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PER UN SALTO DI QUALITÀ Università Cattolica 1921-2021

La Visita di accreditamento Anvur


© 2021 per i contenuti Università Cattolica del Sacro Cuore Largo A. Gemelli, 1 - 20123 Milano a cura della Funzione Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Edizione a cura di EDUCatt - Ente per il Diritto allo Studio Universitario dell’Università Cattolica Largo Gemelli 1, 20123 Milano | web: www.educatt.it/libri | tel. 02.7234.22.35 e-mail: editoriale.dsu@educatt.it (produzione) | librario.dsu@educatt.it (distribuzione) Associato all’AIE – Associazione Italiana Editori ISBN: 978-88-9335-810-1 Fotografie di Marta Carenzi e Nicholas Berardo Stampa: Tiber SpA - Brescia Questo volume è stato composto con i caratteri Salzburg, Quebec, Jenson e Pastonchi, e stampato nel mese di aprile 2021.


Per un salto di qualità. Università Cattolica 1921-2021

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La pratica quotidiana e sostanziale della qualità

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Riscrivere il futuro. Intervista a Luisa Ribolzi

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Intervista a due voci: parlano Giovanni Marseguerra e Michele Lenoci

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Dalla Dad a #eCatt, come uscire migliori dalla crisi

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Gli studenti: bene la qualità, attenti alla burocratizzazione

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Piccolo glossario della qualità

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Per un salto di qualità. Università Cattolica 1921-2021

La pratica quotidiana e sostanziale della qualità di Franco Anelli, rettore

L’

ineffabile categoria della “qualità” è oggetto, nella moderna teoria dell’organizzazione, di sempre più raffinati e puntuali tentativi di descrivere, misurare, “catturare” entro strutture formali un connotato difficilmente traducibile, quasi per definizione, in quantità. È un obiettivo al quale si giunge per vie traverse: se non si può definire la qualità in sé, si possono stabilire le modalità per perseguirla (le procedure) e rilevare i risultati delle azioni intraprese (per esempio, caratteristiche dei servizi prodotti, criticità riscontrate e rimedi, risposta degli utenti), così la qualità diventa concretezza, dell’azione e dei risultati. Nella misura in cui la ricerca della qualità si connette all’attuazione di finalità precise e dichiarate, anche mediante appositi indicatori e standard di riferimento, essa rappresenta un fattore strategico e di crescita anche nel mondo delle istituzioni scientifiche ed educative come la nostra. L’Università Cattolica ha intrapreso un percorso di attenzione alla qualità ormai da alcuni anni, con la costituzione del Presidio della Qualità di Ateneo e con il supporto del Nucleo di Valutazione; attraverso le persone che costituiscono questi organismi, e con il contributo dei referenti identificati per ciascuna Facoltà (docenti e personale amministrativo), l’Ateneo si è dedicato alla definizione di un sistema di assicurazione della qualità che coinvolge in maniera estesa e significativa, anche attraverso le Commissioni Paritetiche di Facoltà e i Gruppi di Riesame dei corsi di studio, le diverse componenti della comunità universitaria. Appare oggi inevitabile guardare a questo sistema - in un quadro di crescente complessità e competitività anche tra atenei - come a uno strumento in costante evoluzione e mi-

glioramento, senza mai considerarlo un obiettivo definitivamente acquisito. Un impegno serio e originale nel rilevare e valutare le modalità di azione dell’Ateneo, una costante tensione all’arricchimento dell’offerta formativa, dei servizi agli studenti, dell’intensità e valore della ricerca, delle azioni di terza missione, oltre a salvaguardare la nostra autonomia di università non statale, saranno altresì un mezzo per rafforzare ed esprimere in modo più efficace, anche verso l’esterno, i tratti distintivi della missione educativa, scientifica e culturale propria dell’Università Cattolica. Si tratta, in altre parole, di valorizzare il nesso tra alcuni aspetti organizzativi e operativi della nostra Istituzione (dal ruolo centrale delle Facoltà nella programmazione e nel monitoraggio delle attività di didattica e di ricerca, alla configurazione amministrativa “per aree”, volta a garantire una gestione dei servizi efficiente e centralizzata a livello delle sedi) e le sue peculiari finalità educative, scientifiche e culturali. Certamente il lavoro già svolto su questi processi ha avuto un ruolo positivo nella capacità di reagire all’emergenza di questi mesi. Dopo aver superato questo duro e inatteso stress test, il sistema di qualità dell’Ateneo è atteso a un’importante verifica. La Visita di accreditamento periodico nel nostro Ateneo da parte dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), che si terrà dal 19 al 23 aprile 2021, ci impegnerà in incontri e audizioni che si susseguiranno per cinque giorni secondo un fitto programma, che coinvolgerà tutte le sedi e pressoché tutte le Facoltà, e sarà l’occasione per fare il punto sul percorso di introduzione dei processi di qualità nella vita ordinaria della nostra università.

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La Visita di accreditamento Anvur

È tempo di riscrivere il futuro Intervista a Luisa Ribolzi Laureata in Lettere all’Università Cattolica, è stata anche una dei primi commissari Anvur. La sfida della qualità

di Federica Magistro

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a valutazione della qualità non è più una semplice attività di ricerca, controllo e giudizio ma un esercizio finalizzato a supportare decisioni, strategie ed eventuali azioni future, soprattutto per l’allocazione delle risorse». Scriveva così la professoressa Luisa Ribolzii sulla rivista Vita e Pensiero nel 2011, quando rivestiva il ruolo di vicepresidente della neonata Agenzia di valutazione dell’Università e della Ricerca (Anvur). Dopo la laurea in Università Cattolica e una lunga carriera come professore ordinario all’Università di Genova, Luisa Ribolzi è stata membro del consiglio direttivo di Ocse Ceri in rappresentanza dell’Italia e, pur essendo oggi fuori ruolo, continua a occuparsi di qualità. Chi meglio di lei può spiegare questo percorso degli atenei italiani, proprio mentre l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle sue diverse sedi, si prepara alla visita dell’Anvur prevista dal 19 al 23 aprile 2021. «L’agenzia nasce nel 2006 come ente terzo, finanziato e monitorato dal ministero dell’Università, con il compito di valutare i processi di assicurazione della qualità negli Atenei» ricorda la professoressa Ribolzi. «L’obiettivo è di fornire indicazioni e valutazioni utili agli studenti, all’università e agli enti finanziatori e di consolidare un sistema di monitoraggio della ricerca».

