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edito da Associazione Culturale

www.quintaparete.it Anno III - n. 7 - Luglio 2012

Un particolare del campo di grano con corvi di Van Gogh

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Anno III - n. 7 - Luglio 2012

in questo numero www.quintaparete.it Numero chiuso il 7 luglio 2012

Musica/Eventi

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Teatro/Agenda

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Edito da Associazione Culturale Quinta Parete - Verona Via Vasco de Gama 13 37024 Arbizzano di Negrar, Verona

Direttore responsabile Federico Martinelli Assistente di redazione Stefano Campostrini Hanno collaborato Daniele Adami

Libri/Giochi di ruolo

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SocietĂ

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Viaggi/Animali

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Sport

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Stefano Campostrini Lorenzo Magnabosco Jessica Mariani Federico Martinelli Ernesto Pavan Alice Perini Michela Saggioro Silvano Tommasoli Realizzazione grafica Stefano Campostrini Autorizzazione del Tribunale di Verona del 26 novembre 2008 Registro stampa n° 1821

I titoli delle rubriche sono desunti, con ironia, da battute di celebri film

contatti quintaparete@quintaparete.it Federico Martinelli Cell.: 349 61 71 250

www.quintaparete.it


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Musica

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Verso l’infinito e oltre di Stefano Campostrini

Grandi ospiti in città e dintorni

Eventi (a) Verona, un’estate da sentire Continuano sui palchi di città e provincia le esibizioni degli artisti nazionali e internazionali selezionati da EventiVerona per proporre al pubblico sempre il miglior intrattenimento. A seguito dei primi concerti del mese, i Negrita il 7 luglio e Antonello Venditti il 9, il programma ha ancora tanto da proporre. Paolo Nutini sarà ospite al Castello di Villafranca il 20 luglio. Il giovane cantautore scozzese si è fatto notare negli ultimi anni grazie al suo stile pacato e ricercato, essenziale pop rock ma con influenze soul, folk e blues. Due album vincitori di diversi premi in patria e la scalata delle classifiche lo hanno decretato come un artista di sicuro interesse e dalla promettente carriera. Con una numerosa band al suo seguito, composta tra l’altro da sassofoni, trombe e tromboni, il musicista è ora in tour e sta lavorando a nuovo materiale inedito. Sempre tra le mura del castello è atteso il giorno seguente Goran Bregovic, per un consueto spettacolo frizzante, come il titolo del suo nuovo album “Champagne for gypsies” uscito in primavera e frutto della collaborazione con diversi artisti gitani e non solo. Una musica e un’orchestra, le sue, che coinvolgono al primo ascolto, conducendo a balli irresistibili, come nella migliore delle tradizioni balcaniche. Il 23 luglio giunge in Arena la serata evento “Roberto Bolle & friends”. Un gala di grande danza con uno dei ballerini più celebri del mondo, acclamato protagonista delle scene internazionali. Appassionati e neofiti potranno apprezza-

re le sue coreografie insieme ai più rinomati colleghi da lui chiamati, insieme per la prima volta sul palco del nostro anfiteatro. Nuovamente al Castello Scaligero di Villafranca per assistere al rock puro e ruvido di Iggy and The Stooges. Formatisi alla fine degli anni ‘60 hanno attraversato epoche e stili, diventando band di culto, protagonisti di concerti provocatori e

aggressivi. Il frontman Iggy Pop ha poi attraversato una carriera solista fatta di alti e bassi ma sempre contraddistinguendosi per il suo carisma unico. Con una formazione rinnovata si sono riuniti nel 2003 e tornano ora a calcare le scene anche con nuova musica inedita. Segnaliamo anche lo show dei Placebo il 3 agosto sempre al Castello di Villafranca. Il gruppo rock inglese, dopo 15 anni di attività ha iniziato con la pubblicazione dell’ultimo album nel 2009 una nuova fase della loro carriera. Terminato nel 2010 un tour mondiale di grande successo hanno ripreso quest’anno i loro appuntamenti internazionali.

In alto Roberto Bolle, qui a fianco Iggy Pop


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Luglio 2012

Verso l’infinito e oltre di Stefano Campostrini

In regione altrettante proposte del panorama musicale

Uno e più festival, in Veneto Merito di questo festival va all’associazione culturale omonima, nata nel 1988 con sede in provincia di Treviso. Ha ottenuto da subito rilevanza internazionale, riuscendo nel tempo ad organizzare eventi con ospiti di primissimo piano. Miles Davis, George Benson, Michel Petrucciani, John McLaughlin, Jack Dejonette, Tuck & Patty, Gil Evans, Diana Krall, Billy Cobham sono solo alcuni dei nomi di cui può vantare. L’edizione del festival di quest’anno non è da meno e include nel suo programma il Venezia Jazz Festival e il Nu Fest, dedicato alla musica contemporanea e in particolare elettronica. In numerosi luoghi della pianura veneta vi sarà quindi l’occasione di assistere alle esibizioni jazz di autentici “big” e artisti più emergenti, il tutto con diverse opportunità di ingressi gratuiti. Segnaliamo questo mese: - 11/7 Pat Metheny Unity Band all’Area Sherwood di Padova; - 13/7 Sarah Jane Morris alla Rocca dei Tempesta di Noale (VE); - 14/7 Saba + Niccolo Fabi, parco Villa Bolasco, Castelfranco Veneto (TV);

- 20/7 Marco Tamburini “tribute to Jimi Hendrix” al Palazzo Municipale di Fiesso d’Artico (VE); - 20/7 Grupo Compay Segundo da Buena Vista Social Club al Teatro Goldoni di Venezia; - 21/7 Vinicio Capossela + Rebetikos Gymnastas sulla Piazza degli Scacchi di Marostica (VI); - 26/7 Tolo Marton + Brian Auger & The Trinity alla Rocca dei Tempesta di Noale (VE);

- 13/7 The Cult (rock) - 14/7 Chemical Brothers (elettronica) al Kartodromo Pista Azzurra di Jesolo - 14/7 Giuseppe Giacobazzi (cabaret) - 16/7 Duran Duran all’Arena di Verona - 17/7 Alanis Morissette (pop-rock) - 19/7 Franco Battiato con l’Orchestra Toscanini - 20/7 Ben Harper (rock-folk-blues) - 21/7 Massimo Ranieri

In questa pagina, dal centro in senso orario: il chitarrista Tolo Marton, i Wolfmother durante un concerto, la pianista giapponese Hiromi e la cantante italo-etiope Saba

- 29/7 Gilberto Gil al Teatro La Fenice di Venezia; - 31/7 Cesare Picco Piano Solo alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia; - 2/8 Hiromi + Tord Gustavsen Ensemble, Teatro Goldoni a Venezia. ----Notevole è anche il cartellone organizzato da Zed Live, che opera in particolare nel contesto di Padova, che include al suo interno l’Hydrogen Festival a Piazzola sul Brenta (PD) con grandi artisti che si alterneranno prossimamente. Ecco in rassegna gli eventi di luglio: - 11/7 Wolfmother (rock)

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Verso l’infinito e oltre di Jessica Mariani

I concerti della cantante americana sono sempre degli eventi

San Siro 2012: Habemus Madonna! Trent’anni di carriera sono molti, ma certamente non troppi per ritornare sulla scena e stupire ancora. La signora Ciccone si ripresenta dopo quattro anni dallo “Sticky & Sweet Tour” con il poderoso “MDNA Tour” il cui intento sembra essere quello di “chiedere perdono” e di mostrare i trucchi dell’elisir di lunga vita. Ma perché mai una Pop-star del calibro di Madonna dovrebbe chiedere l’assoluzione dei suoi peccati, se la chiave del suo successo sta proprio nel destare scandalo e giocare sulla propria sessualità? Madonna non lascia nulla al caso e osa senza pesi nè misure: San Siro non sarà più uno stadio, né uno spazio concerti. San Siro sarà il punto di raccolta di un bagno di “fedeli” in attesa del loro guru spirituale. “Le vie di Madonna sono infinite” recita il motivetto religioso e nonostante le diffuse anticipazioni sulle chicche del tour, il senso di sorpresa e di stupore si nasconde dietro le quinte nell’attesa di ipnotizzare la folla. Dopo l’esordio nella capitale, l’MDNA Tour 2012 attraversa lo stivale per approdare nella Fashion caput mundi italiana il 14 giugno. Gli 80.000 pop-devoti si accingono a raggiungere la propria postazione. Gli anelli di San Siro strabordano di fan e a parte qualche spazio vuoto nel prato dei “coraggiosi”, lo stadio è gremito di giovani e meno giovani, di bambini in braccio alle madri, di coppie etero e meno etero. Un mito da sfatare quello del pubblico omosessuale come unico seguace della Pop-star; la folla è molto varia ed eterogenea, di genera-

zioni ce n’è sicuramente piu d’una. Il noto e prestigioso dj francese Martin Solveig apre le danze, a sirene spiegate, con “Girl Gone Wild” dando un tocco “house” al poderoso mix pre-concerto dei più famosi brani classici e moderni della Ciccone, tra cui spiccano “I’m Addicted” , il nuovo singolo “Turn up the Radio” e “I don’t give a….” in cui Madonna duetta con la scoppiettante Nicki Minaj.

