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Ortopedia, ottime soluzioni per la scoliosi

Urologia, interventi più soft con la chirurgia mininvasiva

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Polo Didattico Aziendale, le lauree triennali

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Periodico bimestrale di informazione interna dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta

IL “PREMIO PALASCIANO 2011” AL REPARTO DI ONCOEMATOLOGIA ENCOMIO ALL’AZIENDA OSPEDALIERA SANT’ANNA E SAN SEBASTIANO

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I casi di mala sanità spesso fanno notizia, con ampia eco sulla stampa e sui media, creando così una generale convinzione che niente funzioni e che si è fortunati quando non si subiscono ulteriori danni, in aggiunta a quelli già subiti e per i quali si è dovuto far ricorso al servizio sanitario pubblico. Invero, la tempestività, la competenza e l’efficienza quotidiana dei Reparti di Pronto Soccorso, dell’Unità di Emodinamica, dell’UTIC e di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera di Caserta – con interventi salvavita – tra l’altro verificata anche direttamente sulla propria persona, mi consentono di affermare che nelle nostre strutture sanitarie è possibile riscontrare profili di eccellenza ed alta professionalità, degni delle migliori e più rinomate strutture sanitarie di rilevanza nazionale. A Lei, ai Primari, ai Responsabili dei Reparti ed alle Strutture operative tutte, compreso il personale paramedico, rivolgo il mio più sincero ringraziamento, stima e gratitudine. Caserta, 4 novembre 2011 Antonio della Gatta Presidente di Confindustria Caserta

… UN AUSPICIO Esattamente a un mese dalla mia designazione a Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano”, ho ricevuto questa lettera che riporto avendo lo stesso dottor Antonio Della Gatta avuto l’amabilità di renderla pubblica sulla stampa quotidiana cittadina. E’ stato il migliore benvenuto che potessi avere a pochi giorni dall’essermi insediato al vertice dell’ Azienda Opedaliera, una testimonianza – questa del Presidente di Confindustria Caserta – spontanea, genuina; una testimonianza di apprezzamento nei confronti di una organizzazione, nella circostanza quella del Dipartimento di Cardiologia, che ancora una volta si è rivelata di altissimo livello perché di altissimo livello ed efficienza è il personale tutto che vi opera. Ho interpretato la lettera come felice “benvenuto” nei miei riguardi. Ma le parole del dottor Antonio Della Gatta sono, in primis per me, uno stimolo a fare e dare sempre il meglio nell’interesse dei cittadini che accedono alle strutture di un’Azienda Ospedaliera che è effettivamente di “rilievo nazionale e di alta specializzazione”, così come classificata nel Servizio Sanitario Nazionale. Francesco Bottino Direttore Generale, Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano Caserta

da la consegna del Premio Palasciano al prof. Abbadessa, direttore dell’Oncoematologia dell’A.O.R.N di Caserta

Auguri per il Santo Natale e di felice e prospero 2012

AZIENDA OSPEDALIERA DI CASERTA - OSPEDALE DI CASERTA NEWS - ANNO IV - N. 6 - dicembre 2011

l Premio Palasciano 2011 per meriti scientifici, è stato assegnato alla Unità Operativa di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera di Caserta nel corso della cerimonia svoltasi il 3 dicembre scorso a Capua, nell’Aula Magna della Facoltà di Economia Aziendale della Seconda Università di Napoli. Il prestigioso premio intitolato a Ferdinando Palasciano, medico e scienziato, ispiratore agli inizi del Novecento di una organizzazione internazionale di assistenza ai soldati feriti in guerra, poi diventata la Croce Rossa Internazionale, è giunto quest’anno alla sua 38^ edizione ed è stato articolato in due sezioni, storica e scientifica. Per la prima sezione, il premio è stato assegnato al prof. Giuseppe Galasso, docente universitario, storico di livello internazionale, illustre meridionalista. Per la sezione scientifica il riconoscimento ha inteso sottolineare l’alto grado di assistenza, allineato ai protocolli terapeutici più avanzati, assicurato ai pazienti in cura presso l’Unità Operativa di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera casertana. Il premio è stato ritirato dal prof. Antonio Abbadessa, direttore della Unità Operativa che ha voluto dedicarlo e condividerlo con i responsabili amministrativi aziendali e con il personale e collaboratori tutti di un reparto riconosciuto di altissima specializzazione. >> segue a pag. 6

UNA LETTERA…


ANNO IV - N. 6 - dicembre 2011

INFEZIONI OSPEDALIERE: LA PREVENZIONE egli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza circa l’importanza delle infezioni acquisite in ospedale e la necessità di controllarle. Da qui l’idea di svolgere presso l’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, ad ottobre 2011, un interessante ed utile corso di aggiornamento dal titolo “Il rischio infettivo in Ospedale: esperienze a confronto” che ha visto la partecipazione di molti professionisti del settore. Gli ospedali oggi forniscono cure sempre più complesse e trattano pazienti sempre più gravi e con difese immunitarie compromesse. A tal proposito è opportuno che tutto il personale sanitario sia adeguatamente informato, sviluppi piena consapevolezza del problema, ed acquisti famigliarità con la prevenzione delle infezioni in ambito lavorativo. Le nuove tecnologie hanno modificato la pratica medica in tutti i campi della medicina: è aumentato l’utilizzo di dispositivi medici invasivi diretti alla cura del paziente, il ricorso alla dialisi e ai respiratori artificiali, si sono moltiplicati i servizi specializzati per il trapianto e le unità di terapia intensiva destinate a singole specialità mediche: tutto questo ha sicuramente aumentato le

