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XXXVI stagione concertistica

Omaggio a Andrea Tacchi

DANIELE GIORGI violino augusto gasbarri violoncello alessio galiazzo oboe UMBERTO CODECÀ fagotto


fondazione orchestra regionale toscana

Direttore generale

Marco Parri

Direttore servizi musicali

Paolo Frassinelli

Direttore comunicazione

Riccardo Basile

Ufficio sviluppo e fundraising

Elisa Bonini

Amministrazione

Simone Grifagni, Cristina Ottanelli Ufficio del personale

Patrizia Brogioni, Andrea Gianfaldoni Segreteria

Stefania Tombelli, Tiziana Goretti, Ambra Greco Servizi tecnici Orchestra

Angelo Del Rosso

OspitalitĂ  e sala Teatro Verdi

Fulvio Palmieri, Paolo Malvini Consiglio di Amministrazione

Maurizio Frittelli presidente Francesca Bardelli vice presidente Elisa Burlamacchi Nazzareno Carusi Claudio Martini Revisore Unico

Vittorio Quarta

Palcoscenico Teatro Verdi

Alfredo Ridi, Walter Sica, Carmelo Meli Sandro Russo, Alessandro Goretti Personale di sala

Lisa Baldi, Alessandra Biagiotti, Anastasiya Byshlyaha, Tommaso Cellini, Lorenzo Del Mastio, Enrico Guerrini, Chiara Giglioli, Michele Leccese, Pasquale Matarrese, Andrea Nigro, Sara Spinicchia, Mario Venneri, Giuseppe Zarcone


XXXVI stagione concertistica 16_17

direttore artistico

Giorgio Battistelli

direttore principale Daniele Rustioni direttore e compositore in residence Tan Dun direttore onorario Thomas Dausgaard

 O IC

stituzioni

oncertistiche

rchestrali


Omaggio a Andrea Tacchi DANIELE GIORGI

violino

WOLFGANG AMADEUS MOZART Serenata notturna in re maggiore K.239 Marcia | Maestoso Menuetto | Trio Rondò | Allegretto

AUGUSTO GASBARRI

violoncello

ALESSIO GALIAZZO

oboe

UMBERTO CODECÀ

fagotto

FRANZ JOSEPH HAYDN Sinfonia Concertante in si bemolle maggiore per violino, violoncello, oboe e fagotto Hob.I:105 Allegro Andante Allegro con spirito

***

VOLTERRA, TEATRO PERSIO FLACCO

venerdì 10 febbraio 2017 ore 21.00 castelfiorentino, teatro del popolo

sabato 11 febbraio 2017 ore 21.15 Firenze, Teatro Verdi

martedì 14 febbraio 2017 ore 21.00 follonica, teatro fonderia leopolda

mercoledì 15 febbraio 2017 ore 21.15 Registrazioni e produzioni audio a cura di SoundStudioService

FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY Sinfonia n.4 in la maggiore op.90 'Italiana' Allegro vivace Andante con moto Con moto moderato Saltarello | Presto


Questo è il programma che Andrea Tacchi avrebbe dovuto concertare ed eseguire questa sera. Abbiamo scelto che rimanesse lo stesso per rendere così omaggio al nostro storico primo violino, presente in Orchestra fin dalla fondazione. A caldo, dopo la sua prematura scomparsa lo scorso settembre, ci è sembrata la scelta migliore, quasi a voler sottolineare la ricerca di un senso di continuità che dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto alla sua memoria. Andrea aveva scelto questo programma, senza direttore, proprio perché fosse l’Orchestra il fulcro della serata, per renderla protagonista assoluta. Senza una guida sul podio, infatti, i musicisti sono chiamati tutti ad una maggiore responsabilità e ad un maggior coinvolgimento, a dare tutti il miglior contributo possibile nella ricerca di un risultato coeso e condiviso. Andrea sapeva che qui questo è possibile. L'Italiana di Mendelssohn, nostro cavallo di battaglia in tante tournée e fiore all'occhiello del nostro repertorio, risulta perfetta per evidenziare, nel suo virtuosismo orchestrale, le sfaccettate capacità di un gruppo ben affiatato. Così come è evidente la ricerca di questa "coralità" nella Sinfonia Concertante di Haydn, dove sono quattro, e non uno, i solisti che condividono oneri ed onori. E perfino nella Serenata di Mozart è rintracciabile questo spirito di gruppo, l'opportunità per ognuno di trovare un piccolo spunto di consapevole partecipazione. Una bella vetrina per l’Orchestra quindi, pensata e voluta dalla sua spalla per esaltare, nella valorizzazione dei singoli, lo spessore complessivo dell’intera formazione; perché da ognuno ci si aspetta che dia sempre il meglio di sé. Questo è forse l'insegnamento più importante che "il Tacchi" ci ha lasciato.


