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Postillare Rivista di Debora Collotta Numero 47 - Settembre 2015 Le immagini presenti all’interno sono di dominio pubblico, qualsiasi diritto va ai corrispettivi proprietari. Gli articoli e gli argomenti trattati sono soltanto delle opinioni e dei consigli soggettivi. Vietata la vendita facebook.com/postillare

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La valle dei templi di Agrigento Giornate Europee del Patrimonio 2015 La settimana alfonsiana a Palermo ...e Musica, Libri e inter viste! 1


Postillare Rivista di Debora Collotta Grafica e impaginazione Alessio Di Cioccio Si ringraziano per gli altri articoli Caterina Tarantino, Fabiana Schisa, Fabio Merlo, SpazioCultura, Mariano Ciarletta, Valentina Ventrella, Nicol贸 Renna, Giulia Gombac, Alessandro Collotta, Federica Aller (Kikka), Simona Trentacoste, Rosalba Soresi, il blog raccontamidite8994.blogspot.it, Dott. Pietro Ganci, Giuseppe Catanzaro, Maria Laura Sunseri, Giuseppe Deiana, Gilda Serafini, Marco Guttadauro, Andre Dolfi.

invia il tuo articolo a Postillare@gmail.com sfoglia la rivista su www.postillare.it ascolta la web radio postillare.listen2myradio.com

Il dis e g n o d e l m e s e

Lorenza Glorioso e Maurizio Caruso Glorioso Art Creation


in questo numero La valle dei templi di Agrigento

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Viaggiatori senza memoria

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Giornate Europee del Patrimonio 2015

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Intervista a Denise Manno

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I racconti e i disegni dei prigionieri dell’Inquisizione a Palermo

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l dinoflagellati sono dotati di occhi

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Il mondo delle piante

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Libri - “Non è un vento amico” di Vincenzo Zonno

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Fumetto -The Resurrection of Darkness

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La settimana alfonsiana a Palermo

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Mis adaptaciones literarias favoritas

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La Storia Di Rosalba - La Psiconcologia e La Voglia di Rinascere 18 Farmaci “generici” e “originali”

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I cinque oggetti indispensabili per noi donne!

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Di postilla in postilla..per 46 numeri e oltre!

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Il Vangelo

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La foto del mese

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La bacheca

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Rubrica viaggi | di Debora Collotta

La valle dei templi di Agrigento Se avete voglia di fare un viaggio indietro nel tempo potreste recarvi ad Agrigento, in particolare alla maestosa valle dei templi, l’area archeologica corrispondente all’antica Akragas. Dal 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Si tratta di 1300 ettari di affascinanti reperti storici. Ben dieci templi in ordine dorico (Tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, Tempio di Ercole, Tempio di Zeus Olimpio, Tempio dei Dioscuri , Tempio di Vulcano, Tempio di Atena, Tempio di Asclepio, Tempio di Demetra e Tempio di Iside), tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; paleocristiana; Acrosoli); opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l'Agorà e superiore; un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.

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L’entrata costa 10 euro, prezzo ridotto 5 ( per i minori di 25 anni e per gli studenti). sarà a richiesta contattata una guida al prezzo di 10 euro a persona ( eventualmente potrete fare il giro o da soli leggendo i tabelloni oppure al costo di 5 euro scaricare un’applicazione sul vostro telefono cellulare). Inoltre per risparmiare un poco di tempo e di energie sarà possibile contattare un taxi dal parcheggio che vi porterà all’entrata più lontana ( al costo di 3 euro a persona) per poi effettuare la visita a piedi verso la porta che vi consentirà di raggiungere la vostra macchina senza tornare indietro ( il parcheggio è di 3 euro per tutto il giorno). Vi consiglio di portare delle scarpe comode, una bottiglia d’acqua, della crema solare ( soprattutto in estate) e naturalmente una macchina fotografica! 4


Musica | di Antonio Lapunzina

Viaggiatori senza memoria Primo singolo del cantautore siciliano Antonio Lapunzina che anticipa l'uscita del primo album discografico. Prodotto da Stefano Florio con l'etichetta Buenaonda. In “Viaggiatori senza memoria” ho cercato di mettere in musica la realtà che ci circonda... per svegliare le nostre coscienze addormentate e aprirci all'alba di una nuova umanità. Oggi ci vorrebbe un'autocomprensione etica, sociale ed esistenziale, comprendere se stessi per comprendere l'altro per ricordare chi siamo e chi siamo stati!!! La canzone è un invito a non essere spettatori e comparse anonime ma attori protagonisti e artefici barattati sempre più confezionati; un paradiso artidel proprio destino. ficiale dentro un centro commerciale.” Fabrizio De Andrè, ma anche il primo Lucio Dalla, “Guardate che fine ha fatto la nostra povera cul- o il Francesco Guccini di Dio è Morto, la necessità tura, siamo tutti laureati e poi disoccupati con sogni di raccontare la cronaca e di assumersi la responsabilità di una forte critica nei confronti dell’immobilismo, del qualunquismo di chi senza memoria rimane spettatore. Parole dure quelle di Antonio Lapunzina, cantautore siciliano collezionista di vinili nonché insegnante precario che vive in prima persona i problemi del quotidiano, così ci racconta la sua scelta di mettere in canzone i suoi pensieri: “Considero la musica un mezzo di comunicazione fondamentale in una società liquida in cui è sempre più difficile guardarsi negli occhi e condividere delle idee. Dal mio primo lavoro discografico mi aspetto passione e verità, un connubio tra cuore e mente per tenere viva quell’esigenza di raccontare al mondo anche ciò che spesso si vuole nascondere sotto il tappeto dell’indifferenza.” h t t p s : / / w w w. y o u t u b e . c o m / w a t c h ? v = 78yO8b6gEE

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Lo sapevi che…

Lo sapevate da cosa deriva il nome dello sport golf? In Scozia, inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono "Gentlemen Only Ladies Forbidden" da cui, più semplicemente, G.O.L.F. 5


Eventi

Giornate Europee del Patrimonio 2015 Tutti i nostri eventi - 19 e 20 settembre Cari amici, appassionati e curiosi, ormai è arrivato settembre e tutto ricomincia: cogliamo l'occasione per presentarvi le ultime grandi novità durante le Giornate Europee del patrimonio del 19 e 20 settembre. Abbiamo un fitto programma di iniziative.. ma andiamo con ordine. SABATO 19 SETTEMBRE Ore 10:30. Tour consueto di Alba Sotterranea (come ogni terzo sabato del mese) Ore 15:00 - 18:30, presso il Museo Eusebio: NUOVI ITINERARI DIDATTICI 2015/2016. Pomeriggio di incontro, presentazione del nuovo catalogo dell'offerta, discussioni e visite guidate dedicate (l'attività è riservata ai docenti) Ore 18:00. Visita guidata d'apertura al nuovo allestimento del Complesso delle Antiche Mura (inaugurazione istituzionale al mattino a cura del Comune di Alba).

