Atti Conferenza "Un nuovo ciclo della pianificazione tra tattica e strategia"_Talia_Planum Publisher

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Comunit(Hub). La Città artigiana Maurizio Moretti

ADLM architetti. Studio di progettazione architettonica e urbanistica mauri.moretti.adlm@gmail.com

Massimo Giammusso ADLM architetti. Studio di progettazione architettonica e urbanistica massimo.giammusso.adlm@gmail.com

Abstract I cambiamenti sociali, economici e tecnologici derivanti dalla globalizzazione, pongono le città di fronte alla necessità di coniugare processi di innovazione economico-sociale e riqualificazione della propria struttura urbana, competitività e sviluppo urbano sostenibile. Le città devono quindi puntare sull'identificazione dei loro punti di forza e di debolezza per identificare le possibilità di sviluppo e crescere nei confronti di altre città dello stesso livello. I processi di qualificazione e ri-qualificazione, o più in generale le politiche di rigenerazione urbana, sono oggi prioritariamente azioni rivolte al partenariato pubblico-privato. Tuttavia, la città costruita è una realtà sociale composita e articolata, dove interagisce una pluralità di soggetti, a volte in conflitto, che bisogna considerare quando si parla di spazio pubblico. In questo scenario è necessario sperimentare la possibilità di evolvere il coinvolgimento dei cittadini dalla partecipazione alla gestione di beni e servizi vicini alle proprie esigenze, attraverso un percorso di costruzione e riconoscimento di istituzioni e di comunità: in pratica passare dal binomio tra pubblico-privato, al trinomio pubblicoprivato-comunità. Parole chiave: urban regeneration, partecipation, community.

1 | Il principio di co-laborazione nei processi di riqualificazione della città Le politiche di rigenerazione urbana sulla città sono oggi, prevalentemente, determinate da azioni di partenariato pubblico-privato. I programmi di riqualificazione hanno in genere nella loro strumentazione elementi di perequazione urbanistica e sociale che consentono di generare risorse sia economico finanziarie che spaziali, le più recenti norme nazionali e gli strumenti attuativi di varie comuni italiani prevedono la restituzione alla sfera pubblica/comune di parte del valore generato dalla trasformazione. Queste risorse rappresentano il vero centro della rigenerazione e, soprattutto, oltre a riqualificare gli ambiti interessati, se messe in rete all’interno di processi di riqualificazione, possono costituire la disponibilità concreta di attuazione di programmi di sviluppo la cui natura pubblico-privata ha comunque una forte valenza di interesse pubblico su cui far confluire altre azioni coordinate e programmatiche di carattere pubblico come, ad esempio, la possibilità di accedere ai programmi europei, considerando le risorse generate dalla trasformazione/sviluppo come la parte di co-finanziamento locale per accedere ai finanziamenti comunitari, anche in partnership con altre Amministrazioni. La valenza pubblica di queste azioni di rigenerazione urbana presuppone una forte assunzione di responsabilità sia da parte delle Amministrazioni, sia della comunità cittadina. Da una parte le Amministrazioni, attraverso un’efficiente azione amministrativa e di programmazione, dovrebbero assumere il ruolo di garanti della qualità ed efficacia delle azioni anche nei confronti del mercato, del credito, di investitori. Le Amministrazioni, inoltre, devono svolgere la propria azione di sussidiarietà offrendo il proprio sostegno, istituzionale e normativo, alle istanze positive e alle iniziative che nascono nel territorio, ma anche offrendo aree e progetti dove è possibile co-laborare con un insieme di risorse comuni. La città costruita da riqualificare è una realtà sociale composita e articolata, dove interagisce una pluralità di soggetti, a volte in conflitto, che bisogna considerare quando si parla di spazio pubblico. Lo spazio pubblico allora, nella sua prefigurazione e costruzione ha come primo interlocutore questa pluralità di soggetti che lo abita, lo attraversa, lo utilizza nella quotidianità. In questa prospettiva lo spazio pubblico non può che essere esso stesso plurale, riconoscendo e rappresentando tale pluralità, aspirando ad essere spazio della democrazia e del confronto, capace di promuovere un immaginario positivo del vivere insieme e di un agire comune. In questi anni pratiche

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