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1.3 Michela Bassanelli

Geografie dell’abbandono Il caso della Valle di Zeri


GEOGRAFIE DELL’ABBANDONO è un progetto del gruppo di ricerca: publicarchitecture@polimi DPA-Politecnico di Milano responsabile gruppo di ricerca: Gennaro Postiglione ricercatrice progetto: Michela Bassanelli tutors: Lorenzo Bini, Salvatore Porcaro in network con: Nicola Flora/Architettura Ascoli Piceno Paolo Giardiello/Architettura Napoli-Fedrico II

CC


GEOGRAFIE DELL’ABBANDONO LA DISMISSIONE DEIBORGHI IN ITALIA ABSTRACT PARTE 1: Indagine del fenomeno cap. 1 I Borghi in Italia

[oggetto di studio-fenomeno]

1.1 nascita dei borghi 1.2 declino & abbandono 1.3 la situazione attuale 1.4 le proposte di legge 1.5 diversi gradi di dismissione 1.6 mappa della dismissione in Italia 1.7 casi di riattivazione 1.7.1 casi italiani 1.7.2 casi europei 1.8 obiettivi del lavoro PARTE 2: Ricerca-Azione cap.2: Lettura del contesto 2.1 Leggere lo stato di fatto 2.1.1 La Valle di Zeri _esplorazione soggettiva _racconto abitanti _racconto degli altri _cartografia _dati (Istat, Comune) _persone _patrimonio edilizio _economia

[esperienziale] [oggettivo]

2.2 Ricostruire la storia dei luoghi 2.2.1 La Valle di Zeri (con conclusione sulla storia del borgo) _dati _racconti 2.3 Risorse potenziali _locali _non locali 2.3.1 La Valle di Zeri


2.4 conclusione generale 2.4.1 La Valle di Zeri _aspetti sociodemografici _aspetti economico-produttivi _aspetti territoriali cap.3: Strategie di riattivazione 3.1 raccolta pratiche 3.2 raccolta politiche cap.4: Una ipotesi operativa per la valle di Zeri(specifico, varia caso per caso) 4.1 metaprogetto 4.2 SWOT Analisys 4.3 attiva-azioni 4.4 suggestioni ambientali glossario bibliografia


1.7 CASI DI RIATTIVAZIONE La ricchezza materiale ed immateriale dei centri abbandonati fa sorgere seri interrogativi sul loro futuro, tanto più pressanti se il costruito è in serio pericolo di estinzione. Indubbiamente c’è per i centri abbandonati un complesso problema di rifunzionalizzazione che prescinde da una molteplicità di fattori. La varietà tipologica dei nuclei non si identifica solo nella quantità di edifici in disuso, ma comprende aspetti geografici, geologici, economici ed antropologici. Nella cernita dei casi si è proceduto a presentare un serie variegata di situazioni, rappresentative di differenti percorsi rivitalizzativi. Nello specifico sono stati selezionati casi di rinascita spontanea, di esempi di conversione in poli culturali, di ricerca o in complessi educativi, di sperimentazioni di ripopolamento di nuclei in parziale abbandono, di tentativi di reinsediamento degli antichi abitanti con parallelo recupero degli aspetti tradizionali locali, ed ancora, di trasformazione in veri e propri villaggi turistici. Tra i casi individuati abbiamo fatto una distinzione tra quelli del panorama europeo e quelli italiani. In Italia esistono alcuni casi di recupero di borghi abbandonati; sono casi sporadici che rappresentano una piccola goccia all’interno di un problema molto vasto. Possiamo suddividere due tipi di interventi: i primi riguardano azioni “site-specific” sul singolo borgo che puntano alla valorizzazione di uno strumento tipo, i secondi sono azioni diffuse da parte di enti che cercano di valorizzare una serie di borghi attraverso delle reti di relazioni. Oltre a enti pubblici e privati esistono anche interventi da parte di singoli proprietari che avendo grossa disponibilità di denaro posso finanziare l’intervento di recupero del borgo. Un esempio è quello di Daniele Kihlgren, soprannominato :”l’uomo che salva i borghi”. Gli enti che si occupano attualmente della valorizzazione di borghi sono: - Associazione “Borghi più belli d’Italia” - UNPLI con il progetto “Aperto per ferie” - gruppo Touring Club Italiano In Europa questo tipo di interventi di rivitalizzazione è gestito molto a livello statale con la creazione di veri e propri programmi di ripopolamento, in particolar modo in Irlanda e Spagna.


1.azioni site specific puntare sulle specificitĂ dei prodotti

f pp p pp p

2.azioni diffuse puntare sulla creazione di reti

borgo

borgo

borgo

borgo borgo


1.7.1 CASI ITALIANI Esitono in Italia alcuni esempi concreti di recupero di borghi storici. Nello specifico verranno presentati casi di rinascita spontanea, di trasformazione in centri artistici, di sperimentazioni di ripopolamento di nuclei in parziale abbandono e di trasformazione in veri e propri villaggi turistici. Una delle iniziative che ha trovato maggior sviluppo sembra essere quella dell’albergo diffuso, idea che origina in Carnia, a seguito del terremoto del 1976, dalla necessità di utilizzare a fini turistici case e borghi disabitati e ristrutturarli a fini abitativi. Il caso che esemplifica in modo migliore questo tipo di pratica è il borgo di Santo Stefano di Sessanio che si trova alle pendici del Gran Sasso. Il successo dell’operazione ha indotto l’imprenditore Daniele Kihlgren ad estendere la ricerca di paesi abbandonati proponendo questa iniziativa ad altre realtà. In altri casi si è assistito all’insediamento spontaneo di comunità di artisti o di ecovillaggi. Questi borghi piano piano si sono parzialemente ripopolati e sono oggi meta di turisti. Un tipo di recupero di ispirazione diversa è quello di Colletta di Castelbianco, borgo situato nell’entroterra ligure della provincia di Savona. In questo caso l’idea è stata quella di trasformare il villaggio in un “cybervillage”, ossia un televillaggio dotato della tecnologia più avanzata. Infine un altro fenomeno che sta caratterizzando questi piccoli borghi semiabbandonati è quello del turismo di colonizzazione, ovvero della presenza di stranieri, in particolare inglesi, francesi e norvegesi, che hanno iniziato ad acquistare case all’interno di questi paesi e lentamente le stanno trasformando in vere e proprie colonie.