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INFEZIONI OSPEDALIERE

LA TRASMISSIONE DELLE MALATTIE

per via aerea

per contatto

attraverso goccioline

Evangelista Sagnelli

occasioni di contagio per il paziente e per l’operatore sanitario addetto all’assistenza diretta. E con il tempo i microrganismi hanno sviluppato resistenze sempre più tenaci agli antibiotici e sono emersi patogeni inconsueti, quali legionella, alcuni virus e funghi. Ogni operatore sanitario deve sapere che l’obiettivo delle misure di precauzione è quello di proteggere i pazienti e se stessi. La prevenzione della maggior parte delle infezioni acquisibili in ospedale, compresa l’infezione da HIV, non richiede sistemi complicati e raffinati, ma solo l’osservanza costante di semplici norme: l’accurato lavaggio delle mani, l’adozione di appropriate misure di barriera, l’adeguata decontaminazione delle attrezzature ed il corretto smaltimento dei rifiuti sono valida barriera contro la trasmissione di infezioni in ospedale, senza bisogno di ricorrere all’isolamento fisico del paziente e, nel contempo, di proteggere il personale dall’acquisizione di patogeni durante le manovre assistenziali. II personale deve ricevere una formazione adeguata in materia di sicurezza e salute, ma l’Azienda Ospedaliera di Caserta lavora scrupolosamente in questa direzione. «Grazie al Comitato Per le Infezioni Ospedaliere (CIO) – spiega Evangelista Sagnelli, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive - avviene il coordinamento di programmi di prevenzione del rischio infettivo in Ospedale per i visitatori, utenti, personale sanita-

rio; la sorveglianza epidemiologica di eventi critici (epidemie); la verifica dei programmi e delle attività in materia di igiene». In Ospedale gli agenti infettivi sono trasmessi attraverso diverse modalità, ma più frequentemente per via aerea e per contatto interpersonale. Per via aerea l’infezione si diffonde per disseminazione sia di goccioline di saliva, di secrezione mucosa, sia di particelle di polvere contenenti l’agente infettivo. I microrganismi trasportati in questo modo possono essere ampiamente dispersi dalle correnti d’aria ed essere inalati da un ospite suscettibile o depositarsi su superfici per poi essere trasmessi da mani venute a contatto con le superfici stesse (polmoniti, Streptococco pneumoniae, rinovirus, coronavirus etc). Il passaggio di microrganismi da un paziente infetto verso un ospite recettivo può avvenire anche per via percutanea per contatto tra lesioni della cute. La trasmissione dell’infezione può verificarsi quando il personale infermieristico svolge un’attività assistenziale che richieda un con-

tatto fisico stretto col malato (epatiti); attraverso goccioline emesse dal paziente mentre parla o con la tosse, oppure ancora durante manovre invasive (es. broncoscopia, aspirazione endotracheaie), possono essere trasmessi alcuni virus (es. virus dell’influenza, parotitico, della rosolia), o malattie quali difterite, pertosse, polmonite, tubercolosi e la meningite epidemica. Una particolare attenzione deve essere posta nella prevenzione di malattie trasmesse attraverso il sangue, di cui l’epatite B, l’epatite C e l’infezione da HIV rappresentano gli eventi più gravi in relazione alla prognosi a tutt’oggi ancora non sempre favorevole. «L’operatore sanitario – continua Sagnelli - non dovrebbe mai dimenticare che sempre, e non solo nei reparti di Malattie Infettive, deve adottare le ‘precauzioni universali di prevenzione della diffusione delle infezioni’. Ogni paziente deve essere considerato potenzialmente infetto e vanno utilizzate appropriate misure di barriera quando sia previsto il contatto con sangue o altri liquidi biologici».


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UNITÀ DI ORTOPEDIA, UN RIFERIMENTO PER LE PATOLOGIE TRAUMATICHE E DEGENERATIVE

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patologie concomitanti. Nell’ottica della qualificazione professionale ad ognuno è affidato un proprio settore, ed anche nell’area infermieristica viene perseguita una valenza specialistica. Tutti gli operatori, in questo modo, si differenziano per la particolare preparazione, pratica clinica ed esperienza lavorativa. Tuttavia, per poter tendere all’eccellenza occorre lavorare

in equipe condividendo gli stessi interessi scientifici. L’equipe (nella foto in basso) è formata da: Pasquale Greco, Carlo di Camillo, Luigi Bifulco, Giuseppe Roccasalva, Francesco Gallo, Dario D’Onofrio, Salvatore Del Prete, Carmine Angrisani, Emilio Taglialatela, Gaetano Bruno, Giovanni Zanforlino, Nicola Di Caprio, Giuseppe Casucci, Massimo Esposito.