Ma Anvur non valuta solo l’attività scientifica? La sezione “Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento” (Ava) si occupa della qualità della didattica, attraverso l’analisi di alcuni parametri che

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considerano i singoli corsi di studio, i questionari degli studenti, i processi di carriera degli iscritti e il grado di internazionalizzazione. Quando si effettua una vista di accreditamento, l’università e i corsi di laurea ricevono un punteggio. L’Anvur valuta anche le proposte di apertura di nuovi corsi di laurea, esprimendo al ministero un motivato parere. A causa Covid, però, le visite programmate la scorsa primavera sono state rinviate, come quella prevista inizialmente per il novembre 2020 all’Università Cattolica.

Lei è stata prima studentessa e poi ricercatrice in largo Gemelli e ha vissuto l’università in ogni sua forma. Come è cambiata la qualità degli atenei italiani? È cresciuta l’attenzione ai bisogni degli studenti. Quest’anno, poi, c’è stata una rivoluzione informatica: prima dell’avvento del Covid le università erano molto diseguali nell’utilizzo delle tecnologie. Ma, soprattutto, c’è stato un forte recupero sul fronte femminile: quando ero studentessa, la percentuale dei laureati sulla popolazione era attorno al 2% e alcune facoltà erano quasi esclusivamente maschili; altre, come quelle umanistiche o finalizzate all’insegnamento, quasi solo femminili.

Una tendenza che è cambiata Quando toccò a me scegliere, ero indecisa tra fisica e chimica: solo il cielo sa perché mi sono iscritta a Lettere e Filosofia (sorride, Ndr). Forse, un motivo c’era, se è vero che gli studi che ho conseguito mi hanno portato a svolgere un lavoro che mi è piaciuto molto. Oggi la percentuale dei laureati è salita al 29% circa e le donne laureate sono il 22,4% rispetto al 16,8% degli uomini. Per quanto riguarda il reclutamento del


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personale docente, le procedure sono cambiate più volte nel corso degli anni: l’attenzione alla qualità dei candidati è molto alta, anche perché, se i prodotti di ricerca di un docente non sono all’altezza, è l’intera università che rischia di essere penalizzata.

Quali sono gli elementi critici che ha osservato nelle università italiane durante la sua esperienza all’Anvur? C’è un aspetto di debolezza che fa parte dell’intero sistema ed è la convivenza di punti di assoluta eccellenza con punti di qualità molto bassa. C’è un problema di “qualità di massa”, se mi si passa l’ossimoro, che riprendo dalle parole di un ex ministro della Pubblica istruzione come il compianto Giancarlo Lombardi. Il problema dell’università italiana è che produce ricercatori eccellenti ma non non riesce a trattenerli, perché molti se ne vanno in tutto il mondo. Per portare alla laurea un ragazzo, lo Stato investe mediamente (dati del 2018) 130mila euro e ogni ricercatore che lascia l’Italia equivale, dunque, a 130mila euro “persi”. Purtroppo, non siamo capaci di valorizzare le risorse umane: l’accesso alla carriera universitaria è ancora troppo macchinoso, i ricercatori entrano in servizio tardi, con retribuzioni non adeguate.

Il Coronavirus ha cambiato molte dimensioni, dalle lezioni al rapporto tra le università e le imprese. Saranno cambiamenti permanenti? Alcuni sì. Per esempio, la spinta alla digitalizzazione è stata risolutiva. Ma non dimentichiamo che digitalizzazione e didattica a distanza (Dad) non sono la stessa cosa. Registrare una lezione e caricarla su un portale anziché parlare davanti a una platea di studenti non può essere considerata “didattica a distanza”. D’altro lato, le imprese sono sempre più interessate all’istruzione superiore post diploma non universitaria, e questo costituisce un limite per l’offerta di lavoro italiana ma, di converso, una sfida anche per le università: la percentuale dei diplomati è del 62,2%, mentre la media europea è intorno al 78,7%. Gli iscritti all’Istruzione tecnica superiore (Its) sono meno di ventimila, contro i quat-

trocentomila della Francia e i più di un milione della Germania.

Mi viene in mente un’offerta di lavoro per Spotify, che lo scorso anno ha destato stupore perché non richiedeva la laurea tra i prerequisiti del candidato. Le aziende tecnologiche, della comunicazione e delle cosiddette “3F” del Made in Italy (food ( , fashion, forniture) stanno crescendo molto e sembrano ritenere non più indispensabile la laurea per assumere. Ma non fermiamoci alle apparenze: quando sono nati i primi computer c’era un detto famoso che diceva: “garbage “ in, garbage out”, t ovvero: “ci metti spazzatura, esce spazzatura”: la tecnologia senza un’idea non solo è cieca, ma rischia anche di essere pericolosa.

