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Paola Pavese per il Coordinamento Nazionale Pionieri del Futuro

PIONIERI DEL FUTURO Una proposta pedagogica comunista

©Paola Pavese 2014


Premessa Questo opuscolo è un’ introduzione, non certo esaustiva, ai nostri riferimenti teorici e alla storia dei Pionieri d’Italia e insieme un manuale, anche questo lontano dall’essere definitivo, per dare le prime indicazioni a coloro che volessero dar vita ad un Reparto dei Pionieri del Futuro. La decisione di renderlo disponibile in questa forma, ancora provvisoria, è una scelta di metodo, perché se è vero che questa nostra proposta ha un suo impianto definito nelle scelte pedagogiche, ha però bisogno del contributo di molti per prendere vita. Qui vi forniamo una struttura d’insieme, teorica e pratica, a cui la vostra inventiva, le vostre competenze e il vostro entusiasmo, insieme a quello dei bambini, daranno corpo. Speriamo di incontrarci presto in tanti, a sperimentazione ormai avviata in più parti d’Italia, per confrontarci sulle nostre esperienze. Non vi faremo mancare nel frattempo il sostegno da parte della struttura nazionale, che continuerà a produrre materiale teorico e schede pratiche da utilizzare nel lavoro dei vostri Reparti, che speriamo sorgano numerosi. A tutti auguriamo buon lavoro per questa che potrà diventare, con il contributo di tutti, una grande avventura !


UNA NOTA Il termine lavoro, utilizzato spesso in questo opuscolo riguardo alle attività dei bambini, si discosta radicalmente dal significato etimologico della parola. Non ha nulla a che fare con il senso della fatica, del travaglio, ma piuttosto con quello di opera che indica una forza agita per ottenere uno scopo, ed è da notare come per opera si intenda nella nostra lingua il risultato del lavoro di un artista. Lo specifichiamo perché è utile a ricordare che con i Pionieri del Futuro vogliamo prefigurare insieme, adulti e bambini, una società dove gli esseri umani possano agire collettivamente la propria liberazione. Questo è il carattere principale della nostra alterità. Dunque, anche quando il lavoro dei bambini risulterà tenace, esso sarà sempre il risultato di una scelta, insieme individuale e collettiva, e che essendo scelta di bambini sarà spesso seria, ma sempre giocosa. “Non c'è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. Come l'artista, anche il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, la rappresenta in modo simbolico, creando un mondo immaginario che riflette i suoi sogni a occhi aperti aperti, le sue fantasie, i suoi desideri” Silvia Vegetti Finzi, A piccoli passi


PERCHÉ I PIONIERI DEL FUTURO I Pionieri del Futuro sono una nuova proposta pedagogica di matrice comunista, che si ispira all’Associazione Pionieri d’Italia e alla pedagogia marxista di Anton Makarenko, di Lev Vygotskij e di Gianni Rodari. Lavorare con i più piccoli significa per noi, educatori e comunisti, andare ad incidere su di un punto molto radicale dell’indipendenza di classe: quello dei valori morali e della costruzione una diversa socialità, che sveli l’illusione dell’individualismo e ponga le sue radici nell’agire collettivo. Porsi come obiettivo quello di lavorare con i ragazzini in un ambito extrascolastico, non vuol dire solo andare incontro ad un’esigenza di cura dei più piccoli al di fuori della famiglia, che sempre più si renderà necessaria in questo momento di ristrutturazione del lavoro, che vedrà venire meno il tempo da dedicare alle cure parentali, in cui genitori e nonni verrano sempre più assorbiti nell’ottica di lavori precarizzati e flessibili. Vuol dire soprattutto rendersi conto di quanto il lavoro pedagogico non sia mai neutro. Ogni scelta in questo campo poggia su una visione precisa dell’essere umano, scaturita dall’adesione o meno, anche inconsapevole, al sistema di valori che permette all’assetto politico, economico e sociale dominante di riprodursi, pur in tutte le sue necessarie e veloci mutazioni. Il nostri intento è dunque quello di dare ai bambini la possibilità di sviluppare un pensiero critico, saldo su alcuni principi, che riteniamo imprescindibili all’autodeterminazione dell’essere umano: il rifiuto di ogni forma di sopraffazione e la valorizzazione del lavoro e della collaborazione come capacità collettive di progettare e realizzare i desideri e di affrontare la avversità. I Pionieri del Futuro, così come noi li immaginiamo, saranno bambini che avranno la possibilità di vivere l’infanzia come un’avventura di cui essere protagonisti, collettivamente. Bambini che impareranno ad aver fiducia nelle proprie capacità di conoscere la realtà, di cambiarla e di immaginarne una nuova. Che avranno la possibilità di mettere in atto, concretamente, la solidarietà, così naturale nei ragazzini. Un processo pedagogico, questo, che andrà a costruire una consapevolezza morale radicata nell’esperienza, nel gioco, nelle attività artistiche e sportive e dove il valore dell’amicizia, aperta, leale, concreta sarà vissuto pienamente. Le scelte politiche verrano dopo, ma sulla base di un’ abitudine che si sarà consolidata nella lealtà, nella solidarietà, nella progettualità, nel mettersi in gioco, nelle regole condivise e nelle responsabilità assunte in prima persona.


I NOSTRI MAESTRI Makarenko, Vygotskij, Rodari

“Chi fa sé non fa per tre, chi fa da sé fa solo per uno e tante volte non fa per nessuno”. Gianni Rodari


Makarenko, Vygotskij,Rodari: Tre figure diverse, per storia e interessi di ricerca, eppure legate da uno stesso filo conduttore: la ricerca, caparbia, che ha segnato le loro vite, di strade nuove nel rapporto tra adulti e bambini, strade che vedessero protagonisti i più piccoli, ma in cui mai gli adulti abdicassero al loro ruolo di educatori. E ancora, tratto distintivo di questi tre personaggi fu lo slancio leale nel coniugare la fiducia nel socialismo con quella  nell’essere umano e nelle sue capacità di generare un futuro migliore una volta abbandonato l’ individualismo, che non è che l’illusione che l’individuo possa formarsi ed agire al di fuori o al di sopra del contesto sociale e abbracciata la scelta di una crescita collettiva.


Anton Makarenko e la didattica del collettivo Anton Makarenko fu il protagonista di un’avventura educativa straordinaria, il cui dato di partenza fu la sua totale adesione al leninismo e al progetto sovietico. La necessità pratica di portar avanti l’esperienza educativa con i ragazzi di strada della colonia ‘Gor’kij’ prima e dalla “comune Dzerzinskij”poi, durante il periodo, durissimo, che seguì la rivoluzione d’ottobre, lo condusse ad immaginare ed attuare un nuovo metodo organizzativo nel processo educativo: la didattica del collettivo. Alle pedagogie attivistiche, incentrate ancora sul singolo bambino e seguite in quegli anni in Unione Sovietica dalla Krupskaja, Makarenko oppose la forza del collettivo, luogo reale e non astratto della costruzione della personalità. E’ interessante notare come le pedagogie attivistiche siano ancora alla base di tante pedagogie, alternative o meno, presenti nel panorama contemporaneo, e come queste ancora si muovano tutte nell’ambito di una pedagogia tradizionale, che esalta l’affermazione del sé e l’espressione delle capacità individuali e che Makarenko e poi Vygotskij hanno svelato essere il massimo dell’astrattezza ideologica. Makarenko concepì il lavoro educativo come organizzazione di una felicità non individuale, ma vera e piena perché condivisa e partecipata e proiettata in una prospettiva di trasformazione, dove il futuro si costruisce nell’azione comune e nel presente. Una felicità quindi che costruendo il futuro è qui e ora, nella stessa espressione del lavoro socializzato del collettivo e che sfugge alla trappola della ricerca di una felicità trascendente. Perché questo progetto di felicità si attui, è però necessaria una pedagogia intenzionali, volta a formare la disciplina condivisa che rende possibile il reale autogoverno collettivo. Questa disciplina non è affatto contrapposta alla libertà: la libertà sostanziale e non formale non è assenza di legami, ma categoria sociale. L’intenzionalità pedagogica in Makarenko non si sostanzia in una serie di regole astratte, di dogmi, ma in una una prassi viva, dialettica, una piena contestualizzazione della forza storica della prassi emancipatrice e liberatrice. Una forza che l’”uomo nuovo” deve costruire insieme agli altri a partire dalle proprie condizioni materiali. Un collettivo che si autodisciplina nella prospettiva di una felicità condivisa è dunque il lascito che Makarenko fece a tutti gli educatori comunisti, una ricchezza che vogliamo rendere nuovamente viva nell’esperienza che ci accingiamo a costruire insieme a tutti i Pionieri del Futuro.


Lev Vygoyskij Lev Vygotskij fu lo studioso sovietico che individuò nella Zona di Sviluppo Prossimale quelle potenzialità che nel bambino possono svilupparsi o meno e in misura variabile a seconda di quanto vengano stimolate dall’ambiente circostante, in particolare nel rapporto con le persone che gli sono vicine e che già hanno acquisito competenze in quello stesso ambito. La peculiarità della pedagogia di Vygotskij è infatti quella di mettere in luce il rapporto tra educato ed educatore e il progressivo dispiegarsi delle potenzialità che andranno ad accrescersi progressivamente sino alla maturità del soggetto e ancora oltre. La sua non fu dunque una fascinazione verso l’infanzia, ma verso le potenzialità dell’essere umano. Questo gli permise di mettere in luce, con particolare evidenza, le responsabilità educative e il ruolo degli adulti, senza dimenticare quanto i ragazzi sappiano aiutarsi vicendevolmente. Fu lo studioso che più di altri mise il bambino all’interno del suo contesto sociale e l’uomo nel suo contesto storico. La raffinatezza e la profondità della sua visione, dei suoi studi e delle sue sperimentazioni non si astrasse mai dal momento storico che stava vivendo e dall’impegno che assunse nella costruzione concreta del socialismo: lo fece spazziando, fin dove fosse neccessario, tra arte, psicologia e pedagogia, seguendo le tracce che potessero svelare i meccanismi del linguaggio e del pensiero per poi utilizzare quella chiarezza nei compiti concreti che l’Unione Sovietica doveva affrontare nell’educazione del popolo. La sua acutezza lo portò a vedere possibilità, e a distinguere così sottilmente, che non tutti furono in grado ed ebbero il tempo, in quegli anni convulsi, di valutare appieno il suo apporto alla causa sovietica. Restano però i suoi scritti. A noi il compito di farli nuovamente vivere, nell’orizzonte politico e umano che lui scelse: la costruzione del socialismo.


