GIORNATA DEI DIRITTI UMANI 10 DICEMBRE 2012 Liceo Terragni – Olgiate Comasco (CO)
Dall'anno scolastico 2002/03, il liceo Terragni organizza la Giornata dei diritti umani (10 dicembre). La normale attivitĂ didattica viene sospesa in tutte le classi lasciando spazio a iniziative, dibattiti e conferenze per ricordare la Dichiarazione dei diritti dell'uomo (10 dicembre 1948) e per sensibilizzare gli alunni. Si offrono qui delle sintesi, a cura degli studenti, delle conferenze tenute presso il liceo, in occasione di questa ricorrenza, da associazioni o da altri soggetti impegnati nella difesa e nella promozione dei diritti umani.
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GIORNATA DEI DIRITTI UMANI AL LICEO TERRAGNI – 10 DICEMBRE 2012
DUE MESI IN UNA VIJA MISERIA Chiara, a 19 anni, decide di compiere un'esperienza di volontariato di due mesi in una vija miseria, cioè in una baraccopoli, nella periferia di Buenos Aires 2 di Sara Pizzelli e Laura Marinoni
Il giorno 10 dicembre 2012 ha avuto luogo presso il Liceo Terragni l’undicesima edizione della Giornata dei Diritti Umani. Una delle conferenze della mattinata è stata tenuta da Chiara Volonté, ex studentessa del liceo, che ha raccontato ai ragazzi presenti la sua esperienza di volontariato in Argentina. Chiara, dopo aver affrontato l’Esame di Stato, ha sentito la necessità di mettersi in gioco e fare del volontariato, e la sua esperienza ha avuto inizio alla Casa della Giovane, un centro di accoglienza per giovani donne a Ponte Chiasso. Conclusa questa esperienza, Chiara ha deciso di mettersi alla prova partendo per due mesi di volontariato in Argentina attraverso la Caritas. Il suo racconto è iniziato con la lettura di una pagina del diario scritto durante il viaggio, in cui esprime le prime impressioni e le sensazioni provate subito dopo l'arrivo nel nuovo paese. La sua casa durante l'estate del 2008 è diventata una vija miseria, ovvero una baraccopoli nella periferia di Buenos Aires, dove, in collaborazione con i padri della parrocchia di riferimento, è entrata a far parte della vita quotidiana degli abitanti della favela. La vija presenta una realtà difficile: si tratta infatti di uno spazio territorialmente poco esteso, ma densamente popolato, nel quale vengono affrontati problemi quali povertà, malnutrizione, disoccupazione e degrado. Nonostante ciò Chiara, nel suo racconto, mette in evidenza la vitalità e la volontà di tutti i membri della parrocchia: lo scopo
principale è sempre quello di trovare ad ognuno un'occupazione, di costruire nuovi edifici e di prestare assistenza a giovani e anziani. �Non facevo grandi cose, semplicemente stavo con loro� dice Chiara. Alla fine del racconto la ragazza ha messo a disposizione dei presenti l'album fotografico ricordo del viaggio. Chiara, estremamente convinta dell'importanza del volontariato e pienamente soddisfatta della sua esperienza, invita i ragazzi a compierne di simili.
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BAMBINI NEL DESERTO Tutti possono fare qualcosa, è questo il motto dell’associazione Bambini nel deserto che cerca di migliorare le condizioni di vita dei bambini del Sahara e del Sahel di Elisa Fasola e Francesca Pappalardo
Apartiticità, volontariato, democrazia, gratuità, solidarietà, altruismo e pari opportunità, sono queste le parole con cui Alice Bianchi, ex studentessa del liceo Terragni, ha aperto la propria conferenza sull’Organizzazione Umanitaria Bambini nel Deserto (BnD) durante la giornata dei diritti umani del 10 dicembre 2012. Questa associazione, riconosciuta per la prima volta nel 2000 e operante nel Sahara e nel Sahel, in undici anni di attività ha già realizzato 300 progetti in sei settori di intervento: acqua, cibo e autonomia alimentare, sanità, istruzione e infanzia, sviluppo economico e microcredito, migrazioni. Dopo aver raccontato la sua esperienza come volontaria in un orfanotrofio in Burkina Faso, dove BnD è stata riconosciuta nel giugno del 2008, Alice ha proposto agli alunni della classe cui si rivolgeva un lavoro di gruppo, nel quale essi dovevano ideare delle possibili soluzioni ai problemi che l’associazione cerca di risolvere attraverso i suoi progetti. Con la proiezione di alcuni filmati la relatrice ha inoltre parlato della storia di BnD e del suo fondatore, Luca Iotti. Per concludere, ha focalizzato la sua attenzione su particolari interventi attuati nel territorio del Burkina Faso: in particolare la costruzione dell’Orfanotrofio di Sensen, che ospita circa 180 bambini e dell’orfanotrofio di Iacò, che offre asilo ai bambini abbandonati dalle loro famiglie. La conferenza si è conclusa con alcuni video che mostravano immagini di vita quotidiana in questi orfanotrofi, il lavoro dei
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volontari, i giochi dei bambini, e i volti di tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questi progetti.
