Web Edition
N.1 Gennaio
2017
Esce dal 1949
tti
ollettino di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
LE PROPOSTE PORTATE CON IL CNI SUL TAVOLO DEL MINISTRO CARLO CALENDA
DAI GIOVANI INGEGNERI I RIMEDI PER FAVORIRE L’OCCUPAZIONE E FERMARE I CERVELLI IN FUGA
«Un progetto in Liguria, se c’è la volontà politica di Regione, P.A. e politica, è possibile. Incontriamoci». I dati su professionisti e occupazione nella Regione, dove i giovani non si arrendono per fermare il flusso della fuga dei cervelli all’estero, anche se la laurea in ingegneria ancora paga. I rimedi? Fondi europei dedicati, sostegno per il coworking, interventi sui lavori pubblici, aumento dei concorsi, costruzione di infrastrutture e anche rottura dell’isolamento logistico di province isolate come l’estremo ponente GIANFRANCO SANSALONE ostruire in Liguria un progetto per favorire l’occupazione dei giovani ingegneri e delle nuove generazioni di professionisti degli Ordini tecnici fermando la fuga dei cervelli? Si può. Soprattutto ora che - dopo la sciagurata campagna del Ministero dello Sviluppo economico che, per attirare investitori stranieri, ha puntato sull’alta professionalità degli ingegneri italiani rapportandola alla loro bassa retribuzione - il Network Giovani Ingegneri ha reagito così tempestivamente ed efficacemente da farsi convocare dal ministro Carlo Calenda. Col quale da dicembre scorso è aperto, assieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, un tavolo sulle misure che il governo può adottare per l’occupazione e che possono essere implementate e declinate in chiave regionale. Se ne fa portavoce Simone Di Marcoberardino, 38 anni, ingegnere edile che nel Network, coordinato dal vice presidente vicario del CNI Gianni Massa, è l’unico ligure a far parte del gruppo di lavoro nazionale che si sta occupando
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dei rapporti col Mise, in cui si discute delle misure messe a punto dagli esperti del Consiglio nazionale, fra i quali il neo consigliere Roberto Orvieto, ex presidente dell’Ordine di Genova (che dal CNI ha ricevuto la delega per l’ICT, ovvero l’Information and Communications Technology, l’Ingegneria dell’Informazione). «Le proposte sono tante - dice Di Marcoberardino, responsabile del Gruppo giovani dell’Ordine di Imperia - il ministro le ha esaminate con i suoi funzionari e le ha apprezzate, manifestando l’intenzione di realizzarle, e per questo ora stanno lavorando i tecnici. Ma noi siamo convinti che a livello territoriale si possa - se c’è la volontà politica della Regione, della pubblica amministrazione e della politica - anticiparle con buoni risultati». La preoccupazione per la situazione è molta: in Italia gli ingegneri iscritti agli Albi sono circa 240 mila e 700 mila i laureati in ingegneria. Gli ingegneri liberi professionisti sono circa 80 mila. (V. a pag. 4 i dati del Centro Studi del CNI). (segue a pag.2)
I RISULTATI POSITIVI DELLA CAMPAGNA #INGLOWCOST IN RISPOSTA A “INVEST IN ITALY”
«QUELLA BRUCHURE, LA NOSTRA FORZA» Il lavoro del Network Giovani fino ad arrivare in Tv e poi al Mise. L’idea di una rete fra i professionisti italiani e quelli che lavorano all’estero per uno scambio di esperienze
È
stata una bomba. La pagina intera della brochure Invest in Italy del Mise destinata agli investitori esteri in cui si sostiene che gli ingegneri italiani sono i più bravi e i meno pagati (V. pagina 3) ha provocato un terremoto. Perché il Network Giovani Ingegneri (profilo su Facebook) coordinato dal vice presidente vicario del CNI Gianni Massa, è partito all’attacco con la campagna di comunicazione #IngLowCost, fatta di una raffica di cattivissime slides con headline molto efficaci (come quelle della serie Intanto che il governo riduce la burocrazia...; ...che riduce il cuneo fiscale; ...che adegua le infrastrutture; ...che allarga la banda; ...che combatte la corruzione; ...che velocizza la giustizia e così via) e un payoff beffardo (...adotta un ingegnere, costa poco!) che ha sfondato, diventando virale sui socialnetwork richiamando una troupe di “Presa Diretta” (segue a pag.2)