Gianni Rodari: un intellettuale comunista Non è facile parlare di Gianni Rodari, perché Gianni Rodari è stato molte cose ed ha inciso profondamente non solo nella cultura italiana, ma nella storia personale di milioni di bambini degli anni ‘60, ‘70’ e ‘80, in Italia e nel mondo. I suoi libri, che ancora possiamo trovare diffusissimi in tutte le librerie italiani, sono alla base di un modo differente di intendere il rapporto tra adulti e bambini e tra i bambini e quel circolo virtuoso che lega la letteratura per l’infanzia con la vita sociale e la creatività di ognuno. Tutto questo è stato possibile non solo grazie al grande talento di uno scrittore, uno dei maggiori dell’Italia del ‘900, ma grazie alla scelta che Rodari fece di militare nel partito comunista. La sua adesione risale al 1944 e lo vide militante attivo nella lotta partigiana, poi funzionario e giornalista in varie testata legate o vicine al partito. La sua adesione al progetto comunista visse dentro la storia del Partito Comunista Italiano, dentro ai suoi slanci e alle sue contraddizione e agli attriti. Fu un’adesione leale e che tenne uniti il riserbo e una rara autonomia intellettuale. Non era facile essere un intellettuale comunista nel partito comunista italiano, come non è mai facile essere un intellettuale e militare in un partito comunista, perché la lucidità della visione di alcune contraddizioni si deve coniugare al senso di responsabilità e alla consapevolezza delle grandi opportunità che un partito comunista regala alla creatività umana, per la sua capacità non solo di analisi della realtà, ma di organizzazione, di ricaduta reale, tra le masse popolari, di ciò che è possibile realizzare. Gianni Rodari riuscì in questo difficile gioco di equilibrio. Riuscì lì dove fallirono Vittorini e Calvino e soprattutto dove fallirono tanti intellettuali organici al partito, che non seppero mantenere viva la creatività, troppo preoccupati com’erano nel mantenere la loro sfera di influenza, il loro posto nel calderone di un’egemonia culturale comunista che fu più forma che sostanza e che si liquefece con straordinaria velocità nella parabola discendente che vide il PCI trasformarsi in PDS e liquidare l’esperienza comunista. Non fu il solo, certamente. Ma fu forse quello che seppe mantenere un’influenza più duratura sulla cultura italiana, proprio grazie alla sua scelta di occuparsi di quella letteratura minore che era la letteratura per l’infanzia. Perché occuparsi dell’infanzia permette ad uno scrittore di proporre ai suoi lettore - fin dai loro primi anni di vita - un rapporto peculiare tra lo strumento linguistico e la realtà. Lo strumento linguistico è per l’essere umano il più potente mezzo di creazione e di analisi del reale. Attraverso la parola noi nominiamo la realtà, facendola nostra, pezzo per pezzo e nelle sue relazioni. E sempre attraverso la parola noi possiamo dare intelligibilità ad ogni possibile cambiamento. Tutto ciò che attraverso altre funzioni immaginative possiamo intuire, prende una forma per noi più chiara attraverso la parola, acquista lucentezza. Tanto più quando la parola mantiene la sua capacità di creare immagini. Quando parole e immagini restano legate, si ricrea sempre la possibilità di dare concretezza al cambiamento, di dare una nuova possibilità al futuro, e questo insegnò Rodari ai suoi piccoli lettori; questo


era l’intento dei suoi giochi di parole, della sua Grammatica   della   fantasia:  “svelare  tutti  gli  usi  della parola  a   tutti”  voleva dire insegnare a immaginare mondi differenti, servendosi di quei ponti che legano le immagini - fatte di visioni, di suoni, di emozioni, di ricordi - con le parole. Le tecniche surrealiste che Rodari utilizzava e di cui scrisse con tanta generosità nella Grammatica  della Fantasia,  erano volte a questo scopo. Non erano solo un gioco e non erano un gioco come un altro. Erano il modo che Rodari trovò perché i meccanismi della creatività umana, rivolti ad un cambiamento sociale collettivo e radicale, potessero sopravvivere ad una fase così contraddittoria come fu quella della seconda parte del secolo scorso, nel mondo ed in Italia. Furono parte del lascito che Rodari consegnò nelle mani di un’intera generazione e che è ancora vivo. Quel misto di allegria e di fiducia nella nostra capacità di costruire un mondo nuovo insieme agli altri, che riemergere quando torniamo a leggere le sue filastrocche. Ed è un mondo che può nascere perché basato su alcuni capisaldi morali, che Rodari tornò sempre ad evidenziare e che sono gli stessi che noi proponiamo: schierarsi contro la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, contro lo sfruttamento, l’ignoranza e contro l’arroganza delle guerre, dell’imperialismo. Gianni Rodari mantenne sempre fede a questa scelta, esprimendola nei modi più adeguati ad una realtà che cambiava e che gli proponeva spazi differenti d’azione. Anche per noi la sfida è questa: trovare la forma adeguata al presente per dare forza alle nostre convinzioni. Ma Gianni Rodari, per noi che ci apprestiamo a dar vita ai Pionieri del Futuro, è ancora qualcosa di più: fu l’autore del Manuale del Pioniere e si occupò dell’Associazione Pioniere d’Italia dirigendone il giornalino. Resta dunque uno dei nostri punti di riferimento più prossimi e originali, una fonte di ispirazione preziosissima e continua.


L’ASSOCIAZIONE PIONIERI D’ITALIA


Storia dell’Associazione Pionieri d’Italia

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L’emblema dell’API era una quercia con sette stelle, a ricordo dell’ecidio dei fratelli Cervi e del loro esempio

1945-49 Nell’impetuoso sviluppo del movimento popolare e operaio conseguente alla Lotta di Liberazione, all’abbattimento del fascismo e alla lotta per la Repubblica, i ragazzi costituiscono in varie zone d’Italia dei primi nuclei organizzati. E’ un movimento spontaneo, che assume varie denominazioni: Piccoli Garibaldini, Speranze d’Italia, ecc. A Reggio Emilia so verifica per la prima volta un collegamento organico del movimento infantile e di quello dei giovani e degli adulti, sulla base di un serio impegno e chiare prospettive. Al villaggio Pistelli, alla periferia della città, il 14 maggio 1947 sorge l’Associazione Pionieri d’Italia. Quasi contemporaneamente ne sorge una nel rione Santa Croce, a Firenze. L’API comincia a collegare i vari gruppi, offre loro una direzione, un orientamento generale. li aiuta a inserirsi nel mondo degli adulti. 1949 Si costituisce ufficialmente l’organizzazione nazionale dell’API con funzioni centrale e provinciali (segretario generali Carlo Pagliarini). L’API si pone, come superiori momenti ideali, entro i quali operare, la lotta per la democrazia, la ricostruzione del Paese, la Costituzione, l’emancipazione operaia. Organizzata in reparti, Comitati provinciali, Consiglio nazionale, è aperta a tutti i ragazzi dai 7 ai 15 anni. Il reparto comprende ragazzi ragazzi che abitano nella stessa località (villaggio, quartiere, strada). La direzione del reparto elegge un suo comando e svolge attività sportive, ricreative, culturali. 1950 Prima riunione del Consiglio nazionale API. I ragazzi iscritti sono 123.00. Esce il settimanale Il Pioniere, diretto da Gianni Rodari. 1951 L’API è presente in tutte le province italiane salvo 5. I tesserato salgono a 171.00, dei quali 138.00 pionieri e 33.000 Falchi rossi, un’organizzazione ispirata dal Partito Socialista, federata all’API. A Bologna, per esempio, i tesserati sono11.000, con una trentina di filodrammatiche, una trentina di gruppi di traforisti, 15.20 di ricamatrici, 10 di disegno, 40balletti, 60 squadre di calcio, e numerosi gruppi di staffette, i pionieri cioè che si incaricano di diffondere il loro settimanale, che ha ormai raggiunto le 70.000 copie settimanali. 1

Scheda informativa inserita nel libro di Marcello Argilli a cura di Gianni Rodari I Pionieri di Vallescura , edito nelle edizioni

scolastiche di Bruno Mondadori,1977


Da parte conservatrice e clericale si scatena un’offensiva contro l’API, con falò del settimanale e denunce di dirigenti, i quali, trascinati in Tribunale, per subire processi assurdi, sono assolti. 1954 Gli iscritti all’API assommano a 153.480, dei quali 13.850 Falchi rossi. I 139.630 pionieri sono così distribuiti: 86.740 al Nord, 28.890 al Centro, 24.050 al Sud. 1956-57 L’API si impegna sempre più a confrontarsi con la scuola e ad elaborare una piattaforma pedagogica e didattica di ispirazione socialista. 1960 Il PCI scioglie l’API a causa di difficoltà economiche che allora attraversava, e anche per una discutibile valutazione di cosa rappresentava il movimento dei Pionieri. L’API cessa di esistere come organizzazione nazionale, con una direzione centrale: sussistono, dove ne hanno la possibilità, le organizzazioni provinciali. 1962 Il settimanale Il pioniere cessale pubblicazioni. 1977 Organizzazioni di Pionieri sono attive a Bologna, Carpi, Reggio Emilia, Pavia, Gorizia, Livorno, Ventimiglia ecc.


