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Ancona Jazz Summer Festival Esiste una parola chiave nel bellissimo libro di Barbara Casini “Se tutto è musica” (che presenteremo nei giorni del festival), ed è parceria. Significa collaborazione molto stretta, ma in portoghese assume un valore più alto di profonda solidarietà artistica e umana. Ebbene, crediamo che tale termine sia utilissimo per descrivere Ancona Jazz Summer Festival 2013, manifestazione che si colloca nel pieno dei quaranta anni consecutivi di attività jazzistica nella nostra città. I partner trovati per quest’ultima edizione non sono dei semplici coadiuvanti, ma persone entusiaste e piene di volontà nel mettere in piedi e sostenere un cartellone che è ormai uno degli appuntamenti di maggiore prestigio anche in ambito nazionale. Per questo non possiamo che ringraziare l’ARCI nella figura del suo presidente Laura De Carlo, tutto lo staff de l’Aia di Moroder e Gabriele Saviotti che hanno messo a disposizione ben volentieri i loro magnifici spazi. Il festival in questo modo assume una veste ancor più rilevante e visibile, aperto a tutti i gusti e ai più svariati strati di popolazione. Ma la parceria continua nel merito artistico del programma: come altrimenti potremmo

chiamare lo spirito che accomuna i “Cookers”, uno dei massimi gruppi sulla scena contemporanea, l’empatia tra Enrico Rava e Andrea Pozza, la sintonia che ha unito musicisti in apparenza lontani come Fabio Concato e la Colours Jazz Orchestra? E poi è avvertibile dovunque una sensazione di sentire comune, di trovarsi insieme per un viaggio nella creatività. Non potrà che essere questo il nostro obiettivo anche per i prossimi quarant’anni… buon ascolto a tutti! P.S.: a questo punto non possiamo dimenticare di citare i due più importanti parceiros che hanno contribuito nel passato a segnare la storia di Ancona Jazz: Danilo Tornifoglia dell’osteria Strabacco e il compianto Maurizio Fiorini dell’Hotel Emilia, personaggi irripetibili che hanno elevato la vita culturale della città grazie ad una caparbietà e a una tenacia capaci di superare qualsiasi problema e difficoltà. A loro la nostra perenne riconoscenza. Massimo Tarabelli

Mulgrew Miller 13 agosto 1955 – 29 maggio 2013 Ancona Jazz Summer Festival 2013 è dedicato alla memoria di Mulgrew Miller, grande pianista presente in tutti i principali luoghi della nostra rassegna. Teatro Sperimentale: Woody Shaw Quintet (1983); Tony Williams Quintet (1987); Benny Golson Quartet (1989). Teatro delle Muse: Carter/Miller/Malone Trio (2006). Mole Vanvitelliana: John Scofield Jazz Quartet (2011).


Programma Domenica 14 Aia di Moroder Ancona, Ore 21,30

Antonio Ciacca Trio with Justin Echols Lunedì 15 Mole Vanvitelliana Ancona, Ore 21,30

The Cookers Martedì 16

Giovedì 18 ESCLUSIVA AJSF 2013 Mole Vanvitelliana Ancona, Ore 21,30

Andrea Pozza Trio incontra Enrico Rava Venerdì 19 Aia di Moroder Ancona, Ore 21,30

Tom Kirkpatrick Trio

Ristorante Saviotti Massignano di Ancona, Ore 19,00

Sabato 20 PRIMA NAZIONALE

Barbara Casini “Se tutto è musica”

Mole Vanvitelliana Ancona, Ore 21,30

Serata Jazz Arci Lazzabaretto della Mole Ancona, Ore 22,00

Okazaki / Gari Quartet Mercoledì 17 Aia di Moroder, Ancona, Ore 21,30

Fabio Concato & Colours Jazz Orchestra Domenica 21 Luglio Mole Vanvitelliana Ancona, Ore 21,30

