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14 GENNAIO - 17 FEBBRAIO 2018 MOSTRA A CURA DI / EXHIBITION CURATED BY: ERMANNO TEDESCHI CATALOGO A CURA DI / CATALOGUE CURATED BY: SOFIA MACCHI E GIULIA STABILINI TESTI / TEXT: ERMANNO TEDESCHI PROGETTO GRAFICO / GRAPHIC PROJECT: GRETA PALASTANGA Copyright © PUNTO SULL’ARTE

P U N T O S U L L A R T E | V I A L E S A N T ’A N T O N I O 5 9 / 6 1 | 2 1 1 0 0 V A R E S E ( V A ) I TA LY | + 3 9 0 3 3 2 3 2 0 9 9 0 | I N F O @ P U N T O S U L L A R T E . I T


WELCOME TO THE FINAL SHOW L’arte ci deve stupire ed emozionare, ma sempre di più è diventata uno strumento di racconto e di denuncia spesso dura e violenta. Ho conosciuto recentemente Jernej Forbici alla galleria PUNTO SULL’ARTE dove Sofia Macchi espone artisti scelti sempre con attenzione, intelligenza ed estrema sensibilità: costante è l’attenzione alla condizione umana, al quotidiano, alla natura e al bello. Sono andato a trovare Forbici nel suo studio per assorbire i suoi lavori: lo spazio è la fotografia delle sue opere, mai banali e sempre ricche di contenuto, e racconta il percorso evolutivo dell’artista. Jernej Forbici è nato in Slovenia vicino a Kidričevo, in una cittadina industriale in cui si produce alluminio e oggi circondata dalle discariche di rifiuti tossici, un luogo che ha acuito la sua sensibilità ambientalista. Nel corso degli anni l’artista si è dedicato principalmente alle tematiche ambientali e ai danni irreparabili che l’uomo ha provocato alla natura modificandola in maniera irreversibile. Da qui il nuovo progetto Welcome to the Final Show, da cui parte la sua quarta mostra personale a Varese. Le opere sono divise in spazi espositivi distinti perché narrano, anche cronologicamente, un prima e un dopo: l’attualità del paesaggio, già compromesso dai

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comportamenti umani, e un futuro in cui fauna e flora potrebbero esser solo un ricordo visibile “sottovetro”.

semmai l’artefice e, in quanto tale, egli può modificare i suoi comportamenti e ristabilire un equilibrio.

I nuovi lavori pittorici e le installazioni sono concepiti come grandi vetrine illuminate che contengono le ceneri, le piante morte o gli insetti collezionati nei luoghi inquinati. La sensazione che l’osservatore ne ricava è di trovarsi dentro ad un museo naturalistico del futuro, un Herbarium, privo però di qualsiasi nota fantascientifica. Forbici è quasi un cronista che anticipa un futuro prossimo che non vorremmo vedere realizzato.

Il risultato, a colpo d’occhio, è meraviglioso. Welcome to the Final Show è una mostra di grande interesse artistico ed espressivo, in cui le contaminazioni ambientali sono supportate da quelle culturali. Mi piace pensare che, nel grido di dolore dei paesaggi di Forbici, ci sia anche una speranza rivolta all’uomo perché preservi la loro bellezza.

In tutta la sua produzione, anche precedente alla selezione di opere esposte in questa personale, emerge con chiarezza la lotta di resistenza che la natura compie per non essere soffocata, tentando di mantenere il proprio predominio; si intravedono infatti scorci meravigliosi, chiazze di acque limpide insieme ai rifiuti lasciati a distruggere il bello che è stato creato. Quella di Jernej Forbici è una pittura di racconto, ma soprattutto di denuncia, colma di sofferenza. Il fango rosso, derivante dalle discariche delle industrie di alluminio, domina spesso cromaticamente nei suoi quadri e sembra sangue che sgorga dalle ferite inferte alla natura. Mi ha colpito la forte determinazione, direi l’atto civico, nel voler sensibilizzare il pubblico in merito all’importanza del rispetto dell’ambiente. Forbici è fermamente convinto che le sue opere debbano far comprendere che l’uomo non è estraneo agli effetti terrificanti che si stanno generando ma che ne è