I Pionieri: un cuneo nel partito di Togliatti Nella foto Papà Cervi e i Pionieri

Studiare la storia dei Pionieri è come studiare un microcosmo nel quale ritrovare vicini, e quindi più facilmente comprensibili, tutti gli elementi che agitarono il movimento comunista italiano tra gli anni che seguirono la seconda guerra mondiale e i primi anni ’60. Anni importanti, perchè furono quelli che delinearono e videro la messa in pratica di una strategia che ancora non ha finito di dipanare i suoi effetti. Anni in cui alcune opzioni furono accantonate e altre portate avanti. Molte volte ci siamo trovati a pensare che il periodo più proficuo in cui andare ad indagare la politica, la società e la cultura italiana per provare a riannodare i fili del nostro impegno siano proprio quelli. E allora, studiare una realtà concreta, con una sua storia, con dei protagonisti di grande valore, come furono innanzi tutto Gianni Rodari, ma anche Marcello Argilli, Claudio Pagliarini, Dina Rinaldi, ci potrà essere di grande aiuto. Vedremo sotto i nostri occhi riaccendersi vicende reali, vive, nelle quali le scelte strategiche del PCI segnarono le vite e l’impegno di molti.Approfondendo ciò che fu l’esperienza dei Pionieri in Italia nel secondo dopoguerra, ci andremo a confrontare, inevitabilmente, con quelle che furono le conseguenze dell’apertura verso il mondo cattolico del partito nuovo di Togliatti. L’esperienza dei Pionieri fin dal suo inizio fu segnata dai motivi che avrebbero poi portato alla sua fine, che furono due, strettamente collegati tra loro. Il primo fu che la dirigenza del partito non volle credere fino in fondo a questo progetto, il secondo che questo progetto fu ostacolato con tutti i mezzi, leciti e illeciti dalla Chiesa cattolica. Il rapporto tra PCI e chiesa cattolica, l’apertura di credito che Togliatti diede alla cultura cattolica, fu un asse fondamentale della democrazia progressiva, uno degli assi strategici di quel partito nuovo che si propose di ricostruire e gestire il Paese insieme agli altri partiti democratici. La democrazia progressiva mirava a riformare lo stato borghese tramite conquiste successive, migliorando gradualmente le condizioni di vita della classe lavoratrice e occupando in maniera via via più ampia posizione di potere, non solo negli organi legislativi, ma in tutti gli apparati statali e nella società nel suo complesso. Una politica dettata da molti fattori, nazionali e internazionali e che poneva la necessità di una mediazione di lungo periodo con la borghesia e la borghesia si raccoglieva in quegli anni, nei suoi interessi e nella sua ideologia, in grande misura intorno alla chiesa cattolica. Ma c’era una dialettica interna al Partito e una capacità delle masse di organizzarsi intorno al PCI che premeva in una direzione di maggiore conflittualità, di indipendenza rispetto alle compatibilità borghesi e questa autonomia si espresse anche con l’esperienza dei Pionieri. Il lavoro con i più giovani e il loro protagonismo entrò da subito in conflitto con l’attività svolta dalle


parrocchie, perché diverse e inconciliabili erano le proposte educative e morali in campo. I ragazzini che si organizzarono intorno al Partito Comunista furono un’alternativa ad un modo principalmente cattolico di crescere, che vedeva – e che vede ancora – il desiderio di gioco, di partecipazione e di socialità incanalati in un modo ben preciso, dove le parole d’ordine della morale cattolica di posporre il bene dell’umanità ad un regno che non è di questa terra sono assimilate, dove al posto del protagonismo di instilla l’umiltà e poi il perdono per i mali ricevuti. Dove, in ultima analisi, si controlla e si dirige il senso comune, come i tratti profondi della personalità di ognuno, verso atteggiamenti che non mirano certamente alle assunzioni di responsabilità sociali volte ad una conflittualità di classe. La possibilità che i bambini potessero crescere assimilando un diverso orientamento morale fu considerata negli ambienti cattolici un pericolo talmente grave da scatenare una reazione violentissima. Particolarmente nel Veneto, in una zona dove da sempre la lotta di classe si era espressa con accenti anticlericale. Furono scritti, da sacerdoti, libelli in cui si calunniavano pesantemente i giovani dirigenti dell’A.P.I. Li si accusò di istigare i bambini a comportamenti licenziosi e si arrivò ad un processo che portò all’assoluzione dei ragazzi, ma che minò l’esperienza dei Pionieri. Nel resto d’Italia nelle parrocchie si bruciavano le copie del giornalino dell’associazione e le opere di Gianni Rodari. Lo stesso Rodari subì in quel periodo la scomunica vaticana. Quando poi si profilò la possibilità di un primo governo di centro sinistra, la Federazione Giovanile Comunista Italiana decise che era arrivato il momento di chiudere l’esperienza dei Pionieri, cedendo alle pressioni degli ambienti clericali. Il Partito Comunista decise di optare per un impegno nella riforma della scuola, decise insomma di dare, anche in questo settore, seguito alla politica della democrazia progressiva, scelse la trasformazione progressiva, ma ovviamente parziale, di una delle istituzioni centrali dello Stato, e scelse di farlo abbandonando la possibilità di organizzare autonomamente i più piccoli, abbandonando la possibilità di avere una sua autonoma proposta educativa. Lasciò che solo alla Chiesa cattolica fosse riservato il privilegio di organizzare capillarmente sul territorio, grazie alla rete degli oratori, le attività extrascolastiche dei ragazzini, mentre all’interno della scuola l’impegno dei docenti e dei genitori comunisti, di sinistra e laici dovette sempre misurarsi con la persistenza dell’insegnamento della religione cattolica e con il permanere nei programmi e nei testi scolastici di un substrato morale legato al cattolicesimo. Certamente la strada dell’impegno nella riforma della scuola dette i suoi frutti, grazie anche all’impegno incessante che Gianni Rodari profuse in questo progetto. Ma la subalternità dei comunisti in questo ambito si è delineata negli anni. Alla mancanza di una coerente visione di classe sulla scuola, mai come oggi evidente, si è sommata la perdita di quegli strumenti pedagogici, teorici e di prassi, che solo un’organizzazione autonoma avrebbe potuto tenere vivi. Recuperarli e aggiornarli al presente è il compito che ci assumiamo.


Il giornalino del Pioniere e la polemica Jotti-Rodari sul fumetto Negli anni ’50 in Italia si accese la polemica sul fumetto e anche Nilde Jotti prese posizione al riguardo, con un articolo su Rinascita. Ne citiamo un passo: “si dice che i fumetti piacciono ai bambini ed è naturale, appunto, perché la mente del bambino è primitiva. (…) Il fumetto afferra la mente attraverso poche immagini e sostituisce una serie violenta di queste immagini alla ricerca dei particolari, di una logica e di un processo discorsivo”. L’articolo divenne famoso perché fu l’origine di una polemica interna al PCI. Gianni Rodari si sentì chiamato in causa e inviò una risposta che fu sì pubblicata, ma con una postilla, che venne attribuita a Togliatti, che respingeva le tesi di Rodari: non   ci  sentiamo  di  condividere  la  posizione  del  Rodari  (…)  non  metteremo  in  fumetti  la storia del nostro partito o della rivoluzione e che concludeva con una critica ai giornali di sinistra che pubblicano fumetti e che vengono distribuiti attraverso “reti proprie propagandistiche”. E qui il riferimento al Pioniere, organo dell’A.P.I., diretto da Gianni Rodari è chiarissimo Se dunque Nilde Jotti, deputata di Reggio Emilia, ossia della patria dell’organizzazione dei Pionieri, è lontana da ogni idea di protagonismo infantile, e in questo erede della cultura cattolica in cui si è formata, Togliatti rincara la dose richiamando all’ordine Rodari, in relazione ad una ulteriore politicizzazione dell’organizzazione dei Pionieri e del suo organo di stampa. Questo sebbene il Pioniere di Rodari avesse trovato, in quell’uso progressivo della fantasia peculiare di tutta l’opera rodariana, la giusta cifra per affrontare insieme ai bambini temi politici e sociali, senza ricorrere all’ indottrinamento ideologico. Più che la rivoluzione russa a fumetti venivano pubblicate le storie di Cipollino, un ortaggio che trova il coraggio e l’allegria per opporsi al potente Pomodoro. Fu con queste storie, dove la fantasia assurge al suo ruolo di capacità di prefigurare un futuro differente e migliore, per il quale lottare, che Rodari divenne famoso, prima in Unione Sovietica e nei Paesi dell’Est e solo dopo in Italia. Forse proprio quest’enorme apertura di credito verso Rodari da parte dei sovietici rese possibile che l’esperienza dei Pionieri andasse avanti ancora un po’. Forse pensava a questo e a quanto invece la sua figura di autore fosse relegata alla serie B della letteratura per l’infanzia, quanto scrisse in una lettera ad Arpino, nel suo solito stile ironico e lieve:


«Mi viene  da  ridere  ogni  volta  che  apprendo  notizie  del  monumento  equestre  o pressappoco che mi viene quotidianamente innalzato  nell’Unione Sovietica». Fortunatamente Rodari ha poi posto solidissime radice anche in Italia, seminando nel cuore di molti la necessità di tornare sempre ad immaginare un futuro migliore e a lottare per costruirlo, collettivamente. Ma per farlo dovette cercare altre strade, perché quella prima esperienza con i Pionieri, come sappiamo, finì troppo presto.

Filastrocca del Pioniere Che cos'è? Un carabiniere? Un brigante col trombone? Un ginnasta o un pizzardone?", "Ma la smetta per piacere! Lei non sa che sia il pioniere? E' il giornale dei ragazzi, per il qual tutti andran pazzi. Un giornale? Un giornalissimo, per il mondo giovanissimo, Lei potrà vederlo tosto: uscirà la fine d'agosto. E se non è troppo distratto ora le spiego com'è fatto." "Sarà dei soliti giornaletti, con le parole nei fumetti...", "Avrà i fumetti, questo è pacifico, però sarà un giornale magnifico: sei romanzi d'avventure, con bellissime figure e ogni sorta di personaggi, pellerossa, indiani, selvaggi, bianchi, negri, così così, e perfino uomini di...". "Che uomini?". " Ahi! Non mi strappi il braccio perfino uomini di ghiaccio. Foreste vergini città sepolte, navi corsare a vele sciolte... Per riposare di tanti strapazzi ha personaggi buffi e pazzi: Candido, Sambo, Cipollino, Pero Pera che suona il violino, Palatina e il sor Pomodoro che tiene molto al suo decoro". "io protesto, se lei permette la cultura dove la mette?". "Nel Pioniere, non abbia paura, c'è posto anche per la cultura La Storia d'Italia in poesia...".


"La storia in versi? Mamma mia!". "Non c'è ragione di temere: l'ha scritta Alberto Cavaliere. Poi, spiegata per filo e per segno, ecco la scienza, tutta in disegno. Poi lo sport: un manuale a fumetti per diventar calciatori perfetti, la vita di Coppi romanzata in otto puntate raccontata. E dopo Coppi, naturalmente, Bartali e tutta quell'altra gente". "Quanta roba, poffarbacco! Batterà tutti per distacco". "Caro Signore, lei deve sapere che proprio questo è un Pioniere il primo in tutto, il più coraggioso il più giusto, il più generoso, primo a scuola, già si sà, e nell'amare la libertà". "E quando arriva? Tardi o tosto?". "Gliel'ho già detto: a fine agosto!". pubblicata in Noi Donne, 3 settembre 1950.