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CARITAS: STRANIERI MA UNITI Come l'associazione ha cercato soluzioni ai problemi dell'integrazione di Mireya Abbruzzese, Chiara Albertani, Chiara Ramponi
6 La Caritas è un’associazione che si propone come promotrice di carità e che ha, tra i propri obiettivi, la solidarietà e l’educazione alla pace e a un dialogo aperto verso il mondo. Don Giusto, esponente Caritas operante nella parrocchia di Rebbio, è intervenuto alla Giornata dei Diritti Umani, tenutasi il 10 dicembre 2012 presso il liceo scientifico G. Terragni, facendosi portavoce dei problemi incontrati dai migranti durante i loro spostamenti e dei motivi che li spingono a lasciare il loro paese natale. Il prete era accompagnato da tre giovani, due ragazzi e una ragazza, che hanno parlato della loro esperienza e che hanno portato la loro testimonianza. La conferenza è iniziata con la visione di un filmato che illustrava il percorso compiuto dai migranti verso la Libia, prima, e verso il nostro paese, poi, ed è continuata con i racconti dei tre ragazzi. I primi due, provenienti dalla Nigeria, sono stati spinti ad abbandonare il loro paese natale da ragioni di carattere economico, dovendo, infatti, mantenere la propria famiglia rimasta in Nigeria. La ragazza, invece, si è trasferita dal Pakistan in Italia con il marito alla ricerca della libertà. I relatori hanno poi aggiunto che i primi problemi incontrati in Italia sono stati la lingua e l’ospitalità e che solamente ora, grazie all’incontro con Don Giusto, possono sperare in un futuro migliore. L’intervento si è concluso con l’illustrazione, da parte del sacerdote, di alcune cause dell’emigrazione e dell’immigrazione e con la proposta di possibili soluzioni a
questo problema.
Collegamenti: http://www.caritasitaliana.it
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EMERGENCY E LE VITTIME DELLA GUERRA “Credo che la guerra sia una cosa che rappresenta la più grande vergogna dell'umanità. E penso che il cervello umano debba svilupparsi al punto da rifiutare questo strumento sempre e comunque in quanto strumento disumano.” (Gino Strada) di Serena Fasana e Micol Rossetti
Emergency è un’organizzazione indipendente, fondata nel 1994 da Gino Strada, che offre cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. Il suo obbiettivo è di promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Il volontario di Emergency apre la conferenza con una riflessione su come la guerra sia cambiata nel corso degli anni a partire dalla battaglia di Solferino (1859) fino ai conflitti odierni. Inizialmente le guerre vedevano schierati due eserciti in un campo di battaglia lontano dai centri abitati, ma col passare del tempo la popolazione divenne l’obbiettivo principale dei conflitti, diventando quindi “una guerra tra nazioni e non più tra gli eserciti” come afferma Giulio Douhet un generale italiano. In seguito il volontario si sofferma sul problema delle mine antiuomo il cui scopo principale non è quello di uccidere, bensì di creare danni permanenti all’individuo. Le vittime principali di tali ordigni sono i bambini, poiché spesso raccolgono i cosiddetti pappagalli verdi, ovvero mine giocattolo studiate per non esplodere immediatamente, ma successivamente, così da colpire più persone. Non esistono però solo le vittime dirette della guerra, ma
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anche quelle indirette, cioè coloro che non hanno subito danni fisici, ma non hanno più una famiglia o dei quali la casa è stata rasa al suolo. Emergency gestisce strutture sanitarie in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone, Sudan e Italia. Negli ospedali operano medici provenienti da tutto il mondo; essi non sono dei volontari, ma dei primari che possono decidere di lavorare per Emergency per un periodo di tempo stabilito. Inoltre, nelle cliniche, medici e infermieri insegnano il mestiere alle persone del posto, come in Afghanistan dove sono già presenti 1500 dipendenti afgani. Altri centri come quello in Iraq, invece, sono affidati completamente allo Stato, ma Emergency compie dei monitoraggi periodici. Uno dei centri principali è Il Salam Centre in Sudan. Fino ad oggi sono state curate più di 5 milioni di persone ed Emergency continuerà a lottare per sostenere il suo obbiettivo.
Collegamenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Emergency http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Douhet http://www.emergencyuk.org/menu.php?A=002&SA=014&P= 015&ln=En
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IL DIRITTO AL CIBO La conferenza dell’associazione Manitese di Samantha Cammisa
La conferenza tenuta dall'organizzazione non governativa Manitese ha avuto come argomento il diritto al cibo. Il relatore ha iniziato la sua presentazione fornendo alcuni dati e ha poi mostrato delle immagini relative agli alimenti acquistati ed al costo settimanale di una spesa nei vari paesi del mondo. I ragazzi intervenivano elencando i cibi che vedevano nelle foto e alla fine ha avuto luogo una discussione sul perché nel mondo esiste la fame. Sono emerse differenti cause come ad esempio la cattiva distribuzione dei nutrimenti, la povertà, la globalizzazione e il clima. La relatrice ha voluto concludere il suo intervento con la frase: “c'è cibo per tutti sulla Terra“.
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IL DIRITTO ALL’ACQUA TRA INUTILI CONSUMI E OPINIONI SBAGLIATE Il relatore dell’associazione Contratto mondiale dell’acqua affronta il tema del diritto all’acqua e dei suoi effetti sull’economia e sulla società, smentendo false opinioni e mostrando la fatica delle popolazioni africane ma anche la loro allegria. di Marta Rusconi
Riprendendo il tema dello spettacolo sul femminicidio che ha dato inizio alla Giornata dei Diritti, il relatore dell’associazione Contratto mondiale dell’acqua ha esordito spiegando che ogni donna deceduta corrisponde ad una perdita economica di un milione di euro, dopodiché la conferenza vera e propria ha avuto inizio, con la proiezione di due video sui metodi utilizzati in Africa per raccogliere l’acqua. In Kenya, il compito è affidato alle donne, che, tra allegria e risate, estraggono l’acqua da pozzi profondi 40 metri e trasportano sulla testa secchi pesanti persino 20 chili, mentre in Sud Etiopia gli uomini scendono nei bacini utilizzando le radici degli alberi come sostegni e formando una catena umana per trasportare il più velocemente possibile l’acqua dal bacino ai campi. Il relatore ha poi deposto tre fiori di carta nell’acqua e ha chiesto a tre alunne di leggerne il contenuto: sui petali erano riportate le parole diritto umano, bene comune e obiettivo. L’acqua infatti è di proprietà di tutti gli esseri viventi, ma è stata dichiarata diritto umano solo l’11 giugno 2010 e sarà disponibile per tutti solo se si raggiungerà l’obiettivo di garantire i diritti di tutti gli uomini. Un passo verso il raggiungimento di questo obiettivo è stato fatto dai molti biologi, ingegneri e ministri che nel corso del tempo sono stati
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insigniti del Premio Nobel, come Al Gore e l’IPCC (Gruppo intergovernativo statunitense sul cambiamento climatico), che hanno lavorato per smentire gli scienziati pagati dalle aziende petrolifere per scrivere articoli in cui si sostiene che il clima non sta cambiando. Il relatore ha dato particolare rilievo alla questione delle dighe, che sono una falsa soluzione ai cambiamenti climatici e causano problemi all’ambiente e alle popolazioni: in caso di siccità, infatti, non producono energia elettrica (che è la prima fonte di inquinamento globale) e non sono progettate per resistere alle inondazioni. Per ridurre gli sprechi basterebbe diminuire i consumi e favorire l’uso collettivo dell’acqua, poiché solo il 3% dell’acqua presente sulla Terra è dolce, e solo lo 0,0009% di essa è sfruttabile. Al termine della conferenza, il relatore ha fornito alcuni dati sull’enorme quantità di acqua necessaria per produrre alimenti, capi di abbigliamento e fogli, e ha concluso spiegando che gli italiani, pur essendo collegati alla rete idrica, sono i terzi consumatori e i secondi importatori al mondo di acqua minerale.
