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Trimestrale della Cooperativa L’Ortofrutticola - Anno XIX - n.4 Autunno 2016 - Spedizione A.P. 70% - Reg. Trib. SV n. 318 (1/3/1985) - DISTRIBUZIONE GRATUITA.

NOTIZIARIO TRIMESTRALE DELLA COOPERATIVA L’ORTOFRUTTICOLA DI ALBENGA

Ravanelli! ALBENGA

I 30 anni dell’istituto Agrario

pag. 15

Il terzo inserto da staccare e conservare! da pag. 11

SOCI Scendono i tassi del prestito sociale Il programma di conferimento 2017 pag. 4


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Foto: Emma Burgarello

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“L’ORTOFRUTTICOLA - LA COOPERATIVA”

TRIMESTRALE DELLA COOPERATIVA “L’ORTOFRUTTICOLA” Direzione, Amministrazione e Pubblicità Reg. Massaretti, 30 Bastia d’Albenga (SV) Tel. 0182 50374 Direttore responsabile Erica Marzo Hanno collaborato a questo numero Gianfranco Barbera, Claudio Burgarello, Antonio De Andreis, Giuseppe Del Core, Massimo Enrico, Luciano Gallizia, Osvaldo Geddo, Michele Introna, Lucia Mulè, Lara Ravera, Alessio Roba. Grafica e impaginazione Edoardo Caputo Studio Orasis design orasisdesign.it

Editoriale

PSR: UNO STRUMENTO MODERNO PER L’AGRICOLTURA DI DOMANI È alle porte un altro autunno e, se l’anno scorso attendevamo di conoscere il Piano di Sviluppo Rurale, quest’anno possiamo dire che non é più uno sconosciuto, anche se ancora ci sono da perfezionare alcuni strumenti per renderlo definitivamente operativo. Il PSR, non nuovo nel nome, sicuramente é moderno negli obbiettivi. Sempre più viene data agli agricoltori la possibilità di dare vita a progetti di ampio respiro che prevedano lo sviluppo di ampie superfici che vadano incontro alla tutela del territorio, al risparmio energetico e idrico e puntando i riflettori sulle opportunità offerte dalle certificazioni di prodotto (vedi DOC, DOP, IGP). Gli scenari di applicazione del PSR sono molteplici e la copertura finanziaria, in parte europea, in parte nazionale ed in parte regionale, é di tutto rispetto. Certo i soldi non piovono, come non sono mai piovuti, dal cielo, ma sicuramente si potranno fare importanti investimenti; i quali faranno da volano a tutto l’indotto artigianale ed industriale che ruota intorno al settore agricolo, perché non dobbiamo dimenticare che i finanziamenti che gli agricoltori ricevono sono su acquisti approvati dalla Regione e collaudati dall’ente preposto e non finiscono di certo sotto il materasso come spesso la leggenda metropolitana sostiene. Queste poche righe desiderano essere di esortazione per i nostri Soci che, in questo momento ancora di contrattura economica, abbiano la voglia di SOGNARE aziende sempre più belle e al passo con i tempi. Adesso non mi resta che augurare a tutti un po’ di riposo, approfittando delle giornate che si accorciano, e di godere dei frutti di questa ricca stagione di mezzo con le castagne, i funghi e le zucche gialle ad allietare le nostre tavole. Con affetto La Presidente Lara Ravera

In questo numero 6,7

SERVIZIO AGROTECNICO

il lavaggio delle irroratrici da pag ORTOSHOP

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Il terzo

INSERTO DA STACCARE E CONSERVARE

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TERRITORIO

ALBENGA I 30 ANNI Dell’istituto Agrario 3


Scende il tasso del prestito sociale!

TASSO PRESTITO SOCIALE

Caro socio.

nelle ultime settimane i tassi di interesse hanno toccato nuovi record al ribasso. Chi investe in titoli di stato a breve addirittura riceve meno di quanto ha investito e sui titoli a lungo termine la remunerazione lorda è molto bassa (btp 5 anni 0,19%, btp 10 anni 1,14%). Le banche riconoscono poco o nulla a chi ha giacenze sul conto. Per quanto riguarda la nostra cooperativa, le ultime annate con tendenza al miglioramento dei risultati ci stanno consentendo di negoziare con le banche condizioni di finanziamento sempre più vantaggiose e di ridurre il costo del denaro. A fronte di ciò, abbiamo voluto mantenere fino ad oggi un tasso sul prestito sociale molto interessante per i soci, ma che è diventato sempre più fuori mercato. Pertanto, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di portare il tasso di remunerazione del prestito al 1,50% lordo dal 1 ottobre 2016, ritenendo di offrire ai soci un tasso comunque ben più alto delle migliori offerte del mercato con eguali caratteristiche (Nessun vincolo temporale, disponibilità immediata di qualsiasi somma, nessuna spesa). Ricordiamo che sono sempre in vigore le agevolazioni per l’acquisto presso il magazzino prodotti per l’agricoltura con pagamento mediante prestito sociale: sconto 4% subito e addebito sul prestito con valuta fine mese.

Dal 1 ottobre passa dal 2,5% al 1,5%.

Stagione primaverile 2017 e richiesta adesione al programma di conferimento 4

Gentili Soci, Vi informiamo che al fine di poter impostare la prossima stagione siamo a richiedere la Vostra volontà o meno ad aderire al programma di conferimento che la Cooperativa proporrà per il 2017. Tramite posta elettronica certificata riceverete il modulo di adesione al conferimento con tutte le informazioni relativa al conferimento. Inoltre questo materiale sarà scaricabile: dal nostro sito www.ortofrutticola.it, tramite il seguente link http://goo.gl/BIxGti o ancora con il QRCode qui a fianco Vi chiediamo in oltre, al di là del conferimento, la compilazione del modulo relativo alla Vostra disponibilità di prodotto per la stagione primaverile 2017, al fine di poter essere informati sulla produzione dei nostri soci.