OGGI MI COMPRO IL PAESE FANTASMA grandezza

conserv azione costo

3 milioni- 30 milioni di euro

località

posizione

“[...]La caccia ai borghi abbandonati o semi-abbandonati in Liguria, Toscana e Umbria è cominciata agli inizi degli anni 90, quando ancora non costavano praticamente nulla. Nel frattempo però l’offerta di qualità si è ristretta e i prezzi sono saliti. Ma quanto costano? Un borgo disabitato oscilla fra i 2 mila e gli 11 milametri quadrati, il costo varia da un minimo di 3 milioni fino a anche 30 milioni di euro.[...]” Quicasa.it


Civitella 10 milioni di euro


TURISMO DI COLONIZZAZIONE Il turismo di colonizzazione è un altro fenomeno che da un pò di anni sta toccando alcuni territori d’Italia, soprattutto la regione Toscana, ma si sta espandendo anche in altre zone come la Liguria. Sempre di più stranieri, in particolare inglesi e francesi, sono interessati all’acquisto di vecchie case da sistemare per ritrovare un modo di vivere “antico” basato sulla tranquillità, la calma, il cibo buono, lontano dal frastuono e dai problemi delle metropoli. Inizialmente questo fenomeno ha interessato diverse realtà in modo sporadico per poi diffondersi tramite un “passaparola” in altre zone. E’ partita in questo modo la caccia alla villa in Toscana facendo schizzare i prezzi d’acquisto. Un esempio è quello del musicista Sting. Da Figline Valdarno, borgo a 30 chilometri a sud di Firenze, terra di Chianti e olio, il cantante Sting ha svelato come e perché sono 15 anni che qui vive e fa il contadino, o meglio, l’imprenditore agricolo ecosostenibile.


“Faccio l’agricoltore per curare la terra, per nutrirla, non per depredarla - ha raccontato Sting -. Per rispettare questa terra ho scelto la cultura biologica e la monocultura, il rispetto dei tempi, la ricerca. Ma sono arrivato qui e ho deciso di fermarmi anche perché avevo bisogno e sentivo il dovere di nutrire la mia famiglia con prodotti genuini e di qualità, in un ambiente sano”.


DANIELE KIHLGREN “l’uomo che salva i borghi”

Daniele Kihlgren, è svedese, ha poco più di 40 anni e discende da una delle famiglie più ricche della Svezia, ovvero gli industriali Kihlgren (che si occupano di cementifici). È stato soprannominato “l’uomo che salva i borghi” perché ha investito il proprio denaro per salvare i borghi abbandonati d’Italia. Kihlgren ha cominciato nel 1999 da Santo Stefano di Sessanio, un paesino vicino a L’Aquila, danneggiato dal terremoto dello scorso 6 aprile, con pesanti danni soprattutto alla splendida torre medicea. Ha cominciato a cercare uno per uno i vecchi proprietari delle case diroccate abbandonate e non è stato semplice visto che molti sono sparsi in giro per il mondo, poi ha fatto loro un’offerta e quasi tutti hanno accettato, anche perché non avevano nulla da perdere, dopo di che ha cominciato a restaurare il borgo. Se nel 2001 il 75% delle abitazioni del borgo erano abbandonate, alla fine del 2008 c’erano già 120 abitanti, circa 30 attività commerciali e 7.300 presenze annue in 5 strutture ricettive. Così facendo ha rianimato un borgo praticamente abbandonato: certo, lo svedese ha un ritorno economico dall’operazione di vendita degli edifici ristrutturati. Lo svedese ci ha preso gusto e, assieme alla tedesca Margareta Berg ha cominciato a girare il Mezzogiorno in cerca di altri borghi: così è riuscito ad ottenere dal Comune di Matera 20 concessioni trentennali per altrettanti Sassi e nel mese di luglio ha inaugurato sul costone della Civita (che domina il grandioso canyon Gensola) il secondo “albergo diffuso” . Nel caso dei Sassi di Matera, Kihlgren ha restaurato queste caverne con non poche difficoltà (visto che erano piene di licheni, alberi, erano profonde e difficili da esplorare tra buche ed insidie), ma alla fine le ha fatte ripulire lasciando spesso le pareti a crudo, creato pavimenti in cotto e pietra, arredate semplicemente con pochi mobili antichi: il Comune ne rimane proprietario. E così è partito il recupero di uno dei gioielli del patrimonio storico – artistico italiano, condannato alla distruzione.Il successo è stato così forte che Kihlgren ha già acquistato altri 5 borghi sparsi per l’Italia, pronti per essere ristrutturati (ma molti altri Comuni del Sud Italia lo stanno contattando). Si tratta di: - Montebello sul Sangro, in provincia di Chieti: a inizio del ‘900 una frana fece abbandonare il paese costruendolo più a valle (oggi conta poco meno di 200 abitanti), mentre il vecchio borgo (fino al 1969 denominato Buonanotte), è ora abbandonato; - Martese, frazione di Rocca Santa Maria, in provincia di Teramo: nel 1804 aveva 62 abitanti, oggi nessuno; - Rocchetta a Volturno, in provincia di Isernia: si tratta della frazione Rocchetta Vecchia, abbandonata negli anni ’20 per una frana (in seguito il terreno è stato consolidato); - Frattura Vecchia, frazione del comune di Scanno, in provincia de L’Aquila: dopo il terremoto del 1915 è stata abbandonata; - Rocca Calascio, nel comune di Calascio, in provincia de L’Aquila, dove si erge il castello più alto d’Italia, il cui borgo è oggi abbandonato. Afferma ancora Kihlgren: “Lavoriamo sempre in stretta cooperazione con i Comuni, ci scambiamo idee, suggerimenti, notizie storiche. Noi paghiamo le tasse e contribuiamo alla rivalorizzazione di questi pezzi di storia e cultura. Chiediamo solo una cosa: un vincolo ferreo che impedisca la costruzione di nuove case tutt’intorno”. Lo scopo è quello di riattivare lo stile di vita del borgo prima dell’abbandono, con attività in comune sull’aia delle case, l’allevamento libero degli animali da