I PIONIERI DEL FUTURO La nostra proposta pedagogica per i bambini di oggi


★ I PROTAGONISTI ✓ I Pionieri del Futuro. Le attività per fasce d’età. Tutti bambini e i ragazzi dai 7 ai 13 anni possono diventare Pionieri del Futuro, una volta che abbiano aderito all’ Invito dei Pionieri (vedi più avanti). Le attività saranno però diverse per i bambini fino agli 11 anni, rispetto a quelle dei ragazzi più grandi. I più grandi si riuniranno nella stessa sede dei più piccoli, ma in orario diverso e potranno svolgere attività similari. In più, aiuteranno le attività dei piccoli e si dedicheranno con maggior approfondimento ad attività internazionaliste e di solidarietà. In particolare, verrà loro proposto un gioco di ruolo, a cui stiamo lavorando, in cui, divertendosi, acquisiranno competenze sulle dinamiche economico-politiche più attuali. Oltre a ciò, cureranno i rapporti internazionali con i Pionieri di altri Paesi, con scambi epistolari e quant’altro, aiutando in questo anche i più piccoli. Alle attività specifiche dei ragazzi dai12 ai 13 anni sarà dedicato il prossimo opuscolo.

✓ I dirigenti dei Pionieri del Futuro I dirigenti dei Pionieri del Futuro, una volta che la nostra esperienza sarà andata a regime, saranno preferibilmente ragazzi e ragazzi che da piccoli siano stati Pionieri. In questa prima fase saranno invece adulti o giovani adulti che si riconoscano nella nostra proposta pedagogica e nei valori ne sono alla base. Per ogni Reparto ci dovranno essere da 2 a 5 Capi Reparto, uno di essi sarà il responsabile. I dirigenti dei Pionieri del Futuro, che i ragazzi conosceranno come Capi Reparto, svolgono la funzione di educatori. Ogni adulto, in relazione ai bambini, dovrebbe assumere su di sé questa funzione, ma sappiamo come non sempre sia così. Specificatamente, le caratteristiche di chi vuole diventare dirigente dei Pioniere del Futuro, ossia di un’agenzia educativa che persegue una sua specifica linea pedagogica, saranno quelle di aver assimilato i principi guida della nostra pedagogia: - aver fiducia nell’essere umano e specificatamente nei bambini e nei ragazzi e nella loro


capacità di dar vita ad un collettivo. Riportiamo a questo proposito, come faremo spesso in questi paragrafo, un brano del Manuale del Pioniere di Gianni Rodari . Una qualità  fondamentale  per  i  dirigenti  dei  Pionieri  é  la  fiducia  nei  ragazzi,   nelle  loro possibilità,  nelle  loro  capacità,  nella  loro  ansia  continua  di  fare,  di  cercare,  di  ordinare, nella loro fantasia, nella loro serietà, nella loro lealtà. Il ragazzo che sente la vostra fiducia acquista senso di responsabilità e di iniziativa. La  Fiducia  reciproca  tra  il dirigente e  i ragazzi trasformerà  il Reparto in un vero  collettivo, cioè  in  una  famiglia  in  cui  nessuno  si  sente  trascurato  o  inferiore,  in  cui   tutti  sono ugualmente meritevoli, ugualmente in grado di contribuire al successo comune. La  fiducia   nei  ragazzi  inoltre  è  il  mezzo  migliore  per  ispirare  loro  nobiltà   di  sentimenti  ed azioni corrispondenti - I dirigenti devono essere capaci di insegnare ai ragazzi il metodo della critica e dell’autocritica in funzione degli interessi del collettivo. Ogni qual volta si accenda una discussione tra i bambini, essi si devono sentir liberi di esprimere i loro pareri, così come dovranno sentirsi liberi di esprimersi verso ogni forma di autorità interna alla nostra organizzazione: dovranno  sentirsi  liberi  di esprimere il loro pare su tutto  e esprimere la loro opinione  senza soggezione  in  qualsiasi   circostanza.  Questo  non  significa  abituare  i  ragazzi  alla “sfacciatagine”,  secondo  i  vecchi  pregiudizi,  ma  abituarli  alla franchezza,  al  rispetto della propria  personalità  e  di   quella  degli  altri,  all’esercizio  dei  propri  diritti.  Può  darsi  che  ad un  certo punto un ragazzo  abusi di questo diritto  e faccia cattivo  uso  della  libertà  di parola e  di  critica:  a  questo  punto  non  servirebbe  a  nulla  intimargli  brutalmente  il  silenzio  o redarguirlo  bruscamente.  BAsta  metterlo  di fronte alle  conseguenze del  suo comportamento sulla  vita  del  reparto,  chiedergli  seriamente  se vuole  contribuire al  successo del  reparto  ed affidargli responsabilità precise. (...)Inoltre,  quando  si  spiega  ai  ragazzi  la  loro   libertà  di critica  e di parola,  si  parlerà  loro molto  seriamente,  perché   essi  capiscano  a  fondo   l’importanza  di  tale  libertà  e  ne facciano buon uso. L’abitudine  dell’esercizio  della  democrazia,   della   critica  e  dell’autocritica,  stimola potentemente  lo  sviluppo  educativo  dei  ragazzi:  li  rende  coscienti  di  sé  stessi,  responsabili delle  loro  azioni;  distrugge  in essi le  timidezze  eccessive e dannose,  corregge le  esuberanze e  rafforza  il  sentimento  del  collettivo:  insomma  crea  delle  vere  personalità  e  non  delle mascherine che ripetono tutte la stessa canzone. - Sebbene la nostra proposta pedagogica miri a fare dei bambini dei soggetti capaci di organizzarsi collettivamente, il ruolo degli educatori resta un ruolo molto attivo: gli educatori devono sostenere i bambini nelle loro iniziative, ma anche fornirgli proposte di lavoro e


scadenzare le attività, fornirgli un percorso condiviso. Questo faciliterà il formarsi di un senso del collettivo che dovrà essere percepito dai ragazzi come formato non solo dal loro reparto ma da tutti i reparti italiani, da tutti i Pionieri del mondo e che si muove all’interno di una realtà sociale. - Per fare questo il dirigente dovrà provvedere a pianificare gli incontri dei Pionieri del Futuro, avendo ben chiaro in mente il possibile svolgimento delle attività, ma rimanendo sempre pronto a cogliere i suggerimenti dei bambini e a lasciare che siano essi a condurre il gioco ogni volta che se ne mostrano capaci. Questa dialettica organizzativa tra educatore e ragazzi sarà il fulcro della nostra identità. Per avere un’idea concreta delle possibilità insite in questo percorso pedagogico invitiamo i nostri Capi Reparto alla visione del film Diario di un Maestro di Vittorio de Seta e soprattutto alla lettura del libro che lo ispirò: Un anno a Pietralata di Albino Bernardino. In queste opere, infatti, i metodi attivi, che ancora, anche se in minima parte, riechegiano nelle attività pedagogiche e didattiche italiane, sono riportati ad una matrice collettiva.Va da sé che anche le opere di Mario Lodi rientrano in quel bagaglio culturale e pratico, di prassi, che il movimento democratico degli insegnanti e in particolar modo dei maestri produsse in Italia. Ciò che dobbiamo però ricordare è che la nostra non è un’esperienza scolastica, didattica, e che questo libera noi e i bambini da molti vincoli rendendoci liberi di esplorare con i tempi e i modi che riteniamo più adeguati tutto ciò che potrà accendere la curiosità dei bambini. - nel pianificare le attività i nostri educatori dovranno sempre tenere a mente che il bambino ha bisogno di movimento. Riportiamo ancora una volta un brano del Manuale di Rodari: Tutta l’infanzia  è  dominata   dal  bisogno  di  movimento.  Se  l’adulto  può  rimanere  fermo parecchie  ore,  il  ragazzo  non  lo  può.  Obbligando  continuamente  il  ragazzo  a  rimanere fermo  si  comprime  la  sua  attività fisica  come il  vapore in una  caldaia. Osservate i ragazzi  a scuola,  quando  dopo  ore  di  lezione  vengono  mandati  alla  ricreazione:  essi  si  mettono   a correre  e  ad  urlare  disordinatamente,  per  il  solo  bisogni  di  correre  e  di  far  chiasso,  di sfogare  il  loro  prepotente  bisogno  di  moto.  Solo  dopo  qualche  minuto  essi  cominciano  a giocare più tranquilli. Un’altra forma del bisogno di moto è il bisogno di attività. (...) Lo  stesso  bisogno  di  moto  si  riflette  nella  vita  intellettuale  del  ragazzo,  che  è una  continua ricerca,  una  continua  marcia  in  avanti,  di curiosità  in curiosità,  di avventura in  avventura. Non  bisogna   soffocare  questo  slancio,  ma  essere  sempre  pronti  ad  assecondarlo  e  ad orientarlo nel modo migliore. - Il dirigente deve sforzarsi di conoscere i bambini e i ragazzi, il loro mondo, i loro giochi, le loro abitudini, in costante mutamento. Per questo essere un membro attivo della nostra organizzazione, che deve crescere con il contributo di tutti.


Per questo deve non solo osservare i ragazzi, comunicare con loro, ma leggere i testi suggeriti dalla struttura nazionale e i bollettini con cui sarà costante la comunicazione. Dovrà inoltre fungere da collegamento tra le strutture territoriali e quelle centrali producendo comunicazioni per gli altri dirigenti, ove abbia messo in atto nel proprio reparto attività interessanti da condividere, quando abbia suggerimenti o voglia proporre un tema di discussione. Ogni contributo dovrà essere inviato alle strutture centrali che provvederanno a inserirlo nei nostri bollettini. Dovrà inoltre partecipare, nei limiti delle sue possibilità, ai momenti formativi che si organizzeranno.

