/ images_en.html?i=1 Scarichiamo “Da Vinci Machines AR” dal Playstore su un dispositivo mobile, meglio su un tablet: h t t p s : / / p l a y. g o o g l e . c o m / s t o r e / apps/details?id=com.dmatsokin.vinci1&hl=en_US, Apriamo l’applicazione dal dispositivo mobile per poi inquadrare le immagini stampate.

AGENDA 2030

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Al cubo... esploro Leonardo MERGE CUBE SMARTPHONE O TABLET APPLICAZIONI

Esploriamo il mondo di Leonardo grazie all’utilizzo di MERGE Cube di EU Edition, un cubo olografico che consente ai bambini di scoprire la genialità di Leonardo attraverso un’esperienza di realtà aumentata. MERGE Cube funziona con la piattaforma MERGE Edu, che include le applicazioni “Visualizzatore oggetti” e “Merge Explorer” con funzioni sia gratuite che a pagamento.

DIVENTIAMO inventori

Cosa serve:

Scarichiamo e avviamo sullo smartphone o sul tablet le applicazioni dedicate al MERGE Cube, disponibili sul sito di MERGE Miniverse al seguente link: https://miniverse. io/cube Puntiamo il dispositivo sul cubo e guardiamo la trasformazione del cubo in un oggetto virtuale.

AGENDA 2030 Per l’esperienza si ringraziano i professori Cristina Magnolo, Vittorio Belloni e Mauro Sabella, esperti e formatori di didattica assistita dalle nuove tecnologie.

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GLI INVENTORI A CONFRONTO NELLA FESTA DELLA CREATIVITÀ I modelli «derivati dai disegni di Leonardo sono delle idee che si sarebbero potute brevettare», con queste parole Fiorenzo Galli, direttore del Museo della Scienza e della Tecnica intitolato a Leonardo da Vinci, spiega come mai, per celebrare i cinquecento anni dalla morte del genio toscano, abbia voluto una manifestazione volta a far incontrare gli attori dell’innovazione italiana, come la ricerca, le idee e le imprese. Nel segno vinciano, a Milano, dal 6 all’8 maggio 2019, si è tenuta InnovAgorà che è stata la prima “piazza dell’innovazione italiana”. Un evento dedicato alla promozione dei risultati della ricerca pubblica, in cui presentare a imprese e investitori una selezione di tecnologie brevettate per favorirne il trasferimento e la valorizzazione presso il tessuto imprenditoriale del Paese. Punto di partenza di un nuovo programma del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che punta a favorire l’introduzione nella società di applicazioni e tecnologie dal forte impatto innovativo, è stata la prima edizione di un appuntamento destinato a diventare annuale, proponendosi come strumento di conoscenza e valorizzazione della migliore ricerca italiana. InnovAgorà ha rappresentato anche l’occasione per avviare una discussione costruttiva sul quadro normativo che regola il tema dei brevetti e della proprietà intellettuale in Italia, sugli strumenti pubblici e privati a sostegno dei processi di valorizzazione della ricerca. InnovAgorà si è articolata in tre giornate di esposizione e presentazione al pubblico di centosettanta tecnologie brevettate, selezionate tra i più promettenti risultati di ricerca di quarantotto atenei italiani e tredici enti di ricerca. I brevetti selezionati appartengono a temi prioritari per l’economia e i settori in crescita, per i quali sono previste ampie prospettive di sviluppo che sono state suddivise in sette aree tematiche: • bioeconomia e agroalimentare; • manifattura intelligente: materiali innovativi, robotica e ICT; • energia sostenibile, ambiente e tecnologie verdi; • società intelligenti, sicure e inclusive, mobilità sostenibile; • dispositivi per la diagnosi e la cura; • nuovi farmaci e biotecnologie per la salute; • tecnologie innovative per l’edilizia, le infrastrutture e il patrimonio culturale. Lo spazio espositivo – in cui i ricercatori erano a disposizione di imprenditori, investitori e rappresentanti istituzionali per presentare le proprie innovazioni e i prototipi – è stato allestito all’interno del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Adattamento da www.innovagora.it e www.corriere.it – allegato al Corriere della sera del 6 maggio 2019