cortile, la coltivazione naturale degli orti e dei campi, la diffusione di cibi caratteristici. (tratto da: 90meteo.blogspot.com) “Il progetto di questa società privata in diversi antichi borghi abbandonati o semiabbandonati della montagna del Sud Italia (da S. Stefano di Sessanio ai Sassi di Matera tra Abruzzo, Molise e Basilicata) considera prioritario alle nuove destinazioni, disciplinare con gli enti territoriali gli interventi nel centro storico e la tutela di quell’antico ed evocativo rapporto tra il costruito ed il territorio circostante con l’inibizione del nuovo edificato e la salvaguardia dell’originario paesaggio agrario. Nel caso di S.Stefano di Sessanio, a seguito di alcuni accordi di indirizzo tra la società, il Comune ed il Parco Nazionale sono in itinere gli strumenti attuativi per questo obiettivo di inibizione del nuovo costruito. Per quanto riguarda il progetto esclusivamente privato si cercherà di perseguire un intervento di conservazione e tutela raramente attuato in questi “patrimoni minori”: si sono conservate nelle strutture ricettive le cubature e le destinazioni d’uso dell’originaria organizzazione domestica; si è fatto uso esclusivo, qualora spogliato nei secoli, di materiale architettonico di recupero compatibile per origine geografica e caratteristiche stilistiche; si sono riproposti puntualmente gli arredi autoctoni; sono state lasciate anche le tracce del vissuto sedimentate negli intonaci e nelle stratificazioni del costruito e si proporranno inoltre, previo i dovuti studi commissionati a specifiche istituzioni di ricerca, anche alcuni aspetti delle culture materiali ancora marginalmente presenti nel territorio e rintracciabili presso la memoria storica degli anziani dalla tradizione culinaria all’artigianato domestico. Una “mission” di tutela quale premessa della ridestinazione di questi borghi che, dimostrato il ritorno nei numeri per il soggetto proponente e per il territorio, si potrebbe proporre come modello di sviluppo per tanti borghi storici abbandonati o mezzi spopolati del nostro meridione che proprio dalla mancanza di ridestinazione nel passato più recente dalla povertà e dall’emigrazione, hanno conservato quelle caratteristiche di integrità complessiva che oggi, con la tendenza generalizzata e inarrestabile al prodotto massificato e seriale, potrebbero essere foriere di nuove qualificanti ridestinazioni.” (Daniele Kihlgren)


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ECOVILLAGGIO Torri Superiore (Ventimiglia) _Rimasto a lungo in stato di totale abbandono viene fatto oggetto,all’inizio degli anni ‘90, di un’iniziativa di recupero. _E’ un villaggio che si basa su regole comuni tra tutti gli abitanti nel rispetto del territorio. CITTADELLA TELEMATICA Colletta di Castelbianco(Savona)

1996

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Il progetto, curato dall’arch. Giancarlo De Carlo, prevede il recupero di questo borgo attraverso il restauro edilizio e urbano del complesso e la sua dotazione di sofisticate infrastrutture tecnologiche.

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PAESI FANTASMA Gruppo Norman Brian Laboratorio di ricerca ed innovazione che si è occupato della realizzazione di una mappatura dei “Paesi Fantasma” in tutte le regioni d’Italia con l’obiettivo di trovare nuove possibilità di sviluppo per questi centri.

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AZIONE MATESE Massiccio del matese Azione Matese è un programma di interventi che si articola attraverso tre interventi principali : Urban Node, Villaggio dell’Arte e il Centro di Didattica Ambientale. I Comuni interessati sono: Capriati a Volturno, Fontegreca, Gallo Matese, Letino e Prata Sannita. ALBERGO DIFFUSO Santo Stefano di Sessanio All’interno del borgo è stato realizzato un albergo diffuso. L’intervento è consistito nel rifacimento in stile, utilizzando arredi d’epoca secondo il principio “dov’era com’era”.


1990

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BORGO DEGLI ARTISTI Bussana vecchia (Sanremo)

1996

Totalmente abbandonata per decenni, ha ricominciato ad essere abitata dal finire degli anni cinquanta del Novecento da artisti italiani e stranieri, attratti dalla particolarità del luogo, che ristrutturarono e resero nuovamente abitabili gli edifici meno danneggiati. Attualmente ospita una comunità internazionale di artisti, tanto da essere divenuto, negli anni, un caratteristico “villaggio di artisti” .

1997

SASSI DI MATERA

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I Sassi sono stati oggetto di interventi di recupero e riuso finalizzati all’attrazione di funzioni di eccellenza collegate alla valorizzazione culturale del nucleo storico ed alla riabilitazione delle destinazioni residenziali e commerciali che consentono la fruizione e manutenzione ordinaria degli spazi evitando un processo di musealizzazione.