Pasquale Greco

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La scoliosi che va operata

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n intervento chirurgico può raddrizzare la colonna vertebrale deviata dalla scoliosi anche su ragazzi di 12-14 anni, in caso di curva oltre i 40 gradi. Si tratta di un intervento lungo e delicato, basato sull’uso di barre in titanio fissate alla colonna con viti o con uncini, in anestesia generale. Dopo cinque o sei giorni a letto a pancia in su, il paziente può tornare a muoversi. In un anno l’impalcatura avrà svolto la sua funzione e la colonna sarà raddrizzata in modo definitivo. La forma più comune di scoliosi (80% dei casi) è quella idiopatica, che si manifesta con la pubertà. Colpisce tre-quattro bambini su cento, soprattutto le femmine, e spesso in forma molto lieve. È quasi sempre asintomatica e soltanto intorno ai 40 anni, tende a provocare dolore, specie se la curva è nell’area lombare. Si tratta di un intervento molto delicato, che l’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Caserta svolge da tanti anni, confermando ancora una volta la propria eccellenza chirurgica.

ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia si occupa della diagnosi e del trattamento non chirurgico e chirurgico delle patologie traumatiche e degenerative dell’apparato muscolo-scheletrico (chirurgia del bacino ed anca, del ginocchio della mano, del piede, del rachide, etc…). È considerata centro di riferimento regionale per l’elevata specializzazione del personale e per il servizio erogato in regime h24. Gran parte dell’attività è orientata al trattamento di Pronto Soccorso dei politraumi, in cui spesso viene richiesta la cooperazione in equipe con altre discipline come la chirurgia vascolare, la neurochirurgia e la chirurgia d’urgenza. La gestione del politraumatizzato comporta un notevole impegno, poiché si tratta di malati ad alto rischio dove è necessario un’assistenza multidisciplinare. «La missione del reparto – spiega Pasquale Greco, direttore dell’Unità Operativa - è quella di rispondere con rapidità e specifica competenza alla richiesta di trattamento del paziente che riporta traumi a valenza ortopedica, facendosi carico del trattamento globale (urgente e differito) e del suo decorso, riducendo i tempi di degenza (grazie anche al ricovero in regime di day surgery) e consentendo una riabilitazione precoce sul territorio. Tra gli obiettivi già in atto, la qualificazione del personale ed il trattamento di patologie in elezione”. L’attività chirurgica riguarda gli interventi di protesi e riprotesizzazione d’anca, protesi al ginocchio con sistema di navigazione computerizzata; interventi chirurgici di scoliosi che pochissimi centri eseguono. L’orto-traumatologia geriatrica è uno dei campi di attività più richiesti, poiché con l’invecchiamento della popolazione il numero di fratture (spesso del femore) sono negli ultimi anni notevolmente aumentate. Questo comporta un’assistenza più complessa, poiché il paziente anziano è un paziente fragile affetto da


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UROLOGIA, INTERVENTI PIÙ SOFT CON LA CHIRURGIA MININVASIVA Unità Operativa di Urologia si occupa del trattamento di tutte le patologie a carico dell’apparato urogenitale maschile ed urinario femminile. Il reparto, di storica tradizione (ha celebrato il cinquantenario dell’istituzione avvenuta nel 1954), è dotato di 15 posti letto, svolge attività in ricovero ordinario e di urgenza oltre che in regime di day-surgery. Gli ambulatori supportano le attività subspecialitiche nella cura, arruolamento e follow-up nelle seguenti branche: urologia generale, che comprende lo studio ed il trattamento delle malattie urinarie della terza età (per tutte l’ipertrofia prostatica benigna), la uro-oncologia con annesso ambulatorio di cistoscopia e biopsia prostatica (per lo studio ed il trattamento del carcinoma della vescicale ed il carcinoma prostatico),

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Sergio Caggiano

l’urologia funzionale con annesso laboratorio di urodinamica e uroflussometria. L’Unità diretta da Sergio Caggiano, svolge gran parte dell’attività chirurgica nel campo dell’oncologia urologica, dalla diagnosi e terapia dei tumori della vescica, della prostata, del rene, ai tumori della sfera genitale maschile. «L’eccellenza – spiega Caggiano - è da anni rappresentata dal trattamento mininvasivo della calcolosi urinaria, tanto da favorire la costituzione dell’Unità Semplice Dipartimentale di Chirurgia Endourologica, diretta da Vincenzo Ferraro. Attività chirurgiche, oltre all’annesso ambulatorio per la calcolosi, sono: la litotrissia extracorporea ad onde d’urto (ESWL) per la frantumazione dei calcoli dall’esterno; la nefrolitotomia percutanea e l’uretroscopia rigida per l’eliminazione dei calcoli più complessi». Negli ultimi 6 anni viene trattata la calcolosi renale mediante la chirurgia Intra Renale Retrograda (Retrograde Intra Renal Surgery, RIRS). La RIRS consente di effettuare un intervento chirurgico all’interno delle cavità renali senza taglio chirurgico e attraverso le vie naturali (uretra, vescica). I calcoli vengono frantumati mediante l’applicazione