A base di funghi antagonisti presenti nel suolo Patriot Dry combatte l’insorgere di malattie fungine del terreno sulle colture orticole in pieno campo ed in serra

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Patriot Dry è un fungicida biologico a base dei funghi antagonisti Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii presenti naturalmente nel suolo: la sua attività previene gli attacchi all’apparato radicale e al colletto dovuti a funghi patogeni del terreno come Rhizoctonia solani solani, Sclerotinia sclerotiorum, Verticillium dahliae, Thielaviopsis basicola, Phytophthora capsici. Patriot Dry agisce in vari modi: la sua azione colonizza il suolo togliendo spazio vitale ed elementi nutritivi ai patogeni, impedisce il loro ‘ingresso’ nella pianta e attacca per via enzimatica le loro pareti cellulari. L’attività di Patriot Dry è preventiva e il suo utilizzo costante riduce il pericolo di attacchi su orticole e floreali in vivaio, semenzaio, piantonaio, serra e pieno campo.

www.sumitomo-chem.it Agrofarmaci autorizzati dal Ministero della Salute; per relativa composizione e numero di registrazione si rinvia alle schede dei prodotti disponibili anche in internet; usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si richiama l’attenzione sulle frasi e simboli di pericolo riportati in etichetta. È obbligatorio l’uso di idonei dispositivi di protezione individuale e di attrezzature di lavoro conformi (D. Lgs. 81/2008 e ss. mm.).

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Il lavaggio delle irroratrici Ecco le norme per la pulizia e per il risciacquo della macchina Per una corretta manutenzione delle macchine irroratrici è molto importante risciacquarle ogni volta che si conclude o che si interrompe un trattamento: questo serve a preservare i componenti delle macchine dagli agenti chimici che possono aggredire e danneggiare le parti che vengono a contatto con la miscela di agrofarmaci (tubazioni, raccordi, sistemi di regolazione, valvole, ugelli, pareti interne ed esterne dei serbatoi, telaio). Un aspetto spesso trascurato è garantire una adeguata pulizia nel caso in cui si debbano eseguire due trattamenti successivi su colture diverse con la stessa attrezzatura, per evitare: • fenomeni di incompatibilità fisica e chimica fra prodotti diversi che vengono miscelati insieme (questo può accadere anche per quantità molto piccole, come il residuo che può rimanere nella botte, finito il trattamento); • fenomeni di fitotossicità , come nel caso in cui si utilizzi un erbicida, e subito dopo un fitofarmaco su una coltura sensibile all’erbicida utilizzato in precedenza. Possiamo dire in generale di effettuare un ‘risciacquo interno’ delle irroratrici quando si deve proseguire con i trattamenti sulla stessa coltura, o nell’uso quotidiano della macchina (anche nel caso si interrompa l’esecuzione del trattamento a causa di un imprevisto e lo si riprenda il giorno successivo). Si raccomanda invece sempre la ‘pulizia interna completa’ (decontaminazione) delle irroratrici quando ci si prepara a trattare una coltura diversa dalla precedente con un diverso agrofarmaco, oppure quando si prevede che l’irroratrice rimanga ferma per un certo periodo di tempo o debba essere sottoposta ad interventi di manutenzione. Vediamo ora le differenze tra queste due procedure, apparentemente simili.

adesive di prodotto concentrato sulle pareti interne del serbatoio, delle tubazioni e degli ugelli. Si ricorda che le pareti interne del serbatoio dell’irroratrice possono raggiungere temperature elevate quando la macchina è lasciata esposta al sole, e questo calore può provocare l’evaporazione dei solventi contenuti nella miscela, generando quindi, sia una maggiore concentrazione del principio attivo, sia una sua maggiore adesività alle superfici con le quali è a contatto.

Pulizia interna completa (decontaminazione)

La decontaminazione è un’operazione di pulizia più radicale e profonda rispetto al normale risciacquo interno. Si rende necessario operare la decontaminazione dell’irroratrice quando: • si cambia coltura, se il fitofarmaco impiegato per la coltura precedente non è autorizzato per la successiva coltura che si va a trattare; • Se la miscela residua nell’irroratrice comporta rischi di intasamento dei filtri e ugelli o di altri malfunzionamenti della macchina; • si prevede di ricoverare l’irroratrice (es. per il periodo invernale) o di effettuare interventi di manutenzione dell’attrezzatura. Attenzione!!! I residui di agrofarmaci possono essere trattenuti nelle irroratrici anche a seguito di fenomeni fisici e chimici. Inoltre non tutti sanno che alcuni prodotti fitosanitari possono aderire e combinarsi chimicamente con i materiali delle strutture dell’irroratrice e, nonostante l’utilizzo frequente dell’attrezzatura,

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Il risciacquo diluisce il volume residuo di miscela di fitofarmaci nell’irroratrice ed evita così che quest’ultimo formi pellicole

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Il risciacquo è un’operazione più semplice e veloce della pulizia completa (decontaminazione), ed è raccomandabile quando si prevede di riutilizzare l’irroratrice in tempi brevi e per il trattamento della stessa coltura utilizzando lo stesso tipo di miscela di fitofarmaci. Questa procedura più semplice può ridurre i rischi di inquinamento ambientale anche grazie all’impiego di minori volumi di acqua pulita ed alla maggiore propensione dell’agricoltore ad eseguirla abitualmente. Il solo risciacquo, tuttavia, è appropriato soltanto quando viene fatto subito dopo il trattamento, e non per tutti i tipi di trattamento. Dopo il risciacquo interno, il successivo impiego dell’irroratrice deve avvenire sulla medesima coltura oppure su una coltura che tolleri il prodotto fitosanitario utilizzato in precedenza o che non sia danneggiata/inquinata dallo stesso.

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Prepariamoci per la raccolta delle olive. Esecuzione delle operazioni di lavaggio dell’irroratrice direttamente in campo Foto università di Torino

possono essere rilasciati in tempi successivi, in presenza di solventi adeguati: quindi esiste il fondato rischio che residui di fitofarmaci impiegati su una coltura, vengano trovati su una diversa coltura, trattata in un secondo tempo, senza aver decontaminato la botte. La quantità di miscela residua presente nell’irroratrice a fine trattamento può essere resa minima grazie ad un’adeguata configurazione del circuito idraulico e del serbatoio e ad un appropriato impiego dell’attrezzatura. I serbatoi delle irroratrici più evolute dispongono di pozzetti per facilitare il più possibile l’aspirazione della miscela da parte della pompa, di pareti interne molto lisce e non presentano “angoli morti” dove possano rimanere dei residui di miscela. Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato alcuni prodotti specifici per pulire le macchine irroratrici. Si tratta di tensioattivi che, addizionati all’acqua pulita del lava impianto, possono facilitare la decontaminazione della macchina. Per un risultato ottimale si consiglia di riempire per metà il serbatoio principale dell’irroratrice con acqua pulita, aggiungere il prodotto per la pulizia, mettere in agitazione la soluzione ed attivare tutti i dispositivi del circuito idraulico affinchè valvole e tubazioni siano ripulite. Riempire il serbatoio con acqua pulita e farla circolare nell’irroratrice per 10-15 minuti. In ogni caso non effettuare mai la pulizia esterna o interna dell’irroratrice in prossimità di un corpo idrico o su un’area dove la miscela possa raggiungere la falda. Non smaltire la miscela residua ancora presente nel serbatoio dell’irroratrice direttamente sul suolo.

