Capitani coraggiosi - ESTRATTO

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Capita i cora giosi

RUDYARD KIPLING
Cittadinanza
Classi i
abc
I
Alta leggibilità

Coordinamento redazionale: Emanuele Ramini

Coordinamento grafico: Mauro Aquilanti

Team grafico: Raffaella De Luca

Illustrazioni: Luca Poli

Schede didattiche online: Francesca Lombardo

I Edizione 2023

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Capitani coraggiosi

Raccontato da Francesca Lombardo

Rudyard Kipling
illustrazioni di
Poli
Luca

Introduzione

Rudyard Kipling (1865-1936) è stato uno scrittore britannico nato in una terra lontana dall’Inghilterra: l’India. Suona strano, vero? Devi sapere che a quei tempi l’India era una colonia dell’impero britannico, un territorio conquistato e posseduto dall’Inghilterra ma che si trovava lontano dai suoi confini.

I genitori di Rudyard erano degli artisti e si trasferirono in India per dirigere la scuola d’arte della città di Bombay (oggi Mumbai). Il nostro scrittore amò molto quel Paese, costante fonte di ispirazione per i suoi libri; per questo si sentì molto triste quando, all’età di sei anni, si trasferì in Inghilterra per frequentarne le scuole. A proposito di scuola, lo sapevi che Kipling non era affatto uno studente brillante? Ecco perché, quando era un po’ più grande, suo padre decise di portarlo con sé a lavorare a Lahore (oggi in Pakistan) dove svolse il ruolo di redattore di una gazzetta.

Desideroso di viaggiare, presto Rudyard si trasferì

nuovamente a Bombay, per poi viaggiare in molti Paesi dell’Asia e negli Stati Uniti. In quel periodo scrisse articoli di giornale e diari di viaggio che furono pubblicati, gli conferirono grande notorietà e gli diedero il coraggio di cimentarsi nella scrittura di romanzi.

I suoi libri erano così belli che nel 1907 fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura per un romanzo che sicuramente conosci: Il libro della giungla. Niente male per uno studente che non andava bene a scuola! Inoltre, quando vinse quel premio aveva solo quarantuno anni. Forse un uomo di quarantuno anni potrebbe sembrarti già abbastanza maturo, ma devi sapere che nessuno prima di lui aveva ricevuto il prestigioso premio a un’età così giovane.

Kipling è stato uno scrittore molto amato e apprezzato ed enorme è stata la sua influenza sugli autori che, dopo di lui, si sono cimentati nella scrittura di romanzi di avventura e di fantascienza. Già, anche di fantascienza: infatti, scrisse dei racconti fantastici davvero interessanti.

Qui ti proponiamo di leggere Capitani coraggiosi, uno dei suoi libri più noti (e più belli). È una storia che ha appassionato lettori di tante generazioni: parla di un ragazzo di nome Harvey, cresciuto in una delle più ricche famiglie d’America. È arrogante e viziato; una persona con la quale scommetto che non vorresti trascorrere nemmeno dieci minuti della tua vita. Ma, come nei migliori romanzi, il destino mette Harvey a dura prova e, come puoi ben immaginare, le cose per lui cambieranno.

Se non conosci la storia di Harvey, spero che tu la possa apprezzare man mano che procede la lettura. Sono sicura che ancora oggi ci siano ottimi motivi per leggere questa storia che è diventata un classico della letteratura.

Capitani coraggiosi è un romanzo di formazione. Sai che cosa significa? Vuol dire che il protagonista, costretto a vivere situazioni difficili, affronta gli ostacoli e, un po’ alla volta, matura e cresce. Prova a pensare ai libri che hai letto o ai film che hai visto: se il protagonista alla fine del libro è cambiato almeno un po’ rispetto all’inizio, allora siamo di fronte a una storia di formazione.

A proposito di film, secondo te poteva mancare una versione cinematografica di Capitani coraggiosi? Certo che no! Il film c’è, ma si tratta di una pellicola un po’ vecchiotta; infatti, è stata girata nel 1937 e, ovviamente, è in bianco e nero. È un bel film ma, se vuoi guardarlo, ti consiglio di avere un po’ di pazienza e concludere prima la lettura del libro, anche perché la trama del film non è proprio identica a quella che Kipling pensò per il romanzo: si conclude in modo un po’ diverso, ma non voglio dirti altro per non rovinarti la sorpresa.