nità, un’intro sacrale e inquietante accompagna l’entrata di preti in tonaca rossa e nera con le mani giunte in segno di preghiera. La croce cristiana è in bella vista e dopo un’attesa quasi snervante si cala il confessionale della peccatrice di cui si intravede la sagoma. Invoca perdono la star pentita, annuncia l’osannato pentimento e dichiara di voler essere buona ma di riuscirci a stento. Poi il boato, la chiesa crolla e si frantuma in mille pezzi (in segno di cambiamento?) e la peccatrice ritorna selvaggia con il brano di apertura “Girl Gone Wild”. La cattedrale prende vita, i preti si ribellano in una danza scatenata seguita dall’altrettanto movimentata “Revolver” in cui l’amore e il sesso uccidono “a colpi di pistola” come in un film poliziesco. “Gang Bang” è il terzo brano inedito tratto dal nuovo album in cui la sfida a mano armata diviene violenta. Madonna si arrampica sulla scena del delitto come una ladra furtiva, con movimenti leggiadri e atletici da vera professionista. La scena si alterna

Veronica si fa attendere più del dovuto, solo quarantacinque minuti di ritardo rispetto all’ora e mezza toccata ai pazienti fan della capitale. Ma l’attesa non importa, escluso qualche fischio meritato, perché l’apertura è talmente solenne e colossale che il danno viene ridotto al minimo. Un turibolo in sospensione di dimensioni gigantesche inizia a oscillare riempiendo San Siro di incenso e solen-

In alto un momento del conturbante show, qui sopra un’ immagine promo del nuovo album uscito quest’anno


Musica

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Verso l’infinito e oltre mento raggiunge il culmine quando Madonna celebra la sua accusa con la frase: “She’s not me”. La danza prosegue con il divertente motivetto “L u v Madonna! Y o u you wanna!” tratto dal brano “Give me all your luvin” seguito dal brand new track “Turn up the Radio” che lascia intravedere l’impeccabile tocco house di Martin Solveig. E’ il momento di aprire il cuore ai propri fan con il brano “Oper your heart” portando l’euforia ai massimi i livelli con percussioni e ritmi tipici di una danza popolare e qualche mano concessa ai fan scatenati. fra passato e presente, così la storica “Papa don’t preach” irrompe prepotente con il sound anni ’80 in cui la star ha finalmente l’opportunità di rivolgersi ai grandi nomi della Chiesa, desiderosa di mandare il suo messaggio di critica e sdegno. Il ritmo “dance” di “Hung up” rivivacizza il pubblico ricordando, come nello stesso video del brano, i passi atletici e acrobatici del musical “ Flash Dance”. I cinquantaquattro anni della Ciccone sembrano scomparire; il feeling con il corpo di ballo è unico e raro, tanti corpi che si muovono simultaneamente come fossero un tutt’uno. Si ritorna ai successi del momento

con il duetto fra Madonna e Nicki Minaj sul brano “I don’t give a..”, ritmato a colpi di hip-hop e R&B. La scena cambia come pure la coreografia. Un gruppo di majorette avanza verso il pubblico e musicisti in uniforme bianca e rossa rullano i tamburi in sospensione appesi a un filo. Il rullo di tamburi annuncia in realtà la seconda “frecciatina” di Veronica. Sulle note del classico “Express yourself” che la portò al successo nell’89, si erge la provocazione alla giovane rivale Lady Gaga, il cui brano di successo “Born this way” pare avrebbe notevoli somiglianze con quello della Ciccone. La dimostrazione del plagio è netta e udibile anche per l’orecchio più inesperto il cui sgo-

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Madonna conosce bene il suo pubblico e ne prevede anche i momenti di stanchezza. Lo show concede un attimo di tregua con la suadente melodia di “Masterpiece”, premiata con il Golden Globe come miglior colonna sonora del film “W.E” di cui la Ciccone è anche regista. “Dopo la quiete la tempesta”: luci e flash fotografici illuminano a intermittenza San Siro sulle note di “Vogue”. Il palco si trasforma in una passerella molto “minimal”sulle tinte del bianco e del nero. Madonna sfila con determinazione nel suo abito firmato Jean Paul Gautier assieme al corpo di ballo e alimenta l’entusiasmo degli over ’40.

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Musica

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Verso l’infinito e oltre di Jessica Mariani

Si prosegue poi con “Candy shop”, brano cult del precedente album “Hard Candy” per poi fare un salto nel 1995 con “Human nature”. Uno specchio di dimensioni enormi

le dell’artista di essere una peccatrice. Si rimane in tema religioso con “Like a prayer” intervallata dai gorgheggi di un coro gospel in stile “Sister Act”e di una Madonna che si abbandona “down on her knees” ai piedi del palcoscenico in segno di devozione. Dopo la devozione si conclude con la trasgressione del palpitante crescendo dance di “Celebration”: Madonna, i suoi ballerini e il figlio Rocco si abbandonano a danze scatenate su cubi colorati che si alzano e si abbassano sul palcoscenico. L’epicentro di energie si concentra in un unico punto del palco ed è proprio lì che Madonna e il corpo di ballo porgono il loro saluto al pubblico stanco ma ancora euforico e pieno di soddisfazione.

scorre sul palcoscenico su cui l’immagine della star si riflette con stile narcisista e provocatorio. Il momento più sensuale del concerto arriva con il celebre “Like a Virgin” che lanciò l’artista nel 1984 e che si muove su note lente in una nuova versione melodica, a tinte new age, in cui Madonna interpreta assieme a uno dei suoi ballerini il ruolo della vergine sedotta e abbandonata. Un momento emozionante, seguito dai colori e dal ritmo di “I’m addicted” e poi di “I’m a sinner” che confermano l’indole irrefrenabi-

Peccato, redenzione e assoluzione: i tre momenti cardine di uno spettacolo senza paragoni. La signora Ciccone è quindi degna del tanto osannato perdono? Le regole dello show business lo hanno sempre confermato: non si nega mai l’assoluzione alle icone della musica pop. Le provocazioni, i passi falsi e gli scandali fanno tutti parte di

quel circo mediatico che ne alimenta la fama. Solo una cosa però non è concessa loro: dar l’impressione che il tempo scorra inesorabile. Nonostante Madonna sia l’interminabile pietra di paragone che viene scagliata contro ogni giovane collega con migliori doti canore, il merito di aver inventato uno stile le viene riconfermato puntualmente dopo trent’ anni dagli esordi. I segni di stanchezza sono quasi invisibili e quell’elisir segreto di lunga vita garantisce l’efficacia. Il trono è suo: di Regina del Pop ce n’è una sola.