dell’energia laser e successivamente estratti con l’utilizzo del ministrumentario. Grande attenzione è data al trattamento della patologia prostatica benigna per il quale, nell’80% dei casi, viene effettuata la terapia di rimozione mediante resezione endoscopica della prostata (TURP). Di recente introduzione è la vaporizzazione mediante laser o enucleoresezione endoscopica dei grossi adenomi (HOLEP), così da ricorrere sempre meno all’intervento a cielo aperto. L’energia laser viene anche impiegata nel trattamento delle stenosi dell’uretra, mentre nei casi complessi si ricorre alla chirurgia ricostruttiva. Tutte le tecniche mini invasive su elencate hanno comportato una riduzione della degenza ospedaliera, del dolore postoperatorio, e una più rapida convalescenza, rispetto alla chirurgia tradizionale. In campo oncologico il reparto si avvale della chirurgia “open” per la rimozione della vescica (nei casi in cui è indicata). La sostituzione dell’organo viene effettuata preferenzialmente con un tratto di intestino (neovescica orto topica) che consente al paziente di conservarne la funzione di serbatoio, risolvendo in questo modo anche il

problema dell’incontinenza urinaria. Nell’ambito della patologia del carcinoma della prostata viene praticata la prostatectomia radicale open e nei casi in cui è indicata, la tecnica di risparmio dei nervi periprostatici (nerve sparing). Questo consente di migliorare la qualità della funzione sessuale post-operatoria. In fase di introduzione è poi la tecnica laparoscopica per la rimozione del carcinoma della prostata. «L’auspicabile, futura dotazione della tecnologia di chirurgia robotica – continua - garantirebbe interventi chirurgici mini-invasivi, ad alta precisione e con elevati standard di sicurezza per il paziente». L’equipe medica è costituita da: Filippo Mazzarella, Vincenzo Ferraro, Pasquale Prudenzano, Luigi Lotti, Carmine Santonastaso, Maurizio Schiavo, Silvio G. Festa, Antonio Vorraro. Quella infermieristica è guidata dal caposala Nicola Schiavo.

Infertilità, il 50% delle coppie ha difficoltà a procreare

UROLOGIA

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Azienda Ospedaliera di Caserta è in grado di far fronte 24 ore su 24 alle urgenze andrologiche. In primis alla torsione del funicolo, al priapismo, ai traumi penieni e scrotali. Si tratta di urgenze indifferibili che richiedono risposte rapide ed immediate. L’Unità (Uosd) di Chirurgia Andrologica, diretta da Filippo Mazzarella, si occupa di tutte le problematiche che riguardano l’apparato genitale maschile. «Le prestazioni ambulatoriali, negli ultimi anni, - spiega Mazzarella - sono incrementate in maniera esponenziale. I pazienti che vi afferiscono annualmente sono più di 600 e le patologie maggiormente trattate sono quelle peniene e quelle di infertilità maschile». La disfunzione erettile rappresenta la patologia più diffusa e di più facile risposta per l’utenza. L’induratio penis plastica e i recurva-

tum congeniti ed acquisiti necessitano di un approccio chirurgico attento e selezionato. Per quanto riguarda l’infertilità, le ultime statistiche contemplano che il 50% delle coppie in età fertile hanno difficoltà a procreare e che il 60% delle cause sono ascrivibili all’apparato genitale maschile. I fattori sono: la scarsa prevenzione, l’abolizione della Leva Obbligatoria, che ha privato il maschio adolescente della visita medica utilissima a diagnosticare le patologie più comuni e causa di infertilità. Sarebbe opportuno, quindi, sensibilizzare i giovani affinché si sottopongano a periodiche visite andrologiche soprattutto in previsione del matrimonio. «Gli obiettivi che ci prefiggiamo a medio termine – continua - sono l’istituzione, presso questa Azienda Ospedaliera, di un ambulatorio polispecialistico per le malattie sessualmente trasmesse ed il ripristino del servizio

Filippo Mazzarella

di fecondazione assistita, visto che siamo l’unico centro pubblico presente in provincia di Caserta dove convergono figure professionali altamente qualificate. Tutto ciò comporterebbe un enorme impatto sociale, venendo incontro alle esigenze di tante coppie che desiderano avere un figlio».


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OBESITÀ IN AUMENTO ANCHE IN ETÀ INFANTILE egli ultimi an- L’attività è svolta in collaborazione con tutti i reparti ni l’obesità ha dell’Ospedale, ed in particolare con la Cardiologia assunto i ca- per la gestione delle complicanze cardiovascolari, ratteri di una la Pneumologia e la Psicologia per la costruzione di vera e propria epidemia mondiale ed è in continua una relazione d’aiuto con il paziente. L’obesità è una crescita anche in età infantile. In Italia un bambino malattia complessa, considerata purtroppo da molti su cinque è sovrappeso, uno su venticinque obe- un problema solo estetico e, spesso, trattata in maso e la Campania è una delle regioni italiane con niera superficiale (diete drasticamente ipocaloriche, più alta prevalenza di obesità. Le malattie ad essa farmaci impropri) con il risultato di un ulteriore correlata sono: il diabete mellito, le iperlipidemie, aumento di peso sul lungo termine. «Il trattamento l’ipertensione, la cardiopatia ischemica, l’insuffi- di questa patologia – spiega Mario Parillo - prevede cienza cardiaca, l’artrosi, la calcolosi della colecisti, invece un percorso basato principalmente sull’edue recentemente è stato dimostrato che è anche tra i cazione alimentare e sulle modifiche dello stile di vita. Innanzitutto bisogna capire perché un soggetto più importanti fattori di rischio dei tumori. L’unità di Geriatria, Endocrinologia e Malattie del è affetto da obesità, quali sono, cioè, i fattori che Ricambio, diretta da Mario Parillo, si occupa delle l’hanno causata, tra questi i problemi endocrinolopatologie dell’anziano, patologie endocrinologiche, gici/metabolici e/o una alimentazione scorretta ed diabetologiche e del metabolieccessiva, accompagnata anche smo. Tra le attività di ambulada un fattore psicologico. Octorio e day-hospital, particolare corre rivolgersi ad un endocririlievo è data alla prevenzione nologo per capire se l’obesità è e cura dell’obesità. Il paziente dovuta a uno scompenso endoche accede in Ospedale viene crino, dopodichè ad un dietolosottoposto a visita specialistica, go per seguire un’alimentazione in cui si valuta la necessità di controllata. In questo percorso eventuali approfondimenti diala dietista Rosa Capiello e la psignostici (metabolismo basale, cologa Luisa Parente svolgono composizione corporea, etc.). Mario Parillo un lavoro prezioso».