All’Ortoshop ampia gamma di reti e di tutto l’occorrente.

il Da sempre per! Florovivaismo

Bibliografia: Il lavaggio interno ed esterno delle Macchine irroratrici (le indicazioni per effettuarlo rispettando l’ambiente ed evitando fenomeni di fitotossicità emerse dal Progetto Topps) A cura di Paolo Balsari e Paolo Marucco Deiafa sez. Meccanica – Facoltà di Agraria – Università di Torino Via del Lavoro, 10 - 36070 Brogliano (VI) Italia Tel +39 0445 947344 - Fax +39 0445 947239 info@nicoli.com - www.nicoli.com

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Che attività svolge? Rappresentanza e promozione dei prodotti dei propri associati sia in Italia che all’estero e più in generale, delle produzioni floricola e florovivaistica della provincia di Savona. Assistenza e tutela degli associati e dei loro interessi nei confronti delle strutture pubbliche, private, sociali e politiche. Organizzazione di seminari di aggiornamento professionale, e gestione di pubbliche relazioni. Rilevamento, elaborazione ed aggiornamento dei dati delle produzioni delle aziende associate, per fornire indicazioni sulla realtà produttiva e per dare precise risposte a richieste commerciali

FLOR.A.S. Floricoltori Associati Savonesi Cos’è FLOR.A.S? Un’associazione di produttori florovivaisti riconosciuta dalla Regione Liguria. La sua attività ha avuto inizio nel 1988. Ha sede ad Albenga. La base associativa è composta da produttori floricoli e florovivaisti titolari di aziende operanti nella provincia di Savona.

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Douja d’Or per Vermentino ed Ormeasco Sciac-trà Grande soddisfazione per l’importante riconoscimento ottenuto dai nostri vini della vendemmia 2015 Sabato 10 settembre 2016, presso il teatro Alfieri di Asti è avvenuta la premiazione del 50° concorso enologico nazionale Premio Douja d’Or 2016, promosso dalla Camera di Commercio della città piemontese. I vini della nostra cooperativa hanno superato “l’asticella” dell’alta qualità fissata da una supercommissione di esperti costituita da 250 assaggiatori enologici dell’Onav che hanno esaminato campioni di vini Doc e Docg proposti da cantine di tutta Italia, conseguendo il premio Douja d’Oor con il Vermentino 2015 e l’Ormeasco Scia-trà 2015. Presente alla cerimonia di premiazione il Delegato della Camera di Commercio delle Riviere che ha consegnato personalmente il riconoscimento alla nostra Cooperativa, complimentandosi per il successo a conferma della professionalità e l’impegno delle aziende del nostro territorio e che ha incoraggiato noi tutti operatori

del settore a proseguire con grande determinazione nel percorso di qualità da tempo intrapreso, presupposto indispensabile per l’affermazione sui mercati. Nel segno della qualità e dell’innovazione è con grande entusiasmo che annunciamo l’imbottigliamento del vino dedicato ai nostri primi 40 anni, un Pigato selezionato nelle uve e dove abbiamo cercato di ricalcare i crismi della nostra tradizione. Tale novità, presentata alla Sagra del Vino Pigato e delle Pesche di Ortovero e durante la sagra di Salea, ha riscosso grandissimo successo tra il pubblico. È possibile acquistare tale vino in serie limitata unicamente presso il nostro punto vendita di Ortovero.

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Grandi chef all’Ortoshop Max Mariola per i suoi acquisti va all’Ortoshop. Il noto chef è conduttore di diverse trasmissioni televisive, oltre ad essere executive chef e supervisore del livello qualitativo della ristorazione degli alberghi della catena Boscolo (in Italia e in Europa), chef consulente per AIA e Gruppo Veronesi, chef de partie del Ristorante Agata e Romeo, del Ristorante Simposium e del Ristorante del Park Royal Hotel.

Fragole rifiorenti Zampe di asparagi ENTRO FINE NOVEMBRE

L’ISTINTO DI METTERE RADICI RADIFARM è un biostimolante espressamente realizzato per stimolare l’apparato radicale tramite l’esclusivo contributo delle sostanze biologicamente attive e dei microelementi contenuti in esso. La presenza di biomolecole nel prodotto ottimizza la penetrazione e la traslocazione dell’acqua e dei nutrienti, fornendo alla pianta una maggiore tolleranza al superamento dello stress da trapianto. RADIFARM è un prodotto unico ed innovativo, risultato dell’esperienza di Valagro e della tecnologia GEAPOWER. www.valagro.com

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Autunno 2016

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ALL’ORTOSHOP

Ravanelli… in tutte le salse!

Una sferzata di colore in tavola ed un grande alleato per la nostra salute Arriva la stagione dei ravanelli, un ottimo prodotto per portare un po’ di colore sulle nostre tavole ma, soprattutto, per prenderci quotidianamente cura della nostra salute. Infatti questo pianta (Raphanus sativum), originaria della Cina, ha una radice nota da secoli per le sue proprietà diuretiche, depurative, ma anche sedative, (già gli antichi Romani lo usavano per trattare i disturbi del sonno). Inoltre il ravanello è considerato un anti infiammatorio, antibatterico ed antivirale naturale ed è indicato per aiutare a combattere molte affezioni respiratorie come tosse, raffreddore, influenza e bronchite. Utile anche per fegato e cistifellea, il ravanello è consigliato, sotto forma di succo, ai pazienti affetti da malattie epatiche o da calcoli biliari.

CURIOSITÀ Era il 2005 quando nella città giapponese di Anoi spuntò dall’asfalto un ravanello gigante che divenne subito un’attrazione per abitanti e curiosi di furi città. Il ravanello venne battezzato “Dokonjo Daikon”, che vuol dire “ravanello dallo spirito combattente” e gli vennero dedicati programmi televisivi e siti web, almeno fino a quando non venne decapitato

da un vandalo, lasciando la città nella costernazione.

CARATTERISTICHE I ravanelli, oltre ad avere un buon contenuto di fibre, ferro, fosforo e calcio, sono ricchi di vitamina C, vitamine del complesso B e di potassio, risultano invece privi di grassi e di colesterolo. Inoltre sono a bassissimo contenuto calorico: 100 grammi di rapanelli forniscono appena 11 kcal.

