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NEWS LETTER N 20

MONDIALI: ITALIA A RISCHIO POLITICA

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Italia penosa: Adesso rischiamo grosso Adesso si fa dura e soprattutto: così non va! Bisognava e volevamo vincere per ipotecare la qualificazione, l’avversario era sulla carta il più facile del girone. Ma, come sempre, l’Italia sbaglia le partite semplici e si va a complicare un cammino mondiale che dopo la vittoria sull’Inghilterra e la contemporanea sconfitta dell’Uruguay sembrava in discesa. Molle, spenta, prevedibile, senza gioco e idee, in affanno, in confusione, sottotono, l’Italia perde incredibilmente contro il modesto Costa Rica e adesso bisogna pareggiare con l’Uruguay per passare il turno. Un Uruguay che adesso, ritrovato Suarez, fa paura perché il Pistolero e Cavani sono una coppia di prim’ordine mentre l’Italia, questa Italia, sembra davvero poca cosa. Incredibile ma vero la Costa Rica, cenerentola e sulla carta vittima sacrificale del gruppo, si qualifica per gli ottavi! Corso il primo brivido con Duarte che su angolo svetta più in alto di tutti, anticipando anche Buffon, ma indirizzando il pallone alto, per 26 minuti l’Italia è nulla. Il gioco è lento e poco fluido e non troviamo spazi al cospetto di una difesa molto bene organizzata e la prima occasione nasce in maniera quasi casuale con un pallone vagante che arriva tra i piedi di Motta al limite ma l’italo – brasiliano si trova la palla sul destro che non è il suo piede e il tiro finisce largo. Il destro di Motta sembra però svegliare gli azzurri e al 31′ Pirlo illumina il gioco con un lancio delizioso per Balotelli. Per un attaccante del suo calibro il gol sembra cosa fatta ma SuperMario non controlla benissimo e davanti a Navas prova un pallonetto che non inquadra lo specchio. Sessanta secondi e il copione si ripete ma questa volta il tiro di Balotelli dal limite è forte ma centrale e Navas blocca in due tempi. La Costa Rica è però viva e Bolanos impegna Buffon quando scocca il 36esimo ma è nulla in confronto alla grande occasione che i centroamericani hanno al 42′ con Duarte dimenticato nel cuore dell’area. Ma per fortuna il suo colpo di testa finisce alto.

Il Premier ha fretta: opta per il decreto legge Ancora un provvedimento omnibus Matteo Renzi nell’annunciare la riforma della pubblica amministrazione aveva espresso,a chiare lettere, la preferenza per il disegno di legge, ma al cdm del 13 giugno e’ stato presentata la bozza di un decreto omnibus con ben 120 articoli, per un centinaio di pagine di testo. Questa spasmodica fretta mette in evidenza la difficolta’del governo Renzi di tradurre rapidamente in leggi , in un sistema come il nostro, i provvedimenti varati. Il bicameralismo perfetto non va di pari passo con il ritmo dell’esecutivo, con la necessita’di convincere gli investitori internazionali che le riforme si stanno facendo ,che il Paese sta ripartendo lasciandosi alle spalle la crisi. Ad acuire ancora di piu’le difficolta’ del Premier, nel perseguire i suoi obiettivi, ci si e’ messa anche la fronda interna al Pd che al Senato ,non solo sulle riforme istituzionali, si mettera’di traverso. Renzi questo lo sa e per questo ha fretta. Ecco il perche’del decreto al posto del disegno di legge, i 120 articoli, le quasi 100 pagine di testo. Un provvedimento ‘omnibus’ :dalle misure sulla staffetta generazionale nel pubblico impiego all’incompatibilita’per i magistrati; dalle semplificazioni fiscali alle norme anticorruzione; dall’informatizzazione del processo civile alla detassazione degli investimenti in azienda; dalle norme in materia ambientale a quelle per il rilancio del settore vinicolo. Tutti questi provvedimenti, alla fine, sono stati oppotunamente distribuiti su due decreti.Altro motivo che ha spinto il Premier ad optare per la decretazione d’urgenza e’stato sicuramente la cicostanza di mettere in condizione le Camere di approvare il tutto prima della pausa estiva. ‘I mercati vogliono vedere se le riforme vanno avanti, e quindi la decretazione d’urgenza e’ necessaria’, ha detto il Premier. La riforma della pubblica amministrazione con alcuni interventi in merito all’eta’pensionabile degli statali, dovrebbe creare circa 15000 nuovi posti di lavoro, previsione alquanto ottimistica. Piu’vicina alla realta’ci sembra la previsione di un risparmio di circa due miliardi di euro per le aziende, con i tagli alle bollette elettriche ed al costo dei diritti camerali.Certo i tempi della riforma della pubblica amministrazione si allungano,per i decreti di attuazione bene che vada ,bisognera’ attendere il 2015.