Musica

Luglio 2012

Verso l’infinito e oltre a cura di Stefano Campostrini

Alcuni appuntamenti per chi ama una musica un po’ meno commerciale

Concerti scaligeri Giunge quest’anno alla sua sedicesima edizione la rassegna di musica internazionale “Concerti Scaligeri”, promossa dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Verona in collaborazione con il LAMS (Laboratorio delle Arti Musica e Spettacolo), dell’Associazione Due Valli (per il Castello di Montorio) e della Compagnia di Enzo Rapisarda (Corte Molon). La manifestazione è uno degli appuntamenti più longevi nel panorama della programmazione estiva veronese, avendo debuttato nel 1996 nella cornice del Cortile del Mercato Vecchio, ad inaugurarne l’utilizzo continuativo come luogo di spettacolo. Quella dell’individuazione di siti nuovi per la musica è stata una delle cifre caratteristiche dei Concerti Scaligeri dei primi anni (oltre nel già citato Cortile del Mercato Vecchio, concerti si sono tenuti al Forte della Gisella, nella cripta del Duomo, a Corte Molon e al Castello Scaligero di Montorio), portando all’attenzione del pubblico decine e decine di artisti provenienti da vari angoli del mondo. La logica che lega l’Assessorato al Decentramento ai Concerti Scaligeri risiede nell’idea di estendere manifestazioni culturali al di fuori dei luoghi comunemente adibiti agli spettacoli, veicolando occasioni di divertimento e approfondimento culturale nei quartieri, normalmente trascurati dalla programmazione estiva veronese, con uno sguardo alle tradizioni popolari da un lato e alla musica acustica dall’altro. L’11 luglio, a Corte Molon, andrà in

scena uno dei più interessanti duo chitarristici nel panorama italiano, i Bruskers, che ci offriranno un raffinato e coinvolgente spettacolo, in cui si fondono ironia e virtuosità strumentale, in una formula apprezzatissima dal pubblico e dalle tante riviste specializzate che ne descrivono l’originalità e la maestria.

di mischiare i suoni della tradizione celtica con la musica moderna. I concerti dei Beltaine sono performances travolgenti, ricche di virtuosismo e passione, realizzati con una grande varietà di strumenti, tradizionali e non, fra i quali il bouzuki, il mandolino, whistles, bodhran, bombarda, fisarmonica, tabla, cajon djembe, chitarre, e molti altri. Dal 2002 sono impegnati in concerti nell’est Europa e poi in molte parti del mondo, dal Messico alla Malesia ai paesi europei. Gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.15 e sono ad ingresso libero. Servizio gastronomico e di ristoro. www.concertiscaligeri.info

Infine, come da tradizione, al Castello di Montorio un appuntamento di grande impatto, adatto a trascinare il nutrito pubblico. Come lo scorso anno fecero i musicisti della Original Kočani Orkestar, venerdì 13 luglio la band celtica dei Beltaine, con il suo sound moderno e con la sua trascinante presenza scenica, offrirà uno spettacolo energico e coinvolgente. Tra i più interessanti gruppi folk-­rock europei, i Beltaine sono stati vincitori dell’Irish Music Awards nella categoria Top Celtic Rock, avendo costruito un proprio e unico sound, grazie alla capacità

A centro pagina i Bruskers, qui sopra due componenti della band Beltaine

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Agenda

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Appuntamenti

di Stefano Campostrini

Prosegue il grande contenitore di eventi: musica, teatro, spettacoli e tanto altro

Provincia in festival 2012, si continua Con luglio la rassegna provinciale entra nel vivo e prendono il via anche altre manifestazioni, che si aggiungono al già ricco programma sin qui proposto. Questo mese segnaliamo:

- Voci e luci in Lessinia: sui prati tra le valli musicisti costruiscono con il pubblico un percorso di ascolto e di sguardi immerso nei paesaggi antichi di milioni di anni.

- Estate musicale maffeiana: dal 2 al 30 luglio presso il Museo Lapidario serate all’insegna di musica classica. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

- Storie a pancia piena: a Malga Valbella di Passo Fittanze una serie di rappresentazioni teatrali con pane, salame e vino gratuiti. www.teatroimpiria.net

- SanGiò Artfestival: di giorno e di sera parchi e piazze fanno da scenario ad appuntamenti musicali, teatrali. www.culturalupatotina.it

- Italian Body Painting Festival: il 14 luglio a Bardolino torna per la settima edizione il campionato ufficiale italiano dei corpi dipinti. Mostre e live music. Ingresso gratuito.

- Villa Blues Nogara: dal 14 al 17 luglio a Villa Raimondi, quattro serate dedicate alla calda e avvolgente corrente musicale.

- Estate Zeviana: danza, cabaret, teatro, musica e non solo saranno protagonisti al Castello di Zevio e

dintorni. www.comune.zevio.vr.it - Salizzole Estate 2012: la cittadina della bassa veronese ospiterà nei mesi estivi spettacoli teatrali e serate musicali, sempre all’insegna della cultura. - Culturalmente a Legnago: tra piazze e cortili della città musica, teatro e soprattutto cinema, per tutti luglio e agosto, ingresso libero.

www.provinciainfestival.it


Teatro

Luglio 2012

Appuntamenti

di Stefano Campostrini

Oltre al 99° festival lirico, da provare anche le serate di “Villa in canto”

Opera, in Arena e non solo E siamo al novantanovesimo anno di stagione lirica in Arena. Già ci si prepara al prossimo centenario ma quest’estate non è sicuramente da meno. Aida, Carmen, Turandot, Don Giovanni, Tosca e Romeo et Juliette sono le opere in cartellone, dal debutto il 22 giugno fino al 2 settembre. Tutto in realtà è iniziato poco più di un mese fa con la cerimonia di gala ripresa in televisione e condotta, come di consueto, da Antonella Clerici. Un’anteprima unica per godere della grande emozione che ogni recita suscita nello spettatore e in chi è presente sul palco (tra i quali il sottoscritto). Una serata di lirica e non solo, con ospiti italiani e stranieri, a celebrare la loro musica e l’evento stagionale che da quasi un secolo si ripete. In ordine di debutto: Don Giovanni (di Mozart) apre la stagione come nuovo allestimento della Fondazione Arena, dedicata

agli amanti del compositore austriaco e agli amatori nella vita come il protagonista.

emozione. Arie celebri, personaggi e scenografie unici, una storia struggente e ammaliante.

Aida (di Giuseppe Verdi) è da sempre la regina delle rappresentazioni, la prima, la più famosa, immancabile e ineguagliabile. Per tutti i mesi estivi accompagnerà il pubblico da tutto il mondo a seguirla.

Tosca (di Giacomo Puccini) torna in Arena con la regia e le scene sempre innovative di Hugo de Ana. Nella Roma del 1800 una storia d’amore e di intrighi pronta a farvi innamorare dell’opera.

Carmen (di Georges Bizet) è celebre per la sua movimentazione in scena e la verve musicale che sostengono il ritmo e rallegrano la serata. Numerose le rappresentazioni, da fine giugno a fine agosto. Roméo et Juliette (di Charles Gounod) torna quest’anno nella sua nuova veste moderna, giovane, accattivante e coinvolgente. Un dramma e un lieto fine senza tempo, nella città dove tutto nacque. Turandot (di Giacomo Puccini) merita anche solo per il “Nessun dorma”; è sempre un brivido, una forte

Per chi non avesse l’opportunità di entrare nel magico anfiteatro ad assistere ad uno spettacolo, è sicuramente invitato a “Villa in canto”. A Palazzo Camozzini, pochi passi dal centro in via S. Salvatore Vecchio 6, si può provare l’emozione di un’Opera in poco più di un’ora e ad un prezzo interessante. Ecco le prossime date: - Carmen, 16 luglio - Madama Butterfly, 23 luglio - Cavalleria Rusticana, 30 luglio - Pagliacci, 6 agosto - Il Barbiere di Siviglia, 13 agosto Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 20.45. www.villaincanto.eu

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Teatro

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Non vado mai al cinema, la vita è troppo breve di Michela Saggioro

A Badia Calavena dal 4 all’8 luglio il primo appuntamento della Rete dei teatri di paglia

Teatro eco-sostenibile Prende spunto da esperienza simili e già radicate in varie località d’Italia la manifestazione della Rete dei teatri di paglia intitolata Festa delle terre di sopra - Estate tra le balle, che il Comune di Badia Calavena (Vr) ospita dal prossimo mercoledì 4 a domenica 8 luglio.

partecipanti ai temi dell’ecologia e della valorizzazione del territorio, in maniera ludica e creativa.