★ L’ADESIONE DEI BAMBINI AI PIONIERI DEL FUTURO ✓ Invito a tutti i bambini ! La filastrocca che riportiamo di seguito - Vieni con noi: verso il futuro! - presenta ai bambini l’attività dei Pionieri del Futuro. Verrà letta nella prima riunione di ogni reparto e al momento dell’ingresso di ogni nuovo bambino. Dopo ogni strofa si lascerà che i bambini rispondano all’invito che viene loro rivolto, in maniera positiva o negativa. Se ci sono delle risposte negative o dei dubbi si potrà aprire una discussione, breve e serena, tra i bambini. Non c’è bisogni che tutti bambini aderiscano ad ogni invito. L’importante è che si formi in loro, gradatamente, non solo nella lettura della filastrocca, ma soprattutto nelle attività concrete del Reparto, la consapevolezza di ciò che gli viene proposto.

Vieni con noi: verso il futuro ! I Pionieri sono bambini che si organizzano per giocare, per conoscere il mondo e per renderlo un posto migliore. Ti va di venire con noi ?


E iniziano con quello che gli è più vicino: la sede da trovare e da far diventare più bella, le strade del loro quartiere, le regole nel loro gruppi di amici. Perché sono bambini e i bambini son fatti così: per loro il mondo non si cambia a parole o in posti lontani ma mettendoci le mani e cominciando da qui. Che dici ? Vuoi darci una mano anche tu ? Per cambiare le cose i Pionieri usano fantasia, coraggio e onestà e lavorano insieme perché stare insieme li rende forti e tanti occhi vedono meglio di uno! E tu, vuoi essere uno di noi? Il Pioniere ama conoscere il mondo e per questo ama studiare, Allora, che dici, vuoi essere Pioniere anche tu ? Ritaglia con noi il tuo fazzoletto ti servirà a ricordare che vuoi essere felice insieme ai tuoi amici: i Pionieri di tutto il mondo ! e a tutti quelli che lavorano e lo mandano avanti, il mondo, proprio questo mondo qui ! senza voler sfruttare nessuno e senza volere le guerre. anche se a volte se lo dimentica. Ma lo studio non si fa solo sui libri: si studia anche con le mani che vogliono giocare, con le gambe che vogliono correre, con le labbra che vogliono ridere, con i denti che vogliono masticare … Si studia a casa a scuola in cortile e al parco: ogni volta che c’è qualcosa di nuovo da imparare: un nuovo gusto di gelato, una farfalla con nuovo colore nelle ali, un nuovo modo di fare gol, noi ci mettiamo a “studiare” e ci divertiamo un sacco. Che dici, vuoi “studiare” così anche tu insieme a noi ? I Pionieri sono amici, perché imparano a conoscersi facendo insieme le cose, aiutandosi e dando ognuno il meglio di sé, anche quando sembra che non c’è. Un bel modo di fare amicizia, non trovi ? I Pionieri conoscono il valore del lavoro. E’ con il lavoro che l’essere umano ha reso la sua vita più bella e sicura,


l’ha resa anche un’avventura ! Vuoi darti da fare con noi ? I pionieri non amano chi sfrutta il lavoro degli altri per diventare ricco da solo, e neanche chi sfrutta la sua forza per sottomettere i deboli. La guerra invece, la detestano proprio! Perché si fa per prepotenza e fa nascere infinito dolore e noi invece vogliamo essere felici e vogliamo che lo siano tutti, non solo i più prepotenti o i più furbi. E tu, vuoi essere felice, insieme a noi e a tutti i Pionieri del mondo? I Pionieri non sono mai soli ci sono Pionieri in tante parti del mondo in tanti altri angoli di questa Terra e sono tutti fratelli, fratelli contro la guerra. Ora annodalo al collo il tuo fazzoletto rosso e vieni vieni con noi: verso il futuro !

✓ I bambini ritagliano il fazzoletto Al termine della filastrocca si invitano i bambini a ritagliare il loro fazzoletto. Per il momento il fazzoletto non sarà quello rosso che verrà consegnato solo al momento della promessa. Verrà consegnata ad ogni bambino la sagoma in cartoncino di un triangolo isoscele di base100 cm e altezza 30 cm - le dimensione che ha il fazzoletto dei Pionieri in ogni parte del mondo - e lo si aiuterà a ritagliarlo nella stoffa. (Un consiglio: servendosi di forbice apposite, con la lama quadrettata, si eviterà il pericolo che i bambini si facciano male e non si dovranno fare gli orli al fazzolletto, che sarà cos’ subito pronto). Se si usa un solo pezzo di stoffa per vari bambini, l’attività di inserire più fazzoletti possibili in uno spazio limitato sarà il primo problema che i nuovi Pionieri dovranno risolvere, collettivamente e con l’aiuto degli adulti, dando così forma alle parole della filastrocca.


✓ I bambini imparano a fare il nodo al fazzoletto fanno il loro ingresso ufficiale nei Pionieri del Futuro ! In tutto il mondo i Pionieri eseguono nello stesso modo il nodo del loro fazzoletto. Nell’illustrazione le 5 mosse per un nodo perfetto ! ( Ci vuole un po’ di allenamento, ma sarà divertente. ) Una volta che i bambini siano riusciti tutti ad indossare correttamente il loro fazzoletto, si procederà ad un a piccola cerimonia, in cui si darà il benvenuto ai nuovi Pionieri del Futuro, consegnando a ciascuno una copia della filastrocca e invitandoli a fare un passo avanti dicendo: Verso il futuro !

★ NASCE IL REPARTO Una volta che un gruppo di bambini ha aderito all’iniziativa dei Pionieri del Futuro, nasce un Reparto. Le prime riunioni saranno tra le più importanti: i bambini impareranno a prendere decisioni collettive, sceglieranno il nome del Reparto, le loro attività e verranno distribuiti gli incarichi. Certamente non li lasceremo soli in questi momenti, daremo loro suggerimenti e cercheremo di valorizzare le loro capacità. E’ importante che in questa prima fase i Capi Reparto preparino un programma molto dettagliato, anche se flessibile, delle attività e che abbiano ben chiaro il loro ruolo che è quello di: - facilitare l’organizzazione del gruppo; - fornire indicazioni e competenze quando necessario; - richiamare i bambini alle scelte che hanno compiuto con la loro adesione ai Pionieri del Futuro e ad altre eventuali regole che il gruppo si darà; - dare il giusto ritmo alle attività, che vuol dire essere pazienti quando i bambini lavorano, lasciare che i bambini possano avere momenti di svago e saper riprendere le attività al momento opportuno. Rimandiamo per questo tema anche al paragrafo Il ritmo delle attività di Reparto.

✓ Il primo Fuoco e la scelta del nome Sempre durante la prima riunione e subito dopo l’adesione dei bambini ai Pionieri del Futuro, che si conclude con la “cerimonia” della consegna della filastrocca e del saluto, ha inizio il primo Fuoco. Sarà questa l’occasione per raccontare la storia di un personaggio che, se i bambini saranno d’accordo, darà il nome al


reparto. La scelta del personaggio andrà dunque fatta andando incontro ai gusti dei bambini. Ovviamente, come in ogni attività pensata per i più piccoli, bisogna essere sempre pronti ad improvvisare, a cambiare programma, se le cose andranno diversamente da come abbiamo previsto. Se i bambini indicheranno un altro nome, è probabile che sia quello giusto !

✓ La sede del Reparto La sede del Reparto dovrà essere uno spazio adeguato alla presenza dei bambini e dove essi si possano muovere in completa libertà. Se lo spazio è condiviso e vi si svolgono altre attività, i bambini devono comunque poterlo considerare il loro spazio, dove ritrovare il loro materiale così come lo hanno lasciato: ritrovare i loro cartelloni appesi al muro, ad esempio. Fate dunque in modo che almeno una parte del locale possa essere considerata da tutti come spazio dei Pionieri del Futuro. Per tutto ciò che riguarda invece le caratteristiche legate alla sicurezza, rimandiamo alla prossima pubblicazione in cui i compagni avvocati ci suggeriranno le migliori soluzioni sia riguardo alla sede, che alle assicurazioni e alle caratteristiche associative.

✓ Il ritmo delle attività di Reparto Promemoria       Ci sono cose da fare ogni giorno:        lavarsi, studiare, giocare,        preparare la tavola,        a mezzogiorno.        Ci sono cose da fare di notte:        chiudere gli occhi, dormire,        avere sogni da sognare,        orecchie per non sentire.        Ci sono cose da non fare mai,        né di giorno né di notte,        né per mare né per terra:        per esempio, la guerra Questa poesia di Rodari rende perfettamente il senso di questo paragrafo. Indicata, con quel senso musicale che è proprio dell’autore, l’adesione giocosa alla necessità di ritmare le attività dei più piccoli, che va di pari passo alla scelta morale dei contenuti delle attività. E’ questo il senso, a cui i bambini partecipano con naturalezza, dello scadenzare le attività: dare una forma, condivisa e ritenuta giusta, alle energie di ognuno, per rendere armonico il lavoro di un gruppo. I momenti attraverso i quali ritmeremo le attività saranno: ◆ Il saluto iniziale ◆ cerchio per decidere le attività della giornata e l’incaricato le scrivere sul tabellone ◆ attività della giornata


◆ ◆

momento dedicato alle attività dei responsabili degli incarichi: aggiornamento del Giornale di Bordo, del Libro dei Conti e del Quaderno dei Pionieri; attività prestito e restituzione libri; ripasso delle parole delle canzoni ecc. ◆ il riordino della sede ◆ Relazione dei responsabili degli incarichi sul lavoro della giornata ◆ il saluto finale

★ GLI INCARICHI DI REPARTO E I BREVETTI La vita del Reparto prevede alcuni incarichi fissi da affidare ai ragazzi: il responsabile del Giornale di Bordo; il Tesoriere; il Bibliotecario; il Responsabile del coro; il responsabile dei programmi giornalieri o di di attività e via via il Responsabile per ogni attività specifica che i ragazzi intraprenderanno. Ogni bambino che è responsabile di un settore deve incaricarsi del corretto svolgimento di ciò che gli è stato affidato. Il responsabile del Giornale di Brodo sarà colui che dovrà sincerarsi che ogni avvenimento importante sia registrato; il Tesoriere terrà i conti delle entrate e delle uscite del Reparto e potrà proporre iniziative per l’autofinanziamento; il bibliotecario sarà colui a cui si rivolgeranno i bambini che vorranno un libro in prestito e che ricorderà ai bambini le date delle restituzioni e segnalerà gli eventuali ritardi ai Capi Reparto; il responsabile del coro avrà in custodia gli spartiti, li consegnerà ai bambini al momento di cantare e dovrà aiutare gli altri a ricordare le parole delle canzoni, e così via. Ovviamente saranno i Capi Reparto che aiuteranno i responsabili di settore a redimere le questione più complesse, se il bambino o se il reparto si dovessero trovare in difficoltà.Alla fine di un periodo di incarico il bambino riceve il brevetto relativo e l’incarico passa ad un altro bambino.