La Destra che non c’è

Il nuovo Senato

Con Gianfranco Fini riscende in campo anche la destra irpina da sempre legata all’ex Presidente della Camera. Ci sarà anche una grossa fetta della provincia di Avellino alla kermesse “Partecipa”, che si terrà il 28 giugno a Roma. Si stanno infatti organizzando diversi pullman alla volta della Capitale ed anche auto private, per sostenere il ritorno in politica di Fini. E’ piaciuto molto, agli organizzatori del torpedone, anche il video in cui l’ex presidente della Camera si presenta nelle vesti di allenatore di calcio. Un’operazione di marketing che va al traino dei Mondiali e che sta suscitando molto interesse anche in Irpinia. “Per noi sarà motivo di grande orgoglio partecipare ad un momento molto importane della vita politica di Fini e della destra italiana. Siamo sicuri che con Fini la destra sarà rinascere e portare avanti un discorso di crescita e di sviluppo non solo del Paese ma anche della Campania e dell’Irpinia”, assicura Raffaele Gregorio, il più “vecchio” militante di destra della provincia di Avellino, tra gli organizzatori del pullman per partecipare all’assemblea “L’Italia che vorresti. Le Tue idee per la Destra che non c’è” in programma sabato 28 giugno presso l’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Roma.

La riforma che riguarda il Senato ha chiarito cosa avverrà di fatto e la quadra in merito è stata trovata. Il nuovo Senato della Repubblica, disegnato dagli emendamenti messi a punto dai relatori Finocchiaro e Calderoli, recupera molte funzioni pur restando la non possibilità di poter dare o togliere fiducia al governo. Avrà competenza sulla legislazione regionale e su quella europea, co-eleggerà il presidente della Repubblica, il Csm ed i giudici costituzionali. Cambierà la composizione e Renzi rinuncerà al suo Senato dei sindaci, perché saranno pochi. La maggioranza sarà composta da consiglieri regionali senatori. Il cocktail sarà vicino ad ¼ di sindaci e ¾ di rappresentanti regionali. Si dovrà stabilire come dovranno essere scelti i futuri senatori. Ora toccherà al premier sciogliere gli ultimi nodi politici.

Per le Tue Indagini e la Tua Sicurezza info@dssglobalsecurity.eu

Il Matacena protetto Amedeo Matacena arrestato a Dubai lo scorso agosto godeva di forti protezioni e dall’Italia arrivavano pressioni. E’ questo uno dei passaggi chiave dell’interrogatorio del colonnello della Guardia di Finanza, Paolo Costantini, Capo Centro dei servizi segreti italiani ad Abu Dhabi dal 2011 al 15 gennaio 2014, con sede nell’Ambasciata italiana. L’ufficiale è stato sentito come persona informata sui fatti il 6 giugno scorso dal sostituto della Dna Francesco Curcio. Sentito sulla latitanza di Matacena, condannato in via definitiva a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha dichiarato che venne immediatamente informato della sua presenza dalla polizia, ed appurò in seguito che Matacena a Dubai era già libero, anche se senza passaporto e bloccato negli Emirati. I responsabili della polizia di Dubai, tra cui il tenente colonnello Majed Sultan Humaid, dissero di ricevere continue pressioni per garantire a Matacena le migliori condizioni possibili di permanenza. Matacena era quindi “un ospite” da tenere in dovuta considerazione. Ad intuito, così come il Capo Centro Aise, possiamo dedurre che Matacena avesse interessi economici indiretti a Dubai. Ovviamente le deposizioni in questione sono secretate da omissis.


