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1.2 Michela Bassanelli

Geografie dell’abbandono Il caso della Valle di Zeri


GEOGRAFIE DELL’ABBANDONO è un progetto del gruppo di ricerca: publicarchitecture@polimi DPA-Politecnico di Milano responsabile gruppo di ricerca: Gennaro Postiglione ricercatrice progetto: Michela Bassanelli tutors: Lorenzo Bini, Salvatore Porcaro in network con: Nicola Flora/Architettura Ascoli Piceno Paolo Giardiello/Architettura Napoli-Fedrico II

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GEOGRAFIE DELL’ABBANDONO LA DISMISSIONE DEIBORGHI IN ITALIA ABSTRACT PARTE 1: Indagine del fenomeno cap. 1 I Borghi in Italia

[oggetto di studio-fenomeno]

1.1 nascita dei borghi 1.2 declino & abbandono 1.3 la situazione attuale 1.4 le proposte di legge 1.5 diversi gradi di dismissione 1.6 mappa della dismissione in Italia 1.7 casi di riattivazione 1.7.1 casi italiani 1.7.2 casi europei 1.8 obiettivi del lavoro PARTE 2: Ricerca-Azione cap.2: Lettura del contesto 2.1 Leggere lo stato di fatto 2.1.1 La Valle di Zeri _esplorazione soggettiva _racconto abitanti _racconto degli altri _cartografia _dati (Istat, Comune) _persone _patrimonio edilizio _economia

[esperienziale] [oggettivo]

2.2 Ricostruire la storia dei luoghi 2.2.1 La Valle di Zeri (con conclusione sulla storia del borgo) _dati _racconti 2.3 Risorse potenziali _locali _non locali 2.3.1 La Valle di Zeri


2.4 conclusione generale 2.4.1 La Valle di Zeri _aspetti sociodemografici _aspetti economico-produttivi _aspetti territoriali cap.3: Strategie di riattivazione 3.1 raccolta pratiche 3.2 raccolta politiche cap.4: Una ipotesi operativa per la valle di Zeri(specifico, varia caso per caso) 4.1 metaprogetto 4.2 SWOT Analisys 4.3 attiva-azioni 4.4 suggestioni ambientali glossario bibliografia


1.5 TIPI DI DISMISSIONE Dallo studio e dall’analisi dei borghi è possibile individuare tre tipi di dismissione: - borgo completamente abbandonato; - borgo parzialmente abbandonato; - borgo abbandonato con fondazione di un nuovo centro. Ognuna di queste categorie racchiude a sua volta una serie di cause diverse che fanno riferimento alla geografia del territorio e a fenomeni particolari, sia di tipo ambientale che economico. Un motivo che ha condotto all’abbandono di un certo numero di borghi è quello che fa riferimento alla cause endemiche, come frane, terremoti, che hanno minato la sicurezza di questi abitati e innescato spesso la costruzione ex-novo di piccoli centri alle pendici o nelle prossimità degli originari. Dai primi anni del novecento si è aggiunta l’emigrazione più consistente dovuta alla fine dell’economia di sussistenza , verso i maggiori centri economici italiani o verso altri stati. La zone difficilmente accessibili sono state gradualmente abbandonate, ciò è avvenuto principlamente nelle aree montane e in quelli collinari. Il ruolo delle infrastrutture non è secondario all’interno di questo fenomeno in quanto ha determinato dei cambiamenti consistenti nel paesaggio e l’avvicinamento di detrminati poli piuttosto di altri. La decadenza economica permane, oggi come in passato, la principale motivazione di spopolamento: le stesse catastrofi naturali rappresentano, in diversi casi, dei semplici catalizzatori di un fenomeno già in atto. E’ interessante osservare come Nucifora schematizza il possibile ciclo di vita di un borgo(fig.1). “Un luogo vitale può trasformarsi in abbandonato a causa di cataclismi o per “dimenticanza”, generata dall’uscita del centro dal circuito produttivo e vitale della regione in cui si trova. Se il luogo disabitato non vive in una seconda fase un fenomeno di ritorno si trasforma in rudere il quale, grazie alla memoria, può continuare ad essere visitato e conosciuto, diventando oggetto di interesse turistico –paesaggistico. Se invece non si verifica il sentimento della “ricordanza”, il luogo può trasformarsi in città scomparsa e cancellarsi oppure, sempre grazie all’azione della memoria, lasciare traccia di sé nel toponimo, diventando, con il trascorrere del tempo, una realtà afferente al mondo del mito”(1). Le forme dell’abbandono sono varie e complesse tanto che già dagli anni ’50 diversi studiosi, tra i quali si ricorda Abel e Scharlau, le avevano esaminate distinguendo alcune tipologie, spazianti dal Totalwunstung – abbandono globale del villaggio e del territorio – a diverse fasi intermedie”(2). A seconda dell’entità del fenomeno presente i borghi possono essere classificati in parzialmente e totalmente abbandonati.

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borgo antico 1. borgo completamente abbandonato

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2. borgo parzialmente abbandonato

borgo antico

nuovo centro 3. borgo abbandonato con fondazione di un nuovo centro

0 borgo vecchio

nuovo centro


I centri parzialmente abbandonati, in generalepiù numerosi, “sono il frutto di anni di disagi economici, lontananza dai principali poli commerciali ed industriali, isolamento geografico, difficile accessibilità, variazioni nella struttura economica e scarsa rispondenza dell’abitato alle esigenze della vita moderna, il tutto aggravato da dissesti derivati anche dal sopraggiungere di eventi cataclismatici. Diverse ondate migratorie, volte prima verso altri continenti e poi verso i paesi nord -europei e l’Italia settentrionale, hanno provocato abbandoni protrattisi nel tempo”(3). Il caso dei centri completamente abbandonati spesso è diretta conseguenza di eventi bellici o dissesti idrogeologici. In questi casi lo spopolamento avviene molto più velocemente in quanto è dettato dalle condizioni di emergenza. E’ interessante osservare all’interno di questi fenomeni le caratteristiche geografiche dell’abitato ed il rapporto con i caratteri orografici, morfologici e paesaggistici dei luoghi, indagarne le cause di abbandono, che possono essere multiple per un singolo centro, o esaminare il tipo di reazione che la comunità interessata ha assunto. I centri abbandonati costituiscono un vero e proprio laboratorio all’aria aperta, “le unità edilizie parzialmente crollate consentono lo studio analitico delle sezioni murarie, delle antiche operazioni di consolidamento e di posa in opera di orditure lignee, agevolando la comprensione costruttiva di un’architettura rurale a carattere spontaneo, di cui si avverte la progressiva scomparsa. Le strutture architettoniche superstiti si possono inoltre presentare secondo un ventaglio estremamente diversificato. Si hanno centri il cui passaggio nella storia insediativa è percepibile dalla presenza di ruderi, a volte quasi illeggibili ed in via di graduale fusione con il paesaggio circostante; in altri sopravvive solo qualche emergenza architettoniche, sede del potere politico o religioso, che, costruita più solidamente rispetto all’edilizia comune, ha resistito ad eventi cataclismatici, all’incuria dell’abbandono ed al degrado del tempo.”(4). L’ultimo caso è quello che fa riferimento a borghi che hanno fondato un nuovo centro nelle vicinanze di quello precedente. Le cause sono da ritrovare soprattutto nelle catastrofi ambientali come frane o terremoti ma anche in motivazioni di tipo architettonico: spazi troppo piccoli, difficoltàa raggiungere l’abitazione. Il fenomeno dello spopolamento, seppure non indagato con completezza in tutto il territorio nazionale, appare in generale molto diffuso e particolarmente rilevante nell’Italia meridionale e lungo tutto l’arco appenninico. Klapish Zuber precisa che gli abbandoni veri e propri sono collegati a fenomeni più vasti quali le trasformazioni economiche ed i nuovi orientamenti agricoli(5). Da non dimenticare i sismi che hanno colpito alcune regioni d’Italia: la Val di Noto nel 1693, la Valle dl Belice (1968), il Friuli (1976) e l’Irpinia (1980). Preme comunque riflettere sul futuro dei centri abbandonati, sia se questi siano stati il risultato di una traslazione di abitato a seguito di un sisma, sia se si siano spopolati per una motivazione diversa. La loro lenta e silenziosa scomparsa richiede interventi urgenti di conservazione ed idee propositive, volte a trovare un nuovo ruolo e significato alla loro esistenza senza escludere una loro possibile conversione in luoghi di contemplazione e memoria(6). (1) Cfr. Nucifora S., Le forme dell’abbandono in AA.VV., Le città abbandonate della Calabria, op. cit., 78. (2) Colletta Tiziana, La conservazione dei centri storici minori abbandonati: il caso della Campania, op.cit., 134. (3) Idem (4) Idem (5) Cfr. Klapish Zuber Ch., Villaggi abbandonati ed emigrazione interna, in Storia d’Italia, vol. V, Einaudi Editore,Torino 1973. (6) Dezzi Bardeschi M., Brevi note sugli interventi di “restauro” nelle zone colpite dal terremoto in Boscarino S., Prescia R. (a cura di ), op. cit., p. 184