Mario Romano Quintet

Serata Jazz Arci Lazzabaretto della Mole Ancona, Ore 22,00

informazioni www.anconajazz.com www.marchejazznetwork.it info@anconajazz.com facebook.com/ancona.jazz

Machine Head Quartet

tel. +39 327 68 44 552

Just Friends Quartet


BIGLIETTI E ABBONAMENTI Mole Vanvitelliana (15 - 18 - 20): intero € 15,00 / ridotto € 13,00; (21): ingresso gratuito. Abbonamento alle tre serate: intero € 40,00 / ridotto € 33,00. Aia di Moroder: ingresso gratuito. Info tel 071 89 82 32. Ristorante Saviotti: concerto aperitivo, necessaria prenotazione tel 071 280 04 99. Jazz Arci Lazzabaretto della Mole: ingresso gratuito. Riduzioni: giovani fino a 26 anni, soci ARCI, soci COOP, soci MJN. Prevendite: Bar Piccadilly (P.za Roma, Ancona) / Casa Musicale ex Bucchi (C.so Stamira 68, Ancona). Online: www.bookingshow.com. In caso di maltempo consultare il sito www.anconajazz.com.


Antonio Ciacca Trio with Justin Echols Dom. 14, ore 21.30, Aia di Moroder

Antonio Ciacca è pianista tra i più attivi e propositivi della scena internazionale. Residente da tempo a New York, è direttore del programma jazz del Lincoln Center e professore alla Juillard School, nonché musicista di casa nei principali jazz club della metropoli. In carriera ha suonato con grandi artisti come Art Farmer, James Moody, Steve Grossman, Steve Lacy. Ha al suo attivo numerosi dischi e una propensione a Justin Echols, voce Antonio Ciacca, pianoforte Paolo Benedettini, contrabbasso Nicola Angelucci, batteria

scoprire nuovi talenti. Da oltre un anno ama presentare il cantante Justin Echols, singolare figura divisa a metà tra l’attività di ufficiale di polizia ad Oklahoma City di giorno, e di jazzista durante la notte. Partito come pianista, Echols ha trovato in Wynton Marsalis la spinta necessaria per studiare accanto a Ciacca e a proporsi come degno continuatore del repertorio degli standard, rinfrescati da un impatto vocale potente e pieno di swing.


The Cookers LUN. 15, ore 21.30, MOLE VANVITELLIANA In un passato non molto vicino era frequente imbattersi in supergruppi, in “all stars” spesso costruiti dietro la domanda di festival o tour importanti. Oggi non è certo il caso dei “Cookers”, passerella di jazzisti che nobilitarono la scena fin dagli anni ’60 e ’70, riuniti per dar forma ad esigenze espressive niente affatto sopite dal trascorrere del tempo. Ognuno dei componenti ha avuto una carriera prodigiosa: ora bisogna sintetizzarle per ragioni di spazio. Eddie Henderson ha suonato con Herbie Hancock, McCoy Tyner, Pharoah Sanders, ambiti in cui ha messo in mostra tecnica e lirismo che molto devono a trombettisti del calibro di Clifford Brown e

Booker Little; Billy Harper è stato magnifico protagonista nei quartetti di Max Roach e nelle orchestre di Thad Jones & Mel Lewis e di Gil Evans, dove è stato capace di dire una parola nuova al tenore dopo John Coltrane; Donald Harrison ha fatto parte dei “Jazz Messengers” di Art Blakey e ha guidato a lungo un eccellente quintetto accanto al trombettista Terence Blanchard; George Cables ha un curriculum incredibile: Sonny Rollins, Freddie Hubbard, Woody Shaw, Dexter Gordon e Art Pepper sono solo alcuni che si sono serviti del suo splendido pianismo, basato sempre su frasi di grande eleganza e raffinate soluzioni ritmiche; Cecil McBee, il più anziano del gruppo (è nato