2002

BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA 2003

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2007

Nel marzo del 2001 nasceva il club de I Borghi più Belli d’Italia su impulso della Consulta del Turismo dell’ Associazione dei Comuni Italiani (ANCI). Questa iniziativa è sorta dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di Storia, Arte, Cultura, Ambiente e Tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti.

2008

APERTO PER FERIE- UNPLI 2009

2010

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2012

Per cercare di salvaguardare l’esistenza delle piccole realtà urbane ed incentivarne lo sviluppo, il progetto dell’UNPLI prevede dunque l’individuazione, la valorizzazione e la promozione di tutte le risorse locali che possano costituire un’attrattiva turisticamente fruibile.


NOME: Ecovillaggio Torri Superiore LOCALITA’: Torri Superiore Ventimiglia

CARATTERISTICA: “Torri Superiore e l’ecovillaggio sono una cosa sola: l’ecovillaggio comprende tutti i membri residenti e non residenti, e anche gli ospiti della struttura ricettiva sono invitati a seguirne i principi. Sin dall’inizio, l’idea di restaurare il villaggio si è fondata su principi ecologici, e la partecipazione alla Rete Globale degli Ecovillaggi GEN e al movimento della Permacultura ha aiutato il gruppo a focalizzare e realizzare molti obiettivi pratici.” tratto da:www.torri-superiore.org

DESCRIZIONE: “Il villaggio medievale di Torri Superiore è un piccolo gioiello di architettura popolare situato ai piedi delle Alpi liguri, a pochi chilometri dal Mar Mediterraneo e dal confine francese, vicino alla città costiera di Ventimiglia. Originario del XIII secolo, il villaggio è strutturato in tre corpi principali con più di 160 stanze, tutte collegate da un intricato tessuto di scale a passaggi. La sua complessa e affascinante struttura è stata spesso comparata ad una fortezza o un labirinto arroccato sul fianco della montagna. Il villaggio è stato in gran parte restaurato ed è ora aperto all’ecoturismo, per corsi, incontri e programmi di educazione ambientale, ed offre anche una struttura ricettiva per soggiorni e vacanze. E’ perfetto per le persone interessate a conoscere la vita dell’ecovillaggio e alla ricerca di una vacanza in un ambiente ricco di suggestioni. Il borgo di Torri superiore è situato in posizione ideale per fare escursionismo. La struttura ricettiva offre camere singole, doppie e multiple.” tratto da:www.torri-superiore.org

GESTIONE: “Nel corso del XX secolo, il villaggio medievale di Torri Superiore fu gradualmente

abbandonato al degrado, e si è lentamente trasformato in un villaggio fantasma. Le sue belle torri e terrazze agricole erano quasi completamente deserte e in grave stato di degrado. All’inizio degli anni ’90 l’Associazione Culturale Torri Superiore ha iniziato l’acquisto delle case da una miriade di proprietari, allo scopo di restaurarlo come Ecovillaggio, di creare in loco residenze e risorse per una nuova comunità residente. Le attività a Torri Superiore sono gestite da tre organismi interrelati e in parte sovrapposti: 1_l’Associazione Culturale Torri Superiore, fondata nel 1989 per sovrintendere al restauro del villaggio medievale e alla creazione dell’ecovillaggio, del centro culturale e della comunità residente. 2_la Società Cooperativa Ture Nirvane, fondata nel 1999, che gestisce le attività eco-turistiche e coordina il programma di corsi, seminari e delle altre attività culturali. 3_la comunità residente, costituita da circa 20 persone che vivono nell’ecovillaggio.”

tratto da:www.torri-superiore.org


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NOME: Cittadella telematica LOCALITA’: Colletta di Castelbianco Savona

CARATTERISTICA: Il borgo di Colletta di Castelbianco, in Italia è il primo ed unico Borgo Telematico. “Telematico” in quanto tutte le unità abitative sono cablate con cavi a fibra ottica e lo stesso Borgo è nodo Internet ad alta velocità. DESCRIZIONE: “ In Liguria in uno dei Borghi più Belli d’Italia, sito nel Ponente Ligure a 12 km dal

mare, immerso nel verde della Val Pennavaire. Una ritrovata borgata ligure sapientemente recuperata dal progetto del Prof. Arch. Gian Carlo De Carlo con circa settanta unità abitative e riAbitata dai nuovi collettiani di diversa nazionalità divenuti nuovi proprietari. In questo borgo medievale telematico si ritrova la dimensione dell’uomo, si rallenta la velocità frenetica delle attività delle moderna vita metropolitana, si vive e sente l’ambiente incontaminato e si prova il piacere del benessere e del relax. Giancarlo De Carlo ha coniato la suggestiva espressione di “sistema crostaceo” per descrivere Colletta di Castelbianco in riferimento alla particolarissima conformazione architettonica che la caratterizza. Ma di questo crostaceo da lungo tempo non rimaneva che il guscio di pietra, dal momento che gli ultimi abitanti se andarono parecchi anni fa.”

tratto da: www.borgotelematico.it

GESTIONE: “Colletta di Castelbianco Srl è stata fondata a metà degli anni ’90 espressamente per

dar vita a quella pionieristica visione di cui Colletta di Castelbianco è ora la realizzazione concreta il primo borgo medievale restaurato e cablato in fibra ottica con connessioni ad alta velocità. L’obiettivo non era solo quello di restaurare gli edifici storici rispettandone l’identità. Era anche e soprattutto quello di far rivivere il borgo come una comunità vera, realizzando strutture per le attività business come per il tempo libero. Un obiettivo raggiunto: Colletta ha raccolto il plauso internazionale per la sua combinazione rivoluzionaria di tradizione e innovazione e gode di una fama meritata per la sensibilità e il livello qualitativo del suo restauro.”

tratto da: www.realitalia.co.uk


NOME: Azione Matese LOCALITA’: Massiccio del Matese (massiccio montuoso tra Campania e Molise)