DANIELE GIORGI

Direttore d’orchestra, compositore e violinista, Daniele Giorgi considera una ricchezza irrinunciabile dedicarsi alla musica da più prospettive. Nato a Firenze nel 1970, si diploma in violino con il massimo dei voti presso il Conservatorio Luigi Cherubini perfezionandosi in seguito al Conservatorio (Scuola Universitaria di Musica) della Svizzera Italiana. Dal 1999 violino di spalla dell’ORT, inizia nel 2003 a dedicarsi alla direzione d’orchestra sotto la guida di Piero Bellugi e Isaac Karabtchevsky. Nel 2004 vince il secondo premio assoluto all’ottava edizione del Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra “Antonio Pedrotti” di Trento, aggiudicandosi inoltre il premio speciale del pubblico ed il premio per la migliore esecuzione del brano di musica contemporanea. Da quel momento collabora con numerose orchestre fra cui la Haydnorchester di Trento e Bolzano, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Czech Chamber Philharmonic. Nel luglio 2006 ha inaugurato il 31° Cantiere d’Arte di Montepulciano, festival internazionale fondato nel 1989 da Hans Werner Henze. Nel settembre 2006 è stato invitato alla Sagra Musicale Umbra sul podio dell’ORT per la prima esecuzione italiana di Die beiden Pedagogen di Mendelssohn. Nel 2008 è stato preparatore della Symphonica d’Italia per i concerti diretti da Lorin Maazel.

Ha collaborato con solisti come: Juliane Banse, Yuri Bashmet, Kolja Blacher, Stanislav Bunin, Michele Campanella, Renaud Capuçon, Umberto Clerici, Roberto Cominati, Enrico Dindo, Ingrid Fliter, Ilya Grubert, Freddy Kempf, Karl Leister, Viktoria Mullova, Igor Oistrakh, Miklós Perényi, Boris Petrushansky, Marco Rizzi, David Russell, Viktor Tetriakov, Francois-Joel Thiollier. È direttore artistico de L’Antidoto, rassegna di musica da camera della Fondazione Pistoiese Jorio Vivarelli. Dalla stagione 2014/2015 è il direttore musicale dell'Orchestra Leonore e responsabile della programmazione artistica della Stagione Sinfonica della Fondazione Pistoiese Promusica.


AUGUSTO GASBARRI

Nasce a Chieti nel 1984. Ha studiato violoncello al Conservatorio "D'Annunzio" di Pescara, sotto la guida di Massimo Magri, dove si è diplomati col massimo dei voti. Dal 2002 al 2004 ha frequentato il corso di formazione orchestrale presso la Scuola di Musica di Fiesole (OGI) sotto la guida di Piero Farulli, Boris Baraz, Manuel Zigante, Andrea Nannoni; i corsi dell'Accademia Europea del Quartetto con Hatto Beyerle, Stefan Metz, Peter Cropper, Johannes Meissl, Erich Höbarth, Anner Bylsma. Ha seguito le masterclasses di Enrico Dindo presso l'Accademia Musicale Pescarese, di Giovanni Gnocchi e Stefano Cerrato all'Accademia Pianistica di Imola "Incontri col Maestro" e il master postgraduate presso la Universität Mozarteum Salzburg con Enrico Bronzi. Ha collaborato con l'Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, i Solisti Aquilani, la Camerata Salzburg e l'Orchestra del Teatro Regio di Torino. Dal dicembre 2013 entra a far parte della formazione toscana nel ruolo di prima parte, vincendo il concorso per primo violoncello indetto dalla Fondazione ORT. Nel 2014 con la violinista Clarice Curradi e la pianista Irene Novi fonda il Trio Vox. Svolge inoltre intensa attività concertistica e di ricerca storica con Ensemble Alraune, con il quale ha recentemente inciso l'integrale dei quartetti con due

viole di Giuseppe Cambini per l'etichetta NovAntiqua Records. Suona un violoncello Carlo Giuseppe Testore gentilmente concesso in prestito da Giovanni Setaro.