Dunque, non mi resta che augurarti una buona lettura: spero che tu ti possa tuffare (mai parola si è rivelata più adatta!) in questa meravigliosa avventura e confido che anche le illustrazioni che immortalano alcune memorabili scene del libro ti possano accompagnare in questo viaggio. Spero che le suggestioni delle tavole disegnate ti trasportino in mezzo al mare insieme a Harvey e alla ciurma degli indimenticabili Capitani coraggiosi.

Infine, una precisazione a proposito dell’apparato didattico, ovvero le attività che vengono proposte in abbinamento a ciascun capitolo e che troverete come espansioni on-line del seguente volume: sono esercizi di comprensione del testo, qualche spunto di riflessione su alcune tematiche di educazione civica e diversi esercizi di scrittura creativa. Il mio consiglio è di affrontare questi esercizi con entusiasmo, così da liberare l’artista che è in te… chissà mai che tra voi lettori e scrittori in erba non si celi un futuro Premio Nobel per la Letteratura!

Capitolo 1

Un salvataggio particolare

La porta della sala fumatori era spalancata sulla nebbia dell’Atlantico, il piroscafo ondeggiava e la sirena suonava per segnalare la propria presenza alla flotta di pescherecci.

– Quel ragazzo, Harvey Cheyne, è la peggior rogna che ci poteva capitare – disse un signore avvolto in un cappotto alla marinara mentre chiudeva la porta con decisione. – Nessuno lo vuole qui, è davvero insolente.

Un tedesco dai capelli bianchi afferrò un sandwich e tra un morso e l’altro brontolò:

– Conosco il genere, ce ne sono un sacco in America. Con questa gente bisogna usare le maniere forti.

– Non saprei – si intromise un uomo di New York, – forse è più da compatire che da biasimare: fin da piccolo è stato sballottato da una parte all’altra dell’America, come un pacco. La madre, una bravissima persona per carità, non è affatto capace di educarlo e infatti lo sta portando in Europa, per completare la sua formazione.

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– Completare? – precisò un signore di Philadelphia,

– ma se non è nemmeno iniziata! Il ragazzo dice di poter contare su una rendita di duecento dollari per i suoi capriccetti. Duecento dollari al mese! L’ho sentito con le mie orecchie. E non ha ancora sedici anni.

– Suo padre ha a che fare con le ferrovie, dico bene? –chiese il tedesco.

– Ferrovie e non solo: ha miniere, commercia in legname e ultimamente è diventato qualcuno anche nel commercio marittimo. Possiede un palazzo a San Diego e uno a Los Angeles – continuò il tipo di Philadelphia.

– E sapete come passa il tempo la moglie? Spende soldi. Lo fa per calmare i nervi, dice. Poi però si lamenta perché l’Ovest non le piace e così è sempre in viaggio, con il figlio appresso. Chissà come sarà il ragazzo quando torna dall’Europa, ho l’impressione che non abbiamo ancora visto niente.

– E il padre? Possibile che non faccia nulla?

– Il padre accumula soldi e non vuole altre preoccupazioni. È un peccato, perché in quel ragazzo

c’è un barlume di speranza, a voler ben guardare.

Secondo me, qualcosa si potrebbe ancora ottenere.

– Sì, certo – puntualizzò il tedesco. – Con le maniere forti.

In quel momento la porta sbatté nuovamente; si affacciò sulla soglia un ragazzo di una quindicina di anni, alto e magro, con una sigaretta che gli pendeva

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dalla bocca. Colpivano l’incarnato giallastro, non proprio da ragazzo, e lo sguardo: sfrontato e titubante insieme. Indossava un maglione rosso ciliegia, pantaloni alla zuava, calze rosse, scarpe da ciclista e un berretto di lana, rosso anch’esso. Osservò il gruppo e disse con voce tonante:

– La nebbia è bella spessa oggi! Li sentite i pescherecci? Pensate che spasso se ne affondassimo uno!

– Chiudi la porta – disse l’uomo di New York. – E rimani fuori. Non sei il benvenuto.