IN CUCINA I ravanelli possono essere centrifugati oppure usati crudi in insalata. Si può facilmente realizzare una buona insalata depurativa a base di ravanelli mescolando foglie di insalata verde a piacere con ravanelli tagliati a piccole rondelle, semi di cumino, foglie di tarassaco, semi di girasole, noci e nocciole tritate; mescolare il tutto con un filo d’olio extra vergine di oliva e del succo di limone. Si consiglia di lasciare insaporire l’insalata almeno 30 minuti prima di consumarla. Con le foglie dei ravanelli, dopo averle lasciate essiccare al sole, è possibile creare decotti ed infusi. Per un buon decotto: portare ad ebollizione l’acqua, aggiungere

le foglie e lasciarle bollire qualche minuto; togliere dal fuoco ed aver l’accortezza di coprire il recipiente che contiene l’acqua con le foglie in ammollo, in modo da non lasciar disperdere i principi attivi. Dopo 3 o 4 minuti è possibile colare la bevanda e gustarla, possibilmente calda.

UN’IDEA IN PIÙ IN CUCINA Solitamente i ravanelli si consumano crudi, in insalata o in pinzimonio, oppure le foglie vengono utilizzate per decotti e tisane dalle molteplici proprietà. Un’idea per variare la dieta è però quella di utilizzare le foglie di ravanelli cocendole come gli spinaci e renderle così un ottimo ingrediente di base per le frittate e le zuppe. Le foglie dei ravanelli, inoltre, si abbinano bene alle patate: è quindi possibile preparare crocchette di foglie di ravanelli e patate da far fritte o cotte al forno.

CONSIGLI UTILI Comprare ravanelli dal colore deciso e non troppo grandi, le foglie devono essere fresche e non gialle. I ravanelli, se lavati, asciugati e messi in un sacchetto di carta per alimenti, si conservano in frigo anche per 10 giorni.


San Bernardino, un pezzo di storia Il fascino e il mistero di un edificio ancora oggi nel cuore della comunità trasformato in caserma. L’accesso all’antico convento avveniva tramite una scala, riaperta, sul lato a monte. La chiesa era ad un’unica navata con una copertura in travature, elementi tipici, con la semplicità delle strutture, degli edifici bernardini secondo la tipologia ad aula, caratteristica degli edifici francescani del XIV secolo, ed era anche costituita da un’ampia sacrestia ed un’abside quadrata vastissima. Di notevole interesse sono anche gli affreschi: si tratta di un “Giudizio Universale” realizzato dai fratelli Tommaso e Matteo Biasacci (o Busacci o Biazaci), originari di Busca, presso Saluzzo; purtroppo è stato possibile solo il recupero di quelli che si trovavano nella zona anteriore del presbiterio, la meno danneggiata dalle deturpazioni subite dal convento una volta abbandonato dai Frati. Esso rappresentava in maniera allegorica la Città Celeste, in alto, con mura merlate e torri, vi erano poi i Cherubini che, con gli Angeli, la Vergine e S. Giovanni attorniavano il Cristo, ai lati del quale si raccoglievano i Beati in triplice fila. Ai piedi di Cristo vi era il Purgatorio e nei riquadri sottostanti l’Inferno, rappresentato secondo la tradizione medievale e dantesca. Le scene erano correlate da scritte che illustravano gli episodi rappresentati. Attorno all’opera di questi due pittori c’è un piccolo mistero ancora irrisolto: grazie ad una iscrizione antica si può datare la realizzazione di quest’opera al 3 giugno 1483; se così fosse gli affreschi di San Bernardino risulterebbero di soli quattro giorni posteriori a quelli realizzati dagli stessi autori presso il Santuario di Montegrazie a Porto Maurizio (Imperia). Per giustificare una tale situazione vi sono tre ipotesi nessuna delle quali può dirsi, per ora, la più probabile: forse i due pittori si alternavano nel lavoro così da riuscire a realizzarne più d’uno contemporaneamente, o forse le iscrizioni che apponevano alle loro opere non tenevano conto di una precisa datazione, o ancora potrebbe trattarsi di un errore compiuto da chi lesse l’iscrizione ingauna. Un mistero che affascina ancora oggi gli studiosi.

Foto: Paolo Carrera

Il convento di S. Bernardino fu uno dei più illustri del monachesimo francescano, sorse a metà del Quattrocento in seguito alla predicazione di S. Bernardino da Siena in Albenga e fu una delle chiese predilette dalle principali famiglie di Albenga Alcune interessanti informazioni si ricavano dai testi antichi, secondo i quali si fa risalire la fondazione del Convento e della Chiesa allo stesso Santo anche se non tutti gli studiosi antichi sono concordi con questo parere, infatti il sito e il denaro per la costruzione fu messo a disposizione dagli Albinganesi, come era attestato anche da una iscrizione visibile sulle pareti del Coro della Chiesa, sotto il Quadro che rappresenta gli Stemmi della Città e dell’Ordine Francescano nei seguenti termini che recitava: Communis impensis, Inclitae Civitatis Albinganae, Anno 1454, Die XIIII. Maj Il Vescovo Pier Francesco Costa consacrò la Chiesa di S. Bernardino il 9 ottobre 1480. Attorno alla fine dell’800 i Minori Osservanti si trasferirono nel Convento di S. Domenico dove rimasero fino alla soppressione del loro Ordine. Il complesso monumentale di S. Bernardino venne trasformato parte in caserma e parte in carceri alla fine dell’800; questa situazione ha danneggiato non poco la struttura del monastero. Il chiostro risulta essere ancora conservato su due lati: quello verso Alassio e quello che si trova a ridosso della chiesa; sono riemerse, ricoperte da una più recente fasciatura, le originali colonne ottagonali, costruite in mattoni e rivestite da intonaco, con capitelli e basi caratterizzati da angoli smussati: elemento decorativo tipico del Quattrocento. Le celle dei monaci si trovavano a sud e si affacciavano sul terrazzo che sovrastava il chiostro, il cui lato ovest venne demolito in un età non precisabile, probabilmente per allargare il cortile; il pozzo si trovava non al centro del suddetto chiostro ma in un angolo e risultava essere circondato da un portico di forma quadrata con colonne in tutto simili a quelle dei due lati ancora visibili. Il quarto lato del chiostro è completamente scomparso, forse durante i lavori del 1897 quando il monastero venne appunto