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UNA STORIA DI LEONARDO Bambini di 3, 4, 5 anni

Didattica

Inclusiva

Metodologia

Circle time

Attività

Lettura e ascolto del racconto • Rielaborazione e rappresentazione grafica

Competenza europea

1. Competenza alfabetica funzionale

Campo di esperienza

I discorsi e le parole

Obiettivi

• Sviluppare la capacità di ascolto • Comprendere testi ascoltati • Rielaborare verbalmente e graficamente un racconto • Arricchire e precisare il lessico • Scoprire la vita di Leonardo

Per coinvolgere maggiormente i bambini e avvicinarli ancora di più al mondo di Leonardo, proponiamo la lettura di un racconto dedicato alla sua vita e narrato in prima persona proprio da lui.

DIVENTIAMO inventori

Destinatari

Lettura e ascolto del racconto Cosa serve: RACCONTO

Rechiamoci con i bambini nell’angolo morbido e, dopo esserci seduti, proponiamo l’ascolto del racconto.

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LEONARDO DA VINCI

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Mi chiamo Leonardo di ser Piero da Vinci e sono nato nel 1452 a Vinci, un piccolo paese nei pressi di Firenze. Mia madre era una contadina e mio padre un importante notaio. A quell’epoca, Firenze era una delle città più importanti d’Europa, vi vivevano famiglie molto ricche e a ogni angolo si potevano vedere artisti impegnati a lavorare per i grandi signori: pittori, scultori, architetti, poeti. Io li guardavo e pensavo che da grande avrei tanto voluto essere uno di loro! Giravo portando sempre sottobraccio un quadernetto sul quale disegnavo tutto quello che vedevo e mi veniva in mente: paesaggi, la mia famiglia e i miei amici, macchine e altre invenzioni. Prendevo appunti ma li scrivevo a rovescio, così che per leggerli bisognava mettersi con la pagina davanti a uno specchio. Un giorno, mio padre mostrò i miei disegni al suo amico Verrocchio, un famoso pittore: gli piacquero così tanto che mi propose di lavorare con lui come apprendista. Nella bottega del Verrocchio, imparai molte cose oltre alla pittura. Studiai matematica e mi insegnarono a scolpire e a lavorare con il gesso, il legno e il metallo. Dopo qualche tempo mi trasferii a Milano, dove entrai al servizio del duca Ludovico, lavorando come ingegnere. Benché quasi sempre mi chiedesse di progettare fortificazioni per difendere la città da possibili attacchi, realizzai anche scenografie per le grandi feste e i banchetti offerti dal duca, inventai anche il tovagliolo ma soprattutto dipinsi una delle mie opere più famose: l’Ultima Cena che raffigurava Gesù con i dodici apostoli. Un giorno poi progettai la più grande statua equestre mai costruita: un cavallo di bronzo di 70 tonnellate di peso, 7 metri di lunghezza e 7 di altezza, ma ci fu l’attacco dei francesi e non fu realizzato se non molti anni dopo. Scappai da Milano e andai a Venezia dove inventai lo scafandro con il quale i soldati potevano immergersi nell’acqua dei canali e attaccare le imbarcazioni nemiche senza essere visti. Facemmo alcune prove, però alla fine la mia invenzione non fu utilizzata.