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IL PRANZO DEI POPOLI La conferenza del Sermig di Torino sulla distribuzione delle risorse nel mondo di Greta Rinaldi e Selene Stefanoni
13 Fabio e Maria, due volontari del Sermig di Torino, in collaborazione con le alunne della classe 5G hanno presentato ai ragazzi delle classi 3SB e 3SD una conferenza riguardo alla distribuzione delle risorse nel mondo: “Il pranzo dei popoli”. Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) è un’organizzazione fondata nel 1964 da Ernesto Olivero, con sede nel vecchio arsenale di Torino ristrutturato a partire dagli anni ottanta da un gruppo di giovani. Originariamente i volontari, sia laici sia consacrati, si occupavano di sostenere i missionari nel mondo; inoltre ora, s’impegnano affinché i bisognosi possano trovare nella struttura vitto, alloggio e varie attività, come per esempio una scuola di musica. La prima parte della conferenza si è occupata di rappresentare il mondo attraverso un pasto; ognuno dei partecipanti ha pescato un bigliettino con la bandiera di una nazione il cui nome era scritto in modi diversi: rosso per i paesi in guerra, sottolineato per quelli ricchi (Norvegia, Italia, USA, Svizzera e Giappone), nero per quelli poveri. Coloro che impersonavano i paesi ricchi erano a un tavolo e avevano a disposizione piatti, tovaglioli, posate, decorazioni e, soprattutto, cibo e acqua a volontà. I paesi poveri, seduti per terra, avevano un piatto e una posata di plastica con una minuscola porzione di riso; gli avanzi sono stati simbolicamente gettati. Durante il pranzo, i rappresentati dei paesi poveri hanno scambiato i propri prodotti per una “cassa di armi” e, in seguito, hanno sottratto dal tavolo dei ricchi del cibo. Nella seconda parte della conferenza, gli studenti hanno dibattuto, confrontando le proprie opinioni e sensazioni sull’esperienza vissuta, con pareri vari e spesso discordanti.
Successivamente, sono stati mostrati due video. Il primo portava la testimonianza di un ragazzo scappato dal proprio paese a causa della guerra che concludeva dicendo : «Ho tanti amici ma loro non sanno cosa succede di fuori. Ho visto un uomo morire per una pallottola alla coscia, per questo voglio fare il Medico Senza Frontiere.» Il secondo presentava le immagini di una Beirut distrutta, dove quindici anni fa atterrava un aereo con gli aiuti umanitari raccolti dal Sermig. Per tutta la conferenza, Fabio e Maria hanno ricordato che non si decide dove nascere, ma è un dono che si può diffondere e restituire: questa è stata la riflessione che ha concluso la giornata e ha regalato ai ragazzi un momento di raccoglimento e meditazione.
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ISTRUZIONE, FAMIGLIA E SALUTE I diritti dei minori raccontati da chi li difende giorno dopo giorno di Gaia Banfi
15 Il Servizio Tutela Minori del consorzio dell’olgiatese si occupa di istruzione, famiglia e salute dei minori presenti in famiglie segnalategli dal tribunale ordinario o dal tribunale dei minori. Questo tipo di servizio nasce con l’intenzione di rendere effettivi gli articoli della Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo e di farne rispettare i quattro principi fondamentali che sono: 1) principio di non discriminazione, che come dice la parola stessa impone che il minore non sia soggetto ad alcuna discriminazione di razza, sesso, provenienza, cultura; 2) principio di superiore interesse, secondo il quale la tutela del minore è di importanza maggiore di ogni interesse nazionale o internazionale; 3) diritto a vita, sopravvivenza e sviluppo, che devono essere tutelati dallo stato; 4) diritto del minore che sia ascoltato e che la sua opinione venga presa in considerazione. Durante la conferenza si è svolto un ‘gioco di ruolo’ volto a far conoscere ai ragazzi l’effettivo svolgimento del lavoro di coloro che operano in questo campo. Due studenti impersonavano i genitori di un ragazzo che si rifiutava di andare a scuola mentre altri due studenti impersonavano rispettivamente l’avvocato e l’assistente sociale che avevano il compito di risolvere la situazione della famiglia. Il Servizio di Tutela Minori viene a conoscenza di determinate situazioni tramite denuncia a pubblico ufficiale che può essere fatta da chiunque. Il suo compito principale è quello di compiere un’indagine e degli approfondimenti ed in seguito elaborare delle proposte volte a risolvere la situazione. In alcuni casi può disporre interventi di monitoraggio della situazione e, nei casi più estremi, può attivare la messa in sicurezza del minore, allontanandolo dalla famiglia ed
organizzando incontri protetti (ossia sotto sorveglianza) al fine di tutelarlo.