Periodico della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri dellaWLiguria e b /1 n. 1 - Gennaio 2017 -
provocato polemiche e tensioni in tutt’Italia: nel dicembre scorso la percentuale di ragazzi fra i 15 e i 24 anni in cerca (vana) di impiego è salita al 40,1%, 0,2 punti in più rispetto a novembre e al livello più alto registrato da giugno 2015, con un miglioramento invece per gli ultracinquantenni. E una preoccupante tendenza all’emigrazione all’estero dei giovani. Cervelli in fuga che, come nel caso di Andrea, difficilmente torneranno in patria. Cosa possono fare amministratori pubblici e politica in Liguria? «Il CNI e il Netwok Giovani Ingegneri risponde Di Marcoberardino - hanno elaborato un programma e stanno lavorando con il Ministero dello Sviluppo economico per introdurre nuove misure a favore dei giovani. Ma a livello territoriale si possono fare tante cose. La Regione, ad esempio, può aprire i finanziamenti europei Por e Ferst ai liberi professionisti con una sua decisione autonoma e se
non può legiferare in campo fiscale, può sicuramente favorire con misure proprie chi decide di affrontare la professione. Perché, e qui mi rivolgo anche agli Enti Locali, non incentivare ad esempio il coworking, come ha fatto il Comune di Milano con un apposito bando nel 2015?». Il coworking non è solo la possibilità di affittare insieme - professionisti, studi o anche società - gli stessi spazi condividendo servizi, connessioni, tecnologie, server cloud, personale, ma aprire l’opportunità di collaborazioni e nuovo business sfruttando le diverse professionalità che si possono integrare. A Milano esiste addirittura una comunità dedicata (www. coworkingmilano.com). «Il CNI, i Gruppi Giovani e la Federazione degli Ordini liguri degli ingegneri - dice Roberto Orvieto - possono incontrare su questi temi la Regione e qualunque interlocutore disponibile per un programma concreto di interventi». Un programma che può spaziare, come ricorda anche Di Marcoberardino, ad esempio da meccanismi che aiutino nei bandi per i lavori pubblici chi partecipa associando giovani professionisti; aumentando concorsi di idee e di progettazione rivolti ai giovani; investendo nella ricerca; inducendo le aziende a rimanere sul territorio assumendo giovani e non investendo all’estero; puntando sulle infrastrutture e sulla logistica e togliendo dall’isolamento quelle province - come Imperia - da cui è un’impresa raggiungere in treno non solo Roma (il recente Frecciargento è un miraggio) ma senz’auto è spesso impossibile arrivare anche a Genova. Se ne vuole parlare?
posta elettronica, ai socialnetwork». Un concetto ribadito anche da Simone di Marcoberardino, che proprio attraverso il computer o il cellulare, quando non poteva spostarsi da Imperia, ha dato il proprio contributo per la stesura della prima risposta al ministro, per l’elaborazione di documenti e delle iniziative adottate dal suo gruppo. «Un’esperienza questa aperta - continua Massa - che stiamo cercando di allargare anche agli iscritti di altri ordini, perché secondo me la cosa importante è “fare partecipazione”. Per questo fra le cose chieste
al ministro c’è anche il sostegno per la creazione di una rete internazionale che metta in contatto i giovani che sono andati a lavorare all’estero e quelli che sono in Italia: da un confronto costante sui problemi reali e sul modo di affrontarli con diverse esperienze, potrebbe nascere un metodo basato sulla conoscenza delle best pratice che può far crescere le nuove generazioni. Certo, questo non può essere contenuto in una legge, ma può diventare uno strumento aperto al servizio di tutti i giovani professionisti, per uno scambio sulle reciproche conoscenze».