ALESSIO GALIAZZO

Diplomato in oboe con la lode al Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto frequenta successivamente il corso biennale di perfezionamento per professori d'orchestra alla Scuola di Musica di Fiesole. Numerose le collaborazioni con l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra Accademia i Filarmonici e l'Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Lorin Maazel. Si è perfezionato con Stefan Schilli presso il Mozarteum di Salisburgo. Dal 2006 è primo oboe dell'Orchestra della Toscana.


umberto codecÀ

Fagottista, si forma nella sua città natale presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, presentando all'esame di diploma il Concerto per fagotto, orchestra d'archi, arpa e pianoforte che il compositore francese André Jolivet scrisse nel 1954, brano pietra miliare nella storia del fagotto. Successivamente si perfeziona a Vienna e Salisburgo con i più grandi nomi del fagotto, quali Klaus Thunemann e Milan Turkovic. Vincitore in alcuni tra i più importanti concorsi internazionali tra cui “Amilcare Ponchielli” di Cremona il “Severino Gazzelloni” di Pavia, si presenta ad ogni recital con brani del repertorio barocco, classico, ma soprattutto, novecentesco e contemporaneo italiano ed internazionale. È stato primo fagotto nelle più prestigiose orchestre ed istituzioni europee tra cui La Fenice di Venezia, il Covent Garden di Londra, il Regio di Torino, il Comunale di Bologna e l’Orchestra della Svizzera Italiana. Dal 1994 è primo fagotto dell’Orchestra della Toscana.


WOLFGANG AMADEUS MOZART (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

Serenata notturna in re maggiore K.239 durata: 15 minuti circa

Non conosciamo le circostanze e la destinazione della serenata notturna K.239: dal manoscritto sappiamo solamente che fu composta a Salisburgo nel gennaio del 1776. La serenata era notoriamente un genere destinato a esecuzioni all’aperto, il che comportava di solito una cospicua presenza di strumenti a fiato. Il fatto che la serenata K.239 sia strumentata per soli archi non contraddice tuttavia necessariamente la destinazione abituale: l’uso di due orchestre e la presenza dei timpani rimandano senz’altro alla ricerca di effetti sonori pensati per un ambiente ampio. Rispetto al successivo divertimento K.286, che adotta quattro gruppi di archi e corni con insistiti effetti di eco, la serenata notturna è certamente più sobria: ma la sua disposizione coincide nella sostanza con quella dell’antico concerto grosso (un gruppo di archi solisti e un tutti di ripieno), che rispondeva a esigenze di natura fonica, oltre che espressiva. Dal punto di vista del genere, la serenata K.239 si presenta come un brano di proporzioni contenute, lontano cioè dalle lunghe serenate destinate alle grandi feste all’aperto o impiegate in funzione di Finalmusik: a una marcia fa

seguito un minuetto, che racchiude un trio affidato alla sola prima orchestra, mentre il rondò contiene una delle più celebri melodie mozartiane di ispirazione popolare. Marco Mangani


FRANZ JOSEPH HAYDN (Rohrau 1732 – Vienna 1809)

Sinfonia concertante in si bemolle maggiore per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra Hob. I:105 durata: 24 minuti circa

La Sinfonia concertante in si bemolle fu composta da Haydn nel marzo del 1792, nel corso della sua prima, trionfale permanenza in Inghilterra, dovuta all'invito dell'impresario e violinista Salomon. Dalle eccellenti condizioni della prassi musicale inglese - basterebbe pensare che l'orchestra del King's Theater in the Haymarket contava ben sessanta ele­menti, circa il doppio di quelli operanti alla corte di Esterhazy, presso la quale Haydn aveva prestato servizio per circa un trentennio - il compositore seppe trarre un nuovo incentivo per una più indipendente espressione del proprio stile maturo. Accanto ai magistrali risultati delle sinfonie "Iondinesi", ineguagliati modelli di equilibrio formale e ingegnosità di solu­zioni strumentali, la Sinfonia concertante occupa la posizione di una sorella cadetta, consanguinea ma meno dotata. Più delle composizioni coeve, la partitura reca il segno della particolare contingenza in cui vide la luce: l’aperta concorrenza fra l’organizzazione concertistica di Salomon e quella rivale dei "Professionals", che puntava sulla personalità di Ignaz Pleyel e sulle sue sinfonie concertanti per contrastare il clamoroso successo del maestro austriaco. Proprio questa riva­lità spinse Haydn ad impegnarsi a presentare una composi­zione nuova in ciascuno dei concerti di Salomon; la partitura della Sinfonia concertante, frutto di "parecchie