DOMENICA 20 SETTEMBRE Dalle 15:30, presso il Museo Eusebio, I segni della vita. Seconda giornata di antropologia fisica (con apertura straordinaria dei depositi sotterranei del museo civico) Ecco tutti gli approfondimenti: NUOVI PERCORSI DIDATTICI 2015/2016 Incontro/confronto coi docenti, presentazione del nuovo catalogo dell'offerta didattica e visite guidate dedicate Sabato 19 settembre dalle ore 15 alle 18:30. Presso il museo Eusebio L’incontro è anche l’occasione per annunciare le modalità dello sconto del 20% sulla attività didattica per gli istituti scolastici in regime di convenzione e spiegarne le modalità di erogazione. Ore 15:00 presentazione del nuovo catalogo dell’offerta didattica per l’a.s. 2015/2016 (clicca qui per visualizzare la versione stampabile) e del progetto NUOVI PERCORSI DENTRO E FUORI IL MUSEO, vincitore del bando VALORIZZAZIONE 2015 sezione GIACIMENTI CULTURALI, promosso dalla Fondazione CRC. Ore 15:45 visita guidata gratuita riservata alla mostra Sulla tavola degli albesi 3000 anni e presentazione dell’offerta didattica dedicata. Ore 16.30 visita guidata gratuita riservata a docenti (e ai giornalisti interessati) al nuovo allestimento museale del Complesso delle Antiche Mura. Ore 18.00 Saluti con rinfresco finale e momento di progettazione partecipata delle attività per le scuole. IL COMPLESSO DELLE ANTICHE MURA IN ANTEPRIMA Visita inaugurale al nuovo allestimento Sabato 19 settembre ore 18,00 (ritrovo presso il Museo Eusebio qualche minuto prima) Il nuovo allestimento del Complesso delle Antiche Mura" (la tappa 22 del percorso archeologico citatdino) permette di fare un suggestivo salto nel passato di Alba Pompeia La fiera popolazione dei Ligures, che si opposero lungamente all'esercito romano, il busto ridipinto di Publio Elvio Pertinace, imperatore romano che nacque proprio ad Alba, le raffigurazioni a grandezza naturale dei Summi Viri, gli uomini illustri che guidarono la conquista e la successiva romanizza-

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zione del territorio...tutto raccontato all'interno di un nuovo allestimento che rende ancora più affascinante questo sito archeologico, già notevole per gli ambienti di epoca romana conservati per intero in elevato. Interessantissimo è il lavoro di colorazione della copia in gesso del busto di Pertinace che segue i canoni artistici dell'epoca. La statuaria antica, come è noto, era dipinta e la vivacità dei colori viene ripresa anche nella galleria dei personaggi illustri creando un effetto cromatico che colpisce il visitatore per la sua forza e la sua esuberanza, risaltando i dettagli significativi.

I SEGNI DELLA VITA Giornata di antropologia fisica Domenica 20 settembre a partire dalle ore 15,30 Una giornata dedicata a conoscere gli "scheletri nascosti " nei magazzini del Civico Museo Eusebio! La sezione di antropologia fisica apre infatti le sue porte in via del tutto eccezionale domenica 20 settembre a partire dalle ore 15,30: un'occasione unica per osservare da vicino i resti ossei di oltre 300 sepolture del passato. ALBA SOTTERRANEA Il passato è sotto i tuoi piedi! Domenica 13 settembre a partire dalle ore 15:00 Sabato 19 settembre alle ore 10:30 Domenica 27 settembre a partire dalle ore 10:00 e dalle 14.00 Viaggio al centro della città alla scoperta dei tesori nascosti nel ventre di Alba...la grandezza del passato di Alba raccontata da un archeologo professionista! Tieni d'occhio questa pagina http://ambientecultura.it/eventi-itinerari/

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Intervista a | di Debora Collotta

Conosciamo Denise Manno Mi pare di aver capito che già dall’età di 5 o 6 anni manifestassi il desiderio di cantare. Come hai capito di amare la musica? Cosa provavi? Prima di tutto, ti ringrazio per il pensiero e per l'opportunita che mi stai dando! :) Beh, ogni volta che cantavo nella mia stanzetta, capivo che il canto era l'unica cosa che mi facesse provare emozioni bellissime...Mi lasciavo trasportare cosi tanto dalla musica, che mi venivano i brividi in tutto il corpo!! I tuoi familiari ti hanno incoraggiata nei tuoi studi? All'inizio no!!Mi dicevano di lasciar perdere..Pensavano che per me era solo un passatempo , e che qualche anno dopo avrei cambiato idea! Quale è stata la prima occasione che ti è stata offerta per esibirti? Un concorso canoro organizzato a Palermo, nella mia città..Ero felicissima e terrorizzata allo stesso tempo!! La cosa che più mi fa ridere è che mi iscrissi al concorso all'insaputa dei miei genitori..E qualche giorno dopo, mi videro in tv...Solo all'ora si resero conto che avevo del talento ..e adesso sono qui :) Chi sono i tuoi modelli? Adele E Whitney Houston Scrivi anche delle canzoni tue? Uscirà presto il mio primo inedito :) ..Comunque si, Come ti vedi tra 5 anni? qualcosa la scrivo..Anche se ancora ho tanto da im- Spero con un buon lavoro.. Magari una cantante parare, ma per fortuna, ho accanto delle persone famosa!!è sempre stato il mio sogno! che mi danno una mano.. Quali sono state fino ad ora le maggiori soddisfazioni in questo ambito? Cosa ti piace più cantare? La vittoria di un concorso canoro regionale, e tutta Il genere Soul e pop..Mi piace molto variare, da la gente che mi segue e che apprezza la mia voce Mina a Whitney Houston..Da Jessie J a Sam Smith.. Alla fine di ogni intervista faccio sempre Quando e dove ti piace canticchiare? una domanda. Chiedo un segreto in escluQuando, sempre! Dove, dipende..Canticchio sotto siva, qualcosa che non hai mai detto e che la doccia, in giro per casa, a scuola, a letto, per oggi confidi a tutti! Un sogno, un obiettivo, strada, sul motorino, mentre mangio...AHAHHAHA una paura… Non ti scoraggiare, e non stare ad ascoltare nessuno..Se tu sei e sai di essere davvero brava, allora lanciati e fai vedere a tutti cosa sei capace di fare!! Non avere paura..Se non sei portata a fare quello che vorresti, lo capirai TU DA SOLA..Ma non ti fermare senza aver mai iniziato! Un saluto per i lettori di Postillare. Ciaone belli..e grazie ancora! <3 8


Cinema

Inside Out

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di Laura Leonardi

Gli occhi della voce! Oggi non possiamo assolutamente negare che l’avvento di Internet e delle “sempre più nuove” tecnologie, abbiano radicalmente trasformato il modo in cui l’ambiente comunica e si rivela a chi, grazie ad un semplice “click,” vuole accedere a informazioni sempre più attraenti e loquaci. In ambito culturale, la tecnologia e Internet possono contribuire al successo dell’azione educativa raggiungendo sia un pubblico più vasto e generico che gli specialisti del settore. Possono inoltre dare spazio e corpo, seppur virtuale, ad un inestimabile patrimonio che spesso viene dimenticato in polverosi scantinati o che per cause naturali, di incuria o di moda, oggi versa in stato di degrado o è andato perduto per sempre. Si diffondono presso il pubblico di massa, concetti quali “multimedialità” e “collegamento ad Internet” ponendo l’informatica e le tecnologie sviluppate, al centro dell’organizzazione e realizzazione di sistemi che trattano le “informazioni”. Tuttavia oggi il termine “multimedialità” risulta essere piuttosto riduttivo, in quanto le tecnologie diffuse sono diventate così flessibili, caratterizzate cioè da un’alta velocità di aggiornamento, che è stata sviluppata l’idea di “navigazione ipermediale”. L’ipermedialità utilizza più media contemporaneamente e li integra in un unico oggetto esplicativo e comunicativo composto da testi, immagini, suoni, filmati, animazioni, ecc. La navigazione ipermediale offre una totale libertà di apprendimento. L’utente può selezionare con facilità le informazioni alle quali desidera accedere, può approfondirle in modi differenti e ignorarne altre. La popolazione degli utenti è molto variegata e si differenzia per età, livello di istruzione, interessi, e le informazioni possono essere aggiornate e personalizzate per ogni tipo di apprendimento. Si diffonde così l’idea che i libri con caratteristiche interattive possano funzionare meglio e catturare meglio l’attenzione degli utenti. Vi è tuttavia il vincolo tecnologico: per accedere a tutto ciò occorre possedere degli strumenti informatici adeguati. Nell’Era degli “schermi portatili”, allora, nasce il formato ePub il quale si adatta, come un liquido si adatta al suo contenitore, a qualsiasi dispositivo e interagisce con il lettore simulando le pagine di un libro cartaceo. L’informazione non è più legata al foglio di carta ma è diffusa dai nuovi strumenti di comunicazione 10

