Il Piccolo Giornale di Cremona

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Anno XI • n° 23 • VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

Settimanale • € 0,02 copia omaggio

PROCURA DI CREMONA

alle pagine 2-3

SCOMMESSE: E’ L’ORA DI PAOLONI

L’ex portiere della Cremonese, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, avrebbe deciso di vuotare il sacco nell’interrogatorio di venerdì con il gip Salvini. Intanto, il dentista Marco Pirani ha allungato l’elenco delle partire incriminate, mentre Signori ha negato tutto

C

L’EDITORIALE

Aria Pulita

BASKET - IL PRESIDENTE DELLA VANOLI BRAGA

Annuncio choc: Triboldi lascia ma la stagione non è a rischio

alle pagine 4-5-6

CASO PASQUALI

COMUNE DI CREMONA

Quinzani: «Il sindaco non vuole mostrare la lettera di dimissioni»

Giunta Perri: il giudizio di alcuni politici

a pagina 7

OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Frode fiscale e fatture false per centinaia di milioni DOMENICA E LUNEDI’ SI VOTA

Ecco i quattro quesiti proposti dal referendum ▲

a pagina 7

Aem, aumentano le poltrone. La Lega annuncia battaglia ▲

a pagina 8

NOMINE

a pagina 43

BATTERIO KILLER, CRESCE LA TENSIONE PER IL MINISTERO IL PEGGIO E’ PASSATO

I consigli dell’infettivologo Giuseppe Carnevale per non correre rischi

he cosa vuol dire innovare? Sostanzialmente, accettare le sfide. Le sfide che pongono il mondo globalizzato, le nuove frontiere dell’energia, la tentazione crescente a delocalizzare le produzioni, i nuovi desideri ed i nuovi gusti, insomma: la realtà che cambia. Anche per questo parliamo spesso dei giovani: sono i più propensi, per natura, a sperimentare, a spostarsi, a mutare abitudini e mentalità. Anche per questo, insistiamo sulla necessità di una istruzione di qualità, che fornisca sapere ma che, soprattutto, formi uomini e donne orientati in questo senso. Innovare vuol dire anche rischiare, non pensare che tutto sia garantito. Ma per far questo, occorrono comunque delle reti di salvataggio. È come l’acrobata, che si lancia, ma sa che, se il suo volo dovesse fallire l’obiettivo, troverebbe sotto di sé una rete robusta in grado di attutire la caduta. Prima considerazione: un dibattito politico serio dovrebbe porsi il problema dell’adeguatezza delle reti. Invece, si passa dalla difesa di garanzie granitiche, a volte di privilegi – pensiamo a certi incarichi “a vita” - fino alla cancellazione delle garanzie pensiamo a tutto quello che è “precariato”. Seconda considerazione, non possiamo farne a meno, prendiamo fiato, e parliamo dello scandalo legato al calcio. Ovviamente, è compito della magistratura stabilire, qualora esistano, le responsabilità. Una domanda sorge però spontanea: ma che gioco è questo? Che sport è mai? A quali partite abbiamo assistito? E’ vero che, probabilmente, stiamo parlando di poche “mele marcie” ma, perché chi aveva fondati sospetti rispetto a ciò che stava accadendo, ha girato la testa dall'altra parte? Non siamo nati ieri, sappiamo che per denaro c'è gente che farebbe di tutto. Eppure, in Gran Bretagna le scommesse sul calcio avvengono forse da sempre. Probabilmente, c’è un sistema di regole e controlli più strutturato. E allora anche qui si impone con urgenza un intervento drastico. Ma, ed è la terza considerazione, il problema sta secondo me anche in due parole: cultura sportiva. Cultura della competizione sana, del “mettersi in gioco” senza trucchi. Pare che, negli USA, alla fine dei campionati di basket e football dei licei, proprio le squadre professioniste ultime in classifica siano le prime a poter scegliere i giovani talenti. I club più forti lo faranno nella stagione successiva. La morale è: una cultura sportiva corretta non accetta che vinca sempre il più potente, piuttosto che il migliore. E soprattutto, non trucca le carte. Proprio come dovrebbe accadere sempre nella vita. A proposito di Sport, la prossima settimana vado a vedere i campionati italiani giovanili di canottaggio: lì si respira aria pulita, almeno credo. Daniele Tamburini daniele.tamburini@fastpiu.it

a pagina 9

a pagina 5


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