La parola al Nutrizionista

NO ALLE DIETE “DEL GIORNO DOPO” Alimentazione bilanciata e movimento: come perdere peso in modo permanente Programmi televisivi, riviste e giornali e sono prodighi di consigli per rimettere a posto i chili di troppo e smaltire gli eccessi accumulati nei periodi di vacanza; l’intento è sicuramente lodevole ma concettualmente sbagliato, infatti: chi è sovrappeso dopo Pasqua o Ferragosto lo era anche prima, non esistono persone magre o normopeso il venerdì santo che si ritrovino obese il martedì dopo Pasquetta! È vero che un paio di giorni di libagioni portano un leggero aumento di peso, ma per accumulo di acqua e non di grasso; il sovrappeso, invece, ha radici lontane nel tempo, è dovuto ad accumulo di grasso corporeo: un processo lento che richiede mesi o anni per realizzarsi ed è frutto di uno stile di vita scorretto, non della grigliata all’aperto o della serata al ristorante. Quando si ingrassa l’alimentazione è solo il 50% del problema; analizziamo questa affermazione: se il cibo nella giornata è troppo il corpo mette da parte quello che non serve come accumulo di grasso, questo è chiaro a tutti, ma ci sono molte persone che pur non mangiando molto aumentano lo stesso...un bel rompicapo! La spiegazione di questo rebus è che il nostro corpo vive 24 ore secondo precisi bioritmi, se noi ci alimentiamo poco durante la prima parte della giornata, quando il bisogno di energia è più elevato, saremo portati a consumare una cena più abbondante di quello che è il fabbisogno serale, quando il corpo si rigenera con il sonno: sarà, dunque, una cena ipercalorica nel contesto di un’alimentazione quotidiana normocalorica a provocare un lento ma progressivo aumento di peso nel tempo. L’altro 50% della questione sovrappeso è la carenza cronica di movimento; il nostro corpo è stato progettato per essere una macchina in movimento, eppure solo una piccola parte della popolazione pratica un’ora di attività mediamente intensa per almeno tre volte la settimana: che senso ha proporre la cosiddetta “dieta del gruppo sanguigno” o quella “del paleolitico” fuori dal contesto di quei periodi, quando l’attività fisica era utilizzata per ogni cosa o necessità e non esistevano mezzi di trasporto! Non esiste una dieta che abbia risolto il problema peso in maniera definitiva e permanente; è solo considerando i due elementi, attività fisica e modalità alimentare, che si ottiene lo stile di vita: l’unico fattore che influisce sul peso nel tempo. Dottor Claudio Burgarello Biologo, nutrizionista, specialista in microbiologia e virologia. Alassio / Cisano sul Neva claudio.burgarello@libero.it

Delicata insalatina di seppie, crema di trombette e scorzette di limone leggermente candite Ricetta proposta dallo Chef

Fabio Bonavia Ristorante Babette via Michelangelo 17 Albenga

Ingredienti 500 gr seppioline fresche pulite e scottate a vapore o bollite; 400 gr trombette; Timo; Aglio (uno spicchio); 100 gr brodo vegetale; 100 gr olio extravergine di oliva; Scorzette di limone candite.

Per le scorzette di limone candite 4 limoni ben lavati, 50 cl acqua, 100 gr zucchero e altri 100 gr di zucchero. Sbucciare i limoni lasciando attaccata un po’ di parte bianca, sbianchire i limoni in acqua bollente, scolarli, mescolare l’acqua e 100 gr di zucchero in una pentola, porvi i limoni, portare ad ebollizione e togliere dal fuoco, lasciare riposare la marinata, ripetere l’operazione dopo un giorno, aggiungendo alla marinata 100 gr di zucchero, mantenere le bucce nella loro infusione.

Procedimento bollire le zucchine trombette, scolarle e metterle in un mixer aggiungendo piano il brodo vegetale e 50 gr di olio, regolare di sapore. Tagliare a fettine le seppie, scaldare in una padella antiaderente l’olio con uno spicchio d’aglio e un rametto di timo, unire le seppie e rosolare velocemente. Velare il piatto con la crema di trombette, con l’aiuto di un cerchio inox disporre al centro le seppie e decorare con le scorzette di limone candito e rametto di timo.


Alla scoperta di questo frutto quasi dimenticato Le sorbole (o sorbe) sono il frutto del sorbo domestico, una pianta che appartiene alle Rosaceae e che è originaria dell’Europa Meridionale. Si può trovare un po’ dappertutto, come pianta spontanea che può arrivare a raggiungere anche i 13 metri e sopravvivere a lungo. Le sorbole sono pomi, che possono raggiungere anche i 4 centimetri di lunghezza, di colore giallo-rossastro, con dei puntini. Quando è maturo il frutto diventa bruno: il suo gusto è leggermente acidulo. Molto gustosi e succosi, questi frutti sono ricchi di benefici: contengono molta vitamina C, ed acido malico. In fitoterapia questi frutti sono utilizzati per le loro proprietà astringenti, diuretiche, ma anche detergenti, rinfrescanti e tonificanti, ideali ad esempio per trattamenti di bellezza per la nostra pelle, per renderla più vellutata, morbida e nutrita a fondo.

CURIOSITÀ Secondo antichi scritti medievali nelle culture nordiche, celto-germaniche, iil sorbo, con la quercia, il frassino e il pino, era associato ad un potere magico ed era considerato veicolo o ponte tra mondo umano e divino. Le sorbole non vanno consumate appena raccolte perchè sono molto allappanti ma devono essere conservate in cassette di legno per un paio di settimane, come si fa per i cachi, per far ultimare la loro maturazione e fare in modo che la loro polpa diventi più molle e il loro sapore più dolce. Il frutto si può consumare in moltissimi diversi modi: mangiando semplicemente la sua polpa, dolce e gustosa, oppure preparando ottimi derivati come il sidro, i liquori, le confetture e le salse. Già lo scrittore romano Apicio, nel De Re Coquinaria, presenta la ricetta per un piatto salato caldo con le sorbole; oggi invece questo frutto ha trovato spazio in cucina soprattutto nell’ambito

LA COLTIVAZIONE DEL SORBO  Il sorbo è un albero che non ha molte esigenze ed è quindi adatto anche per che non ha molto tempo da dedicare al frutteto o al giardino; non richiede particolari concimazioni ed è poco soggetto agli attacchi parassitari (attenzione però, alcuni uccelli vanno ghiotti dei suoi frutti!). Poche le raccomandazioni: posizionare la pianta al sole, per permettere la maturazione delle sorbole, e su di un terreno ben drenato. Se si decide di seminare questa pianta si tenga presente che per i primi 15 anni circa non dà frutti e può raggiungere dimensioni notevoli (anche oltre i 10 metri di altezza).

La spesa in Autunno Frutta e verdura di stagione. Cosa scegliere? Con l’autunno cambiano i colori della natura e dei prodotti della terra. L’Ortofrutticola offre, oltre a numerosissimi prodotti a Km0, anche un’accurata selezione di prodotti a filiera corta.