di massa che rendono la conoscenza intuitiva e interattiva. In Italia tutto ciò è ancora poco diffuso mentre nel resto del mondo, l’approccio al digitale in molteplici campi applicativi, ottiene sempre più grandi consensi. È una realtà alla portata di tutti e semplice da utilizzare, occorre solo avere i mezzi giusti (tablet e smartphone) e un buon e-reader, cioè un programma adatto a leggere i formati ePub. Il mondo degli e-book è ancora molto giovane e non è sempre semplice riuscire a trovare l’e-reader giusto; alcuni di essi sono capaci di leggere soltanto contenuti testuali e non permettono quindi la visualizzazione di eventuali files multimediali (musica, video ecc.) proposti all’interno della lettura. Per chi possiede un iPad o un iPhone basta scaricare gratuitamente iBooks e non vi sarà alcun problema nella visualizzazione dei contenuti. Per tutti gli altri dispositivi tablet e smartphone il più comune e-reader è Calibre, ma vi sono anche dei plug-in per browser internet (Readium per Google Chrome è un valido esempio) che possono essere installati gratuitamente e permettono di consultare in automatico l’e-book che desideriamo. Sulle ali dell’innovazione ho deciso di sviluppare un nuovo modo di osservare i segni del passato. Ho realizzato l’ e-book NEGA – I racconti e i disegni della Santa Inquisizione a Palermo. Si tratta di e-book storico- fantasy nel quale arte, storia, poesia, immagini e suoni si incontrano per


raccontare un viaggio suggestivo e affascinante fra le terribili mura di uno degli edifici più importanti di Palermo e della Sicilia. Palazzo Chiaramonte, conosciuto anche come Steri, fu edificato dalla potente famiglia Chiaramonte agli inizi del XIV secolo. Nel 1605 fu concesso al Tribunale dell’Inquisizione che fece costruire una nuova struttura interna per contenere le carceri e una sala delle torture. Nelle carceri dello Steri finivano non soltanto le persone accusate di eresia ma anche chi commetteva reato di bigamia, di magia, per omosessualità, per bestemmia. Era molto facile finire nelle buie celle dello Steri, bastava una denuncia anonima e si procedeva con l’arresto! Dai pochi documenti ritrovati in Spagna sappiamo che il Sant’Uffizio in Sicilia inquisì circa 8.000 persone di cui 588 finirono al rogo e il resto di loro fu condannato a terribili pene corporali. L’attività della Santa Inquisizione termina con l’arrivo dei Borbone il 12 marzo 1782. Le carceri furono aperte e furono distrutte tutte le prove delle torture e incendiati pubblicamente tutti i documenti relativi all’inquisizione. Lo Steri divenne sede di uffici giudiziari e poi sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Le urla dei prigionieri rimasero così inascoltate per secoli fino al 1906 quando furono riportate alla luce per caso, durante un intervento di restauro, dallo storico Giuseppe Pitrè. Si tratta di una documentazione storica di grande valore e forza che torna a far sentire la sua verità attraverso la narrazione di sette storie accompagnate da immagini, descrizioni, approfondimenti e audio per dar voce a disegni e scritte dolorose. Un viaggio unico e indimenticabile dentro un edificio maestoso e terribile.

più nulla. Non udivo alcun suono se non quello del suo cranio che si infrangeva sotto le mie mani! Ho ucciso il mio inquisitore, monsignor Juan Lopez de Cisneros mentre stavo subendo, ancora una volta, la tortura della corda.” Tratto dal Capitolo “Il piccolo schiavo: Francesco Mannarino”

Un estratto: Tratto dal Capitolo “L’assassino eretico: Fra Diego La Matina” “Ebbene si, ho ucciso. Ho ucciso per rabbia, quella rabbia assoluta e disperata che ha sete di giustizia. Quella rabbia incontrollata che ha il sapore salato del sangue. Come un veleno caldo che ti scorre nelle vene e ti spinge a superare la fatica del digiuno, il dolore delle catene, le molestie delle numerose condanne al remo, le accuse insensate, le torture senza pietà né risentimento! Non ho sentito Fotografie di Per-Erik Skramstad 11


di Redazione Biopills

l dinoflagellati sono dotati di occhi Un’equipe di ricercatori canadesi, guidata da Gregory Canavelis, dell’università della Bristh Columbia ha effettuato una scoperta davvero sensazionale: I dinoflagellati sono dotati di occhi. Questa complessa struttura è dotata di cornea, iride e retina sviluppatesi da un lungo processo di integrazione di altri organismi. “Si tratta della struttura più complessa mai evolutasi in organismi unicellulari“, spiega Gavelis. “Si chiama ocelloide, ed è un insieme di organuli subcellulari, che nel complesso, ricordano molto il com-

plesso di lente, cornea, iride e retina degli occhi multicellulari degli animali più complessi“. Le somiglianze con gli occhi degli animali complessi, quali l’uomo, sono un esempio assoluto di evoluzione convergente. Lo studio è stato effettuato su una famiglia di dinoflagellati, i Warnowiaceae, che rappresentano la maggior parte del fitoplancton presente in acque marine e dolci.

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Lo sapevi che…

Lo sapevate che nell'antica Inghilterra non si poteva fare sesso senza l'autorizzazione del Re (erano esclusi i membri – notare il termine molto opportuno – della casa reale)? Quando si desiderava avere un bambino si doveva chiedere il consenso del Re che consegnava agli interessati un cartellone da affiggere alla porta di casa durante la pratica del sesso. Sul cartellone era scritto: "F.U.C.K." (Fornication Under Consent of the King). 12


Il mondo delle piante| di Debora Collotta

Il Cardo Benedetto Detta anche Cardo Santo è una pianta erbacea annuale con spine acute sulle foglie caratterizzate da nervature bianche su fondo verde pallido. È presente principalmente nelle regioni mediterranee, soprattutto sul versante tirrenico e nella stagione estiva. La pianta contiene la cnicina un sequiterpene lattonico germacranolidico con potente azione antiinfiammatoria, non priva però di tossicitá! Gli impieghi del Cardo Benedetto riguardano la sua proprietà di secrezione gastrica e salivare, con utilizzazione come amaro-tonico. Si ascrivono inoltre proprietà antireumatiche,digestive,febbrifughe ed antibatteriche. Un discorso a parte merita l’attivitá diuretica, ben presente nella medicina popolare, cioè gli infusi e i decotti che tra gli effetti collaterali comprendono allergie ed il manifestarsi di bruciori all’esofago e di vomito in caso di dosaggio eccessivo.