– Non può impedirmi di restare, signor Martin. L’ha pagato lei il mio biglietto?

Prese dei dadi e iniziò a farli rotolare tra le dita da una mano all’altra.

– Signori, ditemi un po’, non morite anche voi di noia? Che ne dite di una partita a poker?

Il ragazzo non ebbe alcuna risposta, tirò una boccata dalla sigaretta, tamburellò sul tavolo con le dita piuttosto sporche e prese un fascio di banconote come se avesse in mente di contarle.

– Come sta tua madre, Harvey? Non l’ho vista a pranzo – gli chiese l’uomo di New York.

– Immagino sia in cabina, non è mai in forma quando viaggia in mare; darò quindici dollari alla cameriera per controllarla, non ho voglia di scendere e passare davanti alla dispensa, mi dà fastidio.

11 Un salvataggio particolare

– Non devi giustificarti, Harvey.

– E chi si giustifica? Non avevo mai attraversato l’oceano e, a parte il primo giorno, non ho mai sofferto il mal di mare.

Orgoglioso di sé, batté un pugno sul tavolo, si inumidì le dita e iniziò a contare i soldi.

– Farai un figurone in Europa – sbadigliò l’uomo di Philadelphia.

– Oh, sì! Vedranno di che pasta sono fatto! –confermò Harvey pieno di sé. – Non è che c’è qualcuno che ha una buona sigaretta turca? La mia si è spenta e quelle che vendono sulla barca sono disgustose.

Il tedesco estrasse da un astuccio un sigaro nero e sottile e glielo offrì.

Harvey, felice di essere ben accolto dalla compagnia, lo accettò non sapendo che si trattava di un Wheeling, un sigaro fortissimo.

– Dove ci troviamo, signor MacDonald? – chiese il tedesco al capomacchinista che si trovava con loro.

– Stanotte saremo sul Grande Banco, ora siamo in mezzo ai pescherecci.

Il tedesco si rivolse a Harvey per sapere se avesse apprezzato il sigaro e si accorse che il ragazzo aveva gli occhi pieni di lacrime.

– Buono. Lo trovo molto… intenso…

Harvey si alzò con la scusa che la barca sembrava rallentare.

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– … mi allontano solo un attimo, signori, vado a controllare il solcometro 1 .

Raggiunse il ponte barcollando, cercando comunque di darsi un tono, dal momento che passava di lì un cameriere con il quale si era vantato di non soffrire il mal di mare. Raggiunse la poppa e in quel momento si piegò a causa degli spasmi provocati dal fumo. Tra il sigaro e il movimento della barca, il suo stomaco era a pezzi. Gli girava la testa e il corpo gli sembrava leggerissimo. Poi il transatlantico virò e lui si sentì svenire. Un sobbalzo e Harvey cadde a poppa, oltre la balaustra. In quel momento un’onda lo raggiunse e, come se lo cingesse in un abbraccio, lo trascinò via tra i marosi; il ragazzo non oppose alcuna resistenza e si addormentò.

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SOLCOMETRO: strumento usato per misurare la velocità di bordo.
Un salvataggio particolare

Fu il suono di un corno a svegliarlo e ci mise un po’ a capire chi fosse.

“Sono Harvey Cheyne e sono morto in mezzo all’oceano” pensò. Mentre si ridestava, si rese conto di essere ancora in mezzo al mare, ma su una barca diversa: attorno a lui c’erano pesci moribondi e, lì accanto, un uomo in maglione blu, di cui vedeva solo la schiena. “Dev’essere il mio guardiano, qui nel regno dei morti”.

Emise un lamento e l’uomo si girò; Harvey vide solo degli orecchini ad anello nascosti da riccioli neri.

– Vedo che stai meglio. Bene così. Stai fermo, perché dobbiamo mantenere l’equilibrio.

L’uomo remava e parlava insieme, senza sosta.

– E la sai una cosa? Sono stato proprio fortunato ad averti pescato. Ma come hai fatto a cadere in acqua?

– Stavo male.

– Quando ti ho visto scivolare ho suonato il corno e… la sai una cosa? Ero convinto che l’elica ti avesse fatto a pezzi. Invece eccoti qui, tutto intero. Ti ho tirato su come un merluzzo. Non sei morto, non questa volta.