CARATTERISTICA: Nell’alto Lazio si trova la zona definita “Massicio del Matese” dove sono presenti numerosi borghi e paesini quasi del tutto abbandonai. Questo progetto, a differenza del precedente, si serve di una serie di strategie associate, tra cui l’arte, per la conoscenza e valorizzazione del territorio.«Tentiamo di valorizzare il territorio attraverso azioni artistiche, di valorizzazione sostenibile e di architettura sostenibile. Realizzare cioè azioni integrate al territorio, vale a dire non calate dall’alto, ma partecipate». DESCRIZIONE: “Azione Matese è un programma di interventi che si articola attraverso tre inter-

venti principali : Urban Node, Villaggio dell’Arte e il Centro di Didattica Ambientale. I Comuni di Capriati a Volturno, Fontegreca, Gallo Matese, Letino e Prata Sannita attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa si sono impegnati all’attuazione del programma e alla costituzione di una rete di intercambio e collaborazione reciproca. Il programma è stato proposto quale progetto portante per lo sviluppo del parco ottenendo priorità di realizzazione e finanziamento da parte della Comunità Europea.”

GESTIONE: il progetto è seguito da” paesesaggio workgroup” (claudio calabritto, monica carmen,

raffaele esposito, mario festa, rosita izzo, orlando lanza). Collettivo di professionisti operanti nel campo dell’architettura, dell’urbanistica integrata, del paesaggio e della comunicazione. Le pratiche, multidisciplinari e partecipative, uniscono all’attività progettuale la ricerca e la sperimentazione sul campo. L’interesse è diretto allo sviluppo di una cultura urbana alternativa che prenda l’avvio dalla specificità delle situazioni locali, dalla sensibilità ambientale ed ecologica. www.azionematese.net


NOME: Sextantio Albergo Diffuso LOCALITA’: Santo Stefano di Sessanio(AQ) CARATTERISTICA: Questo borgo è stato il primo ad essere “trasformato”in albergo diffuso. DESCRIZIONE: è stato realizzato all’interno del borgo un albergo diffuso. L’intervento è consistito nel rifacimento in stile, utilizzando arredi d’epoca secondo il principio “dov’era com’era”. La scelta di realizzare un albergo diffuso rappresenta non solo un’importante occasione per il turismo ma anche una concreta possibilità per recuperare un patrimonio abitativo abbandonato. Grazie a questo tipo di attività si può rilanciare la vita e l’economia dei piccoli centri e borghi della penisola, ricchi di storia e cultura.

GESTIONE: il promotore dell’iniziativa è stato Daniele Kihlgren, svedese, discende da una delle famiglie più ricche della Svezia. È stato soprannominato “l’uomo che salva i borghi” perché ha investito il proprio denaro per salvare i borghi abbandonati d’Italia. E’ stata istituita una società Sextantio Srl che si occupa del progetto e della promozione di altri alberghi diffusi nei borghi. La Sextantio Srl è stata costituita nel 1999 dall’unico socio Daniele Kihlgren. La pianificazione delle attività e delle risorse, effettuata nel corso del 2005 2006 nell ambito di nuovi investimenti intrapresi, ha evidenziato la necessità di rafforzare la governance, di creare una struttura aziendale in grado di gestire organicamente le varie iniziative, di mantenere inalterato il rapporto fra il capitale proprio ed il capitale di terzi da destinare al previsto incremento delle esigenze finanziarie. www.sextantio.it


NOME: Bussana Vecchia LOCALITA’: Bussana Vecchia (Sanremo) CARATTERISTICA: “Villaggio degli artisti”.Attualmente ospita una comunità internazionale di artisti, tanto da essere divenuto, negli anni, un caratteristico “villaggio di artisti” . DESCRIZIONE: “La storia della comunità artistica di Bussana prende l’avvio alla fine degli anni Cinquanta, quando il torinese Mario Giani, in arte, Clizia, ceramista, visitò il borgo diroccato, allora completamente disabitato e lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti, dotata di uno statuto, una sorta di piccola Costituzione volta a regolare i rapporti sociali fra i suoi membri. Gli edifici di Bussana erano a disposizione della comunità; di essi non era possibile rivendicare la proprietà, ma ne era consentito l’utilizzo per lo svolgimento di attività artistiche. Dopo tre anni di abbandono, gli immobili dovevano essere rilasciati alla comunità, che avrebbe disposto una successiva assegnazione. Inoltre si faceva divieto di vendere i prodotti del proprio lavoro. Il paese si trovava allora in una situazione di completo abbandono: totalmente privo di infrastrutture urbane (acqua, corrente elettrica, telefono, fognature). Ben presto il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’ Europa incominciarono i lavori di restauro, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie.” tratto da: www.bussanavecchia.com

GESTIONE: non esiste una società che gestisce il patrimonio. L’iniziativa è nata da un gruppo di artisti che ha deciso di portare avanti la loro filosofia di vita. “Alle origini, chi abbandonava Bussana Vecchia e l’abitazione che aveva restaurato chiedeva a chi subentrava stabilmente al suo posto un semplice rimborso per le spese sostenute in quella che spesso era stata una radicale ricostruzione degli edifici; ma successivamente, il grande aumento dell’afflusso di artisti e artigiani verso il borgo ha provocato l’instaurarsi di un vero e proprio mercato immobiliare. In questi ultimi anni un numero sempre maggiore di abitazioni é stato acquistato da persone che risiedono a Bussana esclusivamente per ragioni turistiche.” www.bussanavecchia.com


NOME: Sassi di Matera LOCALITA’: Matera CARATTERISTICA: progetto di recupero per i Sassi che erano stati completamente abbandonati dalla popolazione. La società Sextantio ha promosso un albergo diffuso anche in questo borgo. www.sassidimatera.com