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Recensione | di Annamaria Ferrara

“Non è un vento amico” di Vincenzo Zonno “Non è un vento amico” è il romanzo del giovane scrittore Vincenzo Zonno. La storia, ambientata in Russia nella seconda metà del 1800, ha una scenografia naturale e architettonica maestosa e cupa, misteriosa ed ipnotizzante, tra gelidi venti e fari vedette di terre del Nord. Nella San Pietroburgo dalle strade grigie e cupe, città che non ha mai pace come Londra, Parigi, Roma, Mosca, e che si regge sugli “scheletri”. A Koszalin, cittadina sul mar Baltico, con la mastodontica – e suggestivamente medioevale – fortezza messa a guardia del mare come se potesse fermare il vento gelido con le sue mura. Tra le foreste siberiane, nemiche perchè luoghi di detenzione per i nemici dello Stato, ma luoghi in cui gli uomini si accolgono e si sostengono per vincere la lotta contro la natura. Sui grossi e pacifici fiumi come la Neva che nella loro pancia fanno scorrere merci, uomini, storie e vita. Nelle grotte boschive, antri di riparo per segreti inimagginabili. poi si “fonde” con quella di Lidija, una meravigliosa creatura tanto assillata dal peccato e dalla sua I fatti si snodano in un fluire spontaneo che scioglie espiazione quanto capace di vivere in afflati di istinsegreti in modo molto lineare e godibile. tualità pura il suo corpo di donna. Il protagonista, Georges, è inviato a Koszalin in qualità di console per subentrare al suo predeces- L’ambientazione della storia nella Russia di fine Otsore morto in circostanze più che misteriose. La sua tocento appesantita dal mantello nero dell’ortodosvita di militare in carriera, prestante, beneamato sia sembra, all’inizio della lettura, un po’ sui dalle nobili mogli russe, si incrocia con le storie di generis. Poi, tra angeli della morte e terre siberiane personaggi dalla vita non semplice e segnata dal da conquistare, appare chiara la scelta: la lotta indolore; in particolare la sua anima si “scontra” e terna russa di quel momento storico di illuminati uomini guida che vogliono il progresso e vogliono aprirsi a nuovi territori contro gli interessi conservatori della nobiltà che usa gli strumenti oscuri e medioevali dell’ortodossia, è uno strumento/metafora. È il “luogo” ideale per raccontare l’eterna tensione di alcuni uomini “liberi” verso il progresso inteso come crescita di sé stessi alla ricerca di nuove terre dell’anima che può aprirsi senza rimanere asfissiata in ruoli precostituiti dalla società. È il “luogo” ideale per raccontare dell’amore vero che ama senza giudicare e per questo senza condannare, accogliendo in un abbraccio nudo. Questa lotta della libertà degli uomini verso il progresso, questa crescita ostacolata da coloro che, mediocri, hanno paura del nuovo, è concentrata in un dettaglio molto significativo: la spiga di grano, dalla mitologia greca in poi intesa come simbolo di vita e prosperità, diventa nel romanzo simbolo e strumento di morte utilizzato da chi blocca la crescita e la vita libera. 14


La scrittura, asciutta ed essenziale, sembra una macchina fotografica in bianco e nero che delinea in nitidi contorni luoghi, figure, uomini e donne, animali, lasciando al lettore la possibilità di immaginare i colori che più trova adatti ai propri occhi. Solo accennata, invece, la psicologia dei personaggi: al lettore rimane il desiderio di parlare con Georges, Lidija, padre Evlogij, il conte Bielinski per conoscerne un po’ più gli animi e non essere solo spettatore della loro storia. Si resta quasi sulla soglia senza avere la possibilità di entrare in empatia con uno o l’altro degli attori di questa storia. Fa eccezione la piccola lince dei boschi, Kisat, che invece è perfettamente delineata e al fianco della quale si corre a perdifiato tra i rami intricati dei boschi e della vita, sempre trovando la strada giusta.

Si corre fino a volerla seguire, nelle ultime pagine del libro, quando il suo istinto e la realtà tornarono e “si voltò e scomparve nella foresta”. Forse Kisat incarna il pregio di questo libro: le emozioni che si possono leggere tra le sue righe non sono quelle esplicite, quelle raccontate, ma quelle che vivono se si lascia libero l’istinto e si immaginano situazioni simili sotto la propria pelle, nella semplicità delle foreste con regole limpide, che non devono essere spiegate. Un buon risultato, dunque, per questo strano, “comunicativo” scrittore dalle pulite ed essenziali parole che sfida noi lettori a cercare il nostro personale senso nella storia, lasciandoci il ricordo di un gradito ospite con il quale abbiamo dialogato in modo piacevole.

Fumetto | di Shyra Clode e Matteo Bianchi

The Resurrection of Darkness

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Musica | di Lavinia Alberti

La settimana alfonsiana a Palermo Dal 19 al 27 Settembre a Palermo si svolgerà la “Settimana Alfonsiana”, giunta quest’anno alla XXI edizione.L’evento di cui la Run (Rete Universitaria Nazionale) di Palermo è da anni promotrice, quest’anno si svolgerà attorno al tema:Mentr’erano a mensa Gesù disse: “Uno di voi mi tradirà. Uno che mangia con me”. Gli dicevano uno dopo l’altro: “Sono forse io?”. (Marco 14, 18-19). Proprio a partire dal significato - attuale e storico - di tale espressione evangelica, si confronteranno studiosi, teologi, sacerdoti, magistrati, giornalisti, registi, scrittori e docenti universitari. Questi otto giorni, organizzati dai Padri Redentoristi diPalermoe dalla rivista culturale “Segno” in onore di Sant’Alfonso dei Liguori, si prefigurano molto intensi e ricchidi confronti, i cui temi saranno riletti in chiave laica. Si tratta dunque di un evento unico nel suo genere, non solo per la natura dei dibattiti, ma anche per le personalità presenti, per l’occasione provenienti come già detto dal mondo giuridico, economico, teologico e dello spettacolo; a rendere questi giorni ancora più interessanti e coinvolgenti saranno inoltre i diversi musicisti che si esibiranno, molti dei quali noti in tutta Italia e non solo. La sede principale dove avverranno le discussioni culturali sarà in via Badia 52, con ulteriori appendici al Conservatorio V. Bellini in via Squarcialupo e all’Oratorio di Santa Cita in via Valverde. Il giorno d’apertura nella Sala Scarlatti del Conservatorio V. Bellinisi esibirà sotto la direzione del Maestro Giuseppe Palma la Balarm Sax Orchestra (ore 21); il giorno seguente saranno presenti invece i Padri Redentoristi che apriranno il dibattito teologico e, sempre alle ore 21, si esibiranno Gli Archi Ensemble. Lunedì 21 (ore 17), invece, sarà la volta di Nino Fasullo (direttore della rivista “Segno”), Salvatore Ferlita (Università Kore di Enna), Serafino Fiore (superiore provinciale dei “Redentoristi”), Ro-