Come vede il futuro degli atenei italiani? Penso che l’internazionalizzazione sia destinata a crescere in raccordo con la mobilità. Se aumenta quest’ultima – che purtroppo in Italia è prevalentemente in uscita, ma che potrebbe aumentare anche in entrata – le università dovranno essere più polivalenti e più multitasking. g Sono aumentate molto le convenzioni e gli accordi bilaterali: a livello di corsi magistrali, alcune lauree offrono già la possibilità di effettuare periodi di studio all’estero, rendendo il titolo valido in più Paesi. Ci potrà essere un utilizzo più maturo e sistematico delle tecnologie della comunicazione a tutti i livelli, anche social. E, infine, ci sarà un aumento delle professioni di cura, non solo mediche, come conseguenza dell’emergenza sanitaria attuale.

Un messaggio, per concludere Si dice che chi lavora con le cosee ha bisogno di scuola secondaria, chi lavora con le personee deve avere una laurea, chi lavora con le ideee deve essere ancora più preparato. È una visione forse troppo schematica, ma ci aiuta a capire. Sono venute meno tante certezze, adesso è il momento di riadattare l’immagine del futuro.

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La Visita di accreditamento Anvur

L’autonomia dell’Università Cattolica? Non un privilegio ma una risorsa per l’AQ Intervista a due voci con i presidenti del Presidio della Qualità a e del Nucleo di Valutazione Michele Lenoci Giovanni Marseguerra

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ono entrambi al servizio del Sistema della Qualità dell’Università Cattolica. «Il Presidio della Qualità di Ateneo (PQA) è una struttura che sovraintende allo svolgimento delle procedure di Assicurazione della Qualità (AQ) a livello di Ateneo, nei corsi di studio e in facoltà e dipartimenti, in base agli indirizzi formulati dagli organi di governo, assicurando la gestione dei flussi informativi interni ed esterni e sostenendo l’azione delle strutture» spiega il professor Giovanni Marseguerraa (in alto a destra nella pagina accanto) che ne è presidente. «Per quanto attiene alla sua composizione e al suo funzionamento, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) prevede che il PQA sia istituito e organizzato in modo autonomo da ciascuna università e che la sua organizzazione e composizione siano proporzionate alla numerosità e alla complessità delle attività formative e di ricerca». Che cosa sia il Nucleo di Valutazione (NdV), emerge dalle parole del professor Michele Lenoci, (nella foto a lato) che ne è presidente. «È un organo incaricato di verificare e valutare la qualità e l’efficacia dell’offerta didattica dell’Ateneo, l’attività di ricerca, la corretta gestione delle strutture e del personale, l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa, agendo in coerenza con gli orientamenti stabiliti a livello internazionale, gli indirizzi di legge e i criteri definiti dall’Anvur. In termini di confronto, mentre il PQA attua le azioni di controllo e verifica (monitoraggio) dell’AQ, il NdV ne definisce la metodologia generale e valuta l’AQ complessiva dell’Ateneo. Valuta, inoltre, a rotazione, il funzionamento dei corsi di studio e delle facoltà, attraverso l’analisi dei risultati, ricorrendo, dove opportuno e necessario, alle audizioni».

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Quali sono i passi in avanti compiuti dal nostro Ateneo nella costruzione del sistema dell’Assicurazione della Qualità? Quali saranno i prossimi? (Lenoci) I maggiori progressi si sono verificati nel potenziamento della presenza degli studenti in alcuni organi (PQA e NdV); in una maggiore trasparenza e pubblicità per i cosiddetti “documenti di sistema” (Piano strategico, Politiche della qualità e Sistema di assicurazione della qualità, cui si aggiungono Linee guida e regolamenti vari); nel puntuale monitoraggio relativo all’attività didattica, di ricerca e terza missione, con il vantaggio di una maggiore efficacia. A questo dobbiamo aggiungere la particolare attenzione riservata alle valutazioni degli insegnamenti da parte degli studenti, rese note in forma disaggregata e non anonima, agli organi competenti e interessati. E, infine, la formazione a una didattica capace di utilizzare al meglio le nuove tecnologie informatiche e l’enfasi posta su un’abituale cultura della qualità. In futuro si dovrà mirare a una disseminazione capillare dell’attenzione alla qualità e a una formazione ad hoc, oltre che a programmare modalità per favorire didattica e ricerca, senza che siano frenate dall’impegnativa attività in direzione della qualità. Restano, inoltre, da studiare nuove forme di didattica in presenza, che facciano tesoro dell’esperienza maturata nel periodo Covid, e da perfezionare l’informazione e le iniziative sul tema dell’internazionalizzazione. (Marseguerra) Le procedure di assicurazione della qualità nella cornice del sistema “Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento” (AVA) hanno progressivamente aumentato, nel corso del tempo, la loro presenza in tutti gli ambiti di operatività dell’Ateneo, accrescendo anche la loro efficacia. La stessa condivisione di pratiche ispirate dalla cultura della valutazione e della qualità s’è diffusa all’interno della comunità accademica. Oltre ai risultati specifici menzionati dal professor Lenoci, ricordo, per quanto riguarda l’assicurazione della qualità della ricerca, la modifica statutaria


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(deliberata con Dr del 20.11.2017, pubblicato sulla Gu n. 2 del 3.1.2018) che ha introdotto una serie di cambiamenti funzionali alla definizione di responsabilità e ruoli, accrescendo anche nella ricerca e nella terza missione il ruolo delle facoltà. In definitiva, la normativa Ava, nelle sue varie successive versioni, continua ancora oggi a rappresentare un’opportunità fondamentale per accrescere la cultura dell’operare secondo un’ottica di qualità sostanziale. Un processo che richiede perseveranza e tempi lunghi, parimenti necessari per innervare di questo spirito l’attività di un’organizzazione complessa come un’istituzione universitaria. Il nostro Ateneo sta compiendo questo percorso con convinzione e i risultati, anche in termini di apprezzamento della nostra offerta formativa da parte degli studenti, sembrano davvero molto positivi.