DESCRIZIONE: i Sassi sono stati oggetto di interventi di recupero e riuso finalizzati all’attrazione di funzioni di eccellenza collegate alla valorizzazione culturale del nucleo storico ed alla riabilitazione delle destinazioni residenziali e commerciali che consentono la fruizione e manutenzione ordinaria degli spazi evitando un processo di musealizzazione. GESTIONE: “E’ stato deciso di fermare l’abbandono recuperando le case e le chiese dei Sassi con una cooperazione fra pubblico e privato. Non dimentichiamo che la quasi totalità dei Sassi sia demaniale. Una parte dei Sassi sta trasformandosi in sistema museale: Museo della civiltà contadina, Museo demo-antropologico, Circuito delle chiese rupestri, Mostre d’arte etc. Una seconda parte ha natura commerciale, con pizzerie, ristoranti, pubs, alberghi, società software, negozi di artigianato tipico. Una terza parte è di natura residenziale. Dal 1993 sono stati inseriti dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.[...] Sono stati il primo luogo al mondo dichiarato “paesaggio culturale” e ne è stato riconosciuto il ruolo di modello che possono svolgere nel mostrare come vivere in equilibrio con l’ambiente, sfruttandone le risorse ma integrandosi con esso, senza stravolgerlo.” www.sassiweb.it


NOME: Borgo di Calcata LOCALITA’: Calcata(VT) CARATTERISTICA: quasi completamente abbandonato in epoca recente dalla sua popolazione originaria che ha preferito trasferirsi nel paese nuovo, rifiorisce da qualche decennio a nuova vita grazie agli artisti, alle associazioni, ai commercianti che hanno creduto nel suo sviluppo turistico e naturalmente ai privati che hanno cercato un luogo per passare i week-end lontani dal caos cittadino.

DESCRIZIONE: “Al contrario di quello che da molte parti si legge, la città non è stata mai del

tutto abbandonata. Il suo fascino non ha lasciato indifferenti i tanti artisti che ora la abitano, le cui botteghe si susseguono tra i vicoli. Molti di questi artisti sono stranieri: belgi, olandesi, americani ai quali si sono aggiunti gli hippies che abitano ancora le grotte scavate nel tufo della rocca su cui si erge il paese. Hanno acquistato, spesso a prezzi stracciati, le case della città vecchia che i calcatesi erano stati costretti ad abbandonare dal podestà di epoca fascista. Questi aveva fatto iscrivere Calcata nel novero dei centri da risanare in virtù di una legge per i paesi terremotati del Sud. Solo negli anni Novanta un decreto ha salvato il paese dall’abbattimento coatto. Non si tratta solo di pittori e scultori, ma anche di virtuosi delle tecnologie digitali, tanto che qui ha sede un centro di arte telematica. Calcata è anche all’avanguardia nell’utilizzo della rete a fini turistici, con un portale curato e ricco di immagini e curiosità sul microcosmo decisamente “alternativo” che è il paese. Oggi la città è meta di un turismo domenicale in continua crescita, e non è raro trovare gruppi di visitatori nordeuropei gironzolare per le botteghe, spesso gestite da loro connazionali che sono giunti negli anni Sessanta. “ tratto da: Calcata: il paese degli artisti, di Federico Orlandi, 20/06/2001

GESTIONE: Sono nate associazioni che si occupano della gestione di iniziative culturalie artistiche. Gli abitanti sono per lo più ormai artisti, scrittori e studiosi che arrivano a Calcata da ogni parte del mondo per riscoprire serenità e pace, tesori difficili da trovare. Esclusive le attività culturali che vi si svolgono, organizzate in accoglienti locali che un tempo erano botteghe o magazzini e i cui spazi accolgono oggi mostre, conferenze, concerti.


NOME: Borgo di Castelfalfi

LOCALITA’: frazione del comune di Montaione (Fi) CARATTERISTICA: da molti anni è aperta la trattativa con la multinazionale tedesca Tui Ag per realizzare un Toscana Resort. DESCRIZIONE: “Nel 1982 l’imprenditore milanese Virginio Battanta rilevò dal tribunale di Firenze

le società che detenevano tutto il borgo medievale ed i 1320 ettari di terreno agricolo che costituivano la Tenuta di Castelfalfi, incluse le 36 case coloniche e il campo da golf (di cui lo stesso Battanta era presidente) progettato dall’architetto Mancinelli. Tutti i beni ed i terreni erano infatti detenuti da diverse società che avevano sottoscritto un concordato fallimentare con il tribunale di Firenze. Successivamente, Battanta vendette tutto alla multinazionale tedesca TUI AG la quale, dopo diversi anni di completo abbandono dell’intero complesso urbanistico, ha recentemente avviato il progetto Toscana Resort che si prefigge di eseguire opere di restauro degli edifici abbandonati e costruzione di nuove strutture turistiche capaci di ospitare fino a 4000 persone. Questo progetto di recupero territoriale imporrebbe anche la costruzione di edifici nuovi che deturperebbero l’ambiente circostante. Per questo motivo Legambiente si sta opponendo all’attuale conduzione del progetto ed ha lanciato un appello di sensibilizzazione agli inevitabili danni ambientali che il paesaggio subirebbe. L´amministrazione di Montaione ha quindi deciso, prima di approvare qualunque tipo di realizzazione urbanistica, paesaggistica ed edile, di avviare un’ampia consultazione per consentire a tutti i cittadini interessati di esprimere la propria opinione su questo intervento tramite un dibattito pubblico.” tratto da: voce Castelfalfi, Wikipedia.

GESTIONE: la gestione del resort sarebbe della multinazionale Tui Ag che si impegna all’acquisto

e risistemazione degli edifici. Sono state fatte e si fanno tutt’ora assemblee con i cittadini per discutere della fattibilità del progetto che al momento è fermo.