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FRUTTA

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Trimestrale de L’Ortofrutticola di Albenga

Tornano le sorbole

IMPARIAMO!

AUTUNNO

dolciario. Al di là dell’uso culinario, le sorbe sono assai apprezzate in ambito medico per le loro proprietà. In particolare le foglie hanno grandi proprietà lenitive. Spiegava il medico di fine Ottocento, Giuseppe Pitrè, che nel corso delle sue numerose ricerche sul campo aveva scoperto come le foglie bollite di sorbo applicate sui geloni facilitassero la guarigione della parte.


TRENTA CANDELINE PER L’ISTITUTO AGRARIO Tradizione e innovazione, così si preparano gli agricoltori di domani Le serre di coltivazione

Nel ristrutturato chiostro di San Bernardino hanno trovato collocazione la sede della Polizia Municipale e, al piano superiore, tra antiche celle di frati ed affreschi medievali, i ragazzi dell’istituto professionale Aicardi, “Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale”, meglio noto come “Agrario”, che quest’anno festeggia i suoi primi 30 anni di attività. Come spiega il professor Giuseppe Rossi, Coordinatore della Dirigente e responsabile dell’Istituto: “Questa scuola è nata trent’anni fa sulla spinta delle Associazioni e dei Sindacati di Categoria; eravamo alla metà degli anni ’80 e molte aziende si stavano convertendo dalle produzioni orticole a quelle floricole, più impegnative dal punto di vista tecnico, e mancavano figure professionali in grado di affrontare al meglio questo importante cambiamento. La nostra scuola è andata a colmare questa lacuna, formando gli agricoltori di oggi e di domani: non più semplici coltivatori ma veri e propri imprenditori che, grazie a competenze specifiche, sono in grado di valorizzazione la produzione e dedicarsi alla commercializzazione con una nuova consapevolezza. La particolarità è che oggi molti dei nostri studenti non sono, come ci si aspetterebbe, figli di agricoltori ma provengono da altri contesti; si tratta per lo più di maschi, le ragazze si attestano su un 40%, e non risiedono ad Albenga ma in altre località della piana”. Se negli ultimi anni si è assistito ad un ritorno alle attività agricole, va detto che l’agricoltura non è più quella dei nostri padri e dei nostri nonni ma si è evoluta e richiede competenze diverse, oltre ad un occhio particolare per interpretare gli umori del mercato. Proprio in questo contesto si inserisce la figura professionale che esce da questo Istituto: un giovane in grado di gestire il riscontro di trasparenza, tracciabilità e sicurezza nelle diverse filiere produttive, individuare soluzioni tecniche di produzione e trasformazione, assistere i singoli produttori e le strutture associative nell’elaborazione di piani per lo sviluppo rurale, organizzare e gestire attività di promozione e marketing, intervenire nella valorizzazione del turismo locale e molto altro ancora. Continua Rossi: “Una delle peculiarità della scuola è l’attività di laboratorio, oltre a quella sul campo, con l’adesione a numerosi progetti che permettono ai ragazzi un confronto diretto con il mondo del lavoro: a breve due studenti scelti per merito andranno alla fiera di Essen, in Germania, per loro sarà senz’altro un’esperienza importante. L’Istituto ha una sua azienda Agraria che diventa il teatro operativo per numerose iniziative, nonostante le difficoltà economiche in cui versano tutte le scuole per i tagli operati dal Ministero, cerchiamo di non far mancare ai nostri ragazzi questo genere di attività. Abbiamo il sostegno delle Associazioni, delle cooperative, prima fra tutte L’Ortofrutticola, e dei Sindacati di Categoria che spesso ci invitano ad eventi, come nel caso di Essen; sarebbe importante che tale sostegno si allargasse alle aziende agricole della piana, infatti, secondo le nuove normative, infatti, i ragazzi devono fare una certa quantità di ore in alternanza scuola-lavoro e senz’altro lavorare presso le aziende che un domani potrebbero essere interessate ad assumerli sarebbe un bel vantaggio per entrambe le parti: per gli studenti, che potrebbero arrivare in azienda già preparati al lavoro specifico, e per le aziende, che avrebbero il modo di vagliare i futuri candidati già sul campo”.

Il laboratorio di analisi dell’Istituto

Uno degli affreschi medievali all’interno della scuola

Il diploma di Maturità che si ottiene alla fine del percorso di studi è facilmente spendibile sul territorio e buona parte degli studenti trova in breve tempo un’occupazione in linea con la loro preparazione. Sottolinea il professor Rossi: “La nostra è una scuola medio-piccola: attualmente abbiamo 10 classi, con una media annua di circa 200 alunni. Questo ci porta ogni anno ad immettere nel mondo del lavoro un numero esiguo di alunni, dando quindi ai ragazzi diplomati una maggiore possibilità di trovare impieghi in tempi brevi”. “Per i trent’anni della scuola si stanno preparando grandi festeggiamenti - spiega Rossi – nella seconda metà del mese di novembre organizzeremo un fine settimana ricco di eventi: due incontri, uno più professionalizzante ed un altro più didattico, ai quali dovrebbe presenziare la Presidente Nazionale degli Istituti Agrari; ci sarà la presentazione del libro di Angelo Gastaldi sulla flora mediterranea ed una mostra di lavori. Naturalmente non mancherà la parte ludica, con l’organizzazione di una festa e di balli, forse proprio questo è l’aspetto più atteso dai nostri ragazzi!”. Quale occasione migliore dunque per andare a conoscere e scoprire questa realtà scolastica, ancorata nel passato agricolo della nostra terra ma proiettata nel futuro di un’economia in rapido cambiamento.

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Definitivo l’esonero Conai per le imprese agricole Soddisfatta Coldiretti che da tempo era al lavoro per una soluzione Definitivo l’esonero dall’obbligo di iscrizione al Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per le imprese agricole e semplificazione del meccanismo di adesione agli altri Consorzi e sistemi di raccolta di specifiche tipologie di rifiuti. L’articolo 11 del “Collegato agricolo”, definitivamente licenziato in Senato, prevede che le imprese agricole che utilizzano o importano imballaggi non siano obbligate all’iscrizione ai consorzi di cui agli articoli 223 e 224 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Conai e Consorzi di filiera) e non siano soggette alla relativa contribuzione. Tale disposizione si applica con efficacia retroattiva. La nuova norma, considerato, evidentemente, come la direttiva quadro in materia di imballaggi, 94/62/Cee non imponga alcun obbligo a carico degli utilizzatori di imballaggi, chiarisce definitivamente che le imprese agricole non sono obbligate ad iscriversi al Consorzio imballaggi o a quelli di filiera.