Quali strategie si possono adottare per superare il pregiudizio secondo cui gli adempimenti richiesti dal sistema di Assicurazione della Qualità siano più un fardello burocratico che non un’opportunità per migliorare i processi della formazione, della ricerca e della terza missione? (Marseguerra) Dobbiamo operare con sempre maggiore efficacia per la promozione di una cultura della qualità sostanzialee e non solo formale. La rilevanza di un efficace sistema Ava è confermata dal fatto che le università e i centri di ricerca più competitivi in Europa e nel mondo operano in presenza di processi nazionali, consolidati e periodici, di valutazione complessiva. È difficile competere a livello europeo e internazionale senza uno stabile sistema di valutazione. Per questo, la normativa Ava, in continua evoluzione, rappresenta un fondamentale elemento di competitività che ci consente, in un confronto continuo con gli standard a livello internazionale, di promuovere il merito a livello aggregato e individuale.

L’autonomia riservata alle università non statali è una ricchezza o rischia di essere un limite per i processi di assicurazione della qualità? (Lenoci) La nostra autonomia non è di certo un privilegio ma il riconoscimento di una potenzialità creativa e innovativa. Non va interpretata come il pretesto per non applicare leggi valide per tutti gli altri atenei ma come l’occasione per inventare e attuare strutture e processi che, per vie diverse, conseguano obiettivi egualmente rigorosi

rispetto a quelli delle università statali. Con la specificità di percorsi più efficaci e di costi minori e con la forte tensione spirituale sorretta dalla partecipata e vissuta fede cristiana. La scelta meditata di mantenere le facoltà, aggiornandone struttura e finalità, nasce proprio dall’intento di concepire un’università dove la ricerca scientifica sia primariamente orientata a vivificare la didattica e la formazione degli studenti, in un costante e intenso dialogo, prezioso ed essenziale per entrambe.

Ci sono messaggi, priorità o evidenze da segnalare? (Marseguerra) È da più di un anno che l’operatività dell’Ateneo, e dell’intero sistema universitario nazionale e mondiale, è profondamente condizionata dall’emergenza del Covid-19. Anche per questo è sempre più importante proseguire nella promozione e attuazione di un efficace sistema di AQ che, con la definizione di obiettivi precisi, di azioni concrete e di verifiche puntuali, realizzi la politica della qualità attraverso progettazione, implementazione, monitoraggio e valutazione per il miglioramento dell’offerta formativa, della ricerca e della terza missione. In questa prospettiva, che va ben oltre gli adempimenti richiesti per la visita di accreditamento periodico, l’Università Cattolica continuerà, anche nei prossimi anni, a realizzare tutte le strategie e le iniziative necessarie per consolidare, in modo sempre più diffuso e radicato, una cultura della qualità sostanziale. (Lenoci) Sono stati fatti importanti passi avanti; va consolidata l’attività di formazione “culturale” sulla qualità e, considerato il momento attuale, sarà necessario trasformare la sfida digitale in un’occasione di riorganizzazione della didattica, in cui si possa rafforzare la centralità dello studente. Proprio in questi mesi l’attenzione alla qualità si è rivelata non un lusso superfluo, ma una necessità che mostra tutta la sua importanza nel favorire e incrementare processi virtuosi.

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La V La Visita iissiitta d dii a accreditamento ccccrre ed diita tame ment nto A nt An Anvur n nvvur

Dalla Dad ai quattro pilastri di #eCatt Come uscire migliori dalla crisi pandemica

È

una sfida vinta quella dell’Ateneo, nel pieno della grave crisi pandemica, che ha investito il mondo intero: riuscire a svolgere il proprio ruolo culturale, sociale e civile, nonostante le gravi limitazioni imposte dal lockdownn e, nello stesso tempo, porre le basi per una rinascita che sa fare tesoro delle innovazioni sperimentate.

Didattica a distanza. La garanzia dell’efficacia di un modello A partire dal primo giorno della sospensione della frequenza in presenza delle attività (24 febbraio 2020) l’Università Cattolica ha garantito, già a partire dal primo lockdown, il regolare percorso di studio a tutti gli iscritti delle sue facoltà. Al 30 maggio erano 1.877 i docenti ad aver realizzato un totale complessivo di 37.419 lezioni a distanza: 26.564 videolezioni registrate e caricate su Blackboard, d la piattaforma di Learning management system m d’Ateneo; 10.855 lezioni live trasmesse in diretta con studenti collegati in contemporanea e realizzate tramite Collaborate Ultra, a uno degli strumenti più innovativi di Bbb Dal 18 marzo al 23 giugno si sono regolarmente svolti 6.775 appelli d’esame. A partire dall’11 marzo e fino al 23 giugno si sono tenute regolarmente le operazioni di 525 commissioni di laurea. Sono stati 4.197 i docentii ad aver partecipato ai webinar sulle tecnologie didattiche.

Il progetto #eCatt e la nuova didattica aumentata digitalmente In attesa di tornare a vivere completamente le relazioni sociali in presenza, di ritrovare il valore

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dell’incontro tra docenti e studenti per costruire persone, conoscenza e competenza, l’Università Cattolica garantisce un modello di didattica che permette a tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea di partecipare alle attività didattiche anche da remoto, con lezioni in streamingg (le aule sono dotate della possibilità di trasmettere in diretta), videoregistrazioni, materiale didattico di supporto e una costante interazione con i docenti. Una didattica aumentata digitalmente ma non virtuale, e frutto di un’alleanza strategica di competenze tra iLab, il servizio di e-learningg della Cattolica, il Cremit, t il centro di ricerca sull’educazione ai media, all’innovazione e alla tecnologia, le facoltà. La didattica integrata è progettata secondo i migliori standardd scientifici, che si sono dimostrati efficaci nei mesi dell’emergenza e che l’Ateneo ha ulteriormente rafforzato per il futuro. Sono stati definiti quattro scenari di erogazione online, e che possono essere combinati per dare vita a corsi ricchi di contenuti, integrati e interattivi. Dual mode:: il docente è in aula con alcuni studenti in presenza e altri collegati da remoto. È possibile condividere slide, e applicazioni, scrivere su una lavagna condivisa e interagire con gli studenti collegati da remoto via audio e chat,t utilizzando una piattaforma di virtual classroom. In alternativa il docente può utilizzare una piattaforma di lecture capture, e che consente la cattura sincronizzata dello schermo o delle slide e un contatto via chat con gli studenti connessi da remoto. La lezione può essere registrata e pubblicata in Blackboard. Online interactive lecture: il docente tiene la sua lezione in un’aula attrezzata con pc oppure da casa mentre gli studenti seguono la lezione da