Spesso immaginavo cose utili, che facilitassero la vita della gente come la bicicletta, la barca che si muoveva con le pale, ma un fatto che, fin da piccolo, destava la mia curiosità era che gli uccelli potessero volare. Passavo delle ore a osservarli, a disegnarne le ali, le traiettorie di volo, il modo di planare… lavorai a lungo su un meccanismo che permettesse agli esseri umani di volare. Disegnai diversi modelli di ali, ma non raggiunsi risultati soddisfacenti. Anche se alcune delle mie invenzioni non funzionarono, non mi persi d’animo: continuai a studiare e a fare esperimenti. Se esiste una macchina davvero incredibile, questa è il corpo umano: è straordinario il numero di movimenti e di cose che può fare! Osservavo e disegnavo corpi umani per cercare di descrivere esattamente come funziona questo complesso insieme di ossa, nervi, muscoli, vene e arterie. A sessant’anni mi trasferii a Roma, dove finalmente portai a termine il mio quadro più famoso, Monna Lisa, conosciuto come la Gioconda. È il ritratto di una donna con un sorriso enigmatico: alcuni pensano che sia triste e altri che sia contenta. Sullo sfondo, disegnai un paesaggio sfumato, che sembra avvolto da una nebbiolina. Trascorsi gli ultimi anni della mia vita in Francia, al servizio del mio nuovo protettore, il re Francesco I. Mi fece dono di un bel castello in cui vivere, così potevo fare quello che mi piaceva di più. Qui lavorai e sognai fino al mio ultimo giorno di vita, il 2 maggio 1519. Mi chiamo Leonardo da Vinci e questa è la mia storia. Ho trascorso tutta la vita studiando, imparando e immaginando cose che ancora non esistevano. Non nacqui sapiente: lo diventai con la curiosità e il desiderio di sapere cose nuove. Impiegai anni a portare a termine le mie opere, perché ero un perfezionista e continuavo a correggerle. Molte delle mie invenzioni non funzionarono e neppure furono costruite, ma non importa. Perciò, se qualcosa ti interessa, studiala, disegnala senza pensarci sopra: ne verrà sicuramente fuori qualcosa di buono e di divertente per te e per il mondo. (Adattamento da Leonardo da Vinci, «I miei piccoli EROI», Arnoldo Mondadori, Milano, 2019)

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Rielaborazione e rappresentazione grafica marzo 476

Cosa serve: FOGLI A4 BIANCHI PASTELLI PASTELLI A CERA PENNARELLI

Invitiamo i bambini a rielaborare verbalmente e a rappresentare graficamente un momento della vita di Leonardo che li ha particolarmente incuriositi. ADELE: «Ha fatto tante cose Leonardo». ROMEO: «Che grande inventore è stato». FRIDA: «Ma è vissuto tanti anni fa ed era difficile inventare». NICOLÒ: «È vero, non c’erano tutte le cose che ci sono oggi». MATILDE: «Proprio bravo, questo Leonardo».


LEONARDO E IL LEGNO Bambini di 5 anni

Didattica

Scientifica

Metodologia

STEM, Tinkering

Attività

La catapulta

Competenza europea

3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 7. Competenza imprenditoriale

Campo di esperienza

La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Utilizzare il pensiero logico e razionale • Sperimentare il principio delle leve • Realizzare semplici oggetti tecnologici con materiali di uso quotidiano

Realizziamo con i bambini una semplice costruzione con il legno, un materiale che Leonardo utilizzava spesso nei suoi progetti.