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ERMANNO TEDESCHI


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W E L C O M E TO T H E F I N A L S H O W Art must amaze and move us, but it has increasingly become an often hard and violent tool for reportage and denunciation. I recently met Jernej Forbici at the PUNTO SULL’ARTE Gallery, where Sofia Macchi exhibits artists always chosen with care, intelligence and utmost sensitivity, constant is the attention to the human condition, to the everyday, to nature, and to beauty. I went to meet Forbici in his studio, to absorb his works: the space is the reflection of his paintings, never banal and always rich in content, and tells the artist’s evolutionary journey. Jernej Forbici was born in Slovenia, near the small industrial city of Kidričevo, known for the production of aluminum and, today, for its toxic waste dumps: a place which sharpened his environmental sensitivities. Over the years the artist has dedicated himself mainly to environmental subjects and to the irreparable damage that man has caused to nature, changing it irreversibly. Hence the new project Welcome to the Final Show, from which comes his fourth solo exhibition in Varese. The works are divided between two different exposition spaces, because they narrate, also chronologically, a before and an after. The landscape in its current form, compromised by human behaviour, and a future in which fauna and flora is only a souvenir visible ‘under glass’. The new pictorial works and the installations are conceived as great illuminated display cabinets that contain ashes, dead plants or insects collected in polluted places. The sensation is that the observer finds himself or herself in a

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natural museum of the future, a Herbarium, devoid however of any touch of science-fiction. It is like Forbici is a reporter who anticipates a future which is drawing near to us and that we don’t want to see. In all his paintings, also in those preceding the selection of works exhibited in this solo exhibition, the battle of resistance that nature must carry out in order not to be suffocated, attempting to maintain its supremacy, emerges with clarity; there are glimpses of stupendous moments, pools of pristine waters together with abandoned garbage that destroy the beauty which has been created. His is a painting of reportage but above all of denunciation, full of suffering. The red mud which comes from the dumps of the aluminum industry often dominates his pictures chromatically and seems to be blood which flows from the wounds inflicted on nature. I was struck by the strength of the determination, I would say a civic act, in the wish to make the public aware in regard to respect for nature. Forbici is firmly convinced that his works must demonstrate that humankind is not extraneous to the terrifying effects that are being created, but is the author of them, and so can modify its behaviours and restore a balance. The result is a marvellous vista. It is an exhibition of great artistic and expressive interest, in which environmental contaminations are supported by cultural ones. I like to think that, in the cry of pain, there would also be hope directed at man in order to preserve beauty.

ERMANNO TEDESCHI


THE GREAT FAILURE

2017 | Acrilico e olio su tela | 185,5 x 275,5 cm

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HERBARIUM | AURI SACRA FAMES

2017 - 2018 | Resina epossidica, pigmenti, vetro, piante essiccate, insetti | Misure varie

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LAST FLOWERS

2017 | Acrilico e olio su tela | 160 x 276 cm

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BLOOMING RECENTLY DEAD LANDSCAPE 2017 | Acrilico e olio su tela | 135,5 x 235,5 cm

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SIGN OF THE TIMES

2018 | Acrilico e olio su tela | 160 x 195 cm

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WE GOT TO GET OUT OF HERE

2018 | Acrilico e olio su tela | 160 x 195 cm

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HERBARIUM

2018 | Acrilico e olio su tela | 160 x 186 cm

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HERBARIUM | AURI SACRA FAMES

2017 - 2018 | Resina epossidica, pigmenti, foglia d’oro, vetro, luce, piante essiccate I Misure varie

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BUT YOU AIN’T REALLY GOOD

2018 | Acrilico e olio su tela | 160 x 40 cm

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BARRED LANDSCAPES SERIES

2016 - 2018 | Acrilico e olio su tela | 60 x 30 cm

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GRAN TOUR I

2017 | Acrilico e olio su tela | 15 ø cm

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GRAN TOUR II

2017 | Acrilico e olio su tela | 15 ø cm

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AURI SACRA FAMES

2017 | Acrilico e olio su carta | 20 ø cm

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JERNEJ FORBICI Maribor, SLO, 1980

Nato a Maribor, in Slovenia, nel 1980. Nel 2001, dopo gli studi a Lubiana, decide di trasferirsi e iniziare un nuovo percorso all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui si laurea con lode in Pittura (cattedra del Prof. Carlo Di Raco) e consegue quindi la specializzazione in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. A Venezia, affina la tecnica della pittura tonale, tipicamente veneta, e si dedica allo studio dei grandi maestri. Cresciuto seguendo i cambiamenti politici, sociali, economici ed ambientali della propria terra, fin dagli inizi si dedica al paesaggio e ai grandi formati, raccontando la storia del proprio paese di origine, Kidričevo, una cittadina immersa nel verde ma fortemente segnata dalle attività dell’ industria di alluminio e dalla sua discarica.