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I DIRITTI DEGLI HOMELESS La conferenza dell’associazione Immensamente di Marta Isella
Il relatore Stefano Martinelli, coordinatore del progetto Immensamente che coinvolge le mense di solidarietà di Como, Erba e Cantù, introduce la conferenza specificando come esistano diversi tipi di povertà e, di conseguenza, come coloro che si rivolgono alle mense abbiano diverse motivazioni: vi è la povertà economica, ma anche la povertà relazionale, vi sono infatti persone che si rivolgono alla mensa per trovare compagnia. Un esempio è un gruppo di donne moldave che ogni giovedì sera si ritrovano nella mensa di Como per passare del tempo assieme: da questo incontro è nata l'associazione di aiuto "moldova doina" rivolta a tutte le donne provenienti dall'est in Italia per lavorare, spesso come badanti. L'aspetto più complicato è proprio quello del saper gestire i rapporti con le varie persone che si rivolgono alle mense, in quanto ognuna ha necessità e problemi differenti. A Como si rivolgono circa 120 persone, mentre a Erba una trentina. La conferenza prosegue con la proiezione della testimonianza di Gianluca, un ragazzo che è stato per 3 anni in strada (il relatore specifica che dopo 10 anni in strada è pressoché impossibile riuscire a tornare ad una vita normale) ma che ora, grazie all'aiuto della Caritas e dell'associazione Incroci, ha trovato lavoro presso la cooperativa sociale Il Mosaico. Dice che è molto grato ai volontari che l'hanno aiutato: ogni sera, anche d'inverno, c'era chi andava a trovarlo per chiacchierare e passare del tempo con lui. Gianluca insiste molto sul fatto che quando non si ha niente non si è liberi, perché anche se non si hanno vincoli, non si ha nemmeno la libertà di scegliere.
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La Caritas ha stilato una lista dei parametri a causa dei quali, anche se se ne perdono solamente 3, si finisce a vivere per strada: salute, risorse finanziarie, rete sociale, situazione abitativa, legami famigliari, istruzione, professione. Martinelli spiega che si tende ad evitare e stare lontano dagli homeless perchÊ sono uno specchio di noi, di come potremmo essere, ma al tempo stesso loro evitano inconsapevolmente di instaurare relazioni. Si procede con un brain-storming e un confronto a gruppi riguardo la parola libertà , e si arriva alla conclusione che, come cantava Giorgio Gaber, "libertà è partecipazione". Per terminare la conferenza, il relatore fornisce alcuni dati: la notte del 28 luglio 2010, notte campione, sono stati trovati a Como 128 senzatetto, ma se ne stimano 150-170. Di questi il 71,8% vive per strada o in rifugi provvisori mentre il 28,2% in strutture d'accoglienza (in inverno nei dormitori gestiti dalla Caritas in collaborazione della Croce Rossa). Infine, l' 87,4% sono uomini mentre il 12,6% donne.