DIVENTIAMO inventori

Destinatari

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La catapulta marzo

Cosa serve: ABBASSALINGUA DI LEGNO GOMME DA CANCELLARE ELASTICI PEZZETTI DI CARTA

opo aver osservato alcune immagini tratte da un D libro, spieghiamo ai bambini che spesso Leonardo utilizzava il legno per realizzare le sue invenzioni, come ad esempio le macchine per volare o quelle belliche, sia in fase di progettazione sia in fase di realizzazione. La catapulta di Leonardo era un congegno costituito da una doppia balestra di legno che riusciva a scagliare proiettili, materiale incendiario o sassi a distanze notevoli. Quando le balestre erano caricate, le stesse si trovavano in forte tensione, a questo punto nel cucchiaio veniva inserito l’oggetto da lanciare e l’operatore grazie a una manovella sganciava le balestre che scaraventavano con molta forza l’oggetto. Raccontiamo che «in un mondo in cui le città avevano eretto possenti mura di difesa per respingere gli assalti di innumerevoli eserciti e bande di mercenari o irregolari, la catapulta risultava l’arma da assedio più comune. Risalenti a molti secoli prima come idea, tuttavia le catapulte di Leonardo si caratterizzarono per il perfezionamento dei meccanismi di lancio […] risultando così fuori dalla portata delle armi dei difensori cittadini» (Gianluca Turconi, Leonardo da Vinci e le armi del futuro, www.letturefantastiche.com). roponiamo, quindi, ai bambini una sfida: «Costruiamo P una catapulta, proprio come ha fatto Leonardo?». Seguiamo le seguenti fasi di lavoro: 1. Distribuiamo a ciascun bambino i materiali, meglio di recupero o da riutilizzare successivamente: due abbassalingua di legno, una gomma da cancellare e due elastici.

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2. Lasciamo che i bambini studino in che modo assemblarli per realizzare la catapulta e, solo in un secondo momento, diamo l’esempio.

4. Distribuiamo un pezzetto di carta a ciascun bambino e invitiamo ad appallottolarlo per realizzare una piccola pallina.

DIVENTIAMO inventori

3. Mettiamo la gomma da cancellare tra i due abbassalingua a un terzo della lunghezza e fissiamola con i due elastici.

5. Appoggiamo la pallina sull’estremità più distante dalla gomma e, premendo con forza sull’altra estremità, lanciamo la pallina. Conclusione: La catapulta funziona grazie al principio delle leve. Secondo tale principio è possibile riuscire a esercitare una forza maggiore rispetto a quella delle sole braccia. Una leva è formata da un oggetto rigido che ruota attorno a un punto fisso detto “fulcro”. A essa si ancorano dei bracci per esercitare una forza. Molti strumenti di uso quotidiano usano questo principio (forbici, schiaccianoci, pinze).

Per l’esperienza si ringrazia la professoressa Chiara Beltramini, esperta e formatrice di didattica assistita dalle nuove tecnologie.

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l i o m a i r o l p Es o d r a n o e L i d mondo LA NATURA E L’ACQUA

ogni forma e, Leonardo è affascinato dalla natura e cerca l’acqua in gina un moncon la sola forza dell’osservazione e dei ragionamenti, imma dei fluidi, il ciclo do dove l’acqua è alla base di ogni cosa. Scopre le leggi sa e viceversa, dell’acqua e le trasformazioni da solida a liquida e a gasso dei mulinelli studia i movimenti dei vortici e le traiettorie dei flussi, i moti dell’acqua e sa e dei gorghi, li descrive e li classifica. Scopre la potenza che è più terribile del fuoco. sue ricerche e Leonardo cerca di trovare delle applicazioni concrete alle pie especon le sue idee ha inizio la scienza idraulica moderna. Com giamento e rimenti con fluidi diversi, studia le onde del mare, il galleg , pinne per progetta barche, meccanismi per dragare il fondo dei fiumi cqua. le mani e persino scafandri per muoversi respirando sott’a e e canali, È un ingegnere idraulico molto bravo: progetta dighe, chius le. o come svuotare un porto dall’acqua per lavorare sul fonda

IL FASCINO DEL VOLO Leonardo alza spesso lo sguardo al cielo, affascinato dal volo di tanti esseri viventi ed è il primo a capire la meccanica del loro volo. Vuole costruire una macchina per viaggiare sopra le nuvole, per questo studia i flussi d’aria, i venti e i movimenti delle ali degli animali, e arriva a scoprire le leggi dell’aerodinamica. Leonardo cerca in tutti i modi di creare una macchina per volare e pensa a una specie di vascello con quattro ali come le libellule, oppure a una vite che ruota, come le pale di un elicottero. Progetta un apparecchio simile a un deltaplano, che possa volare guidato dall’uomo e spinto dal vento.