nel 1935) è uno dei più originali bassisti post bop, presente in così tanti dischi da risultare una leggenda vivente. Ha suonato con Jackie McLean, Wayne Shorter, Miles Davis, Charles Lloyd, Yusef Lateef, Dollar Brand, evidenziando una vasta libertà espressiva, naturale sintesi di uno stile aperto, in cui ritmi alternati tendono a spezzare la regolarità del classico accompagnamento “walking”. Infine Billy Hart continua ad essere uno dei batteristi più richiesti in virtù di una rara intelligenza intepretativa e di una sensibilità innata che esalta qualsiasi solista. Il giovane David Weiss, trombettista con chiare radici in questo linguaggio, ha avuto la giusta intuizione nel riunire tali “guerrieri”

(così si intitola il loro primo disco) e far scoprire alle ultime generazioni una musica meravigliosa che rimarrà per sempre. Eddie Henderson, tromba David Weiss, tromba Billy Harper, sax tenore Donald Harrison, sax alto George Cables, pianoforte Cecil McBee, contrabbasso Billy Hart, batteria


Barbara Casini “Se tutto è musica”

Okazaki / Gari Quartet

MAR. 16, ORE 19.00, RISTORANTE SAVIOTTI

MAR 16, ORE 22.00, LAZZABARETTO

Ancona Jazz ha seguito con frequenza Barbara Casini, in quasi tutte le sue produzioni. Senza dubbio la più importante interprete italiana del songbook brasiliano, di cui è profonda conoscitrice, Barbara ha reso omaggio via via a Tom Jobim, Caetano Veloso, Elis Regina, Chico Buarque, Gilberto Gil, non trascurando prestigiose collaborazioni jazzistiche (Enrico Rava, Stefano Bollani, Renato Sellani, ma anche Lee Konitz e Phil Woods) e repertori a lei altrettanto cari come quelli dei Beatles e Charles Trenet. Il suo ultimo sforzo è un pregevole libro intitolato “Se tutto è musica”, imperniato su una serie di conversazioni con fondamentali cantanti e compositori brasiliani, che non potevamo mancare di presentare nel nostro festival. Ogni esibizione di Barbara è uno scrigno di emozioni e rimandi culturali, e questo concerto in solitudine rappresenta uno di quei momenti magici imperdibili per chiunque, reso ancor più ammaliante dallo splendido scenario del Conero.

Il quartetto nasce dall’incontro artistico e musicale tra il chitarrista Miles Okazaki ed il batterista Ananda Gari durante le sue esperienze newyorkesi. I due condividono la passione, oltre che per il jazz, anche per la musica classica indiana ed è attraverso una rilettura di quest’ultima in chiave moderna e la sua inglobazione all’interno della tradizione improvvisativa occidentale che sviluppano un discorso musicale volto ad un’interpretazione organica e collettiva del fare musica. Miles collabora da diversi anni con il grande sassofonista Steve Coleman, mentre Ananda ha recentemente eseguito e registrato il suo ultimo progetto a New York con Tim Berne al sax alto, Rez Abbasi alla chitarra e Michael Formanek al contrabbasso. Insieme a due grandissimi musicisti della scena contemporanea, il contrabbassista Gabriele Pesaresi ed il sassofonista Nicola Fazzini, proporranno brani originali tratti dai loro rispettivi repertori. (testo da: www.arciancona.org)

Barbara Casini chitarra, voce, percussioni

Miles Okazaki, chitarra Nicola Fazzini, sassofono Gabriele Pesaresi, contrabbasso Ananda Gari, batteria