Fig.1 Nucifora S., Le forme dell’abbandono in AA.VV., Le città abbandonate della Calabria, Roma 2001, p. 78

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PAESI FANTASMA (tratto dagli atti del convegno “Paesi Fantasma. Tesori nascosti dell’Italia minore”, 23 giugno 2005)

“All’interno del Gruppo Norman, che opera nel settore della gestione dinamica di patrimoni immobiliari conto terzi, nel 2000 è stato costituito il Norman Brian, laboratorio di ricerca ed innovazione. Nel 2001 prende corpo un progetto di studio e ricognizione dei cosidetti “paesi fantasma”, borghi o frazioni spopolati o in via di spopolamento, con l’obiettivo di affermare un nuovo modello di business legato al recupero di queste realtà fondato sulle potenzialità inespresse del territorio in cui si trovano. Il progetto nasce dall’osservazione di un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale; la morte dei borghi e dei paesi riguarda principalmente le comunità più isolate, distanti dai grossi centri, oppure quelle realtà insediative collocate in zone a rischio da un punto di vista naturale e idrogeologico. La loro posizione spesso lontana dalle direttrici di traffico e dalle principali infrastrutture ne ha impedito la crescita, e i fenomeni migratori verso le grandi città italiane ed estere, verificatisi soprattutto negli anni’50, ne hanno decretato la lenta decadenza. Per cercare di invertire la rotta di questo processo di depauperamento, nel 2003 è stato approvato un disegno di legge (legge Realacci - Bocchino n.1942 del 2003) che prevede”Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5000 abitanti”. Tali misure comprendono agevolazioni economiche e fiscali, incentivi per il recupero del patrimonio edilizio e l’avvio di attività commerciali, per la scuola e la formazione. Sulla realtà Paesi Fantasma l’attività del Norman Brain si è articolata su due fronti: - la creazione di una banca dati di informazioni sul fenomeno(una mappatura); - l’ideazione di soluzioni creative di valorizzazione. Il progetto Paesi Fantasma è infatti finalizato alla valorizzazione e al recupero di questi borghi e frazioni attraverso la creazione di una rete di realtà turistico- residenziali e distretti produttivi, il recupero dei patrimoni storici- architettonici e ambientali e la riattivazione delle dinamiche socioeconomiche, da realizzarsi in collaborazione con le istituzioni locali. Alla base di tutte le proposte l’attenzione verso lo sviluppo delle risorse inutilizzate present sul territorio e valorizzazione delle potenzialità del territorio nel rispetto di esigenze e caratteristiche del contesto considerato. I possibili interveti di riqualificazione vengono individuati, per le singole realtà, sulla base di fattori come la vocazione territoriale, la localizzazione, lo stato di conservazione, oltre che la volontà politica degli amministratori locali.”


I paesi in Italia (Ricerca “Paesi Fantasma” condotta dal gruppo Norman Brian, su loro gentile concessione) materiale protetto da copyright, non riproducibile

I comuni individuati dal Norman Brian sono 167, sparsi su tutto il territorio nazionale; le frazioni e i borghi individuati, che rientrano nel territorio amministrativo dei 167 comuni, sono 341. Secondo quanto rilevato in questa indagine le regioni con il maggior numero di paesi fantasma sono risultate: Piemonte In Piemonte le provincie con il maggior numero di borghi spopolati sono Cuneo e Torino(con oltre 70 borghi), con prevalenza nei territori più lontani dalle principali direttrici stradali e nelle aree protette. Anche le provincie di Biella (nel territorio prealpino) e di Alessandria(nella zona appenninica) presentano diverse realtà spopolate. Emilia Romagna In Emilia Romagna la provincia mappata che presenta il maggior numero dei borghi spopolati è Piacenza(26 borghi spopolati), principalmente nella zona lungo la dorsale appenninica che interessa la valle centrale e le valli laterali del torrente Trebbia. Anche la provincia di Parma, sempre nei territori montani appenninici, è interessata da un buon numero di borghi spopolati mappati da Norman Brian, alcuni dei quali di grande valore architettonico. Calabria La Calabria dei Paesi Fantasma presenta un ricco numero di borghi spopolati:ne sono stati mappati 30, dislocati in tutte e quattro le province. I territori con la presenza più significativa di questi siti sono parte dell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino e la zona dell’Aspromonte, anche in prossimità della costa ionica. Sardegna Tutte le provincie sono interessate dal fenomeno, da Cagliari, con i borghi dei siti minerari che sorgono nella zona del Sulcis-Iglesiente, nel Guspinese, e poi più a nord, nell’entroterra di Alghero, dove sono stati mappati diverse realtà, tra cui l’area dei siti archeologici risalenti all’epoca nuragica. Sicilia Sono stati individuati 33 borghi spopolati presenti sia nei territori dell’entroterr, sia nelle restanti provincie costiere.


Abruzzo

Gioia vecchia Comune: Gioia dei Marsi (AQ), 2284 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE ABRUZZO, LAZIO e MOLISE Descrizione: Borgo medievale quasi completamente distrutta dal terremoto del 1915. Il nucleo abitativo si è spostato a valle, nel villaggio di Manaforno che assunse il nome di Gioia dei Marsi. Nel periodo estivo il borgo disabitato rivive grazie anche all’associazione culturale “Teatro di Gioia” diretta da Dacia Maraini. Classificazione: Completamente abbandonato

Morino Vecchio Comune: Morino (AQ), 1545 abitanti Area Protetta: RISERVA REGIONALE ZOMPO LO SCHIOPPO (Ente gestore: Comune di Morino, sotto egida di Legambiente) Descrizione: Situato sul colle che domina l’intera vallata, il vecchio centro di Morino fu abbandonato dopo la catastrofe del terremoto del 1915, quando il borgo fu letteralmente raso al suolo. Adesso restano solo i resti del centro storico, che includono i ruderi della chiesa madre tardo-rinascimentale e delle mura. Classificazione: Completamente abbandonato

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Castelbasso Comune: Castellalto (TE), 6557 abitanti Area Protetta: Area esterna al Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Descrizione: Borgo fortificato dell’ XI-XII secolo, frazione di Castellalto e al centro del territorio del territorio comunale, Castelbasso si trova a mezza strada fra Roseto degli Abruzzi e Montorio al Vomano. Dopo l’abbandono seguito agli anni dell’emigrazione, sta conoscendo una rinascita; il borgo medievale di Castelbasso in inverno conta meno di cento abitanti, un patrimonio artistico in completo degrado che pian piano si sta spegnendo. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Serra Comune: Rocca Santa Maria. (TE), 693 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA Descrizione: Piccolo borgo dalle tipiche case in pietra Iniziative: Borgo semi-disabitato, interessato, insieme ad altri tre borghi nell’area del comune, dal progetto “borghi”, un progetto che prevede il recupero a fini turistici attraverso una collaborazione tra provincia, comune ed ente parco. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Roccacaramanico Comune: Sant’Eufemia a Maiella (PE), 365 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA Descrizione: La popolazione si riduce progressivamente durante la seconda metà del 900 e a poco a poco l’abbandono è totale. Nel 1971 rimangono sul territorio soltanto 20 abitanti, pari ad 8 famiglie e nel decennio 1971 - 1981 si riducono a 4 abitanti. Ultimamente si sta profilando il fenomeno di una nuova presenza periodica ma continua, durante il fine settimana e la stagione estiva. Sono piccoli nuclei familiari di varia provenienza che acquistano e recuperano abitazioni destinati alla rovina. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Corvara Comune: Corvara (PE), 289 abitanti Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA Descrizione: In parte abbandonato, conta oggi circa 350 abitanti. L’attività principale di questo paesino è legata, come in passato, alla pastorizia. Case, strade ed edifici hanno conservato il loro aspetto originale. Classificazione: A disagio insediativo