L’evento ad impatto ambientale zero è unico nel suo genere e nasce dall’idea di Associazione culturale Confluenze, Casa di Tano, Rotte locali, Zebra e Uqbarteatro, inserita nel cartellone di Provincia in Festival e Basso opera estate festival, di lavorare materiali poveri come paglia e fieno per dare loro dignità: ed esempio creando una struttura semiper-

Festa delle terre di sopra ed Estate tra le balle sarà un generatore di “incontri magici” a 360 gradi con la natura: il pubblico di ogni età potrà avvicinarsi liberamente alla costruzione del teatro scenico, ai laboratori e alle improvvisazioni spontanee. Gli appuntamenti dell’Associazione vengono ospitati nella magnifica cornice della frazione di Santissima Trinità di Badia Calavena e si sviluppano in tre

manete da ridestinare, terminata la sua funzione, all’uso originario. Attraverso la costruzione di uno spazio sostenibile, con una tecnica che prende spunto dall’Arte povera e dall’Arte ecologica, integrato nell’ambiente naturale e umano, Confluenze mira a far avvicinare i

momenti: la costruzione degli spazi scenici; l’animazione notturna con laboratori artistici a tema ecologico, letture nei boschi, spettacoli ed intrattenimento per i più piccoli, oltre alle escursioni naturalistiche e al mercatino di prodotti eco solidali e biologici; infine gli eventi serali con

spettacoli di danza, musica e giocoleria. In particolare tra le novità troviamo la creazione delle sculture di paglia e degli oggetti di Land Art. Il primo work shop è dedicato La realizzazione

di sculture col fieno, un intrattenimento artistico coordinato dal pittore e scultore Nikola Faller di formazione tedesca, slovena e sud-est asiatica: l’evento si terrà dal mercoledì al sabato ed è possibile aderirvi contattando il 347 7744700. A seguire anche la suggestiva installazione di Land Art partecipata Armeless Army, l’esercito inoffensivo di spaventapasseri, che si terrà per tutta la durata della manifestazione. Essa prevede la costruzione di spauracchi che “abitino” lo spazio in maniera inoffensiva, come giochi ed elementi ironici del paesaggio rurale. Tutti possono partecipare ad Armless Army inviando un personalissimo fantoccio realizzato in materiali naturali alla sede dell’Associazione o portandolo al luogo dell’evento il giorno 4 luglio alle ore 10. Il programma aggiornato di Festa delle terre di sopra ed Estate tra le balle si trova all’indirizzo www.estatetraleballe.it.


Teatro

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Ne hanno viste di cose questi occhi di Federico Martinelli

Il Gruppo Popolare Contrade riparte con una nuova esilarante commedia

Scusi, lei è di casa? Sarà anche vero che l’abito non fa il monaco, ma siamo sicuri che la dimora non faccia l’inquilino? Insomma, un conto è accogliere un ospite importante in uno squallido seminterrato, un conto è farlo in un lussuoso piano attico. Se poi c’è di mezzo un prestigioso incarico di lavoro, la differenza c’è eccome. Specialmente per due artisti squattrinati in cerca dell’occasione della vita. Il luogo dell’incontro? Ma a casa Benetti, no? Che tanto quelli se ne stanno sempre in giro. Ma con il destino sarebbe meglio non scherzare, specie quando è lui in vena di scherzi. Già, perché a volte gli ospiti si assomigliano, e a prendere fischi per fiaschi ci vuole un attimo. E se i padroni di casa rientrano furtivi, alla

ultima fatica teatrale del Gruppo Popolare Contrade, una commedia brillante di Paolo Corsi, dove si intrecciano tante vicende incalzandosi a ritmo serrato in un elaborato gioco ad incastro. Nel passaggio dalla carta alla scena la regia di Delio Righetti è riuscita a conciliare il ritmo con i numerosi e complessi movimenti scenici, facendo funzionare senza incepparsi un meccanismo sempre in movimento. In certi momenti il ritmo è così elevato da stordire quasi lo spettatore, al punto da fargli temere di aver perso il bandolo della matassa. Ma è questione di poco, perché presto tutto si combina, ed a rimanere storditi, stavolta, sono solo i personaggi, con il pubblico che se la ride.

spicciolata, e in dolce compagnia, diventa proprio un bel guaio, anche per chi già immaginava di dare una bella “ripulitina” alla casa. C’è infine quel tizio sempre tra i piedi, che nessuno si fila, ma che forse è l’unico a non aver sbagliato posto.

Vicina alla pochade per contenuto, la commedia strizza l’occhio anche al vaudeville, per l’innesto di alcune canzoni (con musiche originali di Giannantonio Mutto) eseguite dal vivo, a riassumere e commentare gli eventi. Non manca infine un omaggio alla Commedia (è un Pulcinella a cantare le canzoni), per dire che in fondo tut-

Situazione confusa? Tranquilli, per fortuna a dirigere il traffico ci sono gli zelanti portieri dello stabile. Ma sarà poi davvero una fortuna? Non è facile raccontare in poco spazio l’intricata trama di Scusi, lei è di casa?,

ti recitano per ottenere uno scopo: “tutti quanti commedianti e la vita è una commedia”. Molto buona la prova del numeroso cast, spigliato e sempre a tempo. Una nuova conferma per questo gruppo, che, partito dalla valorizzare della tradizione popolare, ha allargato gli orizzonti, divenendo una compagnia di prosa in costante crescita.

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Teatro

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Non vado mai al cinema, la vita è troppo breve a cura di Silvano Tommasoli

Spettacoli per famiglie, ragazzi e bambini offerti dalla Fondazione Scipione Maffei

“E vegnar con le careghe” L’idea è quella di mettere insieme, anche per sinergie associativa e collaborativa, un cartellone di varie iniziative culturali e spettacolari da proporre in Estate all’interno del cortile su cui s’affacciano gli uffici della Fondazione Maffei, come quelli delle altre associazioni presenti: Anziani, Malati di Alzheimer, Associazione Il Caffè etc. Il cartellone tuttavia sarà sotto sovrintendenza tecnica e artistica della Fondazione, cui saranno devoluti gli introiti derivanti dall’ingresso libero con libera offerta. 10 luglio, ore 21,15 LiberArt L’INVENTAFAVOLE Spettacolo per bambini e famiglie Di Silvio Truccano, Claudio Pallottini e Andrea de Manincor Con Silvio Truccano e Andrea de Manincor A partire dall’omonimo gioco di carte per bambini ideato da Claudio Pallottini e illustrato da Mauro De Luca, i due attori improvviseranno e drammatizzeranno al momento fiabe per tutti i gusti: i protagonisti, i luoghi, gli oggetti tipici della fiaba tradizionale saranno una continua sorpresa, ad ogni giro di carta. In scena sarà chiamato a partecipare anche il pubblico, rappresentato da genitori e bambini 24 Luglio, ore 21,15 de-Ze-de UNA GIORNATA ITALIANA Concerto di letture per musica, attori e una ballerina Per i 150 anni della nostra Italia Serata dedicata ai nostri anziani Testi tratti da Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Giuseppe Cesare Abba,

Edmondo De Amicis, Goffredo Mameli, Massimo D’Azeglio, Damiano Chiesa e altri Con Sabrina Modenini, Andrea de Manincor,  Anna Perbellini Ricerca storica: Andrea de Manincor, Francesca Zerman, Sabrina Modenini Coreografie: Barbara de’ Nucci Bene o male l’Italia c’è, e bene o male essa, madre patria o matrigna terra d’origine, rimane un patrimonio straordinario di risorse e di splendide possibilità, lo sappiamo tutti, ma anche un agglomerato di indecorosa povertà intellettuale, di rifiuto di quello stesso patrimonio, nel nome e per conto di un’arroganza che i nostri padri – spesso giovanissimi padri – e madri fondatori e fondatrici avrebbero bollato, respinto, allontanato con vergogna. Quelli che morirono o scrissero o pensarono l’Italia unita furono alcuni giovanissimi che, nel nome dell’Unità, rinunciarono alla gioventù, affrontarono il pericolo, scelsero spesso la morte… 23 Agosto, ore 20,45 Progetto Attori & Attori IL  PONTE DEI COLORI Spettacolo per bambini (6 – 10 anni) Scritto e musicato da Luca Roncoletta Con Sabrina Modenini e Andrea de Manincor Gigi è un bambino dislessico, ma la sua dislessia fa il pari con l’incapacità da parte di  Anna, la sua compagnuccia di classe, la secchiona, di distinguere i colori. Gigi invece in quello è bravissimo, i colori li sente, li annusa, li avverte. Ma Gigi vorrebbe essere bravo quanto Anna… e Anna vorrebbe saper fare disegni e colorare alla pari di Gigi. Così, un bel giorno di un giorno qua-

lunque, su un prato e dentro un baule, per magia i bambini si ritrovano in un mondo parallelo dove l’una ora non sa più leggere e scrivere, l’altro non sa più disegnare… 29 Agosto, ore 20,45 Progetto Attori & Attori IL TITOLO NON C’ENTRA Spettacolo tra improvvisazione e teatro brillante per famiglie Di e con Roberto Vandelli e Andrea de Manincor Ma voi ce l’avete presente un po’ quanto sia faticoso il mestiere dell’attore? L’ansia per i provini, mettersi in gioco continuamente, essere convinti che il più delle volte… non ti prenderanno! E quando gli attori poi si mettono a produrre spettacoli, è proprio lì che li colpisce la legge di Murphy del teatro: se qualcosa andrà male, lo farà! In attesa del prossimo “Grazie, le faremo sapere” che aspetta al varco ogni buon attore che tale si definisca, abbiamo deciso di toglierci qualche sassolino dalla scarpa, sparlando anche un po’ di quello che circonda il nostro mondo, in maniera divertita e pungente… Ed allora eccoci a voi con l’intenzione di regalarvi qualche risata e di “punirvi” interagendo con il pubblico, alla ricerca, chissà?, anche dei talenti di domani! Ma attenzione: la strada verso il successo è piena di buone intenzioni, ma lastricata di cocci di vetro e bucce di banana! Cortile della Casa di Quartiere Via Polveriera Vecchia 6 37134 Verona VR - Italia tel/fax +39 045 584794 info@fondazionemaffei.org