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remoto. L’utilizzo di una piattaforma di virtual classroom m garantisce la comunicazione audio e video in tempo reale, la possibilità di interagire via audio e video con gli studenti, la condivisione di contenuti, slide, e applicazioni, lavagna condivisa. In alternativa il docente può utilizzare una piattaforma di lecture capture, e che consente la cattura sincronizzata dello schermo o delle slide e un contatto via chat con gli studenti connessi da remoto. La lezione può essere registrata e pubblicata in Blackboard. Talking head: il docente registra in anticipo la lezione, da casa o in ateneo, e la pubblica nel suo corso Blackboardd per consentire agli studenti di visualizzarla e ascoltarla. La videolezione può contenere la ripresa video del docente e le slidee o altro materiale didattico realizzato a supporto della lezione. Voice over presentation: il docente realizza un contenuto audio, slide speakerate, e podcast, e li pubblica nel suo corso Blackboard, d in modo che gli studenti li possano visualizzare e ascoltare.

La comunicazione sull’emergenza e nel corso della pandemia L’Università Cattolica ha svolto anche un importante ruolo sociale e culturale, valorizzato dalla comunicazione. Informazioni, rassicurazioni, raccomandazioni, linee guida di tipo tecnico scientifico (tavole rotonde e talk show), comportamentale, medico e sanitario sono passate grazie alle tante interviste a docenti ed esperti dell’Ateneo attraverso eventi e interventi in modalità digitale. Sostegno scientifico, consulenzialità e contenimento delle ansie e delle paure sono stati al centro di iniziative pubbliche che, gestite da remoto, hanno potuto raggiungere un vasto pubblico attento e interessato, specie in tempi di lockdown. Nel 2020 i principali eventi divulgativi e di promozione dell’offerta formativa sono stati realizzati pressoché totalmente in digitale con format ad hoc. La concomitanza di lockdownn e Open Week lauree triennali ha fatto registrare picchi di visualizzazioni totali delle dirette sui social network d’Ateneo in corrispondenza delle iniziative di maggio, con 59 ore di streaming e 122mila e persone collegate. Lo stesso si registra a novembre, con l’Open Week lauree triennali invernale con 45 ore di diretta e 94mila visualizzazioni.

Anche i videoo hanno registrato un picco di visualizzazioni, più intense nel mese di marzo. Le 243.038 visualizzazioni totali corrispondono all’inizio della crisi da Covid-19 e al conseguente aumento di ricerca di informazioni sulle piattaforme digitali e di accesso ai servizi da remoto. In questo quadro si inseriscono le comunicazioni video con testimonianze di studenti e docenti. Una novità nel 2020 sono i podcastt che hanno registrato un’impennata nei mesi di: febbraio con 1.500 persone in ascolto, in relazione soprattutto alle interviste sul tema Covid; aprilee con 1.426 ascoltatori collegati principalmente per gli Open Week lauree magistrali;i ottobre con 1.364 ascolti riconducibili prevalentemente al commento all’Enciclica papale Fratelli tutti. Per quanto riguarda il sito web, b emergono alti valori di navigazione riferiti al «Portale» che restituiscono l’intensità con cui la popolazione universitaria, gli studenti iscritti in primis, ha monitorato per l’intero anno news, aggiornamenti e comunicazioni relative alla gestione dell’attività didattica da parte dell’Ateneo. Il valore più alto, il picco di settembre con n 5.370.585 accessi,, è giustificato dall’interesse verso le attività di ripresa e avvio delle lezioni. Anche i canali social @unicatt hanno registrato un aumento del consumo di notizie e di informazioni sull’attività accademica e sui servizi, in particolare nel mese di marzoo con 6.891 interazioni su Twitter, r 33.209 interazioni su LinkedIn, n 72.721 interazioni su Instagram. L’incremento su Facebook k è più evidente nel mese di maggioo con 296.899 interazioni riconducibili all’intensificarsi delle trasmissioni livee (Open Week e interviste agli esperti). Da gennaio a dicembre i follower dei canali social @unicatt sono cresciuti considerevolmente con il superamento di 130mila follower su Facebook, a fronte di un incremento di +7,14%, un delta positivo di +10,71% dei follower Linkedin, n un +48% dei follower Instagram. L’Università Cattolica ha affrontato la crisi pandemica con il ricorso agli strumenti più innovativi della didattica digitale, secondo i migliori standard scientifici, che si sono dimostrati efficaci nei mesi dell’emergenza e che l’Ateneo ha ulteriormente rafforzato pensando al dopo. Per continuare a essere una vera università, in cui presenza e distanza dialogano in modo virtuoso. E virtuale.