Coltivava marijuana sul balcone di casa I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Monreale, nel corso di un servizio finalizzato al controllo degli arrestati domiciliari, hanno individuato un ulteriore epicentro del traffico di stupefacenti cittadino.Gli investigatori, si sono portati presso l’abitazione di via Chiasso San Rocco domicilio di Angelo CORVAIA, ventiquattrenne già sottoposto a regime della detenzione domiciliare, al fine di eseguire un normale controllo. Nel corso dell’ispezione dell’abitazione, i Carabinieri notavano qualcosa di insolito sul balcone di casa. Il giovane aveva improvvisato sul terrazzo una piccola serra al cui interno coltivava marijuana. Sul balcone i militari hanno rinvenuto quattro piccole piante di marijuana, alte circa 50 centimetri che venivano posti sotto sequestro per consentire i successivi accertamenti di laboratorio. Papa Francesco in Calabria con i detenuti Momenti di commozione durante la visita di Papa Francesco in Calabria, che a Castrovillari ha incontrato il padre ed altri familiari di Cocò Campolongo, il bambino di tre anni bruciato e ucciso a Cassano allo Jonio. Durante l’incontro ha detto: “Mai più succeda che un bambino debba avere queste sofferenze”. “Prego continuamente per lui, non disperate”, ha detto Francesco ai familiari di Cocò Campolongo nel corso dell’incontro avvenuto nel carcere di Castrovillari. I familiari del bambino, ha detto vescovo di Cassano, mons. Nunzio Galantino, hanno pianto incontrando il Papa. E’ stato un momento davvero commovente”. “Il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena” “è essenziale e l’attenzione in proposito deve rimanere sempre alta”. Lo ha detto il Papa incontrando i detenuti del carcere di Castrovillari in Calabria, “primo gesto – ha sottolineato – della mia visita pastorale” in Calabria.

Camorra, sequestro da 110 milioni di euro Beni per circa 110 milioni di euro, tra Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Toscana ed Emilia Romagna, sono stati sequestrati dal Gico della Guardia di Finanza di Firenze e dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta a un gruppo di prestanome, parenti di Sigismondo Di Puorto, 42 anni, fedelissimo di Nicola Schiavone, figlio del boss del clan dei Casalesi Francesco Schiavone, alias “Sandokan”. Nel blitz sono stati arrestati il padre, due fratelli, un cognato e i nipoti di Di Purto. I provvedimenti di sequestro e le misure cautelari nei confronti di parenti di Sigismondo Di Purto, detto “Sergio”, sono state emesse dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, pm Cesare Sirignano, Giovanni Conzo e Maurizio Giordano. Sigismondo Di Purto, attualmente detenuto, fu arrestato dalla Squadra Mobile di Caserta il 20 dicembre del 2010, dopo una fuga sui tetti di un’abitazione, a San Cipriano d’Aversa (Caserta). Insieme a lui venne arrestata anche tutta la sua famiglia per favoreggiamento. Dopo l’arresto del figlio di “Sandokan”, Nicola Schiavone, avvenuto il 15 giugno del 2010, prese in mano le redini della fazione Schiavone del clan dei Casalesi.


Kiev, arrestata leader separatista MOSCA. Il ministro dell’Interno ucraino Arsen Avakov ha annunciato l’arresto di Natalia Grudzenko, leader dei separatisti di Mariupol, importante città portuale sul Mar Nero che il governo di Kiev ha fatto sapere qualche giorno fa di aver “riconquistato”. Assieme a Grudzenko è stato arrestato un altro separatista, Oleksandr Shakhaiev. I due avrebbero opposto resistenza ai militari ucraini anche lanciando granate.