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IL CORPO UMANO Leonardo osser va gli esseri umani con ammirazione e progetta di realizzare un grande codice di anatomia, da un punto di vista completamente nuovo. Analizza sia il corpo umano che quello degli animali, perché nota che hanno caratteristiche simili. Anticipa il linguaggio scientifico moderno e scrive spiegazioni brevi perché nei suoi disegni riproduce con una precisione incredibile ogni parte dello scheletro umano.

L’EREDITÀ DI LEONAR

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Leonardo dedica tutta l’esistenza all’indagine sulla natura della vita: è pie no di curiosità e di passi one, ha una memoria straord inaria, un’incredibile capa cità di concentrazione e un grande intuito visivo. Nel passato, il confine tra arte e scienza era sottile, e Leonardo unisce la pratica, le conoscenze e la creatività in una man iera straordinaria: nei dipinti si riflettono le sue idee sulla vita e sulla natura, così come le spiega nei suoi quaderni. Se avesse pubblicato o condiviso le sue intuizion i, il suo lavoro avrebbe avut o un impatto fortissimo sullo sviluppo della scienza in Occidente. Invece sono passati seco li prima che altri scienzia ti ripetessero le sue stesse sc oper te in tantissimi cam pi: la geologia, la botanica, l’a natomia, l’ottica e l’acusti ca, la meccanica, la dinamica dell’aria e dei fluidi! (Sulle due pagine, adatt amento da Laura Manares i, Giovanni Manna, Il mondo di Leona rdo, Rizzoli, Milano, 2019 )

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LEONARDO E L’ACQUA TRA SCIENZA E MISTERO ' marzo AGENDA 2030

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Destinatari

Bambini di 4, 5 anni

Didattica

Scientifica

Metodologia

STEM, Metodo scientifico

Attività

La campana subacquea • Lo scafandro

Competenza europea

3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria 7. Competenza imprenditoriale

Campo di esperienza

La conoscenza del mondo

Obiettivi

• Osservare una reazione scientifica e provare a capirne la ricaduta nella vita quotidiana • Fare ipotesi e trovare una possibile risposta

Andiamo con i bambini a conoscere Leonardo nella sua veste di scienziato e ingegnere tramite la scoperta dei suoi studi sull’acqua, un elemento naturale che tanto lo affascinava.


La campana subacquea MODELLO FILE 84 LIM COMPUTER IMMAGINI DELLA CAMPANA SUBACQUEA CANDELA BOTTIGLIA DI VETRO PIATTINO CIOTOLA ACQUA BICCHIERE DI PLASTICA FIAMMIFERI

sserviamo alla LIM alcune immagini che mostrano la O campana subacquea di Leonardo e raccontiamo ai bambini che questa camera a tenuta stagna, sostenuta da un cavo e aperta sul fondo, viene calata sott’acqua come base di appoggio per un gruppo di subacquei. Sperimentazioni di “gabbie o campane subacquee” erano già state avviate nell’antica Grecia, ma il progetto di Leonardo mirava a trovare una soluzione che consentisse all’uomo di stare sott’acqua per un tempo il più lungo possibile.

DIVENTIAMO inventori

Cosa serve:

er incuriosire i bambini rispetto al funzionamento di P questa invenzione, proponiamo loro un semplice esperimento, che illustriamo alla LIM e poi dimostriamo.

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Seguiamo le seguenti fasi di lavoro:

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1. Sul tavolo di lavoro, riempiamo una ciotola d’acqua, posizioniamo all’interno un bicchiere di plastica capovolto e mostriamo ai bambini che dentro al bicchiere si forma un’intercapedine d’aria, come quella della campana nell’acqua, che consente di respirare stando all’interno. 2. Spieghiamo che lo strato di aria rimane nel bicchiere a dimostrazione del fatto che la stessa occupa un suo volume e non può essere sostituita dall’acqua, ma verrà compressa fino a quando non ci sarà un equilibrio tra la pressione esterna e quella interna.