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INTERCULTURA: UN DIALOGO NEL MONDO “Non sono straniero in nessun luogo. Sono in essere umano che va per il mondo, posa i suoi bagagli e prova a costruire qualcosa là dove si è stabilito". (Amin Maalouf) di Serena Fasana e Micol Rossetti
Intercultura è un’associazione nata durante la 1° guerra mondiale come supporto ai malati di guerra. Finite le due grandi guerre diventa un’associazione culturale con lo scopo di portare la pace nel mondo insegnando alle persone provenienti da paesi diversi a dialogare tra loro. Coloro che compiono questa esperienza imparano a conoscere persone alla pari. La conferenza si apre con la presentazione dei ragazzi del liceo che hanno vissuto un’esperienza grazie ad Intercultura: tra gli studenti del nostro liceo vi sono Valeria, che è andata a Washington, Francesca in India e Alberto in Argentina, mentre sono venuti nel nostro istituto Rodolfo dal Messico e Sea dalla Thailandia. Il dibattito prosegue con una riflessione sui diritti umani, ovvero una garanzia di valori inalienabili, inscindibili, universali per tutti gli esseri umani che non vengono deliberati dal Parlamento, bensì sono delle dichiarazioni non legislative ritenute vere per tutti. Molti di questi diritti si sono affermati anche grazie alle varie rivoluzioni che hanno dominato l’età moderna, come la rivoluzione americana durante la quale viene redatta la Dichiarazione di indipendenza (1776) che proclama la libertà di un certo territorio dallo Stato cui era precedentemente soggetto; la rivoluzione francese nel 1789 che creerà tre valori fondamentali: libertà, fraternità e uguaglianza, che diventeranno poi i tre pilastri grazie ai quali con la Dichiarazione universale del ’48 si cercherà di riformare
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il mondo per porre fine alle guerre e instaurare la pace nel mondo. Il relatore conclude ricordando che tutt’oggi si assegna il premio Nobel per la pace. Albert Nobel era uno scienziato svedese che inventò la dinamite, il quale volle chiaramente nel suo testamento l’istituzione di vari premi tra cui appunto quello per il mantenimento della pace, assegnato per la prima volta nel 1901 ad Oslo, allo svizzero Dunant fondatore della Croce Rossa. Il premio Nobel per la pace venne vinto anche dall’italiano Ernesto Moneta nel 1907. Collegamenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace
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L’ALVEARE L’Alveare è un’associazione che si occupa di disabili e li sostiene nella vita di ogni giorno di Mireya Abbruzzese, Chiara Albertani, Chiara Ramponi
Lunedì 10 dicembre 2012 al liceo scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco si è tenuta come ogni anno la Giornata dei Diritti Umani. Una giornata in cui vengono ricordati i diritti e le libertà che spettano a ogni persona. Ogni classe del liceo ha assistito a diverse conferenze presiedute da varie associazioni operanti sia all’estero che nel territorio. Una di queste è L’Alveare che si occupa dell’assistenza a persone disabili, svolge con loro dei laboratori e li accompagna in gite e vacanze. I relatori hanno chiesto ad una classe di dividersi in gruppi e di provare ad organizzare un’uscita di un giorno per queste persone tenendo conto di tutte le difficoltà che l’operazione avrebbe comportato. Dopo che ogni gruppo ha esposto tutte le iniziative, un componente dell’Alveare, Gianfi, ha deciso quale fosse la migliore tra un’esperienza a Bormio, al lago o addirittura in elicottero. Nella parte conclusiva dell’assemblea i ragazzi hanno avuto spazio per domande personali, dalle cui risposte sono emersi consigli su come rapportarsi alle persone disabili o anche delle vere e proprie regole di vita. Una di queste per esempio è quella di relazionarsi a loro sinceramente, come con ogni altra persona senza evidenziare le differenze, ma al contrario trovando caratteristiche comuni. Un altro suggerimento dato è stato che per vivere una vita serena bisogna essere in pace con se stessi e con gli altri, infatti la propria condizione non si può cambiare, ma la si può migliorare vivendo appieno le esperienze che ogni giorno ci vengono offerte. Collegamenti: http://www.associazionealveare.it/
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LIBERA CONTRO LE MAFIE L’associazione Libera, dal 1995 presente ed attiva su tutto il territorio italiano, ha sensibilizzato gli alunni del Terragni alla lotta contro le mafie. di Samantha Cammisa e Chiara Gini