Teatro

Luglio 2012

Non vado mai al cinema, la vita è troppo breve a cura di Stefano Campostrini

Il programma di luglio della popolare rassegna

Teatro? Nei cortili Dopo le circa 26.500 presenze della scorsa edizione anche quest’anno, nonostante le ristrettezze di bilancio, torna la rassegna teatrale nei cortili con le compagnie amatoriali veronesi, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona. Verona, come noto, è una delle città italiane con maggiore sviluppo del teatro amatoriale. Il fenomeno assume particolare evidenza non solo per l’alto numero di compagnie presenti, ma anche per l’elevato livello qualitativo raggiunto da diversi gruppi che hanno ottenuto molti riconoscimenti nei vari festival. L’attenzione dell’Amministrazione Comunale nei confronti del teatro amatoriale è molto viva e si è concretizzata con la messa a disposizione di spazi attrezzati per la realizzazione di questa rassegna da circa ventotto anni, con l’istituzione del Premio Totola dedicato all’autore italiano contemporaneo, nonché con la scelta di introdurre una nutrita presenza di compagnie nel cartellone del Teatro Camploy. La rassegna vede un calendario ricchissimo di appuntamenti con ben 198 serate di spettacolo presentate da 25 compagnie. Particolarmente interessante il cartellone, molto eterogeneo, comprendente sia opere di autore italiano che straniero, con svariati liberi adattamenti. Emerge una chiara preferenza verso testi contemporanei italiani e stranieri (per lo più di area anglosassone), anche se alcune compagnie hanno scelto dei classici.

Pur in una generale atmosfera di leggerezza gli spettacoli presentano diversi orizzonti di impegno con il trattamento di tematiche attuali e controverse, dalla critica a malcostumi e vizi della società, al mondo intricato degli affetti e della dimensione esistenziale. CHIOSTRO S. EUFEMIA Prosegue la rassegna la compagnia Micromega dall’8 al 15 luglio con “E deve essere un maschio” di Giuseppe Achille. Commedia coinvolgente per i suoi innumerevoli colpi di scena e avventurosi equivoci.

Dal 17 al 25 luglio continua la compagnia Gli Insoliti Noti con “Pallottole e cornetti (C’è un ostaggio nel palazzo?}” adattamento di Donato de Silvestri da un testo di A. ReynaudFourton. Commedia inedita in Italia che ha ottenuto all’estero un grande successo di pubblico e di critica. La Maschera è in scena, dal 26 luglio al 3 agosto con “Favolescion” firmato da Paolo Quattrocchi e Mauro Cattivelli. Testo solo apparentemente creato per i più piccoli offre invece luoghi comuni, tormentoni, raffica di battute demenziali, situazioni comiche che rendono il copione teatrale

fresco, esplosivo e sempre originale. CHIOSTRO S. M. IN ORGANO Dal 10 al 20 luglio la Compagnia Giorgio Totola propone “Attento alla cioccolata, ispettore Callaghan!” di Paolo Quattrocchi e Mauro Cattivelli. Commedia brillante che prende giocosamente di mira i luoghi comuni del romanzo giallo. Il G.A.D. Renato Simoni porta in scena, dal 21 al 28 luglio,”I pettegolezzi delle donne” di Goldoni. Un campiello dove imperversa un meccanismo maligno, ma non mancherà il lieto fine a coronare i sogni della coppia di innamorati. Dal 31 luglio al 7 agosto è la volta di C.M.T. Musical Theatre Company con “R+J Story (A modern romance)” adattamento di Pia Sheridan liberamente ispirato a “West Side Story” di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein. La regia utilizza la platea come palcoscenico, gli attori interagiscono col pubblico che si trova così immerso nella vicenda. CORTILE ARSENALE Dall’ll al 29 luglio è in scena La Barcaccia con “Il Feudatario” di Carlo Goldoni. E’ il prezioso recupero di un testo goldoniano dimenticato, nato peraltro proprio nel Veronese in seguito all’occasionale passaggio di Goldoni nel feudo di Sanguinetto. Lo spettacolo è impreziosito dalla puntuale ricostruzione del linguaggio dei “villani” e da una trama di trascinante divertimento.

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Libri

Luglio 2012

È la stampa, bellezza di Ernesto Pavan

Una guida indispensabile per aspiranti scrittori

Tutti i segreti del mondo del fumetto Scritto da un maestro sceneggiatore di fumetti, Scrivere fumetti e graphic novel è un manuale utilissimo anche per gli scrittori di romanzi e racconti. In queste 127 pagine (stampate, purtroppo, con caratteri molto piccoli) sono contenuti centinaia di consigli, suggerimenti tecnici e osservazioni relativi alla stesura di una storia: come creare personaggi affascinanti, come strutturare la trama, come impostare un conflitto, tutto il necessario, insomma, per muovere i primi passi nel mondo della scrittura. Il manuale propone numerosi esempi e, per ciascun argomento, alcuni esercizi molto semplici e utili per mettere subito in pratica i principi appena appresi. Se al contenuto del libro non possono

essere mosse critiche, diverse vanno fatte all’edizione italiana, che presenta alcuni difetti sostanziali: tanto per cominciare, i fumetti esemplificativi sono in inglese (forse per problemi legati ai diritti?) e le tavole sono state ridimensionate male, col risultato che i margini sono tagliati e parecchi baloon risultano illeggibili. Inoltre, le traduzioni di alcuni nomi dei personaggi citati lasciano molto a discutere, dato che non corrispondono a quelle ufficiali. Dettagli, questi, che non inficiano la lettura, ma sicuramente risultano sgraditi agli appassionati di fumetti e a quelli della buona traduzione.

Peter David, Scrivere fumetti e graphic novel, Dino Audino Editore, pp. 127, € 15

Scrivere fumetti e graphic novel è un testo semplice, piacevole da leggere e molto interessante. Noi ve lo consigliamo.

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Giochi di ruolo

Luglio 2012

Nessun uomo è un fallito se ha degli amici di Ernesto Pavan

Ravendeath: un prodotto italiano di alta qualità

La vendetta è un gioco che richiede i suoi tempi Ravendeath (di Iacopo Frigerio, Coyote Press, 20 €) è un gioco a episodi sulla vendetta. In ciascuna sessione di gioco, uno dei partecipanti interpreterà il ruolo del Protagonista, un personaggio tormentato alla ricerca di coloro che gli hanno fatto un torto; uno degli altri giocatori sarà l’Antagonista di turno, obiettivo della sua vendetta; i giocatori restanti interpreteranno i personaggi secondari (o i propri Antagonisti, nel caso appaiano anch’essi) e collaboreranno alla creazione collettiva della storia. Il sistema di gioco è molto particolare: per risolvere i conflitti fra personaggi si usano dei dadi, che però non determinano il vincitore, ma quale giocatore è in grado di narrare quale aspetto delle vicende. Ci sono sette Temi: Segreto, Vendetta, Morte, Disperazione, Violenza, Odio e Follia. Chi assegna il dado più alto relativo a un dato Tema ha il controllo su di esso e può decidere, ad esempio, chi muore, oppure se viene usata violenza o meno, o se avvengono manifestazioni di follia. Non sempre il gioco è così cupo: esiste la possibilità di portare in gioco Temi positivi come Perdono, Speranza e Amore, ma farlo richiede circostanze particolari ed è alla base di una strategia creata da meccaniche semplici, ma affascinanti. Pur avendo il difetto di essere un gioco pensato per numerose sessioni di gioco (in un gruppo di cinque giocatori, se ciascuno vuole interpretare un Protagonista, si parla di venticinque giocate), Ravendeath è un gioco godibilissimo anche come oneshot ed è un prodotto che consigliamo caldamente.

www.quintaparete.it

Stefano Campostrini

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Società

Luglio 2012

Storie di ordinaria follia di Ernesto Pavan

Un racconto a puntate

Non capita tutti i giorni Ho conosciuto Elisa grazie a un’amica comune, Laura, che si era stufata di sentirmi rispondere “Rimango in casa” tutte le volte che mi chiedeva “Cosa fai stasera?” Ho cercato di spiegarle che ci era abituato e che, in fondo, non mi dispiaceva neanche tanto, ma voi non avete idea di come sia cercare di convincere Laura: a volte, come in quel caso, ti vengono meno le forze e non puoi far altro che lasciarsi trasportare dalla corrente. Così accettai un’uscita a quattro con lei, il suo ragazzo e una sua amica che non avevo mai visto nemmeno su Facebook.