La disposizione diminuisce a 5.000 euro l’importo delle sanzioni connesse alla mancata iscrizione al Conai (per le imprese diverse da quelle agricole, che restano soggette agli oneri di iscrizione previsti dal codice ambientale), fino ad ora del tutto sproporzionate, potendo arrivare, addirittura, a 60.000 euro. La disposizione approvata, ferma restando la responsabilità delle singole imprese per gli adempimenti e gli oneri connessi alla gestione dei rifiuti, riconosce, altresì, la possibilità per le imprese agricole, singole o associate, di aderire agli altri Consorzi e sistemi di raccolta di specifiche tipologie di rifiuti, previsti dalla Parte IV del Codice ambientale (decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152) attraverso le articolazioni territoriali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative. L’iscrizione dell’organizzazione di appartenenza si estende a tutti gli associati, ha effetto retroattivo e si considera efficace sin dal momento di insorgenza dell’obbligo a carico della singola impresa. Coldiretti, che da tempo sollecitava la risoluzione della questione, esprime la propria soddisfazione per questo importante risultato che assicura una significativa semplificazione e la riduzione di oneri burocratici ed economici a carico delle imprese.

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CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI

RIFIUTI AGRICOLI Senza burocrazia anche quelli pericolosi Importanti novità grazie alla convenzione tra Cia e Bas.Eco L’accoglimento da parte del Governo di alcune modifiche normative assicura agli agricoltori la possibilità di smaltire direttamente alla piattaforma convenzionata, in totale esonero dagli adempimenti amministrativi specifici, anche i rifiuti agricoli pericolosi. La convezione CIA di Savona - Bas.Eco (circuito organizzato di raccolta) ha favorito lo sviluppo di un servizio sempre più apprezzato dai coltivatori esteso a tutti i Comuni del territorio della Provincia di Savona. Anche Cia di Imperia ha fatto la stessa convenzione riconoscendo la buona qualità dei servizi resi ed i vantaggi per l’esonero dagli adempimenti . L’azienda agricola firma il contrato con Bas.Eco (richiamando la convenzione CIA/Bas.Eco) e prima di ogni trasporto con mezzi propri compila una scheda di consegna. Giunta in piattaforma a Villanova d’Albenga l’azienda scarica a peso e paga secondo il prezziario con le diverse tipologie di rifiuti cui, da poco, si aggiungono i rifiuti pericolosi agricoli (come per esempio contenitori non bonificati di fitofarmaci, oli esausti, etc.), con successiva

emissione di fattura che vale quale unico documento per ogni controllo (anche come adempimento valido per le certificazioni, ad esempio Globalgap). L’azione della Cia ha ottenuto il superamento della prevista autorizzazione al trasporto del mezzo agricolo aziendale che va alla piattaforma, l’esonero dal formulario dai registri di carico e scarico e dal MUD annuale, oltre all’esonero dal SISTRI. I soci Cia, unici tra gli agricoltori della provincia di Savona, assolvono i propri obblighi in materia di rifiuti senza alcuna burocrazia e soprattutto senza oneri a carico delle aziende. INFORMATI!!! Inoltre dal luglio 2016, con il Collegato Ambientale del Governo, Cia ha ottenuto che anche i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi, aree cimiteriali, strade e spazi pubblici non vengano considerati rifiuto se destinati alle normali pratiche agricole (ad esempio ammendanti, fertilizzanti, pacciamature), compresi i rifiuti di verde pubblico prodotti dagli artigiani.

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All’Ortofrutticola la prima serata della settima edizione del Festival Il 3 Agosto scorso negli spazi dell’Ortofrutticola, si è svolta la prima serata della settima edizione di Terreni Creativi. Il Festival, ormai diventato appuntamento fisso dell’estate ligure, porta il teatro contemporaneo, la danza moderna e la musica dal vivo, all’interno degli spazi produttivi delle aziende agricole dell’entroterra di Albenga. Kronoteatro ha fortemente voluto questo festival che si pone l’obbiettivo collegare e valorizzare le eccellenze di un territorio con il meglio della scena nazionale del teatro contemporaneo. Anche per questo motivo, parte integrante del festival è rappresentato dalla cena, dove artisti, tecnici e pubblico hanno la possibilità di gustare assieme il meglio della cucina ligure. L’intento del festival è inoltre creare una nuova forma di “stare insieme” proponendo momenti di convivialità insoliti alternati alla fruizione di spettacoli e performances di alto livello. Per il secondo anno consecutivo, quindi, Terreni Creativi, viene ospitato nella prestigiosa sede dell’Ortofrutticola. La scelta di questa location nasce dalla volontà di abitare quello che si configura come il punto di raccordo tra le aziende agricole, le associazioni di categoria legate a questo settore commerciale e il pubblico che,

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Grande successo per Terreni Creativi numeroso, ha la possibilità di conoscere, visitare ed abitare anche quegli spazi solitamente dedicati agli addetti ai lavori. Inoltre gli enormi spazi messi a disposizione dall’Ortofrutticola, ben si sposano con la necessità sia di capienza che il festival ha, sia con la libertà di allestimento scenico e scenografico. Kronoteatro ha fatto di Terreni Creativi la propria punta di diamante, ma nella stagione invernale organizza e gestisce una rassegna teatrale di altrettanto interesse. Giunge infatti quest’anno alla sua decima edizione la “Kronostagione Albenga” che negli anni ha saputo fidelizzare un pubblico numeroso e curioso di scoprire le novità teatrali nazionali. Anche quest’anno perciò da Dicembre a Maggio, il pubblico ingauno e non solo avrà la possibilità di scegliere tra spettacoli serali, suddivisi su due sale teatrali, il teatro Ambra e lo Spazio Bruno, rappresentativi del meglio del teatro contemporaneo nazionale. La Kronostagione propone inoltre 4 spettacoli al mattino per le scuole del comprensorio albenganese fornendo così alla cittadinanza un servizio di educazione al teatro. Sempre nell’ambito della formazione professionale e culturale, Kronoteatro opera sul territorio con una serie di laboratori rivolti ai ragazzi, sia all’interno del Liceo G. Bruno di Albenga, sia collaborando con altre realtà di aggregazione giovanile.


L’allegra invasione delle 500 Sabato 2 luglio 2016 le 500 storiche dirette a Caprauna (CN) hanno fatto tappa a Bastia d’Albenga, per una visita all’Ortofrutticola: equipaggi italiani e stranieri (circa 400 persone) hanno potuto gustare un ottimo aperitivo, passeggiando tra gli scaffali del grande e fornitissimo store (e facendo anche qualche acquisto). Alla partenza, il gradito omaggio di una piantina, un modo per portarsi a casa un po’ dei profumi della Riviera ligure. 