Responsabile della programmazione delle attività

E’ questo un incarico molto importante per la vita di reparto, da affidare ad un Pioniere del Futuro esperto o da mantenere come in carico dei Capi. Chi si occupa di programmare le attività, non solo scrive sul tabellone affisso nel reparto il programma, della giornata o di un tempo più lungo o di una singola attività così come viene deciso dal Reparto, ma aiuta il Reparto a mantenere fede agli impegni che vengono scritti, richiamando i Pionieri al rispetto dei tempi. In questo modo acquista anche la percezione di quali siano i carichi di lavoro che il Reparto riesce a portare a termini e quali no e può cominciare a dare suggerimenti in fase di stesura del programma. Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Maestro del Tempo.


Responsabile del Diario di Bordo

Nel diario di bordo verranno registrate tutte le attività svolte dal reparto. Verranno messe in evidenza le mete raggiunte e non verranno mai trascritti i programmi, ma appunto solo gli obiettivi, anche parziali che sono stati raggiunti. Nel Diario di Bordo potranno essere inseriti anche immagini, ovviamente, per meglio documentare le avventure del Reparto e vi saranno apposte le firme degli eventuali ospiti del Reparto. Il Diario di Bordo sarà sempre a disposizione dei ragazzi che vorranno sfogliarlo, ma che dovranno imparare a considerarlo una preziosa documentazione ed un bene collettivo. Il responsabile del Diario di Bordo potrà avvalersi della collaborazione di altri bambini per redigerlo, soprattutto per quanto riguarda le immagini. Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Storiografo.

★ Responsabile dell’ annuario dei Pionieri del Futuro

Nel libro dei Pionieri del Futuro di ogni Reparto saranno raccolte le presentazioni di tutti i Pionieri: un disegno una frase, gli incarichi e i brevetti che hanno ottenuto e quant’altro il Reparto deciderà di dedicare al racconto di ognuno. Ad ogni bambino dovrà essere dedicato lo stesso spazio. Il bambino che avrà come incarico quello di curare l’annuario dei Pionieri del Futuro, dovrà occuparsi di fare i ritratti dei bambini e di aiutarli a descriversi con una frase. Terrà inoltre aggiornato l’annuario con le date in cui ogni Pioniere acquisisce i brevetti e prende la promessa. Sul prossimo bollettino riporteremo un modo facile e divertente per insegnare ai bambini a disegnare i ritratti dei loro compagni. Sarà anche un’introduzione al metodo dell’osservazione e classificazione che utilizzeremo in altri ambiti e che riprende alcuni principi del lavoro di Bruno Munari. Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Biografo.

★ Responsabile della biblioteca del Reparto

Ogni Reparto avrà la sua biblioteca con libri e film a disposizione dei ragazzi e dell’intero Reparto. Indicazioni per i titoli consigliati verranno stilate nel prossimo bollettino, intanto ci preme dire che ogni reparto dovrà arricchire la sua biblioteca con i libri e i film che meglio aiutino i ragazzi a documentarsi, a riflettere e a divertirsi in merito ai temi che hanno animato la vita del reparto e soprattutto le sue inchieste. Responsabile della biblioteca sarà il bibliotecario, colui a cui si rivolgeranno i bambini che vorranno un libro in prestito e che ricorderà ai bambini le date delle restituzioni e segnalerà gli eventuali ritardi ai Capi Reparto. Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Bibliotecario.

★ Il Tesoriere

Ogni Reparto avrà bisogno per portare avanti le sue attività di piccole somme di denaro. Compito del Tesoriere sarà quello di segnare le entrate e le uscite della cassa sul suo registro e quella di escogitare modi per raccogliere fondi con l’aiuto di tutto il Reparto. Nel prossimo bollettino daremo spazio a numerosi metodi con cui i bambini possono cimentarsi in questa attività, ma siamo sicuri che la creatività dei bambini a proposito sarà più fervida della nostra! Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Tesoriere


★ Il Maestro del Coro Il Maestro del coro sarà quel bambino a cui sono affidati gli spartiti. Ogni bambino riceverà infatti il suo spartito per ogni canzone e il Maestro del coro avrà cura di tenerli in ordine e di distribuirli ai suoi compagni prima delle esercitazioni. Inoltre il Maestro del Coro dovrà aiutare i suoi compagni nell’apprendere il testo delle canzoni e potrà utilizzare il tempo dedicato agli incarichi a questo scopo. Il brevetto che viene acquisito con questo in carico è quello di Maestro del Coro.

★ LE ATTIVITA’ DEL REPARTO ✓ Le inchieste L’inchiesta è forse l’attività più importante dei Pionieri del Futuro. E’ l’attività con cui i bambini imparano a porsi domande e a scoprire la realtà. Qualsiasi cosa può essere soggetto ad una inchiesta dei Pionieri del Futuro, a condizione che sia un tema che incuriosisca i ragazzi e che sia concretamente alla loro portata. Con le inchieste non vogliamo in nessun modo far “studiare” i ragazzi, ma vogliamo dare un metodo alla loro curiosità in modo che possa portarli a conoscere il mondo che li circonda. Potremo ad esempio indirizzarli a far un inchiesta partendo dalla fermata dell’autobus posta di fronte alla sede. Dalla semplice osservazione di una palina degli autobus possono scaturire mille domande. Dove porta quell’autobus e da dove viene e perché e chi lo guida e come si fa a diventare autisti e quanti autobus ci sono nella città e via discorrendo. Le inchieste devono portare alla realizzazione di qualcosa di concreto: un tabellone, un articolo per il giornalino di Reparto, magari da appendere fuori dalla sede o da distribuire a scuola o qualsiasi altra cosa. Basta che i bambini possano toccare il risultato della loro inchiesta e farlo vedere a chi non sa quante cose ha potuto scoprire. Anche le inchieste possono essere occasione di incarichi e brevetti.

✓ Il giornalino di Reparto Come abbiamo accennato, dalle inchieste può scaturire il desiderio dei bambini di scrivere un loro giornalino. Il giornalino può poi essere integrato con rubriche di vario tipo, con disegni e quant’altro. Si può strutturare, intorno ad un giornalino, la gran parte dell’ attività del reparto, dove ogni bambino può trovare il ruolo che più gli si addice. Come in ogni altra attività ciò che ci deve guidare è la curiosità dei ragazzi, la concretezza dei risultati e la varietà delle possibilità che offre. Ma non c’è bisogno che il giornalino diventi un’attività permanente, i ragazzi come sappiamo amano variare le loro attività, sperimentare sempre cose nuove. Il


giornale può rimanere una possibilità ogni volta che i ragazzi abbiano il desiderio di comunicare con l’esterno o semplicemente di vedere il loro lavoro di inchiesta su stampa. Verrà il tempo a cui ai ragazzi verrà chiesta costanza e non è certo questo.

✓ La promessa dei Pionieri del Futuro Nella settimana che va dal 25 aprile al 1° maggio ci sarà il momento della promessa. Tutti i bambini che abbiano conseguito almeno un brevetto potranno farla. Ovviamente cerchiamo di evitare a tal proposito ogni tipo di tensione tra i bambini e cerchiamo di far pronunciare la promessa a quanti più bambini sia possibile, ma sempre facendo in modo che i bambini la sentano come un traguardo per il quale impegnarsi. E’ questo anche il momento del cambio del fazzoletto: i bambini toglieranno quello che hanno ritagliato durante la prima riunione e gli verrà consegnato il fazzoletto rosso. I bambini che dovranno pronunciare la promessa si metteranno disporranno di fronte al Capo Reparto, che leggerà frase per frase, dopo ogni frase i bambini diranno “prometto”. Al termine il Capo Reparto annoderà a collo di ciascun bambino il fazzoletto rosso. A quel punto il tutti i Capi Reparto diranno “Avanti” e tutti bambini risponderanno “verso il futuro” e poi di nuovo i Capi Reparto “Uniti” e i bambini “verso nuove avventure!”

La promessa Prometto di  rispettare  i  miei  compagni  e  di  aiutarli,  con  tutte  le  mie  forze,  nella riuscita delle nostre avventure Prometto  di  rispettare  la  parola  data  e  di  mantenere  gli  impegni  presi  dando  il meglio di me. Prometto di amare la verità e di cercarla insieme ai miei compagni Prometto  di  avere  rispetto  per  chi  lavora, perché è  con il  lavoro  che  si  può fare del mondo un posto migliore. Prometto  di  essere  contro  ogni  tipo  di  prepotenza,  anche  contro  quella prepotenza più grande di ogni altra che è la guerra Prometto di amare e rispettare la natura, di conoscerla e di salvaguardarla Prometto  che  manterrò  la  fiducia  nel  futuro,   perché  ho  imparato  che ogni ostacolo può essere superato, restando uniti. AVANTI: VERSO IL FUTURO ! UNITI: VERSO NUOVE AVVENTURE !

✓ Il coro di Reparto e l’inno dei Pionieri del Futuro Cantare in un coro è, e deve rimanere, un’esperienza divertente, in cui i bambini possano sperimentare che insieme si può moltiplicare, non solo il divertimento, ma la forza e l’armonia, l’entusiasmo e la bellezza. Proprio per questo abbiamo ritenuto importante dotare i Pionieri del Futuro di un inno, a cui abbiamo lavorato in tanti. Le parole rispecchiano la filastrocca Vieni con noi: verso il futuro ! mentre la melodia è tratta da una canzone popolare polacco-ucraina, di grande impatto: Hej Sokoly. Questa canzone non appartiene al bagaglio musicale del movimento comunista internazionale, l’abbiamo scelta per bellezza della melodia e la forza che esprime, davvero trascinanti ed adatte ad un coro infantile.