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La Visita di accreditamento Anvur

Gli studenti: bene la qualità, no alla burocratizzazione

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imprevedibile esplosione della pandemia ha messo a dura prova le attività di formazione. Ma l’uso delle piattaforme digitali e la loro integrazione con la didattica in presenza, oltre a essere state una necessità, vanno colte anche come opportunità con cui confrontarsi. È anche questo un modo per interrogarsi sul tema della qualità. Come propongono di fare anche gli studenti presenti negli organismi istituzionali che presidiano questo sistema. Michele Brusa, rappresentante del Presidio di Qualità d’Ateneo (PQA), e Stefano Bertini, studente e componente del Nucleo di Valutazione di Ateneo, nel considerare quei criteri di valutazione dell’Anvur, che in gergo sono chiamati “requisiti”, suggeriscono di allargare e alzare lo sguardo. A livello strutturale, i requisiti Anvur evidenziano la necessità di consolidare e documentare, talora in maniera molto formale, i processi di revisione e controllo delle attività e dei servizi. «Noi crediamo che sia ancora più necessario costruire dinamiche di collaborazione inter-accademiche, quotidiane e costruttive, fra le diverse componenti dell’Ateneo» spiegano i due studenti. «Siamo consapevoli, anche alla luce della nostra formazione, che, nelle strutture complesse come la nostra università, è necessario formalizzare i processi ma bisogna fare attenzione a non correre il rischio, sempre latente, di un’eccessiva burocratizzazione». Lo hanno ribadito anche nel corso di un seminario di studio dedicato al riesame generale della qualità, a cui hanno partecipato anche il rettore Franco Anelli e i presidenti del PQA Giovanni Marseguerra e del NdV Michele Lenoci. «La collaborazione che sperimentiamo con le altre componenti della comunità universitaria è significativa ma si può rafforzare il coinvolgimento, anche “informale”, degli studenti rispetto alle proposte che riguardano aspetti quotidiani: pensiamo,

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per esempio, alla sovrapposizione dei corsi, al carico di lavoro e all’organizzazione delle strutture. Sono cambiamenti che magari è più facile attuare parallelamente al processo di assicurazione della qualità, ma potrebbero garantire evoluzioni sostanziali anche rispetto ai requisiti che caratterizzano le valutazioni “anvuriane”. Proprio in tempi di pandemia – aggiungono Brusa e Bertini – vediamo i chiostri popolati di studenti e ci è ancora più evidente che la partecipazione alla vita universitaria da parte nostra non è dovuta a un formalismo ma a una convenienza originale, a una volontà di dialogo, confronto e relazione che è molto più “alta” e profonda rispetto alla sola necessità di individuare criticità e affrontarle». Della stessa idea e sulla stessa scia è il progetto di Caterina Tasca per migliorare, in qualità di rappresentante del consiglio di facoltà di Lettere e filosofia, la conoscenza dei processi di assicurazione della qualità da parte degli studenti. Il professor Carlo Galimberti ha, infatti, proposto ai rappresentanti del consiglio di facoltà, e ad alcuni altri rappresentanti in commissione paritetica e commissione di riesame, una serie di workshop denominati “Noi, informatori degli studenti”, per richiamare e rimarcare la centralità della rappresentanza studentesca anche nei processi di assicurazione della qualità. La percezione del buon funzionamento di un Ateneo da parte degli studenti, porta infatti a consolidare anche il prestigio dell’università e della sua proposta formativa. Sulla scorta di questi workshop sono state preparate “proposte informative” destinate a tutti gli studenti di un corso, realizzabili sia durante le lezioni (online o in presenza), sia attraverso l’uso dei social network: in entrambi i casi l’obiettivo è stato quello di spiegare che cosa è l’Anvur con un linguaggio fresco e semplice e perché è importante confrontarsi con i rappresen-


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tanti degli studenti per esporre le proprie istanze, tra dubbi, consigli e criticità. «In un momento in cui il rientro nelle sedi accademiche non è ancora certo e la centralità della persona deve essere tutto – conclude Caterina – la “qualità” dell’Ateneo è stretta-

mente connessa non solo alla funzionalità dei servizi e della didattica, ma alla capacità di insegnare uno sguardo più ampio e più vero, dal particolare all’universale, rispetto a tutta la realtà in cui ci troviamo a vivere». (Francesco Castagna)

Servire, voce del verbo ascoltare L’esperienza della fondazione Educatt

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on è sempre vero che il cliente ha sempre ragione. Ma sapere come percepisce prodotti e servizi rappresenta l’abc della sana organizzazione. Per questo Educatt, t l’Ente per il diritto allo studio dell’Università Cattolica, ha dato voce a chi ogni giorno, nei cinque campus dell’Ateneo, fruisce delle sue attività. Un questionario cui hanno risposto più di 2.000 studenti, con un grado di soddisfazione che, su una scala da uno a dieci, fa segnare una media ponderata di 6,32 a Brescia, 7,05 a Milano, 5,9 a Roma e 6,85 a Piacenza-Cremona. Tra i servizi più conosciuti, l’erogazione di agevolazioni economichee e il servizio di ristorazionee si affermano con percentuali che, sulla totalità dei rispondenti, oscillano tra il 70% e l’80%, mentre le soluzioni abitative sono conosciute da circa il 50% dei rispondenti delle sedi di Milano e Piacenza-Cremona, dal 77% delle sedi di Roma e dal 46% della sede di Brescia. Gianmarco Quarta, a rappresentante degli studenti nel Consiglio di amministrazione di Educatt, durante i suoi primi tre anni a Medicina ha vissuto in n collegio «un’esperienza che rifarei mille volte». Ma non c’è solo questo. «Le agevolazioni economiche sono tali e tante da permettere, a un numero di studenti senza pari in altri Atenei non statali, di accedere a borse di studio, alla mensa e alle attività sportive». Tra gli oggetti d’indagine del questionario non solo la conoscenza e la soddisfazione dei servizi, ma soprattutto la percezionee che gli studenti hanno avuto delle attività della Fondazione durante il periodo di emergenza sanitaria. Su una scala da uno a dieci, i rispondenti delle sedi di Milano, Brescia e Piacenza-Cremona hanno

