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GIORNATA DEI DIRITTI UMANI 10 DICEMBRE 2013 Liceo Terragni – Olgiate Comasco (CO)

Dall'anno scolastico 2002/03, il liceo Terragni organizza la Giornata dei diritti umani (10 dicembre). La normale attivitĂ  didattica viene sospesa in tutte le classi lasciando spazio a iniziative, dibattiti e conferenze per ricordare la Dichiarazione dei diritti dell'uomo (10 dicembre 1948) e per sensibilizzare gli alunni. Si offrono qui delle sintesi, a cura degli studenti, delle conferenze tenute presso il liceo, in occasione di questa ricorrenza, da associazioni o da altri soggetti impegnati nella difesa e nella promozione dei diritti umani.

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Non bussate, è già aperto Isabella Camodeca, ex studentessa del Liceo Terragni, racconta la sua esperienza al SERMIG (Servizio Missionario Giovani), che giudica preziosa sotto il profilo sia della crescita personale che dell’aiuto offerto a chi ne aveva bisogno, e invita i ragazzi a partecipare alle numerose attività offerte dall’associazione. di Marta Rusconi

2 Due anni fa, al momento di dover scegliere cosa fare del suo futuro, Isabella ha attraversato un periodo di crisi e di indecisione; nel tentativo di superarlo, ha deciso di svolgere attività di volontariato per un mese al SERMIG. Originariamente il SERMIG, fondato dal giovane Ernesto Olivero nel 1964, era un'associazione a scopo missionario, tuttavia, trovandosi ad operare in un quartiere piuttosto malfamato di Torino, col tempo i volontari hanno cominciato ad occuparsi della loro attuale attività: accogliere e aiutare chiunque abbia bisogno di un sostegno di qualunque genere, senza distinzioni. Stranieri, disoccupati, poveri, senzatetto, adulti o bambini — il SERMIG soccorre chiunque in nome dell’integrazione, dello scambio interculturale e della restituzione: si restituisce l’aiuto ricevuto non con del denaro ma dando una mano a propria volta, nella speranza di riuscire lentamente a cambiare il mondo. Durante la conferenza sono stati proiettati alcuni video che presentano le attività del SERMIG e gli ideali su cui esso si basa. Grazie a diversi filmati e canzoni, l’associazione si propone di raccontare i sentimenti e le storie di chi è passato dal centro e di sensibilizzare gli spettatori dimostrando che i dati riguardanti malattie, povertà e guerre non sono solo semplici cifre astratte che non ci riguardano direttamente. Al termine della conferenza, Isabella ha proposto ai ragazzi di scrivere un proposito non troppo difficile che gli studenti si impegneranno a rispettare su dei foglietti che sono stati poi appesi su un cartellone in classe. La disponibilità ad aiutare il prossimo, chiunque esso sia, e il desiderio di rendersi utili e restituire l’aiuto ricevuto sono perfettamente riassunti dal motto dell’associazione: “non bussate, è già aperto”.


Consorzio servizi sociali dell’Olgiatese Il Consorzio è stato costituito il 3 febbraio 2004 grazie alla collaborazione di molti comuni della provincia di Como. L’Azienda ha lo scopo di prestare servizio a tutte quelle persone che hanno bisogno di essere integrate meglio nella comunità. Di Serena Fasana e Micol Rossetti

Nella mattinata del 10 dicembre 2013, i ragazzi del Centro Diurno Disabili di Lurate Caccivio hanno voluto presentarsi ai ragazzi del liceo inscenando uno spettacolo ispirato dalla lettura del libro Il Piccolo Principe. I ragazzi si ritrovano al centro di Lurate da lunedì al venerdì tutte le mattine e tutti i pomeriggi. Il progetto di rappresentare la storia del Piccolo Principe è partito dalla lettura del libro con i ragazzi, che in seguito hanno espresso il desiderio di trasformarlo in uno spettacolo. La realizzazione di quest’ultimo è durata da settembre a giugno dello scorso anno, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio teatrale. Il messaggio che i ragazzi vogliono trasmettere è il fatto che le persone che li vedono non conoscono le loro reali capacità, poiché all’apparenza vedono che hanno delle difficoltà. Nel commentare quest’esperienza i ragazzi hanno sottolineato il fatto di essersi divertiti molto, ma soprattutto di sentirsi parte di un gruppo, infatti, sono stati contenti che ognuno di loro, nel limite delle proprie possibilità, ha potuto prendere parte allo spettacolo.