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Giovanissimo, nel 2002 presenta la sua prima mostra personale, intitolata Genesis, nella Galleria Tenzor a Ptuj, in Slovenia. Continua con successo l’attività espositiva durante tutto il percorso di studi. Nel 2003 presenta un’unica grande opera di dimensioni 12 x 3 metri nella Galleria di Arte Contemporanea a Celje (SLO). Nel 2004, dopo aver partecipato ad una mostra collettiva presso la Fondazione Bevilacqua la Masa, viene invitato a partecipare alla Rassegna di Arte Contemporanea Hicetnunc a San Vito al Tagliamento. Qui presenta, all’interno di una chiesa, l’installazione In My Place, quattro paesaggi monumentali (8 x 4 metri ciascuno) che gli valgono l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, nonché l’invito ad esporre nel 2005 all’ IBCA, International Biennale of Contemporary Art alla Galleria Nazionale a Praga. Nello stesso anno presenta i suoi lavori al Berliner Kunstsalon, dove avviene l’incontro con la Galleria Kro Art di Vienna, con la quale nel 2007 e negli anni successivi realizza importanti mostre personali. La Galleria presenta inoltre il suo lavoro in diverse fiere europee contemporanee, dove incontra l’interesse anche della Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano. Seguono anni in cui l’artista si apre a progetti di più ampio respiro e a nuove collaborazioni, che gli consentono di mettere in discussione la propria ricerca artistica che, sebbene inizialmente fortemente basata sulla pittura, si apre così alla realizzazione di complesse installazioni e allo studio e presentazione di fotografie e video. Sono gli anni in cui iniziano anche le collaborazioni con numerosi curatori (tra i quali: An-


tonio Arévalo, Alessandra Redaelli, Alexandra Matzner, Carlo Di Raco, Sara Sist) che presentano il suo lavoro e lo portano ad esporre in tutta Europa, in Argentina, in Cina e a Toronto, spaziando tra gallerie e istituzioni pubbliche e private. Sempre nel 2007 partecipa al progetto Accade, evento collaterale della Biennale di Venezia. Nel 2009 l’Accademia di Belle Arti di Venezia gli dedica una retrospettiva ai Magazzini del Sale, curata da Carlo Di Raco. Nel 2011, dopo aver pubblicato la sua prima monografia e aver presentato, nonostante la giovane età, già ben cinque retrospettive in Italia e Slovenia, è invitato a partecipare alla grande mostra Il fuoco della natura a Trieste, curata dalla Galleria Lipanjepuntin, quindi alla 54° Biennale di Venezia, nel padiglione delle Accademie all’Arsenale. Nello stesso anno inizia una nuova importante collaborazione con la Galleria italiana PUNTO SULL’ARTE di Varese, dalla quale è attualmente rappresentato. Tra i vari riconoscimenti ottenuti, in Italia e all’estero, da segnalare è la vincita nel 2012 di una borsa di studio del Ministero della Cultura Sloveno. È inoltre invitato in residenza a Londra, dove si dedica per diversi mesi allo studio dei maestri inglesi. Tra i numerosi progetti del 2013 si segnalano: Stop of Burn with us alla Galleria Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio, Last flowers alla Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano e Letzte Pflanze alla Galleria Kro Art a Vienna. Sleep now in the fire al Prostor Epeka a Maribor, Blurry Future all’European Court of Auditor a Lussemburgo (en-

trambi nel 2014), Everywhen alla Galleria Romberg di Latina e Nothing is yelling at you all’Officina delle Zattere di Venezia (entrambe nel 2015), Landskip alla Galleria PUNTO SULL’ARTE e Phytoremediation presso la Galleria Nuovo Spazio Arte Contemporanea di Piacenza (entrambe nel 2016) sono solo alcune delle ultime personali dove Jernej Forbici ha presentato lo sviluppo del proprio lavoro pittorico e della propria ricerca artistica, che l’ha reso testimone in prima linea delle violenze, delle mutazioni e delle manipolazioni subite dalla terra e dal paesaggio, divenuti riflessi loro malgrado della violenza insita nella vita moderna, nella nostra cultura, civiltà e storia. Nel 2017 ha realizzato, tra gli altri, il progetto Auri sacra fames, curato da Italo Bergantini e Gianluca Marziani ed esposto alla Galleria Romberg di Latina, dove ancora una volta ha messo in luce la radice del proprio messaggio: l’incoscienza e l’irresponsabilità umane verso il luogo (il pianeta Terra) che ci ospita e ci nutre. Con i suoi lavori, Jernej Forbici si è conquistato l’interesse di tutto il sistema internazionale dell’arte e ad oggi i suoi lavori sono presenti in molte mostre, fiere, istituzioni e collezioni di tutto il mondo. Attualmente vive e lavora tra Strnišče (SLO) e Vicenza.