(dalla prima)
Secondo quanto denunciato dai giovani ingegneri alla trasmissione “Presa Diretta” di Rai3 il 30 gennaio scorso, il 53% degli iscritti ha meno di 45 anni. Il reddito medio è passato dai 43 mila euro del 2008 ai 31 mila del 2016. Ma i giovani liberi professionisti si sentono fortunati se arrivano a 15 mila euro lordi. Negli ultimi 6 anni il mercato dell’ingegneria ha perso oltre tre quarti del suo valore: da 23 miliardi di euro nel 2009 a poco più di 5 miliardi nel 2015. «Una situazione - commenta Di Marcoberardino - che non colpisce solo noi, ma finisce per interessare un po’ tutte le professioni, e i giovani sono spinti ad andarsene. Anche nelle regioni come la Liguria, dove le cose al momento per gli ingegneri vanno un po’ meglio che in altri posti. Nella nostra piccola provincia di Imperia, ad esempio, sono a conoscenza di diversi casi di laureati che si trasferiscono in Francia per lavorare, o fanno i frontalieri. Altri finiscono ben più lontano, come un nostro iscritto dal 2009, Andrea, oggi trentatreenne, che dopo aver fatto lavori precari e senza prospettive, nel 2013 è partito per Dubai, negli Emirati Arabi. Oggi ci fa sapere di essere perfettamente soddisfatto sia dal punto di vista economico perché guadagna ottimamente; sia da quello professionale perché svolge il suo lavoro di ingegnere ambientale e del territorio in ambito strutturale con molti riconoscimenti; sia da quello umano perché è rispettato e ha un ruolo sociale gratificante. E dice che non vede le condizioni né le prospettive per tornare in Italia». L’allarme è tornato nei giorni scorsi per i dati diffusi dall’Istat, che hanno (dalla prima) di Rai3 nella sede del CNI per un’intervista ai protagonisti del Network. E da qui, convocazione del ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda e costituzione dell’apposito gruppo di lavoro NGI-Mise del Network. «I ragazzi - dice l’ing. Gianni Massa sono stati veloci e bravissimi, dimostrando che in fondo la brochure ha detto la verità: la qualità degli ingegneri italiani è molto alta! Fra l’altro il Gruppo Giovani comunica rapidamente utilizzando tutte le tecnologie, da WhatsApp ai gruppi su Google, alla 2/
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L’ing. Simone Di Marcoberardino
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FORSE GIà NEI PROSSIMI GIORNI ALCUNE ANDRANNO NEL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO
alcune misure all’attenzione di Calenda
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“INDUSTRIA 4.0” CON IPER E SUPER AMMORTAMENTI - La Legge di Stabilità 2017 prevede il “Piano Industria 4.0”, ovvero benefici fiscali per le tutte aziende medio-grandi che possono ammortizzare gli investimenti tecnologici superiori ai 500 mila euro attraverso una perizia asseverata da un ingegnere. «Al ministro - dice Mario Ascari, presidente del Comitato Ingegneri dell’Informazione del CNI - abbiamo chiesto che la stessa possibilità venga data anche alle PMI, per investimenti fino a 500 mila euro, e che la perizia sia affidata a ingegneri esterni, visto che le imprese medio piccole non hanno strutture tecniche interne come le grandi. Inoltre il piano del governo prevede benefici fiscali solo per i beni perché i servizi non sono ammortizzabili. Cioè se un ingegnere fa un progetto, una consulenza uno studio di fattibilità per un’azienda, e sono finalizzati all’implementazione di un investimento che è previsto nel piano “Industria 4.0”, questi non rientrano fra i benefici che può ottenere l’azienda essendo servizi. Noi abbiamo quindi chiesto di prevederli come “costi accessori” e il ministro di è reso particolarmente disponibile a considerarli appunto in questo modo. Questo porterebbe vantaggi sia ai professionisti che alle imprese». Se passeranno, le nostre proposte dovrebbero entrare nel Ddl del governo in preparazione.
2 FONDI UE ACCESSIBILI AI LIBERI PROFESSIONISTI / BANDO “FABBRICA INTELLIGENTE” - Sono passati tre anni e mezzo da quando la Commissione e il Parlamento UE, hanno incluso i liberi professionisti, al pari delle Pmi, fra i destinatari dei finanziamenti europei diretti e strutturali. L’Italia ha recepito le direttive nel maxi emendamento della Legge di stabilità del dicembre 2015, ma finora né le Regioni, che gestiscono i fondi Por e Ferst, né lo Stato, da cui dipendono i finanziamenti diretti, né la stessa Ue che gestisce programmi come Horizon 2020 e Cosme che pur prevedono aperture in questo senso, sono riusciti a dare davvero l’opportunità ai liberi professionisti di concorrere con propri progetti ai finanziamenti pubblici. Il ministro Calenda, alla richiesta che finalmente questo diventi realtà, ha anticipato al tavolo con Cni e Giovani Ingegneri che è in corso un monitoraggio dell’attività delle Regioni attraverso l’Agenzia per la coesione e che i tecnici del Mise stanno ultimando il nuovo Bando “Fabbrica Intelligente” in cui c’è l’assoluta disponibilità di accogliere la proposta. «Le linee guida sono in fase di confezionamento - spiega l’ing. Mario Ascari, presidente del Comitato Italiano dell’Ingegneria dell’Informazione - e non si conoscono i tempi esatti. Certo è che finora sono state sostenute prevalentemente le aziende, non i liberi professionisti, ora la disponibilità di cambiare c’è».