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Arnasca, patrimonio di una comunità Un evento tutto dedicato alla pregiata cultivar di olivo locale Riuscito e sentito come sempre l’evento annuale dedicato alla cultivar Arnasca svoltosi sabato 17 settembre ad Arnasco ha visto la consegna dei premi della XXIa edizione dell’Arnasca d’Argento, insieme al premio Gianni Alberti dedicato agli studenti dell’istituto agrario. Come di consueto l’evento, organizzato dalla Cooperativa Olivicola di Arnasco, è stato arricchito da un convegno specialistico finanziato dal programma ai sensi dei REGG. UE 611-615/14 per il miglioramento del settore olivicolo: quest’anno luci puntate sulla pregiata cultivar locale la cui valorizzazione è uno degli obiettivi del progetto. “Arnasca, patrimonio di una comunità”, intitolava il workshop che ha voluto offrire una panoramica scientifica, storica e antropologia circa il forte legame tra questa terra e il suo frutto più prezioso.

Con l’accoglienza e la condivisione del Sindaco di Arnasco, professor Alfredino Gallizia, il Presidente della Cooperativa Olivicola di Arnasco Luciano Gallizia è entrato nel cuore dell’argomento narrando la storia della cultivar Arnasca e di come essa abbia sia stata determinante nello sviluppo del territorio e della sua comunità. Infine, a introdurre il premio Alberti i due giovani agrotecnici Tommaso Bodini e Alex Barbera hanno illustrato come le professioni agricole avvalorino il legame tra le attività umane e il presidio del territorio. La cerimonia di consegna dell’Arnasca d’Argento a visto la premiazione di Flavio Maurizio e Annarita Campana. A degna conclusione della giornata immancabile la prova di assaggio degli oli vergini di oliva guidata da Roberto De Andreis e la degustazione dei prodotti della cooperativa dedicata al tema: “ L’olio extravergine di oliva nella cucina ligure”. Vale la pena ricordare inoltre che per Arnasco il 17 Settembre è stata una grande giornata già dal mattino poiché alle ore 10:00 c’è stata un’interessante escursione al forte Rocca di Liverna, patrimonio storico del paese.

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CONFAGRICOLTURA

Collegato Agricolo: conosciamo le novità Il 6 luglio scorso è stato approvato al Senato in via definitiva il Collegato Agricolo. Quattro i cardini di questo provvedimento la cui gestazione è stata lunga e laboriosa: semplificazione, razionalizzazione, organizzazione e ricambio generazionale. Ecco alcuni punti significativi che ci preme segnalare. A proposito di semplificazione si avrà: meno burocrazia per l’avvio di nuove aziende (ridotti da 180 a 60 giorni i tempi per aprirne una nuova); un unico Codice agricolo; semplificazione in materia di controlli. In particolare non sono tenuti all’obbligo di costituire o aggiornare il fascicolo aziendale i produttori di cui al comma 1 che producono olio destinato esclusivamente all’autoconsumo la cui produzione non supera 350 kg di olio per campagna di commercializzazione. Inoltre il diritto di prelazione legale agraria viene esteso allo IAP iscritto nella previdenza agricola;è prevista poi la delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di agricoltura, silvicoltura e filiere forestali; viene soppresso invece il riferimento all’acquacoltura ed alla pesca; un’altra delega al Governo riguarda la società di affiancamento per le terre agricole, lo scopo è il graduale passaggio della gestione dell’attività di impresa agricola ai giovani. Si tratta di un passo concreto – fortemente auspicato da

Confagricoltura e dai Giovani di Confagricoltura - per la realizzazione del ricambio generazionale. A proposito di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica è prevista la delega al Governo per il riassetto del settore ippico. Viene inoltre istituita la Banca delle Terre Agricole, con l’obiettivo di costituire un inventario dei terreni agricoli disponibili a causa dell’abbandono dell’attività agricola e di prepensionamenti. A proposito di competitività e sviluppo delle imprese agricole e agroalimentari è stata accolta la proposta di Confagricoltura in materia di Reti di Impresa: nel caso per le “Reti contratto” non è più previsto l’obbligo di deposito del bilancio, che invece permane per le “reti soggetto”. La norma opera per tutti i settori, non solo per quello agricolo. Per quel che riguarda le politiche per le filiere, sono previste specifiche disposizioni sulla definizione dei prodotti derivati dalla trasformazione del pomodoro (art. 18), sui relativi requisiti (art. 19), sull’etichettatura e sul confezionamento (art. 20), nonché sulle sanzioni. Tra le altre disposizioni segnaliamo quelle in materia di apicoltura e di prodotti apistici (che regolamentano alcuni obblighi, come quello di denuncia alla banca dati nazionale apistica, per chi detiene un alveare, e introducono risarcimenti per alcuni danni causati da determinati parassiti). Il Collegato prevede inoltre nuovi strumenti per garantire il reddito agricolo; è stata disposta la delega del Governo anche per il riordino degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura e per la regolazione dei mercati e quella per il sostegno al settore del riso. L’iter che ha portato all’approvazione definitiva è stato molto lungo, tuttavia sono stati conseguiti alcuni risultati importanti per le nostre imprese. Adesso ci aspettiamo l’attuazione delle diverse deleghe nei tempi previsti.

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COMUNICAZIONI AI SOCI SEGRETERIA Tel. 0182 50374 - Fax 0182 1980190 / 0182 50312 segreteria@ortofrutticola.eu presidenza Tel. 0182 50374 - Fax 0182 1980101 presidente@ortofrutticola.it DIREZIONE AMMINISTRATIVA Tel. 0182 50374 - Fax 0182 1980110 barbera@ortofrutticola.eu DIREZIONE commerciale Tel. 0182 568109 - Fax 0182 21119 deandreis@ortofrutticola.eu AMMINISTRAZIONE e contabilitÀ Tel. 0182 50374 - Fax 0182 1980120 / 0182 554333 contabilita@ortofrutticola.it SETTORE FIORI Tel. 0182 568109 - Fax 0182 21119 blumen@ortofrutticola.it Orario di apertura: Lunedì - venerdì: 8,00-12,30 / 14,00-18,00 SETTORE ORTAGgi Tel. 0182 568109 - Fax 0182 20979 ortaggi@ortofrutticola.it Servizio AGROTECNICo Tel. 0182 554943 asstec@ortofrutticola.it Fitofarmacia: fitofarmacia@ortofrutticola.eu

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