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Patologie vascolari, la prevenzione per contrastarle Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare e Endovascolare si occupa della diagnosi e trattamento delle patologie vascolari, dilatative e steno-ostruttive. Nel primo gruppo rientrano gli aneurismi dell’aorta addominale e toraco addominale, nonché degli arti inferiori. Nel secondo, le arteriopatie ostruttive degli arti inferiori e dei vasi carotidei, trattate sia con tecnica chirurgica tradizionale che endovascolare. Quest’ultima consente il trattamento degli aneurismi aortici e delle arterie periferiche, delle patologie steno-ostruttive delle arterie degli arti inferiori e viscerali, con una minore invasività: i pazienti possono essere dimessi dopo 24-36 ore dall’intervento. Gli interventi sono eseguiti sia in elezione che e in urgenza, poiché la guardia di chirurgia vascolare per questi interventi è attiva h/24. Buona parte delle urgenze vascolari riguardano il trattamento delle ischemie acute degli arti inferiori, le rotture di aneurismi aortici, le lesioni

traumatiche artero-venose (alquanto frequenti negli incidenti stradali). Si effettuano inoltre interventi in regime di “day-surgery” per il trattamento delle varici, buona parte delle ulcere degli arti inferiori e delle lesioni del piede diabetico. Grande attenzione è rivolta alle steno-ostruzioni delle arterie degli arti inferiori, che sono responsabili di gravi invalidità: dalla claudicatio intermittens alle amputazioni. Per quanto riguarda la rottura degli aneurismi aortici e gli ictus cerebrali ischemici carotidei, una diagnosi precoce può evitare il rischio di morte o invalidità permanente. «Il reparto – spiega Federico Nardi, direttore dell’Unità Operativa -. è dotato dell’ambulatorio di chirurgia vascolare e dell’ambulatorio del piede diabetico ed ulcere difficili. Il piede diabetico è una complicanza cronica del diabete che interessa circa il 15% dei pazienti almeno una volta nel corso della loro vita. Anche se

Federico Nardi

potenzialmente molto grave questa patologia può essere prevenuta e trattata adeguatamente in modo efficace, poiché per molte di queste patologie, eliminando i fattori di rischio ed eseguendo controlli periodici la situazione è sotto controllo». L’équipe medica, diretta da Federico Nardi, è formata da: Raffaele Carbone, Antonio Bauleo, Giuseppe Coppola, Antonio Guarino. Lo staff infermieristico da: Angela Massaro, Antimo Golino, Carmela Farina.

OBESITÀ - CHIRURGIA VASCOLARE

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IL POLO DIDATTICO AZIENDALE Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta si distingue da sempre per il suo impegno nell’ambito della formazione delle professioni sanitarie. Sono attivi i corsi di laurea triennale in Infermieristica, Ostetricia e Tecniche di Radiologia Medica. Il corso di laurea in “Infermieristica” fornisce allo studente i fondamenti teorici e pratici nei diversi contesti assistenziali; lo forma nel rapporto con la persona assistita e i suoi familiari in relazione ai bisogni di salute; gli consente di acquisire abilità comunicative con i professionisti dell’area sanitaria e con l’utente. Il corso di laurea in “Ostetricia” forma un professionista che sia in grado di occuparsi del benessere fisico e psichico della donna-coppia-famiglia in tutto il suo percorso evolutivo (nascita, infanzia, adolescenza, maturità, gravidanza, menopausa, terza età). Al termine del triennio il laureato avrà acquisito capacità tecnico-cliniche con l’esecuzione di procedure consolidate dall’arte ostetrica e capacità organizzative. I laureati in “Tecniche di Radiologia Medica” opereranno nell’area tecnico-diagnostica, applicando le

IL GIORNO DELLA LAUREA

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Concetta Galasso

procedure necessarie alla esecuzione di metodiche diagnostiche sulla persona. Essi saranno dotati di un’adeguata preparazione nelle discipline di base per affrontare i processi patologici che si sviluppano in età evolutiva, adulta e geriatrica, sui quali si focalizza il loro intervento diagnostico. «La formazione degli iscritti - spiega Concetta Galasso coordinatrice del Polo Didattico Aziendale - deve garantire un completo addestramento professionale tecnico-pratico-clinico, al fine di conseguire gli obiettivi didattici, teorici/ pratici e di tirocinio stabiliti nei singoli ordinamenti di studio. Ogni aspetto della formazione si distingue, inoltre, per la profonda attenzione all’utilizzo di metodologie di pianificazione, agli specifici codici deontologici ed in particolare all’umanizzazione dell’assistenza».