ritenuto più che sufficiente sia l’offerta e la qualità dei servizi, sia la presenza di Educatt e la chiarezza delle informazioni fornite. «Il Consiglio di amministrazione di Educatt ha deliberato diverse agevolazioni per gli studenti, sia quelli che vivono nei collegi, con la riduzione del 50% della terza rata, sia quelli particolarmente colpiti dal Covid, con un fondo straordinario per il diritto allo studio di 120.000 euro» spiega un altro rappresentante degli studenti, Riccardo Perdichizzi. «In particolare, Educatt, in collaborazione con l’Università Cattolica, si è impegnata a garantire le migliori condizioni per accogliere gli studenti, prestando la massima attenzione a tutti gli aspetti della permanenza nelle strutture e in particolar modo alla salute e alla sicurezza dei suoi ospiti. Per queste ragioni è stato attivato un gruppo di monitoraggio e dei protocolli di sicurezza». Inoltre, sempre durante la pandemia, Educatt ha offerto anche una consulenza psicologica a distanza per comprendere e affrontare le problematiche personali e universitarie degli studenti. Alice Anceschi, che frequenta il secondo anno magistrale di Management per l’impresa nella sede milanese, fa notare la capacità di offrire servizi “cuciti addosso” agli studenti. «La Fondazione non solo si occupa delle borse di studio e dell’accoglienza degli studenti ma ha strutturato un “pacchetto” di servizi per accompagnarci in tutto il percorso universitario. Lo Student Work, k che impiega 50 studenti, che non potrebbero ricevere benefici economici, in un lavoro a tempo determinato in Cattolica, o il progetto di Casa Foglianii ne sono la prova più evidente».

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La Visita di accreditamento Anvur

Glossario della qualità Una selezione di voci per accogliere la sfida della valutazione ANVUR

L’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) sovraintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle Università e degli Enti di ricerca. Cura la valutazione esterna della qualità delle attività degli Atenei, anche attraverso le “Visite di accreditamento periodico” alle Università statali e non statali. VISITA DI ACCREDITAMENTO

Per le visite di Accreditamento periodico degli Atenei e dei Corsi di studio (Cds), l’Anvur nomina una Commissione di esperti per la valutazione (Cev) per ogni visita, individuando i componenti tra coloro che sono iscritti all’Albo degli esperti per la valutazione. Ogni Cev si compone di Esperti di sistema, Esperti disciplinari, ed Esperti studenti. Le Cev si organizzano in più sottogruppi (chiamati sottoCev), in modo da poter “visitare” più corsi di studio in una stessa giornata. La visita di Accreditamento periodico dell’Anvur è prevista in Università Cattolica dal 19 al 23 aprile 2021. Si articola in tre fasi: un esame a distanza sulla documentazione resa disponibile alla Cev, la vera e propria visita in loco (che a causa della pandemia si svolgerà in gran parte a distanza) e, infine, la stesura di una Relazione finale da parte della Cev. Con la vista di Accreditamento l’Anvur verifica la persistenza dei requisiti che hanno condotto all’Accreditamento iniziale e il possesso di ulteriori requisiti di qualità, efficienza ed efficacia delle attività svolte. SOTTOCEV

Gruppo di esperti composto da specialisti di specifiche materie disciplinari, coordinato da un Esperto di sistema, che ha il compito di esaminare e valutare i requisiti di qualità dei singoli corsi di studio soggetti a vista (in Università Cattolica saranno nove quelli “visitati”), tramite una serie di incontri con i coordinatori, i docenti, gli studenti, i laureati e gli stakeholder, non-

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ché attraverso un sopralluogo (in questo caso solo virtuale) alle strutture e ai servizi. LINEE STRATEGICHE E DOCUMENTI DI AQ

Sono i documenti di riferimento nei quali è formalizzata la visione complessiva della qualità e dei processi che mirano a garantire il miglioramento continuo della attività didattiche, di ricerca e terza missione. Comprendono i documenti Politiche della qualità e Sistema assicurazione della qualità. Completa il quadro della cosiddetta «documentazione di sistema» il Documento strategico di Ateneo. FACOLTÀ

In Università Cattolica è l’organo accademico di riferimento per quanto riguarda l’assicurazione della qualità, con funzioni di promozione e organizzazione delle attività di didattica e di ricerca (in gran parte delle università italiane, questi compiti sono invece attribuiti ai dipartimenti). Ogni facoltà è guidata dal preside e individua, al suo interno, i coordinatori di ciascun corso di studio (Cds). PRESIDIO DELLA QUALITÀ DI ATENEO

Sovraintende allo svolgimento delle procedure di Assicurazione della qualità a livello di Ateneo, nelle facoltà e nei Cds, in base agli indirizzi formulati dagli organi di governo. Il PQA assicura inoltre la gestione dei flussi informativi interni ed esterni e sostiene l’azione delle altre strutture coinvolte nelle diverse fasi del processo di AQ. NUCLEO DI VALUTAZIONE

È incaricato di verificare e valutare – coerentemente con gli orientamenti a livello internazionale, gli indirizzi di legge e i criteri definiti dall’Anvur – la qualità e l’efficacia dell’offerta didattica dell’Ateneo e l’attività di ricerca. Il NdV redige annualmente una Relazione contenente i risultati delle proprie attività di verifica e le eventuali proposte di miglioramento (cosiddette “Raccomandazioni”).


Per un salto di qualità. Università Cattolica 1921-2021

COMMISSIONE PARITETICA DOCENTI-STUDENTI

i ruoli e le responsabilità che attengono alla gestione del sistema di AQ del Cds.

È costituita a livello di facoltà e composta in egual misura da docenti e studenti. È incaricata di monitorare periodicamente l’offerta formativa e la qualità della didattica, nonché gli esiti dei questionari di valutazione degli insegnamenti compilati dagli studenti. È tenuta a redigere una Relazione annuale di facoltà articolata per corso di studio.