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Born in Maribor (1980) in Slovenia. In 2001, after studies in Lubiana, he decides to transfer and begin a new path at the Academy of Fine Arts in Venice. Here he graduates with honours in Painting (under the professorship of Carlo Di Raco), and then follows on with the Master’s degree in visual and performing arts disciplines. In Venice he is shaped by the Venetian tonal painting school and by the study of the great masters. Having grown up following the political, social, economic, and environmental changes in his country, he dedicates himself from the start to landscape and to large formats, telling the history of his hometown, Kidričevo, a small city surrounded by green and heavily marked by the aluminum industry and its waste dumps. In 2002, at a very young age, he presents his first solo exhibition, titled Genesis, at the Tenzor Gallery in Ptuj, in Slovenia. He continues to exhibit successfully throughout his studies. In 2003 he presents a single large-scale work, measuring 12 x 3 meters in the Contemporary Art Gallery in Celje. In 2004, after having participated in the collective exhibition at the Fondazione Bevilacqua la Masa, he is invited to participate in the Hicetnunc Contemporary Art Exhibition at San Vito al Tagliamento. Here he presents the installation titled In My Place, four monumental landscapes (each one 8 x 4 meters), inside a church, and is noticed by the public and exhibition personnel alike, so that in 2015 he is invited to exhibit at IBCA, the International Biennale of Contemporary Art at the Prague National Gallery. In the same year he presents his works at the Berliner Kunstsalon where a meeting with the Kro Art Gallery in Vienna takes place: in 2007 the Kro Art organizes a large solo exhibition, which is followed by others in subsequent years. At the same time the gallery presents his work in diverse contemporary European fairs and here his work is met with the interest of the Bianca Maria Rizzi Gallery in Milan, amongst others. In the following years the artist embarks on larger-scale projects and new collaborations, which place his research under discussion and which, in connection with the realization of complex installations, the studio, and the presentation of

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photography and of video, complete his main artistic research, which is fundamentally and strongly based on painting. These years also mark the start of collaborations with projects and curators (including Antonio Arévalo, Alessandra Redaelli, Alexandra Matzner, Carlo Di Raco, Sara Sist) who take and exhibit his work all over Europe, Argentina, China, and in Toronto, including in galleries and public and private institutions. In 2007 he participates in the Accade project, a side event to the Venice Biennale. In 2009 the Academy of Fine Arts in Venice dedicates a retrospective to him at the Magazzini del Sale, curated by Carlo Di Raco. In 2011, after having published his first monograph and presented, despite his young age, five retrospectives in Italy and Slovenia, he is invited to participate in the important exhibition Il fuoco della natura in Trieste, a project curated by the Lipanjepuntin Gallery, and then in the 54th Venice Biennale in the Arsenale pavilion. In the same year he begins an important new collaboration with the Italian gallery PUNTO SULL’ARTE in Varese, where he is currently exhibiting. Among various recognitions in Italy and abroad, the stand out in 2012 is the awarding of a scholarship from the Slovenian Ministry of Culture. He is invited to take up a residency in London, where for some months he dedicates himself to the study of the English masters. In 2013 he presents various projects in Italy and abroad, most notably Stop of Burn with us at the Nuvole Arte Contemporanea in Montesarchio, Last Flowers at the Bianca Maria Rizzi Gallery in Milan, e Letzte Pflange at the Kro Art Gallery in Vienna. Sleep now in the fire at the Prostor Epeka in Maribor, Blurry future at the European Court of Auditors in Luxembourg (both in 2014), Everywhen at the Romberg Galley in Latina and Nothing is yelling at you at the Officina delle Zattere in Venice (both in 2015), Landskip at the PUNTO SULL’ARTE Gallery, and Phytoremediation at the Nuovo Spazio Arte Contemporanea di Piacenza (both in 2016) are only a few of the most recent solo exhibitions where Jernej Forbici has presented the development of his pictorial work and of

his personal artistic research, which places him as a frontline protagonist and director of the mutations of the landscape, interpreted as the evolution of modern life, of manipulated earth, destroyed and violated as a result of our culture, civilization and history. In 2017 he realized among others, the project Auri sacra fames curated by Italo Bergantini and Gianluca Marziani and exhibited at the Romberg Gallery in Latina where he portrayed the foundation of his message for today’s world: the unconsciousness of human responsibility towards the place (planet Earth) that houses and feeds us. Furthermore in recent years he has been invited to participate in numerous collective exhibitions. His works play a central role in the art world at an international level, so much so that today they are present in many exhibitions, fairs, institutions, and collections. He lives and works between Strnišče (SLO) and Vicenza.


VIALE SANT ANTONIO 59/61 VARESE | 0332 320990 | INFO@PUNTOSULLARTE.IT

PUNTOSULLARTE.IT

33 | JERNEJ FORBICI | WELCOME TO THE FINAL SHOW | PUNTO SULL'ARTE  

ITA: Nascere in una terra contaminata può portare alla resa o all'impegno: JERNEJ FORBICI ha scelto la seconda via. Nato nel 1980 in Sloveni...

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