Al termine del ciclo di studi ultimato nel Polo Didattico dell’Azienda Sant’Anna e San Sebastiano, ove appunto si tengono i corsi della Seconda Università di Napoli- Facoltà di Medicina e Chirurgia presieduta dal prof. Giuseppe Paolisso, hanno conseguito il Diploma di Laurea nella Professione Sanitaria Infermieristica, conquistando il titolo di dottori: Alessandra Maisto, Rosa Colella, Maria Grazia Telese, Vincenzo Razzano, Antonio Pezzullo, Roberta Fortunata Vecchio, Paola Ersilia Vecchio, Giovanna Gentile, Maria Giuseppina Tarantino, Rossana Roccanova, Antonio Grasso, Annalisa Buono, Cristina de Vita, Rosaria Vincenza Granatino, Costantina Ficociello, Michela Pascarella, Rosanna Sparaco, Maria Teresa Campagnuolo, Veronica Benedetta Ianniello, Anna Maria Della Ratta, Luana Fedele. La commissione esaminatrice, presieduta nelle due seduta dai professori Cosimo Passiatore e Lucio Quagliuolo, era composta dai professori: Ciro Alizieri, Raffaela Borrasso, Salvatore Carfora Lettieri, Concetta Galasso, Raffaele Misefari, Maria Teresa Peyer, Delia Schiavo, Maria Teresa Simeone, Giacinto Basilicata (in rappresentanza del Collegio Ipasvi) e R. Di Stadio. Ai neo dottori ha portato gli auguri di brillante avvenire professionale del Direttore Generale, Francesco Bottino, e i suoi personali il Direttore della U.O.C. Comunicazione e Marketing, Michele Izzo.

IL “PREMIO PALASCIANO 2011” AL REPARTO DI ONCOEMATOLOGIA ENCOMIO ALL’AZIENDA OSPEDALIERA SANT’ANNA E SAN SEBASTIANO POLO DIDATTICO AZIENDALE

>> segue da pag. 1 I premi sono stati consegnati dal Presidente della Fondazione Palasciano, dr. Antonio Citarella, dal Rettore della Seconda Università prof. Francesco Rossi, dal sindaco di Capua dr. Carmine Antropoli, dal direttore scientifico dr. Ugo Picillo. Il premio per i meriti scientifici acquisiti in Oncoematologia, è sostenuto dall’associazione “Anna Maria De Sipio” alla cui memoria i familiari hanno intestato il riconoscimento consistente in un contributo che il prof. Antonio Abbadessa anticipava sarà destinato all’acquisto di tre apparecchiature per il collegamento in skype. Si tratta di personal computer, collegati alla rete videointernet, che consentono ai pazienti ricoverati in ambienti sterili di collegarsi all’esterno, sia per rapportarsi con i familiari che – ed è già avvenuto

– per consentire il collegamento con le scuole a studenti eventualmente ospitati nel reparto. In un video proiettato subito dopo la consegna del premio, il prof. Abbadessa ha illustrato le attività di reparto e le dotazioni tecnologiche di cui fruisce. L’Azienda Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta è stata rappresentata nella circostanza dal dr. Michele Izzo, direttore della U.O.C. Comunicazione e Marketing. «Sono lieto – ha detto Izzo – di esprimere i sentiti saluti del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, dottor Francesco Bottino, impossibilitato a intervenire per impegni istituzionali. Mi associo ai sentimenti di stima e di profonda condivisione del direttore Bottino nei confronti di questo prestigioso Premio intitolato a Ferdinando Palasciano, precursore della Croce Rossa.

Va doverosamente ricordato la quotidiana testimonianza della riconosciuta gratitudine verso questa insigne figura di grande medico, a cui è stata persino intitolata la strada di accesso al nostro nosocomio casertano. La soddisfazione di intervenire a questa cerimonia, infine, è per me, direttore della Comunicazione e Marketing dell’Azienda, duplice nella considerazione che tra i destinatari del Premio di quest’anno, l’autorevole Giuria ha incluso un nome prestigioso nel campo della assistenza e della ricerca in Oncoematologia, ovvero l’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia diretta dall’eccellente prof. Antonio Abbadessa, nome degnissimo di stima Aziendale nonché di riconosciuta fama nei consessi scientifici internazionali, foriera di riconoscimenti aziendali e nei confronti della Comunità Scientifica nazionale».