Buonanotte Vecchio Comune: Montebello sul Sangro (CH), 125 abitanti Area Protetta: Il comune di Montebello sul Sangro fa parte della Comunità Montana Valsangro Descrizione: Buonanotte Vecchio fu abbandonato circa 25 anni fa a causa di una frana che lo minacciava sin dalle fondamenta e che ancora oggi è visibile dallo stesso paese. Il paese fu abbandonato completamente da tutti gli abitanti e fu ricostruito poco distante, in posizione meno infelice, prendendo il nome di Montebello sul Sangro, che oggi conta meno di 150 abitanti. Classificazione: Completamente abbandonato


Basilicata

Craco Vecchio Comune: Craco (MT), 796 abitanti Area protetta: Area esterna al Parco regionale Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane Descrizione: Dal 1963, una frana pose fine alla storia millenaria di Craco trasformandolo in uno dei più suggestivi paesi abbandonati della Basilicata. L’abitato è attualmente abbandonato dalla popolazione che si è trasferita in un’area di fondovalle, in località Peschiera. Un’altra parte degli abitanti è stata trasferita in un nuovo rione, contiguo al centro storico, in prossimità della Chiesa di S. Maria della Stella. Tale area è l’unica sulla dorsale di Craco ancora indenne da smottamenti franosi. Oggi le persone che abitano il vecchio borgo si possono facilmente contare sulle dita di due mani. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Vecchio borgo di Caucium Comune: Calciano (MT), 892 abitanti Area protetta: PARCO REGIONALE DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE Descrizione: Si tratta dei resti del vecchio paese (“Paese di Pede”) medioevale “Caucium”, rappresentato da una fortificazione (Castello o Rocca), dalla Chiesa della Rocca e dalla Cinta di Santa Caterina. Classificazione: Ruderi


Gallipolis Comune: Oliveto Lucano (MT), 587 abitanti Area Protetta: PARCO REGIONALE DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE Descrizione: Segnalato come sito archeologico, non come borgo, ubicato in prossimità di località Palazzo. Del centro abitato di Gallipolis si fa menzione in alcuni documenti databili al 1200 dopodiché questi non viene più nominato probabilmente per il suo abbandono. Classificazione: Ruderi

Trifoggio Comune: Pietrapertosa (PZ), 1314 abitanti Area protetta: PARCO REGIONALE DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE Descrizione: Insediamento rurale oggi quasi del tutto abbandonato se non fosse per qualche famiglia che ancora vi abita. Paese medievale esistente già nel XI sec. e distrutto nel 1500. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Campomaggiore Vecchio Comune: Campomaggiore (PZ), 980 abitanti Area protetta: esterna al Parco regionale Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane Descrizione: Il villaggio sette-ottocentesco di Campomaggiore Vecchio è una città abbandonata, distrutta da una frana il 10 febbraio 1885, che ha costretto tutti gli abitanti a trasferirsi in località “La Difesuola”, dove oggi sorge il paese moderno. Iniziative: Il vecchio borgo è oggi interessato da opere di riqualificazione, e fra i progetti di valorizzazione turistico-paesaggistica già avviati ed in corso di ultimazione, sotto la cura dell’Amministrazione Comunale di Campomaggiore.


Calabria

Africo vecchio Comune: Africo63 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Decrizione: Fu colpito dal terremoto del 1783, di nuovo fu danneggiato dal terremoto del settembre 1905, ed ancora da quello del 1908. Le alluvioni del 1951 e del 1953 hanno tragicamente distrutto l’abitato costringendo la popolazione a cercare riparo altrove. Classificazione: Completamente abbandonato

Casalinuovo Comune: Africo (RC), 3463 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Frazione (45 ab.) del comune d’Africo (RC), è situato su una rupe, nei pressi di Africo, alla destra del torrente Aposcipo. Un tempo era abitato da alcune famiglie che professavano il rito greco, in seguito abbandonato. Dato per inesistente nella metà del cinquecento, è registrato tra i borghi più danneggiati dal terremoto del 1783. Come Africo anche Casalinuovo è stato gravemente danneggiato dalle alluvioni del ‘51 e ‘53. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Amendolea Comune: Africo (RC), 3463 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Frazione (45 ab.) del comune d’Africo (RC), è situato su una rupe, nei pressi di Africo, alla destra del torrente Aposcipo. Un tempo era abitato da alcune famiglie che professavano il rito greco, in seguito abbandonato. Dato per inesistente nella metà del cinquecento, è registrato tra i borghi più danneggiati dal terremoto del 1783. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Gallicianò Comune: Condofuri (RC), 5057 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Gallicianò, meno di 100 abitanti, è l’unico borgo interamente ellenofono, è nota in tutta l’area per l’alta conservatività rispetto alle tradizioni grecaniche non solo in ambito linguistico ma anche musicale, gastronomico, rituale. A Gallicianò, a seguito anche delle frane nel 1972/73 e del terremoto nel 1978 vi furono tentativi di trasferimento completo dell’abitato ma è da considerarsi miracolosa la resistenza degli abitanti nel borgo che oggi sopravvivono in difficili condizioni logistiche. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Brancaleone superiore Comune: Brancaleone (RC), 3861 abitanti Descrizione: Il borgo venne distrutto e in parte abbandonato dopo il violento terremoto del 1908, che costrinse gli abitanti a spostarsi lungo il litorale costiero, dando vita a Brancaleone Marina. Negli anni ’50, in seguito ad un’altra serie di alluvioni, quelli che ancora erano rimasti ad abitare Brancaleone Superiore, si spostarono definitivamente “alla marina”, lasciando il vecchio borgo completamente abbandonato. Classificazione: Completamente abbandonato

Bruzzano vecchio Comune: Bruzzano Zeffirio (RC), 1343 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Distrutto dai terremoti (1783 e 1908), più volte riedificato, prostrato infine dall’emigrazione, del vecchio centro oggi rimangono solo i ruderi, posti nella parte alta del paese. Gli abitanti di Bruzzano Vecchio si trasferirono più a sud dando vita all’attuale Bruzzano Zeffirio collocato a quasi 100 metri sul livello del mare. Classificazione: Ruderi


Motticella Comune: Bruzzano Zeffirio (RC) Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Sul web non ci sono informazioni rilevanti, a parte il fatto che il borgo sta rischiando il completo abbandono a causa dell’emigrazione. Classificazione: Parzialmente disabitato

Ferruzzano vetere Comune: Ferruzzano (RC), 850 abitanti Descrizione: Ferruzzano Superiore sorge a meno di 470 metri sul livello del mare; ora ridotto ad un vecchio alveare senza vita, conserva intatta la propria fisionomia urbana, con strade e vicoli semideserti, ma un tempo brulicanti di contadini ed artigiani operosi. A Ferruzzano Superiore attualmente vive arroccata una popolazione di appena 50 abitanti, in gran parte anziani , che assiste mal rassegnata al disfacimento lento ed inesorabile dell’abitato. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Oppido vecchio Comune: Oppido Mamertina (RC), 5555 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE Descrizione: Interessante è il borgo medievale di Oppido Vecchia, dell’XI secolo, ubicato su un costone allungato a 4 Km dalla nuova Oppido, abbandonato dopo il terremoto del 1783. Nel borgo si possono osservare tratti della cinta muraria, le porte d’ingresso e alcuni torrioni dell’antico castello. Classificazione: Ruderi

Pentidattilo Comune: Melito (RC), 10483 abitanti Area protetta: Area esterna al Parco nazionale dell’Aspromonte Descrizione: Nel piccolo borgo di origine bizantina, da anni disabitato, alcuni eventi naturali, quali il terremoto del 1908, hanno in parte compromesso la struttura. Gli anni 60 hanno segnato da un lato il decadere definitivo del paese in seguito a un decreto di sgombero immediato. Nel tempo ci sono stati tentativi di rendere il borgo abitabile, anche attraverso la creazione di un’associazione, al fine di dare una svolta positiva allo sviluppo del paese, ma tali tentativi non hanno dato gli esiti sperati. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Laino castello vecchio Comune: Laino Castello (CS), 901 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Laino conserva del tutto disabitato, dai primi anni 80, il vecchio nucleo urbano, a causa delle frane provocate dall’alluvione del 1958 e del terremoto nel 1982. Nonostante le conseguenze del sisma e dell’usura Laino Castello vecchio continua a serbare un fascino unico. Classificazione: Abbandonato

Laino borgo Comune: Laino Borgo (CS), 2245 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Situato nel centro della valle del Lao, fa parte del parco del Pollino e si trova ai confini con la Basilicata, a 400 metri sul livello del mare. Conta circa 2400 abitanti, distribuiti parte nel centro urbano e parte nelle numerose contrade agricole. Classificazione: A disagio insediativo