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berto Lagalla(rettore dell’Università di Palermo), Leoluca Orlando (sindaco di Palermo) e Gianni Vattimo(Università di Torino), che proporranno degli interessanti spunti di riflessione a partire dal passo della Bibbia sopra citato. Nel pomeriggio di martedì 22 la sede di via Badia avrà l’onore di accogliere Giancarlo Gaeta (Università di Firenze), Simona Forti (Università di Torino) e Gianfranco Perriera, regista noto soprattutto nell’ambiente teatrale e cinematografico palermitano. Il giorno seguente invece saranno presentiGuido Corso (Università di Roma), il giornalista e scrittore Raniero La Valle e Paolo Ricca (Facoltà teologica valdese di Roma). Nei giorni centrali dell’evento non mancheranno musiche appartenenti al repertorio colto: verranno eseguite l’OvertureI e IIdella Carmen di Bizet,il Bolero di Ravel, e le musiche di Patrick di Geiss.; dell'omonimo film Pirati dei Caraibi verrà inoltreeseguita la colonna sonora. Sempre nello stesso giorno è previsto un arrangiamento fatto da Giovanni Di Giandomenico del celebre "Tu scendi dalle stelle" in originale lingua napoletana scritta da S.Alfonso;questa performance vedrà coinvolto per l'esecuzione il soprano Federica Maggi con un accompagnamento al pianoforte del sopracitato Di Giandomenico. Giovedì 24 si uniranno al dibattito Marcello Flores(Università di Siena), Giorgio Jossa(Università di Napoli) e Maria Concetta Sala, docente e filosofa; il pomeriggio seguente, interverranno invece Massimo Cacciari (Università San Raffaele di Milano), Rita Fulco (Università di Messina) eGiuseppe Pignatone(Procuratore Capo della Repubblica di Roma). Il penultimo giorno interverrà anche Romano Prodi sul tema “La politica mondiale e il Mediterraneo”. Nel giorno che chiude la Settimana, alle ore 21, si esibirà l’Orchestra Alfonsiana, composta da soli sassofoni,dal sopranino al basso. Nata e ideata dal


MaestroPalma, docente di sax presso lo stesso Conservatorio Bellini, l'orchestra è composta da allievi ed ex allievi di sax e comprende anche quattro percussionisti. Tra i repertori sarà eseguito ancheil Concerto vivaldianoOp.3 n.8 a due violini, eseguito dai due sassofonisti Ignazio Calderone e Nicola Mogavero.

Nell’insieme questi giorni non potranno che essere di grande stimolo culturale. Si tratta infatti di un evento che ogni anno fornisce degli spunti e degli stimoli sempre nuovi, non solo sul piano teologico e sociale, ma anche su quello musicale.

Rubrica straniera | di Purificación De Castro Martínez

Mis adaptaciones literarias favoritas ¿Corres hacia tu ordenador para encontrar el libro en el que se basó la película (o serie) que acabas de ver? Reconozco que lo hago ¿y por qué? simplemente... por el placer de leer ¡ no creo que exista mejor excusa que esa ! Una de mis novelas favoritas es , sin lugar a dudas, "Rebeca" de la escritora británica Daphne Du Maurier , es la tercera novela de dicha autora y fue publicada en 1938. ¿ Y quién fue el que la llevó a la gran pantalla? El mago del suspense ¿quién si no? no podría ser otro, el que fue y será siempre uno de los grandes directores de toda la historia del cine, Alfred Hitchcock. La dirigió en 1940 y fue su primera película rodada en Estados Unidos. Obtuvo 11 nominaciones a los Oscars , aunque sólo ganó dos estatuillas doradas : a la mejor película y a la mejor fotografía . Sus protagonistas son Joan Fontaine (Señora De Winter) y Laurence Olivier (Maxim De

Winter), sin olvidar a Judith Anderson en el papel de la ama de llaves (Señora Danvers). El argumento es el siguiente : Maxim De Winter es un aristócrata inglés , que tras perder a su esposa Rebeca, viaja hasta Montecarlo . Ahí decide casarse con una joven que trabaja como dama de compañía de una adinerada señora americana. Tras la luna de miel, deciden ir a vivir a Inglaterra , a la mansión que posee su marido, Manderley. Todo es perfecto , pero ella pronto se dará cuenta de que la presencia de Rebeca no se puede olvidar fácilmente... ¿A qué esperais cinéfilos y/o amantes de los libros? Venga, que ya estáis tardando .. 17


Psiconcologia | di Pietro Ganci

La Storia Di Rosalba - La Psiconcologia e La Voglia di Rinasc La nostra salute può essere minacciata dalla malattia; quando poi la malattia prende il nome di cancro, la persona cade facilmente in una condizione di disperazione intesa come la perdita di ogni speranza. Nonostante i significativi e numerosi progressi scientifici in ambito oncologico, il cancro resta ancora una delle malattie a più ampia diffusione ed una delle principali cause di morte in ogni angolo del mondo. Nell’immaginario collettivo il cancro continua ad associarsi a significati di disperazione, di morte, di sofferenza fisica e psichica. C’è la tendenza da parte di tutti a nascondere la malattia: l’accordarsi tra medico e famiglia, in modo più o meno segreto, nei confronti del paziente, il rifiuto di parlarne, il senso di rabbia, di impotenza e di arrendevolezza ma soprattutto c’è un’incapacità ad entrare in relazione con l’altro e ad esprimere e a tollerare ciò che tutto questo provoca dentro di noi. Eppure molte persone, che hanno vissuto la disperazione del cancro hanno saputo ritrovare la speranza e ritornare fiduciosi alla loro vita. La Psicoterapia Autogena è una tecnica dove è possibile ritrovare un buon equilibrio psicofisico. Con finalità terapeutiche, essa offre al paziente la possibilità di esplorare il proprio corpo, esprimere quello che spesso non riesce a comunicare, ascoltare se stessi, scaricare le tensioni, alleviare i disturbi psicosomatici fino ad arrivare ad uno stato di armonia e benessere. Molti autori definiscono il cancro come la malattia della rabbia repressa, dell’insoddisfazione, dell’infelicità. È necessario, quindi, costruire una nuova relazione col proprio corpo, porsi in una posizione di ascolto nei confronti di quest’ultimo e delle emozioni che esso veicola. Le storie dei malati di cancro sono storie umane dolorose, ciascuna di esse è inquietante, avvincente, e tutte sono accumunate dalla malattia che cambierà per sempre la loro vita, nel bene o nel male. Oggi numerose ricerche scientifiche si stanno sempre più concentrando sull’influenza che fattori psichici e sociali hanno sullo sviluppo e sul decorso del cancro e sulle diverse modalità di adattamento dei pazienti a questa malattia. La medicina si è sempre occupata di come ci si ammala, ma ha trascurato quelle che sono le reazioni alla malattia a livello psicologico. Questo concetto rappresenta un vero e proprio cardine nell’oncologia, tanto che negli ultimi anni si è andata sviluppando una nuova disciplina che mira a curare i disturbi psicologici causati dalla malattia oncologica: la Psiconcologia, una di18

sciplina nata intorno agli anni settanta, in cui convergono e si coniugano, due ambiti di studio che storicamente hanno avuto da sempre molto poco in comune, quali la medicina e la psicologia, che mira ad una presa in carico globale del paziente neoplastico. Di fronte ad una diagnosi di cancro ciò che scatta immediatamente nel paziente sono meccanismi di ansia e di depressione, Infatti il cancro rappresenta, per il paziente e la sua famiglia, una prova esistenziale sconvolgente dalla quale si può uscire o annientati o rinati, come nel caso di Rosalba, malata oncologica che ha trasformato la sua sconfitta personale in rinascita, alla quale ho dedicato una mia ricerca nel mio canale YouTube alla voce: Pietro Ganci (Simbolo Blu - Alias Psicologia = Y ).