Visto il grande attaccamento del popolo polacco e ucraino a questo canzone, vogliamo specificare che il nostro è un tributo alla loro grande tradizione musicale. Vieni, vieni siamo i Pionieri quelli di oggi, quelli di ieri vieni, vieni senza paura il futuro è un'avventura ! Siamo Pionieri vogliam studiare per imparare dobbiamo giocare ridere, ridere, facciamo un girotondo intorno a questo mondo da cambiare! Siamo Pionieri di questa terra siamo fratelli contro la guerra contro chi ruba il frutto del lavoro e lo canteremo in coro! Vieni, vieni siamo i Pionieri quelli di oggi, quelli di ieri vieni, vieni senza paura il futuro è un'avventura ! Siamo Pionieri vogliam giocare ci organizziamo per non litigare e divertirsi a più non posso con il nostro fazzoletto rosso! Siamo Pionieri vogliam contare niente e nessuno ci può separare siamo bambini di tutto il mondo uniti tante cose noi faremo  [si ripete una seconda volta tutto il testo] Vieni, vieni siamo i Pionieri quelli di oggi, quelli di ieri vieni, vieni senza paura il futuro è un'avventura !                                    Testo di: Pionieri del Futuro ­ Aeroflot ­ Radio Mosca


✓ Giochiamo con il teatro ! Una delle attività più coinvolgenti per un gruppo di bambini è quella di organizzare una recita teatrale. In questa attività ognuno potrà trovare un suo ruolo e insieme partecipare ad un’avventura collettiva. Lo stesso Anton Makarenko, nel suo Poema pedagogico, ci ha lasciato una vivida testimonianza dell’importanza e della bellezza insite in questo mezzo espressivo: unire un collettivo al lavoro e valorizzare e convogliare in questa impresa le individualità di ognuno. Proprio con questo spirito vogliamo invitare i promotori dei Reparti e i Pionieri del Futuro ad allestire spettacoli teatrali. Chi vorrà recitare reciterà, chi vorrà contare troverà spazio e ci sarà posto per chi disegna, per chi cuce, per chi ha il bernoccolo dell’organizzazione o delle pubbliche relazione e per chi vorrà ballare e quanto altro ancora l’immaginazione e i talenti, che in ognuno verranno alla luce, potranno apportare per arricchire il lavoro di tutti, sempre sotto un abile regia che sappia incanalare e non disperdere le energie.

Una proposta teatrale A questo scopo vogliamo indicare due racconti di Gianni Rodari: i Tre fratelli, che troverete nella raccolta Fiabe e fantafiabe e La strada che non portava in nessun posto, pubblicata da Gianni Rodari in Favole al telefono. Sono due testi complementari in cui i bambini troveranno suggerimenti su cosa voglia dire lavorare insieme e insieme vincere battaglie importanti e quanto sia ugualmente importante coltivare quelle risorse che sono di ognuno e, in quel modo, di nessun altro. Perché l’obiettivo pedagogico dei Pionieri del Futuro è tutto qui: rendere ogni bambino partecipe di una grande avventura collettiva al meglio delle sue potenzialità, pronto a mettere a disposizione, concretamente, le proprie attitudini. Sappiamo bene come nella scuola, e nelle relazione tra bambini e ragazzi, le caratteristiche individuali difficilmente vengono riconosciute per ciò che realmente sono, ma ancor più raramente quanto queste possono misurarsi nella costruzione di un progetto collettivo, in cui venga messa al primo posto la capacità armonica di un gruppo di conseguire un obiettivo. Nel prossimo bollettino forniremo indicazioni più dettagliate per la messa in scena di questi due brevi racconti. Molti altri testi, e tanti dello stesso Gianni Rodari, possono poi essere messi in scena dai Pionieri del Futuro. Chissà che tra qualche anno non si possa organizzare un Festival estivo in cui i vari reparti possano incontrarsi e mettere in scena i rispettivi lavori !


I FUOCHI Tante storie da raccontare, dalla nostra parte.


I Fuochi Come abbiamo già visto, la vita ordinaria di un Reparto di Pionieri del Futuro è centrata su un forte protagonismo dei bambini. Sono loro, insieme ai capi Reparto, che decidono, programmano e portano avanti le attività. Le giornate dei Fuochi sono invece momenti speciali, in cui gli adulti aprono un varco sul passato e raccontano una storia in cui i bambini possano maturare la sensazione, in alcuni la convinzione, di far parte di un percorso cominciato prima di loro e che ha bisogno di loro per andare avanti. Le giornate dei Fuochi avranno anche un’altra caratteristica fuori dall’ordinario: quando sarà possibile saranno delle vere e proprie gite, all’aria aperta, perché se il momento centrale resta quello del racconto, non dovranno mai mancare i momenti ludici, in cui i bambini possano giocare, correre: divertirsi !

✓ Un passato di grandi avventure

In ognuna delle nostre città, dei nostri paesi, ci sono storie da raccontare: le storie della lotta partigiana e quelle dell’occupazione delle terre, i grandi scioperi, e le occupazioni delle scuole, o anche solo le marce dei bambini delle elementari, che con le loro maestre andavano a prendersi un giardino in cui giocare E’ un mondo che i bambini non conoscono e che è giusto che possano ricordare. Li si potrà portare a scoprire un luogo, significativo per i fatti che vi sono accaduti e si potranno fornire indizi, per accendere la loro curiosità, un po’ come in una caccia al tesoro, ma il momento centrale, il più importante, sarà quello del racconto, da parte di un protagonista di quella storia o di un abile narratore. Si potranno raccontare anche storie avvenute in luoghi lontani, ma facendo sempre in modo che possa nascere una immedesimazione: parlando del protagonista quando era bambino o raccontando di quanto quell’avventura, avvenuta in un luogo lontano, abbia emozionato, entusiasmato anche i suoi genitori o i suoi nonni o si suoi capi Reparto.

✓ Gli amici dei Pionieri del Futuro

Oltre alle grandi avventure, il movimento dei lavoratori e quello comunista sono ricchi di grandi personaggi. Ognuno di loro diventerà un amico dei Pionieri del Futuro, se i Pionieri conosceranno la sua storia, raccontata intorno durante un fuoco. Ai bambini piace identificarsi in personaggi che colpiscano la loro fantasia e immaginare di diventare un giorno come loro, vivere le loro stesse avventure. E’ forse uno dei modi più belli di crescere. Lo scenario attuale offre però uno spettro piuttosto limitato di eroi: calciatori e personaggi televisivi la fanno da padroni. Il movimento dei lavoratori e quello comunista sono invece ricchi di grandi figure: rivoluzionari, poeti, artisti, studiosi, ingegneri, agronomi, cosmonauti... Raccontare le storie di Gagarin o di Ernesto Che Guevara e di tanti altri è quindi uno dei regali più preziosi che noi, come adulti, possiamo fare ai bambini. Ogni volta che sia possibile inizieremo a parlare della vita del nostro personaggio quando era bambino e dei sogni che nutrivano, faremo vedere le sue fotografie da piccolo e poi mostreremo le loro immagini più note, da adulti, e gli parleremo di come ha realizzato i suoi ideali, insieme ai suoi compagni. Cercando sempre di metteremo in evidenza i legami che queste figure ebbero con il mondo dell’infanzia. Questo è utile per creare un ponte che renda possibile ai bambini immaginare il percorso che potrebbe portare anche loro a realizzare quelle avventure. Durante le ordinarie riunione di Reparto, sarà utile valorizzare gli spunti che verranno dai bambini in merito al


nuovo amico che hanno conosciuto. Potrebbero volerne sapere di più o vi proporranno un modo per dare un seguito alla storia che gli avete raccontato. Se ad esempio dopo aver ascoltato la storia di Che Guevara vorranno istituire un brevetto Internazionalista, non tiratevi indietro: sarà un’ottima idea da portare avanti ! Di seguito sono riportate alcune schede di Amici dei Pionieri del Futuro, da cui trarre spunto. Sono solo brevi introduzioni a tre dei personaggi che più hanno ispirato la nascita dei Pionieri del Futuro. Provate ha costruire il seguito dei racconti: in molti di coloro che hanno il desiderio di lavorare con bambini è nascosto un cantastorie.


GIANNI RODARI: IL POETA

I pionieri hanno un amico, che e' anche un poeta, ma un poeta che ha voluto scrivere per i bambini e per chi crede nel futuro. Un poeta divertente e saggio non uno di quelli che scrivono cose che non si capiscono o che sono noiose. Ha scritto anche il nostro il manuale, il Manuale del Pioniere, con un sacco di giochi divertenti. Si chiama Gianni, Gianni Rodari ed è anche amico della tua mamma e del tuo papà, ma di mamma e papà quando si ricordano di essere stati bambini, quando credono nel futuro. Gianni, a pensarci bene, ha scritto proprio per loro, perché quando scriveva noi non eravamo ancora nati, ma loro sì! Se glielo chiederai di diranno che sì, lo hanno conosciuto e hanno sorriso ogni volta che hanno letto una sua filastrocca e che poi da quel sorriso nascevano idee nuove e parole e giochi. Gianni, Gianni Rodari, ha scritto tante ma tante cose buffe e sorprendenti chiedi ai più grandi di leggertene alcune, vedrai, sarà divertente !


YURI GAGARIN: IL COSMONAUTA

I pionieri hanno un amico, un ragazzo che andò nel cielo per giocare con le stelle. Ci andò davvero, mica per scherzo! Indossò una tuta spaziale e per primo si fece lanciare nello spazio ! In tanti, in tantissimi, un'intera nazione, studiò e lavorò per quel lancio, per mostrare al mondo intero che ci sono avventure più grandi e più belle di una stupida guerra fatta per rubare oro o petrolio o un pezzo di terra. Il medico del programma aerospaziale sovietico descriveva così il candidato Yuri Gagarin: “Modesto. Si imbarazza quando si accorge che sta parlando troppo velocemente. Quoziente intellettivo superiore alla media. Memoria notevole. Immaginazione sviluppata. Riflessi rapidi. Perseverante, si allena duramente per prepararsi fisicamente alla missione. Maneggia con dimestichezza le formule matematiche più complesse. Quando crede di aver ragione, difende il suo punto di vista con ostinazione. Sembra che abbia capito dalla vita qualcosa che i suoi amici non hanno capito”. Per forza: da piccola era stato Pioniere ! Il suo nome ancora risuona tra stelle e galassie: si chiama Yuri, Yuri Gagarin e quando vide la terra dal cielo vide che era bellissima, senza frontiere e confini a dividerla, una sola bellissima terra ! Quando tornò dallo spazio, con il suo paracadute e la sua tuta spaziale incontrò un gruppo di contadini: era atterrato tutto solo proprio in mezzo ad un campo di grano. I contadini rimasero un po' perplessi a vederlo così, ebbero anche un po' paura, ma lui gli disse di non spaventarsi perché era un sovietico, come loro e che doveva trovare un telefono per chiamare Mosca. Yuri era fatto così! non si dava tante arie ma aveva sempre qualcosa di urgente da fare ! Ah, quella parola: sovietico, voleva dire che faceva parte di una grande nazione, che più che una nazione era un sogno, il sogno di avere tutti un lavoro e di non aver più padroni, di decidere insieme il da farsi, durò 70 anni, e non c'erano più poveri, nessuno che avesse fame o che non si potesse curare e se eri intelligente e volevi studiare e lavorare sodo ti poteva capitare di viaggiare tra le stelle, di diventare il primo cosmonauta al mondo, anche se il tuo papà faceva il falegname e la tua mamma era una contadina, proprio come successe a Yuri, Yuri Gagarin, il ragazzo che abbracciava il futuro.