Acquaformosa Comune: Acquaformosa(CS), 1289 abitanti Area Protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Acquaformosa è un paese di origine albanese, si trova in provincia di Cosenza ed è parte integrante del Parco Nazionale del Pollino. Conserva tuttora il rito bizantino, gli usi e le tradizioni albanesi. Il centro abitato si caratterizza per la presenza di piccole strade, collegate tra di loro da catoi, scalette o ponticelli. Conta circa 1300 abitanti, con un valore di crescita demografica negativo a partire dagli anni 60 (quando gli abitanti erano più di 1600). Classificazione: disagio insediativo

Frascineto Comune: Frascineto (CS), 2.500 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Prima denominato “Casale Novo” o “Casal San Pietro”, fu ripopolata da una colonia di profughi albanesi nel sec. XV, accolti dall’Abate del vetusto monastero greco di S.Pietro, ai quali vennero assegnate terre dell’Abbazia stessa. Oggi il paese conta più di 2500 abitanti e si assiste ad un massiccio rimpatrio. Classificazione: A disagio insediativo


Comune di Lungro Comune: Lungro (CS), 3.146 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Paese di orgine albanese (che si sono stabiliti a Lungro intorno al 1500), ma già prima della venuta degli Albanesi, nella zona in cui sorge Lungro esisteva già un casale abitato. Attualmente il paese conta più di 3.000 abitanti, con un andamento stabile degli indici dal 1980 ad oggi. Classificazione: A disagio insediativo

Comune di Morano Calabro Comune: Morano Calabro (CS), 4.963 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, con l’antico fortilizio del Castello Normanno, offre al visitatore un piacevole itinerario storico-artistico-culturale, qualificato da importanti opere d’arte. Il paese risale ad epoca romana o antecedente, compare per la prima volta tra le principali tappe della via Popilia nel 132 a. C. Classificazione: Abitato


Comune di Mormanno Comune: Mormanno (CS), 3.714 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: La tradizione vuole che Mormanno sia sorta in epoca longobarda, nel VII-VIII secolo come saldo presidio tra il ducato di Benevento e il territorio soggetto all’impero bizantino. Località frequentata durante il periodo estivo, per via del clima fresco, è datata di attrezzature ricettive e vari servizi fra i quali strutture sanitarie, campo sportivo e bocce. Gli abitanti sono quasi 4.000. Classificazione: A disagio insediativo

Comune di San Basile Comune: San Basile (CS), 1.283 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Fondato da una comunità di albanesi verso il 1475-1480, sorse intorno al Cenobio di San Basile Craterese da cui deriva anche il nome. Proprio per le sue origini la maggioranza della popolazione parla la lingua albanese e professa la religione cattolica con rito greco-bizantino. Classificazione: Abitato


Comune di San Mango d’Acquino Comune San Mango d’Acquino (CZ), 1.864 ab. Area protetta: Parco regionale dei monti Reventino e Mancuso (proposta) Descrizione: Le origini di San Mango d’Aquino risalgono al 1640 circa; sorge nel territorio alla sinistra del fiume di Savuto con poche case sparse ed è abitato da genti della contea di Martirano e della disciolta contea di Aiello. San Mango d’Aquino è un piccolo centro collinare dell’entroterra catanzarese, la popolazione sfiora le 2.000 unità. Il centro abitato si trova a 450 metri sul livello del mare. Classificazione: Abitato

Comune di Saracena Comune: Saracena (CS), 4.082 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Descrizione: Centro in provincia di Cosenza, Saracena è situato 606 metri sopra il livello del mare, e conta circa 4.500 abitanti. La suo economia è basata sulla coltivazione di olivi, viti e frutta. Edificato come baluardo (castrum) sulle rovine dell’antica Sestio, agli inizi del decimo secolo, fu presidio di nuclei saraceni insediatisi a guardia della valle del Crati. L’abitato si sviluppò in età medioevale e fu dominio di signori locali bizantini prima, normanni poi. Classificazione: Abitato


Badolato Superiore Comune: Badolato Marina (CZ), 3.314 ab. Area protetta: Parco regionale delle Serre Descrizione: Badolato Superiore è un piccolo borgo medievale arroccato su una collina a pochi km dalla costa jonica. Il borgo è da alcuni anni quasi completamente spopolato. Conta circa cinquecento abitanti, per lo più anziani. Si è preferito costruire le case da assegnare agli alluvionati nella marina, piuttosto che nell’antico borgo. Da allora è cominciato un processo lento, ma irreversibile di svuotamento del paese antico. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Botricello vecchio Comune: Botricello (CZ), 4.589 ab. Area protetta: Esterna al Parco nazionale della Sila Descrizione: Nel 1957, anno dell’autonomia, contava 2935 abitanti ed il primo nucleo di case nacque a Botricello superiore a 40 metri sul livello del mare. Oggi il comune conta una popolazione di circa 5000 abitanti, arrivando, nel periodo estivo, a toccare punte di 15000 tra turisti ed emigrati. Classificazione: A disagio insediativo


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Nardodipace vecchio Comune: Nardodipace (VV), 1.550 ab. Descrizione: Nardodipace, noto come il comune piÚ povero d’Italia, fa parte della nuova provincia di Vibo Valentia, sorge a 1080 metri s.l.m., ha una superficie di 32,78 Kmq e una popolazione che conta 1550 abitanti. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Botricello vecchio Comune: Botricello (CZ), 4.589 ab. Area protetta: Esterna al Parco nazionale della Sila Descrizione: Nel 1957, anno dell’autonomia, contava 2935 abitanti ed il primo nucleo di case nacque a Botricello superiore a 40 metri sul livello del mare. Oggi il comune conta una popolazione di circa 5000 abitanti, arrivando, nel periodo estivo, a toccare punte di 15000 tra turisti ed emigrati. Classificazione: A disagio insediativo


59

Comune di Castelmonardo Comune: Filadelfia (VV), 6.282 ab. Area protetta: Nei pressi dell’Oasi del lago dell’Angitola Descrizione: L’antico abitato di Castelmonardo, dalle antiche origini, presso Filadelfia, in provincia di Catanzaro, fu completamente distrutto dal terremoto del 1783 e data l’impossibilità a ripristinare i fabbricati, a causa di parecchie frane, i superstiti decidono di trasferire il nuovo paese nel Piano della Gorna. Adesso restano solo i ruderi. Classificazione: Abbandonato/Ruderi


60 Campania

Borgo di Roscigno Vecchio Comune: Comune di Roscigno (SA), 1038 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE CILENTO E VALLO DI DIANO Descrizione: Il vecchio paese sorgeva a pié di un colle culminante nel pianoro di Monte Pruno, necropoli lucana ove sono state rinvenute in data non molto remota. Il primo agglomerato di case ebbe origine da alcune famiglie di pastori della vicina Corleto Monforte (Salerno), che venivano a svernare in questo remoto angolo, assolato e ricco di pascoli. Solo verso il 1500 si costituì Comune autonomo. Classificazione: Abbandonato

Borgo San Severino Comune: Comune di Centola (SA), 4825 ab. Area protetta: PARCO NAZIONALE CILENTO E VALLO DI DIANO Descrizione: Il borgo medievale oggi abbandonato fu fondato molto probabilmente dai Longobardi. Realizzato in posizione elevata, S. Severino si trova in una posizione altamente strategica, infatti il suo castello (oggi ancora visibile) formava con quello di Palinuro e Molpa una cinta difensiva che si rivelò di importanza vitale nella guerra Angioino Aragonese. Classificazione: Abbandonato


61 Emilia Romagna

Pian Baruccioli Comune: Portico e S. Benedetto (FC), 863 ab. Area protetta: Parco nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna Iniziative: Valorizzazione e riqualificazione dei tessuti edilizi dei centri storici ricompresi nel parco nazionale delle Foreste casentinesi, Monte Falterona, Campigna (Deliberazione del Consiglio direttivo n. 203 del 5 novembre 1998 - All. A) Classificazione: Abbandonato

Caneto Comune: Bardi (PR), 3255 ab. Area protetta: esterna al Parco regionale del Taro Descrizione: I borghi attigui a Bardi, come Caneto o Agneto, sono desolati villaggi di pietra che sopravvivono in stato di abbandono. Classificazione: parzialmente abbandonato


Cà Scapini Comune: Bardi (PR), 3255 ab. Area protetta: esterna al Parco regionale del Taro Descrizione: Il paese, nonostante sia stato abbandonato da circa quarant’anni, è ancora là, immerso nella boscaglia, sulla riva destra del fiume, tutto in pietra e fasciato in una verde edera, apparendo agli occhi dei visitatori, quasi incantato.Tant’è che visitandolo oggi si possono ancora notare le sedie infilate sotto al tavolo, la scopa di saggina appoggiata alle parete, il coperchio appoggiato davanti alla bocca del forno a legna, come se si fosse fermato il tempo. Classificazione: Abbandonato