Altro concetto fondamentale è lo stress che è uno dei possibili fattori di rischio per l’insorgenza di neoplasie. Lo stress attiva uno stato di tensione interna all’organismo che, a sua volta, per rispondere a questa situazione di minaccia, attiva delle difese. Bisogna, inoltre, distinguere uno stress buono (eustress), funzionale all’aumento delle capacità d’adattamento del singolo a fronte dei cambiamenti costruttivi e appaganti del suo ambiente, da uno stress cattivo (distress), che provoca difficoltà e sof-


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ferenze che spingono l’individuo ad assumere atteggiamenti difensivi fisici e psichici tali da provocarne l’annientamento. Lo stress fisiologico attiva una risposta facilmente reversibile, mentre lo stress patologico induce una risposta irreversibile,sproporzionata rispetto alle effettive risorse dell’organismo che è chiamato a sostenerla. In altri termini, uno stimolo ambientale è in grado, attraverso la genesi di un’emozione,di produrre profonde modificazioni metaboliche nell’organismo. Realmente possiamo quindi notare come l’esposizione a uno stesso stimolo esterno (stressor) determina reazioni differenti nei diversi individui. Un’ulteriore elaborazione si ha con l’introduzione del concetto di “coping”, termine inglese che significa “far fronte a”, che sta ad indicare la capacità di fronteggiare i problemi e le loro conseguenze emozionali. Questo implica una ristrutturazione degli schemi cognitivi, che permette, quando è efficace, di riconsiderare l’evento stressante da un altro punto di vista, di poterlo “usare” in modo costruttivo. Nel processo del “coping” si succedono due fasi sequenziali: una fase di valutazione, basata sui processi cognitivi di attribuzione di significato alla situazione “stimolo”, e una fase esecutiva in cui vengono resi operativi i comportamenti adottati e manifestati dal soggetto. Il concetto di “coping” in oncologia medica e in Psiconcologia risulta di fondamentale importanza, in quanto rappresenta un parametro in grado di sviluppare una notevole influenza sulle diverse modalità di reazione psicologica e di adattamento psicosociale alla malattia, sulle possibili complicanze psicopatologiche, ai trattamenti antineoplastici e, probabilmente, anche sul decorso biologico della malattia. La capacità del paziente di affrontare la situazione di crisi esistenziale, scatenata dalla diagnosi di neoplasia, dipende da una serie ben definita di fattori: - il tipo di patologia; - il significato di minaccia esistenziale che il cancro rappresenta;

- i fattori culturali e religiosi, e il supporto sul quale il paziente può contare; - le caratteristiche di personalità, l’assetto psicologico e lo stile di “coping”. Particolarmente interessante, in questa prospettiva, è la relazione tra stress e il tipo di difese psicologiche: infatti i pazienti oncologici presentano, come caratteristica costante, una tendenza a reprimere le proprie emozioni, in modo particolare l’emozione della rabbia e, connesso a questa, l’uso di difese quali la negazione e la repressione. A livello di intervento medico e psicologico, l’obiettivo fondamentale è quello di permettere al paziente oncologico un ripristino della funzione del Sé, un’elaborazione dell’esperienza derivante dalla malattia, che investe diversi ambiti della vita e che stratifica la sofferenza a livello fisiologico, corporeo, psicologico e sociale. Alla luce di quanto fin qui detto sembra che la Psiconcologia possa offrire il suo contributo sia in una prospettiva di ricerca multifattoriale, sia in una prospettiva terapeutica, adatta ad accompagnare il paziente e le persone che lo circondano in un percorso doloroso, avendo come riferimento imprescindibile il concetto di qualità della vita. La diagnosi di cancro comporta per il paziente un grave sconvolgimento, che, come si può ben comprendere, ha delle ripercussioni su tutta la sua vita. I meccanismi di difesa che più frequentemente si riscontrano nel paziente neoplastico, come risulta dalla letteratura, sono la negazione, la rimozione, la regressione, la proiezione e l’isolamento. La negazione si manifesta continua alla pagina seguente

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continua dalla pagina precedente

soprattutto nelle prime fasi della malattia e può spiegare tutta una serie d’atteggiamenti del malato, dalla “resistenza” agli esami clinici fino alla “negazione dell’evidenza”. Le forme di negazione possono essere le più varie, in relazione con lo stile personale del soggetto che le usa e col grado di maturità dell’Io. L’Io funziona come una vera e propria barriera che non lascia passare certi stimoli (quelli angoscianti), e che scatta al minimo accenno della presenza nel campo di una qualche loro avvisaglia. E’ un Io che si rifiuta di esaminare a fondo la realtà e che preferisce, per non doversi confrontare con gli aspetti sgradevoli di essa, sbarrare la strada a quegli stimoli che presume essere produttori d’angoscia. Infatti, i pazienti che usano questa difesa contro il cancro tendono ad usarla, in modo generalizzato, contro tutte le altre stimolazioni spiacevoli che provengano dal loro interno che dal loro ambiente. Si tratta, comunque, di difese che possono essere considerate deboli e incapaci di reggere l’urto dell’evolversi continuo della malattia, dato chela negazione può ostacolare la diagnosi e la terapia del cancro e che il paziente è spesso costretto ad abbandonare questo genere di difese nelle fasi avanzate del male, perché questo inizia a imporsi con una certa evidenza e forza. Il diniego, il non voler riconoscere la propria malattia, è uno degli atteggiamenti tipici di difesa del malato di tumore di fronte alle crisi d’angoscia legate alla formulazione della diagnosi. I pazienti che usano il diniego vivono come se non sapessero di essere malati di cancro o come lo sapessero solo su

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un piano razionale, e anche quando hanno ricevuto tutte le informazioni sul loro caso si comportano verso sé stessi e verso gli altri adottando un atteggiamento che oscilla tra il sapere e non sapere. Forme semplici di diniego si manifestano con una tendenza a minimizzare o con un eccessivo ottimismo di fronte agli interventi terapeutici da intraprendere. Perciò la tendenza del malato al diniego in questa fase iniziale della neoplasia ha il carattere di un diniego d’adattamento; è possibile che questo serva a migliorare la prognosi, perché pone il paziente in una posizione più attiva e combattiva nei confronti della sua malattia. Rosalba, malata oncologica, ha trovato nell'aiuto psicologico clinico, e in passato con il training autogeno, la forza di amare ascoltando se stessa; in Psicologia Clinica si chiama Resilienza ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità come aveva fatto la malattia. Il quadro usato come sfondo nel video rappresenta l'amore e l’accettazione che ha permesso a Rosalba di rinascere a nuova vita e guardare il mondo con occhi nuovi. L’abbraccio finale all’albero (che appunto rappresenta la vita) ci trasmette l’idea de “l’avercela fatta”, il superamento di questi innumerevoli ostacoli che Rosalba ha dignitosamente affrontato affacciandosi alla sua nuova vita con entusiasmo e una visione rinnovata. Bisogna quindi attraverso un supporto Psicologico in ambito Clinico e psicoterapico con Training Autogeno, ricostruire il senso di continuità della propria esistenza e circoscrivere nel tempo l’evento malattia contestualizzandolo, mantenendo relazioni affettive di supporto valide.