notti in bian­co" (come ebbe a dichiarare il compositore) fu redatta con una certa fretta, evidente dalla stesura disordinata e problematica dell’autografo. D’altra parte Haydn, che con la scrittura concertante aveva una grande familiarità, non si era mai confrontato prima di allora col genere vero e proprio della sinfonia concertante, caro alla tradizione francese. Tale genere aveva avuto origi­ne dal concerto grosso barocco (con l'alternanza di un grup­po di solisti e dell'intero complesso strumentale) e, come il con­certo per strumento solista, aveva ricevuto una nuova orga­nizzazione formale grazie alla contaminazione con lo stile galante (vale a dire grazie a una netta dialettica tematica), distinguendosi tuttavia dal concerto solistico per i problemi di equilibrio, fonici e strutturali, creati dalla presenza di più soli­sti. In Inghilterra, in particolare, era stato Johann Christian Bach, il penultimogenito di Sebastian, a imporre quello della concertante come genere principale dello stile galante; e i concerti di Salomon si ispiravano, nella loro formula, proprio alle stagioni fondate da Bach insieme al suo collega Abel. Il lavoro di Haydn, dunque, si richiama, nella costruzione, a canoni ben consolidati, affidandosi a quattro parti solistiche di somma brillantezza tecnica: violoncello, oboe, fagotto e soprattutto violino. La


contemporanea presenza degli stessi ruoli strumentali nel "ripieno" dell'orchestra non giova però alla nitidezza della partitura; questa, nonostante la preziosità artigianale della scrittura, sembra frenata da una certa pletoricità fonica nel fine ludico e disimpegnato. Il primo movimento, in forma sonata, non alieno da suggestioni militaresche, alterna con equilibrio le sezioni orchestrali a quelle riservate ai solisti, dando modo a questi ultimi di fare sfoggio delle loro capacità, con una grande varietà melodi­ca, nonché corone e cadenze "ad

libitum". Il centrale Andan­te è invece consacrato alle doti di cantabilità dei quattro stru­menti obbligati, accompagnati, all'inizio, solamente dal pizzicato degli archi. Nell'Allegro con spirito conclusivo Haydn dà particolare rilievo al violino principale (suonato, all’epoca, dallo stesso impresario Salomon); il recitativo violinistico che precede l'esposizione del refrain del giocoso rondò getta un’ombra di ambiguità sui contenuti ludici dell’intera partitura. Arrigo Quattrocchi


FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY (Amburgo 1809 – Lipsia 1847)

Sinfonia n.4 in la maggiore op.90 'Italiana' durata: 30 minuti circa

Nel 1829, all'età di vent'anni, Felix Mendelssohn abbandonava Berlino per affrontare un lungo viaggio europeo che completasse la sua formazione musicale e consolidasse la sua notorietà al di fuori della città di residenza dove aveva colto, nel maggio dello stesso anno, una clamorosa affermazione dirigendo la feconda riesumazione della Passione secondo Matteo di Bach. Nel corso del viaggio il giovane avrebbe visitato Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Francia, ma la tappa più attesa doveva essere quella italiana. Nella penisola il ragazzo si trattenne per circa un anno, fra il novembre 1830 e il novembre 1831, toccando le città di Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Genova e Milano. Le premesse del viaggio in Italia non vanno ricercate solo nella biografia personale dell'autore. La "italienische Reise", il pellegrinaggio nella terra che in campo musicale aveva dettato legge in tutta Europa nel secolo precedente, era stato un vero e proprio obbligo per quei musicisti che volevano imprimere una svolta alla propria formazione; un obbligo a cui si erano volentieri sottoposti, fra i tantissimi altri, Händel e Mozart. E tuttavia all'inizio del nuovo secolo la vita musicale italiana attraversava reali difficoltà, e comunque non veniva più ammirata e considerata alla stregua di una ineludibile pietra di paragone. Ma il fascino del