22 Il giudice Giovanni Falcone, ben conosciuto per il suo impegno e sacrificio nella lotta contro la mafia, diceva: «Possiamo sempre fare qualcosa». Ed è probabilmente questo qualcosa che ha portato i giovani del coordinamento di Libera di Como ad offrire ai ragazzi del Liceo una conferenza in occasione della Giornata dei Diritti Umani. Il 10 dicembre 2012, infatti, tre classi del liceo sono state invitate a prendere parte alla conferenza, in cui i ragazzi, rigorosamente con la maglietta-divisa di Libera, hanno spiegato come l’associazione operi. Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è nata il 25 marzo 1995 ed ha l’obiettivo di sensibilizzare la società nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia: la sua presentazione ai ragazzi si è concentrata sulla possibilità che persone dell’età degli studenti hanno di aiutare. Infatti, l’associazione organizza progetti, come ad esempio i campi estivi che vengono tenuti tra Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Piemonte su territori e in edifici sottratti alle mafie: periodi di soggiorno in cui si può collaborare con l’associazione e rendersi nel contempo conto di come l’illegalità possa modificare e talvolta penalizzare un territorio. I relatori, tra cui anche alcuni ex studenti del Terragni, hanno portato la loro esperienza personale, che durante l’estate scorsa è stata seguita anche dai media, considerata la portata di progetti come la raccolta di firme per la proposta di legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Il coordinamento di Libera, che attualmente conta oltre 1500
associazioni, gruppi e scuole, è presente dal 23 settembre 2012 a Como, dove, nell’ambito della fiera "L'Isola che c'è", si è presentata con un proprio stand in cui proponeva la vendita dei primi prodotti di Libera Terra, provenienti dalle terre confiscate alla mafia.
Collegamenti: www.libera.it www.liberaterra.it www.liberainformazione.org
Il logo dell’associazione
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NON LASCIAMOLI SOLI L’istruzione come fonte di riscatto anche per i più disagiati di Elisa Fasola e Francesca Pappalardo
24 L’associazione Non pioverà per sempre si impegna a promuovere l’istruzione e cerca di diffondere l’utilità della scuola anche tra quei ragazzi che sembrano non interessarsi al mondo scolastico. È stato proprio un maestro e volontario dell’associazione a introdurre questi concetti durante la Giornata dei Diritti Umani, attraverso una lezione di interazione con gli alunni di una quarta del liceo scientifico G. Terragni. Con semplici domande e provocazioni il relatore ha condotto i ragazzi a comprendere che l’educazione garantisce una crescita intellettuale, ma soprattutto morale. Ha focalizzato la sua attenzione sulla cultura e la conoscenza che permettono all’uomo di prendere coscienza dei propri diritti, di non essere succubi e di acquistare una maggiore consapevolezza di se stessi e delle proprie capacità. Il relatore ha infine terminato la propria conferenza con una storia, narrata anche grazie alla proiezioni di immagini, attraverso la quale si è concluso che la scuola aiuta l’uomo a completarsi e a non essere schiavi di altri. L’educazione deve perciò essere un diritto di tutti, anche di coloro che, a causa di precarie condizioni economiche o storie di vita difficili, hanno deciso di abbandonare gli studi.
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ESPERIENZE DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE IN AFRICA La conferenza dell’associazione Social Giovio di Greta Amendola
25 Questa conferenza è stata tenuta da tre ragazze facenti parte dell'associazione Social Giovio. Alessandra ha cominciato presentando l’ associazione, che è nata nel 2005 e ha sede nel centro Claudia a Como. Essa si occupa di raccogliere fondi attraverso diverse attività come la vendita di lavori fatti a mano, l'organizzazione della giornata della creatività o la vendita del calendario, per poi investirli in diversi progetti : la costruzione di un'aula di alfabetizzazione e di una biblioteca. Successivamente Alessandra ha passato la parola ad Irene, una ragazza di 18 anni, la quale ha esposto la sua esperienza di volontariato insieme ai "fratelli della sacra famiglia" in Burkina Faso durata tre settimane. Il Burkina Faso, infatti, è uno degli stati più poveri del mondo (nella classifica occupa il 181° posto su 187) e la relatrice racconta di averlo notato sin dal primo momento in cui è atterrata nella capitale Ougadougou. Le strade, anche quelle principali sono in prevalenza sterrate e per le persone che le percorrono non vi sono regole da seguire. La ragazza ha poi raccontato di essersi trasferita in un villaggio, Nanoro, a nord-ovest della capitale, dove ha vissuto durante la sua permanenza all'interno di un centro missionario. Gli abitanti di questo villaggio vivono in gruppi famigliari molto grandi (15-20 persone) in capanne circondate da un cortile. La loro attività principale è l'agricoltura, che viene svolta principalmente dalle donne. Sono proprio loro, infatti, che mandano avanti la società, anche se in realtà vengono considerate inferiori. Nonostante le differenze religiose, non vi