Cinema

I nostri ragazzi

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Rubrica farmaceutica | di Debora Collotta

Farmaci “generici” e “originali” Perchè la gente è scettica ad usare i generici? Cosa li spinge a pensare che non abbiano la stessa efficacia o che siano più pericolosi? Semplicemente la scarsa informazione, che invece potrebbe fare chiarezza eliminando uno dei più comuni falsi miti. Non solo si risparmierà ( e vedremo di seguito il perché ) , ma avremo acquisito una preparazione in più di cui è bene interessarsi. Sicuramente avrete sentito parlare del lunghissimo iter che è necessario esegua un qualsiasi farmaco prima di divenire tale ed essere immesso in commercio ( addirittura si continua a tenerlo “sott’occhio” successivamente, per individuare ulteriori effetti collaterali che possono con più probabilità manifestarsi una volta somministrati ad un più ampio gruppo di pazienti). Grazie a moderne tecnologie in ambito farmaceutico e con l’uso quindi di computer che fanno uso di modelli tridimensionali si possono ottenere numerosissime molecole ( nelle loro strutture) e “provarle” prima di tutto virtualmente. La cerchia si restringe sempre più prima di conoscere la unica possibile struttura potenzialmente utilizzabile, che deve poi essere opportunamente combinata ( disegnata ) con altri “ingredienti” che di volta in volta dovranno essere testati. Questo dura moltissimi anni, prima che possa iniziarsi una sperimentazione in laboratorio, in vitro e poi in vivo sugli animali ( con diversi metodi di cui al momento non entrerò in dettaglio, ma che vengono pensati per ridurre costi oltre che i pro-

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blemi etici). Solo successivamente vengono “provati” sugli uomini ( volontari sani e poi diretti interessati selezionati per patologie). Per passare alle fasi successive è assolutamente necessario seguire una procedura complessa, piena di documenti altrettanto completi e ben redatti. Le aziende vengono sottoposte a controlli anche a sorpresa, per assicurasi del rispetto delle norme di buona fabbricazione. Tutto ciò, anche se spiegato in maniera veloce e non approfondita è solo per darvi un’ idea di quello che sta dietro ad un qualsiasi medicamento. L’azienda potrà poi richiedere la commercializzazione e otterrà il brevetto e conseguentemente il monopolio su quel prodotto. Ma quando il termine finisce, che succede? Altre aziende, che possono accedere alla documentazione precedente, possono decidere di produrre anche loro quello stesso prodotto e nelle stesse identiche condizioni ( anche in questo caso verranno scrupolosamente ispezionati, per valutarne anche la bioequivalenza) e venderlo poi ad un prezzo più basso. Ma come mai? Semplicemente perché a differenza dell’azienda originaria non devono sostenere i costi della sperimentazione, che già appunto è stata effettuata. Di contro l’azienda che aveva brevettato il medicamento continuerà a utilizzare quel prezzo ( che inoltre è stato stabilito a seguito di al-


cune norme ben precise e che non può essere cambiato facilmente) per riparare alla spesa precedentemente sostenuta con la sperimentazione. Quando un medicinale è rimborsato dal SSN (è in classe A) questo copre per intero il costo del farmaco generico. In questo caso lo Stato risparmia, ma risparmia anche il cittadino che non deve pagare alcuna differenza di prezzo. Quando il medicinale non è rimborsato da SSN (è in classe C) il farmaco generico viene comunque offerto ad un prezzo inferiore rispetto al farmaco di marca. In questo caso è il cittadino a risparmiare, in quanto il generico costa meno dell'originatore. Esiste un margine di variabilità? Sì ma è lo stesso per i medicinali originari che per quelli generici, cioè in qualunque farmaco è ammessa una variabilità nel contenuto in principio attivo solitamente (da linee guida europee) contenuta tra il 95 e il 105% del valore teorico, che garantisce una efficacia terapeutica del prodotto, se non è così non sarà concessa la sua messa in commercio. La bioequivalenza di un generico rispetto all'originatore viene dimostrata attraverso il confronto delle concentrazioni raggiunte dal farmaco nel sangue: perché il generico possa ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio, i limiti di confidenza

al 90% di tali concentrazioni devono ricadere nell'intervallo tra l'80% e il 125% rispetto al prodotto originatore. Anche se questo potrebbe indurre a pensare che i livelli plasmatici osservati dopo somministrazione di un generico potrebbero essere inferiori addirittura del 45% rispetto a quelli osservati con l'uso di un altro generico, in pratica questo non accade perché la necessità di mantenere i limiti di confidenza (non il valore medio!) entro l'ambito di accettabilità comporta, tipicamente, che le concentrazioni plasmatiche dopo somministrazione di ciascun generico differiscono in media di non più del 5-7% rispetto a quelle osservate dopo somministrazione del prodotto originatore. Tale variabilità è relativamente modesta se messa a confronto non solo con le differenze individuali, ma anche con le differenze di concentrazioni plasmatiche osservabili tra individui differenti. Perfino uno stesso soggetto che assuma lo stesso farmaco in momenti diversi non mostrerà una perfetta sovrapposizione dei livelli ematici di farmaco ottenuti in queste due circostanze, perché assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione cambiano nell'arco della giornata (ritmo circadiano) e nel corso della vita. Quindi quando viene garantita la bioequivalenza significa esattamente che con entrambi i medicamenti ( anche tra i “differenti” generici di uno stesso originale) abbiamo lo stesso effetto così come gli stessi effetti collaterali.

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Chiacchiere di bellezza | di Valentina Cauli

I cinque oggetti indispensabili per noi donne! Quali sono gli irrinunciabili per una donna? Forse non saranno per tutte gli stessi, ma per la maggior parte di noi esistono delle cose a cui proprio non possiamo rinunciare...cose da portare sempre a portata di mano. Il primo in assoluto penso sia il PROFUMO.

con le tantissime pochette impreziosite da Swarovski o pietre luccicanti. Il secondo oggetto indispensabile è sicuramente un paio di OCCHIALI DA SOLE

Ogni donna ha la sua fragranza preferita, una nota che la contraddistingue, ci si deve ricordare di lei sentendo questo profumo nell’aria o su un indumento dimenticato...

Ognuna di noi ha il suo che rimane sempre quello negli anni, oppure cambia a seconda dei periodi e dell’umore...ecco… io non ho una fragranza prediletta, una sola intendo, mi piace molto variare ma due gocce di profumo non devono assolutamente mancare per completare un look! LA BORSA

Che sia grande e capiente o piccola e pratica...ognuna di noi le ama...contengono tutto l’indispensabile ed improbabile... La borsa da giorno preferita dalla maggior parte delle fashion victim è senza dubbio la Louis Witton modello classico, mentre la sera ci si sbizzarrisce 24

Quest’anno vanno le montature piuttosto eccentriche, lenti tonde a specchio...(come ci suggerisce la fashion blogger Chiara Biasi) non stanno bene a tutti ovviamente e non tutte si arrendono alla moda come la sottoscritta...io sono rimasta indietro alle montature piuttosto grandi che coprono bene il volto... Chi di voi non ne ha almeno un paio, io non riesco ad uscire senza sia in estate che in inverno. L’occhiale da sole crea mistero, dona un aria sofisticata, chic, ci rende intriganti ed interessanti! Un altro must secondo me indispensabile in una donna sono alcuni accessori come gli ORECCHINI...


Ci sono donne che non amano appesantirsi con tanti accessori, ma gli orecchini li portano sempre! È un accessorio di gran femminilità, possono essere semplici e sobri o grandi e sfarzosi. Preziosi o no ma donano sempre un tocco in più. Guardate che fascino Jennifer Lopez con gli orecchini firmati Swarovski!!! BURRO O BALSAMO LABBRA

Io ve ne mostro alcuni niente male provati da me che vi voglio consigliare: 1)I PROVENZALI ALL’OLIO DI ARGAN, bello corposo e garantisce una buona idratazione soprattuttonella stagione fredda. 2) equilibra all’aloe, utilissimo da portare sempre in borsa, lenisce anche le scottature estive nel contorno labbra 3) sempre provenzali all’olio di mandorla, con un profumo avvolgente, paradisiaco! 4)Alkemilla burro totalmente naturale, reperibile nelle erboristerie o siti on line, presenta una vasta scelta gusti che vanno dalla vaniglia alla cannella, cacao ecc...Rimane molto solido e dura tantissimo.