Just Friends Quartet

Machine Head Quartet

MER. 17, ORE 21.30, AIA DI MORODER

MER. 17, ORE 22.00, LAZZABARETTO

I quattro componenti di questo gruppo sono veramente amici di lunga data, spesso insieme per comporre sezioni ritmiche di grande livello. Ognuno possiede un curriculum eccellente. Il pianista e organista Renato Chicco ha suonato con Woody Shaw, Jon Hendricks, Jerry Bergonzi (di cui è stato pianista fisso per anni), Jim Snidero e Jim Rotondi; il chitarrista Guido Di Leone, tra i migliori d’Italia, ha accompagnato Gianni Basso, Rosalia De Souza, Bob Mover, Mark Murphy; il contrabbassista Giuseppe Bassi è tra i più richiesti quando si tratta di sostenere un solista americano di passaggio, vedi Lew Tabackin, Helen Sung o Don Friedman, ma il suo apporto è stato chiesto anche da giganti nazionali come Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella e Roberto Gatto nell’omaggio a Shelly Manne; infine il batterista americano Andy Watson, da tempo collaboratore di Renato Chicco, fa attualmente parte del trio di Jim Hall ed è fisso nella big band del Village Vanguard. Il quartetto non può quindi che eseguire un jazz vigoroso, di stretta osservanza bop, piantato nella tradizione più nobile e quindi di estrema piacevolezza.

La band nasce nasce nel 2011 inizialmente come trio: basso, sax, batteria con l’ausilio di loop e campionamenti. Fin dall’inizio l’idea era già quella di puntare su di un sound asciutto, moderno e senza l’appoggio dello strumento armonico. Con l’aggiunta del trombone, il quartetto entra in studio nel dicembre dello stesso anno realizzando il cd “Fuori dal Chorus”, composto interamente da brani originali. (testo da: www.arciancona.org)

Renato Chicco, pianoforte, tastiera Guido Di Leone, chitarra Giuseppe Bassi, contrabbasso Andy Watson, batteria

Marco Postacchini, sassofono, efx Massimo Morganti, trombone, efx Roberto Gazzani, basso elettrico, efx Andrea Morandi, batteria


Andrea Pozza Trio incontra Enrico Rava Gio. 18, ore 21.30, MOLE VANVITELLIANA Se c’è un musicista che non poteva mancare nell’edizione dei quarant’anni di Ancona Jazz, questo è per forza Andrea Pozza, tra i frequentatori più assidui delle nostre rassegne e festival. Andrea, ormai lo conosciamo bene tutti, non rientra soltanto nell’ipotetica cerchia dei massimi pianisti italiani, ma anche in quella dei jazzisti a tutto tondo, sempre con delle idee progettuali ben chiare in testa. Come solista ha accompagnato chiunque, da Harry Edison a George Coleman, passando per Lee Konitz, Chet Baker, Sal Nistico, Scott Hamilton e tanti altri, comprese numerose cantanti. È stato poi il collaboratore principale di Gianni Basso per oltre venticinque anni, da giovanissimo quindi, e dal 2004 al 2008 pianista fisso nel quintetto di Enrico Rava, con il quale ha inciso

importanti dischi per la ECM e effettuato numerose tournee in tutta Europa (alle Muse nella prima edizione del Summer Festival, 2004). Ora torna con la sua formula prediletta, il trio, in cui compare un vecchio compagno di viaggio quale Aldo Zunino, e l’ultimo arrivato, il sensazionale batterista inglese Shane Forbes, in grado formare un blocco compatto, ma allo stesso tempo aperto alle più varie tendenze stilistiche stratificatesi nel tempo. Il loro nuovissimo CD, che verrà presentato nell’occasione, ha nel titolo “A Jellyfish From the Bosphours” (Una medusa dal Bosforo) la giusta metafora per tale convivenza di influenze. Enrico Rava non può essere un semplice ospite d’onore. La sua statura, la sua storia artistica lo pongono al vertice del jazz in

Evento condiviso con il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Ancona, in occasione della Festa della Liberazione di Ancona, 18 luglio 2013.