viaggio italiano persisteva comunque nella fantasia degli artisti, su basi differenti. Nella breve ma intensissima età del neoclassicismo l'Italia era vista come la culla della civiltà, la sede delle vestigia degli antichi monumenti; l'esempio di Viaggio in Italia di Goethe doveva esercitare una influenza fortissima sulla giovane generazione di artisti romantici, determinati a visitare "il paese dove fioriscono i limoni"; e a tale influenza non poteva certo sottrarsi Mendelssohn, cresciuto alla scuola del "consigliere" musicale del vecchio poeta, Zelter, nonché a contatto con il poeta stesso. Emblematiche le parole scritte dal giovane Felix a Roma nella lettera del 17 gennaio 1831: "Perché l'Italia deve per forza essere anche oggi il paese dell'arte, mentre è già il paese della natura e perciò privilegiato in tutto?" Dalle suggestioni del viaggio italiano nasce dunque la Sinfonia "Italiana" di Mendelssohn; il numero d'ordine della sinfonia (n.4) e l'alto numero d'opera (opera 90) non devono trarre in inganno relativamente alla posizione occupata dal brano nel catalogo del compositore; essi sono legati infatti alle vicende editoriali della partitura, pubblicata postuma nel 1851 e penultima fra le Sinfonie. Ma l'Italiana è in realtà la terza della Sinfonie a piena orchestra di Mendelssohn, concepita in età giovanile, già nel corso del


citato viaggio, e precisamente a Roma nel 1831; l'abbozzo della composizione venne poi ultimato a Napoli, tappa successiva, come mostra l'autografo di un "Concertino" di Mendelssohn conservato nella biblioteca del conservatorio napoletano, e che costituisce in realtà un schizzo del primo movimento, con significative differenze. La partitura peraltro seguì sorte analoga a quella delle altre due sinfonie concepite negli stessi anni (la Riforma e la Scozzese); dopo un fulmineo abbozzo, una lunga e tormentata gestazione. L'Italiana ebbe così la prima esecuzione a Londra il 13 maggio 1833; senza incontrare tuttavia la piena soddisfazione del compositore, intenzionato a compiere una profonda rielaborazione. Infatti il 26 giugno 1834 Mendelssohn scriveva a Ignaz Moscheles che per operare una revisione seria avrebbe dovuto cambiare tutto il primo movimento a partire dalla quarta battuta. E, non a caso, l'autore non si decise mai a pubblicare la sinfonia. I motivi di tale insoddisfazione vanno certamente ricercati, più che nei presunti difetti della partitura, nel perfezionismo implacabile dell'autore, che ebbe modo di palesarsi, come si è accennato, anche

a proposito della Riforma (rimasta anch'essa inedita) e della Scozzese (terminata solo nel 1842). Eppure la Sinfonia Italiana è unanimemente considerata uno dei risultati più alti e compiuti di tutta l'opera di Mendelssohn. In essa sono stati visti peraltro tutti i luoghi comuni attribuiti alla penisola: vitalismo, arguzia, serenità, chiarezza, folklore. Ma è da escludersi che nelle intenzioni dell'autore tali caratteristiche avessero delle implicazioni banalmente descrittive; si tratta invece dell'individuazione di alcuni "topoi" dell'italianismo in musica - secondo l'immaginario germanico - intesi come categorie astratte e sviluppati secondo una logica rigorosamente musicale. Piuttosto converrà osservare come, nell'equilibrio della impostazione formale si impone lo spirito di quella classicità che controlla sempre fermamente l'anelito romantico del compositore. Ogni movimento della sinfonia, infatti, segue una impostazione dominante, senza dare spazio a conflitti interni. L'Allegro vivace iniziali si apre con il celebre richiamo ascendente in 6/8, che viene presentato di seguito in una doppia esposizione; non mancano nel movimento molti altri elementi (fra cui il secondo


tema esposto dai fiati), nessuno dei quali contraddice il vitalismo di questo tema. Dunque non il contrasto, ma le diverse manifestazioni di un medesimo atteggiamento animano l'esposizione. Lo sviluppo si avvale di un nuovo tema in minore che dà luogo ad un vasto fugato e, sommandosi al tema iniziale, conduce alla riesposizione con un efficace ritardando. La coda riprende tutti gli elementi in un festoso crescendo. Il secondo tempo, un Andante con moto in re minore, è stato spesso considerato alla stregua di una marcia processionale (ovvio il parallelo con la Marhe des Pelérins nell'Aroldo in Italia di Berlioz); è comunque ammirevole nella sua impostazione essenziale, aprendosi con due sole linee melodiche, un pizzicato dei bassi su cui si innesta il tema affidato al timbro opaco di oboi, fagotti e viole (ispirato forse a un Lied di Zelter). La forma è ABAA' e il tempo si spegne, come si era aperto, sui pizzicati. Segue un Con moto moderato che non è un vero e proprio scherzo, ma piuttosto un minuetto lento che prefigura in parte, con il suo tematismo lirico, gli "intermezzi" prediletti da Brahms in questa posizione; affidata ai vasti richiami dei corni è la sezione del