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4. Versiamo nel piattino un po’ d’acqua, così da creare un sottile strato e accendiamo nuovamente la candela.

DIVENTIAMO inventori

3. Posizioniamo sul tavolo un piattino e una candela, che accendiamo per ancorarla con un po’ di cera sciolta e poi spegniamo.

5. Prendiamo la bottiglia di vetro, capovolgiamola sopra alla candela appoggiandola sul piattino e chiediamo ai bambini di fare delle ipotesi.

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6. Registriamo le loro osservazioni: FRIDA: «Forse la candela scalda la bottiglia, perché il fuoco è caldo, che poi scotta». LIAM: «Secondo me, la candela resta accesa e piano piano si consuma». NICOLÒ E.: «Forse, dopo un po’, la candela si spegne». 7. Passato un po’ di tempo osserviamo che cosa succede: la fiamma si spegne e l’acqua dal piattino passa all’interno della bottiglia. onclusione: Mettendo la bottiglia sopra la candela, l’aria all’interno della bottiglia si C è scaldata e le molecole di ossigeno hanno reagito con il carbonio per formare l’anidride carbonica, poi, quando l’ossigeno si è consumato, la fiamma si è spenta (in una combustione la candela fa da combustibile e l’ossigeno da comburente; se uno dei due si esaurisce, la combustione termina e la fiamma si spegne). Dopo che la fiamma si è spenta, nella bottiglia si sono formati gas caldi che si sono raffreddati e, in questa fase, si è creata una depressione tale da portare l’acqua verso l’alto, come se venisse aspirata dallo stantuffo di una siringa, ma ovviamente in modalità più blanda. hiediamo ai bambini di compilare la scheda del metodo scientifico, come da modelC lo, per fissare la scoperta.

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La festa di aprile

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Festa di Pasqua

PASQUA ARRIVERÀ Quando tutto rifiorisce, ti diverte, ti stupisce. Come il sole che ti scalda e i profumi della sera. Quando ormai è primavera, anche Pasqua arriverà. Rit. Dolce Pasqua di pace, dolce Pasqua d’amore. Ogni gioia nel cuore questo augurio porterà. Quando tutto rifiorisce, ti diverte, ti stupisce. Con gli allegri coniglietti, le uova e gli ovetti. Con le bianche colombe quanta gioia porterà. Rit. x 2 Ogni gioia nel cuore questo augurio porterà. Arianna Caputo

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FESTEGGIAMO INSIEME CON UN RACCONTO Proponiamo un tenero racconto in cui un pulcino di Pasqua riceve una sorpresa bellissima e davvero speciale. Lettura e ascolto del racconto Cosa serve: RACCONTO

Invitiamo tutti i bambini della scuola in salone o in palestra e, dopo esserci seduti, proponiamo l’ascolto del racconto.

PIO PIO E LA SUA PASQUA SPECIALE È la vigilia di Pasqua e tutti sono impegnati a ultimare i preparativi per la festa. Nell’aria ci sono profumi di dolci e torte che fanno venire l’acquolina e i bimbi non vedono l’ora di ricevere le uova di cioccolato dal coniglietto di Pasqua. Solo la gallina Cocò è preoccupata perché sta covando con impegno e, non potendosi muovere dalla sua cesta per nessun motivo, si è scordata di prenotare l’ovetto di cioccolato per il suo dolce pulcino Pio Pio. «Povero piccolo, chissà come rimarrà deluso» pensa Cocò. Cosa si può fare? Pensa e ripensa… ripensa e pensa… ecco una bella idea! Telefona a suo marito, il gallo Chicchì che è al lavoro al pollaio. «Scusami caro, quando torni puoi fermarti a comprare un pennello e delle tempere?».