sono tensioni e la convivenza è pacifica. In questo contesto, le giornate di Irene erano dettate da un' programma preciso: si svegliava tutti i giorni alle 7, aiutava in lavori utili nella comunità come sistemare la scuola o ripristinare il margine del fiume, e nel tempo libero giocava con i bambini. La relatrice ha concluso il suo intervento dicendo che spesso noi abbiamo dei forti pregiudizi sulle persone povere e pensiamo che vivano soltanto nella sofferenza, ma in realtà sanno anche vivere momenti di gioia. A questo punto è intervenuta un'altra ragazza sempre di 18 anni, Carlotta, la quale ha portato testimonianza della sua esperienza in Nigeria, presso l'House of Providence, cioè un seminario e centro d'accoglienza fondato dai "missionari guanelliani". Questa struttura è dotata di una scuola ed un'area dedicata esclusivamente alle persone con disfunzioni motorie. La mansione principale di Carlotta durante la sua permanenza è stata quella di organizzare una sorta di Grest (GRuppo ESTivo) in cui vi erano momenti di preghiera oppure si tenevano lezioni scolastiche, durante le quali i bambini venivano divisi per età. Si effettuavano inoltre giochi per i quali i 250 partecipanti erano stati divisi in 4 squadre. Carlotta ha infine fornito delle informazioni sulla società nigeriana e, facendo piccoli esempi, come quello del pronto soccorso poco organizzato o la presenza di fognature a cielo aperto o ancora la consumazione di soli due pasti al giorno non molto nutrienti, ha fatto capire come essa sia davvero arretrata e povera.
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ESPERIENZE DI VOLONTARIATO SOCIALE A NAPOLI Aurora Capitanio e Denise Zecchin, dopo aver terminato il liceo, dedicano un anno di volontariato sociale al disagiato quartiere di Licola Mare di Laura Marinoni e Sara Pizzelli
Il 10 dicembre si è tenuta presso liceo G. Terragni la nona edizione della Giornata dei Diritti Umani, durante la quale le classi 3APA e 3LB hanno assistito alla conferenza tenuta da due ex studentesse del liceo: Aurora Capitanio e Denise Zecchin. L'incontro si è aperto con un brain storming attorno ai termini “Perchè donarsi?” e “Napoli”. Le relatrici hanno infatti vissuto, dopo alla fine del liceo, un anno di volontariato nel quartiere disagiato di Licola Mare nella periferia della città. Le ragazze, appoggiate anche dalla Caritas, hanno svolto nell'arco dell'anno diverse mansioni, dall'assistenza in un ambulatorio odontoiatrico all'aiuto in un istituto tecnico. Aurora e Denise, durante la loro presentazione, hanno coinvolto gli studenti invitandoli a prendere parte a brevi “scenette” attraverso le quali hanno potuto mostrare in modo concreto le difficoltà affrontate nel rapportarsi con i ragazzi dell'istituto, spesso irriverenti, offensivi e privi di rispetto. Costante è stato poi il loro servizio di volontariato sociale presso Licola Mare, nel quale hanno vissuto e operato con l'appoggio delle suore. Questo quartiere presenta una realtà difficile, tutte le famiglie devono infatti lottare quotidianamente contro problemi di soldi, droga, mafia e giustizia; nonostante ciò le ragazze hanno cercato di adattarsi alle esigenze degli abitanti, eliminando
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ostacoli come l'integrazione e le incomprensioni. Oltre a ciò, Denise e Aurora hanno dovuto far fronte alle incomprensioni legate ad una prolungata convivenza: il lavoro, le difficoltà da superare e la lontananza da casa hanno contribuito a tratti a rendere ardua la collaborazione; tuttavia le due amiche si sono mostrate pienamente soddisfatte dell'esperienza. Per concludere la loro presentazione hanno mostrato alle classi delle fotografie e dei video dei ragazzi con i quali hanno vissuto.
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A cura della classe 4 F http://www.liceoterragni.it/diritti-index.php