Ci mettemmo d’accordo per andare allo spettacolo delle 20:30, trovandoci al ristorante cinese alle 19 per mangiare un boccone. Individuare Laura e compagnia non fu difficile: mi bastò cercare la più alta concentrazione di bianco, pesca e tessuti vaporosi della zona. Giovanni mi guardò come al solito storto, come se potessi essere una minaccia per la sua relazione ormai decennale. Un bel giorno gli spiegherò che, sì, voglio bene a Laura, ma ho anche un limite di sopportazione settimanale di quella cara fanciulla. E poi, a lei sono sempre piaciuti i tipi muscolosi.

“Cosa andiamo a vedere?” chiesi rassegnato.

Mentre mi avvicinavo, Elisa si staccò dal gruppetto e venne a stringermi la mano. Indossava calzoni grigiovedi a tre quarti e una maglietta nera

“Ve avengers” rispose Laura con l’accento di un minatore gallese ubriaco. “Ma va. Niente commedia romantica?” “No, Elisa vuole vedere quello.” Mentalmente, spuntai “oca” dalla lista che mi ero fatto dei possibili difetti di quella misteriosa amica. Laura è la persona migliore del mondo, ma temevo che questa Elisa le somigliasse un po’ troppo. “Va bene. A che ora?”

Antica Pasticceria

San Marco

con la scritta “Distanza di sicurezza: 20 m”, di almeno due taglie più grande. Mi aspettavo una bellona come le altre amiche di Laura, invece Elisa aveva i capelli color carota e qualche lentiggine di troppo, nonché, alle dita, la collezione di anelli più brutti dell’universo. Anelli? Diedi una rapida controllata all’anulare: occupato. Cosa diavolo era venuto in mente a Laura? Elisa aveva una bella voce squillante e, quando un colpo di vento le fece aderire la maglietta al corpo, riuscii a intravedere forme discretamente generose. Lanciai un’occhiata a Laura e lei mi rispose con un’espressione di intesa assolutamente indiscreta. “Non potevi chiedere alla tua amica se era impegnata prima di invitarci entrambi a questo appuntamento?” avrei voluto chiederle; naturalmente, non lo feci. Se non altro amo il cibo cinese e volevo vedere da un pezzo The avengers, quindi la serata non sarebbe stata completamente da buttare. Nel ristorante, ordinammo quattro cene self-service, un tè alla pesca per Laura e una coca cola per Giovanni. Io presi una birra e mi stavo già rassegnando a es-

DAL

MERCOLEDÌ ALLA

DOMENICA

24:00 FINO ALLE ORE


Società

Luglio 2012

Storie di ordinaria follia Elisa scoppiò in una risata soffocata. “È vero. Oggi pomeriggio mi ha chiesto tre volte a che ora dovevamo trovarci. Però è tanto buona.” Dovetti annuire. “Sì. Con tutte le sue buone intenzioni ci potrebbero lastricare la strada per l’inferno e ne avanzerebbero per rifare la pavimentazione un paio di volte.” Elisa alzò gli occhi al cielo. “Me lo aveva detto che sei un brontolone.”

sere l’alcolista della situazione quando Elisa mi imitò. “Il bello della birra cinese è che fa schifo come quella italiana, ma te ne danno di più e costa meno.” Elisa sottolineò le sue parole bevendo un lungo sorso. “Voi due restate qui a guardare la roba mentre io e Giovanni andiamo a prendere da mangiare.” Avrei voluto dire a Laura di fare alla svelta. ma non potevo, così mi rassegnai a trascorrere un po’ di tempo da solo con una ragazza che non conoscevo e che, essendo lei impegnata, non avevo grande interesse a conoscere. Mi aspettavo il silenzio imbarazzato che cala di solito quando nessuno dei due sa come iniziare una conversazione, ma ci volle solo un attimo prima che Elisa mi chiedesse: “Allora studi giornalismo?” “No, mi sono laureato sei mesi fa. Adesso faccio il disoccupato.” “Oh. Laura mi aveva detto che studiavi ancora.” “Laura ha la memoria molto corta.” Come ho già sperimentato questa sera. “Dev’essere per questo che lei e Giovanni stanno assieme da dieci anni: sarebbe un tormento per quella poveretta imparare il nome di un nuovo ragazzo.”

“Con una come lei in giro, ci vuole qualcuno che si lamenti per riequilibrare un po’ tutta quella zuccherosità.” Era uno di quei momenti in cui mi sarei preso volentieri a schiaffi, ma tanto, cosa importava? Non avevo certo la possibilità di fare colpo su Elisa, quindi tanto valeva parlare a ruota libera. “E tu, invece? Studi? Lavori?” Elisa svuotò un buon quinto della bottiglia di birra prima di rispondere. “Ho studiato storia moderna e adesso frequento un corso di scrittura creativa, ma non mi piace molto: sembra tutto un ripasso dei manuali che ho letto.” Mi si drizzarono le orecchie. “Attenzione: non solo consideri la scrittura qualcosa da studiare e non un talento, ma leggi addirittura i manuali,” esclamai con stupore non del tutto simulato. “Attenta a non dirlo in giro.” Questa volta fui io ad aver bisogno di un bel sorso di birra.

“Che genere di fantasy? Heroic, high, medieval...?” chiese Elisa, pronunciando le parole inglesi in modo impeccabile. Maledetta Laura: mi presenti una così ben sapendo che non posso averla? Come se i miei pensieri l’avessero evocata, Laura tornò a sedersi accanto a me, mentre Giovanni riprese il suo posto a fianco di Elisa. “Ehi, le hai detto del tuo lavoro?” Laura, se il tuo ragazzo non avesse dieci centimetri e almeno quindici chili di muscoli più di me, saresti morta. In quel frangente, non potei fare altro che cercare di tenere nascosta la mia angoscia. “Ma non eri disoccupato?” mi domandò Elisa. “Infatti: faccio qualche traduzione a tempo perso, un po’ di scrittura per la pubblicità, niente di che. Non sono veri lavori.” Laura si allungò sopra il tavolo e fece cenno a Elisa di avvicinarsi per mormorarle nell’orecchio: “Iui traduce i libri gay!” Laura, ti concedo la semi-infermità mentale, ma questa me la paghi comunque.

(Continua...)

Elisa fece una smorfia con l’aria di chi la sapeva lunga sull’argomento. “Laura mi ha detto che scrivi anche tu, ma naturalmente non si ricordava bene cosa.” “Una volta scrivevo fantasy; poi mi sono reso conto di fare schifo e ho smesso. Ogni tanto faccio un riassunto dei manuali che ho letto e lo trasformo in un articolo sul mio blog.”

L’ immagine del braccio nella pagina a fianco è in licenza CC, tratta da Hacklock. In alto in questa pagina la birra cinese Tsingtao

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Viaggi

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Giro giro tondo, io giro intorno al mondo di Alice Perini

E sulla delicata terra di ghiaccio solo le vostre orme: inimmaginabile viaggio artico

Arcipelago Svalbard: stop! Più a Nord solo il Polo vecchia di 400 anni, mentre per le spedizioni invernali di caccia e cattura di animali da pelliccia bisogna aspettare il 1800. Immagino il sollievo delle bestiole quando nel 1906 il signor John M. Longyear inaugura la sua miniera…qui a soffrire sono gli uomini.