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«Certo tesoro, ma a cosa ti servono?» chiede curioso. «È una sorpresa, non essere impaziente» ridacchia la gallina. Dopo cena quando Pio Pio e Chicchì vanno a dormire, Cocò, anche se non si può allontanare dalla sua cesta, inizia a darsi un gran da fare. La mattina dopo, il pulcino si sveglia contento e corre da mamma e papà. «Sveglia pigroni! È Pasqua» grida felice, saltellando di qua e di là. Si precipita alla porta ma, quando la apre, rimane deluso perché non trova l’uovo di cioccolato che tanto desiderava. «Piccolo mio» lo consola la mamma, «non essere triste, quest’anno c’è un dono diverso ma altrettanto bello, guarda!». Mamma gallina si alza e nella cesta appaiono tre uova decorate con disegni stupendi e su ognuno è disegnata la faccia di Pio Pio, di Cocò e di Chicchì. Il pulcino resta a bocca aperta. Non ha mai visto uova tanto belle. «Se le uova sono così fantastiche, chissà che sorpresa speciale c’è dentro» esclama con stupore.

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CRICK… CRACK… CROCK… Proprio in quel momento, i gusci cominciano a creparsi e, come per magia, appaiono tre adorabili testoline batuffolose. «WOW! Un fratellino e due sorelline, non giocherò mai più da solo. Che bello!». Pio Pio è contentissimo e chiede a mamma e papà se può decidere i nomi dei fratellini. «Certo tesoro» rispondono raggianti. «Mi piacerebbe Lalla, Colombina e naturalmente … Pasqualino!». Mentre tutti ridono, suona il campanello e Pio Pio corre ad aprire. Incredibile!!! Davanti a lui ci sono quattro uova di cioccolato, una grande e tre piccine. C’è anche un biglietto. Il pulcino va già a scuola, così lo legge ad alta voce: «L’uovo grande è per Pio Pio, quelli piccoli per i nuovi arrivati Lalla, Colombina e Pasqualino. E ricordate che, anche senza prenotazione, il coniglietto Pasquale si ricorda sempre dei bravi bambini!». Tutti si abbracciano felici. È una Pasqua davvero speciale. Marco Contrafatto («Focus Pico», 97, marzo 2016)

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Pasqua ti disegno Cosa serve: FOGLI A3 BIANCHI FOGLI A4 BIANCHI TEMPERE PENNELLI VASCHETTE PENNARELLI

seguito del racconto, prevediamo un momento di converA sazione in cui ciascuno bambino ha l’occasione di raccontare che cosa sa della Pasqua e delle sue tradizioni. ettiamo poi a disposizione i fogli A4 bianchi, i pennarelli, e M invitiamo i bambini più grandi a disegnare i protagonisti del racconto. Poi, appendiamo i disegni nell’angolo della documentazione individuale. roponiamo anche di realizzare, a tempera e su fogli A3, un P uovo di cioccolato decorato a piacere.

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LA PORTA SI VESTE PER PASQUA Per l’occasione, a cura delle insegnanti, la porta d’ingresso della scuola si decora con tante uova di Pasqua realizzate dai bambini con tempere e cartoncini.

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SORPRESE DI PASQUA La Pasqua è una festa di sorprese ed ecco che a scuola compaiono un grande uovo di cioccolato e due morbidi coniglietti. L’uovo di cioccolato Cosa serve: FILASTROCCA GRANDE UOVO DI CIOCCOLATO MARTELLO

Coinvolgiamo un pasticcere in grado di realizzare un uovo di cioccolato personalizzato con il nome della scuola. Invitiamo tutti i bambini della scuola in salone o in palestra e, dopo esserci seduti, proponiamo l’ascolto della filastrocca. M ostriamo ai bambini l’uovo, poi procediamo a romperlo, per mano di un bambino munito di martello, e infine mangiamo tutti insieme il cioccolato per augurarci Buona Pasqua.