– Dove mi trovo?

– Sei sul mio dory 2, io sono Manuel e vengo dalla We’re here. E… la sai una cosa? È quasi ora di cena.

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DORY: imbarcazione piccola e maneggevole usata in passato sia per la pesca costiera sia per la pesca in alto mare. Grazie alla sua leggerezza, il dory veniva issato e calato con facilità a bordo delle golette. In questo libro i termini dory e barchino sono da intendersi come sinonimi.

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Era incredibile, Manuel: soffiava dentro un corno per indicare la sua presenza e nello stesso tempo stava in piedi sull’esile barchino che fendeva la nebbia. Harvey non seppe quanto tutto questo andò avanti perché, spaventato dalle onde alte, si stese di nuovo tra i pesci.

Sentì qualcosa che gli ricordava uno sparo, di nuovo il suono del corno, urla e poi voci confuse e sovrapposte.

Un’ombra scura passò al suo fianco. Fu calato in un pozzo scuro dove uomini coperti da cerate gli fecero bere qualcosa di caldo e gli tolsero i vestiti bagnati. Poi si addormentò profondamente.

Si svegliò al suono di una campana, certo di essere ancora sul piroscafo all’ora di colazione. Fu sorpreso invece di trovarsi in uno spazio angusto e stretto, illuminato da un lume appeso a una trave. Si guardò intorno e notò che nella stanza c’era un ragazzo, occhi grigi e colorito sano, che poteva avere la sua stessa età. Indossava un maglione blu come quello di Manuel e alti stivali di gomma; sul pavimento attorno a lui giacevano sparpagliati altri stivali spaiati, una mantella, delle calze e cerate nere e gialle.

Poi, Harvey fu colpito dagli odori: pesce fritto, grasso bruciato, vernice, pepe e tabacco, il tutto mescolato al tanfo di salsedine e nave.

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Un salvataggio particolare

Si accorse con disappunto che la sua non era una cuccetta, ma un giaciglio rammendato alla meglio e, come se non bastasse, senza lenzuola. I rumori erano diversi da quelli del piroscafo: qui era un continuo scricchiolio, come se il legno si lagnasse senza sosta.

Gli venne in mente la madre, e si lagnò anche lui.

– Stai meglio? – chiese il ragazzo sfoderando un gran sorriso, – caffè? – continuò porgendogli un barattolo di latta cui aggiunse un po’ di melassa.

– E il latte? – Harvey si guardò intorno come se si aspettasse di trovare una mucca tra le cuccette.

– Latte non ne abbiamo e non ne avremo fino a settembre, ma ti assicuro che è buono, l’ho fatto io.

Harvey bevve in silenzio e poi si avventò su un po’ di maiale arrostito che il ragazzo gli aveva passato.

– I tuoi vestiti sono asciutti, ma forse un po’ infeltriti; comunque, non sono adatti alla barca. Devi controllare se hai qualche livido – disse il ragazzo.

Harvey rispose che stava bene.

– Meglio così. Ora vai da mio padre, vuole vederti. Io mi chiamo Dan e, da quando Otto è annegato, sono l’unico mozzo. Tutte le incombenze più umili toccano a me. Prima di andare, toglimi una curiosità: come hai fatto a cadere in mare con la bonaccia3 di ieri?

– Bonaccia? Era una vera e propria tempesta! In ogni caso, soffro il mal di mare.

BONACCIA: condizione in cui il mare è calmo e non soffiano venti.

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Harvey Cheyne è il rampollo di una ricca famiglia americana. È arrogante e viziato, ed è convinto di avere tutto il mondo ai suoi piedi. Mentre è in viaggio su un transatlantico per raggiungere l’Europa, si sente male e cade in mare. Salvato da un pescatore di merluzzi, Harvey è costretto a trascorrere, suo malgrado, alcuni mesi sulla goletta We’re here Sarà per lui un’esperienza unica e complicata che gli svelerà aspetti della vita che neanche sospettava potessero esistere. Un romanzo di formazione, divenuto un grande classico della letteratura.

Caratteristiche

9,50
Alta leggibilità abc grafiche che favoriscono l'accessibilità al testo
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