«Impossibile essere un turista invisibile, ma si apprezza lo sforzo»

Geniale questo humour nordico. Essenziale. Glaciale. È il governo delle Svalbard che vi parla, in accordo con il locale ufficio del turismo. Un decalogo elementare solo in apparenza, perché se qualcuno s’è preso la briga di mettere nero su bianco le Svalbard Rules vuol dire che non tutti siamo previsti del modello base “intuito-buon sensorispetto”. Una massima fra tutte vi raccomanda di evitare di disturbare gli orsi polari e di non dar loro cibo. Chiaro, per chi è abituato a sfamare i piccioni cittadini lo slancio nutritivo verso questo mammifero si fa sentire; cercate di trattenervi: l’or-

so bianco è conosciuto certo per la sua bellezza - fategli una foto -, forse per una pubblicità con Licia Colò indovinate quale -, forse per la sua indole tutt’altro che mansueta. Non facciamo dunque gli spacconi, ché con circa 4 mila esemplari di orsi che soggiornano da queste parti, a fronte di 3 mila persone che abitano l’arcipelago, c’è poco da scherzare. Quale dei due numeri vi ha colpito, i tanti animali o i pochi umani? Mah,

sapendo in che razza di posto siamo finiti stavolta, confinati nel mar Glaciale Artico tra i 74 e gli 81 gradi di latitudine Nord e a un migliaio di chilometri dal Polo Nord, mi sorprendono queste 3 mila anime, di cui più di 2 mila vivono a Longyearbyen, il principale centro amministrativo della Norvegia sulle Svalbard. Già, la Norvegia, lo stato che dal 1925 ha sovranità su questa “costa fredda”, perché Svalbard significa proprio questo e nient’altro, anche se, come spesso accade, la natura riserva qualche sorpresa. E vuoi vedere allora che qui, tra la pulcinella di mare e il beluga, c’è posto anche per le miniere di carbone, meta, in passato, di ondate di lavoratori provenienti perlopiù dall’ex Unione Sovietica e poi dalla Russia? “Merito” del Trattato delle Svalbard del 1920, in base al quale le potenze firmatarie (tra cui l’Italia) hanno il diritto di sfruttare le risorse dell’arcipelago. Non che in passato ci si sia fatti scappare qualcosa! La caccia alle balene è cosa

Carbone = foreste? Certo, ma di milioni e milioni di anni fa, perché qui la vegetazione attuale non contempla alberi ma muschi, licheni e cespugli sparsi qua e là, come volessero riempire lo spazio vuoto, mentre il legno dei pali e delle poche capanne arriva dalla Siberia, per mare, trasportato dalle correnti. Un viaggio apprezzabile quello dei tronchi, ma se vogliamo metterla sul piano dei chilometri è nulla in confronto a quello intrapreso dalle Svalbard, che 600 milioni di anni fa si trovavano vicine all’Antartide, 350 milioni di anni fa a metà strada, nei pressi dell’Equatore, e ora sono entrate nella calotta polare artica. Di traversate ne sappiamo qualcosa anche noi italiani: è da Ny-Ålesund, piccolo insediamento di 200 abitanti (in estate) e 30 (in inverno) che decolla, nel 1925, l’avventura di Umberto Nobile, progettista di aeronavi ed esploratore conosciuto soprattutto per il tragico epilogo della spedizione del dirigibile Italia.


Viaggi

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Giro giro tondo, io giro intorno al mondo ginabile che il viaggio porta con sé. Perché qui esiste, solo per fare un esempio, un settimanale, lo Svalbardposten che ha raggiunto quota 3224 abbonati nel 2003, più del numero gli abitanti, oppure perché, oltre al bianco del pelo dell’orso, il colore prevalente è il biondo dei capelli dei giovani studiosi che sbarcano ai confini del mondo con l’ambizione di salvarlo, questo mondo. Inimmaginabile, vero? Di Italia alle Svalbard c’è dell’altro oltre al ricordo di un sogno precipitato su una banchina di ghiaccio. È aperta anche d’inverno e a maggio ha festeggiato i primi 15 anni d’attività: è la base voluta dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per accogliere ricercatori esperti nei settori dell’oceanografia, biologia marina, chimica e fisica dell’atmosfera. Ah, si chiama Dirigibile Italia.

Qualcuno di voi sarà forse alla ricerca di un valido motivo per mettere piede da queste parti, dove, qualcuno dice, è tutto ghiaccio. Forse, però, un viaggiatore non dovrebbe mai chiedersi il perché di una meta: la ricerca di una risposta vi terrebbe così impegnati da oscurare tutto l’inimmaStraordinario, quasi quanto voi, che avete dovuto faticare non poco per essere “turisti invisibili” in questa terra lontana. Nordica. Essenziale. Glaciale. E questo non è humour.

Nella pagina precedente, in alto, la posizione geografica dell’arcipelago e in basso la stazione Dirigibile Italia. In questa pagina, dall’alto, Longyearbyen, una pulcinella di mare e la meravigliosa aurora boreale

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Viaggi

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Houston, abbiamo un problema di Daniele Adami

Pensare prima di parlare, un’abitudine da non perdere mai di vista

Quello che le domande ci dicono Contestualizziamo la vicenda. Domenica 10 giugno 2012, le 13.45 circa, un importante telegiornale nazionale. I servizi scorrono, passando da come gli sfollati e i terremotati guarderanno la sfida degli Europei fra Italia e Spagna alle ultime indiscrezioni sulle formazioni che scenderanno in campo, per proseguire con alcune notizie che riguardano la situazione economica internazionale e le misure che i vari governi stanno cercando di mettere in atto. Poi l’attenzione ritorna al tema del terremoto, con l’obiettivo di capire (o almeno tentare di capire) lo stato d’animo dei bambini che stanno vivendo e affrontando questa difficile circostanza. Prima di entrare nell’argomento del nostro articolo, una breve digressione. Fare giornalismo, di qualsiasi tipologia esso sia, non è semplice. Come ogni altro mestiere. Vi sono segreti, tecniche, momenti di spensieratezza ed episodi intrisi di difficoltà e tensione. Reperire le fonti, ve-

rificarle, confrontarle con altre. Arrabbiarsi quando la notizia è priva di quel quid utile per fare la differenza e gioire per essersi resi conto di aver fornito un servizio per la gente. E il contatto con la gente, con le persone, si concretizza nelle domande.

to mirato, a volte pungente. Un quesito adeguato e responsabile. “Qualcuno di voi è contento che sta scuola non c’è più, dite la verità?”. I bambini che vivono nel paese di Alberone rispondono dicendo no. Il giornalista, convinto delle sue idee, incalza: “Così non c’andate più, state a casa, giocate”. Ancora una volta le parole dei più piccoli sono a sostegno della loro scuola. Cosa aggiungere? Nulla. Udito l’inizio di questo servizio il pezzo di pane che avevo in mano è rimasto per due minuti a due centimetri dalle labbra, senza muoversi. Le orecchie non volevano credere alle parole (o meglio, alle domande) appena ascoltate.

Dalla domanda del giornalista alla risposta di chi viene interpellato. Un quesito per ottenere una spiegazione a qualcosa che già si conosce, o per stimolare una discussione. Un quesi-

Uno dei tratti fondamentali delle professioni legate all’informazione è capire la persona che ti sta di fronte, inquadrarla in un contesto, perché solo in tal modo si dimostrerà di aver colto il senso dell’argomento. Pensare e riflettere prima di parlare, in quanto ciò che verrà detto, scritto e infine pubblicato non potrà poi essere cancellato. E la conversazione fra l’inviato ad Alberone e i bambini non verrà cancellata. Quei bambini che, dopo aver pensato, hanno messo in crisi le domande del giornalista.