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IL TUO UOVO QUAL È? Uovo rosso o uovo blu? A me verde piace di più. Il mio uovo di cioccolato io lo voglio tutto dorato. Quello al latte mi fa impazzire. Senza fondente non posso gioire. Lo voglio col fiocco grande così. Se ha le nocciole, portalo qui. Per me solo bianco, io non discuto: è l’unico che mi è sempre piaciuto. Ma su una cosa siam tutti schierati, perfettamente d’accordo e allineati: dateci pure le uova più strane, storte, diritte o di marzapane: poco ci importa di quel che sta fuori e molto ci preme dei loro tesori! Quando ogni uovo verrà scartato, dopo che in due sarà spaccato, dentro deve esserci una sorpresa splendida, bella e davvero inattesa, quando i misteri saranno risolti, dalla felicità saremo tutti travolti! Silvia Sommariva

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I coniglietti Cosa serve: CONIGLIETTI CAROTE FOGLI A4 BIANCHI MATITE

I n occasione della Pasqua, con la collaborazione di un’azienda agricola, facciamo trovare a scuola due piccoli coniglietti. Senza spaventarli e, soprattutto, in sicurezza, invitiamo i bambini, a gruppetti di due o tre, ad avvicinarsi alla gabbietta per osservarli e per dar loro da mangiare le carote. oi proponiamo ai bambini di disegnarli a matita su fogli A4 P bianchi.

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UN DONO PER LA FAMIGLIA Realizziamo con i bambini un pulcino tridimensionale con un ovetto di cioccolato, da portare a casa per condividere l’emozione di questa festa con la famiglia. Costruiamo il pulcino Cosa serve: MODELLO FILE 100 CARTONCINI DI RECUPERO CARTA VELINA GIALLA RITAGLI DI FOGLI A4 GIALLI E ARANCIONE LANA GIALLA OCCHI MOBILI MEDI OVETTI DI CIOCCOLATO MEDI SACCHETTI DI PLASTICA TRASPARENTE RAFIA BIANCA PAGLIETTA NATURALE TEMPERA GIALLA RULLI VASCHETTE PINZATRICE BUCATRICE MATITE FORBICI COLLA A CALDO COLLA STICK

Invitiamo i bambini a colorare i cartoncini di recupero con la tempera gialla e il rullo; poi, una volta asciutti, disegniamo a matita sul retro la sagoma del pulcino, come da modello, e ritagliamo. Effettuiamo sempre sul retro le piegature del pulcino e pratichiamo due fori con la bucatrice dove indicato.

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Realizziamo, come da modello, il becco dai ritagli di fogli arancione e le zampe da quelli gialli. Realizziamo con la lana gialla una treccia lunga 17 cm, che inseriamo nei fori, mentre alle due estremitĂ incolliamo con la colla a caldo le zampe.

Chiudiamo il corpo del pulcino e incolliamo le ali, la cresta sovrapposta sul taglio centrale, il becco piegato come indicato dal modello e gli occhi mobili. C onfezioniamo il pulcino nel sacchetto di plastica trasparente, nel quale inseriamo un po’ di paglietta naturale. Effettuiamo alcune piegature sul sacchetto, pinziamo e facciamo due fori con la bucatrice. Inseriamo il nastrino di rafia bianca e completiamo con un ovetto di cioccolato racchiuso nella carta velina gialla, poi chiudiamo con un fiocco.

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M. E. Giordani

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o a­ ltrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE ­GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

VOLUME 1

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Unità di Apprendimento con suddivisione stagionale e sviluppo mensile, corredate da una sezione Feste con eventi, ricorrenze e giornate dedicate.

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Progetti innovativi a cadenza trimestrale o quadrimestrale sviluppati in attività laboratoriali.

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Il pittore Raffaello guida gli insegnanti, in un collegamento virtuale tra passato e presente, attraverso percorsi esperienziali per la formazione dei bambini della Scuola dell’Infanzia, unendo così tradizione e innovazione.

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