La pagina della brochure del Mise sui bassi costi degi ingegneri italiani
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FREELANCE CARD - La proposta richiama il meccanismo del “Bonus cultura” voluto da Renzi e inserito nella Legge di Stabilità 2016: ovvero un’applicazione che permette ai giovani maggiorenni, in possesso dei requisiti, di acquistare online biglietti per musei, concerti, mostre, spettacoli dal vivo, cinema, libri, e-book, ecc. fino a 500 euro l’anno. Ebbene, gli ingegneri hanno proposto l’istituzione con lo stesso sistema di una Freelance Card, con un bonus da stabilire secondo la copertura finanziaria (quella sulla cultura aveva una dotazione di 2 miliardi, uno per la cultura e uno per la sicurezza) da destinare a tutti i giovani professionisti entro una certa età e con determinati requisiti. «L’idea - spiega Gianni Massa, coordinatore del Network Giovani ingegneri - è dare la possibilità a chi inizia la professione come libero professionista, a chi prende la partita Iva, a chi apre il suo primo studio, di sostenere le spese di avviamento pagando appunto con la Card, e coprendo così una parte di quei costi che a volte possono facilitare un percorso professionale». Non essendo contante, ma denaro finalizzato a scopi definiti, si raggiungerebbe il duplice scopo di mettere in circolazione risorse e di aiutare i giovani. Anche su questo il ministro ha dimostrato interesse e i tecnici sono al lavoro. n. 1 - Gennaio 2017 -
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I DATI DEL CENTRO STUDI CNI: IN LIGURIA LA LAUREA IN INGEGNERIA OFFRE PIÙ CHANCHES
SI STA MEGLIO ALL’ESTERO E AL NORD
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ei 238.206 iscritti all’Albo professionale degli Ingegneri nel 2016, oltre 7 mila appartengono ai quattro Ordini liguri: quello di Genova è il più numeroso (4.697 ingegneri), seguito da Savona (1.141), La Spezia (726) e Imperia (484 iscritti). Negli ultimi anni è aumentato notevolmente l’interesse dell’universo femminile verso le materie ingegneristiche tanto da costituire, nel 2016, il 14% degli iscritti (13,7% in Liguria). L’età media: uomini intorno ai 49 anni, donne
38. Complessivamente, la quota di ingegneri con meno di 35 anni iscritti all’albo sfiora il 19%, mentre un ulteriore 16,9% ha un’età compresa tra i 35 e i 40 anni (in Liguria la quota gli under 35 più elevata, 17,2% è rilevata a Savona, ben al disotto della media nazionale, e scende ulteriormente nelle altre province fino al 12,5% della Spezia). Tra i laureati in ingegneria (iscritti e non iscritti all’Albo) circa i tre quarti sono dipendenti. Circa un terzo di essi (quasi 80 mila ingegneri) svolge la libera professione come attività lavorativa esclusiva. Secondo gli ultimi dati disponibili, quella dell’ingegnere è ancora una professione richiesta, ben pagata e con tempi di occupazione rapidi, anche se con disparità di trattamento nelle diverse aree del Paese e soprattutto che non regge il confronto con l’estero (V. istogrammi). In Liguria il tasso di occupazione generale è più alto della media. A&B-Atti e Bollettino di Informazione degli Ordini degli Ingegneri Liguria Mensile della Fed. Reg. Ordini degli Ingegneri della Liguria. Reg. Tribunale Genova n. 64 del 25 marzo 1949 Anno LXVII. N. 1 Gennaio 2017 Chiuso in redazione il 30 Gennaio 2017 Direttore Resp.: Gianfranco Sansalone Presidente FROIL: Paolo Caruana Segretario: Claudia Bedini Consiglieri: Giuseppe Anselmo, Nicola Berlen, Maurizio Michelini, Domenico Muccio Palma, Domenico Pino, Fulvio Ricci, Marco Sartini, Roberto Zanardi Direttore Editoriale: Maurizio Michelini PEC: federazione.liguria@ingpec.eu www.federazioneingegneri.liguria.it Direzione e Redazione: Piazza della Vittoria, 11/10 - 16121 Genova rivista@federazioneingegneri.liguria.it Editore, impaginazione, stampa: Grafica LP Via Pastorino, 200-202 r - 16162 Genova graficalp@graficalp.191.it www.promogenova.it/grafica-lp/ Progetto editoriale e grafico: Agenzia Aba News - abanews@abacomunicazione.it www.abacomunicazione.it
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