Trio. Celeberrimo il finale della sinfonia, che riprende un altro archetipo dell'italianismo musicale, un saltarello napoletano. Singolare il fatto che una sinfonia in maggiore si concluda con un movimento in minore; ma ancora di più andrà osservato il tessuto finissimo degli intrecci fra archi e fiati, il vasto crescendo dell'esposizione, il ritorno verso la fine del tema iniziale della sinfonia (ma in minore), l'assenza di modulazioni nell'intero tempo; l'abilità, insomma, con cui il sinistro vitalismo della pagina viene continuamente rinnovato, in un autentico magistero di virtuosismo orchestrale. Arrigo Quattrocchi


VIOLINI PRIMI

VIOLONCELLI

CORNI

Daniele Giorgi * Paolo Gaiani ** Angela Asioli Gabriella Colombo Francesco Di Cuonzo Marian Elleman Susanna Pasquariello Marco Pistelli

Luca Provenzani * Augusto Gasbarri ** Stefano Battistini Giovanni Simeone

Andrea Albori * Paolo Faggi *

VIOLINI SECONDI

Fabio Fabbrizzi * Michele Marasco *

CONTRABBASSI

Amerigo Bernardi * Luigi Giannoni ** FLAUTI

Chiara Morandi * Patrizia Bettotti ** Stefano Bianchi Marcello D' Angelo Chiara Foletto Alessandro Giani VIOLE

Stefano Zanobini * Pier Paolo Ricci ** Caterina Cioli Alessandro Franconi

OBOI

Alessio Galiazzo * Flavio Giuliani *

TROMBE

Donato De Sena * Guido Guidarelli * TIMPANI

Morgan M.Tortelli *

Ispettore d’orcheStra e archivista

Alfredo Vignoli

CLARINETTI

Marco Ortolani * Enzo Giuffrida * FAGOTTI

Umberto Codecà * Stefano Semprini

* prime parti ** concertino


I prossimi appuntamenti

Tutti al Teatro Verdi!

gli spettacoli del sabato pomeriggio per bambini, ragazzi e famiglie

18 PIERINO E IL LUPO

febbraio

di Sergej Prokof'ev

sabato BUSTRic ore 16.30 voce recitante e ideazione scenica

28

FEBBRAIO

martedì ore 21.00

Concerto di Carnevale

DIETRICH PAREDES direttore

SALEEM ASHKAR pianoforte

musiche di Mendelssohn, Beethoven

8

marzo

mercoledì ore 21.00

Ospitalità

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

FRANCESCO LANZILLOTTA

direttore

MIHAELA COSTEA violino Corigliano, Beethoven


L’Orchestra della Toscana si è formata a Firenze nel 1980 per iniziativa della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze. Nel 1983, durante la direzione artistica di Luciano Berio, è diventata Istituzione Concertistica Orchestrale per riconoscimento del Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Composta da 44 musicisti, che si suddividono anche in agili formazioni cameristiche, l’Orchestra realizza le prove e i concerti, distribuiti poi in tutta la Toscana, nello storico Teatro Verdi di sua proprietà. Le esecuzioni fiorentine sono trasmesse su territorio nazionale da Radio Rai Tre e in Regione da Rete Toscana Classica. Tra barocco e musica d’oggi Interprete duttile di un ampio repertorio che dalla musica barocca arriva no ai compositori contemporanei, l’Orchestra riserva ampio spazio a Haydn, Mozart, tutto il Beethoven sinfonico, larga parte del barocco strumentale. Accanto ai grandi capolavori sinfonico-corali si aggiungono

i Lieder di Mahler, le pagine corali di Brahms, parte del sinfonismo dell’Ottocento con una posizione di privilegio per Rossini. Una precisa vocazione per il Novecento storico, insieme a una singolare sensibilità per la musica d’oggi, caratterizzano la formazione toscana nel panorama musicale italiano. Il festival “Play It! La musica fORTe dell’Italia” è il manifesto più eloquente dell’impegno dell’orchestra verso la contemporaneità, premiato nel 2014 con il XXXIII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” come migliore iniziativa 2013. Ospite delle più importanti Società di Concerti italiane, si è esibita con grande successo al Teatro alla Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, al Comunale di Bologna, al Carlo Felice di Genova, all’Auditorium del Lingotto di Torino, all’Accademia di S.Cecilia di Roma, alla Settimana Musicale Senese, al Ravenna Festival, al Rossini Opera Festival e alla Biennale di Venezia.


