VIAREGGIO Book Finale

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CAMPIONATO DI GIORNALISMO

MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO 2012

Scuola media

Viani Viareggio

Il grande spettacolo dei carri Viareggio e il Carnevale: intervista al costruttore Umberto Cinquini CARNEVALE

Vivere la festa con gli occhi dei ragazzi C’È FERMENTO in città, Viareggio si trasforma: la barca con Burlamacco e Ondina ormeggia sulla spiaggia di fronte a piazza Mazzini. Porta un carico speciale a cui nessuno può rinunciare: allegria, scherzi, spensieratezza. Burlamacco e la sua Ondina scendono tra la folla festosa, camminano fino al centro della piazza dove, sulle note della canzone “Sulla coppa di champagne”, viene issata la bandiera di Re Carnevale. E’ IL MOMENTO che noi ragazzi attendiamo con ansia: finalmente “caliamo la maschera”, perché Viareggio per un mese si trasforma e ci trasforma. Coriandoli, stelle filanti e schiuma colorata sono le nostre “armi”: più ne lanci e più ne ricevi, in un gioco senza fine. Il nostro divertimento più grande è spruzzare stelle filanti a persone sconosciute: sapere che in questo periodo dell’anno “ogni scherzo vale” ci fa sentire liberi, leggeri e padroni della città. Perfino gli adulti, come per magia, ritornano bambini, e insieme ai loro figli si ritrovano a giocare ai rioni, condividono con loro i sogni e gli entusiasmi dell’infanzia. Pesce fritto, tordelli e cacciucco riempiono le strade rionali dei sapori viareggini. POI, l’ammaina – bandiera e l’ultimo fuoco d’artificio dichiarano la chiusura dell’evento più divertente dell’anno. I coriandoli sui viali a mare, sollevati dal vento, e i carri che rientrano silenziosi, ci trasmettono malinconia, ricordando il Carnevale appena passato.

NATO nel 1873 e famoso in tutto il mondo, il carnevale di Viareggio attira ancora oggi migliaia di turisti. Le strutture in cartapesta, organizzate in 6 corsi, sfilano sulla Passeggiata a Mare della città con movimenti complessi: quindi si sfidano in concorso e vengono valutate da una giuria che stabilisce una classifica per ogni categoria.

I CARRI sono costruiti dai carristi, che suddividono il lavoro in fasi. Innanzitutto disegnano il bozzetto del carro, e lo presentano alla Commissione. Se viene accettato, procedono con la costruzione delle strutture portanti che sorreggeranno i mascheroni. Quindi realizzano gli stampi dei soggetti, li colorano e li montano su una struttura di ferro tubolare. Il carro è pronto per sfilare. Ogni carro ha un proprio significato, che va dalla satira politica al rispetto dell’ambiente o degli animali: per renderlo più spettacolare, ogni carrista ne cura anche le musiche e le coreografie.Riportiamo la nostra intervista al carrista Umberto Cinquini, fratello di Stefano Cinquini. Quanto ci vuole per costruire un carro?

«Dai 2 ai 3 mesi».

rienza quotidiana». Quanto ci vuole per realizzare un bozzetto?

«Se si ha subito l’idea la realizzazione è veloce, altrimenti occorre almeno una settimana». I bozzetti vengono modificati durante la realizzazione del carro?

«Sì, se troviamo un’ idea più adatta al tema».

I bozzetti vengono sempre accettati?

«Solo se piacciono alla giuria, altrimenti è necessario rifarli. Qual è stato il tuo carro più bello?

«L’ultimo, perché negli altri trovo sempre qualcosa che avrei potuto migliorare». Cosa si prova quando si vince?

I carri, l’attrazione principale del corso mascherato Da cosa deriva l’ispirazione per il soggetto?

«Dalla realtà che ci circonda». Da cosa deriva la passione per i carri?

«Dalle esperienze d’infanzia, ma soprattutto da ciò che senti dentro». Qual è la tua opinione sugli altri carri?

«Non do mai opinioni sugli altri carri: penso solo a fare bene il mio». Ti diverti nel fare il tuo lavoro?

«Sì, ma è un lavoro che richiede sacrifici e lavoro di squadra». Hai fatto una scuola specifica? «Ho fatto l’ istituto d’arte, ma per imparare veramente serve l’espe-

«Soddisfazione nel sapere che il tuo duro lavoro è stato ripagato con una vittoria». C’è un rapporto di rivalità o di amicizia con gli altri carristi?

«La rivalità c’è di sicuro, perché tutti abbiamo voglia di vincere».

Cosa è cambiato nel Carnevale?

«E’ rimasto lo stesso di sempre, ma al passo coi tempi».

LA STORIA NACQUE NEL LONTANO 1873. E’ RIMASTA LA STESSA VOGLIA DI DIVERTIRSI

Maschere di ieri, maschere di oggi

Burlamacco nasce nel ’900 ma il nostro Carnevale è più antico

FEBBRAIO 1873. Un gruppo di giovani della Viareggio bene organizza qualcosa di insolito: una sfilata di carrozze addobbate lungo la via Regia. Nasce il Carnevale. Questa la data ufficiale: ma già all’inizio dell’800 si trovano tracce di una festa, meno aristocratica, cui partecipava il popolo in Via Regia e nella Piazza del Vecchio Mercato. Carnevale più povero ma genuino, fatto dei due elementi principali della manifestazione di oggi: allegria e partecipazione. I carri agricoli di quella festa contadina erano bordati con drappi colorati e trainati da buoi: percorrevano le vie del centro, carichi di giovani mascherati che cantavano e bevevano nell’allegria generale. Poi, i buoi vengono sostituiti dai trattori a motore, quindi da macchine radiocomandate nascoste sotto la struttura del carro. I confetti lanciati ai passanti lasciano il posto ai coriandoli. Ma l’evento più importante avviene nel 1925: i carri allegorici, prima costruiti in legno da abili car-

pentieri e dai fabbri dell’allora nascente industria navale, vengono realizzati in cartapesta, diventando più leggeri e mobili, più spettacolari, e regalano celebrità nazionale e mondiale alla manifestazione viareggina. MOTIVO portante di ieri e di oggi, la voglia di sbeffeggiare e di scherzare. Bersaglio dei carri, e ancor più delle mascherate, personaggi locali noti, ma anche rappresentanti della classe politica nazionale e internazionale: sindaci con zucche marce al posto della testa, assessori all’istruzione con orecchie d’asino: la satira investe impietosa il malcostume della vita italiana sfogando i malumori popolari. Nel corso del tempo, però, sono cambiate le paure: dalla guerra e la fame si è passati alla disoccupazione e allo spread. Invariata la voglia d’evasione, invece: “Diamo al libeccio pensieri e noia: la vita è bella, la vita è gioia…”

LA REDAZIONE QUESTI giovani autori della pagina: Anghel Adelina Maria, Antongiovanni Andrea, Balzani Sahara, Capitani Saverio, Celli Matteo, Cerù Eleonora, D’Alessandro Stefano, Fantoni Filippo, Fazzini Filip-

po, Felaco Alice, Giannecchini Laura, Huidiu Lorenzo Davide, Masoni Olga, Pardini Nur, Pezzini Martina, Richetta Mattia, Rigione Noelia, Rizzo Chiara, Sborgi Davide, Sclavi Sara, Sclavi Serena, Vanni Emanue-

le, Vigorito Michele, Vrabii Mihail. Il docente tutor à la professoressa Silvia Alderigi. Il dirigente scolastico della media Viani è la dottoressa Primetta Bertolozzi.


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