IN BORSA...IN BAGNO, INSOMMA OVUNQUE NOI DONNE ABBIAMO ALMENO 2500 burri sparsi ovunque! C’è quello neutro, alla fragola, cocco, menta, tantissimi gusti...vogliamo sempre labbra belle idratate! Ultimamente troviamo in vendita i nuovi balsami idratanti colorati, molto versatili, si possono utilizzare al posto del rossetto ed idratano perfettamente Potrei stare delle ore ad elencarvi degli oggetti di come questi di CLARINS molto validi. make-up e non per me indispensabili ma ho voluto raccogliere quelli più comuni diciamo così… Vi ritrovate in questa descrizione? Siete più o meno vanitose? Seguite le tendenze o cercate di essere sempre originali? Sono dell’opinione che ognuna di noi si contraddistingua per quel tocco in più che danno appunto gli accessori, importantissimi, che rendono ogni outfit unico e personale.

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Intervista a | di Ambiente & Cultura

Di postilla in postilla..per 46 numeri e oltre! Debora Collotta è la Redattrice capo di Postillare.it, una vivace esperienza editoriale giovanile con cui abbiamo avuto il grande piacere di collaborare quest’estate; anzi abbiamo avuto l’onore di essere l’oggetto di un loro strutturato e meticoloso reportage su Alba Sotterranea e il Museo Eusebio. Tra una chiacchiera e l’altra, gradualmente è cresciuta la nostra conoscenza dell’originale storia e della struttura della rivista Postillare. Così abbiamo deciso di fare qualche domanda in più postPostillare è un nome sotto al quale vanno molte cose: una curata rivista on line, un sito ricco di sezioni, un canale Youtube, profili Facebook e Twitter.. Ci vuoi spiegare qual è lo stato attuale del progetto e le sue ramificazioni e come chi è interessato può seguirvi ed eventualmente collaborare? Postillare è una rivista on-line, per tutti, che viene Il giornale offre inoltre spazi di libero sfogo, oltre pubblicato ogni mese e tratta svariati argomenti. Chi vi scrive è detto Postillino, perché non si tratta l’opportunità di esprimere la propria creatività attraverso l’uso di disegni, fotografie, fumetti, vidi veri e propri articoli, ma di postille. gnette ecc. C’è anche una bacheca virtuale con anL’obiettivo è quello di non creare il solito giornale nunci, offerte di lavoro, vendite e acquisti. da leggere e archiviare senza possibilità di replica, Se volete pubblicare un vostro articolo, una vostra bensì uno strumento interattivo, propositivo e di in- poesia o un racconto, oppure volete fare un annunterscambio culturale. E’ un giornale alla portata di cio,inviare la vostra pubblicità gratuita per la vostra tutti sotto ogni punto di vista, in quanto è accessibile attività, scrivere una dichiarazione d’amore o chieindifferentemente da sesso, età, professione. Inoltre dere consiglio al Guru della rivista basta mandare si può definire un giornale “aperto” perché tutti una email a: Postillare@gmail.com hanno la possibilità di esprimere le proprie idee liberamente. Una rivista sopra le parti che non pat- 15Andiamo con ordine.. qual è la storia di Postilteggia per nessun partito o ideologia, se non quella lare? Da dove nasce questa esperienza e chi sono del rispetto dei diritti di ognuno, primo fra tutti la li- i suoi protagonisti? bertà di parola. E’ nato dal mio piccolo blog che appunto aveva come nome “Postillare”, l’azione di scrivere post-it, perché in realtà quello che scrivevo erano solo piccoli pensieri e notizie. Successivamente, grazie all’entusiasmo di altri giovani studenti, dettato dalla voglia di mettersi in gioco nonostante la scoraggiante attuale situazione economica è nata una vera e propria redazione che ha dato frutto, all’inizio settimana dopo settimana ad una piccola, ma ricca rivista. Adesso sono sola a dirigere il tutto, ma i veri protagonisti sono i lettori e tutti i collaboratori. 26


30Con questa domanda commetto ( e confesso) un furto; ti faccio la stessa domanda a sorpresa con cui sei solita chiudere le tue interviste: qual è l’aspettativa più grande che avete per il futuro per il vostro progetto? All’inizio mi auguravo che la rivista potesse essere un giorno realmente sfogliata, in quanto sostengo ancora il fascino del cartaceo piuttosto che la tecnologia, anche se quest’ultima ha comunque permesso di diffondere l’ iniziativa in maniera facile e veloce. Adesso ti confesso che quello che più desidero è la diffusione di questa rivista come strumento davvero alla portata di tutti. Offro uno spazio ad ognuno e mi piacerebbe che la gente ne usufruisse! 13“Volli fortissimamente volli!” è il motto con cui hai voluto corredare l’home page del sito. Rieccheg-

gia il « Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli » del drammaturgo Vittorio Alfieri, astigiano di nascita e a lungo ospite del castello di Magliano Alfieri, a pochissimi chilometri di Alba. Mi ha colpito molto questa fortuita coincidenza, ma dopotutto viaggiare spesso porta ad inciampare in “fili invisibili” nascosti che collegano terre ed esperienze lontane. Ci sono altri “fili invisibili” in cui sei incappata in questi anni di viaggi? Complimenti per la bellissima domanda che racchiude un meraviglioso significato. Gli Intrecci, incontri, scambi di idee e opinioni che grazie a Postillare ho compiuto creano quello che possiamo chiamare “il filo invisibile della esistenza”, il destino, il caso, il fato. Sento compiersi ogni giorno a pochi passi la mia vita. Link all’intervista: http://ambientecultura.it/2230/di-postilla-in-postilla-per-46-numeri-e-oltre/ 27


Il Vangelo Il Vangelo Lc 7, 31-35 Dal Vangelo secondo Luca

La foto

del mese 28

Foto di Debora Collotta - Colonne di Ercole

In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».


La bacheca | Annunci, humor, aforismi, poesie INTERMITTENZE DI VITA

Scivoli via lentamente, che quasi non te ne fai accorgere. Distratti, non pensiamo che te ne andrai, o non vogliamo farlo. Il suono di quelle campane, un giorno, sarà sempre più fioco, ormai indistinto e lontano. Irraggiungibile e, forse, indispensabile. Lì, sommessamente, in quello spazio incolmabile e ancora pieno, le intermittenze di vita ci faranno luce dei bilanci sbiaditi, e ci domanderemo sospiranti se siamo ormai a posto con l'olio per le lampade... YURI TESTAVERDE

I consigli del Guru 5 tipologie di donne: -L'egocentrica: si concentrerebbe troppo su se stessa rovinando il rapporto; -La possessiva: un pizzico di gelosia dimostra interesse, ma il troppo distrugge; -L'apatica: se dice troppo "fai tu" o "come vuoi tu" meglio decidere di lasciarla; -La dittatrice: comandare su tutto e non essere mai contenta di niente è un bel guaio; -La mammina: cambiare ruolo e non entrare in quello della fidanzata sará a lungo andare devastante.


Foto di Omar S.N.

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Numero 47 Rivista Postillare  

Buona lettura e condivisione!

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