Rolling Stones a Roma

Ucraina, ritrovati i resti di un operatore tv

Un megapalco di 40 metri dove terranno concerto i Rolling Stones a Roma, al Circo Massimo, a sette anni dall’ultima apparizione allo Stadio Olimpico. Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Woods e Charlie Watts sono arrivati a Roma ed una folla di curiosi e appassionati ha assediato l’area antistante l’Hotel St.Regis, dove la band alloggia. I saluti ai fan non sono mancati: il chitarrista Ronnie Wood si è affacciato alla finestra dell’ultimo piano, tra gli scatti dei fotografi e le urla degli ammiratori. Massimo riserbo su un possibile incontro con Bruce Springsteen. Il Boss sarebbe stato avvistato in città e, data l’amicizia con Mick Jagger e soci, non è esclusa una sua comparsata sul palco come del resto ha già fatto all’inizio della tournee a Lisbona, il 29 maggio. L’inizio del concerto con l’esibizione di John Mayer è previsto per le 20 di oggi, mentre lo show dei Rolling Stones è previsto per le 21.45. I cancelli apriranno alle 13. L’apertura è stata anticipata di un’ora rispetto alle 14 previste inizialmente, a causa del grande afflusso previsto. La band, sul suo profilo Twitter, ha pubblicato un’immagine del ‘Circus Maximus’, con la lingua – marchio di fabbrica degli Stones che campeggia sul fondo. In un tweet, Mick Jagger e compagni chiedono ai fan quali canzoni vorrebbero fossero suonate: la scelta è tra Respectable, Loving Cup, If You Can’t Rock Me, When The Whip Comes Down, Ain’t Too Proud To Beg, Sweet Virginia. L’evento costerà oltre 4 milioni di euro. Tutte le spese sono a carico degli organizzatori D’Alessandro e Galli e Rock in Roma e non incideranno sulle casse del Comune. Che da parte sua fa sapere che anche l’intero costo delle spese sostenute per gli straordinari della polizia locale di Roma, l’occupazione di suolo pubblico, i servizi sanitari, la pulizia dell’area, i servizi igienici e il prolungamento dell’orario di attività della metro B verrà sostenuto dagli organizzatori. La spesa sostenuta dall’organizzazione per far fronte ai servizi erogati dal Campidoglio e dagli altri enti ammonta a circa 176mila euro.

Sono stati ritrovati i resti di Anton Voloshin, l’operatore video della tv russa Rossyia 24 dato per disperso questo pomeriggio dopo l’esplosione di un colpo di mortaio che ha ucciso il giornalista russo Igor Korneliuk. Lo fa sapere l’ufficio stampa dell’autoproclamata repubblica di Lugansk, citato dall’agenzia Interfax.

Israele arresta 30 palestinesi TEL AVIV. L’esercito di Israele ha arrestato altri 30 palestinesi la notte scorsa in Cisgiordania nell’ambito dell’operazione ‘Brother’s Keeper’ volta a localizzare e liberare i tre ragazzi israeliani rapiti una settimana fa. Il totale degli arrestati è ora di circa 280, in gran parte militanti di Hamas, e di questi oltre 50 liberati in cambio del soldato Shalit. Ieri notte sono stati perquisiti circa 100 edifici che secondo la radio israeliana appartengono in maggioranza ad affiliati di Hamas.

Iraq: per Obama non serve ok per azioni Usa Il presidente americano Barack Obama ha detto ai leader del Congresso Usa di non avere bisogno del loro nullaosta per lanciare azioni militari in Iraq. “Vi farò sapere che succede, ma non mi serve un nuovo nullaosta del Congresso per agire”, ha detto Obama. Da parte sua, la Casa Bianca si è limitata a spiegare in un comunicato che Obama ha parlato degli sforzi degli Stati Uniti per rafforzare la capacità delle forze di sicurezza irachene per affrontare le minacce degli estremisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, incluse opzioni per un rafforzamento dell’assistenza alla sicurezza. Gli Stati Uniti insomma sono pronti ad aumentare il proprio sostegno a tutti gli iracheni nella loro battaglia agli estremisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis).


La crisi, le banche ed il fisco La crisi globale che ha investito tutti i Paesi ha prodotto in alcuni casi effetti devastanti sull’economia degli stessi, provocando in alcuni casi fallimenti di grosse istituzioni creditizie ed aziende di ogni settore. I governi sono intervenuti in vario modo per sostenere le economie dei propri Paesi con provvedimenti di sostegno all’economia reale, nel tentativo di contenere gli effetti negativi della crisi sulle già depresse attività produttive. Ci si è resi conto che la ricchezza si crea con il lavoro e la reale produzione di beni e servizi e non con la finanza creativa e ciascuno ha tentato di arrangiarsi come meglio ha potuto per poter recuperare in tempi brevi quanto bruciato negli ultimi anni. Questo è avvenuto con provvedimenti di varia natura, quali ad esempio le iniezioni di liquidità fatte da Obama ad alcune istituzioni creditizie affinché le stesse sostenessero la ripresa del sistema economico USA, che per la verità stenta a decollare in quanto parte di queste risorse sono state utilizzate per coprire le cospicue perdite delle stesse banche e soltanto una minima parte è andata a sostenere le imprese . A tutto questo si aggiunga una congiuntura mondiale che vede come protagonisti la Cina, l’India ed altri Paesi emergenti che con i bassi costi di produzione riescono in ogni caso a sopravvivere e ad accrescere il tasso di competitività rispetto alle economie occidentali . Ma occupandoci dei problemi di casa nostra che interessano soprattutto le nostre piccole e medie imprese che rappresentano a livello produttivo circa il 90% del PIL nazionale. Infatti l’ossatura del nostro sistema produttivo è rappresentato da questa miriade di imprenditori che producono una fetta di ricchezza, che sommata alle altre costituisce la base imponibile che, attraverso la fiscalità, va ad alimentare le casse dello Stato che dovrebbe provvedere, attraverso una saggia e lungimirante politica economica, ad attuare tutte le misure necessarie affinché le imprese possano riprendere a produrre e creare quella ricchezza originaria che consenta al Paese di andare avanti in quel processo di crescita necessario per mantenere l’occupazione con un tenore di vita dignitoso ed adeguato a un Paese sviluppato.