Degara Comune: Bobbio (PC), 3851 ab. Iniziative: Il comune di Bobbio fa parte dei comuni LEADER della provincia di Piacenza e dei comuni da qui sono scaturite delle linee progettuali che, di concerto, hanno dato vita al progetto Montagna, finalizzato alla elaborazione di una visione strategica comune dello sviluppo della montagna. Classificazione: Abbandonato


Cerreto Frazione di Cerreto Comune: Zerba (PC), 145 ab. Descrizione: Percorrendo la strada provinciale che si stacca dalla Val Trebbia, Cerreto è il primo villaggio che si incontra dopo solo 4 chilometri.Attualmente Cerreto, malgrado lo spopolamento subito come tutti i villaggi della valle, si presenta come un paesino pulito ed ordinato, che ha conservata immutata la sua semplice fisionomia architettonica di stile prettamente rustico-montano. Classificazione: A disagio insediativo

Vezimo Comune: Zerba (PC), 145 ab. Descrizione:Il villaggio è ormai semi abbandonato nel periodo invernale ma buona parte della sue case sono in condizioni molto buone e testimoniano dell’amore per il paese natio dei suoi abitanti. Un movimento franoso, avvenuto un paio di secoli orsono, ha sensibilmente danneggiato la parte centrale del paese. Classificazione: A disagio insediativo


Frazione di Pei Comune: Zerba (PC), 145 ab. Descrizione: Pej, con i suoi 1200 metri di altitudine è considerato il più alto villaggio di tutto l’Appennino ligure-piacentino-pavese. Negli ultimi anni, dal punto di vista della viabilità si è fatto molto per rompere l’isolamento che, fino ad una trentina di anni fa, specie nei mesi invernali, era totale: oggi si può arrivare a Pej per una stretta, strada asfaltata. Classificazione: A disagio insediativo

Frazione di Samboneto Comune: Zerba (PC), 145 ab. Descrizione: Il villaggio di Samboneto è situato ad una altitudine di 945 metri; subì, sul volgere del secolo XVIII, una grande frana che travolse completamente il villaggio. Ricostruito sulla medesima area conserva tutt’oggi le strutture delle tipiche case rustico - montanare, anche se un leggero soffio di miglioramento ha toccato questo piccolo centro portandovi un certo rinnovamento. Classificazione: A disagio insediativo


Friuli Venezia Giulia

Pozzis Comune: Verzegnis (UD), 943 ab. Area protetta: esterna al Parco regionale delle Prealpi Giulie Descrizione: Pozzis, abbandonato da quasi mezzo secolo dai suoi originari abitanti, si trova nel territorio del comune di Verzegnis (Verzegnis non è un paese, ma sono tutte e cinque le frazioni a costituirne il comune), sotto l’amministrazione provinciale di Udine. Classificazione: Abbandonato


Lazio

Borgo di Galeria Comune: Roma (RM) Area protetta: Monumento naturale della Regione Lazio Descrizione: La città morta di Galeria si trova nei pressi del borgo di Santa Maria di Galeria, sull’argine del fiume Arrone, a pochi chilometri da Roma. Ha antiche origini etrusche, fu poi romana come testimoniano le tipologie costruttive ad “opus incertum” e gli archi a tutto sesto. Sui resti della città di Careiae nell’alto medioevo sorgeva un castello Classificazione: Abbandonato

Grotta Marozza Comune: Mentana (RM), 15.239 ab. Aree protette: Riserva naturale Nomentum Descrizione: I ruderi che si possono ammirare in località Grotta Marozza appartenevano alla cinta muraria ed alla torre difensiva di un vero e proprio castello fortificato risalente al XIII secolo, di proprietà della famiglia romana dei Capocchi, con evidenti funzioni difensive lungo la strada che collega Mentana con Montelibretti, detta via Reatina. Poco dopo il luogo fu progressivamente abbandonato e soggetto ad inesorabile degrado. Classificazione: Abbandonato/Ruderi


Castiglione Comune: Palombara Sabina (RM), 10.639 ab. Area protetta: Parco regionale dei Monti Lucretili Descrizione: Il castello fu fondato nella seconda metà del XIII sec. Esso viene attestato per la prima volta il 30 settembre 1276, data nella quale i figli di Rinaldo di Palombara, probabile fondatore, vendono a Deodato di Cretone alcuni beni del suo territorio situati molto ad Ovest, verso la via Reatina, terre che due secoli prima, facevano parte del territorio di San Giovanni in Argentella. Classificazione: Abbandonato

Borgo di Ninfa Comune: Norma (LT), 3.821 ab. Descrizione: Già rigoglioso Borgo feudale, fu annientato dalla malaria del XIV secolo. Definita da Gregorovius “la Pompei del Medioevo”, Ninfa e’ uno splendido e selvaggio giardino ricco di rovine di edifici antichi e celebri chiese. Sorge sulle rive di un suggestivo laghetto formato dalle sorgenti del fiume Ninfa. Classificazione: Abbandonato


Borgo di Celleno vecchio Comune: Celleno (VT), 1283 ab. Descrizione: Celleno è un paese che sorge su di una collina a 476 metri s.l.m., la parte forse più interessante del paese senz’altro il centro storico o anche chiamato dai cellenesi “Paese vecchio” o “Celleno Vecchio”. Arrivando nella parte più antica del paese si noterà il castello Medievale degli Orsini, oggi abitato solamente da un artista. Parte del castello è visitabile ma le altre parti sono pericolanti a causa di terremoti che ci furono in passato. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Civita di Bagnoregio Comune: Bagnoregio (VT), 3.622 ab. Descrizione: Situata sulla cima di un colle tra le vallate formate dai torrenti Chiaro e Torbido, Civita appare arroccata su uno sperone di roccia che, tuttavia, è andato nel corso dei secoli incontro ad una irrefrenabile erosione. Il susseguirsi di altri terremoti con conseguenti frane e smottamenti che rischiarono di far restare Civita completamente isolata, contribuì ad incrementare il trasferimento della popolazione altrove, fino ad un quasi totale abbandono. Classificazione: Parzialmente abbandonato


Falerii Novi Comune: Civita Castellana (VT), 15.220 ab. Descrizione: Quando nel 241 a.C. le truppe romane riuscirono ad espugnare il sito di Falerii (l’odierna Civita Castellana) naturalmente bastionato, obbligarono la popolazione a trasferirsi in pianura a circa 5 km. di distanza. E qui nacque dal nulla la seconda Falerii che per distinguerla dalla prima fu chiamata dagli studiosi Falerii Novi. I suoi resti sono grandiosi: una cinta muraria di forma trapezoidale perfettamente conservata, costituita da grandi blocchi di tufo rosso in opera quadrata si estende per 2108 m. con 50 torri quadrate e un fossato sul lato orientale. Classificazione: Abbandonado/Ruderi

Borgo di Ninfa Comune: Barbarano Romano (VT) Area protetta: Parco regionale di Marturanum Descrizione: Il patrimonio naturale del parco è arricchito dalle testimonianze archeologiche della necropoli etrusca, una delle necropoli rupestri più importanti dell’etruria, presso la rupe di S. Giuliano, nel quale alcuni studiosi hanno identificato l’antica Marturanum. Classificazione: Abbandonato/Ruderi


Borgo di San Lorenzo Vecchio Comune: S. Lorenzo Nuovo (VT), 2.066 ab. Area protetta: esterna alla Riserva naturale di Monte Rufeno Descrizione: S. Lorenzo Nuovo è situato su di una panoramica collina nella sponda settentrionale del lago di Bolsena. Interamente costruito nel 1774 per ordine di Papa Pio VI Braschi, in sostituzione del vecchio paese, le cui rovine sono tuttora visibili più a valle. Classificazione: Abbandonato/Ruderi

Antuni Comune: Castel di Tora (RI), 320 ab. Area protetta: Confine Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia Descrizione:Alla metà del XIX secolo, Antuni contava 106 abitanti. L’abitato era dominato dal palazzo del principe del Drago; nel paesino nessuna bottega, soltanto un’osteria. Attualmente la località ospita un centro di recupero per tossicodipendenti (la comunità “Incontro” di Don Gelmini), che ha evitato la rovina del Castello. Classificazione: parzialmente abbandonato