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KOINÉ per un commercio equosolidale La cooperativa, nata nel luglio del 1989, si impegna a conservare il patrimonio economico e professionale accumulato per investirlo in progetti socialmente utili. di Serena Fasana e Micol Rossetti

4 Leggendo la Dichiarazione dei Diritti Umani, si può subito notare che molti articoli vengono oggigiorno violati: il diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà sono esempi di diritti che a noi possono sembrare banali, ma che, in realtà, non sono rispettati. Per questo motivo, la Cooperativa sociale Onlus Koiné si impegna da più di dieci anni nello sviluppo del commercio equo-solidale, che non vuole mostrarsi come elemosina, ma come alternativa al commercio tradizionale, e in altri progetti educativi. Innanzitutto, i suoi obbiettivi sono l’aumento dell’accesso dei produttori al mercato, prezzi trasparenti e una serie di norme che proteggano i lavoratori sia da un punto di vista economico che della salute. Le condizioni di lavoro devono, infatti, essere dignitose, bisogna poter lavorare in sicurezza, essere assunti regolarmente e retribuiti adeguatamente, non devono esistere le discriminazioni e il lavoro forzato e occorre che i lavoratori sia formati dal punto dei vista dei loro diritti e dei loro doveri. Esistono, inoltre, dei progetti per un lavoro minorile giusto. Nonostante questo possa sembrare una contraddizione, nei paesi meno sviluppati permette ai più piccoli di studiare, continuando ad aiutare la famiglia. In questo modo si può sviluppare il diritto all’istruzione, al riposo, alla malattia e alla giusta remunerazione. La cooperativa è attiva anche nella promozione della socializzazione dei bambini e dei ragazzi, collaborando con enti pubblici. Tramite, infatti, azioni educative e di animazione si cerca di sviluppare una crescita consapevole, caratterizzata da autonomia, spirito critico, interesse alla relazione con gli altri. Koiné cerca anche di tutelare l’ambiente per promuovere le potenzialità dell’individuo e delle relazioni con gli altri.


Coordinamento comasco LIBERA Di Chiara Albertani, Elisa Fasola, Beatrice Foglia e Chiara Ramponi

Durante la Giornata dei Diritti Umani, la classe 1^Bap ha incontrato dopo l’intervallo alcuni membri del Coordinamento Comasco Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, un insieme di associazioni che si occupano della lotta contro le mafie e della promozione della cultura della legalità e della giustizia. L’organizzazione è nata il 25 marzo 1995 e attualmente conta oltre 1500 tra associazioni, gruppi, scuole e realtà di base. Tra gli impegni che si prefigge vi sono la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo e le attività antiusura. Dopo un brainstorming effettuato sui termini legalità e mafia, i ragazzi hanno esposto i concetti alla luce dell’impegno dell’associazione e delle esperienze svolte nei campi di lavoro e di formazione, sottolineando con esempi concreti il fatto che la mafia sia nata storicamente nel Sud del Paese, ma che ormai si è estesa in tutto il resto della penisola e non è più possibile affermarne la totale mancanza nelle nostre zone. Tra i campi di lavoro e di formazione sono stati citati quello a Castellammare di Stabia e a Castel Volturno, rispettivamente in provincia di Napoli e Caserta, nei quali si lavora sui beni confiscati alla mafia. Concludendo la conferenza, sono stati chiariti i principali settori di lavoro di Libera. Tra questi vi sono appunto la formazione, e ancora lo sport, inteso per esempio come aiutare le squadre soprattutto calcistiche a rinascere dopo l’arresto del proprio dirigente, poiché era un boss mafioso, e infine la memoria, il mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno combattuto contro la mafia. Proprio per quest’ultimo punto il 21 marzo è diventato Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, in concomitanza con il primo giorno di primavera e quindi con tutto ciò che di simbolico questa data accompagna, come la rinascita e l’inizio di un nuova vita.