I numeri 104,90 km2 l’estensione del comune di Montaione 3.667 gli abitanti 10 km2 la tenuta di Castelfalfi 3.000 i posti letto attuali del territorio 30.000 turisti l’anno 9 i giorni medi di permanenza 1.500 i posti letto di Castelfalfi dopo la ristrutturazione 100.000 m3 di nuova costruzione 36 le buche del nuovo campo da golf 2 gli alberghi che sorgeranno a Castelfalfi 68,95% i voti ottenuti dal sindaco riconfermato


1.7.2 CASI EUROPEI Di seguito verranno presentati alcuni casi di recupero e rivitalizzazione di alcuni paesi abbandonati in Europa, in particolare si fa riferimento alle regioni del Portogallo, della Grecia, della Gran Bretagna, della Spagna e dell’Irlanda. La differenza che si riscontra maggiormente nel rapportare interventi italiani ed europei è la mancanza per i primi di programmi nazionali che si interessano a queste problematiche. In Italia un ruolo fondamentale è giocato dalle singole regioni che si occupano dei rispettivi borghi e stilano dei programmi di recupero. Una seconda differenza riguarda le modalità di riconversione: nei casi italiani predomina la strategia dell’albergo diffuso e quindi della promozione di queste realtà da un punto di vista turistico. In Europa si punta molto sulla trasformazione dei centri in poli culturali e/o di ricerca e in centri formativi indirizzati alla riscoperta della vita e delle tradizioni rurali. In Irlanda ed in Spagna, paesi interessati dallo stesso fenomeno, si stanno sperimentando programmi di ripopolamanto di questi centri. In Irlanda, per esempio, nel 1990 è nata la “Rural Resettlement Ireland” (RRI) che consiste in una associazione apolitica volontaria senza scopi di lucro che si occupa di promuovere il ripopolamento di alcune aree rurali. In questo caso la maggiore difficoltà ha riguardato il processo di integrazione con la popolazione locale che non ha favorito lo scambio con i nuovi abitanti. La RRI si occupa non solo di organizzare i corsi per preparare i nuovi arrivati alla vita rurale, ma anche per educare i locali all’accoglienza. Infine un ultimo caso di grande interesse è quello che ha investito la regione di Viena, nella Carelia settentrionale. Nel 1989 è nato il progetto di rivitalizzazione dei “Viena Karelian Folklore Villages” volto alla conservazione culturale dell’area. L’idea è quella di mantenere e riproporre il più possibile usi e costumi della popolazione di una volta a partire dal linguaggio vernacolare.


PROGETTO VILLAGES D’EUROPE

Il progetto Villages d’Europe riguarda la messa a punto, all’interno di centri storici minori in aree rurali, di una rete di alloggi per facilitare la costituzione di un prodotto turistico innovativo ed originale. Villaggi d’Europa consiste nella creazione di una catena di alloggi turistici situati in piccoli centri caratteristici, in ambiente rurale, nei diversi paesi dell’Unione Europea (Francia, Italia, Spagna, Portogallo). L’idea è quella di concepire una vacanza che sia occasione di scoperta di un paese, di un ambiente, delle abitudini dei territori e delle genti che vi vivono. Il turista dovrà essere messo cioè nelle condizioni di perdere le connotazione del turista e di “calarsi” nella vita di un vero “villaggio d’Europa”. L’iniziativa Villages d’Europe consiste nella creazione di una catena di alloggi turistici, da affittare; costituita, a partire dal patrimonio ristrutturato e arredato, e integrata con tutti i fattori attrattivi e le potenzialità turistiche locali. L’approccio proposto ruota intorno al tema della scoperta: culturale, sensoriale, sociale, sportive; si tratta cioè di scoprire un luogo, i suoi abitanti, un patrimonio fatto di elementi naturali, artistici, folkloristici e di animazione. Una operazione unica che sposa sviluppo locale, pianificazione del territorio e economia di impresa, il tutto in diversi Paesi europei. Una catena integrata con il controllo del prodotto dalla concezione fino alla sua commercializzazione e un operatore unico “Villages d’Europe International” 
Una volontà di qualità unicamente dalla ristrutturazione del patrimonio antico (non del nuovo), con una volontà permanente di unire qualità e comfort moderno, rispettando l’architettura locale. In Italia i siti che stanno usufruendo di questo finanziamento sono la Comunità montana della Lunigiana, alcuni borghi della provincia di Salerno, Teggiano, Scala e Giffoni Sei Casali , S.Agata de’ Goti e Altavilla Irpina (Campania); Nova Siri (Basilicata); Siracusa-Ortigia (Sicilia); Castelsardo (Sardegna); .


FOCUS EUROPA

Martano Sant’Agata de goti Altavilla irpinia Giffoni Villapiana San Giovanni d’Asso Villafranca Feltre Levie Castelsardo Entravaux/Annot Forcalquier Vendres Casseneuil Belmonte Baeza Ampuero Casia Arcos de la Frontera Alterdochao Ciudad Rodrigno Ponte de lima Serpa Mertola


BORGHI ABBANDONATI DELLA SPAGNA Realtà simili a quella italiana con un numero molto elevato di borghi abbandonati esitono in Spagna . Una ricerca condotta da Maxi Herren ci mostra la situazione di questi paesi spagnoli. Dal 2007 ha iniziato un lavoro di catalogazione dei numerosi borghi spagnoli che attualmente versano in stato di abbandono. Di seguito riportiamo l’intervista che Herren ha rilasciato al sito “voglioviverecosì”. “l suo lavoro ha origine dalla passione per le tradizioni culturali e architettoniche dei tantissimi paesini e borghi che caratterizzano il vasto territorio della Spagna. Maxi ci spiega i motivi storici dell’abbandono e le opportunità che si nascondono dietro a questo patrimonio dimenticato.