Liguria

Borgo di Barbazzano Comune: Lerici (SP) Area protetta: Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra Descrizione: Situato sulle alture di Fiascherino (Tellaro), Barbazzano fu borgo antichissimo, forse già abitato dagli antichi Liguri. Ne troviamo menzione nel diploma di Ottone II del 981. Di Barbazzano restano le rovine che mostrano la sua conformazione di borgo murato. Ebbe grandissima importanza soprattutto per la sua marineria, tanto che i marinai di Barbazzano avevano l’onore di accompagnare il vescovo di Luni nei suoi viaggi per mare. La tradizione vuole che sia stato distrutto da un’incursione saracena nel XV secolo. Classificazione: Abbandonato

Borgo di Portesone Comune: Lerici (SP) Area protetta: Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra Descrizione: Portesone era un villaggio agricolo-pastorale, con case costruite in pietra. Nel 1500 la popolazione venne decimata dalla peste e i pochi sopravvissuti si rifugiarono nella vicina Barbazzano. Le case ancora esistenti mostrano che si trattava di costruzioni adibite a stalla al piano terra e ad abitazioni alò primo piano. Classificazione: Abbandonato


Borgo di Bussana Vecchia Comune: Sanremo (IM) Descrizione: Il 23 febbraio 1887 alle ore 6:21 arriva la prima scossa di terremoto... Il 14 giugno 1889 fu posta la prima pietra del palazzo comunale: nasce così, 3 Km. più a valle, Bussana Nuova e l’antico borgo viene definitivamente abbandonato. Nel 1961, con il poeta Giovanni Fronte ed il pittore Vanni Giuffré, fonda la Comunità Internazionale degli Artisti. Incomincia così il recupero degli edifici meno danneggiati. Classificazione: Parzialmente abbandonato

Balestrino Comune: Balestrino (SV), 535 ab. Descrizione: L’origine del paese risale ai romani. Dopo questo primo insediamento, comparvero nell’alto medioevo i primi nuclei di abitato verso il fondo valle. Per parecchi secoli il marchesato rimase un’isola indipendente entro il territorio della Repubblica di Genova, Stato con il quale i feudatari, vassalli peraltro dei Savoia, avevano convenzioni per quanto concerneva la moneta e la giustizia. Dopo il periodo napoleonico, l’ex feudo seguì le sorti del resto della Liguria, prima con l’annessione al Piemonte, quindi al Regno d’Italia. Classificazione: Abitato


Frazione di Vesallo Comune: Castelbianco (SV), 287 ab. Descrizione: Castelbiano è un comune sparso della bassa valle Pennavaira, quasi allo sbocco nella valle del Neva, formato dai centri di Colletta, Oresine, Veravo (sede comunale) e Vesallo (distrutto dal terremoto del 1887 e abbandonato). Veravo e Vesallo sorgono sul versante sinistro alle pendici meridionali del monte Alpe (1056 m). Le case delle frazioni, dal caratteristico aspetto ligure, si presentano con le aperture bordate da intonaco bianco. Classificazione: Abbandonato

Borgo di Canate Comune: Davagna (GE), 1.781 ab. Area protetta: limitrofo al Parco regionale dell’Antola Descrizione: Oltre Marsiglia, nel territorio del Comune di Davagna, si arriva a piedi a Canate, paese fantasma mantenutosi tale e quale com’era prima dell’abbandono. Classificazione: Abbandonato


Lombardia

Borgo di Castellazzo Comune : Comune di Bollate (MI) Area protetta: Parco regionale delle Groane Descrizione: Il complesso del Castellazzo rappresenta un’unità eccezionale nel milanese, composta da estesi boschi, brughiere, campi agricoli, all’interno dei quali sorge una grandiosa villa barocca con il suo borgo. Quale futuro per il borgo medievale di Castellazzo di Bollate: appartamenti o museo all’aperto?400 appartamenti di lusso sono previsti nel progetto, firmato da Gae Aulenti, presentato dalla Società Gaussiana proprietaria dell’area. Classificazione: Abbandonato

Oltressanda Alta Comune: Oltressenda Alta (BG), 194 ab. Area protetta: Parco regionale delle Orobie bergamasche Descrizione: Il nome deriva da “oltre senda”, vale a ire “al di là del sentiero”: infatti il luogo sorge al di là della strada che percorre la valle del Serio. Classificazione: A disagio insediativo


Frazione di Vesallo Comune: Ardesio (BG), 3.702 ab. Area protetta: Parco regionale delle Orobie bergamasche Descrizione: Il paesino è costituito da una fila di case poste lungo una stradina in mezzo alla quale si eleva la chiesetta in stile barocco, dedicata a S.Rocco. Le testimonianze delle tre persone che hanno sempre vissuto ad Ave, Giacomo, Angelina e Lorenzo parlano di estrema povertà, addirittura di fame. Era la realtà dei paesi più isolati della nostra montagna, la realtà che alla fine della Seconda Guerra Mondiale portò allo spopolamento con la grande fuga degli anni ‘50 e ‘60 verso le città, le fabbriche. Via dalla montagna, via dalla miseria, da una vita di stenti. Classificazione: A disagio insediativo

Borgo di Canate Borgo di Sotto il Groppo Comune: Brallo di Pregola (PV), 930 ab. Iniziative: Il comune di Brallo di Pregola fa parte del GAL Alto Oltrepò, composto da 33 soci, e fa parte dell’area Leader+. Fa inoltre parte della Comunità Montana Oltrepò Pavese. Classificazione: A disagio insediativo


Borgo di Castellazzo Comune: Torre di S. Maria (PV) Descrizione: Il balzo indietro nel tempo è immediato, una stretta stradina con le pareti delle case annerite dal fumo, un arco costruito in parte sulla viva roccia, una minuscola piazzetta con una cappellina. Al centro uno dei più importanti reperti preistorici della valle: un masso sub circolare sulla cui superficie superiore sono perfettamente visibili 23 cappelle. Trattasi di cavità scavate nella roccia ché, secondo alcuni studiosi, testimoniano l’esistenza di una popolazione dedita al culto del sole e nello stesso tempo il suo desiderio di rappresentarlo su roccia seppur in modo schematico ed elementare. Classificazione: ruderi

Oltressanda Alta Comune: Torre S. Maria (SO), 891 ab. Descrizione: Agglomerati umani con delle precise caratteristiche abitative, sono dei veri e propri piccoli paesi, interessati da popolazione stabile, sorti attorno al 1200/1300 ed edificati dalle genti del fondo valle decise a difendersi dalle incursioni cui erano soggetti. Classificazione: Abbandonato


Frazione di Monteviasco Comune: Curiglia (VA), 201 ab. Descrizione: Incastonato nella Val Veddasca, in Provincia di Varese, più precisamente sulle prealpi che sovrastano Luino e il Lago Maggiore, c’ è un luogo dove il tempo si è fermato e dove il cemento e il motore a scoppio non sono ancora arrivati: Monteviasco.Ormai sono solo poco più di una dozzina gli abitanti stabili a Monteviasco. Classificazione: A disagio insediativo

Frazione di Piero Comune: Curiglia (VA), 201 ab. Descrizione: “Mulini di Piero” è un antico insediamento contadino, posto in un’ansa del torrente Giona le cui acque per quasi due secoli hanno fatto funzionare le pale dei mulini per la macinazione del grano e che da oltre quarant’anni è praticamente abbandonato. Classificazione: A disagio insediativo


Piemonte

Borgo di Rivarossa Comune: Borghetto Borbera (AL), 1930 ab. Descrizione: La civiltà contadina è evocata da molti nuclei che conservano i tradizionali selciati e le tipiche costruzioni in pietra a vista (caratteristici i paesini abbandonati di Rivarossa, Avi, Camere Nuove e della valle dei Campassi). Dei mulini, un tempo numerosi, alcuni sono tuttora funzionanti. Classificazione: Abbandonato

Ferrazza e Reneuzzi Comune: Carrega Ligure (AL), 148 ab. Descrizione: Il paese di Reneuzzi, poco distante da Ferrazza, e sul versante opposto della valletta di Campassi, sotto il Monte Antola, è totalmente abbandonato dal 1961. Era un paese di qualche centinaio di abitanti, con chiesa e cimitero; collegato solo da una antica mulattiera, la strada asfaltata non lo ha raggiunto e tuttora vi si arriva o da Campassi o da Vegni; un sentiero porta poi da qui all’Antola. Classificazione: Abbandonato


Frazione di Monteviasco Comune: Soprana (BI), 940 ab. Descrizione: Frazioni Bozzola e Cimamonte: sono abitate esclusivamente nei mesi estivi e gli edifici compresi nei NAF (Nuclei di Antica Formazione) in alcuni casi sono in rovina. Classificazione: A disagio insediativo