ANNO IV - N. 6 - dicembre 2011

UN CONVEGNO SULLE PATOLOGIE CARDIACHE PER RICORDARE ITALO COVELLI i è parlato della “Patologia dal Cuore Grande”, nell’Aula Magna dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, per ricordare la figura del compianto prof. Italo Covelli, uomo di scienza, docente universitario, accademico la cui umanità è ancora viva nel ricordo di schiere di allievi. Italo Covelli, per anni direttore della cattedra di Microbiologia Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli impartì ai suoi allievi insegnamenti non soltanto di scienza ma anche di vita contribuendo alla loro formazione sia professionale che umana. Una convegno affollatissimo di medici, infermieri, personale amministrativo, rappresentanti di varie organizzazioni di volontariato, la famiglia per ricordare il prof. Covelli, che fu anche presidente della Croce Rossa Italiana di Napoli. I lavori del convegno sono stati presieduti dal direttore generale, dr. Francesco Bottino e moderati dal direttore UOC Comunicazione e Marketing, dr. Michele Izzo. Sono intervenuti il senatore

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prof. Raffaele Calabrò, consigliere Sanità per la regione Campania, il prof. Guido Rossi, già preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università “Federico II” di Napoli, il prof. Paolo Golino, direttore della Cardiologia Clinica Universitaria-Aorn Caserta, il dr. Angelo Cardillo, presidente onorario dell’Associazione “Amici del Cuore Onlus”. «Sono grato – ha detto il direttore Generale dr. Francesco Bottino - per come si è voluto ricordare un grande uomo di scienza, la cui memoria viene onorata nella nostra Azienda Ospedaliera con la donazione di una strumentazione d’avanguardia della cardiochirurgia, un desiderio dello scomparso raccolto dalla famiglia, che in questa occasione ancora ringrazio, e dall’associazione Amici del Cuore che hanno tradotto quella sua volontà in un ennesima dimostrazione di quello spirito altruistico che caratterizzò la sua vita». Di grande intensità l’intervento del sen. prof. Raffaele Calabrò, un affettuoso excursus a ritroso negli anni di tutto quanto affettuosamente ancora ricorda del prof. Italo Covelli, le consuetudini

da sinistra: prof. Raffaele Calabrò, dr.Francesco Bottino, dr. Michele Izzo, dr. Paolo Golino

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I familiari del compianto prof. Italo Covelli. In primo piano, da sinistra, il figlio dr. Eugenio, la consorte signora Anna, la figlia signora Bianca

di familiarità nel contesto di un condominio abitato anche da altri accademici, «tutti capiscuola di vita - ha affermato -di cui oggi, la fretta della quotidianità, ci ha fatto perdere le tracce». Il sen. Calabrò ha aggiunto: «Sono ulteriormente

grato alla memoria del prof. Covelli per la sua disponibilità a offrirmi esperienza e collaborazione quando, già attivamente in politica, mi impegnavo nella organizzazione della Sanità nella nostra regione Campania».

Nel reparto di Oncoematologia come a scuola studiando via skype

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si materializzano con quel filo di empatia, di immedesimazione nelle necessità del prossimo che è riconosciuta caratteristica del personale di ogni livello dell’Azienda Ospedaliera di Caserta. La storia di Luigi è come un passaparola di sentimenti di immediata solidarietà e di simpatia per lo studente e la mamma che ne condivide la lunga degenza in isolamento, indispensabile sostegno familiare, corroborante di grande efficacia delle cure specialistiche. Questa circostanza particolare la racconta il professor Antonio Abbadessa, direttore della Unità Operativa di Oncoematologia: «La necessità di non far mancare al giovane la frequenza sia pur virtuale delle lezioni scolastiche, mi era stata segnalata da una delle dottoresse che ne seguono la terapia. La solu-

zione? Un collegamento audiovisivo col sistema skype di internet da attuare con la installazione di un punto rete nella stanza di isolamento. Ho illustrato questa necessità al direttore generale Francesco Bottino». E il giorno dopo lo studente era virtualmente in aula con i compagni a seguire le lezioni. «Non è mancata nella realizzazione delle aspettative dello studente - sottolinea Michele Izzo, Direttore Comunicazione e Marketing - la collaborazione del preside dell’Istituto Tecnico del Villaggio dei Ragazzi e del vertice della Fondazione rappresentato dal presidente Padre Miguel Cavallè, che in piena sinergia hanno reso possibile il regolare corso di frequenza degli studi allo studente al quale è stato assicurato il normale svolgimento dell’anno scolastico».

VITA AZIENDALE

na malattia ematica importante, ottimi risultati da un primo ciclo di cure, il secondo si è avviato e durerà un mese e mezzo circa. Ma Luigi (nome di fantasia) ha sedici anni, studente, frequenta l’Istituto Tecnico della Fondazione “Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni, e di tutto ha voglia tranne che di mettersi “in aspettiva”, come si dice per un impiego, dalla scuola e dalle lezioni. È bastata la segnalazione di questa sua volontà e Luigi le lezioni le segue dalla sua stanza di isolamento della Unità Operativa di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, in collegamento internetskype con professori e compagni di classe. Miracoli della tecnologia ma anche miracoli che


ANNO IV - N. 6 - dicembre 2011

informazioni in pillole sull’Azienda Ospedaliera di Caserta a cura dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico

LA VITA IN OSPEDALE COSA PORTARE IN OSPEDALE Documenti: tessera sanitaria e documento di riconoscimento. Set personale: biancheria intima, pigiama, pantofole, asciugamano, sapone, spazzolino da denti, dentifricio. Si consiglia di non portare gioielli e oggetti di valore. Quanto ai soldi, il minimo indispensabile. L’Ospedale non risponde di eventuali furti subiti nel corso della permanenza nella struttura.