Maxi, quanti borghi e paesi abbandonati ci sono in Spagna ?

Non esiste allo stato attuale un dato ufficiale sui paesi abbandonati esistenti in Spagna ma esiste un elenco dell’istituto nazionale di statistica (INE, Instituto Nacional de Estadistica) che ha individuato 2600 nuclei abitativi con zero abitanti. Questo dato raccoglie però solamente i nuclei che hanno al loro interno case in condizioni di essere abitate non contemplando quelli che, disabitati da decenni, versano in stato di abbandono e sono in rovina.

Quali sono le aree più colpite dall’abbandono ?

Prevalentemente in zone montane dove mancano le infrastrutture, gli inverni sono molto rigidi e le terre difficili da coltivare. Per queste ragioni troviamo una grande densità di nuclei abbandonati nelle zone come El Bierzo (Leon), nella montagna nei pressi di Valezia, nella Rioja Alta e in misura ancora maggiore a Huesca e Soria e nelle zone Pirenaiche.

Le origini di questo fenomeno ?

Benchè si incontrino resti di paesi abbandonati durante il Medio Evo la maggior parte di questo processo risale alla seconda metà del secolo scorso, attorno agli anni 60 e 70, a causa del massiccio esodo della gente che viveva in zone rurali verso le città in cerca di migliori opportunità e condizioni di vita. Il tutto venne favorito in quegli anni da alcune decisioni governative come i piani di ripopolamento boschivo e la costruzione di invasi idrici con i conseguenti esprori e abbandono di interi paesi.

In questo momento la situazione qual’è ?

La lista dei paesi abbandonati rischia di aumentare. L’ esodo verso le grandi città non si è ancora fermato a causa delle poche risorse che vengono destinate a migliorare le infrastrutture e alla poche opportunità economiche che offre la campagna. Non è molto che su alcuni mezzi di informazione galiziani è apparsa la notizia che negli ultimi sei anni sono rimasti disabitati 185 nuclei nella regione.

Che obiettivo si pone con il suo lavoro ?

Parto da una considerazione: sono sempre stato attratto dal concetto di autosufficienza. Sia nella produzione di cibo sia nell’ utilizzo di sistemi alternativi di produzione di energia. In Spagna ci sono le condizioni perchè questo ideale, magari utopistico ma realizzabile, abbia un futuro.


Ho quindi iniziato questo progetto in solitario che, partendo dall’idea che prima o poi mi sarei ritirato a vivere in campagna, vuole aiutare, dando il maggior numero di informazioni possibile, coloro che come me coltivano questo sogno. Quello che faccio in pratica è raccogliere il maggior numero di informazioni su borghi e nuclei spagnoli abbandonati, oltre che sui primi progetti di ripopolamento che si stanno sviluppando per alcuni di essi, e pubblicarli sul mio sito. Allo stesso tempo, oltre a pubblicare informazioni pratiche come sgravi fiscali, piani urbanistici ed eventuali sovvenzioni cerco di localizzare singoli immobili in vendita che successivamente pubblico in una sezione apposita. Questa attività mi ha procurato dei clienti per i quali cerco proprietà in vendita con le caratteristiche che questi mi indicano e questo mi permette di finanziare il mio lavoro di ricerca e catalogazione che fino ad ora è stato fatto solamente per pura passione.

Come ritiene che potrebbero essere riconvertiti nel modo migliore questi nuclei abbandonati ?

Ci sono molte attività che si prestano per essere svolte in questi contesti che, ricordo, nascondono un patrimonio architettonico e culturale in alcuni casi notevole (chiese romaniche, eremi, bellissimi esempi di architettura popolare). Per citarne alcune: agriturismi, gruppi di studio intensivo di lingue straniere, punti di partenza per vacanze-natura, colonie estive per le vacanze, scuole di agricoltura biologica o di gastonomia locale, musei etnografici e molto altro.” tratto da: www.voglioviverecosì.com


1990

1991

1992

1993

1994

1995

CENTRI FORMATIVI Granadilla, Umbralejo, Bùbal (Spagna) Tre villaggi sono stati trasformati in poli pedagogici per i giovani delle scuole superiori e delle università come strumento di conoscenza del mondo rurale.

VILLAGGIO TURISTICO Sao Gregorio (Portogallo)

1996

1997

1998

Tra il 1994 e il 1997 il villaggio è stato acquistato dalla famiglia “Guimares”che ha intrapreso operazioni di restauro e ha reso affittabili le 10 abitazioni.

1999

2000

2001

2002

2003

ENTERTAINMENT AND CULTURE CENTER Asfendi (isola di Kos, Grecia) Trasformazione del villaggio in in polo culturale e di ricerca. Inagurato nel 1999, progetta di creare un centro studi che si occuperà di ricerche sulla musica nell’Egeo e sui moderni monumenti greci.

2004

2005

2006

2007

MUSEO DELL’ATTIVITA’ INDUSTRIALE Wigan Pier( Manchester, Inghhilterra) Nucleo abitato di origine industriale trasformato in una sorta di museo dell’attività industriale. Wigan Pier è diventato meta di visite scolastiche a carattere educativo.

2008

2009

2010

2011

2012

PROGRAMMI DI RIPOPOLAMENTO (Irlanda,Spagna) L’idea nasce nel 1990 in Irlanda con la creazione del “Rural Resettlement ireland”: un’organizzazione senza scopi di lucro che si occupa di promuovere ed assistere il ripopolamento delle aree rurali.


Geografie dell'abbandono_1.3  

Geografie dell’abbandono di publicarchitecture@polimi DPA-Politencnico di Milano, Facoltà di Arc...

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