Numerose le sue apparizioni all’estero a partire dal 1992 tra cui: Salisburgo, Cannes, Strasburgo, New York, Edimburgo, Madrid, Hong Kong, Tokyo per la rassegna “Italia-Giappone 2001-2002”. Negli ultimi anni il concerto al Konzertsaal di Lucerna con Daniele Rustioni sul podio e Sergej Krylov al violino (maggio 2013); la doppia tappa in Germania (Münster e Hannover) con Francesco Lanzillotta e Benedetto Lupo solista al piano, nel novembre 2014, e nel giugno 2016 la trasferta in Sudamerica per una tournée di 6 concerti in Ecuador, Perù, Cile, Argentina sempre guidati dal direttore principale Rustioni. Discografia Musiche di Schubert e di Cherubini con Donato Renzetti (Europa Musica), Pierino e il lupo e L’Histoire de Babar con Paolo Poli e Alessandro Pinzauti (Caroman), Cavalleria rusticana con Bruno Bartoletti (Foné), Il barbiere di Siviglia con Gianluigi Gelmetti (EMI Classics), Omaggio a Mina e Orfeo cantando tolse di Adriano Guarnieri

con Pietro Borgonovo (Ricordi) e lo Stabat Mater di Rossini con Gianluigi Gelmetti (Agorà), Tancredi sempre con Gelmetti (Foné), Holy Sea con Butch Morris (Splasch), Richard Galliano e I Solisti dell’Ort (dreyfus), Le Congiurate di Schubert con Gérard Korsten per la regia di Denis Krief, Concertone con Stefano Bollani (Blue Label), Omaggio a Puccini con Fiorenza Cedolins (Bongiovanni), il Requiem di Mozart con Gianluigi Gelmetti. Negli ultimi anni le incisioni Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce di Haydn, concertatore Andrea Andrea Tacchi; Play it! con musiche di Sylvano Bussotti, Carla Rebora, Riccardo Panfili per VdM Records. Lo scorso 30 settembre è uscito su etichetta Sony Classical un nuovo disco dell'ORT diretta da Daniele Rustioni e decicato alle musiche di Giorgio Federico Ghedini. A questo lavoro seguiranno altri due Cd (sempre su etichetta Sony) dedicati rispettivamente a Casella e Petrassi.


COMUNICAZIONI PER IL PUBBLICO

cambia il tuo punto di vista con realtÀ AUMENTATA

i giovani a teatro: il teatro? #bella storia

Partito il nuovo progetto della Fondazione CRF dedicato ai giovani tra i 16 e i 21 anni. Lo scorso 1° febbraio i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa si sono recati al Teatro Verdi prima del concerto, per incontrare il direttore artistico Giorgio Battistelli e i protagonisti della serata ovvero Daniel Smith e Anna Tifu. L'esperienza è stata ben accolta dai ragazzi, incuriositi e appassionati. Quindi è impossibile perdere il prossimo appuntamento previsto in calendario martedì 4 aprile con Alejo Pérez sul podio e Federico Colli solista al pianoforte. Biglietti €5,00: basta registrarsi al sito www.ilteatrobellastoria.it e procedere all'acquisto online.

La novità di maggior successo della scorsa Stagione, da quest'anno apre le porte a tutto il pubblico, non solo agli abbonati ORT. Chiunque potrà sedere in mezzo ai nostri Professori durante i concerti in cartellone al Teatro Verdi di Firenze, per un'esperienza sensoriale totalmente diversa. Realtà aumentata è l'occasione per cambiare punto di vista e di ascolto, seguendo il concerto in mezzo agli archi o ai fiati dell'ORT. Prenota subito la tua poltrona sul palco del Teatro Verdi ... sarà tutta un'altra Musica! (È escluso il concerto dell'8 marzo) Chiama al numero 055.2340710 o scrivi una mail a sviluppo@orchestradellatoscana.it


COMUNICAZIONI PER IL PUBBLICO

SITO INTERNET

Qui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano l’Orchestra della Toscana. Trovate il calendario, le news con gli aggiornamenti, le anticipazioni, le foto gallery ed i dettagli di tutte le nostre inziative. è anche il punto di partenza per i nostri canali social (Facebook, Twitter, You Tube, Pinterest e Instagram). Si possono scaricare materiali informativi ed inviti ad iniziative speciali: www.orchestradellatoscana.it I PROGRAMMI SU ISSUU

Tutti i programmi di sala, come questo che state leggendo, vengono pubblicati con qualche giorno di anticipo sul portale Issuu a questo indirizzo: issuu.com/orchestradellatoscana Chi vuole può dunque prepararsi all’ascolto in anticipo e comodamente da casa. Il link è disponibile anche nel nostro sito internet. I programmi resteranno a disposizione del pubblico per tutta la stagione.