Tom Kirkpatrick Trio VEN. 19, ORE 21.30, AIA DI MORODER Italia, rendendolo anche il nostro musicista più importante e famoso a livello mondiale. Enrico vive da decenni la scena del jazz da protagonista: molteplici le formazioni di cui è tuttora leader, altrettanto numerose le collaborazioni con musicisti di mondi diversi e lontani, ma sempre accomunati da un lirismo innato, da una vibrazione poetica che traspare in ogni momento dal suo strumento, molto vicino alla lezione di Chet e Miles, come ben sappiamo. Enrico è un vulcano di idee ed emozioni, e la sua partnership con Andrea Pozza è ideale nell’affrontare il terreno dei tanto amati standard. Ancona Jazz è orgogliosa di ripresentare questo gigante della musica al suo pubblico. Andrea Pozza, pianoforte Aldo Zunino, contrabbasso Shane Forbes, batteria Enrico Rava, tromba, flicorno

L’avevamo riascoltato poco tempo fa, durante l’International Jazz Day celebrato a Montemarciano, e ci è subito apparso, fin dalle prime note, in splendida forma. Classe 1954, Tom Kirkpatrick è uno dei trombettisti maggiormente legati al periodo aureo del bebop, in particolare a Kenny Dorham, ed ha fatto parte di gruppi importanti, guidati da musicisti del calibro di Cedar Walton, Walter Bishop Jr., Charles Davis, Lou Donaldson, George Coleman. Ma il suo bagaglio d’ispirazione si nutre di un’altra fondamentale figura del jazz moderno, Chet Baker. Ed è proprio rivolto a questo indimenticato artista il concerto che Tom terrà stasera, guidando un trio la cui formula strumentale era molto gradita a Chet, solo con chitarra (o pianoforte) e contrabbasso. Accanto a lui due eccellenti strumentisti marchigiani. Tom Kirkpatrick, tromba Luca Pecchia, chitarra Riccardo “Jack” Lucchetti, contrabbasso


Fabio Concato & Colours Jazz Orchestra SAB. 20, ore 21.30, MOLE VANVITELLIANA

Questo incontro con uno dei nostri più sensibili cantautori rappresenta per la CJO la prova definitiva di una versatilità e di un orizzonte espressivo forse senza pari nella scena musicale contemporanea. Fabio Concato gode della più ampia stima da parte dei musicisti e del pubblico. I primi avvertono in lui una pari empatia verso la raffinatezza e la ricercatezza musicale, la passione per i chiaroscuri, per un mondo interiore avvolto da impressioni poetiche continue, che si riverberano su peculiari soluzione armoniche e melodiche. D’altronde è la stessa storia di Concato ad informarci su frequenti contatti con il mondo del jazz, fin dal quel “A Dean Martin”, che compariva nel suo primo album del 1977, per poi continuare con “Zio Tom”, che ospitava il grande armonicista Toots Thielemans, e con “Ballando con Chet Baker”, realizzato al fianco di jazzisti del calibro di Marco Tamburini, Alfredo Golino

e Massimo Moriconi, (che poi ospiterà a suo volta Fabio nel suo “D’improvviso”, insieme con Danilo Rea e il sassofonista Eric Marienthal). L’ultimo lavoro del cantante, “Tutto qua”, uscito lo scorso anno, presenta infine uno splendido duetto con Stefano Bollani (l’emozionante “Se non fosse per la musica”, addirittura con una coda in scat) e il commovente “Carlo che sorride”,dedicato al pianista jazz marchigiano Carlo Gargioni, al suo fianco per diversi anni e scomparso prematuramente nel 2008. Il più vasto pubblico ha dimostrato di amare il cantautore milanese per la qualità alta delle sue canzoni, musica e testi, ma soprattutto per l’attenzione rivolta ai più deboli, ad un’umanità più bisognosa, come il mondo dell’infanzia e gli emarginati ultracinquantenni, che la crisi devastante di questi ultimi anni ha allontanato dalla sfera lavorativa (“Oltre il giardino”, presentata a Sanremo nel 2007).