8 STANZA DI DEGENZA Le stanze accolgono letti da un minimo di n° 1 a un massimo di n° 4. Il bagno è in camera. Ogni posto ha la testata letto con luci e campanello chiamata ed è arredato con un armadietto, un comodino, una sedia e un tavolino pasti scorrevole. Per una convivenza armonica con i compagni di stanza e rispettosa delle reciproche esigenze, i pazienti sono invitati a tenere ordinato e pulito il proprio posto letto e gli spazi in comune e sono pregati di tenere basso il volume di eventuali radio e televisori.

VISITA MEDICA E INFORMAZIONI SULLO STATO DI SALUTE La visita medica si svolge al mattino e, con le attività di assistenza infermieristica, rappresenta un momento fondamentale per un esito efficace delle cure. Per informazioni e chiarimenti, il direttore e i medici dell’Unità operativa ricevono il degente e i suoi familiari in orari stabiliti.

INFORMAZIONI UTILI

PASTI I pasti sono serviti nei seguenti orari: tcolazione: tra le ore 7:00 e le ore 8:00; tpranzo: tra le ore 12:00 e le ore 13:00; tcena: tra le ore 17:00 e le ore 18:00.

ORARIO DI VISITA PER FAMILIARI E AMICI Le visite di familiari e amici sono consentite nei seguenti giorni e orari: tHJPSOJGFSJBMJ, dalle ore 18:00 alle ore 19:30; tEPNFOJDBFHJPSOJGFTUJWJ, dalle ore 10:30 alle ore 11:30 e dalle ore 18:00 alle ore 19:30.

Alcune UnitĂ operative, per rispondere alle necessitĂ  specifiche dei malati che hanno in cura, osservano orari di visita differenti: $BSEJPDIJSVSHJB $BSEJPMPHJBDMJOJDBBEJSF[JPOFVOJWFSTJUBSJB $BSEJPMPHJBDMJOJDBF3JBCJMJUB[JPOF cardiologica $BSEJPMPHJBEFNFSHFO[BDPO6UJD $BSEJPMPHJBJOUFSWFOUJTUJDB 'JTJPQBUPMPHJBF3JBCJMJUB[JPOFSFTQJSBUPSJB 1OFVNPMPHJB tUVUUJJHJPSOJ, dalle ore 14:30 alle ore 15:30; .FEJDJOBEVSHFO[B tUVUUJJHJPSOJ, dalle ore 18:00 alle ore 19:30; /FPOBUPMPHJBÂĄMJWFMMPDPO5JO tUVUUJJHJPSOJ, dalle ore alle ore 14:00 e dalle ore 19:00 alle ore; -1FEJBUSJB tUVUUJJHJPSOJ, dalle ore 13:30 alle ore 14:30 e dalle ore 18:30 alle ore 19:30;

NUMERI UTILI

CENTRALINO

0823.231111 CENTRO UNICO DI PRENOTAZIONE

800.911818 (numero verde) fax 0823.232500 UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO

0823.232448 0823.232216 fax 0823.232448 UFFICIO STAMPA Tel.: 0823 - 232704 Fax: 0823 - 232725 Email: segreteriaufficiostampa@ ospedalecaserta.it ufficiostampa@ospedalecaserta.it

3JBOJNB[JPOFF"OFTUFTJBEVSHFO[B tUVUUJJHJPSOJ, - ore e ore   DPMMPRVJPDPOJNFEJDJ

- dalle ore 14:30 alle ore 15:30  PSBSJPEJWJTJUB . Il caos e l’affollamento affaticano i malati. Familiari e amici sono, pertanto, invitati ad entrare nelle camere uno per volta. In caso di esigenze particolari è possibile chiedere un permesso di visita fuori orario, rivolgendosi al coordinatore infermieristico dell’UnitĂ operativa. Ăˆ, tuttavia, vietato sostare nelle stanze e nei corridoi di degenza durante la visita medica, la somministrazione delle terapie e contemporaneamente alla presenza di personale di servizio. Ciò, allo scopo di non intralciare le operazioni di assistenza e cura destinate ai malati e, contemporaneamente, di consentire che queste operazioni vengano eseguite garantendo il diritto della persona malata al rispetto e alla salvaguardia della propria intimitĂ . ÂľWJFUBUPMJOHSFTTPBJCBNCJOJEJFUĂ‹JOGFSJPSF BJBOOJ, a tutela della loro salute e per motivi di sicurezza igienico-sanitaria. DIVIETO DI FUMO

Registrazione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n° 731 del 20 maggio 2009 Direttore Responsabile: Francesco Tontoli Anno IV - Numero 6 - dicembre 2011 Direttore Editoriale: Francesco Bottino Condirettore Editoriale: Michele Izzo Comitato di Redazione: Massimo Barresi Raffaella Bizzarro Rosaria Bonetti Raffaela Borrasso Giuliana Buompane Anna Caccavale Nicoletta Caparco Fabio Carangelo Annamaria Fizzotti Alfredo Fontanella Concetta Galasso Loredana Guida Elisa Martiniello Maria Luisa Piscitelli Nunzia Russo Redazione Via F. Palasciano - 81100 Caserta Stampa: Grafica Nappa - Aversa Realizzazione:

In Ospedale è assolutamente vietato fumare, per disposizioni di legge e nel rispetto della salute propria e degli altri. I trasgressori sono sanzionabili ai sensi della normativa vigente.

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