Nelle immagini due particolari ormai noti del dramma che ha colpito l’Emilia-Romagna poco più di un mese fa


Ambiente

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Vicolo Pomo d’oro 10 Verona Houston, abbiamo un problema Tel./Fax 045.8031248

aperta tutti i giorni 9.30 - 12.45 / 15.30 - 19.30 chiuso sabato pomeriggio

VI INVITANO GIOVEDÌ 12 LUGLIO ALLE 21:00

VIAGGIO MUSICALE CON MARCO OLIVIERI SEGUITO DA DEGUSTAZIONI DI VINI

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un libro in regalo a tu tti i presenti


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Animali

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Amici miei di Alice Perini

I giallo-neri alla perenne investigazione floreale e qualche curiosità da Nobel

Api: aggraziati personaggi illustri «Ora racconterò quale natura ha dato alle api Giove stesso, e a quale prezzo […] nutrirono il re del cielo sotto la grotta Dittea» Virgilio

Liber IV, Georgiche: l’avete letto? Io, a meno di due mesi dal mio 26° compleanno, non ancora. Agricoltura: ecco ciò che riesco a ricavare spremendo le mie meningi. Sbalordita da cotanta amnesia scolastica, riprendo gli appunti del liceo e li scorro fino a incontrare lui, Virgilio, un mio vicino di casa, se non ci separassero 22 Km e più di 2000 anni. Georgiche, dal greco gheorghiká, poesie contadine, è il poema “agricolo”

che celebra la semplicità della natura e innalza l’agricoltura ad attività etica portatrice di alti valori morali. Perché leggerlo di questi tempi? Non per innescare un’inversione di marcia nella società instillando nei più l’idea che coltivando un campo si acquisiscano di diritto le qualità dell’uomo retto e coscienzioso. Senz’altro per curiosità, perché immagino che, per molti di noi, cereali, piante, bestiame e api (nell’ordine, i temi trattati nei libri dell’opera) non siano la nostra prima preoccupazione. Chissà, forse in futuro… Curiosità, la stessa molla che mi ha portato a indagare sul mondo delle api, insetti appartenenti all’ordine degli Imenotteri, famiglia degli Apidi, genere Apis, specie Apis mellifera. Bestioline che hanno suscitato grande interesse fin dall’antichità, ancora prima che Virgilio dedicasse loro un libro. Sembra che il genere Apis si sia sviluppato in un’area geografica corrispondente all’attuale penisola

indiana, all’Asia, al Medio Oriente e all’Europa: da ritrovamenti di api fossili, scoperti nella pesciera di Bolca, località dei monti Lessini a circa 40 Km da Verona, e nelle pietre di Göttingen, in Germania, si è stabilito che questo insetto risale almeno all’Eocene e, per dirlo in numeri, in quel periodo compreso tra 58 e 27 milioni di anni fa.

Testimonianze del rapporto uomoape? Sì, in un graffito, datato tra il 7000 e il 5000 a.C., rinvenuto a Valencia, mentre per parlare di “allevamento di api” bisogna attendere gli Egizi, che praticano un’apicoltura nomade spostandosi lungo il Nilo e seguendo le fioriture dopo le piene del fiume. Ai Greci il compito di ricamare sull’insetto giallo-nero il vestito della mitologia, con Aristeo, figlio di Apollo e primo apicoltore, e

Laguna Blue gelateria

bar

caffetteria

locale rinnovato colazioni, aperitivi con buffet e specialità siciliane di Cutino Antonio via Porta San Zeno - 37100 Verona 347 4949106


Animali

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Amici miei Melissa, colei che insegna agli uomini ad allevarle e che viene trasformata in ape dopo aver nutrito Zeus. Platone, Plinio il Vecchio, Giustiniano e persino Carlo Magno hanno, a vario titolo, detto o scritto qualcosa su di loro. Se l’imperatore del Sacro Romano Impero stabilì che ogni fattoria dovesse avere un uomo esperto addetto alla cura delle api, nella Russia intorno all’anno 1000 erano previste pene severissime per i furti di arnie. E chi lo avrebbe mai detto che le nutrici di Giove potessero portare addirittura a un Nobel? Tranne Karl Ritter von Frisch, il biologo austriaco che nel 1973 vinse il Nobel in Fisiologia e Medicina per gli studi rivoluzionari sul volo dell’ape, chi

avrebbe scommesso su di loro? Ora, i casi sono due: o le scoperte di questo signore hanno del sensazionale o l’insetto nasconde(va) sorprese inaspettate. Entrambe le cose, in realtà, perché se von Frisch è stato in grado di ampliare i suoi studi con osservazioni innovative rispetto al sapere precedente, è anche lecito chiedersi se lo studioso sarebbe arrivato al Nobel, senz’ape… Difficile riassumere anni di osservazioni in poche righe, sapendo che sono stati scritti interi volumi sulla danza delle api, le evoluzioni che costituiscono il linguaggio di questi insetti.

metri da casa. E non è tutto, perché se il raggio di volo delle api si estende per 2-3 Km, l’informazione “100 metri” può non essere sufficiente. La faccenda si complica: basti pensare che recenti ricerche sul metodo di comunicazione dello sciame hanno portato addirittura all’elaborazione di algoritmi matematici. Conoscendo il caratterino di Zeus, sfamarlo, per quelle api, dev’essere stata un’impresa divina. Per me, l’impresa sta nell’osservare un’ape e nel pensare che per capire il suo mondo non solo ho bisogno di un ripasso di latino, ma anche di geometria, ottica e dinamica. Sarà questione di curiosità, ma con il nome e il cognome che mi ritrovo, A-Pe, diventa quasi una sfida. Umana, per Giove! Nelle pagine alcuni “ritratti” delle api, tra cui uno fossile trovato a Bolca. L’altro ritratto è quello del biologo von Frisch

Le forze magnetiche non c’entrano: piuttosto, la direzione del sole e la capacità di quantificare con esattezza la distanza della fonte di cibo rispetto al punto di partenza sono le basi della loro comunicazione. Danza circolare per un “bottino” entro i 35 metri, ondulante per una scorpacciata poco più distante ma entro i 100 metri, “danza della coda” per fonti di approvvigionamento a più di 100

Via Trieste, 56/58 37135 Verona Tel. 045 585197

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Sport

Luglio 2012

Quando il gioco si fa duro di Daniele Adami

In casa, contro un muro o sul campo: lo sport, dove c’è, è passione

Gli ingredienti di una sorpresa Il tennis, uno sport che ha toccato la mia infanzia solo leggermente. Il motivo? Assuefazione da calcio. Se negli anni quest’ultima si è concretizzata nell’appartenenza a varie società sportive, la racchetta e le palline hanno vissuto, in prevalenza, nell’ambiente domestico.

Decisamente bassa. Ma non importava. Tra amici, anche se un velo di competizione era presente, bastava il divertimento. Tuttavia, molte donne e molti uomini hanno abbracciato il tennis come passione e lavoro, dedicandogli allenamenti, sacrifici, vittorie e delusioni.

Dentro casa un piccolo mobile di legno si trasformava nella rete e le linee del campo coincidevano con i muri interni. E al termine della gara, la vittoria, purtroppo, era quasi sempre del fratello maggiore. Fuori casa, invece, l’avversario da battere era il muro. A volte vinceva lui, ma l’autore di queste righe iniziali ritiene che tali “sfide” fossero, più che altro, un modo per allenare il dritto e il rovescio.

Vorrei concentrare l’attenzione su

In alcune occasioni, infine, ci si muoveva verso un vero e proprio campo da tennis, in terra rossa o in cemento, dove diventava necessario dimostrare l’abilità e le tecniche acquisite. Giocando una partita su un terreno adatto e regolamentare ci si accorgeva di quanto fossero impegnativi i movimenti delle gambe e gli spostamenti dei piedi a destra e a sinistra. Non parliamo della frequenza con cui il colpo oltrepassava la rete.

due giocatori professionisti: Sara Errani e Tommy Haas. Un’italiana e un tedesco. La prima ha sfiorato l’impresa nella storica arena del Roland Garros di Parigi. Il secondo ha sconfitto Roger Federer nella finale del “Gerry Weber Open”, torneo sull’erba che si è svolto ad Halle, in Germania. Due sorprese. La Errani ha percorso le varie tappe del tabellone del torneo francese mostrando un gioco potente e preciso, fatto di resistenza fisica e solidità tattica. Haas, nonostante i 34 anni sulle spalle e una carriera segnata da diversi infortuni, ha portato sul campo una voglia di giocare che non si vedeva da parecchio tempo. Una luce negli occhi, ma che proveniva dal cuore, nel momento in cui ha sollevato il trofeo in aria. Due esempi di come lo sport possa portare (o riportare) alla ribalta dei volti già presenti sulla scena, poco conosciuti o lontani dalle cime della classifica. Il segreto è non darsi per vinti, proseguire se si sente una forma di talento, in modo da mandare la pallina nel campo avversario. All’interno, chiaramente. Io, per il momento, sfido ancora il muro di casa.

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Luglio 2012

Quando il gioco si fa duro di Daniele Adami

Occhiello

Titolo

Sport

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