Grazie ad arrangiamenti nuovi di zecca usciti dalla penna di Massimo Morganti, dei sassofonisti Simone La Maida e Marco Postacchini, nonché della fedele pianista di Concato, Ornella D’Urbano, il concerto si snoderà attraverso temi dell’ultimo disco del cantante, quindi le canzoni più famose del suo repertorio, per terminare con un brano per sola orchestra e un paio di duetti tra Concato e la D’Urbano, momenti di massimo lirismo per una serata che si preannuncia tra le più imprevedibile e ricche di suggestioni dell’estate.

Fabio Concato, voce Ornella D’Urbano, pianoforte, tastiere Colours Jazz Orchestra: Massimo Morganti, direttore Giorgio Caselli, tromba Luca Giardini, tromba Giacomo Uncini, tromba Samuele Garofoli, tromba Carlo Piermartire, trombone Paolo Del Papa, trombone Luca Pernici, trombone Pierluigi Bastioli, trombone Simone La Maida, sax alto Maurizio Moscatelli, sax alto Filippo Sebastianelli, sax tenore Antonangelo Giudice, sax tenore Marco Postacchini, sax baritono Emilio Marinelli, pianoforte Gabriele Pesaresi, contrabbasso Luca Pecchia, chitarra Massimo Manzi, batteria Luigi Ferrara, armonica


Mario Romano Quintet Dom. 21, ORE 21.30, MOLE VANVITELLIANA

Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, torna Mario Romano “a grande richiesta”, come si suol dire. Mario colpì per il valore della sua musica, un jazz modernissimo, swingante secondo la migliore tradizione, ma innervato da un approccio insolito, da un apporto solistico originale al servizio di un materiale tematico che guardava in più direzioni, non ultimo il repertorio rock degli anni ’60. E conquistò il pubblico anche per la sua simpatia, per la capacità di raccontarsi e promuovere il suo gruppo. In effetti la storia di Romano è vasta e composita. Nasce a Buenos Aires da emigranti italiani, si trasferisce poi in Canada a tredici anni, e con il passare del tempo affianca all’attività di jazzista quella di Mario Romano, pianoforte William Sperandei, tromba Pat La Barbera, sax tenore Roberto Occhipinti, contrabbasso Mark McLean, batteria

imprenditore che gli procura agiatezza, ma che gli fornisce anche il modo di svolgere una cospicua attività filantropica in tutto il mondo. Personaggio di grande umanità e disponibilità verso gli altri, Mario guida sempre eccellenti formazioni basati in gran parte sulla scena musicale di Toronto. Quest’anno conferma la presenza di uno dei massimi tenorsassofonisti del jazz post Coltrane, vale a dire Pat La Barbera, ma allarga la front-line al trombettista canadese William Sperandei, eccellente nelle ballads tanto quanto nei tempi veloci, si affida al solito accompagnamento roccioso di Paolo Occhipinti, e presenta infine un giovane batterista, Mark McLean, da ascoltare con particolare attenzione. Una serata di gioia musicale, tutta da godere.


Credits testi: Le presentazioni dei muscisti sono di Massimo Tarabelli (ad esclusione di Okazaki/Gari Quartet e Machine Head Quartet, tratte dal sito www.arciancona.org). Credtis fotografici: Pic Twist Photograpy (J. Echols) / Andrea Feliziani (Massimo Morganti, CJO, Enrico Rava) / Vincenzo Siniscalco (Kirkpatrick). Le altre immagini sono tratte dai siti web degli artisti.

Tornano

Le Strade del Jazz,

dopo il prologo il giorno dell’avvio del quarantennale di Ancona Jazz (il 3 marzo) e in occasione dell’International Jazz Day (il 30 Aprile), la rassegna itinerante provinciale, che giunge quest’anno alla XIV edizione, riparte in autunno con un programma in fase di definizione, che coprirà i mesi da ottobre a dicembre. La formula rimarrà la stessa: concerti gratuiti negli splendidi teatri restaurati della provincia di Ancona.

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