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EMERGENCY, il grande problema della guerra e il diritto alle cure “L'importante è capire fino in fondo che se ci sono persone che hanno bisogno di essere curate e che questo vada fatto.” - Gino Strada Di Albertani Chiara, Foglia Beatrice

Martedì 10 dicembre 2013 presso il liceo G. Terragni di Olgiate Comasco, si è tenuta, come ogni anno, la giornata dei diritti umani per ricordare a tutti noi che ad ogni uomo in quanto persona devono essere riconosciuti i propri diritti. L’associazione Emergency lotta perché questi diritti vengano riconosciuti soprattutto in paesi dove la guerra fa da sovrana. Il relatore ha iniziato il suo discorso spiegando che Emergency italiana fu fondata nel 1994 dal chirurgo Gino Strada che si batte affinché tutti possano avere il diritto di curarsi. L’obiettivo attuale di Emergency è quello di costruire ospedali e donare assistenza medica in Afganistan dove la guerra miete copiose vittime; tra queste il 90% è costituito da civili di cui il 30% sono giovani e bambini colpiti principalmente da mine antiuomo il cui obiettivo non è quello di uccidere, bensì quello di danneggiare e mutilare coloro che rappresentano il futuro del paese. Nella repubblica Centroafricana è stato appunto costruito un centro pediatrico che si occupa anche della realizzazione di protesi per offrire delle speranze in più alle vittime di queste mine. Una volta che questi progetti vengono realizzati sono affidati alle autorità locali che si curano di portarli avanti. Un altro problema affrontato è quello della migrazione dovuta alla guerra e dei lunghi e faticosi viaggi che le persone devono affrontare senza neppure la sicurezza di un futuro migliore. La causa di questi spostamenti è da trovare nella povertà che non abbandona chi ne è colpito neppure nei campi profughi dove questi vivono in condizioni pessime. In Italia si contano 64mila profughi che si cerca di aiutare donando loro le cure adeguate in collaborazione con le ASL e un futuro con mediatori culturali che li intervistano e spiegano loro i propri diritti. Al momento le regioni con più difficoltà a gestire i forti flussi migratori sono Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Veneto. Fino ad oggi Emergency ha donato un futuro a migliaia di persone salvando loro la vita e donando le cure mediche necessarie e continuerà costante nel suo intento.

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Una partita di basket per conoscersi meglio Di Greta Amendola e Francesca Pappalardo

La conferenza, tenutasi nella palestra del Liceo, è iniziata con qualche esercizio di riscaldamento con i ragazzi del Centro diurno disabili di Lurate Caccivio e alcuni alunni del liceo. Attraverso questa parte introduttiva i ragazzi hanno avuto modo di interagire tra di loro, pur non conoscendosi ancora. Una volta terminati gli esercizi iniziali i ragazzi si sono divisi in due gruppi e hanno così iniziato una partita di basket, in cui si è assistito ad un grande gioco di squadra che ha portato i protagonisti di questa conferenza a collaborare tra loro. L’incontro è stato, dunque, impostato in modo originale e creativo, diverso dalle altre conferenze e ha fatto sì che ci potessero essere delle reali integrazioni e contatti tra i ragazzi del Centro e gli alunni del Liceo. In conclusione i ragazzi, tutti insieme, si sono seduti in cerchio al centro della palestra per tirare le somme, per chiedere informazioni sul centro e per scambiarsi le opinioni su come si è svolta la giornata. Gli educatori hanno,quindi, presentato il Centro, spiegando che la struttura è proprietà del consorzio e accoglie disabili gravi o lievi, cercando di creare per loro un percorso di crescita e di autonomia, attraverso varie attività, come tornei sportivi o laboratori manuali. Dai commenti finali è emerso che la conferenza è stata molto interessante e costruttiva sia per gli alunni del Liceo che per i ragazzi del Centro.