Frazione di Salecchio Comune: Premia (VB), 661 ab. Descrizione: Salecchio, colonia walser come Agaro ed Ausone un tempo era Comune a se, i nuclei abitati più importanti erano Salecchio Inferiore (mt. 1.316) e Salecchio Superiore (mt. 1.510), l’isolamento con il resto della Valle garantì l’autonomia politica e culturale di queste orgogliose genti di origine alemanna. Un fondovalle costituito da piccoli nuclei abitati tra pascoli e boschi, tutto il territorio è un interessante sito naturalistico-geologico, famoso per gli orridi di Uriezzo, profonde e tortuose cavità scavate nel tempo dalle acque dei torrenti che scorrevano sul fondo del ghiacciaio del Toce che attraversava in passato la valle. Classificazione: A disagio insediativo


Borgo di Rivarossa Comune: Porte (CN), 933 ab. Iniziative: Il comune fa parte del Patto Territoriale del Pinerolese, approvato dal Ministero delle Attività Produttive con decreto n. PT. 000035 del 4 dicembre 2001 come modificato dal decreto n. PT. 000096 del 5 febbraio 2002. Il finanziamento del Patto Territoriale del Pinerolese rappresenta il completamento logico di un processo di sviluppo locale e di concertazione tra i soggetti pubblici e privati. Classificazione: A disagio insediativo

Ferrazza e Reneuzzi Comune: Pramollo (TO), 285 ab. Iniziative: L’area fa parte del GAL Escartons e Valli Valdesi. Nell’ambito del programma Leader+ 2000-2006, sono in corso di realizzazione le azioni connesse al progetto “Identità e sostenibilità per un paesaggio Olimpico”. Classificazione: A disagio insediativo


Frazione di Monteviasco Comune: Soprana (BI), 940 ab. Descrizione: Frazioni Bozzola e Cimamonte: sono abitate esclusivamente nei mesi estivi e gli edifici compresi nei NAF (Nuclei di Antica Formazione) in alcuni casi sono in rovina. Classificazione: A disagio insediativo

Gataudia Comune: Perosa Argentina (TO), 3371 ab. Frazioni: Gataudia (Il nome di questa borgata deriva dalla probabile presenza nel passato della figura del gastaldo); Coutandin (Nella borgata Coutandin, attualmente disabitata, è ancora visibile la casa dei genitori di FERNANDEL, famoso attore francese, conosciuto per l’interpretazione del personaggio di DON CAMILLO); Colombera (completamente spopolata) Classificazione: Abbandonato


Borgo di Rivarossa Comune: Fenestrelle (TO), 615 ab. Area protetta: Parco regionale Orsiera RocciavrĂŠ Iniziative: Il comune fa parte del Patto Territoriale del Pinerolese, approvato dal Ministero delle AttivitĂ  Produttive con decreto n. PT. 000035 del 4 dicembre 2001 come modificato dal decreto n. PT. 000096 del 5 febbraio 2002. Il finanziamento del Patto Territoriale del Pinerolese rappresenta il completamento logico di un processo di sviluppo locale e di concertazione tra i soggetti pubblici e privati. Classificazione: Disagio insediativo

Frazione di Colletto Comune: Perrero (TO), 773 ab. Iniziative: Il comune fa parte del Patto Territoriale del Pinerolese, approvato dal Ministero delle AttivitĂ  Produttive con decreto n. PT. 000035 del 4 dicembre 2001 come modificato dal decreto n. PT. 000096 del 5 febbraio 2002. Il finanziamento del Patto Territoriale del Pinerolese rappresenta il completamento logico di un processo di sviluppo locale e di concertazione tra i soggetti pubblici e privati.


Frazione di Monteviasco Comune: Soprana (BI), 940 ab. Descrizione: Frazioni Bozzola e Cimamonte: sono abitate esclusivamente nei mesi estivi e gli edifici compresi nei NAF (Nuclei di Antica Formazione) in alcuni casi sono in rovina. Classificazione: A disagio insediativo

Gataudia Comune: Perosa Argentina (TO), 3371 ab. Frazioni: Gataudia (Il nome di questa borgata deriva dalla probabile presenza nel passato della figura del gastaldo); Coutandin (Nella borgata Coutandin, attualmente disabitata, è ancora visibile la casa dei genitori di FERNANDEL, famoso attore francese, conosciuto per l’interpretazione del personaggio di DON CAMILLO); Colombera (completamente spopolata) Classificazione: Abbandonato


Sardegna

Paese di Ingortosu Comune: Arbus (CA) Area protetta: Parco geominerario Montevecchio-Ingurtosu Descrizione: Il villaggio minerario di Ingurtosu si trova alla fine di una lunga valle che a monte culmina nella Punta Tintillonis e a valle si conclude con le alte dune di Piscinas. Il villaggio era il centro direzionale delle due miniere di Ingurtosu e della vicina Gennamari. Nel villaggio c’erano la direzione, lo spaccio, la posta, le abitazioni degli impiegati, l’ospedale, la chiesa, il cimitero. Su tutto dominava il palazzo della direzione. Classificazione: Abbandonato

Borgo di Rebeccu Comune: Bonorva (SS) Descrizione: Oggi è pressoché disabitato, ma conserva quasi inalterata la struttura originaria, con le pittoresche viuzze scavate nella roccia calcarea in cima a un colle ad oltre 400 metri d’altezza. Classificazione: Abbandonato


Frazione di Monteviasco Comune: Sassari (SS) Descrizione: Il villaggio minerario venne edificato in due vallate digradanti verso il mare, a nord di Punta Argentiera. Erano edifici dall’architettura molto semplice, la parte più antica (Calaonanu) ospitava la maggior parte delle maestranze. Si possono ancora scorgere i resti dell’ edificio destinato all’alloggio dei minatori scapoli e la struttura del castello del pozzo Plata, il più antico, operante già ai tempi della marchesa Tola e della dominazione spagnola. Sulla strada per Palmadula si trova il nucleo più recente, costruito dalla Società di Correboi. Nella seconda valle, più piccola, vennero realizzati gli impianti per il trattamento del minerale e il centro vero e proprio. Classificazione: Abbandonato

Gairo Vecchia Comune: Gairo (NU), 1.684 ab. Area protetta: Monumento naturale Perda Longa di Baunei Descrizione: Gairo Vecchia, Osini e Gairo Sant’Elena sono tre paesini quasi totalmente abbandonati a causa delle frane determinate dalle eccezionali piogge autunnali del 1951 e 1953. Come tutti i luoghi abbandonati, i tre villaggi infondono una certa suggestione. Classificazione: Abbandonato


Paese di Ingortosu Osini vecchio Comune: Osini (NU), 947 ab. Area protetta: Monumento naturale Scala di San Giorgio di Osini Descrizione: Gairo Vecchia, Osini e Gairo Sant’Elena sono tre paesini quasi totalmente abbandonati a causa delle frane determinate dalle eccezionali piogge autunnali del 1951 e 1953. Classificazione: Abbandonato


Toscana

Paese di Castelnuovo dei Sabbioni Comune: Cavriglia (AR), 7.808 ab. Descrizione: Castelnuovo dei Sabbioni è un paese posto alle pendici dei Monti del Chianti, in comune di Caviglia e provincia di Arezzo: è stato sempre conosciuto per le sue miniere di lignite. Il paese è stato abbandonato qualche decennio fa perché minacciava di crollare lo sperone roccioso sul quale era stato costruito ed è stato riedificato più in alto su un luogo sicuro: in realtà il vecchio paese non è mai franato e i suoi edifici rimangono ancora in piedi a costituire un vero e proprio borgo fantasma, molto affascinante da visitare. Classificazione: Abbandonato

Gairo Vecchia Comune: Chiusi della Verna (AR) Area protetta: Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna Descrizione: Borgo di Serra - abitato solo durante l’estate, è stato recentemente restaurato: strade, piazzette e case in pietra lo rendono accogliente, lo stesso non si può dire per la strada d’accesso. Borgo di Montesilvestre – Segnalato come borgo fantasma. Oggi dell’antico borgo rurale, un tempo abitato da diverse famiglie che si erano costruite spazi produttivi nell’intorno del villaggio, rimangono solo ruderi abbandonati. Classificazione: Ruderi/Abbandonato


FrazionI Castiglioncello, Brento Sanico Comune: Firenzuola (FI), 4.809 ab. Descrizione: Castiglioncello, già piccolo castello di frontiera con dogana di 3^ classe, si presenta oggi in uno stato di totale decadenza ed abbandono. Abbandonato ormai da 40 anni,il tempo e le intemperie esercitano i loro ruoli distruttivi. ciò che comunque resta è l’ impianto urbanistico. L’architettura rurale infatti qui riesce a conservare il suo fascino e i suoi elementi, il tutto immerso in un oasi boschiva di oltre 200 ettari. Classificazione: Abitato