AUDIO SU SOUNDCLOUD

Sono disponibili sulla piattaforma di condivisione audio Soundcloud materiali che ci riguardano come le introduzioni ai concerti, gli interventi didattici e una selezione di brani dall’ultimo Play It! Ci trovate a questo indirizzo: soundcloud.com/orchestradellatoscana LE FOTO DEL CONCERTO

Sulla nostra pagina Facebook sarà possibile vedere nei prossimi giorni un’ampia galleria fotografica che documenta questo concerto. Più in generale, sul nostro sito trovate una ricca foto gallery su tutta l’attività dell’Orchestra della Toscana, realizzata da Marco Borrelli.


SOSTENENDO L’ORT SARà TUTTA UN’ALTRA MUSICA

Crediamo che la cultura rappresenti un volano di sviluppo del territorio, arricchisca la società e assicuri la crescita consapevole delle nuove generazioni. Siamo convinti che la musica possa nutrire lo spirito e il corpo, che contribuisca a far crescere le nuove generazioni attraverso un ascolto consapevole dell’affascinante mondo musicale in cui viviamo, un mondo in continua trasformazione. La nostra proposta musicale è rivolta a tutti e suggerisce una libertà di ascolto che spazia nel tempo, dal passato al presente. Lavoriamo con impegno e passione perchè siamo convinti che con una musica intelligente e bella si possa vivere meglio. Cerchiamo amici disposti a condividere il nostro lavoro, affiancandoci nel percorso e sostenendoci nella nostra visione di una città più armoniosa. Il tuo contributo potrà arricchire l’attività e i progetti di formazione e di educazione all’ascolto rivolti ai più giovani.

Scegli il tuo sostegno all’ORT!

MY ORT € 50,00 SOSTENITORE € 100,00 AMICO € 250,00 ELITE € 500,00 Sul sito www.orchestradellatoscana. it è possibile scoprire tutti i vantaggi riservati ai nostri sostenitori. Il proprio contributo può essere comodamente donato con bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT 75 S061 6002 8001 0000 0010 505

E anche per le aziende che vorranno essere partner dell’ORT, saremo lieti di costruire le opportunità migliori. Inoltre destinando il 5 PER MILLE all’Orchestra della Toscana si potrà contribuire ai progetti didattici, alle iniziative scolastiche e provinciali organizzate dall’ORT: basta mettere la propria firma nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi riservato e riportare il codice fiscale della nostra fondazione: 01774620486 Ufficio sviluppo sviluppo@orchestradellatoscana.it


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TEATRO VERDI

Via Ghibellina, 99 - 50122 Firenze Biglietteria Via Ghibellina, 97 - 50122 Firenze orari dal lun al sab 10-13 e 16-19 festivi chiuso tel. (+39) 055 212320 fax. (+39) 055 288417 www.teatroverdionline.it info@teatroverdionline.it

proGramma di sala a cura di

Ufficio Comunicazione ORT IMPAGINAZIONE

Ambra Greco Foto

Marco Borrelli, Maria Gabriella Dei (5) stampa

Grafiche Martinelli (Firenze)


IL NUOVO DISCO

DELL’ORCHESTRA DELLA TOSCANA DIRETTA DA

Daniele Rustioni UN OMAGGIO APPASSIONATO AD UNO DEI PROTAGONISTI DEL ‘900 STORICO ITALIANO

GIORGIO FEDERICO GHEDINI [ 1 ] APPUNTI PER UN CREDO [ 2 ] MUSICA NOTTURNA [ 3 ] STUDI PER UN AFFRESCO DI BATTAGLIA [ 4 ] SONATA DA CONCERTO PER FLAUTO E ARCHI Orchestra della Toscana Daniele Rustioni, direttore / conductor [2] Andrea Tacchi, Chiara Morandi, violino / violin [4] Andrea Oliva, flauto / flute 1 CD SONY CLASSICAL 88985366412 / DISPONIBILE ANCHE IN DIGITALE


Omaggio a Andrea Tacchi | Stagione 16_17