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Sisenbai e i diritti dei migranti Di Mireya Abbruzzese

Durante la conferenza sui diritti dei migranti, Sisenbai, un senegalese di 56 anni che vive da 23 anni in Italia, inizia la sua esposizione invitando i ragazzi presenti a un minuto di silenzio, in memoria della morte di Nelson Mandela. Successivamente prosegue parlando dell'immigrazione, fenomeno iniziato in tempi immemorabili che ogni anno dilaga sempre di piĂš. Spiega che gli immigrati provengono soprattutto da Senegal, Mauritania, Tunisia, Costa d'Avorio e che decidono di lasciare il proprio paese per motivi politici, religiosi, economici e anche di salute. Sisenbai sostiene che se le ricchezze fossero meglio distribuite, l'immigrazione diminuirebbe notevolmente e non esisterebbe quasi il problema del trattamento degli immigrati. Essi infatti vivono emarginati, i loro diritti vengono calpestati e sono poco rispettati, soprattutto nel momento in cui presentano una domanda per un posto di lavoro: vengono loro affidati lavori "scomodi", spesso pericolosi, senza che le autoritĂ  controllino la sicurezza delle condizioni in cui si trovano. Secondo il 56enne una soluzione al problema sarebbe quella di dare piĂš spazio agli immigrati, senza bisogno di affidare loro posizioni di privilegio, ma semplicemente rispettando i loro diritti. Sisenbai conclude rispondendo alle domande dei partecipanti, con molta disponibilitĂ  e chiarezza.

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Il più grande deve insegnare al più piccolo: crescere insieme in Europa. Di Chiara Gini

Il più grande deve insegnare al più piccolo: è questa l’impressione che si è avuta entrando nelle classi durante le conferenze che hanno visto come tema il Parlamento Europeo Giovani. Gli alunni si sono trovati infatti ad interfacciarsi non con i classici relatori della Giornata dei Diritti Umani, ma con compagni di qualche anno più grandi di loro che, attualmente in quarta e in quinta, si sono offerti di introdurli nel mondo della politica giovanile europea portando la loro esperienza riguardo le regionali di Lignano 2013. La scarsa differenza d’età e l’evidente imbarazzo dei relatori hanno contribuito a spezzare il ghiaccio, ed in breve le classi hanno potuto sperimentare cosa significhi nella società attuale ed in particolare nella loro fascia d’età mettere in pratica i propri diritti : i relatori hanno infatti organizzato per le classi due simulazioni di discussione del Parlamento Europeo Giovani. La prima, portata agli estremi per fare da esempio, ha divertito i partecipanti con un acceso dibattito sui più attuali temi e gusti musicali, mentre la seconda ha messo direttamente alla prova le classi. Aiutati dai relatori infatti, gli alunni sono stati divisi in due gruppi e sono stati messi gli uni contro gli altri a difesa di argomenti e temi realmente affrontati dal Parlamento Europeo. Le discussioni hanno suscitato l’ilarità e la curiosità dei partecipanti alle assemblee, ed hanno anche favorito uno scambio di idee e consigli riguardo le future proposte del PEG. Sperando in un’adesione numerosa, i relatori hanno lasciato le assemblee con un po’ d’Europa in più alle loro spalle.

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Associazione Immensamente Di Samantha Cammisa

La classe 5 B ha avuto l'occasione di ascoltare l'intervento dell'associazione Immensamente di Como. I volontari, con diversi video, hanno mostrato le condizioni in cui vivono alcuni nostri concittadini; l'iniziativa promossa da questa associazione è quella di dare un pasto caldo gratuito a tutti coloro che ne hanno bisogno. Tutto ciò ha avuto molto successo, ma si chiede l'aiuto di nuovi volontari pronti a dare una mano.

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A cura della classe 4F


Giornata dei diritti umani 2013