Frazioni Lozzole, Campergozzole Comune: Palazzuolo sul Senio (FI) Descrizione: Lozzole - L ‘abitato di Lozzole è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Mugello. La Fortezza, o Castellaccio, che rimane poco distante dall’abitato appartenne storicamente (XIII secolo) ai Vescovi di Firenze, poi agli Ubaldini ed alla Signoria di Firenze. L’abitato è in stato di abbandono. Con il vicino complesso di Campergozzole, altrettanto antico e altrettanto bello, costituisce una importante e dimenticata testimonianza del passato contadino di quella parte del Mugello. Classificazione: Abbandonato


Frazione di Campocatino Comune: Vagli di Sotto (LU) Area protetta: Parco regionale della Alpi Apuane Descrizione: Campocatino (1006 s.l.m.) si trova ai piedi della splendida parete della Roccandagia (m. 1700).Un gruppo di case piccole tutte in pietra costruite con sassi di varie forme e dimensioni, la maggior parte senza collanti (cemento, calcina, malta) e sistemate con grande maestria. Classificazione: Abbandonato

Frazione Fabbrica di Careggi Comune: Careggine (Lu) Area protetta: Parco regionale delle Alpi Apuane Descrizione: Si tratta di un “Paese Fantasma� che ogni 10 anni rivede la luce in occasione dello svuotamento del bacino, necessario per ripulire dal fango le griglie che filtrano l’acqua convogliata verso le turbine. Si tratta di un evento di enorme richiamo, che fa accorrere sul luogo centinaia di migliaia di turisti, molti dei quali si spingono fino al paese, e percorrono in uno scenario allucinante le varie viuzze che passano tra le case semidiroccate e coperte da una spessa coltre di fango. Classificazione: Abbandonato/Ruderi


Borgo di Perolla Comune: Grosseto Descrizione: Villaggio medievale in grotta del Castello di Perolla, recentemente oggetto di indagine e di rilevamento da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e dell’Università di Siena. Sui fianchi dell’altura si aprono numerose grotte e cavità naturali, che costituiscono un tratto peculiare di questo insediamento fortificato e attestano un utilizzo a partire dall’età del Bronzo. Dal fitto sottobosco emergono ampi tratti di mura ancora ben conservate in alzato. Classificazione: Abbandonato


Umbria

Scoppio Comune: Acquasparta (TR) Descrizione: Il toponimo deriva dal latino scopulum = scoglio, rupe, promontorio, vetta sassosa, luogo elevato. Centro del XV secolo abbandonato dai residenti negli anni ‘50. Doveva avere un’origine molto più antica, sia per la parrocchiale romanica, sia per le tracce di valli e torri ben più grandi delle attuali. Lo Scoppio è situato al centro della Verde Umbria, sui Monti Martani, nel comune di Acquasparta (TR), a breve distanza dalla città di Spoleto. presso il villaggio medioevale sono stati ristrutturati due edifici per essere utilizzati come rifugio escursionistico. Classificazione: Abbandonato

Umbriano Comune: Ferentillo (Tr), 1.897 ab. Area protetta: Parco fluviale del Nera Descrizione: Esplorare un intero paese fortificato, arroccato su un’imprendibile sperone roccioso; imponente e silenzioso, totalmente abbandonato dalle attività dell’uomo, ma perfettamente integro nel suo aspetto originario, come se il tempo si fosse fermato da molti secoli. Classificazione: Abbandonato


VESALLO APICELLA

FRAMOLLO

TOIRANO FINALBORGO BALESTRINO VEREZZI CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA CASTELBIANCO STELLANELLO BUSSANA VECCHIA DIANO CASTELLO CERVO DOLCEDO APRICALE TORRAZZA DOLCEACQUA CIVEZZA SEBORGA SOLDANO

PORTE

FERRAZZA E RENUSSI RIVAROSSA

GATAUDIA

SALECCHIO

MONTEVIASCO

PIERO

DEGARA

BOBBIO

CASTELLAZZO

PONTREMOLI

SAMBONETO

COMPIANO

VIGOLENO

OLTRESSANDA ALTA

POPPI

CA SCAPINI

BUONCONVENTO LA CASTELLINA

MONTEGRIDOLFO MONTEFIORE CONCA PIAN BARUCCIOLI

VALIANO

CASTELFRANCO DI ANGHIARI SOPRA LORO CIUFENNA PIANTRAVIGNE MONTEMARCIANO BATTIFOLLE BORGO IESOLANA

BIVIGLIANO

POZZIS

TRESIGALLO

DOZZA BRISIGHELLA CERRETO

POGGIO ALLA CROCE MONTEFIORALLE

COREGLIA ANTELMINELLI

MOLINO DEL PALLONE

BORGONUOVO DI PONTECCHIO

ZERI FILATTIERA CANETO MULAZZO FIVIZZANO MONTEREGGIO PORTESANO FOSDINOVO BARBAZZANO BARGA CAMPOCATINO

BALESTRINO

MONTEVIASCO

borgo abbandonato con fondazione di un nuovo centro

abbandono del 60% della popolazione

completamente abbandonati

MONTIGLIANO

MAPPA DISMISSIONE


REBECCU

INGORTOSU

SCOPPIO CORCIANO

PITIGLIANO

TORGIANO PACIANO SAN CASCIANO DEI BAGNI BETTONA MONTELEONE D’ORVIETO FABRO ALLERONA

CETONA CASTIGLIONE DEL LAGO

CASTRO

MONTERANO

MARANO

CASTELVECCHIO CALVISIO

CASTELBASSO VALLE CASTELLANA SERRA ROCCA SANTA MARIA CORTINO SILVI PAESE

CERI

SPERLINGA

ATRANI

CALITRI

BROLO

CUCCARO VETERE

CRACO

PETRIZZI TORRE DI RUGGIERO BADOLATO SANTA CATERINA DELLO IONIO GUARDAVALLE STILO

BRUZZANO PANDURI AMENDOLEA CASALINUOVO AFRICO VECCHIO BOVA NOVARA DI SICILIA

MONTALBANO ELICONA

SANTA SEVERINA LAINO CASTELLO VECCHIO FALERNA GIMIGLIANO MORMANNO AVENA CURINGA

FIUMEFREDDO BRUZIO

SAN GIOVANNI IN FIORE CIRO’ MELISSA

FRANCAVILLA MARITTIMA MORANO CALABRO

TRIFOGGIO

GALLIPOLIS

GERACE RIACE SINOLPOLI VECCHIO CHIANALEA DI SCILLA

CASALBUONO

CASTELMOLA

CAMPOMAGGIORE VECCHIO SASSI DI MATERA CASTELMEZZANO

CAUCIUM

ACERENZA

VENOSA

SAN SEVERINO DI CENTOLA

GIFFONI SEI CASALI ROSCIGNO VECCHIA

TAURASI

MONEFUSCO SANT AGATA DE GOTI

GERACI SICULO

CEFALU’

TORA E PICCILLI MARZANELLO

MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO PORCIANO VECCHIO

CIVITELLA ROVETO BARREA SAN DONATO VAL DI SAN DONATO VAL COMINO DI COMINO

CAMPODIMELE SPERLONGA

BORGO DI NINFA

BORGO DI GALERIA ROCCASECCA

CERVARA DI ROMA CAPRANICA PRENESTINA

CASTEL DEL MONTE PETTORANO GROTTAMAROZZA CIVITELLA MESSER SUL GIZIO BUONANOTTE VECCHIO COLLALTO SAVINIOCORFINIO RAIMONDO PESCINA CARUNCHIO CASTEL DI TORA PERETO SECINARO CASTELVECCHIO SUBEQUO STAZZANO RIOFREDDO MONTELALPIANO CANISTRO MORINO ANVERSA FARA SAN MARTINO

CALCATA

BASSANO IN TEVERINA CHIA ROCCHETTINE FALERI NOVI

CORBARA TORRE ALFINA S.GEMINI ALVIANO CIVITA DI BAGNOREGIO ATTIGLIANO CASTIGLIONE GIOVE CIVITELLA D’AGLIANO GRAFFIGNANO OTRICOLI CELLENO LUGNANO IN TEVERINA CALVI DELL’UMBRIA

PEROLLA

PITIGLIANO

ROCCA SAN SILVESTRO



Geografie dell'abbandono_1.2