LEV VYGOTSKIJ: LO SCIENZIATO

I pionieri hanno un amico, un amico che è amico di tutti i bambini. I bambini non lo conoscono e neanche i grandi eppure lui conosce ognuno di noi. Perché lui amava studiare e in particolare studiava l'arte e i bambini, studiava i pensieri e le parole e tante altre cose. Studiava come si fa ad imparare e ad insegnare e anche a giocare e a disegnare. Voleva che nessuno rimanesse indietro, che ognuno, ogni bambino potesse trovare il modo, il suo modo, insieme agli altri, di crescere e di dare al mondo il suo dono. Perché ognuno ha un dono da dare all'umanità e ci vuole pazienza nei grandi per far sbocciare quei fiori e i più piccoli si devono sentire al sicuro per trovare il coraggio di crescere e di andare lontano, questo lui lo aveva capito bene ! Perché anche lui sapeva di avere un dono da dare al mondo: lui aveva fiducia nel domani e negli esseri umani ! E si sentiva fortunato perché anche lui, come Yuri, viveva in Unione Sovietica e vedeva una nazione intera cambiare sotto i suoi occhi, diventare migliore e voleva fare la sua parte. Il suo nome è Lev e il suo cognome è difficile e buffo con tutte quelle lettere appiccicate e strane: Vygotskij. Lev Vygotskij, questo il suo nome: non aveva paura di niente e paziente seguiva i pensieri, le parole, le emozioni, su e giù per la mente ed il corpo e poi fuori, nel mondo, e da lì di nuovo nel corpo e nella mente in un grande girotondo. E così, andando a cercare in ogni luogo trovava tesori e continuava a cercare perché sapeva che anche così si costruisce il futuro: comprendendo la natura dell'essere umano, che vive nel mondo, che vive ora. E Lev, che amava studiare e costruire il futuro ha conosciuto, studiando, sui libri e non solo, guardandoli negli occhi e parlando con loro, tanti di quei bambini che, sono sicura, ha conosciuto anche te.


ANTEPRIME materiali in preparazione Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: ­ Buon viaggio! » Gianni Rodari


Molto è il materiale che verrà pubblicato prossimamente sul nostro bollettino e a cui si è fatto riferimento nelle pagine precedenti. Volevamo però accennarvi ad alcuni spunti per un’inchiesta di tipo ambientale a cui teniamo molto. Le tematiche ambientali - che nel nostro caso devono prendere l’avvio in quell’amore per la Natura così spontaneo nei bambini - sono infatti un tema centrale per i Pionieri del Futuro a cui speriamo di riuscire a dare sempre più risalto.

L’amore per la Natura tra esperimenti scientifici e coscienza ambientale

I bambini hanno un rapporto spontaneo e intenso con la natura, anche quelli che vivono in città. La natura è scoperta, libertà, avventura e mistero ed è concentrazione e tranquillità. Il nostro intento sarà quello di intensificare questo rapporto, facendo in modo che i bambini possano apprezzare e conoscere la natura nelle sue forme quotidiane, in relazione alla loro concreta esperienza. Per questo abbiamo pensato ad un itinerario di scoperta accessibile a tutti e che nello stesso tempo porti i bambini e i ragazzi al centro dei più importanti fattori di cambiamento ambientale e climatico. Lo facciamo perché possano diventare esseri umani più consapevoli, capaci di fare quelle scelte coraggiose di cui il futuro del nostro pianeta ha estremo bisogno. Scelte che potranno essere attuate solamente in quell’ottica di superamento dell’interesse individuali che è al centro della vita dei Pionieri del Futuro. Quello che proporremo tra qualche mese ai reparti dei Pionieri del Futuro, sarà quindi un percorso nel cielo. Basterà che i bambini guardino in sù per scoprirlo ! Il nostro percorso partirà dal cielo atmosferico, alla scoperta delle nuvole, dei venti e del ciclo dell’acqua e poi più in là, andremo a scoprire la Luna e il Sole. Grazie alla collaborazione di scienziati di livello internazionale e alla lezione di Bruno Munari, stiamo mettendo a punto facili esperimenti e modalità di osservazione che divertiranno i bambini e li renderanno capaci di leggere i segnali che l’atmosfera ci mostra. Impareranno poi a conoscere i segreti del cielo, guidati da una delle figure più evocative di tutta la storia del comunismo mondiale, il pioniere Juri Gagarin. Ci saranno poi altri itinerari, tanti quanti la curiosità dei bambini, il nostro amore per la natura e le nostre conoscenze ci suggeriranno.


★ Due testi per per cominciare Tra il materiale in preparazione c’è anche una bibliografia utile al nostro lavoro. Vogliamo però segnalarvi fin da subito due testi fondamentali. Sono testi rari, fuori commercio da parecchi anni. Vi segnaliamo quindi l’elenco in nostro possesso delle biblioteche pubbliche che li possiedono. Verificate comunque se dovessero essere presenti nelle vostre città, l’elenco potrebbe non essere completo. Vi ricordiamo che in quanto libri rari e fuori commercio possono essere fotocopiato integralmente in ottemperanza alle regole SIAE. Il personale delle biblioteche potrebbe opporsi dicendo che non possono essere certi di eventuali acquisti dei diritti avvenuti di recenti, ma dovrebbe bastare che voi diciate che non vi risulta perché la cosa si risolva. Manuale del Pioniere, di Gianni Rodari. reperibile nelle seguenti biblioteche pubbliche: ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔ ➔

Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI Biblioteca dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea-Modena- MO Centro di documentazione sindacale e biblioteca della Camera del lavoro - Biella - BI Biblioteca comunale Pellegrino Artusi - Forlimpopoli - FC iblioteca comunale Labronica Francesco Domenico Guerrazzi. Sezione dei Bottini dell'olio - Livorno - LI Biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Milano - MI Biblioteca della Fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea - Sesto San Giovanni - MI Biblioteca della Fondazione Guido Lodovico Luzzatto - Milano - MI iblioteca comunale Carlo Negroni - Novara - NO Biblioteca comunale Carlo Venturini - Massa Lombarda - RA Biblioteca della Fondazione Istituto Gramsci - Roma - RM Biblioteca comunale centrale per ragazzi - Roma - RM Biblioteca del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione - sezione Scienze dell'Educazione, Università degli Studi di Torino - Torino - TO Biblioteca dell'Istituto piemontese Antonio Gramsci - Torino - TO Biblioteca G. Tabacco del Dipartimento di Studi Storici dell'Università degli Studi di Torino - Torino - TO Biblioteca della Fondazione Vera Nocentini - Torino - TO


I pionieri di Vallescura, Marcello Argelli, a cura di Giovanni Rodari, reperibile nelle seguenti biblioteche pubbliche: ➔ Biblioteca dell'Istituto d'Istruzione Superiore Itis E. Fermi - Ipsia L. De Seta - Fuscaldo - CS ➔ Biblioteca Giuseppe Matteo dell'Istituto di Istruzione Superiore Quintino Sella - Biella - BI ➔ Biblioteca comunale - Nonantola - MO ➔ Biblioteca comunale - Fiorano Modenese - MO ➔ Biblioteca comunale - Maranello - MO ➔ Biblioteca pubblica e Casa della cultura. Fondazione Achille Marazza - Borgomanero - NO ➔ Biblioteca del Dipartimento di scienze dell'educazione dell'Università degli studi di Padova - Padova - PD ➔ Biblioteca S. Filippa Mareri - Petrella Salto - RI ➔ Biblioteca di filosofia dell'Università degli studi di Roma La Sapienza - Roma - RM ➔ Biblioteca della Scuola media statale Gerolamo Boccardo - Novi Ligure - AL ➔ Biblioteca comunale - Borgo Tossignano - BO ➔ Biblioteca Sala Borsa ragazzi - Bologna - BO ➔ Biblioteca Malatestiana - Cesena - FC ➔ Biblioteca civica Uberto Pozzoli - Lecco - LC ➔ Biblioteca Mediateca Comunale Giovanni Cingolani - Squinzano - LE ➔ Biblioteca comunale - Bomporto - MO ➔ Biblioteca comunale - Mirandola - MO ➔ Biblioteca civica Antonio Delfini - Modena - MO ➔ Biblioteca comunale - Irgoli - NU ➔ Biblioteca comunale Fabrizio Trisi - Lugo - RA ➔ Biblioteca civica Nicolò Francone - Chieri - TO ➔ BIBLIOTECA COMUNALE DI CODOGNE' - Codognè - TV ➔ BIBLIOTECA CIVICA DI CORDIGNANO - Cordignano - TV ➔ BIBLIOTECA COMUNALE DI PAESE - Paese - TV


★ RIMANIAMO IN CONTATTO ! La strada da fare è ancora tanta. Abbiamo bisogno, per percorrerla, del contributi di tutti gli educatori comunisti che si riconoscono nella storia che abbiamo raccontato e nelle prospettive che abbiamo delineato. Vieni a trovarci sul nostro sito, per notizie ed approfondimenti: www.pionieridelfuturo.wordpress.com e scrivici all’indirizzo: pionieridelfuturo@gmail.com Ti aspettiamo !


www.ilpartitocomunista.it


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PIONIERI DEL FUTURO  

Una proposta pedagogica comunista

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