SCHEDA DI MONITORAGGIO ANNUALE

Modello predefinito dall’Anvur all’interno del quale vengono presentati gli indicatori sulle carriere degli studenti e ad altri indicatori quantitativi di monitoraggio, che i Cds devono commentare in maniera sintetica con cadenza annuale.

COMITATO DI INDIRIZZO / CONSULTA DELLE PARTI INTERESSATE

DA-AV, DOCUMENTO ANNUALE DI AUTOVALUTAZIONE DEL CORSO DI STUDIO

Organismo composto da esponenti del mondo del lavoro, della cultura e della ricerca, che può essere costituito in rappresentanza stabile degli stakeholderr di riferimento di uno o più Cds di una stessa facoltà.

Il DA-AV è un documento specifico del sistema AQ dell’Università Cattolica: consente ogni anno di individuare criticità dei Cds indicando interventi migliorativi e dando riscontro anche alle osservazioni delle Cpds.

RIESAME (Gruppo di)

DA-RT, DOCUMENTO DI FACOLTÀ PER LA RICERCA E LA TERZA MISSIONE

Il Gruppo di riesame è composto dal coordinatore del corso di studio, da alcuni docenti referenti del corso e prevede anche la partecipazione della componente studentesca. Il compito principale del Gruppo di riesame del corso di studio consiste nell’individuare i punti di forza e le aree di debolezza sulle quali intraprendere successive azioni di miglioramento. Oltre a redigere il Rapporto di riesame ciclico, il Gruppo di riesame effettua annualmente il commento agli indicatori contenuti nella Scheda di monitoraggio annuale (Sma), richiesto dall’Anvur e prepara il “Documento Annuale di Autovalutazione (DA-AV)” di corso di studio. RAPPORTO DI RIESAME CICLICO

Rapporto redatto secondo il modello predisposto dall’Anvur, contenente l’autovalutazione approfondita dell’andamento del Cds, con l’indicazione puntuale dei problemi e delle proposte di soluzione da realizzare nel ciclo successivo. È prodotto dal Gruppo di Riesame con periodicità non superiore a cinque anni e, comunque, sulla base di specifiche richieste dell’Anvur, del ministero o dell’Ateneo. SCHEDA UNICA ANNUALE DEI CORSI DI STUDIO

La Sua-Cds è il documento funzionale alla progettazione, alla realizzazione, alla gestione, all’autovalutazione e alla riprogettazione del Cds. Raccoglie le informazioni utili a rendere noti i profili in uscita, gli obiettivi della formazione, il percorso formativo, i risultati di apprendimento,

Il DA-RT è un documento è specifico dell’Università Cattolica e rappresenta lo strumento strategico di riferimento per la programmazione degli obiettivi, delle risorse e delle modalità di gestione delle attività di ricerca e delle iniziative di terza missione da parte delle facoltà. QUESTIONARI DI VALUTAZIONE O RILEVAZIONE OPINIONI STUDENTI

La Rilevazione delle opinioni degli studenti (Ros) è uno strumento fondamentale per assicurare la qualità dei Corsi di studio dell’Ateneo al fine di fornire alle facoltà, ai Gruppi di riesame, alle Commissioni paritetiche docenti studenti (Cpds) e agli organi di governo dell’Ateneo informazioni utili al miglioramento della didattica e al superamento di eventuali/potenziali criticità. Tutti gli studenti hanno la possibilità di rispondere al questionario di valutazione dei singoli insegnamenti a partire dalle ultime ore del corso (e devono comunque farlo prima dell’iscrizione all’esame). Il Nucleo di valutazione di Ateneo analizza i dati e redige annualmente una relazione che viene inviata all’Anvur e alla governance dell’Ateneo. I risultati, aggregati per facoltà/corso di studio sono disponibili sul minisito dei Cds sotto la voce dettagli del corso/valutazione e qualità della didattica. L’elaborazione e la diffusione dei questionari di valutazione degli insegnamenti viene attuata sulla base di Linee guida predisposte dal Presidio della Qualità di Ateneo.

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Lunedi 19 aprile Presentazione della Commissione di Esperti della valutazione e prime audizioni, per l’analisi degli aspetti di sistema relativi all’Ateneo nel suo complesso, con Rettore e rappresentanti degli organi accademici e direttivi (Senato, consiglio di amministrazione, Nucleo di valutazione e Presidio della qualità)

Mercoledì 21 aprile SottoCev A audizioni del corso di Giurisprudenza (Piacenza) – classe LMG/01 e della Facoltàà di Economia e Giurisprudenza (sugli aspetti della ricerca) SottoCev B audizioni del corso di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (Milano) L-36 SottoCev C audizioni del corso di Scienze della Formazione Primaria (Brescia) – classe LM-85bis

Venerdì 23 aprile Incontro conclusivo della Commissione di Esperti della valutazione con il Rettore e con i rappresentanti degli organi accademici e direttivi

Gli appuntamenti con la valutazione Martedì 20 aprile SottoCev A audizioni del corso di Statistical And Actuarial Sciences (Milano) – classe LM-83 SottoCev B audizioni del corso di Filologia moderna (Milano) – classe LM-14 e della Facoltàà di Lettere e filosofia (sugli aspetti della ricerca) SottoCev C audizioni del corso di Psicologia per le Organizzazioni: Risorse Umane, Marketing e Comunicazione (Milano) – classe LM-51

Giovedì 22 aprile SottoCev A audizioni del corso di Economia e Gestione Aziendale (Milano) – classe L-18 SottoCev B audizioni del corso di Lingue, Letterature e Culture Straniere (Milano) – classe LM-37 SottoCev C audizioni del corso di Medicina e Chirurgia (Roma) – classe LM-41