Ci pensa sempre Messi

Studio Legale Antonella Quarta Piazza Grandi 6 Milano www.studiolegalequarta.it Suarez rilancia l’Uruguay. Inghilterra praticamente fuori Con Suarez in campo è tutto un altro Uruguay, è tutta un’altra storia. Il “Pistolero”, rientrato in campo a neanche un mese dall’operazione al menisco e gettato nella mischia da Tabarez, vista la situazione complicata dopo la sconfitta col Costa Rica, cambia la Celeste che rinasce trascinata dal suo leader per eccellenza e segna una doppietta che rilancia la sua Nazionale. Ne giova anche Cavani, quasi irriconoscibile col Costa Rica, e oggi autore di una grande prova. A fare da contraltare alla gioia uruguiana la cocente delusione per l’Inghilterra, illusa dal pareggio di Rooney e ora praticamente fuori dal Mondiale. Proprio Rooney firma la prima emozione al 10′ con una punizione che sfiora l’incrocio venendo poi emulato da Rodriguez che spara alto di pochissimo.

Gioca male, magari non lo vedi per tutta la partita e poi al 91′ tira fuori una perla di rara bellezza. Stiamo parlando di Lionel Messi che, come già successo contro lo Bosnia, nonostante le solite annose critiche quando indossa la maglia biancazzurra della sua Nazionale, risolve i problemi di Sabella. E in entrambi i casi lo ha fatto con un gol fantastico. Con la Bosnia con una sontuosa serpentina, oggi con un sinistro magico dal limite che vale vittoria, qualificazione e primo posto nel girone. Il tutto al termine di una partita giocata male dall’Albiceleste, merito di un Iran organizzato ottimamente che non ha concesso quasi nulla e anzi avrebbe potuto anche vincere se Romero non si fosse superato su Dejagah e Ghoochannejhad. Gli iraniani avrebbero meritato almeno un pareggio e forse anche qualcosa in più perché giocare una simile partita al cospetto di Messi e compagni non è da tutti. Veniamo alla partita. Nonostante un attacco da far paura a tutti con in campo Di Maria, Aguero, Higuain e Messi, l’Albiceleste non crea quasi mai pericoli se non su palla inattiva, mentre l’attacco confeziona solo due occasioni con Higuain che calcia sul portiere in uscita e Aguero con un destro a giro. L’Iran, come detto prima, è organizzato ottimamente e concede poco o nulla e anzi al 53′ Ghoochannejhad impegna severamente Romero che sventa in qualche modo un insidioso colpo di testa e subito dopo Dejagah va giù in area e chiede in maniera veemente il calcio di rigore. La prima fiammata di Messi arriva solo al 59′ con una bruciante progressione chiusa però con un sinistro dal limite che sfiora il palo. Ma incredibilmente è l’Iran a fare la partita e al 66′ Romero con la punta delle dite compie un autentico miracolo sul colpo di testa di Dejagah a un passo dal gol dell’incredibile vantaggio iraniano. Messi si vede raramente, sempre ingabbiato dagli iraniani, ma al 73′ ha una buona occasione su calcio piazzato ma la sua traiettoria finisce sull’esterno della rete e subito dopo Di Maria, di gran lunga il migliore dei suoi, da buona posizione calcia centrale tra le braccia di Haghighi.


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